Marzo 1990
“La verità su Medjugorje”
di
Mons. Pavao Zanic, Vescovo
«1. La verità su Medjugorje viene indagata dalla Commissione della C.E.J. I lavori però proseguono troppo
lentamente. Con il presente testo desidero aiutare la Commissione perché arrivi quanto prima al verdetto finale. La
propaganda a favore di Medjugorje sta cercando di stringere i tempi per mettere la Chiesa e il mondo davanti al “fait
accomplì”. Questa era dall’inizio l’intenzione dei sostenitori di Medjugorje. Bisogna dire che ce l’hanno fatta,
poiché la parte opposta lavora lentamente o se ne sta zitta. Perciò, esortato dalle richieste provenienti da tutto il
mondo da parte di coloro che vedono la verità calpestata, ottemperando al mio dovere e alla mia coscienza, ho
deciso di pronunciarmi di nuovo e di aiutare la Commissione. Vorrei toccare e svegliare la coscienza di coloro che
difendono Medjugorje. La loro strada è facile, larga e pendente; la mia invece è ripida, spinosa e saliente. La Chiesa
e la Madonna non hanno bisogno delle non verità.
La verità vi farà liberi (Gv 8,32). Io sono la via,la verità e la vita (Gv 14,6). Io sono venuto nel mondo per rendere
testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce (Gv 18,37)... Così Gesù.
Per presentare brevemente le non verità su Medjugorje bisognerebbe scrivere almeno 200 pagine, ma, per ora,
propongo solo questa sintesi, senza documentazione scientifica. Mi dispiace di apparire, in alcuni momenti, in
primo piano, ma dall’inizio delle “apparizioni”, per motivi di dovere e di responsabilità episcopale, sono stato nel
centro degli avvenimenti. Mi dispiace altrettanto di rendere pubbliche alcune “cose brutte”, però senza di esse gli
argomenti perderebbero forza; ed ugualmente quelle più pesanti resterebbero sottaciute.
2. Una presa di posizione caratteristica. La guida di “Atlas” di Dubrovnik, Marina B., nell’agosto 1989 mi portò
un sacerdote di Panama, Presbitero Rodriguez Teofilo, parroco di Nuestra Senora de Lourdes. Con lui venne anche
la giornalista Carmen Cecilia Capriles, Gerente Generale dell’agenzia di volo, Avenida Alberto Navarro, Apartado
1344, Zona 7, Panama. Marina si presentò come guida, interprete per la lingua inglese, e come convertita a
Medjugorje.Il sacerdote mi chiese i motivi per cui non credo nelle apparizioni. Gli risposi di avere almeno 20 motivi
di cui anche uno solo è sufficiente perché una persona equilibrata e istruita nella fede concluda che le dette
apparizioni non sono soprannaturali. Mi pregò di dirgli almeno un motivo. Gli raccontai brevemente il caso dell’ex
frate Ivica Vego. Per la disobbedienza, dietro l’ordine del Santo Padre, nel 1982 fu espulso dal suo Governo
generale dell’OFM, sciolto dai voti e sospeso “a divinis”. Non obbedì, ma proseguì a celebrare la messa,
amministrare i sacramenti, mentre si tratteneva con la sua amante. Queste cose non sono piacevoli da raccontare, ma
lo si deve fare affinché si capisca chi sono quelli di cui parla la Madonna a Medjugorje. Secondo il Diario di Vicka
e secondo le dichiarazioni di tutti i “veggenti”, la Madonna ha detto ben 13 volte che Vego era innocente, ed il
Vescovo colpevole. Quando la sua amante (s. Leopolda - religiosa) rimase incinta, ambedue lasciarono Medjugorje
e lo stato religioso e si stabilirono nei pressi di Medjugorje, dove nacque un bambino (ora anche un secondo). Il suo
libro di preghiera si vende anche a Medjugorje in centinaia di migliaia di copie.
Chiesi alla guida Marina di effettuare la traduzione in inglese. Marina non ha colpa se è finita in un ambiente che
nasconde la verità. Lei reagì spontaneamente e sinceramente secondo la prassi in uso a Medjugorje: “Aimeh,
dobbiamo proprio dire loro queste cose brutte”. Replicai: Se voi non aveste nascosto queste cose brutte, essi a
Panama ne sarebbero venuti a conoscenza e non avrebbero intrapreso inutilmente un viaggio a Medjugorje. È
disonesto e peccaminoso nascondere certe verità; anche se spiacevoli bisogna farle sapere.
3. Similmente si comporta l’Abbé René Laurentin. Egli venne da me verso il Natale 1983. Gli offrii la cena. Mi
chiese perché non credevo in queste apparizioni. Gli risposi che la pretesa Madonna, secondo il Diario di Vicka e le
parole degli altri veggenti, parla contro il Vescovo. Egli mi interruppe: “Non pubblichi queste cose, poiché vi sono
molti pellegrini e convertiti”. L’atteggiamento di quel famoso mariologo mi scandalizzò. Purtropppo, e fino ad
oggi, l’azione basilare di Laurentin è stata quella di nascondere la verità e di difendere la non verità. Egli ha
pubblicato una decina di libri, grandi e piccoli su Medjugorje, mirando a colpire quasi sempre il Vescovo Zanic e la
verità. Egli sa molto bene che cosa la gente desidera ascoltare e, in base a ciò, trova facilmente quelli che gli
credono. A veritate quidam auditum avertentes, ad fabulas autem convertentur (2 Tim 4.4: ... rifiutando di dare
ascolto alla verità per volgersi alle favole). I “veggenti” e i difensori di Medjugorje, con Laurentin in testa, fin
dall’inizio si sono resi conto che, in uno stato comunista, l’attuale credente molto rapidamente crede in tutto quello
che è “strano” e miracoloso, nelle proclamate guarigioni e nei cosiddetti messaggi della Madonna.
4. Le colonne principali su cui poggia Medjugorje sono l’arcivescovo Frane Franic e René Laurentin. Poi, p.
Liudevit Rupcic - OFM, p. Amorth, p. Rastrelli S.J., alcuni francescani, e i carismatici di tutto il mondo. In breve
tempo sono stati stampati diversi libri e opuscoli, sono stati scritti articoli, girati dei flms ed effettuate videocassette.
Sono sorte agenzie turistiche per promuovere pellegrinaggi. Sono stati stampati, in varie lingue e con tiratura di
600.000 copie, libri di preghiera scritti dai due frati francescani espulsi dall’O.F.M., Ivica Vego e Ivan Prusina. Si
sono formati dei gruppi di preghiera, galvanizzati dai presunti messaggi della Madonna. Qual’è il movente di tutto
ciò? Il denaro. Nessuno menziona quelle cose che gettano ombra sulle apparizioni. Il Vescovo ammonisce, ma il
macchinario distrugge tutto. Si è parlato di 50 guarigioni presunte, poi di 150, 200, 300 ecc. Laurentin aveva scelto
56 dossier e li ha spediti al “Bureau medical de Lourdes”. Il dr. Mangiapan gli ha risposto nel Bulletin, avril/84, che
quei dossier non avevano praticamente nessun valore, che non potevano essere utilizzati e che non potevano essere
ritenuti come una prova seria per le apparizioni a Medjugorje. Si è scritto molto della guarigione di Diana Basile.
Ho inviato la sua documentazione a Lourdes. Il dr. Mangiapan ha studiato il caso ed ha espresso l’“opinion plus que
reservée”. Si tratta di screloris multiplex. Su questo, dirò di più in un mio libro.
5. La credibilità dei “veggenti”. - Mirjana Dragicevic. Un mese dopo l’inizio delle “apparizioni” mi recai a
Medjugorje per esaminare i “veggenti”. Li feci tutti giurare sulla croce di dirmi la verità (registrato su nastro). La
prima ad essere interrogata fu Mirjana:
- Siamo andate a cercare le pecore e improvvisamente... (il viceparroco mi aveva avvertito che erano andate a
fumare, si nascondevano davanti ai genitori).
- Aspetta Mirjana, dissi, sei sotto giuramento. Siete andate a cercare le pecore? Lei mise la mano sulla bocca:
- Scusate, siamo andate a fumare.
Mi fece vedere anche l’orologio su cui è avvenuto il “miracolo”, poiché le lancette erano fuori posizione. Lo presi, e
lo portai dall’orologiaio, il quale mi disse che l’orologio era caduto e si era rotto. Lo riportai a Mirjana e le
raccomandai di non dire a nessuno del miracolo dell’orologio . Nelle cassette registrate più tardi, ho constato che
lei, anche dopo, continuava a parlare del miracolo accaduto all’orologio e a raccontare che erano andate a cercare le
pecore.
In seguito, a nome della Madonna, disse che tutte le religioni sono uguali.
In quale misura si può credere a Mirjana?
6. Vicka Ivankovic è la “veggente” principale dei primi anni. Tramite lei, fra Tomislav Vlasic, autore di
Medjugorje, ha lanciato la maggior parte delle non verità su Medjugorje. Egli si presentò al Papa nella lettera del 13
aprile 1984: “Io sono p. Tomislav, colui che, secondo la divina provvidenza, guida i veggenti di Medjugorje”.
Avrebbe fatto meglio se si fosse ritirato nel “deserto” e avesse taciuto, poiché il suo passato parla di lui a
sufficienza. Vicka ha parlato molto e scritto molto, e così è caduta in numerose contraddizioni. Il prof. Nikola Bulat,
membro della commissione, l’ha interrogata e ha stilato un rapporto di 60 pagine, dove vengono enumerate tutte le
incoerenze e le non verità che si ritrovano nel suo Diario. Qui mi riferirò solo alla storia del fazzoletto insanguinato.
Un tassista incontrò un uomo tutto insanguinato che gli diede un fazzoletto parimenti insanguinato, dicendogli:
“Getta questo nel fiume!” Il tassista partì e incontrò una donna vestita di nero che lo fermò e gli chiese di dargli il
fazzoletto. Egli le porse il suo, ma lei soggiunse: “Non codesto, ma quello insanguinato” Egli allora glielo diede e
lei disse: “Se l’avessi gettato nel fiume, in questo stesso istante sarebbe avvenuta la fine del mondo”. Abbiamo
chiesto alla Madonna - così scriveva Vicka Ivankovic nel suo diario - se questo era vero, e lei ha risposto di sì
aggiungendo: “Quell’uomo insanguinato era mio figlio Gesù, e la donna vestita di nero ero io (Madonna)”.
Che tipo di teologia è questo? Gesù vuole distruggere il mondo con un fazzoletto insanguinato gettato nell’acqua,
mentre la Madonna sarebbe quella che lo salva!
7. 14 gennaio 1982 vennero da me: Vicka, Marija e il piccolo Jakov. Vicka, emozionata perché non diceva la verità:
- Ci ha mandato la Madonna da lei per dirLe che Lei si comporta in modo precipitoso nei confronti dei frati...
- In che cosa? chiesi.
Non lo sappiamo, risposero.
I cappellani di Mostar, fra I. Vego e fra I. Prusina, per i quali il Vescovo ha chiesto che venissero allontanati da
Mostar a causa dei disordini e della disobbedienza nei confronti dei fedeli appartenenti alla neoeretta parrocchia
centrale, si sono difesi davanti ai loro superiori di non voler lasciare Mostar, poiché la Madonna aveva detto loro,
tramite Vicka, di non andarsene, di rimanere a Mostar. Così mi disse un membro del Governo provinciale. Chiesi a
Vicka:
- La Madonna vi ha detto qualcosa dei cappellani di Mostar, Vego e Prusina?
- No, noi non li conosciamo, affermarono tutti e tre.
La conversazione, tutta registrata, si protrasse per una mezz’ora. Alcune volte ripetei la domanda concernente Vego
e Prusina, ma essi cotinuarono a insistere che “non li conoscevano”. Più tardi, verrò a sapere dal Diario di Vicka che
essi conoscevano i cappellani molto bene. Era già chiaro che mi dicevano bugie, ma non glielo feci rilevare per
mantenere nelle conversazioni un’atmosfera di fiducia.
8. 3 aprile 1982, vennero da me Vicka e Jakov, “inviati dalla Madonna”. Nel frattempo, verso la fine di gennaio
‘82, i cappellani di Mostar, Vego e Prusina, erano stati espulsi dall’Ordine Francescano, dal Governo generale. A
loro favore si adoperarono i fautori di Medjugorje e la “Madonna” stessa.
Vicka, molto emozionata, disse:
- L’ultima volta, quando siamo venuti da Lei non Le abbiamo detto, perché ce n’eravamo dimenticati, che cosa la
Madonna aveva ordinato di dirle. Abbiamo, invece, parlato di diverse cose, e per questo la Madonna ci ha
rimproverati.
- Che cosa avete dimenticato? chiesi.
- La Madonna ci ha detto di comunicare a Lei che i cappellani Vego e Prusina sono sacerdoti, che possono celebrare
la Messa come gli altri sacerdoti.
-Aspettate, aspettate... la Madonna ve l’ha detto prima che veniste da me l’ultima volta?
Sì, ma, parlando di altre cose, dimenticai di dirLe il motivo per cui la Madonna ci aveva indotti a venire da Lei.
-Ah, è così; ma io vi chiesi personalmente e più volte se la Madonna aveva detto qualcosa sui cappellani.
Era chiaro che mentivano, e per me costituiva motivo per non prestare loro fede nemmeno in altre cose. A tali bugie
diedero il loro assenso anche Marija e il piccolo Jakov.
9. Verso la fine di gennaio 1983 venne da me p. R. Grafenauer, S.J. con l’intenzione di indagare sul fenomeno
Medjugorje. Ascoltò una ventina di nastri registrati e decise di non andare a Medjugorje, poiché, disse, lì non c’è la
Madonna. Su mio suggerimento vi si recò e dopo qualche giorno tornò “convertito” da p. Vlasic. Mi portò alcune
pagine del testo, le gettò sul tavolo e disse:
- Ecco, Monsignore, che cosa dice la Madonna.
Capii che si trattava di una azione ben calcolata per mettere in difficoltà il Vescovo. Questi testi erano un miscuglio
del Diario di Vicka, della Cronaca della parrocchia e di trascrizioni, cosicché era difficile risalire al testo originale.
Questo, da parte dei sostenitori di Medjugorje, è stato, per oltre un anno, tenuto nascosto al Vescovo.
Ecco alcuni estratti:
19 dicembre 1981: “La Madonna ha detto che colui che è massimamente colpevole per i disordini nell’Erzegovina è
il Vescovo Zanic. Ha anche detto che il Vescovo pretende per se tutto il potere e a lui (fra Vego) di non andarsene
da Mostar”.
13 gennaio 1982: Tutti i veggenti hanno chiesto di fra Ivica Vego. La Madonna ha risposto: “Ivica non è colpevole.
Se lo espellono dall’ordine, sia coraggioso.Ivica non è colpevole”.
Questo l’ha ripetuto tre volte.
11 gennaio 1982: Abbiamo interrogato di nuovo la Madonna sui due cappellani di Mostar ed essa ha risposto,
ripetendolo due volte, quello che aveva detto in precedenza (il 14 gennaio 1982, Vicka era stata dal Vescovo,
dicendogli di non conoscere Vego).
20 gennaio 1982: I ragazzi hanno chiesto che cosa faranno fra Ivica Vego e fra Ivan Prusina qual’ora vengano
espulsi. La Madonna ha risposto: “Essi non sono colpevoli. Il Vescovo è stato precipitoso nel prendere la sua
decisione. Rimangano”.
15 aprile 1982: Vicka interroga così la Madonna: “Dimmi tutto su Ivica Vego e Ivan Prusina”. La Madonna ha
sorriso e quindi ha detto: “Essi non sono colpevoli”. L’ha ripetuto due volte: “Il Vescovo si è sbagliato, non se ne
vadano da Mostar”, ma non si mettano in primo piano finché tutto non sia tornato alla calma. Da parte loro no ci
sono sbagli”.
16 aprile 1982: Ieri, mentre eravamo con la Madonna, le abbiamo chiesto se potevamo recitare un “Padre nostro”
per i due frati. Lei ha risposto subito: “Sì, e ha incominciato a pregare. Quando abbiamo finito, lei ha sorriso e ha
detto:
- A te, non viene altra idea in testa se non quella dei due frati. Io le ho risposto:
- Sì, non mi viene altra idea.
26 aprile 1982: La Madonna: “Il Vescovo non ha minimamente in se il vero amore di Dio. Davanti al Vescovo, Ivan
e Ivica siano tranquilli. Ciò che lui fa non è secondo la volontà di Dio; può fare ciò che vuole fino al giorno in cui si
manifesterà la giustizia come da tempo non avviene.
10. Vicka non ha mai negato che tutte queste cose siano state detta dalla Madonna e nemmeno che siano state scritte
da lei. La conferma dell’autenticità di quanto detto da Vicka è fornita in modo inequivocabile dai nastri magnetici
registrati dal p. Grafenauer con la stessa Vicka e Marija. Egli me ne consegnò una copia; altre ne diede alla
parrocchia di Medjugorje e alla Conferenza Episcopale di Zagabria.
Bisogna ascoltarli:
La conversazione con Vicka:
P. GRAFENAUER: Il Vescovo ha la competenza per giudicare se si tratta della Madonna, oppure no?
VICKA: Lui può giudicare ma io so che si tratta della Madonna.
GRAF.: La Chiesa dice che quelli che sono sicuri di se, di fatto certificano che non si tratta della Madonna.
VICKA: Chi ne ha sospetto, può averlo, ma io non l’ho.
GRAF.: Questo non è un segno buono... Tu hai detto una volta al Vescovo che egli dovrebbe ascoltare più la
Madonna che il Papa.
VICKA: Sì, l’ho detto.
GRAF.: Ciò significa che il Vescovo dovrebbe ascoltare più te che il Papa.
VICKA: No. Non me.
GRAF.:E il Vescovo non sa di che si tratta, forse non è la Madonna.
VICKA: La Madonna, La Madonna.
GRAF.:Tu hai detto al Vescovo che egli è colpevole e che quei due (Vego e Prusina) non sono colpevoli e che
possono svolgere le funzioni ministeriali.
VICKA: Sì, l’ho detto.
GRAF.: Possono confessare, la Madonna l’ha detto?
VICKA: Sì.
GRAF.: Se la Madonna l’ha detto, e il Papa dice di no...
VICKA: Il Papa lo può dire ma io dico così com’è.
GRAF.: Ecco, quello che deduco: Non si tratta della Madonna. Quando il Papa dice: non possono celebrare, non
possono confessare, mentre la Madonna dice: confessino, celebrino, come può essere accettato?
VICKA: Io so che è vero (come ha detto la Madonna).
GRAF.: Vedi, se la Madonna dice così, io metterei la mia mano nel fuoco che non si tratta della Madonna. Quanto
più una persona e destinataria di grandi doni, tanto più sorge il sospetto che quei doni provengano dal diavolo.
Che vergogna e offesa alla Madonna! Ecco, Lei distrugge l’obbedienza nella Chiesa, l’obbedienza al Vescovo, al
Governo dell’OFM, al Santo Padre e difende Vego!
11. Le apparizioni a Cerno. Cerno è un villaggio non lontano da Medjugorje. In questa località, la settimana dopo
l’inizio delle apparizioni, vi fu un’apparizione: Ciò che accadde, i veggenti l’hanno riferito la stessa sera al parroco
fra Jozo Zovko, raccontadogli che la Madonna aveva detto, 4-5 volte, che lei sarebbe apparsa ancora per tre giorni, e
cioè il 1˚, il 2 e il 3 luglio (mercoledi, giovedì e venerdì). Questo fu registrato, e poi pubblicato da fra Ivo Sivric. Il
nastro è stato riprodotto in molte copie. Alcuni anni dopo fra Janko Bubalo stampa un libro intitolato “Mille incontri
con la Madonna” in cui vi sono riportate le sue conversazioni con Vicka. Siccome lei non si ricordava di quel fatto,
fra Janko, ad un certo punto, le chiede se la Madonna aveva detto: “ancora per tre giorni”. Al ché Vicka ha rispose
di non ricordarlo.
Essendo proseguite le apparizioni, i sostenitori di Medjugorje hanno cercato, con vari argomenti, di giustificare gli
annunci fatti dai veggenti sulla loro cessazione (giungendo persino a minacciare i primi fedeli- n.d.c.s. aggiunta in
trascrizione e motivata da quanto seguirà fra breve). La Curia Vescovile di Mostar ha il verbale dei testimoni delle
apparizioni del 3 luglio 1981. Quel giorno un francescano disse ai fedeli: Voi sarete gravemente colpevoli davanti a
Dio se si dovessero interrompere queste apparizioni.
È evidente (facendo un passo in dietro) che Vicka non dice la verità e che la Madonna non può parlare così. Queste
cose possono essere tenute nascoste al mondo? Non si può fare del male (dire falsità sulla Madonna) per ottenere il
bene (pellegrinaggi, preghiere...).
12. La “veggente” Marija Pavlovic - Qui riportiamo il testo della conversazione registrata dal p. Grafenauer:
GRAF.: La Madonna ha detto che il Vescovo è colpevole?
MARIJA: Sì.
GRAF.: Ha detto che Vego e Prusina non sono colpevoli?
MARIJA: Sì.
GRAF.: Se la Madonna dice che il Vescovo è colpevole, come voi veggenti dite in giro, si comincia subito a
dubitare che si tratti della Madonna.
MARIJA: Lo ha detto la Madonna.
GRAF.: Ma questo può suscitare la rivolta nell’Erzegovina, che è tutt’altro che un frutto buono. La gente se la
prenderà col Vescovo e lo denigrerà. Come può la Madonna fare una cosa simile?
MARIJA: A noi la Madonna ha detto così.
Tutte queste cose le conoscono l’Arcivescovo Franic, R. Laurentin e molti altri; tuttavia non ne parlano. Che tipo di
teologia e questo che può arrivare ad accettare che la Madonna proclami a dei ragazzi,e tramite loro a tutto il
mondo, che il loro Maestro, Pastore, responsabile del culto, cioè il Vescovo al quale Cristo, tramite la Chiesa, ha
legittimamente affidato la Chiesa locale, non ha il minimo amore di Dio in se stesso, e quindi lo additi al mondo
quale pubblico peccatore fino a invitarlo alla conversione? E a Medjugorje si pregherà secondo questa intenzione. È
stato anche detto che Gesù pregherà per il Vescovo, affinché arrivi a credere e ad adoperarsi con decisione per il
riconoscimento degli avvenimenti di Medjugorje. Dire che la Madonna sottopone al suo giudizio il comportamento
del Vescovo, è cosa assurda, un’offesa alla Madonna, Madre della Chiesa. Io non sono senza colpa, e per questo il
Signore avrà motivo per rimproverarmi. Il Signore, è l’unico giudice. Comunque, per il mio ministero sacerdotale,
non sono mai stato richiamato dalla Santa Sede.
13. L’autore di Medjugorje, fra Tomislav Vlasic, ha, tra l’altro, stampato e diffuso, nelle principali lingue, un
opuscolo di 17 pagine intitolato “Una chiamata nell’anno mariano”, Milano, 25 marzo 1988. Si tratta della
fondazione e della chiamata ad una comunità di preghiera di ragazzi e ragazze (di Medjugorje) ad una vita comune
(Parma, Italia). È un fatto inaudito nella storia della Chiesa. Essi dovrebbero salvare il mondo. Le ispirazioni e le
iniziative sono state date dalla Madonna a lui e ad una tedesca, Hagnes Heupel, presunta guarita a Medjugorje, che
assieme a Vlasic dirige la comunità, come Francesco e Chiara, dice Vlasic. Perché l’impresa potesse aver successo,
la “veggente” Marija, su richiesta di Tomislav Vlasic, ha agginto in tre pagine: “la mia testimonianza”. Lei è
membro della comunità e scrive il 21 aprile 1988:
“Sento il bisogno di dire anch’io alcune parole riguardo a questa informazione che ha scritto Padre Tomislav...
Come vedete, La Madonna ha dato un programma per la Comunità ‘Regina della Pace, completamente tuoi, per
Maria e Gesù’, e conduce questa Comunità attraverso padre Tomislav e Agnes, per mezzo della quale giungono i
messaggi per la comunità. Sono nella comunità da più di un mese e mezzo...
Ho da sola le apparizioni e la Madonna mi introduce nel mistero dell’amore e della sofferenza, che è il fondamento
di questa Comunità. Io devo scrivere tutto, e potrò rendere pubblico ciò che la Madonna mi dirà” (pp. 15 e 16 del
testo di fra T. Vlasic).
I sostenitori di Medjugorje hanno capito presto che la comunita di ragazzi e ragazze, nella stessa casa con in
comune: la vita, la preghiera, il lavoro, il dormire... si sarebbe distrutta da sola, coinvolgendo Medjugorje; pertanto
hanno inviato il loro provinciale p. Jozo Vasilj a Parma. Egli, con il Vescovo di Parma, Mons. Benito Cocchi, e p.
Tomislav Vlasic è andato alla Congregazione di Roma, dove è stato detto loro che la Chiesa non può approvare
quell’iniziativa, e intimato a T. Vlasic di sciogliere la comunità e di tornare in Erzegovina. Vlasic non ha obbedito
subito ed è tornato in Erzegovina solo più tardi.
14. La stessa Marija Pavlovic, l’11 luglio 1988, rende pubblica un’altra dichiarazione di una pagina, in merito al
testo di Vlasic:
“Sento il dovere morale di dire quanto segue davanti a Dio, alla Madonna e alla Chiesa di Gesù Cristo.
- Dal testo ‘Una chiamata...’ risulta che io abbia portato la risposta della Madonna ad una domanda di fra Tomislav
Vlasic...
- Adesso dichiaro di non aver mai chiesto alla Madonna qualsiasi conferma per l’opera di fra Tomislav Vlasic e
Agnes Heupel...
- La mia prima testimonianza, così come è stata pubblicata in lingua croata e italiana, non corrisponde a verità...
- Fra Tomislav Vlasic mi ha consigliato più volte (sic) di scrivere come veggente una testimonianza attesa dal
mondo...
- Tutto ciò che può essere inteso come risposta e una conferma esplicita di quest’opera di fra Tomislav V. e Agnes
Heupel da parte della Madonna, attraverso me, non corrisponde assolutamente a verità...
- Questa dichiarazione la firmo davanti al Santissimo Sacramento...” (Marija Pavlovic).
15. Marija non nega di avere rilasciato la prima dichiarazione, quella che T. Vlasic le aveva chiesto più volte;
questo significa manipolazione della ‘veggente’. Perciò affermiamo: Marija consapevolmente, prima o dopo, non ha
detto la verità; dice bugie e le attribuise alla Madonna. È evidente che essa è un giocattolo nelle mani di fra T.
Vlasic, non solo adesso ma dall’inizio. Questo mi era già chiaro, ma fino a questo episodio non possedevo una
prova così concreta. Quindi, fra T. Vlasic ha manipolato tutti i “veggenti”: come quando Marija, mentre qualcuno
nel gruppo di preghiera ricordava il Vescovo, vide uscire dagli occhi della Madonna una grossa lacrima, che è poi
scomparsa in una nuvola sotto i piedi della Madonna stessa, la quale si mise a piangere e, piangendo, salì al cielo
(22 agosto 1984). Una fandonia di fra T. Vlasic per spaventare il Vescovo.
Perché i sostenitori di Medjugorje non ricordano le due dichiarazioni di Marija? Bisogna nascondere queste cose
“brutte” davanti al mondo, poiché a Medjugorje ci sono molte “conversioni” (Laurentin). Laurentin scrive in un suo
libro che un certo Monsignore ha pregato Marija di chiedere alla Madonna un messaggio per i suoi sacerdoti.
Marija: “La Madonna ha detto che leggano il libro di Laurentin su Medjugorje e che lo diffondano” (sic) /Dernieres
Nouvelles 3, pag. 27/.
È un orrendo peccato attribuire le proprie bugie alla Madonna. Quando il mondo lo verrà a sapere, chi potrà credere
loro. Saranno screditati. Queste prove non possono essere distrutte, saranno raccontate e copiate. Io so che ci sono
quelli ai quali queste cose non significano nulla. Essi guardano a Medjugorje in maniera irrazionale ed emotiva, e
dal punto di vista dei propri interessi; sono ciechi, ma questi documenti appartegono già alla storia della Chiesa e
della mariologia.
16. Il “veggente” Ivan Dragicevic. Vicka scrive, nei Diari, 13 volte del “grande segno”; nella Cronaca della
parrocchia, 14 volte; sui nastri registrati, ben 52 volte e nelle conversazioni con il Vescovo, un numero
incomputabile di volte. Nella primavera 1982 chiesi ai “veggenti” di scrivere tutto sul grande segno, pur
mantenendo il “segreto”. Essi dovevano scriverlo in due copie da inserire in due buste, una per loro e l’altra per il
Vescovo. Quando il segno avverrà, si apriranno le buste e si vedrà se il segno è stato predetto. Il parroco d’allora fra
Tomislav Vlasic disse ai “veggenti”: Dite che la Madonna vi ha detto di non scrivere nulla. E loro non hanno scritto
nulla. Ivan Dragicevic era nel seminario francescano a Visoko, in Bosnia, e non ne era stato informato. Da lui
andarono due membri della Commissione, il dr. dr. M. Zovkic e il dr.Z. Puljic (che ora è Vescovo di Dubrovnik).
Gli diedero una carta di tonalità verde e gli sottoposero delle domande scritte a macchina. Ivan scrisse, senza
proferire alcuna parola e senza paura, il contenuto del segno, apponendo data e firma. Qualche anno più tardi,
Laurentin pubblicherà che Ivan gli aveva detto di non aver scritto nulla, di aver ingannato i membri della
Commissione. Allora, il 7 marzo 1985, si sono recati da lui tre membri della Commissione di Medjugorje per
chiedergli se era vero ciò che Laurentin affermava. Egli rispose:
- Sì, e si può aprire la busta conservata nella Curia: in essa troverete soltanto una carta bianca. Tornati a Mostar, e
davanti alla Commissione riunita, hanno aperto la lettera. Su una carta verde vi era scritto: Segno: “La Madonna ha
detto che lascierà un segno; questo segno ve lo dico e ve lo affido, il segno consiste nella erezione di un grande
santuario a Medjugorje in onore alle sue apparizioni e alla sua persona”.
Quando? “Il segno avverrà nel 6˚ mese”.
Data della dichiarazione: “9 maggio 1982”
Veggente Ivan Dragicevic
I membri della Commissione davanti a tale bugia volevano interrompere completamente ogni ulteriore indagine.
Tuttavia hanno proseguito i lavori. Fra Slavko Barbaric portò via, per qualche giorno, i veggenti e li istrui, compreso
Ivan, affiche dichiarassero che Ivan non aveva rivelato il segno (sic).
Ivan consegnò al Vescovo i messaggi che la Madonna gli aveva dato, compreso quello del 24 aprile 1984 che dice
dello stesso Vescovo:
- “Mio figlio Gesù prega per lui perché possa credere ed impegnarsi più decisamente per gli avvenimenti di
Medjugorje...”
Ancora: “Come egli reagirebbe se il mio figlio scendesse sulla terra? Crederebbe allora?”
La Madonna dice della Commissione solo questo:
“Pregate, pregate, pregate (sic). Meditate e vivete i messaggi che vi ho rivolto e capirete perché sono venuta.”
Ivan Dragicevic, Medjugorje
17. “Di’ al p. Vescovo che gli chiedo la conversione urgente agli avvenimenti della parrocchia di Medjugorje,
prima che sia troppo tardi. Che cominci ad avvicinarsi a tutti gli avvenimenti con molta comprensione, amore, e con
grande responsabilità. Desidero che egli non metta delle contrarietà tra i sacerdoti e che non metta in rilievo le loro
imperfezioni. Il Santo Padre ha dato incarico a tutti i Vescovi di svolgere determinati compiti nelle diocesi loro
affidate e di risolvere problemi e litigi. Il Vescovo è il padre principale di tutte le parrocchie dell’Erzegovina. Egli è
il capo della Chiesa dell’Erzegovina. Perciò gli chiedo la conversione a questi avvenimenti.
Gli invio la penultima ammonizione. Se non si converte e non si corregge, lo raggiungerà il mio giudizio e quello di
mio Figlio Gesù. Se non darà corso alle mie richieste, vorrà dire che non avrà trovato la via di mio Figlio Gesù».
La Madonna mi ha detto di trasmetterLe questo messaggio.
Con molti saluti.
Ivan Dragicevic, Bijacovici, 21 giugno 1983”
Questo “messaggio” mi è stato portato da Tomislav Vlasic il quale, con ogni probabilità, l’ha composto in un
momento di esaltazione.
18. Ivan aveva scritto, per alcuni anni, il diario delle apparizioni. Il suo contenuto non è stato pubblicato, come per
i diari di Vicka e per quelli degli altri veggenti che si sono impegnati con degli scritti. Si tratta di fonti originali
piene di ingenuità, di non verità lapalissiane e di assurdità. Essi sono una buona prova che i “veggenti” non vedono
la Madonna e non ricevono da lei dei messaggi. Questi messaggi sono composti da qualcun’altro e consegnati a
Ivan per la firma.
Quando p. Grafenauer mi portò da Medjugorje gli estratti del Diario di Vicka, chiesi poi alla stessa Vicka di
portarmi il suo Diario. Il 7 maggio 1983, mi scrisse:
“So che che si divulgano gli estratti del mio Diario...”
È un’importante ammissione che quel Diario Vicka lo ha scritto e lo riconosce come suo; ciò è diventato un
attestato chiave in possesso della Commissione. Anche fra T. Vlasic sen’accorse e, nel 1984, davanti a me e davanti
alla Commissione, dichiarò che Vicka non aveva scritto quella lettera, ma un frate (probabilmente lui) che
gliel’aveva sottoposta solo per la firma (sic!). Manipolazioni di questo genere ce ne sono molte, ma di esse non si
hanno prove come per questo caso.
19. I segreti e le misteriosità. Dai primi giorni delle “apparizioni”, i “veggenti”, evidentemente istruiti, per rendere
impossibile un controllo, hanno detto a tutti che la Madonna parla diversamente a ciascuno di loro. Da quando i
segreti sono stati escogitati ciascuno ha i suoi (quindi 60 segreti), che non debbono essere rivelati a nessuno.
Mirjana e Ivanka (ad un certo momento) ricevono dalla Madonna una lettera speciale che nessuno può leggere.
All’inizio non c’era estasi né si escludevano gli altri. Si poteva parlare ai “veggenti” ed essi potevano rivolgersi al
pubblico. In questo modo, hanno evitato la Commissione.
Istruiti, come essi stessi dicono, hanno chiesto alla Madonna se potevano descrivere il grande segno e lasciarlo in
una busta chiusa, e la Madonna ha risposto di no.
Ivan l’ha messo su carta e dopo ha detto (registrato su nastro) che la Madonna non l’ha rimproverato.
I segreti saranno trasmessi ad un sacerdote (frate).
Perché non alla Commissione, o al Vescovo, o al Santo Padre? Riguardo al grande segno, nei primi mesi hanno
ripetuto molte volte:
Ancora un po’, presto, presto... Dopo il primo anno cambiano tono.
Vicka, nel corso di un anno e mezzo, ha scritto “La Vita della Madonna”, e detto che il grande segno sarà
preannunciato quando la Madonna ne dara il permesso (quest’ultima frase è da considerare con riserva perché, nel
testo il lingua italiana, non è chiara - n.d.c.s).
La Commissione chiese tale Diario, ma la Madonna non lo permise. La Commissione può vederlo senza prenderlo o
aprirlo? No.
Questo è un modo per prendere per il naso gli ingenui di tutto il mondo, i quali aspetteranno i segreti e il grande
segno fino alla fine del mondo.
Ho già fatto sapere, ed ora lo ripeto: Se la Madonna lascia il segno di cui parlano i “veggenti”, io andrò sulle
ginocchia da Mostar a Medjugorje (30 Km) e porgerò ai frati e ai “veggenti” le mie scuse.
20. Le calunnie contro il Vescovo. “All’inizio anche il Vescovo credeva”. Così dicono alcuni. Non è vero! Quando
i comunisti perseguitarono i frati, i “veggenti” e i pellegrini, io mi schierai in loro difesa. E non ho cambiato idea
perché la Commissione della repubblica mi minacciava e perché i sacerdoti diocesani lo esigevano da me. Queste
son calunnie inventate, alcune delle molte.
Mentre io difendevo i frati incarcerati, fra Jozo Zovko nell’istruttoria diceva del suo Vescovo che è un lupo e un
ipocrita; così sta scritto nel suo atto di accusa. E il suo avvocato VuKovic, tramite un suo collega, mi chiese quale
fosse il motivo per cui Zovko mi accusava così.
Fra Tomislav Vlasic ha spesso messo nella bocca dei “veggenti” le affermazioni della “Madonna” che Satana
(alludendo al Vescovo) vuole rovinare il suo piano. Egli l’ha scritto in maniera più chiara a dei sui amici in
Vaticano. Di questo l’ho rimproverato davanti al Padre Provinciale, dicendogli: perché chiama il suo Vescovo
satana? Egli non ha negato la mia accusa, ma si è giustificato dicendo che scriveva così nell’eccitazione (sic). Si può
dire qualcosa nell’eccitazione, ma non lo si scrive e traduce in lingue straniere.
21. Dei frutti. - L’argomento più forte dei sostenitori di Medjugorje è questo: dai frutti, si vede che la Madonna
appare. Dai frutti dei personaggi di Medjugorje si arguisce, invece, che neppure essi credono nelle apparizioni. Se
venissero pubblicate tutte quelle “cose brutte”, la prova, ovviamente negativa, sarebbe chiara a tutti. Ma Laurentin,
Rupcic, Vlasic, Barbaric ed altri nascondono accuratamente la verità. Se i difensori di Medjugorje incontrano
qualcuno che esprime il proprio dubbio nelle apparizioni, lo isolano, lo perseguitano o lo dichiarono non sano di
mente (caso di J. Martin). La maggior parte della gente che crede si è lasciata ingenuamente catturare dalla forte
propaganda, dalla favola delle apparizioni, dai miracoli; a tal punto che, con entusiasmo e fanatismo, diventa, a sua
volta, fonte di ancora più grande propaganda. Non si accorge che la verità le è nascosta e che la non verità le è
brutalmente imposta.
Per esempio, non sa che nessuna guarigione è avvenuta che abbia avuto il riconoscimento di persone esperte e di
istituzioni competenti, come per es. il “Bureau medical de Lourdes”. In Erzegovina, nessuno sa che vi siano dei
guariti, mentre tutti sanno che il piccolo Danijel, il vecchio Jozo Vasilj, Venka Brajcic ed altri, citati nei primi libri
su Medjugorje, non sono guariti.
22. Le promesse di guarigione costituiscono un caso particolare. Quando non si attuano, allora si negano, poiché
non sono registrate o messe per iscritto. Ma molte promesse sono finite tragicamente. Sarebbe interessante sapere se
tali promesse le fa la Madonna o le inventano i “veggenti”. Alquanto significativa, al riguardo, la fine tragica di
Marco Blazevic, descritta da Mons. Turk, già Arcivescovo di Beograd. Egli, infatti, scrive di essere stato, il 22
maggio ‘84, ricoverato come paziente nel reparto cardiologico della Clinica di Beograd, dove gli viene assegnato il
letto da cui si era appena alzato, per essere operato, Marko Blazevic di Buna, presso Mostar. Proseguendo nella sua
lettera, Mons. Turk dice quello che Marco Blazevic disse a lui, dopo averlo detto anche a molti ammalati, al
personale, ai medici e cioè che la Madonna gli aveva promesso, tramite i “veggenti”, che l’operazione sarebbe
sicuramente riuscita. La suora che assistette all’operazione mi scrisse che la vicenda le venne raccontata dalla
moglie e dalla figlia di Marko con una fede cieca sulla “promessa della Madonna”. Un medico si lascò persuadere
sulla validità di tale promessa. Il paziente, dopo l’operazione, non si è nemmeno svegliato. Durante l’operazione un
gruppo di ammalati pregava con fervore davanti alla porta, e molti di essi hanno parlato dell’accaduto, il cui tragico
epilogo ha causato grande disappunto e vergogna davanti alle persone di diversa religione e agli atei.
Fra Tomislav Vlasic, nascondendo, secondo il suo stile, la verità, riuscì a convincere la figlia del defunto Marco a
recarsi dal Vescovo per dirgli che la Madonna aveva detto soltanto di pregare e non che l’operazione sarebbe
riuscita (sic). Al ché le risposi di non avvolgere il defunto padre nelle bugie e, nello stesso tempo, quelli che
avevano ascoltato il suo racconto.
23. I francescani e il clero diocesano, “petrini”. Il rapporto tra i francescani e il clero diocesano fu regolato, nel
1899, sulla base di una decisione della Santa Sede, scaturita da una proposta dei Francescani e del Vescovo
francescano di Mostar, fra Paskal Buconjic. In ordine a questa decisione i fedeli avrebbero dovuto appertenere al
50% alle parrochie francecane e per l’altro 50% alle parrocchie diocesane.
Siccome i “petrini” - i sacerdoti secolari (cioè i sacerdoti “istituiti” da S. Pietro, come i frati da S. Francesco...) - nel
1923, non c’erano, le loro parrocchie furono affidate ai francescani “ad nutum S. Sedis”.
Nel 1948, il Vescovo Cule fu condannato a 11 anni e mezzo di carcere. Dopo averne scontati 8 e mezzo fu rilasciato
e subito si impegnò per far crescere di numero il clero diocesano.
Nel 1967 la Santa Sede ordinò ai francescani di cedere ai “petrini”, entro il 1968, 5 delle loro parrocchie. Essi ne
consegnarono appena due.
Nel 1975, dopo estenuanti trattative durate tre anni, fu emanato il Decreto della Santa Sede “Romanis Pontificibus”
sulla distribuzione delle parrocchie. I francescani respinsero il Decreto pubblicamente e collettivamente, sebbene
nella diocesi di Mostar avessero oltre l’80% dei fedeli da amministrare.
Nel 1976, a causa della disobbedienza, il Governo provinciale fu deposto insieme al provinciale Silic;
consegentemente, la Provincia perse la sua autonomia e ora viene governata dal Generale tramite le strutture “ad
instar”.
Nel 1979, ai frati dell’Erzegovina fu impedita la partecipazione alla elezione del nuovo Generale il quale, appena
entrato in carica -al primo punto di una lettera indirizzata ai frati - chiede il ristabilimento dell’obbedienza e la
collaborazione con il Vescovo in Erzegovina.
Con tutto questo, la disobbedienza continua e la “Madonna” la asseconda, schierandosi fin dall’inizio delle
apparizioni (1981) dalla parte dei frati disobbedienti. Vicka scrive nel suo Diario delle apparizioni che la Madonna
ha detto che per tutti i disordini in Erzegovina il colpevole è il Vescovo (vedi sopra n.9). Questo è ripetuto più volte.
I frati sono divisi. L’opposizione che difende Medjugorje è riuscita a far cadere il Governo “ad instar” che si era
avvicinato al Vescovo e a imporre un gruppo che difende Medjugorje. Il nuovo Provinciale, sempre “ad instar”- fra
Jozo Vasilj - non è riuscito a ripristinare l’ordine e la pace tra i suoi per cui, all’inizio del 1989, è fuggito nelle
missioni nello Zaire e non è ancora tornato (frutti!). È sostituito dal Vicario, mentre il Generale invita
all’obbedienza e minaccia addirittura di sopprimere la Provincia: “Ora è tempo di riflessione personale e
comunitaria, in cui ognuno deve assumersi le proprie responsabilità, prima che giunga alle sanzioni giuridiche o alla
soppressione della Provincia stessa” (Acta Ordinis F. M., fasc. 1/89, p. 18).
La Provincia non avrà il proprio Governo finché non metta in esecuzione il Decreto. Tre visitatori, venuti nel 1988,
dicono che non c’è nessun francescano nella Provincia che sia a favore dell’esecuzione del Decreto. L’opinione è
esagerata, ma significativa.
24. Ecco, questa non è che una parte dei “buoni frutti”, mentre i pellegrini sanno solo che il Vescovo “odia i
francescani”. C’è, tuttavia, un cospicuo numero di francescani che collaborano con il Vescovo e che non credono
alle apparizioni. Alcuni non hanno nemmeno messo piede a Medjugorje; altri mi pregano e mi implorano di scrivere
qualcosa per opporsi insieme alle menzogne di Medjugorje, poiché “Iddio punirà duramente noi francescani per
avere riempito il mondo con menzogne e non verità allo scopo di accumulare ricchezza”.
Fra un centinaio di sacerdoti secolari della Diocesi dell’Erzegovina non ve n’è uno che crede nelle apparizioni. Dei
42 Vescovi della Jugoslavia (Ordinari, Ausiliari, pensionati) solo uno dice pubblicamente di credere e si batte per
Medjugorje. Dei 15 membri della prima Commissione, composta dal Vescovo con l’aiuto di altri Vescovi e
Provinciali di tutta la Jugoslavia, 11 hanno detto che a Medjugorje non c’è niente di soprannaturale, 2 (francescani)
che le apparizioni sono autentiche, 1 membro ha detto che qualcosa, “in nucleo”, all’inizio c’era, 1 si è astenuto dal
voto.
Sul lavoro triennale di questa commissione, la Santa Sede, contrariamente a quanto raccontano i difensori di
Medjugorje, non ha espresso giudizi e a me non ha chiesto niente e tantomeno mi ha esonerato.
25. Dall’inizio di questi avvenimenti, da un lato ho ammonito i francescani affinché non anticipassero il giudizio
della Chiesa, dall’altro li ho invitati a cercare insieme la verità. Ma i leader si sono preoccupati solo di condurre
gran gente a Medjugorje, di raccogliere molti soldi per la propaganda e di servirsi della Madonna per la loro lotta
contro il Vescovo. Hanno inventato i miracoli del sole (molti pellegrini hanno avuto problemi agli occhi, dopo avere
insistito nel guardare il sole); Hanno proclamato, come avvenute, 50, 150, 200, 300 guarigioni. Hanno fatto
propaganda con gli argomenti più diversi, in modo agevole, visto che la gente era disposta a credere a tutto,
specialmente dopo che a loro si sono uniti F. Franic e Laurentin... I fedeli di Medjugorje, così come quelli di altre
apparizioni vere o false, si comportano a seconda del modo con cui vengono istruiti, fino a raggiungere gravi forme
di cecità e fanatismo, verso cui vengono deliberatamente spinti.
26. Agli italiani è ben nota la storia di Giliola Ebe Giorgini, fondatrice della falsa congregazione “Pia Opera di
Gesù Misericordioso”. Separata e civilmente risposata, attribuendosi doti taumaturgiche, catturava delle ragazze per
la sua congregazione. Questo suo lavoro le rendeva molto. Al suo servizio aveva anche due sacerdoti e disponeva di
alcune case. Fra le ricchezze da lei accumulate, perle, oro, due Yachts, 32 pellicce, ecc. Mentra mostrava false
stimmate, che lei stessa si procurava, conduceva una doppia vita. Le sue “sorelle” l’hanno seguita fanaticamente,
chiamandola mamma Ebe. Aveva anche istinti mascolini. Alcune “sorelle” che l’avevano abbandonata hanno
fornito racconti sulla sua vita immorale. Molti nella Chiesa l’hanno riprovata; altri l’hanno difesa appellandosi ai
buoni frutti. Ha ricevuto elogi anche da parte di due Vescovi. In due occasioni, la polizia, facendo irruzione nella
sua casa madre, l’ha sorpresa nella sua stanza in flagrante situazione di colpa con un suo affiliato. Scoppiò uno
scandalo e, da qui, 2 processi in cui fu condannata a diversi anni di carcere. Assieme a lei fu condannato anche un
francescano suo confessore. I giornali hanno gongolato per anni con i suoi scandali. Sulle sue vicende vergognose è
stato girato anche un film; nonostante ciò, i suoi seguaci hanno continuato a seguirla fanaticamente, difendendola
ciecamente anche dopo che la congregazione da lei fondata venne sciolta, poiché, per loro, rimaneva una santa
donna che aveva fatto fiorire vocazioni. Per i suoi seguaci questi erano, assieme a miracoli vantati, i frutti che
dimostravano che lei era una donna di Dio. Il fanatismo è all’origine delle eresie e, ai giorni nostri, il fondamento
delle sette.
Il pastore protestante di Chicago, Rev. Jones, aveva svolto una enorme attività caritativa, riuscendo ad
accumulare molto denaro e a fare, per la sua setta, molti proseliti fanatici ed entusiasti.
Per essere più liberi nelle loro attività, andarono in America del Sud, nella Gujana. Erano più di mille persone:
fondarono un villaggio che chiamarono “Jonestown”, dando vita ad un governo dittatoriale con a capo lo stesso
Jones, il loro “messia”, a cui si sottomisero con fanatica obbedienza. Sulla vita immorale di Jones sono state dette
molte cose orrende: Chi tentò di fuggire fu ucciso; scomparvero i soldi. Quando fu prospettato l’intervento
dell’esercito americano, Jones ordinò a tutti di ritirarsi nella giungla e, quando si rese conto di non avere vie
d’uscita, convinse tutti a trasferirsi all’altro mondo. Circa 900 persone non esitarono a sorbire veleno, traendolo con
un bicchiere da una caldaia, per darsi la morte. Chi diede loro la forza per uccidersi? Il fanatismo.
Quando a delle persone cristiane si racconta di apparizioni e di miracoli, queste, senza porsi alcun interrogativo,
credono a tutto, anche ad una corona del rosario che a Medjugorje è diventata d’oro.
27. Questa cecità coinvolge dei sacerdoti ed alcuni Vescovi. Sacerdoti come Amorth, Rastrelli, ed altri conoscono
bene i motivi per cui il Vescovo, la Commissione, i Vescovi della Jugoslavia, una parte dei frati e il clero diocesano
non credono, ma, sebbene ad oguno di essi il Vescovo abbia volentieri concesso udienza, hanno evitato di affrontare
la verità.
Sono, in particolare, rimasto stupito per la mancanza di collegialità di alcuni Vescovi. Nessuno è tenuto ad accettare
il mio giudizio, ma ognuno ha l’obbligo di studiare gli avvenimenti di Medjugorje prima di pronunciarsi,
specialmente quando ricopra nella Chiesa un’alta carica, come quella, per l’appunto di Vescovo.
“O Madonna mia, che cosa hanno fatto di Te”. Gia da nove anni ti presentano come un’attrazione turistica. Ti
interpellano quando vogliono, come se Tu fossi un’impiegata al di là di uno sportello. Divulgano messaggi
inventati. Dicono che ci sei e che appari, ma al di fuor delle loro affermazioni, non hanno alcuna prova che
convalidi le stesse. Tengono tutto il mondo in ansia nell’attesa del grande segno. Gli ingenui credono e aspettano.
Purtroppo questa falsa aspettativa si ripercuoterà sulla Chiesa, generando vergogna e scandalo. I manovratori non si
convertono, mentre su di essi, da parte del loro Generale, pende la minaccia della soppressione della Provincia.
Questa non è che una parte di quello che c’è da dire. Spero, al più presto, di poter pubblicare uno scritto più ampio e
documentato.
28. A Medjugorje si prega molto e si verificano, dicono, molte conversioni. Ho ricevuto molte lettere davvero
toccanti. Mi dispiace per tutti quelli che, prima o poi, rimarranno delusi. Ho ricevuto anche lettere intrise di offese
talmente pesanti da non potersi pubblicare; tutto ciò in nome della “Regina della Pace”.
Quel che c’è di positivo, non può in alcun modo giustificare che, per condurre gli uomini a Dio, si ricorra alla non
verità e alla menzogna. “Io sono venuto nel mondo per rendere testimonianza alla verità” (Gv 18,37), disse Gesù.
Anche oggi la Chiesa potrebbe attirare masse di persone se abolisse il sesto comandamento di Dio, se riconoscesse
il divorzio, se lasciasse ognuno libero di credere e di fare ciò che vuole... Però, Gesù si è lasciato crocifiggere a
causa della verità. I martiri hanno dato la vita per la verità. S. Paolo scrive ai suoi fedeli: “Se qualcuno vi predica un
vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema” (Gal 1,9).
Oggi, molti gruppi di preghiera, sparsi nel mondo, fanno uso del libro di preghiere di fra Ivica Vego e meditano su
presunti messaggi della Madonna, come se questi fossero più importanti della Sacra Scrittura, del Magistero
Ecclesiastico. Credo che la Madonna intercederà presso Dio affinché la Chiesa possa professare la verità di Cristo.
Sono consapevole che delle anime buone e devote non mi comprenderanno; ad esse potrò apparire come un nemico
della Madonna. Io sono stato più volte a Lourdes ed in altri santuari, riconosciuti dalla Chiesa quali sedi di
apparizioni mariane.
Io ho fatto la scelta della verità, difendo la Santa Chiesa e prego Iddio affinché mi conceda di sacrificare la mia vita
per essa.
29. Quelli che hanno scritto dei libri a favore di Medjugorje, hanno venduto bene e si sono arricchiti. Quelli che
invece hanno apposto critiche, hanno avuto difficoltà a causa di un boicottaggio organizzato.
Per conoscere il “rovescio della medaglia”, bisogna leggere:
IVO SIVRIC, O.F.M. (francescano originario di Medjugorje, vive in America), “La face cachée de Medjugorje”,
tome I, 1988, p. 400 (edizione francese), Editore: Editions Psilog. C.P.: 300, Saint-Francois-Du Lac, Quebec,
Canada, JOC IMo, (tel 514) 568 3036.
IDEM, The Hidden Side of Medjugorje, volume I, 1989. Ed. Psilog, Saint- Francois Du Lac, Quebec (edizione
inglese).
E. MICHAEL JONES, Medjugorje: The Untold Story, Fidelity Press (206, Marquette Avenue, South Bend, IN
46617, USA), 1988, pp. 133.
IDEM, Medjugorje: The Untold Story II, Fidelity Press, South Bend 1989, pp. 144
P.A. Gramaglia, L’Equivoco di Medjugorje. Apparizioni mariane o fenomeni di medianità? Claudiana, Torino 1987,
pp. 172».
(Documento ricevuto dalla Curia Vescovile di Mostar)
Scarica

Marzo 1990 “La verità su Medjugorje” di Mons. Pavao Zanic, Vescovo