In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio di Vicenza ferrovia, per la restituzione al mittente, che si impegna a corrispondere l’importo dovuto ANNO 2010 - NUMERO 5 - DICEMBRE - Poste Italiane S.p.A. - Spediz. in Abb. Post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) - Art. 1 comma 2, DCB Vicenza BUONE FESTE 2 - La feritoia del Torrione Nella mini naja il futuro dell’Ana? di Dino Biesuz È nella mini naja il futuro dell’Ana? Sembra questa la conclusione più importante del documento approvato un mese fa dal Consiglio direttivo nazionale, una traccia per individuare il modo in cui affrontare il tanto dibattuto problema del futuro associativo. Una traccia che viene ora sottoposta a tutti i soci dell’Ana, per avere proposte e contributi che portino a un documento finale condiviso il più possibile. Il problema è semplice. C’è un nemico che nemmeno gli alpini riescono a battere. Il tempo. Nel 2020 l’Ana avrà 70 mila soci in meno e i soci avranno dieci anni in più; sempre meno potranno lavorare in settori qualificanti come protezione civile, ospedale da campo, sport, volontariato; i gruppi cominceranno a chiudere. Per l’Ana sarà sempre più difficile tramandare i suoi valori e lo stile di vita degli Alpini, se non arriveranno i rincalzi. Per dare nuova linfa sono stati individuati quattro punti, a cominciare dagli “alpini dormienti”, cioè che hanno fatto la naja alpina ma non sono iscritti all’Ana. Poi occorre continuare a stimolare i giovani associati ad una maggiore partecipazione alla vita associativa. Il terzo punto sono gli alpini in armi: saranno dei professionisti, ma sono sempre alpini e fra loro c’è da fare proselitismo. Queste forme di “reclutamento” però non sono determinanti per frenare il calo numerico degli associati. Più importante invece il quarto punto, gli Amici degli alpini, verso i quali bisogna applicare con ri- gore le nuove disposizioni per fare in modo di selezionare i “veri” amici, quelli che con noi vivono, soffrono e gioiscono. «Con la riforma dei soci aggregati del 2008 - osserva il presidente Perona - si è chiarito che con l’applicazione delle nuove disposizioni (separazione dell’aggregato dall’aiutante) si poteva rimandare la soluzione del problema del futuro dell’Ana più in là nel tempo. Ma occorre che le disposizioni vengano applicate: ad oggi i soci aiutanti sono solo 651, meno dell’1 per cento e mi pare un po’ pochino...» Numeri più confortanti arrivano invece dalla mini naja. Sono circa 700 i ragazzi che hanno fatto lo stage in caserma, nel prossimo anno potrebbero salire a 1000 2000. Quasi tutti si sono iscritti all’Ana come soci aggregati, molti sono entrati nelle file della Protezione civile, alcuni hanno partecipato ai lavori per il ripristino dei sentieri e delle opere belliche. L’Ana - segnala il presidente Perona - farà una serie di proposte al ministero per migliorare il sistema di reclutamento e intende predisporre un percorso formativo, successivo allo stage, per perfezionare la preparazione civica e fisica del giovane, allo scopo di poterlo avviare verso il mondo del volontariato e di poter affinare la consapevolezza di cittadinanza instillata dalle forze armate. Altre proposte sono la creazione di campi di addestramento alla protezione civile, la definizione di convenzioni che consentano all’Ana di proseguire il recupero dei sentieri della memoria, di approntare campi di lavoro e fare la manutenzione ai sacrari militari. «Ad ogni modo - sottolinea Perona questi ragazzi sono ormai una realtà della nostra associazione e dovremo impegnarci per gestirli al meglio, in modo che l’entusiasmo che dimostrano ora non abbia a spegnersi mai». 3 LA NOSTRA IMMAGINE SONO I NOSTRI FATTI SOMMARIO pag. • La feritoia del Torrione • Nello zaino • Novità in libreria • Le sezioni in cifre • Lettere in Redazione • Vita delle zone e dei gruppi • Protezione Civile • Gli alpini e lo sport • Varie • “Un nostro amico hai chiesto alla montagna...” 2 4 14 15 16 18 24 27 30 34 Anno 2010 - n. 5 - Dicembre Gratis ai soci Abbonamento annuo Euro 13 Tiratura 21.000 copie Direzione e Redazione: Torrione degli Alpini 36100 Vicenza - Via B. D’Alviano, 6 Tel. 0444.926988 - Fax 0444.927353 Web Site: www.anavicenza.it E-mail: [email protected] C.C.P. 13008362 Direttore Responsabile: Dino Biesuz Comitato di Redazione: Presidente: Giuseppe Galvanin Direttore Responsabile: Dino Biesuz - 347 4145567 Capo redattore: Franco Impalmi - 335 367504 Redattori: Anna Campese Luigi Beltramello - 333 5807866 - 0444 560881 Marco Brazzale - 328 8183998 - 0445 314409 Luigi Girardi - 348 4911590 G. Pietro Gollin - 349 443650 - 0444 585902 Federico Murzio - 340 7624323 Alberto Pieropan - 329 2254773 Impaginazione: Editrice Veneta - Vicenza www.editriceveneta.it Stampa: Industrie Grafiche VIcentine S.p.A. Via Rovereto 20, 36030 Costabissara (VI) www.igvi.it Nella prima di copertina: anche in Afghanistan arriva Babbo Natale con le sembianze di questa graziosa alpina della “Julia” (foto dell’8° Rgt. Alpini) Cari Alpini, cari amici degli Alpini, siamo giunti anche quest’anno al tradizionale scambio degli auguri natalizi. Dedico il primo pensiero e ogni buon auspico per il nuovo anno ai nostri volontari delle squadre di Protezione Civile Ana. Costoro fin dal 1° novembre scorso hanno messo a disposizione delle amministrazioni comunali il loro tempo, la loro professionalità, i loro mezzi, la loro forza di volontà per soccorrere le vittime delle esondazioni che hanno interessato il Vicentino. I nostri volontari hanno offerto un contributo determinante affinché i danni alle persone e alle cose fossero ridotti al minimo. Mai vorremmo intervenire in queste emergenze, ma sono orgoglioso che oggi “a casa nostra” gli alpini sono giunti preparati guadagnandosi il plauso dei massimi funzionari del Dipartimento della Protezione Civile e, soprattutto, l’umile gratitudine della popolazione civile. E poco importa se, guidati da ben altre logiche, chi di dovere non ha manifestato né pubblicamente né sui mass-media apprezzamento per l’impegno delle nostre squadre. Noi non siamo politici, non abbiamo debiti di riconoscenza da saldare in alcun modo e non paghiamo uffici stampa per curarci l’immagine. La nostra immagine sono i nostri fatti. L’anno venturo sarà il genetliaco dell’Unità Nazionale. Sarà un momento importante per il nostro Paese e per noi alpini. L’Adunata di Torino sarà un evento che ci coinvolgerà nel fisico, ma anche negli animi. Il valore simbolico di Torino 2011, infatti, a 150 anni dell’Unità d’Italia, richiama tutti i nostri valori associativi. In particolare, saremo chiamati a testimoniare la devozione per il nostro Paese, soprattutto oggi, in un contesto sociale ed economico che, per usare un eufemismo, non rispecchia l’idea di Italia che i padri risorgimentali si raffiguravano 150 anni fa. Mi si potrà obbiettare che gli alpini non aspettano gli anniversari per salutare con orgoglio la Patria, e che a essa paventano devozione con frequenti azioni concrete di solidarietà e che, a differenza di altri, non hanno bisogno di dimostrare alcunché. Ed è tutto vero. Eppure, come ho avuto già modo di scrivere, gli italiani hanno anche bisogno di simboli positivi intorno ai quali cementare la loro identità nazionale. Gli alpini, oggi, questo simbolo lo possono essere. Il terzo pensiero va così agli alpini in armi. A loro, interprete del sentimento di tutti gli alpini della sezione, rivolgo un caloroso augurio. I nostri militari svolgono le missioni all’estero con assoluta abnegazione e competenza e oggi sono forse il migliore sponsor del Paese nel mondo. Che siano alpini o non alpini, veneti, campani, siciliani o friulani, noi come membri di un’associazione d’arma che fa del tricolore il primo vessillo abbiamo il dovere morale di sostenerli in ogni modo possibile. Ce lo impone il nostro credo, ce lo impone la nostra storia. A voi tutti, infine, alpini e amici degli alpini della sezione di Vicenza e alle vostre famiglie, i migliori auguri di buon Natale e felice anno nuovo sicuro che, come sempre, saprete portare con orgoglio il cappello anche nel 2011 e saprete lavorare e impegnarvi con l’usuale spirito di dedizione che vi contraddistingue. Giuseppe Galvanin 4 - Nello zaino Apprezzati dai vicentini il grande impegno e la perfetta macchina organizzativa ALLUVIONE, ALPINI IN PRIMA LINEA di Dino Biesuz Si sono fatti le ossa in tutta Italia, e anche all’estero, gli alpini della protezione civile. Stavolta, purtroppo, hanno dovuto lavorare in casa. Così i vicentini hanno potuto vederli all’opera in diretta e si sono resi conto che hanno una marcia in più rispetto agli altri. Non certo nell’impegno, che è totale da parte di tutti, ma nell’organizzazione: una macchina ormai collaudata alla perfezione in tante operazioni di soccorso e nelle esercitazioni svolte con regolarità. Al punto che gli alpini, oltre che agli alluvionati, hanno potuto dare una mano anche ad altri soccorritori. Ma vediamo come ha funzionato la macchina della sezione Ana di Vicenza. Il responsabile della squadra sezionale, Roberto Toffoletto, è stato svegliato alle 6.45 del 1° novembre dall’ing. Carli del comune, che cercava volontari per riempire sacchetti di sabbia: tre quarti d’ora dopo una decina di persone erano già al lavoro all’Amcps. Ma i fiumi s’ingrossavano a vista d’occhio, arrivavano richieste da tutta la provincia, ci si è resi conto che la cosa era molto più grossa del previsto. Toffoletto si è messo a disposizione del sindaco ed è stato chiamato in prefettura, dove si stava allestendo il centro coordinamento soccorsi. In pochissimo tempo la protezione civile alpina ha allestito una rete radio, con un ripetitore installato a Monte Berico, che ha collegato l’operatore in prefettura a tutte le squadre Ana impegnate in città e nei comuni limitrofi; si è avuto così un quadro sempre aggiornato della situazione, indispensabile per coordinare gli interventi. Gli alpini hanno lavorato su molti fronti allestendo ricoveri per persone evacuate con brandine e coperte in dotazione (all’Istituto Rossi e a Caldogno), collaborando con la polizia municipale per la viabilità, soccorrendo le persone in pericolo, svuotando scantinati e locali allagati con più di 10 squadre al giorno, a fianco del personale dei VVF, presso il cui comando provinciale era stato allestito un punto di coordinamento. Nella sede della protezione civile Ana al Foro Boario si è lavorato sodo per preparare e smistare materiali e soprattutto per preparare pasti per tutti i volontari al lavoro, anche i non alpini, lavorando dalle 6 di mattina fino a notte per garantire pasti caldi ogni giorno ai volontari impiegati (1.000 pasti). Passata l’onda di piena è cominciato il lavoro più duro: lo sgombero da acqua e fango, con l’imperativo di fare il più presto possibile. Preziose in questa fase sono state le motopompe di cui sono dotate le squadre alpine e che sono state messe in opera senza sosta per una decina di giorni. Sono arrivati rinforzi dai centri dove era passata l’emergenza e dalle sezioni Ana di Bassano, Valdagno e Padova. Durante l’emergenza sono intervenuti in tutto 370 volontari alpini, che hanno lavorato a più riprese per più di 14.000 ore uomo. Questa fase è durata una decina di giorni durante i quali anche 37 volontari hanno partecipato a un corso del genio civile per il monitoraggio degli argini. Ci sono stati poi altri due preallarmi, ma non è stato richiesto il loro intervento. A Valli del Pasubio, dove già da giorni i volontari Ana lavoravano a supporto del comune, la task force Vicenza dell’esercito ha chiesto ulteriore sup- Nello zaino - porto alla squadra sanitaria Ana per predisporre un posto medico avanzato, con infermieri e medici a supporto dei militari che hanno costruito un ponte Bailey. È stato inoltre fornito, assieme ad altre sezioni Ana della provincia e del Veneto, personale per i turni di controllo alla frana del monte Rotolon, nel comune di Recoaro; personale che sarà impegnato fino ai primi di dicembre. Prallelamente si sta monitorando anche una frana nel comune di Valli del Pasubio. «Abbiamo avuto apprezzamento dalla Prefettura, dove abbiamo dato assistenza per più di 15 giorni consecutivi e dai vigili del fuoco per la nostra preparazione ed organizzazione - dice Roberto Toffoletto -; la prossima volta andrà ancora meglio: toccate dall’emergenza, le persone imparano subito cosa c’è da fare. Certo è che senza i volontari, vigili del fuoco ed esercito non sono sufficienti a far fronte a tutto. Ormai il volontariato di protezione civile, di cui l'Ana è un riferimento anche a livello nazionale, è imprescindibile». «Ma nonostante questo, i volontari devono pagare per poter lavorare - commenta Toffoletto -. Noi naturalmente non chiediamo un centesimo per il nostro lavoro. Ma le divise, i dispositivi di protezione individuale, gli attrezzi ed i materiali vari che deperiscono e si usurano veloce- 5 mente, in assenza di sostegno e contributi da parte degli enti o dei privati, dobbiamo pagarli spesso di tasca nostra; mentre per le spese che vengono anticipate dalla sezione Ana, la prospettiva è di rimborsi dagli enti sempre più lenti ad arrivare e magari anche solo parziali... stiamo ancora aspettando quelli per l’intervento nel terremoto del Molise, ma sembra che i soldi siano finiti... Ma se i rimborsi non arriveranno, dubito che la prossima volta la partecipazione sarà così massiccia…». 6 - Nello zaino ITALIA, ITALIA di Gigi Girardi ITALIA, ITALIA: momenti intensi in un incontro apertosi con il saluto del nostro presidente Giuseppe Galvanin, rivolto ad un folto pubblico che nonostante l'incombente disastro alluvionale che in quei primi giorni di novembre ha sconvolto la nostra provincia, sabato 5 novembre ha affollato la sala Palladio, nel complesso fieristico di Vicenza. Presenti numerose e qualificanti personalità del mondo Ana e dell’esercito, tra cui il redattore capo de L’Alpino, Giangaspare Basile, il generale Giancarlo Comacchio ed il colonnello Vincenzo Pegorer. Una serata intensa, carica di emozioni ove era palpabile la partecipazione di una platea trascinata dalle melodie che “I Crodaioli”, hanno fatto fluire sulle note della tastiera del Maestro Bepi De Marzi, che ancora una volta ha saputo trasformare lo spettatore in protagonista. Tale infatti era l’intento dei promotori di questo avvenimento, destinato a riportare la memoria del pubblico e degli alpini vicentini sulla storia che, dal Risorgimen- Gigi Girardi e il presidente Galvanin con Bepi De Marzi I Crodaioli sul palcoscenico della fiera to alle vicende più recenti, ha segnato il nostro cammino verso quell’agognata e forse non ancora completamente compiuta, Unità Nazionale. Tema dominante la serata, la tragica ed al tempo stesso esaltante epopea del monte Pasubio, massiccio baluardo dominante la pianura vicentina, sulle cui pietraie si consumarono sotto diverse bandiere, sublimi e spesso inutili eroismi di uomini senza odio e con tanta voglia di vivere. Parole di pietà per questi eroi ed incitamento per noi che ne dobbiamo raccoglierne il testamento, le ha pronunciate Vittorio Brunello, direttore de L’Alpino, organo nazionale di informazione della nostra associazione. «Una memoria non contemplativa - ha ribadito Brunello - ma attiva come è nello spirito alpino. Coltivata da ogni italiano, prima che essere implorata, per mantenere alti quei valori di rispetto per la nostra bandiera ed amore per questa Patria che mai dovrà dimenticare il giovane sangue di cui sono irrorate le sue radici». Forti emozioni anche per i brani di Giulio Bedeschi, Mario Rigoni Stern, Gianni Pieropan, Robert Skorpil, interpretati più che letti, da una voce narrante in certi passaggi fin troppo sanguigna e coinvolta nella parte. Il 2011 sarà l’anno del centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia. «Un avvenimento - ha detto il presidente Galvanin nel suo saluto di commiato - che deve rimanere nel cuore e nella memoria di tutti e di noi alpini in maniera particolare ed in uno slancio, che osiamo sperare non solo emotivo, ha promesso altri di questi incontri nel corso del prossimo anno.Uno magari proprio in un luogo ove vivi e morti, potranno ritrovarsi insieme per un ideale abbraccio senza tempo e senza confini». Nello zaino - 7 “Su la strada del Monte Pasubio, bom, borombom...” Bepi De Marzi ha scritto questo canto quasi cinquant’anni fa. Ormai è talmente diffuso, talmente popolare che molti lo nato durante la Prima Guerra Mondiale, dimenticando il suo autore. “Ma gli alpini non hanno paura! bom, borombom...” Erano due strofe, e Carlo Geminiani, d’accordo con Bepi, ne ha aggiunto una terza. Nella serata del 5 novembre scorso, il canto che esalta la nostra grande e martoriata montagna, è stato intonato da centinaia e centinaia di partecipanti al primo incontro che la nostra Sezione ha voluto in preparazione all’Anno dell’Unità d’Italia. C’erano anche I Crodaioli, a guidare il cantare collettivo, e qualcuno si aspettava qualche intervento polivocale. Lo chiediamo a De Marzi. Lo scopo era quello di far cantare tutti. E ci siamo riusciti. Doveva essere la festa del Tricolore. Ed è stato così. Non doveva essere un concerto, anche perché è fin troppo facile scivolare nell’esibizione. Come nel nostro ultimo compact-disc, il nono, abbiamo voluto invitare gli alpini e gli amici a ritrovare il cantare a una sola voce, magari con un accompagnamento stru- mentale. Scrive Bedeschi che “una fisarmonica ouna chitarra trasformavano la commozione in felicità”. A cura della Sezione è stato stampato un opuscolo con i canti tradizionali più conosciuti, da Sul cappello al Ponte di Perati. Ma anche Fratelli d’Italia, cantato da tutti, in piedi, con voce vibrante e convinta. De Marzi accompagnava alla tastiera con effetti orchetrali. Un’apoteosi. E nello stesso fascicolo c’erano la Preghiera dell’alpino e La Preghiera dell’alpino ignoto, che Giulio Bedeschi ha scritto nel suo secondo libro, Il peso dello zaino. Commenta De Marzi: Lo scopo è stato quello di far recitare a tutti la nostra Preghiera, e anche quella del nostro indimenticabile Bedeschi. Di solito, nelle nostre riunione e anche nella sante messe, pochi pregano o cantano. Propongo a chi regge l’asta dei nostri gagliardetti di tenerla con la mano sinistra, così almeno fanno un segno di croce con la destra. È tempo che la partecipazione non si limiti alla sola presenza, magari impacciata, addirittura imbronciata. Essere alpini vuol dire essere italiani in tutto e per tutto. Per me, Dio, Patria e Famiglia hanno ancora senso. A Vicenza ho potuto mettere finalmente il mio cappello, che mi era stato rubato all’Adunata di Padova, che mi è stato restituito con un biglietto anonimo. E ringrazio chi me l’ha tenuto, chissà dove, per tanti anni. 8 - Nello zaino PIETÀ O FETICISMO? Ben va distinto un gesto d’amore dal mero feticismo. Interpretazioni diverse tra loro, colte qua e là nei mesi scorsi, tra la gente che osservava l’avvicendarsi’ sul monte Pasubio di centinaia di volonterosi muniti di pale e picconi, con o senza penna sul cappello, per migliaia di ore lavorative. Un’impresa impegnativa che coinvolge la nostra sezione, avviata lo scorso anno e che probabilmente non basterà il prossimo per concluderla. Progettata e destinata al recupero di opere belliche, testimoni delle fatiche e dell’olocausto di migliaia di nostri fratelli, sacrificati dall’esaltazione di pochi per ottenere il niente con il sangue di poveri disperati. Stritolati su queste pietraie dalle macchine di morte e dalle forze della natura; senza conoscerne il vero perchè ed ubriacati da menzogneri proclami. Trincee, postazioni, armi, gallerie, riportate alla luce. In tanti approvano l’iniziativa. Giusto il recupero dei luoghi di battaglia per rendere al visitatore, allo storico, al- l’appassionato, l’idea di quella che fu l’esistenza e la fine di migliaia di uomini obbligati a convivere quotidianamente con la morte e l’incertezza di un’altra alba. Un maturo montanaro mi diceva che tutto ciò è giusto perché è come riaprire un libro rimasto chiuso per troppo tempo. Per leggerlo, per capirlo, per coglierne il messaggio, bisogna toccarlo, riaprirlo, sfogliarlo, meditarlo. Altri, invece sceglierebbero di lasciare che tempo e natura ricoprano con il loro pietoso manto le ferite della montagna, lasciando alla storia, quella scritta da chi c’era, ricordare e conservare il culto e la memoria di tanti sublimi quanto inutili eroismi: fiori stupendi, stroncati in quella immane follia che si consumò tra queste rocce. Quando, pellegrini visiteremo questi luoghi, eviteremo di andare a caccia di cimeli ma in silenzio e devotamente reciteremo una prece, posando lieve il nostro piede su queste pietre sacrificali. L. Girardi Nello zaino - 9 CAMMINAITALIA SUL PASUBIO Non erano proprio di venti to Colle di Xomo da cui, ... convenuti dal monte e dal piano, città ma certamente le due dozinoltratasi per il ripido sengiunti a Thiene si strinser la mano, zine di escursionisti giunti altiero nel bosco, ha presto la sede del gruppo alpini di raggiunto l’imbocco (quelcittadini di venti città... Thiene, da sempre generosi lo vero) della strada delle 52 ospiti, provenivano da più regallerie. Stupore ed emogioni della nostra penisola. zione per i molti che la perTutti accorsi al richiamo delcorrevano per la prima voll’instancabile nostro socio, Carta e prodigarsi in dettagli lo Restiglian - Carletto per gli spesso inediti, da parte di chi amici - inarrestabile camminagià la conosceva. tore, che ha saputo coniugare Ecco la piccola spianata di l’occasione del decennale del Porte del Pasubio, giusto in transito del Camminaitalia neltempo per lo spuntino di le nostre zone, offrendo agli mezzogiorno e poi via per escursionisti l’opportunità di vitrincee e camminamenti resitare e conoscere il massiccio centemente recuperati daldel nostro (perdonate il possesl’entusiasmo e dalle bracsivo ma è così che lo sentiamo) cia degli alpini vicentini ed Pasubio. amici di altre sezioni. PasCon gli automezzi messi a disposizione dalla nostra Sesi lenti, occhi attenti a cogliere le ferite della montazione e dal Gruppo di Malo, la compagnia ha raggiungna sul Dente italiano ed orecchi tesi alle notizie sto- 10 - Nello zaino riche del Carletto. Cala la nebbia, si scende verso la chiesetta di Santa Maria in località Sette Croci. Un silenzio riverente grava sulle sacre pietraie. Ancora una pietosa prece davanti al cippo del generale Rossi e giù a passo sciolto verso il Rifugio A. Papa, per la cena e il pernottamento. L’ottima cucina ed un dolce clima di amicizia hanno favorito la pace degli animi ed indotto ad un sereno riposo. Mercoledì 21 luglio, sveglia alle 6: colazione, zaini in spalla e via per il Cogolo alto, Soglio dell’Incudine, Alpe di Cosmagnon, Selletta dei Denti, Dente austriaco, crinale del Roite, Bocchetta delle Corde e giù al rifugio Lancia per un veloce ristoro e lasciare i materiali più pesanti e poi via in lenta colonna su per il Col Santo e Col Santino a stordirci nell’esplosione dell’intenso giallo della magica fioritura dei prati di arnica e di bistorta. Una visione esaltante favorita dalla luce calda di un tardo pomeriggio di mezza estate. Nella conca, al rifugio ci attende una fresca doccia con acqua a temperatura ambiente e la conciliante cena. Tutti gli escursionisti erano ormai affiatati: quelli che si incontravano per la prima volta ed i veterani del Cam- minaitalia. Riferimento e sicurezza per tutti, l’indomita pattuglia alpini capeggiata da Carlo Restiglian da Thiene, anima dell’organizzazione, amabilmente ribattezzato come “Carlo rommel, la volpe del Pasubio”, trasmettitore nella brigata Cadore, classe 1939 - Enrico Faresin di Schio, esploratore alla 65a del btg. Feltre, i famosi “Lupi di Agordo”, classe 1940 come Gigi, trasmettitore alla CCB del btg. Belluno. I friulani di Maniago, Claudio Morassi e Mario Centazzo, alpini della gloriosa Julia ed in fine ma certamente non ultimo, lo scattante piemontese Domenico Del Barba, paracadutista della brigata Taurinense, classe 1933. Alba del giovedì, altra levataccia per il giorno più lungo: Sella delle Pozze, Malga Costa, giù al Passo della Borcola, su al Monte Maggio e giù a Passo Coe dove, pilotati da Bepi Barbato e Valentino, alpini del gruppo di Malo, attendono i mezzi per il rientro. Ultima giornata, la più impegnativa ma che la sera riunisce tutti a tavola: camminatori ed alpini per concludere e raccogliere i complimenti ed il saluto del nostro presidente, Bepi Galvanin e del capogruppo di Thiene, Angelo Rossi. gigigirardi A Roma il coro Ana di Piovene Rocchette protagonista del 4 Novembre IL SENATO RENDE ONORE AGLI ALPINI Nessuno, a memoria d’uomo, aveva mai visto tanti cappelli d’alpino gironzolare per Palazzo Madama. Davanti agli occhi sgranati degli inservienti e dei questori del Senato che gli hanno accolti e guidati per i corridoi, le aule, le scale del palazzo, gli alpini hanno risposto con la consueta “disimpegnata” simpatia. Il 4 Novembre, Festa della Vittoria, si è svolto nell’aula del Senato un concerto in memoria dei caduti in Afghanistan della Brigata Alpina Julia. Un evento fortemente voluto dalla senatrice veronese Anna Bonfrisco che nelle sue parole d’introduzione, ribadite successivamente dal senatore e ufficiale alpino Franco Marini e dal presidente del Senato Renato Schifani, ha sottolineato l’attuale impegno e il sacrificio delle truppe alpine nelle varie missioni internazionali. In più l’Ana ha ricevuto l’apprezzamento e il plauso del Senato per l’amor patrio che gli alpini in congedo manifestano concretamente non solo nelle cerimonie istituzionali ma anche nelle attività solidali e nella protezione civile. Il Coro Ana di Piove Rocchette, diretto dal maestro Alessandro Canale, si è esibito insieme al Coro Alpini di Pe- schiera del Garda, al Coro della Portella dell’Aquila e al Coro Alpini dei Congedati della Brigata Julia, in un breve repertorio di cante che ha ripercorso alcuni dei momenti più tragici e commoventi della storia degli alpini. Il Senato, con la presenza delle massime autorità militari italiane e alleate, ha tributato agli alpini un applauso che i nostri coristi, ne siamo certi, non dimenticheranno facilmente. Nello zaino - 11 UNITÀ D’ITALIA: 150 ANNI E SENTIRLI TUTTI. EPPURE NOI CI CREDIAMO ANCORA di Federico Murzio Ammetto che alla fine ho ceduto anch’io alle lusinghe di Roma e ho trascorso in Senato il 4 Novembre, Festa della Vittoria, dov’era programmato un concerto in memoria dei caduti in Afghanistan della Brigata Alpina Julia e dove, tra l’altro, si è esibito il Coro Ana di Piovene Rocchette. Roma, inutile nasconderlo, mantiene inalterato il suo fascino di città millenaria. Così come restano ammaglianti agli occhi di chi Roma la frequenta poco, le circensi manifestazioni del suo status di capitale d’Italia che, dalle auto blu ai palazzi del potere, si palesano ovunque. Pochi sono esenti dall’attrazione Roma. O meglio, di quello che Roma rappresenta tra la collettività: il potere. E il potere produce prima di tutto appiccicosa referenza. Tanto che non mi sono sorpreso vedere dei duri alpinacci, prima e dopo il concerto, lasciare il proprio posto e con slancio felino precipitarsi a stringere la mano al senatore Tizio, al sottosegretario Caio, al generale Sempronio. Peccatucci veniali: si sa, al pari di Ulisse anche gli italiani sono comunemente sedotti da Circe, e magari soggiacciono pure ai suoi desideri, salvo poi tornare mesti e vili (nel caso italiano) alle comode cure di Penelope. *** Roma, dunque, è la capitale del Paese che l’anno prossimo festeggerà i 150 anni della sua Unità. Che essa sia capitale di Stato è certo; che essa rispecchi nei cuori degli italiani la capitale della Nazione è un interrogativo che molti si pongono da tempo. Indubbiamente oggi l’Italia ha uno Stato (debole) ma uno scarso senso di identità nazionale. Quest’ultimo è corroso da uno Stato che spesso non ha mantenuto le sue promesse, da una pubblica amministrazione più Borbonica che Sabauda (o Serenissima, se vogliamo restare in zona), e da una discutibile etica pubblica. A fronte di “federalismi estremi” e “secessionismi” paventati, glorificati, minacciati, sono però convinto che difendere l’Unità d’Italia non significa condividere tutto ciò che l’Italia è oggi. Italia che, per usare un termine molto in voga tra gli esperti di marketing, ha molti margini di miglioramento. Sono così altrettanto sicuro che le spinte disgreganti non vadano combattute in Veneto, Piemonte, Lombardia ma piuttosto affrontante con lo strumento del “buon governo” in Calabria, Campania e Sicilia. Laddove, in altre parole, il declino dello Stato è più manifesto e dove, forse, l’identità nazionale è ancora meno sentita che nelle nostri valli. Perché in realtà (e prevengo così le obiezioni dei nostri lettori non veneti), non è ragionando sulle percentuali della provenienza regionale degli impiegati nei enti pubblici o militari che si misurano il senso d’appartenenza e identità degli italiani alla Nazione. Lo spirito di sacrificio per la Patria, noi che con le nostre squadre di protezione civile Ana andiamo gratuitamente ovunque ce ne sia bisogno senza aspettare che ci sia comandato, è ben altra cosa. *** C’è ancora un’ultima, breve nota che interessa l’Unità d’Italia e che coinvolge giocoforza gli alpini e il loro senso di appartenenza alla Nazione. Noi alpini facciamo riferimento al patriottismo come valore associativo assoluto. Le penne nere lo interpretano e lo praticano concretamente in ogni loro attività come una devozione all’Italia. Così, il “nostro” patriottismo ha una connotazione essenzialmente difensiva, sia sotto un profilo militare sia culturale e solidale. Noi nella bontà di questa idea di Unità e di Patria ci crediamo ancora, nonostante tutto. Ogni tanto si ha l’impressione, anzi, che gli alpini siano gli unici a percepire un senso d’insoddisfazione verso il declino della società civile (un declino etico prima ancora che economico). A differenza di molti, però, anziché lavorare sugli elementi esclusivi che intaccano l’Unità, gli alpini lavorano sugli elementi inclusivi. E questo, alla fine, fa tutta la differenza del mondo. 12 - Nello zaino IL RECUPERO DELLA HEXENKESSEL E DELLA QUOTA NEUTRA DEL MONTE CIMONE Salvato un altro pezzo del patrimonio storico della Grande Guerra. Grazie agli alpini di Federico Murzio guerra. Si va dal recupero del cimitero autroungarico a quello del sistema difensivo composto da trincee scavate in roccia lungo tutto il ciglio dell’Altipiano, camminamenti, postazioni scavate in roccia, ricoveri in caverna, resti di baraccamenti e piazzole d’artiglieria; dai ricoveri in Il monte Cimone è la vetta più alta di caverna e resti di baraccamenti alla “Bolgia delle streghe” un sistema montuoso che scende molai ricoveri in caverna italiani sul versante sudovest della to rapidamente verso sud in direziocima e perfino il camminamento d’approccio e l’ingresso ne di Arsiero. Durante la grande guerdella galleria di mina (galleria sud), il cratere di scoppio. ra con la Quota Neutra e il monte Caviojo, il Cimone era «Questo è un intervento di recupero che vuole essere soparte di un imponente sistema difensivo e di comunicaprattutto civico - spiega Flavio Rodighiero, il parlamenzione per l’esercito italiano. Lo sapevano naturalmente antare che ha promosso la legge sulla tutela del patrimonio che gli austriaci, e proprio lì, infatti, il 23 settembre 1916 storico della grande guerra -. Perché ciò i soldati dell’imperatore fecero brilche è stato fatto è soprattutto una letlare una mina che tra morti, feriti, ditura storica sul presente in un’ottica euspersi e successivi prigionieri, proropea ed internazionale». Di fatto ci vocò la perdita di 19 ufficiali e 1118 stiamo avvicinando a grandi passi versoldati. Per avere una vaga idea delso il centenario dello scoppio della prila potenza della mina esplosa, basti ma guerra mondiale, «Sarebbe imporpensare che essa provocò un cratetante che a questa iniziativa ne seguisre di 55 metri di diametro e 22 mese una europea di ampio respiro. Oltri di profondità. Gli italiani ripietretutto la legge 78 ha la copertura figarono poi verso Quota Neutra, mennanziaria fino al 2012. Considerata la tre gli austriaci rimasero esattamenbontà del lavoro svolto e quanto c’è ante dov’erano. Questi i fatti di allora. cora da fare è fondamentale che essa Oggi, sul Cimone, dopo due anni di sia rifinanziata» chiosa Rodighiero. studi certosini delle fonti e di attenDi “conservare” e “valorizzare” i luoti lavori in un ecosistema delicatisghi della grande guerra parla anche Ensimo, è stato inaugurato il recupero rico Hüllweck, capo della segreteria del della Hexenkessel, Bolgia delle streMinistero dei Beni Culturali. Un conghe, e della Quota Neutra. Un recupero che è parte di un ampio progetto L’ingresso della “Bolgia delle streghe” cetto, quello della valorizzazione della montagna, che supera una eccezione commerciale per apstabilito dalla legge 78 del 2001 sulla Tutela del patrimoprodare ad un significato educativo. «Valorizzare vuol dinio storico della Prima guerra mondiale e che, tra i molti re imparare. Queste realtà non meritano una lettura sfugattori coinvolti, ha visto operare sul campo le squadre delgevole sui libri di storia: da qui si capiscono le mostruola protezione civile della sezione di Vicenza. Ricorda Giusità della guerra; questi sono i libri aperti che dobbiamo seppe Galvanin, presidente sezionale: «Il senso del nostro continuare a leggere - dice Hüllweck -. Il Cimone è un veimpegno è quello di ripercorrere i Sentieri della Storia e ro e proprio museo sul quale non è sufficiente una condi affidarla alle nuove generazioni. Ci avviciniamo al servazione se poi queste valli e montagne, con la prezio150esimo anniversario dell’Unità d’Italia: bisogna capisa storia delle loro genti, non sono facilmente raggiungire che l’Unità, attualmente, passa anche da queste monbili. Si devono perciò attivare dei circuiti di conoscenza, tagne sacre dove hanno combattuto alpini e fanti, soldati soprattutto per le scolaresche e per i più giovani. In queche venivano da ogni parte del Paese». sto, come nel recupero dei manufatti del Cimone, sottoliMolto è stato fatto per (ri)dare dignità storica al monte che neo il rilevante compito delle associazioni d’arma che sonon meno del Pasubio, dell’Ortigara e del Grappa è stato no spiritualmente e umanamente legate agli eventi». teatro bellico delle miserie e nobiltà umane della grande Nello zaino - 13 FESTA A PIEVE DEI “VECI DEL BATT. CADORE” L’annuale appuntamento per gli alpini che hanno svolto il servizio militare nei ranghi del btg. “Pieve di Cadore” è iniziato la mattina con il doveroso omaggio alla stele che ricorda i quattro alpini (uno di questi era un vicentino) morti in un incidente stradale; come qualcuno ricorderà, il loro camion mentre percorreva la strada di Alemagna verso il Cadore, era uscito di strada e nello schianto sul greto del Piave erano deceduti i giovani militari di leva. Nel pomeriggio dello stesso, solenne, seppur per pochi intimi, messa celebrata nella chiesetta, dedicata ai caduti del 7° Alpini, di San Francesco d’Orsina a Calalzo di Cadore (di proprietà dell’Ana nazionale e data in comodato alla sezione “Cadore” che la sta ristrutturando), a ricordo del ten. Molinari promotore, 57 anni fa, della prima festa del btg. e di tutti i caduti, in guerra e in pace, dello stesso. Una giornata di splendido sole, domenica, ha favorito l’afflusso in Cadore di una moltitudine di alpini proveniente da tutta Italia (tantissimi i vicentini), che ha riempito all’inverosimile il duomo di Pieve per assistere alla messa che tradizionalmente apre, ogni anno, le cerimonie ufficiali per la festa del battaglione. Otto vessilli sezionali, oltre cinquanta gagliardetti di gruppi e varie bandiere di associazioni d’arma facevano da splendida corona all’altare. Dopo la sacra celebrazione le numerose autorità civili e militari presenti, seguiti dalla moltitudine di alpini, molti con le famiglie al seguito, si sono trasferiti nella vicina piazza Tiziano per presenziare alla cerimonia dell’alzabandiera a cui ha fatto seguito l’entrata nello schieramento della bandiera di Pieve di Cadore, decorata di medaglia d’oro al valor militare, è seguito quindi il doveroso omaggio alla lapide, murata all’esterno del palazzo che ospita la magnifica comunità del Cadore, che ricorda i volontari cadorini caduti nelle insurrezioni anti austriache del 1848 e 1866. Tutte le fasi della cerimonia in piazza a Pieve e quella successiva nella caserma Calvi di Tai sono state scandite dalla voce del colonnello Gianluigi Rinaldi già vice comandante della 167a compagnia mortai, autore dei due volumi che ricordano le vicende degli alpini da la “Bala Rossa” nella seconda guerra mondiale e attuale vicepresidente dell’associazione “Veci del Cadore” e dai brani eseguiti in modo magistrale dalla “nostra” fanfara di Vivaro-Dueville. Alla fine di questa prima parte della cerimonia tutti i convenuti, perfettamente inquadrati e a rigoroso passo L’omaggio agli alpini caduti di marcia, hanno percorso il tratto di strada, omogeneamente imbandierata di tricolore, che conduce da Pieve alla vecchia caserma di Tai, caratterizzata quest’ultima, ora come un tempo, da una piazza d’armi in discesa. Numerosi villeggianti ospiti delle ridenti località o casualmente di passaggio per quel tratto di via Nazionale, hanno fatto sentire tutta la loro simpatia a noi che sfilavamo. All’interno della vecchia caserma di Tai che ospitava un tempo oltre la 67a compagnia fucilieri, la 167a mortai e la C.C.S., anche il comando di battaglione, si è dato seguito alla seconda parte della cerimonia prevista: nuovo alzabandiera e deposizione di una corona sul cippo che ricorda i caduti, di tutte le guerre, del battaglione “Pieve di Cadore”. Lo speaker Rinaldi ha dato quindi la parola al capitano Abate rappresentante del 7° Rgt. Alpini (attualmente impegnato in Afghanistan) che ha parlato dell’impegno degli alpini, colà inviati, a salvaguardia della pace e per l’addestramento dei soldati afghani, è seguito l’intervento del sindaco di Pieve, Maria Antonia Ciotti che ha illustrato, tra l’altro, le iniziative programmate in Cadore per celebrare, nel 2011, l’unita d’Italia. Ha preso per ultimo la parola il presidente dell’associazione dei “veci”, generale Romano Bisignano che ha avuto parole di saluto e di elogio per i tantissimi alpini che hanno voluto essere presenti, ancora una volta, a questo appuntamento. Appuntamento, per tutte le “Bale Rosse” e non, al prossimo anno. Giampietro Gollin 14 - Novità in libreria FERDINANDO URLI Il conquistatore del Dente Austriaco La figura e la vicenda umana e bellica di un purissimo eroe alpino quale fu Ferdinando Urli, Medaglia d’Oro al V.M. è trattata con competenza e in modo nuovo e originale da due qualificati autori di libri di guerra e di montagna quali sono Eugenio Cipriani di Verona e il nostro Bepi Magrin. Urli che apparteneva al battaglione alpini Aosta combatté con un eroismo senza pari per la conquista del temuto Dente austriaco, dopo varie gloriose vicende, e dopo aver resistito per quasi due giorni sulla posizione martoriata dal fuoco nemico assieme ai pochissimi superstiti del suo “plotone della morte”, scomparve nel turbine della battaglia senza lasciar traccia di sé. Oggi una bella lapide lo ricorda insieme agli altri eroi caduti sul Pasubio, dentro la cripta dell’Ossario sul Colle di Bellavista, ma nonostante le ricerche Egli non fu mai trovato. I due autori trattano il tema sia in modo rigorosamente storico con la pubblicazione di lettere, fotografie e documenti che, (Cipriani) in modo romanzato, con un racconto di particolare suggestione basato però su fatti e personaggi reali. Edizioni CIP e 15,00 Sconto per i soci della Sezione. CORDA LIBERA Dai sogni all’alpinismo in trentatrè passi Bepi Magrin, uomo di montagna e scrittore, ripercorre col suo stile consueto, stringato e diretto, le vie dei monti e dei luoghi lontani toccati in tutta una intensa vita di alpinista, di soldato, di viaggiatore. Dai tempi dell’oratorio, coi lunghi viaggi in bicicletta compiuti da Valdagno alle Dolomiti, e fino alle spedizioni alpinistiche ed alle cime delle Ande, dell’Africa, dell’Himalaja e dell’Antartide passando per la esperienza della vita militare (Istruttore scelto di alpinismo e guida alpina militare) alle vie nuove e fino alle sue ultime scalate sulle cime andine. Trentatrè densi racconti cui si uniscono le foto per lo più inedite per una specie di giro del mondo e della vita, quale solo può compiere un uomo che non ha paura, ma tanta tanta voglia di sperimentare, capire, conoscere e vivere per quanto possibile intensamente. 15,3x20 cm 192 pagine Prezzo E 18,00 rilegatura in brossura cucita ISBN 978-88-9674301-0 Approvato a larga maggioranza l’aumento della tessera di 50 centesimi AL TEATRO BUSNELLI VA IN SCENA L’ASSEMBLEA DEI DELEGATI E DEI CAPIGRUPPO Con 665 voti favorevoli, 4 contrari, 7 astenuti su 676 presenti, l’assemblea dei delegati e dei capigruppo, straordinariamente riunita in un’unica sessione il 28 novembre scorso, ha approvato l’aumento di 50 centesimi della tessera Ana. La cifra, che resterà a disposizione della sezione, si aggiunge all’incremento già decretato dalla sede nazionale di 2,50 euro portando così a 18 euro il costo d’iscrizione all’Associazione. La sofferta proposta del Consiglio Sezionale di aumentare il rinnovo dell’iscrizione e ridurre da 5 a 4 le uscite di Alpin Fa Grado, è stata così approvata dopo un vivace botta e risposta tra alcuni delegati contrari all’aumento e il presidente Galvanin. Proprio all’inizio dell’assemblea –presieduta da Roberto Pavan- il presidente sezionale ha ricordato le ragioni che hanno portato a questa scelta. Il Governo, infatti, revocando le agevolazioni sulle spedizioni postali ha provocato un incremento dei costi tale da rendere altrimenti insostenibile la spedizione di Alpin Fa Grado a tutti gli alpini della sezione. Le sezioni in cifre - 15 LA NOSTRA FORZA soci 2007 2008 2009 2010 ZONA ASTICO BRENTA Bolzano Vic. 146 Bressanvido 89 Montecchio Pr. 205 Passo di Riva 58 Poianella 89 Povolaro 143 Sandrigo 259 Sarcedo 230 TOTALE 1.219 146 90 194 58 99 141 245 226 1.199 149 86 192 57 102 140 270 229 1.225 159 88 186 58 102 141 285 221 1.240 82 169 174 205 630 86 166 174 202 628 ZONA ASTICO PEDEMONTANA Calvene 77 75 Fara Vic. 172 177 Lugo di Vicenza 187 180 Zugliano 210 207 TOTALE 646 639 ZONA BERICI SETTENTRIONALI Arcugnano 149 143 Borgo Casale 179 175 Camisano 509 514 Campedello 185 180 Carmignano di B. 95 91 Fimon 55 58 Grumolo Abb. 80 83 Lapio di Arc. 37 37 Marola 86 86 Pianezze di Arc. 45 45 Quinto Vic. 134 136 San Pietro in Gù 55 55 Sarmego 49 49 Settecà 82 109 Torri/Lerino 185 185 Vancimuglio 21 21 TOTALE 1.946 1.967 141 161 505 182 97 50 87 36 84 46 138 56 52 108 198 21 1.962 143 157 502 179 88 50 86 35 84 49 142 55 54 114 205 21 1.964 ZONA CASTELLARI ALTO BACCHIGLIONE Caldogno 244 248 245 Castelnovo 133 133 130 Costabissara 127 116 119 Dueville 176 177 170 Gambugliano 18 15 17 Ignago 24 26 26 Isola Vic. 173 170 172 Monteviale 119 114 119 Monticello C.Otto 109 111 122 Motta di Costab. 43 37 39 Torreselle di Isola 70 72 74 TOTALE 1.236 1.219 1.233 241 131 126 166 17 25 176 117 128 42 73 1.242 ZONA COLLI VICENTINI Altavilla Vic. 125 Alte Ceccato 209 Brendola 136 Creazzo 267 Meledo di Sarego 124 Monticello di Fara 54 S.Vito di Brendola 64 Sovizzo 137 Tavernelle 89 TOTALE 1.205 119 224 135 249 117 50 63 117 96 1.170 126 213 156 257 120 53 64 133 89 1.211 121 223 145 254 116 52 64 128 93 1.196 soci 2007 2008 2009 2010 ZONA UMBERTO MASOTTO Agugliaro 49 Albettone 82 Campiglia dei B. 119 Noventa Vic. 235 Sossano 130 TOTALE 615 46 80 118 239 127 610 45 84 114 245 120 608 45 83 113 248 111 600 ZONA MONTE CIMONE Arsiero 139 Cogollo del Cengio115 Laghi 63 Lastebasse 25 Posina 87 Seghe di Velo 56 Tonezza del Cimone56 Velo d’Astico 120 TOTALE 661 123 113 63 25 87 56 56 117 640 139 112 62 25 82 53 48 111 632 139 113 64 25 83 54 49 110 637 ZONA RIVIERA BERICA Barbarano Vic. 122 Bastia di Rovolon 69 Castegnero 52 Costozza 69 Grisignano di Z. 145 Longare 54 Lumignano 128 Montegalda 217 Mossano 60 Nanto 87 Ponte di Barbarano83 Villaga/Belvedere 47 Villaganzerla 84 TOTALE 1.217 120 72 54 69 148 52 125 222 59 83 78 44 82 1.208 117 73 50 72 143 51 119 226 59 87 77 43 84 1.201 117 72 44 72 140 48 123 222 63 93 74 40 86 1.194 ZONA VAL D’ASTICO Caltrano 100 Carrè 125 Centrale di Zugliano87 Chiuppano 153 Mosson di Cog. 50 Piovene Rocchette178 Rozzampia 53 Thiene 403 Villaverla 239 Zanè 206 TOTALE 1.594 99 132 90 142 47 182 53 402 242 203 1.592 98 137 91 144 43 181 57 390 244 206 1.591 98 141 86 140 39 181 58 392 235 203 1.573 ZONA VAL CHIAMPO Arzignano 512 Chiampo 530 Crespadoro 98 Gambellara 121 Montebello V. 125 Montecchio M. 298 Molino di Altiss. 60 Montorso 93 Nogarole 99 S.Pietro Muss. 83 Selva di Monteb. 35 Zermeghedo 47 TOTALE 2.101 506 527 85 122 125 299 64 91 100 84 33 49 2.085 505 516 84 115 128 302 63 85 100 83 32 49 2.062 507 508 79 115 120 297 63 86 101 82 31 46 2.035 soci 2007 2008 2009 2010 ZONA VAL DEL GUA’ Almisano 57 Bagnolo 28 Lonigo 216 Sarego 35 TOTALE 336 54 25 227 35 341 53 26 225 34 338 49 25 219 31 324 ZONA VAL LEOGRA ALTA Enna/S.Caterina 68 70 S.Antonio del P. 73 76 S.Rocco di Tretto 129 134 Schio 326 360 Torrebelvicino 311 307 Valli del Pasubio 225 212 TOTALE 1.132 1.159 70 77 130 370 311 215 1.173 71 80 131 352 316 201 1.151 ZONA VAL LEOGRA BASSA Malo 754 742 Marano Vic. 296 292 Monte di Malo 157 158 Priabona 64 61 Santorso 177 182 S.Vito di Leguzz. 118 119 TOTALE 1.566 1.554 728 292 156 60 175 117 1.528 705 293 154 60 163 117 1.492 ZONA VAL LIONA ALTA Grancona 135 Perarolo di Arc. 21 Pozzolo di Vill. 45 S.Germano dei B. 34 S.Giovanni in M. 48 Villa del Ferro 55 Zovencedo/S.Gott. 68 TOTALE 406 131 22 47 34 43 54 72 403 126 22 48 32 45 53 73 399 120 23 52 34 43 54 74 400 ZONA VAL LIONA BASSA Alonte 44 Asigliano 60 Cagnano 69 Orgiano 79 Poiana Magg. 161 TOTALE 413 47 57 68 80 154 406 47 55 67 72 153 394 47 55 67 86 138 393 ZONA VICENZA CITTA’ Anconetta 90 Laghetto 46 Lisiera 100 Maddalene 75 Meneghello 69 Monte Berico 106 Polegge 72 Reolon 43 San Bortolo 142 San Lazzaro 110 Villaggio del Sole 77 76 TOTALE 1.006 93 45 101 80 71 111 70 53 141 109 80 69 1.023 92 42 100 71 68 107 70 57 137 111 85 67 1.007 97 43 102 68 70 96 73 64 138 109 95 66 1.021 Totale sezione 17.299 17.256 17.179 17.064 16 - Lettere in Redazione Al Presidente della sez. Alpini Vicenza aro presidente, a volte mi chiedo cosa vuol dire alpinità. La risposta la trovo nella nostra preghiera che non recito solo ai funerali o nelle nostre feste, ma anche come prece nei momenti di quiete o quando vado in montagna. Quando arrivo a “rendici forte a difesa della nostra Patria...” il mio pensiero va alla nostra Italia e via via alla nostra piccola Patria: regione, provincia, paesello, montagne... e mi chiedo ho difeso la mia Patria? La difendo con l’esempio, l’impegno e l’amore di una qualcosa caro? Questo me lo chiedo sempre più spesso e soprattutto dopo i recenti progetti e realizzazioni che stanno distruggendo le nostre montagne, Val delle Lanze, Costa D’Agra, con impegni di milioni di euro in progetti faraonici che in tre anni hanno distrutto trincee della 1a guerra mondiale e testimonianze archeologiche, ci sono leggi che difendono queste opere e testimonianze, ma sono state aggirate. Chi doveva difendere la montagna e la sua gente si è macchiato di reati gravissimi di tagli abusivi di boschi, e costruzioni abusive di strade. Si sono create società che servono solo a mascherare debiti di società sciistiche trentine con soldi veneti (cioè nostri). Io come cittadino ho espresso la mia contrarietà a detti progetti, ma come alpino come devo agire? Sono stato insultato da un consigliere della Comunità montana alla mia rimostranza di come sono state cancellate le tracce dell’insediamento preistorico (sotto otto metri cubi di cemento armato), della cancellazione del trincerone e della cengia al mont Coston, che mi ha risposto “cossa c...o vuto che ne interessa de quattro sassi in pie e de quattro ponte de freccia”. Ma da chi siamo governati? E che dire del presidente della Comunità montana che ha definito una zona di grande interesse naturalistico a “bosco mummificato”? E del vicesindaco che taglia abusivamente i boschi e si dichiara difensore del territorio? Cosa lasceremo ai nostri figli? Montagne sfregiate, testimonianze cancellate e debiti di impianti che sono di difficile gestione economica. (L’esempio della seggiovia Fratte d’Arsiero-Campomolon e sotto gli occhi di tutti quale distruzione ambientale ed economica abbia lasciato). Un caro saluto alpino Franco Segalla Gruppo Alpini Chiuppano C L’amico alpino Segalla ci invia, pregandoci di pubblicarla, questa lettera. Lasciando al Presidente Galvanin, a cui è in primis indirizzata, l’onere della risposta, non possiamo non sottolineare l’amore per la montagna che traspare da queste righe e il sincero dolore che percepiamo di fronte ai danni, che troppo spesso portano al- l’ambiente supposti interventi di “valorizzazione” (come l’ingresso della Strada delle 52 gallerie a Bocchetta Campiglia...) F.I. Dalla quota associativa alla mini naja aro direttore, il 28 novembre si è tenuta l’assemblea straordinaria per discutere sulla quota associativa. Ha proprio ragione Franco Impalmi a ricordare che tre euro l’anno sono una sciocchezza. L’aumento proposto lo sottoscrivo anch’io per mantenere in vita il nostro Alpin fa grado. Il giornale della nostra sezione che arriva a tutti gli iscritti. Tutti possono leggere cosa succede nei vari gruppi, mentre non tutti gli iscritti nel giro di una sessantina di giorni passano per la sede del loro gruppo. È necessario tenerlo in vita, accantonando anche la proposta di ridurre i numeri da 5 a 4. Mi piacerebbe poter leggere, non solo quanto è avvenuto, ma quanto è proposto anche dalla sede nazionale. Per esempio se era riportata la proposta dell’aumento nazionale di 2,50 euro, si poteva anche far sentire la voce degli iscritti; magari, in maggioranza, non tutti concordi e quando alla riunione di Milano si è votato, forse, magari si faceva sapere che la sezione di Vicenza era contraria. Credo proprio che 20.000 iscritti abbiano il loro peso anche in Ana, come si era dimostrato alcuni anni or sono. La proposta non passò e il nostro presidente Galvanin fu “benevolmente” ripreso. Quei 50 centesimi si potevano girare alla sezione. Trovo giusto l’aumento anche di 1 euro, ma che ci si pronunci degli ex soci aggregati, ora amici degli alpini, con possibilità a quanti ne avessero i requisiti di chiedere di passare a “Amici aiutanti”, di indossare il berretto (la stupida) con il logo centrale con una grande “A” come previsto dalla variazione dell’art. 8 del Regolamento per l’esecuzione dello Statuto con gli art. 8bis e 8 ter. Quanti capigruppo sono a conoscenza di questi cambiamenti? Grande interesse di discussione avrebbe ottenuto anche la proposta prima sulla mini-naja e dopo su Pianeta Difesa. Quanti saranno gli alpini della nostra sezione che si recheranno a leggere con attenzione le proposte fatte dall’Ana e inviate ai capigruppo? Che ne pensano gli alpini della nostra sezione dell’“incappellamento” fatto, prima dal nostro presidente Perona, poi da presidenti e consiglieri sezionali, agli stagisti? Di farli sfilare nelle varie adunate, anche se prima del labaro nazionale. Se non erro il presidente Perona ha scritto ad ognuno di loro in data 30 settembre 2009, ringraziandoli per quanto fatto e ricordando che non possono considerarsi, giustamente, soci. Prendiamo poi in mano le pro- C Lettere in Redazione poste per il nostro futuro associativo e a pag. 7 troviamo: “Segnaleremo, poi, che sarebbe auspicabile che, al termine dello stage, i ragazzi fossero invitati a prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica. Ciò contribuirebbe a rendere più forte nel ragazzo il sentimento d’appartenenza”. Sarebbe giusto portare a conoscenza di tutti gli iscritti che ad Aosta, Belluno e San Candido si sono presentati il 60% di quanti hanno fatto richiesta e nemmeno con il richiamo dei supplenti, per la seconda settimana, si è arrivato al numero di presenze previsto. Sottoscrivo l’aumento proposto. So che la sezione di Vicenza con 50 centesimi continuerà a boccheggiare, mentre Milano con 2,50 navigherà ancora di più! Grazie per il tempo riservatomi. Giovanni Garbin - Schio E grazie all’alpino Garbin per queste sue appassionate osservazioni, che potrebbero essere anche un interessante spunto di discussione alla luce del documento sul futuro dell’Ana che il presidente Perona ha inviato a tutti i gruppi e sezioni. Dall’Afghanistan i avvicina il Natale anche in Afghanistan. Qui le giornate continuano tra pattuglie, attacchi dei Talebani e visite ai villaggi. Si avvicina anche la fine della mia missione tra queste valli del Gulistan e tra pochi mesi tornerò in patria. Sto cominciando a stendere il programma per il progetto giovani alle scuole 2011. Spero vivamente che quest’anno ci sia maggiore supporto da parte della sezione, si parla tanto di giovani di qua e di là e poi l’unico progetto concreto per il ricambio generazionale e contatto con i gio- S MESSA DELL’EPIFANIA Come ogni anno il 6 gennaio sarà celebrata la tradizionale messa dell’Epifania, con la quale la Sezione Ana di Vicenza vuole commemorare i Caduti di Russia e tutti gli alpini andati avanti. Appuntamento alle 11 nella chiesa del Patronato Leone XIII a Vicenza. 17 vani viene trascurato. Ci riprovo quest’anno sempre fiducioso e convinto di poter trasmettere ai giovani delle scuole dove terremo le assemblee, le idee e i valori di noi alpini. I risultati dell’anno scorso sono notevoli, la voce tra gli studenti si è diramata in poco tempo e non sono mancate le domande di arruolamento di alcuni di essi. Inoltre adesso abbiamo la mini naja, che piaccia o no è un buon modo per stuzzicare l’interesse dei giovani. Vi svelo già che penso di riuscire a diffondere il progetto scuole-giovani a livello sezionale o almeno a zona, quindi non più a livello di gruppo comunale. Nel mese di gennaio farò avere, o tramite voi o chi mi assisterà, il programma completo di come intendevo svolgere quest’anno il progetto. Inoltre, sarei lieto di occuparmi da corrispondente tra L’Alpin fa Grado e il 7° reggimento alpini per poter tenere un filo tra i nostri lettori della sezione e la realtà delle nostre truppe, le missioni, i campi estivi-invernali sulle nostre montagne, attività varie, novità ritrovi, ecc. Trovare un filo conduttore tra il mondo di chi si sente sempre alpino e di chi la divisa la porta ancora, penso sia una grande cosa. Son progetti che mi porteranno via il poco tempo che non indosso l’uniforme ma ne sarei lieto. Mando questo messaggio a chi mi ha già voluto ascoltare in passato e che durante questi difficili mesi lontani da casa non si è dimenticato di me anche con un semplice come stai... P.S. spero la lettera per il 4 novembre sia piaciuta, so che ha girato parecchie mani e giornali. Beh, è giusto che si sappia che non siamo tutti mercenari noi militari di oggi... Un saluto Matteo Miotto Ringraziamo l’alpino Miotto per la sua lettera e per il suo contributo alla causa alpina. RINNOVO DIRETTIVI per il triennio 2011-2013 CALTRANO Capogruppo: Dal Santo Maurizio Consiglieri: Binotto Gianfranco, Dal Santo Ettore, Dal Santo Fiorenzo, Dal Santo Franco, Dal Santo Giampietro, Dal Santo Maurizio, Dal Santo Vittorangelo, Dal Santo Edoardo, Ometto Rinaldo, Pettinà Luigi, Sandonà Riccardo, Sola Angelo, Toldo Celestino, Veli Danilo, Zenari Mario. 18 - Vita delle zone e dei gruppi ARSIERO Ricordo dell’eroe morto in Russia Lo scorso novembre, in concomitanza con la celebrazione dell’anniversario della Vittoria e della giornata delle Forze Armate, nel corso di una cerimonia al cimitero militare di Arsiero, la signora Guerrina Borgo ha consegnato al gruppo alpini di Arsiero la medaglia d’argento al valor militare ed il relativo attestato, che erano stati a suo tempo conferiti al fratello Armando Borgo, caduto sul fronte russo. La consegna di questo prezioso documento famigliare al capogruppo Ana di Arsiero Narciso Busato, è stata espressamente voluta dalla sorella affinché il gruppo alpini se ne renda custode ed è avvenuta alla presenza del sindaco Tiziano Busato, del presidente sezionale Giuseppe Galvanin, delle autorità locali, di numerosi rappresentanti di gruppi alpini e di associazioni combattentistiche e d’arma. La motivazione del conferimento della medaglia d’argento all’alpino Armando Borgo è la seguente: “Il Ministero della Difesa, con decreto in data 9 dicembre 1947, su proposta del Ministro segretario di Stato per gli affari della guerra, conferisce la medaglia d’argento al valor militare al caporale del 9° Rgt. Alpini, btg. «Aquila» Borgo Armando, capo arma di squadra di mitraglieri, in un aspro combattimento difensivo contro le forze nemiche preponderanti, dirigeva con calmo ardimento e perizia di fuoco della propria mitragliatrice, infliggendo gravi perdite al nemico. Aggirato sul fronte da un forte nucleo avversario giunto a poche decine di metri dalla postazione, affidava la sua arma a un suo soldato perché la portasse in salvo su una posizione più arretrata, così con pochi superstiti si lanciava al contrassalto. Cadeva da prode in accanito corpo a corpo, contribuendo con il suo sacrificio alla salvezza della preziosa arma affidatagli. Era il 22 dicembre 1942 e si trovava a quota 204 di Ivanowka (fronte russo)”. La consegna della medaglia è avvenuta il 16 gennaio 1950. A questa cerimonia hanno partecipato anche i famigliari del soldato e amico Luigi Peretto che, durante la guerra, aveva stretto un patto con Armando Borgo: chi dei due si fosse salvato da quell’inferno, avrebbe dato il nome dell’altro al primogenito. Questo impegno è stato assolto da Luigi Peretto, che ha chiamato “Armando” suo figlio; un nome che poi si è ripetuto da parte della sua discendenza anche al femminile, mantenendo così vivo l’affetto fraterno e la continuità nella memoria. DUEVILLE Cena annuale Venerdì 1° ottobre 2010 nella sede degli alpini di Dueville si è tenuta l’annuale cena di gratitudine e riconoscenza per tutti i soci e volontari che ogni anno prestano la loro opera nel mantenimento della sede e nelle attività che vedono gli alpini duevillesi impegnati in opere di solidarietà, di memoria storica e non ultimo, nel ripristino di trincee e camminamenti della prima guerra mondiale sul monte Grappa. Facevano gli onori di casa il capogruppo Elio Lorenzin ed il capo zona Fernando Zanini. Tra i presenti: il presidente sezionale Giuseppe Galvanin, il gen. Maurizio Gorza, il segretario sezionale G.P. Gollin con Gianni e la gentile signora Luisa dell’ufficio di segreteria. A guidare la delegazione bassanese che si occupa del ripristino dei siti sul Grappa: il presidente dell’associazione “Musei all’Aperto Monte Grappa” Alberto Calzamiglia ufficiale alpino, il segretario Olinto Parissenti ed i colonnelli Gianni Bellò e Giuseppe Valenza. In rappresentanza dell’associazione “La 10” di Bassano del Grappa, che ogni anno si premura di commemorare la figura del capitano alpino Guido Revoloni, deceduto nel maggio del 1945 mentre tentava di disinnescare delle mine, potenziale pericolo per le genti di Dueville, c’erano l’avvocato Martinelli ed i signori Ramina, proprietari del fondo dove sorge il cippo che ricorda il sacrificio del capitano Revoloni. Giuseppe Rossi e Giuseppe Giannello, con alcuni com- Vita delle zone e dei gruppi - 19 ponenti dello staff degli alpini di Alte Ceccato, da anni operano nelle scuole della povincia e fuori provincia per diffondere la cultura alpina e la conoscenza della storia dei due grandi conflitti mondiali, vista la carenza dei testi scolastici sull’argomento. Il maestro Mauro Rigon e alcuni componenti della banda di Vivaro, apprezzata e seguita sia in paese sia nel resto d’Italia, anche in questa occasione si sono resi di- sponibili a presenziare alla manifestazione. Al termine della cena, dopo i ringraziamenti dei vari presidenti presenti per i molteplici lavori svolti, si è fatto il punto sui prossimi impegni che vedono gli alpini di Dueville, nel 2011, sempre in prima linea nelle opere di solidarietà e nei lavori di volontariato, in paese e ovunque richiesto. Un brindisi caloroso ai valenti cuochi ed aiutanti ha concluso il piacevolissimo convivio. GRUMOLO DELLE ABBADESSE pozona Berici settentrionali Luciano Cherobin. In tale occasione è stata loro spiegata la struttura della potezione civile, il suo funzionamento e gli ideali che guidano il volontariato in genere ed in particolare quello alpino. Esercitazione di protezione civile con le scuole Sabato 30 ottobre 2010 si è svolta un'esercitazione di evacuazione della scuola elementare e della scuola media di Grumolo delle Abbadesse, organizzata dalla nostra struttura di protezione civile in collaborazione con il comune di Grumolo delle Abbadesse e l’istituto comprensivo scolastico Torri 2. L'esercitazione è stata preceduta, sabato 23 ottobre, da un incontro con i ragazzi coinvolti dall’intervento, tenuto dall’assessore comunale all’associazionismo e volontariato e protezione civile Andrea Turetta, dal nostro responsabile Antonio Moro in rappresentanza della protezione civile Ana di Vicenza, dal capogruppo Giorgio Nardi e dal ca- 20 - Vita delle zone e dei gruppi Il programma dell’esercitazione ha visto coinvolte, nel primo intervento, le scuole elementari con l’evacuazione ordinata dei ragazzi, l’intervento di ricerca di disperso, a cura della nostra squadra cinofila, e il successivo impiego della squadra sanitaria per il primo intervento su un ferito, il tutto ripreso e riprodotto in diretta all’esterno della scuola. Più tardi, alla scuola media, è stata condotta un’esercitazione simile alla precedente con l’inserimento della dimostrazione di salvataggio, con trasferimento a terra di un ferito, attraverso l’ausilio di un sistema di funi installato dalla squadra rocciatori. Al termine è stato tenuto un incontro, presieduto dall’assessore regionale alle politiche dell’istruzione Elena Donazzan, durante il quale il vicepresidente Erminio Masero ed i consiglieri sezionali Francesco Rando (attività sportive), Roberto Toffoletto (protezione civile), Ruggero Cherobin (centro per il volontariato), Luciano Cherobin ed il capogruppo Pierantonio Graziani (cultura) hanno presentato agli assessori comunali ed ai dirigenti scolastici della zona Berici settentrionali, l’Ana, le sue attività, le possibili collaborazioni con la scuola, dimostrando come può offrire un valido supporto all’attività didattica ed alla crescita sociale e culturale dei nostri ragazzi. Entusiasmante è stata la partecipazione di ragazzi e genitori, con una nota di merito al lavoro svolto dalla nostra protezione civile, dal capogruppo di Grumolo delle Abbadesse Giorgio Nardi, dal corpo insegnante, coordinato dalla vice dirigente scolastico Patrizia Slaviero e, non ultimo, dal comune di Grumolo delle Abbadesse, con la presenza costante dell’assessore Andrea Turetta e del sindaco alpino Flavio Scaranto. Una nota stonata è stata rappresentata dalla scarsa presenza di assessori e dirigenti scolastici, accorsi all’incontro in pochissimi pur essendo stati formalmente invitati. Questo dovrà farci riflettere su come rapportarci con la scuola e con i rappresentanti comunali, ma sopratutto dovrà far riflettere loro su quale ruolo ritengano possa svolgere l’Ana nella società. Per noi lo è chiaro già da tempo: facciamo parte di que- sta nostra società e ne vogliamo esserne protagonisti, offrendo il nostro lavoro, ma contemporaneamente, condividendo i nostri valori soprattutto con i giovani, coscienti che potranno sempre contare sulla nostra affidabilità e senso di responsabilità, finché le forze ci reggeranno. Attendiamo un loro cortese contributo. Il dibattito è aperto. Luciano Cherobin LONIGO Gli alpini leoniceni sempre in prima fila Nel consiglio direttivo di sabato 6 novembre è stata nominata quale socio collaboratore, la signora Mariarosa Steccanella, prima donna a entrare nella nostra associazione locale, e crediamo pure nazionale, anche se solo come amica degli Alpini. La notizia farà sicuramente discutere, ma va sottolineato che la proposta sostenuta nel direttivo locale dal vicecapogruppo e consigliere sezionale Luca Bolla, va nella direzione auspicata dal presidente nazionale Corrado Perona, il quale sottolinea quanto sia importante aprire le porte della nostra associazione agli amici degli alpini. A gennaio il direttivo leoniceno sarà impegnato nel rinnovo delle cariche, quindi non possiamo anticipare il calendario del 2011 che sarà reso noto a febbraio. Mi preme ringraziare anticipatamente il nostro capogruppo Sergio Portinari, per aver portato avanti il lavoro del suo predecessore, profondendo in questi tre anni tanto impegno e spirito di gruppo. Il gruppo ha lavorato con tanta dedizione, realizzando tantissime nuove manifestazioni e portando la voce del gruppo nel direttivo sezionale e nella commissione giovani della sezione. Particolarmente riuscita la Giornata del Ricordo Alpino, dello scorso 14 novembre, con la messa nella capella alpina del convento dei frati, presso San Daniele, con momento conviviale nel pomeriggio presso la baita alpina di Lonigo. Un particolare ringraziamento va esteso al nostro presidente sezionale Galvanin che ha sottolineato, nell’incontro della zona Val del Guà di fine ottobre, come il lavoro da fare sia tanto: servono nuove strategie per i gruppi, i capigruppo devono essere più attivi e propositivi e bisogna aprire le nostre sedi ai nuovi soggetti, appunto gli amici! Vita delle zone e dei gruppi Per questo, il direttivo del gruppo ha voluto incontrare i colleghi della sezione emiliano-romagnola, in una terra lontana da Lonigo. In quel di Ferrara, alla presenza del presidente sezionale Cenni e di Nicola Stoppa per la sezione di Vicenza, si è discusso dei problemi dell’associazione, ma uniti dallo stesso sentimento si è convenuto che lo spirito che deve unire gli ultimi alpini deve essere di collaborazione con il mondo sociale che ci circonda. Ora ci aspettano le festività natalizie e gli alpini di Lonigo saranno presenti nelle principali manifestazioni previste dal calendario dell’amministrazione comunale. Auspichiamo l’incontro con tanti amici e turisti, per scambiarci gli auguri di Buon Natale. Auguri a tutti voi di Buon Anno, in particolar modo al nuovo direttivo, ricordandovi che il 2011 è l'anno dei 150 anni dell’unità d’Italia. Luca Bolla Alpino di Lonigo compie 100 anni Vogliamo raccontarvi la vita di un illustre cittadino leoniceno, che non passerà alla storia per aver fatto cose grandiose, per aver evaso tasse, posseduto case a Montecarlo, ma bensì per avere fatto da giovane quello che oggi viene considerato un evento straordinario: ottant’anni fa significava solo fare il proprio dovere! Il 7 novembre 2010, Bruno Giuseppe Borinato ha compiuto cento anni e noi del gruppo alpini di Lonigo lo vogliamo festeggiare con queste righe, che riassumono il suo congedo ricco di tanti fogli, tenuti in ordine per tanti anni dalla sua famiglia... ecco la sua storia. Bruno, per l’esercito italiano identificato con il nome di Borinato Bruno di Gaetano, numero di matricola 19623 del distretto militare di Vicenza, nacque a Lonigo nel 21 lontano 7 novembre 1910, dove risiede tuttora in via San Giovanni. La chiamata nell’esercito permanente avvenne il 12 novembre 1929 all’età di 19 anni. Fu arruolato nel 9° reggimento alpini battaglione Vicenza, brigata Julia. Il 24 settembre 1932 ebbe il congedo illimitato, per fine ferma a merito. Dopo alcuni anni iniziò il suo calvario, venne infatti richiamato il 4 ottobre 1938 nel 1° regg. alpini, battaglione Val Tanaro. Il lungo periodo di ferma trascorse lento e interrotto da licenze agricole e straordinarie. Il 31 marzo del 1940 venne nuovamente congedato... ma la guerra era alle porte anche per l’Italia fascista e così fu richiamato in territorio, dichiarato in stato di guerra il 23 dicembre 1940 alla vigilia di Natale, con circolare ministeriale n° 29900 del 13 novembre 1940. Fu arruolato nella 602a comp. compl. alpina mobilitata per l’Albania. Venne imbarcato per Tirana, assieme ad amici di tutta Italia, il 5 gennaio 1941. In quello stesso anno, il 13 maggio, dopo mesi di tribolazioni, venne rimpatriato, si imbarcò a Durazzo e sbarcò a Bari. Il 19 dicembre 1941 venne richamato e arruolato al 1° btg. Ceva, nella 701a compagnia di complemento... in un nuovo scenario di guerra: la Grecia. In quel paese rimase dal 19 novembre 1941 fino al 21 dicembre 1942. Per una ferita rimediata durante un combattimento venne ricoverato e trasferito a Livorno dove rimarrà fino all’8 febbraio del 1943, data in cui verrà imbarcato per la Sardegna con destinazione Corsica, località Bastia. Lo attenderà un lungo periodo di convalescenza ed esercitazioni fra Sardegna e Corsica. Nel frattempo la guerra in Europa toccò il culmine e i suoi commilitoni del 9° rgt. btg. Vicenza partirono dal Brennero con destinazione ignota nel Caucaso, steppa russa. Nella primavera del 1944, all’arrivo degli alleati in terra sarda, rientrò nel continente sbarcando a Napoli. Era il 25 22 - Vita delle zone e dei gruppi giugno 1944 e fu nuovamente ferito negli scontri con i tedeschi, quindi nuovamente ricoverato all’ospedale militare alleato il 7 settembre 1944. Il 9 febbraio del 1945 fu dimesso per l’ultima volta! Seguirono circa tre mesi di convalescenza. Il sospirato congedo illimitato, da cui sono state tratte le notizie suddette, gli fu consegnato il 6 giugno del 1950, dopo una licenza molto speciale dal 7 dicembre 1945! Miei cari lettori, questa è l’avvicente storia dell’alpino Borinato. In alcuni momenti, guardandolo in volto, mi sono chiesto come sia potuto arrivare fino ai nostri giorni. Sono molto onorato e felice di avere raccontato qualcosa di quest’uomo di altri tempi, una storia fatta di tante avventure, di sospiri, di pianti, di delusioni, ma anche di tanta fortuna... Voglio ringraziare quanti si sono adoperati per raccolgliere questa storia, primi fra tutti i suoi famigliari, che seguono con tanta cura questo vecchietto centenne, nella speranza che il Signore li aiuti a seguirlo ancora per tanti anni. Invito tutti coloro che ne sono a conoscenza a segnalare al gruppo alpini di Lonigo altre storie di reduci, così da poterle raccogliere per rendere testimonianza di persone che hanno dato tanto, che hanno rischiato la loro vita, alcuni anche perdendola, per difendere la bandiera tricolore, al grido di “W l’Italia”. Bravo alpino Borinato, tanti auguri e grazie, perché il tuo racconto ci aiuti a comprendere sempre meglio la storia dell’Italia e del suo Tricolore. Luca Bolla SOSSANO Visita guidata sull’altopiano con i ragazzi delle medie e gli alpini di Sossano La giornata, anche se fredda è stata un successo. I partecipanti hanno voluto sfidare le folate di vento montano e i primi rigori con un entusiasmo unico. Girovagando per le terre un tempo martoriate dagli eventi bellici, i ragazzi e gli alpini hanno marciato a braccetto con la storia e la cultura locale non privi di emozione. È la seconda volta che gli alpini dei Sossano, coadiuvati dall’amministrazione comunale, hanno offerto ai ragazzi questa visita guidata e lo fanno con l’intenzione che quanto visto, spiegato e appreso, faccia meditare affinché le guerre non esistano più. Poi, provare la gastronomia di carattere militare, sapientemente preparata dal gruppo di Canove è stata per tutti, un’ulteriore esperienza indimenticabile . Nel gruppo di Sossano è presente Giovanni Fattori che, da bravo e appassionato storico, non ha lesinato impegno nel raccontare fatti, eventi e curiosità spesso apprezzati dai ragazzi più di qualche pagina di un libro. La bella giornata è così trascorsa con la visita al forte di Lavarone, la visita al museo di Canove e la visita al sacrario militare. Nel salutare quanti hanno partecipato, il capogruppo Luigi Sbicego Giorgio ha dato quindi appuntamento al prossimo incontro dove ci saranno le diapositive di Giuseppe Rossi, ricordando l’importanza di questa visita guidata e auspicando che le nuove generazioni e i molti giovani, spesso distratti e poco inclini al ricordo degli eventi che sono costati un prezzo altissimo di vite umane, possano trovare gli stimoli per impegnarsi costantemente, superando paure, pregiudizi e titubanze, per essere protagonisti attivi nel miglioramento di una società che oggi presenta molti interrogativi. Silvano Mussolin Vita delle zone e dei gruppi - NANTO Un altro anno di impegno Il 2010 volge al termine. Un anno, per il gruppo alpini di Nanto, colmo di appuntamenti e di attività di vario genere. Ottima è stata la collaborazione con i gruppi locali (Fidas, Proloco, oratorio, Caritas, sagra), rispondendo sempre prontamente alla loro richiesta di disponibilità. Abbiamo avuto l’onore di tesserare la prima donna alpino nella storia del gruppo: Laura Gecchele, caporale in forza al 5° rgt. alpini di stanza a Vipiteno, che da ottobre di quest’anno è in missione in Afghanistan per un periodo di sei mesi. Foto di gruppo in occasione del saluto all’alpina in partenza per l’Afhanistan Un sentito ringraziamento va tutti i soci che collaborano costantemente per la buona riuscita delle attività e che mantengono alto quello spirito di abnegazione che ci lega dando solidità all’associazione nazionale alpini. Denis Veronese SOVIZZO Ripristinata l’antica fontana Vaccaro Con l’apposizione di una targa ed una breve cerimonia di ringraziamento è stato ufficialmente concluso il restauro della fontana Vaccaro in contrada Gavasso di Sovizzo. L’opera è stata portata a termine dagli alpini del gruppo di Sovizzo, che per alcune settimane hanno dedicato il loro tempo libero al ripristino di questo antico manufatto, un tempo preziosa risorsa pubblica per l’approvvigionamento idrico, punto di riferimento per le lavandaie e luogo di incontro sociale, poi caduto in disuso nel corso degli ultimi anni, dimenticato e lasciato in 23 declino. Anche se il sito non è più praticato come una volta, la fontana ora si presenta nella sua armonia originaria, fornisce freschissima acqua sorgiva, documenta una struttura semplice ed efficace nel suo equilibrio, frutto di sapienza e perizia popolare, e testimonia ancora una volta l’attenzione delle penne nere per il proprio territorio. Su un angolo del manufatto è stata issata la significativa “frasca” e i contradaioli, capeggiati da Bruna e Natalino Tecchio, hanno voluto offrire ai volontari Alpini la tradizionale “zanzèga”. Dedicate a reparti alpini le strade del nuovo quartiere La Messa, che annualmente il gruppo di Sovizzo dedica agli alpini che sono andati avanti, è stata celebrata il 22 settembre. La ricorrenza ha avuto una cornice straordinaria in quanto è stata fatta coincidere con l’inaugurazione di un nuovo quartiere residenziale le cui vie sono tutte dedicate a reparti alpini. L’iniziativa ha avuto una grande partecipazione di pubblico ed un’ottima riuscita organizzativa. Dopo il taglio del nastro, compiuto all’ingresso del tratto pedonale di vicolo Battaglione Monte Berico dal sindaco Marilisa Munari e dal vicecapogruppo Mauro Giuriato, il corteo, guidato dal corpo bandistico “G. Rossini” di Sovizzo, ha raggiunto via Brigata Orobica dove è stata celebrata la Messa, animata dal coro San Daniele e concelebrata dal parroco don Francesco Strazzari e dal padre missionario in Bangladesh Anthony Sen. Nel suo saluto la prof. Munari ha ricordato i valori perseguiti dagli alpini e la storia scritta dalle unità i cui nomi campeggiano all’inizio di ogni strada di questo nuovo rione. La banda ha proposto al numeroso pubblico un concerto cui è seguito un rinfresco. Oltre alle rappresentanze dei gruppi della zona Colli Vicentini, va registrata la partecipazione del comm. Giuseppe Crosara, scortato dal labaro della federazione provinciale combattenti e reduci, e di Lorenzo Munari, classe 1918, reduce di Albania e Grecia, caporale del battaglione Vicenza. Significativa la stretta di mano fra quest’ultimo ed il diciottenne Gianluca Marchezzolo, appena tornato dall’esperienza “Pianeta Difesa”: un incontro fra ieri e domani. 24 - Protezione Civile LA PROTEZIONE CIVILE ANA IN PRIMA FILA NELL’EMERGENZA ALLUVIONE Le squadre intervengono nel vicentino colpito dall’esondazione. Il plauso di Guido Bertolaso “Non vorremmo mai si presentassero eventi drammatici come questo, nel nostro territorio come altrove –commenta Giuseppe Galvanin a distanza di qualche giorno dall’alluvione-. E, soprattutto, a differenza di altre associazioni non è nostro costume snocciolare le cifre del nostro lavoro. Però sono orgoglioso delle squadre di protezione civile Ana che per prime hanno incominciato a lavorare in modo capillare e professionale in questa emergenza che ci ha colpiti da vicino”. Dal 1 Novembre, data che fissa l’inizio dell’emergenza nel Vicentino, dei 550 volontari iscritti alla sezione di Vicenza operanti in Protezione Civile, ben 300 si sono alternati nelle operazioni di soccorso. Per garantire la copertura giornaliera delle esigenze, sono stati mobilitati una media di 115 volontari al giorno in servizio. L’esondazione del Bacchiglione in più punti, il soccorso agli sfollati, la necessità di far fronte a molteplici emergenze contemporaneamente ha impegnato tutti i mezzi a disposizione. Spiega Roberto Toffoletto, coordinatore della Protezione Civile di Vicenza: “L’attivazione di tutte le squadre fin dalle prime ore, ha visto impiegate tutte le risorse e i mezzi disponibili comprese le cucine campali per fornire pasti caldi sia ai volontari ANA e non operanti nel territorio sia alla popolazione temporaneamente assistita al di fuori delle proprie abitazioni.for- nendo a tutt’oggi circa 1000 pasti”. Pompe idrauliche, i ventidue veicoli a nostra disposizione, attrezzature, torri faro e moduli antincendio per il lavaggio delle strade sono stati impiegati dal personale volontario per una media di 900 ore di lavoro giornaliere in stretta collaborazione con gli amministratori locali, la Provincia di Vicenza, la Prefettura ed i Vigili del Fuoco. Continua Toffoletto: “I nostri volontari sono stati impiegati fin dalle 07,30 del 1 Novembre a riempire e distribuire sacchetti di sabbia continuativamente presso il magazzino dell’AMCPS fino a tutto il giorno dopo per poi essere impiegate sino ad oggi nelle operazioni di svuotamento delle abitazioni allagate. Un nostro coordinatore è stato dislocato presso il Comando dei Vigili del Fuoco mentre un altro è stato assegnato al Comando Operativo Mobile”. Un gran lavoro anche per la squadra sanitaria e la squadra trasmissioni che ha organizzato un efficiente maglia radio per consentire le comunicazioni tra le nostre squadre i Vigili del Fuoco ed il COM istituito presso la Prefettura di Vicenza. Tanta professionalità, come è stato riportato da più parti, si è meritata il plauso di Guido Bertolaso e dei funzionari del Dipartimento della Protezione Civile giunti a Vicenza. F. M. A seguito dell’alluvione che ha duramente colpito Vicenza ed i Comuni limitrofi, la nostra sezione ha promosso una sottoscrizione fra i propri soci per la raccolta di fondi da destinare alle Associazioni e ai cittadini particolarmente bisognosi di aiuto. Le coordinate bancarie per i bonifici sono: Banca Popolare di Vicenza Ag. n. 6 di via Btg. Framarin 20 - 36100 VICENZA Intestato a: Ass. Naz. Alpini - Sez. di Vicenza “Attività Straordinarie” Cod. IBAN IT47 V057 2811 8010 1757 0406 595 Protezione Civile - 25 ESERCITAZIONE CONGIUNTA DI PROTEZIONE CIVILE PRESSO IL COMPLESSO SCOLASTICO DI BARBARANO VICENTINO Si è svolta sabato 5 maggio un’esercitazione dimostrativa di protezione civile tra le squadre cinofila e rocciatori della sezione Ana di Vicenza, della SOGIT di Barbarano, dei Vigili del fuoco di Lonigo con l’intervento straordinario dell’elicottero Agusta-B, con quattro membri d’equipaggio e due soccorritori della sede di Mestre e la partecipazione della squadra di protezione civile Ana di Barbarano. Alle ore 9.30 è stato simulato un evento calamitoso presso il complesso scolastico (elementari e medie) di Barbarano ed è stato attuato prontamente il piano di evacuazione previsto e richiesto l’intervento di protezione civile. Sono arrivati i volontari delle squadre di Barbarano, dei cinofili, dei rocciatori e l’ambulanza della SOGIT e si sono subito messi a disposizione per la dimostrazione. I cinofili si sono esibiti in vari passaggi con i cani, che hanno eseguito gli ordini dei loro istruttori con precisione, passando dalle operazioni a terra, al salto di ostacoli, al passaggio attraverso un cunicolo, alla passerella, seguiti con calorosi applausi dagli alunni. Si sono esibiti poi i rocciatori calandosi con la corda da una finestra del terzo piano delle scuole medie, per poi risalire con la forza delle braccia e gambe, prendere un infortunato, agganciarlo e scendere, sempre utilizzando le corde. Sono specializzati nell’intervenire in zone impervie e di difficile accesso per il recupero di persone od animali infortunati. Hanno poi steso delle corde a mo’ di teleferica, ancorate all’interno di un’aula e tese a terra alla Land Rover della Protezione Civile della squadra di Arcugnano. Hanno quindi provveduto al recupero del cane Max con la sua istruttrice e calata una barella con un infortunato. È arrivata l’ambulanza della SOGIT e la squadra di primo intervento ha messo in atto tutte le procedure per il trasporto in sicurezza, prestando le prime cure con la misurazione della pressione sanguigna ed i battiti cardiaci. Considerata la gravità dell’infortunio è stato richiesto l’intervento dell’elicottero dei vigili del fuoco per il trasporto urgente in ospedale specializzato. È arrivato l’elicottero e si è posizionato a circa 10/15 metri dal suolo. È sceso un primo soccorritore dei vigili del fuoco calato con il vericello ed un secondo con l’apposita imbracatura di trasporto barella. Nel frattempo è giunto anche un automezzo dei vigili del fuoco di Lonigo, mentre l’ambulanza della SOGIT è entrata in campo sportivo avvicinandosi ai due soccorritori dei vigili del fuoco per la consegna del ferito. La squadra dei Vigili del fuoco di Lonigo era pronta ad intervenire per un sopralluogo agli edifici e verificare eventuali pericoli e possibili focolai d’incendio. Tutto sotto gli sguardi interessati degli alunni e loro insegnanti, sempre pronti ad applaudire le varie operazioni. Agganciata al vericello la barella del ferito con un vigile soccorritore viene issata a bordo dell’elicottero che si solleva e si dirige verso l’ospedale. L’elicottero è poi ritornato e si è posato dolcemente sul manto erboso del campo sportivo. I vigili del fuoco si sono prestati poi a far visitare ai ragazzi l’automezzo speciale e lo stesso elicottero, con foto ricordo con piloti ed equipaggio. Hanno partecipato alla manifestazione anche i carabinieri della stazione di Barbarano e la polizia locale, mentre il sindaco Boaria aveva in precedenza dato il benvenuto alle squadre di protezione civile intervenute. Dopo un breve buffet offerto dalla scuola media la manifestazione si é conclusa con la partenza dell’elicottero tra gli applausi delle scolaresche. 26 - Protezione Civile PREMIATI I VOLONTARI DELL’AQUILA Con una semplice ma significativa cerimonia sono stati consegnati dai sindaci di Barbarano e Villaga speciali riconoscimenti ai volontari della squadra di protezione civile di Barbarano che hanno partecipato agli interventi a seguito del terremoto in Abruzzo per un totale di 122 giornate: William Bellin, Giuseppe Borinato, Franco Cattin, Alessandro Conte, Antonio Gotter, Giampietro Marchetto e Carlo Tagliaferro. Riconoscimenti rilasciati dalla Regione Veneto, dall’associazione nazionale alpini e dal Consiglio dei ministri. Il sindaco di Barbarano Roberto Boaria, nel consegnare gli attestati, si è particolarmente commosso essendo tuttora componente la squadra e ha dato subito la parola al sindaco di Villaga Eugenio Gonzato, il quale ha ringraziato i volontari a nome delle comunità comunali per l’encomiabile dedizione all’aiuto delle popolazioni così duramente colpite. Italian Resuscitation Council La squadra sanitaria di Vicenza ha partecipato il 20 ottobre scorso ad un corso di Esecutore BLS-BLSD (Basic Life Support Defibrillation) organizzato dal servizio sanitario nazionale della regione Veneto. I volontari hanno superato brillantemente i test conseguendo l’attestato Italian Resuscitation Council ed il tesserino di esecutore BLSD categoria B - riconosciuto dalla Comunità europea. Per la squadra è stata una grande soddisfazione ed un vero successo. Gli alpini e lo sport - TROFEO PERIZ - 27 GIUGNO 2010 a cura di Anna Campese foto di Paolo Federle Classifica generale gruppi Grande partecipazione di atleti anche quest’anno alla gara di corsa in montagna Trofeo Periz giunto alla sua 22esima edizione e svoltosi a Tonezza del Cimone. L’organizzazione della manifestazione è stata affidata al gruppo sportivo alpini di Vicenza, coadiuvato dalla preziosa collaborazione del gruppo alpini di Tonezza capitanato da Riccardo Pettinà. La mite giornata di inizio estate ha favorito una nutrita partecipazione di atleti/e che hanno atteso con grande emozione il via, dato alle ore 9, per scatenare la loro forza agonistica lungo l’impegnativo ma gratificante percorso che si snodava attraverso boschi e valli nei pressi della ridente località montana di Tonezza. La classifica che segue evidenzia una netta vittoria del gruppo di Chiuppano che non è nuovo a questo genere di soddisfazioni; seguito a breve distanza dal gruppo di Malo. Al termine della manifestazione si sono svolte le premiazioni al centro congressi alla presenza del sindaco, del capogruppo e del responsabile sezionale del GSA Francesco Rando. L’appuntamento per la 23esima edizione 2011 è fissato a fine giugno organizzato dal gruppo di Costabissara. Nella foto: atleti Gsa posano in attesa del via. 1 CHIUPPANO 128 2 MALO 125 3 SCHIO 53 4 SETTECÀ 48 5 SANDRIGO 47 6 CALVENE 40 7 ASIAGO 30 8 SAN ROCCO 27 8 THIENE 27 10 TONEZZA 25 11 BORGO CASALE 21 11 CHIAMPO 21 13 SOVIZZO 19 13 ZANÈ 19 15 SARCEDO 8 16 COGOLLO DEL CENGIO 3 27 28 - Gli alpini e lo sport Campionato nazionale corsa in montagna e staffetta Domenica 4 luglio si è svolto a L’Aquila il 34° campionato nazionale Ana di corsa in montagna a staffetta, una manifestazione a carattere nazionale che ha coinvolto oltre la sezione ospitante, ben 23 sezioni Ana e le pattuglie del 9° reggimento Alpini. Presso la caserma Rossi, dopo l’alzabandiera, si è dato inizio alla gara su un percorso di 7 chilometri per un totale di 484 metri di dislivello tra salita e discesa. Dopo un serrato confronto l’ha spuntata per il quarto anno consecutivo la sezione di Bergamo. Buoni comunque i risultati degli atleti del GSA Vicenza, che hanno ottenuto un 6° posto assoluto con la staffetta composta da Masetto-Ronzani-Barcarolo, un 19° posto assoluto e 2° di categoria con la staffetta Munaretto-Dal PràCentofante, 5° di categoria con Savio-Scremin-Tonin, 11° posto di categoria con Marchesano-De Rossi ed infine un 22° posto di categoria con Zorzi-Gasparini. Con i migliori auguri di Buon Natale a tutti gli Alpini e alle loro famiglie da parte del Gsa e Redazione Sportiva e un arrivederci all’anno nuovo! Ecco altri volti di campioni alpini... a sinistra Denis Grasselli. A destra il GSA in prima fila alla partenza della Cogollo Monte Cengio Gli alpini e lo sport - 29 30 - Varie ALPINI CHE SI FANNO ONORE Silvano Spiller vicepresidente della Fondazione Cariverona La redazione di Alpin fa Grado si congratula con il vicepresidente sezionale Silvano Spiller per il nuovo recente successo professionale. Spiller, infatti, è stato nominato vicepresidente della prestigiosa Fondazione Cariverona. Sicuri di interpretare il desiderio di tutti gli alpini della sezione, auguriamo a Silvano Spiller i migliori auspici per il nuovo importante incarico. APPUNTAMENTI E INCONTRI ALTAVILLA VICENTINA Gli alpini del gruppo si congratulano con il socio Guido Casara, insignito dell’onorificenza di “Cavaliere al merito della Repubblica”. Complimenti anche dalla redazione. BELLE FAMIGLIE Si sono ritrovati dopo 47 anni Mario Eichta, ideatore degli incontri di amicizia italo-austriaci, e il commilitone Cesare Villani. Erano insieme ad Aosta per il 22° corso ACS nel 1962/63. Il gruppo di Barbarano Vicentino ci invia questa foto dello scarponcino Alessandro Braga con il neo papà Rossano (cl. 1975, Julia), ed i nonni, a destra, Renzo (cl. 1950, 6° A.M.) e a sinistra Franco Bagnara (cl. 1944, 7° alpini). Dopo 53 anni dal servizio militare, alla caserma Salsa di Belluno si sono ritrovati a Schio. Da sinistra: caporale autista Giovanni Viero del gruppo di Piovene Rocchette, l’autista Giuseppe Eugenio Sorgato del gruppo di Montecchio Maggiore e l’autista Ampelio Scanzi del gruppo di Costabissara. Varie - 31 NOZZE NASCITE SANDRIGO ARCUGNANO Sophie Rigodanzo di Mirko e Francesca Bedin BARBARANO VICENTINO Linda Pretto di Andrea e Martina Piazza COGOLLO DEL CENGIO Giulia Zorzi di Ermes e Dal Bianco Elena COSTABISSARA Pietro Polato di Simone e Stefania Davide Rigon il giorno delle nozze con la gentile Marcela Martina Marques, con il papà e il fratello entrambi alpini ed altri alpini del gruppo TORRI-LERINO MOLINO DI ALTISSIMO Anna Cunegatti di Emanuele e Manola S. ANTONIO DEL PASUBIO Tomas Taldo di Maurizio e Fiorella TONEZZA Alessia Dellai di Giovanni e Fontana Elisabetta NOZZE D’ARGENTO Umberto Impalmi, caporale della Tridentina, il giorno delle nozze con la gentile Daniela Munaretto, con il papà Franco, lo zio Livio, il cognato Francesco e l’amico Angiolino, tutti della Cadore TORRI-LERINO Martin Jean-Jacques con Simonetta Ceroni S.GERMANO DEI BERICI Castagna Mauro e Godalli Sabrina FIMON Danilo Dal Lago e Carla Casarotto 32 - Varie NOZZE D’ORO NOZZE D’ORO ALTAVILLA VICENTINA Guido Casara e Gina Priante CALTRANO Vittorio Bonaguro e Beniamina Zordan ALTAVILLA VICENTINA Antonio Angelo Vinante e Elvira Cocco CALTRANO Gianmaria Brazzale e Anna Dal Santo ARZIGNANO Carlo Darcoli e Rosa ISOLA VICENTINA Luigi Revelin e Pierina Bertoldo Varie NOZZE D’ORO NOZZE D’ORO MONTECCHIO MAGGIORE Beniamino Urbani e Irma Mosele PIOVENE ROCCHETTE Giovanni Viero e Catterina Toniolo - 33 MONTEGALDA Ireneo Crivellaro e Agnese Tadiello RADUNO BTG. LOGISTICO CADORE S. VITO DI LEGUZZANO Luigi Cocco e Lidia Stefani Per l’85° anniversario di fondazione del gruppo alpini “Mario Pagani” di Arzignano, il capogruppo Paolo Marchetti organizza un raduno degli alpini che hanno svolto il loro servizio militare nel battaglione logistico “Cadore”, in particolar modo negli anni 1979-1980. Il raduno si terrà ad Arzignano nel 2012 secondo un programma che verrà elaborato nei prossimi mesi. Gli interessati sono pregati di contattare i seguenti referenti: • Paolo Marchetti tel. 3355289304 e-mail [email protected] • Giuseppe Alessi tel. 3471115847 • G. Paolo Andreetta tel. 3404249918 • Luca Dal Molin tel. 3296350544 e-mail [email protected] 34 - Un nostro amico hai chiesto alla montagna Il vessillo sezionale è listato a lutto per la scomparsa di numerosi amici alpini. Alla loro memoria vada il nostro pensiero riconoscente per la dedizione associativa dimostrata. Ai congiunti dei soci scomparsi giungano, nel momento del dolore, le più sentite condoglianze ed i sensi della solidarietà fraterna delle “penne nere” vicentine. ARCUGNANO CALTRANO CHIAMPO MONTEGALDA MONTEGALDA Primo Ghirardello cl. 1932 Rgt. Alpini Giovanni Sandonà cl. 1923 Flavio Repele cl. 1948 gr. Pieve di Cadore Giuseppe Barbieri cl. 1943 gr. Belluno Giacomo Palma cl. 1939 Btg. Belluno ARZIGNANO CAMPEDELLO CHIAMPO MONTEGALDA MONTEGALDA Giovanni Marana cl. 1935 Btg. Bolzano Luciano Boaria Marsilio Serafini cl. 1934 3° Rgt. art. da montagna Giovanni Campagnaro cl. 1936 Antonio Zuecco cl. 1943 Gr. Lanzo BARBARANO VIC. CARRE’ LUGO VICENTINO MONTEGALDA MOSSON Aurelio Pretto cl. 1935 7° Rgt. Alpini Mario Apolloni cl. 1933 8° Rgt. Alpini Giuseppe Crosara 7° Rgt. Alpini Giuseppe Campagnaro cl. 1943 Btg. Belluno Olindo Dall’Osto cl. 1926 Btg. Bolzano BARBARANO VIC. CHIAMPO MALO MONTEGALDA MOSSON Silvano Bettini cl. 1936 Rgt. Alpini Antonio Gaiarsa cl. 1911 Btg. Vicenza Lodovico Martini cl. 1924 Rgt. art. da montagna Luciano Campesato cl. 1938 Btg. Feltre Ilvo Frigo cl. 1929 Rgt. Alpini 35 NOGAROLE VIC. S. GIOVANNI IN M. THIENE VILLAGANZERLA Attilio Consolaro Arcelindo Corvini cl. 1930 Mario Pais De Libera cl. 1920 Btg. Julia Pietro Merlin 3° Rgt. art. da montagna NOGAROLE VIC. S.PIETRO MUSSOLINO VALLI DEL PASUBIO VILLAGANZERLA Angelo Sinico Emilio Antoniazzi cl. 1937 7° Rgt. Alpini Giuseppe Tessaro cl. 1943 Bgt. Val Natisone Ottorino Padrin POLEGGE S.VITO DI LEGUZZ. VANCIMUGLIO VILLAVERLA Ettore Merlo cl. 1915 Btg. Val Leogra Piergiorgio Sartori Bgt. Tridentina Angelo Pasquale cl. 1920 3° Rgt. art. da montagna Arturo Panozzo cl. 1921 Gr. Lanzo S. GIOVANNI IN M. SOVIZZO VILLAGA - BELVEDERE VILLAVERLA Rino Gianello cl. 1942 Egidio Lovato cl. 1931 Btg. Feltre Saturnino Cichellero cl. 1934 Gr. Belluno Antonio Rigon cl. 1922 Gr. Belluno Le nostre montagne Gli abeti innevati dei nostri altipiani richiamano la magia del Natale. A tutti gli Alpini i migliori auguri dalla Redazione di Alpin fa Grado.