Atti Parlamentari
XIV LEGISLATURA
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COMM. DI INCHIESTA ALPI-HROVATIN
ELETTRA DEIANA. Lei parla d’altro,
scusi. Le ho chiesto come mai Vacchiano
– che l’ha mandata due volte a Mogadiscio, in quanto era interessatissimo al caso
Alpi –, di fronte alla notizia che c’era un
tizio probabilmente informato dei fatti,
abbia lasciato cadere la cosa.
FRANCO GIORGI. È un problema di
Vacchiano, non mio.
ELETTRA DEIANA. È anche un problema suo.
FRANCO GIORGI. E perché ?
ELETTRA DEIANA. Dice cose strane,
lei.
FRANCO GIORGI. No, io non dico
affatto cose... io dico cose chiarissime.
ELETTRA DEIANA.
nella sua fantasia !
Sı̀,
chiarissime
FRANCO GIORGI. Vacchiano, quando
gli ho riportato questa notizia non mi ha
detto più niente.
ELETTRA DEIANA. Ha smesso di essere interessato ?
FRANCO GIORGI. Non mi ha detto più
niente. Io ho fatto un altro viaggio per
Vacchiano, quando volevo sapere bene
questa cosa, sono tornato giù...
PRESIDENTE. Va bene, vediamo se
riesco a sintetizzare questa grottesca situazione: Vacchiano simulava insieme a lei
questi viaggi in modo tale che lei potesse
fare dichiarazioni fantasiose in verbali che
poi sarebbero stati utilizzati come realtà.
Questa è la sostanza dei fatti.
FRANCO GIORGI. Posso rispondere all’onorevole ?
ELETTRA DEIANA. Prego, ma...
FRANCO GIORGI. Se ne ha voglia; se
no, non rispondo.
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PRESIDENTE. Guardi, capisco che lei è
una persona semplice, spontanea, o altro,
però deve anzitutto rispettare l’istituzione...
FRANCO GIORGI. E l’istituzione la
rispetto ! Ho chiesto se posso rispondere;
se l’onorevole mi ascolta, le rispondo.
Questo ho detto.
PRESIDENTE. Sı̀, ma con un minimo
di rispetto, per favore. Prego.
FRANCO GIORGI. Quando gli ho riportato quella informazione, avevo un appuntamento con questo signore a Doha.
Ho consegnato un rapporto, su Doha.
Vado a Doha, nel Qatar, perché mi dovevo
incontrare con dei personaggi. Come arrivo a Doha, se non mi sbrigo a ripartire
mi fanno la pelle.
CARMEN MOTTA. E perché ?
FRANCO GIORGI. Chi lo sa. « Tu te ne
devi andare subito, immediatamente ».
L’ho scritto sul verbale, l’ho riportato.
PRESIDENTE. Che cosa vorrebbe dire ?
Che a Doha c’era la longa manus di
Vacchiano ?
FRANCO GIORGI. No, l’ho scritto sul
rapporto di Doha. Sta scritto lı̀, quello
che è.
PRESIDENTE. La domanda che le
viene fatta – sia pure indirettamente –
dall’onorevole Motta, è questa: perché la
volevano uccidere ? Ha capito perché volessero ucciderla ?
FRANCO GIORGI. Perché, siccome mi
ero presentato come persona...
PRESIDENTE. Dei carabinieri ?
FRANCO GIORGI. No, come commerciante. Quando sono andato a Doha, nel
frattempo è uscito un articolo sul giornale,
che riportava il mio nome e diceva che
stavo indagando su Ilaria...
Atti Parlamentari
XIV LEGISLATURA
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COMM. DI INCHIESTA ALPI-HROVATIN
PRESIDENTE. Su quale giornale ?
FRANCO GIORGI. Gliene ho dato una
copia.
CARMEN MOTTA. E arrivava fino a
Doha, quel giornale !
FRANCO GIORGI. No. Questo interlocutore che mi doveva incontrare era un
serbo, che stava a Doha, era un amico di
Lainovic, e diceva che aveva informazioni
su Ilaria Alpi. Quando sono arrivato a
Doha, il serbo – forse avvisato da Lainovic
che io stavo lavorando con il Vacchiano –
mi disse: « Lascia perdere, vattene a casa,
lascia perdere questa storia, non parlare
più di questa storia ».
PRESIDENTE. Ecco la copia che lei mi
ha dato (Mostra un documento). Che giornale è questo ? È il Giornale di Napoli ?
FRANCO GIORGI. No, è un articolo
che parla proprio di questa mia storia.
CARMEN MOTTA. Presidente, vorrei
fare una domanda.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Motta.
CARMEN MOTTA. Signor Giorgi, lei va
a Doha per incontrare questo signore
slavo...
FRANCO GIORGI. Esatto.
CARMEN MOTTA. ... che le doveva
dare...
FRANCO GIORGI. Che aveva informazioni sulla Somalia.
CARMEN MOTTA. Aspetti un attimo,
mi lasci concludere.
Come faceva lei a sapere che quel
signore le avrebbe potuto dare informazioni sulla Somalia ? Questa notizia nasce
come un fungo ?
FRANCO GIORGI. No, nasce da una
serie di cose che io...
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Camera dei Deputati
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CARMEN MOTTA. No, mi scusi, lei non
può sempre dire « da una serie di cose »,
« da contatti », e via di seguito: lei deve
puntualizzare – se ricorda, e se crede –
posti, nomi e fatti.
Allora, lei dice di essere andato a Doha
per incontrare uno slavo, amico di...
FRANCO GIORGI. Di Lainovic.
CARMEN MOTTA. Benissimo. Perché
va a Doha a incontrare questo slavo ? Chi
le ha detto che avrebbe dovuto incontrarlo ? Questo slavo perché avrebbe dovuto
darle informazioni sul caso Alpi ?
FRANCO GIORGI. A questo Lainovic
avevo chiesto... siccome lui – questo Lainovic – era agganciato con i somali, ci
trafficava con le macchine, vendeva macchine, portava giù macchine di contrabbando, gli dissi: « Per favore, fammi un
contatto serio, che io posso avere informazioni su Ilaria Alpi, cosı̀ ne vai a
vantaggio pure tu » – visto che lui aveva
un mandato di cattura in Italia – « e ti
pulisci ». Vacchiano, infatti, mi aveva promesso che gli avrebbe tolto il mandato di
cattura.
CARMEN MOTTA. Anche a Lainovic !
FRANCO GIORGI. Sı̀, a Lainovic. Allora, Lainovic si è interessato per questa
situazione.
CARMEN MOTTA. E questo serbo si
trovava a Doha per caso ?
FRANCO GIORGI. No, il serbo stava
tra la Somalia e Doha, trafficava... lavorava con la Somalia, portava...
CARMEN MOTTA. Questo signore doveva avere delle informazioni di prima
mano, giusto ?
FRANCO GIORGI. Io sono riuscito a
parlare con il serbo, ma non ci ho parlato di...
Atti Parlamentari
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COMM. DI INCHIESTA ALPI-HROVATIN
CARMEN MOTTA. E che cosa le ha
detto ? La prima cosa che le ha detto è
stata di andarsene perché c’era pericolo ?
Lei non ha fatto nemmeno in tempo a
parlarci perché lui le ha detto che quello,
per lei, non era il posto giusto ? Ma scusi,
secondo lei, è credibile ?
Lei va apposta per incontrare questo
signore – se ci desse il nome, per noi
sarebbe un’informazione importante –,
dopo di che, appena lo incontra, non
riesce nemmeno a formulare il motivo per
cui vorrebbe riuscire ad avere informazioni: quello la interrompe subito e le dice
che è meglio che se ne vada. Ma insomma... !
FRANCO GIORGI. Scusi, lei conosce
l’ambiente della malavita ?
CARMEN MOTTA. No, per fortuna.
Spero che non lo conosca neanche lei,
però.
FRANCO GIORGI. Io lo conosco bene,
quell’ambiente.
CARMEN MOTTA. Ah, ecco.
FRANCO GIORGI. Benissimo lo conosco ! Non è che mi vanto, però lo conosco
per motivi di lavoro.
CARMEN MOTTA. Come si chiama
questo signore slavo ?
FRANCO GIORGI. Si chiamava Arkan.
Si chiamava, perché è morto anche lui. È
morto Lainovic, è morto lui, sono morti
tutti, in questi giri.
PRESIDENTE. A quando risale il viaggio ?
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PRESIDENTE. Nel 1997-98 ?
FRANCO GIORGI. Sempre in quel periodo.
CARMEN MOTTA. Allora, signor
Giorgi, lei incontra questo signor...
FRANCO GIORGI. Arkan.
CARMEN MOTTA. Arkan – perfetto –
che lo avvisa che per lei non è aria,
diciamo cosı̀, e che è pericoloso rimanere
lı̀.
FRANCO GIORGI. No, non una parola
cosı̀, ma una parola... a modo loro. Non è
che parlavano molto bene l’italiano. Mi ha
detto: « Lascia perdere questa storia, non
è che ci guadagni qualcosa, ti vai a mettere
nei guai. Lascia perdere ».
CARMEN MOTTA. Quindi, lei ritorna
in Italia.
FRANCO GIORGI. Sı̀.
CARMEN MOTTA. E riferisce a Vacchiano di aver incontrato il signor Arkan.
FRANCO GIORGI. Sı̀, gli ho detto per
telefono... che lui mi ha registrato la
telefonata e poi...
CARMEN MOTTA. Lasci perdere quest’altra storia. Dunque, lei torna, parla con
Vacchiano e gli dice che la missione è
fallita perché il contatto serbo, che lei ha
avuto a Doha purtroppo è stato infruttuoso e che il signor Arkan non le ha detto
nulla. Giusto ?
FRANCO GIORGI. È quello che dico
sul verbale.
FRANCO GIORGI. Quello a Doha ?
PRESIDENTE. Sı̀.
FRANCO GIORGI. Ecco qua, c’è tutto
scritto (Mostra un documento). Le ho allegato anche i biglietti aerei.
CARMEN MOTTA. Non le ha detto
nulla ?
FRANCO GIORGI. No.
CARMEN MOTTA. E poi ?
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COMM. DI INCHIESTA ALPI-HROVATIN
FRANCO GIORGI. Finisce lı̀.
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FRANCO GIORGI. No, mai nessuno.
CARMEN MOTTA. E il maresciallo
Vacchiano le ha detto che andava bene
cosı̀ ?
PRESIDENTE. Ha conosciuto Mugne ?
FRANCO GIORGI. Non mi ricordo
nemmeno...
PRESIDENTE. Mai sentito ?
CARMEN MOTTA. Come con l’altro,
insomma. Ho capito.
FRANCO GIORGI. No, mai.
FRANCO GIORGI. Ho sentito, sı̀, da
Marocchino, che aveva fottuto quelle navi
al Governo somalo.
PRESIDENTE. Signor Giorgi, lei ha
consegnato alla procura di Asti alcune
carte geografiche riguardanti la Somalia.
Lo ricorda ?
PRESIDENTE. Marocchino le ha detto
quali fossero i suoi rapporti con Mugne ?
FRANCO GIORGI. Sı̀, ma non erano
carte, erano...
PRESIDENTE. Non le ha detto se avessero rapporti di affari ?
PRESIDENTE.
vari, eccetera.
FRANCO GIORGI. Non credo che Marocchino avesse avuto rapporti di affari
con il Mugne.
Erano
organigrammi
FRANCO GIORGI. Sı̀.
PRESIDENTE. A che servivano questi
documenti ? A che fine li ha depositati ?
FRANCO GIORGI. Perché Tarditi voleva sapere come era divisa la parte est
dalla parte ovest, come era impostato...
dove stava il porto, queste cose qua.
PRESIDENTE. In quella circostanza,
Tarditi si interessò anche del caso Alpi ?
FRANCO GIORGI. No, non mi ha mai
chiesto niente su Ilaria Alpi.
PRESIDENTE. Lei ha conosciuto il sultano di Bosaso ?
FRANCO GIORGI. No, mai.
PRESIDENTE. Non sa chi sia ?
FRANCO GIORGI. No, mai visto.
PRESIDENTE. Oltre a Vacchiano, altri
le hanno chiesto di collaborare per il caso
di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin ?
FRANCO GIORGI. No.
PRESIDENTE. Sa se Marocchino avesse
dei collegamenti, attraverso Mugne, con
uomini politici o viceversa ?
FRANCO GIORGI. Non credo. Marocchino con Mugne non aveva buoni rapporti, non credo che nemmeno si siano
parlati...
PRESIDENTE. Ha mai sentito parlare
di rapporti – per il traffico di armi – tra
Aidid e Mugne ?
FRANCO GIORGI. No, mai. Ho sentito
tante chiacchiere su questi qua, la Ottobre
22 che trasportava armi... ne ho sentiti
fiumi, di cose.
PRESIDENTE. Nella memoria del 18
settembre 1996, lei dice a Vacchiano di
aver raggiunto la certezza (cito le sue
parole) che « la ricostruzione della vicenda » – si riferisce alla vicenda Alpi – « è
di estrema difficoltà e pericolosità e che
altri soggetti che indagavano hanno infatti
avuto la sorte che lei conosce ». Questo è
quanto lei dice a Vacchiano. Che cosa ha
voluto dire ?
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COMM. DI INCHIESTA ALPI-HROVATIN
FRANCO GIORGI. L’ho letto sui giornali, di un...
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FRANCO GIORGI. Gli ho detto: « Guarda che pure questo ci ha rimesso la pelle
con la storia della Somalia ».
PRESIDENTE. Di un ?
FRANCO GIORGI. Se mi dice il nome...
non mi ricordo questo uomo che era stato
ammazzato per questa storia, qui a Roma.
PRESIDENTE. Per la storia di Ilaria
Alpi ?
FRANCO GIORGI. Sı̀.
PRESIDENTE. Il colonnello Ferraro ?
FRANCO GIORGI. Ferraro, esatto.
PRESIDENTE. Vacchiano le aveva
detto che sapeva che il colonnello Ferraro
era stato...
FRANCO GIORGI. No, l’ho detto io a
lui.
PRESIDENTE. Che era stato ucciso ?
FRANCO GIORGI. Sı̀.
PRESIDENTE. Cioè, lei ha detto a Vacchiano che il colonnello Ferraro era stato
ucciso...
FRANCO GIORGI. L’ho letto sui giornali.
PRESIDENTE. Sı̀, i giornali lo hanno
scritto, però si era partiti dall’ipotesi del
suicidio e non dell’uccisione.
FRANCO GIORGI. Questo proprio non
lo so.
PRESIDENTE. Quindi, non poteva aver
detto al maresciallo Vacchiano...
FRANCO GIORGI. Io l’ho detto al maresciallo Vacchiano !
PRESIDENTE. Esatto.
PRESIDENTE. Ma da dove risultava il
collegamento tra il colonnello Ferraro e la
Somalia ? Da quale parte ?
FRANCO GIORGI. L’ho letto.
PRESIDENTE. Qualcuno le ha detto
qualcosa ?
FRANCO GIORGI. Sı̀, l’ho letto da
qualche parte.
PRESIDENTE. Lei ha detto di aver
conosciuto Claudio Roghi.
FRANCO GIORGI. Sı̀, come no.
PRESIDENTE. Dove l’ha conosciuto ?
Chi è Claudio Roghi, per lei ?
FRANCO GIORGI. Claudio Roghi è un
commerciante che aveva rapporti d’affari
con il Marocchino, giù in Somalia. Aveva
un magazzino di vernici...
PRESIDENTE. Quando lo ha conosciuto ?
FRANCO GIORGI. Nel 1997-98.
PRESIDENTE. Avete intrattenuto rapporti ?
FRANCO GIORGI. Sı̀, una volta...
PRESIDENTE. Ancora adesso vi incontrate ?
FRANCO GIORGI. No, non lo sento da
quattro, cinque anni, forse di più. È dal
periodo di Tarditi che non lo sento.
PRESIDENTE. A proposito di queste
« coperte », delle « coperte del Vaticano » ?
FRANCO GIORGI. No, mai sentito. Lui
mi propose solo dei dinari del Kuwait, che
erano fuori corso. Li feci vedere, e basta.
Atti Parlamentari
XIV LEGISLATURA
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COMM. DI INCHIESTA ALPI-HROVATIN
PRESIDENTE. Chi è Bruno ? Lei fa
riferimento ad un certo Bruno, lo abbiamo
letto anche nelle dichiarazioni che prima
abbiamo ricordato.
FRANCO GIORGI. No, non mi ricordo
proprio chi è questo Bruno.
PRESIDENTE. Non lo sa ?
FRANCO GIORGI. No.
PRESIDENTE. Però è lei che lo dichiara, mica io !
FRANCO GIORGI. Mi sono sorpreso
quando lo leggeva lei, prima.
PRESIDENTE. Pure questo ce lo avrà
infilato Vacchiano ? Ma, insomma !
FRANCO GIORGI. Chi è questo Bruno ? Io non lo so.
PRESIDENTE. Adesso riprendiamo le
sue dichiarazioni. Nel frattempo, andiamo
avanti.
Nel corso di una dichiarazione da lei
resa al dottor Tarditi il 21 dicembre 1998,
le viene mostrata una dichiarazione che
era stata resa in precedenza, a Roma, da
un certo Abdullah Dahir Awes, dove si
dice che lei avrebbe ricevuto la somma di
15 milioni 700 mila lire, da inviare successivamente a Giancarlo Marocchino. Ricorda una cifra di questo genere ?
FRANCO GIORGI. No, io ricordo solo
quella cifra che gli ho mandato io, i dieci
milioni.
PRESIDENTE. Diecimila dollari ?
FRANCO GIORGI. No, erano in lire.
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PRESIDENTE. Quindi, quindici milioni.
FRANCO GIORGI. Sı̀, perché non si
possono trasferire i dollari. Qui dovevi
consegnare le lire e giù ricevevano i dollari, perché l’Italia commercia con le lire.
PRESIDENTE. Chiedo agli uffici di
consegnarmi il verbale che abbiamo citato,
quello del 29 luglio. Lo abbiamo letto in
precedenza.
FRANCO GIORGI. Sı̀, me lo ricordo. Lo
ha letto, prima, di questo Bruno che mi ha
incontrato all’albergo, ma io non me lo
ricordo questo particolare di questo Bruno...
PRESIDENTE. Ecco. Vede che mi ricordavo bene ? Leggo dal verbale: « A proposito di Hassan, ricordo che mi mostrò
un opuscolo contenuto nella rivista Avvenimenti. Mi disse che la vicenda della Alpi
era scritta tutta quanta. Gli risposi che i
giornali scrivono stronzate e lui mi sembrò
annuire, quindi gli proposi di informarsi
sulla verità circa questa vicenda giacché
poi potevamo fare qualche cosa di soldi
con qualche giornale. Lui mi disse che
quando accadde il fatto non era sul posto,
ma che non avrebbe avuto difficoltà ad
informarsi ».
FRANCO GIORGI. Il libretto gliel’ho
dato io, gliel’ho fatto leggere io a lui,
questo libretto di Ilaria Alpi.
PRESIDENTE. No, qui dice una cosa...
FRANCO GIORGI. E va bene, sarà
stato...
PRESIDENTE. A noi risultano diecimila dollari. E prima abbiamo parlato di
diecimila dollari.
PRESIDENTE. E no, ogni volta che c’è
un riferimento preciso, lei dice qualcosa di
diverso.
FRANCO GIORGI. Sı̀, però glieli ho
dati in lire.
FRANCO GIORGI. Ma secondo lei un
libricino lo può tenere un somalo, giù ?
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PRESIDENTE. E no, mi scusi, della
rivista Avvenimenti lei ne ha parlato per
dire che le serviva per raccogliere informazioni e per elaborarle a suo uso.
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PRESIDENTE. E che ne so, io !
FRANCO GIORGI. Lo chiedo a lei...
PRESIDENTE. A lei chi glielo ha detto ?
FRANCO GIORGI. E ce lo avevo io
questo libricino.
PRESIDENTE. Lo aveva lei ?
FRANCO GIORGI. Sı̀, io.
PRESIDENTE. Invece, nel verbale lei
dice: « Mi mostrò un opuscolo »...
FRANCO GIORGI. No, glielo può dimostrare...
PRESIDENTE. E va bene, allora anche
questo signore che l’ha interrogata, il dottor Paolo Fortuna, è un altro falsificatore
di documenti !
A proposito della domanda che le ho
fatto prima, vorrei leggerle un altro
estratto dal verbale: « Alla domanda se il
generale Gilao fosse corrispondente dei
servizi segreti militari italiani, Sismi, risponde che è circostanza che ha appreso
da Giancarlo Marocchino ». Ma lei ha
detto che Gilao non sa neanche chi sia !
FRANCO GIORGI. Ma come ? L’ho incontrato, Gilao ! Le ho detto che è il capo
della polizia...
PRESIDENTE. E no, mi scusi. Il capo
della polizia è una cosa; qui lei dice: « è
corrispondente dei servizi segreti militari
italiani » ! Sta scritto qui, guardi.
FRANCO GIORGI. L’ho detto io ?
PRESIDENTE. Mica io ! Io non c’ero.
FRANCO GIORGI. Non me lo ricordavo
questo particolare. Se l’ho detto, allora è
vero. Me lo avrà detto Marocchino che
questo... Al servizio del Sismi, era ?
PRESIDENTE. Sı̀.
FRANCO GIORGI. È vero ?
FRANCO GIORGI. Marocchino, se me
lo ha detto. « Ma chi è questo qua ? ». Dice:
« È un capo della polizia, qui, che forse
collabora con il Sismi, col rappresentante
del Sismi ». Io non lo so, io non ho
conosciuto mai nessuno del Sismi, giù.
PRESIDENTE. Quindi, questo Bruno
lei non sa chi sia.
FRANCO GIORGI. No, non me lo ricordo proprio, presidente.
PRESIDENTE. D’accordo. Ha mai sentito nominare Rajola ?
FRANCO GIORGI. Sı̀, come no.
PRESIDENTE. Oh ! Ci parli di Rajola.
FRANCO GIORGI. L’ho sentito nominare...
PRESIDENTE. In occasione della vicenda di Livorno ?
FRANCO GIORGI. No.
PRESIDENTE. In quale occasione, allora ?
FRANCO GIORGI. Mai visto !
PRESIDENTE. Allora non lo conosce ?
FRANCO GIORGI. No, non lo conosco.
Mai visto e mai sentito questo Rajola.
PRESIDENTE. Ci ha parlato per telefono ?
FRANCO GIORGI. No, mai ! Mai visto,
mai sentito e mai parlato. Io a Livorno ho
telefonato solo al generale Fiore. Io Rajola
non l’ho mai visto e nemmeno so chi è.
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ELETTRA DEIANA. Ma se ha appena
detto che lo conosce !
Conferma che Marocchino le ha detto
queste cose, sı̀ o no ?
FRANCO GIORGI. Lo conosco dai giornali, dalle storie, che stava giù in Somalia,
che lavorava in Somalia. Lo conosco di
nome.
FRANCO GIORGI. Marocchino, giù, mi
ha parlato di questo Rajola che lavorava...
PRESIDENTE. Allora, le leggo un
estratto dal verbale del 21 dicembre 1998:
« A domanda riferisco che Giancarlo Marocchino, appena rientrato dal viaggio in
Somalia, mi disse di contattare il generale
Fiore, che io non ho contattato, oppure di
contattare il colonnello Rajola, per chiedergli se si poteva interessare in merito ad
un aiuto economico, militare e umanitario
per la Somalia di Ali Mahdi. Io chiamai
telefonicamente, dopo aver avuto il numero telefonico da Marocchino, a Livorno
il colonnello Rajola »...
FRANCO GIORGI. No, io poi...
PRESIDENTE. Mi faccia finire: « ... e gli
dissi che ero un amico ».
Quando ha visto Rajola, l’ultima volta ?
FRANCO GIORGI. Mai visto, mai conosciuto !
PRESIDENTE. In questi giorni lo ha
visto ?
FRANCO GIORGI. Ma chi è ? Chi è
questo Rajola ?
PRESIDENTE. No, le ho chiesto un’altra cosa. Conferma le cose che stanno
scritte qui ?
FRANCO GIORGI. No.
PRESIDENTE. Non le conferma ?
FRANCO GIORGI. No.
PRESIDENTE. Allora, questa volta a
chi tocca ? Questa volta tocca a...
FRANCO GIORGI. Aspetti, aspetti. Io
ho parlato, a Livorno... e dopo ho parlato
con un altro signore, Catone... Cantone,
non lo so...
PRESIDENTE. Qui siamo presso il tribunale di Asti; sono gli ufficiali di polizia
giudiziaria Evangelista, De Podestà, Pelosi,
Delle Donne. Sono quattro persone...
FRANCO GIORGI. Di Brescia.
PRESIDENTE. No, sono di Asti.
FRANCO GIORGI. No, sono di Brescia,
questi qui, della forestale.
PRESIDENTE. Però, stavate ad Asti.
PRESIDENTE. Andiamo avanti: « ... a
Livorno il colonnello Rajola e gli dissi che
ero un amico di Giancarlo Marocchino e
lui mi chiese notizie di come stava Marocchino. Io gli dissi che stava bene ma
che era senza soldi e senza mangiare e lui
mi disse che si sarebbe interessato per
fargli avere un aiuto e che lui personalmente era di partenza per una missione e
che ci pensava lui. Non so più nulla di
cosa si fece. Marocchino mi disse più volte
che lui aveva fatto molto per i servizi
segreti militari italiani e che lavorava per
Unosom e che conosceva molto bene il
colonnello Rajola ».
FRANCO GIORGI. Mi hanno interrogato loro perché le indagini ce le aveva
Brescia, che non si fidava...
PRESIDENTE. Va bene, comunque lei
dice che non è vero quello che sta scritto
qua.
FRANCO GIORGI. No, non lo è.
PRESIDENTE. Non è vero che Marocchino le disse tutte queste cose a proposito
dei suoi rapporti con il colonnello Rajola,
delle ragioni dei suoi rapporti, delle ra-
Atti Parlamentari
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COMM. DI INCHIESTA ALPI-HROVATIN
gioni che lo legavano al servizio segreto
italiano ? Non è vero nemmeno che lei
ebbe il numero di telefono di Rajola da
Marocchino e che lei telefonò a Rajola ?
FRANCO GIORGI. No, a Fiore, al generale Fiore ! Io ebbi il numero del generale Fiore...
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Camera dei Deputati
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FRANCO GIORGI. ... con questo Rajola
non ho avuto mai nessun contatto...
PRESIDENTE. Qui, invece, sta scritto
che, per incarico di Giancarlo Marocchino,
che le dette il numero di telefono di
Rajola...
FRANCO GIORGI. Di Fiore.
PRESIDENTE. Guardi, qui c’è scritto:
« A domanda riferisco che Giancarlo Marocchino, appena rientrato dal viaggio in
Somalia, mi disse di contattare il generale
Fiore, che io non ho contattato »...
PRESIDENTE. ...lei ha telefonato a
Rajola, per dirgli tutte queste cose. Fiore,
invece, lei non lo ha neppure contattato:
sta scritto qua.
FRANCO GIORGI. E parlai con Caddone... Catone... Cantone...
FRANCO GIORGI. Io ho parlato a
Livorno...
PRESIDENTE. Poi, è scritto: « Io chiamai telefonicamente, dopo aver avuto il
numero telefonico da Marocchino, a Livorno il colonnello Rajola ».
FRANCO GIORGI. No, non era Rajola,
era Catone ! Io mi sono confuso...
PRESIDENTE. E chi glielo ha detto,
adesso, di dirci che era Catone, invece di
Rajola ?
FRANCO GIORGI. Perché quando...
PRESIDENTE. Chi glielo ha detto ?
FRANCO GIORGI. ... che questo faceva
parte...
PRESIDENTE. Ma scusi, allora questo
che cos’è, un verbale falso ? Che cosa ci sta
dicendo, che questo è un verbale falso ?
PRESIDENTE. No, scusi....
FRANCO GIORGI. Io con Rajola non ci
ho mai parlato, presidente !
PRESIDENTE. Lei è libero di fare
quello che meglio crede, ma io le dico che
c’è questo verbale, che è il quarto o sesto
oggetto di falsificazione da parte dei verbalizzanti, ma è ancor più importante.
FRANCO GIORGI. Più grave.
PRESIDENTE. Certo, è più grave,
perché lei nega di aver mai avuto questa
disposizione da Marocchino e di avere
parlato con Rajola.
FRANCO GIORGI. No. Marocchino mi
ha detto di telefonare...
PRESIDENTE. A Rajola.
FRANCO GIORGI. Ma non è un verbale
falso...
FRANCO GIORGI. No, a Fiore. No a
Rajola.
PRESIDENTE. Ce lo metta a verbale !
PRESIDENTE. Qui c’è scritto Rajola.
FRANCO GIORGI. Non è un verbale
falso, però io...
PRESIDENTE. E che cos’è, allora ?
FRANCO GIORGI. Ma io non lo so
come è uscito fuori il nome di Rajola ! Io
non lo conosco Rajola. Non l’ho mai visto.
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PRESIDENTE. Quindi è falsa questa
dichiarazione ? Se è falsa deve dirlo. È
vera o falsa ?
GUIDO DE MAIO. Presidente...
PRESIDENTE. No, scusi. No...
GUIDO DE MAIO. Mi scusi, altrimenti...
PRESIDENTE. No, no. Avvocato...
GUIDO DE MAIO. Altrimenti che ci sto
a fare ? A perdere tempo ?
PRESIDENTE. Questi sono fatti che
dichiarano terzi. Sono posizioni di terzi.
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FRANCO GIORGI. Sı̀, ma lo ha già
letto.
PRESIDENTE. Glielo rileggo, altrimenti, poi, il suo avvocato dice che affermiamo cose non corrispondenti al vero, o
che a lei vengono chieste cose non corrispondenti al vero. « Io chiamai telefonicamente, dopo aver avuto il numero telefonico da Marocchino, a Livorno il colonnello Rajola »: non è vero ?
FRANCO GIORGI. No.
PRESIDENTE. Non è vero.
FRANCO GIORGI. Non ho parlato con
Rajola.
GUIDO DE MAIO. Ho capito. Ma lei
non può dire al teste « Dica che è falso
quello che c’è scritto »
PRESIDENTE. Non è vera la circostanza o non è vero che l’ha dichiarato ?
PRESIDENTE. Io gli sto chiedendo se
lui dice che è falso ovvero che non è falso.
FRANCO GIORGI. Forse l’ho dichiarato, ma ho dichiarato con confusione,
perché io Rajola non l’ho...
GUIDO DE MAIO. Non sta dicendo che
è falso, presidente.
PRESIDENTE. Questo è già un buon
passo avanti.
FRANCO GIORGI. Non è falso. Ci sono
dei nomi confusi.
FRANCO GIORGI. Io con Rajola non
ho mai parlato.
GUIDO DE MAIO. Le ha spiegato...
PRESIDENTE. « E gli dissi che ero un
amico di Giancarlo Marocchino »: è vero o
non è vero che lei disse che era un amico
di Giancarlo Marocchino ?
PRESIDENTE. Avvocato, stia al suo
posto (Commenti dell’avvocato De Maio).
Stia al suo posto ! Questa è una dichiarazione che riguarda terzi !
FRANCO GIORGI. Presidente, mi scusi.
Qui c’è una confusione di nomi: io questo
Rajola non l’ho mai contattato e mai
conosciuto. Io ho parlato a Livorno con
l’ufficio di Fiore. Fiore non c’era e penso
di aver parlato con un altro signore di
riferire a Fiore che Marocchino aveva
bisogno di cose giù, e penso che era
Catone o Cantone.
PRESIDENTE. « Io chiamai telefonicamente, dopo aver avuto il numero telefonico da Marocchino... »: stia a sentire me.
FRANCO GIORGI. Quando non trovai
Fiore e mi passarono un altro lı̀, che mi
disse...
PRESIDENTE. Quindi a un’altra persona, diversa da Rajola ?
FRANCO GIORGI. Sı̀.
PRESIDENTE. Quindi non è vero
quello che sta scritto qui, cioè che lei
queste frasi le ha dette a Rajola per
telefono.
FRANCO GIORGI. No.
Atti Parlamentari
XIV LEGISLATURA
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COMM. DI INCHIESTA ALPI-HROVATIN
PRESIDENTE. Non è vero.
FRANCO GIORGI. Con Rajola io non ci
ho mai parlato. Ho parlato, penso, con
questo Catone o Cantone.
PRESIDENTE. E queste circostanze, a
proposito dei soldi e delle cose che servivano a Marocchino per andare avanti e
della persona che stava dall’altra parte del
telefono e che le disse che comunque
avrebbe provveduto, sono vere o non sono
vere ?
FRANCO GIORGI. « Provveduto » è una
parola....
—
Camera dei Deputati
SEDUTA POMERIDIANA DEL
9 FEBBRAIO 2005
PRESIDENTE. Nemmeno questo è confermato. Ne prendiamo atto.
FRANCO GIORGI. Mi disse che collaborava con i servizi segreti, però non mi
disse questi nomi qua. Io non li ho mai
sentiti. Io Rajola non l’ho mai visto e non
lo conosco. E non so nemmeno chi sia.
PRESIDENTE. Va bene. Fausto Bulli lo
conosce ?
FRANCO GIORGI. No, mai sentito.
PRESIDENTE. Mi scusi, ma c’è scritto.
PRESIDENTE.
Qualche
consulente
della nostra Commissione parlamentare
d’inchiesta lei lo ha mai conosciuto, mai
incontrato ?
FRANCO GIORGI. Chi l’ha scritto... io
non ho detto « provveduto ».
FRANCO GIORGI. Mai incontrato, mai
visto nessuno.
PRESIDENTE. « Io gli dissi che stava
bene, ma che era senza soldi e senza
mangiare, e lui mi disse che si sarebbe
interessato per fargli avere un aiuto...
FRANCO GIORGI. Basta.
PRESIDENTE. ...e che lui personalmente era di partenza per una missione e
che ci pensava lui ». È vero questo contenuto del colloquio telefonico ? È vero o
non è vero ?
FRANCO GIORGI. Non posso confermare queste parole che sono scritte là.
PRESIDENTE. Ma la sostanza è vera ?
FRANCO GIORGI. La sostanza sı̀. Però
non era...
PRESIDENTE. Non era Rajola. Guarda
caso, non era Rajola. « Non so più nulla di
cosa si fece. Marocchino mi disse più volte
che lui aveva fatto molto per i servizi
segreti militari e che lavorava per Unosom
e che conosceva molto bene il colonnello
Rajola ». Lo conferma questo ?
FRANCO GIORGI. No.
PRESIDENTE. È sicuro ?
FRANCO GIORGI. A un miliardo per
mille.
PRESIDENTE. Conosce una persona
che si chiama Maisto ?
FRANCO GIORGI. Mai sentita.
PRESIDENTE. Ci pensi bene.
FRANCO GIORGI. Non l’ho mai sentito
proprio. Maisto ? Mai.
PRESIDENTE. A lei non è stato mai
presentato un consulente della nostra
Commissione ?
FRANCO GIORGI. Mai. Mai visto e mai
sentito Maisto. Io non vivo in Italia, presidente.
PRESIDENTE. Porcari l’ha conosciuto
mai ?
FRANCO GIORGI. No.
PRESIDENTE. L’ha mai sentito nominare ?
Atti Parlamentari
XIV LEGISLATURA
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44
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COMM. DI INCHIESTA ALPI-HROVATIN
FRANCO GIORGI. No.
PRESIDENTE. Maurizio Torrealta l’ha
mai sentito nominare ?
FRANCO GIORGI. No.
PRESIDENTE. Giornalisti ne conosce...
FRANCO GIORGI. Nemmeno uno.
PRESIDENTE. ...che si sono riferiti in
qualche modo alla vicenda di Ilaria Alpi ?
FRANCO GIORGI. Mai visti giornalisti.
Mai sentiti e mai visti.
PRESIDENTE. Lei è certo di non aver
parlato con qualcuno dichiaratosi in contatto con la Commissione davanti alla
quale ora sta deponendo – si fa per dire
–, che avrebbe avuto la possibilità di
metterle a disposizione atti della Commissione ?
FRANCO GIORGI. No. Mai nessuno.
PRESIDENTE. Non ha mai sentito parlare di queste cose ? Nemmeno telefonicamente ha avuto proposte di questo genere ?
FRANCO GIORGI. Niente.
PRESIDENTE. Richieste di questo genere, indicazioni ?
FRANCO GIORGI. Mai.
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Camera dei Deputati
SEDUTA POMERIDIANA DEL
9 FEBBRAIO 2005
FRANCO GIORGI. Quando sono in Italia, io abito a Monfalcone. E non ho
telefono. Ho un cellulare, 333..., che conoscete voi, e basta.
PRESIDENTE. Va bene. La parola all’onorevole Motta.
CARMEN MOTTA. Una sola domanda,
rapidissima, perché forse non ricordo
bene. Lei, signor Giorgi, ha detto che
conosce l’avvocato Menicacci, vero ?
FRANCO GIORGI. Sı̀.
CARMEN MOTTA. Ha detto anche
quando l’ha incontrato, l’ha sentito l’ultima volta ?
FRANCO GIORGI. Sı̀, l’ho sentito quindici, venti giorni fa.
CARMEN MOTTA. Possiamo chiederle
come mai ?
FRANCO GIORGI. Io lo chiamo spesso
l’avvocato, perché ho in corso la separazione con mia moglie.
CARMEN MOTTA. E la segue l’avvocato Menicacci ?
FRANCO GIORGI. No, però mi faccio
dare dei consigli. Sono sposato qui a
Roma; sono separato, adesso, ho dei problemi. Tutto là. Poi lo conosco perché è
amico di un ambasciatore che sta al Cairo,
del Comitato per la liberazione della Palestina. Sono amico di questo qui, lo
conosco, mi chiede come va.
PRESIDENTE. È certo ?
CARMEN MOTTA. Ambasciatore ?
FRANCO GIORGI. Certissimo.
FRANCO GIORGI. Sı̀, della Palestina.
PRESIDENTE. Lei ha un telefono qui a
Roma ?
CARMEN MOTTA. Come si chiama
questo ambasciatore ?
FRANCO GIORGI. No.
FRANCO GIORGI. Mustafà Shaugatti.
PRESIDENTE. Dove abita lei ?
CARMEN MOTTA. Ma cosa c’entra ?
Atti Parlamentari
XIV LEGISLATURA
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COMM. DI INCHIESTA ALPI-HROVATIN
FRANCO GIORGI. Niente. Siamo amici
e mi chiede informazioni perché sono
amici anche tra di loro, tra le famiglie.
CARMEN MOTTA. Ho capito. Senta,
prima però lei ha detto di aver conosciuto
Menicacci tanto tempo fa, per questioni
politiche.
FRANCO GIORGI. Non per questioni
politiche. Lui faceva politica, era di Foligno e un amico mio gli faceva da segretario; mi sembra che era del Movimento
sociale italiano.
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Camera dei Deputati
SEDUTA POMERIDIANA DEL
9 FEBBRAIO 2005
FRANCO GIORGI. No.
CARMEN MOTTA. E per telefono ha
sempre parlato della questione sua della
separazione ?
FRANCO GIORGI. No.
CARMEN MOTTA. Di cosa avete parlato ?
FRANCO GIORGI. Ho chiesto soltanto:
« Perché alla Commissione d’inchiesta hai
dato il numero mio ? ». Solo per questo.
CARMEN MOTTA. Sissignore.
CARMEN MOTTA. Ho capito.
FRANCO GIORGI. Era deputato. Eravamo amici. Il segretario era un amico
mio, del paese mio, e mi presentò Menicacci: 1976 o una cosa del genere. Lunga
data.
CARMEN MOTTA. Quindi, diciamo
che quindici-venti giorni fa lei sente Menicacci...
FRANCO GIORGI. Forse anche di recente l’ho sentito.
CARMEN MOTTA. Forse anche ieri,
magari.
FRANCO GIORGI. No, ieri no.
FRANCO GIORGI. Quando mi hanno
telefonato da qui, io non mi fidavo di
queste telefonate. Poi, dopo, ho richiamato
qui e ho chiesto « Chi ha dato il numero
mio ? » e ho chiamato Menicacci: « Ma
perché hai dato il numero mio ? ». « Perché tu devi essere ascoltato », di qual e di
là. Finito.
CARMEN MOTTA. Tranquillamente,
senza problemi, noi abbiamo bisogno anche della sua collaborazione e del suo
aiuto: in questa telefonata lei chiede a
Menicacci come mai abbia dato alla Commissione il suo numero di telefono e
Menicacci le risponde: « Perché la Commissione...
CARMEN MOTTA. Ieri l’altro.
FRANCO GIORGI. Nemmeno.
CARMEN MOTTA. Una settimana fa.
FRANCO GIORGI. Una decina di giorni fa.
CARMEN MOTTA. E l’ha incontrato o
gli ha telefonato, signor Giorgi ?
FRANCO GIORGI. Gli ho telefonato.
CARMEN MOTTA. Non l’ha incontrato
personalmente ?
FRANCO GIORGI. Ti vuole ascoltare.
CARMEN MOTTA. Avrà aggiunto anche qualcos’altro.
FRANCO GIORGI. No, nient’altro.
CARMEN MOTTA. Solo « Ti vuole sentire ».
FRANCO GIORGI. Ma è un pezzo che
voi mi dovete sentire. Non è da adesso che
Menicacci mi dice « Ti chiamerà la Commissione ».
Atti Parlamentari
XIV LEGISLATURA
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—
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COMM. DI INCHIESTA ALPI-HROVATIN
PRESIDENTE. Ed anche in queste altre
circostanze le ha detto semplicemente
questo ?
FRANCO GIORGI. Niente, mai.
PRESIDENTE. A chi lo racconta ?
FRANCO GIORGI. Che mi doveva dire
l’avvocato Menicacci ?
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Camera dei Deputati
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9 FEBBRAIO 2005
missione la interpellerà e le chiederà di
venire ad essere audito cosı̀. Via ! Io sono
Menicacci, la chiamo e le dico: « Guardi,
signor Giorgi, sappia che lei, prima o poi,
più prima che poi, verrà sentito dalla
Commissione d’indagine sulla morte di
Ilaria Alpi e Miran Hrovatin », punto. Lei
non gli ha chiesto perché ?
FRANCO GIORGI. No.
CARMEN MOTTA. Signor Giorgi, abbia
pazienza...
CARMEN MOTTA. Ma che strani rapporti !
PRESIDENTE. Quello che dichiara diventa falso e falsificato.
FRANCO GIORGI. Lei conosce l’avvocato Menicacci ?
CARMEN MOTTA. Il problema è che
quando con una persona si è amici, come
lei è amico dell’avvocato Menicacci...
CARMEN MOTTA. Certo che l’abbiamo
conosciuto.
FRANCO GIORGI. Conoscente. Non
amico.
CARMEN MOTTA. Lei prima ha detto
una cosa diversa. Ha detto che si fa
seguire nella sua separazione dall’avvocato
Menicacci....
FRANCO GIORGI. E come si fa a
parlare con l’avvocato Menicacci ?
CARMEN MOTTA. Con noi ha parlato
moltissimo.
FRANCO GIORGI. Parla, scrive, butta
da una parte, poi telefoni, dopo dieci
giorni...
FRANCO GIORGI. Consigliare.
CARMEN MOTTA. Consigliare, benissimo. Ancora di più: non ci si fa consigliare su una cosa di questo genere se non
si ha fiducia nella persona e se con questa
persona non si intrattiene un minimo di
rapporto di amicizia.
CARMEN MOTTA. Ma a lei, signor
Giorgi, non è venuta la curiosità di chiedere il perché ? Le dicono di andare in un
posto – questa è una Commissione parlamentare d’inchiesta – e lei dice « Telefoneranno e io ci andrò ».
FRANCO GIORGI. Esatto.
FRANCO GIORGI. Eh...
CARMEN MOTTA. È una cosa cosı̀
privata, comunque, ognuno fa le scelte che
vuole.
FRANCO GIORGI. Brava.
CARMEN MOTTA. Benissimo. Detto
questo, però io non credo – come non
credono i commissari di questa Commissione; forse nemmeno il presidente, ma
questo, se mai, lo dirà lui – che l’avvocato
Menicacci le faccia presente che la Com-
CARMEN MOTTA. Cosı̀, senza chiedere
il perché.
FRANCO GIORGI. Perché mi dovevano
interrogare ? No, non gli ho chiesto propri
niente io. A lui ho chiesto « Ma che
vogliono questi ? », allora lui si è interessato sul caso. Io ho chiesto a lui, Menicacci
non è l’avvocato mio. Io ho due avvocati e
ho portato lui.
CARMEN MOTTA. Certo, ma a maggior
ragione. Abbiamo appurato che Menicacci
Atti Parlamentari
XIV LEGISLATURA
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COMM. DI INCHIESTA ALPI-HROVATIN
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Camera dei Deputati
SEDUTA POMERIDIANA DEL
9 FEBBRAIO 2005
non è amico, ma un semplice conoscente;
quindi, un semplice conoscente le dice che
verrà contattato – anzi ci dà anche il
numero di telefono – per essere audito
dalla Commissione d’inchiesta e lei a questo avvocato non chiede: primo, perché dai
il mio numero di telefono ?.
FRANCO GIORGI. È normale. La domanda sua è normale.
FRANCO GIORGI. Questo gliel’ho chiesto.
PRESIDENTE. Una cosa. Vacchiano lei
da quanto tempo non lo vede e non lo
sente ?
CARMEN MOTTA. Secondo: perché dovrei essere audito da questa Commissione ? Cosa c’entro io con questa Commissione ? È una questione di buon senso.
FRANCO GIORGI. È sottinteso: « Che
vogliono da me questi qua ? ». « Ti vogliono
sentire sulla storia di Ilaria Alpi ». Adesso
non mi ricordo nei particolari la telefonata. « Ma che vogliono da me ? », « Ti
vogliono sentire sulla storia di Ilaria Alpi ».
Basta, finita la telefonata.
CARMEN MOTTA. E lei ha detto « Va
bene, perché io so delle cose » ?
FRANCO GIORGI. Ma le sapeva Menicacci le cose mie. Sapeva che mi hanno
arrestato. Quando mi ha arrestato Vacchiano, nel 2002, io sono andato da Menicacci, ché lui lo sapeva che stavo dentro.
Io ho fatto 13 giorni al supercarcere.
Sapeva la storia mia. Sono andato là e gli
ho detto « Guarda che mi ha combinato
questo qui »: tutto là. Non è che Menicacci
mi ha messo in bocca quello che devo dire
a voi, onorevole, non esiste al mondo.
CARMEN MOTTA. Ma io non ho detto
questo. Lei non deve fare illazioni.
FRANCO GIORGI. Da come mi domanda le cose, è normale, no ? « Si è
messo d’accordo con Menicacci...
CARMEN MOTTA. Signor Giorgi,
guardi che le mie sono domande di buon
senso, perché ciascuno di noi ha un filo
logico.
PRESIDENTE. Con l’avvocato Menicacci si mettono d’accordo tutti.
FRANCO GIORGI. Meno io.
FRANCO GIORGI. L’ultima volta...
quando sono uscito dal carcere gli ho
telefonato.
PRESIDENTE. Quando è uscito dal
carcere ?
FRANCO GIORGI. Il 17 dicembre 2002.
PRESIDENTE. Da allora non lo ha mai
più visto né sentito ?
FRANCO GIORGI. No. L’ho chiamato
al telefono, mi ha invitato ad andare su.
PRESIDENTE. Mai più visto e sentito.
FRANCO GIORGI. Mai più. Ma per
insultarlo l’ho chiamato.
PRESIDENTE. Va bene. ha mai sentito
nominare Mirco Martini ?
FRANCO GIORGI. No, mai sentito.
PRESIDENTE. Lei ha detto a Tarditi:
« Ricordo che il campione di moneta da 20
dinari del Kuwait l’ho fatto vedere al Sisde
di Roma e mi hanno detto che non valeva
niente e che a loro non interessava tale
pista ». Conferma questa circostanza o
no ?
FRANCO GIORGI. No.
PRESIDENTE. Falso pure questo verbale. È falso ?
FRANCO GIORGI. Ma senta una cosa...
Atti Parlamentari
XIV LEGISLATURA
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COMM. DI INCHIESTA ALPI-HROVATIN
PRESIDENTE. C’è qualcuno che la minaccia ? Mi faccia capire !
FRANCO GIORGI. Chi mi deve minacciare, presidente ? Ma chi mi deve minacciare ? Io ho detto che ho portato il
campione al Sisde per farlo vedere ?
PRESIDENTE. Sı̀, certo. È vero, allora.
FRANCO GIORGI. Non me lo ricordo
questo fatto.
PRESIDENTE. Allora può essere vero,
non nega che possa essere vero.
FRANCO GIORGI. Al Sisde no di sicuro.
PRESIDENTE. E a chi l’ha fatto vedere,
al Sismi ?
FRANCO GIORGI. No, l’ho fatto vedere
a qualche altro servizio estero...
PRESIDENTE. Servizio estero. Quindi,
il Sisde di Roma non c’entra niente.
FRANCO GIORGI. No, no.
PRESIDENTE. Allora è falsa questa
dichiarazione contenuta a verbale ? Ha
confuso il Sisde di Roma con ...
FRANCO GIORGI. Ho confuso, esatto.
PRESIDENTE. Allora, lei mi deve dire
chi la tiene sotto minaccia oggi !
FRANCO GIORGI. E chi mi deve minacciare ? Non lo so, in carcere ci sono
stato, voglio dire... sparare non...
PRESIDENTE. No, scusi...
FRANCO GIORGI. Chi mi deve minacciare, presidente ? Non lo so !
PRESIDENTE. Mi stia a sentire. Io
voglio mettere fine ad alcune cose. Lei ci
ha fatto delle affermazioni assolutamente
incredibili, che tra l’altro, per quello che
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Camera dei Deputati
SEDUTA POMERIDIANA DEL
9 FEBBRAIO 2005
già le ho detto, la espongono anche ad un
procedimento penale per falsa testimonianza, perché noi, come Commissione
parlamentare di inchiesta, siamo obbligati
a trasmettere gli atti all’autorità giudiziaria, perché su queste cose, nelle quali lei
dice, in primo luogo, che i contenuti dei
verbali non sono corrispondenti alla verità
e, in secondo luogo, che sono stati falsamente formati dai pubblici ufficiali che vi
hanno proceduto...
FRANCO GIORGI. No, no, non falsamente.
PRESIDENTE. Come no ? Finora ha
detto che non ci sono... Abbiamo preso
frase per frase, attenzione. Va bene, poi si
difenderà nelle sedi opportune. Intanto le
dico che noi dovremo trasmettere gli atti
all’autorità giudiziaria perché proceda nei
suoi confronti per falsa testimonianza e
per calunnia, perché lei davanti a noi ha
detto che questi verbali sono stati formati
falsamente. Poi si difenderà.
Allora le chiedo: mettendo in fila tutte
queste cose, l’ultima delle quali è questa,
in virtù della quale noi possiamo dire che
non sarebbe vero, che sarebbe scritta una
cosa diversa da quella che lei ha dichiarato...
FRANCO GIORGI. Quale ?
PRESIDENTE. Che ha fatto vedere i 20
dinari del Kuwait al Sisde di Roma, ripeto,
al Sisde di Roma ! Lei dice che non è il
Sisde. Le ho chiesto: è il Sismi ?
FRANCO GIORGI. No.
PRESIDENTE. Non è il Sismi, è invece
un servizio segreto estero. Allora, poiché è
scritto « Sisde di Roma », questo l’ha dichiarato o non l’ha dichiarato ?
FRANCO GIORGI. Mi sono confuso. Io
non l’ho dichiarato...
PRESIDENTE. Allora si è confuso... No,
lei ha detto « mi sono confuso, non l’ho
dichiarato », ma io le sto chiedendo se lei
Atti Parlamentari
XIV LEGISLATURA
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COMM. DI INCHIESTA ALPI-HROVATIN
ha dichiarato o non ha dichiarato che ha
fatto vedere i 20 dinari al Sisde di Roma.
FRANCO GIORGI. No, io al Sisde di
Roma non glieli ho fatti vedere i 20 dinari.
PRESIDENTE. Le ho fatto un’altra domanda ! Lei ha dichiarato o non ha dichiarato di aver fatto vedere i 20 dinari al
Sisde di Roma ?
FRANCO GIORGI. No.
PRESIDENTE. Non lo ha dichiarato,
perfetto.
FRANCO GIORGI. No, no, ho dichiarato... (Interruzione dell’avvocato Guido De
Maio).
PRESIDENTE. Avvocato, per cortesia !
Per cortesia ! (Interruzione dell’avvocato
Guido De Maio). No, avvocato, lei non può
intervenire, lei cerca di intervenire sempre
al momento opportuno e fa bene il suo
lavoro, ma non è questa la sede ! (Interruzione dell’avvocato Guido De Maio). Le
ho già tolto la parola !
« Ricordo che il campione di moneta da
20 dinari del Kuwait l’ho fatto vedere
anche al Sisde di Roma »: lei ha dichiarato
o non ha dichiarato di aver fatto vedere i
20 dinari al Sisde di Roma ?
FRANCO GIORGI. Non ricordo se l’ho
dichiarato o non l’ho dichiarato.
PRESIDENTE. Allora, non ricorda.
Quest’affermazione contenuta in questo
testo... dopo l’interlocuzione del suo avvocato lei dice che non la ricorda.
FRANCO GIORGI. Non me lo ricordo.
PRESIDENTE. Perfetto. Allora, come
stanno le cose in realtà ?
FRANCO GIORGI. Niente, ho fatto
controllare questi dinari all’ambasciata...
no, non all’ambasciata, ad Al Kuna, un
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Camera dei Deputati
SEDUTA POMERIDIANA DEL
9 FEBBRAIO 2005
giornale del Kuwait, e mi hanno detto che
erano falsi... Non che erano falsi, che
erano fuori corso.
PRESIDENTE. Quindi, non ricordando
come siano andate le cose, la circostanza
contenuta in questa frase di cui al verbale
redatto dal sostituto Tarditi non è corrispondente al vero.
FRANCO GIORGI. No, è rispondente al
vero, come no ?
PRESIDENTE. Ma scusi, lei ha detto
adesso che non li ha fatti vedere al Sisde
di Roma, che li ha fatti vedere a qualcun
altro. Quindi, lo scritto che li ha fatti
vedere al Sisde di Roma non corrisponde
a verità.
FRANCO GIORGI. No, il Sisde non li
ha visti.
PRESIDENTE. Bene, è questo che volevo sapere.
La Commissione, quando mette in fila
tutti questi passaggi, tutte queste cose che
lei, o con dei « non ricordo » o con un’accusa esplicita, comunque nega che corrispondano a verità, ha il dubbio, tanto più
che lei ha telefonato all’avvocato Menicacci, che ci possa essere una situazione di
difficoltà nella quale lei si trova in questo
momento che le impedisce di dire quello
che in effetti vorrebbe dire alla Commissione stessa. È sbagliata questa ipotesi ?
FRANCO GIORGI. Sı̀.
PRESIDENTE. È totalmente sbagliata.
Quindi, si assume la responsabilità di
quello che dice. Va bene.
FRANCO GIORGI. A
strada mi hanno aperto...
me
nessuna
PRESIDENTE. Senta, questo Bruno si
qualificò anche lui come uomo dei servizi,
secondo le dichiarazioni che lei ha fatto al
maresciallo Vacchiano, il 15 agosto 1996,
di ritorno dal secondo viaggio in Somalia.
Si qualificò come uomo dei servizi che
Atti Parlamentari
XIV LEGISLATURA
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COMM. DI INCHIESTA ALPI-HROVATIN
avrebbe avuto il suo cellulare da un collaboratore della DEA americana, e lei fa il
nome di un certo Luciano Angeli.
FRANCO GIORGI. Non ricordo questo
particolare.
PRESIDENTE. Pure questo non lo ricorda ? Ma non è che Vacchiano le diceva,
le preparava il verbale e lei lo firmava ?
FRANCO GIORGI. Vacchiano preparava il verbale... Vacchiano li preparava i
verbali, io...
PRESIDENTE. Le ho domandato se per
caso Vacchiano le preparava i verbali e
glieli faceva firmare come le faceva portare i verbali già pronti a quel signore
slavo che abbiamo detto prima.
FRANCO GIORGI. Esatto.
PRESIDENTE. Faceva esattamente la
stessa cosa ?
—
Camera dei Deputati
SEDUTA POMERIDIANA DEL
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FRANCO GIORGI. No.
ELETTRA DEIANA. Un’ultima precisazione. Circa i suoi rapporti con Vacchiano,
lei ad un certo punto ha detto che poi non
si è più interessato di Vacchiano. Siccome
avevate fatto questo patto, perché poi non
si è più interessato ?
FRANCO GIORGI. Io non ho fatto
nessun patto, onorevole, con Vacchiano.
Vacchiano mi ha utilizzato. Quando ha
visto che non poteva prendere niente da
me mi ha scaricato.
ELETTRA DEIANA. Prima lei, invece,
ci ha detto un’altra cosa. A me è sembrato
di capire che lei abbia detto che lei ha
lasciato perdere...
FRANCO GIORGI. Io non ho più telefonato e lui non mi ha mai più cercato.
ELETTRA DEIANA. Come mai lei non
ha più cercato Vacchiano ?
FRANCO GIORGI. No, non su tutto.
PRESIDENTE. Sı̀, ma accadeva anche
con lei che lei si trovava...
FRANCO GIORGI. No, lui scriveva e io
firmavo.
PRESIDENTE. Va bene, perfetto.
FRANCO GIORGI. A parte che io sono
andato via dall’Italia per due-tre anni...
ELETTRA DEIANA. Sı̀, ma quando ?
Dopo i suoi viaggi ?
FRANCO GIORGI. Sı̀. Nel 1997 sono
andato via per due anni.
FRANCO GIORGI. Non è che io mi
mettevo a leggere i verbali. Non ho mai
letto un verbale di Vacchiano.
ELETTRA DEIANA. E quindi non ha
più temuto che Vacchiano la facesse arrestare ?
PRESIDENTE. Adesso lei mi trova più
consenziente, perché è molto più chiara la
questione.
FRANCO GIORGI. Sı̀, ho avuto sempre
questa paura, infatti mi ha fatto arrestare.
CARMEN MOTTA. Sempre a proposito
dell’avvocato Menicacci, le vorrei chiedere
se le risulta che egli, oltre ad essere
l’avvocato del signor Marocchino, condivide anche affari con il signor Marocchino
stesso. Quindi, non è soltanto il suo avvocato, ma ha anche attività con lui. Le
risulta ?
ELETTRA DEIANA. E allora perché
non ha mantenuto i rapporti ?
FRANCO GIORGI. No, lui si è inventato
il mandato di cattura nei confronti miei
per salvare il giudice Ormanni.
PRESIDENTE. Questo è vero.
Atti Parlamentari
XIV LEGISLATURA
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COMM. DI INCHIESTA ALPI-HROVATIN
FRANCO GIORGI. Pensi un po’... ma io
avevo già capito tutto di Vacchiano, che mi
utilizzava. Adesso io non sto a raccontare
la storia di Vacchiano, perché penso che
questa non sia la sede giusta, però quello
che ha fatto Vacchiano a me non sta
scritto in nessun libro. È lui che mi ha
dipinto come un trafficante di armi...
PRESIDENTE. Va bene.
FRANCO GIORGI. ...legato alla DEA, al
Sismi...
PRESIDENTE. Va bene, smetta di parlare, abbiamo concluso l’esame testimoniale. Voglio dirle soltanto – lo dico davanti al suo avvocato, al quale chiedo
personalmente scusa per le necessità di
regolamentazione di un esame cosı̀ importante e delicato, che ha portato a risultati
che, per noi che conosciamo tutto il resto
dei lavori che abbiamo svolto, acquisiscono particolare importanza e danno la
conferma di una cosa molto grave che si
agita dietro i nostri lavori – che purtroppo
siamo costretti a trasmettere gli atti all’autorità giudiziaria. Il documento costituito dalle sue dichiarazioni rese oggi sarà
trasmesso alla procura di Roma perché si
facciano tutti gli approfondimenti possibili. Se lei, in questa sede, per ragioni che
forse noi erroneamente intuiamo, non ha
avuto la libertà di potersi esprimere, mi
auguro che lo possa fare dinanzi alla
procura di Roma.
—
Camera dei Deputati
SEDUTA POMERIDIANA DEL
9 FEBBRAIO 2005
Commissione in segreto, possiamo segretare gli atti fin da questo momento.
FRANCO GIORGI. Ci sono giornalisti
qui ?
PRESIDENTE. No, in sala stampa.
FRANCO GIORGI. Farò sapere, non lo
so se... adesso riguardo un po’ le carte, se
ho qualcosa da dire...
PRESIDENTE. Adesso non è il momento di farlo ?
FRANCO GIORGI. No, perché non ho
le carte con me. Adesso mi vado a rileggere le carte.
PRESIDENTE. No, lasciamo perdere le
carte, altrimenti fa come con il libro, con
l’almanacco di Avvenimenti ! Grazie, grazie
anche a lei, avvocato, le chiediamo ancora
scusa.
Dichiaro concluso l’esame testimoniale.
La seduta termina alle 23,40.
LETTERA DELL’AVVOCATO GUIDO DE
MAIO CONTENENTE RICHIESTE DI
RETTIFICA AL TESTO DELLA DEPOSIZIONE RESA DA FRANCO GIORGI
NELLA SEDUTA DEL 9 FEBBRAIO 2005
Onorevole Presidente,
FRANCO GIORGI. Okay.
CARMEN MOTTA. Presidente, scusi. Se
il signor Giorgi volesse fare qualche dichiarazione in seduta segreta, possiamo
segretare.
PRESIDENTE. Naturalmente. Raccolgo
il suggerimento dell’onorevole Motta e le
dico che, ovviamente, siccome sino a questo momento la seduta è stata pubblica,
con la stampa che assiste, se lei ritiene di
poter fare dichiarazioni di interesse della
facendo seguito alle richieste di delucidazioni a me avanzate (evidentemente
nella mia qualità di difensore di fiducia
autorizzato ad assistere Giorgi nel corso
della deposizione resa innanzi l’On.le Commissione da Ella Presieduta) circa la nota
(di accompagnamento alla bozza del resoconto stenografico della deposizione resa in
data 9 febbraio 2005, debitamente firmata
in ogni sua pagina) inviata dal mio assistito
Franco Giorgi in data 25 luglio / 8 agosto
2005 a riscontro della lettera da Ella inviata
in data 21 giugno 2005 (prot. 2954/Alpi),
Atti Parlamentari
XIV LEGISLATURA
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52
Camera dei Deputati
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COMM. DI INCHIESTA ALPI-HROVATIN
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SEDUTA POMERIDIANA DEL
9 FEBBRAIO 2005
ribadisco, su diretta indicazione del
Giorgi, che lo stesso, nel contestare il
contenuto stenotipico delle pagine 4, 18,
38, 42, 47 e 48, ha inteso manifestare che
il medesimo contenuto, non errato ovviamente in relazione alla fedele riproduzione per iscritto di quanto verbalmente
dichiarato, non corrisponde a quanto effettivamente era intenzione del medesimo
Giorgi esplicitare; e tanto, in considerazione dell’assunto comprensibile stato
emotivo in cui lo stesso versava, tale, in
alcune occasioni, da non fargli nemmeno
comprendere le domande postegli.
15 co. 3 del Regolamento Interno, venga
fatta menzione, in calce allo stampato
definitivo del resoconto stenografico, di
tale rettifica, informandone la Commissione.
In considerazione di quanto appena
sopra evidenziato, prego l’On.le S.V. volersi attivare affinché, ai sensi dell’articolo
Licenziato per la stampa
il 2 dicembre 2005.
€ 1,00
Stampato su carta riciclata ecologica
Napoli, 17 novembre 2005.
Con ossequi
Avv. Guido De Maio
IL CONSIGLIERE CAPO DEL SERVIZIO RESOCONTI
ESTENSORE DEL PROCESSO VERBALE
DOTT. FABRIZIO FABRIZI
STABILIMENTI TIPOGRAFICI CARLO COLOMBO
*14STC0019090*
*14STC0019090*
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ELETTRA DEIANA. Lei parla d`altro, scusi. Le ho