Scuola e culture. Materiali di antropologia della mediazione scolastica Elena Ravesi: In classe con Liao. Osservazioni antropologiche sull'inserimento di un alunno cinese in una scuola romana Tesi di laurea Università degli Studi di Roma 'La Sapienza' - Facoltà di Lettere e Filosofia - Corso di laurea in Lettere a.a. 2002/2003 Relatore: prof. Laura Faranda - Correlatore: prof. Alberto Sobrero Documento pubblicato sul sito del Dipartimento di Studi glottoantropologici e Discipline musicali il 12 luglio 2004 http://rmcisadu.let.uniroma1.it/glotto/index.html DIARIO DI CLASSE 27-11-2002 (mercoledì) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE LETTERE (12:30-13:30) L’ora di compresenza è iniziata con la presentazione di tutti i ragazzi. Oltre al bambino cinese, Liao, ci sono altri stranieri nella classe: Nadia, una ragazza rumena da due anni in Italia, Mehira ed Enver, due ragazzi rom (nati rispettivamente in Macedonia e in Bosnia) e Giovanni, un ragazzo moldavo. Nella classe c’è anche un bambino nato in Russia, ma cresciuto in Italia. In tutto la classe è composta da sedici ragazzi. Arrivato il suo turno, Liao, su indicazione dei compagni, si è presentato, ripetendo più che altro quello che gli altri ragazzi gli suggerivano: «Mi chiamo Liao. Ho tredici anni. Vengo dalla Cina». Io sono stata presentata come una ragazza che frequenta l’Università e che trascorrerà del tempo con la classe, per svolgere un tirocinio e per aiutare i ragazzi che hanno difficoltà con l’apprendimento dell’italiano, tra i quali, appunto, lo stesso Liao. Liao, secondo le informazioni fino ad ora a disposizione dell’insegnante di italiano, è in Italia da luglio, e suo zio gestisce una 205 rosticceria cinese. Non sembra parlare italiano, salvo qualche parola o frase apprese di recente. Enver, da quanto mi ha detto l’insegnante di italiano, è stato iscritto in prima media senza alcuna precedente esperienza scolastica. È quindi necessario anche per lui un lavoro di alfabetizzazione, già iniziato all’inizio dell’anno e tutt’ora in corso. Giovanni, in Italia da pochi mesi, sembra aver già acquisito una certa competenza comunicativa che gli consente di dialogare senza difficoltà con i compagni e con gli insegnanti. Paolo mi si è avvicinato per primo per farmi domande sul tempo di permanenza nella scuola e sulla mia eventuale conoscenza del cinese. Durante le due ore di storia, i ragazzi si sono divisi in piccoli gruppi, per effettuare delle ricerche sugli egiziani. Un gruppo più numeroso si è occupato del lavoro di catalogazione dei libri presenti nell’armadietto. Liao, dapprima, si è più volte alzato per partecipare alle comuni attività, poi, su suggerimento dell’insegnante, ha iniziato a compilare una scheda di italiano per bambini delle elementari. Ma, dopo qualche minuto, facendosi capire con i gesti e con l’uso di qualche parola, ha chiesto di poter leggere un piccolo paragrafo sulle origini della civiltà cinese, che si trova sul libro di storia adottato dalla classe. Nonostante le perplessità dell’insegnante che, ritenendo lo scritto troppo difficile per lui, ne ha sconsigliato la lettura, Liao ha cominciato a consultare il vocabolario italiano-cinese, per poter comprendere il brano. Mi sono avvicinata al bambino e ho iniziato ad aiutarlo nella traduzione, sia con l’ausilio del vocabolario, che dei gesti. Non sembrava capire i collegamenti tra le parole, ma appariva curioso di conoscerne il significato. Le incomprensioni maggiori sembravano incentrarsi sui verbi e sulle preposizioni. 206 Dopo un po’ gli ho chiesto se non fosse stanco, ma lui ha indicato la fine del capoverso, riprendendo la ricerca sul dizionario. Gli altri bambini, passando, si rivolgevano a me chiedendo rassicurazioni su come stesse procedendo il “lavoro” con Liao. Verso la fine dell’ora, il bambino ha raggiunto i compagni che sistemavano i testi nell’armadietto e ha partecipato all’attività passando loro i libri. Durante la ricreazione, Alessio, che ora siede vicino ad Enver, il bambino rom, si è avvicinato per dirmi che per due settimane è stato il compagno di banco di Liao e che con lui si è trovato molto bene1. Tra l’altro, mi ha detto che Liao è molto bravo in matematica2. Giratosi dalla parte del bambino cinese, Alessio ha poi gridato: «Amico!», aprendo le braccia e correndo verso di lui. Liao ha risposto abbracciando a sua volta Alessio. L’insegnante di italiano, in effetti, mi ha successivamente spiegato che rispetto all’iniziale “rigidità” del bambino, si è recentemente manifestata una certa disponibilità al contatto fisico e una tendenza a mostrare apertamente il proprio affetto verso i compagni. Durante l’ora successiva, la ragazza che siede accanto a lui, Giorgia, non gli ha rivolto la parola, e, quando il bambino ha tentato di comunicare, lei gli ha fatto cenno di non parlare. Alla fine della lezione Liao ha mostrato la scheda di italiano completata, ricevendo i complimenti dall’insegnante. 29-11-2002 (venerdì) COMPRESENZA MATEMATICA-LETTERE (9-9:50) LETTERE (9:50-10:40) 1 L’insegnante di italiano mi aveva già detto che con i ragazzi ha adottato un sistema di rotazione per i posti a sedere, in modo da consentire una più facile socializzazione tra i bambini. 2 Già l’insegnante di matematica mi aveva informata della iniziale preparazione di Liao. Tuttavia ha anche precisato che, andando avanti con il programma, il bambino incontra notevoli difficoltà legate alla incomprensione linguistica. 207 Oggi Liao era assente3. Ne ho approfittato per prendere accordi con l’insegnante di italiano su orari e progetti. L’insegnante mi ha inoltre messa al corrente di quanto è accaduto ieri mattina dopo la lezione di educazione fisica. Sembra che Liao si sia trovato solo nell’aula con un ragazzo rom appartenente ad un’altra classe, che lo ha aggredito gettandolo a terra. Mentre questo ragazzo si è difeso accusando Liao di averlo provocato e picchiato per primo, il bambino cinese non è riuscito a spiegare nulla, né a giustificarsi in alcun modo, a causa dei suoi problemi con la lingua italiana. 3-12-2002 (martedì) COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (GEOGRAFIA) (14:20-15:10) LETTERE (GEOGRAFIA) (15:10-16:00) Essendo arrivata con anticipo, ho aspettato l’inizio dell’ora di compresenza nel corridoio, dove ho incontrato Paolo che rientrava in aula. Dopo poco è uscito anche Giovanni che si è guardato intorno, poi mi ha salutata. Durante la ricreazione, sono usciti tutti dalla classe tranne Liao, che, trovandosi ad un certo punto da solo in aula, si è soltanto affacciato, rimanendo accanto alla porta. Nell’ora di informatica, Liao ha usato il PC seguendo abbastanza facilmente le istruzioni del professore, anche grazie all’aiuto dell’insegnante di italiano. Enver mi ha chiesto espressamente aiuto per tutta l’ora. Durante le esercitazioni, che prevedevano l’inserimento di 3 Cfr., sul motivo dell’assenza, avanti il Diario di classe al giorno 4-12-2002. 208 fotografie sulla pagina word, Liao si è imbattuto nelle immagini delle bandiere di alcuni paesi. Ha cercato immediatamente la bandiera della Cina, poi, insieme a Nadia, anche quella rumena e infine quella italiana. Durante l’ora, Giovanni, vedendomi in piedi, mi ha chiamata, invitandomi a sedere sulla sedia accanto alla sua. Verso la fine dell’ora, mentre Liao premeva l’interruttore generale del suo PC, si è spento anche il computer di Enver, che ha immediatamente accusato il ragazzo cinese di avergli volutamente impedito di salvare il suo foglio word («È stato questo!» ha detto con rabbia, indicando Liao). Liao si è limitato a dire: «No!», indicando il suo computer. Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato col pallone nel cortile antistante la scuola. Liao si è fatto male con una pallonata sul viso. Tutti gli si sono avvicinati preoccupati. Enver, solo in un secondo momento, gli ha chiesto: «Ti sei fatto male?», ma, senza attendere la risposta, si è immediatamente allontanato. Nell’ora di geografia, mentre l’insegnante interrogava Alessio e Giovanni, Liao ha riempito il questionario italianocinese che, in accordo con la professoressa, gli ho consegnato4. Nel compilarlo, ha esitato molto sulla data di nascita, mentre è stato più veloce nel rispondere alle domande riguardanti il grado di istruzione dei genitori e la scuola in Cina. Per quanto riguarda la parte relativa ai fratelli, ha risposto prima molto velocemente alla domanda “Hai fratelli o sorelle?”, poi si è soffermato per qualche minuto, mostrando una certa difficoltà, sulla successiva “Quanti?”. Dopo aver ricominciato più volte il conto sulla punta delle dita, ha infine risposto “uno”. Terminato il questionario, ha giocato per un po’ con la mano di Valentina, la compagna che gli siede davanti, e ha scritto con la penna qualcosa sul suo braccio. Ha trascorso il resto dell’ora seduto al banco. 4 S. FORMOSA, M. OMODEO, Questionario italiano-cinese per gli studenti, cit.. 209 Al suono della campanella ha preparato lo zaino ed è uscito insieme al resto della classe. 4-12-2002 (mercoledì) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE LETTERE (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (STORIA) (14:20-15:10) Nelle ore di compresenza, l’insegnante di matematica è rimasta in classe, mentre l’insegnante di italiano ha chiamato per il recupero Liao, Enver, Giovanni, Alessio e Valentina. Mehira, pur non essendo stata chiamata, ha insistito per venire. Arrivati in biblioteca, ci siamo organizzati in due gruppi. Mentre gli altri facevano esercizi di italiano con l’insegnante, io, Alessio, Valentina e Liao, abbiamo cominciato un lavoro di “scambio lessicale”, sulla base dei suggerimenti presenti sul materiale didattico reperito in biblioteca: sceglievamo dei gruppi di parole (ad esempio “le parole della natura”, oppure “le azioni più comuni”), per poi scriverle successivamente, prima in caratteri cinesi con l’aiuto di Liao, poi in italiano5. Il lavoro sul lessico sembra aver riscosso grande interesse e partecipazione da parte sia di Liao, che vedendo i caratteri cinesi ha mostrato inizialmente un certo stupore, che da parte dei compagni italiani. Liao ha più volte corretto i compagni e ha tentato di insegnare 5 Ci siamo serviti soprattutto di schede e materiali didattici reperiti in M. OMODEO, Materiale didattico, in D. DE M. OMODEO (a cura di), A scuola con Xiaolin…, cit., pp. 106-55. LORENZI, 210 loro anche la corretta pronuncia delle parole in cinese. Tra l’altro Alessio e Valentina, di loro iniziativa, hanno chiesto a Liao di pronunciare in cinese alcune parole. Alla richiesta di scriverle, Liao ha avuto, in alcuni casi, qualche difficoltà. Ad esempio non ricordava esattamente come si scrivesse la parola cinese che corrisponde all’italiano “sciarpa”. Questo ha suscitato la perplessità dei suoi compagni. I ragazzi dell’altro gruppo di recupero, impegnati nella compilazione delle schede di italiano, appena possibile, si avvicinavano incuriositi per osservare i caratteri cinesi. L’unico a rimanere più in disparte è stato Enver; il bambino rom inizialmente ha detto che la scrittura cinese gli sembrava più bella di quella italiana, poi ha asserito di saper scrivere anche lui in cinese. Ha provato solo una volta a pronunciare le parole in cinese, poi si è allontanato dal nostro tavolo, nonostante il mio invito a rimanere. Durante la ricreazione non è accaduto nulla di nuovo. Come al solito, Liao è uscito una sola volta dall’aula, per poi rientrare immediatamente. L’insegnante di italiano mi ha raccontato che, il venerdì precedente, Liao è arrivato con ritardo a scuola e, interpellato sul motivo della sua assenza durante le prime ore, ha chiarito, con l’aiuto del suo vocabolario, che si era assentato per sbrigare insieme ai genitori delle faccende burocratiche, relative alla permanenza della sua famiglia in Italia. Durante l’ora successiva, Alessio e Valentina hanno esposto ai compagni le modalità di svolgimento del lavoro di scambio lessicale effettuato nelle ore precedenti. L’insegnante di lettere ha comunicato alla classe la sua intenzione di estendere il progetto anche al rumeno e al romanè. Tuttavia, Mehira, interpellata dalla professoressa, ha precisato di saper parlare il romanè, ma di non saperlo scrivere. É stato stabilito, su sua proposta, che sarà la madre ad aiutarla. Enver, che fino a quel momento non aveva partecipato alla discussione, interpellato, ha detto di 211 conoscere, anche lui solo oralmente, quattro lingue: romanè, bosniaco, spagnolo e italiano. L’insegnante ha detto ai ragazzi che parteciperà ad un corso di aggiornamento sulla cultura rom e che riferirà quanto appreso a tutta la classe, anche con l’aiuto di Mehira ed Enver. Matteo ha alzato la mano per raccontare una leggenda che aveva letto l’anno precedente sul libro di testo per le elementari. Questo è il contenuto del racconto: Molto tempo fa, un dio chiamò a raccolta tutti i popoli della terra per spartire le ricchezze del mondo. I rom risposero per primi all’appello. Ma, durante il tragitto che li avrebbe condotti dal dio, si fermarono presso un albero per raccoglierne i frutti. Avendo ripreso il cammino solo dopo il passaggio degli altri popoli, giunsero in ritardo dal dio, che, nel frattempo, aveva assegnato tutte le ricchezze che possedeva agli altri. Così, il dio, diede ai rom le uniche due cose che erano rimaste: una coperta e un tizzone ardente. L’insegnante ha chiesto ai ragazzi quale potesse essere il significato della leggenda. Inizialmente nessuno ha risposto, poi Enrico ha espresso la sua opinione: i rom si sono accontentati di poco, rimanendo così senza ricchezze. Altri ragazzi sono intervenuti dicendo che i rom avevano commesso un errore fermandosi presso l’albero invece di seguire l’iniziale progetto. La professoressa è intervenuta dicendo che sarebbe ritornata sull’argomento con più calma. Per tutto il tempo della discussione Liao è stato in silenzio al suo posto, guardandosi intorno. Nell’ultima parte dell’ora, l’insegnate ha tenuto una breve lezione introduttiva che mirava a mettere in luce l’esistenza di diversi tipi di scrittura, diversi da quella alfabetica. Servendosi anche del mio aiuto, ha 212 poi sottolineato alcune caratteristiche della scrittura cinese. Verso la fine dell’ora, Liao, chiamato alla lavagna, ha scritto, su richiesta dei compagni, alcuni ideogrammi cinesi. Subito dopo il suono della campanella, io e l’insegnante di lettere abbiamo sentito litigare Mehira e Sabrina. Mehira, mentre si preparava per uscire6, ha messo in chiaro con la professoressa che non avrebbe chiesto scusa «a quella». Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato con il pallone nel cortile. Liao ha partecipato al gioco. Rispetto agli altri ragazzi sembrava più rigido nei movimenti, quasi impacciato. Tuttavia, ha anche più volte cercato il contatto fisico con i compagni: li abbracciava, prendeva loro la mano, accarezzava la loro testa. Non è riuscito quasi mai a toccare la palla. Al rientro, nell’ora successiva, l’insegnante di italiano ha cambiato la disposizione dei posti a sedere nei banchi. Quando ha detto a Liao di sedersi vicino a Enrico, questi ha alzato le mani in segno di contentezza. Valentina ha detto ad alta voce: «Professoressa, ma io non sono mai stata al banco con Liao!». Quando l’insegnante le ha risposto che poteva sedersi accanto a Nadia, lei si è girata verso quest’ultima ridendo. Ho avuto l’impressione, confermata anche dall’insegnante, che Sabrina fosse invece scontenta di sedere accanto ad Enver. Matteo, tra l’altro il più ansioso di effettuare la rotazione, è capitato al banco con Mehira: pur non mostrando un grande entusiasmo, non sembrava neanche eccessivamente deluso. Dopo il cambio di posto, i ragazzi hanno cominciato la lettura di un brano sugli egiziani. Quando ho chiamato Liao per proporgli un brano in cinese sugli uomini preistorici mi è sembrato molto lieto di vedere un paragrafo scritto nella sua lingua. Quando ha terminato la lettura del brano in cinese, abbiamo letto insieme qualche parola dello stesso testo 6 Tutti i giorni Mehira esce da scuola prima dell’ora di pranzo. 213 in italiano, ma, dopo poco tempo, è finita l’ora. Comunque, durante la lettura in italiano, ha dovuto cercare molte parole sul dizionario. Arrivati alla parola “Africa”, invece di lasciare che la cercasse sul dizionario, ho usato la cartina geografica appesa al muro per indicargli il continente. Alla domanda: «Hai capito?», il bambino ha risposto: «Sì». Ma, rileggendo nuovamente il periodo da capo, arrivati di nuovo alla stessa parola, gli ho chiesto ancora: «Sai cosa significa?». Lui ha detto di non saperlo. Così abbiamo cercato la parola sul dizionario. Ho notato che Liao, nonostante gli altri si preparassero velocemente per uscire, ha atteso che gli dicessi: «Se ti va, continuiamo la prossima volta», per alzarsi dal banco in cui eravamo seduti. 9-12-2002 (lunedì) EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO) (9:50-10:40) RICREAZIONE EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40) MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE INGLESE (12:40-13:30) L’insegnante di italiano, per l’ora di recupero, ha fatto uscire dalla classe, oltre a Liao, anche Paolo, Enver, Giovanni e Mehira. Nel corridoio, mentre l’insegnante era ferma a parlare con due ragazze di un’altra classe, Paolo e Liao hanno giocato fingendo di fare a pugni. Arrivati nella stanza al piano superiore, ci siamo sistemati tutti sullo stesso tavolo (Enver peraltro si è seduto un po’ distante rispetto agli altri) e abbiamo deciso di continuare il lavoro di scambio lessicale. In attesa di ricevere indicazioni sul lavoro da svolgere, Liao, Paolo e Giovanni hanno giocato con un dado dello stesso Liao che, ad ogni tiro, 214 pronunciava ad alta voce il numero in italiano. Mentre l’insegnante si trovava al piano inferiore per fotocopiare alcune schede per il lavoro, Paolo, inavvertitamente, ha fatto cadere Enver. Il bambino rom, tenendosi il ginocchio, ha iniziato a piangere in silenzio sdraiato a terra, mentre Paolo gli porgeva le sue scuse e lo invitava ripetutamente ad alzarsi. Alla fine, aiutato da me e dalla professoressa, nel frattempo rientrata in classe, Enver si è alzato, ma non ha voluto accettare le scuse di Paolo. Liao non è intervenuto in alcun modo ed è rimasto, per tutto il tempo, in piedi accanto alla sua sedia. Tutti, tranne Enver, durante il lavoro, hanno chiesto più volte a Liao conferma sui caratteri cinesi che avevano scritto. Mehira mi ha ripetutamente mostrato il quaderno e, secondo il parere di Liao, ha svolto correttamente il lavoro di copiatura dei caratteri. Paolo, invece, ha incontrato molte difficoltà, al punto che, alla fine, Liao stesso ha scritto gli ideogrammi sul quaderno del compagno. Durante la ricreazione, Liao, come al solito, non è uscito dall’aula. É rimasto inizialmente al suo posto, poi si è alzato girando tra i banchi. Poco prima del suono della campanella di fine ricreazione, ha giocato con altri compagni, abbracciandoli continuamente. Durante l’ora di tecnica, l’insegnante mi ha chiesto di aiutare Liao, Mehira, Giovanni ed Enver a fare il disegno indicato sulla lavagna, che gli altri avevano già terminato nell’ora precedente, mentre noi eravamo fuori per il recupero di italiano. Ci siamo sistemati tutti su due banchi vicini, mentre gli altri ripetevano, interrogati dall’insegnante, il procedimento seguito per disegnare le quattro figure geometriche. Enver si è seduto accanto a me, chiedendo il mio aiuto per tutto il tempo; abbiamo eseguito il disegno praticamente insieme: io tenevo ferma la squadra e aprivo il compasso e lui tracciava le linee con la matita. 215 Liao ha eseguito i quattro disegni senza difficoltà, seguendo solo le indicazioni grafiche sulla lavagna. Terminato il lavoro, la professoressa gli ha detto di passare tra i banchi per mostrare il suo disegno ai compagni. Durante l’esecuzione, ho chiesto più volte aiuto a Liao, il quale mi ha dato tutte le indicazioni mostrandomi materialmente il modo giusto di svolgere i disegni. Le uniche parole che ha pronunciato erano dei numeri. Affidandomi ai ricordi di quando studiavo disegno tecnico a scuola, per tracciare una linea parallela al bordo del foglio, ho fatto scorrere la squadra sulla riga, mentre chiedevo delle spiegazioni a Liao. Lui, osservando attentamente quello che stavo facendo, mi ha corretta dicendo: «Sbagliato, no così… così» e mostrandomi il modo giusto, per lui, di procedere. Nell’ora di matematica, l’insegnante ha iniziato la lezione facendo scrivere ai ragazzi una definizione. Valentina ha chiesto ad alta voce: «Come fa Liao?». La professoressa ha risposto che avrebbe scritto come al solito solo i numeri. Durante tutta l’ora, il bambino si è distratto più volte, parlando con Enrico, l’attuale compagno di banco, e con i due ragazzi che gli siedono davanti, Giulio e Francesco. Ad un certo punto, l’insegnante lo ha anche ripreso. Mentre a turno i ragazzi svolgevano un esercizio alla lavagna, Liao ha più volte alzato la mano per essere chiamato. Ha riso insieme ai compagni perché Giulio non arrivava a scrivere il risultato di una operazione, perché troppo alta sulla lavagna. Verso la fine della lezione, Liao, terminati velocemente gli esercizi in classe, ha giocato con il cappello di Enrico, indossandolo più volte e ridendo con gli altri compagni. Valentina, durante l’ora, mentre svolgeva le operazioni sul suo quaderno, mi ha più volte chiamata di nascosto, per chiedermi le tabelline. 216 Durante l’ora di inglese, i ragazzi hanno ascoltato l’insegnante che leggeva ad alta voce un brano del loro libro di testo. Liao ha seguito attentamente tenendo il segno con il dito sul libro. L’insegnante ha poi chiesto a turno ai ragazzi il significato di alcune parole inglesi. Liao le ripeteva a bassa voce, appuntandosi la pronuncia a matita. Durante gli esercizi di lettura, la professoressa gli ha fatto leggere alcune frasi, complimentandosi con lui per l’impegno. 11-12-2002 (mercoledì) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE LETTERE (STORIA) (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (STORIA) (14:20-15:10) Durante la ricreazione che precede le ore di storia, Liao non è uscito dalla classe. Nel corridoio ho visto Mehira, che si è avvicinata per salutarmi. Poi si è messa a parlare con Nadia e Valentina. Enver ha trascorso tutta la ricreazione passeggiando nel corridoio, in compagnia di un ragazzo di un’altra classe. Dall’accento sembrava straniero anche lui. Nelle ore di compresenza, i ragazzi si sono divisi in gruppi per svolgere delle ricerche di storia. Liao ha iniziato il lavoro con il gruppo composto da Giulio, Enrico, Francesco e Matteo, limitandosi per lo più a passare i libri ai compagni. Successivamente, l’insegnante ha invitato Sabrina, Alessio e Liao a sedersi vicini, per organizzare un lavoro sulla scrittura cinese. Come di consueto, appena Liao ha visto le pagine scritte in cinese, ha iniziato a leggere attentamente. I compagni leggevano in italiano gli stessi brani, riguardanti l’origine e le caratteristiche degli 217 ideogrammi cinesi7. Nonostante le spiegazioni date dall’insegnante di italiano in merito alle differenze tra la nostra scrittura fonetica e gli ideogrammi, i ragazzi sembravano avere difficoltà a comprendere alcune caratteristiche fondamentali della scrittura cinese. Sabrina ha chiesto: «Ogni disegno è una lettera?», e soprattutto Alessio non riusciva a comprendere la funzione del pinyin, il sistema di trascrizione fonetica utilizzato in Cina. Io e l’insegnante di italiano, tentando di rispondere alle sue domande, abbiamo detto che il pinyin indica la pronuncia della parola scritta. Alessio, a questo punto, ha affermato di aver capito, dicendo: «I cinesi quindi fanno più fatica di noi, prima vanno a scuola per imparare a scrivere e dopo imparano a dire le parole che scrivono». Ho risposto che, esattamente come noi, i bambini cinesi imparano prima a parlare e poi a scrivere, ma la loro scrittura non indica, come la nostra, i suoni e la pronuncia della parola, ma solo l’oggetto o l’idea in questione. Tra l’altro, ho aggiunto che in Cina esistono molti dialetti e che, per questo motivo, le persone provenienti da regioni lontane rischiano di non capirsi tra loro. Per ovviare a questo problema, è necessario imparare la pronuncia del cinese nazionale. Alessio e Sabrina hanno detto di aver capito; tuttavia Alessio ha aggiunto che, secondo la sua opinione, i cinesi fanno comunque più fatica e che, invece, a noi scrivere viene più naturale. Per tutto il tempo della discussione, Liao non ha mai alzato gli occhi dai fogli ed ha continuato a leggere con attenzione fino al suono della campanella. Durante la ricreazione, Liao ha giocato con Enrico, Paolo e Alessio, abbracciandoli, toccando loro la testa e fingendo di colpirli con i pugni. Nell’ora successiva, mentre l’insegnante teneva una lezione sulla civiltà egiziana, Liao si è distratto più volte, giocando con la sciarpa di Enrico, l’attuale compagno di banco. L’insegnante lo ha anche ripreso 7 I brani letti sono stati tratti da M. MARIGO, M. OMODEO, SONG L., Diecimila generazioni. Il lungo cammino della civiltà e della lingua cinesi, Firenze, COSPE - Edizioni Cultura della Pace, 1996. 218 per aver lanciato la sciarpa verso Francesco. Mentre il resto della classe seguiva la lezione, Liao ha cominciato a formare un ventaglio con la carta. Accortosi che lo guardavo, mi ha sorriso, mostrandomi il ventaglio. L’insegnante, durante la lezione, ha inserito nel discorso un paragone tra i geroglifici egiziani e la scrittura cinese. I ragazzi hanno fatto molte domande sugli ideogrammi; sono riemersi, soprattutto, gli interrogativi sulla corrispondenza tra il carattere e la parola. Nell’ultima parte dell’ora, Liao ha scritto alcuni caratteri alla lavagna. Quando ha scritto la parola “Cina” (letteralmente “Paese di Mezzo”), ho spiegato alla classe che uno dei tratti che compone la parola “paese”, da solo, indica “giada” o “cosa preziosa”. Ho fatto presente ai ragazzi che in Cina questa pietra, simbolo di incorruttibilità, viene regalata, secondo l’usanza tradizionale, ai bambini appena nati come portafortuna. Liao, a questo punto, ha mostrato la pietra di giada che aveva al collo, suscitando l’interesse di quasi tutti i suoi compagni, che si sono alzati per osservare il ciondolo da vicino. Enver e Mehira sono rimasti al loro posto. L’insegnate di italiano, prendendo spunto da quanto è stato detto, ha messo in luce come tutte le civiltà considerino se stesse al centro del mondo. Dopo pranzo i ragazzi hanno giocato, come di consueto, con il pallone, nel piazzale della scuola. Al rientro in classe c’è stato un movimento di biglietti che ha coinvolto anche Liao. Gli è arrivato un biglietto che ha passato a Valentina, su invito del compagno di banco. Prima dell’inizio della nuova ora di storia, si è alzato dal banco insieme ad altri compagni, rincorrendo prima Valentina e poi Giovanni che, per gioco, gli avevano preso la sciarpa. 219 Nell’ora successiva ci siamo recati in un’aula del piano superiore per vedere un filmato sulla civiltà egiziana. Liao si è seduto in seconda fila, davanti a Giovanni. Prima dell’inizio della visione ha toccato più volte la testa e le spalle di Giovanni. Quando l’insegnante ha introdotto il filmato con una breve spiegazione, Liao si è girato verso di lei e mentre la ascoltava (o per lo meno tentava di farlo), si appoggiava continuamente a Enrico e ad Alessio, seduti rispettivamente alla sua destra e alla sua sinistra. Ha seguito attentamente e senza distrazioni tutto il documentario. Alla fine dell’ora si è alzato insieme agli altri e, uscendo dall’aula, ha spinto Francesco che gli stava davanti. All’iniziale perplessità di Francesco, è seguito uno scambio di sorrisi tra i due ragazzi. 16-12-2002 (lunedì) EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO) (9:50-10:40) RICREAZIONE EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40) MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE INGLESE (12:40-13:30) Per tutta la mattinata due ragazzi di seconda media, sono stati ospitati in classe, poiché i loro compagni si erano recati in gita scolastica, mentre loro avevano dimenticato a casa il permesso scritto dai genitori. Uno dei due ragazzi è salito con noi al piano superiore per l’ora di recupero in italiano. Oltre a Liao, l’insegnante di lettere, ha chiamato fuori dalla classe Mehira, come al solito contenta di uscire, Paolo ed Enver. L’insegnante ha deciso di provare a far fare un dettato ai ragazzi, nonostante le lamentele di Paolo che sosteneva di non saperlo fare. Gli 220 errori ricorrenti di Liao consistevano per lo più nel rendere il fonema /r/ con la lettera “l”, nel rendere il fonema /a/ con la lettera “e” e i fonemi /e/ ed /ε/ con la “a”, nel rendere il fonema /p/ con la lettera “b” e viceversa. Ha poi scritto la parola “acqua” senza la lettera “c”. L’insegnante, dopo il dettato, ha invitato il ragazzo di seconda media salito con noi ad improvvisare un breve dialogo con Liao. Il ragazzo si è allora presentato, specificando il suo nome e dicendo di provenire dalla Bosnia. Liao ha risposto: «Mi chiamo Liao, vengo dalla Cina». Paolo gli ha suggerito di specificare il luogo di abitazione in Italia. Allora Liao ha detto: «Roma». Paolo ha aggiunto: «Sì. Ma io intendevo dove abiti… la via». Liao ha guardato perplesso l’insegnante, la quale gli ha chiesto se sapesse o meno il nome della via in cui abita a Roma. Lui ha risposto di non saperlo. L’insegnante ha poi assegnato ad Enver e a Liao il compito di leggere, con il mio aiuto, le parole accompagnate da disegni, scritte su alcune schede per bambini delle elementari. Nonostante l’invito da parte dell’insegnante a leggere dopo Liao (viste le maggiori difficoltà di quest’ultimo), Enver ha afferrato le schede e, passandole velocemente al bambino cinese, ha cominciato a pronunciare ad alta voce tutte le parole scritte, senza consentire a Liao di leggerle per primo. Mehira è intervenuta dicendo ad Enver di lasciare che il ragazzo cinese ne leggesse qualcuna per primo. A quel punto, il bambino rom ha dato la possibilità a Liao di leggere le schede rimaste. Durante l’esercizio, ho avuto l’impressione che Liao tendesse a leggere le parole per intero, senza seguire la sequenza delle sillabe, come, invece, aveva fatto Enver. Durante la lettura, invertiva spesso la sequenza dei fonemi, soprattutto nei gruppi consonantici, non teneva conto delle doppie e alla lettera “r” faceva corrispondere il fonema /l/ (ad esempio ha letto la parola “coccodrillo” come /kokol’dilo/). Si è più 221 volte fermato davanti al gruppo “gn”, e non teneva conto della “h” dopo la “c” (pronunciandola come affricata postalveolare sorda). Cercando di comunicare con lui nel modo più semplice possibile, gli ho detto: «Pronuncia tutte le lettere, una dopo l’altra». Poi, indicando con il dito le singole lettere, ho letto alcune parole, insistendo a lungo su ogni fonema. Ho avuto l’impressione che, seguendo queste indicazioni, leggesse con più facilità. Durante la ricreazione Liao è rimasto in classe e ha giocato con Francesco, Matteo e Alessio. Come al solito, il bambino ha abbracciato i compagni e ha riso con loro. Fingeva anche di fare a pugni con Francesco. Nell’ora di tecnica, Paolo, Enver, Mehira e Liao si sono sistemati accanto a me su due banchi uniti, per svolgere il disegno che il resto della classe aveva terminato nell’ora precedente. Liao non ha avuto alcun bisogno del mio aiuto. Passando tra i banchi, l’insegnante gli ha chiesto se avesse capito dalle indicazioni sulla lavagna. Lui ha risposto di no con la testa. Lei gli ha materialmente mostrato cosa avrebbe dovuto fare, disegnando su un foglio le figure in questione. Liao ha quindi detto di aver capito e ha cominciato a disegnare da solo. Io ho trascorso tutta l’ora ad aiutare soprattutto Paolo. Mehira, più che di aiuto concreto, sembrava aver bisogno, di tanto in tanto, della mia conferma. Enver, dopo aver inizialmente chiesto il mio aiuto, è stato assistito dal ragazzo di seconda media, che si è offerto spontaneamente di svolgere con lui il lavoro. Avendo Enver stesso detto di essere d’accordo, ho lasciato che i due ragazzi disegnassero insieme. Durante l’ora di matematica, essendo Enrico assente, Liao, su indicazione dell’insegnante, è stato accanto a Francesco. Enver si è seduto vicino al ragazzo bosniaco di seconda media. 222 Liao ha corretto i compiti seguendo lo svolgimento degli esercizi alla lavagna. Secondo quanto riferito da Francesco all’insegnante, il bambino aveva svolto correttamente le due espressioni, mentre non aveva fatto il problema. L’insegnante ha risposto: «Certo che non l’ha fatto, non capisce il testo!». Nell’ultima parte dell’ora Francesco, avendo terminato gli esercizi dati dalla professoressa, ha giocato con Liao, scrivendo sul suo diario e prendendo la sua sciarpa. Durante la ricreazione, tutti i ragazzi sono usciti dall’aula. Liao, rimasto solo, è uscito nel corridoio. Ha trascorso la prima parte della ricreazione appoggiato al muro, accanto alla porta dell’aula. Quando, verso la fine della ricreazione, alcuni compagni sono rientrati, lui li ha seguiti, rimanendo fino al suono della campanella dentro la classe. Nell’ora di lingua straniera, i ragazzi hanno ascoltato la registrazione di una canzone in inglese. Molti di loro, tra cui lo stesso Liao, l’hanno cantata a bassa voce8. L’insegnante di inglese ha fatto ascoltare poi ai ragazzi il dialogo letto la volta precedente in aula. Liao, arrivato il momento della pronuncia ad alta voce delle parole, ha partecipato alla ripetizione collettiva. La lezione è proseguita con l’ascolto di un’altra canzone, intitolata He’s got all world in his hands. Quando l’insegnante ha ripetuto le singole frasi della canzone, Liao ha appuntato con la matita la pronuncia delle parole. Nell’ultima parte dell’ora l’insegnante ha scritto alla lavagna i “nomi della famiglia”. Accanto ad ogni parola ha poi scritto la traduzione in italiano. Liao ha copiato tutto sul suo quaderno. L’insegnante, passando tra i banchi, si è fermata accanto al bambino cinese e, indicando la parola inglese “brother”, gli ha chiesto: «Tu hai fratelli Liao?». Il bambino ha fatto cenno di sì. Alla domanda «Quanti?», è rimasto disorientato, poi ha 8 La canzone in questione era la nota sigla del telefilm americano Happy days. 223 risposto di averne due. L’insegnante gli ha chiesto se fossero entrambi maschi, allora lui ha risposto di no. «Quindi hai una sorella?» ha continuato l’insegnante. Lui ha fatto segno di sì con la testa. I ragazzi hanno chiesto come si chiamassero suo fratello e sua sorella. Il bambino ha risposto pronunciando dei nomi cinesi che non ho afferrato. Dopo qualche minuto è terminata l’ora e i ragazzi si sono recati a mensa. 18-12-2002 (mercoledì) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE LETTERE (STORIA) (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA) (14:20-15:10) Per le ore di compresenza, l’insegnante di italiano ha fatto uscire dall’aula Paolo, Mehira, Enver, Sabrina, Liao, Giovanni e Antonio. Siamo saliti al piano superiore e ci siamo sistemati nella biblioteca. Prendendo spunto dalle proposte di lavoro presenti in alcune schede per l’insegnamento dell’italiano9, l’insegnante ha diviso i ragazzi in tre gruppi. Ad ogni gruppo è stato assegnato il compito di disegnare situazioni o paesaggi, scrivendo poi, accanto ad ogni oggetto raffigurato, il corrispondente nome in italiano. I disegni dovranno poi essere incollati su cartelloni e accompagnati da una breve frase che descriva la situazione raffigurata. Il gruppo composto da Mehira, Enver e Sabrina, ha realizzato un disegno che rappresenta una spiaggia assolata d’estate. Mehira si è occupata soprattutto della realizzazione del disegno, mentre Enver ha 9 Batteria di schemi per l’insegnamento di Italiano L2 nella scuola dell’obbligo, allegato al testo G. COCCHI, M. GIUSTI, M. R. MANZINI, T. MORI, L. M. SAVOIA, L’italiano L2 nella scuola dell’obbligo…, cit.. 224 iniziato a scrivere le frasi per descrivere le situazioni rappresentate. Sabrina poi ha aiutato Mehira a scrivere i nomi degli oggetti raffigurati. Paolo e Giovanni hanno lavorato a due disegni raffiguranti, rispettivamente, la pioggia in campagna e in città. Liao ha lavorato insieme ad Antonio. L’insegnante ha assegnato al bambino cinese il compito di disegnare una donna magra e triste, un uomo grasso e felice, e un uomo vecchio. Tuttavia, sono sorti dei problemi quando abbiamo tentato di spiegare a Liao cosa avrebbe dovuto disegnare. Avendo, infatti, compreso che il bambino aveva difficoltà a capire attraverso i gesti e le parole, l’insegnante ha tentato di spiegare cosa intendesse per “uomo grasso” o per “donna magra”, servendosi dell’ausilio di disegni. A quel punto, Liao ha tentato di copiare esattamente il disegno fatto dall’insegnante, peraltro molto elementare, perché realizzato soltanto per far capire al bambino cosa avrebbe dovuto rappresentare. Terminata la realizzazione dell’“uomo grasso”, pensando che il bambino avrebbe preferito copiare da un disegno già fatto, gli abbiamo proposto di sceglierne uno tra le pagine dei “vocabolari per immagini” in nostro possesso10. Liao ha scelto il disegno di un albero, affiancato da una mela che cade. Ho notato che il bambino tentava di riprodurre una copia perfetta del disegno già realizzato, cancellando più volte gli stessi tratti. Pur non mostrando una grande soddisfazione per il risultato, ha consegnato il disegno ad Antonio, che, nel frattempo, scriveva i nomi accanto agli oggetti disegnati. Ha scelto un altro disegno. Prima di iniziare, questa volta, ha mostrato all’insegnante come il disegno già fatto trasparisse in controluce sul foglio bianco. L’insegnante a quel punto gli ha chiesto: «Vuoi calcarlo?». Lui ha fatto segno di sì con la testa. L’insegnante lo ha 10 AA.VV., Alfabetando. Vocabolario per immagini. Italiano-cinese, Brescia, COSPE - Vannini, 2001 e AA.VV., Alfabetando. Vocabolario per immagini. Italiano-romanè, Gussago (Brescia), COSPE - Vannini, 2000. 225 allora condotto in un’aula vicina, indicandogli il vetro della finestra su cui poggiare il disegno per calcarlo meglio. Rientrato dopo poco tempo, Liao ha mostrato il disegno alla professoressa, ricevendo i complimenti dagli altri ragazzi, che non si erano accorti della sua momentanea assenza. Ha scelto un nuovo disegno e questa volta lo ha calcato seduto al tavolo. Sabrina, vedendolo, gli ha detto: «Ma allora stai calcando?». Liao ha risposto con un sorriso, ma credo che non abbia capito. Ha mostrato il disegno all’insegnante, che si è complimentata con lui. Mi è sembrato che accettasse i complimenti di buon grado. Durante la ricreazione, Liao ha più volte spinto gli altri ragazzi, anche con una certa violenza. La reazione dei suoi compagni è stata, in linea di massima, di iniziale perplessità, seguita da abbracci e spinte. Ad un tratto, Liao, fingendo di fare a pugni con Sabrina, l’ha colpita sull’orecchio. Sabrina, leggermente ferita dall’orecchino, ha gridato verso di lui: «Ma che sei matto? Mi hai fatto male!». Liao le ha chiesto ripetutamente scusa. Ma Sabrina ha insistito: «Tanto lo dico alla professoressa». Alla fine della ricreazione Sabrina si è lamentata con l’insegnante di italiano per la botta ricevuta. L’insegnante ha detto a Liao, estendendo però il rimprovero a tutta la classe, di giocare con meno violenza e di fare più attenzione a non far male ai compagni. L’insegnante, in attesa che tutti tornassero al posto, ha detto, sorridendo, che per questa volta avrebbe evitato di segnare una croce sul cartellone delle note in corrispondenza del nome di Liao11. Tuttavia, ha continuato a rimproverarlo sorridendo e ammonendolo per il futuro. Liao, guardando il cartellone, si è diretto velocemente verso il banco e si è seduto al suo posto in silenzio, per rialzarsi solo quando l’insegnante lo ha chiamato per continuare il lavoro iniziato nelle ore precedenti. 11 Il cartellone in questione presenta una tabella, con su scritti i nomi dei sedici ragazzi. Sotto le varie “voci” di “comportamento”, “materiale”, “attenzione”, ecc., l’insegnante di italiano segna delle croci ogni volta che uno dei ragazzi si comporta male, commette una mancanza o appare distratto. Dopo tre croci sotto la stessa voce, l’insegnante scrive una nota sul diario. 226 Durante l’ora di storia, mentre gli altri erano impegnati ad ascoltare la spiegazione dell’insegnante, io, Liao, Giovanni, Mehira ed Enver ci siamo sistemati su due banchi vicini. Liao ha continuato a calcare i disegni. Quando Enver e Giovanni se ne sono accorti, hanno deciso di imitarlo, mentre Mehira, peraltro molto brava nel disegno, ha continuato il lavoro iniziato nelle ore precedenti. Successivamente ha anche realizzato altri disegni, senza calcarli. Ho chiesto a Liao: «Vuoi provare a farne uno senza calcare?». Mi ha risposto di sì, poi ha scelto il disegno di una mela sopra ad un tavolo. Ha tirato fuori dall’astuccio un righello e lo ha usato per realizzare il tavolo. Ha disegnato solo la mela a mano libera. Ho chiesto a Liao di scrivere i nomi accanto ai disegni. É stato lui a chiedermi i nomi dei vari oggetti disegnati, indicandoli con il dito e dicendo: «Questo?». Le maggiori difficoltà si sono incentrate sulle doppie e sulla resa del fonema /r/ (a cui Liao faceva corrispondere puntualmente la lettera “l”). Inoltre, Liao tendeva a rendere graficamente il fonema /t/ con la “d” e il fonema /d/ con la “t”. Ho provato a far sentire a Liao la differenza di pronuncia tra “quattro” e “quatro”. Quando ho pronunciato la parola come se fosse scritta con una sola “t”, ha riso. Poi ha scritto la parola “due” con due “u”. Dopo la mensa, i ragazzi hanno chiesto all’insegnante di poter giocare con il pallone nonostante la pioggia. L’insegnante, dopo qualche resistenza, ha accordato loro il permesso di giocare sotto la tettoia. Per evitare il più possibile di mandare il pallone allo scoperto, i ragazzi hanno introdotto una nuova regola in base alla quale chiunque avesse mandato il pallone lontano dalla tettoia, sarebbe uscito momentaneamente dal gioco. Liao ha più volte aiutato gli altri compagni ad espellere dal gioco chiunque colpisse con troppa violenza il pallone, mandandolo allo scoperto. Tuttavia, quando, avendo a sua volta spedito 227 il pallone sotto la pioggia, è stato invitato dagli altri a lasciare il gioco, Liao, sorridendo, ha detto di non aver capito la nuova regola per via dei problemi con la lingua. I compagni non gli hanno creduto. Prima del suono della campanella i ragazzi sono rientrati in classe. Negli ultimi dieci minuti di ricreazione Liao ha giocato con Sabrina a “filetto” sulla lavagna. Nell’ultima ora, io, Liao e Giovanni, abbiamo continuato a lavorare sui disegni. Liao ha iniziato a copiare, senza calcarlo, il disegno di un paesaggio invernale. Dopo aver cancellato più volte un gruppo di alberi ricoperti di neve, li ha infine disegnati calcandoli dall’originale. Lo stesso ha fatto con una casetta. Terminato il disegno, prima di iniziare ad aiutarlo a scrivere i nomi, ho chiesto distrattamente al bambino: «Hai finito? Oppure vuoi aggiungere qualcosa?». Lui ha guardato il disegno, confrontandolo più volte con l’originale. Poi mi ha fatto segno di no con la testa. Vedendolo perplesso, ho aggiunto: «Non manca niente. Volevo solo sapere se vuoi aggiungere qualcosa, qualcosa in più». Mi ha sorriso, conservando sempre un’aria un po’ perplessa, poi ha detto: «No, finito». 7-1-2003 (martedì) COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (GEOGRAFIA) (14:20-15:10) LETTERE (GEOGRAFIA) (15:10-16:00) Nell’ora di compresenza lettere-informatica, Liao ha cominciato a svolgere le esercitazioni insieme a Sabrina. Dopo poco, io e l’insegnante di italiano, con la collaborazione del professore di informatica, abbiamo organizzato un’attività separata con un gruppo di ragazzi composto da Giovanni, Matteo, Liao e Nadia. 228 Il lavoro consisteva nella realizzazioni al computer di una serie di “cartellini” con su scritti i nomi di alcuni locali della scuola in quattro lingue (italiano, rumeno, romanè12 e cinese)13. Abbiamo realizzato cinque cartellini (“mensa”, “palestra”, “bagno”, “teatro”, “direzione”14), che dovranno essere affissi sulle porte dei locali. Per il rumeno, ci siamo serviti del dizionario rumeno-italiano posseduto da Giovanni e, naturalmente, della collaborazione dello stesso Giovanni e di Nadia, mentre, per il cinese, avevamo il dizionario italiano-cinese di Liao. Liao stesso ha scritto con un pennarello i caratteri cinesi sui cartellini. Per quanto riguarda il romanè, l’insegnante ha affidato ad Enver il compito di chiedere a casa informazione sui nomi in questione, vista anche una certa perplessità manifestata dal bambino di fronte alle domande sulle varie parole. Così abbiamo lasciato, su ogni cartellino, un iniziale spazio bianco per le parole in romanè, seguito dalla scritta a pennarello dei caratteri cinesi. Le scritte in rumeno e in italiano sono state invece realizzate al computer. Quando stava per suonare la campanella, in un momento di confusione nell’aula, il bambino cinese ha spinto Sabrina, la quale, meravigliata, ha urlato verso di lui che nel frattempo si era girato: «Ma che sei matto? La vuoi smettere di spingere?». Dopo pranzo, i ragazzi hanno giocato con il pallone nel cortile. Valentina e Sabrina si sono sistemate sulle scale antistanti l’entrata della scuola ed hanno giocato per tutto il tempo a Memory, un gioco con le carte. 12 Già in partenza sapevamo che sarebbe stato difficile utilizzare il romanè per questa attività, vista anche la “natura” orale della lingua. 13 Abbiamo organizzato l’attività seguendo i suggerimenti contenuti nel materiale didattico tratto da M. OMODEO, Materiale didattico, cit.. 14 Inizialmente, il cartellino doveva recare la scritta “presidenza”, tuttavia, abbiamo optato per “direzione”, poiché Nadia e Giovanni non ricordavano con esattezza il termine rumeno corrispondente all’italiano “presidenza”. 229 Enver, già lontano dagli altri, si è avvicinato alle due ragazze per osservarle, suggerendo di tanto in tanto la mossa da fare. Quando Sabrina e Valentina hanno smesso di giocare, Enver ha raccolto le carte e ha giocato per un po’ da solo. Successivamente, ha raggiunto gli altri compagni che giocavano a pallone, ma senza partecipare. Liao, come di consueto, ha invece giocato per tutto il tempo con i compagni. Nelle due ore successive, mentre la classe era impegnata ad ascoltare la spiegazione dell’insegnante di italiano, io, Liao, Giovanni, Enver, Nadia, Matteo e Giulio, siamo saliti al piano superiore, nell’aula di informatica, per terminare il lavoro cominciato nell’ora precedente. Liao, durante le due ore, in attesa di poter scrivere le parole cinesi, si è più volte distratto. Ad un certo punto ha anche giocato al solitario servendosi di un altro PC. Tuttavia, al momento di scrivere in cinese, sembrava ogni volta incuriosito dalle parole scritte nelle altre due lingue; cercava prima quella italiana, poi mi chiedeva conferma su quella rumena indicandola con il dito e chiedendo: «Rumena?». Al termine dell’ultima ora siamo usciti dall’aula per tornare in classe. Durante il percorso due ragazzi di un’altra classe si sono fermati davanti a Liao con un’aria un po’ strafottente e, indicando il vocabolario che Liao aveva in mano, gli hanno detto: «Vedi chi c’è! Il cinese che va in giro col vocabolario…». Quando si sono accorti della mia presenza, sono andati via accelerando un po’ il passo. Ho avuto modo di osservare Liao all’uscita dalla scuola, mentre si allontanava per tornare a casa. Ha percorso il tragitto fino agli edifici più vicini insieme ad un gruppetto di compagni, ridendo e scherzando con gli altri. Valentina gli ha rubato per scherzo la sciarpa, lui l’ha inseguita correndo. Ad un certo punto si è diviso dagli altri, prendendo un’altra direzione. 230 13-1-2003 (lunedì) EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO) (9:50-10:40) RICREAZIONE EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40) MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE INGLESE (12:40-13:30) Durante l’ora di recupero, l’insegnante di italiano ha fatto uscire dall’aula solo Enver e Mehira, poiché gli altri, compreso Liao, erano impegnati nella verifica grafica con l’insegnante di tecnica. Per tutta l’ora, i due ragazzi rom hanno svolto esercizi di scrittura. Enver, nonostante le spiegazioni, non è riuscito a comprendere l’uso della lettera “h” dopo la “c” e la “g”. Quando io o l’insegnante gli facevamo presente l’errore, il ragazzo appariva demoralizzato. Sembrava faticare molto nel seguire qualunque spiegazione e appariva impaziente di riprovare senza però correggersi. Dopo l’ennesima spiegazione da parte dell’insegnante, Enver ha abbassato la testa sul quaderno, mentre Mehira, anche con una certa impazienza, lo invitava a correggere l’errore velocemente. Nell’ora successiva, mentre gli altri ragazzi terminavano il compito di tecnica, ho aiutato Enver e Mehira a svolgere un disegno realizzato su un foglio a quadretti. Mehira, come al solito, ha realizzato il disegno abbastanza velocemente, chiedendomi solo qualche conferma di tanto in tanto sul procedimento da seguire. Enver, invece, non riusciva a tracciare le linee seguendo i quadretti e calcava eccessivamente sul foglio (fino al punto di spezzare la mina della matita). Ho dovuto indicargli, di volta in volta, tutte le linee da tracciare. Liao, terminato prima del tempo il compito, si è alzato più volte dal banco per osservare quello che io, Mehira ed Enver stavamo facendo. 231 Mehira, indicando il foglio di Enver (ma in realtà intendendo riferirsi all’intero lavoro che entrambi stavano svolgendo) ha chiesto a Liao: «Ti piace? È bello Liao?». Liao, guardando il foglio di Enver, ha sorriso. Mehira ha insistito ridendo: «Non ti piace?». A quel punto Liao ha fatto segno di no con la testa. Nel frattempo, Enver, preso dalle mie indicazioni, ha continuato a disegnare. Durante la ricreazione, Liao è uscito dall’aula insieme ad altri compagni. Ha passeggiato un po’ nel corridoio, poi è rientrato. Ha trascorso il resto della ricreazione a giocare con i compagni, ridendo con loro e pronunciando alcune parole. Nell’ora di matematica, l’insegnante di sostegno ha portato fuori dalla classe Paolo ed Enver. L’insegnante ha invitato Liao ad ascoltare la spiegazione, prestando particolare attenzione a ciò che veniva scritto sulla lavagna. Matteo, l’attuale compagno di banco di Liao15, girandosi verso Liao e indicandosi l’orecchio con la mano, gli ha detto: «Ascolta Liao…». Liao ha fatto cenno di sì con la testa. Mentre l’insegnante spiegava, Liao seguiva attentamente con gli occhi fissi su di lei, riportando sul suo quaderno tutto ciò che veniva scritto sulla lavagna. Al termine della spiegazione, l’insegnante ha invitato Liao a uscire insieme a me dalla classe, per l’alfabetizzazione. Ci siamo recati in un’aula al piano terra situata accanto alla presidenza. Avendo poco tempo a disposizione, abbiamo svolto un semplice dettato di parole. Ho notato che Liao ha scritto tutto in corsivo, senza alternare lettere in stampatello con lettere in corsivo come in precedenza. Accanto ad ogni parola, servendosi dell’aiuto del dizionario, ha scritto la corrispondente parola in cinese. Il bambino si concentrava molto sull’ascolto, prestando particolare attenzione alle doppie, che continuano 15 I ragazzi la scorsa settimana, durante la mia assenza, hanno effettuato la rotazione dei posti. 232 a costituire uno dei principali problemi per lui. Altri errori frequenti sono stati la resa del fonema /r/ con la lettera “l”, e una evidente confusione tra fonemi sordi e sonori articolati nello stesso punto, cui corrisponde una confusione tra le lettere “t” e “d”, “p” e “b”, “c” e “g” (qualche esempio: “babacalo” invece di “pappagallo”, “picicheta” invece di “bicicletta”). Ha avuto qualche difficoltà con le “h” tra “c” o “g” e “i” o “e”, tuttavia sembra averne compreso l’uso16. Durante l’ora di inglese, Liao ha provato ad ascoltare, per quanto possibile, la spiegazione dell’insegnante sul genitivo sassone e ha copiato sul quaderno tutto ciò che l’insegnante ha scritto alla lavagna. 14-1-2003 (martedì) COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (GEOGRAFIA) (14:20-15:10) LETTERE (GEOGRAFIA) (15:10-16:00) Durante la ricreazione che precede l’ora di compresenza, Liao è uscito dall’aula, rincorrendo Giovanni. Quando ha notato la mia presenza, si è avvicinato dicendomi: «Ciao». All’inizio dell’ora di informatica, Liao ha usato il computer insieme a Matteo, Giovanni e Giulio, i quali hanno tentato di tracciare qualche carattere cinese con le indicazioni dello stesso Liao. Successivamente abbiamo continuato la realizzazione dei cartellini per i locali della scuola. Enver e Mehira hanno portato una lista delle parole da scrivere, rispettivamente in bosniaco e in macedone, vista l’impossibilità di trascrivere i termini in romanè. Nonostante le perplessità dell’insegnante 16 Per sicurezza ho comunque rispiegato a Liao, nel modo più semplice possibile, l’uso dell’“h” nella scrittura dell’italiano. 233 di italiano su alcune di queste parole, data anche l’insistenza con cui Enver affermava la loro correttezza, abbiamo deciso di scriverle esattamente come i due ragazzi le avevano portate. All’ora di pranzo li ho raggiunti alla mensa, quando avevano quasi terminato il pasto. Paolo ha giocato a lungo con il pane, ridendo e girandosi ogni tanto verso Liao. Il bambino cinese, tuttavia, non ha risposto al suo gioco e ha continuato a mangiare composto. Ha finito tutto il suo pranzo, poi si è alzato ed è andato in classe con Giulio, per prendere il pallone. Fino al suono della campanella, i ragazzi hanno giocato come al solito nel piazzale. Nelle due ore successive, io, Paolo, Matteo, Sabrina, Liao, Giovanni, Nadia ed Enver, mentre gli altri erano impegnati in una verifica orale di geografia, ci siamo sistemati nell’aula di informatica per continuare il lavoro sui cartellini. Mentre Nadia scriveva al computer, Matteo, Giovanni e Sabrina hanno cercato su internet le immagini per i cartellini. Giorgia ha cominciato a disegnare sui fogli già pronti, per i quali non erano state trovate immagini su internet. Enver e Liao passavano da un computer all’altro. Mentre ero impegnata a seguire Nadia, ho ascoltato, alle mie spalle, un dialogo improvvisato dai ragazzi appositamente per insegnare delle frasi a Liao. Sabrina ha detto rivolta a Liao: «Ciao, come ti chiami?», poi, ha aggiunto: «Liao, devi dire: “mi chiamo Liao”». Il bambino ha risposto: «Mi chiamo Liao». «Quanti anni hai?», ha continuato Sabrina. «Ho 13 anni», ha risposto Liao. Poi ha continuato da solo: «Vengo da Cina». Il dialogo è andato avanti per un po’, anche con l’intervento di altri ragazzi. Dopo un po’ mi hanno chiamata per farmi ascoltare Liao che parlava. Durante il lavoro, Nadia è apparsa meravigliata della similitudine tra l’italiano ed il rumeno e mi ha posto alcuni interrogativi in merito, coinvolgendo nella discussione anche Giovanni, in verità molto distratto 234 come sempre. Peraltro, proprio ascoltando gli scambi di battute tra Giovanni e Nadia, ho notato che il bambino moldavo non ricorda molte parole nella sua lingua e confonde spesso l’italiano e il rumeno. Siamo tornati in classe prima della fine della seconda ora di geografia. In un momento di pausa, mentre tutti erano in piedi, Liao ha giocato con la riga di Sabrina, usandola come una spada. Prima del suono della campanella, siamo andati ad attaccare alcuni dei cartellini accanto alle entrate dei vari locali della scuola. 15-1-2003 (mercoledì) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE LETTERE (STORIA) (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA) (14:20-15:10) Durante la ricreazione che precede le due ore di compresenza, ho incontrato, nel corridoio, Giorgia, Sabrina, Valentina e Nadia, che sono venute a salutarmi. Liao è uscito dall’aula, rincorrendo Giovanni. Quando mi sono girata verso di lui mi ha sorriso. Nelle ore di compresenza lettere-matematica, l’insegnante di italiano ha organizzato una serie di attività da svolgere in gruppo. Sabrina, Giorgia e Alessio hanno lavorato ad un cartellone sulla preistoria, mentre Luca, Nadia, Giulio ed Enrico si sono occupati di sistemare e ripassare con un pennarello i cartellini rimasti. Liao ha cominciato a girare tra i banchi incuriosito, osservando gli altri ragazzi. L’insegnante ha deciso di assegnargli il compito di ripassare con il pennarello alcuni cartellini. Si è dedicato all’attività con impegno, senza mai distrarsi. Verso la fine della 235 prima ora, Giulio mi ha mostrato un ciondolo di giada che gli ha regalato Liao. Quando Liao ha terminato il lavoro, si è recato insieme ad altri ragazzi ad appendere i cartellini mancanti. Durante la ricreazione, Liao è uscito dall’aula per un po’. Ha giocato con gli altri nel corridoio, correndo e chiamando i compagni. Nell’ora successiva, mentre gli altri ascoltavano le spiegazioni dell’insegnante, io, Giovanni, Enver e Liao, ci siamo sistemati in un’altra aula al piano terra, vicina alla segreteria, per portare avanti il lavoro sull’alfabetizzazione, attraverso le immagini. Liao ha disegnato calcando dall’originale, ogni volta che il disegno gli appariva difficile. Enver e Giovanni lo hanno imitato. Giovanni ha parlato molto durante l’ora. Mi ha raccontato di essere nato in Russia e di aver preso l’aereo da piccolo. Mi ha più volte detto che la sua famiglia parla anche il russo. Enver ha tentato di calcare i disegni alla finestra, ma, non soddisfatto del risultato, li ha ogni volta strappati. Alla fine è riuscito a realizzare solo il disegno di un aereo17. Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato con il pallone nel cortile. Liao ha partecipato al gioco. Osservandolo con attenzione, ho avuto l’impressione che i suoi movimenti fossero meno impacciati del solito. Inoltre, ho notato che la sua tendenza a cercare il contatto fisico con i compagni, è in parte diminuita. L’ora successiva è stata interamente dedicata all’educazione civica. In particolare, l’insegnante, ha affrontato, insieme ai ragazzi, il tema della società multiculturale, argomento già iniziato prima delle vacanze di Natale. Giovanni ha letto le risposte ad un questionario, presente sul libro di testo, che l’insegnante aveva dato da compilare come compito a casa con l’aiuto dei genitori, relativo al tema dell’identità, e delle abitudini famigliari. Nel rispondere ad alcune domande sulla sua 236 famiglia, Giovanni ha avuto qualche difficoltà. Non conoscendo, o non ricordando, la parola italiana “telaio”, ha chiesto aiuto a Nadia, avvicinandosi a lei e dicendo qualcosa a bassa voce in rumeno. Nadia, pur non ricordando la parola in questione, ha saputo spiegare le fattezze e l’uso dell’oggetto, cosicché è stato possibile capire cosa Giovanni intendesse dire. Alcuni compagni hanno chiesto a Giovanni di ripetere ad alta voce la parola in rumeno. Giovanni ha chiesto: «Perché?». Valentina gli ha risposto che era incuriosita e voleva ascoltare la parola rumena. Giovanni ha risposto: «Non me la ricordo». È intervenuta allora Nadia, esortando il compagno a rispondere alle domande. Tuttavia Giovanni, sorridendo, ha ribadito di non ricordarsela. La lezione è proseguita con le spiegazioni dell’insegnante. Il tema affrontato è stato “l’etnocentrismo”. In particolare, l’insegnate ha introdotto l’argomento ricordando alla classe l’ideogramma che nella scrittura cinese corrisponde alla parola “Cina”, facendo presente come, letteralmente, possa essere tradotto con “paese di Mezzo”. Prima della fine della lezione, l’insegnante ha detto ai ragazzi che ha intenzione di svolgere alcune attività sulla società multiculturale. Poi ha chiesto a Liao di portare, per il giorno successivo, il menu della rosticceria cinese. 21-1-2003 (martedì) COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) 17 LETTERE (GEOGRAFIA) (14:20-15:10) LETTERE (GEOGRAFIA) (15:10-16:00) I soggetti scelti da Enver, ogni volta che lavoriamo sui disegni, sono per lo più apparecchi televisivi, orologi, radio, ecc., mentre Liao sembra preferire animali, paesaggi naturali e piante. Giovanni disegna soggetti di vario tipo, senza particolari preferenze. 237 All’inizio dell’ora di compresenza italiano-informatica, l’insegnante di religione ha informato gli insegnanti di informatica e di italiano del fatto che, durante la sua ora, Mehira e Matteo hanno litigato, giungendo persino a picchiarsi. Poi, durante la ricreazione, anche Valentina si è lamentata con gli insegnanti per una spinta che Mehira le ha dato. L’insegnante di lettere ha ritenuto opportuno affrontare il problema, prima di cominciare le lezioni, così, con la collaborazione del professore di informatica, ha chiesto chiarimenti alla classe. Dai racconti dei ragazzi, è emerso che Mehira è stata la prima a dare una spinta a Matteo, tuttavia, solo dopo che quest’ultimo si era avvicinato a lei con l’intento di provocarla. Paolo è intervenuto dicendo che, ad un certo punto, ha visto Matteo che lanciava l’astuccio contro Mehira. Molti dei ragazzi hanno, a questo punto, preso la parola per specificare che l’astuccio non aveva colpito la ragazza. L’insegnante ha messo in luce che, tuttavia, rimaneva la gravità del gesto. Poi ha aggiunto che le sembrava di poter affermare che i due ragazzi erano colpevoli allo stesso modo. Tuttavia, la maggior parte dei ragazzi ha continuato ad attribuire gran parte della colpa (non tutta, secondo le loro stesse parole) a Mehira. In particolare, Valentina è intervenuta per ribadire che anche lei era stata spinta da Mehira durante la ricreazione. Mehira si è difesa dicendo che, con Valentina, aveva solo scherzato18. L’insegnante, dopo aver rimproverato Mehira per il modo un po’ violento di giocare, ha fatto notare alla classe che la ragazza non è la sola a scherzare in quel modo e che, in altre circostanze, un analogo comportamento da parte di altri compagni è stato tollerato senza difficoltà. L’insegnante ha ritenuto poi opportuno trattenere in classe Matteo, Mehira e Valentina, per consentire loro di chiarirsi meglio. Io e il 18 Durante la ricreazione, ho avuto modo di assistere all’episodio in questione e ho avuto la chiara impressione che, in effetti, Mehira stesse scherzando. 238 professore di informatica, siamo saliti al piano superiore, nell’aula di informatica, con il resto della classe. Durante l’ora, l’insegnante ha fatto scrivere sul computer ai ragazzi le “Regole di comportamento della classe”, già scritte all’inizio dell’anno dagli stessi alunni su un cartellone appeso al muro. Paolo e Liao hanno lavorato sullo stesso PC, con il mio aiuto. Liao, aiutato dalle righe rosse con cui il programma di videoscrittura segnala gli errori, ha tentato, spesso con successo, di correggere gli errori suoi e del compagno. Quando il bambino non riusciva ad individuare l’errore, intervenivo per aiutarlo nella correzione. Mentre Paolo era propenso a sorvolare sulle parole scritte male, dicendo che poi, se fosse avanzato del tempo, ci sarebbe ritornato sopra, Liao continuava nel lavoro, solo dopo aver corretto tutti gli errori commessi. Come al solito, le maggiori difficoltà incontrate dal bambino cinese, si sono incentrate sulle doppie e sulla confusione tra sorde e sonore. Al suono della campanella, Paolo si è alzato, mentre Liao ha terminato di scrivere le ultime parole dettate e si è alzato solo dopo aver corretto l’ultima parola errata. Mentre i ragazzi giocavano a pallone, l’insegnante di italiano mi ha parlato di quanto è accaduto tra Mehira, Matteo e Valentina mentre ero al piano di sopra con gli altri. Mehira ha detto, in modo molto diretto, di sentirsi esclusa e messa da parte da tutti gli altri. Sembra che Valentina abbia recepito più di Matteo il disagio di Mehira. Infatti, prima della fine dell’ora, le due ragazze si sono riconciliate. Quando Mehira è andata via, si sono salutate con un abbraccio. Nelle due ore successive, mentre l’insegnante di italiano era impegnata nelle interrogazioni di fine quadrimestre, io e i ragazzi già interrogati, abbiamo lavorato ad un nuovo progetto. 239 Abbiamo iniziato a ricercare sui libri di geografia e di storia e sull’enciclopedia della classe, le notizie necessarie per la realizzazione di una serie di cartelloni sui paesi di provenienza dei cinque bambini stranieri. Nelle intenzioni dell’insegnante, il lavoro, dovrebbe concludersi con un cartellone sulle caratteristiche storico-geografiche dell’Italia e di alcune sue regioni. Poiché ho portato in classe molto materiale sulla Cina19, nell’ultima ora, abbiamo potuto iniziare il lavoro. Liao ha osservato incuriosito gli altri che lavoravano. Ogni tanto i ragazzi si rivolgevano a lui per chiedere conferma di quanto leggevano. Verso la fine dell’ora, Giovanni si è avvicinato per chiedere chiarimenti sul lavoro che stavamo svolgendo e per accertarsi che avremmo svolto un’analoga ricerca storica e geografica anche sulla Moldavia. 22-1-2003 (mercoledì) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE LETTERE (STORIA) (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA) (14:20-15:10) Durante le ore di compresenza, l’insegnante di italiano e l’insegnante di matematica hanno diviso i ragazzi in piccoli gruppi. Ad ogni gruppo è stato assegnato un compito diverso. In particolare, a tre dei gruppi, è stato assegnato il compito di aiutare Enver, Mehira e Liao a preparare una interrogazione in scienze, per consentire all’insegnante di matematica di compilare la scheda di valutazione di fine quadrimestre, 19 ERRIGO, G., BOTTONELLI, B., Cartoline da una cultura altra: la Cina, in G. VENTURA (a cura di), Prisma. Guida al vocabolario interculturale illustrato, Lingua cinese, Bologna, Editrice Missionaria Italiana, 1998, pp. 194-221. 240 con i giudizi sui tre ragazzi. Liao è stato aiutato da Matteo, Giulio e Enrico, che gli hanno spiegato un paragrafo sui funghi e lo hanno aiutato a memorizzare una serie di frasi per esprimere i concetti appresi. Valentina e Nadia hanno aiutato Mehira che, come Enver, non possiede ancora i libri. Enver è stato aiutato da Francesco, suo attuale compagno di banco. L’interrogazione di Enver e Mehira si è incentrata sulla descrizione della cellula. Mehira ha dimostrato di aver memorizzato abbastanza bene l’argomento. Enver ha avuto maggiori difficoltà: al momento di ripetere ha detto di non ricordare nulla. Alla fine, ha risposto a qualche domanda servendosi dell’ausilio di un disegno presente sul libro di testo. Liao si è limitato a ripetere le frasi imparate a memoria. L’insegnante di matematica ha comunque segnato un “più” sul suo registro in corrispondenza dei nomi dei tre ragazzi. Poi mi ha detto che ha intenzione di dare “buono” a Liao in matematica. Durante la ricreazione, Liao ha giocato in classe con Paolo e con Enrico. Nell’ora successiva, mentre l’insegnante di italiano era impegnata nelle interrogazioni di fine quadrimestre, Nadia, Giorgia, Francesco e Sabrina hanno lavorato con me alla ricerca sulla Cina, iniziata il giorno precedente. Liao è stato per tutta l’ora insieme a noi, osservando con interesse il lavoro che stavamo svolgendo. Ha preso più volte in mano la cartina della Cina, indicando ai compagni la regione da cui proviene (lo Zheijang). Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato nel cortile come di consueto. Nelle due ore successive, mentre l’insegnante di italiano continuava le interrogazioni iniziate nell’ora precedente, gli altri ragazzi, divisi in gruppi, hanno partecipato alla ricerca sulla Cina. Liao girava tra i banchi osservando e scambiando alcune parole con i compagni. Sabrina ogni tanto chiedeva conferma di quello che leggeva a Liao. In particolare, 241 avendo letto che in molte zone orientali i crostacei costituiscono un alimento fondamentale della cucina cinese, ha chiesto rivolta a Liao: «Ti piacciono i crostacei?». Il bambino le ha detto di non aver capito. Dopo avermi chiesto cosa fossero esattamente i crostacei, Sabrina ha disegnato un granchio su un foglio di carta e poi lo ha mostrato a Liao, che, riconoscendolo, ha fatto segno di sì con la testa. 27-1-2003 (lunedì) EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO) (9:50-10:40) RICREAZIONE EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40) Oggi Liao era assente. Per l’ora di recupero sono usciti dall’aula Enver, Mehira, Giovanni e Paolo. Mentre Paolo e Mehira erano impegnati a scrivere il commento della poesia di Primo Levi Se questo è un uomo, Giovanni ed Enver hanno svolto alcuni esercizi di grammatica. Enver ha avuto difficoltà a comprendere le spiegazioni dell’insegnante, relative all’uso italiano del “gn”. Dopo aver ascoltato più volte le spiegazioni, ha cominciato a fare cenno di no con la testa, mostrando impazienza e nervosismo. Poi ha smesso di svolgere gli esercizi. Durante la ricreazione, Enver è rimasto seduto al suo banco, senza parlare con nessuno. Nell’ora di educazione tecnica, ho aiutato Enver, Mehira e Paolo a riprodurre, come di consueto, alcuni disegni sui fogli a quadretti. Ho notato un certo miglioramento in Enver. Il bambino ha infatti realizzato da solo l’ultimo disegno. Prima di andare via, ho assistito all’arrivo dell’insegnante di sostegno. Quando Enver ha notato il suo arrivo, si è nascosto dietro l’armadietto della classe. L’insegnante, su indicazione dei compagni, lo ha chiamato 242 con tono scherzoso. A quel punto il bambino si è avvicinato alla porta e, sorridendo, ha detto di non voler andare. Alla fine, l’insegnante, insistendo, lo ha convinto ad uscire. 3-2-2003 (lunedì) EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO) (9:50-10:40) RICREAZIONE EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40) MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE INGLESE (12:40-13:30) Durante l’ora di recupero in italiano sono usciti dalla classe Giovanni, Liao, Paolo, Mehira e Valentina (chiamata dalla professoressa per aiutare gli altri). Enver ha preferito rimanere in classe. Mehira e Liao hanno svolto esercizi sul lessico20, mentre Paolo e Valentina hanno lavorato ad una ricerca su Primo Levi. L’insegnante di italiano ha chiamato nell’aula la vicepreside, che si occupa del laboratorio di poesia, per farle leggere delle poesie scritte da Giovanni in italiano. Le due insegnanti si sono accordate per far effettuare a Giovanni un passaggio dal cineforum al laboratorio di scrittura poetica. Mentre l’insegnante mostrava alla vicepreside il quaderno di Giovanni, ha notato che, sulla copertina, il bambino aveva scritto il suo nome in rumeno, equivalente al “Giovanni” italiano. Ha chiesto sorridendo al bambino come si leggesse e Giovanni ha risposto scusandosi per aver scritto in rumeno e dicendo di confondere spesso le 20 Il libro utilizzato per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri è M. P. AZZARO CHIESA, V. LOSANNA CAIRE, Anch’io parlo, leggo, scrivo, in italiano. Corso di lingua italiana per stranieri, Vol. A e B, Milano, Trevisini Editore, 2001. 243 due lingue. L’insegnate gli ha risposto che non c’era motivo di scusarsi, ma che, anzi, lo aveva chiesto perché interessata a conoscere il suo vero nome. Durante l’ora, Liao, ha più volte rivolto la parola ai compagni. Ho notato per la prima volta nelle sue espressioni un uso quasi sistematico dei verbi, spesso coniugati male. In particolare, Liao ha usato la terza persona del verbo “essere” in espressioni come “tu è andato” e, soprattutto, ha fatto largo uso di forme imperative. Poi ha usato altre espressioni come: “Mehira, dai foglio?”, o “eccola, gomma, sta qua”. Quando Giovanni, indicando una figura sulla copertina del suo quaderno, gli ha detto: «Guarda Liao, questo sei tu!», Liao ha risposto: «No, io è questo - indicando il suo stesso viso - no questo». Durante la ricreazione, Liao non è mai uscito dall’aula ed ha trascorso la maggior parte del tempo seduto al suo banco, scambiando ogni tanto qualche parola con i compagni. Nell’ora successiva21, ho aiutato Valentina e Giovanni a realizzare il disegno tecnico svolto dagli altri nell’ora precedente. Enver ci ha raggiunti, nonostante l’insegnante non gli avesse detto di sedere con noi. Ho notato dei grossi miglioramenti nel bambino rom. È riuscito a realizzare da solo i disegni, contando i quadretti velocemente e senza sbagliare. Ha individuato da solo, senza il mio aiuto, i punti da unire per riprodurre il disegno geometrico. Verso la fine dell’ora, l’insegnante di tecnica, mi ha detto che Liao è molto portato per il disegno. Liao, nel frattempo, ha continuato a lavorare al suo disegno anche durante il cambio dell’ora. Nell’ora di matematica, ho portato Enver e Liao fuori dalla classe per continuare il lavoro sull’alfabetizzazione. Liao ha terminato il lavoro 21 All’inizio dell’ora di tecnica ho notato che i ragazzi hanno effettuato la rotazione dei posti. Liao è seduto al primo banco accanto a Giovanni, Enver dietro di lui vicino a Luca e Mehira in un banco da un posto, unito al banco di Nadia e Giorgia. 244 dell’ora precedente, mentre Enver ha svolto un dettato. Ho cercato di farlo riflettere ancora una volta sull’uso della lettera “h” dopo la “c” o la “g”. Quando Enver ha scritto “ance” invece di “anche” gli ho chiesto: «Lo sai come lo leggo io?» e senza attendere la sua risposta ho pronunciato la parola come se fosse scritta senza la “h”. Poi ho continuato: «Come possiamo fare a farlo diventare “anche”?». Lui mi ha risposto: «Io lo so come: ci mettiamo la “h”…» e ha aggiunto la lettera “h” nel posto giusto. Mi sono complimentata con lui, dicendogli che era stato bravo e aveva compreso una cosa molto difficile. Mi è sembrato molto contento di ricevere il complimento. Successivamente, Enver ha commesso altri errori, ma sembrava meno ansioso del solito e, in alcuni casi, ha saputo anche correggersi da solo. Liao ha pronunciato diverse frasi, rivolte sia a me che ad Enver. Spesso ripeteva ciò che noi dicevamo. Durante la ricreazione, Liao ha giocato con i compagni, pronunciando alcune frasi. Nell’ora di inglese, Liao, come al solito, ha riportato sul suo quaderno tutto ciò che l’insegnante ha scritto sulla lavagna. Durante gli esercizi di conversazione incentrati sulla forma interrogativa, l’insegnante gli ha chiesto: «Are you italian?». Liao ha risposto: «No… Italia». L’insegnante lo ha corretto dicendo: «No, Liao, devi rispondere: “No, I’m not italian”». Liao ha ripetuto correttamente l’espressione dell’insegnante. 4-2-2003 (martedì) COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (GEOGRAFIA) (14:20-15:10) LETTERE (GEOGRAFIA) (15:10-16:00) 245 Durante la ricreazione che precede l’ora di compresenza, Liao è rimasto in classe. Ho notato che tentava di esprimersi in italiano, usando espressioni come: «Guarda!», «Dà penna», «Vieni qua». Nell’ora di informatica, Liao ha scritto al computer sotto dettatura di Sabrina. La ragazza si soffermava molto su ogni parola, tentando di pronunciarla in modo chiaro e prestando particolare attenzione alle doppie. Dopo pranzo, essendo brutto tempo, i ragazzi hanno giocato in classe con delle palle fatte con la carta. Liao ha giocato insieme ad Enrico e Paolo. Nelle due ore successive, l’insegnante ha affrontato il tema dell’emigrazione. I ragazzi, su sua richiesta, come compito a casa, avevano scritto sul loro quaderno le eventuali esperienze di emigrazione che hanno coinvolto le loro famiglie. Poi l’insegnante ha chiesto a Giovanni e a Nadia di chiedere a casa informazioni sul periodo di permanenza in Italia delle loro famiglie. L’insegnante ha poi scritto alla lavagna per Liao alcune domande sulla sua famiglia e su eventuali amici cinesi immigrati in Italia. Non sono sicura che Liao, nonostante l’immediato intervento di tutti i compagni, che hanno tentato di spiegargli di cosa si stesse parlando, abbia capito cosa gli veniva richiesto. Mentre gli altri partecipavano alla lezione di geografia, Liao, Giovanni ed Enver hanno iniziato a disegnare. Liao ha riprodotto un’immagine raffigurata sul suo diario, senza calcarla. Poi, da lontano, me l’ha mostrata sorridendo. Verso la fine dell’ora, i ragazzi hanno scelto i libri da prendere in prestito dalla biblioteca della classe. L’insegnante ha domandato a Liao: «Vuoi provare a leggere un libro facile?». Il bambino ha risposto: «No». 246 5-2-2003 (mercoledì) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE LETTERE (STORIA) (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA) (14:20-15:10) Durante le due ore di compresenza, l’insegnante di italiano è rimasta in classe e ha organizzato una serie di attività di gruppo, mentre l’insegnante di matematica ha portato fuori alcuni ragazzi per fare potenziamento. Mehira e Valentina si sono occupate di terminare il cartellone sulla preistoria. Nadia e Giorgia hanno riordinato l’armadietto e hanno finito di distribuire i libri di narrativa da leggere a casa. Tutti gli altri si sono dedicati alla lettura dei libri presi in prestito. I ragazzi hanno avuto la possibilità, durante le due ore, di comunicare liberamente tra loro, mentre svolgevano le varie attività. Così, Liao, durante la prima ora, ha giocato e parlato con Giovanni e Sabrina. In particolare, Sabrina, di sua iniziativa, gli ha insegnato i nomi di alcuni capi di abbigliamento e il modo per rispondere alla domanda “Cosa indossi oggi?”. Sono seguite, poi, alcune domande sulla Cina, a cui il bambino non ha potuto rispondere. L’insegnante di italiano, durante la seconda ora, senza assegnare a Liao un compito preciso, ha cercato di attirare la sua attenzione su alcune frasi scritte su una scheda di esercizi di italiano per bambini. Tutte le parole che componevano le frasi, erano inserite in caselle colorate. In particolare le caselle dei verbi erano colorate di blu. Liao ha preso i 247 colori dal suo astuccio e ha cominciato a colorare a caso le caselle. Io e l’insegnante di italiano gli abbiamo chiesto di prendere il vocabolario italiano-cinese, sul quale abbiamo cercato la parola “azione”. Abbiamo mostrato la parola cinese a Liao, il quale ha fatto cenno di sì con la testa. Successivamente, ho detto a Liao che le azioni erano colorate con il blu. Dopo aver riflettuto per qualche secondo ha risposto di aver capito. L’insegnante ha provato a fargli notare che il verbo varia a seconda della persona. Poi ha coniugato insieme a lui il verbo “cantare”. Liao ha sbagliato la coniugazione, tuttavia sembra aver compreso che i verbi variano. Durante la ricreazione, i ragazzi hanno giocato nel corridoio. Come al solito, Liao è uscito solo quando si è trovato da solo in classe. Nell’ora di storia, mentre gli altri erano impegnati ad ascoltare la spiegazione dell’insegnante, io, Liao ed Enver abbiamo incollato sui cartoncini i disegni con l’indicazione dei nomi degli oggetti raffigurati. Poi abbiamo ripassato a penna i nomi scritti per renderli visibili anche da lontano. Successivamente, abbiamo appeso i cartoncini al muro. Enver, all’inizio, sembrava entusiasta di poter appendere alcuni dei suoi disegni. Tuttavia, Liao, durante il lavoro, tendeva a fare tutto da solo, escludendo in parte il bambino rom. Enver ha reagito tornando offeso al suo posto. A quel punto, dopo aver richiamato Enver, ho detto a Liao: «Liao, tu ed Enver dovete lavorare insieme. Capito?». Liao mi ha sorriso e ha fatto cenno di sì con la testa. Da quel momento i due bambini hanno lavorato insieme. Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato come al solito nel cortile con il pallone. Al rientro, io, Enver e Liao abbiamo continuato il lavoro iniziato in precedenza. Essendo avanzato dello spazio su uno dei cartoncini realizzati, ho chiesto ad Enver: «Ti va di fare un disegno nuovo per riempire questo 248 spazio?». Enver mi è sembrato entusiasta della proposta e ha disegnato un bambino. Poi i due ragazzi hanno firmato i loro disegni. Prima della fine dell’ultima ora, mentre gli altri erano impegnati a realizzare una scheda di storia, l’insegnante di italiano si è seduta accanto ad Enver e ha letto con il suo aiuto una serie di poesie scritte in romanè, spiegando al bambino e a tutti gli altri, che nel frattempo si erano avvicinati, che l’autore del libro è appunto un rom. Enver riusciva a tradurre abbastanza facilmente in italiano quello che leggevamo. Mi è apparso molto contento di mostrare agli altri la sua capacità di parlare e capire il romanè. Mentre leggevamo, ha chiesto più volte, cercando una conferma: «É bello vero professoressa?». 10-2-2003 (lunedì) EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO) (9:50-10:40) RICREAZIONE EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40) MATEMATICA (11:40-12:30) Per l’ora di recupero, l’insegnante di italiano, ha fatto uscire dalla classe Enver, Mehira e Liao. Avendo constatato che Liao aveva difficoltà a ricordare molti vocaboli italiani già incontrati in precedenza, l’insegnante ha deciso di condurlo nei corridoi della scuola, indicandogli, di volta in volta, i nomi degli oggetti incontrati durante il tragitto. Liao si è ricordato del nome di alcuni oggetti, come “porta”, “lavagna”, “computer” e “scale”, ma ancora fatica a ricordarne altri. Durante la ricreazione, Liao ha giocato come al solito con i compagni di classe. Paolo, Matteo e Enrico hanno organizzato insieme a lui una piccola gara di calcio, usando una sciarpa annodata come pallone. 249 Nell’ora di educazione tecnica, mentre aiutavo Enver e Mehira a realizzare i disegni sul foglio a quadretti, Liao ha lavorato da solo ad un disegno tecnico. Enver ha mostrato dei forti miglioramenti. Avendo notato la sua difficoltà a tracciare una linea dritta tra due punti, ho detto ad Enver: «Prima di fare la linea con la matita, punta il righello in modo da vedere entrambi i punti… Cioè, non devi coprirli con la riga, li devi vedere». Enver ha riflettuto per qualche secondo, poi ha fatto come gli ho detto: ha puntato la riga, non vedendo tutti e due i punti, l’ha spostata, poi ha tracciato la linea. Nell’ora di matematica, io e Liao siamo andati nell’aula accanto alla segreteria, per continuare il lavoro sull’alfabetizzazione. Prima di andare, visto l’impegno che metteva nel completare il disegno già cominciato nell’ora precedente, ho aspettato che lo terminasse. Avendo notato che aveva in parte dimenticato gli argomenti già affrontati all’inizio dell’anno, l’ho aiutato a svolgere alcuni esercizi di ripasso. Gli esercizi consistevano nella lettura di alcuni dialoghi e nella successiva compilazione di “schede di identità” (con l’indicazione di nome, età, sesso, statura, etc…) dei vari protagonisti. Liao è apparso molto interessato, al punto che, al suono della campanella, mi ha guardato sbuffando e dicendo: «No!». 12-2-2003 (mercoledì) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE LETTERE (STORIA) (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA) (14:20-15:10) 250 Durante la prima ora di compresenza, i ragazzi sono rimasti in classe con l’insegnante di matematica a svolgere esercizi. Per la seconda ora di compresenza, l’insegnante di italiano ha portato fuori Liao, Sabrina, Giovanni, Antonio, Enver e Paolo. Prima di uscire, Liao si è affrettato a terminare l’esercizio e lo ha mostrato all’insegnante di matematica, la quale, facendogli una carezza, gli ha detto: «Bravo!». Poi ci ha raggiunti mentre stavamo uscendo dall’aula. Durante l’ora di recupero, divisi in due gruppetti, i ragazzi hanno letto passi del libro L’aquilone bianco di Ji Yue, in una edizione con testo bilingue italiano-cinese22. Ogni tanto l’insegnante fermava la lettura per riassumere quanto detto e per far leggere piccoli brani a Liao in lingua cinese. La storia di stampo autobiografico, raccontata dall’autrice cinese, suscitava curiosità tra i ragazzi, che chiedevano spiegazioni e conferme a Liao. Enver si è accomodato fin dall’inizio ad un altro tavolo, sbuffando e facendo segno di no con la testa. Durante la lettura l’ho sentito dire, con aria derisoria: «Ora andiamo tutti in Cina…». Quando l’insegnante lo ha invitato a sedere al tavolo con tutti gli altri, Enver ha detto di voler fare altri esercizi. Non ricevendo risposta dall’insegnante, si è seduto al tavolo insieme ai compagni. Per tutto il tempo ha continuato a sbuffare con la testa rivolta dall’altra parte. Dopo circa mezz’ora di lettura, l’insegnante ha letto una poesia del poeta rom Marko Aladin Sejdić, dal titolo Io, uccello nero23. L’insegnante ha poi chiesto ad Enver di aiutarla a leggere la poesia anche in romanè, come già aveva fatto precedentemente, ma il ragazzo ha detto di non saperlo fare. 22 23 J. YUE, L’aquilone bianco, cit.. La poesia è tratta da M. A. SEDJĆ, Me aváv durál. Io vengo da lontano, Milano, I. S. U. Università Cattolica, 2000. 251 Durante la ricreazione, impegnata a parlare con l’insegnante di italiano, proprio dell’atteggiamento di Enver, non ho avuto modo di osservare Liao. Nell’ora successiva, l’insegnante di italiano ha letto in classe la poesia di Sejdić. Questo è il testo italiano della poesia: Un uccello nero Vide I piccioni Nutriti dagli uomini... Si tinse di bianco le penne E si rifugiò nel nido dei piccioni. Quando lo videro Pensarono fosse uno di loro. Ma l’uccello si tradì E iniziò a cinguettare. Quando lo udirono Lo assalirono E lo cacciarono… L’uccello nero tristemente Fece ritorno tra i suoi uccelli neri. Essi però Non lo riconobbero, giacchè le sue penne erano tinte di bianco. Ebbero paura E lo cacciarono, Come avevano fatto i piccioni… L’insegnante ha chiesto ai ragazzi di commentare la poesia. Matteo, senza alzare la mano, ha detto ad alta voce: «Posso dire una cosa? Perché non si è lavato le ali?». L’insegnante gli ha spiegato che si 252 trattava di una metafora che rimandava al vero significato delle parole del poeta. Enrico è intervenuto affermando che il poeta intende, con questa poesia, sottolineare come il suo tradimento nei confronti della famiglia lo abbia condannato alla solitudine. Più o meno tutti si sono dichiarati d’accordo su questa analisi. Durante tutta la discussione, Enver ha disegnato qualcosa sul suo diario. Mehira appariva più attenta alla discussione, ma non è mai intervenuta. Liao, per tutto il tempo, ha continuato a leggere il libro di Ji Yue in cinese. Dopo pranzo, i ragazzi hanno giocato come al solito nel cortile. Liao ha giocato insieme a tutti gli altri. Al rientro, Enver e Liao sono usciti con me dalla classe, mentre gli altri facevano lezione di storia. All’inizio dell’ora, i due bambini hanno recitato un dialogo scritto sul libro di lingua italiana per stranieri. Successivamente ho detto ad Enver di svolgere una serie di esercizi presenti su un testo di alfabetizzazione per alunni della scuola elementare. In particolare, gli esercizi consistevano nell’individuare, all’interno di un piccolo brano, tutti i “che”, cerchiandoli con una matita. Enver ha protestato molto, dicendo di non saper fare l’esercizio. Poi sono riuscita a convincerlo, dicendogli che era normale che lui non sapesse farlo e che lo avrei aiutato. Così, mentre Enver leggeva il brano, io e Liao abbiamo continuato gli esercizi sul libro di lingua per stranieri. Per tutto il tempo Enver, distogliendo l’attenzione dal suo esercizio, ha continuato ad interrompere Liao, rispondendo al posto suo alle domande proposte dal testo. Quando Liao ha confuso la parola “femmina” con la parola “maschio”, Enver ha cominciato a deriderlo, dicendogli: «Non capisci 253 niente tu! Ma che non lo vedi che è maschio!» e aggiungendo: «Tu sei femmina!». Liao si è girato verso di lui dicendo: «Tu fa quello - indicando il quaderno di Enver - io fa questo». Dopo qualche secondo ha aggiunto: «Tu no bravo a quello, tu no sufficiente!». Nell’ultima parte dell’ora ci ha raggiunto un ragazzo di terza media della stessa sezione. Per tutto il tempo è rimasto accanto a Liao, cercando di parlare con lui. Enver, a quel punto, ha cominciato a svolgere gli esercizi per conto suo fino al suono della campanella. 17-2-2003 (lunedì) EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO) (9:50-10:40) RICREAZIONE EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40) MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE INGLESE (12:40-13:30) Per l’ora di recupero, l’insegnante di italiano ha chiamato fuori dalla classe Enver, Mehira, Liao, Giovanni, Antonio e Valentina. Mehira e Valentina hanno continuato la ricerca sulla Cina, mentre gli altri hanno svolto attività individuali. Liao, in particolare, ha svolto degli esercizi di ripasso del lessico24. Enver, seduto allo stesso tavolo di Liao, come al solito, ha più volte interrotto il bambino cinese, rispondendo a posto suo. L’insegnante di italiano lo ha rimproverato e poi ha aggiunto: «Se non riesci a fare il tuo esercizio perché Liao ti distrae, mettiti all’altro tavolo». Enver non si è mosso dal suo posto, ma ha abbassato la testa sul suo quaderno. L’insegnante ha cercato di spiegargli di nuovo 24 Gli esercizi, tratti da un libro di alfabetizzazione per bambini, erano per lo più del tipo “vero-falso”. 254 che gli esercizi svolti da Liao sono troppo semplici per lui che già parla correntemente l’italiano. Dopo qualche minuto, Enver si è spostato su un altro tavolo. Valentina e Mehira, avendo trovato una serie di nomi cinesi scritti in pinyin, si sono rivolte a Liao per chiedergli la pronuncia in cinese. Le parole in questione erano termini indicanti i membri della famiglia. Liao ha letto i termini in cinese e poi ha pronunciato i corrispondenti nomi italiani. Mehira è intervenuta dicendo il termine che in macedone significa “nonno”. A quel punto anche Enver ha detto il termine bosniaco per “nonno”. Liao, non avendo probabilmente afferrato bene il discorso, ha chiesto a Mehira: «Come si dice nonno?». Mehira ha ripetuto nuovamente la parola.Verso la fine dell’ora, Liao ha continuato a parlare con le compagne che gli chiedevano di leggere le parole in cinese. Durante la ricreazione, Liao ha giocato con i suoi compagni senza uscire dall’aula. Nell’ora di educazione tecnica, ho aiutato Paolo a svolgere alcuni disegni tecnici, mentre Enver e Mehira hanno continuato a lavorare da soli ai disegni geometrici sui fogli a quadretti. Liao ha lavorato da solo come al solito. Nell’ora di matematica, sono andata con Liao nell’aula al piano terra per continuare il lavoro di alfabetizzazione. Abbiamo letto alcune frasi e Liao è riuscito ad individuare i termini indicanti le azioni. Successivamente abbiamo recitato alcuni dialoghi. Liao mi ha indicato un esercizio in cui si richiedeva di inventare un dialogo. Ho detto al ragazzo di saltare la parte in questione, ma lui ha insistito per completare tutti gli esercizi presenti nella pagina. Quando gli ho detto che avrebbe dovuto inventare un dialogo, ho notato un po’ di incertezza da parte sua. Poi mi ha detto: «Io e 255 Giovanni!» e ha scritto i nomi “Matteo”25 e “Giovanni” sul suo quaderno. L’ho aiutato a scrivere il dialogo facendogli domande come: «Cosa dici a Giovanni quando lo incontri?», «Lui cosa ti risponde?», ecc… Ho notato che Liao rispondeva copiando un dialogo già scritto sul libro. Solo verso la fine, ha modificato lo svolgimento del dialogo, per poi concluderlo di nuovo con le espressioni già lette precedentemente. Durante la ricreazione Liao è uscito dall’aula, rincorrendo prima Giovanni e poi Valentina. Poi ha giocato in classe con Matteo e Giulio. Nell’ora di inglese, i ragazzi hanno svolto un esercizio sulla costruzione delle domande in inglese. L’insegnante ha scritto alla lavagna alcune risposte, per le quali i ragazzi dovevano scrivere le domande corrispondenti. Liao si è limitato a riportare sul suo quaderno quello che l’insegnante aveva scritto alla lavagna. Il bambino mi è apparso, tra l’altro, in grande difficoltà di fronte alla necessità di scrivere in inglese copiando in fretta dalla lavagna. Ha passato il resto dell’ora a scrivere, copiando dal quaderno di Giovanni. 18-2-2003 (martedì) COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (GEOGRAFIA) (14:20-15:10) LETTERE (GEOGRAFIA) (15:10-16:00) Nell’ora di compresenza, i ragazzi si sono collegati ad internet tramite i computers della scuola. 25 Liao, da quanto mi aveva già detto l’insegnante di italiano, il primo giorno di scuola si era presentato dicendo di chiamarsi Matteo. 256 Attraverso il sito del comune di Roma, l’insegnante di lettere, con l’aiuto del professore di informatica, li ha fatti accedere al sito delle biblioteche di Roma e, da qui, al sito di “bibliomondo”26, dedicato all’intercultura. L’insegnante ha poi invitato i ragazzi a navigare nel sito cercando notizie sulla Cina. I ragazzi hanno dapprima visitato la sezione dedicata alla musica cinese, nella quale era possibile ascoltare una canzone in cinese, poi hanno cercato notizie e curiosità nella parte dedicata alla cucina. Liao ha mostrato grande interesse nei confronti dell’attività. Dopo aver lavorato per un po’ da solo al suo computer, interpellato dai compagni sulle notizie riportate nel sito, ha cominciato a girare per l’aula, rispondendo, per quanto possibile, alle domande che gli venivano poste. Ha voluto ascoltare più volte la canzone in cinese. L’unico a non partecipare alla ricerca sulla Cina è stato Enver, che ha visitato altre sezioni del sito dedicate alla canzone popolare albanese e all’arte africana. Dopo pranzo, i ragazzi hanno giocato con il pallone nel cortile. Si sono formati due gruppi separati: Liao ha giocato insieme a Matteo, Giulio, Giovanni, Paolo ed Enrico. Nelle due ore successive, l’insegnante di lettere ha proposto alla classe di lavorare ad una serie di cartelloni dedicati al tema della pace. I ragazzi si sono divisi in più gruppi per ideare una serie di cartelloni sull’argomento. Durante il lavoro, hanno avuto la possibilità di muoversi liberamente e di parlare e giocare. Liao ha inizialmente giocato con Giovanni, a sua volta poco attento come al solito, ridendo e dicendogli alcune frasi, poi si è alzato dal banco e ha raggiunto il gruppo composto da Giorgia, Valentina, Sabrina e Nadia. Per tutto il tempo, Sabrina lo ha infastidito scherzosamente, 26 L’indirizzo del sito è www.bibliomondo.it. 257 rubandogli l’astuccio, le penne e i quaderni. Liao ha reagito rispondendo allo scherzo e fingendo di arrabbiarsi. Quando anche Valentina si è intromessa negli scherzi, Liao l’ha inseguita correndo per l’aula e ridendo. Dopo un po’ i ragazzi si sono seduti di nuovo al banco. Sabrina, sorridendo, ha detto a Liao: «Dai! Facciamo pace…», e ha avvicinato la sua guancia al viso di Liao, dicendogli di darle un bacio. Liao ha fatto segno di no con la testa, mantenendo un’espressione arrabbiata. Poi, dopo l’ennesimo invito, ha dato a Sabrina un bacio sulla guancia. A quel punto, anche Valentina ha voluto che Liao le desse un bacio. Il bambino le ha baciate sulla guancia sorridendo. 19-2-2003 (mercoledì) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE LETTERE (STORIA) (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA) (14:20-15:10) Le ore di italiano sono state interamente dedicate alla realizzazione dei cartelloni sulla pace. All’inizio della prima ora di compresenza, l’insegnante di italiano ha chiesto a Liao, facendosi capire con l’aiuto del vocabolario, di scrivere in cinese la frase “Vogliamo la pace”. Liao ha scritto i caratteri cinesi su un foglio di carta. La frase verrà successivamente riportata su un cartellone insieme ad altre analoghe frasi scritte in altre lingue. Per tutto il tempo, i ragazzi hanno lavorato dividendosi liberamente in gruppi. Liao ha avuto la possibilità di scegliere i compagni con cui lavorare e l’attività da svolgere. 258 All’inizio, ha partecipato alla realizzazione del cartellone di Matteo, Enrico, Francesco e Giulio, colorando le scritte. Successivamente, ha aiutato Sabrina e Giorgia a ritagliare le lettere disegnate sui fogli di carta. Sabrina lo ha infastidito scherzosamente, sporcandolo sulle mani e sul viso con un pennarello. Liao si è difeso macchiando a sua volta il viso di Sabrina con un altro pennarello, insistendo anche di più di quanto non avesse fatto la compagna. Poi si è allontanato dal gruppo delle ragazze. Sabrina, infastidita dalla reazione di Liao, secondo lei esagerata, ha detto all’insegnante di italiano che Liao l’aveva sporcata. L’insegnante, notando che anche Liao aveva dei segni di pennarello sul viso, lo ha fatto presente a Sabrina, che, sorridendo, ha detto che il compagno aveva però, secondo lei, insistito eccessivamente, macchiandola anche sulla bocca. Durante la ricreazione, Liao è uscito dalla classe rincorrendo Giovanni, irrequieto come sempre, per poi rientrare prima del suono della campanella. Nell’ora successiva, mentre i compagni continuavano a lavorare ai cartelloni, Liao si è seduto al suo banco. Ho notato che aveva un’aria seccata. Infatti, Paolo, vedendo che il compagno stava per conto suo, gli si è avvicinato, cercando di chiedere spiegazioni. Poi ha preso il libro italiano-cinese che Liao aveva sul banco e gli ha proposto di leggerlo insieme a lui. Liao ha poggiato la guancia sul banco, girandosi dall’altra parte. Dopo un po’ Paolo si è allontanato. Liao ha continuato a stare al suo banco con un’aria annoiata fino al suono della campanella. Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato con più palloni, dividendosi in gruppi. Liao ha giocato con Matteo, Giulio, Enrico e Francesco. I compagni, dopo aver giocato per un po’ a palla a volo, hanno cominciato a giocare a calcio. Ho notato che Liao, a quel punto, si è messo un po’ in 259 disparte, continuando, tuttavia, a guardare i compagni che giocavano e a ridere insieme a loro. Nell’ultima ora, mentre gli altri continuavano a lavorare ai cartelloni, Liao è stato per quasi tutto il tempo al suo posto, disegnando su un foglio una figura ritratta sulla copertina del suo quaderno. Solo verso la fine dell’ora si è alzato per raggiungere il gruppo delle ragazze, mantenendo un’aria seccata. Ha afferrato alcuni ritagli di giornale che i ragazzi avevano messo da parte e ha fatto il gesto di volerli stracciare. Nadia lo ha fermato togliendoglieli dalle mani. Fino al suono della campanella, Liao ha continuato a girare per l’aula con una espressione infastidita. 24-2-2003 (lunedì) EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO) (9:50-10:40) RICREAZIONE EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40) MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE INGLESE (12:40-13:30) Oggi Liao era assente. Durante l’ora di recupero, l’insegnante di italiano ha fatto uscire dalla classe Enver, Giovanni e Paolo, sistemandosi con loro nell’aula adiacente la segreteria. Paolo ha terminato il compito iniziato nell’ora precedente, che consisteva nell’invenzione di alcune storie. Terminata la prima storia, il bambino mi ha chiamata per leggermi quanto aveva scritto. Enver, mentre Paolo leggeva, ha cominciato a dire ad alta voce di non saper svolgere l’esercizio che la professoressa gli aveva assegnato. 260 Quando Paolo ha terminato la lettura, ho prestato attenzione ad Enver. Il ragazzo, dopo avermi chiesto di spiegargli l’esercizio, ha cominciato a distrarsi, per poi rifiutarsi apertamente di ascoltare quanto gli stavo dicendo. Ha cominciato ad interessarsi agli esercizi dei compagni, cercando di rispondere al posto loro. L’insegnante di italiano si è seduta accanto ad Enver, cercando di spiegargli di nuovo l’esercizio assegnato. Dopo poco, ho sentito che l’insegnante stava parlando ad Enver dell’importanza di essere puliti ed ordinati. La vicepreside che si trovava con noi nell’aula, sorridendo, ha chiesto ad Enver di seguirla nel corridoio. Ho saputo dopo che l’insegnante ha aiutato Enver a lavarsi le mani e che Enver ha reagito piangendo27. Al suono della campanella, Enver non si è alzato per uscire dall’aula, ma ha continuato a svolgere l’esercizio. Alla richiesta di spiegazioni da parte dell’insegnante, Enver ha risposto di non voler fare ricreazione. Dopo l’ennesima esortazione da parte dell’insegnante, Enver si è alzato e ha raggiunto gli altri nel corridoio. Durante la seconda ora di educazione tecnica, l’insegnante di italiano ha svolto con Enver, Giovanni e Paolo un’altra ora di recupero. Ho avuto l’impressione che Enver faticasse a comprendere come svolgere gli esercizi. Inoltre, ho notato che nello svolgimento di un esercizio, nel quale occorreva individuare all’interno di un insieme di parole il gruppo consonantico “gl”, Enver, a differenza degli altri due ragazzi, che procedevano seguendo un ordine da sinistra a destra e dall’alto al basso, seguiva un ordine sparso28. Nell’ora di matematica ho portato fuori Enver e Giovanni. 27 Già in precedenza l’insegnante di italiano aveva espresso la sua preoccupazione circa la trascuratezza di Enver, mettendo in luce che, generalmente, la mancanza di ordine e pulizia, viene addotta spesso dagli altri ragazzi come motivazione per isolare ed emarginare i rom. 28 Ho notato questa tendenza da parte di Enver già in precedenza. 261 Giovanni, dopo essersi distratto per un po’, interessandosi ai macchinari presenti nell’aula, ha continuato a lavorare all’invenzione di una storia, mentre Enver ha svolto esercizi di alfabetizzazione. Inoltre, su richiesta di Enver stesso, gli esercizi sono stati tratti dal testo generalmente utilizzato da Liao29. Durante la ricreazione, Enver è stato per lo più seduto al suo banco da solo. Nell’ora di inglese, l’insegnante ha organizzato una gara sul lessico, dividendo la classe in due squadre. Enver, all’inizio, non voleva partecipare, poi, convinto dall’insegnante, si è sistemato, su sua indicazione, dalla parte della squadra composta da Matteo, Nadia, Giorgia, Valentina e Mehira. Mentre Enver ha partecipato poco al lavoro di gruppo e non ha mai risposto alle domande dell’insegnante, Mehira ha seguito con interesse la gara, fornendo spesso le risposte giuste. 25-2-2003 (martedì) COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (GEOGRAFIA) (14:20-15:10) LETTERE (GEOGRAFIA) (15:10-16:00) Durante l’ora di compresenza italiano-informatica, i ragazzi si sono nuovamente collegati ad internet, visitando il sito di bibliomondo, alla ricerca di materiale sulla Cina e su altri paesi. Come al solito, Liao è apparso molto interessato alla ricerca. In particolare, si è soffermato molto sull’ascolto di un dialogo in cinese. Poi ha osservato alcune fotografie. In particolare la sua attenzione si 29 M. P. AZZARO, V. LOSANNA CAIRE, Anch’io parlo, leggo, scrivo, in italiano…, cit.. 262 rivolgeva verso le foto di grandi e moderni centri urbani, come Hong Kong. Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato nel piazzale della scuola a pallone, dividendosi in più gruppi. Liao ha trascorso la ricreazione con il gruppo composto da Matteo, Giulio, Francesco ed Enrico. Tuttavia, quando i suoi compagni hanno cominciato a giocare a calcio, il bambino ha smesso di giocare con loro e li ha osservati appoggiato al muro della scuola, andando ogni tanto a recuperare la palla. Al rientro, mentre l’insegnante di italiano ha svolto le due ore di geografia con il resto della classe, io, Liao, Nadia e Luca, ci siamo recati nell’aula di informatica per continuare la ricerca sul sito di bibliomondo. Durante la prima mezz’ora, Nadia e Luca hanno svolto la ricerca, mentre Liao ha navigato liberamente sul sito, cercando prevalentemente fotografie. Ogni tanto i compagni gli hanno posto delle domande a cui lui ha tentato di rispondere. Dopo un po’ si è dedicato ad un gioco al computer, in cui era necessario comprendere alcune frasi scritte in italiano. Luca lo ha aiutato a comprenderle. Prima della fine della prima ora pomeridiana, Enver ci ha raggiunti con il permesso dell’insegnante di italiano. All’inizio, usando da solo uno dei computer nell’aula, ha chiamato spesso i compagni per mostrare loro ciò che trovava navigando sul sito. Successivamente, ha raggiunto Liao che giocava e si è sistemato accanto a lui. Dopo un po’, Enver si è alzato di scatto tentando di colpire con la mano la testa di Liao, il quale, alzandosi a sua volta, si è tirato indietro assumendo un’aria minacciosa. Sono intervenuta richiamandoli e chiedendo spiegazioni. Enver si è giustificato dicendo che Liao gli ha dato un colpo con la mano sulla testa. A quel punto, Luca è intervenuto 263 dicendo che in realtà Liao fa con tutti così e che non è il caso di reagire in quel modo. Nadia ha aggiunto che Liao non lo fa per fare male, né per aggredire i compagni, ma solo per scherzare. Prima del suono della campanella siamo tornati in classe, dove Liao ha sistemato il suo zaino, giocando e ridendo con Giovanni. 26-2-2003 (mercoledì) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE LETTERE (STORIA) (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA) (14:20-15:10) Durante le due ore di compresenza, l’insegnante di italiano ha portato fuori dalla classe Liao, Giovanni ed Enver. I ragazzi hanno svolto esercizi di vario tipo sul plurale e singolare, sugli articoli e sul lessico. Giovanni e Liao hanno scherzato e giocato molto tra loro. In particolare, si sono rubati il quaderno a vicenda, rincorrendosi anche reciprocamente. Enver è stato un po’ in disparte e quando Giovanni ha provato a sottrargli per gioco il quaderno, si è arrabbiato reagendo in modo esagerato. Liao, durante le due ore di recupero, rivolgendosi soprattutto a Giovanni, ha pronunciato delle frasi come: «Che fai Giovanni?», «Che cosa successo?», «Mi dai quaderno?». Durante la ricreazione, Liao ha giocato in classe con i suoi compagni, senza uscire mai nel corridoio. Nell’ora successiva, mentre l’insegnante di italiano è rimasta in classe, io, Giovanni, Liao ed Enver siamo usciti dall’aula per continuare gli 264 esercizi iniziati nelle due ore precedenti. Tuttavia, i ragazzi hanno per lo più scherzato e giocato tra loro, rubandosi a vicenda penne e quaderni. Mentre i ragazzi svolgevano un esercizio sugli articoli determinativi, Enver, alzandosi per un po’ dal suo posto, ha lasciato la fotocopia su cui stava lavorando sul tavolo. Giovanni e Liao, per scherzare, l’hanno presa e finita di compilare. Enver, ritornato a sedere, ha strappato violentemente di mano la fotocopia a Giovanni e, rivolgendosi verso di me, ha detto: «Questi dicono che l’ho scritto io!». Ho cercato di dire ad Enver che i compagni stavano scherzando, tuttavia lui ha continuato a stare per conto suo fino alla fine dell’ora. Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato nel cortile, divisi in gruppetti. Liao ha giocato con il pallone insieme a Matteo, Enrico, Giulio e Francesco. Anche oggi, quando i compagni hanno cominciato a giocare a calcio, Liao si è fatto da parte, continuando, tuttavia, a guardarli appoggiato al muro. Nell’ultima ora, l’insegnante di italiano ha organizzato la classe in più gruppi, per svolgere una serie di attività separate. Mentre Nadia, Giorgia e Valentina terminavano il loro cartellone sulla pace, Liao ed Enver hanno colorato le scritte di un altro cartellone. Francesco ha aiutato Giovanni a compilare una scheda di storia su cui il resto della classe aveva lavorato nell’ora precedente, mentre tutti gli altri hanno letto separatamente un paragrafo sul libro di testo. Come al solito, Liao ha svolto il lavoro assegnatogli con grande cura, senza mai distogliere l’attenzione dal cartellone. Al suono della campanella, Liao ha terminato un’ultima scritta, poi ha sistemato lo zaino per uscire. 5-3-2003 (mercoledì) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40) 265 COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE Vista l’assenza dell’insegnante di italiano, i ragazzi hanno svolto due ore di matematica. Durante la prima mezz’ora, l’insegnante ha spiegato le frazioni, assicurandosi, di tanto in tanto, che Liao stesse scrivendo tutto sul suo quaderno. Il bambino ha seguito la lezione con grande attenzione, senza mai distrarsi. L’insegnante lo ha infine chiamato alla lavagna e Liao ha dato prova di aver ampiamente compreso l’argomento. Successivamente, su invito dell’insegnante stessa, io e Liao siamo usciti dall’aula per svolgere qualche esercizio di italiano. All’inizio Liao ha letto una serie di dialoghi sul libro di alfabetizzazione per stranieri, per poi rispondere ad una serie di domande su ciò che aveva letto. Notando che il bambino era un po’ annoiato, gli ho chiesto: «Cosa ti va di fare?», indicando i libri di esercizi che avevo tra le mani30. Ha alzato le spalle sorridendomi. Poi ha afferrato un libro e ha cominciato a sfogliarlo. Si è soffermato su alcuni nomi di animali e piante e, infine, su un piccolo brano. Dopo averlo letto, abbiamo risposto insieme alle domande presenti alla fine della lettura. Successivamente, Liao ha svolto degli esercizi sul plurale e singolare. Avendo avuto l’impressione che li stesse svolgendo meccanicamente, senza capire di cosa si trattasse, gli ho fatto un esempio concreto. Prendendo una matita ho detto: «Liao questa è una, quindi si dice “matita”», poi, prendendone altre due o tre gli ho detto: «Queste sono tante, quindi sono “matite”». Mi ha detto di aver capito. In effetti, quando gli ho indicato il testo che avevo in mano, mi ha detto: «Libro», quando ho indicato tutti i testi sul tavolo mi ha detto: «Libri». 30 MADDII, L., Dire, fare, comunicare, 8 Quaderni, Gussago (Brescia), Vannini, 2000. 266 Siamo tornati in classe prima del suono della campanella. Liao, sistemandosi al banco, ha cominciato a scherzare con Giulio, suo nuovo compagno di banco31. Poi ha prestato attenzione agli esercizi svolti alla lavagna dai compagni. Fino alla fine dell’ora è rimasto composto al suo banco. 10-3-2003 (lunedì) EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO) (9:50-10:40) RICREAZIONE EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40) MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE INGLESE (12:40-13:30) Nell’ora di recupero in italiano sono usciti dalla classe Liao, Giovanni, Mehira e Valentina. Mentre Valentina ha aiutato Giovanni in storia, Mehira e Liao hanno svolto una verifica di italiano. Liao, da quanto emerso dalla verifica, sembra aver compreso la regola generale per il singolare e plurale32 e il maschile e femminile. Ha avuto qualche incertezza sulle doppie di alcune parole da lui poco usate e ha mostrato di non conoscere il significato di alcuni vocaboli (ad esempio “cesto”). Nel complesso l’insegnante di italiano è rimasta soddisfatta della prova. Mehira ha naturalmente ottenuto dei migliori risultati ed è apparsa contenta di svolgere la verifica in modo corretto. Terminata la verifica, i ragazzi hanno parlato e scherzato tra loro fino al suono della campanella. Durante la ricreazione, Liao è rimasto in classe, scherzando con i compagni. 31 Durante la mia assenza, i ragazzi hanno effettuato la rotazione dei posti. 267 Nell’ora di educazione tecnica, mentre io aiutavo altri ragazzi, Liao, dopo aver ascoltato la veloce spiegazione dell’insegnante, ha lavorato come al solito da solo e senza grosse difficoltà. Alla fine dell’ora ha consegnato il disegno alla professoressa. Durante l’ora di matematica i ragazzi hanno svolto esercizi sulle frazioni. Liao ha seguito attentamente per tutta l’ora ciò che veniva scritto alla lavagna, sia dai compagni che dall’insegnante. Mentre i compagni interrogati svolgevano gli esercizi, ho notato che il bambino ha più volte risposto a bassa voce alle domande che venivano poste dall’insegnante. In particolare, ho notato una certa velocità, da parte sua, nel fare i calcoli a mente. Durante la ricreazione, Liao è rimasto in classe con altri compagni e ha giocato con loro a calcio, con una palla fatta di carta. Nell’ora di inglese, i ragazzi hanno ascoltato la registrazione di un dialogo e, successivamente, hanno risposto a turno ad alcune domande di comprensione. Liao, come al solito, ha prestato grande attenzione ad ogni cosa detta o scritta, cercando di partecipare attivamente alla lezione. In particolare ha appuntato con la matita la pronuncia delle parole sul suo libro e ha partecipato alla ripetizione collettiva del dialogo. Quando l’insegnante gli ha chiesto di leggere una frase in inglese, Liao ha mostrato di avere difficoltà di pronuncia. 17-3-2003 (lunedì) EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO) (9:50-10:40) RICREAZIONE EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40) MATEMATICA (11:40-12:30) 32 Durante la verifica ha commesso degli errori su alcuni plurali irregolari (ad esempio “uomi”, invece che “uomini” o “poete”, invece che “poeti”) 268 RICREAZIONE INGLESE (12:40-13:30) Durante la prima ora di tecnica i ragazzi non hanno svolto regolarmente la lezione, poiché impegnati a disputare il torneo di pallavolo della scuola. Liao ha partecipato alla partita insieme ai suoi compagni. I suoi movimenti apparivano più disinvolti rispetto a qualche mese fa. Giovanni non ha invece partecipato alla gara. Enver e Mehira erano assenti. I ragazzi hanno perso la gara e durante la ricreazione ne hanno parlato tutti insieme. Liao è stato con gli altri, cercando di ascoltare e di partecipare alla discussione. Nella seconda ora di tecnica Paolo ha chiesto espressamente il mio aiuto per lo svolgimento della tavola assegnata dall’insegnante. Liao, come di consueto, ha svolto da solo il disegno. Nell’ora di matematica, l’insegnante ha interrogato, chiamando a turno i ragazzi alla lavagna. Liao, arrivato il suo turno, ha svolto correttamente gli esercizi e ha mostrato di saper eseguire velocemente i calcoli a mente. Quando è tornato al suo posto, l’insegnante gli ha chiesto, aiutandosi con i gesti, se in Cina a scuola si usano le calcolatrici. Il bambino ha risposto di no. Fino alla fine dell’ora Liao ha seguito attentamente la lezione, precedendo spesso i compagni sui calcoli e sulle risposte alle domande poste dall’insegnante. Al suono della campanella, prima di raggiungere i compagni che facevano ricreazione, precedentemente. Liao ha terminato gli esercizi iniziati 269 Nell’ora di inglese, Liao ha come al solito cercato di seguire la lezione, ripetendo di volta in volta le parole inglesi pronunciate dai suoi compagni e segnando sul suo quaderno ogni cosa scritta alla lavagna. Quando l’insegnante gli ha chiesto di svolgere un esercizio, Liao non ha saputo rispondere correttamente. Giovanni è apparso, invece assente per tutta l’ora. 18-3-2003 (martedì) COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (GEOGRAFIA) (14:20-15:10) LETTERE (GEOGRAFIA) (15:10-16:00) Nell’ora di compresenza, i ragazzi hanno come al solito lavorato al computer. Durante le spiegazioni dell’insegnante di informatica, Matteo e Giulio si sono più volte alzati dal loro posto, per aiutare Liao a capire ciò che si stava dicendo. Enver ha lavorato da solo senza chiedere nulla, spesso non riuscendo a stare dietro agli altri. Quando il professore ha invitato i ragazzi più esperti ad aiutare i compagni in difficoltà, Giulio si è avvicinato ad Enver e lo ha aiutato per qualche minuto. Mehira ha chiesto aiuto sia alle compagne sedute vicine, che agli insegnanti. Come al solito, Giovanni si è spesso distratto, occupandosi di altre cose, alzandosi dal posto e rivolgendo la parola ai compagni. Verso la fine dell’ora i ragazzi hanno avuto la possibilità di alzarsi e di parlare liberamente tra loro. Alessio si è avvicinato a Liao e lo ha abbracciato scherzosamente, ma Liao lo ha respinto dicendo: «Lascia!». Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato con il pallone nel cortile. Anche oggi si sono divisi in più gruppi: due gruppi di ragazzi hanno 270 giocato a calcio, mentre le ragazze a pallavolo. Liao all’inizio ha giocato a pallavolo con Enver. Quando Giovanni ha raggiunto i due ragazzi, Enver si è allontanato e ha cominciato a giocare da solo. Durante le due ore successive, mentre l’insegnante di italiano andava avanti con il programma di geografia, io, Enver, Liao e Matteo, il più bravo della classe, siamo usciti per continuare il lavoro sull’alfabetizzazione. I ragazzi si sono organizzati praticamente da soli, scegliendo anche gli esercizi che preferivano. Matteo ha iniziato ad aiutare Liao nella compilazione di alcune schede sul lessico e sulla comunicazione. Enver ha voluto svolgere gli stessi esercizi e, durante la compilazione, ha parlato per tutto il tempo ad alta voce, suggerendo in tal modo le risposte giuste a Liao. Successivamente Matteo ha spiegato in parole semplici a Liao l’uso di “sono” ed “è”. Liao ha svolto correttamente gli esercizi sull’argomento. Terminati i primi esercizi Enver si è avvicinato ai compagni e ha cominciato a lavorare insieme a loro, svolgendo per lo più esercizi di lettura. Verso la fine delle due ore Matteo ed Enver hanno iniziato spontaneamente a collaborare per insegnare a Liao, prima i nomi dei colori, poi degli oggetti presenti nella stanza. 19-3-2003 (mercoledì) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE LETTERE (STORIA) (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA) (14:20-15:10) 271 Durante le due ore di compresenza, l’insegnante di italiano, ha suddiviso la classe in tre gruppi, per continuare il lavoro sui paesi di origine dei ragazzi stranieri. Per il momento, mancando il materiale su Bosnia e Macedonia, i ragazzi hanno lavorato su Cina, Romania e Moldavia, organizzando il materiale a disposizione e preparando dei cartelloni. Liao ha lavorato alla ricerca sulla Cina, portando da casa alcune sue fotografie, da attaccare sul cartellone33. Presa tra le mani la cartina della Cina, ha iniziato, su richiesta dei compagni che lavoravano con lui, a indicare luoghi e città importanti, oltre che la sua regione di provenienza, lo Zhejiang. Per il resto del tempo, il bambino è stato abbastanza libero di muoversi nella classe e di parlare con i compagni. Durante la seconda ora di compresenza, Liao ha litigato con Sabrina, che lo infastidiva scherzosamente. Quando la ragazza gli ha dato una piccola botta con la mano, Liao si è alzato dal posto e l’ha inseguita, tirandole dietro delle carte che aveva sul banco. Enver ha lavorato con il gruppo che si è occupato della Moldavia, partecipando, in realtà, poco all’attività di organizzazione. Giovanni, pur mostrando un certo interesse nei confronti del lavoro sulla Moldavia, si è tuttavia distratto come al solito, alzandosi più volte dal posto, conversando con i compagni e occupandosi di altre cose. Durante la ricreazione, Liao è rimasto in classe, giocando con i suoi compagni e rincorrendo Giovanni. Prima del suono della campanella ha giocato con il pallone insieme a Paolo. Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato con il pallone nel cortile. Enver è stato tutto il tempo per conto suo e ha giocato da solo con uno dei palloni a disposizione. 33 L’insegnante di italiano, aveva chiesto a Liao di portare fotografie e cartoline raffiguranti luoghi e paesaggi cinesi. Tuttavia, Liao ha portato a scuola delle sue fotografie da piccolo, con l’intenzione di usarle per il cartellone. 272 Durante la successiva ora di storia, Liao, ha tentato di seguire le spiegazioni dell’insegnante, ripetendo i termini italiani che sentiva e seguendo sul suo libro con l’aiuto di Giulio, suo attuale compagno di banco. Enver e Giovanni non hanno invece seguito la lezione, ma si sono distratti per tutto il tempo. 25-3-2003 (martedì) COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (GEOGRAFIA) (14:20-15:10) LETTERE (GEOGRAFIA) (15:10-16:00) Oggi i ragazzi hanno svolto, salendo a gruppi nell’aula di informatica, dei test inviati dal Ministero. Mentre l’insegnante di italiano ha svolto una supplenza in un’altra classe, i ragazzi sono rimasti con me34. Liao era assente, mentre Giovanni, Mehira, Nadia, Francesco e Giulio erano fuori a svolgere i test. Dopo un iniziale momento di tranquillità, in cui i ragazzi hanno ripassato ciò che l’insegnante aveva dato loro da studiare, c’è stato un litigio tra Sabrina e Giorgia, per una frase detta da quest’ultima. Mentre tutta la classe interveniva più o meno scherzosamente nel discorso tra le due ragazze, Enver è stato per tutto il tempo in disparte. Dapprima ha afferrato il dizionario di italiano, iniziando a cercare delle parole, poi ha cominciato a sfogliare l’enciclopedia, guardando ogni tanto dalla mia parte. Verso la fine dell’ora ha giocato in un angolo con il pallone. Quando gli altri sono rientrati, Paolo ha raggiunto Enver per giocare con 34 Secondo le direttive del Ministero, infatti, gli insegnanti non possono essere con i loro studenti mentre questi svolgono i test. 273 lui. Giovanni è uscito dall’aula più volte, nonostante le mie raccomandazioni di non farlo. Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato a palla a volo nel cortile, divisi in vari gruppi. Solo Enver ha giocato per conto suo, durante tutta la ricreazione. Nelle due ore successive, mentre l’insegnante spiegava la lezione, Enver è stato per tutto il tempo con i gomiti appoggiati sul banco, con l’aria completamente assente. Quando l’insegnante di italiano lo ha esortato a seguire con l’aiuto del libro di Nadia, sua attuale compagna di banco, il bambino ha risposto: «No, non ci riesco». Verso la fine delle due ore, mentre gli altri leggevano un paragrafo sul libro di geografia, l’insegnante ha dato ad Enver un libro preso dall’armadietto, e lo ha invitato ad osservare le figure. Tuttavia, Enver, ha scosso la testa dicendo a bassa voce: «Ma no… ». Giovanni, distratto e indaffarato per tutte e due le ore, ha portato a far vedere all’insegnante di italiano una sua poesia riportata su un cartoncino. L’insegnante, nonostante gli errori sintattici e ortografici, ha detto a Giovanni che la appenderà in classe senza correzioni. 31-3-2003 (lunedì) EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO) (9:50-10:40) RICREAZIONE EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40) MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE INGLESE (12:40-13:30) Nella prima ora di educazione tecnica, le ragazze della classe hanno giocato una partita di palla a volo per il torneo della scuola. 274 Durante la partita, persa dalla classe, Liao è stato vicino ai suoi compagni e ha seguito l’incontro, ridendo con gli altri, ma partecipando poco al tifo. Enver è stato seduto accanto a Mehira, unica ragazza a non partecipare al torneo, ed ha osservato la partita con un atteggiamento che mi è parso distaccato. Durante la ricreazione, Liao ha prima scritto un avviso copiandolo alla lavagna, poi è uscito con tranquillità dalla classe, ridendo con gli altri ragazzi. Nella seconda ora di tecnica, come al solito, Liao ha svolto da solo il disegno. Enver e Mehira hanno continuato da soli i disegni sui fogli a quadretti. Nell’ora di matematica, l’insegnante, dopo avermi parlato delle difficoltà di Liao a comprendere il testo dei problemi, ha voluto costatare la preparazione del bambino, invitandolo ad andare alla lavagna. Liao, pur non avendo inizialmente compreso il problema che l’insegnante gli sottoponeva, è riuscito successivamente a risolvere il quesito, con l’aiuto di uno schema grafico disegnato dall’insegnante stessa. Poi ha svolto velocemente i calcoli necessari. Durante la ricreazione, il bambino ha giocato e parlato con i compagni, rimanendo per lo più in classe. Nella successiva ora di inglese, l’insegnante ha svolto delle interrogazioni individuali sui vocaboli. Mehira, interrogata su alcuni termini, ha saputo rispondere in modo abbastanza soddisfacente, guadagnando un sufficiente più. Enver, invece, chiamato dall’insegnante, ha detto esplicitamente di non voler rispondere e, prima che gli fosse posta una domanda, ha iniziato a dire: «No, ma io non lo so…». Quando l’insegnante gli ha chiesto come si dice in inglese «Come ti chiami?», Enver ha abbassato la testa sul banco. Allora, l’insegnante di inglese ha replicato: «Non posso credere che tu non lo sappia Enver, secondo me 275 non vuoi dirlo…». Luca si è intromesso dicendo: «Lo sa pure Liao questo…». L’insegnante ha risposto di esserne assolutamente sicura, poi ha aggiunto: «Ma anche Enver lo sa, solo che ora non lo ricorda bene…». I ragazzi, scherzando, hanno chiesto a Liao: «Come si dice “Come ti chiami?”». Liao ha risposto: «What’s your name?». L’insegnante di inglese ha chiesto a Nadia di uscire dall’aula insieme ad Enver, per aiutarlo a ripassare per una eventuale altra interrogazione. Dopo molte insistenze, il bambino si è deciso ad uscire. 1-4-2003 (martedì) COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (GEOGRAFIA) (14:20-15:10) LETTERE (GEOGRAFIA) (15:10-16:00) Durante l’ora di compresenza, i ragazzi non sono saliti nell’aula di informatica, occupata per i test del Ministero. L’insegnante ha scritto alla lavagna un avviso per le famiglie. Liao ha copiato con pazienza l’avviso, mentre Giovanni, come al solito distratto, non ha neanche tirato fuori il suo diario. L’insegnante di italiano, avendo notato che Enver non stava scrivendo l’avviso, gli ha chiesto: «Enver, perché non scrivi?». Enver ha risposto a bassa voce: «Perché no…». Dopo che l’insegnante ha chiesto di nuovo ad Enver delle spiegazioni, Luca ha asserito ad alta voce: «Perché non gli va professoressa…». L’insegnante ha allora risposto: «Non è che ad Enver non va di fare le cose, ma semplicemente è ancora tutto un po’ difficile, vero Enver?». Poi ha aggiunto: «Ma è normale che sia così…». Enver ha continuato a tenere la testa bassa sul suo banco, senza provare a 276 scrivere. Dopo un po’, Liao ha preso il diario di Enver e ha cominciato a copiare l’avviso per il compagno. Durante l’ora, Enver non ha ascoltato l’insegnante che spiegava, restando per tutto il tempo accucciato sul suo banco. Liao ha invece tentato di seguire, ripetendo spesso le parole che l’insegnante pronunciava e cercando di seguire la lezione sul libro di storia. Giovanni si è continuamente distratto, parlando con i compagni, alzandosi dal banco e disegnando sul suo quaderno. Durante la ricreazione successiva alla mansa, i ragazzi hanno, come di consueto, giocato con il pallone divisi in gruppi. Liao ha giocato con alcuni ragazzi della sua classe, rimanendo in disparte, ma senza allontanarsi, quando i suoi compagni hanno iniziato a giocare a calcio. Durante le due ore successive, io, Liao, Enver, Valentina e Giorgia siamo usciti dall’aula per lavorare al cartellone sulla Cina. All’inizio, Enver, ha cominciato a darsi da fare, ritagliando le immagini e incollando le scritte sul cartellone. Tuttavia, quando Giorgia gli ha chiesto di fare con più calma, perché non riusciva a stargli dietro, Enver ha smesso di lavorare e ha cominciato a dire di non saper fare nulla. Ho cercato di esortare Enver a continuare a lavorare, ma il bambino ha risposto: «No, non mi va! Non lo so fare io» e, indicando Liao, ha aggiunto: «Fa fare a lui, lui lo sa fare!». Liao, invece, ha continuato a lavorare con la solita precisione, interrompendosi solo ogni tanto per rivolgere l’attenzione alle compagne che lo chiamavano. Enver, ad un certo punto, dopo essere stato per un po’ a guardare gli altri che lavoravano mi ha detto di voler andare in classe, perché tanto non avrebbe potuto far nulla. Tuttavia, alla fine, non è sceso e si è limitato ad aspettarci nel corridoio. Sulle scale abbiamo incontrato il 277 resto della classe che si recava in un’altra aula al piano superiore, per vedere un documentario sull’Estremo Oriente. Enver ha detto all’insegnante di italiano: «Io non ho fatto niente professoressa, hanno fatto tutto loro… Ha fatto Liao…». Io ho risposto che non era vero, ma Enver ha raggiunto gli altri velocemente. Durante la visione del documentario, Liao è apparso molto interessato e, ad ogni domanda dei compagni, tentava di rispondere al meglio. Ogni volta che notava un oggetto o un posto che conosceva, si rivolgeva ai compagni dicendo: «Io questo sì». 2-4-2003 (mercoledì) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE LETTERE (STORIA) (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA) (14:20-15:10) All’inizio della prima ora, l’insegnante di italiano e quella di matematica, hanno cambiato i posti a sedere, su richiesta degli stessi ragazzi. Liao è stato spostato accanto a Francesco, che è apparso contento della scelta delle insegnanti. Giovanni è capitato vicino ad Antonio, anch’egli abbastanza contento. Enver e Paolo dovevano stare all’inizio in due banchi singoli, ma su richiesta di Paolo, che ha insistito per non rimanere da solo, sono stati sistemati l’uno accanto all’altro. Nadia è capitata accanto a Matteo. 278 Durante le due ore di compresenza, l’insegnante di italiano, rimasta in classe con la maggior parte dei ragazzi, ha organizzato per gruppi il lavoro sui cartelloni dei paesi di provenienza degli alunni stranieri. Nadia ha portato alcune sue fotografie di quando era bambina, insieme ai parenti in Romania, per lo più scattate in montagna. Giovanni, invece, non ha portato foto né cartoline della Moldavia, così i ragazzi hanno lavorato solo ai cartelloni di Cina e Romania. Nadia è apparsa entusiasta di organizzare il “suo” cartellone e, per tutto il tempo, mi ha detto di avere a casa altro materiale sul suo paese. Avendo trovato su un libro di geografia un piccolo riquadro sulla leggenda di Dracula, ha cominciato a parlare con Francesco di questo personaggio e della Transilvania che lei ha visitato. Poi mi ha detto di avere a casa una fotografia del castello di Dracula e di volerla portare per incollarla sul cartellone. Il gruppo sulla Cina ha lavorato al cartellone, colorando le scritte e incollando le ultime figure. Liao, questa volta, ha seguito di meno il lavoro, pur continuando ad interessarsi alle fotografie del suo paese e indicando ogni tanto ai compagni le città sulla cartina geografica. Durante l’intervallo, i ragazzi hanno giocato nel corridoio, rincorrendosi a vicenda. Liao è inizialmente uscito insieme agli altri, poi, quando stava per suonare la campanella, è rientrato in classe e ha osservato Nadia che lavorava al cartellone sulla Romania. Nell’ora successiva, i ragazzi hanno continuato il lavoro sui cartelloni come nelle ore precedenti. Liao ha giocato molto con Sabrina e Valentina che lo hanno preso in giro e infastidito scherzosamente. Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato nel cortile antistante la scuola divisi in gruppi. Liao ha giocato con Matteo, Giulio, Francesco ed Enrico a palla a volo. Enver ha giocato da solo con un pallone. 279 Nell’ora successiva, mentre l’insegnante di italiano è rimasta in classe a fare lezione, io, Nadia, Mehira e Liao siamo usciti dall’aula per continuare il cartellone sulla Cina. Liao ha colorato per tutto il tempo le scritte. Dopo mezz’ora è entrato in aula un ragazzo rom. Ha chiesto cosa stessimo facendo con un’aria un po’ strafottente. Mehira, adirata, gli ha detto: «Vattene via, stupido!». Il ragazzo ha continuato a prendere in giro lei e Nadia e ha domandato di nuovo cosa stessimo facendo. Ho risposto che stavamo completando dei cartelloni sulla Cina e sulla Romania e ho aggiunto: «Vuoi aiutarci?». Lui ha chiesto: «Perché sulla Romania?». Nadia ha risposto: «Perché è il mio paese! È il paese dove sono nata». Io ho chiesto al ragazzo: «Tu invece dove sei nato? In Bosnia?». Ho notato che stava per fare cenno di sì con la testa, poi si è fermato e ha detto: «No! In Italia!». Dopo un po’ si è spostato vicino a Liao e ha cominciato a parlargli, ma il bambino non ha risposto. Alla fine, alla domanda, posta con tono un po’ provocatorio, «Tu sei cinese?», Liao ha alzato gli occhi verso di lui e ha risposto a voce alta: «Sì!». Il ragazzo rom ha chiesto, indicando la scritta cinese sotto al titolo: «Cosa c’è scritto?». Mehira ha risposto seccata: «Paese di mezzo, che significa Cina…». Il ragazzo si è avviato ridendo verso la porta, continuando a prendere in giro Liao. Mehira gli ha urlato dietro: «Stupido imbecille! Magari ti bocciano che non fai mai niente!». 7-4-2003 (lunedì) EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO) RICREAZIONE EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40) MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE INGLESE (12:40-13:30) (9:50-10:40) 280 Giovanni ha portato, per la realizzazione del cartellone sulla Moldavia, delle foto in cui figura il padre e il fratello militare in caserma. Non ci sono paesaggi della Moldavia, ma solo edifici moderni sullo sfondo. Durante l’ora di recupero, sono usciti dalla classe Giovanni, Giorgia e Nadia per iniziare il cartellone sulla Moldavia. Liao è rimasto in classe e ha svolto regolarmente il disegno di tecnica. Giovanni è apparso contento di organizzare il lavoro, ma come al solito si è distratto molto e ha dato poco ascolto agli altri che gli chiedevano consigli su come realizzare il cartellone. Tuttavia, è apparso entusiasta di mostrare ai compagni le località, le città e i paesaggi della Moldavia. Mentre ritagliava le fotografie, ogni tanto diceva di conoscere i luoghi e i monumenti fotografati. Durante la ricreazione, i ragazzi, di loro iniziativa, hanno deciso di non uscire dalla biblioteca per continuare il cartellone. Nella seconda ora di tecnica, con il permesso dell’insegnante, i tre ragazzi hanno portato avanti il lavoro sulla Moldavia. Giovanni, dopo aver più volte chiesto di poter usare il computer, ha alla fine lavorato con impegno al cartellone. Nadia, durante l’ora, mi ha raccontato di essere stata fidanzata per qualche settimana con Francesco, che, tuttavia, ora ha deciso di lasciarla, avendola sorpresa mentre Paolo, per scherzo, la prendeva in braccio. In classe, l’insegnante di educazione artistica, scegliendo a turno alcuni ragazzi per farsi aiutare, ha terminato i dipinti sulle pareti della classe, rimasti incompiuti dall’anno precedente. Nell’ora di matematica, Liao ha seguito le interrogazioni alla lavagna, girandosi ogni tanto ad osservare il lavoro dell’insegnante di artistica. 281 Durante la ricreazione, Liao è rimasto in classe ad assistere al lavoro di pittura. Nell’ora di inglese, Francesco ha parlato molto a bassa voce con Liao, il quale rispondeva annuendo con la testa o dicendo qualche parola come «sì», «no», «quello», «io sì», etc… 8-4-2003 (martedì) COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (GEOGRAFIA) (14:20-15:10) LETTERE (GEOGRAFIA) (15:10-16:00) Oggi, a causa dell’assenza dell’insegnante di informatica, i ragazzi non sono saliti nell’aula dei computers. Io, Giovanni, Nadia, Sabrina ed Enrico siamo saliti in biblioteca per continuare il lavoro sul cartellone della Moldavia. Giovanni è apparso contento del lavoro, ma, come al solito, spesso si è distratto e, nonostante il mio invito a non farlo, ha tentato più volte di accendere il computer che si trova nell’aula. Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato nel cortile antistante. Liao è stato per tutto il tempo insieme agli altri ragazzi, mentre le ragazze sono rimaste in disparte, sedute sulla gradinata a chiacchierare. Nelle due ore successive, mentre l’insegnante di italiano è rimasta in classe a svolgere le ore di geografia, io, Matteo e Giovanni siamo tornati in biblioteca per completare il lavoro sul cartellone. I due ragazzi, dopo un iniziale momento di svago, si sono impegnati nel lavoro. Verso la fine della prima ora, ci hanno raggiunti due ragazzi di terza, che hanno cominciato a chiedere spiegazioni sul lavoro che stavamo svolgendo. Giovanni ha risposto: «È il cartellone sul mio paese. Vedi - 282 indicando la cartina - questa è la Moldavia». Quando Matteo ha aggiunto che faceva parte dell’Unione Sovietica, Giovanni, sorridendo, ha detto: «No… la Russia non mi piace». Poi Matteo e gli altri ragazzi hanno iniziato a fare domande a Giovanni sulla Moldavia. Il bambino ha risposto a molte delle domande che gli venivano poste35. 14-4-2003 (lunedì) EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO) (9:50-10:40) RICREAZIONE EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40) MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE INGLESE (12:40-13:30) I ragazzi, essendo stata rimandata la partita in programma, hanno regolarmente svolto le due ore di tecnica. L’insegnante di italiano ha chiamato, per l’ora di recupero, solo Liao. Durante l’ora, l’insegnante, servendosi di alcuni opuscoli su Castelporziano, dove i ragazzi si sono recati in visita la scorsa settimana, ha tentato di far parlare Liao. Il bambino ha prestato molta attenzione a quello che l’insegnante gli diceva, cercando di memorizzare le parole che sentiva pronunciare. Poi, su invito dell’insegnante, ha tentato di ripetere quello che aveva capito. Liao sembrava capire abbastanza bene quello che l’insegnante diceva, mentre la ripetizione è apparsa per lui più complessa. Per facilitargli il compito, l’insegnante lo ha guidato attraverso una perfettamente36, serie di domande che per poi fargli ripetere Liao da sembrava solo precedentemente. 35 36 Le domande riguardavano soprattutto la lingua parlata, la religione e le città principali. Ad esempio: «Dove siamo andati?», «Quale animale abbiamo visto?», etc… quanto capire detto 283 Esaurito l’argomento di Castelporziano, l’insegnante ha aiutato Liao a leggere alcune fotocopie tratte da un libro di geografia semplificato. L’argomento affrontato riguardava le coste. Quando Liao ha cercato di ripetere quanto aveva capito, invece di dire “sabbiose”, ha detto “sabbiate”. Per quanto riguarda il contenuto, sembrava capire abbastanza quello che leggeva. Durante la ricreazione, Liao è rimasto in classe, seduto al suo banco per squadrare il foglio da disegno e per iniziare la tavola che gli altri hanno disegnato nell’ora precedente. Essendo il disegno abbastanza complesso da realizzare, senza un’adeguata spiegazione, l’insegnante di tecnica mi ha chiesto di seguire Liao durante l’ora. Liao capiva immediatamente le mie indicazioni e ha realizzato il disegno velocemente, per poi iniziare subito dopo la seconda tavola. Alla fine dell’ora, il bambino, ha consegnato entrambe le tavole insieme a tutti gli altri compagni. Nell’ora di matematica io e Liao siamo usciti dall’aula per continuare la lettura delle fotocopie di geografia. Ho notato che la sua attenzione era concentrata, più che sulla comprensione, sugli esercizi di completamento proposti. Senza aspettare, infatti, la mia spiegazione, correggeva le parole sbagliate, senza capirne il significato. Durante la ricreazione e nella prima parte dell’ora di inglese, i ragazzi hanno assistito alla parte finale di un concerto che si teneva nel teatro della scuola. Liao, di ritorno dall’ora di recupero, ha immediatamente raggiunto il gruppo dei suoi compagni che ascoltavano tutti insieme il concerto. Enver, invece, ha trascorso tutto il tempo seduto in disparte, lontano dagli altri. Nell’ultima mezz’ora prima della mensa, i ragazzi hanno svolto un ripasso di inglese. Liao ha, come al solito, tentato di prestare attenzione 284 alla lezione, ascoltando attentamente e ripetendo tra sé le parole inglesi che gli altri pronunciavano. 15-4-2003 (martedì) COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (GEOGRAFIA) (14:20-15:10) LETTERE (GEOGRAFIA) (15:10-16:00) I ragazzi, durante l’ora di informatica, sono rimasti in classe con l’insegnante di lettere. Nadia, Giorgia ed Enver hanno attaccato i cartelloni al muro, mentre il resto della classe ha ripassato geografia con l’aiuto dell’insegnante, in vista del compito in classe nelle due ore successive. Dopo circa mezz’ora, l’insegnante ha chiamato Mehira, Enver, Liao e Giovanni da parte, invitandoli a ripassare la lezione su alcune fotocopie semplificate. Mentre Liao e Giovanni hanno letto insieme, Enver si è più volte allontanato, interessandosi ad altro. Mehira ha letto le fotocopie per conto suo. Verso la fine dell’ora Liao e Giovanni si sono avvicinati alla cartina dell’Europa appesa dietro la cattedra. Giovanni, dopo aver cercato e indicato a Liao il suo paese, ha iniziato, con l’aiuto del compagno, a cercare altri paesi europei. Dopo poco si è avvicinato a loro anche Enver che ha indicato, dopo averla cercata per un po’, ai compagni la Bosnia. Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato nel cortile. Liao ha osservato alcuni suoi compagni che, insieme ad alcuni ragazzi di terza e di seconda, giocavano con due trottole. Enver si è dapprima accostato agli altri, poi si è allontanato e ha trascorso il resto del tempo da solo. 285 Nelle due ore successive, i ragazzi hanno svolto il compito di geografia. Enver, Liao e Giovanni, hanno lavorato, separatamente, ad alcuni esercizi di argomento geografico, che richiedevano di completare alcune frasi con dei termini da scegliere tra alcuni proposti. Liao, scegliendo anche qualche volta a caso tra le parole proposte, è stato per tutto il tempo chino sul foglio, fino alla consegna del compito al suono della campanella. Enver, invece, si è rifiutato di svolgere l’esercizio dicendo più volte di non essere in grado di farlo. Giovanni ha consegnato il compito prima degli altri, così, l’insegnante gli ha chiesto di aiutare Enver a svolgere il suo. Tuttavia, per tutto il tempo, Enver ha guardato altrove, facendo segno di no con la testa, o disegnando sul diario. Giovanni, ad un certo punto, ha detto all’insegnante: «Professoressa, ma lui non mi ascolta! Fa i disegni…». Verso la fine dell’ora Enver e Giovanni sono tornati vicino alla cartina e hanno continuato a cercare i paesi europei. 16-4-2003 (mercoledì) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE LETTERE (STORIA) (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA) (14:20-15:10) Durante la prima ora di compresenza, l’insegnante di italiano ha spiegato alla classe la corretta modalità di svolgimento di un tema che aveva assegnato ai ragazzi e che quasi tutti avevano interpretato in modo sbagliato. 286 Nella seconda ora, l’insegnante di italiano e quella di matematica hanno organizzato la tombola con le cartelle della natura37. Paolo ha estratto le tessere da posizionare sul cartellone. Verso la fine dell’ora, l’insegnante di italiano ha detto a Liao di andare accanto a Paolo per aiutarlo a cercare sul cartellone. Liao era molto veloce a trovare i nomi delle piante e degli animali, controllando, contemporaneamente, la sua cartella. Durante la ricreazione, i ragazzi sono usciti nel corridoio. Liao è rimasto sulla porta, scambiano delle parole con i compagni vicini. Nell’ora successiva, i ragazzi hanno copiato il tema svolto sul quaderno di italiano. Enrico, avendo già copiato a casa il suo tema, su invito dell’insegnante, ha aiutato Liao a scrivere una piccola presentazione di se stesso. Giorgia, invece, ha avuto il compito di aiutare Enver. Ma il bambino rom si è rifiutato di scrivere il suo tema e non ha ascoltato la compagna che tentava di aiutarlo. Alla fine, rivolto all’insegnante, ha detto: «Non lo voglio fare!». L’insegnante gli ha risposto che tutta la classe stava lavorando al tema e che avrebbe dovuto farlo anche lui come tutti gli altri. Tuttavia, Enver, ha continuato a non rispondere alle domande che Giorgia gli poneva per cercare di aiutarlo a svolgere il compito. Giovanni, dopo aver preso una nota per non aver fatto i compiti38, ha svolto il tema su se stesso in classe, chiedendo ogni tanto all’insegnante qualche indicazione e qualche suggerimento. Dopo pranzo i ragazzi hanno giocato con il pallone nel cortile. Nell’ultima ora io, Giovanni, Enver e Liao, siamo usciti dall’aula per svolgere separatamente il tema. Liao, dopo aver copiato in bella il tema, ha aiutato Giovanni a copiare il suo. Enver, chiedendo espressamente il 37 Si tratta di una tombola con cartelle che, anziché essere composte da numeri, sono realizzate con i nomi di piante e animali. 38 Non è stata la prima volta che Giovanni ha preso una nota, o ricevuto un rimprovero per non aver svolto i compiti assegnati. 287 mio aiuto, ha svolto il suo tema, dicendo, peraltro, di volerlo copiare in bella su un foglio protocollo, per presentarlo ordinato e senza errori all’insegnante di italiano. 23-4-2003 (mercoledì) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE LETTERE (STORIA) (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA) (14:20-15:10) Nelle due ore di compresenza, i ragazzi hanno visto un documentario sui parchi, connesso al tema della conservazione dell’ambiente, che l’insegnante di italiano sta affrontando, con la collaborazione della professoressa di matematica. Liao, all’inizio, è apparso attento, poi si è successivamente distratto più volte, giocando con le sue penne e scambiando qualche parola con Francesco. Successivamente, i ragazzi sono stati divisi in piccoli gruppi per leggere alcune fotocopie, di diverso argomento, sempre collegate al tema dell’inquinamento. Liao, capitato nel gruppo insieme ad Enver, Luca e Antonio, si è impegnato nella lettura dei paragrafi, scambiando alcune frasi con i compagni, come «Enver, tu è qui!», oppure «Tu legge a qui». Liao ha poi trascorso la ricreazione in classe, giocando e scherzando con Antonio e Alessio, che lo hanno anche più volte abbracciato. Enver è stato per tutto il tempo da solo in classe, guardando, alternativamente fuori dalla finestra e dalla mia parte. 288 Nell’ora successiva, i ragazzi hanno ascoltato la lezione di storia e corretto gli esercizi presenti alla fine del capitolo sull’antica Roma. Mentre Enver copiava in corsivo i verbi scritti dall’insegnante sul suo quaderno, Liao ha letto e sfogliato per tutto il tempo il suo libro di testo, cercando di seguire gli argomenti affrontati dalla classe. Durante la ricreazione nel cortile, i ragazzi hanno giocato come al solito con il pallone. Solo Enver è rimasto in disparte ad osservare da lontano i compagni che giocavano. Nell’ora successiva, io e Liao siamo usciti dall’aula e ci siamo sistemati in biblioteca. Ho aiutato Liao a leggere e capire alcuni brani sui romani, tratti da un libro di storia semplificato. Liao è apparso molto curioso di capire il contenuto dei brani. Mi ha infatti chiesto più volte il significato delle parole incontrate. Mentre leggevamo alcune notizie sui gladiatori e sugli spettacoli, Liao, indicando il disegno di un anfiteatro, ha detto: «Questo è Colosseo!». 29-4-2003 (martedì) COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (GEOGRAFIA) (14:20-15:10) LETTERE (GEOGRAFIA) (15:10-16:00) Nell’ora di informatica, i ragazzi hanno lavorato alla realizzazione di un grafico. Liao ha realizzato per conto suo il lavoro al computer, chiedendo solo ogni tanto aiuto ai compagni, che, peraltro, di tanto in tanto, si alzavano di loro iniziativa per spiegargli le cose poco chiare. 289 Enver, invece, ha chiesto espressamente l’aiuto mio e dell’insegnante di italiano. Ad un certo punto, mi ha chiesto di scrivere al posto suo perché voleva finire il lavoro prima degli altri. Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato nel cortile con il pallone. Enver è stato per conto suo fino alla fine dell’ora. Durante le due ore successive, l’insegnante di italiano ha portato di nuovo i ragazzi nell’aula di informatica, per iniziare con loro un nuovo lavoro. L’attività consiste nella realizzazione di una serie di schede corredate di fotografie dei ragazzi, che dovrebbero evidenziare soprattutto il carattere multietnico della classe. Liao ha lavorato alla presentazione di se stesso, attraverso una serie di brevi scritte colorate. È apparso come al solito interessato all’attività e incuriosito dal materiale sulla Cina già raccolto su internet per la realizzazione del cartellone. Tutti i ragazzi stranieri presenti, hanno lavorato alla loro presentazione, evidenziando, ognuno, la propria provenienza. Solo Enver ha scritto semplicemente “Mi chiamo Enver” e “ho 13 anni”, senza riferimento alla propria identità culturale, né al paese di provenienza. 30-4-2003 (mercoledì) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE LETTERE (STORIA) (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA) (14:20-15:10) 290 Oggi, essendo assente l’insegnante di matematica, i ragazzi non hanno svolto regolarmente le ore di compresenza, ma sono rimasti tutti in classe a seguire la lezione di storia. Nella prima mezz’ora, Liao ha sfogliato il suo libro, cercando di seguire insieme agli altri la lezione. Poi è uscito dall’aula con me e Antonio. Liao ha insistito dapprima per correggere gli esercizi di storia che, secondo quanto lui stesso ha riferito, aveva in parte svolto a casa da solo, in parte copiato da Francesco. Terminata la correzione, il bambino ha iniziato a controllare, servendosi del libro del compagno, le verifiche dei capitoli precedenti. Con l’aiuto di Antonio, ha voluto completare gli esercizi che non aveva svolto a casa o in classe. Fino alla ricreazione, Antonio, con l’aiuto del solito libro di storia semplificato, ha spiegato a Liao l’organizzazione dell’esercito romano, indicandogli anche il nome di alcuni oggetti raffigurati. Prima del suono della campanella, siamo rientrati in classe, dove Liao, non trovando la sedia, ha detto ad alta voce: «Non c’è sedia!». I compagni hanno riso e Matteo si è alzato per dare la sua sedia al compagno. Durante la ricreazione, Liao è stato per lo più insieme a Francesco, Alessio e Matteo. Nell’ora successiva, i ragazzi hanno elaborato, seguendo le indicazioni dell’insegnante, una mappa concettuale del capitolo di storia appena concluso. Enver ha svolto esercizi di alfabetizzazione individuali, mentre Liao, di sua iniziativa, ha cominciato a leggere e sottolineare un brano sul libro di storia. Francesco, indicando gli esercizi svolti da Liao, ha chiesto al compagno: «Liao, ma anche questi hai copiato da me?». Liao, indicando i primi esercizi ha risposto: «Io fatto a casa», poi, girando pagina: «Questi copiati». 291 Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato nel cortile con il pallone. Enver ha osservato da lontano i compagni, senza partecipare al gioco. Nell’ultima ora, i ragazzi, seguendo le indicazione dell’insegnante di italiano, si sono sistemati con le sedie in circolo, per parlare dei problemi della classe. Dopo un primo intervento di Alessio, che ha detto di trovarsi bene con i compagni, Matteo ha sollevato il problema delle sue recenti incomprensioni con l’insegnante di educazione fisica. I ragazzi hanno raccontato all’insegnante di italiano un episodio accaduto qualche giorno prima. Sembra che, durante l’ora di educazione fisica, in seguito ad un battibecco tra Matteo ed Enver, quest’ultimo, abbia ostacolato un salto di Matteo, alzando la corda che fungeva da ostacolo nell’esercizio fisico. Matteo, avendo ricambiato il compagno della stessa moneta, secondo i racconti dei ragazzi, è stato rimproverato e cacciato dalla palestra. La maggior parte dei ragazzi ha dato ragione a Matteo, dicendo che, pur essendo stato Enver a cominciare, l’insegnante ha punito solo Matteo. Solo Giorgia è intervenuta a favore dell’insegnante di educazione fisica, dicendo che in fondo Matteo più volte aveva già provocato l’insegnante. Quando l’insegnante di italiano ha chiesto il parere ad Enver, questo ha risposto che Matteo aveva torto. Alessio ha chiesto ad Enver: «Ma se fosse stato il contrario? Se avesse cominciato Matteo e la professoressa si fosse arrabbiata con te?». Enver ha risposto che avrebbe comunque avuto torto Matteo. Chiuso l’argomento, è intervenuta, su invito dell’insegnante, Nadia, che ha detto di trovarsi molto bene in classe, a parte qualche litigio con le sue compagne. Poi ha aggiunto che si trova meglio ora alle medie che non alle elementari, dove era in classe con dei ragazzi molto maleducati. 292 Poi l’insegnante ha chiesto a Liao di dire qualcosa. Il bambino, dopo un lungo silenzio, interrotto dai compagni che lo invitavano a parlare, ha detto: «Io non capisce italiano». L’insegnante ha risposto: «Prova a dirci qualcosa… quello che ti pare. Ad esempio: come ti trovi in classe? C’è qualcuno con cui vai più d’accordo?». All’inizio, Liao, probabilmente, secondo il parere di tutti, avendo capito l’esatto contrario di quello che gli era stato chiesto, ha risposto: «Nessuno». Poi, quando i compagni gli hanno ripetuto la domanda, Liao, sorridendo, ha fatto il nome di Matteo, che, nel frattempo, gli suggeriva scherzosamente di indicarlo come migliore amico. Quando l’insegnante gli ha chiesto: «Solo con Matteo ti trovi bene?», Liao ha risposto indicando e pronunciando i nomi di Alessio, Antonio, Giulio, Francesco e Enrico. L’insegnante ha risposto: «Ti trovi bene praticamente con tutti allora!», poi ha aggiunto: «E ci sono problemi?». Liao ha risposto indicando Sabrina: «Lei è questo!» e ha fatto il gesto di colpire Alessio che gli stava accanto. Poi Alessio e Giulio gli hanno chiesto come si trovasse con Paolo e Liao ha risposto: «No». Matteo gli ha chiesto: «Come ti trovi con Enver?». Liao ha risposto: «No, lui no bene». L’insegnante ha in seguito chiesto ad Enver di intervenire. Il bambino si è inizialmente rifiutato di parlare, poi, spinto dall’insegnante che gli chiedeva come si trovasse in classe, ha risposto: «Con alcuni bene, con altri no». L’insegnante gli ha quindi chiesto con chi si trovasse meglio e, non ricevendo risposta, ha detto: «Ti trovi bene ad esempio con Paolo?». Enver ha fatto cenno di no con la testa, poi ha aggiunto: «Con nessuno. Non mi trovo bene». A quel punto l’insegnante ha continuato: «Ma se prima ci hai detto che con qualcuno ti trovi bene…». Enver ha abbassato la testa senza rispondere, così l’insegnante ha continuato, sorridendo: «Io non ci credo che ti trovi così male… Noi ci siamo rimasti male, quindi ora devi dirci qualcosa di bello». Mentre suonava la campanella, 293 Valentina, rivolta verso l’insegnante è intervenuta precisando che lei non si era offesa, ma che anzi non le importava del parere di Enver. 5-5-2003 (lunedì) EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO) (9:50-10:40) RICREAZIONE EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40) MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE INGLESE (12:40-13:30) Vista l’assenza dell’insegnante di educazione tecnica, l’insegnante di italiano ha fatto supplenza per tutta la classe durante l’ora di recupero. L’insegnante ha letto ad alta voce i temi guidati svolti da Paolo, Enver, Giovanni e Liao durante le ore di recupero trascorse dai quattro ragazzi con l’insegnante di sostegno. La traccia del tema assegnato riguardava l’amicizia e l’eventuale descrizione del proprio migliore amico. Mentre Enver ha indicato in Paolo, l’attuale compagno di banco, il suo migliore amico, dandone una descrizione, sia fisica che caratteriale, abbastanza fedele alla realtà, Liao e Giovanni hanno parlato di Matteo, come del loro più caro amico. I due bambini hanno, tra l’altro, dato di Matteo una descrizione non molto fedele alla realtà dal punto di vista fisico. Per ciò che riguarda l’aspetto caratteriale, entrambi hanno parlato della sua generosità e disponibilità nei confronti degli altri, descrivendolo come gentile e affettuoso39. 39 Va rilevato che gli insegnanti hanno più volte sottolineato, nel corso dell’anno, una certa tendenza, da parte di questo ragazzo, peraltro molto bravo in tutte le materie, a mettersi talvolta in competizione con i compagni. 294 Paolo ha indicato Alessio e Antonio come i suoi migliori amici, descrivendoli come sinceri, generosi e pronti ad aiutare gli altri. Alla fine dell’ora, l’insegnante ha chiesto a Liao ed Enver di leggere loro stessi i temi svolti, per esercitarsi nella lettura. Durante la ricreazione, Liao ha giocato insieme ad Alessio e Antonio con un mazzo di carte francesi. Il bambino osservava i compagni che improvvisavano giochi di prestigio, ridendo e prestando attenzione a quello che veniva detto. Nella seconda ora di tecnica, un’insegnante di italiano è venuta a svolgere l’ora di supplenza. I ragazzi sono stati liberi di ripassare o svolgere i compiti assegnati per il giorno successivo. Liao, prendendo il libro di inglese, ha chiesto a Francesco di spiegargli come svolgere i compiti assegnati. Il compagno gli ha indicato il modo di eseguire gli esercizi, volgendo le frasi affermative scritte sul quaderno, in interrogative. Liao ha capito come svolgere l’esercizio e, fino al termine dell’ora, si è impegnato a completare il compito. Nell’ora di matematica, io e Liao siamo usciti dalla classe e ci siamo sistemati nell’aula accanto alla segreteria per svolgere esercizi di alfabetizzazione. Gli argomenti affrontati riguardavano per lo più i verbi e gli articoli. Ho fatto notare a Liao la variazione del verbo al presente indicativo, a seconda delle persone. Quando gli ho fatto alcune domande sulla coniugazione dei verbi, ha risposto in modo sostanzialmente corretto. Sfogliando un libro di esercizi, Liao si è poi soffermato su una parte riguardante il plurale dei nomi. Ha formato correttamente il plurale di alcuni termini riportati sul testo e si è ricordato del plurale irregolare “uomini”. Durante la ricreazione, Liao ha di nuovo giocato insieme ai compagni con il mazzo di carte. 295 Nell’ora di inglese, ha tentato, come al solito, di partecipare alla lezione, anche con l’aiuto di Francesco, che, di volta in volta, gli dava le indicazioni necessarie per seguire sul libro. Durante la lettura ad alta voce, l’insegnante di inglese, ha chiesto a Liao di leggere alcune frasi in inglese. Con qualche incertezza e molti errori di pronuncia Liao ha letto, probabilmente senza capire il significato. 6-5-2003 (martedì) COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (GEOGRAFIA) (14:20-15:10) LETTERE (GEOGRAFIA) (15:10-16:00) I ragazzi, nell’ora di informatica, hanno continuato il lavoro al computer, utilizzando il Power Point. Matteo, Giulio, Enrico, Francesco, Alessio e Antonio, hanno lavorato sulla Cina, con l’aiuto di Liao stesso. Durante tutta l’ora i ragazzi, infatti, hanno posto al compagno cinese una serie di domande sul suo paese e sulla vita che conduceva prima di venire in Italia. Liao ha risposto alle loro domande, anche se con qualche difficoltà. Le ragazze hanno per lo più lavorato sulla Romania, ma non sono riuscite a concretizzare molte delle loro idee, soffermandosi troppo sulle decorazioni, piuttosto che sui contenuti delle schede. Enver, ha lavorato da solo ad una presentazione di se stesso. Tuttavia si è deciso, per mancanza di informazioni, di rimandare i lavori sulla Bosnia e sulla Macedonia al prossimo anno scolastico. Giovanni, Paolo e Luca hanno lavorato sulla Moldavia, senza, in realtà, concludere molto. 296 Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato a gruppi nel cortile. Liao ha giocato insieme a tutti i compagni a calcio, mentre Enver ha partecipato poco, osservando per lo più i compagni da lontano. Nelle due ore successive, l’insegnante di italiano ha portato i ragazzi in un’aula al piano superiore per far loro vedere un filmato sulle Alpi e sulle riserve naturali. Terminato il primo filmato, i ragazzi hanno visto un documentario di Piero Angela sull’inquinamento atmosferico. Liao ha prestato molta attenzione ai filmati, distraendosi solo un paio di volte, per rivolgere lo sguardo verso Alessio e Antonio che sedevano alle sue spalle. 7-5-2003 (mercoledì) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE LETTERE (STORIA) (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA) (14:20-15:10) Durante la prima ora di compresenza, le ragazze della classe hanno disputato la semifinale di palla a volo, con la presenza in squadra di due ragazzi, Francesco ed Enrico, per compensare la mancanza di due giocatrici40. Enver e Mehira sono stati incaricati di segnare i punti, mentre un ragazzo della classe avversaria ha arbitrato la partita. Durante l’incontro, i ragazzi della classe avversaria, hanno accusato Mehira ed Enver di barare nell’assegnazione dei punti, a vantaggio della loro classe. L’insegnante di educazione fisica presente, preso atto delle 40 Le ragazze della classe sono cinque, ma Mehira, non frequentando regolarmente le ore di educazione fisica nel pomeriggio, non può essere iscritta al torneo. 297 proteste, ha dichiarato che sarebbe stata più attenta a come venivano assegnati i punti. I due ragazzi, e Mehira in particolare, si sono difesi dalle accuse dicendo che non stavano barando41. Liao ha osservato la partita, peraltro vinta dalla classe, insieme ai suoi compagni, partecipando ai festeggiamenti e al tifo ad ogni punto segnato. Rientrati in classe, dopo i festeggiamenti per la vittoria, i ragazzi sono stati divisi in più gruppi. Mentre l’insegnante di matematica ha portato fuori dalla classe Giovanni, Luca, Nadia, Paolo, Mehira e Valentina, l’insegnante di italiano è rimasta in classe con gli altri per svolgere regolarmente l’ora di lezione. Io, Liao ed Enver ci siamo sistemati in un’aula all’ultimo piano per svolgere delle attività di alfabetizzazione. Mentre Enver scriveva i nomi dei frutti e delle piante in corsivo, Liao ha letto una serie di brani in italiano, tratti da un libro per l’apprendimento dell’italiano come L2. Quando siamo rientrati in classe, la ricreazione era già iniziata da qualche minuto e ho trovato l’insegnante di italiano e quella di matematica che parlavano con Mehira di una festa che si svolge al campo nomadi. Mehira stava spiegando alle due insegnanti la modalità di preparazione di un piatto che le ha insegnato la madre e che viene preparato proprio in occasione di alcune feste tradizionali. L’insegnante di italiano, durante la conversazione ha chiesto alla ragazza il motivo della prolungata assenza da scuola. Mehira ha risposto: «Mamma e papà si litigavano e noi non abbiamo fatto niente…». L’insegnante ha chiesto: «Loro litigavano e tu dovevi tenere i fratellini?». La ragazza ha insistito: «No… ma loro litigavano e io allora sono stata a casa e pure i miei fratelli… Non lo so perché…». L’insegnante ha concluso dicendole che sono cose che possono accadere. 41 Mi trovavo in una posizione favorevole da cui riuscivo a vedere bene il tabellino dei punti e, avendo ascoltato per caso dei ragazzi della classe avversaria che parlavano della questione, prima che questa fosse sollevata, ho avuto modo di osservare Enver e Mehira; non ho assolutamente rilevato scorrettezze da parte loro. 298 Durante l’ora successiva, i ragazzi hanno svolto un test di logica. Enver si è rifiutato di eseguire la versione leggermente modificata che l’insegnante gli aveva consegnato, dicendo di non esserne capace. L’insegnante ha allora spiegato passo per passo al bambino cosa avrebbe dovuto fare, ma lui, senza neanche guardare il foglio, ha continuato a ripetere che non era in grado di svolgere il test. Mehira, invece, ha eseguito il test che l’insegnante le ha dato, saltando le parti più difficili che non è riuscita a capire. Liao ha prima tentato di svolgere il test per poi rinunciare, su indicazione della stessa insegnante, che ha ritenuto troppo difficile per il bambino comprendere il significato di ciò che veniva richiesto. Così, fino al suono della campanella, Liao ha riordinato il suo quaderno completando gli esercizi rimasti incompleti. Dopo pranzo i ragazzi hanno giocato nel cortile come di consueto. Liao è stato con i compagni, mentre Enver è rimasto in disparte ad osservare gli altri. Nell’ultima ora, durante le interrogazioni di alcuni ragazzi, Francesco, su suggerimento dell’insegnante di italiano, ha aiutato Liao a leggere qualche brano del libro di storia. Ho notato che Liao, indicando le immagini e le fotografie presenti sul testo, ha più volte chiesto a Francesco: «Cos’è questo?», oppure «Che fa?»42. 12-5-2003 (lunedì) EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO) (9:50-10:40) RICREAZIONE EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40) MATEMATICA (11:40-12:30) 42 Molto probabilmente la domanda sta per: «A cosa serviva?», o semplicemente è una richiesta di spiegazioni ulteriori sull’oggetto specifico e sul periodo storico in questione. 299 L’insegnante di italiano non ha svolto l’ora di recupero, poiché i ragazzi erano impegnati in una verifica grafica con l’insegnante di educazione tecnica. Durante l’ora, Liao ha svolto regolarmente la verifica come tutti gli altri, facendosi dare solo qualche indicazione dai compagni. L’insegnante di educazione tecnica mi ha chiesto di aiutare Enver e Mehira a svolgere qualche disegno sul foglio a quadretti. Ma, mentre Mehira si è impegnata molto, portando avanti il lavoro senza troppe difficoltà, Enver si è rifiutato di fare il suo disegno, continuando per tutta l’ora a giocare con una trottola. Quando l’insegnante gli ha chiesto perché non volesse lavorare, il bambino ha risposto che non gli andava di farlo. L’insegnante ha poi lodato Mehira, dicendole che è migliorata molto e che è portata per il disegno tecnico. Mehira è sembrata soddisfatta dei complimenti dell’insegnante. Durante la ricreazione, Liao è rimasto al suo posto a completare i disegni, senza alzare mai gli occhi dal foglio. Nella seconda ora di tecnica, mentre tutti gli altri hanno continuato il compito in classe, Enver si è sistemato accanto a me e Mehira, per svolgere il disegno. Mi ha chiesto di aiutarlo a scegliere un disegno semplice, poi ha iniziato il lavoro. Ho notato che Enver ha ancora delle difficoltà a seguire le righe del foglio a quadretti, tuttavia sembra più veloce e sicuro nella realizzazione dei disegni rispetto all’inizio dell’anno. Nell’ora di matematica, io e Liao siamo usciti dall’aula per l’alfabetizzazione. Liao ha letto alcuni dialoghi in italiano, per poi rispondere ad alcune domande di comprensione. Ha svolto gli esercizi senza troppi errori, poi ha cominciato a chiedermi il significato di alcune parole che incontrava durante lettura. 300 13-5-2003 (martedì) COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (GEOGRAFIA) (14:20-15:10) LETTERE (GEOGRAFIA) (15:10-16:00) Prima di entrare in classe, ho incontrato Mehira che usciva dalla scuola insieme ad altre ragazze, probabilmente del campo, accompagnate da una signora adulta. Salutandola le ho chiesto: «Ci vediamo dopo?». La ragazza ha risposto: «No, io ora vado a casa…». Durante l’ora successiva Valentina a detto a me e all’insegnante di italiano che Mehira, insieme ad altre amiche, non era venuta a scuola regolarmente fin dalla prima ora, ma si era presentata dopo qualche ora senza giustificazione e, per questo, la vicepreside aveva mandato a chiamare qualcuno dal campo che la venisse a prendere. Durante l’ora di compresenza, i ragazzi hanno continuato il lavoro di raccolta e sistemazione del materiale per la realizzazione del progetto da effettuare con il Power Point, nel frattempo intitolato, su suggerimento degli stessi ragazzi, “Stranieri per caso”. La maggior parte di loro ha svolto il lavoro sulla Cina, mentre solo Enver ha lavorato sulla presentazione di se stesso. Liao ha cercato di scrivere una presentazione su se stesso in italiano. Le frasi scritte erano: «Mi chiamo Liao, vengo dalla Cina, ho 13 anni.». Mentre aiutavo Enver, Liao, seduto al computer accanto, mi ha chiesto delle informazioni sul funzionamento del Power Point, servendosi dell’aiuto dei gesti e indicando sullo schermo alcune icone. Quando ho risposto: «Non lo so…», il bambino sorridendo ha detto: «Come non lo sai?! Chiedo al professore…». 301 Dopo la mensa, i ragazzi hanno giocato a calcio nel cortile. Nelle due ore pomeridiane, sono saliti di nuovo al piano superiore e si sono sistemati nell’aula di informatica per continuare la raccolta di materiale sul sito interculturale di Bibliomondo. Verso la fine della seconda ora, Liao ha giocato al solitario insieme ad Enrico, che ha lodato il compagno per la strategia utilizzata nel gioco. 14-5-2003 (mercoledì) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE LETTERE (STORIA) (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA) (14:20-15:10) Durante le due ore di compresenza, i ragazzi hanno lavorato sul materiale di Castelporziano. A turno, l’insegnante di matematica ha chiesto ai ragazzi di leggere e ripetere ciò che capivano sugli animali e le piante del luogo. Anche Liao ha letto un piccolo paragrafo. Con l’aiuto dell’insegnante di italiano che gli ha posto delle domande, Liao ha pronunciato, con molta incertezza, qualche frase su ciò che aveva letto. I ragazzi, successivamente, su invito dell’insegnante di matematica, hanno tentato di riassumere in un numero prestabilito di parole, quello che veniva letto, come esercizio da svolgere in gruppo. Liao e Matteo, seduti attualmente allo stesso banco, non hanno lavorato all’attività proposta dalle insegnanti, ma hanno realizzato un disegno per conto loro, parlando e ridendo per tutto il tempo. 302 Durante la ricreazione, Liao ha giocato con gli altri ragazzi nel corridoio. Nell’ora successiva, i ragazzi sono saliti nell’aula di informatica e si sono collegati ad internet per raccogliere nuovo materiale sul sito interculturale. Matteo e Giulio hanno lavorato insieme a Liao. Dopo la mensa, Liao ha giocato a calcio con Antonio e Alessio, mentre tutti gli altri, con l’eccezione di Enver che è stato per conto suo, hanno giocato insieme ai ragazzi delle altre classi. Durante il gioco, ho notato la maggiore spigliatezza di Liao, più disinvolto nei movimenti. Verso la fine dell’ora, quando ha segnato un goal al compagno, Liao ha esultato gridando: «Goal!». Nell’ultima ora, io, Liao, Giovanni, Matteo, Enrico, Nadia ed Enver, siamo saliti nell’aula di informatica, per continuare il lavoro di raccolta del materiale. Enver e Nadia, hanno lavorato alla scannerizzazione delle fotografie dei compagni di classe, mentre Matteo e Enrico hanno lavorato insieme a Liao come di consueto. 19-5-2003 (lunedì) EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO) (9:50-10:40) RICREAZIONE EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40) MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE INGLESE (12:40-13:30) Durante l’ora di recupero, l’insegnante di italiano ha portato nell’aula di informatica Enver, Liao, Paolo e Giovanni, che hanno lavorato alla realizzazione delle diapositive per il progetto “Stranieri per caso”. Enver, 303 durante tutta l’ora ha di nuovo riscritto una presentazione di se stesso, con poche notizie ed un unico riferimento alla nascita in Bosnia. Liao ha recuperato il lavoro sulla Cina già iniziato ed ha effettuato qualche modifica sulle immagini e sugli sfondi. Paolo non è riuscito a realizzare molto e, per tutta l’ora, ha osservato le immagini presenti sul computer. Durante la ricreazione, Liao è uscito nel corridoio insieme agli altri compagni. Nell’ora successiva, l’insegnante di educazione tecnica, ha svolto una lezione sulla simmetria, per la quale, la settimana precedente, aveva invitato i ragazzi ad acquistare e portare in classe una serie di cartoncini colorati e la tempera. Enver e Mehira, non avendo il materiale, non hanno potuto svolgere il lavoro e, per tutta l’ora, hanno disegnato su di un foglio a quadretti. Neanche Liao aveva il materiale43 e, per tutta l’ora, ha osservato attentamente il lavoro dei compagni, girando anche tra i banchi. Nell’ora di matematica, io e Liao siamo usciti dalla classe e ci siamo sistemati nell’aula adiacente la segreteria. Liao ha letto alcuni dialoghi in italiano, chiedendomi ogni tanto il significato di alcune parole che non conosceva. Quando è suonata la campanella, il bambino ha terminato la lettura dell’ultimo dialogo prima di alzarsi per tornare in classe. Durante la ricreazione, Liao ha giocato con i compagni e poco prima del suono della campanella è uscito nel corridoio, continuando a scherzare e ridere insieme a Matteo, Giulio ed Enrico. Nell’ora di inglese, l’insegnante ha interrogato i ragazzi sui vocaboli. Liao, interrogato, non ha saputo rispondere a molte domande. L’insegnante gli ha quindi chiesto: «Liao, ma hai studiato?». Liao ha risposto di no. L’insegnante gli ha allora detto di prepararsi per la volta 43 Molto probabilmente, pur avendolo scritto sul suo diario, Liao non aveva capito di dover portare il materiale a scuola. 304 successiva44. Anche Mehira, interrogata, non ha saputo rispondere a molte domande. L’insegnante ha chiesto anche a lei se avesse studiato o meno e la ragazza ha risposto di sì. L’insegnante, a quel punto, ha insistito dicendole che, se lei avesse voluto, l’avrebbe interrogata un altro giorno, ma Mehira ha voluto continuare nell’interrogazione, dicendo di aver studiato per quel giorno. 21-5-2003 (mercoledì) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE LETTERE (STORIA) (12:40-13:30) MENSA E RICREAZIONE NEL CORTILE (13:30-14:20) LETTERE (EDUCAZIONE CIVICA) (14:20-15:10) Nelle due ore di compresenza, un’operatrice appositamente invitata dalla scuola, ha tenuto una lezione preparatoria per l’escursione sul Tevere che i ragazzi effettueranno nel corso della prossima settimana. Durante la spiegazione, che legava insieme argomenti di varia natura, che spaziavano dalla storia romana alla botanica, Liao, inizialmente attento, si è gradualmente distratto sempre di più, parlando e disegnando insieme a Matteo, suo compagno di banco. Ripreso dall’insegnante di matematica, il ragazzo, nella seconda ora di compresenza, ha cercato di prestare maggiore attenzione a ciò che veniva detto. Nell’ora successiva, l’insegnante di italiano ha chiesto ai ragazzi di esporre le loro considerazioni e le loro impressioni sulla gita a Sperlonga e Terracina, effettuata il giorno precedente. Dopo gli interventi di Matteo 44 Ho avuto l’impressione che Liao non avesse proprio capito che quel giorno ci sarebbero state le interrogazioni sui vocaboli. 305 e Luca, l’insegnante ha invitato Liao a dire qualcosa sulla gita. Il bambino, con un atteggiamento incerto e titubante ha esordito dicendo: “Non lo so…”. Poi, probabilmente notando l’insoddisfazione dell’insegnante e dei compagni per la risposta data, ha aggiunto: “È tutto bello…”. Prima del suono della campanella, Liao ha riportato sul suo diario l’avviso che l’insegnante ha scritto alla lavagna, relativo alla sospensione delle lezioni nei primi giorni della settimana successiva, per via delle elezioni amministrative. Prima di andare a mensa, il bambino ha chiesto all’insegnante di controllare che l’avviso fosse stato scritto correttamente. Dopo pranzo, i ragazzi hanno giocato con il pallone nel cortile, mentre le ragazze hanno conversato per tutto il tempo sedute sui gradini antistanti il portone d’ingresso. Nell’ultima ora, io, Matteo, Giovanni, Liao ed Enver, siamo saliti al piano superiore nell’aula di informatica per portare avanti il lavoro di raccolta e sistemazione del materiale per il progetto “Stranieri per caso”. Mentre Liao e Matteo hanno continuato a lavorare sulla Cina, Enver ha tentato di continuare la presentazione di se stesso. Giovanni ha lavorato invece alla presentazione della Moldavia. Durante tutta l’ora, Enver mi ha chiamata continuamente, mostrando insofferenza ogni volta che prestavo attenzione agli altri compagni. 3-6-2003 (martedì) COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30) 45 Nell’ora di compresenza italiano-informatica, i ragazzi hanno continuato il lavoro sul progetto “Stranieri per caso”. Dopo aver 45 Dall’inizio del mese di giugno, fino alla fine della scuola, i ragazzi mangiano alla mensa, per poi uscire subito da scuola, saltando le ore pomeridiane. 306 collaborato per un po’ alla realizzazione delle diapositive sulla Cina, Liao ha per lo più parlato con i suoi compagni, ridendo e scherzando con loro. Durante l’ora ho, peraltro, scattato alcune fotografie, suscitando l’interesse e la curiosità di tutti. 4-6-2003 (mercoledì) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE LETTERE (STORIA) (12:40-13:30) Nelle due ore di compresenza, i ragazzi sono stati impegnati con il compito in classe di storia e geografia. L’insegnante di italiano ha detto a Giovanni e Mehira di scrivere ciò che volevano su un argomento a piacere, suggerendo loro di parlare delle gite a cui avevano avuto modo di partecipare. Mentre Giovanni ha immediatamente deciso di scrivere una relazione sulle escursioni effettuate durante l’anno, Mehira ha avuto maggiori difficoltà nella scelta dell’argomento, anche a causa della mancata partecipazione a quasi tutte le gite scolastiche e delle ripetute assenze nell’ultimo periodo dell’anno. Enver quest’oggi era invece assente. Io e Liao siamo usciti dall’aula e ci siamo sistemati nello studio accanto alla segreteria. Con l’ausilio del materiale didattico sull’ambiente, ho aiutato Liao a scrivere un breve resoconto della gita a Castelporziano. Ho notato una maggiore scioltezza del bambino nel rispondere alle mie domande, finalizzate a guidarlo nella stesura del tema. Ad esempio, alla mia domanda, più volte ripetuta: “Poi cosa avete visto?”, seguiva l’espressione: “Abbiamo visto…”. Peraltro, Liao ha dimostrato un 307 grande interesse nei confronti del materiale e, per tutto il tempo, ha sfogliato gli opuscoli, indicando le piante e gli animali che colpivano la sua attenzione. É riuscito, inoltre, anche con l’aiuto dei disegni, a elencare in modo soddisfacente tutte le cose che ricordava di aver visto durante l’escursione. Ho notato, soprattutto, una maggiore disponibilità ad esprimere i suoi pensieri e le sue opinioni: Liao ha voluto esporre ciò che lui stesso aveva visto e notato, indipendentemente dalle indicazioni contenute negli opuscoli e ha voluto concludere il tema con la sua personale opinione sulla gita. Quando è arrivato il moneto di copiare in bella il resoconto, ho chiesto al bambino: “Come lo intitoliamo?”. Liao, dopo qualche secondo, mi ha risposto: “Gita”. Dopo aver scritto il termine sul quaderno ha riflettuto ancora per qualche secondo, per poi correggersi: “La gita… è femmina!”. Durante l’ora successiva, mentre il resto della classe era impegnato a terminare il compito in classe, Liao ha copiato il suo resoconto su un foglio protocollo, che ha successivamente consegnato all’insegnante di italiano. Fino al suono della campanella, il bambino ha sistemato il suo quaderno, incollando le schede e terminando gli esercizi rimasti incompleti. 9-6-2003 (lunedì) EDUCAZIONE TECNICA (ORA DI RECUPERO IN ITALIANO) RICREAZIONE EDUCAZIONE TECNICA (10:50-11:40) MATEMATICA (11:40-12:30) (9:50-10:40) 308 RICREAZIONE Oggi, a partire dalle nove e trenta, alla sede centrale, si è svolta la premiazione per il concorso di poesia “Ricostruire la pace”, cui hanno partecipato anche alcuni ragazzi del laboratorio di poesia della succursale. Già avvertita dell’eventualità di un premio vinto da Giovanni, ho atteso i ragazzi, accompagnati dall’insegnante di italiano e dalla vicepreside, davanti all’entrata della scuola. La vicepreside e l’insegnante di italiano non avevano parlato alla classe della probabile vittoria di Giovanni, per evitare una eventuale delusione, nel caso in cui non fosse stato lui a vincere uno dei premi. Tuttavia, il ragazzo, per tutto il tempo in cui abbiamo atteso l’inizio della premiazione, ha continuato a fare domande sul premio e sulla eventualità, in caso di una vincita, di dover leggere la poesia davanti a tutti. Giovanni ha, in effetti, vinto il secondo premio, con una poesia incentrata sul tema della devastazione causata dalla guerra e della necessità della ricostruzione. Festeggiato dai compagni, il bambino è apparso molto felice per il premio ottenuto. Rientrati a scuola, l’insegnante di educazione tecnica ha consentito ai ragazzi di giocare fuori nel cortile. Fino al suono della campanella, ho scattato delle fotografie, suscitando nuovamente l’interesse di tutti i ragazzi e di Giovanni in particolare che, afferrata la macchina fotografica, ha voluto scattare lui stesso alcune fotografie. Mehira ha chiesto al compagno di scattarle una fotografia che la riprendesse insieme a me. Nell’ora di matematica, i ragazzi hanno svolto una serie di esercizi alla lavagna. 309 10-6-2003 (martedì) COMPRESENZA LETTERE-INFORMATICA (12:40-13:30) Nell’ora di compresenza, i ragazzi sono saliti nell’aula di informatica per salvare su dischetto i lavori svolti durante l’anno scolastico ormai concluso e per terminare i lavori rimasti incompiuti. Matteo, Enrico, Giulio e Liao si sono sistemati allo stesso computer, mentre Enver, come di consueto, ha trascorso l’ora per conto suo, senza salvare nulla. Giovanni, ad un tratto, si è messo a girare per tutta l’aula, accendendo i computer spenti e cercando di collegarsi ad internet, nonostante il divieto del professore. Le ragazze hanno lavorato tutte insieme, distribuite su due computer. Durante l’ora, ho scattato nuovamente alcune fotografie, senza flash, cercando di passare il più possibile inosservata. 11-6-2003 (mercoledì) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (10:50-11:40) COMPRESENZA LETTERE-MATEMATICA (11:40-12:30) RICREAZIONE LETTERE (STORIA) (12:40-13:30) Oggi, ultimo giorno di scuola, i ragazzi hanno assistito e, in alcuni casi, partecipato allo spettacolo di fine anno, che ha visto la partecipazione anche di alcuni genitori. Ho notato, in particolare, la presenza di una giovane parente di Nadia. I ragazzi, seduti tutti vicini, hanno assistito prima alla rappresentazione teatrale, poi all’esecuzione di canti, accompagnati dal flauto, da parte del coro. 310 Rientrati in classe, verso le dodici e quarantacinque, i ragazzi hanno scritto sul loro diario i compiti assegnati per le vacanze estive dall’insegnante di italiano. Liao, come al solito, ha riportato fedelmente sul suo diario ciò che l’insegnante scriveva alla lavagna, facendo poi controllare ciò che aveva scritto prima ai compagni e poi all’insegnante stessa. L’insegnante ha poi raccomandato ai ragazzi di contattare Liao e Giovanni durante l’estate, per evitare di far loro dimenticare l’italiano appreso a scuola. Successivamente, ha spiegato ad Enver e a Liao che nella scheda che i genitori dovranno ritirare, lascerà per loro delle fotocopie con alcuni esercizi di alfabetizzazione. Enver è apparso infastidito e, come al solito, ha detto di non saper svolgere da solo nessun compito. L’insegnante, ridendo, con tono scherzoso, ha detto rivolta al bambino: «Enver, ma allora che dobbiamo fare? Ti dobbiamo bocciare?». Enver si è alzato di scatto dal banco dove era seduto rispondendo seccato: «Sì professoressa è meglio che mi bocciate!». Mehira, allora, rivolta all’insegnante è intervenuta: «Ma professoressa ci sono anche quei ragazzi che ci vengono ad aiutare…». La ragazza ha poi chiesto all’insegnante di poter avere anche lei dei compiti, dicendo: «Tanto professoressa io sto lì da sola… Che faccio tutto il giorno?». L’insegnante le ha risposto che aveva già preparato per lei un libro di esercizi e letture da farle portare a casa. Fino al suono della campanella, i ragazzi hanno giocato nel cortile e hanno parlato tra loro, scherzando e ridendo. Prima di andare a mensa, mi hanno salutata chiedendomi di tornare a trovarli l’anno prossimo. Prima di uscire dalla classe ho chiamato Liao per salutarlo. Lui mi ha risposto sorridendo: «Ciao, buone vacanze».