La voce Notiziario della comunità parrocchiale di Zanica 2013 avvento Orari delle Sante Messe Lunedì 7.00 9.00* Scuola Materna Parrocchia Parrocchia Martedì Mercoledì Parrocchia** Venerdì Parrocchia Sabato 18.00 Parrocchia Capannelle Parrocchia Capannelle Parrocchia Giovedì 17.30 Capannelle Parrocchia Parrocchia Parrocchia Parrocchia * Celebrazione delle Lodi mattutine - A seguire Santa Messa ** La celebrazione è posticipata alle ore 7.45 Domenica e festivi In parrocchia: Ore 18.00 (vigilia) - 7.00 - 8.00 - 9.30 - 11.00 - 18.00 Alle Capannelle: Ore 18.30 (vigilia) - 10.00 Al Padergnone: Ore 9.00 LA VOCE Notiziario della comunità parrocchiale di Zanica Anno 11 - N° 6 Avvento 2013 Direttore responsabile: Alberto Mascheretti Redazione: Alberto Mascheretti Ennio Locatelli Fabrizio Colombelli Marco Bassi Mattia Magoni Valeria Ubbiali Veronica Casanova Grafica e impaginazione: Andrea Chimeri Ciclostilato in proprio http://www.parrocchiazanica.it VISITE GUIDATE AL MUSEO PARROCCHIALE OSSERVARE L’OPERA DEL PASSATO PER LEGGERE I SENTIMENTI E I DESIDERI DI CHI CI HA PRECEDUTO Gli accompagnatori del gruppo ZanicArteStoria, in collaborazione con la Parrocchia si rendono disponibili per visite guidate previo accordo con la Direzione del museo. NUMERI TELEFONICI UTILI Don Alberto Casa Parrocchiale 035.671.029 Don Mattia Abitazione 035.305.89.53 Don Pietro Abitazione 035.675.063 Reverende Suore Scuola Materna 035.671.107 Segreteria Bar Oratorio 035.670.558 Editoriale “Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te” Oggi si sente spesso parlare di solidarietà, di questo grande valore e sentimento che dovrebbe essere presente nella nostra vita e nella nostra società, anche se non sempre è così. Ma cosa significa il termine solidarietà? Solidarietà è un sostantivo che deriva dalla parola francese “solidaire” ed ha come suo significato principale quello etico-sociologico; sta ad indicare un atteggiamento di benevolenza e comprensione, ma soprattutto di sforzo attivo e gratuito, atto a venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che ha bisogno di un aiuto. La solidarietà, quando viene esercitata durante il tempo libero dai singoli cittadini o da cittadini riuniti in associazioni no-profit, assume il nome di volontariato, attività civile regolata da leggi concernenti le ONLUS. Essere solidali vuol dire aiutare il prossimo, moral- Sommario mente e materialmente, è sinonimo di fratellanza e amo- Editoriale 1 COSTRUIAMO INSIEME IL VOLTO DI CRISTO 3 Invito alla lettura 5 Consiglio pastorale 6 Nel mondo moderno la solidarietà è un valore che sta il cineteatro nuovo 8 scomparendo, soppiantata da egoismo, competitività e castagnata 8 altri atteggiamenti e sentimenti negativi. avvento per i ragazzi 9 famiglia vivi la gioia della fede 10 s. nicolò vescovo 12 stiamo alle tragedie del mare, basta buttare uno sguardo campi invernali 17 più lungo e profondo per capire cosa accade a Sud del programmazione cineteatro 20 Mediterraneo: persone costrette a fuggire dalla propria anagrafe 20 Avvento 2013 re verso gli altri; la Chiesa cristiana ne è paladina, ma è bene diffondere il valore della solidarietà anche tra chi non è credente o appartiene ad altre società ed etnie. Oggi i casi di miseria, di vera e propria emergenza per la sopravvivenza sussistono in ogni parte del mondo, assi- terra per le persecuzioni subite o per uno stato di violenza generalizzato. 1 Davvero c’è chi può credere onestamente le a costo zero, ricevendo “gesti di solidarietà“ che basti correggere una legge per rispondere ma le spese vive ci sono e quelle non possono ad una richiesta d’aiuto cosi imponente? essere abbattute. Come ad esempio il paga- Vorremo accogliere il monito di Papa Fran- re il carburante per le auto, il riscaldamento cesco: “aprite i conventi chiusi e testimonia- degli edifici, pagare l’acqua per pulire e cuci- te la solidarietà”. “Solidarietà è una parola che nare, pagare le visite specialistiche per mala- fa paura per il mondo più sviluppato. Cercano ti in difficoltà economiche, pagare i viaggi per di non dirla. È quasi una parolaccia per loro”. raggiungere terre lontane, pagare le attrezza- Lo ha detto il Papa nel corso della sua visita al ture mediche / riabilitative, pagare cibo, vet- centro Astalli per i rifugiati “Ma solidarietà - tovaglie, pagare la manutenzione delle strut- ha aggiunto - è la nostra parola!”. ture, dei mezzi e tanti altri costi che permet- Possiamo individuare percorsi solidali con- teranno alla “solidarietà” di essere dinamica. Ecco allora che assistiamo ad iniziative pre- creti, in relazione ad attività svolte: la solidarietà per ammalati, la solidarietà per anziani, gevoli nel loro intento: la solidarietà per bambini, ragazzi, adolescenti “Pizza per tutti i gusti e a volontà, bevande, con richieste d’aiuto, la solidarietà per i disoc- dolce, caffè, digestivo e una ricca lotteria per una cupati, la solidarietà per le donne, la solidarie- serata all’insegna della solidarietà!” - “mandate tà per i senza tetto, la solidarietà per gli extra- un sms per …,” “La camminata per …”, queste, comunitari e tante, tante altre forme. come tante altre iniziative con il fine di fon- Certamente, nel concreto ci si chiede, chi dare in modo concreto un progetto solidale. Certo se al mondo ci fosse più “giustizia” fa solidarietà, chi fa tutto questo? Oltre alla Caritas, l’organismo pastorale della Cei (Conferenza Episcopale Italiana) per la tante forme di “solidarietà” non avrebbero ragione d’essere. Ricordiamoci le parole di Papa Francesco: promozione della carità, vi sono tante organizzazioni e associazioni di volontariato che si prestano ad aiutare chi ne ha bisogno. Ed in fine ci troviamo alla questione più spinosa ma la solidarietà costa? Nella realtà delle cose in questa crisi globale la “solidarietà”, che ricordiamoci è svolta da gruppi e associazioni, deve fare i conti con le spese. Ogni iniziativa solidale alla fine deve affrontare il problema denaro, seppur usufruendo di tutte le agevolazioni, di persona2 “Solidarietà è una parola che fa paura per il mondo più sviluppato. Cercano di non dirla. È quasi una parolaccia per loro”. Anche in un ipotetico mondo più “giusto”, grazie ad una più equa distribuzione delle risorse, non verrebbero ugualmente meno il limite e la sofferenza. La “solidarietà” avrebbe ancora un suo ruolo. Marco Bassi La Voce » Costruiamo insieme il volto di Cristo Carissimi, i giorni trascorrono tra promesse di ripresa che alimentano speranza in tempi migliori ma intanto ben poco si vede. Vale la pena sperare? Sì, vale la pena sperare a condizione che le promesse siano fondate e formulate da persone coscienziose, serie, preparate con l’intento di agire per il bene del paese, della gente e, in particolare, di chi è più debole e fatica a vivere dignitosamente. La tradizione della Chiesa ci insegna che la Speranza è una delle principali virtù che si fonda sulla Fede e si esprime nella Carità. Sarebbe un guaio se smettessimo di sperare, ma sarebbe un guaio ancora più grande se chi chiede fiducia lo facesse in modo ingannevole… allora la speranza diventerebbe illusione. Il tempo di Avvento che si apre davanti a noi è una scuola di speranza. L’intento è quello di allenarci a leggere le promesse di Dio, a scorgerne i segni e il loro compimento nella storia, ad attendere, a sperarne la completa realizzazione. La promessa di Dio consiste nella realizzazione del suo Regno che non è uno spazio geografico, di potere o di supremazia, ma è la condizio- Avvento 2013 ne perché l’uomo possa trovare pienezza di vita e felicità. Il Regno di Dio nasce innanzitutto nel cuore dell’uomo e si esprime attraverso le opere di un cuore che lo accoglie. I cristiani sperano nel Regno di Dio, nel quale ci sono tutte le speranze di bene che attendiamo e sogniamo, una speranza motivata dal fatto che in Gesù Cristo il Regno di Dio è tra noi, infatti, la nascita di Gesù nella storia dà concretezza alla promessa di Dio. La felicità, il bene per l’uomo si compirà, non solo perché lo desideriamo noi, ma perché lo desidera e lo vuole Dio insieme a noi. Ecco perché speriamo! Chi sono i cristiani, cosa vuol dire essere cristiani, come vivono i cristiani in questo tempo, in questa società? Domande che rimangono sempre aperte, perché sempre nuove sfide ci attendono, nuove situazioni chiedono ragione alla fede e fanno traballare la speranza. Non possiamo tacitare queste domande, anzi, là dove non facessero la loro comparsa abbiamo il dovere di suscitarle per dare contenuto alla vita e alle speranze che ci tengono in vita. Lo facciamo, come comunità, continuando la proposta di formazione, nella modalità che già 3 abbiamo sperimentato gli anni trascorsi: la formazione in collaborazione con le parrocchie dell’Unità vicariale StAzZa, e con la proposta dei Cenacoli familiari in parrocchia. Vogliamo preparaci così al Natale del Signore, purificando i nostri desideri e le nostre attese, accordandole con i desideri e le attese di Dio, con uno sguardo carico di attenzione verso chi fa più fatica di noi, valorizzando tutti quei momenti di preghiera, di formazione, di Eucarestia, di incon- tro e di solidarietà che la comunità propone, perché si renda evidente a tutti l’azione di Dio e del suo Regno. Con l’augurio di un Avvento di speranza rinnovata, insieme a don Mattia, don Pietro, don Mario e alle Rev.de Suore, Il vostro Parroco Don Alberto L’avvento in Parrocchia Nei periodi forti dell’anno liturgico, la comunità si vede impegnata in proposte formative che possano essere vissute dal maggior numero di persone. Tutti devono poter avere l’occasione di incontrarsi per rendere ragione della propria fede, per dare fondamento alla speranza e per motivare la carità. Potremmo dire più in breve “per essere uomini e donne capaci di Vangelo, adulti nella fede”. Le modalità previste: 1.I Cenacoli familiari Le famiglie che sono disponibili ad ospitare un cenacolo, cioè tre o quattro famiglie (secondo la disponibilità di accoglienza della casa) devono compilare il modulo che trovano in chiesa o presso la segreteria dell’oratorio e consegnarlo al parroco entro metà novembre. I sacerdoti comunicheranno con chi ospita per dare alcune indicazioni in merito al cenacolo e ogni cenacolo, avrà la presenza di un sacerdote. 2.La formazione mattutina Tutti martedì, a partire dalla settimana dopo la festa di Cristo Re, durante la Messa delle 9,20 verrà proposta una breve catechesi e verrà consegnato un opuscolo che potrà essere utilizzato come ripresa della riflessione personale. 3.La formazione pomeridiana Sempre il martedì dalle 14,30 alle 15,15 in oratorio verrà proposto un momento di catechesi e di confronto sullo stesso tema. L’incontro è per quanti sono disponibili per quell’ora e per i genitori che hanno i figli presso la Scuola dell’Infanzia S. Nicolò. Il contenuto: La seconda parte del Credo: Prima settimana d’Avvento Seconda settimana d’Avvento Terza settimana d’Avvento “Credo nello Spirito Santo” Lo Spirito Santo: chi e’? Lo Spirito Santo si presenta … attraverso la Scrittura Lo Spirito Santo nella storia L’ultima settimana di Avvento è lasciata libera per il Sacramento della Riconciliazione e per la preparazione immediata alla celebrazione del Natale del Signore. 4 La Voce » Invito alla lettura I libri poetici: Qoèlet Il libro di Qoèlet può essere suddiviso così: Titolo del libro (1,1) Prologo (1,2-11) L’uomo di fronte ai suoi limiti (l,12-6,12) La sapienza umana e il suo fallimento (7,1-12,8) Epilogo (12,9-14). Le caratteristiche I contenuti Con lo pseudonimo di Qoèlet (termine che deriva dall’ebraico qahal, “convocare l’assemblea”) l’autore di questo scritto sapienziale riflette in modo disincantato e quasi provocatorio sul senso della vita e sui limiti della condizione umana. Il termine greco corrispondente, ekklesiastès, “colui che parla nell’assemblea”, ha contribuito a denominare questo libro anche con il titolo di Ecclesiaste. La riflessione di Qoèlet si snoda all’insegna di un ritornello, la cui eco è percepibile quasi in ogni pagina del suo scritto: “Vanità delle vanità: tutto è vanità” (1,2). “Vanità” è un termine che va compreso nel suo significato originario di “nulla”, “soffio”, “vuoto”. Nella sua esperienza, questo uomo saggio ha avvertito profondamente la precarietà e l’inconsistenza della condizione umana, che egli vede votata inesorabilmente alla morte e delusa da ciò in cui sperava pieno appagamento. Di fronte a questa visione pessimistica, acquista grande valore l’invito, posto al termine del libro, a cercare Dio (“temi Dio”) e ad affidarsi totalmente al suo progetto (“osserva i suoi comandamenti”), perché solo così è possibile la piena realizzazione dell’uomo: “temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché qui sta tutto l’uomo” (12,13). Avvento 2013 L’espressione “tutto è vanità” (1,2) è come il tema e la conclusione dell’opera. Qoèlet ne discute quasi parlando con se stesso, ma intendendo aiutare dei giovani ad affrontare la vita (vedi ad es. 9,9-10; 11,9-12,1). Nella sua riflessione egli analizza l’esperienza che ha fatto di tutto quello che, per gli uomini del suo tempo, è un ideale o un’occupazione invidiabile: il successo, le ricchezze, la sapienza, i piaceri, la giovinezza. Il discorso è fatto senza un preciso ordine, ogni tanto torna sui suoi passi, corregge, modifica le proprie affermazioni. Il libro offre una risposta soprattutto all’uomo che vive in tempo di crisi: crisi di fede, di speranza, di religiosità tradizionale. Quale migliore libro per il nostro tempo? L’origine Il libro di Qoèlet è da collocare in epoca posteriore all’esilio babilonese, probabilmente nel III sec. a.C. I suoi destinatari hanno la consapevolezza che nessuna realtà creata ha la capacità di riempire il cuore dell’uomo, e che i poveri e i tribolati non sono abbandonati da Dio. L’attribuzione di questo scritto a Salomone, figlio di Davide, re a Gerusalemme (1,1), è da considerare un artificio letterario, conosciuto con il nome di “pseudepigrafia”, a cui si ricorre per conferire autorevolezza all’intera opera. 5 Il lavoro della Commissione istituita per preparare la formazione del Consiglio past parrocchiale ferve. In questi giorni stiamo contattando alcune persone che potreb essere i candidati tra i quali la comunità parrocchiale potrà scegliere, attraverso Il lavoro della Commissione istituita per prepacrete alle esigenze della comunità. Un luogo dove, votazione, chi andrà a comporre il Consiglio. rare la formazione del Consiglio pastorale parroclasciandosi guidare dallo Spirito e dalla Parola di Il modo per la formazione del Consiglio puòci risultare poʼ macchinoso mai in rea chiale ferve. In questi giorni stiamo contattando Dio si confrontaun per trovare i criteri attraverso moltopersone semplice e vuoleessere perseguire criteri di fondo permettano al Consig alcune che potrebbero i candidatialcuniquali il Parroco, ultimoche responsabile della Comulavorare con efficacia perpotrà esercitare la nità, corresponsabilità dei laici con i sacerdot tra i quali la comunità parrocchiale scegliepossa operare delle scelte. condurre parrocchiale. re, attraverso la unacomunità votazione, chi andrà a comporNell’ambito del Consiglio Pastorale Parrocchiasono sostanzialmente questi: reI criteri il Consiglio. le si dovrebbe realizzare una vera e propria cormodo per lalaformazione del Consigliodei può vari ambiti responsabilità aiuti a superare parrocchiale, il clericalismo 1)Il garantire rappresentatività dellache vita pastorale i me risultare un po’ macchinoso ma ingruppi realtà e molto piuttosto radicato che o accentra tutto sulverranno indicati dai vari riuniti intorno allʼambito chescarica rappresentano. semplice e vuole perseguire alcuni criteri fondo la figura del sacerdote, permettaprescrive ai laici di sen2) Garantire la presenza dei di rappresentanti di diritto, cosìe come lo statut che permettano al Consiglio di lavorare con efficatirsi non solo degli esecutori, ma effettivamente Consigli pastorali parrocchiali, indicato nel recente Sinodo diocesano. cia esercitare lala corresponsabilità laici con responsabili della vita della comunità. 3)per Garantire presenza dideirappresentanti della comunità scelti dal popolo di Dio i sacerdoti nel condurre la comunità parrocchiale. Purtroppo la nostra comunità è reduce da un’ecandidati. I criteri sono sostanzialmente questi: sperienza di Consiglio Pastorale Parrocchiale nau4)1)Le scelte devono essere fatte in modo tale che le persone indicate sappiano porta garantire la rappresentatività dei vari ambiti fragato e lo sappiamo bene tutti che, quando un’elorovitaesperienza di vitai membri e di fede, competenze, un vero della pastorale parrocchiale, verran- le loro sperienza fallisce, poi silʼapporto è piuttosto di titubanti nel e pr discernimento per il riuniti beneintorno della comunità inriprenderla. ordine ai compiti che le sono propri. no indicati dai vari gruppi all’amIl progetto è quello di un Consiglio PastoraleTuttavia Parrocchiale che disarmarci, aiuti i sacerdoti bito che rappresentano. non possiamo la strada a legg territorio, le lasue esigenze, a trovare più ce adatti perillʼannuncio Vangelo e 2) Garantire presenza dei rappresentanti di i modi è questa, lo chiede Vangelo, ce lodel chiede la risposte concrete alle esigenze della comunità. luogoil Battesimo dove, lasciandosi guidare diritto, così come prescrive lo statuto dei Consigli Chiesa, ceUn lo chiede che tutti abbiapastorali indicatodinel recente ricevuto e chei criteri ci consegna alla cura gli uni il Par Spirito parrocchiali, e dalla Parola Dio ci siSinoconfrontamoper trovare attraverso i quali do diocesano. altri. delle scelte. ultimo responsabile della Comunità, possadegli operare 3) Garantire ladel presenza di rappresentanti dellaParrocchiale Nel prossimo numero del notiziario saremo in e pr Nellʼambito Consiglio Pastorale si dovrebbe realizzare una vera comunità scelti dal popolo di Dio tra i a candidati. di fornire l’elenco dei candidati per procecorresponsabilità che aiuti superare ilgrado clericalismo piuttosto radicato che scari 4) Le scelte devono essere fatte in modo tale dere alle successive tappe secondo quanto indicaaccentra tutto sulla figura del sacerdote, e permetta ai laici di sentirsi non solo che le persone indicate sappiano portare la loro to nel numero precedente. esecutori, ma effettivamente responsabili della vita della comunità. esperienza di vita e di fede, le loro competenze, Per questo evento particolarmente importante Purtroppo la nostra comunità è reduce da unʼesperienza di Consiglio Past l’apporto di un vero e proprio discernimento per ci affidiamo all’intercessione di S. Nicolò nostro Parrocchiale naufragato e lo sappiamo bene tuttiaffinché che, quando il bene della comunità in ordine ai compiti che patrono ci aiuti adunʼesperienza operare secondo fallisce, lo è piuttosto titubanti nel riprenderla. le sono propri. Spirito del Signore, così come ha fatto lui. Tuttavia non possiamo disarmarci, la strada è questa, ce lo chiede il Vangelo, ce lo ch Il progetto è quello di un Consiglio Pastorale la Chiesa,checeaiuti lo chiede ci consegna alla Parrocchiale i sacerdotiil aBattesimo leggere il ter-che tutti abbiamo ricevuto e che Il vostro parroco ritorio, sue esigenze, gli uniledegli altri. a trovare i modi più adatDon Alberto tiNel per l’annuncio del Vangelo e dare risposte conprossimo numero del notiziario saremo in grado di fornire lʼelenco dei candida procedere alle successive tappe secondo quanto indicato nel numero precedente. La Voce » di S. N 6 questo evento particolarmente importante ci affidiamo allʼintercessione Per nostro patrono affinché ci aiuti ad operare secondo lo Spirito del Signore, così com dicembre PRIMA D’AVVENTO 1 DOM Dono S. Nicolò FESTA DEL “CIAO” ACR 2 LUN 3 MAR 9:20 Messa e formazione 4 MER 5 GIO S. NICOLO’ PATRONO 6 VEN 18:00 S. Messa con i sacerdoti StAzZa 7 SAB SECONDA D’AVVENTO 8 DOM IMMACOLATA CONCEZIONE FESTA ADESIONE SOCI A.C.I. 9 LUN 20:45 Consiglio Affari Economici 9:20 Messa e formazione 10 MAR 14:30 Incontro sacerdoti della parrocchia 20:00 UFFICIO COMUNITARIO 11 MER 20:00 UFFICIO COMUNITARIO Capannelle 12 GIO S. Lucia a Capannelle e a Zanica 13 VEN 14 SAB TERZA D’AVVENTO 16:00 Battesimi 15 DOM Ritiro - pellegrinaggio Adolescenti StAzZA 16 LUN 17 MAR 18 MER 20:45 Consiglio dell’oratorio 9:20 Messa e formazione 20:45 Redazione Notiziario 16:45 Celebrazione Riconciliazione Gruppo Gerusalemme 19 GIO 20:30 Cineteatro nuovo: Scambio degli Auguri con tutti i Collaboratori 15:00 Celebrazione Riconciliazione medie 20 VEN 20:30 Preparazione comunitaria alla Riconciliazione 21 SAB 10:00 – 12:00 e 16:00 – 18:00 Celebrazione della Riconciliazione QUARTA D’AVVENTO 22 DOM 16:00 – 18:00 Celebrazione della Riconciliazione 23 LUN 20:30 Preparazione comunitaria adolescenti e giovani alla Riconciliazione 10:00 – 12:00 e 16:00 – 18:00 Celebrazione della Riconciliazione 24 MAR 23:30 Veglia animata dagli adolescenti e giovani 24:00 MESSA NEL NATALE DEL SIGNORE NATALE DEL SIGNORE 25 MER Messe come da orario festivo S. STEFANO Messe 10:00 e 18:00 in parrocchia 26 GIO 10:00 Capannelle Dal 26 al 29 Campo neve medie 27 VEN 28 SAB 29 DOM SACRA FAMIGLIA 30 LUN Dal 30 al 3 gennaio Capodanno adolescenti 31 MAR Ore 18:00 S. Messa e TE DEUM di Ringraziamento per l’anno trascorso Avvento 2013 7 IL CINE TEATRO NUOVO: manutenzione straordinaria Noi sacerdoti, insieme al Consiglio per gli Affari Economici e a quanti si prestano al funzionamento della struttura abbiamo riflettuto a lungo sull’opportunità di continuare a far funzionare il cine-teatro. Una riflessione approfondita e realista, in ordine alla necessità di intervenire sulla struttura che presenta il peso degli anni e tecniche costruttive che non corrispondono più alle normative vigenti. È proprio la legge che ci impone la sostituzione del tetto in amianto con la conseguente installazione di una nuova copertura che abbia caratteristiche coibentanti in vista di un risparmio energetico. In diversi punti l’intonaco delle pareti esterne si stacca e ciò pregiudica la sicurezza dei passanti oltre all’immagine di degrado poco invitante. Anche la tecnica di proiezione è cambiata e, a partire dalla fine dell’anno, i film non saranno più riprodotti su pellicola, bensì saranno riprodotti con siste- Castagnata 2013 ma digitale e ciò comporterà la sostituzione delle macchine di proiezione. Per questi motivi l’intervento è improrogabile e come si può vedere già si è iniziato un primo lotto di interventi, prevediamo la fine dei lavori nella prossima primavera visto l’imminente inverno che ostacolerà la tinteggiatura. A dire il vero l’intervento era già stato progettato qualche anno fa, è stato in parte modificato in quanto si è preferito lasciar perdere l’impianto fotovoltaico a favore del proiettore digitale e del ripristino degli intonaci esterni. Il preventivo di spesa si aggira intorno ai trecentomila euro. Per far fronte al costo abbiamo provveduto ad accendere un nuovo mutuo presso la Banca della Bergamasca. Le casse della parrocchia piangono, come del resto piangono i bilanci di tante famiglie e di tante imprese, ma è da sprovveduti non intervenire su strutture che sono a servizio di tutta la comunità. Ci affidiamo e ancora una volta confidiamo nella Provvidenza che assume il volto di tutte quelle persone che con generosità non rimangono insensibili ai bisogni della comunità. Il vostro parroco Don Alberto Non bastano le indiscrezioni meteo sull’arrivo del brutto tempo per fermare la due giorni più godereccia dell’autunno: pani e cotechini a volontà, le leggendarie frittelle della casa con una ricetta più segreta di quella della CocaCola, una valanga di patatine che – anche solo per togliersi lo sfizio – non guasta mai, un pomeriggio di intricati giochi d’abilità per mettere alla prova grandi e piccini, e la castagnata 2013 eccola qua. Naturalmente il tutto sommerso da una vagonata di caldarroste, il cui profumo – che invade l’atmosfera – rende difficile pensare ad altro… Cosa raccontare di altro che non sia un copione già collaudato, una tradizione già consolidata? Sabato sera e domenica pomeriggio, intervallati dal pranzo missionario: un solo weekend che oltre a essere un punto di ritrovo bello e familiare, ha anche il retrogusto della solidarietà e della vicinanza ai più poveri e bisognosi… Che dire? Alla prossima! 8 La Voce » Avvento per i ragazzi Prepararsi al Natale è fondamentale per tutti. Proprio per questo, anche quest’anno seguiremo un percorso particolare con i bambini delle elementari e con i ragazzi delle medie, perché possano arrivare carichi e pronti a quest’incontro. Seguiamo il camino della stella! “Ancora???” Si chiederà qualcuno. Sì, ancora, ma in modo totalmente diverso: perché quest’anno faremo lo stesso cammino di tutta la diocesi di Bergamo. Esatto, tutti i bambini, dai monti innevati di Foppolo alle steppe vaste e pianeggianti di Romano saranno coinvolti in questo super viaggio con la destinazione già impostata: la grotta di Betlemme! Si è deciso scegliere la stella di Natale, quella che nel cielo guida i Magi lungo il cammino, perchè è il segno del cielo che ci comunica che un dono straordinario è preparato per noi fin dall’origine, prima che il mondo fosse. La stella è la provocazione che necessita di domande e di intelligenza, è un segno che va interpretato: nemmeno tutta la scienza dei Magi riesce a decifrarlo senza la luce delle Scritture. Anche noi come i Magi, comunità diocesana in cammino e in ricerca, piccoli e gradi, uomini e donne, insieme seguiamo la stella. Per ogni settimana di Avvento e Natale si è individuato un personaggio biblico che non solo compare nelle letture della domenica, ma anche interpreta l’atteggiamento su cui si intende “lavorare” durante la settimana, a casa e – magari, perché no? – addirittura con tutta la propria famiglia. Una sorta di collezione di figurine di uomini speciali, che nelle loro vita hanno dato fiducia e spazio a questa stella e alla storia che essa raccontava: Isaia, Giovanni il Battista, Maria, Giuseppe, i re magi… E da loro partire per scoprire quanto è stata importante per la loro vita la preghiera, la conversione, la testimonianza, l’accoglienza, l’adorazione. Ci attende un cammino interessante, fatto di cose quotidiane e senza aggiunte particolari o impegni extra: solo l’impegno di continuare a guardare la stella, di camminare per rendere straordinarie le cose di tutti i giorni. Buon avvento a tutti! Don Mattia Avvento 2013 9 “Famiglia, vivi la gioia della fede!” Pellegrinaggio delle famiglie con Papa Francesco in occasione dell’Anno della Fede. Chiara, superato il metal detector, si trova all’interno del colonnato e guardandosi attorno, in una Piazza San Pietro ancora totalmente vuota, non può credere ai suoi occhi: le sue stampelle, conseguenza di una caduta, che solo pochi giorni prima sembravano un ostacolo insormontabile al nostro desiderio di partecipare tutti insieme al “Pellegrinaggio mondiale delle famiglie sulla tomba di Pietro”, sono diventate la privilegiata “chiave” d’accesso che le consente di evitare la ressa degli oltre centomila pellegrini, stretti per alcune ore attorno al colonnato in attesa di poter accedere alla piazza quasi a formare un enorme abbraccio a Pietro e al suo successore Francesco. Poi, circondato da decine di bambini, arriva Papa Francesco. Il Santo Padre si rivolge a noi famiglie “venute pellegrine da tante parti del mondo per professare la fede davanti al sepolcro di San Pietro” chiedendoci: «come è possibile vivere la gioia della fede, oggi, in famiglia?». Spesso le fatiche della vita, il lavoro che a volte manca, possono togliere la gioia nella famiglia, ma «quello che più pesa è la mancanza di amore: non ricevere un sorriso, non essere accolti». Poi prosegue il suo pensiero dicendo che Gesù «ci invita ad andare da Lui per darci, per dare a tutti la gioia» perché «conosce le nostre fatiche conosce anche il profondo desiderio di trovare la gioia del ristoro: Gesù vuole che la vostra gioia sia piena». Il Santo Padre continua ricordando agli sposi la sacralità del matrimonio quale momento fondante della famiglia e ci suggerisce, con la disarmante semplicità che ormai lo contraddistingue, tre “parole-chiave” per portare avanti la famiglia: dire “permesso”, per non essere invadenti; “grazie” per essere riconoscenti tutti i giorni a chi ci sta accanto; “scusa”, perché ogni giorno scenda sempre la pace sulla coppia e sulla famiglia. L’ultimo pensiero della giornata il Papa lo riserva ai nonni perché «rappresentano la fede come memoria». Il cielo di Roma oggi è magnifico, senza nuvole; il sole ci obbliga a proteggere il capo con cappellini o altri rimedi di fortuna. Prendiamo posto nel primo settore, davanti al palco e attendiamo l’inizio della manifestazione: poco meno di un’ora e la piazza è gremita di gente di ogni età e provenienza, tanto che le famiglie cominciano ad occupare anche Via della Conciliazione. La giornata di sabato si svolge in due momenti distinti. Durante la prima parte nel lungo pomeriggio di festa, testimonianze e musica, ripercorriamo alcune tappe fondamentali della vita dell’Apostolo: come Pietro ha affrontato un lungo cammino durante la sua vita alla sequela di Gesù – riconducibili a quattro momenti: vocazione, relazione, società, Chiesa – anche noi famiglie, ripercorrendo queste tappe dell’esperienza di san Pietro, riscopriamo la storia della Grande Famiglia in cui le nostre famiglie sono inserite: la Chiesa. 10 La Voce » Rivolgendosi ai genitori e ai bambini chiede: «Ascoltate i nonni? Aprite i vostri cuori alla memoria dei nonni? I nonni rappresentano la saggezza del mondo e un popolo che non ascolta la voce dei nonni è un popolo che muore». È ormai sera: Papa Francesco, raggiunta la “papamobile”, si immerge nella piazza esultante per raccogliere l’abbraccio di noi famiglie e ci benedice. L’indomani mattina siamo in deciso ritardo sulla tabella di marcia; giungiamo presso la piazza che è ormai già da diverso tempo invasa dal “popolo delle famiglie” in attesa dell’inizio della solenne Celebrazione Eucaristica, ma per una serie di fortuite coincidenze riusciamo comunque ad avvicinarci al grande altare appositamente allestito e a trovare posto a sedere. L’omelia che Papa Francesco ci rivolge ruota attorno a tre caratteristiche fondamentali della famiglia cristiana. La prima: la famiglia che prega. Pregare in famiglia fa forte la famiglia. «Ma, - dice il Papa - in famiglia, come si fa? Perché non c’è mai un momento adatto, tranquillo, in famiglia…». E prosegue: «ci vuole semplicità: per pregare in famiglia, ci vuole semplicità! Pregare insieme il “Padre nostro”, intorno alla tavola, non è una cosa straordinaria: è facile». Avvento 2013 Come la recita del rosario, o la preghiera gli uni per gli altri: i coniugi tra loro e per i figli, i figli per i genitori, per i nonni… La seconda: la famiglia custodisce la fede. «In che modo, in famiglia, custodiamo la nostra fede?» Quando sappiamo condividerla con la testimonianza, con l’accoglienza, con l’apertura agli altri: la fede si custodisce donandola. La terza: la famiglia che vive la gioia. Papa Francesco sottolinea che «la gioia vera che si gusta nella famiglia non è qualcosa di superficiale, non viene dalle cose, dalle circostanze favorevoli… La gioia vera viene da un’armonia profonda tra le persone, che tutti sentono nel cuore, e che ci fa sentire la bellezza di essere insieme, di sostenerci a vicenda nel cammino della vita». Una gioia profonda che nasce dalla presenza di Dio nella famiglia, il quale dona ai suoi componenti un amore paziente. Solo Dio sa creare l’armonia delle differenze. Se manca l’amore di Dio, anche la famiglia perde l’armonia, prevalgono gli individualismi, e si spegne la gioia. Invece la famiglia che vive la gioia della fede e la comunica spontaneamente, è sale della terra e luce del mondo, è lievito per tutta la società… Torniamo a casa e subito cerchiamo di mettere in pratica qualche cosa della ricchezza vissuta a Roma, tre piccole cose… La prima (la preghiera). Decidiamo che prima dei pasti, al posto della classica benedizione della tavola, si reciti tutti insieme il Padre Nostro. La seconda (la testimonianza). Una compagna di classe chiede a Giorgia il motivo della sua assenza il sabato precedente. «Sono stata a Roma da Papa Francesco!» le risponde. Probabilmente colpita dalla singolare risposta la compagna prosegue: «Ma tu ci credi?». «Si, io si!», le risponde Giorgia. La terza (la gioia). Nella quotidianità, fatta come in tutte le famiglie di alti e bassi, per imparare a vivere la gioia che solo Dio sa creare, cerchiamo un po’ più spesso di rivolgerci l’un l’altro le tre “parole-chiave” per portare avanti la famiglia: permesso, grazie, scusa. Tre piccole cose…, tre piccoli passi. Maria, Giancarlo, Chiara, Giorgia 11 S. NICOLÒ VESCOVO Un Patrono insigne, ma non sufficientemente conosciuto Nicola muore il 6 dicembre di un anno incerto e il suo culto si diffonde dapprima in Asia Minore (25 chiese dedicate a lui a Costantinopoli nel VI secolo). Ci sono pellegrinaggi alla sua tomba, posta fuori dell’abitato di Mira. Moltissimi scritti in greco e in latino lo fanno via via conoscere nel mondo bizantino-slavo e in Occidente, cominciando da Roma e dal Sud d’Italia, soggetto a Bisanzio. DOVE SI TROVANO I SUOI RESTI CHI ERA La sua fama è universale, documentata da chiese e opere d’arte, da istituzioni e tradizioni legate al suo nome. Ma sulla sua vita le notizie certe sono pochissime. Nato probabilmente a Pàtara di Licia, in Asia Minore (attuale Turchia), è poi eletto vescovo di Mira, nella stessa Licia. E qui, dicono alcune leggende, compie un miracolo dopo l’altro. Come accade alle personalità forti, quasi ogni suo gesto è trasfigurato in prodigio: strappa miracolosamente tre ufficiali al supplizio; preserva Mira da una carestia, con altri portenti... Qui può trattarsi di fatti autentici, abbelliti da scrittori entusiasti. Forse per gli ufficiali egli ha ottenuto la grazia dell’imperatore Costantino (al quale chiederà anche sgravi d’imposta per Mira); e contro la carestia può aver organizzato rifornimenti tempestivi. Ma si racconta pure che abbia placato una tempesta in mare, e resuscitato tre giovani uccisi da un oste rapinatore... Un “Passionarium” del VI secolo dice che ha sofferto per la fede nelle ultime persecuzioni antecedenti Costantino, e che è intervenuto nel 325 al Concilio di Nicea. 12 Ma oltre sette secoli dopo la sua morte, quando in Puglia è subentrato il dominio normanno, “Nicola di Mira” diventa “Nicola di Bari”. Sessantadue marinai baresi, sbarcati nell’Asia Minore già soggetta ai Turchi, arrivano al sepolcro di Nicola e s’impadroniscono dei suoi resti, che il 9 maggio 1087 giungono a Bari accolti in trionfo: ora la città ha un suo patrono. E forse ha impedito ad altri di arrivare alle reliquie. Dopo la collocazione provvisoria in una chiesa cittadina, il 29 settembre 1089 esse trovano sistemazione definitiva nella cripta, già pronta, della basilica che si sta innalzando in suo onore. È il Papa in persona, Urbano II, a deporle sotto l’altare. Nel 1098 lo stesso Urbano II presiede nella basilica un concilio di vescovi, tra i quali alcuni “greci” dell’Italia settentrionale: c’è già stato lo scisma d’Oriente. Alla fine del XX secolo la basilica, affidata da Pio XII ai domenicani, è luogo d’incontro tra le Chiese d’Oriente e d’Occidente, e sede dell’Istituto di Teologia Ecumenica San Nicola. Nella cripta c’è anche una cappella orientale, dove i cristiani ancora “separati” dal 1054 possono celebrare la loro liturgia. Scrive Gerardo Cioffari, del Centro Studi San Nicola: “In tal modo la basilica si presenta... come una realtà che vive il futuro ecumenico della Chiesa”. Nicola di Mira e di Bari, un santo per tutti i millenni. Nell’iconografia San Nicola è facilmente riconoscibile perché tiene in mano tre sacchetti (talvolta riassunti in uno solo) di monete d’oro, spesso resi più visibili sotto forma di tre palle d’oro. Racconta la leggenda che nella città dove si trovava il vescovo Nicola, un padre, non avendo i soldi per costituire la dote alle sue tre figlie e farle così sposare convenientemente, avesse deciso di mandarle a prostituirsi. Nicola, venuto a conoscenza di questa idea, fornì tre sacchetti di monete d’oro che costituirono quindi la dote delle fanciulle, salvandone la purezza. La Voce » UNA CARATTERISTICA DELLA SUA PERSONALITA’: una spiccata carità evangelica Alcuni scrittori affermano che Nicola restò orfano e che ereditò una notevole ricchezza. Sempre secondo alcuni scrittori la morte dei genitori avvenne durante una pestilenza, in occasione della quale si erano messi ad aiutare quelli che ne erano stati colpiti. Pare assodato comunque che Nicola ereditò una grande fortuna dai suoi genitori e pare pure assodato che, cresciuto alla scuola della carità praticata dal padre e dalla madre, anche lui ne divenne un grande testimone. Ne è prova il racconto della “dote alle fanciulle” (Praxis de tribus filiabus) di cui prima abbiamo accenato. Il racconto in questione, non è corroborato da testimonianze esterne, né ci è pervenuto qualche frammento del testo originale che certamente doveva far parte dell’antica Vita del Santo del IV-V secolo. La sua storicità, almeno nelle sue linee essenziali, è comunque garantita dalla varietà delle antiche tradizioni pervenuteci. La Praxis de tribus filiabus ci è giunta infatti in tre principali versioni, quella bizantina (di Michele Archimandrita, VIII secolo), quella sinaitica (di Anonimo, probabilmente fra il VI e I’VIII secolo) e quella etiopica (nel Sinassario, probabilmente X-XIII secolo). La narrazione più estesa e più nota è la prima che è così riportata. Il contesto è quello di un padre che da una certa agiatezza era caduto in estrema miseria. Avendo alcune figlie in età da marito, venendo esse non considerate e quindi emarginate per la povertà in cui era caduta la famiglia, pensò di risolvere il problema facendole prostituire. Nicola venne a sapere di questo dramma familiare e decise di intervenire secondo la modalità suggerita nel Vangelo: “Quando dunque fai l’elemosina, non suonar la tromba avanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle piazze, per essere onorati dagli uomini. Vi dico in verità che costoro hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando tu fai l’elemosina invece, non sappia la tua sinistra quel che fa la tua destra, in modo che la tua elemosina resti segreta, e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà” (Matteo, 6, 2-4). Ecco come il primo biografo di S. Nicola, vale a dire Michele Archimandrita, riporta l’intervento di Nicola: Senza recarsi da lui e senza fermarsi a soppesare la quantità del dono o le parole di conforto, deciso a liberare quello dalla turpitudine e allo stesso tempo a non suonare la tromba sulla sua elemosina, agendo con cautela, raccolse in un panno una somma suffi- Avvento 2013 ciente in monete d’oro, di nascosto la gettò attraverso la finestra nella casa di quell’uomo, e in fretta tornò a casa sua. Come si fece giorno, l’uomo, levatosi dal letto, trovò in mezzo alla casa il gruzzolo di denaro e, con le lacrime che non poteva trattenere, preso dalla gioia, stupito e sbalordito, rese grazie a Dio. Dopo la lieta sorpresa ovviamente il padre cercò di capire da che parte gli fosse venuta la fortuna. Intanto però organizzò il matrimonio della figlia più grande e si ravvide del suo peccato. Vedendo che il padre si era ravveduto, Nicola ripeté l’atto di carità, gettando sempre di notte per la finestra un altro sacchetto di monete d’oro. Si può ben immaginare la gioia e la commozione del vecchio padre. Che poté così organizzare il matrimonio della seconda figlia. Speranzoso che la stessa sorte capitasse alla terza figlia, ma anche incuriosito su chi fosse il benefattore, il padre cercò di dormire con un occhio solo, nella speranza che se fosse arrivata la terza dote avrebbe potuto sorprendere e riconoscere il benefattore. Ed infatti, una notte, appena sentì lo sperato rumore dei sacchetti di monete che cadevano a terra, balzò in piedi. Si precipitò fuori e subito lo raggiunse, ed avendolo riconosciuto, gli si gettò ai piedi e prostrato scoppiò in lacrime e singhiozzi. Poi ringraziandolo calorosamente, con molti argomenti lo chiamava, dopo Dio, salvatore suo e delle tre figlie. Diceva: “Se non fosse stato per la tua bontà, suscitata dal nostro comune Signore Gesù Cristo, già da tempo le avrei consegnate ad una vita di perdizione e di vergogna”. Udito ciò S. Nicola fece rialzare l’uomo da terra e l’obbligò a giurare di non rivelare a nessuno fino al termine della sua vita che era stato lui a fargli avere quei beni. Quindi lasciò che l’uomo se ne andasse in pace. 13 Donne e uomini capaci di Vangelo. Così il Vescovo titola la sua lettera, che indirizza lo sguardo pastorale di quest’anno alla catechesi degli adulti. Come Unità Vicariale StAzZa vogliamo raccogliere quest’invito a investire ancora di più sulla formazione della comunità adulta, continuando in scia al bel lavoro fatto l’anno scorso. Eccoci allora a proporre un percorso che accompagni il viaggio di fede di ciascuno, chiamato a incarnare nella propria vita il respiro profondo degli uomini delle Beatitudini. 9 incontri, con diverse modalità - che vanno dalla conferenza, all’esperienza più di laboratorio e di confronto, passando attraverso il tentativo dell’attualizzazione e della testimonianza - in cui cercare di condividere un bagaglio comune perché l’avventura del credere ci trovi Donne capaci Vangelo.verso Così prontie auomini metterci in dicammino il Vescovo titola la sua lettera, che orizzonti di autenticità e di maturità indirizza lo sguardo pastorale di umana e cristiana. quest’anno alla catechesi degli Uomini e donne capaci di Vangelo adulti. perché non ancora stanchi di mettersi Come Unità Vicariale StAzZa vogliamo in cammino sulle strade del Regno: lì raccogliere quest’invito a investire dove la Parola si fa sentire e apre ancora di più sulla formazione della gli occhi adulta, per interpretare il reale; lì comunità continuando in scia dove l’Eucarestia chiama la fede a al bel lavoro fatto l’anno scorso. costruire relazioni di fraternità; lì Eccoci allora a proporre un percorso dove il mondo e la società in cui si che accompagni il viaggio di fede di vive chiedono di essere abitati fino ciascuno, chiamato a incarnare nella in fondo;vita lì dove la libertà si lascia propria il respiro profondo degli affascinare dal prendere il buon uomini delle Beatitudini. 9profumo incontri,della con diverse carità; modalità lì dove- che la vsantità a n n o si d impasta alla c o n f e r e n z a con le cose di, all’esperienza tutti i giorni… più di laboratorio e di confronto, attraverso il Qui, dove passando le strade del Regno tentativo dell’attualizzazione e della incrociano le nostre, con il nostro testimonianza - inpronti cui cercare di bagaglio di fede, ad andare condividere un bagaglio comune perché dove lo Spirito chiama a spendere la l’avventura del credere ci trovi vita. pronti a metterci in cammino verso orizzonti di autenticità e di maturità 14 e cristiana. umana Uomini e donne capaci di Vangelo Donne e uomini capaci di Vangelo. Così il Vescovo titola la sua lettera,. Così che Donne e uomini capaci di Vangelo il Vescovo lo titola la suapastorale lettera, che indirizza sguardo di indirizza sguardo pastorale di quest’anno loalla catechesi degli quest’anno alla catechesi degli adulti. adulti. Come Unità Vicariale StAzZa vogliamo Come Unità Vicariale StAzZa vogliamo raccogliere quest’invito a investire raccogliere quest’invito a investire ancora di più sulla formazione della ancora più sulla formazione comunitàdi adulta, continuando indella scia comunità adulta, continuando in scia al bel lavoro fatto l’anno scorso. al bel lavoro fatto l’anno scorso. Eccoci allora a proporre un percorso Eccoci allora a proporre un percorso che accompagni il viaggio di fede di che accompagni il viaggio di fede di ciascuno, ciascuno, chiamato chiamato a a incarnare incarnare nella nella propria vita il respiro propria vita il respiro profondo profondo degli degli uomini delle delle Beatitudini. uomini Beatitudini. a cura delle parrocchie 99 incontri, con modalità -- che incontri, con | diverse diverse di Stezzano Azzano modalità San Paolo che | Zanica v a n n o d a l l a c o vanno dalla con nf fe er re en nz za a ,, all’esperienza più di laboratorio e di confronto, passando attraverso il tentativo dell’attualizzazione e della testimonianza - in cui cercare di condividere condividere un un bagaglio bagaglio comune comune perché perché l’avventura l’avventura del del credere credere ci ci trovi trovi pronti a metterci in cammino verso pronti a metterci in cammino verso orizzonti di di autenticità autenticità e e di di maturità maturità orizzonti umana e cristiana. umana e cristiana. Uomini e donne capaci di Vangelo Uomini e donne capaci di Vangelo perché non ancora stanchi di mettersi perché non ancora stanchi di mettersi in cammino sulle strade del Regno: lì in cammino sulle strade del Regno: lì dove la Parola si fa sentire e apre dove la Parola si fa sentire e apre gli occhi per interpretare il reale; lì gli occhi per interpretare il reale; dove l’Eucarestia chiama la fede lì a dove l’Eucarestia la fede lì a costruire relazionichiama di fraternità; costruire relazioni di fraternità; dove il mondo e la società in cui lì si dove mondo e società in cui si vive il chiedono di la essere abitati fino vive chiedono di STEZZANO essere abitati fino in fondo; lì dove la libertà si lascia 035.591070 | [email protected] in fondo; lì dove libertà si affascinare dal laprendere il lascia buon profumo della carità; lì il dovebuon affascinare dal prendere a cura delle parrocchie la santità si impasta con lì le dove cose di profumo della carità; AZZANO SAN PAOLO di Stezzano | Azzano San Paolo | la Zanica tutti i giorni… santità si impasta con le cose di 335.62.10.444 Qui, idove le strade del Regno tutti giorni… incrociano il nostro Qui, dove lele nostre, stradecon del Regno ZANICA bagaglio di fede, pronti ad andare incrociano le nostre, con il nostro dove lo Spirito chiama a spendere la 035.670558 bagaglio di fede, pronti ad andare vita. dove lo Spirito chiama a spendere la vita. La Voce » Calendario appunt Calendario appunt Calendario appunt Calendario appuntamenti sorgente da cui scaturisce la Chiesa: lo spezzare il pane alla stessa tavola porta il dono della comunione e il compito della fraternità. 2 voci, confrontandoci con la vita del sindaco di Firenze (1904-1977), che visse la sua fede impegnandosi nella politica e nella cura del bene pubblico. 12 novembre | INCONTRO 14 gennaio | INCONTRO 12 novembre | INCONTRO 14 gennaio | INCONTRO Uditori della Parola 14 gennaio | INCONTRO 12 novembre | INCONTRO | | INCONTRO 12 26Inovembre novembre LABORATORIO cristiani sono chiamati Parola a crescere come Uditori della donne e uomini in ascolto continuo della Cittadini del Uditori della Parola IParola, cristiani sono chiamati a crescere come perché il Vangelo rende capaci di Uditori della Parola Chiesa e Parola donne e uomini in ascolto continuo della Cittadini del mondo Cittadini del mondodella mondo e vivono Libertà nella concretezza mondo e fede del I cristiani abitano la mondo complessità storia: la fede del invita a vivere Cittadini Testimoni della fededa mondo e vivono nella concretezza della 11 febbraio | LABORATORIO 14 gennaio || INCONTRO 4 Ifebbraio INCONTRO cristiani abitano la complessità del ario ario appuntamenti appuntamenti I cristiani abitano la complessità del La modalità del laboratorio chiede a I cristiani sono chiamati a crescere come e vivono nella concretezza della di mettersi in gioco la all’interno donne e riconoscere uomini in ascoltolo continuo delladi Dio che mondo protagonisti e aciascuno non far mancare Spirito agisce I cristiani abitano la I cristiani sono chiamati a crescere come La modalità del laboratorio chiede a Assomigliare sempre piùcomplessità Gesù è èundel un storia: dila fede invita a vivere da la del lavoro di gruppo: modo per Parola, perché il Vangelo di storia: fede dove invita aaforgiano vivere da Parola, perchérende il capaci Vangelo rende capaci propria parte si la anche oggi. protagonisti e a non far mancare la vivere concretezza concretamente ildella coraggio di riconoscere lo Spirito di mettersi Dio in che ascolto agisce mondo e vivono nella donne e uomini continuo della ciascuno di in gioco all’interno cammino che chiede alla libertà di protagonisti e a non far mancare la riconoscere lo Spirito di Dio che agisce propria parte dove si forgiano la nella fede esarà. la ricchezza della anche oggi. coscienza sociale eesporsi il mondo chevivere storia: la fede invita a da Parola, perché il Vangelo rende capaci di del lavoro di gruppo: è un modo per ciascuno di continuare a scegliere di parte dove la d e l l a coscienza sociale e il mondo chepropria sarà. c o n d i v isi s i o n eforgiano sul tema anche oggi. protagonisti e atestimonianza non fare della mancare la riconoscere lo Spirito diilDiocoraggio che agisce carità. vivere concretamente di spendersi nella testimonianza della coscienza sociale e il mondo che sarà. propria parte gratuità. dove si forgiano anche oggi. esporsi nella fede e la ricchezza della carità e della coscienza sociale e il mondo che sarà. condivisione sul tema della Parola e 21 gennaio | ATTUALIZZAZIONE 18 febbraio | INCONTRO 19 novembre | INCONTRO fraternità. 14della gennaio | INCONTRO 11 febbraio | LABORATORIO la 2111gennaio | ATTUALIZZAZIONE febbraio | LABORATORIO Giorgio La Pira 11 febbraio | LABORATORIO Fedeltà creativa 21Libertà gennaio | ATTUALIZZAZIONE novembre | INCONTRO Incontro di rilettura e attualizzazione a La 19 celebrazione dell’Eucarestia è la Cittadini del mondo e nel quotidiano La Pira 2 voci, confrontandoci conGiorgio la vita del Costruttori di unità Donne uomini di . Così sorgente da ecui scaturiscecapaci la Chiesa: lo Vangelo Cittadini del mondo Libertà e fede fede 19 novembre | INCONTRO 14 || INCONTRO 14 gennaio gennaio INCONTRO Costruttori di unità del 19Cittadini novembre | INCONTRO mondo Costruttori di unità Costruttori di unità e fede 21Libertà gennaio | ATTUALIZZAZIONE Giorgio Chiesa e Giorgio Giorgio Chiesa e Chiesa e Fedeltà creativa Testimoni della fede Fedeltà Fedeltà creativa creativa nel quotidiano Testimoni della fede nel quotidiano nel quotidiano Testimoni della fede sindaco del di Firenze (1904-1977), che La visse modalità la I pane cristiani abitano delLa laboratorio chiede a spezzare il alla stessa tavola la complessità fede prende forma, espressioni e il Vescovo titola la dell’Eucarestia sua lettera, che e attualizzazione aa LaIdono celebrazione è fede ladel sua impegnandosi nella Incontro politica e di rilettura cristiani abitano complessità La modalità delmodalità laboratorio chiede porta il della comunione e il laconcretezza nell’incontro creativo e mondo e vivono nella della ciascuno di mettersi in gioco all’interno I cristiani abitano la complessità del La modalità del laboratorio chiede a nella cura del bene pubblico. 2 voci, confrontandoci compito della fraternità. con vitadella del vita di fantasioso con la le all’interno cose indirizza lo sguardo pastorale di della sorgente davivono cui scaturisce la Chiesa: lo mondo e nella concretezza ciascuno di mettersi in gioco storia: la fededell’Eucarestia invita a vivere del lavoro di gruppo: è un all’interno modo cristiani per Incontro didi rilettura ein a mondo e il vivono nella ciascuno mettersi gioco La celebrazione è della la da tutti iattualizzazione giorni: essere è sindaco di Firenze (1904-1977), visse spezzare alla concretezza stessa tavola quest’anno alla catechesi storia: la pane fede a degli vivere da del lavoro di gruppo: è che un modo la per l’avventura dell’ordinario! protagonisti escaturisce a invita non far mancare la concretamente il coraggio di 2 vivere voci,lavoro confrontandoci con vita storia: dalacuifede invita viverelo da del di gruppo: è la un modo del per sorgente laa Chiesa: Giorgio La Pira Giorgio La Pira sua fede di impegnandosi nella politica a e porta il dono e della il la protagonisti adove noncomunione far forgiano mancare vivere concretamente ilricchezza coraggio di adulti. Incontro rilettura attualizzazione La celebrazione èe la propria la esporsi fede(1904-1977), ee la della sindaco dinella Firenze visse la protagonisti e dell’Eucarestia a alla non si far mancare vivere concretamente il che coraggio di spezzare ilparte pane stessa tavola nella cura del bene pubblico. compito della fraternità. propria parte dove si forgiano la esporsi nella fede e la ricchezza della 2 voci, confrontandoci con la vita del dadono cui scaturisce Chiesa: Comesorgente Unità vogliamo coscienza sociale eStAzZa il mondo che sarà. c o nfede d i v inella sione t e mpolitica a d della e l lea sua impegnandosi nella propria parte dove sila forgiano esporsi fede seu lla ricchezza porta ilVicariale della comunione e lo il la coscienza il mondo che sarà. c o n d i di v i sFirenze i o ne25 e della s u lcarità. t eche ma d e lla la 26 novembre | LABORATORIO 4 febbraio sindaco (1904-1977), spezzare ilsociale pane e tavola | INCONTRO raccogliere quest’invito a stessa investire testimonianza nella pubblico. coscienza sociale ealla il mondo che sarà. c o n dcura i v i sdel i o nbene e febbraio s u l | tATTUALIZZAZIONE e m a visse della compito della fraternità. testimonianza e della carità. sua fede impegnandosi nella politica e porta il dono della comunione e il ancora di più sulla formazione della testimonianza e della carità. Chiesa e Parola Testimoni della fede Gianna Beretta Molla nella cura del bene pubblico. compito della fraternità. comunità adulta, continuando in scia La modalità del laboratorio chiede a Assomigliare sempre più a Gesù è un Incontro di rilettura e attualizzazione a ciascuno di mettersi gioco all’interno 2 voci, confrontandoci con la vita di una al bel lavoroin fatto l’anno scorso. cammino che chiede alla libertà di del lavoro di gruppo: è |unATTUALIZZAZIONE modo per ciascuno di continuare a scegliere di donna come tante (1922-1962), che visse la 21 gennaio 18 febbraio | INCONTRO Eccoci allora a proporre un percorso 2621 novembre 4 18 febbraio | INCONTRO vivere concretamente il| |LABORATORIO coraggio di spendersi nella testimonianza della sua fede nel coraggio radicale di dare la gennaio ATTUALIZZAZIONE febbraio | INCONTRO gennaio | ATTUALIZZAZIONE 18 febbraio | INCONTRO esporsi nella fede e la ricchezza della vita, fedele alla scelta di essere moglie e che21 accompagni il viaggio di fede carità di e della gratuità. condivisione sul tema della Parola e madre. 26 novembre | LABORATORIO 4 febbraio | INCONTRO ciascuno, della fraternità. chiamato a incarnare nella propria vita il profondo degli 26 novembre LABORATORIO 4 febbraio | INCONTRO Incontro di| respiro rilettura e attualizzazione a LaIncontro modalità del laboratorio chiede a a Assomigliare sempre più a Gesù è un di rilettura e attualizzazione uomini delle Beatitudini. 2 voci, confrontandoci con la vita del Incontrodidimettersi rilettura attualizzazione a a cura ciascuno in egioco all’interno cammino che delle chiedeparrocchie alla libertà di 2 voci, confrontandoci con la vita del 9 incontri, con diverse modalità - che sindaco di Firenze (1904-1977), che visseadel la 2 voci, confrontandoci con la vita La fede prende forma, La modalità del laboratorio chiede Assomigliare sempre più a aespressioni Gesù è un di Stezzano | Azzano San Paolo | Zanica del lavorodi di gruppo: è un che modovisse per la ciascuno di continuare scegliere di e sindaco Firenze (1904-1977), La fedecheprende forma, espressioni sua fede impegnandosi nella politica e v a nciascuno n o d a l l a c o n f e r e n z a , sindaco di Firenze (1904-1977), che visse la modalità nell’incontro creativo di mettersi in gioco all’interno cammino chiede alla libertà di e La fede prende forma, espressioni e vivere concretamente il nella coraggio di spendersi nella testimonianza della sua fede impegnandosi politica La modalità delgruppo: laboratorio chiede a e Assomigliare sempre più adella Gesù vita è un modalità nell’incontro creativo e nella cura del bene pubblico. sua fede impegnandosi nella politica e fantasioso con le cose del lavoro di è un modo per ciascuno di continuare a scegliere di all’esperienza più di elaboratorio e di modalità nell’incontro creativo di e esporsi nella fede la ricchezza della carità e della gratuità. nella cura del benein pubblico. ciascuno di mettersi gioco all’interno cammino che chiede alla libertà di fantasioso con le cose della vita di nella cura del bene pubblico. tutti i nella giorni: essere cristiani è vivere concretamente il coraggio spendersi delladi fantasioso con letestimonianza cose della vita confronto, passando attraverso il die condivisione sul tema della Parola del lavoro gruppo: un mododella per ciascuno continuare a scegliere tutti idi giorni: essere cristiani di è l’avventura dell’ordinario! esporsi nelladifede e la èricchezza carità e della gratuità. tutti i giorni: essere cristiani è tentativo dell’attualizzazione e della di della fraternità. vivere concretamente il coraggio spendersi nella testimonianza della l’avventura dell’ordinario! condivisione - sul della Parola e l’avventura dell’ordinario! testimonianza in tema cui cercare di esporsi nella fede e la ricchezza della carità e della gratuità. della fraternità. condividere un bagaglio condivisione sul temacomune della perché Parola e 144della gennaio | INCONTRO 1125febbraio l’avventura del credere fraternità. febbraio | INCONTRO ci trovi febbraio| LABORATORIO | ATTUALIZZAZIONE 1444 gennaio | INCONTRO 11 febbraio | LABORATORIO febbraio | INCONTRO 25 febbraio pronti a metterci in cammino verso febbraio | INCONTRO 25 febbraio || ATTUALIZZAZIONE ATTUALIZZAZIONE orizzonti di autenticità e di maturità umana e cristiana. I cristiani abitano la complessità del La modalità del laboratorio chiede a Assomigliare sempre più aVangelo Gesù è un Incontro di rilettura e attualizzazione a Uomini e e donne capaci di vivono nellalaconcretezza della ciascuno didimettersi in egioco all’interno Imondo cristiani abitano complessità del La modalità del laboratorio Assomigliare sempre più a Gesù è un Incontro rilettura attualizzazione a cammino che chiede alla libertà di 2 voci, confrontandoci la chiede vita di a una Assomigliare sempre più a Gesù è un Incontro di rilettura econ attualizzazione a perché none ancora dia mettersi storia: la fedestanchi invita vivere dadi del lavoro di gruppo: è un modo per mondo vivono nella concretezza della ciascuno di mettersi in gioco all’interno cammino che chiede alla libertà 2 voci, confrontandoci con la vita di una ciascuno che di continuare a scegliere di donna tante (1922-1962), visse la cammino chiede del alla libertà 2 voci, come confrontandoci con lache vita di una in cammino sulle strade Regno: lì protagonisti e continuare a invita non faraa mancare ladi vivere concretamente il coraggio di la storia: la di fede vivere della da del ditante gruppo: è un modo per ciascuno scegliere donna come (1922-1962), che visse spendersi testimonianza sualavoro fede nel coraggio radicale dare ciascuno dinella continuare a scegliere di donna come tante (1922-1962), chedivisse la dovepropria la Parola si fanon sentire e apre della parte dove si forgiano la esporsi nella fede e lail ricchezza della protagonisti e a far mancare vivere concretamente coraggio di la spendersi nella testimonianza sua fede nel coraggio radicale di dare carità e della gratuità. vita,fede fedele sceltaradicale di essere e spendersi nella testimonianza della sua nelalla coraggio di moglie dare la coscienza sociale e il mondo sarà. c ovita, n d i vfedele inella s i o nalla e tem a dmoglie ella e propria dove siil che forgiano esporsi fede sscelta eu lla ricchezza della gli occhi per interpretare reale; lì la carità e parte della gratuità. di essere madre. carità e della gratuità. vita, fedele alla scelta di essere moglie e testimonianza socialechiama e il mondo sarà.a c omadre. n d i v i s i o nee della s u lcarità. tema della dovecoscienza l’Eucarestia la che fede madre. testimonianza e della carità. costruire relazioni di fraternità; lì dove il mondo e la società in cui si STEZZANO vive chiedono di essere abitati fino 21 gennaio | ATTUALIZZAZIONE 18 febbraio | INCONTRO 035.591070 | [email protected] in fondo; lì dove la libertà si lascia 21 gennaio | ATTUALIZZAZIONE 18 febbraio | INCONTRO affascinare dal prendere il buon profumo della carità; lì dove la AZZANO SAN PAOLO Incontro rilettura e attualizzazione santità si di impasta con le cose di a 335.62.10.444 2 ivoci, confrontandoci con la vita del Incontro di rilettura e attualizzazione a tutti giorni… Firenze (1904-1977), cheRegno visse del la 2 voci, confrontandoci con vita La fede prende forma, espressioni e Qui, sindaco dove di le strade del la ZANICA sua fede impegnandosi nella politica sindaco di Firenze (1904-1977), che visse modalità nell’incontro creativo La fede prende forma, espressioni e incrociano le nostre, con il nostro lae nellafede curaimpegnandosi del bene pubblico. sua nella politica e 035.670558 fantasioso nell’incontro con le cose della vita di modalità creativo e bagaglio di fede, pronti ad andare nella cura del bene pubblico. tutti i giorni: essere cristiani è fantasioso con le cose della vita di dove lo Spirito chiama a spendere la l’avventura dell’ordinario! tutti i giorni: essere cristiani è vita. La Pira Parola La La Pira Pira Parola Parola ario ario appuntamenti appuntamenti Cittadini del mondo Testimoni della fede Cittadini del mondo Testimoni fede Testimoni della della fede Libertà eBeretta fede Gianna Molla Libertà e fede Gianna Molla Gianna Beretta Beretta Molla Giorgio La Pira Giorgio La Pira Fedeltà creativa Fedeltà creativa nel quotidiano nel quotidiano Avvento 2013 l’avventura dell’ordinario! 15 16 La Voce » Campi invernali 2013 Arriva l’inverno con il suo gelo e il suo freddo che penetrano nelle ossa e ci vedono volentieri rintanarci al calduccio delle nostre case; ma – quando vai a scuola lo impari presto… – come non buttare lo sguardo un poco più avanti, a quei giorni delle vacanze di Natale che – anche nel microclima dell’Oratorio – stanno diventando sorprendentemente roventi e caldi? Già – l’esperienza degli anni passati ce lo insegna, e oramai sta diventando quasi un cult delle nostre proposte educative di Oratorio –, quella manciata di vacanze giorni tra il Natale e l’Epifania è un momento atteso e cercato dai ragazzi delle medie e dagli adolescenti della nostra comunità, perché l’esperienza del camponeve per le medie e del capodannoado per i ragazzi delle superiori stanno riuscendo a suscitare un certo fascino e un certo interesse. Prova ne è che il giorno da bollino nero in cui aprono le iscrizioni, le interminabili code per accaparrarsi la certezza di un posto rivelano che – nelle ore precedenti – interi nuclei familiari hanno condiviso e messo lì più che un’idea e qualche parola... Certo, questo è solo l’inizio, un buon punto di partenza, ma da cui bisogna muoversi verso altri traguardi: è una grande fiducia che viene accordata all’oratorio e alle sue proposte, nella speranza di poter raccogliere qualcosa di significativo e di importante per i nostri “piccoli”. Ma che cosa si cerca in queste 2 esperienze, che a distanza di un anno corrono tuttora nei racconti, nei ricordi e nelle foto e conservano ancora intatta la fragranza di ciò che si è vissuto? Cosa c’è di speciale, di straordinario in tutto questo? Cosa rende queste esperienze così appetitose e importanti? Avvento 2013 Per certi aspetti niente: non c’è niente di troppo diverso da quello che si vive anche in altre circostanze. È solo che quando lo vivi insieme – in uno spazio accogliente e custodito di amicizie e relazioni – anche la normalità sembra lasciare un solco più profondo, in cui è più facile che germogli qualcosa. E così, anche quest’anno si riparte! Dal 26 al 29 dicembre, si va con le medie nei dintorni di Collio, nell’alta Val Trompia, immersi – speriamo! – in una montagna neve. Tra un pizzico di preghiera, un po’ di gioco, una spolverata di riflessioni e di lavori di gruppo, abbiamo l’opportunità di trascorrere 3 giorni gomito a gomito, prendendoci cura gli uni degli altri, divertendoci insieme e facendo crescere la voglia di conoscere tutti. Tutto questo fa da cornice al tentativo di far gustare – senza nemmeno il bisogno di usare troppe parole – che crescere con gli altri è più bello e più facile che crescere da soli. E il 29 sera si riparte con gli adolescenti per il capodanno a Barcellona, fino al 3 gennaio. La destinazione esotica e il periodo festaiolo diventano l’occasione per sperimentare un’alternativa interessante al mito del festù da sballo dell’Ultimo dell’anno: la bellezza di una cultura diversa e di una città affascinante diventa una provocazione che solletica domande e fa sbocciare la voglia di pensare e di metterci un attimo la testa, andando a aprire il dossier di alcune questioni che riguardano da vicino la vita di tutti. E allora Barcellona diventa il porto di mare che vive l’immigrazione, la mescolanza di culture che danno vita a un’espressione artistica unica e inconfondibile, la ricerca di una convivenza e di uno spazio pubblico accogliente… Queste sono le intenzioni con cui partiamo: un bollettino di pazienza, e poi saranno altri a raccontare cosa – alla fine – sono riusciti a portarsi a casa da queste due esperienze. Stiamo arrivando! Don Mattia 17 18 La Voce » Avvento 2013 19 PROGRAMMAZIONE Novembre - Dicembre 2013 PLANES DOMENICA 17 NOVEMBRE Ore 16.00 e 20.45 SOLE A CATINELLE SABATO 23 NOVEMBRE DOMENICA 24 NOVEMBRE SABATO 30 NOVEMBRE DOMENICA 1 DICEMBRE Ore 20.45 Ore 16.00 e 20.45 Ore 20.45 Ore 16.00 e 20.45 JUSTIN E I CAVALIERI VALOROSI DOMENICA 8 DICEMBRE Ore 16.00 e 20.45 Per il 14/12 dovremmo essere DIGITALIZZATI! WOW! THOR: THE DARK WORLD SABATO 14 DICEMBRE DOMENICA 15 DICEMBRE Ore 20.45 Ore 16.00 e 20.45 Anagrafe BATTESIMI DEFUNTI 20.10.13 CADE’ MARZANNI NESPOLI CAMPORESE SANGALETTI PASTA BANA MODESTI PEZZOLI CORTINOVIS GRAZIOLI MELISSA PERICO RICCARDO SABATINOSAMUELE EMMA BELOTTI FIORENTINOFRANCESCO FIORENTINOSAMUELE ALESSIO PASSERINI SANGALETTISOFIA CRISTIAN PEDRALI GIANCARLO RICCARDO VITTORIO ROSARIO ALESSANDRA ved. Pasini ANTONIO CESARE OSVALDO GINA ved. Mussio GIANFRANCO ANNI 83 ANNI 65 ANNI 81 ANNI 80 ANNI 88 ANNI 89 ANNI 92 ANNI 58 ANNI 85 ANNI 72 27.10.13 FACOETTIRICCARDO DE MASI ALESSANDRO PIATTI LEONARDO 20 La Voce » Morlacchi Via Serio, Ang. Via Padergnone 24050 ZANICA (BG) - tel. 035 670074 Castelli Confezioni VENDITA Pellicceria Pellicce Pelle Montoni Imbottiti con pelo di Castelli Pietro & C PulITurE • rIPArAZIONI • CAPI su MIsurA rIMEssE A MODEllO • CusTODIE EsTIVE • PErMuTE Via Padergnone, 28 - 24050 Zanica (Bg) Tel. 035.671051 - Cell. 333. 2382789 www.confezionicastelli.it [email protected] Orari di apertura: 9,00 - 12,00 / 15,00 - 19,30 & ProVa 1 Zanica - p.zza Papa Giovanni XXIII, 12 - 035 670335 Frutta e verdura di qualità con il 25% di sconto al SABATO se presenti questo coupon Via Padergnone 21 - Zanica (Bg) - Tel 035 672304 Fax 035 672304 - [email protected] Chiuso il lunedì Piazza Giovanni XXIII, 6/A - 24050 Zanica (BG)