In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio di Vicenza ferrovia, per la restituzione al mittente, che si impegna a corrispondere l’importo dovuto
ANNO 2010 - NUMERO 5 - DICEMBRE - Poste Italiane S.p.A. - Spediz. in Abb. Post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) - Art. 1 comma 2, DCB Vicenza
BUONE
FESTE
2 - La feritoia del Torrione
Nella mini naja il futuro dell’Ana?
di Dino Biesuz
È nella mini naja il futuro dell’Ana?
Sembra questa la conclusione più
importante del documento approvato un mese fa dal Consiglio direttivo nazionale, una traccia per individuare il modo in cui affrontare il tanto dibattuto problema del futuro associativo. Una traccia che
viene ora sottoposta a tutti i soci dell’Ana, per avere
proposte e contributi che portino a un documento finale condiviso il più possibile.
Il problema è semplice. C’è un nemico che
nemmeno gli alpini riescono a battere. Il tempo. Nel 2020 l’Ana avrà
70 mila soci in meno e i soci avranno dieci anni in più; sempre meno
potranno lavorare in settori qualificanti come protezione civile, ospedale da campo, sport, volontariato; i
gruppi cominceranno a chiudere.
Per l’Ana sarà sempre più
difficile tramandare i suoi
valori e lo stile di vita degli Alpini, se non arriveranno i rincalzi.
Per dare nuova linfa sono
stati individuati quattro
punti, a cominciare dagli
“alpini dormienti”, cioè
che hanno fatto la naja alpina ma non sono iscritti all’Ana. Poi occorre continuare a stimolare i giovani associati ad una maggiore partecipazione alla vita associativa. Il terzo punto sono gli alpini in armi: saranno dei professionisti, ma sono sempre alpini e fra loro c’è da fare proselitismo. Queste forme di “reclutamento” però non sono determinanti per frenare il calo numerico degli associati. Più importante invece il quarto punto, gli Amici degli alpini, verso i quali bisogna applicare con ri-
gore le nuove disposizioni per fare in modo di selezionare i “veri” amici, quelli che con noi vivono, soffrono
e gioiscono. «Con la riforma dei soci aggregati del 2008
- osserva il presidente Perona - si è chiarito che con l’applicazione delle nuove disposizioni (separazione dell’aggregato dall’aiutante) si poteva rimandare la soluzione del problema del futuro dell’Ana più in là nel tempo. Ma occorre che le disposizioni vengano applicate:
ad oggi i soci aiutanti sono solo 651, meno dell’1 per
cento e mi pare un po’ pochino...»
Numeri più confortanti arrivano invece dalla mini naja.
Sono circa 700 i ragazzi che hanno fatto lo stage in caserma, nel prossimo anno potrebbero salire a 1000 2000. Quasi tutti si sono iscritti all’Ana come soci
aggregati, molti sono entrati nelle file della Protezione civile, alcuni hanno
partecipato ai lavori per il ripristino dei sentieri e delle opere belliche.
L’Ana - segnala il presidente Perona - farà una serie di proposte
al ministero per migliorare il sistema di reclutamento e intende predisporre un percorso formativo, successivo allo stage,
per perfezionare la preparazione civica e fisica del giovane,
allo scopo di poterlo avviare
verso il mondo del volontariato e di poter affinare la consapevolezza di cittadinanza instillata dalle forze armate. Altre proposte sono la creazione
di campi di addestramento alla protezione civile, la definizione di convenzioni che consentano all’Ana di proseguire il recupero dei sentieri della memoria, di
approntare campi di lavoro e fare la manutenzione ai
sacrari militari. «Ad ogni modo - sottolinea Perona questi ragazzi sono ormai una realtà della nostra associazione e dovremo impegnarci per gestirli al meglio,
in modo che l’entusiasmo che dimostrano ora non abbia a spegnersi mai».
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LA NOSTRA IMMAGINE
SONO I NOSTRI FATTI
SOMMARIO
pag.
• La feritoia del Torrione
• Nello zaino
• Novità in libreria
• Le sezioni in cifre
• Lettere in Redazione
• Vita delle zone e dei gruppi
• Protezione Civile
• Gli alpini e lo sport
• Varie
• “Un nostro amico hai chiesto alla montagna...”
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Anno 2010 - n. 5 - Dicembre
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Torrione degli Alpini
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Nella prima di copertina: anche in Afghanistan arriva
Babbo Natale con le sembianze di questa graziosa
alpina della “Julia” (foto dell’8° Rgt. Alpini)
Cari Alpini, cari amici degli Alpini,
siamo giunti anche quest’anno al tradizionale scambio
degli auguri natalizi.
Dedico il primo pensiero e ogni buon auspico per il nuovo anno ai nostri volontari delle squadre di Protezione
Civile Ana. Costoro fin dal 1° novembre scorso hanno messo a disposizione delle amministrazioni comunali il loro tempo, la loro professionalità, i loro mezzi,
la loro forza di volontà per soccorrere le vittime delle esondazioni che hanno interessato il Vicentino. I nostri volontari hanno offerto un contributo determinante affinché i danni alle persone e alle cose fossero ridotti al minimo. Mai vorremmo intervenire in queste emergenze, ma sono orgoglioso che oggi “a casa nostra” gli alpini sono giunti preparati guadagnandosi il plauso dei massimi funzionari del Dipartimento della Protezione Civile e, soprattutto, l’umile gratitudine della popolazione civile.
E poco importa se, guidati da ben altre logiche, chi di dovere non ha manifestato né pubblicamente né sui mass-media apprezzamento per l’impegno delle nostre squadre. Noi non siamo politici, non abbiamo debiti di riconoscenza da saldare in alcun modo e non paghiamo uffici stampa per curarci l’immagine. La
nostra immagine sono i nostri fatti.
L’anno venturo sarà il genetliaco dell’Unità Nazionale. Sarà un momento importante per il nostro Paese e per noi alpini. L’Adunata di Torino sarà un evento che ci coinvolgerà nel fisico, ma anche negli animi. Il valore simbolico di Torino 2011, infatti, a 150 anni dell’Unità d’Italia, richiama tutti i nostri valori associativi. In particolare, saremo chiamati a testimoniare la devozione per il nostro Paese, soprattutto oggi, in un contesto sociale ed economico che, per usare
un eufemismo, non rispecchia l’idea di Italia che i padri risorgimentali si raffiguravano 150 anni fa.
Mi si potrà obbiettare che gli alpini non aspettano gli anniversari per salutare
con orgoglio la Patria, e che a essa paventano devozione con frequenti azioni
concrete di solidarietà e che, a differenza di altri, non hanno bisogno di dimostrare alcunché. Ed è tutto vero. Eppure, come ho avuto già modo di scrivere,
gli italiani hanno anche bisogno di simboli positivi intorno ai quali cementare la
loro identità nazionale. Gli alpini, oggi, questo simbolo lo possono essere.
Il terzo pensiero va così agli alpini in armi. A loro, interprete del sentimento di
tutti gli alpini della sezione, rivolgo un caloroso augurio.
I nostri militari svolgono le missioni all’estero con assoluta abnegazione e competenza e oggi sono forse il migliore sponsor del Paese nel mondo. Che siano
alpini o non alpini, veneti, campani, siciliani o friulani, noi come membri di
un’associazione d’arma che fa del tricolore il primo vessillo abbiamo il dovere
morale di sostenerli in ogni modo possibile. Ce lo impone il nostro credo, ce lo
impone la nostra storia.
A voi tutti, infine, alpini e amici degli alpini della sezione di Vicenza e alle vostre famiglie, i migliori auguri di buon Natale e felice anno nuovo sicuro che,
come sempre, saprete portare con orgoglio il cappello anche nel 2011 e saprete
lavorare e impegnarvi con l’usuale spirito di dedizione che vi contraddistingue.
Giuseppe Galvanin
4 - Nello zaino
Apprezzati dai vicentini il grande impegno e la perfetta macchina organizzativa
ALLUVIONE, ALPINI IN PRIMA LINEA
di Dino Biesuz
Si sono fatti le ossa in tutta
Italia, e anche all’estero, gli
alpini della protezione civile. Stavolta, purtroppo, hanno dovuto lavorare in casa. Così i vicentini hanno potuto vederli all’opera in diretta e si sono
resi conto che hanno una marcia in più rispetto
agli altri. Non certo nell’impegno, che è totale
da parte di tutti, ma nell’organizzazione: una
macchina ormai collaudata alla perfezione in
tante operazioni di soccorso e nelle esercitazioni svolte con regolarità. Al punto che gli alpini, oltre che agli alluvionati, hanno potuto dare una mano anche ad altri soccorritori.
Ma vediamo come ha funzionato la macchina della sezione Ana di Vicenza.
Il responsabile della squadra sezionale, Roberto Toffoletto, è stato svegliato alle 6.45 del 1° novembre dall’ing. Carli del comune, che cercava volontari per riempire sacchetti di sabbia: tre quarti d’ora dopo una decina di persone erano già al lavoro all’Amcps. Ma i fiumi
s’ingrossavano a vista d’occhio, arrivavano richieste da
tutta la provincia, ci si è resi conto che la cosa era molto più grossa del previsto.
Toffoletto si è messo a disposizione del sindaco ed è stato chiamato in prefettura, dove si stava allestendo il centro coordinamento soccorsi. In pochissimo tempo la protezione civile alpina ha allestito una rete radio, con un
ripetitore installato a Monte Berico, che ha collegato l’operatore in prefettura a tutte le squadre Ana impegnate
in città e nei comuni limitrofi; si è avuto così un quadro
sempre aggiornato della situazione, indispensabile per
coordinare gli interventi.
Gli alpini hanno lavorato su molti fronti allestendo ricoveri per persone evacuate con brandine e coperte in
dotazione (all’Istituto Rossi e a Caldogno), collaborando con la polizia municipale per la viabilità, soccorrendo le persone in pericolo, svuotando scantinati e locali
allagati con più di 10 squadre al giorno, a fianco del personale dei VVF, presso il cui comando provinciale era
stato allestito un punto di coordinamento.
Nella sede della protezione civile Ana al Foro Boario si
è lavorato sodo per preparare e smistare materiali e soprattutto per preparare pasti per tutti i volontari al lavoro, anche i non alpini, lavorando dalle 6 di mattina fino
a notte per garantire pasti caldi ogni giorno ai volontari impiegati (1.000 pasti).
Passata l’onda di piena è cominciato il lavoro più duro:
lo sgombero da acqua e fango, con l’imperativo di fare
il più presto possibile. Preziose in questa fase sono state le motopompe di cui sono dotate le squadre alpine e
che sono state messe in opera senza sosta per una decina di giorni.
Sono arrivati rinforzi dai centri dove era passata l’emergenza e dalle sezioni Ana di Bassano, Valdagno e
Padova.
Durante l’emergenza sono intervenuti in tutto 370 volontari alpini, che hanno lavorato a più riprese per più
di 14.000 ore uomo.
Questa fase è durata una decina di giorni durante i quali anche 37 volontari hanno partecipato a un corso del
genio civile per il monitoraggio degli argini. Ci sono stati poi altri due preallarmi, ma non è stato richiesto il loro intervento. A Valli del Pasubio, dove già da giorni i
volontari Ana lavoravano a supporto del comune, la task force Vicenza dell’esercito ha chiesto ulteriore sup-
Nello zaino -
porto alla squadra sanitaria Ana per predisporre un posto medico avanzato, con infermieri e medici a supporto dei militari che hanno costruito un ponte Bailey.
È stato inoltre fornito, assieme ad altre sezioni Ana della provincia e del Veneto, personale per i turni di controllo alla frana del monte Rotolon, nel comune di Recoaro; personale che sarà impegnato fino ai primi di dicembre. Prallelamente si sta monitorando anche una frana nel comune di Valli del Pasubio.
«Abbiamo avuto apprezzamento dalla Prefettura, dove
abbiamo dato assistenza per più di 15 giorni consecutivi e dai vigili del fuoco per la nostra preparazione ed
organizzazione - dice Roberto Toffoletto -; la prossima
volta andrà ancora meglio: toccate dall’emergenza, le
persone imparano subito cosa c’è da fare. Certo è che
senza i volontari, vigili del fuoco ed esercito non sono
sufficienti a far fronte a tutto. Ormai il volontariato di
protezione civile, di cui l'Ana è un riferimento anche a
livello nazionale, è imprescindibile».
«Ma nonostante questo, i volontari devono pagare per
poter lavorare - commenta Toffoletto -. Noi naturalmente non chiediamo un centesimo per il nostro lavoro. Ma
le divise, i dispositivi di protezione individuale, gli attrezzi
ed i materiali vari che deperiscono e si usurano veloce-
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mente, in assenza di sostegno e contributi da parte degli
enti o dei privati, dobbiamo pagarli spesso di tasca nostra; mentre per le spese che vengono anticipate dalla sezione Ana, la prospettiva è di rimborsi dagli enti sempre
più lenti ad arrivare e magari anche solo parziali... stiamo ancora aspettando quelli per l’intervento nel terremoto del Molise, ma sembra che i soldi siano finiti... Ma
se i rimborsi non arriveranno, dubito che la prossima volta la partecipazione sarà così massiccia…».
6 - Nello zaino
ITALIA, ITALIA
di Gigi Girardi
ITALIA, ITALIA: momenti intensi in un incontro apertosi con
il saluto del nostro presidente
Giuseppe Galvanin, rivolto ad
un folto pubblico che nonostante l'incombente disastro alluvionale che in quei primi giorni di novembre ha sconvolto la nostra provincia, sabato 5
novembre ha affollato la sala Palladio, nel complesso fieristico di Vicenza. Presenti numerose e
qualificanti personalità del mondo Ana e dell’esercito, tra cui il redattore capo de L’Alpino, Giangaspare Basile, il generale Giancarlo Comacchio
ed il colonnello Vincenzo Pegorer.
Una serata intensa, carica di emozioni ove era palpabile
la partecipazione di una platea trascinata dalle melodie
che “I Crodaioli”, hanno fatto fluire sulle note della tastiera del Maestro Bepi De Marzi, che ancora una volta
ha saputo trasformare lo spettatore in protagonista.
Tale infatti era l’intento dei promotori di questo avvenimento, destinato a riportare la memoria del pubblico
e degli alpini vicentini sulla storia che, dal Risorgimen-
Gigi Girardi e il presidente Galvanin
con Bepi De Marzi
I Crodaioli sul palcoscenico della fiera
to alle vicende più recenti, ha segnato il nostro cammino verso quell’agognata e forse non ancora completamente compiuta, Unità Nazionale.
Tema dominante la serata, la tragica ed al tempo stesso
esaltante epopea del monte Pasubio, massiccio baluardo
dominante la pianura vicentina, sulle cui pietraie si consumarono sotto diverse bandiere, sublimi e spesso inutili
eroismi di uomini senza odio e con tanta voglia di vivere.
Parole di pietà per questi eroi ed incitamento per noi che
ne dobbiamo raccoglierne il testamento, le ha pronunciate Vittorio Brunello, direttore de L’Alpino, organo nazionale di informazione della nostra associazione.
«Una memoria non contemplativa - ha ribadito Brunello - ma attiva come è nello spirito alpino. Coltivata da
ogni italiano, prima che essere implorata, per mantenere alti quei valori di rispetto per la nostra bandiera
ed amore per questa Patria che mai dovrà dimenticare
il giovane sangue di cui sono irrorate le sue radici».
Forti emozioni anche per i brani di Giulio Bedeschi, Mario Rigoni Stern, Gianni Pieropan, Robert Skorpil, interpretati più che letti, da una voce narrante in certi passaggi fin troppo sanguigna e coinvolta nella parte.
Il 2011 sarà l’anno del centocinquantesimo anniversario
dell’unità d’Italia. «Un avvenimento - ha detto il presidente
Galvanin nel suo saluto di commiato - che deve rimanere
nel cuore e nella memoria di tutti e di noi alpini in maniera particolare ed in uno slancio, che osiamo sperare
non solo emotivo, ha promesso altri di questi incontri nel
corso del prossimo anno.Uno magari proprio in un luogo
ove vivi e morti, potranno ritrovarsi insieme per un ideale abbraccio senza tempo e senza confini».
Nello zaino -
7
“Su la strada del Monte Pasubio, bom, borombom...”
Bepi De Marzi ha scritto questo canto
quasi cinquant’anni fa. Ormai è talmente diffuso, talmente popolare che
molti lo nato durante la Prima Guerra
Mondiale, dimenticando il suo autore.
“Ma gli alpini non hanno paura! bom,
borombom...” Erano due strofe, e Carlo Geminiani, d’accordo con Bepi, ne
ha aggiunto una terza. Nella serata del
5 novembre scorso, il canto che esalta
la nostra grande e martoriata montagna, è stato intonato da centinaia e centinaia di partecipanti al primo incontro
che la nostra Sezione ha voluto in preparazione all’Anno dell’Unità d’Italia.
C’erano anche I Crodaioli, a guidare il
cantare collettivo, e qualcuno si aspettava qualche intervento polivocale. Lo
chiediamo a De Marzi.
Lo scopo era quello di far cantare tutti. E ci siamo riusciti. Doveva essere la
festa del Tricolore. Ed è stato così. Non
doveva essere un concerto, anche perché è fin troppo facile scivolare nell’esibizione. Come
nel nostro ultimo compact-disc, il nono, abbiamo voluto invitare gli alpini e gli amici a ritrovare il cantare a
una sola voce, magari con un accompagnamento stru-
mentale. Scrive Bedeschi che “una fisarmonica ouna chitarra trasformavano la commozione in felicità”.
A cura della Sezione è stato stampato
un opuscolo con i canti tradizionali più
conosciuti, da Sul cappello al Ponte di
Perati. Ma anche Fratelli d’Italia, cantato da tutti, in piedi, con voce vibrante e convinta. De Marzi accompagnava
alla tastiera con effetti orchetrali. Un’apoteosi. E nello stesso fascicolo c’erano la Preghiera dell’alpino e La Preghiera dell’alpino ignoto, che Giulio
Bedeschi ha scritto nel suo secondo libro, Il peso dello zaino. Commenta De
Marzi:
Lo scopo è stato quello di far recitare
a tutti la nostra Preghiera, e anche quella del nostro indimenticabile Bedeschi.
Di solito, nelle nostre riunione e anche
nella sante messe, pochi pregano o cantano. Propongo a chi regge l’asta dei
nostri gagliardetti di tenerla con la mano sinistra, così almeno fanno un segno di croce con la
destra. È tempo che la partecipazione non si limiti alla
sola presenza, magari impacciata, addirittura imbronciata. Essere alpini vuol dire essere italiani in tutto e
per tutto. Per me,
Dio, Patria e Famiglia hanno ancora senso. A Vicenza ho potuto
mettere finalmente il mio cappello, che mi era stato rubato all’Adunata di Padova, che mi è stato restituito con
un biglietto anonimo. E ringrazio
chi me l’ha tenuto, chissà dove,
per tanti anni.
8 - Nello zaino
PIETÀ O FETICISMO?
Ben va distinto un gesto d’amore dal mero feticismo.
Interpretazioni diverse tra loro, colte qua e là nei mesi
scorsi, tra la gente che osservava l’avvicendarsi’ sul monte Pasubio di centinaia di volonterosi muniti di pale e
picconi, con o senza penna sul cappello, per migliaia di
ore lavorative.
Un’impresa impegnativa che coinvolge la nostra sezione, avviata lo scorso anno e che probabilmente non basterà il prossimo per concluderla. Progettata e destinata al recupero di opere belliche, testimoni delle fatiche
e dell’olocausto di migliaia di nostri fratelli, sacrificati
dall’esaltazione di pochi per ottenere il niente con il sangue di poveri disperati. Stritolati su queste pietraie dalle macchine di morte e dalle forze della natura; senza
conoscerne il vero perchè ed ubriacati da menzogneri
proclami.
Trincee, postazioni, armi, gallerie, riportate alla luce. In
tanti approvano l’iniziativa. Giusto il recupero dei luoghi di battaglia per rendere al visitatore, allo storico, al-
l’appassionato, l’idea di quella che fu l’esistenza e la fine di migliaia di uomini obbligati a convivere quotidianamente con la morte e l’incertezza di un’altra alba.
Un maturo montanaro mi diceva che tutto ciò è giusto
perché è come riaprire un libro rimasto chiuso per troppo tempo. Per leggerlo, per capirlo, per coglierne il messaggio, bisogna toccarlo, riaprirlo, sfogliarlo, meditarlo.
Altri, invece sceglierebbero di lasciare che tempo e natura ricoprano con il loro pietoso manto le ferite della
montagna, lasciando alla storia, quella scritta da chi c’era, ricordare e conservare il culto e la memoria di tanti
sublimi quanto inutili eroismi: fiori stupendi, stroncati
in quella immane follia che si consumò tra queste rocce. Quando, pellegrini visiteremo questi luoghi, eviteremo di andare a caccia di cimeli ma in silenzio e devotamente reciteremo una prece, posando lieve il nostro
piede su queste pietre sacrificali.
L. Girardi
Nello zaino -
9
CAMMINAITALIA SUL PASUBIO
Non erano proprio di venti
to Colle di Xomo da cui,
... convenuti dal monte e dal piano,
città ma certamente le due dozinoltratasi per il ripido sengiunti a Thiene si strinser la mano,
zine di escursionisti giunti altiero nel bosco, ha presto
la sede del gruppo alpini di
raggiunto l’imbocco (quelcittadini di venti città...
Thiene, da sempre generosi
lo vero) della strada delle 52
ospiti, provenivano da più regallerie. Stupore ed emogioni della nostra penisola.
zione per i molti che la perTutti accorsi al richiamo delcorrevano per la prima voll’instancabile nostro socio, Carta e prodigarsi in dettagli
lo Restiglian - Carletto per gli
spesso inediti, da parte di chi
amici - inarrestabile camminagià la conosceva.
tore, che ha saputo coniugare
Ecco la piccola spianata di
l’occasione del decennale del
Porte del Pasubio, giusto in
transito del Camminaitalia neltempo per lo spuntino di
le nostre zone, offrendo agli
mezzogiorno e poi via per
escursionisti l’opportunità di vitrincee e camminamenti resitare e conoscere il massiccio
centemente recuperati daldel nostro (perdonate il possesl’entusiasmo e dalle bracsivo ma è così che lo sentiamo)
cia degli alpini vicentini ed
Pasubio.
amici di altre sezioni. PasCon gli automezzi messi a disposizione dalla nostra Sesi lenti, occhi attenti a cogliere le ferite della montazione e dal Gruppo di Malo, la compagnia ha raggiungna sul Dente italiano ed orecchi tesi alle notizie sto-
10 - Nello zaino
riche del Carletto.
Cala la nebbia, si scende verso la chiesetta di Santa Maria in località Sette Croci. Un silenzio riverente grava
sulle sacre pietraie. Ancora una pietosa prece davanti al
cippo del generale Rossi e giù a passo sciolto verso il
Rifugio A. Papa, per la cena e il pernottamento.
L’ottima cucina ed un dolce clima di amicizia hanno favorito la pace degli animi ed indotto ad un sereno riposo.
Mercoledì 21 luglio, sveglia alle 6: colazione, zaini in
spalla e via per il Cogolo alto, Soglio dell’Incudine, Alpe di Cosmagnon, Selletta dei Denti, Dente austriaco,
crinale del Roite, Bocchetta delle Corde e giù al rifugio
Lancia per un veloce ristoro e lasciare i materiali più pesanti e poi via in lenta colonna su per il Col Santo e Col
Santino a stordirci nell’esplosione dell’intenso giallo
della magica fioritura dei prati di arnica e di bistorta.
Una visione esaltante favorita dalla luce calda di un tardo pomeriggio di mezza estate. Nella conca, al rifugio
ci attende una fresca doccia con acqua a temperatura ambiente e la conciliante cena.
Tutti gli escursionisti erano ormai affiatati: quelli che si
incontravano per la prima volta ed i veterani del Cam-
minaitalia. Riferimento e sicurezza per tutti, l’indomita
pattuglia alpini capeggiata da Carlo Restiglian da Thiene, anima dell’organizzazione, amabilmente ribattezzato come “Carlo rommel, la volpe del Pasubio”, trasmettitore nella brigata Cadore, classe 1939 - Enrico Faresin di Schio, esploratore alla 65a del btg. Feltre, i famosi “Lupi di Agordo”, classe 1940 come Gigi, trasmettitore alla CCB del btg. Belluno. I friulani di Maniago, Claudio Morassi e Mario Centazzo, alpini della
gloriosa Julia ed in fine ma certamente non ultimo, lo
scattante piemontese Domenico Del Barba, paracadutista della brigata Taurinense, classe 1933.
Alba del giovedì, altra levataccia per il giorno più lungo: Sella delle Pozze, Malga Costa, giù al Passo della
Borcola, su al Monte Maggio e giù a Passo Coe dove, pilotati da Bepi Barbato e Valentino, alpini del gruppo di
Malo, attendono i mezzi per il rientro. Ultima giornata,
la più impegnativa ma che la sera riunisce tutti a tavola:
camminatori ed alpini per concludere e raccogliere i complimenti ed il saluto del nostro presidente, Bepi Galvanin e del capogruppo di Thiene, Angelo Rossi.
gigigirardi
A Roma il coro Ana di Piovene Rocchette protagonista del 4 Novembre
IL SENATO RENDE ONORE AGLI ALPINI
Nessuno, a memoria d’uomo, aveva mai visto tanti cappelli d’alpino gironzolare per Palazzo Madama. Davanti
agli occhi sgranati degli inservienti e dei questori del
Senato che gli hanno accolti e guidati per i corridoi, le
aule, le scale del palazzo, gli alpini hanno risposto con
la consueta “disimpegnata” simpatia.
Il 4 Novembre, Festa della Vittoria, si è svolto nell’aula del Senato un concerto in memoria dei caduti in Afghanistan della Brigata Alpina Julia. Un evento fortemente voluto dalla senatrice veronese Anna Bonfrisco
che nelle sue parole d’introduzione, ribadite successivamente dal senatore e ufficiale alpino Franco Marini e
dal presidente del Senato Renato Schifani, ha sottolineato l’attuale impegno e il sacrificio delle truppe alpine nelle varie missioni internazionali. In più l’Ana ha
ricevuto l’apprezzamento e il plauso del Senato per l’amor patrio che gli alpini in congedo manifestano concretamente non solo nelle cerimonie istituzionali ma anche nelle attività solidali e nella protezione civile.
Il Coro Ana di Piove Rocchette, diretto dal maestro Alessandro Canale, si è esibito insieme al Coro Alpini di Pe-
schiera del Garda, al Coro della Portella dell’Aquila e
al Coro Alpini dei Congedati della Brigata Julia, in un
breve repertorio di cante che ha ripercorso alcuni dei
momenti più tragici e commoventi della storia degli alpini. Il Senato, con la presenza delle massime autorità
militari italiane e alleate, ha tributato agli alpini un applauso che i nostri coristi, ne siamo certi, non dimenticheranno facilmente.
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UNITÀ D’ITALIA: 150 ANNI E SENTIRLI TUTTI.
EPPURE NOI CI CREDIAMO ANCORA
di Federico Murzio
Ammetto che alla fine ho ceduto anch’io alle lusinghe
di Roma e ho trascorso in Senato il 4 Novembre, Festa
della Vittoria, dov’era programmato un concerto in memoria dei caduti in Afghanistan della Brigata Alpina Julia e dove, tra l’altro, si è esibito il Coro Ana di Piovene Rocchette.
Roma, inutile nasconderlo, mantiene inalterato il suo fascino di città millenaria. Così come restano ammaglianti agli occhi di chi Roma la frequenta poco, le circensi manifestazioni del
suo status di capitale d’Italia che,
dalle auto blu ai palazzi del potere, si palesano ovunque. Pochi
sono esenti dall’attrazione Roma.
O meglio, di quello che Roma
rappresenta tra la collettività: il
potere. E il potere produce prima
di tutto appiccicosa referenza.
Tanto che non mi sono sorpreso
vedere dei duri alpinacci, prima e dopo il concerto, lasciare il proprio posto e con slancio felino precipitarsi a
stringere la mano al senatore Tizio, al sottosegretario
Caio, al generale Sempronio. Peccatucci veniali: si sa,
al pari di Ulisse anche gli italiani sono comunemente sedotti da Circe, e magari soggiacciono pure ai suoi desideri, salvo poi tornare mesti e vili (nel caso italiano) alle comode cure di Penelope.
***
Roma, dunque, è la capitale del Paese che l’anno prossimo festeggerà i 150 anni della sua Unità. Che essa sia
capitale di Stato è certo; che essa rispecchi nei cuori degli italiani la capitale della Nazione è un interrogativo
che molti si pongono da tempo. Indubbiamente oggi l’Italia ha uno Stato (debole) ma uno scarso senso di identità nazionale. Quest’ultimo è corroso da uno Stato che
spesso non ha mantenuto le sue promesse, da una pubblica amministrazione più Borbonica che Sabauda (o
Serenissima, se vogliamo restare in zona), e da una discutibile etica pubblica. A fronte di “federalismi estremi” e “secessionismi” paventati, glorificati, minacciati,
sono però convinto che difendere l’Unità d’Italia non significa condividere tutto ciò che l’Italia è oggi. Italia
che, per usare un termine molto in voga tra gli esperti di
marketing, ha molti margini di miglioramento.
Sono così altrettanto sicuro che le spinte disgreganti non
vadano combattute in Veneto, Piemonte, Lombardia ma
piuttosto affrontante con lo strumento del “buon governo” in Calabria, Campania e Sicilia. Laddove, in altre
parole, il declino dello Stato è più manifesto e dove, forse, l’identità nazionale è ancora meno sentita che nelle
nostri valli. Perché in realtà (e
prevengo così le obiezioni dei
nostri lettori non veneti), non è
ragionando sulle percentuali della provenienza regionale degli
impiegati nei enti pubblici o militari che si misurano il senso
d’appartenenza e identità degli
italiani alla Nazione. Lo spirito
di sacrificio per la Patria, noi che
con le nostre squadre di protezione civile Ana andiamo gratuitamente ovunque ce ne sia bisogno senza aspettare che ci sia comandato, è ben altra
cosa.
***
C’è ancora un’ultima, breve nota che interessa l’Unità
d’Italia e che coinvolge giocoforza gli alpini e il loro
senso di appartenenza alla Nazione.
Noi alpini facciamo riferimento al patriottismo come valore associativo assoluto. Le penne nere lo interpretano
e lo praticano concretamente in ogni loro attività come
una devozione all’Italia. Così, il “nostro” patriottismo
ha una connotazione essenzialmente difensiva, sia sotto un profilo militare sia culturale e solidale.
Noi nella bontà di questa idea di Unità e di Patria ci crediamo ancora, nonostante tutto. Ogni tanto si ha l’impressione, anzi, che gli alpini siano gli unici a percepire un senso d’insoddisfazione verso il declino della società civile (un declino etico prima ancora che economico). A differenza di molti, però, anziché lavorare sugli elementi esclusivi che intaccano l’Unità, gli alpini
lavorano sugli elementi inclusivi. E questo, alla fine, fa
tutta la differenza del mondo.
12 - Nello zaino
IL RECUPERO DELLA HEXENKESSEL
E DELLA QUOTA NEUTRA DEL MONTE CIMONE
Salvato un altro pezzo del patrimonio storico della Grande Guerra. Grazie agli alpini
di Federico Murzio
guerra. Si va dal recupero del cimitero autroungarico a
quello del sistema difensivo composto da trincee scavate
in roccia lungo tutto il ciglio dell’Altipiano, camminamenti, postazioni scavate in roccia, ricoveri in caverna, resti di baraccamenti e piazzole d’artiglieria; dai ricoveri in
Il monte Cimone è la vetta più alta di
caverna e resti di baraccamenti alla “Bolgia delle streghe”
un sistema montuoso che scende molai ricoveri in caverna italiani sul versante sudovest della
to rapidamente verso sud in direziocima e perfino il camminamento d’approccio e l’ingresso
ne di Arsiero. Durante la grande guerdella galleria di mina (galleria sud), il cratere di scoppio.
ra con la Quota Neutra e il monte Caviojo, il Cimone era
«Questo è un intervento di recupero che vuole essere soparte di un imponente sistema difensivo e di comunicaprattutto civico - spiega Flavio Rodighiero, il parlamenzione per l’esercito italiano. Lo sapevano naturalmente antare che ha promosso la legge sulla tutela del patrimonio
che gli austriaci, e proprio lì, infatti, il 23 settembre 1916
storico della grande guerra -. Perché ciò
i soldati dell’imperatore fecero brilche è stato fatto è soprattutto una letlare una mina che tra morti, feriti, ditura storica sul presente in un’ottica euspersi e successivi prigionieri, proropea ed internazionale». Di fatto ci
vocò la perdita di 19 ufficiali e 1118
stiamo avvicinando a grandi passi versoldati. Per avere una vaga idea delso il centenario dello scoppio della prila potenza della mina esplosa, basti
ma guerra mondiale, «Sarebbe imporpensare che essa provocò un cratetante che a questa iniziativa ne seguisre di 55 metri di diametro e 22 mese una europea di ampio respiro. Oltri di profondità. Gli italiani ripietretutto la legge 78 ha la copertura figarono poi verso Quota Neutra, mennanziaria fino al 2012. Considerata la
tre gli austriaci rimasero esattamenbontà del lavoro svolto e quanto c’è ante dov’erano. Questi i fatti di allora.
cora da fare è fondamentale che essa
Oggi, sul Cimone, dopo due anni di
sia rifinanziata» chiosa Rodighiero.
studi certosini delle fonti e di attenDi “conservare” e “valorizzare” i luoti lavori in un ecosistema delicatisghi della grande guerra parla anche Ensimo, è stato inaugurato il recupero
rico Hüllweck, capo della segreteria del
della Hexenkessel, Bolgia delle streMinistero dei Beni Culturali. Un conghe, e della Quota Neutra. Un recupero che è parte di un ampio progetto L’ingresso della “Bolgia delle streghe” cetto, quello della valorizzazione della
montagna, che supera una eccezione commerciale per apstabilito dalla legge 78 del 2001 sulla Tutela del patrimoprodare ad un significato educativo. «Valorizzare vuol dinio storico della Prima guerra mondiale e che, tra i molti
re imparare. Queste realtà non meritano una lettura sfugattori coinvolti, ha visto operare sul campo le squadre delgevole sui libri di storia: da qui si capiscono le mostruola protezione civile della sezione di Vicenza. Ricorda Giusità della guerra; questi sono i libri aperti che dobbiamo
seppe Galvanin, presidente sezionale: «Il senso del nostro
continuare a leggere - dice Hüllweck -. Il Cimone è un veimpegno è quello di ripercorrere i Sentieri della Storia e
ro e proprio museo sul quale non è sufficiente una condi affidarla alle nuove generazioni. Ci avviciniamo al
servazione se poi queste valli e montagne, con la prezio150esimo anniversario dell’Unità d’Italia: bisogna capisa storia delle loro genti, non sono facilmente raggiungire che l’Unità, attualmente, passa anche da queste monbili. Si devono perciò attivare dei circuiti di conoscenza,
tagne sacre dove hanno combattuto alpini e fanti, soldati
soprattutto per le scolaresche e per i più giovani. In queche venivano da ogni parte del Paese».
sto, come nel recupero dei manufatti del Cimone, sottoliMolto è stato fatto per (ri)dare dignità storica al monte che
neo il rilevante compito delle associazioni d’arma che sonon meno del Pasubio, dell’Ortigara e del Grappa è stato
no spiritualmente e umanamente legate agli eventi».
teatro bellico delle miserie e nobiltà umane della grande
Nello zaino -
13
FESTA A PIEVE DEI “VECI DEL BATT. CADORE”
L’annuale appuntamento per gli alpini che hanno
svolto il servizio militare nei ranghi del btg. “Pieve
di Cadore” è iniziato la mattina con il doveroso
omaggio alla stele che ricorda i quattro alpini (uno
di questi era un vicentino) morti in un incidente stradale; come qualcuno ricorderà, il loro camion mentre percorreva la strada di Alemagna verso il Cadore, era uscito di strada e nello schianto sul greto del
Piave erano deceduti i giovani militari di leva.
Nel pomeriggio dello stesso, solenne, seppur per
pochi intimi, messa celebrata nella chiesetta, dedicata ai caduti del 7° Alpini, di San Francesco d’Orsina a Calalzo di Cadore (di proprietà dell’Ana nazionale e data in comodato alla sezione “Cadore”
che la sta ristrutturando), a ricordo del ten. Molinari promotore, 57 anni fa, della prima festa del btg.
e di tutti i caduti, in guerra e in pace, dello stesso.
Una giornata di splendido sole, domenica, ha favorito
l’afflusso in Cadore di una moltitudine di alpini proveniente da tutta Italia (tantissimi i vicentini), che ha riempito all’inverosimile il duomo di Pieve per assistere alla
messa che tradizionalmente apre, ogni anno, le cerimonie ufficiali per la festa del battaglione. Otto vessilli sezionali, oltre cinquanta gagliardetti di gruppi e varie bandiere di associazioni d’arma facevano da splendida corona all’altare. Dopo la sacra celebrazione le numerose
autorità civili e militari presenti, seguiti dalla moltitudine di alpini, molti con le famiglie al seguito, si sono trasferiti nella vicina piazza Tiziano per presenziare alla cerimonia dell’alzabandiera a cui ha fatto seguito l’entrata nello schieramento della bandiera di Pieve di Cadore,
decorata di medaglia d’oro al valor militare, è seguito
quindi il doveroso omaggio alla lapide, murata all’esterno del palazzo che ospita la magnifica comunità del Cadore, che ricorda i volontari cadorini caduti nelle insurrezioni anti austriache del 1848 e 1866.
Tutte le fasi della cerimonia in piazza a Pieve e quella
successiva nella caserma Calvi di Tai sono state scandite dalla voce del colonnello Gianluigi Rinaldi già vice comandante della 167a compagnia mortai, autore dei
due volumi che ricordano le vicende degli alpini da la
“Bala Rossa” nella seconda guerra mondiale e attuale
vicepresidente dell’associazione “Veci del Cadore” e dai
brani eseguiti in modo magistrale dalla “nostra” fanfara di Vivaro-Dueville.
Alla fine di questa prima parte della cerimonia tutti i
convenuti, perfettamente inquadrati e a rigoroso passo
L’omaggio agli alpini caduti
di marcia, hanno percorso il tratto di strada, omogeneamente imbandierata di tricolore, che conduce da Pieve alla vecchia caserma di Tai, caratterizzata quest’ultima, ora come un tempo, da una piazza d’armi in discesa. Numerosi villeggianti ospiti delle ridenti località
o casualmente di passaggio per quel tratto di via Nazionale, hanno fatto sentire tutta la loro simpatia a noi
che sfilavamo. All’interno della vecchia caserma di Tai
che ospitava un tempo oltre la 67a compagnia fucilieri,
la 167a mortai e la C.C.S., anche il comando di battaglione, si è dato seguito alla seconda parte della cerimonia prevista: nuovo alzabandiera e deposizione di
una corona sul cippo che ricorda i caduti, di tutte le
guerre, del battaglione “Pieve di Cadore”. Lo speaker
Rinaldi ha dato quindi la parola al capitano Abate rappresentante del 7° Rgt. Alpini (attualmente impegnato
in Afghanistan) che ha parlato dell’impegno degli alpini, colà inviati, a salvaguardia della pace e per l’addestramento dei soldati afghani, è seguito l’intervento del
sindaco di Pieve, Maria Antonia Ciotti che ha illustrato, tra l’altro, le iniziative programmate in Cadore per
celebrare, nel 2011, l’unita d’Italia. Ha preso per ultimo la parola il presidente dell’associazione dei “veci”,
generale Romano Bisignano che ha avuto parole di saluto e di elogio per i tantissimi alpini che hanno voluto essere presenti, ancora una volta, a questo appuntamento. Appuntamento, per tutte le “Bale Rosse” e non,
al prossimo anno.
Giampietro Gollin
14 - Novità in libreria
FERDINANDO URLI
Il conquistatore del Dente Austriaco
La figura e la vicenda
umana e bellica di un purissimo eroe alpino quale
fu Ferdinando Urli, Medaglia d’Oro al V.M. è
trattata con competenza e
in modo nuovo e originale da due qualificati autori di libri di guerra e di
montagna quali sono Eugenio Cipriani di Verona
e il nostro Bepi Magrin.
Urli che apparteneva al
battaglione alpini Aosta
combatté con un eroismo
senza pari per la conquista del temuto Dente austriaco, dopo varie gloriose vicende, e dopo aver resistito per
quasi due giorni sulla posizione martoriata dal fuoco nemico assieme ai pochissimi superstiti del suo “plotone della
morte”, scomparve nel turbine della battaglia senza lasciar
traccia di sé. Oggi una bella lapide lo ricorda insieme agli
altri eroi caduti sul Pasubio, dentro la cripta dell’Ossario sul
Colle di Bellavista, ma nonostante le ricerche Egli non fu
mai trovato. I due autori trattano il tema sia in modo rigorosamente storico con la pubblicazione di lettere, fotografie
e documenti che, (Cipriani) in modo romanzato, con un racconto di particolare suggestione basato però su fatti e personaggi reali.
Edizioni CIP e 15,00 Sconto per i soci della Sezione.
CORDA LIBERA
Dai sogni all’alpinismo
in trentatrè passi
Bepi Magrin, uomo di montagna e scrittore,
ripercorre col suo stile consueto, stringato e
diretto, le vie dei monti e dei luoghi lontani
toccati in tutta una intensa vita di alpinista,
di soldato, di viaggiatore.
Dai tempi dell’oratorio, coi lunghi viaggi in
bicicletta compiuti da Valdagno alle Dolomiti, e fino alle spedizioni alpinistiche ed alle cime delle Ande, dell’Africa, dell’Himalaja e
dell’Antartide passando per la esperienza della vita militare (Istruttore scelto di alpinismo
e guida alpina militare) alle vie nuove e fino
alle sue ultime scalate sulle cime andine.
Trentatrè densi racconti cui si uniscono le foto per lo più inedite per una specie di giro del
mondo e della vita, quale solo può compiere
un uomo che non ha paura, ma tanta tanta voglia di sperimentare, capire, conoscere e vivere per quanto possibile intensamente.
15,3x20 cm
192 pagine
Prezzo E 18,00
rilegatura in brossura cucita
ISBN 978-88-9674301-0
Approvato a larga maggioranza l’aumento della tessera di 50 centesimi
AL TEATRO BUSNELLI VA IN SCENA
L’ASSEMBLEA DEI DELEGATI E DEI CAPIGRUPPO
Con 665 voti favorevoli, 4 contrari, 7 astenuti su 676 presenti, l’assemblea dei delegati e dei capigruppo, straordinariamente riunita in un’unica sessione il 28 novembre scorso, ha approvato l’aumento di 50 centesimi della tessera Ana. La cifra, che resterà a disposizione della sezione, si aggiunge all’incremento già decretato dalla sede
nazionale di 2,50 euro portando così a 18 euro il costo d’iscrizione all’Associazione.
La sofferta proposta del Consiglio Sezionale di aumentare il rinnovo dell’iscrizione e ridurre da 5 a 4 le uscite di
Alpin Fa Grado, è stata così approvata dopo un vivace botta e risposta tra alcuni delegati contrari all’aumento e il
presidente Galvanin. Proprio all’inizio dell’assemblea –presieduta da Roberto Pavan- il presidente sezionale ha ricordato le ragioni che hanno portato a questa scelta. Il Governo, infatti, revocando le agevolazioni sulle spedizioni postali ha provocato un incremento dei costi tale da rendere altrimenti insostenibile la spedizione di Alpin Fa
Grado a tutti gli alpini della sezione.
Le sezioni in cifre
- 15
LA NOSTRA FORZA
soci
2007
2008
2009
2010
ZONA ASTICO BRENTA
Bolzano Vic.
146
Bressanvido
89
Montecchio Pr. 205
Passo di Riva
58
Poianella
89
Povolaro
143
Sandrigo
259
Sarcedo
230
TOTALE
1.219
146
90
194
58
99
141
245
226
1.199
149
86
192
57
102
140
270
229
1.225
159
88
186
58
102
141
285
221
1.240
82
169
174
205
630
86
166
174
202
628
ZONA ASTICO PEDEMONTANA
Calvene
77
75
Fara Vic.
172
177
Lugo di Vicenza 187
180
Zugliano
210
207
TOTALE
646
639
ZONA BERICI SETTENTRIONALI
Arcugnano
149
143
Borgo Casale
179
175
Camisano
509
514
Campedello
185
180
Carmignano di B. 95
91
Fimon
55
58
Grumolo Abb.
80
83
Lapio di Arc.
37
37
Marola
86
86
Pianezze di Arc. 45
45
Quinto Vic.
134
136
San Pietro in Gù 55
55
Sarmego
49
49
Settecà
82
109
Torri/Lerino
185
185
Vancimuglio
21
21
TOTALE
1.946
1.967
141
161
505
182
97
50
87
36
84
46
138
56
52
108
198
21
1.962
143
157
502
179
88
50
86
35
84
49
142
55
54
114
205
21
1.964
ZONA CASTELLARI ALTO BACCHIGLIONE
Caldogno
244
248
245
Castelnovo
133
133
130
Costabissara
127
116
119
Dueville
176
177
170
Gambugliano
18
15
17
Ignago
24
26
26
Isola Vic.
173
170
172
Monteviale
119
114
119
Monticello C.Otto 109
111
122
Motta di Costab. 43
37
39
Torreselle di Isola 70
72
74
TOTALE
1.236
1.219
1.233
241
131
126
166
17
25
176
117
128
42
73
1.242
ZONA COLLI VICENTINI
Altavilla Vic.
125
Alte Ceccato
209
Brendola
136
Creazzo
267
Meledo di Sarego 124
Monticello di Fara 54
S.Vito di Brendola 64
Sovizzo
137
Tavernelle
89
TOTALE
1.205
119
224
135
249
117
50
63
117
96
1.170
126
213
156
257
120
53
64
133
89
1.211
121
223
145
254
116
52
64
128
93
1.196
soci
2007
2008
2009
2010
ZONA UMBERTO MASOTTO
Agugliaro
49
Albettone
82
Campiglia dei B. 119
Noventa Vic.
235
Sossano
130
TOTALE
615
46
80
118
239
127
610
45
84
114
245
120
608
45
83
113
248
111
600
ZONA MONTE CIMONE
Arsiero
139
Cogollo del Cengio115
Laghi
63
Lastebasse
25
Posina
87
Seghe di Velo
56
Tonezza del Cimone56
Velo d’Astico
120
TOTALE
661
123
113
63
25
87
56
56
117
640
139
112
62
25
82
53
48
111
632
139
113
64
25
83
54
49
110
637
ZONA RIVIERA BERICA
Barbarano Vic.
122
Bastia di Rovolon 69
Castegnero
52
Costozza
69
Grisignano di Z. 145
Longare
54
Lumignano
128
Montegalda
217
Mossano
60
Nanto
87
Ponte di Barbarano83
Villaga/Belvedere 47
Villaganzerla
84
TOTALE
1.217
120
72
54
69
148
52
125
222
59
83
78
44
82
1.208
117
73
50
72
143
51
119
226
59
87
77
43
84
1.201
117
72
44
72
140
48
123
222
63
93
74
40
86
1.194
ZONA VAL D’ASTICO
Caltrano
100
Carrè
125
Centrale di Zugliano87
Chiuppano
153
Mosson di Cog. 50
Piovene Rocchette178
Rozzampia
53
Thiene
403
Villaverla
239
Zanè
206
TOTALE
1.594
99
132
90
142
47
182
53
402
242
203
1.592
98
137
91
144
43
181
57
390
244
206
1.591
98
141
86
140
39
181
58
392
235
203
1.573
ZONA VAL CHIAMPO
Arzignano
512
Chiampo
530
Crespadoro
98
Gambellara
121
Montebello V.
125
Montecchio M. 298
Molino di Altiss. 60
Montorso
93
Nogarole
99
S.Pietro Muss.
83
Selva di Monteb. 35
Zermeghedo
47
TOTALE
2.101
506
527
85
122
125
299
64
91
100
84
33
49
2.085
505
516
84
115
128
302
63
85
100
83
32
49
2.062
507
508
79
115
120
297
63
86
101
82
31
46
2.035
soci
2007
2008
2009
2010
ZONA VAL DEL GUA’
Almisano
57
Bagnolo
28
Lonigo
216
Sarego
35
TOTALE
336
54
25
227
35
341
53
26
225
34
338
49
25
219
31
324
ZONA VAL LEOGRA ALTA
Enna/S.Caterina 68
70
S.Antonio del P. 73
76
S.Rocco di Tretto 129
134
Schio
326
360
Torrebelvicino
311
307
Valli del Pasubio 225
212
TOTALE
1.132
1.159
70
77
130
370
311
215
1.173
71
80
131
352
316
201
1.151
ZONA VAL LEOGRA BASSA
Malo
754
742
Marano Vic.
296
292
Monte di Malo
157
158
Priabona
64
61
Santorso
177
182
S.Vito di Leguzz. 118
119
TOTALE
1.566
1.554
728
292
156
60
175
117
1.528
705
293
154
60
163
117
1.492
ZONA VAL LIONA ALTA
Grancona
135
Perarolo di Arc. 21
Pozzolo di Vill.
45
S.Germano dei B. 34
S.Giovanni in M. 48
Villa del Ferro
55
Zovencedo/S.Gott. 68
TOTALE
406
131
22
47
34
43
54
72
403
126
22
48
32
45
53
73
399
120
23
52
34
43
54
74
400
ZONA VAL LIONA BASSA
Alonte
44
Asigliano
60
Cagnano
69
Orgiano
79
Poiana Magg.
161
TOTALE
413
47
57
68
80
154
406
47
55
67
72
153
394
47
55
67
86
138
393
ZONA VICENZA CITTA’
Anconetta
90
Laghetto
46
Lisiera
100
Maddalene
75
Meneghello
69
Monte Berico
106
Polegge
72
Reolon
43
San Bortolo
142
San Lazzaro
110
Villaggio del Sole 77
76
TOTALE
1.006
93
45
101
80
71
111
70
53
141
109
80
69
1.023
92
42
100
71
68
107
70
57
137
111
85
67
1.007
97
43
102
68
70
96
73
64
138
109
95
66
1.021
Totale sezione 17.299
17.256
17.179
17.064
16 - Lettere in Redazione
Al Presidente della sez. Alpini Vicenza
aro presidente, a volte mi chiedo cosa vuol dire alpinità. La risposta la trovo nella nostra preghiera che
non recito solo ai funerali o nelle nostre feste, ma anche
come prece nei momenti di quiete o quando vado in montagna. Quando arrivo a “rendici forte a difesa della nostra Patria...” il mio pensiero va alla nostra Italia e via
via alla nostra piccola Patria: regione, provincia, paesello, montagne... e mi chiedo ho difeso la mia Patria? La
difendo con l’esempio, l’impegno e l’amore di una qualcosa caro? Questo me lo chiedo sempre più spesso e soprattutto dopo i recenti progetti e realizzazioni che stanno distruggendo le nostre montagne, Val delle Lanze, Costa D’Agra, con impegni di milioni di euro in progetti faraonici che in tre anni hanno distrutto trincee della 1a guerra mondiale e testimonianze archeologiche, ci sono leggi che difendono queste opere e testimonianze, ma sono
state aggirate. Chi doveva difendere la montagna e la sua
gente si è macchiato di reati gravissimi di tagli abusivi di
boschi, e costruzioni abusive di strade. Si sono create società che servono solo a mascherare debiti di società sciistiche trentine con soldi veneti (cioè nostri). Io come cittadino ho espresso la mia contrarietà a detti progetti, ma
come alpino come devo agire? Sono stato insultato da un
consigliere della Comunità montana alla mia rimostranza di come sono state cancellate le tracce dell’insediamento preistorico (sotto otto metri cubi di cemento armato), della cancellazione del trincerone e della cengia al
mont Coston, che mi ha risposto “cossa c...o vuto che ne
interessa de quattro sassi in pie e de quattro ponte de freccia”. Ma da chi siamo governati? E che dire del presidente della Comunità montana che ha definito una zona
di grande interesse naturalistico a “bosco mummificato”?
E del vicesindaco che taglia abusivamente i boschi e si
dichiara difensore del territorio? Cosa lasceremo ai nostri figli? Montagne sfregiate, testimonianze cancellate e
debiti di impianti che sono di difficile gestione economica. (L’esempio della seggiovia Fratte d’Arsiero-Campomolon e sotto gli occhi di tutti quale distruzione ambientale ed economica abbia lasciato).
Un caro saluto
alpino Franco Segalla
Gruppo Alpini Chiuppano
C
L’amico alpino Segalla ci invia, pregandoci di pubblicarla, questa lettera. Lasciando al Presidente Galvanin,
a cui è in primis indirizzata, l’onere della risposta, non
possiamo non sottolineare l’amore per la montagna che
traspare da queste righe e il sincero dolore che percepiamo di fronte ai danni, che troppo spesso portano al-
l’ambiente supposti interventi di “valorizzazione” (come l’ingresso della Strada delle 52 gallerie a Bocchetta Campiglia...) F.I.
Dalla quota associativa alla mini naja
aro direttore, il 28 novembre si è tenuta l’assemblea
straordinaria per discutere sulla quota associativa. Ha
proprio ragione Franco Impalmi a ricordare che tre euro
l’anno sono una sciocchezza. L’aumento proposto lo sottoscrivo anch’io per mantenere in vita il nostro Alpin fa
grado. Il giornale della nostra sezione che arriva a tutti
gli iscritti. Tutti possono leggere cosa succede nei vari
gruppi, mentre non tutti gli iscritti nel giro di una sessantina di giorni passano per la sede del loro gruppo. È necessario tenerlo in vita, accantonando anche la proposta
di ridurre i numeri da 5 a 4. Mi piacerebbe poter leggere,
non solo quanto è avvenuto, ma quanto è proposto anche
dalla sede nazionale. Per esempio se era riportata la proposta dell’aumento nazionale di 2,50 euro, si poteva anche far sentire la voce degli iscritti; magari, in maggioranza, non tutti concordi e quando alla riunione di Milano si è votato, forse, magari si faceva sapere che la sezione di Vicenza era contraria. Credo proprio che 20.000
iscritti abbiano il loro peso anche in Ana, come si era dimostrato alcuni anni or sono. La proposta non passò e il
nostro presidente Galvanin fu “benevolmente” ripreso.
Quei 50 centesimi si potevano girare alla sezione.
Trovo giusto l’aumento anche di 1 euro, ma che ci si
pronunci degli ex soci aggregati, ora amici degli alpini,
con possibilità a quanti ne avessero i requisiti di chiedere di passare a “Amici aiutanti”, di indossare il berretto (la stupida) con il logo centrale con una grande “A”
come previsto dalla variazione dell’art. 8 del Regolamento per l’esecuzione dello Statuto con gli art. 8bis e
8 ter. Quanti capigruppo sono a conoscenza di questi
cambiamenti? Grande interesse di discussione avrebbe
ottenuto anche la proposta prima sulla mini-naja e dopo su Pianeta Difesa. Quanti saranno gli alpini della nostra sezione che si recheranno a leggere con attenzione
le proposte fatte dall’Ana e inviate ai capigruppo?
Che ne pensano gli alpini della nostra sezione dell’“incappellamento” fatto, prima dal nostro presidente Perona, poi da presidenti e consiglieri sezionali, agli stagisti?
Di farli sfilare nelle varie adunate, anche se prima del labaro nazionale. Se non erro il presidente Perona ha scritto
ad ognuno di loro in data 30 settembre 2009, ringraziandoli per quanto fatto e ricordando che non possono considerarsi, giustamente, soci. Prendiamo poi in mano le pro-
C
Lettere in Redazione poste per il nostro futuro associativo e a pag. 7 troviamo:
“Segnaleremo, poi, che sarebbe auspicabile che, al termine dello stage, i ragazzi fossero invitati a prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica. Ciò contribuirebbe a rendere più forte nel ragazzo il sentimento d’appartenenza”.
Sarebbe giusto portare a conoscenza di tutti gli iscritti
che ad Aosta, Belluno e San Candido si sono presentati il 60% di quanti hanno fatto richiesta e nemmeno con
il richiamo dei supplenti, per la seconda settimana, si è
arrivato al numero di presenze previsto.
Sottoscrivo l’aumento proposto. So che la sezione di Vicenza con 50 centesimi continuerà a boccheggiare, mentre Milano con 2,50 navigherà ancora di più!
Grazie per il tempo riservatomi.
Giovanni Garbin - Schio
E grazie all’alpino Garbin per queste sue appassionate osservazioni, che potrebbero essere anche un interessante spunto di discussione alla luce del documento
sul futuro dell’Ana che il presidente Perona ha inviato
a tutti i gruppi e sezioni.
Dall’Afghanistan
i avvicina il Natale anche in Afghanistan.
Qui le giornate continuano tra pattuglie, attacchi dei
Talebani e visite ai villaggi.
Si avvicina anche la fine della mia missione tra queste
valli del Gulistan e tra pochi mesi tornerò in patria.
Sto cominciando a stendere il programma per il progetto
giovani alle scuole 2011. Spero vivamente che quest’anno ci sia maggiore supporto da parte della sezione, si parla tanto di giovani di qua e di là e poi l’unico progetto concreto per il ricambio generazionale e contatto con i gio-
S
MESSA DELL’EPIFANIA
Come ogni anno il 6 gennaio sarà celebrata la tradizionale messa dell’Epifania,
con la quale la Sezione Ana di Vicenza
vuole commemorare i Caduti di Russia e
tutti gli alpini andati avanti. Appuntamento alle 11 nella chiesa del Patronato
Leone XIII a Vicenza.
17
vani viene trascurato. Ci riprovo quest’anno sempre fiducioso e convinto di poter trasmettere ai giovani delle scuole dove terremo le assemblee, le idee e i valori di noi alpini. I risultati dell’anno scorso sono notevoli, la voce tra
gli studenti si è diramata in poco tempo e non sono mancate le domande di arruolamento di alcuni di essi. Inoltre
adesso abbiamo la mini naja, che piaccia o no è un buon
modo per stuzzicare l’interesse dei giovani.
Vi svelo già che penso di riuscire a diffondere il progetto
scuole-giovani a livello sezionale o almeno a zona, quindi non più a livello di gruppo comunale.
Nel mese di gennaio farò avere, o tramite voi o chi mi
assisterà, il programma completo di come intendevo
svolgere quest’anno il progetto.
Inoltre, sarei lieto di occuparmi da corrispondente tra
L’Alpin fa Grado e il 7° reggimento alpini per poter tenere un filo tra i nostri lettori della sezione e la realtà delle nostre truppe, le missioni, i campi estivi-invernali sulle nostre montagne, attività varie, novità ritrovi, ecc.
Trovare un filo conduttore tra il mondo di chi si sente
sempre alpino e di chi la divisa la porta ancora, penso
sia una grande cosa. Son progetti che mi porteranno via
il poco tempo che non indosso l’uniforme ma ne sarei
lieto. Mando questo messaggio a chi mi ha già voluto
ascoltare in passato e che durante questi difficili mesi
lontani da casa non si è dimenticato di me anche con un
semplice come stai...
P.S. spero la lettera per il 4 novembre sia piaciuta, so
che ha girato parecchie mani e giornali. Beh, è giusto
che si sappia che non siamo tutti mercenari noi militari
di oggi... Un saluto
Matteo Miotto
Ringraziamo l’alpino Miotto per la sua lettera e per il
suo contributo alla causa alpina.
RINNOVO DIRETTIVI
per il triennio 2011-2013
CALTRANO
Capogruppo: Dal Santo Maurizio
Consiglieri: Binotto Gianfranco, Dal Santo Ettore,
Dal Santo Fiorenzo, Dal Santo Franco, Dal Santo
Giampietro, Dal Santo Maurizio, Dal Santo Vittorangelo, Dal Santo Edoardo, Ometto Rinaldo, Pettinà
Luigi, Sandonà Riccardo, Sola Angelo, Toldo Celestino, Veli Danilo, Zenari Mario.
18 - Vita delle zone e dei gruppi
ARSIERO
Ricordo dell’eroe morto in Russia
Lo scorso novembre, in concomitanza con la celebrazione dell’anniversario della Vittoria e della giornata
delle Forze Armate, nel corso di una cerimonia al cimitero militare di Arsiero, la signora Guerrina Borgo ha
consegnato al gruppo alpini di Arsiero la medaglia d’argento al valor militare ed il relativo attestato, che erano
stati a suo tempo conferiti al fratello Armando Borgo,
caduto sul fronte russo.
La consegna di questo prezioso documento famigliare
al capogruppo Ana di Arsiero Narciso Busato, è stata
espressamente voluta dalla sorella affinché il gruppo alpini se ne renda custode ed è avvenuta alla presenza del
sindaco Tiziano Busato, del presidente sezionale Giuseppe Galvanin, delle autorità locali, di numerosi rappresentanti di gruppi alpini e di associazioni combattentistiche e d’arma.
La motivazione del conferimento della medaglia d’argento all’alpino Armando Borgo è la seguente: “Il Ministero della Difesa, con decreto in data 9 dicembre
1947, su proposta del Ministro segretario di Stato per
gli affari della guerra, conferisce la medaglia d’argento al valor militare al caporale del 9° Rgt. Alpini, btg.
«Aquila» Borgo Armando, capo arma di squadra di mitraglieri, in un aspro combattimento difensivo contro le
forze nemiche preponderanti, dirigeva con calmo ardimento e perizia di fuoco della propria mitragliatrice, infliggendo gravi perdite al nemico. Aggirato sul fronte
da un forte nucleo avversario giunto a poche decine di
metri dalla postazione, affidava la sua arma a un suo
soldato perché la portasse in salvo su una posizione più
arretrata, così con pochi superstiti si lanciava al contrassalto. Cadeva da prode in accanito corpo a corpo,
contribuendo con il suo sacrificio alla salvezza della
preziosa arma affidatagli.
Era il 22 dicembre 1942 e si trovava a quota 204 di Ivanowka (fronte russo)”.
La consegna della medaglia è avvenuta il 16 gennaio
1950.
A questa cerimonia hanno partecipato anche i famigliari del soldato e amico Luigi Peretto che, durante la guerra, aveva stretto un patto con Armando Borgo: chi dei
due si fosse salvato da quell’inferno, avrebbe dato il nome dell’altro al primogenito. Questo impegno è stato assolto da Luigi Peretto, che ha chiamato “Armando” suo
figlio; un nome che poi si è ripetuto da parte della sua
discendenza anche al femminile, mantenendo così vivo
l’affetto fraterno e la continuità nella memoria.
DUEVILLE
Cena annuale
Venerdì 1° ottobre 2010 nella sede degli alpini di Dueville si è tenuta l’annuale cena di gratitudine e riconoscenza per tutti i soci e volontari che ogni anno prestano la loro opera nel mantenimento della sede e nelle attività che vedono gli alpini duevillesi impegnati in opere di solidarietà, di memoria storica e non ultimo, nel ripristino di trincee e camminamenti della prima guerra
mondiale sul monte Grappa.
Facevano gli onori di casa il capogruppo Elio Lorenzin
ed il capo zona Fernando Zanini.
Tra i presenti: il presidente sezionale Giuseppe Galvanin, il gen. Maurizio Gorza, il segretario sezionale G.P.
Gollin con Gianni e la gentile signora Luisa dell’ufficio
di segreteria.
A guidare la delegazione bassanese che si occupa del ripristino dei siti sul Grappa: il presidente dell’associazione “Musei all’Aperto Monte Grappa” Alberto Calzamiglia ufficiale alpino, il segretario Olinto Parissenti
ed i colonnelli Gianni Bellò e Giuseppe Valenza.
In rappresentanza dell’associazione “La 10” di Bassano del Grappa, che ogni anno si premura di commemorare la figura del capitano alpino Guido Revoloni, deceduto nel maggio del 1945 mentre tentava di disinnescare delle mine, potenziale pericolo per le genti di Dueville, c’erano l’avvocato Martinelli ed i signori Ramina, proprietari del fondo dove sorge il cippo che ricorda il sacrificio del capitano Revoloni.
Giuseppe Rossi e Giuseppe Giannello, con alcuni com-
Vita delle zone e dei gruppi -
19
ponenti dello staff degli alpini di Alte Ceccato, da anni
operano nelle scuole della povincia e fuori provincia per
diffondere la cultura alpina e la conoscenza della storia
dei due grandi conflitti mondiali, vista la carenza dei testi scolastici sull’argomento.
Il maestro Mauro Rigon e alcuni componenti della banda di Vivaro, apprezzata e seguita sia in paese sia nel resto d’Italia, anche in questa occasione si sono resi di-
sponibili a presenziare alla manifestazione.
Al termine della cena, dopo i ringraziamenti dei vari presidenti presenti per i molteplici lavori svolti, si è fatto il
punto sui prossimi impegni che vedono gli alpini di Dueville, nel 2011, sempre in prima linea nelle opere di solidarietà e nei lavori di volontariato, in paese e ovunque richiesto. Un brindisi caloroso ai valenti cuochi ed aiutanti ha concluso il piacevolissimo convivio.
GRUMOLO
DELLE ABBADESSE
pozona Berici settentrionali Luciano Cherobin. In tale occasione è stata loro spiegata la struttura della potezione civile, il suo funzionamento e gli ideali che guidano il volontariato in genere ed in particolare quello alpino.
Esercitazione di protezione civile
con le scuole
Sabato 30 ottobre 2010 si è svolta un'esercitazione di
evacuazione della scuola elementare e della scuola media di Grumolo delle Abbadesse, organizzata dalla nostra struttura di protezione civile in collaborazione con
il comune di Grumolo delle Abbadesse e l’istituto comprensivo scolastico Torri 2.
L'esercitazione è stata preceduta, sabato 23 ottobre, da un
incontro con i ragazzi coinvolti dall’intervento, tenuto dall’assessore comunale all’associazionismo e volontariato e
protezione civile Andrea Turetta, dal nostro responsabile
Antonio Moro in rappresentanza della protezione civile
Ana di Vicenza, dal capogruppo Giorgio Nardi e dal ca-
20 - Vita delle zone e dei gruppi
Il programma dell’esercitazione ha visto
coinvolte, nel primo intervento, le scuole elementari con l’evacuazione ordinata dei ragazzi, l’intervento di ricerca di disperso, a cura della nostra squadra cinofila, e il successivo impiego della squadra sanitaria per il primo intervento
su un ferito, il tutto ripreso e riprodotto in diretta all’esterno della scuola.
Più tardi, alla scuola media, è stata condotta un’esercitazione simile alla precedente con l’inserimento della dimostrazione di salvataggio, con trasferimento a terra di un
ferito, attraverso l’ausilio di un sistema di funi installato
dalla squadra rocciatori.
Al termine è stato tenuto un incontro, presieduto dall’assessore regionale alle politiche
dell’istruzione Elena
Donazzan, durante il
quale il vicepresidente
Erminio Masero ed i
consiglieri sezionali Francesco Rando (attività sportive), Roberto Toffoletto (protezione civile), Ruggero Cherobin (centro per il volontariato), Luciano Cherobin ed
il capogruppo Pierantonio Graziani (cultura) hanno presentato agli assessori comunali ed ai dirigenti scolastici della zona Berici settentrionali, l’Ana, le sue attività,
le possibili collaborazioni con la scuola, dimostrando
come può offrire un valido supporto all’attività didattica ed alla crescita sociale e culturale dei nostri ragazzi.
Entusiasmante è stata la partecipazione di ragazzi e genitori, con una nota di merito al lavoro svolto dalla nostra protezione civile, dal capogruppo di Grumolo delle Abbadesse Giorgio Nardi, dal corpo insegnante, coordinato dalla vice dirigente scolastico Patrizia Slaviero
e, non ultimo, dal comune di Grumolo delle Abbadesse, con la presenza costante dell’assessore Andrea Turetta e del sindaco alpino Flavio Scaranto.
Una nota stonata è stata rappresentata dalla scarsa presenza di assessori e dirigenti scolastici, accorsi all’incontro in pochissimi pur essendo stati formalmente invitati. Questo dovrà farci riflettere su come rapportarci
con la scuola e con i rappresentanti comunali, ma sopratutto dovrà far riflettere loro su quale ruolo ritengano possa svolgere l’Ana nella società.
Per noi lo è chiaro già da tempo: facciamo parte di que-
sta nostra società e ne vogliamo esserne protagonisti, offrendo il nostro lavoro, ma contemporaneamente, condividendo i nostri valori soprattutto con i giovani, coscienti che potranno sempre contare sulla nostra affidabilità e
senso di responsabilità, finché le forze ci reggeranno.
Attendiamo un loro cortese contributo.
Il dibattito è aperto.
Luciano Cherobin
LONIGO
Gli alpini leoniceni
sempre in prima fila
Nel consiglio direttivo di sabato 6 novembre è stata nominata quale socio collaboratore, la signora Mariarosa
Steccanella, prima donna a entrare nella nostra associazione locale, e crediamo pure nazionale, anche se solo
come amica degli Alpini. La notizia farà sicuramente discutere, ma va sottolineato che la proposta sostenuta nel
direttivo locale dal vicecapogruppo e consigliere sezionale Luca Bolla, va nella direzione auspicata dal presidente nazionale Corrado Perona, il quale sottolinea quanto sia importante aprire le porte della nostra associazione agli amici degli alpini.
A gennaio il direttivo leoniceno sarà impegnato nel rinnovo delle cariche, quindi non possiamo anticipare il calendario del 2011 che sarà reso noto a febbraio. Mi preme ringraziare anticipatamente il nostro capogruppo Sergio Portinari, per aver portato avanti il lavoro del suo
predecessore, profondendo in questi tre anni tanto impegno e spirito di gruppo. Il gruppo ha lavorato con tanta dedizione, realizzando tantissime nuove manifestazioni e portando la voce del gruppo nel direttivo sezionale e nella commissione giovani della sezione.
Particolarmente riuscita la Giornata del Ricordo Alpino, dello scorso 14 novembre, con la messa nella capella alpina del convento dei frati, presso San Daniele,
con momento conviviale nel pomeriggio presso la baita alpina di Lonigo.
Un particolare ringraziamento va esteso al nostro presidente sezionale Galvanin che ha sottolineato, nell’incontro della zona Val del Guà di fine ottobre, come il
lavoro da fare sia tanto: servono nuove strategie per i
gruppi, i capigruppo devono essere più attivi e propositivi e bisogna aprire le nostre sedi ai nuovi soggetti, appunto gli amici!
Vita delle zone e dei gruppi Per questo, il direttivo del gruppo ha voluto incontrare
i colleghi della sezione emiliano-romagnola, in una terra lontana da Lonigo. In quel di Ferrara, alla presenza
del presidente sezionale Cenni e di Nicola Stoppa per la
sezione di Vicenza, si è discusso dei problemi dell’associazione, ma uniti dallo stesso sentimento si è convenuto che lo spirito che deve unire gli ultimi alpini deve
essere di collaborazione con il mondo sociale che ci circonda. Ora ci aspettano le festività natalizie e gli alpini
di Lonigo saranno presenti nelle principali manifestazioni previste dal calendario dell’amministrazione comunale. Auspichiamo l’incontro con tanti amici e turisti, per scambiarci gli auguri di Buon Natale.
Auguri a tutti voi di Buon Anno, in particolar modo al
nuovo direttivo, ricordandovi che il 2011 è l'anno dei
150 anni dell’unità d’Italia.
Luca Bolla
Alpino di Lonigo compie 100 anni
Vogliamo raccontarvi la vita di un illustre cittadino leoniceno, che non passerà alla storia per aver fatto cose
grandiose, per aver evaso tasse, posseduto case a Montecarlo, ma bensì per avere fatto da giovane quello che
oggi viene considerato un evento straordinario: ottant’anni
fa significava solo fare il proprio dovere!
Il 7 novembre 2010, Bruno Giuseppe Borinato ha compiuto cento anni e noi del gruppo alpini di Lonigo lo vogliamo festeggiare con queste righe, che riassumono il
suo congedo ricco di tanti fogli, tenuti in ordine per tanti anni dalla sua famiglia... ecco la sua storia.
Bruno, per l’esercito italiano identificato con il nome di
Borinato Bruno di Gaetano, numero di matricola 19623
del distretto militare di Vicenza, nacque a Lonigo nel
21
lontano 7 novembre 1910, dove risiede tuttora in via San
Giovanni.
La chiamata nell’esercito permanente avvenne il 12 novembre 1929 all’età di 19 anni. Fu arruolato nel 9° reggimento alpini battaglione Vicenza, brigata Julia. Il 24
settembre 1932 ebbe il congedo illimitato, per fine ferma a merito.
Dopo alcuni anni iniziò il suo calvario, venne infatti richiamato il 4 ottobre 1938 nel 1° regg. alpini, battaglione
Val Tanaro. Il lungo periodo di ferma trascorse lento e
interrotto da licenze agricole e straordinarie. Il 31 marzo del 1940 venne nuovamente congedato... ma la guerra era alle porte anche per l’Italia fascista e così fu richiamato in territorio, dichiarato in stato di guerra il 23
dicembre 1940 alla vigilia di Natale, con circolare ministeriale n° 29900 del 13 novembre 1940. Fu arruolato nella 602a comp. compl. alpina mobilitata per l’Albania. Venne imbarcato per Tirana, assieme ad amici di
tutta Italia, il 5 gennaio 1941. In quello stesso anno, il
13 maggio, dopo mesi di tribolazioni, venne rimpatriato, si imbarcò a Durazzo e sbarcò a Bari.
Il 19 dicembre 1941 venne richamato e arruolato al 1°
btg. Ceva, nella 701a compagnia di complemento... in
un nuovo scenario di guerra: la Grecia. In quel paese rimase dal 19 novembre 1941 fino al 21 dicembre 1942.
Per una ferita rimediata durante un combattimento venne ricoverato e trasferito a Livorno dove rimarrà fino
all’8 febbraio del 1943, data in cui verrà imbarcato per
la Sardegna con destinazione Corsica, località Bastia.
Lo attenderà un lungo periodo di convalescenza ed esercitazioni fra Sardegna e Corsica. Nel frattempo la guerra in Europa toccò il culmine e i suoi commilitoni del
9° rgt. btg. Vicenza partirono dal Brennero con destinazione ignota nel Caucaso, steppa russa.
Nella primavera del 1944, all’arrivo degli alleati in terra
sarda, rientrò nel continente sbarcando a Napoli. Era il 25
22 - Vita delle zone e dei gruppi
giugno 1944 e fu nuovamente ferito negli scontri con i tedeschi, quindi nuovamente ricoverato all’ospedale militare alleato il 7 settembre 1944. Il 9 febbraio del 1945 fu dimesso per l’ultima volta! Seguirono circa tre mesi di convalescenza.
Il sospirato congedo illimitato, da cui sono state tratte
le notizie suddette, gli fu consegnato il 6 giugno del 1950,
dopo una licenza molto speciale dal 7 dicembre 1945!
Miei cari lettori, questa è l’avvicente storia dell’alpino
Borinato. In alcuni momenti, guardandolo in volto, mi
sono chiesto come sia potuto arrivare fino ai nostri giorni. Sono molto onorato e felice di avere raccontato qualcosa di quest’uomo di altri tempi, una storia fatta di tante avventure, di sospiri, di pianti, di delusioni, ma anche
di tanta fortuna...
Voglio ringraziare quanti si sono adoperati per raccolgliere questa storia, primi fra tutti i suoi famigliari, che
seguono con tanta cura questo vecchietto centenne, nella speranza che il Signore li aiuti a seguirlo ancora per
tanti anni. Invito tutti coloro che ne sono a conoscenza
a segnalare al gruppo alpini di Lonigo altre storie di reduci, così da poterle raccogliere per rendere testimonianza di persone che hanno dato tanto, che hanno rischiato la loro vita, alcuni anche perdendola, per difendere la bandiera tricolore, al grido di “W l’Italia”.
Bravo alpino Borinato, tanti auguri e grazie, perché il
tuo racconto ci aiuti a comprendere sempre meglio la
storia dell’Italia e del suo Tricolore.
Luca Bolla
SOSSANO
Visita guidata sull’altopiano con i ragazzi delle medie e gli alpini di Sossano
La giornata, anche se fredda è stata un successo. I partecipanti hanno voluto sfidare
le folate di vento montano e i primi rigori
con un entusiasmo unico.
Girovagando per le terre un tempo martoriate dagli eventi bellici, i ragazzi e gli alpini hanno marciato a braccetto con la storia e la cultura locale non privi di emozione. È la seconda volta che gli alpini dei Sossano, coadiuvati dall’amministrazione comunale, hanno offerto ai ragazzi questa visita guidata e lo fanno con l’intenzione che
quanto visto, spiegato e appreso, faccia meditare affinché le guerre non esistano più.
Poi, provare la gastronomia di carattere
militare, sapientemente preparata dal gruppo di Canove è stata per tutti, un’ulteriore esperienza indimenticabile .
Nel gruppo di Sossano è presente Giovanni Fattori che, da bravo e appassionato storico, non ha lesinato impegno
nel raccontare fatti, eventi e curiosità spesso apprezzati dai ragazzi più di qualche pagina di un libro.
La bella giornata è così trascorsa con la visita al forte di Lavarone, la visita al museo di Canove e la visita al sacrario militare.
Nel salutare quanti hanno partecipato, il capogruppo Luigi Sbicego Giorgio ha dato quindi appuntamento al prossimo incontro dove ci saranno le diapositive di Giuseppe Rossi, ricordando l’importanza di questa visita guidata e
auspicando che le nuove generazioni e i molti giovani, spesso distratti e poco inclini al ricordo degli eventi che sono costati un prezzo altissimo di vite umane, possano trovare gli stimoli per impegnarsi costantemente, superando
paure, pregiudizi e titubanze, per essere protagonisti attivi nel miglioramento di una società che oggi presenta molti interrogativi.
Silvano Mussolin
Vita delle zone e dei gruppi -
NANTO
Un altro anno di impegno
Il 2010 volge al termine. Un anno, per il gruppo alpini
di Nanto, colmo di appuntamenti e di attività di vario
genere. Ottima è stata la collaborazione con i gruppi locali (Fidas, Proloco, oratorio, Caritas, sagra), rispondendo sempre prontamente alla loro richiesta di disponibilità. Abbiamo avuto l’onore di tesserare la prima
donna alpino nella storia del gruppo: Laura Gecchele,
caporale in forza al 5° rgt. alpini di stanza a Vipiteno,
che da ottobre di quest’anno è in missione in Afghanistan per un periodo di sei mesi.
Foto di gruppo in occasione del saluto
all’alpina in partenza per l’Afhanistan
Un sentito ringraziamento va tutti i soci che collaborano
costantemente per la buona riuscita delle attività e che mantengono alto quello spirito di abnegazione che ci lega dando solidità all’associazione nazionale alpini.
Denis Veronese
SOVIZZO
Ripristinata l’antica fontana Vaccaro
Con l’apposizione di una targa ed una breve cerimonia
di ringraziamento è stato ufficialmente concluso il restauro della fontana Vaccaro in contrada Gavasso di Sovizzo. L’opera è stata portata a termine dagli alpini del
gruppo di Sovizzo, che per alcune settimane hanno dedicato il loro tempo libero al ripristino di questo antico
manufatto, un tempo preziosa risorsa pubblica per l’approvvigionamento idrico, punto di riferimento per le lavandaie e luogo di incontro sociale, poi caduto in disuso nel corso degli ultimi anni, dimenticato e lasciato in
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declino. Anche se il sito non è più praticato come una
volta, la fontana ora si presenta nella sua armonia originaria, fornisce freschissima acqua sorgiva, documenta una struttura semplice ed efficace nel suo equilibrio,
frutto di sapienza e perizia popolare, e testimonia ancora una volta l’attenzione delle penne nere per il proprio
territorio. Su un angolo del manufatto è stata issata la
significativa “frasca” e i contradaioli, capeggiati da Bruna e Natalino Tecchio, hanno voluto offrire ai volontari Alpini la tradizionale “zanzèga”.
Dedicate a reparti alpini le strade
del nuovo quartiere
La Messa, che annualmente il gruppo di Sovizzo dedica
agli alpini che sono andati avanti, è stata celebrata il 22
settembre. La ricorrenza ha avuto una cornice straordinaria in quanto è stata fatta coincidere con l’inaugurazione
di un nuovo quartiere residenziale le cui vie sono tutte dedicate a reparti alpini. L’iniziativa ha avuto una grande partecipazione di pubblico ed un’ottima riuscita organizzativa. Dopo il taglio del nastro, compiuto all’ingresso del tratto pedonale di vicolo Battaglione Monte Berico dal sindaco Marilisa Munari e dal vicecapogruppo Mauro Giuriato, il corteo, guidato dal corpo bandistico “G. Rossini”
di Sovizzo, ha raggiunto via Brigata Orobica dove è stata
celebrata la Messa, animata dal coro San Daniele e concelebrata dal parroco don Francesco Strazzari e dal padre
missionario in Bangladesh Anthony Sen. Nel suo saluto
la prof. Munari ha ricordato i valori perseguiti dagli alpini e la storia scritta dalle unità i cui nomi campeggiano all’inizio di ogni strada di questo nuovo rione.
La banda ha proposto al
numeroso pubblico un
concerto cui è seguito un
rinfresco. Oltre alle rappresentanze dei gruppi
della zona Colli Vicentini, va registrata la partecipazione del comm.
Giuseppe Crosara, scortato dal labaro della federazione provinciale combattenti e reduci, e di Lorenzo Munari, classe 1918, reduce di Albania e Grecia, caporale del battaglione Vicenza. Significativa la stretta di
mano fra quest’ultimo ed il diciottenne Gianluca Marchezzolo, appena tornato dall’esperienza “Pianeta Difesa”: un incontro fra ieri e domani.
24 - Protezione Civile
LA PROTEZIONE CIVILE ANA IN PRIMA FILA
NELL’EMERGENZA ALLUVIONE
Le squadre intervengono nel vicentino colpito dall’esondazione.
Il plauso di Guido Bertolaso
“Non vorremmo mai si presentassero eventi drammatici come questo, nel nostro territorio come altrove –commenta Giuseppe Galvanin a distanza di qualche giorno
dall’alluvione-. E, soprattutto, a differenza di altre associazioni non è nostro costume snocciolare le cifre del nostro lavoro. Però sono orgoglioso delle squadre di protezione civile Ana che per prime hanno incominciato a lavorare in modo capillare e professionale in questa emergenza che ci ha colpiti da vicino”.
Dal 1 Novembre, data che fissa l’inizio dell’emergenza
nel Vicentino, dei 550 volontari iscritti alla sezione di Vicenza operanti in Protezione Civile, ben 300 si sono alternati nelle operazioni di soccorso. Per garantire la copertura giornaliera delle esigenze, sono stati mobilitati
una media di 115 volontari al giorno in servizio.
L’esondazione del Bacchiglione in più punti, il soccorso agli sfollati, la necessità di far fronte a molteplici emergenze contemporaneamente ha impegnato tutti i mezzi a
disposizione. Spiega Roberto Toffoletto, coordinatore
della Protezione Civile di Vicenza: “L’attivazione di tutte le squadre fin dalle prime ore, ha visto impiegate tutte le risorse e i mezzi disponibili comprese le cucine campali per fornire pasti caldi sia ai volontari ANA e non
operanti nel territorio sia alla popolazione temporaneamente assistita al di fuori delle proprie abitazioni.for-
nendo a tutt’oggi circa 1000 pasti”.
Pompe idrauliche, i ventidue veicoli a nostra disposizione, attrezzature, torri faro e moduli antincendio per il lavaggio delle strade sono stati impiegati dal personale volontario per una media di 900 ore di lavoro giornaliere in
stretta collaborazione con gli amministratori locali, la Provincia di Vicenza, la Prefettura ed i Vigili del Fuoco. Continua Toffoletto: “I nostri volontari sono stati impiegati fin
dalle 07,30 del 1 Novembre a riempire e distribuire sacchetti di sabbia continuativamente presso il magazzino
dell’AMCPS fino a tutto il giorno dopo per poi essere impiegate sino ad oggi nelle operazioni di svuotamento delle abitazioni allagate. Un nostro coordinatore è stato dislocato presso il Comando dei Vigili del Fuoco mentre un
altro è stato assegnato al Comando Operativo Mobile”.
Un gran lavoro anche per la squadra sanitaria e la squadra
trasmissioni che ha organizzato un efficiente maglia radio
per consentire le comunicazioni tra le nostre squadre i Vigili del Fuoco ed il COM istituito presso la Prefettura di
Vicenza. Tanta professionalità, come è stato riportato da
più parti, si è meritata il plauso di Guido Bertolaso e dei
funzionari del Dipartimento della Protezione Civile giunti a Vicenza.
F. M.
A seguito dell’alluvione che ha duramente colpito Vicenza ed i Comuni limitrofi, la nostra sezione ha promosso una sottoscrizione fra i propri soci per la raccolta di fondi da destinare alle Associazioni e ai cittadini particolarmente bisognosi di aiuto. Le coordinate bancarie per i bonifici sono:
Banca Popolare di Vicenza
Ag. n. 6 di via Btg. Framarin 20 - 36100 VICENZA
Intestato a:
Ass. Naz. Alpini - Sez. di Vicenza “Attività Straordinarie”
Cod. IBAN IT47 V057 2811 8010 1757 0406 595
Protezione Civile
- 25
ESERCITAZIONE CONGIUNTA DI PROTEZIONE
CIVILE PRESSO IL COMPLESSO SCOLASTICO
DI BARBARANO VICENTINO
Si è svolta sabato 5 maggio un’esercitazione dimostrativa di protezione civile tra le squadre cinofila e rocciatori della sezione Ana di Vicenza, della SOGIT di Barbarano, dei Vigili del fuoco di Lonigo con l’intervento
straordinario dell’elicottero Agusta-B, con quattro membri d’equipaggio e due soccorritori della sede di Mestre
e la partecipazione della squadra di protezione civile
Ana di Barbarano.
Alle ore 9.30 è stato simulato un evento calamitoso presso il complesso scolastico (elementari e medie) di Barbarano ed è stato attuato prontamente il piano di evacuazione previsto e richiesto l’intervento di protezione civile.
Sono arrivati i volontari delle squadre di Barbarano, dei
cinofili, dei rocciatori e l’ambulanza della SOGIT e si
sono subito messi a disposizione per la dimostrazione.
I cinofili si sono esibiti in vari passaggi con i cani, che
hanno eseguito gli ordini dei loro istruttori con precisione, passando dalle operazioni a terra, al salto di ostacoli, al passaggio attraverso un cunicolo, alla passerella, seguiti con calorosi applausi dagli alunni.
Si sono esibiti poi i rocciatori calandosi con la corda da
una finestra del terzo piano delle scuole medie, per poi
risalire con la forza delle braccia e gambe, prendere un
infortunato, agganciarlo e scendere, sempre utilizzando
le corde. Sono specializzati nell’intervenire in zone impervie e di difficile accesso per il recupero di persone
od animali infortunati. Hanno poi steso delle corde
a mo’ di teleferica, ancorate all’interno di un’aula e
tese a terra alla Land Rover della Protezione Civile
della squadra di Arcugnano.
Hanno quindi provveduto al recupero del cane Max
con la sua istruttrice e calata una barella con un infortunato. È arrivata l’ambulanza della SOGIT e la squadra di primo intervento ha messo in atto tutte le procedure per il trasporto in sicurezza, prestando le prime cure con la misurazione della pressione sanguigna
ed i battiti cardiaci.
Considerata la gravità dell’infortunio è stato richiesto l’intervento dell’elicottero dei vigili del fuoco
per il trasporto urgente in ospedale specializzato. È
arrivato l’elicottero e si è posizionato a circa 10/15
metri dal suolo. È sceso un primo soccorritore dei
vigili del fuoco calato con il vericello ed un secondo con
l’apposita imbracatura di trasporto barella.
Nel frattempo è giunto anche un automezzo dei vigili del
fuoco di Lonigo, mentre l’ambulanza della SOGIT è entrata in campo sportivo avvicinandosi ai due soccorritori dei vigili del fuoco per la consegna del ferito.
La squadra dei Vigili del fuoco di Lonigo era pronta ad
intervenire per un sopralluogo agli edifici e verificare
eventuali pericoli e possibili focolai d’incendio.
Tutto sotto gli sguardi interessati degli alunni e loro insegnanti, sempre pronti ad applaudire le varie operazioni.
Agganciata al vericello la barella del ferito con un vigile
soccorritore viene issata a bordo dell’elicottero che si solleva e si dirige verso l’ospedale.
L’elicottero è poi ritornato e si è posato dolcemente sul
manto erboso del campo sportivo.
I vigili del fuoco si sono prestati poi a far visitare ai ragazzi l’automezzo speciale e lo stesso elicottero, con foto ricordo con piloti ed equipaggio.
Hanno partecipato alla manifestazione anche i carabinieri della stazione di Barbarano e la polizia locale, mentre il
sindaco Boaria aveva in precedenza dato il benvenuto alle squadre di protezione civile intervenute.
Dopo un breve buffet offerto dalla scuola media la manifestazione si é conclusa con la partenza dell’elicottero tra
gli applausi delle scolaresche.
26 - Protezione Civile
PREMIATI I VOLONTARI DELL’AQUILA
Con una semplice ma significativa cerimonia sono stati
consegnati dai sindaci di Barbarano e Villaga speciali riconoscimenti ai volontari della squadra di protezione civile di Barbarano che hanno partecipato agli interventi a
seguito del terremoto in Abruzzo per un totale di 122
giornate:
William Bellin, Giuseppe Borinato, Franco Cattin, Alessandro Conte, Antonio Gotter, Giampietro Marchetto e
Carlo Tagliaferro.
Riconoscimenti rilasciati dalla Regione Veneto, dall’associazione nazionale alpini e dal Consiglio dei ministri.
Il sindaco di Barbarano Roberto Boaria, nel consegnare
gli attestati, si è particolarmente commosso essendo tuttora componente la squadra e ha dato subito la parola al
sindaco di Villaga Eugenio Gonzato, il quale ha ringraziato i volontari a nome delle comunità comunali per
l’encomiabile dedizione all’aiuto delle popolazioni così
duramente colpite.
Italian Resuscitation
Council
La squadra sanitaria di Vicenza ha partecipato il 20 ottobre
scorso ad un corso di Esecutore BLS-BLSD (Basic Life Support Defibrillation) organizzato dal servizio sanitario nazionale della regione Veneto.
I volontari hanno superato brillantemente i test conseguendo
l’attestato Italian Resuscitation
Council ed il tesserino di esecutore BLSD categoria B - riconosciuto dalla Comunità europea.
Per la squadra è stata una grande soddisfazione ed un vero
successo.
Gli alpini e lo sport -
TROFEO PERIZ - 27 GIUGNO 2010
a cura di Anna Campese
foto di Paolo Federle
Classifica generale gruppi
Grande partecipazione di atleti anche quest’anno alla gara di corsa in montagna Trofeo Periz giunto alla sua 22esima edizione e svoltosi a Tonezza del Cimone.
L’organizzazione della manifestazione è stata affidata al
gruppo sportivo alpini di Vicenza, coadiuvato dalla preziosa collaborazione del gruppo alpini di Tonezza capitanato da Riccardo Pettinà.
La mite giornata di inizio estate ha favorito una nutrita
partecipazione di atleti/e che hanno atteso con grande
emozione il via, dato alle ore 9, per scatenare la loro forza agonistica lungo l’impegnativo ma gratificante percorso che si snodava attraverso boschi e valli nei pressi
della ridente località montana di Tonezza.
La classifica che segue evidenzia una netta vittoria del
gruppo di Chiuppano che non è nuovo a questo genere
di soddisfazioni; seguito a breve distanza dal gruppo di
Malo. Al termine della manifestazione si sono svolte le
premiazioni al centro congressi alla presenza del sindaco, del capogruppo e del responsabile sezionale del GSA
Francesco Rando.
L’appuntamento per la 23esima edizione 2011 è fissato
a fine giugno organizzato dal gruppo di Costabissara.
Nella foto: atleti Gsa posano in attesa del via.
1
CHIUPPANO
128
2
MALO
125
3
SCHIO
53
4
SETTECÀ
48
5
SANDRIGO
47
6
CALVENE
40
7
ASIAGO
30
8
SAN ROCCO
27
8
THIENE
27
10
TONEZZA
25
11
BORGO CASALE
21
11
CHIAMPO
21
13
SOVIZZO
19
13
ZANÈ
19
15
SARCEDO
8
16
COGOLLO DEL CENGIO
3
27
28 - Gli alpini e lo sport
Campionato nazionale corsa in montagna e staffetta
Domenica 4 luglio si è svolto a L’Aquila il 34° campionato nazionale Ana di corsa in montagna a staffetta, una
manifestazione a carattere nazionale che ha coinvolto oltre la sezione ospitante, ben 23 sezioni Ana e le pattuglie
del 9° reggimento Alpini. Presso la caserma Rossi, dopo
l’alzabandiera, si è dato inizio alla gara su un percorso di
7 chilometri per un totale di 484 metri di dislivello tra salita e discesa. Dopo un serrato confronto l’ha spuntata per
il quarto anno consecutivo la sezione di Bergamo. Buoni comunque i risultati degli atleti del GSA Vicenza, che
hanno ottenuto un 6° posto assoluto con la staffetta composta da Masetto-Ronzani-Barcarolo, un 19° posto assoluto e 2° di categoria con la staffetta Munaretto-Dal PràCentofante, 5° di categoria con Savio-Scremin-Tonin, 11°
posto di categoria con Marchesano-De Rossi ed infine un
22° posto di categoria con Zorzi-Gasparini.
Con i migliori auguri di Buon Natale a tutti gli Alpini e
alle loro famiglie da parte del Gsa e Redazione Sportiva
e un arrivederci all’anno nuovo!
Ecco altri volti di campioni alpini... a sinistra Denis Grasselli.
A destra il GSA in prima fila alla partenza della Cogollo Monte Cengio
Gli alpini e lo sport -
29
30 - Varie
ALPINI CHE SI FANNO ONORE
Silvano Spiller vicepresidente della Fondazione Cariverona
La redazione di Alpin fa Grado si congratula con il vicepresidente sezionale Silvano Spiller per il
nuovo recente successo professionale. Spiller, infatti, è stato nominato vicepresidente della prestigiosa Fondazione Cariverona. Sicuri di interpretare il desiderio di tutti gli alpini della sezione, auguriamo a Silvano Spiller i migliori auspici per il nuovo importante incarico.
APPUNTAMENTI
E INCONTRI
ALTAVILLA VICENTINA
Gli alpini del gruppo si congratulano con il socio Guido
Casara, insignito dell’onorificenza di “Cavaliere al merito della Repubblica”. Complimenti anche dalla redazione.
BELLE FAMIGLIE
Si sono ritrovati dopo 47 anni Mario Eichta, ideatore
degli incontri di amicizia italo-austriaci, e il commilitone Cesare Villani. Erano insieme ad Aosta per il 22° corso ACS nel 1962/63.
Il gruppo di Barbarano Vicentino ci invia questa foto dello scarponcino Alessandro Braga con il neo
papà Rossano (cl. 1975, Julia), ed i nonni, a destra,
Renzo (cl. 1950, 6° A.M.) e a sinistra Franco Bagnara (cl. 1944, 7° alpini).
Dopo 53 anni dal servizio militare, alla caserma Salsa di
Belluno si sono ritrovati a Schio. Da sinistra: caporale
autista Giovanni Viero del gruppo di Piovene Rocchette, l’autista Giuseppe Eugenio Sorgato del gruppo di
Montecchio Maggiore e l’autista Ampelio Scanzi del
gruppo di Costabissara.
Varie
- 31
NOZZE
NASCITE
SANDRIGO
ARCUGNANO
Sophie Rigodanzo di Mirko e Francesca Bedin
BARBARANO VICENTINO
Linda Pretto di Andrea e Martina Piazza
COGOLLO DEL CENGIO
Giulia Zorzi di Ermes e Dal Bianco Elena
COSTABISSARA
Pietro Polato di Simone e Stefania
Davide Rigon il giorno delle nozze con la gentile
Marcela Martina Marques, con il papà e il fratello
entrambi alpini ed altri alpini del gruppo
TORRI-LERINO
MOLINO DI ALTISSIMO
Anna Cunegatti di Emanuele e Manola
S. ANTONIO DEL PASUBIO
Tomas Taldo di Maurizio e Fiorella
TONEZZA
Alessia Dellai di Giovanni e Fontana Elisabetta
NOZZE D’ARGENTO
Umberto Impalmi, caporale della Tridentina,
il giorno delle nozze con la gentile Daniela Munaretto,
con il papà Franco, lo zio Livio, il cognato Francesco
e l’amico Angiolino, tutti della Cadore
TORRI-LERINO
Martin Jean-Jacques con Simonetta Ceroni
S.GERMANO DEI BERICI
Castagna Mauro e Godalli Sabrina
FIMON
Danilo Dal Lago e Carla Casarotto
32 - Varie
NOZZE D’ORO
NOZZE D’ORO
ALTAVILLA VICENTINA
Guido Casara e Gina Priante
CALTRANO
Vittorio Bonaguro e Beniamina Zordan
ALTAVILLA VICENTINA
Antonio Angelo Vinante e Elvira Cocco
CALTRANO
Gianmaria Brazzale e Anna Dal Santo
ARZIGNANO
Carlo Darcoli e Rosa
ISOLA VICENTINA
Luigi Revelin e Pierina Bertoldo
Varie
NOZZE D’ORO
NOZZE D’ORO
MONTECCHIO MAGGIORE
Beniamino Urbani e Irma Mosele
PIOVENE ROCCHETTE
Giovanni Viero e Catterina Toniolo
- 33
MONTEGALDA
Ireneo Crivellaro e Agnese Tadiello
RADUNO
BTG. LOGISTICO CADORE
S. VITO DI LEGUZZANO
Luigi Cocco e Lidia Stefani
Per l’85° anniversario di fondazione del gruppo
alpini “Mario Pagani” di Arzignano, il capogruppo Paolo Marchetti organizza un raduno degli alpini che hanno svolto il loro servizio militare nel battaglione logistico “Cadore”, in particolar modo negli anni 1979-1980. Il raduno si
terrà ad Arzignano nel 2012 secondo un programma che verrà elaborato nei prossimi mesi.
Gli interessati sono pregati di contattare i seguenti
referenti:
• Paolo Marchetti tel. 3355289304
e-mail [email protected]
• Giuseppe Alessi tel. 3471115847
• G. Paolo Andreetta tel. 3404249918
• Luca Dal Molin tel. 3296350544
e-mail [email protected]
34 - Un nostro amico hai chiesto alla montagna
Il vessillo sezionale è listato a lutto per la scomparsa di numerosi amici alpini.
Alla loro memoria vada il nostro pensiero riconoscente per la dedizione associativa dimostrata.
Ai congiunti dei soci scomparsi giungano, nel momento del dolore, le più sentite condoglianze
ed i sensi della solidarietà fraterna delle “penne nere” vicentine.
ARCUGNANO
CALTRANO
CHIAMPO
MONTEGALDA
MONTEGALDA
Primo Ghirardello
cl. 1932
Rgt. Alpini
Giovanni Sandonà
cl. 1923
Flavio Repele
cl. 1948
gr. Pieve di Cadore
Giuseppe Barbieri
cl. 1943
gr. Belluno
Giacomo Palma
cl. 1939
Btg. Belluno
ARZIGNANO
CAMPEDELLO
CHIAMPO
MONTEGALDA
MONTEGALDA
Giovanni Marana
cl. 1935
Btg. Bolzano
Luciano Boaria
Marsilio Serafini
cl. 1934
3° Rgt. art. da montagna
Giovanni Campagnaro
cl. 1936
Antonio Zuecco
cl. 1943
Gr. Lanzo
BARBARANO VIC.
CARRE’
LUGO VICENTINO
MONTEGALDA
MOSSON
Aurelio Pretto
cl. 1935
7° Rgt. Alpini
Mario Apolloni
cl. 1933
8° Rgt. Alpini
Giuseppe Crosara
7° Rgt. Alpini
Giuseppe Campagnaro
cl. 1943
Btg. Belluno
Olindo Dall’Osto
cl. 1926
Btg. Bolzano
BARBARANO VIC.
CHIAMPO
MALO
MONTEGALDA
MOSSON
Silvano Bettini
cl. 1936
Rgt. Alpini
Antonio Gaiarsa
cl. 1911
Btg. Vicenza
Lodovico Martini
cl. 1924
Rgt. art. da montagna
Luciano Campesato
cl. 1938
Btg. Feltre
Ilvo Frigo
cl. 1929
Rgt. Alpini
35
NOGAROLE VIC.
S. GIOVANNI IN M.
THIENE
VILLAGANZERLA
Attilio Consolaro
Arcelindo Corvini
cl. 1930
Mario Pais De Libera
cl. 1920
Btg. Julia
Pietro Merlin
3° Rgt. art. da montagna
NOGAROLE VIC.
S.PIETRO MUSSOLINO
VALLI DEL PASUBIO
VILLAGANZERLA
Angelo Sinico
Emilio Antoniazzi
cl. 1937
7° Rgt. Alpini
Giuseppe Tessaro
cl. 1943
Bgt. Val Natisone
Ottorino Padrin
POLEGGE
S.VITO DI LEGUZZ.
VANCIMUGLIO
VILLAVERLA
Ettore Merlo
cl. 1915
Btg. Val Leogra
Piergiorgio Sartori
Bgt. Tridentina
Angelo Pasquale
cl. 1920
3° Rgt. art. da montagna
Arturo Panozzo
cl. 1921
Gr. Lanzo
S. GIOVANNI IN M.
SOVIZZO
VILLAGA - BELVEDERE
VILLAVERLA
Rino Gianello
cl. 1942
Egidio Lovato
cl. 1931
Btg. Feltre
Saturnino Cichellero
cl. 1934
Gr. Belluno
Antonio Rigon
cl. 1922
Gr. Belluno
Le nostre montagne
Gli abeti innevati dei nostri altipiani richiamano la magia del Natale.
A tutti gli Alpini i migliori auguri dalla Redazione di Alpin fa Grado.
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Nello zaino - Sezione di Vicenza