del 02/03/2016
2 marzo 2016
http://www.abruzzo24ore.tv/news/Bando-del-comune-dell-Aquila-per-alloggi-di-giovanicoppie-al-Progetto-CASE/169605.htm
BANDO DEL COMUNE DELL'AQUILA PER ALLOGGI DI GIOVANI
COPPIE AL PROGETTO CASE
Alloggi del progetto C.a.s.e. - insediamento abitativo di 4.500 appartamenti realizzato
nell'Aquilano dopo il terremoto del 2009 per dare un tetto a migliaia di sfollati - aperto a
giovani coppie di tutta Italia, non necessariamente sposate, con un reddito non inferiore a
12 mila euro, non superiore a 30 mila euro, che scelgano il capoluogo abruzzese come
progetto di vita e lavoro.
Per coppie non sposate si intende che convivano da almeno un anno e con uno dei
componenti con meno di 40 anni.
Sono le caratteristiche del bando del Comune di L'Aquila, illustrato dall'assessore al
sociale del comune Emanuela Di Giovambattista. Il bando si aggiunge a quello per le
fragilità sociali (riservato ai comuni del 'cratere'), che prevede canoni abbattuti per coloro
che hanno redditi sotto la soglia dei 12 mila euro.
Il canone di locazione sarà agevolato, ma non abbattuto come nel caso delle categorie
rientranti nelle cosiddette fragilità sociali. Il prezzo sarà stabilito sulla base dei patti
territoriali.
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2 marzo 2016
http://www.improntalaquila.org/2016/90621-90621.html
SOCIALE: SCLOCCO, CONFRONTO CON SINDACI SU DEFINIZIONE
AMBITI
“E’ la legge regionale n. 5 del 2008 che stabilisce che gli ambiti sociali e i distretti sanitari
devono coincidere. Mi sorprende che un sindaco di una citta’ capoluogo come Teramo non
conosca i dettami minimi del piano sanitario”. Lo afferma l’assessore alle Politiche sociali
Marinella Sclocco, rispondendo al sindaco di Teramo Maurizio Brucchi.
“La nuova zonizzazione che sta proponendo la Regione – spiega l’assessore – tiene conto
delle legge 5 del 2008 e questa coincidenza tra distretti sanitari e ambiti sociali potrebbe
portare all’accorpamento di alcuni servizi sociali di comuni diversi. Per evitare che
l’applicazione pedissequa della legge possa far sorgere problemi – prosegue l’assessore
Sclocco – con l’Anci Abruzzo e con l’assessore alla sanita’ abbiamo avviato una serie di
consultazioni per verificare le realta’ sui singoli territori. C’e’ anche la cabina di regia sociosanitaria che dovra’ valutare le diverse esigenze”. In questo senso, l’assessore alle
Politiche sociali respinge l’accusa “di aver proceduto in maniera autonoma”. “Ma e’ l’esatto
opposto di quello che sta avvenendo – spiega Marinella Sclocco – perche’ oltre al
confronto con l’Anci Abruzzo e all’avvio della cabina di regia, e’ mia intenzione andare sui
singoli territori provinciali entro marzo per ascoltare le esigenze di ciascuno”. Si tratta di un
percorso condiviso “non solo con il territorio ma anche con le strutture dell’assessorato alla
Sanita’ che sulla nuova zonizzazione degli ambii sociali e distretti sanitari e’ chiamato a
dire la sua. In questo processo partecipativo ci sono anche i comuni e le associazioni di
riferimento. Per questo – conclude Sclocco – le accuse di Brucchi evidenziano da un lato
una lacunosa conoscenza della legge e dall’altro una spiccata natura strumentale”.
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2 marzo 2016
http://www.rete5.tv/index.php?option=com_content&task=view&id=36789&Itemid=2
MIGRANTI, NE ARRIVANO ALTRI 30
SULMONA – Sale a 55 il numero di migranti che sono ospitati nella struttura dell’Europa
Park Hotel di Sulmona. Dopo i 25 arrivati sabato sera, l’altro gruppo, composto da una
trentina di persone, arriva direttamente da Scontrone dopo lo sgombero di tre strutture
comunali disposto nei giorni scorsi dal sindaco Ilenia Schipani, a seguito di alcuni controlli
che hanno riscontrato gravi carenze igienico-sanitarie.
“Abbiamo raggiunto il numero ideale”, spiega Candida D’Abate della cooperativa Nuovi
Orizzonti Sociali che, attraverso una Ati, si occupa della gestione dei migranti assieme alla
società Argenta. D’Abate annuncia che i rifugiati sono già al lavoro per sistemare l’area
verde della struttura. Prevalentemente si occupano di attività di giardinaggio. Gli ospiti
dell’Europa Park Hotel avranno a disposizione anche una palestra per praticare sport e
potranno frequentare le lezioni di italiano per consolidare la dimestichezza con la lingua
dal momento che, la maggior parte, vive già da qualche anno in Italia. “ Stiamo dando la
possibilità a circa sette persone di lavorare”, fa notare D’Abate che non manca di
sottolineare come, di fronte al fenomeno della disoccupazione e della mancanza di lavoro,
non è stato facile reperire risorse umane. Al momento l’equipe della Nos e dell’Argenta è
composta da tre tutor che lavorano 24h su 24, due cuochi, mediatori linguistici e addetti
alle pulizie. Sull’idoneità della struttura rassicurazioni sono arrivate dal Commissario
Prefettizio del Comune di Sulmona Giuseppe Guetta. Le autorizzazioni negate in passato
infatti si riferirebbero a un possibile uso dell’immobile come residenza sanitaria assistita.
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2 marzo 2016
http://news-town.it/cronaca/10998-aied-l-aquila-screening-gratuiti-per-prevenire-il-tumoreal-seno.html
AIED L'AQUILA: SCREENING GRATUITI PER PREVENZIONE TUMORE
AL SENO
L'AIED L’Aquila aprirà le porte nei fine settimana per offrire alle donne visite senologiche
ed ecografie mammarie gratuite con prenotazione obbligatoria, realizzate con la
collaborazione del dott. Alberto Bafile, dott. Walter Resta e della dott.ssa Laura Pizzorno.
L'evento, ormai alla quarta edizione, è nato all'interno del progetto "L'Aquila in salute", un
massiccio programma di prevenzione dei tumori femminili, realizzato dall'AIED grazie al
contributo della Fondazione Carispaq che finanzia anche quest'anno l'iniziativa.
L'edizione 2016 prevede importanti novità che saranno divulgate durante la conferenza
stampa di presentazione dell'evento, mercoledì 2 marzo presso la sede del consultorio
Aied. Interverranno: Alessia Salvemme – Presidente AIED L'Aquila - Marco Fanfani –
Presidente Fondazione Carispaq - Alberto Bafile – Responsabile U. O. Chirurgia
Senologica Ospedale S. Salvatore dell'Aquila.
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2 marzo 2016
http://www.avezzanoinforma.it/notizia/2016-03-02/5218/a-collarmele-una-targa-per-la-vitacontro-il-femminicidio.html
A COLLARMELE UNA TARGA PER LA VITA CONTRO IL FEMMINICIDIO
COLLARMELE. Anche il Comune di Collarmele aderisce all’iniziativa “Una targa per la
vita”. L’iniziativa di sensibilizzazione contro il femminicidio e la violenza sulle donne si terrà
domenica 6 marzo.
La manifestazione inizierà alle 16 e vedrà la partecipazione del sindaco Antonio Mostacci,
di Annamaria Bacchetta, vicepresidente assemblea regionale del PD, del sostituto
procuratore della Repubblica di L’Aquila Roberta D’Avolio e dello scrittore Giovanni Garufi
Bozza, insieme ai componenti femminili del consiglio comunale.
Il primo cittadino di Collarmele ha voluto mettere in risalto l’importanza dell’appuntamento
volto a sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema delicato e non degno di un paese
civile proprio nel momento in cui le cronache nazionali raccontano episodi di violenza nei
confronti delle donne sempre più frequenti. «Provvederemo ad apporre la targa all’interno
della casa consigliare» spiega Mostacci «luogo sacro della democrazia di un municipio ed
inoltre dipingeremo di rosso alcune panchine del paese affinché restino simbolo perenne
della ferma opposizione ad ogni tipo di violenza, in primis nei confronti delle donne, che la
nostra collettività vuole testimoniare». «Volevo infine porgere un sentito ringraziamento»
conclude il sindaco «al consigliere comunale Sara D’Agostino ed alla dottoressa Bacchetta
che tanto si sono spese per organizzare questo evento».
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2 marzo 2016
http://news-town.it/politica/11011-fondi-comunali-alla-cultura,-gli-esclusi-contro-betty-leonesoldi-sempre-ai-soliti-noti,-nostro-lavoro-non-riconosciuto.html
FONDI COMUNALI ALLA CULTURA, GLI ESCLUSI CONTRO BETTY
LEONE: "SOLDI SEMPRE AI SOLITI NOTI, NOSTRO LAVORO NON
RICONOSCIUTO"
“Le dichiarazioni degli organizzatori di “Blues sotto le stelle”, che scaricano sul Comune
dell’Aquila le responsabilità di un possibile annullamento della diciassettesima edizione
della manifestazione sono assolutamente false. Se ciò dovesse avvenire, e chiaramente
questo non è il nostro auspicio, non si può certo imputare la responsabilità al Comune
dell’Aquila o al nuovo Regolamento sui contributi per la cultura”.
L’assessora comunale alla Cultura, Betty Leone, risponde così a Claudio Mastracci,
direttore artistico del festival Blues sotto le stelle, che ieri aveva annunciato la
cancellazione dell'edizione 2016 della rassegna musicale (la diciassettesima) a causa
delle modifiche apportate dall'amministrazione comunale al regolamento che disciplina
l'accesso di associazioni e enti culturali ai fondi comunali destinati alla cultura.
Il nuovo regolamento, in pratica, stabilisce che, d'ora in avanti, il Comune concederà i
contributi triennali solo alle istituzioni che hanno già accesso al Fus (il Fondo unico per lo
spettacolo). Chi non ha questo requisito (e all'Aquila sono soltanto in sei ad averlo) dovrà
accontentarsi o di un contributo annuale - che però, oltre a non permettere alcuna
programmazione pluriennale, non può essere chiesti per più di due anni consecutivi – o di
un contributo straordinario concesso una tantum.
Condizioni capestro, lamentano molte piccole associazioni, che non riconoscono il lavoro
fatto da tante realtà esistenti da anni e che rendono impossibile qualsiasi forma di
progettazione a lungo termine.
“Il Comune non ha mai tagliato le risorse per la cultura” replica l'assessora Leone “anzi in
questi ultimi anni le ha sempre aumentate, nonostante le difficoltà di bilancio. Inoltre il
nuovo Regolamento non taglia i fondi alle istituzioni e alle associazioni culturali. Cambiano
solo le fonti di accesso ai finanziamenti”.
Modificando l'ordine degli addendi, però, il risultato è sempre lo stesso, replicano le
associazioni: i criteri stabiliti dal nuovo regolamento, escludendo di fatto dai contributi
pluriennali i piccoli che non hanno accesso al Fus, equivalgono a dei tagli. E rispondere,
come fa Betty Leone, a chi esiste e lavora anche da venti o trent'anni anni - con riscontri
che vanno anche al di là dei confini locali - di fare domanda per il contributo ordinario o per
quello straordinario vuol dire non riconoscere né la professionalità né il merito.
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“Per il contributo ordinario” spiega a NewsTown Claudio Mastracci “la domanda va
presentata entro il 30 ottobre e si può accedere per due anni consecutivi dopodiché sei
fuori. Che cosa significa? Che a queste condizioni un festival che ha un respiro pluriennale
non può esistere. Parlare di contributo straordinario poi mi sembra assurdo: esistiamo dal
1992, abbiamo organizzato più di 150 concerti e 16 edizioni di un festival che ha portato
all'Aquila decine di artisti internazionali e spettatori provenienti da tutta Italia, abbiamo
ottenuto anche un riconoscimento da parte della Presidenza della Repubblica. Pensare
che tutto questo lavoro non venga riconosciuto non è possibile. Chi fa queste attività deve
avere certezze, chiedere un contributo ordinario vorrebbe dire avere una risposta a
giugno, quando sarebbe troppo tardi. Tra l'altro la commissione che si dovrebbe occupare
di esaminare i progetti non si è ancora formata”.
A pensarla così è anche Orazio Tuccella, direttore dell'Officina Musicale, ensemble
esistente dal 1986 (quando nacque con il nome di “Ensemble Barattelli” per volontà di
Nino Carloni) e con un curriculum lungo così, fatto di collaborazioni e concerti in tutto il
mondo, recensioni e articoli su giornali stranieri, riconoscimenti internazionali, dischi
distribuiti da etichette come la Naxos.
Con il nuovo regolamento comunale, anche l'Officina Musicale sarà costretta ad azzerare
le attività: “Quello che abbiamo fatto in questi 30 anni sta sotto gli occhi di tutti" dice a
NewsTown Tuccella "Non vedo perché devo presentare la domanda come le associazioni
nate magari l'anno scorso. Siamo alle solite, a godere del contributo sono sempre le solite
istituzioni. Come si fare una programmazione a queste condizioni non. Se non sai quanto
ti daranno e quando, come puoi lavorare? Prima almeno con l'impegno di spesa del
Comune potevamo andare in banca e chiedere dei prestiti ma adesso, senza nessuna
garanzia, nessuna banca ci darà mai nulla. Quello che mi urta di più di questa classe
politica è il non dare peso alle idee, non riconoscere il lavoro fatto”.
La nota completa dell'assessora Leone
Assolutamente false le dichiarazioni degli organizzatori di “Blues sotto le stelle”, che
scaricano sul Comune dell’Aquila le responsabilità di un possibile annullamento della
diciassettesima edizione della manifestazione. Se ciò dovesse avvenire, e chiaramente
questo non è il nostro auspicio, non si può certo imputare la responsabilità al Comune
dell’Aquila o al nuovo Regolamento sui contributi per la cultura.
Come ho avuto modo di precisare più volte, il Comune non ha mai tagliato le risorse per la
cultura, anzi in questi ultimi anni le ha sempre aumentate, nonostante le difficoltà di
bilancio. Inoltre il nuovo Regolamento non taglia i fondi alle istituzioni e alle associazioni
culturali. Cambiano solo le fonti di accesso ai finanziamenti.
Ribadisco che per quanto concerne i contributi ordinari pluriennali concessi a enti,
associazioni e istituzioni che accedono ai finanziamenti ministeriali, il cosiddetto Fus, il
nuovo Regolamento conferma esattamente quanto già era previsto in quello precedente.
La novità è che alla base della concessione del contributo pluriennale vi è la stipula di una
convenzione triennale tra il Comune dell’Aquila e le istituzioni ammesse al Fus, che
abbiano fatto richiesta di contributo all’Amministrazione. Chi volesse accedere ai contributi
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ordinari annuali, può fare domanda entro il 30 ottobre, sarà poi una commissione di esperti
a stilare una graduatoria. Tuttavia gli organizzatori del Blues non hanno presentato ai
nostri uffici alcun progetto, né fatto alcuna richiesta in merito. Inoltre, in alcuni incontri che
ho tenuto proprio con loro, insieme ad altre associazioni, li ho espressamente sollecitati ad
inviare agli uffici la richiesta di sovvenzione, una delle opzioni previste dal Regolamento,
con cui il Comune dell’Aquila fa propria e dunque finanzia un’iniziativa culturale che rientra
tra gli indirizzi programmatici dell’Ente.
Questo proprio per non perdere una manifestazione culturale, come il Blues, che ritengo
sia assolutamente di valore per L’Aquila. Tuttavia, ad oggi, gli organizzatori della
manifestazione non hanno risposto alla mia sollecitazione e non hanno presentato, anche
in questo caso, alcuna richiesta, né alcun progetto, precludendosi di fatto sia la possibilità
di un contributo ordinario, sebbene annuale, sia di una sovvenzione. Ma per quest’ultima
c’è ancora tempo. Si assumano allora le responsabilità delle loro azioni. Sono loro forse a
voler far morire questa manifestazione?
Stupisce che il Comune dell’Aquila, unico Ente locale che mantiene in vita i contributi per
le iniziative culturali, al contrario di altri che li hanno già tagliati o si accingono a farlo, sia
continuo bersaglio degli strali di chi rivendica oggettività e imparzialità, ma poi non sa
apprezzare uno strumento che garantisce entrambe.
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http://www.abruzzoweb.it/contenuti/croce-rossa-italiana-laquila-teresa-marinelliconfermata-presidente/592714-4/
CROCE ROSSA ITALIANA: L'AQUILA, TERESA MARINELLI
CONFERMATA PRESIDENTE
L'AQUILA - Domenica 28 febbraio, in più di 500 comitati della Croce Rossa Italiana, si
sono svolte le elezioni degli organi statutari di una delle più attive e capillari associazioni
nel panorama del volontariato italiano.
A L’Aquila sono stati più di 280 i volontari che sono andati alle urne rinnovando il loro
sostegno alla neo eletta presidente del Comitato di L’Aquila Teresa Marinelli, già in carica
dal 2012, e affidando ad Andrea Gilioli, Dario Mangolini e Marco Antonucci la carica di
consiglieri dell’associazione di promozione sociale privatizzata ormai dal 1 gennaio 2016.
Si inserisce inoltre nel consiglio anche la figura di un consigliere giovane, rappresentante
delle decine di volontari giovani (under 32) che partecipano attivamente alla vita
associativa, che dallo scrutinio finale è risultata essere Marta Fabrizi, volontaria dal 2008.
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http://www.ilcapoluogo.it/2016/03/01/la-mia-laquila-gli-studenti-premiati/
LA MIA L’AQUILA: GLI STUDENTI PREMIATI
La premiazione del concorso fotografico La mia L’Aquila, promosso dalla sede Abruzzo del
Centro Sperimentale di Cinematografia, si e’ svolta nella sede del Comune dell’Aquila di
Palazzo Fibbioni e ha visto la partecipazione di numerosi studenti degli istituti di istruzione
superiore dell’Aquila. Ad ottenere il primo premio e’ stato Alessio Placidi dell’Istituto
“Amedeo D’Aosta”, con la foto dal titolo Cherish un panorama notturno e illuminato della
citta’ dell’Aquila.
Ex aequo il secondo premio a Francesca Pileri del “Liceo Cotugno” che ha ottenuto i favori
della giuria con Geometrie di una passeggiata, un cielo in bianco e nero incrociato da
nuvole e gru.
Sempre al secondo posto il gruppo di quattro studenti dell’Istituto “Bafile – Muzi”, Federica
Brizzi, Chiara Cesarini, Alessandro Di Maio, Francesco Iavernaro, con Murales divoranti
che raffigura un gioco tra ragazzi e street art.
Terzo premio a Alice Giordano del “Bafile-Muzi” con Passato, presente e futuro, un solare
primo piano di una bambina sullo sfondo di un particolare della Basilica di Collemaggio.
Pubblicazioni sul cinema e la possibilita’ di trascorrere una “giornata particolare” nella sede
del Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma il 9 marzo, assistendo a lezioni e
laboratori, sono stati i premi assegnati ai ragazzi dal sindaco dell’Aquila Massimo Cialente,
dall’assessora alla cultura Elisabetta Leone, dal direttore generale del CSC Abruzzo
Marcello Foti e dal direttore didattico Daniele Segre che hanno introdotto la giornata. Le
fotografie realizzate da tutti i partecipanti al concorso La mia L’Aquila sono state allestite in
una mostra visitabile a Palazzo Fibbioni dall’1 al 9 marzo (dal lunedi’ al venerdi’ dalle 8.00
alle 19.00). Una galleria di scatti che, attraverso linguaggio della fotografia, a partire dalla
sollecitazione a raccontare “forme ed espressioni” della vita aquilana, ha stimolato il punto
di vista e la sensibilita’ degli studenti sulla rappresentazione visiva della realta’ cittadina,
dai “luoghi del cuore” fino ai momenti di socialita’, goliardia, gioco, ma anche di malinconia
e nostalgia. La giuria che si e’ occupata delle valutazioni per il concorso fotografico La mia
L’Aquila e’ composta da: Elisabetta Leone, presidente di Commissione e rappresentante
del Comune dell’Aquila – assessorato alle politiche culturali; Giuseppe D’Annunzio –
docente dell’Istituto “D. Cotugno”; Sergio Maritato – docente dell’Istituto “Bafile-Muzi”;
Alessia Moretti – ufficio didattica CSC Abruzzo; Serenella Ottaviano – dirigente scolastica
istituto “Da Vinci – Colecchi”; Daniele Segre – direttore didattico CSC Abruzzo. La sede
Abruzzo del Centro Sperimentale di Cinematografia con il progetto La mia L’Aquila
ribadisce il proprio impegno nel valorizzare la cultura delle immagini attraverso l’attivita’ di
formazione e con iniziative che coinvolgano il territorio aquilano e abruzzese.
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2 marzo 2016
http://www.improntalaquila.org/2016/90636-90636.html
UNIVERSITÀ DELL’AQUILA: EVENTO ‘GOCCE DI NUVOLA ROSA’
Mercoledì 2 marzo e giovedì 3 marzo 2016, nell’atrio del Polo universitario di Coppito 1, si
terrà l’evento “Gocce di Nuvola Rosa”, organizzato in collaborazione con le studentesse
dell’Ateneo che nel maggio scorso, a Milano, hanno partecipato all’evento Microsoft
“Nuvola Rosa” edizione 2015. L’iniziativa intende portare alle studentesse ed agli studenti
aquilani una rappresentazione concentrata dell’esperienza offerta da “Nuvola Rosa”,
attraverso testimonianze, interventi, esperienze di donne di successo e momenti
partecipativi, attraverso i quali affrontare il tema del divario di genere nella scienza, nella
tecnologia e nella ricerca.
Un invito a valorizzare le proprie attitudini, a non rinunciare, ad esaltare la motivazione,
perché solo con passione e determinazione si possono conseguire le grandi mete. La
meta e il rugby quale metafora per la vita riempiranno il pomeriggio del 2 marzo, con
l’intervento speciale del grande campione Massimo Mascioletti e la squadra di rugby
femminile, le Belve Neroverdi. Sono previsti interventi e dimostrazioni pratiche. Nel corso
della prima giornata sarà presentata la competizione ”What…App?”: quale idea potrà
diventare una App? Verranno raccolte, per parole chiave, le idee che il giorno seguente
saranno organizzate ed analizzate per l’avvio della competizione. Parteciperanno alla
competizione singole ragazze o gruppi misti, purché rappresentati da una o più
studentesse. Le singole partecipanti, ovvero i gruppi, avranno a disposizione un team di
informatici composto da studenti universitari e degli Istituti Tecnici di Istruzione Superiore,
oltre al possibile affiancamento di docenti e ricercatori dell’Ateneo. Nel corso della prima
giornata saranno illustrate le regole della competizione.
Parteciperanno all’evento:
– Paola Inverardi – Rettrice Università degli Studi dell’Aquila
– Alessandra Migliore – Microsoft
– Roberta Cocco – Microsoft
– Marina Cvetic – Azienda Masciarelli
– Letizia Paolini – Sanofi SpA
– Daria Zezza – Aptar Italia
–
Massimo Mascioletti e le Belve Neroverdi
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2 marzo 2016
http://www.rete5.tv/index.php?option=com_content&task=view&id=36788&Itemid=2
QUEST’ANNO IL SAN COSIMO È NO SNAM
SULMONA - Venerdì 4 marzo 2016 dalle ore 9:00 gli studenti delle scuole medie superiori
di Sulmona festeggeranno il San Cosimo No Snam.
Come tradizione locale vuole, il primo venerdì di marzo è la giornata dei “gavettari”: in
questo giorno i ragazzi della città si dedicano allo svago invece di andare a scuola. La
tradizione voleva che si andasse tutti insieme in corteo verso Monte San Cosimo e si
trascorresse lì la giornata con musica, balli e il tradizionale “pranzo al sacco”. Nel corso
degli anni la giornata è diventata un momento di aggregazione e di sensibilizzazione
pacifista sul deposito militare sottostante la vetta del colle, per cui da anni se ne chiede la
riconversione a fini civili e di pace. Con il passare del tempo, sono stati sempre meno gli
studenti che si sono recati a San Cosimo, anche per via della giungla di antenne
telefoniche e ripetitori televisivi che svettano sulla cima del colle.
Nel corso degli anni, la giornata di impegno e svago si è trasformata sempre più in un
giorno di disimpegno totale: i ragazzi hanno spesso preferito andare fino a Pescara per
una passeggiata sul lungomare pur di allontanarsi da casa.
Quest’anno però gli studenti vogliono raccontare un San Cosimo diverso per restituire a
questa giornata il suo significato originario fatto sì di divertimento, ma anche di impegno.
Considerato il delicato periodo che Sulmona sta attraversando per quanto riguarda la
“vertenza Snam”, gli studenti delle scuole della città trascorreranno il San Cosimo a Case
Pente, nei terreni adiacenti a quelli dove sorgerà la centrale di compressione a gas
progettata dalla Snam.
Si tratta di uno scatto di orgoglio da parte dei ragazzi di una città dormiente. Gli studenti
sentono la necessità di riappropriarsi dei luoghi in pericolo sottraendoli alla devastazione
ambientale. I ragazzi di Sulmona non vogliono piegarsi a quelle grandi multinazionali del
gas che vogliono fare profitti con e sulla nostra terra, condannando il nostro territorio ad un
ulteriore e forse irreversibile declino.
L’obiettivo degli studenti è quello di mantenere alto il livello di attenzione sul problema
della centrale e il metanodotto Snam e, nello stesso tempo, connettere questa vertenza
con l’altra – più “storica” – relativa alla smilitarizzazione di Monte San Cosimo. Con questa
idea si dimostra una profonda maturità delle giovani generazioni della città, in un periodo
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2 marzo 2016
in cui, presi dalla caduta dell’amministrazione cittadina ci si è dimenticati dei problemi reali
del nostro territorio: cultura, ambiente e lavoro.
Alcune informazioni logistiche:
Il raduno per trascorrere tutti insieme il San Cosimo No Snam è previsto alle ore 9:00
presso il piazzale antistante la Chiesa di San Francesco di Paola. Da lì una street parade
procederà a ritmo di musica e balli verso località Case Pente, poco dopo il cimitero
comunale di Sulmona. Nei terreni adiacenti a quelli dove sorgerà la centrale di
compressione della Snam ci saranno giochi di gruppo, mini tornei sportivi, musica live,
momenti di sensibilizzazione e informazione, area relax con gazebo. Il “pranzo è al sacco”,
ma c’è la possibilità di prenotare un menù gustoso che prevede anche soluzioni vegane.
Per tutte le informazioni è possibile consultare l’evento Facebook a questo link:
https://www.facebook.com/events/585434054940759/?active_tab=highlights
Tutti i ragazzi della città, studenti e non, sono vivamente invitati a partecipare a questa
giornata di allegria e lotta.
Quest’anno San Cosimo è No Snam!
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2 marzo 2016
http://www.ansa.it/abruzzo/notizie/viaggiambiente/2016/03/01/in-600-al-rocca-calasciowinter-trail_3c2c190a-8b9d-44e7-acbe-28c85ebeb739.html
IN 600 AL "ROCCA CALASCIO WINTER TRAIL"
CALASCIO - In 150 hanno risposto risposto all'invito di Parks Trail e Uisp L'Aquila a
correre a Rocca Calascio per la prima edizione del "Rocca Calascio Winter Trail". E
domenica 28 febbraio, insieme agli atleti, sono arrivati accompagnatori e famigliari, un
totale di 600 persone che hanno potuto ammirare il panorama mozzafiato e visitare il
borgo, la Rocca e la Chiesa di Santa Maria della Pietà. Aurelio Michelangeli, responsabile
di Parks Trail, il più grande circuito di gare trail in Italia, ha voluto realizzare l'evento in un
luogo spettacolare per chi ama il "trail running", corsa su superfici naturali, di solito lungo
tracciati per escursionismo. Vincitore Gino Camarra di Sds L'Aquila che con il tempo di
59'11" ha coperto i 12.8 Km del tracciato, 2/o Guido Barbuscio della Atl.Civitanova, 3/o
Diego Ficorilli Asd Runners Sulmona. In campo femminile prima Annalisa Cipollone di
Parks Trail Promotion con 1:14'36", 2/a Giovanna Manilla di Asd Gran Sasso Piana di
Navelli, 3/a la reatina Alessandra Di Marco.
CSVAQ | Rassegna stampa
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2 marzo 2016
http://news-town.it/cultura-e-societa/11001-cinema-e-psichiatria,-il-3-marzo-incontro-con-lattore-e-sceneggiatore-sergio-rubini.html
CINEMA E PSICHIATRIA, IL 3 MARZO INCONTRO CON L'ATTORE E
SCENEGGIATORE SERGIO RUBINI
Entra nel vivo la sesta edizione di Cinema e Psichiatria a Sulmona. Grande attesa per gli
appuntamenti previsti in calendario per la giornata di Giovedì 3 Marzo. A partire dalle ore
10.00 presso il Cinema Pacifico, il programma prevede il consueto appuntamento riservato
agli Istituti scolastici cittadini con la proiezione del film Disconnect di Henry Alex Rubin
(Usa, 2012). I numerosi studenti avranno l’opportunità di approfondire il tema affrontato al
termine del film, grazie all’incontro con gli psicologi Alessandra Cottone e Roberto L.
Bonanni.
L’evento culturale organizzato dall’Istituto Cinematografico “La Lanterna Magica” e dal
Dipartimento di Salute Mentale della Asl dell’Aquila, nel corso degli anni ha costantemente
dedicato uno spazio importante alle giovani generazioni con incontri e proiezioni,
riuscendo a coinvolgere centinaia di studenti e numerosi insegnanti.
In serata è previsto l’evento centrale dell’intero calendario di Cinema e Psichiatria. Il
regista, attore e sceneggiatore Sergio Rubini, incontrerà il pubblico presente per
commentare il suo ultimo lavoro cinematografico. Alle ore 17,30 il programma prevede la
proiezione del film Dobbiamo parlare di Sergio Rubini (Italia, 2015). Acuta, sottile e crudele
commedia drammatica di evidente impianto teatrale senza esclusioni di colpi ma dove
trova spazio una buona dose di umorismo. Un lungometraggio divertente e tagliente che
ha il merito di scavare senza pietà nei protagonisti.
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2 marzo 2016
http://www.corrierepeligno.it/il-furto-del-campo-78/48446
IL FURTO DEL CAMPO 78
Sulmona - Jack Goody, antropologo e storico di fama mondiale, docente a Cambridge, ex
prigioniero di guerra al Campo 78 di Sulmona, è autore di un libro dal titolo “Il furto della
storia”, in cui denuncia e condanna l’appropriazione della storia da parte della cultura
occidentale. La storia è storia universale, storia dell’Uomo sulla terra. Non storia di alcuni,
ma storia di tutti.
Goody è tornato a visitare la baracca dove era stato prigioniero ed ha pianto davanti
all’entrata, svelando di aver scritto un libro sulla sua prigionia dal titolo “Oltre i muri. La mia
prigionia in Italia”. La storia di Goody è la storia di decine di ex prigionieri che hanno
sentito la necessità di raccontare la loro vita e di ringraziare la gente che li aveva aiutati.
Sono le storie pubblicate dal 1995 a cura del Liceo Scientifico Fermi di Sulmona e
dell’associazione “Il sentiero della libertà/Freedom Trail”.
Dall’autunno 2014 è sorto a Sulmona un movimento culturale per valorizzare il territorio
del Morrone con i suoi siti storici straordinari e per dar vita ad una associazione
denominata “Una Fondazione per il Morrone”. Tutto, con grande intesa e piena
collaborazione.
Ma, Sulmona è una città particolare, una città “maledetta”, dove tutto annega nella “morta
gora”, dove l’incredibile diventa possibile, l’inimmaginabile reale, la fantasticheria a
portata di tutti. La divisione, il frazionamento, il personalismo è norma comune. Per questo
Sulmona è spesso “città politicamente commissariata”.
E c’è chi stila l’elenco degli intellettuali/storici affidabili e di quelli inaffidabili, quelli veri e
quelli falsi, a prescindere dai titoli curricolari e dalle prove documentali.
Così è iniziata l’opera di attacco e di sfaldamento dell’associazione “Una fondazione per il
Morrone”. Fortunatamente sembra trattarsi solo di una scossa, mentre resta la sua azione
di promozione della zona morronese.
Giovedì 10 marzo, con la presenza degli ambasciatori della Repubblica Ceca e della
Repubblica Slovacca, il Campo assume il carattere di centro mitteleuropeo della prima
guerra mondiale. Ecco la storia globale in senso temporale e in senso geografico. Il
Campo di Fonte d’Amore come un “Unicum” della storia umana.
La scoperta di graffiti nelle baracche che rivelano la presenza di australiani nel Campo 78
ha condotto, meritatamente, a coinvolgere le autorità australiane a visitare il Campo.
Il titolo d’un opuscolo “The Aussie Camp” di Gabriella Di Mattia, a cura dell’Accademia
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degli Agghiacciati a Sulmona, assume carattere restrittivo, riduttivo, pur adeguandosi alla
denominazione usata dagli stessi prigionieri australiani, Nel Campo 78 c’erano “anche”
prigionieri australiani, che a volte raggiungevano un numero aggirantesi sulle 500 unità,
ma il totale dei prigionieri era di circa 3200 ed erano di varie nazionalità: soprattutto
inglesi, americani, slavi, cechi, sudafricani, francesi, ecc.
Tuttavia l’interesse sollevato, a Sulmona, intorno alla presenza degli australiani nel Campo
78, con la partecipazione delle autorità australiane, ha creato attenzione e può essere di
aiuto per la conservazione delle baracche e per la creazione di un museo storico come
testimonianza di un periodo importante nella vita dell’umanità e della città di Sulmona.
L’opuscolo in questione, in italiano e inglese, potrebbe diventare una approfondita ricerca
storica, che vada oltre il lodevole “atto d’amore per la terra natale dell’autrice”. Sono
riportati toccanti racconti e interviste, con un incompleto quadro oggettivo di riferimento.
Il battage pubblicitario a Sulmona e il conseguente battage in Australia ad opera della Di
Mattia pone seri problemi di identità per il Campo di Fonte d’Amore. Un Campo che ha
carattere internazionale e che è stato ed è punto di riferimento sia per i prigionieri della
prima guerra mondiale che per quelli della seconda.
Per queste motivazioni non è corretto né giusto caratterizzare come “australiano” il Campo
di Fonte d’Amore. Non solo. Ma la stessa esposizione “storica” presentata nel “The Aussie
Camp” ha aspetti lacunosi e talvolta errati.
Qualche passaggio importante andrebbe riconsiderato, per evitare una palese
contraddizione delle fonti, come ad esempio a pag. 80: “Dopo l’8 settembre, i campi di
prigionia del Sud Italia furono quasi totalmente dismessi. Campo 78 riceve l’ordine di
aprire i cancelli il 12 settembre 1943, quattro giorni dopo l’armistizio. Il comandante del
Campo il colonnello Santoro, d’accordo con gli altri ufficiali, autorizza la fuga degli oltre
3000 prigionieri presenti. L’ultimo storico comando viene impartito dall’SBO Cochran
“Every man for himself”. Si conclude cosi la storia di Campo 78. Restano meno di un
centinaio di prigionieri, troppo malati o debilitati per poter affrontare la traversata della
Maiella per ricongiungersi agli Alleati.”
Dal momento che nel libro di Gabriella Di Mattia, viene citato come referenza bibliografica
il libro di Angelo Scalzitti “Il ’43 (“Il Quarantatrè”), l’invasione tedesca in Abruzzo”, mi
permetto riportare le parole di Scalzitti nell’intervista a Rocco Santacroce che contraddice
nettamente il racconto della Di Mattia: “Giungemmo così all’8 settembre… Vi fu il gran
rapporto alla sede del Comando. Subito dopo il colonnello Santoro dette gli ordini: erano
fin troppo chiari. Ci disse di consegnare i prigionieri ai ‘camerati’ tedeschi… investii il
comandante e gli dissi che erano venti anni che facevamo i vigliacchi… Il colonnello mi
rispose aspro che avrebbe fatto sparare sugli ufficiali che avrebbero disobbedito, ma io
risposi deciso che, a mia volta, sapevo usare la pistola… Il giorno 11 settembre ero solo
cancello dell’ingresso, solo quando arrivò una motocarrozzetta con tre tedeschi e un
italiano, armati di mitragliatrici… Risposi che io ero solo il vicecomandante e che il
colonnello abitava in un villino vicino a Pettorano sul Gizio… Mi offersi di andare a
cercarlo… Se ne andarono… Il colonnello era andato a Pescara. Se fossero entrati al
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campo, la storia del campo 78 sarebbe stata ben diversa. Chiamai Krige (l’autore di The
Way Out, in italiano “Libertà sulla Maiella”) e quindi aprimmo i cancelli del campo. In pochi
minuti avvertimmo i prigionieri e li rifornimmo delle vettovaglie del magazzino: uscirono in
massa, in una confusione indescrivibile e quello fu uno spettacolo davvero eccezionale e
assai commovente”(pp. 172-173).
Per questo gesto Santacroce viene condannato a morte, ma non fu catturato dai
tedeschi.E’ importante notare che anche dopo l’8 settembre il Campo 78 fu riempito di
prigionieri dai tedeschi che trasferirono quelli del Campo 21 di Chieti a Sulmona per poi
deportarli in Germania (cfr. Simpson, “La guerra in casa”; Sam Derry, “Linea di fuga”, John
Verney, “Un pranzo di erbe”, ecc.). Dalle testimonianze scritte e tradotte a cura del Liceo
Scientifico Fermi di Sulmona e dell’associazione “Il sentiero della libertà/Freedom Trail”,
emerge una descrizione autentica e realistica del Campo (cfr. Fox, Jones, Simpson, Derry,
Verney, ma anche Krige, Furman, Goody, ecc.). La vita nel campo era uguale per tutti i
prigionieri di ogni nazionalità. E se c’è una lezione che hanno lasciato è questa: «Quello
che avevamo era diviso comunemente uno per l’altro. Le nostre lettere divenivano di
proprietà comune, lette ad alta voce; problemi di cibo, vestiario, freddo, malattia,
melanconia venivano risolti da quello che chiamavamo lo spirito di Sulmona, “the
Sulmona’s spirit”, quello spirito che ci coltivava, ci faceva respirare, tirare avanti, quello
spirito che ancora oggi ci spinge e ci guida…»
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Rassegna stampa del 2 marzo 2016