Sant’Anna Nostra Advocata
Il periodo dal 17 al 26 luglio è un “tempo” particolare
nella vita della Parrocchia: ci si prepara, con la novena
di preghiera serale, a festeggiare la Patrona del Paese:
Sant’Anna. Ricorrenza dal sapore antico, verrebbe da
dire, che ha segnato la vita socio-religiosa della comunità locale riuscendo, nel mutare delle mode e vicende storiche, a mantenere integro il senso della tradizione. La
devozione a Sant’Anna in verità è realtà forte e radicata
nella gente; un sentimento semplice, spontaneo ma profondo che ognuno esprime secondo la sensibilità e convinzioni personali. Al di là delle iniziative e usanze che hanno caratterizzato la festa del 26 luglio (alcune delle quali - XVI/XVII sec. - particolarmente singolari) i festeggiamenti sono stati sempre vissuti in un clima di
serenità, di familiarità, di gioia. Un’occasione insomma per incontrarsi,
rivedersi, scambiarsi quattro chiacchiere in amicizia mettendo da parte,
anche se solo per qualche istante, le tante preoccupazioni che assillano il
vivere odierno. Una festività che può aiutare a riscoprire il senso vero di
comunità che ha nella condivisione, nella vicinanza solidale, nella collaborazione i punti qualificanti del proprio impegno, a livello sia individuale
che collettivo. E nella programmazione annuale delle iniziative promosse
dal Comitato è ben presente questa attenzione. Si vorrebbero diverse…più
varie…più imponenti, ecc. ecc.; ma si sa … “impossibile accontentare tutti”
e con quel poco che si riesce a fare - grazie unicamente alla generosa disponibilità della popolazione e degli “inserzionisti” - si cerca di tener fede ad
una consolidata tradizione. Per cui il 17 luglio - con l’inizio della “novena”
- celebrazione della S. Messa e, a seguire, deposizione di una corona in località “Don Minozzi” per non dimenticare il tragico evento che ferì profondamente il paese nella notte dal 4 al 5 settembre 1862 con la perdita di
vite umane e la distruzione della Chiesa e dell’attiguo convento di S. Anna
(sec. XVI). Tre secoli di storia furono trascinanti via dalla violenza delle
acque strappando per sempre pagine di vita faticosamente scritte dai cittadini. Significativa anche l’iniziativa del 18 Luglio riservata può ben dirsi
agli “antrodocani” prematuramente scomparsi in Italia e all’Estero. Volti
noti e non di persone care, di amici, conoscenti o parenti forse dimenticati
e che la comunità, riunita in preghiera, affida alla Bontà divina perché
conceda loro la pace dei giusti. Proposta per certi aspetti singolare nell’ambito della programmazione; ma in un momento di festa per tutta la
“famiglia antrodocana” non si potevano trascurare quanti non ne fanno
più parte perché “immaturamente deceduti” e condividerne insieme il ricordo nella celebrazione eucaristica. Suggestiva pure la manifestazione del
19 Luglio col riconoscimento, quest’anno, della “coppia” di nonni più giovane. L’idea della Giornata dei nonni in onore dei SS. Gioacchino ed Anna inizialmente (2005) era sembrata un qualcosa di folkloristico e di momentaneo, destinato a non durare nel tempo e accolta tra l’altro con un
certo distacco. Negli anni - è giunta all’ XI^ edizione - ci si è dovuti ricredere e c’è da dire che l’appuntamento è stato seguito con crescente curiosità, interesse e partecipazione. E’ in segno di gratitudine che il Comitato di
S. Anna, interprete dei sentimenti della popolazione ha continuato e continua a tenere in vita questa proposta evidenziando annualmente una particolare situazione (anagrafica, sociale, culturale e quant’altro) dei “nostri”
nonni, segnalandola all’attenzione dei cittadini con la consegna di una artistica targa. Un gesto semplice di simpatia e di riconoscenza per il grande
“dono” che gli anziani tutti, figure preziose e sempre più indispensabili
nella società attuale, sanno offrire in termini di “saggezza”, di tempo, dedizione e sostegno (affettivo ed economico) alle giovani generazioni e alla
comunità tutta. Esperienza
antica e sempre nuova quella che la famiglia antrodocana si prepara a vivere anche
quest’anno per la propria
“Advocata”, l’appellativo
forte e suggestivo ad un
tempo con cui da sempre ha
invocato la Santa Protettrice. E’ Lei a seguire amorevolmente ogni giorno il
cammino dei suoi protetti:
una certezza mai venuta
meno nel tempo. Certamente quest’anno c’è una ragione in più per far festa in quanto le celebrazioni liturgiche si svolgeranno - dopo tre anni di
silenzio - nella casa comune, la Collegiata, la casa di tutti e di ciascuno
dove nessuno deve sentirsi estraneo. L’armonia e la bellezza del tempio
sacro, i suoi spazi restituiti a nuovo decoro e splendore, la presenza
dell’immagine singolare e delicatissima di Sant’Anna, centro e riferimento
nello splendido altare nella Cappella a Lei dedicata, sono un richiamo ad
una testimonianza più coerente in fedeltà all’insegnamento evangelico per
rendere la Chiesa-comunità viva, solidale, realmente credibile.
La “casa comune”
Inizialmente la Chiesa Parrocchiale della valle interocrina (“Interocrina
valle”) e di Antrodoco in particolare era S. Maria extra moenia di cui era
parroco come ricorda Papa S. Gregorio Magno in un passo dei Dialoghi
(Libro I cap.12) “vir vitae valde admirabilis” (uomo cioè di vita davvero
ammirevole) di nome Severo (“San Severo” la cui memoria viene celebrata il 15 Febbraio). Sorta dentro l’abitato dopo che questo tra X e XI secolo
divenne “castrum” (quando cioè gli abitanti delle frazioni e paesi viciniori
si ritirarono per vivere in sicurezza all’interno del paese che si andava formando e fortificando). La situazione della doppia sede parrocchiale con
un’unica Parrocchia, fu risolta molto probabilmente sul finire del 1500 con
il passaggio formale delle consegne, in via definitiva, da “S.Maria extra” (“fuori la città”) a “S.Maria intus” (“dentro la città”). Si ritiene che
l’ingresso della chiesa originaria, ingrandita presumibilmente nel XIII
sec., fosse posto ove si trova attualmente l’uscita laterale sx (in via del Castello) con l’altare maggiore di fronte a chi entrava nell’odierno Cappellone e con la navata, quindi, che si estendeva da est ad ovest a differenza di
quella odierna. Atti e documenti, “Visite pastorali” in particolare, dicono
di una Collegiata “sufficientemente ampia, decorosa e organizzata” con la
struttura fatta oggetto di ripetuti lavori di manutenzione e di modifiche
interne (alcune importanti nei sec. XVI-XVII) a volte consigliate dagli
stessi “visitatori ecclesiastici” con lo scopo di renderla consona al
“compito” spettante a una “parrocchiale”. “Ricca, preziosa e varia” la suppellettile liturgica di cui disponeva. Insieme all’arciprete (prima dignità
del Collegio Capitolare, il Parroco propriamente detto) prestavano servizio di assistenza spirituale canonici e cappellani (presenza numericamente
significativa in alcuni secoli).
Il dopo terremoto del 1703
Il violentissimo terremoto del 2 febbraio del 1703 ridusse la Parrocchiale ad
“un ammasso di macerie”. Nessuno sperava in una pronta ripresa. Nel
1705 con la presenza del Gesuita P. Antonio Baldinucci, in Antrodoco per
una missione popolare, le cose cambiarono improvvisamente in quanto “lo
zelante missionario si mise in animo di far riedificare quella Chiesa, nonostante i dispareri del popolo e le miserie del tempo”. In pochi giorni seguendo il suo esempio (“si addossava grosse pietre trasportandole altrove,
e tutti lo imitavano”) fu “dappertutto compito lo sgombro” dei ruderi.
“Allora il Consiglio comunale decretò si riedificasse la chiesa, e con le distribuzioni spontanee di materiali, d’opere e di danari, furono ben presto
gettate le fondamenta d’una chiesa
più grande e più
vaga. La fabbrica
progredì per qualche anno, ma poi
venuto meno il denaro e lo zelo, fu
trascurata e finalmente lasciata, forse poco più che a
metà dell’opera, in
abbandono, esposta
alle intemperie delle stagioni”. Toccò
nuovamente al Padre Gesuita, di ritorno in Antrodoco nel 1712 per predicarvi la Quaresima, rimuovere la sfiducia diffusasi in paese di vedere conclusa la costruzione e accresciuta ancor più dopo che “due pilastri della
nuova chiesa mal costruiti e lasciati scoperti per più di due anni alle ingiurie delle stagioni cadendo e sfasciandosi aveva prodotto la caduta della volta e del tetto” (“miracolosamente” non ne rimasero vittime le 36 operai
che vi lavoravano). “Il popolo e il comune, animati dal P. Antonio e soccorsi dai popoli convicini continuarono i lavori della fabbrica tanto che in
un anno gli ebbero quasi terminati”. Se il P. Baldinucci ebbe il merito di
essersi tanto adoperato per la nuova Collegiata non ebbe però mai la consolazione né di vederla né di saperla compiuta (morì nel 1717).
“Ricordando sempre la straordinaria grazia ricevuta negli anni passati dal
patrocinio della Beata Vergine
del Popolo che ha tenuto lontano dal nostro territorio ogni
specie di morbi” i Priori (e la
Reggenza) di Antrodoco decisero - 5 Gennaio 1708 “l’erezione della torre campanaria” della Chiesa a Lei intitolata. La facciata fu completata e
“abbellita” nel 1794 come evidenziato dalla scritta (“Publica
pietas exterius exornavit Anno
Domini 1794”) riportata alla
luce dopo i lavori ultimati nel
2007. Sta di fatto che la Collegiata (visita pastorale agostosettembre 1828 del vescovo G.
Ferretti) si presenta di
“elegante architettura” con
“pilastri i cui capitelli sono dorati” e “maestoso il coro a due
ordini” (17 stalli per i canonici e 10 per i beneficiati). Al centro dell’altare
maggiore l’immagine della Madonna del Popolo; ben diversa la dedicazione degli altari rispetto a quella odierna.
I grandi interventi
Da segnalare, nell’ultimo secolo, tre “grandi” interventi. Il primo compiuto su iniziativa di don Lorenzo Felli (parroco in Antrodoco dal 1924 al
1942) con la costruzione (1926) della casa canonica e in particolare della
Cappella del SS. Sacramento che comportò tutta una serie di opere e modifiche interne tendenti a dare un assetto rinnovato e più funzionale alla
Collegiata e a valorizzare lo stupendo altare ligneo (1620-1630). L’incarico
di un compito tanto delicato quale quello di “affrescare” il Cappellone fu
affidato ad un giovane “artista” non ancora trentenne, Amedeo Trivisonno (1904-1995) il quale realizzò nella forma e nell’espressione a lui più congeniali un percorso di forte impatto visivo e di chiaro richiamo eucaristico.
Seguì, agosto 1953 - maggio 1955, la grandiosa impresa di cui fu promotore
don Vincenzo Santori (parroco dal 22 agosto 1948 al 2 ottobre 1955). Impossibile sintetizzare la dimensione dei lavori; non c’è aspetto all’interno e
all’esterno dell’edificio che non sia stato raggiunto dagli interventi destinati a
lasciare il segno per qualità dei materiali utilizzati e per la dedizione con
cui operarono le maestranze portando
la Collegiata ad essere “elegante” e
funzionale così come la si è ammirata
fino ad oggi. Da quella data in poi non
figurano altri importanti interventi
eccezione fatta per i cambiamenti “post
-Concilio” (altare volto verso i fedeli e
rimozione delle balaustre antistanti)
attuati a meta anni ’60 da don Giuseppe Durastante (succeduto a don Vincenzo Santori alla guida della Parrocchia e da lui retta fino al 1974). Non
sono mancati negli anni ulteriori lavori
conservativi divenuti più consistenti a
partire dal 1997, tutti realizzati con finanziamenti concessi a vario titolo
(per lo più “eventi sismici”) e sempre
con il controllo della Soprintendenza alle Belle Arti. Nel 2000-2001 rifacimento del tetto sovrastante la navata centrale con consistenti opere di rinforzo e di scrupolosa “bonifica” su quello di sopra al “Cappellone”. Sul
finire del 2004 sostituiti i vecchi e ormai deteriorati finestroni con nuove
vetrate artistiche (ben 11 una diversa dall’altra per dimensione, forma e
contenuto) che nella felice combinazione cromatica-contenutistica hanno
assicurato una maggiore luminosità all’interno dell’edificio. A seguire poi i
restauri delle Cappelle di S. Anna (2004), della “Vergine del Rosario”, del
“Sacro Cuore” e del dipinto di San Severo, delizioso affresco di Antonio
Calcagnadoro, nel 2006 oltre al risanamento, nel “Cappellone”, del superbo Altare ligneo (depauperato purtroppo qualche anno dopo dal furto dei
due stupendi volti di angeli esistenti alla base). Nel 2007 un attento maquillage restituisce a Collegiata e Campanile un volto rinnovato con risanamento dei muri, eliminazione dei colori sovrapposti negli anni, rimozione di alterazioni e lesioni, rinvenimento di “scritte” fino ad allora restate
sconosciute o perché deteriorate dal tempo o perché deturpate da precedenti e non sempre felici restauri. Ed eccoci all’ultimo e non certo agevole impegno realizzato che ha comportato la chiusura della Collegiata dal febbraio 2012 al 25 aprile 2015. Nuovo impianto di riscaldamento, interventi di
riparazione-risanamento dei muri (incrostature, fessure) con ripristino
della doratura (ove esistente), insieme al pavimento nella Cappella del SS.
Sacramento rinnovati via crucis e ambone (“luogo” da cui viene proclamata la Parola di Dio), sistemata e resa fruibile la cappellina a sx dell’Altare
Maggiore, ricostruito nei suoi elementi essenziali (marmi, decorazioni,
tabernacolo) l’Altare Maggiore (da qui il motivo della “dedicazione”), più
funzionale la disposizione della sede che accoglie il sacerdote con il fonte
battesimale restituito alla sede naturale (prima cappellina di sx). Il risultato dei lavori è sotto gli occhi di tutti. Comprensibile il vivo senso di commozione e soddisfazione insieme in
chi il 25 aprile scorso ha partecipato al
solenne rito della
dedicazione dell’Altare officiato dal
Vescovo Delio Lucarelli e alla riapertura della “chiesa
madre”. Mai in
questi anni è venuta meno la “carità
operosa” della popolazione come bene testimonia l’iscrizione della pietra collocata all’ingresso della chiesa
(parte sx) a ricordo
del lieto evento.
ALBO D’ORO
GIORNATA DEI NONNI
Sabato 30 luglio 2005
Nonna più anziana : Adriatico Lavinia
Nonno più anziano : Nicoletti Domenico
Coppia nonni “più giovane” :
Gentile Stefania - Alonzi Pasquale
Sabato 30 luglio 2006
Coppia nonni “più anziana”: Mattei Fausta - Massenzi Italo
“I nonni: un bene prezioso”
(Concorso per alunni di Scuola primaria
di I e II grado Provincia di Rieti)
Domenica 22 luglio 2007
“La memoria che resta”: a Ezio Carloni
Domenica 27 luglio 2008
“La foto diventa storia”: a Stocchi Umberto
Riconoscimento a “Gruppo di lavoro missionario”
“Il lavoro vissuto come forma di apostolato e di impegno sociale”
Domenica 27 luglio 2009
“Nel segno della solidarietà”: ai VV.FF Carosi Giulio - Romolo Gianni
Domenica 25 Luglio 2010
“All’alpino più anziano”: Nicoletti Gennarino
(in occasione del X^ Raduno Intersezionale Alpini)
Domenica 24 Luglio 2011
Nonna più anziana: Castrucci Anna
Nonno più anziano: Onofri Trieste
Domenica 22 luglio 2012
Nonna più anziana: Ciuffa Onorina
Nonno più anziano: Serani Giuseppe
Domenica 21 luglio 2013
Commerciante più anziana: Chinzari Edvige
Commerciante più anziano: Fabi Cav. Maggino
Domenica 20 luglio 2014
Coppia nonni “più anziana”: Romano Bianca - Guerrieri Giuseppe
OUTLET GIOVANE
OUTLET TAGLIE COMODE
C AT T A N I
P.zza IV NOVEMBRE 10 - ANTRODOCO
Comitato Festeggiamenti “S. Anna” 2015
Boccacci Loreto - Battistini Leonino - Coletti Roberto Faina Maria - Serani Antonio
Parrocchia Santa Maria Assunta
Parroco: Tosti don Luigi
Il Comitato ringrazia:
la popolazione, gli inserzionisti, le forze di polizia,
la Schola Cantorum e gli operatori della “Misericordia”
Notizie storiche da “Opuscolo-ricordo lavori Collegiata 2012-2015”
Impaginazione e grafica: Ferdinando Acampa
Programma Festeggiamenti
Venerdì 17 luglio:
ore 16.30 – esposizione statua
“Sant’Anna”
ore 17.00 – esibizione della banda
A.C.M.A. per le vie cittadine
ore 18.00 – inizio novena di preghiera
ore 18.30 – Santa Messa
a seguire
deposizione corona d’alloro in
località “Don Minozzi”
Sabato 18 luglio:
ore 18.30 – Santa Messa in suffragio degli antrodocani
prematuramente scomparsi in Italia e all’estero
Domenica 19 luglio, “Giornata dei nonni”:
ore 8.00-18.30 – Santa Messa
ore 11.00 – Santa Messa e cerimonia di
riconoscimento ai nonni
Sabato 25 luglio:
ore 21.00: Spettacolo musicale
(piazza del Popolo)
Domenica 26 luglio, Santi Gioacchino e Anna:
ore 8.00 – inizio tradizionale fiera
ore 8.00-9.30-11.00 – Santa Messa
ore 16.30 – esibizione del complesso bandistico
“Fumarola - Città di Martinafranca” per le vie cittadine
ore 18,30 – Santa Messa Solenne celebrata da S.E. Mons. Delio
Lucarelli, Vescovo di Rieti, con la partecipazione della Schola
Cantorum a seguire
solenne processione per le vie cittadine
ore 21,00 – Gran Concerto lirico-sinfonico
(piazza del Popolo)
ore 24,00 – spettacolo pirotecnico
Antrodoco (RI) Punto Simply Via Garibaldi
(APERTO ANCHE IL GIOVEDI’ MATTINA)
Antrodoco (RI) Piazza Marconi
(APERTO ANCHE LA DOMENICA)
Amatrice (RI) Piazza del Plebiscito
Montereale (AQ) Viale Cappuccini
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