Anno VIII Giugno 2015 mensile - Associazione Culturale Orizzonti Via G. Di Vittorio, 25 - 51035 Lamporecchio (PT) “POSTE ITALIANE S.p.A. Spedizione in abbonamento postale - 70% DCB PISTOIA”
2 - Orizzonti - n. 74 - Giugno 2015
PARLIAMO DI...
EDITORIALE
Tra qualche giorno, come annunciato dagli autori Michela Cammilli e Michela Del Negro, sarà in
distribuzione la nuova guida turistica, edizione 2015. Un lavoro fatto con passione, competenza e
dedizione. Sicuramente sia il turista che visita il Montalbano, che l’operatore turistico, sfogliandola troveranno tutte le informazioni, di cui necessitano, per passare delle belle giornate. In questo numero abbiaDirettore
mo dato un ampio spazio all’articolo, scritto da Ivo Torrigiani, dove parla di turismo sul Montalbano e lo IlMassimo
Mancini
affronta da un punto di vista storico e di come si è evoluto negli anni. Emerge nell’articolo, come le nostre
colline abbiamo avuto nei secoli passati un’importanza notevole sotto l’aspetto del
commercio, del turismo e delle comunicazioni viarie. La centralità del nostro territorio rispetto a
città importanti, il clima mite e le bellezze naturali sono sempre state nel passato e lo saranno nel
futuro i motivi per cui i turisti arrivano sul Montalbano. È basilare per la nostra economia locale,
sfruttare questa situazione favorevole.
Si è conclusa la prima edizione del concorso “Trucco e Parrucco”, organizzato in collaborazione
con il fotografo Paolo Nucci. È stata una bella iniziativa, che ha avuto davvero un grande successo
di partecipazione e interesse. Nei prossimi mesi Orizzonti ha in programma di organizzare altre
iniziative. Ci stiamo lavorando e presto le renderemo note.
Infine un accenno all’articolo di Luigi Donati che torna indietro nel tempo, esattamente nel 1975,
quando la Larcianese conquistò la finale di Coppa Italia. Gara che fu disputata allo stadio Olimpico di Roma. Pubblichiamo gli articoli del giornale La Nazione, scritti proprio dall’inviato Luigi
Donati. Leggendoli gli sportivi di Larciano vivranno nuovamente delle belle emozioni e si ricorderanno di personaggi come Idilio Cei (nella foto a lato con la maglia della Lazio - Wikipedia) e il
dottor Silvio Galli che hanno fatto la storia dello sport di Larciano.
IN COPERTINA: La splendida torre del Castello di Larciano addobbata per la Festa Medievale
Articolo a pagina 42-43 - Foto fornita dalla Pro Loco di Larciano© -
IN QUESTO NUMERO:
Parliamo di:
• pag. 2 - Poggio del sole, Lamporecchio ***
Brunetta Abbigliamento, Cerreto Guidi
• pag. 3 - L’Editoriale del Direttore Massimo
Mancini *** Sommario
• pag. 4 - “Visitare e vivere il Montalbano”: pubblicata la II edizione della Guida di Orizzonti a cura di Michela Cammilli e Michela Del Negro
• pag. 5 - La Meridiana Agenzia Immobiliare
• pag. 6 - “Andrea Cisternino a Lamporecchio. Tutti
insieme per dire basta alle stragi di cani” di Martina Trivigno
• pag. 7 - «La scuola che vorrei. Riflessioni sulla riforma “La buona scuola”» - di Valentina Fiorineschi
(insegnante)
• pag. 8/9/10 - L’Agenda di Orizzonti • pag. 11 - Assicurazioni Marco Bartolozzi
• pag. 12 - “Viaggiare che passione”. Rubrica a cura
di Stefania Tielli della Da Vi Travel (Vinci)
• pag. 13 - “Ciak Therapies, rubrica cinematografica a cura
di Melania Ferrali” - «Ennio Morricone in concerto»
• pag. 14 - Agraria Montalbano: “Arriva il caldo,
pensa all’inverno” - a cura di Dario Bechini
• pag. 15 - “Trucco & Parrucco. Photo Contest 2015”Classifica finale - in collaborazione con Foto Nucci
• pag. 16/17 - “Conversazione sul lavoro con Andrea Brachi, CGIL Pistoia - 2ª parte” - di Maddalena Mirandi
• pag. 18 - “...viaggiando in Vespa. Intervista a
Stefano Masi” - di Matteo Grasso
• pag. 19 - “Museo del contadino in Vespa!” - di
Matteo Grasso
• pag. 20 - “Siamo iti e pomidoro (onanisticamente…)” - di Tommaso Rubino
• pag. 21 - Estetica Silvia - Larciano “Promozione luglio”
• pag. 22/23/24/25 - “Montalbano terra di turismo.
L’evoluzione di uno snodo, da sempre fondamentale
per commercio, turismo e comunicazione viaria”
a cura di Ivo Torrigiani *** 25) 14 Rosso. Lounge
Kafé, Beer & Pizza Larciano
• pag. 38 - Croce Verde Lamporecchio: un servizio
per i cittadini
• pag. 39 - “Porciano Estate 2015” - a cura della Pro
Loco di Porciano
• pag. 26/27 - «“Passi di solidarietà” con la Comunità Solidale Lamporecchio» - di Michela Del
Negro
• pag. 28 - «Inaugurazione per la riapertura dell’hospice “La Limonaia” di Spicchio-Lamporecchio. Sabato
11 luglio, nel Parco Rospigliosi, serata di beneficenza» - a cura di Mara Fadanelli *** “Un nuovo campino da gioco a Orbignano” - di don Andrea Mati
• pag. 29 - “Mauro Monti ... un ciao a pugno chiuso!” - di Stefano Ferrali
• pag. 30 - “Notizie dalla tu@ biblioteca: La biblioteca questo mese presenta ... In biblioteca con
la classe ... ovvero la promozione della lettura fra
biblioteca e scuola” - a cura di Serena Marradi,
bibliotecaria (Promocultura)
• pag. 31 - L’Amministrazione comunale informa
• pag. 32 - “Lorenzo (il Magnifico) a Lamporecchio” - a cura di Marco Giunti
• pag. 33 - La Perla del Bosco - Lamporecchio
“Speciale gelato”
• pag. 34 - Barco Reale vinoteca. Larciano
• pag. 35 - “Studenti premiati al 2° Concorso letterario Giulietta Ferrero” - di Massimo Mancini ***
“Lavagne interattive in tutte le aule” - di Monia Leone *** “Il Carnevale di Lamporecchio” - R.d.O.
• pag. 36 - «“Quando a Lamporecchio venne Enrico
Berlinguer” ha donato 1200 euro alla Comunità Solidale Lamporecchio» - di Massimo Mancini ***
“Altri tempi” - di Corinna Verdiani nei Chiappini
• pag. 37 - “Associazione il Rifugio: SOS emergenza animali” - di Luana Ferradini
• pag. 40/41 - “I punti di forza del Montalbano. Famac,
una storia lunga più di 58 anni” - di Bernard Dika
• pag. 42/43 - “Festa Medievale di Larciano 2015.
Un’affluenza straordinaria” - di Mirco Esposito
• pag. 44/45 - Società soccorso pubblico Larciano:
“Bilancio dell’attività 2014. Apertura sportello CUP
a Larciano”
• pag. 46/47 - “Antonio Pappalardo: continuare la strada da lui intrapresa, con la consapevolezza che è quella giusta!” - di Mariangela Ferrari e Lisa Amidei
*** 47) “Presentato a Larciano un libro sul razzismo
con 100 alunni della scuola” - di Franca Capecchi
• pag. 48 - “Una delegazione di Poussan a Larciano.
Molto più che un gemellaggio!” - di Elena Bigalli,
consigliere delegato
• pag. 49 - L’Immagine della Bellezza, Centro Estetico - Larciano
• pag. 50 - «2ª edizione dei “Sapori di una volta”. 28
giugno a Larciano» - a cura della ConfCommercio
---------------------------------------------------- ----------------------------------------------------Larciano:
Lamporecchio:
-------------------------------------------------Sport & Salute
• pag. 51 - “Fornello Team. Passione, emozioni, grandi risultati ... e tanta amarezza!” - di Stefano Ferrali
• pag. 52 - “Franco e Luigi Meozzi. Anche l’Atletica
leggera aveva i suoi campioncini a Lamporecchio” di Stefano Ferrali *** Monti Lepanto - Larciano
• pag. 53 - “17° Torneo dei Rioni di Lamporecchio: il
calendario” - R.d.O.
• pag. 54/55 - “La Larcianese all’Olimpico di Roma!”
- di Luigi Donati
Associazione Culturale Orizzonti: Registrazione Tribunale di Pistoia n. 7/2008 del 11/11/2008
Direttore Responsabile: Massimo Mancini - Responsabile pubblicità: Matteo Grasso
Fotografie: “Foto Nucci” - Lamporecchio / “Foto Immagini” - Lamporecchio / “Foto Alex” - Larciano
Sede: Via G. Di Vittorio, 25 - Lamporecchio (PT) - Tel./Fax 0573/803029
e.mail: [email protected] ** [email protected]
acebook: Orizzonti - Associazione culturale
Stampa e Grafica: Tipolito2000 srl - Via della Formica, 708/a - San Concordio - LUCCA Tel. 0583/418783-550727 - Anno VIII - Giugno 2015
Giugno 2015 - n. 74 - Orizzonti - 3
PARLIAMO DI...
“VISITARE E VIVERE IL MONTALBANO”:
Pubblicata la II edizione della Guida di Orizzonti
P
a cura di Michela Cammilli e Michela Del Negro
er il secondo anno consecutivo, Orizzonti presenta con entusiasmo
una piccola guida bilingue (italiano e inglese) per accogliere tutti i visitatori che hanno scelto o sceglieranno di soggiornare nel
nostro territorio; la pubblicazione vuole essere uno strumento pratico e
informativo, per far conoscere Lamporecchio con le sue frazioni e dare
un’idea di ciò che le nostre località sono in grado di proporre, dalle ricchezze storico-artistiche a quelle naturalistiche e paesaggistiche.
La passata edizione ha avuto un incoraggiante riscontro, sia tra gli stranieri che tra gli operatori turistici e commerciali di Lamporecchio, costituendo un valido supporto per la ricerca di informazioni utili di varia natura.
Dall’incontro che l’Associazione Culturale Orizzonti ha organizzato con i titolari delle strutture ricettive lo
scorso 26 novembre, erano emersi alcuni consigli che abbiamo cercato, ove possibile, di mettere in pratica. La
novità più evidente di questa edizione è il formato ridotto, così da rendere l’opuscolo più maneggevole e pratico. Inoltre, visto il richiamo che il Montalbano esercita per molti ciclisti, una sezione è stata dedicata ai percorsi
in bici su strada. Nel capitolo dedicato agli itinerari a piedi, troverete il rimando al sito ufficiale del Comune di
Lamporecchio, dove saranno disponibili proposte di escursioni sempre aggiornate.
La guida, che quest’anno ha il patrocinio del
Comune di Lamporecchio, sarà disponibile in formato cartaceo presso le strutture
ricettive e gli esercizi
commerciali presenti
sul territorio del comune di Lamporecchio.
Per offrirne un numero illimitato di copie,
sarà pubblicata anche
in formato Pdf sul
nostro sito internet e
renderla così alla portata di tutti, in qualsiasi
momento, in qualsiasi
luogo, da smartphone
e tablet.
4 - Orizzonti - n. 74 - Giugno 2015
PARLIAMO DI...
Giugno 2015 - n. 74 - Orizzonti - 5
PARLIAMO DI...
ANDREA CISTERNINO A LAMPORECCHIO
Tutti insieme per dire basta alle stragi di cani
R
di Martina Trivigno
Ma ciò che mi ha fatto capire che la
yan si guarda intorno, smarrito. Ryan non è un
mia missione era quella di salvare
cane qualunque: è uno dei tanti cani disabili che,
delle vite, è stato vedere i cani dua causa delle torture subìte dai “dog hunters”
rante l’agonia, in mezzo al sangue e al fango. Perché noucraini, i cosiddetti “cacciatori di cani”, ha perso l’uso
nostante il dolore e la sofferenza, mentre morivano, nei
delle zampe posteriori, riuscendo comunque a muoversi
loro occhi non c‘erano odio né disprezzo. Quegli occhi
con incredibile velocità grazie all’aiuto di un carrellino.
chiedevano soltanto aiuto”.
Andrea Cisternino, fotoreporter che dal 2012 denuncia
i massacri dei randagi in Ucraina, lo ha salvato e gli ha
Qual è, secondo la sua esperienza, la situazione dei
dato in Italia una nuova vita, affidandolo alle cure amocani randagi in Ucraina?
revoli di Angela e Valter. Ryan è stato il cane simbolo
“Il randagismo, come in molti altri Padella fiaccolata organizzata da “il
esi d’Europa e non solo, è una piaga
Rifugio onlus” di Lamporecchio,
sociale e i massacri di cani sono semche si è tenuta sabato 16 maggio
pre esistiti. In Ucraina, però, è stato
per le vie del paese. E alla testa
proprio in occasione degli Europei
del corteo, a guidarlo silenziosadi calcio 2012 che il fenomeno delle
mente, c’era proprio lui, Andrea
stragi di cani randagi è apparso agli
Cisternino. “Queste sono le nostre
occhi del mondo con tutta la sua bruvittorie”, ha detto, commosso, vetalità. Ed io ho preso la mia macchina
dendo Ryan. È stata una giornata
fotografica, che come mi disse il mio
molto lunga, quella del 16 maggio,
maestro Mario Nodari, è l’arma più
per Cisternino. Nel primo pomerigpotente di tutte. Ho messo così la mia
gio, infatti, è stato accompagnato
professione, la mia arte, al servizio di
da Luana Ferradini, presidente de
una causa per me fondamentale. Dal
“il Rifugio”, al Canile Hermada di
2009 al 2013, infatti, le statistiche
Montecatini, dove consiglio diretparlano di 250.000 cani uccisi”.
tivo e volontari del canile e memAndrea, la sua presenza in Ucraina
bri di Liv Toscana lo hanno accolto
Il fotoreporter Andrea Cisternino
non è vista da tutti di buon occhio
con affetto, accompagnandolo nella
a Lamporecchio (foto Nucci©)
e l’incendio, in cui sono morti 69
visita della struttura e donandogli
dei suoi cani, ne è una prova. Cosa
le offerte raccolte. La sera è stata
accadrà
adesso
al
“Rifugio
Italia”?
poi la volta della fiaccolata di solidarietà. Molti i partecipanti accompagnati dai loro cani, che hanno sfilato
“Io sono la spina nel fianco di Janukovich, ex Presidenper le vie di Lamporecchio portando in mano una fiacte dell’Ucraina, e dei dog hunters (N.d.R. cacciatori di
cola, un palloncino con su scritto il nome degli animali
cani). Molti in Ucraina mi odiano, ma a me non inteche hanno perso la vita nell’incendio del 12 aprile o un
ressa. Io ricostruirò il “Rifugio Italia”, anzi lo amplierò.
foglio con l’hastag #iostoconAndrea. Il gruppo si è ferInfatti, non sarà più soltanto destinato ai cani e ai gatti,
mato in Piazza Berni, di fronte al maxi schermo istallato
ma anche ai cavalli, per la creazione di progetti appositi
per l’occasione, che ha trasmesso il filmato girato da Ciper bambini. E già sta arrivando materiale per iniziare la
sternino subito dopo il rogo. Anche Alessio Torrigiani,
ricostruzione.
sindaco di Lamporecchio, l’ha salutato con affetto, ribaAndrea, è da mesi che non va nel centro di Kiev, se
dendo il sostegno e il supporto di tutta la comunità per
non accompagnato da una guardia del corpo. Pensa
una causa nobile e giusta. Guardando le immagini, nel
mai a come sarebbe stata la sua vita se non avesse
silenzio totale, non è stato difficile capire perché Cisterdenunciato i massacri di cani in Ucraina?
nino abbia deciso di combattere per aiutare i randagi di
“Per natura non scelgo mai la via più facile. Se avessi viKiev. Ed è proprio lui a spiegarcelo con le sue parole.
sto ciò che ho visto e me ne fossi andato, mi sarei sentito
Andrea, cosa l’ha portata alla costruzione del “Rifusporco. Non avrei mai potuto tradire quegli animali. E la
gio Italia” a Kiev in Ucraina”?
cosa più naturale, per me e per mia moglie Vlada, è stata
salvare delle vite”.
“Sono sempre stato animalista, ma la mia vita, in corso
d’opera, ha avuto un’evoluzione. In Ucraina ho assistito
Pubblicato su “Il Tirreno” del 18.05.2015.
a delle violenze assurde e gratuite ai danni degli animali.
6 - Orizzonti - n. 74 - Giugno 2015
PARLIAMO DI...
LA SCUOLA CHE VORREI
Q
Riflessioni sulla riforma “La buona scuola”
a cura di Valentina Fiorineschi
uesti ultimi mesi hanno visto come protagonista
la scuola, soprattutto in relazione al DDL redatto dal governo Renzi che ha lasciato, e tuttora
lascia, noi docenti in un’atmosfera di malessere e incertezza.
Come sappiamo la Scuola rappresenta uno dei pilastri
della nostra vita civile, morale e di formazione e questo
disegno di legge ha messo in discussione tanti punti che
purtroppo ancora oggi non sono chiari e ben definiti. Io,
docente di II fascia, abilitata è probabile che sia messa
da parte perché non rientro nel piano assunzioni e rientrerei invece nella possibilità di dover sostenere un concorso di cui ancora non sappiamo modalità e requisiti.
Tutto questo mi spaventa perché so che in questi anni
di servizio io e molti miei colleghi, anche dopo l’esperienza dell’abilitazione, ci sentiamo un tutt’uno con la
classe; grazie all’esperienza sul campo e agli studi compiuti sappiamo quanto la formazione, la cultura siano
importanti per la maturazione di un alunno.
Con passione esercitiamo la nostra professione
cercando di dare sempre
il meglio di noi e soprattutto cercando di far capire agli alunni quanto la
scuola ci renda uomini
migliori e più consapevoli delle nostre qualità e
limiti. Un po’ rattristati,
viviamo questo momento di stand by sperando Il Preside
“sceriffo”
che il governo sappia trovare una giusta ed opportuna soluzione per noi, ma
anche per genitori e figli che si affezionano ai docenti, visti come guide
importanti per il percorso formativo del proprio figlio.
La scuola dovrebbe uscire dalla logica aziendalistica e
riappropriarsi della sfera etica e educativa che invece
le è propria: recuperare la gioia nell’apprendere perché
l’intelligenza cresce e porta frutti solo nella gioia. Dove
è assente, non ci sono studenti ma caricature di apprendisti che alla fine del percorso non sanno nemmeno
discernere le scelte della vita, professionali ma anche
affettive e morali.
Credo che la scuola debba assolutamente ricoprire il ruolo di detentrice di Virtù, come l’umiltà, l’onestà, il coraggio e la responsabilità. Rimettere al centro l’educazione
in cui il docente sia pronto a fare didattica ma anche
avvicinare, attraverso la cultura, i ragazzi ai problemi
della vita. Una scuola circolare ove il sapere si alimenta
della vita, ove l’alunno respiri le materie non
come insieme di informazioni ma come spunti
e ripartenze per diventare migliori, per crescere. Purtroppo la verità, la mia passione e quella di molti miei colleghi, come già detto, sarà
spenta se il DDL sarà approvato, perché molti
dei nostri requisiti non avrebbero alcun valore, verrebbero a crollare gli anni di servizio e
gli studi aggiuntivi post universitari. Speriamo
solo che la politica si avvalga di buon senso e
giustezza, ma non per sviare le nostre responsabilità, ma per riconoscere il nostro impegno
e i sacrifici compiuti nel passato.
Lasciando da parte elementi e discorsi più tecnici della riforma “La buona scuola”, possiamo affermare che dopo anni si è riparlato di
scuola ma non forse alla luce di una visione
d’insieme, che tenesse conto di ogni realtà
professionale, ma una riforma drastica che
può apparire ingiusta perché mirata a cancellare una parte di noi professori. Tutti desideriamo una buona scuola in cui ci sia spazio per
ogni forma di giustizia.
“Non voglio ciò che desidero ma ciò di cui
ho bisogno” - M.Rilke
Giugno 2015 - n. 74 - Orizzonti - 7
PARLIAMO DI...
L’AGENDA DI ORIZZONTI
Grande festa ...bis nella
famiglia Landini!!!
Errata Corrige - Il mese scorso, a causa di un
problema di comunicazione, abbiamo indicato
in maniera errata una ricorrenza. Questo mese la
pubblichiamo nuovamente nella forma corretta:
Lamporecchio - Grande festa nella famiglia
Landini. Il 23 aprile Marisa Ferradini ha
festeggiato gli 84 anni. Il giorno 7 maggio il
compleanno è stato festeggiato dal marito Pierino
Landini, che ha compiuto 87 anni. I due coniugi
hanno anche festeggiato lo straordinario traguardo
dei 62 anni di matrimonio insieme. Si sposarono
il 30 aprile del 1953. Alla felice coppia tanti Auguri
dai figli Rosella e Rossano, dal genero Michele,
dal nipote Federico e dalla nostra Redazione.
87 - 84 - 62
questi i numeri
fortunati da
giocare al Lotto
Grande festa
il 14 giugno
in casa
Alberti
per i 12 anni
di Greta!
Tanti auguri alla nostra
bella principessa ... dalla nonna
Mafalda, la mamma Veronica,
il babbo Alberto, il nonno Carlo,
la sorella Rebecca ed il
fratellino Pietro! Ti vogliamo
bene! Tanti Auguri anche dalla
nostra Redazione.
Jonathan
Salvador
è maggiorenne!
Auguri per
i 90 anni di
Massimo Marchiori
Lamporecchio - Il 5 giugno
scorso, Jonathan Salvador
ha compiuto diciotto anni. Al
neomaggiorenne tanti auguri
dal babbo Giorgio, la mamma Moira, dai parenti, gli
amici e da tutta la redazione
di Orizzonti.
Il 1 giugno scorso
Massimo Marchiori
ha festeggiato 90 anni!
I parenti tutti si stringono
intorno al patriarca della
famiglia in un affettuoso
abbraccio.
A Massimo giungano gli
Auguri da tutta la nostra
Redazione.
Due candeline
per Daisy Mosti!!
Larciano - 27 giugno 2013/27
giugno 2015: “Siamo già a 2
anni del mio piccolo fiore...
Auguri Daisy da babbo
Giusva, mamma Daniela,
i nonni Egisto e Anna,
Barbara e Francesco, gli
zii Rossella e Alessandro
e dal tuo amato cuginetto
Luca”. Auguri anche dalla
Redazione di Orizzonti.
8 - Orizzonti - n. 74 - Giugno 2015
Nozze d’argento
per Lena e Paolo Bavuso
Lamporecchio 2 giugno 2015 - 25
anni di matrimonio
sono un traguardo
importante, vi auguriamo di superarlo
ed arrivare ai 50 così
felici come oggi! Tanti auguri da Maura,
Anna, Eleonora e
Carlo Alberto e dalla
nostra Redazione.
PARLIAMO DI...
Il primo
compleanno di
Lorenzo Mele!
Lamporecchio
(Cerbaia) - Il 3 giugno
scorso Lorenzo Mele
ha spento la sua prima
candelina!
Tantissimi auguri da
mamma Claudia, babbo Massimiliano, dalle
sorelle Giada e Lara,
dai nonni, gli zii e i cugini. Tanti Auguri anche
dalla nostra Redazione.
Auguri a
Eva Fedi
“Tanti auguri alla
dolce Eva Fedi,
che il 16 giugno
compie 38 anni,
da parte delle sue
bimbe Gaia e
Lisa e i genitori
Ivo e Paola”.
Tanti auguri ad
Eva anche da tutta la nostra Redazione.
86 anni e non
sentirli!! Lo splendido
traguardo di Tosca Paci
Cerreto Guidi 15 maggio 2015
Buon Compleanno
piccola GRANDE donna!! Dalle
tue nipoti Gaia e
Margherita; dalle
figlie Sandra ed
Antonella e dai
generi Daniele e
Alessandro.
Auguri anche dalla
nostra Redazione!
22/05/2010
22/05/2015
1° lustro di
Vittoria Vezzosi
“Un lustro è passato
e per noi tutto è cambiato
un fiore di maggio
è arrivato.
Come un raggio di sole
il nostro cuore ha scaldato
rimani felice
rimani sincera
rimani la gioia
nella nostra
atmosfera”.
Per i tuoi 5 anni, tanti auguri da: Mamma Pamela e dal
Babbo Marco, dai nonni, gli
zii e dal cugino Lorenzo e
dalla nostra Redazione.
Buon Compleanno
a Silvia Sostegni
Larciano - Il 29 Maggio
scorso Silvia Sostegni ha
compiuto gli anni! Questa
la dedica: “Tanti auguri
Silvietta, da babbo Marco,
mamma Laura e tata Viola.
Ti vogliamo bene”.
Tanti Auguri a Silvia per il suo
7° compleanno anche dalla
nostra Redazione.
AUGURI A MATTEO
PAPA ... TIFOSO
LAZIALE D.O.C.
Lamporecchio - Il 29 maggio scorso, Matteo Papa ha compiuto 9
anni (N.d.R. nella foto indicato con
la freccia, mentre allo stadio di
Empoli entra in campo insieme al
suo beniamino, il calciatore argentino della Lazio Lucas Biglia).
Al festeggiato tanti auguri da parte
dei genitori Davide e Federica,
da nonni, i parenti, gli amici, dalla
Redazione del nostro giornale e ...
perché no...dalla S.S. Lazio!
Giugno 2015 - n. 74 - Orizzonti - 9
PARLIAMO DI...
Leonardo Ravagli
ha 18 anni!
Il 16
Lamporecchio ardo
Leon
o,
scors
o
giugn
magtato
diven
è
gli
Rava
giorenne. Al festeggiato
arrivano tanti auguri da
parte dei nonni Franco,
Graziella e Lola, dai genitori Marco e Alessandra,
dalla sorella Francesca,
dai parenti, gli amici e dalla Redazione di Orizzonti.
La prima
candelina di Sophie Mannucci
Lamporecchio - Sophie
Mannucci ha festeggiato
il suo primo compleanno.
La candelina è stata spenta il giorno 19 giugno. A
Sophie tanti auguri speciali dai nonni Adria
e Marco, dai genitori
Alessio e Maria Grazia,
gli zii Paolo e Ylenia e i
cuginetti Federico e Rachele, e dalla Redazione
di Orizzonti.
Giulio Baldi ha
spento 9
candeline!
Lamporecchio - Giulio
Baldi il 5 giugno scorso
ha compiuto nove anni.
Al festeggiato tanti auguri dai genitori Lucia
e Michele, dalla sorella
Margherita, dai nonni
Grazia e Guido, dagli
zii dai cugini, gli amici e
dalla Redazione di Orizzonti.
10 - Orizzonti - n. 74 - Giugno 2015
Desiderio e
Vincenza: 48 anni insieme!
Lamporecchio - Il 3 giugno Desiderio Desideri
e Vincenza Micheli hanno festeggiato 48 anni
di matrimonio, tantissimi auguri dalle figlie
Barbara e Alessandra,
dai generi Giacomo e
Franco e un abbraccio
grande dai nipoti
Jacopo e Leonardo.
Auguri anche dalla
Redazione di Orizzonti.
10 candeline per
Ginevra Mattei
Lamporecchio Festa di compleanno per
Ginevra Mattei che il
10 giugno ha compiuto
dieci anni. Tanti auguri
da parte dei genitori
Monica e Daniele, il
fratello Samuele, i nonni Nunzia, Giuseppe,
Daniela e Gianni, dal
bisnonno Santo, dai parenti, gli amici e dalla
Redazione di Orizzonti.
Nozze di smeraldo
per Amina ed Enzo
Lamporecchio Il 9 giugno scorso,
Enzo Cambi e
Amina Leporatti,
hanno festeggiato 40
anni di matrimonio.
Con tanti auguri da
parte di Anna, Maura,
Eleonora e Carlo
Alberto. A questa coppia di ferro, tanti Auguri anche dalla Redazione di Orizzonti.
PARLIAMO DI...
Giugno 2015 - n. 74 - Orizzonti - 11
PARLIAMO DI...
12 - Orizzonti - n. 74 - Giugno 2015
PARLIAMO DI...
Giugno 2015 - n. 74 - Orizzonti - 13
AGRARIA MONTALBANO
DOVE PUOI COLTIVARE LA TUA PASSIONE
A
«Arriva il caldo, pensa all’inverno»
ll’AGRARIA MONTALBANO, visto che giugno è partito con un gran
caldo ci siamo preoccupati subito per l’inverno e abbiamo avviato
la campagna pre-stagionale per il pellet in previsione dell’autunnoinverno 2015-16; abbiamo cominciato presto per garantire un prodotto con
il rapporto qualità/prezzo migliore possibile.
Ma cos’è il pellet? Il pellet è una forma moderna di biomassa; in legno (trucioli e segatura), in genere prodotti da segherie e falegnamerie o derivanti
dalla gestione forestale, in particolare dalla cippatura della ramaglia. La
materia prima è anticipatamente selezionata, essiccata e pulita dalle impurità, per ottenerne una qualità costante, con un’umidità residua ben determinata (mai superiore al 15%); la preparazione prevede inoltre una selezione di specie di legno più tenere (abeti, conifere) ed una certa omogeneità
qualitativa e dimensionale; la maggior accuratezza di questa preparazione
si traduce in una migliore qualità del prodotto finito. Viene utilizzato per il
riscaldamento domestico così come per caldaie di grossa taglia.
È fondamentale che il pellet, in particolare se destinato all’uso domestico, non contenga sostanze quali
vernici, colle o impregnanti che,
bruciando, possono generare fumi
dannosi per la salute.
I principali vantaggi del pellet sono
la maggior densità energetica rispetto alla legna normale e la maggior facilità di trasporto, gestione e
utilizzo oltre che ai costi economici
rispetto a metano, GPL e gasolio.
Le caratteristiche uniformi del pellet (dimensione, contenuto energetico...) ne permettono l’utilizzo in apparecchiature munite di un sistema
di controllo dell’alimentazione e
della combustione in grado di fornire una resa energetica ottimale.
Riscaldare con pellet significa risNuovo sacco Brucciolo
parmiare il 15% rispetto al metano,
il 30% rispetto al GPL e circa il
60% rispetto al gasolio. Ma bisogna stare attenti alla qualità del prodotto
e qui entra in gioco la capacità di chi vende, di trovare il prodotto dal
migliore rapporto qualità/prezzo. Noi l’abbiamo da anni: BRUCCIOLO
è l’ideale per qualsiasi tipo di riscaldamento a pellets, sia se parliamo di
stufe domestiche sia per quanto riguarda impianti di riscaldamento centralizzato. BRUCCIOLO viene prodotto in Italia e come tutti i biocombustibili della ditta trevigiana che lo produce, è prodotto esclusivamente con
legno vergine proveniente da filiera certificata: è per questo che dal 2011 il
pellet BRUCCIOLO ha ricevuto la certificazione PELLET GOLD, che
comporta ispezioni periodiche effettuate da un ente terzo accreditato che
attestano la qualità del prodotto. Oggi, vanta anche altre certificazioni di
qualità tra cui quelle definite UNI – EN. Aderire alla campagna pre-stagionale significa risparmiare sul prezzo finale, dal 20% (sui prezzi praticati
a ottobre) fino al 25-28% (sui prezzi praticati a gennaio) e avere la garanzia
di un prodotto che non teme concorrenza. Inoltre, anche quest’anno garantiamo il magazzinaggio del prodotto. In pratica lo prenoti ora e lo ritiri
quando vuoi!
Dario Bechini - Perito Agrario -
14 - Orizzonti - n. 74 - Giugno 2015
Vita quotidiana in
campagna
Giugno:
INSALATA DEL PITTORE
Gli ingredienti sono 1 cespo di lattuga, radicchio rosso, soncino, 2 pomodori, ravanelli,
poche olive verdi, 1 peperone giallo e 1 rosso, oliva d’oliva, aceto 1 ciuffo di prezzemolo, 1 limone, sale, pepe. Si taglia la lattuga e
si puliscono le diverse verdure. Si tagliano
a spicchi i pomodori, si affettano i peperoni
e si aprono a fiore i ravanelli; in una larga
insalatiera, si dispongono a raggiera le foglie di insalata, proseguendo verso il centro,
alternando radicchio e soncino poi si dispongono i peperoni e i pomodori; olive, ravanelli
e prezzemolo si dispongono a proprio gusto,
anche come decorazione. Si prepara una
salsina con olio extravergine di oliva, aceto,
succo di limone, sale e pepe; si amalgama il
tutto e si versa sull’insalata. Un’alternativa
fresca per questo inizio estate davvero caldo!
Le Buone Pratiche:
Sul vostro balcone di casa potrete coltivare
molte pianticelle commestibili. Le più semplici da curare sono le aromatiche, salvia,
rosmarino, prezzemolo, basilico, menta.
La prima volta potrete acquistare anche
le piantine già cresciute, ma quando
diventerete più esperti, sarà bello vederle
crescere da un seme.
PROVERBIO:
“Noi siamo quel che mangiamo;
quindi, meglio è e meglio stiamo”
(suggerito da una cliente a cui piace
rimanere anonima)
Naturalmente, per le esigenze di ognuno, siamo a disposizione per sopralluoghi in azienda e per consulenze personalizzate presso la nostra sede in via
P. Togliatti, 334 - Mastromarco Lamporecchio (PT)
PARLIAMO DI...
Giugno 2015 - n. 74 - Orizzonti - 15
PARLIAMO DI...
CONVERSAZIONE SUL LAVORO
con Andrea Brachi, CGIL Pistoia - 2ª parte di Maddalena Mirandi
“Mi sono rotto, io mi sono rotto, non ho più voglia di
abitare lo stivaletto, non ha più senso rimanere, grazie
di tutto, aspetto ancora a fine mese poi mi dimetto. Tanto
il mio lavoro è inutile, diciamo futile, essenzialmente rimovibile, sostituibile, regolarmente ricattabile, il mio lavoro è bello come un calcio all’inguine dato da un toro.
Il mio lavoro è roba piccola, fatta di plastica, che piano
piano mi modifica, mi ruba l’anima, dice il lavoro rende
nobili – non so, può darsi! – sicuramente rende liberi di
suicidarsi (…)” (Daniele Silvestri, Precario)
“Io credo nel popolo italiano. È un popolo generoso,
laborioso, non chiede che lavoro, una casa e di poter
curare la salute dei suoi cari. Non chiede quindi il paradiso in terra. Chiede quello che dovrebbe avere ogni
popolo.” (Sandro Pertini, Messaggio di fine anno
agli Italiani, 1981)
voratori.
Andrea Brachi: «Stiamo svolgendo
proprio in questo mese di giugno la
Conferenza di Organizzazione per discutere la maniera
di esistere della Cgil nella società attuale. Noi ci basiamo
ancora su una società risalente a venti anni fa. Specifico, ovviamente, che questa è la mia posizione personale.
Dobbiamo prendere atto che è aumentata la necessità di
tutele individuali e non collettive, assolutamente differenti da quelle specifiche di contratto collettivo. Circa la
metà degli iscritti chiedono una tutela individuale, quindi
è la società che è cambiata. Attualmente al lavoratore non
interessa il contratto aziendale – o per lo meno interessa
per una minima parte – ma la risoluzione delle proprie
problematiche individuali. D’altra parte gli ultimi venti
anni sono definibili come l’era dell’individualismo a discapito della collettività. Dovremmo dunque ridistribuire
le risorse per adeguarci ai tempi.
“Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora, ci
vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi”
(Enrico Berlinguer)
Il precariato non è solo una condizione lavorativa. È
principalmente una condizione mentale. Se sei precario
non puoi chiedere un mutuo e dunque non puoi comprarti una casa, anche se di fatto lavori. Se sei precario sei
un signor Nessuno, insomma, chi vuoi che ti prenda in
considerazione? I precari sono i fantasmi del lavoro: si
definiscono atipici perché, a differenza dei “tipici”, sono
spesso sfruttati, tartassati e malpagati. Ci sono analisi che
affermano – a ragion veduta? – che la recente riforma
del lavoro incentivi il precariato attraverso l’abolizione
dell’articolo 18 e la riduzione delle tutele per i lavoratori.
Altre analisi sostengono invece la “flessibilità” operata
dalla riforma, che garantirebbe lo snellimento del mercato del lavoro. Un tardo Battisti avrebbe canticchiato “lo
scopriremo solo vivendo…” e, d’altra parte, altro non si
può fare. Quello che mi interessava capire con Andrea
Brachi riguarda principalmente le criticità che un sindacato come la Cgil riconosce al suo interno, quali falle
ci sono state nel corso degli anni e quali sono invece le
proposte che si possono fare per tutelare il lavoro e i la-
16 - Orizzonti - n. 74 - Giugno 2015
In Cgil esistono 12 categorie: alcune di queste, come la
funzione pubblica, potrebbero essere accorpate. L’accorpamento ci permetterebbe, appunto, lo snellimento
della macchina e la ridistribuzione delle risorse. Dunque
si parla di limiti organizzativi e di sottovalutazione del
cambiamento avvenuto nel mondo del lavoro. Uno degli
obiettivi principali è certamente quello di trovare nuove
strade per risolvere i problemi legati alle nuove identità
lavorative (N.d.R. i cosiddetti lavoratori atipici). Proposte da fare ce ne sarebbero molte: fra queste è senza dubbio necessaria una riforma del mondo del lavoro e anche
PARLIAMO DI...
la riforma dello statuto dei lavoratori».
Un altro aspetto che colpisce relativamente al sindacato
in generale e alla Cgil in particolare è la molteplicità dei
servizi che, se da una parte garantisce una presa in carico
quasi totale del lavoratore, dall’altra restituisce al lavoratore stesso la difficoltà di orientamento all’interno del
sindacato stesso. Così ho deciso di fare una breve summa
all’interno dell’articolo sui servizi offerti dalla Cgil. Tutte le altre informazioni e specifiche si possono trovare sul
sito www.cgilpistoia.it
Patronato Inca: si occupa di pensioni, invalidità e infortuni. L’INPS chiede tutte le pratiche per via telematica e
questo va a carico dei patronati.
Caf: si occupa di assistenza fiscale.
Sportello mobbing: si occupa di contrastare il mobbing
in tutte le sue forme.
Ufficio Vertenze.
Sportello donna gestito dallo Spi.
Fondazione valore e lavoro: si occupa della tutela del
patrimonio storico dei lavoratori della provincia di Pistoia. Organizza principalmente eventi culturali come la
stampa di libri e la festa a Serravalle.
Nidil: si occupa di tutti i lavoratori, delle cooperative sociali e delle nuove identità lavorative.
Errata corrige relativa alla prima parte: il 40% si riferisce alla disoccupazione giovanile. Il dato totale della
disoccupazione in Italia è circa del 13%.
Concludo questa intervista con uno spunto di riflessione
di Simone Weil fornitomi dallo stesso Andrea, che ringrazio molto per il tempo che mi ha dedicato. Ricordo
a tutti i lettori che dal 1 al 12 luglio ci sarà la festa della
Cgil a Serravalle Pistoiese, della quale inserisco il programma di seguito. Il tema della festa sarà “Il lavoro in
Europa”.
“Non inorgoglirti dei tuoi nuovi diritti, la tua forza non
è in te. Se la grande organizzazione sindacale che ti protegge dovesse declinare, ricominceresti a subire le stesse
umiliazioni di una volta, saresti costretto alla medesima
sottomissione, al medesimo silenzio; dovresti ancora una
volta piegarti sempre, sempre sopportare, non osare mai
alzare la voce. Non è stata soppressa la miseria, né l’ingiustizia, ma non sei solo. Se cominci ad essere trattato come un uomo, lo devi al sindacato. In avvenire, non
meriterai di essere trattato come un uomo, se non saprai
essere un buon membro del sindacato” (Simone Weil)
Giugno 2015 - n. 74 - Orizzonti - 17
PARLIAMO DI...
...VIAGGIANDO IN VESPA
Intervista a Stefano Masi
L
di Matteo Grasso
a storia della Vespa è un percorso affascinante sotto molti profili:
quello tecnico, quello di costume,
quello d’innovazione nel settore, comprese le novità sul fron­te della comunicazione che nella prima promozione pubblicitaria vede protagoniste le donne.
La prima Vespa, prodotta nel 1946, aveva
una cilindra­ta di 98 cm³, motore a due
tempi, tre marce, accensione a volano
magnete, potenza massima di 3,2 cavalli a
4500 giri al minuto, una velocità massima di 60 km/h e il
superamento di pendenze del 20%.
Il fenomeno Vespa assunse i contorni di fenomeno so­
ciale: immediatamente diffuso nel mercato italiano, nel
1950 sorgono le prime licenziatarie in Inghilterra, Germania, Spagna e Francia. Vespa diviene sinonimo di
libertà, di fruibilità per lavoro e per tempo libero.
Oggi le vespe prodotte dal 1946 superano i sedici mi­lioni
di unità in circa 130 modelli differenti.
18 - Orizzonti - n. 74 - Giugno 2015
Questo mese abbiamo
intervistato Stefano
Masi, pro­prietario di
tre di Vespe, esperto
conoscitore e vespista al 100%.
Ciao Stefano, parliamo subito della tua
passione. Come nasce e come si è sviluppato il tuo interesse per le ve­spe?
La mia passione comincia intorno ai
vent’anni quando acquistai la mia prima
vespa, una 50 special bianca del 1978, e con lei ho
iniziato a girare e godermi que­sto affascinante mezzo
a due ruote.
In un primo momento ho partecipato ad alcuni moto­
raduni misti, poi, dopo essermi informato, ho aderito al
Vespa Club di Empoli, dove piano piano ho iniziato ad
avvicinarmi sempre più al mondo della vespa.
In seguito, da un’idea nata con un gruppo di amici, ab­
biamo fondato, il 24 luglio 2014, il Vespa Club Prato,
di cui attualmente sono socio fondatore. Nonostante
la lontananza, l’amore per le vespe unito alle amicizie
mi porta ad affrontare tanti chilometri per condividere
la mia passione. Siamo un gruppo numeroso e affiata­
to, partecipiamo a raduni, facciamo girate per diver­
timento, insomma…qualsiasi occasione è buona per
montare in sella e percorrere le strade in compagnia.
Bene, raccontaci dei tuoi viaggi e di cosa significa
salire in sella a una Ve­spa…
Con il passare del tem­po oltre alla Special ho acquistato
altre due Ve­spe: una Px bianca e una T5 rossa. Durante i
miei viaggi, in largo e in lungo per la Tosca­na, ho potuto
veramen­te ammirare luoghi e panorami bellissimi di
tutte le province, dal­le colline senesi alla Garfagnana,
dai colli fiorentini al livornese.
Ovviamente in compagnia, perché la cosa bella di que­
sta passione è proprio lo spirito di amicizia e di grup­po
che si crea durante le trasferte.
Con la vita frenetica, che affrontiamo ogni giorno, spes­
so non ci godiamo a pieno le bellezze del nostro ter­
ritorio. Le due ruote, invece, ti permettono di unire lo
svago alla cultura. Ti mostrano paesaggi, borghi e pa­
norami che in auto non ammireresti, ti danno la libertà
e la spensieratezza di evadere dallo stress quotidiano
della vita e del lavoro.
PARLIAMO DI...
I
MUSEO DEL CONTADINO IN VESPA!
n occasione dell’apertura del nuovo Vespa Club Prato, Stefano Masi
e i suoi amici vespisti hanno organizzato un raduno interno chiamato
“Museo del Contadino in Vespa”. Vespisti provenienti da tutta la
Toscana si sono ritrovati al circolo di Paperino (PO), nella sede del
Club, per poi partire alla volta di un giro turisti­co e panoramico lungo le
strade collinari fino a Car­mignano, Vinci e San Baronto. Qui, una volta
sce­si verso Lamporecchio, è stata effettuata una sosta aperitivo presso il
Bar La Perla del Bosco (foto 1).
Destinazione finale il “Museo della Civiltà Contadi­na Casa Dei” (foto
2), posto all’interno di una casa co­lonica in località Bagnolo, dove sono
stati gentilmente ospitati dalla proprietaria Angela che ha accompagnato
il gruppo alla scoperta degli antichi attrezzi del mestie­re. Il museo, oltre
a conservare oggetti dei quali ormai si è perso l’uso, vuole far conoscere
al visitatore l’in­terazione e il rapporto che esisteva tra luogo, paesag­gio
rurale e attività nella vita contadina di una volta, perchè, insieme alla
memoria, si conservi l’esperienza e quindi la consapevolezza necessaria
per poter sce­gliere il futuro.
Una volta terminata la visita guidata, i vespisti
2
hanno cenato con prelibatezze e squisitezze del
nostro territo­rio, mangiando proprio nell’aia
davanti al museo come ai tempi passati (foto 3).
1
3
Giugno 2015 - n. 74 - Orizzonti - 19
PARLIAMO DI...
SIAMO ITI E POMIDORO
(onanisticamente…)
di Tommaso Rubino
re perché da queste parti un dialetto vero e
na mattina alle 6.30 avevo scritto un articolo molto
proprio non lo avete, ma solo cadenze e toni
arrabbiato contro politici e dirigenti ASL per via dei
diversi che variano differentemente a seconcertificati e delle esenzioni e di altri cazzi vari che non
da della provincia oppure del luogo...).
tornano… ma ero troppo incazzato e insultavo tutti, mancava solo Nostro Signore (ma in parte lo insulto anche ora…
È un po’ la stessa tentazione che provavo da ragazzo a sentire
quando dico che se non smette di mandarmi gli accidenti…
parlare in italiano dopo diversi mesi a lavorare in Inghilterra:
passo alla concorrenza… cioè divento musulmano… come
riuscire a capire tutto dalla televisione o ancora meglio dalse fosse colpa Sua…) - tanto che la Barriera, la Trassi e lo
la radio, ti fa sentire più integrato nel mondo ed in parte più
stesso Mancini mi hanno esortato a non pubblicarlo perché
contento… lo stesso mi dà una sensazione di contentezza il
“quelli là sono vendicativi… e poi ti vengono a fare le bucce
camminare per le vie della mia città e ritrovare quei colori
magari per qualche bischerata…” ed anche la Daniela Calued odori che chi sta sempre nello stesso posto non è abituagi che lavora in Comune, la figliola della Callaioli Giuseppto ad apprezzare.
pina - quella sempre piena di tutti gli acciacchi, cui ho fatto
Quando vado a Brindisi, faccio pertanto una full immersion
leggere l’articolo in anteprima mi ha dissuaso.
nel mio dialetto di origine… ed io parlo un brindisino antico,
Ho pertanto dovuto cedere alla ragion di stato, anche
di quelli che non se ne sentono più, con parole ormai in disuso,
se mi sarebbe garbato - ogni tanto - fare un articolo diromvisto che anche lì la gente parla ormai in italiano intercalando
pente invece delle solite simpatiche bischerate che vi scrivo
di tanto in tanto qualche termine dialettale ed a sentirmi proogni mese, che poi vengono a
nunciare certi termini che non
noia.
sentiva da anni, chi mi ascolta
spesso rimane basito credendo
Ma un articolo diverso cioè
di essere davanti ad uno zotisemi-serio devo farlo, per
cone glebano che ha appena
essere sempre attraente verabbandonato la campagna per
so chi legge e non risultare
cui per parlare di vino, invece
sempre uguale… ed allora
di dire vinu come in brindisivoglio scrivere quasi sentino moderno, dico mieru che è
mentale … voglio scrivere di
un termine antico che deriva
ricordi… ora che comincio a
dal latino ed in parte dal greco
diventare vecchio e il pisello
(merum è parola latina di origipresenta le prime sbavature…
ne greca che vuol dire appunto
e - per questo - prendo spunto
vino) e per dire albero non dico
da un’intervista ascoltata via
in brindisino moderno alvuru
radio fatta agli amici di Felma in lingua arcaiaca piticone
lini che parlava del rapporto
che etimologicamente deriva
del regista con la sua Rimini
dai dialetti abruzzesi ed è quindescrivendo nei particolari
di italiano autoctono di quello
quanto gli piacesse parlare
che si parlava prima della conquista greca e poi romana.
nel dialetto della sua terra e mangiare della sua cucina (lo
stesso titolo del suo capolavoro AMARCORD significa …
Direi che quasi quasi a volte mi diverto a pronunciare certe
tradotto in italiano … IO MI RICORDO). Il bello è che ho
parole, proprio per vedere la reazione della gente che mi guarcasualmente ascoltato questa intervista alla vigilia della parda stranita… ed una mattina, mentre si prende il tè dalla mactenza - come ogni anno - verso la mia città d’infanzia cioè
chinetta, subito prima di aprire la porta dell’USL per la carica
verso Brindisi in Puglia e poco prima di sentirla alla radio
dei Nibelunghi… faccio presente questa mia sensazione alla
stavo appunto pregustando le stesse emozioni e sensazioni
Gisella, la segretaria, delle due, meno seria… (che l’altra - la
che avrei provato al re-incontro dei miei luoghi d’infanzia
Paola - quando ci si mette sembra un ufficiale nazista per la
e al rivedere la mia vecchia casa che quando ci vivevamo
sua precisione teutonica…) e lei ascoltandomi mi fa questa
in otto negli anni sessanta mi sembrava tanto grande e che
giusta osservazione: “È un po’ la stessa stranezza che susciinvece adesso mi appare minuscola…
tano le persone anziane in Toscana quando pronunciano ad
esempio parole come “siamo iti” oppure “pomidoro” oppuMi emoziona anche l’idea di parlare di nuovo la mia linguare - aggiungo io - la mia nonna pisana per indicare la pentola
dialetto riuscendo ancora a chiudere gli occhi e sentire quei
diceva laveggio..”.
suoni familiari e quelle parole cadenzate con quel ritmo che
non riesco mai a sentire qui in Toscana perché tutto sommaSentire pronunciare le antiche parole dialettali alle volte può
to, anche se parlo bene il tosco - credo senza accento per via
risultare in pratica una forma di goduria pari quasi ad una sorta
della mia mamma pisana - è un modo di parlare che non mi
di onanismo mentale… ma forse molti non sanno nemmeno
appartiene… (ma sono sensazioni che voi non potete provacosa significa… onanismo…
U
20 - Orizzonti - n. 74 - Giugno 2015
PARLIAMO DI...
Giugno 2015 - n. 74 - Orizzonti - 21
PARLIAMO DI...
MONTALBANO TERRA DI TURISMO
L’evoluzione di uno snodo, da sempre fondamentale
per commercio, turismo e comunicazione viaria
a cura di Ivo Torrigiani
a moderna idea di vacanza ha una storia recente.
il territorio a noi vicino basterà ricorNasce, nel corso del XIX secolo, come risposta
dare palazzo Rospigliosi a Spicchio,
all’industrializzazione ed alla conseguente forte
villa Manni a Carraia oppure la villa Poggi Banchieri
urbanizzazione.
a Castelmartini. Nei secoli successivi (XVIII e XIX) la
borghesia più ricca, imitando i ceti aristocratici, investì
Fino alla fine dell’Ottocento più che di storia, possiamo
sul Montalbano considerevoli risorse. Anche in questo
parlare di preistoria del turismo. Il Medioevo ad esemcaso gli esempi possibili sono molteplici: in alcuni casi
pio, nonostante le strade fossero carenti e poco sicure,
si trattò di trasformare ville o strutture preesistenti, in
fu un’epoca di grandi spostamenti. La maggior parte
altri di realizzarne di nuove. Sempre a titolo di esempio,
dei viaggi avveniva per motivi religiosi o commerciali,
possiamo ricordare la villa Merrick a Papiano o la villa
ci si spostava prevalentemente a piedi, solo i nobili o
di Varazzano a San Baronto.
gli ecclesiastici usavano il cavallo. In questa epoca il
Montalbano, come ha scritto R. Stopani, si coprì di un
A spingere prima le famiglie aristocratiche e poi quelle
reticolo di strade che collegavano la valle dell’Ombrone
dell’alta borghesia ad investire in modo così cospicuo
con quella del Valdarno Inferiore e con la via Francisu queste colline non furono solo ragioni economiche;
gena in funzione non
sebbene all’origine
solo locale, ma anche
ci fosse sicuramensovra regionale (su
te anche il desiderio
questo si veda anche il
di ostentazione della
contributo di M. Camricchezza e del premilli in “Orizzonti”
stigio, ciò non basta
n. 69, 2015). Il Mona spiegare la scelta
talbano divenne non
dei luoghi. Vi sono in
solo uno snodo viario
particolar modo due
imprescindibile per il
testimonianze che ci
movimento di vianindicano anche altre
danti e pellegrini che
ragioni. Ferdinando
gravitavano da Lucca
I dei Medici, quana Firenze, ma intercetdo realizzò la villa di
tò anche il movimento
Artimino, affermò di
di quanti sceglievano
aver scelto un «luoi passi appenninici algo alto, e di bella
ternativi al Monte Barveduta, e d’aria sadone (la Cisa), come
lubre, e d’ogni sorta
San Baronto, Pensione Ferradini - cartolina “viaggiata” - 1937
la Sambuca nell’area
di cacciagioni copiopistoiese o il valico di
sa». In altre parole,
Montepiano in quella pratese. É presumibile che fossero
Ferdinando I fu attratto dalla piacevolezza dei luoghi,
numerosi i viaggiatori, soprattutto pellegrini, che utilizdal clima, dai panorami, dai possibili passatempi. Le
zavano questi valichi, come attestano il culto iacobeo
parole del Granduca sono in certo modo confermate e
a Pistoia e quello della Madonna della Cintola a Prato,
rafforzate da una nota anonima del Settecento relativa
ma soprattutto la presenza sul Montalbano di molteplici
alla fattoria di Artimino dove si legge che questa non era
enti ecclesiastici che svolgevano funzioni assistenziali.
nata per essere fonte di guadagno, ma per offrire «deliBasterà ricordare sul nostro territorio l’Abbazia benezia nell’occasione della villeggiatura che vi facevano i
dettina di San Baronto, che aveva annessi vari “ospitali”
Gran Duchi di Toscana» (in Il Barco Reale Mediceo, a
(quello di San Paolo a Papiano, ma probabilmente anche
cura di A. Lassi- G. Pisacreta, Quarrata, s.d.). Queste tequello di Alberghi, Santa Margherita e di Sant’Alluccio)
stimonianze indicano come le profonde trasformazioni
destinati a dar cibo e alloggio ai pellegrini. Dal nostro
a cui il Montalbano è sottoposto dalle famiglie signopunto di vista, insomma, il Montalbano nel Medioevo
rili dal XVI al XVIII secolo fossero non solo motivaappare come una terra di transito e di sosta.
te da ragioni economiche o sociali, ma avessero anche
un intento per così dire “estetico-edonistico”. A ciò va
aggiunto che, soprattutto nel XIX secolo, quando – e
Sul finire del Medioevo il cambiamento del quadro stoquesto vale per gran parte dell’Italia – la borghesia più
rico generale ridimensiona il ruolo della viabilità del
danarosa comincia a mutuare dai ceti aristocratici l’idea
Montalbano, riducendolo a fenomeno prevalentemendi trascorrere “in villa” una parte del periodo estivo, la
te locale. Ciò nondimeno si apre per il nostro territorio
scelta cade sui territori vicini alla città per poter contiun periodo decisamente importante. Furono i Medici,
nuare a curare i propri affari anche durante le lunghe
a partire da Lorenzo il Magnifico nel XV secolo, che
villeggiature e in questo senso il Montalbano presenta,
videro in queste colline un’opportunità d’investimento e
rispetto ad altre realtà territoriali vicine, caratteri partiavviarono un’opera di trasformazione che portò alla recolarmente favorevoli: è terra già plasmata per la “vilalizzazione di un buon numero di splendide ville, fattoleggiatura” dalle famiglie aristocratiche ed è vicina ad
rie, cascine e poderi. I Medici furono ben presto imitati
importanti città.
da altre importanti famiglie patrizie del circondario: per
22 - Orizzonti - n. 74 - Giugno 2015
L
LAMPORECCHIO
PARLIAMO DI...
Al termine di questa sorta di preistoria del turismo sul
Montalbano, se volessimo individuare alcuni tratti ricorrenti, ci pare di poter rilevare che queste colline, caratterizzate fin dal Medioevo come nodo strategico per
la viabilità toscana, si sono poi trasformate in terra di
villeggiatura per la piacevolezza del clima, per la bellezza dei luoghi, per la vicinanza alle città.
agevole e larga alla cima del valico»; i dirupi ci sono
ancora «ma si attraversano con le ruote per via di ponti
e di chiaviche», anche dell’antica solitudine cercata da
Baronto e da suoi eremiti non c’è più traccia, per quella
strada «è ora un vai e vieni di carri, di carrette, di carrozze e di diligenze. Stormi di biciclette passano dinanzi
all’eremo veloci come rondini, scampanellando; e persino le ultime automobili hanno fatto sentire anch’esse la loro vociaccia alle gole più riposte di quei poggi,
Con il XX secolo si può parlare di storia del turismo.
passando goffe e rumorose in una nuvola di polverone».
In Italia all’inizio del Novecento si avvia un processo
Dopo aver sostato alla festa, la cui decadenza è descritdi industrializzazione ed urbanizzazione che, nell’arco
ta in modo assai pungente, lo scrittore e i suoi amici,
di alcuni decenni, trasformò profondamente il nostro
considerato che «la
paese.
stupenda via che
Il primo aspetto da
mena da Pistoia a
sottolineare nell’otSan Baronto» l’avetica della nascita di
vano vista, decidono
un turismo di massa
di «vedere anche l’alsono i radicali camtra che per il versante
biamenti nel campo
meridionale scende a
dei trasporti.
Vinci e a Empoli».
Negli ultimi trent’anCosì fecero «e nessuni dell’Ottocento
no ebbe a pentirsene
sono stati inventati la
perché quella strada è
bicicletta e l’automodavvero meravigliobile, mezzi che, da
sa, per il gran panosubito, mutarono il
rama e per la camtrasporto delle persopagna la cui bellezza
ne, dando inizio alla
“non dà tregua agli
mobilità individuale
occhi”». Le parole di
di massa.
Fucini riecheggiano
San Baronto, Indicatore - cartolina “viaggiata” - 1941
Se nel corso dell’Otin un articolo pubblitocento l’attenzione
cato
nel 1933 da E.
pubblica fu rivolta essenzialmente allo sviluppo della
Biagini
(San
Baronto
di
Monte
Albano
e la sua festa di
rete ferroviaria, ora si concentra sulla rete stradale. Ancalendimaggio,
in
“Le
vie
d’Italia.
Rivista
mensile del
che il nostro territorio fu interessato da queste trasforTouring
Club
Italiano”,
n.
5,
maggio
1933,
pp.
378-386.
mazioni, con un intervento che per la nostra prospettiva
Su
questo
si
veda
anche
“Orizzonti”,
aprile
2012
e apriè fondamentale. A partire dal 1869 la Provincia di File
2015).
Il
testo
è
strutturato
in
tre
parti:
la
prima
narra
renze progetta e poi realizza la nuova strada provinciale
le
vicende
del
monaco
Baronto
e
quelle
dell’omonima
che collega Empoli a Pistoia. Renato Fucini in un racabbazia, la terza descrive la festa del Primo maggio, la
conto pubblicato nel 1902 (San Baronto, “Il Marzocco”,
seconda ci presenta, appena trent’anni dopo il racconto
anno VII, n. 19, 11 maggio 1902) usa per la nuova stradi Fucini, un paese che sta assumendo un volto nuovo.
da parole piene di entusiasmo. In occasione della festa
Biagini, dopo aver decantato la “magnifica strada prodel Primo maggio a San Baronto, lo scrittore, insieme
vinciale carrozzabile”, che, sostituendo l’antica “disaad alcuni amici, sale in bicicletta da Pistoia, anticipando
gevole mulattiera”, unisce, anche grazie al servizio di
gli odierni cicloturisti e, ricordando le antiche strade che
due corse il giorno di una comoda autocorriera, Pistoia
da tempo immemorabile salivano per questi colli, scrive
con San Baronto, Vinci ed Empoli, si sofferma a esalche i tempi sono ormai cambiati. I viottoli “dirupati”
tare la bellezza dei paesaggi e dei panorami. La strada
sono sostituiti ora «da una bella strada provinciale che
sul versante settentrionale sale tra “vigneti modello” e
sviluppandosi in dolci curve per forre del monte arriva
Giugno 2015 - n. 74 - Orizzonti - 23
PARLIAMO DI ...
“oliveti ubertosi” fino ad attraversare boschi di “casta(Foto 3) con la tipica scritta da luogo di villeggiatura
gni selvatici” e di “acacie fronzute”, attraverso le quali
“saluti da…” (le cartoline appartengono alla collezione
“l’occhio del turista” può ammirare “limitata come da
di Giovanni Venturini, che ringraziamo). Inoltre alcune
un anfiteatro dai monti dell’Appennino pistoiese e del
relazioni tecniche che accompagnavano i progetti per la
Casentino” la valle dell’Ombrone e dell’Arno dal camrealizzazione di un acquedotto pubblico a San Baronto
panile di Pistoia fino a quello di Giotto a Firenze. Giunti
rimarcano la vocazione turistica del paese. Già nel 1930,
a San Baronto si «disvela, sul versante meridionale, un
infatti, nella relazione commissionata dal podestà per
panorama ancor più bello del precedente», incorniciato
realizzare un acquedotto per San Baronto, l’ingegnere
dalla Montagnola di Siena, con dietro l’Amiata, dai gioincaricato del progetto premette che la necessità dell’acghi di Volterra, dai monti di Pisa, dalle Alpi Apuane e da
quedotto nasce, oltre che dai bisogni dei residenti, anche
una sottile striscia di mare. Ma San Baronto merita condal fatto che San Baronto è una località “ricercata come
siderazione, continua il
luogo di villeggiatugiornalista, non solo per
ra” da molte famiglie
gli incantevoli paesaggi,
“in cerca di riposo”
ma perché “questo saluper la sua ubicazione
berrimo paesetto” ha di
“a cavaliere del Monrecente assunto l’aspetto
te Albano”, per i suoi
“di stazione climatica”.
panorami, per i venti
E che tale sia “ce lo svefreschi, per i servizi
lano le molte bianche
automobilistici che
casette costruite pietra
la rendono comoda
su pietra” dagli abitanti;
“per quelle famiglie
casette “civettuole, con
dei villeggianti che
ogni agio” che si alterper ragioni di affari”
nano “con varie botteghe
debbono
ritornare
di commestibili […] con
alle loro case.
negozi di merceria ed alL’acquedotto (quattro”. Ma questa vocaziotro fontane pubbline turistica si manifesta
che) fu poi realizzato
San Baronto, vedute - Cartolina “viaggiata” - 1954
in particolare in estate,
nel 1936. Nel 1946 il
quando “il movimento è
responsabile dell’ufgrande: tutte le pensioni e le case si riempiono di villegficio tecnico del Comune, geometra Ubaldo Tani, redige
gianti, appartenenti in genere a quella media borghesia
una nuova relazione relativa alla necessità di provvedella città che si accontenta del rezzo dei cinquecento
dere alla riparazione dell’acquedotto di San Baronto,
metri, perché la borsa non permette di salirsene più in
che aveva perso gran parte della sua portata, a seguito
alto, o di andarsene più lontano: al mare per esempio”.
della prossimità delle esplosioni delle mine con le quali
Parimenti anche qui si sta bene «ci si mangia bene, ci si
l’esercito tedesco aveva abbattuto nel 1944 il campanile
beve ancor meglio; si respira un’aria purissima e bale la chiesa. L’intervento, argomenta il tecnico, è urgente
samica, assai fresca anche nei meriggi più assolati»;
sia per ragioni igieniche sia perché la carenza d’acqua
per chi poi “abbia gamba buona”, c’è l’opportunità di
reca “un notevole danno economico”, poiché il paese è
“belle passeggiate”, ad esempio verso il castello di Lar“un centro di villeggiatura” (ringraziamo l’arch. Simone
ciano o la villa Rospigliosi a Spicchio, e “per i turisti
Martini per averci consentito la presa visione di questi
volenterosi” ci sono poi come “meta di inesauribili e
materiali). Nel 1956 il prof. Riccardo Chiappella, che
attraenti itinerari” i borghi e i castelli “d’ambo le valli”.
in quel periodo risiedeva con la moglie a San Baronto,
Le parole di Biagini sul nuovo volto turistico acquisito
elabora un dattiloscritto sul microclima a San Baronda San Baronto a partire dagli anni Trenta trovano conto. Si tratta di un’indagine che, dopo aver richiamato
ferma in altri documenti coevi o immediatamente sucgli aspetti paesaggistici del territorio, si sofferma sulla
cessivi. In primo luogo nelle cartoline del tempo che ci
flora, sulle caratteristiche litologiche, meteorologiche
mostrano le pensioni dell’epoca (Foto 1 e 2) o le vedute
e climatiche; quest’ultimi aspetti sono suffragati, in
24 - Orizzonti - n. 74 - Giugno 2015
PARLIAMO DI...
di massa, ossia la media
assenza di una stazione
borghesia delle città vicimeteorologica, da riliene, come osservava Biagivi quotidiani dell’autoni. Certo i caratteri del fere nell’arco di tre anni
nomeno variano nel corso
e riguardano i venti, la
dei decenni dell’ultimo setemperatura, le piogge,
colo. Negli anni Cinquanl’umidità. La conclusiota e Sessanta i villeggianti
ne è che San Baronto ha
continueranno ad essere
le caratteristiche oltre
ospitati nelle pensioni e
che per essere “stazione
nelle case; sul finire degli
di soggiorno estivo e di
anni Sessanta, e poi negli
villeggiatura” anche per
anni Settanta, prese corpo
diventare “sede di coil fenomeno delle seconde
lonie climatiche”, purcase, nelle quali i villegché sia dotato “di acqua
gianti trascorrevano gran
potabile abbondante e
San Baronto, la Chiesa - Cartolina proprietà Matteo Portorelli
parte dell’estate, semmai
salubre”: problema, concon un’interruzione per
clude il testo, che l’Amuna vacanza al mare. Negli anni Ottanta sarà la volta
ministrazione comunale sta per risolvere (R. Chiappeldei turisti tedeschi che acquistano molti casali sulle nola, San Baronto e il suo microclima, dattiloscritto, S.
stre colline per trasformali nelle loro case vacanze. Poi,
Baronto, 1956).
con gli anni Novanta, sono i turisti provenienti dai vari
In conclusione, lo sviluppo turistico in senso proprio nel
paesi europei a scegliere i residence, gli agriturismi, i
nostro territorio ebbe inizio nel Primo Dopoguerra per
campeggi del nostro territorio per trascorrervi le loro
poi proseguire anche nei decenni successivi. Le ragioni,
vacanze. Come dicevamo, nel secolo scorso, il fenomeben ritracciabili nei documenti esaminati, sono: l’ubicano turistico si declina via via con modalità diverse, ma
zione “a cavaliere” del Montalbano, la panoramicità
le ragioni che lo muovono, dal Cinquecento ad oggi,
dei luoghi, la piacevolezza del clima, la viabilità, la
sono sempre le stesse, ossia l’ubicazione, i panorami, la
vicinanza alle grandi città. A ben vedere si tratta delle
piacevolezza del clima e dei luoghi, la viabilità, la vistesse ragioni che, a partire dai Medici, portano le famicinanza alle città (oggi diremmo “d’arte”), quasi che in
glie patrizie dei secoli passati a scegliere il Montalbano
questi caratteri fosse racchiusa l’identità più profonda,
come terra di villeggiatura. La novità è data dai nuovi
il genius loci, di queste terre.
soggetti sociali che sono protagonisti del nuovo turismo
Giugno 2015 - n. 74 - Orizzonti - 25
LAMPORECCHIO
“PASSI DI SOLIDARIETÀ”
con la Comunità Solidale Lamporecchio
L
di Michela Del Negro
voli all’ombra messi a disposizione,
o scorso 2 giugno ha preso il
la toilette e i giochi per i bambini.
via la 3° edizione dell’iniziativa
Rifocillati, ripartiamo alla volta del“Passi di Solidarietà”, organizla Chiesa di S. Giorgio con il suo
zata dall’associazione CSL e che, con
museo parrocchiale e la raccolta di
sorpresa, ogni anno riesce a coinvolgere un numero semutensili del mondo contadino, mentre nella sala della
pre maggiore di persone. Ben 89 i partecipanti: molte le
Compagnia, un’affascinante esposizione di dipinti del
famiglie che hanno deciso di trascorrere in compagnia una
pittore scomparso Bernd Kaute, cattura la nostra atgiornata all’aria aperta, alla scoperta delle bellezze del notenzione.
stro territorio, senza dimenticare un gesto di generosità.
Il sentiero del Saletto ci accompagna fino alle prime
Grazie alle quote versate è stata infatti raccolta la somma
di 400 Euro, devoluta totalmente all’associazione, in favore di vari progetti, volti a
dare una mano a chi attraversa momenti di
difficoltà.
La Chiesa di Orbignano (144 m slm) è stata scelta come luogo di partenza dell’itinerario. Immancabile una breve visita al suo interno, che ospita la trecentesca statua lignea
della “Madonna del Pruno”, un bassorilievo
in marmo, raffigurante la “Madonna con il
bambino” del XV secolo e da alcuni attribuito alla scuola di Donatello, oltre a numerosi affreschi del XIV secolo di diversi autori
pistoiesi.
Da qui, attraverso una fitta rete di strade secondarie e sentieri, abbiamo raggiunto la località di Sommavilla (190 m slm), dominata
da un’antica proprietà della Tenuta di Spicchio, con vista privilegiata su Villa Rospigliosi e la restante vallata. La tappa successiIl gruppo alla partenza di fronte la Chiesa di Orbignano
va è stata quella del Fornello (244 m slm). Il
percorso, impegnativo in diversi tratti, visti i
dislivelli affrontati, ci ha ripagati di tanta fatica regalandoci ampi e suggestivi panorami. Come nel caso dell’arrivo
sul colle di Leporaia (415 m slm), un tempo ricoperto di
vigneti: da un lato la Chiesa di Sant’Amato, dall’altro la
generosa visuale che nelle giornate limpide permette di
vedere persino l’isola Gorgona di fronte a Livorno. Tiriamo il fiato all’ombra di due grossi cipressi, salutiamo una
vecchia casa colonica ormai diroccata e soffocata dalla
vegetazione, per dirigerci verso Campo Baldo, non lontano dal sentiero di crinale 300. Per fortuna la macchia
mediterranea ci ripara in diversi momenti dal sole, che fa
sentire la sua forza.
Adesso il sentiero da seguire è tutto in discesa: usciti
dal bosco di pini e castagni incontriamo le abitazioni di
Poggio alla Baghera (411 m slm) e poi ancora giù fino
a Porciano (252 m slm), dove meritatamente ci aspetta il
Discesa verso Poggio alla Baghera
pranzo al sacco all’area verde! Pausa perfetta grazie ai ta-
26 - Orizzonti - n. 74 - Giugno 2015
LAMPORECCHIO
case di Lampaggio, poi il vecchio “tracciato dei renai” ci permette di arrivare a Belvedere Alto (209 m slm). Seguitando in discesa arriviamo presto all’antico molino di Sermo e quindi alla Berga (90 m slm) dove prontamente le
navette della Croce Verde si affrettano per riportarci tutti alla partenza.
Ma un piccolo gruppo è disposto a camminare ancora: e allora via su per la strada dei mulini di Lagaccio diretti a
Montedonico!
La giornata è stupenda, merito dell’entusiasmo di tutti quanti, persino degli abitanti delle singole frazioni attraversate,
che ci salutano con allegria.
Per concludere un ringraziamento profondo e sentito va a tutti coloro che hanno partecipato alla passeggiata, a chi ha
deciso di dare un contributo ma non è potuto essere presente, alla Croce Verde di Lamporecchio per le navette messe a
disposizione, a Sandro Bartolomei per l’apertura della Chiesa di Orbignano, alla Proloco di Porciano, in particolare a
Monica, a Edoardo Bonfanti per la puntuale pulizia dei sentieri, a Claudio Ciattini per la disponibilità e la passione
con cui parla della storia locale, a Deita Ritz à Porta Kaute per averci illustrato le opere di suo marito, a Rossano
Landini per le foto scattate e a Laura Grassi per i sopralluoghi e l’aiuto nella conduzione del gruppo.
L’ultimo gruppo di camminatori sul sentiero dei mulini di Lagaccio
Momenti di amicizia
La mostra del pittore Kaute nella sala della Compagnia a Porciano
Momento di sosta a Poggio alla Baghera
Giugno 2015 - n. 74 - Orizzonti - 27
LAMPORECCHIO
INAUGURAZIONE
PER LA RIAPERTURA DELL’HOSPICE
“LA LIMONAIA” DI SPICCHIO-LAMPORECCHIO
Sabato 11 luglio, nel Parco Rospigliosi,
serata di beneficenza
a cura di Mara Fadanelli
enerdì 19 giugno alle ore 11, alla presenza di tante autorità sanitarie, di rappresentanti delle istituzioni pubbliche, del mondo del volontariato, degli operatori sanitari dell’hospice, di cittadini, c’è stata l’inaugurazione
dell’hospice di Spicchio, dopo la chiusura (avvenuta nel 2012) per la ristrutturazione che ha portato i posti letto
da sette a undici, oltre a due posti letto di day hospital per eventuali ricoveri giornalieri per effettuare visite e terapie.
Un traguardo importante che permette di accompagnare, con dignità, le persone con malattie inguaribili, alla fine della
loro vita. In questo ambito riveste un ruolo importante anche
il volontariato.
La Comunità Solidale Lamporecchio, al suo interno, ha costituito un gruppo di volontari, che dopo un corso di formazione, collaboreranno con il personale dell’hospice, per rendere
più serena possibile la vita degli ammalati e dei loro famigliari. Al fine di sensibilizzare le persone su questa tematica e
per raccogliere un po’ di soldi per le famiglie in difficoltà
economica che hanno un loro caro ricoverato all’hospice, la Comunità Solidale in collaborazione con il Comune
di Lamporecchio, il patrocinio del Comune di Larciano e
dell’ASL, sabato 11 luglio alle ore 21, nel Parco Rospigliosi di Lamporecchio, ha organizzato una serata di beneficenza. La serata ha in programma anche una sfilata di abiti
che racconta “Il signore degli anelli”, musica, canzoni e tante
Da sinistra l’on. Edoardo Fanucci, il sindaco di
piccole sorprese. Vi aspettiamo numerosi.
Lamporecchio Alessio Torrigiani, Il direttore generale
Ausl 3 Roberto Abati e l’on. Caterina Bini
L’ingresso è a offerta.
V
UN NUOVO CAMPINO DA GIOCO A ORBIGNANO
Q
uest’estate la parrocchia di S.
Maria Assunta organizza la nona
edizione dell’Oratorio in Campo; una rilevante opportunità di crescita
e formazione per i bambini e i ragazzi.
Grazie anche al ricavato dell’oratorio e
per avere a disposizione uno spazio più
adeguato per tutte le attività, si è provveduto alla sistemazione dello spazio
verde tra la chiesa e il cimitero. Potrà essere così utilizzato come campo da gioco in tranquillità e sicurezza e, all’occorrenza, verrà aperto come area parcheggio.
Si ringraziano in particolare la ditta Vescovi per l’adeguamento
del terreno e la famiglia Talini per la fornitura della rete di recinzione.
- Don Andrea Mati -
28 - Orizzonti - n. 74 - Giugno 2015
LAMPORECCHIO
MAURO MONTI ... un ciao a pugno chiuso!
M
trebbe confermare la moglie Carla delauro Monti ci ha lasciato nei
la quale era da sempre innamoratissimo.
primi giorni di questo caldo
Tante volte ripeteva agli amici “L’hai vimese di giugno 2015. Era un
sta che bella la mia bionda”!
grande amico di Orizzonti, uno che non si
è perso nemmeno una copia della nostra
Chi ha conosciuto Mauro Monti, sicuramenrivista, fin dal lontano 2008.
te non può non ricordare il suo tipico saluto
con il pugno sinistro chiuso. Un saluto che
A questo nostro affezionato lettore abbiafaceva riferimento alla sua idea politica ma
mo voluto dedicare questo piccolo spache fatto da lui rimaneva simpatico anche a
zio, un modo per ricordare una persona
chi nel paese aveva idee politiche opposte.
speciale ... perché Mauro Monti era una
Certamente un gesto del genere, fatto nei
persona speciale!
confronti di chi non lo conosceva, poteva
Aveva fatto tanti mestieri nella vita e in
creare un po’ di problemi ... e qui mi è veogni sua attività aveva sempre lasciato il
insieme all’amatissima
nuto in aiuto l’amico Carlo Cinelli che mi
segno. “La classe non è acqua!” mi disse Mauro Monti
moglie Carla Borghi
ha raccontato un episodio simpatico.
una volta ... e di “classe” Mauro ne aveva
“Eravamo a Pistoia in fila sul ponte di
da vendere. Imparò a fare il fabbro fin da
Porta Carratica. Mauro era in auto con la moglie ed io
giovanissimo insieme al padre Tullio, un fabbro “di clasdietro di lui con la mia auto. Si affianca un giovane alla sua
se”... tanto che poi divenne un artista in grado di costruire
sinistra con l’intento di sorpassare, Mauro gli suona con
cose bellissime. Per tanti anni ha lavorato per le corse al
forza e gli mostra il pugno sinistro chiuso! Questo giovane trotto di Montecatini, costruendo sulky (i calessi da corsa)
mi racconta Carlo - sbiancò in volto, rimase interdetto ... la
velocissimi, i più richiesti dell’epoca. In seguito fece il rapsua faccia era un misto tra lo sconcerto e il timore. Quando
presentante di elettrodomestici... fino a dedicarsi al tipico
glielo feci presente, Mauro si sbellicò dalle risate!”
mestiere dei lamporecchiani: il brigidinaio! La sua simpatia
era trascinante, al suo banco la gente, oltre a ottimi brigidiRingraziamo Massimo Cenci, Carlo Cinelli e la sorella di
ni e delizioso croccante, trovava allegria e lezioni di vita!
Mauro ... Silvana Monti, per le notizie fornite.
Anche come persona Mauro era speciale, come più di tutti poCiao Mauro ......
S.F.
Giugno 2015 - n. 74 - Orizzonti - 29
LAMPORECCHIO
NOTIZIE DALLA TU@ BIBLIOTECA
La biblioteca questo mese presenta ...
In biblioteca con la classe ... ovvero la promozione
della lettura fra biblioteca e scuola
A
maggio si è concluso un periodo di
lavoro intenso sulla promozione della lettura destinata ai più giovani, che
ha visto impegnati la Biblioteca Don Siro
Butelli e l’Istituto Comprensivo Francesco Berni, con il sostegno degli Assessorati
alla Cultura e alla Pubblica Istruzione del
Comune, per un totale di circa 25 incontri
fatti con gli alunni in orario scolastico.
Durante tutto l’anno si sono svolte le visite
alla biblioteca di varie classi della scuola secondaria di primo grado che sono arrivate nella Sezione Bambini e Ragazzi, nell’ambito dell’iniziativa “In biblioteca con
la classe”: tutti gli alunni si sono iscritti al servizio di prestito
della rete Redop e si sono portati a casa le loro storie preferite,
con l’attenta mediazione delle brave insegnanti e i loro genitori sono stati invitati a tornare in biblioteca per restituire i libri
presi e proseguire quest’esperienza in piena autonomia.
Da febbraio a maggio abbiamo realizzato i laboratori dedicati
ai bambini della scuola primaria.
I piccoli delle classi prime hanno familiarizzato con i servizi
tagliati su misura per loro all’interno del modulo “Alla scoperta della biblioteca” in cui un percorso di spiegazione delle
“regole d’uso della biblioteca” calibrato sulla loro età si è intervallato alla lettura di splendidi libri illustrati.
Gli alunni delle classi seconde hanno invece incontrato le
“Storie favolose” attraverso l’ascolto di testi più complessi,
a misura di lettore già “esperto”, mentre i bambini di terza si
sono divertiti ad inventare racconti inverosimili nel gioco di
gruppo proposto con le “Carte in favola”.
30 - Orizzonti - n. 74 - Giugno 2015
I ragazzi più grandi delle classi quarta e quinta hanno “assaggiato” tanti
generi narrativi diversi con “Gnam
gnam: alla scoperta dei generi narrativi”, un percorso volto a sviluppare nei bambini il proprio gusto personale rispetto alla grande varietà di
romanzi loro dedicati.
Nella maggior parte dei casi le insegnanti, coordinate da Cristina Poccioni, hanno scelto di continuare
l’esperienza dei laboratori anche in
classe approfittando dei materiali tematici messi a disposizione dalla biblioteca e abbinati ai diversi moduli
proposti.
Tutti i giovani utenti sono adesso invitati a tornare nella Sezione Bambini e Ragazzi per scegliere una lettura
estiva “leggera” e divertente fra le
La Biblioteca
tante proposte che abbiamo pensato
attraverso
per loro: la biblioteca resterà infati disegni dei bambini ti aperta per tutto il periodo estivo,
ad eccezione dei giorni che vanno
dall’11 al 22 di agosto, durante i quali osserverà, invece,
un periodo di riposo.
L’orario di apertura estivo è, come di consueto, “aggiornato” alla stagione torrida e libera da impegni scolastici:
martedì, giovedì, venerdì e sabato apertura mattutina
dalle ore 09:00 alle ore 13:00,
mercoledì apertura pomeridiana, dalle ore 15:00 alle
ore 19:00.
Auguriamo ai bambini, alle famiglie e a tutti i cittadini una
bella estate, magari anche un po’ “letteraria” e indirizziamo al nostro spazio web <http://biblio.comune.pistoia.it/
library/Lamporecchio/> tutti coloro che volessero avere
maggiori informazioni su orari, libri e servizi della biblioteca di Lamporecchio.
Serena Marradi, bibliotecaria
(Promocultura)
Biblioteca comunale “Don Siro Butelli”
di Lamporecchio
LAMPORECCHIO
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE
informa:
SCUOLA E ISTRUZIONE
Molte soddisfazioni per le classi della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo di Lamporecchio. Numerosi i concorsi a cui i ragazzi, con l’aiuto degli insegnanti, hanno aderito riportando ottimi risultati: le
classi prime hanno vinto il concorso “Non chiudere un occhio”, un importante progetto di sensibilizzazione contro la
violenza sulle donne; le classi seconde e terze si sono classificate al primo posto nei concorsi “La carta. Una storia
di sviluppo” e “Rischi e pericoli”. Molti altri sono i concorsi a cui gli alunni hanno partecipato classificandosi con
ottimi risultati: il “Rally matematico transalpino”, “L’imprenditore che c’è in te”, il concorso artistico e letterario
organizzato dall’Avis Lamporecchio in memoria di Giulietta Ferrero, “Cronisti in classe 2015”, “Scrittori in classe”
e “Una storia fantastica per WiKID number 1”, concorso regionale. L’Amministrazione si congratula sinceramente
con tutti gli alunni dell’istituto e ringrazia gli insegnanti che hanno partecipato a tutte queste iniziative permettendo ai
ragazzi di confrontarsi con altre realtà stimolando in loro ingegno, creatività e invettiva.
SPORT E CRESCITA
Nel mese di giugno si sono svolte presso il campo sportivo di Lamporecchio due bellissime iniziative che hanno
visto come protagonisti lo sport e i bambini dell’Istituto Comprensivo. Venerdì 5 giugno, presso Villa Renatico Martini in collaborazione con il comune di Monsummano Terme e Larciano, è stato consegnato ai ragazzi dell’A.S.D.
Nuoto Valdinievole un attestato di merito in segno di riconoscimento per gli ottimi risultati ottenuti all’ottavo meeting di nuoto internazionale tenutosi a Parigi.
Un ringraziamento all’associazione che ha permesso ai ragazzi di vivere questa
esperienza, non solo come gara competitiva ma anche come momento di crescita
personale e culturale.
La Festa dello Sport, organizzata sabato 6 giugno per i bambini della scuola primaria, ha unito un importante evento sportivo a un vero momento di solidarietà:
i piccoli, infatti, hanno cantato sulle note dell’inno del Meyer e tutto il ricavato
dell’intera giornata è stato devoluto all’ospedale pediatrico di Firenze.Un ringraziamento va a tutte le insegnanti e, in particolar modo, a Cristina Poccioni e
Sandra Alderotti che hanno seguito l’intero progetto.
Sabato 13 giugno si è svolta la 18ª edizione delle Miniolimpiadi (foto sopra), un appuntamento consueto che vede
tutti gli anni protagonisti i bambini della scuola dell’infanzia di Mastromarco che hanno svolto tutti esercizi di atletica
leggera.Un importante momento di crescita e socializzazione sia per i più piccoli che per tutti i genitori presenti sulle
tribune. Quest’anno abbiamo avuto due tedofore particolari: le maestre Adelina e Daniela che, dopo anni di insegnamento e devozione rivolta ai nostri bambini, terminano la loro carriera di insegnanti. Un grazie di cuore a nome di tutte
le generazioni che hanno avuto l’onore di avervi come maestre.
STAGIONE TURISTICA 2015
Continuano le attività di coordinamento e promozione da parte dell’ufficio turistico di San Baronto. Fra gli eventi in
partenza nel mese di luglio, segnaliamo le visite guidate gratuite, in italiano e inglese, che condurranno i turisti e gli appassionati alla scoperta dei sentieri, delle eccellenze artistiche e delle tradizioni locali, legate all’agricoltura e ai prodotti tipici.
Da alcuni mesi è stato avviato un percorso di approfondimento sulla sentieristica presente sul nostro territorio, finalizzato
all’individuazione e alla promozione di alcuni sentieri e itinerari naturalistici. Un lavoro complesso che certamente necessita di ulteriori sviluppi, e che condurrà alla valorizzazione di antichi passaggi in cui gli olivi, i tradizionali muri a secco e
i boschi lasciano talvolta spazio a inaspettati scorci panoramici. Il lavoro sta proseguendo ed, eseguiti i sopralluoghi e le
manutenzioni, alcuni itinerari sono disponibili online e, in formato cartaceo, presso l’ufficio turistico. Per tutte le informazioni, si prega di contattare l’ufficio turistico di San Baronto: tel. 0573 856008 - [email protected]
Giugno 2015 - n. 74 - Orizzonti - 31
LAMPORECCHIO
LORENZO (IL MAGNIFICO) A LAMPORECCHIO
a cura di Marco Giunti
N
on v’è ragion, cavalier, n’è puttan che tenga
di fronte a me, pure se sto, solo in pudenda.
La mia imponente figura, e il mio nobile casato
fanno di me, l’uomo più bello, magnifico, e invidiato.
Firenze è il mio regno, ma tutto il mondo intero,
riconosce, in noi Medici, il potere e l’onore vero.
con la sua corte, dopo aver con gioia,
tutti salutato
si pose il problema da chi,
tutto il bevuto, e mangiato
dovesse esser pagato, dato che nessuno,
a spese avea badato.
Ma se, per la festa e il baccanale, tutti
eran arzilli, pronti e disposti a fare, ora nissun volea,
alcun obolo sganciare.
Banche, banchieri, e ricchi in soldi, e di poderi
si volgono a noi, per veder, sempre soddisfatti
i loro disegni, bisogni celati, e segreti desideri.
Ma, ben più del vil denaro, valgon per me, assai molto
l’amore, l’affetto, e il rispetto, che il popolo tutto
dimostra, riversa, e mi vuole, nel bene e nel male.
Degnato così mi sono, di venire in visita a voi con la mia corte,
e il mio seguito, assai numeroso per rendere omaggio,
e dare lustro, al vostro borgo vetusto e alla sua comunità,
con la mia presenza, e il mio personaggio
accettando l’invito, di buon grado,
nonostante il mio lignaggio.
Si dia inizio, perciò, alla festa e al baccanale
poiché, anch’io, oggi mi voglio assai trastullare
dando sfogo ai miei appetiti, e alle mie voglie
di carni, vini, brigidini, dame, pulzelle e damigelle
che voi avete preparato, si golosi, giovani e belle.
Maiali, agnelli, galline, conigli, e anche vitelli
sian macellati, cucinati, e mangiati in mio onore
perché, anche il popolo tutto, con me deve godere.
Fu così deciso, dal comune, che ogni cittadino, villano,
carrettiere, soldato, donna, e pur anche infante,
dovesse allora contribuire
giacché tutti Lorenzo, avevan molto festeggiato
bevuto assai, e tutto mangiato, senza aver nulla pagato.
Quando, però, trattossi il conto di saldare
nessun si presentò, con moneta, anche poca ma sonante
all’esattore, per il lungo conto, finalmente regolare
e le, ormai, vuote casse pubbliche, almeno rimpinguare.
Allora, il consiglio comunale, dopo lunga, e penosa pezza
ebbe a deliberare, giustamente, l’editto seguente
che in ogni strada del paese, scolpito nella pietra
fu posto in ricordo, per rendere edotto, il popolo tutto
succiò, che la festa al Magnifico Lorenzo, aveva insegnato:
“Tutti son boni, per bere, e mangiare a ufo
senza, però, versare alcun tributo.
Così, da oggi, qui sarà bandito ogni festeggiato
fosse pur anco, oltre al Magnifico, il Papa l’invitato”.
Poca acqua, molto vino, e pur anco
assai vinsanto
mescete in quantità, a chi le botti,
prenderà d’assalto
e che, a nessuno, manchi niente,
per poter con me godere
purché sia rispettato d’altrui diritto,
e il mio volere.
Andò avanti così, tutta giornata, e lunga
notte
finché ogni piatto, bicchiere, caraffa, e
botte
fun ripulite, e bevute dal popolo, arrivato a flotta.
Il mattino appresso quando il Magnifico, se ne fu andato
Lorenzo il Magnifico si appresta a consumare un lauto pranzo
lamporecchiano, dalla finestra s’intravede piazza Berni
32 - Orizzonti - n. 74 - Giugno 2015
LAMPORECCHIO
Giugno 2015 - n. 74 - Orizzonti - 33
LAMPORECCHIO
34 - Orizzonti - n. 74 - Giugno 2015
LAMPORECCHIO
Studenti premiati al 2° Concorso letterario Giulietta Ferrero
di Massimo Mancini
S
abato 30 Maggio, ore 10.00, si è tenuta
al teatro Comunale di Lamporecchio, la
premiazione del “2° Concorso Letterario
Ferrero Giulietta”, organizzato dall’Avis Lamporecchio, in ricordo della giovane ex Presidente
della locale Comunale.
Tema del concorso: “I giovani, la donazione del
sangue, il volontariato nella società moderna”.
Coinvolti gli studenti della III Media dell’Istituto
comprensivo “F. Berni” di Lamporecchio, tutti i
ragazzi hanno dimostrato interesse al tema della
donazione e del volontariato, sono stati premiati
tutti con diploma di partecipazione. Sono risultati
vincitori: al primo posto Davide Badalamente,
secondo posto per Laura Sabato, terza classificata Alyson Daddi. I tre ragazzi sono stati premiati con targa ricordo.
Risultano segnalati i temi di Sara Tafa, Bianca Carli, Elena Giraldi, Emilio Tafa, Agnese
Marcuzzi, Francesco Lassi e Giuseppe Amato.
Il presidente della comunale Avis, Giancarlo Palamidessi, ringrazia della collaborazione ricevuta, nell’organizzazione del Premio, la Scuola, il
Comune di Lamporecchio, il Cesvot delegazione
di Pistoia.
Da sinistra la vice preside prof.ssa Monia Leone, Laura
Montesano (trapiantata di midollo osseo, oggi testimonial
dell’AIDO), il dirigente scolastico prof.ssa Rossella Quirini,
Laura Sabato, Alyson Daddi, il sindaco di Lamporecchio Alessio
Torrigiani, il vincitore del concorso Davide Badalamente e il
presidente della comunale AVIS Giancarlo Palamidessi
LAVAGNE INTERATTIVE IN TUTTE LE AULE
G
razie al Bando della Fondazione della Cassa di Risparmio di
Pistoia e Pescia sono in arrivo all’Istituto Comprensivo Statale “Francesco Berni” di Lamporecchio 6 nuove LIM dotate
di computer portatili e casse acustiche e una stampante multifunzione. Il contributo consente all’Istituto di procedere nel completamento
dell’allestimento multimediale di tutte le aule della scuola primaria e della scuola secondaria di I grado, cosicché ciascun team della scuola primaria e tutte le aule della
secondaria potranno, d’ora in poi, disporre di una lavagna interattiva multimediale,
completa di tutto l’occorrente per adeguare le strategie didattiche alle esigenze e alle
modalità di apprendimento delle nuove generazioni.
Giugno 2015 - n. 74 - Orizzonti - 35
LAMPORECCHIO
“QUANDO A LAMPORECCHIO VENNE ENRICO BERLINGUER”
ha donato 1200 euro
alla Comunità Solidale Lamporecchio
L
a giornata di festa, che si è tenuta
il giorno 25 aprile scorso, organizzata in ricordo della visita che nel
1981 Berlinguer fece a Lamporecchio,
ha dato anche risultati economici. Infatti, durante le cena, che si è tenuta nel
Circolo Arci di Papone, alla quale sono
intervenuti tutti i protagonisti della serata teatrale, iI coordinatori Massimo Cioli, Cinzia Chinni e Maurizio Sostegni,
hanno donato alla Comunità Solidale
di Lamporecchio la bella cifra di 1200
euro. L’assegno è stato consegnato direttamente alla presidente dell’Associazione volontaria Mara Fadanelli, la quale
ha ringraziato per l’importante gesto di
solidarietà, affermando che questi fondi
verranno impiegati per il progetto, che
da qualche mese viene portato avanti,
denominato “ Lavoro solidale”. M.M.
Nella foto a lato la donazione effettuata lo scorso 23 maggio.
Da sinistra Maurizio Sostegni, Mara Fadanelli presidente della CSL
di Lamporecchio, Cinzia Chinni e Massimo Cioli.
ALTRI TEMPI!!
I
l quotidiano La Nazione, nei
primi anni cinquanta, mi pubblicò
questa lettera.
Mi sembrerebbe cosa utile in questi
tempi di mal servizi, ricordare
l’innocente inefficienza
dell’impiegato di un tempo.
Corinna Verdiani
nei Chiappini
36 - Orizzonti - n. 74 - Giugno 2015
LAMPORECCHIO
ASSOCIAZIONE IL RIFUGIO:
P
SOS emergenza animali
er la nostra Associazione questi mesi sono stati veramente di
grande impegno sia per le iniziative fatte che per le varie “emergenze animali” che abbiamo dovuto
gestire, ma anche di grande soddisfazione come la fiaccolata con Andrea
Cisternino a favore della ricostruzione del “Canile Italia” a Kiev (N.d.R.
alla cui intervista rimandiamo: pag.
6, a cura di Martina Trivigno).
Il 17 aprile abbiamo fatto la Cena di
solidarietà a Il Mestolo con una buona
partecipazione di soci e amici dell’Associazione, ma soprattutto amici degli
animali, che ringraziamo insieme a
Paolo, Elena e il loro Staff, per la
loro disponibilità. Subito dopo eccoci domenica 19 aprile a Il Soldatino di Larciano per
la prima edizione del Gattaoke, serata dedicata agli appassionati di Karaoke, organizzata dai nostri soci e legali dell’Associazione, Azzurra Eschini e Andrea Sbragia che ringraziamo per l’impegno e la voglia di fare.
Insieme al loro amico Davide Franceschi di Pescia, cantante e pluristrumentista diplomato in conservatorio, hanno animato la serata cantando e facendo cantare gli ospiti del locale. Ogni esibizione corrispondeva a un’offerta
a Il Rifugio e a un piccolo premio offerto dall’Associazione oppure da Alessandro Santoro, gestore del locale.
L’iniziativa sarà probabilmente ripetuta quest’autunno,
sempre presso “Il Soldatino a Larciano”. Poi il 16 maggio
con Cisternino ed eccoci a corsa a domenica 24 per la IV
edizione della Passeggiata a 6 zampe.
Una buona presenza di persone e cani, nonostante il tempo
incerto che non ha favorito la partecipazione, che si sono
riuniti presso il lago dei “Cento Campi”, grazie alla disponibilità dei nostri amici gestori.
Fatta la foto ricordo con i nostri amici a quattro zampe
(N.d.R. foto sopra), siamo partiti per il nostro tragitto che
dal percorso della salute ci ha portato, sempre nel verde,
all’agriturismo “Le Baccane” della nostra amica Angela
Salvucci che come sempre ci ospita e ci prepara tante cose
buone da gustare. Ospitalità perfetta e grande soddisfazione dei partecipanti
che si sono già prenotati per l’anno prossimo: il posto poi è
affascinante perché oltre che essere immerso nel verde essendo anche “Fattoria didattica”, è pieno di animali, cani,
gatti, animali da cortile, maialini vietnamiti, pony che an-
che le scuole vengono a visitare.
Tutto questo è stato possibile anche grazie alla disponibilità di tante aziende che ci sostengono sempre e che
vogliamo ringraziare:
Pasticceria Carli, Bar Il Cioccolato, Bianchini SRL,
Azienda Agricola Biologica Balduccio, Pizzeria La Pergola, Montalbano Agricola Alimentare, La Paneria, Rinati
SRL, Ristorante Antico Masetto, Ristorante In Vino Veritas, Pizzeria Il Canniccio, Bibite Venturini di Lamporecchio, Ristorante Ai Cento Campi, Pizzeria Alex’s, Lago
dei Cento Campi, Cantina sociale Montalbano, Estetica
Dania di Larciano, Bochicchio Apparita di Vinci.
Grazie a questi contributi e alla raccolta fondi abbiamo
potuto far fronte all’assoluta “emergenza animali” che
abbiamo dovuto fronteggiare, soprattutto sul versante
felino, e non si è trattato più solo di sterilizzazione di
randagi ma dell’arrivo di intere nidiate di neonati, addirittura una di quattro abbandonati a morire presso Le
Morette di Castelmartini e ritrovati dai Carabinieri.
Il giudizio morale su questi comportamenti lo lasciamo
al vostro sentimento, come Associazione ce ne siamo
fatti carico insieme ai nostri veterinai che vogliamo ringraziare, Giovanni Giannetti, Nella Repola e Laura
Cimatti con Valentina Cangiamila.
Tuttavia, non siamo riusciti a salvarli tutti e adesso siamo impegnati a trovargli famiglie che li adottino. Un ringraziamento alla nostra socia Claudia
Proietti che è riuscita a concretizzare molte adozioni.
Continuate a sostenerci perché ne abbiamo bisogno per
aiutare i nostri amici animali.
Associazione Il Rifugio - Il Presidente - Luana Ferradini
Giugno 2015 - n. 74 - Orizzonti - 37
LAMPORECCHIO
38 - Orizzonti - n. 74 - Giugno 2015
LAMPORECCHIO
Giugno 2015 - n. 74 - Orizzonti - 39
LARCIANO
I PUNTI DI FORZA DEL MONTALBANO
Famac, una storia lunga più di 58 anni
58 anni fa due giovani sposi lar-
di Bernard Dika
Un dato che mi
ha colpito, è
cianesi, più precisamente di Castelche con il primo
martini, decidevano di investire sulmacchinario che
la propria vita iniziando a produrre
Fagni comprò
scope. In un piccolo ed umile cariusciva a produrre al giorno 100 kg
pannone a fianco della propria casa
di materia prima, ad oggi invece, con
in Via Cecinese. Nello stesso anno
i macchinari che la FAMAC possiesi scrissero alla CNA nominando la
de, riesce a trasformare ben 8000 kg
piccola impresa come “FAMAC”
di materia prima al giorno.
acronimo di FAgni MArcello CaUna scommessa fatta bene possiamo
stelmartini.
dire, già nel ‘76 nasceva l’esigenza
Nasceva così un po’ all’improvviso
una delle fabbriche che cinquant’an- Jacopo Fagni, figlio di Marziale, la nuova di costruire una vera e propria fabni dopo sarebbe diventata una delle promessa, il futuro di questa azienda in- brica che costruiranno a partire dal
1981 perché fino ad allora l’amminipiù grandi ed importanti della zona
sieme a suo fratello Nicolò.
strazione comunale di Larciano non
industriale dell’intera Valdinievole.
aveva ancora previsto un piano urbaI proprietari erano i giovani sposi Marcello Fagni e Monistico di realizzazione di una zona industriale. Giunti quindi
rena Balducci più conosciuta come Rosanna. Due persoal 1981, Marcello, inizia a costruire la vera e propria fabbrica
ne provenienti da famiglie umili che non avevano nessuna
sempre a Castelmartini, nella piazza Giolitti, dove tutt’oggi si
esperienza in ambito industriale, decisero di scommettere sul
trova.
proprio futuro.
Gli affari proseguono molto bene fino ad arrivare all’11 marzo
Iniziarono così a produrre scope per ben 10 anni nel corso dei
del 1989 data in cui muore Marcello Fagni, grande uomo d’afquali assunsero quattro dipendenti esportando scope inizialfari e grande imprenditore non solo del Comune di Larciano
mente nelle province di Mantova e Cremona, poi a Roma,
ma dell’intera Provincia di Pistoia che era riuscito a fondare
in Veneto, in Emilia-Romagna e così in molte altre Regioni
da un piccolo magazzino di scope una fabbrica così importand’Italia.
te. A Larciano in molti lo ricordano ancora, “un uomo serio
Nel 1967, un loro cliente milanese,
ma nello stesso tempo simpatico, ingli chiese se potevano produrgli
telligente e con un grande ingegno”.
dei rotoli di carta igienica, mercato
Marcello lasciava una moglie sola con
quello della carta che iniziava a svidue figli Marziale ed Arianna, di
lupparsi e ad espandersi proprio in
anni 31 e 30, e una grande fabbrica con
quegli anni, e così, un po’ per caso,
tanti dipendenti. Queste tre persone si
Rosanna e Marcello comprarono
fecero forza e mettendo in pratica gli
per la prima volta una macchina che
insegnamenti dettati da Marcello, riuproduceva rotoli di carta igienica.
scirono a mandare avanti molto bene
Fu veramente una scommessa, mai
la fabbrica riuscendo ad esportare i
avrebbero pensato di lasciare la pro- Su La Nazione di Domenica 20 Settem- loro prodotti all’estero già dal 1990 in
duzione di scope per quella di carta bre 1970 il marchio pubblicitario della Serbia, Croazia, Slovenia e poi nei paFAMAC di Castelmartini.
igienica, ma senza accorgersene, la
esi della Cortina di Ferro, la Varsavia,
richiesta di quest’ultima diventò sul’Ungheria, l’ex Cecoslovacchia, la
periore rispetto a quella delle scope
Romania, la Polonia e molti altri.
e così fu che lasciarono totalmente la loro produzione per
Dopo essersi rialzati da questa perdita, come se ciò non fosse
dedicarsi totalmente e unicamente alla produzione di carta
bastato, il 1 Dicembre del 1990, la fabbrica costruita da Marigienica.
cello in piazza Giolitti subì un grande incendio. I fatti racconIl figlio Marziale Fagni, mi racconta che lui all’epoca aveva
tano che fu un corto circuito a provocare quel grande incendio
nove anni e vide per la prima volta un rotolo di carta igienica
che distrusse il lavoro di tanti anni fatto da Marcello. “Era saquando iniziarono a produrla i suoi genitori. Così iniziarono
bato pomeriggio – racconta Marziale, ricordandosi tutto come
a vendere la carta igienica agli stessi clienti a cui, fino a quel
se fosse successo pochi giorni fa - verso le 15:00, vedemmo
momento, avevano venduto scope.
che era scaturito un incendio in un punto della fabbrica,
Quindi, dopo un anno circa, smisero la produzione delle scotentammo di spegnerlo, ma a nostro malgrado, essendo una
pe e si dedicarono unicamente alla produzione della carta
giornata ventosa, il fuoco si espanse in pochi secondi”.
igienica perché le vendite iniziarono subito bene.
Chi visse in quegli anni a Castelmartini ricorda benissimo
Non persero tempo Marcello e Rosanna, presero tutti i treni
quel giorno, più di sei camionette dei vigili del fuoco vennero
che passarono senza perderne alcuno, e presero quelli giusti
a spegnere quel fuoco maledetto. L’unica cosa positiva fu che
riuscendo già nel 1968 ad assumere due persone in più per la
non ci fu alcun ferito. E così Rosanna, insieme ai suoi due figli
produzione di carta igienica; nel 1969 comprarono la prima
Marziale e Arianna, ormai già grandi, dovette ricostruire da
impacchettatrice, l’anno dopo un’altra macchina che riusciva
capo l’intera fabbrica ristrutturandola tutta, comprando nuovi
a concludere l’intero ciclo di produzione della carta igienica
macchinari senza però interrompere la produzione. Marziale
dalla costruzione della bobina della materia prima all’impacracconta che furono stupiti dall’impegno che tutti i loro dichettatura pronta per andare sul mercato.
pendenti vollero mettere nella ricostruzione della fabbrica nel
40 - Orizzonti - n. 74 - Giugno 2015
LARCIANO
Marziale e Arianna Fagni in udienza da Papa Francesco che benedice una t-shirt con il marchio FAMAC
minor tempo possibile.
La fabbrica fu ricostruita tra il 1991 e il 1993 espandendo la
superficie fino a 2400 m².
Fortunatamente, nonostante l’incendio, nessuno perse il posto
di lavoro. Alla fine degli anni ‘90 inizi anni 2000 la FAMAC
iniziò ad esportare anche in paesi extra europei addirittura arrivando in Canada e in Argentina. Nel 1967 la FAMAC aveva otto operai nel ‘94 arrivò fino a 29 operai, ad oggi invece
conta 23 operai ma questo non vuol dire che i Fagni fecero
dei licenziamenti bensì non sostituirono le persone che pian
piano sono andate in pensione. Nel corso degli anni la produzione della FAMAC non si è limitata solo alla carta igienica
bensì si è espansa verso il mondo dei tovaglioli, dei fazzoletti
e dell’asciugatutto.
Ad oggi la produzione è distinta in un 35% dedicato alla produzione dei tovaglioli e dei fazzoletti e ad un 65% dedicato
alla produzione dell’asciugatutto e della carta igienica.
Il fatturato di questi ultimi anni non è aumentato ma è rimasto costante con un annuale di ben 5 milioni di euro, per il
70% basato sulle esportazioni all’estero. I titolari attuali della
fabbrica, Marziale e Arianna Fagni, sono pronti ad investire
ancora di più essendo in possesso di macchinari che sono
capaci di produrre il doppio di quello che producono oggi.
La FAMAC è pronta a spostarsi nella zona nuova prevista
dal Piano Regolatore del Comune di Larciano e ad ampliarsi
fino a raggiungere una superficie di ben 15.000 m². Un aspetto che li contraddistingue è che hanno molta voglia di fare,
grande entusiasmo nella prospettiva di sviluppo e crescita
continua investendo non solo per il proprio futuro ma anche per tutta Larciano. È da sottolineare l’attaccamento che
Alcuni prodotti FAMAC portati direttamente al
Santo Padre Papa Francesco
da sempre caratterizza la famiglia Fagni verso il territorio di
Castelmartini non spostandosi mai da questa piccola frazione di un piccolo comune come Larciano rimanendo sempre
radicata e anche assumendo persone di Larciano. Larciano e
Lamporecchio sono due comuni non troppo grandi ma che
hanno tantissime eccellenze e un grande potenziale che molto spesso non è conosciuto nemmeno da chi ci abita, dovremmo conoscere di più anche delle aziende così importanti che
portano il nome di Larciano, in questo caso, in tutta Italia, in
Europa e nel mondo.
L’auspicio è che anche le istituzioni promuovano e difendano realtà come questa.
La squadra capitanata da Rosanna, Marziale
ed Arianna Fagni
Giugno 2015 - n. 74 - Orizzonti - 41
LARCIANO
FESTA MEDIEVALE DI LARCIANO 2015
Un’affluenza straordinaria
A
di Mirco Esposito
nche quest’anno si è rinnova la tradizione della
Festa Medievale al Castello di Larciano giunta
alla sua XII edizione e che ha riportato il Castello e il Borgo di Larciano all’antico splendore dell’Evo
di Mezzo.
Un appuntamento che quest’anno rischiava di saltare se
non fosse stato per il deciso impegno del compianto Sindaco Antonio Pappalardo. Impegno che la Proloco ha
condiviso e fatto proprio, supportata dall’Amministrazione Comunale. Ed anche in questo l’amico Antonio
ha avuto ragione. Mai come quest’anno si è vista un’affluenza di pubblico così numerosa. Le vie del Borgo,
la Piazza ed il Castello sono stati “presi d’assalto” da
una festosa folla che, oltre a godere dell’incomparabile
spettacolo offerto dal Castello e dalle colline circostanti,
sono stati accompagnati per tutta la durata della Festa da
un tourbillon di spettacoli, disfide e dimostrazioni che
si sono susseguiti “senza tregua” fino a notte fonda. A
tutto questo hanno contribuito i numerosi “alleati” che
ci hanno aiutato in questa bella giornata.
42 - Orizzonti - n. 74 - Giugno 2015 Primi tra tutti gli amici del “Castello
di Poussan” che con la loro presenza,
i loro prodotti tipici e la loro “irrefrenabile allegria”hanno rafforzato il patto di gemellaggio
siglato tra i nostri due Comuni.
Il Rione Casina Rossa di Montecatini Terme, alleati storici del Castello di Larciano che con il loro accampamento ed i loro bellissimi costumi hanno arricchito la
Piazza del Borgo. Il Rione Santa Maria di Pescia, anche
loro alleati storici del Castello di Larciano che con Tamburi, Chiarine e Sbandieratori hanno dato prova della
loro bravura riempiendo le vie del Borgo. L’Angelo e il
Profeta, esilarante duo che ha allietato grandi e piccini
e che in ogni occasione riesce a portare a nudo le “debolezze umane” con un’ironia così sottile da risultare
irresistibile.
Il gruppo Teatrale “Marvesio” che con la rappresentazione del “Matrimonio Medievale” ha rapito il numeroso pubblico che gremiva la Piazza.
La Compagnia dell’Antiqua Scrima, attenti studiosi e
custodi dell’antica arte della spada, che hanno dato dimostrazione della loro abilità svelando al pubblico presente, alcuni “segreti” di quest’antica disciplina.
Le graziose dame del Gruppo Storico di Marliana che
con i loro bellissimi costumi hanno abbellito il Borgo.
Il gruppo “Eridu” che con il Teatro dei Burattini e la loro
disponibilità e bravura hanno saputo divertire e intrattenere i più piccoli all’interno del Cassero del Castello. La
comunità di “Avalon” che con musiche, giocolieri, streghe, fattucchiere e saltimbanchi hanno intrattenuto il
pubblico riportandolo indietro nel tempo. Gli equipaggi
LARCIANO
dei Borghi di Larciano, Cecina e San Rocco che si sono
dati battaglia fino all’ultima goccia di acqua nel “Palio de
Lo Marzocco”. Gli arcieri del “Gruppo ALA” di Larciano che hanno partecipato al Palio di San Silvestro ed hanno dato la possibilità a tanti ospiti di provare la propria
abilità con il Tiro con l’Arco.
Il tutto in un Castello addobbato a Festa, dal quale si può
godere dello spettacolo unico delle nostre belle Colline
Toscane, attratti dalle innumerevoli proposte del Mercatino Artigianale e “sollazzati” dalle gustose leccornie dei
tanti banchi di gastronomia che, insieme alla ”Ostaria del
Viandante” sono stati in grado di soddisfare i palati più
esigenti. E mentre su Larciano calavano le prime ombre
della sera e tutto si tingeva di un intenso color “Rosso
Chianti” la piazza si arricchiva di fuochi, musiche, figuranti ed armigeri intenti a contendersi le
attenzioni del numeroso pubblico ancora
presente. Una magica atmosfera che solo
in alcuni luoghi e in certi momenti si riesce
a creare e che l’anno prossimo attende tutti
quanti vorranno riprovare ancora queste intense emozioni.
Vorrei terminare questo racconto con un ringraziamento alla Proloco di Larciano che ha
reso possibile tutto questo, all’Amministrazione Comunale che ha onorato l’impegno
preso dal nostro Sindaco e a quanti si sono
prodigati nel preparare e gestire il tutto affinché questa bella giornata diventasse indimenticabile. Caro Antonio, questa giornata
era dedicata a Te….. e grazie ancora di tutto quello che hai fatto per noi.
Mirco Esposito - Consigliere Comunale
Nelle varie foto, alcuni momenti
della splendida Festa Medievale di
Larciano Castello
Giugno 2015 - n. 74 - Orizzonti - 43
LARCIANO
I
Bilancio dell’attività 2014
l risultato d’esercizio al 31/12/2014 risulta un avanzo
di modesta entità di € 3294.86.
Come Consiglio Direttivo crediamo che questo risultato non sia puramente indicativo dell’esercizio preso
in considerazione ma il punto d’arrivo di una lunga crisi
economica che orami da troppi anni coinvolge il nostro
Paese. Nonostante l’impegno del Direttivo nel cercare di
sopperire ai bisogni della cittadinanza costretta sempre
più spesso a causa dei tagli della sanità a dover pagare i
trasporti non convenzionati, mantenendo un certo numero di dipendenti e collaboratori ed un adeguato numero
di mezzi e nel cercare di tagliare dove possibile i costi
all’apparenza meno importanti, il risultato non può che
essere questo.
Il tesseramento 2014 ha riportato un
ottimo risultato. Nonostante la crisi,
duplice è il motivo: le persone serie e
determinate che si sono dedicate per
circa tre/quattro mesi a girare le vie di
tutto il comune e la sensibilità della cittadinanza.
Ad inizio 2014 abbiamo rinnovato il
nostro parco mezzi con un pulmino per
trasporto disabili.
I problemi che viviamo quotidianamente sono i costi troppo alti per mandare
avanti la nostra associazione contro
la diminuzione dei ricavi, a causa dei
problemi dei vari enti vuoi che siano di
natura economica come nel caso dell’asl, vuoi che siano
di altra natura come il patto di stabilità nei comuni.
L’intento del Consiglio Direttivo che ha operato in
quest’anno è sempre stato quello di tutelare i propri volontari che disponibili fuori dall’orario di lavoro costituiscono la ricchezza della nostra associazione, negli anni
a volte diminuita, a volte aumentata in base al momento,
alle amicizie che si creano, a disguidi o altro. Per esigenze di servizio abbiamo dovuto ricorrere spesso a contratti
a progetto o di collaborazione o a chiamata ma quando
abbiamo potuto, abbiamo regolarizzato assumendo un dipendente in quanto per moralità ci è sembrato giusto nei
confronti di coloro che prestano la loro opera in maniera
continuativa da anni. La cosa importante per noi è che
dipendenti e volontari collaborino e si compensino nella
copertura dei turni diurni, notturni, festivi e non. Inoltre
l’aver permesso a 4 ragazzi inquadrati dalla legge 68 e
ad un tirocinante di poter svolgere il tirocinio presso la
nostra associazione per dar loro modo di integrarsi nella
44 - Orizzonti - n. 74 - Giugno 2015
comunità percependo un rimborso di € 500,00, mensili
anticipate da noi per conto della Regione, c’è sembrata
un’iniziativa umana e sociale di fondamentale importanza per il nostro Paese.
In ambito formativo il 2014 è stato un anno molto impegnativo per le tante novità che sono state introdotte a
livello del soccorso! Tale maggior impegno ha costretto i
nostri ragazzi formatori a dover rinunciare a tante ore del
proprio tempo libero per poter tenere i corsi d’aggiornamento ai nostri soccorritori in particolare quelli per l’uso
dei nuovi ausili che ci sono stati forniti. Tale impegno è
stato un qualcosa in più da aggiungere a quelli consueti
per il reclutamento dei nuovi volontari.
Teniamo a precisare che il Consiglio del Soccorso Pubblico ha cercato nel 2014, nonostante le
restrizioni, di mantenere integri i propri
principi come da statuto, questo molto
spesso ha significato non riscuotere servizi a pagamento da persone indigenti
alle quali non venivano passati dalle
Asl, sostenendo quindi tutti gli oneri
del caso e promuovendo quell’impegno
nel SOCIALE che con l’impegno, la
volontà e la sensibilità onoriamo ogni
giorno.
Con il 10 marzo scorso i tre ragazzi che
ormai da due anni svolgevano attività
presso di noi col progetto Giovani Si
hanno concluso e il 19 aprile anche le
ultime due ragazze. Valuteremo ormai a settembre se ripetere il progetto. In effetti abbiamo anticipato noi per la
Regione € 42000 per i 5 ragazzi che devono essere rimborsati non sappiamo con precisione quando.
Si concretizzerà presto, inoltre, la gara dell’Asl per appaltare il servizio prelievi per tutta la Provincia. Per l’assistenza infermieristica invece la questione dovrebbe essere diversa.
Entro l’estate sarà bandita la gara per appaltare la costruzione del centro socio sanitario. I tempi di costruzione
arriveranno probabilmente almeno a metà del 2016. Il
nuovo centro accoglierà oltre alla nostra sede anche gli
ambulatori dell’asl. Per noi sarà l’occasione di spostarsi
in una nuova struttura idonea alle sempre maggiori esigenze della cittadinanza e delle richieste dell’asl stessa
che negli ultimi anni ha decentrato la guardia medica,
il medico Spamu e diversi servizi ai cittadini nella Casa
della Salute di Lamporecchio. Per la realizzazione il Comune si avvarrà di un ingente contributo della regione
LARCIANO
Toscana oltre che di risorse proprie. Anche noi come associazione abbiamo dato il nostro impegno nella cifra di
€ 250.000,00 per arrivare ad avere una sede nostra.
Un’altra importante questione è il calo del volontariato
nelle associazioni. Fino a qualche anno fa le persone che
andavano prematuramente in pensione o comunque quei
giovani che pur studiando avevano tempo libero entravano a far parte di associazioni come volontari e costituivano la ricchezza per questi enti. Negli ultimi anni invece questo fenomeno è diminuito, in primis per la crisi
economica. Ogni giorno entrano persone in associazione
per chiedere di poter fare qualcosa ma dietro compenso e
sempre meno sono coloro che invece vogliono diventare
volontari. Le associazioni vivono sulla dedizione dei volontari e la mancanza di questi ne genera la fine. Il corso
per soccorritori terminato ad aprile ha visto 5 nuovi volontari iniziare a frequentare la nostra sede.
Siamo fiduciosi che dietro a loro anche altri giovani vorranno entrare a far parte di questa famiglia.
L’inaugurazione ad inizio aprile dell’ambulatorio dell’associazione medici larcianesi ci ha costretto ad apportare
dei cambiamenti in sede. L’operazione è stata onerosa ma
abbiamo così portato un nuovo servizio in associazione
dato dalla possibilità di poter dare ai cittadini mutuati dei
Dott. Pieraccini, Cosci, Matteucci e Bechini una consulenza medica cinque giorni a settimana mattino e pomeriggio.
Siamo consapevoli che il nostro parco mezzi avrebbe bisogno di alcune sostituzioni ma vedremo strada facendo.
Qualcuno potrà dirci che forse visto la situazione non è il
momento ma non dobbiamo dimenticarci che trasportiamo persone e non cose e quasi sempre in situazioni fisiche difficili che quindi hanno bisogno di essere assistite
nel migliore dei modi.
Il 2014 quindi si è concluso nel modo descritto ed il 2015
pare debba essere ricco di novità.
Una cosa molto importante da dire è che da quest’anno il tesseramento non verrà più riscosso casa per casa
ma, a giorni arriverà in ogni abitazione del comune di
Larciano, intestata ai capofamiglia, una lettera con un
bollettino postale che una volta pagato avrà lo stesso
valore della tessera soci. Resta palese che il pagamento
potrà essere fatto anche ogni giorno venendo in sede.
L’erogazione potrà essere portata in detrazione per
la denuncia dei redditi. Quindi CHIUNQUE VENGA
A SUONARVI IL CAMPANELLO NON È DA NOI
AUTORIZZATO e quando lo sarà penseremo noi ad
informarvi con largo anticipo.
È possibile inoltre come ogni anno lasciare il 5 per
mille alla nostra associazione in sede di denuncia dei
redditi firmando nell’apposita casella che riguarda il
sostegno al volontariato e riportando il nostro codice
fiscale 80015800479
Grazie per la vostra generosità!!!!!
Giugno 2015 - n. 74 - Orizzonti - 45
LARCIANO
ANTONIO PAPPALARDO:
Continuare la strada da lui intrapresa, con la
consapevolezza che è quella giusta!
di Mariangela Ferrari e Lisa Amidei
S
embra quasi impossibile che a soli 46 anni si possa così in poco tempo perdere tutto. Il mio ultimo colloquio
informale con il sindaco e amico Antonio è stato quando, accanto a me alla Scuola dell’Infanzia di Biccimurri,
lui babbo ed io nonna, abbiamo condiviso alcune ore di accoglienza per i bambini appena iscritti. Si parlava di
come fosse bello ritrovarsi in quei ruoli così desiderati e, per l’occasione, tanto fuori del consueto.
Quasi senza pensieri, anzi con il pensiero di gestire un distacco il più possibile indolore: la prima volta per il suo bimbo
piccolo Mattia, la prima volta per la mia nipote Anita. Eppure anche in quell’occasione era presente il sindaco, l’uomo che, ormai da tempo, aveva dedicato la sua intelligenza, il suo senso civico, il suo tempo al servizio del comune
di Larciano. Era soddisfatto mi diceva: il nuovo gruppo che lo sosteneva era in linea di massima giovane e pieno di
entusiasmo. Lui stesso aveva sostenuto questo gruppo anche in campagna elettorale perché era convinto del bisogno
di rinnovarsi. Personalmente aveva una bella esperienza alle spalle, ora si preoccupava di metterla al servizio di chi,
per la prima volta, si era messo in gioco. Il suo compito era tenere le redini apprezzando il nuovo.
Ormai era popolare, un vissuto del Comune e non solo. L’immensa e variegata folla al suo funerale e le manifestazioni in ricordo della sua persona, ne hanno dato e ne continuano a dare ampia testimonianza. Peccato egoisticamente come amministratore, peccato sentimentalmente come amico, peccato incondizionatamente
per la sua famiglia. Oggi rimane l’eredità che, nel rispetto della persona che l’ha lasciata, non va assolutamente trascurata.
A dimostrazione mi sembra importante riportare le riflessioni di Lisa Amidei, attualmente in veste di Vice Sindaco,
alla quale mi sono rivolta perché mi desse conferma di come niente venga dimenticato.
Mariangela Ferrari P
rovenendo dal mondo del volontariato, entrare a far parte di
quello politico è stato un po’ un salto nel buio. In uno stato dove
l’assenteismo dei cittadini dalla vita politica conferma la mancanza di fiducia in essa e in tutto ciò che rappresenta, credo che aver
avuto modo di conoscere Antonio Pappalardo sia stato decisivo.
Il suo modo di fare politica, il suo approccio con la gente ma anche
il suo essere rispettoso verso le istituzioni senza mai approfittarsene
(sarebbero tanti gli episodi che mi hanno colpito e che hanno denotato
la sua onestà, la sua maniera integerrima del rispetto delle regole) mi
hanno avvicinato alla politica del nostro Comune. Vivere questa esperienza per 5 anni con i suoi insegnamenti, i suoi consigli, sarebbe stata
quella gavetta sana e giusta che avrebbe portato quest’amministrazione a cercare di realizzare quegli impegni presi con la cittadinanza
Lisa Amidei insieme
in campagna elettorale. Purtroppo così non è stato. Dopo un’iniziale
ad Antonio Pappalardo - Foto Alex© ed umano smarrimento, con tutto il gruppo di maggioranza ci siamo
rimboccati le maniche e proprio rammentando quello che Antonio
ci avrebbe detto abbiamo continuato il nostro percorso. Abbiamo quindi approvato e firmato le convenzioni per la
gestione associata con Lamporecchio della CUC (N.d.R. Centrale Unica di Committenza, in forma associata fra i
comuni di Larciano e Lamporecchio), dell’ufficio ragioneria, personale, tributi ed economato che sono già partiti
mentre abbiamo approvato, ma non ancora iniziato, la gestione associata dell’area urbanistica. Questo è, in tutta la
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LARCIANO
Valdinievole, un processo molto importante sul quale sia il Sindaco di Lamporecchio che Antonio Pappalardo hanno creduto e investito molto tempo e che purtroppo lui non ha visto realizzarsi. Inoltre un importante lavoro per il potenziamento
dell’illuminazione pubblica a breve partirà e coinvolgerà tutta Larciano. A causa
del cambiamento normativo che ha introdotto la contabilità armonizzata, la gara
d’appalto per il centro socio-sanitario potrà partire solo dopo l’approvazione del
bilancio preventivo 2015 ma è nostra ferma intenzione in quest’anno (da qui alle
elezioni comunali che ci saranno a primavera prossima) riuscire a dare ampio respiro a tutti i progetti che avevamo condiviso e studiato con Antonio e gli uffici del
Comune. Stiamo attendendo risposte importanti che determineranno la realizzazione del centro riabilitativo denominato “Lascito Mazzei” e vorremmo per settembre
riuscire a potenziare quella che è la nostra biblioteca. A tutto questo si somma la
normale attività quotidiana dell’ente comunale fatta dalla cosa più banale come
Il sorriso di
tappare una buca nella strada o pulire un ciglio che sembrano cose di poco conto
Antonio Pappalardo
ma che tra il patto di stabilità e i cambiamenti normativi spesso arrivano ad essere
veri e propri problemi di fattibilità. Insomma la mancanza di Antonio Pappalardo la
sento e la tocco con mano ogni giorno quando entro in Comune; spesso mi ritrovo a dire nel prendere una decisione “ma lui cosa avrebbe fatto o cosa avrebbe detto”; poi mi tornano in mente le sue parole, quell’immensa fiducia
che riponeva nelle persone che aveva scelto accanto a sè e la nebbia si dirada e le scelte diventano meno difficili. Lisa Amidei
PRESENTATO A LARCIANO
un libro sul razzismo, davanti a circa 100
alunni della scuola “F. Ferrucci”, alla presenza
della scrittrice Maria Grazia Bertarini.
I
di Franca Capecchi
l 29 maggio scorso, la scrittrice Maria Grazia Bertarini ha incontrato gli
alunni della scuola di Larciano. L’incontro degli alunni dell’istituto comprensivo Francesco Ferrucci con la scrittrice
Maria Grazia Bertarini che ha presentato il suo ultimo libro per bambini dal titolo “Mai più”ha avuto luogo mercoledì
nelle classi quarta e quinta. Il libro narra
una vicenda del passato che nell’intento dell’autrice e delle insegnanti che ne
hanno attuato la scelta, contribuisce alla
crescita culturale e individuale di ogni
allievo. Sono emerse in quest’occasione
numerose domande, alle quali la scrittrice ha risposto in modo approfondito
e simpatico, non sottraendosi a un “possibile confronto” con i giovanissimi studenti. Maria Grazia Bertarini scrive libri
destinati ad un pubblico di lettori bambini e adolescenti «Storie per crescere - ha spiega-
to - storie che nascono
da argomenti quotidiani e raccontano in
modo fantastico o reale i problemi dei
ragazzi di oggi».Ogni libro accompagna
il lettore lungo un progressivo apprendimento delle tecniche di lettura attraverso fiabe o racconti, sia dal punto di
vista linguistico che dal punto di vista
tematico.
L’iniziativa collegata alla mostra-mercato dei libri curata dall’insegnante Monica Dami, prevede ogni anno scolastico
un incontro con l’autore. «Quest’anno
- ha aggiunto Monica Dami - abbiamo
scelto una scrittrice che ha al suo attivo
300 titoli e un’esperienza ventennale in
fatto di libri per ragazzi. Il messaggio
lanciato dal libro “Mai Più” è che insieme alla speranza vera di un mondo di
pace si accompagni il convincimento ad operare
nel bene cominciando dalla vita di tutti i giorni ». Giugno 2015 - n. 74 - Orizzonti - 47
LARCIANO
UNA DELEGAZIONE DI POUSSAN A LARCIANO
Molto più che un gemellaggio!
I
di Elena Bigalli - consigliere delegato -
l 29 maggio scorso una delegazione di cittadini di
Poussan, guidati da Arlette
Raja (nelle foto con la fascia
tricolore francese, blue/bianca
e rossa) , “eletta” al consiglio
comunale con la delega alla
scuola e alla gioventù, hanno
fatto visita a Larciano.
Le giornate sono state organizzate in modo da far sentire i
fratelli francesi parte della comunità locale, si è sollecitato il
paese ad addobbarsi a festa e il
primo saluto si è avuto in Sala
Consiliare proprio il venerdì
pomeriggio.
Ad accogliere la delegazione,
oltre all’Amministrazione Comunale di Larciano, c’era anche il Comitato del Gemellaggio, che ormai da anni si occupa
di portare avanti questi “scambi
culturali” e una rappresentanza
dell’Istituto Ferrucci, ma non
solo: all’ingresso in sala consiliare la Banda “Filarmonica
G.Verdi” di Larciano, diretta
dal maestro Daniele Landini, ha
suonato in un’atmosfera davvero commovente i due inni,
cantati da Annamaria Marroffino. Presenti i familiari del
nostro amato sindaco Antonio Pappalardo, che lo scorso
novembre aveva guidato la spedizione a Poussan tornando veramente emozionato dall’accoglienza riservataci in
Francia. Il momento dei saluti ufficiali è stato davvero
toccante per tutti, soprattutto nel momento in cui Luigi,
il fratello di Antonio, ha consegnato all’Amministrazione
francese una foto dei due sindaci assieme lo scorso novembre.
A seguire si è svolta una cena di festeggiamento con una
sessantina di persone presso la Tenuta di Caloria dove,
anche grazie al contributo donato dalla Coop di Larciano, gli ospiti hanno potuto assaggiare specialità toscane
locali.
Il sabato gli abitanti di Poussan, come da loro detto “hanno fatto del turismo” e hanno visitato Firenze, per poi ri-
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unirsi prima
di cena con
il Comitato
Gemellaggio e con la delegazione di Rousset, che pure negli stessi giorni ha fatto visita
a Larciano. Grande sorpresa
per gli italiani che si sono visti offrire il piatto tipico, specialità di Poussan: le ostriche!
La cena è poi proseguita alla
“Festa del Bombolone” alla
Colonna, dove i francesi hanno
potuto partecipare a una delle
feste che caratterizzano l’estate
Larcianese.
Domenica di “lavoro” invece
per la delegazione che ha allestito uno stand presso la festa
medioevale di Larciano Castello, deliziando i palati dei passanti con il loro dolcetto tipico:
“Le zezettes”, mostrando la
preparazione e donando a tutti la ricetta per cucinarli… insomma un angolo di Francia
Si spera con questi semplici
gesti di esser riusciti un po’ di
più a far conoscere Poussan a
chi ancora non ne avesse avuto
modo, ma anche di aver accolto i nostri amici in maniera
calorosa, come hanno fatto ogni volta che siamo andati
a far loro visita.
In tutto questo una nota di ringraziamento a coloro che
si impegnano durante tutto l’anno per la buona riuscita
di questo gemellaggio, a tutti i componenti del comitato
che davvero mettono l’anima per organizzazione e preparativi, non cito i nomi di tutti ma soltanto quello di
una persona in particolare, che è stato il motore del gemellaggio, tanti tanti anni fa, insieme alla Professoressa
francese Nicole Zanetti, e cioè Adriano Disperati. Ogni
anno, dal 1988, quando è nato il gemellaggio, ha seguito i vari scambi, fino a che è stato professore del nostro
Istituto, e adesso che è in pensione è la colonna portante
del comitato, ecco perché mi sento di rivolgere a lui in
particolar modo un ringraziamento per tutto quello che
fa, ogni giorno, per Larciano e per Poussan.
LARCIANO
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LARCIANO
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SPORT & SALUTE
FORNELLO TEAM
Passione, emozioni, grandi risultati ...
e tanta amarezza!
U
di Stefano Ferrali
no è il portiere, due sono gli omini in difesa, cinque quelli della mediana, tre gli attaccanti. Undici
personaggi, tutti con la maglia blu o rossa, tutti
uguali ma con ognuno una funzione diversa. Questo è il
“biliardino” o se volete ... il “calcio balilla”!
Un gioco antico che vanta cento anni di storia, ma ancora
di una modernità incredibile. Alzi la mano chi almeno
una volta, in un bar, non si sia tirato su le maniche e dopo
aver inserito la moneta, non abbia lanciato la pallina in
campo. Un gioco senza età a
cui tutti possono partecipare.
Al Fornello lo sanno bene, il
“Fornello team” è una vera
istituzione in materia, una
squadra famosa in tutta Italia,
in ambito UISP la più conosciuta in assoluto. Orizzonti
ha già dedicato loro un paio
di articoli, per far conoscere
meglio questa eccellenza che
negli ultimi anni ha portato a
Lamporecchio trofei importanti, con la ciliegina di due
titoli italiani a coppie (N.d.R.
uno UISP ed uno FIBIL).
Anche quest’anno i risultati
non sono mancati, il “Fornello team” ha ottenuto un ottimo
terzo posto nel Campionato Toscano (foto 1). Le fasi finali si
sono svolte al parco Pitagora di
Lido di Camaiore con le premiazioni del primo, secondo, terzo e
quarto posto il 24 maggio. Il 30
e il 31 maggio a Carrara si sono
svolti i campionati nazionali a
squadre (foto 2) con 16 squadre
partecipanti. I ragazzi del “Fornello Team”, dopo aver vinto il
girone e i quarti di finale, sono
stati sconfitti in semifinale dal
fortissimo “Auser Team”, squadra che ha vinto il Campionato
Toscano e che poi ha vinto anche
il titolo nazionale.
Il “Fornello Team” è formato da
Cristiano Giraldi (presidente e giocatore), Leonardo
Firenze (capitano), Sauro Alfani, Paolo Bonfiglio,
Marco Paci e Luigi Cipollaro.
Un grande risultato ottenuto nonostante tante difficoltà, quest’anno infatti la squadra, per mancanza di sponsor credibili sul territorio, ha dovuto spostare la propria
sede a Prato, presso il “Royal prestige” che ha in parte
sponsorizzato i campionati.
Parlando con il presidente Cristiano Giraldi, è impossibile non cogliere tanta amarezza in tutto questo.
1 Sponsorizzare una squadra di
biliardino non richiede grandi
sforzi economici, quest’anno
è stata trovata questo tipo di
soluzione ... ma in futuro?
Possibile che tutti chiudano
gli occhi e nessuno abbia a
cuore una squadra che ha ottenuto così grandi risultati?
Comprendiamo le difficoltà
economiche e i disagi che caratterizzano questo momento
storico, ma davvero non si
riesce a trovare una soluzione? Se il “Fornello Team”
non troverà uno sponsor che
possa consentirgli di coprire i
2 costi delle trasferte e della burocrazia, che anche nello sport
amatoriale è una zavorra non
da poco, sarà costretto a chiudere la propria attività e questa
è un’ingiustizia che non possiamo accettare!
Ecco, oggi vogliamo fare un
appello ad istituzioni pubbliche
e aziende:
Salviamo il Fornello Team!
Questi ragazzi si meritano solo
elogi, la loro grande passione
ha portato, tra mille sacrifici
personali, ad ottenere risultati
che tutti ci invidiano ... secondo me ... basterebbe veramente
poco!
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SPORT & SALUTE
FRANCO E LUIGI MEOZZI
Anche l’Atletica leggera aveva i suoi campioncini a Lamporecchio
di Stefano Ferrali
l prof. Carlo Vittori ha oggi 84 anni, vero e proprio guru dell’atletica, è stato l’allenatore di grandi
campioni come Pietro Mennea, Marcello Fiasconaro e Donato Sabia. Recentemente ha dichiarato
che purtroppo i giovani di oggi, attratti da sport più redditizi e che magari richiedono
meno impegno e preparazione, hanno un po’ abbandonato quella che è sempre stata la regina
delle attività sportive moderne. “Per ottenere i risultati - sostiene Vittori - bisogna credere
nel proprio lavoro e nel proprio allenatore. Chi
lavora bene, qualcosa ottiene sempre”.
Molti scelgono gli sport collettivi come il calcio,
dove “si vince e si perde in 11”, lo sport individuale parte invece da un presupposto diverso. Chi sceglie di proporsi a livello personale,
è consapevole di assumersi in prima persona le
responsabilità dirette di successi ed insuccessi.
C’è stato un periodo negli anni ‘60, che anche
a Lamporecchio c’era chi con impegno e determinazione i risultati li otteneva. Erano i tempi
di Franco Meozzi e Luigi Meozzi. Entrambi
iscritti nelle file dell’atletica Pescia, nel 1966 i
due (allora) giovani atleti ottennero ottimi risultati, rispettivamente nel “lancio del disco” e nella
corsa veloce (100 metri). Franco Meozzi, (N.d.R.
prematuramente scomparso il 15 luglio 1996) era
uno sportivo a tutto tondo, fin da militare iscritto
al centro sportivo di Vigna di Valle (Roma), praticò con successo anche il Bob, lo Sci alpino e la
Pesca subaquea. È simpatico rivedere i due atleti
lamporecchiani in due foto d’epoca che ci ha fornito la mamma di Franco, Ersilia (Ilia) Borchi.
I
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SPORT & SALUTE
Giugno 2015 - n. 74 - Orizzonti - 53
SPORT & SALUTE
LA LARCIANESE ALL’OLIMPICO DI ROMA!
S
di Luigi Donati
ì! Quaranta anni fa esatti. Era il 29 giugno 1975
quando la Larcianese disputava allo Stadio Olimpico di Roma la finale nazionale della Coppa Italia dilettanti contro l’altra finalista, il Banco di Roma. Il
1975 è stato, per la Larcianese, un anno speciale anche
se, purtroppo, la finale di Roma è stata appannaggio degli
avversari pur se vincitori ai tempi supplementari. I viola
avevano dato la sensazione di potere vincere disputando
un ottimo inizio gara ma la sfortuna, in seguito, ha voluto
che si infortunasse il forte difensore pistoiese Giovanni
Breschi che era uno dei punti di forza della formazione
guidata da Idilio Cei. La compagine del presidente dottor Silvio Galli, che quell’anno disputava il campionato
di Promozione Toscana, dopo le eliminatorie regionali
ha affrontato squadre di tutta Italia, da Minerbio a Fratta
Maggiore, da Oderzo a Arma di Taggia. Le partite più
entusiasmanti sono state quelle disputate contro la Frattese e la semifinale con l’Allumiere. Memorabile è stata
quella giocata a Fratta Maggiore dove la Larcianese si
presentava con ottime credenziali avendo vinto la partita
casalinga per 3 a 1. La Frattese, estromessa da risultati
negativi alla lotta per la promozione in serie D, puntava
tutto sulla Coppa Italia ma Idilio Cei, allenatore e portiere dei viola, fu il vero eroe della giornata. Sul risultato di
1 a 0 in favore degli avversari, riuscì a parare un calcio
di rigore a un quarto d’ora dalla fine scatenando più tardi
i gesti inconsulti che tutti ricorderanno e che non hanno
niente a che vedere con il gioco del calcio (foto 1 da La
Nazione 31 maggio 1975) . Il passaggio del turno consentì di disputare la semifinale con l’Allumiere che s’im1
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pose in casa per 2 a 0 ponendosi in una
favorevolissima posizione per l’accesso
alla finale di Roma, ma nella gara di ritorno a Larciano il risultato fu ribaltato
con reti di due difensori viola, Tavernari e
Breschi. Dopo i supplementari l’eroe fu ancora Idilio Cei
che neutralizzò due calci di rigore portando così la sua
squadra alla finale fra il tripudio delle migliaia di spettatori presenti al vecchio Stadio Comunale. La partita con
il Banco di Roma doveva essere disputata in campo neutro in conseguenza del fatto che una delle finaliste era
di Roma ma la decisione di giocarla all’Olimpico venne
presa da Idilio Cei che così avrebbe chiuso la sua carriera
di calciatore dopo diciassette anni di attività in quello
Stadio che per dieci anni lo vide protagonista difendendo
la porta della sua Lazio (foto 2 da La Nazione 18 giugno 1975). Emozionante e indimenticabile l’atmosfera
creatasi all’Olimpico dalla presenza di migliaia di tifosi
giunti da Larciano ma anche da tutta Italia per assistere
alla finale di Coppa Italia Fiorentina-Milan che si sarebbe giocata subito dopo (foto 3 da La Nazione 29 giugno
1975) . Una formazione, quella della Larcianese, che gli
sportivi ricorderanno come forse la migliore della storia
della Larcianese.
Questi i nomi dei calciatori: Cei Idilio, Tavernari,
Breschi, Borgioli, Migliorini, Barsuglia, Bartolini
Anselmo, Giannellini, Virgili, Guizzotti, Macchia,
Fagni, Cei Varesco, Bindi. Un particolare ricordo al
presidente dottor Galli e ai collaboratori Giampieri
e Onaritti.
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Anno VIII Giugno 2015 mensile - Associazione Culturale Orizzonti