Programma consigliato per una Scuola che promuove la salute
Pinocchio e il Piedibus,
andiamo a scuola a Piedi
MANUALE OPERATIVO
DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE: Servizio di Medicina Preventiva nelle Comunità
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Questo manuale, appositamente pensato come un complemento all’azione
di progettazione prima e all’azione didattica poi, nasce dal desiderio di
offrire un supporto alla realizzazione del progetto e alla costruzione di un
percorso educativo e didattico.
La sezione dedicata alla scuola contiene attività ed esperimenti in grado di
fornire ai docenti ulteriori spunti di approfondimento, e di permettere ai
bambini di imparare divertendosi.
Ci auguriamo che diventi per tutti un utile compagno di viaggio.
Sommario
Premessa
Obiettivi del progetto/Destinatari
Sezione dedicata alla progettazione
Il Progetto
Linee guida alla realizzazione del progetto
Sezione dedicata alla Scuola
La Scuola nel progetto Piedibus
Spunti per la didattica
L’autonomia e il tempo libero
La mobilità casa-scuola
Mobilità e inquinamento
Mobilità e bicicletta
Sezione per Accompagnatori
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In un mondo che sempre più abbandona i ritmi e i comportamenti che ci
sono naturali, ricerchiamo volontà ed esperienze che diano dimensione di
armonia e di benessere agli atti quotidiani del vivere e dello stare insieme.
Un sentito riconoscimento va quindi a chi, sensibile a queste aspirazioni, si
è impegnato in prima persona per sé e per gli altri.
Dottor Luigi Acerbi
Responsabile età evolutiva
del Servizio di Medicina Preventiva
nelle Comunità dell’ASL MI2
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Dalla salute al “ben essere”:
gli stili di vita che fanno
la differenza
Il concetto di salute si è costantemente modificato nel tempo, per arrivare ad assumere oggi un significato molto più ampio che associa strettamente una condizione di assenza di patologie ad uno stato di benessere globale della persona.
La promozione della salute deve dunque essere intesa come primaria risorsa della vita quotidiana che mira al benessere; essa passa necessariamente attraverso la scuola, che riveste un ruolo fondamentale nell’acquisizione di stili di vita atti a sostenere la salute delle giovani generazioni.
La prevenzione e la promozione di stili di vita sani restano gli strumenti
più validi e importanti per affrontare malattie croniche come cardiopatie, ictus, diabete, cancro e malattie respiratorie.Ciascun individuo può ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare queste malattie
semplicemente adottando comportamenti salutari, in particolare evitando il fumo, limitando il consumo di alcol, combattendo sovrappeso ed obesità grazie ad una alimentazione corretta e all’attività fisica.
Promuovere stili di vita sani è uno dei compiti principali della sanità pubblica ed è fondamentale che tutti abbiano accesso da una parte ai servizi sanitari e, dall’altra, all’ opportunità di prevenzione delle malattie e promozione della salute.
Parallelamente, però, occorre che le persone siano messe nelle condizioni di essere parte attiva nella gestione della propria salute.
Per centrare in pieno questo obiettivo occorre quindi un’azione integrata che accanto al Sistema Sanitario,
coinvolga altri soggetti sia istituzionali che della società civile (industria alimentare, scuola, pianificazione urbana, politiche fiscali, ecc..) per creare un contesto globale che favorisca scelte salutari.
Gli interventi mirati al singolo individuo, infatti, possono produrre effetti duraturi solo se accompagnati da
un complesso di modifiche ambientali, strutturali e socioculturali che consentano di mantenere le abitudini acquisite.
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“Piedibus, tutti a scuola a Piedi”
La ASL della Provincia di Milano 2 promuove attraverso il progetto “Piedibus” l’organizzazione da parte delle
scuole di percorsi casa-scuola/scuola-casa con l’accompagnamento di volontari adulti perché si crei l’abitudine
ad utilizzare, ogni volta possibile,il cammino a piedi.
Premessa
Nel bambino che cresce la possibilità di fare esperienze autonome è una esigenza fondamentale. Muoversi
fuori casa sviluppa l’autostima e contribuisce ad un sano equilibrio psicologico. Questa sola motivazione basterebbe per convincerci a mandare i nostri figli a scuola da soli, ma in realtà ce ne sono molte altre.
All’ entrata e all’ uscita dei bambini le scuole vengono prese d’assalto dalle automobili che congestionano l’intera zona di traffico. Paradossalmente siamo proprio noi che per proteggere i nostri figli contribuiamo ad aumentare i pericoli e il degrado dell’ambiente.
Promuovere l’andare a scuola a piedi è un modo per rendere la città più vivibile, meno inquinata e pericolosa.
Pigri e in sovrappeso, i bambini camminano troppo poco, e noi non diamo il buon esempio.
I pediatri ci insegnano che mezz’ora di cammino al giorno basta ad assicurare il mantenimento della forma fisica durante la crescita ed è in grado di prevenire molte gravi malattie croniche. Dobbiamo cominciare a cambiare le nostre abitudini e il Piedibus ci consente una scelta semplice ed efficace.
Andare a scuola a piedi è anche un’occasione per socializzare, farsi nuovi amici ed arrivare di buon umore e
pimpanti all’inizio delle lezioni. Si impara l’educazione stradale sul campo e si diventa pedoni consapevoli.
Negli anni 70 quattro bambini su cinque andavano a scuola a piedi,oggi nella nostra ASL, solo la metà dei bambini di 11 anni va a scuola a piedi o in bicicletta.
Muoversi è un bisogno vitale dei bambini; prima o poi saranno liberi di circolare in ogni caso e sarà meglio che
siano preparati a difendersi nel traffico.
Obiettivi del progetto
Aumentare gli stili di vita salutari, in particolare promuovere e aumentare l’attività fisica moderata inserendola nella vita quotidiana degli alunni e degli adulti accompagnatori.
Destinatari
Il progetto è rivolto agli alunni delle Scuole presenti nell’ambito territoriale della ASL della Provincia di Milano 2
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Il Progetto
Sezione dedicata alla progettazione
Per meglio spiegare come organizzare un Piedibus è necessario comprendere prima:
Cos’è un Piedibus?
Il Piedibus è un autobus che va a piedi, formato da una carovana di bambini che vanno a scuola in gruppo,
accompagnati da due adulti.
Il Piedibus è una realtà in molti paesi del mondo e inizia a diffondersi anche in Italia.
E’ il modo più sicuro, ecologico e divertente per andare e tornare da scuola.
Il Piedibus può nascere in ogni scuola dove ci siano genitori e insegnanti disponibili
Come funziona un Piedibus?
Il Piedibus funziona come un vero autobus, con un suo itinerario, degli orari, un capolinea e delle fermate precise e stabilite.
Il Piedibus presta servizio tutti i giorni, con qualsiasi tempo, secondo il calendario scolastico.
I bambini si fanno trovare alla fermata per loro più comoda indossando una pettorina ad alta visibilità.
Se un bambino dovesse ritardare sarà responsabilità dei suoi genitori accompagnarlo a scuola.
Il Piedibus è sotto la responsabilità di due adulti: uno “autista” ed uno “controllore”; sarebbe meglio prevedere, la presenza di tre accompagnatori adulti( un accompagnatore apri-fila, un’ altro che chiude la fila e un
accompagnatore posto a metà della fila), soprattutto per agevolare gli attraversamenti e nei piedibus con
molti bambini.
L’adulto “controllore” compila un “giornale di bordo” segnando i bambini presenti ad ogni viaggio.
Anche i bambini che abitano troppo lontano per raggiungere la scuola a piedi possono prendere il Piedibus, basterà che i genitori ( o lo scuolabus) li portino ad una delle fermate.
Gli adulti responsabili di ogni singolo Piedibus, ne garantiscono l’avvio e il mantenimento. I Piedibus forniscono
soluzioni diverse per ogni scuola. Le modalità organizzative dipendono da una serie di fattori: qualche scuola
può avere solo un piedibus che opera su una via, altre scuole posso avere più piedibus su vie diverse. Qualche
piedibus può operare solo al mattino.
Quindi costruire un PIEDIBUS è un processo lungo che richiede tempo e probabilmente le soluzioni sono de-
stinate a modificarsi con la progressione del progetto.
Organizzazione e soggetti coinvolti
Questa iniziativa deve coinvolgere più soggetti:
G la ASL,
G la Scuola,
G le famiglie,
G i diversi assessorati e settori dell’amministrazione pubblica locale,
G le associazioni ambientaliste e le associazioni di volontariato,
G gli adulti accompagnatori del Piedibus
Richiede quindi un impegno comune debitamente coordinato. Deve essere chiaro ai politici che la scelta di
questa esperienza non è finalizzata solo alla restituzione ai bambini di un diritto, come quello di potersi muovere autonomamente nel proprio ambiente (diritto rivendicato dai bambini anche a nome di altre minoranze
svantaggiate come gli anziani e i portatori di handicap), ma anche allo sviluppo sostenibile dei quartieri e dell’intera città.
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Linee guida alla realizzazione
Il progetto consiste in un impegno reciproco articolato come segue:
La ASL attraverso il Servizio di Medicina Preventiva nelle Comunità si impegna a
G Fornire la consulenza a docenti, genitori e volontari che desiderino attuare l’iniziativa nella propria scuola.
G Predisporre e distribuire materiale informativo.
La Scuola che aderisce si impegna ad informare e motivare il collegio docenti ed inserire il progetto nel piano
dell’offerta formativa.
La Famiglia si assume la responsabilità di una decisione che restituisce l’autonomia ai propri figli, contribuisce a motivarli e collabora alla realizzazione.
Il Comune fornisce consulenza sulla viabilità, supporto nella ricerca degli accompagnatori, e nella realizzazione
pratica del progetto.
Le associazioni che collaborano apportano sinergie utili al raggiungimento degli obiettivi che il progetto si prefigge.
Gli adulti volontari, collaborando attivamente all’organizzazione, si fanno carico di accompagnare i bambini a
scuola con il Piedibus.
Gli operatori del Comune e della Scuola individuati quali referenti del progetto collaborano poi per:
organizzare un gruppo di lavoro che studi e valuti la fattibilità.
(il gruppo di lavoro può essere costituito da : docenti, rappresentanti dei genitori e delle associazioni di volontariato, un responsabile del Comune e dei Vigili, un operatore sanitario, accompagnatori ed ogni altro soggetto potenzialmente interessato).
G informare le famiglie degli alunni.
G valutare quanti alunni vanno a scuola a piedi o in bici, in auto o con i mezzi pubblici,
G chiedere l’adesione al progetto e le iscrizioni dei bambini
G scegliere gli itinerari e le fermate
G selezionare gli accompagnatori e sperimentare il percorso
G attivare almeno un itinerario e un periodo di sperimentazione entro l’anno
G valutare la possibile estensione del progetto e nuovi itinerari.
Ove possibile, entrare a regime con un Piedibus che presti servizio tutti i giorni, secondo il calendario scolastico, entro l’anno successivo.
G
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Suggerimenti per il gruppo di lavoro
Un elenco cronologico delle cose da fare per la realizzazione di un Piedibus di successo.
1)
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Indagine preliminare
Distribuire un questionario a tutte le famiglie al fine di stabilire:
- quanti genitori/nonni sono disposti a collaborare;
- quanti bambini sono interessati ad usufruire del servizio;
- da quale zona del quartiere provengono
Elaborazione dati questionari
Analizzare i questionari e stabilire le zone del quartiere in cui si concentra il maggior numero di bambini,
e genitori interessati a prendere parte al Piedibus.
Incontri con i genitori/nonni/volontari interessati
Organizzare incontri con i genitori,nonni e volontari interessati al fine di:
- approfondire gli obiettivi del progetto
- illustrare i dati raccolti e le proposte operative
- verificare e quantificare la disponibilità di ognuno;
- identificare l’itinerario più idoneo;
Studio dell’itinerario
L’itinerario ideale non dovrebbe superare la lunghezza di 1 Km. e, partendo dal capolinea stabilito, compiere
il percorso più breve e sicuro fino alla scuola. Le fermate vengono individuate in modo da essere le più convenienti per la provenienza di ogni singolo bambino
Verifica dell’itinerario
Percorrere l’itinerario stabilito “a passo di bambino” per verificarne i tempi. Stabilire l’orario di partenza dal capolinea e l’orario di passaggio ad ogni fermata, per raggiungere in tempo la scuola .
Giornale di bordo
Per ogni viaggio sarà compilato un giornale di bordo con le presenze dei bambini.
Prospetto accompagnatori
Redigere un piano settimanale di accompagnamento fra tutti i volontari fissando, per ogni giorno della settimana, chi sono gli accompagnatori e chi svolge servizio di “riserva”.
Lettera di adesione
A tutti i genitori dei bambini che faranno parte del Piedibus sarà richiesto di firmare una lettera per presa
visione delle regole e delle condizioni del servizio.
Iniziative ed eventi
Possono essere organizzate diverse iniziative a sostegno del Piedibus.
A titolo esemplificativo diamo qualche indicazione:
- organizzare una festa di inaugurazione in occasione del primo viaggio.
- alla fine dell’anno organizzare a scuola una cerimonia con la consegna di attestati di partecipazione a tutti
i bambini del Piedibus
- predisporre una tabella di partecipazione dei bambini
Il Piedibus dovrà prestare servizio con continuità, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche; anche
camminare sotto la pioggia costituisce un’esperienza e un momento educativo. Verrà sospeso solo nel caso in
cui l’ attività scolastica non fosse garantita (ad esempio scioperi).
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Esempi pratici:
Scegliere gli itinerari e le fermate
Perché un Piedibus funzioni bene è necessario prevedere una scelta oculata degli itinerari (l’intinerario ideale
non dovrebbe superare la lunghezza di 1 Km.)
Stabilire gli orari
E’ necessario stabilire l’orario di partenza dal capolinea e l’orario di passaggio a ogni fermata per poter poi
raggiungere la scuola all’ ora voluta
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Piedibus in movimento
L’attraversamento pedonale rappresenta il
momento più delicato nella conduzione di un
Piedibus.
Solitamente nei punti più trafficati può
essere previsto un vigile che faciliti l’attraversamento. Se non è prevista la figura
del vigile, gli accompagnatori si disporranno in modo da fare attraversare i bambini in sicurezza (prevedere gli
attraversamenti sempre usando le strisce
pedonali)
L’ attraversamento
Per approfondire l’argomento, trovare la modulistica utile (questionari, lettera ai genitori) e risolvere eventuali dubbi
Consultate il seguente sito: www.piedibus.it
Inoltre si possono conoscere esperienze e iniziative per promuovere percorsi sicuri casa-scuola, consultando
i seguenti siti:
www.camina.it
www.cittadeibambini.org
www.iwalktoschool.org
www.schoolway.net
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Allegati
1) Lettera di presentazione progetto alle famiglie
Va consegnata a tutti i bambini della scuola con il Questionario.
La lettera presenta l’iniziativa alle famiglie e dovrebbe essere firmata dalla Direzione didattica.
1) Questionario Piedibus
Con questo questionario cerchiamo di analizzare la situazione del percorso casa scuola e di capire quanto consenso può riscuotere questa idea, nella speranza che le nostre scuole possano diventare uno dei luoghi in Italia dove si attua un esperienza di questo tipo.
3) Invito assemblea
Da consegnare a tutti i genitori che si sono resi disponibili a collaborare al progetto.
4) Volantino Piedibus
Questo volantino va inviato alle famiglie una volta avviato il progetto
5) Video Piedibus ASL MI
Il Video viene dato a tutte le Scuole e i Comuni che ne fanno richiesta al Servizio
Materiale informativo
Abbiamo a disposizione per la presentazione del progetto materiale informativo e in particolare una presentazione in power-point. Se siete interessati ad averne una copia potete richiederla a questo indirizzo di posta
elettronica:
[email protected]
I dati saranno trattati solo ed esculsivamente ai fini dell'iniziativa Piedibus. Si richiede l'autorizzazione al trattamento
degli stessi ai sensi della legge 196/2003.
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Sezione dedicata alla Scuola
La Scuola nel progetto Piedibus.
Il percorso educativo che si compie nel I° Ciclo di istruzione fino ai 14 anni è una tappa molto importante nella
maturazione della personalità e del proprio “progetto di vita” e pone le basi per traguardi educativi, culturali e professionali futuri.
Alla luce di questa consapevolezza, la scuola e quindi gli insegnanti, gli alunni e le loro famiglie sono chiamati
a nuove sfide per fare in modo che sia le conoscenze disciplinari che interdisciplinari, nonché le abilità operative si traducano in competenze personali.
Tra queste rivestono un ruolo strategico per la realizzazione del progetto, oltre che per la formazione individuale, quelle che permettono ai giovani di interagire e stare con la comunità, di affrontare diverse situazioni con senso critico e propositivo, di ampliare il punto di vista su sé e sulla propria collocazione nella società,
facendo ipotesi sul proprio futuro e sulle proprie responsabilità, di riconoscere e valorizzare le diversità, incluse quelle di genere e intergenerazionali.
In questo ampio quadro di riferimento il progetto Piedibus si propone alla scuola come un contesto concreto e
reale in cui il piano didattico e quello educativo si possono intrecciare al fine di promuovere le competenze funzionali all’azione e al cambiamento: l’orientamento didattico disciplinare si applica ad un obiettivo trasversale più
ampio, la formazione di un cittadino attivo e responsabile, in particolare rispetto alla possibilità di promuovere
una qualità della vita e dell’ambiente migliori e più sostenibili.
Spunti per la didattica
Come utilizzare il manuale.
Si può leggerlo dall’inizio fino alla fine, oppure sfogliarlo per captare le idee principali.
Vi suggeriamo alcune attività da proporre all’interno del progetto.
Consultate l’opuscolo e costruite il percorso personalizzato più adatto alla vostra classe. Ogni percorso potrà
comprendere diverse attività appartenenti ad aree tematiche diverse, coinvolgendo docenti di diverse discipline.
L’AUTONOMIA E IL TEMPO LIBERO
Cosa faccio da solo
In ogni famiglia esistono regole su quello che i bambini devono o non devono fare da
soli. Sono tutte uguali o esistono delle differenze? E se oggi funziona in un certo
modo, cosa succedeva in passato?
Chiedete ad ogni bambino di compilare la tabella. Ci sono differenze tra maschi e femmine? Tra i bambini che hanno fratelli e sorelle e i figli unici?
Per le classi del secondo ciclo si può ampliare il campione chiedendo ai bambini di far compilare la tabella a persone di età diverse, in modo da poter poi riflettere sui cambiamenti intervenuti nel tempo
in relazione al ruolo dei bambini nella famiglia, ai livelli di autonomia e alle differenze di genere.
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Cosa faccio da solo in famiglia
Vado a scuola
Sempre
A volte
mai
Vado a fare piccole commissioni
Vado a trovare i miei amici
Faccio i compiti
Mi vesto
Mi lavo
Rifaccio il mio letto
Metto in ordine la mia camera
Accudisco fratelli/sorelle più piccoli
Preparo la tavola
Aiuto la mamma a cucinare
Aiuto la mamma a pulire la casa
Chi fa cosa nella mia famiglia
L’attività può essere sviluppata in modo analogo alla precedente, ma prendendo in considerazione come vengono ripartiti i vari compiti “ domestici” tra i vari membri della famiglia ( oggi e nel passato).
Il mio tempo libero
Quando si parla di tempo libero si posso intendere cose molto diverse…
Fate compilare ad ogni bambino un diario di una sua giornata ( scegliendo un giorno feriale in cui i bambini non
svolgano tutti la stessa attività, in modo organizzato ), eventualmente con l’aiuto di una tabella. Estrapolate
quanto emerge in relazione al tempo libero e aiutateli a riflettere su cosa è per loro il tempo libero( è un tempo
di cui possono disporre liberamente in autonomia decidendo cosa fare, quando, per quanto tempo, oppure è
anche quello delle attività organizzate?), su quanto ne hanno a disposizione e con chi lo passano. Se chiedete
ai bambini di far compilare la tabella ai genitori, nonni, ecc o elaborate i dati ripartendoli tra maschi e femmine, potete anche riflettere sui mutamenti intervenuti a livello generazionale o su quelli di genere.
L’attività può essere propedeutica a “Se avessi del tempo libero”
Se avessi del tempo libero…
Per i bambini di oggi il tempo libero è sempre più sinonimo di attività organizzate. Ma ognuno di loro cosa
avrebbe veramente voglia di fare durante questo tempo?
Chiedete ai bambini di scriverlo su un foglio e poi trascrivetelo su dei cartelloni; valutate che tipo di attività
piacerebbe loro svolgere, sarebbe organizzata o no? In compagnia di adulti, amici o da soli?E’ possibile anche
introdurre il confronto tra generazioni diverse e di genere.
Il tempo è relativo
Anche se disponiamo di strumenti precisi per misurare il tempo, le nostre sensazioni sulla sua durata possono
variare moltissimo. Un’ora può sembrare infinitamente lunga o brevissima, dipende da ciò che facciamo o sentiamo. Si può chiedere agli alunni di individuare i momenti in cui il tempo “ non passa mai” e quelli in cui “vola”;
quando vorrebbero che il tempo “ si fermasse” oppure che “passasse più in fretta”.
Quanto tempo impiegano secondo loro per venire a scuola? Chiedete loro di cronometrarsi. Ci sono differenze? Da che cosa dipendono?
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LA MOBILITA’ CASA-SCUOLA
Sensazioni
Cosa significa per i bambini compiere ogni giorno il tragitto casa-scuola? Ecco un
modo per scoprirlo.
Chiedete ad ognuno di pensare al proprio percorso casa-scuola e alla cosa che gli
piace di più e di meno.
Fategliele disegnare o scrivere. Chiedete ai bambini di mimare la modalità con cui vengono a scuola, in modo da formare dei gruppi. Date ad ogni gruppo un cartellone con disegnato il mezzo con cui vengono a scuola e due faccine, una felice ed una triste, sotto le quali ogni bambino
attaccherà il suo materiale. La diversa modalità influisce sull’esperienza? Chi si diverte di più?
In giro da solo
Sentirsi grande, avere timore di perdersi, divertirsi, avere paura, sentirsi libero…le prime esperienze di autonomia portano sensazioni contrastanti ma alla fine quali prevalgono? Chiedete ad ognuno di descrivere per
iscritto la prima volta che è andato in giro da solo, mettendo in luce in particolare le sensazioni positive e negative che ha provato; fategliele sottolineare. Preparate un cartellone con una frase stimolo e 2 colonne: una
per le sensazioni positive e una per quelle negative. Chiedete ai bambini di comunicarle a turno alla classe e
scrivetele sul cartellone. Quali sono state le sensazioni prevalenti? E quali ricadute positive ha avuto l’acquisizione di questa autonomia? Che cosa ho fatto che non avrei potuto fare se fossi stato accompagnato?
Attraverso i sensi
Avevate mai riflettuto sul fatto che la ricchezza sensoriale di un percorso ha molto a che fare con il modo
con il quale lo si compie?fate disegnare ad ogni bambino il proprio percorso casa-scuola o un altro percorso
abituale con tutto quello che si ricorda ( ciò che vede, sente, annusa, calpesta o tocca). Dividete la classe per
gruppi in base al mezzo utilizzato, ognuno dei quali avrà a disposizione un cartellone su cui riportare in 4 colonne ( vista, udito, tatto, olfatto) le informazioni annotate lungo i percorsi. Al termine si riflette su come il
mezzo utilizzato influisce sulla ricchezza sensoriale dell’esperienza.
Rumori e profumi
Il mio percorso casa-scuola è verde e profumato? O invece è grigio e puzzolente? E’ divertente o stancante?Chiedete ad ogni alunno di rispondere individualmente per iscritto a domande stimolo come: che cos’è
per te il tragitto casa-scuola? Che odore ha? Di che colore è? Che suono/rumore ha? Sintetizzate gli esiti su
un cartellone suddividendoli a seconda del mezzo. Ci sono dei legami tra la percezione del percorso e il mezzo
usato? Quali sono i percorsi più piacevoli? E quali i più stimolanti o noiosi?
Tra passato e presente
Anche se oggi, come in passato, tutti i bambini hanno fatto l’esperienza di andare da casa a scuola non è
detto che questo momento abbia avuto per tutti lo stesso significato o valore.
Chiedete ad ogni bambino di scrivere quanto tempo impiega per fare il percorso casa-scuola (possono anche
cronometrarsi per qualche giorno e fare la media), con chi va, con che mezzo e cosa fa di solito.
Chiedete ai bambini di fare le stesse domande ai genitori e ai nonni.
Elaborate le risposte in relazione al genere, alla generazione di appartenenza, alla residenza ecc, in modo da
mettere in luce aspetti relativi alla qualità del tempo durante gli spostamenti, ai cambiamenti di abitudini tra
generazioni in merito al mezzo, ai tempi, al decremento dell’autonomia…
A scuola vorrei andarci così
La prima parte del lavoro si svolge in modo analogo a quella descritta nell’attività “Sensazioni”. Poi chiedete
ai bambini di fare la stessa cosa in relazione alle modalità con cui piacerebbe loro andare a scuola. Alla fine
confrontate gli esiti e cercate di di capire quali sono gli ostacoli ( traffico, paure dei genitori, lontananza…)che
impediscono la realizzazione dei loro desideri.
Dividete la classe in gruppetti in base alle principali tipologie di ostacoli e chiedete a ciascuno di elaborare
proposte per superare questi problemi.
Si potrebbe andare a scuola..
Non tutti i bambini vanno a scuola allo stesso modo, e questo non dipende tanto dalle condizioni climatiche o
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da altre caratteristiche ambientali, ma soprattutto dalle abitudini delle famiglie e da fattori culturali. Mostrate ai bambini delle foto ( vedi anche www.Iwalktoschool.it) delle diverse modalità con cui andare a scuola:
Dividete la classe a coppie e fate fare commenti sulle diverse modalità, valutando quella che ha raccolto maggiori commenti positivi; valutate con i bambini quali sono gli ostacoli che impediscono di realizzarla nella loro
realtà e cosa potrebbero fare per superarli.
I nostri percorsi sicuri
Ecco una strada possibile per dare ai bambini maggiore autonomia lungo il percorso casa-scuola. Procuratevi
una cartina dell’area comprendente il bacino di utenza della scuola ( potete anche utilizzare uno stradario),
fatene una copia per ciascun bambino e dite ad ognuno di segnare la propria abitazione e il percorso che fa
per venire a scuola ( se non riescono a farlo a memoria, soprattutto quelli che vengono in macchina, chiedete
di indicarlo la mattina successiva, magari con l’aiuto di chi li accompagna). Dividete i bambini in base alla zona
di residenza e chiedete loro di individuare un’area dove potrebbero incontrarsi per venire a scuola insieme a
piedi tutte le mattine.
Quindi chiedete a ciascun gruppo di ipotizzare un percorso sicuro con il quale arrivare a scuola. Fate qualche
uscita per verificare le effettive condizioni di sicurezza di questi percorsi ( l’ideale sarebbe la collaborazione
dei vigili). Se possibile fate la stessa cosa insieme a diverse classi in modo da individuare percorsi che potrebbero raccogliere un ampio numero di bambini.
L’attività è propedeutica all’organizzazione del Piedibus.
MOBILITA’ E INQUINAMENTO
Il palloncino “gasato”
Per percepire la presenza del gas, si produce anidride carbonica e la si intrappola nel
palloncino.
Materiali: bicarbonato di sodio, aceto, 1 bottiglietta di vetro ( ex quella del succo di
frutta) e un palloncino.
Come si procede:
1. versare l’aceto nella bottiglia, fino ad un terzo;
2. versare nel palloncino un cucchiaio di bicarbonato di sodio
3. infilare il palloncino sul collo della bottiglia e poi alzandolo, far cadere il bicarbonato nella bottiglia in modo
che cada nell’aceto.
Dopo pochi minuti, nell’aceto si formano delle bolle ed il palloncino si gonfia. Il gas è qualcosa di invisibile, ma
è più semplice percepire la sua presenza nel palloncino. L’anidride carbonica è prodotta dalla reazione del bicarbonato con l’aceto. Nell’atmosfera che circonda la Terra l’anidride carbonica è solo una minima parte, ma
gioca un ruolo fondamentale nel bilancio termico globale ( effetto serra). Viene catturata dalle piante, che
possono essere considerate dei veri serbatoi di CO2. Per questo anche la deforestazione incide sull’incremento
dell’effetto serra sul nostro pianeta.
Un esperimento analogo si può realizzare anche con lievito di birra e una soluzione di acqua e zucchero. Mettere ½ litro di acqua tiepida in una bottiglia da 1 litro, aggiungere un cucchiaio di zucchero e 4 cubetti di lievito di birra. Sciogliere bene il lievito, tappare la bottiglia con il palloncino e mettere al caldo. Dopo un po’ di
tempo si formano nell’acqua delle bollicine: il lievito, un organismo vivente, si nutre dello zucchero trasformandolo in alcol e anidride carbonica.
Se si apre la bottiglia e si avvicina un fiammifero acceso, questo si spegnerà per la presenza di anidride carbonica. Non solo si è prodotta CO2, ma si è anche osservato il processo che permette la lievitazione del pane.
Le trappole di vaselina
L’aria che respiriamo è una miscela di gas, ma non solo: nell’atmosfera è presente anche un particolato sospeso
di diverse dimensioni che può entrare nei nostri polmoni provocando irritazioni ed allergie. Proviamo a catturare un po’ di questi “intrusi”:
Materiali: cartone un po’ spesso, pellicola trasparente, vaselina, spago.
Procedimento:
1. tagliare diversi quadrati di cartone di circa 7 cm di lato, numerarli, scrivere su un lato “ Scuola… Classe…”
e rivestirli con pellicola trasparente. Ricoprire una superficie del cartone con la vaselina.
2. scegliere diverse “stazioni di rilevamento”: il giardino scolastico, un incrocio trafficato vicino alla scuola,
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qualche abitazione di bambini, qualche strada più o meno trafficata; posizionare il cartoncino con il lato
coperto di vaselina esposto all’aria ( scegliere anche altezze diverse dal suolo, appendendo i cartoncini con
uno spago).
3. lasciarli esposti per una settimana
4. dopo 1 settimana raccoglierli ed esaminarli.
Sono ancora bianchi? Le trappole posizionate nelle diverse postazioni sono tutte uguali? Cosa si osserva? Di
che colore sono le particelle intrappolate? Da dove possono provenire? L’esperimento si può ripetere in diversi
momenti dell’anno, e procedere ad ulteriori confronti. Per esempio in alcune stagioni nella vaselina possono rimanere imprigionati anche i pollini, che conferiscono a volte sfumature colorate
L’aria dentro di noi
All’aperto i bambini si dispongono in fila a formare un bruco. Da fermi ascoltano il proprio respiro. La maestra in testa propone una corsa Al suo stop la coda si riunisce alla testa del bruco e i bambini riascoltano il
loro respiro. Si ripete a diverse andature e con tempi di recupero diversi, alternando i bambini in testa. Si ricostruisce con i bambini il percorso dell’aria dal naso ai polmoni, si spiega la sua importante funzione di ossigenazione ( una maggiore attività fisica, e quindi a corse più veloci corrisponde una richiesta di ossigeno
maggiore e quindi una maggior frequenza dell’atto respiratorio). Parlando dei polmoni si può fare un parallelismo con le trappole di vaselina: anche nei polmoni restano intrappolate le particelle osservate.
Il conteggio delle auto
Dopo aver costruito le trappole di vaselina e individuate le zone di rilevamento, cercate di fotografare le diverse situazioni.
A metà della settimana recatevi con la classe presso alcune stazioni e organizzate un conteggio delle automobili.
Preparate una scheda che contenga i seguenti dati: localizzazione della postazione, giorno e ora del rilievo,
condizioni meteorologiche, durata del campionamento ( ex 30 min), numero di auto, camion, autobus che sono
passati in entrambi i sensi di marcia.( suddividete la classe in gruppetti per facilitare il conteggio). Dopo aver
raccolto i cartoncini si possono fare osservazioni sul traffico ed il colore dei cartoncini.
Le condizioni meteorologiche possono influire sull’esperimento, meglio quindi evitare una settimana di pioggia.
Rompicapo matematico
Un’automobile lunga 3 metri può trasportare, a carico pieno, 5 persone; un autobus lungo 11 metri ne può contenere fino a 60. normalmente lungo la strada i veicoli sono distanti 2 metri l’uno dall’altro. Dunque quanti metri
di automobili servono per trasportare 60 persone? A conti fatti sono necessarie almeno 12 auto, che occuperebbero 58 m di strada invece degli 11 di un autobus. Non solo avremo più emissioni gassose, ma anche
strade più congestionate!
Si possono stimolare i ragazzi ad inventare altri problemi di aritmetica che abbiano come tematica il tempo
o la mobilità e raccoglierli in un quadernetto da regalare alle altre classi come sensibilizzazione
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Simuliamo l’effetto serra
L’esperimento permette di simulare le condizioni dell’effetto serra sulla Terra.
Materiali: 2 termometri da ambiente, 2 strisce di carta nera, 1 vaso di vetro trasparente con coperchio
grande abbastanza da contenere i 2 termometri
Procedimento:
In una giornata di sole all’aperto individuare una zona assolata;
controllare che i 2 termometri segnino la stessa temperatura. Porre il vaso di vetro su un fianco, inserire una
striscia di carta nera su cui si appoggia il termometro ed avvitare il tappo
Adagiare l’altro termometro sulla carta nera nelle vicinanze del vaso.
dopo 20 minuti registrare la temperatura dei 2 termometri.
La temperatura all’interno del barattolo è più alta. Il vaso di vetro è responsabile del maggior riscaldamento
registrato dal primo termometro. Nel caso della Terra i gas serra, tra cui la CO2, agiscono come il vaso di
vetro, trattenendo il calore in atmosfera e garantendo così una temperatura medi del pianeta di 15°C.
Il poster dei suoni
Proporre alla classe di mappare suoni e rumori che li circondano e di raccogliere i dati in una tabella. Si può
effettuare la registrazione limitandola ad un posto prescelto, ad esempio la classe o l’abitazione dei bambini
e poi confrontare gli esiti tra gli alunni, oppure aggiungere una colonna “dove”. Si può prevedere, a fianco di
ogni rumore/suono, uno “smile” che ne indichi il gradimento o il fastidio.
OGGI______STO REGISTRANDO SUONI E RUMORI MENTRE MI TROVO____________
Animali
Persone
Apparecchi (TV,Play…)
Tempo meteorologico
Veicoli
altro
Le emissioni di CO2 nel percorso casa-scuola
E’ possibile, utilizzando dei coefficienti numerici ricavati da calcoli scientifici, che introducono alcune semplificazioni, calcolare le emissioni di CO2 che derivano dagli spostamenti quotidiani.
Sono sufficienti pochi dati, facilmente reperibili: le distanze percorse e il mezzo utilizzato per ciascuna distanza: Proporre ad ogni ragazzo di stilare, in un giorno concordato, un diario degli spostamenti, a partire proprio dal percorso casa-scuola e di calcolare le distanze complessive percorse nella giornata con i diversi mezzi
di trasporto.
Inserire poi i dati in una tabella e calcolare le emissioni do CO2 giornaliere e poi quelle di un anno scolastico
di ciascuno e poi dell’intera classe.
TABELLA PER IL CALCOLO DELLE EMISSIONI DI CO2
Mezzo di trasporto
Automobile
Ciclomotore
Coefficiente kg di
CO2*/passeggero km
2.09
0.075
metro
0.022
Tram
Aereo
Bicicletta
A piedi
Kg CO2 emessa/settimana
0.237
Autobus
treno
Km percorsi a settimana
0.045
0.033
0.15
0
0
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* L’automobile è il mezzo di trasporto che emette la maggior quantità di CO2 per passeggero per Km, seguita
dall’aereo, dal ciclomotore, dall’autobus, dal treno, dal tram e dalla metropolitana: Bisogna precisare che le
stime proposte per il calcolo sono riferite al singolo passeggero e presuppongono un carico medio del mezzo.
Nel considerare i mezzi di trasporto che non utilizzano combustibili fossili, il calcolo tiene conto del fatto che
per produrre l’energia elettrica usata per farli funzionare si utilizzano centrali termoelettriche che utilizzano a loro volta combustibili fossili
Limitando l’analisi al percorso casa-scuola, proporre il calcolo valutando tutte le alternativa possibili: in auto
da soli, in auto piena, in autobus, in bici, a piedi.
Scegliendo un mezzo che riduce le emissioni rispetto all’auto, quanta CO2 in meno emetterebbe la classe in
un anno? E tutta la scuola? L’elaborazione dei dati può essere fatta nell’aula di informatica con un foglio di
calcolo.
Motore acceso, per stare fermi
Rispetto all’attività precedente qui si invita ad un’osservazione sui tempi impiegati per il tragitto casa-scuola
utilizzando modalità diverse.
Ognuno registra, per lo spostamento casa-scuola, la sua durata complessiva in base al mezzo che utilizza specificando anche se è solo o in compagnia, se effettua delle soste, per quale motivazione e di quale durata.
Mezzo di
trasporto
Tempo impiegato
Da solo
In compagnia di..
Sosta per…
tempo di sosta
Nel caso di spostamenti in auto calcolare come soste anche il tempo che si passa in coda o fermi ( anche senza
scendere dall’auto). Confrontare le diverse abitudini. Calcolare quanto percentualmente si sta fermi rispetto
al tempo di marcia. Nel caso dell’auto il tempo di sosta rispetto al tempo di marcia può essere considerato un
indicatore della congestione del traffico. Può essere interessante valutare se, nell’accompagnamento in auto
a scuola si osserva che questo indicatore sale per soste proprio in corrispondenza della scuola al momento di
“ carico-scarico” degli alunni, sensibilizzando gli “auto-muniti” a trovare altre soluzioni.
E’ possibile anche calcolare quanta CO2 si emette pur stando fermi con l’auto accesa sapendo che un’auto
ferma a motore acceso consuma circa 0.0371 l di carburante al minuto e per ogni litro di benzina emette 2.4
kg di CO2.
L’anidride carbonica e i pompieri
L’anidride carbonica è uno dei gas di scarico delle auto, dei riscaldamenti,…ma è anche il gas che fa lievitare
il pane, rende frizzante l’acqua, e può persino aiutare a spegnere gli incendi.
Materiali: 1 bicchiere di vetro, 1 candelina scaldavivande, 1 cucchiaino, aceto, bicarbonato di sodio, fiammiferi.
Procedimento:
versare nel bicchiere un po’ d’aceto ( fino a circa 1/3)
mettere la candelina a galleggiare sull’aceto e accenderla
con il cucchiaino far cadere un po’ di bicarbonato nell’aceto (senza colpire la candela)
In seguito alla reazione tra bicarbonato e aceto, nel liquido si sviluppano delle bolle di CO2 che, sebbene sia
invisibile e inodore, riempie in breve tempo il bicchiere e vi ristagna a causa della sua maggiore densità rispetto
all’aria: 1 m3 di aria a 0°C e a livello del mare pesa 1.29 kg; alle stesse condizioni 1 m3 di CO2 pesa 1.97 kg.
L’ossigeno presente nell’aria permette inizialmente alla candela di mantenere, una volta accesa, la fiamma viva
( combustione). Quando la CO2 prende il posto dell’ossigeno, la fiamma si spegne( soffocamento). Esistono
estintori a “neve carbonica”, una schiuma fatta di bolle di anidride carbonica: Spruzzata su un incendio, l’anidride carbonica si deposita a terra perché è più pesante dell’aria e impedendo al fuoco di alimentarsi di ossigeno, l’incendio si spegne.
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Quanto ossigeno c’è nell’aria?
Materiali:una candela, inchiostro per stilografica, un vaso di vetro stretto e lungo, un sottovaso per piante
da fiori, acqua, fiammiferi, un righello.
Procedimento:
mettere l’acqua nel vaso
aggiungere il colorante
accendere la candela e fissarla al sottovaso
versare l’acqua colorata nel sottovaso
coprire la candela accesa con il vaso di vetro
L’ossigeno presente nel vaso alimenta la fiamma, che brucia finchè c’è ossigeno poi si spegne. Contemporaneamente si nota che l’acqua colorata del vaso sale. Misurando di quanto è salita si osserva che sarà circa un
quinto dell’altezza del vaso di vetro. Quindi l’ossigeno è circa 1/5 dell’aria contenuta nel vaso e quindi nell’atmosfera, ovvero il 20% dell’atmosfera.
Pioggia acida in laboratorio
Materiali: 1 provetta di vetro, forellino ad alcol, polvere di zolfo, 1 bicchiere d’acqua naturale, 1 cartina tornasole.
Procedimento parte 1:
inserire nella provetta alcuni grammi di zolfo puro, che si presenta come una polvere gialla
porre la provetta sulla fiamma e attendere qualche minuto.
Il fumo bianco che si vede nella provetta è anidride solforosa. Lo zolfo è un non metallo, quindi quando si
combina con l’ossigeno forma un anidride ( ossido di non metallo). La reazione che avviene è la seguente: S +
O2 = SO2. Nei combustibili fossili ( carbone, petrolio e derivati) è presente, in percentuali che possono variare da sostanza a sostanza, una certa quantità di zolfo. Nella combustione una parte dei fumi è costituita
da questo gas, nocivo per la salute dell’uomo e per l’ambiente.
Procedimento parte 2:
prendere un pezzo della cartina tornasole e immergerla nell’acqua naturale
così bagnata infilarla nella provetta, in modo che l’anidride solforosa entri in contatto con l’acqua di cui è imbevuta la cartina.
Dopo alcuni secondi, si osserva la colorazione della cartina. Se vira al rosso significa che l’acqua si è trasformata in acido solforoso SO2 + H2O=H2SO3 E’ quanto succede all’anidride solforosa in atmosfera quando
entra in contatto con l’acqua ricadendo poi sotto forma di piogge acide.
Comunicazione: questione di stile
Dopo aver ricercato qualche articolo che parli della tematica della mobilità nell’area milanese o dei cambiamenti climatici, analizzate lo stile adottato dal giornalista: è allarmistico, catastrofista, scientifico, possibilista, normativo?
Riconoscere gli elementi della comunicazione scritta: mittente, destinatari, messaggi e metacomunicazione e
ipotizzare quali intenzioni ci sono nella scelta di un certo stile espressivo.
Dividere la classe in gruppi ed assegnare un messaggio da comunicare ai cittadini. Chiedere ai diversi gruppi
di rielaborarlo in modo da assumere un tono allarmistico, confidenziale, scientifico o cattedratico. Confrontare gli esiti del lavoro.
Uno sguardo all’Europa
Le problematiche legate all’inquinamento atmosferico sono diffuse anche negli altri paesi europei. Confrontarsi o gemellarsi con altre realtà può essere un’occasione per valutare quali iniziative sono state messe in
campo, per trarne qualche spunto.
Possibili risorse web: www.iwalktoschool.org, www.schoolway.net
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Movimento e salute
Quando si parla di salute è necessario affrontare anche il tema “alimentazione”, dato
che negli ultimi anni molti bambini hanno acquisito abitudini poco salutari. Accanto a
un ridotto consumo di frutta e verdura si rileva un elevato consumo di dolciumi, carne
e salumi. Queste osservazioni sono fonte di grande preoccupazione per il mondo sanitario in quanto è noto come gli errori nutrizionali siano alla base di molte malattie dell’età adulta, soprattutto le malattie cardiovascolari e i tumori. E’ anche di recente
riscontro un inatteso aumento del diabete in età pediatrica, correlato verosimilmente all’epidemia di obesità che sta col pendo il mondo occidentale. Una buona alimentazione in età pediatrica e l’acquisizione fin da piccoli di abitudini nutrizionali corrette, esercitano i loro effetti benefici per tutto il corso
della vita. Per la promozione della salute l’Organizzazione Mondiale della Sanità indica, per quanto riguarda
l’alimentazione, il seguente obiettivo : I comportamenti salutari nel campo della nutrizione e dell’attività
fisica devono aumentare in modo sostanziale. Per comportamenti salutari nel campo della nutrizione e del
l’attività fisica si intendono: • consumare più cereali, frutta e verdura; • consumare meno grassi saturi (soprattutto quelli di origine animale); • consumare meno zuccheri semplici; • consumare meno sale; • consumare
i cibi in modo vario; • privilegiare le attività di gioco e di movimento rispetto a quelle sedentarie: in particolare non lasciare il bambino da vanti al video (televisione, computer o altro) per più di un’ora al giorno; • andare a scuola a piedi o in bici, fare giochi di movimento 10 per almeno un’ora al giorno. E’ inoltre raccomandabile
che i bambini consumino ogni giorno la prima colazione e che non consumino dolci fuori pasto.
Movimento e alimentazione
Raccontare una storia
Raccontate una storia per spiegare ai bambini che il cibo serve per star bene, crescere e giocare. Potete anche introdurre l’argomento chiedendo ai bambini quali sono i cibi che piacciono loro e quali no motivandone le ragioni e magari componendo dei cartelloni.
Laboratorio di sperimentazione dei sensi: “bello da vedere, buono da mangiare”
Gli alimenti vengono sottoposti all’esame di più sensi. Spiegate ai bambini che il desiderio del cibo può innescarsi non solo sulla base dei bisogni energetici del nostro organismo,
ma anche in seguito alla stimolazione di uno solo dei nostri sensi, per esempio la vista (basti
pensare al l’”acquolina in bocca” alla vista di qualcosa di gradito).Spesso è proprio l’aspetto
di un alimento a rendercelo più o meno desiderabile. Fate riflettere i bambini su questo e chiedete loro di portare esempi. Predisponete alcuni alimenti, quindi fateli annusare, toccare e assaggiare ai bambini con gli occhi bendati. Dopo l’assaggio di
ogni alimento, gli altri bambini porranno al bambino bendato alcune domande
e compileranno una tabella. Fate assaggiare in particolare i cibi più salutari, la frutta e la verdura. Spiegate quali sono le funzioni del cibo. E’ possibile ritagliare varie immagini di alimenti e incollarle sul quaderno o farne un
poster, indicando per ogni funzione i nutrienti e gli alimenti che ne sono protagonisti.
Costruire la piramide
Costruite la piramide alimentare per la vostra classe. Fate in modo che ogni bambino contribuisca a fornire
le immagini del cibo che con suma abitualmente per i vari piani della piramide. Fate riflettere: ci sono dei cibi
che vengono consumati troppo? Ci sono cibi che vengono consumati poco? Che forma assume la piramide di ogni
bambino? Ci sono bambini che consumano troppi dolci? O troppo poca frutta e verdura? La piramide viene capovolta? Come si può migliorare e equilibrare la propria alimentazione?
Laboratorio di informatica e di lingua inglese: alla scoperta della nuova piramide alimentare
Visitate assieme ai bambini il sito ufficiale del Ministero del Dipartimento dell’Agricol tura degli Stati Uniti
d’America (www.mypyramid.gov/) dove è possibile conoscere la nuova piramide alimentare, esplorandola e compiendo un vero e proprio viaggio all’interno di essa. Scaricate il poster e provate a riprodurlo in italiano con i
disegni dei bambini.
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Riflettere sull’’importanza dell’acqua
Stimolate la discussione sull’importanza dell’acqua per la vita, il ciclo dell’acqua, le fonti dell’acqua, la necessità di mante nere l’acqua pulita, la necessità di garantire l’acqua a tutti quale importante servizio pubblico.
In quali e quante attività umane è coinvolta l’acqua? Fate sperimentare in che modo gli esseri viventi dipendono dall’acqua: Tagliate due ramoscelli e poneteli in due vasi, uno con l’acqua e l’altro senza. Fate osservare.
Per quanto tempo vive il ramo con l’acqua e per quanto quello senza. Preparate un cartellone di un corpo umano,
come quello qui sotto. Chiedete ai bambini di indovinare la frazione del corpo umano che è fatta di acqua. Tirate delle linee per rappresentare le risposte che ricevete: 1⁄4, 1⁄2, 3⁄4 e via dicendo. Il corpo umano è
fatto di 3⁄4 di acqua, chi è andato più vicino? Cosa succede alle cellule, quando l’apporto d’acqua si riduce?
Quanta acqua è necessaria ogni giorno? Come viene controllata l’acqua dei rubinetti e da chi?
L’orto a scuola
Alcune scuole hanno a disposizione una parte di giardino coltivabile. Se potete farlo, sarà un grande successo
dar vita ad un orto a scuola. Per cosa seminare, non avrete che l’imbarazzo della scelta. Fatevi aiutare e consigliare da qualche nonno. I bambini apprezzeranno molto veder crescere le loro piantine ed impareranno ad
amare i prodotti del loro orto. Coltivare un orto è un’attività che mette a frutto abilità manuali, conoscenze
scientifiche, sviluppo del pensiero logico,. ma significa anche attenzione ai tempi dell’attesa, maturazione di
capacità revisionali. Lavorare con la terra aiuta poi i ragazzi a riflettere sulle proprie storie locali e familiari.
Fate cercare la provenienza dei frutti e delle verdure risalendo all’albero, all’arbusto, alla piantina che li ha
fatti nascere. Il frutto ha un seme che farà nascere una nuova pianta. Si può dimostrare come un pisello, tolto
da un baccello fresco, messo nella terra e bagnato regolarmente, germoglierà in pochi giorni. L’albero da
frutta si può riprodurre per talea: si può parlare anche di innesto ed eventualmente visitare un frutteto. per
imparare che la salute si mantiene mangiando almeno 5 porzioni di frutta o verdura al giorno e possibilmente
di vario colore.
Laboratorio di degustazione
Si preparano tanti bigliettini, ciascuno con il nome di un frutto. I bigliettini vengono mescolati e distribuiti a
caso. Nel giorno stabilito, ciascun bambino porta in classe il frutto assegnato in modo da avere una bella varietà di frutti diversi: tanti tipi di mele, di pere, di arance, di mandarini o altro. Sarà opportuno dividere il
lavoro in due momenti: la frutta dell’ autunno e dell’inverno (per es. prima di Natale) e la frutta estiva (verso
la fi ne dell’anno scolastico). Si valuterà altresì se presentare anche i frutti esotici meno noti, ma che si possono trovare ormai abbastanza frequentemente anche nei supermercati (datteri, mango, papaia, frutti della
passione, ecc....) I bambini saranno invitati ad osservare dapprima i frutti interi, analizzando la forma e il colore, il tipo di buccia, palpando la consistenza, poi si procede a tagliarli per osservare all’interno la polpa, i semi.
Con il dovuto rispetto per le norme dell’igiene, i frutti vengono poi assaggiati; i loro sapori descritti e confrontati, trovando gli aggettivi adeguati. Incoraggiate i bambini ad assaggiare frutti e verdure mai provati.
Costruite in classe un cartellone su cui segnare quanti bambini hanno assaggiato un frutto o una verdura per
la prima volta. Insegnate a usare il pelapatate. Fate una gara dove vince chi ha pelato meglio la propria mela.
L’importanza del movimento
Attività fisica e gioco
Negli ultimi anni la letteratura scientifica ha pubblicato dati che portano a considerare la sedentarietà come
un fattore di rischio per le patologie cardiovascolari, quali l’infarto del miocardio e l’ipertensione arteriosa,
e per altre malattie come l’obesità, il diabete di tipo 2, l’osteoporosi e il cancro del colon. Per contro, l’attività fisica regolare rappresenta un fattore di protezione cardiaca e le persone più attive fisicamente non solo
vanno meno soggette alle suddette malattie, ma anche quando si manifestino, insorgono in età più avanzata
ed in forma più leggera (questo succede in particolar modo per le patologie cardiovascolari). Nonostante queste osservazioni siano ben note, meno di un terzo della popolazione italiana adulta pratica quel minimo di attività fisica necessaria al benessere, ed è anche dimostrato che lo stesso comportamento sedentario viene
adottato tra i giovani già durante i primi anni dell’adolescenza. I dati sulla sedentarietà, sommati alle ultime
rilevazioni sul peggioramento delle abitudini alimentari dei nostri ragazzi, sono poco incoraggianti. Per questo motivo sono state elaborate linee guida internazionali che promuovono, attraverso programmi di educazione alla salute, un’attività fisica giovanile divertente da praticare poi per tutta la vita. Questa attività
fisica regolare, oltre ai benefici già menzionati di prevenzione delle malattie cardiovascolari in età adulta, crea
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molti vantaggi per lo sviluppo psicofisico dei giovani: favorisce lo sviluppo corporeo, migliora la resistenza e
la forza muscolare, aumenta la densità della massa ossea e la
flessibilità delle articolazioni. Inoltre, da recenti studi, è emerso che l’attività fisica rappresenta un valido
strumento di prevenzione di comportamenti a rischio tra bambini e giovani, specialmente quelli relativi all’uso
di tabacco e di alcol, a diete non sane e ad atteggia menti violenti. La scuola, con tutte le sue figure e insieme
alle famiglie, dovrebbe promuovere l’attività fisica tra le attività della quotidianità scolastica ed extrascolastica e non delegarla esclusivamente agli insegnanti di educazione fisica. La comunità, d’altra parte, dovrebbe
offrire luoghi ed opportunità per lo svolgimento dell’attività fisica in sicurezza. Il percorso proposto in questa unità acquisisce efficacia se viene svolto con un’azione multidisciplinare. Rispetto alla precedente unità i
bambini diventano consapevoli che il corpo va curato non solo alimentandosi in maniera corretta, ma parimenti
facendolo lavorare con il movimento. Attraverso le attività proposte si vuole far acquisire il piacere del movimento, del gioco di squadra e dello stare insieme agli altri. Fare movimento deve essere divertente, scegliere
di fare uno sport deve essere un piacere. Vivere la competizione, avere consapevolezza delle proprie possibilità e dei propri limiti e accettare la sconfitta devono diventare dei momenti di crescita e non di mortificazione..
Interviste
Preparate con i vostri alunni delle interviste destinate agli adulti, che i ragazzi stessi somministreranno a persone del proprio quartiere, inerenti le loro abitudini di attività fisica settimanale. I dati raccolti verranno
discussi e rielaborati in classe e illustrati tramite cartelloni o diapositive. Sarà interessante confrontare i dati
raccolti con le raccomandazioni scientifiche ricercate e valutare quali sono i modi possibili per incrementare
l’attività fisica quotidiana delle persone intervistate (ad esempio: non usare l’ascensore o le scale mobili, andare a piedi al lavoro o a scuola, scegliere un hobby “movimentato”, ad esempio il giardinaggio, il ballo o un attività sportiva divertente).
Raccontare
Raccontate ai bambini che il nostro corpo funziona come una vera e propria macchina e che, come tutte le macchine, per tenerlo in forma bisogna farlo “girare”, bisogna muoverlo.
Visione filmato
Fate vedere ai bambini un video sul corpo umano che spiega come sono fatti i suddetti apparati.
Laboratorio di anatomia
Gli alunni potrebbero portare a scuola i polmoni o un cuore di un pollo o una parte di muscolo e osservarli insieme, sperimentandone le caratteristiche peculiari (ad es. elasticità del polmone, fibrosità dei muscoli, utilità dei legamenti). Gli alunni raccontano e disegnano quello che hanno appreso. Spiegate ai vostri alunni che
un’attività fisica regolare porta benefici all’apparato scheletrico e muscolare, a quello respiratorio e cardiocircolatorio e inoltre stimola l’utilizzo degli zuccheri e dei grassi.
Ricerche
Fate cercare articoli e immagini relativi all’attività fisica. Fate fare dei collages a tema: sport, attività all’aria
aperta, attività stagionali, attività in palestra, in giardino, in cortile, in strada. Tenete i collages in bella vista
e ricordate di tanto in tanto la necessità di fare attività fisica almeno un’ora al giorno.
Attività economiche
Organizzate una mappa delle attività divertenti gratuite o economiche, praticabili nelle vicinanze, e distribuitela a tutte le famiglie.
Associazioni sportive
Invitate rappresentanti di associazioni sportive locali o organizzazioni giovanili (scout, oratori) che presentino attività sportive o giochi. Permettete agli ospiti di far sperimentare a tutti i bambini che lo desiderano
qualche minuto di attività (arti marziali, danze, pallacanestro, giochi)
Calcolare l’Indice di Massa Corporea
Spiegate ai bambini più grandi che cos’è e come si calco la l’Indice di Massa Corporea (IMC o in inglese body
mass index BMI). Sottolineate che questo indicatore segnala la strada per mantenere in equilibrio la propria
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salute. Pertanto è necessario, anche in base a questo indicatore, valutare l’equilibrio tra la propria alimentazione e l’attività fisica. Fate calcolare l’IMC di una modella o di un atleta. Corrispondono a standard di salute? In particolare fate riflettere come talvolta per le modelle viene ritenuto “bello” uno stan dard per nulla
salutare. Sottolineate la pericolosità di certe diete autogestite, che nulla hanno a che fare con una sana alimentazione. Non è opportuno fare calcolare in classe l’IMC dei bambini. Alcuni bambini potrebbero vergognarsi di farlo. E’ uno strumento che potranno in futuro utilizzare da soli, se lo desiderano. ( Come si calcola
l’IMC è riportato nella sezione:QUALCHE INFORMAZIONE IN PIU’ )
Spegni la televisione!!
Spiegate che la crescente sedentarietà dei bambini d’oggi è particolarmente dovuta al guardare la televisione,
all’utilizzo dei videogiochi tipo playstation e all’utilizzo del computer. Infatti una posizione fissa mantenuta
per lungo tempo e ripetutamente (dopo una giornata intera seduto al banco, ancora seduto davanti al televisore o al computer) tiene in funzione soltanto alcuni gruppi muscolari con perdita di tono da parte di altri e
errato sostegno dello scheletro.
Giocare e fare attività fisica regolare tutti i giorni pe r 60 minuti.
Vivere l’esercizio fisico come divertimento.
Ideate un questionario da cui emergano le modalità di utilizzo del tempo libero da parte dei bambini: quanto
tempo trascorrono davanti al televisore, oppure al computer, quali occasioni hanno per giocare con i coetanei,
quali giochi fanno e dove, quanto e quando hanno la possibilità di giocare con i genitori. Le risposte potranno
essere riportate su una tabella che offrirà ulteriori spunti di discussione.
Gioco dei verbi
Dividete la classe in gruppi di 4-5 bambini. Date 30 secondi ad ogni gruppo per nominare dei verbi di azione
o movimento e scriveteli alla lavagna. Vince chi, entro un tempo predefinito, nomina più verbi “attivi”. Fate votare i verbi, quali sono quelli che piacciono di più? Perché?
Diario giornaliero
Fate scrivere ai bambini il proprio diario giornaliero delle attività, dal momento della sveglia fino al tempo di
andare a letto. Ad esempio: 8.00 colazione, 8.10 a scuola a piedi, 8.30 lezione di geografia, e così via. Fate lasciare una riga vuota dopo ogni attività. Al termine dello schema chiedete agli alunni di riflettere e trovare
5 spazi dove inserire un verbo di movimento per raggiungere un totale di 60 minuti o più di un’attività fisica
divertente.
Giocare insieme agli altri
Fate apprezzare i giochi di movimento, di squadra e all’aria aperta. Concordate con i genitori che anche d’inverno è possibile giocare all’aria aperta. Le malattie cosiddette “da raffreddamento” si prendono maggiormente d’inverno perché si passa più tempo al chiuso e in collettività, cosa che favorisce il passaggio dei germi.
Attraverso i giochi di squadra i bambini acquisiscono esperienze di collaborazione e socializzazione e in questo senso molti giochi tradizionali sono indicati a favorire lo sviluppo di corrette dinamiche socio-affettive,
dove ciò che più importa è il piacere di stare insieme in un confronto non competitivo. Si possono proporre ai
bambini i giochi del “tiro alla fune“, “palla prigioniera“, “bandiera” o una staffetta.
Stretching tra una lezione e l’altra
All’inizio della lezione fate fare due rapidi esercizi di stretching. Ogni 40 minuti interrompete la lezione e fate
due esercizi che rimettano in funzione i muscoli. E’ un’opportunità anche per imparare i nomi di alcuni muscoli.
La bicicletta
Ormai la quasi totalità dei bambini possiede una bicicletta, ma chi la usa come mezzo di trasporto è solo una
minoranza, perché tutti bambini ed adulti si sentono sempre meno sicuri.
E’ però importante capire che la sicurezza non dipende soltanto dalla presenza di piste ciclabili sicure, ma
anche da comportamenti e dal buon funzionamento di tutte le sue parti.
L’importanza del casco
Costruire un casco
Materiali: 3 tubi di rotoli di carta da cucina, 1 piatto, 1 foglio di carta A4, 2 uova che entrino nei tubi, nastro
adesivo.
Procedimento:
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1. unire i tubi con il nastro adesivo, in modo da ottenere un tubo più lungo
2. con il foglio di carta ed il nastro adesivo costruire un cono in modo che scorra nel tubo
3. mettere il tubo in posizione verticale sopra il piatto e lasciar cadere un uovo; infilare il secondo uovo nel
cono e far cadere nel tubo il cono con l’uovo, con la punta verso il basso
Cosa succede al primo uovo? Cosa succede al secondo uovo?cadendo il primo uovo si rompe mentre il secondo
rimane intero. Perché? Un corpo in movimento ( come l’uovo che cade, o un automobilista al volante, o un ciclista in movimento) acquista un’energia che dipende dalla velocità e dalla sua massa. Se si vuole fermare l’oggetto occorre che l’energia sia assorbita. Nel caso delle uova l’energia è la stessa per entrambe, ma la prima
volta è l’uovo ad assorbire l’energia dell’urto contro il piatto e quindi si rompe; nel secondo caso l’energia è assorbita dal cono di carta che accartocciandosi “sava” l’uovo. In auto non si tratta di uova, ma di passeggeri
che devono essere protetti dagli urti. Più la carrozzeria è deformabile, più energia assorbe in caso di urto, e
più lieve sarà l’impatto per i passeggeri. Il casco dei ciclisti e dei motociclisti ha esattamente la stessa funzione.
Mobilità e Sicurezza
Mai come oggi si avverte così forte l’importanza di diffondere tra le nuove generazioni l’educazione alla sicurezza stradale, nella speranza di poter contribuire a ridurre le violazioni, ma soprattutto a tutelare quel bene inestimabile che è la salute
umana. L’intento è quello di far conoscere ed applicare le più basilari norme di com portamento per imparare a vivere la strada rispettando chi circola al nostro fi anco. Nell’approccio alla sicurezza stradale per gli alunni della scuola primaria occorre tenere
presente alcune problematiche legate al fatto che molte del le loro capacità in questo ambito
risultano estremamente limitate. L’inesperienza e l’immaturità dei bambini fanno sì che circolando sulla strada
affrontino i pericoli in maniera diversa da un adulto. I motivi sono svariati e legati alle caratteristiche proprie dell’ età e della fase di sviluppo psicomotorio in cui si trovano. Per citarne alcuni, il bambino ha un panorama visivo meno ampio di un adulto a causa della ridotta altezza. Molto spesso ha difficoltà sia nel valutare
la velocità di un veicolo che nel capire quando arriverà ad un dato punto. Il bambino non è ancora in grado di
rendersi conto della relativa velocità delle macchine in sorpasso e di considerare le condizioni del traffico dal
punto di vista degli altri utenti della strada e quindi si trova svantaggiato nel prevedere gli eventi. Non si deve
trascurare poi che, nella ricerca della soddisfazione di alcune necessità “fisiologiche”tra cui soprattutto il
gioco o di certe “urgenze” psicologiche (non far tardi a scuola, raggiungere un certo luogo) i bambini tendono
a dimenticare i pericoli della strada. In generale i bambini che iniziano presto ad utilizzare la strada (in bicicletta o a piedi, accompagnati da un adulto che indica e pratica comportamenti corretti ed evidenzia i possibili pericoli) sviluppano meglio e più rapidamente le abilità e le capacità utili per circolare in sicurezza. Nella
spiegazione del le “regole” occorre però assicurarsi di utilizzare un linguaggio comprensibile e di chiarire
anche il “perché” di quelle regole. L’esempio dell’adulto è poi di fondamentale importanza, sia per i comportamenti corretti e prudenti che per quelli sbagliati. Occorre anche tener conto che certi “adattamenti delle regole” tipici degli adulti (ad esempio attraversare la strada con semaforo pedonale rosso oppure di corsa)
possono essere di difficile comprensione e applicazione da parte di un bambino ed essere interpretati ed
esegui ti in modo sbagliato. Partendo da simili presupposti risulta chiaro che un intervento didattico sulla sicurezza in strada deve insistere proprio nell’aiutare gli alunni a sviluppare ed affinare le proprie abilità, per
impadronirsi delle regole fondamentali di rispetto e di tutela dell’incolumità propria ed altrui. Per risultare
efficace un programma educativo sulla sicurezza stradale deve inoltre prevedere uno stretto collegamento
con la realtà delle situazioni locali e delle esperienze che i bambini vivono quotidianamente come utenti della
strada, sia come pedoni che come fruitori dei mezzi di trasporto (automobile, autobus.....).
Riportiamo anche qui delle attività da poter organizzare con i vostri alunni nell’ambito del progetto : Piedibus, affrontando l’argomento sicurezza.
Attività suggerite
Visita al bordo della strada.
Si può scegliere una strada tranquilla per una visita che serve ai bambini per “familiarizzare” con questo luogo
e capire dal vivo cosa vi accade,chi e cosa vi si incontra.
Può essere necessario ripetere la visita una seconda volta, per dividere il lavoro in due fasi, una esplorativa
e conoscitiva e una più pratica e di approfondimento. Naturalmente le visite vanno precedute sempre da alcune attività preparatorie. Una volta sul luogo, guiderà l’osservazione verso i seguenti temi.
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Veicoli in movimento
Una delle capacità di cui hanno bisogno i bambini per saper attraversare la strada è quella di distinguere i veicoli fermi da quelli in movimento e di fare la debita differenza tra i veicoli che vanno e quelli che vengono. La
visita al bordo della strada può fornire l’occasione di verificare questa capacità e consente di sottolineare che
i bambini più piccoli non devono mai attraversare la strada se vedono qualcosa che viene verso di loro.
Che cosa è più pericoloso sulla strada?
I bambini di solito associano la velocità e il pericolo ai veicoli di dimensioni più grandi come autobus e autocarri. Si deve sottolineare che anche le macchine e le motociclette vanno veloci e sono altrettanto pericolose,
mentre le biciclette lo sono un po’ meno.
Che cosa è vicino e che cosa è lontanocompresi naturalmente i veicoli parcheggiati. Questa esperienza può poi
essere estesa ai veicoli in movimento, sottolineando nuovamente ai bambini più piccoli, che non devono mai attraversare la strada quando vedono qualcosa che viene verso di loro.
Che cosa può provocare un incidente?
Occorre guidare i bambini a comprendere che è sempre importante fare molta attenzione quando si è in
strada e soprattutto che occorre guardarsi sempre intorno, senza però distrarsi. Spesso un comportamento
superficiale (ad esempio pensare:”..tanto è la macchina che si deve fermare”) o distratto ( guardare altrove
) sono all’origine di un incidente. Non bisogna mai abbassare la guardia, ma rimanere attenti a quello che ci accade intorno.
Disegnare
Per aiutare i bambini a misurarsi con situazioni di pericolo si possono mostrare in classe delle immagini che le
raffigurano e discuterne con i bambini. Spesso i bambini che subiscono un incidente dicono di non aver visto la
macchina che li ha investiti. Ponete quindi la domanda: “In questa situazione (ad esempio sulle zebre o al semaforo) possiamo evitare di guardare da entrambi i lati della strada?” La risposta ovvia è naturalmente: ”MAI”.
I bambini possono disegnare loro stessi in alcune di queste possibili situazioni pericolose; i disegni possono
essere incollati su un grande cartellone da esporre in classe accanto alle regole riepilogative del comportamento corretto da tenere in strada, su cui hanno riflettuto durante il lavoro.
Saper indicare la destra e la sinistra con sicurezza e velocità
Osservare e sperimentare
Saper distinguere con sicurezza la destra e la sinistra è importantissimo soprattutto nel traffico. E’ possibile utilizzare schede di lavoro illustrate per esercitarsi a conseguire questa abilità, che diventa poi indispensabile per effettuare un corretto attraversamento stradale.
Giocare
Inventate dei giochi di movimento per far imparare bene ai bambini a distinguere la direzione destra e la sinistra
In palestra si suddivide la classe in due squadre. Ad ogni turno un bambino per ogni squadra resta fuori. Di
volta in volta si costruisce un percorso chiuso (con cuscinoni e altri attrezzi come corde, birilli, tappetini) che
a ogni prova viene parzialmente modificato. A turno un ragazzo per gruppo entra con gli occhi bendati e deve
muoversi sul percorso, seguendo le indicazioni suggerite dai compagni di squadra che indicano i movimenti
nella giusta direzione (ad esempio: avanti tre passi diritto, due passi a destra, cinque a sinistra...e così via)
per arrivare fino al traguardo senza sconfinare fuori dal tragitto stabilito. Chi sbaglia è eliminato. Si tiene
la classifica e vince la squadra i cui membri hanno portato a termine il percorso.
Conoscere i segnali stradali: le funzioni, le forme, i colori
Sapere cosa indicano i segnali luminosi del semaforo
Conoscere il messaggio generico (ad esempio pericolo, divieto, obbligo, indicazione e precedenza) e il messaggio
specifico del segnale stradale (ad esempio pericolo di frane, divieto di svolta)
Lavorare con le immagini
I bambini devono comprendere che i segnali stradali rappresentano una forma di comunicazione e contribuiscono a regolare la circolazione sulla strada. I segnali si possono classificare in base alla loro forma: se sono
rotondi significano sempre obbligo o divieto; se sono triangolari invitano a stare attenti perché c’è un pericolo; se sono rettangolari forniscono informazioni. Alcuni segnali molto importanti come lo STOP, hanno forme
diverse. Poiché rappresentano una forma di comunicazione rivolta a chiunque percorre la strada, il loro linguaggio deve essere esplorato con gli alunni utilizzando disegni, ritagliando immagini e creando collages, allestendo cartelloni da esporre in classe o nella scuola per familiarizzare con i segnali principali. Si può costruire
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un semaforo in cartone per imparare il linguaggio dei suoi colori.
Un altro modo divertente per familiarizzare con i segnali principali e imparare ad interpretare quello che vogliono comunicare è quello di creare appositamente giochi da ta volo (del tipo tombola, memory, do mino, gioco
dell’oca). Questo lavoro non va sottovalutato, ma al contrario è davvero molto utile, perché significa porre le
basi della conoscenza delle regole stradali che saranno messe successivamente a frutto quando, diventato più
grande, il bambino circolerà da solo (in bici, in moto, in auto).
Raccontare
Si introduce il concetto di marciapiede come strada riservata a chi cammina, cioè al pedone. Essendo riservato
al percorso delle persone, si può discutere con gli alunni su cosa sia opportuno non fare sul marciapiede, ad esempio andare in bici o su altri veicoli, andare sui pattini o skates, giocare a pallone, correre senza guardare dove si
va... Naturalmente occorre motivare il perché del divieto: perché queste attività e questi mezzi rischierebbero
di travolgere ed investire i pedoni, specie gli anziani, i bambini, le carrozzine, i cani al guinzaglio.
Per altre attività o maggiori informazione è possibile consultare il manuale “ Pinocchio a Scuola di Sicurezza”
parte seconda, legato al progetto sicurezza proposto alle scuole dal nostro Servizio.
QUALCHE INFORMAZIONE IN PIU’
Le emissioni veicolari
Il traffico determina un inquinamento di tipo chimico.
Le emissioni si distinguono in emissioni allo scarico ed emissioni evaporative. Le prime dipendono dal processo
di combustione che avviene nei motori e sono soprattutto: monossido di carbonio, idrocarburi incombusti, ossidi di azoto, particolato solido e, per i diesel, anche piccole quantità di biossido di zolfo.
Le seconde sono rappresentate dai processi evaporativi del combustibile e rappresentano circa il 43% delle
emissioni totali di idrocarburi non metanici. Il risollevamento della polvere stradale è considerato una sorgente
importante di articolato fine, cioè inalabile.
PRINCIPALI EMISSIONI
DERIVAZIONE
EFFETTO
Anidride carbonica( CO2)
Dai normali processi di combustione Incremento effetto serra, piogge acide
Ossidi di azoto (NOx)
Dai normali processi di combustione
Piogge acide, inquinamento aria locale,
smog fotochimica, disturbi respiratori
Dalla combustione dei carburanti
derivanti dal petrolio
Smog, soiling
Monossido di carbonio(CO)
Ossidi di zolfo (SOx)
Idrocarburi (HC)
Articolato(PM10,PM2,5)
Si forma nelle combustioni in carenza di ossigeno
Avvelenamento
Dalla combustione di carburanti
contenenti zolfo (diesel)
Piogge acide, disturbi respiratori,
smog
Dalla combustione, dallo sfregamento Soiling, irritanti per l’apparato respidei freni, pneumatici e manto stradale ratorio, intossicanti
Quante auto!!
Tra i 15 paesi membri storici dell’Unione Europea, siamo quello con la più alta mobilità di passeggeri su strada
( 15.400 km/abitante/anno: + 60% sulla Germania, + 31% sulla media UE)e, a parte il Lussemburgo, quello con
il maggior numero di automobili pro-capite ( 58 per 100 abitanti contro una media di 48).
Nel 2004 il 78% delle città italiane ha superato i limiti fissati dall’Europa in materia di inquinamento da polveri sottili.
G Studi Scientifici hanno dimostrato che i passeggeri e gli autisti della auto sono esposti a concentrazioni
significativamente più alte di inquinanti che i pedoni che camminano su strade trafficate!!!
G http://www.gaftech.com/carcabin/
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Inoltre in auto si è sedentari e non si svolge attività fisica!!!!
G AUTO = inquinamento + sedentarietà
Cambiamenti climatici e stili di stili di vita
Il clima, cioè l’insieme dei fenomeni fisici e chimici che definiscono lo stato dei bassi strati dell’atmosfera, è
influenzato dal cambiamento della concentrazione di alcune sostanze presenti nell’atmosfera (gas serra), che
sono in grado di trattenere la radiazione ad onda lunga emessa dalla Terra, modificando così il bilancio energetico. Questo fenomeno, il cosiddetto “effetto serra”, determina un aumento della temperatura della superficie terrestre e della bassa atmosfera. Senza questo effetto naturale, la temperatura del nostro pianeta
sarebbe di circa 33°C inferiore.
Nell’ultimo secolo però le attività umane hanno prodotto un importante aumento delle concentrazioni di anidride carbonica e di altri gas, in particolare metano, protossido di azoto, clorofluorocarburi e prefluorocarburi, ozono troposferico e di aerosol.
Ciò ha comportato un aumento del naturale effetto serra e un surriscaldamento globale.
Nonostante ci sia un elevato grado di incertezza, gli scienziati prevedono che i cambiamenti climatici provocati dall’effetto serra abbiano conseguenze diffuse: lo scioglimento dei ghiacciai e del ghiaccio marino, innalzamento dei mari e sommersione di tratti di costa, cambiamenti nei regimi pluviometrici con siccità ed
inondazioni, eventi climatici estremi; migrazioni ed estinzione di diverse specie di animali e vegetali, conseguenze sull’ecosistema, sulla salute umana, nonché sull’economia, soprattutto agricola e sulle risorse idriche.Il
primo trattato internazionale vincolante riferito specificatamente ai cambiamenti climatici data 9 maggio
1992ed è la “ Convenzione dell’ONU sui Cambiamenti climatici”: Il suo strumento attuativo è il Protocollo di
Kyoto, che impegna i paesi industrializzati e quelli con un’economia in via di transizione a ridurre complessivamente le emissioni di gas serra dovuti alle attività umane.
L’Italia ha ratificato il Protocollo impegnandosi a ridurre del 6.5% le proprie emissioni rispetto ai livelli del
1990 entro il periodo che va dal 2008 al 2012.: nonostante siano state prese alcune misure finora le emissioni
non sono state ridotte, ma sono in incremento.
Gli obiettivi del protocollo, anche se rispettati non sono sufficienti a determinare una situazione di emissioni
“sostenibile”:perché ciò avvenga infatti sarebbe necessaria una stabilizzazione nelle concentrazione dei gas
serra.
Durante una giornata qualsiasi è raro avere la consapevolezza che l’elettricità che utilizziamo è prodotta utilizzando anche combustibili fossili, che le nostre auto usano benzina e gasolio, che le discariche dalla decomposizione dei rifiuti producono metano,…e che quindi gli stili di vita di ognuno influiscono sul bilancio delle
emissioni e possono contribuire a raggiungere gli obiettivi del Protocollo di Kyoto.
Le piogge acide
Un ulteriore problema causato dall’inquinamento atmosferico è quello delle piogge acide: Queste precipitazioni, con ph < di 5.6, contengono acido nitrico e solforico che a contatto con le superfici su cui ricadono svolgono un’azione sia di tipo corrosivo, che di tipo meccanico di dilavamento del materiale reso friabile e solubile
dagli acidi.
In questo modo vengono danneggiate strutture edili, ponti in acciaio e monumenti antichi. Sulla pietra calcarea l’acido solforico presente nelle piogge acide corrode il carbonato di calcio e lo trasforma in solfato di calcio, cioè gesso ( materiale solubile, chiaramente meno resistente della pietra).
Queste precipitazioni provocano importanti danni anche alla vegetazione, alle acque dei laghi, nonché al terreno e quindi anche alle falde. Liberando metalli contenuti nelle rocce.
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Inquinamento acustico
Il rumore in città è un problema sempre più avvertito. Si stima che in Europa il 30% degli abitanti sia esposto ad un livello di rumore stradale classificato come “fastidio notevole” ( 55dB) e che il 5-10% soffra di disturbi del sonno.
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Circa il 65% della popolazione UE (450 milioni) è esposta a livelli di rumore che superano i 55 dB(A) nelle
24 ore.
Il traffico cittadino è la maggior causa di rumore
I Bambini esposti cronicamente al rumore mostrano difficoltà nell’apprendimento delle abilità di lettura,
nell’attenzione e nella capacità di risolvere i problemi
Sedentarierità ed obesità
Obesità come fattore di rischio
L’obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica nel mondo. Siamo infatti di fronte a una
vera e propria epidemia globale, che si sta diffondendo in molti Paesi e che può causare, in assenza di un’azione
immediata, problemi sanitari molto gravi nei prossimi anni. L’obesità è una condizione caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso corporeo, in genere a causa di un’alimentazione scorretta e di una vita sedentaria.
Obesità e sovrappeso sono condizioni associate a morte prematura e ormai universalmente riconosciute come
fattori di rischio per le principali malattie croniche: malattie cardiovascolari, ictus, diabete, alcuni tumori, malattie della colecisti, osteoartriti. Altri problemi di salute associati a un eccesso di peso corporeo sono: ipertensione, ipercolesterolemia, apnea notturna e problemi respiratori, asma, aumento del rischio chirurgico,
complicanze in gravidanza e irregolarità mestruali. A livello psicologico, l’obesità può stravolgere completamente la vita di una persona: chi è obeso spesso viene isolato e sottoposto a una vera e propria stigmatizzazione sociale, che rende difficile qualunque tipo di socialità. In particolare, i bambini in sovrappeso tendono
infatti a sviluppare un rapporto difficile con il proprio corpo e con i propri coetanei, con conseguente isolamento che spesso si traduce in ulteriori abitudini sedentarie. L’insorgenza dell’obesità tra bambini e adolescenti li espone, fin dall’età infantile, a difficoltà respiratorie, problemi articolari, mobilità ridotta, disturbi
dell’apparato digerente e di carattere psicologico. Inoltre, chi è obeso in età infantile lo è spesso anche da
adulto: aumenta quindi il rischio di sviluppare precocemente fattori di rischio di natura cardiovascolare e
condizioni come il diabete di tipo 2 o l’ipercolesterolemia.
L’indice di massa corporea o IMC
Il peso corporeo umano è determinato dalla massa di tessuti, di organi e di liquidi nel sistema. Il peso corporeo, o meglio lo spostamento del peso corporeo oltre i limiti ideali (peso forma), è un parametro importante
in medicina e dietologia. L’indice di massa corporea (IMC) è un dato biometrico, espresso come rapporto tra
massa e altezza di un individuo ed è utilizzato come indicatore dello stato di peso forma.
L’indice di massa corporea è definito come:
IMC=
Peso
Altezza
x
Altezza
dove il peso è espresso in chilogrammi e l’altezza in metri.
Esempio: Donna; 17 anni; altezza 1.62 m; peso corporeo 68 kg:
IMC =
68
1.62x1.62=
28
68
2.62
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L’Organizzazione Mondiale della Sanità, propone una tabella come la seguente per defi nire termini da “magrezza” fino a “obesità”.
Situazione
Min
Max
25
29,9
16
18,4
Obeso
> 30,0
Regolare
18,5
Sovrappeso
Magro
Molto magro
24,9
< 16,0
I benefici di una regolare attività fisica sul nostro organismo sono molteplici:
miglioramento del tono e della forza muscolare;
miglioramento della resistenza ed elasticità delle ossa;
migliore flessibilità delle articolazioni;
migliore sviluppo corporeo;
mantenimento di una corretta postura;
aumento della capacità di tolleranza agli esercizi;
miglior funzionamento dell’apparato respiratorio (maggior volume di aria inspirata con migliore ossigenazione
di tutti i tessuti);
riduzione della pressione arteriosa;
riduzione della frequenza cardiaca;
riduzione dei grassi nocivi per il nostro corpo (LDL);
aumento dei grassi buoni per il nostro corpo (HDL);
aumento della capacità di utilizzare gli zuccheri;
riduzione del peso corporeo e diminuzione del rischio di obesità;
miglioramento del tono dell’umore con riduzione dei sintomi di ansia,stress,depressione,solitudine
La sedentarietà è nel corso degli ultimi decenni una caratteristica dominante dello stile di vita di una parte
sempre maggiore della popolazione dei paesi Europei. Si tratta di un fenomeno che investe entrambi i sessi,
che coinvolge tutte le fasce di età e colpisce in particolare le classi sociali più deboli quelle cioè che hanno
minori opportunità economiche di praticare forme di attività fisica , soprattutto nel tempo libero.
L’attività fisica gioca un ruolo fondamentale nella promozione della salute in tutte le fasi della vita in quanto
contrasta patologie come l’obesità, il diabete e le malattie cardiovascolari e metaboliche, alcune forme tumorali, l’osteoporosi e la depressione.
L’OMS attribuisce alla mancanza di attività fisica almeno il 22% dei casi di patologia cardiaca ischemica e
almeno il 10-16% dei casi di diabete, di cancro del colon e di cancro della mammella; i dati inoltre riferiscono
che il 34% degli uomini e il 46% delle donne in Italia non esegue una sufficiente attività fisica, cioè almeno
30 minuti al giorno di esercizio fisico moderato per la popolazione adulta- anziana.
Viviamo dentro un ambiente obesogenico, questo è il risultato di un convegno tenuto a Boston dalla American
Association for the Advancement of Science un ambiente che è pianificato tutto intorno all’automobile e non
solo, il lavoro è eminentemente sedentario,il tempo libero è basato su svaghi come guardare la televisione,navigare su internet o giocare ai videogiochi. Ascensori e scale mobili fanno il resto. Non basta fare una
passeggiatina ogni tanto e mangiare yogurt magri. E’ necessario cambiare radicalmente stile di vita ed è difficile riuscirci quando tutto il mondo intorno a noi punta nella direzione opposta.
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Sezione per Accompagnatori
Nella preparazione del manuale ci stava a cuore anche inviare un messaggio agli accompagnatori per poter meglio spiegare i vantaggi che essi traggono per la propria salute nel partecipare ad un Piedibus, ma,anche,ringraziare chi sensibile a queste aspirazioni, si è impegnato in prima persona per sé e per gli altri.
Quattro passi per stare bene
Camminare un poco tutti i giorni, regolarmente, rinforza i muscoli delle gambe
e dei piedi, migliora la circolazione e aiuta il cuore.
Perchè camminare
Camminare è uno dei modi più semplici e meno costosi di trascorrere piacevolmente il tempo libero. E se si cammina assiduamente e con regolarità, non solo ci si diverte, ma si migliora anche la propria salute fisica e mentale. Oltre a rinforzare il muscolo cardiaco e a bruciare calorie, camminando si migliora la circolazione e si
rinforzano i muscoli delle gambe e dei piedi.
Come cominciare
L‘importante è cominciare piano. Cominciate con brevi camminate due o tre la settimana, poi passate a camminate di almeno mezz’ora tre o quattro volte la settimana, fino a raggiungere una cadenza quotidiana.
Camminare in modo giusto
Per trarre il massimo vantaggio da questo esercizio, controllate il vostro modo di camminare; ricordatevi che
dovete toccare terra prima di tutto con il tallone, poi appoggiare bene la pianta e quindi darvi una spinta in
avanti con le dita. Tenete alta la testa e muovete liberamente le braccia (evitate di portare borse o altro).
Se volete fare un esercizio di forza, la camminata diventerà una marcia: in questo caso, dovete tenere le
braccia piegate, con i gomiti sopra la cintura, i pugni stretti e darvi la spinta con le braccia a ogni passo.
Un’andatura più sostenuta della normale passeggiata fa aumentare i battiti cardiaci e fa consumare calorie.
Tuttavia, non è il caso di esagerare; l’importante è che non vi venga il fiatone e che siate in grado di sostenere una normale conversazione con chi vi accompagna.
Cominciate ogni esercizio con una decina di minuti a passo normale e concludetelo con una decina di minuti a
passo di passeggiata: questo si chiama “riscaldamento” e “raffreddamento” dei muscoli, e lo fanno normalmente
gli atleti e gli sportivi.
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Un Consiglio: Parcheggiate lontano
Purtroppo la pratica sportiva organizzata, nelle sue varie forme (ludico-ricreativa, amatoriale, salutistica, riabilitativa) riesce a compensare solo in parte gli effetti negativi della
sedentarietà, in quanto a dette attività può dedicarsi solo una parte esigua della popolazione
e per di più per poche ore alla settimana magari nei giorni di sabato e domenica.
Ecco allora alcuni consigli pratici che vi consentiranno di fare un po’ di movimento nell’espletamento delle attività quotidiane:
G
G
G
G
andate a lavoro a piedi o parcheggiate l’auto almeno a 1 Km di
prire questa distanza camminando velocemente
distanza dal posto di lavoro, al fine di co-
salite le scale a piedi e, per i meno allenati, salite in ascensore fino a uno, due piani al di sotto di quello di
destinazione
anche in ufficio usate meno il telefono e più le gambe
acquistate una cyclette o un nastro trasportatore e mettetelo in uso almeno 2-3 volte a settimana per almeno 30 minuti
Ricordate che la stanchezza lamentata al termine di una giornata lavorativa è di tipo mentale e non fisico e
non è di alcun impedimento a svolgere un esercizio anche sostenuto, il quale, anzi, ha la capacità di restituire
vigore e freschezza al soggetto stressato da una giornata di impegni lavorativi.
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IL VADEMECUM PER GLI ACCOMPAGNATORI
Ciascun volontario dovrà garantire la propria presenza secondo il calendario dei turni.
Nel caso di impossibilità a garantire il servizio il volontario deve comunicarlo quanto prima possibile al referente del servizio piedibus.
G
Puntualità
G
Sicurezza
G
Comportamenti
G
Come iscriversi?
Gli accompagnatori devono farsi trovare al capolinea e alla scuola qualche minuto prima della partenza del Piedibus.
Il Piedibus deve funzionare come un normale autobus e quindi rispettare gli orari di partenza e quelli di passaggio alle fermate. Raccomandare il rispetto dell’orario anche ai bambini.
Prima della partenza i volontari accompagnatori devono concordare chi fa da autista in testa e chi da controllore in coda se presente un terzo volontario accompagnerà la fila localizzandosi a metà del Piedibus.
Al fine di tenere più compatto possibile il Piedibus è necessario che il volontario autista moduli la velocità della
testa in modo da rallentare quando la fila si allunga e si sfalda.
Il volontario autista deve trovarsi sempre alla testa del Piedibus in prossimità dei passaggi pedonali, dare il
via al passaggio stesso ed essere in grado di controllare eventuali auto che si avvicinino.
Il volontario controllore ha il compito di compilare l’apposito giornale di bordo che verrà consegnato.
Gli accompagnatori devono far rispettare alcune regole ai bambini, sempre a garanzia
della loro sicurezza ed in particolare:
- puntualità alle fermate
- non si corre
- non ci si spinge
- ascoltare gli accompagnatori
- mantenere la fila
Se si vuole diventare volontari accompagnatori di un Piedibus basta chiedere al Comune dove il Piedibus è in
funzione o alla segreteria della scuola per la quale è attivo quel Piedibus
Perché diventare accompagnatori di un Piedibus?
Ci sono almeno 8 buoni motivi per salire su un Piedibus.
Essere accompagnatori di un Piedibus permette di:
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G
G
G
G
Fare movimento
Stare insieme per divertirsi
Dare un buon esempio a tutti
Svegliarsi per bene e iniziare con vitalità la giornata
Contribuire a far diminuire traffico e inquinamento nel nostro Comune
Che tipo di responsabilità fa capo agli adulti accompagnatori?
In merito alle responsabilità degli accompagnatori, anche supportati da pareri legali autorevoli,
possiamo affermare che il servizio di accompagnamento se è svolto a titolo gratuito e volontario non comporta
nessuna responsabilità addebitabile agli accompagnatori.
Esiste la responsabilità personale solo in caso di colpa o addirittura dolo da parte dell’accompagnatore, per
esempio se l’accompagnatore abbandona il gruppo di bambini durante il percorso, se entra al bar e manda
avanti i bambini, se fa attraversare la strada su un punto pericoloso senza strisce pedonali etc.
Normalmente gli accompagnatori svolgono questo compito con la “diligenza del buon padre di famiglia” e pertanto a rigor di legge non sono responsabili.
Sono assimilabili al genitore che ospita a casa propria un amico del figlio. In caso di incidente deve essere provata la sua non diligenza (lascia a casa da soli i bambini, li fa giocare in locali con prodotti pericolosi etc....)
Purtroppo però il problema della diffidenza e del timore esiste e a volte può essere determinante per la riuscita dell’iniziativa del Piedibus.
A questo punto ci sono due soluzioni.
1 - I genitori sono coperti da una assicurazione famiglia (molti hanno già questo tipo di assicurazione)
2 - La scuola si fa carico di inserire nella propria assicurazione scolastica il gruppo di accompagnatori. (i bambini normalmente sono coperti per mezz’ora prima e mezz’ora dopo l’orario, proprio per coprire gli infortuni
durante il tragitto casa . scuola - casa)
Sono tutte e due possibilità già sperimentate in altre iniziative.
1
La conclusione dei lavori
La conclusione dei lavori è sempre un po’ un’occasione di festa. E’ importante che rimanga
documentazione e traccia dei lavori svolti, sia per sottolinearne l’importanza, che per
rendere visibile ai genitori e all’esterno della scuola i risultati ottenuti, sia per lasciare
una testimonianza ai colleghi che ripeteranno il lavoro con le classi a venire. Invitate le
persone interessate (genitori, operatori sanitari, uffici scuola del comune, altre scuole)
a una mostra.
L’attestato di partecipazione:
Gli insegnanti che hanno partecipato al programma e compilato la scheda di valutazione
finale, possono richiedere alla ASL un attestato di partecipazione al progetto di educazione alla salute “Piedibus”.
La partecipazione dei bambini
A testimonianza del lavoro svolto è previsto per i bambini un patentino della salute.
Ogni anno è prevista la conquista di un bollino su tematiche di salute diverse. Richiedete
per i vostri bambini i bollini per il progetto Piedibus .
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Servizio di Medicina Preventiva nelle Comunità ASL della Provincia Milano 2
Responsabile Servizio: dott. Luigi Fantini
Responsabile U.O. Età Evolutiva: dott. Luigi Acerbi
Responsabili dei Progetti: “Stili di vita” dott.ssa Maria Vezzoni; “Piedibus” dott.ssa
Margherita Assirati e dottor Luigi Acerbi; “Salute orale” dott.ssa Chiara Mariani e
dott.ssa Maria Vezzoni; “Scuola libera dal fumo” dott. ssa Antonella Calaciura; “A scuola
di sicurezza” dott.ssa Cristina Morelli; “Una Scuola che promuove la salute” dott.ssa
Maria Vezzoni.
Edizione curata da: Dott.ssa Assirati Margherita, sig.ra Angela Marra
Si ringrazia il Comune di s. Donato Milanese per la gentile concessione di materiale
che ci ha supportato nella stesura del manuale.
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Pinocchio e il Piedibus, andiamo a scuola a Piedi