delrle organizraziomi dei lavoratori alla formazione ed attuazione 'dei piani e
dei ,programmi... ". Aùrla p'redisposizione dei progetti (e q,uesto è un aspetto
originale delùa programmazione in Sardegna) pos'sono 'collaborare anche esperti estra,nei allaarnirnini,strazione regionale.
ll disegno di tegge istitu'isce inoltre un Comitato per la p'rog'ramrnazíone,
che fra ù'a'ltro, dovrà pro'wedere aùla for'mazione rdel programma straord,i'nario
prev,isto 'da,ll'art. 17 della legge 268 (vale a dire il riassetto e la 'riforma 'del
di 15 mqrrlbri scelti fra
settore agrolpastorale). Tale ,Cour-itato
- composto
girusto rper consentire un aipporto
è stato isrtitu,ito
le varie categorie sociali
- ,sociali al processo rdi formazione, 'attruaziorne e
alrtonormo di ,tutti i gruppi
verifica dei vari piarri e progetti programrnati,ci.
Con l'aiprprovazione dell',tlltuno programma esecutirvo del u rpiano di ,rinascita > la Regione Sanda ha ,chinrso 'la sua p,rima esperienza rdi qrrogramffnaztone
gtobale. Ora, con l'attuazione del'la tlegge 2ó8, che finanzia per ,la seconda volta
INEDITI
LETTERE DI UN GIOVANE OTTANTENNE
Nove anni di corrîspondenza con Tommaso Fiore
piano ,straondinario di interveinto nell'Isola, si apre una nuova fase 'che vede
profondamente mutato il qnradro istituzionale, la ,siiúuazione eco'nomica ed anche le 'co'ndizioni politiohe in ,cui ,i partiti ed i ,gnrppi sooiali 'sono ,ctxiam,ati
ad operare.
I
I
Nel 19ó4 Tommaso Fiore compiva g0 anni, essendo nato il 7
Marzo 1884. La tormentata esperienza politica del centro-sinistra era
in pieno corso a'l Governo e nelle amministrazioni locali e si svolgeva
in un clima di crisi permanente del moderatis,mo tradizionale. oicillava tra l'instaurazione di un regime puntellato dal psl, sia pure
aperto alle istanze del mondo operaio, per una razionalizzazione ed
un ammodernamento dello Stato borgheìe, nel clima ottimistico del
boom neo-capitalistico, e la esigenza difondo di trasformare la società
italiana e 'lo stato attraverso le riforme di struttur a e la partecipazione alla direzione- politica del paese delle masse ,operaie.
_ _ I temi politici dibattuti erano le riforme di struttura ed i rapporti
del PSr con il PCI e del Governo con i sindacati, su cui si deèideva
il problema di una reale evoluzione del centrismo degli anni 50 verso
una politica democratica. Tommaso Fiore, ad g0 anni] da meridionali.
sta autentico, con rigoroso metodo salveminiano, non si appaga della
suggestione tecnicistica della programmazio'ne. vuol,e analinare Ia
realtà sociale in trasformazione, comune per comune e comincia da
Molfetta, il paese di Salvemini o, in cui óonta affezionati amici.
"
Me ne scrive riferendosi ai problemi politici del momento:
Carissimo,
Bari, 22 maggio
1964
non ti disturberei se non avessi bisogno della tua coo,perazione. A chi
altri potrei rivolgermi? Anche p"r"hé tu sei stato vice sindaco di
MoIfetta.
Ho bisogno di approntare uno studietto giornalistico sutîa tua
cíttà, che io conosco solo grosso modo, perché ion au"vo un interesse
speciaîe a seguirla e,
.quando frequentavo Finocchiaro, non si par,Iava di cose locali. Di che cosa dovrei parlare io? Dei problemi aglicoli,
della pesca, dell'artigianato, delle varie scuole, d.e\fa culturo é d.elta
98
99
I
I
amministrazione. C'è altro? Dimmi dunque se puoi rendermi quesîa
servigio. Son disposto a passare due o tre ore, di sera, con te, e a
prendere appunti di ciò che mí dici.
E giacché mi trovo a scriverti, do seguito anche alla tua e a ciò
che mi dici.
Per quanto ho capito, anche tu auspichi la riuni-t'icaziome di tutto
il proletariato italiano, sotto una unica bandiera. Ciò si può fare so,ltanto nell'unico sindacato della )GIL. A condizione però che día garanzia di Libertà a tutti gli aderenti, e di democrazia. Non vedo come
si possa fare ora, dacche i capi delle associazioni minori, CISL UIL,
insistono nella îoro politica di separatismo'
Politicamente so bene che il PU giustilica la sua azione appunto
con I'ideale della unificazione delle masse. Che poi sarebbe l'assorbimento in seno at PCI. Orbene, nessuno nella provincia è stato più di
me yicino al partito fratello, e sono sempre deciso a non-fare alcun
atto che ,o*pro*"tta questa specie di accordo o di rispetto. Non che
io non abbia i miei risentimenti, ma Ie piccole cose degli uomini non
contano. Contano invece assai assai gli errori del PCI che non sa ancora che pesci pigliare, che ha ripreso da due anni in qua la sua politica
annosa di tiquldazione e fagocitazione del PSI. Ebbene, questo errore
è stato commesso uro uoiti, sotto il fascismo! Non bisognerebbe commetterlo di nuovo. Gramsci avel)a la illusione che iI fascismo era
Iiquídato, proprio dopo che Mussolini &vev)a ottenuto il '25 poteri
aíso1uti.' tnueie bisogna preparare di lunga mafo la disf atta del
nemico, anzitutto rifacenio il Pil e poi stabilendo corretti rapporti
tra i partiti politici. Nelle grandi lotte non si vince se non uniti. Per
disgrazia ,oitro Togliatti ion è capace dí cambiar metro e Alicata è
il piìt fegatoso dei Polemisti.
Noi dobbio*o,'p", ora, stabiîire la democrazia all'interno del
nostro pirtito, che ion è cosa -t'acile, dacché gl'ítaliani non hanno
com'
senso il tiU"ria. Ma come si può pens&re a prendersi Saragat e
solo
servirebbe
E
americinismo.
ma
lai"il II loro non è socialismopartito. Io sarei tentato se non fossi
L |pi"or" definitivamente il
vecòhio, di andarmene co'n i comunisti'
Ceícatí îo studio di Nenni, o 14 anni >>' norl se ne può fare a m?n9'
cioè l'editl * iaraàosso,dello spirito russo )> non è stato ristampato,
da me
mo.rte'
sua
la
dopo
fu
uscita
Gobetti,
iione delle opere di
a
direttive
idee
sue
Le
averla.
possa
so'chi
non
;;;;;";;';0 aini fa e n Sc.ritti di Ginzburg, che ho commemorato
"
iripàsi'to Ie trovi negli
kn articolo prorií*o ad uscire. Il ttolume è a tua disposizione,
in
come l'altro di N enni.
Scusami se ti rubo temPo e grazie ancora una vo'Ita. Tuo
Tom Fiore
100
viene a Molfetta in treno, in auto di amici, portandosi appresso
necessario per le iniezioni contro il diabete, mangia e riposa come
e dove trova, interroga operatori economi,ci, a,mministratoii, amici, e
scrive ( La città di Salvemini ". A qualche critica sul materiale raccolto, risponde con I'umiltà di uno studentello alla sua prima ricerca:
il
Bari, 17 febbraio 1965
Caro Giovanni,
graTie della tua. sono assai lieto che tu abbia giudicato favorevolmente, nell'insieme, il mio scrittareîIo La città di Salvemini r.
"
Quello che tu dici è giusto, e lo stesso tito,lo dovrebbe indicarîo:
si tratta di raccogliere le opinioni dei Formiconi di Mol-fetta, che poi
non sono degli sciocchi, conoscono per Io meno quatche ramo della
vita
paesana.
Tu in've,ce, caro amico, ne conosci un gran numero, più dei tuoi
concittadini e saresti perciò in grado di darmi un serío aiuto.
Perché dunque non mi aiuti? Lascia stare Ia divísíone che tu fai
tra le voci di una cíttà e la precisione e puntualità. dei problemi, a
cui io non posso sottrarmi. Tutti i miei sforzi non hanno ottenuto
che pochi dati, quelli offerti da Bellifemine e da qualche altro. Se il
mio libro è puramente e prevalentemente soggettivo, come tu dici, io
finirò per metterlo al fuoco, non ho velleità. Ietteraríe. Perciò ti prego
di punte[Iarîo dove sai e nel migliore tempo possibi[e: non dirai che
non possiedi la materia. Io nom ho 'fretta, puoi Iavorare con como'do.
Affezione ai tuoi e a te un abbraccío daI tuo vecchio
fommasone
E' pronto, p,er arrto're di
concr,elezza,
a rifare tutto il
l,avoro:
Bari, 13 aprile
1966
Carissimo,
mi ha scritto la prof. Mínervini che tu desiderarti di nuotto il m.s.
Te I'ho spedito ieri raccomandato.
Spero che tu ti renda conto che la domanda che ti si pone è assai
semplice: cosa c'è di nuovo nel campo industriale costà, dall'anno
scorso, quando tu hai visto iI manoscrítto?
Ci sono poi certe obbiezioni che mi muor)ono i comunisti, un po'
in ritardo e riguardano soprattutto la dígnità. di tizio e di caio.
A me non piace che si passi da un partito all'altro o che si esca
101
I
dal proprio partito; anche ai tempi dei 't'atti di Ungheria, il '56, ho
sempre sconsigliato certi salti, o aîmeno defezioni.
Se sarà necessario, verrò costà a leggerti la carta di cui stò
parlando.
Di una sola cosa ti prego ora, di ricordarmi a tua moglie con
I'affezione propria dei yecchí nonni. E baciami Ia tua piccina.
Neîla speranza di sentirti presto ti abbraccio.
Tom
Il suo contributo alla po,litica del PSI si vuole sostanziare di fatti,
consapevole della mobilità della realtà meridionale, al di là degli abusati schemi. Il suo programma si allarga e pensa a dar nuova vita alla
rivista < Incontri Meridiona'li " diretta da Davide Catarinella. Mi
sprona, mi rimprovera, come un buon maestro con il suo discepo.lo,
dimenticando i suoi anni ed i miei:
Bari, 9 marzo 1967
Carissimo Giovanni,
grazie degli auguri a te e alla signora
Mi addolora che haí perduto Ia mamma e, da quel che mi dici,
capisco che eri stato formato da lei alla religione di Cristo e al sociaIismo. Fatti coraggio e ricordati che, una l)o,Ita spariti, i nostri cari
non chiedono che di essere seguiti nella via del bene.
No.n ricordo quale pagina ti ho chiesto, m& bisogna che vi pror)veda tu, la Colonna non si è fatta vedere.
Io sono tutto impegnato ne| ridurre a nuor)a vita la rivilta che
a Cosenza languiva, o Incontri Meridionali ,r. Fra giorni avrai iI nuovo
numero, dove, -fra l'altro, di mio vedrà la luce finalmente " NeI
paese di Sahtemini rt. Il libro è sempre valido nel suo insieme, per
Io spirito che lo domina e per îa problematica merídionalista.
Non so perché non ti fai mai vedere, pur disponendo di un'automobile. Se cangi metro, mi aiuterai a passare via da questo mondo
con maggiore serenità.
Ricordami co,rl ani'mo paterno alla signora e ti ricambio l'abbraccio co| maggiore affetto.
Tuo Tommasino
t <Incontri meridionalin Bari-Cosenza, Anno V, n.n. I e 3, 1967, pagg. 91-98.
Vedi anche n.n. 1 e ,6, Anno VI, Nuova serie, 1968 < Una porta verso I'awenire >
pagg. 3441, sulla contestazione studentesca e sul problema della scuola.
r02
Ma è lui che si muove di piìr: Yiaggia, s,crive 2, dirige una collana
di poeti per .. Incontri Meridionali " e li presenta, sempre badando
agli echi di una civiltà m'eridionale che sa awertire nell'impasto
letterario 3. Gli mando una pubblicazione curata dagli studenti del
Liceo fi Molfetta sul problema dell'Europa:
Caro De Gennaro,
solo stamattina ho potuto vedere, con ammirazione, gli scritti di
codesto comitato ,, Leonardo da Vinci , sul problema europeo. Conto
di finirlo di leggere anche se metà. della settimana la passerò in
Calabria in conf erenze.
Mezzo mese fa ebbi a buttar giù uno scritto che intitolai " Sutla
crisi de| PSI in ltalia.>, titolo che credo conserverò, anche se rifà Ia
storia del90A e quindi del fascismo e delle idee che lo hanno gener&to,
poi del Concordato e della quistione meridionale: due quistioni tutt'altro che risolte. Risultato: un approfondimento dell'esame della
nostra Ita|iaa.
Troverai tu stesso modo di f arlo arcivare nelle mani di quelli cui
può interessare.
Sarò di ritorno nel prossimo lunedì.
Affezioni ai tuoi e cordialità. agli amici. Ti abbraccio iî tuo
don Tommaso
Bari, 9 luglio
1969
Carissimo Giovanni,
scusami se non ho risposto prima per ringraziare te e i tuoi collaboratori delî'opuscolo " I giovani per I'Europa o. Io ho molti lavori
per Ie mani e quando mi propongono di prenderne uno, se ne presenta
un altro più urgente o comrnissionatomi da amici difuori.
Lo scritto dei tuoi giovani europeisti è di una perspicuità mirabile e si legge sempre con piacere e utilità insieme. Se tutti i giovani
dei licei d'Italía fossero educati a codesto modo, chi sa quanti problemi politici sarebbero risolti o avviati a soluzione. Ti prego di
2 T. Frone, Lo sviluppo dei popoti nel pensiero del papato e della civiltà. mo'
derna, Bari, i908. n' cb'rnmentatà ed inquadrata storicamente la < Populorum
Progréssio o di Paolo VI, in traduzione lta,tiana con testimonianze di vario indiriZzo ideologico, protesiante, marxista, laicista. Fiore,_al lavoro.di traduzione,
aggiunge la va-lutózione dell'economista svedese, G. Myrdal, .I paesi deL benessere
e""gtt ittrt, del 'ó3, e la propria, criticandone I'imiostazione paternalistica e
tecnocratica.
r D. Lanuna, AlLegria di un treno merci, pteÎ. di -T. Fiore,
e 8.
Il Risveglió del Mezzogiorno, Bari, Annó I, n. 1, 1970, pagg. 3^Cosenza,
l9ó8'
a
103
esprimere a codesti bravi ragazzi il mio plauso e Ia mia approvaTione
paterna.
Perché non tí fai vedere? Possibile che non troyi mezz'ora almeno
una domeníca? La. crisi del governo era -facilmente prevedibile e Ia
risurrezione del partito fondato già da Saragat era prevedibile, operava già. in seno aI PSI.Io ne ho scritto più di un mese fa esaminando
quello che ho chíamato ., La crisi d'Itatia e del mondo Sl tratta di
".
un movimento reazionario, che troya naturalmente l'appoggio
del
nuovo presídente degli Stati Uniti.
Come stanno i tuoi? i miei non male.
In attesa di \eggerti, cordiaîità ai tuoi e & te un abbra"ccio dal
tuo vecchio maestro.
don Tommclso
Non 'lo fermano nemmeno i ma'lanni che 1o colpis'cono ,e che
egli sfida viaggiando per l'Eur,opa:
Bari, 22 agosto 1969
Carissímo De Gennaro,
per riprendere i nostri rapporti, ti dirò che sono stati non pochi
giorni a Londra e in Inghilterra, ma una serie di circostanle imprevedibili ha fatto sì che mi ammalassi, perciò ne sono tornato per
mettermi a letto a cas& mia. Grandi cure, grande allarme, grandi
rimedi, nelle mani di mio figlio, il dott. Vincenzo, e del do,tt. De
Pergola. D'a ieri sono uscito la prima volta in auto e quindi riprendo
Ia mia attività politica con questa mia.
Da Minervini ho appreso che costà si vuole tenere una specie di
commemorazione di Salveminí da parte dei suoi amici di Roma,
radicali o socíalistí moderati. Non credo vogliano fare una manife'
stazione politica, che non signi-t'icherebbe niente, in questo momento
storico. Ma siccome viene da loro, chi sa cosa può venirne fuori. Ttt
sai che Salttemini non tornò immedíatamente dalla America con la
fine della guerra,. il che lo -fece prorompere nelle sue lettere a ffi€,
in manifestazione di estrema violenza e condanna di tutto iI mondo
socialista, come vile e peggio.
L'America sa bene quel che fà e quali uomini possono serttirla.
presenTa
di Gaetano in ltalia non avrebbe agevolato íî Concordato
La
ta
Chiesa.
con
Queste cose sono ben chiare nel tuo spirito, ma ho voluto riesumarle píù per me, che sono un vecchio cadente orrnai, che per te
che ti dímostrí vhto e combattivo.
104
Spero che questa ti raggiunga, dovunque
signora e a te un abbraccio dal tuo
ti trovi.
Assequi alla
Tommaso
E' sempre vigile e pronto a nuovi impegni; p,er la mia ribellione
a certi aspetti degenerativi della vita i,nterna dei partiti, così esplode:
Bari, 29 settembre 1969
Caro Giovanni,
ma perché mi scrivi di codeste truf't'aldinerie?
Tu ed io îo sapevAmo e quindi è inutile parlarne.
Ma tu quali rimedi vi trovi? un socialismo di sinistra, che pure
ha i suoi rappresentanti in ltalia: questa è l'unica cosa da fare.
Io per me sono tornata ieri dal Molise dove ho passato una
settimanafra i contadini insieme con iI comunista lovine.
In attesa di leggerti ti abbraccio.
iI tuo vecchio
A 85 anni pensa ad una nuova rivista poliitca, " Il Risveglio del
Mezzogiorno u, lavora <( come un dannato rr, ha in mente un vasto
programma di dimensione regionale e i nomi dei collaboratori. La
regione, irl suo tema prefierito al terrrpo delle lettere a Gobetti ed a
Rivoluzione Liberale e, dopo la morte di Gobetti, a Giuseppe Gangale,
direttore della rivista n Corrscientia ,, s, gli appare la leva concreta,
oggi, di una rivoluzione democratica e soci'alista nel Mezzogiorno:
Bari, 5 nouembre 1969
Carissimo De Gennaro,
ti sono immensamente grato per la yenuta tue e della tua signora,
beLla e buona. Mi scusi costei se non ho ancora trovato il tempo per
mandarle i poeti promessi. Sto lavorando come un dannato e ho gíà
risolto bril.lantemente iI problema dell'argent'.... Ls tua idea di un
co'mitato direttivo della rivista è vecchia, mo appunto perché non è
stata mai realizzata, bisogna realizzarla ora che Ia direzione resta
nelle mani nostre e di lovineIo farei entrare te e Jovine, anzitutto, poi mio figlio Vittore,
i Dioscuri della rivista o Presenza di Ostuni, poí qua[cuno di Lecce,
"
s Da cui ricavò Un popoîo di formiche e che fu
zione di uso scolastico, Puglia laboriosa, Sussudiario
lermo, Ires, 1926, oggi introvabile.
il
tema di sua pubblicadi cultura regionale, Pa105
I
se vorrà venire e non so pensale ad altri, insomma ben sette, con
Palmieri, otto. Mi pare che basti. Si dovrebbero unire ogni due settimane e scriversi quando vogliono. Ma le riunioni non devono essere
tutte a casa miA, dobbiamo onor&re anche Lecce, Brindisi, Bari, e se
potremo, Potenza e Matera. Domenica sarò a Napoli per le onoranze
a Guido Dorso.
A-t'fezioni alla tua donna e ai piccoli e a te un abbraccio dal tuo
Tom
Comincia il calvario della rivista che cornpila da solo, vende da
solo, in mezzo a delusioni, collere improwise nei momenti di crisi,
appelli disperati, trionfanti a,nnunzi di aiuti imprevisti.
Mi scrivevatl 7.L70: (...s,cusami se ti ho disturbato, ma io son
tomo da andare innanzi solo in capo al mondo ".
Mi comunica il programma di lavoro:
Bari, 19 gennaio 1970
Caro De G'ennaro,
perché tu non abbia a. turbarti mell'ansia di ieri ti fornisco buone
notizie e la prima è che Io scrittore Jovine, che mimacciava di uscire
di strada, sarà invece í[ nostro più acceso collaboratore a Roma e per
tutto iI Molise, sia per Ia rhtista che in ogni cosa. Anche Pierro colla'
bora a questo. Non è venuto alla riunione di ieri per sopraggiunte
ragioni...
Noi due purtroppo abbiamo il doyere, stando im loco, di dirigere
ogni cosa. Queste aTiende, o imprese, piuttosto si reggono sulla chiarezza di idee e quindi sulla correttezza. Abbiamo una ventinella o poco
meno di provincie da amministrare. Facciamo il caso che tu abbia
cento copie da dístribuire nella tua provincia. Se risultano poche si
penserà un'altra volta: ora dobbiamo attuare il piano stabilito, cioè,
ripeto, di prendere comtatto con la ltalia rneridionale.
Non credo che Ia rivista uscirà prima di mercolett o giovett
Non artrà buste ma credo che ne trovi dovunque come a Bari, NeIla
distribuzione potrai e dovrai usar prudenza per îa categoria in cui
tu situi iI lettore: cercando cioè di rnetterlo in quella che meglio
gli spetta, di abbonati per fi.AÀA,2ASA0, 50.000, devi anzi tutto dare
buono esempio: se tu non mi mandi subito le tue 5A.000, si comincia
male, si cammina verso la morte. Pensa che finora si è vissuti sui ri'
sparmi di un povero diavoîo che si chisrna Tommaso Fiore e non ho a
chi chiedere quattrini. Bisogna che tu ti decida a dare il buon esempio,
perché sei I'uomo più fattivc' e chiaroveggente della cornpagnia.
106
Non ti aggiungo altro, ma questo è capitale: se riusciamo a vhtere
per un Anno, potremo il 1971 raddoppiar Ie copie, è chiaro?
Ricordami alla tua cara signora e prendi un abbraccio dal tuo
aff ezionatissimo
Tomm
A certe rnie preoccupazioni sulla consistenza organizzativa
fitanziaria dolla rivista, così risponde:
e
Bari, 1l febbraio 1970
Caro Giovanni,
hai fatto bene a scrivermi con la chiarezza abituale a te, ma anche
a me: tu mi conosci troppo bene.
Sei però dolce di sale quando ti aspetti che io possa radunare
eli amici e compagn| magari una volta aî mese. Non ho un'auto per
andare in giro a riletarli e se tu sai come fare, non hai che da
indicarmelo.
Chiaro?
Quanto ai contributi altrui, non credo che vi siano soluzioni
en plein; g[i italiani conoscono l'arte del tirare innanTi, di atangiarsi.
I critici presenti aIIa prima riunione díssero chiaro che volevano
essere pagati, né questo a me sembra immorale! Ma io non ho danari
da dare, io sono it più squattrinato dei professori d'Itelía.
Questo lo hanno sentito uomini eminenti che me ne hanno scritto: pubblicherò qualche testimonianza autorevole sul mio passato
politíco, nonché articolí che mi sono venuti da'|. Senato e che giudico
sottilmente erosivi.
Tu senti, senza che te lo dica, di quanto conforto mi sia la tua
presenza e come tutto il mio vigore mi viene spesso da ammiratori, da
compagní dí lotte e anche da ex alunni che si ricordano spesso di me.
La mia salute ha dato in uno scoppio una ventina dí giorni fa, un
atta.cco di diabete, salito d'ímprowiso a 26 gradi: i medici mi hanno
salvato, ma per ora nulla da temere.
Sta' sano e continua a" volermi bene come io te ne voglio da
sempre. Tuo
Tomm&so
107
Lancia un appello a tutta Italia pensando di costituire una
.. Casa Editrioe Il Risveglio del Mezzogiorno ,, in questi termini:
Bari, gennaio 1971
Cari amici,
anni'fa passando da Firenze dove si teneva un congresso della stampa
io non potei parlare... Cosa devo dire sul Mezzo,giorno? GIi sbagli
numerosissimi? I tradimenti fino a scrivere iI contrario di queLlo che
I'autore voleva? Con questa esperienTa non c'era modo di porvi rimedi
e tacqui, ma ora'finalmente realizzerò Ia stampa senza errori. Con un
contributo personale di solo L. 20.000 avremo messo su la ,, C&sa
Edítrice II Risveglio del Mezzogiorno ".
Se mi mandate í mezzi, io -farò una cosa più bella della stessa
rivista.
Grazie.
Vostro
a-Íf
lmo
Tutto queslo mentre affr.onta con giovanile baldanza quasi felice,
processo intentatog'li quale responsabitre di un gior.naletto del movi.
mento studentesco barese a cui aveva associato il suo nome.
La rivista visse per tre annate, dal'70 al'72, uscendo puntualmente ogni bimestre, testimonianza di piena indipendenza ed inesauribile impegno politico. Tommaso Fiore vi scrive di tutto, analisi di
situazioni porlitiche, mernoriali e poesi'e sue e presentazioni di giovani
poeti meridionali, usando un giudizio libero e severo, rnai astioso, sulla classe politica meridionale. Certi suoi ,. pezzi > come < Inconcludenza dei nostri Governi " e sullo " Schema di statuto della Regione
pugliese u ó meriterebbero di essere ripubb,licati e ripensati.
Mi chiedeva articoli, studi, stimolandomi a m,eritare la sua stima, come fa un vero maestro.
La nostra corrispondenza si interruppe quando tardai ad adempiere al mio impegno di collaborazione alla rivista. Mi pare d'assolverlo ora.
Giovanni De Gennaro
il
Tommaso Fiore
a
Ma altre iniziative
scrive tra l''altro:
di 'lavoro spera di
intraprendere. Così mi
Bari, 8 febbraio 1971
Caro Giovanni,
spero che tu abbia tanta libertà da metterti insieme con me a studinre la Molfetta del periodo in cui io sono stoto assente. QueIIa
prima è Ia socratica e come tale passerà alla storia, col suo Fiore
migliore, cioè tu.
Una notizia ti sorprenderà. A via di insistere, tanto si è fatto che
ho ceduto alî'idea di riscrivere le mie memorie, dove ho saputo ridere,
ridere, ridere, tranne, si intende, nei momenti di pianto, Ho trot)ato
una decina di liriche dal carcere, che giudicherai tu stesso; penso che
alcune siano pro'prio buone, altre meno... E poi la liberazíone, la
morte dí Grazíano, Io scompigtio degli amici di Mol-fetta... Ma è
meglio tornare al presente.
Mi auguro che questi non siano sogni, ma realizzazione.
Af'fezioní a tua moglie, un bacio aIIe bambíne e a te un abbraccio
dal
tuo
Don Tommaso
lbidem, Anno
II,
n.n. 1 e 3,
L97L.
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Lettere di un giovane ottantenne