PROVINCIA DI PAVIA
IL TEMPO DELLA STORIA
IL NOVECENTO
Anno scolastico 2011/2012
VIAGGIO STUDIO IN TURCHIA
ISTANBUL E ANKARA
Il Tempo della Storia. Il Novecento - a.s. 2011/2012
PROVINCIA DI PAVIA
ASSESSORATO AI BENI E ALLE ATTIVITÀ CULTURALI, INNOVAZIONE TECNOLOGICA,
POLITICHE DELLA SCUOLA, GIOVANI E PARI OPPORTUNITA’
SETTORE CULTURA
TURCHIA
ISTANBUL E ANKARA
VIAGGIO STUDIO
30 MARZO – 04 APRILE 2012
Con il sostegno
della REGIONE LOMBARDIA
Cultura
in collaborazione con
Università degli Studi di Pavia
Facoltà di Scienze Politiche
Ufficio Scolastico Provinciale di Pavia
Centro Studi sul Federalismo "Mario Albertini"
Associazione Culturale "Testimoni e Protagonisti"
Bianco e nero
La città della mia infanzia era una fotografia in bianco e nero, un
mondo semibuio e grigio, almeno io me la ricordo così, anche perché
da sempre mi hanno attratto gli interni delle abitazioni, nonostante
sia cresciuto nell’oscurità di una deprimente casa-museo.
Le strade, i viali e i quartieri lontani mi sembravano luoghi pericolosi,
usciti da film di gangster in bianco e nero. A Istanbul, mi è sempre
piaciuto di più l’inverno che l’estate: ancora oggi rimango a osservare
i pomeriggi che arrivano presto, gli alberi senza foglie che tremano
nel vento, gli uomini con giacche e cappotti neri, sulle strade
semibuie, che tornano a casa in fretta, nelle giornate di fine autunno
o inizio inverno. Anche i muri dei palazzi antichi e delle vecchie case
signorili di legno ormai crollate, che adesso hanno preso il colore
speciale di Istanbul, fatto di trascuratezza e desolazione, mi
risvegliano dentro una dolce tristezza e un desiderio di
contemplazione. Le sfumature in bianco e nero delle persone che
tornano a casa di corsa nelle giornate invernali, quando il buio arriva
presto, mi spingono a pensare che anch’io appartengo a questa città,
e condivido qualcosa con la sua gente.
“Istanbul”
(Orhan Pamuk, Premio Nobel per la Letteratura nel 2006)
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Un tempo sapevamo il mondo a menadito:
- era così piccolo da stare fra due mani,
così facile che per descriverlo bastava un sorriso,
semplice come l’eco di antiche verità nella preghiera.
La storia non accoglieva con squilli di fanfara:
ha gettato negli occhi sabbia sporca.
Davanti a noi strade lontane e cieche,
pozzi avvelenati, pane amaro.
Il nostro bottino di guerra è la conoscenza del mondo:
- è così grande da stare fra due mani,
così difficile che per descriverlo basta un sorriso,
strano come l’eco di antiche verità nella preghiera.
“La gioia di scrivere”
(Wislawa Szymborska, Premio Nobel per la Letteratura nel 1996)
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ELENCO DEGLI STUDENTI VINCITORI
ALFEO FEDERICO LUIGI
BARDONI CLAUDIA
BARTOLINI JACOPO
BENINI FRANCESCA
BERNINI ELENA
BERTERO MATTEO
CABRIOLI MATTIA
CAPOBIANCO SILVIA
CATTIN STEFANO
CHIESA ARIANNA
CHIESA GUIDO
COLLI FRANZONE GIULIA
COLOMBO CHIARA
CORBELLINI ELENI ELETTRA
CORDA FRANCESCO
COSTA LORENZO EMILIANO
FABIANO VALENTINA
GALEAZZA LORENZO
GATTI ALBERTO
GHELFI CHIARA
GIORDANI PAOLA
LUCENTE ELISA
MAGNAGHI LISA RITA
MANFREDI SILVIA
MANTOVAN FABIO
MARNI MARCO
MONTALBANO FILIPPO
NALDI ANGELO
PALETTI FLAVIA
PELLEGRINO LUDOVICO
PIZZAMIGLIO ELEONORA
PRATESI ALESSIA REBECCA
RONA LUCA
ROSCIO MATTEO
SALAROLI ELEONORA
SCAGLIOTTI ALESSANDRO
SEGHINI CATERINA
STAGNITTO GIOVANNI
TAGLIACARNE DAVIDE
VICINI NABILA
ISTITUTI SCOLASTICI RAPPRESENTATI
Istituto “L. G. Faravelli” di Stradella, Istituto “A. Cairoli” di Pavia, I.T.I.S. “Cardano”
di Pavia, Liceo “G. Galilei” di Voghera, Liceo “Ugo Foscolo” di Pavia, Liceo “B.
Cairoli” di Vigevano, Liceo “N. Copernico” di Pavia, Liceo Scientifico “T. Taramelli” di
Pavia, Istituto “A. Volta” di Pavia, Istituto “Bordoni” di Pavia, Istituto “Omodeo” di
Mortara, Istituto “Caramuel” di Vigevano, Istituto San Giorgio di Pavia, Istituto
“Gallini” di Voghera.
SACCHI ANTONIO, BRIGNOLI FRANCESCA, BADANO SARA, GASTALDI
PAOLO, MUSSINI GIANNI, PIETRA ANTONIO; TUTOR: NOE’ BEATRICE, FOGLIANI
GIORGIO, CIABATTONI SARA, YUE QUAN; EX-VINCITORI: FRANCESCO BRENDOLISE,
ARDIT GJINI, BACCOLO STEFANO, BENASSO MICHELE, BENAZZO MICHELE, BENFANTE
DANIELA, BOLOGNESI SILVIA, CANTONI IRENE, CLERICI BIANCA, CONTARDI LUCA,
CRITELLI EDOARDO, FERRARI MELISSA, GHIO RICCARDO, INTROCASO VINCENZO,
MINOZZI ALBERTO, MOSCA ANGELO, TALLAMONA VALENTINA, TOSI FRANCESCO,
TRAVAGLINO FRANCESCO.
COMMISSIONE GIUDICATRICE:
SACCHI ANTONIO (Presidente) – BOLECH DONATELLA, BONVECCHIO PAOLA, BRIGNOLI
FRANCESCA, COSTA ANNA, DE BATTISTI GIOVANNA, GASTALDI PAOLO, MUSSINI
GIANNI, PIETRA ANTONIO.
ACCOMPAGNATORI:
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Gonfalone della Provincia di Pavia
PROVINCIA DI PAVIA
Presidente, Daniele Bosone
ASSESSORATO AI BENI E ALLE ATTIVITÀ CULTURALI, INNOVAZIONE TECNOLOGICA,
POLITICHE DELLA SCUOLA, GIOVANI E PARI OPPORTUNITA’
Assessore Milena D’Imperio, Vice Presidente
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
Vittorio Poma
DIRIGENTE DEL SETTORE CULTURA:
Dott. Antonio Sacchi
L'opuscolo è stato realizzato da Barbara Galbiati del Settore Cultura.
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Il Tempo della Storia. Il Novecento - a.s. 2011/2012
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La Turchia
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La bandiera turca è rossa con una falce di luna e una stella a cinque punte, entrambe bianche. In
turco viene chiamata Ay Yildiz che significa luna e stella. La bandiera ha un'origine complessa, in
quanto il disegno è molto antico, e fu anche, con varie differenze, la bandiera dell'Impero
Ottomano. Il rosso è un colore predominante nella storia della Turchia. La mezzaluna decrescente e la
stella, oltre a essere simboli islamici, sono stati usati per lungo tempo in Asia Minore, anche prima
dell’avvento dell’Islam. La bandiera in origine aveva solamente una falce di luna su sfondo verde, ma
questo venne cambiato nel 1793 quando il sultano Selim III, sultano dell’Impero Ottomano, cambiò lo
sfondo in rosso. Nel 1844 venne aggiunta la stella.
Varie sono le leggende, tra cui le seguenti:
“Un riflesso della luna che occulta una stella, apparve nelle pozze di sangue dei cristiani sconfitti dopo
la battaglia di Kosovo nel 1448” (la battaglia durante la quale gli Ottomani sconfissero le forze cristiane
e stabilirono l’Impero ottomano nell’Europa orientale fino alla fine del XIX secolo, portando
all’adozione della bandiera turca da parte del sultano Murad II);
“Un sogno fatto dal primo imperatore ottomano, nel quale la mezzaluna e la stella apparvero dal suo
petto e si espansero, presagendo l’assedio di Costantinopoli da parte della sua dinastia”;
“La mezzaluna e la stella furono la notte della caduta di Costantinopoli nelle mani di Mehmet II nel
1453”
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STORIA
Età antica e Medioevo
La penisola Anatolica è stata la culla di una moltitudine di civiltà e di
organizzazioni statali durante tutto il corso della storia dell'umanità.
Tra le varie civiltà che vi si svilupparono nell'antichità, ricordiamo gli
Ittiti, i Frigi, i Traci, i Lidii, gli Armeni e gli Elleni (Greci).
Incorporata negli Imperi Persiano, Macedone, Romano, Bizantino e
Mongolo, l'Anatolia ne seguì le vicissitudini, finché non fu invasa
dalla stirpe tribale degli Oghuz, di etnia turca, a partire dall'XI secolo,
a seguito della vittoria sull'esercito bizantino di Romano IV Diogene
ottenuta nella battaglia di Manzicerta. Gli elementi turcomanni
furono presto organizzati in gran parte sotto il vessillo dei turchi
Selgiuchidi, i quali fondarono una fiorente e potente organizzazione
statale con il capitale Rey (i cosiddetti "Grandi Selgiuchidi") e uno
stato anatolico (i cosiddetti "Selgiuchidi di Rum"), entrambi distrutti
nel corso delle grandi invasioni Mongole. Altra struttura statale turca
in Anatolia fu quella dei Danishmendidi.
La conquista ottomana
Nel corso del XIV e del XV secolo gli Ottomani, anch'essi
componenti della tribù
turca
degli
Oghuz,
riuscirono a imporre la
propria egemonia oltre che
in Anatolia anche su parti
sempre più vaste del
mondo
bizantino
e,
successivamente,
nella
Penisola
Balcanica:
espansione coronata dalla
conquista
di
Costantinopoli da parte
del sultano Mehmet il
Conquistatore (in Turco Fatih Sultan Mehmet) nel 1453.
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Sotto i suoi successori l'Impero Ottomano continuò una politica di
espansione che lo portò ad essere, alla metà del XVI secolo, durante
il regno del sultano Solimano il Magnifico, la prima potenza militare
ed economica del Medio Oriente e del bacino del Mediterraneo. Con
Mehmet III (1566 - 1603) l'impero subì tuttavia i suoi primi
importanti insuccessi che, dal XVII secolo divennero la
dimostrazione di una crescente e sempre più ingovernabile crisi
militare, economica e politica.
Fine dell'Impero e nascita della Repubblica
Alla fine del XVIII secolo l'Impero ottomano era in una posizione di
inferiorità nei confronti dell'Europa: la Russia aveva conquistato la
Crimea intendeva assorbire territori nei Balcani oltre che estendere la
propria influenza nell'Asia centrale; il Regno Unito aveva conquistato
l'influenza nel Mediterraneo e utilizzava l'Impero ottomano come
baluardo contro la Russia.
L'equilibrio di potere fu messo alla prova una prima volta nel 1831
quando, l'invasione della Siria da parte di Mehmet Ali, l'indipendente
governatore ottomano dell'Egitto portò alla chiusura degli stretti e la
disputa fu regolata da inglesi, russi e austriaci. Una nuova prova vi fu
durante la Guerra di Crimea (1854-56) e si concluse con il Trattato di
Parigi (1856) che impegnò i russi a smantellare la propria flotta del
Mar Nero, ma rese la Romania una provincia autonoma sotto la
sovranità ottomana. Nel 1873 vi furono le rivolte in Bosnia ed
Erzegovina, le rivolte erano iniziate nel 1804-13 in Serbia mentre tra
il 1821 e il 1829 la Grecia si era conquistata l'indipendenza.
L'intervento nel 1876 della Russia e il Trattato di Santo
Stefano(1877) obbligò gli Ottomani a concedere l'indipendenza a
Bulgaria, Serbia, Romania e Montenegro. Per controbilanciare queste
conquiste russe fu data la Bessarabia alla Russia, l'Austria occupò la
Bosnia ed Erzegovina e il Regno Unito s'insediò a Cipro. Nel 1882
per difendere i propri interessi in Egitto (a causa dei debiti insoluti
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contratti per la costruzione del Canale di Suez) le truppe britanniche
occuparono la regione.
Tra il 1878 ed il 1908 l'Austria estese la sua influenza su Serbia,
Romania e Grecia mentre la Russia sulla Bulgaria. Tra il 1908 ed il
1913 il processo di smembramento continuò: l'Austria-Ungheria
ottenne la Bosnia-Erzegovina, gli eserciti balcanici ottennero i
territori europei residui, l'Italia occupò la Libia e le isole del
Dodecaneso.
Durante la prima guerra mondiale gli ottomani affiancarono
Germania e Austria. Per reazione, furono firmati gli accordi SykesPicot (1916) che stabilirono che la Francia avrebbe esteso il suo
dominio sul Libano, la Turchia sudoccidentale, la Siria settentrionale,
e l'Iraq settentrionale; all'Inghilterra toccava il resto dell'Iraq, la
sponda araba del Golfo Persico e la Transgiordania; per la Palestina
fu previsto un regime internazionale; la Russia avrebbe ottenuto
Istanbul e alcune zone dell'Anatolia orientale; all'Italia fu promessa la
parte meridionale dell'Anatolia. Per realizzare il progetto di
supremazia in Vicino Oriente il Regno Unito promise (con la
corrispondenza Husayn-McMahon) allo sceriffo della Mecca Husayn
ibn Ali che sarebbe stato riconosciuto uno Stato arabo indipendente,
ma nel 1917 la Dichiarazione di Balfour creò il precedente per la
formazione di un "focolare nazionale" (national home) ebraico in
Palestina. Dopo la fine della guerra mondiale l'impero era
smembrato in questo modo: Libano e Siria andavano ai francesi,
Palestina Giordania ed Iraq ai britannici, all'Italia toccò l'Anatolia
sudoccidentale mentre la Grecia occupò la Tracia, Smirne e alcune
isole egee. L'Armenia divenne uno Stato indipendente, il Kurdistan
una provincia autonoma. L'Egitto si affrancò completamente dalla
sovranità.
In questo contesto emerse la figura di Mustafa Kemal, un ufficiale
del disciolto esercito ottomano, veterano della guerra di Libia ed eroe
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di guerra per il ruolo avuto nella
battaglia di Gallipoli, che riuscì a
coagulare attorno a sé un
esercito di resistenza che con una
serie di vittorie liberò la Penisola
Anatolica dagli eserciti delle
potenze occupanti e da quello
greco in particolare (Guerra
greco-turca). La Repubblica
Turca fu quindi fondata nel
1923, e Mustafa Kemal Atatürk
ne divenne il primo Presidente,
carica che mantenne fino alla
morte; sotto la sua guida ed i
dettami della sua dottrina, il
cosiddetto Kemalismo, la Turchia venne formalmente trasformata in
uno stato moderno e secolare, sullo stampo delle democrazie
occidentali.
Tra le varie riforme attuate da Mustafa Kemal sicuramente la più
importante è quella linguistica (riforma linguistica turca), mediante la
quale la lingua turca fu epurata dai prestiti arabi e persiani per
introdurvi parole di origine turca o di nuova formazione. Importante
fu inoltre l'adozione di una variante leggermente modificata
dell'alfabeto Latino, più adatto alla lingua turca che, presentando otto
vocali, mal si prestava ad essere scritta tramite l'alfabeto arabo.
Durante la presidenza di Kemal inoltre venne imposto l'uso del
cognome in sostituzione dell'uso orientale del patronimico (per
l'occasione il parlamento turco onorò Mustafa Kemal con il
cognome Atatürk, in turco Padre dei Turchi) e il suffragio universale fu
esteso anche alle donne (che in molti paesi europei non godevano
ancora di questo diritto). Mustafa Kemal, inoltre, per modificare
l'immagine del proprio paese, invitò il popolo a vestire abiti
occidentali (senza tuttavia proibire l'uso di quelli tradizionali, fatta
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eccezione per il fez, tipico copricapo turco che aveva sostituito il
turbante nel XIX secolo). Mustafa Kemal riformò inoltre il codice
penale, il codice civile e il diritto amministrativo.
Dalla seconda metà del XX secolo ad oggi
La parte moderna di Istanbul a nord del Corno d'Oro, sulla sponda
europea del Bosforo.
La Turchia non partecipa alla Seconda guerra mondiale.
Nell'immediato dopoguerra, il Presidente Ismet Inönü, diretto
successore di Mustafa Kemal Atatürk, decise di aprire al
multipartitismo, abbandonando il sistema a partito unico. Nel 1952
la Turchia entrò a far parte della NATO, diventando uno dei paesi
cardine dell'alleanza, con un esercito convenzionale secondo tra i
paesi membri soltanto a quello degli USA. L'esercito turco ha giocato
un ruolo centrale nella storia moderna della Turchia, assurgendo a
custode ultimo dei princìpi di laicità ed occidentalità, arrivando ad
interrompere la dinamica parlamentare con ben tre colpi di stato
(1960, 1971, 1980) seguiti da brevi governi militari volti,
ufficialmente, a ristabilire i princìpi del Kemalismo, ma, in realtà, a
parte il primo caso, a reprimere duramente l'opposizione sindacale e
politica. Negli ultimi anni l'esercito turco ha evitato il ricorso ai colpi
di Stato, però non ha mai rinunciato al suo ruolo di custode della
Repubblica, come nel cosiddetto colpo di stato post-moderno con
cui alla fine degli anni novanta del XX secolo venne disciolto il
partito islamico allora al governo. In particolare, lo Stato Maggiore
delle Forze Armate controllava (fino a 2003) le dinamiche politiche
attraverso L'MGK (Consiglio di Sicurezza Nazionale), le cui
"raccomandazioni" furono pressoché ineludibili da parte delle
istituzioni politiche.
Unione europea
Gli ultimi governi della Turchia (paese membro del Consiglio
d'Europa, paese associato alla Comunità Economica Europea dal
1963 e successivamente all'Unione Europea, con cui è in unione
doganale dal 1996) stanno compiendo alcune limitate riforme per
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entrare nell'Unione Europea, a cui è ufficialmente paese candidato
dal Consiglio Europeo di Helsinki del 1999. Nel 2005 sono iniziati
ufficialmente i negoziati per l'ingresso nell'Unione Europea.
Per l'adozione dell'acquis comunitario vi sono alcuni ostacoli: oltre
alla non appartenenza della Turchia al continente europeo (solo il
3% del territorio è sul continente europeo, una piccolissima
porzione), vi sono la questione del coinvolgimento turco a Cipro, la
cui parte settentrionale, sede della Repubblica Turca di Cipro Nord,
fu oggetto nel 1974 di una secessione dalla parte meridionale con la
protezione dell'esercito turco; la questione della minoranza curda,
repressa militarmente, economicamente e culturalmente a partire
dagli anni venti; il genocidio armeno che il paese non riconosce.
Dall'inizio degli anni ottanta la Turchia, che ha riconosciuto
l'esistenza dei curdi soltanto nel 1991, è in lotta contro l'aperta
ribellione del PKK, gruppo che reclama una riforma dello Stato in
senso pluralistico, e che è iscritto nelle liste delle organizzazioni
terroristiche dell'UE e dagli USA.
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1° giorno – Venerdì, 30 marzo
PAVIA/ISTANBUL
Ritrovo dei partecipanti a Pavia in Piazza Italia
alle ore 6.45 e trasferimento in bus riservato per
Malpensa. Arrivo a Istanbul nel pomeriggio.
Giro orientativo delle antiche mura Bizantine
della città e della Moschea di Mihrimah Sultan.
Proseguimento per l’hotel, sistemazione nelle
camere riservate, cena e pernottamento.
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ISTANBUL
Costantinopoli, nome ufficiale fino al 1923, è la città capoluogo della
provincia omonima ed è il principale centro industriale, finanziario e
culturale della Turchia.
Con una popolazione di 12.782.960 abitanti, Istanbul è il centro
municipale più popoloso d’Europa (terzo nel mondo) e la terza area
metropolitana più popolosa in Europa dopo Mosca e Londra.
E’ una megalopoli situata nel nord-ovest del paese, la quale si
estende lungo lo stretto del Bosforo, alla cui estremità meridionale si
torva il porto naturale del Corno d’Oro, e lungo la sponda
settentrionale del Mar di Marmara. La città, divisa dal Bosforo, si
estende sia in Europa (Tracia) che in Asia (Anatolia), risultando
l’unica metropoli al mondo appartenente a due continenti.
Storia
La sua ricchissima storia, che la vede alle origini città greca dal nome
di Bisanzio, poi capitale dell'Impero Romano d'Oriente col nome di
Costantinopoli e infine capitale dell'Impero ottomano senza un
nome né grafia ufficiale, ha lasciato notevoli testimonianze
archeologiche e architettoniche che la rendono anche un centro
turistico di rilevanza mondiale.
La Bisanzio greco-romana
La fondazione di Bisanzio, da parte dei coloni greci di Megara, risale
al 667 a.C. Grazie alla posizione di controllo sul Bosforo, la città si
sviluppò in breve tempo tanto da diventare oggetto di contesa
durante le guerre del Peloponneso.
Dopo essersi schierata con Pescennio Nigro contro il vittorioso
Settimio Severo, la città fu assediata e largamente distrutta fra il 193 e
il 195. Nel 196 Bisanzio entrò a far parte dell'impero romano e fu
ricostruita dallo stesso Settimio Severo, divenuto Imperatore,
riottenendo rapidamente la sua precedente prosperità.
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La Costantinopoli romano-bizantina
La posizione strategica di Bisanzio attrasse anche l'imperatore
Costantino I che, l'11 maggio 330, la rifondò come "Nova Roma",
ma presto prese invece il nome di Costantinopoli. Secondo la
leggenda dopo un sogno profetico nel quale gli veniva indicato il
posto dove stabilire la città. Costantino costruì un numero
impressionante di palazzi, chiese, luoghi di divertimento, tra cui il
famoso circo dove si svolgevano anche cerimonie e che vedrà
sommosse e assemblee popolari. La città continuò a crescere anche
dopo Costantino, nell'arco di un secolo furono costruite nuove mura
che quasi raddoppiarono la superficie della città.
Dopo la caduta dell'Impero
romano
d'Occidente,
la
posizione
strategica
di
Costantinopoli
avrebbe
continuato a giocare un ruolo
importante come punto di
passaggio fra due continenti
(Europa
e
Asia),
e
successivamente
un
polo
d'attrazione per l'Africa ed altri
paesi dal punto di vista
commerciale,
culturale
e
diplomatico.
Costantinopoli
controllò per lungo tempo le
Creata nel 1422 da Cristoforo Buondelmonti, rotte fra Asia ed Europa, così
questa è la più antica mappa sopravvissuta di come il passaggio dal Mar MediCostantinopoli e l'unica che precede la conquista
terraneo al Mar Nero.
ottomana
A Costantinopoli nasce ciò che è considerato il fondamento del
diritto romano, il Corpus Iuris Civilis, voluto da Giustiniano tra il
528 e il 565.
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Durante il Medioevo, Costantinopoli fu la più grande e ricca città
d'Europa: si pensa che nel X secolo potesse avere fino a un milione
di abitanti. Nonostante le aspre lotte interne per il potere e la scarsa
autorità individuale dell'imperatore, l'oligarchia bizantina mantenne
una stabile struttura politica durante i quasi mille anni dell'impero.
Dotata di un notevole impianto di fortificazioni, la città rimase per
secoli inespugnata, fino al 1204, quando venne saccheggiata dagli
eserciti della quarta crociata che instaurò per poco più di mezzo
secolo "L'impero latino". Per Costantinopoli era iniziato il suo
declino. Il 29 maggio 1453, la città cadde in mano ai Turchi ottomani
guidati da Maometto II il Conquistatore (Fatih), che ne fece la
capitale dell'Impero ottomano.
L'Istanbul ottomana e turca
Sotto i sultani ottomani, Costantinopoli ritrovò un nuovo periodo di
splendore, diventando sede de facto del califfato nel 1517, ma
mantenendo la sede del Patriarcato Greco-Ortodosso (nonostante la
forzata conversione della Basilica di Santa Sofia in moschea) e in
generale il carattere cosmopolita che la caratterizzò nei secoli
precedenti. Il XVI secolo segnò l'apice del potere ottomano.
L'impero ottomano, sconfitto durante la prima guerra mondiale, finì
ufficialmente il 1º novembre 1922. Quando nel 1923 fu fondata la
Repubblica di Turchia, la capitale venne spostata da Istanbul ad
Ankara. In un primo tempo trascurata in favore della nuova capitale,
Istanbul passò attraverso un periodo di grande trasformazione negli
anni '50 e '60. Prima degli anni sessanta, in particolare, il governo di
Adnan Menderes perseguì lo sviluppo economico del paese
attraverso la costruzione di nuove strade e industrie. Anche nel
centro storico, moderne pavimentazioni stradali rimpiazzarono
l'acciottolato e una larga parte dei quartieri vecchi venne demolita.
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Dagli anni settanta, la popolazione di Istanbul sta subendo una
rapida crescita in seguito alla forte immigrazione dall'Anatolia. Nuovi
quartieri (molto spesso abusivi, i cosiddetti "geceköndu") e zone
industriali sono sorti alla periferia della città e molti dei villaggi
limitrofi sono stati incorporati nella grande area metropolitana.
Istanbul è tuttora sede del Patriarcato di Costantinopoli, una delle
antiche sedi apostoliche.
Anni recenti
In anni recenti la città è stata oggetto di diversi attacchi terroristici,
come il massacro di piazza Taksim avvenuto nel 1977, e gli attacchi
del 1999, del 2003 e del 2008, per un totale di più di 120 vittime e
1000 feriti.
Nell'estate del 2008 si è verificata inoltre una sparatoria fuori dal
consolato degli Stati Uniti, con il rapimento di tre turisti tedeschi.
Nel giugno 2010 un attentato contro un minibus ha portato alla
morte di 4 persone; potrebbe essersi trattato di una rappresaglia in
seguito agli scontri fra esercito e Pkk che nel solo giugno hanno
portato alla morte di 18 militari.
Un nuovo attentato compiuto da un kamikaze in Piazza Taksim
porta, nell'ottobre 2010, alla morte del kamikaze e al ferimento di 15
agenti di polizia e 17 civili.
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2° giorno – Sabato, 31 marzo
Istnabul
Prima colazione in Hotel. Visita della città:
Palazzo Topkapi, tesoro, Harem
Moschea Blu, Ippodromo
Romano , Basilica Cisterna
Santa Sofia e Gran Bazar
Moschea di Beyazit
Rientro in Hotel, cena, serata al Quartiere
Ortakoy.
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Palazzo Topkapi, tesoro, Harem
Il palazzo Topkapı (letteralmente "Porta del Cannone") si estende
nell’area dell’acropoli dell’antica Bisanzio. Poco tempo dopo la
Conquista, il sultano Maometto II decise, infatti, di farsi erigere un
palazzo in questa posizione privilegiata, da cui sono visibili il mare di
Marmara, il Bosforo, il Corno d’Oro e, nelle giornate limpide, le isole
dei Principi. Questo edificio, che si sostituì ben presto alla prima
residenza che il conquistatore ottomano si era fatto predisporre
nell’area dell’antico Forum Tauri, nei pressi di Beyazit meydani, prese
il nome di Yeni Saray, il “palazzo Nuovo” che mantenne per circa
tre secoli. La costruzione era protetta – come tante altre costruzioni
dalle medesime destinazioni – da un muro di cinta, e l'accesso era
garantito da varie porte, affidate ad appositi corpi armati di guardia.
Una di esse si affacciava nel punto in cui il Corno d'Oro si apre sul
Mar di Marmara. Altre porte erano: La Porta della Pace (Bāb ŭlSelām), la Porta di Mezzo (Orta Kapı), la Porta della Maestà (Bāb-ı
Hŭmāyūn), la Porta delle Vetture (Araba Kapısı) e la Porta della
Felicità (Bāb ŭl-Sa‘ādet).
La Porta del Cannone identificò, a partire dal XVIII secolo, tutto il
Palazzo del Sultano ottomano (Topkapı Sarāyı). L’attuale nome di
Topkapi gli fu dato allorché Ahmet III nel XVIII secolo fece
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aggiungere un altro corpo di fabbrica, la cui porta era sorvegliata da
due cannoni, distrutto da un incendio nel 1863. L’insieme delle
costruzioni attualmente designato con nome di Topkapi, fu la
principale residenza imperiale dal regno del sultano Maometto II
(1451-81) fino a quello di Mahmut II (1808-39). In seguito i sultani
preferirono abitare nei palazzi che si erano fatti costruire sulle rive
del Bosforo. Il palazzo imperiale è dunque il risultato di ampliamenti
e modifiche apportati nei secoli alla costruzione originaria. Nel 1924
fu trasformato in museo e aperto al pubblico.
Tra le sale che
compongono
il
Palazzo,
la
più
interessante è quella
che
custodisce
il
Tesoro,
dove
si
possono
ammirare
numerosi
oggetti
rifiniti in oro ed
argento tempestati da
rubini, smeraldi, perle e
diamanti.
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Harem
La parola “harem”, che in
arabo significa letteralmente
“cosa vietata, riservata”, nei
palazzi musulmani designava
quella parte dell’edificio il cui
accesso era rigorosamente
proibito agli estranei e nella
quale vivevano le mogli, le
concubine e le schiave del
sultano, insieme alle donne
che erano a lui legate da
vincoli di parentela, al riparo
da sguardi indiscreti e sotto
la sorveglianza e l’assistenza
degli eunuchi. La legge
islamica
consentiva
al
sultano di possedere fino a 4
mogli legittime (Kadin),
mentre il numero delle concubine (odalische) era illimitato. La
moglie che dava al sultano un figlio maschio otteneva l’invidiato
titolo di haseki sultan e poteva aspirare a quello di Valide, o regina
madre. Creato come insieme di padiglioni lignei all’epoca di
Solimano il Magnifico e della sua amatissima ed energica moglie
Roxelana, che non si rassegnava a trascorrere le sue giornate nel
vecchio Serraglio, lontana dal consorte (il Topkapi era infatti nato
come sede politico-amministrativia), il complesso dell’Harem del
nuovo Serraglio ebbe strutture permanenti a partire dal regno di
Murat III (1574-95) e fu, in seguito, costantemente ampliato dai suoi
successori. Oggi si presenta come un vero e proprio labirinto di
cortili, segrete, stanze, cellette, corridoi scarsamente illuminati che
conducono ai bagni e a camere da letto spesso prive di finestre, poste
a livelli diversi e collegate da tortuose scalette. All’interno del
23
complesso vari sultani fecero allestire la propria camera da letto,
mentre Ahmed III (1703-30) vi fece installare una sala da pranzo.
24
La Basilica di Santa Sofia
E’ il massimo monumento cittadino e trionfante simbolo
dell’architettura bizantina, la celebre basilica può sembrare a prima
vista priva di armonia per la presenza dei massicci contrafforti
aggiunti alla costruzione primitiva per puntellare la cupola e le pareti
danneggiate da sismi. La circondano quattro minareti: i due disposti
sul piano della facciata furono eretti da Murat II nel XV secolo,
quello sulla destra in fondo, da Maometto II e l’ultimo è opera di
Selim II. La porta centrale, che da accesso alla navata, è la più
celebre: la tripla porta reale, che era riservata all’ingresso della corte
imperiale.
25
Basilica Cisterna
Scoperta sul finire del XIX secolo, la cisterna fu costruita sotto il regno
Giustiniano I (527-565), il periodo più prospero dell'Impero romano
d'Oriente, nel 532. Oggi si presenta come un enorme spazio sotterraneo
di circa 140 metri per 70, in cui trovano spazio dodici file di 28 colonne
alte 9 metri e distanziate l'una dall'altra di 4,90 m. I capitelli sono un
misto tra gli stili Ionico e Corinzio, con alcune eccezioni di Dorico o
addirittura di colonne non decorate.
I muri perimetrali sono di mattoni ed hanno uno spessore di 4 metri. La
malta utilizzata nella costruzione è speciale ed impermeabile.
Buona parte dei materiali e delle colonne sono elementi di riuso, ne
sono testimonianza in particolare due enormi teste di gorgone
provenienti da qualche edificio monumentale, che fanno da base
(rovesciate) a due delle colonne di sostegno della volta.
La cisterna era alimentata da un acquedotto che portava acqua fin dalla
foresta di Belgrado, distante 19 chilometri dalla città.
La cisterna è stata sottoposta a ristrutturazione nel 1985 ed è stata
restituita alle visite nel settembre del 1987. L'ambiente è ancora in
ottimo stato conservativo, tanto da mantenere sul fondo acqua
sufficiente a far sopravvivere numerosi pesci.
26
La Moschea blu
Dopo la Pace di Zsitvatorok e gli sfortunati risultati della guerra con la
Persia, il sultano Ahmed I decise di costruire una grande moschea a
Istanbul per placare Allah. Questa fu la prima moschea imperiale costruita
ad Istanbul dopo la Moschea di Solimano, eretta quarant'anni prima.
Mentre i suoi predecessori innalzarono moschee con il proprio patrimonio
personale, Ahmet I utilizzò denaro pubblico, dal momento che non aveva
ottenuto consistenti vittorie militari, provocando il dissenso degli ulema. La
moschea fu edificata su parte del sito del Gran Palazzo di Costantinopoli,
di fronte ad Hagia Sophia (a quel tempo la più venerata moschea di
Istanbul) e all'Ippodromo, un altro sito di grande valenza simbolica. La
costruzione della moschea iniziò nel 1609: lo stesso sultano diede avvio ai
lavori. Era, infatti, sua intenzione che questa moschea divenisse il luogo di
culto più importante dell'Impero. Scelse per sovraintendere ai lavori il suo
architetto Sedefkar Mehmet Ağa, prima allievo e poi assistente di Sinan.
Il suo nome deriva dal ricco rivestimento interno, oltre 20.000 piastrelle in
ceramica di Iznik nelle quali, in mezzo al rosso, al bianco e al nero,
predominano il verde, il turchese e, soprattutto, il blu. Sotto l’effetto della
luce, che entra dalle 260 finestre, le piastrelle conferiscono alla moschea un
particolare effetto cromatico.
L'immagine della moschea venne stampata sulle banconote da 500 lire in
L’Ippodromo
corso negli anni 1953-1976.
27
L’Ippodromo
Oggi
dell'antico
ippodromo
bizantino
rimangono pochi resti,
ma è ancora visibile una
parte dei monumenti
che ne decoravano il
centro: l'Obelisco di
Teodosio, la Colonna
Serpentina in bronzo,
oltre alle vestigia della
curva a sud-est. Inoltre,
più
tardi,
venne
collocata un'opera in
pietra,
denominata
fontana
dell'Imperatore
Guglielmo, donata nel
1901 in segno di fratellanza dal sovrano tedesco durante una visita di
stato al sultano Abdul-Hamid II.
L'ippodromo fu eretto da Costantino I contestualmente alla
fondazione della "Nuova Roma". Le gradinate, inizialmente in legno,
nel secolo X furono riedificate in marmo. Nella spina venne posta la
colonna serpentiforme di Delfi. Successivamente Teodosio I vi fece
trasportare e porre su di un dado in marmo, quale piedistallo
decorato da fregi nei quali era lo stesso sovrano a comparire nelle
vesti imperiali, l'obelisco egizio di Tutmosi III proveniente da
Eliopoli (dove era stato eretto intorno al 1450 a.C.) . Infine fu
costruito un obelisco in muratura, rivestito di lastre di bronzo da
Costantino VII Porfirogenito.
La parte terminale dell'Ippodromo, chiamata Fionda, era il luogo
deputato alle esecuzioni capitali.
28
Nell'ippodromo si affacciava
il
kathisma,
la
tribuna
imperiale,
direttamente
connessa al Palazzo Imperiale.
Essa era fondamentale per
garantire un rapporto diretto
tra l'Imperatore e il popolo,
così come avveniva in
precedenza a Roma con il
Circo Massimo e il Colosseo.
L'Ippodromo fungeva da
specchio
dei
grandi
schieramenti politici della
città: alla destra del basileus
sedevano gli esponenti della
fazione degli Azzurri, detti "i
miserabili", corrispondenti alla
parte più povera e rurale della popolazione; alla sinistra i Verdi,
ovvero la borghesia cittadina detti "i
contribuenti".
Dopo la caduta di Costantinopoli
anche gli ottomani non persero mai
di vista le attività dell'Ippodromo,
che continuò la sua doppia funzione
di luogo di gara e centro di
assembramenti politici, tanto che i
disordini proprio qui scoppiati nel
1909 causarono la caduta di Abdul
Hamit II e la promulgazione della
Costituzione ottomana.
29
Gran Bazar
Questo celebre complesso commerciale coperto, con i suoi 200.000 m2, è
considerato il più grande mercato coperto del mondo; si narra che i sultani
amassero passeggiarvi in incognito, così da scoprire cosa il popolo pensasse di
loro.
Nella sua attuale struttura, è rimasto fedele all’impostazione originale, con 12
accessi principali e 20 secondari, tra loro collegati da una fitta rete di strade
interne che si tagliano ad angolo retto, ancora parallele agli assi fondamentali del
bedesten di Mehmet II.
Moschea di Beyazit
E’ una moschea Ottomana ubicata a
piazza Beyazıt ad Istanbul, nei pressi
delle rovine del Foro di Teodosio
nell'antica Costantinopoli.
30
Quartiere Ortakoy
Il quartiere Ortakoy è ex villaggio
di pescatori, ormai integrato alla
città. Oggi è parzialmente
“coperto” dal ponte sul Bosforo,
che passa a 64 m di altezza sullo
stretto. Piace per i negozi di
artigianato, le facciate delle case
rimesse a nuovo, i negozietti di
libri antichi e i mercatini delle
pulci, ideali per una bella
passeggiata. L’elegante moschea
situata sulla punta di Defterdar fu
ricostruita nel 1855.
31
3° giorno – Domenica, 1 aprile
Istanbul
Prima colazione in Hotel. Escursione alla Costa
Asiatica: Palazzo dei Sultani di Beylerbeyi,
Collina degli innamorati.
Visita panoramica della città in pullman: La
Fortezza di Rumeli Hisari, Ulus, Ortakoy,
Ciragan, Besiktas, la casa dell’architetto italiano
D’Aronco, il complesso Seyh Zafir Turbe –
Kitapligi – Cesme (tomba, biblioteca e fontana),
Akaretler, Dolmabahce, la moschea di Nusretiye,
la chiesa Armena di Karakoy. Nel pomeriggio
visita del museo Militare di Harbiye, partenza per
Sishane per Mevlevihane
32
Palazzo dei Sultani di Beylerbeyi
Era una residenza estiva dei sultani ottomani, costruita negli anni
1860, ora ubicata nelle immediate vicinanze del nuovo ponte sul
Bosforo. Ha delle dimensioni piuttosto contenute rispetto agli
eccessi dei precedenti palazzi Dolmabahçe o Kucuksu.
Dal Bosforo, si ammirano i suoi due padiglioni di balneazione, uno
per l'harem (solo donne) e l'altro per la selamlik (solo uomini). Una
delle stanze più interessanti è la sala di ricevimento, che ha una
piscina e una fontana. L'acqua corrente era molto popolare nelle case
ottomane per il suo suono piacevole e l'effetto di raffreddamento
contro il caldo.
Storia
Il palazzo venne commissionato dal sultano Abdülaziz (1830–1876)
e costruito fra il 1861 ed il 1865 come residenza estiva e di
rappresentanza per ricevimento di capi di stato in visita.
L'imperatrice Eugenia di Francia visitò Beylerbeyi nel viaggio che la
condusse all'inaugurazione del Canale di Suez nel 1869. In
quell'occasione l'imperatrice venne schiaffeggiata dalla madre del
sultano per aver osato entrare nel palazzo al braccio di Abdulaziz.
Il palazzo fu
l'ultimo luogo
di detenzione
del deposto
sultano
Abdul-Hamid
II, dal 1912
fino alla sua
morte
nel
1918.
33
Tour in pullman
"Aveva galoppato sulla riva
giorni interi,
era andato su e giù per il Bosforo
studiando l’inclinazione del
terreno
e osservando le correnti.
Alla fine aveva trovato il luogo
più appropriato.
Le mura e la fortezza di Rumeli Hisari.
Il castello, a 9 km da Istanbul, fu costruito da
Mehmet II nel 1452, un anno prima della presa
di Costantinopoli, nell’arco di soli tre mesi per
controllare il passaggio sul Bosforo.
La fortezza doveva essere
costruita a fianco della collina,
dove si trovavano le rovine del
monastero dell’arcangelo Michele,
proprio di fronte alla Fortezza Bianca
costruita dal suo antenato Bayezid la Folgore.
Lì il terreno, abbassandosi a strapiombo verso il mare,
formava un promontorio di fronte alla sponda asiatica
e in quella traiettoria le acque scorrevano rapide.
"E fu così che in quattro mesi, tra sangue e sudore, con canti e preghiere,
la fortezza venne terminata.
Sotto la sorveglianza del Grande Signore, Mehmet figlio di Murat Khan,
venne portata a compimento nel settimo mese dell’anno 865 dell’Egira.
E allora su di una pietra venne inciso:
Il Khan battezzandola con il nome di Bogazkezen
con il sigillo marcò la storia di Istanbul."
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Vista da Ulus Park
Ciragan
Beşiktaş
Türbe of Sheikh Zafir Effendi
35
Akaretler
Akaretler
Dolmabahce
La Moschea Nusretiye
è una moschea imperiale
ottomana
36
Museo Militare di Harbiye
Il Museo Militare a Harbiye, a nord della Piazza Taksim, testimonia
in particolare quando le truppe del sultano minacciarono di
conquistare l’Europa orientale, l’intero Medio Oriente e il Nord
Africa. Ospita una notevole collezione di manufatti di guerra che
risalgono al periodo ottomano. E’ situato in una antica accademia
militare dove studiò Mustafa Kemal Ataturk.
L'ultimo piano è dedicato all'esercito ottomano, mentre il piano
inferiore contiene un certo numero di bandiere conquistate durante
le battaglie. Al suo interno si può vedere un muro su cui sono state
incise tutte le battaglie importanti della storia turca.
Una delle attrazioni più preziose del Museo è la catena che l'esercito
bizantino tendeva in tutto il Corno d'Oro per tenere lontani gli
invasori ottomani nel 1453 durante l'assedio di Costantinopoli.
Un'altra importante collezione è quella di tende di seta decorate,
utilizzate dai sultani negli accampamenti di battaglia.
Vi è una vasta collezione di armature, cotta di maglia, medaglie,
uniformi,
spade, archi e
frecce e altre
armi.
Gli
oggetti
in
mostra
derivano da
una serie di
battaglie tra
cui la prima
guerra
mondiale, la
battaglia
di
Gallipoli e la Guerra d'Indipendenza.
37
Una stanza speciale è dedicata a Ataturk e alla sua ex classe.
Il Museo Militare è luogo
fondamentale da cui partire
per guardare un Mehter /
banda dei giannizzeri in
azione.
Queste
bande
militari, che, da secoli,
hanno svolto un ruolo
importante nella storia
militare turca. La Banda di
giannizzeri
del
Museo
esegue quotidianamente il
Mehter in turco e inglese.
Un breve filmato sulla storia
della band giannizzeri viene
proiettato prima di ogni
rappresentazione.
All'esterno del Museo sono esposte diverse armi e imbarcazioni
militari.
38
Il quartiere di Beyoglu
L’antica Pera, sobborgo del quartiere di Galata in cui gli Ottomani,
come già in precedenza i Bizantini, avevano permesso agli stranieri
(Genovesi, in particolare) di installare basi commerciali poste sotto il
regime delle Capitolazioni (lasciando cioè ai consoli stranieri il
compito di regolare la vita dei propri connazionali). La posizione
neutrale mantenuta nel corso dell’assedio del 1453 evitò a Pera le
rappresaglie di Mehmet II, che cercò, al contrario, di ingraziarsi i
mercanti, limitandosi ad abbassare la torre di Galata e aprire una
breccia nelle mura. Preso il nome di Beyoglu (figlio di Bey), secondo
la tradizione, da un principe bizantino convertito all’islam che vi
aveva fatto costruire una casa, a poco a poco il quartiere alto
(Beyoglu o Pera), soppiantò quello basso (Galata). Grandi palazzi,
sede di ambasciate, furono costruiti nei pressi dell’ampia arteria che
attraversa Beyoglu in tutta la sua lunghezza. Quartiere cosmopolita
che viveva all’occidentale, all’inizio del secolo nei suoi tre teatri si
rappresentavano gli spettacoli parigini di maggior successo, potenti
banche vi si installarono e compagnie straniere ottennero la
direzione dei servizi pubblici. Oggi Beyoglu (per certi aspetti
degradato) non è più il principale centro commerciale cittadino,
sebbene vi si trovino molti alberghi di lusso e strade animate da
un’intensa attività commerciale di giorno e da innumerevoli luoghi di
ritrovo di notte.
39
Torre di Galata
L’enorme mole della
torre di torre, alta 68
metri, non presenta
tratti di particolare
originalità.
Dalla
sommità è possibile
godere di una vista
incomparabile sulla
città.
Fu costruita durante il
regno dell’imperatore
Anastasio I (491-518),
ma fu distrutta nel 1261, subito dopo la firma del trattato di
Nymphaeum, concluso tra Michele VIII Paleologo ed i Genovesi, in
base al quale questi ultimi erano autorizzati a stabilirsi a Galata. La
torre, utilizzata per l’avvistamento delle navi, e la cerchia muraria
furono, tuttavia, ricostruite dai Genovesi nel 1349. Dopo la
conquista, Mehmet II ne fece ridurre l’altezza di due piani e fu
utilizzata come prigione. Sotto il regno di Murat III, dal 1575 al
1595,
la
torre
divenne
un
osservatorio,
trasformato poi, alla
fine del periodo
ottomano, in un
posto di guardia
contro gli incendi,
funzione che svolse
fino alla fine degli
anni Settanta.
40
Via Istiklal
Nel XIX secolo, la Grande Rue de Pera era la strada principale della
parte europea di Istanbul. La maggior parte delle ambasciate erano
qui, insieme alle chiese, ai grandi edifici e agli hotel alla moda. I
turisti che arrivavano sull'Orient Express e prendevano la funicolare
fino a Tünel ribattezzarono
Istanbul
“la Parigi dell'est”.
Ma dopo che la
capitale
della
Turchia fu spostata
ad Ankara, nel 1923,
anche
gli
amba-
sciatori si trasferirono e Rue de Pera iniziò il suo
declino.
Oggi Istiklal Caddesi ha riacquistato il prestigio
di un secolo fa, quando la percorrevano i ricchi
Ottomani e gli Europei in redingote fra pizzi e
ombrellini ed è il luogo più animato in città.
Nell’area della città nuova, quella che, attraverso
la zona di Beyoglu, unisce i borghi di Taksim e Pera, dove un tempo
c’erano i fondachi commerciali dei mercanti italiani, è possibile
41
respirare quest’atmosfera cosmopolita. Basta passeggiare per la
Istiklal Caddesi, la vecchia Grande Rue de Pera, la via cara a Ian
Fleming - che vi ha spesso immaginato il suo James Bond - e a
Michael Jackson: tra boutique, gioiellerie da jet set e ristoranti
internazionali, eleganti turchi occidentalizzati si mescolano a poche
musulmane velate dalla testa ai piedi. Ma anche queste, a ben notare,
sotto i veli indossano jeans di Calvin Klein e qualche volta hanno sul
naso occhiali di Armani o Ferré. In tutta quest’area ci sono vita
notturna, locali, discoteche. E tracce di un passato moderno: Cité de
Pera, Passage Oriental, vecchie iscrizioni in francese, la seconda
lingua tra Otto e Novecento. Molti gli edifici in stile liberty:
l’architettura mostra l’eco dei modelli di Parigi, Londra, Venezia.
42
4°
giorno – Lunedì, 2 aprile
Istnabul
Prima colazione in Hotel.
Incontro presso l’Università Sehir di Istanbul.
Nel pomeriggio, visita all’Istituto Italiano di
Cultura, Moscheda di Solimano, Moschea di
Sehzade e Acquedotto Romano.
Rientro in Hotel, cena e pernottamento
43
Istituto Italiano di Cultura
Occupa il secondo, terzo e quarto piano di una palazzina storica a
quattro piani sita al numero
civico 75
di
Mesrutiyet
Caddesi, nel cuore del
distretto storico, a due passi
da Pera Palas, albergo dei
viaggiatori del famoso treno
Orient Express.
Gli uffici, la biblioteca e la
galleria sono ubicati al
secondo piano mentre le aule dove si svolgono i corsi di lingua si
trovano al terzo e quarto piano.
La superficie complessiva dell'Istituto è di 500 mq.
Il teatro, restaurato più volte, ha mantenuto intatto lo stile originario
art-déco: con una capacità
di circa 300 posti e un
sistema acustico di rara
perfezione resta uno dei
teatri privati più ambiti
della città.
44
Le Moschee
La Moschea di Solimano il
Magnifico
E’ una moschea imperiale ottomana di
Istanbul costruita tra il 1550 e il 1557.
Questa moschea è situata sul sesto
colle di Istanbul, nella parte
occidentale della città, il terreno di
questo colle declina rapidamente verso
il Corno d'oro e perciò furono
necessarie vaste fondazioni in pietra, di
dimensioni romane.
La Moschea Sehzade
E’ una moschea ottomana
situata nel distretto di Fatih, su
una collina di Istanbul in
Turchia. E’ anche nota come
“Moschea del principe”. Venne
commissionata dal Sultano
Solimano il Magnifico in
memoria del suo figlio maggiore,
principe Mehmet, che morì di
vaiolo, all'età di 21 anni, nel
1543. Viene considerata, dagli
storici dell'arte, come il primo
capolavoro
dell'archi-tettura
ottomana classica.
Acquedotto Romano
La sua costruzione fu iniziata da Costantino
e fu terminata, nel 378 d.C., dall'imperatore
Valente. Il tratto sopraelevato, di cui
attualmente restano circa 800 metri, era
lungo più di un chilometro. E' costituito da
due ordini di arcate di cui la prima è
realizzata in grossi blocchi di pietra, mentre
la seconda è costruita con materiali più
leggeri. L'acquedotto fu restaurato a più
riprese in quanto rimase in funzione fino al
secolo XVI.
45
Il Bosforo
L’escursione in battello sul bosforo consente di ammirare paesaggi
molto belli, caratterizzati dalla presenza di alcuni yali, le vaste dimore
in legno caratteristiche dell’architettura civile ottomana, un tempo
assai diffuse.
Prima tappa, dopo aver
superato il palazzo Ciragan
(attualmente l’hotel più
lussuoso della città), sarà
Ortakoy con la sua bella
Moschea. Appena passati
sotto il grande ponte (fu
inaugurato il 29 ottobre
1973), altra sosta (riva
asiatica) è Beylerbeyi che
può vantare uno dei palazzi
ottomani più belli. Da qui si ritorna sulla riva europea a Bebek.
Da Bebek di nuovo in Asia, a Kandilli, l’antica Perriron dove si trova
il piccolo palazzo di Goksu grazioso edificio rococò costruito nel
1856 da Abdulmecit. Da Kandilli - dopo essere passati sotto il
secondo ponte (Buyuk Gok Su) - il battello dirige verso Emirgan
conosciuta un tempo come Kyparodes. Quindi, sempre da questo
lato, si oltrepassano Istinye e Yenikoy (antica Neapolis) per tornare
infine sulla sponda asiatica a Beykoz. Da Beykos si punta verso
Sariyer, ma non priva di avere attraversato Tarabya (riva europea). La
baia fu in varie occasioni teatro di scontri tra la flotta veneziana e
quella genovese, all’epoca in cui le città marinare si disputavano
l’egemonia dei commerci del Mare Egeo e del Mar Nero. Ultima
tappa, a 24 km dal centro di Istanbul, è l’Anadolu Kavagi dominato
dalle rovine del castello omonimo, fortezza medioevale di cui restano
le 4 sette torri massicce della cinta muraria. Era stato fatto edificare
dai bizantini, restaurato prima dai genovesi ed infine dagli ottomani.
46
A nord del castello si
trovano
altre
due
fortezze, erette dal
sultano Murat IV che
però non si possono
visitare in quanto zone
miliari.
Dall’alto
dell’Anadolu Kavaci la
vista è stupenda perché
a perdita d’occhio si
vede da una parte il
Bosforo e dall’altra quasi l’inizio del Mar Nero. La bellezza di questa
attraversata è data soprattutto dal fatto che si possono ammirare le
yali, case che stanno al pelo dell’acqua e che sono costruite in legno.
"Le più antiche – come riporta <ClupGuide> - risalgono al XVII
secolo, hanno facciate scure con grandi balconi e finestre decorate in
legno finemente cesellato. Ce ne sono di modeste e grandiose, le une
a fianco delle altre in una alternanza di giardini, passerelle, darsene,
attracchi, inondate di piante rampicanti, a ridosso di colline un
tempo ricercate per la quiete e il piacere della vita di campagna".
La dolcezza del passaggio è tale e così portata all’eccesso che si può
essere presi alle volte da una sorta di stordimento. "Forse iniziate a
provare anche voi (testo di ClupGuide) <quel senso di sazietà che ad
un certo punto del Bosforo – con le parole di De Amicis – provan
tutti? Stanca quella successione interminabile di linee molli e di colori
ridenti. E’ una monotonia di gentilezza e di grazia in cui tutto il
pensiero si addormenta. Si vorrebbe veder scorgere tutt’a un tratto
sopra una di quelle rive una roccia smisurata e deformata o stendersi
un lunghissimo tratto di spiaggia deserta e triste, sparsa degli avanzi
di un naufragio>".
47
5°
giorno – Martedì, 3 aprile
Istanbul/Ankara
Trasferimento in aeroporto per partenza per
Ankara.
Visita di Ankara:
- Mausoleo di Ataturk
- Museo delle civiltà Anatoliche
- Incontro presso l’Istituto Italiano di Cultura
48
ANKARA
E’ la capitale della Turchia ed è la seconda città turca per numero di
abitanti dopo Istanbul. È anche la capitale della provincia di Ankara.
La sua popolazione è di 3.901.201 abitanti (dati del 2007) e si estende
sull'altopiano anatolico.
Ankara è posta su di una collina rocciosa che si erge 176 metri sopra
l'altopiano anatolico, sulla riva sinistra del Su il Enguri, un affluente
del fiume Sakarya.
La città era famosa per la lana delle capre a pelo lungo allevate nella
regione, le capra d'Angora che producono la lana mohair.
Storia
La fondazione della città di Ankara
risale all'età del Bronzo con l'emergere
della civiltà ittita. Sotto il loro dominio
la città prese il nome di Ankuwash. Gli
Ittiti sarebbero poi stati sostituiti dai
frigi e la città, che era molto piccola, ha
registrato un incremento demografico
significativo intorno al 1000 a.C., a
causa di un'emigrazione di massa da
Gordio colpita da un terremoto che
aveva gravemente danneggiato la
capitale Frigia. Forse è per questo che il
suo fondatore è considerato il
leggendario re Mida di Frigia, figlio di
Gordio. Grazie ai reperti archeologici
rinvenuti, il geografo Pausania ha
rilevato come la città sia ancora più antica. Dopo i frigi sono arrivati i
lidi e poi i persiani.
49
Periodo romano
Nel 277 a.C., circa, i tectòsages (Volci Tectosagi), una tribù celtica,
stabilirono la loro capitale in questa città dandole il nome di Ancyra.
Dopo il 395, la città faceva parte dell'Impero Romano d'Oriente, e
divenne un'importante insediamento bizantino. Nel 620 fu
conquistata dai Persiani dopo la loro sconfitta a Ninive del 627.
Periodo ottomano
Nel 1071 il sultano selgiuchide Alp Arslan, dopo la vittoria in
Mantzikert, prese la città ed iniziò così un lungo periodo di
dominazione dei Selgiuchidi e degli Ottomani che durerà fino agli
inizi del XX secolo. Nel 1101 i crociati guidati da Raimondo di
Tolosa hanno recuperato la città e l'hanno consegnata a Bisanzio.
Nel 1127 è andata a Danishmèndides e con la morte di Ghazi
Muhammad nel 1143 fu restituita al Selgiuchidi. Il sultanato di Rum
poi divenne un protettorato del Khan di Persia ed è stata costruita in
questo momento la grande moschea di Khane-Arslan (c. 1290) e il
mini Kizilbey Jam (c. 1299-1300) realizzato da Yakub Ali Shir. Il 20
luglio di 1402 Tamerlano sconfisse gli Ottomani nella battaglia di
Ankara ed entrò nella città e Bayezid fu fatto prigioniero, ma l'anno
successivo è ancora una volta nelle mani degli Ottomani, e rimase
nelle mani di Mehmet Celebi nelle lotte contro i loro fratelli che
avevano attaccato la città.
Nel 1607, la città fu teatro di una rivolta guidata dal capo banditi
oghlu-Kalender, nativo della città, che ha toccato tutta l'Anatolia, ma
nel 1608 è stata restaurata dal Gran Visir Kuyudju Murad Pascià.
Durante il dominio ottomano, Ankara era la capitale. Nella
riorganizzazione amministrativa del 7 novembre 1864 la capitale è
stata divisa in diversi Kada (distretti): Ankara, Ayash, Bala, Zir,
Beypazar, Djibukabad, Hayman, Sivrihisar, Mihalicdjik e Nalihan
Yabanabad. Intorno al 1890 la popolazione era di circa 27.825
abitanti (di cui il 10% cristiani), ma era ancora una città relativamente
piccola, quando scoppiò la prima guerra mondiale.
50
Periodo moderno
Dopo la sconfitta ottomana nella guerra nel novembre 1918 e il
Congresso Nazionale di Sivas del giugno 1919, divenne la capitale
del governo rivoluzionario (ottobre 1919) e la residenza di Mustafa
Kemal Atatürk. La Grande Assemblea Nazionale ha dichiarato
Ankara capitale dello stato il 23 ottobre 1923. Dopo la fondazione
della Repubblica di Turchia, Ankara era una piccola città che aveva
appena 15.000 abitanti. Dopo il 1925, ha subito profonde
trasformazioni attraverso il progetto di H. Jansen che ha ridisegnato
un nuovo piano urbano. Nel 1955 la popolazione era di 453.151
unità.
51
Mausoleo di Ataturk
Costruito nel 1953 da E. Onat,
l'imponente Mausoleo di Ataturk
(Antikabir) sorge sul sommo di una
collina ed è il capolavoro dell'architettura
moderna turca, conciliando magistralmente concezione moderna e
memoria del passato. A fianco, un museo
espone gli oggetti personali di Ataturk
e i documenti legati alla guerra di
indipendenza. Ataturk, nato nel 1881, è
considerato il "padre dei Turchi" ed è
stato un eroe nazionale nella storia recente
della Turchia. Abile ufficiale dell'esercito e
uomo politico molto importante, è stato il fondatore della
Repubblica Turca ed impegnato nelle riforme intese ad
occidentalizzare il paese durante il suo incarico di Presidente della
Repubblica.
Il
suo
ricordo e il suo spirito
sono vivi ancora oggi in
tutto il Paese, perché è
grazie a lui che esiste la
Turchia moderna.
Il mausoleo (Anitkabir),
testimonianza di questo
fervore, è un grandioso
"santuario" preceduto da
33 scalini a cui si accede
da un viale trionfale
abbellito da statue di
leoni. Il museo illustra le
gesta del fondatore della
Repubblica turca e perpetua la sua memoria.
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Museo delle civiltà Anatoliche
E’ uno dei musei archeologici più importanti del mondo; si trova nel
quartiere di Atpazari. Situato a sud-ovest della cittadella, occupa due
edifici, eretti tra il 1464 e il 1471 sotto il regno di Maometto II e
destinati all’antico bazar ottomano di Mahmut Pasa, trasformato in
un museo dall’inestimabile importanza. La collezione comprende
testimonianze di numerose culture anatoliche, reperti di civiltà
paleolitica, neoilitica, di popolazioni hatti, ittita, frigie, urarte,
ellenistiche e romane. Tra le tante, si ammira in particolare la
statuetta della Dea Madre di Catalhoyuk e il tavolo in legno del VIII
secolo a.C. d’artigianato frigio.
53
Istituto Italiano di Cultura
L’edificio dell’IIC di Ankara è una gradevole palazzina posta nel
quartiere residenziale di Gazi Osman Paşa della capitale della
Turchia.
Si sviluppa su tre piani
54
•
Piano terra: Ufficio del Coordinatore dei Corsi, aule,
caffetteria
•
Primo piano: biblioteca,
Archeologia, Ufficio Stampa
•
Secondo piano: Direzione con annessa Segreteria
•
La mansarda è adibita ad alloggio per gli ospiti.
punto
internet, sezione
di
6°
giorno – Mercoledì, 4 aprile
Ankara/Istanbul/Italia
Prima colazione in Hotel.
Tempo libero, partenza per il rientro in Italia.
55
Teatro Statale (1929)
Il secondo Parlamento turco (1923) ad Ankara, attualmente il
Museo della Repubblica.
Il terzo ed attuale
Parlamento turco
(1938) ad Ankara.
56
Il palazzo Ziraat Bank (1929).
Opera Statale (1933)
Il palazzo Tekel
(1928),
attualmente
la
sede dell'Istituto
Yunus Emre.
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Il Tempo della Storia. Il Novecento - a.s. 2011/2012
Provincia di Pavia
Centro Stampa – marzo 2012
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opuscolo 2012 - Provincia di Pavia