CÁDIZ: XXII CUMBRE IBEROAMERICANA LA FIERA LIBRARIA MENSILE D’INFORMAZIONE BIBLIOGRAFICA, POLITICA E CULTURALE LA FIERA LIBRARIA - A. XXXII - Nº 294 - DICEMBRE 2012 LA FIERA LIBRARIA Mensile d’informazione bibliografica, politica e culturale SOMMARIO le Penseur de Notre-Dame de Paris Nella pagina 5: Francisco de Zurbarán, Battaglia navale nel mare di Cádiz A highly original Spanish artist, Francisco de Zurbarán, until recently was not known beyond Spain. His works are rarely met in European museums and are highly appreciated by collectors. He was born in Fuente de Cantos (Estremadura) into the family of a petty merchant. His professional training he received in Seville in 1616/17 in the workshop of Pedro Diaz da Villanueva. Then he settled near his birthplace to paint a large number of religious pictures for the monasteries and churches. Direttore responsabile EDITORIALE La crisi di credibilità di Luigi Castiglione 3 PERISCOPIO Nobel per la pace all’Unione europea Italo Svevo all’asta 6/9 GALLERIA Il papa della semplicità Proust o della profonda mondanità Dubcek, il socialismo dal volto umano 19 Luigi Castiglione Vicedirettore Massimo Ubaldi Art Director Valérie Larbaud Amministrazione Pilar Moreno Iscr. Registro della Stampa e Tribunale di Roma nº 278/1981 Copyright & Protezione dei dati ex art 10 legge 675/1996 Amministrazione Via Alatri, 30 00171 ROMA / Italia Centro direttivo europeo email: [email protected] Anno XXXII - Nº 294 Dicembre 2012 IN PRIMO PIANO A Eduardo Mendoza il «Nobel spagnolo» 2012 Lo «Hobbit» dal libro al cinema Viaje a través de la vita de Gabriel García Márquez Unamuno, cent’anni dalla pubblicazione del «Del sentimiento tragico de la vida» A Guimaraes si chiude l’anno europeo della cultura CRONACA DELL’ALDIQUÀ XXII CUMBRE IBEROAMERICANA Intervención de los mandatarios iberoamericanos ante el plenario Scintille di «grandi» politici italiani nel cortile vespiano di «Porta a porta» 19 26 26 27 33 38/58 INSERTO EDIZIONI LOGOS, 42/47 60 ANNO XXXII EDITORIALE La crisi di credibilità «La crisi di credibilità, – scrive il paolino Francesco Anfossi – l'inadeguatezza rispetto ai problemi urgenti della crisi, le battute di sapore populista (le allusioni sui dubbi sull'euro, i luoghi comuni di un'Italia che tutto sommato se la passa bene perché la gente va al ristorante) è sotto gli occhi dell'opinione pubblica nazionale e internazionale (In nome di Dio, vattene!, ha titolato il «Financial Times», che non è un quotidiano comunista, ma è il giornale più prestigioso del liberismo e degli interessi finanziari della City)». Il Paolino dunque ignora cosa sia il liberismo, oppure lo condivide? Il settimanale dei Paolini ricorda inoltre che al Capo dello Stato spetta il «compito di risolvere un problema cruciale per le sorti del Paese, quello che al momento è un vero e proprio rebus: il dopo Berlusconi». Ma non sa il Paolino che il «problema cruciale» che il Presidente della repubblica deve sempre anzitutto affrontare, che deve prima d’altro risolvere, il Presidente insieme con tutti i governanti, i ministri e i sottoministri e tutti i responsabili collaterali, orizzontatli e verticali, consulenti e dipendenti, è quello del miglioramento della moralità, nel rispetto della libertà dei cittadini, mentre «sul piano economico e amministrativo lo spazio della libertà, non solo degli individui e delle famiglie, ma anche dei piccoli gruppi, delle piccole e medie imprese, si restringe sempre di più e anzi si ha l'impressione che si stia per diventare tutti poco meno che ingranaggi dell’immane macchina dello Stato», mentre «sul piano civico e politico la libertà reale di pensare e di agire è per l'individuo sempre più condizionata dai giuochi artificiosi e dai complicati conflitti dei gruppi organizzati: sul piano del costume morale sono caduti tutti gli argini, si sono concesse tutte le licenze, si sono trascurate tutte le iniziative che dovevano perfezionare ο sostituire ο far osservare le antiche leggi». Lo Stato non ha competenza nel campo morale? Ma se la politica — almeno nel ブ ッ ク フ ェ ア - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 senso classico — non è altro che l’esercizio della virtù-chiave della vita morale, la prudenza che trasferita nella vita pubblica innalza le funzioni dello Stato, dei suoi organi, dei suoi dirigenti, e degli stessi partiti, ben al di sopra della cerchia di scaltrezza, di pragmatismo, ο addirittura di cinismo in cui spesso si svolge la lotta per la conquista e il mantenimento del potere, e le identifica, quelle funzioni, con la forma più alta di attività etica, quella che si sviluppa nei valori della socialità, quella che si risolve in un effettivo servizio del prossimo, per il raggiungimento del bene comune integrale! L'uomo non vive di solo pane e si unisce agli altri uomini per soddisfare le esigenze di socialità che postulano soprattutto una comunione di cultura, di spiritualità, di valori morali e religiosi. Lo Stato non ha la competenza per fare da maestro, profeta ο pontefice (come non di rado ha preteso e pretende di essere), ma ha pur sempre il compito di creare le condizioni di vita pubblica favorevoli al progresso non solo economico e scientifico, ma anche morale e spirituale dei cittadini; il compito di salvaguardare l'integrità di una civiltà, di una tradizione; il compito di agire e condurre i cittadini sulla base di quei principi della morale naturale — almeno di questa — che sono comuni a tutti, perché precedono le stesse differenze religiose, e che costituiscono la garanzia della salute spirituale e persino fisica di un popolo». E conclude, il noto filosofo moralista domenicano: «Forse, solo a patto di una revisione di queste esigenze morali della politica c'è una fondata speranza — specialmente per i cristiani — di ridare un soffio di idealità allo Stato, diventato cosi meccanico, banale, grigio e pesante. Speranza di rimediare alla depressione in cui la mediocrità degli uomini, l'assenza di idee e la prevalenza degli interessi materiali in non pochi Paesi hanno ridotto la politica, almeno nel sentimento e nell'estimazione dei popoli». Luigi Castiglione LA FIERA LIBRARIA La foire du livre La feria del libro A feira do livro Book Fair Bokmessen The book fair Knižní veletrh Targi książki Η έκθεσ βιβλίου Liber pulchra Targul de carte Bogen fair Kirjamessut Bokmessen De boekenbeurs 3 LA FIERA LIBRARIA LA FIERA PERMANENTE DEI LIBRI CENTENARIO DI PASCOLI 6 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 PERISCOPIO Nobel per la Pace all'Unione europea Il diploma del Nobel per la pace 2012 é stato consegnato al presidente permanente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy e al presidente della Commissione europea a José Manuel Barroso, la medaglia d'oro al presidente del Parlamento europeo Martin Schulz. La cerimonia si e' tenuta nel Radhuset (municipio) di Oslo, alla presenza dei reali di Norvegia. Il premier Mario Monti è in platea assieme agli altri leader europei. In prima fila, affiancati, il presidente francese Francois Hollande e Angela Merkel. In seconda fila, esattamente alle loro spalle, Monti tra il finlandese Jyrki Katainen ed il belga Elio Di Rupo. In terza fila, alle spalle di Monti, il presidente della Bce, Mario Draghi. Con la crisi finanziaria - ha detto Thornbjorn Jagland, presidente del comitato per il Nobel per la Pace, nel discorso durante la cerimonia di consegna alla Ue - l'impianto politico dell'Unione europea «é più importante che che mai», altrimenti, «il risultato sarebbe nuovo protezionismo, nuovo nazionalismo con il rischio che il terreno conquistato venga perso di nuovo». «I leader di sei stati si riunirono a Roma 'citta' eternà (in italiano, ndr) per cominciare un nuovo futuro». È stata la prima di una serie di 'immagini' sulle origini e la storia dell'Unione citate da Herman Van Rompuy nel suo discorso durante la cerimonia di consegna del Nobel per la pace alla Ue. La scorsa settimana in una prima versione di un video del Consiglio Europeo sulla storia dell'Ue non era stato. Il riconoscimento è stato formalmente ritirato da Van Rompuy, Schulz e Barroso. Il presidente del Consiglio Eu-ropeo: «Rendo omaggio a chi ha sognato la pace e l'ha resa realtà». Il premio in denaro, integrato fino a due milioni di euro, sarà devoluto in beneficenza ai bambini vittime delle guerre ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 7 PERISCOPIO inserito alcun riferimento all'Italia. La guerra della ex Jugoslavia, quella che l'Unione europea non è riuscita a evitare negli anni '90, e' stata citata da Van Rompuy nel suo discorso durante la cerimonia di consegna del Nobel per la pace all'Ue. «Orrendi massacri sono avvenuti» allora, ha ammesso, dopo aver ricordato la fine del «regime sovietico sull'Europa orientale... appena due decenni fa». «I bambini nati al tempo di Srebrenica ha quindi notato - compiranno 18 anni il prossimo anno». «Sono orgoglioso di essere europeo». Con queste parole Herman Van Rompuy ha concluso il suo discorso, salutato con una standing ovation di tutti i leader europei. Oltre un minuto di applauso al quale si sono uniti i reali di Norvegia, Harald e Sonia, con il principe ereditario Hakon. «L'attuale situazione in Siria è una macchia sulla coscienza del mondo» e «la comunità internazionale ha il dovere morale di sanarla». Lo ha detto il presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, durante il suo discorso per la cerimonia di consegna del Nobel della Pace alla Ue a Oslo. Il presidente della Commissione europea ha citato papa Giovanni Paolo II. «Dopo la riunificazione, l'Europa è stata in grado di respirare con entrambi i suoi polmoni, come detto da Karol Wojtila» ha affermato parlando della caduta del Muro. «In oltre sessant'anni il progetto europeo ha dimostrato che è possibile che popoli e nazioni stiano insieme al di là delle frontiere» quindi «la nostra speranza e il nostro impegno è che l'Unione europea aiuterà il mondo a stare insieme per giustizia, libertà e pace». Così José Manuel Barroso, apparentemente commosso, ha concluso il suo discorso alla cerimonia di consegna del Nobel per la Pace, salutato da una calorosa 'standing ovation' di quasi due minuti. *** «Un grandissimo giorno per l'Unione europea, per i cittadini, ma è un grande giorno soprattutto per l'Italia, che non soltanto è tra i fondatori convinti del gruppo dei Sei del Trattato di Roma ma è stata anche la patria di pensatori e grandi statisti che hanno dato un impulso fondamentale ai valori e al processo di integrazione»: così il ministro degli Esteri Giulio Terzi commentando l'assegnazione del Nobel alla Ue. Terzi ha ricordato «gli uomini fondamentali che hanno firmato questo processo, Altiero Spinelli col manifesto di Ventotene, Alcide De Gasperi, Gaetano Marino, e anche una fondamentale figura della diplomazia, il ministro degli esteri Carlo Sforza che soleva dire 'Se non dobbiamo fare l'Europa per affetto e per passione, facciamola almeno per interessé. Una frase di particolare attualità anche oggi. L'Europa, almeno per interesse nazionale, deve essere costruita». «Il tuo entusiasmo è la migliore garanzia per il futuro dell'Europa». Così il ministro degli esteri Giulio Terzi in un tweet rivolto a Elena Nicoletta Garbujo, la sedicenne milanese - vincitrice proprio grazie ad un tweet - di un concorso indetto dall'Ue per premiare le migliori risposte alla domanda : «cosa significa per te la pace in Europa?». «L'aspetto alla Farnesina per ringraziarla del suo encomiabile impegno", è l'invito del ministro alla ragazza che oggi sarà ad Oslo per assistere alla cerimonia di consegna del Nobel per la pace all'Unione Europea. Italo Svevo all’asta Record per una rarissima prima edizione di ''Senilita''', secondo romanzo di Italo Svevo, pubblicato a Trieste nel 1898 da Ettore Vram. Ad un'asta di Minerva Auctions a Roma, questo pomeriggio, l'esemplare con una dedica dello scrittore e' stato aggiudicato per 26.000 euro, che con i diritti hanno portato il prezzo finale a 32.500 euro. Inaugurato a Washington anno cultura italiana In America nel 2013, sarà tempo d'Italia. Con l'esposizione del celebre David-Apollo di Michelangelo nella National Gallery of Art di Washington, infatti, si è aperto ufficialmente oggi l'Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti, il progetto nato dall'iniziativa del Ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata e che gode dell'Alto Patronato del Presidente, Giorgio Napolitano. "La nostra speciale attenzione e il nostro impegno più urgente - ha detto Terzi 8 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 PERISCOPIO nel suo intervento - sono dedicati alle più giovani generazioni dei due Paesi. La nostra iniziativa li coinvolge al tempo stesso come attori principali e come beneficiari di lungo periodo dell'impulso dinamico alle nostre relazioni bilaterali, che è l'obiettivo principale dell'Anno". La manifestazione, si articolerà in più di 180 eventi a cura dall'Ambasciata Washington e dai Consolati e Istituti di Cultura italiani in oltre 40 città americane. "L'Anno della cultura italiana negli Stati Uniti - ha sottolineato Napolitano in un suo messaggio - vuole rappresentare un atto di impegno per l'ulteriore rafforzamento dell'antica e solida amicizia esistente tra i nostri due Paesi. Nel 2011 le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia, svoltesi con successo anche negli Stati Uniti, hanno stimolato una significativa riflessione sulle nostre comuni radici ideali e culturali. Il 2013 ci consentirà di guardare al presente e al futuro». Michael Rohde La cura dei giardini storici (Teoria e prassi) Edizione italiana a cura di Massimo de Vico Fallani Quest’opera di Michael Rohde, uno dei massimi rappresentanti del restauro e della conservazione dei giardini storici europei, illustra con rara chiarezza la teoria e la prassi del restauro e della manutenzione dei giardini storici, organizzando la materia in una prima parte riguardante il passato, sviluppata su testiantichi, e in una seconda riguardante il presente, sviluppata sulle testimonianzedirette di trenta fra i più importanti giardini e parchi tedeschi. Giardinii e paesaggio, vol. 31, 2012, cm 17x24, XVIII-590 pp. con 625 figg. n.t. di cui 418 a colori, rilegato, € 58. Casa Editrice Leo S.Olschki ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 9 PERISCOPIO ebooks logos novità Gli EBOOKS della LOGOS si possono agevolmente leggere sul monitor del proprio computer, se ne può ingrandire e rimpiccolire il testo e renderlo anche più oppure meno luminoso, secondo le proprie esigenze visive, senza ricorrere ad ulteriori spese... 10 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 eBooks Logos PERISCOPIO Léon Bloy Nelle tenebre Introduzione di Vittorio di Giacomo Pagine 160, € 16 Ecco la filosofia del Bloy. E ̀ la filosofia della Bibbia, dei mistici, delle anime semplicemente e profondamente religiose; la filosofia che gravita intorno ai due fatti fondamentali della storia religiosa dell’ umanità: la Caduta dell’ uomo, esiliato in terra, il cui metaforico sonno è attraversato dalle immagini semicancellate del perduto Eden; e la Redenzione, monologo divino nella storia umana, che fa del sublime Crocifisso il centro ed il lume della vita. Intorno a questi due elementi, si inseriscono motivi di colore mistico, come la dottrina giovannea del tralcio e della vite, il paolino «Unus estis in Christo» (Gal., 3, 28), cioè degli uomini membra sostanziali del corpo mistico di Gesù; motivi di tendenza mistica con sviluppi pratici, come la dottrina della Comunione dei Santi, chiamante all’ integrale corresponsabilità degli atti umani; motivi infine schiettamente etici come quello della libertà. La libertà («questo dono prodigioso, inqualificabile, con cui ci è dato di vincere il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, di uccidere il Verbo incarnato... etc.) è per il Bloy il dono divino che più di ogni altro conferisce dignità all’uomo, ma al (tempo stesso il più terrificante, perchè solo in forza della libertà fu possibile crocifiggere il Salvatore... Léon Bloy, Nelle tenebre, a cura di Vittorio Di Giacomo, pagine 160, € 16 Ecco la filosofia del Bloy. È la filosofia della Bibbia, dei mistici, delle anime semplicemente e profondamente religiose; la filosofia che gravita intorno ai due fatti fondamentali della storia reli- giosa dell’ umanità: la Caduta dell’ uomo, esiliato in terra, il cui metaforico sonno è attraversato dalle immagini semicancel- late del perduto Eden; e la Redenzione, monologo divino nella storia umana, che fa del sublime Crocifisso il centro ed il lume della vita. Intorno a questi due elementi, si inseriscono motivi di colore mistico, come la dottrina giovannea del tralcio e della vite, il paolino «Unus estis in Christo» (Gal., 3, 28), cioè degli uomi- ni membra sostanziali del corpo mistico di Gesù; mo-tivi di tendenza mistica con sviluppi pratici, come la dottrina della Comunione dei Santi, chiamante all’ inte- grale corresponsabilità degli atti umani; motivi infine schiettamente etici come quello della libertà. La libertà («questo dono prodigioso, inqualificabile, con cui ci è dato di vincere il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, di uccidere il Verbo incar- nato... etc.) è per il Bloy il dono divino che più di ogni altro conferisce dignità all’uomo, ma al (tem-po stesso il più ter- rificante, perchè solo in forza della lib- ertà fu possibile crocifiggere il Salvatore — come è possibile ora continuare ad offende ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 eBooks Logos 11 PERISCOPIO San Bonaventura Le sei ali del serafino Pagine 126, €10 L'essenza del sacramento del matrimonio non 6 l'unione legale tra un uomo e una donna per una inseparabile comunanza di vita, come finora s'era andato sostenendo, bensì il reciproco amore tra i coniugi. Il farsi l'uno carne dell'altro, il divenire una sola carne, come se fossero un unico essente. E un teologo gesuita, già negli anni trenta del passato secolo, l'aveva scritto: « ...quando tra un uomo e una donna c'è il vincolo dell'amore allora il matrimonio c'è». E Giovanni Paolo II, nella sua prima enciclica, l'aveva ribadito: «L'uomo non può vivere senza amare; la sua vita sarebbe priva di senso, se non fosse riamato, se non sperimentasse l'amore». Sicché il sacramento finisce quando l'amore muore... In sostanza è questa la tesi sostenuta dal Boterò che, basandosi anche su recenti sentenze rotali, non fa altro in questo suo nuovo magistrale libro che ripercorrere l'iter del sacramento matrimoniale dal punto di vista storico, morale, giuridico. Silvio Botero Giraldo, La famiglia, comunità d’amore, a cura di Massimo Ubaldi, pagine 192, € 18 Il pensare di Bonaventura è sempre un pensare «biblico», la sua espressione tende sempre a riprendere le parole della Scrittura, inserendole con singolare naturalezza nel contesto del suo discorso. Ciò però non significa che ci sia mai in Lui un incriteriato fideismo; anzi, seguendo la Bibbia egli tende ad assimilare alla vita dell'Essere, cercando agostinia-namente di intendete, nella partecipazione della Luce divina, il senso profondo della vita come dono, al fine di partecipare più intensamente di Dio. In questo medesimo senso Bonaventura propone la lettura dell'opuscolo Le sei ali del Serafino. Sei sono le ali dei Serafini, delle più alte creature angeliche che, secondo Isaia (6,1 ss.), stanno direttamente innanzi a Dio. Bonaventura intende che come il Serafino ha sei ali, con il prelato, colui che ha la gravissima responsabilità non solo della sua personale salvezza, ma anche della vita di coloro che gli sono affidati e che deve in nome di Dio liberare dal peccato per renderli operai nella messe divina, debba avere sei virtù fondamentali. Tali sei virtù sono : 1) lo zelo della giustizia; 2) la religiosa pietà; 3) la pazienza; 4) una vita esemplare; 5) l'acutezza e la sensatezza nelle diverse situazioni della vita; 6) la devozione vers o Dio. 12 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 eBooks Logos PERISCOPIO Charles Péguy La nostra giovinezza A cura di Massimo Ubaldi Pagine 176, € 18 Notre jeunesse è comunemente posta fra i capolavori della prosa di Péguy. È una parola difficile questa nel caso di Péguy, che il «capolavoro» in realtà non lo scrisse mai (ed è una delle ragioni per cui la sua fama non oltrepassò determinati ambienti), ma certo essa è una delle opere sue più salde, per fedeltà a un tema cen- trale e per costanza di ispirazione. Mentre possiede alcune fra le pagine bellissime di Péguy, va relativamente immune da quelle dispersioni e quei ristagni che pesano sovente sulla sua opera, raggiungendo così una sua completezza, che per- mette di presentarla, in qualche modo, come esemplare.... Notre jeunesse è comunemente posta fra i capolavori della prosa di Péguy. E una parola difficile questa nel caso di Péguy, che il «capolavoro» in realtà non lo scrisse mai (ed è una delle ragioni per cui la sua fama non oltrepassò determinati ambienti), ma certo essa è una delle opere sue più salde, per fedeltà a un tema cen- trale e per costanza di ispirazione. Mentre possiede alcune fra le pagine bellissime di Péguy, va relativamente immune da quelle dispersioni e quei ristagni che pesano sovente sulla sua opera, raggiungendo cosi una sua completezza, che per- mette di presentarla, in qualche modo, come esemplare... Charles Pégny nacque a Orléans il 7 gennaio 1873 da famiglia di piccoli artigiani di origine contadina. Ottenuta una borsa di studio compi gli studi liceali a Orléans e Parigi. Fu ammesso alla Scuola Nor-male (1894) dove ebbe maestro Bergson; la lasciò senza terminare il corso (1897). Scoppiato l'affare Drey-fùs (1897) vi partecipò in campo dreyfusista. Nel 1898 fondò con Blum e Herr la «Libratile socialiste» Georges Bellais. La-sciata la Librairie fondò i «Cahiers de la Quinzaine» (1900), libero osservatorio su tutta la vita francese, da cui passarono parecchi fra i noti ingegni e qualcuno fra i grandi nomi del tempo. Nei «Cahiers pubblicò tutte le sue opere. Scoppiata la guerra parti volontario e . cadde a Villeroy alla vigilia della battaglia della Marna (5 settembre 1914). Charles Péguy, La nostra giovinezza, a cura di Massimo Ubaldi, pagine 224, € 18 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 eBooks Logos 13 PERISCOPIO San Bonaventura Le sei ali del serafino Pagine 126, €10 Il pensare di Bonaventura è sempre un pensare «biblico», la sua espressione tende sempre a riprendere le parole della Scrittura, inserendole con singolare naturalezza nel contesto del suo discorso. Ciò però non significa che ci sia mai in Lui un incriteriato fideismo; anzi, seguendo la Bibbia egli tende ad assimilare alla vita delllEssere, cercando agostinianamente di intendete, nella partecipazione della Luce divina, il senso profondo della vita come dono, al fine di partecipare più intensamente di Dio. In questo medesimo senso Bonaventura propone la lettura dell'opuscolo Le sei ali del Serafino. Sei sono le ali dei Serafini, delle più alte creature angeliche che, secondo Isaia (6,1 ss.), stanno direttamente innanzi a Dio. Bonaventura intende che come il Serafino ha sei ali, così il prelato, colui che ha la gravissima responsabilità non solo della sua personale salvezza, ma anche della vita di coloro che gli sono affidati e che deve in nome di Dio liberare dal peccato per renderli degli della messe divina, debba avere le virtù fondamentali. Tali sei virtù sono : 1) lo zelo della giustizia; 2) la «religiosa pietà; 3) la pazienza; 4) una vita esemplare; 5) l'acutezza e la sensatezza nelle diverse situazioni della vita; 5) la devozione versο Dio. San Bonaventura, Le sei ali del serafino, a cura di Massimo Ubaldi, pagine 144,€ 10. Il pensare di Bonaventura è sempre un pensare «biblico», la sua espressione tende sempre a riprendere le parole della Scrittura, inserendole con singolare naturalezza nel contesto del suo discorso. Ciò però non significa che ci sia mai in Lui un incriteriato fideismo; anzi, seguendo la Bibbia egli tende ad assimilare alla vita dell'Essere, cercando agostinia-namente di intendete, nella partecipazione della Luce divina, il senso profondo della vita come dono, al fine di partecipare più intensamente di Dio. In questo medesimo senso Bonaventura propone la lettura dell'opuscolo Le sei ali del Serafino. Sei sono le ali dei Serafini, delle più alte creature angeliche che, secondo Isaia (6,1 ss.), stanno direttamente innanzi a Dio. Bonaventura intende che come il Serafino ha sei ali, con il prelato, colui che ha la gravissima responsabilità non solo della sua personale salvezza, ma anche della vita di coloro che gli sono affidati e che deve in nome di Dio liberare dal peccato per renderli operai nella messe divina, debba avere sei virtù fondamentali. Tali sei virtù sono : 1) lo zelo della giustizia; 2) la religiosa pietà; 3) la pazienza; 4) una vita esemplare; 5) l'acutezza e la sensatezza nelle diverse situazioni della vita; 6) la devozione vers o Dio. 14 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 eBooks Logos PERISCOPIO A.D. Sertillanges Preghiera e musica Pagine 126, €10 A.D.Sertìllanges, filosofo e teologo domenicane 18631948), fu lettore di teologìa nelle scuole dell'Ordine domenicano, segretario della prestigioso «Revue thomiste», poi prof, di filosofia. Divenne membro dell'Accademia francese (classe di scienze morali e politiche), e ciò fece dire che egli «aveva fatto entrare San Tommaso sotto la cupola del maggior istitituto. di Francia»; di San Tommaso il Ser-tillanges fu uno fra i più brillanti e-spositorì moderni. Insegnò ancora in Olanda ed a Le Saukhoir, infine a Parigi. Predicatore eccellente, scrittore brillante ed a volte paradossale, tomista profondo ma con interpretazioni personali, esplicò in tutti i campi una mirabilie ed indefessa attività intellettuale, senza però mai disperdersi: la varietà dei doni e la sua potente personalità che li univa sono le linee essenziali della sua fisionomia morale, sostenuta da grande energia, da un vigoroso ottimismo, da una squisita sensibilità artistica e da un altissimo senso del dovere e del valore del lavoro. Con i suoi numerosi scritti esercitò una vastissima influenza nei campo del pensiero. A. D. Sertillanges, Preghiera e musica, a cura di Michele Brini, pagine 120, € 10. La preghiera è musicale per natura; come ogni parola che si esalta, essa va incontro al canto. «La parola è un suono in cui è pri-gioniero il canto» dice Grétry. Vi è prigio-niero come la statua nel marmo, sotto le mani di Michelangelo; ma per scioglierla basta un lieve accrescimento di vita, perchè qui lo scultore è a casa sua. La parola esprime un pensiero; ed in se stessa una parola non è una musica; ma a questo pensiero è sempre legato uno stato d’animo, un alone di fantasia, un gioco di fantasmi dalle tendenze dinamiche, di cui ritmo e melodia sono la legge, per quanto poco esso si acceleri. «La musica prolunga gli effetti dell’a-nima», dice il De arte musicae, attribuito (del resto a torto) a san Tomaso d’Aquino. «Il canto è l’espressione eroica della parola», dice Carlyle. ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 eBooks Logos 15 PERISCOPIO Silvio Botero Giraldo La coppia umana tra idealità e realt Pagine 176, €18 La famiglia, «comunità di amore e di vita» è la forma tipica per riferirsi alla comunità domestica. I termini «amore» e «vita» sono in stretta relazione con le due dimensioni della coppia umana, unitiva e procreativa. E questo nuovo saggio del Boterò vuole appunto unire i due elementi che, lungo il corso della storia dell'uomo, appaiiono strettamente connessi. E proprio per questo l'autore, perspicace moralista e lungimirante, sviluppa la riflessione in tre capitoli nei quali offre una prospettiva diversa ma complementare: il primo è così di taglio socio/antropologico; il secondo, storico/teo-ilogico ed il terzo magisteri ale/pastorale... Contrapponendo coloro che lottano perché l'economia stia al servizio dell'uomo alla faziosità capitalistica che preme perché l'uomo serva all'economia del mondo, egli fa così rilevare come la soluzione resta nell'instaurarsi di una nuova cultura della vita, frutto della verità e dell'amore nell' unità/fecondità. J. Silvio Boterò Giraldo è sacerdote redento-lista. Si è licenziato in Diritto canonico e in Teologia dogmatica nell'Università «Comu_-as» (Madrid). Laureato in Teologia morale nell'Accademia attonsiana dell'Università lateranense di Roma. Insegna in diverse Università pontificie detta Colombia. Collabora con la Cathedra di teologia morale, con Itepal, l'Istituto dei Celam a Bogotà. E autore di una quarantina di libri 1, e una cinquantina di saggi pubblicati in riviste dell'Europa e dell'America Latina. Silvio Botero Giraldo, La famiglia comunità d’amore, (Dialettica tra unità e fecondità), pagine 192, € 18. L’essenza del sacramento del matrimonio non è l’unione legale tra un uomo e una donna per una inseparabile comunanza di vita, come finora s’era andato sostenendo, bensì il reciproco amore tra i coniugi. Il farsi l’uno carne dell’altro, il divenire una sola carne, come se fossero un unico essente. E un teologo gesuita, già negli anni trenta del passato secolo, l’aveva scritto: « ...quando tra un uomo e una donna c’è il vincolo dell’amore allora il matrimonio c’è»; e Giovanni Paolo II, nella sua prima enciclica, l’aveva ribadito: «L’uomo non può vivere senza amare; la sua vita sarebbe priva di senso, se non fosse riamato, se non sperimentasse l’amore». Sicchè il sacramento finisce quando l’amore muore... In sostanza è questa la tesi sostenuta dal Botero che, basandosi anche su recenti sentenze rotali, non fa altro in questo suo nuovo magistrale libro che ripercorrere l’iter del sacramento matrimoniale dal punto di vista storico, morale, giuridico. 16 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 eBooks Logos PERISCOPIO Georges Bernanos Il Cammino di Cruz das Almas A cura di L;.Castiglione Pagine 176, €18 «I proscritti che errano oggi attraverso il mondo, e che non trovano asilo in nessun luogo, con il pretesto che il loro passaporto non sia in regola, permettono di ben prevedere i nuovi metodi mediante i quali sarà nel futuro attuata la lotta per la vita. si può peccare per azione e per omissione; è ugualmente facile sterminare con l’azione e con l’omissione. L’eccessiva ricchezza ha fatto diventar folli le patrie. La miseria le farà diventar feroci. Lo svolgimento degli effetti e delle cause potrà ormai essere arrestato soltanto con un altro mira- colo, simile a quello che fu annunciato, venti secoli fa, da un angelo ad alcuni pastori. Il fronte della cristianità è stato rotto, non mi stancherò di scriverlo, la sconfitta delle coscienze è un fatto smisurato, dalle conseguenze incalcolabili. nessuno sembra dubitarne, i pastori con- tano le loro pecore e si rassicurano pensando che il loro numero non sia diminuito come prevedevano i profeti di sciagure come me... Dico che la solidarietà della cristianità universale di fronte a scandali più grandi, intollerabili, non è stata mantenuta, i cristiani hanno agito ciascuno per sé... L’umanità riscattata, resa partecipe della divinità come c’insegna la liturgia della messa, è inchiodata alla croce, ma che gliene importa ai Farisei dal momento che hanno pagato la decima e rispettato il sabato?» Georges Bernanos, Il cammino di Cruz das Almas, A cura di Luigi Castiglione, pagine 176, € 18; «I proscritti che errano oggi attraverso il mondo, e che non trovano asilo in nessun luogo, con il pretesto che il loro passaporto non sia in regola, permettono di ben prevedere i nuovi metodi mediante i quali sarà nel futuro attuata la lotta per la vita. si può peccare per azione e per omissione; è ugualmente facile sterminare con l’azione e con l’omissione. L’eccessiva ricchezza ha fatto diventar folli le patrie. La miseria le farà diven- tar feroci. Lo svolgimento degli effetti e delle cause potrà ormai essere arrestato soltanto con un altro mira- colo, simile a quello che fu annunciato, venti secoli fa, da un angelo ad alcuni pastori. Il fronte della cristianità è stato rotto, non mi stancherò di scriverlo, la sconfitta delle coscienze è un fatto smisurato, dalle conseguenze incalcolabili. nessuno sembra dubitarne, i pastori con- tano le loro pecore e si rassicurano pensando che il loro numero non sia diminuito come prevedevano i profeti di sciagure come me... Dico che la solidarietà della cristianità universale di fronte a scandali più grandi, intollerabili, non è stata mantenuta, i cristiani hanno agito ciascuno per sé... L’umanità riscattata, resa partecipe della divinità come c’insegna la liturgia della messa, è inchiodata alla croce, ma che gliene importa ai Farisei dal momento che hanno pagato la decima e rispettato il sabato?» LUIGI CASTIGLIONE SALVARSI DAL NULLA La perdizione esistenziale in Georges Bernanos EDIZIONI LOGOS 18 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 PERISCOPIO Paola Muscari - Maria Pia Cunico ARCIPELAGO NASCOSTO Giardini, aranceti, carceri, torri e fortezze delle isole dell’Arcipelago toscano Con la collaborazione di A. Contiero. Foto di M. Gulinelli e E. Boga Giardini e paesaggio, vol. 36, 2012, cm 17x24, X-186 pp. con 265 figg. n.t., € 19,00 LEO S. OLSCHKI EDITORE ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 19 GALLERIA Albino Luciani Il papa della semplicità Nato a Canale d'Agordo, in provincia di Belluno, il 17 ottobre 1912, papa Giovanni Paolo I fu il pontefice meno duraturo del Novecento (appena 34 giorni) ma non per questo la sua elezione è considerata meno "storica" di altre. Albino Luciani fu il primo papa di cui le origini operaie sono certe: durante l'infanzia egli lavorò insieme al padre come soffiatore del vetro a Murano. Ricevette la chiamata di Dio presumibilmente nell'estate del 1935 e il 7 luglio dello stesso anno fu ordinato sacerdote presso Belluno. Dal 1937 al 1958 fu insegnante di teologia presso il seminario gregoriano di Belluno, ma già nel 1954 era diventato vicario generale della diocesi della stessa città. Smise l'insegnamento solo quando papa Giovanni XXIII lo nominò vescovo di Vittorio Veneto. In questa veste Albino Luciani si manifestò come una figura spirituale e pastorale della Chiesa, molto lontano dai modelli allora in voga: difficilmente si spostava dalla sua residenza, dove spesso passava molto tempo a studiare opere, non necessariamente di carattere religioso. Le sue capacità piacquero a papa Paolo VI che lo nominò prima patriarca e poi, nel 1973, cardinale di Venezia. NaMarcel Proust Profonda mondanità Un nome, un mito. Mai come in questo caso si può parlare di vera e propria dimensione mitologica a proposito di Marcel Proust, scrittore spesso citato a proposito (ma ancor più spesso a sproposito), del tempo che passa e della potenza del ricordo ma che in pochi hanno davvero letto. Complice anche la mole ragguardevole e certamente intimidente della sua produzione, delineata attraverso quel grande arco formale che è la "Recherche"; anche apprezzabile, però, attraverso i suoi singoli episodi. Figlio dell'alta borghesia parigina (la madre era la figlia di un ricco agente di cambio mentre il padre era rinomato medico), nasce il 10 luglio 1871 ad Auteil, alla periferia di Parigi. L'infanzia dello scrittore si svolge prevalentemente nella capitale francese, con ben poche concessioni alla fuga dalla città, se non durante il periodo estivo, trascorso per lo più presso la dolce residenza dei parenti paterni, a Illiers. E niente come questi momenti di svago potevano essere salutari al piccolo Marcel, affaticato da una salute malferma e fragile, oppresso dalla più tenera età da problemi respiratori, culminati nel primo grave attacco d'asma (disturbo che non lo abbandonerà mai), a nove anni. A ciò si aggiunga una non comune sensibilità interiore, subito colta dall'altrettanto sensibile madre (con cui Marcel instaurò un legame quasi morboso), che lo rendeva schivo e solitario, a dispetto del fratello Robert, certamente più solare e aperto. Iscrittosi ad uno dei migliori licei della capitale, Marcel ha modo di entrare in stretto contattato con alcuni coetanei, rampolli delle famiglie-bene parigine, fra le quali si possono annoverare nomi di importanti politici del tempo. L'impatto per certi versi è positivo e con alcuni compagni stringe una sincera e duratura amicizia. I primi frutti dell'attività letteraria di Proust arrivano nel 1892, quando si inserisce come collaboratore nella rivista "Le Banquest", fondata da un gruppo di amici, tra cui Jacques Alexander Dubcek Il socialismo dal volto umano Alexander Dubcek nasce a Uhrovec (in Cecoslovacchia, oggi Repubblica Slovacca) il giorno 27 novembre 1921. La famiglia si trasferisce in Unione Sovietica quando il piccolo Alexander ha solo quattro anni. Rientrato in Cecoslovacchia nel 1939, all'età di 18 anni, inizia a lavorare come operaio. Presto aderisce al movimento comunista clandestino, prendendo parte alla resistenza antinazista e all'insurrezione slovacca del 1944. Nel 1951 diventa deputato dell'As-semblea nazionale. Dodici anni dopo, nel 1963, Alexander Dubcek diviene segretario e leader del Partito comunista slovacco. Il suo partito assieme a quello di Boemia e Moravia formava il PCC, Partito Comunista Cecoslovacco. Convinto della necessità di abbandonare il modello sovietico, Dubcek riunisce intorno a sé un folto gruppo di politici e intellettuali riformatori, diventando il maggiore interprete di una linea antiautoritaria e di una feconda stagione politica, quella che verrà ricordata come "Primavera di Praga". La sua filosofia, che andava contro il carattere di regime assunto dal modello sovietico, veniva definita come "socialismo dal volto umano". All'inizio dell'anno 1968 Dubcek viene eletto segretario generale del PCC al posto di Antonín Novotný, leader della componente più legata al Partito comunista sovietico; Dubcek può così dare avvio al cosiddetto "nuovo corso", una strategia politica determinata a introdurre elementi di democrazia in tutti i settori della società del paese. 20 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 P PERISCOPIO Destino di Péguy Più che mai rivolu-zionario, Péguy capi, sul legno della croce che non bisogna aspettarsi da una rivoluzione umana, da sfor-zi soltanto umani, un cambiamento decisivo. Non è solo l’economicismo ad essere insufficiente. Vi è tutto l'umanesimo, tutto l'immanentismo che sono colpiti dalla sterilità. L'unico cambiamento reale è di ordine ontologico, metafisico, religioso. La rivoluzione sarà l'opera del Paraclito ο non sarà affatto... Contro un cristianesimo disincarnato, Péguy afferma che la rivoluzione del Vangelo non può essere reale se non distrugge realmente i mali e cambia realmente le strutture oppressive. Ma contro un socialismo immanentista, egli af-ferma anche e dall'inizio che questa rivoluzione non può procedere dalla semplice volontà umana, che essa deve nascere da Dio. Deve certamente prendere a prestito gli itinerari della terra, le dure ed oscure ed ingrate vie umane. Ma essa non verrà da uomini soltanto generosi, morali, altruisti. Ciò che la rivoluzione evangelica reclama, sono uomini nuovi, uomini che abbiano superato la prova pasquale, uomini morti e resuscitati in Cristo... (dal saggio di Jean Bastaire) Un immenso arazzo diviso in due parti; nella prima campeggia la cattedrale di Parigi e si esprime l'amore di Péguy per la città dove vive, lavora e soffre; il secondo momento è invece scandito dall'alta poesia della Presenfazione della Beauce a Notre-Dame di Chartres, e dalle cinque preghiere nella Cattedrale... Già all'inizio della Presentazione, in cui il poeta prega, ma resta sulla strada, contemplando da lontano, ο nell'albergo ο davanti alla Cattedrale, esplode il «canto profondo dell'anima» e si dimentica la musica «un po' troppo parnassiana» dell'addio a Parigi; e poi l'orchestrazione piena e fascinosa della preghiera dentro Notre-Dame, segno della sua resa totale alla Grazia, che accompagna le confidenze che mettono a nudo il terreno scosceso del suo spirito e della sua carne, il segreto lacerante del suo cuore, e la pace pienamente riconquistata con l'aiuto della «Regina delle paci e dei disarmi». Notre jeunesse è comunemente posta fra i capolavori della prosa di Péguy. È una parola difficile questa nel caso di Péguy, che il «capolavoro» in realtà non lo scrisse mai (ed è una delle ragioni per cui la sua fama non oltrepassò determinati ambienti), ma certo essa è una delle opere sue più salde, per fedeltà a un tema centrale e per costanza di ispirazione. Mentre possiede alcune fra le pagine bellissime di Péguy, va relativamente immune da quelle dispersioni e quei ristagni che pesano sovente sulla sua opera, raggiungendo così una sua completezza, che permette di presentarla, in qualche modo, come esemplare.... Bergson da parte sua riconosceva scrivendo di Péguy in questi termini: «Aveva una straordinaria capacità di andare oltre la materialità degli esseri, superarla e giungere alla loro anima. È così ch’egli ha penetrato il mio pensiero più segreto, come io avrei voluto e non ho saputo esprimerlo ». www.edilogos.com - [email protected] L'azione riformatrice di Dubcek trova grande consenso popolare, ma si scontra con la reazione degli altri regimi comunisti dell'Europa dell'est. Per porre fine al pericoloso movimento che andava creandosi in terra cecoslovacca, l'unione sovietica ordina nell'agosto del 1968 l'intervento delle truppe del Patto di Varsavia, l'alleanza militare tra i paesi del Blocco Sovietico. Nel 1969 Alexander Dubcek viene tolto dal suo incarico e l'anno dopo è espulso dal PCC. Nel 1971 si trasferisce in Slovacchia dove trova impiego come manovale in un'azienda forestale. Il periodo che va dal 16 novembre al 29 dicembre 1989 è caratterizzato da quella che verrà definita la "rivoluzione di velluto", rivoluzione non violenta che avrebbe rovesciato il regime comunista cecoslovacco (iniziata con una manifestazione studentesca pacifica a Bratislava e seguita da un'altra analoga violentemente repressa dalla polizia, si sarebbe arrivati nelle dimostrazioni successive da 200.000 a 500.000 manifestanti). Durante la rivoluzione di velluto Dubcek viene da tutti acclamato. Mentre tutti gli altri regimi comunisti stavano cadendo in Europa, il Partito Comunista Cecoslovacco rinuncia al proprio monopolio sul potere politico. Il 5 dicembre 1989 viene rimosso il filo spinato posto al confine con Germania Ovest e Austria. Il giorno 10, il presidente comunista Gustav Husak nomina un governo in buona parte non filo-comunista, poi annuncia le sue dimissioni. Vaclav Havel è il nuovo presidente della Repubblica cecoslovacca, mentre Alexander Dubcek è eletto presidente del Parlamento federale cecoslovacco. In questa veste Dubcek lotterà contro la divisione della Cecoslovacchia. Il suo ultimo atto politico sarà il rifiuto della firma di una legge sull'epurazione, rivolta indifferentemente a tutti i passati membri del PCC; Dubcek temeva che questa legge avrebbe innescato nel paese pericolose reazioni e un clima di vendetta. Poco tempo dopo resta coinvolto in un incidente stradale. Alexander Dubcek muore il 7 novembre 1992 a causa delle ferite riportate nell'incidente, avvenuto in circostanze mai chiarite del tutto. ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 21 BIBLIOTECA Maria Rosa De Luca Musica e cultura urbana nel Settecento a Catania Rinascimento e Antirinascimento Firenze nella cultura Marsilio Ficino Commento al «Parmenide» russa fra Otto eNovecento di Platone A cura di Lucia Tonini Dalla grandiosa ricostruzione che segue il rovinoso terremoto del 1693 sino ai bagliori di una fin de siècle illuminista, musica e cultura urbana interagiscono in un fitto intreccio di relazioni, narrate qui sulla base di un approfondito riesame documentario. Nell’attività dei teatri, nelle feste religiose, negli apparati spettacolari, nella vita quotidiana delle cappelle ecclesiastiche si rispecchiano le «scene urbane» di una città che a fine ’700 conquista a buon titolo l’appellativo di «grande Catania». From the reconstruction after the earthquake of 1693 up to the glows of a fin-desiècle Enlightenment, music and urban culture interact in a web of relations described here thanks to a thorough documentary reconstruction. The activity of theatres, the religious festivities, the spectacular apparatus, the everyday life of chapels reflect the ‘urban scenes’ of a town that at the end of the XVIIIth century deserved the name of «great Catania». Polinnia, volume 25, 2012, cm 17x24, 474 pp.€ 47. Il volume propone una riflessione sul rapporto fra cultura russa e civiltà occidentale, rappresentata da Firenze come «culla del Rinascimento». Gli autori, italiani e russi, considerano da molteplici prospettive disciplinari il senso di questo confronto, accentuatosi fra Otto e Novecento. Con» «Antirinascimento» si identifica qui una interpretazione che, negando la centralità dell’uomo, «demonizza» in qualche modo l’eredità rinascimentale, ed esprime un’alternativa intrinseca alla cultura russa, convivente con una devozione ammirata che ne fa egualmente parte. Premessa, introduzione, traduzione e note di Francesca Lazzarin Prefazione di Alfonso Ingegno La prima traduzione in lingua italiana del commento al Parmenide di Ficino (14331499) costituisce uno strumento fondamentale percomprenderne la portata: elemento di snodo all’interno della tradizione platonica e neoplatonica, il testo viene progressivamente elucidato dalla curatrice attraverso l’analisi e la discussione delle fonti che ne hanno ispirato la stesura. L’ampia introduzione all’opera offre un panorama articolato del dibattito The volume offers a reflection on the rela- sulla tradizione del Parmenide e, più in tionship between Russian and western cul- generale, sulla metafisica ficiniana. ture, represented by Florence as the ‘cradle of the Renaissance’. The authors, Italian and Russian, consider under different perspectives the meaning of this confrontation, accentuated between XIX and XX century. The term ‘Anti-Renaissance’ indicates here the coexistence of a sort of ‘demonizing’interpretation of the Renaissance centrality of mankind for a Russian alternative, and an admired devotion for it. The first Italian translation of Ficino (1433-1499)’s Parmenide represents a fundamental instrument to understand the importance of this text. As an important junction of the Platonic and Neoplatonic tradition, this text is gradually illustrated by the editor through the analysis and discussion of the sources that inspired its composition. The introduction offers an Gabinetto Scientifico Letterario articulated overview on the debate about G.P. Vieusseux. Studi, volume 22, the tradition of Parmenide and, more gen2012, cm 17x24, XIV-236 pp. con erally, on Ficino’s metaphysics. 16 tavv. f.t. € 27. Immagini della Ragione, vol. 15, 2012, cm 15x21, CLXXVI392 pp., € 35; EDITRICE OLSCHKI / Novità 22 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 IN PRIMO PIANO A Eduardo Mendoza el «Nobel Español»2012 LUIGI CASTIGLIONE UN CUORE GRANDE COSÌ Digressioni verghiane ra junto a Eduardo Mendoza uno de los principales candidatos. El ministro de Educación ha anunciado el fallo junto a Ana Mª Matute, Premio Cervantes de El poeta y narrador jerezano José Manuel Caballero Bonald, había sido candidato en las últimas ediciones llegando siempre a la votación final. El galardón, al que se le llama «el Nobel español» fue creado en 1975 por el Ministerio de Cultura, está dotado con 125.000 euros y reconoce la figura de un escritor que, con el conjunto de su obra haya contribuido a enriquecer el legado literario hispánico. Los candidatos al Premio Miguel de Cervantes son propuestos por el pleno de la Real Academia Española, por las Academias de la Lengua de los países de habla hispana y por los ganadores en pasadas ediciones. El jurado está integrado por el director de la Real Academia Española, el director de una Academia de la Lengua de Hispanoamérica, que va cambiando cada año, el premiado en la edición anterior y seis personalidades del mundo académico, literario o universitario, hispanoamericanos, «de reconocido prestigio». Poesía como terapia A Caballero Bonald, narrador, ensayista, memorialista y, por encima de todo, poeta, le llega el Cervantes cuando acaba de cumplir los 86 años y tras haber ganado ya premios como el Nacional de las Letras, el Nacional de Poesía, el Andalucía de las Letras, el Reina Sofía de Poesía Iberoamericana, el Federico García Lorca y, en tres ocasiones, el de la Crítica. Poeta «discontinuo e intermitente», como a él mismo le gusta definirse, este escritor jerezano se toma con calma la poesía. Y, así, su poemario "Manual de infractores", publicado en 2005 y galardonado con el Nacional de Poesía en 2006, vio la luz ocho años después de «Diario de Argónida», el anterior. Pero la poesía tiene «un poder curativo" para este jerezano, que en los últimos años ha recuperado las ganas de escribir con «Entreguerras», publicado a principios de 2012, un largo poema autobiográfico. E LUIGI CASTIGLIONE UN CUORE GRANDE COSÌ Digressioni verghiane LO SCRITTORE CHE NARRA SE STESSO IN PAGINE CHE SORPRENDERANNO contenuti: UN VESTITO PER LILLI DON GESUALDO VINCERÀ LE DONNE CANTO, E L’AMORE RELIGIOSITÀ DI VERGA in appendice: Storie della corrispondenza più controversa della storia Le perifrasi di Pirandello ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 IN PRIMO PIANO l  LA FIERA LIBRARIA Lo «Hobbit» dal libro al cinema Peter Jackson: "Lo Hobbit? L'ho giratocome Tornare nella Terra di Mezzo con 'Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato', prequel della trilogia de 'Il signore degli Anelli' premiata con l'Oscar e tratto dal romanzo di J.R.R. Tolkien, è stato per il regista Peter Jackson, che ne è anche produttore, come tornare nella sua personalissima "stanza dei giochi". Lo ammette lui stesso, 'il maestro' per i cultori del genere Fantasy, che in conferenza stampa a Londra per la prima del lancio europeo del film, ha parlato anche di "responsabilità" nel fare cinema. Oggi la premiere, il 13 in sala. "E' una responsabilità, per molte ragioni - ha spiegato, attorniato dal cast del film quasi al completo (tra gli assenti Cate Blanchett che interpreta Galadriel) - perché il film deve valere il prezzo del biglietto". Ma anche verso se stesso, ha detto,che "sognava di fare film da quando era bambino". Per questo, per Jackson, girare 'Lo Hobbit' è stato come fare un viaggio nella "propria stanza dei balocchi". Una stanza piena di visioni, di magia e di racconto. E della natura, quella della Nuova Zelanda dove è stato girato il film che torna, ma questa volta 'esce' dallo schermo (il 3D sembra inventato apposta) per arrivare in sala in tutto il suo mozzafiato splendore. In nuova Zelanda, a detta degli attori, si é anche 'ricongiunta' una famiglia, quella del 'Signore degli Anelli'. "Un cliché, forse - sottolineano i 'nani in borghese' - ma l'atmosfera sul set è stata davvero quella, anche di più. Si è ricreato il clima di una buona e sana compagnia teatrale vecchio stampo". La squadra, però rivelano attori e produttori, è stata anche il risultato di un duro periodo di "addestramento" vero e proprio: un boot camp, lungo circa due mesi, per i nani e i loro compagni di viaggio. Il set, poi, un'altra sfida, per raggiungere quell'impeccabile risultato sullo schermo, con Gandalf (Ian McKellen) che svetta sui nani e l'Hobbit Bilbo, per questo molte delle scene comuni sono state girate separatamente. (passa a pagina 36) unico «luogo d’incontro» permanente degli Editori e della cultura europea e iberoamericana *** L’unica rivista che facilita gli scambi delle novità librarie in tutto il mondo Les livres, les idées, la culture des pays de langue allemande, anglaise, espagnole, fran-çaise, italienne, portugaise... I libri, le idee, la cultura dei paesi di lingua francese, inglese, italiana, portoghese, spa-gnola, tedesca... Los libros, las ideas, la cultura de los paises de lengua alemana, española, fancesa, inglesa, italiana, portuguesa... 23 24 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 IN PRIMO PIANO I nuovi ebooks della Logos San Bonaventura Silvio Botero Giraldo Le sei ali del serafino La coppia umana Preghiera tra idealità e realt e musica Pagine 126, €10 Pagine 176, €18 Il pensare di Bonaventura è sempre un pensare «biblico», la sua espressione tende sempre a riprendere le parole della Scrittura, inserendole con singolare naturalezza nel contesto del suo discorso. Ciò però non significa che ci sia mai in Lui un incriteriato fideismo; anzi, seguendo la Bibbia egli tende ad assimilare alla vita dell'Essere, cercando agostinia-namente di intendete, nella partecipazione della Luce divina, il senso profondo della vita come dono, al fine di partecipare più intensamente di Dio. In questo medesimo senso Bonaventura propone la lettura dell'opuscolo Le sei ali del Serafino. Sei sono le ali dei Serafini, delle più alte creature angeliche che, secondo Isaia (6,1 ss.), stanno direttamente innanzi a Dio. Bonaventura intende che come il Serafino ha sei ali, con il prelato, colui che ha la gravissima responsabilità non solo della sua personale salvezza, ma anche della vita di coloro che gli sono affidati e che deve in nome di Dio liberare dal peccato per renderli operai nella messe divina, debba avere sei virtù fondamentali. Tali sei virtù sono : 1) lo zelo della giustizia; 2) la religiosa pietà; 3) la pazienza; 4) una vita esemplare; 5) l'acutezza e la sensatezza nelle diverse situazioni della vita; 6) la devozione vers o Dio. L’essenza del sacramento del matrimonio non è l’unione legale tra un uomo e una donna per una inseparabile comunanza di vita, come finora s’era andato sostenendo, bensì il reciproco amore tra i coniugi. Il farsi l’uno carne dell’altro, il divenire una sola carne, come se fossero un unico essente. E un teologo gesuita, già negli anni trenta del passato secolo, l’aveva scritto: « ...quando tra un uomo e una donna c’è il vincolo dell’amore allora il matrimonio c’è»; e Giovanni Paolo II, nella sua prima enciclica, l’aveva ribadito: «L’uomo non può vivere senza amare; la sua vita sarebbe priva di senso, se non fosse riamato, se non sperimentasse l’amore». Sicchè il sacramento finisce quando l’amore muore... In sostanza è questa la tesi sostenuta dal Botero che, basandosi anche su recenti sentenze rotali, non fa altro in questo suo nuovo magistrale libro che ripercorrere l’iter del sacramento matrimoniale dal punto di vista storico, morale, giuridico. Georges Bernanos Léon Bloy Il Cammino Nelle tenebre Introduzione di Vittorio di Giacomo di Cruz das Almas Pagine 160, € 16 A cura di L;.Castiglione Pagine 176, €18 «I proscritti che errano oggi attraverso il mondo, e che non trovano asilo in nessun luogo, con il pretesto che il loro passaporto non sia in regola, permettono di ben prevedere i nuovi metodi mediante i quali sarà nel futuro attuata la lotta per la vita. si può peccare per azione e per omissione; è ugualmente facile sterminare con l’azione e con l’omissione. L’eccessiva ricchezza ha fatto diventar folli le patrie. La miseria le farà diven- tar feroci. Lo svolgimento degli effetti e delle cause potrà ormai essere arrestato soltanto con un altro mira- colo, simile a quello che fu annunciato, venti secoli fa, da un angelo ad alcuni pastori. Il fronte della cristianità è stato rotto, non mi stancherò di scriverlo, la sconfitta delle coscienze è un fatto smisurato, dalle conseguenze incalcolabili. nessuno sembra dubitarne, i pastori con- tano le loro pecore e si rassicurano pensando che il loro numero non sia diminuito come prevedevano i profeti di sciagure come me... Dico che la solidarietà della cristianità universale di fronte a scandali più grandi, intollerabili, non è stata mantenuta, i cristiani hanno agito ciascuno per sé... L’umanità riscattata, resa partecipe della divinità come c’insegna la liturgia della messa, è inchiodata alla croce, ma che gliene importa ai Farisei dal momento che hanno pagato la decima e rispettato il sabato?» Ecco la filosofia del Bloy. È la filosofia della Bibbia, dei mistici, delle anime semplicemente e profondamente religiose; la filosofia che gravita intorno ai due fatti fondamentali della storia religiosa dell’ umanità: la Caduta dell’ uomo, esiliato in terra, il cui metaforico sonno è attraversato dalle immagini semicancel- late del perduto Eden; e la Redenzione, monologo divino nella storia umana, che fa del sublime Crocifisso il centro ed il lume della vita. Intorno a questi due ele- menti, si inseriscono motivi di colore mistico, come la dottrina giovannea del tralcio e della vite, il paolino «Unus estis in Christo» (Gal., 3, 28), cioè degli uomi- ni membra sostanziali del corpo mistico di Gesù; mo-tivi di tendenza mistica con sviluppi pratici, come la dottrina della Comunione dei Santi, chiamante all’ inte- grale corresponsabilità degli atti umani; motivi infine schiettamente etici come quello della libertà. La libertà («questo dono prodigioso, inqualificabile, con cui ci è dato di vincere il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, di uccidere il Verbo incar- nato... etc.) è per il Bloy il dono divino che più di ogni altro conferisce dignità all’uomo, ma al (tem-po stesso il più ter- rificante, perchè solo in forza della lib- ertà fu possibile crocifiggere il Salvatore — come è possibile ora continuare ad offende A.D. Sertillanges Pagine 126, €10 La preghiera è musicale per natura; come ogni parola che si esalta, essa va incontro al canto. «La parola è un suono in cui è pri-gioniero il canto» dice Grétry. Vi è prigio-niero come la statua nel marmo, sotto le mani di Michelangelo; ma per scioglierla basta un lieve accrescimento di vita, perchè qui lo scultore è a casa sua. La parola esprime un pensiero; ed in se stessa una parola non è una musica; ma a questo pensiero è sempre legato uno stato d’animo, un alone di fantasia, un gioco di fantasmi dalle tendenze dinamiche, di cui ritmo e melodia sono la legge, per quanto poco esso si acceleri. «La musica prolunga gli effetti dell’anima», dice il De arte musicae, attribuito (del resto a torto) a san Tomaso d’A-quino. «Il canto è l’espressione eroica della parola», dice Carlyle. Charles Péguy La nostra giovinezza A cura di Massimo Ubaldi Pagine 176, € 18 Notre jeunesse è comunemente posta fra i capolavori della prosa di Péguy. È una parola difficile questa nel caso di Péguy, che il «capolavoro» in realtà non lo scrisse mai (ed è una delle ragioni per cui la sua fama non oltrepassò determinati ambienti), ma certo essa è una delle opere sue più salde, per fedeltà a un tema cen- trale e per costanza di ispirazione. Mentre possiede alcune fra le pagine bellissime di Péguy, va relativamente immune da quelle dispersioni e quei ristagni che pesano sovente sulla sua opera, raggiun- gendo così una sua completezza, che per- mette di presentarla, in qualche modo, come esemplare.... ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 25 IN PRIMO PIANO Bizet, Daniel Halévy, Robert Dreyfus e Leon Blum. Sono gli anni, fra l'altro, in cui scoppia il (Marcel Proust) caso Dreyfus, il capitano ebreo arrestato con l'accusa di spionaggio e complicità con la Germania, un vero e proprio caso di linciaggio moderno a mezzo stampa. Proust, agli occhi della Storia, ha l'onore di essere fra quelli che difesero, oltretutto con grande energia, lo sfortunato capitano. Alla morte di Giovanni Battista Montini, si aprì il conclave che doveva designare il suo successore. All'interno della Chiesa vi erano quella conservatrice guidata dal cardinale di Genova, quella progressista dell'arcivescovo di Firenze e quella "internazionalista" che vedeva come massimo rappresentante il Cardinale Karol Wojtyla, futuro Giovanni Paolo II. Le varie correnti optano per una soluzione intermedia, rappresentata degnamente da Albino Luciani. Nel 1896 esce finalmente il primo libro dello scrittore "I piaceri e i giorni"; si tratta di una raccolta di novelle, edite in una raffinata edizione che vedeva la prefazione di un mostro sacro delle patrie lettere come Anatole France; allo stesso tempo, però, si dedica anche alla stesura di un grande romanzo, purtroppo incompiuto "Jean Santeuil", vero e proprio canovaccio per la successiva, gigantesca, "Recherche". Parallelamente a tutto ciò, non dimentica la prediletta pratica della critica letteraria, svolta con acume e gusto imepccabili. L'attività di critico letterario e soprattutto di attento estimatore dell'arte lo porta ad incontrarsi con le teorie estetiche dell'inglese John Ruskin, cui dedicherà tanta parte del suo tempo, impegnandosi nella traduzione francese di una sua opera "The Bible of Amiens". A causa di questo enorme impegno psicologico, la vita sociale dello scrittore, prima così ricca, si va man mano riducendo ad un numero ristretto di amici, da cui per altro sembra in qualche caso difendersi, mentre i suoi ritmi di vita sono interamente sconvolti: dorme per la più parte della giornata e lavora la notte; accanto gli rimane solo la domestica Celeste Albaret con il marito Odillon. Lo scoppio della prima guerra mondiale, nell'agosto del 1914, coinvolge e sconvolge il mondo e le amicizie di Proust; alcune delle persone a lui care, tra cui soprattutto Bertrand de Fénelon, muoiono al fronte; il fratello Robert è in prima linea come medico e rischia la vita in più di un frangente. A Parigi, Proust continua a lavorare al suo romanzo, apparentemente estraneo e indifferente alla tragedia che lo circonda, su cui invece lascerà delle pagine stupende ne "Il tempo ritrovato". Da qui in poi, la vita sempre più segregata e solitaria di Proust sembra scandita solo dal ritmo della sua opera. I vari volumi escono con regolarità, accolti con attenzione dalla critica. Al riconoscimento e alla fama dello scrittore ha contribuito soprattutto l'assegnazione del premio Goncourt, nel 1918, al libro "All'ombra delle fanciulle in fiore". Proust, sempre più isolato, sta terminando la revisione definitiva della "Prigioniera" quando, nell'ottobre del 1922, si ammala di bronchite. Rifiutando qualsiasi assistenza medica, a dispetto delle insistenze del fratello Robert, cerca di resistere agli attacchi della malattia, particolarmente violenti e acuiti dall'asma, e continua la stesura della "Fuggitiva", che riuscirà a portare a termine. Dopo questo ultimo colpo d'ala si spegne il 18 novembre 1922.; Ludovico Antonio Muratori CARTEGGI CON D’ABRAMO... EVANGELISTA A cura di Matteo Al Kalak Il sedicesimo volume delCarteggio muratoriano con i suoi oltre ottanta corrispondentioffre un quadro significativo della varietà dicontatti intessuti da Muratori dalla giovinezzsino agli ultimi giorni di vita. Particolare riguardo rivestono i carteggi con i duchi estensi, con il nunzio pontificio in Spagna Enriquez, con l’ambasciatore inglese Davenant, il critico d’arte David, e con Johann Eckhart, successore di Leibniz ad Hannover. Non mancano infine testimonianze dei contatti con il mondo erudito italiano e francofono, e interessanti sguardi sulla disputa intorno al voto sanguinario. The sixteenth volume of Muratori’s correspondence provides a significant pi ture of the contacts he maintained throughout his life. The book presents his letters to the Dukes of Este, the papal nuncio in Spain Enriquez, the English ambassador Davenant, the art critic David and to Johann Eckhart, Leibniz successor in Hannover, documents of his exchanges with the Italian and French learned world, and of the debate over the ‘bloody vow’. Centro di studi muratoriani. Modena. Edizione nazionale del carteggio muratoriano, vol. 16, 2012, cm 21,5x30,5, 654 pp. con 8 ill. n.t., € 120,00 Leo S. Olschki Editore 26 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 IN PRIMO PIANO A TRENT’ANNI DAL CONFERIMENTO DEL NOBEL Viaje a través de la vida de Gabriel GarcíaMárquez os invitamos a realizar un corto, pero interesante viaje a través de la vida de este hombre: Gabriel García Márquez. Nace el 6 de marzo de 1928 en un pequeño pueblo de la costa atlántica de Colombia llamado Aracataca Gabriel García Márquez. Es criado por sus abuelos; asiste al Colegio San José de Barranquilla. Después de terminar su secundaria comienza a escribir una novela que en un principio titula "La casa" (Por esta época lee a Kafka y a Joyce). Luego viaja a Cartagena donde ingresa a la facultad de Derecho y Ciencias Políticas de la Universidad Nacional de Bogotá. Publica en El Espectador su primer cuento, "La ter- L cera resignación". Deja la carrera del derecho y se inicia en el periodismo. Trabaja en el diario el Universal. Publica "Eva está dentro de su gato", "TubalCaín forja una estrella", "La otra costilla de la muerte" en El Espectador. Después de varias obras que publica en los distintos periódicos donde trabajó publica su primera novela: “La hojarasca” en 1955. A ésta le sigue un libro de cuentos, “Los funerales de la Mamá Grande” en 1961. Pero su consagración literaria se produce con "Cien Años de Soledad" con la que se gana el premio Nobel en 1982. En el año de 1957, termina de escribir "El coronel no tiene Non è un caso poi che Martin Freeman (Bilsieda alla destra del 'maestro': Jackson per questo film lo ha voluto fortemente."Per lo Hobbit ho pensato subito a Martin, l'unica scelta possibile", ha detto. E per averlo ha fatto di tutto, ha anche interrotto le riprese con Freeman per il peruodo in cui l'attore è dovuto tornare in Gran Bretagna sul set della serie Sherlock. Jackson poi torna a parlare di cinema, in termini più assoluti: "Faccio quello che faccio non perché è una professione ma perché è un hobby. Siamo in un momento incredibile per il cinema, in cui esistono gli strumenti per mettere sullo schermo qualsiasi immagine che ti viene in mente. Quindi per me, che volevo fare questo fin da bambino, è come essere nella stanza dei balocchi". E tra 10 anni? "Ci si evolve", usando la tecnologia al servizio della magia del cinema. Ma per il regista, che emerge come condottiero di questo nuovo viaggio, a contare saranno sempre "lo script e un buon casting".(Anna Lisa Rapanà, Ansa) quien le escriba". Para Márquez los años entre 1961 y 1965 son un período de silencio literario, pero ya en enero de 1965 decide volver a la literatura; por lo cual se encierra a escribir la novela "Cien años de Soledad". Ésta llega a tener gran éxito y muestra de ello es que esta primera edición se agota en pocos días. La crítica delira en entusiasmo y la fama del libro trasciende pronto las fronteras del idioma, por lo cual editores extranjeros comienzan a disputárselo. Publica en 1970, "El relato de un náufrago", recopilación de reportajes aparecidos en El Espectador en 1955. Además publica en Cuadernos Hispano-americanos, Madrid, el cuento "Un señor muy viejo con unas alas enormes". Es importante recordar que en 1977, Estados Unidos reconoce la soberanía de Panamá sobre el Canal; tratado TorrijosCarter. En este año de 1978, Gabriel García Márquez es invitado a Wa-shington para la firma del Tratado. En 1984, publica el artículo: "¿Cómo se escribe una novela?". En 1985, se da a conocer aún más por su novela "El amor en los tiempos del cólera". En 1991 da lugar a la publicación de "Doce cuentos peregrinos". Su última ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 27 IN PRIMO PIANO toria ni esperanza de ella; es contradicción." "Por lo que a mí hace, jamás me entregaré de buen grado, y otorgándole mi confianza, a conductor alguno de pueblos que no éste penetrado de que, al conducir un pueblo, conduce hombres, hombres de carne y hueso, hombres que nacen, sufren, y aunque no quieran morir, mueren; hombres que son en sí mismos, no sólo medios; hombres que han de ser lo que son y no otros; hombres, en fin, que buscan eso que llamamos felicidad". Capítulo 2: El punto de partida CENT’ANNI FA UNAMUNO PUBBLICAVA Del sentimento tragico della vita Del sentimiento trágico de la vida è uno dei più celebrisaggi filosofici di Miguel de Unamuno, pubblicato nel 1913.Sotto l’influenza di Søren Kierkegaard e di sant’Ignazio di Loyola, colui che fu l’esimio Rettore dell’Università di Salamanca fa una profonda incursione nella problematica esistenziale dell’uomo contemporaneo, distanziandosi radicalmente dal Motore immobile aristotelico e affermando la necessità spirituale di credere in un Dio personale, che non è quello che la comune teologia indaga, ma qualcosa, un ente, che trascende l’intelligenza umana; di seguito ne diamo delle citazioni tratte da ogni capito. Capítulo 1: El hombre de carne y hueso "El hombre de carne y hueso, el que nace, sufre y muere sobre todo muere-, el que come y bebe y juega y duerme y piensa y quiere, el hombre que se ve y que se oye, el hermano, el verdadero hermano [...] Este hombre concreto, de carne y hueso, es el sujeto y el supremo objeto a la vez de toda filosofía, quiéranlo o no ciertos sedicentes filósofos". "No suelen ser nuestras ideas las que nos hacen optimistas o pesimistas, sino que es nuestro optimismo o nuestro pesimismo, de origen filosófico o patológico quizá, tanto el uno como el otro, el que hace nuestras ideas". "Eso es lo que yo no acabo nunca de comprender, que uno quiera ser otro cualquiera. Querer ser otro, es querer dejar de ser uno el que es. Me explico que uno desee tener lo que otro tiene, sus riquezas o sus conocimientos; pero ser otro, es cosa que no me la explico". "¿Y qué es el derecho a la vida? Me dicen que he venido a realizar no sé qué fin social; pero yo siento que yo, lo mismo que cada uno de mis hermanos, he venido a realizarme, a vivir". "Si el Sol tuviese conciencia, pensaría vivir para alumbrar a los mundos, sin duda; pero pensaría también que los mundos existen para que él los alumbre y se goce en alumbrarlos y así viva. Y pensaría bien." "La vida es tragedia, y la tragedia es perpetua lucha, sin vic- "Acaso la enfermedad misma sea la condición esencial de lo que llamamos progreso, y el progreso mismo una enfermedad". "Los seres que parecen dotados de percepción, perciben para poder vivir, y sólo en cuanto para vivir lo necesitan, perciben [...] El hombre ve, oye, toca, gusta y huele lo que necesita ver, oír, tocar, gustar y oler para conservar la vida." "Pensamos articulad, o sea reflexivamente, gracias al lenguaje articulado, y este lenguaje brotó de la necesidad de transmitir nuestro pensamiento a nuestros prójimos. Pensar es hablar consigo mismo, y hablamos cada uno consigo mismo gracias a haber tenido que hablar los unos con los otros." "El filósofo, antes que filósofo es hombre, necesita vivir para poder filosofar, y de hecho filosofa para vivir. Y suele filosofar, o para resignarse a la vida, o para buscarle alguna finalidad, o para divertirse y olvidar penas, o por deporte y juego". "¿Por qué quiero saber de donde vengo y adónde voy, de donde viene y adónde va lo que me rodea, y qué significa todo esto? Porque no quiero morirme del todo, y quiero saber si he de morirme o no definitivamente. Y si no muero, ¿qué será de mí?; y si muero, ya nada tiene sentido. Y hay tres soluciones: a)o sé que me muero del todo y entonces la desesperación irremadieble, o b) sé que no muero del todo, y entonces la resignación, o c) no puedo saber ni una cosa ni otra cosa, y entonces la resignación desesperada, o una desesperación resignada, y la lucha." "Lo primitivo no es que pienso, sino que vivo, porque también viven los que no piensan. Aunque ese vivir no sea un vivir verdadero." En respuesta al Pienso, luego existo, de Descartes Capítulo 3: El hambre de inmortalidad "¡Eternidad! ¡eternidad! Éste es el anhelo: la sed de eternidad es lo que se llama amor entre los hombres; y quien a otro ama es que quiere eternizarse en él" "La vanidad del mundo y el cómo pasa, y el amor son las dos notas más radicales y entreñadas de la verdadera poesía. Y son dos notas que no se pueden sonar sin que la otra a la vez resuene. El sentimiento de la vanidad del mundo pasajero nos mete el amor, único en que se vence lo vano y transitorio, único que rellena y eterniza la vida." "Cuando no se hacían para los vivos más que chozas de tierra o cabañas de paja que la intemperie ha destruido, elevábanse túmulos para los muertos, y antes se empleó la piedra para las sepulturas que no para las habitaciones." "Cada hombre vale más que la humanidad entera, ni sirve sacrificar cada uno a todos, sino en cuanto todos se sacrifiquen a cada uno. Eso que llamáis egoísmo, es el principio de la gravedad psíquica, el postulado necesario. "Ama a tu prójimo como a ti mismo", se nos dijo presuponiendo que cada cual se ame a sí mismo." "Cuando las dudas invaden y nublan la fe en la inmortalidad del alma, cobra brío y doloroso empuje el ansia de perpetuar el nombre y la fama. Y de aquí esa tremenda lucha por singularizarse, por sobrevivir de algún modo en la memoria de los otros y los venideros, esa lucha mil veces más terrible que la lucha por la vida, y que da tono, color y carácter a esta nuestra sociedad, en 28 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 IN PRIMO PIANO La «trilogia dell’effimero» di Luigi Castiglione Luigi Castiglione Clinton, le pene Luigi Castiglione Diana, la favola Luigi Castiglione Il Piccolo dittatore (Clonare Starr) (In nome di Sua Maestà) (Berlusconi, atto primo) Pagine 254, € 18 Pagine 256, € 18 Pagine 290, € 23 Romanzo o storia romanzata, affabulazione, oppure semplice «divertissement»? Forse una favola in cui, come l’autore scrive, «l'ironia, il sarcasmo, il dileggio, il sogghigno, il cachinno, lo sberleffo, lo scherno, la derisione, l’irrisione, la parodia, la risata non son che l’altra faccia della tristezza» in un mondo in cui «si vive tra vigliacchi e lestofanti, tra venduti e depravati, perversi e pervertiti, infetti ed appestati...» Cos'è alla fin fine una favola se non una narrazione in cui parlano ed operano anche animali ed esseri inanimati ed immaginari sempre (fate, gnomi, streghe ed alberi, serpenti e rane e fiori...) con lo scopo di trarne una morale, ο la rappresentazione scenica, oppure l'intreccio d'un dramma ο d'un poema, e l'illusione altresì, il dramma creato dalla vita? È la favola di queste pagine, che non configurano una biografia, ma soltanto brandelli di carne d'una vita che, volendo viversi in tutte le implicanze, non lo fu che nell'immagine falsata e latente, fugace, nell'apparenza ingannevole, nel rincorrere l'effimero, l'inconsistenza, la futilità, la debilità dell'essere, ove il nulla profonde ha le radici... La triste, breve favola in cui una principessa si muove e muore, nel dramma d'una vita, tra fiori e rose, tra i fiori e le rose, e tra le spine... « ...in quello che doveva essere il periodo di transizione al bipolarismo alternativo, si son moltiplicati i partiti trasversali, i partiti strumentali, i partiti estraparlamentari (dei magistrati, dei giornalisti, degli azzeccagarbugli, degli intellettualoidi, degli imbecilli, degli infami...) Son in verità caduti falci, martelli, rose, garofani, biancofiori, querce ed altro, ma son nati ulivi e margherite e persino asinelli, e spine, rovi, tanti... Sicché l’acheronteo tragittatore e dantesco, nella fossa i felini se l’è infine ritrovati d’ogni parte convenuti... Come perciò non credere nei vichiani «corsi e ricorsi storici»? Quel che successe allora contro quest’uomo passionale, coerente, quest’uomo forte, sta succedendo anche oggi: lo stesso identico copione! Gli stessi cani politici, gli stessi pupazzi, le stesse marionette (con altra maschera) aizzati contro il Governo, e il suo Presidente, qualsiasi cosa faccia, qualsiasi cosa dica! Gli stessi scioperi «manovrati»... Le stesse sceneggiate televisive (uno pro, un altro contro...) Chi ne tiene i fili è sempre lo stesso Puparo internazionale (la preminenza delle privatizzazioni, il culto del «massimo profitto», la dittatura del mercato...) Fino all’abuso di potere, alla soppressione dei diritti umani a scopo di rapina politica, fino all’omicidio... (da «I colori della tristezza», presentazione...) www.edilogos.com: leggi in LEGGERE (Sommario) la voce Luigi Castiglione [email protected] ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 29 IN PRIMO PIANO LOGOS / OFFERTA SPECIALE )9<)7+72<71:<:44:,;7895-:86: ;5<"(73;4:<3;<3;1;667<49878;47#< 9<$<*<98,;4<9<$<&' ):<4783;,;78;<3;<!:83;69<1:26987</:55:</2/95; 478<09+9-:867<986;4;0967<-:3;986:< !:129-:867<2/5<440<8< '&..<;86:26967<955: 3;,;78;<)7+72 ;9<5961;%<.<<..**<<695;9 <*.<470;:%<$<*.. (7861;/67<20:2:<3;8!;7%<1;20:66;!9-:86:<&' CODICE DI DIRITTO CANONICO :267<;695;987<478<5:<"86:101:6,;78;<9/6:86;4:# 5:<":5;:1:#<3:559<(:;<9-0;7<"83;4:<9895;6;47# :8:0594;67<3:559<(78:1:8,9<:0;247095:<;695;989 <4/19<3;<)/;+;<(926;+5;78: 9+;8:< %<$<&'<<* «Quest’edizione italiana del Codice di diritto canonico presenta alcune caratteristiche che ci piace mettere in risalto [...] La versione italiana curata da Luigi Castiglione, è nuova, non solo perché diversa da quella corrente dell’Ueci, ma anche perché condotta con criteri più moderni (per esempio, uno tra centinaia, «potestas» è resa con «potere» e non con «podestà» [...] Per tutte queste caratteristiche positive [...] essa merita la più ampia diffusione e utilizzazione da parte degli interessati, che dovrebbero essere più i pastori che i canonisti della Chiesa (E.M. Lisi, «La Scala»). edizioni logos 30 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 IN PRIMO PIANO que la fe medieval en el alma inmortal se desvanece. Cada cual quiere afirmarse siquiera en apariencia." "Los hombres se menguan los unos a los otros. " Capítulo 4: La esencia del catolicismo "En Nicea vencieron, pues, como más adelante en el Vaticano, los idiotas -tomada esta palabra en su recto sentido primitivo y etimológico-, los ingenuos, los obispos cerriles y voluntariosos, representantes del genuino espíritu humano, del popular, del que no quiere morirse, diga lo que quiera la razón." "Y el Cristo dijo: "Padre, perdónalos, pues no saben lo que hacen", y no hay hombre que sepa lo que se hace. Pero ha sido menester convertir a la religión, a beneficio del orden social, en policía, y de ahí el infierno." "Ésta es la fija católica; deducir la verdad de un principio de si bondad o utilidad suprema. ¿Y qué más útil, más soberanamente útil, que no morírsenos nunca el alma?» Novità / eBooks Logos LUIGI CASTIGLIONE L’ON. MAMMONA Appunti di fenomenologia politica Capítulo 5: La disolución racional "La idea de algo individual, de este tintero que tengo delante, de ese caballo que está a la puerta de casa, de ellos dos y no de otros cualesquiera individuos de su clase, es el hecho, el fenómeno mismo. La idea de mí mismo soy yo. Todos los esfuerzos para sustantivar la conciencia, hacíendola independiente de la extensión -recuérdese que Descartes oponía el pensamiento a la extensión-, no son sino sofísticas argucias para asentar la racionalidad de la fe en que el alma es inmortal Se quiere dar valor de realidad a aquello que no la tiene, a aquello cuya realidad no está sino en el pensamiento. Y la inmortalidad que apetecemos es una inmortalidad fenoménica, es una continuación de esta vida." "Decir que todo es Dios, y que al morir volvemos a Dios, mejor dicho seguimos en Él, nada vale a nuestro anhelo; pues si es así, antes de nacer , en Dios estábamos, y si volvemos al morir adonde antes de nacer estábamos, el alma humana, la conciencia individual, es perecedera." "¿Y la verdad? ¿Se vive o se comprende?" "Hay gentes qe parece como si no se limitasen a creer que haya otra vida, o mejor dicho, a creer que no la hay, sino que les molesta y duele que otros crean en ella, o hasta que quieran que la haya. Y esta posición es despreciable así como es digna de respeto la de aquel que, empeñándose en creer que la hay, porque lo necesita, no logra creerlo." "¿De qué te sirve meterte a definir la felicidad si no logra uno con ello ser feliz?" "Qué aberración y no otra cosa es el hombre mera y exclusivamente racional." "La ciencia podrá satisfacer, y de hecho satisface en una medida creciente, nuestras crecientes necesidades lógicas o mentales, nuestro anhelo de saber y conocer la verdad, pero la ciencia no satisface nuestras necesidades afectivas y volitivas, nuestra hambre de inmortalidad, y lejos de satisfacerla, contradícela. La verdad racional y la vida están en contraposición ¿Y hay acaso otra verdad que la verdad racional?" EDIZIONI LOGOS I Capitoli Le rane dei pantani L’onorevole Mammona Un «new deal» italiano L’anima del diavolo I Lager del Divino Un governo borghese Il ritornello (o leitmotiv): Capítulo 6: En el fondo del abismo "La ciencia destruye el concepto de personalidad, reduciendolo a un complejo en continuo flujo de momento, es decir, destruye la base misma sentimental de la vida del espíritu, que, sin rendirse, se resuelve contra la razón." "El mismo pensador abstracto piensa para existir, para no dejar de existir, o tal vez piensa para olvidar que tendrá que dejar de existir. Tal es el fondo de la pasión del pensamiento abstracto." Mammona, l’infame e il borghese son la stessa persona ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 31 IN PRIMO PIANO I SCRITTI DI GIOVANNI PAOLO II con i commenti di specialisti Collana : Biblioteca 6versale cristiana [40] rimonio Catechesi sul matrimonio GIOVANNI PAOLO GIOVANNI PAOLO II Testi delle «catechesi» con i II Testi delle «catecommenti originali di S. chesi» con i comCipriani, P.G. Pesce, G. Concetti, S. menti originali di S. Riva A cura di Gino Concetti Pagine Cipriani, P.G. 240, € 18 Biblioteca universale crisPesce, G. Concetti, S. Riva A tiana [40 Catechesi sul mat- Catechesi sulla sessualità GIOVANNI PAOLO II Catechesi sulla sessualità Testi delle "catechesi" con i commenti di Cipriani, Concetti, Marinelli, Mercatali, Nobile, Pesce A cura di Gino Concetti Pagine 240, € 19 Biblioteca universale cristiana [59] cura di Gino Concetti Pagine 240, € 18. Biblioteca universale cristiana [40] Centesimus annus GIOVANNI PAOLO II - Saggio introduttivo di Amintore Fanfani Pagine 272, € 20 - Ecclesia [11] Dio, ricco di misericordia GIOVANNI PAOLO II Dio, ricco di misericordia Testo dell’enciclica con i commenti di Bogliolo, Concetti, Del Noce, Galot, Manzini, Mariani, Sisti, Spiazzi, Virgulin, Toniolo A cura di Gino Conccetti Pagine 208, € 18 Biblioteca universale cristiana [51] GIOVANNI PAOLO II I laici fedeli di Cristo Testo integrale dell’omonima «Esortazione apostolica» sulla vocazione e la missione dei laici nella Chiesa e nel mondo con i commenti di Acquaviva, Bergamo, Camisasca, Cananzi, sale cristiana Vivere l’affidamento a – Maria Testo dell’«Atto di affidamento a Maria», di Giovanni Paolo II con i commenti di Ambrosanio, Bertetto, Betti, Bossard, Castellano, Ciappi, De Fiores, Di Rovasenda, Franzi, Galot, Maggiolini, Meo, Michaud, Moreira, Neves, Ols, Rum, Schmidt, Soll Presentazione di Domenico Bertetto Pagine 136, € 12 Biblioteca universale cristiana [48] Il Redentore dell'uomo GIOVANNI PAOLO II Il Redentore dell’uomo Testo dell’omonima enciclica con i commenti di E. Baragli, A. Del Noce, C. Fabro, J. Galot, D. Grasso, B. Sorge A cura di Antonio Ugenti Pagine 160, € 16 Biblioteca univer[30] Vita di Cristo GIOVANNI PAOLO II Vita di Cristo Prefazione di Luigi Negri Pagine 224, € 18 Biblioteca universale cristiana [69] ediozini logos Il lavoro umano GIOVANNI PAOLO II Illavoro umano Testo dell’enciclica con i commenti diAcquaviva, Anselmi, Ardigò, Anzani, Anzani Colombo, Baget Bozzo, Barbiellini Amidei, Bartoli, Benvenuto, Biffi, Bocca, Borgomeo, Borroni, Brezzi, Caniglia, Ciancaglini, E. Colombo, V. Colombo, De Rita, De Rosa, G. De Rosa, Fanfani, Foschi, Gorresio, Intini, La dignità della donna GIOVANNI PAOLO II La dignità della donna Testo integrale dell’omonima Lettera apostolica con i commenti di Arias, Baget Bozzo, Cappiello, Cavallaro, Del Riso, Di Nola, Dominijanni, Fabbretti, Fumagalli, Carulli, Gennari, Gentiloni, Glendon, Il valore salvifico della sofferenza GIOVANNI PAOLO II Il valore salvifico della sofferenza Testo dell’omonima «Lettera apostolica» con i commenti di Alvárez, Betti, Cipriani,Del Zotto, Ferraro, Galot, Mariani, Penna, Zavalloni A cura di Vittorio Leonzio Pagine 120, € 13 Biblioteca universale cristiana [54] 32 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 IN PRIMO PIANO "La voluntad y la inteligencia buscan cosas opuestas: aquella, absorber al mundo en nosotros, apropiárnoslo; y esta, que seamos absorbidos en el mundo." "No faltará a todo esto quien diga que la vida debe someterse a la razón, a lo que contestaremos que nadie debe lo que no puede, y la vida no puede someterse a la razón [...] Y no lo puede porque el fin de la vida es vivir y no lo es comprender." "Veréis que cuando algo que parece irracional o absurdo logra uno expresarlo y que se lo entiendan, se resuelve en algo racional siempre, aunque sea en la negación de lo que se afirma." "Es mejor que le falte a uno razón que no que le sobre." [editar]Capítulo 7: Dolor compasión y personalidad "Es el amor lo más trágico que en el mundo y en la vida hay; es el amor hijo del engaño y padre del desengaño; es el amor el consuelo del desconsuelo, es la única medicina contra la muerte, siendo como es de ella hermana." "Cuantas más murallas ponga el Destino y el mundo y su ley entre los amantes, con tanta más fuerza se sienten empujados el uno al otro, y la dicha de quererse les amarga, y se les acrecienta el dolor de no poder quererse a las claras y libremente, y se compadecen desde las raíces del corazón el uno del otro, y ésta común compasión, que es su miseria y su fidelidad común, da fuego y pábulo a su vez a su amor. Y sufren su gozo gozando su sufrimiento. Y ponen su amor fuera del mundo, y la fuerza de ese pobre amor sufriente bajo el yugo del Destino les hace intuir otro mundo en que no hay más ley que la libertad del amor, otro mundo en que no hay barreras porque no hay carne. Porque nada nos penetra más de la esperanza y la fe en otro mundo que la imposibilidad de que un amor nuestro fructifíque de veras en este mundo de carne y apariencias." "Y si doloroso es tener que dejar de ser un día, más doloroso sería acaso seguir siendo siempre uno mismo, y no más que uno mismo, sin poder ser a la vez otro, sin poder ser a la vez todo lo demás, si poder serlo todo." "El dolor es el camino de la conciencia y es por él como los seres vivos llegan a tener conciencia de sí. Porque tener conciencia de sí mismo, tener personalidad, es saberse y sentirse distinto de los demás seres, y a sentir esta distinción sólo se llega por el choque, por el dolor más o menos grande, por la sensación de propio límite." "No cabe poder gozar sin poder sufrir, y la facultad de goce es la misma que la del dolor. El que no sufre tampoco goza, como no siente calor el que no siente frío." "En el fondo lo mismo da decir que Dios está produciendo eternamente las cosas, como que las cosas están produciendo eternamente a Dios." "Hay quien vive del aire sin conocerlo." [editar]Capítulo 8: De Dios a Dios "El hombre ha ido a Dios por lo divino más bien que ha deducido lo divino de Dios." "Y del Dios surgido en la conciencia humana a partir del sentimiento de divinidad, apoderose luego la razón, esto es, la filosofía, y tendió a definirlo, a convertirlo en idea. Porque definir algo es idealizarlo, para lo cual hay que prescindir de su elemento inconmensurable o irracional, de su fondo vital [...] El Dios lógico, racional no es más que una idea de Dios, algo muerto." "Porque decir que el mundo es como es y no de otro modo porque Dios así lo hizo, mientras no sepamos por qué razón lo hizo así, es no decir nada. Y si sabemos la razón de haberlo hecho así Dios, éste sobra, y la razón basta." "Los atributos del Dios vivo, del Padre de Cristo, hay que deducirlos de su revelación histórica en el Evangelio y en la conciencia de cada uno de los creyentes cristianos, y no de razonamientos metafísicos que sólo llevan al Dios-Nada, al Dios racional o panteís- novità / eBooks Logos LUIGI CASTIGLIONE SATANIA Mistero profano in tre tempi ed un antefatto I tempi Il viaggio L’intervista Il ritorno Non un romanzo di struttura tradizionale, né un mistero del siglo de oro, gli autos sacramentales, nulla avendo di sacro, né un mistery fiction o mystery novel, del genere del romanzo gotico o del fantasy, e nemmeno un pulp dello scorso secolo privo essendo di giallo, tranne lo zolfo con cui è lastricata la piazza dell’inferno, con l’ambizione tuttavia ben visibile di fondere tutt’insieme tutte le forme di espressione drammatica, dal linguaggio al coro, dal comico al tragtico, dal patetico al poetico, dal monologo al coro, alla farsa ... ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 33 IN PRIMO PIANO SI ONCLUDE NELLA CITT£A PORTOGHESE DI GUIMARAES L’anno europeo della Cultura 2012 e “Dimensione Europea”. Il primo appuntamento di spicco era stato la cerimonia di apertura, che articolata in numerosi programmi di animazione lungo tutta la giornata. La data sancì inoltre l’inizio del primo dei quattro periodi su cui l’intero programma è stato progettato: “Un momento di incontro” (gennaio-marzo), seguito dai cosiddetti periodi di “Un tempo per creare” (da marzo a giugno), “Tempo libero” (da giugno a settembre) e “Un momento di rinascita” (da settembre a dicembre). È stata la città portoghese di Guimarães la Capitale Europea della Cultura 2012. Il 21 gennaio aveva preso il via nella città lusitana l’Anno Europeo della Cultura, con oltre seicento eventi e duecento laboratori incentrati sui valori di “Città”, “Cittadinanza e Partecipazione” novela fue “Noticia de un Secuestro” que parece más bien un recuento periodístico y por esto ha dejado un pequeño vacío a sus lectores. Después del viaje que hemos realizado, con esta lectura, por la trayectoria de este gran escritor podemos sacar conclusiones a cerca del porqué de su fama y renombre. La manifestazione voleva raggiungere, ed ha raggiunto, tre grandi obiettivi: lo sviluppo del capitale umano, lo sviluppo di un’economia creativa e la generazione di una nuova geografia dei sensi, ossia si vuole trasformare uno spazio che conserva passivamente la memoria in un luogo che offre nuove esperienze culturali. Tra le numerose iniziative, spiccano i lavori di ristrutturazione di importanti edifici e opere della città come l’Arts and Creativity Platform, il Design Institute, il Camp Urbis – Advanced Research Centre e il Landscape Lab. Altri, come la vecchia fabbrica che attualmente ospita il Centre for the Subjects of Art and Architecture, hanno già terminato i lavori di rinnovo e stanno attualmente ospitando esibizioni e residenze artistiche. Il quartiere storico di Guimarães, patrimonio dell’Unesco dal 2001, è l’investimento più riproduttivo e duraturo della città. Il centro cittadino rappresenta infatti un esempio unico di progetto architettonico che ha subìto un’evoluzione tutta sua, a causa della particolare morfologia del suo tessuto urbano medievale: una successione di piazze di grande valore formale e qualità ambientale, così come un particolare tipo di costruzione che si è diversificata, mantenendo tuttavia una grande unità formale complessiva, essendo stata costruita utilizzando una tecnica tradizionale. Vicens Joao Il Papa che non muore (Sulla tomba di Karol Wojtyla) Contributri di Alberico, Andreotti, Aznar, Berrlusconi, Bettiza, Blondet, Bocca, Ciampi, De Araújo Sanchez, De Rita, Dziwisz, Echevarría, Galassi, Gawronski, Gheddo, Gorbaciov, Guzzanti, Kohl, L[evy, Man, Marina Estévez, Nesti, Nirenstein, Re, Ricard, Ruini, Sandri, Sfeir, Spinelli, Tawfik, Tonini, Walesa... A cura di Luigi Castiglione Pagine 240, € 18 iii EDIZIONE edizioni logos 34 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 IN PRIMO PIANO tico, al Dios ateo, en fin, a la Divinidad despersonalizada. Y es que al Dios vivo, al Dios humano, no se llega por el camino de la razón, sino por el camino de amor y sufrimiento. La razón nos aparta más bien de Él. No es posible conocerle para luego amarle; hay que empezar por amarle, por anhelarle, por tener hambre de Él, antes de conocerle." "La razón aniquila y la imaginación entera, integra o totaliza; la razón por sí sola mata y la imaginación es la que da vida. Si bien es cierto que la imaginación por sí sola, al darnos vida sin límites, nos lleva a confundirnos con todo, y en cuanto individuos, nos mata también, nos mata por exceso de vida. La razón, la cabeza, nos dice: ¡nada!; la imaginación, el corazón, nos dice: ¡todo!, y entre nada y todo, fundiéndose el todo y la nada en nosotros, vivimos en Dios, que es todo, y vive Dios en nosotros, que sin Él somos nada." Capítulo 9: Fe, esperanza y calidad "El creer es una forma de conocer, siquiera no fuese otra cosa que conocer nuestro anhelo vital y hasta formularlo." "La fe, la garantía de lo que se espera, es, más que adhesión racional a un principio teórico, confianza en la persona que nos asegura algo. La fe supone un elemento personal objetivo. Más bien que creemos algo, creemos en alguien que nos promete o asegura esto o lo otro. Se cree en una persona y a Dios en cuanto persona y personalización del Universo." "Pues la fe no es la mera adhesión del intelecto a un principio abstracto, no es el reconocimiento de una verdad teórica en que la voluntad no hace sino movernos a entender; la fe es cosa de voluntad, es movimiento del ánimo hacia una verdad práctica, hacia una persona, hacia algo que nos hace vivir y no tan solo comprender la vida." "Lo cierto es que creer en Dios es hoy, ante todo y sobre todo, para los creyentes intelectuales, querer que Dios exista." "¿Puede mi conciencia saber que hay algo fuera de ella?" " Es la humanidad como una moza henchida de anhelos, hambrienta de vida y sedienta de amor, que teje sus días con ensueños, y espera, espera siempre, espera sin cesar al amador eterno." "La fe es nuestro anhelo a lo eterno, a Dios, y la esperanza es el anhelo de Dios, de lo eterno, de nuestra divinidad, que viene al encuentro de aquella y nos eleva. El hombre aspira a Dios por la fe, y le dice "Creo, ¡dame, señor, en qué creer!". Y Dios, su divinidad, le manda la esperanza de otra vida para que crea en ella. La esperanza es el premio a la fe. Sólo el que cree espera la verdad, y sólo el que de la verdad espera, cree. No creemos sino lo que esperamos, ni esperamos lo que creemos." "El dolor es la sustancia de la vida y la raíz de la personalidad, pues sólo sufriendo se es persona. Y es universal, y lo que a los seres todos nos une es el dolor, la sangre universal o divina que por todos circula. Eso que llamamos voluntad, ¿qué es sino dolor?" "El hombre es tanto más hombre, esto es, tanto más divino, cuanto más capacidad para el sufrimiento, o mejor dicho, para la congoja, tiene." "¿Qué te aterraría más: sentir un dolor que te privase de sentido al atravesarte las entrañas con un dolor candente, o ver que te las atravesaban así, sin sentir dolor alguno? ¿No has sentido nunca el espanto, el horrendo espanto, de sentirte sin lágrimas y sin dolor?" "Hay que creer con la fe, enséñenos lo que nos enseñare la razón..." Capítulo 10: Religión, Mitología de Ultratumba y Apocatástasis "La religión no es anhelo de aniquilarse, sino de totalizarse, es L’idea cristiana della’amore di Max Scheler embra che sia venuto il momento di un nuovo spirito finora solo presumibile di primavera. Comincia lentamente l'oscillazione scettica di questa civiltà, il dubbio su se stessa e sulle idee in cui crede. Ma l'implorazione di salvezza diverrà sempre più forte e più urgente. Nel suo cuore germoglia già una nuova volontà di penitenza e di pentimento e di grande delusione per tutto quello che una volta aveva adorato e seguito con animo vittorioso. Questo germe, quando i popoli si renderanno lentamente conto di quello che hanno fatto, diventerà una forte e grande corrente di lacrime. Però soltanto il pentimento è la via al rinnovamento, la via alla rinascita non solo per i singoli, ma per la società intera. In questo momento conta moltissimo che anche i cristiani ascoltino quel grido di aiuto, e che tutti, facendo rivivere la propria fede prima nel proprio cuore, spalanchino questi cuori per riversare la corrente di fede e di amore, che segretamente scorre nella Chiesa cristiana, riversarla nel mondo, in un mondo che ha bisogno di questa fede e di questo amore — che comincia a desiderarli — che li desidera come non mai nel passato. S Filosofo tedesco fra i più brillanti della scuola fenomenologica, Max Scheler (1874-1928) orienta i suoi interessi principalmente nel campo della filosofìa morale, della filosofìa della religione e della sociologia. Il diverso modo di concepire la metafìsica, elemento portante dei tre periodi in cui si può dividere la sua produzione, provoca le varie risposte: tendenzialmente vitalista nel primo (18991913), crea-zionista e perciò teista e cristiano nel secondo (1913-1922) e panteista nel terzo (1922-1928). EDIZIONI LOGOS [email protected] ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 IN PRIMO PIANO La piaga della droga La piaga della droga, che colpisce soprattutto ingiovanì, rischia di mettere in pericolo l'esistenza della prossima generazione. Combatterla è lo scopo di questo volume che, avvalendosi di un originale metodo d'indagine, offre un'esatta diagnosi di quello che si può ormai chiamare il "male del secolo". Nel contempo dà anche un volto ben preciso alla "multinazionale della droga", di cui disvela i centri di produzione, il controllo del mercato, le banche che ne gestiscono gli enormi proventi, i collegamenti con il crimine organizzato, la corruzione delle forze politiche che ne reclamano la liberalizzazione, le istituzioni che ne elaborano la cultura... Droga S.p.A. (La guerra dell'oppio) K. KALIMTGIS, D. GOLDMAN, J. STEINBERG Droga S.p.A. (La guerra dell’oppio) Pagine 446, 76 foto, 10 tavole prospettiche, € 26 edizioni logos 35 36 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 IN PRIMO PIANO EDITRICE OLSCHKI / Novità RA RA IL DISEGNO NEL SETTECENTO IL PIACERE DELLE IMMAGINI Piera G.Tordella IL DISEGNO NELL’EUROPA DEL SETTECENTO Regioni teoriche ragioni critiche Paulo Butti de Lima IL PIACERE DELLE IMMAGINI Un tema aristotelico nella riflessione moderna sull’arte Lungo il Settecento europeo, non unicamente secolo dei Lumi, in un serrato itinerario a ritroso, attraverso testi di autori tedeschi, francesi, inglesi, olandesi e italiani, il volume segue l’evoluzione teorico-critica del disegno, nella sua articolata e lessicalmente ambigua configurazione. Soggetto intrinsecamente variegato, il disegno chiama in scena intellettuali, filosofi, scrittori, poeti, artisti, conoscitori, collezionisti, e non solo. Una scena spesso animata da interpreti innovatori che solcano orizzonti concettuali ed estetici densamente popolati da plausi e dissensi. The book follows the theoretic and critical evolution of European drawing and of its complex configuration in the XVIIIth century, with the aid of texts by German, French, English, Dutch and Italian authors. The theme is naturally variegated and connects the activity of intellectuals, philosophers, writers, poets, artists, connoisseurs and collectors. The scene is often animated by original interpreters that crossed conceptual and aesthetic horizons populated by acclaim and disapproval. Viene descritta la fortuna della riflessione d’Aristotele sul piacere suscitato dalle immagini, attraverso le opere di teorici dell’arte, filosofi, letterati e artisti di età moderna. Si assiste a una curiosa «galleria» di immagini, tra animali selvaggi o spregevoli, mostri e demoni, individui moribondi e cadaveri. Attraverso il principio aristotelico, si può ritrovare la ragione dell’arte nel piacere, confrontandosi con quanto può segnarne i limiti: i dettami della morale, i sentimenti del ripugnante o del sublime. Biblioteca dell’«Archivum Romanicum». Serie I, vol. 414, 2012, cm 17 ¥ 24, xiv-284 pp. con 16 tavv. f.t., € 34,00 [ The reception of Aristotle’s reflections on the pleasure of images is described through the works of art theorists, philosophers, scholars and artists. It forms a bizarre gallery of wild and despicable animals, of monsters and demons, of dying men and corpses. On the basis of Aristotle’s Poetics it is possible to find the reason of art in pleasure and to discuss its limits: moral principles, the sense of disgust, the sublime. Biblioteca dell’«Archivum Romanicum». Serie I, vol.412, 2012, cm 17x24, VIIIi-202 pp. con 3 tavv. f.t. a colori,€ 23,00 LA COMUNITÀ PRATESE DI RAGUSA Francesco Bettarini La comunità pratese di Ragusa (1414-1434) Crisi economica e migrazioni collettive nel Tardo Medioevo Il volume indaga l’interconnessione tra mobilità umana ed economia globale nel Tardo Medioevo, proponendo un esperimento di riconversione collettiva delle attività economiche esercitate da un gruppo di lanaioli pratesi. Grazie al confronto tra numerosi documenti provenienti dagli archivi italiani e dalmati, l’autore segue lo sviluppo, i successi e i fallimenti della folta comunità toscana formatasi a Ragusa nel Quattrocento, in un contesto urbano caratterizzato da una forte espansione demografica ed economica nel quadro dei traffici commerciali europei. The book studies the interconnection between human mobility and global economics in the Late Middle Ages, introducing an experiment in collective business conversion of some wool merchants of Prato. Thanks to the documents kept in Italian and Dalmatian archives, the author follows the development, success and failures of the Tuscan community of Ragusa, a town characterized in the XVth century by a strong demographic and economic expansion; Biblioteca storica toscana. Serie I, vol. 66, 2012, cm 17x24, XXVI-298 pp., € 33,00 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 IN PRIMO PIANO 37 38 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 IN PRIMO PIANO ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 39 SCAFFALE G Maria degli Angeli O.C.D. «LA SANTITA ̀ IN VIAGGIO» Lettere, Libro delle relazioni, A cura di Giacomo Jori e suor Maria Imelda dell’Eucarestia Introduzione di Giacomo Jori Il volume raccoglie il corpus epistolare e autobiografico, inedito, della carmelitana scalza Maria degli Angeli (Torino, 1661 – ivi, 1717). Restituisce, unico nel panorama italiano dei documenti e degli studi di spiritualità e di mistica, il dialogo epistolare fra la Religiosa e i Direttori di coscienza, non con lo scopo di aggiungere una voce al coro claustrale,bensì per mostrare la risonanza europea, universale di un’esperienza che ha vita all’interno di un ordine – il Carmelo teresiano – al centro dell’Europa moderna,fra i suoi poteri,le sue istituzioni. Tra XVII e XVIII secolo quando, dopo l’apogeo secentesco, la spiritualità con- templativa sembra sconfitta dalle condanne inquisitoriali, il linguaggio quotidiano e mistico di Maria degliAngeli testimonia di un’erranza, di un transito di quell’esperienza e tradizione: «pasai dal mare | tempestoso a quello delisioso», che culminerà nei Canti di Giacomo Leopardi: «per mar delizioso, arcano|erralospirtoumano,|quasicome a diporto | ardito notator per l’Oceano». The volume collects the letters and the autobiographical corpus of the discalced Carmelite Maria degli Angeli (1661-1717), a unique document among the Italian studies on spirituality and mysticism. It depicts the epistolary dialogue between the nun and her fathers confessors, showing the European and universal resonance of an experience that matured within the order of the Teresian Carmelites, at the intersection of the powers and institutions of modern Europe. OLSCHKI-Biblioteca della «Rivista di Storia e Letteratura Religiosa». Testi e documenti, vol. 26, 2012, cm. 15 x21,IXXVI-460 pp. con 1 fig. n.t. Questo volume raccoglie i contributi alla quarta sessione delle Baxter Lectures, dedicata al tema dell’uomo. Il filo conduttore delle Baxter Lectures è la concezione della materia vivente con le sue forme di organizzazione. «Materia vivente» è una astrazione, un’idea che è stata l’esito di un lungo processo d’indagine, derivante da una necessaria ri–concezione del nostro mondo. Cercando di fare di tale intero–astrazione una totalità, le Baxter Lectures hanno contribuito a renderne conoscitivamente determinate le forme e le relazioni tra esse. Dopo «individuo», «specie», «ecosistema», è ora la volta di quella forma particolare che è Homo Sapiens. I singoli contributi testimoniano di effettive inedite acquisizioni nei diversi ambiti disciplinari che intersecano la forma uomo: il ripensamento della Sintesi Moderna e della dicotomia antropologia fisica – antropologia culturale, recentissime scoperte sulle divergenze da progenitori comuni, conseguenti ri – classificazioni delle antropomorfe africane come appartenenti al genere Homo, nonché sguardi nuovi sulla teleonomia dell’anatomia umana, sulla sfera etica, sul destino dell’uomo. Le isole del lusso Prodotti esotici, nuovi consumi e cultura economica europea, 1650-1800 MARCELLO CARMAGNANI Le isole del lusso narra in maniera avvincente come la notevole espansione del consumo dei beni extraeuropei, ossia dei cotoni indiani, del tabacco, dello zucchero, del caffé e del tè, diede vita a una rivoluzione commerciale e a una trasformazione culturale che influenzò la società europea del Settecento. La rapidità con cui la società europea accettò i nuovi consumi costituisce un testimonio sinora scarsamente studiato, dal raccordo che si manifestò tra libertà di consumo e la libertà politica che permisero il superamento dei precedenti criteri morali che regolavano la vita economica della società cetuale e gerarchica permettendo la nascita dell'economia politica e la fine della subordinazione dei produttori e dei commercianti al potere dello Stato. Il principale merito del volume è d'illustrare per la prima volta il forte collegamento che nacque nel secolo dei lumi tra la sfera materiale dei commerci e dei consumi con la sfera immateriale della cultura e della società. Il libro si articola in sette capitoli che tracciano lo scenario della trasformazione materiale e immateriIl futuro di Darwin, Utet A cura ale, il percorso del pensiero economico per di Lorenzo Calabi, 2012, f.to legittimare la libertà commerciale e del 15x23, € 12. consumo e le trasformazioni che il consumo dei principali prodotti extraeuropei provocò nella vita economica e sociale dell'Europa nel XVIII secolo. Marcello Carmagnani, Le isole di lusso, Utet, 2012, f.to 15x23, pagg. 344, — 24 40 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 INTERVALLO GEORGES MAX SCHELER BERNANOS L'IDEA LA GIOIA CRISTIANA DELL'AMORE CLAUDEL Opere a cura di Luigi Castiglione Giovanna d’Arco al rogo L’annuncio a Maria Il libro di Cristoforo Colombo Testa d’Oro Il festino della saggezza Via crucis La messa laggiù Signore, insegnaci a pregare Un romanzo drammatico, sconvolgente, turgido di luci e d’ombre. N’è protagonista Chantal, eroina della grazia, nuova santa Teresa. In lei si svolge la lotta tra la grazia e il male, ch’ella espia, vittima dei perversi Il simbolismo di La Salette Cinque grandi odi Processionale per salutare il secolo nuovo Amo la Bibbia logos Georges Bernanos, La gioia, con una nota di Ferdinando Castelli, Edizioni Logos, pagine 256, € 18 Sembra che sia venuto il momento di un nuovo spirito finora solo presumibile di primavera. Comincia lentamente l'oscillazione scettica di questa civiltà, il dubbio su se stessa e sulle idee in cui crede. Ma l'implorazione di salvezza diverrà sempre più forte e più urgente [...] Questo germe, quando i popoli si renderanno lentamente conto di quello che hanno fatto, diventerà una forte e grande corrente di lacrime. In questo momento conta moltissimo che anche i cristiani ascoltino quel grido di aiuto, e che tutti, facendo rivivere la propria fede prima nel proprio cuore, spalanchino questi cuori per riversare la corrente di fede e di amore, che segretamente scorre nella Chiesa cristiana, riversarla nel mondo, in un mondo che ha bisogno di questa fede e di questo amore – che comincia a desiderarli – che li desidera come non mai nel passato; M a x S c h e l e r, L’idea cristiana dell’amore, a cura di Ubaldo Pellegrino, Logos , p. 112, € 10 LUIGI CASTIGLIONE CLINTON, LE PENE (Clonare Starr) Romanzo o storia romanzata, affabulazione, oppure un semplice «divertissement»? Forse una favola in cui, come l’autore scrive, «l’ironia, il sarcasmo, il dileggio, il sogghigno, il cachinno, lo sberleffo, lo scherno, la derisione, l’irrisione, la parodia, la risata non son che l’altra faccia della tristezza» in un mondo in cui «si vive tra vigliacchi e lestofanti, tra venduti e depravati, perversi e pervertiti, infetti ed appestati...» Fa parte della sua «Trilogia dell’effimero»... Luigi Castiglione, Clinton, le pene (Clonare Staar?), Edizioni Logos, pagine 256, € 18 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 41 SCAFFALE un libro sempre attuale TEOLOGI IN RIVOLTA I testi e i documenti integrali della «contestazione nella Chiesa» con i commenti di Alberigo, Baget Bozzo, Bouchard, Camon, Cardia, Costa, Davi, Del Noce, Del Rio, Delumeau, Di Fazio, Egidi, Fabbretti, Ferraudo, Filippi, Gentilonì, Giussani, Greinacher, Guasco, Kasper, Küng, Lehmann, Marengo, Margiotta Broglio, Melina, Molari, Negri, Poletti, Quinzio, Rossi, Ruggeri, Santini, Spiazzi, Strazzari, Svidercoschi, Testa, Tettamanzi, Vassallo, Zizola Saggio introduttivo di Angelo Scola edizioni logos edilogos.com [email protected] TEOLOGI IN RIVOTA «La Chiesa è un corpo vivo che ha bisogno dell'opinione pubblica alimentata dal colloquio tra le diverse membra e mancherebbe qualcosa alla sua vita se l'opinione pubblica le venisse a mancare». PIO XII «Coloro che si dedicano alle scienze sacre usufruiscono di una giusta libertà di ricerca ed anche di esporre con prudenza il loro pensiero sulle materie in cui sono competenti, mantenendo il dovuto rispetto nei confronti del magistero della Chiesa». CODICE DI DIRITTO CANONICO «Ho avuto sempre più conferma che solo nell'obbedienza che nasce dall'amore si può diventare intelligenti di quell'avvenimento che ci è stato donato e che supera ogni intelligenza». LUIGI GIUSSANI «La Chiesa viene ammonita «a non farsi condizionare dalla logica mondana»;, mi domando quanto questo condizionamento non abbia invece agito su molti intellettuali che intendono interpretare "lo spirito" piuttosto che la lettera del Concilio (o indirettamente su tutti)». AUGUSTO DEL NOCE «Considero la «Dichiarazione di Colonia» inaccettabile per la Chiesa, sia per la sua forma, sia per il contenuto. Ciò non esclude che dietro di essa non vi siano desideri giustificati e problemi aperti sui quali si deve discutere». WALTER KASPER «Tutto quanto è accaduto, sotto gli occhi di tutti, fra teologi è solo un fenomeno che induce tristezza. Se i maestri, anziché essere innanzitutto testimoni di una profonda appartenenza alla Chiesa si trasformano in un ceto d'intellettuali, più preoccupati delle proprie opinioni, allora l'annuncio al cuore dell'uomo, che non attende sapienze umane (neanche "teologiche") ma solo la Parola, fatta carne in Cristo, si fa meno forte. LUIGI NEGRI «Il maldestro tentativo del Vaticano di ridurre l'episodio a un "fatto locale", non riesce certo a diminuire la rilevanza di un'iniziativa che afferma l'obbligo di chi è al servizio della Chiesa di esprimere critiche pubbliche e mettere in evidenza gli "abusi" del potere centrale». FRANCESCO MARGIOTTA BROGLIO 42 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 VETRINA LOGOS Gli EBOOKS della LOGOS si possono agevolmente leggere sul monitor del proprio computer, se ne può ingrandire e rimpiccolire il testo e renderlo anche più oppure meno luminoso, secondo le proprie esigenze visive, senza ricorrere ad ulteriori spese... ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 JACQUES MARITAIN KAROL WOJTYLA PRIMATO DELLO SPIRITUALE EDUCAZIONE ALL’AMORE eBook, II ed., pp. 296, € 18 Introduzione di Pietro Prini V Ed., pagine 160, € 16 ATTRAVERSO IL DISASTRO eBook, pp. 160, € 16 IL BUON PASTORE (Scritti, discorsi e lettere pastorali) ANTIMODERNO (Rinascita A cura di Gino Concetti Pagine 160, € 16 del tomismo e libertà intellettuale) Pagine 264, € 18 CHIAMATI ALL’AMORE DA BERGSON A TOMMASO D’AQUINO MAX SCHELER (Saggi di metafisicae di morale) Pagine 240, € 18 IL DOTTORE ANGELICO eBook, pagine 160, € 16 LA TRAGEDIA DELLE DEMOCRAZIE A cura di Gino Concetti Pagine 160, € 16 Introduzione di Pietro Palazzini Pagine 256, € 18 IL POTERE E LA CROCE Introduzione di L. Castiglione Pagine 160, € 16 LA BOTTEGA DELL’ORAFO eBook, Pagine 128, € 13 Pagine 128, € 13 RELIGIONE E CULTURA eBook, pp. 136, € 13 43 L’IMMORTALITÀ DELLA PERSONA A cura di L. Castiglione eBook, pagine 160, € 16 SAGGI SU LÉON BLOY eBook, pagine 160, € 16 www.edilogos.com - [email protected] 44 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 FRANÇOIS MAURIAC LUIGI CASTI GLIONE LA CARNEE IL SANGUE PIO XII E IL NAZISMO Traduzione di L. Castiglione ii, ed., Pagine 184, € 18 II ed., pp. 336, € 23 TUTTO IL CONCILIO IV ed., pp 484, € 26 TEATRO SE FOSSE UN SOGNO ASMODEO eBook, , III ed., p. 160, € 16 AMARSI MALE SANTI, DITTATORI E MALFATTORI IL FUOCO SULLA TERRA Traduzioni di L. Chiarelli, Cesare Vico Lodovici, G.V. Sampieri A cura di L. Castiglione Pagine 276, € 18 SALVARSI DAL NULLA GLI EROICI FERVORI TRILOGIA DELL’EFFIMERO MARGHERITA DA CORTONA Traduzione di L.Castiglione CLINTON, LE PENE eBook, III ed., pp.160, € 16 DIANA, LA FAVOLA IL MALE IMPLACABILE eBook, pp. 196, € 16 IL PICCOLO DITTATORE (Berlusconi, atto primo) IL FIUME DI FUOCO eBook, pp. 176, € 16 LA RAGIONE IMPURA eBook, III Ed., 160, 16 LE VIE DEL MARE eBook, pp. 160, € 16 PROLEGOMENI AGLI INFAMI eBook, II ed, pp. 160, € 16 LA FOLLIA DI LEAR IL PROFETISMO DI BLOY LA POETICA CLAUDELIANA IL PARADISO DELL’AMORE L’ÈVE DI PÉGUY UN PAPA A RITROSO (Il «Ressourcement» di Benedetto XVI) Pagine 196, € 18 www.edilogos.com - [email protected] ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 DOMENICO GIULIOTTI GEORGES BERNANOS POLVERE DELL’ESILIO SCANDALO DELLA VERITÀ A cura di Massimo Baldini Pagine 192, € 18 Pagine 112, € 12 LE DUE LUCI (SANTITÀ E POESIA) DOMENICO L’INCENDIARIO A cura di Massimo Baldini Pagine 128, € 16 Pagine 88, € 10 L’ORA DI BARABBA A cura di Luigi Castiglione Pagine 336, € 26 PENSIERI D’UN MALPENSANTE A cura di Massimo Baldini Pagine. 104, € 13 IL MERLO SULLA FORCA A cura di Luigi Castiglione eBook, pp. 160, € 16 RACCONTINI ROSSI E NERI Pagine 208, € 18 I RAGAZZI UMILIATI Pagine 160, € 16 NUOVA VISIONE DEL REALE (SATANA E NOI) Postfazione di Albert Béguin Pagine 296, € 18 IL CAMMINO DI CRUZ DAS ALMAS eBook, Vol. I, pp. 192, € 18 IL SIGNOR OUINE Pagine, 304, € 18 LA GIOIA Con una nota di Fernando Castelli eBook, II ed., pp. 256, € 16 IL DIALOGO DELLE CARMELITANE www.edilogos.com - [email protected] 45 Testo originale a fronte eBook, pp. 192, € 18 * Tutte le opere di Georges Bernanos sono curate da Luigi Castiglione, tranne Una visione cattolica del reale, tradatta da Mario Spinelli e Franco Mercuri www.edilogos.com - [email protected] 46 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 PAUL CLAUDEL GABRIEL MARCEL CINQUE GRANDI ODI Testo originale a fronte Pagine 192, € 18 L’UOMO PROBLEMATICO (in preparazione) IL LIBRO DI CRISTOFORO COLOMBO Pagine 88, € 16 DIALOGO SULLA SPERANZA A cura di Enrico Piscione Pagine 112, € 16 GIOVANNA D’ARCO AL ROGO Testo originale a fronte Pagine 128, € 16 SIGNORE, INSEGNACI A PREGARE Pagine 128, € 13 LACRIME DI LUCE (Il simbolismo di la Salette) Pagine 80, € 12 L’ANNUNCIO A MARIA Testo orinale a fronte eBook, pp. 196, € 18 AMO LA BIBBIA eBook, pagine 160, € 16 IL DECLINO DELLA SAGGEZZA Traduzione di Carmela Cossa Pagine 128, € 13 L’IRRELIGIONE E LA FEDE (in preparazione) TEATRO E FILOSOFIA (In preparazione) GLI UOMINI CONTRO L’UMANO A cura di Enrico Piscione Pagine 232, € 19 * Tutte le opere di Paul Claudel sono curate da Luigi Castiglione www.edilogos.com - [email protected] edizioni logos CODICE DI DIRITTO CANON ICO Edizione tascabile con la nuova traduzione italiana di Luigi Castiglione Alcuni giudizi della stampa: «Quest'edizione italiana presenta alcune sue caratteristiche che ci piace mettere in risalto: la versione italiana dei canoni, curata da Luigi Castiglione. è nuova, non solo perché diversa da quella corrente dell’UECI, ma anche perche condotta con criteri più moderni (per es. potestas è resa con «potere» non con «potestà»); il commento è alquanto più aggiornato se non altro perché tiene conto delle interpretazioni autentiche date dall’apposita Commissione pontificia dal 1984 ad oggi. Per tutte queste caratteristiche positive sia deìl'edizione originale sia di quella italiana, riunite insieme in quest'opera, essa merita la più larga diffusione e utilizzazione da parte degli interessati, che dovrebbero essere più i pastori che i canonisti della Chiesa» (N. Lisi, La Scala). A T R 26 E F LE a € F O IA iché in EC anz SP€ 13 a «Sono molte le pubblicazioni e i commenti ai Codice di diritto Canonico che sono state curate o da singoli o da gruppi di specialisti. Questa edizione, commentata da esperti competenti, mi sembra una delle migliori. I pregi sono tanti...» (A.P., Vita Pastorale). «Il commento è fatto con grande competenza dottrinale e giuridica, con chiarezza espositiva e puntualità di riferimenti... Il curatore, Luigi Castiglione, ha contribuìto in modo egregio a mantenere le doti di chiarezza del testo originale, per cui sembra che il merito vada equamente diviso fra gli autori del testo e il curatore...» (Orizzonti Cristiani, Radio Vaticana), CODICE DI DIRITTO CANONICO - Testo italiano con le «Interpretazioni autentiche», le «Delibere» della Cei e un ampio «Indice analitico» – Beneplacito della Cei — A cura di Luigi Castiglione – Pagine 448, € 26 CODICE DI DIRITTO CANONICO - EDIZIONE BILINGUE CON TESTO ORIGINALE A FRONTE TRADUZIONE E INTRODUZIONE DI LUIGI CASTIGLIONE - IN RISTAMPA LA VI EDIZIONE , 48 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 CRONACA DELLALDIQUA` XXII Cumbre iberoamericana El rey de España, Juan Carlos I, ha abierto la XXII Cumbre Iberoamericana que se celebra en Cádiz con un discurso en que ha resaltado la necesidad de «hacer llevar más Europa a Ibero-américa» y de «más Iberoamérica a Europa», porque»nuestras miradas se vuelven a vosotros». El monarca español ha inaugurado la Cumbre en el Teatro Falla de Cádiz, en el bicentenario de la Carta Magna aprobada en la ciudad andaluza en 1812. Junto al rey, el presidente del Gobierno, Mariano Rajoy, y el secretario general iberoamericano, Enrique Iglesias, también han pronunicado un discurso de apertura de la reunión. «El mundo de nuestros días es muy diferente a cuando empezamos las cumbres hace ahora dos decenios. Entonces dije que Iberoamérica estaba en alza, ahora me reafirmo. Nuestras miradas se vuelven a vosotros», ha enfatizado el rey español. Nuestras miradas se vuelven a vosotros El rey Juan Carlos ha comenzado su discurso haciendo alusión a la importancia que tuvo en la elaboración de la Constitución de Cádiz la aportación hecha por diputados provenientes del continente americano y ha ensalzado la virtud de «tender puentes» en lugar de «levantar fronteras». También ha postado por afrontar los momentos de dificultad actuales «trabajando juntos» para «alcanzar metas de "gran relevancia» que de lo contrario serían «imposibles de alcanzar». El rey ha apostado por seguir «explorando" y poner en práctica «nuevas fórmulas de trabajo» para escuchar a los ciudadanos e «incorporar sus inquietudes». Para finalizar, el monarca ha agradecido el recibimiento que la ciudad de ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 49 XXII CUMBRE IBEROAMERICANA Intervención de los mandatarios iberoamericanos ante el plenario de la Cumbre Vista general de la sesión plenaria. El grueso de la primera sesión plenaria de la Cumbre Iberoamericana se ha centrado en la intervención de los dirigentes iberoamericanos que han expuesto las principales inquietudes y compromisos que, desde sus países, querían compartir con el resto de miembros de la comunidad iberoamericana. El jefe del Gobierno de Andorra, Antoni Martí Petit Andorra El primero en intervenir ha sido Antonio Martí, jefe del Gobierno del Principado de Andorra, quien ha recordado que el año que viene celebran el vigésimo aniversario de su actual Constitución. Ha explicado que están inmersos en un proceso de avance hacia un modelo económico y social más integrado que se refleja en grandes reformas recientemente aprobadas como la nueva ley de inversiones extranjeras “que acabaron con los límites que hasta la fecha limitaba la participación de no andorranos en nuestra economía”, o la salida del Principado de la lista de paraísos fiscales.Esta apertura de Andorra al mundo comparte el espíritu de la Cumbre Iberoamericana. “En la declaración que hemos aprobado hablamos de integración económica, crecimiento incluyente, potenciar los tejidos empresariales y fortalecimiento institucional para impulsar la confianza y la eficiencia administrativa. Todo está directamente relacionado con el programa de modernización que está aplicando el Principado”, ha concluido. Bolivia A continuación ha intervenido el presidente boliviano, Evo Morales, que ha reivindicado el uso de la hoja de coca y ha agradecido a la comunidad iberoamericana “su permanente apoyo expresado en comunicados especiales que reconocen el uso tradicional del masticado de la hoja de coca como un patrimonio ancestral y cultural que debe ser respetado en la comunidad internacional”. También se ha referido a las discrepancias que mantiene su país con Chile por “el injusto enclaustramiento de nuestro país” al no tener acceso al Océano Pacífico. Ha reiterado su “llamado al Gobierno chileno para que deponga esa postura”. Morales ha repasado algunas cifras que muestran la tendencia positiva que vive su país en algunos órdenes clave, como la reducción de la extrema pobreza en el medio rural del 63% en 2005 al 43% en 2011, o el aumento de las exportaciones de 2.867 millones dólares en 2005 a más de 9.000 en 2011. Evo Morales, presidente boliviano. Brasil La presidenta de Brasil, Dilma Rousseff, se ha referido a la crisis que afecta a Europa La presidenta del Brasil, de Dilma Rousseff. 50 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 51 y particularmente a España y Portugal. Al respecto ha manifestado que “las políticas exclusivas que sólo enfatizan la austeridad han mostrado sus límites”. A su juicio, es necesario que se adopte una estrategia que «muestre resultados concretos para las personas y presente una perspectiva de esperanza”. Rousseff ha añadido que cada vez se ve más claro que sin crecimiento será muy difícil la consolidación fiscal, y los ajustes tendrán cada vez más coste social y político. Por otra parte, ha señalado que América Latina demuestra dinamismo y viveza económica gracias a las políticas llevadas a cabo, y que su país apuesta por la construcción de un mundo plural donde el multilateralismo será el gran instrumento de cooperación, razón por la que está profundizando en la colaboración regional. Además, ha señalado que Brasil se encuentra frente al reto de la competitividad en distintos ámbitos, en los que tiene “un espacio importante la cooperación ibérica”. El presidente chileno, Sebastián Piñera Chile En su intervención, el presidente chileno, Sebastián Piñera, ha señalado que Europa tiene raíces sólidas y que, como está tomando las medias que tiene que tomar, va a resurgir de la crisis. En contraposición, ha subrayado que América Latina está experimentado un renacimiento y los países han fortalecido sus democracias, sus instituciones, el Estado de derecho y han encontrado el camino del crecimiento y el desarrollo. A juicio de Piñera, el reto es ahora aumentar el desarrollo, derrotar la pobreza y crear un sociedad que garantice la libertad, la justicia y cree oportunidades “para que todos los latinoamericanos puedan desarrollar sus talentos”. El presidente de Chile considera que para conseguir esos objetivos no basta con los pilares tradicionales sino que hay desarrollar nuevos: mejorar la calidad del sistema educativo; invertir en ciencia y tecnología; destacar la fuerza de la libertad y del emprendimiento y reducir los niveles de pobreza. Colombia El presidente colombiano, José Manuel Santos El presidente colombiano, José Manuel Santos, ha indicado que hace veinte años estuvo en España en otra Cumbre en la que ya se plantearon algunas cuestiones que, aún hoy, siguen sin resolverse, particularmente la lucha contra el narcotráfico. En este sentido, ha celebrado “el llamado para hacer una gran reunión de las Naciones Unidas para discutir el problema”. Respecto a la crisis mundial, ha señalado que hay que potenciar la creatividad financiera para permitir que los excedentes de ahorro que ahora tiene América Latina puedan ser utilizados con facilidad. Según ha explicado esto es necesario por la existencia de situaciones paradójicas como la de que “Alemania acaba de emitir bonos negativos mientras hay unas necesidades de crédito y financiamiento enormes, entre ellas las de nuestros socios y amigos España y Portugal”. Por último ha hecho referencia al inicio, el próximo lunes, de la segunda fase del proceso de paz, asegurando que “el Gobierno de Colombia quiere la paz, tiene toda la determinación y la voluntad para llegar a un acuerdo que termine con este conflicto. No será por intransigencia nuestra que estas conversaciones no tengan éxito”. Costa Rica Laura Chinchilla, presidenta costarricense Laura Chinchilla, presidenta costarricense, ha advertido de que “una grave amenaza se cierne sobre la institucionalidad de una buena parte de las naciones de nuestra región: el narcotráfico, el crimen organizado”. Considera que “este es uno de los campos donde se requiere con mayor urgencia la solidaridad iberoamericana y el trabajo conjunto de nuestros países”. Laura Chinchilla durante su intervención en la sesión plenaria. Foto Pool EFE Ha señalado que, si bien América Latina ha logrado no verse arrastrada por la crisis global y exhibe tasas de crecimiento significativas, de reducción de la pobreza y fortalecimiento de la clase media, no ha de perder de vista que las claves son el mantenimiento de esa tendencia y la equidad. En su opinión, “debemos seguir avanzando teniendo como opción principal la educación de calidad, la innovación y el desarrollo del capital humano”. A esto se añade, ha 52 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 El Presidente del Ecuador, Rafael Correa ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 53 dicho, que “la comunidad iberoamericana tiene otro gran patrimonio que transmitir a las generaciones del futuro: la estupenda biodiversidad con que cuentan nuestros países”. Ecuador El presidente de Ecuador, Rafael Correa, ha declarado que “la crisis económica y social del mundo occidental, que se manifiesta en los países del sur de Europa, ha puesto en evidencia que las recetas neoliberales de siempre no ofrecen una salida a la crisis sino que la incrementan”. En su opinión, las políticas de austeridad en un contexto de recesión sólo profundizan la crisis. Por otra parte, Rafael Correa, ha agradecido al presidente Mariano Rajoy, en nombre de los 600.000 ecuatorianos residentes en España, que su Gobierno haya aprobado un Real Decreto que suspende durante dos años los desahucios. “Los desahucios no tienen razón de ser cuando se trata de una crisis sistémica”, ha dicho. Haciendo referencia al lema de la cumbre, el presidente ecuatoriano ha subrayado que “una relación renovada pasa necesariamente por el adecuado trato de los inmigrantes latinoamericanos en Europa”. “Una relación renovada implica llegar a acuerdos concretos con España para garantizar los derechos humanos como el acceso a los servicios sanitarios. También implica trabajar juntos para evitar los abusos del capital contra los países iberoamericanos”, ha añadido. El Salvador La crisis económica y la lucha contra el narcotráfico han centrado la intervención del presidente de El Salvador, Mauricio Funes, quien considera que “las viejas recetas del ajuste sólo han traído más recesión y han producido el retroceso de los países que aplican esas erróneas políticas”. Funes ha señalado que el narcotráfico ha sido el campo para generar dinero negro y blanquearlo, y este hecho está impactando con fuerza en las economías de los países iberoamericanos. Al respecto, ha señalado que en su país “se está librando la batalla por los derechos de las nuevas generaciones y persiguiendo el narcotráfico”. Además, ha agradecido el apoyo del Gobierno de España para implementar programas de prevención de la violencia juvenil en El Salvador. El presidente del Peru Oyanta Humala México El presidente de México, Felipe Calderón, ha hecho un llamamiento para reforzar la cooperación para luchar contra el cambio climático y el calentamiento del planeta. En este sentido, ha anunciado que su país ha decidido fortalecer la cooperación con la Cumbre Iberoamericana y con la Secretaría General Iberoamericana (SEGIB) mediante una aportación de recursos económicos destinados a un proyecto para estudios ambientales, lucha contra el cambio climático y crecimiento verde. “Estos fondos tienen por objeto que se realicen esos estudios en los países de Iberoamérica por instituciones mejicanas especializadas en cambio climático”, ha concretado. Por otra parte, también ha destacado la necesidad combatir el crimen organizado transaccional, la drogadicción y el tráfico de personas y de armas porque" representan una amenaza para la seguridad de los ciudadanos, el crecimiento económico y la estabilidad democrática de algunos países". Al respecto ha agradecido que el comunicado final de la Cumbre Iberoamericana recoja esta necesidad. Perú El presidente Oyanta Humala ha recordado el camino recorrido por América Latina desde la grave crisis de deuda que vivió en la década de los años 80 y ha reconocido los grandes avances logrados, pero ha advertido de que "América Latina no debe sobreestimar su fortalecimiento económico porque aunque no somos la región más pobre sí somos la más desigual". Respecto a la situación por la que atraviesa Europa, ha afirmado que este continente "es más grande que sus problemas. La crisis pasará y quedarán nuestros pueblos y el proceso de integración en marcha. Los pueblos no sólo requieren la verdad, también la esperanza". El presidente portugués, Anibal Cavaco Silva 54 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 El presidente de México, Felipe Calderón El presidente saliente de Mexico, Calderon ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 55 Humala ha indicado que Perú se convierte hoy gracias al dinamismo de su economía "en una plataforma para inversiones en energía, turismo, infraestructura" y está poniendo en valor su medio ambiente. Pero todo ello desde el principio de que "solos podemos ir rápido, pero juntos vamos a avanzar más lejos". Portugal “Una relación reforzada de todos nuestros países va a ayudarnos a todos para aceptar y enfrentar los desafíos del presente y del futuro”, ha asegurado el presidente portugués, Anibal Cavaco Silva, que ha recocido a América Latina como “uno de los motores de la economía mundial”. Tener una relación de mayor proximidad con el continente americano “se ha convertido en una prioridad para Portugal. En este marco existe un gran potencial de comercio e inversiones que aún no hemos aprovechado. En nuestra mano está dar un impulso a nuestras relaciones”. En su opinión, estamos en un momento adecuado “para iniciar esta relación renovada que refuerce la unión de los pueblos a ambos lados del atlántico. Tenemos grandes cualidades y ventajas que sacar de esta relación”. Por su parte Pedro Passos Coelho, primer ministro de Portugal, ha defendido que América Latina necesita “socios y mercados dinámicos y una Europa fuerte”. Para ello ha abogado por que desde Europa se refuerce “nuestra estructura económica, para lo que hay que crear condiciones de competitividad y una unión bancaria que potencie la política monetaria y favorezca la economía real. Tenemos mucho trabajo que hacer”. El primer ministro portugués, Pedro Passos Coelho República Dominicana El presidente Danilo Medina ha basado su intervención en la idea de que “la economía ha de estar al servicio de las personas y no las personas al servicio de la economía”. En su opinión, reducir la inversión social sólo lograría aumentar la exclusión social y empeorar la economía. “Mejorar la calidad de vida de todos, sobre todo de los que menos tienen, es la clave”. Para ello resulta fundamental fortalecer los mecanismos de integración que nos unen “para trabajar en la reducción de la brecha social. Unamos nuestros esfuerzos y capacidades con audacia y creatividad para impulsar un nuevo modelo de crecimiento y prosperidad basado en la justicia y equidad”, ha añadido. Haití El presidente de Haití, Michel Martelly, ha destacado que los países iberoamericanos son una gran familia porque comparten historia, tradición y cultura sin dejar de lado su propia identidad nacional. Ha asegurado que los cambios están transformando a Haití en un país de oportunidades y que el Gobierno que lidera tiene en la educación y en la democracia los pilares prioritarios para el desarrollo. “Los cambios en Haití, en poco más de año y medio, ya son visibles. Haití avanza paso a paso en el camino de la reconstrucción. Queremos tener voz propia en el escenario internacional y aportar al mundo nuestra cultura, nuestra lucha por la libertad y nuestro afán de superación”, ha señalado. A su juicio, "la idea de la renovación, encarnada por la ciudad de Cádiz, nos guiará en nuestras acciones inspiradas en la promoción de las libertades fundamentales y los principios democráticos". Argentina El vicepresidente de Argentina, Armando Boudou, ha manifestado que la crisis económica está planteando un escenario en el que “las fórmulas del pasado han quedado ostensiblemente en desuso”. Boudou ha añadido que Europa está sufriendo las consecuencias del endeudamiento financiero, mientras que América Latina crece y se desarrolla pero necesita “seguir librando la batalla para superar la desigualdad y la pobreza, y la cooperación es indispensable en ese sentido”. El presidente dominicano Danilo Medina ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 En materia de desarrollo económico, el vicepresidente argentino ha destacado que las políticas de ajuste fiscal van en contra de la recuperación económica, “agravan la situación en los países que las aplican y representan un riesgo para la economía mundial”. “Restar esperanzas y expectativas a nuestras poblaciones aleja las posibilidades de una recuperación", ha dicho. En su discurso también se ha referido a los paraísos fiscales que "minan el sistema financiero internacional y crean riesgos sistémicos al alojar a inversores especulativos”. Al respecto ha ofrecido el apoyo de Argentina para “promover una discusión profunda y sincera sobre los instrumentos necesarios para que las reestructuraciones de deuda soberana puedan ser llevadas a cabo de forma rápida y eficiente”. Cuba El ministro de relaciones Exteriores de Cuba, Bruno Rodríguez, ha manifestado que las políticas que se aplican en Europa parecen no dar resultados y el Estado del bienestar parece en peligro de extinción. “La sobrevivencia del euro está amenazada y el proceso de integración europeo está atrapado en dilemas profundos”, ha dicho. Rodríguez ha añadido que “la difícil coyuntura actual plantea una oportunidad singular a España y Portugal para articular una política eficaz y mutuamente enriquecedora hacia América Latina basada en la relación respetuosa entre soberanos iguales sobre el sólido acervo de cinco siglos de historia compartida y vínculos culturales intensos”. “Debemos reconocer hoy, cuando nuestra región se está dotando con creciente efectividad de sus propios mecanismos de cooperación y concertación que el papel de las cumbres iberoamericanas se modifica inexorablemente. Las cumbres anuales no parecen ser ya necesarias”, ha concluido. Guatemala El ministro de Relaciones Exteriores de la República de Guatemala, Harnald Caballeros, ha manifestado que los países iberoamericanos tienen grandes retos por delante que varían de país a país y van desde la crisis económica a los retos ambientales, la superación de la pobreza, la violencia provocada por el crimen organizado y la superación de tragedias causadas por desastres naturales. Al igual que otros presidentes, Caballeros se ha referido al crimen organizado y a la necesidad de acabar con él en sus diferentes expresiones: narcotráfico, tráfico ilícito de armas, de personas y blanqueo de capitales. A su juicio, la discusión sobre este problema “es inaplazable” y existen puntos de consenso. El presidente guatemalteco considera que “el gran reto de nuestros países es sacar a nuestra población de la pobreza, y eso lo conseguiremos si somos capaces de promover el emprendimiento, la inversión y el apoyo decidido a las pymes”. “Iberoamérica debe enfocarse en el desarrollo económico de sus pueblos”, ha dicho. Nicaragua Samuel Santos, ministro de Relaciones Exteriores de Nicaragua, ha indicado que los pueblos de América Latina “se han levantado y empiezan a recorrer el camino del progreso y del bienestar”. Ha resaltado que “hoy hemos escuchado testimonios de un crecimiento económico sostenido sin precedentes. Pero también de una profunda convicción de que el crecimiento económico debe estar acompañado de acciones y reformas justas que permitan que esa riqueza se distribuya con verdadera equidad”. Nicaragua, en este sentido, ha dicho que viene a esta cita con testimonios de esperanza como la restitución de derechos, avances en inclusión, estabilidad económica con un crecimiento sostenido y catalogado como de los países más seguros. Ha citado la ley que obliga a los partidos a que al menos la mitad de los candidatos sean mujeres o grandes proyectos como los de energías renovables o el canal interoceánico, que se proyecta como complementario al de Panamá. Su país, ha asegurado, representa una oportunidad para España y Portugal. Ahora se trata, ha añadido, de “fortalecer esa inquebrantable alianza que en Cádiz hace 200 años empezaron a perfilar quienes aprobaron ese faro de libertad que fue la Constitución”. XXII Cumbre iberoamericana El rey de España, Juan Carlos I, ha abierto la XXII Cumbre Iberoamericana que se celebra en Cádiz con un discurso en que ha resaltado la necesidad de «hacer llevar más Europa a Ibero-américa» y de «más Iberoamérica a Europa», porque»nuestras miradas se vuelven a vosotros». El monarca español ha inaugurado la Cumbre en el Teatro Falla de Cádiz, en el bicentenario de la Carta Magna aprobada en la ciudad andaluza en 1812. Junto al rey, el presidente del Gobierno, Mariano Rajoy, y el secretario general iberoamericano, Enrique Igle-sias, también han pronunicado un discurso de apertura de la reunión. «El mundo de nuestros días es muy diferente a cuando empezamos las cumbres hace ahora dos decenios. Entonces dije que Iberoamérica estaba en alza, ahora me reafirmo. Nuestras miradas se vuelven a vosotros», ha enfatizado el rey español. Nuestras miradas se vuelven a vosotros El rey Juan Carlos ha comenzado su discurso haciendo alusión a la importancia que tuvo en la elaboración de la Constitución de Cádiz la aportación hecha por diputados provenientes del continente americano y ha ensalzado la virtud de «tender puentes» en lugar de «levantar fronteras». También ha postado por afrontar los momentos de dificultad actuales «trabajando juntos» para «alcanzar metas de "gran relevancia» que de lo contrario serían «imposibles de alcanzar». El rey ha apostado por seguir «explorando" y poner en práctica «nuevas fórmulas de trabajo» para escuchar a los ciudadanos e «incorporar sus inquietudes». Para finalizar, el monarca ha agradecido el recibimiento que la ciudad de Cádiz y sus ciudadanos han dado a la XXII Cumbre Iberoamericana. Parte del discurso lo ha hecho en portugués en honor a los jefes de Estado de Portugal y Brasil. Rajoy llama a la inversión Por su parte, el presidente del Gobierno, Mariano Rajoy, ha hecho un llamamiento en la inauguración de la Cumbre en Cádiz a los países asistentes para "trabajar juntos» en busca del progreso y el crecimiento económi- ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 57 Uruguay Luis Leonardo Almagro, ministro de Relaciones Exteriores, ha apostado por que la cita sirva para que cada uno vea “en el otro su socio natural, y eso debería dar un dinamismo cada vez mayor a nuestras relaciones”. En definitiva, construir más puentes en nuestros procesos de integración. Ha mostrado su apoyo a la Segib en la realización de la hoja de ruta para mejorar la calidad de los programas latinoamericanos y ha reflexionado en torno a que “durante mucho tiempo Iberoamérica ha recibido apoyo y solidaridad española. Hemos crecido y nos hemos desarrollado con ese apoyo del conocimiento y recursos de España. Queremos transmitir al pueblo español que en esta relación renovada extendemos nuestra cooperación con España en el convencimiento de que eso dará mutuos beneficios”. Honduras Mireia Agüero, secretaria de Relaciones Exteriores de Honduras, ha excusado a su presidente, Porfirio Lobo, que ha tenido que volver anticipadamente a su país por las elecciones que se celebran mañana. Seguridad y economía han sido los ejes de su intervención. Ha comenzado diciendo que Honduras se suma a las inquietudes ya referidas por otros intervinientes en materia de seguridad. A este respecto ha indicado que “el principio de responsabilidad compartida continúa siendo la base relevante para enfrentar este grave problema que afecta a nuestra región. Para ello es necesario seguir contando con la ayuda necesaria, el intercambio de experiencias y la colaboración internacional”. En el ámbito económico se ha referido al papel de las pymes y a la necesidad de fomentar la interrelación en la región y con Europa: “Sólo mediante la interconectividad podremos facilitar el libre intercambio de bienes y servicios, también de cultura e iniciativas innovadoras”. También se ha referido al hecho de que “para 2015 América Latina alcanzará la mayor población de jóvenes en la historia de la región”, lo que determina la necesidad de invertir en educación, cultura y nuevas oportunidades de empleo. Venezuela El vicecanciller de Relaciones Exteriores de Venezuela, Temir Porras, ha transmitido los saludos del presidente de su país, Hugo Chávez. En su intervención ha repasado la larga historia común de la familia iberoamericana, “con encuentros y desencuentros. Larga, íntima y compleja, lo que es una buena indicación de por qué nuestra comunidad es tan diversa y con visiones a veces tan divergentes”. Ha asegurado que en la zona se ha vivido en la última década un florecimiento del pluralismo político y lo ejemplificado, en el caso de Venezuela, con un dato: “El 82% de los votantes inscritos han participado en las presidenciales del 7 de octubre pasado”. Paralelamente, ha añadido, “hemos transitado la verdadera revolución social que ha llevado a que Venezuela exhiba la hermosa combinación de ser el país latinoamericano que más ha reducido las desigualdades sociales habiendo triplicado el PIB en 14 años”. Por último, ha afirmado que su país considera que hay una relación renovada en el espacio latinoamericano “que pasa por una revisión de las visiones que tenemos unos de otros a ambos lados del Atlántico”. Lo más importante, ha añadido, “es que hayamos tomado la decisión política juntos como iguales de emprender esta búsqueda y esta renovación”. El presidente haitiano, Michel Martelly. El presidente salvadoreño, Mauricio Funes 58 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 CADIZ - XXII CUMBRE IBEROAMERICANA co, convencido de que «más que una tradición que continuar tenemos un futuro que realizar». Rajoy se ha expresao así en su discurso de inauguración de la Cumbre Iberoamericana que este fin de semana se celebra en Cádiz, con presencia de más de una veintena de jefes de Estado y de Gobierno. Rajoy pone el consenso de 1812 como ejemplo de unidad y de no crear fronteras A su juicio, todos los países iberoamericanos deben "mirar al futuro con respeto a nuestra pluralidad pero con propósito de seguir haciendo cosas juntos", conscientes del «excepcional tesoro compartido». El presidente español ha reivindicado el papel de España como «la plataforma más cercana» que los países del nuevo continente tienen para acceder «a la mayor área de prosperidad del mundo» que es Europa, a pesar de los tiempos actuales de crisis económica. En este sentido, ha reconocido que América Latina «ha cambiado mucho desde entonces», al igual que España, a la que ha definido como «una nación plural, sólida, avanzada y con una voz reconocible en la escena internacional». El presidente ha iniciado su intervención enviando sus condolencias a las víctimas del reciente terremoto en Guatemala y ha dado la bienvenida a los mandatarios iberoamericanos. «El mundo está cambiando» En su discurso, el secretario general iberoamericano, Enrique Iglesias ha destacado que hoy como hace 200 años la comunidad iberoamericana se reúne con la convicción de que el mundo está cambiando y reclama «liderazgos para sentar las bases de un nuevo orden internacional». El secretario general iberoamericano dice que el «mundo está cambiando». En opinión de Iglesias, los cambios en las relaciones internacionales, la crisis económica de los países desarrollados y en especial los de la Unión Europea y EEUU y la bonanza latinoamericana caracterizan el momento en que tiene lugar esta cita. 15 jefes de Estado y Gobierno A la ceremonia han asistido 15 jefes de Estado y Gobierno que participan en la Cumbre de Cádiz, así como la reina ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 59 60 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 Sesso, esoterismo e yoga, perquisizioni in tutta Nel cortile di «porta a porta» vespiano italia .Sesso, esoterismo e yoga, perquisizioni in tutta complimenti e gentilezze tra «onorevoli italia politici italiani Roma, 10 dic. (Adnkronos) "Dell'Utri è un povero disgraziato per tutto quello che gli sta succedendo e parla a ruota libera". Il segretario del Pdl Angelino Alfano ospite di Porta a Porta attacca Marcello Dell'Utri dopo le critiche alla segreteria da parte del senatore del partito. Alfano attacca: "Le dichiarazioni di Dell'Utri non corrispondono al pensiero di Berlusconi. Credo quindi che il presidente del mio partito, nonché fondatore, si dovrà porre con grande serietà il problema della composizione delle liste. Bisogna riflettere molto bene sulla modalità di formazione delle liste, perché su questo sarà espresso un giudizio da parte dell'opinione pubblica, prima ancora di leggere il nostro programma. Dobbiamo sapere prima quali sono gli uomini e le donne su cui le nostre idee dovranno camminare". Immediata la contro-replica di Dell'Utri, che non usa mezzi termini: ''Io ho già detto chiaramente quello che penso del segretario -dice all'Adnkronos-, un povero disgraziato l'ho detto io prima di lui e lui mi risponde con le stesse parole... Ho detto meno di quello che penso... Non mi va di replicare, Alfano si è già qualificato da se per questa risposta piccata e fuori luogo''. ''I guai del Pdl, purtroppo -insiste il senatore- vengono tutti dalla sua incapacità, dalla sua insipienza. Non ha le palle, non c'entra niente con noi'3. Lady Gaga sfoggia un vestito di carne di gusto estetico ben discutibile... Sesso, esoterismo e yoga in Italia Sesso violento, esoterismo e yoga: perquisite a Firenze e in altre città le filiazioni di una scuola internazionaledi yoga frequentate da centinaia di persone. Numerosi gli indagati. La procura di Firenze contesta i reati diassociazione a delinquere, riduzione in schiavitù, tratta di persone e violenza sessuale continuata. Secondo quanto emerge dalle indagini curate dalla squadra anti-sette della questura, i frequentatori di una particolare scuola internazionale di yoga, che fa capo a un guru della Romania, venivano trasformati in adepti di una specie di setta e, ben oltre gli insegnamenti della nota pratica ginnico-filosofica orientale, si imponevano loro atti di violenza sessuale, ciò anche tramite pratiche esoteriche e pornografiche, e comunque portandoli ad uno stato di sudditanza psicologica. Tra i vantaggi avuti dagli indagati, non si esclude neppure l'incasso di denaro, apparentemente pagato dagli iscritti per le rette delle scuole di yoga. L'inchiesta, coordinata dal pm di Firenze Angela Pietroiusti, sarebbe nata una o più denunce di frequentatori della scuola. Le perquisizioni hanno riguardato le sedi di scuole di yoga, facenti capo al movimento che ha sede in Romania, di diverse città italiane e le abitazioni dei tanti indagati coinvolti. Sequestrati computer, agende, documenti ma anche video, che ora sono all'esame degli inquirenti. Comunque sono state perquisite anche persone non indagate, matuttavia rimaste coinvolte in vario modo nel giro. ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 61 62 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012 NATALE A ROMA A Roma Maazel dirige Beethoven per il concerto di Natale a Santa Cecilia Il tradizionale Concerto di Natale è stavolta affidato alla bacchetta di un grande musicista, testimone e ambasciatore della grande musica: Lorin Maazel. Per due serate, venerdì 21 dicembre (Sala Santa Cecilia ore 21) e sabato 22 (ore 18) il direttore statunitense (ma francese di nascita), che fu bambino prodigio «benedetto» da Arturo Toscanini, affronterà con l'Orchestra e il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia la pagina sinfonica per eccellenza e, tra le creazioni più alte dell'ingegno umano: la Nona Sinfonia di Beethoven. Insuperato messaggio etico di fratellanza e di pace, la Nona è stata dichiarata «patrimonio dell'Umanità» dall'Unesco e scelta (l'ultimo movimento) quale inno ufficiale dell'Unione Europea.