Insieme
Parrocchie di Candiolo, la loggia, None e Vinovo-Garino. supplemento a “Il giornale della Comunità”, Direttore Responsabile Marco Bonatti.
Anno XV - Numero 84
Redazione Locale: presso le parrocchie
- Educazione omogeneizzata
- Toc, toc... Perdere il passato
- Battezzati, ma senza Vangelo
pag. 3
- Il Week-End più bello e gratis
- Io ci sono e sono la vita
- Il programma dell’Unità Pastorale
pag. 4
DAllE NOsTRE COMuNITà
Candiolo
pag. 5
pag. 6
La Loggia
None
pag. 7
Vinovo e Garino
pag. 8-9
Aprile 2014
e-mail: [email protected]
- Solidarietà nel lavoro. è possibile
pag. 9
- Ricordiamo i nostri cari
- 27 aprile. Due Papi santi insieme
pag. 11
- Educare oggi
- Il treno della memoria (2014)
- Lo sapevate che?
pag. 10
- Non perdiamo l’occasione di...
- Work Cafè con il Vescovo a Vinovo
- Lettera dei catechisti
pag. 12
Stelle o comete?
APPROFONDIMENTO a pag. 2
Vi sono alcune persone “stelle” ed altre
“comete”. Le comete passano. Sono a
malapena ricordate per le date nelle
quali passano e ritornano. Le stelle restano. Il sole resta. Passano gli anni, milioni
di anni, ma le stelle restano.
Le comete scompaiono. C’è molta gente
“cometa”. Attraversa la vita della gente
per un attimo, gente che non si attacca a
nessuno e da nessuno si lascia attaccare.
Gente senza amici. Gente che attraversa
la vita senza illuminare, senza riscaldare, senza lasciare traccia.
C’è molta gente “cometa”. Sono così molti e molti artisti. Brillano per qualche attimo sui palcoscenici della vita. E con la
stessa rapidità con cui appaiono, scompaiono anche. Sono così molti re e regine
di tutti i tipi. Re delle nazioni, regine dei
club o dei concorsi di bellezza. Sono così i
ragazzi e le ragazze che si prendono e si
lasciano con grande facilità. Sono così le
persone che vivono nella stessa famiglia,
che si attraversano l’un l’altra senza lasciare traccia.
L’importante è essere stella! Rimanere.
Restare presenti, lasciare una traccia
(d’amore). Restare uniti. Essere luce. Essere calore. Essere vita. L’amico è una
stella. Possono passare gli anni, possono
sorgere delle distanze, ma una traccia rimane nel cuore. Un cuore che non desidera innamorarsi delle comete che per un
attimo attirano sguardi passeggeri. E molti
sono comete per un momento. Passano, la
gente batte le mani, scompaiono. Essere
“cometa” non è essere un amico. è essere
compagno di un attimo. è sfruttare i sentimenti umani. è essere approfittatore delle
persone e delle situazioni. è farsi dar credito e discredito allo stesso tempo. La solitudine di molte persone è conseguenza
del fatto che non possono contare su nessuno. La solitudine è il risultato di una vita da
cometa. C’è la necessità di creare un mondo di stelle. Tutti i giorni poter contare su
di loro. Tutti i giorni vedere la loro luce ed il
loro calore. Così son amici. Stelle per la vita
della gente. Su di loro si può contare. Essi
sono una presenza. Sono venti calmi nei
momenti di tensione. Sono luce nei momenti
oscuri, Sono pane nei momenti di debolezza.
Sono sicurezza nei momenti di scoraggiamento. Guardando le comete, è meglio
sentirsi stelle. Lasciare traccia. Poter avere viva una storia personale. Essere luce
per molti amici. Essere calore per molti
amici. Essere calore per molti cuori.
Essere stelle in questo mondo passeggero, in
questo mondo pieno di persone comete, è
una sfida. Ma al di sopra di tutto, vi è una ricompensa. è nascere, essere vivo e non soltanto esistere. Essere della stessa costellazione di quell’unica grande Stella che è
Cristo Signore (Wilson Joao).
Cerco un lavoro: che stress
Tratto dalla rivista IL VENTO
Come
trovare
un lavoro
serio e
duraturo?
Stiamo sereni
L’Italia ha da poco un nuovo governo.
Anche questo esecutivo, come quello
Letta, non è nato dai risultati elettorali,
ma è addirittura l’espressione di un
quadro politico completamente mutato
rispetto alle ultime elezioni. Renzi nuovo segretario del PD e Alfano a capo di
un nuovo partito nato dalla scissione da
Forza Italia sono un cambiamento profondo. Se è probabilmente accettabile
un governo di emergenza che si basa su
convergenze temporanee, lascia perplessi l’idea di un governo non di transizione, come si dichiara essere quello
di Renzi, che nasce in una situazione
così distante da quella valutata dagli
elettori per esprimere il proprio voto. è
l’affermazione di Renzi alle primarie
del Partito Democratico non può sostituire completamente la legittimazione
che deriva da una vittoria in elezioni a
cui partecipino tutti i cittadini.
Sempre in emergenza
Ma il punto è che siamo proprio in
emergenza, probabilmente ancora più
di quando lo spread costrinse il governo
Berlusconi alle dimissioni. C’è la necessità di fare una legge elettorale, perché la confusa normativa corrente porterebbe probabilmente ad una situazione politica ancora più instabile di quella
attuale. L’Italia ha bisogno di interventi
che fermino l’emorragia nel campo
economico e si preoccupino finalmente
della disoccupazione. Questo paese ha
soprattutto bisogno di confrontarsi con
l’Europa e con gli organismi economici
internazionali per rivedere l’approccio
miope che continua a chiedere tagli,
quando è ormai chiaro che questa politica crea solo disastri nei paesi in cui è
applicata.
L’Europa dei contabili
La politica economica non può essere
solo basata sul contenimento del debito
pubblico e sull’inflazione, con valori definiti a tavolino, se questo porta al soffocamento dell’economia stessa.
E in arrivo c’è la follia del fiscal compact,
che contiene l’obbligo di riportare il deficit pubblico al 60% nei prossimi vent’anni. Per l’Italia vuol dire trovare ogni anno
decine di miliardi di euro in più, e non sono certo le dismissioni del patrimonio
pubblico che consentiranno di far fronte a
questo impegno enormemente gravoso. E
potremmo aggiungere i tanti problemi sociali che solo la presenza di una rete familiare robusta riesce a contenere, la necessità di far ripartire la scuola come luogo di
creazione di conoscenza e preparazione
per il mondo del lavoro, e non di parcheggio o di trampolino per l’emigrazione.
L’ultima spiaggia
La percezione è che il Governo Renzi
sia un po’ una sorta di ultima spiaggia
dell’attuale sistema politico e che un
suo fallimento potrebbe avere conseguenze importanti. I due principali partiti politici non sembrano in grado di
esprimere nuovi leader in tempi brevi e
il movimento Cinque Stelle ha apertamente dichiarato di avere come obbiettivo la fine di questo sistema politico.
Proprio questa situazione potrebbe permettere al Governo Renzi di durare nel
tempo e fare anche delle riforme profonde. La maggioranza e parti della minoranza hanno probabilmente capito
che occorre fare di necessità virtù. Però
gli ostacoli e le difficoltà da affrontare
sono molte, con alcune situazioni che
potrebbero diventare esplosive senza interventi veloci. Sia il Movimento Cinque Stelle che la Lega potrebbero far leva sul malcontento per registrare vittorie elettorali difficili da non considerare.
E allora? Stiamo sereni, come ha detto
Renzi a Letta…..
Piero Maina
insieme
pag. 2
Approfondimento
Cercare lavoro oggi. Consigli e riflessioni
Per la ricerca di lavoro lo strumento più utilizzato è la rete
Cerca lavoro ... tra disponibilità e creatività
Job Act. Prima tappa per la riforma del lavoro
L’importanza del curriculum vitae e del linguaggio
ma non è come si immaginava
Essere alla ricerca di lavoro in una situazione
economica incerta come
quella attuale può essere
stressante e frustrante, ecco quindi alcuni consigli:
innanzitutto dotatevi di un
curriculum vitae approfondito ed in formato europeo, compilato utilizzando un linguaggio accattivante e formalmente
corretto.
è consigliabile averne diverse versioni: una per la
ricerca di attività occasionali, una per attività alspecialistiche,
tamente
una per attività culturali
ecc. Non dimentichiamo
di inserire una fotografia
recente, a colori, il più
possibile spontanea e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali.
A questo punto possiamo
avventurarci nella ricerca
secondo le diverse metodologie: è ancora valido
lo strumento della consegna a mano quindi non dimentichiamo mai un curriculum generale da lasciare all’occorrenza; è anche utile frequentare i
saloni dedicati e tenere i
contatti con gli uffici per
l’impiego. In linea generale i suggerimenti utili
sono: non escludere a
priori alcuni tipi di attività, non è mai troppo tardi
per imparare nuove mansioni; è risaputo che ci sono
insieme
Mensile delle Parrocchie di:
* San Giovanni Battista - Candiolo,
* San Giacomo - La Loggia,
* Santi Gervasio e Protasio - None,
* San Bartolomeo e
* San Domenico Savio - Vinovo.
Supplemento a
“Il giornale della Comunità”
Direttore Responsabile Marco Bonatti.
Piazza R. Sella 2
10060 Candiolo (TO)
Tel. e Fax 011 962 16 00
e-mail: [email protected]
Redazione del giornale
Ambrogio Claudio
Barbero Silvia
Bellotti Maria Ester
Bernardi Mario
Boccardo Paola
Cherici Guido
Chiomento don Carlo
Damasio Felice
Garofalo Nicola
Ghiazza don Marco
Gosmar don Giancarlo
Govoni Domenico
Maina Piero
Marini don Ruggero
Scaglia Franco
Per la Pubblicità o inserimento foto
contattare i reDattori locali
o
Portare in reDaZione a candiolo
011 96 21 600
(mart. e giov. dalle 17,00 alle 18,30)
Video impaginazione e stampa
la fotocomposizione
torino
In gennaio in vari articoli di
stampa sul “JOB ACT”,
termine mutuato da leggi
sul lavoro negli USA, il
dibattito verteva su una
“riforma del lavoro con
l’obiettivo di creare posti
di lavoro rendendo semplice il sistema, incentivando voglia di investire
dei nostri imprenditori,
attraendo capitali stranieri”. Si parlava di
“Contratto di lavoro Unico a tempo indeterminato
per i giovani”, di tutele
settori in cui la disponibilità
è alta (artigianato, panificazione, agricoltura, ecc.)!
Accettare anche offerte di
tipo saltuario e stagionale
oppure con richieste particolari in termini di orari, è
sempre esperienza ed occasione di possibili contatti.
Non interrompere la formazione: approfondire con
corsi anche brevi le lingue
straniere, cercare opportunità formative anche online.
Valutare stage, tirocini
formativi, corsi finalizzati
all’impiego anche diversi
dalle nostre esperienze o
dagli studi effettuati.
Considerare la possibilità
di lavoro in altre città o all’estero e non porre limiti
alla fantasia.
Inventiamo delle attività o
degli hobby creativi e pubblicizziamoli sul territorio o
tramite i social network.
Partecipiamo alle fiere, ai
mercatini, rendiamoci disponibili come possiamo:
baby sitter (per gruppi di
bambini consentendo ai genitori la serata libera), come
tuttofare (spesa, farmacia,
commissioni, lettura libri
ecc.), aiuto compiti ed assistenza doposcuola, lavori di
hobbistica, piccole riparazioni, dog sitter, giardinaggio, sartoria, decorazioni,
pulizie ecc..
Se abbiamo abilità e strumenti informatici si possono fare traduzioni, aiuti
nella stesura di tesi, ricerche, lavori di grafica, fotografia, pubblicità ecc. Attività periodiche: a Natale
per aiuto regali, allestimenti, addobbi, pulizia neve, a
Carnevale per organizzazione feste in maschera, allestimento costumi, trucco,
nei Matrimoni come baby
sitter ai ricevimenti, per
aiuto nei preparativi, durante le Vacanze per pulizia
giardini, custodia animali
e/o piante, aiuto nell’agricoltura, animazione nei villaggi turistici e nei centri estivi. Auguri!!
Agnese Pecchio
JOB 2.0 - Come cercare?
Tra gli strumenti di ricerca di lavoro, senza dubbio oggi lo
strumento più utilizzato è la rete. In internet ci sono diversi siti dove poter scaricare e comporre il proprio curriculum e verificare le possibili opportunità di occupazione,
vediamo come:
Innanzitutto verificare le offerte proposte dalle agenzie
interinali più importanti, l’elenco completo si trova su
http://www.cliclavoro.gov.it
Vedere la sezione “lavora con noi” delle più note aziende
conosciute (nei vari settori di nostro interesse: grande distribuzione / commercio, moda/abbigliamento, marketing/eventi, ristorazione/fast food, finanziario/amministrativo, culturale/sociale …). Se non troviamo la ricerca
del nostro profilo specifico inviamo comunque una candidatura generica inserendo nelle note di presentazione la
disponibilità a valutare diverse mansioni oppure per un
colloquio conoscitivo
è senza dubbio utile visitare i maggiori siti di annunci di
lavoro (chiamati jobseeker: careerjet, indeed, facecv)
ed attivare gli alert con le parole che indicano le caratteristiche inerenti la figura professionale: giornalmente si riceve un avviso via mail con le inserzioni che possono interessare ed a cui si può presentare il curriculum (non dimenticare di inviare il curriculum adattato alla richiesta e
non generico) Suggeriamo di verificare prima il sito dell’azienda a cui ci stiamo proponendo per capire meglio di
che cosa si occupa (se non è specificato si capisce dall’indirizzo mail: dopo la @ normalmente c’è il dominio del
sito, basta aggiungere il www iniziale)
Inoltre è indicata l’iscrizione ai social network dedicati:
Linkedin è il più importante, inseriamo quante più informazioni e percorsi di formazione effettuati possibile perché possono tornare utili nelle ricerche di personale da
parte delle aziende
è consigliabile anche l’iscrizione alle newsletter dei siti
informagiovani / informalavoro cittadini, provinciali,
regionali, nazionali e/o esteri: oltre ad annunci si possono
avere informazioni su convegni, incontri di supporto, attività informative con esperti che sono normalmente gratuiti ed offrono un valido aiuto nella valutazione del mercato e delle opportunità offerte.
Se vi metterete in gioco, allargando il vostro ventaglio di
scelta, ne uscirete vincitori. IN BOCCA AL LUPO!
Sesamo La Loggia (per info [email protected])
crescenti, di “un assegno
universale, anche per chi
oggi non ne avrebbe diritto, con l’obbligo di seguire un corso di formazione
professionale e di non rifiutare più di una nuova
proposta di lavoro”.
Nell’attesa della presentazione del piano di riforme avvenuto il 12 marzo
il dibattito politico ed
economico si arricchiva
poi con le proposte per
trovare la copertura finanziaria delle riforme.
A favore dell’eliminazione dell’IRAP che favorirebbe nuove assunzioni,
premeva il mondo industriale con lo schieramento di Centro Destra, si veda l’articolo di Roberto
Napoletano sul Sole 24
Ore dell’11 marzo dal titolo “Le elemosine elettorali e l’emergenza italiana”. A favore della riduzione dell’IRPEF, con
lo scopo di immettere
maggior reddito in busta
paga per rilanciare i consumi, si schieravano i sindacati ed il Centro Sinistra. Mario Deaglio sulla
Stampa del 9 marzo scriveva in un articolo dal titolo inequivocabile, “Meglio concentrarsi su chi
assume”, che forse sarebbe meglio considerare la
data del 12 marzo come
“una tappa non decisiva
sul lungo sentiero per la
ripresa. La ripresa dell’economia di un Paese non
può essere messa a punto
in un solo mercoledì”.
Sulla Stampa dell’11 marzo Luca Ricolfi in “IRPEF
o Irap una scelta rivelatrice” sosteneva che la scelta
che si apprestava a compiere il Matteo Renzi non
fosse tra lavoratori e imprese ma tra due gruppi di
lavoratori.
La frattura sociale italiana fondamentale “è tra lavoratori garantiti e lavoratori non garantiti. Tra la
società delle tutele e la
società del rischio.
Da una parte dipendenti
pubblici e delle grandi
imprese” e “dall’altra i lavoratori autonomi, operai
e impiegati delle piccole
imprese, disoccupati, precari, lavoratori in nero,
giovani e donne alla ricerca di una occupazione
che nuotano nel vasto
oceano del rischio….”
Ricolfi sostiene che gli
“sgravi Irpef lasciano del
tutto invariata la condizione di chi è lavoratore
autonomo o non ha una
occupazione. Gli sgravi
Irap invece esercitano un
effetto di entità non trascurabile sul tasso di crescita e sull’occupazione.”
La presentazione del JOB
ACT del 12 marzo ha deluso molte attese.
Non è stata la svolta del
contratto unico ed a tempo indeterminato perché è
stato proposto un Contratto a Termine che dura
3 anni, senza l’obbligo di
indicare una causale, con
la possibilità di prorogarlo per una massimo di otto volte all’interno dei 3
anni. Ci saranno meno
vincoli per l’apprendistato e quindi meno tutele.
In questi giorni si stanno
sviluppando le varie critiche al Decreto Legislativo
proposto dal Ministro Giuliano Poletti che riguarda
solo il Contratto a Termine
e l’Apprendistato. è solo
l’inizio di un cammino che
si allargherà poi alla redazione nei mesi successivi
di un nuovo Codice del
Lavoro.
è evidente che si tratta di
uno scontro economico e
politico tra il mondo del Capitale e quello del Lavoro.
Le risorse sono limitate e
si deve trovare un compromesso: almeno fino a
quando la nuova legge
elettorale darà un solo
vincitore che potrà fare
senza intoppi quanto richiesto dal suo elettorato.
Nicola Garofalo
insieme
pag. 3
Rubriche
Esperienze di vita
Toc... Toc...
Educazione omogeneizzata
Ho appena partecipato, qui
a Shanghai, ad una conferenza, nella scuola dei miei
figli, dal titolo che si potrebbe tradurre così: “Esci dalla
mia vita! Ma prima potresti
accompagnare me e Asia al
45 esimo nord?”
Inutile dire che tutto il mondo è paese, che stiamo interfacciando gli stessi problemi educativi più o meno a
qualunque latitudine ci capiti di abitare. Ma quando è
iniziato tutto questo? Direi
che dagli anni 70 in avanti
l’umanità ha iniziato a voler
rendere sempre più democratica l’educazione. Errore
che a questo punto ci costa
molta fatica da recuperare.
Per crescere un individuo
democratico dobbiamo passare attraverso delle regole.
Non lo dico io ma la nostra
amata pedagogia italiana,
solo che forse ce la stiamo
dimenticando. A furia di
omogeneizzare tutto non
abbiamo più il coraggio di
dare ai bambini un pezzetto
di regola intera così come
capita con la frutta. Meglio
un frullato piuttosto che la
frutta a pezzetti fino ai tre
anni così non si accorge di
cosa c’è dentro e non si lagna! O peggio ancora, sentito dire dalle mie orecchie da
una maestra della scuola di
mia figlia “ok bambini, se
non volete fare la fila facciamo almeno un gruppo ordinato, che ne dite?”. Eppure
nello sport non funziona così male. L’allenatore di ba-
sket dice a mio figlio e ai
suoi compagni cosa devono
fare indicando l’obiettivo
chiaramente. 10 tiri al canestro per esempio. Non ci sono scorciatoie ne si può fare
i furbi facendone 11 e loro
ascoltano, eseguono, se tendono ad uscire dalla regola
si siedono ai suoi piedi, non
giocano più. Neanche un
minuto di partita. Sarà che
l’allenatore usa spesso il
verbo “obey” cioè obbedire? Erano anni che non lo
sentivo pronunciare, mi
suona desueto ma non oso
lamentarmi, anzi mi compiaccio. Credo sempre più
che i bambini abbiano diritto ad avere una disciplina.
Lo so che si tratta di una parola fuori moda ma forse
oggi più che mai abbiamo
bisogno di tornare un po’ indietro e di salvare ciò che
unito all’amore e all’interesse per l’educazione dei
nostri figli crea il miglior
nutrimento possibile per
crescere. Chiamiamola disciplina moderna, sostenibile, biologica, se vogliamo e
procediamo dritti, senza esitazioni sobillate da un eccesso di psicologismo applicato all’educazione, certi
che l’aver a che fare con delle regole sin da piccoli crea
un abitudine col dovere che
sarà utile per il resto della
vita. Entrando nel concreto:
se i miei figli dovessero scegliere se mangiare un vaso
intero di Nutella, lavarsi i
denti al mattino, o studiare
per tempo in maniera da
non dover passare la notte
prima dell’interrogazione in
piedi, non saprebbero fare
una scelta intelligente. Eppure sono bambini normali!
Credo sempre più che nel
momento attuale l’educazione sia un’emergenza che
ci chiama come genitori ed
insegnanti a formarci ma
anche ad affermarci. Usiamo la voce, senza urlare ma
con fermezza chiarendo che
le regole se non rispettate
hanno delle conseguenze
immediate, usiamo le mani
non per picchiarli ma per
fermarli prima che imbrattino un muro, spingano un
compagno, tirino un calcio
perché non ha nessun senso
leggere sui giornali “Studente tira sassi alla scuola e
colpisce all’interno un bidello”, i compagni allibiti
commentano “Ha fatto una
cazzata”. No ragazzi, una
cavolata è tirare un cancellino, nascondere il libro al
compagno, copiare un compito in classe, non di certo
ferire una persona con un
sasso! Qualcuno glielo dice
a questi ragazzi? Gesù non
era tanto molle con chi voleva andare con lui ed essere
educato all’amore, non diceva “se vuoi seguirmi lascia qualche vestito e parti
con me” ma piuttosto “lascia tutto quel che hai e seguimi!” Perché non prenderlo a modello educativo?
Spero la prossima volta di
potervi raccontare di aver
partecipato ad una conferenza educativa intitolata
“Asia mi dispiace ma devi
andare a casa. E tu, smettila
di girare per la casa, obbedisci! Siediti sul divano che ti
devo parlare”.
Perdere il passato?!
Un amico giorni fa ha avuto la fortuna di conoscere
Vinton Cerf, nome poco
noto ma molto importante
in quello che facciamo tutti i giorni: è la persona che
ha inventato internet.
Oggi ha 72 anni e lavora
ai progetti innovativi di
Google, cioè le cose che
(forse) vedremo da qui a 5
o 10 anni.
Al di là di tutto quello che
si può fare oggi attraverso
internet, cose che quando
lo concepì nemmeno si
sognava, il sig. Cerf si diceva molto preoccupato
perchè stiamo correndo
un grande rischio: perdere gli ultimi decenni della
nostra storia.
Simona Obialero, China Molti di noi si ricordano
ancora il Commodore64,
che funzionava con le cassette, poi i computer con
i dischi grandi, poi i dischetti, i cd e oggi il
Cloud. Strumenti utili e
via via più complessi e affidabili, ma quante cose,
foto, testi, parte della nostra storia abbiamo “salvato” su supporti che non
siamo più in grado di leggere?
In alcuni casi non abbiamo più il lettore per quel
supporto,
a
volte la memoria si è danneggiata, in
altri casi non
esiste nemmeno più il programma per
aprire quel file, e parte della nostra storia è persa, per sempre.
è una sfida per il futuro,
fare in modo di non perdere la possibilità di leggere
il passato; è un promemoria per noi, teniamo aggiornati i nostri ricordi,
magari in duplice copia.
Guido Cherici
Conoscere per crescere
Battezzati, ma non Evangelizzati
La richiesta di Sacramenti è ancora alta in Italia.
A Candiolo, dal 1997 al
2013, sono stati celebrati
783 battesimi, 880 cresime, 297 matrimoni, 865
prime comunioni.
Lodiamo il Signore per
questi doni. Pensando solo ai cresimati, ogni domenica dovrebbero esserci 880 giovani.
Non è così.
Purtroppo vale anche per
gli altri sacramenti.
Cosa sta succedendo?
Perché il Sacramento (un
gesto di Dio) non opera la
trasformazione del cuore? Perché l’abbandono
della Messa domenicale,
ossia dell’incontro personale e comunitario con
Gesù?
Il cardinale Kasper ha
preparato un documento,
su richiesta del Papa, da
presentare ai cardinali in
preparazione del Sinodo
sulla famiglia.
Riporto tre sue espressioni:
1. Dobbiamo essere onesti e ammettere che tra la
dottrina della Chiesa sul
matrimonio e sulla fami-
glia e le convinzioni vissute di molti cristiani si è
creato un abisso.
L’insegnamento della Chiesa appare oggi a molti cristiani lontano dalla realtà e
dalla vita.
2. Nei paesi di antica cultura cristiana osserviamo
oggi il crollo di quelle
che per secoli sono state
ovvietà della fede cristiana e della comprensione naturale del matrimonio e della famiglia.
3. Com’è la fede dei futuri sposi e dei coniugi?
Molte persone sono battezzate, ma non evange-
lizzate. Detto in termini
paradossali, sono catecumeni battezzati, se non
addirittura pagani battezzati.
Sono convinto che il rimedio sia uno solo: ritornare all’essenziale della
fede.
Dobbiamo partire in
modo radicale, ovvero
dalla radice della fede,
dai primi elementi della
fede, e percorrere, passo
dopo passo, un cammino
di fede: “Infatti voi, che a
motivo del tempo trascorso dovreste essere maestri, avete ancora bisogno
che qualcuno vi insegni i primi elementi delle parole
di Dio e siete diventati bisognosi di latte e non di cibo solido” (Ebrei 5, 12).
“Riscoprire la fede”. Vale per tutti.
Anche, e prima di
tutto, vale per i sacerdoti e per quanti
sono “attivi” nella
comunità.
Siamo “apostoli”
(mandati ad annunciare Gesù) nella
misura in cui siamo
“discepoli” (seguaci che
frequentano Gesù).
Questo, a mio avviso, è il
centro della questione:
formare adulti perchè
siano discepoli di Gesù.
“Se Dio non è importante
per mio padre e per mia
madre, non lo può essere
per me. Se mio padre e
mia madre non pregano,
la fede non c’entra con la
vita. Se non c’è posto per
Dio negli occhi di mio padre e di mia madre, non
esiste proprio il problema
del posto di Dio nella mia
esistenza”.
I giovani estranei alla fede sono sovente in verità
figli di genitori che non
hanno dato più spazio alla
cura della propria fede
cristiana: hanno continuato a chiedere i sacramenti della fede, ma senza fede nei sacramenti,
hanno portato i figli in
Chiesa, ma non hanno
portato la Chiesa ai loro
figli, hanno favorito l’ora
di religione ma hanno ridotto la religione a una
semplice questione di
un’ora.
Hanno chiesto ai loro piccoli di pregare e di andare
a Messa, ma di loro neppure l’ombra, in Chiesa. E
soprattutto i piccoli non
hanno colto i loro genitori
nel gesto della preghiera o
nella lettura del vangelo.
Colpisce l’esortazione
del papa emerito Benedetto XVI rivolta ai giovani, nella prefazione al
catechismo Youcat: egli
ha, infatti, loro raccomandato di «essere più
profondamente radicati nella fede della generazione dei (loro) genitori».
don Carlo Chiomento
insieme
pag. 4
Chiesa e UP54
sOCIETà
PAROlE di VITA
Il Week-End più bello e gratis? La Pasqua!!
Io ci sono e sono la vita
Sembra paradossale ma non
lo è. Pasqua (pasah) è il fatto
più inaudito, vuol dire passare, andare oltre: vero punto di partenza, quasi una
culla, verso il nuovo e l’eterno. L’abbiamo sottovalutata
e tradita… ora dobbiamo rilanciarla e rimotivarla: è
troppo preziosa e necessaria. L.Bloy: “L’unica giustificazione di questo mondo è
la risurrezione”. Pasqua è la
prova del nove della solidità
e autenticità della nostra fede. Ma noi siamo delle prove credibili? Pasqua è la risposta al senso del nostro vivere e del nostro morire.
Morte dov’è la tua vittoria?
Pasqua coinvolge tutto l’uomo: il suo corpo, la sua anima, il suo spirito. Partecipi
finalmente della vita di
Dio. Un Dio che dopo essere morto risorge è una notizia rivoluzionaria e sorprendente, quasi scandalosa: avviene una sorta di
nuova creazione ed è un
evento di vita e di speranza
per tutti, veramente per tutti, ebrei e arabi compresi.
La Pasqua può essere una
terapia radicale per i delusi
della vita e della storia: è la
risposta al mistero crescente
e dilaniante del dolore e della morte non più, finalmente
le ultime parole di tutto e
tutti! Pasqua ci fa intravedere il paradiso e ci invita a
“sponsorizzarlo” sapendo
che un’ora di paradiso paga
tutto. Ma abbiamo noi voglia di paradiso dove “l’uomo giocherà con il cielo e la
terra” (Lutero); dove vivremo tre verbi “faremo festa,
ameremo, loderemo (S.Agostino)… assieme agli angeli
che, come dice il teologo
Barth, di sera, suonano Mozart. Quando i nostri funerali preludio della liturgia celeste? Mai il corpo umano è
stato preso sul serio ed onorato come nel cristianesimo:
un corpo da paradiso (anche
quello delle prostitute e dei
bambini profanati) che porta con sé questo paradosso:
si parla di croce e si trova la
gioia. Tonino Bello: “La Pasqua è la chiave interpretativa della vita e di ogni esperienza”. Pasqua non solo
preziosa ma anche impegnativa, da vivere e celebrare sempre; non da uomini e
donne scontati, rassegnati e
brontoloni ma da uomini e
donne “inizio” cioè festosi,
creativi, unitari con faccia,
carattere e cervello pasquale. La Pasqua è il più dolce
dovere che istituisce l’undicesimo comandamento:
quello del sorriso! Bernanos: “Cristiani, dove diavolo nascondete la vostra
gioia?”. Non si attende la
vita nuova come aspettare il
tram e pensare di fare del
bene piuttosto che “star bene” sarebbe la Pasqua del
mondo. Perché non firmare
la Pasqua da persone fiere,
coraggiose, libere e risorte?
Perché non spargere Pasqua in mille direzioni sapendo che è nelle nostre
mani, mani che possono costruire ora in un gesto di
pietà ora in un momento di
abbandono, l’incredibile
realtà dell’umanità amata e
redenta.
Amare chi non è amabile,
sperare contro ogni speranza, vincere la morte: Mio
Dio, che mattino mi aspetta!
Madre Teresa: “La più
grande carità è annunciare
Cristo risorto”. Specialmente ai poveri e ai peccatori. Risignificare i simboli
della Pasqua come l’ulivo,
l’agnello, la colomba, l’uovo, le campane… è saggio e
rispettoso ma diventare
ognuno di noi segno e simbolo di un Dio risorto è la
più bella scommessa e provocazione. Credici, amico
mio. A Pasqua vorrei dire
ad ognuno che incontro:
“Gioia mia, Cristo è risorto!”. Lo dirò in silenzio e serenamente, ma consapevole
e fiero… pensando a quell’amico che mi ha detto: “Se
potessi davvero credere che
Gesù ha vinto la morte, diventerei subito cristiano”.
Però diventare subito uomini e donne diverse, più vere… tutti lo possiamo e
“dobbiamo” sapendo che
siamo nati per risorgere.
Forse noi che siamo troppo
pipistrelli ci possiamo svegliare aquile e riprendere il
grande volo nel mistero luminoso della vita che più
non muore. La Pasqua è la
globalizzazione più giusta e
liberante e se alcuni oggi già
parlano di post… Si è proprio vero: “Gesù Cristo, post-mortem” è la più grande
ragione della speranza che è
in noi e che può finalmente
realizzarsi pienamente in
tutti e per tutti. Dio risorga
nei vostri cuori. Alleluia!!
vita più salda, amorevole, generosa, sorridente,
libera, creativa ed eterna. Gesù grida a gran
voce: «Lazzaro, vieni
fuori! Liberatelo, lasciatelo andare»: tre parole
che sono per me: esci, liberati e vai.
Episodio misterioso: nella vita degli amici di Gesù
irrompono la morte e il
miracolo. «Se tu fossi stato qui, mio fratello non
sarebbe morto».
Marta rimprovera Gesù,
va diritta al cuore del suo
amico. E Gesù va diritto
al cuore delle cose: «Tuo
fratello risorgerà».
Ma a Marta questa suona
come una frase consolatoria, e ad essa risponde
con una punta di delusione: «So bene che risorgerà nell’ultimo giorno»,
ma quel giorno è così lontano!
Marta parla al futuro: «So
che risorgerà». Gesù parla al presente: «Io sono la
risurrezione e la vita».
Gesù regala parole che
sono al centro di tutta la
fede: «Io ci sono, e sono
la vita».
Io sono qui, adesso, colui
che fa rialzare e ripartire
da tutte le cadute, gli abbandoni e le chiusure.
«Io sono la risurrezione e
la vita». Prima viene la risurrezione e poi la vita.
Liberazione prima e poi
vita per sempre.
La risurrezione è un’esperienza che interessa
prima di tutto il nostro
presente e non solo il nostro futuro.
A risorgere sono chiamati
don Ruggero Marini i vivi prima che i morti,
Gesù disse: «Io sono la
risurrezione e la vita;
chi crede in me, anche se
muore, vivrà».
(Gv 11, 25)
Quante volte sono morto,
era finito l’olio della lampada, finita la voglia di
impegnarmi e di amare,
finita la voglia di vivere,
e in qualche angolino dell’anima una voce diceva:
non mi interessa più di
niente, né di Dio, né degli
altri, non c’è nulla che
valga la pena.
E poi un seme ha cominciato a germogliare, non so
perché, non so da dove.
Una pietra si è smossa, è
entrato un raggio di sole,
un grido d’amico ha rotto
il silenzio, delle lacrime
hanno bagnato le bende
che mi imprigionavano.
da tutte le vite spente,
inutili, immobili.
Dice Gesù: «Io ci sono, e
sono la vita», sono il sole
dentro tutte le vostre notti, la forza che abbraccia e
solleva da tutte le cadute:
la vita avanza di risurre- E questo è accaduto per
zione in risurrezione, per- misteriose, segrete, sconvolgenti ragioni d’amore:
ché ha Cristo dentro.
Dio in me, amore che taDi una cosa soltanto noi glia le bende, illumina il
credenti possiamo van- buio, e poi rotola via la
tarci: ci vantiamo di Dio pietra che bloccava l’imboccatura del cuore. Esci,
in noi.
Allora prendiamo co- sciogliti e vai, con passo
scienza della nostra di- libero e gioioso verso una
gnità: «Non vivo più io, nuova Pasqua di risurrema Cristo vive in me» zione.
(Gal 2,20), forza che mi
trasforma e che fa la mia don Giancarlo Gosmar
uNITà PAsTORAlE 54: CANDIOlO, lA lOGGIA, NONE, VINOVO E GARINO
Il programma dell’Unità Pastorale
Tre proposte che potranno essere messe in atto nel prossimo anno pastorale
Nell’ultimo incontro dell’Equipe della nostra
Unità Pastorale che si è
svolto lo scorso 3 marzo,
sono emerse tre proposte
che potranno essere messe in atto nel prossimo anno pastorale
Evangelium Gaudium e
Vangelo nelle Case
Appena termina la nuova
esperienza della lettura
nelle case dell’enciclica
di papa Francesco, si è
già pensato a come proseguire al meglio questa
iniziativa, senza tralasciare la formula collaudata del Vangelo nelle
Case vero e proprio. Si
propone quindi una scansione “biennale”, alternando il Vangelo nelle
Case e l’approfondimento di un documento del
Magistero con l’aiuto di
un esperto.
Per l’anno prossimo è
quindi in previsione una
formazione sull’esortazione apostolica Evangelium Gaudium aperta a
tutti, soprattutto agli operatori pastorali.
UP e i Sacramenti
Un’altra novità riguarda la
preparazione ai Sacramenti, in particolare alla Cresima per gli adulti e al Matrimonio. Per quanto ri-
guarda la preparazione (e
la celebrazione) della Cresima si pensa a un percorso unico che raduni tutto coloro che si rivolgono
alle parrocchie dell’UP
per ricevere questo sacramento.
Il ciclo di incontri potrà
essere ripetuto un paio di
volte ogni anno e concludersi con la celebrazione
del sacramento.
Per quanto riguarda la preparazione dei fidanzati al
Matrimonio, altre al normale percorso che ogni
Parrocchia propone (e che
viene mantenuto tale), è
allo studio un percorso più
articolato per le coppie
che desiderano un cammino più approfondito.
Pellegrinaggio in Terra
Santa
L’ultima proposta, rivolta
ai catechisti e agli operatori pastorali, è quella di
un pellegrinaggio unitario do più propizio per tale
in Terrasanta per vivere viaggio, sarebbe il perioun’esperienza forte per il do tra Natale e l’Epifania.
cammino di fede personaSilvia Barbero
le e comunitario. Il perio-
Visite e prelievi in sede. Calendario prelievi:
- sabato 26 aprile
- domenica 18 maggio
- sabato 26 luglio
- domenica 17 agosto
- sabato 25 ottobre
- domenica 16 novembre
Usa bene il tuo tempo: aiutaci a salvare
vite umane!
Donando il tuo sangue avrai anche un
controllo sul tuo
stato di salute!
Vieni, l’A.V.I.s. è con TE!
insieme
pag. 5
Comunità San Giovanni Battista - Candiolo
Una giornata comunitaria
In ogni parrocchia c’è
sempre un notevole viavai. Le attività sono tante,
le proposte si accavallano,
l’agenda è piena di impegni. Il rischio è di cadere
in un attivismo esagerato e
di dimenticare ciò che è
essenziale. I gruppi sono
tanti e la buona volontà è
un dato di fatto.
Parliamo ora della nostra
parrocchia.
Cosa è?
La parrocchia è, dovrebbe essere, una “famiglia
di famiglie”. Sono convinto che tutti ci stiamo
provando, facendo cia-
scuno del proprio meglio.
Certamente possiamo migliorare conoscendo un po’
di più i meccanismi della
vita parrocchiale. Ogni cristiano (ed ogni gruppo) dovrebbe vivere in modo attivo tre aspetti: liturgia, carità, catechesi.
Sono tra loro collegati.
Non ha senso un catechista
che non va a Messa. O un
cristiano che non va a catechismo per rafforzare la sua
fede. Sarebbe incompleto
un catechismo senza gesti
caritativi o una carità che
diventa solo filantropia.
2. Come funziona?
Credo che molti, anche tra le
persone attive, conoscano poco la situazione della nostra
parrocchia: chi c’è, cosa si fa,
chi e quando lo fa.
Da questa scarsa conoscenza
nascono doppioni, tensioni,
fatiche che si potrebbero evitare. Dobbiamo studiare un
modo diverso di collaborare.
Estate Oratorio 2014
Penso sia necessario che
ciascuno conosca almeno i
luoghi (Chiesa, Chiesetta
Madonnina, Circolo Juventus Nova, Oratorio, Casa di Accoglienza, Scuola
Materna), i gruppi esistenti, i responsabili, le attività
essenziali della nostra parrocchia.
3. Come migliorare?
Si migliora conoscendo.
Conosciamo poco e solo in
parte la nostra parrocchia.
Un dialogo tra tutti i gruppi
ed i responsabili può essere
la base per migliorare.
Propongo di fare una giornata
comunitaria entro giugno e di
assegnare al Consiglio Pastorale il compito di prepararla
nei dettagli. A giugno ricorre
la festa patronale. Possiamo
prepararci ripensando il nostro modo di essere comunità.
Penso sia più utile uscire da
Candiolo e andare in qualche casa di spiritualità.
don Carlo
Il tempo vola.
La scuola propone gli ultimi mesi di impegno.
Le elezioni del 25 maggio
sono una tappa che ci avvicina all’estate.
Come sempre, la parrocchia propone un servizio
indispensabile per le famiglie e per i ragazzi: Estate
Oratorio.
Non tutti possono mandare i figli a fare lunghe vacanze. I ragazzi bisogna
tenerli impegnati perchè
vale sempre il proverbio
che dice: “l’ozio è il padre dei vizi”.
Non è facile organizzare
una proposta articolata
per almeno 200 ragazzi di
età diverse (dalla prima
elementare alla terza media).
Siamo partiti per tempo
coinvolgendo i giovani e
gli adulti della nostra comunità. Ci aiutano gli
educatori di AnimaGiova-
ne. Iniziamo certamente
il 9 giugno.
Orari, prezzi e numero di
settimane li comunicheremo al più presto.
Per eventuali campi in
montagna, stiamo studiando alcune proposte.
Chi risponde alle domande e ai dubbi dei nostri ragazzi?
La domanda (a volte è un vero dubbio)
è positiva, perché mi fa pensare.
Io sono onesto se cerco di dare una risposta ai miei dubbi. Senza cercare la
strada più comoda. Qui di seguito tantissime domande-dubbi dei nostri ragazzi.
La preghiera
Quando prego, Dio mi ascolta davvero? A che cosa serve pregare? Gesù è
proprio in mezzo a noi quando preghiamo Quale è il centro della preghiera? Perché Dio non risponde e tace? Su Dio
Come faccio a capire quando tace?
Chi ha creato Dio? Perché Dio non si fa
vedere? Dio, come ci ha creati? Lo ha fatLa vita
to veramente? Chi può confermare che
Perché esistiamo? Perché moriamo? Pri- esiste Dio? Se Dio ama la vita, perché ha
ma di nascere, come eravamo? Scienza e fatto uccidere i primogeniti degli egiziaReligione, a volte dicono cose contrarie. ni? Se Dio conosce tutta la nostra vita,
A chi dobbiamo credere? Siamo stati che senso hanno la mia libertà e le mie
creati da Dio o discendiamo dalle scim- scelte? Se Dio esiste davvero, perché permie? Perché ci sono tante religioni? Per- mette le guerre e il dolore innocente?
ché a volte le diverse religioni sono causa
di guerre? Dopo la morte ci sarà vera- La Chiesa e i Sacramenti
mente la Risurrezione? Quando? Dove Perché dobbiamo ricevere dei sacramenandremo a finire?
ti per essere cristiani? A cosa servono i 7
Gesù Cristo
è davvero risorto? Non si è mai arrabbiato? Ha avuto i nostri problemi? Non ha
mai peccato? è esistito veramente?
Oppure è stato inventato per potersi aggrappare a Lui? Perché è venuto una volta sola sulla terra?
Perché morendo in croce ha riscattato i
nostri peccati?
Se è vero che Gesù perdona tutti (e tutto),
perché qualcuno va all’inferno?
Perché Gesù non si è ribellato alla cattura
ed alla tortura da parte dei Romani?
Perché Gesù faceva i miracoli e poi non
voleva che si sapesse in giro?
Perché Gesù, pur essendo Dio, ha scelto di vivere umilmente e povero tra i
poveri?
Sacramenti? Se non ricevo un Sacramento, non sono più un buon cristiano?
Perché noi dobbiamo andare a Messa ed
i nostri genitori no?
Nell’Eucaristia c’è veramente il Corpo
di Cristo? Perché il vino viene bevuto
solo dal sacerdote? Attraverso il sacerdote è davvero Gesù che ci confessa e
perdona?
A cosa serve confessarmi se, quando dal
sacerdote, non riesco a dire tutto ciò che
ho dentro? Perché si deve andare a catechismo?
Problemi vari
Che ruolo ha la Madonna? Chi ha scritto
la Bibbia? Perché alcune persone non
credono in Dio, ma aiutano il prossimo?
Che senso ha comportarsi bene in Comu-
nità e male nella vita privata? Gli Apostoli credevano a tutte le regole di Gesù? Se
sì, perché? Come ha fatto Maria a concepire e a dare alla luce Gesù pur rimanendo vergine? Dubbi sulla Trinità e
sui ruoli delle tre Persone Divine.
Esistono gli Angeli? Perché Lucifero, l’angelo più vicino a Dio, si è ribellato a Lui?
A chi l’onore e l’onere della risposta?
Queste domande chiedono una risposta. I
primi ad essere coinvolti sono i genitori.
Parlare di queste realtà con i figli è una occasione per alimentare il dialogo in famiglia
sulle “cose che contano”. La comunità (sacerdoti e catechisti) può essere di supporto
ai genitori. Senza mai sostituirsi a loro.
Agenda
Aprile
domenica 13 ore 10
Processione Palme (ritrovo alla stazione)
martedì 15
ore 21
Confessione giovani e adulti
giovedì 17
ore 21
Messa in Coena Domini
Adorazione notturna
venerdì 18
ore 18
ore 21
Passione del Signore
Via Crucis (Chiesa-Via Ugo Foscolo-Via
Leonardo da Vinci-Via Giovanni XXIIIOratorio)
sabato 19
ore 21
Veglia Pasquale
domenica 20 ore 8
ore 10.30
ore 18
S. Messa
S. Messa
S. Messa
Maggio
venerdì 2
ore 21
Veglia Cresimandi, Genitori e Padrini
sabato 3
ore 15
Confessione famiglie cresimandi
domenica 4
ore 10.30
Cresime
sabato 10
ore 9.30
Confessione famiglie 1ª comunione
domenica 18 ore 9.45
ore 11.15
Prime Comunioni
Prime comunioni
domenica 25 ore 10.30
Anniversari di matrimonio
insieme
Comunità San Giacomo - La Loggia
pag. 6
Fuori di tenda
Gioia e Pace
Uno spirito acceso non sta mai nascosto! da condividere
Ed eccoci arrivati all’Estate Ragazzi 2014!
Lo slogan di quest’anno è
“Fuori di Tenda” che non
è solo il richiamo ad essere un po’ folli o innamorati, ma vuol dire anche
“uscir fuori” per cercare
altre persone.
“Uscire Fuori” è anche
l’invito di Papa Francesco
che ci stimola ad andare
verso gli altri, nelle periferie del Mondo, spinti da
qualcosa che parte da dentro di noi.
Se leggiamo il sottotitolo
risuona forte il riferimento
al Vangelo: «Non si accende una lampada per nasconderla, piuttosto si
mette in alto perché possa
illuminare quelli che entrano nella casa». Ed ecco
spiegata la mascotte di
quest’anno: una graziosa
lampadina che ci invita a
scoprire e ad accendere la
nostra luce.
L’ambientazione è molto
particolare: il circo, ovvero quel posto in cui sogno
e progetto, quotidianità e
momento forte si incontrano. Il circo poi, va per
strada ed è sempre in movimento per incontrare
persone nuove. Il tema
educativo si affianca al tema teologico e a quello biblico: parleremo quindi di
E ques’anno,
per i ragazzi delle
medie, una grande
novità: i Campi
Estivi nella casa
per ferie
“L’Incontro” di
Frabosa Soprana
(CN),
dal 30 giugno al 4
luglio per le classi
1ª e 2ª, dal 7 all’11
luglio per le classi
3ª medie.
una Spiritualità profonda,
che non sia intimista, ma
che si apra verso l’esterno,
creando un intreccio di interiorità, infinito ed azione; ed ecco allora il tema
dell’estate ragazzi 2014:
EDUCARE AD UNA
SPIRITUALITà COMPLETA.
Percorrendo le 10 tappe
incontreremo i 9 doni dello Spirito Santo elencati
da San Paolo: amore,
gioia, pace, comprensione, cordialità, bontà, fedeltà, mansuetudine e dominio di sé.
La figura biblica che ci accompagnerà è Maria, donna di spirito, che ha dato
un volto alle parole sopra
elencate.
La storia parte da un circo,
un circo molto particolare,
per molti motivi: per chi lo
dirige, perché rende i ragazzi protagonisti, perché i
protagonisti aiutano qualcuno e loro stessi, perché
questo circo invita alla vita.
Allora ti aspettiamo! Vieni a conoscere Maya: una
giovane acrobata, sveglia
ed agile; Lucien: un tuttofare che è sempre a disposizione degli altri; Ago: il
ventriloquo e Phin: la sua
mascotte; ed ancora Profezia, Brocco, Sparo ed il
malvagio Ka-Boo.
Elisabetta Govoni
Estate Ragazzi
si svolgerà
dal 16/6 al 18/7,
Estate Bimbi
dal 2/7 al 18/7
Le iscrizioni
potranno essere
effettuate, presso
l’Ufficio
Parrocchiale, a far
data dal 12 maggio
nei giorni di
LUNEDì
dalle 18 alle 20,
MERCOLEDì
dalle 8.30 alle 10
e SABATO
dalle 9.30 alle 11.30
La famiglia cristiana
Nella società odierna è
difficile camminare da
soli rimanendo fedeli ai
propri valori e alla propria vocazione qualunque
essa sia. Troppe sono le
distrazioni, troppi gli stimoli e poi guardandoci
attorno tutto ci parla di
crisi economica culturale
e di valori, il relativismo
la fa da padrone pur riconoscendo che sono molte
le esperienze belle e positive. Per quanto riguarda
lo specifico della famiglia cristiana la vocazione prima degli sposi e poi
dei genitori ha bisogno di
attingere al cuore di essa
cioè alla donazione del
proprio io all’altro per diventare una cosa sola davanti a Dio.
Una consacrazione che
dura tutta la vita, come si
legge nel Vangelo, che ci
porta a risceglierci nella
buona e nella cattiva sorte
ogni giorno, per realizzarci pienamente come uomo
e come donna. Oggi però,
proprio per il periodo storico, è sempre più difficile
rimanere fedeli a quell’ispirazione iniziale che ci
ha permesso di formare la
nostra famiglia.
è per questo che partendo
dall’idea che la famiglia
va sostenuta e difesa, con
il Parroco ed alcune famiglie abbiamo pensato di
attivarci per riuscire a costruire un cammino condiviso. Creare così una “rete” che ci permetterà di
costruire quella mentalità
di comunità, di fede e di
preghiera, per aiutarci e
condividere non solo le
fatiche e le difficoltà, anche semplici, che quotidianamente si incontrano,
ma anche stare insieme,
per confrontarci.
Come scrive una “profeta” dei nostri tempi, Chiara Lubich, la famiglia,
ogni famiglia, può divenire protagonista di questa
era. Congegnata da Dio
come capolavoro dell’amore, la famiglia può ispi-
Domenica 9 febbraio 2014
Nonostante sia domenica
sveglia per tutta la famiglia alle 07.30: il gruppo
di quinta elementare è stato invitato, insieme al
gruppo delle medie, ad andare a Torino per concludere il mese della pace.
Io e mia moglie preferiamo accompagnarli, non
avendo capito bene di che
cosa si tratti.
La festa si svolge al Sermig, uno scenario bellissimo e suggestivo che
non avevamo mai visitato
prima, ma che, se pur posto in una zona disagiata,
trasmette sicurezza e protezione.
Siamo stati accolti dai giovani dell’Azione Cattolica
che con dedizione, pazienza ed entusiasmo travolgente ci hanno coinvolto
in canti e balli con l’ACR
BAND.
nuova lucente chiesa del
Sermig. Subito dopo è iniziata la marcia della pace
attraverso un quartieri
multietnico, molto lontano
dalla realtà di La Loggia. I
nostri ragazzi si sono caratterizzati con uno striscione
coloratissimo preparato da
loro (che oggi potete vedere appeso in Mater Amabilis): non preoccupiamoci
di stare bene, facciamo del
bene e staremo meglio.
Emozionante la fermata
davanti al Cottolengo, facendo sentire la nostra
presenza ai malati e alle
suore che li assistono,
tramite canti e saluti calorosi.
Durante la marcia i ragazzi sono stati invitati ad incontrare i passanti consegnando loro dei versetti
dell’Antico Testamento.
Tornati all’Arsenale della
pace abbiamo liberato una
I ragazzi, divisi per fascia
di età, hanno sostenuto un
percorso di giochi a stand
per riuscire a far proprio il
messaggio di Papa Francesco sulla pace, l’invito a
viverla in tutti gli ambiti
della nostra vita: ambiente, economia, rapporti interpersonali, preghiera,
nell’umiltà e nella condivisione.
Come dice Don Ruggero:
“Messe così non finiscono
mai”. Così è stata la celebrazione eucaristica nella
marea di palloncini colorati nel blu intenso del cielo che quella giornata il
buon Dio ci aveva regalato.
Stremati dall’intensità della giornata ma sazi dei sentimenti e delle emozioni
provate siamo rientrati a
casa.
Siamo partiti senza sapere
bene cosa ci aspettasse ma
siamo tornati con gli zaini
pieni di gioia e pace da
condividere.
ciò ecco l’idea di incontrarci.
Cercheremo di organizzare quattro/sei incontri all’anno nella casetta degli
scriccioli per dare la possibilità anche ai bambini
di giocare in ambiente
adatto a loro e con la presenza di un servizio di
babysitteraggio.
Nella famiglia convivono
persone diverse, di tutte le
Cinzia Cavallera
Famiglie di 5ª elementare
età, ci si vuole bene e ci si
perdona, ecco il seme dell’accoglienza tra i popoli e
culture diverse che apre
all’integrazione. Nella faArcidiocesi di Torino - Parrocchia San Giacomo Apostolo
miglia lo studio è finaliz- Via Roma, 25 - 10040 LA LOGGIA (TO) - Segreteria: Tel. e Fax 0119628124
zato alla maturazione delDon Ruggero Marini, Parroco, 3351785343 - Diacono Antonio 3491719674
l’individuo, ecco il seme
che può dare alla ricerca uFFICIO PARROCCHIAlE orari: 10,00-12,00 / 17,00-20,00
scientifica culturale e tec- nei giorni di martedì, mercoledì, giovedì, venerdì con operatori laici
nologica di operare per il sito parrocchiale: www-sangiacomolaloggia.it
bene comune.
rare delle linee guida per
contribuire a cambiare il
mondo di domani.
Per esempio la famiglia si
basa sull’amore e nella famiglia è naturale mettere
tutto in comune, ecco il
seme per una nuova economia per l’uomo, per una
nuova cultura del dare.
COMuNIONE E PROFEzIA
Queste e tante altre caratteristiche intrinseche della famiglia ci spronano a
far in modo che le nostre
famiglie diventino custodi e portatrici di questi
valori. Per cercare di fare
Orari s. MEssE
Parrocchia sAN GIACOMO:
festiva
festiva
sala Don Caranzano:
feriale
Cappella MATER AMABIlIs: festiva
prefestiva
h. 09,00
h. 18,00
h. 18,00
h. 10,30
h. 18,00
insieme
pag. 7
Comunità Santi Gervasio e Protasio - None
Risurrezione
La nostra
Settimana Santa
La speranza della vita nuova che sconfigge il tempo e la morte
Giovedì Santo 17 aprile
ore 21,00: Cena del Signore
ore 22,30: Adorazione
Nella Pasqua celebriamo liturgicamente la morte e risurrezione di Gesù, quindi
sappiamo già che tutto finirà bene. La risurrezione
potrebbe dunque sembrare
una realtà ovvia. Eppure, se
ci mettiamo nei panni dei
discepoli, se vediamo noi
stessi in quelle situazioni
nelle quali i tempi si fanno
duri e ci sembra di aver perso ogni speranza, la realtà
della risurrezione non è più
così ovvia.
Pensiamo a tutta la fiducia
che i discepoli avevano
messo in Gesù, pensiamo
all’intreccio di simpatia, di
ammirazione, di attesa che
costituiva il loro rapporto
con Cristo. Con la passione
e morte di Lui tutto pareva
veramente finito. Erano scesi al punto zero, quando non
c’è più nulla da sperare.
Quale rimpianto in quello
«speravamo» dei discepoli
di Emmaus!
Venerdì Santo 18 aprile
ore 08,30: Preghiera delle Lodi
ore 21,00: Passione del Signore
Sabato Santo 19 aprile
ore 08,30: Preghiera delle Lodi
ore 21,00: Veglia Pasquale
Domenica di Pasqua 20 aprile
Sante Messe: ore 08,30 - 10,30 - 18,00
Lunedì 21 aprile (Pasquetta)
Santa Messa: ore 09,30
Campi estivi 2014
Come si può vedere il Risorto?
Gesù pertanto è vivo oltre
la morte e i discepoli ne
fanno l’esperienza: «L’abbiamo visto!». Ovviamente
con gli occhi della loro dimensione profonda, non
Risorto al terzo giorno
Il terzo giorno non era, per tanto con gli occhi materiagli ebrei, una cifra aritmeti- li. è lo sguardo della fede.
ca; significava simbolicamente il giorno della piena Cosa risorge con Gesù?
manifestazione di Dio al- Risorgono i suoi gesti, le
l’interno della storia. Sul sue parole, i sentimenti
momento a loro non rimane suscitati e ricevuti, la sua
che il peso di una grande tra- comunità, ecc. Troppo
gedia, il crollo degli ideali spesso pensiamo alla ripiù belli, lo schiaffo del de- surrezione come al ritorno
stino sui loro volti. Sono al in vita di un corpo che era
punto zero della speranza, morto. Vista così, la risuralla notte assoluta. E tornati rezione appare un prodigio circoscritto e concluso
al mestiere di prima.
Il «terzo giorno» è il tempo in se stesso, con scarsa ridi Dio. Ora, il tempo di sonanza nella nostra vita;
Dio, per Gesù, non è stato al massimo ci strappa un
alla fine dei tempi, ma è «oh» di meraviglia.
iniziato nel momento stes- è invece l’integrità della viso in cui la morte pareva ta terrena di Gesù che riviaverlo inghiottito. è risor- ve: quanto Lui ha proclamato al terzo giorno, cioè su- to, i valori per cui è vissuto e
bito, perché il tempo di si è appassionato, i legami
che ha allacciato. I discepoli
Dio per Lui era giunto.
Venerdì 16 maggio, ore 20.45
in oratorio
Don Domenico
Cravero incontra
le famiglie giovani
Tema: Essere padri e madri, oggi
DONATORI SANGUE PIEMONTE
GRUPPO COMUNALE DI NONE
Tel. 349.60.04.494. SEDI PRELIEVO: VIA BECCARIA 3 (1° piano c/o Centro medico) e AUTOEMOTECA via Orbassano – NONE
Calendario donazioni sangue 2014
None Centro Medico 1° piano Via Beccaria 3
Orario; feriali 8,00 -11,30, Festivi: 8,00 - 12,00
Sangue:
11 aprile - 9 Maggio - 13 Maggio - 8 Giugno
11 Luglio - 8 Agosto - 12 Agosto - 7 Settembre
10 Ottobre - 7 e 11 Novembre - 7 Dicembre
[email protected]
potevano avere l’impressione e la paura che tutto quello
che Gesù aveva fatto fosse
stato compiuto invano.
Ora scoprono, attraverso
l’esperienza della fede, attraverso lo sguardo dello
Spirito, che non solo tutto
ciò non è stato vano, ma che
è il segreto della vita.
Tra fede e speranza
La vita nuova dunque non
compare all’improvviso,
come per magia o come
espressione di potenza divina, ma è una lenta trasformazione di quello che
sembra negativo nel positivo di Dio. La risurrezione non arriverà né del tutto
improvvisa né alla fine dei
tempi soltanto.
Sta fin d’ora fermentando
nel tessuto delle nostre esistenze, perché quanto Gesù ha fatto e predicato è
operante nel mondo, ma
soprattutto perché ormai il
corpo glorioso di Cristo si
è dilatato: suo corpo siamo anche noi, alimentati
dal suo Spirito.
Gli sforzi per accogliere in
noi la vita nuova di Cristo, i
tentativi per amare come
Lui ha amato, per essere liberi come era Lui, sono tutti
spiragli di risurrezione.
Poiché tutta l’umanità è destinata a diventare corpo
glorioso di Gesù risorto, si
può dire che la risurrezione
di Gesù non sia ancora del
tutto compiuta. Il cristiano
oscilla tra fede e speranza.
* 29 giugno
6 luglio
Usseglio
* 06 - 13 luglio Bardonecchia
* 13 - 20 luglio
Usseglio
* 20 - 27 luglio
Usseglio
Bardonecchia
don Giancarlo
Un grazie
a più voci
La ditta STREGLIO di
None, dopo lunghi anni di
chiusura, ha rinnovato i
locali e i macchinari e sta
riprendendo la sua produzione, a vantaggio dell’occupazione locale.
Tempo fa ha donato un notevole quantitativo di
cioccolato alla Caritas di
None, che lo ha distribuito
in parte al Sermig e alla
Caritas di Airasca, Candiolo, Castagnole, Virle,
Vinovo, Garino e La Log-
Usseglio
AGENDA
gia, in parte ai suoi assistiti, all’oratorio di None e
alla Scuola Materna, e anche alle maschere di Carnevale che lo hanno distribuito alle Scuole di None.
La Caritas di None ringrazia sentitamente la Streglio per il dolce dono, e le
augura un lungo e proficuo lavoro per il bene di
tanti.
Venerdì 4 aprile, ore 20,30: Via Crucis cittadina
Sabato 5 aprile, ore 10: Confessioni 2ª media
Domenica 6 aprile: Ritiro Prima Comunione
Martedì 8 aprile, ore 20,45: Celebrazione Penitenziale
adulti e giovani
Sabato 12 aprile: Ritiro 2ª media
Sabato 12 aprile: Confessioni 3ª media
Lunedì 28 aprile, ore 21,00: Segreteria Consiglio
Giovedì 1 maggio, ore 15,00: Messa S. Bernardino
Sabato 10 maggio, ore 9,30: Messa San Ponzio
Domenica 11/5, ore 10,30: Festa 1ª Comunione
Lunedì 12 maggio, ore 21,00: Consiglio Pastorale
Sabato 17 maggio, ore 15,00, a Torino Festa Cresimati
Domenica 18/5, ore 10,30: Festa 1ª Comunione
Parrocchia Ss. Gervasio e Protasio
Tel. 011 9863491 – Fax 011 9903133 – [email protected]
Orario Sante Messe
* Festive: ore 18,00 (prefestiva)
- ore 08,30 - 10,30 - 18,00 (ottobre - maggio)
* Feriali: ore 08,00
Ufficio parrocchiale
*
*
*
*
*
Martedì - Giovedì - Sabato: ore 9 - 11
Mercoledì - Venerdì: ore 17 - 18,30
Segreteria: tel. 011 9863491
Parroco: don Giancarlo (335 7077642)
Diacono: Franco Scaglia (011 9865750)
insieme
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Comunità San Bartolomeo e San Domenico Savio - Vinovo
SERVIZIO PER IL LAVORO
Un segno di attenzione per camminare insieme
Venerdì 28 marzo alle ore
21.00 è stato presentato –
nel salone San Giuseppe
della Cascina parrocchiale
– il SERVIZIO PER IL
LAVORO che, a partire
dal 7 aprile, è operativo
presso le nostre Parrocchie di Vinovo.
Il SERVIZIO PER IL LAVORO è uno sportello già
attivo presso molte parrocchie della nostra Arcidiocesi. La parola-chiave
di questa proposta è ACCOMPAGNAMENTO.
Non si tratta infatti di un
luogo di incontro tra do-
manda e offerta (che rimane di competenza specifica dei Centri per l’impiego) ma di uno spazio di
ASCOLTO e di ORIENTAMENTO.
Il Servizio per il Lavoro
fornirà supporti di informazione (sia attraverso le
pubblicazioni che attraverso un apposito circuito
interno curato quotidianamente dall’Arcidiocesi),
sostegno nella redazione
dei curriculum e nella preparazione dei colloqui,
formazione (alfabetizzazione informatica) e, nei
limiti del possibile, attiverà proposte legate al cosìddetto “lavoro accessorio” anche grazie al sostegno della Fondazione
“don Mario Operti”.
L’annuncio di un Servizio
per il Lavoro venne dato
nell’omelia della festa di
San Bartolomeo 2013.
Nei mesi scorsi – come
comunicato sull’opuscolo
riportante i dati del bilancio parrocchiale – sei vo-
lontari hanno seguito un
apposito percorso formativo.
Ora questa esperienza
prende il via.
Nella situazione in cui siamo, essa non vuole essere
l’ennesima chimera. è e
resta un SEGNO di attenzione verso una dimensione fondamentale della vita
umana che per molte persone rappresenta un motivo di preoccupazione e di
perdita di dignità.
Vuole essere, inoltre, il
tentativo di passare da
una forma puramente “assistenziale”
(legata alle
emergenze e
curata
dal
Gruppo Caritas) ad una
più “progettuale” di affiancamento
delle persone.
Un luogo nel
quale cercare
strade per valorizzare le
competenze
di ciascuno.
Informato
dell’iniziativa
durante la sua
visita dell’11 marzo, l’Arcivescovo ha dato la sua
approvazione entusiasta.
Lo Sportello sarà aperto il
LUNEDì e il GIOVEDì
dalle 16 alle 18 in Via San
Bartolomeo, 11.
RICORDO
E IMPEGNO
A 3 anni dalla sua scomparsa vogliamo ricordare
ROSINA GAI, promotrice e sostenitrice del
giornale “INSIEME”.
Con la sua bicicletta in V. Cottolengo è arrivata a
distribuire anche 550 giornali!
E non si è mi stancata di cercare nuovi volontari.
Scambiare quattro chiacchiere mentre si passeggia è un ottimo passatempo. Farlo per
diffondere idee strambe o –
detto meglio – scientificamente, teologicamente e storicamente discutibili è un vizio.
Suggeriamo una pubblicazione agile ed economica per coloro che vogliono provare a
sapere qual cosina in più per
non trovarsi in imbarazzo al
momento dell’“abbordaggio”:
Pietro Ambrosio, “CAPIRE I
TESTIMONI DI GEOVA”,
Elledici edizioni.
Buona lettura e… occhio agli
incontri!
APPUNTAMENTI PASQUA 2014
Oggi il gemere d’ogni silenzio e d’ogni voce
è fatto canto grande di bellezza
anche all’inferno fioriscono le viole.
(D. Ciardi)
CELEBRAZIONI PENITENZIALI COMUNITARIE
con possibilità di confessioni individuali
• MERCOLEDì 9 APRILE ore 21.00 a San Domenico Savio
• GIOVEDì 10 APRILE ore 21.00 a San Bartolomeo
VENERDì 11 APRILE
alle ore 21.00 SACRA RAPPRESENTAZIONE delle stazioni della Via Crucis in Cascina
SABATO 12 APRILE
GIORNATA DELLA GIOVENTù “ENJOY 2014” al PalaRuffini
DOMENICA 13 APRILE – LE PALME
• A tutte le Messe benedizione dei rami di palma e di ulivo
• Raccogliamo le disponibilità per la Veglia di adorazione
del Giovedì Santo
GIOVEDì SANTO 17 APRILE
S. Messa “nella Cena del Signore”
alle ore 21.00 in entrambe le parrocchie
• Segue l’Adorazione Eucaristica per tutta la note
• Raccogliamo le offerte della “Quaresima di Fraternità”
VENERDì SANTO 18 APRILE
ore 7.00 a San Bartolomeo Ufficio delle Letture
ore 8.00 in entrambe le parrocchie Lodi mattutine
Celebrazione “nella Passione del Signore”
• alle ore 15.00 a San Bartolomeo
• alle ore 18.00 a San Domenico Savio
ore 21.00 in entrambe le parrocchie VIA CRUCIS
• San Domenico Savio: ritrovo nel cortile e conclusione in chiesa
• San Domenico Savio: ritrovo in Cascina e conclusione in chiesa
• In caso di pioggia la celebrazione si svolge nelle chiese parrocchiali
SABATO SANTO 19 APRILE
ore 8.00 in entrambe le parrocchie Lodi mattutine
VEGLIA PASQUALE “nella Risurrezione del Signore”
• ore 21.00 a San Bartolomeo
• ore 21.30 a San Domenico Savio
DOMENICA 20 APRILE – PASQUA DI RESURREZIONE
Ss. Messe con orario festive
Cosa la muoveva? La sua fede. Ed il desiderio di
portare, attraverso queste pagine, una parola
“buona” in ogni casa.
Il modo migliore di commemorarla? Provare a
chiederci: potrei anche io collaborare nella redazione e nella distribuzione di “Insieme”?
La redazione
LUNEDì 21 APRILE – DELL’ANGELO
Unica S. Messa
• alle ore 9.00 a San Bartolomeo
• alle ore 10.00 a San Domenico Savio
insieme
pag. 9
Comunità San Bartolomeo e San Domenico Savio - Vinovo
L’angolo del Prevosto
QUATTRO VIE DI FELICITà
Ritorna la questione della “Giornata delle Giornate”
Avevamo già affrontato, in
questa stessa sede, l’interrogativo nato dal proliferare
delle “Giornate” – in ambiente ecclesiali e civili – tese a ricordare avvenimenti,
persone, atteggiamenti, problemi. Senza volere – allora
come oggi – mancare di rispetto alle categorie di volta
in volta ricordate da tali
eventi, ci chiedevamo se
fosse un buon segnale per il
nostro vivere il fatto di aver
bisogno di questi “input”
per ravvivare l’esperienza
di alcune dimensioni fondamentali della vita: la solidarietà, l’attenzione ai più deboli, l’impegno contro ogni
forma di oppressione e di
dittatura…
Ma “chi la fa, l’aspetti” dice
il proverbio. Così, nel calendario di questi giorni, ho trovato una ricorrenza davvero
particolare: il 20 marzo, per
espressa decisione nientepopodimenoche dell’Assemblea delle Nazioni Unite (ONU) è la GIORNATA
INTERNAZIONALE
DELLA FELICITà.
Mi è venuta voglia di farmi
un nodo al fazzoletto, per
evitare in quelle ventiquattro ore di avere il muso lungo o di essere preoccupato.
Sono rimasto perplesso: una
specie di legge può dirci
quando essere felici? I venti
freddi – gelidi! – dell’Ucraina e della Crimea, le decine
di conflitti dimenticati, il
numero crescente di disoccupati sul nostro territorio,
gli sfratti esecutivi, i bisogni
di molti e l’avarizia di alcuni… non sono certo ragioni
di felicità.
Ho abbandonato la possibilità di fare ricorso. Anche
perché, in fondo, siamo tutti
alla ricerca della felicità e
non solo un giorno all’anno.
Il calendario però non fa solo scherzi. Talvolta offre anche soluzioni. Ci sono quattro ricorrenze che cadono il
19 marzo, vigilia della Giornata internazionale della felicità.
La prima è la festa di san
Giuseppe. Un uomo che ha
parlato poco (il Vangelo non
riporta nessuna sua espressione verbale), ha ascoltato
molto; san Matteo nel suo
racconto a lui attribuisce
due verbi: “decise” e “fece”,
contrari alle nostre continue
ricerche di compromessi e
al nostro rimandare, per
paura o per pigrizia, la possibilità di metterci in gioco
per qualcosa di grande o per
Qualcuno.
La seconda è l’inizio del
pontificato di papa France-
sco. Il 19 marzo 2013 ebbe
a dire: La vocazione del custodire riguarda tutti. è il
custodire l’intero creato, la
bellezza del creato: è l’avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in
cui viviamo. è il custodire
la gente, l’aver cura di tutti,
di ogni persona, con amore,
specialmente dei bambini,
dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso
sono nella periferia del nostro cuore. è l’aver cura
l’uno dell’altro nella fami-
glia: i coniugi si custodiscono reciprocamente, poi come genitori si prendono cura dei figli, e col tempo anche i figli diventano custodi
dei genitori. è il vivere con
sincerità le amicizie, che
sono un reciproco custodirsi nella confidenza, nel rispetto e nel bene. In fondo,
tutto è affidato alla custodia
dell’uomo, ed è una responsabilità che ci riguarda tutti. Siate custodi dei doni di
Dio! E qui aggiungo, allora, un’ulteriore annotazione: il prendersi cura, il custodire chiede bontà, chiede
di essere vissuto con tenerezza. Da quel giorno l’insegnamento e la vita del Papa continuano ad essere un
esempio ed una salutare
provocazione per tutti i cristiani e non solo.
La terza ricorrenza è quella
del martirio di Marcel Callo. Era un giovane della
JOC (Gioventù Operaia
Cristiana), l’associazione
nata come forma di Azione
Cattolica specializzata che
ha accolto e accompagnato
anche me nella mia parrocchia di origine ed oltre. Un
giovane disponibile e pronto, fino all’estremo, alla testimonianza della fede.
Morì martire a Mauthausen,
in campo di concentramen-
to. I tedeschi lo accusavano
di essere “troppo cattolico”
(aveva preso il vizio dell’eccesso da un Galileo che finì
crocifisso per la radicalità
del suo annuncio).
La quarta è l’anniversario
dell’assassinio di don Giuseppe Diana, colpito dalla
camorra nel 1994. “Per
amore del mio popolo non
tacerò”: facendo eco agli
antichi profeti, don Peppe
diede voce al bisogno di
giustizia e di legalità. Visse,
anzitutto perché prete, l’amore per gli altri che è il comandamento di Gesù.
Ecco: il silenzio “attivo” di
Giuseppe di Nazareth; l’impegno a custodire gli altri e i
doni di Dio suggerito da papa Francesco; la radicalità e
la scelta di una vita coerente
del beato Marcel; l’impegno
religioso e civile (ma sono
due cose diverse o l’uno è
conseguenza dell’altro?) di
don Peppe sono per me quattro vie di felicità. Passano
tutte per il coraggio di mettersi in gioco, di uscire da noi
stessi e di osare il dono della
nostra vita. La felicità è esigente. Per questo è affascinante e desiderabile.
Magari lo scrivo all’ONU…
intanto lo condivido con voi.
don Marco
Cronaca bianca
Solidarietà nel lavoro: incredibile... ma possibile!
Due positivi esempi di solidarietà nonostante la crisi
Imprenditore italiano condivide con i suoi dipendenti 5 milioni di utili
Una busta paga con 6,385
euro in più. Per qualcuno
un “bel regalo di Natale”,
per qualcun altro un bonus
per premiare i propri dipendenti per il lavoro svolto egregiamente.
Comunque la si veda quella di Brunello Cucinelli,
imprenditore umbro meglio conosciuto come “il
re del Cachemire!” italiano, è una bella storia, una
vicenda incoraggiante in
un momento in cui moltissimi lavoratori del sistema
moda tengono le dita incrociate sperando che l’azienda in cui lavorano non
chiuda.
Che cosa ha fatto Cucinelli? Ha deciso di condividere 5 milioni di utili con i
suoi 783 dipendenti che in
occasione del Natale del
2012 si sono trovati in busta paga quei 6.385 euro
in più di cui sopra. «Que-
sto vuole essere un dono
di famiglia, qualcosa che
va aldilà dell’azienda che
è quotata in Borsa» ha
detto l’imprenditore di
Solomeo, che ha aggiunto: «abbiamo voluto dare
un premio a chi è cresciuto insieme a noi e l’abbiamo comunicato ai dipendenti».
Cucinelli è per tutti un
imprenditore illuminato:
ha ristrutturato un borgo
antico in Umbria, Solomeo, fulcro della produzione dei suoi capi, lussuosi e frutto del lavoro –
oltre che dei dipendenti
dell’azienda – di un
network di
micro imprese, oltre
300, che
lavorano in
esclusiva
per la sua
ditta. il gesto di Cucinelli – che,
chiariamoci, non è da tutti – va contestualizzato in uno scenario di indiscussa positività, dovuta sì all’azzeccata scelta finanziaria ma
soprattutto al lavoro di
chi i prodotti Cucinelli li
cuce, li confeziona, li
spedisce, li promuove.
Così come i dipendenti
dell’azienda del cachemire, molti top manager
ricevono un bonus relativo al proprio operato alla
fine dell’anno: a livello
dirigenziale, dunque, non
si tratta di regali di Natale, ma di benefit spesso
stabiliti per contratto. In
questo caso nulla era stato stabilito, ma personalmente tenderei a considerare questo “bonus” come un premio legato al
merito, non un regalo.
Chissà se qualche altra
azienda del lusso deciderà di intraprendere questa
strategia?
va bene e distribuisce ai
dipendenti un premio di
risultato. I lavoratori si
riuniscono e decidono di
destinare parte del loro
premio al Fondo della Regione per aiutare chi ha
perso il lavoro o chi non
riceve la cassa integrazione in deroga.
Oggi mi hanno portato un
assegno di 60mila euro.
Dipendenti di un’azienda Metti un’azienda sana e
destinano 60mila euro a lavoratori altruisti e nachi ha perso il lavoro
sce la solidarietà”.
Una bella storia toscana,
che parte da Calenzano, in
provincia di Firenze: i dipendenti della ditta IMA
(Industria Macchine Automatiche) hanno deciso
di destinare i soldi del
premio aziendale ad un
fondo per chi ha perso il
lavoro. Il Presidente della
Regione ha ricevuto da
parte di questi lavoratori
un assegno da 60mila euro. Queste le sue parole:
“A Calenzano c’è un’azienda di nome IMA, che
Questi due episodi hanno
quasi
dell’incredibile,
specie in questi anni di
crisi economica che hanno così pesantemente investito il mondo del lavoro. Eppure sono realmente accaduti e dimostrano che la solidarietà
è sempre possibile (e che
non tutti gli uomini sono egoisti e spregiudicati….)
Paola Boccardo
insieme
pag. 10
Idee e proposte
Educare oggi
Ci sono dei no che
educano e fanno vivere; il creatore ha
previsto un padre e
una madre i cui
amori, equivalenti
in importanza, opposti nella funzione
portano il figlio a
crescere. L’educazione esige obbedienza; un figlio
potrebbe dire ai genitori: «Perché dovrei seguire le indicazioni che
piacciono a voi?». Se i genitori non sapessero rispondere o se conoscessero solo l’imposizione, non
ci sarebbe educazione.
Un figlio sarà sempre maldisposto all’obbedienza che
comporta la mortificazione
del suo Io. La vedrà come
un bene, una virtù, solo se la
capirà come adesione a un
senso buono che va oltre ai
voleri degli adulti.
L’educazione oggi ha perso il legame con Dio a cui
genitori e figli obbediscono allo stesso modo. è in
crisi l’autorevolezza dei
genitori, che si vedono obbligati ad assecondare le
richieste dei figli nel timore di non sentirsi amati.
Si cerca un’educazione
sganciata dalla fede, ma
senza Dio il mondo non ha
più il suo ordine e il suo
senso. I genitori avrebbero solo il ruolo affettivo di
proteggere il bambino, e si
riducono a negoziare su
questioni marginali.
Il pensiero laico avverte il
vuoto della legittimazione
del compito genitoriale e
cerca di evitare Dio. Si può
Il treno della memoria
Appunti di viaggio febbraio 2014
negarlo ma non è facile
sbarazzarsi del luogo che
Lui occupava. Così si rischia di contrapporre correzione e amore, il compito
educativo diventa ingrato e
non più avvertito come un
grande atto di amore.
I «no» sono sopportabili
solo se segni d’amore. C’è
una dignità data da Dio,
non negoziabile, superiore
alle libertà individuali e ai
piaceri privati.
Siamo soggiogati da voglie e diritti. Occorre tornare a spacciare le domande serie e ultime sul senso,
che illuminano anche il
campo dei piaceri privati
intoccabili come le droghe. Nel 68 c’era uno slogan, vuoto e paradossale:
“Vietato vietare”.
Ha sempre senso vivere,
educare, amarsi malgrado
il tempo dell’amore liquido. Ma occorre una coscienza non autoreferenziale ma umile, che ascolti
tutti e riconosca i propri limiti personali: la nostra
fragilità personale non si
oppone alla bontà del modello umano che abbiamo
in cuore, se basato sul
vangelo e non sulla moda.
A. V. A. S.
AssOCIAzIONE VOlONTARI
AuTONOMA DI sANGuE
Date prelievi 2014:
– sabato 15 febbraio
– sabato 17 maggio
– sabato 30 agosto
– sabato 29 novembre
sede del prelievo:
via GOBETTI
(Comune - Candiolo)
Orario: 8,00 - 11,00
TEL. 0119652750
Il treno della memoria è
un’iniziativa alla quale
aderisce il Comune di
Candiolo che ogni anno
offre questa possibilità a
giovani candiolesi. è organizzata dall’associazione Terra del Fuoco, che si
occupa di promozione sociale in collaborazione
con Libera di don Ciotti,
che dal 2005 ad oggi ha
permesso a più di 15.000
giovani, provenienti da
diverse regioni italiane,
di visitare i luoghi in cui si
è consumata la tragedia
dell’Olocausto. Il progetto, essendo relativamente giovane, si avvale del
supporto dei comuni per
informare i ragazzi di questa possibilità e finanziare
parzialmente il viaggio,
dato che dal 2012 la regione Piemonte non ha più
stanziato fondi a Terra del
Fuoco, sempre per questo
quali i processi che hanno
portato all’instaurazione
delle dittature nazi-fasciste e più in generale le
principali caratteristiche
dei regimi totalitari.
Il programma proposto
dallo staff prevede, durante la permanenza nella
città polacca, momenti dedicati al dibattito all’interno di piccoli gruppi di partecipanti e la visita al ghetto di Cracovia e ai campi
di concentramento. Auschwitz è il fulcro del
viaggio, le aspettative di
ognuno sono differenti,
come le singole emozioni
provate nel camminare e
toccare con mano il filo
spinato, le porte delle baracche e le macerie dei
forni crematori, ciò che è
sicuro ed oggettivo è l’intensità delle emozioni suscitate. Il Treno della memoria è un’esperienza che
Notizie flash
Lo sapevate che...?
Cureremo L’alzheimer. La
straordinaria scoperta sui
benefici effetti dell’attività
fisica per il cervello è “L’Irisina” che sveglia la mente
di chi fa sport. Questa sostanza prodotta dal corpo in
movimento potenzia memoria e ragionamento. Segue un’altra cura spiega il
dottor Bruce Spiegelman di
una Sostanza – BDNF – che
ha la funzione di far crescere le cellule del cervello.
Che bella scoperta.
Vogliamo fare qualche nome? John Dalton uno dei
fondatori della chimica
moderna visse in evangelica povertà impegnandosi
tutta la vita nella chiesa di
cui faceva parte.
Albert Eisten non escluse
mai l’opera di Dio nella
creazione.
Francesco Faà di Bruno,
matematico, Sacerdote, lo
troviamo addirittura fra i
beati della chiesa cattolica. Seguono molti altri...
L’arte di mediare (contro
la crisi) offre servizi di sostegno e di ascolto tra famigliari, colleghi, medici
e pazienti. Ai giovani in
cerca di lavoro e a chi lo
ha perso. A piccoli imprenditori in difficoltà e
vittime di reato. L’associazione non profit – Me.
Dia.Re – opera a Torino in
modo del tutto gratuito.
Perché si finanza tenendo
corsi di informazione.
dc.
motivo negli ultimi anni
l’organizzazione ha dovuto ripiegare sull’utilizzo di
pullman per ridurre i costi.
Il “Treno” prevede un
soggiorno di circa una settimana, compreso il viaggio, a Cracovia in Polonia,
ma il percorso formativo
inizia ben prima con una
serie di incontri finalizzati
ad affrontare preparati,
principalmente dal punto
di vista storico, l’esperienza diretta della visita
ai campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau. Durante tali incontri
si affrontano tematiche
senza dubbio, e senza pretese, cambia chi vi partecipa, rendendolo più consapevole dei fatti che sui
libri di storia appaiono
inevitabilmente lontani e
distaccati. Partecipando
ad una simile iniziativa si
diventa, seppure in maniera indiretta, testimoni dello sterminio e di conseguenza si va a ricoprire
quel ruolo svolto fino ad
ora dai testimoni diretti,
che purtroppo vanno lentamente scomparendo.
Federico Garofalo
e Davide Lerda
info: me-dia-re.it
Aborto: cosa ne pensava
Pier Paolo Pasolini scrivendo sul corriere della
sera: “Sono traumatizzato dalla legalizzazione
dell’aborto poiché la considero (se pur eseguito in
casi disperati) come molti altri la legalizzazione
dell’omicidio”. Con questa dichiarazione il poeta
in seguito subì delle rappresaglie dagli stessi del
suo partito e molti altri.
Uno scrigno naturale è il
monastero di Dedra in
Etiopia a 2700 metri di altezza alle foci del Nilo Blu.
Voluto nel 1629 dall’imperatore Za Denguil alla richiesta del primo missio-
nario gesuita Pedro Paez.
Infatti negli scritti si trovò:
“Così ho deciso di obbedire al Pontefice di Roma e
richiedere di inviarci un
padre che insegni al mio
popolo la tua religione”.
Nel 2004 il geologo Pasquale Scaturro è riuscito a
percorrere l’intero percorso del fiume da cui il film:
Mistery Of the Nile.
Felice D.
Hai un’attività (negozio, azienda,
officina) e sei stanco di correre
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insieme
pag. 11
Ricordi e varie
Ricordiamo i nostri cari
Le fotografie pubblicate sono portate in REDAZIONE o nelle rispettive PARROCCHIE dalle IMPRESE FUNEBRI indicate sotto la
foto, dai FAMILIARI, AMICI o CONOSCENTI che desiderano ricordare i propri cari anche pubblicando la fotografia sul giornale INSIEME.
La Famiglia PECCHIO
ringrazia tutte
le dimostrazioni d’affetto
ricevute a seguito
della perdita di
FAlCONE
ANTONINA
ved. PERNA
13/08/1924 - 18/02/2014
FERRARI luIGIA
(GINETTA)
26/11/1947 - 24/02/2014
MusCHERI
ANTONIETTA
ved. VIDIlI
07/07/1929 - 16/02/2014
GAllIzIO
MICHElANGElO
11/02/1948 - 09./02/2014
Parr. S. Giov. Battista - Candiolo
Parr. S. Giov. Battista - Candiolo
Parr. S. S. Trinità - Nichelino
Parr. S. Giacomo - La Loggia
Parr. S. Giacomo - La Loggia
Imprese Funebri Riunite
Imprese Funebri Riunite
Imprese Funebri Riunite
Foto portata dai volontari
della casa di accoglienza
La Madonnina di Candiolo
Foto portata dai volontari
della casa di accoglienza
La Madonnina di Candiolo
in CAsAlEGNO
sANDRONE
lINO
21/01/1964 - 24/02/2014
Domenica 27 aprile alle ore 10 in San Pietro
Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII saranno proclamati santi
Santi insieme i due pontefici
ai quali Bergoglio maggiormente si ispira nella sua
azione riformatrice e di apostolato nelle “periferie” esistenziali e geografiche. Giovanni Paolo II e Giovanni
XXIII saranno canonizzati il
27 aprile. Francesco ha comunicato la sua decisione
nel corso di un Concistoro
ordinario pubblico. Il cardinale Angelo Amato, prefetto
della Congregazione dei
santi, ha ricordato la figura
dei due pontefici sottolineando i tempi di profonde
trasformazioni nei quali hanno vissuto, la “mite fermezza” con cui hanno annunciato la “autentica dignità dell’uomo” il “dialogo” che
hanno instaurato all’interno
e all’esterno della Chiesa e,
infine, il servizio alla “pace
tra le nazioni” che hanno
assicurato entrambi.
Perché il 27 aprile
Papa Francesco ha decretato
che Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II siano inscritti
nell’albo dei santi il 27 aprile
2014, seconda domenica di
Pasqua o domenica “della
divina misericordia”.
La scelta di Francesco è caduta sulla domenica in albis, che è la Festa della Misericordia, solennità istituita da Wojtyla che nel
2005 morì alle 21.37 del 2
aprile, cioè ai primi vespri di
domenica 3, data in cui
quell’anno ricorreva la
proprio la Festa della Misericordia. Come è noto, in
giugno il Pontefice ha approvato il miracolo, attribuito all’intercessione del Beato Giovanni Paolo II e ha dispensato Giovanni XXIII
dal processo relativo a un secondo miracolo dopo quello
che ha portato alla beatificazione del 2000: la grazia
concessa a suor Caterina Capitani guarita inspiegabilmente il 25 maggio 1966
dalle conseguenze di una
grave emorragia dopo che,
oltre un anno prima,
era stata sottoposta
ad una resezione gastrica quasi totale.
Francesco ha deciso questa dispensa
essendo così radicata e diffusa la fama
della santità di Roncalli: a Sotto il Monte, ad esempio, nella casa
natale, una stanza intera è
colma di fiocchi rosa e azzurri inviati da coppie ritenute sterili che hanno avuto
la gioia di un figlio dopo
aver invocato il Papa Buono. Secondo il postulatore
della causa la decisione «è il
segno che il ricordo di Giovanni XXIII – il Papa che 50
anni fa ha convocato il Concilio Vaticano II – è sempre
vivo in tutto il mondo. Anche se non viaggiò mai oltreoceano, sappiamo che
spesso inviò radiomessaggi
ai Paesi dell'America Latina, si interessò dei problemi
di quelle genti grazie anche
ai missionari e alle nunziature. E poi sicuramente ci
furono contatti con la presidenza degli Stati Uniti, testimoniata anche dal fatto
che Giovanni ricevette fra
gli altri la moglie di Kennedy, Jacqueline, e il presidente Lyndon Johnson».
Per quanto riguarda la canonizzazione di Papa Wojtyla, essa avviene a meno di
dieci anni dalla sua
morte, quasi un record perché solo
Sant’Antonio da Padova ha fatto più in
fretta. In questo caso,
l’istruttoria sul miracolo è stata accuratissima. Si tratta della
guarigione di una signora del Costa Rica, Floribhet, inspiegabilmente risanata da una paralisi cerebrale
il primo maggio 2011, giorno della beatificazione di
Wojtyla, una circostanza che
è all’origine di numerose
conversioni tra i testimoni
del fatto. Anche su questo
importante evento, la linea di
Francesco è la stessa di Benedetto XVI che aveva concesso la dispensa papale, evitando un’attesa di cinque anni per l’inizio della causa
aperta nel giugno del 2005.
Sei anni dopo è arrivata la
beatificazione e il 27 aprile la
canonizzazione che, non è
stata dunque decisa «a furor
di popolo», come era stato richiesto dalla folla fin dal
giorno delle esequie del Papa
polacco, quando l’allora cardinale Joseph Ratzinger invitò il mondo intero a rivolgere il suo sguardo alla «finestra del Cielo» da cui
Giovanni Paolo II avrebbe
continuato a parlarci, come
per 27 anni ha fatto affacciandosi su piazza San Pietro. «Santo subito» era infatti
uno slogan affascinante ma
anche rischioso. Il rigido iter
fissato per le canonizzazioni
proprio da Karol Wojtyla e
aggiornato senza stravolgimenti da Benedetto XVI è
stato dunque scrupolosamente rispettato.
PECCHIO
GIOVANNI
03/04/1927 - 14/02/2014
ricordatelo sempre col suo
sorriso aperto e sincero
Parr. S. Giacomo - La Loggia
Foto portata dalla Famiglia
La redazione
porge
sentite
condoglianze
ai REDATTORI:
Domenico GOVONI
e
Silvia BARBERO
per la recente
perdita
dei loro cari.
tratto da http://vaticaninsider.lastampa.it
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Tel. 011 962 44 16 - 333 9858968
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Candiolo Via Roma n° 5/A
Tel. 011 962 58 71 - 345 1145328
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Tel. 011 962 44 16 - 333 9858968
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insieme
pag. 12
Territorio
Non perdiamo
l’occasione
di aiutare la “Casa”
11ª Edizione Olympia Social Cup
Work Cafè con il Vescovo a Vinovo
Martedì 11 marzo circa 80
persone si sono riunite
presso la cascina don Gerardo di Vinovo per un appuntamento un po’ speciale. Si tratta del “Work
Cafè”, una modalità di
condivisione che sta avvenendo in tutta le Diocesi e
che vede come protagonisti i giovani dai 18 in su e i
rappresentanti dei Consigli Pastorali. Guida e animatore dell’incontro è don
Luca Ramello, responsabile della Pastorale giovanile diocesana. Ascoltatore attento e partecipe è il
vescovo Nosiglia.
Divisi in tavoli da sei per-
sone (tre giovani e tre
adulti), di fronte a patatine, biscotti e aranciata i
partecipanti sono stati invitati a riflettere su due domande “pesanti”: una sull’esperienza di essere ac-
compagnati
(le figure più
significative
che hanno
guidato
il
nostro cammino cristiano, il rapporto tra giovani e adulti,
come si vive
il rapporto
con la Chiesa), l’altra sul compito di
accompagnare (cosa si
mette in gioco, quali sono
le difficoltà, come fare per
aprirsi verso i “lontani”).
Dopo il confronto, ogni tavolo ha condiviso con l’as-
semblea un aspetto positivo, una problematica e una
proposta che sono emersi
dal confronto.
Infine il Vescovo ha tirato
le somme di questo dialogo
sincero, maturo e schietto.
Ha sottolineato l’importanza di sentirsi sempre dei
discepoli, cioè bisognosi di
essere educati e la necessità per ogni gruppo e comunità di “uscire fuori” dai
soliti luoghi di incontro per
diventare missionaria e
non rimanere bloccata in
uno sterile atteggiamento
autoreferenziale.
Silvia Barbero
Ricevuto pubblichiamo
Questa volta parlano i catechisti
Ritorna per l’undicesima
manifestazione l’evento
benefico firmato Asd
Olympia Piossasco insieme alla grande e solida collaborazione con la Onlus
“La Madonnina” di Candiolo, che per la terza volta
sensibilizzerà rispetto alla
propria attività di supporto
ed accoglienza verso i malati di tumore ed i loro famigliari, che sono costantemente accolti presso la
struttura candiolese.
Insomma, partecipare a
questo evento significherà
dare un contributo importante a questa buona e giusta causa.
E quale migliore occasione se non quella di partecipare ad i tornei di Calcio
a 5 o di Volley Misto?
Quattro le partite garantite, solo 130€ di iscrizione
a squadra e la possibilità
di trascorrere una divertente giornata all’insegna
dello sport.
Per le migliori squadre e
per i migliori atleti, saranno messi in palio trofei e
premi speciali.
Grande novità rispetto alle
passate edizioni, con
un’offerta libera si potrà
partecipare ad entusiasmanti Shoot-Out (unocontro-uno contro il solo
portiere) presso il campo
di Calcio a 5; al vincitore
un premio speciale.
Il parco del Centro Polisportivo di Piossasco accoglierà gli atleti nei momenti di pausa tra una gara
e l’altra, con la possibilità
di ristorarsi presso il barpizzeria Cento 45, sempre
aperto sia a pranzo che a
cena.
Per info ed iscrizioni entro il 6 Aprile 2014:
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Calcio a 5:
+393284931361 [email protected]
Volley Misto:
+393470049275
[email protected]
Ed il 18 Maggio 2014 si
torna di scena per la dodicesima edizione in favore dell’associazione
“ABC Piemonte” che
svolge attività di sostegno alle famiglie socie
affinché sia riconosciuto
ai bambini cerebrolesi il
diritto di vivere e curarsi, quando necessario,
nel proprio nucleo familiare.
Andrea Laruffa
Risposta a “I compromessi
che svuotano il catechismo”
L’articolo scritto da don Carlo su “Insieme” di Ottobre ci
interpella e richiede una riflessione. Abbiamo così pensato di pubblicare un pensiero condiviso tra catechisti.
Il catechismo non serve a
“fare dei cristiani”: nessuno
“fa” qualcun altro, il catechismo è proporre a persone che
lo chiedono (qualsiasi sia la
loro motivazione..) un annuncio, la “Buona Notizia”
che Dio si è fatto vicino a noi
con Gesù, che anche oggi ci
cerca, possiamo incontrarlo e
dà il senso più vero alla nostra vita. Sta poi ai destinatari, con la massima libertà,
scegliere cosa fare di questo
annuncio, se coltivare o meno questo seme che Dio ha
gettato in loro anche attraverso di noi, in “120 incontri in 6
anni in un clima di stanchezza e di scarsa disciplina”.
Non possiamo sempre quan-
tizzare, calcolare, distinguere
tra chi frequenta e chi no, tra i
bravi cristiani e i “lontani”.
Certo è giusto verificare se testimoniamo al meglio, se
usiamo i linguaggi e mezzi
più adatti alla realtà di oggi, ci
impegniamo molto in questo
che è uno dei problemi più rilevanti e attuali della catechesi. I ragazzi sono vivaci, ma
anche interessati, curiosi,
aperti, pronti a fare domande
e a discutere (magari fossero
un po’ più stanchi a volte!).
Ma la conoscenza che hanno
è poi così scarsa, rispetto a
quella che avevamo noi che
più che altro imparavamo
formule a memoria e regole
da rispettare per non “offendere Dio”?
Certo forse di dottrina sanno
meno, ma si lavora molto con
loro sulle Scritture: prima
parliamo di Gesù, aiutiamo a
conoscerlo, poi si potrà scegliere di volerlo incontrare.
Solo dopo averlo conosciuto
si potrà capire e vivere bene
quello che Lui e la sua Chiesa
ci propongono; allora non ci
si annoierà più a Messa!
è indubbio che la fede cristiana non è più vissuta e sentita
come in passato, che la maggior parte delle persone dimostra una apparente indifferenza, travolta com’è da una
cultura che propone una illusione di felicità, con ritmi e
stili di vita che sono in assoluto contrasto con il messaggio
evangelico.
Ma dovremmo forse rinunciare all’occasione di annunciare Gesù, perché chi chiede
un sacramento lo fa solo per
tradizione o per i regali?
Oppure metterci a selezionare e dividere in gruppi diversi
i ragazzi in base al tasso di
“cristianità” della loro famiglia?
Ci troviamo in quella situazione di “emergenza” che
papa Francesco ha descritto
benissimo con l’immagine
dell’ospedale da campo:
ecco, senza sembrare presuntuosi, noi catechisti cerchiamo di essere dei volenterosi infermieri in questo
ospedale da campo, e lo
facciamo con il cuore, impegno e serietà, e non con
noia; cerchiamo di vivere
soprattutto la vicinanza,
l’accoglienza e l’amore nei
confronti dei ragazzi e delle
persone che incontriamo
nel nostro servizio.
Se poi riusciamo anche a
piazzare qualche cerotto, a
disinfettare qualche ferita,
ben venga. Ma non sta a noi
valutare il risultato finale:
questo è un problema dello
Spirito Santo!
A volte le apparenze ci portano a pensare che molti genitori siano superficiali e che
abbiano a cuore solo un pezzo di carta dove c’è scritto
“Prima Comunione” o “Cresima”: in realtà, esiste in loro
il desiderio che i figli trovino
persone che li aiutino a far
chiarezza in se stessi e ad essere felici.
Per molti adulti può inoltre
essere un’occasione per riappropriarsi del proprio cammino di fede.
Per noi è sicuramente uno stimolo per essere più accoglienti e proprio attraverso
l’incontro con i genitori potremo rendere più efficiente
la catechesi verso i ragazzi;
tutti (adulti, bambini, ragazzi) hanno diritto a conoscere
Gesù, ad incontrarlo, a decidere di stare con Lui.
Commissione Catechesi
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Edizione numero 84 del 04/2014