NOTIZIARIO FEBBRAIO MARZO 2016 Comunità Pastorale “Beata Maria Vergine Addolorata” Parrocchia “S. Alessandro Martire” Robbiate Carissimi parrocchiani, abbiamo appena finito il periodo natalizio, con le sue commoventi e gioiose celebrazioni, e già ci troviamo davanti al periodo quaresimale, che quest’anno inizia prestissimo: il 14 febbraio sarà la prima domenica di Quaresima, e Pasqua il 27 di marzo. Vi domanderete perché la data della Pasqua varia di anno in anno. Il motivo è che per tradizione la Pasqua viene collocata nella domenica immediatamente successiva al plenilunio di primavera. La fase lunare dura 28 giorni mentre il mese dura 30 o 31 giorni, e questo provoca la variazione della data: quest’anno il plenilunio di primavera sarà il 23 marzo, cioè subito dopo l’inizio della primavera (21 marzo); ci sono anni in cui il plenilunio di primavera è 4 settimane dopo l’inizio della primavera, e quindi Pasqua cade a metà aprile. Tutto questo può portare un po’ di disagio; io spero che la Chiesa realizzi quel progetto, di cui recentemente ho sentito parlare, di collocare la Pasqua in una data fissa, e soprattutto facendola coincidere con quella dei cristiani ortodossi! Ma al di là delle date, ciò che conta è il cuore. Con quale spirito affrontiamo la Quaresima del 2016? Ce lo dice papa Francesco nella MISERICORDIAE VULTUS, la bolla di indizione dell’anno del Giubileo della Misericordia: La Quaresima di questo anno giubilare sia vissuta più intensamente come momento forte per celebrare e sperimentare la misericordia di Dio. Quante pagine della Sacra Scrittura possono essere meditate nelle settimane della Quaresima per riscoprire il volto misericordioso del Padre! L’iniziativa 24 ore per il Signore, da celebrarsi nel venerdì e sabato che precedono la IV domenica di Quaresima , è da incrementare nelle Diocesi. Poniamo di nuovo al centro con convinzione il sacramento della Riconciliazione, perché permette di toccare con mano la grandezza della misericordia. Sarà per ogni penitente fonte di vera pace interiore. Da queste indicazioni autorevolissime (vengono dal papa stesso!), la nostra Comunità Pastorale ha tratto le modalità per vivere quest’anno la Quaresima. 1. 2. 3. La predicazione domenicale sarà dedicata a spiegare le 7 opere di misericordia spirituale, una ogni domenica in collegamento con il Vangelo, e la settima (perché sono 6 le domeniche di Quaresima) nel Triduo Pasquale. Siccome al venerdì nel rito ambrosiano non si celebra la S. Messa, faremo la Via Crucis alle 9 e alle 17 (per i ragazzi). Invece alle 21, in Chiesa, come già gli anni scorsi, proponiamo la lectio divina sulle 4 parabole della misericordia del Vangelo di Luca: il Fariseo e il Pubblicano, il Padre Misericordioso, il Buon Samaritano, il Ricco e il povero Lazzaro. Fare la lectio divina ci impegna personalmente più che la Via Crucis, e magari par tecipa meno gente. Ma nutre l’anima molto di più: “Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. La lectio divina dà alla nostra anima il cibo più nutriente che ci sia: la Parola di Dio. Facciamo uno sforzo e partecipiamo. Il sacerdote leggerà la parabola e darà le spiegazioni necessarie a comprenderla e a calarla nella nostra vita. Poi ci sarà un tempo di silenzio per la meditazione personale, e infine un tempo di condivisione, a gruppetti, delle proprie riflessioni (chi se la sente). A questo percorso della lectio ci saranno due eccezioni. Nel terzo venerdì, il 4 marzo, alle 20.30, parteciperemo alla Via Crucis decanale, con tutte le altre parrocchie del Decanato di Merate, all’Ospedale S. Leopoldo Mandic. Vogliamo dare evidenza, in questo modo, all’opera di misericordia corporale: visitare i malati. 1 4. 5. Al Venerdì Santo, 25 marzo ore 21, faremo una solenne Via Crucis, a Paderno, tutte e quattro le parrocchie della Comunità Pastorale. L’Adorazione Eucaristica, che il papa raccomanda. Egli vi allude quando propone le “24 ore per il Signore”. Fare 24 ore ci è sembrato troppo impegnativo, anche per problemi di vigilanza sulla Chiesa aperta tutta una notte con l’esposizione eucaristica. Faremo allora 12 ORE PER IL SIGNORE: sabato 5 marzo dalle 8.30 (recita delle Lodi ed Esposizione Eucaristica) fino alle 18.30 quando inizia la S. Messa prefestiva. Saranno proposti turni di adorazione di mezzora, così che a fare compagnia al Signore ci sia sempre qualcuno. Per i giovani della Comunità Pastorale ci sarà anche un’adorazione eucaristica serale in un’unica Chiesa, la nostra, dalle 20. 30 alle 23.30; ma sono invitati evidentemente anche gli adulti. Durante tutte queste ore di esposizione eucaristica sarà presente il sacerdote, a disposizione di chi desiderasse accostarsi alla confessione, che il papa raccomanda di mettere al centro del cammino quaresimale. Ridiamo vigore anche all’Esposizione Eucaristica di ogni lunedì di Quaresima, dalle 17 alle 18 in Chiesina della Ma donna del Pianto, prima della Messa; anche lì sarà presente il sacerdote, disponibile per la confessione. Altre possibilità di confessione sono ogni giorno feriale e festivo: il sacerdote è in Chiesa a partire da mezzora prima di ogni Messa (ed è quasi sempre disoccupato!). E poi ci sono gli orari delle Confessioni Pasquali: li vedete nelle pagine successive. Come vedete ci sono le possibilità per fare una bella Quaresima, che metta a nuovo il nostro cuore e la nostra vita cristiana. Visto che questo è il primo notiziario del 2016, vi informo sui numeri dell’anno scorso, il 2015. Abbiamo celebrato 41 battesimi (59 nel 2014); 6 matrimoni (5 nel 2014); 49 funerali (36 nel 2014). Quanto alle buste delle offerte natalizie ci sono arrivati 36.600,00 Euro (nel 2014 38.930,00 Euro). Vi saluto cordialmente e vi auguro Buona Quaresima "Misericordia io voglio e non sacrifici" (Mt 9,13). Le opere di misericordia nel cammino giubilare 1. Maria, icona di una Chiesa che evangelizza perché evangelizzata Nella Bolla d’indizione del Giubileo ho rivolto l’invito affinché «la Quaresima di quest’anno giubilare sia vissuta più intensamente come momento forte per celebrare e sperimentare la misericordia di Dio» (Misericordiae Vultus, 17). Con il richiamo all’ascolto della Parola di Dio ed all’iniziativa «24 ore per il Signore» ho voluto sottolineare il primato dell’ascolto orante della Parola, in specie quella profetica. La misericordia di Dio è infatti un annuncio al mondo: ma di tale annuncio ogni cristiano è chiamato a fare esperienza in prima persona. E’ per questo che nel tempo della Quaresima invierò i Missionari della Misericordia perché siano per tutti un segno concreto della vicinanza e del perdono di Dio. Per aver accolto la Buona Notizia a lei rivolta dall’arcangelo Gabriele, Maria, nel Magnificat, canta profeticamente la misericordia con cui Dio l’ha prescelta. La Vergine di Nazaret, promessa sposa di Giuseppe, diventa così l’icona perfetta della Chiesa che evangelizza perché è stata ed è continuamente evangelizzata per opera dello Spirito Santo, che ha fecondato il suo grembo verginale. Nella tradizione profetica, la misericordia ha infatti strettamente a che fare, già a livello etimologico, proprio con le viscere materne (rahamim) e anche con una bontà generosa, fedele e compassionevole (hesed), che si esercita all’interno delle relazioni coniugali e parentali. 2. L’alleanza di Dio con gli uomini: una storia di misericordia Il mistero della misericordia divina si svela nel corso della storia dell’alleanza tra Dio e il suo popolo Israele. Dio, infatti, si mostra sempre ricco di misericordia, pronto in ogni circostanza a riversare sul suo popolo una tenerezza e una compassione viscerali, soprattutto nei momenti più drammatici quando l’infedeltà spezza il legame del Patto e l’alleanza richiede di essere ratificata in modo più stabile nella giustizia e nella verità. Siamo qui di fronte ad un vero e proprio dramma d’amore, nel quale Dio gioca il ruolo di padre e di 2 marito tradito, mentre Israele gioca quello di figlio/ figlia e di sposa infedeli. Sono proprio le immagini familiari – come nel caso di Osea (cfr Os 1-2) – ad esprimere fino a che punto Dio voglia legarsi al suo popolo. Questo dramma d’amore raggiunge il suo vertice nel Figlio fatto uomo. In Lui Dio riversa la sua misericordia senza limiti fino al punto da farne la «Misericordia incarnata» (Misericordiae Vultus, 8). In quanto uomo, Gesù di Nazaret è infatti figlio di Israele a tutti gli effetti. E lo è al punto da incarnare quel perfetto ascolto di Dio richiesto ad ogni ebreo dallo Shemà, ancora oggi cuore dell’alleanza di Dio con Israele: «Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze» (Dt 6,4-5). Il Figlio di Dio è lo Sposo che fa di tutto per guadagnare l’amore della sua Sposa, alla quale lo lega il suo amore incondizionato che diventa visibile nelle nozze eterne con lei. gliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina» (ibid., 15). Nel povero, infatti, la carne di Cristo «diventa di nuovo visibile come corpo martoriato, piagato, flagellato, denutrito, in fuga... per essere da noi riconosciuto, toccato e assistito con cura» (ibid.). Inaudito e scandaloso mistero del prolungarsi nella storia della sofferenza dell’Agnello Innocente, roveto ardente di amore gratuito davanti al quale ci si può come Mosè solo togliere i sandali (cfr Es 3,5); ancor più quando il povero è il fratello o la sorella in Cristo che soffrono a causa della loro fede. Davanti a questo amore forte come la morte (cfr Ct 8,6), il povero più misero si rivela essere colui che non accetta di riconoscersi tale. Crede di essere ricco, ma è in realtà il più povero tra i poveri. Egli è tale perché schiavo del peccato, che lo spinge ad utilizzare ricchezza e potere non per servire Dio e gli altri, ma per soffocare in sé la profonda consapevolezza di essere anch’egli null’altro che un povero mendicante. E tanto maggiore è il potere e la ricchezza a sua disposizione, tanto maggiore può diventare quest’accecamento menzognero. Esso arriva al punto da neppure voler vedere il povero Lazzaro che mendica alla porta della sua casa (cfr Lc 16,20-21), il quale è figura del Cristo che nei poveri mendica la nostra conversione. Lazzaro è la possibilità di conversione che Dio ci offre e che forse non vediamo. E quest’accecamento si accompagna ad un superbo delirio di onnipotenza, in cui risuona sinistramente quel demoniaco «sarete come Dio» (Gen 3,5) che è la radice di ogni peccato. Tale delirio può assumere anche forme sociali e politiche, come hanno mostrato i totalitarismi del XX secolo, e come mostrano oggi le ideologie del pensiero unico e della tecnoscienza, che pretendono di rendere Dio irrilevante e di ridurre l’uomo a massa da strumentalizzare. E possono attualmente mostrarlo anche le strutture di peccato collegate ad un modello di falso sviluppo fondato sull’idolatria del denaro, che rende indifferenti al destino dei poveri le persone e le società più ricche, che chiudono loro le porte, rifiutandosi persino di vederli. Questo è il cuore pulsante del kerygma apostolico, nel quale la misericordia divina ha un posto centrale e fondamentale. Esso è «la bellezza dell’amore salvifico di Dio manifestato in Gesù Cristo morto e risorto» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 36), quel primo annuncio che «si deve sempre tornare ad ascoltare in modi diversi e che si deve sempre tornare ad annunciare durante la catechesi» (ibid., 164). La Misericordia allora «esprime il comportamento di Dio verso il peccatore, offrendogli un’ulteriore possibilità per ravvedersi, convertirsi e credere» (Misericordiae Vultus, 21), ristabilendo proprio così la relazione con Lui. E in Gesù crocifisso Dio arriva fino a voler raggiungere il peccatore nella sua più estrema lontananza, proprio là dove egli si è perduto ed allontanato da Lui. E questo lo fa nella speranza di poter così finalmente intenerire il cuore indurito della sua Sposa. 3. Le opere di misericordia La misericordia di Dio trasforma il cuore dell’uomo e gli fa sperimentare un amore fedele e così lo rende a sua volta capace di misericordia. È un miracolo sempre nuovo che la misericordia divina si possa irradiare nella vita di ciascuno di noi, motivandoci all’amore del prossimo e animando quelle che la tradizione della Chiesa chiama le opere di misericordia corporale e spirituale. Esse ci ricordano che la nostra fede si traduce in atti concreti e quotidiani, destinati ad aiutare il nostro prossimo nel corpo e nello spirito e sui quali saremo giudicati: nutrirlo, visitarlo, confortarlo, educarlo. Perciò ho auspicato «che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporali e spirituali. Sarà un modo per risve- Per tutti, la Quaresima di questo Anno Giubilare è dunque un tempo favorevole per poter finalmente uscire dalla propria alienazione esistenziale grazie all’ascolto della Parola e alle opere di misericordia. Se mediante quelle corporali tocchiamo la carne del Cristo nei fratelli e sorelle bisognosi di essere nutriti, vestiti, alloggiati, visitati, quelle spirituali – consigliare, insegnare, perdonare, ammonire, pregare – toccano più direttamente il nostro essere peccatori. 3 te. Sulla base di questa iconografia c’è una ricca innologia, soprattutto della Chiesa siriaca, in cui, al di là della bellissima descrizione del duello tra Cristo e la morte, viene molto spesso rappresentato Cristo che recupera dalla tomba Adamo ed Eva. E’ il Buon Pastore che è andato a cercare la pecora smarrita e, una volta trovata, se la carica sulle spalle come fa ogni buon pastore. Il nuovo Adamo ha finalmente recuperato il vecchio Adamo e il vecchio Adamo finalmente vede il suo prototipo, a immagine del quale fu creato. Non esiste immagine più potente della misericordia di Dio che quella del Padre che manda il Figlio a subire la morte per amore degli uomini, potendo così entrare nella tomba dove si è nascosto Adamo dopo il peccato. Cristo gli ridà la vita senza chiedergli nulla in cambio. Significativo è il fatto che Cristo, come Figlio di Dio, assume l’umanità perché l’uomo possa ricevere la vita divina e vedere le cose con gli occhi di Dio; perciò gli sguardi si partecipano e si uniscono. L’amore ci fa guardare verso lo stesso orizzonte, il Padre misericordioso. Tratto da un opuscolo del Messaggero di S. Antonio Giovanni Magni Le opere corporali e quelle spirituali non vanno perciò mai separate. È infatti proprio toccando nel misero la carne di Gesù crocifisso che il peccatore può ricevere in dono la consapevolezza di essere egli stesso un povero mendicante. Attraverso questa strada anche i “superbi”, i “potenti” e i “ricchi” di cui parla il Magnificat hanno la possibilità di accorgersi di essere immeritatamente amati dal Crocifisso, morto e risorto anche per loro. Solo in questo amore c’è la risposta a quella sete di felicità e di amore infiniti che l’uomo si illude di poter colmare mediante gli idoli del sapere, del potere e del possedere. Ma resta sempre il pericolo che, a causa di una sempre più ermetica chiusura a Cristo, che nel povero continua a bussare alla porta del loro cuore, i superbi, i ricchi ed i potenti finiscano per condannarsi da sé a sprofondare in quell’eterno abisso di solitudine che è l’inferno. Ecco perciò nuovamente risuonare per loro, come per tutti noi, le accorate parole di Abramo: «Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro» (Lc 16,29). Quest’ascolto operoso ci preparerà nel modo migliore a festeggiare la definitiva vittoria sul peccato e sulla morte dello Sposo ormai risorto, che desidera purificare la sua promessa Sposa, nell’attesa della sua venuta. Non perdiamo questo tempo di Quaresima favorevole alla conversione! Lo chiediamo per l’intercessione materna della Vergine Maria, che per prima, di fronte alla grandezza della misericordia divina a lei donata gratuitamente, ha riconosciuto la propria piccolezza (cfr Lc 1,48), riconoscendosi come l’umile serva del Signore (cfr Lc 1,38). Francesco ANNO SANTO DELLA MISERICORDIA PREGHIERA Signore Gesù Cristo, tu ci hai insegnato a essere misericordiosi come il Padre celeste, e ci hai detto che chi vede te vede Lui. Mostraci il tuo volto e saremo salvi. Il tuo sguardo pieno di amore liberò Zaccheo e Matteo dalla schiavitù del denaro; l'adultera e la Maddalena dal porre la felicità solo in una creatura; fece piangere Pietro dopo il tradimento, e assicurò il Paradiso al ladrone pentito. Fa' che ognuno di noi ascolti come rivolta a sé la parola che dicesti alla samaritana: Se tu conoscessi il dono di Dio! Tu sei il volto visibile del Padre invisibile, del Dio che manifesta la sua onnipotenza soprattutto con il perdono e la misericordia: fa' che la Chiesa sia nel mondo il volto visibile di Te, suo Signore, risorto e nella gloria. Hai voluto che i tuoi ministri fossero anch'essi rivestiti di debolezza per sentire giusta compassione per quelli che sono nell'ignoranza e nell'errore; fa' che chiunque si accosti a uno di loro si senta atteso, amato e perdonato da Dio. Manda il tuo Spirito e consacraci tutti con la sua unzione perché il Giubileo della Misericordia sia un anno di grazia del Signore e la sua Chiesa con rinnovato entusiasmo possa portare ai poveri il lieto messaggio, proclamare ai prigionieri e agli oppressi la libertà e ai ciechi restituire la vista. Lo chiediamo per intercessione di Maria Madre della Misericordia a te che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen MISERICORDIOSI COME IL PADRE Durante questo Giubileo della Misericordia vedremo spesso questa immagine: è l’icona che raffigura Gesù che porta sulle spalle Adamo. E’ un simbolo potente che, con il motto “Misericordiosi come il Padre” (Lc 6,36), ci accompagnerà in tutto quest’Anno Santo. E’ opera di padre Marko Ivan Rupnik, gesuita e artista, direttore del Centro Aletti di Roma. Il logo raffigura la discesa agli inferi di nostro Signore. Sin dai primi secoli dell’iconografia cristiana l’immagine del Cristo risorto era quella del suo sprofondare nella tomba, infrangendo la porta degli inferi per distruggere l’impero della mor4 dato Israele nella terra promessa, però esso viene rapportato al Sinai perché l’intera esistenza di Israele libero sia una risposta d’amore al Dio liberatore. Libri della BIBBIA Breve commento illustrativo GENESI LEVITICO Gli Ebrei intitolano il primo libro della Bibbia con “In principio”. Noi lo chiamiamo Genesi ed è la prima grande rivelazione di Dio, principio dell’essere nella creazione, inizio del dialogo tra Dio e l’uomo, cioè dell’ininterrotta catena di eventi e di parole che è la storia della salvezza. Si tratta di un “Principio” che si conclude nel “In principio era il Verbo …” del Vangelo di Giovanni. Il libro della Genesi consta di due tavole di uno stesso dittico. La prima copre i primi 11 capitoli ed ha per protagonista, in Adamo, l’uomo di tutti i tempi e di tutte le regioni della terra. Le tappe sono: la creazione, Adamo ed Eva, Caino, il diluvio, i figli di Noè, Babele. La seconda tavola comprende i capitoli dal 12 al 50 ed ha per soggetto Abramo (secolo XIX a. C.) e la sua discendenza. La scelta di quest’uomo da parte di Dio, e la sua risposta di fede, sono la radice da cui si sviluppa Israele. Delitto e castigo non sono per l’umanità un destino eterno, perché ad esso si contrappone la salvezza offerta da Dio, che chiede però l’adesione dell’uomo perché si realizzi. Il titolo indica che questo libro è in modo particolare il libro dei Leviti, cioè dei sacerdoti e degli addetti al culto. A parte la breve appendice finale del capitolo 27, il Levitico si articola in quattro grandi leggi: la legge dei sacrifici, con la sua vasta gamma di riti ed un ritratto del sacerdote nelle sue funzioni; la legge dei sacerdoti, che ne prepara la funzione sacrificale; la legge di purità, che è un grande affresco della purezza richiesta a chi vive all’interno di una comunità consacrata, come Israele; la legge di santità, che significa soprattutto separazione. Essa è prerogativa ed attributo principale di Dio ma deve essere acquisita e vissuta anche dal popolo eletto, che deve separarsi da ciò che è profano e impuro. Si affrontano tre particolari tipi di santità: quella sociale, quella cultuale e quella temporale. La pratica delle osservanze che il Levitico prescrive alla comunità e ai sacerdoti ha lo scopo di disporre Israele all’incontro con un Dio puro e santo. E’ però importante leggere questo libro tenendo costantemente presente la parola di Osea: “Io voglio l’amore e non i sacrifici, la conoscenza di Dio e non gli olocausti”. ESODO Il titolo del libro definisce il cuore dell’opera, che è un grande evento di liberazione dalla schiavitù e di speranza, dipinto come epopea cosmica e religiosa. L’esodo dall’Egitto avvenne probabilmente nel XIII secolo a. C. sotto i regni di Ramesse II (il faraone dell’oppressione) e Mernefta (il faraone della fuga). Questa vicenda storica è una tappa fondamentale per la vita della nazione ebraica; Israele deve la sua stessa esistenza, e coscienza di popolo unito e libero, all’intervento del Dio dei padri. Dopo la liberazione e la marcia nel deserto, al Sinai avviene l’altro grande evento: l’alleanza tra Dio e il suo popolo. Dopo la prima grande alleanza di Dio con l’uomo nella creazione, la riconferma di questa a Noè dopo il diluvio (significata dal simbolo dell’arcobaleno), il patto con Abramo (col simbolo della circoncisione), ecco quest’altro patto con il popolo di Israele (segnato dalla “Legge”). Questa grande alleanza, con tutto il popolo, al Sinai, è riassunta nella formula: “Io sono il vostro Dio e voi siete il mio popolo”. Al dono della libertà, offerto e tutelato da Dio, si associa l’impegno e la risposta di Israele con l’osservanza del decalogo e dei comandi espressi da Dio al Sinai. Si tratta in sostanza dello schema giuridico che si era NUMERI Per il fatto del censimento delle tribù accampate ai piedi del Sinai, che occupa i primi quattro capitoli, il libro prende il nome di “Numeri”. L’opera è però un insieme di leggi e narrazioni, anche teologicamente intense e vivaci. Il Sinai è lo sfondo costante dei primi dieci capitoli, e fa da spartiacque tra i due grandi versanti dell’itinerario nel deserto verso la terra della libertà: dalla schiavitù d’Egitto all’intimità con Dio al Sinai; dal Sinai al tanto atteso orizzonte della terra promessa. I primi dieci capitoli rappresentano perciò la vigilia della partenza per la seconda tappa lungo le piste che dal Sinai portano al Giordano. Dopo la celebrazione della grande Pasqua nel deserto, il libro disegna la marcia con scene legate alle località attraversate: il deserto di Paran, la ricognizione del territorio di Canaan, la via tra Kades e Moab, intercalate da eventi e norme legislative abilmente mescolate ai racconti. Nelle steppe di Moab, alle soglie della terra attesa e sperata, si ambienta l’ultimo grande quadro del libro. Qui si incontrano gli ultimi ostacoli, soprattutto interiori, prima dell’ingresso nella terra della libertà: la tentazione dei 5 città levitiche e di città rifugio. La terza parte (capitoli 22 – 24) serve da epilogo e narra la partenza delle tribù trans-giordaniche. Narra anche l’ultimo discorso di Giosuè e descrive la grande assemblea di Sichem, nella quale le tribù strinsero tra loro un patto religioso, rinnovando l’alleanza con il Dio dei padri. Il libro mostra la piena realizzazione delle promesse fatte da Dio ai Patriarchi circa il possesso della terra di Canaan; in sostanza è la necessaria conclusione del Pentateuco. La terra conquistata diventa segno della fedeltà di Dio verso il suo popolo, impegnato a corrispondere con altrettanta fedeltà. Giovanni Magni culti idolatrici Madianiti. Vi si trova anche l’antico e curioso episodio di Balaam, con la celebrazione dell’Israele benedetto da Dio, e alla fine si traccia un quadro legislativo della futura nazione ebraica che si stanzierà nella terra della promessa. DEUTERONOMIO Il titolo Deuteronomio vuol dire “Nuova legge” ma, più che un manuale giuridico, il Deuteronomio è una collezione di omelie centrate sull’amore per la legge divina, sulla passione per la scelta religiosa e sul ringraziamento per il dono della terra promessa, l’amata patria. E’ una legge predicata per spingere l’ascoltatore a rinnovare la sua adesione all’alleanza che lo lega al suo Dio. La struttura del libro ricalca il modello dei trattati di alleanza tra il re e il suo vassallo, e l’avvio è segnato da un prologo storico che rievoca teologicamente i benefici offerti dal Signore ai suoi fedeli. Segue quindi il codice dei doveri del suddito per ottenere la costante protezione del Signore; infine le benedizioni e le maledizioni in caso di fedeltà o di infedeltà sigillano il patto. L’opera ha anche una appendice narrativa con la nomina di Giosuè a guida di Israele; un cantico di Mosè con la sua benedizione alle dodici tribù; la morte e la scomparsa di Mosè. La predicazione, posta idealmente sulle labbra di Mosè, interpella Israele in modo diretto e gli si rivolge ora col tu, ora col voi, proprio perché tutti e ciascuno si sentano coinvolti. Trascinato dall’entusiasmo e dalla passione l’autore crea uno stile ricco ed originale, realizzando un’opera piena di vita e di forza persuasiva: “Ascolta, Israele … Ricorda, Israele … Osserva, Israele ….”. NOSTRO FRATELLO GIUDA di don Primo Mazzolari - Giovedì Santo del 1958 …… Perdonatemi se questa sera che avrebbe dovuto essere di intimità, io vi ho portato delle considerazioni così dolorose, ma io voglio bene anche a Giuda, è mio fratello Giuda. Pregherò per lui anche questa sera, perché io non giudico, io non condanno; dovrei giudicare me, dovrei condannare me. Io non posso non pensare che anche per Giuda la misericordia di Dio, questo abbraccio di carità, quella parola amico, che gli ha detto il Signore mentre lui lo baciava per tradirlo, io non posso pensare che questa parola non abbia fatto strada nel suo povero cuore. E forse l’ultimo momento, ricordando quella parola e l’accettazione del bacio, anche Giuda avrà sentito che il Signore gli voleva ancora bene e lo riceveva tra i suoi di là. Forse il primo apostolo che è entrato insieme ai due ladroni. Un corteo che certamente pare che non faccia onore al figliolo di Dio, come qualcheduno lo concepisce, ma che è una grandezza della sua misericordia. E adesso, che prima di riprendere la Messa, ripeterò il gesto di Cristo nell’ ultima cena, lavando i nostri bambini che rappresentano gli Apostoli del Signore in mezzo a noi, baciando quei piedini innocenti, lasciate che io pensi per un momento al Giuda che ho dentro di me, al Giuda che forse anche voi avete dentro. E lasciate che io domandi a Gesù, a Gesù che è in agonia, a Gesù che ci accetta come siamo, lasciate che io gli domandi, come grazia pasquale, di chiamarmi amico. La Pasqua è questa parola detta ad un povero Giuda come me, detta a dei poveri Giuda come voi. Questa è la gioia: che Cristo ci ama, che Cristo ci perdona, che Cristo non vuole che noi ci disperiamo. Anche quando noi ci rivolteremo tutti i momenti contro di Lui, anche quando lo bestemmieremo, anche quando rifiuteremo il Sacerdote all’ultimo momento della nostra vita, ricordatevi che per Lui noi saremo sempre gli amici. GIOSUE’ Il libro porta il nome del protagonista delle vicende narrate, Giosuè, che significa: “Jahwè salva”. Egli fu collaboratore di Mosè e lo accompagnò al monte Sinai; fu designato suo successore ed investito dei suoi poteri e, dopo la morte di Mosè, si trovò alla testa di Israele in procinto di entrare nella terra promessa, intorno alla fine del XIII secolo a. C. Il libro si divide in tre parti. La prima (capitoli 1 – 12) narra l’entrata degli Israeliti in Canaan e le loro prime conquiste. La conquista della Palestina centrale è narrata in modo ricco ed originale con dettagli eroici e miracolosi, come la presa di Gerico e di Ai, e la battaglia di Gabaon. La conquista della Palestina meridionale e settentrionale è presentata in modo scarno e schematico. La seconda parte del libro (capitoli 13 – 21) contiene la ripartizione territoriale della terra promessa tra le dodici tribù di Israele, con la descrizione dei limiti geografici, ed una lista di 6 le, fatto che ha contribuito a creare le premesse del mondo che viviamo adesso, “Non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono”. Un mondo così è descritto anche da un sognatore antico: il profeta Isaia: “Nel deserto prenderà dimora il diritto e la giustizia regnerà nel giardino. Praticare la giustizia darà pace, onorare la giustizia darà tranquillità e sicurezza per sempre. Il mio popolo abiterà in una dimora di pace, in abitazioni tranquille, in luoghi sicuri”. ( Is 32, 16-18). E’ bello concludere con gli ultimi versetti del Salmo 84: “8 Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza.9 Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: egli annuncia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli, per chi ritorna a lui con fiducia.10 Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme, perché la sua gloria abiti la nostra terra. 11 Amore e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno.12 Verità germoglierà dalla terra e giustizia si affaccerà dal cielo.13 Certo, il Signore donerà il suo bene e la nostra terra darà il suo frutto;14 giustizia camminerà davanti a lui: i suoi passi tracceranno il cammino. Giovanni Magni IL SOGNO Come ho avuto modo di dire altre volte io di notte dormo sempre come un ghiro, una tirata unica a prescindere dalle ore in cui resto a letto, e starei volentieri a dormire chissà quanto ancora se non me lo impedissero le tante cose da fare, un po’ per le necessità della vita quotidiana, un po’ perché la mente mi si inonda sempre di cose da leggere e da scrivere. La mattina presto, poco prima del risveglio, a volte mi si presentano dei sogni, come a Giuseppe, il figlio prediletto del patriarca Giacobbe, a Giacobbe stesso, e a Giuseppe sposo di Maria. Domenica 13 settembre 2015, terza dopo il martirio di Giovanni Battista, vigilia della festa della esaltazione della Santa Croce e antivigilia della memoria della beata Vergine Addolorata, mi si è affacciata forte e chiara alla mente e davanti agli occhi (ovviamente chiusi), l’immagine del mondo di domani, un domani molto vicino nel tempo, anche se io non so se avrò modo di vederlo … chissà? Adesso stiamo vivendo in un mondo che è come una casa in cui si stanno facendo le pulizie: è un mondo sottosopra, disordinato, sporco; in attesa però di essere riordinato, pulito, sistemato per bene e con ordine. Dopo le grandi pulizie la casa risplende, è bella, profumata, linda, ordinata, in pace. In una casa così abita volentieri Dio, mentre il diavolo se ne fugge. Il sogno mi proponeva le solite immagini di guerre, sparatorie, combattimenti, bombardamenti, distruzioni, demolizioni, uccisioni, violenze fisiche e verbali, disordine, sporcizia, macerie, gente disperata e in fuga dalle proprie case distrutte, bambini con gli occhi sgranati dalla paura, fanciulle che scappano con il terrore stampato in viso, … fame, miseria … tutte immagini che sciorinano quotidianamente i telegiornali come un film dell’orrore. Purtroppo questa è realtà quotidiana in tanti posti del mondo, e tutto succede nell’indifferenza della maggior parte di chi sta bene; spesso addirittura rincara la dose di dolore dei tanti disperati l’odio violento di chi teme di perdere la propria tranquillità, i propri privilegi, il proprio benessere. Di seguito il sogno, come per incanto, mi proponeva quelle di un mondo sereno, tranquillo, in pace. Al posto del frastuono delle mine, delle bombe, dei fucili, si sentiva il famigliare rumore delle posate nel piatto e le risate genuine di gente felice. Davanti agli occhi mi si presentava un mondo cosmopolita, si parlavano tante lingue diverse ma ci si intendeva benissimo; tutto era colorato: bianchi, neri, gialli, ocra, marrone … ogni viso aveva un colore diverso ma gli occhi esprimevano in tutti gioia, serenità, pace, concordia. Mi trovavo in una casa messa in ordine, pulita, disinfettata, profumata. E’ questo il mondo e la società che ci aspetta tra non molto tempo: un mondo ordinato e in pace; una società giusta, cosmopolita, ben guidata da politici preparati, competenti e onesti, che hanno a cuore solo il bene della gente che sono chiamati a servire. Un mondo in cui trionfa la giustizia e che spesso offre il perdono perché, come diceva san Giovanni Paolo II il 1° gennaio 2002, dopo l’attentato dell’11 settembre 2001 alle torri gemel- COSE DA MEDIOEVO Non pensavo di vedere cose da Medioevo, ma mi rendo sempre più conto che ne sto vedendo di peggio, e tra l’altro in un crescendo spaventoso. Sembra che il demonio si sia scatenato e voglia prendere possesso della terra e dell’umanità, volgendo tutto contro Dio e la sua volontà, come allora in cielo, prima della furibonda battaglia con le schiere angeliche di Michele, fedeli a Dio. Questo diavolo scatenato sta accendendo disordini, battaglie, guerre, un po’ dappertutto in questo nostro mondo così bello; con disastrose conseguenze: inquinamento del mare, avvelenamento della terra, sconvolgimento degli equilibri atmosferici e climatici, … , odio, ingiustizie, persecuzioni, torture, intolleranze, teste mozzate da mostrare come macabri trofei, … e l’elenco potrebbe continuare. Ditemi voi se questo non è un inferno. L’obbiettivo del demonio (che esiste, e come!) è quello di trasformare il creato in una desolazione, il paradiso voluto dal Creatore in un inferno senza Dio; la “tranquillità nell’ordine”, fonte di pace, in un colossale disordine; la giustizia che viene da Dio in una vergognosa ingiustizia, che sta davanti agli occhi di tutti, e che non vede solo chi non vuol vedere, come i Farisei al tempo di Gesù. Non dobbiamo però perdere la speranza. Nell’Apocalisse è scritto che per un po’ di tempo il demonio deve essere slegato e lasciato libero di fare danno. Questa però è l’ultima mossa del male perché il “Principe delle tenebre”, il “Padre della menzogna”, è già stato sconfitto, definitivamente e senza appello, dalla croce di Gesù. Dopo questo ultimo colpo di coda, sarà gettato nello “stagno di fuoco”, insieme alla morte e agli inferi, insieme a tutti quelli che hanno sempre voluto, deliberata7 solo quello: rimanere, accaparrare, emarginare con ogni mezzo i concorrenti. Tutti dicono: “Se ci fossi io, allora sì … “, ognuno ha una ricetta diversa, ovviamente vincente; l’importante è essere là, andare là, occupare quei posti là, … mai aiutare a far bene le cose giuste da fare, almeno per un po’ di tempo, per il popolo che li ha votati. Per di più, questo povero popolo di votanti viene spesso preso in giro alla grande, perché manda in parlamento gente con una certa casacca che poi, con estrema disinvoltura, viene cambiata con un’altra molto diversa. Ma che tipo di rappresentanza è questa? In questo bel panorama il vero centro di potere l’ha occupato la finanza, tra l’altro senza regole, perché i politici se ne sono ben guardati in passato, e se ne guardano bene ancora oggi per gli interessi che dicevo, di porne. E cosa ci ritroviamo tra i piedi? Debiti colossali degli stati, distribuzione della ricchezza che grida vendetta al cielo, carta straccia fatta passare per titoli dalle diciture più fantasiose e folcloristiche, interessi per i risparmiatori pari a zero o sotto zero per invogliare l’acquisto di questa robaccia e per non far esplodere il debito degli stati, imbrogli delle banche per far fare investimenti in cose assurde, con modalità di accesso e rinuncia onerosissime, … ecc, potrei continuare, ma che senso avrebbe? Basterebbe poco per cambiare le cose, ma questo “poco” consiste nel mettersi tutti d’accordo, così come bisognerebbe fare con i problemi del clima, compromesso da questo modello di sviluppo. Ci si potrebbe mettere d’accordo però solo se si mettesse in chiaro una cosa: il danaro non è dio. Se serviamo invece il dio denaro è ovvio che le cose non possono cambiare. Questo è l’anno della misericordia; ci aiuti il vero Dio, lento all’ira e ricco di misericordia, a invertire la rotta, a cambiare testa, a cambiare vita. Giovanni Magni mente ed ostinatamente, perseverare in opere diaboliche, seguire satana, usare la propria libertà per offendere Dio, rifiutare la salvezza offerta dalla sua infinita misericordia. Solo il rifiuto ostinato, fino all’ultimo, di Dio e del suo amore, porta alla seconda morte, quella definitiva, l’inferno. L’Apocalisse è un libro pieno di cose belle, che trasudano fiducia e speranza. Il testo è stato scritto dall’apostolo Giovanni proprio per infondere coraggio, speranza, fiducia, ai cristiani perseguitati, emarginati, incarcerati, massacrati. La storia di allora è davvero una “storia infinita”, e sta continuando anche ai nostri giorni; quindi non dobbiamo meravigliarci di quanto sta succedendo. I giorni dell’odio e dell’imperversare del demonio sono comunque un numero imperfetto e limitato, dietro l’angolo si delinea il trionfo dell’Agnello, la vittoria del bene, la Gerusalemme celeste, il regno di Dio, l’incontro con il Signore. Giovanni Magni A PROPOSITO DI BANCHE E FINANZA Non è possibile “perdere” un po’ del nostro prezioso tempo per una riflessione ulteriore sulla finanza e sulle banche? Sì che è possibile, basta volerlo, e basta un minimo di amore per la verità. I notiziari ufficiali fanno di tutto per non dirci niente, i telegiornali poi trovano qualsiasi appiglio, ultimamente quello dell’aria poco pulita, come se lo fosse solo adesso, che definiscono irrespirabile, come se da un po’ di tempo fossimo tutti sotto una campana di vetro per sopravvivere; tutto questo serve per “condirci via”, come si suole dire, per riempire la mezzora e non dirci quasi mai quello che succede nel mondo, di brutto e soprattutto di bello, per raccontarci un sacco di frottole su cani, gatti, spese natalizie, acquisti post natalizi in saldo e non in saldo, il solito rosario di cifre “precise” di quanto si spenderà in ogni famiglia per giacche e giacchette, maglie e calze, cappotti e giacconi, pantaloni e camicie, biancheria e stendibiancheria …, e potrei continuare fino a domani mattina con l’elenco di cose inutili che si comprano dopo aver buttato quanto già c’è di troppo in discarica. Non c’è tregua né prima né dopo le Feste per il delirio consumistico, per chi può permetterselo. Da tempo infatti viene fagocitato, e addirittura finanziato dalla banche, l’acquisto del superfluo, per chi è in grado di spendere denaro o ricevere prestiti: automobili, cellulari, … ecc. Siccome l’aria è poco pulita occorrono auto nuove, caldaie nuove, stufe nuove. Tutto questo era stato ampiamente previsto molti anni fa da economisti di fama mondiale e devo dire, a decenni di distanza, che quanto da loro prefigurato si è avverato perfettamente, lo stiamo vivendo. I politici da parecchi anni guardano solo alle statistiche e ai sondaggi di opinione per cercare di restare al loro posto; non so se in quegli ambienti si stia davvero bene oppure no, però constato che l’obbiettivo è sempre e PER ANTONIA MAPELLI Qualche volta su questo giornalino, senza pretese ma molto utile, abbiamo ricordato delle persone che hanno lasciato questo mondo per entrare nella vita senza fine. Quasi sempre sono persone abbastanza note, e ovviamente conosciute bene da me che scrivo queste parole. Stavolta però, proprio anche per rimarcare il concetto che non si fanno preferenze di persone anche se questo non lo si può fare per tutti, desidero ricordare una donna poco nota alla maggior parte dei lettori e poco conosciuta anche da me. Si tratta di Antonia Mapelli, una persona semplice, umile, discreta, nascosta agli occhi della gente; una persona che ha vissuto gran parte della vita sola, segregata, molto distante dalla vita normale di chi è in buona salute, una vita tribolata per le malattie. Io ho avuto modo di conoscerla un pochino solo per il fatto che, nel breve periodo in cui è stata per un poco a Robbiate, le portavo la S. Comunione. Mi ha sempre stupito il modo con cui attendeva questo momento, e l’atteggiamento di devozione e di fede con 8 prio per salvare e la sua salvezza è già presente tra di noi”. Quando tuo padre o tua madre, tuo figlio o tua figlia, la tua sposa, il tuo amico più caro, ti saranno dinanzi sul letto di morte e tu li fisserai nell’angoscia mortale del distacco, di’ a te stesso e a loro: “Ci rivedremo nel Regno, coraggio”. Questo significa credere nella Resurrezione. Fratel Carlo Carretto cui riceveva dentro di sé il Signore. Il suo viso cambiava, il suo aspetto era quello di un angelo, e come mi ringraziava! Ringraziava me, vispo e arzillo, lei, veramente tanto malata e in serie difficoltà. In quel momento provavo un po’ di vergogna per la mia fede all’acqua di rose e soprattutto tanta simpatia per una persona così. Mi stupivo della sua forza d’animo, anche se mi dispiaceva tanto il vederla in quello stato; capivo di essere davanti ad una persona abitata da Dio. Riprendevo quindi il mio giro, sempre di corsa, sempre di fretta; non avevo ancora imparato la lezione, non avevo ancora capito che non conta quante cose si fanno, ma come le si fanno; non conta la quantità ma la qualità di quanto si dona; anche se di poco valore ha un impatto dirompente il dono che viene dal cuore; non avevo ancora compreso che il mondo lo salva la sofferenza di queste umilissime persone più che il darsi da fare di chi sta bene e si perde in un fiume di parole e di faccende, quasi sempre inutili. Da un po’ di tempo la signora Antonia era ricoverata presso la struttura per anziani e disabili di Brivio, paese della beata Maria Anna Sala, donna che ha molto amato e molto sofferto. Avrei voluto andarla a trovare, però non l’ho fatto mai; così come ho fatto con tante altre persone, che ho sempre ricordato ma non più visto. Me la porto nel cuore così nella sua stupenda semplicità, nel suo modo di fare affabile e sincero, nel suo soffrire dignitoso e pieno di fede; e me la immagino anche lei vicino alla beata Maria Anna Sala, con le tante persone, umili per il mondo, ma grandi presso Dio, che ho avuto la fortuna di conoscere. Comunità Pastorale “Beata Maria Vergine addolorata” Parrocchia S. Alessandro M. Robbiate QUARESIMA 2016 CALENDARIO DELLA SETTIMANA Domenica Ore 15,00 Vesperi in Chiesa parrocchiale Lunedì Ore 17,00 Madonna del Pianto: esposizione Eucaristica e Adorazione personale Ore 18,00 Santa Messa Venerdì Ore 9,00 Via Crucis in Chiesa Parrocchiale Ore 17,00 Via Crucis in Chiesa Parrocchiale Ore 20,45 Lectio divina in Chiesa Parrocchiale Giovanni Magni CALENDARIO DEL TEMPO QUARESIMALE I SETTIMANA Buona Pasqua Domenica 14 febbraio “Quando vedrai la tempesta schiantare la foresta, e i terremoti scuotere la terra, e il fuoco bruciare la tua casa, di’ a te stesso: credo che la foresta si rifarà, la terra tornerà nella sua immobilità e io ricostruirò la mia casa. Quando il peccato ti stringerà alla gola e ti sentirai soffocato e finito, di’ a te stesso: “Cristo è risorto dai morti e io risorgerò dal mio peccato”. Quando la vecchiaia o la malattia tenterà di amareggiare la tua esistenza, di’ a te stesso: “Cristo è risorto dai morti e ha fatto cieli nuovi e terra nuova”. Quando vedrai tuo figlio fuggire da casa in cerca di avventura e ti sentirai sconfitto nel tuo sogno di padre o di madre, di’ a te stesso: “Mio figlio non sfuggirà a Dio e tornerà perché Dio lo ama”. Quando vedrai spegnersi la carità attorno a te e vedrai gli uomini come impazziti nel loro peccato e ubriacati dai loro tradimenti, di’ a te stesso: “Toccheranno il fondo, ma torneranno indietro perché lontano da Dio non si può vivere”. Quando il mondo ti apparirà come sconfitta di Dio e sentirai la nausea del disordine, della violenza, del terrore, della guerra dominare sulle piazze e la terra ti sembrerà il caos, di’ a te stesso: “Gesù è morto e risorto pro- Ore 9,30 Ore 15.00 Ore 16.00 Santa Messa animata dai ragazzi della quarta elementare Vespero in Chiesa Prima Confessione Lunedì 15 febbraio Ore17. 00 Ore 18.00 Madonna del Pianto esposizione Eucaristica S. Messa Martedì 16 febbraio Ore16.45 Confessioni quinta elementare in oratorio Giovedì 18 febbraio Ore 16.45 Confessioni prima media in oratorio Venerdì 19 febbraio Ore 9.00 Via Crucis in Chiesa Ore 17.00 Ore 20,45 Via Crucis in Chiesa Lectio divina in Chiesa II SETTIMANA Domenica 21 febbraio Ore 9,30 Ore 15.00 9 Santa Messa animata dai ragazzi di quinta elementare Vespero in Chiesa Lunedì 20 febbraio SETTIMANA SANTA 2016 Ore 17. 00 Madonna del Pianto esposizione Eucaristica Ore 18.00 S. Messa Domenica 20 marzo – delle Palme Venerdì 26 febbraio Ore 9.00 Ore 17.00 Ore 20,45 Ore 9,30 Ore 11,00 Via Crucis in Chiesa Via Crucis in Chiesa Lectio divina in Chiesa Ore 15,00 III SETTIMANA Lunedì 21 marzo Domenica 28 febbraio Ore 9,30 Ore 15.00 Ore 17,00 Ore 18,00 Ore 20.30 Santa Messa animata dai ragazzi di terza Elementare Vespero in Chiesa Lunedì 29 febbraio Ore 16,45 Venerdì 4 marzo Ore 20.45 Via Crucis in Chiesa Via Crucis in Chiesa Via Crucis decanale ospedale S. Leopoldo Mandic di Merate Ore 21.00 Ore 17.00 12 ore per il Signore: Ore 8.30 celebrazione delle Lodi ed esposizione Eucaristica fino alle 18.30 Ore 18.30 S. Messa Ore 20.30-23.30 esposizione Eucaristica Ore 16,45 Ore 20,45 Ore 8,00 Ore 14,45 Lodi mattutine in Chiesa parrocchiale Passione di Nostro Signore Gesù Cristo in Chiesa parrocchiale Ore 16,00 – 18,00 Confessioni Pasquali in Chiesa parrocchiale Ore 20,45 Solenne Via Crucis a Paderno Santa Messa animata dai ragazzi di quarta elementare Vespero in Chiesa Incontro genitori quarta elementare in Oratorio Sabato 26 marzo Lunedì 7 marzo Ore 8,00 Lodi mattutine in Chiesa parrocchiale Ore 16,00 – 18,00 Confessioni Pasquali in Chiesa parrocchiale Ore 21,00 Veglia Pasquale in Chiesa parrocchiale Madonna del Pianto esposizione Eucaristica S. Messa Venerdì 11 marzo Ore 9.00 Ore17.00 Ore 20,45 Via Crucis in Chiesa Via Crucis in Chiesa Lectio divina in Chiesa DOMENICA 27 MARZO - SANTA PASQUA Ore 9,15 V SETTIMANA Domenica 13 marzo Ore 9,30 Ore 15.00 Ore 16,00 Sante Confessioni prima media in Oratorio Lavanda dei piedi e Santa Messa “In Coena Domini” in Chiesa parrocchiale Venerdì 25 marzo Domenica 6 marzo Ore17. 00 Ore 18.00 Confessioni quarta elementare in Oratorio Giovedì 24 marzo IV SETTIMANA Ore 15.00 Ore 16,00 Sante Confessioni quinta elementare in Oratorio Sante Confessioni comunitarie in Chiesa parrocchiale a Merate Confessioni giovani Mercoledì 23 marzo Sabato 5 marzo Ore 9,30 Esposizione Eucaristica Madonna del Pianto S.Messa alla Madonna del Pianto Verderio Superiore Confessioni adolescenti Martedì 22 marzo Ore 17. 00 Madonna del Pianto esposizione Eucaristica Ore 18.00 S. Messa Ore 9.00 Ore 17.00 Ore 20,30 Santa Pasqua delle Associazioni Santa Messa animata dai ragazzi di seconda elementare Processione con gli Ulivi dalla cappella della Duraga alla Chiesa parrocchiale Santa Messa animata dai ragazzi di prima media Vespero in Chiesa Incontro genitori prima media in Oratorio Ore 11,00 Ore 18,00 Lunedì 14 marzo Ore 17. 00 Madonna del Pianto esposizione Eucaristica Ore 18.00 S. Messa Santa Messa per tutti i bambini e i ragazzi in Chiesa parrocchiale, a seguire lancio dei palloncini Santa Messa solenne di Pasqua Santa Messa in Chiesa parrocchiale Venerdì 18 marzo Lunedì 28 marzo – dell’Angelo Ore 9.00 Ore17.00 Ore 17.30 Ore 20,45 Ore 9,30 – 11,00 Sante Messe in Chiesa parrocchiale Via Crucis in Chiesa Via Crucis in Chiesa Confessioni preadolescenti Lectio divina in Chiesa Domenica 10 aprile Ore 11.00 10 Anniversari Matrimonio ciare «Oggi si e'compiuta questa Notizia Buona». In realtà ciò che potrebbe sembrare molto astratto e disincarnato, si presenta molto concreto. Il Cristiano dovrebbe essere guidato dalla consapevolezza che la storia è in attesa di Qualcuno che viene a visitarla. Possiamo attendere perche attesi. Oggi tutti ci scontriamo con un Natale superficiale, che impedisce l'incontro con c o l u i che risponde alle esigenze piu'profonde:certezza, fiducia, serenità... Stiamo soffrendo tutti una cecità dovuta al sovraccarico di immagini e di messaggi, che non permettono di andare al cuore delle cose e delle persone, e tanto meno al cuore di Dio! In questa festa civile e pagana del Natale: vacanze, spese, regali, cenoni ... che cosa e' rimasto di Dio che ci guida e ci conduce oltre la confusione e il chiasso? Guardiamo alla famiglia di Nazareth, nella quale ha vissuto per lunghi anni in silenzio il Figlio di Dio. Quella famiglia unica al mondo che ha trascorso un'esistenza anonima e silenziosa in Palestina, provata dalla povertà,dalla persecuzione e dall'esilio, quella famiglia é la cometa che può indicare la strada anche ai nostri giorni. Chiediamoci: ci sono famiglie oggi che incoraggiano altre a seguire lo stesso percorso di Nazareth? Grazie a Dio ci sono anche ai nostri giorni famiglie belle e forti! Alcuni esempi. La famiglia di Mario e Tchali, con 7 figli. Catechista e insegnante che da anni tutte le mattine prima di uscire di casa per i propri impegni, recita insieme alla moglie e ai figli i salmi. La famiglia del piccolo Franco che, bussando alla porta della mia casa al mattino, domanda di lasciarlo entrare a visitare Gesù presente in cappella. Penso sia il risultato dell'educazione impartita in famiglia da genitori cristiani. Anche la famiglia di lnes e Rui sono una testimonianza del Natale di oggi, quando dicono: «Una volta conosciuta la Parola di Dio non abbiamo il diritto di conservarla per noi, da quel momento appartiene a coloro che l'aspettano»; sono catechisti e animatori della comunità rurale di Madina, una cittadina al sud della Guinea. Comunità che ora vede la bellezza di 12 famiglie cristiane grazie al lavoro di evangelizzazione svolto da loro due soli in mezzo a una popolazione che segue tenacemente ancora i riti ancestrali. Anche in Italia durante le vacanze ho avuto la grazie di fare tante belle esperienze con persone e famiglie cristiane, ne cito solo alcuni : la famiglia di Sergio, di Fiorenza, di Emanuele, i miei coscritti della classe '46, il gruppo missionario della parrocchia e tante, tante altre. Con la preghiera e la collaborazione vostra stia- BATTESIMI DI FEBBRAIO Sabato 20, ore 16, all’asilo Elena, incontro per i genitori Domenica 21, ore 11, S. Messa per la presentazione dei battezzandi Domenica 28, ore 11 e ore 16, celebrazione dei Battesimi BATTESIMI DI MARZO Sabato 12, ore 16, all’asilo Elena, incontro per i genitori Domenica 13, ore 11, S. Messa per la presentazione dei battezzandi Domenica 20, solo ore 11 e sabato 26 ore 21 (veglia pasquale), celebrazione dei Battesimi BATTESIMI DI APRILE Sabato 23, ore 16, all’asilo Elena, incontro per i genitori Domenica 24, ore 11, S. Messa per la presentazione dei battezzandi Domenica 1°maggio, ore 11 e ore 16, celebrazione dei Battesimi BATTESIMI DI MAGGIO Sabato 21, ore 16, all’asilo Elena, incontro per i genitori Domenica 22, ore 11, S. Messa per la presentazione dei battezzandi Domenica 29, ore 11 e ore 16, celebrazione dei Battesimi AVVISO CARITAS PARROCCHIALE Come consuetudine la Caritas di Robbiate propone, nel periodo quaresimale 2016, di intensificare la raccolta di alimenti non deperibili per le persone indigenti della nostra Comunità. Ringraziandovi sin da ora per la vostra consueta generosità, vi auguriamo una buona Quaresima e una Santa Pasqua 2016. COMMISSIONE MISSIONARIA Carissimi parenti,amici e benefattori tutti che bello ascoltare il ritornello: “ Rallegratevi il Signore è vicino!” E' il messaggio che ci viene dall'Avvento, i cristiani sono chiamati a portare una «Buona Notizia» e alzare la voce per annun11 mo aiutando tante persone ad avere condizioni di vita un po' normali. Arso Sadjo di 35 anni, papà di tre figli, faceva il falegname e da cinque anni soffre di cirrosi epatica, una malattia che in Guinea non ha possibilità di cura. Senza medicine e con un' alimentazione povera non può l a vorare. Continuiamo ad assicurare il latte agli orfani essendo l a n o s t r a regione tra le più affette da mortalità infantile. A 5000 alunni delle zone rurali assicuriamo la scuola e un piatto di polenta. Mentre fino all'anno scorso la mia regione figurava tra le regioni segnate da «povertà economica» cioè1euro al giorno, dal 2014 figura con l’indice di «povertà assoluta» 50 centesimi pro capite. Le conclusioni le lascio a voi! Buon Natale 2015 e Anno Nuovo 2016! Con gratitudine e affetto Sr. Angela Casati in Guinea Bissau. Torino, 3 dicembre 2015 Comunichiamo di aver ricevuto l’offerta di euro 1000,00 per fratel Sandro Bonfanti in T anzania". Esprimiamo il nostro grazie, a nome dei Missionari della Consolata e di quanti beneficeranno della vostra generosità. Il vostro contributo c i permette di promuovere i valori di solidarietà e giustizia ed un maggiore impegno a favore dei più poveri. Rinnovando la nostra gratitudine assicuriamo il nostro ricordo nella preghiera al Beato Giuseppe Allamano e alla Ss. Maria Consolata. Cordiali saluti. ORARIO S. MESSE Festive Bogotà 15 settembre 2015 Sono suor Angelina Sangalli missionaria della Consolata in Bogotà Colombia e rivolgo queste semplici parole per dire il mio più sincero grazie per la generosa offerta in favore delle nostre missioni. Il Signore ricompensi la vostra generosità e conceda alla mia Parrocchia che sempre ricordo con tanto affetto perchè li è nata la mia vocazione religiosa missionaria, ne ringrazio di cuore il Signore. A volte ricordo con nostalgia gli anni giovanili trascorsi con la mia gente dove, con l'aiuto del Signore, ho scoperto la mia vocazione e la sua realizzazione; per questo mi sento felice e tanto riconoscente alla Parrocchia per tutto quello che mi ha donato. Ora mi trovo a Bogotà, nella comunità Madre Margherita dove siamo in sedici sorelle tutte con una salute fragile e bisognose di aiuto; il nostro principale apostolato è la preghiera. Tutti i giorni al mattino abbiamo l'adorazione davanti a Gesù Sacramentato, a Lui affidiamo le necessità della Chiesa e del mondo, e io ricordo con amore la mia parrocchia con i suoi bisogni e desideri di bene. Fateci conto sulle mie povere preghiere. Di nuovo grazie di cuore; vi sono vicina con la preghiera. Saluti alla cara gente di S. Alessandro Martire che ricorderò nelle preghiere. Mi permetto di chiedere un ricordo al Signore per me e consorelle di casa Madre Margherita .Con sincero affetto e riconoscenza. Suor Angelina Sangalli Sabato sera ore 18.30 Domenica ore 9.30 - 11.00 - 18.00 Feriali Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì ore ore ore ore ore 18.00 18.00 18.00 18.00 9.00 M.del Pianto Parrocchia M.del Pianto Parrocchia Parrocchia 1° giovedì del mese ore 21.00 Adorazione Eucaristica TELEFONI Riferimenti pastorali Sacerdoti: Don Antonio Caldirola Don Paolo Bizzarri cell. Don Marco Albertoni 039 9515929 039 510660 366 4431440 335 1657066 Rev. Suore Scuola Materna Elena 039.511206 Caritas 12 039.513163 13