ANNO 104 N15 • l' QUINDICINA o 1 NOVEMBRE 1980 SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE GRUPPO 2° (70) RIVISTA DELLA FAMIGLIA SALESIANA FONDATA DA SAN GIOVANNI BOSCO NEL 1877 IN QUESTO NUMERO Inserto : 1981, un anno con Don Bosco Don Orione è Beato : l'alunno che portò a Don Bosco tre quaderni di peccati Protagonisti nel )getto salesiano : I Cooperatori cooperano così BOLLETTINO SALESIANO IN QUESTO NUMERO RIVISTA DELLA FAMIGLIA SALESIANA fondata da san Giovanni Bosco nel 1877 Quindicinale d'informazione e cultura religiosa 1 NOVEMBRE 1980 ANNO 104 - NUMERO 15 DIRETTORE RESPONSABILE DON ENZO BIANCO Collaboratori . Giuliana Accorsero - Marco Bongioanni - Teresio Bosco - Elia Ferrante - Domenica Grassiano - Adolfo L'Arco Fotografia Fulgenzio Ceccon Archivio Guido Cantoni Diffusione Arnaldo Montecchio Fotocomposizione e Impaginazione Scuola Grafica Salesiana Pio XI - Roma Stampa Officine Grafiche SEI - Torino Registrazione Tribunale di Torino n . 403 del 16.2 .1949 Copertina . Missione Croata di Rosenheim (Germania) : inaugurazione del nuovo Centro parrocchiale . Servizio di copertina : pag . 36-37 . IL BOLLETTINO SALESIANO SI PUBBLICA - il primo di ogni mese (undici numeri, eccetto agosto) per la Famiglia Salesiana ; - il 15 del mese per i Cooperatori Salesiani . Collaborazione. La Direzione invita a mandare notizie e foto riguardanti la Famiglia Salesiana, e s'impegna a pubblicarle secondo il loro interesse generale e la disponibilità di spazio . Edizione di metà mese . Redattore don Armando Buttarelli . Viale dei Salesiani 9, 00175 Roma . Tel . (06) 74 .80 .433 . IL «BOLLETTINO SALESIANO NEL MONDO II BS esce nel mondo in 40 edizioni nazionali e 20 lingue diverse (tiratura annua oltre 10 milioni di copie) in : Antille (a Santo Domingo) - Argentina - Australia - Austria - Belgio (in fiammingo) - Bolivia - Brasile - Canada - Centro America (a San Salvador) - Cile - BS Cinese (a Hong Kong) - Colombia - Ecuador Filippine - Francia - Germania - Giappone - Gran Bretagna - India (in inglese, malayalam, tamil e telugú) - Irlanda - Italia - Jugoslavia (in croato e in sloveno) - Korea del Sud. BS Lituano (edito a Roma) - Malta - Messico - Olanda - Perù - Polonia - Portogallo - Spagna Stati Uniti - Sudafrica - Thailandia - Uruguay - Venezuela . Un anno con Don Bosco (Calendario Salesiano 1981) Anche per l'anno prossimo il Calendario Salesiano, con le immagini care agli amici di Don Bosco . C'è una figura nuova (e vale la pena presentarla subito) : santa Maria Mazzarello, di cui si ricorda durante l'anno il centenario della morte (14 maggio) . Le sue suore, le Figlie di Maria Ausiliatrice, si preparano a commemorarla, e altrettanto farà il BS . Altre novità nel Calendario : è stata scelta una carta opaca, su cui si possa scrivere ; e poi si è lasciato uno spazio adeguato accanto a ogni giorno, perché si possa scrivere davvero. Convegni. UPS : «Progettare l'educazione», 4 Missioni . Sono 80 i salesinai della 110° Spedizione, 3 Protagonisti nel progetto di Don Bosco, 3' e ultima parte I Cooperatori cooperano così, 38-40 arnw Australia . Il salesiano che salvò il Rettor Maggiore, 3 DIFFUSIONE E ABBONAMENTI Il BS è dono di Don Bosco ai componenti la Famiglia Salesiana, agli amici e sostenitori delle sue Opere . E' Inviato in omaggio a quanti lo richiedono all'Ufficio Propaganda . Copie arretrate o di propaganda : a richiesta, nei limiti del possibile . Cambio di indirizzo : comunicare anche l'indirizzo vecchio . Per queste operazioni : Ufficio Propaganda Salesiana Via Maria Ausiliatrice 32 . 10152 Torino. Tel . (011) 48 .29 .24 . EI Salvador. Testimoniare mentre scoppiano le bombe, 3-4 Germania O . A servizio dei fratelli emigrati, 36-37 Italia . Giancarlo morto giocando, 4 Korea del Sud . Sessanta regali della polizia, 35 Zaire. L'exallieva stanca di vacanze piatte, 4-5 26 ottobre 1980 : don Luigi Orione è Beato, 6-10 L'alunno che portò a Don Bosco tre quaderni di peccati . I LIBRI PRESENTATI SUL BS vanno richiesti alle Editrici - o contrassegno (spese di spedizione a carico del richiedente) ; - o con versamento anticipato su conto corrente postale (spedizione a carico dell'Editrice) : LAS: Libreria Ateneo Salesiano Piazza Ateneo Salesiano 1, 00139 Roma . Ccp . 57 .49 .20.01 . LDC : Libreria Dottrina Cristiana - 10096 Leumann (TO). Ccp . 8128 . SEI : Società Editrice Internazionale - Corso Regina Margherita 176, 10152 Torino . Ccp 20 .41 .07 . Brevi dal mondo, 3 - Libreria, 5 - I nostri santi, 41 - I nostri morti, 42 - Solidarietà, 43 DIREZIONE E AMMINISTRAZIONE Indirizzo : Via della Pisana 1111 - Casella Postale 9092 00163 Roma-Aurelio . Tel . (06) 69 .31 .341 Conto corrente postale numero 46.20.02 intestato a: Direzione Generale Opere Don Bosco, Roma . IL GRAZIE CORDIALE DI DON BOSCO ai lettori che - contribuiscono a sostenere le spese per il Bollettino, - aiutano le Opere di Don Bosco nel mondo, - e soprattutto le Missioni Salesiane. 2 - Sì, caro . Il televisore si è guastato. 13KtVI DAL MUNDU antichi, il patriarca . E un giorno arrivò in Australia a far visita ai salesiani il loro Rettor Maggiore don Ziggiotti . Potevano mancare quattro chiacchiere con Acerni? La conversazione risalì nel tempo, e i due si accorsero che erano stati in guerra insieme sul fronte austriaco, che avevano dovuto combattere insieme le tali e tal altre battaglie, che avevano corso tanti rischi insieme . Acerni raccontò del giorno in cui, uscito dalla trincea rischiando la vita sotto il tiro incrociato delle armi nemiche, era riuscito a raggiungere un ufficiale italiano ferito, a Foto a sinistra : trincea di Castellazzo (Basso Piave), agosto 1918 . Ap- caricarselo sulle spalle e a ripoggiato alla bombarda un giovane ufficiale di nome Renato Ziggiotti, portarlo al sicuro . Don Ziggiotti futuro Rettor Maggiore . Foto a destra : il salesiano coadiutore Celestino volle verificare il luogo, la data, Acerni, anch'egli armato ma coi coltello per tagliare la torta dei suo 85° le circostanze, e poi - come compleanno. Nel 1918 furono protagonisti di una singolare vicenda . succede nell'ultima scena dei che - capace di fare un po' romanzi polizieschi - giunse AUSTRALIA tutto coméra - si sarebbe re- alla conclusione sconcertante IL SALESIANO CHE SALVO so utile. «Voi siete nuovi am- che quell'ufficiale salvato da 1L RETTOR MAGGIORE basciatori di Dio - si sentì dire Acerni era senza dubbio lui in Il fatto avvenne parecchi an- a Valdocco nella cerimonia di persona . Sì, i particolari coinni fa, quando l'uno non era addio - . E Gesù che vi manda, cidevano tutti . Passarono ancora tanti altri ancora salesiano, e l'altro non andate dunque fiduciosi» . era ancora Rettor Maggiore Acerni aveva fiducia e sere- anni per il patriarca dei sale(anzi ora non lo è più : don Re- nità da vendere. Intanto du- siani in Australia . Ma un giorno nato Ziggiotti, quinto succes- rante il viaggio gli otto discute- disse : «lo ho sempre cercato di sore di Don Bosco, oggi è Ret- vano chi sarebbe stato il primo fare ciò che i miei superiori tor Maggiore emerito) . Lui, il salesiano a mettere piede sul volevano che io facessi, e ora protagonista, è morto pochi continente nuovissimo ; e un che il mio Grande Capo mi mesi fa, nel luglio scorso, alla altro coadiutore, Cesare Asseli, chiama, sono ansioso di andabella età di 85 anni, rimpianto assicurò che sarebbe stato lui . re» . Si è spento il 18 .7 .80 . dalla Famiglia salesiana d'Au- Al momento di scendere sulla stralia che ha perso così il suo banchina del porto, Acerni MISSIONI patriarca : sembrava piuttosto attardato Si chiamava Celestino Acer- nel chiudere i suoi bagagli, e SONO 80 1 SALESIANI DELLA 110° SPEDIZIONE ni . Era nato a Specchio (Par- Asseli con aria trionfale infilò ma) nel 1895, e aveva 10 tra per primo la scaletta della naSono circa 80 i salesiani che fratelli e sorelle . Nella bella ca- ve. Era sicuro della vittoria . Ma scina tutti lavoravano di buona appena giunto in fondo alla entro la fine del 1980 avranno Iena, ma poi un fratello partì scaletta trovò là Acerni che lo lasciato i loro paesi per recarsi per il seminario, e lui fu man- attendeva con sorriso beffardo . nelle missioni . E' quanto fa sadato a Torino Valdocco perchè Lo aveva preceduto! Con tutta pere il Dicastero delle missioni imparasse un mestiere. Duran- la sua mercanzia era saltato salesiane in un comunicato te il servizio militare scoppiò la giù dall'oblò, e cosí era stato dello scorso settembre . prima guerra mondiale e fu in- - per la storia - il primo saII comunicato reca questi alviato al fronte. Ma poi eccolo lesiano a toccare il suolo tri dati . I salesiani con destinasalesiano, eccolo nella scuola d'Australia . zione missionaria già assegnaagricola di Lombriasco, un Poi gli anni trascorsero per ta sono 76 : 52 sacerdoti, 15 piccolo paradiso in cui si tro- lui sereni e operosi . La con- coadiutori e 9 chierici . L'età vava bene tra i ragazzi e i gregazione di Don Bosco prese media è 37 anni ; il più giovane campi . Fu allora, nel 1922, a svilupparsi bene nella patria ne ha 21, il più anziano 64 . quando lo raggiunse quella dei canguri, con un progresso Secondo la provenienza, 21 strana proposta : andare mis- lento ma continuo . Oggi i sale- sono spagnoli, 16 dell'India, 11 sionario in Australia . siani formano un'ispettoria con italiani, 17 brasiliani, 6 delle FiNel '22, su invito della Santa dieci case e 124 confratelli, e il lippine, 5 polacchi, 3 inglesi, Sede, i salesiani avevano ac- loro numero è in continua cre- uno rispettivamente da Austracettato di recarsi a lavorare nel scita . Acerni a poco a poco si è lia, Argentina, Centro America, Kimberley, tra i primitivi di quel imposto non tanto per quel suo Colombia, Messico, Stati Uniti lontano continente, e venne primato ma per la sua perso- e Uruguay . Secondo la destinazione, 9 si allestita una prima spedizione nalità . A un certo punto fu il di otto missionari . Acerni ac- superstite della prima spedi- recano in Asia, 15 in America cettò l'invito a partire, sicuro zione, il testimone dei tempi Latina e ben 52 in Africa : il «progetto Africa» quindi non è solo sulla carta ma sta diventando realtà . Una buona parte di questi neo-missionari nel settembre scorso ha frequentato presso la Casa Generalizia un apposito corso di preparazione . La domenica 28 settembre i missionari ancora in Italia hanno preso parte nella Basilica di Maria Ausiliatrice in Valdocco alla funzione della «consegna del crocefisso» . L'alto numero dei partenti sembra suggerire che - nonostante tutto - le missioni salesiane non conoscono crisi di vocazione . EL SALVADOR TESTIMONIARE MENTRE SCOPPIANO LE BOMBE Vita sempre più difficile, tra i boati delle bombe, per i salesiani al lavoro nel Salvador, mentre la tensione nel paese cresce e le parti in lotta non si risparmiano . Una prima dolorosa vicenda, per fortuna senza vittime, risale al 15 .5 .1980, e riguarda l'istituto «Don Rua» (parrocchia, oratorio, scuole, sede ispettoriale) . Da tempo 200 guerriglieri occupavano la chiesa dell'istituto e spadroneggiavano dappertutto . I loro avversari sapevano della loro presenza . Quel giorno, alle 2 e 20 del mattino, fu lanciata (non si sa da chi) una bomba ad alto potenziale esplosivo sulla parte nord dell'edificio, contro la porta, di fronte alla casa delle suore . Pochi minuti dopo, altre due bombe di minore potenza centravano il garage . La prima bomba scosse l'edificio come un terremoto di quinto o sesto grado, mandando in frantumi quasi tutti i vetri del lato nord, smantellando la porta e distruggendo quanto si trovava nei locali vicini . Anche l'edificio delle suore subì gravi danni . Un salesiano, uscito nella mattinata per verificare l'entità dei guasti, vide una pattiglia di soldati governativi che si stavano avvicinando in pieno assetto di guerra . Subito andò loro incontro e persuase il comandante a desistere da un intervento armato, che oltre a rovinare ancor più la casa avrebbe provocato chissà quanti morti e feriti . Per fortuna il comandante accondiscese . e 3 nel pomeriggio anche i guerriglieri ebbero la buona idea di lasciare l'istituto . Ben più gravi rischi corre il vescovo salesiano mons. Rivera y Damas, che dal marzo scorso è stato chiamato dalla Santa Sede a sostituire come Amministratore apostolico l'arcivescovo Romero, assassinato nella cattedrale ai piedi dell'altare (vedere BS di settembre 1980, pag . 23-24) . Secondo le notizie che giungono dal travagliato paese, il nuovo capo spirituale della Chiesa salvadoregna aveva assunto in un primo tempo un tono conciliante, nella speranza di contribuire a placare gli animi . Ma inutilmente : i suoi discorsi in difesa dei diritti umani, pronunciati alla diocesana «Radio Cattolica», pur avendo un linguaggio conciliante non erano riusciti a evitare che la stazione subisse tre attentati . All'acuirsi della situazione, mons . Rivera era dovuto intervenire con parole più ferme . « Il governo aveva detto - deve assicurare un maggior rispetto dei diritti dell'uomo, e deve arginare la corruzione dilagante in tutta l'amministrazione pubblica» . Aveva condannato l'irruzione di reparti dell'esercito in chiese e conventi, e gli attentati compiuti contro i campi profughi organizzati dall'arcivescovado . Questi interventi non sono piaciuti a tutti, e una nuova più potente carica di esplosivo al plastico nel settembre scorso ha completamente distrutto l'antenna e gli studi di «Radio Cattolica, Qualcuno ha osservato che si tratta di un avvertimento al vescovo : «Continuando su questa strada, egli potrebbe far la fine di mons. Romero» . ITALIA GIANCARLO, CHIERICHETTO MORTO GIOCANDO I salesiani e i ragazzi del «San Luigi» di Chieri (Torino) hanno un amico in più che veglia dal cielo : Giancarlo, uno di loro . Era amico di tutti, una disgrazia lo ha rapito mentre giocava con i suoi amici . Giancarlo Berruto, 13 anni meno un mese, frequentava la seconda media, serviva all'altare nella messa dei ragazzi, faceva progetti per il futuro . «Un ragazzo allegro, vivace, con tanta voglia di vivere» . Terminato l'anno scolastico, aveva ricevuto con pochi altri - i migliori - un invito personale : «Caro amico, sei pronto a venire a Gressoney? Una settimana di preghiera, riflessione, 4 lavoro, allegria : questi gli ingredienti che metteremo in pentola . . . » . Era preparata per loro una «Settimana di incontri con la Parola di Dio» . E Giancarlo, ragazzo riflessivo, andò : furono giornate dense di preghiera, dibattiti, anche di prestazioni manuali per il buon andamento del soggiorno, e soprattutto di allegria . Gli intervalli di distensione erano occupati da giochi di squadra all'aperto, nei prati . Venerdì 13 giugno, vigilia del ritorno a casa, a sera si giocava a «guardie e ladri», e Giancarlo era guardia. Fece il suo dovere con la solita allegra serietà . Nell'inseguire un «ladro» Giancarlo Berruto di Chieri . mise un piede in fallo, perse l'equilibrio, rotolò lungo un ripido pendio, cadde sulle rocce del torrente . Subito chiamarono il medico e il soccorso alpino, ma non servì a nulla : la morte era stata istantanea. I suoi cari e i suoi amici, frugando «con rispetto e con affetto» tra i suoi quaderni, hanno sollevato un velo sui suoi piccoli segreti e sulla sua intensa visione del mondo . I genitori . «Non mi basterebbe un quaderno se dovessi dire cosa provo per voi . Severi e generosi, le più belle qualità che l'uomo possa avere . . . Per nulla al mondo cambierei i miei genitori, perché essi saranno per sempre miei . Come posso ricompensarvi, io che sono fanciullo? In un solo modo : quello di amarvi di più» . L'amicizia . «Vorrei fare amicizia soprattutto con D ., che ha perso entrambi i genitori e è un tipo impenetrabile : non l'ho mai visto sorridere» . Scoperta di sé. «Sto cominciando a capire cosa vuoi dire studiare, sudare, temere, soffrire . . . piangere . Sì, piangere per un compito non riuscito, piangere sul proprio poco impegno . . . Ma ho imparato a es- sere uomo, un uomo che sa ZAIRE soffrire e gioire» . L'EXALLIEVA STANCA Il futuro . «Molte volte ho DI VACANZE PIATTE pensato al mio domani . La mia vita la voglio vivere io, senza « Lo Zaire mi ha rubato il sprecare un'ora né un minuto, tanto meno un giorno o un an- cuore. Porto in fondo all'anima no . . . L'onestà e l'amore vorrei i miei malati, i miei piccoli amiche fossero i miei principali ci, la mia impareggiabile suor Marie-Paule, tutto quell'amideali di vita» . Tempo di Avvento . «Di spe- biente in cui ho lavorato per ciale, niente . Cercherò solo di quasi due mesi» . E' la confesvivere bene le piccole cose che sione di Renata Paradisi, exallieva della FMA di Livorno, oggi compongono la mia vita . . . » . La mamma di Giancarlo il dirigente alla Fiera di Milano. mattino di quel 13 giugno era Ha trascorso le ferie con le sue andata all'Istituto Salesiano suore di La Kafubu (diocesi di per ritirare la pagella : Giancar- Sakania) e ha un sacco di cose lo figurava promosso in terza . da raccontare . «Là, che cosa facevi?» ColPoche ore dopo era promosso al cielo. Sul diario un giorno laboravo con suor Marie-Paule aveva incollato una sua foto- Waterinckx : ciò comportava un grafia, poi - scherzo di scola- ritmo di vita molto dinamico . ro esuberante e felice - col Tutte le mattine da La Kafubu pennarello si era disegnato raggiungevamo il dispensario un'aureola intorno al capo . di Sambwa aperto dai Salesiani «Adesso sappiamo che quel- in servizio agli ammalati del l'aureola, Giancarlo, te la sei circondario . Andavamo con la «bagnole» conquistata », ha commentato (l'auto vecchia e sgangherata) : commosso uno dei suoi amici . per 26 km rimbalzavamo su una pista tracciata fra campi assolati . S'alzava una nuvola di UNIVERSITA' SALESIANA fine terra rossastra che s'infiltrava dappertutto . Suor MarieCONVEGNO A GENNAIO : PROGETTARE L'EDUCAZIONE Paule guidava, mentre io tenevo in mano un campanello e lo «Non è possibile pensare a scuotevo con energia fuori dal un progetto educativo come a finestrino agli incroci o nei qualcosa di fisso e determinato momenti di pericolo . Il klaxon una volta per tutte : la comunità non funzionava . educativa deve porsi in un atAl dispensario ogni giorno teggiamento di continua pro- affluivano da 180 a 220 malati . gettazione sul piano locale» . lo facevo «tutto» : curavo le feQuesta l'idea di base per il rite, praticavo iniezioni, strapConvegno organizzato dall'U- pavo i denti . . . tutto quello che niversità Pontificia Salesiana si poteva fare con mezzi molto per il prossimo gennaio . poveri . Quando ci si presenta Il Convegno, promosso dalla un malato bisogna essere in Facoltà di Scienze dell'Educa- grado di fare subito una piccozione, avrà come tema : «Pro- la diagnosi e consigliare la cugettare l'educazione nella ra esatta . scuola cattolica oggi» . Per fortuna avevo fatto un II pieghevole diffuso dagli corso di specializzazione . Ma organizzatori osserva che per dopo questa prima esperienza la comunità edicativa locale la zairese intendo approfondire la necessità di operare «una continua progettazione e riprogettazione» nasce dai cambi continui che avvengono nella società, dal pluralismo culturale e ideologico sempre più diffuso, da moltissime altre cause . Il Convegno si propone di avanzare un'analisi sulla situazione di fatto, ma più ancora intende suggerire indicazioni metodologiche per la scelta di soluzioni concrete anche a livello locale . Il Convegno si svolge a Roma presso la sede centrale dell'Università Pontificia Salesiana, Piazza dell'Ateneo Salesiano 1, nei giorni 2-4 gennaio 1981 . Informazioni vanno richieste presso la Facoltà di Scienze dell'Educazione (tel . Una FMA a La Kafubu, «come il 06/818 .02 .43) . lievito nella pasta» . mia competenza infermieristica, per essere più utile in seguito . Lo so, sono corsi impegnativi, ma per fortuna si possono frequentare di sera e il servizio in corsia si presta la domenica . «Difficoltà?» Certo, ce ne sono! Non comprendevo la lingua indigena ; ma incoraggiavo tutti con un sorriso e ci si intendeva a gesti . Per i bambini bastava una carezza per creare un clima d'amicizia . Non soltanto con quelli che venivano al dispensario, ma anche con tutti gli altri che sbucavano da ogni parte intorno alla casa delle suore : agili, denutriti e sorridenti . «l malati?» A volte sono costretti a percorrere 18-20 km a piedi . Quando arrivano al dispensario sfiniti e sofferenti, vorresti potergli dire : « Fermati qui, fra qualche settimana sarai guarito» . Invece niente da fare : il dispensario per ora è soltanto la piccola sacrestia della Cappella, un ambiente di 10 mq in tutto . L'opera è appena agli inizi . Le nostre speranze si fondano su Dio . «Le suore?» Osservandole mi sono chiesta come fosse loro possibile portare avanti una tale mole di lavoro ed essere sempre sorridenti . Perché un conto è impegnarsi per qualche giornata di fatica, e ben altra cosa è riprendere ogni giorno e per tutta la vita . Mi veniva in mente spesso l'immagine del lievito : non lo si vede, ma fa fermentare la massa . « Quale la tua esperienza più forte?» Nell'impossibilità di poter aiutare tutti si prova un'angoscia profonda . La sofferenza degli altri ti penetra fino in fondo, si fa vita della tua vita e diviene il termine di confronto di tutte le tue valutazioni . Allora molti desideri cadono . Ti accorgi che l'essenziale per vivere si coagula in pochissime cose, e che quel denaro che tu spenderesti in altro modo può essere utile per procurare vitto e vestito ai tuoi fratelli meno fortunati . C'è anche un aspetto che voglio mettere a fuoco . Quando vedi i poveri, i malati, ti trovi naturalmente coinvolta nei loro problemi, però se pensi che quelli che hai incontrato sono soltanto la piccola rappresentanza di una massa immensa, ti cadono le braccia . Il numero dei poveri sgomenta . Ed è proprio a questo punto che non ci si deve arrestare. Anzi occorre impegnare maggiormente se stessi a favore dei pochi con i quali sei a contatto, nella certezza che il Signore susciterà altre persone capaci di venire a darti una mano . «Perché sei andata nello Zaire?» Ero stanca di trascorrere vacanze «piatte» : alta montagna, albergo di lusso, lunghe passeggiate, riposo in terrazza . Tutto solo per me . Ci sono anche gli altri in questo mondo, no? Domani tornerò laggiù . Ma anche oggi, subito, voglio aiutare la mia gente . Ho scelto una serie di iniziative in cui coinvolgerò tutti i miei amici . . . Riduzione e adattamento da Unione, rivista delle Exallieve BREVISSIME 4 I salesiani in Iran : i giornali hanno riportato con abbondanza le vicende della loro espulsione da Teheran . Di 21 che erano nel paese, oggi rimangono ancora in cinque ; non è escluso che qualcun altro possa recarvisi più tardi per l'assistenza spirituale degli stranieri di religione cattolica, ma per ora non ci sono speranze in merito al loro complesso scolastico dell'Andishet che accoglieva 1700 allievi . Qualche tempo prima erano state espulse anche le sei suore FMA che da pochi anni dirigevano un complesso scolastico simile, con 1500 allieve . Il BS per mancanza di spazio rinvia al prossimo numero un servizio su queste vicende . • Tre fratelli salesiani del Salvador, 25 anni fa ordinati sacerdoti insieme, hanno ora festeggiato insieme il 25° di messa . Sono Julio, Carlos e Jorge Miranda, nati rispettivamente nel 1924, '25 e '28 nella provincia di Cuzcatlàn . Dotati di grande senso pratico, ricoprono tutti e tre la carica di economi presso le case salesiane di Santa Ana, San Salvador (collegio Don Bosco) e Santa Tecla . E da veri economi, hanno voluto che si facesse una festa unica per tutti e tre . • Nove figli, cinque missionari: questo è il contributo che la famiglia Dellagiacoma originaria di Predazzo (TN) dà alla diffusione del Vangelo . Dei cinque figli, tre fratelli sono Comboniani (padre Vittorino, padre Carlo e padre Raffaele) . La maggiore, suor Gisella, è Figli a Maria Ausiliatrice ; il più giovane don Alberto è salesiano ; e lavorano ambedue nelle missioni dell'Ecuador . I cinque fratelli nel giugno scorso sono stati ricevuti tutti insieme in udienza dal Papa . LI' SEI «COLLANA SPORT. Sono già usciti 12 volumi, a dir poco indovinati . Portano grandi firme di campioni, esperti, giornalisti, si rivolgono a giovani e adulti, avviano un discorso serio a livello pedagogico e culturale. Dodici manuali illustrati con pertinenti foto a colori e in bianconero, che rivelano il responsabile impegno della SEI per la gioventù . Non resta che elencarli, aggiungendo poche parole per i quattro volumi usciti nel 1980 . • Più sport, più salute, di í Vittorio Wiss (direttore del Centro di medicina dello sport, a Torino) . A chi serve lo sport? Che sport praticare da bambini, giovani, adulti? Lire 3 .000 . • La ginnastica, di Ezio Meda ( Ispettore tecnico della Federazione ginnastica italiana) . Un vademecum per chi intende praticare questa severa ed elegante disciplina artistico-sportiva . Pag . 190, lire 6 .000 . • L'atletica, di Paolo Rosi (il noto telecronista sportivo del TG1) . Racconta le vicende dell'atletica leggera nell'intero arco della sua storia, e riferisce i vari primati . Lire 6 .000 . • Il nuoto, di Alfredo Provenzali (anch'egli noto cronista sportivo) . La storia del nuoto e dei suoi record, narrata con scioltezza di stile e completezza di informazione . Lire 6 .000 . • Italia azzurra, di Aldo Giscardi. Pag . 160, lire 4.500 . • I piloti della Ferrar! di Michele Fenu. Lire 5.500. '1 Tutto il ciclismo, di Claudio Ferretti. Lire 5 .500 • Noi e lo sci, di Gros & Thoeni. Lire 5 .000. r lo e la corsa, di Niki Lauda . Lire 4 .000 . • lo e il tennis, di Adriano Panatta . Lire 5 .000 . • Il mio Torino, di Orfeo Pianelli. Lire 4 .000 . • lo portiere, di Dino Zoff. Lire 5 .000 . 19 VALENTINI EUGENIO Don Giuseppe Quadrio modello di spirito sacerdotale LAS 1980, pag. 290, lire 8 .000 L'autore ha messo insieme in un paziente mosaico «briciole di ricordi, di carte sparse, di prediche spesso incompiute», precisando : «Siamo convinti che non riusciremo mai a riprodurre lui, quale egli fu» . Davvero don Quadrio rimane, anche per chi lo frequentò a lungo, sotto tanti aspetti insondabile nella sua statura di sacerdote e plasmatore di salesiani . Mons . Faresin, vescovo missionario che lo ebbe compagno in gioventù, ha proposto che si introduca la causa di beatificazione . E a fine lettura del libro non si può che convenire con lui . CRAIG MARY Un uomo da un paese lontano Ritratto di Giovanni Paolo il LDC 1980. Pag. 176, lire 4.000 Sette ristampe e cinque traduzioni in un anno . Protagonisti del libro sono Karol Wojtyla e la Polonia . E' sì la biografia del Papa attuale, ma non una delle tante. Il suo taglio particolare la riscatta : non si può conoscere un uomo staccandolo dal paese in cui è vissuto per tanti anni, e di cui incarna gli aspetti più profondi . Questo è il segreto che spiega il successo del libro . 5 26 OTTOBRE 1980 : DON LUIGI ORIONE E' BEATO L'alunno che portò a Don Boscc tre quaderni di peccati Alla gioia dei suoi figli spirituali per la beatificazione di Don Orione, si associa tutta la Famiglia Salesiana . E in particolare gli Exallievi, che lo considerano «uno dei loro», il primo exallievo beato . Ecco tre aspetti della sua vita : gli anni trascorsi alla scuola di Don Bosco, il suo lavoro in stile salesiano tra i giovani, la sua amorosa sfida alla Provvidenza . La « stagione felice » e della sua vita Pontecurone, 1886 . Don Michele, il parroco, ha una buona notizia per Luigi Orione (14 anni) : «Quest'autunno Don Bosco ti accetterà a Valdocco nel suo Oratorio» . Don Bosco in quei tempi è un nome magico . Ha ormai più di settant'anni, e vive i suoi ultimi giorni luminosi di bontà e di santità . Luigi è felice di poterlo conoscere . A ottobre arriva a Torino, scende a Valdocco, e si affaccia al gran cortile dove giocano in un chiasso indiavolato più di 400 ragazzi. Cominciano così i tre anni che un giorno chiamerà «la stagione felice» della sua esistenza . La vita austera, il molto lavoro, non gli fanno paura. Primeggia presto negli studi, primeggia nella bontà . E' affascinato, incantato da Don Bosco . Quando il Santo scende in cortile - sempre più raramente ormai - i giovani a decine, a centinaia si serrano attorno contendendosi i posti vicino, gioiosi di ricevere da lui una parola . Orione si spinge sempre tra i primi . Don Bosco lo fissa, gli sorride, gli domanda se la luna al suo paese è grande come a Torino, e quando lo vede ridere gli dice con amichevole ironia : «T'ses propri 'n fa fiuché» (Sei proprio uno che fa nevicare, un sempliciotto) . Tre quaderni di peccati . Luigi ha 6 un grande desiderio : vorrebbe confessarsi da Don Bosco . Come fare? Don Bosco è allo stremo delle forze : confessa soltanto alcuni salesiani e gli alunni dell'ultima classe . Ma Luigi ottiene questo singolarissimo privilegio, e si prepara seriamente . Narrerà don Orione stesso : «Nell'esame di coscienza che feci, rempii tre quaderni» . Per non tralasciare nulla aveva consultato alcuni formulari. Ricopiò tutto, e si accusò di tutto . A una sola domanda aveva risposto negativamente : «Hai ammazzato?» . «Questo no!» scrisse. Poi con i quaderni in tasca, una mano sul petto, occhi bassi, si accodò agli altri attendendo il suo turno . Tremava per l'emozione . «Che dirà Don Bosco, quando leggerà tutto questo?», e con la mano tastava i quadernetti . Toccò a lui. Si inginocchiò ai piedi del Santo . Don Bosco lo guardò sorridendo : «Dammi i tuoi peccati» . Il ragazzo tirò fuori il primo quaderno . Don Bosco lo prese, sembrò soppesarlo un attimo, poi lo stracciò . «Dammi gli altri». Anche gli altri due fecero la stessa fine : stracciati . Il ragazzo stava a guardare un po' disorientato . Poi si ricordò : Don Bosco legge nelle coscienze, non ha bisogno di leggere nei quadernetti per sapere . .. « E adesso la confessione è fatta - disse il Santo -. Non pensare mai più a quanto hai scritto» . E gli sorrise. Luigino non potrà mai più dimenticare quel sorriso . A quella confessione seguirono al- Luigino a 16 anni, alunno di Don Bosco (foto del 1888) . tre . Un giorno Don Bosco lo guardò fisso negli occhi : «Ricordati che noi due saremo sempre amici» . Sei piccole ostie. Nel gennaio del 1888 Don Bosco era alla fine, si temeva di perderlo da un momento all'altro . L'Oratorio era caduto in un silenzio fatto di trepidazione e di attesa. Si sussurrava, si parlava sottovoce . I ragazzi durante le ricreazioni facevano frequenti puntate in chiesa. Gli sguardi si appuntavano verso la cameretta di Don Bosco . La mattina del 29 gennaio, l'antico segretario di Don Bosco, don Gioacchino Berto, uscì dalla sacrestia per celebrare la messa accompagnato da sei ragazzi . Vicino al calice, un foglio con queste parole : « O Gesù Sacramentato, Maria Ausiliatrice dei Cristiani, san Francesco di Sales nostro patrono, i poveri sottoscritti (e seguivano i nomi di sei giovani, al secondo posto quello di Orione) al fine di otte- nere la conservazione del loro massimo padre e superiore Don Bosco, offrono in cambio la propria vita» . Sulla patena, attorno all'ostia grande del sacerdote, facevano corona sei ostie piccole. A distanza di anni don Orione ricordando il fatto si commoveva : « Il Signore, a mia confusione, mi concesse di essere uno di quei sei» . E se avesse perduto il dito? Don Bosco morì il 31 gennaio, all'Ave Maria, dicendo : «Dite ai miei ragazzi che li aspetto tutti in Paradiso» . La sua salma, vestita dei paramenti sacer- dotali, venne esposta alla venerazione dei torinesi nella chiesetta di San Francesco di Sales . Alcuni giovani, fra cui Orione, furono incaricati di soddisfare le richieste dei fedeli - ed erano moltitudini - desiderosi che oggetti di devozione o personali venissero a contatto con la salma di Don Bosco . A un tratto Orione ebbe un'idea : correre in refettorio, afferrare una pagnotta, tagliarla, mettere i pezzi di pane a contatto con Don Bosco e portarli poi in infermeria ai compagni malati. Non ci pensò su due volte . Corse in refettorio, prese una lunga forma di pane e cominciò ad affettarla. Nella fretta e nella furia, ferì profondamente in malo modo l'indice della mano destra (Don Orione in molte azioni era mancino) . Il sangue cominciò a sgorgare abbondante ; il dito ricadeva su se stesso . . . Il ragazzo ne fu atterrito : il dolore non gli importava niente, solo una cosa lo preoccupò vivamente : se avesse perso il dito, avrebbe ancora potuto diventare prete? Vagamente ricordava che una mutilazione del genere poteva diventare un impedimento molto grave . Che fare? Luigi avvolse il povero dito nel fazzoletto, lo strinse alla meglio con l'altra mano, e volò da Don Bosco . «Corsi in chiesa e toccai il corpo di Don Bosco con il dorso della mano destra. . . Il sangue imbrattò Don Bosco, e la ferita si saldò» . Si saldò così bene che Luigi potè servirsi sempre dell'indice destro come prima, senza risentirne alcun disturbo . L'ultima volta che don Orione raccontò l'episodio era nel 1940, poche settimane prima della sua morte ; concluse mostrando la mano : «1888, 1940 : la cicatrice è ancora qui» . Sempre amici . I tre anni trascorsi all'Oratorio furono per don Orione la miniera inesauribile a cui attinse sempre a piene mani. E Don Bosco fu l'amico e il confidente di tutte le ore . «Mi accompagna passo passo nella mia opera - diceva - con le grazie più straordinarie . Non per niente mi ha detto : "Saremo sempre amici"» . Diceva : «Tutto quello che voi vedete in me è il frutto di tre anni passati all'Oratorio di Don Bosco . La mia vocazione si è sviluppata in quest'atmosfera satura di pietà e di amore di Dio . Don Bosco faceva trovare attorno a noi un soffio di affetto santo » . Diceva : « Don Bosco? Camminerei sui carboni accesi per vederlo ancora una volta e dirgli grazie! » Non diventò salesiano . Il Signore lo aveva dotato di uno spirito eccezionalmente originale, perché percor- resse un cammino tutto suo . Ma la «stagione felice» della sua vita lo aveva segnato per sempre, e rimase salesiano nell'anima, fino in fondo . Salesiana fu anche la sua ultima «buona notte», quattro giorni prima di morire, ai suoi figli spirituali . Cominciò dicendo : «Cari figlioli, sono venuto a darvi la buona notte : potrebbe essere l'ultima» . E concluse così : «Evitate a costo di qualsiasi sacrificio il peccato, tutti i peccati . "La morte ma non peccati", diceva Savio Domenico . In queste parole del discepolo più caro a Don Bosco, c'è tutto lo spirito di Don Bosco, c'è tutto quel che il Signore vuole da me e da voi . Dunque addio, cari figlioli» . Una veramente grande perché li sorriso potesse essere Il più cordiale possibile : don Orione nella maturità . LE TAPPE DELLA SUA VITA Orione don Luigi, Beato . Quarto figlio di Vittorio, selciatore di strade, e Carolina Feltri, contadina . 1872, 23 giugno. Nasce a Pontecurone (AL) nel rustico della villa di Urbano Rattazzi, dove abitano i genitori . 1885 . Tredicenne, pensa di diventare francescano ed entra nel convento di Voghera . Colpito da polmonite, deve tornare a casa. 1886, 4 ottobre . Entra nell'Oratorio di Valdocco . Si confessa da Don Bosco . 1888, gennaio . Don Bosco è morente : in cambio della sua guarigione, Luigi con altri fa l'offerta della vita al Signore . 1889 . Entra nel seminario di Tortona . 1892 . Fonda un oratorio festivo . 1893 . Ancora chierico, fonda a Tortona un collegio per vocazioni povere . 1895, 13 aprile. E' ordinato sacerdote . Quell'anno i ragazzi più grandi del suo collegio indossano la talare : sono il primo nucleo della sua futura congregazione (Piccola Opera della Divina Provvidenza) . Lo «strano prete» • di Ignazio Silone Come Don Orione avvicinava i giovani? Si deve alla penna acuta di Ignazio Silone una pagina di pedagogia viva : il racconto del suo incontro di ragazzo sedicenne e ribelle con quello «strano prete» che sconvolse e cambiò la sua esistenza . L'espulso . Nato nel 1900 in una famiglia di piccoli artigiani, Ignazio Simone nel 1915 aveva perso genitori fratelli e casa nel terremoto della Marsica. La nonna lo aveva messo in un collegio romano, «diretto da zelanti religiosi . Ora avvenne che un giorno, senza premeditazione e motivi plausibili, fuggii dal collegio . Me ne andai semplicemente perché. . . vidi il cancello del cortile spalancato» . Tre giorni dopo era ripreso dai carabinieri, ricondotto in collegio, e avvertito dal direttore che veniva espulso . Ancora qualche giorno, e il direttore gli comunicò che la nonna aveva 1898, 8 settembre . Fonda la congregazione degli «Eremiti della Divina Provvidenza» . 1909, gennaio. Accorre a Messina e Reggio per soccorrere i terremotati . t Apre un'opera per gli orfani del terremoto . Il vescovo di Messina ottiene dal Papa la sua nomina a vicario generale t della diocesi, e don Orione è costretto a fermarvisi per tre anni . 1913. Invia i suoi primi missionari nel Brasile . 1915, 13 gennaio. Accorre nella Marsica, devastata dal terremoto . Ignazio Simone lo vede caricare gli orfani sull'auto del re. Lavora per 27 giorni consecutivi senza riposare su un letto, senza togliersi le scarpe dai piedi . 1915, 30 giugno . Fonda la congregazione delle «Piccole suore missionarie della carità» . 1916. Scrive al Papa perché esorti i popoli a fare la pace passando al di sopra dei governi . 1921 . Si reca in Brasile e Argentina a visitare i suoi missionari . 1927, 15 agosto . Fonda le «Suore Sacramentine non vedenti» . 1934-37. Secondo lungo viaggio in America : torna sfinito . 1940, 12 marzo . Muore a San Remo dove lo hanno mandato perché si rimetta in salute. 1943. Iniziano i processi diocesani per 1 la sua canonizzazione . 1956. Sono approvati i suoi scritti (16 volumi, 16 .000 pagine) . 1963. Viene avviato presso la Santa Sede il processo di canonizzazione . 1978, 6 febbraio . E' Venerabile . 1980, 26 ottobre . Giovanni Paolo Il lo dichiara Beato . 7 trovato un altro collegio : un certo don Orione era disposto a prenderlo nonostante il suo biasimevole passato . una certa ora della medesima sera . Ma quando un prete gli si avvicinò, non lo riconobbe : non era «quello strano e «Ti piace andare da don Orione? mi chiese il direttore -. Hai mai sentito parlare di lui?» «Oh, Sì», gridai entusiasta. Per spiegare la mia contentezza devo raccontare un episodio dell'anno precedente . Si era appena a pochi giorni dopo il terremoto . La maggior parte dei morti giacevano ancora sotto le macerie . I soccorsi stantavano a mettersi in opera . Gli atterriti superstiti vivevano nelle vicinanze delle case distrutte, in rifugi provvisori . Si era in pieno inverno, quell'anno particolarmente rigido . Nuove scosse di terremoto e burrasche di neve ci minacciavano . L'automobile del re. Una di quelle mattine grigie e gelide, dopo una notte insonne, assistei a una scena assai strana. Un piccolo prete sporco e malandato, con la barba di una decina di giorni, si aggirava tra le macerie attorniato da una schiera di bambini e ragazzi rimasti senza famiglia . Invano il piccolo prete chiedeva se vi fosse un qualsiasi mezzo di trasporto per portare quei ragazzi a Roma. La ferrovia era interrotta, altri veicoli non vi erano . In quel mentre arrivarono e vi si fermarono cinque o sei automobili . Era il re, con il suo seguito, che visitava i comuni devastati . Appena gli illustri personaggi scesero dalle loro macchine e si allontanarono, il piccolo prete, senza chiedere il permesso, cominciò a caricare sopra una di esse i bambini da lui raccolti. Ma, come era prevedibile, i carabinieri rimasti a custodire le macchine vi si opposero ; e poiché il prete insisteva, ne nacque una vivace colluttazione, al punto da richiamare l'attenzione dello stesso sovrano. Per niente intimidito, il prete si fece avanti, e col cappello in mano chiese al re di lasciargli per un po' di tempo una di quelle macchine, in modo da poter trasportare gli orfani a Roma . Date le circostanze, il re non potè non consentire . Osservai con sorpresa e ammirazione tutta la scena . Appena il piccolo prete col suo carico di ragazzi si fu allontanato, chiesi attorno a me : « Chi è quell'uomo straordinario?» Una vecchia che gli aveva affidato il suo nipotino, mi rispose : «Un certo don Orione, un prete piuttosto strano» . Ecco perché quando il direttore del collegio mi disse che don Orione era disposto a prendermi in uno dei suoi istituti, ne fui assai contento. Un asino della Provvidenza . Il gio- attraente da me visto l'anno prima tra le macerie del mio paese, ma un piccolo prete qualsiasi . . . Manifestai subito il mio dispetto, lasciando che si caricasse le mie valigie e fagotti, senza muovere un dito per aiutarlo . Dopo aver preso posto sul treno, il prete ci spiegò affabilmente che ci avrebbe condotto in un collegio di San Remo, e che avremmo viaggiato assieme l'intera notte e parte della mattina seguente . Era il primo viaggio importante della mia vita, ma non ne sentivo più alcun piacere, ero amaramente deluso . Dopo un po' il prete mi chiese se avessi con me qualcosa da leggere, e alla mia risposta negativa, mi domandò se desiderassi un giornale . « L'Avantii », gli risposi in tono secco e palesemente provocatorio . Allora conoscevo quel giornale solo di fama, come un foglio nemico della Chiesa . Era dunque difficile immaginare una richiesta più impertinente da parte di un collegiale . Senza scomporsi il prete scese dal treno, e poco dopo riapparve e mi porse il vane Silone espulso dal collegio doveva essere prelevato, insieme con un compagno, alla stazione di Roma a 8 Nel 1906 don Orione decise di andare missionario in America . Mille difficoltà allora glielo impedirono, ma non impedirono alla sua barba di crescere e diventare missionaria . giornale . Ne fui stupito e un po' anche mortificato . «Perché, - gli chiesi - don Orione non è venuto?» La mia osservazione lo sorprese . «Sono io don Orione - egli mi disse - . Scusami se non mi sono presentato» . Rimasi assai male all'inattesa rivelazione, mi sentii spregevole e vile . Balbettai alcune scuse per la mia presunzione, per avergli lasciato trasportare le valigie. Egli sorrise e mi confidò la sua felicità di poter talvolta portare valigie per ragazzi impertinenti come me . Adoperò anzi un'immagine che mi piacque enormemente e mi commosse . «Portare le valigie come un asinello», disse esattamente. E mi confessò : « La mia vera vocazione, è un segreto che voglio rivelarti, sarebbe poter vivere come un autentico asino di Dio, come un asino della Divina Provvidenza» . . . Rapitore di bambini . «Non hai sonno?» mi chiese don Orione, «Oh, no», lo assicurai . Così ebbe inizio fra noi un dialogo che, salvo qualche breve pausa al sopraggiungere d'altri viaggiatori, durò l'intera notte . Benché don Orione fosse allora già inoltrato nella quarantina e io un ragazzo di sedici anni, a un certo momento mi avvidi di un fatto straordinario : era scomparsa fra noi ogni differenza di età . Alla stazione di Civitavecchia alcuni viaggiatori entrarono nel nostro scompartimento . Erano stanchi e assonnati, e si disposero per dormire . Dopo che uno di essi spense le luci, lasciando accesa solo una debole lampadina azzurrognola, i tratti di don Orione riacquistarono una somiglianza con quelli del prete da me visto l'anno prima nel mio paese . Glielo dissi, gli ricordai la circostanza delle automobili reali, e perché, poco prima, avessi stentato a riconoscerlo . «Ti credo senz'altro - egli mi disse - . Quel giorno dovevo aver l'aria d'un brigante» . «Un brigante rapitore di bambini», aggiunsi ridendo . Egli mi raccontò le faticose peripezie di quelle giornate, dall'uno all'altro dei villaggi distrutti dal terremoto . Il disastro gli era apparso ogni giorno più vasto di quello che in principio si era detto ; le comunicazioni con i villaggi di montagna erano lente e difficili per la neve e i lupi ; e dall'altra parte ogni ritardo nei soccorsi aumentava il numero delle vittime . Aveva impiegato ventisette giorni a percorrere l'intera contrada . Non era mai andato a letto e non aveva conosciuto un'intera notte di riposo, ma solo qualche ora su giacigli improvvisati, senza togliersi le scarpe dai piedi per non rischiare il congelamento . Appena aveva raggruppato un certo numero di orfani o di ragazzi abbandonati, li trasportava a Roma ; e poi tornava immediatamente sui luoghi del disastro per cercare di salvarne altri . . . Dio non è solo in chiesa . Sentivo un piacere infinito a udirlo parlare in quel modo ; provavo una pace e una serenità nuove. « Non sei stanco? », mi chiese a un certo momento . «Non vuoi cercare di dormire? » « Vorrei che questo viaggio non finisse mai», riuscii a balbettare . Ciò che di lui nel ricordo mi è rimasto più impresso, era la pacata tenerezza dello sguardo . La luce dei suoi occhi aveva la bontà e la chiaroveggenza che si trova talvolta in certe vecchie contadine, in certe nonne, che nella vita hanno pazientemente sofferto ogni sorta di triboli, e perciò sanno o indovinano le pene più segrete . In certi momenti avevo proprio l'impressione ch'egli vedesse in me più distintamente di me ; ma non era un'impressione sgradevole . «Ricordati di questo - mi disse a un certo momento - : Dio non è solo in chiesa . Nell'avvenire non ti mancheranno momenti di disperazione . Anche se ti crederai solo e abbandonato, non lo sarai . Non dimenticarlo» . A Genova dovevamo cambiare treno e aspettare la coincidenza per Ventimiglia. Pioveva a dirotto, tuttavia don Orione insisté per mostrarmi almeno una parte della città . « Ma lei è certamente stanco» gli obbiettai . «A partire da una certa età - mi spiegò sorridendo - non si hanno più piaceri propri, ma riflessi . I padri gioiscono del piacere dei figli» . Una lettera di 12 pagine . Quando, all'avvicinarsi di San Remo, don Orione mi spiegò che mi avrebbe presentato al direttore del collegio e che sarebbe ripartito la sera stessa, sentii una dolorosa stretta al cuore, che cercai di nascondere . Ecco, così è la vita, pensavo . Appena ci si affeziona a qualcuno lo si perde . Arrivammo a San Remo verso mezzogiorno, in pieno sole, e per me fu uno spettacolo interamente nuovo e d'indimenticabile splendore . La sera, nel momento in cui Don Orione doveva ripartire, udii ch'egli incaricò qualcuno di cercarmi per l'addio ; ma io mi nascosi. Non volli che egli mi vedesse piangere. Nel buio riflettevo su quello che mi era accaduto ; sapevo che col passare degli anni l'avrei meglio capito . Pochi giorni dopo, la mattina di Natale, ricevetti la prima lettera di don Orione : una lunga, affettuosa, straordinaria lettera di dodici pagine . « Io aspetto da lui una risposta a delle questioni amministrative urgenti, e non la ricevo - scappò detto al direttore consegnandomi la lettera - . E a te invece, guarda un po', scrive una letterona » . «Sì, è un uomo veramente strano», dovetti convenire . Questo il racconto commosso di Ignazio Silone, nel capitolo forse più bello del libro autobiografico «Uscita di sicurezza», qui condensato con larghi colpi di forbici . La vita porterà Ignazio Silone molto lontano da don Orione : nel 1921 egli sarà tra i fondatori del Partito Comunista Italiano, poi un giorno disilluso gli volterà decisamente le spalle (questo è il senso del titolo «Uscita di sicurezza» . Ma - è stato osservato nelle vicende personali come pure nella produzione letteraria, una cosa in lui apparirà evidente : la dimensione religiosa della vita. Insomma la verità appresa quel giorno da don Orione : «Ricordati che Dio non è solo in chiesa . Anche se ti crederai solo e abbandonato, non lo sarai» . In questo quadro del 1936, don Orione viaggiatore impenitente è ritratto nell'abbigliamento giusto : con il cappello e la mantella . 3 Porrò inimicizia • fra te e i soldi Tra il 1934 e il '37, don Orione visitò l'America per animare le sue opere sorte oltre Atlantico . Un giorno gli giunse da Milano la lettera di un amico : il card . Schuster. Egli sapeva come l'infaticabile prete era capace di far sorgere opere grandiose senza mai disporre personalmente di un soldo . Gli scrisse : «Se tornerà dall'America con del denaro, non la riconoscerò più per don Orione» . «Quando m'è giunta la lettera raccontò un giorno lo stesso don Orione - ho passato un bel quarto d'ora di allegria, poiché proprio in quel momento ero anche senza scarpe, obbligato a non poter uscire dalla camera . Nel ringraziare il Cardinale ho potuto tranquillizzarlo, dicendogli : "Se dall'Italia qualche anima buona non penserà a pagarmi il viaggio, non so se e quando potrò ritornare"» . E concluse il racconto quasi sillabando : « Pare che il Signore mi abbia detto : porrò inimicizia fra te e i soldi » . Questa fu la verità di tutta la sua vita . Gli Orione abitavano una casa poverissima, la parte rustica della villa di Urbano Rattazzi, l'uomo politico che era stato capo del governo italiano nel 1862 . Un giorno vedendo il piccolo Luigi in fasce tra le braccia della madre, Rattazzi gli mise un dito tra le manine e disse : «Che cosa ne faremo? Magari un generale . . . » . Ma lui stesso sapeva che qualunque carriera era un sogno proibito per una famiglia povera . Racconterà un giorno don Orione : «Mia madre mise a me, che ero il quarto figlio, i vestiti del mio primo fratello che ha 13 anni di più . Povera donna, quei vestiti li aveva tutti fatti passare ai tre prima di me . Ma ci ha cresciuti bene e all'onore del mondo, come si dice, tutti gli stracci li sapeva combinare e ci cavava dei vestiti, e la famiglia trionfava nella povertà onesta e discreta» . I sotto-poveri . A 10 anni Luigi andò a inginocchiarsi con zappetta e martello accanto al papà selciatore, e cominciò a fare il selciatore pure lui. Si lavorava anche quando piovigginava, e la nebbia pesante rendeva grigie e tristi le giornate . Mamma gli aveva comperato un ombrello, perché à dieci anni è duro lavorare sotto la pioggia . Ma una sera si vede tornare a casa il suo ragazzo bagnato fino alle ossa . «E l'ombrello? Dove 1' hai messo?» «Mamma - balbettò arrossendo un poco -, ho incontrato un vecchio che andava per la strada tutto bagnato di pioggia. E ho pensato di darglielo» . I sotto-poveri : Luigi li scopre in quegli anni per la prima volta, e ne rimane sconvolto . Sta picchiettando sulle pietre quando passa per la strada un essere deforme, quasi mostruoso. Più che camminare si trascina . Il ragazzetto lo fissa con pena, ma non con paura . Quello si ferma e gli chiede un pezzo di pane per amor di Dio. Luigi cava dalla tasca la sua colazione, e gliela dà tutta . Quando ha finito lo aiuta a mettersi in piedi, e lo accompagna sulla strada . Papà ha visto tutto, ora vede il suo ragazzo lontano, sempre più lontano, e gli grida di tornare indietro . Quando ce l'ha accanto brontola : «Ma dove volevi andare? » Il ragazzo non sa . Ma dietro quei sotto-poveri andrà per tutta la vita . Il parroco don Michele vede quel ragazzino che vuol bene ai poveri, e d'inverno (quando i selciatori sono disoccupati) gli dice : «Vuoi venire 9 con me?» Lo porta nelle casupole dei malati, dei vecchi, dove la miseria è squallida, dove la disperazione prende alla gola . Luigi vede cosa può fare un sacerdote, in silenzio, senza far chiasso, per questi fratelli emarginati. « Avevo pochi anni - dirà un giorno don Orione - eppure ho ancora negli occhi e nell'anima l'immagine di quel sacerdote» . Scommettendo sulla Provvidenza . Anche il chierico Luigi Orione, come il chierico Giovanni Bosco, incontra infinite difficoltà a diventare prete . Ma da bravo exallievo di Don Bosco, mentre studia nel seminario di Tortona è sempre in mezzo ai ragazzi, loro capo indiscusso . Li porta a giocare e a pregare, lascia che invadano la sua stanzetta e buttino tutto all'aria . E certe persone «per bene» cominciano a brontolare, a soffiare negli orecchi del vescovo : «Quel chierico che gira per Tortona con una banda di ragazzi che fanno un chiasso della malora, sarà del tutto centrato?» E al chierico Orione fanno capire che doveva sgombrare la sua stanzetta . La sgombrò senza fare drammi . «Ragazzi - disse -, devo darvi una brutta notizia . Siamo sfrattati . Preghiamo la Madonna che ci faccia trovare presto un altro locale per radunarci» . Un giorno chiede al vescovo che lo autorizzi ad aprire un collegio . «Caro Luigi - risponde il Vescovo, per fondare un collegio come dici tu ci vogliono soldi, tanti soldi . E bisognerà prendersi sulle spalle un sacco di fastidi» . «A voi eccellenza - risponde - domando l'approvazione e la benedizione . Nient'altro. Al resto ci penserà la Divina Provvidenza» . Il vescovo sorride e scuote la testa : «Va bene . Ti do l'approvazione e la benedizione . Vediamo cosa combinerai» . Ma prima di sera qualcuno ha di nuovo «soffiato» nelle orecchie del vescovo : «Lei si fida di quel mezzo matto? Gli lascia fondare un collegio che non è nemmeno prete? E i debiti chi li pagherà? Lei?» Monsignore s'è spaurito e manda in fretta a chiamare il chierico. «Senti, Orione . Ci ho pensato su . Poche ore fa ti ho dato la mia approvazione, ma ora la ritiro» . «Me ne dispiace molto, eccellenza . Tanto più che ho già trovato la casa, ho pagato l'affitto per tutto il primo anno, e ho accettato i due primi alunni» . «Come, come?» Il vescovo si fa raccontare tutto . Rimane sbalordito . In un paio d'ore questo chierico . . . Ha fatto male a dar retta ai soffiatori . «Inginocchiati - gli dice - . Ti darò di nuovo la mia benedizione . E non te la toglierò mai più» . Così il chierico Orione ha comin10 ciato, scommettendo sulla Provvidenza. E quel che ha cominciato si chiamerà « Piccola Opera della Divina Provvidenza» . Nella casetta che funge da collegio il chierico Orione non ha né una camera da letto né una direzione . Un atrio all'ingresso gli serve per tutto . Ha un tavolinetto ingombro di fatture, di lettere, di note di pagamento . Perché ai ragazzi bisogna dar da mangiare tre volte al giorno, almeno . Ma la Providenza ci pensa sul serio . Pane, minestra e polenta a volontà LE SUE CONGREGAZIONI Don Orione è fondatore di quattro congregazioni religiose, due maschili e due femminili : • Piccola Opera della Divina Provvidenza (Direzione Generale : via Etruria, 6, 00183 Roma) . Scopo: «Diffondere la conoscenza e l'amore di Gesù Cristo, della Chiesa e del Papa, mediante l'apostolato della carità tra i piccoli, i poveri e le classi lavoratrici» . I «Figli della Divina Provvidenza» sono oggi 1 .050, in 203 case . • Piccole Missionarie della Carità (Direzione Generale via Monte Acero, 5, 00141 Roma) . Accolgono nei loro ospedali, detti «Piccoli Cottolengo», gli irricuperabili rifiutati da altre istituzioni . Le suore sono 875, con 121 opere . • Suore Sacramentine non vedenti . Si consacrano nell'adorazione perpetua, «offrendo a Dio la privazione della vista per i fratelli immersi nelle tenebre dell'errore» . Sono una quarantina, in cinque comunità : due in Italia e una rispettivamente in Spagna, Argentina e Brasile . 1 Eremiti della Divina Provvidenza . «Vivono separati dal mondo, in luoghi solitari, per attendere unicamente alla preghiera e al lavoro» . La loro congregazione, che accetta anche i ciechi, ha oggi tre Eremi : due in Italia e uno in Polonia. .IBRI PER CONOSCERE ION ORIONE Una biografia completa PAPASOGLI GIORGIO Vita di Don Orione Ed . Gribaudi 1974 . Pag . 546 . Una biografia per ragazzi BROCCATI STRADELLA ANGIOLA Don Orione Ed . Messaggero, Padova . Pag . 156 Un agile opuscolo BOSCO TERESIO Don Orione Collana Eroi . Ed . LDC . Pag . 40 . non mancano mai sulle tavole . A sera, quando i ragazzi sono andati a riposo, lui si getta sopra una panca della cucina e si addormenta . . . In villeggiatura per ricchi. Il suo braccio di ferro con la povertà durerà tutta la vita . Perché mentre gli altri la fuggono, egli la cerca . Nel 1908 corre tra i terremotati di Reggio e Messina . Per giorni e giorni svolge un'attività monotona, sempre uguale e sempre tragica : scavare nelle macerie, estrarre vivi e morti, confortare feriti, seppellire i cadaveri . La pioggia batte uggiosa e senza fine, trasforma strade e macerie in fango . Il freddo, nelle notti, è penoso . Il vento che arriva dallo Stretto mette i brividi . Don Orione ha la veste infangata, il cappello che come una grondaia bucata gli rovescia un filo d'acqua sulla schiena, gli occhi rossi di sonno e di febbre . Dorme qualche ora quando non ne può più, al riparo di qualche muro, con una pietra per guanciale . Quando arriva da Roma la Missione Pontificia per distribuire sussidi ed erigere scuole e ospizi, viene chiamato a far parte dell'organizzazione. Don Orione obbedisce . Mette la sua centrale in un carrozzone abbandonato sui binari della ferrovia, uno di quei vagoni merci su cui sta scritto : «Cavalli otto - uomini quaranta» . Le stesse scene si ripetono nel 1915, per il terremoto della Marsica . Ma tutta la sua vita è una sfida alla miseria . Fino in fondo . Nel marzo 1940 è agli estremi, vuole morire in piedi . Il medico che lo visita dice chiaro che il clima rigido di Tortona non è adatto per lui. La sua congregazione ha una casa a San Remo, e il medico insiste : «Credo proprio che lei debba andare a trascorrervi qualche settimana di convalescenza» . Ma San Remo è luogo di villeggiatura per ricchi . . . Un breve silenzio, poi : «A San Remo, no! Io voglio stare tra i poveri . Voglio andare a morire tra i poveri, all'istituto di Borgonuovo . Là ci sono tanti ragazzetti senza nessuno, abbandonati, raccolti dalla Provvidenza . Voglio morire tra quei figli, in una casa che vive e pratica la povertà» . «E' un atto di obbedienza quello che le chiediamo» . Don Orione china il capo : se si tratta di obbedire, partirà . Una macchina lo porta in riviera il 7 marzo . Ma in quel luogo di villeggiatura per ricchi rimane il meno possibile : cinque giorni, e poi se ne va in cielo . Dove lui povero ha accumulato i suoi tesori . ∎ Libero adattamento di Ferruccio Voglino da «Don Orione» di T. Bosco (LDC) e « Uscita di sicurezza» di I. Silone (Ed Valecchi, 1969) . KOREA DEL SUD 60 regali della polizia A Seoul la polizia ha fatto ai salesiani 60 regali : 60 ragazzi racimolati raschiando il fondo della società. E con quella primizia i salesiani di Seoul nello scorso dicembre hanno inaugurato il «pensionato giovani operai» di Shintorim Dong . Sono ragazzi dai 12 ai 18 anni, tutti con un passato di abbandono, di delinquenza, magari di malattia . I loro curricoli sono a volte penosi . Basti uno per tutti, quello di Park Jay . «Parkk Jay ha compiuto 18 anni nel maggio scorso . Non sa nulla dei genitori . A 3 anni era stato adottato da due coniugi anziani ; a 8 fuggì di casa perchè non gli davano abbastanza da mangiare . Venne a Seoul, fu pescato dalla polizia e mandato al riformatorio . Di lì scappò quando aveva 10 o 11 anni, e andò a Pusan dove fu di nuovo preso, e messo nella Città dei Ragazzi tenuta dalle Suore di Maria . Sei mesi dopo scappò anche di lì e lavorò per qualche tempo in una fattoria vicino a Iri . A questo punto, come il figliol prodigo decise di ritornare dai genitori adottivi che rifiutarono di accoglierlo. «Allora si trovò qualche lavoruccio in osterie e ristoranti poco lontani da casa . Così per tre anni, poi se ne andò a Taegu dove finì nelle mani di una banda di straccivendoli, fu sonoramente picchiato e costretto a far parte del loro gruppo . Poi passò a un clan peggiore che lo iniziò al furto con scasso . Fu colto sul fatto, processato, e inviato al riformatorio» . Scontata la pena, la polizia ha affidato Pak Jay alla custodia di Don Bosco . Ora va a scuola col massimo impegno, deciso a diventare buon falegname . Le scarpe restano fuori, tutte bene in fila : i pavimenti koreani sono soffici e caldi . Padre John F. Trisolini, Il salesiano che si occupa del 60 ragazzi dei pensionato, è contento dei suoi nuovi amici, perché sa che Don Bosco cominciò proprio con ragazzi della loro risma . Un angolo del moderno laboratorio di falegnameria, dove i ragazzi imparano un mestiere. Ma c'e anche un angolo in cui si gioca tranquilli con i complicati scacchi koreani . Eccoli, alcuni dei 60, seduti o distesi sul tappeto soffice, secondo la loro moda : sono intenti a fare i compiti e a studiare. La società li emarginava, Don Bosco ora Il aiuta a diventare uomini . GERMANIA * QUATTRO SUORE IN «MISSIONE» SPECIALE Qual è il lavoro della Missione? «Si A servizio dei f rate. i . ...' r t' In base al numero dei lavoratori emigrati, i vescovi erigono le « Missioni» : ciascuna ha un sacerdote direttore ; se gli emigrati sono numerosi lo aiutano altri sacerdoti, suore e laici . Ecco come quattro FMA lavorano in Germania tra gli emigrati croati, italiani e spagnoli n seguito alla crisi economica del 1974 il tipo di emigrazione in Germania si è rapidamente mutato : aperto a uomini soli e temporaneo prima, si è oggi cambiato in familiare e stabile . Questo fenomeno ha complicato la situazione già molto precaria degli emigrati ; ha creato una serie di gravi problemi riguardanti i figli, i loro studi e Ja loro educazione . La Chiesa, sempre madre, è presente con tenerezza vigile e concreta. In conformità al numero dei cattolici esistenti nelle singole zone, i vescovi tedeschi erigono le Missioni : ciascuna di esse viene affidata a un sacerdote che ne è il d?rettore . Se il numero dei fedeli lo esige, egli è coadiuvato da altri sacerdoti, da suore e laici impegnati. Quattro Figlie di Maria Ausiliatrice lavorano a tempo pieno nelle Missioni per gli emigranti di Germania : suor Giulia Vidmar e suor Maria Silvestrin a Rosenheim nella diocesi di Monaco, suor Iluminada Iglesias e suor Maria Jesús Goffi a Essen e Werdohl . La loro esperienza è interessante ; ecco che cosa raccontano . Suor Giulia . «Rosenheim - spiega suor Giulia - si trova nelle alture della Baviera, a circa 50 km da Monaco, verso il confine austriaco e le Alpi . Gode di un clima piuttosto montano, e per la sua amena posizione è nota come cittadina turistica . Il suo nome è suggestivo : "Casa delle rose", e ben si addice alla bellezza del luogo » . no a casa : viaggiano di notte per rimanere più a lungo in famiglia . Ci sono poi giovani sposi con uno o due bimbi in Germania e qualche altro affidato ai parenti in patria . Situazioni penose, che ciascuno spera transitorie . In realtà chi arriva pensa di fermarsi solo uno o due anni, ma poi le circostanze lo costringono a restare più del previsto» . Quali sono le difficoltà più comuni che l'emigrante incontra nella nuova patria? «La carenza culturale-forma- tiva, che gli rende faticoso l'inserimento nel campo del lavoro e nella società ; il deficit linguistico che lo emargina dai rapporti con quanti lo circondano e gli genera lo shock di non capire e di non farsi capire ; la solitudine e la nostalgia, se non ha parenti ; numerosi problemi da risolvere se ha con sé la famiglia» . cerdote che è anche parroco, da me, da un diacono tedesco ma che conosce bene la lingua croata e la storia della Chiesa in Croazia, da un assistente sociale e dalla sua famiglia . La Missione è stata eretta il 12 settembre del 1973 dalla diocesi di Monaco. Rosenheim è la sede, ma l'azione pastorale si estende a molti altri paesi : Bad Aibling, Chiemsee, Innthal, Waldkreiburg, Muhldorf e Wasserburg : in tutto 130 parrocchie» . Quali responsabilità le sono affidate? «La catechesi dei fanciulli e dei giovani ; la preparazione liturgica domenicale ; l'organizzazione del tempo libero con relative recite, feste, concerti . I bambini croati cantano volentieri e parecchi hanno familiarità con uno strumento musicale» . Dove abita, se le Figlie di Maria Ausiliatrice non hanno case a Rosenheim? «Insieme a suor Maria Silve- strin faccio parte della comunità di Monaco "Santa Ermelinda" . A Rosenheim disponiamo d'un appartamento, ma la sera di ogni domenica rientriamo a Monaco per ripartire il martedì pomeriggio » . Suor Maria . « Complessivamente in Germania - spiega suor Maria - le Missioni cattoliche per emigranti sono novantanove. In esse lavorano 144 sacerdoti e 80 suore di 15 congregazioni » . « Nella diocesi di Monaco esistono per loro due Missioni cattoliche : una a Monaco e una a Rosenheim . La prima conta 22 .000 fedeli, la seconda un numero più limitato ma sparso su una circoscrizione molto vasta, per cui risulta scomodo e faticoso avvicinare i destinatari . Per raggiungere i più lontani bisogna affrontare viaggi di 60 o 70 km» . l'edilizia o nell'industria delle scarpe e del legname ; molti lavorano negli ospedali, negli alberghi, nei ristoranti e nel commercio » . Si fermano a lungo gli italiani in Germania? «Alcuni dei miei assistiti Di che nazionalità sono i gruppi più forti? «Turchi, italiani, croati . Io la- 36 L'équipe di lavoro a cui lei appartiene, da chi è formata? «Da un sa- Lei è italiana e quindi si interesserà degli italiani ; come sono assistiti? In che tipo di lavoro sono occupati gli emigranti? «La maggior parte nel- voro fra questi ultimi, che sono miei connazionali . Molta gente appartiene al ceto medio, ma raramente può esercitare in Germania la sua professione . Essendo la zona vicina al confine, quelli che sono venuti da soli ogni due settimane o più spesso van- potrebbe definire lo sforzo della Chiesa di stare vicino all'uomo perché quest'uomo, veramente sperduto, si senta meno solo . La Chiesa si fa pellegrina, e affiancandosi all'emigrante lo consiglia, lo conforta, lo sollecita alla fiducia e alla speranza» . Festa grande a Rosenhelm (Germania), il 17.2.1980: viene benedetto e inaugurato il centro parrocchiale della « Missione Croata ., e suor Giulia Vidmar per l'occasione ha messo in ghingheri tutte le bambine croate . hanno già festeggiato il 25° di permanenza ; altri vi si trovano da 20, 15, 10 e 5 anni. Molti, ritornati per un certo tempo in Italia, hanno deciso un secondo soggiorno in Germania. Tuttavia si nota sempre un desiderio struggente della propria terra. Ben diversamente la pensano i giovani nati e vissuti in Germania. Fra l'altro, molti che hanno frequentato le scuole tedesche si troverebbero oggi in Italia senza un titolo» . Perché? Gli emigranti devono iscriversi alla scuola tedesca? «No . L'i- struzione dei bambini varia da zona a zona . Se il numero dei bimbi di un gruppo straniero è alto, vengono istituite classi in quella lingua, e i genitori possono fare una libera scelta . Ma, in caso contrario, tutti i bambini devono frequentare le scuole dell'obbligo in lingua tedesca . Così avviene a Rosenheim . Da questa situazione nasce la necessità che i bambini stranieri frequentino la scuola materna bilingue o tedesca, per trovarsi avvantaggiati in prima elementare» . Come accolgono gli emigranti la sua presenza? « Sempre con piacere : la suora è considerata da loro una persona di fiducia . Lavoro in questo campo già da cinque anni e posso definire la mia esperienza largamente Germania . Ecco perché la grande maggioranza di spagnoli che vive in Essen ha con sè la famiglia . Su tremila, solo una trentina non hanno ancora richiamato i propri cari» . Lei crede che questa gente non tornerà più in patria? « Certo che vi tor- nerà : vive di nostalgia. Gli spagnoli poi hanno saputo creare tutti i corsi di studio paralleli ai corsi tedeschi in lingua materna ; così i ragazzi, completato il curriculum, possono essere ammessi sia all'università tedesca che a quella spagnola . Questo favorisce il ritorno in patria anche a quei giovani che hanno studiato in Germania» . La Missione è un lavoro che impegna, che stanca? «Direi piuttosto un servizio che dà molta gioia . Suor Maria Jesús e io curiamo la catechesi e la formazione della gioventù . Le ragazze e le signore frequentano volentieri i corsi di taglio, cucito, ricamo : ogni due anni prepariamo una Anche i bambini e le bambine della . Missione spagnola . di Essen (Germania) sono in ghingheri : è il giorno della prima comunione . positiva . Provo una grande gioia nello spendere tempo ed energie in questo tipo di apostolato umile, semplice, ma molto fecondo» . Suor Iluminada. « Insieme con suor Maria Jesús, - spiega suor Iluminada - io svolgo azione pastorale a Essen ; i miei connazionali spagnoli che vivono in questa città sono in tutto tremila . Alcuni abitano un po' dispersi in vari quartieri, altri si sono radunati in zone particolari. L'emigrazione spagnola in Germania è antica, perché dal 1973 una legge nega l'entrata nella nazione a tutti gli emigranti di paesi che non appartengono al Mercato Comune . In questi ultimi anni è stato permesso di entrare solo ai familiari di chi già lavorava in bella esposizione . Nell'anno centenario delle Missioni salesiane abbiamo lanciato l'idea di fare qualcosa per i missionari : da allora un bel gruppo si riunisce periodicamente per incontri di preghiera, liturgie eucaristiche e ore di lavoro . Si sono spedite generose somme al lebbrosario di Vyasarpadi . Altre esperienze positive sono i raduni di fine settimana, a cui i ragazzi partecipano con vivo desiderio . e grande serietà» Suor Maria Jesús . «Due volte alla settimana - spiega suor Maria Jesús - mi reco alla Missione di Werdohl nel Markischer Kreis . Ha un'estensione di 1 .060 kmq e una popolazione di 425 .000 abitanti : 1500 sono spagnoli . Questo territorio è celebre non solo per la bellezza naturale dei boschi e dei laghi, ma anche per la laboriosità degli abitanti . E' una zona molto industrializzata. I nuclei spagnoli più numerosi si trovano a Werdohl, Altena, Plettenberg, Nachrodt e Lundenscheid . «La Missione ha sede a Werdohl sia perché qui è concentrata la colonia spagnola più forte, sia perché la città è in una posizione centrale rispetto alle altre . Per un certo periodo si è notata una tendenza a tornare in patria, ma la nuova situazione economica spagnola ha costretto gli emigranti a prolungare la loro permanenza in Germania» . Lei vive a Essen e lavora a Werdohl? « Sì . Faccio parte, insieme a suor Iluminada, della comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Essen, ma dal 1977 due volte per settimana raggiungo Werdohl . Mi occupo della gioventù svolgendo quelle attività che sono proprie di ogni centro di Missione ; vi aggiungo lezioni di matematica per gli adulti che si preparano a frequentare corsi professionali . Mi pare che in tutta la colonia si sia creato un clima di grande unità e di comprensione reciproca : è una vera gioia constatare che dal generoso sacrificio può nascere fede, serenità e coraggio per i nostri fratelli» . Le parole di Don Bosco . Il servizio agli emigrati non è nuovo per i Salesiani e per le Figlie di Maria Ausiliatrice . Affonda le sue radici nelle calde parole che Don Bosco rivolse nel 1975 al primo gruppo di missionari in partenza per l'America : «Vi raccomando con insistenza particolare la dolorosa posizione di molte famiglie italiane che numerose vivono disperse in quelle città, in quei paesi e nelle stesse campagne. I genitori, i loro figli, poco istruiti della lingua e dei costumi del luogo, lontani dalle scuole e dalle chiese o non frequentano le pratiche religiose, o se vanno, nulla capiscono . . . Andate, cercate questi nostri fratelli che la miseria o la sventura portò in terra straniera e adoperatevi per far loro conoscere quanto sia grande la misericordia di quel Dio che ad essi vi manda» . I figli e le figlie di Don Bosco, tenendo fede al desiderio del Padre, hanno esercitato un efficace apostolato a favore degli emigranti in America, in Africa, nelle varie nazioni d'Europa, in Oriente . Il lavoro oggi svolto in Germania si affianca a quello che anche attualmente altre Figlie di Maria Ausiliatrice realizzano in varie parti del mondo, ed è espressione di quella sintonia con cui il loro Istituto vuole rendere concrete le direttive della Chiesa . Elia Ferrante 37 TERZA E ULTIMA PARTE Don Bosco propose ai suoi Cooperatori «la stessa messe della Congregazione a cui intendono associarsi» . In pratica la cooperazione salesiana si apre a una gamma larghissima d'interventi a vantaggio della gioventù . Una struttura semplice e flessibile fa da sostegno alla loro associazione ; l'informazione interna e numerose iniziative di formazione assicurano ai Cooperatori la maturazione personale e l'efficacia nell'azione ologna, 23 aprile 1895 . La prima adunanza generale del «Primo congresso dei Cooperatori salesiani» non poteva aprirsi in modo più solenne, con quattro cardinali, qualche decina di vescovi, il Rettor Maggiore don Rua, la tribuna stampa affollata, e naturalmente i Cooperatori : qualche centinaio . Il segretario generale, entusiasta, assicurò i presenti che Don Bosco dal cielo guardava all'opera sua, «sulla quale veramente - più che sul regno di Carlo V - mai non tramonta il sole» . Poi cedette soddisfatto la parola al card . Mauri, che svolse la prima relazione . Piena di slanci, con un'idea sola, ma decisiva. La cooperazione . «Alla legge della cooperazione - sostenne il cardinale - vanno soggette tutte le cose create . L'astro del cielo si muove per la cooperazione di molti naturali influssi . . . Il tozzo di pane che sfama il poverello, i poveri cenci che lo ricoprono, sono il frutto di mille mani e di mille industrie, di mille invenzioni accumulate durante i secoli . . . «Ciascun uomo - proseguiva il card . Mauri - è debitore dei suoi beni a quasi tutto il genere umano ; la civiltà in sostanza non è che svolgimento e armonia di forze cooperatrici. . . Così crescono le opere di carità, così fioriscono le nazioni, così il vapore ci trasporta celermente, l'elettricità trasmette come lampo il nostro pensiero . . . Il bisogno della cooperazione altrui è legge di ogni forza creata, che tanto più opera quanto più ha cooperatori . Pertanto sapientemente questo congresso fu appellato dei Cooperatori salesiani» . I presenti si sentivano orgogliosamente al centro dell'universo . E il card. Mauri : «Cooperando a tante opere buone quante sono quelle animate dalle comunità di Don Bosco e dei suoi figli, voi rendete possibile, efficace e fruttuosa l'opera loro . Per la cooperazione vostra voi predicate, B 38 I Cooperatori .. cooperano così evangelizzate, educate i fanciulli, assistete gli infermi, lavorate nelle menti e nei cuori il restauro cristiano . Quale consolazione! » I cooperatori non avevano mai saputo di essere così importanti . E il cardinale subito a incalzarli : «Né vi trattenga il pensiero che non potete fare gran cosa . Le opere grandi si nutrono in gran parte di piccoli contributi . Facciamo pertanto tutti ciò che possiamo. La nostra cooperazione sarà meritoria davanti a Dio, ed efficace presso gli uomini» . Non ci voleva di più perché gli applausi scrosciassero e a lungo, benché l'ora del pranzo fosse passata da un pezzo . si impegnano i Cooperatori oggi 6 o Come Sul concetto di cooperazione erano d'accordo i Cooperatori del 1895, su questa stessa linea si erano già collocati i primissimi aiutanti di Don Bosco sui prati di Valdocco, e in questo stesso senso si muovono i Cooperatori anche oggi . Il progetto di Don Bosco a favore della gioventù del mondo ha ancora e sempre bisogno di cooperazione, e la trova . Ecco come s'impegnano questi amici di Don Bosco oggi, nella nostra società . In stile salesiano . C'è un loro intervento che sfugge alle statistiche : si comportano in stile salesiano con i ragazzi che vivono accanto a loro . In famiglia e dappertutto, con pazienza, comprensione, scendendo al loro livello, con quella simpatia che manca in genere a troppi adulti, e che fece confessare un giorno a Don Bosco : «Mi basta sapere che siete giovani perché io vi ami» . Nella professione . Molti Cooperatori incontrano i giovani già nella professione che svolgono : sono per esempio insegnanti, medici, impegnati in consultori prematrimoniali, sono assistenti sociali . Si domandano : come farebbe al mio posto Don Bosco? E trovano nella risposta il loro codice di vita . Nel tempo libero . Altri Cooperatori trasformano il loro tempo libero in tempo fortemente impegnato per i giovani, nelle attività della parrocchia, dell'oratorio, del quartiere . Tanti sono animatori di gruppi giovanili (Lupetti, Scouts, Amici di Domenico Savio, Ragazzi d'azione cattolica, Polisportive, gruppi turistici e culturali, colonie estive . . .) . Altri si impegnano nell'animazione liturgica, nella catechesi, nella preparazione dei ragazzi alla prima comunione, alla cresima. Altri si occupano dei giovani emigrati, dei ragazzi in difficoltà . Molti Giovani Cooperatori dedicano il tempo libero delle vacanze .o ferie ai « Campi di lavoro e animazione cristiana», che si svolgono ogni anno in varie parti d'Italia. Per la famiglia . L'impegno dei Cooperatori si orienta naturalmente alla difesa dei valori cristiani della famiglia : la santità del focolare, la denuncia dell'aborto, la lotta contro la pornografia e la droga. Singolare è l'iniziativa «Hogares Don Bosco» in Spagna : i Cooperatori costituiscono gruppi di sposi con cui discutono periodicamente i problemi della famiglia (il BS presto ne parlerà) . PROTAGONISTI NEL PROGETTO DI DON BOSCO Nella comunicazione sociale . Settore espressamente raccomandato da Don Bosco è la comunicazione sociale, e i Cooperatori vi si applicano a tutti i livelli. Cominciando dal più semplice, la diffusione della stampa sana, la vigilanza sui programmi televisivi . Don Bosco aveva creato una collana di «Letture cattoliche», libretti di poche pagine scritti in stile piano e venduti a prezzo economico : decine di milioni di copie ne sono state diffuse in Italia, e in questa diffusione si distinsero soprattutto i Cooperatori. L'iniziativa da qualche anno in Italia è stata ripresa dall'Ufficio Nazionale Cooperatori : la collana oggi si chiama «Mondo Nuovo», ha già diffuso milioni di opuscoli, e anche in questo caso il merito va soprattutto ai Cooperatori . Ma non è tutto. Pensare alla positiva azione di filtro che può esercitare un Cooperatore nel campo della stampa quando sia edicolante, libraio, bibliotecario, e agisca con la delicatezza di Don Bosco . Altro settore è la filodrammatica, oggi piuttosto in crisi negli ambienti cattolici, e bisognosa di rilancio . Altro settore è quello dei cinecircoli, così utili per maturare la gioventù di fronte alle seduzioni dello schermo . Con queste iniziative ci si colloca già nell'ambito degli operatori culturali, che si servono degli strumenti della comunicazione per evangelizzare . Questa funzione diventa ancor più evidente per i Cooperatori scrittori, giornalisti, uomini di spettacolo, impegnati nella produzione di libri, articoli, programmi radio e televisivi . . . Le missioni . L'aiuto che i Cooperatori danno alle missioni è decisivo . Non solo col loro aiuto essi resero possibili le prime spedizioni missionarie di Don Bosco, ma anche oggi intervengono in soccorso delle missioni più povere del Terzo Mondo, rendendo efficace l'intervento del missionario . In tanti posti infatti servirebbe a nulla parlare in astratto della carità cristiana, se non la si potesse dimostrare concretamente nel gesto dei fratelli che spartendo fra loro si riconoscono davvero fratelli . Alcuni Cooperatori sono in rapporto personale diretto con qualche missionario, altri preferiscono passare attraverso gli uffici centrali della Congregazione . E gli incaricati del settore lì a Roma avrebbero tanti casi commoventi da raccontare . Compreso quello di due sposi che hanno «scoperto» che uno dei loro due stipendi è sufficiente per vivere, e hanno deciso di inviare l'altro nelle missioni . Ogni mese sfogliano il BS cer- cando la missione più povera . Molte Cooperatrici sono impegnate per le missioni nei loro «Laboratori Mamma Margherita», aperti soprattutto presso le opere delle FMA . Questi laboratori sono più di cento nella sola Italia, impegnati non solo per le missioni ; sono mezzi con cui si legge nei documenti costitutivi - le Cooperatrici si rendono utili a chi è nel bisogno, in patria o nelle missioni, nelle opere salesiane o nelle altre opere . Preparano paramenti e biancherie liturgiche, tengono il guardaroba delle squadre sportive degli oratori, ma è chiaro che le loro preferenze vanno alle missioni . Altra iniziativa organizzata e proposta in Italia dall'Ufficio Nazionale Cooperatori sono le «Visite alle missioni» . Oggi il turismo sembra una necessità insopprimibile, ma se turismo ha da essere, molti Cooperatori trovano il modo di renderlo utile an- stolico verso la gioventù, e che si associano a lui per aiutarlo . E così sulla cooperazione salesiana - come asseriva quel segretario generale nel lontano 1895 - davvero si può dire che «non tramonta mai il sole» . 7 Le strutture che sostehgono o i Cooperatori e il loro lavoro Don Bosco, si è visto, aveva voluto questi suoi amici uniti in un'organizzazione molto flessibile e adattabile alle situazioni locali : l'Associazione dei Cooperatori Salesiani . Un'organizzazione per reggersi in piedi deve avere una sua struttura portante : una base, un vertice, dei collegamenti . Perciò dei responsabili che orientano, dei canali lungo i quali circolano le informazioni, e più ancora circola il nutrimento spirituale . Tutto questo si verifica anche nell'Associazione dei Cooperatori Salesiani . I Giovani Cooperatori diventano missionari : Giuseppe Belardo, uno di loro e con barba .professionale», riceve dal Rettor Maggiore il crocefisso prima di recarsi a Trelew (Argentina) . Foto sopra il titolo : suggestiva fiaccolata notturna dei Giovani Cooperatori austriaci che a Johnsdorf celebrano la Pasqua 1980 . che all'anima . E così si sono organizzate queste visite alle missioni, che avvengono ogni due anni, con vantaggio di tutti (specie delle missioni visitate) . Nelle case di Don Bosco . - Ci sono poi Coopertatori che lavorano direttamente a fianco dei salesiani e delle FMA nelle loro stesse opere, non solo parrocchie e oratori, ma anche collegi, nell'insegnamento o in altre forme . A volte hanno un regolare contratto di lavoro, ma lo spirito del loro impegno va ben al di là delle richieste contrattuali : agiscono in stile salesiano con convinzione, perfettamente a loro agio in casa di Don Bosco . Insomma sono tanti in Italia e nel mondo che si sentono affascinati da Don Bosco e dal suo progetto apo- Le strutture. I Cooperatori ebbero al loro vertice Don Bosco come fondatore e primo superiore, e ora fanno capo al successore di Don Bosco, il Rettor Maggiore dei salesiani . Egli in via ordinaria esercita la sua autorità mediante un membro del suo Consiglio, detto «Consigliere per la Famiglia Salesiana» . Per animare l'associazione a livello mondiale e coordinare le sue iniziative, si avvale anche di una Consulta mondiale, formata da venti laici, quattro salesiani e quattro FMA . Questo è il vertice . Alla base stanno i singoli Cooperatori . Approssimativamente si può parlare di 200 .000 nel mondo, di cui almeno 40 .000 «rinnovati» e impegnati in attività di gruppo. Essi in genere aderiscono a un Centro locale, 39 ma non tutti. Ci sono Cooperatori che non possono prendere parte alle attività dei Centri a motivo della distanza (non hanno Centri nella loro zona), o anche per gli impegni particolari della loro professione . Sono anch'essi Cooperatori, e a titolo pieno . Almeno mediante i canali dell'informazione, e più ancora con l'adesione del cuore e la testimonianza della vita, mantengono vivo il legame alla loro Associazione e a Don Bosco. I più aderiscono però a qualcuno dei Centri locali, che vengono costituiti presso le case dei salesiani o delle FMA, ma anche fuori di esse . Oggi se ne contano quasi 900 regolarmente eretti, sparsi in tutto il mondo. Ciascun Centro è retto da un «consiglio locale», in cui si distinguono due figure : il delegato o delegata, e il segretario coordinatore . Il delegato (salesiano) e la delegata (FMA) sono gli animatori spirituali dei Cooperatori, e sono responsabili soprattutto della loro formazione salesiana e apostolica. Il segretario coordinatore ha invece l'incarico di coordinare i lavori del consiglio, di rappresentare all'esterno i Cooperatori, di tenere i rapporti con gli altri gruppi della Famiglia Salesiana. Il necessario raccordo tra la base e il vertice è ottenuto mediante i «Consigli ispettoriali e nazionali» . Tutti i Centri di un'Ispettoria salesiana fanno riferimento al proprio Consiglio ispettoriale ; se poi in una nazione esistono più Consigli ispettoriali, essi a loro volta fanno riferimento a un Consiglio nazionale . L'informazione e la formazione. A rendere veramente unificata l'Associazione dei Cooperatori, c'è la condivisione degli ideali, il nutrirsi allo stesso cibo spirituale, la comunanza dell'informazione . L'informazione giunge anzitutto ai dirigenti attraverso un ciclostilato bimestrale diramato da Roma : «Salesiani Cooperatores » . Contiene gli orientamenti generali per tutto il mondo. I singoli Cooperatori ricevono poi il BS. Don Bosco all'inizio volle questa rivista proprio per loro ; poi si accorse che poteva ugualmente tornare utile a tanti altri, e decise di inviarlo « a chi lo vuole e a chi non lo vuole» ; ma destinatari privilegiati del BS rimasero i Cooperatori . E lo rimangono tutt'oggi, anche se il BS è diventato «Rivista della Famiglia Salesiana» e quindi è inviato a un pubblico molto vasto . Attraverso il BS i Cooperatori hanno una visione continuamente aggiornata dell'ampia Famiglia spirituale di cui fanno parte, condividono le notizie liete e tristi, partecipano ai successi e alle prove di tutti . E' per loro indispensabile, 40 Bataw atti MESSAGGERI 01010 NELLA FAMIGLIA Uno degli opuscoli della collana « Mondo nuovo . (ed. Elle Di Ci), che I Cooperatori diffondono a milioni di copie in Italia. perché alimenta la loro consapevolezza di essere inseriti in un progetto che si realizza giorno dopo giorno in tutti i continenti . In Italia, Spagna e Argentina i rispettivi Consigli nazionali curano per i Cooperatori l'edizione del BS di metà mese, destinata alla formazione e organizzazione diretta dei propri Centri . I Giovani Cooperatori poi comunicano col ciclostile : in Italia hanno un ciclostilato mensile a distribuzione nazionale (« Presenza Giovani»), e una decina di altri ciclostilati locali ; altri ciclostilati circolano in Spagna, Belgio, Antille, Cile, India . . . Ma i Cooperatori chiedono oltre all'informazione anche una maggior preparazione e formazione . A ciò l'Associazione viene incontro con iniziative libere ma abbastanza uniformi nei vari paesi . Anzitutto le conferenze annuali (almeno due) già richieste - e anzi inaugurate personalmente - da Don Bosco stesso . Poi le riunioni mensili, in cui si porta la riflessione su temi sostanziosi della spiritualità e dell'azione dei Cooperatori. Poi gli esercizi spirituali: nella sola Italia si tengono ogni anno, nel periodo estivo, da 30 a 40 corsi di 4-6 giorni . E poi giornate di ritiro, e pellegrinaggi. E poi congressi e convegni. Non basta : da qualche tempo si svolgono dei Corsi di qualificazione per animatori. In Italia questi corsi sono biennali o triennali, e prevedono in estate periodi di residenza in comune : insieme approfondiscono i temi della fede, dell'apostolato, della cooperazione . Neppure questo basta . Oggi, quando è possibile, in molti paesi si tende a rendere più consapevole la stessa adesione e ingresso tra le file dei Cooperatori . Anche in quessto caso, con incontri, con un periodo di prova, e poi con le suggestive «cerimonie della promessa» . Sono molto sentite : i Cooperatori motivano la loro adesione, i perché del passo che compiono, ed esprimono i loro propositi e il senso dell'impegno che intendono contrarre per tutta la vita . Altre occasioni di formazione sono offerte ai Cooperatori attraverso le pubblicazioni : biografie di Don Bosco e dei santi salesiani, libri di spiritualità e sui temi annuali di studio, e quel piccolo gioiello che è «Cooperatori di Dio», un manuale - come spiega il sottotitolo - «per vivere e pregare da veri salesiani nel mondo» . Prolungamenti di Don Bosco . Il Cooperatore che un giorno decide di approfondire la propria formazione spirituale in senso salesiano, si imbatte presto in sorprendenti constatazioni. Fino allora aveva svolto delle attività - magari sporadiche - con cui intendeva «aiutare Don Bosco» a realizzare il suo progetto ; ed ecco si accorge che queste iniziative con tutta probabilità non erano gesti casuali ma gli erano state suggerite di volta in volta dallo Spirito Santo . Che forse lo Spirito in quel modo intendeva sceglierlo e chiamarlo (una vocazione, dunque) a vivere i valori del cristiano laico impegnato in senso salesiano, come se fosse un prolungamento di Don Bosco tra i giovani . Scopre che la chiamata dello Spirito riguarda lui personalmente in quanto situato in un certo ambiente (una chiesa locale), a contatto con dei giovani che in un certo senso gli sono affidati . Si rende conto che se il Signore lo ha arricchito di qualità e capacità operative (la facilità di impatto sui giovani, la preparazione professionale in un dato settore), ciò non è avvenuto per caso ma perché lui praticasse i talenti ricevuti proprio in quel dato ambiente . In parole povere si tratta di quel che i teologi chiamano solennemente Carisma, cioè grazie e doni concessi dal Signore a una persona non per propria utilità ma a vantaggio della comunità in cui vive . Esiste dunque un carisma salesiano, al servizio dei giovani, e il Cooperatore lo scopre con gioia in se stesso . In questa prospettiva egli comprende meglio anche la figura di Don Bosco, che Dio aveva tanto arricchito di doti naturali e soprannaturali . E scopre che qualcosa di Don Bosco può rivivere, e di fatto rivive, proprio in sè . Chi ha mai detto che Don Bosco è morto il 31 gennaio 1888? Grazie anche alla presenza attiva dei suoi Cooperatori, ci sono buoni motivi per ritenere che Don Bosco nella società è più vivo che mai . Enzo Bianco I NOSTRI SANTI IL PASSEGGINO TUTTO CONFORTO E LA PICCOLA ILLESA LI' ACCANTO Mia sorella Maria, mamma di cinque figli, è stata sempre molto devota di Maria Ausiliatrice. Ma verso l'imbrunire del 22 maggio scorso dovette gridare al miracolo quando dopo un terribile spavento poté constatare che la sua piccola Romina Ausilia, di 10 mesi, era uscita illesa da un incidente che «doveva» essere mortale . Al ritorno dal lavoro dei campi, mentre il conduttore doveva occuparsi d'altro, il mio nipote Nicola di sette anni prese la guida del trattore agricolo nei pressi del cortile di casa, e credendo di frenare accelerò improvvisamente, imprimendo uno scatto di marcia tale che il muso del trattore sfondò il muro di casa . Proprio in quel punto sul piccolo marciapiede la mamma aveva poco prima lasciato la piccola, seduta nel passeggino, e la osservava dalla finestra mentre sfaccendava al piano terreno . Al rimbombo improvviso accorsero tutti i familiari ; il papà, che dal campo aveva assistito impotente alla scena, cadde svenuto e dovette essere a sua volta soccorso . Si faticò non poco a estrarre i rottami del passeggino, contorti e incastrati sotto la pesante macchina, col terrore di trovarvi la bimba dilaniata . Invece il suo corpicino fu trovato a terra, inspiegabilmente salvo . La mamma nel riabbracciare fra le lacrime la sua Romina Ausilia era ben certa che a operare l'incredibile salvataggio è stata Maria Ausiliatrice, da lei invocata con fiducia nell'angoscia di quei pochi, lunghissimi minuti . E la festa dell'Ausiliatrice, dopo soli due giorni, ha trovato la famiglia riunita nella preghiera di ringraziamento e di lode . In tutti noi si è ravvivata la fede e la certezza che Maria è Madre e aiuto potente per quanti la invocano . Suor Romilda Zampieri, FMA (Serra valle Scrivia, AL) LE ANALISI DELL'OSPEDALE RISULTARONO SCONFORTANTI Nel maggio scorso nostro figlio era caduto malato, e le analisi di controllo eseguite all'ospedale risultarono sconfortanti : pareva che fosse affetto da leucemia . Invocai Maria Ausiliatrice con tutta l'anima, e venti giorni più tardi, quando dopo le prime cure furono di nuovo eseguite le analisi, le condizioni di salute di nostro figlio risultarono sorprendentemente normali . Knoop Mirta (Santa Cruz, Argentina) RINGRAZIANO MARIA AUSILIATRICE E SAN GIOVANNI BOSCO Basiglio A . (Mondovì, CN), per essere stato preservato da un male temuto . Una mamma di Torino per il figlio che ha evitato il pericolo dell'embolo circolatorio . N.N . (Galbiate, CO) perché il sospetto di un brutto male, dopo tanti esami clinici, risultò infondato . T.C. (Castelspina, AL), per la guarigione da gravi incidenti, accaduti uno sul lavoro e l'altro in casa . Franceschi Silvio (Pressano di Lavis, TN) per aver ottenuto di uscire bene da una penosa situazione legale, complessa e ingarbugliata . Buri Rosita (Chieri, TO) per la loro assistenza durante una delicata operazione a un occhio . IL SANTINO BUONO HA INTERCEDUTO PER ME Sono felicemente sposata, ma nella mia casa mancava il sorriso di un bambino . Una suora salesiana mi procurò l'abitino di san Domenico Savio, e io per due anni e mezzo ho pregato con fervore promettendo che se il piccolo santo delle mamme mi avesse ascoltato avrei messo il suo nome alla mia creatura e pubblicato la grazia. Oggi con tanta gioia mantengo la promessa : infatti mi è nata Virginia Domenica, una bellissima bambina che gode ottima salute . Dopo due anni e mezzo il santino buono ha interceduto per me e mio marito ; ora che la nostra gioia è completa spero che mi ascolti ancora, e mi mandi altri bambini . Gala Concetta (Mugnano, NA) ORA LI HO AFFIDATI AL LORO PICCOLO AMICO Dopo due aborti non speravo più di poter avere un mio bambino . Una signora in ospedale, vedendomi tanto afflitta, mi invitò a pregare san Domenico Savio e mi donò un abitino. Da allora l'ho indossato con tanta fede. Presto mi trovai di nuovo in attesa e non potete immaginare la mia gioia, ma anche il mio timore . Sia pure col taglio cesareo ho avuto un bel bambino che ho chiamato Graziano Domenico . Di nuovo mi trovai in attesa, e i medici mi dissero che questa volta rischiavo la vita, ma tutto andò di nuovo bene, e potei dare una sorellina al primo figlio . Ora li ho affidati al loro piccolo Amico e protettore, perché li guidi e li faccia crescere buoni . Zuccotto Caterina (Pesina, VR) . .AVE E E k; : VOCATO L'ALTISSIMO Durante un'escursione nel deserto della Giudea, nelle vicinanze del Mar Morto, tre nostri compagni a causa del caldo eccessivo, della stanchezza e di altri malesseri, si staccarono dal nostro gruppo e poi si smarrirono . Avvertimmo le autorità militari di un campo vicino, che iniziarono le ricerche con tutti i mezzi di cui dispone un esercito moderno . La vicenda poteva anche trasformarsi in una tragedia, perciò ci raccomandammo con fede al Servo di Dio Simone Srugi, promettendo di rendere pubblica la grazia se tutto si fosse risolto in bene durante la prima parte della notte . Le ricerche si sarebbero dovute sospendere verso le 22, perché data la natura del terreno e le difficili condizioni metereologiche, in piena notte sarebbero state vane, nonostante l'impiego d'una miriade di bengala . Invece continuarono tenacemente, finché verso la mezzanotte i dispersi furono localizzati e poi raggiunti in una zona lontana da quella prevista e completamente desertica . Un soldato, non cristiano, che per primo rivolse loro la parola, esclamò : «Avete invocato l'Altissimo e vi ha salvati» . Cremisan (Israele) Don Giovanni La coni HANNO PURE SEGNALATO GRAZIE Agalio Isabella - Allais Elisabetta - Amerio Amalia - Angelelli Rosa - Anguillesi Renato - Arrigoni Ancilla - Asoni Rosa - Baraffa M . Antonietta - Bassetti Cristina - Betelli Caterina - Bigiarelli Pina - Bizzanelli Gelsomina - Bodone Lucia - Bolloli Rosa - Bonissone Luigina - Bono Rina - Bosco Elia - Bruno Bartolomeo - Buffa Margherita - Busà Francesco - Cabella Bice - Caldarola Olga - Caligaris Maria - Cananzi Maria - Capizzi SSalvatrice Carapezza N unzia - Lardello Antonino - Carrà Giovanna - Carucci Orazio - Casati Ottavio - Casetta Giuseppina Cavalca Pina - Caviglia Chiara - Cenci Bianca - Ceolin Maria - Conzetti Elena - Corazza Natalina - Cordiali Rosa - Costabloz Maria - Costanzo Calogero - Crippa Luigia - De Caro Tommasina - Del Favero Giuseppina Di Figlia Calogera - Di Gangi Franca - Di Grigoli Ausilia Di Stefano Lina - Fagnola Carmela - Favre Palmira Ferrante Anna - Ferraris Palmina - Ferrero Maria - Finizia Cristina - Franchini Elisabetta - Frisinghella Antonio - Frizzi Giovanna - Fumagalli Marisa - Galantro loie Gandolfo Rosa - Ghione Rina - Ghiotto Felice - Giraudi Stefano - Giustetto Paola - Grasso Francesco - Gruttadanzio Gaetano - Guerrini Cristina - Lamantia Giuseppina - Lanari Giuseppina - Lanza Erminia - Lanza Mario - LMentini Margherita - Leotardi Rosina - Lo Presti Giuseppa - Lorenzoni Elice - Luca Antonio - Luiselli Patrizia - Maffeis Mariella - Maggio Serafina - Marchi Anna - Marcoz Carlo - Marietti Gianni - Mannelli Gianni Meaggio Francesco - Miceli Clelia - Migliavacca Angiolina - Milani Ada - Minici Maria - Moalli Rita - Mogavero Salvatrice - Monchiero Anna - Mongiardi Franca - Morizio Vittorina - Moscon Anna - Musumeci Caterina Nepote Elena - Ottonello Anna - Paganini Mario - Paneduro Rosalia - Papini Nella - Pegorin Ferruccio Piccione M . Rosa - Quaglia Rosaria - Quaizier Erminia Radici Antonio - Reinaudo Margherita - Renda A. Paola - Reverso Margherita - Rizza Rosa - Rizzo Concettina Rollo Rosa - Ronchetti Fernando - Rossi Piera e Ada Rubagotti Giuditta - Rubatto Rosina - Salvadori Margherita - Savoca Rosina - Sibilia Flora - Soverini Maria Targhetta Rina -Tinossi Margherita - Tommasi Giovanni - Tonazzolli Pia - Traversa Maria - Trettel Carmela Trombetta Caterina - Tumino Concetta - Ubaldi Maddalena - Ugazio Giovanna - Valchiusa Marta - Vallenga Mina - Valsanglacomo Slra - Velardi Maria - Versiglia Elisa . 41 I NOSTRI MORTI CHIANALE PAOLO Exalllevo Cooperatore t a Chiavari (GE) Oratoriano del San Luigi di Torino, vi conobbe don Cimatti che lo ebbe grande amico . Occupò cariche di responsabilità in quell'oratorio, fu cooperatore della vecchia guardia . Divenne funzionario di banca, si costruì una sua famiglia, aiutò le missioni ma nel più grande anonimato . Donò con gioia a Don Bosco una delle sue figlie divenuta Figlia di Maria Ausiliatrice, e l'avrebbe vista volentieri in missione nel Giappone di don Cimatti . Sapeva scorgere in ogni avvenimento la volontà di Dio, e ciò lo rese ottimista e faceto . Con uguale serenità accolse la chiamata del Padre, dichiarandosi pronto a andare «verso il bello» . era continuamente chiamato a prestare la sua opera sacerdotale, e lui si sottopose anche a lunghi viaggi pur di compiere questo suo dovere . Lavorò intensamente con gli exallievi per aiutarli a mantenere vivi i princìpi imparati alla scuola di Don Bosco. Si impegnò non meno per le vocazioni, e 12 giovani devono a lui la scoperta e maturazione della loro vocazione salesiana e sacerdotale. Anche da anziano non disse di no a chi lo chiamava per il suo ministero; due giorni prima della morte era corso in un collegio lontano dove l'avevano richiesto. La sua affettuosa devozione alla Madonna gli meritò di ricevere le ultime cure nell'ospedale intitolato a Maria Ausiliatrice, e di venir chiamato al premio il 24 del mese . FARAONE BEATRICE ANTONIETTA Cooperatrice t a Napoli a 95 anni Cooperatrice per più di 50 anni, per tutto quel tempo ha lavorato (ricami, merletti ecc.) per le opere e le missioni salesiane, fino a qualche mese prima che il Signore la chiamasse al premio . PANONZI INES ved. MICALI Cooperatrice t a Roma a 72 anni Era affezionatissima all'opera del Testaccio e alla famiglia salesiana. Impegnata nelle associazioni parrocchiali, sempre disponibile a ogni iniziativa di bene . Suo segreto era una profonda pietà eucaristica e mariana, che la rese capace di farsi tutta a tutti per tutti portare a Dio . GORKIC LUIGI Coadiutore salesiano t a Udine a 71 anni Da Gorizia venne in Piemonte col fratello per essere come lui salesiano . Imparata l'arte dei calzolaio, la insegnò a lungo nelle scuole salesiane di Portogallo. Quando questo mestiere passò dalle mani degli artigiani alla produzione in serie delle macchine, rientrò in patria e si rese utile a Don Bosco come portinaio, avverando in pieno le parole di Don Bosco stesso : «Un buon portinaio è un vero tesoro per una casa salesiana» . LOSITO MARGHERITA Cooperatrice t a Santeramo (BA) Saggia, generosa, infaticabile, visse per Don Bosco e profuse le sue migliori energie nell'aiutare la casa salesiana di Santeramo, soprattutto negli anni difficili dei suoi inizi . Fu a lungo nel consiglio del locale Centro Cooperatori, fu anima di tante iniziative, e seppe farsi voler bene come una sorella. MARIO EZIO Cooperatore t Conegliano Fu padre esemplare e maestro infaticabile. Dedicò alla scuola tutta una vita, con spirito salesianamente aperto ai giovani dei quali intuiva e favoriva la vocazione specie se sacerdotale o religiosa . NAZZI sac. GIOVANNI Salesiano t a Córdoba (Argentina) a 90 anni Missionario, visse in pieno il sacerdozio nella predicazione e nel confessionale : PERDONA' sac. ORESTE Salesiano t a Este (PD) a 65 anni Trascorse gli anni migliori della sua vita nelle opere predilette da Don Bosco : gli oratori . Quando la sofferenza bussò alla sua porta privandolo completamente del dono degli occhi, si offrì al Signore per essere strumento di luce per i giovani, i sacerdoti, le anime. Quanti lo conobbero ricordano di lui il temperamento forte, l'accettazione incondizionata della sofferenza e l'esempio della preghiera . PISANI SANTINA Cooperatrice t a Messina a 65 anni Aveva rinunciato a una propria famiglia per assistere la mamma (vissuta fino a 97 anni) e quindi un fratello . Come Cooperatrice realizzò una costruttiva presenza nella Chiesa locale . Sempre partecipe alle riunioni che animava con la sua bella voce, sostenne il laboratorio Mamma Margherita nei suoi impegni a favore dell'oratorio e delle missioni . La sua vita è stata di gioioso sacrificio, e la sua morte improvvisa ha lasciato sgomenti quanti la conoscevano, ma anche sereni perché era vissuta di fede. PRIVITERA MARIA Exallleva e Cooperatrice t a Caltagirone (CT) Di animo buono, caritatevole e sereno, era sempre pronta a dare una mano a chi avesse bisogno di affetto o di aiuto . Da lei A quanti hanno chiesto informazioni, annunciamo che LA DIREZIONE GENERALE OPERE DON BOSCO con sede in ROMA, riconosciuta giuridicamente con D .P. dei 2-9-1971 n . 959, e L'ISTITUTO SALESIANO PER LE MISSIONI con sede in TORINO, avente personalità giuridica per Decreto 13-1-1924 n . 22, possono legalmente ricevere Legati ed Eredità . Formule valide sono : - se si tratta d'un legato : « . . .lascio alla Direzione Generale Opere Don Bosco con sede in Roma (oppure all'istituto Salesiano per le missioni con sede in Torino) a titolo di legato la somma di lire . . . . (oppure) l'immobile sito in . . . per gli scopi perseguiti dall'Ente, e parti- 42 sprigionava una singolare gioia, che trasmetteva come per incanto a quanti le stavano vicino . Aveva il dono del consiglio, e tanti ricorrevano a lei per superare le mille piccole o grandi difficoltà della vita . Questa sua capacità di arricchire gli altri le veniva dalla sua ricchezza interiore, attinta nel costante colloquio con Dio attraverso la preghiera . ROLFO ANTONIO Cooperatore t a Cantarana (AT) a 80 anni Devotissimo di san Giovanni Bosco, rappresentò la figura dell'uomo giusto portato a modello della Sacra Scrittura . Fu a lungo sindaco del suo paese natale (Cisterna d'Asti), visse poi gli ultimi vent'anni col figlio arciprete di Cantarana, esempio a tutti di bontà, zelo e «salesiana» allegria . SIGNORELLI MADDALENA Exallleva e Cooperatrice t a Spezzano Albanese Per molti anni fu presidente delle Exallieve e consigliera del movimento a livello ispettoriale . Insegnante, incarnò il sistema preventivo di Don Bosco tra i suoi bambini della scuola elementare . Davvero di lei si può dire che «è mancata»» ai suoi cari e a tutto il paese : colleghe, amiche, conoscenti non potranno dimenticare il suo sorriso, il suo impegno sociale in stile cristiano, la sua fede testimoniata giorno dopo giorno in un crescendo costante. STRINGHETTI LUIGI Cooperatore t a Uggiate (CO) a 77 anni Viva fede, pietà semplice e profonda, messa e comunione quotidiana . Di qui attinse .la capacità di dedizione alla sua famiglia, e la generosità verso gli altri . Cooperatore convinto, donò volentieri al Signore una figlia, divenuta Figlia di Maria Ausiliatrice . Negli ultimi anni sostituì all'intensa attività l'intensa preghiera, con cui riempiva di Dio le sue giornate . TAMBASCIA NICOLA Coadiutore t a Cebu (Filippine) a 63 anni «I salesiani delle Filippine hanno perduto il loro caro, spensierato, buon amico, un uomo paffuto e di buon cuore, la cui sola presenza suscitava allegria e confidenza» . Lasciò l'Italia giovanissimo per fare il noviziato a Hong Kong . Per tutta la vita fu bravo cuoco ed esperto pollicoltore . Lavorò in Cina, anche a Shanghai, finché fu espulso con tutti gli altri missionari . Nel 1954 si trasferì nelle Filippine, e 'per altri 25 anni dalla cucina rese il suo silenzioso servizio provvedendo a generazioni di studenti pensionati, orfani e salesiani, condendo il vitto con la sua contagiosa gioia . Anche ultimamente, dalla sedia a rotelle, seppe essere per tutti una sorgente di serenità radicata nel Signore . TASSINARI STEFANO e LUCIA Coniugi t a San Felice (Modena) rispettivamente a 90 e 92 anni Genitori di due sacerdoti salesiani, don Clodoveo e don Vasco, sono stati chiamati al premio a tre mesi di distanza l'uno dall'altra confortati dalla presenza dei figli . Il primo a volare in cielo era stato papà Stefano, nel marzo scorso . Il 29 giugno nella loro parrocchia si intendeva festeggiare il 50° di missione di don Clodoveo e il 40° di sacerdozio di don Vasco, però mamma Lucia era gravissima. Essa seppe attendere che quelle celebrazioni, tanto significative per la comunità parrocchiale, avessero il loro completo svolgimento ; poi dopo 24 ore chiuse gli occhi in silenzio, e si affrettò a raggiungere papà Stefano in cielo . VACCHINI sac. GIOVANNI Salesiano t a Courgnè (TO) a 58 anni Nato nella dolce campagna vercellese, portò sempre quella dolcezza nella fisionomia, nel carattere, nell'amore alla natura . Compì gli studi ginnasiali a Valdocco negli anni che videro la canonizzazione di Don Bosco, partecipò a quella grande gioia, e volle essere sacerdote salesiano . Nel lavoro tra i ragazzi (fu insegnante delle elementari e medie inferiori) praticò le virtù delle beatitudini : semplicità, umiltà, spirito di povertà, disponibilità all'ubbidienza, delicatezza e modestia . Virtù insignificanti davanti agli uomini ma grandi agli occhi di Dio . Innamorato della montagna, seppe innamorare di essa anche i suoi ragazzi . Che gli diedero un addio - quando un tumore in sei mesi lo rapì - con parole commoventi : «Ti sei fatto piccolo con noi, tra i nostri banchi di scuola, rendendo facili le operazioni di aritmetica e la geometria con le tue spiegazioni pazienti . Ti sei fatto piccolo nei nostri giochi quando prendevi il pallone e ci scartavi tutti . . . Studiavi e scrivevi con noi, pregavi e cantavi con noi . . . Sei stato per noi un salesiano secondo il cuore di Don Bosco e un sacerdote secondo il cuore di Gesù» . VOLTA CARLO Coadiutore t a Ivrea (TO) a 79 anni Fu il servo fedele e operoso nelle vigna del Signore . Ottenuta l'abilitazione all'insegnamento delle materie tecniche ed agrarie, si dedicò alla preparazione professionale dei giovani, sapendo essere nel loro interesse preciso ed esigente. Fu anche impegnato in mansioni amministrative, e fu soprattutto disponibile alla voce dell'obbedienza, che - data la sua competenza specifica - gli chiese di volta in volta di lavorare in Piemonte, in Emilia, di nuovo in Piemonte, poi in Liguria, in Calabria, e infine di nuovo in Piemonte. colarmente di assistenza e beneficenza, di istruzione e educazione, di culto e di religione- se si tratta invece di nominare erede di ogni sostanza l'uno o l'altro dei due Enti su indicati : « . . .annullo ogni mia precedente disposizione testamentaria . Nomino mio erede universale la Direzione Generale Opere Don Bosco con sede in Roma (oppure l'Istituto Salesiano per le Missioni con sede in Torino) lasciando ad esso quanto mi appartiene a qualsiasi titolo, per gli scopi perseguiti dall'Ente, e particolarmente di assistenza e beneficenza, di istruzione e educazione, di culto e di religione» . (luogo e data) (firma per disteso) Borsa: Don Filippo Rinaldi, invocando protezione, a cura della Famiglia V ., Torino L. 1 .000 .000 Borsa: In memoria di Attilio Scalari, a cura della mamma e del fratello, Parma L . 600 .000 Borsa: S. Giovanni Bosco, in memoria del marito Dott. Pietro Falco, a cura di Falco Sandra, Milano L . 500.000 Borsa: Maria Ausiliatrice, ringraziando per la continua protezione, a cura di Marcosanti Adriana, Bologna L . 200.000 Borsa: Maria Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco, invocando una grazia particolare e protezione, a cura di N .N ., Varese L . 200 .000 Borsa : S . Giovanni Bosco, per ringraziamento e invocando protezione per la famiglia, a cura di Bosetti Agostino, Magenta (MI) L . 200 .000 Borsa: Don Bosco, in suffragio di Chiusole Alessandro, a cura di Riccardo, Egidio, Noemi, Elisa L. 120 .000 Borsa : Maria Ausiliatrice, in memoria e suffragio di Usseglio Margherita e Costantino, a cura dei nipoti Clementina e Giuseppe L . 100 .000 Borsa: S. Maria Mazzarello, in memoria e suffragio di Cane Albertina e Carlo, a cura di Clementina e Giuseppe Usseglio, Torino L. 100 .000 Borsa: S . Giovanni Bosco, in memoria e suffragio di Usseglio Clemente e Rosina, a cura dei figli Clementina e Giuseppe (TO) L. 100.000 Borsa : Mons. Versiglia e Don Caravario, a cura di Visetti Mario (TO) L . 100 .000 Borsa : S. Giovanni Bosco e Beato M . Rua, invocando protezione per i familiari, a cura di LA ., Biella (VC) L . 100 .000 Borsa : Beato M. Rua, invocando protezione sulla famiglia tanto provata, a cura di M.D.R . L. 100 .000 Borsa : In suffragio del defunto Luigi, a cura di N .N . L . 100 .000 Borsa : S . Giovanni Bosco e Santi Salesiani, pregate per noi, a cura della Famiglia Mazzucco Guido, Alessandria L. 100.000 Borsa: Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, per grazia ricevuta, invocando protezione sulla famiglia, a cura di Compagni Teresa, Asti L . 100 .000 Borsa: S. Giovanni Bosco, proteggi me e i SOLIDARIETA' Borse di studio per giovani Missionari pervenute alla Direzione Opere Don Bosco miei cari, a cura di Cirani Fernando, Genova L . 100 .000 Borsa: Maria Ausiliatrice, in suffragio dei defunti di Anita e Piero Secco, Tarcento (UD) L . 100 .000 Borsa : Maria Ausiliatrice e Don Bosco, a cura di Meroni Lina, Oggiono (CO) L. 100 .000 Borsa : In suffragio dei miei defunti, a cura della Famiglia Vioglio, Nichelino (TO) L . 100 .000 Borsa : In memoria e suffragio di Perego Mario, a cura di Magni Bruna, Casatenovo (CO) L. 100 .000 Borsa : In memoria e suffragio di Perego Mario, a cura degli Eredi, Casatenovo (CO) L. 100 .000 Borsa : Don Bosco, invocando protezione per la famiglia, a cura di Arcioni Tino, Como L. 100.000 Borsa : Maria Ausiliatrice e Don F . Rinaldo, a cura di Bregoli G . Maria, Pezzaze (BS) L . 100 .000 Borse : Santi Salesiani, invocando protezione e a suffragio dei propri cari, a cura di Li Vigni Don Natale, Trapani L . 100 .000 Borsa: Maria Ausiliatrice, Don Bosco, S . Domenico Savio, ringraziando e invocando ancora protezione, a cura di N .N . (VA) L . 100.000 Borsa: S. Cuore di Gesù, Maria Ausiliatrice, in suffragio dei miei defunti, a cura di Pessina Teresa, Milano L . 100.000 Borsa : S . Giovanni Bosco e Don Rua, in ringraziamento per la guarigione del papà, a cura di Maria e Paolo L . 100 .000 Borsa : Maria Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco, invocando protezione e in suffragio dei familiari, a cura di Berdini Dr . Gustavo L. 100.000 Borsa: Santi Salesiani, invocando protezione per vivi e defunti, a cura di Berdini Dr. Gustavo, Monte Urbano (AP) L. 100 .000 Borsa: Paolo Comitini e Cesarina Federico, miei amati genitori, a cura di Comitini M . Caterina, Catania L . 100 .000 Borsa : S. Giovanni Bosco, per grazia ricevuta e invocando protezione, a cura di Bavastro Maria, Novi Ligure (AL) Borsa: Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, in suffragio di Luigi, Modica (RG) L. 100.000 Borsa : Maria Ausiliatrice, Don Bosco, Domenico Savio, pregate per la nostra salvezza eterna, a cura di Maria Rosa Borsa : Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, in ringraziamento e in memoria dei genitori, a cura di N .N ., Cilavegna L . 80 .000 Borsa : Maria Ausiliatrice, per ottenere salute, a cura di Carpinelli Lina (TO) Borsa : Maria Ausiliatrice, Don Bosco, S . D . Savio, per grazia ricevuta, a cura di Narese Calogero e Rosina, Torino L . 70 .000 Borsa : Maria Ausiliatrice, Don Bosco e Domenico Savio, per grazia ricevuta, a cura dei Coniugi Cavassa L . 70.000 Borsa : Maria Ausiliatrice, continua a proteggermi, a cura di Mereu Maria, Dorgali (NU) L. 60 .000 Borsa : Maria Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco, in ringraziamento e invocando una grazia, a cura di Arredi Margherita, Roma L . 60.000 BORSE DI LIRE 50 .000 Borsa : S. Domenico Savio, in ringraziamento e invocando protezione, a cura di Brugiotti Bruna, Viterbo Borsa : Maria Ausiliatrice e Don Bosco, in ringraziamento, a cura di Vercesi Giovanni, Bergamo Borsa : Suor Eusebia Palomino, a cura di Cooperatrici e Cooperatori di Cavaglià Borsa : Maria Ausiliatrice e Don Bosco, a cura di Spriano Amilcare (AL) Borsa : Maria Ausiliatrice e Don Bosco, in suffragio di Don Luigi Cocco, a cura dell'exallievo Bosso Giacomino, Torino Borsa : Maria Ausiliatrice, per grazia ricevuta, a cura di Carpinello Livia (TO) Borsa: Maria Ausiliatrice e Don Bosco, in suffragio di mio fratello Stefano, a cura di Basetta Carlotta, Pavia Borsa Maria Ausiliatrice, Santi Salesiani, invocando la loro protezione, a cura di Caterina P. Borsa: S. Giovanni Bosco, in suffragio di Raso Carlo, a cura di Anna, Maria v . Evelina Borsa: Maria Ausiliatrice, implorando una grazia, a cura di N .N ., Torino Borsa : Mons . Versiglia, Don Caravario, Santi Salesiani, a cura di T . Gho Vaschetto Borsa : Maria Ausiliatrice e Don Bosco, a cura di Gualini Clara, Torino Borsa : Maria Ausiliatrice e Don Bosco, invocando protezione, a cura di Porinelli Ada, Torino Borsa : Don Bosco e S. Domenico Savio, implorando una grazia, a cura di L. R ., Torino Roma : gruppo di giovani salesiani italiani che nel settembre scorso si sono consacrati al Signore con la professione perpetua. Borsa : S . Giuseppe e Giovanni XXIII, invocando protezione, a cura di Ferrero Maria, Leinì (TO) Borsa : Don Bosco, a cura di N .N . Borsa : Maria Ausiliatrice, Don Bosco, Domenico Savio, invocando una grazia, a cura della Famiglia Ferrero, Rivoli (TO) Borsa : Maria Ausiliatrice e Santi Salesiani, a cura di Guarnaccia Rosaria (EN) Borsa : Maria Ausiliatrice e Don Bosco, attendendo una grazia, a cura di Valli Esmeralda, S . Agata Feltria (PS) Borsa: Maria Ausiliatrice e Don Bosco, in ringraziamento e invocando protezione, a cura di Massidda Rosaria, Cagliari Borsa: Maria Ausiliatrice, a cura di Gottardi Ida, Rovereto (TN) Borsa: Maria Ausiliatrice e Don Bosco, invocando preghiere, a cura di Foschi Stella, Doagana (Rep . S . Marino) Borsa : Laura Vicufla, a cura della Classe V Elem . M . Ausiliatrice, Roma Borsa : Maria Ausiliatrice, a cura di Bernardi P ., Busca (CN) Borsa : S. Giovanni Bosco, invocando sempre protezione, a cura di Bersano Domenico, Milano Borsa : Maria Ausiliatrice e Don Boszco, per grazie ricevute, a cura di Baiotti Orsolina, Moretta (CN) Borsa : Gesù, Maria e Giuseppe, a cura di Esposito Don Francesco, Brindisi Borsa : Maria Ausiliatrice, Don Bosco, Domenico Savio, per grazia ricevuta e invocando protezione, a cura di Bonora Claudio, Milano Borsa : Don Bosco, per grazia ricevuta e invocando protezione per il figlio Giuseppe, a cura di Romano Eleonora, Mileto (CZ) Borsa : Maria Ausiliatrice e Don Bosco, proteggete Claudio e Ivano, a cura di Testa Giuseppe, Campofranco (CL) Borsa : Maria Ausiliatrice e Don Bosco, in suffragio di Moroni Annunciata e Grassi Carolina, a cura di Luigi Grassi Borsa : In memoria e suffragio di mio marito Giuseppe, a cura di Scarpinato Elena, Catania Borsa: Maria Trombetta Fleres, a cura di Trombetta Zina Borsa: SS . Cuori di Gesù e di Maria, e dl Giov . Bosco, in suffragio dei familiari defunti e invocando protezione, a cura di Colombano Renzo, Vignale (AL) Borsa: SS . Cuori di Gesù e di Maria, in suffragio della sposa Russo Tecla; a cura di Mammino Cirino, Acireale (CT) Borsa : S. Cuore dl Gesù, Maria Ausiliatrice e Santi Salesiani, in suffragio dei miei defunti, a cura di Lucci Maria, Chiaravalle. Borsa : Maria Ausiliatrice e Don Bosco, per grazie ricevute e invocando protezione, a cura di Peduzzi Angela, Champoluc 43 AVVISO PER IL PORTALETTERE 21RU - r„ 1 In caso di MANCATO RECAPITO inviare a TORINO CENTRO CORRISPONDENZA per la restituzione al mittente Spediz. in abbon . postale - Gruppo 2° (70) - 1 • quindicina MILLI p C~p EP UNA VATI p 5£ Mosè narra ai bimbi di oggi la storia più bella e più antica del mondo : la creazione, Adamo ed Eva, Abramo e Isacco, il lungo viaggio del popolo d'Israele verso la Terra Promessa . 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