NOTIZIARIO
FEBBRAIO
MARZO
2016
Comunità Pastorale “Beata Maria Vergine Addolorata”
Parrocchia “S. Alessandro Martire” Robbiate
Carissimi parrocchiani,
abbiamo appena finito il periodo natalizio, con le sue commoventi e gioiose celebrazioni, e già ci troviamo davanti al
periodo quaresimale, che quest’anno inizia prestissimo: il 14 febbraio sarà la prima domenica di Quaresima, e Pasqua
il 27 di marzo.
Vi domanderete perché la data della Pasqua varia di anno in anno. Il motivo è che per tradizione la Pasqua viene collocata nella domenica immediatamente successiva al plenilunio di primavera. La fase lunare dura 28 giorni mentre il
mese dura 30 o 31 giorni, e questo provoca la variazione della data: quest’anno il plenilunio di primavera sarà il 23
marzo, cioè subito dopo l’inizio della primavera (21 marzo); ci sono anni in cui il plenilunio di primavera è 4 settimane dopo l’inizio della primavera, e quindi Pasqua cade a metà aprile.
Tutto questo può portare un po’ di disagio; io spero che la Chiesa realizzi quel progetto, di cui recentemente ho sentito parlare, di collocare la Pasqua in una data fissa, e soprattutto facendola coincidere con quella dei cristiani ortodossi!
Ma al di là delle date, ciò che conta è il cuore. Con quale spirito affrontiamo la Quaresima del 2016? Ce lo dice papa
Francesco nella MISERICORDIAE VULTUS, la bolla di indizione dell’anno del Giubileo della Misericordia:
La Quaresima di questo anno giubilare sia vissuta più intensamente come momento forte per celebrare e sperimentare la misericordia di Dio. Quante pagine della Sacra Scrittura possono essere meditate nelle settimane della Quaresima per riscoprire il volto misericordioso del Padre!
L’iniziativa 24 ore per il Signore, da celebrarsi nel venerdì e sabato che precedono la IV domenica di Quaresima , è
da incrementare nelle Diocesi.
Poniamo di nuovo al centro con convinzione il sacramento della Riconciliazione, perché permette di toccare con
mano la grandezza della misericordia. Sarà per ogni penitente fonte di vera pace interiore.
Da queste indicazioni autorevolissime (vengono dal papa stesso!), la nostra Comunità Pastorale ha tratto le modalità
per vivere quest’anno la Quaresima.
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La predicazione domenicale sarà dedicata a spiegare le 7 opere di misericordia spirituale, una ogni domenica
in collegamento con il Vangelo, e la settima (perché sono 6 le domeniche di Quaresima) nel Triduo Pasquale.
Siccome al venerdì nel rito ambrosiano non si celebra la S. Messa, faremo la Via Crucis alle 9 e alle 17 (per i
ragazzi). Invece alle 21, in Chiesa, come già gli anni scorsi, proponiamo la lectio divina sulle 4 parabole della
misericordia del Vangelo di Luca: il Fariseo e il Pubblicano, il Padre Misericordioso, il Buon Samaritano, il
Ricco e il povero Lazzaro. Fare la lectio divina ci impegna personalmente più che la Via Crucis, e magari par
tecipa meno gente. Ma nutre l’anima molto di più: “Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce
dalla bocca di Dio”. La lectio divina dà alla nostra anima il cibo più nutriente che ci sia: la Parola di Dio.
Facciamo uno sforzo e partecipiamo. Il sacerdote leggerà la parabola e darà le spiegazioni necessarie a
comprenderla e a calarla nella nostra vita. Poi ci sarà un tempo di silenzio per la meditazione personale, e
infine un tempo di condivisione, a gruppetti, delle proprie riflessioni (chi se la sente).
A questo percorso della lectio ci saranno due eccezioni. Nel terzo venerdì, il 4 marzo, alle 20.30, parteciperemo alla Via Crucis decanale, con tutte le altre parrocchie del Decanato di Merate, all’Ospedale S. Leopoldo
Mandic. Vogliamo dare evidenza, in questo modo, all’opera di misericordia corporale: visitare i malati.
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Al Venerdì Santo, 25 marzo ore 21, faremo una solenne Via Crucis, a Paderno, tutte e
quattro le parrocchie
della Comunità Pastorale.
L’Adorazione Eucaristica, che il papa raccomanda. Egli vi allude quando propone le “24 ore per il Signore”.
Fare 24 ore ci è sembrato troppo impegnativo, anche per problemi di vigilanza sulla Chiesa aperta tutta una
notte con l’esposizione eucaristica. Faremo allora 12 ORE PER IL SIGNORE: sabato 5 marzo dalle 8.30
(recita delle Lodi ed Esposizione Eucaristica) fino alle 18.30 quando inizia la S. Messa prefestiva. Saranno
proposti turni di adorazione di mezzora, così che a fare compagnia al Signore ci sia sempre qualcuno. Per i
giovani della Comunità Pastorale ci sarà anche un’adorazione eucaristica serale in un’unica Chiesa, la nostra,
dalle 20. 30 alle 23.30; ma sono invitati evidentemente anche gli adulti.
Durante tutte queste ore di esposizione eucaristica sarà presente il sacerdote, a disposizione di chi desiderasse
accostarsi alla confessione, che il papa raccomanda di mettere al centro del cammino quaresimale. Ridiamo
vigore anche all’Esposizione Eucaristica di ogni lunedì di Quaresima, dalle 17 alle 18 in Chiesina della Ma
donna del Pianto, prima della Messa; anche lì sarà presente il sacerdote, disponibile per la confessione. Altre
possibilità di confessione sono ogni giorno feriale e festivo: il sacerdote è in Chiesa a partire da mezzora prima
di ogni Messa (ed è quasi sempre disoccupato!). E poi ci sono gli orari delle Confessioni Pasquali: li vedete
nelle pagine successive.
Come vedete ci sono le possibilità per fare una bella Quaresima, che metta a nuovo il nostro cuore e la nostra vita
cristiana.
Visto che questo è il primo notiziario del 2016, vi informo sui numeri dell’anno scorso, il 2015.
Abbiamo celebrato 41 battesimi (59 nel 2014); 6 matrimoni (5 nel 2014); 49 funerali (36 nel 2014).
Quanto alle buste delle offerte natalizie ci sono arrivati 36.600,00 Euro (nel 2014 38.930,00 Euro).
Vi saluto cordialmente e vi auguro Buona Quaresima
"Misericordia io voglio e non sacrifici" (Mt 9,13).
Le opere di misericordia nel cammino giubilare
1.
Maria, icona di una Chiesa che evangelizza perché evangelizzata
Nella Bolla d’indizione del Giubileo ho rivolto l’invito affinché «la Quaresima di quest’anno giubilare sia
vissuta più intensamente come momento forte per celebrare e sperimentare la misericordia di Dio» (Misericordiae Vultus, 17). Con il richiamo all’ascolto della Parola di Dio ed all’iniziativa «24 ore per il
Signore» ho voluto sottolineare il primato dell’ascolto orante della Parola, in specie quella profetica. La
misericordia di Dio è infatti un annuncio al mondo: ma di tale annuncio ogni cristiano è chiamato a fare
esperienza in prima persona. E’ per questo che nel tempo della Quaresima invierò i Missionari della Misericordia perché siano per tutti
un segno concreto della vicinanza e del perdono di Dio.
Per aver accolto la Buona Notizia a lei rivolta dall’arcangelo Gabriele, Maria, nel Magnificat, canta profeticamente la misericordia con
cui Dio l’ha prescelta. La Vergine di Nazaret, promessa sposa di
Giuseppe, diventa così l’icona perfetta della Chiesa che evangelizza
perché è stata ed è continuamente evangelizzata per opera dello Spirito Santo, che ha fecondato il suo grembo verginale. Nella tradizione profetica, la misericordia ha infatti strettamente a che fare, già a
livello etimologico, proprio con le viscere materne (rahamim) e anche con una bontà generosa, fedele e
compassionevole (hesed), che si esercita all’interno delle relazioni coniugali e parentali.
2. L’alleanza di Dio con gli uomini: una storia di misericordia
Il mistero della misericordia divina si svela nel corso della storia dell’alleanza tra Dio e il suo popolo Israele. Dio, infatti, si mostra sempre ricco di misericordia, pronto in ogni circostanza a riversare sul suo popolo
una tenerezza e una compassione viscerali, soprattutto nei momenti più drammatici quando l’infedeltà spezza il legame del Patto e l’alleanza richiede di essere ratificata in modo più stabile nella giustizia e nella verità. Siamo qui di fronte ad un vero e proprio dramma d’amore, nel quale Dio gioca il ruolo di padre e di
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marito tradito, mentre Israele gioca quello di figlio/
figlia e di sposa infedeli. Sono proprio le immagini
familiari – come nel caso di Osea (cfr Os 1-2) – ad
esprimere fino a che punto Dio voglia legarsi al
suo popolo. Questo dramma d’amore raggiunge il
suo vertice nel Figlio fatto uomo. In Lui Dio riversa la sua misericordia senza limiti fino al punto da
farne la «Misericordia incarnata» (Misericordiae
Vultus, 8). In quanto uomo, Gesù di Nazaret è infatti figlio di Israele a tutti gli effetti. E lo è al punto da incarnare quel perfetto ascolto di Dio richiesto ad ogni ebreo dallo Shemà, ancora oggi cuore
dell’alleanza di Dio con Israele: «Ascolta, Israele:
il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu
amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con
tutta l’anima e con tutte le forze» (Dt 6,4-5). Il Figlio di Dio è lo Sposo che fa di tutto per guadagnare l’amore della sua Sposa, alla quale lo lega il suo
amore incondizionato che diventa visibile nelle
nozze eterne con lei.
gliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al
dramma della povertà e per entrare sempre più nel
cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati
della misericordia divina» (ibid., 15). Nel povero,
infatti, la carne di Cristo «diventa di nuovo visibile
come corpo martoriato, piagato, flagellato, denutrito, in fuga... per essere da noi riconosciuto, toccato
e assistito con cura» (ibid.). Inaudito e scandaloso
mistero del prolungarsi nella storia della sofferenza
dell’Agnello Innocente, roveto ardente di amore
gratuito davanti al quale ci si può come Mosè solo
togliere i sandali (cfr Es 3,5); ancor più quando il
povero è il fratello o la sorella in Cristo che soffrono a causa della loro fede.
Davanti a questo amore forte come la morte (cfr Ct
8,6), il povero più misero si rivela essere colui che
non accetta di riconoscersi tale. Crede di essere ricco, ma è in realtà il più povero tra i poveri. Egli è
tale perché schiavo del peccato, che lo spinge ad
utilizzare ricchezza e potere non per servire Dio e
gli altri, ma per soffocare in sé la profonda consapevolezza di essere anch’egli null’altro che un povero
mendicante. E tanto maggiore è il potere e la ricchezza a sua disposizione, tanto maggiore può diventare quest’accecamento menzognero. Esso arriva al punto da neppure voler vedere il povero Lazzaro che mendica alla porta della sua casa (cfr Lc
16,20-21), il quale è figura del Cristo che nei poveri
mendica la nostra conversione. Lazzaro è la possibilità di conversione che Dio ci offre e che forse
non vediamo. E quest’accecamento si accompagna
ad un superbo delirio di onnipotenza, in cui risuona
sinistramente quel demoniaco «sarete come Dio» (Gen 3,5) che è la radice di ogni peccato. Tale
delirio può assumere anche forme sociali e politiche, come hanno mostrato i totalitarismi del XX
secolo, e come mostrano oggi le ideologie del pensiero unico e della tecnoscienza, che pretendono di
rendere Dio irrilevante e di ridurre l’uomo a massa
da strumentalizzare. E possono attualmente mostrarlo anche le strutture di peccato collegate ad un
modello di falso sviluppo fondato sull’idolatria del
denaro, che rende indifferenti al destino dei poveri
le persone e le società più ricche, che chiudono loro
le porte, rifiutandosi persino di vederli.
Questo è il cuore pulsante del kerygma apostolico,
nel quale la misericordia divina ha un posto centrale e fondamentale. Esso è «la bellezza dell’amore
salvifico di Dio manifestato in Gesù Cristo morto e
risorto» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 36), quel
primo annuncio che «si deve sempre tornare ad
ascoltare in modi diversi e che si deve sempre tornare ad annunciare durante la catechesi» (ibid.,
164). La Misericordia allora «esprime il comportamento di Dio verso il peccatore, offrendogli
un’ulteriore possibilità per ravvedersi, convertirsi e
credere» (Misericordiae Vultus, 21), ristabilendo
proprio così la relazione con Lui. E in Gesù crocifisso Dio arriva fino a voler raggiungere il peccatore nella sua più estrema lontananza, proprio là dove
egli si è perduto ed allontanato da Lui. E questo lo
fa nella speranza di poter così finalmente intenerire
il cuore indurito della sua Sposa.
3. Le opere di misericordia
La misericordia di Dio trasforma il cuore
dell’uomo e gli fa sperimentare un amore fedele e
così lo rende a sua volta capace di misericordia. È
un miracolo sempre nuovo che la misericordia divina si possa irradiare nella vita di ciascuno di noi,
motivandoci all’amore del prossimo e animando
quelle che la tradizione della Chiesa chiama le opere di misericordia corporale e spirituale. Esse ci
ricordano che la nostra fede si traduce in atti concreti e quotidiani, destinati ad aiutare il nostro
prossimo nel corpo e nello spirito e sui quali saremo giudicati: nutrirlo, visitarlo, confortarlo, educarlo. Perciò ho auspicato «che il popolo cristiano
rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporali e spirituali. Sarà un modo per risve-
Per tutti, la Quaresima di questo Anno Giubilare è
dunque un tempo favorevole per poter finalmente
uscire dalla propria alienazione esistenziale grazie
all’ascolto della Parola e alle opere di misericordia.
Se mediante quelle corporali tocchiamo la carne del
Cristo nei fratelli e sorelle bisognosi di essere nutriti, vestiti, alloggiati, visitati, quelle spirituali – consigliare, insegnare, perdonare, ammonire, pregare –
toccano più direttamente il nostro essere peccatori.
3
te. Sulla base di questa iconografia c’è una ricca innologia, soprattutto della Chiesa siriaca, in cui, al di là
della bellissima descrizione del duello tra Cristo e la
morte, viene molto spesso rappresentato Cristo che
recupera dalla tomba Adamo ed Eva. E’ il Buon Pastore che è andato a cercare la pecora smarrita e, una
volta trovata, se la carica sulle spalle come fa ogni
buon pastore. Il nuovo Adamo ha finalmente recuperato il vecchio Adamo e il vecchio Adamo finalmente
vede il suo prototipo, a immagine del quale fu creato.
Non esiste immagine più potente della misericordia di
Dio che quella del Padre che manda il Figlio a subire
la morte per amore degli uomini, potendo così entrare
nella tomba dove si è nascosto Adamo dopo il peccato. Cristo gli ridà la vita senza chiedergli nulla in
cambio. Significativo è il fatto che Cristo, come Figlio di Dio, assume l’umanità perché l’uomo possa
ricevere la vita divina e vedere le cose con gli occhi
di Dio; perciò gli sguardi si partecipano e si uniscono.
L’amore ci fa guardare verso lo stesso orizzonte, il
Padre misericordioso.
Tratto da un opuscolo del Messaggero di S. Antonio
Giovanni Magni
Le opere corporali e quelle spirituali non vanno
perciò mai separate. È infatti proprio toccando nel
misero la carne di Gesù crocifisso che il peccatore
può ricevere in dono la consapevolezza di essere
egli stesso un povero mendicante. Attraverso questa strada anche i “superbi”, i “potenti” e i “ricchi”
di cui parla il Magnificat hanno la possibilità di accorgersi di essere immeritatamente amati dal Crocifisso, morto e risorto anche per loro. Solo in questo
amore c’è la risposta a quella sete di felicità e di
amore infiniti che l’uomo si illude di poter colmare
mediante gli idoli del sapere, del potere e del possedere. Ma resta sempre il pericolo che, a causa di
una sempre più ermetica chiusura a Cristo, che nel
povero continua a bussare alla porta del loro cuore,
i superbi, i ricchi ed i potenti finiscano per condannarsi da sé a sprofondare in quell’eterno abisso di
solitudine che è l’inferno. Ecco perciò nuovamente
risuonare per loro, come per tutti noi, le accorate
parole di Abramo: «Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro» (Lc 16,29).
Quest’ascolto operoso ci preparerà nel modo migliore a festeggiare la definitiva vittoria sul peccato
e sulla morte dello Sposo ormai risorto, che desidera purificare la sua promessa Sposa, nell’attesa della sua venuta.
Non perdiamo questo tempo di Quaresima favorevole alla conversione! Lo chiediamo per
l’intercessione materna della Vergine Maria, che
per prima, di fronte alla grandezza della misericordia divina a lei donata gratuitamente, ha riconosciuto la propria piccolezza (cfr Lc 1,48), riconoscendosi come l’umile serva del Signore (cfr Lc 1,38).
Francesco
ANNO SANTO DELLA MISERICORDIA
PREGHIERA
Signore Gesù Cristo, tu ci hai insegnato a essere misericordiosi come il Padre celeste, e ci hai detto che
chi vede te vede Lui. Mostraci il tuo volto e saremo
salvi.
Il tuo sguardo pieno di amore liberò Zaccheo e Matteo dalla schiavitù del denaro; l'adultera e la Maddalena
dal porre la felicità solo in una creatura; fece piangere
Pietro dopo il tradimento, e assicurò il Paradiso al
ladrone pentito. Fa' che ognuno di noi ascolti come
rivolta a sé la parola che dicesti alla samaritana: Se tu
conoscessi il dono di Dio!
Tu sei il volto visibile del Padre invisibile, del Dio
che manifesta la sua onnipotenza soprattutto con il
perdono e la misericordia: fa' che la Chiesa sia nel
mondo il volto visibile di Te, suo Signore, risorto e
nella gloria.
Hai voluto che i tuoi ministri fossero anch'essi rivestiti di debolezza per sentire giusta compassione per
quelli che sono nell'ignoranza e nell'errore; fa' che
chiunque si accosti a uno di loro si senta atteso, amato e perdonato da Dio.
Manda il tuo Spirito e consacraci tutti con la sua unzione perché il Giubileo della Misericordia sia un anno di grazia del Signore e la sua Chiesa con rinnovato
entusiasmo possa portare ai poveri il lieto messaggio,
proclamare ai prigionieri e agli oppressi la libertà e ai
ciechi restituire la vista.
Lo chiediamo per intercessione di Maria Madre della
Misericordia a te che vivi e regni con il Padre e lo
Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen
MISERICORDIOSI COME IL PADRE
Durante questo Giubileo della Misericordia vedremo
spesso questa immagine: è l’icona che raffigura Gesù
che porta sulle spalle Adamo. E’ un simbolo potente
che, con il motto “Misericordiosi come il Padre” (Lc
6,36), ci accompagnerà in
tutto quest’Anno Santo. E’
opera di padre Marko Ivan
Rupnik, gesuita e artista, direttore del Centro Aletti di
Roma.
Il logo raffigura la discesa
agli inferi di nostro Signore.
Sin
dai
primi
secoli
dell’iconografia
cristiana
l’immagine del Cristo risorto
era quella del suo sprofondare nella tomba, infrangendo
la porta degli inferi per distruggere l’impero della mor4
dato Israele nella terra promessa, però esso viene rapportato al Sinai perché l’intera esistenza di Israele libero
sia una risposta d’amore al Dio liberatore.
Libri della BIBBIA
Breve commento illustrativo
GENESI
LEVITICO
Gli Ebrei intitolano il primo libro della Bibbia con “In
principio”. Noi lo chiamiamo Genesi ed è la prima grande rivelazione di Dio, principio
dell’essere nella creazione, inizio
del dialogo tra Dio e l’uomo, cioè
dell’ininterrotta catena di eventi e di
parole che è la storia della salvezza.
Si tratta di un “Principio” che si
conclude nel “In principio era il
Verbo …” del Vangelo di Giovanni.
Il libro della Genesi consta di due
tavole di uno stesso dittico. La prima copre i primi 11 capitoli ed ha
per protagonista, in Adamo, l’uomo di tutti i tempi e di
tutte le regioni della terra. Le tappe sono: la creazione,
Adamo ed Eva, Caino, il diluvio, i figli di Noè, Babele.
La seconda tavola comprende i capitoli dal 12 al 50 ed
ha per soggetto Abramo (secolo XIX a. C.) e la sua discendenza. La scelta di quest’uomo da parte di Dio, e la
sua risposta di fede, sono la radice da cui si sviluppa
Israele. Delitto e castigo non sono per l’umanità un destino eterno, perché ad esso si contrappone la salvezza
offerta da Dio, che chiede però l’adesione dell’uomo
perché si realizzi.
Il titolo indica che questo libro è in modo particolare il
libro dei Leviti, cioè dei sacerdoti e degli addetti al culto. A
parte la breve appendice finale
del capitolo 27, il Levitico si
articola in quattro grandi leggi:
la legge dei sacrifici, con la sua
vasta gamma di riti ed un ritratto
del sacerdote nelle sue funzioni;
la legge dei sacerdoti, che ne
prepara la funzione sacrificale;
la legge di purità, che è un grande affresco della purezza
richiesta a chi vive all’interno di una comunità consacrata, come Israele; la legge di santità, che significa soprattutto separazione.
Essa è prerogativa ed attributo principale di Dio ma deve essere acquisita e vissuta anche dal popolo eletto, che
deve separarsi da ciò che è profano e impuro. Si affrontano tre particolari tipi di santità: quella sociale, quella
cultuale e quella temporale.
La pratica delle osservanze che il Levitico prescrive alla
comunità e ai sacerdoti ha lo scopo di disporre Israele
all’incontro con un Dio puro e santo. E’ però importante
leggere questo libro tenendo costantemente presente la
parola di Osea: “Io voglio l’amore e non i sacrifici, la
conoscenza di Dio e non gli olocausti”.
ESODO
Il titolo del libro definisce il cuore dell’opera, che è un
grande evento di liberazione dalla schiavitù e di speranza, dipinto come epopea cosmica e religiosa. L’esodo
dall’Egitto avvenne probabilmente nel XIII secolo a. C.
sotto i regni di Ramesse II (il faraone dell’oppressione) e Mernefta
(il faraone della fuga). Questa vicenda storica è una tappa fondamentale per la vita della nazione
ebraica; Israele deve la sua stessa
esistenza, e coscienza di popolo
unito e libero, all’intervento del
Dio dei padri. Dopo la liberazione
e la marcia nel deserto, al Sinai
avviene l’altro grande evento:
l’alleanza tra Dio e il suo popolo.
Dopo la prima grande alleanza di Dio con l’uomo nella
creazione, la riconferma di questa a Noè dopo il diluvio
(significata dal simbolo dell’arcobaleno), il patto con
Abramo (col simbolo della circoncisione), ecco
quest’altro patto con il popolo di Israele (segnato dalla
“Legge”).
Questa grande alleanza, con tutto il popolo, al Sinai, è
riassunta nella formula: “Io sono il vostro Dio e voi siete il mio popolo”. Al dono della libertà, offerto e tutelato da Dio, si associa l’impegno e la risposta di Israele
con l’osservanza del decalogo e dei comandi espressi da
Dio al Sinai.
Si tratta in sostanza dello schema giuridico che si era
NUMERI
Per il fatto del censimento delle tribù accampate ai piedi
del Sinai, che occupa i primi quattro capitoli, il libro
prende il nome di “Numeri”. L’opera è però un insieme
di leggi e narrazioni, anche teologicamente intense e
vivaci.
Il Sinai è lo sfondo costante dei primi dieci capitoli, e fa
da spartiacque tra i due grandi versanti dell’itinerario
nel deserto verso la terra della libertà: dalla schiavitù
d’Egitto all’intimità con Dio al Sinai; dal Sinai al tanto
atteso orizzonte della terra promessa. I primi dieci capitoli rappresentano perciò la vigilia della partenza per la
seconda tappa lungo le piste che dal Sinai portano al
Giordano.
Dopo la celebrazione della grande
Pasqua nel deserto, il libro disegna la marcia con scene legate
alle località attraversate: il deserto
di Paran, la ricognizione del territorio di Canaan, la via tra Kades e
Moab, intercalate da eventi e norme legislative abilmente mescolate ai racconti.
Nelle steppe di Moab, alle soglie della terra attesa e sperata, si ambienta l’ultimo grande quadro del libro. Qui si
incontrano gli ultimi ostacoli, soprattutto interiori, prima
dell’ingresso nella terra della libertà: la tentazione dei
5
città levitiche e di città rifugio. La terza parte (capitoli
22 – 24) serve da epilogo e narra la partenza delle tribù
trans-giordaniche. Narra anche l’ultimo discorso di Giosuè e descrive la grande assemblea di Sichem, nella quale le tribù strinsero tra loro un patto religioso, rinnovando l’alleanza con il Dio dei padri.
Il libro mostra la piena realizzazione delle promesse
fatte da Dio ai Patriarchi circa il possesso della terra di
Canaan; in sostanza è la necessaria conclusione del Pentateuco. La terra conquistata diventa segno della fedeltà
di Dio verso il suo popolo, impegnato a corrispondere
con altrettanta fedeltà.
Giovanni Magni
culti idolatrici Madianiti.
Vi si trova anche l’antico e curioso episodio di Balaam,
con la celebrazione dell’Israele benedetto da Dio, e alla
fine si traccia un quadro legislativo della futura nazione
ebraica che si stanzierà nella terra della promessa.
DEUTERONOMIO
Il titolo Deuteronomio vuol dire “Nuova legge” ma, più
che un manuale giuridico, il Deuteronomio è una collezione di omelie centrate sull’amore per la legge divina,
sulla passione per la scelta religiosa e sul ringraziamento per il dono della terra promessa, l’amata patria. E’
una legge predicata per spingere l’ascoltatore a rinnovare la sua adesione all’alleanza che lo lega al suo Dio.
La struttura del libro ricalca
il modello dei trattati di alleanza tra il re e il suo vassallo, e l’avvio è segnato da un
prologo storico che rievoca
teologicamente i benefici
offerti dal Signore ai suoi
fedeli. Segue quindi il codice
dei doveri del suddito per ottenere la costante protezione
del Signore; infine le benedizioni e le maledizioni in
caso di fedeltà o di infedeltà sigillano il patto.
L’opera ha anche una appendice narrativa con la nomina
di Giosuè a guida di Israele; un cantico di Mosè con la
sua benedizione alle dodici tribù; la morte e la scomparsa di Mosè.
La predicazione, posta idealmente sulle labbra di Mosè,
interpella Israele in modo diretto e gli si rivolge ora col
tu, ora col voi, proprio perché tutti e ciascuno si sentano
coinvolti. Trascinato dall’entusiasmo e dalla passione
l’autore crea uno stile ricco ed originale, realizzando
un’opera piena di vita e di forza persuasiva: “Ascolta,
Israele … Ricorda, Israele … Osserva, Israele ….”.
NOSTRO FRATELLO GIUDA
di don Primo Mazzolari - Giovedì Santo del 1958
…… Perdonatemi se questa sera che avrebbe dovuto
essere di intimità, io vi ho portato delle considerazioni
così dolorose, ma io voglio bene anche a Giuda, è mio
fratello Giuda. Pregherò per lui anche questa sera,
perché io non giudico, io non condanno; dovrei giudicare me, dovrei condannare me. Io non posso non
pensare che anche per
Giuda la misericordia di
Dio, questo abbraccio di
carità, quella parola amico, che gli ha detto il Signore mentre lui lo baciava per tradirlo, io non posso pensare che questa parola non abbia fatto strada nel
suo povero cuore.
E forse l’ultimo momento, ricordando quella parola e
l’accettazione del bacio, anche Giuda avrà sentito che
il Signore gli voleva ancora bene e lo riceveva tra i
suoi di là. Forse il primo apostolo che è entrato insieme ai due ladroni. Un corteo che certamente pare che
non faccia onore al figliolo di Dio, come qualcheduno
lo concepisce, ma che è una grandezza della sua misericordia.
E adesso, che prima di riprendere la Messa, ripeterò il
gesto di Cristo nell’ ultima cena, lavando i nostri bambini che rappresentano gli Apostoli del Signore in
mezzo a noi, baciando quei piedini innocenti, lasciate
che io pensi per un momento al Giuda che ho dentro
di me, al Giuda che forse anche voi avete dentro. E
lasciate che io domandi a Gesù, a Gesù che è in agonia, a Gesù che ci accetta come siamo, lasciate che io
gli domandi, come grazia pasquale, di chiamarmi amico.
La Pasqua è questa parola detta ad un povero Giuda
come me, detta a dei poveri Giuda come voi. Questa è
la gioia: che Cristo ci ama, che Cristo ci perdona, che
Cristo non vuole che noi ci disperiamo. Anche quando
noi ci rivolteremo tutti i momenti contro di Lui, anche
quando lo bestemmieremo, anche quando rifiuteremo
il Sacerdote all’ultimo momento della nostra vita, ricordatevi che per Lui noi saremo sempre gli amici.
GIOSUE’
Il libro porta il nome del protagonista delle vicende narrate, Giosuè, che significa: “Jahwè salva”. Egli fu collaboratore di Mosè e lo accompagnò al monte Sinai; fu
designato suo successore ed investito dei suoi poteri e,
dopo la morte di Mosè, si trovò alla testa di Israele in
procinto di entrare nella terra promessa, intorno alla fine
del XIII secolo a. C.
Il libro si divide in tre parti. La prima (capitoli 1 – 12)
narra l’entrata degli Israeliti in Canaan e le loro prime
conquiste. La conquista della Palestina centrale è narrata
in modo ricco ed originale con dettagli eroici e miracolosi, come la presa di Gerico e di Ai, e la battaglia di
Gabaon. La conquista della Palestina meridionale e settentrionale
è presentata in modo scarno e
schematico. La seconda parte del
libro (capitoli 13 – 21) contiene
la ripartizione territoriale della
terra promessa tra le dodici tribù
di Israele, con la descrizione dei
limiti geografici, ed una lista di
6
le, fatto che ha contribuito a creare le premesse del
mondo che viviamo adesso, “Non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono”.
Un mondo così è descritto anche da un sognatore antico:
il profeta Isaia: “Nel deserto prenderà dimora il diritto
e la giustizia regnerà nel giardino. Praticare la giustizia darà pace, onorare la giustizia darà tranquillità e
sicurezza per sempre. Il mio popolo abiterà in una dimora di pace, in abitazioni tranquille, in luoghi sicuri”.
( Is 32, 16-18).
E’ bello concludere con gli ultimi versetti del Salmo 84:
“8 Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua
salvezza.9 Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: egli
annuncia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli, per
chi ritorna a lui con fiducia.10 Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme, perché la sua gloria abiti la nostra
terra.
11
Amore e verità s’incontreranno, giustizia e pace si
baceranno.12 Verità germoglierà dalla terra e giustizia
si affaccerà dal cielo.13 Certo, il Signore donerà il suo
bene e la nostra terra darà il suo frutto;14 giustizia camminerà davanti a lui: i suoi passi tracceranno il cammino.
Giovanni Magni
IL SOGNO
Come ho avuto modo di dire altre volte io di notte dormo sempre come un ghiro, una tirata unica a prescindere
dalle ore in cui resto a letto, e starei volentieri a dormire
chissà quanto ancora se non me lo impedissero le tante
cose da fare, un po’ per le necessità della vita quotidiana, un po’ perché la mente mi si inonda sempre di cose
da leggere e da scrivere. La mattina presto, poco prima
del risveglio, a volte mi si presentano dei sogni, come a
Giuseppe, il figlio prediletto del patriarca Giacobbe, a
Giacobbe stesso, e a Giuseppe sposo di Maria. Domenica 13 settembre 2015, terza dopo il martirio di Giovanni
Battista, vigilia della festa della esaltazione della Santa
Croce e antivigilia della memoria della beata Vergine
Addolorata, mi si è affacciata forte e chiara alla mente e
davanti agli occhi (ovviamente chiusi), l’immagine del
mondo di domani, un domani molto vicino nel tempo,
anche se io non so se avrò modo di vederlo … chissà?
Adesso stiamo vivendo in un mondo che è come una
casa in cui si stanno facendo le pulizie: è un mondo sottosopra, disordinato, sporco; in attesa però di essere
riordinato, pulito, sistemato per bene e con ordine. Dopo
le grandi pulizie la casa risplende, è bella, profumata,
linda, ordinata, in pace. In una casa così abita volentieri
Dio, mentre il diavolo se ne fugge.
Il sogno mi proponeva le solite immagini di guerre, sparatorie, combattimenti, bombardamenti, distruzioni, demolizioni, uccisioni, violenze fisiche e verbali, disordine, sporcizia, macerie, gente disperata e in fuga dalle
proprie case distrutte, bambini con gli occhi sgranati
dalla paura, fanciulle che scappano con il terrore stampato in viso, … fame, miseria … tutte immagini che
sciorinano quotidianamente i telegiornali come un film
dell’orrore.
Purtroppo questa è realtà quotidiana in tanti posti del
mondo, e tutto succede nell’indifferenza della maggior
parte di chi sta bene; spesso addirittura rincara la dose di
dolore dei tanti disperati l’odio violento di chi teme di
perdere la propria tranquillità, i propri privilegi, il proprio benessere.
Di seguito il sogno, come per incanto, mi proponeva
quelle di un mondo sereno, tranquillo, in pace. Al posto
del frastuono delle mine, delle bombe, dei fucili, si sentiva il famigliare rumore delle posate nel piatto e le risate genuine di gente felice.
Davanti agli occhi mi si presentava un mondo cosmopolita, si parlavano tante lingue diverse ma ci si intendeva
benissimo; tutto era colorato: bianchi, neri, gialli, ocra,
marrone … ogni viso aveva un colore diverso ma gli
occhi esprimevano in tutti gioia, serenità, pace, concordia. Mi trovavo in una casa messa in ordine, pulita, disinfettata, profumata.
E’ questo il mondo e la società che ci aspetta tra non
molto tempo: un mondo ordinato e in pace; una società
giusta, cosmopolita, ben guidata da politici preparati,
competenti e onesti, che hanno a cuore solo il bene della
gente che sono chiamati a servire. Un mondo in cui
trionfa la giustizia e che spesso offre il perdono perché,
come diceva san Giovanni Paolo II il 1° gennaio 2002,
dopo l’attentato dell’11 settembre 2001 alle torri gemel-
COSE DA MEDIOEVO
Non pensavo di vedere cose da Medioevo, ma mi rendo
sempre più conto che ne sto vedendo di peggio, e tra
l’altro in un crescendo spaventoso. Sembra che il demonio si sia scatenato e voglia prendere possesso della terra e dell’umanità, volgendo tutto contro Dio e la sua
volontà, come allora in cielo, prima della furibonda battaglia con le schiere angeliche di Michele, fedeli a Dio.
Questo diavolo scatenato sta accendendo disordini, battaglie, guerre, un po’ dappertutto in questo nostro mondo così bello; con disastrose conseguenze: inquinamento
del mare, avvelenamento della terra, sconvolgimento
degli equilibri atmosferici e climatici, … , odio, ingiustizie, persecuzioni, torture, intolleranze, teste mozzate
da mostrare come macabri trofei, … e l’elenco potrebbe
continuare. Ditemi voi se questo non è un inferno.
L’obbiettivo del demonio (che esiste, e come!) è quello
di trasformare il creato in una desolazione, il paradiso
voluto dal Creatore in un inferno senza Dio; la
“tranquillità nell’ordine”, fonte di pace, in un colossale
disordine; la giustizia che viene da Dio in una vergognosa ingiustizia, che sta davanti agli occhi di tutti, e
che non vede solo chi non vuol vedere, come i Farisei al
tempo di Gesù. Non dobbiamo però perdere la speranza.
Nell’Apocalisse è scritto che per un po’ di tempo il demonio deve essere slegato e lasciato libero di fare danno. Questa però è l’ultima mossa del male perché il
“Principe delle tenebre”, il “Padre della menzogna”, è
già stato sconfitto, definitivamente e senza appello, dalla croce di Gesù.
Dopo questo ultimo colpo di coda, sarà gettato nello
“stagno di fuoco”, insieme alla morte e agli inferi, insieme a tutti quelli che hanno sempre voluto, deliberata7
solo quello: rimanere, accaparrare, emarginare con ogni
mezzo i concorrenti. Tutti dicono: “Se ci fossi io, allora
sì … “, ognuno ha una ricetta diversa, ovviamente vincente; l’importante è essere là, andare là, occupare quei
posti là, … mai aiutare a far bene le cose giuste da fare,
almeno per un po’ di tempo, per il popolo che li ha votati. Per di più, questo povero popolo di votanti viene
spesso preso in giro alla grande, perché manda in parlamento gente con una certa casacca che poi, con estrema
disinvoltura, viene cambiata con un’altra molto diversa.
Ma che tipo di rappresentanza è questa?
In questo bel panorama il vero centro di potere l’ha occupato la finanza, tra l’altro senza regole, perché i politici se ne sono ben guardati in passato, e se ne guardano
bene ancora oggi per gli interessi che dicevo, di porne.
E cosa ci ritroviamo tra i piedi? Debiti colossali degli
stati, distribuzione della ricchezza che grida vendetta al
cielo, carta straccia fatta passare per titoli dalle diciture
più fantasiose e folcloristiche, interessi per i risparmiatori pari a zero o sotto zero per invogliare l’acquisto di
questa robaccia e per non far esplodere il debito degli
stati, imbrogli delle banche per far fare investimenti in
cose assurde, con modalità di accesso e rinuncia onerosissime, … ecc, potrei continuare, ma che senso avrebbe?
Basterebbe poco per cambiare le cose, ma questo
“poco” consiste nel mettersi tutti d’accordo, così come
bisognerebbe fare con i problemi del clima, compromesso da questo modello di sviluppo.
Ci si potrebbe mettere d’accordo però solo se si mettesse in chiaro una cosa: il danaro non è dio. Se serviamo
invece il dio denaro è ovvio che le cose non possono
cambiare.
Questo è l’anno della misericordia; ci aiuti il vero Dio,
lento all’ira e ricco di misericordia, a invertire la rotta, a
cambiare testa, a cambiare vita.
Giovanni Magni
mente ed ostinatamente, perseverare in opere diaboliche, seguire satana, usare la propria libertà per offendere
Dio, rifiutare la salvezza offerta dalla sua infinita misericordia. Solo il rifiuto ostinato, fino all’ultimo, di Dio e
del suo amore, porta alla seconda morte, quella definitiva, l’inferno.
L’Apocalisse è un libro pieno di cose belle, che trasudano fiducia e speranza. Il testo è stato scritto
dall’apostolo Giovanni proprio per infondere coraggio,
speranza, fiducia, ai cristiani perseguitati, emarginati,
incarcerati, massacrati. La storia di allora è davvero una
“storia infinita”, e sta continuando anche ai nostri giorni; quindi non dobbiamo meravigliarci di quanto sta
succedendo.
I giorni dell’odio e dell’imperversare del demonio sono
comunque un numero imperfetto e limitato, dietro
l’angolo si delinea il trionfo dell’Agnello, la vittoria del
bene, la Gerusalemme celeste, il regno di Dio,
l’incontro con il Signore.
Giovanni Magni
A PROPOSITO DI BANCHE
E FINANZA
Non è possibile “perdere” un po’ del nostro prezioso
tempo per una riflessione ulteriore sulla finanza e sulle
banche? Sì che è possibile, basta volerlo, e basta un minimo di amore per la verità.
I notiziari ufficiali fanno di tutto per non dirci niente, i
telegiornali poi trovano qualsiasi appiglio, ultimamente
quello dell’aria poco pulita, come se lo fosse solo adesso, che definiscono irrespirabile, come se da un po’ di
tempo fossimo tutti sotto una campana di vetro per sopravvivere; tutto questo serve per “condirci via”, come
si suole dire, per riempire la mezzora e non dirci quasi
mai quello che succede nel mondo, di brutto e soprattutto di bello, per raccontarci un sacco di frottole su cani,
gatti, spese natalizie, acquisti post natalizi in saldo e non
in saldo, il solito rosario di cifre “precise” di quanto si
spenderà in ogni famiglia per giacche e giacchette, maglie e calze, cappotti e giacconi, pantaloni e camicie,
biancheria e stendibiancheria …, e potrei continuare
fino a domani mattina con l’elenco di cose inutili che si
comprano dopo aver buttato quanto già c’è di troppo in
discarica. Non c’è tregua né prima né dopo le Feste per
il delirio consumistico, per chi può permetterselo.
Da tempo infatti viene fagocitato, e addirittura finanziato dalla banche, l’acquisto del superfluo, per chi è in
grado di spendere denaro o ricevere prestiti: automobili,
cellulari, … ecc. Siccome l’aria è poco pulita occorrono
auto nuove, caldaie nuove, stufe nuove. Tutto questo era
stato ampiamente previsto molti anni fa da economisti
di fama mondiale e devo dire, a decenni di distanza, che
quanto da loro prefigurato si è avverato perfettamente,
lo stiamo vivendo.
I politici da parecchi anni guardano solo alle statistiche
e ai sondaggi di opinione per cercare di restare al loro
posto; non so se in quegli ambienti si stia davvero bene
oppure no, però constato che l’obbiettivo è sempre e
PER ANTONIA MAPELLI
Qualche volta su questo giornalino, senza pretese ma
molto utile, abbiamo ricordato delle persone che hanno
lasciato questo mondo per entrare nella vita senza fine.
Quasi sempre sono persone abbastanza note, e ovviamente conosciute bene da me che scrivo queste parole.
Stavolta però, proprio anche per rimarcare il concetto
che non si fanno preferenze di persone anche se questo
non lo si può fare per tutti, desidero ricordare una donna
poco nota alla maggior parte dei lettori e poco conosciuta anche da me.
Si tratta di Antonia Mapelli, una persona semplice, umile, discreta, nascosta agli occhi della gente; una persona
che ha vissuto gran parte della vita sola, segregata, molto distante dalla vita normale di chi è in buona salute,
una vita tribolata per le malattie.
Io ho avuto modo di conoscerla un pochino solo per il
fatto che, nel breve periodo in cui è stata per un poco a
Robbiate, le portavo la S. Comunione.
Mi ha sempre stupito il modo con cui attendeva questo
momento, e l’atteggiamento di devozione e di fede con
8
prio per salvare e la sua salvezza è già presente tra di
noi”.
Quando tuo padre o tua madre, tuo figlio o tua figlia, la
tua sposa, il tuo amico più caro, ti saranno dinanzi sul
letto di morte e tu li fisserai nell’angoscia mortale del distacco, di’ a te stesso e a loro: “Ci rivedremo nel Regno,
coraggio”. Questo significa credere nella Resurrezione.
Fratel Carlo Carretto
cui riceveva dentro di sé il Signore. Il suo viso cambiava, il suo aspetto era quello di un angelo, e come mi
ringraziava! Ringraziava me, vispo e arzillo, lei, veramente tanto malata e in serie difficoltà. In quel momento provavo un po’ di vergogna per la mia fede all’acqua
di rose e soprattutto tanta simpatia per una persona così.
Mi stupivo della sua forza d’animo, anche se mi dispiaceva tanto il vederla in quello stato; capivo di essere
davanti ad una persona abitata da Dio.
Riprendevo quindi il mio giro, sempre di corsa, sempre
di fretta; non avevo ancora imparato la lezione, non avevo ancora capito che non conta quante cose si fanno, ma
come le si fanno; non conta la quantità ma la qualità di
quanto si dona; anche se di poco valore ha un impatto
dirompente il dono che viene dal cuore; non avevo ancora compreso che il mondo lo salva la sofferenza di
queste umilissime persone più che il darsi da fare di chi
sta bene e si perde in un fiume di parole e di faccende,
quasi sempre inutili.
Da un po’ di tempo la signora Antonia era ricoverata
presso la struttura per anziani e disabili di Brivio, paese
della beata Maria Anna Sala, donna che ha molto amato
e molto sofferto.
Avrei voluto andarla a trovare, però non l’ho fatto mai;
così come ho fatto con tante altre persone, che ho sempre ricordato ma non più visto.
Me la porto nel cuore così nella sua stupenda semplicità,
nel suo modo di fare affabile e sincero, nel suo soffrire
dignitoso e pieno di fede; e me la immagino anche lei
vicino alla beata Maria Anna Sala, con le tante persone,
umili per il mondo, ma grandi presso Dio, che ho avuto
la fortuna di conoscere.
Comunità Pastorale
“Beata Maria Vergine addolorata”
Parrocchia S. Alessandro M.
Robbiate
QUARESIMA 2016
CALENDARIO DELLA SETTIMANA
Domenica
Ore 15,00 Vesperi in Chiesa parrocchiale
Lunedì
Ore 17,00 Madonna del Pianto: esposizione Eucaristica
e Adorazione personale
Ore 18,00 Santa Messa
Venerdì
Ore 9,00 Via Crucis in Chiesa Parrocchiale
Ore 17,00 Via Crucis in Chiesa Parrocchiale
Ore 20,45 Lectio divina in Chiesa Parrocchiale
Giovanni Magni
CALENDARIO DEL TEMPO QUARESIMALE
I SETTIMANA
Buona Pasqua
Domenica 14 febbraio
“Quando vedrai la tempesta schiantare la foresta, e i
terremoti scuotere la terra, e il fuoco bruciare la tua casa, di’ a te stesso: credo che la foresta si rifarà, la terra
tornerà nella sua immobilità e io ricostruirò la mia casa.
Quando il peccato ti stringerà alla gola e ti sentirai soffocato e finito, di’ a te stesso: “Cristo è risorto dai morti
e io risorgerò dal mio peccato”.
Quando la vecchiaia o la malattia tenterà di amareggiare
la tua esistenza, di’ a te stesso: “Cristo è risorto dai morti e ha fatto cieli nuovi e terra nuova”.
Quando vedrai tuo figlio fuggire da casa in cerca di avventura e ti sentirai sconfitto nel tuo sogno di padre o di
madre, di’ a te stesso: “Mio figlio non sfuggirà a Dio e
tornerà perché Dio lo ama”.
Quando vedrai spegnersi la carità attorno a te e vedrai
gli uomini come impazziti nel loro peccato e ubriacati
dai loro tradimenti, di’ a te stesso: “Toccheranno il fondo, ma torneranno indietro perché lontano da Dio non si
può vivere”.
Quando il mondo ti apparirà come sconfitta di Dio e
sentirai la nausea del disordine, della violenza, del terrore, della guerra dominare sulle piazze e la terra ti sembrerà il caos, di’ a te stesso: “Gesù è morto e risorto pro-
Ore 9,30
Ore 15.00
Ore 16.00
Santa Messa animata dai ragazzi della quarta
elementare
Vespero in Chiesa
Prima Confessione
Lunedì 15 febbraio
Ore17. 00
Ore 18.00
Madonna del Pianto esposizione Eucaristica
S. Messa
Martedì 16 febbraio
Ore16.45 Confessioni quinta elementare in oratorio
Giovedì 18 febbraio
Ore 16.45 Confessioni prima media in oratorio
Venerdì 19 febbraio
Ore 9.00 Via Crucis in Chiesa
Ore 17.00
Ore 20,45
Via Crucis in Chiesa
Lectio divina in Chiesa
II SETTIMANA
Domenica 21 febbraio
Ore 9,30
Ore 15.00
9
Santa Messa animata dai ragazzi di quinta
elementare
Vespero in Chiesa
Lunedì 20 febbraio
SETTIMANA SANTA 2016
Ore 17. 00 Madonna del Pianto esposizione Eucaristica
Ore 18.00 S. Messa
Domenica 20 marzo – delle Palme
Venerdì 26 febbraio
Ore 9.00
Ore 17.00
Ore 20,45
Ore 9,30
Ore 11,00
Via Crucis in Chiesa
Via Crucis in Chiesa
Lectio divina in Chiesa
Ore 15,00
III SETTIMANA
Lunedì 21 marzo
Domenica 28 febbraio
Ore 9,30
Ore 15.00
Ore 17,00
Ore 18,00
Ore 20.30
Santa Messa animata dai ragazzi di terza
Elementare
Vespero in Chiesa
Lunedì 29 febbraio
Ore 16,45
Venerdì 4 marzo
Ore 20.45
Via Crucis in Chiesa
Via Crucis in Chiesa
Via Crucis decanale ospedale S. Leopoldo
Mandic di Merate
Ore 21.00
Ore 17.00
12 ore per il Signore:
Ore 8.30
celebrazione delle Lodi ed esposizione
Eucaristica fino alle 18.30
Ore 18.30 S. Messa
Ore 20.30-23.30 esposizione Eucaristica
Ore 16,45
Ore 20,45
Ore 8,00
Ore 14,45
Lodi mattutine in Chiesa parrocchiale
Passione di Nostro Signore Gesù Cristo in
Chiesa parrocchiale
Ore 16,00 – 18,00 Confessioni Pasquali in Chiesa
parrocchiale
Ore 20,45 Solenne Via Crucis a Paderno
Santa Messa animata dai ragazzi di quarta
elementare
Vespero in Chiesa
Incontro genitori quarta elementare
in Oratorio
Sabato 26 marzo
Lunedì 7 marzo
Ore 8,00
Lodi mattutine in Chiesa parrocchiale
Ore 16,00 – 18,00 Confessioni Pasquali in Chiesa
parrocchiale
Ore 21,00 Veglia Pasquale in Chiesa parrocchiale
Madonna del Pianto esposizione Eucaristica
S. Messa
Venerdì 11 marzo
Ore 9.00
Ore17.00
Ore 20,45
Via Crucis in Chiesa
Via Crucis in Chiesa
Lectio divina in Chiesa
DOMENICA 27 MARZO - SANTA PASQUA
Ore 9,15
V SETTIMANA
Domenica 13 marzo
Ore 9,30
Ore 15.00
Ore 16,00
Sante Confessioni prima media in Oratorio
Lavanda dei piedi e Santa Messa “In Coena
Domini” in Chiesa parrocchiale
Venerdì 25 marzo
Domenica 6 marzo
Ore17. 00
Ore 18.00
Confessioni quarta elementare in Oratorio
Giovedì 24 marzo
IV SETTIMANA
Ore 15.00
Ore 16,00
Sante Confessioni quinta elementare
in Oratorio
Sante Confessioni comunitarie in Chiesa
parrocchiale
a Merate Confessioni giovani
Mercoledì 23 marzo
Sabato 5 marzo
Ore 9,30
Esposizione Eucaristica Madonna del Pianto
S.Messa alla Madonna del Pianto
Verderio Superiore Confessioni adolescenti
Martedì 22 marzo
Ore 17. 00 Madonna del Pianto esposizione Eucaristica
Ore 18.00 S. Messa
Ore 9.00
Ore 17.00
Ore 20,30
Santa Pasqua delle Associazioni
Santa Messa animata dai ragazzi di seconda
elementare
Processione con gli Ulivi dalla cappella
della Duraga alla Chiesa parrocchiale
Santa Messa animata dai ragazzi di
prima media
Vespero in Chiesa
Incontro genitori prima media in Oratorio
Ore 11,00
Ore 18,00
Lunedì 14 marzo
Ore 17. 00 Madonna del Pianto esposizione Eucaristica
Ore 18.00 S. Messa
Santa Messa per tutti i
bambini e i ragazzi
in Chiesa parrocchiale,
a seguire lancio dei
palloncini
Santa Messa solenne
di Pasqua
Santa Messa in Chiesa
parrocchiale
Venerdì 18 marzo
Lunedì 28 marzo – dell’Angelo
Ore 9.00
Ore17.00
Ore 17.30
Ore 20,45
Ore 9,30 – 11,00 Sante Messe in Chiesa parrocchiale
Via Crucis in Chiesa
Via Crucis in Chiesa
Confessioni preadolescenti
Lectio divina in Chiesa
Domenica 10 aprile
Ore 11.00
10
Anniversari Matrimonio
ciare «Oggi si e'compiuta questa Notizia Buona».
In realtà ciò che potrebbe sembrare molto astratto e disincarnato, si presenta molto concreto. Il Cristiano dovrebbe essere guidato dalla
consapevolezza che la storia è in attesa di Qualcuno che viene a visitarla. Possiamo attendere
perche attesi. Oggi tutti ci scontriamo con un
Natale superficiale, che impedisce l'incontro con
c o l u i che risponde alle esigenze piu'profonde:certezza, fiducia, serenità... Stiamo soffrendo
tutti una cecità dovuta al sovraccarico di immagini e di messaggi, che non permettono di
andare al cuore delle cose e delle persone, e
tanto meno al cuore di Dio! In questa festa civile e pagana del Natale: vacanze, spese, regali,
cenoni ... che cosa e' rimasto di Dio che ci guida e
ci conduce oltre la confusione e il chiasso?
Guardiamo alla famiglia di Nazareth, nella quale
ha vissuto per lunghi anni in silenzio il Figlio di
Dio. Quella famiglia unica al mondo che ha
trascorso un'esistenza anonima e silenziosa in
Palestina, provata dalla povertà,dalla persecuzione e dall'esilio, quella famiglia é la cometa che
può indicare la strada anche ai nostri giorni.
Chiediamoci: ci sono famiglie oggi che incoraggiano altre a seguire lo stesso percorso di Nazareth? Grazie a Dio ci sono anche ai nostri giorni
famiglie belle e forti!
Alcuni esempi. La famiglia di Mario e Tchali,
con 7 figli. Catechista e insegnante che da anni
tutte le mattine prima di uscire di casa per i
propri impegni, recita insieme alla moglie e ai
figli i salmi. La famiglia del piccolo Franco
che, bussando alla porta della mia casa al mattino, domanda di lasciarlo entrare a visitare Gesù
presente in cappella. Penso sia il risultato dell'educazione impartita in famiglia da genitori cristiani. Anche la famiglia di lnes e Rui sono una
testimonianza del Natale di oggi, quando dicono:
«Una volta conosciuta la Parola di Dio non abbiamo il diritto di conservarla per noi, da quel
momento appartiene a coloro che l'aspettano»;
sono catechisti e animatori della comunità rurale
di Madina, una cittadina al sud della Guinea.
Comunità che ora vede la bellezza di 12 famiglie
cristiane grazie al lavoro di evangelizzazione
svolto da loro due soli in mezzo a una popolazione che segue tenacemente ancora i riti ancestrali. Anche in Italia durante le vacanze ho
avuto la grazie di fare tante belle esperienze
con persone e famiglie cristiane, ne cito solo
alcuni : la famiglia di Sergio, di Fiorenza, di Emanuele, i miei coscritti della classe '46, il gruppo
missionario della parrocchia e tante, tante altre.
Con la preghiera e la collaborazione vostra stia-
BATTESIMI DI FEBBRAIO
Sabato 20, ore 16, all’asilo Elena, incontro per i
genitori
Domenica 21, ore 11, S. Messa per la presentazione dei battezzandi
Domenica 28, ore 11 e ore 16, celebrazione dei
Battesimi
BATTESIMI DI MARZO
Sabato 12, ore 16, all’asilo Elena, incontro per i
genitori
Domenica 13, ore 11, S. Messa per la presentazione dei battezzandi
Domenica 20, solo ore 11 e sabato 26 ore 21
(veglia pasquale), celebrazione dei Battesimi
BATTESIMI DI APRILE
Sabato 23, ore 16, all’asilo Elena, incontro per i
genitori
Domenica 24, ore 11, S. Messa per la presentazione dei battezzandi
Domenica 1°maggio, ore 11 e ore 16, celebrazione
dei Battesimi
BATTESIMI DI MAGGIO
Sabato 21, ore 16, all’asilo Elena, incontro per i
genitori
Domenica 22, ore 11, S. Messa per la presentazione dei battezzandi
Domenica 29, ore 11 e ore 16, celebrazione dei
Battesimi
AVVISO CARITAS PARROCCHIALE
Come consuetudine la Caritas di Robbiate propone,
nel periodo quaresimale 2016, di intensificare la
raccolta di alimenti non deperibili per le persone
indigenti della nostra Comunità. Ringraziandovi sin
da ora per la vostra consueta generosità, vi auguriamo una buona Quaresima e una Santa Pasqua 2016.
COMMISSIONE MISSIONARIA
Carissimi parenti,amici e benefattori tutti che
bello ascoltare il ritornello: “ Rallegratevi il Signore è vicino!” E' il messaggio che ci viene
dall'Avvento, i cristiani sono chiamati a portare
una «Buona Notizia» e alzare la voce per annun11
mo aiutando tante persone ad avere condizioni
di vita un po' normali. Arso Sadjo di 35 anni,
papà di tre figli, faceva il falegname e da cinque
anni soffre di cirrosi epatica, una malattia che in
Guinea non ha possibilità di cura. Senza medicine e con un' alimentazione povera non può l a vorare. Continuiamo ad assicurare il latte agli
orfani essendo l a n o s t r a regione tra le più affette da mortalità infantile. A 5000 alunni delle
zone rurali assicuriamo la scuola e un piatto di
polenta.
Mentre fino all'anno scorso la mia regione figurava tra le regioni segnate da «povertà economica» cioè1euro al giorno, dal 2014 figura con
l’indice di «povertà assoluta» 50 centesimi pro
capite. Le conclusioni le lascio a voi!
Buon Natale 2015 e Anno Nuovo 2016!
Con gratitudine e affetto
Sr. Angela Casati in Guinea Bissau.
Torino, 3 dicembre 2015
Comunichiamo di aver ricevuto l’offerta di
euro 1000,00 per fratel Sandro Bonfanti in T anzania". Esprimiamo il nostro grazie, a nome
dei Missionari della Consolata e di quanti
beneficeranno della vostra generosità. Il
vostro contributo c i permette di promuovere i valori di solidarietà e giustizia ed un
maggiore impegno a favore dei più poveri.
Rinnovando la nostra gratitudine assicuriamo il nostro ricordo nella preghiera al
Beato Giuseppe Allamano e alla Ss. Maria
Consolata.
Cordiali saluti.
ORARIO S. MESSE
Festive
Bogotà 15 settembre 2015
Sono suor Angelina Sangalli missionaria della
Consolata in Bogotà Colombia e rivolgo queste
semplici parole per dire il mio più sincero grazie
per la generosa offerta in favore delle nostre
missioni. Il Signore ricompensi la vostra generosità e conceda alla mia Parrocchia che sempre ricordo con tanto affetto perchè li è nata la mia
vocazione religiosa missionaria, ne ringrazio di
cuore il Signore. A volte ricordo con nostalgia gli
anni giovanili trascorsi con la mia gente dove, con
l'aiuto del Signore, ho scoperto la mia vocazione
e la sua realizzazione; per questo mi sento felice e
tanto riconoscente alla Parrocchia per tutto quello
che mi ha donato.
Ora mi trovo a Bogotà, nella comunità Madre
Margherita dove siamo in sedici sorelle tutte con
una salute fragile e bisognose di aiuto; il nostro
principale apostolato è la preghiera. Tutti i giorni al mattino abbiamo l'adorazione davanti a Gesù
Sacramentato, a Lui affidiamo le necessità della
Chiesa e del mondo, e io ricordo con amore la
mia parrocchia con i suoi bisogni e desideri di bene. Fateci conto sulle mie povere preghiere.
Di nuovo grazie di cuore; vi sono vicina con la preghiera. Saluti alla cara gente di S. Alessandro Martire che ricorderò nelle preghiere. Mi permetto di
chiedere un ricordo al Signore per me e consorelle
di casa Madre Margherita
.Con sincero affetto e riconoscenza.
Suor Angelina Sangalli
Sabato sera ore 18.30
Domenica
ore 9.30 - 11.00 - 18.00
Feriali
Lunedì
Martedì
Mercoledì
Giovedì
Venerdì
ore
ore
ore
ore
ore
18.00
18.00
18.00
18.00
9.00
M.del Pianto
Parrocchia
M.del Pianto
Parrocchia
Parrocchia
1° giovedì del mese ore 21.00
Adorazione Eucaristica
TELEFONI
Riferimenti pastorali
Sacerdoti:
Don Antonio Caldirola
Don Paolo Bizzarri
cell.
Don Marco Albertoni
039 9515929
039 510660
366 4431440
335 1657066
Rev. Suore
Scuola Materna Elena 039.511206
Caritas
12
039.513163
13
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