Newsletter N. 41 La Terra e il Cielo Settembre 2013 Questo numero è interamente dedicato allo straordinario incontro con Vandana Shiva a alla lotta contro gli OGM INDICE La Carta di Arcevia. Storia e svolgimento dell’incontro Lettera della presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini Tutti i video dell’incontro Tre poesie per l’incontro con Vandana Dichiarazione per la libertà dei semi La tesi universitaria sulla biodiversità vincente del premio La dignità dei semi per soddisfare la “fame di giustizia” nel mondo Scienziati minacciati se dicono che gli OGM fanno male Il Mais OGM inquina i corsi d’acqua e le falde La situazione OGM in Italia Il mercato della soia OGM in Italia I propogatori degli OGM, traditori del popolo italiano Articoli interessanti Con invito a girare ai vostri clienti o amici interessati o al vostro gruppo. Grazie Buona lettura. Loris Asoli IL TESTO DELLA CARTA DI ARCEVIA Approvata ad Arcevia (AN) il giorno 8 settembre 2013, durante l’incontro con Vandana Shiva, che ne è stata la prima firmataria Un modello di agricoltura per una nuova società Il Movimento per la nuova agricoltura e società: 1. Ha una mentalità profondamente ecologica, biologica e sociale, improntata ai valori del Bene comune e dell'armonia dell'uomo con l'ecosistema. Vuole che l’attività agricola rispetti la vita della terra, dell’acqua, dell’aria e di tutte le specie viventi e la salute e prosperità dell'uomo. Vede un futuro di benvivere per l'umanità solo nelle pratiche produttive agricole autenticamente ecologiche e non in quelle che comportano concimazione chimica, diserbanti e pesticidi. 2. Si riconosce in una visione etica che promuove e valorizza la conservazione e la protezione dell'ambiente e degli esseri naturali, i diritti di tutti gli esseri umani e uno sviluppo equo e pacifico fra i popoli, in una consapevolezza di interdipendenza di tutti gli esseri e in una prospettiva di rispetto degli individui e delle comunità umane e di valorizzazione delle diversità e delle bellezze naturali. 3. Ama la biodiversità vegetale e animale, la ricchezza delle specie e delle forme di vita, da quelle grandi a quelle microbiche, viste tutte come basi indispensabili per la ricchezza e l'armonia di vita sulla terra. Rispetta le riserve naturali per la tutela e lo sviluppo della biodiversità e i grandi ecosistemi del pianeta e non vuole che siano distrutti a fini di profitto da attività agricole o industriali irrispettose e speculative. 4. E’ per la libera riproduzione, conservazione, scambio e vendita di semi fra i produttori agricoli e nettamente contro i monopoli sulle sementi. La libertà degli agricoltori sui semi è un loro diritto millenario inalienabile, da sostenere con una apposita legge. Il miglioramento varietale è compito prioritariamente degli agricoltori, delle Università agrarie e degli Istituti e centri di ricerca, pubblici e privati. 5. Sostiene che il buon uso del territorio, il rispetto, la protezione e l'incremento della sua biodiversità e della sua bellezza e armonia, sono una base essenziale per il benvivere di tutti. Desidera il ripopolamento umano dei territori rurali. Assegna un ruolo importante alle zone montane, per la tutela del territorio, del paesaggio e dell'ambiente, per la regimazione delle acque, per la silvicoltura e la tutela boschiva, per l'agricoltura di qualità delle alte quote e per il turismo verde e ritiene che queste funzioni vadano maggiormente sostenute con una apposita legge. 6. Vede nell'agricoltura biologica ben condotta il settore produttivo primario che può dare una maggiore qualificazione alle attività turistiche, enogastonomiche, culturali, formative, assistenziali, salutistiche, di artigianato artistico e di bioedilizia, oltre che essere basilare per la tutela del paesaggio, dell'ambiente e della biodiversità e indispensabile per la produzione di cibo sano. 7. E’ per un sistema economico e agricolo che garantisca cibo sano, acqua pulita e beni basilari per tutti gli esseri umani, in tutto il mondo, nel rispetto delle diversità di culture e stili di vita. E' per una nuova organizzazione, più equa, della società e dell'economia, che comporti benessere e benvivere per tutti. E' contro l'attuale concentrazione di denaro e potere in poche mani. Vede l’umanità come una grande famiglia e una grande comunità in cui tutti gli individui possano trovare il loro posto in armonia con gli altri. 8. Per le attività di allevamento desidera che venga data la massima attenzione al benessere degli animali. 9. Vede il lavoro agricolo come una attività basilare per la società, di alta dignità e comprensiva del compito della cura del territorio, insieme a quello della produzione del buon cibo. Ritiene che l'agricoltore, tramite le sue organizzazioni, debba essere il punto centrale di riferimento per le decisioni delle amministrazioni pubbliche locali che riguardano la gestione del territorio rurale. Constata che l'accesso alle terre per le nuove generazioni è proibitivo, dato l'alto costo dei terreni agricoli, e auspica maggiori facilitazioni di legge per l'accesso alla attività agricola, sia da acquisto che da affitto, in attività autonoma o cooperativa. Vede nel lavoro agricolo salariato, fisso e saltuario, l'altro aspetto dell'attività primaria al quale dare maggiore dignità, specialmente nei riguardi dei lavoratori migranti. 10. Vede nell'attività agricola ecologica ben condotta un valore sociale, formativo e terapeutico. E' consapevole che alcune esperienze aziendali agricole possono diventare centri di nuova socialità, luoghi di inclusione, riabilitazione e costruzione di spirito comunitario e chiede un maggiore sostegno legislativo e finanziario alle cosiddette attività di “agricoltura sociale”. 11. E’ per un aumento della democrazia negli organismi che controllano le decisioni che riguardano l’agricoltura e per un affermarsi di metodi decisionali basati sulla sussidiarietà dal basso verso l’alto, a partire dai territori locali. E’ per le facilitazioni burocratiche verso le produzioni agricole, in particolare quelle piccole. E' per una maggiore facilitazione di accesso alla pratica del biologico, tramite una apposita legge nazionale o leggi regionali. 12. Assegna grande importanza alla formazione dei bambini nelle attività agricole manuali basilari e nella coltivazione, con metodi ecologici, delle piante da cui deriva il cibo. Auspica pertanto una promozione pubblica degli Orti scolastici e delle Fattorie didattiche e una maggiore attenzione della didattica scolastica alle attività produttive di cibo, anche con l'assegnazione delle necessarie risorse finanziarie. 13. Rispetta le conoscenze ecologiche e produttive delle culture contadine di tutti i popoli e ne auspica la protezione e l'integrazione nelle moderne pratiche agricole, più meccanizzate. Per le agricolture del Sud del mondo pone attenzione a quelle di sussistenza, a cui quelle industrializzate, per fornire prodotti al Nord del mondo, tolgono spazio, provocando situazioni di malnutrizione, oltre che inquinamento di beni primari (acqua, suolo, aria) e perdita di saperi tradizionali. 14. Ama le produzioni locali, ecologicamente più sostenibili. Ama il concetto e la pratica della “sovranità alimentare” dei territori e delle popolazioni, anche se, nello stesso tempo, gradisce il commercio libero per le eccellenze e specialità dei vari territori e popoli. E' per lo sviluppo e la tutela dei sistemi alimentari locali, sia nelle aree del Nord che del Sud del mondo, contro la loro distruzione. E' favorevole a reti di solidarietà fra produttori, consumatori e distributori locali. 15. Vede i terreni agricoli come un bene comune, appartenente ai popoli del territorio, che non può essere venduto ad organizzazioni multinazionali (o organizzazioni nazionali ad esse legate) a scopo di profitto. E' contro il “land grabbing” o furto delle terre. Considera anche l'acqua e le sementi come bene comune. Ritiene che le terre pubbliche non vadano vendute, ma assegnate in uso a cooperative di giovani che desiderino dedicarsi all'attività agricola. 16. E’ per l'obbligo di istallazione dei pannelli solari sopra le nuove costruzioni industriali e commerciali e contro la loro installazione sopra i terreni agricoli destinabili a produzione di cibo. E' per la protezione del suolo agricolo dagli eccessi della cementificazione e delle infrastrutture. 17. E’ a favore delle energie rinnovabili e per un modello di produzioni energetiche distribuite sui territori. E' contro gli agrocarburanti e le centrali a biomasse, quando queste produzioni energetiche siano basate sullo sfruttamento delle risorse naturali non riproducibili o sull’uso di territori destinabili alle produzioni alimentari o sulla distruzione delle foreste, come avviene nella maggior parte dei casi. E' contro una grande produzione cerealicola destinata all'allevamento del bestiame per i paesi ricchi, quando questo comporti scarsità di cibo per la popolazione mondiale, come sta avvenendo. 18. Invita il movimento degli agricoltori a prepararsi in tempo al momento in cui le riserve di petrolio saranno prossime all'esaurimento e la sua estrazione sarà diventata troppo costosa, da una parte cercando collaborazione con il mondo imprenditoriale, scientifico e universitario per creare valide alternative tecniche e dall'altra approfondendosi in alternative colturali a basso uso di energia. 19. Per garantire la biodiversità e il prosieguo della vita sul nostro pianeta, invita le istituzioni a proteggere e a preservare la “dignità del seme”. Non deve essere permesso che particolari biotecnologie alterino il dinamismo evolutivo della Natura, ma semmai buone biotecnologie dovrebbero favorirlo, in sintonia con quella saggezza contadina plurimillenaria che ci ha consentito di avere a disposizione prodotti nella piena espressione delle potenzialità genetiche dei semi e ha fornito ad ogni seme la possibilità di dar vita al suo progetto genetico regalandoci così prodotti che non solo ci consentono di nutrirci, ma anche di godere di tutte le proprietà organolettiche contenute in potenza nella loro memoria genetica. 20. In totale sintonia con il principio della inviolabilità della memoria genetica di tutti gli organismi viventi, tutelata e garantita dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, vuole che il patrimonio genetico sia migliorato soltanto con metodi che imitano quelli saggi della natura e pertanto è totalmente contro la manipolazione del patrimonio genetico naturale delle specie viventi, che costituisce la base della vita sana sulla terra, e si impegna per una moratoria mondiale a tempo indeterminato rispetto alla produzione di OGM. Vede in essi anche un attacco al bene inestimabile della biodiversità. Ritiene le sementi OGM inutili e dannose, sostenute da una gigantesca campagna fatta di menzogne, per cercare di colonizzare le menti, insieme all'economia e all'agricoltura. Per l’Italia si impegna, oltre che per la proibizione perenne delle produzioni, anche per raggiungere quanto prima la cessazione delle importazioni degli alimenti OGM a fini mangimistici e ad ogni altro fine che non sia la ricerca pura e confinata in laboratorio. Chiede lo stesso impegno ai politici e alle imprese produttrici dei mangimi. E’ per la diffusione libera delle conoscenze, contro ogni brevetto sulle forme di vita. 21. Ritiene concretamente irrealizzabile il principio della coesistenza fra colture OGM e non OGM in quanto le prime, nel tempo, si comportano di fatto come colture killer, rispetto a quelle convenzionali o biologiche, per le mille vie possibili di inquinamento di queste filiere e ledono così il principio di libertà, come dimostrato da svariate esperienze. Invita a considerare che le colture convenzionali non danneggiano le colture OGM, mentre le colture OGM sono killer di quelle convenzionali, e che in questo sta una gigantesca differenza e si rivela la natura violenta e fraudolenta degli OGM. Inoltre essi inquinano irreversibilmente la microvita dei terreni con materiale geneticamente modificato, che, attraverso il trasferimento genico orizzontale, penetra in tutte le forme di vita, uomo compreso. Ritiene che, di fronte alla impossibilità della coesistenza, il diritto all'esistenza spetti alle millenarie coltivazioni convenzionali non geneticamente modificate e non a quelle che modificano irreversibilmente il germoplasma tradizionale. Diffida quindi la governance europea e i governi nazionali dal cercare di percorrere le vie della coesistenza e li invita a legiferare per una definitiva uscita dagli OGM, affermando il principio di precauzione verso la salute delle attuali e future generazioni. Invita il governo italiano a superare l'attuale decreto interministeriale, fondato sul fasullo principio di coesistenza, con una procedura rapida che determini una definitiva uscita dagli OGM invocando l'art 32 della costituzione (la repubblica tutela la salute come diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività), in quanto il tema della salute non è stato delegato all'unione Europea. Invita i governanti italiani a riconoscere che la Commissione UE e la Corte di giustizia UE hanno creato una elaborata gabbia legislativa favorevole agli OGM dalla quale si esce solo con un atto di volontà e dignità politica, allontanandosi da atteggiamenti di sottomissione, come hanno fatto altri stati. Nel caso che il Governo e il Parlamento non intervengano nei tempi dovuti, per non mettere il paese di nuovo di fronte ad un vuoto legislativo, invita tutte le Regioni ad approvare intanto delle norme di coesistenza totalmente stringenti, che non consentano di fatto alcuna coltivazione di OGM. 22. Tenuto conto che per il regolamento europeo n.834/2007 “Gli OGM e i prodotti derivati od ottenuti da OGM sono incompatibili con il concetto di produzione biologica e con la percezione che i consumatori hanno dei prodotti biologici" e che "Gli OGM e i prodotti derivati o ottenuti da OGM non vanno usati come alimenti, mangimi, ausiliari di fabbricazione, prodotti fitosanitari, concimi, ammendanti, sementi, materiale di moltiplicazione vegetativa, microrganismi e animali in produzione biologica", in attesa che sia raggiunta la moratoria definitiva mondiale, richiede al Parlamento Europeo l'eliminazione della norma che consente, per i prodotti biologici, la tolleranza alla presenza di prodotto OGM fino allo 0,9%, anche se limitatamente alle “contaminazioni accidentali e tecnicamente inevitabili”. Considera un prodotto quale “biologico” solo in assenza di OGM. Chiede che contemporaneamente alla soppressione di questa norma si preveda per legge l'individuazione della fonte e causa di inquinamento e la punizione dei responsabili al pagamento di tutti i danni arrecati. 23. Invita i consumatori e i produttori a boicottare l’acquisto di alimenti derivanti dallo sfruttamento dei popoli più deboli, da parte di multinazionali dominate dalla grande finanza speculativa, che cerca bassi prezzi del lavoro, minori limiti all’inquinamento del territorio, minori intralci, tasse e contestazioni. Reputa che i sistemi alimentari debbano essere deputati a garantire cibo di alta qualità, nel rispetto dell'ambiente e dell'equità sociale e non essere, invece, assoggettati ai grandi accentramenti monopolistici e alle istituzioni finanziarie speculative, come sta avvenendo attualmente. Invita invece a forme di commercio equo per i beni che rientrano in un commercio virtuoso, mentre chiede che sia boicottata l’importazione di beni che la popolazione locale potrebbe prodursi da sola senza difficoltà. E' per un controllo e una trasparenza maggiori riguardo alle importazioni, non solo rispetto alla qualità, ma anche alla eticità degli scambi. 24. E' per una politica pubblica nazionale, europea (PSR) e mondiale che dia maggiore sostegno all'agricoltura autenticamente ecologica, negli aspetti di produzione, ricerca, formazione e informazione, in quanto tale agricoltura è portatrice di notevoli vantaggi sociali, relativi alla salute dell'uomo e dell'ambiente, non presentando i costi occulti di malattie, perdita di fertilità dei terreni, inquinamento della terra, dell'acqua e del cibo e smottamenti dei terreni. Dati gli alti costi ambientali e sociali complessivi, per le attuali e future generazioni, legati alla conduzione chimica dell'agricoltura e non computati nel costo dei prodotti, chiede che le risorse pubbliche agroambientali siano di notevole entità e che siano destinate unicamente alle produzioni realmente ecologiche, in modo da favorire una conversione graduale ma generalizzata verso di esse. Per "produzioni ecologiche" in questo caso vanno intese prioritariamente quelle biologiche e in via secondaria solo quelle produzioni che siano sottoposte a disciplinari seri e siano controllate come quelle delle aziende biologiche. In tali disciplinari deve essere previsto obbligatoriamente l'utilizzo dei mezzi tecnici usati nell'agricoltura biologica di efficacia scientificamente comprovata. SOTTOSCRIZIONE Arcevia, 8 Settembre 2013 Nel sottoscrivere formalmente questa Carta mi impegno a diffonderne i contenuti e a cercare di realizzarli. INDICE STORIA E SVOLGIMENTO DELL’INCONTRO Nel 2010, il 9 maggio, ricorreva il trentennale della nascita nostra Cooperativa e avevamo pensato di festeggiarlo con la presenza di un personaggio di spicco che rappresentasse i nostri valori e ideali. Abbiamo pensato subito a Vandana Shiva, anche perché uno dei soci della nostra cooperativa, Paolo Ciarimboli, era stato a visitare la sede centrale di Navdanya in India e la fattoria dove vive Vandana e dove è stato creato un centro di raccolta dei semi. Allora non fu possibile ottenere la sua presenza. All’improvviso oltre tre anni dopo ci è stato comunicato da Navdanya International, che ha sede in Firenze, che si apriva la possibilità di avere Vandana il giorno 8 Settembre 2013 e che avremmo potuto organizzare l’evento insieme a Navdanya International, concordando temi e relatori. Era a fine Luglio e il tempo per organizzare sarebbe stato poco, anche per le ferie di agosto, ma abbiamo subito accettato con entusiasmo. Per lo più il giorno 8 Settembre eravamo iscritti anche alla fiera Sana di Bologna, con due stand. Abbiamo formato un piccolo gruppo organizzativo, con soci ed amici, e siamo partiti. Sui contenuti un’idea vincente è stata di approfittare dell’evento per cercare di redigere un documento di ampio respiro, su tutti i temi inerenti all’agricoltura ecologica e sulla visione di un nuovo modello di società, fondata sulla valorizzazione dell’agricoltura. In particolare sentivamo l’urgenza di contrastare l’avanzata continua degli OGM nel nostro paese. Tutto questo ci sembrava in perfetta sintonia con i temi e contenuti che Vandana sviluppa a livello mondiale. E’ nata così l’idea della Carta di Arcevia. Sulla divisione della giornata abbiamo pensato di impostare il mattino presso la nostra sede, con un incontro di tipo “seminario”, a numero chiuso, per approfondire i temi della Carta e il pomeriggio su un incontro del tipo “conferenza” o “lectio magistralis” di Vandana Shiva. Sulla partecipazione e i relatori del seminario abbiamo puntato su due aspetti, il primo l’unità del movimento biologico, cercando di superare alcune incomprensioni, tensioni, punti di vista differenziati che ci sono al suo interno, in modo che il documento potesse rappresentare tutti, ma senza compromessi, e che almeno le organizzazioni principali potessero essere presenti senza difficoltà. Il secondo aspetto è stato di puntare ad una presenza politica qualificata, nazionale e locale, perché gli interlocutori della Carta sono in primo luogo i politici, che hanno il potere di fare le leggi. Certo la ristrettezza dei tempi organizzativi e la necessità di limitare gli interventi non ci hanno permesso di avere tutte le parti politiche. Con una buona divisione dei compiti siamo riusciti negli intenti principali che ci siamo dati. La prima nostra bozza della Carta è circolata su internet con la richiesta, a chi fosse interessato, di inviare suggerimenti per integrarla e migliorarla. Alla fine si può dire che siamo arrivati ad un testo corale, che ha raccolto svariati contributi e stemperato le formulazioni che suscitavano difficoltà, senza tuttavia scendere a compromessi sui contenuti. A queste idee principali tante altre piccole-grandi idee hanno determinato la buona atmosfera e buona energia che si è creata intorno all’evento, in particolare l’aver previsto degli stacchi poetico-musicali, con recita di tre poesie preparate appositamente dal nostro socio poeta Nello Righetti, accompagnate da musica di violino della giovane Camilla Sabbatini e recitate da Carmen Garota. Intanto per il seminario del mattino, che era a numero chiuso, continuavano ad arrivare più prenotazioni del previsto. Per non frenare l’entusiasmo che si andava creando, abbiamo prenotato un tendone di circa 150 posti che potesse affiancare la sala principale dell’incontro. Alla fine abbiamo dovuto ugualmente chiudere le iscrizioni perché il posto non era di nuovo più sufficiente. Il programma del seminario del mattino è iniziato alla ore 10.30 con una introduzione del nostro presidente Bruno Sebastianelli ed è proseguito con i vari interventi programmati di circa 10 minuti, con i tempi scanditi dal suono di un gong. Verso le ore 12.00 è arrivata Vandana e dopo aver terminato gli interventi programmati anche dal pubblico (14 interventi totali) abbiamo lasciato a lei la parola e le conclusioni. Alla chiusura è iniziata la raccolta delle firme per la Carta e Vandana è stata la prima sottoscrittrice del documento. Alle 14.00 la maggioranza dei presenti è stata trasferita con bus navetta nel vicino Castello di Piticchio, per il pranzo, preparato da alcuni nostri soci con prodotti biologici. Altri sono dovuti andare in un vicino B&B a prezzo preventivamente concordato. Nel pomeriggio ci siamo ritrovati festosamente ancora più numerosi presso la piazza centrale di Arcevia per ascoltare Vandana in una conferenza dal titolo “Semi di libertà, giardini della speranza. La bellezza della biodiversità, della sostenibilità e della sovranità alimentare” Le firme raccolte subito per la Carta, tra il mattino e il pomeriggio sono state oltre 400. Seguirà raccolta delle adesioni via internet. Complessivamente l’atmosfera è stata di grande soddisfazione per i contenuti dell’evento e per il suo svolgimento. Ora si tratta di realizzarne le indicazioni nel prossimo periodo. INDICE LETTERA DELLA PRESIDENTE DELLA CAMERA LAURA BOLDRINI Di seguito la lettera autografa che ci è arrivata dalla presidente della camera dei deputati LA PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI Roma, 6 Settembre 2013 Gentile Bruno Sebastianelli, La ringrazio per il gradito invito a partecipare all'importante giornata promossa dalla vostra impresa cooperativa, ma impegni istituzionali già assunti mi impediscono di essere tra voi. Conosco l'impegno che "LA TERRA E IL CIELO" mette da oltre trent'anni nell'agricoltura di qualità e nella produzione biologica. Voi rappresentate una delle eccellenze imprenditoriali delle Marche, capace peraltro di coniugare i valori più virtuosi del fare impresa, con la mutualità e la solidarietà; ciò è testimoniato dai progetti sociali che promuovete. Gli stessi temi che sono al centro del vostro incontro di domenica ad Arcevia con la presenza di una personalità straordinaria quale è Vandana Shiva, confermano che tanto più in questi tempi di crisi sociale ed economica, si può innovare a livello imprenditoriale senza perdere di vista mai il valore dell'etica pubblica e il concetto di bene comune, quali sono la terra e la valorizzazione del paesaggio e della bellezza. Nell'auspicio di poter quanto prima visitare la vostra cooperativa, auguro a voi tutti la migliore riuscita della vostra pregevole iniziativa. Laura Boldirni INDICE TUTTI I VIDEO DELL’INCONTRO Nel ringraziare doverosamente tutti gli organizzatori dell'evento con Vandana Shiva, invio quello che si è detto in questa occasione, soprattutto per DIFFONDERE i PRINCIPI della CARTA DI ARCEVIA. LINK dove potete trovare in rete (YOUTUBE) i VIDEO dell'incontro pubblico sia mattina che pomeriggio. Sono DUE VIDEO per la mattina, uno di circa 2 ore ed uno di circa 1 ora e mezza Per il pomeriggio UN VIDEO di circa 1 ora e mezza COMPLETO di tutti gli interventi. Un saluto cordiale da Carlo Cardarelli Acu Marche ============================================= Domenica 8-9-2013 - Cooperativa LA TERRA E IL CIELO incontro con VANDANA SHIVA ============================================== Arcevia (AN) 8-9-13 mattina - Coop. La Terra e il Cielo incontro con Vandana Shiva 1 di 2 http://www.youtube.com/watch?v=H0exWxH-dKI Arcevia (AN) 8-9-13 mattina - Coop. La Terra e il Cielo incontro con Vandana Shiva 2 di 2 https://www.youtube.com/watch?v=acBbzQDRK9k Arcevia (AN) 8-9-13 pomeriggio (COMPLETO) incontro con Vandana Shiva http://www.youtube.com/watch?v=3oqGKIXtna0 ============================================== I SINGOLI INTERVENTI DAL MATTINO AL POMERIGGIO ============================================== 1° Arcevia (AN) 8-9-13 Bruno Sebastianelli Presidente Coop. La Terra e il Cielo http://www.youtube.com/watch?v=7TjZJjib3c4 2° Arcevia (AN) 8-9-13 Andrea Bomprezzi – Sindaco di Arcevia (AN) http://www.youtube.com/watch?v=OPcqIm311tE 3° Arcevia (AN) 8-9-13 Maurizio Mangialardi – Presidente ANCI e Sindaco di Senigallia (AN) http://www.youtube.com/watch?v=yCUAVqlM5mw 4° Arcevia (AN) 8-9-13 Federico Marchini – Presidente nazionale ANABIO https://www.youtube.com/watch?v=WSZR1Eiidm4 5° Arcevia (AN) 8-9-13 Federico Befanucci – Presidente Provinciale Coldiretti (AN) https://www.youtube.com/watch?v=pYCCZ2o7nDU 6° Arcevia (AN) 8-9-13 Michele Monetta – Presidente nazionale Federbio-BIO https://www.youtube.com/watch?v=vJddjZUIEcQ 7° Arcevia (AN) 8-9-13 Vincenzo Vizioli – Presidente nazionale FIRAB e risposta Bruno Sebastianelli https://www.youtube.com/watch?v=ksFnhdTk6-c 8° Arcevia (AN) 8-9-13 Emanuele Lodolini – Camera dei Deputati (PD) membro commissione Finanze https://www.youtube.com/watch?v=NPV8yDgZNSs 9° Arcevia (AN) 8-9-13 Enzo Giancarli – Consigliere Regionale Marche (PD) https://www.youtube.com/watch?v=WJaDf9JYfQM 10° Arcevia (AN) 8-9-13 INTERMEZZI MUSICALI per Violino e Voce recitante https://www.youtube.com/watch?v=fDnpjPLglVs 11° Arcevia (AN) 8-9-13 Franco Trinca – Associazione NO OGM (l’applauso più lungo) https://www.youtube.com/watch?v=OOplS35dl34 12° Arcevia (AN) 8-9-13 Franco Zecchinato – Cooperativa EL TAMISO di Padova (PD) https://www.youtube.com/watch?v=w_93qtaE720 13° Arcevia (AN) 8-9-13 Loris Asoli – Coop. La Terra e il Cielo: La Carta di Arcevia https://www.youtube.com/watch?v=8cvBMeRi9XQ 14° Arcevia (AN) 8-9-13 Elena Tonini – Repubblica San Marino (RSM) https://www.youtube.com/watch?v=KtP2r2Yjo3M 15° Arcevia (AN) 8-9-13 Angelo Verdini – Dirigente Comprensorio Scolastico Pergola (PU) https://www.youtube.com/watch?v=EDCxMO2ci5I 16° Arcevia (AN) 8-9-13 Maria Grazia Mammuccini – Vicepresidente Associazione Navdania International Italia https://www.youtube.com/watch?v=4JOPqHcEzEA 17° Arcevia (AN) 8-9-13 Gianfranco Marcellini – Italia Nostra - firma la Carta di Arcevia http://www.youtube.com/watch?v=p4DOAUDTrZY 18° Arcevia (AN) 8-9-13 pomeriggio Premio “Sergio Anselmi” a Lara Lucchetti per la migliore Tesi sulla biodiversità https://www.youtube.com/watch?v=A_-IKW_dQYk Ripese video effettuate da Carlo Cardarelli presidente regionale Associazione Consumatori Utenti ACU Marche Cell. 3939826439 Sede Regionale Via Ludovico Ariosto, 12 Località MOIE cap 60030 Maiolati Spontini (AN) email: “ [email protected]” (Se individuate degli errori o delle imprecisioni nei video Vi preghiamo di segnalarceli per poterli correggere. Grazie) INDICE LE TRE POESIE PER L’INCONTRO CON VANDANA Le tre poesie di nello Righetti sono state recitate in tre momenti diversi del Seminario del mattino, all’inizio dei lavoro subito dopo l’introduzione del nostro presidente, all’inizio del dibattito e all’arrivo di Vandana Shiva. Ognuna è stata accompagnata da un diverso brano da violino solista, dalla giovane Camilla Sabbattini. Quasta combinazione ha contribuito a intensificare l’atmosfera carica di emozioni positive. Sdraiato sulla terra Abbracciami se puoi Sdraiato sospeso tra la terra e il cielo Il cuore non è più cuore è il tamburo della terra Batte e racconta la storia dell’umanità Il sole non è più sole è il fuoco che prepara e fa incontrare lo scambio del cibo L’acqua non è più acqua è pioggia che rinfresca la terra e pulisce la mente Ama se puoi Sdraiato distendi le braccia lontano dal corpo...... non sei più solo ritrovi l’universo Non più mercato.....denaro......politica come potere e concorrenza In questo stato d’animo nuovi pensieri possono creare nuova umanità Continuità Poesia ispirata meditando in un cimitero, dove forte è il sentimento. Il passato si fonde con il presente e il futuro e rappresenta il nostro essere continuo Siamo tutti qua di nuovo uniti in pace I nostri nomi i nostri volti antica memoria A ricordo per i vivi del tempo che fu del bene e del male vissuto Dono da parte nostra all’uomo vivente per poter essere migliore E’ vero siamo trapassati ma se vuoi puoi sentire la nostra sottile presenza pronta ad accompagnarti in questa vita infinita di nascita… morte…rinascita come acqua che scorre Un abbraccio per alleggerire il tuo peso e sostenerti Non temere non ti lasciamo solo tu... noi... siamo l’Universo sempre PS Per non dimenticare, affinché il presente sia migliore del passato e il futuro non sia un salto nel buio, pieno di timore e paure Giù le mani In nome del progresso in nome della scienza tu rubi la nostra vita Giù le mani In nome del mercato in nome del denaro ci fai sentire un nulla Giù le mani Non siamo qua per te ma ognuno di noi è un mondo a sé Libera-mente in tante forme viviamo il nostro tempo nell’uno della vita Oggi siam qua riuniti perché abbiamo capito che tu ci vuoi per te usare ed abusare uomini, piante ed animali Difendere la terra difendere la vita è il nostro destino Mercato-progresso-denaro senza il dovuto rispetto non hanno nessun senso Per questo oggi uniti tutti quanti insieme gridiamo........... Giù le mani INDICE DICHIARAZIONE PER LA LIBERTA’ DEI SEMI 1. Il seme è la sorgente della vita, rappresenta la necessità della vita di esprimere se stessa, di rinnovarsi, di moltiplicarsi e di evolversi all'infinito liberamente 2. Il seme è la personificazione della biodiversità culturale. Contiene milioni di anni di evoluzione biologica e culturale e il potenziale di un futuro millenario. 3. La libertà dei semi è un diritto originario di tutte le forme di vita ed è la base della protezione della biodiversità. 4. La libertà dei semi è un diritto millenario di ogni agricoltore e produttore di cibo. Il diritto degli agricoltori di conservare, scambiare, migliorare, riprodurre e vendere I semi è il cuore della Libertà dei Semi. Quando questa libertà è rubata, gli agricoltori rimangono intrappolati nell'indebitamento e in casi estremi si suicidano. 5. La libertà dei Semi è la base della Libertà Alimentare, visto che i semi sono il primo anello della catena alimentare. 6. La libertà dei semi è minacciata dai brevetti, che creano monopoli sui semi e rendono illegale la conservazione e lo scambio dei semi. I brevetti sui semi sono eticamente ed ecologicamente ingiustificati perché i brevetti sono diritti esclusivi concessi per un'invenzione. Un seme non è un'invenzione. La vita non è un'invenzione. 7. La libertà dei semi delle diverse culture è minacciata dalla Biopirateria e dai brevetti sulle conoscenze indigene e sulla loro biodiversità. 8. La libertà dei semi è minacciata dai semi OGM, che stanno contaminando le nostre fattorie, chiudendo così ogni opzione di scelta per cibi OGM free per tutti. La libertà dei semi per i contadini è minacciata quando, dopo le contaminazioni, le multinazionali li citano in giudizio per “aver rubato le loro proprietà”. 9. La libertà dei semi è minacciata dalla loro deliberata trasformazione da una risorsa rinnovabile autogenerativa ad una merce brevettata non rinnovabile. Il caso più estremo di seme non rinnovabile è la “Tecnologia Terminator” sviluppata con lo scopo di creare un seme sterile. 10. Noi ci impegniamo a difendere le libertà dei semi come libertà delle diverse specie di evolvere; come libertà delle comunità umane di rivendicare i semi come” beni comuni”. A tal fine, -Noi salveremo i semi, creeremo banche dei semi comunitarie e centri di documentazione sui semi, -Non riconosceremo alcuna legge che illegittimamente rende I semi proprietà privata delle multinazionali. -Noi fermeremo la brevettazione dei semi. Collettivamente, dobbiamo bloccare le brevettazione dei semi. Aderisci al Movimento Globale per la Libertà dei Semi, per fermarne il furto da parte delle multinazionali e con questo dunque, il furto della nostra libertà e del nostro futuro. CLICCA QUI PER SCARICARELA DICHIARAZIONE DA SOTTOSCRIVERE INDICE LA TESI UNIVERSITARIA SULLA BIODIVERSITA’ VINCENTE DEL PREMIO “SERGIO ANSELMI” Per qualificare ancora di più l’incontro con Vandana e porgere un omaggio alla sua presenza, abbiamo pensato di organizzare anche un premio per tesi universitarie, sul tema della biodiversità, molto caro a Vandana e in sintonia con le tematiche complessive dell’evento. Vincitrice è risultata la tesi di Lara Lucchetti, dal titolo “Ecologia, raccolta, germinabilità, conservazione e semina di specie erbacee spontanee ad interesse alimentare degli agroecosistemi delle Marche” Relatore: prof. Fabio Taffetani Parole chiave: specie spontanee commestibili, semi, germinabilità, biodiversità, agroecosistema. Di seguito un breve riassunto L’agricoltura intensiva è stata riconosciuta a livello mondiale come la principale causa della perdita di biodiversità, intesa come variabilità all’interno delle specie, tra le specie e tra gli ecosistemi. Anche in Italia si assiste da un lato, all’uso reiterato di pratiche agricole non sostenibili (dipendenza da mezzi di controllo chimici, omogeneizzazione delle colture, mancata gestione della rete idrica superficiale, immissione di specie vegetali alloctone, etc.) che provocano la perdita di biodiversità vegetale e animale nonchè il danneggiamento, sia a livello paesaggistico che ecologico, degli agroecosistemi. Dall’altro lato, l’abbandono delle aree agricole tradizionalmente coltivate, specialmente nelle zone montane e alto-collinari, causa la perdita della biodiversità che era legata alla gestione di quegli ambienti. Ma a livello comunitario, nazionale e locale si sta ripensando al modo di fare agricoltura, rivolgendo l’interesse anche al mantenimento della funzionalità dell’agroecosistema e non puntando esclusivamente alla produzione. In quest’ottica assume importanza anche la gestione di quelle aree comunemente considerate non produttive per l’azienda agricola, dette appunto “di margine”, come gli inerbimenti naturali dei frutteti o dei vigneti, i prati incolti, le scarpate, i margini dei campi coltivati, le aie prossime alle abitazioni rurali e ai ricoveri di animali. Le cenosi vegetali erbacee perenni che si rinvengono spontaneamente negli ambienti di margine sono in realtà utili sia ai fini produttivi che di mantenimento della biodiversità: rappresentano infatti l’habitat per molti animali utili all’agricoltura, rallentano il deflusso delle acque superficiali proteggendo il suolo dall’erosione, rappresentano una barriera naturale ai nutrienti organici lisciviati e molte delle specie erbacce che le compongono forniscono da sempre alimenti all’uomo e agli animali, principi attivi, farmaci e cosmetici. Tuttavia, specialmente nella fascia collinare (70 % del territorio marchigiano) queste comunità vegetali risultano disturbate a causa di tecniche intensive impattanti che causano la perdita delle funzioni ecosistemiche da esse svolte. Per mantenere quindi queste cenosi di margine, una possibile soluzione può essere rappresentata dalla costituzione di centri di conservazione (aziende agricole, strutture pubbliche o private) in un’ottica secondo la quale le aziende con maggior biodiversità possono diventare centri di produzione del germoplasma che può essere usato dalle aziende con situazioni di degrado per ricostituire le cenosi danneggiate o, per quanto riguarda le specie ad interesse alimentare, può essere utilizzato ai fini produttivi, tramite coltivazioni comunque di tipo non intensivo, onde non perdere le caratteristiche di spontaneità. Per questo è stata studiata la possibilità di semina di alcune di queste specie erbacee spontaneamente presenti negli ambienti di margine degli ecosistemi agricoli, prendendone in considerazione 15 tra le più note nella tradizione culinaria delle Marche e nelle tecniche curative popolari: Alliaria petiolata, Chondrilla juncea, Cichorium intybus, Hyoseris radiata, Leontodon tuberosus, Malva sylvestris, Picris echioides, Reichardia picroides, Salvia verbenaca, Sanguisorba minor, Silene vulgaris, Taraxacum officinalis, Tragopogon porrifolius, Tragopogon pratensis, Urospermum dalechampii. Di ogni specie sono stati studiati l’ecologia, il periodo ottimale di maturazione dei semi, le modalità di conservazione dei semi e la loro germinabilità, che è stata testata prima in laboratorio e poi in campo. La raccolta dei semi, che è andata dalla primavera all’autunno 2012, è stata effettuata in diverse località delle Marche, dalla costa alla fascia montana. La pulizia del materiale, lo stoccaggio in dry-room fino al momento della semina e la semina in laboratorio sono stati effettuati presso i locali della Banca del Germoplasma per le specie anfiadriatiche dell’Orto Botanico dell’UNIVPM. Per lo studio della capacità germinativa si è proceduto prima con una ricerca bibliografica (Seed Information Database del Kew Garden e altri studi), in modo da conoscere esigenze particolari di germinazione o la presenza di eventuali dormienze. In seguito è stata fatta la semina su agar in capsule petri sterilizzate U.V., messe poi in germinatoi a diverse temperature (10°, 20°, 30°, 35°C) in modo da simulare le condizionitipo di una semina autunnale o primaverile. Sono state effettuate 4 ripetizioni da 25 semi l’una e i dati sono stati analizzati col programma statistico SPSS 16.0. I pretrattamenti per favorire la germinazione sono stati fatti solo dove riscontrato in letteratura, ovvero è stata fatta una vernalizzazione solo per Sanguisorba minor e Alliaria petiolata. Dalle prove di laboratorio si è visto che per molte specie la germinazione è molto alta alle temperature impostate e senza effettuare pretrattamenti. In seguito, con i semi residui delle prove in laboratorio è stata fatta una semina in campo aperto, nei pressi di Osimo (AN). Le prove in campo, visto l’esiguo numero di semi, hanno poca valenza statistica ma tuttavia si è osservata una concordanza tra percenutale di germinazione ed epoca di semina così come osservato in laboratorio. Si può dedurre quindi che, per la maggior parte delle specie prese in considerazione, la semina a fini produttivi o di mantenimento della biodiversità è possibile e può dare buoni risultati anche senza effettuare pretrattamenti. Tuttavia, le maggiori criticità riguardano il reperimento dei semi e la necessità di disporre di un alto numero di semi per aumentare la percentuale di successo. Infatti, non è facile identificare il periodo ottimale di maturazione dei semi, in quanto la maturazione non è omogenea e non sempre tutti i semi raccolti risultano essere fertili. Inoltre i semi della maggior parte delle specie raccolte hanno dimensioni molto piccole e sono difficili da gestire in campo aperto. Quindi sarebbe auspicabile fare una semina in semenzaio e ripicchettare le emergenze in seguito, in modo da avere maggiori probabilità di disporre di piante adulte che già l’anno successivo possono diventare centri di disseminazione. INDICE LA DIGNITA’ DEI SEMI PER SODDIFARE LA “FAME DI GIUSTIZIA” NEL MONDO Fra i veri contributi che sono confluiti in quelli della Carta di Arcevia, ci è arrivato questo articolo del prof. Michele Trimarchi, che è stato una relazione, presentata al Convegno “Festa dei semi”, tenutosi il 29 settembre 2012 a Pergusa (EN) La Festa dei Semi, come abbiamo detto nella passata edizione, ci dà coscienza delle nostre radici, ovvero ci porta a riflettere su chi siamo e da dove veniamo, quindi sul vero significato della vita. Ogni seme, come abbiamo visto, di qualsiasi biotipo, racchiude in sé un piccolo grande progetto che si realizza con la cooperazione e collaborazione di tutti gli elementi che costituiscono l’ecosistema, dando vita alle meraviglie della biodiversità. Anche noi esseri umani siamo racchiusi, in potenza, nei nostri genomi, anch’essi all’origine “semi”, che contengono il progetto di ogni essere umano del pianeta. Riflettendo su tutto ciò scopriamo che siamo un’unica grande famiglia integrata al dinamismo ecologico dell’energia della stessa biodiversità. Scoperto ciò diveniamo consapevoli di essere, appunto, una grande famiglia e se è vero, come è vero, che il malessere di un componente della famiglia si diffonde e si propaga su tutta la famiglia, non ci resta, per il nostro stesso benessere, che muoverci o darci da fare in maniera da non far soffrire nessuno. Naturalmente scopriamo che i nostri genitori fanno parte della Natura che, con le sue leggi fisiche, consente l’espressione e la realizzazione di ogni progetto contenuto nei semi. Se è vero, come è vero, che tutto ciò non si può contestare, possiamo solo comprendere che l’evoluzione culturale dei popoli è «fraudolenta», ci ha derubati di quella consapevolezza e di quell’amore che dovremmo sempre e comunque avere nei riguardi di noi stessi e della nostra famiglia. Questa evoluzione culturale è stata, ed è, grandemente patologica poiché la miseria e povertà, l’egoismo, il menefreghismo, la competizione negativa, la cattiveria, la malvagità sono i frutti della grande ignoranza prodotta e perpetuata dall’uomo che ha generato e che genera tutt’oggi diabolici meccanismi che mettono gli uni contro gli altri fino ad autodistruggersi, invece di godere delle grandi potenzialità di cui ognuno di noi è portatore e che, allo stesso tempo, deve imparare a gestire nella maniera giusta, al fine dello scambio, della solidarietà, della cooperazione, come il vero senso dell’evoluzione e il vero scopo della nostra esistenza. Qualsiasi cultura che confligge su tali principi non può essere considerata umana, etica, morale, religiosa né tanto meno SCIENTIFICA, perché la scienza deve rendere giustizia alla verità; ed è solo la verità che porta alla conoscenza e che armonizza e rende sagge le coscienze. Finché persiste l’ignoranza di tutto ciò, continueremo a discutere ipocritamente della fame nel mondo, delle guerre, della desertificazione, del clima, dell’alimentazione e nutrizione, degli OGM, degli anticrittogamici, degli antiparassitari, anti, anti, anti ….. Gli anti in Natura dialogano fra di loro per il benessere di tutti, con una intelligenza che l’uomo sarebbe in grado di comprendere se si liberasse dall’ignoranza atavica che ci viene indotta fin dalla nascita, alterando la nostra stessa natura genetica. Tutto ciò va a confermare, se mai ce ne fosse bisogno, quello che i grandi saggi della storia hanno sempre affermato, ovvero che siamo tutti fratelli e sorelle, proprio per cercare di farci capire che il nostro prossimo non è altro che la nostra famiglia (“Ama il prossimo tuo come te stesso” e “Non fare agli altri quello che non vuoi venga fatto a te”). La stessa Natura con le sue leggi viene chiamata Dio, Allah. Quel che è certo, è che i grandi della Terra hanno intuito quanto oggi noi spieghiamo con la vera scienza, che rispetta sempre e comunque il principio di causa – effetto, la biodiversità, le leggi di Natura che, con la loro logica e intelligenza e amore, ci danno l’opportunità di divenire consapevoli e coscienti delle nostre potenzialità e possibilità che possono farci godere gli uni con gli altri con spirito di fratellanza (Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, art. 1: «Tutti gli uomini nascono liberi ed uguali in dignità e diritti e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza …»; art. 25: «Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione» Quale grande verità si cela in queste poche parole… e se le comprendiamo, le interiorizziamo, possiamo dare inizio ad una nuova era in cui l’educazione diviene lo strumento principe perché si formino fin dalla nascita le coscienze di tutti gli esseri umani del pianeta: niente razzismi, nessuna discriminazione, basta con le guerre, niente superiorità o inferiorità, ma solo coscienza e conoscenza di quei valori che ci rendono consapevoli e creativi in un mondo in cui lo scambio creativo delle potenzialità umane favorisce l’evoluzione di tutta la famiglia umana e della Natura. Il rispetto della dignità racchiude in sé il valore della consapevolezza delle potenzialità di ogni seme che, per diritto naturale, deve esistere e realizzare il proprio progetto. E noi, esseri unici e irrepetibili, creativi, con coscienza e responsabilità, possiamo creare quelle sinergie che rendono giustizia all’evoluzione sia biologica che culturale di tutti gli organismi esistenti sul nostro pianeta. Ogni qualvolta le azioni degli uomini contraddicono i principi sopra espressi, si scatenano reazioni che sono direttamente proporzionali all’azione offensiva della dignità, sia della Natura che degli esseri umani. Possiamo affermare che ogni azione contraria al rispetto della dignità umana vìola la giustizia che ci rende tutti uguali davanti al valore della dignità. Quindi, la grande conflittualità tra uomini e Natura nasce dall’ignoranza che si ha sia della dignità umana che della dignità della Natura. Trasformiamo così l’idea che ci siamo fatti della fame nel mondo in una concezione universale della fame di giustizia che c’è nel mondo. La vera fame, quindi, non dipende solo e soltanto dall’assenza di cibo, perché ogni componente della famiglia umana non riesce a comprendere perché alcuni hanno tanto cibo da sprecarlo ed altri non possono neanche far sopravvivere i propri corpi e i loro figli. Questo, vi assicuro, è la più grave delle violazioni contro le pari dignità. Qualcuno ha diviso l’umanità in ricchi e poveri, in fortunati e meno fortunati. NO! Non siamo ricchi o poveri, così come non siamo fortunati o sfortunati, ma siamo soltanto ignoranti, incapaci di rendere giustizia a quella verità genetica contenuta non solo nel genoma umano ma anche in tutti i genomi degli organismi esistenti nel nostro pianeta. Non dimentichiamo che il valore sostanziale della dignità è contenuta nel genoma. Da qui, l’affermazione della inviolabilità della memoria genetica di tutti gli organismi esistenti, tutelata e garantita dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo che, affermando la sacralità della dignità, e quindi delle pari dignità, proclama al mondo intero la coscienza e la familiarità di tutto il genere umano, valorizzando a pieno l’intero sistema eco-biologico. A conclusione di questa breve relazione, vorrei ricordare che la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo integra in sé e nei suoi valori la centralità dell’uomo, promossa e fortemente affermata da tutte le ideologie politiche e religiose. Chi non ha chiarezza di questa grande verità non perda tempo e si chiarisca bene se vuole lasciare un segno della sua presenza tangibile su questa Terra. Dopo di che, l’urlo deve echeggiare contro chiunque osi aggredire o attaccare con atti «vandalici» la perfezione di un sistema ecologico che ci offre la possibilità di godere della nostra esistenza senza, peraltro, chiedere nulla in cambio. Le piante non ci chiedono danaro per darci i loro frutti, ma sono «felici» di offrirceli gratuitamente. Tutta la Natura «collabora, coopera, dialoga» per armonizzare la vita sul nostro pianeta. Ci siamo inventati il danaro, il profitto che non è mai proporzionato a ciò che prende dagli umani o dalla Natura. Basta con questa violenza. La giustizia genetica, regolata da leggi perfette, è ben visibile a chi la vuol vedere; e se vogliamo considerarci umani, smettiamola con le ingiustizie verso noi stessi, verso il prossimo, verso la Natura. Collaboriamo e cooperiamo per risanare tutte le ferite che abbiamo inflitto alla Natura e a noi stessi, utilizzando come strumenti utili tutta la tecnologia e la conoscenza che abbiamo prodotto. La vera e reale ingegneria genetica è quella messa in atto dall’intelligenza della Natura, ben visibile nella filogenesi e nella ontogenesi di tutti gli organismi della biodiversità. Non ci provi nessuno a sostituire la logica della Natura con la banalissima logica umana, che è banale quando si discosta e si dissocia da quella della Natura stessa. La logica umana, sia scientifica che tecnologica, diventa «schizofrenica» nel momento in cui si allontana dal dinamismo dei processi naturali. Tutto ciò viene confermato da quella giustizia genetica che tutti siamo in grado di comprendere quando ci poniamo come liberi osservatori di fronte alle meraviglie dei processi naturali. Da tutto ciò emerge che siamo felici di festeggiare i semi proteggendoli e favorendoli nelle loro realizzazioni ontogenetiche che richiedono la terra, l’acqua, l’aria, anch’essi elementi ecologici che vanno protetti dalla nostra intelligenza, in nome di una giustizia che vuole abolire le guerre, la competizione negativa, le discriminazioni, la superiorità e l’inferiorità, per consentire a tutti la gioia di esistere con pari dignità su questo pianeta. Partecipiamo con gioia alla grande festa planetaria dei semi che ci porta a dare la giusta importanza alla vita e al dono che ci è stato fatto della loro presenza INDICE SCIENZIATI MINACCIATI SE DICONO CHE GLI OGM FANNO MALE Arpad Pusztai Arpad Pusztai é il biologo considerato nel suo campo il maggior esperto mondiale. All’inizio degli anni 90, al Dott. Pusztai fu assegnato dal governo britannico il progetto per testare in sicurezza gli organismi geneticamente modificati (OGM). La sua squadra comprendeva più di 20 scienziati che lavoravano in tre sedi, tra cui l’istituto Rowett ad Aberdeen, Scozia, considerato il top dei laboratori di ricerca nutrizionale in Inghilterra e dove vi lavorò per 35 anni. I risultati del lavoro del Dott. Pusztai dovevano diventare protocolli base per i test da eseguire in tutta Europa. Ma quando nutrì i ratti con presunte innocue patate OGM, le cose non andarono come previsto. In soli 10 giorni, gli animali svilupparono potenziali cellule di crescita pre-cancerogene, cervelli, fegati e testicoli più piccoli, fegati parzialmente atrofizzati e sistemi immunitari danneggiati. Per di più, la causa si trovava quasi certamente negli effetti collaterali derivanti dallo stesso processo di ingegneria genetica. In altre parole, i cibi OGM sul mercato, che vengono creati con lo stesso processo, avrebbero avuto simili effetti sugli umani. Con il consenso del direttore dell’Istituto, Pusztai fu intervistato alla TV e espresse le sue preoccupazioni riguardo ai cibi OGM. Diventò un eroe al suo istituto – per due giorni. Poi arrivarono telefonate al direttore dell’istituto dall’ufficio del primo ministro favorevole agli OGM. La mattina seguente, Pusztai fu licenziato. Fu messo a tacere con minacce di una causa legale, la sua squadra fu smantellata e i protocolli non furono mai attuati. Il suo Istituto, l’industria biotecnologica, e il governo inglese sostennero tutti assieme una campagna diffamatoria per distruggere la reputazione di Pusztai. Alla fine, un invito a parlare davanti al Parlamento revocò l’ordine di interdizione a pubblicare che gli era stato imposto e la sua ricerca fu pubblicata sulla prestigiosa rivista Lancet. Non ci sono studi simili e approfonditi che siano stati ancora testati sui cibi OGM consumati ogni giorno dagli Americani. Irina Ermakova Irina Ermakova, uno scienziato senior all’accademia Nazionale Russa delle Scienze, fu scioccata dallo scoprire nel suo test che più delle metà dei piccoli di topo, le cui madri venivano nutrite con farina di soia OGM comperata al supermercato, morivano entro tre settimane. Invece i piccoli di topo di madri alimentate con soia non-OGM, hanno presentato un tasso di mortalità solo del 10%. L’esperimento fu ripetuto tre volte con risultati simili. Quando riportò queste scoperte preliminari a una conferenza tenuta nell’Ottobre 2005, chiedendo alla comunità scientifica di replicare il suo studio, fu attaccata e diffamata e le fu ordinato di non proseguire con altre ricerche su cibi OGM. I campioni furono rubati dal suo laboratorio e un documento fu persino bruciato sulla sua scrivania. Uno dei suoi colleghi tentò di confortarla dicendole: “Forse la soia GM risolverà il problema della sovra-popolazione”. Nel novembre 2005, il fornitore di cibo per topi del laboratorio dove la dott.ssa Eramkova lavorava iniziò ad introdurre la soia OGM nei preparati. A questo punto tutti i ratti la stavano mangiando. Dopo due mesi, la dott.ssa Ermakova chiese agli altri scienziati riguardo alla mortalità infantile nei loro sperimenti. Era schizzata a più del 55%. Sono trascorsi quattro anni da quando sono state riportate queste scoperte. Nessuno ha ancora ripetuto lo studio della dott.ssa Ermakova, anche se costerebbe solo poche migliaia di dollari. Leggi tutto su: http://www.thelivingspirits.net/php/articolo.php?lingua=ita&id_articolo=365&i d_categoria=12&id_sottocategoria=60 INDICE IL MAIS OGM INQUINA I CORSI D’ACQUA E LE FALDE I corsi d'acqua della Corn Belt del Midwest degli Stati Uniti ricevono proteine insetticide che provengono da campi adiacenti di colture geneticamente modificate per effetto del dilavamento dell'acqua piovana e delle pratiche di lavaggio del mais, dei tutoli e di altri prodotti di scarto della lavorazione di questo cereale. È questo il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, a firma di Emma Rosi-Marshall, ecologa del Cary Institute. Le piante geneticamente modificate sono ormai una realtà molto diffusa nel Midwest degli Stati Uniti. Si calcola che nel 2009 l'85 per cento del mais prodotto negli Stati Uniti era geneticamente modificato per resistere sia a insetti e agenti patogeni sia all'esposizione agli erbicidi. In particolare il mais Bt, che rende conto del 63 per cento delle coltivazioni, è modificato per esprimere alcune proteine insetticide, una delle quali è comunemente indicata come Cry1Ab. Dopo il raccolto, è pratica comune lasciare i materiali di scarto sul posto, secondo la tecnica nota come non lavorazione (“no-till”) che minimizza l'erosione dei suoli, ma che consente la dispersione di tali materiali nei canali idrici. L'analisi di 217 siti dello stato dell'Indiana, effettuata sei mesi dopo il raccolto del mais, ha mostrato la presenza delle proteine Cry1Ab disciolte in almeno un quarto dei corsi d'acqua. L'86 per cento dei canali, in particolare, conteneva residui della lavorazione del mais e il 13 per cento di essi aveva livelli rilevabili di proteine Cry1Ab. Utilizzando poi i dati del Dipartimento dell'agricoltura degli Stati Uniti, gli autori hanno evidenziato come tutti i siti con proteine insetticide Cry1Ab erano posizionate entro 500 metri da campi di mais. Secondo Rosi-Marshall, “La ricerca si aggiunge al corpo di prove scientifiche che mostrano come i prodotti di scarto del raccolto del mais possono andare dispersi nella rete di corsi d'acqua, e come i composti associati alle colture geneticamente modificate, come le proteine insetticide, possano passare nei canali adiacenti ai campi. Tutto ciò può avere conseguenze importanti per gli ecosistemi idrici anche su lunghe distanze, dato che i corsi d'acqua della Corn Belt finiscono nel fiume Mississippi" Fonte: http://www.lescienze.it/news/2010/09/28/news/mais_ogm_scarti_e_proteine_finiscon o_nei_corsi_d_acqua-554572/ INDICE LA SITUAZIONE OGM IN ITALIA LATO COLTIVAZIONE Come sapete è stato approvato un decreto interministeriale che prevede il blocco di nuove semine per 18 mesi, per dare tempo alle regioni di approvare regole sulla coesistenza. Già questa è una sconfitta, perché la coesistenza in realtà non è possibile, anche se la Commissione Ue e la Coorte di giustizia UE hanno cercato di lasciare aperta solo questa via, che dà validità e pari dignità agli OGM. Il governo italiano è stato succube. Avrebbe potuto prendere altre strade, più conflittuali con la Commissione e con i cavilli legali che ha messo in piedi, come hanno fatto altri stati (Ungheria in testa). I favorevoli agli OGM (foraggiati)i, i vari Fidenato, Facco, Dalla Libera, hanno già detto che impugneranno il decreto e c'è da aspettarsi che la Corte di giustizia UE possa dare di nuovo ragione a loro, perché la legislazione UE in realtà è favorevole agli OGM. La cosa gravissima è che nonostante il decreto interministeriale i campi seminati pubblicamente ad OGM non vengono sequestrati e distrutti, ma stanno andando a raccolto, senza opposizione legale. C'è una situazione ingarbugliata di leggi e interpretazioni, che sembra non permettere niente e c'è immobilismo politico e di organi repressivi. Ancora più grave è che i favorevoli agli OGM stanno organizzando una festa del raccolto pubblica, il 5 Ottobre, in cui presenteranno i risultati di una loro ricerca in campo(con tre ricercatori universitari conniventi) per dimostrare che con gli OGM è tutto Ok, e in cui prevedono di radunare circa 200 scienziati e ricercatori a favore degli OGM, massmedia, politici, ecc. per creare un eco favorevole agli OGM e diventare egemoni culturalmente. La coalizione Liberi da OGM sta preparando per il giorno precedente, 4 ottobre, una contromanifestazione. Altri stanno preparando una azione legale, con un esposto alla magistratura sui fatti illegali legati alla coltivazione di OGM, di cui si chiede adeguata punizione e repressione. LATO CONSUMO-IMPORTAZIONE. Oltre alla coltivazione, ancora più grave è la situazione che si è creata nell'ambito del consumo, in quanto la maggior parte dei prodotti animali non biologici deriva, da due decenni, da animali nutriti con mais e soia OGM, senza che la popolazione lo sappia e lo voglia. Ve lo immaginate il Parmigiano OGM e il prosciutto di Parma OGM? Probabilmente la maggior parte è già così, insieme a molti altri prodotti famosi del made in Italy. Altro che eccellenze italiane! Mentre ormai molte ricerche indipendenti, seppur soffocate, hanno dimostrato con chiarezza i grandi pericoli che ci sono per la salute oltre che per l'ambiente. IL MERCATO DELLA SOIA OGM IN ITALIA Continuano le contrattazioni di soia OGM. Anche all'ultima seduta settimanale della Borsa Merci di Verona si è trattata la soia OGM proveniente dall'estero. Prezzi stazionari, riportano le cronache. Niente di nuovo, a Verona la soia OGM è materia di contrattazione tutte le settimane da molti anni ed è una delle voci più importanti del mercato. Il motivo è semplice. Verona è la sede del Gruppo Veronesi, il primo gruppo mangimistico italiano. Ricordiamo brevemente: l'industria mangimistica italiana utilizza circa 4 milioni di tonnellate di farina di soia ogni anno per produrre mangimi per animali. L'84% del prodotto è OGM, importato da Brasile, USA, Argentina e Paraguay: importiamo 3.350.000 tonnellate di soia OGM. Sono circa 55 kg di soia OGM per ogni italiano. E tutti - tra le autorità competenti - stanno zitti, perché è comodo far passare il messaggio di un'Italia 'OGM free', un messaggio falso. Vediamo meglio perché. In Italia non si produce soia a sufficienza. Francia, Germania e altri Paesi europei sono nelle stesse condizioni. Sul mercato mondiale si trova soprattutto soia OGM. Al mondo si producono ogni anno 250 milioni di tonnellate di soia, di cui almeno l'80% è ormai OGM; percentuale in continuo aumento. Ed è sempre più difficile trovare sul mercato soia certificata non OGM. Ci sono Paesi che la producono, come la Cina, ma sono a loro volta importatori, perché il loro consumo di carne e di prodotti animali è in forte crescita. Insomma, latte, formaggi, burro, yogurt, carne, salumi, uova e così via sono prodotti in Italia da animali alimentati per l'84% a OGM. Ci si salva solo acquistando esclusivamente prodotti biologici certificati. Infatti, anche prodotti DOP e IGP, come il Parmigiano reggiano, il Grana padano, il prosciutto di Parma, mozzarelle, culatelli e così via derivano da animali alimentati OGM attraverso i milioni di tonnellate di mais e soia acquistati all'estero. Ma non c'è scritto da nessuna parte: nessun alimento in Italia riporta infatti in etichetta la dicitura 'Prodotto da animali alimentati a OGM'. Il dott. Giordano Veronesi, presidente di Assalzoo, Associazione nazionale di produttori di alimenti zootecnici, nonché maggior produttore italiano di mangimi, ha spiegato molto bene fin dal 2009, come l'industria mangimistica italiana sia obbligata ad acquistare all'estero soia OGM: 'Nella mia azienda, che fattura oltre 2 miliardi di euro e produce 150 milioni di polli all'anno, 800 mila maiali e salumi per marchi come Montorsi, Negroni e AIA, importiamo ogni mese 40 mila tonnellate di soia OGM e 9.000 tonnellate di soia OGM free - che sul mercato italiano non è reperibile, se non in minima parte - destinate all'alimentazione degli animali'. Viva la sincerità, e abbasso l'ipocrisia di tutti coloro che - a partire dai politici e da certi ministri - ci vorrebbero far credere a un'Italia OGM free. (dal Bollettino Bio di Greenplanet - agosto 2013) INDICE I PROPAGATORI DEGLI OGM, TRADITORI DEL POPOLO ITALIANO Il popolo italiano ha ancora una eccellenza a livello mondiale: la propria tradizione agricola, alimentare, culinaria, riconosciuta in tutta il mondo e che tanti cercano di copiare. Una tradizione e una storia ricca di biodiversità, di semi selezionati dai contadini, di colture e culture differenziate da regione a regione, da territorio a territorio. Questa eccellenza, questa specificità, rischia di venire distrutta se in Italia si affermasse la cultura e le colture OGM, che renderebbero tutto il cibo inquinato da OGM e quindi squalificato alla base. Le colture Ogm sono dominate da poche multinazionali internazionali, estranee all’Italia, che come unico obiettivo hanno il profitto e il dominio assoluto del mercato. Gli Ogm hanno la caratteristica che, una volta inseriti nell’ambiente contaminano con i geni alterati, le colture della stessa specie coltivate e selvatiche, i terreni in cui sono impiantate, attraverso i loro residui, la vita microbica del terreno e, attraverso essa, i cibi e le acque e quindi l’uomo, come ultimo anello della catena alimentare. La coesistenza fra colture tradizioni e OGM è praticamente impossibile e, fra l’altro, tentare di realizzarla sarebbe molto costoso, in quanto si tratterebbe di separare tutti passi delle due filiere, con raccolti separati, stoccaggi separati, trasporti separati, macinazioni separate, e così via. E finirebbe per essere del tutto inefficace. Per cui le colture Ogm ledono la libertà degli agricoltori e dei consumatori di non avere terreni, colture e cibi liberi da OGM. Mentre le colture convenzionali, per la loro natura, sono impossibilitate a ledere la filiera OGM, al contrario le colture OGM ledono le colture e i prodotti convenzionali e biologici. Spinti da interessi egoistici, da probabili foraggiamenti delle multinazionali e da ignoranza, alcuni uomini si fanno tramite per la penetrazione degli OGM in Italia, quando ci sono già tante ricerche indipendenti dalle multinazionali che hanno dimostrato la grande pericolosità degli OGM. Se non capiscono altro, almeno per precauzione sulla salute delle attuali e future generazioni, dovrebbero comprendere che le colture e i cibi OGM andrebbero stoppati in tutto il mondo. Come Giuda, per pochi spiccioli, questi uomini tradiscono il loro popolo e gli interessi del loro popolo. Molti prodotti italiani animali (latticini, carni fresche e insaccati, uova) provengono già da animali allevati con mangimi OGM (Soia e Mais), che è stato permesso di importare. Questo dequalifica il prodotto italiano e quando i consumatori, italiani e stranieri, se ne accorgeranno ci sarà un notevole boicottaggio di questi prodotti. Secondo queste osservazioni molti sapranno individuare i traditori del popolo italiano che si annidano fra coltivatori, sedicenti libertari, sedicenti ricercatori e scienziati, politici collusi..... INDICE ARTICOLI INTERESSANTI Le porte girevoli all’EFSA http://www.aiab.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2052:denunciaaiab-ad-efsa-&catid=145:bioagricoltura-notizie-13-settembre2013&Itemid=163&utm_source=ban119&utm_medium=email&utm_campaign=Bio%40gricolturaNotizie+n.+119 Coca-Cola inganna ancora i consumatori http://www.ilfattoalimentare.it/coca-cola-inganna-consumatori-opuscolo-famigliacristiana-pubblicita-panorama.html Manifesto del contadino impazzito http://www.arvaia.it/wordpress/?page_id=154