BIOGRAFIA OPUSCOLO NUMERO TRE
CAPITOLO SETTIMO
A T T R A V E R S O L’ A M E R I C A
Dopo che l’Angelo del Signore ebbe ordinato William Branham, gli avvenimenti,
che abbiamo visto fin qui, si moltiplicheranno in maniera così straordinaria e varia,
che sarebbe impossibile descrivere tutto ciò che ha fatto il Signore durante i due
anni che seguirono la visita. Ci accontenteremo di dare un breve cenno delle
campagne di guarigione tenute attraverso gli Stati Uniti. La prima volta che il
reverendo Jack Moore intese parlare delle riunioni di William Branham fu
nell’Arkansas. Egli ci da i dettagli di questo incontro nel tredicesimo capitolo del libro
“Un uomo inviato da Dio”.
Arrivammo di buon’ora al nostro grande tabernacolo e, con nostra grande
sorpresa e stupore, constatammo che questo grande edificio era così pieno che
potevamo appena entrare. Prima d’allora, in qualsiasi campagna, questo non era
mai successo per una prima riunione. Ma era una riunione del fratello Branham.
Eravamo riusciti a procurarci un grande auditorio in una scuola secondaria, ma
fummo costretti a ritornare nella chiesa dopo solamente due sere, a causa della
pressione devastante delle folle che si abbattevano sulla scuola, anche durante l’ora
dei corsi.
Fummo privilegiati di poter mantenere cinque giorni e cinque notti di questa vigilia
celeste e l’effetto di queste giornate memorabili si risente ancora oggi. Durante quel
periodo, ci sembrò come se fossimo stati portati indietro nei tempi e avessimo
raggiunto la moltitudine che Lo seguiva nelle strade di Galilea...Udimmo
distintamente le parole di un bambino sordo e muto dopo che la sua lingua fu sciolta
da un tocco del Maestro, e ci rallegrammo di vedere lo zoppo saltare di gioia...
Reclamammo con fervore un posto in riva al mare con gli altri cinquemila uomini
che avevano lasciato le loro incudini e i loro martelli, avevano chiuso le loro
botteghe, per venire a trascorrere le ore del giorno ad ascoltare in maniera raccolta i
meravigliosi insegnamenti di questo Filosofo Divino...Si, i giorni della Bibbia erano di
nuovo qui. Concludendo, un uomo praticava ciò che predicava.
Vostro marito vivrà
A Little Rock, mi si cercò per andare a pregare per un uomo che era morente. Mi
preparavo dunque a prendere il mio primo volo d’aereo, quando intesi come un
vento che soffiava nella stanza e che faceva: “Whew, whew, whew!”. Pensai: “Come
è forte il vento oggi”. Continuai a vestirmi cantando. Il fratello Brown doveva
sistemare tutto affinché io potessi andare da quest’uomo. Si era fatto venire per lui
un dottore, il Generale Patton. Egli era venuto con l’aereo e aveva dichiarato che
quest’uomo sarebbe morto con una polmonite asmatica.
Misi il mio cappotto, pensando che il fratello Brown sarebbe arrivato presto. Il
signor Kinny, che era in qualche modo un ufficiale civile, aveva una luce rossa e una
sirena sulla sua macchina e doveva venire a prendermi di buon’ora, per essere certo
che io non perdessi l’aereo.
Guardai e c’era una Luce che girava nella stanza, mi inginocchiai per pregare. E
quando lo feci, l’Angelo del Signore mi parlò e disse: “Non andare laggiù, il suo
tempo è arrivato”. Mi alzai e tolsi il mio cappotto. Qualche momento più tardi, il
fratello Kinny e il fratello Brown arrivarono. Il fratello Brown disse: “É un amico intimo
di Paul Morgan ed anche un mio grande amico. É incosciente adesso”. Io dissi: “Ma,
signore, il vostro amico sarà probabilmente morto quando ritornerete, poiché COSÌ
DICE IL SIGNORE, l’uomo morirà. Lo Spirito Santo mi ha avvertito di non andarci. Mi
ha parlato qui nella stanza qualche momento fa”.
“Ma
fratello Branham - disse - egli appartiene a una grande chiesa. Ed essi
credono che se solamente voi voleste... Questo è importante per sua moglie”. Io
risposi: “Ma non posso fare niente, signore. Non posso andare contro la volontà di
Dio. Io non posso andarci”. Ed egli disse: “Volete dire che il mio amico morirà?”. Gli
dissi: “Egli sarà probabilmente morto quando arriverete. Comunque, quando ritornerete laggiù?”. Egli mi rispose: “Sarò laggiù verso le otto di questa sera”. Io dissi:
“Chiamatemi nella mattinata, io sarò in preghiera. Mi interesso di lui. Lasciatemi
sapere quando egli morirà. Chiamatemi dunque al mattino e fatemi conoscere il suo
stato, a quale ora è morto e se era morto al momento del vostro arrivo. Non cercate
di chiamarmi questa sera, io sarò in una riunione e forse non sarò di ritorno prima
delle due o le tre del mattino”. Allora, il fratello Brown, uscendo, cominciò a piangere.
Andai alla riunione quella sera e mi coricai alle due. Il mattino seguente,
allorquando mi svegliai nella mia stanza, guardai accanto al mio letto e c’era là una
donna seduta. Ella aveva un vestito scuro sbiadito, con una cintura bianca ed aveva
i capelli grigi. Era seduta là e aveva l’aria così triste. Mi alzai e pensai: “Come è
potuta entrare qui, questa donna? Le porte sono chiuse e ho le chiavi proprio qui ed
ecco che questa donna sta qua”.
Mentre stavo per dire: “Signora”, guardai dietro e là stava seduto anche un uomo.
Era un vecchio uomo dai capelli grigi, portava un abito sbiadito ed una cravatta
rossa. Aveva l’aria così triste. Ella lo guardò e gli fece come un sorriso...Pensai: “Ma
cosa è questo?”. Guardai verso l’alto e mi vidi su un palco da qualche parte in una
chiesa. Mi morsi il dito per sapere se dormivo. Mi resi conto che era una visione e,
nel momento in cui la visione svaniva, io li vidi ridere entrambi.
Mi alzai e pregai: “Signore, io non so quello che questo vuol dire. Ci sarà
probabilmente qualcuno che verrà oggi e che corrisponderà a questo”. Qualche
volta, vedo delle persone venire nelle riunioni in questo modo. E quando le vedo, voi
mi sentite pronunciare parecchie volte: “COSÌ DICE IL SIGNORE, alzatevi”; perché
Dio aveva già detto quello che sarebbe successo. Pensai: “Qualcuno verrà in questo
modo”.
Pensai: “Leggerò la mia Bibbia”. Presi la mia Bibbia e pregai: “Signore, dove vuoi
che io legga la Tua Parola questo mattino?”. Aprii la mia Bibbia nel punto in cui Isaia
fu inviato per dire a Ezechia che il suo tempo era arrivato. Ezechia girò la faccia
contro al muro e pregò il Signore. Il Signore ascoltò la sua voce e ritornò a parlare ad
Isaia: “Vai a dirgli che io gli aggiungerò quindici anni”. Avevo dimenticato questo
passo. Pensai: “Come è strano”.
Poco dopo quel momento, il telefono squillò. Pensai: “É probabilmente il fratello
Brown che viene a prendermi con altri due o tre per pranzare”. Presi l’apparecchio e
dissi: “Come state, fratello Brown?”. La voce disse: “Sono il fratello Kinny di
Menphis”. Io dissi: “Oh, pensavo che nessuno sapesse quale camera occupo, salvo
il fratello Brown. Che notizie avete?”. Proprio in quel momento, la visione che avevo
avuto mi ritornò in mente. Egli mi rispose: “Abbiamo vegliato tutta la notte. Pensiamo
che egli sta per lasciarci. Aspettiamo la fine da un minuto all’altro”.
Gli domandai: “Sua moglie è là?”. “Si” rispose. “Ella porta un vestito scuro sbiadito
con una cintura bianca? É una donna con i capelli grigi?”. Egli disse: “Certamente”.
Gli dissi: “Egli porta qualche volta un abito sbiadito e una cravatta rossa?”. Egli
rispose: “É il modo in cui si veste abitualmente. Perché, lo conoscete?”. Dissi: “Sissignore. Dite a sua moglie di venire al telefono”. “Ma, fratello Branham - disse - ella si
aspetta di vederlo andare via da un minuto all’altro e le ho già detto quello che voi mi
avete dichiarato in merito”. “Ditele di venire al telefono”.
Venne al telefono. Dissi: “Sono il fratello Branham. Siete pronta, sorella mia?”. Ella
replicò: “Che volete dire?”. Io dissi: “COSÌ DICE IL SIGNORE, vostro marito vivrà. Lo
credete?”. Non ebbi risposta. Ripetei: “Credete questo?”. Nessuna risposta. Allora, il
fratello Kinny prese l’apparecchio e disse: “Che cosa è successo, fratello Branham?
La donna è svenuta!”. “Le ho detto, COSÌ DICE IL SIGNORE, suo marito vivrà”.
“Cosa?”. Io dissi: “Si, egli vivrà. Io l’ho descritto, l’ho visto in una visione qualche
momento fa. Egli vivrà”. Egli disse: “Posso venire a prendervi?”. Dissi: “Aspettate il
prossimo aereo. Io sarò là”.
Andai all’ospedale e tutti quei dottori erano là. Quando entrai, ecco che sua sorella
venne e disse: “Che idea! É una vergogna! Mio fratello è morente e si fa venire un
predicatore santo-commediante”. Niente poteva fermarmi. Il diavolo non poteva
uscire niente dall’inferno per fermare questo, poiché era il COSÌ DICE IL SIGNORE.
Una sorvegliante uscì dalla camera ed io le domandai: “C’è qualcuno là dentro?”.
Ella rispose: “Si, ci sono due dottori”. Dissi: “Dite loro di uscire”. Oh! Voi non potete
sapere come mi sentivo. Amici, so che qualcuno tra voi mi prenderà per un fanatico,
ma io mi tengo davanti a Dio che è il mio Giudice.
Entrai e i medici uscirono con uno sguardo molto sarcastico. La moglie era sul
punto di svenire. Le dissi: “Non temete niente. Adesso, prendete la vostra Bibbia e
andate in Isaia”. Ella cominciò a leggere, io guardai l’uomo, era sotto una tenda di
ossigeno. Presi la sua mano e la scossi un poco. Dissi: “Mi ascoltate, signore?”. Sua
moglie disse: “É incosciente da due giorni”. Io dissi: “Voi non dubitate di ciò che io ho
detto, non è vero?”. “Nossignore, io non dubito di una parola”. Presi la mano
dell’uomo e pregai: “Oh Dio, Tu mi hai parlato questa mattina in una visione. Io stavo
su una piattaforma e ho visto che queste persone dovevano essere a Jonesboro, il
primo dell’anno. Lascia adesso l’Angelo del Signore parlare”. Lo sentii stringere la
mia mano. Attesi un poco, poi gli domandai: “Mi riconoscete?”. Egli rispose: “Siete il
fratello Branham”. Ella si gettò su di lui, gridando e stringendolo. Uscii dalla camera e
ritornai al mio aereo (1).
In seguito, l’evangelista andò a Sant’Antonio nel Texas, al San Pedro Playhouse,
dove centinaia furono liberati tramite la preghiera; i santi conobbero un risveglio e i
peccatori si convertirono. Un uomo di mezza età, completamente cieco da trent’anni,
venne a tentoni attraverso la fila di preghiera. Mentre si avvicinava all’evangelista, lo
si intese dire: “Sento che i miei occhi si riscaldano”. Allorquando si ebbe pregato per
lui, gli fu detto di alzare gli occhi e, per la prima volta dalla sua infanzia, egli poté
dire: “Io vedo una luce!”. L’episodio seguente fu un messaggio dato dallo Spirito ed
interpretato, quasi identico a due altri che furono dati in altri luoghi dove il fratello
Branham tenne delle riunioni, come testimonianza dell’autenticità del suo ministerio.
Ecco nel ricordo del fratello Branham i dettagli dell’episodio (2).
“Al
tempo del mio passaggio a Sant’Antonio, alla mia prima riunione, ero là con il
fratello Coots e la Scuola Biblica Internazionale. Credo che fosse la prima sera e,
mentre mi dirigevo verso il palco, qualcuno si alzò in fondo all’edificio e si mise a
parlare in lingue come una mitragliatrice. Costui si era appena messo a sedere
quando qualcun altro si alzò sul palco e ne diede l’interpretazione. Mi fermai per
ascoltare, poi domandai a quell’uomo: ‘Conoscete quell’altro uomo?’. Egli rispose:
‘Nossignore’. ‘Come siete venuto qui?’. Egli disse: ‘Le persone per le quali lavoro
venivano qui stasera e mi hanno portato con loro’ (Era un cow-boy). E domandai
all’altro: ‘Che fate? Lo conoscete?’. Egli rispose: ‘Nossi-gnore, non l’ho mai visto’. Io
dissi: ‘Che fate?’. Era un commerciante della città.
Prima di conoscerne di più, ero stato scettico riguardo al parlare in lingue.
Pensavo che vi fosse molto di carnale e che questo era forse il caso. Ma quando
questo parlare in lingue fu pronunciato, l’interpretazione corrispondeva esattamente
a ciò che l’Angelo del Signore aveva detto sul fiume undici anni prima: ‘Come
Giovanni Battista fu inviato per annunciare e preparare la prima venuta di Cristo, tu
sei inviato per annunciare e preparare la Sua seconda venuta’. Era questo.
Quest’Angelo, questa Luce...è stata perfettamente identificata, contemporaneamente
dalla chiesa, la Parola e la scienza. Tutto L’ha identificato. Questa Luce, quando
apparve in pubblico per la prima volta, stette al di sopra del luogo in cui battezzavo,
verso le due del pomeriggio, ai piedi del ponte, proprio qui in fondo alla via Spring”.
Le riunioni continuarono in seguito a Phoenix, poi a Los Angeles, Long Beach,
Ockland, Sacramento, Santa Rosa e Fresno. Dopo qualche settimana di riposo,
nell’agosto 1947, si recarono a Saskatoon nel Saskatchewan, in seguito a Prince
Albert, Edmonton. A Calgary, si ebbe una campagna di sette giorni. Jack Moore
racconta il caso di una donna in mezzo a centinaia di altre, in quella lunga fila di
preghiera. Ella aveva gli occhi particolarmente storti. La sua preghiera appena finita,
gli occhi ancora chiusi, il fratello Branham chiese all’assemblea di guardare. Egli non
l’aveva vista, ma sapeva che gli occhi di questa donna sarebbero stati perfettamente
normali.
Un’altra volta, egli si indirizzò ad un uomo steso su una brandina, ma costui non
rispose niente. Allora sua moglie l’informò che il marito non solamente stava
morendo di cancro, ma era anche molto sordo. Il fratello Branham rispose che egli
avrebbe ricevuto l’udito affinché in seguito potesse istruirlo. Dopo un momento di
preghiera, subito l’uomo poté udire. Due grosse lacrime colarono sul suo viso che
fino a quel momento era stato senza espressione. Egli ascoltò molto attentamente
come poter essere liberato dalla sua malattia.
F.F. Bosworth, un veterano della guarigione
Nel febbraio 1948, la squadra lasciò il nostro territorio gelato del nord, per recarsi
sulle coste della Florida. É laggiù che il fratello Branham incontrò per la prima volta il
reverendo F. F. Bosworth, un veterano del ministerio della guarigione divina, che a
quell’epoca era molto conosciuto. L’amicizia fu un colpo di fulmine tra il fratello
Branham e il fratello Bosworth, che in seguito si unì all’équipe Branham.
Negli anni venti, il fratello Bosworth riunì dei grandi uditori. A Ottawa, dodicimila
persone vennero ad ascoltarlo parlare della loro salvezza. Tali campagne avevano
luogo un po’ dappertutto in America e i giornali parlavano di tanto in tanto dei
meravigliosi miracoli che si verificavano in queste campagne. Dopo che il fratello
Bosworth ebbe assistito a qualche riunione, dichiarò che non aveva mai visto nel suo
tempo dei miracoli così consistenti. Ecco la sua testimonianza tratta dal libro “Un
profeta visita l’Africa” (3).
“Doni
di guarigione maggiori”
di F.F. Bosworth
Per più di trent’anni, durante alcune campagne di evangelizzazione, ho pregato
per i malati e per gli afflitti. Per quattordici anni di questo stesso periodo, mentre
avevamo
una
trasmissione
radiofonica,
abbiamo
ricevuto
all’incirca
duecentocinquantamila lettere. La maggior parte di queste lettere erano delle
richieste di preghiere per ammalati che non potevano essere guariti se non per
l’azione diretta dello Spirito Santo, per mezzo della preghiera della fede. Ricevevamo
parecchie migliaia di testimonianze non sollecitate da persone che erano state
guarite miracolosamente da ogni specie di afflizioni corporali che io conosca, inclusa
la lebbra. Come risultato di questi miracoli, migliaia di altri si convertirono
gioiosamente, i quali avrebbero probabilmente mancato la chiamata se, una volta
alla settimana, non avessero ascoltato la predicazione dell’Evangelo.
Poiché questo ministerio di guarigione richiedeva uno sforzo al di là delle capacità
umane, pregammo ardentemente affinché Dio suscitasse degli operai per aiutarci in
questa grande fase così trascurata del ministerio. Durante questi ultimi anni, ho
molto spesso pianto di gioia vedendo questo dono di Dio operare nella chiesa,
manifestato tramite il nostro benamato fratello Branham. Questo è giusto quel che
Dio dice in Efesini 3:20: “...infinitamente sopra ciò che noi chiediamo e pensiamo”,
poiché io non ho mai visto o letto niente di simile o di uguale al ministerio di
guarigione di William Branham.
A Miami, fu organizzata una campagna di sei giorni e, malgrado non fosse stata
fatta nessuna preparazione per avere l’appoggio delle chiese, la tenda che si piazzò
abbastanza lontana nella campagna, in qualche giorno, fu interamente piena.
Parecchi meravigliosi miracoli si verificarono e, al momento della chiamata all’altare
della domenica pomeriggio, centinaia di uomini e di donne vennero a dare la loro vita
a Cristo.
É in questo periodo che una strana voce si divulgò, sostenendo che il fratello
Branham fosse deceduto. Da ogni luogo si chiamava, si telegrafava per verificare. La
voce persistette fino a che la prima edizione del giornale “La Voce della Guarigione”
fece la sua apparizione nell’aprile 1948. Alcuni avevano probabilmente male
interpretato i tempi di riposo che doveva prendere il fratello Branham, il quale soffriva
di stanchezza continua a causa delle interminabili file di preghiera. Una volta, a
Phoenix, in una riunione in cui c’erano molti spagnoli, egli pregò per otto ore senza
fermarsi. Non era raro vedere il fratello Branham lasciare il palco verso l’una o le due
del mattino.
Guarigione di un pazzo furioso
Questa particolare liberazione si verificò durante la campagna di Pensacola, in
Florida, nel marzo del 1948. Questa storia ci proviene dal sedicesimo capitolo del
libro “Un uomo inviato da Dio”.
A quel tempo, si utilizzava un’enorme tenda cattedrale. Ma accadde che, durante
la campagna, una tempesta molto violenta si abbatté sulla tenda e causò dei danni
considerevoli. Si fu costretti a disfare la tenda per una giornata, per poterla riparare.
É dunque nell’arena locale, che si era presa in affitto per quella sera, che apparve un
giovane folle che era stato portato da un istituto dello stato affinché si pregasse per
lui.
Quando la riunione fu terminata, coloro i quali l’avevano portato cercarono di farlo
uscire, ma egli si rifiutò. L’attenzione di tutti fu dunque attirata e una mezza dozzina
di uomini dovettero farlo uscire di forza. Le forze che lo possedevano erano così
grandi che fu con grande sforzo che riuscirono finalmente a farlo sedere al sicuro
nell’automobile, dove lo lasciarono. Ma, in meno di due minuti, un grande clamore
scoppiò nella folla. Eccolo che ritornava, forzando furiosamente verso la folla. Meno
male che le persone fuggirono in tutte le direzioni prima che egli potesse
raggiungerle.
Allora, le braccia in aria, si lanciò contro uno dei membri della squadra Branham
che stava là. I demoni hanno la potenza di rompere delle catene e di fare altri sforzi
sovrumani, ma essi sono impotenti davanti al Nome di Gesù! Malgrado egli
picchiasse colpo dopo colpo, il fratello non fu ferito e neanche toccato dal minimo
colpo. Qualcosa di soprannaturale parava ogni colpo avanzato dall’indemoniato.
Nessuno avrebbe potuto dire quanto tempo questa scena avrebbe potuto durare;
ma, proprio in quel momento, due poliziotti, che passavano di là, udirono le grida
delle donne e supposero che fosse una lite. Allora, il folle furioso, con delle parole
minacciose, andò alla carica contro i due ufficiali. Il combattimento iniziò e i tre
rotolarono parecchie volte sul prato fino a che non si decise di prendere delle misure
più energiche per venire a capo dell’assalitore. Una chiamata alla polizia fece venire
una pattuglia e, alla fine, l’uomo fu portato al posto di polizia e messo in una cella
speciale per la notte.
Dopo che essi furono andati via, la sorella di quest’uomo scoppiò in lacrime. Era
stata lei che l’aveva fatto uscire, per portarlo alla riunione. Con disperazione, ella
supplicò i responsabili in un modo tale che, alla fine, il fratello Jack Moore acconsentì
a parlarne al fratello Branham il mattino seguente. Non era giusto agire così, poiché
si riceveva ogni giorno una moltitudine di richieste che domandavano che si andasse
a visitare delle persone malate.
Il mattino seguente, il fratello Moore si mise a raccontare al fratello Branham gli
avvenimenti del giorno prima. Ed ecco che si operò di nuovo la meravigliosa
manifestazione dello Spirito, che permette al fratello Branham di vedere le cose
prima che esse accadano. In questo caso, Dio mostrò al fratello Branham che lo
stesso giorno egli avrebbe dovuto pregare per quest’uomo e che sarebbe stato
guarito. Il momento della liberazione gli era stato rivelato in una visione tramite
l’apparizione di un’auto rossa e il modo in cui l’uomo sarebbe stato vestito.
Si tentò di fare degli accordi con la polizia di Pensacola per liberare il giovane
uomo, ma essi rifiutarono di lasciarlo andare a meno che ciò non fosse stato al di
fuori dei limiti della città e alla condizione che non lo si riportasse più. Alla fine, un
appuntamento fu fissato sulla spiaggia “Gulf Beach”, dove le parti interessate si
sarebbero incontrate. Ma, allorquando il fratello Branham arrivò, guardò con cura le
auto e fece notare che tutto non era come l’aveva visto nella visione. Mentre egli
esitava, il fratello Moore decise di spostare la sua nuova vettura un po’ più lontano
da dove l’uomo insensato stava. Il fratello Branham uscì e andò verso quest’uomo.
Egli notò allora che i suoi vestiti erano esattamente come li aveva visti nella visione,
allora disse al fratello Moore di ritornare nell’auto e di aspettare.
É allora che una cosa curiosa avvenne. La spiaggia era in gran parte di sabbia
bianca; ma, là dove l’auto era stata parcheggiata, c’era un banco di argilla rossa.
Quando il fratello Branham si girò per guardare l’auto, il sole, riflettendosi sull’argilla
rossa, creava un effetto di rosso sull’auto che era stata lucidata da poco. Allora, egli
capì che era esattamente conforme alla visione. Si diresse verso il giovane uomo e
gli parlò in questi termini: “COSÌ DICE IL SIGNORE, il cattivo spirito adesso ti
lascerà e tu sarai guarito”. Istantaneamente, il giovane fu liberato e intraprese una
normale conversazione.
Questa testimonianza impressionante fece rendere conto agli ufficiali di polizia di
Pensacola che Dio aveva fatto qualcosa di meraviglioso in mezzo a loro. Parecchi
lodarono Iddio per la Sua compassione manifestata verso quest’uomo che satana
aveva così crudelmente legato. Qualche mese più tardi, il giovane uomo che era
stato liberato fece pervenire la sua testimonianza che fu pubblicata sul giornale “La
Voce della Guarigione”, edizione del luglio 1948. Eccola:
“All’età
di due anni, ho avuto la polio e i miei genitori mi hanno fatto incontrare
diversi medici. Ho soggiornato qualche tempo in un ospedale per bambini infermi.
Ma tutto questo non mi fece alcun bene. Continuai a peggiorare. E, alla fine, la mia
condizione divenne così critica che ne persi la ragione. Ero in un istituto
specializzato da sette mesi, allorquando la mia famiglia intese parlare delle riunioni
di guarigione del fratello Branham a Pensacola. Mi si portò laggiù, ma quella sera mi
gettarono in prigione poiché il Signore non aveva finito con me. Egli si è servito di me
come esempio per dimostrare al mondo che Egli ha più potenza del diavolo. Quando
il mattino seguente, mia sorella venne a vedermi, io ero molto contento, perché Dio
aveva mostrato al fratello Branham che Egli mi avrebbe guarito. Ho adesso
venticinque anni e ho un buon impiego. Grazie, Signore, per la Tua potenza di
guarigione” (T. C. - Sopchoppy, Florida).
La voce della guarigione
É anche in questo periodo che il fratello Branham chiese l’aiuto dei fratelli Gordon
Lindsay e Jack Moore per fondare un giornale che avrebbe potuto essere
interamente evangelico, poiché le sue campagne raggiungevano ora molte specie di
credenti. É così che il giornale “La Voce della Guarigione” ebbe inizio. Era inteso, in
quel periodo, che non ci sarebbe stata discussione di dottrina, neanche la minima,
ma che il giornale sarebbe stato utilizzato per promuovere il messaggio del grande
mandato, cioè di fare risuonare l’ultimo appello ai peccatori, guarendo gli ammalati e
preparandoli per il ritorno di Cristo. All’inizio, questo giornale fu considerato
strettamente come l’organo ufficiale delle riunioni del fratello Branham.
L’aprile 1948 doveva essere l’ultimo mese di grandi campagne a causa della
spossatezza completa dell’evangelista. Si andò nel Kansas, a Kansas City, dove egli
fece cinque riunioni al Memorial Hall. É in questa città che egli incontrò per la prima
volta il fratello Oral Roberts, che divenne anche lui molto attivo nella preghiera per i
malati. In seguito, andarono a Sedalia, nel Missouri, per tre riunioni. É in quell’epoca
che il fratello Ern Baxter di Vancouver raggiunse la squadra del fratello Branham, per
parlare nelle riunioni del pomeriggio. Di là, il fratello Branham si recò a Elgin,
nell’Illinois, dove Dio non mancò di ripetere sempre gli stessi segni e gli stessi
miracoli.
In seguito, Tacoma, nel Washington, fu visitata per cinque giorni; poi, Eugene,
nell’Oregon, per altri cinque giorni. É in questa città che una ragazzina fu guarita ad
una gamba che era un pollice e mezzo più corta dell’altra. In questa riunione, il
fratello Branham era così stanco che tutti videro che egli era arrivato all’estremo
limite delle sue forze. Dovette lasciare il campo missionario per prendere un lungo
riposo e dovette perfino farsi curare per un esaurimento nervoso. In effetti, non era
nient’altro che satana che voleva attentare alla sua vita. Ma Dio lo riportò più forte
che mai. Il ritiro forzato del fratello Branham durò sei mesi. Alcuni credettero che non
sarebbe ri-tornato mai più. Il nuovo giornale “La Voce della Guarigione”, per non
spegnersi, accettò di pubblicare le campagne di altri evangelisti e, in meno di un
anno di pubblicazione, questo giornale raggiunse una tiratura mensile di centomila
copie.
Qualche articolo di giornali
Nell’ “Evening Sun” di Jonesboro, edizione del 12 giugno 1947, del giornalista
Eugene Smith:
Sebbene il reverendo Branham dichiari di avere ricevuto il dono undici mesi fa, ha
detto in un’intervista che era la prima volta che aveva l’opportunità di raccontare la
sua storia direttamente ai giornalisti: “I miei servizi giornalieri prendono così tanto del
mio tempo che gli amministratori della chiesa mi hanno chiesto di rifiutare le interviste con i giornali. Essi hanno sempre detto: ‘Ne avete così tanti che cercano aiuto
attraverso la vostra preghiera, che pubblicare la vostra presenza sui giornali non
farebbe che aumentare la folla, già troppo numerosa, nelle file di preghiera”’.
Una visita al Bible Hour Tabernacle sull’East Matthew confermerà questa
dichiarazione che le sue rivendicazioni non hanno bisogno di pubblicità. La
settimana scorsa, le file di preghiera, nelle quali egli pregò individualmente per gli
ammalati, paralizzati, sordi, muti e ciechi, furono tenute due volte al giorno. Questa
settimana, tre servizi sono tenuti ogni giorno. Egli non riuscirà mai a passare
attraverso la lunga lista prima di lunedì, quando le riunioni saranno terminate.
Le persone affluiscono quotidianamente nella città per sollecitare: “Solamente un
minuto con il reverendo Branham”. Un giorno di questa settimana, era presente un
autobus pieno di quarantacinque persone provenienti da Fulton, Kentucky. Lo stesso
giorno, un aerotaxi ha portato un ex G. I. di trentaquattro anni, orribilmente gonfio per
un cancro che minacciava la sua vita. Mercoledì, il reverendo Branham ha preso il
volo fino a El Dorado, in un viaggio fulmine, per pregare per una persona che era
vicina a morire.
I residenti di almeno venticinque stati e del Messico hanno visitato Jonesboro da
quando, il 1° giugno, il rev. Branham ha inaugurato le riunioni all’aperto. Essi
rappresentano gli stati dalla California al New Jersey, del Michigan, dal Wisconsin
alla Florida, dal Wyoming al Texas e fino al Messico. Questo avvenimento
spettacolare ha fatto traboccare ogni sera i servizi turistici del posto così come molte
delle case private. Un dormitorio speciale è stato installato dietro la chiesa.
Il reverendo Branham dice: “Io non sono che un uomo. Non ho la potenza di
guarire. Gesù Cristo è il solo che può guarire. Nessuno può essere guarito se non ha
la fede in Gesù Cristo”, egli spiega. Rivelare i diversi mali di coloro i quali vengono a
lui è un altro potere rivendicato dal reverendo Branham. Egli ha dichiarato: “Quando
essi mettono la loro mano nella mia mano sinistra, io ricevo delle vibrazioni causate
dai germi che sono nella persona. Io posso solitamente dire qual è la malattia.
Quando la malattia lascia la persona, le vibrazioni cessano”. Quando il reverendo
Branham compie una preghiera per una persona, termina abitualmente dicendo: “Io
ti scongiuro mediante Gesù Cristo, lascia questa persona”.
L’estate scorsa, a S. Louis, il reverendo Branham ha iniziato un vigoroso
programma. Egli è venuto in seguito a Jonesboro, ha visitato Pine Bluff e Camden, è
andato in seguito a Houston e sulla costa ovest. La settimana prossima, deve volare
via in California per soccorrere un arminiano.
Dopo la sua visita, nell’ottobre scorso, il reverendo Branham ha subìto gli effetti
del lavoro giornaliero. Ha perso venticinque libbre e i suoi occhi sono molto cerchiati
e incavati. “Io devo mantenere segreto il luogo in cui abito in modo da poter dormire
un poco” ha dichiarato sorridendo. Gli ufficiali responsabili della chiesa dicono che le
persone che hanno assistito totalmente alle riunioni nel periodo di due settimane
sorpassa inverosimilmente le ventimila persone.
Per due giorni, il giornalista del Sun assistette alle riunioni del pomeriggio e
trascorse una mattinata ad ascoltare la storia del reverendo Branham, mescolandosi
alle masse, parlando a parecchie persone venute da luoghi dispersi e non un solo
scettico fu incontrato. Parecchi raccontarono delle storie che sembravano
difficilmente possibili.
Per esempio, M. N. Funk, un calzolaio di Seymour nel Missouri, disse che non
aveva camminato per cinque anni e cinque mesi, fino a che assistette ad una
riunione condotta dal reverendo Branham a Camden, il 21 gennaio. “Sono rimasto
nove mesi all’ospedale dopo essere caduto ed essermi rotto la colonna vertebrale,
mentre facevo dei lavori in legno. I dottori mi avevano detto che non avrei più
camminato ed è ciò che ho fatto per cinque anni e cinque mesi. So che è difficile da
credere, ma il fratello Branham ha pregato per me ed io mi sono alzato e ho
camminato immediatamente. Oggi io posso camminare bene come voi o come
qualsiasi altro”.
Lunedì pomeriggio, C. C. Shepherd, pastore della chiesa pentecostale di S.
Charles, vicino a De Witt, mostrò all’assemblea un tampone indurito di una sostanza
simile a della carne, dicendo che era un cancro che l’aveva tormentato per quattordici anni. Giovedì scorso, il reverendo Branham pregò per lui. Egli disse che il cancro
sul suo collo, causato da un taglio di rasoio, era rosso quando salì sul palco, ma
cominciò a scurirsi immediatamente. Egli disse: “Questo diventò semplicemente
nero, si seccò e cadde”. C’è un incavo sul suo collo, esattamente dove il tumore si
trovava.
La signora Hattie Waldrop, il cui marito possiede una bottega di stagnino a
Phoenix, venne a Jonesboro per testimoniare che il reverendo William Branham l’ha
resuscitata dai morti. Ella soffriva di un cancro all’intestino con dei problemi al cuore
e al fegato, senza alcuna speranza di ritrovare la salute. “I miei battiti si erano fermati
completamente. Il 4 marzo, il fratello Branham pregò per me ed oggi io sto bene e in
salute”. Il giornalista, avendo parlato personalmente a questa donna e a suo marito,
afferma che la sua testimonianza è autentica.
Estratto dal giornale canadese “Saskatoon Star - Phoenix” del 2 agosto 1947.
La signorina M. B., che ha trascorso dieci anni nelle scuole per sordi e muti qui e a
Winnipeg, ha detto “papà” e “mamma” così distintamente, dopo che il reverendo
William Branham ha pregato per lei mercoledì sera nella Chiesa Apostolica, dove
erano riunite ottocento persone per testimoniare della guarigione “per fede”. La
signorina B., intervistata venerdì dallo Star - Phoenix, ha detto che ella poteva udire
abbastanza bene dall’orecchio destro, ma che il suo orecchio sinistro era sempre
sordo. Ella crede che sarà capace di parlare normalmente in brevissimo tempo. La
sua affittacamere ha detto che adesso ella dice “buongiorno” e “arrivederci”, cosa
che non aveva mai fatto durante i tre mesi in cui abita con lei.
Mentre la congregazione era seduta, le teste inchinate, centinaia di persone, che
avevano bisogno di liberazione, passarono davanti a Marrion Branham mentre
pregava per ciascuno di loro. Prima dell’arrivo di M. Branham, la congregazione ha
potuto udire altri oratori che hanno raccontato le opere meravigliose già compiute per
la fede. Una donna ha testimoniato che si era pregato per lei e che, il mattino seguente, il suo orecchio sordo era di nuovo normale e che altri piccoli mali minori
erano spariti.
Uno degli oratori ha menzionato una donna di Regina che da qualche mese non
era stata capace di sopportare altra cosa se non una dieta liquida. Ma, il mattino
seguente, dopo che si ebbe pregato per lei, si alzò e poté gustare una colazione
normale.
Estratto dal giornale canadese “The Albertan” di Calgary, del 21 agosto 1947.
Mercoledì sera, qualcosa come tremila cittadini si sono raggruppati nel Padiglione
Vittoria e sono venuti per testimoniare o ricevere l’aiuto di William Branham di
Jeffersonville, durante la sua campagna di “Guarigione per mezzo della fede”. Il
ministro americano è stimato per aver aiutato a guarire più di trentacinquemila
persone colpite da cecità, da infermità, da cancro, da polio, da tubercolosi e altre
malattie. Dopo che egli si è visto accordare il “dono di guarigione divina”, circa un
anno fa, ha attirato uomini, donne e bambini di ogni genere di vita.
Fra i primi nella fila di preghiera, fu il signor André, di Edmonton, che diceva di
soffrire di un’ernia del disco. Egli ha affermato di aver consultato una ventina di
medici nell’ovest canadese e anche la clinica dei fratelli Mayo a Rochester. Egli
dichiara: “Essi hanno detto che un’operazione alla spina dorsale era necessaria”.
Allora, il signor André, che disse al reporter di Albertan che non si ricordava a quando risaliva l’ultima volta in cui aveva potuto toccare i suoi alluci senza flettere le
ginocchia, fu avvicinato dal “guaritore divino”. Prendendo la mano destra di André
nella sua mano sinistra, Branham fece la descrizione della sua malattia e, dopo aver
pregato, gli domandò di inchinarsi e di toccare i suoi alluci.
André fece così senza piegare le ginocchia. La folla ebbe il fiato sospeso, poi le
voci si elevarono in uno scalpore mostrando allo stesso tempo la loro sorpresa e la
loro ammirazione. Quest’uomo di Edmonton, trascinato dall’emozione, mormorò un
breve ringraziamento al ministro prima di precipitarsi al microfono per dire all’uditorio
come i medici gli avevano detto che un’operazione era necessaria per il suo dorso. Il
ministro sostiene di avere delle vibrazioni misteriose nella sua mano sinistra per
mezzo delle quali è capace di distinguere cancro, tubercolosi e altre infezioni.
Estratto dal giornale “The Waukegan News-Sun” del 14 marzo 1949.
Durante i tre giorni che il reverendo Branham ha predicato, molte persone hanno
dichiarato di essere state guarite. Per ogni caso di occhi strabici, ancora prima che si
fosse finito di pregare, gli occhi erano tornati normali; molti dei paralitici e delle
persone dai corpi seriamente deformi si raddrizzarono e i sordi poterono udire.
Nell’ultima riunione, un giovane uomo paralizzato alle braccia, alle gambe, al dorso,
totalmente deformato fu portato lì da sua madre da Benseville, Illinois, affinché si
pregasse per lui. Immediatamente dopo la preghiera, egli lasciò il palco,
camminando dritto, senza aiuto e con passo sicuro.
Due donne, che erano completamente cieche da due anni a causa delle cateratte,
furono guarite nella stessa riunione. Dopo che le si ebbe condotte sul palco e che si
ebbe pregato per loro, la prima fu capace di vedere e camminare, come suo marito
lo ha dichiarato: “Persino i vasi sanguigni nei suoi occhi sono spariti”.
Il 24 marzo 1949, la stessa giornalista Fannie Wilson scrive nel “Community
News”, un giornale che rappresenta parecchie città a nord di Chicago.
La differenza principale tra William Branham e la maggior parte degli altri è che
per loro la Bibbia è una storia antica, ma per lui è una forza tanto vitale e positiva
oggi come ai giorni di Gesù di Nazareth. Ciò che rende la storia diversa è che il
reverendo Branham agisce in modo da provare la sua affermazione. Non che egli sia
pretenzioso. Lontano da questo. Il reverendo Branham è più umile di tutti gli uomini
umili che voi possiate aver mai visto messi assieme.
Potete immaginarvi un uomo bianco, nato nel Kentucky, prendere nelle sue
braccia una piccola negretta dagli occhi storti della strada del mercato di Waukegan
e dirle: “Figlia mia, sii guarita nel Nome di Gesù Cristo”? E i suoi occhi si sono
raddrizzati e come questo fu il caso per parecchi altri durante queste riunioni di
guarigione tenute al Grace Missionary Church.
Tra coloro per i quali si pregò lunedì sera, c’era un medico molto in vista di
Waukegan. Nella sola riunione di lunedì sera, nove persone che erano nate sorde e
mute furono guarite. La maggior parte di loro sono nati nella comunità ed erano
conosciuti prima di essere guariti. Una di queste persone sorde e mute fu guarita
anche dalla cecità. Tutti loro furono capaci di parlare anche se i suoni avevano una
tonalità simile a quella di un bambino e sembravano anche sorpresi di udire la
propria voce.
Un uomo, venuto dall’Iowa, aveva un cancro sulla gamba, dal ginocchio alla
caviglia, che sparì immediatamente dopo la preghiera. Nella riunione di ieri sera, dei
fanciulli colpiti da paralisi e spasmi e altri sofferenti di deficienza mentale sono stati
guariti dopo la preghiera. Molte persone importanti e rispettate di Lake County hanno
inteso e visto il fratello Branham diagnosticare parecchie malattie. Soprattutto colui
per il quale egli pregava poteva vedere l’effetto che provocava la malattia sulla mano
sinistra del ministro, fino a quando la malattia non era arrestata dalla preghiera. A più
riprese, l’oratore ha ricordato all’uditorio che egli stesso non aveva la potenza di
compiere queste guarigioni, ma erano degli interventi di Dio attraverso la fede
dell’individuo per il quale si pregava.
Prendiamo ciò che segue dal “Jeffersonville Post” della città natale del fratello
Branham, edizione del 3 novembre 1949.
Domenica sera, una folla, che rivaleggiava con la partita annuale tra i Red Devils
di Jeffersonville e i Bulldogs di New Albany, si è recata al Branham Tabernacle, l’ha
occupato al massimo stando in piedi sotto la pioggia, per udire tramite gli altoparlanti
le commoventi manifestazioni divine del reverendo William Branham, i cui miracoli di
guarigione sono riconosciuti internazionalmente.
Da fonti autentiche, proviene il rapporto della guarigione di due pazienti affetti da
cancro, che furono avvertiti della malattia mortale e ristabiliti in meno di novanta
giorni; è stato detto di camminare a una persona che era stata inchiodata su una
sedia a rotelle per diciotto anni e ad un’altra che era stata trasportata alla chiesa su
una barella di ambulanza; dei sordi hanno udito; tutto questo per mezzo di un uomo
che guarisce tramite l’imposizione della sua mano destra nel Nome del suo Divino
Creatore. Secondo parecchi, il giorno dei miracoli non è ancora passato...anche a
Jeffersonville.
La fede di questo giovane uomo, che lavora il giorno e proclama il Vangelo la
domenica, è tale che sormonta tutti gli ostacoli. Tuttavia, in alcuni casi, nella sua città
deve subire il ridicolo. Questi schernitori dovrebbero fargli onore e vedere in lui un
eletto dall’Essere Supremo per continuare la Sua opera. Malgrado egli non sia
istruito così come l’istruzione è considerata oggi, ha l’abilità e l’ardore necessari per
presentare il Vangelo. La sua potenza di guarigione divina è riconosciuta
internazionalmente. Da Jeffersonville, egli viaggerà nella Louisiana, Houston,
possibilmente in Jamaica e in seguito oltremare.
Parecchi altri giornali, incluso il Chicago Daily Time, il Chicago Daily News, il St.
Louis Star-Time, St. Louis PostDispatch hanno riportato dei lunghi e interessanti
articoli sulle riunioni del fratello Branham. L’ultimo giornale ha pubblicato una pagina
quasi piena. Questi rapporti non coprono tutte le sue campagne. In ciò che concerne
i giornali, la maggior parte di loro non sono stati ostili e qualcuno è rimasto
favorevolmente impressionato. Nella maggior parte dei casi in cui il giornalista aveva
l’occasione di vedere la dimostrazione del caso di guarigione, egli si convinceva che
una potenza soprannaturale si manifestava nelle riunioni.
__________________
1. Esperienze, Phoenix, 1947.
2. Volgete lo sguardo a Gesù, 1963.
3. Un profeta visita l’Africa, Julius Stadsklev, p. 37.
CAPITOLO OTTAVO
ESPERIENZE INDIMENTICABILI
In questo capitolo, vedremo la varietà e la ricchezza delle meravigliose esperienze
spirituali nelle quali il Signore condusse il Suo servitore William Branham. Notiamo
che la storia della sua vita è piena di questi imprevisti che volgono sempre alla gloria
di Dio.
Il maniaco dell’Oregon
Ecco una testimonianza tratta dal primo capitolo del libro “Un uomo inviato da
Dio”.
Quella sera del novembre 1947, le porte del grande auditorio municipale della città
di Portland furono aperte di buon’ora. Alle ore sei, parecchie persone avevano atteso
in fila parecchio tempo, nella speranza di entrare e di assicurarsi dei posti di prima
scelta. “É un po’ strano” osservò il portiere che andò ad aprire le porte, poiché
nessuna pubblicità particolare era stata fatta e le riunioni religiose, persino quando
erano molto annunciate, attiravano abbastanza spesso giusto quel poco di persone
per riempire una frazione dell’auditorio.
Si poté anche notare che le persone non seguivano la tendenza abituale di
occupare dapprima i banchi posteriori, ma si precipitavano piuttosto avanti, per
ottenere i posti il più vicino possibile al palco. Ma subito questi furono occupati così
come i posti di dietro. I posti sul palco furono occupati in gran parte da ministri
provenienti da ranghi di parecchie denominazioni. Le riunioni delle due prime sere
suscitarono un grande interesse ed ecco che, alla terza sera, l’edificio era pieno di
gente impaziente di udire l’evangelista.
Mentre l’assemblea cantava: “Credi solamente, tutte le cose sono possibili a colui
che crede”, il fratello Branham entrò e, ispirandosi alle parole di fede che
l’assemblea aveva appena cantato, cominciò il testo del suo messaggio. “Si - disse non c’è niente che può tenere davanti alla fede in Dio e se le persone, questa sera,
vogliono credere in Dio con me, noi vedremo che Dio onorerà questa fede e la
confermerà agli occhi di questa congregazione intera”. Tutti ascoltavano con un vivo
interesse e nessuno, nemmeno il suo organizzatore di evangelizzazione, avrebbe
osato disturbare l’atmosfera.
Improvvisamente, l’attenzione di tutti fu attirata dietro, verso un uomo che si
dirigeva velocemente verso il palco. Dapprima si suppose che fosse un caso
d’urgenza, forse qualcuno che era svenuto o era molto malato in mezzo all’uditorio.
Ma, mentre egli si avvicinava, tutti poterono constatare senza alcun dubbio che
l’espressione del suo viso era dominata da sogghigni diabolici, lasciando credere
che quest’uomo era probabilmente demente o un folle furioso scappato dai suoi
custodi.
Ma quello che si apprese più tardi fu ancora più conturbante, perché in realtà
quest’uomo non era un pazzo, non sapendo quel che faceva, ma un personaggio
vizioso riconosciuto dalla legge per avere precedentemente interrotto e persino
dissolto altri servizi religiosi. Le condanne non l’avevano domato, poiché vedendo là
un’opportunità più grande che mai di causare una grande agitazione e di rovinare
una riunione, egli si era lanciato con questo scopo.
Scavalcò i gradini senza esitazione. Era adesso sul palco, esibendo un’andatura
minacciosa che attirava l’attenzione di tutta la congregazione. Due poliziotti robusti,
che vennero dai corridoi e coscienti del disordine che s’ingrandiva, furono sul punto
di mettere le mani sul perturbatore, ma si poté vedere che un tale gesto avrebbe
prodotto a colpo sicuro dell’eccitazione, al punto da rovinare la riunione. In più, il
fratello Branham si trovava in una situazione difficile. Aveva appena dichiarato che
tutte le cose erano possibili a colui che crede e che Dio sosteneva sempre i Suoi
servitori che si confidavano in Lui.
In effetti, poiché questo aveva posto ognuno in una grande aspettativa, sembrò a
parecchi che, in quel momento, la protezione degli ufficiali della legge non era
certamente richiesta per mantenere l’ordine divino. Si fece loro segno di non
intervenire. Il fratello Branham, essendo cosciente che qualche cosa non andava,
domandò dolcemente all’uditorio di unirsi con lui in una preghiera silenziosa e si girò
di lato per rilevare la strana sfida del suo avversario. Quando lo fece, l’uomo
cominciò ad accusarlo e a maledirlo: “Tu sei un demonio che imbroglia il mondo gridò - un impostore, un serpente nell’erba, un truffatore e io mostrerò a queste persone quello che tu sei”.
Era una sfida audace e ognuno poté accorgersi che non era solamente per
intimidire. L’intruso continuò ad insultare l’evangelista, i pugni in aria, sputando e
soffiando contro di lui. Tutto l’uditorio comprese che sarebbe stato un momento
difficile per questo piccolo uomo sul palco. Senza dubbio, i curiosi e i critici, che
erano scivolati in mezzo all’assemblea, si accorgevano adesso che non c’era posto
per dei trucchi o degli scherzi, mentre la maggior parte degli spettatori dovette
certamente sentirsi estremamente addolorata per lui.
Gli ufficiali tentarono di nuovo di soccorrerlo, ma si fece loro segno di non
muoversi perché, questa volta, l’evangelista stesso accettava liberamente la sfida
del suo rude oppositore. Il fratello Branham, tanto bene quanto gli altri ministri,
sapeva che l’avversario era ben capace, per la sua statura possente, di mettere in
atto le sue minacce a meno che Dio non fosse intervenuto in un modo molto
speciale. Alcuni di loro furono molto indignati poiché non si permetteva ai poliziotti di
prendere la situazione in mano e che questa mancanza di giudizio avrebbe
permesso a quest’uomo, posseduto da un demone, non solamente di rovinare la
riunione, di mettere dell’ombra sulla causa di Cristo, ma ancora di portare offesa
fisica al predicatore.
I secondi passavano, tuttavia senza che niente di ciò che si era supposto
accadesse. Sembrava che Qualche cosa impedisse a questo provocatore di
realizzare i suoi disegni cattivi, ma non aveva cessato di proferire le più temibili
imprecazioni. Dolcemente, ma in un modo determinato, si poté allora intendere la
voce dell’evangelista reprimere questa potenza cattiva che dominava quest’uomo.
Le sue parole, pronunciate così tranquillamente che poterono essere intese solo da
vicino, furono: “Satana, poiché tu hai sfidato il servitore di Dio, devi inchinarti davanti
a me. Nel Nome di Gesù Cristo, cadrai ai miei piedi”. Queste parole furono ripetute
molte volte.
Le parole del provocatore cessarono e divenne visibile che egli lottava contro una
forza più grande di quella che possedeva. Divenne presto evidente che quest’uomo,
che era così forte, che poco prima aveva l’aria così fiera, si rendeva conto che era
vinto. Egli fece un ultimo sforzo per resistere, il sudore imperlava la sua fronte, il
disappunto e la paura apparvero sul suo viso. Egli cominciò a respirare
faticosamente e, improvvisamente, lanciando un grugnito terribile, crollò a terra
torcendosi in una maniera isterica. Mentre strisciava nella polvere ancora qualche
momento, l’evangelista continuò la riunione come se niente fosse successo.
É inutile dire che una tale scena fece scoppiare le lodi delle migliaia di ascoltatori e
anche i poliziotti confessarono di essere coscienti che Dio era in mezzo a loro, vedendo anche le numerose guarigioni che ne seguirono come un’ondata di gloria
passante sulla fila di preghiera.
Conversione di un infedele (1)
Qualche tempo fa, ero nel Kentucky. Vi ero sceso in autunno per cacciare gli
scoiattoli. Il tempo era molto secco e chi ha già cacciato lo scoiattolo grigio sa come
è difficile scivolare il più vicino a loro quando le foglie scricchiolano sotto i nostri
passi.
Il signor Wood, uno dei mie amici, un testimone di Geova convertito, era con me.
Egli disse: “Conosco un uomo che ha una fattoria da queste parti, dove ci sono molti
scoiattoli. Andiamo a vedere questo vecchio uomo. Ci sono molti scoiattoli da lui, ma
è un incredulo. Se ci andiamo, ci potrebbe anche cacciare ingiuriandoci”. Io dissi:
“Ma noi non troviamo scoiattoli qui e sono due settimane che siamo accampati!”. Ed
eravamo sporchi, con una barba che ci invadeva il volto. Egli disse: “Ebbene,
andiamoci”.
Percorremmo venti miglia circa. Ero già venuto una volta nella regione, per tre
sere, a un raduno metodista dove il Signore aveva fatto delle grandi cose.
Arrivammo dunque a una casa dove c’erano due vecchi seduti, i loro vecchi cappelli
abbassati sul viso. Il signor Wood mi disse: “Eccolo, non è compiacente, egli detesta
persino la parola stessa di predicatore”. Allora gli dissi: “Bene, è meglio che io resti
nell’auto, altrimenti non potremo cacciare affatto. Andate a chiedergli se possiamo
cacciare”.
Il fratello Wood uscì, si avvicinò e disse: “Mi domando se si potrebbe cacciare un
po’ da voi”. Il vecchio uomo seduto là, che poteva avere settantacinque anni, il
tabacco che gli colava dalla bocca, sputò e disse: “Come vi chiamate?”. “Il mio nome
è Wood”. Egli disse: “Siete un parente di quel buon vecchio Jim che viveva...?”. “Si,
sono suo figlio, sono Banks”. “Bene - disse - il vecchio Jim era un brav’uomo. Certamente, fate come se foste a casa vostra. Siete solo?”. Il fratello Wood rispose: “No, il
mio pastore è laggiù”. “Cosa?”. “Il mio pastore è laggiù in quella macchina, egli
caccia con me”. Il vecchio uomo replicò: “Wood, volete dire che siete caduto così in
basso da trascinare un pastore con voi ovunque andate?”.
Era un vecchiaccio dal carattere ben difficile e così pensai che sarebbe stato
meglio che io scendessi dalla macchina. Uscii e mi avvicinai ed egli disse: “Allora
siete un predicatore, eh?”. Io dissi: “Sissignore”. Mi guardò dai piedi alla testa. Io
aggiunsi: “Non ne ho l’aria”. Egli disse: “Mi piace molto questo. Sapete, vorrei dirvi
qualcosa. Io sono ritenuto essere un incredulo!”. Io dissi: “Sissignore, è quello che ho
saputo. Non penso tuttavia che ci sia tanto da vantarsene, non è vero?”. Egli disse:
“Bene, non so. Vi dirò quello che penso dei tipi come voi”. “D’accordo” dissi. Ed egli
disse: “Voi seguite una falsa pista”. Io dissi: “É la vostra opinione”.
Egli disse: “Ebbene, guardate, vedete quella vecchia ciminiera laggiù?”. “Si”. “Io
sono nato lassù, settantacinque anni fa. Ho vissuto qui su queste colline per tutti
questi anni, ho guardato verso i cieli, ho guardato qui e là e certamente durante
questi settantacinque anni avrei dovuto vedere qualcosa che assomigliasse a Dio,
non credete?”. Io dissi: “Ebbene, questo dipende da ciò che voi guardate, vedete, da
ciò che voi cercate”. Ed egli disse: “Ebbene, non credo certamente che ci sia un tale
Essere. E credo che voi e gli altri arrivate là e sottraete dei soldi alla gente”. Io dissi:
“Bene, voi siete cittadino americano, avete il diritto di pensare quel che volete”.
Egli disse: “C’è un tipo di cui ho inteso parlare una volta...Se un giorno avessi
l’occasione di parlargli, mi piacerebbe porgli qualche domanda. Era un predicatore,
voi lo conoscete forse. Egli tenne una riunione a Campsbellville, non molto tempo fa,
vicino a una chiesa. Ho dimenticato il suo nome, egli è dell’Indiana”. “Ah!
Sissignore”. E il fratello Wood cominciò a dire: “Ebbene, io...”. “Sst! Non dire niente”
dissi. Io dissi al vecchiaccio: “Che aveva dunque quest’uomo?”. Egli rispose:
“Ebbene, sapete, quella vecchia signora laggiù sulla collina stava morendo di
cancro. Io e mia moglie ci andammo al mattino per cambiare il suo letto. Non si
poteva nemmeno sollevarla sufficientemente per metterla su una bacinella, si
metteva giusto una traversa. Ella era morente. Era andata a Louisville e i dottori
l’avevano abbandonata e le avevano detto che sarebbe morta. E sua sorella andò a
questa riunione. Questo predicatore era là sul palco. Egli guardò l’uditorio e chiamò
questa donna con il suo nome e le disse che, partendo, ella aveva preso un
fazzoletto e l’aveva messo nella sua borsa. Egli chiamò per nome questa donna (la
malata) e disse come soffriva di cancro e tutto quello che aveva sopportato. Ed egli
disse: ‘Prendete questo fazzoletto e posatelo su questa donna ed ella guarirà dal
suo cancro’”.
Il vecchiaccio continuò: “Essi vennero qui quella notte. A essere onesto, intesi un
grido spaventoso lassù. Credetti che tutto l’esercito della salvezza fosse alla cima
della collina. Dissi: ‘Credo proprio che questa povera donna sia morta. Domani
andremo a cercare la macchina per trasportarla fino all’autostrada affinché si possa
portarla all’imprenditore delle pompe funebri’. Noi aspettammo, non valeva la pena di
andare a quell’ora della notte ed è a quasi un miglio da qui sulla collina. Ci andammo
il mattino e sapete quello che era successo?”. Io dissi: “Nossignore”. Egli disse: “Ella
era seduta là che mangiava delle torte alle mele e che beveva del caffè con suo
marito”.
Io dissi: “Siete serio?”. Egli disse: “Sissignore”. “Oh! - dissi - Signore, voi non
parlate seriamente”. Egli disse: “Quello che mi tormenta è...come quest’uomo che
non era mai venuto da queste parti sapeva questo”. Io dissi: “Oh, voi non credete
questo”. Egli disse: “É la verità”. “Voi credete questo?” dissi. Egli disse: “Ebbene,
salite lassù, io posso provarvelo”. Era lui che cercava di persuadermi ora, vedete?
Presi una mela e domandai: “Posso mangiare una di queste mele?”. Egli rispose:
“Ebbene, le vespe le mangiano, penso che potete prenderne una”. Io dissi: “Noto
che non abbiamo ancora avuto delle gelate, siamo agli inizi di agosto e le foglie
cadono dagli alberi”. “Sissignore - disse - è vero, l’autunno si avvicina, credo che
sarà in anticipo quest’anno”. Io dissi: “Sissignore (io cambiavo soggetto, vedete).
Sapete è strano come la linfa scende da quest’albero e le foglie cadono; e tuttavia
non c’è stata una gelata per far morire le foglie”. Egli replicò: “Ma che cosa ha che
vedere tutto questo con quel che noi diciamo?”. Io dissi: “Ebbene, io mi domandavo...”. Sapete, mia madre diceva: “Date a una mucca abbastanza corda ed
ella finirà per strangolarsi”. Così, io gli diedi molta corda. Aggiunsi: “Sapete, Dio fa
spuntare le mele e voi ne approfittate e vi riposate all’ombra delle foglie. La linfa
scende in autunno e poi risale nuovamente per dare delle mele e delle foglie”.
Egli disse: “Oh, questo è solamente la natura”. Io dissi: “Sicuramente, è la natura,
ma Qualcuno deve dirigere la natura. Potete spiegarmi chi fa questo?”. “Bene - disse
- ovviamente è proprio la natura”. Dissi: “Le foglie cadono perché la linfa scende
nelle radici. E se questa linfa restasse nell’albero tutto l’inverno, che
succederebbe?”. Rispose: “Questo ucciderebbe l’albero”. “Bene - dissi - adesso,
qual è l’intelligenza che fa scendere la linfa nelle radici e dice: ‘Esci di qui, l’autunno
arriva, scendi nelle radici e nasconditi’? E resta nelle radici come in una tomba e, alla
primavera seguente, risale nuovamente, produce altri frutti e altre foglie?”. Egli disse:
“É solamente la natura che fa questo. La temperatura! La stagione, sapete, la
vicinanza dell’autunno”.
Io dissi: “Mettete un secchio d’acqua sul pozzo laggiù e vedete se la natura lo fa
scendere in fondo al pozzo e lo fa risalire. Vedete?”. “Bene - disse - ci potrebbe
essere qualcosa di vero in questo”. Io gli dissi: “Rifletteteci mentre noi andiamo a
caccia’’. Egli disse: “Bene, potete cacciare dove volete”. Io aggiunsi: “Quando
ritornerò, se voi mi dite qual è lo Spirito che dirige questa linfa fino alle radici e la fa
restare l’inverno e la fa ritornare la primavera seguente, io vi dirò che è lo stesso
Spirito che mi ha detto quello che ne era di quella donna laggiù”. Egli replicò: “Vi ha
detto?”. “Sissignore”. Disse: “Siete quel predicatore?”. “Vi ricordate il suo nome?” gli
domandai. “Si”. Dissi: “Branham?”. Egli rispose: “É lui”. E sapete una cosa?
Condussi questo vecchio uomo a Cristo proprio sulla sua stessa testimonianza.
Un anno più tardi, andai laggiù e parcheggiai la macchina (con una targa
dell’Indiana) nel cortile. Avevano cambiato casa, egli era morto. Quando ritornai, sua
moglie era là e mi strapazzò; io pensavo di avere 1’ autorizzazione per cacciare. Ella
uscì e mi disse: “Non sapete leggere?”. “Si, signora”. Disse: “Avete visto questi
cartelli: vietato cacciare...”. Risposi: “Si, signora, ma io ho il permesso”. “Voi non
avete il permesso - replicò - Sono anni che questi cartelli sono là”. Io dissi: “Ebbene,
sorella, mi sono sbagliato, allora scusatemi”. Ella disse: “Non ci sono scuse! Queste
auto immatricolate dell’Indiana e che si fermano qui...Voi siete le persone più
sfrontate che io conosca!”.
Io dissi: “Potrei giusto spiegarvi?”. “Cosa! - disse - Chi vi ha dato
l’autorizzazione?”. “Io non so esattamente - dissi - c’era un uomo anziano, seduto là
sotto il portico, quando sono venuto qui l’anno scorso, e parlavamo di Dio”. Ella mi
guardò e disse: “Siete il fratello Branham?”. “Si, signora”. “Perdonatemi - disse - io
non sapevo chi eravate. Voglio darvi la sua testimonianza. Nelle ultime ore prima di
morire, egli alzò le mani e diede lode a Dio. Egli è morto nella fede cristiana e fu
portato verso Dio”.
Dei predicatori retrocessi sono scoperti (2)
Non molto tempo fa, ad Harlington, nel Texas, alcuni individui vennero e scrissero
un articolo in un piccolo giornale, dicendo che non ero nient’altro che Simone il
mago, che stregavo le persone. Dicevano: “Non è che della telepatia mentale, è un
tiro che egli cerca di giocare, non è che uno spettacolo”. Ho un articolo nel mio
quaderno degli appunti. Essi dissero anche che degli agenti dell’F. B. I. sarebbero
stati presenti quella sera per denunciarmi sul palco.
Quando salii sul palco, il signor Baxter era là in piedi e mi disse piangendo:
“Reverendo Branham, è una vergogna. Il mio bambino fu guarito in questa riunione.
La legge dovrebbe condannare qualcuno che fa una simile cosa”. Io dissi: “Tutto
andrà bene. C’è una Legge al di sopra della terra. Egli si prenderà cura di questo.
‘Poiché in verità io ve lo dico, chiunque dirà una parola contro lo Spirito Santo, non
gli sarà perdonata né in questo mondo né nel mondo a venire’. Egli è solamente un
po’ sviato mentalmente”.
Una piccola donna, che era stata da poco guarita, venne e mi disse: “Reverendo
Branham, io so che non era della telepatia mentale. Io lascerò i luoghi se l’F. B. I. vi
arresterà sul palco, non so quel che farò, fratello Branham”. Io risposi: “Non vi
crucciate, sorella. Abbiamo avuto degli agenti dell’F. B. I. nelle riunioni, a due o tre
riprese, e ogni volta essi si sono convertiti. Mi piacerebbe averli di nuovo”.
Salii sul palco e domandai a mio fratello Howard e al signor Baxter di lasciare la
sala. In seguito dissi: “Mi è stato detto che questa sera l’F. B. I. mi deve denunciare.
Molto bene, F. B. I., dovunque voi siate adesso, il mio organizzatore è andato via e
io vi invito a venire sul palco e a denunciare ciò che io ho potuto fare di illegale in
relazione alle leggi di questa nazione o che cosa ho fatto di contrario alla Bibbia.
Venite e ditemi dove sbaglio”. Sapevo che non c’erano agenti dell’F. B. I. Stetti là ed
attesi qualche istante. Io dissi: “É strano che l’F. B. I. non venga. Venite, la parola è a
voi. Se ho fatto qualcosa di male che deve essere denunciata, alzatevi e venite a
dirmelo. Sono pronto ad essere esaminato per la Parola del Signore”.
In quel momento, notai un oggetto nero che si spostava al di sopra dell’uditorio e
andò a fermarsi su due uomini seduti sul palco. Essi erano dei predicatori, uno aveva
un abito grigio e l’altro un abito blu. Io dissi: “No, non c’è l’F.B.I. I tipi che hanno fatto
questo non hanno abbastanza coraggio. Essi hanno rinunciato. Sono seduti proprio
qui, quell’uomo con l’abito grigio e l’altro con l’abito blu”. E dissi loro: “Pensavo che
mi avreste denunciato. Molto bene, voi non siete degli agenti dell’F. B. I., siete dei
predicatori retrocessi. É esattamente quello che voi siete. Io vi sfido nel Nome del
Signore Gesù. Avete scritto che io ero Simone il mago. Se io sono Simone il mago e
voi siete dei santi uomini, allora venite sul palco e che Dio mi colpisca a morte. Ma
se io sono un uomo di Dio e voi avete torto, che Dio vi colpisca a morte quando
verrete sul palco. Venite adesso”.
Essi rimasero un istante senza muoversi, poi fuggirono, uscendo dall’edificio tanto
velocemente quanto lo poterono. Io dissi: “Aspettiamo qualche minuto, che si suoni
‘Credi solamente’ o qualche altra cosa, per vedere se essi verranno”. Nessuno si è
più visto da allora. Io dissi: “Vedete, quando si viene a una dimostrazione o a dei
fatti, non è nient’altro al mondo che il diavolo”.
Guarigione del signor Reese (2)
Mi ricordo di un mio amico, il signor Reese. Aveva avuto un attacco, le sue mani
pendevano e il dottore aveva detto che sarebbe morto prima del mattino. Mi
chiamarono in Florida e io pregai per lui al telefono e Dio salvò la sua vita.
Un giorno, a Carlsband, io e Billy scendemmo sulla strada e incontrammo il signor
Reese e il suo autista, un uomo di colore. Quando mi vide, restò a bocca aperta,
cercando di asciugare le lacrime dai suoi occhi. Egli disse: “Fratello Branham, ieri
sera, avete chiamato i numeri dal venticinque al trentacinque, il mio era il trentasei;
oh, se solamente avessi potuto venire nella fila di preghiera!”. Io dissi: “Ebbene,
fratello Reese, questo non vi avrebbe guarito”. Rispose: “No, fratello Branham, ma
vorrei sapere ciò che ho fatto. Se ho fatto qualche cosa, Dio sa che io sono
dispiaciuto per questo. Perché dovrei passare per il genere di vita che ho in questo
momento?”. Io dissi: “Ebbene, signor Reese, io non ho altro mezzo. Forse questa
sera chiamerò il vostro numero”. Disse: “Bene, fratello Branham, aspetterò fino a che
Dio mi mostri se io starò bene o no”.
Questo povero vecchio stava là, il suo ragazzo e sua moglie lo sostenevano.
Guardai e vidi davanti a lui una palma. Lo vidi che portava un abito scuro, una
camicia bianca e una cravatta scura, che alzava le sue mani e camminava così. Io
dissi: “Fratello Reese, COSÌ DICE IL SIGNORE. Non so quando, come e dove
questo sarà. Non è qui perché non ci sono palme. Ma voi starete da qualche parte
accanto a una palma. Con un abito scuro, una camicia bianca e una cravatta scura.
Voi guarirete. Che sia quest’anno, l’anno prossimo o fra dieci anni, io non lo so. Ma è
il COSÌ DICE IL SIGNORE”.
Così, andai in Finlandia e ritornai...Io e il fratello Baxter andammo a mangiare e
incontrammo il fratello e la sorella Wilbanks. Essi mi dissero: “Fratello Branham,
vogliamo stringervi la mano”. Il fratello Baxter disse: “Non parlategli” (Avevo pregato
e digiunato, era proprio prima di una riunione). Essi dissero: “Noi comprendiamo”. Mi
strinsero la mano e continuarono il loro cammino.
Mentre stavo per incamminarmi, lo Spirito Santo mi ordinò: “Girati e va con loro
nell’auto”. Pensai: “É solamente un bisogno di preghiera”. Sentii Qualcosa fermarmi.
Mi sembrava di non poter più muovere le mie gambe. Mi fermai nella strada. Il
fratello Baxter mi disse: “Che succede?”. Io risposi: “Fratello Baxter, devo ritornare e
andare nella macchina con i Wilbanks”. Egli mi disse: “Fratello Branham, voi non
potete”. Gli dissi: “É lo Spirito del Signore”. Egli replicò: “É molto bene allora”.
Ci girammo per andare verso l’auto. Io domandai: “Mi portereste all’albergo,
fratello Wilbanks?”. Egli rispose: “Si”. Quando arrivammo all’hotel, io scesi, il fratello
Baxter entrò e Qualcosa mi disse: “Ritorna e parla ai Wilbanks”. Ritornai e dissi:
“Amici, spero che non ci siano dei problemi nella vostra famiglia”. Il fratello Wilbanks
rispose: “Non c’è nessun problema fra noi”. Io dissi: “C’è qualcosa di strano (Il fratello Baxter mi chiamava). Non so, ma c’è qualcosa di strano che sta per succedere”.
Restai là tre o quattro minuti e Qualcosa mi disse: “Vacci”.
Stavo per entrare quando guardai sulla strada e vidi la famiglia Reese ferma,
vicino a una palma. Egli aveva un abito scuro, una cravatta scura. Lo guardai senza
dire niente. Quando egli mi guardò, alzò le due braccia in aria e gridò: “Gloria a Dio!”
e discese la strada. Si pensò che là ci fosse lo esercito della salvezza! (2)
Dio conduce un bambino verso un medico (3)
Stavo laggiù, avevamo duemilasettecento persone che attendevano che si
pregasse per loro. Un uomo, venuto dal Canada, aveva un ragazzino che era andato
alla clinica Mayo e da John Hopkins. Egli aveva una grave malattia al cervello che
aveva fatto accartocciare le sue piccole mani, così come le sue gambe. Essi
avevano detto che non potevano fare niente, neanche un’operazione. Il padre aveva
riportato il bambino nel Canada.
Egli si era detto: “Non sono ancora vinto (Se avete il Reader’s Digest, quello di
novembre, l’articolo è intitolato “Il miracolo di Donny Morton”). Io non sono ancora
vinto perché conosco un guaritore chiamato William Branham che ha fatto udire e
parlare due dei miei amici sordi e muti”. Egli cercò di sapere dove io stessi in
America. Ero sulla Costa Mesa in California.
Egli venne attraverso la neve, arrivarono finalmente laggiù, la madre era con loro.
Non avevano abbastanza soldi per prendere l’aereo; allora, mandarono indietro la
madre. Il padre e il ragazzo dovettero venire in autobus e viaggiarono da Winnipeg
fino alla Costa Mesa. Arrivarono al verde e il padre raccontò che doveva cambiare i
panni del suo piccolo ragazzo di sette-otto anni, completamente infermo.
Quando arrivarono qui in California, dissero all’agente di viaggio il motivo per il
quale erano venuti e l’agente rispose: “Voi venite a vedere un divino cosa? Voi avete
fatto tutto questo tragitto da Winnipeg?”. Egli pensava che era orribile. Nonostante
ciò, un giornalista prese la sua auto e li portò alla riunione.
Il padre disse che quando arrivò nella fila di preghiera, c’erano duemilasettecento
persone che aspettavano che si pregasse per loro. Ma quando videro lo stato di
questo piccolo ragazzo tutto deformato e di questo povero padre con il suo berretto e
il suo cappotto a pezzi, tutti si ritirarono per fargli un posto. É contro il regolamento di
fermare un biglietto di preghiera. Ciascuno deve venire alla riunione e ricevere il suo
biglietto. Se qualcuno è sorpreso a cambiare il biglietto di preghiera con qualcun
altro, il biglietto di preghiera perde il suo valore.
Quando il padre avanzò sul palco, superando le persone, Billy gli domandò il suo
biglietto di preghiera. Egli non ne aveva. Allora Billy gli disse: “Mi dispiace, signore,
voi dovete attendere”. L’uomo rispose: “Molto bene, allora, aspetterò il mio turno
come gli altri. Io non sapevo di doverlo fare”. Stavo parlando a qualcuno, quando
intesi questo. Vidi il padre andarsene e domandai: “Che succede?”. Billy mi rispose:
“Non aveva il suo biglietto di preghiera”. E Qualcosa mi disse: “Riportalo”. Ed io dissi:
“Portamelo qui”.
Il padre venne, le lacrime colavano sul suo viso che aveva bisogno di una
rasatura. Non posi nessuna domanda, ma guardai direttamente al viso del bambino
e dissi da dove egli veniva, che era stato alla clinica Mayo e tutto sul suo caso; come
egli era stato malato e così di seguito. E il padre cominciò a piangere. Si girò e disse:
“É giusto, signore, ma il mio bambino vivrà?”. Io risposi: “Questo non posso dirvelo”.
Poi aggiunsi: “Giusto un momento”.
Ebbi una visione. “Voi non volete credere perché Mayo e Hopkins hanno detto che
l’operazione non poteva essere fatta sul suo cervello, ma io vi dirò cosa fare.
Domani, partite con il bambino. Da qui a tre giorni, incontrerete sulla strada una
donna dai capelli neri e la donna vi domanderà ciò che non va in questo bambino.
Allora ella vi parlerà di un piccolo medico di campagna che può fare questa
operazione, ma voi non vorrete crederlo, poiché dai Mayo vi è stato detto che è
impossibile farla. Ma la sola speranza che ha il vostro bambino, per la potenza e la
misericordia di Dio, è questa operazione. Adesso, se voi credete che sono Suo
profeta andate e fate ciò che io vi dico”.
Due giorni trascorsero ed egli incontrò una donna sulla strada. Ella disse: “Che
cosa non va nel vostro bambino?”. “Egli ha una malattia al cervello” e la
conversazione proseguì. Dopo qualche minuto, qualche cosa accadde. Ella disse:
“Signore, io conosco qualcuno che può fare quest’operazione”. Egli rispose: “Ma
signora, i fratelli Mayo l’hanno abbandonato poiché essi dicono che non si può fare.
Un uomo ha pregato per lui, il suo nome è fratello Branham. Aspettate un attimo!
(Una donna dai capelli neri che portava un cappotto grigio, è lei). Dov’è questo
dottore?”. Egli lo portò là, il dottore fece l’operazione e il bambino fu guarito.
“Tu
mi venderai di nuovo delle caramelle” (4)
La sorella Margie Morgan era un’infermiera rosa dal cancro; questa donna era
ritenuta dover essere morta da sedici o diciassette anni e il suo nome era sulla lista
dei cancerosi di Louisville. Quando Jim Tom Robinson (un avvocato cristiano) ne
intese parlare, andò all’ospedale battista per verificare se era vero, poiché suo padre
faceva parte del consiglio di amministrazione. Esaminarono il caso e la donna era
ritenuta dover essere morta da parecchi anni. Attualmente ella presta delle cure qui
in un ospedale a Jeffersonville. Quando ella si trovò qui stesso, si dovette
sostenerla. Non aveva neanche la sua ragione; ma fu il COSÌ DICE IL SIGNORE ed
ella visse. Andò a lavorare come infermiera a Louisville.
C’è un uomo che abita qui vicino, la confetteria Schimpf...Un uomo di alta statura,
in buona salute. Quando era giovane, fu colpito da una grave malattia e cinque
eminenti specialisti di Louisville lo esaminarono. Pesava all’incirca quarantacinque
libbre e stava morendo di cancro. Tante cose non andavano: i suoi polmoni e la sua
gola erano colpiti, le sue braccia magre erano appena grosse così ed egli era
coricato là morente. E la signorina Morgan fu chiamata ad occuparsi di lui e così ella
gli disse: “Una volta ero stata colpita da un cancro” ed ella cominciò a raccontargli.
Egli rispose: “Oh dite... Billy Branham? Ma, io gli ho venduto una quantità di caramelle forti alla cannella e dei ghiaccioli. Mi domando se egli verrebbe a pregare per
me”.
Ed io andai a pregare per Jim Schimpf; e adesso, se gli volete parlare, è alla
confetteria Schimpf, proprio accanto, vicino al Teatro Leo, in fondo alla strada. É una
delle ditte più antiche di Jeffersonville. E quando egli era coricato là morente e
cinque specialisti non gli davano più che qualche ora da vivere, fu: “COSÌ DICE IL
SIGNORE, tu non morirai, ma mi venderai di nuovo, al banco, delle caramelle alla
cannella”. Seppi che fu guarito e poi trascorse così tanto tempo che io lo dimenticai.
Quando siamo venuti qui a Natale, io e mia moglie siamo andati a comprare delle
caramelle. E non so come, pensammo alla confetteria Schimpf, mentre noi
andavamo abitualmente in una di queste farmacie. Ma questa volta, ci siamo fermati
davanti alla confetteria Schimpf. Quando entrai, sua sorella mi guardò e disse:
“Ebbene, fratello Branham, vi ricordate di Junie?”. Io risposi: “Si”. Era un uomo
grande e grosso, in buona salute.
Avanzai verso il banco, guardai mantenendo la testa bassa e dissi: “Prenderei una
libbra di questi confetti forti alla cannella”. Egli rispose: “Sissignore”. Sua sorella
stava servendo mia moglie; allora egli le prese ed io dissi: “Molto tempo fa, avevo
l’abitudine di mangiarne guardando un film a fianco” (Io mantenevo la testa
abbassata). Ed egli disse: “Si, molti bambini ne comprano, essi ne comprano
sempre. Mio padre le faceva, egli le preparava per loro”. Io dissi: “Mi piacciono
veramente”.
Dopo che egli le ebbe preparate, me le tese dicendo: “C’è qualcos’altro?”. Io dissi:
“Non so...”. E mi raddrizzai... Oh! Egli disse: “Fratello Branham!”. Io dissi: “Ecco le
caramelle forti alla cannella di cui io vi ho detto, COSÌ DICE IL SIGNORE, circa
cinque anni fa”. “Fratello Branham - disse - sono così perfettamente guarito che non
ne resta nemmeno più una traccia. Sono un po’ duro d’orecchie, perché mi hanno
dato talmente tanti antibiotici quando ero laggiù...”.
Resurrezione di un bambino in Messico (5)
Non molto tempo fa, accadde qualcosa in Messico. Al tempo di una delle nostre
riunioni laggiù, la Luce cadde su un eletto di Dio, il generale Medina. Questo grande
guerriero cattolico, uno dei più alti graduati dell’esercito messicano, si avvicinò
umilmente all’altare e ricevette il battesimo dello Spirito Santo. Poi ritornò in Messico
e mi supplicò di andare là. Alla fine, mi decisi ad andarci, il Signore mi aveva dato
una visione che io raccontai a mia moglie. Quando il generale Medina arrivò laggiù,
essendo uno dei grandi generali (un generale a quattro stelle), andò a presentarsi
davanti al governo.
Ma, voi sapete che laggiù sono fortemente prevenuti contro i protestanti. Così,
sapendo che sarebbe stata una riunione formidabile, egli poté ottenere per questo
una guardia di milizia. Per questa serie di riunioni, si era preparata la grande arena
ed è là che io dovevo predicare. Era il governo stesso che mi faceva venire.
Quando essi lo fecero, uno dei grandi vescovi della chiesa cattolica andò dal
governatore e gli disse: “Signore, se ho ben capito, voi farete venire un non
cattolico”. Il governatore rispose: “Si, questo in che cosa vi disturba?”. Il vescovo
replicò: “Non potete far venire quest’uomo! Non si è mai visto il governo fare una
cosa simile!”. “Ebbene, ora è cosa fatta! Perché non dovremmo lasciarlo venire?
Quest’uomo ha una buona reputazione. Mi hanno detto che migliaia di persone
vengono ad ascoltarlo. D’altra parte, il generale Medina è uno dei miei migliori amici
ed egli si è convertito ascoltandolo (Sapete, il presidente stesso è un protestante, un
metodista). Come vi ho detto, per quanto io sappia, è un uomo di buona reputazione
e si dice che migliaia vengono ad ascoltarlo”.
Il vescovo disse: “Che specie di persone verranno ad ascoltarlo, signor
governatore? Gli ignoranti e nessun altro! Non ci saranno che queste persone che
verranno ad ascoltare un tale uomo”. Allora il governatore replicò: “Queste persone
sono i vostri parrocchiani da cinquecento anni, allora perché sono degli ignoranti?”.
Questo bastò. Non ci fu bisogno di dire altro, questo lo disarmò completamente.
Sissignori!
Quando quel piccolo bambino fu resuscitato dai morti, inviai qualcuno per
occuparsi di questo caso. La madre disse in spagnolo: “Il bambino è morto questa
mattina alle ore nove”. Pioveva a dirotto. Ogni sera, circa diecimila persone si convertivano a Cristo. La sera precedente, un vecchio cieco aveva riacquistato la vista
sul palco. C’erano un mucchio di vecchi scialli e di cappelli che occupavano una
superficie grande come tre o quattro volte questo tabernacolo e alta così. Si dovette
farmi scendere sul palco per mezzo di una corda.
Andai avanti e cominciai a predicare per la fede. Billy venne a dirmi: “Papà,
bisogna fare qualcosa per questa donna. Ci sono laggiù trecento uscieri ed essi non
riescono a fermare questa donnina di nessun conto”. Era una graziosa donnina, non
più alta di così e questo bambino doveva essere il suo primogenito. Non penso che
ella avesse più di ventitré o ventiquattro anni. E stava là, i capelli disfatti, stringendo
un bambino contro se stessa. Ella aveva cercato di entrare nella fila di preghiera, ma
non c’erano più biglietti di preghiera disponibili per lei.
Ed allora, tenendo fermamente il suo bambino, si era intrufolata sotto di loro,
infilandosi tra le loro gambe, ecc. Cercarono di impedirle di raggiungere il palco ed
anche di mandarla indietro. Billy mi disse: “Se io lascio venire questa donna, con
questo bambino morto, la quale non ha il biglietto di preghiera, gli altri che sono in
piedi e che aspettano da due o tre giorni sotto il sole e sotto la pioggia... Se ella
passa davanti a loro, questo causerà del disordine”. Io gli risposi: “Non ti
preoccupare. Ella non conosce nessuno qui e c’è tanta gente”.
C’era il fratello Moore che come me è un po’ calvo. Io gli dissi: “Fratello Moore
scendete e andate a pregare per questo bambino; questa donna non saprà mai se
siete voi o me, tanto più che ella non parla l’inglese”. Il fratello Moore rispose: “Molto
bene, fratello Branham”. Egli scese ed io cominciai nuovamente a predicare: “Come
vi stavo dicendo prima...”. In quel momento, vidi davanti a me un piccolo bambino,
un piccolo bambino messicano seduto davanti a me, che rideva.
Allora, io dissi: “Aspettate un minuto. Lasciate venire questa donna”. Billy mi disse:
“Ma, papà, io non posso fare questo, ella...”. “Billy, io ho appena avuto una visione”.
“Oh - disse - è differente”. Allora si fece spostare la folla e si portò la donna sul
palco. Ella venne e si gettò in ginocchio tenendo un rosario nella sua mano. Io le
dissi: “Alzatevi”. Pregai: “Padre celeste, adesso non so quello che Tu farai. Non so
se Tu vuoi semplicemente che io accontenti questa donna, pregando per il suo
bambino o qualsiasi altra cosa, ma io poso le mie mani su questo piccolo bambino
nel Nome del Signore Gesù” (Esattamente come feci l’altro giorno per il fratello Way,
quando egli cadde morto sul suolo).
Improvvisamente, il bambino spinse la coperta e si mise a piangere; egli era
ritornato in vita. Allora inviai il fratello Espinoza con questa donna dal medico che
aveva firmato l’atto del decesso, certificando che questo bambino era morto di una
polmonite nel suo studio, quel mattino alle ore nove (La resurrezione aveva avuto
luogo verso le dieci della sera). Il medico le aveva dato un certificato ufficiale. Ma i
giornali non poterono far tacere questo. Alcuni giornalisti vennero per pormi delle
domande. Essi mi domandarono: “Pensate che anche i nostri santi potrebbero fare
questo?”. Io risposi: “Se essi sono in vita”. Essi replicarono: “Ma non si può essere
santi senza essere morti”.
Avete letto, l’altro giorno, quell’articolo nei giornali in cui parlano di una religiosa,
morta forse un centinaio di anni fa, che hanno appena canonizzato? Ora si è fatto di
lei una santa. Si dice che ella sia resuscitata dai morti e abbia pregato per una
persona che aveva la leucemia, è esatto? Ho visto questo in un giornale. Vedete
come dei simili avvenimenti sono ingannatori, mentre ci sono delle centinaia e delle
centinaia di casi di guarigione che possono essere constatati proprio qui, sotto il loro
naso? Che cos’è? Qualche cosa per attirare e sedurre la chiesa protestante. E
quando le opere reali del Signore sono veramente confermate e autentificate, i
giornali non osano metterci mano.
Non intervenire (6)
É il caso del piccolo bambino dei Stadsklev. La signora Stadsklev era presente il
giorno in cui, in California, mi portarono un piccolo bambino che era morto dal
mattino verso le tre o le quattro. I genitori avevano guidato tutta la giornata ed erano
circa le sei della sera. La madre era stata seduta sul sedile posteriore della
macchina, tenendo tra le sue braccia una piccola forma fredda.
Quando essi arrivarono nel luogo in cui io mi trovavo, a San Bernardino, portarono
il piccolo bambino da me. Ed io dissi: “Da quanto tempo il bambino è morto?”. La
madre rispose: “Da stamattina presto”. Io presi la piccola forma fredda che era già
diventata rigida e, mentre queste persone stavano tutte intorno, cominciai a pregare
il nostro prezioso Signore. Sentii il bambino riscaldarsi. Io lo tenevo sempre; e dopo
qualche minuto, egli cominciò a sgambettare e a piangere. Allora io lo porsi a sua
madre (7).
Cosi, la signora Stadsklev mi disse: “Fratello Branham, vi telefono dalla Germania.
Ero presente quando quella donna venne stringendo il suo bambino nelle sue
braccia. Io vi ho visto imporre le mani sul bambino morto ed egli è ritornato alla vita.
Ora, fratello Branham, si tratta del mio bambino”. Era da molto tempo che nessuno
era morto nella loro famiglia. E, un mattino, il bambino si era ammalato ed era morto
nel pomeriggio. Ed eccoli tutti che stavano attorno al bambino profetizzando: “Il
bambino resusciterà!” e ogni sorta di cose. E il medico aveva detto: “Molto bene. Se
voi avete una tale fede, noi non lasceremo che il bambino esca dall’ospedale. Lo
lasceremo qui e voi potete restare con lui”.
Il fratello Stadsklev, che era predicatore, andò da un maggiore dell’esercito che gli
disse: “Certamente che possiamo andare a prendere il fratello Branham e portarlo”.
Io dissi: “Tutto questo è molto buono sorella Stadsklev, ma lasciatemi vedere quel
che dice il Padre”. Andai nella foresta per pregare e durante questo tempo, la madre
aveva chiamato due o tre volte. Io rientrai il giorno dopo e non avevo risposta.
Quel mattino, un aereo a reazione dell’esercito americano era pronto per venirmi a
prendere e condurmi a Heidelberg, in Germania, e pregare per la resurrezione di
questo bambino e riportarmi il giorno stesso. Ma io dissi: “É certo che Dio può fare
questo, ma vediamo innanzi tutto qual è la Sua volontà”. Uscii e pregai tutta la notte;
nessuna risposta. Rientrai al mattino; sempre niente. Entrai nella mia camera.
Improvvisamente, vidi una Luce vicino alla porta; Egli mi disse: “Non mettere mano
in questo; non intervenire. É la mano di Dio”.
Chiamai la madre e le dissi: “Sorella Stadsklev, seppellite il vostro bambino. É la
mano del Signore; è la volontà di Dio. Se egli non fosse morto adesso, qualcosa gli
sarebbe accaduto in seguito. Lasciate fare a Dio poiché Egli sa quello che fa. Se il
bambino vivesse sareste voi a morire. Non andate oltre”. Questo grande predicatore
luterano della Germania scrisse una lettera in cui disse: “Non potrò mai dire
abbastanza quanto io apprezzo quello che ha fatto il fratello Branham, in quale modo
egli ha atteso l’espressione precisa della volontà di Dio, prima di dire qualsiasi cosa”.
Tutto è là! Tenetevi alla decisione di Dio! Poco importa quello che dicono gli altri, non
ascoltate mai satana.
Così, ella venne e mi disse: “Cos’era, fratello Branham? La debolezza della mia
fede?”. Io risposi: “Voi avete una grande fede. Avete pregato per il vostro bambino;
voi e vostro marito vi siete attaccati a questo dicendo: ‘Dio resusciterà questo
bambino’. Ed Egli ha rifiutato di farlo perché Egli sa quello che è meglio e, malgrado,
questo voi L’amate. Questa è una reale fede”.
Il piano suona da solo (7)
A Fort Wayne, un ragazzino fu portato sul palco. Nel momento dell’imposizione
delle mani, lo Spirito Santo toccò questo ragazzino che aveva i piedi deformati; egli
saltò dalle mie braccia e si mise a correre sul palco.
C’era una ragazzina della comunità degli “Amish” che suonava al piano: “Il grande
Medico viene verso di noi”. Ella aveva dei lunghi capelli biondi. Quando ella vide sua
madre alzarsi e cadere all’indietro, lo Spirito di Dio la colpì ed ella si alzò di colpo,
lasciò il piano alzando le braccia in aria e si mise a cantare nello Spirito. Quando ella
fece questo, si poté vedere il piano che continuava a suonare: “Il grande Medico
viene verso di noi, è Gesù pieno di compassione”. I suoi bei capelli cadevano sulle
sue spalle e aveva l’aria di un angelo.
C’erano là migliaia di persone che guardarono i tasti del piano che si muovevano
suonando: “Il grande Medico viene verso di noi’’. Suo padre e tutti gli altri erano
seduti là, vestiti con gli abiti caratteristici della loro comunità Mennonita o Amish. Le
persone si alzarono dalle loro sedie a rotelle e dalle loro lettighe e si misero a
camminare.
Il cieco dal barbiere (8)
Un giorno, in una riunione, un uomo cieco si fece avanti per la preghiera. Mentre
egli era in preghiera, il fratello Branham gli disse: “COSÌ PARLA IL SIGNORE, voi
siete guarito”. Poi, l’uomo se né ritornò cieco come prima. Egli andò da uno dei
responsabili della riunione e gli disse che era imbarazzato per questa profezia non
adempiuta. Come d’abitudine, il servizio di preghiera per i malati era stato registrato
e il responsabile ripassò la bobina ed egli stesso intese quello che il fratello Branham
aveva detto a quest’uomo: “COSÌ PARLA IL SIGNORE, voi siete guarito”.
Allora, egli incoraggiò l’uomo a mettere la sua fede in Dio, affermandogli che tutto
questo era vero; gli disse ancora che era come con Abramo che era vecchio e al
quale Dio aveva promesso: “Ho fatto di te il padre di numerose nazioni e moltiplicherò la tua posterità”. Per lui questo significava: “Ho detto che voi siete guarito,
credete adesso che è compiuto”. L’uomo ne fu proprio contento e uscì lodando Iddio
per la sua guarigione.
Egli si manteneva vendendo giornali e, da allora, quando non vendeva la sua
merce, lodava Dio per la Sua bontà. Un giorno, egli andò dal barbiere e costui,
scherzando, sollevò la questione della guarigione e del reverendo Branham. L’uomo
cieco gli disse: “Si, io sono ben informato in merito, ci sono stato, egli ha pregato per
me e, gloria a Dio, io sono guarito”. E come egli ebbe detto questo, fu guarito
perfettamente. Si alzò di colpo dalla sua sedia, lodando e benedicendo Dio.
Visione in un ristorante (9)
Ecco una piccola esperienza che ho avuto quando ero a Toledo, nell’Ohio, per
delle riunioni. Mi avevano condotto in un motel in campagna. Andammo a mangiare
in un piccolo ristorante molto buono, un posto affascinante. Quelle giovani donne
laggiù erano delle vere cristiane, di apparenza modesta e molto gentili. La domenica
seguente, io ebbi fame, poiché avevo digiunato un poco. Avevano chiuso il ristorante
per recarsi alla scuola domenicale; allora, andai dall’altro lato della strada dove c’era
un altro posto aperto tutta la notte.
Quando entrai in questo bar, quel pomeriggio verso le due, fui così disorientato
che non sapevo più che fare. Entrai e la prima cosa che notai fu una signorina di
diciotto anni circa e un ragazzo che la teneva per le anche. Udii una macchina a
palle. Un poliziotto stava là, le braccia attorno a una donna e giocava su questa
macchina a palle. Ora, voi sapete che è illegale giocare a soldi e su queste
macchine a palle. Ma ecco che un rappresentante della legge era là che giocava su
questa macchina.
Siccome nessuno mi aveva notato, continuai ad osservare. Notai allora una
vecchia donna seduta che aveva circa sessantacinque anni. Portava dei pantaloncini
corti, il suo viso era coperto di trucco ed era ubriaca. Due uomini erano con lei. Uno
di essi aveva un vecchio cappotto dell’esercito e un grosso foulard attorno al collo
(era in giugno) ed essi erano ubriachi entrambi. Io stavo là che guardavo tutto
intorno.
Pensai: “Oh Dio, come puoi sopportare questo? Mi sembra che dovresti
distruggere un tale posto. Le mie due piccole figlie Rebecca e Sara dovranno
crescere sotto una simile influenza? Dovranno fronteggiare tali cose? Oh Dio, che
posso fare? Perché Gesù non ritorna e non si finisce?”. Ed io intesi l’Angelo del
Signore dirmi: “Mettiti da parte”. Mi allontanai dietro la porta.
“Perché
la condanni?”. Io risposi: “Guarda com’è”. Ebbi una visione. Vidi un
mondo che girava attorno a questo mondo e che vaporizzava un getto di Sangue
rosso attorno al mondo; come una nebbia che girava vorticosamente. Proprio al di
sopra, io vedevo Gesù nella visione. Egli guardava in basso ed io mi vedevo sulla
terra, che facevo delle cose che non avrei dovuto fare e, ogni volta che io
commettevo un peccato, Dio avrebbe dovuto uccidermi: “Poiché il giorno in cui voi
ne mangerete, voi morrete”.
La santità e la giustizia di Dio avrebbero esatto che voi morreste. Ed io vedevo
salire i miei peccati e, ogni volta che essi raggiungevano il trono di Dio, il Suo
Sangue agiva come un paraurti di una macchina. I miei peccati Lo colpivano e il
Sangue colava sul Suo viso. Ed io Lo vedevo alzare le Sue mani e dire: “Padre,
perdonalo, poiché egli non sa quel che fa”. E mi vedevo commettere un altro sbaglio
e questo Lo colpiva di nuovo. Dio mi avrebbe dovuto uccidere sul campo, ma il Suo
Sangue mi proteggeva e riteneva i miei peccati.
Allora, mi avvicinavo a Lui e vedevo un libro sul quale era scritto il mio nome e
ogni altra specie di lettera nera di traverso, io dicevo: “Signore, mi dispiace di aver
fatto questo. Vuoi perdonarmi? Io l’ho fatto senza volerlo”. Egli metteva il Suo dito
nel Suo costato e con il Suo Sangue scriveva: “Perdonato” sul mio libro e lo gettava
dietro di Lui (nel mare dell’oblio). Egli diceva: “Ora, io ti perdono, ma tu vuoi
condannarla. Tu non vuoi che ella viva”. Io pensai: “Oh Dio, perdonami. Io non
volevo fare questo”. “Sei perdonato, ma che ne è di questa donna? Anche lei ne ha
bisogno”.
Quando la visione mi lasciò, andai da lei e dissi: “Buongiorno signora” (i due
uomini erano andati al bagno). “Buongiorno” disse. “Posso sedermi?”. “Oh, ho
qualcuno con me”. Io dissi: “Non è questo che ho voluto dire, sorella”. Ella mi guardò
e disse: “Che volete dire?”. “Posso sedermi un minuto?”. “Molto bene” disse. E mi
sedetti. Le raccontai quello che mi era appena accaduto.
Ella disse: “Qual è il vostro nome?”. Io risposi: “Branham”. “Siete voi quell’uomo
laggiù all’arena?”. “Si, signora”. Ella disse: “Volevo recarmi laggiù. Signor Branham,
io sono stata allevata in una famiglia cristiana e ho due figlie che sono cristiane. Ma
alcune cose sono successe e ho preso la cattiva strada”. Io dissi: “Ma, sorella mia,
poco importa; il Sangue è su di voi. Questo mondo è coperto dal Sangue. Signora,
fintanto che voi avete la vita, il Sangue vi copre. Ma, un giorno, voi renderete il vostro
ultimo respiro, l’anima se ne andrà più lontano del Sangue e non ci sarà nient’altro
che il giudizio. Mentre voi avete una speranza di essere perdonata...”.
Ella mi disse piangendo: “Signor Branham, io bevo”. “Questo non fa niente - le
dissi - Qualcosa mi ha avvertito di venire a dirvelo. Sorella, Dio vi ha chiamata prima
della fondazione del mondo. Voi siete sulla strada cattiva e non fate che peggiorare
le cose”. Ella disse: “Credete che Egli mi vorrà?”. “Certamente, Egli vi riceverà”. E ci
inginocchiammo al centro del pavimento e quel poliziotto tolse il suo cappello e piegò
un ginocchio a terra e là noi avemmo una riunione di preghiera alla moda antica.
Il giovane negro di Menphis (11)
Mi ricordo di una notte in cui stavo ritornando da Chattanooga; l’aereo era atterrato
nel Tennessee, a Menphis stesso. Mi avevano alloggiato in un bell’hotel e mi
avevano detto che il mio aereo sarebbe partito il mattino seguente alle ore sette.
Avevo preso con me qualche lettera per imbucarle; avevo scritto a qualche mio
amico che stavo rientrando a casa.
Ero in cammino, quando lo Spirito Santo mi disse: “Continua a camminare!”. Io
continuai a camminare e discesi nel quartiere nero. Ero là, quando pensai: “Oh, ma è
l’ora della partenza del mio aereo!”. Ma lo Spirito Santo mi diceva sempre: “Continua
a camminare!”. Io continuai dunque. Portai il mio sguardo verso una di quelle povere
capanne dove vive la gente di colore. Una vecchia “zia Jemima”, proprio tipica, con
una camicia da uomo attaccata attorno alla testa, stava inchinata sullo steccato.
Camminando, io cantavo: “Uno di loro, uno di loro, sono contento di dire che io
sono uno di loro. Oh, alleluia! (Cosa vuoi che io faccia, Signore?). Uno di loro, uno
di loro (Credete che si possa essere condotti dallo Spirito Santo?), sono così
contento di dire che io sono uno di loro”. Sono passati quattordici anni da allora. Ella
guardava al di sopra dello steccato. Io ero a circa mezzo isolato dalla sua casa e
vedevo questa vecchia donna di colore che mi fissava. Smisi di cantare e continuai a
camminare dirigendomi verso di lei.
Mi avvicinai a lei e c’erano delle grosse lacrime sulle sue guance; ella mi guardò e
mi disse: “Buongiorno, parson!”. Mi girai verso di lei e le dissi: “Buongiorno, zietta”.
Vidi che ella rideva, che un grande sorriso illuminava il suo viso. Io le domandai:
“Come avete saputo che io sono un parson?”. Nel sud, sapete, un predicatore è
chiamato “parson”. Ella disse: “Io sapevo che voi sareste venuto!”. Io domandai:
“Come lo sapevate? Mi conoscete?”. “Affatto”. Ed aggiunse: “Io sapevo che sareste
venuto. Conoscete la storia della Sunamita?”. “Sicuramente”.
Ella disse: “Ebbene, io sono una donna come lei. Il Signore mi ha dato un bambino
e io Gli ho detto che lo avrei allevato per Lui. Sono una povera donna; per poter
mantenermi, faccio il bucato e lavoro per i bianchi. Ho allevato questo ragazzo
meglio che ho potuto; ma, parson, egli è andato in una cattiva compagnia. Ha preso
una malattia e noi non ne abbiamo saputo niente fino a che essa non ha raggiunto
uno stadio avanzato ed egli sta morendo là, nel suo letto. Adesso, sono due giorni
che è incosciente. Il dottore è venuto e ha detto che la malattia ha roso il suo cuore e
si è sparsa nel sangue, al punto che egli è gravemente colpito ora e tutte queste
cose che gli si danno non servono a niente. Egli sta per morire. Io non posso
veramente sopportare di vederlo morire peccatore. Ho pregato e pregato! Ho
pregato tutta la notte! Egli è incosciente, non sa niente. Sono due giorni che non
ritorna in se”.
Ella proseguì: “Ho pregato: ‘Signore, Tu mi hai dato questo ragazzo come hai fatto
con la Sunamita. Dove è il Tuo Elia? Dov’è?’. Poi, stando sempre in ginocchio, mi
sono addormentata. Il Signore mi ha parlato in un sogno e mi ha detto: ‘Esci e stai
sulla porta. Un uomo che porta un piccolo cappello scuro e un vestito scuro
scenderà la strada. Egli ti indirizzerà la parola’. Io ero qui prima del levar del giorno!
(Il suo dorso inzuppato di rugiada). Io vi ho visto arrivare con questo cappello scuro,
ma era ritenuto che voi avreste dovuto portare una piccola borsa”.
Io dissi: “L’ho lasciata all’hotel. Il vostro ragazzo è dunque malato?”. “Egli è
morente”. Io le dissi: “Il mio nome è Branham. Mi conoscete?”. “Affatto, parson
Branham, io non ho mai inteso parlare di voi”. Le dissi: “Io prego per i malati”. Non
era questo che l’interessava. Ella non voleva che suo figlio morisse peccatore.
Io entrai; essi avevano una vecchia porta con un vomere di aratro che pendeva e
che si doveva tirare per richiuderla. Era un vecchio bilocale minuscolo, c’era una
stanza che faceva da salone, camera da letto e tutto il resto; di dietro, c’era la
cucina. Era una piccola casa graziosa, imbiancata con la calce; la camera era
tappezzata di carta a righe. Entrando, vidi una scritta sulla porta che diceva: “Dio
benedici la nostra casa”. C’era un vecchio letto in un angolo e un altro più lontano.
Su uno di questi letti era steso un gran bel giovane; egli doveva misurare circa sei
piedi e pesare da centosessanta a centottanta libbre. E teneva una coperta nella
mano e diceva: “Hun, hun...”. Aveva una malattia venerea, la sifilide. Ed egli era sul
punto di morire. Ella lo abbracciò e lo accarezzò, dicendo: “Mio piccolo bambino”. Io
ne ebbi il cuore gonfio. Pensai: “É vero. Poco importa che tu sia sprofondato grandemente nel peccato, tu sei sempre il suo piccolo bambino”. Dio ha detto: “Quantunque
una donna si dimenticasse il bambino che allatta, io non lo dimenticherò mai, poiché
il tuo nome è scritto nel palmo delle mie mani”. Vedete?
Guardai questa povera cara santa che andava e veniva nella casa. Si poteva
veramente dire che ella non aveva niente nella sua casa; ma aveva nella sua casa
Qualcosa che tutte le case dell’Indiana e di ogni altro luogo dovrebbero avere: è Dio.
C’era là una vecchia Bibbia aperta, dalle pagine intaccate. E questa donna disse a
suo figlio: “Il parson viene a pregare per te, mio caro”. Egli si mise a dire: “Hun,
hun...É scuro; hun...”. Io domandai: “Che vuole dire?”. Ella rispose: “Non sa quello
che dice. Il dottore ha detto che ha perduto la ragione. Crede di essere andato da
qualche parte in una barca, su un grande mare, che rema e che è perduto. É quello
che io non posso sopportare parson: sapere che il mio bambino muore perduto. So
che voi siete venuto per aiutarmi perché è il Signore che lo ha detto”.
Io dissi: “Pregherò per lui, forse il Signore lo guarirà”. Non era questo che le
interessava, ella voleva semplicemente che egli si raddrizzasse e dicesse che era
salvato. É tutto quello che ella domandava; che egli fosse salvato. In ogni modo, un
giorno egli avrebbe dovuto morire; poco le importava, dal momento che egli era
salvato! Ella disse: “Se potessi solamente sentirlo dire che è salvato!”.
Io dissi: “Mettiamoci in ginocchio”. Ella si inginocchiò ed io presi i piedi del
ragazzo; erano veramente freddi e umidi. Non potevo coprirli, poiché non c’era che
una piccola coperta su di lui e non aveva che un paio di mutande. Ed egli tirava
pensando che fosse in una barca. Egli si acchiappava pensando che stesse
remando. Diceva continuamente: “É così scuro...Hun...hun...É così scuro”. Sua
madre cercava di parlargli, ma egli continuava a dire: “É scuro, è freddo”; ed egli
continuava a remare.
Guardai la madre; ella si era inginocchiata. Le chiesi: “Zietta, vorreste condurci
nella preghiera?”. “Si”. Non c’eravamo nella stanza che io e lei, il ragazzo e lo Spirito
Santo; è tutto. Allora, questa brava santa si mise a pregare. Oh! Quando ella Gli
parlò, si vedeva bene che non era la prima volta che Gli parlava! Certamente! Ella
sapeva a Chi parlava. Ella disse: “Signore, non so quello che Tu farai, ma tutto sta
avvenendo esattamente come Tu l’hai detto”. Quando ebbe terminato di pregare, si
alzò ed abbracciò la testa del ragazzo dicendo: “Oh Dio, benedici il mio bambino”.
Poi mi disse: “Adesso volete pregare, parson?”. Io le risposi: “Si, signora”. Erano
circa le ore otto e mezza e stavo in ginocchio a due miglia dall’aeroporto, e l’aereo
doveva partire alle sette; io non sapevo proprio quando sarei uscito.
Dunque, posai le mie mani sui suoi piedi e dissi: “Padre Celeste, io non
comprendo questo, io avrei dovuto prendere il mio aereo circa un’ora e mezza fa, ma
Tu mi hai detto incessantemente: ‘Cammina!’. Ed è la sola cosa che io sappia al momento. Ella mi ha detto che Tu le avevi mostrato che sarei venuto. Se questo viene
da Te, Signore, allora io non posso fare nient’altro che posare le mie mani su questo
ragazzo”. Allora egli si mise a dire: “Oh, mamma, comincia a fare chiaro qua
dentro!”. Circa cinque minuti più tardi, egli era seduto al bordo del letto, stringendo
sua madre nelle sue braccia.
Io me ne andai velocemente; presi un taxi e corsi all’albergo per prendere la mia
valigia. Pensai che avrei rischiato di dover ben attendere un giorno o due. Era così a
quei tempi. Voi sapete quanto era difficile, dopo la guerra, di trovare un aereo; così,
pensai: “Dovrò attendere qualche giorno”. Risalii nel taxi e mi precipitai verso
l’aeroporto. Così, arrivai e intesi questo annuncio: “Attenzione! Partenza immediata
del volo n° 196 per Louisville, Kentucky”. Dio aveva trattenuto questo aereo al suolo
per me! Oh, io lo credo!
Circa due anni dopo, presi il treno per andare in Arizona all’assemblea del fratello
Sharrit, per una riunione. Io viaggiavo con il fratello Moore e gli altri. Ci fermammo a
Menphis. Vendevano dei sandwichs nel treno per circa sessanta centesimi l’uno. Ma,
sapevo che potevo comprarne altrove per dieci o quindici centesimi. Ecco perché
attesi l’arresto del treno, per andare a comprarmi qualche sandwichs. Stavo andando
a comprarmi un mezzo sacchetto di hamburger, da poterne fare un vero festino in
strada! Saltai dunque dal treno e mi misi a correre rapidamente per trovare un
venditore di hamburger. Dovevo fare attenzione perché non disponevo che di
mezz’ora. Stavo andando alla ricerca dei miei hamburger, quando udii qualcuno
chiamarmi: “Ciao, parson!”. Mi girai: era un uomo con un berretto rosso; egli mi fece
l’occhiolino e mi disse: “Non mi riconoscete?”. “Non credo, figliuolo”. Egli si avvicinò
e disse: “Guardatemi bene”. Io gli dissi: “No, io non credo di conoscervi”. Allora egli
mi disse: “Io vi conosco! Voi siete il parson Branham”. “Si, è vero. Siete venuto a una
delle mie riunioni?”. Egli mi rispose: “No, ma vi ricordate di un mattino in cui siete
venuto a casa e mia madre...”. Io dissi: “Siete voi?”. “Si, sono io! Sono io! Parson, io
sono guarito e in perfetta salute. E non solamente questo, adesso io sono un
cristiano”. Oh, gloria al Signore!
La promessa di un figlio “Joseph” (12)
Questo accadeva a Twin City. Penso che il fratello Brown era con me. Stavo
studiando la vita di Giuseppe nella Bibbia. E vedevo, leggendo la Bibbia, che egli era
un uomo contro il quale non si poteva trovare niente da ridire. Abramo, Isacco,
Giacobbe e tutti gli altri...Si poteva sempre trovare qualcosa da ridire contro di loro,
ma contro a Giuseppe non c’era niente. Che uomo, che tipo perfetto di Cristo!
Un giorno, mentre ero nella mia stanza di albergo, lessi questo passo e mi misi a
piangere. Io dissi: “Oh Dio, vorrei ringranziarTi poiché hai suscitato un uomo come
Giuseppe; un uomo che ha vissuto su questa terra in una carne simile alla mia e che
poteva credere in Te e prendere la Tua Parola alla lettera”. I suoi fratelli l’odiavano,
ma egli non poteva fare a meno di essere spirituale. Aveva delle visioni; poteva
interpretare i sogni. E tutti lo odiavano a causa di questo. Ma egli non poteva fare
diversamente perché era così. Mi domandai: “Perché lo odiavano in questa
maniera?”. Ma egli non si lasciò mai vacillare; egli restò dove doveva essere. Comprendete? Io dissi allora: “Grazie Signore! Grazie oh Dio, che ci sia stato un tale
uomo”.
In quel momento stesso, lo Spirito Santo Si manifestò e mi disse: “Tu avrai un
figlio e lo chiamerai Giuseppe”. Allora io mi alzai di là e ringraziai il Signore. Becky,
che è seduta qui nella sala, aveva circa un anno a quel tempo. Era stata messa al
mondo tramite un cesareo. Il dottore mi aveva detto: “Fratello Branham, voi non
dovreste più avere dei bambini da questa donna. La sua matrice è estremamente
debole. Voi dovreste lasciarmi legare le trombe”. Ma io gli dissi: “No, dottore; io non
vorrei che voi facciate questo”. Egli mi disse: “Come volete, ma ella non dovrebbe
più avere bambini poiché ne morirebbe. Questo è già stato molto difficile e questa
volta ella ne è uscita giusto a malapena”. Ed ecco che il Signore ora mi diceva che
avrei avuto ancora un fanciullo, un figlio, e che il suo nome sarebbe stato Giuseppe!
Ma io ebbi paura di questo.
Lo annunciai in tutto il paese: “Avrò un figlio e il suo nome sarà Giuseppe!”. Ora,
se ricordate, quattro anni più tardi, io e mia moglie sapemmo che avremmo avuto un
bambino. Tutti domandarono: “Sarà il piccolo Giuseppe?”. Io risposi: “Lo suppongo,
ma non ne so niente. Ma so che avrò un piccolo Giuseppe”. Quando il bambino
nacque, il 19 marzo 1951, era la piccola Sarah, allora un uomo si prese gioco di me
dicendo: “Penso che volevate dire Giuseppina!”. (Quest’uomo morì). Ma io gli risposi:
“Signore, ho detto che Dio mi ha promesso un figlio e che io gli darò il nome di
Giuseppe”.
C’erano là tre persone che avevano lasciato una certa chiesa denominazionale
per venire nella nostra chiesa e mi avevano sentito dire questo. Quando Sarah
nacque, dissero: “É un falso profeta!”. Ma io replicai: “Un istante! Io non ho mai detto
QUANDO e Dio non mi ha mai detto QUANDO avrei avuto un figlio. Egli ha
semplicemente detto: ‘Tu avrai...’. Egli aveva detto ad Abramo che avrebbe avuto un
figlio, Isacco; ma, prima di quel momento, ci fu Ismaele e questo non tolse nulla al
valore della profezia”. Io ripetei: “Dio ha detto che avrò un fanciullo e che noi lo
chiameremo Giuseppe”.
Il medico venne e mi disse: “Signor pastore, io legherò le trombe di vostra
moglie...”. Ma io gli dissi: “Non fatelo!”. Egli mi disse: “Allora, dovrete sicuramente
sposarvi ancora una volta, se volete avere questo fanciullo”. Ma io dissi: “É da lei
che io avrò questo bambino! É Dio che lo ha detto”. Io non potevo leggerlo nella
Bibbia, ma questo era scritto nel mio cuore per rivelazione, per la fede. É Dio che
l’aveva detto! Io non volevo vacillare sulla promessa di Dio per la mia incredulità.
Alcuni dissero: “Volete dire Giuseppina”. “No, io voglio ben dire Giuseppe”. “Ma il
medico ha detto che ella non può più avere altri bambini!”.
Quattro anni passarono; poi, mia moglie fu di nuovo incinta. Allora, una donna, che
abitava all’altra estremità del paese, mi scrisse questa falsa profezia: “Ora, Meda
morirà poiché io sono stata inviata per condurre Bill”. E questa profezia diceva: ‘‘Egli
non mi ascolterà poiché io sono una donna. Ma Dio prenderà la Sua rivincita
facendo morire sua moglie”. Io replicai: “Dio ha inviato Gesù Cristo per condurmi e io
sono condotto dallo Spirito!”. Povera piccola Meda!
Avevamo un’infermiera che era stata guarita in una riunione; voi tutti la conoscete,
è la signora Morgan. Meda l’amava molto ed ella mi aveva chiesto: “Bill, mi
piacerebbe molto che Margie venisse a casa perché mi da fastidio andare alla
maternità”. Io le dissi: “Non fare...Noi amiamo Margie, ma Margie non è il nostro Dio,
ella è nostra sorella”. Sicuramente io amo mia moglie e questo mi addolorava, ma io
salii a Green’s Mill.
Ella mi domandò: “Bill, pensi che morirò?”. Io le dissi: “Non ne so niente; ma so
che questo bambino nascerà in ogni modo. Tu metterai al mondo un piccolo
Giuseppe”. “É lui?”. Io le risposi: “Non ne so niente, mia cara. Io non saprei dirlo, ma
Dio ha detto che noi avremo un piccolo Giuseppe! Poco importa quello che potranno
dire le persone, noi avremo un piccolo Giuseppe. L’Iddio che mi ha detto questo, è lo
Stesso che mi ha dato tutte queste rivelazioni. Come Egli non si è mai sbagliato su
nessuna di esse, Egli non si sbaglierà neanche su questa”. Salii al mulino per
pregare. Stavo cominciando, quando vidi la Luce stare tra due alberi e una Voce mi
disse: “Torna al tuo lavoro e al tuo libro”. Ridiscesi.
Avevo la mia Bibbia aperta nella macchina. Quando tornai, il vento aveva soffiato
le pagine fino al punto in cui Dio parla a Natan e gli dice: “Adesso tu dirai al mio
servitore Davide: ‘Così dice l’Eterno degli eserciti: Io ti ho preso al pascolo dietro le
pecore, perché tu fossi capo sul mio popolo, su Israele, sono stato con te ovunque tu
hai camminato, e ho sterminato tutti i nemici davanti a te e ho reso il tuo nome
grande come il nome dei grandi che sono sulla terra...’”. Egli non gli ha dato il più
grande nome, ma un nome come quello dei grandi. Egli non ne ha fatto un Billy
Graham...Egli gli ha dato un nome, voi comprendete. Egli disse: “Ho fatto tutto questo per lui, ma per quanto riguarda la costruzione del tempio, è suo figlio...”. Nel
momento in cui arrivai a “...suo figlio...”, ecco, avevo capito! Io dissi: “Giuseppe?”.
Era ben questo.
Io ridiscesi immediatamente a casa. Ella era là, il bambino era grosso in lei; ella
non avrebbe gran che potuto camminare nei campi! Io la strinsi nelle mie braccia e
dissi: “Cara! É Giuseppe che viene!”. Ognuno sa che, nel caso di un cesareo, il
bambino non deve scendere. Quella notte il bambino scese...Il mattino seguente,
alle ore sette, andammo all’ospedale. Io l’abbracciai e le dissi: “Cara, non sarà lungo,
Giuseppe sta venendo”. La si condusse nella sala operatoria. Un po’ più tardi,
un’infermiera venne e mi disse: “Reverendo Branham?”. “Si, signora?”. “Voi avete un
bel fanciullo, che pesa sette libbre e tre once”. Io dissi: “Giuseppe, figlio mio, sii il
benvenuto”.
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1. Essere condotto (Leadership), Covina, California, 1965.
2. Esperienze, 1952.
3. Demonologia, parte seconda, Connersville, Indiana, 1953.
4. Volgete lo sguardo verso Gesù, Jeffersonville, Indiana, 1963.
5. La vostra vita è degna del Vangelo?, Jeffersonville, 1963.
6. Come posso vincere?, Jeffersonville, 1963.
7. Domande e risposte sui suggelli, Jeffersonville, 1963.
8. Il profeta del ventesimo secolo, p. 55.
9. Il Messia, Shreveport, Louisiana, 1961.
10. Ebrei capitolo cinque e sei, Jeffersonville, 1957.
11. La rivelazione di Gesù Cristo (Epoca di Tiatiri), Jeffersonville, 1960.
12. Le opere sono l’espressione della fede, Shreveport, 1965.
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