copia VERBALE DI SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE RIUNIONE DEL GIORNO 21 FEBBRAIO 2000 N. 20 In data 21.02.2000 alle ore 18.00 presso la Sala Civica al piano terra della Rocca di Riva del Garda si è riunito il Consiglio comunale, in seduta pubblica. All’appello iniziale, effettuato dal Vice Segretario su invito del Presidente, risultano presenti i signori: - MALOSSINI Cesare - Sindaco - BENAMATI Tomaso - Presidente - ZUCCHELLI Paolo - CALZA’ Luigi - LORENZI Patrick - MATTEOTTI Paolo - BOMBARDELLI Ivo - VALANDRO Salvador - TRINCHIERI Cristian - VICARI Tiberio - CESCHINI Vincenzo - ANDREOZZI Maurizio - TANAS Marco - MANZONI Marco - D’AGOSTINO Alfredo - LOTTI Stefano - BONORA Vigilio - DAVES Mario - DELAINI Aurelio - PRATI Lorenzo - CRETTI Gino - de ECCHER Cristano - RAVANELLI Giuseppe Risultano assenti i Consiglieri signori: - BERTOLDI Pietro - FRIZZI Rocco - BALLARDINI Alberto - BASSETTI Enzo - GENTILINI Ivo - ZAMBOTTI Pier Giorgio - PERONI Andrea verbale 21. 02. 00 / 1 Partecipa il Vice Segretario del Comune, dott.ssa Anna Cattoi. Partecipano alla riunione gli Assessori Pietro Matteotti, Luigi Marino, Adalberto Mosaner, Renato Andreozzi, Giovanni Torboli ed Emilio Munari. Ai sensi dell’art. 1 - 3° comma del Regolamento Interno per le adunanze del Consiglio comunale è stato chiamato ad assistere all’adunanza, per i relativi punti di competenza, il dipendente dell’Area Funzionale della Programmazione, Bilancio e Contabilità - Ragioniere Capo dott. Paolo Franzinelli. Riconosciuto il numero legale degli intervenuti, essendo presenti n. 23 Consiglieri comunali, il signor Tomaso Benamati, nella sua qualità di Presidente, assume la presidenza e dichiara aperta la riunione per la trattazione dei seguenti argomenti, indicati nell’ordine del giorno emanato con avviso dd. 15.02.2000, regolarmente notificato ed allegato sub lettera A), come segue: 1. RICOGNIZIONE DELLE RISULTANZE DEI RENDICONTI E BILANCI DELL'ESERCIZIO FINANZIARIO 1998 APPROVATI DA: COMUNE DI RIVA DEL GARDA, CORPO DEI VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI, CONSORZIO DI VIGILANZA BOSCHIVA, CONSORZIO PER L'ACQUEDOTTO DEL BASSO SARCA, ALTO GARDA SERVIZI SPA E LIDO DI RIVA DEL GARDA SPA (relatore Ass. Torboli) 2. SERVIZIO PUBBLICO DI ACQUEDOTTO: DETERMINAZIONE TARIFFE (relatore Ass. Torboli) 3. PORTO TURISTICO SPORTIVO S.NICOLO': AGGIORNAMENTO TARIFFE PER I SERVIZI PORTUALI PER L'ANNO 2000 (relatore Ass. Torboli) 4. APPROVAZIONE DEL PIANO GENERALE DELLE OPERE PUBBLICHE 2000/2002 (relatore Ass. Matteotti) 5. APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DEL COMUNE DI RIVA DEL GARDA PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2000 E PLURIENNALE 2000/2002 (relatore Ass. Torboli) 6. CORPO DEI VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI DI RIVA DEL GARDA: APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE 2000 (relatore Ass. Torboli) Presidente Propone alla nomina di scrutatori per la riunione odierna, con immediata esecutività, i consiglieri Bonora Vigilio e Daves Mario. Sottoposta a votazione la proposta verbale 21. 02. 00 / 2 - con voti favorevoli : n. 21 contrari : n. 0 astenuti : n. 2 (Bonora e Daves) IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA Presidente Mi chiedo come mai il Consigliere Delaini si sia prenotato, dato che nella sessione di bilancio non è prevista la mezz’ora canonica per le domande dei Consiglieri. Direi che possiamo farla nel prossimo Consiglio. Grazie, Consigliere Delaini. Il Presidente invita il Consiglio comunale alla trattazione del punto n. 1 dell’ordine del giorno di cui all’allegato B) al presente verbale. ^^^ Entra il Consiglieri Bassetti: il numero dei presenti sale a 24. ^^^ PUNTO N. _1: RICOGNIZIONE DELLE RISULTANZE DEI RENDICONTI E BILANCI DELL'ESERCIZIO FINANZIARIO 1998 APPROVATI DA: COMUNE DI RIVA DEL GARDA, CORPO DEI VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI, CONSORZIO DI VIGILANZA BOSCHIVA, CONSORZIO PER L'ACQUEDOTTO DEL BASSO SARCA, ALTO GARDA SERVIZI SPA E LIDO DI RIVA DEL GARDA SPA L’Assessore Torboli dà lettura della predisposta deliberazione. Il Presidente dichiara aperta la discussione. Consigliere de Eccher Si votano i rendiconto? Assessore Torboli No, questa è solo una presa d’atto. Constatato che nessun Consigliere prende la parola, il Presidente dichiara chiusa la discussione e mette in votazione la proposta di delibera allegata sub lettera B). Dato atto che sono stati acquisiti i pareri stabiliti dall’art. 56 della L.R. 1/1993 nel testo come sostituito dall’art. 16 - 6° comma della L.R. 10/1998, come favorevolmente espressi e inseriti in calce alla proposta di deliberazione, di cui formano parte integrante; verbale 21. 02. 00 / 3 Ritenuto di non avere nulla da eccepire, modificare o integrare rispetto al proposta di delibera allegata; A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente risultato: - Consiglieri presenti: n. 24 - Consiglieri votanti : n. 24 - voti favorevoli n. 18 contrari n. 0 astenuti n. 6 (de Eccher, Ravanelli, Prati, Cretti, Delaini e Daves) IL CONSIGLIO COMUNALE delibera DI APPROVARE la proposta di deliberazione formulata dall’Area Funzionale della Programmazione, Bilancio e Contabilità, allegata al presente verbale sub lettera B). ^^^ Entra il Consigliere Ballardini: il numero dei presenti sale a 25. ^^^ Il Presidente invita il Consiglio comunale alla trattazione del punto n. 2 dell’ordine del giorno, di cui all’allegato C) al presente verbale. PUNTO N. 2: SERVIZIO PUBBLICO DI ACQUEDOTTO: DETERMINAZIONE TARIFFE Il relatore dà lettura della predisposta deliberazione. Il Presidente dichiara aperta la discussione. Consigliere de Eccher C’è da fare una correzione a pag. 3, nella parte preliminare, in quanto è scritto “dato atto che con il tasso di copertura dei costi previsto dalle nuove tariffe risulta superiore…” e probabilmente quel “con” va tolto. Più in generale, c’è da dire che l’incremento è di una certa consistenza e si basa sulla effettiva attendibilità, veridicità dei dati che ci presenta la società per azioni, anche perché poi è difficile scorporare il discorso in relazione ai diversi servizi, al personale ecc. e quindi noi evidentemente ci basiamo sul preventivo così come conteggiato e presentato al Consiglio comunale dalla A.G.S.. E’ importante che questi dati siano effettivamente verbale 21. 02. 00 / 4 corrispondenti a verità e che siano stati valutati perché da essi discende l’incremento, che mi pare arrivi circa al 20%. Sicuramente è un incremento notevole. Io sono sempre stato favorevole ad adeguare questo servizio ai costi, anche perché mi diceva a suo tempo il responsabile della Municipalizzata che, nel momento in cui c’è un leggero incremento delle tariffe, automaticamente c’è una diminuzione dei consumi, che permane per cinque-sei mesi, dopo di che i consumi tornano ad essere quelli di sempre. L’unica osservazione è che poteva e anzi a mio giudizio forse doveva essere meglio graduato l’incremento, nel senso che l’anno precedente avevamo mantenuto le tariffe preesistenti e quindi andare adesso ad incrementarle del 20% può creare presso la popolazione una certa protesta, forse anche legittima, perché effettivamente l’incremento è di notevole consistenza. Ho dunque qualche perplessità e da questa perplessità nasce il voto di astensione. Consigliere Ceschini Ho valutato attentamente questo aumento del 20% e secondo me la A.G.S. ha ragione ad attuarlo perché occorre prestare molta attenzione nel consumo dell’acqua, che è un bene che sta ormai lentamente sparendo. Voglio portare all’attenzione del Consiglio alcuni dati, gli ultimi, riferiti alla nostra regione. Facendo i conti della serva, dall’anno 1990 all’anno 2000 abbiamo avuto un calo di piovosità arrivando a circa 800 millimetri d’acqua. Su un metro quadrato, questa quantità significa 800 litri, noi però di questi 800 litri ne possiamo usufruire solamente l’1%, quindi 8 litri nell’arco di un anno. Ora, noi sappiamo che una persona usa circa 250 litri al giorno, che sono effettivamente tanti se pensiamo che per uso consumistico - chiamiamolo così – , cioè per bere e per cucinare, servono 10 litri al giorno per persona, mentre tutto il resto va nello sciacquone del bagno, per il quale ogni volta vengono usati 10 litri. Secondo me, la A.G.S. dovrebbe mandare a tutte le famiglie un opuscolo informativo per evidenziare lo spreco che si fa nell’uso dell’acqua. Torno a dire che tra l’acqua di scarico, l’acqua per lavare ecc. si usano 240 litri, mentre solo 10 litri vengono usati come acqua potabile. I dati relativi alla piovosità ci dicono che per una persona che consuma 250 litri al giorno servono 91.250 litri l’anno; questo significa che, per approvvigionarsi, occorrono circa 11.406 metri quadrati per abitante. La regione Trentino-Alto Adige – purtroppo non ho i dati relativi solo alla provincia di Trento - ha un’area di 9.695 chilometri quadrati e dispone di 13.613 chilometri quadrati di acqua; questo significa che, per ora, il nostro bilancio è positivo, anche se il margine è molto ristretto. Bisogna dire che la nostra è una regione montagnosa e quindi in questo senso siamo fortunati, basta però andare nelle limitrofe zone del Garda - Malcesine, Torri ecc. – o ai piedi del Monte Baldo per vedere che il Monte Baldo è un monte carsico e così l’acqua va nel lago o va persa, e infatti loro devono pompare acqua dal lago. Anche noi una volta dovevamo pompare l’acqua dal lago o dai pozzi di S. Tomaso, in Via Rovigo o al Rione Degasperi, adesso invece, per fortuna, c’è l’acqua dell’acquedotto del Sas del Diaol, che può fornire 110 litri, più l’acqua dell’Ert, così possiamo contare su circa 230-250 litri al giorno e quindi possiamo dire che stiamo bene. Voi sapete che l’acqua delle sorgenti, dei pozzi ecc. viene dalla pioggia; logicamente, il sole fa evaporare l’acqua, la quale condensa e crea di nuovo pioggia. Morale: facendo tutti i conti in base alle ultime tecnologie, ovverosia il ciclo dell’acqua ecc., l’acqua che noi beviamo viene a costare lire 3.000 al metro cubo. L’acqua minerale viene a costare lire 100 al litro, lire 100.000 a verbale 21. 02. 00 / 5 metro cubo, quindi vediamo che c’è una speculazione enorme. Naturalmente questo a noi non interessa, la cosa importante sarebbe fare capire alla gente che questo aumento di tariffa del 20% è ancora troppo basso rispetto a quanto ad esempio pagano i francesi, i quali, in base ai dati del 1992, pagano lire 1.700 a metro cubo, mentre i tedeschi pagano lire 2.400, quindi grosso modo sono in campana con le 3.000 lire a metro cubo che si dovrebbero pagare. Questo aumento, che mi pare porti a lire 780, lo ritengo sufficiente, sarebbe però importante, come già ho proposto, che la A.G.S. inviasse a tutte le famiglie un libretto in cui sottolinea il problema dello spreco dell’acqua. Ad esempio, se noi abbiamo un rubinetto che perde, può sembrare una piccola cosa, ma se facciamo un calcolo di 90 gocce al minuto sono 4.000 litri d’acqua all’anno, 4 metri cubi, che vanno moltiplicati per il costo ottenendo così una cifra consistente. Se nella tubatura c’è un foro di un millimetro, questo comporta una perdita di 2.400 litri al giorno di acqua potabile, quindi 2,4 metri cubi, che moltiplicati per lire 800, grosso modo, significano lire 2.000 che perdiamo per ignavia o perché abbiamo miseria ad aggiustare il rubinetto o la tubatura. Uno sciacquone che perde rilascia circa 2 metri cubi al giorno… questo per dire che vi sono tanti casi in cui si potrebbe risparmiare, anche se adesso non voglio entrare nel dettaglio, e quindi la A.G.S. farebbe bene ad informare su questo. In Germania e in Inghilterra ci sono due reti, una rete di piccolo diametro solamente per l’acqua potabile, quindi solo per bere e per cucinare, e un’altra tubatura per l’acqua da utilizzare per lavare la macchina, per innaffiare i fiori, per lavare i pavimenti o per la lavatrice, laddove da noi, invece, per la lavatrice e per la lavastoviglie usiamo acqua potabile, ovverosia acqua buonissima. Tra l’altro, noi siamo ancora più fortunati perché per rendere potabile la nostra acqua basta un po’ di cloro in quanto è perfettamente minerale. E’ come la Sangemini e anzi come la Ferrarelle, che conta 400 milligrammi di CaCO3, mentre la nostra è sui 120, il che significa che la nostra è un’acqua oligominerale ed è praticamente gratis, perché la paghiamo lire 750 a metro cubo, cioè 0,7 lire al litro, quando la Sangemini costa lire 400 al litro. A questo punto, appare evidente che concordo con la A.G.S in quanto questo aumento del 20% è più che idoneo, anche se per me è ancora poco. Consigliere Paolo Matteotti Ho seguito con interesse l’intervento del Consigliere Ceschini e vorrei anch’io agganciarmi al suo tipo di discorso, laddove dice che il sistema per educare i cittadini al risparmio passa anche attraverso l’aumento delle tariffe; peraltro, sempre come sostiene il collega Ceschini, appare evidente che a questo punto le cose andrebbero spiegate e in questo senso vorrei allora riprendere la sua proposta, affinché la A.G.S. pubblicizzi la politica dell’acqua che va a praticare. In verità noi sappiamo che, come sono stati dati gli indirizzi alla Lido, il Consiglio comunale dovrebbe avere il tempo per ripensare o per migliorare o, meglio, per identificare gli indirizzi anche per la A.G.S., in quanto è assolutamente importante spiegare al cittadino in quale direzione va la politica per quanto riguarda l’acqua e quindi anche il senso di questi aumenti, che altrimenti vengono vissuti solo e semplicemente come un ulteriore innalzamento delle tariffe. Il risparmio è assolutamente importante e doveroso: è infatti immorale sprecare così tanta acqua. A questo riguardo, ricordo che anche molti edifici pubblici non sono ancora dotati di sciacquoni a doppio tasto, che permettono di risparmiare litri e litri di acqua. Qualcuno troverà questi aspetti ridicoli, eppure sono fondamentali per il nostro futuro. L’acqua che non viene scaricata e non va a finire nelle acque bianche e nere resta nel ciclo e va nei torrenti e nei fiumi, e come noi verbale 21. 02. 00 / 6 sappiamo c’è sicuramente il bisogno di mantenere un Lago di Garda quanto più efficiente possibile per riuscire a mantenere elevato il livello dell’offerta turistica. A questo punto, appare chiaro che anche questi piccoli aspetti vanno direttamente nel senso dell’utilità del sistema in generale. Colgo l’occasione per invitare l’Assessore all’Ambiente e tutti coloro che si interessano di questa problematica a non perdere l’occasione e quindi a prendere contatti fin da subito con la A.G.S. proprio perché spieghi perché conviene risparmiare acqua e perché pubblicizzi le qualità organolettiche della nostra acqua, che non ha nulla da invidiare a quella minerale. Una volta che il cittadino capirà che un bicchiere di acqua minerale in bottiglia non vale più di quella che esce dal rubinetto potrà risparmiare dei bei soldi, e infatti abbiamo sentito dal Consigliere Ceschini quanto costa bere acqua minerale. Ovviamente, sono cose che vanno spiegate perché la gente non le sa e preferisce l’acqua minerale solo perché la pubblicità dice di berla. Riprenderò questo discorso ogni volta che all’ordine del giorno ci saranno politiche di gestione dell’acqua, ne parlerò quindi anche in sede di discussione del bilancio perché appunto ci sono dei punti che riguardano la gestione dell’acqua. Non perderò mai l’occasione per avviare il discorso sul risparmio e sulle motivazioni che devono essere date ai cittadini per risparmiare questo bene prezioso. Consigliere Daves Ho ascoltato gli interventi dei Consiglieri Matteotti e Ceschini e ritengo che i loro siano ragionamenti fatti praticamente per giustificare una proposta che penalizza fortemente le migliaia di famiglie meno abbienti. La nostra comunità è composta da 14.500 abitanti e circa cinquemila famiglie; di queste, mille vivono con pensioni molto basse, pensioni che nell’ultimo anno non sono certo aumentate, cosicché ci sono persone che vivono con una pensione da lire 380.000 al mese. Tempo fa, a Varone, ho avuto occasione di parlare con un signore il quale mi diceva che prende lire 1.000.000 di pensione al mese, mentre sua moglie prende una pensione di lire 18.000 al mese, e questo per dire che ci sono tante persone che devono vivere con pensioni molto basse. Se facciamo due conti, appare chiaro che per una persona che prende lire 380.000 di pensione al mese e vive in casa ITEA in Via Fiume un aumento della tariffa dell’acqua del 20% significa ridurre il consumo, già ridotto. Di questi esempi ve ne potrei citare tanti altri, in quanto ci sono molte persone che vivono in queste condizioni di forte disagio e nonostante questo l’Amministrazione aumenta l’acqua del 20%. Teniamo conto che la benzina, ad esempio, da un anno a questa parte continua ad aumentare, eppure sono pochissimi quelli che protestano. Naturalmente, io rappresento una sola porzione di Consiglio comunale, penso però di interpretare anche la volontà di molte famiglie che vivono nel disagio sociale, che vivono con pensioni molto basse e francamente non so quale Gruppo in Consiglio comunale rappresenti queste famiglie, non so se lo faccia la Margherita… è inutile scuotere la testa, Consigliere Matteotti, perché qui bisogna parlare chiaro: si tratta di andare incontro a queste situazioni di forte disagio, non solo delle famiglie, ma anche delle piccole aziende che lavorano materiali utilizzando l’acqua. Può andare bene il ragionamento del Consigliere Ceschini, il quale ha fatto presente che negli Stati esteri c’è la doppia conduttura, quella per l’acqua potabile e quella per l’acqua non potabile, ma questo da noi non è ancora stato fatto. Il Trentino-Alto Adige ha delle risorse di acqua e noi sappiamo che è un bene fondamentale. Un balzello del 20% non può essere verbale 21. 02. 00 / 7 un problema per una famiglia che ha un doppio stipendio, ma per molte famiglie monoreddito oppure con pensioni molto basse o in situazioni di persone anziane ritengo che il 20% sia una percentuale molto alta. Naturalmente la A.G.S., che è una S.p.A., ha fatto i suoi calcoli ed ha chiesto un aumento del 20% a tutte le famiglie. Il ragionamento di educare i cittadini all’uso corretto delle risorse va benissimo e tutti siamo d’accordo, ma qui ci viene chiesto di aumentare del 20% un bene primario fondamentale, penalizzando fortemente quella fascia di cittadini che ha un’entrata molto bassa, il nostro Gruppo è pertanto decisamente contrario a questa richiesta. Consigliere Prati Ho ascoltato tutti i discorsi che sono stati fatti e per parte mia debbo dire di essere convinto di una cosa, e cioè del fatto che nell’ambito di questi tipi di servizi, di questi approvvigionamenti ogni comunità si differenzia dall’altra in base alle risorse che ha: una comunità può avere l’approvvigionamento dell’acqua, una può avere la luce, e infatti noi avevamo la luce con il Lodo Eula. In verità, noi avevamo fatto una politica di approvvigionamento e di distribuzione che, invece di privilegiare l’utenza, prevedeva di tenere parte di quel denaro che, per quanto mi riguarda, non so ancora dove sia andato a finire. Quando si fa un ragionamento sui servizi e sulla copertura dei costi, e in particolare qui vedo che si mira ad una copertura del 91,7%, vi è da dire che quello che è il costo deriva in sostanza dalla capacità dell’Ente comunale o dell’Ente al quale comunque si demanda questo servizio di potersi approvvigionare dell’acqua a determinati costi, dopo di che si tende alla copertura in una determinata percentuale, che è stabilita per legge entro determinate fasce. Seguendo quello che diceva il Consigliere de Eccher, ritengo personalmente importante che la A.G.S. documenti sempre in maniera molto puntuale la costruzione di questi costi e che poi eventualmente pubblicizzi nei riguardi dell’utente questo modo di formazione del costo e anche delle tariffe applicate. Questo è un modo per fare partecipare la gente alla consapevolezza del consumo di una fonte quale è l’acqua. Io credo che molti cittadini, al di là del fatto che abbiano imparato a leggere le bollette con indicate le fasce, perché credo che ormai questo quasi tutti lo facciano, se avessero più consapevolezza di tutto quello che è il meccanismo, ossia di come si forma il costo, di come viene calcolato ecc., in un ambito di trasparenza, parteciperebbero e discuterebbero anche più volentieri di queste cose. Sicuramente sarebbe un modo per partecipare di più alla propria comunità. Il fatto poi che l’acqua in Francia costi lire 3.000 e qui ne costi soltanto 1.000 dipende dalla nostra comunità: probabilmente noi avremo costi maggiori su altri servizi e altri li avranno su altre cose. Ora, se noi riusciamo a fornire ai nostri cittadini l’acqua ad un costo minore è sicuramente un elemento più favorevole, che dipende un po’ dalla struttura che si è creata e forse anche dalla trasparenza con cui riusciamo a fare sì che l’Ente che la gestisce possa informare i cittadini del meccanismo di formazione del costo. Per il resto, atteso che concettualmente sappiamo che il servizio è coperto nell’ambito del 91,7% e che quindi un domani si potrà tendere ad una copertura del 100%, e non del 150%, perché si resta sempre nei limiti di quello che è il costo, il meccanismo di cui parlava anche il Consigliere Daves è fatto in base alle fasce perché, mantenendo sempre delle fasce sociali, questa differenziazione si mantiene; compito del politico è valutare se queste fasce siano consone o se si debba magari cercare di aumentare un po’ meno per la fascia sociale ecc. D’altro canto, tutto sommato, una volta che le fasce ci sono, io non esaspererei questo concetto perché ritengo che verbale 21. 02. 00 / 8 poi tutti debbano ad un certo punto essere responsabilizzati circa l’utilizzo, altrimenti uno che è nella fascia in cui non si paga niente apre il rubinetto e sperpera l’acqua. Quelli della nostra generazione, quelli che hanno avuto i genitori che hanno fatto due guerre sono abituati a risparmiare l’energia elettrica e l’acqua, ma probabilmente le generazioni più giovani e forse anche quelli a partire dalla nostra in poi si sono abituati a non risparmiare queste risorse. In questo senso bisognerebbe tornare ad un sistema che responsabilizzi maggiormente, sia perché queste piccole economie consentono di avviare un certo discorso educativo, sia perché esse sono dovute nel momento stesso in cui parliamo di risorse come l’acqua e l’energia elettrica, che sono risorse non riproducibili oppure che si riproducono, ma che nel tempo andranno quanto meno a ridursi come potabilità e fruibilità, atteso l’utilizzo che ne viene fatto per vari modi e per l’inquinamento che c’è. Complessivamente, quindi, sono favorevole ad un adeguamento dei costi, purché l’Amministrazione si faccia carico di un’opera di sensibilizzazione, di responsabilizzazione e di educazione, che credo sia dovuta, nello spiegare a tutti i cittadini queste evoluzioni perché ne siano sempre più partecipi. Consigliere Bassetti Il problema che prendiamo in considerazione ha due aspetti, uno culturale, ricordato anche dal Consigliere Ceschini nel suo intervento, e uno più amministrativo, legato alla necessità di fare quadrare i conti. La mia impressione è che, in realtà, le cose siano più incatenate fra loro di quello che possa sembrare di primo acchito. Se da una parte c’è la volontà, credo diffusa, di dire: “Facciamo in modo che un bene prezioso come l’acqua, che è la fonte stessa della vita, duri più a lungo possibile”, per non doverci un giorno lagnare del fatto che ce n’è di meno, dall’altra parte sono anche convinto che, come amministratore, alcune azioni in questo verso, per informare ed educare la famiglia e il consumatore, debbano essere intraprese anche dall’azienda. Sempre come amministratore, però, credo si colga la necessità di dover fare, al di là del fatto di rispettare la legge, un’azione contabile che dice che il costo deve essere ripartito fra gli utenti. Ora, io sono convinto che, qualora si richieda uno sforzo al cittadino, al di là degli importanti obiettivi culturali, si debba in qualche modo anche premiarlo. Ad esempio, noi chiediamo ai cittadini una raccolta differenziata dei rifiuti, un problema sempre più importante, di cui ci occuperemo con l’andare del tempo come necessità, ma al tempo stesso facciamo poco per premiare chi va verso quel tipo di indicazione e così è anche con questo tipo di tariffazione che andiamo a proporre. Questa tariffazione è data da un conteggio semplice: tanti litri si consumano, dividiamo, il costo è di tot al litro, ricarichiamo questo consumo sui consumatori. Sicuramente questo non premia chi va a risparmiare. Potrà essere colto l’aspetto culturale nel capire l’importanza di non sprecare l’acqua, ma sicuramente chi risparmia e farà di tutto per risparmiare alla fine non risparmierà un granché di soldi e anzi finirà per fare pagare di più a tutti gli altri: parliamo infatti di un bilancio nel quale il 90% è dato da costi fissi, i costi fissi vengono ripartiti sui litri consumati e, se questi da 100 calano a 50 e i costi fissi sono sempre quelli, significa che l’acqua, invece di costare 1 lira al litro, costerà 2 lire al litro e allora chi ne consuma la metà pagherà il doppio e quindi continuerà a pagare nella stessa maniera. Io non so se la Municipalizzata abbia già fatto un’azione di questo genere, perché se è così non abbiamo niente da recriminare, facciamo però in modo che si risparmino questi costi perché soltanto riuscendo a trovare tutti verbale 21. 02. 00 / 9 quei marchingegni che fanno costare la spesa acquedotto il meno possibile potremo fare sì che chi risparmia abbia anche un ritorno finanziario e quindi anche un premio, altrimenti saranno problemi che un domani con fatica si potranno risolvere. Presidente Vi sono altri interventi? Se non ve ne sono, do la parola all’Assessore Torboli per la risposta. Assessore Torboli Voglio fare alcune precisazioni. Innanzitutto, voglio dire che non è la A.G.S. che ci ha chiesto l'adeguamento delle tariffe, ma la Provincia, che con una circolare ha invitato tutti i Comuni ad adeguare le tariffe per portarle in breve tempo, quindi nel giro di qualche anno, al pareggio dei costi, precisando anche che le tariffe del 2000 devono essere superiori a quelle del 1999. Come Comune abbiamo proposto questo adeguamento cercando di andare al pareggio dei costi A.G.S., chiarendo però che con questo aumento al 91,7% delle tariffe copriamo solo parte dei costi del Comune, e dico “parte” perché qui non sono tutti compresi: il Comune, infatti, ha anche l’adeguamento per quanto riguarda la manutenzione straordinaria dell’acquedotto e il rinnovo impianti con gli ammortamenti. Le tariffe coprono il 100% dei costi A.G.S. e questa è una nostra scelta in quanto abbiamo pensato anche che, se A.G.S. andrà a gestire acquedotti di altri Comuni, in qualche modo i Comuni che partecipano ad A.G.S. dovranno coprire i costi dell’acquedotto perché, se l’anno scorso sulla gestione dell’acquedotto abbiamo avuto lire 300.000.000 di perdita in quanto unici soci di A.G.S., nel momento in cui vi saranno anche altri soci si chiederà ai Comuni che provocano queste perdite ugualmente di pareggiare i conti. Noi, chiaramente, essendo gli unici in A.G.S. i conti li pareggiamo con gli utili della gestione metano o della gestione dell’elettricità e da questo punto di vista si tratta di una scelta dell’Amministrazione. Al Consigliere Daves, che dice semplicemente che noi proponiamo un aumento del 20%, voglio dire che tanto per non scadere nella demagogia dobbiamo anche dire il 20% di che cosa, altrimenti questa percentuale può effettivamente spaventare: è come parlare, ad esempio, del 60% di aumento dell’affitto delle case dell’ITEA altoatesina a Bolzano quando nessuno dice mai gli importi di quegli affitti. Nel nostro caso, un aumento del 20% significa che una persona pagherà in un anno lire 21.600, con un adeguamento di circa lire 2.000; se sono due persone, l’adeguamento si aggirerà su circa lire 13.000 l’anno, a fronte di un costo attuale di meno di lire 80.000 l’anno; nel caso di una famiglia di tre persone abbiamo un adeguamento di lire 40.000 l’anno e nel caso di una famiglia di quattro persone abbiamo un adeguamento di circa lire 60.000 l’anno. Torno a dire che occorre parlare di costi totali all’anno e quindi di quel 20% sul costo annuo. Capisco che a chi è in difficoltà e deve vivere con una pensione da lire 380.000 al mese pesano anche le 2.000 lire, però è anche il caso di dire esattamente quali sono gli aumenti che andiamo a praticare perché non stiamo certo parlando di aumentare le tariffe di lire 10.000 al mese. Il Consigliere Bassetti ha citato il discorso del premio ai consumatori che risparmiano e al riguardo posso dire che effettivamente bisognerebbe diminuire i costi. L’unico modo nel sistema attuale è la tariffa per scaglioni, fatta comunque per cercare il contenimento. E’ chiaro che verbale 21. 02. 00 / 10 bisogna andare a monte e contenere i costi fissi e rispetto a questo credo che la partecipazione di altri Comuni ad A.G.S. consentirà un ulteriore controllo, oltre quello che già facciamo noi, per fare sì che questi costi siano realmente contenuti. Consigliere Ceschini Prendo di nuovo la parola per rispondere rapidamente al Consigliere Daves dicendo che la Margherita non fa demagogia: la Margherita si interessa anche delle fasce dei diseredati. Resta un discorso da fare, ed è quello che, se noi non risparmiamo adesso, fra cinque, sei, sette anni tutti avremo poca acqua. Vi porto ulteriori esempi per farvi capire quanto acqua consumiamo: un chilogrammo di grano, da novembre a luglio, abbisogna di un metro cubo d’acqua; per un chilo di carne di manzo, che penso tutti consumiamo, servono dai 20 ai 25 metri cubi di acqua. Oggi come oggi siamo fortunati perché abbiamo tanta acqua, non capisco comunque per quale motivo non si faccia pagare il consumo di acqua alla Cartiera o a coloro che usano la falda per abbeverare gli orti e le campagne. La Cartiera, per fare un chilo di carta, usa con le nuove metodologie dai 13 ai 14 litri; ora, la Cartiera ha sei o sette pozzi e ciascun pozzo eroga 80 litri al secondo come minimo e facendo le dovute moltiplicazioni possiamo vedere quanti miliardi di litri vengono prelevati. La cosa importante, come giustamente diceva l’Assessore Torboli, è che non sia solo Riva a fare questa operazione, ma siano anche gli altri Comuni che si consorziano; del resto, la Legge Galli obbligherà tutti i Comuni a consorziarsi e se già ad intervenire in questo senso fossero anche i Comuni di Arco, di Tenno e di Torbole si potrebbe avere un bel risparmio. Concordo anche con il Consigliere Bassetti quando dice che per le fasce sociali più deboli si potrebbe fare una tariffa ad hoc, bisogna però mettersi tutti in testa che l’acqua è un bene prezioso, e infatti non per nulla viene chiamata “oro bianco”. In Turchia ci sono le guerre per l’acqua: c’è l’Eufrate e se questo corso venisse bloccato l’Iraq andrebbe in crisi. Allo stesso modo, Israele ha le acque dalla Giordania e quindi se ne bloccasse il corso la Giordania rimarrebbe senza. Quella dell’acqua, quindi, è ormai una guerra che va combattuta ed è peggio ancora di quella del petrolio perché l’acqua serve per irrigare e per fare tutto. Per questo io dico che bisogna risparmiare. Non voglio fare la Cassandra, sono però i dati che ho in mano che ci dicono che la colpa non è de “el Ninio” o cos’altro, perché queste sono tutte frottole, ma è del fatto che ormai siamo in un ciclo in cui la piovosità, almeno nella nostra zona, ovverosia al Tropico del Cancro, va diminuendo e così abbiamo scarsità d’acqua. Come dicevo prima, solamente l’1% della piovosità va ad alimentare le falde o le sorgenti. Se non iniziamo ad avere acquedotti efficienti, che non hanno perdite – sappiate che si sono fatti i calcoli e che in Italia gli acquedotti perdono il 40% di acqua - non si potrà avere un effettivo risparmio di questo bene, ecco quindi perché ci vuole una legge provinciale o, meglio ancora, l’applicazione della Legge Galli, affinché i Comuni siano obbligati ad accorparsi e a procedere alla ristrutturazione degli acquedotti. A questo proposito, torno a dire che, secondo me, sarebbe conveniente fare due reti, una per l’acqua potabile e l’altra per l’acqua per usi vari, in modo da avere un risparmio effettivo. Consigliere Cretti Il Consigliere Ceschini fa bene a portare avanti la necessità di una sensibilizzazione nei confronti dei cittadini per quanto riguarda l’importanza dell’acqua, non vorrei però che qui passasse un’idea che non mi convince per nessun motivo, e cioè che per risparmiare l’acqua o per verbale 21. 02. 00 / 11 cambiare la mentalità della gente è necessario aumentare le tariffe. Questo discorso non mi convince perché allora tutte le rivoluzioni culturali sarebbero facili, da un certo punto di vista, nel senso che basta toccare il portafoglio e si fa una rivoluzione culturale, si cambia la mentalità delle persone. Sinceramente, questo discorso non mi convince e, tutto sommato, mi sembra anche un po’ ipocrita. Consigliere Daves Assessore Torboli, qui non si tratta di fare demagogia, ma si tratta di fare dei ragionamenti politico-amministrativi. Giustamente adesso ci ha spiegato che la circolare della Giunta provinciale invitava tutte le Amministrazioni della provincia autonoma di Trento ad aumentare la tariffa del 20%, voi, come Giunta, avete ritenuto… Assessore Torboli La circolare invita ad andare al pareggio. Consigliere Daves Ho capito, e in questo senso è stata fatta la proposta del 20%, su questa proposta abbiamo aperto una discussione e sono così emersi aspetti culturali, aspetti sociali, aspetti istituzionali, aspetti di volontà politica. Io ho fatto una precisazione iniziale dicendo che non si tratta di aumentare del 5%, ma si tratta di aumentare del 20%, che è una percentuale molto alta. Qualcuno potrebbe dire che per chi ha stipendi elevati il 20% non è tanto, io penso però a quelle piccole aziende, a quelle famiglie che hanno pensioni molto basse e per le quali anche un migliaio di lire al mese possono pesare. Io vi posso dire che ci sono persone che a cena mangiano pane e camomilla perché devono rimanere entro il budget familiare, che è molto basso. Ormai non c’è più chi protesta per loro, non c’è nessuno che va in piazza per loro e che difende la socialità. Pensate alla benzina, che nell’ultimo anno ha subito un aumento di lire 300 e nessuno ha protestato, se non pochissimi. Tenete conto che per la benzina verde si è passati da lire 1.700 al litro dell’anno scorso a oltre lire 2.000 al litro di adesso. Evidentemente, rivolgo a questo punto una critica anche alla Giunta provinciale, che ha richiesto di aumentare la tariffa su un bene così prezioso quale è l’acqua: evidentemente, anche in Giunta provinciale vi sono difficoltà di amministrazione. Non so quale sia la suddivisione nei particolari dell’aumento entro le fasce sociali e quindi se le persone che hanno un reddito molto basso vengono a pagare anche loro il 20% di aumento oppure no, io comunque ho fatto questo ragionamento e non mi pare certo fare demagogia. La demagogia possiamo farla o non farla, qui si tratta però di ragionare in termini sociali e di fare capire che, se queste persone che hanno redditi molto bassi, e vi posso dire che su cinquemila famiglie vi sono circa mille famiglie che vivono in povertà, perché io conosco la realtà di Riva del Garda… (CAMBIO LATO) …problemi, come si pensa di risolverli, dato che dopo un anno la Giunta provinciale non li ha ancora risolti e l’altro giorno l’imprenditoria provinciale e locale ha dato una risposta molto chiara: “Caro Presidente, datti una mossa, altrimenti siamo fermi”, perché questa è la realtà. Se anche le circolari che vengono dalla Provincia sono quelle di aumentare il bene primario del verbale 21. 02. 00 / 12 20%, si può ben capire dove siamo arrivati! Non credo che le risposte ai cittadini si diano aumentando la tariffa di un bene prezioso come è l’acqua. Questo è un ragionamento politicoamministrativo, in base al quale rivendico questo aspetto ed evidenzio la volontà di rivolgere una critica a questa circolare e quindi anche alla vostra proposta. Chiaramente su questo non si discute, perché c’è la maggioranza e la maggioranza voterà, permettetemi però almeno di fare questo ragionamento. Consigliere de Eccher Voglio innanzitutto precisare che, quando si parla di pensioni di lire 600.000 o lire 700.000 - anch’io conosco effettivamente situazioni del genere -, il problema andrebbe riproposto nell’ambito delle pensioni e non nell’ambito delle tariffe dell’acqua. Quello che voglio dire è che il discorso va anche oltre e dovrebbe probabilmente essere affrontato in altra sede, a livello centrale. Quello che io reputo esagerato è l’incremento improvviso del 20% perché, anche se nella maggior parte dei casi si tratta di cifre non particolarmente significative, trovo assurdo applicare un aumento del 20% e poi stabilire di fare opera d’informazione: dal punto di vista logico, prima si fa opera d’informazione e poi si interviene con l’aumento delle tariffe. Più opportuno sarebbe stato aumentare le tariffe magari del 5% oppure prevedere l’aumento del 20% o del 25% su più anni, programmando anche un intervento di educazione e di informazione. Insomma, a me pare che sul piano della procedura si sia sbagliato qualcosa e da questo nasce il voto di astensione, che ribadisco. Consigliere Lotti Intervengo brevemente per dire che rispetto a questo punto personalmente sono in imbarazzo, nel senso che mi trovo a condividere alcuni aspetti ricordati poc’anzi dal Consigliere Cretti: anch’io, infatti, non sono convinto che sia aumentando le tariffe che si fa un discorso educativo, e questo lo vediamo con riferimento a più aspetti. E’ certo che l’opera di educazione va fatta, e di questo siamo tutti convinti, deve però essere fatta in maniera coerente e anche funzionale perché, se la facciamo nel senso di ridurre i consumi, dobbiamo fare un discorso nell’ambito familiare, perché è logico che famiglie numerose consumeranno di più rispetto a famiglie più ridotte o a single. Il discorso mi lascia un po’ perplesso, come mi lascia perplesso questa decisione di arrivare subito al 20% perché posso capire la risposta dell’Assessore Torboli quando dice che non è un 20% assoluto, ma relativo rispetto a determinate cifre, il ragionamento può essere però anche capovolto dicendo che, proprio perché le cifre sono abbastanza limitate, potevano essere assorbite dall’Amministrazione con scelte di rinuncia su altri aspetti. Condivido il discorso del bene primario dell’acqua, secondo me però poteva essere più interessante arrivare ad un aumento in questi termini in modo graduale e dunque in sede di votazione esprimerò voto di astensione. Consigliere Paolo Matteotti L’operazione che viene qui proposta ha una sua logica ed è una specie di imposizione comprensibilissima che viene dalla Provincia di Trento. E’ una cosa che va fatta perché, anche se non è educativo, comunque il risultato complessivo si vede per la benzina, ma anche per l’acqua: aumentando i costi diminuiscono i consumi, e questa è una legge economica banale. Non è verbale 21. 02. 00 / 13 questo il modo per educare la popolazione, ma certo il risultato è anche questo ed ha come significato il fatto di prevedere minori investimenti e quindi minori costi fissi anche per il futuro perché, se larghi strati di popolazione cominciano a ragionare, per amore o per forza, in un’ottica di minore consumo si bloccano in questo modo ulteriori investimenti e quindi i costi fissi. Naturalmente, in questa sede sono emerse osservazioni interessanti nel senso di dire che non possiamo limitarci a questo aumento, che tra l’altro vi sarà anche l’anno prossimo, ma bisogna fare anche un’operazione culturale. Questo è stato sostenuto da tutti ed è quindi un’istanza che va senz’altro accolta. Per quanto riguarda poi le fasce più deboli, voglio dire che io mi sono soffermato più volte, per mia curiosità, a vedere che cosa acquista la gente ed ho potuto notare che le fasce più deboli acquistano nei discount, e ce ne sono parecchi, e spesso nel carrello della spesa di una pensionata che esce da questi negozi è facile trovare la confezione dell’acqua minerale; la pagherà lire 400 invece di lire 1.200 perché è acqua meno pregiata di quella del supermercato dove si rifornisce la gente che ha più soldi, comunque al metro cubo costa molto di più di quella che si prende dal rubinetto e che magari è più buona di quella che costa lire 400. Secondo me, alla fine, questo discorso sta in piedi anche per fare risparmiare quelle fasce di cittadini meno abbienti di cui comunque noi, Margherita in primis, ci occupiamo quotidianamente. Consigliere Prati Su questo argomento ho già espresso prima il mio punto di vista, ora mi permetto solo di insistere con la Giunta perché solleciti o collabori con la A.G.S. per un discorso di carattere educativo. Colgo l’occasione, visto che si è allargato il discorso dall’analisi del rapporto costi legato alla distribuzione dell’acqua a quella che è la risorsa acqua in generale, per chiedere che in futuro l’Assessore ci relazioni al riguardo: so infatti che le risorse di acqua del nostro territorio dovrebbero fare capo al Comune e che adesso dovrebbe esserci anche l’obbligo di denuncia dei pozzi pagando una determinata tassa, sarebbe quindi interessante avere un’idea di quanti pozzi ci sono, sapere se questi scaricano nella fognatura ecc. e magari anche avere più informazioni per quel che riguarda la Cartiera. Con questo non vorrei sembrare il solito anti-Cartiera, perché non è vero, ricordo però che in passato i dirigenti della Cartiera avevano parlato a più riprese di un progetto per attingere l’acqua dal lago per evitare di attingere dalle falde, in maniera che ci fossero un riciclo e un riutilizzo. Insomma, a me interesserebbe che si facesse un discorso legato complessivamente a questo tipo di risorsa nel nostro territorio. Mi piacerebbe anche sapere se nel nostro comune siamo noi che disponiamo in senso regolamentare o se c’è una legge della Provincia per cui tutta l’acqua è regolamentata dalla Provincia. Eventualmente, il Comune può ingerire in questo discorso per avere una competenza di qualche tipo oppure non l’abbiamo? Ritengo che un rapporto documentale, anche informale, per il Consiglio su questo argomento sarebbe utile, visto che il discorso si è esteso all’utilizzo che ne facciamo e sappiamo che comunque l’acqua, al di là del costo del rubinetto, ha un costo anche per lo scarico e la depurazione, con un discorso legato anche al consumo dei pozzi artesiani ecc. Ripeto: sarebbe interessante avere un quadro complessivo di questo problema nella nostra zona. Grazie. verbale 21. 02. 00 / 14 Consigliere Manzoni Questo aumento del 20% deriva da un discorso economico. Sappiamo che, per raggiungere un equilibrio finanziario, ci sono due modi: o si ampliano i consumi, e a questo fa riferimento la legge citata dal Consigliere Ceschini, o si aumentano le tariffe. L’aggregazione di più Comuni porta, a parità di costi fissi, ad un allargamento dei consumi e questo ovviamente va a beneficiare sulla divisione del costo fisso per il consumo dato. L’applicare questo aumento del 20% sulle tariffe è secondo noi un modo per coprire subito i costi fissi, quando invece sarebbe stato possibile procedere in modo più graduale. E’ sì importante mantenere la copertura dei costi ed è giusto che la gente non sperperi, si devono però tenere d’occhio quelli che sono complessivamente i beni preziosi per i cittadini, che ultimamente si trovano a pagare per i continui aumenti della benzina, del telefono ecc., senza comunque assistere a nessun calo dal punto di vista della tariffazione. Per questo motivo anche noi, in sede di votazione, ci asteniamo. Consigliere Delaini Voterò contro questa proposta perché a mio avviso non tutela affatto le persone che vivono nell’indigenza. Il Consigliere Matteotti ha detto che alcune volte lui va al supermercato a fare la spesa, io ci vado tutti i giorni, perché purtroppo non posso lavorare, e non mi risulta che tutte le persone anziane o che vivono in povertà escano con i carrelli pieni di acqua minerale: forse qualcuno ci sarà, ma tanti escono con il carrello semivuoto… Consigliere Paolo Matteotti (Intervento fuori microfono) Consigliere Delaini Questo ha detto nel Suo intervento precedente: ha detto che queste persone acquistano acqua minerale anziché bere l’acqua del rubinetto, che costa meno. E’ chiaro, con questo aumento, noi andiamo a togliere il pane o la camomilla a quelle persone che, come diceva il collega Daves, la sera cenano appunto a pane e camomilla, ritengo quindi che, se l’Amministrazione ha bisogno di pareggiare i conti, debba farlo risparmiando da qualche altra parte. Nelle pieghe di questi bilanci, signori miei, ci sono soldi che vengono buttati e quindi non mi sembra giusto fare pagare, soprattutto alla classe più povera, un aumento a mio avviso esagerato. Ho l’impressione che sia diventato di moda aumentare i costi, le tasse, ma bisogna per forza di cose aggiornarci alla politica nazionale?! Tutti i giorni si ha l’aumento della benzina, del gas, della luce… è forse diventata una moda? Evidentemente questo succede perché non si sa amministrare e così si vanno a prendere i soldi aumentando le tasse e da questo punto di vista noto che la Provincia di Trento si è adeguata al sistema nazionale. Perché non cerchiamo di diminuire i costi superflui? Se l’aumento deve essere fatto, deve essere graduale: un 20% per l’acqua non è accettabile. Il Consigliere Ceschini ha parlato della Francia e della Germania, ma signori miei vi rendete conto di quelli che sono gli stipendi in Germania e in Francia? Sapete quali tasse pagano in Germania e in Francia? Sapete quanto pagano la benzina? Questi sono tutti aspetti che bisogna tenere in considerazione, perché non si può dire solo che pagano tre volte di più l’acqua rispetto a noi, ma bisogna anche dire che prendono il doppio di stipendio e pagano la metà la benzina; addirittura, la Germania adesso ha ridotto le tasse al 35% e in Italia siamo verbale 21. 02. 00 / 15 ancora al 55%, senza contare il tempo che si perde per la burocrazia, perché anche quello è denaro. Il nostro voto sarà contrario. Consigliere Ballardini Mi trovo in difficoltà perché posso condividere il discorso che l’aumento poteva essere graduale, senza passare direttamente ad un 20%, d’altra parte dai due conti che ho fatto ho visto che per una famiglia di due persone, che pure può avere una pensione bassa, si va a parlare di un aumento di lire 1.300 al mese. Senza parlare dei massimi sistemi, della benzina e di quello che fa il Governo, faccio notare che questa Amministrazione ha comunque proposto le aliquote ICI che, se non sbaglio, sono fra le più basse del Trentino: in sostanza, a Riva del Garda, la prima casa ha detrazioni molte elevate, costa molto poco e quindi la politica adottata va incontro ai cittadini. Il discorso su cui forse varrebbe la pena soffermarsi un po’ di più è quello fatto dal Consigliere de Eccher, nel senso che è inammissibile che vi sia gente che prende lire 380.000 di pensione, e su questo sono più d’accordo, o che non ha la prima casa. Mi sembra che stiamo facendo una discussione veramente fuori luogo. Mi rendo conto delle difficoltà e anche del fatto che forse si poteva fare qualche cosa di meglio, non possiamo però dire che con lire 1.300 al mese mettiamo in crisi mille famiglie perché questo non è vero. Cerchiamo di vedere la questione anche da un punto di vista più globale e un po’ più distaccato. Questa Giunta non ha piacere o certo non trae grossi benefici dall’assumere provvedimenti fortemente antipopolari, e quindi forse in questo caso si poteva aumentare in modo più graduale, mi sembra comunque che, al di là del 20% della percentuale, in termini assoluti l’aumento vada preso e misurato per quello che è in termini reali monetari. Grazie. Constatato che nessun altro Consigliere prende la parola, il Presidente dichiara chiusa la discussione e mette in votazione la proposta di delibera allegata sub lettera C). Dato atto che sono stati acquisiti i pareri stabiliti dall’art. 56 della L.R. 1/1993 nel testo come sostituito dall’art. 16 - 6° comma della L.R. 10/1998, come favorevolmente espressi e inseriti in calce alla proposta di deliberazione, di cui formano parte integrante; Ritenuto di non avere nulla da eccepire, modificare o integrare rispetto al proposta di delibera allegata; A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente risultato: - Consiglieri presenti n. 25 - Consiglieri votanti n. 25 - voti favorevoli contrari astenuti n. 15 n. 2 (Daves e Delaini) n. 8 (de Eccher, Ravanelli, Manzoni, Trinchieri, Prati, Cretti, Lotti e Zucchelli) verbale 21. 02. 00 / 16 IL CONSIGLIO COMUNALE delibera DI APPROVARE la proposta di deliberazione formulata dall’Area Funzionale della Programmazione, Bilancio e Contabilità, allegata al presente verbale sub lettera C). Il Presidente invita il Consiglio comunale alla trattazione del punto n. 3 dell’ordine del giorno, di cui all’allegato D) al presente verbale. PUNTO N. 3: PORTO TURISTICO SPORTIVO S.NICOLO': AGGIORNAMENTO TARIFFE PER I SERVIZI PORTUALI PER L'ANNO 2000 Il relatore dà lettura della predisposta deliberazione. ^^^ Entrano i Consiglieri Zambotti e Bertoldi: il numero dei presenti sale a 27. ^^^ Assessore Torboli Per conoscenza, comunico che l’adeguamento è stato calcolato in base all’indice ISTAT e va quindi nell’ordine dall’1,5% al 2%. Il Presidente dichiara aperta la discussione. Consigliere Bassetti Stiamo parlando ancora di tariffe, anche se in questo caso non abbiamo né l’obbligo di dover pareggiare i costi con i ricavi, né tanto meno stiamo parlando di un bilancio che chiude in perdita: anzi, il bilancio relativo al servizio al porto da parte della Lido di Riva ha un utile. In tal senso, vorrei fare una proposta in senso riduttivo di queste tariffe, con questo tipo di motivazione: credo che la nostra comunità, pur vivendo sulle rive del più grande lago italiano, viva poco il lago; forse la parte trentina di questa comunità è più attaccata ai monti, mentre la parte non indigena ha altre radici e quindi gode poco di questa vicinanza del lago. Parlandone anche con altri Consiglieri, vorremmo ragionare attorno ad alcune iniziative che si potrebbero mettere in piedi per cercare di avvicinare di più non solo Riva, ovviamente, ma la gente dell’Alto Garda al lago, iniziative che ci riserveremo in altra occasione di presentare, perché ovviamente vanno valutate. In questa occasione, comunque, volevo proporre a proposito delle tariffe del Porto S. Nicolò, come peraltro era già stato fatto in passato e la stessa Lido di Riva propone, una maggiore riduzione delle tariffe per i residenti. E’ un discorso che in altri campi viene fatto: ad esempio, i residenti nella provincia di Bolzano amanti dello sci hanno riduzioni sul costo degli stagionali o degli abbonamenti, in altre parti d’Italia sono previste riduzioni per i residenti in posti di mare e così via. La mia proposta è quella di fare sì che i rivani che hanno la barca verbale 21. 02. 00 / 17 ormeggiata al Porto S. Nicolò possano avere almeno un 15% di riduzione. Come proposta mi limito a questo, anche se in verità riterrei che l’articolazione della tariffa necessiterebbe di altri adeguamenti: penso ad esempio al costo degli alaggi per le società sportive, quando in altri settori le nostre società sportive hanno delle tariffe particolari per l’uso della palestra o per il campo sportivo, credo quindi che le società veliche dovrebbero avere, per quanto riguarda gli alaggi e quindi la messa in acqua in caso di competizioni sportive delle barche, delle tariffe del tutto particolari; forse adesso non siamo in grado di articolarle, ci riserviamo pertanto di farlo in un’altra occasione, limitandoci per il momento al discorso della tariffa di ormeggio. Per avvalorare questa proposta chiarisco anche che, comunque sia, c’è molta differenza tra l’ormeggio di una barca nel Porto Fraglia della Vela rispetto a Porto S. Nicolò: ad esempio, per la stessa categoria A, che è quella minima fino ai 6 metri, nel Porto Fraglia della Vela si pagano lire 600.000 l’anno, la proposta della Lido di Riva per Porto S. Nicolò è di lire 940.000, quindi c’è una bella differenza. Vediamo se riusciamo a mitigare questa differenza almeno per i residenti del comune di Riva del Garda. Consigliere de Eccher Ricordo che il discorso della riduzione per i residenti era partito proprio dal Consiglio comunale, con un ordine del giorno votato all’unanimità o comunque a larghissima maggioranza, in questo senso sono quindi favorevole all’aumento della riduzione dal 7% al 10% e sono favorevole anche alla proposta di elevare questa quota al 15%. Siccome non conosco bene la materia, vorrei avere qualche informazione circa la domanda per questi posti: è chiaro infatti che le tariffe vanno dimensionate anche sulla base della domanda. Vorrei sapere se a parità di condizioni c’è una preferenza per i residenti o meno e comunque qual è il criterio in base al quale viene fatta l’assegnazione. Il residente ha la certezza, a domanda, di ricevere la postazione? Consigliere Zambotti Il discorso della riduzione per i residenti era stato portato avanti nella precedente legislatura e vedo che è stato accolto, quindi mi va benissimo; evidentemente, se si volesse operare una maggiore riduzione, questo mi troverebbe ugualmente d’accordo, in quanto la tradizione velica locale è molto importante e il lago è un dato fondamentale per la nostra comunità. Più volte è venuta dai nostri concittadini, quelli che utilizzano per le barche non la Fraglia, ma Porto S. Nicolò, la richiesta di avere delle agevolazioni proprio per l’amore per il lago che loro hanno e per la tradizione, che è di molti rivani, di veleggiare sulle acque gardesane. Secondo me, se vogliamo apportare un ulteriore aumento della riduzione bisogna essere abbastanza precisi, nel senso che dobbiamo dare un segnale forte, un segnale che dica che questo Consiglio comunale va incontro alle esigenze dei cittadini rivani e quindi a questa tradizione, anche perché non dobbiamo pensare che sono solo le persone facoltose ad avere la barca ormeggiata al Porto S. Nicolò: ve ne sono infatti alcune, ed io ne conosco, che magari una volta andate in pensione sono riuscite, utilizzando la liquidazione, a coronare il loro sogno, cioè avere una barchetta a vela che hanno ormeggiato al porto. Questo per dire che il discorso è articolato e che per molti è una tradizione locale quella di poter utilizzare il lago, una tradizione che sarebbe bene difendere, potenziare e quindi incentivare. In questo senso, io sarei favorevole anche ad una riduzione del 50% a favore dei residenti, così come è sicuramente importante incentivare i gruppi verbale 21. 02. 00 / 18 sportivi che operano al Porto S. Nicolò, soprattutto per quanto riguarda il settore giovanile, perché è giusto che i giovani rivani e questi gruppi possano usufruire gratuitamente dei vani servizi che offre il porto al fine appunto di difendere alcuni aspetti che riguardano la nostra comunità. Naturalmente, parlando di porto non si può non parlare delle condizioni molto precarie in cui versa Porto S. Nicolò, che poco ha a che fare con un vero porto, e per rendersene conto basta guardare come sono disposte le imbarcazioni e tutta la struttura di sostegno per quanto riguarda l’attività nautica. E’ vero che c’è un progetto e quindi sarebbe importante sapere, attraverso l’Assessore, se ne è a conoscenza, visto che la Lido di Riva è una S.p.A. e ci sono sempre problemi ad avere informazioni, quando inizieranno questi lavori per riorganizzare l’attività portuale, cosa che a questo punto mi sembra indispensabile. Se ne parla da molto, ma fino ad ora i lavori non sono iniziati. Sicuramente sarebbe un primo passo per dare dignità a Porto S. Nicolò, anche perché è uno dei biglietti da visita per chi viene da Torbole, dopo la galleria. Già Viale Rovereto offre aspetti non certo belli da vedere, ma sicuramente il porto messo così com’è non è un bel biglietto da visita. Sul Lago di Garda vi sono porticcioli lacustri organizzati molto meglio; tra l’altro, l’ambito della vela sembra essere in forte espansione, anche per i recenti avvenimenti, accelerare quindi il processo di ristrutturazione del porto sicuramente andrebbe a favore della nostra comunità e anche del settore turistico. L’altro dato da sottolineare per quanto riguarda Porto S. Nicolò rimane quel punto che abbiamo discusso tante volte relativo alla spiaggia situata dietro, che è poco curata. Non so se c’è l’intenzione di eseguire qualche lavoro perché vi voglio ricordare che c’è molta gente legata al Porto che va lì a fare il bagno e a ritrovarsi, purtroppo debbo però dire che quel tratto di spiaggia versa in condizioni misere; altri tratti di spiaggia si sono organizzati molto bene, ma quella in particolare è stata abbandonata. Anche riguardo a questo aspetto vorrei avere una risposta. In conclusione, ribadisco che per quanto riguarda i residenti propongo un abbattimento dei costi del 50%. Consigliere Prati Ho piacere che si sia affrontato così il tema questa sera e d’altra parte abbiamo la fortuna che Berlusconi ha lo yacht, mentre D’Alema ha la barca a vela e ha comunque deciso di non andare a vedere Prada per non scatenare le ire del Polo. Al di là della battuta, è un fatto che da qualche anno a questa parte la vela non è più vista come un qualche cosa di elitario e quindi punibile a livello di imposte, ma vi è stata un’inversione di tendenza e si comincia così a vederla per quello che è, cioè uno sport, che magari alla fin fine costa meno del tennis o di altre pratiche sportive, se non fosse per il pesante balzello che si paga a Porto S. Nicolò. Devo dire che mi pare che si stia cambiando politica anche alla Fraglia della Vela, e questo mi fa piacere. Forse, signor Sindaco, la questione porti meriterebbe di essere affidata alla Commissione Regolamenti o comunque ad una Commissione già esistente, per non crearne altre, al fine di studiare il fenomeno e uniformarlo. Non è pensabile e accettabile che alla Fraglia della Vela, dove oggi come oggi gli ormeggi sono quasi tutti di gente che non è di Riva, si paghino determinate tariffe e sia quasi impossibile trovare un posto barca. Io sono iscritto alla Fraglia da dieci anni e se chiedo a che punto sono in lista mi rispondono che non lo sanno perché è un discorso che faranno, e vi assicuro che è proprio così. Al Porto S. Nicolò è più o meno la stessa cosa, perché ti verbale 21. 02. 00 / 19 metti in fila e dopo cinque anni ti accorgi che sei passato dietro perché quello dietro di te ha cambiato barca e quindi viene prima. Vi sono dei Regolamenti che, vi assicuro - io ho fatto domanda da anni e non riesco ad entrare -, sono un enigma e che probabilmente sfiorano ancora i ricordi di vecchia memoria delle gestioni precedenti. Varrebbe la pena di compiere uno sforzo per uniformare le cose, anche perché oggi non ha più ragione di esserci una differenziazione fra Fraglia della Vela e Porto S. Nicolò. Tenete conto che al Porto S. Nicolò opera la Lega Navale, società sportiva riconosciuta come quella che ha la Fraglia. Più che altro, andrebbe compiuta una verifica del modo di utilizzo, e non per nulla adesso la Fraglia si sta indirizzando al praticare trattamenti di favore nei confronti di quelli che effettivamente fanno delle gare sportive, e quindi delle competizioni, perché non ci si trovi ad avere lì delle barche ferme da trent’anni, magari sotto acqua o male utilizzate. Capisco che sia difficile, perché nel cercare di regolamentare dei diritti acquisiti o comunque di regolamentare in maniera diversa si rischia di fare un buco, credo però che un po’ di coraggio vada trovato anche dall’Amministrazione comunale, che secondo me dovrebbe appunto rivedere i Regolamenti per avere un qualche cosa maggiormente al passo con i tempi. E’ chiaro che in questa fase mettersi d’improvviso a modificare o a stravolgere le tariffe diventa difficile, se però devo fare una proposta mediata per questa sera, con l’intento però che venga al più presto rivista tutta la materia, altrimenti sarebbe fine a se stessa, la proposta è quella di fare in modo che ai rivani oppure alle associazioni sportive si applichino al Porto S. Nicolò le stesse tariffe che ci sono alla Fraglia della Vela perché, se dobbiamo fare uno sconto, dobbiamo farlo nei limiti di quello che pagherebbero se fossero alla Fraglia. Da una parte c’è gente iscritta alla Fraglia che deve mettere la barca al porto e viceversa non è possibile perché bisogna iscriversi alla Fraglia. Esprimere questo discorso in termini percentuali finisce per essere aleatorio e quindi, se debbo fare una proposta, la faccio nel senso di dire che, se vogliamo favorire i residenti, dobbiamo applicare le tariffe che si vedrebbero applicate alla Fraglia della Vela. E’ comunque un discorso limitativo, perché dobbiamo prendere atto che anche al porto opera la Lega Navale, che fa regate, le organizza ed ha pieno titolo per essere annoverata tra le associazioni che hanno diritto a questo tipo di facilitazioni. Mi auguro che in futuro possa esserci un’unione, un accordo fra le società veliche per trovare il modo di unificare gli sforzi sull’incidenza sportiva nella nostra zona. Sicuramente adesso abbiamo a Porto S. Nicolò delle tariffe per certi versi più alte che al mare, perché abbiamo raggiunto tetti molto alti, tra l’altro per un servizio che non è come quello che offrono al mare perché qui da noi, oltre ad avere una centralina cui attaccarsi, non è che vi siano certo servizi in campana con quelli che vengono dati in altri porti. Teniamo presente che sul Lago di Garda sono stati ultimamente realizzati ed organizzati dei porti importanti, e per rendersene conto basta andare a Bogliacco o in altri. Adesso parlano anche di quello di Malcesine, ma fino a quando non lo vedo non ci credo. In ogni caso, c’è un fermento per cercare di dotare alcuni centri di qualche porto che non sia mastodontico, ma comunque in campana con la realtà del nostro lago. Non possiamo dimenticare che sul lago abbiamo una tradizione velica importante, che ha visto personaggi importanti fare qui pratica, come ad esempio Perrasqué. Evidentemente, c’è gente che onora di essere venuta a farsi le ossa sul lago e che ci dà prestigio, adesso che si parla di “Luna Rossa” e che va di moda, così come era ieri quando si parlava del “Moro”. Resta il fatto che oggi come oggi i posteggi al porto costano tanto e c’è un gap di differenza rispetto alla Fraglia della Vela inconcepibile, che verbale 21. 02. 00 / 20 per certi versi non si giustifica più. E’ anche da tenere presente che la realtà della Fraglia della Vela è fatta più da persone che non sono di Riva rispetto a quella che c’è al porto e anche questa è una verità; questo non significa più di tanto per me, se però vogliamo prima di tutto unificare le due cose e portarle allo stesso livello e poi, se vogliamo aiutare veramente i residenti a crescere, dobbiamo cercare di favorirli nel Regolamento e anche nel prezzo. Questo favore non deve essere fine a se stesso, per creare dei posti a vita, ma bisogna cercare di farlo legandolo a chi effettivamente pratica anche una certa attività agonistica e quindi può trarne un qualche cosa e perché non succeda che chi riesce ad ottenere un posto barca lo abbia poi per tutta la vita, senza che vi sia un ricambio effettivo: sapete infatti che, anche se la concessione è annuale, di fatto se uno mantiene la barca e paga la concessione non si può certo portargliela via. Tutto questo per dire che vi sono tutta una serie di problemi che si avvertono stando in questo mondo, e difatti potrei parlarvi di tantissimi trucchi che corrono nel settore, ma mi pare che non sia il caso; dico solamente che si dovrebbe fare un Regolamento, sentita la Fraglia, sentite le realtà del porto, che tenga conto delle nuove esigenze e cercando di eliminare alcune storture. Per concludere, nel mentre auspico, e su questo mi pare di essere in campana con il Consigliere Bassetti, che questo argomento possa essere oggetto di approfondimento, magari in una Commissione Regolamenti che prenda in mano la materia, oggi, a livello immediato, per allinearci con gli altri, per andare nella stessa direzione e per fare una proposta concreta dico che, se bisogna dare un incentivo e un aiuto ai rivani che si avvicinano alla vela o che praticano già questo sport, dobbiamo applicare uno sconto che renda la tariffa uguale a quella che paga uno di Bolzano, tanto per dire, alla Fraglia della Vela. Insomma, facciamo in modo che almeno l’ormeggio si paghi nella stessa misura al Porto S. Nicolò. Consigliere Ballardini Nel mentre ascoltavo attentamente gli interventi mi sono posto delle domande e vorrei quindi ora fare emergere alcune contraddizioni. Prima di parlare di eventuali riduzioni ritengo bisognerebbe sapere quante sono le barche dei residenti, quante di queste barche sono di una certa stazza, sopra gli 8, 9, 10 metri, e quante vengono usate regolarmente, come diceva il Consigliere Prati. Sono informazioni che bisognerebbe avere prima di andare a proporre una riduzione del 15% o addirittura del 50% ad una persona proprietaria di un’imbarcazione da 12 metri, con un valore di lire 200.000.000, che magari la usa due volte l’anno e che ne avrebbe diritto solo perché ha la residenza a Riva del Garda. Tanto più che siamo di fronte ad una realtà il cui bilancio fortunatamente chiude con un utile e quindi perché, se effettivamente vogliamo mandare i ragazzi in barca, non si potrebbe usare parte di questo utile per organizzare dei corsi gratis per i ragazzi e fare invece pagare per intero a questa persona che non usa una barca che costa moltissimo? Mi sembra inconciliabile il fatto di proporre una riduzione delle tariffe del 50% e chiedere d’altro canto di incentivare l’attività giovanile: c’è un utile, usiamolo da quest’altra parte. Introduciamo qualche criterio, tipo ad esempio quello per cui non riduco le tariffe a chiunque purché sia residente a Riva del Garda, ma in base al quale le riduco a chi inizia a fare un certo numero di regate, a chi va in barca tutti i fine settimana o tutti i giorni, e questo anche per evitare che ci sia qualcuno che può permettersi di occupare un posto barca a vita, come diceva giustamente il Consigliere Prati, senza utilizzarla, portando via il posto a qualcun altro senza averne alcun diritto. Proviamo a vederla da un altro punto di vista: è inconcepibile pensare verbale 21. 02. 00 / 21 che qualcuno possa lasciare parcheggiata una Mercedes in centro Riva pagando un affitto annuale e usando la macchina una volta all’anno, perché quel posto lì potrebbe essere utilizzato da altri. Mi va bene il discorso di incentivare i residenti, devono però essere persone che usano la barca, che svolgono attività agonistica, che hanno una barca di un certo tipo, perché può anche andare bene la riduzione per chi usa una barca da lire 300.000.000 sinceramente, però, ritengo che non ne abbia un gran bisogno. Teniamo conto che quella persona, se paga la tariffa intera, mi può garantire una maggiore entrata che possiamo usare per organizzare gratuitamente il corso di vela a dieci ragazzini per una settimana. Secondo me, dobbiamo trovare un criterio che ci consenta di evitare che ci siano liste di attese che durano dieci anni per trovare un posto barca per gente che vorrebbe andarci ed ha la possibilità di andarci; cerchiamo di incentivare e avvicinare la gente alla vela con barche accessibili, che non costano tanto, barche anche di una certa metratura, un po’ più piccole, che possono acquistare anche i ragazzi, magari in due o tre, arrivando ad avere una barca di 6 metri. Prima di partire con una riduzione indiscriminata a chiunque purché sia residente vorrei che si sviluppasse una riflessione in merito a questo punto. Grazie. Consigliere Manzoni In attesa che venga rivisto tutto il Regolamento, vorrei rivolgere al Sindaco due inviti, il primo dei quali riguarda alcuni parcheggi. I parcheggi destinati ai velisti al Porto S. Nicolò sono contrassegnati da delle righe gialle, mi hanno però riferito che in estate, ed ho potuto notarlo anch’io quando vado in barca con dei miei amici, è difficile trovare il parcheggio libero, bisognerebbe quindi mettere una transenna o qualche altra cosa che consenta di dividerli in maniera più adeguata, a meno che… (CAMBIO CASSETTA) …La seconda questione riguarda i posti barca. I posti barca sono limitati nei numeri, tant’è che c’è una lista d’attesa per centocinquanta posti. C’è anche un problema per il posto in sé perché, se uno vende la barca, perde anche il diritto al posto barca; questo significa che quello che vuole subentrare è obbligato ad acquistare una barca vecchia a dei prezzi altissimi per avere il posto barca e dopo acquistarsi la barca nuova. Per quanto riguarda tutto il resto, secondo me converrebbe fare una revisione totale e fare un attento studio. Consigliere Andreozzi D’istinto chiederei che il posto barca per i rivani fosse gratis, anche perché faccio il sindacalista ed essendo la rovina dell’Italia so che chi più chiede, più è bravo. Sicuramente questo dibattito ha fatto emergere due grossi problemi; il primo è quello della lista d’attesa che ha il residente per avere il posto barca, cosicché il residente, lo sportivo che utilizza la barca, fa sport e fa anche cultura, in quanto vive il lago in modo diverso rispetto ad altre persone, deve portare a riva la barca, caricarla e trasportarla e, se ha la fortuna di avere un cortile, può parcheggiarla lì, altrimenti deve trovare un amico con il capannone o con il piazzale. Al di là delle tariffe, che penso sicuramente vadano adeguate per il residente, dobbiamo mettere mano al Regolamento per definire una quota di posti barca per i residenti, altrimenti ci troviamo ad avere Porto S. Nicolò e il Porto della Fraglia pieni di imbarcazioni di gente che porterà anche reddito e verbale 21. 02. 00 / 22 ricchezza a Riva del Garda, ma che magari ci viene due o tre volte all’anno e che usa la barca come appartamentino sul lago e quindi dubito che il costo sociale valga la candela. Una seconda questione è questa: dobbiamo iniziare a chiederci se oggi ci sono, in base alle richieste e all’utenza, le condizioni per avere un nuovo porto turistico. Questa è una bomba, anche dal punto di vista complessivo, che però può dare delle risposte anche ad un tipo di turismo diverso, che non è quello che si pensava quindici anni fa dello yacht, ma che è quello della barca a vela, che è quello di chi vive il lago con tutta la sua cultura. Sicuramente va trovata in tempi brevi una soluzione per quanto riguarda la proposta di riduzione affrontando il problema tariffario, dopo di che, come hanno proposto i Consiglieri Prati e Bassetti, che sono componenti della Commissione Regolamenti, va formulato un Regolamento più complessivo per dare definizione a questa partita. Questa sera abbiamo parlato delle tariffe dell’acqua senza avere il coraggio di dire che abbiamo beneficiato del pareggio dei conti dell’AMSEA e che per otto anni non abbiamo pagato gli aumenti dell’acqua, abbiamo parlato però del bene acqua; purtroppo parliamo di queste cose solo quando parliamo di tariffe e invece varrebbe la pena parlare sia del lago sia dell’acqua, e guarda caso il lago è composto di acqua, in modo diverso, creando quella cultura dell’utilizzo e anche dello “sfruttamento” (tra virgolette) di un bene quale è il lago. Invito i proponenti degli emendamenti - non so infatti se il Consigliere Bassetti abbia ufficializzato la sua proposta di 15% di riduzione - a trovare una soluzione per quanto riguarda i residenti, dopo di che chiedo alla Giunta di assumersi l’impegno ad affrontare il problema complessivo della regolamentazione dei posti barca nei nostri porti, considerando dal punto di vista della proposta a lungo termine la fattibilità, se c’è la richiesta, di un nuovo porto turistico. Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Matteotti. Pregherei i Consiglieri che si sono prenotati per il secondo intervento di lasciare parlare anche l’Assessore Torboli, in modo che illustri un po’ più nel dettaglio la delibera. Mi riferisco in particolare al Consigliere Zambotti e al Consigliere Prati, che potrebbero fare il loro intervento dopo una maggiore spiegazione della delibera da parte dell’Assessore. Prego, Consigliere Matteotti. Consigliere Paolo Matteotti Vorrei dare una risposta e fare una precisazione rivolgendomi al Consigliere Ballardini. Nel bilancio presentato dalla Lido di Riva del Garda S.p.A. sono riportati i dati relativi alle presenze a Porto S. Nicolò, si può così vedere che, su un totale di 147 barche, 25 barche sono di rivani. Da velista e regatante conosco bene la situazione e so che anche alla Fraglia la situazione non è diversa. Penso che questo basti per dire che il rivano è un montanaro più che un soggetto legato al lago, ed è sempre stato così. Questo ci porta anche a pensare al motivo per cui il lago non viene considerato da vicino in tutti i suoi problemi. Per quanto mi riguarda, ogni volta che si parlerà di lago ribadirò che il lago sta peggiorando a vista d’occhio, nonostante sia, come l’acqua, la risorsa principale dal punto di vista economico. Ogni volta che si tratterà questo argomento ripeterò incessantemente: “Attenzione, perché il nostro amato Lago di Garda non sta troppo bene”, e sfido chiunque a smentirmi. A parte questo, la proposta del Consigliere Bassetti mi sembra ragionevole e quindi anch’io appoggerei la proposta di un 15% di riduzione; sarei verbale 21. 02. 00 / 23 anche disponibile ad eventuali ulteriori variazioni, siccome però non è possibile fare delle valutazioni precise rimanderei tutto ad un nuovo Regolamento, che tra l’altro non sarà facile fare, affinché prenda in mano daccapo tutta questa serie di problemi e cerchi di incentivare il popolo dei rivani a dare finalmente un’occhiata al nostro amato lago. Ringrazio il Consigliere Andreozzi per avere sollevato il problema del porto, perché effettivamente c’è la necessità di avere un altro porto, che creerebbe turismo, occupazione e nuova ricchezza: su questo non c’è alcun dubbio. Ringrazio anche il Consigliere Zambotti per avere evidenziato che il porto soffre di alcuni grossi problemi. Probabilmente, la Lido si è occupata di cose più sostanziali e più immediate, con un valore più elevato, e così Porto S. Nicolò non è secondo me gestito in maniera ottimale. Un problema è legato alla mancanza di una zona di carenaggio, cosicché si fa carena e tutto va a finire nell’area o nel lago. Inoltre, c’è il grave problema, più volte sollevato, della distribuzione del carburante; a tutt’oggi - lo dico in questa sede, ma ne ho parlato anche a qualcuno che è nel Consiglio di Amministrazione della Lido -, dal punto di vista teorico, non è possibile distribuire carburante perché la legge non permette di rifornire le barche con cisternette e infatti anche i Carabinieri vanno a rifornirsi a Toscolano, a Bogliacco, mentre tutti gli altri lo fanno abusivamente, chiaramente versando liquidi nel lago. Ritengo questa una vera e propria emergenza, per risolvere la quale bisognerebbe realizzare una cisterna in una zona riservata al Porto S. Nicolò in quanto attualmente viviamo nell’abuso: nascondiamo la testa, facciamo finta di non vedere, ma ci sono 147 barche al porto, circa 100 alla Fraglia più circa 250 tra Conca D’Oro ed Excelsior e si vive nell’illegalità conclamata, occorre pertanto risolvere urgentemente questo problema. Si tratta di un’urgenza ambientale perché così come è oggi è facile sversare carburante nell’acqua. Non voglio farvi perdere ulteriore tempo e quindi concludo dicendo che ritengo possa essere accettata la proposta del Consigliere Bassetti e che ritengo urgente rivedere il Regolamento, perché c’è la necessità di incentivare lo sport della vela. Sono favorevole alla proposta, credo però che Sindaco e Giunta dovrebbero tenere presenti anche le cose che sono state dette al di fuori dell’argomento, tutte cose interessanti, come è avvenuto trattando il discorso dell’acqua potabile. Consigliere Zambotti Prendo di nuovo la parola per integrare il mio primo intervento, quindi non è da considerare secondo intervento… (Voci in aula) E’ sottile, lo so, comunque gli interventi sono sempre due, perché questo integra il mio primo intervento. In particolare, vorrei sollevare alcune questioni che prima mi erano sfuggite e che invece sono molto importanti, se quindi l’Assessore vorrà dare una risposta in merito poi eventualmente mi esprimerò in dichiarazione di voto. La prima questione è questa: voglio approfittare dell’occasione di questa sera, dato che stiamo parlando del porto, per chiedere alla Giunta se può, attraverso l’Assessore, dire due parole riguardo a quello che pensa dell’iniziativa di legge Giovanazzi, che mi pare abbia superato la Commissione, ma che ancora non è arrivata in aula con riferimento alla modifica dell’uso dei motori sul lago. Spesso ho letto articoli del Capogruppo della Margherita in merito, visto però che non se ne è mai parlato in Consiglio comunale vorrei affrontare la questione. Immagino che tutti i Consiglieri abbiano il testo della verbale 21. 02. 00 / 24 proposta di legge, in quanto era sul bollettino della Provincia, vorrei quindi sapere che tipo di idea avete rispetto a questa iniziativa, che a mio avviso porterebbe a delle modificazioni notevoli. La mia proposta del 50% è legata ad un fatto culturale e quindi mi dispiace un po’ che il Consigliere Ballardini abbia fatto un intervento improntato ancora a schemi del tipo “il ricco e il povero” quando invece non si tratta di questo. Certo, c’è gente che ha la barca lussuosa, però il concetto che abbiamo espresso anche nella precedente legislatura è molto chiaro e, come diceva prima il Consigliere Andreozzi, è un concetto di cultura, perché l’utilizzo del lago è per i rivani un fatto altamente culturale. Noi sappiamo che fra Riva e Torbole, nella zona legata ad Arco, c’è un centro nautico di Arco: logicamente è meno naturale per gli arcensi veleggiare, però di fatto anche loro hanno un circolo velico. Per noi di Riva è un concetto molto importante, il lago è elemento vitale per la nostra comunità, è un fatto altamente culturale, quindi il discorso non è solo quello legato allo sport, ma è legato proprio alla possibilità di tanti rivani di andare sul lago, una possibilità che si sono dati e magari in futuro ancora si potranno dare, anche se con sacrificio. Chiaramente ci sono anche quelli che non hanno fatto sacrifici e si sono permessi barche costose, ma questi, al limite, possono andare dove vogliono perché hanno i mezzi per farlo, secondo me, invece, c’è una folta schiera di persone che amano proprio il lago, che rispettano il lago e che utilizzano la barca non per fini sportivi, ma per andare sul lago e vivere il lago. Questo concetto di vivere il lago con la barca appartiene alla rivanità, è un fatto culturale e secondo me su questo bisogna insistere; che poi vi siano gli aspetti agonistici va bene ed è giusto favorire la pratica della vela ai giovani - questo lo fa la Fraglia, lo fanno già associazioni sportive presso Porto S. Nicolò e quindi aiutarle va benissimo -, io però volevo fare passare questo concetto che è nella tradizione, che è nella genetica dei rivani. Condivido il fatto che in gran parte sono montanari, nel senso che preferiscono andare per montagna invece che per lago, ma secondo me c’è comunque un’ampia fetta di popolazione che ama fortemente il lago, che utilizza questa possibilità e lo fa per amore e non tanto per fini sportivi o per fini edonistici o altri. A parer mio, questo è il dato che bisognerebbe salvare e potenziare e, se noi lo accettiamo, come in parte mi pare sia già stato accettato, nel momento in cui proponiamo una riduzione dobbiamo dare un segnale forte in questo senso, altrimenti siamo al punto di partenza. L’altra questione importante, rispetto alla quale vorrei avere una risposta, riguarda un’urgenza, come bene l’ha definita il Consigliere Matteotti, un’urgenza peraltro da noi già evidenziata in passato, quando avete voluto, perché io non ho certo votato a favore, sbarazzarvi di Contini, che aveva l’Agip a Piazza Catena, mettendolo sulla strada: già allora era emerso questo problema e avevate detto che si sarebbe affrontato mettendo a cura della Lido di Riva una pompa per rifornire le imbarcazioni, pompa che invece non è mai stata messa. Vorrei sapere quando la metterete o comunque che tipo di soluzione proponete perché non c’è niente da fare: per tanta attenzione che possono metterci, c’è versamento di carburante nel lago. O questo problema lo volete risolvere o non lo volete risolvere, ma se lo volete risolvere mi dovete dire, e questa è l’occasione buona, quando lo volete fare e come lo volete fare. Naturalmente sarà la Lido di Riva ad attivarsi, ma se voi già sapete qualcosa sarebbe importante dirlo questa sera perché anch’io ritengo che sia un’urgenza da non sottovalutare per quanto riguarda il discorso ecologico. In conclusione, se si vuole fare passare il discorso della cultura legata al lago, secondo me bisogna dare un segnale forte alla cittadinanza, un segnale che è anche atteso perché tanti si verbale 21. 02. 00 / 25 chiedono come mai si debba pagare così tanto, anche perché poi, onestamente, come diceva il Consigliere Prati, i servizi non sono un granché; naturalmente, anche questo deve essere in una logica di sviluppo del porto. Ottima è poi la proposta del Consigliere Andreozzi, vale a dire quella di ipotizzare un nuovo porto, che comunque sappiamo sarebbe solo in gestione in quanto sarebbe della Provincia. Vorrei sapere se vi sono dei contatti in questo senso, se vi sono delle ipotesi di allargamento di questo porto o se si è già individuata, visto che Andreozzi è un rappresentante della maggioranza, un’area per la creazione di una nuova struttura portuale. Questi sono i quesiti ai quali mi piacerebbe avere risposta. Consigliere Bombardelli Viste le discussioni e gli interventi sul precedente punto circa la determinazione delle tariffe sul pubblico acquedotto, laddove abbiamo approvato l’aumento dei costi dell’acqua, che è un bene vitale, aumento che incide sui costi delle famiglie più disagiate, e visto che in questo caso sento fare proposte di sconti sulle tariffe relative al posto barca per i residenti mi viene naturale fare una riflessione, e cioè chiedermi se vi sia coerenza tra l’aumento del costo dell’acqua e la diminuzione di tariffe per i posti barca. A fronte di queste riflessioni, e quindi non condividendo la riduzione, non voterò gli emendamenti proposti. Mi viene anche da chiedermi, rispetto alle istanze che portiamo avanti ogni tanto, se è per demagogia o per politica che tutti ci diciamo paladini nel fare gli interessi della gente mentre andiamo ad applicare solo gli aumenti che vanno poi a ricadere sulle famiglie più bisognose. Consigliere Ceschini Ho ascoltato con molto interesse le disquisizioni sulla rivanità, sull’amore che i rivani hanno per il lago ecc., mi pare però che a conti fatti vi siano 25 imbarcazioni di rivani al Porto S. Nicolò, altre 30 alla Fraglia, arrivando quindi a 60 persone con residenza a Riva, alcune delle quali conosco personalmente, che vanno sul lago. La media, grosso modo, è dell’8,5 per mille, escludendo gli anziani e le donne, pertanto ho molte perplessità. Il discorso non vale solo per Riva, ma vale per tutta la zona lacuale, nel senso che sia sulla riviera bresciana, sia sulla riviera veronese e su quella trentina la maggiore economia non veniva dal lago, tant’è che i pescatori erano pochi, eccettuato a Garda, mentre la maggior parte erano contadini e boscaioli. Il porto è stato fatto nel 1920, dall’ingegnere Mantovani, il quale ha realizzato un porto industriale che poteva servire eventualmente per i collegamenti e per portare il materiale da Riva a Desenzano sfruttando i venti. A proposito di venti, pongo il dubbio circa la possibilità di realizzare un porto nuovo perché, al di là del molo del porto nuovo, abbiamo profondità che vanno da un minimo di 30 fino a 80-90 metri e abbiamo un vento dominante, che è la famosa Ora, la quale inizia a spirare a marzo fino a ottobre, con una velocità che può arrivare tranquillamente – non voglio adesso parlare di scala di Beaufort - ai 40 o 50 chilometri all’ora e dunque quello non si può certo definire luogo riparato; eventualmente, l’unico luogo riparato può essere il Lido, perché è di traverso rispetto all’Ora, ma altri posti francamente non ne vedo. Tra l’altro, non credo nemmeno che al Lido si potrebbe fare perché penso che vi siano dei vincoli dal punto di vista paesaggistico, si potrebbero allora usare, come fanno nei posti di mare, delle darsene mobili, ancorate in un certo punto e così fare un porto turistico, almeno per quelli che non hanno il posto barca. In ogni caso, sia i fondali alti, sia il vento e logicamente anche la verbale 21. 02. 00 / 26 mancanza di riparo portano ad escludere l’ipotesi di un porto nell’area che grosso modo va da Punta Lido fino al Sarca. Con riferimento al problema legato al rifornimento di benzina per le imbarcazioni, è vero che vi sono degli sversamenti, ma mi permetto anche di dire che un altro problema legato ad un porto nuovo è quello dell’inquinamento dovuto agli scarichi fecali che abusivamente durante la notte i turisti che vanno a dormire sulle imbarcazioni, e non i rivani, scaricano nel porto. Tra l’altro, c’è una pseudopompa che dovrebbe portare via questi liquami e mandarli al largo, noi invece abbiamo un bel tubo di scarico di collegamento, che passa all’interno del porto e sbuca all’esterno, con un diametro di circa 1,5 metri, quasi sempre chiuso: per purificare il porto basterebbe aprirlo e consentire il passaggio dell’acqua. Io sto studiando e approfondendo questi aspetti perché è mia intenzione presentare un documento, che si riferisce anche all’inquinamento a Punta Sabbioni e alla “puntina”: secondo me, infatti, sono indispensabili degli accertamenti puntuali degli scarichi fognari provenienti dal Lido, dal Du Lac e da altri. A Porto S. Nicolò vorrei che venissero fatte delle analisi dall’Istituto Idrobiologico, che purtroppo ha le sonde all’esterno invece che all’interno, per vedere durante l’estate qual è l’inquinamento batterico, molto più pericoloso dell’inquinamento causato dallo sversamento di un po’ di benzina. Tra l’altro, mi dispiace contraddirvi, ma dalle ultime analisi il lago risulta ancora oligomesotrofico, ovverosia stabile: questo in base agli ultimi dati dell’IRSA, che risalgono al 1996; logicamente, la cosa importante è non causare ulteriore inquinamento. Per quanto riguarda il Regolamento, anch’io ritengo indispensabile averne uno nuovo così almeno si può, in seconda battuta, proporre eventualmente anche degli sconti per i rivani. A tale proposito, dato che nel caso del punto precedente ho approvato l’aumento del 20% delle tariffe dell’acqua, riterrei adesso disdicevole approvare la riduzione del 15% proposta dal Consigliere Bassetti o da altri, quindi mi asterrò. Presidente Chiederei ai Consiglieri di attenersi maggiormente al tema, che è quello delle tariffe. Prego, Consigliere de Eccher. Consigliere de Eccher Ho elaborato i dati forniti dal Consigliere Matteotti e sono così giunto alla conclusione che l’utilizzo da parte dei cittadini rivani è pari al 17%. Tenendo conto che le agevolazioni sono previste, da una deliberazione del Consiglio di Amministrazione della Lido di Riva S.p.A., fino ad un massimo del 20%, il margine per ulteriori riduzioni da un punto di vista delle persone interessate è solamente del 3%. Questo come dato sul quale riflettere. Credo che in sede di Regolamento si dovrà inserire una graduatoria dei residenti per la priorità nell’assegnazione degli spazi e anche questo è eventualmente un elemento da prendere in considerazione, al di là di quelle che sono le agevolazioni proposte. Il 15% come agevolazione mi sembra ragionevole, il 50% no. Grazie. Consigliere Ballardini Naturalmente questo è il preambolo al secondo intervento, quindi non vale come tale. Al di là di questo, vorrei puntualizzare un po’ la questione attenendomi esclusivamente alla verbale 21. 02. 00 / 27 questione delle tariffe. Colgo anch’io la contraddizione nell’avere aumentato, in termini percentuali di molto e in termini assoluti di poco, le tariffe dell’acqua, mi sembra quindi un po’ fuori luogo proporre sconti per i rivani proprietari di barche. Io mi atterrei alla delibera proposta all’ordine del giorno, approvando gli adeguamenti ISTAT, che mi sembrano dovuti. Piuttosto, riserviamoci di introdurre un sistema tale per cui andiamo veramente a premiare chi usa la barca per sport o per passione, e su questo vorrei dire comunque ancora qualcosa: io mi trovo sempre a disagio quando sento parlare di forti sconti, sgravi, regali ai residenti solo perché sono residenti; facciamo tutti i cittadini europei fino a quando bisogna chiedere soldi e fondi a Bruxelles, ma nel momento in cui bisogna pagare qualche cosa si inizia a dire che i tedeschi pagano di più. Se io vado all’estero pretendo di essere trattato da cittadino europeo e non da straniero, da barbaro o da extracomunitario, dobbiamo quindi fare delle tariffe che premino chi usa la barca e la vive con passione, al di là del fatto che sia rivano o tedesco. In conclusione, dichiaro che non voterò gli emendamenti così come proposti, preferirei semplicemente votare l’adeguamento ISTAT per poi riservarci, in sede di Commissione Regolamenti, di mettere mano a tutta l’organizzazione in modo che chi usa la barca tanto e spesso abbia la possibilità di farlo. Consigliere Prati Vorrei trattare gli argomenti magari velocemente, ma toccandoli tutti. Comincio dall’ultimo, che anche se divaga un po’ rispetto al punto all’ordine del giorno è stato trattato anche da altri Consiglieri e quindi voglio farvi anch’io un piccolo accenno, tra l’altro ricordando che come Gruppo avevamo inserito nel nostro programma l’auspicio che si cercasse comunque di favorire un allargamento del porto di Riva, individuando questa possibilità nell’ambito di una parte del Lido. Questo era anche l’auspicio della Fraglia della Vela, che ha necessità di razionalizzare, soprattutto in occasione di manifestazioni di un certo tipo. Naturalmente, questo allargamento deve essere fatto nel pieno rispetto della conformazione del golfo e per questo si può pensare a dei pontoni mobili legati a catene, come fanno in diverse località, rendendo così la cosa fattibile. Mi pare che in questo senso siano anche le richieste della Fraglia della Vela, noi ne prendiamo atto e speriamo che anche l’Amministrazione comunale voglia cercare di approfondire il problema. Sempre per quello che riguarda la Fraglia della Vela, ritengo che vi siano delle proposte che vadano nel senso giusto del Regolamento e che sono quelle di incentivare i giovani, di cercare di favorire in un futuro l’utilizzo dei posti barca da chi usa la barca in una certa maniera; peraltro, è questo un argomento non facile giuridicamente, altrimenti avrebbero scoperto l’acqua calda anche loro, comunque è un discorso che può essere fatto con il tempo. Ciò non toglie che noi rivani o, quanto meno, noi della zona abbiamo un po’ abbandonato la Fraglia della Vela e anche le altre zone e non siamo più trainanti, il che è male. Certo, non significa niente, siamo tutti cittadini del mondo, però il fatto che esclusi i soliti Colletti e qualcun altro ormai non ci sia più nessuno che si occupi in maniera sostanziale della Fraglia e di questa attività è un tipo di discorso che in futuro potrebbe penalizzarci, in quanto non sempre si trova qualcuno disponibile da fuori ad accollarselo. E’ vero, abbiamo avuto come Presidente Bruno Ballardini, che ha svolto bene il suo ruolo, e così anche l’attuale Presidente, bisogna però cercare di fare sì che vi sia un avvicinamento maggiore da parte dei rivani, e non solo dei rivani, perché io conosco la realtà del porto e vi posso dire che ad esempio è frequentato da una notevole comunità arcense, che lo ama. verbale 21. 02. 00 / 28 E’ frequentato anche da gente non ricca, perché non mi pare che ci siano dei ricchi: è gente che ama la vela e che magari con sacrificio è riuscita ad acquistare la barca per fare qualche regata; in effetti, non sempre il fatto di avere una barca un po’ più lunga significa essere dei ricchi, a volte è stata acquistata insieme con sacrifici per poi fare qualche gara ecc. Io che conosco la realtà del porto dico che, se potessi decidere, un domani applicherei la riduzione non solo ai residenti di Riva, ma la estenderei anche a quelli dei comuni limitrofi, proprio per cercare di dare un input di un certo tipo e non distaccarci da questa realtà, che un domani potrebbe dare molto in termini di volontariato e di partecipazione alla crescita di quello che è un settore che potrebbe dare un impulso notevole a Riva. Ci sono tutti quelli che amano la vela, c’è gente che fa volontariato, gente che si dà da fare per organizzare regate… voglio dire, è una realtà che bisognerebbe conoscere in maniera approfondita, cosa che forse solo qualcuno di noi può vantare, come ad esempio il Consigliere Matteotti, che è sempre stato del gruppo del porto e quindi sicuramente conosce la situazione. Sono almeno dieci o dodici anni che noi del porto ci auguriamo che venga preso in mano il famoso “triangolo delle bermuda” e che si creino le strutture per avere un porto decente e vivibile. Dopo di che penso che il Regolamento potrebbe cercare anche di risolvere quei problemi legati alle barcacce che sono dimenticate da dieci anni e non utilizzate e che evidentemente creano delle difficoltà. Peraltro, torno a dire che la questione va affrontata con delicatezza perché finiamo per scivolare su un terreno che è abbastanza difficile in quanto dirlo è facile, ma poi, quando si entra nei discorsi di diritto, tutto diventa più difficile. Auspico che venga preso in mano il Regolamento dalla Commissione Regolamenti e che dal Sindaco, come Assessore al Turismo, venga preso in mano il problema in generale del porto. Tenete conto che questa sera non parliamo di diminuzione delle tariffe, ma di aumento per delle tariffe che vi assicuro sono già estremamente alte rispetto a quelle che normalmente si trovano sul lago, ma anche al mare, perché noi le superiamo di gran lunga. Non è certo poco per chi ha una barca pagare ormeggi da lire 3.500.000, lire 4.500.000 o da lire 2.800.000. Visto che l’idea c’è, possiamo limitarci intanto ad agevolare i residenti e poi, in una fase successiva, prendere in mano il tutto. La mia proposta era quella di legare le tariffe per i residenti a quelle della Fraglia della Vela, cosa che non mi pareva scandalizzante e che anzi aveva una sua logica, comunque mi adeguerò ad approvare quelle degli altri, a meno che non ci si trovi un attimo e fra il 15%, il 50% e la Fraglia si trovi una soluzione unitaria. Presidente Anche a me, partendo dal discorso del Consigliere Prati, sembrerebbe abbastanza importante stabilire delle tariffe unitarie, visto quindi che ci sono dei piccoli disaccordi proporrei ai Capigruppo cinque minuti di sospensione per vedere di trovare un accordo su una proposta unitaria… Consigliere Lotti Se uno dice che voterà contro, non so come si possa fare a… verbale 21. 02. 00 / 29 Presidente La mia è una proposta: se non vi va bene, non accettatela. Ha chiesto la parola il Consigliere Bassetti. Consigliere Bassetti Ho fatto una proposta e... Presidente Sembra che non vada bene. Consigliere Bassetti Per la verità, ha parlato solo il Consigliere Lotti. (Voce dall’aula: “Mettiamola ai voti.”) Presidente Mettiamo in votazione la mia proposta, per cercare di trovare una proposta unitaria. La democrazia è bella, continuare però a ribadire sempre le stesse cose non ha senso. Tra l’altro, l’Assessore poteva forse spiegare meglio questo discorso delle tariffe, comunque questa è la mia proposta: i Capigruppo si trovano con l’Assessore e determinano le tariffe; se trovano un accordo, bene, altrimenti andiamo alla votazione. Consigliere Zambotti La mettiamo ai voti questa proposta? ^^^ Esce il Consigliere Delaini: il numero dei presenti scende a 26. ^^^ Presidente Sì, mettiamo in votazione la mia proposta di sospensione per cinque minuti. A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente risultato: - Consiglieri presenti n. 26 - Consiglieri votanti n. 26 - voti favorevoli contrari astenuti n. 22 n. 1 (Calzà) n. 5 (Lotti, Zucchelli, Ceschini, Bombardelli e Daves) verbale 21. 02. 00 / 30 Presidente Scusate, ma i presenti sono 26, quindi dobbiamo rifare la votazione. Sarebbe meglio se ci dessimo una calmata… Sindaco Chiedo ai Consiglieri di rimanere seduti al loro posto, di votare quando il Presidente invita ad alzare la mano e anche di fare silenzio, altrimenti, se si vuole parlare, ci si prenota per intervenire. Se non ci si attiene a questo tipo di comportamento non è più un Consiglio comunale! ^^^ Esce il Consigliere Zambotti: il numero dei presenti scende a 25. ^^^ Presidente Rifacciamo la votazione. La votazione, palesemente espressa per alzata di mano ed il cui esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori, consegue il seguente risultato: - Consiglieri presenti n. 25 - Consiglieri votanti n. 25 - voti favorevoli contrari astenuti n. 19 n. 1 (Calzà) n. 5 (Lotti, Zucchelli, Ceschini, Bombardelli e Daves) IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA LA SOSPENSIONE DEI LAVORI ^^^ sono le ore 19.55 : i lavori vengono sospesi ^^^ sono le ore 20.00 i lavori riprendono ^^^ Entrano i Consiglieri Zambotti e Delaini. Escono i Consiglieri Andreozzi e Bombardelli: il numero dei presenti rimane 25. ^^^ Presidente Riprendiamo la seduta, anche perché credo che la discussione si possa considerare esaurita. Questo era il tempo che ci eravamo dati, nel rispetto della libertà dei singoli Consiglieri. Prego, Consigliere Daves. verbale 21. 02. 00 / 31 Consigliere Daves Avevo chiesto la parola precedentemente per avere due informazioni precise da parte dell’Assessore. Innanzitutto, vorrei sapere se il bilancio della Fraglia della Vela ha chiuso in positivo o in negativo. In secondo luogo, vorrei sapere quanto paga di affitto la Fraglia della Vela al Comune di Riva del Garda. Assessore Torboli Voglio darvi ora alcune brevi informazioni che per la verità avrei voluto dare prima. I fruitori del posto al Porto S. Nicolò, perché è di questo che stiamo parlando, attualmente sono 24; è in corso il rinnovo della concessione, onerosa, da parte della Provincia per il Porto S. Nicolò e sono già previsti alcuni obblighi, tipo quello di prevedere il posto per il rifornimento carburanti - questo lo dico in risposta ai Consiglieri che hanno sollevato la questione - e anche il rinnovo di tutti gli spazi, dunque in quella fase si potrà pensare ad un eventuale ampliamento dei posti a disposizione. Il Consigliere Zambotti ha chiesto che cosa ne pensiamo dell’uso dei motori sul lago di cui tratta la proposta Giovanazzi: la Giunta di Riva non ha affrontato il problema e le mie considerazioni personali credo non siano importanti ai fini di questa discussione. Circa gli sgravi ai residenti, posso dire che la proposta, seppure minimale, di aumentare lo sgravio può essere accettata; se lo sconto portasse ad oneri maggiori, si dovrebbe rivedere un po’ tutto il discorso tariffario. Per quanto riguarda il bilancio della Fraglia non posso rispondere e comunque non è oggetto di discussione questa sera, visto che stiamo parlando del Porto S. Nicolò e non della Fraglia. Per quanto riguarda le tariffe, qualcuno ha detto che sono più onerose quelle di Porto S. Nicolò, voglio comunque ricordare che la concessione della Provincia alla Lido di Riva per Porto S. Nicolò sfiora quasi i 90.000.000 di lire, mentre la Fraglia della Vela paga circa lire 6.000.000. Sempre parlando di quote e del fatto che si paga meno alla Fraglia rispetto al Porto, ricordo che alla Fraglia della Vela i soci pagano una quota di lire 300.000 annue. Questi sono gli appunti che volevo fare. Presidente A questo punto, un Capogruppo potrebbe fare la proposta, se avete trovato l’accordo, altrimenti tutti i Capigruppo fanno la propria dichiarazione di voto e poi passiamo alla votazione. Consigliere Bassetti Dal dibattito di questa sera è emerso, nella diverse posizioni, tutte rispettabilissime, il fatto che i problemi vanno al di là delle tariffe: ci sono problemi di Regolamenti, problemi circa la necessità di incentivare la fruizione del lago da parte dei residenti ecc., quindi l’idea era quella di dire: visto che c’è questo argomento, approfittiamone subito per dare un segnale, con però la riserva di sederci a tavolino, come avevo peraltro detto nel mio primo intervento, per ristudiare tutta la materia e nell’arco del 2000, prima dell’approvazione delle tariffe del prossimo anno, venire con un ragionamento organico, per quello che riguarda i porti della nostra città e le verbale 21. 02. 00 / 32 incentivazioni per il lago ecc., che possa essere fatto dal Consiglio comunale. Non immaginavo di sollevare con una proposta del genere una discussione che ha portato via tutto questo tempo, mi sembrava soltanto un’idea per dare un input e quindi, se vogliamo mantenere questo tipo di input, credo che il 15% proposto sia ragionevole, si potrà fare di più, ma sicuramente si potrà farlo nel momento in cui prenderemo in mano tutta la materia. (CAMBIO LATO) Consigliere Zambotti (…) io non credo che si sia perso tempo perché il problema del Porto S. Nicolò è importante per la collettività, per i residenti e per i turisti… (Voci in aula) Presidente Si deve fare la dichiarazione di voto sull’emendamento Bassetti e poi eventualmente sull’emendamento Zambotti. Consigliere Ceschini Può rileggere l’emendamento del Consigliere Bassetti? Presidente “Riduzione delle tariffe proposte dalla Lido…” Consigliere Zambotti Signor Presidente, stavo parlando io! Dovevo solo dire che ritiro il mio emendamento… (Voci in aula) Presidente Chiedo ai Consiglieri comunali di stare tranquilli, anche perché ognuno può fare la propria dichiarazione di voto. Consigliere Lotti Intervengo per mozione d’ordine. Il problema dell’illegittimità dell’intervento del Consigliere Zambotti mi pare molto evidente, se non in sede di dichiarazione di voto dell’emendamento. Nel momento in cui l’emendamento non è stato presentato, non può fare l’intervento, a meno che non si accetti la precisazione precedente che il suo secondo intervento era l’integrazione del primo. Mi scusi, signor Presidente, ma era solo per chiarire. Presidente Davo per scontato che c’erano, come da dibattito, due emendamenti proposti: l’emendamento Bassetti, che recita: “Riduzione delle tariffe proposte dalla Lido di Riva S.p.A. verbale 21. 02. 00 / 33 per i soci residenti del Comune di Riva del Garda del 15%”, e l’emendamento Zambotti, cui ho dato la parola proprio per intervenire su questo, emendamento che propone: “Riduzione dei costi del 50% per i residenti per servizi affidati dalla Lido di Riva S.p.A. riguardanti il Porto S. Nicolò”. Prego, Consigliere Zambotti, per dichiarazione di voto. Consigliere Zambotti A me piace quando c’è questa vivacità nei Consiglieri: non penso che il Consiglio comunale si trasformi in una gazzarra o in qualcos’altro ed anzi auspico che vi sia sempre o di più questo tipo di vivacità, perché non c’è da spaventarsi. Il Sindaco è memore di Consigli comunali in cui la vivacità era molto più alta di quella cui si assiste ultimamente, non capisco quindi la sua meraviglia perché qualcuno si alza ecc.: forse sono cambiati i tempi. Non so se la concessione di cui parlava l’Assessore sarà automatica, visto che l’altra volta si erano evidenziati anche dei problemi; forse questa volta la Provincia farà un appalto o un concorso, appunto perché l’altra volta si erano evidenziate parecchie questioni per questo rinnovo dato senza immediatezza, con delle società private che volevano partecipare e che poi sono state escluse ecc., non so quindi se anche questa volta il rinnovo sarà immediato o se vi sarà un bando di concorso. Secondo me sarà importante vigilare perché vi sia la massima trasparenza. Mi pare che da gran parte della maggioranza, anche se all’interno vi sono sicuramente dei dissensi, sia stato accolto questo segnale di favorire per un concetto culturale la riduzione delle tariffe con riferimento ai residenti di Riva. In questo senso, mi ritengo abbastanza soddisfatto della proposta, di ciò che è emerso questa sera e non sto qui a sottilizzare; per me era importante dare un segnale forte, se però c’è una convergenza sul 15% ritiro il mio emendamento e va bene il 15%. Consigliere Prati Intervengo solo per chiarire che la riunione precedente dei Capigruppo aveva concordato sull’emendamento del Consigliere Bassetti o quanto meno noi ci siamo allineati e quindi diventa un emendamento che facciamo nostro. Presidente Vi sono altri interventi per dichiarazione di voto? Se non ve ne sono, passiamo alla votazione... Prego, Consigliere Delaini. Consigliere Delaini Intervengo per dichiarazione di voto. Dichiaro il nostro voto di astensione perché non ci sembra giusto che venti minuti fa si sia votata una delibera che prevedeva un aumento a mio avviso fuori luogo per adesso votarne uno che va a dare dei benefici a gente che potrebbe pagare la tariffa anche per intero: non penso infatti che cambi le cose un 15% in meno per uno che ha una barca e che non credo proprio abbia difficoltà a pagare, quindi il nostro voto sarà di astensione. ^^^ Entrano i Consiglieri Andreozzi e Bombardelli: il numero dei presenti sale a 27. ^^^ verbale 21. 02. 00 / 34 Consigliere Bertoldi Visto che l’intero Regolamento, da quanto ho capito, deve essere ripreso in mano e così probabilmente anche tutte le tariffe, con il ripristino del porto, l’intervento della Commissione Regolamenti ecc., penso che l’aumento del 10%, che è poi quanto prevede la delibera della Giunta, possa essere sufficiente. Consigliere Lotti Concordo con quanto appena detto dal Consigliere Bertoldi e concordo anche con la presa di posizione del Consigliere Bombardelli e del Consigliere Ceschini. Non so se sia stato il caso o qualcos’altro a mettere insieme i due punti che hanno in comune l’acqua e le tariffe, ma sono decisamente, ironicamente e forse anche demagogicamente contrari. Da un certo punto di vista questa sera è stato istruttivo per me, che non sono molto addentro alla materia - forse sono più nell’ambito dei montanari, come sottolineava il Consigliere Matteotti, che non nell’ambito velistico -, e infatti non sapevo che la vela fosse davvero uno sport accessibile a tutti, che non ci fossero più problemi nell’acquisto della barca e tutta una serie di altre cose che prima mi erano sconosciute. E’ ovvio che sento molto stridente tutto questo discorso, come qualche altro Consigliere ha fatto notare. Si potrebbero fare anche alcune osservazioni che in questo caso sarebbero ironicamente demagogiche, ma le risparmiamo, dico solo che anche dal mio punto di vista il 10% è più che sufficiente e quindi voterò contro l’emendamento che propone il 15%. Consigliere Calzà Anch’io voterò contro l’emendamento proposto dal Consigliere Bassetti e da altri perché ritengo abbastanza assurdo che, dopo avere appena votato un aumento del 20% per le tariffe dell’acqua, che interessano ben 15.000 cittadini, si vada a proporre una diminuzione delle tariffe per il posto barca, cosa che interessa solo 50-60 persone. Grazie. Consigliere de Eccher Mi sento veramente in obbligo di fare una precisazione: innanzitutto, l’aumento del 20% lo avete votato voi e non noi; in secondo luogo, se andiamo a prendere il risultato dell’aumento del 20%, siamo ad una cifra che è inferiore a quello che questo Consiglio propone per l’adesione alla Comunità del Garda. In sostanza, per fare partecipare il Comune alla Comunità del Garda, che è un Ente parassitario ed inutile, spendiamo più di quello che si va ad addebitare all’utenza per quanto riguarda il canone dell’acqua, non facciamo quindi demagogia perché siete gli ultimi titolati a farla. Grazie. Il Presidente mette quindi in votazione l’emendamento del Consigliere Bassetti, nel seguente testo: “”” Riduzione delle tariffe proposte dalla Lido di Riva S.p.A. per i soci residenti nel comune di Riva del Garda del 15%”. “”” verbale 21. 02. 00 / 35 A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente risultato: - Consiglieri presenti n. 27 - Consiglieri votanti n. 27 - voti favorevoli contrari astenuti n. 17 n. 4 (Calzà, Zucchelli, Lotti e Bertoldi) n. 6 (Delaini, Ballardini, Daves, Ceschini, Bombardelli e Andreozzi) IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA L’EMENDAMENTO PRESENTATO DAL CONSIGLIERE BASSETTI ^^^ Esce il Consigliere Zambotti: il numero dei presenti scende a 26. ^^^ Constatato che nessun altro Consigliere prende la parola, il Presidente dichiara chiusa la discussione e mette in votazione la proposta di delibera emendata in corso di seduta allegata sub lettera D). Dato atto che sono stati acquisiti i pareri stabiliti dall’art. 56 della L.R. 1/1993 nel testo come sostituito dall’art. 16 - 6° comma della L.R. 10/1998, come favorevolmente espressi e inseriti in calce alla proposta di deliberazione, di cui formano parte integrante; A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente risultato: - Consiglieri presenti n. 26 - Consiglieri votanti n. 26 - voti favorevoli contrari astenuti n. 19 n. 0 n. 7 (Lotti, Zucchelli, Ballardini, Calzà, Andreozzi, Daves e Delaini) IL CONSIGLIO COMUNALE delibera DI APPROVARE la proposta di deliberazione formulata dall’Area Funzionale della Programmazione, Bilancio e Contabilità, allegata al presente verbale sub lettera D), ed emendata in corso di seduta per quanto riguarda le tariffe da applicare agli utenti residenti nel Comune di verbale 21. 02. 00 / 36 Riva del Garda titolari di ormeggi annuali, con riduzione del 15% sulla tariffa che pertanto viene stabilita nella seguente misura: ORMEGGIO ANNUALE Tariffa 1 - per i residenti nel Comune di Riva del Garda Categoria A Categoria B Categoria C Categoria D Categoria E Categoria F L. L. L. L. L. L. 799.000 1.079.500 1.598.000 2.159.000 2.941.000 3.799.500 Il Presidente propone di mettere in discussione unitamente il punto n. 4. e n. 5 dell’ordine del giorno, per poi procedere a due votazioni separate. Consigliere de Eccher Con quattro interventi per ogni singolo Consigliere? Presidente Sì, certo. Se siete d’accordo, pongo in votazione questa proposta. A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente risultato: - Consiglieri presenti n. 26 - Consiglieri votanti n. 26 - voti favorevoli contrari astenuti n. 25 n. 0 n. 1 (Andreozzi) IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA LA DISCUSSIONE UNITARIA Il Presidente invita il Consiglio comunale alla trattazione del punto n. 4 di cui all’allegato E) e il punto n. 5 di cui all’allegato F) del presente verbale. PUNTO N. 4: APPROVAZIONE DEL PIANO GENERALE DELLE OPERE PUBBLICHE 2000/2002 verbale 21. 02. 00 / 37 PUNTO N. 5: APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DEL COMUNE DI RIVA DEL GARDA PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2000 E PLURIENNALE 2000/2002 L’Assessore Matteotti dà lettura della predisposta deliberazione. Assessore Matteotti Ci sono i pareri dell’Ingegnere capo e del dottor Franzinelli. Lascio la parola all’Assessore Torboli per leggere la sua delibera e poi, prima degli interventi dei Consiglieri, farò una breve relazione per evidenziare alcuni interventi. L’Assessore Torboli dà lettura della predisposta deliberazione. Assessore Torboli Preciso che vi è stata fornita una pagina che sostituisce la pag. 57 del bilancio perché c’era un errore di somma. Presidente La parola al Sindaco per la relazione politica riguardante il bilancio. Sindaco Credo di fare cosa gradita ai Consiglieri distribuendo per comodità copia del mio intervento, così potranno seguire lo scritto che mi accingo a leggere. “”” Illustrissimi Signori Consiglieri, Signor Presidente, vorrei illustrare con alcune brevi considerazioni la manovra di Bilancio 2000 e pluriennale 2000/2002 ed in particolare alcune scelte di fondo operate dall’Amministrazione che mi onoro di presiedere. Dopo una prima fase di avvio, a seguito delle elezioni comunali e dell’insediamento della Giunta municipale il 16 giugno 1999 che ha visto la coalizione di centro-sinistra nella sua più ampia articolazione premiata dal voto dei cittadini, chiamata ad assumere la responsabilità di governo di questa città, sono a presentare il Bilancio predisposto dall’attuale Amministrazione. Le scelte operate fondano le proprie radici nel programma della coalizione presentata ai cittadini e successivamente ratificate nel primo Consiglio comunale a seguito delle DICHIARAZIONI PROGRAMMATICHE formulate dal Sindaco, programma che per l’appunto corrisponde ad un vero e proprio atto amministrativo di indirizzo generale a cui intendo attenermi scrupolosamente e al quale rimando per il quadro politico amministrativo generale. Indipendentemente dagli schieramenti di maggioranza e opposizione, devo manifestare in questo avvio di legislatura la mia gratitudine a tutto il Consiglio Comunale, per il confronto improntato alla massima lealtà e, lasciatemelo dire, impostato quasi sempre con metodo franco, sincero e sereno. Per ribadire il ruolo del Consiglio Comunale e valorizzarne sempre di più l’importanza, l’Amministrazione intende mettere a disposizione quanto prima uno spazio idoneo alle attività dei gruppi all’interno del Municipio con una dotazione anche di strumenti adeguati. verbale 21. 02. 00 / 38 Consequenziale è la scelta di sviluppare il sistema informativo comunale, attivando anche la rete civica, oggetto di un recente dibattito in Consiglio. L’Amministrazione comunale, come sapete, promuoverà infatti l’accesso ad Internet per i consiglieri. Questo dovrebbe facilitare le comunicazioni e favorire un clima di dialogo e confronto tra Consiglio e Amministrazione e tra cittadini e istituzioni: era uno dei criteri del programma della mia coalizione. In questo inizio di amministrazione alcune mozioni e interventi nel Consiglio Comunale hanno affrontato problematiche importanti per la nostra città: ritengo allora che si renda necessario nel corso dell’anno 2000, sempre in accordo con i Gruppi, convocare appositi Consigli comunali tematici: ad esempio sulla Sanità, sul lavoro, sull’AGS,... (penso sia un ulteriore segnale di valorizzazione del Consiglio). Veniamo al Bilancio 2000: esso si fonda su alcuni princìpi che sono stati successivamente tradotti anche in scelte finanziarie: · la sicurezza dei cittadini e nuove politiche a favore dei giovani, · la realizzazione di opere pubbliche volte alla sicurezza stradale · massimo contenimento anche per il 2000 dei prelievi fiscali nei confronti dei cittadini e relativi alle varie imposte e tasse comunali. Ma anche altre scelte, che non compaiono a Bilancio ma fanno parte integrante e sostanziale dell’azione amministrativa, sono altrettanto importanti; alcune sono già state in parte operate e altre andranno a concretizzarsi nei prossimi anni, quali quelle rivolte alla riorganizzazione della macchina comunale, quelle rivolte alle società a prevalente partecipazione pubblica come Lido di Riva del Garda SpA, AGS Spa, P.A.G. SpA. Altrettanto importanti sono stati via via i vari confronti con le diverse parti sociali e le importanti aziende che operano nel nostro territorio; come non di meno importanti e fruttuosi i rapporti tenuti in questi mesi con le altre Amministrazioni comunali del Basso Sarca e la Provincia Autonoma di Trento. Mi preme qui ribadirvi che l’ipotesi politica dell’Alto Garda come terzo polo urbano del Trentino non è aleatoria, ma corrisponde sia alla necessità di specializzazione di zone che probabilmente con intelligente riferimento anche alle problematiche energetiche costituiscono, come bacini, un’ancora di salvezza per l’autonomia trentina, ma anche al modo nuovo di coordinare gli Enti locali della nostra zona per una allocazione di risorse finanziarie proprie o derivate su infrastrutture e in opere destinate ad un coordinato sviluppo. La prospettiva turistico-fieristico congressuale è una prospettiva di ampio respiro, che potrà dare soddisfazioni a tutta l’area se essa saprà muoversi in sinergia di intenti all’interno e con chiarezza di obiettivi comuni verso la Provincia. I temi che sono stati già affrontati quali: la sanità (nell’ambito del distretto), la viabilità, la raccolta dei rifiuti, costituiscono già un esempio di collaborazione intercomunale. Altri, quali le problematiche energetiche, le prospettive turistico-fieristico-congressuali ed altre ancora (casa, piani di protezione civile, vigili urbani, ambiente), dovranno essere affrontati con nuove modalità di confronto tra gli enti locali che dovranno successivamente rapportarsi anche a seguito delle recenti novità legislative in materia di “patti territoriali”. A tale riguardo si pone la necessità di approfondire una riflessione sulla più adeguata scelta organizzativa per la gestione dei servizi di accertamento, liquidazione e riscossione dei tributi, ma anche delle altre entrate comunali: a questo scopo risulterebbe opportuno raggiungere delle intese con le Amministrazioni contermini per valutare l’utilità, l’opportunità e le condizioni per costituire una società ad influenza dominante pubblica per la gestione delle entrate tributarie e verbale 21. 02. 00 / 39 patrimoniali, rispetto agli attuali costi e ulteriori necessità operative ottimali della gestione diretta. A breve scadenza vi è la tornata elettorale che interesserà la maggior parte dei Comuni del C/9 e pertanto verrà ripreso con forza e rinnovato impulso il confronto per rappresentare unitariamente le istanze locali. Vorrei accennare, seppur sinteticamente, ai princìpi ispiratori del Bilancio 2000. SICUREZZA DEI CITTADINI Aspetto che abbiamo affrontato con particolare attenzione cercando di rafforzare il Corpo di Polizia Municipale con l’assunzione di tre dipendenti di ruolo ed un pacchetto consistente di mensilità per l’assunzione di dipendenti per esigenze straordinarie e stagionali. L’attività di vigilanza, anche a seguito del dibattito consiliare, dovrà essere estesa capillarmente a tutti i quartieri e frazioni della città, e nel periodo estivo dovrà prolungarsi fino alla tarda serata. Sono previsti alcuni acquisti di nuovi mezzi tecnologici per un miglior controllo, prevenzione e sicurezza. Vanno inoltre ascritte a questo comparto le azioni volte alla installazione di semafori intelligenti per moderare la velocità e consentire anche un agevole attraversamento ai non vedenti, di alcune telecamere per un più efficace controllo della viabilità e della illuminazione di numerose vie cittadine, laddove nel corso degli ultimi anni si sono verificati spiacevoli atti vandalici e borseggiamenti. A tale riguardo si sono effettuati più incontri con le varie Forze dell’Ordine presenti sul territorio e sicuramente lo sforzo dell’Amministrazione di dotare la Polizia di una nuova struttura e la pressione su vari esponenti del Governo e parlamentari trentini per sbloccare l’annosa vicenda della costruenda caserma dei Carabinieri, consentiranno a lavori ultimati un considerevole aumento degli organici degli agenti presenti sul territorio. Nel prossimo futuro è intenzione completare l’organico del Corpo e dotare lo stesso di ulteriori nuovi mezzi tecnologici. Ricercheremo inoltre, a partire dal prossimo anno scolastico, nell’associazionismo e nel volontariato (al pari di altre Amministrazioni comunali) persone disponibili a svolgere attività di vigilanza della viabilità presso le scuole cittadine ed i parchi gioco per sgravare l’attività del Corpo Municipale, da destinare ad altre attività. LE POLITICHE A FAVORE DEI GIOVANI, LE POLITICHE CULTURALI E SPORTIVE Alcuni strumenti finanziari sono stati posti in questo Bilancio a favore di azioni, in parte sicuramente nuove, rivolte al mondo giovanile. Sono rinvenibili nel settore della cultura, dello sport e alcuni propriamente indicati per i giovani. Il disegno che ci si è posti è stato quello di costituire a partire da quest’anno alcuni contenitori finanziari che potranno essere in seguito anche adeguati e incrementati rispetto alle iniziative che via via troveranno corpo. Alcuni obiettivi sono già chiari fin d’ora, come ad esempio l’attivazione di incontri specifici e percorsi formativi per gli studenti delle scuole superiori, la costituzione di uno sportello ‘informa-giovani’, un sostegno particolare per le Associazioni sportive per la formazione sportiva-giovanile. L’Amministrazione si impegna anche a ricercare spazi ad hoc, quale punto di incontro tra giovani, necessario per lo svolgimento delle più varie attività. Non va dimenticato, peraltro, che l’età media della popolazione di Riva, come nel resto d’Italia, va progressivamente alzandosi: è dunque impegno di questa Amministrazione prestare verbale 21. 02. 00 / 40 particolare attenzione per la cosiddetta ‘terza età”: nel Bilancio sono presenti voci esplicitamente rivolte ad essa. Parlando di giovani e anziani non si può non parlare di famiglia: è volontà di questa Amministrazione promuovere ogni iniziativa utile alla valorizzazione di quello che ritengo essere un fondamentale nucleo sociale. Credo che investire sulla famiglia sia investire sulla sicurezza, sulla prevenzione, sulla formazione della società stessa. In che modo? In tutti i modi in cui la famiglia possa essere aiutata, indirettamente e direttamente. L’impegno di questa Amministrazione vuole essere questo, la scelta della riduzione dell’ICI mira a questo e nei prossimi anni cercheremo di rendere la nostra città davvero a misura di famiglia. Nello specifico saranno attivate interessanti sinergie con l’Amministrazione comunale di Arco, che sul tema sta sviluppando da alcuni anni un progetto che riteniamo possa essere considerato “pilota” per le varie Amministrazioni comunali del Basso Sarca. Le istituzioni culturali della città, facenti capo all’Amministrazione, Museo e Biblioteca, saranno chiamate ad interagire maggiormente: si manifesta infatti la necessità di organizzare il settore culturale comunale con nuove caratteristiche ed iniziative dotando la struttura anche di una direzione unica e possibilmente dirigenziale. La definizione che al Museo verrà data a seguito del completamento, entro il 2000, dei lavori di restauro della Rocca, permetterà di poter finalmente intervenire con una programmazione certa e durevole, ricercando anche con le altre istituzioni culturali provinciali, ma pensiamo in particolare al nuovo MART di Rovereto, nuove relazioni e rapporti, come altresì con le Associazioni culturali del Garda. Vedo con estremo piacere che la Commissione consiliare ha iniziato un buon lavoro che ritengo possa dare frutti interessanti già nel corso del corrente anno. Si rende necessario ridefinire il rapporto con le Associazioni sportive in relazione alla gestione dei campi e delle attrezzature sportive che rientrano nella disponibilità dell’Amministrazione comunale, anche nella prospettiva della futura consegna del nuovo centro polisportivo che l’ITEA ha in costruzione nelle aree comunali del Rione 2 Giugno. Se l’Amministrazione dovesse affidare il servizio in appalto, sarà necessario riflettere sul sistema tariffario: esso, data l’eterogeneità dei soggetti utilizzatori, dovrà essere molto articolato e comunque lascerà margini di insoddisfazione anche per il continuo divenire di esigenze e situazioni particolari; inoltre tale approccio potrebbe essere penalizzato dai maggiori costi indotti da un ente gestore “terzo” rispetto all’utenza. Se si riuscirà ad istituire un tavolo di lavoro aperto a tutte le Associazioni allo scopo di costituire una Associazione Polisportiva di secondo grado che le rappresenti, e di definirne le regole di funzionamento economico, per centri di costo e di utilizzo, quest’ultima potrebbe sperimentare per un adeguato periodo l’affittanza dei beni comunali, provvedendo alla loro gestione a condizioni da concordare secondo criteri di trasparenza dei costi ed utilizzi effettivi e di cointeressenza sui risparmi conseguibili. In questo contesto vanno giocati anche i criteri da predeterminare (art. 7 della L.R. 31.7.1993, n. 13) e pubblicare periodicamente, cui l’Amministrazione deve attenersi, per la concessione di contributi e vantaggi economici di qualunque genere per le Associazioni. LA POLITICA DELLE ENTRATE TRIBUTARIE Le entrate tributarie previste nel bilancio di previsione sono costituite dalle imposte di competenza comunale la principale delle quali è l’ICI che assicura un gettito di 5,4 miliardi di lire. Di minore importanza le altre imposte: l’imposta comunale sulla pubblicità il cui gettito lordo è previsto in 240 milioni di lire dal quale va detratto l’aggio corrisposto alla ditta verbale 21. 02. 00 / 41 concessionaria del servizio pari al 27% e l’imposta sul turismo (cosiddetta tassa di soggiorno) per la quale solo il 20%, pari a 13 milioni di lire, è versato al Comune. Tra le imposte figura ancora l’INVIM anche se in misura sempre minore, trattandosi di un’entrata destinata a scomparire nei prossimi anni. Tra le tasse, l’importo più consistente, con un gettito preventivato in L. 1.760.000.000 è relativo alla Tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Anche questo tributo nei prossimi anni scomparirà lasciando il posto ad una vera e propria tariffa. Attualmente gli introiti della tassa coprono circa l’85% dei costi complessivi del servizio gran parte del quale è gestito tramite delega al Comprensorio C9. A completamento delle entrate tributarie comunali vi è la tassa per l’ammissione a concorsi (3 milioni di lire), i diritti sulle pubbliche affissioni per i quali le entrate lorde ammontano a L. 70 milioni (anche in questo caso come per la pubblicità va detratto l’aggio del 27%) e l’addizionale comunale per l’energia elettrica tributo questo sul quale il Comune non ha alcun margine di manovra; la somma prevista a bilancio per il 2000 è la stessa indicata per l’anno 1999 ma, essendo state riviste dall’1 gennaio di quest’anno le aliquote dell’addizionale di competenza del Comune e della Provincia per le varie tipologie di utenza, non è escluso che, nel corso dell’anno, si possano avere degli scostamenti nel gettito di tale tributo rispetto alle previsioni di bilancio. L’indice di autonomia tributaria dato dal totale delle entrate tributarie (Titolo I) in rapporto al totale delle entrate correnti (Iitoli I-II-III) è pari al 27,8% con una leggera diminuzione rispetto al dato percentuale riferito alle previsioni definitive del 1999 (28,4%) Ciò significa che la pressione tributaria prevista nel bilancio del 2000 non è aumentata nè in termini assoluti e nemmeno in termini percentuali. Per l’ICI infatti non è stato previsto nessun aumento; anzi è stata ulteriormente elevata la detrazione per l’abitazione principale portandola a L. 900.000, (si tratta di uno degli importi più alti dell’intera Provincia), mentre anche la tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani non ha subito variazioni rispetto all’anno precedente. Si sta invece operando su entrambi questi versanti e in particolare sull’ICI con l’attività di verifica e controllo da parte dell’Ufficio Tributi al fine di recuperare l’evasione d’imposta. Questo permette da un lato di recuperare risorse tributarie senza dover aumentare ulteriormente l’imposizione e soprattutto di far pagare il dovuto a tutti i contribuenti nel rispetto del principio dell’equità fiscale tra i cittadini. Preme evidenziare che la Amministrazione ha ritenuto di non prendere in considerazione l’applicabilità dell’addizionale IRPEF. Da sottolineare che l’indice di autonomia tributaria per il Comune di Riva del Garda si colloca al di sotto della media provinciale riferita a comuni della classe demografica da 10.000 a 30.000 abitanti (32% secondo i dati forniti per l’anno 1998 dall’Osservatorio provinciale sulla finanza locale). Se ne deduce che la pressione tributaria da parte del Comune è contenuta nei limiti di tollerabilità, al di sotto della media di altri Comuni di analoghe dimensioni e soprattutto non in crescita rispetto agli anni precedenti. Ciò è il risultato di fattori diversi ma in particolare è il frutto di un crescente apporto delle entrate extra tributarie legate alla gestione dei servizi e dei beni comunali e di una politica legata alla spesa corrente, che pur nella rigidità tipica di alcune poste di bilancio, si cerca di mantenere il più possibile sotto controllo. Infatti, l’aumento delle spese correnti previste nel bilancio 2000 rispetto a quelle dell’assestato 1999 (depurando il dato dell’importo relativo alla depurazione precedentemente inserita tra le partite di giro) è pari al 3,5%. Per quanto riguarda l’ICI ed a seguito anche di sollecitazioni formulate da consiglieri comunali, è pensabile nel corso del 2000 che la Commissione Regolamenti consiliare, uno volta verbale 21. 02. 00 / 42 individuati criteri d’equità ed idonei strumenti di effettivo controllo, formuli ipotesi per gravare maggiormente sulle unità immobiliari cosiddette “sfitte”. LE OPERE PUBBLICHE, LA GRANDE VIABILITA’ E I PARCHEGGI Con lo strumento del Piano delle Opere Pubbliche abbiamo voluto dare un forte impulso alle opere di illuminazione della città e della soluzione di alcuni nodi critici, come ad esempio a S.Tomaso, Pasina, Rione 2 Giugno. In particolare segnalo il percorso ciclopedonale a margine della S.S. 45 bis fino a S.Tomaso, il marciapiede con alcune rettifiche alla Pasina, il sottopasso ciclopedonale tra il Rione 2 Giugno e il Rione Degasperi, il marciapiede di via Zara e via Pola, via Nuova e via Fornasetta. Ancora importanti sono le opere di arredo urbano: troviamo la prosecuzione del programma all’interno del Centro storico, del quale se ne ribadisce l’importanza per il valore che il centro cittadino ha nella definizione della identità di una intera comunità; si prevede poi l’importante intervento a S.Alessandro, il completamento a Pregasina e a Campi e l’affidamento della progettazione per una delle parti più belle della nostra città, finora abbastanza trascurata e cioè l’ingresso a sud/ovest della città, da piazza Catena al Belvedere. Capitolo assolutamente importante quello costituito dalla grande viabilità. Nel bilancio compaiono le opere affidate in delega dalla PAT al Comune, come la prosecuzione della S.P. del Tombio fino all’albergo Astoria, il marciapiede alla Pasina, opere che trovano copertura finanziaria sul Bilancio provinciale; per quanto riguarda la variante di Campi è stata richiesta delega all’esecuzione e la domanda è in fase istruttoria. Altrettanto impulso questa Amministrazione ha dato negli ultimi mesi all’intero sistema viabilistico del Basso Sarca, raggiungendo dapprima l’intesa con le Amministrazioni contermini e le categorie economiche e successivamente con la Provincia Autonoma di Trento. Preme sottolineare che non vi è stato alcun cedimento dell’Amministrazione comunale nei confronti della PAT, ma bensì un ragionato e calibrato confronto, tuttora in corso, poiché le risorse disponibili per il Piano della grande viabilità provinciale sono sì significative, ma devono soddisfare le esigenze di una intera comunità provinciale che soffre in parecchi ambiti del mancato ammodernamento delle reti infrastrutturali. Pare ovvio che le risorse vadano distribuite con estrema oculatezza e che le opere proposte siano fattibili e realizzabili, ma nel tempo stesso cantierabili e non costituiscano unicamente un sogno. Pensare che il nostro delicato territorio possa subire reti autostradali, mega tunnel, viadotti e rilevati e altro ancora, non solo non è auspicabile ma è assolutamente da evitare; pertanto soluzioni compatibili con il nostro delicato territorio non solo tecnicamente, ma anche economicamente ci fanno ben sperare che i nodi strutturali della nostra zona vedano piano piano una ragionata soluzione. A proposito di territorio ribadisco l’impegno di questa Amministrazione per una salvaguardia dell’ambiente naturale e umano: voglio quindi ricordare che ci faremo carico di tutte le spese necessarie per ridurre al minimo qualsiasi rischio derivante da qualsiasi fonte di inquinamento (acqua, aria, elettromagnetica …) Tornando alla viabilità, la variante ovest di Riva è da tempo in fase di progettazione esecutiva da parte dello studio Gentilini di Trento e si ritiene plausibile che per la fine di quest’anno il progetto sia approvabile. Sarà posta la massima attenzione alla collaborazione con la PAT per far sì che tale opera sia appaltata nella sua interezza e non per lotti successivi e che i lavori possano iniziare verso la fine del prossimo anno. verbale 21. 02. 00 / 43 La soluzione individuata di una galleria corta, anziché quella prevista attualmente dal Piano Regolatore Generale che peraltro dovrà rimanere nello strumento urbanistico, consentirà di avere il via libera da parte dell’ANAS e di ottenere un sicuro finanziamento. Non meno rilevante è stato il confronto con la Provincia per la rinegoziazione e quindi la riassegnazione dei fondi attribuiti alla PAT sulla Legge Tognoli e ascritti a Bilancio provinciale 2000/2002, con vincolo di destinazione ai Comuni di Riva ed Arco, per un ammontare complessivo di 11 miliardi e 900 milioni, oltre alle future annualità dal 2003 al 2005. La costituzione della Società Alto Garda Parcheggi, nel prossimo mese di marzo, farà decollare il progetto del parcheggio di via Pilati ed a seguito del finanziamento appena ricordato potranno essere abbondantemente ridotte le previsioni iniziali di dover destinare molti parcheggi attualmente liberi a pagamento per poter finanziare l’intera operazione. Devo in questa sede ribadire l’intenzione dell’Amministrazione, a seguito della realizzazione del parcheggio, di proseguire nel progetto ideato dal prof. Winkler di interdire sui viali ottocenteschi il traffico veicolare di attraversamento e in parte di pedonalizzare alcuni degli stessi. A proposito della mobilità dei cittadini, inoltre, l’Amministrazione sta valutando la possibilità di sostituire l’attuale servizio di autobus urbano con più funzionali minibus-navetta, meno impattanti anche per l’ambiente. LE SOCIETA’ A PREVALENTE PARTECIPAZIONE COMUNALE · LIDO DI RIVA DEL GARDA SPA Gli indirizzi programmatici recentemente votati da questo Consiglio comunale stanno già dando frutti importanti. Dopo anni di dibattiti e discussioni, finalmente la Tecnofin ha deliberato e sottoscritto l’aumento di capitale sociale di Lido per un controvalore di Lire 5 miliardi ed è in fase di valutazione un modesto ulteriore aumento nel corso del 2000. E’ poi stata definita la possibilità di un prestito obbligazionario sempre di Tecnofin a favore di Lido per Lire 10 miliardi. La PAT ha inoltre recentemente assicurato a valere sugli esercizi finanziari 2000/2001 un ulteriore intervento finanziario, direttamente a Lido, per Lire 15 miliardi. Si può ben capire l’estrema importanza di tale sostegno finanziario, ancorché non del tutto sufficiente, che attesterà la nostra società come prima attrice nel settore fieristico-congressuale nazionale e permetterà altresì di sviluppare idonee azioni mirate alla valorizzazione del patrimonio immobiliare di inestimabile valore sia economico che ambientale. · A.G.S. SPA La Società, a seguito della trasformazione e della recente vendita di azioni, ha trovato un primo stabile assetto societario con la partecipazione dei Comuni di Arco, Tenno, della Cartiera Fedrigoni, del Medio Credito, della Cassa centrale, della Cassa rurale di Arco, della Caritro, dell’ISA, della ELMA, della G.T.S., dei F.lli Bonora. A tali partecipazioni desideriamo possano affiancarsi anche quelle di altri Comuni del Comprensorio e principalmente quelle dei Comuni di Dro e Nago-Torbole. Con quest’ultimo Comune è in corso da tempo una trattativa, che purtroppo trae origine dalla separazione di Torbole dal Comune di Riva negli anni ’50 e che finora non ha trovato soluzione; recentissimi incontri fanno ben sperare. Si ribadisce in questa sede l’indirizzo generale al quale la Società comunque deve riferirsi, già individuato nella relazione al Bilancio del ’98, laddove veniva scritto: “..... anche Alto Garda Servizi si muove sul terreno della intercomunalità e che si presenta in particolare come società per azioni multiservizi da utilizzare nel futuro come strumento operativo di zona, sia nel comparto energetico - partita, questa, del tutto aperta e per la quale la nostra zona deve trovare motivi di sinergia all’interno per poter essere contrattualmente verbale 21. 02. 00 / 44 interessante all’esterno, sia nel comparto di altri servizi, che la convenienza e la sensibilità sapranno mettere in comune fra gli Enti locali altogardesani”. Ora a seguito delle norme di attuazione sulla energia del dicembre 1999, la PAT tramite ASPE sta definendo con ENEL i vari reciproci impegni. Noi sosterremo con forza, anche attraverso il coinvolgimento di tutti gli Enti locali del C/9 e del C/8 la necessità che vengano quanto prima definiti gli ambiti territoriali di cui uno sicuramente dovrà fare riferimento all’intera asta del Sarca e crediamo anche del Chiese. PIANO REGOLATORE GENERALE Il P.R.G. è in fase di valutazione da parte di vari Servizi provinciali che esprimeranno il loro parere entro il mese di marzo c.a.; successivamente il Piano verrà assegnato alla Commissione Urbanistica provinciale per l’espressione del parere alla Giunta provinciale in un tempo che ragionevolmente può attestarsi tra i 4 e i 6 mesi. Solo in quel momento si potranno conoscere finalmente gli intendimenti da parte degli Organi superiori. Si è nel frattempo appreso che è intenzione della Giunta provinciale riprendere il procedimento di approvazione della variante al Piano urbanistico provinciale, prima della sua revisione, operazione che darebbe corpo ad alcune scelte infrastrutturali importanti sul nostro territorio come ad esempio la viabilità. Per quanto riguardo il settore dell’edilizia abitativa sono in corso, secondo le indicazioni di massima già fornite dalla Commissione Urbanistica consiliare, la predisposizione da parte di ITEA del Piano attuativo di Edilizia economico-popolare della Alboletta, che verrà sottoposto nuovamente alla stessa C.U.C. e quindi al Consiglio comunale non appena la stessa ITEA produrrà gli elaborati. Altrettanto dicasi per il Piano attuativo di casa Riccamboni. Come evidenziato nella relazione programmatica, sono in corso di disamina con ITEA nuove ipotesi per la gestione del patrimonio immobiliare già destinato all’edilizia popolare di proprietà del Comune. Concludo ricordando i princìpi ispiratori di questo Bilancio 2000: · la trasparenza tra Amministrazione e cittadini; · la ulteriore valorizzazione del ruolo del Consiglio Comunale; · la volontà di realizzare nell’Alto Garda il terzo polo urbano del Trentino; · la sicurezza dei cittadini; · l’attenzione ai giovani, anziani e famiglie; · la vivibilità della città “”” Presidente La parola all’Assessore Matteotti per illustrare il piano delle opere pubbliche. Assessore Pietro Matteotti Il piano opere pubbliche del 2000 e quindi anche il bilancio di questa nuova legislatura devono essere e sono dei piani di indirizzo importanti e determinanti perché sono i primi. Con il 1999 si è chiuso per molti di noi, a cominciare dal Sindaco, da chi vi parla e da molti Consiglieri presenti nella passata legislatura, un buon periodo amministrativo, iniziato fin dal lontano 1994, e questo ovviamente vale anche per quanto riguarda il piano opere pubbliche. Per questo, la presentazione del piano opere pubbliche del 2000 non può prescindere da una valutazione di quella storia e di quei risultati. Nel 1995 sono state concluse tredici opere, per un importo verbale 21. 02. 00 / 45 complessivo di oltre 5.000.000.000; nel 1996, sette opere per lire 6.600.000.000; nel 1997, diciotto opere per lire 11.400.000.000; nel 1998, venti opere per lire 18.800.000.000; nel 1999 sedici opere per lire 12.800.000.000, quindi un grande sforzo tecnico e in termini di risorse umane, sia interne, con la proficua valorizzazione dell'Ufficio Opere pubbliche, con in testa l’Ingegnere capo, Ufficio che è ormai sempre più funzionale, ovviamente in collaborazione con gli Uffici ad esso interconnessi, sia esterne, a parte qualche caso di mancato rispetto dei tempi concordati con i progettisti o di dimostrata inadeguatezza progettuale. Sono in corso, e questo lo vedete sul territorio, undici opere per complessivi lire 7.945.000.000, tra cui le strutture e gli arredi del Museo, l’arredo urbano di Piazza Catena, che deve essere ancora finito, la fognatura in Via Grez, in Via Masetto, in Via Cattoni, la ciclabile di Via degli Oleandri, l’illuminazione 1 e l’illuminazione 4, il cimitero del Grez, i giardini con il parco giochi di Largo dei Mille e di Porta Orientale, il parcheggio pubblico ex ECA. Queste sono le opere attualmente in corso, mentre sono già state appaltate o sono comunque prossime all’appalto diciotto opere già finanziate, per complessivi lire 16.000.000.000, e sono soprattutto quelle opere che la Giunta comunale ha licenziato nel dicembre del 1999 e che sono appunto o avviate, o in corso di avviamento. Tra queste ricordiamo il marciapiede di Via Ballino, Palazzo S. Francesco, l’illuminazione della ciclabile Riva-Torbole, l’illuminazione dei Viali Vannetti e Pernici, l’ex Infermeria di Via Ardaro, il marciapiede di Via Rovigo, che ha avuto la soluzione proposta dal Consiglio comunale con quella mozione di qualche mese fa, il Commissariato di Pubblica Sicurezza, due tornanti a Campi, l’incrocio della Porto S. Nicolo-Grez con la RivaRovereto, il Conservatorio con opere di completamento, lo stralcio relativo all’illuminazione della pista ciclabile del Torrente Varone, la fognatura in località Zucchetti ai Campi e i parcheggi all’Alboletta e all’ex Atesina. Sul 1999, rispetto alle cifre che vi ho appena indicato, trovate una netta riduzione rispetto alle opere terminate nell’anno precedente, nel senso che nell’anno precedente la cifra relativa alle opere presentate era di lire 18.800.000.000, nel 1999 gli importi si sono attestati a lire 12.800.000.000. Vi è da dire che questa riduzione nell’importo complessivo rispetto al 1998 è nei dati di fatto, va però anche detto che, se durante quest’anno fossero terminate le opere in corso ed eseguite quelle che sono già state licenziate e approvate in Giunta a dicembre e quindi andassero in appalto e in esecuzione le opere previste come partenza in questa primavera, arriviamo ad una cifra di lire 24.000.000.000, c’è stata quindi una riduzione di opere concluse, ma in realtà ne sono state messe in cantiere molte di più. Per quanto riguarda le opere maggiori o più urgenti, sono in progetto una ventina di opere per oltre lire 18.000.000.000 complessivi. Il piano opere pubbliche versione 2000, quella che vi è stata consegnata quindici giorni fa, con il relativo piano pluriennale 2001-2002, prevede sessantaquattro opere; l’importo finanziario, suddiviso sulle tre annualità - credo fosse agli atti la tabellina riassuntiva, altrimenti ve la posso dare -, prevede nel 2000 una cifra di lire 20.591.000.000, nel 2001 una cifra di lire 19.770.000.000, nel 2002 una cifra di lire 17.901.000.000, per un impegno complessivo sul triennio, pari a lire 58.268.000.000. C’è anche da dire che, rispetto agli anni precedenti, il tasso di fattibilità ha superato il 60%, riteniamo quindi che questi importi, che comunque sono notevolissimi rispetto al quinquennio precedente, siano realizzabili, naturalmente con un tasso nell’ordine del 60%-70%. verbale 21. 02. 00 / 46 Piaccia o non piaccia, le opere vanno dunque avanti, registrando a volte qualche legittima riserva, anche una volta approvate, a volte delle sporadiche voci contrarie in fase esecutiva, e del resto è noto che i rivani hanno uno spiccato senso critico, comunque in generale riscontriamo il favore dei cittadini. Se da un lato posso ammettere che il risultato finale di qualche opera poteva essere alla fine migliore, va anche rilevato come sia praticamente impossibile accontentare tutti, dal cittadino attento al pensionato che ogni giorno visiona i cantieri comunali, all’operatore economico, tenendo conto ovviamente dei tempi delle approvazioni, delle modalità d’intervento, delle richieste degli espropriati, della pratica di esproprio quando necessaria, della doppia normativa urbanistica in vigore, quindi P.U.C. e P.R.G., quest’ultimo in attesa, come diceva prima il Sindaco nella sua relazione, dell’approvazione definitiva, della normativa sui lavori pubblici che deve scontare una doppia versione, quella nazionale, con la Merloni ter, e quella di riferimento provinciale, delle eventuali leggi di settore, dei costi e di altro ancora. Non è facile fare ancora meglio e fare ancora di più. In questo piano, di cui oggi si cominciano a discutere le tracce fondamentali, viene assegnata una grande attenzione a tre aspetti fondamentali: viabilità e marciapiedi (trovate ventuno progetti su sessantaquattro opere), illuminazione (sette progetti), arredo urbano (undici progetti tra arredo urbano e sistemazioni esterne). In totale, su sessantaquattro interventi previsti, si sviluppano in questi ambiti - illuminazione, viabilità e arredo urbano – trentanove progetti, che possono essere sintetizzati con queste due uniche parole: mobilità, sia veicolare sia ovviamente pedonale, e sicurezza dei cittadini, così come indicato anche in un apposito paragrafo nella relazione del Sindaco. Per quanto riguarda le strade trovate: Via Pigarelli, il collegamento Rione 2 GiugnoRione Degasperi, la pista ciclabile Monte Brione e la protezione della parete rocciosa, Via Fornasetta e il marciapiede, Via Nuova e il marciapiede, realizzazione della pista ciclabile S. Nazzaro-S. Tomaso, la pista ciclabile lungo la S.P. 118, il marciapiede in Via Zara e Via Pola, il marciapiede in Via Treviso, il percorso ciclopedonale del Ponale, interventi di viabilità in Viale Rovereto e ancora Via Venezia e Via Fornasetta per sistemazione incrocio, sistemazione di Via Gonzaga e marciapiede a lato di Via Ballino, strada comunale Comai II, tratto dall’Astoria all’ITC (scheda n. 49), con delega della Provincia per la progettazione e per l’esecuzione, impianti semaforici e telecamere (scheda n. 50), variante di Campi (scheda n. 51), manutenzione straordinaria del tunnel del Rione 2 Giugno (scheda n. 52), marciapiede e parcheggio in Via Galas, sottopasso pedonale all’altezza del Rione 2 Giugno, tra il Rione 2 Giugno e il Rione Degasperi, la sistemazione del marciapiede lungo Via Cis e la realizzazione del marciapiede lungo la S.P. 36 in località Pasina. Appare evidente che l’impegno in questo piano sugli aspetti di mobilità e sicurezza dei cittadini non può essere disconosciuto da nessuno. E’ da notare come l’impegno finanziario sia in realtà ancora maggiore in quanto alcune opere hanno già quote di finanziamento in annualità degli anni scorsi e in questo piano sono previste le somme mancanti per l’aggiornamento dei progetti. Questo discorso riguarda soprattutto due strade: Via Pigarelli, per la quale è necessario intervenire con finanziamento immediato per dare una risposta decisiva ai centotrentacinque nuovi nuclei familiari che si sono insediati in quella zona; a questo proposito, visto che c’è l’occasione, vi informo che l’ultimo dei proprietari, il signor Stoppini, ha firmato l’assenso alla cessione delle aree e quindi si può finalmente proseguire e procedere con la realizzazione di questa strada. In particolare, alla scheda verbale 21. 02. 00 / 47 n. 31 trovate i 250.000.000 di lire necessari per l’aggiornamento e per l’immediata partenza dell’esecuzione dell’opera. L’altro progetto, finanziato anche questo con un finanziamento precedente, è il collegamento Rione 2 Giugno-Rione Degasperi, progetto dell’ingegnere Carloni, con una spesa di lire 200.000.000, scheda n. 32. In sintesi, nel piano 2000 trovate un po’ tutto, dall’edilizia abitativa all’illuminazione pubblica, ai parcheggi, ai viali, agli asili, alle scuole, agli impianti sportivi. Torno a dire che non è possibile accettare un eventuale discorso di libro dei sogni in quanto il tasso di fattibilità delle opere nelle annate precedenti, e che se possibile noi intendiamo migliorare, ha superato il 60%. Rispetto ad analoghe situazioni e rispetto anche ad Amministrazioni comunali vicine, ovviamente in termini chilometrici, siamo sicuramente ai primi posti e questo pur avendo l’ICI, come è stato ribadito più volte in questo Consiglio, minore rispetto a tutti i Comuni viciniori. Il disegno complessivo che viene perseguito passo dopo passo, senza cedimenti, è questo; a volte bisogna scontrarsi con la burocrazia e con l’apparato, ma spesso le realizzazioni o le non realizzazioni o gli eventuali ritardi non dipendono da noi, ma da altre realtà. Sono convinto che nonostante questo dobbiamo avere tutti il coraggio di rischiare, possibilmente in prima persona, per difendere le nostre idee, altrimenti si sarebbe sicuramente dei piccoli uomini o le proprie idee non valgono. Sono convinto che sia meglio fare e pentirsi piuttosto che non fare nulla, perché l’inerzia è peggiore: si rimane indietro e non si danno risposte alle giuste richieste dei cittadini. Bisogna trovare il coraggio di immaginare e progettare in forma innovativa il domani, investendo nel futuro, nell’interesse generale della comunità, perseguendo con costanza obiettivi strategici che fanno parte di quel piano complessivo che è il programma del Sindaco e della coalizione. Quest’anno, per esempio, ci attendiamo che si possano finalmente concludere nell’anno 2000, aspetto fondamentale per noi, il progetto esecutivo della bretella Comai e l’arredo urbano di Piazza S. Rocco. Per quanto riguarda invece gli obiettivi, le realizzazioni che intendiamo portare a casa come opere concluse entro il Natale 2000, ne indico dieci per quanto riguarda il piano opere pubbliche: Via Pigarelli, in testa, poi le lanterne in centro storico, il centro sportivo di S. Alessandro, l’illuminazione dei viali cittadini e Restel de Fer, marciapiede all’Alberello e Via Gonzaga, semaforo S. Tomaso, incrocio Porto S. Nicolò-Grez e Largo Marconi (questa, ovviamente, una volta che fosse approvata nel Piano urbano del Traffico e quindi fosse confermata), parcheggio Alboletta, ex ECA ed ex Atesina (all’Alboletta una parte è già stata realizzata, per l’ex ECA siamo in corsa e per l’ex Atesina attendiamo solo il passaggio formale della proprietà dallo Stato alla Provincia e poi al Comune), l’orologio della Torre Apponale e al n. 10 il piano terra del Municipio definito come “ex Cristallo”. Questi sono gli obiettivi primari, almeno per quello che mi riguarda. A proposito di quest’ultima opera, che è la K515, “piano terra Municipio”, cioè la n. 2 del piano verde che avete per quest’anno, previsti il finanziamento e l’importo per lire 180.000.000 su progetto dell’Ufficio Tecnico comunale, “riadattamento e arredo piano terra angolo est sede municipale per nuove sale pubbliche rappresentanza e Gruppi consiliari”, è stato proposto un emendamento, peraltro formalmente ineccepibile, che in qualche modo oppone, da un alto, la famiglia e dall’altro il Bar Cristallo: in sostanza, sposta questa cifra per finanziare progetti sulla famiglia, quando personalmente ritengo che non siano argomenti paragonabili. La scelta, anche se può essere impopolare e difficile, è quella della conferma di questa scheda e del suo finanziamento, che era già previsto nel piano 1999. Non appena il TAR si deciderà a pubblicare verbale 21. 02. 00 / 48 la sentenza, l’Amministrazione comunale, ovviamente se sarà positiva, procederà immediatamente con i lavori e il riadattamento secondo il progetto già approvato e finanziato ed è per questo motivo che non intendiamo spostare quei soldi. In definitiva, dal nostro punto di vista l’emendamento è inaccettabile. Non è possibile stornare quel finanziamento, anche se sono personalmente dell’idea che vada comunque tutelata a tutti i livelli e finanziata la famiglia, nell’accezione tradizionale del termine. Sono del parere che, nell’assestamento di bilancio, quello che normalmente si tiene a giugno, possa essere finanziato un progetto di supporto complessivo che, per quel tempo, la competente Commissione avrà - mi auguro - formulato. Il piano opere pubbliche, come del resto il bilancio, è uno strumento dinamico, che tiene conto delle situazioni contingenti e che viene aggiornato di continuo in base ai tempi di approvazione, alle modifiche progettuali, alle eventuali prescrizioni delle competenti Commissioni, ai nuovi costi che si possono determinare, uno strumento, quindi, che si adatta alle esigenze e che si modifica nel tempo. Le schede presentate non sono dunque da ritenersi immutabili, ed anzi qualsiasi miglioramento della scheda o anche di quanto è indicato è ben accetto, e questo in base ad integrazioni progettuali, alle diverse definizione tipologiche e funzionali, a nuove soluzioni o materiali e così via. Il piano delle opere pubbliche è e deve essere considerato flessibile, facente parte di un disegno strategico complessivo che questa maggioranza e questo Sindaco intendono portare avanti. Mi scuso in anticipo se dovrò lasciare questa seduta prima del termine per motivi strettamente personali, in relazione alle note del Sindaco e agli appunti della signora Vice Segretaria risponderò comunque domani alle domande e alle osservazioni dei signori Consiglieri. Ringrazio per l’attenzione. Il Presidente dichiara aperta la discussione. Consigliere de Eccher C’è una proposta sui lavori da parte del Consigliere Daves, al quale cedo la parola. Consigliere Daves Voglio innanzitutto ringraziare il Sindaco, che ci ha illustrato il suo documento politicoprogrammatico. Si tratta di un documento composto da dodici cartelle, un documento che ha una grande importanza in quanto delinea l’azione amministrativa di tutto l’anno. E’ evidente che noi l’abbiamo ascoltata attentamente, non ci è però stato dato il tempo per fare la dovuta riflessione e confrontare questa relazione con i tre strumenti che praticamente sono collegati. Personalmente, in questi ultimi giorni, ho cercato di collegare le diverse realtà, le diverse voci, e per questo ringrazio anche il Ragioniere capo, Franzinelli, che mi ha dato una serie di informazioni in quanto non è facile svolgere questo compito per chi non è addetto ai lavori, per chi non ha una competenza specifica. Ora, per collegare la relazione politico-amministrativa con i tre strumenti, propongo di sospendere la seduta, anche perché in fondo si tratterebbe di perdere un’ora di lavoro: sono infatti circa le 22.00 e si pensava di sospendere alle 23.00; si potrebbe proseguire domani alle ore 18.00, avendo così maggiore tempo per rileggere un’altra volta questa relazione e fare le considerazioni appropriate. verbale 21. 02. 00 / 49 Consigliere Prati Il metodo della relazione è importante, perché indica tutta una serie di cose; sarebbe stato interessante avere anche quella dell’Assessore Pietro Matteotti, che nell’ambito delle opere pubbliche ha stabilito delle priorità dicendo che ha indicato dieci obiettivi che però non sono scritti da nessuna parte. Chiedo se è possibile avere degli appunti. Prima si parlava di un riassunto, che noi però agli atti non abbiamo, relativo alla differenziazione fra le opere in corso e quelle in fase di progettazione. Chiedo di avere degli appunti sull’argomento e di rimandare a domani la discussione avendo a disposizione questi strumenti, che sono gli strumenti concreti su cui discutere. Presidente Do la parola al Sindaco, dopo di che mettiamo in votazione questa proposta. Sindaco Chi sedeva in questo Consiglio comunale anche precedentemente sa che il Sindaco interveniva sempre con questa relazione come primo intervento. In effetti, come avvenuto lo scorso anno, il documento del Sindaco non è oggetto di discussione in quanto non fa parte del bilancio in sé: è l’intervento del Sindaco, che chiaramente è in sintonia con gli indirizzi programmatici del bilancio 2000. In questo senso, Consigliere Daves, mi fa piacere che Lei dia questa importanza a questo mio intervento, perché è segno che da parte dei Consiglieri c’è attenzione alle problematiche trattate, è però come se io, ad esempio, dopo l’intervento del Consigliere de Eccher dicessi: “Adesso lasciatemi riflettere e rispondo domani”. Lei sorride, ma quello che voglio dire è che alla fine non è un documento, altrimenti lo avrei allegato a tutti i documenti del bilancio come elemento integrante e sostanziale. Per quanto mi riguarda, pur con tutta la buona volontà, non ritengo di dover sospendere questa sera il Consiglio comunale per andare a trattare o a rivedere una relazione del Sindaco che comunque avete sottomano e che io vi ho fatto avere anche per farvi cosa gradita, nel senso che è sicuramente più comodo avere qualche cosa di scritto, anche per poi eventualmente richiamarmi se avessi detto delle cose non in sintonia con il bilancio. Presidente La proposta del Consigliere Daves va comunque messa in votazione. Prego, Consigliere Zambotti. Consigliere Zambotti Mi scuso, ma sono appena rientrato e comunque ho sentito la sostanza del discorso del Sindaco; al riguardo mi preme evidenziare che quanto da lui detto non corrisponde al vero, tant’è che nella precedente legislatura il bilancio era accompagnato dalla relazione del Sindaco e io ho fatto dei notevoli interventi partendo dalla relazione del Sindaco Molinari e nelle relazioni introduttive… li ho fatti io gli interventi! (Voce dall’aula) Sono d’accordo con Lei per quanto riguarda l’ultimo bilancio, ricordo però benissimo che nel primo e anche nel secondo caso, in cui era preannunciata la svolta di apertura alla sinistra, verbale 21. 02. 00 / 50 l’intervento non era scritto, ma lui parlava di un rinnovamento, e poi abbiamo capito di quale tipo di rinnovamento si trattava, e allora era parte integrante. Secondo me, la relazione del Sindaco fa parte di questo contesto e quindi, se il documento è stato portato adesso - penso infatti che sia portato adesso perché prima non l’ho visto –, è evidente che necessita di un periodo di sospensione per riflettere, altrimenti perché l’avete presentato? O lo avete presentato perché è parte integrante di un discorso, e va quindi metabolizzato e approfondito, o altrimenti per che cosa lo avete portato? Portate i documenti mentre si sta sviluppando un discorso e dopo volete che non si faccia un attimo di riflessione? Vi invito tutti a meditare su questo, perché questo è un documento aggiunto che deve essere metabolizzato e sul quale bisogna riflettere. Mi pareva che il Sindaco ne riducesse l’importanza, io penso invece che sia molto importante e quindi dovete lasciarci il tempo di metabolizzarlo, di studiarlo un po’ e di integrarlo rispetto agli altri dati, altrimenti alla fine che cosa facciamo? Una discussione a parte su questo documento? Se nella sessione di bilancio, che – parliamo chiaro - è quella più importante dell’attività consiliare, voi presentate un documento, secondo me pesante per i suoi contenuti, perché anche se non l’ho letto intuisco che sia così, quanto meno dateci il tempo di metabolizzarlo, altrimenti diteci chiaramente: “Abbiamo presentato un documento da quattro lire, fate finta di niente, l’abbiamo presentato perché dovevamo e andiamo avanti”. Io ho l’impressione che questo sia un documento importante, quindi dateci il tempo di leggerlo! Consigliere Bombardelli (Intervento fuori microfono) Presidente La prego, Consigliere Bombardelli, altrimenti perdiamo tempo per niente! Consigliere Zambotti Accolgo il suggerimento del Consigliere Daves: dateci il tempo di leggerlo e di approfondirlo. Consigliere Lotti Consigliere Zambotti, per memoria storica, è bene dirlo, a meno che non mi inganni io, non è mai stato fatto un discorso ufficiale nel senso di “riprodotto agli atti”, proprio perché è una dichiarazione politica. Mi pare che il Sindaco, all’inizio - Lei non c’era, Consigliere Zambotti -, abbia detto: “Solitamente viene esposto, ma per comodità di lavoro l’ho distribuito”, ma questo come atto di cortesia, così tutti lo hanno potuto seguire, anche i più distratti. E’ stato letto in mezz’ora, quindi le esigenze del Consigliere Daves possono essere condivisibili o meno, ma da questo a trasformarlo in un diritto mancato mi sembra eccessivo. Secondo me, possiamo discutere se vale la pena o meno sospendere, ma non farne un caso di mancanza rispetto agli atti. Consigliere Prati Non si tratta di farne un caso, semplicemente, obiettivamente parlando, è giusto ricordare che io ne avevo già accennato in occasione di vari Consigli, dopo quello che era il documento programmatico asettico votato in questa sede il giorno dell’insediamento, dicendo che sarebbe verbale 21. 02. 00 / 51 stato opportuno che il Sindaco, non dico nei cento giorni che usa di solito una nuova Amministrazione che si insedia, ma quanto meno in occasione della prima discussione del bilancio di previsione fare una relazione di approfondimento per presentare al Consiglio, assieme al bilancio, una serie di priorità. In quest’ottica abbiamo quindi apprezzato la relazione del Sindaco e anche la relazione dell’Assessore Matteotti, che avremmo voluto avere scritta proprio perché quando dice: “Noi diamo delle priorità e le priorità sono queste dieci nell’ambito di quest’anno” si fa un discorso politico, che va al di là delle righe del bilancio. E’ un documento, per quello che riguarda la parte in conto capitale, non dico a livello di libro dei sogni, visto che c’è obiettivamente a Riva un tasso di realizzabilità del 60%, però nell’ambito di questo indicare delle priorità evidentemente rappresenta un fatto politico e questi che sono fatti politici che non potevano vedersi dalla lettura asettica del bilancio li avete detti questa sera. Io non ho fatto nessuna difficoltà a seguire il ragionamento del Sindaco, ho però fatto difficoltà a seguire quello dell’Assessore Matteotti perché non ho avuto il tempo di annotarmi le dieci opere e quindi ecco perché ho fatto questa richiesta. Detto questo, possiamo benissimo iniziare anche questa sera, siccome però tutto sommato manca meno di un’ora alla canonica fine, per non interrompere il discorso varrebbe forse la pena fornire ai Consiglieri gli appunti, se c’è qualche annotazione, dell’intervento dell’Assessore Matteotti e iniziare domani, magari sacrificando mezz’ora prima o fermandoci mezz’ora di più, ma cercando di fare un discorso unitario. La questione è tutta qui, dopo di che, se ritenete di andare avanti, proseguiamo pure, mi pareva però che sarebbe stato forse più opportuno, per continuità con il discorso, visto che purtroppo ormai siamo arrivati a quest’ora essendoci dilungati su altre cose, non interrompere e andare avanti domani. Il discorso è solo questo, quindi non c’è alcuna velleità da parte dell’opposizione. Presidente La proposta mediana che mi sentirei di fare è questa: sospendere adesso e domani iniziare mezz’ora prima e finire mezz’ora dopo. Questa è la mia proposta, che siete liberi di accettare o meno. Prego, Consigliere Ravanelli. Consigliere Ravanelli Intervengo semplicemente per chiedere di mettere ai voti la proposta del Consigliere Daves, visto che sono le 22.00 e dobbiamo stare qui un’ora e non è tanto un problema di mezz’ora in più domani o mezz’ora in meno oggi. Mettiamo la proposta in votazione e, se viene approvata, andiamo a casa, diversamente rimaniamo qui fino alle 23.00. Presidente E’ in votazione la proposta del Consigliere Daves, che chiede di sospendere e di ricominciare domani alle ore 18.00; la mia proposta, invece, è di sospendere e di iniziare domani alle 17.30 e finire alle 23.30, per una questione di recupero dell’ora. A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente risultato: verbale 21. 02. 00 / 52 - Consiglieri presenti n. 26 - Consiglieri votanti n. 26 - voti favorevoli n. 13 contrari n. 11 astenuti n. 2 (D’Agostino e Vicari) Presidente La prima proposta esclude la seconda. Dichiaro sospeso, a maggioranza… (Voci in aula) I favorevoli sono 13, i contrari sono 11 e gli astenuti sono 2. Consigliere Delaini Rifacciamo la votazione? Presidente No, possiamo anche verificare quello che dice lo Statuto, ma… l’art. 43 dello Statuto dice: “Il Consiglio approva quando il risultato della votazione consegue l’esito richiesto dall’art. 22, comma 8, dello Statuto comunale, cioè la maggioranza dei presenti. Il Consiglio rinvia quando la votazione ha dato esito di parità dei voti favorevoli con quelli contrari o astenuti (in questo caso, avrebbe dovuto essere 13 e 13). La proposta può, a richiesta, passare all’ordine del giorno della successiva adunanza (ma non è questo il caso)…” (Voce dall’aula: “Siamo in 25, perché il Consigliere Andreozzi è uscito.”) la proposta è accolta, quindi sospendiamo. (Voci in aula) Faccio notare che prima i votanti erano 26, comunque sospendiamo la seduta e riprendiamo domani sera. Buonanotte a tutti e grazie. ^^^^^^^^^^ Sono le ore 22.10. La seduta è chiusa. ^^^^^^^^^^ IL PRESIDENTE Tomaso Benamati IL VICE SEGRETARIO dott.a Anna Cattoi sr. Il Vice Segretario del Comune di Riva del Garda certifica verbale 21. 02. 00 / 53 che il presente verbale è stato approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 107 dd. 27.04.2000 senza rettifiche. IL VICE SEGRETARIO f.to dott.a Anna Cattoi verbale 21. 02. 00 / 54 verbale 21. 02. 00 / 55