f ilodiretto
n. 8-9/2005
Anno XV - 3 maggio 2005
azione
cattolica
Quindicinale a cura della Presidenza diocesana di Molfetta Ruvo Giovinazzo Terlizzi
Piazza Giovene, 4 - 70056 Molfetta (BA) - Tel. (fax) 080.335.19.19 - e-mail: [email protected] - www.acmolfetta.it
Spedizione in Abb.post. L. 662/96 art. 2 C. 20/c - Filiale di Bari - Reg. n. 1430 del 5-8-1999 Tribunale di Bari
Il saluto di Benedetto XVI
all’Azione Cattolica
Dal Vaticano, 23 aprile 2005
Chiesa
Tutta l’Azione Cattolica Italiana
gioisce per l’elezione del nuovo
successore di Pietro!
Con l’affetto e la gratitudine
dei figli, abbiamo accolto la
nomina di papa Benedetto
XVI; assicuriamo a lui fin
da questi primi i giorni di
Pontificato la preghiera
più intensa,
stringendolo in un
abbraccio amorevole e
commosso.
In papa Benedetto XVI
vediamo rinnovarsi il
dono che Dio fa alla
Chiesa di un Pastore
innamorato del Vangelo
e pronto a rispondere,
con la stessa fede e
amore, al mandato che
Gesù affidò a Pietro dopo
la Risurrezione: “Mi ami
tu? Pasci le mie pecore”. A
papa Benedetto XVI, che
incontreremo a Bari,
auguriamo di essere un
coraggioso testimone
dell’amore di Dio per ogni uomo e
donna, e di lasciarsi condurre da Lui
per guidare il suo popolo sulle strade
della verità e della speranza.
C
arissimi Fratelli e Sorelle!
Il Santo Padre è lieto di
far giungere il Suo cordiale saluto a tutti voi, in occasione della XII Assemblea Nazionale dell’Azione Cattolica Italiana.
Negli ultimi anni la vostra benemerita Associazione si è impegnata nel
ridefinire l’identità e nel rinnovare
l’impegno formativo dei suoi iscritti.
Ora si propone di discernere insieme le linee programmatiche e di
eleggere il nuovo Consiglio Nazionale. Sua Santità desidera farvi giungere il più vivo incoraggiamento, in
continuità con la paterna benevolenza del Suo amato e venerato Predecessore Giovanni Paolo II, e vi ripete
con le sue stesse parole: “So che voi ci
siete, la Chiesa ha bisogno dell’Azione
Cattolica”. Il Papa conosce la vostra fedeltà e sa di poter contare sulla vostra totale dedizione alla santa Chiesa di Dio.
Abbiamo particolarmente bisogno in questo momento della storia di credenti, uomini e donne, che,
attraverso una fede illuminata e vissuta, rendano valida
testimonianza a Cristo, alla sua verità e al suo amore. Il Sommo Pontefice vi augura di essere tutti, adulti, giovani e ragazzi, lieti e fieri di appartenere alla Chiesa e capaci di comunicare ragioni di vita e di speranza
alla nostra società, spesso inquieta e sballottata “qua e là da qualsiasi
vento di dottrina” (Ef 4,14).
Nell’assicurare un particolare ricordo nella preghiera per la vostra Assemblea e per il cammino futuro dell’Azione Cattolica Italiana, Sua Santità invoca la materna protezione di Maria Santissima e invia di cuore a
tutti l’implorata Benedizione Apostolica.
Questo numero
speciale
offre spunti per la
formazione
personale e di
gruppo
in preparazione
al 24° Congresso
Eucaristico
nazionale
Cordialmente
+ Angelo Card. Sodano, Segretario di Stato
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Magistero
Dall’Eucaristia scaturisce la comunione tra i fedeli, l’impegno per l’annuncio e la carità
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4. In maniera quanto mai significativa
il mio Pontificato inizia mentre la Chiesa sta vivendo lo speciale Anno dedicato
all’Eucaristia. Come non cogliere in questa provvidenziale coincidenza un elemento che deve caratterizzare il ministero al quale sono stato chiamato?
L’Eucaristia, cuore della vita cristiana e sorgente
della missione evangelizzatrice della Chiesa, non
può non costituire il centro permanente e la fonte
del servizio petrino che mi è
stato affidato.
L’Eucaristia
rende costantemente
presente
il Cristo
risorto,
che a noi
continua a
donarsi, chiamandoci a partecipare alla mensa
del suo Corpo e del
suo Sangue. Dalla piena comunione con Lui scaturisce ogni altro elemento della vita della Chiesa, in primo luogo la comunione
tra tutti i fedeli, l’impegno di annuncio e di testimonianza del Vangelo, l’ardore della carità verso
tutti, specialmente verso i poveri e i piccoli.
In questo anno, pertanto, dovrà essere celebrata con
particolare rilievo la Solennità del Corpus Domini. L’Eucaristia sarà poi al centro, in agosto, della Giornata Mondiale della Gioventù a Colonia
e, in ottobre, dell’Assemblea Ordinaria del Sinodo
dei Vescovi, che si svolgerà sul tema: “L’Eucaristia fonte e culmine della vita e della missione della
Chiesa”. A tutti chiedo di intensificare nei prossimi mesi l’amore e la devozione a Gesù Eucaristia
e di esprimere in modo coraggioso e chiaro la fede
nella presenza reale del Signore, soprattutto mediante la solennità e la correttezza delle celebrazioni.
Lo chiedo in modo speciale ai Sacerdoti, ai quali
penso in questo momento con grande affetto. Il Sacerdozio ministeriale è nato nel Cenacolo, insieme
con l’Eucaristia, come tante volte ha sottolineato il
mio venerato Predecessore Giovanni Paolo II.
“L’esistenza sacerdotale deve avere a speciale titolo una «forma eucaristica»”, ha scritto nella sua
ultima Lettera per il Giovedì Santo (n. 1). A tale
scopo contribuisce innanzitutto la devota celebrazione quotidiana della santa Messa, centro della
vita e della missione di ogni Sacerdote.
5. Alimentati e sostenuti dall’Eucaristia, i cattolici non possono non sentirsi stimolati a tendere a
quella piena unità che Cristo ha ardentemente
auspicato nel Cenacolo. Di questo supremo anelito
del Maestro divino il Successore di Pietro sa di
doversi fare carico in modo del tutto particolare. A
lui infatti è stato affidato il compito di confermare
i fratelli (cfr Lc 22,32).
Con piena consapevolezza, pertanto, all’inizio del
suo ministero nella Chiesa di Roma che Pietro ha
irrorato col suo sangue, l’attuale suo Successore si
assume come impegno primario quello di lavorare
senza risparmio di energie alla ricostituzione della piena e visibile unità di tutti i seguaci di Cristo.
Questa è la sua ambizione, questo il suo impellente dovere. Egli è cosciente che per questo non bastano le manifestazioni di buoni sentimenti. Occorrono gesti concreti che entrino negli animi e smuovano
le coscienze, sollecitando ciascuno a quella conversione interiore che è il presupposto di ogni progresso
sulla via dell’ecumenismo.
7. Mane nobiscum, Domine! Resta con noi Signore! Quest’invocazione, che forma il tema dominante della Lettera apostolica di Giovanni Paolo II
per l’Anno dell’Eucaristia, è la preghiera che sgorga spontanea dal mio cuore, mentre mi accingo ad
iniziare il ministero a cui Cristo mi ha chiamato.
Come Pietro, anch’io rinnovo a Lui la mia incondizionata promessa di fedeltà.
Lui solo intendo servire dedicandomi
totalmente al servizio della sua Chiesa.
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Nella viva attesa di
accoglierlo a Bari,
riportiamo alcuni
brani dell’omelia
pronunciata dal
Papa, durante la
messa di inizio del
Pontificato.
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S.S. Benedetto XVI
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L’Eucaristia come criterio ispiratore
del Pontificato di Benedetto XVI
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Filodiretto Responsabili n. 8/9-2005
Il Congresso va inteso come un grande investimento di speranza
Spiritualità
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Anno XV - maggio 2005
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Assistente diocesano
Per capire il perché
di un congresso
eucaristico, al di là
di una scadenza
tradizionale,
bisogna cogliere il
senso della
situazione
religiosa, culturale
e sociale in cui
esso viene
pensato, deciso e
programmato. In
questo modo è
iniziata la lunga
serie dei Congressi
Eucaristici.
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don Pietro Rubini
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Messa domenicale è frequentata dal 21,4% di chi si
dichiara cattolico praticante (il 57,8% a cui si aggiunge
un 28,7% di cattolici non praticanti). A ciò si aggiunge la
tendenza a non frequentare la Messa domenicale quando ci si trova in viaggio o in vacanza. Infine, emerge
l’interesse per la frequentazione dei centri commerciali
che si presentano sempre più come i nuovi templi del
consumo.
A questo panorama, appesantito dai problemi e al tempo stesso carico di attese, il prossimo congresso
eucaristico intende rispondere puntando decisamente
sulla riscoperta del Giorno del Signore e della celebrazione eucaristica domenicale. Nella lettera in preparazione al Congresso di Bari, i Vescovi affermano che
«non comprenderemmo l’importanza e il valore della
domenica se non facessimo innanzitutto riferimento a
Cristo e alla sua morte e risurrezione. La domenica,
infatti, ci porta a quel “primo giorno dopo il sabato”,
quando Cristo, risorto dai morti, è apparso ai suoi discepoli. Da quel primo mattino, ogni settimana il Risorto
convoca i cristiani attorno alla sua mensa “nel giorno in
cui ha vinto la morte e ci ha resi partecipi della sua vita
immortale”. Non è stata la Chiesa a scegliere questo
giorno, ma il Risorto» (n.3). Nella vita attuale è successo che la domenica si è a tal punto secolarizzata fino a
diventare per la maggior parte degli italiani una domenica “sportiva”, “in”, “buona”… insomma la festa per eccellenza, il giorno di riposo tanto agognato per tutta la
settimana, anche se sono molti quelli che lavorano. A
questo punto la sfida del prossimo Congresso
Eucaristico sta nel provare a ridare alla domenica il suo
senso cristiano. E questo è il compito immenso che
attende la Chiesa e tutti quelli che nella Chiesa si dicono cristiani. «Purtroppo – scrive Giovanni Paolo II nella
lettera apostolica sulla domenica, “Dies Domini”, del
1998 – quando la domenica perde il significato originario e si riduce a puro “fine settimana”, può capitare che
l’uomo rimanga chiuso in un orizzonte tanto ristretto
che non gli consente più di vedere il cielo. Allora, per
quanto vestito a festa, diventa intimamente incapace di
“far festa”» (n.4). Perciò i Vescovi, nella loro lettera,
insistono nell’affermare che «la domenica ritorna ogni
settimana per ricordare a tutti che Cristo è la nostra
festa! - Di conseguenza – la partecipazione all’Eucaristia domenicale più che un obbligo dovrebbe essere un
bisogno! “Come potremmo vivere senza di Lui?”» (n.4).
La vera fede pasquale incomincia quando, anziché dire:
«Io vado a messa», siamo capaci di dire almeno a noi
stessi: «Sono atteso da Cristo Risorto. Vado ad incontrarlo».
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N
el 1881 a Lilla, in Francia, in reazione alla
secolarizzazione della società e all’anticlericalismo, si celebrò il primo congresso delle
opere eucaristiche con l’obiettivo di «fare conoscere
sempre più, amare e servire nostro Signore Gesù Cristo nel santissimo sacramento dell’altare, attraverso
solenni riunioni sociali e periodiche, e di fare in modo
di estendere il suo regno sociale nel mondo intero».
Nel 1891, a dieci anni di distanza dal primo Congresso Eucaristico internazionale, anche in Italia, precisamente a Napoli, viene celebrato il primo Congresso
Eucaristico Nazionale e le cronache del tempo parlano di uno straordinario fervore popolare. Sull’onda
dell’entusiasmo ci si impegna a proseguire la celebrazione di questi congressi. Il prossimo che si terrà a
Bari sarà il ventiquattresimo.
In quale contesto esso si colloca? C’è oggi una stanchezza diffusa, un vuoto di interessi vitali, un trascinare la vita nella noia delle conversazioni abituali:
«Non è più possibile andare avanti così. Ora abbiamo
proprio toccato il fondo: non si ha più voglia di vivere». È vero si sta perdendo il gusto della vita. La burocrazia è pesante, la politica sempre più deludente, i
rapporti con le persone sempre più faticosi. A questo
clima di stanchezza ci siamo arresi anche noi, cristiani: «se non credessi in Dio – diciamo qualche volta –
non ce la farei». La fede è diventata così, per molti di
noi, solo l’estrema risorsa per non disperare, piuttosto
che essere il segreto per assaporare e apprezzare tutto
quello che la vita offre di buono, sia pure nella misura
del piccolo fiore che tenacemente cresce nelle fessure
del cemento. A prima vista sembrerebbe che un certo
interesse religioso sia più presente oggi, perché Dio e
la religione sono argomenti abbastanza ricorrenti su
settimanali, alla radio e alla TV, ma, a ben vedere, si
tratta per lo più di pettegolezzi su questo o su quel
personaggio ecclesiastico, di indiscrezioni sulla vita
privata o su decisioni del Papa… È di moda parlare di
“fede” e di “religione” mescolando esperienze pseudomistiche e sentimentalismi. In molte agenzie di informazione c’è il gusto, sempre perché è di moda, di fare
“teologia”, di dare sentenze sulla fede cristiana, di offrire spiegazioni morali, di raccontare la vita di Gesù; il
tutto fondato su vaghe notizie senza valore critico, e
condito con una ignoranza abissale delle elementari
verità del cristianesimo, meglio definita dai nostri Vescovi come analfabetismo religioso (Cf CVMC, 40). In realtà il comportamento religioso degli italiani è molto
cambiato. Da una indagine del CENSIS risulta che la
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Perchè il Congresso eucaristico?
Origini, natura e contesto
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Congresso
Dalla testimonianza dei Martiri di Abitene il tema del Congresso Eucaristico
“Sine dominico non possumus”
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Q
uesta espressione dei martiri di Abitene è
stata scelta quale tema del congresso.
Cosa avvenne ad Abitene? Da chi e perché
è stata pronunciata questa frase e quale significato
profondo è racchiuso nel termine latino dominicum,
da spingere i martiri ad affrontare la morte piuttosto
che rinunciarvi? Sono interrogativi che non si possono eludere se non si vuole ridurre questa espressione
ad un incomprensibile slogan.
custodiscono nel cuore», rivelando così di non voler
distaccare in alcun modo la fede dalla vita. Il loro
stesso martirio si trasforma in una liturgia “eucaristica”;
tra i tormenti, infatti, si possono ascoltare dalle labbra
dei Martiri espressioni come queste: «Ti prego, Cristo,
esaudiscimi. Ti rendo grazie, o Dio… Ti prego, Cristo,
abbi misericordia». La loro preghiera è accompagnata
dall’offerta della propria vita e unita alla richiesta di
perdono per i loro carnefici.
Tra le diverse testimonianze, significativa è quella resa
da Emerito. Questi afferma senza alcun timore di aver
ospitato in casa suoi i cristiani per la celebrazione. Il
proconsole gli chiede: «Perché hai accolto nella tua
casa i cristiani, contravvenendo così alle disposizioni
imperiali?». Ed ecco la risposta di Emerito: «Sine
dominico non possumus»; non possiamo, cioè, né
essere né tanto meno vivere da cristiani senza riunirci
la domenica per celebrare l’Eucaristia. Il termine
dominicum racchiude in sé un triplice significato. Esso
indica il giorno del Signore, ma rinvia anche, nel
contempo, a quanto ne costituisce il contenuto: alla
Sua resurrezione e alla Sua presenza nell’evento
eucaristico.
Questi 49 martiri di Abitene hanno affrontato coraggiosamente la morte, pur di non rinnegare la loro fede
nel Cristo risorto e non venir meno all’incontro con
Lui nella celebrazione eucaristica domenicale. Perché?
non certamente per la sola osservanza di un “precetto” – visto che solo in seguito la Chiesa stabilirà il
precetto festivo. Allora, perché? Perché i cristiani, fin
dall’inizio, hanno visto nella domenica e nell’Eucaristia celebrata in questo giorno un elemento costitutivo
della loro stessa identità. È quanto emerge con chiarezza dal commento che il redattore degli Atti dei
martiri fa alla domanda rivolta dal proconsole al martire Felice: «Se sei cristiano non farlo sapere. Rispondi
piuttosto se hai partecipato alle riunioni». Ed ecco il
commento: «Come se il cristiano potesse esistere senza celebrare i misteri del Signore o i misteri del Signore si potessero celebrare senza la presenza del cristiano! Non sai dunque, satana, che il cristiano vive della
celebrazione dei misteri e la celebrazione dei misteri
del Signore si deve compiere alla presenza del cristiano, in modo che non possono sussistere separati l’uno
dall’altro? Quando senti il nome di cristiano, sappi
che si riunisce con i fratelli davanti al Signore e, quando senti parlare di riunioni, riconosci in essa il nome
di cristiano».
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Abitene era una città della provincia romana detta
Africa proconsularis, nell’odierna Tunisia. Nel 303 d.C.
l’imperatore Diocleziano, dopo anni di relativa calma,
scatena una violenta persecuzione contro i cristiani
ordinando che «si dovevano ricercare i sacri testi e
santi Testamenti del Signore e le divine Scritture, perché fossero bruciati; si dovevano abbattere le basiliche del Signore; si doveva proibire di celebrare i sacri
riti e le santissime riunioni del Signore» (Atti dei Martiri, I). Ad Abitene un gruppo di 49 cristiani, contravvenendo agli ordini dell’Imperatore, si riunisce settimanalmente in casa di uno di loro per celebrare l’Eucaristia domenicale. È una piccola, ma variegata comunità cristiana: vi è un senatore, Dativo, un presbitero,
Saturnino, una vergine, Vittoria, un lettore, Emerito…
Sorpresi durante una loro riunione in casa di Ottavio
Felice, vengono arrestati e condotti a Cartagine davanti al proconsole Anulino per essere interrogati. Al
proconsole, che chiede loro se possiedono in casa le
Scritture, i Martiri confessano con coraggio che «le
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Il Congresso
Eucaristico
nazionale viene
vissuto all’interno
dell’anno speciale
per l’Eucarestia,
anno voluto
proprio da
Giovanni Paolo II.
Il suo scopo è
incrementare la
comprensione e la
partecipazione al
Mistero eucaristico
in tutti i suoi
aspetti e alla
domenica, giorno
del Signore.
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a cura di
Beppe Sorice
redazione
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Senza la domenica non possiamo vivere
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Filodiretto Responsabili n. 8/9-2005
Stendardi, opuscoli, gadget, manifesti, per annunciare l’evento
Chiesa
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Il CERCHIO si è imposto come l’elemento che meglio potesse evocare il sorgere di un
nuovo giorno – “il primo dopo il sabato” –, il radunarsi attorno al Risorto e l’Eucaristia. La
domenica, Pasqua settimanale, è infatti il giorno in cui i cristiani sono riuniti dal Risorto
intorno all’Eucaristia.
a cura di
Beppe Sorice
redazione
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Il LOGO sviluppa il tema del Congresso Eucaristico Nazionale: “Senza la domenica non
possiamo vivere “. È la professione di fede dei cristiani nel Cristo risorto, dal quale sono
convocati nella celebrazione domenicale. È la fede dei 49 martiri di Abitene che andarono
con coraggio incontro alla morte, consapevoli che era in gioco la loro stessa identità cristiana.
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Nel logo del congresso evocati
i fondamenti e i contenuti del tema
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Il CERCHIO BIANCO è un tratto definito per meglio esprimere che il cuore della
Domenica è l’Eucaristia, richiamata dalla forma dell’Ostia;
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Il RISORTO, soggetto centrale e forza
dinamica, viene disegnato con pochi e
incisivi tratti che, pur ricordando il sacrificio della croce, lo rappresentano Vivente nel suo ascendere verso il Padre,
come primizia di risurrezione e sorgente di vita nuova.
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La LUCE, supporto e confine del logo, è
rappresentata con i toni del giallo e dell’arancio; il mutare della cromia esprime
anche l’energia che è emanata dall’Eucaristia e che avvolge, comprende e illumina i cristiani, evocati alla base del
logo.
Studio
Archimage - Roma
(Arch. Stefano
Valentini e Fabrizio
Cristiani).
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La COMUNITA’, riunita per la celebrazione eucaristica domenicale, è sollecitata a non venire mai meno al suo compito fondamentale: comunicare il vangelo
senza la domenica
della salvezza all’uomo di oggi. Il Risorto,
con le braccia spalancate che debordano
dal cerchio, accoglie i suoi discepoli e li invia nel mondo per annunciare a tutti il Vangelo e per “incendiare” la terra con la loro testimonianza d’amore.
Invitiamo i lettori
a considerare il
logo a colori,
ormai ben
presente nella
mente, per
comprendere e
apprezzare le
scelte grafiche e
cromatiche
compiute dagli
ideatori:
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Dunque guardando il logo e leggendo la frase del tema possiamo riscoprire il senso della
domenica che è il “giorno del Signore”, dal latino “dies dominicus” . Essa è il giorno in cui i
credenti si radunano in assemblea, nella quale il Signore si rende presente ai suoi che lo
attendono (Gv 20, 19-29); giorno della Parola e dell’Eucaristia, in cui nell’ascolto delle
Scritture e nella frazione del pane, i fedeli incontrano il Signore, che fa ardere il loro cuore
e apre i loro occhi (Lc 24, 13-35; At 20, 7-11); giorno della gioia che nasce dall’incontro con
il Signore e con i fratelli (Gv 20, 20; At 2, 46); giorno della carità, che porta a condividere
con i fratelli e con tutti gli uomini, l’amore di Cristo sperimentato (I Cor 16, 1-2).
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non possiamo vivere
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Veglia di Pentecoste
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Si svolgerà in ogni città, sabato 14 maggio, secondo gli orari e i luoghi che
saranno comunicati.
Il Vescovo presiederà a Ruvo, ore 20,30, in Concattedrale
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Storia
Un excursus storico di quella che è un’istituzione ultracentenaria
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in dagli inizi del Cristianesimo,
l’Eucarestia è sempre stata considerata nel suo stretto rapporto con la
Chiesa. Infatti Paolo parla in 1 Cor 10,17-18 di
unione misteriosa, per effetto del sacramento,
dell’Eucarestia con la comunità dei credenti: mistero dell’unico Corpo formato da tutti coloro
che hanno partecipato all’unico Pane.
Da allora, in obbedienza al comando di Cristo nel memoriale dell’ultima
cena, la Chiesa è sempre apparsa connessa all’Eucarestia, a tal
punto che la stessa viene chiamata nei testi patristici “corpus
mysticum Christi” o “corpus
in mysterio” o “mysterium
corporis”. Ed è proprio il termine “mistero”, inviso dagli
illuministi, per i quali esso è qualcosa di non conoscibile dalla ragione e quindi inesistente, che
invece sta alla base della concezione
della
Chiesa
sull’Eucarestia: il mistero
eucaristico è una realtà carica di
essere, è Cristo, rivelatosi all’uomo in gesti, parole ed opere ( DV
n° 2 ) ed è conoscibile, attraverso ciò che Cristo stesso ci ha
detto, anche se, nello stesso tempo, rimane nascosto per la sua
profondità di essere che non si
può capire con una semplice analisi razionale, ma con una continua ricerca per approfondimento, diremmo in liturgia per immersione nel mistero, che porta la
Chiesa tutta, attraverso la Domenica, a capirne sempre più la sua
portata salvifica.
Ecco perché la Chiesa, tramite i suoi pastori, nel corso degli ultimi due secoli, ha celebrato ben 24 Congressi Eucaristici Nazionali, l’ultimo dei quali sarà
vissuto a Bari, come momento di studio e di riflessione sull’Eucarestia in tutti i suoi aspetti più
profondi, da quelli teologici a quelli liturgici, pas-
sando da quelli sociali.
La storia dei Congressi Eucaristici Nazionali risale al lontano 1981 in quel di Napoli, che
introduce questa forma di culto eucaristico in
Italia, sotto l’impulso dato direttamente dalla
Sede Apostolica. Vale la pena sottolineare che
tutti i 24 Congressi sono stati momenti e tappe
di riflessione a tema, sulla scia del contesto storico e sociale in cui la Chiesa italiana era chiamata ad operare: come a dire che l’Eucarestia
non può disinteressarsi del mondo, ma anzi deve
essere per il mondo e la società il suo centro
propulsore ( il teologo Teilhard de Chardin amava
considerare la messa una celebrazione sul mondo, in armonia con gli uomini e con il creato ).
Infatti dopo il Congresso di Venezia, il quinto
della serie, venne istituito il Comitato permanente
dei CEN, quale sottocomitato per i Congressi
internazionali.
Ed è significativo ricordare che fino al 2002
sono stati celebrati nel mondo ben 146 CEN,
così distribuiti: 66 in America, 7 in Africa, 13 in
Asia e Oceania, 60 in Europa. È la Chiesa tutta
che, istituita sull’Eucarestia, annulla le distanze
continentali e si riconosce, come accade ai discepoli di Emmaus, « nello spezzare il Pane »
(LC 24,35 ): nell’Eucarestia, luogo ecumenico
più autentico, vengono abbattute tutte le barriere di razza, ideologiche, classiste, sessiste, di
appartenenza ecclesiale…
Al Comitato si diede una certa consistenza
con l’approvazione degli Statuti ( 1927 ) che permisero allo stesso di essere assunto in seno alla
Conferenza Episcopale Italiana tra le normali
espressioni della sua attività (1983 ), con la nomina di un presidente che nella circostanza fu il
card. Salvatore Pappalardo. L’ultimo Statuto fu
approvato il 25 gennaio 1996 e sancisce
definitivamente la responsabilità diretta nella
gestione del Comitato da parte della CEI, inserendo questo momento all’interno della programmazione del cammino dell’intera Chiesa nazionale.
Certamente non sarà possibile qui analizzare tutti i 23 Congressi, tuttavia sono degni di men(continua a pag. 7)
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a cura di
Michele Pappagallo
vicepresidente SA
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I Congressi Eucaristici (1891-2005) in Italia:
un cammino tematico di oltre un secolo
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Filodiretto Responsabili n. 8/9-2005
Un excursus storico di quella che è un’istituzione ultracentenaria
Storia
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LA STORIA DEI CONGRESSI EUCARISTICI ITALIANI
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NEL CONTESTO DEL RINNOVAMNETO SOCIALE
1891, Napoli: Difesa dell’Eucarestia e del suo culto
1894, Torino: L’Eucarestia nella devozione e nel culto
1895, Milano: L’Eucarestia, presenza del Redentore
1896, Orvieto: L’Eucarestia e l’azione sociale
1897, Venezia: Fede, storia, culto dell’Eucarestia
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NEL CONTESTO DELLA RICONCILIAZIONE TRA CHIESA E STATO
1920, Bergamo: Eucarestia e santificazione personale
1923, Genova: Cristo, mediatore tra Dio e gli uomini
1924, Palermo: Gesù nell’Eucarestia è l’Emmanuele
1927, Bologna: Dottrina e vita eucaristica in Italia
1930, Loreto: L’Eucarestia e la famiglia cristiana
1935, Teramo: L’Eucarestia e la sacra Scrittura
1937, Tripoli (Libia): senza un tema specifico
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NEL CONTESTO DEL RINNOVAMNETO DOTTRINALE
1951, Assisi: L’Eucarestia, mistero della fede
1953, Torino: L’Eucarestia nella società moderna
1956, Lecce: Sacramento di unità e vincolo di carità
1959, Catania: Dacci oggi il nostro pane quotidiano
1965, Pisa: L’Eucarestia, reale presenza di Cristo
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NEL CONTESTO DEL RINNOVAMNETO ECCLESIALE
1972, Udine: Eucarestia e comunità locale
1977, Pescara: La Domenica. Giorno del Signore
1983, Milano: L’Eucarestia, centro della comunità
1988, Reggio Calabria: L’Eucarestia, segno di unità
1994, Siena: Eucarestia, dalla comunità al servizio
1997, Bologna: Gesù Cristo, unico salvatore del mondo
2005, Bari: “Senza la Domenica non possiamo vivere”
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Anno XV - maggio 2005
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zione quelli che hanno costituito delle pietre miliari nella riflessione della Chiesa italiana
sull’Eucarestia.
Il Congresso di Torino (1984) ebbe un epilogo curioso: esso doveva concludersi con una solenne processione che fu impedita con un provvedimento prefettizio dall’allora governo liberale. Tuttavia una folla di oltre 100.000 persone si
ritrovarono nella piazza del Duomo al momento
della benedizione, prostrandosi in adorazione. Si
era ancora lontani da quei concetti di pluralismo, liberalità e democraticità che sanciscono
la libertà religiosa nella nostra Costituzione.
Importante fu il Congresso di Genova (1923):
la fastosità di questo Congresso è facilmente
desumibile dal numero dei corrispondenti dei
giornali che in quei giorni arrivarono a 280, dal
fatto che per la prima volta le rappresentanze
del governo, insieme a tutte le autorità locali,
con a capo il duca di Genova, vi presero entusiasticamente parte e, infine, dalla partecipazione per la prima volta del legato pontificio, nella
persona del card. Gaetano de Loi.
Nel secondo dopoguerra importante fu il
Congresso di Torino, indetto da Pio XII nel 1953
e che ebbe un grande risvolto sociale: 1500 operai, partiti da Roma, a bordo di 30 pullman, scortarono il SS. Sacramento, esposto in un’auto,
adibita a cappella.
Gli ultimi Congressi (Reggio Calabria 1988,
Siena 1994, Bologna 1997) hanno accompagnato
la Chiesa italiana nel contesto del Rinnovamento ecclesiale e significativa è stata la “grande
preghiera” per l’Italia e per l’Europa celebrata
a Siena e che Giovanni Paolo II aveva proposto
ai Vescovi italiani il 15 marzo 1994 durante la
veglia sulla tomba di San Pietro: l’Eucarestia,
come culmine dell’unità della comunità ecclesiale, non può non ricordare ai cristiani che sono
al servizio di tutta la comunità umana. È l’impronta della vocazione all’ecumenismo, inteso
in senso lato, che ha caratterizzato il pontificato
di Giovanni Paolo II.
Una menzione particolare merita il 23° Congresso di Bologna, celebrato nel settembre del
1997 nel contesto della preparazione al Giubileo
del 2000. Esso è stato definito “Il primo Congresso multimediale “ per la vasta presenza degli operatori della comunicazione ( ci furono 1390
richieste di accredito di giornalisti, con 1259 presenze effettive: complessivamente 75 quotidiani, 83 riviste e periodici, 17 agenzie di stampa,
14 testate televisive, 32 radiofoniche ). Uno dei
momenti più emblematici fu l’incontro del San-
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to Padre, nella veglia del sabato 27 settembre,
con 300.000 persone, in gran parte giovani, che
trasformò il congresso in un’esperienza di preghiera e di festa, animata dal canto e dalla musica e dalla presenza di numerosi artisti internazionali: Celentano, Morandi, Dalla, Bocelli, Bob
Dylan, autore della canzone Blowing in the
wind. Alle parole di questa canzone Giovanni
Paolo II fece esplicito riferimento, rispondendo
anche alle domande di un giovane: quante sono
le strade che un uomo deve percorrere per potersi riconoscere veramente uomo? E’ vero che
la risposta alle domande esistenziali dell’uomo
sta soffiando nel vento? La risposta del Papa
fu: « Una! Una sola è la strada dell’uomo, e
questa è Cristo… anche sulla strada della
musica vi viene incontro Gesù: cercatelo senza stancarvi, accoglietelo senza riserve,
amatelo senza sosta ».
E il 24° Congresso Eucaristico? Lo vivremo a
Bari, dal 21 al 29 maggio e per la nostra Chiesa di Puglia sarà un grande privilegio e una
irripetibile opportunità.
E, allora, arrivederci in quel di Bari…
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(continua da pag. 6)
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Magistero
Una molteplicità di iniziative e di persone intrecciate su un unico tema
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S
i avvicina sempre più la celebrazione
del XXIV Congresso Eucaristico Nazionale, che si terrà a Bari dal 21 al 29
maggio sul tema “Senza la domenica non
possiamo vivere”. Una settimana intensa:
celebrazioni eucaristiche, incontri di riflessione, momenti ecumenici; e ancora rappresentazioni teatrali, film, happening per le famiglie, concerti di musica sacra, eventi sportivi, mostre.
Dopo la solenne celebrazione di apertura del
21, tre sono gli appuntamenti centrali del
Congresso: la concelebrazione eucaristica
di apertura di domenica 22 presieduta dal
Card. Ruini, presidente della Cei; la Via
crucis di venerdì 27 dal Policlinico alla
Casa circondariale, presieduta dal card.
Giovanni Battista Re, e la solenne
concelebrazione eucaristica conclusiva di
domenica 29 alla spianata di Marisabella, che
vedrà la prima uscita del Santo Padre Benedetto XVI.
Lo snodarsi dei temi delle giornate ci offre il
prisma dei contenuti del Congresso, due doni
inseparabili: “la domenica, il giorno del Signore” ed “il suo cuore, l’Eucaristia”, conservando un occhio particolare al rapporto tra Eucaristia e martirio, testimoniato dai martiri
di Abitene.
La giornata-tipo del Congresso scandisce
un ritmo che, avviato dall’Eucaristia mattutina alle ore 8.30 e sostenuto dall’adorazione eucaristica continua diurna, si snoda attraverso tre momenti: l’annuncio, con la
catechesi alle ore 10.30, la testimonianza,
con esempi di vita alle ore 16, e la celebrazione alle ore 19.30.
Saranno presenti giornalisti, scrittori, teologi, professori universitari, economisti, imprenditori. Comincerà domenica Mons. Angelo Comastri con la relazione su «La Domenica giorno del risorto. L’Eucaristia, dono
della Trinità». Lunedì ci sarà Mons. Giuseppe Betori, Segretario generale della CEI, con
la relazione sul tema del giorno «La Domenica giorno della festa. L’Eucaristia illumina la
vita dell’uomo». A seguire, gli incontri-interviste sui temi «Quale bellezza salverà il mondo», «Tra tempo ed eternità» e su «Lo sport
accoglie, orienta ed educa alla festa».
Martedì ci sarà la relazione di Paola Bignardi
sul tema del giorno «La Domenica e la città
dell’uomo. L’Eucaristia, sorgente di un mondo
nuovo». Seguirà un altro ciclo di incontriinterviste moderate dai giornalisti Rai Angela Buttiglione e Puccio Corona, Domenico
Delle Foglie di «Avvenire» e Girolamo Fazzini
di «Mondo e Missione».
Particolare rilievo avrà l’intera giornata di
Mercoledì, tutta dedicata al tema
dell’ecumenismo: «La Domenica giorno per la
riconciliazione dei cristiani». La scelta di Bari,
quale sede di questa grande manifestazione di fede e di cultura, nasce dalla volontà
di “gettare un ponte” ideale tra Oriente e
Occidente proprio a motivo della sua fortunata posizione geografica, oltre che per la
speciale devozione riservata al suo patrono
S.Nicola, Vescovo santo venerato da entrambe le Chiese. Nella mattinata ci sarà una relazione sul tema del giorno, tenuta dal Card.
Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio
per l’unità dei cristiani; nel pomeriggio ci
saranno varie testimonianze moderate da
Mons. Vincenzo Paglia, Vescovo di Terni e
Presidente della Commissione Episcopale per
l’Ecumenismo e il dialogo.
Giovedì sarà invece la volta della tavola rotonda «La domenica, giorno della carità», moderata da monsignor Vittorio Nozza, direttore di Caritas Italiana.
Venerdì ci sarà l’incontro sul laicato, presieduto dal card. Camillo Ruini e moderato da
Dino Boffo, direttore di «Avvenire». È prevista la presenza di numerosi movimenti e
associazioni nella persone dei loro responsabili.
Infine, sabato le famiglie saranno protagoniste di un incontro arricchito dalla riflessione
dell’arcivescovo di Milano, Card. Dionigi
Tettamanzi; nel pomeriggio, invece, ci terrà
una tavola rotonda con il mondo missionario.
In collaborazione con il Servizio Nazionale
di Pastorale Giovanile, il Congresso
Eucaristico offre ai giovani, nell’ambito del
programma generale, un contenitore di
esperienze di animazione giovanile, spazio
per la preghiera eucaristica personale e comunitaria, luogo di incontri a tema,
intrattenimento e ricreazione: il “Villaggio
Giovani” presso la Fiera del Levante (vedi
pagina a a parte).
Inoltre, nell’ambito del Congresso Eucaristico
si è voluto preparare un padiglione presso
la Fiera del Levante dedicato a Mostre ed
Esposizioni.
Infine, domenica 29, solennità del Corpus
Domini, il Congresso si concluderà con la
solenne Concelebrazione presieduta dal
Santo Padre Benedetto XVI, per la qual cosa
grande è la mobilitazione in atto.
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Molto intenso il
programma che
difficilmente si
potrà vivere per
intero.
Ciascuno sceglierà
secondo le proprie
inclinazioni e la
disponibilità di
tempo.
Anche le
parrocchie si
accingono ad
organizzare una
partecipazione
comunitaria in
particolari giorni.
Sul sito è possibile
visionare il
programma
aggiornato e
dettagliato.
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a cura di
Margherita de Pinto
vicepresidente SG
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Il Congresso eucaristico
giorno per giorno
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Filodiretto Responsabili n. 8/9-2005
Da sabato 21 a sabato 28 maggio, nei padiglioni della Fiera del Levante
Giovani
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Il progetto Villaggio Giovani
nell’ambito del Congresso
IL Villaggio giovani sarà un’occasione di incontro e di crescita umana, culturale, di fede, sarà
inaugurato SABATO 21 alle ore 21,30.
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• GIOVANI, PARROCCHIA E
DOMENICA (SNPG): domenica 22 maggio ore 20.00 Don
Paolo Giulietti Responsabile
del Servizio nazionale per la
Pastorale Giovanile (CEI);
Mons. Domenico Sigalini,
Vescovo di Palestrina; Emilio
Garofano, cantautore, interverrà con due canzoni all’inizio
e al termine del meeting
Di seguito un elenco di stand presenti nel
padiglione:
a cura di
Margherita de Pinto
vicepresidente SG
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Area Stand Padiglione 102
Apertura stand:
- sabato 21 maggio dalle 21.30-24.00
- domenica 22 maggio dalle 13.00 alle 16.00 e
dalle 19.30 alle 23.00
- lunedì 23 maggio dalle 09.00 alle 16.00 e dalle
19.00 alle 23.00
- martedì 24 maggio dalle 10.00 alle 15.30 e dalle 19.00 alle 23.00
- mercoledì 25 maggio dalle 09.00 alle 15.30 e
dalle 19.00 alle 23.00
- giovedì 26 maggio dalle 09.00 alle 15.30
- venerdì 27 maggio dalle 09.00 alle 18.00
- sabato 28 maggio dalle 13 alle 20.00
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LA VITA: meeting per i ragazzi con testimonial del mondo dello sport (CSI): lunedì 23
maggio dalle ore 9.00 alle 10.30 e dalle
11.00 alle 12.30; martedì 24 maggio dalle
ore 10.00 alle 11.30 e dalle 12.00 alle 13.30;
mercoledì 25 maggio dalle ore 9.00 alle
10.30 e dalle 11.00 alle 12.30
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1) XX Giornata Mondiale della Gioventù (SNPG)
2) Segreteria “Villaggio giovani” (SNPG)
3) Apostolato giovanile Gesuiti (CeNAG)
4) UN’UNICA FAMIGLIA CHE CONDIVIDE (Comunità “Giovanni XXIII”)
5) Rinnovamento dello Spirito Santo
6) Tavolo ecclesiale servizio civile
7) Avvenire
SAT2000
INBLU
8) Associazione Nazionale “La Bottega dell’orefice”
9) Forum Oratori Italiani (FOI)
10) Giovani e missione (MGM)
11) Movimento Giovanile Salesiano (MGS)
12) Movimento Giovani Lasalliani
13) Movimento Giovanile Scalabriniani
14) Centro PG Frati Minori (Puglia-Molise)
15) Centro Volontari della Sofferenza (CVS)
16) Azione Cattolica Italiana (Settore Giovani)
17) Movimento Vivere In
18) Centro Sportivo Italiano (CSI)
19) Gioventù Francescana (Ass. Frati minori)
20) Creativ
21) “Rivista del Cinematografo” (Ente delle Spettacolo)
22)) Centro Turistico Italiano (CTG)
23) “Giovani di altre italie”: giovani italiani all’estero (Migrantes)
24) “Italiani d’altrove”: giovani immigrati in Italia
(Migrantes)
25) Federazione Universitaria Cattolica Italiana
(FUCI)
26) Giovani delle ACLI (GA)
27) Radio CEN Giovani
28) Alcolisti Anonimi Gruppo Rinascita di Bari
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• VOLTI DEL SERVIZIO CIVILE DI IERI E DI OGGI (Tavolo ecclesiale SC): lunedì 23
maggio ore 19.00; Modera Alberto Chiara, giornalista
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• A CHI POSSONO INTERESSARE DEI CRISTIANI CREATIVI DI DOMENICA?
CERTAMENTE…AL SIGNORE!
LA CREATIVITA’ NELL’EDUCAZIONE: seme che porta frutto,
sale che da sapore: martedì
24 maggio ore 19.00
Incontro-Workshop interattivo per risvegliare la propria creatività e metterla al servizio dei talenti che ci sono stati donati e sono stati donati
Saranno presenti formatori e animatori dell’equìpe culturale di CREATIV guidati dal Presidente Giulio Carpi. Interverrà il coordinatore
regionale della Pastorale Giovanile dell’Emilia
Romagna Don Giancarlo Manara. Nel corso
dell’incontro-workshop sarà presentata l’esperienza “Creative Learning method”: nuove
frontiere formative nella pastorale giovanile e
nella catechesi.
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• “GENERAZIONE GIOVANNI
PAOLO II” (Ancora-Muolo):
lunedì 23 maggio ore 20.30
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*Area meeting Padiglione 104 –
sala conferenze
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- Il PROGETTO POLICORO presenterà l’esperienze nate e cresciute in questi anni nei 43 box
esterni ai padiglioni
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• TIPI DA ORATORIO…Testimonianze di
uno stile di vita (ANSPI): martedì 24 maggio ore 19.00 (sala cinema)
Campanelli Vito, Vice Presidente Nazionale
ANSPI
Barnaba Giovanni, Direttore del Centro
Studi Anspi Puglia
Colacicco Giuseppe, Responsabile dell’equipe Irotamina
La musica, la
pittura, il cinema e
le altre forme
artistiche sono
linguaggi in grado
di raccontare, non
solo tra giovani, i
significati e i
contenuti della
nostra fede.
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• I MAGI, STORIA E LEGGENDA (Ed. Vallecchi): martedì 24 maggio ore 21.00
• CAMPIONI NELLO SPORT, CAMPIONI NEL-
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Programma del Villaggio dei giovani
Giovani
Fratel Matteo Mennini, Fratello delle Scuole Cristiane curatore dell’opera
Dott. Franco Cardini, docente di storia medievale Università di Firenze
Celebrazione delle lodi mattutine alle ore 9.00,
segue l’adorazione Eucaristica animata nella mattinata e libera fino alle 22.45, quando si concluderà con la compieta e la benedizione.
Dalle 9.00 sino alle 23.00 disponibilità dei sacerdoti per le confessioni e la direzione spirituale,
saranno allestiti sei confessionali, insieme ad una
sagrestia.
Al mattino il Centro regionale Vocazioni (Puglia)
animerà un’ora di adorazione.
• “SIAMO VENUTI PER ADORARLO” (SNPG):
venerdì 27 maggio ore 16.30
Don Paolo Giulietti Responsabile del Servizio nazionale per la Pastorale Giovanile
(CEI)
P. Donato Ogliari, priore Monastero Benedettino “S. Maria della Scala” Noci (Bari)
* Padiglione 106: Animazione
- sabato 21 maggio dalle 21.30-24.00
- domenica 22 maggio dalle 13.00 alle 16.00 e
dalle 19.30 alle 23.00
- lunedì 23 maggio dalle 09.00 alle 16.00 e dalle
19.00 alle 23.00
- martedì 24 maggio dalle 10.00 alle 15.30 e dalle
19.00 alle 23.00
- mercoledì 25 maggio dalle 09.00 alle 15.30 e
dalle 19.00 alle 23.00
- giovedì 26 maggio dalle 09.00 alle 15.30
- venerdì 27 maggio dalle 09.00 alle 18.30
- sabato 28 maggio dalle 13 alle 20.00
• I GIOVANI PARTONO…MEETING MISSIONARIO (MGM) sabato 28 maggio ore 15.30
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• “CHIEDIMI PERCHÉ SONO FELICE”
SESSUALITÀ, FECONDITÀ E DESIDERIO DI
FELICITÀ” (Associazione ”La Bottega dell’orefice”): mercoledì 25 maggio ore 20.00
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“Volevo solo dormirle addosso” regia:
Eugenio Cappuccio sabato 21 maggio ore
21.30-24.00 sarà presente il regista
“Che ne sarà di noi” regia: Giovanni Veronesi domenica 22 maggio ore 14.00-16.00
“Fame chimica” regia: Paolo Vari, Antonio
Bocola lunedì 23 maggio ore 14.00-16.00
“Gesù nel Cinema” (a cura di M.D.E.Viganò)
lunedì 23 maggio ore 21.30-23.00
“Dopo mezzanotte” regia: Davide Ferrario
martedì 24 maggio ore 13.30-15.30
“Caterina va in città”: regia Paolo Virzì
martedì 24 maggio ore 21.30-23.00
“Ora o mai più”: regia Lucio Pellegrini mercoledì 25 maggio ore 13.30-15.30
“Il tempo dei cavalli ubriachi” regia:
Bahman Ghobadi giovedì 26 maggio ore
13.30-15.30
“Tre metri sopra il cielo” regia: Luca Lucini
sabato 28 maggio ore 14.00-16.00
Spazio animazione sportiva (PGS, ANSPI)
BAR
- dalle 9.00 alle 23.00 di tutti giorni
Spazio Bar e animazione musicale a cura di un
gesto concreto del Progetto Policoro (Puglia)
Animazione sportiva
- sabato 21 maggio dalle 21.30-24.00
- domenica 22 maggio dalle 13.00 alle 16.00 e
dalle 19.30 alle 23.00
- lunedì 23 maggio dalle 09.00 alle 16.00 e dalle 19.00 alle 23.00
- martedì 24 maggio dalle 10.00 alle 15.30 e
dalle 19.00 alle 23.00
- mercoledì 25 maggio dalle 09.00 alle 15.30 e
dalle 19.00 alle 23.00
- giovedì 26 maggio dalle 09.00 alle 15.30
- venerdì 27 maggio dalle 09.00 alle 18.30
All’interno dello stesso padiglione saranno presentate:
- Mostra delle opere del concorso artistico della
GMG2005
- Scene di Emmaus del ciclo del Mosaico di
Monreale (Diocesi di Altamura-GravinaAcquaviva delle Fonti)
- Mostra dell’attività, della vita e spettacolo popolare del mondo circense giovani: Pastorale
(UNPcircus-Migrantes)
- “PER LA VITA CHE COMINCIA” Percorso
multimediale di conoscenza sulla vita umana
nascente (Associazione nazionale “La Bottega
dell’Orefice”-Comitato Scienza e Vita).
- “DALL’EUCARESTIA IL TUO S̔ percorso
vocazionale a cura delle Suore Apostoline
- Nel piazzale esterno: animazione sportiva a
cura del CSI
* I giovani saranno particolarmente
coinvolti nei seguenti momenti:
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L’incontro ragazzi e adolescenti – LUNEDÌ
23 maggio ore 16.00 in Fiera
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La celebrazione eucaristica MARTEDÌ 24
maggio ore 8.30 in Cattedrale
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L’incontro ecumenico MERCOLEDÌ 25 maggio ore 18.30 alla Basilica di San Nicola
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La processione eucaristica G IOVEDÌ 26
maggio ore 19.30 in Piazza della Libertà
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L’adorazione eucaristica notturna G IOVEDÌ 26 maggio allo Stadio della Vittoria
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La via crucis VENERDÌ 27 maggio ore 19.30
al Policlinico
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L’incontro di SABATO 28 maggio: “Nella famiglia, adulti e giovani in dialogo” alle
ore 10.30 alla Fiera.
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La grande e solenne Veglia di preghiera
e festa della sera del SABATO 28 maggio.
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La solenne concelebrazione eucaristica
conclusiva del Congresso di DOMENICA 29
maggio, presieduta dal santo Padre Benedetto XVI, per la quale varrà la pena
fermarsi a Bari sin dal sabato sera, con
sacchi a pelo...
* Padiglione 110
cappella CEN
- alle ore 09.00 celebrazione delle lodi tutti i
giorni e alle 22.25 compieta comunitaria
- sabato 21 maggio ore 21.30-23.00
- domenica 22 maggio ore 09.00-23.00
- lunedì 23 maggio ore 09.00-23.00
- martedì 24 maggio ore 10.00-23.00
- mercoledì 25 maggio ore 09.00-23.00
- giovedì 26 maggio ore 09.00-18.30
- venerdì 27 maggio ore 09.00-18.30
- sabato 28 maggio dalle 13 alle 20.00
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sala cineforum : rassegna di 9 film sui giovani (SNPG-Ente dello Spettacolo)
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Filodiretto Responsabili n. 8/9-2005
Messaggio di Giovanni Paolo II al convegno delle presidenze diocesane 2004
Congresso
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Per coordinare la partecipazione della nostra diocesi al Congresso Eucaristico Nazionale di
Bari è stato costituito un
COMITATO DI COORDINAMENTO
Sede atrio vescovile (ex sede di “Luce e Vita”)
con orari di consultazione: ore 10 – 11 e ore 18 - 21
dal 3 al 15 maggio
anche nelle altre tre città sarà possibile iscriversi rivolgendosi a:
Gino Sparapano 3492550963 (Ruvo), Mario Diniddio 3389493322 (Giovinazzo),
Alfonso De Leo 3473216582 (Terlizzi)
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Coordinamento e note per la
partecipazione al Congresso
PER I SACERDOTI che intendono partecipare a tutti o ad alcuni eventi la nostra diocesi si fa
carico di procurare, a spese della cassa diocesana, il pass. Chi partecipa alle varie
celebrazioni deve portare camice e stola bianca. I sacerdoti che partecipano alla messa conclusiva del 29 maggio porteranno solo il camice e riceveranno la stola del Congresso, che rimarrà loro come ricordo.
4.
5.
PER PARTECIPARE AGLI EVENTI DI SABATO E DOMENICA la quota è di 5 euro;
PER LA GIORNATA DELLA FAMIGLIA la quota è di euro 10 a nucleo familiare (tre persone)
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3.
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ISCRIZIONE RISERVATA AI GIOVANI, che può coprire il singolo giorno o l’intera settimana.
Per l’intera settimana: contributo di € 7,00 a persona, che comprende: sacca del pellegrino con cappellino, portabadge con pass, distintivo, vademecum, sussidi liturgici.
Per l’iscrizioni giornaliere agli eventi in Fiera, per gruppi giovanili e scolaresche: €
2,00 a persona.
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2.
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ISCRIZIONE A TUTTA LA SETTIMANA CONGRESSUALE (da sabato 21 a domenica 29). È richiesto per
il pass un contributo di € 7,00 a persona; agli iscritti sarà consegnata la sacca
del congressista che contiene vademecum, sussidi liturgici, portabadge con pass, distintivo, cappellino.
É importante
coordinarsi
secondo le
indicazioni fornite
dal Comitato
diocesano per non
incorrere in
difficoltà ulteriori
rispetto a quelle
oggettivamente
prevedibili.
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All’atto dell’iscrizione si potrà prenotare il comodo e utile sgabello/zaino al costo di €
10,00. Possono iscriversi tutti presso la sede del Comitato e le iscrizioni si chiudono
tassativamente entro il 15 maggio. Nei giorni 18 e 19 maggio si ritireranno i pass presso
il Comitato.
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Le forme di iscrizioni sono le seguenti:
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Anno XV - maggio 2005
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Per la giornata conclusiva del Congresso di domenica 29 maggio, non sono previsti pullman di linea (a meno di un ripensamento dell’Azienda). Si potrà raggiungere Bari in treno.
La diocesi mette a disposizione 6 pullman, che accompagneranno i partecipanti a Bari fino
alle aree di parcheggio, dalle quali si dovrà raggiungere la spianata di Marisabella, distante dai 3 ai 5 chilometri, da percorrere a piedi sia in andata che in ritorno.
VI PREGHIAMO QUANTO PRIMA DI COMUNICARE, SEMPRE PRESSO IL COMITATO,
IL NUMERO DEI PARTECIPANTI CHE UTILIZZERANNO I PULLMAN DELLA DIOCESI.
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Si consiglia di usare in qualsiasi giorno del Congresso:i mezzi pubblici (autobus di linea e
treni). Raggiunto a Bari il capolinea o la stazione ferroviaria centrale, esibendo il pass, si
possono usare gratuitamente tutti i mezzi locali per raggiungere i luoghi del Congresso.
La nostra diocesi, comunque, mette a disposizione 2 pullman quotidianamente (uno per
Terlizzi e Ruvo, l’altro per Molfetta e Giovinazzo). Il costo del pullman è di € 5,00. I luoghi di
partenza sono i seguenti:
* Molfetta:
Seminario Vescovile;
* Giovinazzo: Parrocchia S. Domenico;
* Ruvo:
Parrocchia S. Domenico;
* Terlizzi:
Banco di Napoli.
Gli orari saranno comunicati in seguito.
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I MEZZI DI TRASPORTO PER RAGGIUNGERE BARI
11
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Parrocchia
L’AC si prepara, nella e con la Comunità, al Congresso Eucaristico
Ragazzi
Il lavoro svolto dai ragazzi durante la Quaresima, che li ha aiutati a riscoprire la domenica
e i fondamenti della comunità cristiana, apre molte possibilità a vivere la settimana della
comunità di quest’anno all’insegna della gratuità nel dare ciò che a nostra volta si è ricevuto. Per i bambini dei 6-8 è soprattutto una ri-scoperta dell’ambiente scolastico come luogo
dove vivere la missione (vedi attività “Uno strano datore di lavoro” p. 96 della guida 1), a
partire proprio dall’eucaristia domenicale celebrata con la comunità.
I ragazzi dei 9-11 sono invece impegnati a riconoscere i doni di cui sono portatori per
viverli nel pieno senso del gratuito e far crescere la comunità stessa (vedi attività del terzo
tempo di catechesi). Infine i gruppi di 12-14, maggiormente concentrati su come vivere (e
far vivere) la dimensione missionaria della comunità intera, potranno dare il loro prezioso
contributo con le intuizioni avute attraverso le attività del 2° e 3° modulo della terza fase
temporale.
Giovanissimi
1. SCUSI: COSA È PER LEI LA DOMENICA?
Obiettivo: Far riflettere i giovanissimi sui diversi modi di intendere la Domenica.
Si potrebbe effettuare un sondaggio tra i giovanissimi i quali saranno chiamati a rispondere alla seguente domanda: “Quando qualcuno ti augura buona domenica cosa pensi?”, si
potrebbero preparare una serie di risposte: dormire fino a tardi dopo una serata in discoteca, fare footing con gli amici, sarà “buona domenica” se vincerà la mia squadra, se riuscirò a incontrare quei miei amici, se uscirò a fare shopping, se parteciperò alla messa insieme a tutta la mia famiglia…
Dopo aver raccolto le risposte magari anche tra i loro coetanei, i giovanissimi provano a
chiedersi da cosa dipende la “bontà” della domenica e si interrogano su cosa rende diverso questo giorno da tutti gli altri della settimana. All’incontro potrà intervenire sia il parroco
che accolga le esigenze dei giovanissimi, sia un giovane adulto che racconti perché per lui
la domenica è un giorno speciale.
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Suggerimenti per le attività nei gruppi
2. VENITE ALLA FESTA?
Obiettivo: Far riflettere i giovanissimi sulla festa della Domenica, il modo di parteciparvi e
di essere protagonisti
Proposta 1: Aiutati dall’Assistente si potrebbe dividere il gruppo in varie isole che approfondiscono una parte della liturgia (riti iniziali, atto penitenziale, liturgia della Parola…). I
giovanissimi dovrebbero essere aiutati a cogliere il valore di ogni segno, la bellezza del
rito, in modo da vivere nella novità ciò che prima era vissuto come abitudinario o con
superficialità. Alla fine dell’incontro le isole potrebbero condividere la riflessione.
Proposta 2: Dopo aver chiesto ai giovanissimi quali sono le attenzioni che loro hanno nel
preparare una festa (buona musica, l’invito…ecc) proporre loro l’animazione della liturgia
domenicale per tutta la comunità che faccia riassaporare il gusto della vera e propria festa
di cui loro sono protagonisti. Si potrebbe pensare ad una accurata preparazione: dall’invito preparato da loro e distribuito ai coetanei, alla preparazione dei canti che possa sfruttare i talenti musicali presenti nel gruppo o di altri amici che magari sono fuori dal giro,
attraverso la riflessione sulla Parola della domenica preparata durante l’incontro settimanale, curando di scegliere con loro e il parroco i destinatari delle offerte della domenica,
aiutandoli a vivere la preghiera dei fedeli presentando intenzioni spontanee, valorizzando
anche il saluto finale e i momenti informali come le “chiacchiere sul sagrato”. Non occorre
“stupire con effetti speciali” con ulteriori simboli e spiegazioni, ma vivere nella sobrietà la
liturgia. Alla fine della celebrazione si potrebbe organizzare anche un pranzo insieme a
tutta la comunità.
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Oggi non è facile
scegliere di vivere
l’essenziale. Noi
riteniamo che questo sia
il nostro primo servizio
alla parrocchia e alla
comunità ecclesiale. In
un tempo di dispersione
e di pluralità di
proposte, scegliere
l’essenziale implica un
esercizio continuo di
discernimento, di
educazione ad abitare le
profondità della vita e a
non attaccarsi a
elementi marginali che
possono far perdere il
senso delle poche cose
che contano. Vivere il
cuore significa
riconoscere quante cose
superflue nella nostra
vita cristiana offuscano
questo percorso;
significa comprendere e
vivere che la Parola,
l’Eucaristia, la
domenica, la vita
sacramentale, la
preghiera, la comunione
sono l’essenziale per
vivere oggi da discepoli
e che tutto questo basta
ad un cammino di
santità.(dal Progetto
formativo dell’AC).
Il Congresso eucaristico
nazionale, che si celebra
nei prossimi giorni a
Bari invita l’Azione
Cattolica a rimettere al
centro della comunità
parrocchiale – e della
propria vita associativa
– la Domenica, giorno
del riposo e della festa,
così come giorno della
contemplazione, della
comunione e della
missione.
Tutti modi di vivere la
gratuità cristiana.
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Domenica, giorno della Gratuità
Settimana della Comunità 8-15 maggio
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Filodiretto Responsabili n. 8/9-2005
L’AC si prepara, nella e con la Comunità, al Congresso Eucaristico
Parrocchia
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Nello stile della
nostra
associazione, non
vogliamo
accontentarci di
una partecipazione
emotiva al
congresso
eucaristico, ma
coinvolgerci
integralmente,
preparandoci
all’evento.
I momenti
suggeriti possono
essere pensati
anche in un
periofo diverso da
quello indicato e
adattati.
Ovviamente le
proposte sono
rivolte anche a
gruppi non
associativi e
all’intera
comunità.
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2. Il pranzo della Domenica
Obiettivo: Riflettere sul volto comunitario che traspare dalla celebrazione eucaristica parrocchiale.
Si potrebbe partire dalla riflessione su due scene che illustrano due opposti modi di vivere
un normale pranzo in famiglia.
Prima scena: A casa della famiglia Rossi sta per scoccare l’ora X. Come ogni giorno, all’approssimarsi dell’ora dei pasti c’è aria di bufera. La mamma ha i minuti contati e prepara frettolosamente la tavola. Lucia la figlia quindicenne, perennemente a dieta, ha già annunciato, sprofondata nella musica del suo walk-man che mangerà solo insalata.
Paolino è tutto intento a far correre le sue macchine tra piatti e bicchieri e Chiara di appena 4
anni, si prepara alla lotta di ogni pasto, da cui sa già di uscire vittoriosa. Il padre, con l’occhio
incollato al telegiornale, segue distrattamente ciò che accade intorno a lui intervenendo di tanto
in tanto con ammonimenti e divieti…
Seconda scena: Famiglia Rossi: domenica ore 13. La mamma ha preparato la maggior parte
del pranzo già la sera prima. Lucia con l’occhio alla tabella nutrizionale (per vincere razionalmente la paura di ingrassare) l’ha aiutata a mettere insieme un pranzo ben bilanciato. Paolino e
Chiara, sotto la regia del papà apparecchiano con ordine e un po’ di fantasia. Il televisore rimane
spento perché c’è tanto da raccontare, su cui scherzare insieme. Si mangia con calma e se
qualcuno mangia un po’ di meno o qualcosa non va…non ne fa una tragedia. Piccoli riti come una
candela accesa o i fiori sulla tavola
sottolineano la gioia di ritrovarsi insieme..
Le due scene possono essere una metafora ironica dello stile con cui si celebra l’Eucaristia.
- Che ruolo diamo ai bambini, adolescenti, giovani?
- Quale cura si ha per i canti, le letture, il silenzio?
- Come si potrebbe aiutare i partecipanti a comprendere il significato di alcuni passi
della messa?
- Come sottolineare che proprio dall’Eucarestia si riceve lo slancio missionario?
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1. Il riposo della Domenica
Obiettivo: riflettere sul senso della Domenica come settimo giorno e giorno del riposo.
Proposta 1: Si invitano i giovani e magari insieme gli adulti a riflettere sul senso del “riposo” e sulla domenica come giorno dell’uomo, in cui fare memoria della meta finale e recuperare la storia che da senso alla nostra vita. Il Dio di Israele che ha riposato il settimo giorno
invitava il suo popolo ad unirsi al suo riposo, dunque il nostro shabbat, la nostra domenica
non è tanto una astensione dal lavoro, quanto il segno della dignità divina del nostro
destino. Potrebbe essere di aiuto la presenza di un teologo e il confronto con i Padri della
Chiesa.
Proposta 2: La prima realtà missionaria per noi giovani è la domenica: essere contagiosi di
gioia nel giorno del Signore. Il gruppo giovani potrebbe promuovere la sospensione (un
po’ provocatoria) durante la settimana di tutte le miriadi di attività che vedono impegnati i
vari gruppi parrocchiali per vivere semplicemente la liturgia domenicale come itinerario di
educazione alla fede ed educazione alla vita cristiana, in cui tutti “siamo invitati a riposare
come Comunità sotto lo sguardo di Dio”.
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Giovani
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Anno XV - maggio 2005
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Beati i puri di cuore…
Gesù esalta i puri di cuore perché vuole esaltare le virtù che caratterizzano i figli di Dio:
semplicità, sincerità, rettitudine, bontà, trasparenza, cioè integrità fisica, morale e spirituale.
Alla purezza di cuore si accompagna sempre la vera gioia, la capacità di vedere e di gustare
il bene, a cui si aggiunge il desiderio di condividerlo. “Chiunque ascolta queste mi parole e le
mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia”.
Noi attraverso il nostro lavoro formativo desideriamo farci guidare dal vangelo in una vita
“bella, buona e beata”; una vita solidamente ancorata “alla roccia” dal momento che ci
troviamo di fronte a una cultura della frammentazione e della precarietà” (dal testo degli
itinerari formativi anno ass. 2004-2005).
La domenica deve diventare il giorno in cui “ricomporre” la frammentazione, la dispersione,
la sovrapposizione, la mancanza di comunicazione che caratterizzano e determinano il ritmi
delle nostre giornate, attraverso scelte condivise e sostenute in famiglia, in associazione,
nella comunità ecclesiale che conducano all’unità. Bisogna scegliere insieme una diversa
organizzazione del tempo che favorisca l’incontro, la gratuità propria nel giorno del Signore,
espressione massima della gratuità. Da adulti avvertiamo la responsabilità di operare scelte
alternative sull’uso del tempo, proponiamo di programmare questa domenica in modo da
viverla con qualche iniziativa di festa che coinvolga tutta l’associazione e la comunità ecclesiale con una particolare attenzione a coloro che vivono ai margini della vita parrocchiale.
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Adulti
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Pensieri e parole intorno al modo di vivere la domenica dei giovani
Giovani
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L’occasione del
Congresso
eucaristico deve
essere colta, da
noi responsabili,
per verificare
anche il nostro
modo personale di
partecipare alla
messa domenicale.
É un peso da
sopportare, in
quanto
responsabili?
Oppure è
l’appuntamento
“d’amore” che
attendiamo
ansiosi?
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Cristina D’Elia
redazione
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La domenica, giorno del
Signore e i giovani...
14
M
arco, ore 11.00, sua madre spacca i timpani più della sveglia che suona ogni
giorno: “ma insomma ti vuoi alzare? Sono le undici, è domenica e devi ancora
mettere in ordine la tua stanza!”.
Marco brontolando: “ma tu guarda se anche di domenica devo stare a sentire ste paranoie”,
si alza con calma e si piazza alla tv mentre si beve il suo caffè.
“Che faccio oggi?” pensa, “magari chiamo Andrea così ci andiamo a fare un giro, oggi di
studiare proprio non ho voglia!”.
Pianerottolo accanto, ore 9.00, il cellulare di Chiara
le dice chiaro e tondo che non è più ora di stare a
letto. Che levataccia di domenica! “ma proprio oggi
dovevano fare la messa con i bambini dell’ACR?
Non andava bene un altro giorno? In fondo è il mio
unico giorno libero!”.
Che strano giorno la domenica! C’è chi si riposa e
chi lavora, chi dorme e chi si alza presto.
Tornando a casa dalla messa Chiara e Marco pensano alle parole del prete “la domenica è giorno del
Signore”. Ma che significa? Per loro in fondo è un
giorno come un altro, con la differenza che non c’è
lezione e possono dormire un po’ di più.
Però, a pensarci bene c’è un’altra differenza: la messa. E’ quella che caratterizza la domenica e la rende
diversa dagli altri giorni di vacanza. Ma perché? Beh
la messa serve a ricordare la morte e risurrezione di
Gesù, ma non solo, la messa è momento di incontro
per tutta la comunità cristiana della parrocchia. A messa si incontra la signora Gina che è
stonata come una campana ma canta a squarciagola, il piccolo Andrea che vuole sempre
accendere tutte le candele delle offerte, Mario che si siede sempre al secondo banco per
tenere buoni i bambini del catechismo. E’ questa la comunità che si ritrova ogni domenica
a messa, ed è questo che rende speciale la domenica.
Chiedete a Francamaria, che ha 17 anni, se la domenica è giorno del Signore per lei. Risponderà che riesce a dedicarsi alla preghiera cantando sull’altare per guidare la comunità.
Mariateresa invece sostiene che “nella vita c’è tempo per il lavoro e per lo svago ma anche
per la meditazione. Purtroppo i momenti da dedicare alla preghiera sono pochi, ma fortunatamente esiste la domenica e, attraverso la messa, ognuno è chiamato al dialogo con il
Signore”.
Sono le parole di due giovanissime che dicono molto sul senso della domenica. E’ giorno
del Signore perché al di là delle abitudini di tutti i giorni, studio, lavoro, incontri, amici, il
Signore ci chiama a riunirci tutti insieme per cantare la gioia di essere comunità. La vita di
tutti i giorni a volte ci porta a non sapere più il senso delle cose che facciamo, e così
andiamo avanti senza chiederci il perché.
E invece il perché noi lo ascoltiamo e lo viviamo ogni domenica con la messa. In quel
pezzetto di Ostia che mangiamo c’è tutto il senso che cerchiamo: Gesù che è morto ed è
risorto perché da una piccola comunità nasca un mondo nuovo.
Lui è lì per noi, sentinelle del mattino, perché non perdiamo mai la nostra meta.
E’ per questo che ci aspetta ogni domenica ed è per questo che senza la domenica non
possiamo vivere.
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Filodiretto Responsabili n. 8/9-2005
L’AC terlizzese ha promosso una veglia di preghiera per Giovanni Paolo II
Giovani
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Non ci ardeva forse il cuore...
ancora in preghiera con Karol
Antonio Barone
Immacolata- Terlizzi
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Anno XV - maggio 2005
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Il ritornello del canto, leit-motiv dell’intensa giornata mondiale della gioventù romana del 2000, è
stato il filo conduttore della veglia di preghiera tenutasi a Terlizzi, giovedì 14 Aprile nella parrocchia
di Santa Maria, veglia che i giovani di A.C. hanno condiviso con chiunque avesse voluto raccogliersi in preghiera per il Santo Padre Giovanni Paolo II.
Non una semplice commemorazione per qualcuno
che non c’è più, piuttosto un ringraziamento a Dio
per colui che d’ora in poi ci sarà per sempre accanto.
Un momento di preghiera semplice nella sua forma ma “forte” spiritualmente, vissuto tra canti,
preghiere, testimonianze e le parole del nostro Papa,
culminato con la processione verso la Cattedrale,
intorno a quella croce, simbolo e sostegno del pontificato di Karol il Grande.
Come i discepoli di Emmaus, abbiamo ricevuto la
grazia di poter condividere un tratto della nostra
vita con un uomo che della vita stessa e della fede
ne è stato maestro ed allievo, in continuo divenire,
e al quale, soprattutto noi giovani, dobbiamo un
grazie particolare: a nessuno di noi sfugge che
l’unione delle identità individuali non basta mai ad
ottenere un’identità collettiva; manca un passaggio tecnico ma soprattutto umano al che ciò possa
avvenire; e cioè la condivisione di luoghi, di memorie, di riti e di convinzioni. Qualcosa o qualcuno che trasformi in comunità una massa indistinta
di persone. Giovanni Paolo II ha colmato questa mancanza e lo ha fatto con il suo “dolce” imperativo, manifesto del suo papato: NON ABBIATE PAURA DI SPALANCARE LE PORTE A
CRISTO!
“Non abbiate paura della felicità, della bellezza, della giovinezza.
Non abbiate paura della verità, di proclamare il Vangelo della croce.
Non abbiate paura del futuro, di essere santi, di donare e di andare controcorrente.”
Attraverso la preghiera ti diciamo grazie Santo Padre!
Grazie per la tua docile fermezza nella fede. Grazie per la fiducia che hai avuto nell’uomo. Grazie
per la tua instancabile aspirazione alla santità. Grazie per quel tuo andare incontro alla croce
abbracciandola, non piantandola! Grazie per il tuo disarmante sorriso. Grazie per la tua intransigente coerenza cristiana e coraggio evangelico. Grazie a Dio Padre che ti ha posto sul nostro
cammino.
“Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino?”
Noi, “tuoi giovani”, Santo Padre, che ti abbiamo scelto come guida e compagno, nella giustizia e
nella carità, raccolti in preghiera, ti ringraziamo e ti invitiamo a “restare con noi perché si fa sera”,
consapevoli della tua presenza ogni volta che spezzeremo il pane; e tutte le volte che volgeremo lo
sguardo alle sofferenze degli ultimi della terra. Grazie, Karol!
“Jesus Christ you are our life…alleluja, alleluja!”
“Cristo Gesù, tu sei la nostra vita… alleluja, alleluja!”
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“Jesus Christ you are my life…alleluja, alleluia!”
“Cristo Gesù tu sei la mia vita…alleluja, alleluja!”
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Interessante conferenza stampa di Mons. Sabbah
Chiesa
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I
ncontriamo il patriarca latino di Gerusalemme,
Sua Beatitudine Michel Sabbah, che ha visitato Molfetta il 23 aprile scorso per avviare il
gemellaggio della diocesi di Molfetta con quella di
Bet-Jala,una piccola diocesi che comprende tre villaggi (Bet-jala,Betlemme,
Betsakun) a maggioranza
cristiana. Il pastore della
chiesa di Gerusalemme
inoltre, nella messa celebrata in cattedrale, ha investito
i nuovi cavalieri e le nuove
dame dell’ordine equestre
del Santo Sepolcro.
Nel suo incontro con la
stampa locale ha voluto soffermarsi sulla situazione generale del patriarcato di
Gerusalemme nel contesto
della questione arabo-israeliana, riguardo la pace in
medioriente.
Il patriarcato latino di
Gerusalemme, rifondato
nel 1848 dal Papa Pio IX,
vive il suo esser chiesa tra tante difficoltà.
Innanzitutto le difficoltà economiche non assicurano l’agevolezza finanziaria necessaria per le attività di apostolato. La scuola parrocchiale di BetJala, appartenente alla diocesi gemellata, sopporta
da tempo le difficoltà economiche derivanti da una
vita sempre sotto assedio. Il Patriarca precisa che
la scuola è aperta a tutti e che l’abbraccio della
chiesa cristiana è rivolto davvero a tutti quanti gli
oppressi, indistintamente dalla loro nazionalità, a
tutti coloro che ancora oggi continuano a soffrire.
L’appello del patriarca alla diocesi di Molfetta e ai
cavalieri del Santo Sepolcro è chiaro: bisogna dare
l’appoggio morale, spirituale ed economico alla
chiesa della Terra Santa. C’è bisogno della preghiera affinché si possa ottenere la pace, c’è bisogno
della presenza fisica dei pellegrini in terra santa
affinché si mantenga viva la fiducia e la speranza di
questa chiesa.
C’è bisogno dell’aiuto economico perché l’opera
attiva di apostolato non cessi o non diminuisca contribuendo a rendere più nera una situazione già
drammatica.
Sulla pace in medio-oriente sembra che si stia finalmente per scrivere una pagina nuova, un momento storico davvero propizio di cui si deve assolutamente approfittare per non cadere
definitivamente nella violenza indefinita e in nuove e più terribili intifade.
Il patriarca traccia un quadro chiaro della situazione generale. Dopo la proclamazione della non-violenza da parte degli Israeliani, di fatto ancora si
assiste ad un assedio delle città. La reazione
palestinese è contenuta e non raggiunge il grado di
violenza di tempi passati, è ora il tempo di agire,
bisogna trattare. Il ritiro da Gaza innanzitutto. Se
Gaza sarà trasformata in una grande prigione, essa
non cesserà ancora di essere una sorgente di violenza. Bisogna trattare. E ci vuole coraggio. Il coraggio di scelte decise e chiare, un compito che
spetta principalmente ad Israele che ancora oggi
non vuole discutere su due problemi spinosi ovvero la questione della città di Gerusalemme e quella
dei rifugiati. Ci vuole anche altro coraggio. Quello
di apprendere dalla storia che il passato conta e
pesa molto. Un passato di violenza non ha generato nulla. Perché nessun nuovo Tacito possa dire
ancora: “ubi solitudinem faciunt, pacem appellant”,
bisogna dialogare e trattare, mai forse come in questo periodo la congiuntura storica si mostra propizia e anche la Chiesa ha collaborato a ciò.
Il Patriarca afferma l’importanza del pontificato
di Giovanni Paolo II che ha registrato l’apertura
verso gli Ebrei. Anche Benedetto XVI continuerà
su questa via, parlando chiaro e forte: diritti e uguaglianza per tutti, mai più violenza. Questa è la via
e noi ci auguriamo davvero che sia proprio come
scrive S.Paolo nella seconda lettera ai Corinzi:
“Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!”
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«Bisogna
dialogare e
trattare, mai forse
come in questo
periodo la
congiuntura
storica si mostra
propizia e anche
la Chiesa ha
collaborato a ciò»
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Michele Sollecito
redazione
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A Molfetta il patriarca latino di
Gerusalemme Mons. Michel Sabbah
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Filodiretto Responsabili n. 8/9-2005
In attesa della nuova Presidenza nazionale una prima cronaca dell’assemblea
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Vincenzo Zanzarella
presidente diocesano
L’AC diocesana
esprime il suo
grazie fraterno a
Paola Bignardi per
il servizio prezioso
e fecondo reso i
questi anni.
Torna da Roma
anche l’ex
Presidente
diocesano ed
amico di tutti
Tommaso Amato
che, eletto per il
triennio 20022005, è stato
Consigliere
nazionale per il
settore adulti.
Grazie, Tommaso,
di averci fatto
conoscere in
anticipo la
concretezza di
quell’oltre le
nostre parrocchie e
la nostra diocesi
che d’ora in poi
diventerà scelta
nazionale di
principio.
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Anno XV - maggio 2005
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L
mente legate alla nostra identità storico-culturale, alle
morti di ieri (anche tra soci di Ac) per la vita democratica
di oggi, alle scelte dell’unica Costituzione scritta per
un’unica Repubblica.
Tra i numerosi interventi dell’Assistente Nazionale S.E.
Mons. Francesco Lambiasi, rimane nella memoria la riflessione che Gesù non può essere ridotto ad uomo straordinario, ad un grande riformatore sociale, ad un eroe
senza macchia e senza paura: non si può parlare di Gesù
se non si parla anche del Padre e, come Gesù ha rivelato il Padre a Lui affidandosi, così anche i cristiani che
vogliano affidarsi al Padre rivelato devono affidarsi al Figlio rivelatore e mettersi alla sequela delle sue opere. Le opere
buone oggi che spettano agli uomini non sono quelle
miracolose di sfamare le folle, di guarire i lebbrosi o di
risuscitare i morti; sono invece opere di glorificazione
del Padre e di tessitura di una rete di amore attraverso
la quale Dio opera nell’umanità.
Attraverso il documento finale, che contiene il programma per il prossimo triennio affidato al Consiglio
neoeletto, l’AC fa due scelte fondamentali: vivere la
corresponsabilità della Chiesa nell’annuncio del Vangelo secondo lo stile laicale delineato dal Concilio Vaticano II del quale quest’anno ricorrono 40 anni dalla sua
conclusione; in secondo luogo, vivere il servizio alla
speranza secondo le consegne date dal Papa a Loreto
nel settembre 2004: Contemplazione, Comunione e
Missione. Consegne che attendono una loro traduzione in percorsi di formazione e di testimonianza. Terminata l’Assemblea Nazionale, che corona il cammino
assembleare cominciato nei trascorsi mesi all’interno
delle Associazioni parrocchiali e dell’Associazione
diocesana, comincia per i laici di AC della nostra diocesi
un nuovo triennio carico di aspettative e di concrete
occupazioni. Le quali, similmente a quanto avviene sullo scenario nazionale e come è stato raccomandato
dalla Presidente nazionale, dovrà tener conto delle altre Associazioni presenti sul territorio e che compongono la grande platea del laicato organizzato, unito da
comuni intenti di dialogo e di scambio di esperienze.
a XII Assemblea Nazionale elettiva del
l’Azione Cattolica Italiana svoltasi in Roma
dal 22 al 25 aprile ed ispirata al tema Dare
ragioni di vita e di speranza. La missione dell’Azione Cattolica, in parrocchia e oltre, ha ricevuto un grande dono da
Dio: la contestuale inaugurazione del Pontificato di
Benedetto XVI avvenuta domenica 24 aprile. Il già articolato programma delle giornate assembleari si è arricchito della partecipazione degli ottocento delegati alla
Messa in piazza San Pietro, tra sventolio di bandiere
associative ed acclamazioni di contenta condivisione
delle numerose speranze annunciate dal Papa durante
l’omelia. I cinque delegati dell’Ac diocesana all’Assemblea Nazionale, l’Assistente unitario don Pietro Rubini
ed altrettanti nostri soci che hanno prestato varie collaborazioni, hanno rappresentato l’intera diocesi negli applausi avvicendatisi durante l’ordinata e religiosa adunanza dell’annunciato mezzo milione di persone intervenute alla celebrazione, accanto al nostro Vescovo che
pure lì è stato presente.
Per il resto, l’Assemblea ha vissuto intense ore all’insegna dell’ecclesialità, della preghiera, della fraternità
e della democrazia, con la coscienza che alcuni tra i
componenti il Consiglio e la Presidenza hanno lasciato
le responsabilità nazionali ed altri sono stati chiamati
ad offrire le proprie competenze per continuare quella
missione di ministerialità laicale che caratterizza la storia, il presente ed il futuro dell’Associazione.
Dalle parole della Presidente Nazionale uscente
Paola Bignardi, è emerso che l’Azione Cattolica deve
avere lo sguardo fisso sul Risorto affinché altri possano
vedere il Risorto, poiché la santa inquietudine dell’annuncio
non può rimanere all’interno della famiglia degli aderenti ma deve andare oltre e raggiungere tutti coloro che
hanno bisogno di amore, di speranza e di servizio. L’andare verso invita l’AC a raccogliere tre sfide del nostro
tempo e che caratterizzeranno l’impegno dei prossimi
anni: la sfida delle giovani generazioni, perché l’Associazione non è soltanto dei giovani ma è sempre giovane nello spirito e nei metodi. La seconda sfida è quella
delle interdipendenze a livello mondiale, perché l’AC
può sopravvivere a sé stessa se va oltre la parrocchia, oltre
la diocesi oltre la nazione per creare un collegamento di
fraternità tra tutti i fedeli laici specie se riuniti nelle Associazioni di Azione Cattolica presenti nei vari continenti. In terzo luogo, la sfida della vigilanza sulla situazione delle nostre città e del nostro Paese: esempi ne
sono le ricorrenze del 25 aprile e del 2 giugno, forte-
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Siamo tornati da Roma dopo
la XII assemblea nazionale
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Appuntamenti associativi
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Notizie
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Lunedì 19,00 · centro diocesano
Presidenza diocesana
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Giovedì 19,30-21,30 · centro diocesano
PFR animatori gruppi adulti e
famiglie
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Sabato, nelle città
Veglia di Pentecoste
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Domenica
Pentecoste
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Lunedì 20,00 · centro diocesano
Presidenza diocesana
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Giovedì 19,15 · centro diocesano
Consiglio diocesano
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Nella celebrazione dei Sacramenti, la Chiesa manifesta in
modo pieno la sua identità di stirpe eletta, sacerdozio regale,
nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le
opere meravigliose di Colui che ci ha chiamato dalle tenebre alla
sua ammirabile luce (1 Pt 2,9). La Chiesa universale celebra i
Sacramenti ed in essi l’uomo e la sua storia trovano la loro
radicale verità, quella di essere il luogo in cui Dio si rivela e si
dona. Si tratta di un viaggio intorno ai Sacramenti che aiuta i
ragazzi a capire come e quando è nato ciascun Sacramento,
per quali motivi è nato, dove di esso si parla nella Bibbia,
come la Chiesa lo ha amministrato nel corso della storia, quale è il significato dei gesti che lo accompagnano, come viverlo
nelle esperienze di ogni giorno, come prepararsi a riceverlo.
Elaborata dall’Ufficio Centrale ACR, la collana costituisce un
valido aiuto per il lavoro formativo di educatori e catechisti;
un itinerario organico e lineare alla scoperta dei Sacramenti
del Battesimo, della Penitenza, della Confermazione,
dell’Eucarestia e del Matrimonio, ora completato con i nuovi
opuscoli dell’Unzione degli Infermi e dell’Ordine Sacro.
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Maggio 2005
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COLLANA “UN FIUME D’ACQUA VIVA” PER
PRESENTARE I SETTE SACRAMENTI AI
BAMBINI E AI RAGAZZI
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21-29 Congresso Eucaristico nazionale
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COSTITUITO UN COMITATO DIOCESANO A DIFESA DELLA LEGGE N.40 SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA. NE FA PARTE L’AC.
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Tempo estate eccezionale
ACR...work in progress!
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L’AC diocesana, su richiesta del vescovo, fa parte del Comitato Diocesano, composto da: l’Ufficio pastorale diocesana, l’Ufficio per la pastorale della salute, l’Ufficio Comunicazioni Sociali, il
Consultorio Familiare diocesano, che si propone di salvaguardare la legge 40 sulla procreazione assistita. Il Comitato si
propone lo scopo di aumentare le conoscenze sulla materia
dai punti di vista medico-scientifico, giuridico, morale e d’opinione, nonché per i quesiti referendari. A breve verrà prodotto un pieghevole da distribuire nelle parrocchie e nelle scuole, nel quale riportare gli elementi essenziali della questione
ed il punto di vista dell’etica emergente in ambito cattolico.
In queste settimane saranno organizzate quattro conferenze aperte alle cittadinanze delle quattro città diocesane,
nelle quali interverranno un esperto (se possibile appartenente al Comitato nazionale) ed il Vescovo per il punto di
vista morale. Le date saranno rese note in seguito. Su Luce
e Vita verranno pubblicati articoli di approfondimento e l’AC
curerà la parte relativa alle opinioni della cittadinanza e dei
credenti. Il prossimo Filodiretto conterrà alcuni contributi sul
tema. Le parrocchie e le associazioni parrocchiali di AC sono
libere di organizzare iniziative parrocchiali, mentre sono da
escludere iniziative diocesane o cittadine organizzate dall’AC
diocesana per non sovrapporsi alle quattro conferenze del
Comitato. Il Comitato non si propone di fare una crociata per
il non voto, ma di legittimare tutte le scelte consentite dalla
Costituzione per raggiungere uno scopo ben preciso, quindi
anche il non voto. Lo scopo è di sottrarre agli umori degli
elettori o alle tendenze dei partiti politici un tema così grande
come quello della vita e delle procreazione. Le controverse
tendenze scientifiche e le contrastanti opinioni in materia di
sperimentazione sulla fecondazione assistita, richiedono riflessioni più profonde che non possono essere consegnate
ad un sì o ad un no peraltro per quesiti estremamente contorti e difficili da comprendere.
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L’èquipe diocesana ACR sta lavorando
per voi: sono in preparazione i sussidi
per attività estive. A breve disponibili sul
sito internet e presso il centro
diocesano.
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Avviso ai Presidenti
parrocchiali di AC:
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Vi chiediamo ancora di verificare se tutti
gli educatori, animatori e responsabili
delle rispettive parrocchie ricevono
Filodiretto. Diversamente è opportuno
comunicare eventuali esigenze scrivendo
a [email protected] (3492550963).
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Campo diocesano unitario
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Sul prossimo numero daremo informazioni
sul campo diocesano per animatori e
responsabili
Redazione
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Direttore responsabile: Luigi Sparapano
Ufficio stampa: Michele Pappagallo, don Pietro Rubini,
Cristina D’Elia, Maria Mangiatordi, Giangiuseppe
Falconieri, Michele Sollecito, Beppe Sorice, Vito
Lamonarca, Antonella Lucanie, Gigi Copertino, Margherita de Pinto.
Allestimento e spedizione: Mimmo Andriani, Gruppo
giovanissimi della Cattedrale
Elaborato e ciclostilato in proprio. Tiratura: 600 copie
Spedito da Bari: giovedì 5 maggio 2005
Inviato gratuitamente ai responsabili di AC.
Sede: Piazza Giovene 4 - 70056 Molfetta (BA)
Tel (fax) 080 3351919 Email: [email protected]
Filodiretto on line sul sito www.acmolfetta.it
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IN FAMIGLIA... Ci uniamo nella preghiera a Michele e Giusep-
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pe Cagnetta e Mariella Zaccagnino, per la morte del caro Papà.
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Filodiretto Responsabili n. 8/9-2005
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N. 08 R - AC Diocesi Molfetta