IL GIORNALE
DEL LAGO
Numero 2 - 28/2/97
Supplemento del LAGO DI BOLSENA - Reg. Tribunale di VT n. 333 del 26/7/88 - Redazione: Casella
Postale 19, 01010 Capodimonte VT - Dir. Resp : Piero Bruni - Segretario di Redazione: PieroCarosi
ADOTTIAMO IL LAGO DI BOLSENA
PROGETTO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE, RICERCA E SALVAGUARDIA
PROPOSTO ALLE SCUOLE DALL'ASSOCIAZIONE LAGO DI BOLSENA
E' divenuto un fatto normale che le Scuole
"adottino" beni ambientali e culturali, quali alberi
e monumenti. Seguendo questa tendenza
l'Associazione Lago di Bolsena ha lanciato alle
Scuole del comprensorio lacustre, di ogni ordine e
grado, l'idea di una mega-adozione: QUELLA
DEL LAGO DI BOLSENA.
11 progetto, studiato insieme ad alcuni esperti in
limnologia, volto ad accomunare e coordinare gli
intenti dei 4000 ragazzi delle Scuole disseminate
nei vari comuni e frazioni, è quello di individuare
una quindicina di parametri significativi che,
opportunamente misurati, possono "fotografare" lo
stato attuale della salute lago. Seguendo poi
l'andamento di questi parametri nel
tempo sarà possibile rilevare un suo
eventuale deterioramento e la rapidità
con cui questo procede.
L'idea, quindi, è quella di assegnare il
monitoraggio di un parametro ad ogni
classe che intende partecipare al
progetto per cui l'adozione del lago
verrebbe realizzata ripartendo fra le
varie classi l'adozione dei vari
parametri per poi integrare fra loro
risultati
ottenuti.
Per avviare questo progetto e proporlo alle Scuole,
l'Associazione Lago di Bolsena ha organizzato un
corso di aggiornamento "CONOSCERE IL LAGO
DI BOLSENA", autorizzato dal Provveditorato
agli Studi di Viterbo, al quale hanno partecipato
più di 120 Insegnanti II corso è stato articolato in
tre lezioni teoriche ed una uscita in barca sul lago,
prevista per il prossimo maggio.
Alcuni dei parametri proposti, come ad esempio la
quantità di pioggia, la portata dell'emissario,
l'acidità delle piogge, il livello del lago ed altri,
sono misurabili con mezzi semplici e adatti per
essere rilevati dai ragazzi delle Scuole Elementari
e Medie. Altri invecè^sono più complessi, come ad
esempio il contenuto di ossigeno, di azoto, di
fosforo ed altre sostanze chimiche, e richiedono
laboratori molto attrezzati; fortunatamente nel
comprensorio non mancano Istituti Superiori
dotati di moderne e sofisticate attrezzature.
Sempre a tale riguardo il CO.BA.L.B. dispone di
strumenti adatti per misurazioni sommerse, che
potrebbero essere utilizzati in collaborazione con
le Scuole. Infine il rilevamento di indicatori
biologici (plancton, benthos, ecc.) può essere
condotto con la collaborazione di alcuni giovani
ricercatori che attualmente operano presso
l'Università della Tuscia di Viterbo e che hanno
effettuato lavori simili in altri laghi del Lazio.
La proposta di adottare parametri ha avuto
successo: undici classi di Scuole Elementari e
Medie sono già all'opera, e molte altre hanno
chiesto di far parte di questo progetto. Per quanto
riguarda il rilevamento della pioggia è
stata installata una rete di sei
pluviometri presso altrettante Scuole
attorno al lago, ciò per supplire la
chiusura di tutte le stazioni di
rilevamento da parte dell'ENEL e per
raffrontare i dati ottenuti con quelli
che
l'Istituto
Idrografico
e
Mareografico dello Stato ottiene con
— ^ la stazione di rilevamento di Bolsena.
A sostegno dell'attività sopra descritta , come
strumento di coesione e di informazione fra le
varie Scuole del comprensorio, l'Associazione
Lago di Bolsena sta pubblicando il presente
giornale, che viene in parte redatto dagli studenti
ed in parte da esperti in problemi lacustri. Alla
fine dell'anno scolastico sarà pubblicato un
numero doppio, che riprodurrà e riunirà in modo
organico tutte le informazioni raccolte sul lago.
In conclusione, il corso di aggiornamento
CONOSCERE IL LAGO DI BOLSENA, il
progetto ADOTTIAMO IL LAGO DI BOLSENA,
e IL GIORNALE DEL LAGO, sono iniziative che
si integrano l'un l'altra, e che costituiscono un
unico progetto, che non ha solo fini didattici e di
educazione
ambientale,
ma
avvia
una
particolarissima ricerca mirata alla salvaguardia
del Lago di Bolsena, realizzando anche una
importante opera di pubblica utilità.
Associazione Lago di Bolsena
RICERCARE PER...
Il canto popolare : canto d'amore,
canto satirico, canto di lavoro si
identifica con la poesia popolare,
in quanto non vi è schietta poesia
popolare che non sia cantata. Il
concetto di popolare si riferisce
non tanto all'ambiente in cui
questa poesia nasce, quanto al
contenuto,
alla
levità
dei
sentimenti che essa esprime, o agli
avvenimenti che essa narra, per lo
più leggende, senza mostrare in
modo spiccato l'individualità di un
autore. Con questa premessa è
facile arguire che il canto
popolare ha accompagnato la vita
dell'uomo fin dalle origini, che
esso è la pi autentica forma d'arte.
Si definisce canto popolare in
quanto
musica
prodotta
ed
eseguita da persone che fanno
parte di classi sociali "basse" ,
come contadini, operai, artigiani...
Un'altra caratteristica importante
è quella di essere eseguita e
tramandata solo fino a quando
risponde al gusto, alle funzioni e
alle pratiche sociali per cui è nata.
L'avvento della meccanizzazione,
per esempio, ha fatto sparire molti
canti di lavoro che servivano a
ritmare uno sforzo collettivo e
altri canti sono stati dimenticati
perché sono sparite le attività o le
situazioni sociali a cui erano
riferite. Il fatto poi che la musica
popolare sia diffusa e tramandata
oralmente, sicuramente provoca
modifiche nel testo e/o nella
melodia dovute alla mancanza di
spartiti e/o di testi scritti ed
inevitabilmente ciascun esecutoreinterprete può introdurre proprie
varianti ;
tutto
ciò
porta
all'estinzione di ciò che viene
dimenticato e non pi eseguito. A
tale scopo, insegnanti ed alunni
della Scuola Media "C Salotti" di
Grotte di Castro e Gradoli, hanno
creato un gruppo di lavoro
interdisciplinare, coordinato dai
docenti
Dario
Tramontana,
insegnante
di
Educazione
Musicale, e Valfranco Luciani,
insegnante di Lettere, allo scopo
di "RICERCARE PER..." che è
anche il titolo di un opuscolo in
via di realizzazione per quanto
riguarda
i canti popolari del
circondario del Lago di Bolsena.
Quanti volessero portare il loro
contributo
in questa
ricerca
possono contattare gli insegnanti
sopra citati presso la S.M. di
Grotte di Castro.
^ ¿ ¿ ' a n g o l o
d e i
J O o e t i
DEDICATO A TE
TI AVRÒ'
Ti avrò perché sei dolce,
ti avrò perché sei nel mio cuore.
I i avrò perché sei iamore.
SEI L'UNICO
Sei testardo come la pietra,
perché non mi vuoi capire,
sei come il sole che sorge al mattino
e riscalda il mio cuore.
Ma sei l'unico mio grande "Amore".
Sei nella mia fantasia qualcosa che io
ho creato
un'illusione, un amore impossibile.
Perché i tuoi baci sono come
rondine che vola alta nel ciclo
libera d'amore.
O forse esisti veramente , perché la
gioia che provo,
quando mi apri la porta del tuo
cuore, è come l'azzurro dell'infinito
oceano.
LUANA . 8 - EU SAP. - DANIELA. E.
ANDREA.L
(S.M.
Gradoli)
AMICIZIA
Un giorno ho incontrato un'amica
MODI DI DIRE
speciale
sincera
La paura fa
ideale.
Cadere come una pera
Credevo che la nostra amicizia durasse
Sfondare una porta
una vita,
Mettere i puntini sulle
e invece un brutto giorno è finita.
Usare il bastone e la
Avere
una fame da
SOGNANDO
Cantare come un
Dormire sotto i
Ero su un fiume dorato
e da quel folto di quel bosco
è uscito un cavaliere misterioso ...
R e s t a r e c o n u n p a l m o di
Tremare come una
Mi h a baciata m i h a g u a r d a t a e...
tessere in u n a b o t t e d i
la sveglia ha suonato.
Prendere uno con le mani nel
Avere la pazienza di
Essere il rovescio della
Mettere nero su
Piangere sul latte
Tagliare la testa al
Essere un pallone
Puntare i piedi al
Tenere il piede su due
NON SO COS ' E'
Non so bene cos'è tumore
ma so cos'è il dolore, cos'è soffrire,
ma soprattutto sentirsi morire.
SOGNI
Verde come il mare che mi fa
sognare,
azzurro come il cielo che cattura il
mio pensiero,
nero come i miei sogni che hai
spezzato tu
e con gli occhi che non vedrò mai
più.
2
Soluzioni :
novanta- cotta - aperta- i -carota- lupiusignolo- ponti -naso -foglia -ferro -sacco
-Giobbe -medaglia -bianco -versato toro -gonfiato - m u r o -staffe
Sarti Diego
Tornassi Luca
(S.M. Gradoli)
In questa chiesa è la famosa lapide, che in lettere gotiche dice:
"est est est propter nimium hic io.devc. dominus mortus est".
Fu con Innocenzo III e con i suoi immediati successori che
Montefiascone uscì dall'oscurità, acquistando una importanza
sempre maggiore. Urbano IV che risiedeva normalmente ad
Orvieto, preferiva per l'estate Montefiascone e per questo vi
fece costruire un'abitazione per se e per la sua corte, abitazione
provvista di una torre di guardia (La Rocca). Dopo gli
abbellimenti di Martino IV prima, e di Urbano V poi,
l'edificio, munito di fortificazioni che si estesero lungo le falde
del monte fino al piano di Sant'Agostino, risultò una possente
Rocca, con quattro grosse torri agli angoli, più un grande
loggiato da torre a torre, per ammirare il panorama.
Fu lo stesso Pontefice Urbano V a far scavare un pozzo nel
piazzale interno della Rocca e un altro ne fece scavare davanti
alla chiesa di Sant'Andrea.
Con una sua bolla del 1369, dava a Montefiascone il titolo di
città, la creava sede vescovile, avviava la costruzione del
palazzo episcopale, le donava infine molti preziosi oggetti e
paramenti liturgici.
Anche nel secolo successivo la Rocca mantenne il suo
prestigio di sfarzosa dimora, tanto che Pio II la cita nei suoi
Commentari come degna di Sovrani. Furono Giulio II e Leone
X, su disegno di Giuliano da Sangallo, che ne ordinarono il
restauro per la villeggiatura papale. Qui si fermò anche
l'Imperatore Carlo V ed ebbe in omaggio una fontana di vino.
Il Palazzo dei Papi dopo tanto splendore cominciò a decadere
ed il resto fecero l'incuria e l'abbandono poiché il centro della
vita cittadina si era spostato verso il Borgo. Si entra in città
per la porta del Borgo, fatta costruire nel 1744 dal Cardinale
Aldovrandi. Si accede così al Corso Cavour, l'arteria centrale
di Montefiascone. Qui è sempre intenso il traffico di veicoli e
di persone che poi si fermano per parlare e fare acquisti. Al
rumore del traffico e al vocio delle persone si unisce il
profumo del pane fresco, pane ancora genuino che sa di
campagna come il celebre EST EST EST venduto un po'
dappertutto e segnalato dall'ormai classica fraschetta.
Classici ed austeri anche dignitosi palazzotti che si affacciano
sulla via e che si concedono a volte l'unico ornamento di un
balcone in ferro battuto. E se poi si volge lo sguardo alle vie
che si aprono lateralmente ci si accorge che da tanto rumore
non si lascia turbare la quieta tranquillità di sempre.
Si continua a salire fino a Piazza Vittorio Emanuele e qui lo
scenario si allarga su nuove e inaspettate prospettive. Oltre la
fontana, che sembra quasi punto di convergenza di tante vie e
di tanto spazio, la casa del Principe Doria, oggi sede del
Comune, si impone con la forza del suo prestigio e con lo
stacco tonale del suo colore.
Ma lo sguardo continua la sua fuga attratto dall'ampiezza del
suo potenziale campo d'azione verso la poderosa cupola di
Santa Margherita. Questa chiesa è la costruzione più insigne,
il simbolo quasi di Montefiascone. La costruzione iniziò nel
1483, sulla già esistente chiesa della Santa. Vi lavorarono
molti famosi architetti e vi profusero ingenti somme vescovi e
cardinali.
Il primo ad iniziare i lavori fu il Cardinale della Rovere e un
tal Magister Anticuus gettò le fondamenta e le portò fino al
livello della strada, creando così la cripta. Nel 1519 il
Cardinale Alessandro Farnese, il futuro Paolo III, chiamò il
Sanmicheli, il quale, sopra l'ottagono già costruito, disegnò il
tamburo e la cupola. Successivamente, per la generosità del
Cardinale Ascanio Sforza, nel 1534 si potè arrivare fino al
cornicione ricoprendo poi il tutto, nel secolo successivo con un
modesto tetto, che nel 1670 bruciò.
Fu infine l'architetto Carlo Fontana su invito di Clemente X, a
riparare la chiesa, ricoprendola non con un tetto, ma con la
cupola. Egli, in meno di quattro anni, apportando al primitivo
progetto le novità dei vistosi costoloni, slanciò la grandiosa
cupola verso l'azzurro.
MONTEFIASCONE
Poche città, come Montefiascone, hanno una posizione
geografica così privilegiata. Ad Ovest l'ampia distesa della
Maremma, terminante sul lago di Bolsena con tutta una serie
di dolci colline e ridenti paesi.
Quel lago così azzurro a pochi chilometri, tra colline e
promontori vulcanici, con le sue isole che sembrano barche
lontane.... lontane come quelle storie di regine recluse e di
sacerdoti dissidenti....lontane come quei monti che sembrano
starsene per conto loro, quasi accigliati, come il monte Amiata
e Radicofani, coperti di boschi, di prati, di uliveti
E poi la pianura a Sud, verso Viterbo, che si distende quasi
pigramente verso il monte Cimino
Tutta una melodia di verde e di azzurro che dolcemente nel
lago palpita di una sua arcana pensosa serietà.
Così scriveva Bonaventura Tecchi e il fascino avvertito dallo
scrittore è indubbiamente una caratteristica di Montefiascone.
Distesa su uno dei più alti fra i colli Volsini, i quali
incorniciano il lago come una corona, Montefiascone, con le
sue mura, le sue strade ripide e spesso tortuose, gelosamente
conserva le vestigia del suo passato.
Anticamente il centro abitato era più a valle, lungo la via
Cassia, intorno ad un tempio pagano, trasformato in chiesa
cristiana, probabilmente nel VI secolo dopo Cristo. La chiesa
fu inizialmente dedicata alla Madonna e poi a San Flaviano. Di
questa chiesa primitiva restano pochi frammenti come un
cancelletto marmoreo, ornato da sette anelli, apposto ad una
piccola finestra.
Distrutta una prima volta dai barbari, la chiesa subì una
seconda distruzione alla fine del mille. Nell'iscrizione a
caratteri gotici, posta all'interno della chiesa inferiore, a
sinistra di chi entra, si ricorda che nell'anno 1032 si conclusero
i lavori di ricostruzione per interessamento di un certo
Landolfo, ricco cittadino di Montefiascone. Appartiene a
questo periodo tutta la parte inferiore con tre absidi. E
l'impronta romanica che il tempio conserva è dovuto a questo
rifacimento.
La chiesa ha due entrate: una a occidente nella parte superiore,
l'altra ad oriente nella parte inferiore.
Sopra i tre archi leggermente acuti, si stacca la loggia
originariamente scoperta, da cui si affacciavano i pontefici,
loggia fatta ricoprire nel XVIII secolo dal Cardinale
Aldovrandi.
Il suo stemma domina infatti al centro della facciata che,
semplice nella linea a capanna del tetto, è completata da un
campanile rielaborato nella stessa epoca.
Entrando nella chiesa, subito si avverte il suo grigio e morbido
fascino. La decorazione a basso rilievo è limitata ai capitelli
delle colonne e dei pilastri, di stile bizantino i due posti vicino
all'altare, di stile romanico quelli posti al centro dell'edificio, di
stile gotico quelli posti vicino all'ingresso.
Ogni capitello è diverso nei motivi decorativi: fiori, foglie,
animali, figure umane. La colonna di destra, vicino all'altare,
risulta notevolmente originale: fra le foglie e i fiori si inserisce
una figura umana che si tiene il mento con la sinistra e con la
destra indica l'iscrizione posta sopra il fregio decorativo,
iscrizione che tradotta ammonisce: "o voi che ammirate la
chiesa, guardate la mia barba, sono il custode della chiesa,
scolpito per ingannare gli stolti".
Le pareti della chiesa inferiore sono affrescate con pitture
risalenti ad epoche diverse e risultano quindi di diverso stile.
Ma spesso stile toscano ed umbro si fondono in un gusto
tipicamente popolare e genuino. A destra entrando, si notano
un gruppo di affreschi che ampiamente risentono della scuola
di Giotto, come tuia crocifissione. In una successiva Madonna
in trono con santi è particolarmente evidente l'influsso della
scuola toscana.
4
periodico dei ragazzi della Scuola Media di Valentano
IN MEMORIA DI PAOLO RUFFINI
Presso la sala conferenze della Biblioteca
Comunale di Valentano, sabato 16 Novembre, è
stata aperta la mostra dedicata a Paolo Ruffini con
documenti e libri sul famoso matematico medico
filosofo originario di Valentano, essendovi nato il
22 settembre 1765. Romualdo Luzi, direttore della
biblioteca, ha esaurientemente illustrato i
documenti che noi ragazzi abbiamo seguito con
interesse.
La manifestazioni sono proseguite il giorno
successivo con una conferenza sulla vita e le opere
del celebre matematico tenuta dal prof. Francesco
Barbieri
e
dalla
Professoressa
Catelani
dell'Università di Modena.
Le numerose autorità presenti, fra le quali i
Magnifici Rettori dell'Università di Modena e
della Tuscia, il Prefetto e il Sindaco di Valentano,
si sono incontrate in piazza Cavour con noi ragazzi
delle Scuole Medie ed Elementari di Valentano ed
una rappresentanza del Liceo Scientifico Paolo
PAOLO RUFFINI
CHIARO NELLE MEDICHE DISCIPLINE
SALUTATO SCOPRITORE DELLA SCIENZA ALGEBRICA
LESSE ISTITUZIONI ANALITICHE E MATEMATICA APPLICATA
REGGENDO L'ATENEO DAL 1815 AL 1822
NELLA € TEORIA GENERALE DELLE EQUAZIONI »
RILUCE DIMOSTRATO IL TEOREMA DEL SUO NOME
QUALE STELLA INTITOLATA A UN GENIO
XXV OTTOBRE MDMXXVII
Lapide nell'atrio dell'Università di Modena
luffini di Viterbo. E' stata quindi scoperta una
targa sulla casa natale del Ruffini, nell'adiacente
via Carlo Alberto, nel centro storico di Valentano.
Successivamente le autorità e la popolazione si
sono recate presso i locali della Scuola Media,
sulla cui facciata è stata posta l'iscrizione di
intitolazione della Scuola a Paolo Ruffini.
Le manifestazioni si sono concluse
nel
pomeriggio con una interessante conferenza dei
professori
Francesco
Barbieri e Bonafede
Mancini riservata alla popolazione di Valentano e
con il concerto del Corpo Bandistico "Città di
Valentano", diretto dal Maestro Antonio Silvestri,
che ha allietato la serata con pezzi molto piacevoli
ed apprezzati dal pubblico.
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CU) tOA.PAOLO RUFFINI
da un ritratto ad olio del pittore Magnanini
Dedica sul libro di G.Barbesi: P. Ruffini
5
Classe I sezione A - Scuola Media di Valentano
Valentina Fracassi, Carmine Marchetti, Giordano Bartoccini, Valeria Alesini, Roberta Pelosi, Linda Biagini,
Preside Prof. Angelo Alessandrini, Anita Taillla, Antonella Ceccarelli,Paola Brizi, Prof. Raffaele Saraconi,
Mario Marconi, Valerio Egidi, Sveno Fagotto, Luciana Braia, Prof. Milvio Sassara.
ABBIAMO ADOTTATO LA PIOGGIA
Abbiamo la fortuna di vivere vicino ad un bellissimo lago che, soprattutto in estate è meta di molti turisti.
Qualche tempo fa è venuto nella nostra scuola l'ing. Piero Bruni che, con argomenti ben ragionati ci ha
convinti che il nostro lago soffre di alcuni problemi e che bisogna imparare a conoscerlo meglio.
Si sta costituendo un gruppo di scuole che collaborano allo studio del lago adottando un parametro da
misurare e noi da parte nostra, ci siamo impegnati a misurare la quantità di piogge che cade a Valentano;
abbiamo piazzato nel cortile il pluviometro che l'Associazione Lago di Bolsena ha regalato alla nostra scuola
ed è con molto piacere che facciamo i nostri rilevamenti.
Siamo molto orgogliosi di contribuire a conoscere insieme agli altri i fattori che regolano il livello e la salute
del nostro lago. Abbiamo deciso di collaborare perché è attività scolastica e poi perché si tratta del nostro
lago.
Ci
PSoteète
l
VALENTANO
Da qualunque parte lo si osservi, Valentano fa bella mostra dei simboli della sua storia: la torre ottagonale
della rocca ed il campanile della chiesa di S. Giovanni: due emblemi, civile e religioso, attorno ai quali si è
dipanata nei secoli la storia dei suoi abitanti. Il suo nome deriva probabilmente da Valle degli Ontani ed
appare per la prima volta in un documento dell'anno 813.
Di poco rilievo sono i resti etruschi e romani reperiti nella zona mentre, per la loro rarità, sono interessanti
alcuni ritrovamenti longobardi conservati nel museo locale. Nel medio evo, a Valentano, erano comuni nomi
di matrice longobarda come: Lamperto, Solomo, Cuniperto, Alberto, Guntardo, Liufiido, Liupolo,
Erimperga, Ildiprando ed altri. Si dice che i Longobardi usassero far parlamento sotto un albero ed è forse per
questa antica tradizione che al centro della piazza antistante l'ingresso della rocca vi è stato per secoli un
olmo, adottato come simbolo del libero comune di Valentano. Pochi anni fa l'olmo si è seccato ed è stato
tagliato: dalla conta degli anelli di crescita è stata stimata un'età di 500 anni. Al suo posto, sulla
pavimentazione della piazza, è stato composto un mosaico che lo rappresenta e riprende lo stemma cittadino.
A causa delle invasioni dei barbari e delle incursioni dei saraceni, la Tuscia, all'inizio dell'anno 1000, realizzò
innumerevoli opere di fortificazione, ed anche Valentano si adeguò trasformandosi da villaggio a "casjrum",
con una torre di difesa ed una muraglia di cinta. Fu in quei tempi che nacquero i comuni che, con Magistrati
eletti dal popolo, detti Consoli, sostituirono i feudatari nominati dal Papa o dall'Imperatore.
Nella nostra regione i primi comuni che inalberarono il vessillo della ribellione contro l'autorità pontificia
furono Viterbo, Orvieto, Tuscania e Castro. I centri minori, per
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sentirsi più sicuri, sollecitavano la protezione dei comuni più
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importanti. Valentano si associò a volte con Viterbo ed altre con
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ìmSBt^^m'm f e c e tributario del comune di Viterbo con questo impegno: "Nos
comes Raneirus, domini um castri Valentani retinentes,
promittimus facere guerram et pacem ad mandartientum Rectorum
Comunis Viterbi..".
Giglio Famesiano all'inizio del XV secolo
La rivoluzione dei comuni fu un momento fortemente evolutivo,
durante il quale fu elaborato il nuovo diritto italico, una nuova
cultura, una nuova arte e la lingua italiana. Purtroppo anche i
comuni seguivano una politica di espansione e così esplosero fra
loro innumerevoli guerre: Orvieto contro Viterbo ed Arezzo;
Castro contro Siena e così via. La lotta fra la Chiesa e l'Imperatore
fu causa di lotte violente fra partiti avversi: i Guelfi, che
sostenevano la chiesa ed i Ghibellini che sostenevano l'Imperatore.
7
Nel 1328 Valentano, che era di parte guelfa, subì il saccheggio
e la distruzione da parte di Ludovico il Bavaro, il quale era
stato scomunicato per non avere richiesto l'approvazione
papale alla sua elezione. Sceso a Roma, fece eleggere un
antipapa che lo incoronò imperatore, tentò di abbattere la
potenza guelfa, ma ne uscì sconfitto.
Nel 1305 il papa francese Clemente V e la sua corte si
trasferirono da Roma ad Avignone, iniziando un periodo di
sottomissione del papato agli interessi del Re di Francia. A
ricordo di quei tempi rimane nei pressi di Valentano, a Villa
Fontane, una chiesa, ora in grave stato di abbandono, che fu
dell'ordine religioso dei Templari, i quali erano cavalieri
armati che difendevano i pellegrini che si recavano a
Gerusalemme. Saliti a grande potenza suscitarono l'ostilità di
Filippo il Bello, Re di Francia, che li fece accusare e
condannare per eresia: nel 1312 l'ordine venne soppresso.
Molto tempo dopo la chiesa di Villa Fontane passò ai
Cavalieri di Malta.
II Cardinale Albornoz consegna le chiavi
di Valentano ai Farnese
Inizialmente i Templari erano così poveri
che dovevano usare un cavallo in due
Del trasferimento del papa ad Avignone ne approfittarono
alcuni Comuni e Signori del luogo che si impossessarono di
territori appartenenti allo Stato della Chiesa. Per riprendere i
beni perduti Papa Innocenzo V inviò in Italia il Cardinale
Albomoz che occupò anche Valentano, assegnandolo nel 1354
alla famiglia Farnese,
appartenente alla piccola nobiltà
feudale della zona, che aveva sempre dato appoggio
incondizionato alla Chiesa in funzione antimiperiale.
Con i Farnese Valentano conobbe un periodo di grande
sviluppo, culminato nel 1537 con la costituzione del Ducato di
Castro. La Rocca venne ristrutturata e trasformata in una
magnifica residenza. Vi abitò Pier Luigi seniore, padre di
Paolo III e, successivamente, il figlio di quest'ultimo Pier
Luigi juniore, che diventò prima Duca di Castro e poi Duca di
Parma. Dalla sua unione con Gerolama Orsini di Pitigliano
nacquero: Alessandro e Ranuccio, futuri cardinali; Ottavio,
che diventerà Duca di Parma e Piacenza; Orazio, che diventerà
Duca di Castro e Vittoria, futura Duchessa di Urbino. Dopo la
morte di Paolo III i Papi che seguirono furono ostili ai Farnese
e li allontanarono dal Ducato di Castro: la stessa città di
Castro venne rasa al suolo. La sede amministrativa del Ducato
divenne allora Valentano "che fama e genti prese dall'atterrata
Castro" (G.Cozza).
Durante i secoli successivi, Valentano, inglobato nello Stato della Chiesa, subì i riflessi di eventi storici
maggiori: l'avvento di Napoleone; la proclamazione della Repubblica Romana; l'annessione degli Stati
Romani all'Impero Francese; la restaurazione; l'unità d'Italia ed infine l'ingresso dell'Italia nell'Unione
Europea.
Nel corso di tante vicissitudini la Rocca Farnese è diventata di proprietà del Comune che, ha provveduto a
restaurala, grazie anche all'appassionato interessamento del Direttore della Biblioteca Pubblica Romualdo
Luzzi. Possiamo ammirare l'imponente torrione ottagonale, lo stupendo cortile quattrocentesco, con il
porticato e la loggia sovrastante, il camino, i portali ed il pozzo di Antonio da Sangallo il giovane, gli
affreschi cinquecenteschi e la "Scala Santa" affrescata verso il 1750.
Ogni anno, alle prime luci dell'alba del 14 agosto, viene "tirato" con l'aratro un "solco dritto" che attraversa
per cinque chilometri la piana di Valentano. Più il solco risulterà diritto, migliori saranno gli auspici per un
buon raccolto. La tradizione del "solco dritto" deriva da antichi riti del mondo etrusco e romano in onore di
Cerere (Demetra), divinità della terra e dell'agricoltura, riti poi trasferiti nella religione cristiana in onore della
Vergine Assunta.
(Associazione Lago di Bolsena)
8
La Scuola
Periodico dei ragazzi della Scuola Media di Gradoli
confronti di questo problema. I
comuni che circondano il lago
hanno costruito un depuratore che
eliminerà l'inquinamento dovuto
alle fogne ed i divieti di
balneazione causati dalla presenza
di batteri.
Inoltre sono state stanziati dei
finanziamenti per favorire la
conversione
volontaria
da
agricoltura
intensiva
ad
agricoltura biologica.
A PROPOSITO DEL
LAGO DI BOLSENA
L'inquinamento delle acque dei
laghi sprovvisti di un sistema di
depurazione è causato soprattutto
dagli scarichi delle fogne che sono
ricchi di sostanze organiche e di
fosforo dei detersivi. Nelle zone
dove l'agricoltura è praticata in
modo intensivo, i concimi chimici,
che sono a base di azoto e di
fosforo, ed i pesticidi impiegati
per
ottenere
raccolti
più
abbondanti, hanno dato origine
all'inquinamento
della
terra.
Queste sostanze sono penetrate in
profondità sino ad inquinare le
falde di acqua potabile e spesso
sono arrivate nei bacini dei laghi.
Di questo fenomeno, seppur in
modo più ridotto, ne ha forse
risentito anche il nostro lago di
Bolsena visto che tutto intorno
alle sue rive viene praticata
l'agricoltura intensiva. Certamente
il nostro lago non è neppure
lontanamente paragonabile al lago
di Dosazzo che vanta il primato
tra i laghi più inquinati d'Italia:
contiene infatti un milligrammo di
fosforo ogni metro cubo ed ha
appena 2 metri di trasparenza.
Il lago di Bolsena non ha affluenti
notevoli e il ricambio dell'acqua è
assicurato da sorgenti sotterranee
e se concimi e veleni dovessero
arrivare fin lì sarebbe certamente
un disastro.
Per fortuna già da qualche anno è
cresciuta
la
sensibilità
nei
Classe 1C: Furzi Alessandra,
Guerrini Sara, Virtuoso Vanessa
AMBIENTE : UNA
MODESTA PROPOSTA
Quasi tutti noi, alunni della 1°
media di Gradoli, siamo andati
con i nostri genitori a cercare
funghi e a fare lunghe passeggiate
per i boschi. Però abbiamo visto
che dentro la macchia ci sono
luoghi dove qualche persona
incivile ha gettato i propri rifiuti,
così che certi punti sono divenuti
vere e proprie discariche abusive.
Per esempio in una località
denominata "Paolotta" c'è un
tratto di macchia cosparso di
rottami, scaldabagni, lavatrici,
televisori, batterie di auto, ecc.
Noi crediamo che il posto sia
inquinato e tutt'intorno si sentono
sgradevoli
odori.
La
stessa
situazione si ripete in altre
macchie che circondano il nostro
paese e c'è da temere che questo
fenomeno andrà estendendosi.
Questo è un problema che
9
dipende in gran parte dalla
mancanza
di
educazione
ambientale perché chi getta rifiuti
nei boschi non si rende conto
della bellezza della natura e dei
danni che potrebbe portare alla
sua e nostra salute. Infatti i
rottami abbandonati sotto la
pioggia spesso rilasciano liquidi
nocivi che piano piano penetrano
nel terreno e vanno ad inquinare
l'acqua e le cose che noi
mangiamo.
Noi
vorremmo
proporre
al
comune
di
organizzare,
in
primavera e nelle belle giornate
d'autunno, delle "gite ecologiche"
nei nostri boschi in modo che,
divisi
in gruppi,
si
possa
cominciare a ripulire l'ambiente e
far sì che torni alla sua naturale
bellezza, che è patrimonio di tutti.
Noi parteciperemo volentieri e
siamo sicuri che i grandi ci
seguiranno e ci daranno una mano
perché l'ambiente pulito piace a
tutti.
Bucossi Stefano, Castrini
Giuseppe, Gerboni Vittorio,
Patriccioli Paolo
DUE TESTE MATTE
Una mattina di estate Gaspare
Tognacci era insieme a Zuzzurro
Pecorini: i due pensarono a lungo
a qualche bel danno da combinare
insieme.
Cominciarono a girovagare per il
paese, poi passarono per la strada
di "Croce" per arrivare alla
"Carcaia",
posto
veramente
incantevole.
Gaspare prese una stradella e
Zuzzurro
gli
venne
dietro.
Camminando Gaspare cascò in un
laccio, messo lì per un cinghiale.
Zuzzurro liberò Gaspare dal
laccio che, subito, decisero di
prendere.
Il giorno dopo, con quel laccio fra
le mani, si sentirono due piccoli
"bracconieri" e vollero sistemare
la trappola in un "passo" che loro
ben conoscevano, sperando che la
caccia desse qualche risultato.
Ritornarono la mattina successiva
e subito il cuore saltò in gola
vedendo già da lontano che
qualche animale si era impigliato
nella loro trappola. Era una
puzzola! Turandosi il naso, a
turno, cercarono di liberare la
bestiola, dato che la giudicarono
non
commestibile.
Quando
riuscirono
nell'impresa, il più
"profumato" dei due sembrava
che fosse caduto nel letame. Non
disperarono,
però.
Decisero
subito di risistemare il laccio.
Il giorno dopo tornarono a vedere
la loro trappola, sperando in cuor
loro che quella sciocca puzzola
avesse imparato la lezione e non
fosse ricaduta in trappola. Questa
volta la preda sembrava grossa già
da molto lontano. "Compare mio fece Zuzzurro - questa volta
abbiamo preso un cinghiale!" Si
avvicinarono con molta cautela
per vedere che tipo di preda fosse.
Un vero cinghiale proprio non era.
Quando
furono
più
vicini
riconobbero l'inconfondibile figura
dello zio di Gaspare Tognacci
che, andando a funghi, era caduto
nella trappola e ora cercava di
districarsi soffiando come un
enorme cinghiale. I due, che non
si erano fatti vedere fecero subito
marcia indietro lasciando il povero
cristiano a combattere con il
laccio.
Verso l'ora di pranzo i due
passarono a casa dello zio per
vedere se si era liberato. "Zio, si
trovano sii funghii" fece Gaspare.
Lo zio tutto sudato e sgraffiato
disse "Io non ho trovato niente.
Ma voi non provate ad andare
nella macchia da soli. D questi
tempi sembra di essere in
Vietnam. Ci sono le trappole e
non mi stupirei se ci fossero anche
le mine. Dunque vi ho avvertito.
Non andateci"
I due se ne andarono fischiettando
con mezzo sorriso sulle labbra:
per una volta tanto era andata
bene.
Cerboni
Roberto
CRUCIVERBA
Simone, Patriccioli
Orizzontali
Se ti vedono soffrire
e ti chiedono cos'hai,
tu devi dire:"Prova ad amare
e lo capirai."
TU CHI SEI?
Tu chi sei? Tu che non parli mai,
tu che guardi me e pensi a lei,
chi veramente sei?
Tu che non vuoi saperne di me
e pensi solo a te,
mi vorrai o mi illuderai?
Forse non lo saprò mai! !
1 - Animale che mangia il legno
6- Prima lettera dell'alfabeto
7- Un nome femminile
9- Una nazione asiatica
10 - I x ... prime di cena
12- Città francese
14- E' presente
15- Divide uno spettacolo
teatrale
17- Sono doppie in "Oddio"
18- Noi in francese
21- Ix prime .... cinque di
Elisabetta
AMICIZIA?
Un giorno ho incontrato
un'amica speciale,
sincera e leale.
Credevo che la nostra amicizia
durasse una vita
e invece un brutto giorno è finita.
TRISTI ESPERIENZE.
Se sei triste, triste da morire,
piangi, piangi, non ti intimorire
se gli altri potranno udirti: è
soltanto un modo per sfogarti.
Lo so, non concluderai niente
con il tuo sfogo
non commuoverai la gente,
ma dentro ti sentirai, meglio,
cambiato : questa esperienza
ti ha proprio aiutato.
10
Verticali
2- Andò nel paese delle
meraviglie
3- Animale da ... stagno
4- Una donna che ha fatto
1 Aina Park listate
5- Un po' di orologio
8- Serve per condire
11- Un libro della Bibbia
13- Ix consonanti di Noto
14- Animale amico dell'uomo
16- Un nipote di Paperino
19- Iniziali di Orlando e Luca
20- Servizio Segrete» nazista
ìOla Falisca
Periodico dei ragazzi della Scuola Media di Montefiascone
COREGONE PITAGORICO E IA MACCHINA DEL TEMPO
Personaggi:
Coregone
Pitagorico
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Anguilla
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dei pescatori del lago di Bohemi
Scuola media "S. Cristina
Classi III A - III B
Pro]f. M.Cristina Menichelli - Federica Pucci-Rita
Santinami
16
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INCUBATOIO:
FABBRICA DI VITA
Spremitura della
femmina
Da sempre tra lo specchio d'acqua dolce e Marta
c'è stato un rapporto vitale, quasi che una
eventuale "morte" del lago, porti anche alla
"morte" del paese stesso. Oggi si parla tanto di
inquinamento e di impoverimento della fauna
lacustre, per questo gli abitanti di Marta hanno
realizzato con la collaborazione della Regione
Lazio, un incubatoio ittico per lo sviluppo
controllato delle uova di coregone.
L'incubatoio offre la possibilità a chiunque di
osservare la nascita di nuove vite. Il processo di
crescita e sviluppo del coregone inizia con la
cosiddetta spremitura, che consiste nel premere
l'addome delle femmine facendo fuoriuscire le
uova che vengono poi fecondate artificialmente.
In seguito le uova vengono messe in contenitori di
vetro pieni d'acqua ad una temperatura di 9-10° e
vengono continuamente mescolate.
Dopo circa 40 giorni le uova si schiudono e si
possono così osservare gli "avannotti", che
inizialmente si nutrono con le riserve contenute nel
sacco vitellino; riassorbite queste, il pesce è in
grado di nutrirsi autonomamente.
Spremitura del
maschio
rimescolamento
delle Dora con gli
spermatozoi
(I disegni sono tratti da urta pubblicazione dello
Stabilimento ittiogenico di Roma)
17
Dopo un po' può essere rilasciato nel lago a circa
300 metri dalla costa, dove dovrà affrontare le
prime difficoltà della sua vita.
L'incubatoio si può definire "fabbrica di vita"
perché permette che si sviluppino più uova di
quante si schiuderebbero nel lago stesso; questo
dimostra che l'uomo può intervenire nel ciclo
naturale non solo distruggendo, ma anche
"fabbricando" nuove vite.
L'impianto ittico non produce solo pesci per il
lago di Bolsena, ma è anche una risorsa per i laghi
che stanno morendo, cioè che si stanno
spopolando di pesci a causa dell'inquinamento,
come i laghi alpini dai quali il coregone era stato
inizialmente importato.
Attualmente si fanno sviluppare uova di coregone,
luccio, persico reale, e ci si prepara perché in un
prossimo futuro vengano prodotte anche altre
specie in modo da arricchire la fauna lacustre. Di
questa iniziativa martana, beneficiano anche gli
altri paesi attorno al lago, la cui economia si basa
ancora sulla pesca.
uovo con embrione
( diametro 3,5- 5 m m )
avannotto con sacco
vitellino, appena uscito
dall'uovo
(Classe 3a A Ins. Prof. Antonella Bedini)
avannotto in fase di
riassorbimento del sacco
vitellino (età 10gg.circa )
riassorbito ( e t a ' 2 0 g g . c i r c a )
Dora con embrioni: i pontini neri sono gli occhi
Uova fecondati tesato in movimento da nna corrente d'acqua
18
LADA
FOGLIO DEGLI ALUNNI DELLE SCUOLE ELEMENTARI DEL CIRCOLO DIDATTICO
DI GROTTE DI CASTRO
ACQUA CHE ENTRA NEL LAGO
ACQUA CHE ESCE DAL LAGO
Il lago perde molta
acqua per evaporazione
Il lago riceve acqua dalla
pioggia che gli cade sopra
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PA&F
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Ne perde altra che va
al mare con il fiume
Marta
Riceve anche acqua dalla
pioggia che cade soprai
terreni vicini e che alimenta
sorgenti e ruscelli
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Una parte viene presa
per le case e pei irrigare
i campi
Riceve l'acqua anche
dai lavandini e dalle fogne
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19
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Le classi terze, Il Direttore Annulli, Le Insegnanti Camilli, Ottaviani e Salotti, l'Ing. Fioravanti e i bendati Raffaele, Paolo, Ilaria, Michele e Sara.
CRONACA DI UNA PREMIAZIONE
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Ieri sono venuti due signori del Giornale del Lago per premiare il nostro
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articolo "Una lezione interessante". L'ing. Fioravanti ha detto: Grazie bambini
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per quello che avete scritto! Sono contento che abbiate capito la mia lezione",
Noi abbiamo applaudito. Poi il signore più alto, l'ing. Bruni, ci ha dato due
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diplomi ed un libro sulle piante rare della nostra provincia. Poi ha detto che
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aveva bisogno di un bambino bendato per estrarre a sorte uno di noi per un
premio personale. E' stato scelto Raffaele Tysserand perché è il più giovane di
tutti. E' uscito il nome di Francesco Poponi della classe 3a, che ha vinto
un'assicurazione per tutta la sua famiglia. Poi siamo passati al sorteggio di tre
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cartoline del "Quiz con premio", fra quelle spedite da tutte le scuole intorno al
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lago. I premi erano tre enciclopedie geografiche De Agostini. Abbiamo atteso
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con il cuore in gola. Raffaele ha estratto la prima cartolina e con grande gioia
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è uscita proprio una di Grotte, ossia quella della nostra compagna Ilaria
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Strappafelci. L'ingegnere Bruni ha detto "Alle altre scuole sembrerà una
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estrazione strana, meglio cambiare alunno perché questo Raffaele ha troppa
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fortuna!". Veniva bendato Paolo Santini che al grido di "Forza Paolo!"
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estraeva la seconda cartolina: ma anche questa volta era una di Grotte, ossia
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di Andrea Spadaccia. Ci siamo messi ad urlare come pazzi per l'entusiasmo. W K ^ ^ ^ ^ ^ ^ B z S A M i ^ L » - ^
Dovevate vedere la faccia preoccupata dell'ingegner Bruni che ha detto
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"Cambiamo subito alunno, anche Paolo ha una fortuna sfacciata". Viene
bendata Ilaria Strappafelci che, in un silenzio di tomba, estrae la terza
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cartolina. La consegna all'ing. Bruni che sbianca in volto, si siede su una sedia
e dice "A questa storia non ci crederà nessuno!" La cartolina estratta era
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ancora una volta una di Grotte, del nostro compagno Christian Kau. A questo
punto il nostro entusiasmo è stato indescrivibile, abbiamo urlato e battuto le
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mani ed anche i piedi per terra, sembrava il finimondo. Intanto il Direttore
faceva portare un bicchierino d'amaro ed un caffè all'ing. Bruni e all'ing.
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Fioravanti che si riprendevano. Tornata la calma abbiamo pensato che tre
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enciclopedie per una stessa scuola erano troppe e perciò abbiamo deciso di ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ H H B h J B h
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rimetterne in palio due per le altre scuole, a condizione che il vincitore le ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ H H H H p f r ' ^ k
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lasciasse a disposizione della sua classe come abbiamo fatto noi. Con altri due
sorteggi sono stati estratti Alessio Bellucci della prima B della Scuola Media di Tuscania e Carmine Marchetti della prima
A della Scuola Media di Valentano. La premiazione si è conclusa con una fotografia di gruppo. Ci siamo molto divertiti.
Abbiamo poi saputo che alla fine della premiazione l'ing. Bruni ha detto: "Gli alunni che hanno rimesso in palio le
enciclopedie sono stati molto bravi e generosi e meritano un premio: procurerò per loro altre due enciclopedie ed in più
tre bei libri sul lago".
20
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periodico dell'Istituto Tecnico Agrario "Fratelli Agosti" di Bagnoregio
Sabato 18 Gennaio all'ITAS è suonata una campanella davvero speciale
"SCUOLA APERTA" IV EDIZIONE
I 238 studenti dell'Istituto Agrario di Bagnoregio impegnati nell'iniziativa
I mille visitatori che Sabato 18
Gennaio hanno visitato l'Istituto Agrario Statale "F.lli
Agosti" per la IV edizione della manifestazione "Scuola Aperta" hanno certamente
trascorso un pomeriggio intenso ed interessante.
L'iniziativa -realizzata come ogni anno con grande entusiasmo dagli studenti, coordinati
dal Preside Zazzera, i docenti e da tutto il personale- aveva lo scopo di aprire le porte
dell'Istituto alla cittadinanza, alle autorità, ai genitori, non solo per mostrarne le strutture
ed i laboratori, ma anche per illustrare dettagliatamente le diverse attività didattiche che vi
si svolgono.
II programma della giornata è stato molto articolato. La tradizionale visita ai diversi
laboratori nei quali gli studenti hanno realizzato e mostrato agli ospiti esperimenti che
vengono regolarmente condotti nel corso dell'anno nelle diverse discipline è stato
ovviamente il momento più significativo. Gli studenti (docenti per l'occasione!) hanno
sviluppato ed esposto esperienze di fisica, osservazioni di biologia, tecniche di
micropropagazione vegetale, analisi chimiche, rilevazioni topografiche.
Sono state allestite numerose mostre di prodotti agricoli tipici locali (salumi, olio. vino,
formaggi, tartufi, miele, ecc.). stands di vivaismo e un recinto con piccoli animali da
allevamento che hanno messo in evidenza il forte legame e l'interazione che esiste tra
l'Istituto e le aziende agricole e zootecniche presenti sul territorio.
Allo scopo di rendere pitì tangibile il contatto tra scuola e lavoro, per la manifestazione di
quest'anno, la Cassa di Risparmio di Bagnoregio ha messo a disposizione un punto di
elaborazione elettronica ed informazione sulle possibilità di collaborazione tra l'istituto
bancario e il settore agricoltura: un'esperimento di raccordo tra mondo del lavoro e mondo
della scuola certamente utile per i giovani Periti Agrari.
Un'ulteriore novità di quest'anno è stata l'esibizione dell'Itas Band, una band di dodici
elementi, tutti studenti dell'Istituto, il cui repertorio di musiche soul e blues ha coinvolto
con ritmi trascinanti tutti gli spettatori che gremivano la palestra, trasformata per
l'occasione in auditorium.
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Infine, in Aula Magna, l'assaggio delle specialità locali e la degustazione
dei principali vini
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zona ha fatto da gustosa cornice alle varie iniziative della giornata.
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Realizzata con serietà e impegno da studenti e personale
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IL LABORATORIO DI CHIMICA
Il laboratorio di chimica è una delle più importanti strutture di ricerca dell'Istituto Agrario. Esso viene utilizzato
dagli studenti di tutte le classi , dato che la chimica è disciplina presente nel cunicolo dei cinque anni di studi. Il
laboratorio è stato recentemente rinnovato e le sue attrezzature principali, oltre alle normali dotazioni di vetreria,
reagenti, arredo, banconi, cappe aspiranti, armadi portareagenti, bilance, stufe, termostati, sono:
• uno spettrometro UV-VIS;
• due gas cromatografi;
• un fotometro a fiamma;
• un apparecchio per determinare il B.O.D.
• un apparecchio per determinare il C.O.D.
Il laboratorio è in grado di assolvere ad ogni tipo di attività didattica specifica ed analisi chimica. Considerate le sue
sofisticate caratteristiche, è stata avviata la pratica per ottenere dal Ministero della Sanità la certificazione per le
analisi alimentari e conto terzi.
srirn KoroTQMiìTRo
uv - vis
S t r u m e n t o p e r la d e t e r m i n a z i o n e d e l l ' a s s o r b i m e n t o m o l e c o l a r e dello r a d i a z i o n i
o u l t r a v i o l e t t e d a p a r t e di s o s t a n z e in s o l u z i o n e .
visibili
1 slitta per posizionare II campione
2 visualizzatore della lunghezza d'onda
3 manopola per la selezione della
lunghezza d'onda
4 Interruttore di accensione
5 comparto lampade UV VIS
f> visualizzatore a display del dati
7 manopole Impostazione valori
e azzeramento
8 comparto alloggiamento campioni
Schema
s-sorgente luminosa
m-misuralore
C-soluzione da esaminare
di
uno
spettrofotometro
f-ii Uro,reticolo o prisma
a-turo policromatica
c-cuvetta
r-ri ve lai oro
b-luce monocromatica
In vista di una possibile collaborazione fra le scuole del comprensorio per "adottare il Lago di Bolsena"
descriveremo in questo, e nei prossimi numeri gli strumenti più importanti di cui dispone il nostro laboratorio di
chimica, che potrebbero essere utilizzati per lo studio del lago.
Iniziamo con la descrizione dello spettrofotometro UV-VIS. Questo strumento permette di fare analisi di tipo
colorimetrico, cioè identificare la presenza di una sostanza in soluzione e la sua concentrazione grazie ad un
procedimento che si basa sulla reazione di questa sostanza ai raggi luminosi nello spettro visibile o ultravioletto.
Ad esempio, se volessimo accertare la presenza di una sostanza inquinante, poniamo il manganese, in un liquido
come l'acqua, potremmo operare in questo modo. Raccogliamo in una euvetta trasparente il campione d'acqua in
soluzione con un reagente specifico per il manganese. In presenza di questa sostanza l'acqua acquisterà mi colore
rosso-violetto. Inserita la euvetta con la soluzione nello spettrofotometro, la facciamo attraversare con mi raggio di
luce, la cui lunghezza d'onda sia stata fissata tramite il monocromatore (una sorta di sofisticato prisma che
scompone il raggio di luce) sulla lunghezza d'onda d'assorbimento tipica del manganese. Poiché il valore
dell'assorbimento è direttamente proporzionale alla concentrazione dello strato attraversato dalla luce, quanto
maggiore sarà l'assorbimento della luminoso da parte della soluzione, tanto maggiore sarà la concentrazione del
manganese nell'acqua. Lo spettrofotometro, calcolando i valori di luce in entrata e in uscita della soluzione in
esame, permetterà quindi di determinare con precisione millesimale la quantità di manganese presente nell'acqua.
Ovviamente un'analisi di questo tipo può essere effettuata per qualsiasi elemento, in una qualsiasi soluzione.
22
CAPODIMONTE
Monte Bisenzio, collina vulcanica situata lungo le rive del lago a ponente di Capodiraonte, fu sede di una
popolosa e nobile città etnisca. Sulla stessa collina, nel medio evo si erigeva un castello, circondato da un
borgo, che apparteneva ad un ramo degli Aldobrandeschi, detti appunto "Signori di Bisenzio". Questi
divennero famosi non per virtù civili o amore dell'arte, ma per la loro prepotenza e tumultuosa attività di parte
ghibellina. Nel 1257 presero possesso del "Castrum Capodemontis" e dell'isola Bisentina, assoggettandoli al
comune di Orvieto ma, dopo pochi anni, furono sconfitti da Papa Urbano IV, che occupò le due isole. Per
ritorsione i Signori di Bisenzio uccisero con un agguato Guiscardo da Pietrasanta, Rettore del Patrimonio
della Chiesa. Acceso d'ira, Urbano IV, che si trovava ad Orvieto, chiese giustizia a quel Comune "Levatemi
questi scellerati, levatemeli dalla faccia della Chiesa questi vostri cavalieri" Ed infatti il Capitano del Popolo
emanò una sentenza di morte contro di loro, la confisca dei beni, la decadenza dei feudi di Capodimonte e
Bisenzio e la distruzione di quest'ultimo castello. Cessate le dominazioni comunali e restaurato il potere
pontificio per opera del Cardinale Albornoz, i Signori benemeriti della Chiesa nelle passate vicende furono
compensati con feudi. Fra questi vi furono i Farnese, dei quali Ranuccio fu condottiero dell'esercito papale: fu
così che Capodimonte e Bisenzio divennero loro feudi.
Il periodo più felice per Capodimonte fu al tempo di Alessandro
Farnese, dopo che questo fu eletto cardinale nel 1493. Narra la
cronaca: "Fu in quei tempi, per opera di Giuliano da Sangallo, che la
rocca antichissima prese la forma che ora conserva, come fa fede il
nome ALEX CARD. FARNESIO inciso sulle soglie delle porte e
delle finestre interne. E' un maestoso edificio ottagonale circondato da
una muraglia con ampie bocche da fuoco rivolte verso terra e verso il
lago. La quale, per l'altezza propria e per quella del sito, domina il
più vasto e più ameno orizzonte che possa immaginarsi. Dalla rupe
parte un viale che si stende per oltre un miglio sull'orlo del lago e,
fiancheggiato da altissimi pioppi, offre al passeggero nell'estate
ombre sopra modo deliziose e tranquille".
Nella rocca visse a lungo la bellissima Giulia Farnese la quale, grazie
all'affettuosa benevolenza che il Cardinale Borgia le prodigava,
facilitò grandemente l'elevazione alla dignità cardinalizia di suo
fratello Alessandro. Di lei un ammiratore scriveva: "Madonna Giulia
è ingrassata e fatta una cosa bellissima; in mia presenza si sciolse i
capelli e se li fece acconciare, le andavano giù fino ai piedi; nulla di
simile si vide mai. Portava al capo un cuffione di renza, con sopra una
reticella leggera come fumo, con certi profili d'oro".
Nel 1534 si spense Clemente VII, che teneva m alta considerazione il
Cardinale Farnese, ritenendono l'uomo più adatto a reggere il timone
della pericolante navicella di S. Pietro. Negli ultimi momenti della sua
vita disse: "se fosse il papato ereditario, non esiterei a nominare mio
successore il Cardinal Farnese" Il suo voto fu esaudito: non appena il
vecchio papa si spense, con elezione singolarissima, tutti i cardinali,
23
senza entrare in conclave si genuflessero dinanzi al
Farnese, salutandolo pontefice. Tuttavia egli volle che il
Collegio dei Cardinali si riunisse in conclave, secondo
la consuetudine. Allora i 3 7 cardinali, con voti unanimi
10 proclamarono nuovamente pontefice.
Giulia Farnese
11 nuovo Papa, che assunse il nome di Paolo 111, ogni
qual volta poteva sottrarsi alle cure del suo stato,
"correva a Capodimonte a respirare quell'aria pura e a
divagar l'animo spaziando sur una barca pel lago. Il
paese era in festa: le poche strade piene di soldati dalle
sfarzose divise; nella rocca cardinali, dame, cavalieri ed
artisti di sommo pregio; e da per tutto suoni e spari e
contadini che, sospesi i lavori, venivano da ogni parte
per godere della liberalità dei signori". Annibal Caro,
poeta al servizio dei Farnese, scrisse: "Oh quel
Capodimonte è pur la bella cosa! Tant'è; io darei per
quel palazzotto, con quella poca penisola bagnata da
quel lago, vagheggiata da quell'isolette, ornata da quei
giardini e cinta da quell'ombre, quante Tempe e quanti
Parnasi furon mai".
Tante delizie non tenevano gli abitanti lontano dalle armi. Il castellano Benedetto Zucchi in una relazione del
1630 scrive: "La milizia capodimontana non aveva uguali in tutto il Ducato di Castro, ed era divisa, sotto due
capitani, in fanteria e cavalleria. I pedoni erano 150, 20 i cavalieri che, levati fra i più bei giovani del paese e
vestiti di casacche gialle, facevano una bellissima mostra quando muovevano tutti uniti incontro al signore".
Paolo III fu un Papa nepotista: nel 1537 fondò il Ducato di Castro, che fra altri castelli comprendeva anche
quello di Capodimonte, dandone la sovranità a suo figlio Pier Luigi e nominò cardinali due nipotini che
avevano rispettivamente appena 15 e 12 anni. Fu molto attivo nella conduzione del pontificato: nelle lotte fra
Francia e Impero assunse una posizione di conciliazione, iniziò la controriforma convocando il Concilio di
Trento, approvò l'Ordine dei Gesuiti, dette impulso alle manifestazioni artistiche e incaricò Michelangelo di
dipingere la cappella Sistina.
Dopo Paolo III il Ducato di Castro divenne indigesto alla Corte Papale. Nel 1649 il Ducato fu tolto ai
Farnese e, nel 1666, fu definitivamente incamerato dallo Stato Pontificio. La diocesi di Montefiascone, della
quale faceva parte Capodimonte, venne affidata al cardinale veneziano Marc'Antonio Barbarigo, il quale si
dedicò con molto fervore alla cura delle sue anime. Nel frattempo, durante tutto il periodo dei Farnese,
.
Bisenzio decadde completamente perché aveva fama di essere malarico a
IV
causa dell'acqua stagnate del vicino Lagaccione: verso il 1650 era ridotto ad
un cumulo di macerie che vennero utilizzate come cava di pietra. Oggi sul
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monte Bisenzio non rimane alcuna traccia visibile dell'antico castello, del suo
V4
borgo e della sua storia. Nel 1801 tutto
mutò con
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sconvolgimenti portati da
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Napoleone, quando gli Stati Romani
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dell'esercito
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occupazione, alienò il dominio di alcune
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castellarne, fra cui Capodimonte, al
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principe polacco Poniatowsky, del quale
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in paese si conserva il "palazzaccio", che
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la tradizione locale dice costruto dal \ 0
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celebre architetto romano G. Valadier. Di
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tanta storia resta
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dei Pioppi, una via che porta il nome
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Poniatowsky, un'altra con il nome di
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Annibal Caro ed una bella tomba a colombario sul monte Bisenzio, luogo dal
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quale si può ammirare un indimenticabile panorama di Capodimonte e del
lago.
* Le notizie storiche sono tratte da U. Pannucci "Bisenzo e le antiche civiltà attorno al lago di Bolsena" e "I Castelli di Bisenzo e di Capodimonte"
(Associazione Lago di Bolsena)
(Nota: secondo U. Pannucci il nome Bisenzo è da preferire a Bisenzio)
24
IL LAGO DI BOLSENA
1994
L A S O
seguito dal numero precedente
PROPRIETÀ
FISICO-CHIMICHE
r
k
D
G
F
1995
M A
M
G
u
e
e
Fin qui ci siamo occupati dell'acqua del lago da un
punto di vista quantitativo, ora ne esamineremo
l'aspetto qualitativo. La classificazione dei laghi
verrà approfondita in seguito, ma ne anticipiamo
qualche notizia per meglio seguire gli argomenti
trattati. Sono detti oligotrofici i laghi con acque
cristalline, caratterizzati da una bassa produzione
vegetale ed animale, ricchi di ossigeno al fondo e
con scarso contenuto di azoto e fosforo: con
terminologia giornalistica potremmo definirli
"sani". Sono invece detti eutrofici i laghi nei quali
eccede la produzione vegetale ed animale, che
assumono una colorazione verdognola per
l'esagerata presenza di alghe e che sviluppano al
fondo sostanze tossiche e maleodoranti, simili a
quelle delle fosse settiche: per il lori stato
potremmo definirli "ammalati". I laghi in
situazione intermedia, e quindi in uno stato di
salute ancora buono si chiamano mesotrofici: il
lago di Bolsena appartiene a quest'ultima
categoria.
I laghi tendono in modo naturale ad "invecchiare"
e passare da oligotrofici a eutrofici, ma per far ciò
impiegano centinaia di migliaia di anni: ad
esempio il lago di Bolsena è arrivato fino alla
metà del presente secolo in perfette condizioni di
oligotrofia malgrado siano trascorsi 300.000 anni
dalla sua formazione. Ma sono stati sufficienti
appena 50 anni di rete fognaria per degradare il
lago alla categoria dei mesotrofici; per il corpo
lacustre questi ultimi 50 anni sono stati equivalenti
a un'era geologica.
La classificazione di un lago si effettua con metodi
fisico-chimici e con metodi biologici. Con il
primo metodo si eseguono misure strumentali ed
^
N
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a
£a.
5,3
-
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7,6 /
/
\
10
h j 11
11,6
-11,5
10,8
(dati COBALB)
Rilievo della trasparenza nel corso di 12 mesi. La
massima trasparenza è raggiunta nei mesi invernali,
quella minima nel periodo di produzione delle
microalghe.
analisi di laboratorio per determinare ad esempio
il contenuto di fosforo ed altre sostanze, con il
secondo metodo si esaminano e si contano le
specie vegetali ed animali viventi in campioni
prelevati dal lago. Ad esempio i salmoni
caratterizzano i laghi oligotrofici e non possono
vivere in laghi eutrofici. Ciò premesso entriamo
nel merito delle proprietà fisico chimiche.
Il lago riceve energia dal mondo esterno,
prevalentemente sotto due forme: energia
raggiante proveniente dal sole ed energia
meccanica proveniente dal vento. Questi
rifornimenti energetici sono fondamentali per tutti
i fenomeni fisici, chimici e biologici che si
svolgono nelle sue acque. L'energia solare mette in
moto i processi fotochimici che danno vita al
mondo vegetale acquatico e al mondo animale che
se ne ciba; il vento movimenta l'acqua del lago
influendo sulla distribuzione delle sostanze
chimiche che essa contiene.
La luce del sole penetra nell'acqua solo per pochi
metri per cui, tralasciando la zona di transizione, il
lago di Bolsena, a causa della sua profondità,
presenta due strati, uno superficiale illuminato ed
uno sottostante buio. Per conseguenza la luce
raggiunge il fondo solo dove la profondità è
scarsa, ossia lungo una fascia contigua alla linea di
costa: il resto del fondali è buio.
L'assorbimento della luce può essere misurato solo
con strumenti relativamente costosi per cui in sua
sostituzione si usa misurare la trasparenza
dell'acqua in metri, intesa come profondità alla
quale un disco bianco di 20 centimetri di diametro
-
fondale buio
La luce penetra nel lago solo per pochi metri. Invece nel mare può
raggiungere la profondità di 150 metri per la minore presenza di
microalgbe.
25
Serie di registrazioni verticali della temperatura nel corso di uno stesso anno. Notare lo stato di omeotermia
esistente in gennaio, quello della massima temperatura superficiale raggiunta in agosto e il massimo spessore
di stratificazione in settembre.
diviene invisibile se osservato dalla superficie. In
pratica si media la profondità di scomparsa
quando il disco viene immerso e la profondità di
ricomparsa quando viene riportato verso la
superficie. Il disco è detto di Secchi perché venne
impiegato per la prima volta da Padre Secchi nel
1865 in occasione di una crociera nel
Mediterraneo con la pirocorvetta "Immacolata
Concezione" appartenente allo Stato Pontificio. Il
monitoraggio della trasparenza nel corso degli
anni è importante perché, in mancanza di meglio,
ci da una indicazione della qualità dell'acqua del
lago e del suo eventuale decadimento. La
trasparenza varia stagionalmente in funzione della
quantità di microalghe che vivono nello strato
illuminato del lago: è minima in primavera ed
estate quando i vegetali abbondano e rivelano la
loro presenza conferendo all'acqua un colore
verdognolo; è massima in autunno ed inverno
perché la vegetazione muore e le sue spoglie
cadono dallo strato illuminato al fondo del lago.
La temperatura dell'acqua varia ciclicamente nel
tempo, le curve termiche registrate nel lago di
Bolsena dal fondo alla superficie evidenziano
andamenti diversi a seconda delle stagioni. Una
serie di registrazioni effettuate nel corso del 1969
nel centro del lago mostrano che la temperatura al
fondo rimane costante, pari a circa 7,5°C nel corso
dell'intero anno, mentre in superficie la
temperatura varia da un minimo di circa 8°C in
inverno fino a raggiungere quasi 24°C in estate.
Ne consegue che nelle stagioni calde il lago
presenta una stratificazione termica che inizia
debolmente in aprile, fino ad assumere uno
spessore di oltre 20 metri in autunno quando il
lago comincia a perdere di notte più calore di
quanto ne acquisti di giorno. Lo strato caldo
"galleggia" su quello freddo ed impedisce il
rimescolamento profondo delle acque.
In inverno invece la temperatura diventa uguale in
tutto il corpo d'acqua raggiungendo uno stato detto
di omeotermia, la stratificazione termica scompare
dando modo al vento di tramontana di innescare
un moto circolatorio del corpo d'acqua, che in
superficie si muove da Bolsena a Capodimonte
mentre al fondo si muove da Capodimonte a
Bolsena. Affinché il rimescolamento sia efficace
occorro alcuni giorni consecutivi di vento forte in
condizioni di omeotermia, ossia in assenza di
stratificazioni termiche, ma queste due condizioni
favorevoli possono non avverarsi nello stesso
periodo.
Il rimescolamento delle acque trasferisce in
superficie alcune sostanze che si trovano al fondo
del lago e viceversa. Infatti l'acqua contenuta nelle
conche lacustre non è né pura né omogenea:
contiene in soluzione composti chimici forniti
dall'atmosfera, sostanze che provengono dai
26
m
LAGO DI BOLSENA
temperatura °C
0
15
nov 1994
g
mar 1995
12
apr 1995
100
1
1 (dati COBALB)
125
7,5
7,5
7,5
Le sesse sono movimenti pendolari della massa d'acqua che si
smorzano gradualmente fino a che l'acqua riprende lo stato di quiete.
Le sesse, se osservate dalla riva, appaiono come variazioni di livello
con periodo di alcune diecine di minuti. Sono causate dal vento, da
variazioni barometriche e temporali localizzati.
cedere ossigeno all'atmosfera se a causa dei
processi di fotosintesi arriva a contenerne in
eccesso (salvo fenomeni di sovrasaturazione).
Un'altra sostanza importante che si trova
nell'acqua dei laghi è l'anidride carbonica (C02).
Mentre i cloruri rappresentano i sali che
caratterizzano l'acqua marina, i bicarbonati ed i
carbonati sono i sali che hanno questo ruolo nelle
acque dolci; in particolare, in una acqua dolce
normale è il bicarbonato di calcio il componente
prevalente su tutti gli altri soluti. E' importante
ossigeno in mg/litro
Scric di registrazioni contemporanee della temperatura e del
contenuto di ossigeno. Il massimo contenuto di ossigeno viene
raggiunto dopo il periodo di omeotermia. Le misurazioni
terminano alla profondità di 130 metri, non i noto se lo
strumento aveva raggiunto il fondo del lago.
conoscere la percentuale spettante ai carbonati nel
contenuto totale in sali dell'acqua studiata perché
sono la fonte insostituibile di carbonio per gli
organismi vegetali. Durante la stagnazione estiva
la curva che rappresenta la distribuzione verticale
dell'anidride carbonica è spesso grosso modo
antitetica a quella dell'ossigeno. Ciò si può
comprendere, se si osserva che gli organismi
vegetali vivono a livelli più alti degli organismi
che respirano: mentre i primi consumano anidride
carbonica e svolgono ossigeno, i secondi bruciano
ossigeno producendo anidride carbonica. E' forse
questo uno dei più chiari esempi della
complementarità dei regni vegetale ed animale;ed
anche dell'importanza che hanno i due gas per la
vita sulla terra. Ed è anche un esempio
dell'importanza della tramontana che, oltre ad
27
affermare che gli organismi acquatici hanno
impiegato buona parte della loro evoluzione a
perfezionare l'arte di procacciarsi ossigeno, quelle
terrestri ad imparare quella di bruciarlo per
affrontare le variazioni di temperatura.
L'ossigeno disciolto nell'acqua dei laghi proviene
da due fonti: dal contatto con l'atmosfera e dai
processi di fotosintesi espletati dai vegetali che
vivono nell'acqua. A sua volta l'ossigeno può
tornare nell'atmosfera in seguito ad aumenti di
temperatura o essere "consumato" dai processi
respiratori degli organismi acquatici e nei processi
ossidativi chimici. La quantità di ossigeno
disciolto nell'acqua si misura in milligrammi per
litro (mg02/l) e la sua solubilità aumenta con il
diminuire della temperatura. Il grafico che segue,
se pure riferito all'acqua distillata, indica che alla
temperatura di 8°C, è teoricamente possibile
raggiungere un contenuto di ossigeno fino a circa
11 milligrammi per litro. Questo è il quantitativo
massimo che può contenere il lago a qualsiasi
profondità durante l'inverno, dopo che si è
verificata l'omeotennia e un buon rimescolamento
dovuto alla tramontana.
-VEN TO-
7,5 °C
Schema di cicolazione durante la stratificazione estiva
S—VENTO-
Schema di circolazione durante l'omotermia invernale
teneni attraversati dai suoi affluenti e dalle
sorgenti, altre sostanze che vengono liberate dalle
reazioni chimiche che si svolgono nell'acqua,
come quelle dei sedimenti al fondo e quelle
derivanti dall'attività fisiologica e chimica degli
organismi vegetali ed animali che popolano il
lago. Sulla composizione chimica influisce anche
la situazione climatica, quando il lago perde per
evaporazione molta più acqua di quanta ne esca
dall'emissario, come in effetti avviene per il lago
di Bolsena.
Una delle sostanze più importanti presenti
nell'acqua del lago è l'ossigeno, che è
indispensabile per la respirazione degli animali
lacustri. Questi non subiscono brusche variazioni
termiche come noi che viviamo nell'atmosfera,
mentre l'opposto può dirsi per ciò che riguarda il
loro rifornimento di ossigeno. Si potrebbe
«gOj/l
contenuto in ossigeno
Valori di saturazione in ossigeno dell'acqua distillata in
funzione della temperatura. In inverno la massa d'acqua
può contenere oltre 11 milligrammi di ossigeno per litro
(11 grammi per metro cubo). In estate lo strato
superficiale può contenerne solo 8 (salvo fenomeni di
sovrasatu razione).
E' con questa riserva massima di ossigeno che le
acque profonde del lago affrontano i consumi
della stagione estiva, in attesa di potersi di nuovo
rifornire d'ossigeno durante l'inverno successivo.
Fa eccezione la parte superficiale del lago che in
estate continua a ricevere ossigeno dai processi di
fotosintesi ed a scambiarlo con l'atmosfera. Infatti
il grafico riferito all'acqua distillata mostra che alla
temperatura estiva di 24°C l'acqua può contenere
solo 8,5 milligrammi per litro e quindi deve
(Onda di Katsushika Hokusai)
Le onde spumeggianti catturano ossigeno dall'aria: il
forte vento invernale di tramontana rimescola le acque
del lago portando ossigeno al fondo e anidride
carbonica in superficie. Nei laghi oligotrofi la riserva di
ossigeno accumulata in inverno è sufficiente per far
fronte ai consumi estivi al fondo del lago fino
all'inverno successivo
28
7
8
9
inversamente proporzionale). L'effetto della
presenza di bicarbonato nell'acqua dei laghi è
quello di mantenere il pH a valori fisiologici
opponendosi, entro certi limiti, a variazioni che
potrebbero essere indotte dall'aggiunta di acidi o
di basi: si chiama effetto tampone. L'interesse di
misurare sistematicamente il pH del lago di
Bolsena e delle piogge che vi cadono è anche
dovuto alla recente messa in funzione della
megacentrale elettrica di Montalto che, a causa dei
venti dominanti, sarà presumibilmente la causa di
piogge acide sul lago di Bolsena. Come è noto la
combustione nelle centrali elettriche di idrocarburi
liquidi comporta la produzione di fumi con acidi
di zolfo, mentre la combustione di quelli gassosi
comporta la produzione di fumi con acidi di azoto.
E' qui opportuno segnalare che è in atto una
progressiva acidificazione del lago di Bolsena e
che molti laghi svedesi sono "morti" per la caduta
di piogge acide di origine industriale.
Ricordiamo infine per la loro importanza il
fosforo e l'azoto. Tra tutti gli elementi chimici
importanti per il mondo biologico, il fosforo
occupa una delle posizioni precipue, potendo
molto spesso essere un fattore limitante perché la
sua concentrazione relativa nel negli organismi e
nelle loro spoglie è molto più grande che nel
mondo inorganico. L'azoto è probabilmente il solo
altro elemento che può limitare la produttività:
infatti la sua forma più abbondante, l'azoto
atmosferico, è difficile da utilizzare.
Il carbonio inorganico e gli oligoelementi sono
presenti nel lago di Bolsena in quantità notevoli e
quindi il lago potrebbe sostenere una produzione
vegetale molto elevata e diventare rapidamente
eutrofico. Se ciò non avviene si deve al contenuto
di fosforo e di azoto, ancora insufficiente per
sviluppare una produzione pericolosa. Ma anche
per questi elementi si segnala un grave aumento: si
stima che nel 1969 il fosforo presente nel lago
fosse meno di 50 tonnellate, oggi è stimato in 100
- 140 tonnellate. Nello stesso periodo l'azoto
sarebbe passato da 670 a 1000 tonnellate. La
causa va ricercata nello scarico delle fogne che, fra
l'altro, contengono saponi ricchi di fosforo, e
l'immissione di dilavamenti agricoli, con
fertilizzanti ricchi di azoto e fosforo. La prossima
messa in funzione del collettore circurnlacuale
eviterà una ulteriore immissione di queste sostanze
che hanno origine urbana, ma resterà comunque la
componente di origine agricola con conseguenze
che sarà necessario valutare con opportuni
monitoraggi.
10
II lago sta subendo un processo di acidificazione:
il pH è notevolmente diminuito dal 1969 al 1995.
ossigenare le acque profonde, riporta in superficie
sostanze necessarie per i vegetali che vivono nello
strato illuminato.
Un altro parametro che nei laghi deve essere
tenuto sotto controllo è l'acidità dell'acqua perché
è una delle condizioni
ambientali
che
maggiormente influiscono nel determinare la
possibilità di insediamenti floro-faunistici.
L'acidità è la proprietà di una sostanza di mandare
in soluzione ioni d'idrogeno, che sono
particolarmente aggressivi; si misura in pH.
L'acqua pura ha un pH = 7, si considerano
soluzioni basiche quelle con pH superiore a 7 ed
acide quelle con pH inferiore (è un fattore
(ing. Piero Bruni)
Segue al prossimo
BIOLOGICO
29
numero:
L'AMBIENTE
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Ce qu'il faut pour être heureux
Pour être heureux, il ne faut pas fumer de cigarettes II
faut vivre dans la nature et connaître le vrai monde. Il
faut avoir de bons amis et il ne faut pas se disputer'
avec eux. Il ne faut pas être chiche. Il est important de
donner à ceux que l'on aime.
Nora, 11 ans
Pour être heureux, il faut être libre. Il faut des voyages
et des rêves parce que sans rêves l'homme n'est plus
Homme. Les cigarettes, l'alcool, la prostitution et les
sectes ne doivent pas exister. Il faut avoir une bonne
récolte.
Mitko, 10 ans
Pour être heureux, il faut être intelligent. Il faut faire du
sport, il faut avoir des amis. Il faut être gai. (...) Le
bonheur, c'est aussi la paix, l'amour et la bonne santé.
Il faut avoir aussi de la chance. Il faut voyager. Ce
sont les choses les plus importantes.
Niki, 11 ans
30
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SOLUZIONE DEL QUIZ CON PREMIO N. 1
Scuole Elementari: il materiale è il tufo
Scuole Medie: quando il Marta ha una portata di 1
metro cubo al secondo porta via dal lago circa 0,8
millimetri di livello.
Per quanto riguarda la premiazione vedere la
dettagliata relazione fatta dagli alunni della Scuola
Elementare di Grotte a pagina 6. Le risposte al
quiz sono state 68, di queste solo 3 sono state
inviate dai paesi rivieraschi e precisamente una da
Capodimonte, una da Marta ed una da Bolsena.
Questa mancata partecipazione di chi è più
coinvolto è assai sorprendente tantopiù che le
Scuole di questi Comuni hanno adottato ben
quattro parametri.
Cari ragazzi, i quiz sono proposti non solo per
conoscere meglio il lago, ma anche per dimostrare
il vostro interessamento. Se non lo fate voi che
vivete vicino al lago, come volete che lo facciano
le Autorità Pubbliche? I quiz diventeranno sempre
un po' più difficili e legati ai precedenti, se non
rispondete ai primi non risolverete quelli
successivi. Fatevi coraggio e provate con il quiz
n.2.
QUIZ CON PREMIO N.2
Scuole Elementari: L'acqua esce dal lago in tre
modi: per evaporazione, dal fiume Marta e per
l'uso dell'uomo. Quale delle tre è la quantità più
grande?
Scuola Media: Nell'anno 1966 la portata media
del Marta è stata di circa 0,9 metri cubi al
secondo. Quanti centimetri di livello di lago sono
usciti dal Marta in tutto l'anno?
Inviate la vostra risposta su una cartolina
indirizzata all'Associazione Lago di Bolsena Casella Postale 19 - 01010 Capodimonte. Non
dimenticate di scrivere il vostro nome, cognome,
indirizzo, scuola e classe. Fra le cartoline arrivate
con larispostaesatta entro il 20 marzo ne verrà sorteggiata una: il vincitore sarà premiato con un potente binocolo.
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31
ASSOCIAZIONE LAGO DI BOLSENA
La Commissione composta dal Maestro Alberto Manzi, Piero Carosi, Giampiero Focarelli,
incaricata di scegliere la partecipazione più significativa al numero uno de
"IL GIORNALE DEL LAGO"
assegna il premio del concorso "Con le Assicurazioni Generali per Conoscere il Lago" alle
f l u s s i
T'C'W
della Scuola Elementare "Don Luigi Orione" di Grotte di Castro per il loro contributo:
"Una Lezione Interessante"
Insegnanti. Silvia Cantilli, Marcella Ottaviani, Silvana Salotti. Direttore: Giuseppe Annulli
Giovanni del Drago
Presidente Associazione Lago di Bolsena
L'ASSOCIAZIONE LAGO DI BOLSENA
esprime la propria gratitudine agli Enti Pubblici e Privati che con la propria collaborazione hanno consentito
la realizzazione della seconda parte del corso di aggiornamento per insegnanti CONOSCERE IL LAGO DI
BOLSENA, la pubblicazione del presente numero 2 de "IL GIORNALE DEL LAGO" la premiazione di quiz
e concorsi e l'acquisto di strumentazione per monitorare il lago.
PROVVEDITORATO AGLI STUDI DI VITERBO
STUDENTI - INSEGNANTI - DIRIGENTI
REGIONE LAZIO
ASSESSORATO ALL'AMBIENTE
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI VITERBO
ASSESSORATO ALL'AMBIENTE
COMUNI DI MARTA E VALENTANO
I SINDACI
CASSA DI RISPARMIO DELLA PROVINCIA DI
VITERBO
ASSICURAZIONI GENERALI
AGENZIA PRINCIPALE DI MONTEFIASCONE
32