APPUNTI PER UNA MONOGRAFIA SULLA VITA E LE OPERE DI BERNARDINUS PRUDENTI PITTORE DEL SEICENTO VENEZIANO A volte viviamo alcune ore guidati dalla stella della buona fortuna e, più che vivere, ci sembra di fare sogni meravigliosi. Nel pomeriggio del 27 febbraio 1962, una mia amica mi chiede di riaccompagnarla a Polignano a Mare (Bari) per alcune sue ricerche, onde completare un suo studio di storia dell'arte. Il tempo, ad un tratto, si fa cattivo : vento e pioggia; ma riusciamo a partire ugualmente per Polignano. Durante il viaggio torna la calma nell'aria e, cosa incredibile, il cielo, per il variare della nuvolosità e della luminosità, diventa tutto un gioco di colori : dal violetto velluto, al rosso, all'azzurro; il mare passa dal verde smeraldo, al verde chiaro; proprio come in alcuni 'dipinti di pittori pugliesi. Arrivati a Polignano facciamo la nostra solita visita ai, molto ospitali amici Turi, padre e figli, e quindi ci incamminiamo per la nostra meta : la Chiesa di Sant'Antonio da Padova (già di Santa Maria di Costantinopoli). La prima volta che siamo venuti a questa Chiesa, per vedere un quadro attribuito al Padovanino, fu di Domenica sera. Era tutto chiuso; ma, con la incoscienza di chi vuole tentare tutto, ci intruf olammo nel Chiostro dell'Ospedale (ex-Convento) e, sotto sotto il portico, arrivammo ad una . porticina che dava nel presbiterio della nostra Chiesa. Aprimmo, entrammo, cercammo gli interruttori per illuminare la Chiesa : tutto con ordine e devozione, come se fossimo dei sagrestani. E, dopo un fortunato ritrovamento, che non sto qui a descrivere perchè appartiene alla mia amica, ci fermammo ad osservare tutto ciò che poteva sembrare degno di nota. 'Ci colpì subito il quadro (fig. 1) posto nella testata della navata destra. La mia compagna di escursione rimase meravigliata per i due fori fatti alla tela allo scopo di fare passare la luce di una finestra nascosta dietro il quadro. Io, invece, corsi ad osservare lo stemma gentilizio del committente dipinto sulla tela in basso a sinistra (figura 2), e chiesi se, nell'opuscolo (12), prestato dal gentile scrittore Cosimo Turi di Polignano, ne fosse citato il nome. La mia amica lesse: ...« Entrata dei Leto in Polignano (?) contrassegnato da un segno inintelligibile ». Non mi pare un dipinto del Settecento (perché i :3 Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina) a cura di IMAGO - Lecce Leto sono stati feudatari di Polignano dal 1715 al 1796); cerco il « segno inintelligibile », ma la poca luce ci fa rinunziare a capire di più: anche il soggetto non ci è chiaro. Intanto, mentre ci allontaniamo, penso a due cose : allo stemma e al bel particolare di una figura a destra con 1. « Martirio dei 23 Frati Francescani a Nagasaki» di B. Prudenti, Chiesa di Sant'Antonio, Polignano a Mare (Bari). Foto Archivio fam. Gambacorta, Bari. baffi e barbetta all'orientale (figura 3). Ma poi, tornati al quadro che interessava la mia amica, la mente si occupò d'altro, specialmente di una vecchietta, quasi centenaria, popolana e affabilissima, che, nel frat4 Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina) a cura di IMAGO - Lecce tempo, era entrata in Chiesa per recitare le sue preghiere e che si preoccupava di vedermi su di una scala a pioli : « No, miniane, ancòre cate! ». E così, tornati a Bari, non pensai più al quadro. Nel pomeriggio del 27, però, siamo più fortunati, riusciamo ad illuminare ,di più la Chiesa. Dopo aver rivisto quanto interessa alla mia amica, mi ricordo del quadro e del signore con i baffi e la bar- 2. « Stemma gentilizio dei Radolovich » (particolare della fig. 1). betta e ritorno ad osservarlo. Ricerco il « segno inintelligibile » e mi sembra di averlo trovato; ed ecco che, con la luce di una candelina e , togliendo con ogni cautela lo strato di polvere„scopriamo, in basso a destra (figura 4): BERN: NUS PRUDETI; quindi BERN(ARD1)NUS PRUDE(N)TI. Non so come, ma questo nome mi fa ricordare subito la Chiesa di Santa Maria della Salute in Venezia. La mia amica, però, dice che codesta Chiesa è opera di Baldassarre Longhena. Ed 5 Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina) a cura di IMAGO - Lecce io : -- Del Seicento, appunto, non del Settecento : questo quadro e del Seicento; lo stemma non è dei Leto. Guardiamo la lastra tombale posta nel presbiterio che porta lo stesso stemma e leggiamo che 3. « Dignitario orientale » (particolare della fig. 1). è della famiglia Radolovich, feudataria di Polignano dal 1604 al 1719. Allora ricordiamo che nella stessa Chiesa , di Sant'Antonio (e non nella Chiesa dell'Assunta, come C. Semenzato scrive in « Arte Veneta » del 1957; studioso che, ci dispiace dirlo, sbaglia anche il soggetto del 4. Firma di « Bernardinus Prudenti » (particolare della fig. 1). quadro) c'è il dipinto attribuito al Padovanino (Alessandro Varotari, 1588-1648), un pittore veneto del Seicento. Lo rivediamo ed ecco che porta, in basso al centro, lo stesso stemma gentilizio dei Radolovich 6 Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina) a cura di IMAGO - Lecce (e così risolviamo anche il desiderio di C. Semenzato di sapere dallo stemma la casata del committente; mentre il soggetto del dipinto : « La Madonna e Gesubambitto co:i San Biagio e San Vita ». In quanto al soggetto del quadro di Bernardinus Prudenti anche questa volta non è troppo chiaro; però cominciamo a vedere: « alcuni dignitari orientali — Saraceni? Giapponesi? — che assistono, mentre alcuni uomini in casacca rossa legano alle croci i Frati francescani, in alto quattro angioletti con palme »; quindi « Martirio di Frati francescani» o « Incursione saracena o giapponese ad un Convento Francescano ». Ad ogni modo dico alla mia amica di prendere appunti per un articolo, ed ella molto gentilmente mi invita a farlo da me. Io accetto. Né, questa volta, un gruppo di ragazzine che stanno facendo le prove di una farsa dialettale a soggeto sotto il portico del Chiostro con le loro gaie trovate e risate mi fa dimenticare che, appena a Bari, devo vedere fra i miei libri e i miei appunti chi è questo pittore Bernardinus Prudenti (19 e 20). La prima notizia che abbiamo di Bernardinus Prudenti è quella che egli stesso ci dà in un documento (1) pubblicato da R. Bratti (11) : « Ser(enissi)mo Prencipe. Dal Magistrato della Sanità (di Venezia) fui chiamato io Bernardin Prudenti Pittor l'anno 1631, et quei Ill(ustrissi)mi et Ecc(ellentissi)mi S(igno)ri Prov(vedito)ri et sopra Prov(vedito)ri mi commissero che formasi un quadro, per esser riposto nella Nuova Chiesa di S(anta) Maria della Salute (in Venezia), che dovesse rappresentare « la liberatione della Città (di Venezia) dalla horribile oppressione contaggiosa (peste), mediante l'intercessione della Beatissima Vergine ». Incontrai con il solito della mia riverenza i publici comandamenti, et ne fu veduto l'abbozzo il medesimo anno il giorno della liberatione nella publica piazza, che poi per un lungo corso di tempo continuata l'opera, et dàttogli l'ultima mano, se ne sta hora esso quadro nella sudetta Chiesa, per dover esser posto in luoco opportuno, d'altezza piedi 22, et 19 in circa de lar ghezza, (Venezia) 15 Maggio 1638 ». In un altro documento del 25 Aprile 1638 è scritto che « la opera fatta dal Sig(no)r Bernardin Prudenti » è « opera , dègnia d'onore et -anco •per cocentia meriti almeno ducati seicento non computando in questi né azuro oltremarin né tella ». Ed in quello del « 12 Zugno 1638 » è detto che Bernardino Prudenti avuto 50 ducati « a conto di esso (dipinto), ricercati da lui del dovuto pagamento, suponendo che poco gli dovesse avanzare, non sapendo di quanto fosse la sua pretensione (noi Provveditori della Sanità di Venezia) , terminassimo che fosse veduto da Periti Principali Pittori, cavati a sorte, quali lo hanno giudicato di prezzo ducati seicento come dalla stima che inserta le mandiamo. Questo prezzo che 7 Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina) a cura di IMAGO - Lecce con nova stima poco crediamo che possa esser diminuito, sì come eccede di gran longha il denaro che in Cassa per ordinario teniamo,., così non ci è parso bene di passar più oltre senza il beneplacito della S.V., trattandosi massime di somma così grande... ». E l'ultimo documento pubblicato sempre dal Bratti è del «1639, 8 Zugno, in Pregadi. — Restando il pittor Bernardino Prudenti creditore del prezzo del quadro da voto che fece d'ordine dei Proved(ito)ri alla Sanità l'anno della contagione per esponerlo il giorno della liberatione della Città, il quale annualmente viene pur esposto nella Nuova Chiesa di S(an)ta Maria della Salute... ». Da quanto abbiamo riportato risulta che Bernardino Prudenti nel 1631 ha la commissione di dipingere una tela (alta 22 piedi e larga 19) raffigurante « La Vergine che libera Venezia dalla peste », ed in poco tempo la dipinge tanto che viene esposta annualmente nella Chiesa di Santa Maria della Salute in Venezia. Sappiamo anche che il dipinto fu giudicato « opera dègnia d'onore » e «di prezzo» di una «somma così grande... di ducati seicento» da una commissione di « Periti Principali Pittori, cavati a sorte ». Quindi B. Prudenti è stato almeno ai suoi tempi un pittore abbastanza stimato. Il Thieme-Becker (14) lo dice « Maler von Venedig, 1631-1694 ebda dtig » (Pittore di Venezia, 1631-1694 quivi operoso), ma non siamo riusciti a consultare tutta la bibliografia citata per sapere da dove è stata ricavata la data 1694. Quindi se la data 1694 è certa dobbiamo dire che B. Prudenti è nato nei primi del Seicento. La sua formazione artistica è certamente l'ambiente veneziano : sia quando copia « assai diligentemente da Tiziano » (2), sia quando fa parte della scuola dei Varottari (7), sia infine quando dipinge ritratti come quello del « Sultano Solimano Primo » nel Kunstmuseum di Diisseldorf (figura 5). Dipinti ancora reperibili. I. ~ Poiché i dipinti ancor oggi reperibili non tutti sono datati e poiché non abbiamo documenti per datarli, ad eccezione del quadro votivo di Santa Maria della Salute, viene spontaneo iniziare la nostra descrizione dal « Cristo alla colonna » (cm. 80 per 60) che già il Boschini (2) disse essere opera di B. Prudenti « copiata assai diligentemente da uno di Tiziano » e che si conservava « coperta da uno specchio » nella Sagrestia della Chiesa di San Trovaso (già dei Santi Gervasio e Protasio) in Venezia; e così viene riportato da Zanotto (9). Ma il Thieme-Becker (14) citandolo diceva che le recenti guide storiche e artistiche di Venezia non lo riportavano più. Invece, ci scrive M. Zanetti (18), che attualmente questo dipinto si trova nell'ufficio del Parroco Don Mario Greatti presso la Chiesa di San Trovaso e che è stato pulito da non molto. 8 Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina) a cura di IMAGO - Lecce 11. - « La Vergine in gloria che libera Venezia dalla peste con i Santi Rocco, Sebastiano, Marco e Lorenzo Giustiniani », olio su tela (ridotto in seguito a cm. 260 per 500). Di questo quadro si può ricostruire la storia fin dalla commissio- 5. « Ritratto del Sultano Solimano Primo » di B. Prudenti, Kunstmuseum, Diisseldorf (Germania), Foto Landesbildstelle Rbeinland, Diisseldorf. ne avuta nel 1631 dal Magistrato alla Sanità pubblica .di Venezia, nella quale era specificato anche il soggetto, •cioè « la Vergine e i Santi ,Protettori che avevano liberato Venezia dalla , peste ». Sappiamo che fino al 1639 era in un luogo provvisorio nella Chiesa di Santa Ma9 Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina) a cura di IMAGO - Lecce ria della Salute e che annualmente veniva esposto in Piazza (11). Da una nota di Zanetti (7) sappiamo che « fu esposto all'aria nel giorno della Consacrazione della Chiesa - 9 Novembre 1687 - ». Il Thieme-Becker (14) citandolo come Votivbild (quadro votivo) diceva che le recenti guide storiche e artistiche di Venezia non lo riportavano più. Invece, dietro nostre indicazioni, ci scrive M. Zanetti (18) che ha trovato il quadrone nella Chiesa di Santa Maria della Salute, ritenuto dai custodi come opera del Liberi; situato in una posizione quasi inaccessibile all'occhio, ad un'altezza di circa 12 metri dal suolo del presbiterio; e che il quadro è slavato dal tempo con un grande cornicione. III. - « San Giuseppe con la Madonna e Gesubambino », dipinto che il Boschini (2) aveva visto nella Sala del Magistrato de' XX Savi del Corpo del 'Senato in Palagio di San Marco in Venezia, e che abbiamo identificato con « La Sacra Famiglia », olio su tela, con i tre stemmi delle famiglie Renier, Michiel e Tiepolo, e con la data : MDCXXXVII; attualmente nella Sala dei Filosofi nel Palazzo Ducale in Venezia. L'inventario del 1924 lo riporta come scuola del Palma; ma il confronto stilistico, fra questo dipinto e quello in Puglia, non lascia dubbi : notevole il bel San Giuseppe , (in una foto del 1937, prima del restauro) che rivive meravigliosamente nel volto ispirato di un Frate nel « Martirio » a Polignano. IV. - « Il Padreterno in gloria fra gli Angeli e Sant'Albano con i Santi diaconi Domenico ed Orso patroni di Burano », olio su tela centinata, firmata e datata : (B) PRVDENTI F(ECIT) - MDCXXXVIII, con caratteri identici a quelli deì dipinti di Polignano e del Palazzo Ducale, e restaurata nel 1860; ancora sull'altare in fondo alla navata sinistra della Chiesa di San Martino in Burano, come già aveva scritto il Boschini (2). V. - « San Rocco con i Santi Sebastiano e Antonio abate », olio su tela centinata; ancora sul primo altare a sinistra della Chiesa di San Martino in Burano (2). VI. - « La Trinità con Santa Teresa in gloria e Sante in adorazione », dipinto su tela, sul primo altare sinistro, nella Chiesa di Santa Maria del Carmine, Venezia (5). VII. - « Martirio dei 23 Frati Francescani a Nagasaki », (figura 1) olio su tela (m. 2,95 per 2,08), firmato : BERN(ARDI)NUS PRUDE(N)TI (figura 4), nella Chiesa di Sant'Antonio da Padova (già di Santa Maria di Costantinopoli) in Polignano a Mare (Bari). Per ora, 'l'unica citazione che abbiamo dì questo quadro, scoperto il 27 Febbraio 1962 da A. Gambacorta e M. Calò, è in Galizia (12), dove il nostro dipinto è detto a ragione « di qualche pregio », occupante il fondo della navata destra della Chiesa di Sant'Antonio in Polignano 10 Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina) a cura di IMAGO - Lecce e raffigurante, questo erroneamente, « L'entrata dei Leto in Polignano (?) » e « contrassegnato da un segno inintelligibile »; mentre ora possiamo dire che il quadro raffigura « Martirio dei 23 Frati Francescani a Nagasaki (5 febbraio 1597) », olio su tela, firmato (figura 4), con in basso a sinistra dipinto lo stemma gentilizio dei Radolovich (figura 2) committenti del quadro. Lo stato di conservazione è discreto ad eccezione della polvere e del latte di calce che in qualche parte lo nasconde e dei due fori, come abbiamo detto, praticati in alto sulla tela. E' un dipinto a nostro 'giudizio di straordinario valore storico : oltre ad indicarci ancor meglio la continuità anche nel Seicento di opere venete in Puglia, sembra, fra l'altro, sia oggi l'unica opera reperibile, originale e firmata di B. Prudenti lontana dalla sua patria; ed è anche di un certo pregio artistico, considerando quei particolari abbastanza chiari, come le stupende teste, e specialmente il volto del dignitario orientale posto a destra del quadro (figura 3), che ricorda il ritratto di Diisseldorf (figura 5), l'altro (Fazamburo, governatore di Nagasaki) al centro, che ci fa vedere quale ottimo ritrattista è B. Prudenti, e la resa dei vestiti dei ceffi che stanno legando alle croci i Frati, e tutto ,l'insieme che ricorda il « Martirio dei Frati Minori a Nagasaki » di Francesco Maffei nella Chiesa di San Francesco a Schio. Certamente è nostro vivo desiderio vedere questo importante dipinto degnamente restaurato (se è possibile dall'ufficio del restauro di Venezia), studiato ed esposto nella « Mostra d'Arte in Puglia dal IV al XVIII secolo » che il dott. Michele D'Elia e la dott.ssa Paola Barocchi stanno preparando per la primavera del prossimo anno a Bari. Intanto ci ripromettiamo di fare ancora delle ricerche per trovare qualche documento dell'epoca con il desiderio di portare un po' di luce alla storia della cultura del Seicento in Puglia; mentre ora siamo lieti di pubblicare su « La Zagaglia » questo nostro primo contributo per una monografia su « la vita e le opere di Bernardinus Prudenti, pittore del Seicento Veneziano » (17, 18, 19, 20, 21, 22). VIII. - « Il Sultano Solimano Primo » ritratto, olio su tavola (cm. 61 per 44), nel Kunstmuseum di Diisseldorf (Germania). Lo Schaarchmidt (10), il Klapheck (13) e quindi il Thieme-Becker (14) ed il Bénézit (15) registrano questo ritratto come opera dí B. Prudenti senz'altra notizia. La dott.ssa Irene Markowitz (che qui ringraziamo per le preziose notizie e fotografie che ci ha gentilmente inviato) ci scrive (17) che questo quadro proviene dalla Akademiesammlung di Dlisseldorf (presso la quale non è conservato alcun documento di provenienza dei quadro) e che ella ritiene questo dipinto una copia del XVIII secolo dal Prudenti; anche se sul rovescio della tavola (oltre a due sigilli : « G. R. ACCADEMIA DI MILANO + PER L'ESPORTAZIONE » con Provincia di Lecce - Media teca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina) a cura di IMAGO - Lecce l'Aquila Austriaca con al centro « F.I. » (fig. 6), e l'altró sigillo con due stemmi (figura 7), che noi crediamo, una volta studiati, possono chiarirci . la provenienza italiana) è segnato con caratteri moderni: « Bernardino Prudenti fecit » (figura 8); ciò nonostante è bene notare come 6. Sigillo « G. R. ACCADEMIA DI MILANO - PER L'ESPORTAZIONE -» con l'aquila Austriaca con al centro « F. I. posto sul rovescio del dipinto di cui alla fig. 5. 7. Sigillo con due stemmi, posto sul rovescio del dipinto di cui alla fig. 5. Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina) a cura di IMAGO - Lecce questo ritratto del « Sultano Solimano Primo » ci ricorda quello di « Tommaso Mosti » di Tiziano Vecellio nella Galleria Pitti di Firenze. Dipinti non più reperibili o da rintracciare. IX. - Il Moschini (7) scrive che per « chi entra nell'ex-refettorio del Seminario ,di Santa Maria della Salute in Venezia vi trova alla destra, cominciando dalla porta... il quarto dipinto « L'Annunciazione », con ritratto altro divoto confrate della scuola dei Varottari, donde ci venne; dipinto che ci sembra del Prudenti». M. Zanetti (18), invece, ci scrive che « né molto credo di trovare in Seminario nell'ex-refettorio dopo tanti ed importanti lavori di risistemazione avvenuti anche in questo secolo ». Quindi di questo dipinto si sono perdute le tracce. X. - Il Boschini (2) scrive che nella Chiesa di San Simone Grande (già di San Simeone Profeta) in Venezia, « a sinistra, tavola di San Valentino con "Beata Vergine in aria e molti Angeli ed abbasso il Santo (Valentino) all'Altare" dipinto di B. Prudenti ». Lo Zanotto (9) lo dice « pala... al quarto altare a sinistra ». Il Thieme-Becker (14) citandolo dice che le recenti guide storiche e artistiche di Venezia non lo riportano più. • M. Zanetti (18) ci scrive: « infruttuoso del tutto è stata la visita a San Simone Profeta. Il quadro non esiste più, né il Parroco Mons. Dell'Andrea ne sa nulla. Sa soltanto che tre anni or sono, in occasione della mostra a Ca' Pesaro del Seicento a Venezia " è stato richiesto in proposito dall'organizzazione di tale Mostra ma non poteva dare alcuna informazione anche in quella occasione. Mi aveva promesso di telefonarmi se avesse 'potuto esperire 'qualcosa, ma non avendolo fatto credo che non abbia potuto trovare nulla, nemmeno a San 'Zar' Decolla, succursale alla Parrocchia ». XI-XIV. - Il Moschini (5) scrive: « I due Angioli ne' quadri laterali all'altare (di 'San Carlo, nella 'Chiesa di Santa Maria del Carmine, Venezia) sono di B. Prudenti, del quale pittore sembra pure il quadro di « San (Carlo) Borromeo » sopra l'altare medesimo », e ancora (4 bis), parlando della Chiesa di Santo Stefano in Murano, ora distrutta, scrive: « subito dopo questa capella si vede un ampio quadro con la manna nel deserto, opera secondo il Boschini, di B. Prudenti ». Il Gallicciolli (2 bis), narrando dei pittori che operano in San Cassiano, scrive: « B. Prudenti. Di esso sono due quadri laterali nella cappella della Visitazione, nella Chiesa di Sant'Elisabetta in San Cassiano »; 1:1 Provincia di Lecce - Media teca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina) a cura di IMAGO - Lecce ed il Cicogna (5 bis) dice : « Vi erano pitture di B. Prudenti » nella Chiesa di Sant'Agostino in Venezia, ora distrutta. Durante la correzione delle bozze abbiamo cercato, con l'aiuto dell'ottimo amico dott. Bruno Nogara di Venezia, di aggiornare per quanto ci è stato possibile questi nostri appunti; come appare dallo 8. Firma « bernardino Prudenti fecit », posta sul rovescio di cui alla fig. 5. stesso titolo, questo è soltanto un nostro primo contributo per la conoscenza della vita e delle opere di B. Prudenti, pertanto saremo grati a quanti vorranno collaborare segnalandoci eventuali altre notizie edite o inedite su questo pittore del Seicento Veneziano degno di essere conosciuto. 14 Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina) a cura di IMAGO - Lecce BIBLIOGRAFIA CONSULTATA E DA CONSULTARE 1. Manoscritti del 1638-1639: a) - Dichiarazione di stima del quadro de « la Madonna della Salute» di B. Prudenti fatta da S. Perenda ed altri, Venezia 25 aprile 1638. Archivio di Stato, Venezia, Zecca 1639, Senato I, filza 41. b) - Copia della supplica del Sig. B. Prudenti al Ser. Prencipe di Venezia per il saldo del pagamento del quadro de « La M. della Salute », 15 maggio 1638. A. S. V., Zecca 1639, Senato I, filza 41. c) - A. Contarini ed altri notificano al Ser. Prencipe di Venezia la supplica del pittor B. Prudenti, Venezia dalla Sanità, li 12 Zugno 1638, A. S. V., Zecca 1639, Senato I, filza 41. d) '- G. Michiel ed altri notificano al Ser. Prencipe di Venezia la supplica del pittor B. Prudenti, A. S. V., Zecca 1639, Senato I, filza 41. e) - F. Sarotti, ordinazione del saldo del pagamento del quadro de « La Madonna della Salute » di B. Prudenti, Venezia 8 Zugno 1639. A. S. V., Zecca 1639, Senato I, filza 41. Questi cinque documenti sono stati da noi consultati in originale, perché precedentemente pubblicati solo ín parte. Vedi: Bratti R. — DE VESCOVI A., Lettera ad un amico. Vedi in: Gallicciolli G. S. e in: Piva 1/. — BOSCHINI MARCO, Le miniere..., p. 520. 2. BOSCHINI M., Descrizione di tutte le pubbliche pitture della Città di Venezia e Isole circonvicine (con aggiunte di A. M. Zanetti), Tip. P. Bassaglia, Venezia 1773, pp. 130, 142, 346, 433, 462, 463 ,500. 2bis. GALLICCIOLLI G. S., Dalle memorie Venete, Venezia 1735, L. I, n. 814; T. VI, p. 200, 207 n. 181. 3. COCHIN C. N., Voyage d'Italie, Chez C. A. Jombert, Paris 1769, T. I1Ie, p. 132. 4. Ftissu J. R., Allgemeines Kiinstlerlexicon, Ziirich 1779, S. 528. 4bis. MOSCHINI GIANNANTONIO, Guida per l'isola di Murano, Venezia 1808, p. 49. 5. MOSCHINI G., Guida per la città di Venezia, Tip. Alvisopoli, Venezia 1815, pp. 105, 130, 133, 256, 259, 293-294, 335, 450, 451, 620. 5bis. CICOGNA E. A., Delle iscrizioni veneziane, Venezia 1830, Vol. III, p. 6. 6. MOSCHINI G., Nuova guida, 1834. 7. MOSCHINI G., La Chiesa e il Seminario di Santa Maria della Salute in Venezia, Tip. G. Antonelli, Venezia 1842, pp. 40, 127-128, 174. 8. NAGLER G. K., Neues allgemeines KiMstler-Lexicon, Verlag von E. A. Fleischmann, Miinchen 1842, Bd. XII, S. 97. 9. ZANOTTO F., Nuovissima guida di Venezia e delle isole della sua laguna, Tip. Brizeghel, Venezia 1856, p. 404. 10. SCHAARSCHMIDT F., Kijnigliche Kunstakadentie zu Dússeldorf, Verzeichnis der Gemuilde, Diisseldorf 1901, Nr. 104. BRATTI RICCIOM, Notizie d'arte e di artisti. In « Nuovo Archivio Veneto », Venezia 1915, pp. 471-474. Inventario del 1924, Palazzo Ducale di Venezia. -12. GALIZIA IGNAZIO, Ricerche storiche sulla terra di Polignano a Mare, Tip. B. D'Errico, Manduria 1924, Fasc. I, p. 32. 11. 15 Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina) a cura di IMAGO - Lecce 13. KLAPHECK RICHARD, Die Kunstsammlungen in der Staatlichen Kunstakademie zu Diisseldorf, Diisseldorf, 1928, S. 121. — PIVA V., Il Tempio della Salute eretto per voto de la Repubblica Veneta: 26 ottobre 1630, Ed. Lib. Emiliana, Venezia 1930, pp. 41-43, 95-97, fig. a p. 43. 14. THIEME U. - BECKER F., Allgemeines Lexikon der Bildenden Kiinsiler, Verlag von E. A. Seemann, Leipzig 1933, Bd. XXVII, S. 431. — LORENZETTI GIULIO, Venezia e il suo estuario, Ist. Poligrafico dello Stato, Roma 1956, pp. 540, 896. — MURAR° MICHELANGELO, A new guide to Venice and her islands, Arnaud Publisher, Firenze 1956, pp. 339, 382, 447. 15. BÉNÉZIT E., Dictionnaire critique et documentaire des Peintres, Sculpteurs, Dessinateurs ei Graveurs, Lib. Saint-Ouen (Seine) 1957, T. VII, p. 40. 16. SEMENZATO CAMILLO, Un Padovanino ed un Celesti in Puglia. In « Arte Veneta » Rivista di Storia dell'Arte, Venezia, A. XI (1957), pp. 213-215, fig. 224. 17. MARKOWITZ IRENE, Lettere da Diisseldorf del 13 Marz e dell'8 Aprii 1962. Archivio fam. Gambacorta, Bari. 18. ZANETTI MARCELLO, Lettera da Venezia del 21 Marzo 1962. Archivio fam. Gambacorta, Bari. 19. GAMBACORTA ANTONIO, Un dipinto del pittore del Seicento Veneziano, Bernardinus Prudenti, scoperto a Polignano a Mare. In « La Voce Pugliese » quindicinale di Bari, A. II, N. 5-6, del 5 Aprile 1962, p. 3, con figura. 20. GAMBACORTA A., Un dipinto del pittore del Seicento Veneziano Bernardinus Prudenti scoperto a Polignano a Mare. In « Il Salotto Culturale » giornale di Bari, A. IV-V (1961-1962), N. 1 (7), pp. 1-4, ff. 1-2. 21. GAMBACORTA A., Scoperta a Polignano a Mare una tela (« Martirio di Frati francescani » di B. Prudenti) del Seicento Veneziano. In « Il Tempo » quotidiano di Roma, A. XIX, N. 102, del 13 Aprile 1962, p. 4, con figura. 22. GAMBACORTA A., Appunti per una monografia sulla vita e le opere di B. Prudenti, pittore del Seicento Veneziano. In « La Zagaglia » Rassegna di lettere, scienze ed arti, Lecce, A. V (1963), N. 17, pp. 3-16, ff. 1-8. ANTONIO GAMBACORTA 16 Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina) a cura di IMAGO - Lecce