INFORMATORE SETTIMANALE DELL’UNITÀ PASTORALE DI Santa MARIA DELLE GRAZIE AL NAVIGLIO E San CRISTOFORO ANNO: 17 N° 32 DAL 10 AL 17 APRILE 2016 www.parrocchie.it\milano\santamariadellegraziealnaviglio www.chiesasancristoforo.it “IO NON MI VERGOGNO DEL VANGELO” Lo dice S. Paolo (II lettura) con parole confermate dai fatti. Gli Atti degli Apostoli parlano di lui, imprigionato a causa del Vangelo, che non cessa di annunciare la Parola (I lettura). Per attualizzare potremmo richiamare i tanti martiri che ancora oggi perdono la vita a causa del Vangelo. Sarebbe bello portare qualche esempio, ma non lo faccio perché sarebbero esempi da cui - sono certo - prenderemmo le distanze. Incominceremmo magari a dire: “Sono martiri del Pakistan, della Nigeria, di paesi lontani da noi, ma qui in Italia nessuno ci taglia la testa per la fede”. E così ci mettiamo il cuore in pace, pensando al Vangelo come a una camomilla che addormenta, piuttosto che a una luce che scalda e illumina ogni uomo, che ci colloca in prima linea anche qui in Italia. Come dice Gesù: “Io sono la luce del mondo” (Gv 8,12-19). Allora attualizziamo in un altro modo, partendo da quello che ci capita ogni giorno. I fatti sono questi. A scuola e sul lavoro c’è un ateismo conclamato e talvolta intollerante che sfida la fede. C’è magari di dover rispondere da soli contro tutti. C’è il rischio di non ragionare più con la nostra testa ma di adeguarsi alla massa per il quieto vivere. C’è il dolore innocente che sembra dar ragione all’ateo. Ci sono la malattia e la morte che paradossalmente possono essere l’inizio di una fede. C’è la prospettiva della morte che ridimensiona il delirio di onnipotenza. Ci sono il benessere sociale e la carriera che impediscono di capire che si vive in una gabbia dorata, ma pur sempre in una gabbia. Chi di noi non ha di fronte queste sfide? E’ la vita stessa che ci provoca. Abbiamo il coraggio di andare controcorrente a scuola, sul lavoro, con gli amici? Quanto siamo disposti a perdere pur di portare avanti le nostre convinzioni? Che ragioni portiamo per dimostrare che Dio esiste? Come risolviamo il problema del dolore innocente e l’esistenza di Dio? Come trovare speranza nella malattia? Come dare speranza a chi ti dice: Ho un cancro? E’ proprio vero che siamo padroni della nostra vita, quando invece basta un malattia o un incidente per perderla? Dove trovare le risposte? Le parole di Gesù: “Io sono la luce del mondo”, avranno pure un significato si o no? Don Marcello Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Dopo aver riflettuto sulla misericordia di Dio nell’Antico Testamento, oggi iniziamo a meditare su come Gesù stesso l’ha portata al suo pieno compimento. Una misericordia che Egli ha espresso, realizzato e comunicato sempre, in ogni momento della sua vita terrena. Incontrando le folle, annunciando il Vangelo, guarendo gli ammalati, avvicinandosi agli ultimi, perdonando i peccatori, Gesù rende visibile un amore aperto a tutti: nessuno escluso! Aperto a tutti senza confini. Un amore puro, gratuito, assoluto. Un amore che raggiunge il suo culmine nel Sacrificio della croce. Sì, il Vangelo è davvero il “Vangelo della Misericordia”, perché Gesù è la Misericordia! Tutti e quattro i Vangeli attestano che Gesù, prima di intraprendere il suo ministero, volle ricevere il battesimo da Giovanni Battista (Mt 3,13-17; Mc 1,9-11; Lc 3,21-22; Gv 1,29-34). Questo avvenimento imprime un orientamento decisivo a tutta la missione di Cristo. Infatti, Egli non si è presentato al mondo nello splendore del tempio: poteva farlo. Non si è fatto annunciare da squilli di trombe: poteva farlo. E neppure è venuto nelle vesti di un giudice: poteva farlo. Invece, dopo trent’anni di vita nascosta a Nazaret, Gesù si è recato al fiume Giordano, insieme a tanta gente del suo popolo, e si è messo in fila con i peccatori. Non ha avuto vergogna: era lì con tutti, con i peccatori, per farsi battezzare. Dunque, fin dall’inizio del suo ministero, Egli si è manifestato come Messia che si fa carico della condizione umana, mosso dalla solidarietà e dalla compassione. Come Lui stesso afferma nella sinagoga di Nazaret identificandosi con la profezia di Isaia: «Lo Spirito del Signore è sopra di me, per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore» (Lc 4,18-19). Tutto quanto Gesù ha compiuto dopo il battesimo è stato la realizzazione del programma iniziale: portare a tutti l’amore di Dio che salva. Gesù non ha portato l’odio, non ha portato l’inimicizia: ci ha portato l’amore! Un amore grande, un cuore aperto per tutti, per tutti noi! Un amore che salva! Lui si è fatto prossimo agli ultimi, comunicando loro la misericordia di Dio che è perdono, gioia e vita nuova. Gesù, il Figlio inviato dal Padre, è realmente l’inizio del tempo della misericordia per tutta l’umanità! Quanti erano presenti sulla riva del Giordano non capirono subito la portata del gesto di Gesù. Lo stesso Giovanni Battista si stupì della sua decisione (cfr Mt 3,14). Ma il Padre celeste no! Egli fece udire la sua voce dall’alto: «Tu sei il Figlio mio, l’amato, in te mi sono compiaciuto» (Mc 1,11). In tal modo il Padre conferma la via che il Figlio ha intrapreso come Messia, mentre scende su di Lui come una colomba lo Spirito Santo. Così il cuore di Gesù batte, per così dire, all’unisono con il cuore del Padre e dello Spirito, mostrando a tutti gli uomini che la salvezza è frutto della misericordia di Dio. Possiamo contemplare ancora più chiaramente il grande mistero di questo amore volgendo lo sguardo a Gesù crocifisso. Mentre sta per morire innocente per noi peccatori, Egli supplica il Padre: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno» (Lc 23,34). E’ sulla croce che Gesù presenta alla misericordia del Padre il peccato del mondo: il peccato di tutti, i miei peccati, i tuoi peccati, i vostri peccati. E lì, sulla croce, Lui li presenta al Padre. E con il peccato del mondo tutti i nostri peccati vengono cancellati. Nulla e nessuno rimane escluso da questa preghiera sacrificale di Gesù. Ciò significa che non dobbiamo temere di riconoscerci e confessarci pecca- tori. Quante volte noi diciamo: “Ma, questo è un peccatore, ha fatto quello e quello...”, e giudichiamo gli altri. E tu? Ognuno di noi dovrebbe domandarsi: “Sì, quello è un peccatore. E io?”. Tutti siamo peccatori, ma tutti siamo perdonati: tutti abbiamo la possibilità di ricevere questo perdono che è la misericordia di Dio. Non dobbiamo temere, dunque, di riconoscerci peccatori, confessarci peccatori, perché ogni peccato è stato portato dal Figlio sulla Croce. E quando noi lo confessiamo pentiti affidandoci a Lui, siamo certi di essere perdonati. Il sacramento della Riconciliazione rende attuale per ognuno la forza del perdono che scaturisce dalla Croce e rinnova nella nostra vita la grazia della misericordia che Gesù ci ha acquistato! Non dobbiamo temere le nostre miserie: ognuno di noi ha le proprie. La potenza d’amore del Crocifisso non conosce ostacoli e non si esaurisce mai. E questa misericordia cancella le nostre miserie. Carissimi, in questo Anno Giubilare chiediamo a Dio la grazia di fare esperienza della potenza del Vangelo: Vangelo della misericordia che trasforma, che fa entrare nel cuore di Dio, che ci rende capaci di perdonare e guardare il mondo con più bontà. Se accogliamo il Vangelo del Crocifisso Risorto, tutta la nostra vita è plasmata dalla forza del suo amore che rinnova. MISERICORDIOSI COME IL PADRE Anno Pastorale 2015 - 2016 MISERICORDIOSI COME IL PADRE UNA RIFLESSIONE EDUCATIVA SU AUSCHWITZ Sabato scorso sono tornato dal viaggio in Polonia per preparare la GMG (Giornata Mondiale della Gioventù) di Luglio. Come ben sapete, uno dei luoghi che più fanno pensare è il campo di concentramento di Auschwitz. E le riflessioni sono molte. Ma qui, brevemente, volevo solo enunciarne una: i tedeschi nazisti che hanno messo in atto questo sistema di repressione e di annientamento fisico, psicologico e della dignità, di altre persone umane provenivano da una Germania cristiana. Non da un paese ateo o di altra religione. Da un paese cristiano. Nel quale sicuramente da bambini e poi da ragazzi avranno partecipato a celebrazioni, catechesi, sermoni, avranno visitato le chiese, avranno letto la Bibbia ecc. ecc. Cos'è successo quindi? Azzardo una risposta: forse c'è stata DEVOZIONE, ma con poca FORMAZIONE e senza un INCONTRO con Gesù vivo. Senza la formazione, quella che apre la mente e che fa ragionare sui perché profondi della vita e della morale; e senza un incontro con Gesù vivo, che è il motore e la forza anche per difendere determinati valori dando la vita per Lui e per il Vangelo; la fede cristiana si riduce a una serie di pratiche di pietà tradizionali, fatte non si sa bene per quale motivo, e che non incide nella vita, nella mente e nel cuore. Campanello d'allarme anche per noi oggi? Si. Chi è Gesù per me e nella mia vita? Perché vado a Messa? Cosa c'entra il Vangelo con la mia quotidianità? Don Fabrizio MISERICORDIOSI COME IL PADRE Anno Pastorale 2015 - 2016 MISERICORDIOSI COME IL PADRE VITA DI S. TOMMASO MORO (Thomas More) (di Luca Desiato) Le minacce Ventunesima puntata Il ritiro del More a vita privata costituiva agli occhi del re, della Boylen e dell’intera corte, un atto di contestazione silenziosa, un rifiuto a collaborare o ad approvare certe decisioni. Per questo si tramava contro di lui, per cercare di trovare nel suo operato delle macchie che non lo facessero più apparire all’opinione pubblica una persona onesta e influente che, con il solo silenzio, costituiva un atto di accusa. Bisognava imbrattare la sua reputazione o, almeno, trovare qualche appiglio su cui costruire uno scandalo a buon mercato. Solo in tal modo si poteva neutralizzare il suo ascendente morale. Enrico VIII era in quel momento inquieto e irritato. Proprio nel luglio del 1533 da Roma erano giunte cattive notizie: il papa aveva dichiarato nulle le sue nozze con Ann Boylen e l’aveva scomunicato. Come se non bastasse, per ironia della sorte, Ann Boylen gli aveva dato un figlio, ma non di sesso maschile (l’atteso erede al trono), bensì una bambina: Elizabeth (la futura Elisabetta I d’Inghilterra). Il Cromwell, nuovo braccio destro di Enrico VIII, convocò il More davanti a una commissione, chiedendogli di dare la sua approvazione alla “politica matrimoniale” del re, accentando gli articoli che, sull’argomento, avevano espresso le università del regno, il parlamento e il sinodo dei vescovi. Thomas rifiutò nettamente di firmare alcun documento. Cromwell prese a minacciarlo. Il More fu irremovibile. I biografi dell’epoca riportano una frase molto indicativa che pronunciò in quella occasione: - Signori – disse – queste minacce sono argomenti per far paura ai bambini, non a me. Io non ho alcuna intenzione di svendere la mia coscienza. CALENDARIO LITURGICO DAL 11 AL 17 APRILE 2016 Atti 8, 5-8; Giovanni 5, 19-30 11 LUN. S. Stanislao S. Maria S. Maria 08.30 S. Messa secondo l’intenzione dell’offerente 18.00 S. Messa: Gino Compagnino Atti 8, 9-17; Giovanni 5, 31-47 12 MAR. S. Maria S. Maria 08.30 S. Messa: fam. Bertoli 18.00 S. Messa: Rita e Gianni Scarabello Atti 8, 18-25; Giovanni 6, 1-15 13 MER. S. Maria S. Maria 08.30 S. Messa: fam. Miniati 18.00 S. Messa: Roberto Bianchi Atti 9, 1-9; Giovanni 6, 16-21 14 GIO. S. Maria S. Maria 08.30 S. Messa: fam. Palombella 18.00 S. Messa: Iaccarino, Michele e Matteo Atti 9, 10-16; Giovanni 6, 22-29 15 VEN. S. Maria S. Maria 16 SAB. Atti 9, 17-25; 1Corinzi 12, 21-27; Giovanni 6, 30-35 S. Giuseppe S. Cristoforo S. Maria S. Maria 17 DOM. 08.30 S. Messa: Giovanna Fauzzi 18.00 S. Messa: Assunta e Rinaldo Castelli 17.00 18.00 18.00 23.30 S. Messa vigiliare: fam. Scagliotti S. Messa vigiliare S. Messa vigiliare: Gino Bogani S. Messa Atti 21, 8b-14; Filippesi 1, 8-14; Giovanni 15, 9-17 S. Giuseppe S. Maria IV PASQUA S. Cristoforo S. Maria S. Maria C S. Cristoforo 09.30 10.00 11.00 11.30 18.00 18.30 S. Messa: Scipione Spartaco S. Messa S. Messa S. Messa S. Messa S. Messa MISERICORDIOSI COME IL PADRE Anno Pastorale 2015 - 2016 MISERICORDIOSI COME IL PADRE PREGHIERA DEI FEDELI Ascoltaci, Padre buono. R Ascoltaci, Padre buono. Per papa Francesco che con il patriarca ortodosso si recherà tra i profughi a Lesbo, perché la sua presenza sia un forte richiamo alla responsabilità e alla solidarietà, preghiamo. R Per i cristiani perseguitati, perché sentano vicina la presenza di Gesù che li incoraggia a dare testimonianza, preghiamo. R Per i ragazzi che faranno la prima comunione, perché più si avvicina il giorno più aumenti in loro il desiderio di incontrare e di seguire Gesù, preghiamo. R Per il riposo eterno di tutti i defunti e in particolar di Tattoli Francesco che questa settimana si è addormentato nella speranza della risurrezione, preghiamo. R NOTIZIE DAL CONSIGLIO PASTORALE In data 4 aprile 2016 si è svolta la 7’ sessione del CPP. Dei 21 consiglieri erano presenti in 18. Assente giustificato è Baroni Nicola. Gli assenti non giustificati sono Abbiezzi Paolo e Consonni Chiara Maria. Dopo la riflessione del parroco sulla lettera pastorale dell’Arcivescovo e dopo l’approvazione del verbale della seduta precedente, l’ordine del giorno prevedeva la visione del film GOD’S NOT DEAD. Tale visione era finalizzata alla discussione sui temi proposti dal film e ad esprimere un parere sull’opportunità di proporlo anche alla comunità. Il film narra la vicenda di uno studente universitario che è provocato dal suo professore di filosofia a dimostrare alla classe l’esistenza di Dio. Ciò di fatto avviene, ma a costi umani molto alti. Il film proposto dai sacerdoti non ha ottenuto molto consenso da parte della maggioranza dei consiglieri che lo hanno giudicato “un’americanata”, per le situazioni paradossali, i personaggi un po’ caricaturali, un contesto religioso lontano dal nostro, i troppi argomenti trattati in modo sbrigativo senza la necessaria maturazione. Più che per un pubblico adulto, è un film che andrebbe bene per il mondo giovanile. Di parere opposto invece qualche consigliere che ha sottolineato il fatto che il film comunque presenta situazioni che oggettivamente si incontrano nella vita: l’ateismo, la morte, la malattia, il dolore innocente, la carriera fine a se stessa, le relazioni affettive che se non basate sui valori sono destinate a fallire, la libertà e il coraggio di professare la propria fede. Più che dare soluzioni il film si proponeva di fare delle provocazioni. Comunque il film non sarà proposto a una visione comunitaria, ma a nessuno è impedito di vederlo nelle sale cinematografiche e farsene un giudizio personale. MISERICORDIOSI COME IL PADRE Anno Pastorale 2015 - 2016 MISERICORDIOSI COME IL PADRE Martedì ci sono i gruppi di ascolto della Parola di Dio nelle case, come è segnalato sull’informatore. Venerdì alle ore 17 ci sarà in Duomo il giubileo degli studenti universitari. Domenica prossima si terrà il ritiro spirituale dei cresimandi con la partecipazione anche dei genitori. L’ABBRACCIO DEL PADRE Continuiamo la proposta, con il sesto incontro di: Martedì 12 aprile 2016 alle ore 21.00 presso le seguenti famiglie: Famiglia ospitante Indirizzo Animatore D’Aquino Maria Via Mortara, 17 Robutti Tommaso Fam. Felline Via Borsi, 4 Berti Annina Fam. Tensi Via Gola, 31 Tensi Nives Fam. Sacco Alzaia Naviglio Pavese, 12 Gallo Barbara Vi aspettiamo, ricordandovi che sono aperti a tutti!!! L’ANGOLO DELLA GENEROSITA’ E’ terminata la Quaresima durante la quale ci siamo impegnati nella carità. Ecco come: 1. PER LA FAME DEL MONDO abbiamo raccolto € 772,00 di cui € 278,00 provengono dai salvadanai dei ragazzi. Bravissimi! 2. PER I SACERDOTI ANZIANI E AMMALATI della Diocesi, il giovedì santo abbiamo raccolto € 180,00. 3. PER I CRISTIANI DELLA TERRA SANTA, il venerdì santo abbiamo raccolto € 150,00. 4. PER IL FONDO FAMIGLIA-LAVORO della Diocesi a sostegno di chi ha famiglia e ha perso il lavoro, abbiamo raccolto € 530,00. In precedenza, in occasione della giornata in difesa della vita di domenica 7 febbraio, abbiamo venduto le primule il cui ricavato di € 1.119,00 è stato destinato al Centro di aiuto per la Vita della clinica Mangiagalli.