APPUNTI PER UNA MONOGRAFIA SULLA VITA E LE OPERE DI
BERNARDINUS PRUDENTI
PITTORE DEL SEICENTO VENEZIANO
A volte viviamo alcune ore guidati dalla stella della buona fortuna
e, più che vivere, ci sembra di fare sogni meravigliosi.
Nel pomeriggio del 27 febbraio 1962, una mia amica mi chiede di
riaccompagnarla a Polignano a Mare (Bari) per alcune sue ricerche,
onde completare un suo studio di storia dell'arte. Il tempo, ad un
tratto, si fa cattivo : vento e pioggia; ma riusciamo a partire ugualmente per Polignano. Durante il viaggio torna la calma nell'aria e, cosa incredibile, il cielo, per il variare della nuvolosità e della luminosità, diventa tutto un gioco di colori : dal violetto velluto, al rosso,
all'azzurro; il mare passa dal verde smeraldo, al verde chiaro; proprio come in alcuni 'dipinti di pittori pugliesi.
Arrivati a Polignano facciamo la nostra solita visita ai, molto
ospitali amici Turi, padre e figli, e quindi ci incamminiamo per la
nostra meta : la Chiesa di Sant'Antonio da Padova (già di Santa Maria di Costantinopoli).
La prima volta che siamo venuti a questa Chiesa, per vedere
un quadro attribuito al Padovanino, fu di Domenica sera. Era tutto
chiuso; ma, con la incoscienza di chi vuole tentare tutto, ci intruf olammo nel Chiostro dell'Ospedale (ex-Convento) e, sotto sotto il portico, arrivammo ad una . porticina che dava nel presbiterio della nostra Chiesa. Aprimmo, entrammo, cercammo gli interruttori per illuminare la Chiesa : tutto con ordine e devozione, come se fossimo dei
sagrestani. E, dopo un fortunato ritrovamento, che non sto qui a
descrivere perchè appartiene alla mia amica, ci fermammo ad osservare tutto ciò che poteva sembrare degno di nota.
'Ci colpì subito il quadro (fig. 1) posto nella testata della navata destra. La mia compagna di escursione rimase meravigliata per i due
fori fatti alla tela allo scopo di fare passare la luce di una finestra
nascosta dietro il quadro. Io, invece, corsi ad osservare lo stemma
gentilizio del committente dipinto sulla tela in basso a sinistra (figura 2), e chiesi se, nell'opuscolo (12), prestato dal gentile scrittore
Cosimo Turi di Polignano, ne fosse citato il nome. La mia amica
lesse: ...« Entrata dei Leto in Polignano (?) contrassegnato da un segno inintelligibile ». Non mi pare un dipinto del Settecento (perché i
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Leto sono stati feudatari di Polignano dal 1715 al 1796); cerco il « segno
inintelligibile », ma la poca luce ci fa rinunziare a capire di più: anche
il soggetto non ci è chiaro. Intanto, mentre ci allontaniamo, penso a
due cose : allo stemma e al bel particolare di una figura a destra con
1. « Martirio dei 23 Frati Francescani a Nagasaki» di B. Prudenti, Chiesa di Sant'Antonio, Polignano a Mare (Bari). Foto Archivio fam. Gambacorta, Bari.
baffi e barbetta all'orientale (figura 3). Ma poi, tornati al quadro che
interessava la mia amica, la mente si occupò d'altro, specialmente di
una vecchietta, quasi centenaria, popolana e affabilissima, che, nel frat4
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tempo, era entrata in Chiesa per recitare le sue preghiere e che si
preoccupava di vedermi su di una scala a pioli : « No, miniane, ancòre
cate! ». E così, tornati a Bari, non pensai più al quadro.
Nel pomeriggio del 27, però, siamo più fortunati, riusciamo ad
illuminare ,di più la Chiesa. Dopo aver rivisto quanto interessa alla
mia amica, mi ricordo del quadro e del signore con i baffi e la bar-
2. « Stemma gentilizio dei Radolovich » (particolare della fig. 1).
betta e ritorno ad osservarlo. Ricerco il « segno inintelligibile » e mi
sembra di averlo trovato; ed ecco che, con la luce di una candelina e ,
togliendo con ogni cautela lo strato di polvere„scopriamo, in basso a
destra (figura 4): BERN: NUS PRUDETI; quindi BERN(ARD1)NUS
PRUDE(N)TI. Non so come, ma questo nome mi fa ricordare subito
la Chiesa di Santa Maria della Salute in Venezia. La mia amica,
però, dice che codesta Chiesa è opera di Baldassarre Longhena. Ed
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io : -- Del Seicento, appunto, non del Settecento : questo quadro e
del Seicento; lo stemma non è dei Leto. Guardiamo la lastra tombale posta nel presbiterio che porta lo stesso stemma e leggiamo che
3. « Dignitario orientale »
(particolare della fig. 1).
è della famiglia Radolovich, feudataria di Polignano dal 1604 al 1719.
Allora ricordiamo che nella stessa Chiesa , di Sant'Antonio (e non nella Chiesa dell'Assunta, come C. Semenzato scrive in « Arte Veneta »
del 1957; studioso che, ci dispiace dirlo, sbaglia anche il soggetto del
4. Firma di « Bernardinus Prudenti » (particolare della fig. 1).
quadro) c'è il dipinto attribuito al Padovanino (Alessandro Varotari,
1588-1648), un pittore veneto del Seicento. Lo rivediamo ed ecco che
porta, in basso al centro, lo stesso stemma gentilizio dei Radolovich
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(e così risolviamo anche il desiderio di C. Semenzato di sapere dallo
stemma la casata del committente; mentre il soggetto del dipinto :
« La Madonna e Gesubambitto co:i San Biagio e San Vita ».
In quanto al soggetto del quadro di Bernardinus Prudenti anche
questa volta non è troppo chiaro; però cominciamo a vedere: « alcuni dignitari orientali — Saraceni? Giapponesi? — che assistono, mentre
alcuni uomini in casacca rossa legano alle croci i Frati francescani, in
alto quattro angioletti con palme »; quindi « Martirio di Frati francescani» o « Incursione saracena o giapponese ad un Convento Francescano ». Ad ogni modo dico alla mia amica di prendere appunti per
un articolo, ed ella molto gentilmente mi invita a farlo da me. Io
accetto. Né, questa volta, un gruppo di ragazzine che stanno facendo le prove di una farsa dialettale a soggeto sotto il portico del Chiostro con le loro gaie trovate e risate mi fa dimenticare che, appena
a Bari, devo vedere fra i miei libri e i miei appunti chi è questo pittore Bernardinus Prudenti (19 e 20).
La prima notizia che abbiamo di Bernardinus Prudenti è quella
che egli stesso ci dà in un documento (1) pubblicato da R. Bratti
(11) : « Ser(enissi)mo Prencipe. Dal Magistrato della Sanità (di Venezia) fui chiamato io Bernardin Prudenti Pittor l'anno 1631, et quei
Ill(ustrissi)mi et Ecc(ellentissi)mi S(igno)ri Prov(vedito)ri et sopra
Prov(vedito)ri mi commissero che formasi un quadro, per esser riposto
nella Nuova Chiesa di S(anta) Maria della Salute (in Venezia), che dovesse rappresentare « la liberatione della Città (di Venezia) dalla horribile oppressione contaggiosa (peste), mediante l'intercessione della Beatissima Vergine ».
Incontrai con il solito della mia riverenza i publici comandamenti, et ne fu veduto l'abbozzo il medesimo anno il giorno della liberatione nella publica piazza, che poi per un lungo corso di tempo continuata l'opera, et dàttogli l'ultima mano, se ne sta hora esso
quadro nella sudetta Chiesa, per dover esser posto in luoco opportuno, d'altezza piedi 22, et 19 in circa de lar ghezza, (Venezia) 15 Maggio 1638 ».
In un altro documento del 25 Aprile 1638 è scritto che « la opera
fatta dal Sig(no)r Bernardin Prudenti » è « opera , dègnia d'onore et
-anco •per cocentia meriti almeno ducati seicento non computando in
questi né azuro oltremarin né tella ».
Ed in quello del « 12 Zugno 1638 » è detto che Bernardino Prudenti avuto 50 ducati « a conto di esso (dipinto), ricercati da lui del
dovuto pagamento, suponendo che poco gli dovesse avanzare, non
sapendo di quanto fosse la sua pretensione (noi Provveditori della
Sanità di Venezia) , terminassimo che fosse veduto da Periti Principali
Pittori, cavati a sorte, quali lo hanno giudicato di prezzo ducati seicento come dalla stima che inserta le mandiamo. Questo prezzo che
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con nova stima poco crediamo che possa esser diminuito, sì come
eccede di gran longha il denaro che in Cassa per ordinario teniamo,.,
così non ci è parso bene di passar più oltre senza il beneplacito della S.V., trattandosi massime di somma così grande... ».
E l'ultimo documento pubblicato sempre dal Bratti è del «1639,
8 Zugno, in Pregadi. — Restando il pittor Bernardino Prudenti creditore del prezzo del quadro da voto che fece d'ordine dei Proved(ito)ri alla Sanità l'anno della contagione per esponerlo il giorno della liberatione della Città, il quale annualmente viene pur esposto nella
Nuova Chiesa di S(an)ta Maria della Salute... ».
Da quanto abbiamo riportato risulta che Bernardino Prudenti nel
1631 ha la commissione di dipingere una tela (alta 22 piedi e larga 19)
raffigurante « La Vergine che libera Venezia dalla peste », ed in poco
tempo la dipinge tanto che viene esposta annualmente nella Chiesa di Santa Maria della Salute in Venezia.
Sappiamo anche che il dipinto fu giudicato « opera dègnia d'onore » e «di prezzo» di una «somma così grande... di ducati seicento» da
una commissione di « Periti Principali Pittori, cavati a sorte ». Quindi B. Prudenti è stato almeno ai suoi tempi un pittore abbastanza
stimato.
Il Thieme-Becker (14) lo dice « Maler von Venedig, 1631-1694
ebda dtig » (Pittore di Venezia, 1631-1694 quivi operoso), ma non
siamo riusciti a consultare tutta la bibliografia citata per sapere da
dove è stata ricavata la data 1694. Quindi se la data 1694 è certa dobbiamo dire che B. Prudenti è nato nei primi del Seicento.
La sua formazione artistica è certamente l'ambiente veneziano :
sia quando copia « assai diligentemente da Tiziano » (2), sia quando
fa parte della scuola dei Varottari (7), sia infine quando dipinge ritratti come quello del « Sultano Solimano Primo » nel Kunstmuseum
di Diisseldorf (figura 5).
Dipinti ancora reperibili.
I. ~ Poiché i dipinti ancor oggi reperibili non tutti sono datati e
poiché non abbiamo documenti per datarli, ad eccezione del quadro votivo di Santa Maria della Salute, viene spontaneo iniziare la nostra
descrizione dal « Cristo alla colonna » (cm. 80 per 60) che già il Boschini (2) disse essere opera di B. Prudenti « copiata assai diligentemente da uno di Tiziano » e che si conservava « coperta da uno
specchio » nella Sagrestia della Chiesa di San Trovaso (già dei Santi
Gervasio e Protasio) in Venezia; e così viene riportato da Zanotto
(9). Ma il Thieme-Becker (14) citandolo diceva che le recenti guide
storiche e artistiche di Venezia non lo riportavano più. Invece, ci
scrive M. Zanetti (18), che attualmente questo dipinto si trova nell'ufficio del Parroco Don Mario Greatti presso la Chiesa di San Trovaso e che è stato pulito da non molto.
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11. - « La Vergine in gloria che libera Venezia dalla peste con
i Santi Rocco, Sebastiano, Marco e Lorenzo Giustiniani », olio su tela
(ridotto in seguito a cm. 260 per 500).
Di questo quadro si può ricostruire la storia fin dalla commissio-
5. « Ritratto del Sultano Solimano Primo » di B. Prudenti, Kunstmuseum, Diisseldorf (Germania), Foto Landesbildstelle Rbeinland, Diisseldorf.
ne avuta nel 1631 dal Magistrato alla Sanità pubblica .di Venezia,
nella quale era specificato anche il soggetto, •cioè « la Vergine e i
Santi ,Protettori che avevano liberato Venezia dalla , peste ». Sappiamo
che fino al 1639 era in un luogo provvisorio nella Chiesa di Santa Ma9
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ria della Salute e che annualmente veniva esposto in Piazza (11). Da
una nota di Zanetti (7) sappiamo che « fu esposto all'aria nel giorno
della Consacrazione della Chiesa - 9 Novembre 1687 - ».
Il Thieme-Becker (14) citandolo come Votivbild (quadro votivo)
diceva che le recenti guide storiche e artistiche di Venezia non lo riportavano più. Invece, dietro nostre indicazioni, ci scrive M. Zanetti
(18) che ha trovato il quadrone nella Chiesa di Santa Maria della Salute, ritenuto dai custodi come opera del Liberi; situato in una posizione quasi inaccessibile all'occhio, ad un'altezza di circa 12 metri
dal suolo del presbiterio; e che il quadro è slavato dal tempo con
un grande cornicione.
III. - « San Giuseppe con la Madonna e Gesubambino », dipinto
che il Boschini (2) aveva visto nella Sala del Magistrato de' XX Savi
del Corpo del 'Senato in Palagio di San Marco in Venezia, e che
abbiamo identificato con « La Sacra Famiglia », olio su tela, con i tre
stemmi delle famiglie Renier, Michiel e Tiepolo, e con la data :
MDCXXXVII; attualmente nella Sala dei Filosofi nel Palazzo Ducale in
Venezia. L'inventario del 1924 lo riporta come scuola del Palma; ma
il confronto stilistico, fra questo dipinto e quello in Puglia, non lascia
dubbi : notevole il bel San Giuseppe , (in una foto del 1937, prima del
restauro) che rivive meravigliosamente nel volto ispirato di un Frate
nel « Martirio » a Polignano.
IV. - « Il Padreterno in gloria fra gli Angeli e Sant'Albano con i
Santi diaconi Domenico ed Orso patroni di Burano », olio su tela centinata, firmata e datata : (B) PRVDENTI F(ECIT) - MDCXXXVIII,
con caratteri identici a quelli deì dipinti di Polignano e del Palazzo
Ducale, e restaurata nel 1860; ancora sull'altare in fondo alla navata
sinistra della Chiesa di San Martino in Burano, come già aveva scritto
il Boschini (2).
V. - « San Rocco con i Santi Sebastiano e Antonio abate », olio
su tela centinata; ancora sul primo altare a sinistra della Chiesa di
San Martino in Burano (2).
VI. - « La Trinità con Santa Teresa in gloria e Sante in adorazione », dipinto su tela, sul primo altare sinistro, nella Chiesa di Santa
Maria del Carmine, Venezia (5).
VII. - « Martirio dei 23 Frati Francescani a Nagasaki », (figura 1)
olio su tela (m. 2,95 per 2,08), firmato : BERN(ARDI)NUS PRUDE(N)TI (figura 4), nella Chiesa di Sant'Antonio da Padova (già di Santa
Maria di Costantinopoli) in Polignano a Mare (Bari).
Per ora, 'l'unica citazione che abbiamo dì questo quadro, scoperto
il 27 Febbraio 1962 da A. Gambacorta e M. Calò, è in Galizia (12), dove il nostro dipinto è detto a ragione « di qualche pregio », occupante
il fondo della navata destra della Chiesa di Sant'Antonio in Polignano
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e raffigurante, questo erroneamente, « L'entrata dei Leto in Polignano (?) » e « contrassegnato da un segno inintelligibile »; mentre ora
possiamo dire che il quadro raffigura « Martirio dei 23 Frati Francescani a Nagasaki (5 febbraio 1597) », olio su tela, firmato (figura 4),
con in basso a sinistra dipinto lo stemma gentilizio dei Radolovich
(figura 2) committenti del quadro.
Lo stato di conservazione è discreto ad eccezione della polvere
e del latte di calce che in qualche parte lo nasconde e dei due fori,
come abbiamo detto, praticati in alto sulla tela.
E' un dipinto a nostro 'giudizio di straordinario valore storico :
oltre ad indicarci ancor meglio la continuità anche nel Seicento di
opere venete in Puglia, sembra, fra l'altro, sia oggi l'unica opera reperibile, originale e firmata di B. Prudenti lontana dalla sua patria;
ed è anche di un certo pregio artistico, considerando quei particolari
abbastanza chiari, come le stupende teste, e specialmente il volto del
dignitario orientale posto a destra del quadro (figura 3), che ricorda
il ritratto di Diisseldorf (figura 5), l'altro (Fazamburo, governatore di
Nagasaki) al centro, che ci fa vedere quale ottimo ritrattista è B.
Prudenti, e la resa dei vestiti dei ceffi che stanno legando alle croci
i Frati, e tutto ,l'insieme che ricorda il « Martirio dei Frati Minori a
Nagasaki » di Francesco Maffei nella Chiesa di San Francesco a Schio.
Certamente è nostro vivo desiderio vedere questo importante dipinto degnamente restaurato (se è possibile dall'ufficio del restauro
di Venezia), studiato ed esposto nella « Mostra d'Arte in Puglia dal
IV al XVIII secolo » che il dott. Michele D'Elia e la dott.ssa Paola
Barocchi stanno preparando per la primavera del prossimo anno a
Bari. Intanto ci ripromettiamo di fare ancora delle ricerche per trovare qualche documento dell'epoca con il desiderio di portare un po'
di luce alla storia della cultura del Seicento in Puglia; mentre ora
siamo lieti di pubblicare su « La Zagaglia » questo nostro primo contributo per una monografia su « la vita e le opere di Bernardinus
Prudenti, pittore del Seicento Veneziano » (17, 18, 19, 20, 21, 22).
VIII. - « Il Sultano Solimano Primo » ritratto, olio su tavola (cm.
61 per 44), nel Kunstmuseum di Diisseldorf (Germania).
Lo Schaarchmidt (10), il Klapheck (13) e quindi il Thieme-Becker (14) ed il Bénézit (15) registrano questo ritratto come opera dí
B. Prudenti senz'altra notizia.
La dott.ssa Irene Markowitz (che qui ringraziamo per le preziose
notizie e fotografie che ci ha gentilmente inviato) ci scrive (17) che
questo quadro proviene dalla Akademiesammlung di Dlisseldorf (presso la quale non è conservato alcun documento di provenienza dei
quadro) e che ella ritiene questo dipinto una copia del XVIII secolo
dal Prudenti; anche se sul rovescio della tavola (oltre a due sigilli :
« G. R. ACCADEMIA DI MILANO + PER L'ESPORTAZIONE » con
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l'Aquila Austriaca con al centro « F.I. » (fig. 6), e l'altró sigillo con due
stemmi (figura 7), che noi crediamo, una volta studiati, possono chiarirci . la provenienza italiana) è segnato con caratteri moderni: « Bernardino Prudenti fecit » (figura 8); ciò nonostante è bene notare come
6. Sigillo « G. R. ACCADEMIA DI MILANO - PER L'ESPORTAZIONE -» con l'aquila Austriaca con al centro « F. I. posto sul rovescio del dipinto di cui
alla fig. 5.
7. Sigillo con due stemmi, posto sul rovescio del dipinto di cui alla fig. 5.
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questo ritratto del « Sultano Solimano Primo » ci ricorda quello di
« Tommaso Mosti » di Tiziano Vecellio nella Galleria Pitti di Firenze.
Dipinti non più reperibili o da rintracciare.
IX. - Il Moschini (7) scrive che per « chi entra nell'ex-refettorio del
Seminario ,di Santa Maria della Salute in Venezia vi trova alla destra,
cominciando dalla porta... il quarto dipinto « L'Annunciazione », con
ritratto altro divoto confrate della scuola dei Varottari, donde ci
venne; dipinto che ci sembra del Prudenti».
M. Zanetti (18), invece, ci scrive che « né molto credo di trovare
in Seminario nell'ex-refettorio dopo tanti ed importanti lavori di
risistemazione avvenuti anche in questo secolo ». Quindi di questo
dipinto si sono perdute le tracce.
X. - Il Boschini (2) scrive che nella Chiesa di San Simone Grande (già di San Simeone Profeta) in Venezia, « a sinistra, tavola di
San Valentino con "Beata Vergine in aria e molti Angeli ed abbasso
il Santo (Valentino) all'Altare" dipinto di B. Prudenti ». Lo Zanotto (9) lo dice « pala... al quarto altare a sinistra ».
Il Thieme-Becker (14) citandolo dice che le recenti guide storiche
e artistiche di Venezia non lo riportano più. •
M. Zanetti (18) ci scrive: « infruttuoso del tutto è stata la visita
a San Simone Profeta. Il quadro non esiste più, né il Parroco Mons.
Dell'Andrea ne sa nulla. Sa soltanto che tre anni or sono, in occasione
della mostra a Ca' Pesaro del Seicento a Venezia " è stato richiesto
in proposito dall'organizzazione di tale Mostra ma non poteva dare
alcuna informazione anche in quella occasione. Mi aveva promesso di
telefonarmi se avesse 'potuto esperire 'qualcosa, ma non avendolo fatto credo che non abbia potuto trovare nulla, nemmeno a San 'Zar'
Decolla, succursale alla Parrocchia ».
XI-XIV. - Il Moschini (5) scrive: « I due Angioli ne' quadri laterali
all'altare (di 'San Carlo, nella 'Chiesa di Santa Maria del Carmine, Venezia) sono di B. Prudenti, del quale pittore sembra pure il quadro di
« San (Carlo) Borromeo » sopra l'altare medesimo », e ancora (4 bis),
parlando della Chiesa di Santo Stefano in Murano, ora distrutta, scrive: « subito dopo questa capella si vede un ampio quadro con la manna nel deserto, opera secondo il Boschini, di B. Prudenti ».
Il Gallicciolli (2 bis), narrando dei pittori che operano in San Cassiano, scrive: « B. Prudenti. Di esso sono due quadri laterali nella cappella della Visitazione, nella Chiesa di Sant'Elisabetta in San Cassiano »;
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ed il Cicogna (5 bis) dice : « Vi erano pitture di B. Prudenti » nella
Chiesa di Sant'Agostino in Venezia, ora distrutta.
Durante la correzione delle bozze abbiamo cercato, con l'aiuto
dell'ottimo amico dott. Bruno Nogara di Venezia, di aggiornare per
quanto ci è stato possibile questi nostri appunti; come appare dallo
8. Firma « bernardino Prudenti fecit », posta sul rovescio di cui alla fig. 5.
stesso titolo, questo è soltanto un nostro primo contributo per la
conoscenza della vita e delle opere di B. Prudenti, pertanto saremo
grati a quanti vorranno collaborare segnalandoci eventuali altre notizie edite o inedite su questo pittore del Seicento Veneziano degno di
essere conosciuto.
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BIBLIOGRAFIA CONSULTATA E DA CONSULTARE
1. Manoscritti del 1638-1639:
a) - Dichiarazione di stima del quadro de « la Madonna della Salute» di B.
Prudenti fatta da S. Perenda ed altri, Venezia 25 aprile 1638. Archivio di
Stato, Venezia, Zecca 1639, Senato I, filza 41.
b) - Copia della supplica del Sig. B. Prudenti al Ser. Prencipe di Venezia per
il saldo del pagamento del quadro de « La M. della Salute », 15 maggio 1638.
A. S. V., Zecca 1639, Senato I, filza 41.
c) - A. Contarini ed altri notificano al Ser. Prencipe di Venezia la supplica del
pittor B. Prudenti, Venezia dalla Sanità, li 12 Zugno 1638, A. S. V., Zecca
1639, Senato I, filza 41.
d) '- G. Michiel ed altri notificano al Ser. Prencipe di Venezia la supplica del
pittor B. Prudenti, A. S. V., Zecca 1639, Senato I, filza 41.
e) - F. Sarotti, ordinazione del saldo del pagamento del quadro de « La Madonna della Salute » di B. Prudenti, Venezia 8 Zugno 1639. A. S. V., Zecca
1639, Senato I, filza 41.
Questi cinque documenti sono stati da noi consultati in originale, perché precedentemente pubblicati solo ín parte. Vedi: Bratti R.
— DE VESCOVI A., Lettera ad un amico. Vedi in: Gallicciolli G. S. e in: Piva 1/.
— BOSCHINI MARCO, Le miniere..., p. 520.
2. BOSCHINI M., Descrizione di tutte le pubbliche pitture della Città di Venezia e
Isole circonvicine (con aggiunte di A. M. Zanetti), Tip. P. Bassaglia, Venezia
1773, pp. 130, 142, 346, 433, 462, 463 ,500.
2bis. GALLICCIOLLI G. S., Dalle memorie Venete, Venezia 1735, L. I, n. 814; T. VI,
p. 200, 207 n. 181.
3. COCHIN C. N., Voyage d'Italie, Chez C. A. Jombert, Paris 1769, T. I1Ie, p. 132.
4. Ftissu J. R., Allgemeines Kiinstlerlexicon, Ziirich 1779, S. 528.
4bis. MOSCHINI GIANNANTONIO, Guida per l'isola di Murano, Venezia 1808, p. 49.
5. MOSCHINI G., Guida per la città di Venezia, Tip. Alvisopoli, Venezia 1815, pp. 105,
130, 133, 256, 259, 293-294, 335, 450, 451, 620.
5bis. CICOGNA E. A., Delle iscrizioni veneziane, Venezia 1830, Vol. III, p. 6.
6. MOSCHINI G., Nuova guida, 1834.
7. MOSCHINI G., La Chiesa e il Seminario di Santa Maria della Salute in Venezia,
Tip. G. Antonelli, Venezia 1842, pp. 40, 127-128, 174.
8. NAGLER G. K., Neues allgemeines KiMstler-Lexicon, Verlag von E. A. Fleischmann, Miinchen 1842, Bd. XII, S. 97.
9. ZANOTTO F., Nuovissima guida di Venezia e delle isole della sua laguna, Tip.
Brizeghel, Venezia 1856, p. 404.
10.
SCHAARSCHMIDT F., Kijnigliche Kunstakadentie zu Dússeldorf, Verzeichnis der
Gemuilde, Diisseldorf 1901, Nr. 104.
BRATTI RICCIOM, Notizie d'arte e di artisti. In « Nuovo Archivio Veneto »,
Venezia 1915, pp. 471-474.
Inventario
del 1924, Palazzo Ducale di Venezia.
-12. GALIZIA IGNAZIO, Ricerche storiche sulla terra di Polignano a Mare, Tip. B. D'Errico, Manduria 1924, Fasc. I, p. 32.
11.
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13. KLAPHECK RICHARD, Die Kunstsammlungen in der Staatlichen Kunstakademie
zu Diisseldorf, Diisseldorf, 1928, S. 121.
— PIVA V., Il Tempio della Salute eretto per voto de la Repubblica Veneta: 26
ottobre 1630, Ed. Lib. Emiliana, Venezia 1930, pp. 41-43, 95-97, fig. a p. 43.
14. THIEME U. - BECKER F., Allgemeines Lexikon der Bildenden Kiinsiler, Verlag
von E. A. Seemann, Leipzig 1933, Bd. XXVII, S. 431.
— LORENZETTI GIULIO, Venezia e il suo estuario, Ist. Poligrafico dello Stato, Roma
1956, pp. 540, 896.
— MURAR° MICHELANGELO, A new guide to Venice and her islands, Arnaud Publisher, Firenze 1956, pp. 339, 382, 447.
15. BÉNÉZIT E., Dictionnaire critique et documentaire des Peintres, Sculpteurs,
Dessinateurs ei Graveurs, Lib.
Saint-Ouen (Seine) 1957, T. VII, p. 40.
16. SEMENZATO CAMILLO, Un Padovanino ed un Celesti in Puglia. In « Arte Veneta »
Rivista di Storia dell'Arte, Venezia, A. XI (1957), pp. 213-215, fig. 224.
17. MARKOWITZ IRENE, Lettere da Diisseldorf del 13 Marz e dell'8 Aprii 1962. Archivio
fam. Gambacorta, Bari.
18. ZANETTI MARCELLO, Lettera da Venezia del 21 Marzo 1962. Archivio fam. Gambacorta, Bari.
19. GAMBACORTA ANTONIO, Un dipinto del pittore del Seicento Veneziano, Bernardinus
Prudenti, scoperto a Polignano a Mare. In « La Voce Pugliese » quindicinale di
Bari, A. II, N. 5-6, del 5 Aprile 1962, p. 3, con figura.
20. GAMBACORTA A., Un dipinto del pittore del Seicento Veneziano Bernardinus Prudenti scoperto a Polignano a Mare. In « Il Salotto Culturale » giornale di Bari,
A. IV-V (1961-1962), N. 1 (7), pp. 1-4, ff. 1-2.
21. GAMBACORTA A., Scoperta a Polignano a Mare una tela (« Martirio di Frati francescani » di B. Prudenti) del Seicento Veneziano. In « Il Tempo » quotidiano
di Roma, A. XIX, N. 102, del 13 Aprile 1962, p. 4, con figura.
22. GAMBACORTA A., Appunti per una monografia sulla vita e le opere di B. Prudenti,
pittore del Seicento Veneziano. In « La Zagaglia » Rassegna di lettere, scienze
ed arti, Lecce, A. V (1963), N. 17, pp. 3-16, ff. 1-8.
ANTONIO GAMBACORTA
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a cura di IMAGO - Lecce
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