Scuola e culture. Materiali di antropologia della mediazione scolastica
Elena Ravesi: In classe con Liao. Osservazioni antropologiche sull'inserimento di un alunno cinese in una scuola
romana
Tesi di laurea
Università degli Studi di Roma 'La Sapienza' - Facoltà di Lettere e Filosofia - Corso di laurea in Lettere
a.a. 2002/2003
Relatore: prof. Laura Faranda - Correlatore: prof. Alberto Sobrero
Documento pubblicato sul sito del Dipartimento di Studi glottoantropologici e Discipline musicali il 12 luglio 2004 http://rmcisadu.let.uniroma1.it/glotto/index.html
DIARIO DI CLASSE
27-11-2002 (mercoledì)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
LETTERE (12:30-13:30)
L’ora di compresenza è iniziata con la presentazione di tutti i ragazzi.
Oltre al bambino cinese, Liao, ci sono altri stranieri nella classe: Nadia,
una ragazza rumena da due anni in Italia, Mehira ed Enver, due ragazzi
rom (nati rispettivamente in Macedonia e in Bosnia) e Giovanni, un
ragazzo moldavo. Nella classe c’è anche un bambino nato in Russia, ma
cresciuto in Italia. In tutto la classe è composta da sedici ragazzi.
Arrivato il suo turno, Liao, su indicazione dei compagni, si è
presentato, ripetendo più che altro quello che gli altri ragazzi gli
suggerivano: «Mi chiamo Liao. Ho tredici anni. Vengo dalla Cina».
Io sono stata presentata come una ragazza che frequenta l’Università e
che trascorrerà del tempo con la classe, per svolgere un tirocinio e per
aiutare i ragazzi che hanno difficoltà con l’apprendimento dell’italiano,
tra i quali, appunto, lo stesso Liao.
Liao, secondo
le
informazioni fino
ad
ora
a
disposizione
dell’insegnante di italiano, è in Italia da luglio, e suo zio gestisce una
205
rosticceria cinese. Non sembra parlare italiano, salvo qualche parola o
frase apprese di recente.
Enver, da quanto mi ha detto l’insegnante di italiano, è stato iscritto in
prima media senza alcuna precedente esperienza scolastica. È quindi
necessario anche per lui un lavoro di alfabetizzazione, già iniziato
all’inizio dell’anno e tutt’ora in corso.
Giovanni, in Italia da pochi mesi, sembra aver già acquisito una certa
competenza comunicativa che gli consente di dialogare senza difficoltà
con i compagni e con gli insegnanti.
Paolo mi si è avvicinato per primo per farmi domande sul tempo di
permanenza nella scuola e sulla mia eventuale conoscenza del cinese.
Durante le due ore di storia, i ragazzi si sono divisi in piccoli gruppi,
per effettuare delle ricerche sugli egiziani. Un gruppo più numeroso si è
occupato del lavoro di catalogazione dei libri presenti nell’armadietto.
Liao, dapprima, si è più volte alzato per partecipare alle comuni attività,
poi, su suggerimento dell’insegnante, ha iniziato a compilare una scheda
di italiano per bambini delle elementari. Ma, dopo qualche minuto,
facendosi capire con i gesti e con l’uso di qualche parola, ha chiesto di
poter leggere un piccolo paragrafo sulle origini della civiltà cinese, che si
trova sul libro di storia adottato dalla classe.
Nonostante le perplessità dell’insegnante che, ritenendo lo scritto
troppo difficile per lui, ne ha sconsigliato la lettura, Liao ha cominciato a
consultare il vocabolario italiano-cinese, per poter comprendere il brano.
Mi sono avvicinata al bambino e ho iniziato ad aiutarlo nella
traduzione, sia con l’ausilio del vocabolario, che dei gesti. Non sembrava
capire i collegamenti tra le parole, ma appariva curioso di conoscerne il
significato. Le incomprensioni maggiori sembravano incentrarsi sui
verbi e sulle preposizioni.
206
Dopo un po’ gli ho chiesto se non fosse stanco, ma lui ha indicato la
fine del capoverso, riprendendo la ricerca sul dizionario.
Gli altri bambini, passando, si rivolgevano a me chiedendo
rassicurazioni su come stesse procedendo il “lavoro” con Liao.
Verso la fine dell’ora, il bambino ha raggiunto i compagni che
sistemavano i testi nell’armadietto e ha partecipato all’attività passando
loro i libri.
Durante la ricreazione, Alessio, che ora siede vicino ad Enver, il
bambino rom, si è avvicinato per dirmi che per due settimane è stato il
compagno di banco di Liao e che con lui si è trovato molto bene1. Tra
l’altro, mi ha detto che Liao è molto bravo in matematica2. Giratosi dalla
parte del bambino cinese, Alessio ha poi gridato: «Amico!», aprendo le
braccia e correndo verso di lui. Liao ha risposto abbracciando a sua volta
Alessio.
L’insegnante di italiano, in effetti, mi ha successivamente spiegato che
rispetto all’iniziale “rigidità” del bambino, si è recentemente manifestata
una certa disponibilità al contatto fisico e una tendenza a mostrare
apertamente il proprio affetto verso i compagni.
Durante l’ora successiva, la ragazza che siede accanto a lui, Giorgia,
non gli ha rivolto la parola, e, quando il bambino ha tentato di
comunicare, lei gli ha fatto cenno di non parlare. Alla fine della lezione
Liao ha mostrato la scheda di italiano completata, ricevendo i
complimenti dall’insegnante.
29-11-2002 (venerdì)
COMPRESENZA MATEMATICA-LETTERE (9-9:50)
LETTERE (9:50-10:40)
1
L’insegnante di italiano mi aveva già detto che con i ragazzi ha adottato un sistema di rotazione per i posti a sedere,
in modo da consentire una più facile socializzazione tra i bambini.
2
Già l’insegnante di matematica mi aveva informata della iniziale preparazione di Liao. Tuttavia ha anche precisato
che, andando avanti con il programma, il bambino incontra notevoli difficoltà legate alla incomprensione linguistica.
207
Oggi Liao era assente3. Ne ho approfittato per prendere accordi con
l’insegnante di italiano su orari e progetti.
L’insegnante mi ha inoltre messa al corrente di quanto è accaduto ieri
mattina dopo la lezione di educazione fisica. Sembra che Liao si sia
trovato solo nell’aula con un ragazzo rom appartenente ad un’altra
classe, che lo ha aggredito gettandolo a terra. Mentre questo ragazzo si è
difeso accusando Liao di averlo provocato e picchiato per primo, il
bambino cinese non è riuscito a spiegare nulla, né a giustificarsi in alcun
modo, a causa dei suoi problemi con la lingua italiana.
3-12-2002 (martedì)
COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(14:20-15:10)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(15:10-16:00)
Essendo arrivata con anticipo, ho aspettato l’inizio dell’ora di
compresenza nel corridoio, dove ho incontrato Paolo che rientrava in
aula. Dopo poco è uscito anche Giovanni che si è guardato intorno, poi
mi ha salutata.
Durante la ricreazione, sono usciti tutti dalla classe tranne Liao, che,
trovandosi ad un certo punto da solo in aula, si è soltanto affacciato,
rimanendo accanto alla porta.
Nell’ora di informatica, Liao ha usato il PC seguendo abbastanza
facilmente
le
istruzioni del professore,
anche
grazie
all’aiuto
dell’insegnante di italiano. Enver mi ha chiesto espressamente aiuto per
tutta l’ora. Durante le esercitazioni, che prevedevano l’inserimento di
3
Cfr., sul motivo dell’assenza, avanti il Diario di classe al giorno 4-12-2002.
208
fotografie sulla pagina word, Liao si è imbattuto nelle immagini delle
bandiere di alcuni paesi. Ha cercato immediatamente la bandiera della
Cina, poi, insieme a Nadia, anche quella rumena e infine quella italiana.
Durante l’ora, Giovanni, vedendomi in piedi, mi ha chiamata,
invitandomi a sedere sulla sedia accanto alla sua.
Verso la fine dell’ora, mentre Liao premeva l’interruttore generale del
suo PC, si è spento anche il computer di Enver, che ha immediatamente
accusato il ragazzo cinese di avergli volutamente impedito di salvare il
suo foglio word («È stato questo!» ha detto con rabbia, indicando Liao).
Liao si è limitato a dire: «No!», indicando il suo computer.
Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato col pallone nel cortile
antistante la scuola. Liao si è fatto male con una pallonata sul viso. Tutti
gli si sono avvicinati preoccupati. Enver, solo in un secondo momento,
gli ha chiesto: «Ti sei fatto male?», ma, senza attendere la risposta, si è
immediatamente allontanato. Nell’ora di geografia, mentre l’insegnante
interrogava Alessio e Giovanni, Liao ha riempito il questionario italianocinese che, in accordo con la professoressa, gli ho consegnato4.
Nel compilarlo, ha esitato molto sulla data di nascita, mentre è stato
più veloce nel rispondere alle domande riguardanti il grado di istruzione
dei genitori e la scuola in Cina. Per quanto riguarda la parte relativa ai
fratelli, ha risposto prima molto velocemente alla domanda “Hai fratelli
o sorelle?”, poi si è soffermato per qualche minuto, mostrando una certa
difficoltà, sulla successiva “Quanti?”. Dopo aver ricominciato più volte
il conto sulla punta delle dita, ha infine risposto “uno”.
Terminato il questionario, ha giocato per un po’ con la mano di
Valentina, la compagna che gli siede davanti, e ha scritto con la penna
qualcosa sul suo braccio. Ha trascorso il resto dell’ora seduto al banco.
4
S. FORMOSA, M. OMODEO, Questionario italiano-cinese per gli studenti, cit..
209
Al suono della campanella ha preparato lo zaino ed è uscito insieme al
resto della classe.
4-12-2002 (mercoledì)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
LETTERE (12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (STORIA)
(14:20-15:10)
Nelle ore di compresenza, l’insegnante di matematica è rimasta in
classe, mentre l’insegnante di italiano ha chiamato per il recupero Liao,
Enver, Giovanni, Alessio e Valentina. Mehira, pur non essendo stata
chiamata, ha insistito per venire. Arrivati in biblioteca, ci siamo
organizzati in due gruppi.
Mentre gli altri facevano esercizi di italiano con l’insegnante, io,
Alessio, Valentina e Liao, abbiamo cominciato un lavoro di “scambio
lessicale”, sulla base dei suggerimenti presenti sul materiale didattico
reperito in biblioteca: sceglievamo dei gruppi di parole (ad esempio “le
parole della natura”, oppure “le azioni più comuni”), per poi scriverle
successivamente, prima in caratteri cinesi con l’aiuto di Liao, poi in
italiano5.
Il lavoro sul lessico sembra aver riscosso grande interesse e
partecipazione da parte sia di Liao, che vedendo i caratteri cinesi ha
mostrato inizialmente un certo stupore, che da parte dei compagni
italiani. Liao ha più volte corretto i compagni e ha tentato di insegnare
5
Ci siamo serviti soprattutto di schede e materiali didattici reperiti in M. OMODEO, Materiale didattico, in D. DE
M. OMODEO (a cura di), A scuola con Xiaolin…, cit., pp. 106-55.
LORENZI,
210
loro anche la corretta pronuncia delle parole in cinese. Tra l’altro Alessio
e Valentina, di loro iniziativa, hanno chiesto a Liao di pronunciare in
cinese alcune parole. Alla richiesta di scriverle, Liao ha avuto, in alcuni
casi, qualche difficoltà. Ad esempio non ricordava esattamente come si
scrivesse la parola cinese che corrisponde all’italiano “sciarpa”. Questo
ha suscitato la perplessità dei suoi compagni.
I ragazzi dell’altro gruppo di recupero, impegnati nella compilazione
delle schede di italiano, appena possibile, si avvicinavano incuriositi per
osservare i caratteri cinesi. L’unico a rimanere più in disparte è stato
Enver; il bambino rom inizialmente ha detto che la scrittura cinese gli
sembrava più bella di quella italiana, poi ha asserito di saper scrivere
anche lui in cinese. Ha provato solo una volta a pronunciare le parole in
cinese, poi si è allontanato dal nostro tavolo, nonostante il mio invito a
rimanere.
Durante la ricreazione non è accaduto nulla di nuovo. Come al solito,
Liao è uscito una sola volta dall’aula, per poi rientrare immediatamente.
L’insegnante di italiano mi ha raccontato che, il venerdì precedente, Liao
è arrivato con ritardo a scuola e, interpellato sul motivo della sua assenza
durante le prime ore, ha chiarito, con l’aiuto del suo vocabolario, che si
era assentato per sbrigare insieme ai genitori delle faccende burocratiche,
relative alla permanenza della sua famiglia in Italia.
Durante l’ora successiva, Alessio e Valentina hanno esposto ai
compagni le modalità di svolgimento del lavoro di scambio lessicale
effettuato nelle ore precedenti. L’insegnante di lettere ha comunicato alla
classe la sua intenzione di estendere il progetto anche al rumeno e al
romanè. Tuttavia, Mehira, interpellata dalla professoressa, ha precisato
di saper parlare il romanè, ma di non saperlo scrivere. É stato stabilito,
su sua proposta, che sarà la madre ad aiutarla. Enver, che fino a quel
momento non aveva partecipato alla discussione, interpellato, ha detto di
211
conoscere, anche lui solo oralmente, quattro lingue: romanè, bosniaco,
spagnolo e italiano.
L’insegnante ha detto ai ragazzi che parteciperà ad un corso di
aggiornamento sulla cultura rom e che riferirà quanto appreso a tutta la
classe, anche con l’aiuto di Mehira ed Enver.
Matteo ha alzato la mano per raccontare una leggenda che aveva letto
l’anno precedente sul libro di testo per le elementari. Questo è il
contenuto del racconto:
Molto tempo fa, un dio chiamò a raccolta tutti i popoli della terra
per spartire le ricchezze del mondo. I rom risposero per primi
all’appello. Ma, durante il tragitto che li avrebbe condotti dal dio, si
fermarono presso un albero per raccoglierne i frutti.
Avendo ripreso il cammino solo dopo il passaggio degli altri
popoli, giunsero in ritardo dal dio, che, nel frattempo, aveva
assegnato tutte le ricchezze che possedeva agli altri. Così, il dio,
diede ai rom le uniche due cose che erano rimaste: una coperta e un
tizzone ardente.
L’insegnante ha chiesto ai ragazzi quale potesse essere il significato
della leggenda. Inizialmente nessuno ha risposto, poi Enrico ha espresso
la sua opinione: i rom si sono accontentati di poco, rimanendo così senza
ricchezze. Altri ragazzi sono intervenuti dicendo che i rom avevano
commesso un errore fermandosi presso l’albero invece di seguire
l’iniziale progetto. La professoressa è intervenuta dicendo che sarebbe
ritornata sull’argomento con più calma.
Per tutto il tempo della discussione Liao è stato in silenzio al suo
posto, guardandosi intorno.
Nell’ultima parte dell’ora, l’insegnate ha tenuto una breve lezione
introduttiva che mirava a mettere in luce l’esistenza di diversi tipi di
scrittura, diversi da quella alfabetica. Servendosi anche del mio aiuto, ha
212
poi sottolineato alcune caratteristiche della scrittura cinese. Verso la fine
dell’ora, Liao, chiamato alla lavagna, ha scritto, su richiesta dei
compagni, alcuni ideogrammi cinesi.
Subito dopo il suono della campanella, io e l’insegnante di lettere
abbiamo sentito litigare Mehira e Sabrina. Mehira, mentre si preparava
per uscire6, ha messo in chiaro con la professoressa che non avrebbe
chiesto scusa «a quella».
Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato con il pallone nel cortile. Liao
ha partecipato al gioco. Rispetto agli altri ragazzi sembrava più rigido
nei movimenti, quasi impacciato. Tuttavia, ha anche più volte cercato il
contatto fisico con i compagni: li abbracciava, prendeva loro la mano,
accarezzava la loro testa. Non è riuscito quasi mai a toccare la palla.
Al rientro, nell’ora successiva, l’insegnante di italiano ha cambiato la
disposizione dei posti a sedere nei banchi. Quando ha detto a Liao di
sedersi vicino a Enrico, questi ha alzato le mani in segno di contentezza.
Valentina ha detto ad alta voce: «Professoressa, ma io non sono mai stata
al banco con Liao!». Quando l’insegnante le ha risposto che poteva
sedersi accanto a Nadia, lei si è girata verso quest’ultima ridendo. Ho
avuto l’impressione, confermata anche dall’insegnante, che Sabrina fosse
invece scontenta di sedere accanto ad Enver. Matteo, tra l’altro il più
ansioso di effettuare la rotazione, è capitato al banco con Mehira: pur
non mostrando un grande entusiasmo, non sembrava neanche
eccessivamente deluso.
Dopo il cambio di posto, i ragazzi hanno cominciato la lettura di un
brano sugli egiziani. Quando ho chiamato Liao per proporgli un brano in
cinese sugli uomini preistorici mi è sembrato molto lieto di vedere un
paragrafo scritto nella sua lingua. Quando ha terminato la lettura del
brano in cinese, abbiamo letto insieme qualche parola dello stesso testo
6
Tutti i giorni Mehira esce da scuola prima dell’ora di pranzo.
213
in italiano, ma, dopo poco tempo, è finita l’ora. Comunque, durante la
lettura in italiano, ha dovuto cercare molte parole sul dizionario. Arrivati
alla parola “Africa”, invece di lasciare che la cercasse sul dizionario, ho
usato la cartina geografica appesa al muro per indicargli il continente.
Alla domanda: «Hai capito?», il bambino ha risposto: «Sì». Ma,
rileggendo nuovamente il periodo da capo, arrivati di nuovo alla stessa
parola, gli ho chiesto ancora: «Sai cosa significa?». Lui ha detto di non
saperlo. Così abbiamo cercato la parola sul dizionario. Ho notato che
Liao, nonostante gli altri si preparassero velocemente per uscire, ha
atteso che gli dicessi: «Se ti va, continuiamo la prossima volta», per
alzarsi dal banco in cui eravamo seduti.
9-12-2002 (lunedì)
EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO)
(9:50-10:40)
RICREAZIONE
EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40)
MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
INGLESE (12:40-13:30)
L’insegnante di italiano, per l’ora di recupero, ha fatto uscire dalla
classe, oltre a Liao, anche Paolo, Enver, Giovanni e Mehira. Nel
corridoio, mentre l’insegnante era ferma a parlare con due ragazze di
un’altra classe, Paolo e Liao hanno giocato fingendo di fare a pugni.
Arrivati nella stanza al piano superiore, ci siamo sistemati tutti sullo
stesso tavolo (Enver peraltro si è seduto un po’ distante rispetto agli altri)
e abbiamo deciso di continuare il lavoro di scambio lessicale. In attesa di
ricevere indicazioni sul lavoro da svolgere, Liao, Paolo e Giovanni
hanno giocato con un dado dello stesso Liao che, ad ogni tiro,
214
pronunciava ad alta voce il numero in italiano. Mentre l’insegnante si
trovava al piano inferiore per fotocopiare alcune schede per il lavoro,
Paolo, inavvertitamente, ha fatto cadere Enver. Il bambino rom,
tenendosi il ginocchio, ha iniziato a piangere in silenzio sdraiato a terra,
mentre Paolo gli porgeva le sue scuse e lo invitava ripetutamente ad
alzarsi. Alla fine, aiutato da me e dalla professoressa, nel frattempo
rientrata in classe, Enver si è alzato, ma non ha voluto accettare le scuse
di Paolo. Liao non è intervenuto in alcun modo ed è rimasto, per tutto il
tempo, in piedi accanto alla sua sedia.
Tutti, tranne Enver, durante il lavoro, hanno chiesto più volte a Liao
conferma sui caratteri cinesi che avevano scritto. Mehira mi ha
ripetutamente mostrato il quaderno e, secondo il parere di Liao, ha svolto
correttamente il lavoro di copiatura dei caratteri. Paolo, invece, ha
incontrato molte difficoltà, al punto che, alla fine, Liao stesso ha scritto
gli ideogrammi sul quaderno del compagno.
Durante la ricreazione, Liao, come al solito, non è uscito dall’aula. É
rimasto inizialmente al suo posto, poi si è alzato girando tra i banchi.
Poco prima del suono della campanella di fine ricreazione, ha giocato
con altri compagni, abbracciandoli continuamente.
Durante l’ora di tecnica, l’insegnante mi ha chiesto di aiutare Liao,
Mehira, Giovanni ed Enver a fare il disegno indicato sulla lavagna, che
gli altri avevano già terminato nell’ora precedente, mentre noi eravamo
fuori per il recupero di italiano.
Ci siamo sistemati tutti su due banchi vicini, mentre gli altri
ripetevano, interrogati dall’insegnante, il procedimento seguito per
disegnare le quattro figure geometriche. Enver si è seduto accanto a me,
chiedendo il mio aiuto per tutto il tempo; abbiamo eseguito il disegno
praticamente insieme: io tenevo ferma la squadra e aprivo il compasso e
lui tracciava le linee con la matita.
215
Liao ha eseguito i quattro disegni senza difficoltà, seguendo solo le
indicazioni grafiche sulla lavagna. Terminato il lavoro, la professoressa
gli ha detto di passare tra i banchi per mostrare il suo disegno ai
compagni. Durante l’esecuzione, ho chiesto più volte aiuto a Liao, il
quale mi ha dato tutte le indicazioni mostrandomi materialmente il modo
giusto di svolgere i disegni. Le uniche parole che ha pronunciato erano
dei numeri. Affidandomi ai ricordi di quando studiavo disegno tecnico a
scuola, per tracciare una linea parallela al bordo del foglio, ho fatto
scorrere la squadra sulla riga, mentre chiedevo delle spiegazioni a Liao.
Lui, osservando attentamente quello che stavo facendo, mi ha corretta
dicendo: «Sbagliato, no così… così» e mostrandomi il modo giusto, per
lui, di procedere.
Nell’ora di matematica, l’insegnante ha iniziato la lezione facendo
scrivere ai ragazzi una definizione. Valentina ha chiesto ad alta voce:
«Come fa Liao?». La professoressa ha risposto che avrebbe scritto come
al solito solo i numeri. Durante tutta l’ora, il bambino si è distratto più
volte, parlando con Enrico, l’attuale compagno di banco, e con i due
ragazzi che gli siedono davanti, Giulio e Francesco. Ad un certo punto,
l’insegnante lo ha anche ripreso. Mentre a turno i ragazzi svolgevano un
esercizio alla lavagna, Liao ha più volte alzato la mano per essere
chiamato. Ha riso insieme ai compagni perché Giulio non arrivava a
scrivere il risultato di una operazione, perché troppo alta sulla lavagna.
Verso la fine della lezione, Liao, terminati velocemente gli esercizi in
classe, ha giocato con il cappello di Enrico, indossandolo più volte e
ridendo con gli altri compagni.
Valentina, durante l’ora, mentre svolgeva le operazioni sul suo
quaderno, mi ha più volte chiamata di nascosto, per chiedermi le
tabelline.
216
Durante l’ora di inglese, i ragazzi hanno ascoltato l’insegnante che
leggeva ad alta voce un brano del loro libro di testo. Liao ha seguito
attentamente tenendo il segno con il dito sul libro. L’insegnante ha poi
chiesto a turno ai ragazzi il significato di alcune parole inglesi. Liao le
ripeteva a bassa voce, appuntandosi la pronuncia a matita. Durante gli
esercizi di lettura, la professoressa gli ha fatto leggere alcune frasi,
complimentandosi con lui per l’impegno.
11-12-2002 (mercoledì)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
LETTERE (STORIA)
(12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (STORIA)
(14:20-15:10)
Durante la ricreazione che precede le ore di storia, Liao non è uscito
dalla classe. Nel corridoio ho visto Mehira, che si è avvicinata per
salutarmi. Poi si è messa a parlare con Nadia e Valentina. Enver ha
trascorso tutta la ricreazione passeggiando nel corridoio, in compagnia di
un ragazzo di un’altra classe. Dall’accento sembrava straniero anche lui.
Nelle ore di compresenza, i ragazzi si sono divisi in gruppi per
svolgere delle ricerche di storia. Liao ha iniziato il lavoro con il gruppo
composto da Giulio, Enrico, Francesco e Matteo, limitandosi per lo più a
passare i libri ai compagni. Successivamente, l’insegnante ha invitato
Sabrina, Alessio e Liao a sedersi vicini, per organizzare un lavoro sulla
scrittura cinese. Come di consueto, appena Liao ha visto le pagine scritte
in cinese, ha iniziato a leggere attentamente. I compagni leggevano in
italiano gli stessi brani, riguardanti l’origine e le caratteristiche degli
217
ideogrammi cinesi7. Nonostante le spiegazioni date dall’insegnante di
italiano in merito alle differenze tra la nostra scrittura fonetica e gli
ideogrammi, i ragazzi sembravano avere difficoltà a comprendere alcune
caratteristiche fondamentali della scrittura cinese. Sabrina ha chiesto:
«Ogni disegno è una lettera?», e soprattutto Alessio non riusciva a
comprendere la funzione del pinyin, il sistema di trascrizione fonetica
utilizzato in Cina. Io e l’insegnante di italiano, tentando di rispondere
alle sue domande, abbiamo detto che il pinyin indica la pronuncia della
parola scritta. Alessio, a questo punto, ha affermato di aver capito,
dicendo: «I cinesi quindi fanno più fatica di noi, prima vanno a scuola
per imparare a scrivere e dopo imparano a dire le parole che scrivono».
Ho risposto che, esattamente come noi, i bambini cinesi imparano prima
a parlare e poi a scrivere, ma la loro scrittura non indica, come la nostra,
i suoni e la pronuncia della parola, ma solo l’oggetto o l’idea in
questione. Tra l’altro, ho aggiunto che in Cina esistono molti dialetti e
che, per questo motivo, le persone provenienti da regioni lontane
rischiano di non capirsi tra loro. Per ovviare a questo problema, è
necessario imparare la pronuncia del cinese nazionale. Alessio e Sabrina
hanno detto di aver capito; tuttavia Alessio ha aggiunto che, secondo la
sua opinione, i cinesi fanno comunque più fatica e che, invece, a noi
scrivere viene più naturale. Per tutto il tempo della discussione, Liao non
ha mai alzato gli occhi dai fogli ed ha continuato a leggere con
attenzione fino al suono della campanella.
Durante la ricreazione, Liao ha giocato con Enrico, Paolo e Alessio,
abbracciandoli, toccando loro la testa e fingendo di colpirli con i pugni.
Nell’ora successiva, mentre l’insegnante teneva una lezione sulla
civiltà egiziana, Liao si è distratto più volte, giocando con la sciarpa di
Enrico, l’attuale compagno di banco. L’insegnante lo ha anche ripreso
7
I brani letti sono stati tratti da M. MARIGO, M. OMODEO, SONG L., Diecimila generazioni. Il lungo cammino della
civiltà e della lingua cinesi, Firenze, COSPE - Edizioni Cultura della Pace, 1996.
218
per aver lanciato la sciarpa verso Francesco. Mentre il resto della classe
seguiva la lezione, Liao ha cominciato a formare un ventaglio con la
carta. Accortosi che lo guardavo, mi ha sorriso, mostrandomi il
ventaglio.
L’insegnante, durante la lezione, ha inserito nel discorso un paragone
tra i geroglifici egiziani e la scrittura cinese. I ragazzi hanno fatto molte
domande sugli ideogrammi; sono riemersi, soprattutto, gli interrogativi
sulla corrispondenza tra il carattere e la parola.
Nell’ultima parte dell’ora, Liao ha scritto alcuni caratteri alla lavagna.
Quando ha scritto la parola “Cina” (letteralmente “Paese di Mezzo”), ho
spiegato alla classe che uno dei tratti che compone la parola “paese”, da
solo, indica “giada” o “cosa preziosa”. Ho fatto presente ai ragazzi che in
Cina questa pietra, simbolo di incorruttibilità, viene regalata, secondo
l’usanza tradizionale, ai bambini appena nati come portafortuna. Liao, a
questo punto, ha mostrato la pietra di giada che aveva al collo,
suscitando l’interesse di quasi tutti i suoi compagni, che si sono alzati per
osservare il ciondolo da vicino. Enver e Mehira sono rimasti al loro
posto.
L’insegnate di italiano, prendendo spunto da quanto è stato detto, ha
messo in luce come tutte le civiltà considerino se stesse al centro del
mondo.
Dopo pranzo i ragazzi hanno giocato, come di consueto, con il
pallone, nel piazzale della scuola. Al rientro in classe c’è stato un
movimento di biglietti che ha coinvolto anche Liao. Gli è arrivato un
biglietto che ha passato a Valentina, su invito del compagno di banco.
Prima dell’inizio della nuova ora di storia, si è alzato dal banco insieme
ad altri compagni, rincorrendo prima Valentina e poi Giovanni che, per
gioco, gli avevano preso la sciarpa.
219
Nell’ora successiva ci siamo recati in un’aula del piano superiore per
vedere un filmato sulla civiltà egiziana. Liao si è seduto in seconda fila,
davanti a Giovanni. Prima dell’inizio della visione ha toccato più volte la
testa e le spalle di Giovanni. Quando l’insegnante ha introdotto il filmato
con una breve spiegazione, Liao si è girato verso di lei e mentre la
ascoltava (o per lo meno tentava di farlo), si appoggiava continuamente a
Enrico e ad Alessio, seduti rispettivamente alla sua destra e alla sua
sinistra. Ha seguito attentamente e senza
distrazioni tutto
il
documentario. Alla fine dell’ora si è alzato insieme agli altri e, uscendo
dall’aula, ha spinto Francesco che gli stava davanti. All’iniziale
perplessità di Francesco, è seguito uno scambio di sorrisi tra i due
ragazzi.
16-12-2002 (lunedì)
EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO)
(9:50-10:40)
RICREAZIONE
EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40)
MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
INGLESE (12:40-13:30)
Per tutta la mattinata due ragazzi di seconda media, sono stati ospitati
in classe, poiché i loro compagni si erano recati in gita scolastica, mentre
loro avevano dimenticato a casa il permesso scritto dai genitori.
Uno dei due ragazzi è salito con noi al piano superiore per l’ora di
recupero in italiano. Oltre a Liao, l’insegnante di lettere, ha chiamato
fuori dalla classe Mehira, come al solito contenta di uscire, Paolo ed
Enver. L’insegnante ha deciso di provare a far fare un dettato ai ragazzi,
nonostante le lamentele di Paolo che sosteneva di non saperlo fare. Gli
220
errori ricorrenti di Liao consistevano per lo più nel rendere il fonema /r/
con la lettera “l”, nel rendere il fonema /a/ con la lettera “e” e i fonemi
/e/ ed /ε/ con la “a”, nel rendere il fonema /p/ con la lettera “b” e
viceversa. Ha poi scritto la parola “acqua” senza la lettera “c”.
L’insegnante, dopo il dettato, ha invitato il ragazzo di seconda media
salito con noi ad improvvisare un breve dialogo con Liao. Il ragazzo si è
allora presentato, specificando il suo nome e dicendo di provenire dalla
Bosnia. Liao ha risposto: «Mi chiamo Liao, vengo dalla Cina». Paolo gli
ha suggerito di specificare il luogo di abitazione in Italia. Allora Liao ha
detto: «Roma». Paolo ha aggiunto: «Sì. Ma io intendevo dove abiti… la
via». Liao ha guardato perplesso l’insegnante, la quale gli ha chiesto se
sapesse o meno il nome della via in cui abita a Roma. Lui ha risposto di
non saperlo.
L’insegnante ha poi assegnato ad Enver e a Liao il compito di leggere,
con il mio aiuto, le parole accompagnate da disegni, scritte su alcune
schede per bambini delle elementari. Nonostante l’invito da parte
dell’insegnante a leggere dopo Liao (viste le maggiori difficoltà di
quest’ultimo), Enver ha afferrato le schede e, passandole velocemente al
bambino cinese, ha cominciato a pronunciare ad alta voce tutte le parole
scritte, senza consentire a Liao di leggerle per primo. Mehira è
intervenuta dicendo ad Enver di lasciare che il ragazzo cinese ne
leggesse qualcuna per primo. A quel punto, il bambino rom ha dato la
possibilità a Liao di leggere le schede rimaste.
Durante l’esercizio, ho avuto l’impressione che Liao tendesse a
leggere le parole per intero, senza seguire la sequenza delle sillabe,
come, invece, aveva fatto Enver. Durante la lettura, invertiva spesso la
sequenza dei fonemi, soprattutto nei gruppi consonantici, non teneva
conto delle doppie e alla lettera “r” faceva corrispondere il fonema /l/ (ad
esempio ha letto la parola “coccodrillo” come /kokol’dilo/). Si è più
221
volte fermato davanti al gruppo “gn”, e non teneva conto della “h” dopo
la “c” (pronunciandola come affricata postalveolare sorda). Cercando di
comunicare con lui nel modo più semplice possibile, gli ho detto:
«Pronuncia tutte le lettere, una dopo l’altra». Poi, indicando con il dito le
singole lettere, ho letto alcune parole, insistendo a lungo su ogni fonema.
Ho avuto l’impressione che, seguendo queste indicazioni, leggesse con
più facilità.
Durante la ricreazione Liao è rimasto in classe e ha giocato con
Francesco, Matteo e Alessio. Come al solito, il bambino ha abbracciato i
compagni e ha riso con loro. Fingeva anche di fare a pugni con
Francesco.
Nell’ora di tecnica, Paolo, Enver, Mehira e Liao si sono sistemati
accanto a me su due banchi uniti, per svolgere il disegno che il resto
della classe aveva terminato nell’ora precedente.
Liao non ha avuto alcun bisogno del mio aiuto. Passando tra i banchi,
l’insegnante gli ha chiesto se avesse capito dalle indicazioni sulla
lavagna. Lui ha risposto di no con la testa. Lei gli ha materialmente
mostrato cosa avrebbe dovuto fare, disegnando su un foglio le figure in
questione. Liao ha quindi detto di aver capito e ha cominciato a
disegnare da solo.
Io ho trascorso tutta l’ora ad aiutare soprattutto Paolo. Mehira, più che
di aiuto concreto, sembrava aver bisogno, di tanto in tanto, della mia
conferma. Enver, dopo aver inizialmente chiesto il mio aiuto, è stato
assistito dal ragazzo di seconda media, che si è offerto spontaneamente
di svolgere con lui il lavoro. Avendo Enver stesso detto di essere
d’accordo, ho lasciato che i due ragazzi disegnassero insieme.
Durante l’ora di matematica, essendo Enrico assente, Liao, su
indicazione dell’insegnante, è stato accanto a Francesco. Enver si è
seduto vicino al ragazzo bosniaco di seconda media.
222
Liao ha corretto i compiti seguendo lo svolgimento degli esercizi alla
lavagna. Secondo quanto riferito da Francesco all’insegnante, il bambino
aveva svolto correttamente le due espressioni, mentre non aveva fatto il
problema. L’insegnante ha risposto: «Certo che non l’ha fatto, non
capisce il testo!». Nell’ultima parte dell’ora Francesco, avendo terminato
gli esercizi dati dalla professoressa, ha giocato con Liao, scrivendo sul
suo diario e prendendo la sua sciarpa.
Durante la ricreazione, tutti i ragazzi sono usciti dall’aula. Liao,
rimasto solo, è uscito nel corridoio. Ha trascorso la prima parte della
ricreazione appoggiato al muro, accanto alla porta dell’aula. Quando,
verso la fine della ricreazione, alcuni compagni sono rientrati, lui li ha
seguiti, rimanendo fino al suono della campanella dentro la classe.
Nell’ora di lingua straniera, i ragazzi hanno ascoltato la registrazione
di una canzone in inglese. Molti di loro, tra cui lo stesso Liao, l’hanno
cantata a bassa voce8.
L’insegnante di inglese ha fatto ascoltare poi ai ragazzi il dialogo letto
la volta precedente in aula. Liao, arrivato il momento della pronuncia ad
alta voce delle parole, ha partecipato alla ripetizione collettiva.
La lezione è proseguita con l’ascolto di un’altra canzone, intitolata
He’s got all world in his hands. Quando l’insegnante ha ripetuto le
singole frasi della canzone, Liao ha appuntato con la matita la pronuncia
delle parole.
Nell’ultima parte dell’ora l’insegnante ha scritto alla lavagna i “nomi
della famiglia”. Accanto ad ogni parola ha poi scritto la traduzione in
italiano. Liao ha copiato tutto sul suo quaderno. L’insegnante, passando
tra i banchi, si è fermata accanto al bambino cinese e, indicando la parola
inglese “brother”, gli ha chiesto: «Tu hai fratelli Liao?». Il bambino ha
fatto cenno di sì. Alla domanda «Quanti?», è rimasto disorientato, poi ha
8
La canzone in questione era la nota sigla del telefilm americano Happy days.
223
risposto di averne due. L’insegnante gli ha chiesto se fossero entrambi
maschi, allora lui ha risposto di no. «Quindi hai una sorella?» ha
continuato l’insegnante. Lui ha fatto segno di sì con la testa. I ragazzi
hanno chiesto come si chiamassero suo fratello e sua sorella. Il bambino
ha risposto pronunciando dei nomi cinesi che non ho afferrato. Dopo
qualche minuto è terminata l’ora e i ragazzi si sono recati a mensa.
18-12-2002 (mercoledì)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
LETTERE (STORIA)
(12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA)
(14:20-15:10)
Per le ore di compresenza, l’insegnante di italiano ha fatto uscire
dall’aula Paolo, Mehira, Enver, Sabrina, Liao, Giovanni e Antonio.
Siamo saliti al piano superiore e ci siamo sistemati nella biblioteca.
Prendendo spunto dalle proposte di lavoro presenti in alcune schede per
l’insegnamento dell’italiano9, l’insegnante ha diviso i ragazzi in tre
gruppi. Ad ogni gruppo è stato assegnato il compito di disegnare
situazioni o paesaggi, scrivendo poi, accanto ad ogni oggetto raffigurato,
il corrispondente nome in italiano. I disegni dovranno poi essere incollati
su cartelloni e accompagnati da una breve frase che descriva la
situazione raffigurata.
Il gruppo composto da Mehira, Enver e Sabrina, ha realizzato un
disegno che rappresenta una spiaggia assolata d’estate. Mehira si è
occupata soprattutto della realizzazione del disegno, mentre Enver ha
9
Batteria di schemi per l’insegnamento di Italiano L2 nella scuola dell’obbligo, allegato al testo G. COCCHI, M.
GIUSTI, M. R. MANZINI, T. MORI, L. M. SAVOIA, L’italiano L2 nella scuola dell’obbligo…, cit..
224
iniziato a scrivere le frasi per descrivere le situazioni rappresentate.
Sabrina poi ha aiutato Mehira a scrivere i nomi degli oggetti raffigurati.
Paolo e Giovanni hanno lavorato a due disegni raffiguranti,
rispettivamente, la pioggia in campagna e in città.
Liao ha lavorato insieme ad Antonio. L’insegnante ha assegnato al
bambino cinese il compito di disegnare una donna magra e triste, un
uomo grasso e felice, e un uomo vecchio. Tuttavia, sono sorti dei
problemi quando abbiamo tentato di spiegare a Liao cosa avrebbe dovuto
disegnare. Avendo, infatti, compreso che il bambino aveva difficoltà a
capire attraverso i gesti e le parole, l’insegnante ha tentato di spiegare
cosa intendesse per “uomo grasso” o per “donna magra”, servendosi
dell’ausilio di disegni. A quel punto, Liao ha tentato di copiare
esattamente il disegno fatto dall’insegnante, peraltro molto elementare,
perché realizzato soltanto per far capire al bambino cosa avrebbe dovuto
rappresentare.
Terminata la realizzazione dell’“uomo grasso”, pensando che il
bambino avrebbe preferito copiare da un disegno già fatto, gli abbiamo
proposto di sceglierne uno tra le pagine dei “vocabolari per immagini” in
nostro possesso10.
Liao ha scelto il disegno di un albero, affiancato da una mela che cade.
Ho notato che il bambino tentava di riprodurre una copia perfetta del
disegno già realizzato, cancellando più volte gli stessi tratti. Pur non
mostrando una grande soddisfazione per il risultato, ha consegnato il
disegno ad Antonio, che, nel frattempo, scriveva i nomi accanto agli
oggetti disegnati. Ha scelto un altro disegno. Prima di iniziare, questa
volta, ha mostrato all’insegnante come il disegno già fatto trasparisse in
controluce sul foglio bianco. L’insegnante a quel punto gli ha chiesto:
«Vuoi calcarlo?». Lui ha fatto segno di sì con la testa. L’insegnante lo ha
10
AA.VV., Alfabetando. Vocabolario per immagini. Italiano-cinese, Brescia, COSPE - Vannini, 2001 e AA.VV.,
Alfabetando. Vocabolario per immagini. Italiano-romanè, Gussago (Brescia), COSPE - Vannini, 2000.
225
allora condotto in un’aula vicina, indicandogli il vetro della finestra su
cui poggiare il disegno per calcarlo meglio. Rientrato dopo poco tempo,
Liao ha mostrato il disegno alla professoressa, ricevendo i complimenti
dagli altri ragazzi, che non si erano accorti della sua momentanea
assenza. Ha scelto un nuovo disegno e questa volta lo ha calcato seduto
al tavolo. Sabrina, vedendolo, gli ha detto: «Ma allora stai calcando?».
Liao ha risposto con un sorriso, ma credo che non abbia capito. Ha
mostrato il disegno all’insegnante, che si è complimentata con lui. Mi è
sembrato che accettasse i complimenti di buon grado.
Durante la ricreazione, Liao ha più volte spinto gli altri ragazzi, anche
con una certa violenza. La reazione dei suoi compagni è stata, in linea di
massima, di iniziale perplessità, seguita da abbracci e spinte. Ad un
tratto, Liao, fingendo di fare a pugni con Sabrina, l’ha colpita
sull’orecchio. Sabrina, leggermente ferita dall’orecchino, ha gridato
verso di lui: «Ma che sei matto? Mi hai fatto male!». Liao le ha chiesto
ripetutamente scusa. Ma Sabrina ha insistito: «Tanto lo dico alla
professoressa». Alla fine della ricreazione Sabrina si è lamentata con
l’insegnante di italiano per la botta ricevuta. L’insegnante ha detto a
Liao, estendendo però il rimprovero a tutta la classe, di giocare con
meno violenza e di fare più attenzione a non far male ai compagni.
L’insegnante, in attesa che tutti tornassero al posto, ha detto,
sorridendo, che per questa volta avrebbe evitato di segnare una croce sul
cartellone delle note in corrispondenza del nome di Liao11. Tuttavia, ha
continuato a rimproverarlo sorridendo e ammonendolo per il futuro.
Liao, guardando il cartellone, si è diretto velocemente verso il banco e si
è seduto al suo posto in silenzio, per rialzarsi solo quando l’insegnante lo
ha chiamato per continuare il lavoro iniziato nelle ore precedenti.
11
Il cartellone in questione presenta una tabella, con su scritti i nomi dei sedici ragazzi. Sotto le varie “voci” di
“comportamento”, “materiale”, “attenzione”, ecc., l’insegnante di italiano segna delle croci ogni volta che uno dei
ragazzi si comporta male, commette una mancanza o appare distratto. Dopo tre croci sotto la stessa voce, l’insegnante
scrive una nota sul diario.
226
Durante l’ora di storia, mentre gli altri erano impegnati ad ascoltare la
spiegazione dell’insegnante, io, Liao, Giovanni, Mehira ed Enver ci
siamo sistemati su due banchi vicini. Liao ha continuato a calcare i
disegni. Quando Enver e Giovanni se ne sono accorti, hanno deciso di
imitarlo, mentre Mehira, peraltro molto brava nel disegno, ha continuato
il lavoro iniziato nelle ore precedenti. Successivamente ha anche
realizzato altri disegni, senza calcarli.
Ho chiesto a Liao: «Vuoi provare a farne uno senza calcare?». Mi ha
risposto di sì, poi ha scelto il disegno di una mela sopra ad un tavolo. Ha
tirato fuori dall’astuccio un righello e lo ha usato per realizzare il tavolo.
Ha disegnato solo la mela a mano libera.
Ho chiesto a Liao di scrivere i nomi accanto ai disegni. É stato lui a
chiedermi i nomi dei vari oggetti disegnati, indicandoli con il dito e
dicendo: «Questo?». Le maggiori difficoltà si sono incentrate sulle
doppie e sulla resa del fonema /r/ (a cui Liao faceva corrispondere
puntualmente la lettera “l”). Inoltre, Liao tendeva a rendere graficamente
il fonema /t/ con la “d” e il fonema /d/ con la “t”. Ho provato a far sentire
a Liao la differenza di pronuncia tra “quattro” e “quatro”. Quando ho
pronunciato la parola come se fosse scritta con una sola “t”, ha riso. Poi
ha scritto la parola “due” con due “u”.
Dopo la mensa, i ragazzi hanno chiesto all’insegnante di poter giocare
con il pallone nonostante la pioggia. L’insegnante, dopo qualche
resistenza, ha accordato loro il permesso di giocare sotto la tettoia. Per
evitare il più possibile di mandare il pallone allo scoperto, i ragazzi
hanno introdotto una nuova regola in base alla quale chiunque avesse
mandato
il
pallone
lontano
dalla
tettoia,
sarebbe
uscito
momentaneamente dal gioco. Liao ha più volte aiutato gli altri compagni
ad espellere dal gioco chiunque colpisse con troppa violenza il pallone,
mandandolo allo scoperto. Tuttavia, quando, avendo a sua volta spedito
227
il pallone sotto la pioggia, è stato invitato dagli altri a lasciare il gioco,
Liao, sorridendo, ha detto di non aver capito la nuova regola per via dei
problemi con la lingua. I compagni non gli hanno creduto.
Prima del suono della campanella i ragazzi sono rientrati in classe.
Negli ultimi dieci minuti di ricreazione Liao ha giocato con Sabrina a
“filetto” sulla lavagna.
Nell’ultima ora, io, Liao e Giovanni, abbiamo continuato a lavorare
sui disegni. Liao ha iniziato a copiare, senza calcarlo, il disegno di un
paesaggio invernale. Dopo aver cancellato più volte un gruppo di alberi
ricoperti di neve, li ha infine disegnati calcandoli dall’originale. Lo
stesso ha fatto con una casetta. Terminato il disegno, prima di iniziare ad
aiutarlo a scrivere i nomi, ho chiesto distrattamente al bambino: «Hai
finito? Oppure vuoi aggiungere qualcosa?». Lui ha guardato il disegno,
confrontandolo più volte con l’originale. Poi mi ha fatto segno di no con
la testa. Vedendolo perplesso, ho aggiunto: «Non manca niente. Volevo
solo sapere se vuoi aggiungere qualcosa, qualcosa in più». Mi ha sorriso,
conservando sempre un’aria un po’ perplessa, poi ha detto: «No, finito».
7-1-2003 (martedì)
COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(14:20-15:10)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(15:10-16:00)
Nell’ora di compresenza lettere-informatica, Liao ha cominciato a
svolgere le esercitazioni insieme a Sabrina. Dopo poco, io e l’insegnante
di italiano, con la collaborazione del professore di informatica, abbiamo
organizzato un’attività separata con un gruppo di ragazzi composto da
Giovanni, Matteo, Liao e Nadia.
228
Il lavoro consisteva nella realizzazioni al computer di una serie di
“cartellini” con su scritti i nomi di alcuni locali della scuola in quattro
lingue (italiano, rumeno, romanè12 e cinese)13. Abbiamo realizzato
cinque cartellini (“mensa”, “palestra”, “bagno”, “teatro”, “direzione”14),
che dovranno essere affissi sulle porte dei locali.
Per il rumeno, ci siamo serviti del dizionario rumeno-italiano
posseduto da Giovanni e, naturalmente, della collaborazione dello stesso
Giovanni e di Nadia, mentre, per il cinese, avevamo il dizionario
italiano-cinese di Liao. Liao stesso ha scritto con un pennarello i caratteri
cinesi sui cartellini.
Per quanto riguarda il romanè, l’insegnante ha affidato ad Enver il
compito di chiedere a casa informazione sui nomi in questione, vista
anche una certa perplessità manifestata dal bambino di fronte alle
domande sulle varie parole. Così abbiamo lasciato, su ogni cartellino, un
iniziale spazio bianco per le parole in romanè, seguito dalla scritta a
pennarello dei caratteri cinesi. Le scritte in rumeno e in italiano sono
state invece realizzate al computer.
Quando stava per suonare la campanella, in un momento di
confusione nell’aula, il bambino cinese ha spinto Sabrina, la quale,
meravigliata, ha urlato verso di lui che nel frattempo si era girato: «Ma
che sei matto? La vuoi smettere di spingere?».
Dopo pranzo, i ragazzi hanno giocato con il pallone nel cortile.
Valentina e Sabrina si sono sistemate sulle scale antistanti l’entrata della
scuola ed hanno giocato per tutto il tempo a Memory, un gioco con le
carte.
12
Già in partenza sapevamo che sarebbe stato difficile utilizzare il romanè per questa attività, vista anche la “natura”
orale della lingua.
13
Abbiamo organizzato l’attività seguendo i suggerimenti contenuti nel materiale didattico tratto da M. OMODEO,
Materiale didattico, cit..
14
Inizialmente, il cartellino doveva recare la scritta “presidenza”, tuttavia, abbiamo optato per “direzione”, poiché
Nadia e Giovanni non ricordavano con esattezza il termine rumeno corrispondente all’italiano “presidenza”.
229
Enver, già lontano dagli altri, si è avvicinato alle due ragazze per
osservarle, suggerendo di tanto in tanto la mossa da fare. Quando
Sabrina e Valentina hanno smesso di giocare, Enver ha raccolto le carte e
ha giocato per un po’ da solo. Successivamente, ha raggiunto gli altri
compagni che giocavano a pallone, ma senza partecipare. Liao, come di
consueto, ha invece giocato per tutto il tempo con i compagni.
Nelle due ore successive, mentre la classe era impegnata ad ascoltare
la spiegazione dell’insegnante di italiano, io, Liao, Giovanni, Enver,
Nadia, Matteo e Giulio, siamo saliti al piano superiore, nell’aula di
informatica, per terminare il lavoro cominciato nell’ora precedente.
Liao, durante le due ore, in attesa di poter scrivere le parole cinesi, si è
più volte distratto. Ad un certo punto ha anche giocato al solitario
servendosi di un altro PC. Tuttavia, al momento di scrivere in cinese,
sembrava ogni volta incuriosito dalle parole scritte nelle altre due lingue;
cercava prima quella italiana, poi mi chiedeva conferma su quella
rumena indicandola con il dito e chiedendo: «Rumena?».
Al termine dell’ultima ora siamo usciti dall’aula per tornare in classe.
Durante il percorso due ragazzi di un’altra classe si sono fermati davanti
a Liao con un’aria un po’ strafottente e, indicando il vocabolario che
Liao aveva in mano, gli hanno detto: «Vedi chi c’è! Il cinese che va in
giro col vocabolario…». Quando si sono accorti della mia presenza, sono
andati via accelerando un po’ il passo.
Ho avuto modo di osservare Liao all’uscita dalla scuola, mentre si
allontanava per tornare a casa. Ha percorso il tragitto fino agli edifici più
vicini insieme ad un gruppetto di compagni, ridendo e scherzando con
gli altri. Valentina gli ha rubato per scherzo la sciarpa, lui l’ha inseguita
correndo. Ad un certo punto si è diviso dagli altri, prendendo un’altra
direzione.
230
13-1-2003 (lunedì)
EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO)
(9:50-10:40)
RICREAZIONE
EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40)
MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
INGLESE (12:40-13:30)
Durante l’ora di recupero, l’insegnante di italiano ha fatto uscire
dall’aula solo Enver e Mehira, poiché gli altri, compreso Liao, erano
impegnati nella verifica grafica con l’insegnante di tecnica. Per tutta
l’ora, i due ragazzi rom hanno svolto esercizi di scrittura. Enver,
nonostante le spiegazioni, non è riuscito a comprendere l’uso della
lettera “h” dopo la “c” e la “g”. Quando io o l’insegnante gli facevamo
presente l’errore, il ragazzo appariva demoralizzato. Sembrava faticare
molto nel seguire qualunque spiegazione e appariva impaziente di
riprovare senza però correggersi. Dopo l’ennesima spiegazione da parte
dell’insegnante, Enver ha abbassato la testa sul quaderno, mentre
Mehira, anche con una certa impazienza, lo invitava a correggere l’errore
velocemente.
Nell’ora successiva, mentre gli altri ragazzi terminavano il compito di
tecnica, ho aiutato Enver e Mehira a svolgere un disegno realizzato su un
foglio a quadretti. Mehira, come al solito, ha realizzato il disegno
abbastanza velocemente, chiedendomi solo qualche conferma di tanto in
tanto sul procedimento da seguire. Enver, invece, non riusciva a tracciare
le linee seguendo i quadretti e calcava eccessivamente sul foglio (fino al
punto di spezzare la mina della matita). Ho dovuto indicargli, di volta in
volta, tutte le linee da tracciare.
Liao, terminato prima del tempo il compito, si è alzato più volte dal
banco per osservare quello che io, Mehira ed Enver stavamo facendo.
231
Mehira, indicando il foglio di Enver (ma in realtà intendendo riferirsi
all’intero lavoro che entrambi stavano svolgendo) ha chiesto a Liao: «Ti
piace? È bello Liao?». Liao, guardando il foglio di Enver, ha sorriso.
Mehira ha insistito ridendo: «Non ti piace?». A quel punto Liao ha fatto
segno di no con la testa. Nel frattempo, Enver, preso dalle mie
indicazioni, ha continuato a disegnare.
Durante la ricreazione, Liao è uscito dall’aula insieme ad altri
compagni. Ha passeggiato un po’ nel corridoio, poi è rientrato. Ha
trascorso il resto della ricreazione a giocare con i compagni, ridendo con
loro e pronunciando alcune parole. Nell’ora di matematica, l’insegnante
di sostegno ha portato fuori dalla classe Paolo ed Enver.
L’insegnante ha invitato Liao ad ascoltare la spiegazione, prestando
particolare attenzione a ciò che veniva scritto sulla lavagna. Matteo,
l’attuale compagno di banco di Liao15, girandosi verso Liao e
indicandosi l’orecchio con la mano, gli ha detto: «Ascolta Liao…». Liao
ha fatto cenno di sì con la testa.
Mentre l’insegnante spiegava, Liao seguiva attentamente con gli occhi
fissi su di lei, riportando sul suo quaderno tutto ciò che veniva scritto
sulla lavagna.
Al termine della spiegazione, l’insegnante ha invitato Liao a uscire
insieme a me dalla classe, per l’alfabetizzazione. Ci siamo recati in
un’aula al piano terra situata accanto alla presidenza.
Avendo poco tempo a disposizione, abbiamo svolto un semplice
dettato di parole. Ho notato che Liao ha scritto tutto in corsivo, senza
alternare lettere in stampatello con lettere in corsivo come in precedenza.
Accanto ad ogni parola, servendosi dell’aiuto del dizionario, ha scritto la
corrispondente parola in cinese. Il bambino si concentrava molto
sull’ascolto, prestando particolare attenzione alle doppie, che continuano
15
I ragazzi la scorsa settimana, durante la mia assenza, hanno effettuato la rotazione dei posti.
232
a costituire uno dei principali problemi per lui. Altri errori frequenti sono
stati la resa del fonema /r/ con la lettera “l”, e una evidente confusione
tra fonemi sordi e sonori articolati nello stesso punto, cui corrisponde
una confusione tra le lettere “t” e “d”, “p” e “b”, “c” e “g” (qualche
esempio: “babacalo” invece di “pappagallo”, “picicheta” invece di
“bicicletta”). Ha avuto qualche difficoltà con le “h” tra “c” o “g” e “i” o
“e”, tuttavia sembra averne compreso l’uso16.
Durante l’ora di inglese, Liao ha provato ad ascoltare, per quanto
possibile, la spiegazione dell’insegnante sul genitivo sassone e ha
copiato sul quaderno tutto ciò che l’insegnante ha scritto alla lavagna.
14-1-2003 (martedì)
COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(14:20-15:10)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(15:10-16:00)
Durante la ricreazione che precede l’ora di compresenza, Liao è uscito
dall’aula, rincorrendo Giovanni. Quando ha notato la mia presenza, si è
avvicinato dicendomi: «Ciao».
All’inizio dell’ora di informatica, Liao ha usato il computer insieme a
Matteo, Giovanni e Giulio, i quali hanno tentato di tracciare qualche
carattere cinese con le indicazioni dello stesso Liao.
Successivamente abbiamo continuato la realizzazione dei cartellini per
i locali della scuola.
Enver e Mehira hanno portato una lista delle parole da scrivere,
rispettivamente in bosniaco e in macedone, vista l’impossibilità di
trascrivere i termini in romanè. Nonostante le perplessità dell’insegnante
16
Per sicurezza ho comunque rispiegato a Liao, nel modo più semplice possibile, l’uso dell’“h” nella scrittura
dell’italiano.
233
di italiano su alcune di queste parole, data anche l’insistenza con cui
Enver affermava la loro correttezza, abbiamo deciso di scriverle
esattamente come i due ragazzi le avevano portate.
All’ora di pranzo li ho raggiunti alla mensa, quando avevano quasi
terminato il pasto. Paolo ha giocato a lungo con il pane, ridendo e
girandosi ogni tanto verso Liao. Il bambino cinese, tuttavia, non ha
risposto al suo gioco e ha continuato a mangiare composto. Ha finito
tutto il suo pranzo, poi si è alzato ed è andato in classe con Giulio, per
prendere il pallone. Fino al suono della campanella, i ragazzi hanno
giocato come al solito nel piazzale.
Nelle due ore successive, io, Paolo, Matteo, Sabrina, Liao, Giovanni,
Nadia ed Enver, mentre gli altri erano impegnati in una verifica orale di
geografia, ci siamo sistemati nell’aula di informatica per continuare il
lavoro sui cartellini. Mentre Nadia scriveva al computer, Matteo,
Giovanni e Sabrina hanno cercato su internet le immagini per i cartellini.
Giorgia ha cominciato a disegnare sui fogli già pronti, per i quali non
erano state trovate immagini su internet. Enver e Liao passavano da un
computer all’altro. Mentre ero impegnata a seguire Nadia, ho ascoltato,
alle mie spalle, un dialogo improvvisato dai ragazzi appositamente per
insegnare delle frasi a Liao. Sabrina ha detto rivolta a Liao: «Ciao, come
ti chiami?», poi, ha aggiunto: «Liao, devi dire: “mi chiamo Liao”». Il
bambino ha risposto: «Mi chiamo Liao». «Quanti anni hai?», ha
continuato Sabrina. «Ho 13 anni», ha risposto Liao. Poi ha continuato da
solo: «Vengo da Cina». Il dialogo è andato avanti per un po’, anche con
l’intervento di altri ragazzi. Dopo un po’ mi hanno chiamata per farmi
ascoltare Liao che parlava.
Durante il lavoro, Nadia è apparsa meravigliata della similitudine tra
l’italiano ed il rumeno e mi ha posto alcuni interrogativi in merito,
coinvolgendo nella discussione anche Giovanni, in verità molto distratto
234
come sempre. Peraltro, proprio ascoltando gli scambi di battute tra
Giovanni e Nadia, ho notato che il bambino moldavo non ricorda molte
parole nella sua lingua e confonde spesso l’italiano e il rumeno.
Siamo tornati in classe prima della fine della seconda ora di geografia.
In un momento di pausa, mentre tutti erano in piedi, Liao ha giocato con
la riga di Sabrina, usandola come una spada. Prima del suono della
campanella, siamo andati ad attaccare alcuni dei cartellini accanto alle
entrate dei vari locali della scuola.
15-1-2003 (mercoledì)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
LETTERE (STORIA)
(12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA)
(14:20-15:10)
Durante la ricreazione che precede le due ore di compresenza, ho
incontrato, nel corridoio, Giorgia, Sabrina, Valentina e Nadia, che sono
venute a salutarmi. Liao è uscito dall’aula, rincorrendo Giovanni.
Quando mi sono girata verso di lui mi ha sorriso.
Nelle ore di compresenza lettere-matematica, l’insegnante di italiano
ha organizzato una serie di attività da svolgere in gruppo. Sabrina,
Giorgia e Alessio hanno lavorato ad un cartellone sulla preistoria, mentre
Luca, Nadia, Giulio ed Enrico si sono occupati di sistemare e ripassare
con un pennarello i cartellini rimasti. Liao ha cominciato a girare tra i
banchi incuriosito, osservando gli altri ragazzi. L’insegnante ha deciso di
assegnargli il compito di ripassare con il pennarello alcuni cartellini. Si è
dedicato all’attività con impegno, senza mai distrarsi. Verso la fine della
235
prima ora, Giulio mi ha mostrato un ciondolo di giada che gli ha regalato
Liao. Quando Liao ha terminato il lavoro, si è recato insieme ad altri
ragazzi ad appendere i cartellini mancanti.
Durante la ricreazione, Liao è uscito dall’aula per un po’. Ha giocato
con gli altri nel corridoio, correndo e chiamando i compagni.
Nell’ora successiva, mentre gli altri ascoltavano le spiegazioni
dell’insegnante, io, Giovanni, Enver e Liao, ci siamo sistemati in un’altra
aula al piano terra, vicina alla segreteria, per portare avanti il lavoro
sull’alfabetizzazione, attraverso le immagini. Liao ha disegnato calcando
dall’originale, ogni volta che il disegno gli appariva difficile. Enver e
Giovanni lo hanno imitato. Giovanni ha parlato molto durante l’ora. Mi
ha raccontato di essere nato in Russia e di aver preso l’aereo da piccolo.
Mi ha più volte detto che la sua famiglia parla anche il russo.
Enver ha tentato di calcare i disegni alla finestra, ma, non soddisfatto
del risultato, li ha ogni volta strappati. Alla fine è riuscito a realizzare
solo il disegno di un aereo17.
Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato con il pallone nel cortile. Liao
ha partecipato al gioco. Osservandolo con attenzione, ho avuto
l’impressione che i suoi movimenti fossero meno impacciati del solito.
Inoltre, ho notato che la sua tendenza a cercare il contatto fisico con i
compagni, è in parte diminuita.
L’ora successiva è stata interamente dedicata all’educazione civica. In
particolare, l’insegnante, ha affrontato, insieme ai ragazzi, il tema della
società multiculturale, argomento già iniziato prima delle vacanze di
Natale. Giovanni ha letto le risposte ad un questionario, presente sul
libro di testo, che l’insegnante aveva dato da compilare come compito a
casa con l’aiuto dei genitori, relativo al tema dell’identità, e delle
abitudini famigliari. Nel rispondere ad alcune domande sulla sua
236
famiglia, Giovanni ha avuto qualche difficoltà. Non conoscendo, o non
ricordando, la parola italiana “telaio”, ha chiesto aiuto a Nadia,
avvicinandosi a lei e dicendo qualcosa a bassa voce in rumeno. Nadia,
pur non ricordando la parola in questione, ha saputo spiegare le fattezze
e l’uso dell’oggetto, cosicché è stato possibile capire cosa Giovanni
intendesse dire.
Alcuni compagni hanno chiesto a Giovanni di ripetere ad alta voce la
parola in rumeno. Giovanni ha chiesto: «Perché?». Valentina gli ha
risposto che era incuriosita e voleva ascoltare la parola rumena. Giovanni
ha risposto: «Non me la ricordo». È intervenuta allora Nadia, esortando
il compagno a rispondere alle domande. Tuttavia Giovanni, sorridendo,
ha ribadito di non ricordarsela.
La lezione è proseguita con le spiegazioni dell’insegnante. Il tema
affrontato è stato “l’etnocentrismo”. In particolare, l’insegnate ha
introdotto l’argomento ricordando alla classe l’ideogramma che nella
scrittura cinese corrisponde alla parola “Cina”, facendo presente come,
letteralmente, possa essere tradotto con “paese di Mezzo”. Prima della
fine della lezione, l’insegnante ha detto ai ragazzi che ha intenzione di
svolgere alcune attività sulla società multiculturale. Poi ha chiesto a Liao
di portare, per il giorno successivo, il menu della rosticceria cinese.
21-1-2003 (martedì)
COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
17
LETTERE (GEOGRAFIA)
(14:20-15:10)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(15:10-16:00)
I soggetti scelti da Enver, ogni volta che lavoriamo sui disegni, sono per lo più apparecchi televisivi, orologi, radio,
ecc., mentre Liao sembra preferire animali, paesaggi naturali e piante. Giovanni disegna soggetti di vario tipo, senza
particolari preferenze.
237
All’inizio dell’ora di compresenza italiano-informatica, l’insegnante
di religione ha informato gli insegnanti di informatica e di italiano del
fatto che, durante la sua ora, Mehira e Matteo hanno litigato, giungendo
persino a picchiarsi. Poi, durante la ricreazione, anche Valentina si è
lamentata con gli insegnanti per una spinta che Mehira le ha dato.
L’insegnante di lettere ha ritenuto opportuno affrontare il problema,
prima di cominciare le lezioni, così, con la collaborazione del professore
di informatica, ha chiesto chiarimenti alla classe.
Dai racconti dei ragazzi, è emerso che Mehira è stata la prima a dare
una spinta a Matteo, tuttavia, solo dopo che quest’ultimo si era
avvicinato a lei con l’intento di provocarla. Paolo è intervenuto dicendo
che, ad un certo punto, ha visto Matteo che lanciava l’astuccio contro
Mehira. Molti dei ragazzi hanno, a questo punto, preso la parola per
specificare che l’astuccio non aveva colpito la ragazza. L’insegnante ha
messo in luce che, tuttavia, rimaneva la gravità del gesto. Poi ha
aggiunto che le sembrava di poter affermare che i due ragazzi erano
colpevoli allo stesso modo. Tuttavia, la maggior parte dei ragazzi ha
continuato ad attribuire gran parte della colpa (non tutta, secondo le loro
stesse parole) a Mehira. In particolare, Valentina è intervenuta per
ribadire che anche lei era stata spinta da Mehira durante la ricreazione.
Mehira si è difesa dicendo che, con Valentina, aveva solo scherzato18.
L’insegnante, dopo aver rimproverato Mehira per il modo un po’
violento di giocare, ha fatto notare alla classe che la ragazza non è la sola
a scherzare in quel modo e che, in altre circostanze, un analogo
comportamento da parte di altri compagni è stato tollerato senza
difficoltà.
L’insegnante ha ritenuto poi opportuno trattenere in classe Matteo,
Mehira e Valentina, per consentire loro di chiarirsi meglio. Io e il
18
Durante la ricreazione, ho avuto modo di assistere all’episodio in questione e ho avuto la chiara impressione che, in
effetti, Mehira stesse scherzando.
238
professore di informatica, siamo saliti al piano superiore, nell’aula di
informatica, con il resto della classe.
Durante l’ora, l’insegnante ha fatto scrivere sul computer ai ragazzi le
“Regole di comportamento della classe”, già scritte all’inizio dell’anno
dagli stessi alunni su un cartellone appeso al muro. Paolo e Liao hanno
lavorato sullo stesso PC, con il mio aiuto. Liao, aiutato dalle righe rosse
con cui il programma di videoscrittura segnala gli errori, ha tentato,
spesso con successo, di correggere gli errori suoi e del compagno.
Quando il bambino non riusciva ad individuare l’errore, intervenivo per
aiutarlo nella correzione. Mentre Paolo era propenso a sorvolare sulle
parole scritte male, dicendo che poi, se fosse avanzato del tempo, ci
sarebbe ritornato sopra, Liao continuava nel lavoro, solo dopo aver
corretto tutti gli errori commessi.
Come al solito, le maggiori difficoltà incontrate dal bambino cinese, si
sono incentrate sulle doppie e sulla confusione tra sorde e sonore.
Al suono della campanella, Paolo si è alzato, mentre Liao ha terminato
di scrivere le ultime parole dettate e si è alzato solo dopo aver corretto
l’ultima parola errata.
Mentre i ragazzi giocavano a pallone, l’insegnante di italiano mi ha
parlato di quanto è accaduto tra Mehira, Matteo e Valentina mentre ero
al piano di sopra con gli altri. Mehira ha detto, in modo molto diretto, di
sentirsi esclusa e messa da parte da tutti gli altri. Sembra che Valentina
abbia recepito più di Matteo il disagio di Mehira. Infatti, prima della fine
dell’ora, le due ragazze si sono riconciliate. Quando Mehira è andata via,
si sono salutate con un abbraccio.
Nelle due ore successive, mentre l’insegnante di italiano era
impegnata nelle interrogazioni di fine quadrimestre, io e i ragazzi già
interrogati, abbiamo lavorato ad un nuovo progetto.
239
Abbiamo iniziato a ricercare sui libri di geografia e di storia e
sull’enciclopedia della classe, le notizie necessarie per la realizzazione di
una serie di cartelloni sui paesi di provenienza dei cinque bambini
stranieri.
Nelle
intenzioni
dell’insegnante,
il
lavoro,
dovrebbe
concludersi con un cartellone sulle caratteristiche storico-geografiche
dell’Italia e di alcune sue regioni. Poiché ho portato in classe molto
materiale sulla Cina19, nell’ultima ora, abbiamo potuto iniziare il lavoro.
Liao ha osservato incuriosito gli altri che lavoravano. Ogni tanto i
ragazzi si rivolgevano a lui per chiedere conferma di quanto leggevano.
Verso la fine dell’ora, Giovanni si è avvicinato per chiedere
chiarimenti sul lavoro che stavamo svolgendo e per accertarsi che
avremmo svolto un’analoga ricerca storica e geografica anche sulla
Moldavia.
22-1-2003 (mercoledì)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
LETTERE (STORIA)
(12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA)
(14:20-15:10)
Durante le ore di compresenza, l’insegnante di italiano e l’insegnante
di matematica hanno diviso i ragazzi in piccoli gruppi. Ad ogni gruppo è
stato assegnato un compito diverso. In particolare, a tre dei gruppi, è
stato assegnato il compito di aiutare Enver, Mehira e Liao a preparare
una interrogazione in scienze, per consentire all’insegnante di
matematica di compilare la scheda di valutazione di fine quadrimestre,
19
ERRIGO, G., BOTTONELLI, B., Cartoline da una cultura altra: la Cina, in G. VENTURA (a cura di), Prisma. Guida al
vocabolario interculturale illustrato, Lingua cinese, Bologna, Editrice Missionaria Italiana, 1998, pp. 194-221.
240
con i giudizi sui tre ragazzi. Liao è stato aiutato da Matteo, Giulio e
Enrico, che gli hanno spiegato un paragrafo sui funghi e lo hanno aiutato
a memorizzare una serie di frasi per esprimere i concetti appresi.
Valentina e Nadia hanno aiutato Mehira che, come Enver, non possiede
ancora i libri. Enver è stato aiutato da Francesco, suo attuale compagno
di banco. L’interrogazione di Enver e Mehira si è incentrata sulla
descrizione della cellula. Mehira ha dimostrato di aver memorizzato
abbastanza bene l’argomento. Enver ha avuto maggiori difficoltà: al
momento di ripetere ha detto di non ricordare nulla. Alla fine, ha risposto
a qualche domanda servendosi dell’ausilio di un disegno presente sul
libro di testo. Liao si è limitato a ripetere le frasi imparate a memoria.
L’insegnante di matematica ha comunque segnato un “più” sul suo
registro in corrispondenza dei nomi dei tre ragazzi. Poi mi ha detto che
ha intenzione di dare “buono” a Liao in matematica.
Durante la ricreazione, Liao ha giocato in classe con Paolo e con
Enrico.
Nell’ora successiva, mentre l’insegnante di italiano era impegnata
nelle interrogazioni di fine quadrimestre, Nadia, Giorgia, Francesco e
Sabrina hanno lavorato con me alla ricerca sulla Cina, iniziata il giorno
precedente. Liao è stato per tutta l’ora insieme a noi, osservando con
interesse il lavoro che stavamo svolgendo. Ha preso più volte in mano la
cartina della Cina, indicando ai compagni la regione da cui proviene (lo
Zheijang).
Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato nel cortile come di consueto.
Nelle due ore successive, mentre l’insegnante di italiano continuava le
interrogazioni iniziate nell’ora precedente, gli altri ragazzi, divisi in
gruppi, hanno partecipato alla ricerca sulla Cina. Liao girava tra i banchi
osservando e scambiando alcune parole con i compagni. Sabrina ogni
tanto chiedeva conferma di quello che leggeva a Liao. In particolare,
241
avendo letto che in molte zone orientali i crostacei costituiscono un
alimento fondamentale della cucina cinese, ha chiesto rivolta a Liao: «Ti
piacciono i crostacei?». Il bambino le ha detto di non aver capito. Dopo
avermi chiesto cosa fossero esattamente i crostacei, Sabrina ha disegnato
un granchio su un foglio di carta e poi lo ha mostrato a Liao, che,
riconoscendolo, ha fatto segno di sì con la testa.
27-1-2003 (lunedì)
EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO)
(9:50-10:40)
RICREAZIONE
EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40)
Oggi Liao era assente. Per l’ora di recupero sono usciti dall’aula
Enver, Mehira, Giovanni e Paolo. Mentre Paolo e Mehira erano
impegnati a scrivere il commento della poesia di Primo Levi Se questo è
un uomo, Giovanni ed Enver hanno svolto alcuni esercizi di grammatica.
Enver ha avuto difficoltà a comprendere le spiegazioni dell’insegnante,
relative all’uso italiano del “gn”. Dopo aver ascoltato più volte le
spiegazioni, ha cominciato a fare cenno di no con la testa, mostrando
impazienza e nervosismo. Poi ha smesso di svolgere gli esercizi.
Durante la ricreazione, Enver è rimasto seduto al suo banco, senza
parlare con nessuno.
Nell’ora di educazione tecnica, ho aiutato Enver, Mehira e Paolo a
riprodurre, come di consueto, alcuni disegni sui fogli a quadretti. Ho
notato un certo miglioramento in Enver. Il bambino ha infatti realizzato
da solo l’ultimo disegno.
Prima di andare via, ho assistito all’arrivo dell’insegnante di sostegno.
Quando Enver ha notato il suo arrivo, si è nascosto dietro l’armadietto
della classe. L’insegnante, su indicazione dei compagni, lo ha chiamato
242
con tono scherzoso. A quel punto il bambino si è avvicinato alla porta e,
sorridendo, ha detto di non voler andare. Alla fine, l’insegnante,
insistendo, lo ha convinto ad uscire.
3-2-2003 (lunedì)
EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO)
(9:50-10:40)
RICREAZIONE
EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40)
MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
INGLESE (12:40-13:30)
Durante l’ora di recupero in italiano sono usciti dalla classe Giovanni,
Liao, Paolo, Mehira e Valentina (chiamata dalla professoressa per aiutare
gli altri). Enver ha preferito rimanere in classe.
Mehira e Liao hanno svolto esercizi sul lessico20, mentre Paolo e
Valentina hanno lavorato ad una ricerca su Primo Levi.
L’insegnante di italiano ha chiamato nell’aula la vicepreside, che si
occupa del laboratorio di poesia, per farle leggere delle poesie scritte da
Giovanni in italiano. Le due insegnanti si sono accordate per far
effettuare a Giovanni un passaggio dal cineforum al laboratorio di
scrittura poetica.
Mentre l’insegnante mostrava alla vicepreside il quaderno di
Giovanni, ha notato che, sulla copertina, il bambino aveva scritto il suo
nome in rumeno, equivalente al “Giovanni” italiano. Ha chiesto
sorridendo al bambino come si leggesse e Giovanni ha risposto
scusandosi per aver scritto in rumeno e dicendo di confondere spesso le
20
Il libro utilizzato per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri è M. P. AZZARO CHIESA, V. LOSANNA CAIRE,
Anch’io parlo, leggo, scrivo, in italiano. Corso di lingua italiana per stranieri, Vol. A e B, Milano, Trevisini Editore,
2001.
243
due lingue. L’insegnate gli ha risposto che non c’era motivo di scusarsi,
ma che, anzi, lo aveva chiesto perché interessata a conoscere il suo vero
nome.
Durante l’ora, Liao, ha più volte rivolto la parola ai compagni. Ho
notato per la prima volta nelle sue espressioni un uso quasi sistematico
dei verbi, spesso coniugati male. In particolare, Liao ha usato la terza
persona del verbo “essere” in espressioni come “tu è andato” e,
soprattutto, ha fatto largo uso di forme imperative. Poi ha usato altre
espressioni come: “Mehira, dai foglio?”, o “eccola, gomma, sta qua”.
Quando Giovanni, indicando una figura sulla copertina del suo quaderno,
gli ha detto: «Guarda Liao, questo sei tu!», Liao ha risposto: «No, io è
questo - indicando il suo stesso viso - no questo».
Durante la ricreazione, Liao non è mai uscito dall’aula ed ha trascorso
la maggior parte del tempo seduto al suo banco, scambiando ogni tanto
qualche parola con i compagni.
Nell’ora successiva21, ho aiutato Valentina e Giovanni a realizzare il
disegno tecnico svolto dagli altri nell’ora precedente. Enver ci ha
raggiunti, nonostante l’insegnante non gli avesse detto di sedere con noi.
Ho notato dei grossi miglioramenti nel bambino rom. È riuscito a
realizzare da solo i disegni, contando i quadretti velocemente e senza
sbagliare. Ha individuato da solo, senza il mio aiuto, i punti da unire per
riprodurre il disegno geometrico.
Verso la fine dell’ora, l’insegnante di tecnica, mi ha detto che Liao è
molto portato per il disegno. Liao, nel frattempo, ha continuato a
lavorare al suo disegno anche durante il cambio dell’ora.
Nell’ora di matematica, ho portato Enver e Liao fuori dalla classe per
continuare il lavoro sull’alfabetizzazione. Liao ha terminato il lavoro
21
All’inizio dell’ora di tecnica ho notato che i ragazzi hanno effettuato la rotazione dei posti. Liao è seduto al primo
banco accanto a Giovanni, Enver dietro di lui vicino a Luca e Mehira in un banco da un posto, unito al banco di Nadia
e Giorgia.
244
dell’ora precedente, mentre Enver ha svolto un dettato. Ho cercato di
farlo riflettere ancora una volta sull’uso della lettera “h” dopo la “c” o la
“g”. Quando Enver ha scritto “ance” invece di “anche” gli ho chiesto:
«Lo sai come lo leggo io?» e senza attendere la sua risposta ho
pronunciato la parola come se fosse scritta senza la “h”. Poi ho
continuato: «Come possiamo fare a farlo diventare “anche”?». Lui mi ha
risposto: «Io lo so come: ci mettiamo la “h”…» e ha aggiunto la lettera
“h” nel posto giusto. Mi sono complimentata con lui, dicendogli che era
stato bravo e aveva compreso una cosa molto difficile. Mi è sembrato
molto contento di ricevere il complimento. Successivamente, Enver ha
commesso altri errori, ma sembrava meno ansioso del solito e, in alcuni
casi, ha saputo anche correggersi da solo. Liao ha pronunciato diverse
frasi, rivolte sia a me che ad Enver. Spesso ripeteva ciò che noi
dicevamo.
Durante la ricreazione, Liao ha giocato con i compagni, pronunciando
alcune frasi.
Nell’ora di inglese, Liao, come al solito, ha riportato sul suo quaderno
tutto ciò che l’insegnante ha scritto sulla lavagna. Durante gli esercizi di
conversazione incentrati sulla forma interrogativa, l’insegnante gli ha
chiesto: «Are you italian?». Liao ha risposto: «No… Italia».
L’insegnante lo ha corretto dicendo: «No, Liao, devi rispondere: “No,
I’m not italian”». Liao ha ripetuto correttamente l’espressione
dell’insegnante.
4-2-2003 (martedì)
COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(14:20-15:10)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(15:10-16:00)
245
Durante la ricreazione che precede l’ora di compresenza, Liao è
rimasto in classe. Ho notato che tentava di esprimersi in italiano, usando
espressioni come: «Guarda!», «Dà penna», «Vieni qua».
Nell’ora di informatica, Liao ha scritto al computer sotto dettatura di
Sabrina. La ragazza si soffermava molto su ogni parola, tentando di
pronunciarla in modo chiaro e prestando particolare attenzione alle
doppie.
Dopo pranzo, essendo brutto tempo, i ragazzi hanno giocato in classe
con delle palle fatte con la carta. Liao ha giocato insieme ad Enrico e
Paolo.
Nelle due ore successive, l’insegnante ha affrontato il tema
dell’emigrazione. I ragazzi, su sua richiesta, come compito a casa,
avevano scritto sul loro quaderno le eventuali esperienze di emigrazione
che hanno coinvolto le loro famiglie. Poi l’insegnante ha chiesto a
Giovanni e a Nadia di chiedere a casa informazioni sul periodo di
permanenza in Italia delle loro famiglie. L’insegnante ha poi scritto alla
lavagna per Liao alcune domande sulla sua famiglia e su eventuali amici
cinesi immigrati in Italia. Non sono sicura che Liao, nonostante
l’immediato intervento di tutti i compagni, che hanno tentato di
spiegargli di cosa si stesse parlando, abbia capito cosa gli veniva
richiesto.
Mentre gli altri partecipavano alla lezione di geografia, Liao, Giovanni
ed Enver hanno iniziato a disegnare. Liao ha riprodotto un’immagine
raffigurata sul suo diario, senza calcarla. Poi, da lontano, me l’ha
mostrata sorridendo.
Verso la fine dell’ora, i ragazzi hanno scelto i libri da prendere in
prestito dalla biblioteca della classe. L’insegnante ha domandato a Liao:
«Vuoi provare a leggere un libro facile?». Il bambino ha risposto: «No».
246
5-2-2003 (mercoledì)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
LETTERE (STORIA)
(12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA)
(14:20-15:10)
Durante le due ore di compresenza, l’insegnante di italiano è rimasta
in classe e ha organizzato una serie di attività di gruppo, mentre
l’insegnante di matematica ha portato fuori alcuni ragazzi per fare
potenziamento.
Mehira e Valentina si sono occupate di terminare il cartellone sulla
preistoria. Nadia e Giorgia hanno riordinato l’armadietto e hanno finito
di distribuire i libri di narrativa da leggere a casa. Tutti gli altri si sono
dedicati alla lettura dei libri presi in prestito.
I ragazzi hanno avuto la possibilità, durante le due ore, di comunicare
liberamente tra loro, mentre svolgevano le varie attività. Così, Liao,
durante la prima ora, ha giocato e parlato con Giovanni e Sabrina. In
particolare, Sabrina, di sua iniziativa, gli ha insegnato i nomi di alcuni
capi di abbigliamento e il modo per rispondere alla domanda “Cosa
indossi oggi?”. Sono seguite, poi, alcune domande sulla Cina, a cui il
bambino non ha potuto rispondere.
L’insegnante di italiano, durante la seconda ora, senza assegnare a
Liao un compito preciso, ha cercato di attirare la sua attenzione su alcune
frasi scritte su una scheda di esercizi di italiano per bambini. Tutte le
parole che componevano le frasi, erano inserite in caselle colorate. In
particolare le caselle dei verbi erano colorate di blu. Liao ha preso i
247
colori dal suo astuccio e ha cominciato a colorare a caso le caselle. Io e
l’insegnante di italiano gli abbiamo chiesto di prendere il vocabolario
italiano-cinese, sul quale abbiamo cercato la parola “azione”. Abbiamo
mostrato la parola cinese a Liao, il quale ha fatto cenno di sì con la testa.
Successivamente, ho detto a Liao che le azioni erano colorate con il blu.
Dopo aver riflettuto per qualche secondo ha risposto di aver capito.
L’insegnante ha provato a fargli notare che il verbo varia a seconda
della persona. Poi ha coniugato insieme a lui il verbo “cantare”. Liao ha
sbagliato la coniugazione, tuttavia sembra aver compreso che i verbi
variano.
Durante la ricreazione, i ragazzi hanno giocato nel corridoio. Come al
solito, Liao è uscito solo quando si è trovato da solo in classe.
Nell’ora di storia, mentre gli altri erano impegnati ad ascoltare la
spiegazione dell’insegnante, io, Liao ed Enver abbiamo incollato sui
cartoncini i disegni con l’indicazione dei nomi degli oggetti raffigurati.
Poi abbiamo ripassato a penna i nomi scritti per renderli visibili anche da
lontano. Successivamente, abbiamo appeso i cartoncini al muro.
Enver, all’inizio, sembrava entusiasta di poter appendere alcuni dei
suoi disegni. Tuttavia, Liao, durante il lavoro, tendeva a fare tutto da
solo, escludendo in parte il bambino rom. Enver ha reagito tornando
offeso al suo posto. A quel punto, dopo aver richiamato Enver, ho detto a
Liao: «Liao, tu ed Enver dovete lavorare insieme. Capito?». Liao mi ha
sorriso e ha fatto cenno di sì con la testa. Da quel momento i due
bambini hanno lavorato insieme.
Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato come al solito nel cortile con
il pallone. Al rientro, io, Enver e Liao abbiamo continuato il lavoro
iniziato in precedenza.
Essendo avanzato dello spazio su uno dei cartoncini realizzati, ho
chiesto ad Enver: «Ti va di fare un disegno nuovo per riempire questo
248
spazio?». Enver mi è sembrato entusiasta della proposta e ha disegnato
un bambino. Poi i due ragazzi hanno firmato i loro disegni.
Prima della fine dell’ultima ora, mentre gli altri erano impegnati a
realizzare una scheda di storia, l’insegnante di italiano si è seduta
accanto ad Enver e ha letto con il suo aiuto una serie di poesie scritte in
romanè, spiegando al bambino e a tutti gli altri, che nel frattempo si
erano avvicinati, che l’autore del libro è appunto un rom.
Enver riusciva a tradurre abbastanza facilmente in italiano quello che
leggevamo. Mi è apparso molto contento di mostrare agli altri la sua
capacità di parlare e capire il romanè. Mentre leggevamo, ha chiesto più
volte, cercando una conferma: «É bello vero professoressa?».
10-2-2003 (lunedì)
EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO)
(9:50-10:40)
RICREAZIONE
EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40)
MATEMATICA (11:40-12:30)
Per l’ora di recupero, l’insegnante di italiano, ha fatto uscire dalla
classe Enver, Mehira e Liao. Avendo constatato che Liao aveva
difficoltà a ricordare molti vocaboli italiani già incontrati in precedenza,
l’insegnante ha deciso di condurlo nei corridoi della scuola, indicandogli,
di volta in volta, i nomi degli oggetti incontrati durante il tragitto.
Liao si è ricordato del nome di alcuni oggetti, come “porta”,
“lavagna”, “computer” e “scale”, ma ancora fatica a ricordarne altri.
Durante la ricreazione, Liao ha giocato come al solito con i compagni
di classe. Paolo, Matteo e Enrico hanno organizzato insieme a lui una
piccola gara di calcio, usando una sciarpa annodata come pallone.
249
Nell’ora di educazione tecnica, mentre aiutavo Enver e Mehira a
realizzare i disegni sul foglio a quadretti, Liao ha lavorato da solo ad un
disegno tecnico.
Enver ha mostrato dei forti miglioramenti. Avendo notato la sua
difficoltà a tracciare una linea dritta tra due punti, ho detto ad Enver:
«Prima di fare la linea con la matita, punta il righello in modo da vedere
entrambi i punti… Cioè, non devi coprirli con la riga, li devi vedere».
Enver ha riflettuto per qualche secondo, poi ha fatto come gli ho detto:
ha puntato la riga, non vedendo tutti e due i punti, l’ha spostata, poi ha
tracciato la linea.
Nell’ora di matematica, io e Liao siamo andati nell’aula accanto alla
segreteria, per continuare il lavoro sull’alfabetizzazione. Prima di andare,
visto l’impegno che metteva nel completare il disegno già cominciato
nell’ora precedente, ho aspettato che lo terminasse.
Avendo notato che aveva in parte dimenticato gli argomenti già
affrontati all’inizio dell’anno, l’ho aiutato a svolgere alcuni esercizi di
ripasso. Gli esercizi consistevano nella lettura di alcuni dialoghi e nella
successiva compilazione di “schede di identità” (con l’indicazione di
nome, età, sesso, statura, etc…) dei vari protagonisti. Liao è apparso
molto interessato, al punto che, al suono della campanella, mi ha
guardato sbuffando e dicendo: «No!».
12-2-2003 (mercoledì)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
LETTERE (STORIA)
(12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA)
(14:20-15:10)
250
Durante la prima ora di compresenza, i ragazzi sono rimasti in classe
con l’insegnante di matematica a svolgere esercizi.
Per la seconda ora di compresenza, l’insegnante di italiano ha portato
fuori Liao, Sabrina, Giovanni, Antonio, Enver e Paolo. Prima di uscire,
Liao si è affrettato a terminare l’esercizio e lo ha mostrato all’insegnante
di matematica, la quale, facendogli una carezza, gli ha detto: «Bravo!».
Poi ci ha raggiunti mentre stavamo uscendo dall’aula.
Durante l’ora di recupero, divisi in due gruppetti, i ragazzi hanno letto
passi del libro L’aquilone bianco di Ji Yue, in una edizione con testo
bilingue italiano-cinese22.
Ogni tanto l’insegnante fermava la lettura per riassumere quanto detto
e per far leggere piccoli brani a Liao in lingua cinese. La storia di stampo
autobiografico, raccontata dall’autrice cinese, suscitava curiosità tra i
ragazzi, che chiedevano spiegazioni e conferme a Liao.
Enver si è accomodato fin dall’inizio ad un altro tavolo, sbuffando e
facendo segno di no con la testa. Durante la lettura l’ho sentito dire, con
aria derisoria: «Ora andiamo tutti in Cina…». Quando l’insegnante lo ha
invitato a sedere al tavolo con tutti gli altri, Enver ha detto di voler fare
altri esercizi. Non ricevendo risposta dall’insegnante, si è seduto al
tavolo insieme ai compagni. Per tutto il tempo ha continuato a sbuffare
con la testa rivolta dall’altra parte.
Dopo circa mezz’ora di lettura, l’insegnante ha letto una poesia del
poeta rom Marko Aladin Sejdić, dal titolo Io, uccello nero23.
L’insegnante ha poi chiesto ad Enver di aiutarla a leggere la poesia
anche in romanè, come già aveva fatto precedentemente, ma il ragazzo
ha detto di non saperlo fare.
22
23
J. YUE, L’aquilone bianco, cit..
La poesia è tratta da M. A. SEDJĆ, Me aváv durál. Io vengo da lontano, Milano, I. S. U. Università Cattolica, 2000.
251
Durante la ricreazione, impegnata a parlare con l’insegnante di
italiano, proprio dell’atteggiamento di Enver, non ho avuto modo di
osservare Liao.
Nell’ora successiva, l’insegnante di italiano ha letto in classe la poesia
di Sejdić. Questo è il testo italiano della poesia:
Un uccello nero
Vide
I piccioni
Nutriti dagli uomini...
Si tinse di bianco le penne
E si rifugiò nel nido dei piccioni.
Quando lo videro
Pensarono fosse uno di loro.
Ma l’uccello si tradì
E iniziò a cinguettare.
Quando lo udirono
Lo assalirono
E lo cacciarono…
L’uccello nero tristemente
Fece ritorno tra i suoi uccelli neri.
Essi però
Non lo riconobbero,
giacchè le sue penne erano tinte di bianco.
Ebbero paura
E lo cacciarono,
Come avevano fatto i piccioni…
L’insegnante ha chiesto ai ragazzi di commentare la poesia.
Matteo, senza alzare la mano, ha detto ad alta voce: «Posso dire una
cosa? Perché non si è lavato le ali?». L’insegnante gli ha spiegato che si
252
trattava di una metafora che rimandava al vero significato delle parole
del poeta. Enrico è intervenuto affermando che il poeta intende, con
questa poesia, sottolineare come il suo tradimento nei confronti della
famiglia lo abbia condannato alla solitudine. Più o meno tutti si sono
dichiarati d’accordo su questa analisi.
Durante tutta la discussione, Enver ha disegnato qualcosa sul suo
diario. Mehira appariva più attenta alla discussione, ma non è mai
intervenuta. Liao, per tutto il tempo, ha continuato a leggere il libro di Ji
Yue in cinese.
Dopo pranzo, i ragazzi hanno giocato come al solito nel cortile. Liao
ha giocato insieme a tutti gli altri.
Al rientro, Enver e Liao sono usciti con me dalla classe, mentre gli
altri facevano lezione di storia.
All’inizio dell’ora, i due bambini hanno recitato un dialogo scritto sul
libro di lingua italiana per stranieri. Successivamente ho detto ad Enver
di svolgere una serie di esercizi presenti su un testo di alfabetizzazione
per alunni della scuola elementare. In particolare, gli esercizi
consistevano nell’individuare, all’interno di un piccolo brano, tutti i
“che”, cerchiandoli con una matita. Enver ha protestato molto, dicendo
di non saper fare l’esercizio. Poi sono riuscita a convincerlo, dicendogli
che era normale che lui non sapesse farlo e che lo avrei aiutato. Così,
mentre Enver leggeva il brano, io e Liao abbiamo continuato gli esercizi
sul libro di lingua per stranieri.
Per tutto il tempo Enver, distogliendo l’attenzione dal suo esercizio,
ha continuato ad interrompere Liao, rispondendo al posto suo alle
domande proposte dal testo.
Quando Liao ha confuso la parola “femmina” con la parola
“maschio”, Enver ha cominciato a deriderlo, dicendogli: «Non capisci
253
niente tu! Ma che non lo vedi che è maschio!» e aggiungendo: «Tu sei
femmina!».
Liao si è girato verso di lui dicendo: «Tu fa quello - indicando il
quaderno di Enver - io fa questo». Dopo qualche secondo ha aggiunto:
«Tu no bravo a quello, tu no sufficiente!».
Nell’ultima parte dell’ora ci ha raggiunto un ragazzo di terza media
della stessa sezione. Per tutto il tempo è rimasto accanto a Liao,
cercando di parlare con lui. Enver, a quel punto, ha cominciato a
svolgere gli esercizi per conto suo fino al suono della campanella.
17-2-2003 (lunedì)
EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO)
(9:50-10:40)
RICREAZIONE
EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40)
MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
INGLESE (12:40-13:30)
Per l’ora di recupero, l’insegnante di italiano ha chiamato fuori dalla
classe Enver, Mehira, Liao, Giovanni, Antonio e Valentina.
Mehira e Valentina hanno continuato la ricerca sulla Cina, mentre gli
altri hanno svolto attività individuali. Liao, in particolare, ha svolto degli
esercizi di ripasso del lessico24. Enver, seduto allo stesso tavolo di Liao,
come al solito, ha più volte interrotto il bambino cinese, rispondendo a
posto suo. L’insegnante di italiano lo ha rimproverato e poi ha aggiunto:
«Se non riesci a fare il tuo esercizio perché Liao ti distrae, mettiti
all’altro tavolo». Enver non si è mosso dal suo posto, ma ha abbassato la
testa sul suo quaderno. L’insegnante ha cercato di spiegargli di nuovo
24
Gli esercizi, tratti da un libro di alfabetizzazione per bambini, erano per lo più del tipo “vero-falso”.
254
che gli esercizi svolti da Liao sono troppo semplici per lui che già parla
correntemente l’italiano. Dopo qualche minuto, Enver si è spostato su un
altro tavolo.
Valentina e Mehira, avendo trovato una serie di nomi cinesi scritti in
pinyin, si sono rivolte a Liao per chiedergli la pronuncia in cinese. Le
parole in questione erano termini indicanti i membri della famiglia. Liao
ha letto i termini in cinese e poi ha pronunciato i corrispondenti nomi
italiani. Mehira è intervenuta dicendo il termine che in macedone
significa “nonno”. A quel punto anche Enver ha detto il termine
bosniaco per “nonno”. Liao, non avendo probabilmente afferrato bene il
discorso, ha chiesto a Mehira: «Come si dice nonno?». Mehira ha
ripetuto nuovamente la parola.Verso la fine dell’ora, Liao ha continuato
a parlare con le compagne che gli chiedevano di leggere le parole in
cinese.
Durante la ricreazione, Liao ha giocato con i suoi compagni senza
uscire dall’aula.
Nell’ora di educazione tecnica, ho aiutato Paolo a svolgere alcuni
disegni tecnici, mentre Enver e Mehira hanno continuato a lavorare da
soli ai disegni geometrici sui fogli a quadretti. Liao ha lavorato da solo
come al solito.
Nell’ora di matematica, sono andata con Liao nell’aula al piano terra
per continuare il lavoro di alfabetizzazione.
Abbiamo letto alcune frasi e Liao è riuscito ad individuare i termini
indicanti le azioni. Successivamente abbiamo recitato alcuni dialoghi.
Liao mi ha indicato un esercizio in cui si richiedeva di inventare un
dialogo. Ho detto al ragazzo di saltare la parte in questione, ma lui ha
insistito per completare tutti gli esercizi presenti nella pagina.
Quando gli ho detto che avrebbe dovuto inventare un dialogo, ho
notato un po’ di incertezza da parte sua. Poi mi ha detto: «Io e
255
Giovanni!» e ha scritto i nomi “Matteo”25 e “Giovanni” sul suo
quaderno. L’ho aiutato a scrivere il dialogo facendogli domande come:
«Cosa dici a Giovanni quando lo incontri?», «Lui cosa ti risponde?»,
ecc… Ho notato che Liao rispondeva copiando un dialogo già scritto sul
libro. Solo verso la fine, ha modificato lo svolgimento del dialogo, per
poi concluderlo di nuovo con le espressioni già lette precedentemente.
Durante la ricreazione Liao è uscito dall’aula, rincorrendo prima
Giovanni e poi Valentina. Poi ha giocato in classe con Matteo e Giulio.
Nell’ora di inglese, i ragazzi hanno svolto un esercizio sulla
costruzione delle domande in inglese. L’insegnante ha scritto alla
lavagna alcune risposte, per le quali i ragazzi dovevano scrivere le
domande corrispondenti.
Liao si è limitato a riportare sul suo quaderno quello che l’insegnante
aveva scritto alla lavagna. Il bambino mi è apparso, tra l’altro, in grande
difficoltà di fronte alla necessità di scrivere in inglese copiando in fretta
dalla lavagna.
Ha passato il resto dell’ora a scrivere, copiando dal quaderno di
Giovanni.
18-2-2003 (martedì)
COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(14:20-15:10)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(15:10-16:00)
Nell’ora di compresenza, i ragazzi si sono collegati ad internet tramite
i computers della scuola.
25
Liao, da quanto mi aveva già detto l’insegnante di italiano, il primo giorno di scuola si era presentato dicendo di
chiamarsi Matteo.
256
Attraverso il sito del comune di Roma, l’insegnante di lettere, con
l’aiuto del professore di informatica, li ha fatti accedere al sito delle
biblioteche di Roma e, da qui, al sito di “bibliomondo”26, dedicato
all’intercultura.
L’insegnante ha poi invitato i ragazzi a navigare nel sito cercando
notizie sulla Cina. I ragazzi hanno dapprima visitato la sezione dedicata
alla musica cinese, nella quale era possibile ascoltare una canzone in
cinese, poi hanno cercato notizie e curiosità nella parte dedicata alla
cucina. Liao ha mostrato grande interesse nei confronti dell’attività.
Dopo aver lavorato per un po’ da solo al suo computer, interpellato dai
compagni sulle notizie riportate nel sito, ha cominciato a girare per
l’aula, rispondendo, per quanto possibile, alle domande che gli venivano
poste. Ha voluto ascoltare più volte la canzone in cinese.
L’unico a non partecipare alla ricerca sulla Cina è stato Enver, che ha
visitato altre sezioni del sito dedicate alla canzone popolare albanese e
all’arte africana.
Dopo pranzo, i ragazzi hanno giocato con il pallone nel cortile. Si
sono formati due gruppi separati: Liao ha giocato insieme a Matteo,
Giulio, Giovanni, Paolo ed Enrico.
Nelle due ore successive, l’insegnante di lettere ha proposto alla classe
di lavorare ad una serie di cartelloni dedicati al tema della pace.
I ragazzi si sono divisi in più gruppi per ideare una serie di cartelloni
sull’argomento. Durante il lavoro, hanno avuto la possibilità di muoversi
liberamente e di parlare e giocare.
Liao ha inizialmente giocato con Giovanni, a sua volta poco attento
come al solito, ridendo e dicendogli alcune frasi, poi si è alzato dal banco
e ha raggiunto il gruppo composto da Giorgia, Valentina, Sabrina e
Nadia. Per tutto il tempo, Sabrina lo ha infastidito scherzosamente,
26
L’indirizzo del sito è www.bibliomondo.it.
257
rubandogli l’astuccio, le penne e i quaderni. Liao ha reagito rispondendo
allo scherzo e fingendo di arrabbiarsi. Quando anche Valentina si è
intromessa negli scherzi, Liao l’ha inseguita correndo per l’aula e
ridendo. Dopo un po’ i ragazzi si sono seduti di nuovo al banco. Sabrina,
sorridendo, ha detto a Liao: «Dai! Facciamo pace…», e ha avvicinato la
sua guancia al viso di Liao, dicendogli di darle un bacio. Liao ha fatto
segno di no con la testa, mantenendo un’espressione arrabbiata. Poi,
dopo l’ennesimo invito, ha dato a Sabrina un bacio sulla guancia. A quel
punto, anche Valentina ha voluto che Liao le desse un bacio. Il bambino
le ha baciate sulla guancia sorridendo.
19-2-2003 (mercoledì)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
LETTERE (STORIA)
(12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA)
(14:20-15:10)
Le ore di italiano sono state interamente dedicate alla realizzazione dei
cartelloni sulla pace.
All’inizio della prima ora di compresenza, l’insegnante di italiano ha
chiesto a Liao, facendosi capire con l’aiuto del vocabolario, di scrivere in
cinese la frase “Vogliamo la pace”. Liao ha scritto i caratteri cinesi su un
foglio di carta. La frase verrà successivamente riportata su un cartellone
insieme ad altre analoghe frasi scritte in altre lingue.
Per tutto il tempo, i ragazzi hanno lavorato dividendosi liberamente in
gruppi. Liao ha avuto la possibilità di scegliere i compagni con cui
lavorare e l’attività da svolgere.
258
All’inizio, ha partecipato alla realizzazione del cartellone di Matteo,
Enrico, Francesco e Giulio, colorando le scritte. Successivamente, ha
aiutato Sabrina e Giorgia a ritagliare le lettere disegnate sui fogli di carta.
Sabrina lo ha infastidito scherzosamente, sporcandolo sulle mani e sul
viso con un pennarello. Liao si è difeso macchiando a sua volta il viso di
Sabrina con un altro pennarello, insistendo anche di più di quanto non
avesse fatto la compagna. Poi si è allontanato dal gruppo delle ragazze.
Sabrina, infastidita dalla reazione di Liao, secondo lei esagerata, ha detto
all’insegnante di italiano che Liao l’aveva sporcata. L’insegnante,
notando che anche Liao aveva dei segni di pennarello sul viso, lo ha fatto
presente a Sabrina, che, sorridendo, ha detto che il compagno aveva
però, secondo lei, insistito eccessivamente, macchiandola anche sulla
bocca.
Durante la ricreazione, Liao è uscito dalla classe rincorrendo
Giovanni, irrequieto come sempre, per poi rientrare prima del suono
della campanella.
Nell’ora successiva, mentre i compagni continuavano a lavorare ai
cartelloni, Liao si è seduto al suo banco. Ho notato che aveva un’aria
seccata. Infatti, Paolo, vedendo che il compagno stava per conto suo, gli
si è avvicinato, cercando di chiedere spiegazioni. Poi ha preso il libro
italiano-cinese che Liao aveva sul banco e gli ha proposto di leggerlo
insieme a lui. Liao ha poggiato la guancia sul banco, girandosi dall’altra
parte. Dopo un po’ Paolo si è allontanato.
Liao ha continuato a stare al suo banco con un’aria annoiata fino al
suono della campanella.
Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato con più palloni, dividendosi in
gruppi. Liao ha giocato con Matteo, Giulio, Enrico e Francesco. I
compagni, dopo aver giocato per un po’ a palla a volo, hanno cominciato
a giocare a calcio. Ho notato che Liao, a quel punto, si è messo un po’ in
259
disparte, continuando, tuttavia, a guardare i compagni che giocavano e a
ridere insieme a loro.
Nell’ultima ora, mentre gli altri continuavano a lavorare ai cartelloni,
Liao è stato per quasi tutto il tempo al suo posto, disegnando su un foglio
una figura ritratta sulla copertina del suo quaderno.
Solo verso la fine dell’ora si è alzato per raggiungere il gruppo delle
ragazze, mantenendo un’aria seccata. Ha afferrato alcuni ritagli di
giornale che i ragazzi avevano messo da parte e ha fatto il gesto di
volerli stracciare. Nadia lo ha fermato togliendoglieli dalle mani.
Fino al suono della campanella, Liao ha continuato a girare per l’aula
con una espressione infastidita.
24-2-2003 (lunedì)
EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO)
(9:50-10:40)
RICREAZIONE
EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40)
MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
INGLESE (12:40-13:30)
Oggi Liao era assente. Durante l’ora di recupero, l’insegnante di
italiano ha fatto uscire dalla classe Enver, Giovanni e Paolo,
sistemandosi con loro nell’aula adiacente la segreteria.
Paolo ha terminato il compito iniziato nell’ora precedente, che
consisteva nell’invenzione di alcune storie. Terminata la prima storia, il
bambino mi ha chiamata per leggermi quanto aveva scritto. Enver,
mentre Paolo leggeva, ha cominciato a dire ad alta voce di non saper
svolgere l’esercizio che la professoressa gli aveva assegnato.
260
Quando Paolo ha terminato la lettura, ho prestato attenzione ad Enver.
Il ragazzo, dopo avermi chiesto di spiegargli l’esercizio, ha cominciato a
distrarsi, per poi rifiutarsi apertamente di ascoltare quanto gli stavo
dicendo. Ha cominciato ad interessarsi agli esercizi dei compagni,
cercando di rispondere al posto loro.
L’insegnante di italiano si è seduta accanto ad Enver, cercando di
spiegargli di nuovo l’esercizio assegnato. Dopo poco, ho sentito che
l’insegnante stava parlando ad Enver dell’importanza di essere puliti ed
ordinati. La vicepreside che si trovava con noi nell’aula, sorridendo, ha
chiesto ad Enver di seguirla nel corridoio. Ho saputo dopo che
l’insegnante ha aiutato Enver a lavarsi le mani e che Enver ha reagito
piangendo27.
Al suono della campanella, Enver non si è alzato per uscire dall’aula,
ma ha continuato a svolgere l’esercizio. Alla richiesta di spiegazioni da
parte dell’insegnante, Enver ha risposto di non voler fare ricreazione.
Dopo l’ennesima esortazione da parte dell’insegnante, Enver si è alzato e
ha raggiunto gli altri nel corridoio.
Durante la seconda ora di educazione tecnica, l’insegnante di italiano
ha svolto con Enver, Giovanni e Paolo un’altra ora di recupero.
Ho avuto l’impressione che Enver faticasse a comprendere come
svolgere gli esercizi. Inoltre, ho notato che nello svolgimento di un
esercizio, nel quale occorreva individuare all’interno di un insieme di
parole il gruppo consonantico “gl”, Enver, a differenza degli altri due
ragazzi, che procedevano seguendo un ordine da sinistra a destra e
dall’alto al basso, seguiva un ordine sparso28.
Nell’ora di matematica ho portato fuori Enver e Giovanni.
27
Già in precedenza l’insegnante di italiano aveva espresso la sua preoccupazione circa la trascuratezza di Enver,
mettendo in luce che, generalmente, la mancanza di ordine e pulizia, viene addotta spesso dagli altri ragazzi come
motivazione per isolare ed emarginare i rom.
28
Ho notato questa tendenza da parte di Enver già in precedenza.
261
Giovanni, dopo essersi distratto per un po’, interessandosi ai
macchinari presenti nell’aula, ha continuato a lavorare all’invenzione di
una storia, mentre Enver ha svolto esercizi di alfabetizzazione. Inoltre, su
richiesta di Enver stesso, gli esercizi sono stati tratti dal testo
generalmente utilizzato da Liao29.
Durante la ricreazione, Enver è stato per lo più seduto al suo banco da
solo.
Nell’ora di inglese, l’insegnante ha organizzato una gara sul lessico,
dividendo la classe in due squadre. Enver, all’inizio, non voleva
partecipare, poi, convinto dall’insegnante, si è sistemato, su sua
indicazione, dalla parte della squadra composta da Matteo, Nadia,
Giorgia, Valentina e Mehira. Mentre Enver ha partecipato poco al lavoro
di gruppo e non ha mai risposto alle domande dell’insegnante, Mehira ha
seguito con interesse la gara, fornendo spesso le risposte giuste.
25-2-2003 (martedì)
COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(14:20-15:10)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(15:10-16:00)
Durante l’ora di compresenza italiano-informatica, i ragazzi si sono
nuovamente collegati ad internet, visitando il sito di bibliomondo, alla
ricerca di materiale sulla Cina e su altri paesi.
Come al solito, Liao è apparso molto interessato alla ricerca. In
particolare, si è soffermato molto sull’ascolto di un dialogo in cinese. Poi
ha osservato alcune fotografie. In particolare la sua attenzione si
29
M. P. AZZARO, V. LOSANNA CAIRE, Anch’io parlo, leggo, scrivo, in italiano…, cit..
262
rivolgeva verso le foto di grandi e moderni centri urbani, come Hong
Kong.
Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato nel piazzale della scuola a
pallone, dividendosi in più gruppi.
Liao ha trascorso la ricreazione con il gruppo composto da Matteo,
Giulio, Francesco ed Enrico. Tuttavia, quando i suoi compagni hanno
cominciato a giocare a calcio, il bambino ha smesso di giocare con loro e
li ha osservati appoggiato al muro della scuola, andando ogni tanto a
recuperare la palla.
Al rientro, mentre l’insegnante di italiano ha svolto le due ore di
geografia con il resto della classe, io, Liao, Nadia e Luca, ci siamo recati
nell’aula di informatica per continuare la ricerca sul sito di bibliomondo.
Durante la prima mezz’ora, Nadia e Luca hanno svolto la ricerca,
mentre Liao ha navigato liberamente sul sito, cercando prevalentemente
fotografie. Ogni tanto i compagni gli hanno posto delle domande a cui
lui ha tentato di rispondere. Dopo un po’ si è dedicato ad un gioco al
computer, in cui era necessario comprendere alcune frasi scritte in
italiano. Luca lo ha aiutato a comprenderle.
Prima della fine della prima ora pomeridiana, Enver ci ha raggiunti
con il permesso dell’insegnante di italiano.
All’inizio, usando da solo uno dei computer nell’aula, ha chiamato
spesso i compagni per mostrare loro ciò che trovava navigando sul sito.
Successivamente, ha raggiunto Liao che giocava e si è sistemato accanto
a lui.
Dopo un po’, Enver si è alzato di scatto tentando di colpire con la
mano la testa di Liao, il quale, alzandosi a sua volta, si è tirato indietro
assumendo un’aria minacciosa. Sono intervenuta richiamandoli e
chiedendo spiegazioni. Enver si è giustificato dicendo che Liao gli ha
dato un colpo con la mano sulla testa. A quel punto, Luca è intervenuto
263
dicendo che in realtà Liao fa con tutti così e che non è il caso di reagire
in quel modo. Nadia ha aggiunto che Liao non lo fa per fare male, né per
aggredire i compagni, ma solo per scherzare.
Prima del suono della campanella siamo tornati in classe, dove Liao
ha sistemato il suo zaino, giocando e ridendo con Giovanni.
26-2-2003 (mercoledì)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
LETTERE (STORIA)
(12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA)
(14:20-15:10)
Durante le due ore di compresenza, l’insegnante di italiano ha portato
fuori dalla classe Liao, Giovanni ed Enver. I ragazzi hanno svolto
esercizi di vario tipo sul plurale e singolare, sugli articoli e sul lessico.
Giovanni e Liao hanno scherzato e giocato molto tra loro. In
particolare, si sono rubati il quaderno a vicenda, rincorrendosi anche
reciprocamente. Enver è stato un po’ in disparte e quando Giovanni ha
provato a sottrargli per gioco il quaderno, si è arrabbiato reagendo in
modo esagerato.
Liao, durante le due ore di recupero, rivolgendosi soprattutto a
Giovanni, ha pronunciato delle frasi come: «Che fai Giovanni?», «Che
cosa successo?», «Mi dai quaderno?».
Durante la ricreazione, Liao ha giocato in classe con i suoi compagni,
senza uscire mai nel corridoio.
Nell’ora successiva, mentre l’insegnante di italiano è rimasta in classe,
io, Giovanni, Liao ed Enver siamo usciti dall’aula per continuare gli
264
esercizi iniziati nelle due ore precedenti. Tuttavia, i ragazzi hanno per lo
più scherzato e giocato tra loro, rubandosi a vicenda penne e quaderni.
Mentre i ragazzi svolgevano un esercizio sugli articoli determinativi,
Enver, alzandosi per un po’ dal suo posto, ha lasciato la fotocopia su cui
stava lavorando sul tavolo. Giovanni e Liao, per scherzare, l’hanno presa
e finita di compilare. Enver, ritornato a sedere, ha strappato
violentemente di mano la fotocopia a Giovanni e, rivolgendosi verso di
me, ha detto: «Questi dicono che l’ho scritto io!». Ho cercato di dire ad
Enver che i compagni stavano scherzando, tuttavia lui ha continuato a
stare per conto suo fino alla fine dell’ora.
Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato nel cortile, divisi in gruppetti.
Liao ha giocato con il pallone insieme a Matteo, Enrico, Giulio e
Francesco. Anche oggi, quando i compagni hanno cominciato a giocare a
calcio, Liao si è fatto da parte, continuando, tuttavia, a guardarli
appoggiato al muro.
Nell’ultima ora, l’insegnante di italiano ha organizzato la classe in più
gruppi, per svolgere una serie di attività separate. Mentre Nadia, Giorgia
e Valentina terminavano il loro cartellone sulla pace, Liao ed Enver
hanno colorato le scritte di un altro cartellone. Francesco ha aiutato
Giovanni a compilare una scheda di storia su cui il resto della classe
aveva lavorato nell’ora precedente, mentre tutti gli altri hanno letto
separatamente un paragrafo sul libro di testo.
Come al solito, Liao ha svolto il lavoro assegnatogli con grande cura,
senza mai distogliere l’attenzione dal cartellone. Al suono della
campanella, Liao ha terminato un’ultima scritta, poi ha sistemato lo
zaino per uscire.
5-3-2003 (mercoledì)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40)
265
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
Vista l’assenza dell’insegnante di italiano, i ragazzi hanno svolto due
ore di matematica.
Durante la prima mezz’ora, l’insegnante ha spiegato le frazioni,
assicurandosi, di tanto in tanto, che Liao stesse scrivendo tutto sul suo
quaderno. Il bambino ha seguito la lezione con grande attenzione, senza
mai distrarsi. L’insegnante lo ha infine chiamato alla lavagna e Liao ha
dato prova di aver ampiamente compreso l’argomento.
Successivamente, su invito dell’insegnante stessa, io e Liao siamo
usciti dall’aula per svolgere qualche esercizio di italiano.
All’inizio Liao ha letto una serie di dialoghi sul libro di
alfabetizzazione per stranieri, per poi rispondere ad una serie di domande
su ciò che aveva letto. Notando che il bambino era un po’ annoiato, gli
ho chiesto: «Cosa ti va di fare?», indicando i libri di esercizi che avevo
tra le mani30. Ha alzato le spalle sorridendomi.
Poi ha afferrato un libro e ha cominciato a sfogliarlo. Si è soffermato
su alcuni nomi di animali e piante e, infine, su un piccolo brano. Dopo
averlo letto, abbiamo risposto insieme alle domande presenti alla fine
della lettura. Successivamente, Liao ha svolto degli esercizi sul plurale e
singolare. Avendo avuto l’impressione che li stesse svolgendo
meccanicamente, senza capire di cosa si trattasse, gli ho fatto un esempio
concreto. Prendendo una matita ho detto: «Liao questa è una, quindi si
dice “matita”», poi, prendendone altre due o tre gli ho detto: «Queste
sono tante, quindi sono “matite”». Mi ha detto di aver capito. In effetti,
quando gli ho indicato il testo che avevo in mano, mi ha detto: «Libro»,
quando ho indicato tutti i testi sul tavolo mi ha detto: «Libri».
30
MADDII, L., Dire, fare, comunicare, 8 Quaderni, Gussago (Brescia), Vannini, 2000.
266
Siamo tornati in classe prima del suono della campanella. Liao,
sistemandosi al banco, ha cominciato a scherzare con Giulio, suo nuovo
compagno di banco31. Poi ha prestato attenzione agli esercizi svolti alla
lavagna dai compagni. Fino alla fine dell’ora è rimasto composto al suo
banco.
10-3-2003 (lunedì)
EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO)
(9:50-10:40)
RICREAZIONE
EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40)
MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
INGLESE (12:40-13:30)
Nell’ora di recupero in italiano sono usciti dalla classe Liao, Giovanni,
Mehira e Valentina. Mentre Valentina ha aiutato Giovanni in storia,
Mehira e Liao hanno svolto una verifica di italiano.
Liao, da quanto emerso dalla verifica, sembra aver compreso la regola
generale per il singolare e plurale32 e il maschile e femminile. Ha avuto
qualche incertezza sulle doppie di alcune parole da lui poco usate e ha
mostrato di non conoscere il significato di alcuni vocaboli (ad esempio
“cesto”). Nel complesso l’insegnante di italiano è rimasta soddisfatta
della prova. Mehira ha naturalmente ottenuto dei migliori risultati ed è
apparsa contenta di svolgere la verifica in modo corretto.
Terminata la verifica, i ragazzi hanno parlato e scherzato tra loro fino
al suono della campanella.
Durante la ricreazione, Liao è rimasto in classe, scherzando con i
compagni.
31
Durante la mia assenza, i ragazzi hanno effettuato la rotazione dei posti.
267
Nell’ora di educazione tecnica, mentre io aiutavo altri ragazzi, Liao,
dopo aver ascoltato la veloce spiegazione dell’insegnante, ha lavorato
come al solito da solo e senza grosse difficoltà. Alla fine dell’ora ha
consegnato il disegno alla professoressa.
Durante l’ora di matematica i ragazzi hanno svolto esercizi sulle
frazioni. Liao ha seguito attentamente per tutta l’ora ciò che veniva
scritto alla lavagna, sia dai compagni che dall’insegnante.
Mentre i compagni interrogati svolgevano gli esercizi, ho notato che il
bambino ha più volte risposto a bassa voce alle domande che venivano
poste dall’insegnante. In particolare, ho notato una certa velocità, da
parte sua, nel fare i calcoli a mente.
Durante la ricreazione, Liao è rimasto in classe con altri compagni e
ha giocato con loro a calcio, con una palla fatta di carta.
Nell’ora di inglese, i ragazzi hanno ascoltato la registrazione di un
dialogo e, successivamente, hanno risposto a turno ad alcune domande di
comprensione. Liao, come al solito, ha prestato grande attenzione ad
ogni cosa detta o scritta, cercando di partecipare attivamente alla lezione.
In particolare ha appuntato con la matita la pronuncia delle parole sul
suo libro e ha partecipato alla ripetizione collettiva del dialogo. Quando
l’insegnante gli ha chiesto di leggere una frase in inglese, Liao ha
mostrato di avere difficoltà di pronuncia.
17-3-2003 (lunedì)
EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO)
(9:50-10:40)
RICREAZIONE
EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40)
MATEMATICA (11:40-12:30)
32
Durante la verifica ha commesso degli errori su alcuni plurali irregolari (ad esempio “uomi”, invece che “uomini” o
“poete”, invece che “poeti”)
268
RICREAZIONE
INGLESE (12:40-13:30)
Durante la prima ora di tecnica i ragazzi non hanno svolto
regolarmente la lezione, poiché impegnati a disputare il torneo di
pallavolo della scuola.
Liao ha partecipato alla partita insieme ai suoi compagni. I suoi
movimenti apparivano più disinvolti rispetto a qualche mese fa.
Giovanni non ha invece partecipato alla gara. Enver e Mehira erano
assenti.
I ragazzi hanno perso la gara e durante la ricreazione ne hanno parlato
tutti insieme. Liao è stato con gli altri, cercando di ascoltare e di
partecipare alla discussione.
Nella seconda ora di tecnica Paolo ha chiesto espressamente il mio
aiuto per lo svolgimento della tavola assegnata dall’insegnante.
Liao, come di consueto, ha svolto da solo il disegno.
Nell’ora di matematica, l’insegnante ha interrogato, chiamando a
turno i ragazzi alla lavagna. Liao, arrivato il suo turno, ha svolto
correttamente gli esercizi e ha mostrato di saper eseguire velocemente i
calcoli a mente. Quando è tornato al suo posto, l’insegnante gli ha
chiesto, aiutandosi con i gesti, se in Cina a scuola si usano le calcolatrici.
Il bambino ha risposto di no.
Fino alla fine dell’ora Liao ha seguito attentamente la lezione,
precedendo spesso i compagni sui calcoli e sulle risposte alle domande
poste dall’insegnante.
Al suono della campanella, prima di raggiungere i compagni che
facevano
ricreazione,
precedentemente.
Liao
ha
terminato
gli
esercizi
iniziati
269
Nell’ora di inglese, Liao ha come al solito cercato di seguire la
lezione, ripetendo di volta in volta le parole inglesi pronunciate dai suoi
compagni e segnando sul suo quaderno ogni cosa scritta alla lavagna.
Quando l’insegnante gli ha chiesto di svolgere un esercizio, Liao non
ha saputo rispondere correttamente. Giovanni è apparso, invece assente
per tutta l’ora.
18-3-2003 (martedì)
COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(14:20-15:10)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(15:10-16:00)
Nell’ora di compresenza, i ragazzi hanno come al solito lavorato al
computer. Durante le spiegazioni dell’insegnante di informatica, Matteo
e Giulio si sono più volte alzati dal loro posto, per aiutare Liao a capire
ciò che si stava dicendo.
Enver ha lavorato da solo senza chiedere nulla, spesso non riuscendo a
stare dietro agli altri. Quando il professore ha invitato i ragazzi più
esperti ad aiutare i compagni in difficoltà, Giulio si è avvicinato ad
Enver e lo ha aiutato per qualche minuto. Mehira ha chiesto aiuto sia alle
compagne sedute vicine, che agli insegnanti. Come al solito, Giovanni si
è spesso distratto, occupandosi di altre cose, alzandosi dal posto e
rivolgendo la parola ai compagni.
Verso la fine dell’ora i ragazzi hanno avuto la possibilità di alzarsi e di
parlare liberamente tra loro. Alessio si è avvicinato a Liao e lo ha
abbracciato scherzosamente, ma Liao lo ha respinto dicendo: «Lascia!».
Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato con il pallone nel cortile.
Anche oggi si sono divisi in più gruppi: due gruppi di ragazzi hanno
270
giocato a calcio, mentre le ragazze a pallavolo. Liao all’inizio ha giocato
a pallavolo con Enver. Quando Giovanni ha raggiunto i due ragazzi,
Enver si è allontanato e ha cominciato a giocare da solo.
Durante le due ore successive, mentre l’insegnante di italiano andava
avanti con il programma di geografia, io, Enver, Liao e Matteo, il più
bravo
della
classe,
siamo
usciti
per
continuare
il
lavoro
sull’alfabetizzazione.
I ragazzi si sono organizzati praticamente da soli, scegliendo anche gli
esercizi che preferivano. Matteo ha iniziato ad aiutare Liao nella
compilazione di alcune schede sul lessico e sulla comunicazione. Enver
ha voluto svolgere gli stessi esercizi e, durante la compilazione, ha
parlato per tutto il tempo ad alta voce, suggerendo in tal modo le risposte
giuste a Liao. Successivamente Matteo ha spiegato in parole semplici a
Liao l’uso di “sono” ed “è”. Liao ha svolto correttamente gli esercizi
sull’argomento. Terminati i primi esercizi Enver si è avvicinato ai
compagni e ha cominciato a lavorare insieme a loro, svolgendo per lo più
esercizi di lettura.
Verso la fine delle due ore Matteo ed Enver hanno iniziato
spontaneamente a collaborare per insegnare a Liao, prima i nomi dei
colori, poi degli oggetti presenti nella stanza.
19-3-2003 (mercoledì)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
LETTERE (STORIA)
(12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA)
(14:20-15:10)
271
Durante le due ore di compresenza, l’insegnante di italiano, ha
suddiviso la classe in tre gruppi, per continuare il lavoro sui paesi di
origine dei ragazzi stranieri. Per il momento, mancando il materiale su
Bosnia e Macedonia, i ragazzi hanno lavorato su Cina, Romania e
Moldavia, organizzando il materiale a disposizione e preparando dei
cartelloni.
Liao ha lavorato alla ricerca sulla Cina, portando da casa alcune sue
fotografie, da attaccare sul cartellone33. Presa tra le mani la cartina della
Cina, ha iniziato, su richiesta dei compagni che lavoravano con lui, a
indicare luoghi e città importanti, oltre che la sua regione di provenienza,
lo Zhejiang.
Per il resto del tempo, il bambino è stato abbastanza libero di
muoversi nella classe e di parlare con i compagni. Durante la seconda
ora di compresenza, Liao ha litigato con Sabrina, che lo infastidiva
scherzosamente. Quando la ragazza gli ha dato una piccola botta con la
mano, Liao si è alzato dal posto e l’ha inseguita, tirandole dietro delle
carte che aveva sul banco.
Enver ha lavorato con il gruppo che si è occupato della Moldavia,
partecipando, in realtà, poco all’attività di organizzazione. Giovanni, pur
mostrando un certo interesse nei confronti del lavoro sulla Moldavia, si è
tuttavia distratto come al solito, alzandosi più volte dal posto,
conversando con i compagni e occupandosi di altre cose.
Durante la ricreazione, Liao è rimasto in classe, giocando con i suoi
compagni e rincorrendo Giovanni. Prima del suono della campanella ha
giocato con il pallone insieme a Paolo.
Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato con il pallone nel cortile.
Enver è stato tutto il tempo per conto suo e ha giocato da solo con uno
dei palloni a disposizione.
33
L’insegnante di italiano, aveva chiesto a Liao di portare fotografie e cartoline raffiguranti luoghi e paesaggi cinesi.
Tuttavia, Liao ha portato a scuola delle sue fotografie da piccolo, con l’intenzione di usarle per il cartellone.
272
Durante la successiva ora di storia, Liao, ha tentato di seguire le
spiegazioni dell’insegnante, ripetendo i termini italiani che sentiva e
seguendo sul suo libro con l’aiuto di Giulio, suo attuale compagno di
banco. Enver e Giovanni non hanno invece seguito la lezione, ma si sono
distratti per tutto il tempo.
25-3-2003 (martedì)
COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(14:20-15:10)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(15:10-16:00)
Oggi i ragazzi hanno svolto, salendo a gruppi nell’aula di informatica,
dei test inviati dal Ministero.
Mentre l’insegnante di italiano ha svolto una supplenza in un’altra
classe, i ragazzi sono rimasti con me34.
Liao era assente, mentre Giovanni, Mehira, Nadia, Francesco e Giulio
erano fuori a svolgere i test.
Dopo un iniziale momento di tranquillità, in cui i ragazzi hanno
ripassato ciò che l’insegnante aveva dato loro da studiare, c’è stato un
litigio tra Sabrina e Giorgia, per una frase detta da quest’ultima. Mentre
tutta la classe interveniva più o meno scherzosamente nel discorso tra le
due ragazze, Enver è stato per tutto il tempo in disparte. Dapprima ha
afferrato il dizionario di italiano, iniziando a cercare delle parole, poi ha
cominciato a sfogliare l’enciclopedia, guardando ogni tanto dalla mia
parte. Verso la fine dell’ora ha giocato in un angolo con il pallone.
Quando gli altri sono rientrati, Paolo ha raggiunto Enver per giocare con
34
Secondo le direttive del Ministero, infatti, gli insegnanti non possono essere con i loro studenti mentre questi
svolgono i test.
273
lui. Giovanni è uscito dall’aula più volte, nonostante le mie
raccomandazioni di non farlo.
Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato a palla a volo nel cortile,
divisi in vari gruppi. Solo Enver ha giocato per conto suo, durante tutta
la ricreazione.
Nelle due ore successive, mentre l’insegnante spiegava la lezione,
Enver è stato per tutto il tempo con i gomiti appoggiati sul banco, con
l’aria completamente assente. Quando l’insegnante di italiano lo ha
esortato a seguire con l’aiuto del libro di Nadia, sua attuale compagna di
banco, il bambino ha risposto: «No, non ci riesco».
Verso la fine delle due ore, mentre gli altri leggevano un paragrafo sul
libro di geografia, l’insegnante ha dato ad Enver un libro preso
dall’armadietto, e lo ha invitato ad osservare le figure. Tuttavia, Enver,
ha scosso la testa dicendo a bassa voce: «Ma no… ».
Giovanni, distratto e indaffarato per tutte e due le ore, ha portato a far
vedere all’insegnante di italiano una sua poesia riportata su un
cartoncino. L’insegnante, nonostante gli errori sintattici e ortografici, ha
detto a Giovanni che la appenderà in classe senza correzioni.
31-3-2003 (lunedì)
EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO)
(9:50-10:40)
RICREAZIONE
EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40)
MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
INGLESE (12:40-13:30)
Nella prima ora di educazione tecnica, le ragazze della classe hanno
giocato una partita di palla a volo per il torneo della scuola.
274
Durante la partita, persa dalla classe, Liao è stato vicino ai suoi
compagni e ha seguito l’incontro, ridendo con gli altri, ma partecipando
poco al tifo. Enver è stato seduto accanto a Mehira, unica ragazza a non
partecipare al torneo, ed ha osservato la partita con un atteggiamento che
mi è parso distaccato.
Durante la ricreazione, Liao ha prima scritto un avviso copiandolo alla
lavagna, poi è uscito con tranquillità dalla classe, ridendo con gli altri
ragazzi.
Nella seconda ora di tecnica, come al solito, Liao ha svolto da solo il
disegno. Enver e Mehira hanno continuato da soli i disegni sui fogli a
quadretti.
Nell’ora di matematica, l’insegnante, dopo avermi parlato delle
difficoltà di Liao a comprendere il testo dei problemi, ha voluto costatare
la preparazione del bambino, invitandolo ad andare alla lavagna. Liao,
pur non avendo inizialmente compreso il problema che l’insegnante gli
sottoponeva, è riuscito successivamente a risolvere il quesito, con l’aiuto
di uno schema grafico disegnato dall’insegnante stessa. Poi ha svolto
velocemente i calcoli necessari.
Durante la ricreazione, il bambino ha giocato e parlato con i
compagni, rimanendo per lo più in classe.
Nella successiva ora di inglese, l’insegnante ha svolto delle
interrogazioni individuali sui vocaboli. Mehira, interrogata su alcuni
termini, ha saputo rispondere in modo abbastanza soddisfacente,
guadagnando un sufficiente più. Enver, invece, chiamato dall’insegnante,
ha detto esplicitamente di non voler rispondere e, prima che gli fosse
posta una domanda, ha iniziato a dire: «No, ma io non lo so…». Quando
l’insegnante gli ha chiesto come si dice in inglese «Come ti chiami?»,
Enver ha abbassato la testa sul banco. Allora, l’insegnante di inglese ha
replicato: «Non posso credere che tu non lo sappia Enver, secondo me
275
non vuoi dirlo…». Luca si è intromesso dicendo: «Lo sa pure Liao
questo…». L’insegnante ha risposto di esserne assolutamente sicura, poi
ha aggiunto: «Ma anche Enver lo sa, solo che ora non lo ricorda
bene…». I ragazzi, scherzando, hanno chiesto a Liao: «Come si dice
“Come ti chiami?”». Liao ha risposto: «What’s your name?».
L’insegnante di inglese ha chiesto a Nadia di uscire dall’aula insieme
ad Enver, per aiutarlo a ripassare per una eventuale altra interrogazione.
Dopo molte insistenze, il bambino si è deciso ad uscire.
1-4-2003 (martedì)
COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(14:20-15:10)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(15:10-16:00)
Durante l’ora di compresenza, i ragazzi non sono saliti nell’aula di
informatica, occupata per i test del Ministero.
L’insegnante ha scritto alla lavagna un avviso per le famiglie. Liao ha
copiato con pazienza l’avviso, mentre Giovanni, come al solito distratto,
non ha neanche tirato fuori il suo diario.
L’insegnante di italiano, avendo notato che Enver non stava scrivendo
l’avviso, gli ha chiesto: «Enver, perché non scrivi?». Enver ha risposto a
bassa voce: «Perché no…». Dopo che l’insegnante ha chiesto di nuovo
ad Enver delle spiegazioni, Luca ha asserito ad alta voce: «Perché non
gli va professoressa…». L’insegnante ha allora risposto: «Non è che ad
Enver non va di fare le cose, ma semplicemente è ancora tutto un po’
difficile, vero Enver?». Poi ha aggiunto: «Ma è normale che sia così…».
Enver ha continuato a tenere la testa bassa sul suo banco, senza provare a
276
scrivere. Dopo un po’, Liao ha preso il diario di Enver e ha cominciato a
copiare l’avviso per il compagno.
Durante l’ora, Enver non ha ascoltato l’insegnante che spiegava,
restando per tutto il tempo accucciato sul suo banco. Liao ha invece
tentato di seguire, ripetendo spesso le parole che l’insegnante
pronunciava e cercando di seguire la lezione sul libro di storia.
Giovanni si è continuamente distratto, parlando con i compagni,
alzandosi dal banco e disegnando sul suo quaderno.
Durante la ricreazione successiva alla mansa, i ragazzi hanno, come di
consueto, giocato con il pallone divisi in gruppi. Liao ha giocato con
alcuni ragazzi della sua classe, rimanendo in disparte, ma senza
allontanarsi, quando i suoi compagni hanno iniziato a giocare a calcio.
Durante le due ore successive, io, Liao, Enver, Valentina e Giorgia
siamo usciti dall’aula per lavorare al cartellone sulla Cina.
All’inizio, Enver, ha cominciato a darsi da fare, ritagliando le
immagini e incollando le scritte sul cartellone. Tuttavia, quando Giorgia
gli ha chiesto di fare con più calma, perché non riusciva a stargli dietro,
Enver ha smesso di lavorare e ha cominciato a dire di non saper fare
nulla. Ho cercato di esortare Enver a continuare a lavorare, ma il
bambino ha risposto: «No, non mi va! Non lo so fare io» e, indicando
Liao, ha aggiunto: «Fa fare a lui, lui lo sa fare!».
Liao, invece, ha continuato a lavorare con la solita precisione,
interrompendosi solo ogni tanto per rivolgere l’attenzione alle compagne
che lo chiamavano.
Enver, ad un certo punto, dopo essere stato per un po’ a guardare gli
altri che lavoravano mi ha detto di voler andare in classe, perché tanto
non avrebbe potuto far nulla. Tuttavia, alla fine, non è sceso e si è
limitato ad aspettarci nel corridoio. Sulle scale abbiamo incontrato il
277
resto della classe che si recava in un’altra aula al piano superiore, per
vedere un documentario sull’Estremo Oriente.
Enver ha detto all’insegnante di italiano: «Io non ho fatto niente
professoressa, hanno fatto tutto loro… Ha fatto Liao…». Io ho risposto
che non era vero, ma Enver ha raggiunto gli altri velocemente.
Durante la visione del documentario, Liao è apparso molto interessato
e, ad ogni domanda dei compagni, tentava di rispondere al meglio. Ogni
volta che notava un oggetto o un posto che conosceva, si rivolgeva ai
compagni dicendo: «Io questo sì».
2-4-2003 (mercoledì)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
LETTERE (STORIA)
(12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA)
(14:20-15:10)
All’inizio della prima ora, l’insegnante di italiano e quella di
matematica, hanno cambiato i posti a sedere, su richiesta degli stessi
ragazzi. Liao è stato spostato accanto a Francesco, che è apparso
contento della scelta delle insegnanti. Giovanni è capitato vicino ad
Antonio, anch’egli abbastanza contento. Enver e Paolo dovevano stare
all’inizio in due banchi singoli, ma su richiesta di Paolo, che ha insistito
per non rimanere da solo, sono stati sistemati l’uno accanto all’altro.
Nadia è capitata accanto a Matteo.
278
Durante le due ore di compresenza, l’insegnante di italiano, rimasta in
classe con la maggior parte dei ragazzi, ha organizzato per gruppi il
lavoro sui cartelloni dei paesi di provenienza degli alunni stranieri.
Nadia ha portato alcune sue fotografie di quando era bambina, insieme
ai parenti in Romania, per lo più scattate in montagna. Giovanni, invece,
non ha portato foto né cartoline della Moldavia, così i ragazzi hanno
lavorato solo ai cartelloni di Cina e Romania.
Nadia è apparsa entusiasta di organizzare il “suo” cartellone e, per
tutto il tempo, mi ha detto di avere a casa altro materiale sul suo paese.
Avendo trovato su un libro di geografia un piccolo riquadro sulla
leggenda di Dracula, ha cominciato a parlare con Francesco di questo
personaggio e della Transilvania che lei ha visitato. Poi mi ha detto di
avere a casa una fotografia del castello di Dracula e di volerla portare per
incollarla sul cartellone.
Il gruppo sulla Cina ha lavorato al cartellone, colorando le scritte e
incollando le ultime figure. Liao, questa volta, ha seguito di meno il
lavoro, pur continuando ad interessarsi alle fotografie del suo paese e
indicando ogni tanto ai compagni le città sulla cartina geografica.
Durante l’intervallo, i ragazzi hanno
giocato
nel corridoio,
rincorrendosi a vicenda. Liao è inizialmente uscito insieme agli altri, poi,
quando stava per suonare la campanella, è rientrato in classe e ha
osservato Nadia che lavorava al cartellone sulla Romania.
Nell’ora successiva, i ragazzi hanno continuato il lavoro sui cartelloni
come nelle ore precedenti. Liao ha giocato molto con Sabrina e
Valentina che lo hanno preso in giro e infastidito scherzosamente.
Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato nel cortile antistante la scuola
divisi in gruppi. Liao ha giocato con Matteo, Giulio, Francesco ed Enrico
a palla a volo. Enver ha giocato da solo con un pallone.
279
Nell’ora successiva, mentre l’insegnante di italiano è rimasta in classe
a fare lezione, io, Nadia, Mehira e Liao siamo usciti dall’aula per
continuare il cartellone sulla Cina. Liao ha colorato per tutto il tempo le
scritte. Dopo mezz’ora è entrato in aula un ragazzo rom. Ha chiesto cosa
stessimo facendo con un’aria un po’ strafottente. Mehira, adirata, gli ha
detto: «Vattene via, stupido!». Il ragazzo ha continuato a prendere in giro
lei e Nadia e ha domandato di nuovo cosa stessimo facendo. Ho risposto
che stavamo completando dei cartelloni sulla Cina e sulla Romania e ho
aggiunto: «Vuoi aiutarci?». Lui ha chiesto: «Perché sulla Romania?».
Nadia ha risposto: «Perché è il mio paese! È il paese dove sono nata». Io
ho chiesto al ragazzo: «Tu invece dove sei nato? In Bosnia?». Ho notato
che stava per fare cenno di sì con la testa, poi si è fermato e ha detto:
«No! In Italia!». Dopo un po’ si è spostato vicino a Liao e ha cominciato
a parlargli, ma il bambino non ha risposto. Alla fine, alla domanda, posta
con tono un po’ provocatorio, «Tu sei cinese?», Liao ha alzato gli occhi
verso di lui e ha risposto a voce alta: «Sì!». Il ragazzo rom ha chiesto,
indicando la scritta cinese sotto al titolo: «Cosa c’è scritto?». Mehira ha
risposto seccata: «Paese di mezzo, che significa Cina…». Il ragazzo si è
avviato ridendo verso la porta, continuando a prendere in giro Liao.
Mehira gli ha urlato dietro: «Stupido imbecille! Magari ti bocciano che
non fai mai niente!».
7-4-2003 (lunedì)
EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO)
RICREAZIONE
EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40)
MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
INGLESE (12:40-13:30)
(9:50-10:40)
280
Giovanni ha portato, per la realizzazione del cartellone sulla
Moldavia, delle foto in cui figura il padre e il fratello militare in caserma.
Non ci sono paesaggi della Moldavia, ma solo edifici moderni sullo
sfondo.
Durante l’ora di recupero, sono usciti dalla classe Giovanni, Giorgia e
Nadia per iniziare il cartellone sulla Moldavia. Liao è rimasto in classe e
ha svolto regolarmente il disegno di tecnica.
Giovanni è apparso contento di organizzare il lavoro, ma come al
solito si è distratto molto e ha dato poco ascolto agli altri che gli
chiedevano consigli su come realizzare il cartellone. Tuttavia, è apparso
entusiasta di mostrare ai compagni le località, le città e i paesaggi della
Moldavia. Mentre ritagliava le fotografie, ogni tanto diceva di conoscere
i luoghi e i monumenti fotografati.
Durante la ricreazione, i ragazzi, di loro iniziativa, hanno deciso di
non uscire dalla biblioteca per continuare il cartellone.
Nella seconda ora di tecnica, con il permesso dell’insegnante, i tre
ragazzi hanno portato avanti il lavoro sulla Moldavia. Giovanni, dopo
aver più volte chiesto di poter usare il computer, ha alla fine lavorato con
impegno al cartellone.
Nadia, durante l’ora, mi ha raccontato di essere stata fidanzata per
qualche settimana con Francesco, che, tuttavia, ora ha deciso di lasciarla,
avendola sorpresa mentre Paolo, per scherzo, la prendeva in braccio.
In classe, l’insegnante di educazione artistica, scegliendo a turno
alcuni ragazzi per farsi aiutare, ha terminato i dipinti sulle pareti della
classe, rimasti incompiuti dall’anno precedente.
Nell’ora di matematica, Liao ha seguito le interrogazioni alla lavagna,
girandosi ogni tanto ad osservare il lavoro dell’insegnante di artistica.
281
Durante la ricreazione, Liao è rimasto in classe ad assistere al lavoro
di pittura.
Nell’ora di inglese, Francesco ha parlato molto a bassa voce con Liao,
il quale rispondeva annuendo con la testa o dicendo qualche parola come
«sì», «no», «quello», «io sì», etc…
8-4-2003 (martedì)
COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(14:20-15:10)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(15:10-16:00)
Oggi, a causa dell’assenza dell’insegnante di informatica, i ragazzi
non sono saliti nell’aula dei computers. Io, Giovanni, Nadia, Sabrina ed
Enrico siamo saliti in biblioteca per continuare il lavoro sul cartellone
della Moldavia.
Giovanni è apparso contento del lavoro, ma, come al solito, spesso si è
distratto e, nonostante il mio invito a non farlo, ha tentato più volte di
accendere il computer che si trova nell’aula.
Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato nel cortile antistante. Liao è
stato per tutto il tempo insieme agli altri ragazzi, mentre le ragazze sono
rimaste in disparte, sedute sulla gradinata a chiacchierare.
Nelle due ore successive, mentre l’insegnante di italiano è rimasta in
classe a svolgere le ore di geografia, io, Matteo e Giovanni siamo tornati
in biblioteca per completare il lavoro sul cartellone. I due ragazzi, dopo
un iniziale momento di svago, si sono impegnati nel lavoro.
Verso la fine della prima ora, ci hanno raggiunti due ragazzi di terza,
che hanno cominciato a chiedere spiegazioni sul lavoro che stavamo
svolgendo. Giovanni ha risposto: «È il cartellone sul mio paese. Vedi -
282
indicando la cartina - questa è la Moldavia». Quando Matteo ha aggiunto
che faceva parte dell’Unione Sovietica, Giovanni, sorridendo, ha detto:
«No… la Russia non mi piace». Poi Matteo e gli altri ragazzi hanno
iniziato a fare domande a Giovanni sulla Moldavia. Il bambino ha
risposto a molte delle domande che gli venivano poste35.
14-4-2003 (lunedì)
EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO)
(9:50-10:40)
RICREAZIONE
EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40)
MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
INGLESE (12:40-13:30)
I ragazzi, essendo stata rimandata la partita in programma, hanno
regolarmente svolto le due ore di tecnica.
L’insegnante di italiano ha chiamato, per l’ora di recupero, solo Liao.
Durante
l’ora,
l’insegnante,
servendosi
di
alcuni
opuscoli
su
Castelporziano, dove i ragazzi si sono recati in visita la scorsa settimana,
ha tentato di far parlare Liao. Il bambino ha prestato molta attenzione a
quello che l’insegnante gli diceva, cercando di memorizzare le parole
che sentiva pronunciare. Poi, su invito dell’insegnante, ha tentato di
ripetere quello che aveva capito. Liao sembrava capire abbastanza bene
quello che l’insegnante diceva, mentre la ripetizione è apparsa per lui più
complessa. Per facilitargli il compito, l’insegnante lo ha guidato
attraverso
una
perfettamente36,
serie
di
domande
che
per poi fargli ripetere
Liao
da
sembrava
solo
precedentemente.
35
36
Le domande riguardavano soprattutto la lingua parlata, la religione e le città principali.
Ad esempio: «Dove siamo andati?», «Quale animale abbiamo visto?», etc…
quanto
capire
detto
283
Esaurito l’argomento di Castelporziano, l’insegnante ha aiutato Liao a
leggere alcune fotocopie tratte da un libro di geografia semplificato.
L’argomento affrontato riguardava le coste. Quando Liao ha cercato di
ripetere quanto aveva capito, invece di dire “sabbiose”, ha detto
“sabbiate”. Per quanto riguarda il contenuto, sembrava capire abbastanza
quello che leggeva.
Durante la ricreazione, Liao è rimasto in classe, seduto al suo banco
per squadrare il foglio da disegno e per iniziare la tavola che gli altri
hanno disegnato nell’ora precedente.
Essendo il disegno abbastanza complesso da realizzare, senza
un’adeguata spiegazione, l’insegnante di tecnica mi ha chiesto di seguire
Liao durante l’ora. Liao capiva immediatamente le mie indicazioni e ha
realizzato il disegno velocemente, per poi iniziare subito dopo la seconda
tavola. Alla fine dell’ora, il bambino, ha consegnato entrambe le tavole
insieme a tutti gli altri compagni.
Nell’ora di matematica io e Liao siamo usciti dall’aula per continuare
la lettura delle fotocopie di geografia.
Ho notato che la sua attenzione era concentrata, più che sulla
comprensione, sugli esercizi di completamento proposti. Senza aspettare,
infatti, la mia spiegazione, correggeva le parole sbagliate, senza capirne
il significato.
Durante la ricreazione e nella prima parte dell’ora di inglese, i ragazzi
hanno assistito alla parte finale di un concerto che si teneva nel teatro
della scuola. Liao, di ritorno dall’ora di recupero, ha immediatamente
raggiunto il gruppo dei suoi compagni che ascoltavano tutti insieme il
concerto. Enver, invece, ha trascorso tutto il tempo seduto in disparte,
lontano dagli altri.
Nell’ultima mezz’ora prima della mensa, i ragazzi hanno svolto un
ripasso di inglese. Liao ha, come al solito, tentato di prestare attenzione
284
alla lezione, ascoltando attentamente e ripetendo tra sé le parole inglesi
che gli altri pronunciavano.
15-4-2003 (martedì)
COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(14:20-15:10)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(15:10-16:00)
I ragazzi, durante l’ora di informatica, sono rimasti in classe con
l’insegnante di lettere.
Nadia, Giorgia ed Enver hanno attaccato i cartelloni al muro, mentre il
resto della classe ha ripassato geografia con l’aiuto dell’insegnante, in
vista del compito in classe nelle due ore successive.
Dopo circa mezz’ora, l’insegnante ha chiamato Mehira, Enver, Liao e
Giovanni da parte, invitandoli a ripassare la lezione su alcune fotocopie
semplificate. Mentre Liao e Giovanni hanno letto insieme, Enver si è più
volte allontanato, interessandosi ad altro. Mehira ha letto le fotocopie per
conto suo.
Verso la fine dell’ora Liao e Giovanni si sono avvicinati alla cartina
dell’Europa appesa dietro la cattedra. Giovanni, dopo aver cercato e
indicato a Liao il suo paese, ha iniziato, con l’aiuto del compagno, a
cercare altri paesi europei. Dopo poco si è avvicinato a loro anche Enver
che ha indicato, dopo averla cercata per un po’, ai compagni la Bosnia.
Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato nel cortile. Liao ha osservato
alcuni suoi compagni che, insieme ad alcuni ragazzi di terza e di
seconda, giocavano con due trottole. Enver si è dapprima accostato agli
altri, poi si è allontanato e ha trascorso il resto del tempo da solo.
285
Nelle due ore successive, i ragazzi hanno svolto il compito di
geografia. Enver, Liao e Giovanni, hanno lavorato, separatamente, ad
alcuni esercizi di argomento geografico, che richiedevano di completare
alcune frasi con dei termini da scegliere tra alcuni proposti.
Liao, scegliendo anche qualche volta a caso tra le parole proposte, è
stato per tutto il tempo chino sul foglio, fino alla consegna del compito al
suono della campanella.
Enver, invece, si è rifiutato di svolgere l’esercizio dicendo più volte di
non essere in grado di farlo.
Giovanni ha consegnato il compito prima degli altri, così, l’insegnante
gli ha chiesto di aiutare Enver a svolgere il suo. Tuttavia, per tutto il
tempo, Enver ha guardato altrove, facendo segno di no con la testa, o
disegnando sul diario. Giovanni, ad un certo punto, ha detto
all’insegnante: «Professoressa, ma lui non mi ascolta! Fa i disegni…».
Verso la fine dell’ora Enver e Giovanni sono tornati vicino alla cartina
e hanno continuato a cercare i paesi europei.
16-4-2003 (mercoledì)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
LETTERE (STORIA)
(12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA)
(14:20-15:10)
Durante la prima ora di compresenza, l’insegnante di italiano ha
spiegato alla classe la corretta modalità di svolgimento di un tema che
aveva assegnato ai ragazzi e che quasi tutti avevano interpretato in modo
sbagliato.
286
Nella seconda ora, l’insegnante di italiano e quella di matematica
hanno organizzato la tombola con le cartelle della natura37. Paolo ha
estratto le tessere da posizionare sul cartellone. Verso la fine dell’ora,
l’insegnante di italiano ha detto a Liao di andare accanto a Paolo per
aiutarlo a cercare sul cartellone. Liao era molto veloce a trovare i nomi
delle piante e degli animali, controllando, contemporaneamente, la sua
cartella.
Durante la ricreazione, i ragazzi sono usciti nel corridoio. Liao è
rimasto sulla porta, scambiano delle parole con i compagni vicini.
Nell’ora successiva, i ragazzi hanno copiato il tema svolto sul
quaderno di italiano. Enrico, avendo già copiato a casa il suo tema, su
invito dell’insegnante, ha aiutato Liao a scrivere una piccola
presentazione di se stesso. Giorgia, invece, ha avuto il compito di aiutare
Enver. Ma il bambino rom si è rifiutato di scrivere il suo tema e non ha
ascoltato la compagna che tentava di aiutarlo.
Alla fine, rivolto all’insegnante, ha detto: «Non lo voglio fare!».
L’insegnante gli ha risposto che tutta la classe stava lavorando al tema e
che avrebbe dovuto farlo anche lui come tutti gli altri. Tuttavia, Enver,
ha continuato a non rispondere alle domande che Giorgia gli poneva per
cercare di aiutarlo a svolgere il compito.
Giovanni, dopo aver preso una nota per non aver fatto i compiti38, ha
svolto il tema su se stesso in classe, chiedendo ogni tanto all’insegnante
qualche indicazione e qualche suggerimento.
Dopo pranzo i ragazzi hanno giocato con il pallone nel cortile.
Nell’ultima ora io, Giovanni, Enver e Liao, siamo usciti dall’aula per
svolgere separatamente il tema. Liao, dopo aver copiato in bella il tema,
ha aiutato Giovanni a copiare il suo. Enver, chiedendo espressamente il
37
Si tratta di una tombola con cartelle che, anziché essere composte da numeri, sono realizzate con i nomi di piante e
animali.
38
Non è stata la prima volta che Giovanni ha preso una nota, o ricevuto un rimprovero per non aver svolto i compiti
assegnati.
287
mio aiuto, ha svolto il suo tema, dicendo, peraltro, di volerlo copiare in
bella su un foglio protocollo, per presentarlo ordinato e senza errori
all’insegnante di italiano.
23-4-2003 (mercoledì)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
LETTERE (STORIA)
(12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA)
(14:20-15:10)
Nelle due ore di compresenza, i ragazzi hanno visto un documentario
sui parchi, connesso al tema della conservazione dell’ambiente, che
l’insegnante di italiano sta affrontando, con la collaborazione della
professoressa di matematica. Liao, all’inizio, è apparso attento, poi si è
successivamente distratto più volte, giocando con le sue penne e
scambiando qualche parola con Francesco.
Successivamente, i ragazzi sono stati divisi in piccoli gruppi per
leggere alcune fotocopie, di diverso argomento, sempre collegate al tema
dell’inquinamento.
Liao, capitato nel gruppo insieme ad Enver, Luca e Antonio, si è
impegnato nella lettura dei paragrafi, scambiando alcune frasi con i
compagni, come «Enver, tu è qui!», oppure «Tu legge a qui».
Liao ha poi trascorso la ricreazione in classe, giocando e scherzando
con Antonio e Alessio, che lo hanno anche più volte abbracciato. Enver è
stato per tutto il tempo da solo in classe, guardando, alternativamente
fuori dalla finestra e dalla mia parte.
288
Nell’ora successiva, i ragazzi hanno ascoltato la lezione di storia e
corretto gli esercizi presenti alla fine del capitolo sull’antica Roma.
Mentre Enver copiava in corsivo i verbi scritti dall’insegnante sul suo
quaderno, Liao ha letto e sfogliato per tutto il tempo il suo libro di testo,
cercando di seguire gli argomenti affrontati dalla classe.
Durante la ricreazione nel cortile, i ragazzi hanno giocato come al
solito con il pallone. Solo Enver è rimasto in disparte ad osservare da
lontano i compagni che giocavano.
Nell’ora successiva, io e Liao siamo usciti dall’aula e ci siamo
sistemati in biblioteca. Ho aiutato Liao a leggere e capire alcuni brani sui
romani, tratti da un libro di storia semplificato. Liao è apparso molto
curioso di capire il contenuto dei brani. Mi ha infatti chiesto più volte il
significato delle parole incontrate. Mentre leggevamo alcune notizie sui
gladiatori e sugli spettacoli, Liao, indicando il disegno di un anfiteatro,
ha detto: «Questo è Colosseo!».
29-4-2003 (martedì)
COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(14:20-15:10)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(15:10-16:00)
Nell’ora di informatica, i ragazzi hanno lavorato alla realizzazione di
un grafico.
Liao ha realizzato per conto suo il lavoro al computer, chiedendo solo
ogni tanto aiuto ai compagni, che, peraltro, di tanto in tanto, si alzavano
di loro iniziativa per spiegargli le cose poco chiare.
289
Enver, invece, ha chiesto espressamente l’aiuto mio e dell’insegnante
di italiano. Ad un certo punto, mi ha chiesto di scrivere al posto suo
perché voleva finire il lavoro prima degli altri.
Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato nel cortile con il pallone.
Enver è stato per conto suo fino alla fine dell’ora.
Durante le due ore successive, l’insegnante di italiano ha portato di
nuovo i ragazzi nell’aula di informatica, per iniziare con loro un nuovo
lavoro. L’attività consiste nella realizzazione di una serie di schede
corredate di fotografie dei ragazzi, che dovrebbero evidenziare
soprattutto il carattere multietnico della classe.
Liao ha lavorato alla presentazione di se stesso, attraverso una serie di
brevi scritte colorate. È apparso come al solito interessato all’attività e
incuriosito dal materiale sulla Cina già raccolto su internet per la
realizzazione del cartellone.
Tutti i ragazzi stranieri presenti, hanno lavorato
alla
loro
presentazione, evidenziando, ognuno, la propria provenienza. Solo Enver
ha scritto semplicemente “Mi chiamo Enver” e “ho 13 anni”, senza
riferimento alla propria identità culturale, né al paese di provenienza.
30-4-2003 (mercoledì)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
LETTERE (STORIA)
(12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA)
(14:20-15:10)
290
Oggi, essendo assente l’insegnante di matematica, i ragazzi non hanno
svolto regolarmente le ore di compresenza, ma sono rimasti tutti in
classe a seguire la lezione di storia.
Nella prima mezz’ora, Liao ha sfogliato il suo libro, cercando di
seguire insieme agli altri la lezione. Poi è uscito dall’aula con me e
Antonio.
Liao ha insistito dapprima per correggere gli esercizi di storia che,
secondo quanto lui stesso ha riferito, aveva in parte svolto a casa da solo,
in parte copiato da Francesco. Terminata la correzione, il bambino ha
iniziato a controllare, servendosi del libro del compagno, le verifiche dei
capitoli precedenti. Con l’aiuto di Antonio, ha voluto completare gli
esercizi che non aveva svolto a casa o in classe.
Fino alla ricreazione, Antonio, con l’aiuto del solito libro di storia
semplificato, ha spiegato a Liao l’organizzazione dell’esercito romano,
indicandogli anche il nome di alcuni oggetti raffigurati.
Prima del suono della campanella, siamo rientrati in classe, dove Liao,
non trovando la sedia, ha detto ad alta voce: «Non c’è sedia!». I
compagni hanno riso e Matteo si è alzato per dare la sua sedia al
compagno. Durante la ricreazione, Liao è stato per lo più insieme a
Francesco, Alessio e Matteo.
Nell’ora successiva, i ragazzi hanno elaborato, seguendo le indicazioni
dell’insegnante, una mappa concettuale del capitolo di storia appena
concluso. Enver ha svolto esercizi di alfabetizzazione individuali, mentre
Liao, di sua iniziativa, ha cominciato a leggere e sottolineare un brano
sul libro di storia.
Francesco, indicando gli esercizi svolti da Liao, ha chiesto al
compagno: «Liao, ma anche questi hai copiato da me?». Liao, indicando
i primi esercizi ha risposto: «Io fatto a casa», poi, girando pagina:
«Questi copiati».
291
Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato nel cortile con il pallone.
Enver ha osservato da lontano i compagni, senza partecipare al gioco.
Nell’ultima ora, i ragazzi, seguendo le indicazione dell’insegnante di
italiano, si sono sistemati con le sedie in circolo, per parlare dei problemi
della classe.
Dopo un primo intervento di Alessio, che ha detto di trovarsi bene con
i compagni, Matteo ha sollevato il problema delle sue recenti
incomprensioni con l’insegnante di educazione fisica. I ragazzi hanno
raccontato all’insegnante di italiano un episodio accaduto qualche giorno
prima. Sembra che, durante l’ora di educazione fisica, in seguito ad un
battibecco tra Matteo ed Enver, quest’ultimo, abbia ostacolato un salto di
Matteo, alzando la corda che fungeva da ostacolo nell’esercizio fisico.
Matteo, avendo ricambiato il compagno della stessa moneta, secondo i
racconti dei ragazzi, è stato rimproverato e cacciato dalla palestra.
La maggior parte dei ragazzi ha dato ragione a Matteo, dicendo che,
pur essendo stato Enver a cominciare, l’insegnante ha punito solo
Matteo. Solo Giorgia è intervenuta a favore dell’insegnante di
educazione fisica, dicendo che in fondo Matteo più volte aveva già
provocato l’insegnante.
Quando l’insegnante di italiano ha chiesto il parere ad Enver, questo
ha risposto che Matteo aveva torto. Alessio ha chiesto ad Enver: «Ma se
fosse stato il contrario? Se avesse cominciato Matteo e la professoressa
si fosse arrabbiata con te?». Enver ha risposto che avrebbe comunque
avuto torto Matteo.
Chiuso l’argomento, è intervenuta, su invito dell’insegnante, Nadia,
che ha detto di trovarsi molto bene in classe, a parte qualche litigio con
le sue compagne. Poi ha aggiunto che si trova meglio ora alle medie che
non alle elementari, dove era in classe con dei ragazzi molto maleducati.
292
Poi l’insegnante ha chiesto a Liao di dire qualcosa. Il bambino, dopo
un lungo silenzio, interrotto dai compagni che lo invitavano a parlare, ha
detto: «Io non capisce italiano». L’insegnante ha risposto: «Prova a dirci
qualcosa… quello che ti pare. Ad esempio: come ti trovi in classe? C’è
qualcuno con cui vai più d’accordo?». All’inizio, Liao, probabilmente,
secondo il parere di tutti, avendo capito l’esatto contrario di quello che
gli era stato chiesto, ha risposto: «Nessuno». Poi, quando i compagni gli
hanno ripetuto la domanda, Liao, sorridendo, ha fatto il nome di Matteo,
che, nel frattempo, gli suggeriva scherzosamente di indicarlo come
migliore amico. Quando l’insegnante gli ha chiesto: «Solo con Matteo ti
trovi bene?», Liao ha risposto indicando e pronunciando i nomi di
Alessio, Antonio, Giulio, Francesco e Enrico. L’insegnante ha risposto:
«Ti trovi bene praticamente con tutti allora!», poi ha aggiunto: «E ci
sono problemi?». Liao ha risposto indicando Sabrina: «Lei è questo!» e
ha fatto il gesto di colpire Alessio che gli stava accanto. Poi Alessio e
Giulio gli hanno chiesto come si trovasse con Paolo e Liao ha risposto:
«No». Matteo gli ha chiesto: «Come ti trovi con Enver?». Liao ha
risposto: «No, lui no bene».
L’insegnante ha in seguito chiesto ad Enver di intervenire. Il bambino
si è inizialmente rifiutato di parlare, poi, spinto dall’insegnante che gli
chiedeva come si trovasse in classe, ha risposto: «Con alcuni bene, con
altri no». L’insegnante gli ha quindi chiesto con chi si trovasse meglio e,
non ricevendo risposta, ha detto: «Ti trovi bene ad esempio con Paolo?».
Enver ha fatto cenno di no con la testa, poi ha aggiunto: «Con nessuno.
Non mi trovo bene». A quel punto l’insegnante ha continuato: «Ma se
prima ci hai detto che con qualcuno ti trovi bene…». Enver ha abbassato
la testa senza rispondere, così l’insegnante ha continuato, sorridendo: «Io
non ci credo che ti trovi così male… Noi ci siamo rimasti male, quindi
ora devi dirci qualcosa di bello». Mentre suonava la campanella,
293
Valentina, rivolta verso l’insegnante è intervenuta precisando che lei non
si era offesa, ma che anzi non le importava del parere di Enver.
5-5-2003 (lunedì)
EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO)
(9:50-10:40)
RICREAZIONE
EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40)
MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
INGLESE (12:40-13:30)
Vista l’assenza dell’insegnante di educazione tecnica, l’insegnante di
italiano ha fatto supplenza per tutta la classe durante l’ora di recupero.
L’insegnante ha letto ad alta voce i temi guidati svolti da Paolo,
Enver, Giovanni e Liao durante le ore di recupero trascorse dai quattro
ragazzi con l’insegnante di sostegno. La traccia del tema assegnato
riguardava l’amicizia e l’eventuale descrizione del proprio migliore
amico.
Mentre Enver ha indicato in Paolo, l’attuale compagno di banco, il suo
migliore amico, dandone una descrizione, sia fisica che caratteriale,
abbastanza fedele alla realtà, Liao e Giovanni hanno parlato di Matteo,
come del loro più caro amico.
I due bambini hanno, tra l’altro, dato di Matteo una descrizione non
molto fedele alla realtà dal punto di vista fisico. Per ciò che riguarda
l’aspetto caratteriale, entrambi hanno parlato della sua generosità e
disponibilità nei confronti degli altri, descrivendolo come gentile e
affettuoso39.
39
Va rilevato che gli insegnanti hanno più volte sottolineato, nel corso dell’anno, una certa tendenza, da parte di
questo ragazzo, peraltro molto bravo in tutte le materie, a mettersi talvolta in competizione con i compagni.
294
Paolo ha indicato Alessio e Antonio come i suoi migliori amici,
descrivendoli come sinceri, generosi e pronti ad aiutare gli altri.
Alla fine dell’ora, l’insegnante ha chiesto a Liao ed Enver di leggere
loro stessi i temi svolti, per esercitarsi nella lettura.
Durante la ricreazione, Liao ha giocato insieme ad Alessio e Antonio
con un mazzo di carte francesi. Il bambino osservava i compagni che
improvvisavano giochi di prestigio, ridendo e prestando attenzione a
quello che veniva detto.
Nella seconda ora di tecnica, un’insegnante di italiano è venuta a
svolgere l’ora di supplenza. I ragazzi sono stati liberi di ripassare o
svolgere i compiti assegnati per il giorno successivo. Liao, prendendo il
libro di inglese, ha chiesto a Francesco di spiegargli come svolgere i
compiti assegnati. Il compagno gli ha indicato il modo di eseguire gli
esercizi, volgendo le frasi affermative scritte sul quaderno, in
interrogative. Liao ha capito come svolgere l’esercizio e, fino al termine
dell’ora, si è impegnato a completare il compito.
Nell’ora di matematica, io e Liao siamo usciti dalla classe e ci siamo
sistemati nell’aula accanto alla segreteria per svolgere esercizi di
alfabetizzazione.
Gli argomenti affrontati riguardavano per lo più i verbi e gli articoli.
Ho fatto notare a Liao la variazione del verbo al presente indicativo, a
seconda delle persone. Quando gli ho fatto alcune domande sulla
coniugazione dei verbi, ha risposto in modo sostanzialmente corretto.
Sfogliando un libro di esercizi, Liao si è poi soffermato su una parte
riguardante il plurale dei nomi. Ha formato correttamente il plurale di
alcuni termini riportati sul testo e si è ricordato del plurale irregolare
“uomini”.
Durante la ricreazione, Liao ha di nuovo giocato insieme ai compagni
con il mazzo di carte.
295
Nell’ora di inglese, ha tentato, come al solito, di partecipare alla
lezione, anche con l’aiuto di Francesco, che, di volta in volta, gli dava le
indicazioni necessarie per seguire sul libro. Durante la lettura ad alta
voce, l’insegnante di inglese, ha chiesto a Liao di leggere alcune frasi in
inglese. Con qualche incertezza e molti errori di pronuncia Liao ha letto,
probabilmente senza capire il significato.
6-5-2003 (martedì)
COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(14:20-15:10)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(15:10-16:00)
I ragazzi, nell’ora di informatica, hanno continuato il lavoro al
computer, utilizzando il Power Point.
Matteo, Giulio, Enrico, Francesco, Alessio e Antonio, hanno lavorato
sulla Cina, con l’aiuto di Liao stesso. Durante tutta l’ora i ragazzi, infatti,
hanno posto al compagno cinese una serie di domande sul suo paese e
sulla vita che conduceva prima di venire in Italia. Liao ha risposto alle
loro domande, anche se con qualche difficoltà.
Le ragazze hanno per lo più lavorato sulla Romania, ma non sono
riuscite a concretizzare molte delle loro idee, soffermandosi troppo sulle
decorazioni, piuttosto che sui contenuti delle schede.
Enver, ha lavorato da solo ad una presentazione di se stesso. Tuttavia
si è deciso, per mancanza di informazioni, di rimandare i lavori sulla
Bosnia e sulla Macedonia al prossimo anno scolastico.
Giovanni, Paolo e Luca hanno lavorato sulla Moldavia, senza, in
realtà, concludere molto.
296
Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato a gruppi nel cortile. Liao ha
giocato insieme a tutti i compagni a calcio, mentre Enver ha partecipato
poco, osservando per lo più i compagni da lontano.
Nelle due ore successive, l’insegnante di italiano ha portato i ragazzi
in un’aula al piano superiore per far loro vedere un filmato sulle Alpi e
sulle riserve naturali. Terminato il primo filmato, i ragazzi hanno visto
un documentario di Piero Angela sull’inquinamento atmosferico.
Liao ha prestato molta attenzione ai filmati, distraendosi solo un paio
di volte, per rivolgere lo sguardo verso Alessio e Antonio che sedevano
alle sue spalle.
7-5-2003 (mercoledì)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
LETTERE (STORIA)
(12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA)
(14:20-15:10)
Durante la prima ora di compresenza, le ragazze della classe hanno
disputato la semifinale di palla a volo, con la presenza in squadra di due
ragazzi, Francesco ed Enrico, per compensare la mancanza di due
giocatrici40.
Enver e Mehira sono stati incaricati di segnare i punti, mentre un
ragazzo della classe avversaria ha arbitrato la partita.
Durante l’incontro, i ragazzi della classe avversaria, hanno accusato
Mehira ed Enver di barare nell’assegnazione dei punti, a vantaggio della
loro classe. L’insegnante di educazione fisica presente, preso atto delle
40
Le ragazze della classe sono cinque, ma Mehira, non frequentando regolarmente le ore di educazione fisica nel
pomeriggio, non può essere iscritta al torneo.
297
proteste, ha dichiarato che sarebbe stata più attenta a come venivano
assegnati i punti. I due ragazzi, e Mehira in particolare, si sono difesi
dalle accuse dicendo che non stavano barando41.
Liao ha osservato la partita, peraltro vinta dalla classe, insieme ai suoi
compagni, partecipando ai festeggiamenti e al tifo ad ogni punto segnato.
Rientrati in classe, dopo i festeggiamenti per la vittoria, i ragazzi sono
stati divisi in più gruppi. Mentre l’insegnante di matematica ha portato
fuori dalla classe Giovanni, Luca, Nadia, Paolo, Mehira e Valentina,
l’insegnante di italiano è rimasta in classe con gli altri per svolgere
regolarmente l’ora di lezione. Io, Liao ed Enver ci siamo sistemati in
un’aula all’ultimo piano per svolgere delle attività di alfabetizzazione.
Mentre Enver scriveva i nomi dei frutti e delle piante in corsivo, Liao
ha letto una serie di brani in italiano, tratti da un libro per
l’apprendimento dell’italiano come L2.
Quando siamo rientrati in classe, la ricreazione era già iniziata da
qualche minuto e ho trovato l’insegnante di italiano e quella di
matematica che parlavano con Mehira di una festa che si svolge al
campo nomadi. Mehira stava spiegando alle due insegnanti la modalità
di preparazione di un piatto che le ha insegnato la madre e che viene
preparato proprio in occasione di alcune feste tradizionali.
L’insegnante di italiano, durante la conversazione ha chiesto alla
ragazza il motivo della prolungata assenza da scuola. Mehira ha risposto:
«Mamma e papà si litigavano e noi non abbiamo fatto niente…».
L’insegnante ha chiesto: «Loro litigavano e tu dovevi tenere i
fratellini?». La ragazza ha insistito: «No… ma loro litigavano e io allora
sono stata a casa e pure i miei fratelli… Non lo so perché…».
L’insegnante ha concluso dicendole che sono cose che possono accadere.
41
Mi trovavo in una posizione favorevole da cui riuscivo a vedere bene il tabellino dei punti e, avendo ascoltato per
caso dei ragazzi della classe avversaria che parlavano della questione, prima che questa fosse sollevata, ho avuto
modo di osservare Enver e Mehira; non ho assolutamente rilevato scorrettezze da parte loro.
298
Durante l’ora successiva, i ragazzi hanno svolto un test di logica.
Enver si è rifiutato di eseguire la versione leggermente modificata che
l’insegnante gli aveva consegnato, dicendo di non esserne capace.
L’insegnante ha allora spiegato passo per passo al bambino cosa avrebbe
dovuto fare, ma lui, senza neanche guardare il foglio, ha continuato a
ripetere che non era in grado di svolgere il test.
Mehira, invece, ha eseguito il test che l’insegnante le ha dato, saltando
le parti più difficili che non è riuscita a capire. Liao ha prima tentato di
svolgere il test per poi rinunciare, su indicazione della stessa insegnante,
che ha ritenuto troppo difficile per il bambino comprendere il significato
di ciò che veniva richiesto. Così, fino al suono della campanella, Liao ha
riordinato il suo quaderno completando gli esercizi rimasti incompleti.
Dopo pranzo i ragazzi hanno giocato nel cortile come di consueto.
Liao è stato con i compagni, mentre Enver è rimasto in disparte ad
osservare gli altri.
Nell’ultima ora, durante le interrogazioni di alcuni ragazzi, Francesco,
su suggerimento dell’insegnante di italiano, ha aiutato Liao a leggere
qualche brano del libro di storia. Ho notato che Liao, indicando le
immagini e le fotografie presenti sul testo, ha più volte chiesto a
Francesco: «Cos’è questo?», oppure «Che fa?»42.
12-5-2003 (lunedì)
EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO)
(9:50-10:40)
RICREAZIONE
EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40)
MATEMATICA (11:40-12:30)
42
Molto probabilmente la domanda sta per: «A cosa serviva?», o semplicemente è una richiesta di spiegazioni
ulteriori sull’oggetto specifico e sul periodo storico in questione.
299
L’insegnante di italiano non ha svolto l’ora di recupero, poiché i
ragazzi erano impegnati in una verifica grafica con l’insegnante di
educazione tecnica.
Durante l’ora, Liao ha svolto regolarmente la verifica come tutti gli
altri, facendosi dare solo qualche indicazione dai compagni.
L’insegnante di educazione tecnica mi ha chiesto di aiutare Enver e
Mehira a svolgere qualche disegno sul foglio a quadretti. Ma, mentre
Mehira si è impegnata molto, portando avanti il lavoro senza troppe
difficoltà, Enver si è rifiutato di fare il suo disegno, continuando per tutta
l’ora a giocare con una trottola. Quando l’insegnante gli ha chiesto
perché non volesse lavorare, il bambino ha risposto che non gli andava di
farlo. L’insegnante ha poi lodato Mehira, dicendole che è migliorata
molto e che è portata per il disegno tecnico. Mehira è sembrata
soddisfatta dei complimenti dell’insegnante.
Durante la ricreazione, Liao è rimasto al suo posto a completare i
disegni, senza alzare mai gli occhi dal foglio.
Nella seconda ora di tecnica, mentre tutti gli altri hanno continuato il
compito in classe, Enver si è sistemato accanto a me e Mehira, per
svolgere il disegno. Mi ha chiesto di aiutarlo a scegliere un disegno
semplice, poi ha iniziato il lavoro. Ho notato che Enver ha ancora delle
difficoltà a seguire le righe del foglio a quadretti, tuttavia sembra più
veloce e sicuro nella realizzazione dei disegni rispetto all’inizio
dell’anno.
Nell’ora di matematica, io e Liao siamo usciti dall’aula per
l’alfabetizzazione.
Liao ha letto alcuni dialoghi in italiano, per poi rispondere ad alcune
domande di comprensione. Ha svolto gli esercizi senza troppi errori, poi
ha cominciato a chiedermi il significato di alcune parole che incontrava
durante lettura.
300
13-5-2003 (martedì)
COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(14:20-15:10)
LETTERE (GEOGRAFIA)
(15:10-16:00)
Prima di entrare in classe, ho incontrato Mehira che usciva dalla
scuola insieme ad altre ragazze, probabilmente del campo, accompagnate
da una signora adulta. Salutandola le ho chiesto: «Ci vediamo dopo?».
La ragazza ha risposto: «No, io ora vado a casa…». Durante l’ora
successiva Valentina a detto a me e all’insegnante di italiano che Mehira,
insieme ad altre amiche, non era venuta a scuola regolarmente fin dalla
prima ora, ma si era presentata dopo qualche ora senza giustificazione e,
per questo, la vicepreside aveva mandato a chiamare qualcuno dal campo
che la venisse a prendere.
Durante l’ora di compresenza, i ragazzi hanno continuato il lavoro di
raccolta e sistemazione del materiale per la realizzazione del progetto da
effettuare con il Power Point, nel frattempo intitolato, su suggerimento
degli stessi ragazzi, “Stranieri per caso”. La maggior parte di loro ha
svolto il lavoro sulla Cina, mentre solo Enver ha lavorato sulla
presentazione di se stesso.
Liao ha cercato di scrivere una presentazione su se stesso in italiano.
Le frasi scritte erano: «Mi chiamo Liao, vengo dalla Cina, ho 13 anni.».
Mentre aiutavo Enver, Liao, seduto al computer accanto, mi ha chiesto
delle informazioni sul funzionamento del Power Point, servendosi
dell’aiuto dei gesti e indicando sullo schermo alcune icone. Quando ho
risposto: «Non lo so…», il bambino sorridendo ha detto: «Come non lo
sai?! Chiedo al professore…».
301
Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato a calcio nel cortile.
Nelle due ore pomeridiane, sono saliti di nuovo al piano superiore e si
sono sistemati nell’aula di informatica per continuare la raccolta di
materiale sul sito interculturale di Bibliomondo.
Verso la fine della seconda ora, Liao ha giocato al solitario insieme ad
Enrico, che ha lodato il compagno per la strategia utilizzata nel gioco.
14-5-2003 (mercoledì)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
LETTERE (STORIA)
(12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA)
(14:20-15:10)
Durante le due ore di compresenza, i ragazzi hanno lavorato sul
materiale di Castelporziano.
A turno, l’insegnante di matematica ha chiesto ai ragazzi di leggere e
ripetere ciò che capivano sugli animali e le piante del luogo. Anche Liao
ha letto un piccolo paragrafo. Con l’aiuto dell’insegnante di italiano che
gli ha posto delle domande, Liao ha pronunciato, con molta incertezza,
qualche frase su ciò che aveva letto.
I ragazzi, successivamente, su invito dell’insegnante di matematica,
hanno tentato di riassumere in un numero prestabilito di parole, quello
che veniva letto, come esercizio da svolgere in gruppo.
Liao e Matteo, seduti attualmente allo stesso banco, non hanno
lavorato all’attività proposta dalle insegnanti, ma hanno realizzato un
disegno per conto loro, parlando e ridendo per tutto il tempo.
302
Durante la ricreazione, Liao ha giocato con gli altri ragazzi nel
corridoio.
Nell’ora successiva, i ragazzi sono saliti nell’aula di informatica e si
sono collegati ad internet per raccogliere nuovo materiale sul sito
interculturale. Matteo e Giulio hanno lavorato insieme a Liao.
Dopo la mensa, Liao ha giocato a calcio con Antonio e Alessio,
mentre tutti gli altri, con l’eccezione di Enver che è stato per conto suo,
hanno giocato insieme ai ragazzi delle altre classi.
Durante il gioco, ho notato la maggiore spigliatezza di Liao, più
disinvolto nei movimenti. Verso la fine dell’ora, quando ha segnato un
goal al compagno, Liao ha esultato gridando: «Goal!».
Nell’ultima ora, io, Liao, Giovanni, Matteo, Enrico, Nadia ed Enver,
siamo saliti nell’aula di informatica, per continuare il lavoro di raccolta
del materiale.
Enver e Nadia, hanno lavorato alla scannerizzazione delle fotografie
dei compagni di classe, mentre Matteo e Enrico hanno lavorato insieme a
Liao come di consueto.
19-5-2003 (lunedì)
EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO)
(9:50-10:40)
RICREAZIONE
EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40)
MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
INGLESE (12:40-13:30)
Durante l’ora di recupero, l’insegnante di italiano ha portato nell’aula
di informatica Enver, Liao, Paolo e Giovanni, che hanno lavorato alla
realizzazione delle diapositive per il progetto “Stranieri per caso”. Enver,
303
durante tutta l’ora ha di nuovo riscritto una presentazione di se stesso,
con poche notizie ed un unico riferimento alla nascita in Bosnia. Liao ha
recuperato il lavoro sulla Cina già iniziato ed ha effettuato qualche
modifica sulle immagini e sugli sfondi. Paolo non è riuscito a realizzare
molto e, per tutta l’ora, ha osservato le immagini presenti sul computer.
Durante la ricreazione, Liao è uscito nel corridoio insieme agli altri
compagni.
Nell’ora successiva, l’insegnante di educazione tecnica, ha svolto una
lezione sulla simmetria, per la quale, la settimana precedente, aveva
invitato i ragazzi ad acquistare e portare in classe una serie di cartoncini
colorati e la tempera. Enver e Mehira, non avendo il materiale, non
hanno potuto svolgere il lavoro e, per tutta l’ora, hanno disegnato su di
un foglio a quadretti. Neanche Liao aveva il materiale43 e, per tutta l’ora,
ha osservato attentamente il lavoro dei compagni, girando anche tra i
banchi.
Nell’ora di matematica, io e Liao siamo usciti dalla classe e ci siamo
sistemati nell’aula adiacente la segreteria. Liao ha letto alcuni dialoghi in
italiano, chiedendomi ogni tanto il significato di alcune parole che non
conosceva. Quando è suonata la campanella, il bambino ha terminato la
lettura dell’ultimo dialogo prima di alzarsi per tornare in classe.
Durante la ricreazione, Liao ha giocato con i compagni e poco prima
del suono della campanella è uscito nel corridoio, continuando a
scherzare e ridere insieme a Matteo, Giulio ed Enrico.
Nell’ora di inglese, l’insegnante ha interrogato i ragazzi sui vocaboli.
Liao, interrogato, non ha saputo rispondere a molte domande.
L’insegnante gli ha quindi chiesto: «Liao, ma hai studiato?». Liao ha
risposto di no. L’insegnante gli ha allora detto di prepararsi per la volta
43
Molto probabilmente, pur avendolo scritto sul suo diario, Liao non aveva capito di dover portare il materiale a
scuola.
304
successiva44. Anche Mehira, interrogata, non ha saputo rispondere a
molte domande. L’insegnante ha chiesto anche a lei se avesse studiato o
meno e la ragazza ha risposto di sì. L’insegnante, a quel punto, ha
insistito dicendole che, se lei avesse voluto, l’avrebbe interrogata un
altro giorno, ma Mehira ha voluto continuare nell’interrogazione,
dicendo di aver studiato per quel giorno.
21-5-2003 (mercoledì)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
LETTERE (STORIA)
(12:40-13:30)
MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20)
LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA)
(14:20-15:10)
Nelle due ore di compresenza, un’operatrice appositamente invitata
dalla scuola, ha tenuto una lezione preparatoria per l’escursione sul
Tevere che i ragazzi effettueranno nel corso della prossima settimana.
Durante la spiegazione, che legava insieme argomenti di varia natura,
che spaziavano dalla storia romana alla botanica, Liao, inizialmente
attento, si è gradualmente distratto sempre di più, parlando e disegnando
insieme a Matteo, suo compagno di banco.
Ripreso dall’insegnante di matematica, il ragazzo, nella seconda ora di
compresenza, ha cercato di prestare maggiore attenzione a ciò che veniva
detto.
Nell’ora successiva, l’insegnante di italiano ha chiesto ai ragazzi di
esporre le loro considerazioni e le loro impressioni sulla gita a Sperlonga
e Terracina, effettuata il giorno precedente. Dopo gli interventi di Matteo
44
Ho avuto l’impressione che Liao non avesse proprio capito che quel giorno ci sarebbero state le interrogazioni sui
vocaboli.
305
e Luca, l’insegnante ha invitato Liao a dire qualcosa sulla gita. Il
bambino, con un atteggiamento incerto e titubante ha esordito dicendo:
“Non
lo
so…”.
Poi,
probabilmente
notando
l’insoddisfazione
dell’insegnante e dei compagni per la risposta data, ha aggiunto: “È tutto
bello…”.
Prima del suono della campanella, Liao ha riportato sul suo diario
l’avviso che l’insegnante ha scritto alla lavagna, relativo alla sospensione
delle lezioni nei primi giorni della settimana successiva, per via delle
elezioni amministrative. Prima di andare a mensa, il bambino ha chiesto
all’insegnante
di
controllare
che
l’avviso
fosse
stato
scritto
correttamente.
Dopo pranzo, i ragazzi hanno giocato con il pallone nel cortile, mentre
le ragazze hanno conversato per tutto il tempo sedute sui gradini
antistanti il portone d’ingresso.
Nell’ultima ora, io, Matteo, Giovanni, Liao ed Enver, siamo saliti al
piano superiore nell’aula di informatica per portare avanti il lavoro di
raccolta e sistemazione del materiale per il progetto “Stranieri per caso”.
Mentre Liao e Matteo hanno continuato a lavorare sulla Cina, Enver
ha tentato di continuare la presentazione di se stesso. Giovanni ha
lavorato invece alla presentazione della Moldavia. Durante tutta l’ora,
Enver mi ha chiamata continuamente, mostrando insofferenza ogni volta
che prestavo attenzione agli altri compagni.
3-6-2003 (martedì)
COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30)
45
Nell’ora di compresenza italiano-informatica, i ragazzi hanno
continuato il lavoro sul progetto “Stranieri per caso”. Dopo aver
45
Dall’inizio del mese di giugno, fino alla fine della scuola, i ragazzi mangiano alla mensa, per poi uscire subito da
scuola, saltando le ore pomeridiane.
306
collaborato per un po’ alla realizzazione delle diapositive sulla Cina,
Liao ha per lo più parlato con i suoi compagni, ridendo e scherzando con
loro. Durante l’ora ho, peraltro, scattato alcune fotografie, suscitando
l’interesse e la curiosità di tutti.
4-6-2003 (mercoledì)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
LETTERE (STORIA)
(12:40-13:30)
Nelle due ore di compresenza, i ragazzi sono stati impegnati con il
compito in classe di storia e geografia. L’insegnante di italiano ha detto a
Giovanni e Mehira di scrivere ciò che volevano su un argomento a
piacere, suggerendo loro di parlare delle gite a cui avevano avuto modo
di partecipare. Mentre Giovanni ha immediatamente deciso di scrivere
una relazione sulle escursioni effettuate durante l’anno, Mehira ha avuto
maggiori difficoltà nella scelta dell’argomento, anche a causa della
mancata partecipazione a quasi tutte le gite scolastiche e delle ripetute
assenze nell’ultimo periodo dell’anno. Enver quest’oggi era invece
assente.
Io e Liao siamo usciti dall’aula e ci siamo sistemati nello studio
accanto
alla
segreteria.
Con
l’ausilio
del
materiale
didattico
sull’ambiente, ho aiutato Liao a scrivere un breve resoconto della gita a
Castelporziano.
Ho notato una maggiore scioltezza del bambino nel rispondere alle
mie domande, finalizzate a guidarlo nella stesura del tema. Ad esempio,
alla mia domanda, più volte ripetuta: “Poi cosa avete visto?”, seguiva
l’espressione: “Abbiamo visto…”. Peraltro, Liao ha dimostrato un
307
grande interesse nei confronti del materiale e, per tutto il tempo, ha
sfogliato gli opuscoli, indicando le piante e gli animali che colpivano la
sua attenzione. É riuscito, inoltre, anche con l’aiuto dei disegni, a
elencare in modo soddisfacente tutte le cose che ricordava di aver visto
durante l’escursione.
Ho notato, soprattutto, una maggiore disponibilità ad esprimere i suoi
pensieri e le sue opinioni: Liao ha voluto esporre ciò che lui stesso aveva
visto e notato, indipendentemente dalle indicazioni contenute negli
opuscoli e ha voluto concludere il tema con la sua personale opinione
sulla gita.
Quando è arrivato il moneto di copiare in bella il resoconto, ho chiesto
al bambino: “Come lo intitoliamo?”. Liao, dopo qualche secondo, mi ha
risposto: “Gita”. Dopo aver scritto il termine sul quaderno ha riflettuto
ancora per qualche secondo, per poi correggersi: “La gita… è
femmina!”.
Durante l’ora successiva, mentre il resto della classe era impegnato a
terminare il compito in classe, Liao ha copiato il suo resoconto su un
foglio protocollo, che ha successivamente consegnato all’insegnante di
italiano.
Fino al suono della campanella, il bambino ha sistemato il suo
quaderno, incollando le schede e terminando gli esercizi rimasti
incompleti.
9-6-2003 (lunedì)
EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO)
RICREAZIONE
EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40)
MATEMATICA (11:40-12:30)
(9:50-10:40)
308
RICREAZIONE
Oggi, a partire dalle nove e trenta, alla sede centrale, si è svolta la
premiazione per il concorso di poesia “Ricostruire la pace”, cui hanno
partecipato anche alcuni ragazzi del laboratorio di poesia della
succursale.
Già avvertita dell’eventualità di un premio vinto da Giovanni, ho
atteso i ragazzi, accompagnati dall’insegnante di italiano e dalla
vicepreside, davanti all’entrata della scuola.
La vicepreside e l’insegnante di italiano non avevano parlato alla
classe della probabile vittoria di Giovanni, per evitare una eventuale
delusione, nel caso in cui non fosse stato lui a vincere uno dei premi.
Tuttavia, il ragazzo, per tutto il tempo in cui abbiamo atteso l’inizio della
premiazione, ha continuato a fare domande sul premio e sulla
eventualità, in caso di una vincita, di dover leggere la poesia davanti a
tutti.
Giovanni ha, in effetti, vinto il secondo premio, con una poesia
incentrata sul tema della devastazione causata dalla guerra e della
necessità della ricostruzione. Festeggiato dai compagni, il bambino è
apparso molto felice per il premio ottenuto.
Rientrati a scuola, l’insegnante di educazione tecnica ha consentito ai
ragazzi di giocare fuori nel cortile. Fino al suono della campanella, ho
scattato delle fotografie, suscitando nuovamente l’interesse di tutti i
ragazzi e di Giovanni in particolare che, afferrata la macchina
fotografica, ha voluto scattare lui stesso alcune fotografie. Mehira ha
chiesto al compagno di scattarle una fotografia che la riprendesse
insieme a me.
Nell’ora di matematica, i ragazzi hanno svolto una serie di esercizi
alla lavagna.
309
10-6-2003 (martedì)
COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30)
Nell’ora di compresenza, i ragazzi sono saliti nell’aula di informatica
per salvare su dischetto i lavori svolti durante l’anno scolastico ormai
concluso e per terminare i lavori rimasti incompiuti.
Matteo, Enrico, Giulio e Liao si sono sistemati allo stesso computer,
mentre Enver, come di consueto, ha trascorso l’ora per conto suo, senza
salvare nulla. Giovanni, ad un tratto, si è messo a girare per tutta l’aula,
accendendo i computer spenti e cercando di collegarsi ad internet,
nonostante il divieto del professore. Le ragazze hanno lavorato tutte
insieme, distribuite su due computer. Durante l’ora, ho scattato
nuovamente alcune fotografie, senza flash, cercando di passare il più
possibile inosservata.
11-6-2003 (mercoledì)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40)
COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30)
RICREAZIONE
LETTERE (STORIA)
(12:40-13:30)
Oggi, ultimo giorno di scuola, i ragazzi hanno assistito e, in alcuni
casi, partecipato allo spettacolo di fine anno, che ha visto la
partecipazione anche di alcuni genitori. Ho notato, in particolare, la
presenza di una giovane parente di Nadia.
I
ragazzi,
seduti
tutti
vicini,
hanno
assistito
prima
alla
rappresentazione teatrale, poi all’esecuzione di canti, accompagnati dal
flauto, da parte del coro.
310
Rientrati in classe, verso le dodici e quarantacinque, i ragazzi hanno
scritto sul loro diario i compiti assegnati per le vacanze estive
dall’insegnante di italiano. Liao, come al solito, ha riportato fedelmente
sul suo diario ciò che l’insegnante scriveva alla lavagna, facendo poi
controllare ciò che aveva scritto prima ai compagni e poi all’insegnante
stessa.
L’insegnante ha poi raccomandato ai ragazzi di contattare Liao e
Giovanni durante l’estate, per evitare di far loro dimenticare l’italiano
appreso a scuola. Successivamente, ha spiegato ad Enver e a Liao che
nella scheda che i genitori dovranno ritirare, lascerà per loro delle
fotocopie con alcuni esercizi di alfabetizzazione.
Enver è apparso infastidito e, come al solito, ha detto di non saper
svolgere da solo nessun compito. L’insegnante, ridendo, con tono
scherzoso, ha detto rivolta al bambino: «Enver, ma allora che dobbiamo
fare? Ti dobbiamo bocciare?». Enver si è alzato di scatto dal banco dove
era seduto rispondendo seccato: «Sì professoressa è meglio che mi
bocciate!». Mehira, allora, rivolta all’insegnante è intervenuta: «Ma
professoressa ci sono anche quei ragazzi che ci vengono ad aiutare…».
La ragazza ha poi chiesto all’insegnante di poter avere anche lei dei
compiti, dicendo: «Tanto professoressa io sto lì da sola… Che faccio
tutto il giorno?». L’insegnante le ha risposto che aveva già preparato per
lei un libro di esercizi e letture da farle portare a casa.
Fino al suono della campanella, i ragazzi hanno giocato nel cortile e
hanno parlato tra loro, scherzando e ridendo.
Prima di andare a mensa, mi hanno salutata chiedendomi di tornare a
trovarli l’anno prossimo. Prima di uscire dalla classe ho chiamato Liao
per salutarlo. Lui mi ha risposto sorridendo: «Ciao, buone vacanze».
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Diario di classe - CISADU