RÌGGS MEMORIAL
LIBRARY
GEORGETOWN UNIVERSITY
«-6
INSCRIZIONI GRECHE
TROVATE
ISOLA TRA LA SIRIA E LA FENICIA
ILLUSTRATE
BMMà P.
CrIJJKPIET&OVpEICCBI
DELLA COMPAGNIA DI GESÙ
SOCIO ORDINARIO
PELILA ITOITIFJOA ACCADEMIA HOMANA
DI ARQGEEOLOGIA
CÓLt-A NOTIZIA DI UNA SCOPERTA
M TRE TEMPLI PAGANI
PRESSO L'ANTICA BIRITO
ROMA
ttftodtcu Stampe/ùcy
delio. <9\cv.
1838
Cdww,
c/bpail'.
496125
GEChi
JSIVEHSira
(3)
Xlecherà
randi
maraviglia eminentissimi principi , ono
colleghi che sopra uno scoglio di mare qual
,
,
,
fu sempre V isola d' Arado , si scuoprano vari mo
numenti di antichità , che attestano somma cultura in
piccolo spazio. Ma tal maraviglia o non dovrebbe
aver luogo
o cesserà facilmente in chi ne avrà letta,
o ne
leggerà la favorevole descrizione degli antichi
geografi. Ella era celebre fin dal tempo di Mosè (i);
ed Ezechiello, profetando lo sterminio di Tiro già da
lunga pezza verificato ne ricordò due volte gli abi
tatori (2). Del resto dal primo libro de\ Maccabei (3) si
,
,
argomenta, che
ella
libera
era
e
potente
non meno
le altre isole del Mediterraneo anche sotto i
ria ; fatto che ben si accorda coli' epoca delle
nete autonome
ma
4-9 5-
,
la
S trabone
quale
e
rimonta fino all'
Plinio
gano neir assegnare a
poco più che sette stadi
quell'
,
cioè
XV
,
2
di Si
sue mo
anno
poi, quantunque
di Ro
conven
isola la circonferenza di
meno
d'
un
(1) Gerì. X, t8.
(2) XXVII, 81. 1.
(3)
re
del
3.
a
*
miglio
,
0
in
(4)
soggiungono però che essa era tutto insie
quel
me isola e città : taxi òi
nirpoc mpiYÌkvG'rcs Saov kmà ròv
y.vyXov «rra^t-wv,
rikypns y.uxomaq (i): Aradus septem stadiorum oppidum et insula (2). Pomponio Mela e Stra
torno
,
,
bone notarono inoltre
popolazione
sua
gli
antichi
tavano
,
gli
"Ks/pvjrat [t-ix?1
dus
le
case
erano a
uni
sicché i cittadini abi
piani,
altri
gli
("5T£
>
,
molti
sopra
v^v
xar
che per la moltitudine della
contra V uso più comune de
,
(3)
nolvopóyovg
roaxvro d'
ornarsi
za? cìn'iag
gyovtyfa
:
Ara-
quantum patet tota oppidum : frequens
tamen
quia etiam super aliena tecta sedem ponere
licei (4). Né già si creda , che ciò fosse soltanto, al
lorché i suoi regoli signoreggiavano eziandio sul con
.
.
,
,
tinente
,
ci attestano Polibio
come
imperocché Strabone,
Roma, ci dice \é.y$i xaì
che visse
mente coli' Asia minore
mare
il
,
e
Strab. XVI,
Plin.
V,
e.
Strab. 1.
e.
e.
2
20.
Pomp. Mei. II, e.
Polyb. V, e. 68.
Curi. IV,
e
1.
7.
suo
suo
commercio
porto
e
il
:
che
se
singolar
suo
gran
la foce del fiume Eleutero
colla città di Antarado che le
(1)
(2)
(3)
(4)
(5)
(6)
al presente
infino
vuv
si considera l'estensione del
de arsenale tra il
(5) e Curzio (6):
dopo l' anno 700 di
corrispondeva sulla
terra
(3)
degna d' essere più spesso vi
sitata dai viaggiatori. Copiosissime sono le sue monete
tanto autonome, quanto imperiali. Le prime altre sono
fenicie alle quali si aggiungono alcune di Citium in
Cipro, colla leggenda fenicia LEARAD MELEC, Aradi
regis. (i) ; altre greche colla epigrafe greca APAAIQN e
la nota dell'epoca utilissima all'istoria universale. Le se
conde poi anche al tempo dell' Eckliel giugnevano da
Domiziano fino ad Elagabalo (2), e se ne potrebbero tro
vare delle più antiche : imperocché Dione afferma (3),
ferma
si stimerà forse
,
,
che Arado essendosi ribellata ai romani fu assediata da
di Antonio , e costretta per fame ad
C. Sosio
legato
arrendersi neh"
po della rivolta
trucidato,
di Roma 719, anzi Antigono ca
in cui tutto il presidio romano fu
anno
,
vinto in
da Sosio stesso
,
preso in Gerosolima
decorò il trionfo notato ancora
battaglia
ne
e
poi
capitoline. Da quell' epoca in poi Arado
e seguì la sorte della Siria
non ebbe più autonomia
e della Giudea, che nell'anno stesso fu soggiogata di
cioè ventisette anni dopo il pri
nuovo da C. Sosio
come narra
mo soggiogamento per opera di Pompeo
Giuseppe Flavio (4) nelle antichità giudaiche. Non
nelle tavole
,
,
,
Eckhel D. N.vol. Ili pag. 3g6 412. Dutens. explications de quelques medailles etc. Lond. 1773. I. D. Michaelis
(1)
Biblioth. orient. P. Vili, pag. 14.
(2) Eckhel. D. N. t. Ili, p. 3g4.
(3) lib. XLIX.
(4) Antiq. Iud.
lib. XIV
e
16
d.
4-
r
(6)
sarà dunque disaggradevole il conoscere, oltre alle mo
nete, le pregevoli greche inscrizioni che vi si trovano.
Di queste noi siamo debitori alla gentilezza del signor
Enrico Guys console di Francia, e alle diligenti ricerche
dell' erudito
signor
conte Giulio de Bertou
,
che le ha
padre Massimiliano
missionario della compagnia di Gesù nella
Ryllo
Caldea ed ora in Roma. E giacché quel savio e ge
neroso signore ne desiderava una
qualche illustrazione
trasmesse per lettera al reverendo
,
,
,
noi volentieri , secondo nostre forze
,
V abbiamo intra
presa , tra perchè queste inscrizioni ricordano alcuni
nomi famosi nelle vicende politiche di Roma , e per
chè talune avendo la data cronologica potranno ser
vire moltissimo allo studio
comparativo
delle archeo
il progresso delle quali dipende
sopra tutto da' critici e ragionati confronti de' monu
menti ; e questi tanto sono più giovevoli , quanto più
logiche discipline
,
sicura è V epoca de' monumenti medesimi. Per amore
di fedeltà le daremo adunque primieramente con
que'
caratteri stessi
remo
in che ci pervennero :
allato della versione in caratteri
,
bite correzioni ciascuna
per quanto potremo
tica richiede.
,
poi sottopor
minuti, colle de
ma
ed anche , dove fia d' uopo e
con
que' supplimenti che la cri
,
(7)
IN ONORE DI D.
INSCRIZIONE
LELIO
UNO DEGLI AMMIRAGLI DI POMPEO NELLA GUERRA CIVILE.
OAHMOC
AGKMON AAIAION
A6KMOT TION
C1IAPXON CTOAO
£YNOIT£CNeKeN
Populus
Decimum
Filium
vìov
Decimi
GzoXo[y]
Praefectum
[A]SX/X9U
enxpyov
Laelium
.
£Wo'l[tX$]
.
Benevolentiae
SVSXSV
Questa greca inscrizione,
come
tutte le
Classi
.
Causa
.
seguenti,
quale altro non sembra che
e an
la base della statua , ora o dispersa o sepolta
ticamente eretta in onore della persona lodata nell'epi
grafe. Perciò agl'intelligenti non fa d'uopo avvertire
si
legge
in
un
cippo
,
il
,
che tutta la sintassi in
quarto
caso
è retta da
un ver-
(8)
espresso sarebbe « vlar^y , ov
vero àvsffttjffov secondo il numero del nome di coloro,
che dedicano la statua , come troviamo senza ellissi
bo sottinteso
,
il
quale
in altri titoli onorari
di
inscrizioni
greche
s' incontra
voluta
pure
conservare
marmo.
talvolta
nella traduzione.
Questa formola
che 1* altra
non meno
ne' marmi latini 1' abbiamo
poi sospetti in principio
Nessuno
nel
riportati da molti raccoglitori
(i) ; e giacché questa sintassi.
H noALS come
o
veruna mancanza
AHMOC
è
frequente (2)
H BOTAH KAI OAHM02
vedremo in
seguito.
,
ed anche
Prima di tutto adun
que osservo che il prenome AGKMOC è una sincope
di AEKIM02 : e per verità nelle iscrizioni più antiche
è assai più usato che senza sincope , come dimostra
no
molti
esempi,
biamo in
dal
Asx/xcj
Bockh, (3)
Panofka nella
;
sua
Kcaaovuos
Ronlìsu
làaw b xaì Asx/xo?
descrizione
dei
Pflj/jwócs ab
ci
è
dato
monumenti
del conte di Pourtalés \ un AEKM02 medico oculista
da E. Q. Visconti (4), e per altri si veggano il Fabretti (5) , il Bockh (6), e il cavaliere Francesco M. Avel-
Boeckh. corp, inscr. gr.
altrove.
(i) Augus.
2719
e
n.
18 12,
2ia4» 2507,
(2) Boeckh. corp. inscr. gr. n. 365, 366, 367,407, 411»
LV4I2, 4J3, 432» 1610 e altrove.
(3) N. 3g3 dell'opera sopraccitata.
(4) Op. Divers. t. Ili pag. 3a'8.
(5) Pag. 562
(6) Corp. inscr. gr. n. 1286: e Arcadio de acc. p. 58, 16.
(9)
lino nel terzo
ciò basti per
nostra
de' suoi
tomo
opuscoli
diversi
(i).
E
certi del prenome Decimo nella
davanti al cognome Lelio.
esser
epigrafe
Quanto all' antichità dell'inscrizione medesima, il
suo
anteriori ad
no
re
di
già mostra che ella appartiene
Augusto ne' quali i romani si
laconismo
,
a'
tempi
curava
de* titoli che delle geste. Così , per tace
di tanti altri , veggiamo nel greco titolo onorario
meno
trovato
Pompeo Magno
nella Troade
O
,
AHMOC
TNAION nOMnHION TNAIOY YION TO TPITON AYTOKPA-
(2)
TOPA
senz' altro
,
elogio
di stile
e
di epoca vicina
nostro. Tutto ciò è
qualche cosa
semplice congettura quella che ci
a
questo
è
una
attribuir la
presente
Pompeo ; egli è invece il complesso
dispregevoli ragionamenti.
Tra gli uomini illustri della gente
mando marittimo
ma
non
muove
ad
inscrizione al Decimo Lelio amico
di
tissima nell' istoria
:
romana ,
di
questi
non
Lelia celebra-
famosi per
hanno diritto alla
due soli
co
,
no
negli scrittori,
stra epigrafe: Caio Lelio ammiraglio di Scipione Afri
e Decimo Lelio uno degli ammiragli di Pom
cano
,
peo : ma la differenza del prenome non lascia dubbio
nella scella. E davvero la nostra inscrizione combina
perfettamente
colla testimonianza di Cesare ne'suoi
fi) Pag. 3i 76 32i^
(2) Veggasi il signor conte Bartolomeo Borghesi
arcad. 1826 pag. 86.
b
nel
co-
gior.
( io)
(1) sopra la persona dt
Cesare, numerando i per
stato diviso da Pompeo il co
mentari della guerra civile
Decimo Lelio : imperocché
sonaggi, fra' quali
era
mando di tutte le
sue
Praeerat
TICA
aegypliis
forze marittime
naviòus
,
incomincia :
Pompeius filius
D. LAELIVS et C. Triarius
:
:
dove
ASIA
non
ha
di comenti per intendere che Decimo Lelio,
dovendo costeggiare F Asia, si sarà ricoverato più volte
bisogno
nel porto d' Arado.
coi cesariani davanti
Egli combattè poi valorosamente
a Brindisi, ed anche alla
spiaggia
opposta delF Illirico ; ed è già noto che Pompeo
mentre perdeva sul continente , vinceva
per mare. Ten
,
go adunque per fermo , che il Decimo Lelio ricordato
da Cesare debba essere il AGKMOC AAIAIOC GnAPXOC
CTOAOY
della nostra inscrizione. Una sola difficoltà
rebbe
sa
insuperabile ed è se potesse provarsi che il
Decimo Lelio ammiraglio di
Pompeo era figliuolo non
già di un altro Decimo Lelio come richiede il no
,
,
stro
marmo
,
ma
bensì di
un
Caio Lelio ; essendo que
sti i due
prenomi prediletti di quella gente romana
Se però noi interroghiamo Fistoria sarà facile il com
prendere che la gente Lelia era divisa in due princi
pali famiglie, nelF una delle quali era comune il pre
nome Caio, « nelF altra il
e che
prenome Decimo
eolla distinzione precisamente di questi due
prenomi
.
,
,
<i) De.
B. C. 1. III
e.
5,
(
procuravano di
non
)
Il
confondersi
anzi è certo che il
:
Pompeo nella guerra
era per lo appunto
civile
figliuolo di quel Decimo
Lelio ugualmente caro a Pompeo , che dai sertoriani
fu morto nella guerra di Spagna. Quésto non è ora
Decimo Lelio
di
ammiraglio
,
,
malagevole
a
dimostrarsi
che fu
dopo
i
pubblicato
comentatore antico dell' orazione prò Fiacco
sa
come
da
cipi
ognun
che ci
per
quella orazione,
,
onorano
di
uno
quegli
il
scoperto,
eminentissimi
prin
della loro presenza. Conoscevasi
recitata da M. Tullio nelF anno
che il giovane Decimo Lelio accusa
tore di Fiacco esser doveva quel Decimo Lelio mede
di Roma
simo
694.
che fu
,
tardi
più
uno
degli ammiragli
di Pom
peo. Risaltava ciò da tutto il contesto , ma speziai*
mente dalle notevoli parole (1): Sermo est tota Asia
Cn.
quod
dissipatus
,
hementer
inimicus, contendisse
Pompeium
,
a
L. Fiacco est
ve*
LAELIO PATERNO
pernecessario , ut àunc hoc iudicio arcesseret. Restava tuttavia qualche dubbiezza per l'am
biguità della voce PATERNVS. Questa però non ha
più luogo al presente per F autorità di quel coménta^
tore, il quale recisamente tronca la questione soggiugn/mdo : Quod PATERNVM AMICVM Cn. Pompei
LAELIVM dicit
opinor ad tempus belli sertoriani
esse
referendum quod ibidem LAELIVS PATER
AMICO
ac
,
,
(1}
Or. prò Fiacco
§.
6.
b
*
[( » )
ut ait SalluHVIVS ab hirtuleianis interfectus est
stius, receptis plerisque signis militaribus cum LAELI
corpore (i). E siccome Giulio Ossequente (2), d'accor
do con Frontino (3), chiama Decimo il Lelio legato
di Pompeo nella Spagna
e ucciso da Irtuleio que
,
,
store di Sertorio ; così siamo sicuri, per l'autorità con
giunta di questi scrittori , che il padre di Decimo Lelio
ammiraglio
di
Pompeo portava
anch'
esso
veramente il
prenome di Decimo.
E
probabile che il Decimo Lelio
inscrizione, per essere appunto figliuolo di
dunque
della nostra
altro Decimo
glio
bile,
di
Pompeo
trovarne
circostanze
di
debba
,
un
essere
e
il Decimo Lelio ammira
quanto è difficile
altro,
di nomi
,
in cui
e
,
aveva
forse
concorrano
concorrono
,
nell'accusa di Fiacco
,
di comando ad
luogo
quali
Pompeo. Si aggiunga
tempo
di
,
tanto
che
questo
secondato
impossi?
tutte
queste
una
flotta
nel
partigiano
,
di
Decimo Lelio
non
solamente
Pompeo ma gli asiatici e i siri e singolarmente i
giudei; cosa assai nota pe' celebri passi di Tullio in
quella orazione circa la religione de' giudei e il tem
pio di Gerusalemme risparmiato da Pompeo (4). È
,
(1) Glas. Auct t. II p. 16 ed rorn.
(42) Prod. CXIX.
(3) Stratagem. II, 3. 5.
(4) Cicer. Or. prò Fiacco §.28.
,
( i3)
ben
dunque ragionevole
il credere
che divenuto
ca
pitano di una flotta, e stanziando in Arado alquanti
anni dopo
abbia ottenuto da quel popolo e per me
riti passati, e forse anche per nuovi, F onor d'una sta
,
tua
facile
tanto
,
concedersi nelle doviziose città
a
dell' Asia.
Lascio
l'ap
non
inscrizione per quanto
è la sola che colla certezza indubitata d'un
essa
,
romana
vale. Se io
questa
prezzare
erro
amatori dell'istoria
poi agli
monumento conferma la- storica autorità di Cesare in
torno
all'ammiragliato
dice
di
Fiacco
di Decimo Lelio
,
e
ciò cbe si
lui nelF orazione di M. Tullio in difesa di
stabilendo anche le dubbiose lezioni
,
degli
al
tri scrittori per la genealogia di questo ramo della
gente Lelia. Il Decimo Lelio legato di Pompeo nella
del nostro
in Giulio
Ossequente
era Didius Laelius nelle antiche edizioni; e questo per
una falsa
interpretazione della sigla D. che poi fu
corretta sopra F evidente ragione che Didio non fu
Spagna
,
padre
e
mai prenome
glia
Lelia ;
dal nostro
che prenome della fami
la correzione è pienamente giustificata
romano
ora
,
marmo.
non
,
Così
quistionavasi
chi fosse il Lelio
rammentato da Cicerone nel libro Vili epist. 3 ad Attico,
e
nel libro XI
nelF
anno
epist.
di Roma
7
e
ih
694 gli
:
ma
è attribuita
nelF orazione in difesa di Fiacco
costanze is loriche della
desso sia
una
sola
sua
considerata F età che
,
vita,
persona
,
e
e
da Cicerone
tutte le altre cir
mi sembra certo che
che
non
sia diverso
( i4)
dal Decimo
All'
D.
Lelio,
di cui finora abbiamo
ragionato
altri, che il
•
opposto tengo per fermo anch' io con
Lelio legato di Cornifìcio nelF Africa , il quale si
nel 711 , siccome raccontano Appiano e
sia figliuolo del nostro D. Lelio ammiraglio di
uccise da
se
Dione,
Pompeo e padre di quel D. Lelio
sotto Augusto fu console nelF anno di
fasti gloriosamente s' intitola
,
Balbo
Roma
,
il
quale
748,
e
ne'
D. LAELIVS D. F. D. N. BALBVS
IL
INSCRIZIONE IN ONORE DI OR0BULO SACERDOTE
DI
CESARE AUGUSTO
JfcPì2TQNA2KAffiIIAAOY
IEPEAKAI2AIP02 ZEBA2TOY
OPOBOYAON TQNYA
2ANTGN AOYN02Y
AjJt-Jtav AttXvjT-A
ftpeot Kaimpog SsjSaorou
Qpcfìovlov
twv
[ va Upà nohv ]
c7«vtwvP]ou[X]ojt[ov] [evejsysTvjv] I
Jristan
Asclepiadis
Sacerdàtem Caesaris
Horobulum ,
eorum
Filius
Augusti
qui sacra
Curarti seryus, patronum
( i5)
Il
copia,
di questa inscrizione è difficile. La
che ho sotto gli occhi non lascia dubbio fino
supplimento
al TQN della terza linea ,
ma
nella terminazione ZANTQN ;
il resto è rovinato. Col confronto di un' altra co-*
quale indicasse la dimensione delle
e lo
,
spazio della rottura nel marmo (rettifi
anche quelle che paiono mal trascritte ) forse
potrebbe riuscirvi ; ma senza ciò non si può
pia migliore
lettere
cando
taluno
e
la
,
,
,
affermare
certezza che
con
deve
zione ZANTQN
di
essere
ispotxevZANTQN ? Sexa^wrvjIANTfìN ,
e
forse si notava
con
esso
manchi. La termina
cosa
un
un
participio
foxalANTQN
simile ;
uffizio sostenuto insie
altri in Arado dal sacerdote Orobulo
me con
e
,
come
,
;
ma
nep
formola
pure questo è sicuro : perchè potendo quella
riferirsi alla voce seguente, anch' essa guasta , AOYN02
che dovrebbe
senza
rebbe
a
luogo
s' indicassero i
fallo emendarsi
,
vi
sa
genitivo antecedente
e più largo anco
Aristone
che col
credere
padroni
AOYA02
d'
,
diventerebbe il campo delle congetture. Se però
egli è servo del sacerdote Orobulo da lui onorato, in
ra
tal
in
caso
la mutua correlazione de' vocaboli
seguito
suspysnjv.
tov
àsonóxw
;
ma
Perché questa è
esigerebbe
forse altri amerà
solenne,
leggesi YA
voce
TQN, nella copia che ho ,
guasto invece di TA, con in seguito il
e
meglio -rcy
dopo l'articolo
che mi sembra
plurale ri
chiamato da questo articolo. Posto eiò,non è improbabile
il seguente supplimento TQN TA «spà twXsuSANTQN AOYA02
?ì>» evtpy'sxw : e
questo supplimento io trascelgo , pernome
>6
(
)
che ha molti confronti in altre inscrizioni che
tano servi di
che
manca
,
sacerdoti.
sembra
lasciando il resto
perchè
però
importanza ;
,
cosa
questo frammento
ebbe anche in Arado
potrà affermare
sia
ne
di poca
mi appiglio all' indubitata
notizia ricevuta da
Augusto
Checché
rammen
gli
se
gli
e
di ciò
ed io
nuova
che cioè Cesare
,
onori divini. Non si
ottenne da solo
F adulazione delle
,
Roma;
o con
arrivò
perfino alla
insieme con Roma,
giacché egli stesso non lo permetteva altrimenti (i) :
ma
dopo la vittoria contra Sesto Pompeo, e l'abdicazione
di Lepido, fu
venerato, anche senza Roma, da solo (2),
Questo culto invase soprattutto la Grecia e l'Asia; ma
stranezza d' adorarlo
non
fu
ne
provincie
vivente, prima
neppure F Italia , come lo provano
col suo flamen augustalis, un marmo
scevera
il cenotafìo
pisano
flamen Caesaris Augusti, e l'inscrizione
di Pola nell'Istria pubblicata dal Pococke (3). Né le Spa
gne e le Gallie ebbero allora miglior giudizio , per
di Preneste col
chè famose furono le
(4)
ragona
e
are
in Lione
erette
ed
,
morte in ambedue le città
dicato
a
nome
comune
,
a
lui vivente in Tar-
anche
che in
tempio dopo
Lione gli fu de
un
da tutta la nazione
Dione
(1) Tacito Annal. VI 37
(2) Appiano de bel. civ. lib. V e.
(3) Descript, Orient. t. Ili § 425.
(4) Tacito Annal. I 77.
=
lib. LI
i32.
e.
,
con
20.
un'
( 17)
secondo Strabone
memorabile,
(i), pei nomi e per
insegne di sessanta popolazioni. Quel geografo atte
ara
le
sta
,
che il
si vedeva davanti alla città sul
tempio
fluente dell'Arari
del Rodano
e
il che in
:
con
inscri
una
zione latina recata dal Muratori dicesi pure ad confluentem (2). La solennità poi degli spettacoli, che visi cele
bravano in
onore
della chiesa per
alla
Quanto
di
Augusto è nota eziandio nei fasti
gli atti sinceri dei martiri di Lione.
Siria, si può dire che F esempio di
questa adulazione
Erode
mo.
,
se non
Giuseppe
Cesarea
KAI2AP02
è
di
,
dato in Giudea
fu il
primo
,
Palestina
fu certamente F ulti
non
ebreo ci attesta
t©
simulacra hinc Romae
dunque maraviglia
anche in Arado
:
e
se
che colui innalzò in
(3),
àyoikixaw
iscandalo da
con
pw
rò Sì
,
inde Caesaris. Non
,
troviamo
pqmhe
questo
culto stesso
siccome nella nostra inscrizio
che
Augusto non ha il titolo di 0EO2
da talune città greche gli fu dato in vita (4), non che
dopo morte possiamo credere che la nostra inscri
zione non sia posteriore all' apoteosi decretatagli dal
senato
perchè allora difficilmente si sarebbe taciuto
il 0EOY YI02 0EO2
o almeno il 0EO2 semplice, sosti
tuito dai greci al Divus de' latini. Avrei omessa una tal
ne
Cesare
,
,
,
,
(1) Lib. IV e. 3.
(2) Pag. 222 5.
(3) Antiq. Iud. lib. XV e.
(4) Caylus. Ree. d' Antiq. t.
i3.
11
pag.
189.
C
( i8 )
quistione
da scrittori recenti
se
vedessi contrastata
non
questa Verità per troppo liberale difesa
di Cesare
Augu
folleggiava l'idolatria sul
nascere del cristianesimo ; eppure nessuno meglio di Au
gusto medesimo doveva conoscere la vanità di questo cul
to! E se egli n'era persuaso, non sembra però che avesse
la volontà d' impedirlo : perchè ai tarragonesi, che gli
annunziarono il miracolo d'una palma nata sopra l' ara
di lui, rispose con sale: Si vede guanto spesso vifaccia
te fuoco. APPARET QUAM SAEPE ACCENDATIS (i).
sto. Ma
è certo che così
egli
III.
INSCRIZIONE IN ONORE DI ANTIOCO
SEGRETARIO DEL COMUNE
HfiOYAHKAIO
AHN02
ANTIOXON AHMOKPY
TOY- TOYKAIMAPiai
N02KAAQ2 TPAMMA
TEYZANTA
^
&TQ. q-OT ETEI
TEIMHZXAPIN
■
i
PoìAÒ
Tuu
TiOLZ
toy
o
xal
'^[fi]oq
Map{u«
Senatus
Populusque
Antiochum Democriti,
Qui et Mario, Filium
Scribae Munere
TEDuavra
#
tw
^}
q-OT (2)
f^5 X<xpiv
Nitide
Ixa
Perfunctum
Anno CCCLXX.VI
Honoris ergo
fi) Quintiliano Instit. Qrat. lib. VI e. 4(2) cioè fot» sfiàopyyiQVTa rfianceteora.
lesa
( 19)
Questa inscrizione può tenersi per
i leggerissimi supplì menti
, perchè
che richiedeva
tere
dizio che
sono
,
ha nel
ve ne
d' alcune let
indubitati anche per in
È degna d'
marmo.
tata la formola di dedica in
parleremo
intiera ed il
principio
contrerà pure nella seguente
della
,
illustrando la sesta inscrizione
esser no
,
e
quale
che s'in
kAi 0 AHM02;
autorità del comu
H boyah
esprimevasi la pubblica
ne in ogni città greca
né credo che qui debba sup
plirsi apaaiqn, perchè sul luogo necessariamente do
vevasi sottintendere, e d' altronde qui non ha difetto
nel marmo. Il doppio nome del padre d' Antioco i
con essa
,
m\ Maftw , è meritevole d'attenzione ,
quell'unione di due nomi in una sola perso
cioè Avjjxcxjjfrcs
perchè
na
o
colle voci è Y.a.1 né'
greci,
colle
o
corrispondenti
QVI ET ne' monumenti latini, suole indicare
prannome^ che
lingua
può
esser
materna diversa
,
so
un
nato da varie cause, cioè da
o
da servitù sostenuta
,
o
da
popolare e simili. La prima spiega perchè quelF
uso sia tanto frequente nelle inscrizioni d'Egitto e di
Siria (i), e le altre perchè questi soprannomi abbiano
vezzo
d'ordinario
un non so
sorprende,
p.
SERPVLLIVS
es.
(2)
che di strano
di ridicolo che ti
VITALI8 QVI ET
; L. AVRELIVS PANNICVLVS QVI
C. LECANIVS
:
>—.
4
e
■
;
(i) Raoul-Rochette. Iournal des Savana Avril 1824 pag. a4o.
(2) Orelli iscr. sei. num. 1788: e meglio Clemente Cardi
nali
dipi.
p.
a. num.
ro.
e
*
(
ET SABANAS
(1)
20
)
TI. CLAVDIO NICEROTI
;
QVI
(2); PHOEBVS QVI ET TORMOGVS HISPANVS (3); SALVSTIA HOMILIA QVAE
ET CAECILIA (4); il che s'intende più chiaramente
ET ASIÀTICVS LIVI
REVS QVI
QVI VOCATVR
altre formole latine
anche per le
VOCITATVR
p. es. C. IVLIVS NEVOCATVR PETITIVS (5) perchè forse era
,
oppure
SIVE;
scioccone; C. MANTIVS IANVARIVS
uno
CITATVR ASELLVS
SACRVNA
,
(7)
(6)
QVI VO
; AXSILIVS AVITVS SIVE
ed altri. Conviene
però
osservare
che
ne' monumenti cristiani è spesso indizio d'un cambia
mento di nome ricevuto nel battesimo, 0 perchè il
primo
aveva
sentore d'idolatria
deravano il battesimo
ferivano i
nome
tino
n.
(8)
,
0
perchè
nascimento
consi
e
pre
santi.
de'
nomi de' martiri e
Quanto al
latinamente MARIO (9), può dirsi e la
come
nuovo
,
MAPIGN,
e
greco
(io)
,
ed anche di
origine
siriaco..
(1) Orelli ibid. num. 2160.
(2) Orelli num. 2766.
(3) Orelli num. 47*9(4) Grut. 824 7.
(5) Grut. n 32 i3.
(6) Marini Fr. Ar. p. 5o5.
(7) Orelli num. 2773. Vedi Ci. Cardinali Dipi.
348. e p. 198 (245).
(8) Amati Giorn. arcad. t. XXIV pag. 98: 99.
(9) Grut. 733 5. 806, io.
(10) Bockh Corp. iscr. gr. num. 2787. 2789.
,
p.
189.
(21 )
Ho dato ad Antioco il titolo di
segretario
del
co
mune, perchè mi sembra espresso in tpammateyzanta.
Il ypaiipomòs' nelle città greche, singolarmente dell'Asia,
semplice scrivano , ma dignità conside
revole. Cornelio Nepote nella vita di Eumene, parlando
di questo uffizio sotto nome di SCRIBA, avverte che:
non
era
Multo
un
graecos honorijicentius est , quam apud
Nam apud nos revera , sicut sunt, merce-
apud
romanos.
apud illos
nani SCRIBAE existimantur. At
contrario
ojficium admittitur nisi honesto loco et
industria cognita
quod necesse est OMNIVM CONSILIORVM EVM ESSE PARTIGIPEM (i). Nel lessico
rettorico pubblicato dal Bekker Tpa^xr^vg s'interpreta
b cpjaywaaxcdv ry 8ov\y voci
dqj&a r« TrfWffTGTay/xsva (2)
colui che legge al senato e al popolo gli ordinamenti';
e
per verità, secondo gli atti degli apostoli, il rpa^arsù;
nemo
ad id
,
,
,
tsj
,
d'Efeso sedò colla sola autorità
tato in città contro di
il tumulto susci
sua
(3). Con questi sovente
onorati nelle inscrizioni e nelle medaglie (4) non deb
bono confondersi gli scribi de' giudei.
san
Paolo
Preziosa è la data dell'anno
di Arado nella nostra inscrizione ;
376
ma
secondo l'era
ne
riserbiamo
(1) Vit. Eumen. e. j.
(2) Anecd. gr. p. i85 14 e pag. 226 3o.
(3) Act. Apost. XIX 35.
(4) Van Dale diss. V p. 425 427 Eckhel D. N.
pag. 196.
,
,
,
,
I. voi. IV
)
computo comparativo
(
V illustrazione
il
e
che segue
•epigrafe
Intanto
secutivi.
22
alla
quarta
per unire insieme due anni con
si osservi la scrittura TEIMH2 pet
,
cagione dell' I lungo , la quale è conforme
alla pronunzia degli antichi , ma non è conforme all'
etimologìa della parola. L' interpunzione cardiaca sem^
bra che sia stata usata in un luogo solo principal
mente per distinguere l'epoca cronologica.
TIMH2 a
IV.
INSCRIZIONE IN ONORE DI DAMIDE EDILE DI
CITTA1
H BOYAH KAI 0 AHM02
APAAIQN AAMIN MNA2EOY
ArOPANOMHSANTA KAAQZ
KAI $IAOTEIMaZ EN TQ ZOT
ETEI TEIMHZ KAI EYNOIA2
XAPIN
Senatus Populus Que
'Apoàìw
Aa/jwv
àrjopowoliJpQLVXu.
xar
(ptkoziixug
6T«
iv
Tl[J.YJ$ YJOLÌ
"Uhcaia)
Ob Aedilitatem Fideliter Ac
xaXwg
tw
ZOT
EWffjaS
Aradiorum Damin MnaseaeF.
(i)
Liberaliter GestamAnno
Honoris EtJBenevolentiae
Grafia
(i)
CÌoè
ccclxx.vii
é/3§ó^6> l/3$5pjXegT6> tptttXQ<ll9<J1to
( 23 )
V inscrizione è
supplemento
run
APAAIQN
,
e
parleremo
alla sesta inscrizione. Intanto
vare, che il
è
me
notissimo,
v.oà
ha
bisogno
ne'
©
di
ve-
davanti ad
dovuti
supplimenti
ci fermiamo ad
osser
Mvasécu in secondo caso, retto, co
dalla sottintesa voce wèv, non altri
nome
menti che F AraXvjTKaSsu
rcu
non
tranne forse F articolo
,
che
del
intatta,
Mxpiwog
della seconda
della terza
,
,
ci offre un'
il òyu.9*pnw
e
apparente
an
tilogìa di sintassi greca confrontato col AGKMOY YION
della prima inscrizione. Egli è certo che l'uso migliore
dei greci è quello di sopprimerla. La ragione adunque
d' averla espressa nel primo luogo senza necessità, mi
sembra quella d'uniformarsi ai latini ne' nomi loro, e
tradurre in certo modo la formola solita coi prenomi
F -,
L
F
romani indicante il padre, come C
Marci filius, e
Luci filius
F
M
per Cai filius
simili. Questa sarà forse da taluno giudicata un' ine
•
•
•
,
•
•
,
,
ben seria è la conseguenza che vorrei de
durre da questa chiarissima relazione tra le due lin
zia ;
ma
Ognuno sa quanto giovino alla romana archeo
logia que' greci contemporanei che scrissero di cose
romane ; finora però non si è raccolto tutto il frutto
che si doveva dalle inscrizioni grecolatine o puramen
te greche sopra romani argomenti ; eppure elle som
mano il maggior numero delle inscrizioni greche su
gue.
,
perstiti.
Molti
sono
comparativo e per ora mi con
pochi esempi. Il signor Gian Gaspare
sto utilissimo studio
tenterò di
i dubbi che restano sciolti da que
,
(
Orelli
(i), protestante
rimase incerto
su
di
*i)
Zurigo,
contra il Marini
(2)
Voturia let
l'esistenza della tribù
ta nel
compendio VOT. di poche lapidi e quasi tutte
di Bergamo
e
propende a leggere piuttosto VOL.
per Voltinia. Ma un' inscrizione grecolatina dei tem
pi di Augusto trovata in Efeso decide la quistione
,
,
perchè vi
POLLIO,
si ha in latino C. SEXTILIVS
a
cui
P
•
•
F
VOT*
•
in greco alla distesa TAI02
corrisponde
2EETIAI02 nonAIOY YI02 OYOTOYPIA nOAAIQN
(3). Chi
essersi detto voster per vester, vorsus per ver
ec. ,
crederà meco che la Foturia non sia di
poi
sa
sus
versa
dalla tribù Veturia nominata da Livio lib. XXVI
Di
giudizio
parola
ANE0HKE sopra molte medaglie di città greche conia
te in memoria di qualche liberalità verso loro. Impe
e.
22.
usò
questo
F EckheL per
rocché ivi alle voci
PECVNIA
le
greche
•
stesso
marmo
determinare il
TEOYPAN
Così ben s' intende dalla
CIVITATI EPHESINAE
•
EK
TQN
1
DE
•
•
SVA
•
corrispondono
IAIQN
corrispondenza
ANE0HKEN.
delle
paròle
con TOI AHMQI TQN E*E2iflN
Chandler. inscr.
2958.
della
senso
CVRAVIT
(1) Voi. 11 pag. 18 num. 55.
(2) Fr. Arv. pag. 482.
(3) Spon. Voiag. tom. Ili pag.
Part. II pag. 1
inscr. gr. num.
sommo
latine PONTEM
FACIVNDVM
THN
con
i36 Chishu*H, Ant. As.
ant.
pag.
1 1
Boeckh. corp.
( »5)
significazione del vocabolo
sia la
qual
abusato. É
Civitas talvolta
che in altra inscrizione
vero
bilingue (i)
gli corrisponde TH nOAEI, ma noktg urbs ci può ben dare
il contenente pel contenuto, ed esser presa in senso di
<%9g, non già viceversa. Un altro esempio di questi con
fronti somminisirano due inscrizioni greche ed una la
tina in
onore
di Tiberio Claudio Frontino
vate le due
lo
quelle
prime in
predicano
Grecia
KPATOPOC
A
GnAPXClAC
OAAOYlAC TAMIAN
KAf
Gni TCON Yno-
AXAIAC
KANAIAATON
AYTO-
inscrizioni è pur degna d'atten
sincrona della paleografia e della
quali
la diversità
zione
tcon agra
KOYPOYAAION CTPATRTON
rGP/MNIKOY ArOPANO/XON
P00MAICON; nelle
:
ANTCONGINOY AYrOYCTOY
AYPHAIOY
M.
•
CYrKAHTOY
THC
fXNH/XATCON
(3)
AIKACANTCON X6IAIAPXON
'
AGUCONOC
ANTICTPATHrON
aapiAnaain
coaaain
ANAPCON TCON TA MONIKA
IIAATYCH/ttON
la seconda in Italia
(2),
tro
Nicerato,
ortografia. Il monumento latino, tralasciando solo d'e
sprimere Sodalem Hadrìanalem e candidatum imperatoris ec. , gli dà tutti gli altri titoli nel modo se
,
guente:!
VIO
•
VIR
•
LEG
PRAET
•
STL
•
IVD
•
TRIB
•
LATICLA
IlTÌ. ITALICAE QVAESTORI
•
PROVINC
(1) Boeckh
(2) Boeckh
(3)
•
•
ACHAIAE
•
corp. inscr. gr.
corp. inscr. gr.
Gruter. pag.
38^
,
num.
num.
AB
•
•
i537n3r3
,
1327.
6.
d
•
PRO-
ACTIS
•
( 26)
SENATVS
•
AED
•
CVR
•
É dunque
PRAETORI.
che all' epoca di Tiberio Claudio Frontino
Nicerato i Decemviri stlitibus iudicandis erano oi. $Ux
manifesto
avtyss
era
^
o\ za
una
<povty.à
stessa
§wa<7avTs?
con
la
,
e
che la
legione
versione greca delle voci laune
uscì fuori
una
HrEMONA
AEHQNOS A
legione
IV italica.
non
IV flavia
Talvolta la
fu avvertita ,
Così credo che nelle
stranezza.
A@HNA2 del
marmo
e
ne
parole
ancirano
Calpurnio Proclo (t) non sia da cercare né
una legione ateniese |
né la legione adiutrice, colla
troppa audace correzione di ABHNA2 in BOH0HNA2 (2)
dome voleva il Muratori
perche quest' ultima non è
in
onore
di
,
greca , ed è da lui solo coniata a suo talento:
credo piuttosto che vi si debba riconoscere la LE
voce
ma
GIONE I MINERVIA dal greco nome A0HNA di Miner
va stessa. Agi' innumerevoli
pregi della greca lingua
si
aggiunga pertanto anche questo, e se ne avveggano
singolarmente coloro che ne dispregiano lo studio, quan
tunque ella sia la regina delle lingue classiche e de'
classici studi. Ma passiamo a più necessarie osserva
àyapfoopjoe nelle città greche non equi
valeva perfettamente all' edilità romana, ma le si as
somigliava moltissimo e F edile ne' greci scrittori di
zioni. La carica di
,
storia
romana e
nelle inscrizioni è sempre tradotto per
(1) Muratori 55o 2.
(2) Clemente Cardinali dipi, imper. pag. 42« Ci duole che
dottissimo uomo abbia seguita F opinione del Muratori.
,
il
( 27)
àyopovoixog, perchè
non
v'
più acconcia,
era voce
e
d'al
tronde in alcune città di Grecia l3 ag oranomo adempia
quasi tutti gli uffizi del romano edile. Egli è però
notevole che nelle
città doriche
era
d'assai
maggior
possanza , e che molto comune è la menzione che se
ne fa ne' monumenti scritti della Grecia asiatica. Ara
do è
in ciò
dunque
concorde
con
varie città
greche
dell'Asia minore e della Siria, che spesse volte dedi
carono inscrizioni e statue ai loro agoranomi : e <li
ciò
basti. Quanto alla formola della nostra
ArOPANOMHSANTA KAAQS KAl $IAOTIMQ2 con
con
altri uffizi
epigrafe
questo
e
ella è tutta conforme alla
frequentissima,
latina d'una inscrizione di Como in lode d'un
del
collegio
de' fabbri recata
a n:
questore
94 nella giudiziosa
opera di Pier Vittorio Aldini sopra gli Antichi marmi
comensi- OB QVAESTVRAM- FIDELITER- AC- LI•
BERALITER- GESTAM. Di
que'marmi
che altri d'Italia
taluni
è forse
grecheg
l'o
gjano più
,
rigine della colonia. Il V. F. vivus ferii, che tanto
spesso vi s'incontra, è il #>, |»j e £«« de' greci mar
mi (1). Degna di più lungo discorso sarebbe la data
dell' anno ZOT, se la necessità non <à costringesse a re
stringerci. L' antecedente inscrizione, e questa che stia
mo
illustrando
(1)
2771,
e
,
ci
e
ne
causa
presentano due anni consecutivi
Boeckh. corp. inscr. gr.num.
2667, 2687, 270°«b, 2709,
2846, 2901, 2902, 2918, 2989, 2951, 3oo6, 3009,
altrove.
d
*
(28)
dell'era
propria
di Arado
tunno dell'anno di Roma
dire
376, 377;
,
che incomincia ai 29 di
au
q-OT. ZOT, vale a
qual epoca apparten
49 5,
e sono
donde
sappiamo a
gano ambedue, e come si colleghino coli' istoria univer
sale. In varie monete di Arado, coniate sotto F imperio
di Traiano, si ha dal 370 in poi quasi tutta la serie degli
anni precedenti ai due delle nostre inscrizioni e sono
AOT. bot. AOT. EOT.
37 1, 372, 374, 375 (1). Abbiamo
adunque un inaspettato supplimento dai nostri due marmi
agli annicpOT. ZOT. 376, 377. E siccome la moneta che
porta l'anno AOT, ossia 374, aggiugne a Traiano il titolo
,
di Partico da lui
di Roma
AOT
869 (2),
dell'
era
adottato
non
se
che coincide in
d' Arado ;
non
che nelF
parte coll'anno
anno
stesso
discende per conseguenza
ne
che le due nostre inscrizioni spettano agli anni di Ro
ma
87 1,8 72: cioè 118, e 119 dell'era volgare. Con
tando
adunque
di Adriano dal
ma
870
,
diatamente
mese
F
giorno
della
primo
anno
io
ai 9 del
di
agosto dell'
tribunizia
anno
Traiano morì
quale
Adriano
potestà
e
di Ro
imme
potremo conchiudere
che toccando anche all' imperio d' Adriano alcuni
giorni
successe
370* dell'epoca d' Arado ;
consecutivi qOT. zot. gli tocche-
dell'anno EOT, ossia
i nostri due anni
fi) Eckhel.
(2)
,
D. N. voi. Ili pag.
Id. voi. VI pag. 460.
3g4-
(«9)
ranno
intieri
,
ma
che né questa,
cedente inscrizione, potrà essere
della sua tribunizia potestà , a
mancar
anno
ZOT.
dovevano
di Roma
quattro
872
mesi
in cui
377. Supposto però
minciasse dalla fine di
e
molto
meno
la pre
posteriore al terzo anno
compimento del quale
in fine d'agosto dell'
cessava
F
di Arado
anno
che l'anno di Arado inco
,
agosto
,
il che
peraltro
nega , e stando all' autorità del
Eckhel mi pare fondato abbastanza.
Noris
più
nessuno
e
dell'
Osserviamo per ultimo che le note numerali di
questa inscrizione nella data dell' anno sono soprasse
gnate d' una linea, mentre quelle dell'inscrizione ante
coll'interpretazione cardiaca.
La linea soprascritta è veramente d' uso più comune,
ma non mancano esempi dell' altra maniera d' inter
pungere , e si adopera anche talvolta il semplice pun
cedente
to
sono
dall'uno
distinte solo
e
dall'altro
lato,
in latino. Cosi
come
greche in onore di Tiberio Clau
Nicerato, quella d'Argo secondo i migliori
delle due inscrizioni
dio Frontino
apografi
ha AEITCONOC
•
A
•
$AAOYlAc
e
,
all' oppo
Sparta AEriQNOS A $AABlA2 i quali
due generi d' interpunzione diversi ci sembrano con
giunti nella data della tribunizia potestà XIV d'Ales
I
a
sulla bilisandro Severo imperatore etoyc
bra di piombo Rircheriana per noi non ha guari il
sto
F altra di
,
•
lustrata.
•
•
(3o)
V.
DESCRIZIONE
FRAMMENTO
ONORARIA
AD UN PROCURATORE DELLA SIRIA
.
.
.
.
IHBOYAIII
.
.
.
.
INION 2EKOYN
.
.
.
•
ONANTEn
.
.
T IOYAIOY AA 3.
.
APXOY IOYIOY AAI.
.
POnON 2YP
.
.
.
.
.
[è'-rap] lov anztpYjg
[ttjj] tovrig Inapyov vo{jU,(772^)£p6)v]
TWV ÒVT£7r[f(7]Tp«£T£Uff«VTWV Vito]
Taiovlovk'iov AX [e] \ [ocvàpov y.oà~]
Aou.
[e;:] &pyGv'Im [X]
[knir] penov 2vp [ ì(xg xal Swvtxvjg]
.
tot
Xsyswvss
Ecco
un
E
essere
.
.
,
.
•
.
Thracum
Primae
Numeris
Praefectum
Militaverunt sub
Qui
C. Julio Alexandro
Praefaecto
onoraria, che,
a
et
Julio Da
.
.
.
Procuratorem Sjriae et Phoeniciae
.
.
.
V
legionis
miserabile frammento di
anteriore
.
Praefectum cohorti
,
tissima inscrizione
vrebbe
.
.
.
,
ìnium Secundum
[dsv]
Bptx. [xwv]
.
.
.
e'vwy Zexouv
.
.
Senatus Populusque Aradiorum
[A'pa&c'wv] $ jScuXì [xas b Svj/xog]
tov
.
.
fìl AEfEaNOS E
.
.
ITPO
.
.
.
XON 2nEIPH2 OPA
fìTIIZ EnAPXONNG
,
.
.
.
.
se non
una
.
.
.
importan
erro,
non
do
Vespasiano, né posteriore
a
(3i)
Commodo. Nessuno però s' immagini che io dia per
certi tutti i supplimenti che vi ho fatto, perchè troppo
e senza l'ispe
lacera è la copia che ne ho ricevuta
,
,
zione oculare del marmo, o per lo meno senza un'
altra copia alquanto più esatta circa gli spazi delle
scambi e le omissioni evidenti d'al
e
mancanze
gli
,
cune
lettere
Le
tuzione.
sono
le
,
non,
si
può
fondamenta
seguenti
:
la
zio bastevole che il
me
Il
e
h
nome
cui
linea
$*M
,
**ì
APAIQN
secondo
$W°s
©
era
me
con
,
indi
con
preposto
,
co
spesso altrove.
il cognome della persona onorata, che da
in Qzanàw ì
nome
su
prima
tiene la formola solita
legittima resti
poggia questa mia
una
sperare
p&ùi
x«ì ó
o%*s
(i),
e
rebbero gran lume al resto dell' epigrafe , sono incer
tissimi : solo può dirsi che debbono formare la non
facile combinazione di due nomi , uno gentilizio in
INION,
e
l'altro ZEKOYNAON richiesto dalle sillabe
con
dalla lacuna delle lettere ; né già può esservi
stata F indicazione del padre col prenome seguito da
servate,
YION
,
e
*e della tribù
coma
seguente ,
queste note an
nel!' inscrizione
sarebbe troppo , tanto più che
davano scritte tra il nome gentilizio e il cognome , e
qui segue subito 2EKOYN. Ma chi può decidere questa
lite di proprietà tra i Gabinii , i Licinii , i Plinii ed
altri che portarono il cognome Secundus ? io certo che
perchè
(i)
Boeckh
n.
i63o.
(Sa)
il T. AppioAlper sola riempitura
finio Secondo di un'altra inscrizione latina recata da vari
nò:
sceglierei adunque
collettori
(i),
e
trovata in Fermo
,
la
quale
combina in
gran parte con questo frammento nella notazione delle
cariche : poiché vi si dice che fu PROC AVG XX
HERED
CLASS
•
•
THRAC
,
PRAEF
PRAET
con
•
VEHICVL
RAVENN
•
altre due
•
SVB
•
PR
prefetture
•
*
•
•
PRAEF
•
ALAE
militari
•
I
•
AVG'
come
,
•
il
procuratore di Siria. Ma ad onta di ciò, torno per
altro a ripetere che con questa debole congettura non
nostro
voglio imporre a veruno e chi ne sa più di me sup
plirà meglio. In principio della terza linea mi sem
bra sicuro il supplimento della voce è'napxov ripetuta
nella quarta linea
perchè qui trattasi di truppe ausi
liarie, alle quali solevano comandare non già centu
o tribuni
rioni ixotxévzapxpi
yrìk'ioLpyoi ma bensì praepositi ovvero praefecti grecamente detti znxpyoi. In
fine della terza linea era senza fallo il nome proprio
dei soldati della coorte per lo più nome di popoli come
,
,
,
,
,
Asturum, Breucorum , Briltonum, Dacorum Dalmatarum, Gallorum, Germanorum, Itvraeorum, Lingonum
Raetorum, Thracum, Tungrorum, Vardulorum, (2),
e simili , al quale susseguitava il numero ordinale della
,
,
(1) Grut. 359, 3 Doni IV 28 Orelli n.
(2) Veggasi Clemente Cardinali Diplomi
2223.
pag.
334 335.
(33)
coorte medesima
rali
del
il
né
(i).
qual
Per varie
nome
del
taglio
dispiacerà
certezza
,
ragioni
sono
0 ;
ed
ora
prime
in voci
qui
tre
nume
fosse
0PAKQN,
lettere, tranne
necessario è
veruno.
che varie
,
credo che
salve le
quindi
a
nella Siria
in cifre
ora
leggere nP£TH2
Imperocché sappianio con
,
coorti di traci ausiliarie stanzia
che
perciò
furono dette
siriache,
luogo di un'
altra loro dimora chiamate germaniche (2). Dell'ulti
ma voce dopo
ènapxp» nella quarta linea non si ha
che N6 ; potrebbe taluno sospettare che sia numero
seguito da avponunW , cioè un piccolo corpo di sol
vano
a
,
e
distinzione d' altre coorti di traci dal
dati ausiliari che abbiano preso il loro nome distin
tivo dai loro due primi capi e raccoglitori ; ma quel
è troppo basso
perchè possa soddisfare al con
testo dell' epigrafe. Propendo pertanto al supplimento
di una qualche voce appellativa de' corpi ausiliari
e
per ora non trovo di meglio altro che NO/j-ipav NVMERORVM che è frequente in questo significato me
desimo (3). Nella quinta linea se non si errò nel tra
scrivere il marmo, di che sospetto assai, è malagevole
trovar voce acconcia più che ANTEniTPOTrw, lasciando
intatta la scrittura. Né sono però dubbioso per F incer-
numero
,
,
(1)
(2)
(3)
Muratori pag. 674 1.
Grut. 565, 2 Murat. io5i
Orelli
n.
,
4.
34i3, 3414.
e
(34)
punto mostrò chi trascrisse ;
propongo perciò anche la lezione ANTEn[lz]TP[A]-
tezza che
e
tsuóvtwv
,
con
un
insolito
che forse conviene
un
pò più
al fatto isto-
quanto pare , nelle linee sesta e
settima, di cui parleremo a parte. Il supplimento della
linea ottava [EniT] PonoNSYP [IA2 KAI <K)INIKH2] è fa
cile e sicuro (i) : ciò che segue s'intenderà di leggieri
da quanto ragioneremo intorno alla V legione.
rico accennato
per
,
Fermiamoci
adunque
Alessandro ricordato nel
alcun poco sopra il Giulio
nostro frammento , perchè
l'epoca. Se egli è H Tiberio
ed è
Giulio Alessandro che fu prefetto dell'Egitto
celebrato da Dione e da Giuseppe ebreo , il nostro
marmo sarebbe forse dei tempi di
Vespasiano ma il
supplimento del prenome Tzfrpiw in principio della sesta
riga esige troppo spazio e il marmo non sembra con
cederlo. Resta dunque che sia un altro Giulio Ales
sandro. Narra Dione (2)
che Traiano dopo la vittoria
contro dei parti veleggiando pel Tigri verso il golfo
persico ebbe notizia d' una seria sollevazione accaduta
gli alle spalle ne' luoghi di recente conquista , e
può
servire
a
fissarne
,
,
,
,
(1)
(2)
Muratori pag. 2009 ,1,2.
Lib. LXVIII e. 3o.
(35)
soggiugne (i)
udito ciò
tro i ribelli ,
e
Edessa
mandò
questi perì
Lusio tra molte altre
espugnò
,
f
e
Lusio,
vinto
prodezze
sue
sandro generale
è
che il
subalterno,
una vana lusinga ,
Lusio ricordato qui
il celebre Lusio
il
signor
Massimo
con*
in
battaglia :
riprese Nisibi
,
ma
ed
la distrusse ed incendiò. Anche
Seleucia fu presa da Brucio Claro
non
e
Quieto
,
e
data alle
da Giulio Ales
Se pur
siccome tengo per fermo
da Dione non altri sia che
e
fiamme.
di cui scrisse
conte Bartolommeo
egregiamente
Borghesi (2) , e il Mas
simo forse il Manio Laberio Massimo console due volte
secondo la sentenza di Clemente Cardinali
re
di Sesto Erucio Claro
già
noto
(3),
per tace
abbastanza, sospetto
fortemente che il Giulio Alessandro di Dione
non
sia
diverso da Giulio Alessandro nominato nel nostro fram
mento. La
ragione
(i) Ma^v
Ss
del
sospetto è questa
Toura tcv ts
àvsanjxoTas ercs/x^s xa?
ovrcg
Aóvatov
(l)xa£
n h ctfrsfovsv
ròv
egli
:
pare
Ma^/xsv ini zoòg
yrniSùs fi%)0?* Aou«s;
xarófiaoi , xaì t^v Nc«/3«v aVc*Xa/3s rijvre
''Ehaaav è^mohépv^az xa* fosipSsÉps xar svsttovjus. saXoj ài xtxì
SsXsuxséa npóg Epuxéou KXapsu xaf npég IOYAIOY AAE2ANAP0Y
òi aXXa
ts
noklà
,
ts
i.xvro'XziQya
xaj
èxauSty.
legge Aovxwv per errore frequentissimo in questo
nome. Veggasi anche Eusebio Chron p. 383 ed. Mai.
(3) Giorn. Arcad. tom. XVIII p. 4^ e s&g.
(4) Diplom. Imp. p. i53.
(2)
Altri
e
*
( 36 )
il
padre
che da
se
di
Giulio Alessandro nativo
quel
d'Eraesa,
stesso si uccise sotto Commodo nell'anno 190
dell'era
volgare (1) ,
Lampridio (2) e nella
e
tavola XXXV de' fratelli
,
vaM illustrata dal Marini
che dovendo
essere
di cui si ha menzione
(3)
e
in
ar-
è
dunque probabile ,
patria Emeseni il pri
:
ambedue di
sia stato capo d' un corpo di truppe ausiliarie si
riache , le quali sieno poi passate in seguito sotto il
mo
comando d' altri
,
ed anche dell'
uomo
onorato nella
nostra inscrizione. Chi sia F altro Giulio ricordato nel
frammento
laba
AAI
.
cognome che incomincia colla sil
è malagevole a indovinare : mi sembra
con
.
siro anch'
però
un
esso
,
perchè
il
nome
Giulio
era
lar
gamente sparso nella Siria. Un Licinio Damasippo, vis
suto al tempo di Nerone, è detto da Giovenale Maturus
bello Armeniae
Syriaeque
,
ma
non
ha che fare
né coli' epoca della nostra epigrafe : né il
nome Aotpjxaimiw è F unico che possa sostituirsi, perchè
troppi sono i nomi suscettivi della sillaba iniziale aAi
coi Giuli
,
.
.
quantunque non debba essere AAf /x«v , che non fu
mai , per quanto io sappia , adoperato per nome pro
prio. Riepilogando perciò tutto il senso di queste reli
quie possiamo
(1)
(2)
(3)
tenere per
Dione lib. LXXII
In Commodo p.
Arv. p. 469.
49
fermo, che
e.
sono avanzo
14.
A. B. ed. Salm.
di
una
(37)
inscrizione onoraria ad
dopo
essere
prefetto
stato
militare
un
romano
,
il
quale
della coorte I de' traci siria
corpi ausiliari forse raccolti sotto
Traiano nella guerra partica. da Giulio Alessandro
d' Emesa e da un'altro Giulio egualmente siro, e poi
passati sotto il comando di lui, diventò procuratore augustale della Siria, e ottenne dal senato e dal popolo
ca
,
d'altri
e
due
d' Arado la dedica d'una statua
con.
epigrafe, di
solo il frammento che abbiamo per
mano.
cui resta
Sarà dun
que incerta la persona onorata , ma non le cariche
da lei sostenute > le quali sono ricordate secondo l'or
dine
in che le
progressivo
zione fu trovata in Arado
o
,
una
,
ne
E
quando dedicavasi questo
parte della V legione stanziava in
la conseguenza
mento
poiché F inscri
trarremo giustamente
occupò.
,
che
che almeno anche in Arado
,
come
monu
Arado
in Berito
e
in
Eìiopoli, furono distribuiti i veterani deUa V e della
VIII legione. Né questa sarà notizia dispregevole
imperocché la quinta legione distribuita in colonie non è
mai disgiunta in Siria dalla legione ottava, come dimo
strano le monete d'Eliopoli, e di Berito (i), e come rico
,
nobbe anche FEckhel
dicendo
(2) utraque semper coniungitur sive inscriptione sive symbolis. Sarà dunque
provato che FEckhel medesimo colse nel segno, quando
(1)
(2)
Eckel D. N.
L.
e.
,
tom.
pag. 336.
III. pag. 335.
(38)
congetturò
che nelle
monete
d'EIagabalo
coniate
in
legione Vili non mai disgiunta
quinta legione , fosse rappresentata la legione IV
Arado insieme colla
dalla
scitica
vedremo nelle osservazioni
che
all'
epigrafe
che nel
nostro
parimenti
frammento debba supplirsi probabilmente AErECONOS
E KAI H ; e che nelle
sopraccitate monete il lione è vera
mente insegna propria della legione IV scitica non al
trimenti che il tòro è insegna propria della quinta e
dell'ottava legione. A chi volesse opporre la molta va
rietà delle insegne di queste legioni in vari monumenti,
si può rispondere che l'insegna generale di ciascuna le
gione romana era l'aquila e che le insegne del lione,
Ne discenderà
seguente.
,
,
del toro
e
simili forse
menteremo
tre
legioni
appartenevano alle coorti:
ne
argo
di
in
Arado
la
già
adunque
presenza
il che sarebbe incredibile ; ma di due o
,
non
tre coorti de' loro
veterani,
il che si addice ottimamente
luogo. Quanto poi alla dimora d'una
stessa legione in provincie distantissime, difficoltà for
temente promossa dall' Eckhel (i), pare che si debbano
distinguere le legioni de' soldati in esercizio dai vete
rani delle stesse legioni distribuiti in colonie. Impe
rocché da una parte egli è certo che la legione V
detta primieramente Alauda e poscia Augusta non fu
ma
mai nella Siria
sempre nella Germania inferiore,
alla ristrettezza del
,
(i)
D. N.
tom.
III. pag. 335.
(39)
finche avendo accompagnato Vitellio fu cacciata dall'
Italia
fu disciolta per avere ade
rito alla ribellione di Classico e di Cereale. Che poi
essa
,
e
venne
meno
nella Germania
o
,
non
fosse sola
,
ma
vi fosse in
Angusta lo afferma Dione e Io
dimostrarono alcuni tegoli colla leggenda LEG. Vili.
AVG. scoperti in Argentorato e publicati dallo Schopflin.(i). Dall'altra parte egli è provato egualmente
coli' autorità degli scrittori (2) che queste due legioni
vincitrici nella battaglia aziaca furono in premio man
date da Ottaviano a popolare Berito che fin d' allora
divenne colonia romana
e F asserzione degli scrittori
è pienamente confermata dalle monete coloniali di
quella città. Né già saprei sciogliere questo nodo con
dire che la V legione della nostra epigrafe sia la V
macedonica ; perche anche questa coscritta da Claudio,
dopo aver militato nel Ponto e nelF Armenia sotto Corbulone fu mandata in Egitto, e venne una volta sola
nella Siria al tempo della guerra giudaica di Vespa
finita la quale fu rimandata da Tito alle prime
siano
sue stanze nella Mesia ,
donde non si allontanò più
se non per passare talvolta nelle vicine
provincie della
Pannonia , e della Dacia, ove era tuttora all'età di
compagnia
dell'ottava
,
,
,
(1) Eckhel D. N.
(2) Eckhel D. N.
tom.
III. pag. 333
tom. Ili pag.
35?.
(
Dione
Moxsfcvrxòv
«s-ufiT©v
)
40
A«xja
sv
(i). Eppure
mentre le
Filippo seniore coniate in Dacia seguitano
a
le monete di
rappresentarci colà questa legione
Filippo coniate in Eìiopoli ce la congiungono insieme
coli' ottava Augusta LEG. Vili. AVG. V. MACEmonete di
,
DON.
(2).
La
stessa
contraddizione di scrittori
e
di
monumenti s'incontra pure intorno alla sede della le
gione IV Scitica ; e se non si distinguono i quartieri
legione in esercizio dalie colonie mili
tari della legione medesima in congedo formate dai
suoi veterani
io non so trarmi da queste difficoltà.
Converrà dunque conchiudere che due soli supplimenti
e sono
dall' ultima riga dell' epigrafe
sono ammessi
militari d'una
,
,
forse premesso il titolo di tribuno
in una lapide recata dal Martorelli (3)
AErEQNOl E mak.
XEIAIAP come
nel
qual
tempi
nelle
caso
il nostro
marmo
dovrebbe riferirsi ai
di
Vespasiano , ovvero AErEQNoz E
monete d' Eìiopoli e di Berito ; e noi
KAI H come
ne
lasciamo
la scelta all' erudito lettore.
(1) Veggasi
marmo
(2)
(3)
Bartolomeo
Borghesi
nella illustrazione
di Salvio Liberale
giorn. arcad.
Eckel D. N.
III. pag. 335.
tom.
Thec. calam. pag.
476
,
e
anno
649.
del
1826 pag. 170.
(4i )
vi.
INSCRIZIONE IN ONORE
DI
SETTIMIO MAGNO
M.
CENTURIONE DELLA LEGIONE IV SCITICA
H BC
0 AH
1TIMION
MAPKON
MAPKOY YION $ABIA
MATNON
6KATONTAPXHN
AereooNoc a ckygikh
TON 6AYTCON nOAITHN
CYNOIAC KAI TIMHC XAPIN
Senatus
/3[ouX^ v.oà ]
b dqQiios b
'Apaòiwy]
2s7i
jtffuov
Mapxcv [
Mapxou viòv $apì<x
Moryvòv sxar ovra pyv)
yì
"k[ijyi[a]vog
TCV
A 2xu
Populusque
Marcum
Centurionem
[0]{x# [?]
è
questa
inscrizione
,
principio,
oltreché
Leg. IIII Scjthicae
Civem Suum
per vari ca
altrimenti che come
né pare che debba supplirsi
F abbiamo supplita. La formola di
pi
Magnum
Benevolentiae ,et Honoris Causa
sùvsfe xaè TtfJLvjg %zpwv
pregevole
Septimium
Marci F. Fabia
lauTwv ttsXctvjv
Molto
Aradiorum
frequentissima
col
e
publica
nome
f
dedica in
d' altri po-
(42 )
in altre città
poli
,
s' incontra
uguale
zione d' Arado da noi illustrata
insc di
per riempire le la
nella presente. Ho
e
,
nella IV
fa d' uopo soltanto ripeterla
replicato in questa F articolo innanzi ad apaaiqn, tra
perchè lo spazia lo ammette, e perchè tale è Io stile,
cune
se
unico ed esclusivo
non
pure per lo dialetto attico
almeno il più comune e il
ne' quali abbiamo b
b
5>7fw$
nohg
y
,
il che
sosterrei nep
il Bockh vorrebbe,
non
(i) come
più leggiadra de'marmi greci,
àopig b 'A0qvà<a»v (2), b à-^iog b Xtav (3),
,
Epvùpxìw (4) b ànfiog b A^Xjmv (5) e così pure f)
A«xs$oe/X9vW (6), v\ noKig h Topruvim (y)* e in dialetto
b
9
dorico è fa^g b TvOsonSot
anzi
coU'aggiunta non rara
dell'articolo di secando caso plurale al nome de' popoli
twv
come « nokig
'JZmàxopìw (9) k nihg twv 'EptuoAM
(10) e simili. Non potrebbe però tacciarsi di sole
cismo chi non volesse ammettere o la ripetizione dell'
(8) :
a.
articola di
caso
a
,
retto
o
,
nessuno
articolo di sorta in-
(1) Corp. Inscr. Gr. n. 4^3.
(2) Id. n. 421 438 3280.
(3) Id. n. 4<>7«
(4) Id. n. 2219.
(5) Id. n. 2275, a.
(6) Id. n. i3a6, i358 1376, iSgS.
(7) Id. n. 17 19.
(8) Id. n. i3a5.
(9) Id. n. 1170.
(io)Id. n. 1197.
»
,
,
nanzi ad APAAIQN,
(43)
perchè in altre
inscrizioni troviamo
còSJ/jwj 2wo&tw(i) e meglio yj fruivi yiocì b Bvjpog Xatpwsw (2),
y) fruir} xxt b 8rj[J.2$ 'ApPpoxrffiw (3) , y) frvX-i] noà o ^[xog
'EXargwv
Tutto
(4), ed anche $ nóhg Aaxsò\w/Wwv (5) e nulla più.
questo proverà quanto sia malagevole il dare
dalle reliquie
per certo un supplimento non richiesto
delle lettere , o dallo spazio , e ciò perfino nelle for
inole
più
consuete. Perciò noi amiamo avvertire l'in
supplimenti e vogliamo piuttosto incon
trare il rimprovero d' ignoranti presso gì' inesperti
che il rimprovero di presuntuosi presso i conoscitori
della lingua e dell' archeologia lapidaria.
Quantunque però resti dubbio intorno al supple
certezza de'
,
,
mento dell' articolo innanzi al
via la sostanza della formola
nome
supplita
APAAIQN
,
tutta
è indubitabile
,
ciò basta per riconoscere in questo titolo onorario
il suggello della publica autorità. Quindi possiamo
e
affermare, che se questa inscrizione avesse la data dell'
'anno, come le due precedenti , tornerebbe a non poco
vantaggio dell' istoria romana. Imperocché da una
parte la persona che vi si onora è un cittadino di
(1)
(2)
Boeckh.
Id.
n.
1620
(3)
Id.
n.
(4)
Id.
n.
(5)
Id.
n.
1734.
1735.
i453,
Corp.
,
inscr. Graec.
n
2i54«
i635.
1
544,
a.
£
*
( 44 )
Arado tòv I«utwv 7r5X{7>jv
tura
dall'altra
,
ha nomencla
ed
dunque
lapidi militari singolarmente
tribù
egli
è ascritto alla tribù Fabia ;
altresì la cittadinanza romana : e se dal
afiatto latina
aveva
le
,
appartenevano
romana
di varie città
,
ne
i
si è conosciuto
municipi
e
a
qual
le colonie
tiri chi vuole per Arado la conse
pare che se egli è cittadino di Arado
guenza. Certo a me
e cittadino romano debba
supporre una colonia di vete
rani in quella città. Del resto è giusta l'osservazione fatta
gentilizi romani non fu
rono adottati da
gente straniera se non dopo che furono
nobilitati da qualche famoso personaggio romano che
lo portò : può dunque credersi che il nostro centurione
non sia anteriore a Settimio Severo
imperatore; o per Io
meno ad Antonino Pio
sotto il quale solamente quel
gentilizio romano comparve la prima volta ne' fasti con
solari. Di riferirlo ad epoca molto più bassa ce lo
vieta la paleografia dell'inscrizione
e
ad epoca più
atta il decreto di Claudio
il quale peregrinae conda
molti,
che certi celebri nomi
,
,
,
ditionis homines vetuit usurpare
romana
nomina dum-
gentilicia (i): imperocché se questo decreto fu
posto in non cale dopo qualche tempo , non subito si
sarà violato spezialmente nella milizia. Tengo adun
que che questa inscrizione abbia per limiti cronologici,
i più larghi che le si possano assegnare , Settimio Setaxat
(i) Sveton.
in Claud. 25. Marini Fr. Arv. p.
442
(48 )
Filippi : e la nostra congettura apparirà
forse ancor più probabile per le osservazioni che se
e per quelle che
guono sopra la legione IV scitica
abbiamo fatte intorno le legioni V e Vili nell'epigrafe
vero
i
e
,
antecedente.
L'
amava
getture
Eckhel,
che
severo
in numismatica le
,
ha
ne' suoi
giudizi
mal fondate
meritamente la
gloria
lui proposte fossero poi
e
che
critici
sterili
molte
non
con
con
per autorità di
nuovi monumenti convertite in altrettante verità. Una
modestia da
di
queste è
là dimora di
una
scitica nell'isola d' Arado sotto
parte della legione IV
F imperatore E lagabalo
lapida. Sulle
monete di quel!' imperatore coniate in queir isola coli'
epigrafe APAAIfìN riconobbe egli nel rovescio il tipo
d' un cipresso con un leone accanto ad un' insegna
ora
bastevolmente
militare da
un
provata per la
ed
nostra
bue presso un'altra inse
ed ottimamente ne argomentava che
lato
,
un
gna dall'altro (i),
fossero insegne proprie della
legione
IV scitica insie
che pur così vedeansi indicate
sulle monete di Viminaeio : Cum leo et boa ìuxta si"
me
colla VII
legioBe
gna militari^ stent , dubvam non videtuv ulroquc ani
mali indicavi legionum symbola , et cum in nummis
Viminacii leo
(i) D.
et bos
N. T. Ili pag.
eodem modo adstanles notent
394.
( 46 )
hgiones
nummis
VII, ita forte eadem ammalia in Aradi
easdem legiones, quarum pars hic excubuerit,
IV et
La testimonianza delio storico Dione
indicant.
cui
ta
(1),
a
poteva aggiungere anche Tacito (2), da lui cita
che metteva la legione IV scitica nella Siria all'
,
età
sua
,
lo confermava nella
sua
sentenza
,
ma
non
perchè Dione mede
simo collocava nella Mesia superiore la VII legione;
e perciò proponeva in vece della legione VII la le
od anche la buona ragione forte quod
gione Vili
hae variis temporibus varia habuere stativa (3). Io
torno invece a ripetere F osservazione fatta su F epi
grafe antecedente circa le due sedi contemporanee
della V legione
distinguendo i quartieri militari
della legione IV scitica dalle colonie militari de' suoi
veterani : giacche così solo può essere dalla nostra in
gli sgombrava ogni
dubbiezza
,
,
,
scrizione dimostrata
vera e
la testimonianza dello storico
greco, e la bella spiegazione delFEckhel. Imperocché noi
abbiamo in questo marmo un M. Settimio Magno centu
rione della IV
suoi
parte
legione
scitica onorato
dagli
aradiotti
concittadini ; il che inoltre ci manifesta quanta
di quella legione stanziasse in Arado , e confron-
(1) Lib. LV paragr. 3.
(2) Annal. XV e. 26.
(3) Eckhel 1. e. p. 394.
(47)
tando la nostra inscrizione colle monete, mentre queste
F epoca , quella mirabilmente serve ad
illustrare i loro tipi; talché ci gode l'animo che gli scrit
ne
restringono
tori restino illustrati dai monumenti
dagli
scrittori
antichi, raddoppiando
scambievolmente col riverbero di
uni
dagli
cioè
ne
se
altri. Il dubbio
poi
quella
che ricevono
gli
simboleggiata
,
o
,
la
legio
piuttosto
VIII che sulle monete di Gallieno ha per
bue (i) , e che dalle monete di Eìiopoli e
legione
insegna il
di Berito si
,
i monumenti
la luce che si danno
nelle monete di Viminacio
come
la
la Siria
e
che durava nelF Eckhel
nel bue del rovescio fosse
VII
,
è
sa
con
certezza
già dissipato
essere
stata distribuita per
dal frammento della
inscrizione. Notiamo in fine che tutte
quinta
le memorie epi
grafiche spettanti alla legione IV scitica furono insie
me con
quelle delle altre legioni raccolte colla solita
sua dottrina e diligenza dal chiaro signor Clemente
Cardinali nella recente opera sua dei diplomi impe
riali (2) a cui nelF avvenire potrà soggiungnersi an
,
cora
la nostra inscrizione.
(1) Eckhel D. N. T. Ili
(2) Diplom. Imp. p. 336.
p. 335.
(48)
Resterebbe
ora un
brevissimo frammento d' iscri
zione anch'essa onoraria che
tre
parale
,
ed è
come
non
ha intiere neppure
segue trascritto.
col/ v
w
no ai o
sembra inutile darsene pena: io
non
vi
traveggo altro che
KOMMOAON
H noAic
Conchiudiamo pertanto, che delle sei
recate
priva
d'
e
greche inscrizioni
nessuna, per lacera che sia, è totalmente
àl utilità. Tutte risguardano personaggi degni
finora,
ricordati per magistrature civili o militari :
considerandole a coppie, le prime due toccano la sto
essere
Pompeo Magno e di Cesare Augusto che è
pure qualche cosa : le due seconde hanno la data cro
nologica d' Arado che ottimamente si lega colla ro
mana
cronologia: le due terze infine ci assicurano che
in Arado stanziò veramente, almeno per qualche tem
po o distribuita in colonia una coorte della legione IV
scitica, e parte delle due legioni V ed Vili che nelle
monete d' Elagabalo coniate in Arado comparivano non
già col nome ma solamente coi simboli e simboli
tali per verità che pur potevano applicarsi ad altre le-
ria di
,
,
,
(4g )
gioni. Questa piccola
controversia numismatica mi
sem
qui terminerei la mia lettura
non mi credessi obbligato d'annunziar brevemente ali'
accademia una scoperta archeologica di maggiore im
inaudito un
portanza. Finora per quanto io sappia è
Giove Balmarcode ; e pure fatto sta che non molto lungi
bra
decisa
dunque
dall' antica
se
e
,
B-^utcs oggi
Beirut
e
,
nel
precisamente
monaci
sorge il chiostro de' reverendi
di sant'Antonio chiamato dagli Arabi Deir el Calcai ,
dove
luogo
ora
gran tempio
dobbiamo argomentarlo dai ruderi
cioè convento del castello
culto,
e
se
monete di Berito
,
,
e
aveva
e
gran
dalle
acquistano nuova luce era
di quella città. Il lodato padre
che
ora
,
maggior santuario
atte
a cui devesi la scoperta
Massimiliano Ryllo
che dentro e fuori del chiostro innumere
star può
voli sono gli avanzi d' antichità e che tre per lo meno
erano i templi, i quali in poca distanza sorgevano su
quel colle : ivi grandi colonne con capitelli d' ordine
ionico
lunghi pezzi di cornicioni adorni di epigrafi
forse il
,
,
,
,
,
are
votive
bassirilievi
,
d'inscrizioni tanto
luogo a
egli ha
i
.
e
simili
con
,
greche quanto
una
latine che
dubitare di ciò che affermiamo. Da
raccolte risulta ;
Che il tempio maggiore
Balmarcode ; imperocché in
OKTAOYIOC
CCOTIIPIAC
-
.
IAAPOC
-
GYTYXOYC
era
una
GY^A/AGNOC
.
KAI
.
moltitudine
.
a
-
che
Giove
legge
ANG0HKA
TGKNOON
lascia
quelle
dedicato
greca si
.
non
M
YIIGP
.
.
M. Octavius
(5o)
Hilarus
tychis ;
Foto
suscepto
et flliorum
e vi
.
.
.
,
Dedicavi
si
Pro salute
.
aggiugne
una
ifa-
.
preghiera,
in cui dicesi GIAA0I (JLOl BAAMAPKCOC KOIPANG KCO^CON
Propitius esto mihi Balmarcos rex pagorum. In una
latina
poi
con
POSTVMIVS
CODI
V
-
fenicia
L
•
ancor
P
AVCTVS
•
•
L
M
•
S
•
•
Come
-
IO VI
•
poi dalF
•
BALMAR
antica
lingua
col sussidio delle monete fenicie di Tiro
e
,
-
manifesta si ha P
più
certezza
portanti l'epigrafe BAAL MELECH in caratteri fenicii si
possa interpretar questo nome , lo vedremo a suo tempo.
2. Risulta in secondo
luogo che quel santuario
apparteneva veramente all' antica Berito , poiché
due pezzi di cornicione si ha ripetuta F epigrafe
.
FEL
•
BER
FECIT
grafe
•
•
•
,
FEL
solita formola
si
ma non
*
.
VARRONIVS RVFINVS GEOMETRA
Il cornicione è mutilo nel
stessa
terpunte
L
in
BER
•
può
non
compendiata
cioè COLonia lYLia FEhix
nelle monete coloniali di
principio
dell'
.
•
epi
dubitare che le sillabe in
siano la
COL
*
miglior parte
IVL
•
BIZRylus che
quella città.
Risulta infine da due frammenti
FEL
•
della
BER
.
pur s' incontra
d'inscrizioni, che
quel tempio fu ristaurato dai romani e probabilmente
sotto F imperio di Settimio Severo ; ma di ciò parlemo più a lungo altra volta e più presto che per noi
si potrà. Ecco intanto la succinta notizia , di cui non
voleva defraudata l'accademia.
mio valoroso
collega
Faccia Iddio che il
possa secondare le
sue
brame
,
e
col
suo
ritorno in
(5i )
quelle classiche
memorie di remotissima antichità
da utile anche
a
noi la
sua
terre famose per
sacra e
profana
presenza colà per
ren
quanto
lui permetteranno le grandi fatiche apostoliche del
sem
suo ministero. La religione cattolica se ne gioverà
di quei luoghi sono
pre d'assai , perchè i monumenti
strettamente connessi coi libri sacri , e sia che con
a
fermino la storia del cristianesimo necessariamente le
gata coli' istoria profana
F antica idolatrìa di
quei
sia pure che ricordino
popoli detestata e proscritta
,
e
daranno sempre novelli
nel codice divino
,
ad illustrazione
difesa della verità.
e
eEor/-
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argomenti
university,
IMPRIMATUR
Fr. Bominicus Buttaoni Ord. Praed. M. S. P. A.
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IMPRIMATUR
Antonius Piatti Patriarch. Antiocheniis
Vicesger.
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LIBRARE
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