Newsletter N. 41 La Terra e il Cielo
Settembre 2013
Questo numero è interamente dedicato allo straordinario
incontro con Vandana Shiva
a alla lotta contro gli OGM
INDICE
La Carta di Arcevia.
Storia e svolgimento dell’incontro
Lettera della presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini
Tutti i video dell’incontro
Tre poesie per l’incontro con Vandana
Dichiarazione per la libertà dei semi
La tesi universitaria sulla biodiversità vincente del premio
La dignità dei semi per soddisfare la “fame di giustizia” nel mondo
Scienziati minacciati se dicono che gli OGM fanno male
Il Mais OGM inquina i corsi d’acqua e le falde
La situazione OGM in Italia
Il mercato della soia OGM in Italia
I propogatori degli OGM, traditori del popolo italiano
Articoli interessanti
Con invito a girare ai vostri clienti o amici interessati o al vostro gruppo.
Grazie
Buona lettura. Loris Asoli
IL TESTO DELLA CARTA DI ARCEVIA
Approvata ad Arcevia (AN) il giorno 8 settembre 2013, durante l’incontro con Vandana
Shiva, che ne è stata la prima firmataria
Un modello di agricoltura per una nuova società
Il Movimento per la nuova agricoltura e società:
1. Ha una mentalità profondamente ecologica, biologica e sociale, improntata
ai valori del Bene comune e dell'armonia dell'uomo con l'ecosistema. Vuole che
l’attività agricola rispetti la vita della terra, dell’acqua, dell’aria e di tutte le
specie viventi e la salute e prosperità dell'uomo. Vede un futuro di benvivere per
l'umanità solo nelle pratiche produttive agricole autenticamente ecologiche e non in
quelle che comportano concimazione chimica, diserbanti e pesticidi.
2. Si riconosce in una visione etica che promuove e valorizza la conservazione e la
protezione dell'ambiente e degli esseri naturali, i diritti di tutti gli esseri umani e
uno sviluppo equo e pacifico fra i popoli, in una consapevolezza di interdipendenza
di tutti gli esseri e in una prospettiva di rispetto degli individui e delle comunità
umane e di valorizzazione delle diversità e delle bellezze naturali.
3. Ama la biodiversità vegetale e animale, la ricchezza delle specie e delle forme
di vita, da quelle grandi a quelle microbiche, viste tutte come basi indispensabili
per la ricchezza e l'armonia di vita sulla terra. Rispetta le riserve naturali per la
tutela e lo sviluppo della biodiversità e i grandi ecosistemi del pianeta e non vuole
che siano distrutti a fini di profitto da attività agricole o industriali irrispettose e
speculative.
4. E’ per la libera riproduzione, conservazione, scambio e vendita di semi fra i
produttori agricoli e nettamente contro i monopoli sulle sementi. La libertà
degli agricoltori sui semi è un loro diritto millenario inalienabile, da sostenere con
una apposita legge. Il miglioramento varietale è compito prioritariamente degli
agricoltori, delle Università agrarie e degli Istituti e centri di ricerca, pubblici e
privati.
5. Sostiene che il buon uso del territorio, il rispetto, la protezione e l'incremento
della sua biodiversità e della sua bellezza e armonia, sono una base essenziale per
il benvivere di tutti. Desidera il ripopolamento umano dei territori rurali. Assegna
un ruolo importante alle zone montane, per la tutela del territorio, del paesaggio
e dell'ambiente, per la regimazione delle acque, per la silvicoltura e la tutela
boschiva, per l'agricoltura di qualità delle alte quote e per il turismo verde e ritiene
che queste funzioni vadano maggiormente sostenute con una apposita legge.
6. Vede nell'agricoltura biologica ben condotta il settore produttivo primario che può
dare una maggiore qualificazione alle attività turistiche, enogastonomiche,
culturali, formative, assistenziali, salutistiche, di artigianato artistico e di
bioedilizia, oltre che essere basilare per la tutela del paesaggio, dell'ambiente e
della biodiversità e indispensabile per la produzione di cibo sano.
7. E’ per un sistema economico e agricolo che garantisca cibo sano, acqua pulita e
beni basilari per tutti gli esseri umani, in tutto il mondo, nel rispetto delle
diversità di culture e stili di vita. E' per una nuova organizzazione, più equa, della
società e dell'economia, che comporti benessere e benvivere per tutti. E' contro
l'attuale concentrazione di denaro e potere in poche mani. Vede l’umanità come
una grande famiglia e una grande comunità in cui tutti gli individui possano
trovare il loro posto in armonia con gli altri.
8. Per le attività di allevamento desidera che venga data la massima attenzione al
benessere degli animali.
9. Vede il lavoro agricolo come una attività basilare per la società, di alta
dignità e comprensiva del compito della cura del territorio, insieme a quello della
produzione del buon cibo. Ritiene che l'agricoltore, tramite le sue organizzazioni,
debba essere il punto centrale di riferimento per le decisioni delle
amministrazioni pubbliche locali che riguardano la gestione del territorio rurale.
Constata che l'accesso alle terre per le nuove generazioni è proibitivo, dato l'alto
costo dei terreni agricoli, e auspica maggiori facilitazioni di legge per l'accesso alla
attività agricola, sia da acquisto che da affitto, in attività autonoma o cooperativa.
Vede nel lavoro agricolo salariato, fisso e saltuario, l'altro aspetto dell'attività
primaria al quale dare maggiore dignità, specialmente nei riguardi dei lavoratori
migranti.
10.
Vede nell'attività agricola ecologica ben condotta un valore sociale, formativo e
terapeutico. E' consapevole che alcune esperienze aziendali agricole possono
diventare centri di nuova socialità, luoghi di inclusione, riabilitazione e costruzione
di spirito comunitario e chiede un maggiore sostegno legislativo e finanziario alle
cosiddette attività di “agricoltura sociale”.
11.
E’ per un aumento della democrazia negli organismi che controllano le
decisioni che riguardano l’agricoltura e per un affermarsi di metodi decisionali
basati sulla sussidiarietà dal basso verso l’alto, a partire dai territori locali. E’ per le
facilitazioni burocratiche verso le produzioni agricole, in particolare quelle
piccole. E' per una maggiore facilitazione di accesso alla pratica del biologico,
tramite una apposita legge nazionale o leggi regionali.
12.
Assegna grande importanza alla formazione dei bambini nelle attività
agricole manuali basilari e nella coltivazione, con metodi ecologici, delle piante da
cui deriva il cibo. Auspica pertanto una promozione pubblica degli Orti scolastici e
delle Fattorie didattiche e una maggiore attenzione della didattica scolastica alle
attività produttive di cibo, anche con l'assegnazione delle necessarie risorse
finanziarie.
13.
Rispetta le conoscenze ecologiche e produttive delle culture contadine di tutti
i popoli e ne auspica la protezione e l'integrazione nelle moderne pratiche
agricole, più meccanizzate. Per le agricolture del Sud del mondo pone attenzione a
quelle di sussistenza, a cui quelle industrializzate, per fornire prodotti al Nord del
mondo, tolgono spazio, provocando situazioni di malnutrizione, oltre che
inquinamento di beni primari (acqua, suolo, aria) e perdita di saperi tradizionali.
14.
Ama le produzioni locali, ecologicamente più sostenibili. Ama il concetto e la
pratica della “sovranità alimentare” dei territori e delle popolazioni, anche
se, nello stesso tempo, gradisce il commercio libero per le eccellenze e specialità
dei vari territori e popoli. E' per lo sviluppo e la tutela dei sistemi alimentari locali,
sia nelle aree del Nord che del Sud del mondo, contro la loro distruzione. E'
favorevole a reti di solidarietà fra produttori, consumatori e distributori locali.
15.
Vede i terreni agricoli come un bene comune, appartenente ai popoli del
territorio, che non può essere venduto ad organizzazioni multinazionali (o
organizzazioni nazionali ad esse legate) a scopo di profitto. E' contro il “land
grabbing” o furto delle terre. Considera anche l'acqua e le sementi come bene
comune. Ritiene che le terre pubbliche non vadano vendute, ma assegnate in uso
a cooperative di giovani che desiderino dedicarsi all'attività agricola.
16.
E’ per l'obbligo di istallazione dei pannelli solari sopra le nuove costruzioni
industriali e commerciali e contro la loro installazione sopra i terreni agricoli
destinabili a produzione di cibo. E' per la protezione del suolo agricolo dagli
eccessi della cementificazione e delle infrastrutture.
17.
E’ a favore delle energie rinnovabili e per un modello di produzioni energetiche
distribuite sui territori. E' contro gli agrocarburanti e le centrali a biomasse,
quando queste produzioni energetiche siano basate sullo sfruttamento delle risorse
naturali non riproducibili o sull’uso di territori destinabili alle produzioni alimentari
o sulla distruzione delle foreste, come avviene nella maggior parte dei casi. E'
contro una grande produzione cerealicola destinata all'allevamento del bestiame
per i paesi ricchi, quando questo comporti scarsità di cibo per la popolazione
mondiale, come sta avvenendo.
18.
Invita il movimento degli agricoltori a prepararsi in tempo al momento in cui le
riserve di petrolio saranno prossime all'esaurimento e la sua estrazione sarà
diventata troppo costosa, da una parte cercando collaborazione con il mondo
imprenditoriale, scientifico e universitario per creare valide alternative tecniche
e dall'altra approfondendosi in alternative colturali a basso uso di energia.
19.
Per garantire la biodiversità e il prosieguo della vita sul nostro pianeta, invita le
istituzioni a proteggere e a preservare la “dignità del seme”. Non deve essere
permesso che particolari biotecnologie alterino il dinamismo evolutivo della Natura,
ma semmai buone biotecnologie dovrebbero favorirlo, in sintonia con quella
saggezza contadina plurimillenaria che ci ha consentito di avere a disposizione
prodotti nella piena espressione delle potenzialità genetiche dei semi e ha fornito
ad ogni seme la possibilità di dar vita al suo progetto genetico regalandoci così
prodotti che non solo ci consentono di nutrirci, ma anche di godere di tutte le
proprietà organolettiche contenute in potenza nella loro memoria genetica.
20.
In totale sintonia con il principio della inviolabilità della memoria genetica
di tutti gli organismi viventi, tutelata e garantita dalla Dichiarazione universale
dei diritti dell'uomo, vuole che il patrimonio genetico sia migliorato soltanto con
metodi che imitano quelli saggi della natura e pertanto è totalmente contro la
manipolazione del patrimonio genetico naturale delle specie viventi, che costituisce
la base della vita sana sulla terra, e si impegna per una moratoria mondiale a
tempo indeterminato rispetto alla produzione di OGM. Vede in essi anche un
attacco al bene inestimabile della biodiversità. Ritiene le sementi OGM inutili e
dannose, sostenute da una gigantesca campagna fatta di menzogne, per cercare di
colonizzare le menti, insieme all'economia e all'agricoltura. Per l’Italia si impegna,
oltre che per la proibizione perenne delle produzioni, anche per raggiungere quanto
prima la cessazione delle importazioni degli alimenti OGM a fini mangimistici
e ad ogni altro fine che non sia la ricerca pura e confinata in laboratorio. Chiede lo
stesso impegno ai politici e alle imprese produttrici dei mangimi. E’ per la
diffusione libera delle conoscenze, contro ogni brevetto sulle forme di vita.
21.
Ritiene concretamente irrealizzabile il principio della coesistenza fra
colture OGM e non OGM in quanto le prime, nel tempo, si comportano di fatto
come colture killer, rispetto a quelle convenzionali o biologiche, per le mille vie
possibili di inquinamento di queste filiere e ledono così il principio di libertà, come
dimostrato da svariate esperienze. Invita a considerare che le colture convenzionali
non danneggiano le colture OGM, mentre le colture OGM sono killer di quelle
convenzionali, e che in questo sta una gigantesca differenza e si rivela la natura
violenta e fraudolenta degli OGM. Inoltre essi inquinano irreversibilmente la
microvita dei terreni con materiale geneticamente modificato, che, attraverso il
trasferimento genico orizzontale, penetra in tutte le forme di vita, uomo compreso.
Ritiene che, di fronte alla impossibilità della coesistenza, il diritto all'esistenza
spetti alle millenarie coltivazioni convenzionali non geneticamente modificate e non
a quelle che modificano irreversibilmente il germoplasma tradizionale. Diffida
quindi la governance europea e i governi nazionali dal cercare di percorrere le vie
della coesistenza e li invita a legiferare per una definitiva uscita dagli OGM,
affermando il principio di precauzione verso la salute delle attuali e future
generazioni. Invita il governo italiano a superare l'attuale decreto
interministeriale, fondato sul fasullo principio di coesistenza, con una procedura
rapida che determini una definitiva uscita dagli OGM invocando l'art 32 della
costituzione (la repubblica tutela la salute come diritto fondamentale
dell'individuo e interesse della collettività), in quanto il tema della salute non è
stato delegato all'unione Europea. Invita i governanti italiani a riconoscere che
la Commissione UE e la Corte di giustizia UE hanno creato una elaborata gabbia
legislativa favorevole agli OGM dalla quale si esce solo con un atto di volontà e
dignità politica, allontanandosi da atteggiamenti di sottomissione, come hanno
fatto altri stati. Nel caso che il Governo e il Parlamento non intervengano nei tempi
dovuti, per non mettere il paese di nuovo di fronte ad un vuoto legislativo, invita
tutte le Regioni ad approvare intanto delle norme di coesistenza totalmente
stringenti, che non consentano di fatto alcuna coltivazione di OGM.
22.
Tenuto conto che per il regolamento europeo n.834/2007 “Gli OGM e i prodotti
derivati od ottenuti da OGM sono incompatibili con il concetto di produzione
biologica e con la percezione che i consumatori hanno dei prodotti biologici" e che
"Gli OGM e i prodotti derivati o ottenuti da OGM non vanno usati come alimenti,
mangimi, ausiliari di fabbricazione, prodotti fitosanitari, concimi, ammendanti,
sementi, materiale di moltiplicazione vegetativa, microrganismi e animali in
produzione biologica", in attesa che sia raggiunta la moratoria definitiva mondiale,
richiede al Parlamento Europeo l'eliminazione della norma che consente, per i
prodotti biologici, la tolleranza alla presenza di prodotto OGM fino allo 0,9%,
anche se limitatamente alle “contaminazioni accidentali e tecnicamente inevitabili”.
Considera un prodotto quale “biologico” solo in assenza di OGM. Chiede che
contemporaneamente alla soppressione di questa norma si preveda per legge
l'individuazione della fonte e causa di inquinamento e la punizione dei responsabili
al pagamento di tutti i danni arrecati.
23.
Invita i consumatori e i produttori a boicottare l’acquisto di alimenti derivanti
dallo sfruttamento dei popoli più deboli, da parte di multinazionali dominate dalla
grande finanza speculativa, che cerca bassi prezzi del lavoro, minori limiti
all’inquinamento del territorio, minori intralci, tasse e contestazioni. Reputa che i
sistemi alimentari debbano essere deputati a garantire cibo di alta qualità, nel
rispetto dell'ambiente e dell'equità sociale e non essere, invece, assoggettati ai
grandi accentramenti monopolistici e alle istituzioni finanziarie speculative, come
sta avvenendo attualmente. Invita invece a forme di commercio equo per i beni
che rientrano in un commercio virtuoso, mentre chiede che sia boicottata
l’importazione di beni che la popolazione locale potrebbe prodursi da sola senza
difficoltà. E' per un controllo e una trasparenza maggiori riguardo alle importazioni,
non solo rispetto alla qualità, ma anche alla eticità degli scambi.
24.
E' per una politica pubblica nazionale, europea (PSR) e mondiale che dia
maggiore sostegno all'agricoltura autenticamente ecologica, negli aspetti
di produzione, ricerca, formazione e informazione, in quanto tale agricoltura
è portatrice di notevoli vantaggi sociali, relativi alla salute dell'uomo e
dell'ambiente, non presentando i costi occulti di malattie, perdita di fertilità dei
terreni, inquinamento della terra, dell'acqua e del cibo e smottamenti dei terreni.
Dati gli alti costi ambientali e sociali complessivi, per le attuali e future generazioni,
legati alla conduzione chimica dell'agricoltura e non computati nel costo dei
prodotti, chiede che le risorse pubbliche agroambientali siano di notevole
entità e che siano destinate unicamente alle produzioni realmente
ecologiche, in modo da favorire una conversione graduale ma generalizzata verso
di esse. Per "produzioni ecologiche" in questo caso vanno intese prioritariamente
quelle biologiche e in via secondaria solo quelle produzioni che siano sottoposte a
disciplinari seri e siano controllate come quelle delle aziende biologiche. In tali
disciplinari deve essere previsto obbligatoriamente l'utilizzo dei mezzi tecnici usati
nell'agricoltura biologica di efficacia scientificamente comprovata.
SOTTOSCRIZIONE
Arcevia, 8 Settembre 2013
Nel sottoscrivere formalmente questa Carta mi impegno a diffonderne i contenuti e a
cercare di realizzarli.
INDICE
STORIA E SVOLGIMENTO DELL’INCONTRO
Nel 2010, il 9 maggio, ricorreva il trentennale della nascita nostra Cooperativa e
avevamo pensato di festeggiarlo con la presenza di un personaggio di spicco che
rappresentasse i nostri valori e ideali. Abbiamo pensato subito a Vandana Shiva,
anche perché uno dei soci della nostra cooperativa, Paolo Ciarimboli, era stato a
visitare la sede centrale di Navdanya in India e la fattoria dove vive Vandana e dove è
stato creato un centro di raccolta dei semi.
Allora non fu possibile ottenere la sua presenza. All’improvviso oltre tre anni dopo ci è
stato comunicato da Navdanya International, che ha sede in Firenze, che si apriva
la possibilità di avere Vandana il giorno 8 Settembre 2013 e che avremmo potuto
organizzare l’evento insieme a Navdanya International, concordando temi e relatori.
Era a fine Luglio e il tempo per organizzare sarebbe stato poco, anche per le ferie di
agosto, ma abbiamo subito accettato con entusiasmo. Per lo più il giorno 8 Settembre
eravamo iscritti anche alla fiera Sana di Bologna, con due stand. Abbiamo formato un
piccolo gruppo organizzativo, con soci ed amici, e siamo partiti.
Sui contenuti un’idea vincente è stata di approfittare dell’evento per cercare di
redigere un documento di ampio respiro, su tutti i temi inerenti all’agricoltura
ecologica e sulla visione di un nuovo modello di società, fondata sulla valorizzazione
dell’agricoltura. In particolare sentivamo l’urgenza di contrastare l’avanzata continua
degli OGM nel nostro paese. Tutto questo ci sembrava in perfetta sintonia con i temi
e contenuti che Vandana sviluppa a livello mondiale. E’ nata così l’idea della Carta di
Arcevia.
Sulla divisione della giornata abbiamo pensato di impostare il mattino presso la nostra
sede, con un incontro di tipo “seminario”, a numero chiuso, per approfondire i
temi della Carta e il pomeriggio su un incontro del tipo “conferenza” o “lectio
magistralis” di Vandana Shiva.
Sulla partecipazione e i relatori del seminario abbiamo puntato su due aspetti, il primo
l’unità del movimento biologico, cercando di superare alcune incomprensioni,
tensioni, punti di vista differenziati che ci sono al suo interno, in modo che il
documento potesse rappresentare tutti, ma senza compromessi, e che almeno le
organizzazioni principali potessero essere presenti senza difficoltà. Il secondo aspetto
è stato di puntare ad una presenza politica qualificata, nazionale e locale, perché
gli interlocutori della Carta sono in primo luogo i politici, che hanno il potere di fare le
leggi. Certo la ristrettezza dei tempi organizzativi e la necessità di limitare gli
interventi non ci hanno permesso di avere tutte le parti politiche.
Con una buona divisione dei compiti siamo riusciti negli intenti principali che ci siamo
dati. La prima nostra bozza della Carta è circolata su internet con la richiesta, a chi
fosse interessato, di inviare suggerimenti per integrarla e migliorarla. Alla fine si può
dire che siamo arrivati ad un testo corale, che ha raccolto svariati contributi e
stemperato le formulazioni che suscitavano difficoltà, senza tuttavia scendere a
compromessi sui contenuti.
A queste idee principali tante altre piccole-grandi idee hanno determinato la buona
atmosfera e buona energia che si è creata intorno all’evento, in particolare l’aver
previsto degli stacchi poetico-musicali, con recita di tre poesie preparate
appositamente dal nostro socio poeta Nello Righetti, accompagnate da musica di
violino della giovane Camilla Sabbatini e recitate da Carmen Garota.
Intanto per il seminario del mattino, che era a numero chiuso, continuavano ad
arrivare più prenotazioni del previsto. Per non frenare l’entusiasmo che si andava
creando, abbiamo prenotato un tendone di circa 150 posti che potesse affiancare la
sala principale dell’incontro.
Alla fine abbiamo dovuto ugualmente chiudere le
iscrizioni perché il posto non era di nuovo più sufficiente.
Il programma del seminario del mattino è iniziato alla ore 10.30 con una introduzione
del nostro presidente Bruno Sebastianelli ed è proseguito con i vari interventi
programmati di circa 10 minuti, con i tempi scanditi dal suono di un gong. Verso le
ore 12.00 è arrivata Vandana e dopo aver terminato gli interventi programmati anche
dal pubblico (14 interventi totali) abbiamo lasciato a lei la parola e le conclusioni. Alla
chiusura è iniziata la raccolta delle firme per la Carta e Vandana è stata la
prima sottoscrittrice del documento.
Alle 14.00 la maggioranza dei presenti è stata trasferita con bus navetta nel vicino
Castello di Piticchio, per il pranzo, preparato da alcuni nostri soci con prodotti
biologici. Altri sono dovuti andare in un vicino B&B a prezzo preventivamente
concordato.
Nel pomeriggio ci siamo ritrovati festosamente ancora più numerosi presso la piazza
centrale di Arcevia per ascoltare Vandana in una conferenza dal titolo “Semi di
libertà, giardini della speranza. La bellezza della biodiversità, della sostenibilità e della
sovranità alimentare”
Le firme raccolte subito per la Carta, tra il mattino e il pomeriggio sono state oltre
400. Seguirà raccolta delle adesioni via internet.
Complessivamente l’atmosfera è stata di grande soddisfazione per i contenuti
dell’evento e per il suo svolgimento. Ora si tratta di realizzarne le indicazioni nel
prossimo periodo.
INDICE
LETTERA DELLA PRESIDENTE DELLA CAMERA LAURA BOLDRINI
Di seguito la lettera autografa che ci è arrivata dalla presidente della camera dei deputati
LA PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
Roma, 6 Settembre 2013
Gentile Bruno Sebastianelli,
La ringrazio per il gradito invito a partecipare all'importante giornata promossa dalla
vostra impresa cooperativa, ma impegni istituzionali già assunti mi impediscono di essere tra
voi.
Conosco l'impegno che "LA TERRA E IL CIELO" mette da oltre trent'anni
nell'agricoltura di qualità e nella produzione biologica. Voi rappresentate una delle eccellenze
imprenditoriali delle Marche, capace peraltro di coniugare i valori più virtuosi del fare impresa,
con la mutualità e la solidarietà; ciò è testimoniato dai progetti sociali che promuovete.
Gli stessi temi che sono al centro del vostro incontro di domenica ad Arcevia con la
presenza di una personalità straordinaria quale è Vandana Shiva, confermano che tanto più in
questi tempi di crisi sociale ed economica, si può innovare a livello imprenditoriale senza
perdere di vista mai il valore dell'etica pubblica e il concetto di bene comune, quali sono la terra
e la valorizzazione del paesaggio e della bellezza.
Nell'auspicio di poter quanto prima visitare la vostra cooperativa, auguro a voi tutti la migliore
riuscita della vostra pregevole iniziativa.
Laura Boldirni
INDICE
TUTTI I VIDEO DELL’INCONTRO
Nel ringraziare doverosamente tutti gli organizzatori dell'evento con Vandana Shiva, invio quello
che si è detto in questa occasione, soprattutto per DIFFONDERE i PRINCIPI della CARTA DI
ARCEVIA. LINK dove potete trovare in rete (YOUTUBE) i VIDEO dell'incontro pubblico sia
mattina che pomeriggio.
Sono DUE VIDEO per la mattina, uno di circa 2 ore ed uno di circa 1 ora e mezza
Per il pomeriggio UN VIDEO di circa 1 ora e mezza COMPLETO di tutti gli interventi.
Un saluto cordiale da Carlo Cardarelli Acu Marche
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Domenica 8-9-2013 - Cooperativa LA TERRA E IL CIELO incontro con VANDANA SHIVA
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Arcevia (AN) 8-9-13 mattina - Coop. La Terra e il Cielo incontro con Vandana Shiva 1 di 2
http://www.youtube.com/watch?v=H0exWxH-dKI
Arcevia (AN) 8-9-13 mattina - Coop. La Terra e il Cielo incontro con Vandana Shiva 2 di 2
https://www.youtube.com/watch?v=acBbzQDRK9k
Arcevia (AN) 8-9-13 pomeriggio (COMPLETO) incontro con Vandana Shiva
http://www.youtube.com/watch?v=3oqGKIXtna0
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I SINGOLI INTERVENTI DAL MATTINO AL POMERIGGIO
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1° Arcevia (AN) 8-9-13 Bruno Sebastianelli Presidente Coop. La Terra e il Cielo
http://www.youtube.com/watch?v=7TjZJjib3c4
2° Arcevia (AN) 8-9-13 Andrea Bomprezzi – Sindaco di Arcevia (AN)
http://www.youtube.com/watch?v=OPcqIm311tE
3° Arcevia (AN) 8-9-13 Maurizio Mangialardi – Presidente ANCI e Sindaco di Senigallia (AN)
http://www.youtube.com/watch?v=yCUAVqlM5mw
4° Arcevia (AN) 8-9-13 Federico Marchini – Presidente nazionale ANABIO
https://www.youtube.com/watch?v=WSZR1Eiidm4
5° Arcevia (AN) 8-9-13 Federico Befanucci – Presidente Provinciale Coldiretti (AN)
https://www.youtube.com/watch?v=pYCCZ2o7nDU
6° Arcevia (AN) 8-9-13 Michele Monetta – Presidente nazionale Federbio-BIO
https://www.youtube.com/watch?v=vJddjZUIEcQ
7° Arcevia (AN) 8-9-13 Vincenzo Vizioli – Presidente nazionale FIRAB e risposta Bruno
Sebastianelli
https://www.youtube.com/watch?v=ksFnhdTk6-c
8° Arcevia (AN) 8-9-13 Emanuele Lodolini – Camera dei Deputati (PD) membro commissione
Finanze
https://www.youtube.com/watch?v=NPV8yDgZNSs
9° Arcevia (AN) 8-9-13 Enzo Giancarli – Consigliere Regionale Marche (PD)
https://www.youtube.com/watch?v=WJaDf9JYfQM
10° Arcevia (AN) 8-9-13 INTERMEZZI MUSICALI per Violino e Voce recitante
https://www.youtube.com/watch?v=fDnpjPLglVs
11° Arcevia (AN) 8-9-13 Franco Trinca – Associazione NO OGM (l’applauso più lungo)
https://www.youtube.com/watch?v=OOplS35dl34
12° Arcevia (AN) 8-9-13 Franco Zecchinato – Cooperativa EL TAMISO di Padova (PD)
https://www.youtube.com/watch?v=w_93qtaE720
13° Arcevia (AN) 8-9-13 Loris Asoli – Coop. La Terra e il Cielo: La Carta di Arcevia
https://www.youtube.com/watch?v=8cvBMeRi9XQ
14° Arcevia (AN) 8-9-13 Elena Tonini – Repubblica San Marino (RSM)
https://www.youtube.com/watch?v=KtP2r2Yjo3M
15° Arcevia (AN) 8-9-13 Angelo Verdini – Dirigente Comprensorio Scolastico Pergola (PU)
https://www.youtube.com/watch?v=EDCxMO2ci5I
16° Arcevia (AN) 8-9-13 Maria Grazia Mammuccini – Vicepresidente Associazione Navdania
International Italia
https://www.youtube.com/watch?v=4JOPqHcEzEA
17° Arcevia (AN) 8-9-13 Gianfranco Marcellini – Italia Nostra - firma la Carta di Arcevia
http://www.youtube.com/watch?v=p4DOAUDTrZY
18° Arcevia (AN) 8-9-13 pomeriggio Premio “Sergio Anselmi” a Lara Lucchetti per la
migliore Tesi sulla biodiversità
https://www.youtube.com/watch?v=A_-IKW_dQYk
Ripese video effettuate da Carlo Cardarelli presidente regionale Associazione Consumatori Utenti
ACU Marche Cell. 3939826439 Sede Regionale Via Ludovico Ariosto, 12 Località MOIE cap
60030 Maiolati Spontini (AN) email: “ [email protected]”
(Se individuate degli errori o delle imprecisioni nei video Vi preghiamo di segnalarceli per poterli
correggere. Grazie)
INDICE
LE TRE POESIE PER L’INCONTRO CON VANDANA
Le tre poesie di nello Righetti sono state recitate in tre momenti diversi del Seminario
del mattino, all’inizio dei lavoro subito dopo l’introduzione del nostro presidente,
all’inizio del dibattito e all’arrivo di Vandana Shiva. Ognuna è stata accompagnata da
un diverso brano da violino solista, dalla giovane Camilla Sabbattini.
Quasta
combinazione ha contribuito a intensificare l’atmosfera carica di emozioni positive.
Sdraiato sulla terra
Abbracciami se puoi
Sdraiato
sospeso tra la terra e il cielo
Il cuore non è più cuore
è il tamburo della terra
Batte e racconta
la storia dell’umanità
Il sole non è più sole
è il fuoco che prepara
e fa incontrare lo scambio
del cibo
L’acqua non è più acqua
è pioggia che rinfresca la terra
e pulisce la mente
Ama se puoi
Sdraiato distendi le braccia
lontano dal corpo......
non sei più solo
ritrovi l’universo
Non più mercato.....denaro......politica
come potere e concorrenza
In questo stato d’animo
nuovi pensieri
possono creare
nuova umanità
Continuità
Poesia ispirata meditando in un cimitero, dove forte è il sentimento.
Il passato si fonde con il presente e il futuro e rappresenta il nostro essere continuo
Siamo tutti qua
di nuovo uniti
in pace
I nostri nomi
i nostri volti
antica memoria
A ricordo per i vivi
del tempo che fu
del bene e del male
vissuto
Dono da parte nostra
all’uomo vivente
per poter essere migliore
E’ vero siamo trapassati
ma se vuoi puoi sentire
la nostra sottile presenza
pronta ad accompagnarti
in questa vita infinita
di nascita… morte…rinascita
come acqua che scorre
Un abbraccio
per alleggerire il tuo peso
e sostenerti
Non temere
non ti lasciamo solo
tu... noi...
siamo l’Universo
sempre
PS Per non dimenticare, affinché il presente sia migliore del passato
e il futuro non sia un salto nel buio, pieno di timore e paure
Giù le mani
In nome del progresso
in nome della scienza
tu rubi la nostra vita
Giù le mani
In nome del mercato
in nome del denaro
ci fai sentire un nulla
Giù le mani
Non siamo qua per te
ma ognuno di noi
è un mondo a sé
Libera-mente
in tante forme
viviamo il nostro tempo
nell’uno della vita
Oggi siam qua riuniti
perché abbiamo capito
che tu ci vuoi per te
usare ed abusare
uomini, piante ed animali
Difendere la terra
difendere la vita
è il nostro destino
Mercato-progresso-denaro
senza il dovuto rispetto
non hanno nessun senso
Per questo oggi uniti
tutti quanti insieme
gridiamo........... Giù le mani
INDICE
DICHIARAZIONE PER LA LIBERTA’ DEI SEMI
1. Il seme è la sorgente della vita, rappresenta la necessità della vita di esprimere se stessa, di rinnovarsi, di
moltiplicarsi e di evolversi all'infinito liberamente
2. Il seme è la personificazione della biodiversità culturale. Contiene milioni di anni di evoluzione biologica e
culturale e il potenziale di un futuro millenario.
3. La libertà dei semi è un diritto originario di tutte le forme di vita ed è la base della protezione della
biodiversità.
4. La libertà dei semi è un diritto millenario di ogni agricoltore e produttore di cibo. Il diritto degli agricoltori
di conservare, scambiare, migliorare, riprodurre e vendere I semi è il cuore della Libertà dei Semi. Quando
questa libertà è rubata, gli agricoltori rimangono intrappolati nell'indebitamento e in casi estremi si
suicidano.
5. La libertà dei Semi è la base della Libertà Alimentare, visto che i semi sono il primo anello della catena
alimentare.
6. La libertà dei semi è minacciata dai brevetti, che creano monopoli sui semi e rendono illegale la
conservazione e lo scambio dei semi.
I brevetti sui semi sono eticamente ed ecologicamente ingiustificati perché i brevetti sono diritti esclusivi
concessi per un'invenzione. Un seme non è un'invenzione. La vita non è un'invenzione.
7. La libertà dei semi delle diverse culture è minacciata dalla Biopirateria e dai brevetti sulle conoscenze
indigene e sulla loro biodiversità.
8. La libertà dei semi è minacciata dai semi OGM, che stanno contaminando le nostre fattorie, chiudendo
così ogni opzione di scelta per cibi OGM free per tutti. La libertà dei semi per i contadini è minacciata
quando, dopo le contaminazioni, le multinazionali li citano in giudizio per “aver rubato le loro proprietà”.
9. La libertà dei semi è minacciata dalla loro deliberata trasformazione da una risorsa rinnovabile
autogenerativa ad una merce brevettata non rinnovabile. Il caso più estremo di seme non rinnovabile è la
“Tecnologia Terminator” sviluppata con lo scopo di creare un seme sterile.
10. Noi ci impegniamo a difendere le libertà dei semi come libertà delle diverse specie di evolvere; come
libertà delle comunità umane di rivendicare i semi come” beni comuni”.
A tal fine,
-Noi salveremo i semi, creeremo banche dei semi comunitarie e centri di documentazione sui semi,
-Non riconosceremo alcuna legge che illegittimamente rende I semi proprietà privata delle multinazionali.
-Noi fermeremo la brevettazione dei semi.
Collettivamente, dobbiamo bloccare le brevettazione dei semi. Aderisci al Movimento Globale per la Libertà
dei Semi, per fermarne il furto da parte delle multinazionali e con questo dunque, il furto della nostra
libertà e del nostro futuro.
CLICCA QUI PER SCARICARELA DICHIARAZIONE DA SOTTOSCRIVERE
INDICE
LA TESI UNIVERSITARIA SULLA BIODIVERSITA’
VINCENTE DEL PREMIO “SERGIO ANSELMI”
Per qualificare ancora di più l’incontro con Vandana e porgere un omaggio alla
sua presenza, abbiamo pensato di organizzare anche un premio per tesi
universitarie, sul tema della biodiversità, molto caro a Vandana e in sintonia
con le tematiche complessive dell’evento.
Vincitrice è risultata la tesi di Lara Lucchetti, dal titolo
“Ecologia, raccolta, germinabilità, conservazione e semina di specie erbacee
spontanee ad interesse alimentare degli agroecosistemi delle Marche”
Relatore: prof. Fabio Taffetani
Parole chiave: specie spontanee commestibili, semi, germinabilità, biodiversità,
agroecosistema.
Di seguito un breve riassunto
L’agricoltura intensiva è stata riconosciuta a livello mondiale come la principale
causa della perdita di biodiversità, intesa come variabilità all’interno delle
specie, tra le specie e tra gli ecosistemi. Anche in Italia si assiste da un lato,
all’uso reiterato di pratiche agricole non sostenibili (dipendenza da mezzi di
controllo chimici, omogeneizzazione delle colture, mancata gestione della rete
idrica superficiale, immissione di specie vegetali alloctone, etc.) che provocano
la perdita di biodiversità vegetale e animale nonchè il danneggiamento, sia a
livello paesaggistico che ecologico, degli agroecosistemi. Dall’altro lato,
l’abbandono delle aree agricole tradizionalmente coltivate, specialmente nelle
zone montane e alto-collinari, causa la perdita della biodiversità che era legata
alla gestione di quegli ambienti. Ma a livello comunitario, nazionale e locale si
sta ripensando al modo di fare agricoltura, rivolgendo l’interesse anche al
mantenimento della funzionalità dell’agroecosistema e non puntando
esclusivamente alla produzione. In quest’ottica assume importanza anche la
gestione di quelle aree comunemente considerate non produttive per l’azienda
agricola, dette appunto “di margine”, come gli inerbimenti naturali dei frutteti o
dei vigneti, i prati incolti, le scarpate, i margini dei campi coltivati, le aie
prossime alle abitazioni rurali e ai ricoveri di animali. Le cenosi vegetali
erbacee perenni che si rinvengono spontaneamente negli ambienti di margine
sono in realtà utili sia ai fini produttivi che di mantenimento della biodiversità:
rappresentano infatti l’habitat per molti animali utili all’agricoltura, rallentano il
deflusso delle acque superficiali proteggendo il suolo dall’erosione,
rappresentano una barriera naturale ai nutrienti organici lisciviati e molte delle
specie erbacce che le compongono forniscono da sempre alimenti all’uomo e
agli animali, principi attivi, farmaci e cosmetici. Tuttavia, specialmente nella
fascia collinare (70 % del territorio marchigiano) queste comunità vegetali
risultano disturbate a causa di tecniche intensive impattanti che causano la
perdita delle funzioni ecosistemiche da esse svolte. Per mantenere quindi
queste cenosi di margine, una possibile soluzione può essere rappresentata
dalla costituzione di centri di conservazione (aziende agricole, strutture
pubbliche o private) in un’ottica secondo la quale le aziende con maggior
biodiversità possono diventare centri di produzione del germoplasma che può
essere usato dalle aziende con situazioni di degrado per ricostituire le cenosi
danneggiate o, per quanto riguarda le specie ad interesse alimentare, può
essere utilizzato ai fini produttivi, tramite coltivazioni comunque di tipo non
intensivo, onde non perdere le caratteristiche di spontaneità. Per questo è
stata studiata la possibilità di semina di alcune di queste specie erbacee
spontaneamente presenti negli ambienti di margine degli ecosistemi agricoli,
prendendone in considerazione 15 tra le più note nella tradizione culinaria delle
Marche e nelle tecniche curative popolari: Alliaria petiolata, Chondrilla juncea,
Cichorium intybus, Hyoseris radiata, Leontodon tuberosus, Malva sylvestris,
Picris echioides, Reichardia picroides, Salvia verbenaca, Sanguisorba minor,
Silene vulgaris, Taraxacum officinalis, Tragopogon porrifolius,
Tragopogon pratensis, Urospermum dalechampii. Di ogni specie sono stati
studiati l’ecologia, il periodo ottimale di maturazione dei semi, le modalità di
conservazione dei semi e la loro germinabilità, che è stata testata prima in
laboratorio e poi in campo. La raccolta dei semi, che è andata dalla primavera
all’autunno 2012, è stata effettuata in diverse località delle Marche, dalla costa
alla fascia montana. La pulizia del materiale, lo stoccaggio in dry-room fino al
momento della semina e la semina in laboratorio sono stati effettuati presso i
locali della Banca del Germoplasma per le specie anfiadriatiche dell’Orto
Botanico dell’UNIVPM. Per lo studio della capacità germinativa si è proceduto
prima con una ricerca bibliografica (Seed Information Database del Kew
Garden e altri studi), in modo da conoscere esigenze particolari di
germinazione o la presenza di eventuali dormienze. In seguito è stata fatta la
semina su agar in capsule petri sterilizzate U.V., messe poi in germinatoi a
diverse temperature (10°, 20°, 30°, 35°C) in modo da simulare le condizionitipo di una semina autunnale o primaverile. Sono state effettuate 4 ripetizioni
da 25 semi l’una e i dati sono stati analizzati col programma statistico SPSS
16.0. I pretrattamenti per favorire la germinazione sono stati fatti solo dove
riscontrato in letteratura, ovvero è stata fatta una vernalizzazione solo per
Sanguisorba minor e Alliaria petiolata. Dalle prove di laboratorio si è visto che
per molte specie la germinazione è molto alta alle temperature impostate e
senza effettuare pretrattamenti. In seguito, con i semi residui delle prove in
laboratorio è stata fatta una semina in campo aperto, nei pressi di Osimo (AN).
Le prove in campo, visto l’esiguo numero di semi, hanno poca valenza
statistica ma tuttavia si è osservata una concordanza tra percenutale di
germinazione ed epoca di semina così come osservato in laboratorio. Si può
dedurre quindi che, per la maggior parte delle specie prese in considerazione,
la semina a fini produttivi o di mantenimento della biodiversità è possibile e
può dare buoni risultati anche senza effettuare pretrattamenti. Tuttavia, le
maggiori criticità riguardano il reperimento dei semi e la necessità di disporre
di un alto numero di semi per aumentare la percentuale di successo. Infatti,
non è facile identificare il periodo ottimale di maturazione dei semi, in quanto
la maturazione non è omogenea e non sempre tutti i semi raccolti risultano
essere fertili. Inoltre i semi della maggior parte delle specie raccolte hanno
dimensioni molto piccole e sono difficili da gestire in campo aperto. Quindi
sarebbe auspicabile fare una semina in semenzaio e ripicchettare le emergenze
in seguito, in modo da avere maggiori probabilità di disporre di piante adulte
che già l’anno successivo possono diventare centri di disseminazione.
INDICE
LA DIGNITA’ DEI SEMI PER SODDIFARE LA “FAME DI
GIUSTIZIA” NEL MONDO
Fra i veri contributi che sono confluiti in quelli della Carta di Arcevia, ci è arrivato
questo articolo del prof. Michele Trimarchi, che è stato una relazione, presentata al
Convegno “Festa dei semi”, tenutosi il 29 settembre 2012 a Pergusa (EN)
La Festa dei Semi, come abbiamo detto nella passata edizione, ci dà coscienza delle
nostre radici, ovvero ci porta a riflettere su chi siamo e da dove veniamo, quindi sul
vero significato della vita.
Ogni seme, come abbiamo visto, di qualsiasi biotipo, racchiude in sé un piccolo
grande progetto che si realizza con la cooperazione e collaborazione di tutti gli
elementi che costituiscono l’ecosistema, dando vita alle meraviglie della biodiversità.
Anche noi esseri umani siamo racchiusi, in potenza, nei nostri genomi, anch’essi
all’origine “semi”, che contengono il progetto di ogni essere umano del pianeta.
Riflettendo su tutto ciò scopriamo che siamo un’unica grande famiglia integrata al
dinamismo ecologico dell’energia della stessa biodiversità.
Scoperto ciò diveniamo consapevoli di essere, appunto, una grande famiglia e se è
vero, come è vero, che il malessere di un componente della famiglia si diffonde e si
propaga su tutta la famiglia, non ci resta, per il nostro stesso benessere, che muoverci
o darci da fare in maniera da non far soffrire nessuno.
Naturalmente scopriamo che i nostri genitori fanno parte della Natura che, con le sue
leggi fisiche, consente l’espressione e la realizzazione di ogni progetto contenuto nei
semi.
Se è vero, come è vero, che tutto ciò non si può contestare, possiamo solo
comprendere che l’evoluzione culturale dei popoli è «fraudolenta», ci ha derubati di
quella consapevolezza e di quell’amore che dovremmo sempre e comunque avere nei
riguardi di noi stessi e della nostra famiglia.
Questa evoluzione culturale è stata, ed è, grandemente patologica poiché la miseria e
povertà, l’egoismo, il menefreghismo, la competizione negativa, la cattiveria, la
malvagità sono i frutti della grande ignoranza prodotta e perpetuata dall’uomo che ha
generato e che genera tutt’oggi diabolici meccanismi che mettono gli uni contro
gli altri fino ad autodistruggersi, invece di godere delle grandi potenzialità di cui
ognuno di noi è portatore e che, allo stesso tempo, deve imparare a gestire nella
maniera giusta, al fine dello scambio, della solidarietà, della cooperazione, come il
vero senso dell’evoluzione e il vero scopo della nostra esistenza.
Qualsiasi cultura che confligge su tali principi non può essere considerata umana,
etica, morale, religiosa né tanto meno SCIENTIFICA, perché la scienza deve rendere
giustizia alla verità; ed è solo la verità che porta alla conoscenza e che armonizza e
rende sagge le coscienze.
Finché persiste l’ignoranza di tutto ciò, continueremo a discutere ipocritamente della
fame nel mondo, delle guerre, della desertificazione, del clima, dell’alimentazione e
nutrizione, degli OGM, degli anticrittogamici, degli antiparassitari, anti, anti, anti …..
Gli anti in Natura dialogano fra di loro per il benessere di tutti, con una intelligenza
che l’uomo sarebbe in grado di comprendere se si liberasse dall’ignoranza atavica che
ci viene indotta fin dalla nascita, alterando la nostra stessa natura genetica.
Tutto ciò va a confermare, se mai ce ne fosse bisogno, quello che i grandi saggi della
storia hanno sempre affermato, ovvero che siamo tutti fratelli e sorelle, proprio per
cercare di farci capire che il nostro prossimo non è altro che la nostra famiglia (“Ama
il prossimo tuo come te stesso” e “Non fare agli altri quello che non vuoi venga fatto
a te”).
La stessa Natura con le sue leggi viene chiamata Dio, Allah. Quel che è certo, è che i
grandi della Terra hanno intuito quanto oggi noi spieghiamo con la vera scienza, che
rispetta sempre e comunque il principio di causa – effetto, la biodiversità, le leggi di
Natura che, con la loro logica e intelligenza e amore, ci danno l’opportunità di
divenire consapevoli e coscienti delle nostre potenzialità e possibilità che possono
farci godere gli uni con gli altri con spirito di fratellanza (Dichiarazione Universale
dei Diritti dell’Uomo, art. 1: «Tutti gli uomini nascono liberi ed uguali in dignità e
diritti e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza …»; art. 25: «Ogni
individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il
benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione»
Quale grande verità si cela in queste poche parole… e se le comprendiamo, le
interiorizziamo, possiamo dare inizio ad una nuova era in cui l’educazione diviene lo
strumento principe perché si formino fin dalla nascita le coscienze di tutti gli esseri
umani del pianeta: niente razzismi, nessuna discriminazione, basta con le guerre,
niente superiorità o inferiorità, ma solo coscienza e conoscenza di quei valori che ci
rendono consapevoli e creativi in un mondo in cui lo scambio creativo delle
potenzialità umane favorisce l’evoluzione di tutta la famiglia umana e della Natura.
Il rispetto della dignità racchiude in sé il valore della consapevolezza delle
potenzialità di ogni seme che, per diritto naturale, deve esistere e realizzare il proprio
progetto. E noi, esseri unici e irrepetibili, creativi, con coscienza e responsabilità,
possiamo creare quelle sinergie che rendono giustizia all’evoluzione sia biologica
che culturale di tutti gli organismi esistenti sul nostro pianeta.
Ogni qualvolta le azioni degli uomini contraddicono i principi sopra espressi, si
scatenano reazioni che sono direttamente proporzionali all’azione offensiva della
dignità, sia della Natura che degli esseri umani.
Possiamo affermare che ogni azione contraria al rispetto della dignità umana vìola la
giustizia che ci rende tutti uguali davanti al valore della dignità.
Quindi, la grande conflittualità tra uomini e Natura nasce dall’ignoranza che si ha sia
della dignità umana che della dignità della Natura.
Trasformiamo così l’idea che ci siamo fatti della fame nel mondo in una
concezione universale della fame di giustizia che c’è nel mondo.
La vera fame, quindi, non dipende solo e soltanto dall’assenza di cibo, perché ogni
componente della famiglia umana non riesce a comprendere perché alcuni hanno
tanto cibo da sprecarlo ed altri non possono neanche far sopravvivere i propri corpi e
i loro figli. Questo, vi assicuro, è la più grave delle violazioni contro le pari dignità.
Qualcuno ha diviso l’umanità in ricchi e poveri, in fortunati e meno fortunati. NO!
Non siamo ricchi o poveri, così come non siamo fortunati o sfortunati, ma siamo
soltanto ignoranti, incapaci di rendere giustizia a quella verità genetica contenuta non
solo nel genoma umano ma anche in tutti i genomi degli organismi esistenti nel
nostro pianeta.
Non dimentichiamo che il valore sostanziale della dignità è contenuta nel genoma. Da
qui, l’affermazione della inviolabilità della memoria genetica di tutti gli organismi
esistenti, tutelata e garantita dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo
che, affermando la sacralità della dignità, e quindi delle pari dignità, proclama al
mondo intero la coscienza e la familiarità di tutto il genere umano, valorizzando a
pieno l’intero sistema eco-biologico.
A conclusione di questa breve relazione, vorrei ricordare che la Dichiarazione
Universale dei Diritti dell’Uomo integra in sé e nei suoi valori la centralità
dell’uomo, promossa e fortemente affermata da tutte le ideologie politiche e religiose.
Chi non ha chiarezza di questa grande verità non perda tempo e si chiarisca bene se
vuole lasciare un segno della sua presenza tangibile su questa Terra.
Dopo di che, l’urlo deve echeggiare contro chiunque osi aggredire o attaccare con atti
«vandalici» la perfezione di un sistema ecologico che ci offre la possibilità di godere
della nostra esistenza senza, peraltro, chiedere nulla in cambio.
Le piante non ci chiedono danaro per darci i loro frutti, ma sono «felici» di offrirceli
gratuitamente. Tutta la Natura «collabora, coopera, dialoga» per armonizzare la vita
sul nostro pianeta.
Ci siamo inventati il danaro, il profitto che non è mai proporzionato a ciò che prende
dagli umani o dalla Natura.
Basta con questa violenza. La giustizia genetica, regolata da leggi perfette, è ben
visibile a chi la vuol vedere; e se vogliamo considerarci umani, smettiamola con le
ingiustizie verso noi stessi, verso il prossimo, verso la Natura.
Collaboriamo e cooperiamo per risanare tutte le ferite che abbiamo inflitto alla
Natura e a noi stessi, utilizzando come strumenti utili tutta la tecnologia e la
conoscenza che abbiamo prodotto.
La vera e reale ingegneria genetica è quella messa in atto dall’intelligenza della
Natura, ben visibile nella filogenesi e nella ontogenesi di tutti gli organismi della
biodiversità. Non ci provi nessuno a sostituire la logica della Natura con la
banalissima logica umana, che è banale quando si discosta e si dissocia da quella
della Natura stessa. La logica umana, sia scientifica che tecnologica, diventa
«schizofrenica» nel momento in cui si allontana dal dinamismo dei processi naturali.
Tutto ciò viene confermato da quella giustizia genetica che tutti siamo in grado di
comprendere quando ci poniamo come liberi osservatori di fronte alle meraviglie dei
processi naturali. Da tutto ciò emerge che siamo felici di festeggiare i semi
proteggendoli e favorendoli nelle loro realizzazioni ontogenetiche che richiedono la
terra, l’acqua, l’aria, anch’essi elementi ecologici che vanno protetti dalla nostra
intelligenza, in nome di una giustizia che vuole abolire le guerre, la competizione
negativa, le discriminazioni, la superiorità e l’inferiorità, per consentire a tutti la gioia
di esistere con pari dignità su questo pianeta.
Partecipiamo con gioia alla grande festa planetaria dei semi che ci porta a dare la
giusta importanza alla vita e al dono che ci è stato fatto della loro presenza
INDICE
SCIENZIATI MINACCIATI SE DICONO CHE GLI OGM FANNO
MALE
Arpad Pusztai
Arpad Pusztai é il biologo considerato nel suo campo il maggior esperto
mondiale.
All’inizio degli anni 90, al Dott. Pusztai fu assegnato dal governo britannico il
progetto per testare in sicurezza gli organismi geneticamente modificati (OGM).
La sua squadra comprendeva più di 20 scienziati che lavoravano in tre sedi, tra
cui l’istituto Rowett ad Aberdeen, Scozia, considerato il top dei laboratori di
ricerca nutrizionale in Inghilterra e dove vi lavorò per 35 anni.
I risultati del lavoro del Dott. Pusztai dovevano diventare protocolli base per i
test da eseguire in tutta Europa. Ma quando nutrì i ratti con presunte innocue
patate OGM, le cose non andarono come previsto. In soli 10 giorni, gli animali
svilupparono potenziali cellule di crescita pre-cancerogene, cervelli, fegati
e testicoli più piccoli, fegati parzialmente atrofizzati e sistemi immunitari
danneggiati. Per di più, la causa si trovava quasi certamente negli effetti
collaterali derivanti dallo stesso processo di ingegneria genetica. In altre parole, i
cibi OGM sul mercato, che vengono creati con lo stesso processo, avrebbero
avuto simili effetti sugli umani.
Con il consenso del direttore dell’Istituto, Pusztai fu intervistato alla TV e
espresse le sue preoccupazioni riguardo ai cibi OGM. Diventò un eroe al suo
istituto – per due giorni. Poi arrivarono telefonate al direttore dell’istituto
dall’ufficio del primo ministro favorevole agli OGM. La mattina seguente, Pusztai
fu licenziato. Fu messo a tacere con minacce di una causa legale, la sua
squadra fu smantellata e i protocolli non furono mai attuati. Il suo Istituto,
l’industria biotecnologica, e il governo inglese sostennero tutti assieme una
campagna diffamatoria per distruggere la reputazione di Pusztai. Alla fine, un
invito a parlare davanti al Parlamento revocò l’ordine di interdizione a pubblicare
che gli era stato imposto e la sua ricerca fu pubblicata sulla prestigiosa rivista
Lancet. Non ci sono studi simili e approfonditi che siano stati ancora testati sui
cibi OGM consumati ogni giorno dagli Americani.
Irina Ermakova
Irina Ermakova, uno scienziato senior all’accademia Nazionale Russa delle
Scienze, fu scioccata dallo scoprire nel suo test che più delle metà dei piccoli
di topo, le cui madri venivano nutrite con farina di soia OGM comperata al
supermercato, morivano entro tre settimane. Invece i piccoli di topo di madri
alimentate con soia non-OGM, hanno presentato un tasso di mortalità solo del
10%. L’esperimento fu ripetuto tre volte con risultati simili.
Quando riportò queste scoperte preliminari a una conferenza tenuta nell’Ottobre
2005, chiedendo alla comunità scientifica di replicare il suo studio, fu attaccata
e diffamata e le fu ordinato di non proseguire con altre ricerche su cibi
OGM. I campioni furono rubati dal suo laboratorio e un documento fu persino
bruciato sulla sua scrivania. Uno dei suoi colleghi tentò di confortarla
dicendole: “Forse la soia GM risolverà il problema della sovra-popolazione”.
Nel novembre 2005, il fornitore di cibo per topi del laboratorio dove la dott.ssa
Eramkova lavorava iniziò ad introdurre la soia OGM nei preparati. A questo
punto tutti i ratti la stavano mangiando. Dopo due mesi, la dott.ssa Ermakova
chiese agli altri scienziati riguardo alla mortalità infantile nei loro sperimenti. Era
schizzata a più del 55%.
Sono trascorsi quattro anni da quando sono state riportate queste scoperte.
Nessuno ha ancora ripetuto lo studio della dott.ssa Ermakova, anche se
costerebbe solo poche migliaia di dollari.
Leggi tutto su:
http://www.thelivingspirits.net/php/articolo.php?lingua=ita&id_articolo=365&i
d_categoria=12&id_sottocategoria=60
INDICE
IL MAIS OGM INQUINA I CORSI D’ACQUA E LE FALDE
I corsi d'acqua della Corn Belt del Midwest degli Stati Uniti ricevono proteine
insetticide che provengono da campi adiacenti di colture geneticamente modificate per
effetto del dilavamento dell'acqua piovana e delle pratiche di lavaggio del mais, dei
tutoli e di altri prodotti di scarto della lavorazione di questo cereale. È questo il
risultato di uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of
Sciences, a firma di Emma Rosi-Marshall, ecologa del Cary Institute.
Le piante geneticamente modificate sono ormai una realtà molto diffusa nel Midwest
degli Stati Uniti. Si calcola che nel 2009 l'85 per cento del mais prodotto negli Stati
Uniti era geneticamente modificato per resistere sia a insetti e agenti patogeni sia
all'esposizione agli erbicidi. In particolare il mais Bt, che rende conto del 63 per cento
delle coltivazioni, è modificato per esprimere alcune proteine insetticide, una delle
quali è comunemente indicata come Cry1Ab.
Dopo il raccolto, è pratica comune lasciare i materiali di scarto sul posto, secondo la
tecnica nota come non lavorazione (“no-till”) che minimizza l'erosione dei suoli, ma
che consente la dispersione di tali materiali nei canali idrici. L'analisi di 217 siti dello
stato dell'Indiana, effettuata sei mesi dopo il raccolto del mais, ha mostrato la
presenza delle proteine Cry1Ab disciolte in almeno un quarto dei corsi d'acqua. L'86
per cento dei canali, in particolare, conteneva residui della lavorazione del mais e il 13
per cento di essi aveva livelli rilevabili di proteine Cry1Ab.
Utilizzando poi i dati del Dipartimento dell'agricoltura degli Stati Uniti, gli autori hanno
evidenziato come tutti i siti con proteine insetticide Cry1Ab erano posizionate entro
500 metri da campi di mais.
Secondo Rosi-Marshall, “La ricerca si aggiunge al corpo di prove scientifiche che
mostrano come i prodotti di scarto del raccolto del mais possono andare dispersi nella
rete di corsi d'acqua, e come i composti associati alle colture geneticamente
modificate, come le proteine insetticide, possano passare nei canali adiacenti ai campi.
Tutto ciò può avere conseguenze importanti per gli ecosistemi idrici anche su lunghe
distanze, dato che i corsi d'acqua della Corn Belt finiscono nel fiume Mississippi"
Fonte:
http://www.lescienze.it/news/2010/09/28/news/mais_ogm_scarti_e_proteine_finiscon
o_nei_corsi_d_acqua-554572/
INDICE
LA SITUAZIONE OGM IN ITALIA
LATO COLTIVAZIONE
Come sapete è stato approvato un decreto interministeriale che prevede il blocco di
nuove semine per 18 mesi, per dare tempo alle regioni di approvare regole sulla
coesistenza. Già questa è una sconfitta, perché la coesistenza in realtà non è
possibile, anche se la Commissione Ue e la Coorte di giustizia UE hanno cercato di
lasciare aperta solo questa via, che dà validità e pari dignità agli OGM. Il governo
italiano è stato succube. Avrebbe potuto prendere altre strade, più conflittuali con la
Commissione e con i cavilli legali che ha messo in piedi, come hanno fatto altri stati
(Ungheria in testa). I favorevoli agli OGM (foraggiati)i, i vari Fidenato, Facco, Dalla
Libera, hanno già detto che impugneranno il decreto e c'è da aspettarsi che la Corte di
giustizia UE possa dare di nuovo ragione a loro, perché la legislazione UE in realtà è
favorevole agli OGM.
La cosa gravissima è che nonostante il decreto interministeriale i campi seminati
pubblicamente ad OGM non vengono sequestrati e distrutti, ma stanno andando a
raccolto, senza opposizione legale. C'è una situazione ingarbugliata di leggi e
interpretazioni, che sembra non permettere niente e c'è immobilismo politico e di
organi repressivi.
Ancora più grave è che i favorevoli agli OGM stanno organizzando una festa del
raccolto pubblica, il 5 Ottobre, in cui presenteranno i risultati di una loro ricerca in
campo(con tre ricercatori universitari conniventi) per dimostrare che con gli OGM è
tutto Ok, e in cui prevedono di radunare circa 200 scienziati e ricercatori a favore degli
OGM, massmedia, politici, ecc. per creare un eco favorevole agli OGM e diventare
egemoni culturalmente.
La coalizione Liberi da OGM sta preparando per il giorno precedente, 4 ottobre, una
contromanifestazione. Altri stanno preparando una azione legale, con un esposto alla
magistratura sui fatti illegali legati alla coltivazione di OGM, di cui si chiede adeguata
punizione e repressione.
LATO CONSUMO-IMPORTAZIONE. Oltre alla coltivazione, ancora più grave è la
situazione che si è creata nell'ambito del consumo, in quanto la maggior parte dei
prodotti animali non biologici deriva, da due decenni, da animali nutriti con mais e
soia OGM, senza che la popolazione lo sappia e lo voglia. Ve lo immaginate il
Parmigiano OGM e il prosciutto di Parma OGM? Probabilmente la maggior parte è già
così, insieme a molti altri prodotti famosi del made in Italy. Altro che eccellenze
italiane!
Mentre ormai molte ricerche indipendenti, seppur soffocate, hanno dimostrato con
chiarezza i grandi pericoli che ci sono per la salute oltre che per l'ambiente.
IL MERCATO DELLA SOIA OGM IN ITALIA
Continuano le contrattazioni di soia OGM.
Anche all'ultima seduta settimanale della Borsa Merci di Verona si è trattata la soia
OGM proveniente dall'estero. Prezzi stazionari, riportano le cronache. Niente di nuovo,
a Verona la soia OGM è materia di contrattazione tutte le settimane da molti anni ed è
una delle voci più importanti del mercato.
Il motivo è semplice. Verona è la sede del Gruppo Veronesi, il primo gruppo
mangimistico italiano. Ricordiamo brevemente: l'industria mangimistica italiana
utilizza circa 4 milioni di tonnellate di farina di soia ogni anno per produrre mangimi
per animali. L'84% del prodotto è OGM, importato da Brasile, USA, Argentina e
Paraguay: importiamo 3.350.000 tonnellate di soia OGM. Sono circa 55 kg di soia
OGM per ogni italiano. E tutti - tra le autorità competenti - stanno zitti, perché è
comodo far passare il messaggio di un'Italia 'OGM free', un messaggio falso. Vediamo
meglio perché. In Italia non si produce soia a sufficienza. Francia, Germania e altri
Paesi europei sono nelle stesse condizioni. Sul mercato mondiale si trova soprattutto
soia OGM. Al mondo si producono ogni anno 250 milioni di tonnellate di soia, di cui
almeno l'80% è ormai OGM; percentuale in continuo aumento. Ed è sempre più
difficile trovare sul mercato soia certificata non OGM. Ci sono Paesi che la producono,
come la Cina, ma sono a loro volta importatori, perché il loro consumo di carne e di
prodotti animali è in forte crescita.
Insomma, latte, formaggi, burro, yogurt, carne, salumi, uova e così via sono prodotti
in Italia da animali alimentati per l'84% a OGM. Ci si salva solo acquistando
esclusivamente prodotti biologici certificati. Infatti, anche prodotti DOP e IGP, come il
Parmigiano reggiano, il Grana padano, il prosciutto di Parma, mozzarelle, culatelli e
così via derivano da animali alimentati OGM attraverso i milioni di tonnellate di mais e
soia acquistati all'estero.
Ma non c'è scritto da nessuna parte: nessun alimento in Italia riporta infatti
in etichetta la dicitura 'Prodotto da animali alimentati a OGM'.
Il dott. Giordano Veronesi, presidente di Assalzoo, Associazione nazionale di produttori
di alimenti zootecnici, nonché maggior produttore italiano di mangimi, ha spiegato
molto bene fin dal 2009, come l'industria mangimistica italiana sia obbligata ad
acquistare all'estero soia OGM: 'Nella mia azienda, che fattura oltre 2 miliardi di euro
e produce 150 milioni di polli all'anno, 800 mila maiali e salumi per marchi come
Montorsi, Negroni e AIA, importiamo ogni mese 40 mila tonnellate di soia OGM e
9.000 tonnellate di soia OGM free - che sul mercato italiano non è reperibile, se non in
minima parte - destinate all'alimentazione degli animali'. Viva la sincerità, e abbasso
l'ipocrisia di tutti coloro che - a partire dai politici e da certi ministri - ci vorrebbero far
credere a un'Italia OGM free.
(dal Bollettino Bio di Greenplanet - agosto 2013)
INDICE
I PROPAGATORI DEGLI OGM, TRADITORI DEL POPOLO
ITALIANO
Il popolo italiano ha ancora una eccellenza a livello mondiale: la propria tradizione
agricola, alimentare, culinaria, riconosciuta in tutta il mondo e che tanti cercano di
copiare. Una tradizione e una storia ricca di biodiversità, di semi selezionati dai
contadini, di colture e culture differenziate da regione a regione, da territorio a
territorio.
Questa eccellenza, questa specificità, rischia di venire distrutta se in Italia si
affermasse la cultura e le colture OGM, che renderebbero tutto il cibo inquinato da
OGM e quindi squalificato alla base.
Le colture Ogm sono dominate da poche multinazionali internazionali, estranee
all’Italia, che come unico obiettivo hanno il profitto e il dominio assoluto del mercato.
Gli Ogm hanno la caratteristica che, una volta inseriti nell’ambiente contaminano con i
geni alterati, le colture della stessa specie coltivate e selvatiche, i terreni in cui sono
impiantate, attraverso i loro residui, la vita microbica del terreno e, attraverso essa, i
cibi e le acque e quindi l’uomo, come ultimo anello della catena alimentare. La
coesistenza fra colture tradizioni e OGM è praticamente impossibile e, fra l’altro,
tentare di realizzarla sarebbe molto costoso, in quanto si tratterebbe di separare tutti
passi delle due filiere, con raccolti separati, stoccaggi separati, trasporti separati,
macinazioni separate, e così via. E finirebbe per essere del tutto inefficace. Per cui le
colture Ogm ledono la libertà degli agricoltori e dei consumatori di non avere terreni,
colture e cibi liberi da OGM. Mentre le colture convenzionali, per la loro natura, sono
impossibilitate a ledere la filiera OGM, al contrario le colture OGM ledono le colture e i
prodotti convenzionali e biologici.
Spinti da interessi egoistici, da probabili foraggiamenti delle multinazionali e da
ignoranza, alcuni uomini si fanno tramite per la penetrazione degli OGM in Italia,
quando ci sono già tante ricerche indipendenti dalle multinazionali che hanno
dimostrato la grande pericolosità degli OGM. Se non capiscono altro, almeno per
precauzione sulla salute delle attuali e future generazioni, dovrebbero comprendere
che le colture e i cibi OGM andrebbero stoppati in tutto il mondo. Come Giuda, per
pochi spiccioli, questi uomini tradiscono il loro popolo e gli interessi del loro popolo.
Molti prodotti italiani animali (latticini, carni fresche e insaccati, uova) provengono già
da animali allevati con mangimi OGM (Soia e Mais), che è stato permesso di
importare. Questo dequalifica il prodotto italiano e quando i consumatori, italiani e
stranieri, se ne accorgeranno ci sarà un notevole boicottaggio di questi prodotti.
Secondo queste osservazioni molti sapranno individuare i traditori del popolo italiano
che si annidano fra coltivatori, sedicenti libertari, sedicenti ricercatori e scienziati,
politici collusi.....
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