La voce
Notiziario della comunità parrocchiale di Zanica
2013
avvento
Orari delle Sante Messe
Lunedì
7.00
9.00*
Scuola Materna
Parrocchia
Parrocchia
Martedì
Mercoledì
Parrocchia**
Venerdì
Parrocchia
Sabato
18.00
Parrocchia
Capannelle
Parrocchia
Capannelle
Parrocchia
Giovedì
17.30
Capannelle
Parrocchia
Parrocchia
Parrocchia
Parrocchia
* Celebrazione delle Lodi mattutine - A seguire Santa Messa ** La celebrazione è posticipata alle ore 7.45
Domenica e festivi
In parrocchia: Ore 18.00 (vigilia) - 7.00 - 8.00 - 9.30 - 11.00 - 18.00
Alle Capannelle: Ore 18.30 (vigilia) - 10.00
Al Padergnone: Ore 9.00
LA VOCE
Notiziario della comunità
parrocchiale di Zanica
Anno 11 - N° 6
Avvento 2013
Direttore responsabile:
Alberto Mascheretti
Redazione:
Alberto Mascheretti
Ennio Locatelli
Fabrizio Colombelli
Marco Bassi
Mattia Magoni
Valeria Ubbiali
Veronica Casanova
Grafica e impaginazione:
Andrea Chimeri
Ciclostilato in proprio
http://www.parrocchiazanica.it
VISITE GUIDATE
AL MUSEO PARROCCHIALE
OSSERVARE L’OPERA DEL PASSATO
PER LEGGERE I SENTIMENTI E
I DESIDERI DI CHI CI HA PRECEDUTO
Gli accompagnatori del gruppo ZanicArteStoria,
in collaborazione con la Parrocchia si rendono disponibili
per visite guidate previo accordo con la Direzione del museo.
NUMERI TELEFONICI UTILI
Don Alberto
Casa Parrocchiale
035.671.029
Don Mattia
Abitazione
035.305.89.53
Don Pietro
Abitazione
035.675.063
Reverende Suore
Scuola Materna
035.671.107
Segreteria
Bar Oratorio
035.670.558
Editoriale
“Fai agli altri
ciò che vorresti
fosse fatto a te”
Oggi si sente spesso parlare di solidarietà, di questo
grande valore e sentimento che dovrebbe essere presente nella nostra vita e nella nostra società, anche se non
sempre è così.
Ma cosa significa il termine solidarietà?
Solidarietà è un sostantivo che deriva dalla parola
francese “solidaire” ed ha come suo significato principale quello etico-sociologico; sta ad indicare un atteggiamento di benevolenza e comprensione, ma soprattutto
di sforzo attivo e gratuito, atto a venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che ha bisogno di un aiuto. La solidarietà, quando viene esercitata durante il tempo libero dai singoli cittadini o da cittadini riuniti in
associazioni no-profit, assume il nome di volontariato,
attività civile regolata da leggi concernenti le ONLUS.
Essere solidali vuol dire aiutare il prossimo, moral-
Sommario
mente e materialmente, è sinonimo di fratellanza e amo-
Editoriale
1
COSTRUIAMO INSIEME
IL VOLTO DI CRISTO
3
Invito alla lettura
5
Consiglio pastorale
6
Nel mondo moderno la solidarietà è un valore che sta
il cineteatro nuovo
8
scomparendo, soppiantata da egoismo, competitività e
castagnata
8
altri atteggiamenti e sentimenti negativi.
avvento per i ragazzi
9
famiglia vivi la gioia
della fede
10
s. nicolò vescovo
12
stiamo alle tragedie del mare, basta buttare uno sguardo
campi invernali
17
più lungo e profondo per capire cosa accade a Sud del
programmazione
cineteatro
20
Mediterraneo: persone costrette a fuggire dalla propria
anagrafe
20
Avvento 2013
re verso gli altri; la Chiesa cristiana ne è paladina, ma è
bene diffondere il valore della solidarietà anche tra chi
non è credente o appartiene ad altre società ed etnie.
Oggi i casi di miseria, di vera e propria emergenza per
la sopravvivenza sussistono in ogni parte del mondo, assi-
terra per le persecuzioni subite o per uno stato di violenza generalizzato.
1
Davvero c’è chi può credere onestamente
le a costo zero, ricevendo “gesti di solidarietà“
che basti correggere una legge per rispondere
ma le spese vive ci sono e quelle non possono
ad una richiesta d’aiuto cosi imponente?
essere abbattute. Come ad esempio il paga-
Vorremo accogliere il monito di Papa Fran-
re il carburante per le auto, il riscaldamento
cesco: “aprite i conventi chiusi e testimonia-
degli edifici, pagare l’acqua per pulire e cuci-
te la solidarietà”. “Solidarietà è una parola che
nare, pagare le visite specialistiche per mala-
fa paura per il mondo più sviluppato. Cercano
ti in difficoltà economiche, pagare i viaggi per
di non dirla. È quasi una parolaccia per loro”.
raggiungere terre lontane, pagare le attrezza-
Lo ha detto il Papa nel corso della sua visita al
ture mediche / riabilitative, pagare cibo, vet-
centro Astalli per i rifugiati “Ma solidarietà -
tovaglie, pagare la manutenzione delle strut-
ha aggiunto - è la nostra parola!”.
ture, dei mezzi e tanti altri costi che permet-
Possiamo individuare percorsi solidali con-
teranno alla “solidarietà” di essere dinamica.
Ecco allora che assistiamo ad iniziative pre-
creti, in relazione ad attività svolte: la solidarietà per ammalati, la solidarietà per anziani,
gevoli nel loro intento:
la solidarietà per bambini, ragazzi, adolescenti
“Pizza per tutti i gusti e a volontà, bevande,
con richieste d’aiuto, la solidarietà per i disoc-
dolce, caffè, digestivo e una ricca lotteria per una
cupati, la solidarietà per le donne, la solidarie-
serata all’insegna della solidarietà!” - “mandate
tà per i senza tetto, la solidarietà per gli extra-
un sms per …,” “La camminata per …”, queste,
comunitari e tante, tante altre forme.
come tante altre iniziative con il fine di fon-
Certamente, nel concreto ci si chiede, chi
dare in modo concreto un progetto solidale.
Certo se al mondo ci fosse più “giustizia”
fa solidarietà, chi fa tutto questo?
Oltre alla Caritas, l’organismo pastorale della Cei (Conferenza Episcopale Italiana) per la
tante forme di “solidarietà” non avrebbero
ragione d’essere.
Ricordiamoci le parole di Papa Francesco:
promozione della carità, vi sono tante organizzazioni e associazioni di volontariato che si
prestano ad aiutare chi ne ha bisogno.
Ed in fine ci troviamo alla questione più spinosa ma la solidarietà costa?
Nella realtà delle cose in questa crisi globale la “solidarietà”, che ricordiamoci è svolta
da gruppi e associazioni, deve fare i conti con
le spese. Ogni iniziativa solidale alla fine deve
affrontare il problema denaro, seppur usufruendo di tutte le agevolazioni, di persona2
“Solidarietà è una parola che fa paura per il
mondo più sviluppato. Cercano di non dirla.
È quasi una parolaccia per loro”.
Anche in un ipotetico mondo più “giusto”, grazie ad una più equa distribuzione delle risorse, non verrebbero ugualmente meno il
limite e la sofferenza.
La “solidarietà” avrebbe ancora un suo ruolo.
Marco Bassi
La Voce »
Costruiamo insieme il volto di Cristo
Carissimi,
i giorni trascorrono tra promesse di ripresa che
alimentano speranza in tempi migliori ma intanto ben poco si vede.
Vale la pena sperare?
Sì, vale la pena sperare a condizione che le
promesse siano fondate e formulate da persone
coscienziose, serie, preparate con l’intento di agire per il bene del paese, della gente e, in particolare, di chi è più debole e fatica a vivere dignitosamente.
La tradizione della Chiesa ci insegna che la Speranza è una delle principali virtù che si fonda sulla Fede e si esprime nella Carità.
Sarebbe un guaio se smettessimo di sperare, ma
sarebbe un guaio ancora più grande se chi chiede
fiducia lo facesse in modo ingannevole… allora
la speranza diventerebbe illusione.
Il tempo di Avvento che si apre davanti a noi
è una scuola di speranza.
L’intento è quello di allenarci a leggere le promesse di Dio, a scorgerne i segni e il loro compimento nella storia, ad attendere, a sperarne la
completa realizzazione.
La promessa di Dio consiste nella realizzazione del suo Regno che non è uno spazio geografico, di potere o di supremazia, ma è la condizio-
Avvento 2013
ne perché l’uomo possa trovare pienezza di vita
e felicità. Il Regno di Dio nasce innanzitutto nel
cuore dell’uomo e si esprime attraverso le opere
di un cuore che lo accoglie.
I cristiani sperano nel Regno di Dio, nel quale ci sono tutte le speranze di bene che attendiamo
e sogniamo, una speranza motivata dal fatto che
in Gesù Cristo il Regno di Dio è tra noi, infatti,
la nascita di Gesù nella storia dà concretezza alla
promessa di Dio.
La felicità, il bene per l’uomo si compirà, non
solo perché lo desideriamo noi, ma perché lo desidera e lo vuole Dio insieme a noi. Ecco perché
speriamo!
Chi sono i cristiani, cosa vuol dire essere cristiani, come vivono i cristiani in questo tempo,
in questa società? Domande che rimangono sempre aperte, perché sempre nuove sfide ci attendono, nuove situazioni chiedono ragione alla fede e
fanno traballare la speranza.
Non possiamo tacitare queste domande, anzi,
là dove non facessero la loro comparsa abbiamo
il dovere di suscitarle per dare contenuto alla vita
e alle speranze che ci tengono in vita.
Lo facciamo, come comunità, continuando la
proposta di formazione, nella modalità che già
3
abbiamo sperimentato gli anni trascorsi: la formazione in collaborazione con le parrocchie dell’Unità vicariale StAzZa, e con la proposta dei Cenacoli familiari in parrocchia.
Vogliamo preparaci così al Natale del Signore, purificando i nostri desideri e le nostre attese,
accordandole con i desideri e le attese di Dio, con
uno sguardo carico di attenzione verso chi fa più
fatica di noi, valorizzando tutti quei momenti di
preghiera, di formazione, di Eucarestia, di incon-
tro e di solidarietà che la comunità propone, perché si renda evidente a tutti l’azione di Dio e del
suo Regno.
Con l’augurio di un Avvento di speranza rinnovata, insieme a don Mattia, don Pietro, don
Mario e alle Rev.de Suore,
Il vostro Parroco
Don Alberto
L’avvento in Parrocchia
Nei periodi forti dell’anno liturgico, la comunità si vede impegnata in proposte formative che possano essere vissute dal maggior numero di persone.
Tutti devono poter avere l’occasione di incontrarsi per rendere ragione della propria fede, per dare fondamento alla speranza e per motivare la carità. Potremmo dire più in breve “per essere uomini e donne
capaci di Vangelo, adulti nella fede”.
Le modalità previste:
1.I Cenacoli familiari
Le famiglie che sono disponibili ad ospitare un cenacolo, cioè tre o quattro famiglie (secondo la disponibilità di accoglienza della casa) devono compilare il modulo che trovano in chiesa o presso la segreteria dell’oratorio e consegnarlo al parroco entro metà novembre. I sacerdoti comunicheranno con chi ospita per dare
alcune indicazioni in merito al cenacolo e ogni cenacolo, avrà la presenza di un sacerdote.
2.La formazione mattutina
Tutti martedì, a partire dalla settimana dopo la festa di Cristo Re, durante la Messa delle 9,20 verrà proposta una breve catechesi e verrà consegnato un opuscolo che potrà essere utilizzato come ripresa della riflessione personale.
3.La formazione pomeridiana
Sempre il martedì dalle 14,30 alle 15,15 in oratorio verrà proposto un momento di catechesi e di confronto sullo stesso tema. L’incontro è per quanti sono disponibili per quell’ora e per i genitori che hanno i figli
presso la Scuola dell’Infanzia S. Nicolò.
Il contenuto:
La seconda parte del Credo: Prima settimana d’Avvento
Seconda settimana d’Avvento
Terza settimana d’Avvento
“Credo nello Spirito Santo”
Lo Spirito Santo: chi e’?
Lo Spirito Santo si presenta … attraverso la Scrittura
Lo Spirito Santo nella storia
L’ultima settimana di Avvento è lasciata libera per il Sacramento della Riconciliazione e per la preparazione immediata alla celebrazione del Natale del Signore.
4
La Voce »
Invito alla lettura
I libri poetici:
Qoèlet
Il libro di Qoèlet può essere suddiviso così:
Titolo del libro (1,1)
Prologo (1,2-11)
L’uomo di fronte ai suoi limiti (l,12-6,12)
La sapienza umana e il suo fallimento (7,1-12,8)
Epilogo (12,9-14).
Le caratteristiche
I contenuti
Con lo pseudonimo di Qoèlet (termine che
deriva dall’ebraico qahal, “convocare l’assemblea”)
l’autore di questo scritto sapienziale riflette in
modo disincantato e quasi provocatorio sul senso della vita e sui limiti della condizione umana.
Il termine greco corrispondente, ekklesiastès,
“colui che parla nell’assemblea”, ha contribuito
a denominare questo libro anche con il titolo di
Ecclesiaste.
La riflessione di Qoèlet si snoda all’insegna di
un ritornello, la cui eco è percepibile quasi in ogni
pagina del suo scritto: “Vanità delle vanità: tutto
è vanità” (1,2).
“Vanità” è un termine che va compreso nel suo
significato originario di “nulla”, “soffio”, “vuoto”.
Nella sua esperienza, questo uomo saggio ha
avvertito profondamente la precarietà e l’inconsistenza della condizione umana, che egli vede votata inesorabilmente alla morte e delusa da ciò in
cui sperava pieno appagamento.
Di fronte a questa visione pessimistica, acquista
grande valore l’invito, posto al termine del libro, a
cercare Dio (“temi Dio”) e ad affidarsi totalmente al suo progetto (“osserva i suoi comandamenti”),
perché solo così è possibile la piena realizzazione
dell’uomo: “temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché qui sta tutto l’uomo” (12,13).
Avvento 2013
L’espressione “tutto è vanità” (1,2) è come il
tema e la conclusione dell’opera.
Qoèlet ne discute quasi parlando con se stesso,
ma intendendo aiutare dei giovani ad affrontare
la vita (vedi ad es. 9,9-10; 11,9-12,1).
Nella sua riflessione egli analizza l’esperienza che ha fatto di tutto quello che, per gli uomini del suo tempo, è un ideale o un’occupazione
invidiabile: il successo, le ricchezze, la sapienza, i
piaceri, la giovinezza.
Il discorso è fatto senza un preciso ordine, ogni
tanto torna sui suoi passi, corregge, modifica le
proprie affermazioni.
Il libro offre una risposta soprattutto all’uomo
che vive in tempo di crisi: crisi di fede, di speranza, di religiosità tradizionale. Quale migliore libro
per il nostro tempo?
L’origine
Il libro di Qoèlet è da collocare in epoca posteriore all’esilio babilonese, probabilmente nel III
sec. a.C.
I suoi destinatari hanno la consapevolezza che
nessuna realtà creata ha la capacità di riempire il
cuore dell’uomo, e che i poveri e i tribolati non
sono abbandonati da Dio.
L’attribuzione di questo scritto a Salomone,
figlio di Davide, re a Gerusalemme (1,1), è da considerare un artificio letterario, conosciuto con il
nome di “pseudepigrafia”, a cui si ricorre per conferire autorevolezza all’intera opera.
5
Il lavoro della Commissione istituita per preparare la formazione del Consiglio past
parrocchiale ferve. In questi giorni stiamo contattando alcune persone che potreb
essere i candidati tra i quali la comunità parrocchiale potrà scegliere, attraverso
Il lavoro della Commissione istituita per prepacrete alle esigenze della comunità. Un luogo dove,
votazione,
chi
andrà
a
comporre
il
Consiglio.
rare la formazione del Consiglio pastorale parroclasciandosi guidare dallo Spirito e dalla Parola di
Il
modo
per
la
formazione
del
Consiglio
puòci risultare
poʼ macchinoso
mai in rea
chiale ferve. In questi giorni stiamo contattando
Dio
si confrontaun
per trovare
i criteri attraverso
moltopersone
semplice
e vuoleessere
perseguire
criteri
di fondo
permettano
al Consig
alcune
che potrebbero
i candidatialcuniquali
il Parroco,
ultimoche
responsabile
della Comulavorare
con efficacia
perpotrà
esercitare
la nità,
corresponsabilità
dei laici con i sacerdot
tra
i quali la comunità
parrocchiale
scegliepossa operare delle scelte.
condurre
parrocchiale.
re,
attraverso la
unacomunità
votazione, chi
andrà a comporNell’ambito del Consiglio Pastorale Parrocchiasono sostanzialmente questi:
reI criteri
il Consiglio.
le si dovrebbe realizzare una vera e propria cormodo per lalaformazione
del Consigliodei
può vari ambiti
responsabilità
aiuti
a superare parrocchiale,
il clericalismo
1)Il garantire
rappresentatività
dellache
vita
pastorale
i me
risultare
un po’
macchinoso
ma ingruppi
realtà e molto
piuttosto
radicato che
o accentra tutto sulverranno
indicati
dai vari
riuniti intorno
allʼambito
chescarica
rappresentano.
semplice
e vuole perseguire
alcuni criteri
fondo
la figura
del sacerdote,
permettaprescrive
ai laici di sen2) Garantire
la presenza
dei di
rappresentanti
di diritto,
cosìe come
lo statut
che
permettano
al
Consiglio
di
lavorare
con
efficatirsi
non
solo
degli
esecutori,
ma
effettivamente
Consigli pastorali parrocchiali, indicato nel recente Sinodo diocesano.
cia
esercitare lala
corresponsabilità
laici con
responsabili
della vita della
comunità.
3)per
Garantire
presenza dideirappresentanti
della comunità
scelti
dal popolo di Dio
i sacerdoti nel condurre la comunità parrocchiale.
Purtroppo la nostra comunità è reduce da un’ecandidati.
I criteri sono sostanzialmente questi:
sperienza di Consiglio Pastorale Parrocchiale nau4)1)Le
scelte
devono
essere
fatte
in
modo
tale che le persone indicate sappiano porta
garantire la rappresentatività dei vari ambiti
fragato e lo sappiamo bene tutti che, quando un’elorovitaesperienza
di vitai membri
e di fede,
competenze,
un vero
della
pastorale parrocchiale,
verran- le loro
sperienza
fallisce, poi silʼapporto
è piuttosto di
titubanti
nel e pr
discernimento
per il riuniti
beneintorno
della comunità
inriprenderla.
ordine ai compiti che le sono propri.
no
indicati dai vari gruppi
all’amIl progetto
è quello di un Consiglio PastoraleTuttavia
Parrocchiale
che disarmarci,
aiuti i sacerdoti
bito
che rappresentano.
non possiamo
la strada a legg
territorio,
le lasue
esigenze,
a trovare
più ce
adatti
perillʼannuncio
Vangelo
e
2) Garantire
presenza
dei rappresentanti
di i modi
è questa,
lo chiede
Vangelo, ce lodel
chiede
la
risposte
concrete
alle
esigenze
della comunità.
luogoil Battesimo
dove, lasciandosi
guidare
diritto,
così come
prescrive
lo statuto
dei Consigli
Chiesa, ceUn
lo chiede
che tutti abbiapastorali
indicatodinel
recente
ricevuto
e chei criteri
ci consegna
alla cura gli
uni il Par
Spirito parrocchiali,
e dalla Parola
Dio
ci siSinoconfrontamoper
trovare
attraverso
i quali
do
diocesano.
altri. delle scelte.
ultimo
responsabile della Comunità, possadegli
operare
3) Garantire ladel
presenza
di rappresentanti
dellaParrocchiale
Nel prossimo
numero del
notiziario saremo
in e pr
Nellʼambito
Consiglio
Pastorale
si dovrebbe
realizzare
una vera
comunità
scelti dal popolo
di Dio
tra i a
candidati.
di fornire l’elenco
dei candidati
per procecorresponsabilità
che
aiuti
superare ilgrado
clericalismo
piuttosto
radicato
che scari
4) Le scelte devono essere fatte in modo tale
dere
alle
successive
tappe
secondo
quanto
indicaaccentra tutto sulla figura del sacerdote, e permetta ai laici di sentirsi non solo
che le persone indicate sappiano portare la loro
to nel numero precedente.
esecutori, ma effettivamente responsabili della
vita della comunità.
esperienza di vita e di fede, le loro competenze,
Per questo evento particolarmente importante
Purtroppo la nostra comunità è reduce da unʼesperienza di Consiglio Past
l’apporto di un vero e proprio discernimento per
ci affidiamo all’intercessione di S. Nicolò nostro
Parrocchiale
naufragato
e
lo
sappiamo
bene
tuttiaffinché
che, quando
il bene della comunità in ordine ai compiti che
patrono
ci aiuti adunʼesperienza
operare secondo fallisce,
lo
è
piuttosto
titubanti
nel
riprenderla.
le sono propri.
Spirito del Signore, così come ha fatto lui.
Tuttavia
non
possiamo
disarmarci,
la
strada
è questa, ce lo chiede il Vangelo, ce lo ch
Il progetto è quello di un Consiglio Pastorale
la Chiesa,checeaiuti
lo chiede
ci consegna
alla
Parrocchiale
i sacerdotiil aBattesimo
leggere il ter-che tutti abbiamo ricevuto e che
Il vostro
parroco
ritorio,
sue esigenze,
gli uniledegli
altri. a trovare i modi più adatDon Alberto
tiNel
per l’annuncio
del
Vangelo
e
dare
risposte
conprossimo numero del notiziario saremo in grado di fornire lʼelenco dei candida
procedere alle successive tappe secondo quanto indicato nel numero precedente.
La Voce » di S. N
6 questo evento particolarmente importante ci affidiamo allʼintercessione
Per
nostro patrono affinché ci aiuti ad operare secondo lo Spirito del Signore, così com
dicembre
PRIMA D’AVVENTO
1 DOM Dono S. Nicolò
FESTA DEL “CIAO” ACR
2 LUN
3 MAR 9:20 Messa e formazione
4 MER 5 GIO S. NICOLO’ PATRONO
6 VEN
18:00 S. Messa con i sacerdoti StAzZa
7 SAB
SECONDA D’AVVENTO
8 DOM
IMMACOLATA CONCEZIONE FESTA ADESIONE SOCI A.C.I.
9 LUN 20:45 Consiglio Affari Economici
9:20 Messa e formazione
10 MAR 14:30 Incontro sacerdoti della parrocchia
20:00 UFFICIO COMUNITARIO
11 MER 20:00 UFFICIO COMUNITARIO Capannelle
12 GIO
S. Lucia a Capannelle e a Zanica
13 VEN 14 SAB
TERZA D’AVVENTO
16:00 Battesimi
15 DOM
Ritiro - pellegrinaggio Adolescenti StAzZA
16 LUN
17 MAR
18 MER
20:45 Consiglio dell’oratorio
9:20 Messa e formazione
20:45 Redazione Notiziario
16:45 Celebrazione Riconciliazione Gruppo Gerusalemme
19 GIO
20:30 Cineteatro nuovo: Scambio degli Auguri con tutti i Collaboratori
15:00 Celebrazione Riconciliazione medie
20 VEN
20:30 Preparazione comunitaria alla Riconciliazione
21 SAB
10:00 – 12:00 e 16:00 – 18:00 Celebrazione della Riconciliazione
QUARTA D’AVVENTO
22 DOM
16:00 – 18:00 Celebrazione della Riconciliazione
23 LUN 20:30 Preparazione comunitaria adolescenti e giovani alla Riconciliazione
10:00 – 12:00 e 16:00 – 18:00 Celebrazione della Riconciliazione
24 MAR 23:30 Veglia animata dagli adolescenti e giovani
24:00 MESSA NEL NATALE DEL SIGNORE
NATALE DEL SIGNORE
25 MER
Messe come da orario festivo
S. STEFANO
Messe 10:00 e 18:00 in parrocchia
26 GIO
10:00 Capannelle
Dal 26 al 29 Campo neve medie
27 VEN 28 SAB
29 DOM SACRA FAMIGLIA
30 LUN Dal 30 al 3 gennaio Capodanno adolescenti
31 MAR Ore 18:00 S. Messa e TE DEUM di Ringraziamento per l’anno trascorso
Avvento 2013
7
IL CINE TEATRO NUOVO:
manutenzione straordinaria
Noi sacerdoti, insieme al Consiglio per gli Affari Economici e a quanti si prestano al funzionamento della struttura abbiamo riflettuto a lungo sull’opportunità di continuare a far funzionare il cine-teatro.
Una riflessione approfondita e realista, in ordine
alla necessità di intervenire sulla struttura che presenta
il peso degli anni e tecniche costruttive che non corrispondono più alle normative vigenti. È proprio la legge che ci impone la sostituzione del tetto in amianto
con la conseguente installazione di una nuova copertura che abbia caratteristiche coibentanti in vista di
un risparmio energetico.
In diversi punti l’intonaco delle pareti esterne si
stacca e ciò pregiudica la sicurezza dei passanti oltre
all’immagine di degrado poco invitante.
Anche la tecnica di proiezione è cambiata e, a partire dalla fine dell’anno, i film non saranno più riprodotti su pellicola, bensì saranno riprodotti con siste-
Castagnata 2013
ma digitale e ciò comporterà la sostituzione delle macchine di proiezione.
Per questi motivi l’intervento è improrogabile e
come si può vedere già si è iniziato un primo lotto di
interventi, prevediamo la fine dei lavori nella prossima primavera visto l’imminente inverno che ostacolerà la tinteggiatura.
A dire il vero l’intervento era già stato progettato
qualche anno fa, è stato in parte modificato in quanto si è preferito lasciar perdere l’impianto fotovoltaico a favore del proiettore digitale e del ripristino degli
intonaci esterni.
Il preventivo di spesa si aggira intorno ai trecentomila euro. Per far fronte al costo abbiamo provveduto ad accendere un nuovo mutuo presso la Banca
della Bergamasca. Le casse della parrocchia piangono,
come del resto piangono i bilanci di tante famiglie e
di tante imprese, ma è da sprovveduti non intervenire su strutture che sono a servizio di tutta la comunità. Ci affidiamo e ancora una volta confidiamo nella Provvidenza che assume il volto di tutte quelle persone che con generosità non rimangono insensibili ai
bisogni della comunità.
Il vostro parroco
Don Alberto
Non bastano le indiscrezioni meteo sull’arrivo del
brutto tempo per fermare la due giorni più godereccia dell’autunno: pani e cotechini a volontà, le leggendarie frittelle della casa con una ricetta più segreta di quella della CocaCola, una valanga di patatine
che – anche solo per togliersi lo sfizio – non guasta
mai, un pomeriggio di intricati giochi d’abilità per
mettere alla prova grandi e piccini, e la castagnata
2013 eccola qua.
Naturalmente il tutto sommerso da una vagonata
di caldarroste, il cui profumo – che invade l’atmosfera – rende difficile pensare ad altro…
Cosa raccontare di altro che non sia un copione già collaudato, una tradizione già consolidata?
Sabato sera e domenica pomeriggio, intervallati
dal pranzo missionario: un solo weekend che oltre a
essere un punto di ritrovo bello e familiare, ha anche
il retrogusto della solidarietà e della vicinanza ai più
poveri e bisognosi…
Che dire? Alla prossima!
8
La Voce »
Avvento per i
ragazzi
Prepararsi al Natale è fondamentale per tutti. Proprio per questo, anche quest’anno seguiremo un percorso particolare con i bambini delle elementari e con
i ragazzi delle medie, perché possano
arrivare carichi e pronti a quest’incontro.
Seguiamo il camino della
stella! “Ancora???” Si chiederà qualcuno.
Sì, ancora, ma in
modo totalmente diverso: perché quest’anno
faremo lo stesso cammino di tutta la diocesi di
Bergamo.
Esatto, tutti i bambini, dai monti innevati di Foppolo alle steppe vaste
e pianeggianti di Romano saranno coinvolti in questo super viaggio con la destinazione già
impostata: la grotta di Betlemme!
Si è deciso scegliere la stella di Natale, quella che
nel cielo guida i Magi lungo il cammino, perchè è il
segno del cielo che ci comunica che un dono straordinario è preparato per noi fin dall’origine, prima che
il mondo fosse.
La stella è la provocazione che necessita di domande e di intelligenza, è un segno che va interpretato:
nemmeno tutta la scienza dei Magi riesce a decifrarlo
senza la luce delle Scritture. Anche noi come i Magi,
comunità diocesana in cammino e in ricerca, piccoli
e gradi, uomini e donne, insieme seguiamo la stella.
Per ogni settimana di Avvento e Natale si è individuato un personaggio biblico che non solo compare nelle letture della domenica, ma anche interpreta
l’atteggiamento su cui si intende “lavorare” durante
la settimana, a casa e – magari, perché no? – addirittura con tutta la propria famiglia.
Una sorta di collezione di figurine di uomini speciali, che nelle loro vita hanno dato fiducia e spazio
a questa stella e alla storia che essa raccontava: Isaia,
Giovanni il Battista, Maria, Giuseppe, i re magi…
E da loro partire per scoprire quanto è stata importante per la loro vita la preghiera, la conversione, la
testimonianza, l’accoglienza, l’adorazione.
Ci attende un cammino interessante, fatto di cose
quotidiane e senza aggiunte particolari o impegni
extra: solo l’impegno di continuare a guardare la stella, di camminare per rendere straordinarie le cose di
tutti i giorni.
Buon avvento a tutti!
Don Mattia
Avvento 2013
9
“Famiglia, vivi la
gioia della fede!”
Pellegrinaggio delle famiglie con
Papa Francesco in occasione
dell’Anno della Fede.
Chiara, superato il metal detector, si trova all’interno del colonnato e guardandosi attorno, in una Piazza
San Pietro ancora totalmente vuota, non può credere ai suoi occhi: le sue stampelle, conseguenza di una
caduta, che solo pochi giorni prima sembravano un
ostacolo insormontabile al nostro desiderio di partecipare tutti insieme al “Pellegrinaggio mondiale delle
famiglie sulla tomba di Pietro”, sono diventate la privilegiata “chiave” d’accesso che le consente di evitare la
ressa degli oltre centomila pellegrini, stretti per alcune ore attorno al colonnato in attesa di poter accedere alla piazza quasi a formare un enorme abbraccio a
Pietro e al suo successore Francesco.
Poi, circondato da decine di bambini, arriva Papa
Francesco.
Il Santo Padre si rivolge a noi famiglie “venute pellegrine da tante parti del mondo per professare la fede
davanti al sepolcro di San Pietro” chiedendoci: «come
è possibile vivere la gioia della fede, oggi, in famiglia?».
Spesso le fatiche della vita, il lavoro che a volte
manca, possono togliere la gioia nella famiglia, ma
«quello che più pesa è la mancanza di amore: non ricevere un sorriso, non essere accolti».
Poi prosegue il suo pensiero dicendo che Gesù «ci
invita ad andare da Lui per darci, per dare a tutti la
gioia» perché «conosce le nostre fatiche conosce anche il
profondo desiderio di trovare la gioia del ristoro: Gesù
vuole che la vostra gioia sia piena».
Il Santo Padre continua ricordando agli sposi la
sacralità del matrimonio quale momento fondante della famiglia e ci suggerisce, con la disarmante semplicità che ormai lo contraddistingue, tre “parole-chiave”
per portare avanti la famiglia: dire “permesso”, per non
essere invadenti; “grazie” per essere riconoscenti tutti
i giorni a chi ci sta accanto; “scusa”, perché ogni giorno scenda sempre la pace sulla coppia e sulla famiglia.
L’ultimo pensiero della giornata il Papa lo riserva
ai nonni perché «rappresentano la fede come memoria».
Il cielo di Roma oggi è magnifico, senza nuvole;
il sole ci obbliga a proteggere il capo con cappellini o
altri rimedi di fortuna.
Prendiamo posto nel primo settore, davanti al palco e attendiamo l’inizio della manifestazione: poco
meno di un’ora e la piazza è gremita di gente di ogni
età e provenienza, tanto che le famiglie cominciano
ad occupare anche Via della Conciliazione.
La giornata di sabato si svolge in due momenti distinti. Durante la prima parte nel lungo pomeriggio di festa, testimonianze e musica, ripercorriamo alcune tappe fondamentali della vita dell’Apostolo: come Pietro ha affrontato un lungo cammino
durante la sua vita alla sequela di Gesù – riconducibili a quattro momenti: vocazione, relazione, società, Chiesa – anche noi famiglie, ripercorrendo queste tappe dell’esperienza di san Pietro, riscopriamo la
storia della Grande Famiglia in cui le nostre famiglie
sono inserite: la Chiesa.
10
La Voce »
Rivolgendosi ai genitori e ai bambini chiede: «Ascoltate i nonni? Aprite i vostri cuori alla memoria dei nonni?
I nonni rappresentano la saggezza del mondo e un popolo
che non ascolta la voce dei nonni è un popolo che muore».
È ormai sera: Papa Francesco, raggiunta la “papamobile”, si immerge nella piazza esultante per raccogliere l’abbraccio di noi famiglie e ci benedice.
L’indomani mattina siamo in deciso ritardo sulla tabella di marcia; giungiamo presso la piazza che è
ormai già da diverso tempo invasa dal “popolo delle
famiglie” in attesa dell’inizio della solenne Celebrazione Eucaristica, ma per una serie di fortuite coincidenze riusciamo comunque ad avvicinarci al grande altare appositamente allestito e a trovare posto a sedere.
L’omelia che Papa Francesco ci rivolge ruota attorno a tre caratteristiche fondamentali della famiglia
cristiana.
La prima: la famiglia che prega.
Pregare in famiglia fa forte la famiglia. «Ma, - dice
il Papa - in famiglia, come si fa? Perché non c’è mai un
momento adatto, tranquillo, in famiglia…». E prosegue: «ci vuole semplicità: per pregare in famiglia, ci vuole semplicità! Pregare insieme il “Padre nostro”, intorno
alla tavola, non è una cosa straordinaria: è facile».
Avvento 2013
Come la recita del rosario, o la preghiera gli uni
per gli altri: i coniugi tra loro e per i figli, i figli per i
genitori, per i nonni…
La seconda: la famiglia custodisce la fede. «In che
modo, in famiglia, custodiamo la nostra fede?» Quando sappiamo condividerla con la testimonianza, con
l’accoglienza, con l’apertura agli altri: la fede si custodisce donandola.
La terza: la famiglia che vive la gioia. Papa Francesco sottolinea che «la gioia vera che si gusta nella
famiglia non è qualcosa di superficiale, non viene dalle
cose, dalle circostanze favorevoli… La gioia vera viene
da un’armonia profonda tra le persone, che tutti sentono nel cuore, e che ci fa sentire la bellezza di essere insieme, di sostenerci a vicenda nel cammino della vita». Una
gioia profonda che nasce dalla presenza di Dio nella
famiglia, il quale dona ai suoi componenti un amore paziente. Solo Dio sa creare l’armonia delle differenze. Se
manca l’amore di Dio, anche la famiglia perde l’armonia, prevalgono gli individualismi, e si spegne la gioia.
Invece la famiglia che vive la gioia della fede e la
comunica spontaneamente, è sale della terra e luce del
mondo, è lievito per tutta la società…
Torniamo a casa e subito cerchiamo di mettere in
pratica qualche cosa della ricchezza vissuta a Roma,
tre piccole cose…
La prima (la preghiera). Decidiamo che prima dei
pasti, al posto della classica benedizione della tavola,
si reciti tutti insieme il Padre Nostro.
La seconda (la testimonianza). Una compagna di
classe chiede a Giorgia il motivo della sua assenza il
sabato precedente. «Sono stata a Roma da Papa Francesco!» le risponde. Probabilmente colpita dalla singolare risposta la compagna prosegue: «Ma tu ci credi?». «Si, io si!», le risponde Giorgia.
La terza (la gioia). Nella quotidianità, fatta come
in tutte le famiglie di alti e bassi, per imparare a vivere
la gioia che solo Dio sa creare, cerchiamo un po’ più
spesso di rivolgerci l’un l’altro le tre “parole-chiave”
per portare avanti la famiglia: permesso, grazie, scusa.
Tre piccole cose…, tre piccoli passi.
Maria, Giancarlo, Chiara, Giorgia
11
S. NICOLÒ VESCOVO
Un Patrono insigne, ma non
sufficientemente conosciuto
Nicola muore il 6 dicembre di un anno incerto e
il suo culto si diffonde dapprima in Asia Minore (25
chiese dedicate a lui a Costantinopoli nel VI secolo).
Ci sono pellegrinaggi alla sua tomba, posta fuori dell’abitato di Mira. Moltissimi scritti in greco e in
latino lo fanno via via conoscere nel mondo bizantino-slavo e in Occidente, cominciando da Roma e dal
Sud d’Italia, soggetto a Bisanzio.
DOVE SI TROVANO I SUOI RESTI
CHI ERA
La sua fama è universale, documentata da chiese
e opere d’arte, da istituzioni e tradizioni legate al suo
nome. Ma sulla sua vita le notizie certe sono pochissime.
Nato probabilmente a Pàtara di Licia, in Asia
Minore (attuale Turchia), è poi eletto vescovo di Mira,
nella stessa Licia. E qui, dicono alcune leggende, compie un miracolo dopo l’altro. Come accade alle personalità forti, quasi ogni suo gesto è trasfigurato in prodigio: strappa miracolosamente tre ufficiali al supplizio; preserva Mira da una carestia, con altri portenti...
Qui può trattarsi di fatti autentici, abbelliti da scrittori entusiasti. Forse per gli ufficiali egli ha ottenuto la
grazia dell’imperatore Costantino (al quale chiederà
anche sgravi d’imposta per Mira); e contro la carestia
può aver organizzato rifornimenti tempestivi. Ma si
racconta pure che abbia placato una tempesta in mare,
e resuscitato tre giovani uccisi da un oste rapinatore...
Un “Passionarium” del VI secolo dice che ha sofferto per la fede nelle ultime persecuzioni antecedenti Costantino, e che è intervenuto nel 325 al Concilio di Nicea.
12
Ma oltre sette secoli dopo la sua morte, quando in
Puglia è subentrato il dominio normanno, “Nicola di
Mira” diventa “Nicola di Bari”.
Sessantadue marinai baresi, sbarcati nell’Asia Minore già soggetta ai Turchi, arrivano al sepolcro di Nicola e s’impadroniscono dei suoi resti, che il 9 maggio
1087 giungono a Bari accolti in trionfo: ora la città ha un suo patrono. E forse ha impedito ad altri di
arrivare alle reliquie. Dopo la collocazione provvisoria in una chiesa cittadina, il 29 settembre 1089 esse
trovano sistemazione definitiva nella cripta, già pronta, della basilica che si sta innalzando in suo onore.
È il Papa in persona, Urbano II, a deporle sotto
l’altare. Nel 1098 lo stesso Urbano II presiede nella basilica un concilio di vescovi, tra i quali alcuni
“greci” dell’Italia settentrionale: c’è già stato lo scisma d’Oriente.
Alla fine del XX secolo la basilica, affidata da Pio
XII ai domenicani, è luogo d’incontro tra le Chiese
d’Oriente e d’Occidente, e sede dell’Istituto di Teologia Ecumenica San Nicola. Nella cripta c’è anche
una cappella orientale, dove i cristiani ancora “separati” dal 1054 possono celebrare la loro liturgia. Scrive Gerardo Cioffari, del Centro Studi San Nicola: “In
tal modo la basilica si presenta... come una realtà che
vive il futuro ecumenico della Chiesa”. Nicola di Mira
e di Bari, un santo per tutti i millenni.
Nell’iconografia San Nicola è facilmente riconoscibile perché tiene in mano tre sacchetti (talvolta riassunti in uno solo) di monete d’oro, spesso resi più visibili sotto forma di tre palle d’oro.
Racconta la leggenda che nella città dove si trovava il vescovo Nicola, un padre, non avendo i soldi per costituire la dote alle sue tre figlie e farle così
sposare convenientemente, avesse deciso di mandarle a prostituirsi. Nicola, venuto a conoscenza di
questa idea, fornì tre sacchetti di monete d’oro che
costituirono quindi la dote delle fanciulle, salvandone la purezza.
La Voce »
UNA CARATTERISTICA DELLA SUA
PERSONALITA’: una spiccata carità evangelica
Alcuni scrittori affermano che Nicola restò orfano
e che ereditò una notevole ricchezza. Sempre secondo
alcuni scrittori la morte dei genitori avvenne durante
una pestilenza, in occasione della quale si erano messi ad aiutare quelli che ne erano stati colpiti.
Pare assodato comunque che Nicola ereditò una
grande fortuna dai suoi genitori e pare pure assodato che, cresciuto alla scuola della carità praticata dal
padre e dalla madre, anche lui ne divenne un grande
testimone. Ne è prova il racconto della “dote alle fanciulle” (Praxis de tribus filiabus) di cui prima abbiamo accenato.
Il racconto in questione, non è corroborato da
testimonianze esterne, né ci è pervenuto qualche
frammento del testo originale che certamente doveva far parte dell’antica Vita del Santo del IV-V secolo. La sua storicità, almeno nelle sue linee essenziali,
è comunque garantita dalla varietà delle antiche tradizioni pervenuteci.
La Praxis de tribus filiabus ci è giunta infatti in tre
principali versioni, quella bizantina (di Michele Archimandrita, VIII secolo), quella sinaitica (di Anonimo,
probabilmente fra il VI e I’VIII secolo) e quella etiopica (nel Sinassario, probabilmente X-XIII secolo).
La narrazione più estesa e più nota è la prima che è
così riportata.
Il contesto è quello di un padre che da una certa
agiatezza era caduto in estrema miseria. Avendo alcune figlie in età da marito, venendo esse non considerate e quindi emarginate per la povertà in cui era caduta la famiglia, pensò di risolvere il problema facendole prostituire. Nicola venne a sapere di questo dramma familiare e decise di intervenire secondo la modalità suggerita nel Vangelo: “Quando dunque fai l’elemosina, non suonar la tromba avanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle piazze, per essere onorati dagli uomini. Vi dico in verità che costoro hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando tu
fai l’elemosina invece, non sappia la tua sinistra quel
che fa la tua destra, in modo che la tua elemosina resti
segreta, e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà” (Matteo, 6, 2-4).
Ecco come il primo biografo di S. Nicola, vale a
dire Michele Archimandrita, riporta l’intervento di
Nicola: Senza recarsi da lui e senza fermarsi a soppesare la quantità del dono o le parole di conforto, deciso
a liberare quello dalla turpitudine e allo stesso tempo
a non suonare la tromba sulla sua elemosina, agendo
con cautela, raccolse in un panno una somma suffi-
Avvento 2013
ciente in monete d’oro, di nascosto la gettò attraverso
la finestra nella casa di quell’uomo, e in fretta tornò
a casa sua. Come si fece giorno, l’uomo, levatosi dal
letto, trovò in mezzo alla casa il gruzzolo di denaro e,
con le lacrime che non poteva trattenere, preso dalla
gioia, stupito e sbalordito, rese grazie a Dio.
Dopo la lieta sorpresa ovviamente il padre cercò di
capire da che parte gli fosse venuta la fortuna. Intanto però organizzò il matrimonio della figlia più grande e si ravvide del suo peccato. Vedendo che il padre
si era ravveduto, Nicola ripeté l’atto di carità, gettando sempre di notte per la finestra un altro sacchetto
di monete d’oro. Si può ben immaginare la gioia e la
commozione del vecchio padre. Che poté così organizzare il matrimonio della seconda figlia.
Speranzoso che la stessa sorte capitasse alla terza
figlia, ma anche incuriosito su chi fosse il benefattore,
il padre cercò di dormire con un occhio solo, nella speranza che se fosse arrivata la terza dote avrebbe potuto sorprendere e riconoscere il benefattore. Ed infatti, una notte, appena sentì lo sperato rumore dei sacchetti di monete che cadevano a terra, balzò in piedi.
Si precipitò fuori e subito lo raggiunse, ed avendolo riconosciuto, gli si gettò ai piedi e prostrato scoppiò in lacrime e singhiozzi. Poi ringraziandolo calorosamente, con molti argomenti lo chiamava, dopo
Dio, salvatore suo e delle tre figlie.
Diceva: “Se non fosse stato per la tua bontà, suscitata dal nostro comune Signore Gesù Cristo, già da tempo
le avrei consegnate ad una vita di perdizione e di vergogna”. Udito ciò S. Nicola fece rialzare l’uomo da terra e l’obbligò a giurare di non rivelare a nessuno fino
al termine della sua vita che era stato lui a fargli avere quei beni. Quindi lasciò che l’uomo se ne andasse in pace.
13
Donne e uomini capaci di Vangelo. Così
il Vescovo titola la sua lettera, che
indirizza lo sguardo pastorale di
quest’anno alla catechesi degli
adulti.
Come Unità Vicariale StAzZa vogliamo
raccogliere quest’invito a investire
ancora di più sulla formazione della
comunità adulta, continuando in scia
al bel lavoro fatto l’anno scorso.
Eccoci allora a proporre un percorso
che accompagni il viaggio di fede di
ciascuno, chiamato a incarnare nella
propria vita il respiro profondo degli
uomini delle Beatitudini.
9 incontri, con diverse modalità - che
vanno
dalla
conferenza,
all’esperienza più di laboratorio e di
confronto, passando attraverso il
tentativo dell’attualizzazione e della
testimonianza - in cui cercare di
condividere un bagaglio comune perché
l’avventura del credere ci trovi
Donne
capaci
Vangelo.verso
Così
prontie auomini
metterci
in dicammino
il
Vescovo
titola
la
sua
lettera,
che
orizzonti di autenticità e di maturità
indirizza
lo
sguardo
pastorale
di
umana e cristiana.
quest’anno
alla
catechesi
degli
Uomini e donne capaci di Vangelo
adulti.
perché non ancora stanchi di mettersi
Come Unità Vicariale StAzZa vogliamo
in cammino sulle strade del Regno: lì
raccogliere quest’invito a investire
dove la Parola si fa sentire e apre
ancora di più sulla formazione della
gli occhi adulta,
per interpretare
il reale;
lì
comunità
continuando
in scia
dove
l’Eucarestia
chiama
la
fede
a
al bel lavoro fatto l’anno scorso.
costruire
relazioni
di fraternità;
lì
Eccoci
allora
a proporre
un percorso
dove
il
mondo
e
la
società
in
cui
si
che accompagni il viaggio di fede di
vive
chiedono
di
essere
abitati
fino
ciascuno, chiamato a incarnare nella
in fondo;vita
lì dove
la libertà
si lascia
propria
il respiro
profondo
degli
affascinare
dal prendere il buon
uomini
delle Beatitudini.
9profumo
incontri,della
con diverse
carità; modalità
lì dove- che
la
vsantità
a n n o si d impasta
alla
c
o
n
f
e
r
e
n
z
a
con le cose di,
all’esperienza
tutti i giorni… più di laboratorio e di
confronto,
attraverso
il
Qui, dove passando
le strade
del Regno
tentativo
dell’attualizzazione
e
della
incrociano le nostre, con il nostro
testimonianza
- inpronti
cui cercare
di
bagaglio di fede,
ad andare
condividere un bagaglio comune perché
dove lo Spirito chiama a spendere la
l’avventura del credere ci trovi
vita.
pronti a metterci in cammino verso
orizzonti di autenticità e di maturità
14 e cristiana.
umana
Uomini e donne capaci di Vangelo
Donne e uomini capaci di Vangelo. Così
il
Vescovo
titola
la sua
lettera,. Così
che
Donne
e uomini
capaci
di Vangelo
il
Vescovo lo
titola
la suapastorale
lettera, che
indirizza
sguardo
di
indirizza
sguardo
pastorale
di
quest’anno loalla
catechesi
degli
quest’anno
alla
catechesi
degli
adulti.
adulti.
Come Unità Vicariale StAzZa vogliamo
Come
Unità Vicariale
StAzZa
vogliamo
raccogliere
quest’invito
a investire
raccogliere
quest’invito
a
investire
ancora di più sulla formazione della
ancora
più sulla
formazione
comunitàdi adulta,
continuando
indella
scia
comunità adulta, continuando in scia
al bel lavoro fatto l’anno scorso.
al bel lavoro fatto l’anno scorso.
Eccoci allora a proporre un percorso
Eccoci allora a proporre un percorso
che accompagni il viaggio di fede di
che accompagni il viaggio di fede di
ciascuno,
ciascuno, chiamato
chiamato a
a incarnare
incarnare nella
nella
propria
vita
il
respiro
propria vita il respiro profondo
profondo degli
degli
uomini delle
delle
Beatitudini.
uomini
Beatitudini.
a cura delle parrocchie
99 incontri,
con
modalità -- che
incontri,
con | diverse
diverse
di
Stezzano
Azzano modalità
San Paolo che
| Zanica
v
a
n
n
o
d
a
l
l
a
c
o
vanno
dalla
con
nf
fe
er
re
en
nz
za
a ,,
all’esperienza più di laboratorio e di
confronto, passando attraverso il
tentativo dell’attualizzazione e della
testimonianza - in cui cercare di
condividere
condividere un
un bagaglio
bagaglio comune
comune perché
perché
l’avventura
l’avventura del
del credere
credere ci
ci trovi
trovi
pronti
a
metterci
in
cammino
verso
pronti a metterci in cammino verso
orizzonti di
di autenticità
autenticità e
e di
di maturità
maturità
orizzonti
umana
e
cristiana.
umana e cristiana.
Uomini e donne capaci di Vangelo
Uomini e donne capaci di Vangelo
perché non ancora stanchi di mettersi
perché non ancora stanchi di mettersi
in cammino sulle strade del Regno: lì
in cammino sulle strade del Regno: lì
dove la Parola si fa sentire e apre
dove
la Parola
si fa sentire
e apre
gli occhi
per interpretare
il reale;
lì
gli
occhi
per
interpretare
il
reale;
dove l’Eucarestia chiama la fede lì
a
dove
l’Eucarestia
la fede lì
a
costruire
relazionichiama
di fraternità;
costruire
relazioni
di fraternità;
dove il mondo
e la società
in cui lì
si
dove
mondo e
società
in cui
si
vive il
chiedono
di la
essere
abitati
fino
vive
chiedono
di STEZZANO
essere
abitati
fino
in fondo;
lì dove
la
libertà
si lascia
035.591070
|
[email protected]
in
fondo; lì dove
libertà si
affascinare
dal laprendere
il lascia
buon
profumo della
carità;
lì il
dovebuon
affascinare
dal
prendere
a cura delle parrocchie la
santità si
impasta
con lì
le dove
cose di
profumo
della
carità;
AZZANO
SAN
PAOLO
di Stezzano
| Azzano
San
Paolo | la
Zanica
tutti
i
giorni…
santità si impasta
con le cose di
335.62.10.444
Qui, idove
le
strade
del
Regno
tutti
giorni…
incrociano
il nostro
Qui,
dove lele nostre,
stradecon del
Regno
ZANICA
bagaglio
di
fede,
pronti
ad
andare
incrociano le nostre, con il nostro
dove lo Spirito
chiama
a spendere
la
035.670558
bagaglio
di fede,
pronti
ad andare
vita.
dove lo Spirito chiama a spendere la
vita.
La Voce »
Calendario
appunt
Calendario
appunt
Calendario
appunt
Calendario appuntamenti
sorgente da cui scaturisce la Chiesa: lo
spezzare il pane alla stessa tavola
porta il dono della comunione e il
compito della fraternità.
2 voci, confrontandoci con la vita del
sindaco di Firenze (1904-1977), che visse la
sua fede impegnandosi nella politica e
nella cura del bene pubblico.
12 novembre | INCONTRO
14 gennaio | INCONTRO
12 novembre | INCONTRO
14 gennaio | INCONTRO
Uditori
della Parola
14 gennaio | INCONTRO
12 novembre
| INCONTRO | | INCONTRO
12
26Inovembre
novembre
LABORATORIO
cristiani sono
chiamati Parola
a crescere come
Uditori
della
donne
e uomini
in ascolto continuo
della
Cittadini
del
Uditori
della
Parola
IParola,
cristiani
sono
chiamati
a crescere
come
perché
il
Vangelo
rende
capaci
di
Uditori
della
Parola
Chiesa
e
Parola
donne e uomini in ascolto continuo della
Cittadini del mondo
Cittadini
del mondodella
mondo e vivono Libertà
nella concretezza
mondo
e fede del
I
cristiani
abitano
la mondo
complessità
storia: la fede del
invita
a vivere
Cittadini
Testimoni
della
fededa
mondo e vivono nella concretezza della
11 febbraio | LABORATORIO
14
gennaio || INCONTRO
4 Ifebbraio
INCONTRO
cristiani abitano
la complessità del
ario
ario appuntamenti
appuntamenti
I cristiani abitano la complessità del
La modalità del laboratorio chiede a
I cristiani sono chiamati a crescere come
e vivono nella concretezza
della
di
mettersi
in gioco la
all’interno
donne e riconoscere
uomini in ascoltolo
continuo
delladi Dio che mondo
protagonisti
e aciascuno
non
far
mancare
Spirito
agisce
I
cristiani
abitano
la
I
cristiani
sono
chiamati
a
crescere
come
La
modalità
del
laboratorio
chiede
a
Assomigliare
sempre
piùcomplessità
Gesù è èundel
un
storia: dila fede invita a vivere
da la
del
lavoro
di
gruppo:
modo per
Parola, perché
il Vangelo
di
storia:
fede dove
invita
aaforgiano
vivere
da
Parola,
perchérende
il capaci
Vangelo
rende capaci
propria
parte
si
la
anche
oggi.
protagonisti
e a non far mancare
la
vivere concretezza
concretamente
ildella
coraggio
di
riconoscere
lo Spirito
di mettersi
Dio in
che ascolto
agisce
mondo
e
vivono
nella
donne
e
uomini
continuo
della
ciascuno
di
in
gioco
all’interno
cammino
che
chiede
alla
libertà
di
protagonisti
e
a
non
far
mancare
la
riconoscere
lo
Spirito
di
Dio
che
agisce
propria parte dove si forgiano
la
nella fede
esarà.
la ricchezza della
anche oggi.
coscienza
sociale
eesporsi
il mondo
chevivere
storia:
la
fede
invita
a
da
Parola,
perché
il
Vangelo
rende
capaci
di
del
lavoro
di
gruppo:
è
un
modo
per
ciascuno
di
continuare
a
scegliere
di
parte dove
la d e l l a
coscienza sociale e il mondo chepropria
sarà.
c o n d i v isi
s i o n eforgiano
sul
tema
anche oggi.
protagonisti
e atestimonianza
non
fare della
mancare
la
riconoscere
lo Spirito diilDiocoraggio
che agisce
carità.
vivere concretamente
di
spendersi
nella
testimonianza
della
coscienza sociale e il mondo che sarà.
propria
parte gratuità.
dove si forgiano
anche
oggi.
esporsi
nella fede e la ricchezza della
carità e della
coscienza
sociale
e il mondo che sarà.
condivisione sul tema della Parola e
21
gennaio
|
ATTUALIZZAZIONE
18
febbraio | INCONTRO
19 novembre
|
INCONTRO
fraternità.
14della
gennaio
| INCONTRO
11 febbraio | LABORATORIO
la
2111gennaio
| ATTUALIZZAZIONE
febbraio
| LABORATORIO
Giorgio La Pira 11 febbraio | LABORATORIO
Fedeltà creativa
21Libertà
gennaio
| ATTUALIZZAZIONE
novembre
| INCONTRO
Incontro di rilettura e attualizzazione
a
La 19
celebrazione
dell’Eucarestia
è
la
Cittadini
del
mondo
e
nel quotidiano
La
Pira
2 voci, confrontandoci conGiorgio
la
vita del
Costruttori
di
unità
Donne
uomini
di
. Così
sorgente
da ecui
scaturiscecapaci
la Chiesa:
lo Vangelo
Cittadini
del
mondo
Libertà
e fede
fede
19 novembre | INCONTRO
14
|| INCONTRO
14 gennaio
gennaio
INCONTRO
Costruttori
di unità
del
19Cittadini
novembre | INCONTRO
mondo
Costruttori di unità
Costruttori di unità
e fede
21Libertà
gennaio | ATTUALIZZAZIONE
Giorgio
Chiesa
e
Giorgio
Giorgio
Chiesa e
Chiesa e
Fedeltà
creativa
Testimoni
della fede
Fedeltà
Fedeltà creativa
creativa
nel
quotidiano
Testimoni
della
fede
nel
quotidiano
nel
quotidiano
Testimoni della fede
sindaco del
di Firenze (1904-1977), che La
visse modalità
la
I pane
cristiani
abitano
delLa laboratorio
chiede
a
spezzare il
alla stessa
tavola la complessità
fede prende forma,
espressioni
e
il Vescovo
titola
la dell’Eucarestia
sua
lettera,
che
e attualizzazione
aa
LaIdono
celebrazione
è fede
ladel
sua
impegnandosi nella Incontro
politica
e di rilettura
cristiani
abitano
complessità
La
modalità
delmodalità
laboratorio
chiede
porta il
della
comunione
e il laconcretezza
nell’incontro
creativo
e
mondo
e vivono
nella
della
ciascuno
di
mettersi
in
gioco
all’interno
I
cristiani
abitano
la
complessità
del
La
modalità
del
laboratorio
chiede
a
nella
cura del bene pubblico. 2 voci, confrontandoci
compito
della
fraternità.
con
vitadella
del vita di
fantasioso
con la
le all’interno
cose
indirizza
lo
sguardo
pastorale
di della
sorgente
davivono
cui
scaturisce
la Chiesa:
lo
mondo
e
nella
concretezza
ciascuno
di
mettersi
in
gioco
storia:
la
fededell’Eucarestia
invita a vivere
del lavoro
di gruppo:
è un all’interno
modo cristiani
per
Incontro
didi
rilettura
ein
a
mondo
e il
vivono
nella
ciascuno
mettersi
gioco
La
celebrazione
è della
la da
tutti
iattualizzazione
giorni:
essere
è
sindaco
di
Firenze
(1904-1977),
visse
spezzare
alla concretezza
stessa
tavola
quest’anno
alla
catechesi
storia:
la pane
fede
a degli
vivere
da
del lavoro
di gruppo:
è che
un
modo la
per
l’avventura
dell’ordinario!
protagonisti
escaturisce
a invita
non far
mancare
la
concretamente
il
coraggio
di
2 vivere
voci,lavoro
confrontandoci
con
vita
storia: dalacuifede
invita
viverelo da
del
di gruppo:
è la
un
modo del
per
sorgente
laa Chiesa:
Giorgio La Pira
Giorgio La Pira
sua
fede di
impegnandosi
nella
politica a
e
porta
il dono e della
il la
protagonisti
adove
noncomunione
far forgiano
mancare
vivere
concretamente
ilricchezza
coraggio
di
adulti.
Incontro
rilettura
attualizzazione
La
celebrazione
èe la
propria
la
esporsi
fede(1904-1977),
ee la
della
sindaco
dinella
Firenze
visse
la
protagonisti
e dell’Eucarestia
a alla
non si
far mancare
vivere
concretamente
il che
coraggio
di
spezzare
ilparte
pane
stessa
tavola
nella
cura
del
bene
pubblico.
compito
della
fraternità.
propria
parte
dove
si
forgiano
la
esporsi
nella
fede
e
la
ricchezza
della
2
voci,
confrontandoci
con
la
vita
del
dadono
cui scaturisce
Chiesa:
Comesorgente
Unità
vogliamo
coscienza
sociale
eStAzZa
il mondo
che
sarà.
c
o nfede
d i v inella
sione
t e mpolitica
a
d della
e l lea
sua
impegnandosi
nella
propria
parte
dove
sila
forgiano
esporsi
fede seu lla
ricchezza
porta
ilVicariale
della
comunione
e lo
il la
coscienza
il mondo
che
sarà.
c
o n d i di
v i sFirenze
i o ne25
e della
s u lcarità.
t eche
ma
d e lla
la
26 novembre
| LABORATORIO
4 febbraio
sindaco
(1904-1977),
spezzare
ilsociale
pane e
tavola | INCONTRO
raccogliere
quest’invito
a stessa
investire
testimonianza
nella
pubblico.
coscienza
sociale
ealla
il mondo
che
sarà.
c
o n dcura
i v i sdel
i o nbene
e febbraio
s u l | tATTUALIZZAZIONE
e m a visse
della
compito
della
fraternità.
testimonianza
e
della
carità.
sua
fede
impegnandosi
nella
politica
e
porta
il
dono
della
comunione
e
il
ancora di più sulla formazione della
testimonianza e della carità.
Chiesa
e Parola
Testimoni della fede
Gianna
Beretta Molla
nella cura del bene
pubblico.
compito
della
fraternità.
comunità adulta, continuando in scia
La modalità del laboratorio chiede a
Assomigliare sempre più a Gesù è un
Incontro di rilettura e attualizzazione a
ciascuno
di mettersi
gioco all’interno
2 voci, confrontandoci con la vita di una
al bel
lavoroin fatto
l’anno scorso. cammino che chiede alla libertà di
del lavoro
di gruppo: è |unATTUALIZZAZIONE
modo per
ciascuno di continuare a scegliere
di
donna come tante (1922-1962), che visse la
21
gennaio
18
febbraio
|
INCONTRO
Eccoci
allora
a
proporre
un
percorso
2621
novembre
4 18
febbraio
| INCONTRO
vivere
concretamente
il| |LABORATORIO
coraggio
di
spendersi
nella
testimonianza
della
sua fede nel coraggio radicale di dare la
gennaio
ATTUALIZZAZIONE
febbraio
|
INCONTRO
gennaio
| ATTUALIZZAZIONE
18 febbraio | INCONTRO
esporsi
nella
fede e la ricchezza
della
vita, fedele alla scelta di essere moglie e
che21
accompagni
il
viaggio
di fede carità
di e della gratuità.
condivisione
sul tema della
Parola e
madre.
26
novembre
|
LABORATORIO
4
febbraio
|
INCONTRO
ciascuno,
della
fraternità. chiamato a incarnare nella
propria
vita il
profondo
degli
26 novembre
LABORATORIO
4 febbraio | INCONTRO
Incontro
di| respiro
rilettura
e attualizzazione
a
LaIncontro
modalità
del laboratorio
chiede a a
Assomigliare sempre più a Gesù è un
di rilettura
e attualizzazione
uomini
delle
Beatitudini.
2
voci,
confrontandoci
con
la
vita
del
Incontrodidimettersi
rilettura
attualizzazione
a
a cura
ciascuno
in egioco
all’interno
cammino
che delle
chiedeparrocchie
alla libertà di
2
voci,
confrontandoci
con
la
vita
del
9 incontri,
con
diverse
modalità
- che
sindaco
di
Firenze
(1904-1977),
che
visseadel
la
2
voci,
confrontandoci
con
la
vita
La
fede
prende
forma,
La
modalità
del
laboratorio
chiede
Assomigliare
sempre
più a
aespressioni
Gesù
è un
di Stezzano
|
Azzano
San
Paolo
| Zanica
del
lavorodi di
gruppo:
è un che
modovisse
per la
ciascuno
di
continuare
scegliere
di e
sindaco
Firenze
(1904-1977),
La
fedecheprende
forma,
espressioni
sua
fede
impegnandosi
nella
politica
e
v a nciascuno
n
o
d
a
l
l
a
c
o
n
f
e
r
e
n
z
a
,
sindaco
di
Firenze
(1904-1977),
che
visse
la
modalità
nell’incontro
creativo
di
mettersi
in
gioco
all’interno
cammino
chiede
alla
libertà
di e
La
fede
prende
forma,
espressioni
e
vivere
concretamente
il nella
coraggio
di
spendersi
nella
testimonianza
della
sua
fede
impegnandosi
politica
La
modalità
delgruppo:
laboratorio
chiede
a e
Assomigliare
sempre
più
adella
Gesù vita
è
un
modalità
nell’incontro
creativo
e
nella
cura
del
bene
pubblico.
sua
fede
impegnandosi
nella
politica
e
fantasioso
con
le
cose
del
lavoro
di
è
un
modo
per
ciascuno
di
continuare
a
scegliere
di
all’esperienza
più
di elaboratorio
e di
modalità
nell’incontro
creativo di
e
esporsi
nella
fede
la
ricchezza
della
carità
e
della
gratuità.
nella cura
del benein
pubblico.
ciascuno
di
mettersi
gioco
all’interno
cammino
che
chiede
alla
libertà
di
fantasioso
con
le
cose
della
vita
di
nella cura
del
bene
pubblico.
tutti
i nella
giorni:
essere
cristiani
è
vivere
concretamente
il
coraggio
spendersi
delladi
fantasioso
con letestimonianza
cose della
vita
confronto,
passando
attraverso
il die
condivisione
sul
tema
della
Parola
del
lavoro
gruppo:
un mododella
per
ciascuno
continuare
a scegliere
tutti
idi giorni:
essere
cristiani di è
l’avventura
dell’ordinario!
esporsi
nelladifede
e la èricchezza
carità
e della
gratuità.
tutti
i giorni:
essere cristiani è
tentativo
dell’attualizzazione
e della di
della
fraternità.
vivere
concretamente
il
coraggio
spendersi
nella
testimonianza
della
l’avventura
dell’ordinario!
condivisione - sul
della
Parola
e
l’avventura dell’ordinario!
testimonianza
in tema
cui
cercare
di
esporsi
nella
fede
e
la
ricchezza
della
carità
e
della
gratuità.
della fraternità.
condividere
un bagaglio
condivisione
sul temacomune
della perché
Parola e
144della
gennaio
|
INCONTRO
1125febbraio
l’avventura
del
credere
fraternità.
febbraio | INCONTRO ci trovi
febbraio| LABORATORIO
| ATTUALIZZAZIONE
1444 gennaio
|
INCONTRO
11
febbraio
|
LABORATORIO
febbraio
|
INCONTRO
25
febbraio
pronti
a
metterci
in
cammino
verso
febbraio | INCONTRO
25 febbraio || ATTUALIZZAZIONE
ATTUALIZZAZIONE
orizzonti di autenticità e di maturità
umana e cristiana.
I cristiani abitano la complessità del
La modalità del laboratorio chiede a
Assomigliare
sempre
più
aVangelo
Gesù è un
Incontro di rilettura e attualizzazione a
Uomini
e e donne
capaci
di
vivono
nellalaconcretezza
della
ciascuno
didimettersi
in egioco
all’interno
Imondo
cristiani
abitano
complessità
del
La
modalità
del laboratorio
Assomigliare
sempre
più
a
Gesù
è
un
Incontro
rilettura
attualizzazione
a
cammino
che
chiede
alla
libertà
di
2
voci,
confrontandoci
la chiede
vita di a
una
Assomigliare
sempre più
a Gesù è un
Incontro
di rilettura econ
attualizzazione
a
perché
none ancora
dia mettersi
storia:
la
fedestanchi
invita
vivere
dadi
del
lavoro
di gruppo:
è un
modo
per
mondo
vivono
nella
concretezza
della
ciascuno
di
mettersi
in
gioco
all’interno
cammino
che
chiede
alla
libertà
2
voci,
confrontandoci
con
la
vita
di
una
ciascuno che
di continuare
a scegliere
di
donna
tante (1922-1962),
visse
la
cammino
chiede del
alla
libertà
2
voci, come
confrontandoci
con lache
vita
di una
in cammino
sulle
strade
Regno:
lì
protagonisti
e continuare
a invita
non faraa mancare
ladi
vivere
concretamente
il
coraggio
di la
storia:
la di
fede
vivere della
da
del
ditante
gruppo:
è un
modo
per
ciascuno
scegliere
donna
come
(1922-1962),
che
visse
spendersi
testimonianza
sualavoro
fede
nel
coraggio
radicale
dare
ciascuno
dinella
continuare
a scegliere
di
donna
come
tante
(1922-1962),
chedivisse
la
dovepropria
la
Parola
si
fanon
sentire
e apre della
parte
dove
si
forgiano
la
esporsi
nella
fede
e lail
ricchezza
della
protagonisti
e
a
far
mancare
vivere
concretamente
coraggio
di la
spendersi
nella
testimonianza
sua
fede
nel
coraggio
radicale
di
dare
carità e della
gratuità.
vita,fede
fedele
sceltaradicale
di essere
e
spendersi
nella
testimonianza
della
sua
nelalla
coraggio
di moglie
dare la
coscienza
sociale
e il mondo
sarà.
c ovita,
n d i vfedele
inella
s i o nalla
e
tem
a
dmoglie
ella e
propria
dove
siil che
forgiano
esporsi
fede sscelta
eu lla ricchezza
della
gli occhi
per
interpretare
reale;
lì la
carità
e parte
della
gratuità.
di
essere
madre.
carità e della gratuità.
vita, fedele alla scelta di essere moglie e
testimonianza
socialechiama
e il mondo
sarà.a
c
omadre.
n d i v i s i o nee della
s u lcarità.
tema
della
dovecoscienza
l’Eucarestia
la che
fede
madre.
testimonianza
e
della
carità.
costruire relazioni di fraternità; lì
dove il mondo e la società in cui si
STEZZANO
vive chiedono di essere abitati fino
21 gennaio | ATTUALIZZAZIONE
18
febbraio
|
INCONTRO
035.591070 | [email protected]
in fondo; lì dove la libertà si lascia
21 gennaio | ATTUALIZZAZIONE
18 febbraio | INCONTRO
affascinare dal prendere il buon
profumo della carità; lì dove la
AZZANO SAN PAOLO
Incontro
rilettura
e attualizzazione
santità
si di
impasta
con
le cose di a
335.62.10.444
2 ivoci,
confrontandoci
con la vita del
Incontro
di rilettura e attualizzazione
a
tutti
giorni…
Firenze
(1904-1977),
cheRegno
visse del
la
2 voci,
confrontandoci
con
vita
La fede prende forma, espressioni e
Qui, sindaco
dove di
le
strade
del la
ZANICA
sua
fede
impegnandosi
nella
politica
sindaco
di
Firenze
(1904-1977),
che
visse
modalità
nell’incontro
creativo
La
fede prende
forma, espressioni
e
incrociano le nostre, con il nostro lae
nellafede
curaimpegnandosi
del bene pubblico.
sua
nella politica e
035.670558
fantasioso nell’incontro
con le cose della
vita di
modalità
creativo
e
bagaglio di fede, pronti ad andare
nella cura del bene pubblico.
tutti
i giorni:
essere
cristiani
è
fantasioso
con
le
cose
della
vita
di
dove lo Spirito chiama a spendere la
l’avventura
dell’ordinario!
tutti
i giorni:
essere cristiani è
vita.
La
Pira
Parola
La
La Pira
Pira
Parola
Parola
ario
ario appuntamenti
appuntamenti
Cittadini
del
mondo
Testimoni
della
fede
Cittadini
del
mondo
Testimoni
fede
Testimoni della
della
fede
Libertà
eBeretta
fede
Gianna
Molla
Libertà
e
fede
Gianna
Molla
Gianna Beretta
Beretta
Molla
Giorgio La Pira
Giorgio La Pira
Fedeltà creativa
Fedeltà creativa
nel quotidiano
nel quotidiano
Avvento 2013
l’avventura dell’ordinario!
15
16
La Voce »
Campi invernali
2013
Arriva l’inverno con il suo gelo e il suo freddo
che penetrano nelle ossa e ci vedono volentieri rintanarci al calduccio delle nostre case; ma – quando
vai a scuola lo impari presto… – come non buttare lo sguardo un poco più avanti, a quei giorni
delle vacanze di Natale che – anche nel microclima dell’Oratorio – stanno diventando sorprendentemente roventi e caldi?
Già – l’esperienza degli anni passati ce lo insegna, e oramai sta diventando quasi un cult delle
nostre proposte educative di Oratorio –, quella
manciata di vacanze giorni tra il Natale e l’Epifania è un momento atteso e cercato dai ragazzi delle medie e dagli adolescenti della nostra comunità, perché l’esperienza del camponeve per le medie
e del capodannoado per i ragazzi delle superiori stanno riuscendo a suscitare un certo fascino e
un certo interesse.
Prova ne è che il giorno da bollino nero in cui
aprono le iscrizioni, le interminabili code per accaparrarsi la certezza di un posto rivelano che – nelle
ore precedenti – interi nuclei familiari hanno condiviso e messo lì più che un’idea e qualche parola...
Certo, questo è solo l’inizio, un buon punto di
partenza, ma da cui bisogna muoversi verso altri
traguardi: è una grande fiducia che viene accordata all’oratorio e alle sue proposte, nella speranza di poter raccogliere qualcosa di significativo e
di importante per i nostri “piccoli”.
Ma che cosa si cerca in queste 2 esperienze, che
a distanza di un anno corrono tuttora nei racconti,
nei ricordi e nelle foto e conservano ancora intatta la fragranza di ciò che si è vissuto? Cosa c’è di
speciale, di straordinario in tutto questo?
Cosa rende queste esperienze così appetitose e
importanti?
Avvento 2013
Per certi aspetti niente: non c’è niente di troppo diverso da quello che si vive anche in altre circostanze.
È solo che quando lo vivi insieme – in uno
spazio accogliente e custodito di amicizie e relazioni – anche la normalità sembra lasciare un solco più profondo, in cui è più facile che germogli qualcosa.
E così, anche quest’anno si riparte!
Dal 26 al 29 dicembre, si va con le medie nei
dintorni di Collio, nell’alta Val Trompia, immersi – speriamo! – in una montagna neve.
Tra un pizzico di preghiera, un po’ di gioco,
una spolverata di riflessioni e di lavori di gruppo, abbiamo l’opportunità di trascorrere 3 giorni
gomito a gomito, prendendoci cura gli uni degli
altri, divertendoci insieme e facendo crescere la
voglia di conoscere tutti.
Tutto questo fa da cornice al tentativo di far
gustare – senza nemmeno il bisogno di usare troppe parole – che crescere con gli altri è più bello e
più facile che crescere da soli.
E il 29 sera si riparte con gli adolescenti per il
capodanno a Barcellona, fino al 3 gennaio.
La destinazione esotica e il periodo festaiolo
diventano l’occasione per sperimentare un’alternativa interessante al mito del festù da sballo dell’Ultimo dell’anno: la bellezza di una cultura diversa e
di una città affascinante diventa una provocazione
che solletica domande e fa sbocciare la voglia di
pensare e di metterci un attimo la testa, andando
a aprire il dossier di alcune questioni che riguardano da vicino la vita di tutti.
E allora Barcellona diventa il porto di mare
che vive l’immigrazione, la mescolanza di culture
che danno vita a un’espressione artistica unica e
inconfondibile, la ricerca di una convivenza e di
uno spazio pubblico accogliente…
Queste sono le intenzioni con cui partiamo: un
bollettino di pazienza, e poi saranno altri a raccontare cosa – alla fine – sono riusciti a portarsi a
casa da queste due esperienze.
Stiamo arrivando!
Don Mattia
17
18
La Voce »
Avvento 2013
19
PROGRAMMAZIONE
Novembre - Dicembre 2013
PLANES
DOMENICA 17 NOVEMBRE Ore 16.00 e 20.45 SOLE A CATINELLE
SABATO 23 NOVEMBRE
DOMENICA 24 NOVEMBRE
SABATO 30 NOVEMBRE
DOMENICA 1 DICEMBRE
Ore 20.45 Ore 16.00 e 20.45 Ore 20.45 Ore 16.00 e 20.45 JUSTIN E I CAVALIERI VALOROSI
DOMENICA 8 DICEMBRE
Ore 16.00 e 20.45 Per il 14/12 dovremmo essere DIGITALIZZATI! WOW!
THOR: THE DARK WORLD
SABATO 14 DICEMBRE
DOMENICA 15 DICEMBRE
Ore 20.45 Ore 16.00 e 20.45
Anagrafe
BATTESIMI
DEFUNTI
20.10.13
CADE’
MARZANNI
NESPOLI
CAMPORESE
SANGALETTI
PASTA
BANA
MODESTI
PEZZOLI
CORTINOVIS
GRAZIOLI
MELISSA
PERICO
RICCARDO
SABATINOSAMUELE
EMMA
BELOTTI
FIORENTINOFRANCESCO
FIORENTINOSAMUELE
ALESSIO
PASSERINI
SANGALETTISOFIA
CRISTIAN
PEDRALI
GIANCARLO
RICCARDO
VITTORIO
ROSARIO
ALESSANDRA ved. Pasini
ANTONIO
CESARE
OSVALDO
GINA ved. Mussio
GIANFRANCO
ANNI 83
ANNI 65
ANNI 81
ANNI 80
ANNI 88
ANNI 89
ANNI 92
ANNI 58
ANNI 85
ANNI 72
27.10.13
FACOETTIRICCARDO
DE MASI
ALESSANDRO
PIATTI LEONARDO
20
La Voce »
Morlacchi
Via Serio, Ang. Via Padergnone
24050 ZANICA (BG) - tel. 035 670074
Castelli
Confezioni
VENDITA
Pellicceria
Pellicce
Pelle
Montoni
Imbottiti con pelo
di Castelli Pietro & C
PulITurE • rIPArAZIONI • CAPI su MIsurA
rIMEssE A MODEllO • CusTODIE EsTIVE • PErMuTE
Via Padergnone, 28 - 24050 Zanica (Bg)
Tel. 035.671051 - Cell. 333. 2382789
www.confezionicastelli.it [email protected]
Orari di apertura: 9,00 - 12,00 / 15,00 - 19,30
&
ProVa 1
Zanica - p.zza Papa Giovanni XXIII, 12 - 035 670335
Frutta e verdura di qualità con il 25% di sconto
al SABATO se presenti questo coupon
Via Padergnone 21 - Zanica (Bg) - Tel 035 672304
Fax 035 672304 - [email protected]
Chiuso il lunedì
Piazza Giovanni XXIII, 6/A - 24050 Zanica (BG)
Scarica

Avvento - Parrocchia di Zanica