CÁDIZ: XXII CUMBRE IBEROAMERICANA
LA
FIERA
LIBRARIA
MENSILE D’INFORMAZIONE BIBLIOGRAFICA,
POLITICA E CULTURALE
LA FIERA LIBRARIA - A. XXXII - Nº 294 - DICEMBRE 2012
LA FIERA LIBRARIA
Mensile d’informazione bibliografica,
politica e culturale
SOMMARIO
le Penseur de Notre-Dame de Paris
Nella pagina 5: Francisco de
Zurbarán, Battaglia navale nel mare
di Cádiz
A highly original Spanish artist,
Francisco de Zurbarán, until recently
was not known beyond Spain. His works
are rarely met in European museums
and are highly appreciated by collectors.
He was born in Fuente de Cantos
(Estremadura) into the family of a petty
merchant. His professional training he
received in Seville in 1616/17 in the
workshop of Pedro Diaz da Villanueva.
Then he settled near his birthplace to
paint a large number of religious pictures for the monasteries and churches.
Direttore responsabile
EDITORIALE
La crisi di credibilità
di Luigi Castiglione
3
PERISCOPIO
Nobel per la pace all’Unione
europea
Italo Svevo all’asta
6/9
GALLERIA
Il papa della semplicità
Proust o della profonda mondanità
Dubcek, il socialismo dal volto umano
19
Luigi Castiglione
Vicedirettore
Massimo Ubaldi
Art Director
Valérie Larbaud
Amministrazione
Pilar Moreno
Iscr. Registro della Stampa
e Tribunale di Roma nº 278/1981
Copyright & Protezione
dei dati ex art 10 legge 675/1996
Amministrazione
Via Alatri, 30
00171 ROMA / Italia
Centro direttivo europeo
email: [email protected]
Anno XXXII - Nº 294
Dicembre 2012
IN PRIMO PIANO
A Eduardo Mendoza il «Nobel
spagnolo» 2012
Lo «Hobbit» dal libro al cinema
Viaje a través de la vita
de Gabriel García Márquez
Unamuno, cent’anni dalla pubblicazione del
«Del sentimiento tragico de la vida»
A Guimaraes si chiude l’anno
europeo della cultura
CRONACA DELL’ALDIQUÀ
XXII CUMBRE IBEROAMERICANA
Intervención de los mandatarios
iberoamericanos ante el plenario
Scintille di «grandi» politici italiani
nel cortile vespiano di «Porta a porta»
19
26
26
27
33
38/58
INSERTO EDIZIONI LOGOS, 42/47
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ANNO XXXII
EDITORIALE
La crisi
di credibilità
«La crisi di credibilità, – scrive il paolino Francesco Anfossi – l'inadeguatezza rispetto ai problemi urgenti della crisi, le battute di sapore populista (le allusioni sui
dubbi sull'euro, i luoghi comuni di un'Italia
che tutto sommato se la passa bene perché
la gente va al ristorante) è sotto gli occhi
dell'opinione pubblica nazionale e internazionale (In nome di Dio, vattene!, ha titolato il «Financial Times», che non è un quotidiano comunista, ma è il giornale più prestigioso del liberismo e degli interessi
finanziari della City)».
Il Paolino dunque ignora cosa sia il liberismo, oppure lo condivide?
Il settimanale dei Paolini ricorda inoltre
che al Capo dello Stato spetta il «compito
di risolvere un problema cruciale per le
sorti del Paese, quello che al momento è un
vero e proprio rebus: il dopo Berlusconi».
Ma non sa il Paolino che il «problema
cruciale» che il Presidente della repubblica
deve sempre anzitutto affrontare, che deve
prima d’altro risolvere, il Presidente insieme con tutti i governanti, i ministri e i sottoministri e tutti i responsabili collaterali,
orizzontatli e verticali, consulenti e dipendenti, è quello del miglioramento della
moralità, nel rispetto della libertà dei cittadini, mentre «sul piano economico e amministrativo lo spazio della libertà, non solo
degli individui e delle famiglie, ma anche
dei piccoli gruppi, delle piccole e medie
imprese, si restringe sempre di più e anzi si
ha l'impressione che si stia per diventare
tutti poco meno che ingranaggi dell’immane macchina dello Stato», mentre «sul
piano civico e politico la libertà reale di
pensare e di agire è per l'individuo sempre
più condizionata dai giuochi artificiosi e
dai complicati conflitti dei gruppi organizzati: sul piano del costume morale sono
caduti tutti gli argini, si sono concesse tutte
le licenze, si sono trascurate tutte le iniziative che dovevano perfezionare ο sostituire
ο far osservare le antiche leggi».
Lo Stato non ha competenza nel campo
morale? Ma se la politica — almeno nel
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- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
senso classico — non è altro che l’esercizio
della virtù-chiave della vita morale, la prudenza che trasferita nella vita pubblica innalza le funzioni dello Stato, dei suoi organi,
dei suoi dirigenti, e degli stessi partiti, ben al
di sopra della cerchia di scaltrezza, di pragmatismo, ο addirittura di cinismo in cui
spesso si svolge la lotta per la conquista e il
mantenimento del potere, e le identifica,
quelle funzioni, con la forma più alta di attività etica, quella che si sviluppa nei valori
della socialità, quella che si risolve in un
effettivo servizio del prossimo, per il raggiungimento del bene comune integrale!
L'uomo non vive di solo pane e si unisce
agli altri uomini per soddisfare le esigenze di
socialità che postulano soprattutto una comunione di cultura, di spiritualità, di valori
morali e religiosi. Lo Stato non ha la competenza per fare da maestro, profeta ο pontefice (come non di rado ha preteso e pretende
di essere), ma ha pur sempre il compito di
creare le condizioni di vita pubblica favorevoli al progresso non solo economico e
scientifico, ma anche morale e spirituale dei
cittadini; il compito di salvaguardare l'integrità di una civiltà, di una tradizione; il compito di agire e condurre i cittadini sulla base
di quei principi della morale naturale —
almeno di questa — che sono comuni a tutti,
perché precedono le stesse differenze religiose, e che costituiscono la garanzia della
salute spirituale e persino fisica di un popolo».
E conclude, il noto filosofo moralista
domenicano: «Forse, solo a patto di una
revisione di queste esigenze morali della
politica c'è una fondata speranza — specialmente per i cristiani — di ridare un soffio di
idealità allo Stato, diventato cosi meccanico,
banale, grigio e pesante.
Speranza di rimediare alla depressione in
cui la mediocrità degli uomini, l'assenza di
idee e la prevalenza degli interessi materiali
in non pochi Paesi hanno ridotto la politica,
almeno nel sentimento e nell'estimazione dei
popoli».
Luigi Castiglione
LA FIERA
LIBRARIA
La foire du livre
La feria del libro
A feira do livro
Book Fair
Bokmessen
The book fair
Knižní veletrh
Targi książki
Η έκθεσ βιβλίου
Liber pulchra
Targul de carte
Bogen fair
Kirjamessut
Bokmessen
De boekenbeurs
3
LA FIERA
LIBRARIA
LA FIERA
PERMANENTE
DEI LIBRI
CENTENARIO DI PASCOLI
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ANNO XXXII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
PERISCOPIO
Nobel per la Pace all'Unione
europea
Il diploma del Nobel per la pace
2012 é stato consegnato al presidente permanente del Consiglio
Europeo Herman Van Rompuy e al
presidente della Commissione europea a José Manuel Barroso, la
medaglia d'oro al presidente del
Parlamento europeo Martin Schulz.
La cerimonia si e' tenuta nel
Radhuset (municipio) di Oslo, alla
presenza dei reali di Norvegia. Il
premier Mario Monti è in platea
assieme agli altri leader europei. In
prima fila, affiancati, il presidente
francese Francois Hollande e
Angela Merkel. In seconda fila, esattamente alle loro spalle, Monti tra il
finlandese Jyrki Katainen ed il belga
Elio Di Rupo. In terza fila, alle spalle
di Monti, il presidente della Bce, Mario Draghi. Con la crisi finanziaria -
ha detto Thornbjorn Jagland, presidente del comitato per il Nobel per la
Pace, nel discorso durante la cerimonia di consegna alla Ue - l'impianto
politico dell'Unione europea «é più
importante che che mai», altrimenti, «il
risultato sarebbe nuovo protezionismo, nuovo nazionalismo con il rischio
che il terreno conquistato venga perso
di nuovo».
«I leader di sei stati si riunirono a
Roma 'citta' eternà (in italiano, ndr) per
cominciare un nuovo futuro». È stata
la prima di una serie di 'immagini' sulle
origini e la storia dell'Unione citate da
Herman Van Rompuy nel suo discorso
durante la cerimonia di consegna del
Nobel per la pace alla Ue. La scorsa
settimana in una prima versione di un
video del Consiglio Europeo sulla storia dell'Ue non era stato.
Il riconoscimento è stato formalmente ritirato da Van Rompuy, Schulz e Barroso. Il presidente del Consiglio Eu-ropeo:
«Rendo omaggio a chi ha sognato la pace e l'ha resa realtà».
Il premio in denaro, integrato
fino a due milioni di euro, sarà
devoluto in beneficenza ai
bambini vittime delle guerre
ANNO XXXII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
7
PERISCOPIO
inserito alcun riferimento all'Italia.
La guerra della ex Jugoslavia, quella che l'Unione europea non è riuscita
a evitare negli anni '90, e' stata citata
da Van Rompuy nel suo discorso
durante la cerimonia di consegna del
Nobel per la pace all'Ue. «Orrendi
massacri sono avvenuti» allora, ha
ammesso, dopo aver ricordato la fine
del «regime sovietico sull'Europa orientale... appena due decenni fa». «I
bambini nati al tempo di Srebrenica ha quindi notato - compiranno 18 anni
il prossimo anno».
«Sono orgoglioso di essere europeo». Con queste parole Herman
Van Rompuy ha concluso il suo discorso, salutato con una standing ovation di tutti i leader europei.
Oltre un minuto di applauso al quale
si sono uniti i reali di Norvegia, Harald
e Sonia, con il principe ereditario
Hakon.
«L'attuale situazione in Siria è una
macchia sulla coscienza del mondo»
e «la comunità internazionale ha il
dovere morale di sanarla».
Lo ha detto il presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, durante il suo discorso per la
cerimonia di consegna del Nobel della
Pace alla Ue a Oslo.
Il presidente della Commissione
europea ha citato papa Giovanni
Paolo II. «Dopo la riunificazione, l'Europa è stata in grado di respirare con
entrambi i suoi polmoni, come detto
da Karol Wojtila» ha affermato parlando della caduta del Muro.
«In oltre sessant'anni il progetto
europeo ha dimostrato che è possibile
che popoli e nazioni stiano insieme al
di là delle frontiere» quindi «la nostra
speranza e il nostro impegno è che
l'Unione europea aiuterà il mondo a
stare insieme per giustizia, libertà e
pace».
Così José Manuel Barroso, apparentemente commosso, ha concluso il
suo discorso alla cerimonia di consegna del Nobel per la Pace, salutato da
una calorosa 'standing ovation' di
quasi due minuti.
***
«Un grandissimo giorno per
l'Unione europea, per i cittadini, ma
è un grande giorno soprattutto per
l'Italia, che non soltanto è tra i
fondatori convinti del gruppo dei Sei
del Trattato di Roma ma è stata
anche la patria di pensatori e grandi
statisti che hanno dato un impulso
fondamentale ai valori e al processo
di integrazione»: così il ministro
degli Esteri Giulio Terzi commentando l'assegnazione del Nobel alla
Ue. Terzi ha ricordato «gli uomini
fondamentali che hanno firmato
questo processo, Altiero Spinelli col
manifesto di Ventotene, Alcide De
Gasperi, Gaetano Marino, e anche
una fondamentale figura della diplomazia, il ministro degli esteri Carlo
Sforza che soleva dire 'Se non dobbiamo fare l'Europa per affetto e per
passione, facciamola almeno per
interessé.
Una frase di particolare attualità
anche oggi. L'Europa, almeno per
interesse nazionale, deve essere
costruita».
«Il tuo entusiasmo è la migliore
garanzia per il futuro dell'Europa».
Così il ministro degli esteri Giulio
Terzi in un tweet rivolto a Elena
Nicoletta Garbujo, la sedicenne
milanese - vincitrice proprio grazie
ad un tweet - di un concorso indetto
dall'Ue per premiare le migliori
risposte alla domanda : «cosa significa per te la pace in Europa?».
«L'aspetto alla Farnesina per
ringraziarla del suo encomiabile
impegno", è l'invito del ministro alla
ragazza che oggi sarà ad Oslo per
assistere alla cerimonia di consegna del Nobel per la pace all'Unione
Europea.
Italo Svevo
all’asta
Record per una rarissima prima
edizione di ''Senilita''', secondo
romanzo di Italo Svevo, pubblicato a
Trieste nel 1898 da Ettore Vram. Ad
un'asta di Minerva Auctions a Roma,
questo pomeriggio, l'esemplare con
una dedica dello scrittore e' stato
aggiudicato per 26.000 euro, che
con i diritti hanno portato il prezzo
finale a 32.500 euro.
Inaugurato a
Washington anno
cultura italiana
In America nel 2013, sarà tempo
d'Italia. Con l'esposizione del celebre David-Apollo di Michelangelo
nella National Gallery of Art di
Washington, infatti, si è aperto ufficialmente oggi l'Anno della Cultura
Italiana negli Stati Uniti, il progetto
nato dall'iniziativa del Ministro degli
Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata e
che gode dell'Alto Patronato del
Presidente, Giorgio Napolitano. "La
nostra speciale attenzione e il nostro
impegno più urgente - ha detto Terzi
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ANNO XXXII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
PERISCOPIO
nel suo intervento - sono dedicati
alle più giovani generazioni dei due
Paesi. La nostra iniziativa li coinvolge al tempo stesso come attori
principali e come beneficiari di lungo
periodo dell'impulso dinamico alle
nostre relazioni bilaterali, che è l'obiettivo principale dell'Anno". La manifestazione, si articolerà in più di 180
eventi a cura dall'Ambasciata
Washington e dai Consolati e
Istituti di Cultura italiani in oltre 40
città americane. "L'Anno della cultura italiana negli Stati Uniti - ha sottolineato Napolitano in un suo messaggio - vuole rappresentare un atto
di impegno per l'ulteriore rafforzamento dell'antica e solida amicizia
esistente tra i nostri due Paesi. Nel
2011 le celebrazioni dei 150 anni
dell'Unità d'Italia, svoltesi con successo anche negli Stati Uniti, hanno
stimolato una significativa riflessione sulle nostre comuni radici ideali e culturali. Il 2013 ci consentirà di
guardare al presente e al futuro».
Michael Rohde
La cura dei giardini storici
(Teoria e prassi)
Edizione italiana a cura di Massimo de Vico Fallani
Quest’opera di Michael Rohde, uno dei massimi rappresentanti
del restauro e della conservazione dei giardini storici europei,
illustra con rara chiarezza la teoria e la prassi del restauro e della
manutenzione dei giardini storici, organizzando la materia in una
prima parte riguardante il passato, sviluppata su testiantichi, e in
una seconda riguardante il presente, sviluppata sulle testimonianzedirette di trenta fra i più importanti giardini e parchi tedeschi.
Giardinii e paesaggio, vol. 31, 2012, cm 17x24,
XVIII-590 pp. con 625 figg. n.t. di cui 418 a colori,
rilegato, € 58.
Casa Editrice Leo S.Olschki
ANNO XXXII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
9
PERISCOPIO
ebooks
logos
novità
Gli EBOOKS della LOGOS si possono
agevolmente leggere sul monitor del proprio
computer, se ne può ingrandire e rimpiccolire il
testo e renderlo anche più oppure meno
luminoso, secondo le proprie esigenze visive,
senza ricorrere ad ulteriori spese...
10
ANNO XXXII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
eBooks Logos
PERISCOPIO
Léon Bloy
Nelle tenebre
Introduzione di Vittorio di Giacomo
Pagine 160, € 16
Ecco la filosofia del Bloy. E
̀ la filosofia della Bibbia, dei
mistici, delle anime semplicemente e profondamente religiose; la filosofia che gravita intorno ai due fatti fondamentali
della storia religiosa dell’ umanità: la Caduta dell’ uomo, esiliato in terra, il cui metaforico sonno è attraversato dalle
immagini semicancellate del perduto Eden; e la Redenzione,
monologo divino nella storia umana, che fa del sublime
Crocifisso il centro ed il lume della vita. Intorno a questi due
elementi, si inseriscono motivi di colore mistico, come la dottrina giovannea del tralcio e della vite, il paolino «Unus estis
in Christo» (Gal., 3, 28), cioè degli uomini membra sostanziali
del corpo mistico di Gesù; motivi di tendenza mistica con
sviluppi pratici, come la dottrina della Comunione dei Santi,
chiamante all’ integrale corresponsabilità degli atti umani;
motivi infine schiettamente etici come quello della libertà. La
libertà («questo dono prodigioso, inqualificabile, con cui ci è
dato di vincere il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, di
uccidere il Verbo incarnato... etc.) è per il Bloy il dono divino
che più di ogni altro conferisce dignità all’uomo, ma al
(tempo stesso il più terrificante, perchè solo in forza della
libertà fu possibile crocifiggere il Salvatore...
Léon Bloy, Nelle tenebre, a cura
di Vittorio Di Giacomo, pagine 160, € 16
Ecco la filosofia del Bloy. È la
filosofia della Bibbia, dei mistici,
delle anime semplicemente e profondamente religiose; la filosofia
che gravita intorno ai due fatti fondamentali della storia reli- giosa
dell’ umanità: la Caduta dell’ uomo,
esiliato in terra, il cui metaforico
sonno è attraversato dalle immagini
semicancel- late del perduto Eden;
e la Redenzione, monologo divino
nella storia umana, che fa del sublime Crocifisso il centro ed il lume
della vita. Intorno a questi due elementi, si inseriscono motivi di colore mistico, come la dottrina giovannea del tralcio e della vite, il
paolino «Unus estis in Christo»
(Gal., 3, 28), cioè degli uomi- ni
membra sostanziali del corpo mistico di Gesù; mo-tivi di tendenza
mistica con sviluppi pratici, come
la dottrina della Comunione dei
Santi, chiamante all’ inte- grale corresponsabilità degli atti umani;
motivi infine schiettamente etici
come quello della libertà. La libertà
(«questo dono prodigioso, inqualificabile, con cui ci è dato di vincere
il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo,
di uccidere il Verbo incar- nato...
etc.) è per il Bloy il dono divino che
più di ogni altro conferisce dignità
all’uomo, ma al (tem-po stesso il
più ter- rificante, perchè solo in
forza della lib- ertà fu possibile crocifiggere il Salvatore — come è
possibile ora continuare ad offende
ANNO XXXII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
eBooks Logos
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PERISCOPIO
San Bonaventura
Le sei ali
del serafino
Pagine 126, €10
L'essenza del sacramento del matrimonio non 6 l'unione legale tra un uomo e una donna per una inseparabile comunanza di vita, come finora s'era andato sostenendo, bensì il reciproco amore tra i coniugi. Il farsi l'uno
carne dell'altro, il divenire una sola carne, come se fossero un unico essente. E un teologo gesuita, già negli anni
trenta del passato secolo, l'aveva scritto: « ...quando tra
un uomo e una donna c'è il vincolo dell'amore allora il
matrimonio c'è». E Giovanni Paolo II, nella sua prima
enciclica, l'aveva ribadito: «L'uomo non può vivere senza
amare; la sua vita sarebbe priva di senso, se non fosse
riamato, se non sperimentasse l'amore». Sicché il sacramento finisce quando l'amore muore...
In sostanza è questa la tesi sostenuta dal Boterò che,
basandosi anche su recenti sentenze rotali, non fa altro in
questo suo nuovo magistrale libro che ripercorrere l'iter
del sacramento matrimoniale dal punto di vista storico,
morale, giuridico.
Silvio Botero Giraldo, La famiglia, comunità d’amore, a cura di
Massimo Ubaldi, pagine 192, € 18
Il pensare di Bonaventura è sempre
un pensare «biblico», la sua espressione tende sempre a riprendere le
parole della Scrittura, inserendole
con singolare naturalezza nel contesto del suo discorso. Ciò però non
significa che ci sia mai in Lui un
incriteriato fideismo; anzi, seguendo la Bibbia egli tende ad assimilare alla vita dell'Essere, cercando
agostinia-namente di intendete,
nella partecipazione della Luce divina, il senso profondo della vita
come dono, al fine di partecipare
più intensamente di Dio. In questo
medesimo senso Bonaventura propone la lettura dell'opuscolo Le sei
ali del Serafino. Sei sono le ali dei
Serafini, delle più alte creature
angeliche che, secondo Isaia (6,1
ss.), stanno direttamente innanzi a
Dio. Bonaventura intende che
come il Serafino ha sei ali, con il
prelato, colui che ha la gravissima
responsabilità non solo della sua
personale salvezza, ma anche della
vita di coloro che gli sono affidati e
che deve in nome di Dio liberare
dal peccato per renderli operai nella
messe divina, debba avere sei virtù
fondamentali. Tali sei virtù sono :
1) lo zelo della giustizia; 2) la religiosa pietà; 3) la pazienza; 4) una
vita esemplare; 5) l'acutezza e la
sensatezza nelle diverse situazioni
della vita; 6) la devozione vers o
Dio.
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ANNO XXXII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
eBooks Logos
PERISCOPIO
Charles Péguy
La nostra giovinezza
A cura di Massimo Ubaldi
Pagine 176, € 18
Notre jeunesse è comunemente
posta fra i capolavori della prosa di
Péguy. È una parola difficile questa
nel caso di Péguy, che il «capolavoro» in realtà non lo scrisse mai (ed
è una delle ragioni per cui la sua
fama non oltrepassò determinati
ambienti), ma certo essa è una delle
opere sue più salde, per fedeltà a un
tema cen- trale e per costanza di
ispirazione. Mentre possiede alcune
fra le pagine bellissime di Péguy, va
relativamente immune da quelle dispersioni e quei ristagni che pesano
sovente sulla sua opera, raggiungendo così una sua completezza,
che per- mette di presentarla, in
qualche modo, come esemplare....
Notre jeunesse è comunemente posta fra i capolavori della
prosa di Péguy. E una parola difficile questa nel caso di Péguy,
che il «capolavoro» in realtà non lo scrisse mai (ed è una delle
ragioni per cui la sua fama non oltrepassò determinati ambienti), ma certo essa è una delle opere sue più salde, per fedeltà a
un tema cen- trale e per costanza di ispirazione. Mentre
possiede alcune fra le pagine bellissime di Péguy, va relativamente immune da quelle dispersioni e quei ristagni che pesano
sovente sulla sua opera, raggiungendo cosi una sua completezza, che per- mette di presentarla, in qualche modo, come esemplare...
Charles Pégny nacque a Orléans il 7 gennaio 1873 da famiglia di
piccoli artigiani di origine contadina. Ottenuta una borsa di studio
compi gli studi liceali a Orléans e Parigi. Fu ammesso alla Scuola
Nor-male (1894) dove ebbe maestro Bergson; la lasciò senza terminare il corso (1897). Scoppiato l'affare Drey-fùs (1897) vi partecipò
in campo dreyfusista. Nel 1898 fondò con Blum e Herr la «Libratile
socialiste» Georges Bellais. La-sciata la Librairie fondò i «Cahiers de
la Quinzaine» (1900), libero osservatorio su tutta la vita francese, da
cui passarono parecchi fra i noti ingegni e qualcuno fra i grandi nomi
del tempo. Nei «Cahiers pubblicò tutte le sue opere. Scoppiata la
guerra parti volontario e . cadde a Villeroy alla vigilia della battaglia
della Marna (5 settembre 1914).
Charles Péguy, La nostra giovinezza,
a cura di Massimo Ubaldi, pagine 224, € 18
ANNO XXXII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
eBooks Logos
13
PERISCOPIO
San Bonaventura
Le sei ali
del serafino
Pagine 126, €10
Il pensare di Bonaventura è sempre un pensare «biblico», la sua
espressione tende sempre a riprendere le parole della Scrittura,
inserendole con singolare naturalezza nel contesto del suo discorso. Ciò però non significa che ci sia mai in Lui un incriteriato
fideismo; anzi, seguendo la Bibbia egli tende ad assimilare alla
vita delllEssere, cercando agostinianamente di intendete, nella
partecipazione della Luce divina, il senso profondo della vita come
dono, al fine di partecipare più intensamente di Dio. In questo
medesimo senso Bonaventura propone la lettura dell'opuscolo Le
sei ali del Serafino. Sei sono le ali dei Serafini, delle più alte creature angeliche che, secondo Isaia (6,1 ss.), stanno direttamente
innanzi a Dio. Bonaventura intende che come il Serafino ha sei ali,
così il prelato, colui che ha la gravissima responsabilità non solo
della sua personale salvezza, ma anche della vita di coloro che gli
sono affidati e che deve in nome di Dio liberare dal peccato per
renderli degli della messe divina, debba avere le virtù fondamentali. Tali sei virtù sono : 1) lo zelo della giustizia; 2) la «religiosa
pietà; 3) la pazienza; 4) una vita esemplare; 5) l'acutezza e la sensatezza nelle diverse situazioni della vita; 5) la devozione versο
Dio.
San Bonaventura, Le sei ali del serafino,
a cura di Massimo Ubaldi, pagine 144,€ 10.
Il pensare di Bonaventura è sempre un
pensare «biblico», la sua espressione
tende sempre a riprendere le parole della
Scrittura, inserendole con singolare naturalezza nel contesto del suo discorso.
Ciò però non significa che ci sia mai in
Lui un incriteriato fideismo; anzi,
seguendo la Bibbia egli tende ad assimilare alla vita dell'Essere, cercando agostinia-namente di intendete, nella partecipazione della Luce divina, il senso profondo della vita come dono, al fine di
partecipare più intensamente di Dio. In
questo medesimo senso Bonaventura
propone la lettura dell'opuscolo Le sei
ali del Serafino. Sei sono le ali dei
Serafini, delle più alte creature
angeliche che, secondo Isaia (6,1 ss.),
stanno direttamente innanzi a Dio.
Bonaventura intende che come il
Serafino ha sei ali, con il prelato, colui
che ha la gravissima responsabilità non
solo della sua personale salvezza, ma
anche della vita di coloro che gli sono
affidati e che deve in nome di Dio liberare dal peccato per renderli operai nella
messe divina, debba avere sei virtù fondamentali. Tali sei virtù sono : 1) lo zelo
della giustizia; 2) la religiosa pietà; 3) la
pazienza; 4) una vita esemplare; 5) l'acutezza e la sensatezza nelle diverse
situazioni della vita; 6) la devozione
vers o Dio.
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ANNO XXXII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
eBooks Logos
PERISCOPIO
A.D. Sertillanges
Preghiera
e musica
Pagine 126, €10
A.D.Sertìllanges, filosofo e teologo domenicane 18631948), fu lettore di teologìa nelle scuole dell'Ordine domenicano, segretario della prestigioso «Revue thomiste», poi prof,
di filosofia. Divenne membro dell'Accademia francese
(classe di scienze morali e politiche), e ciò fece dire che egli
«aveva fatto entrare San Tommaso sotto la cupola del maggior istitituto. di Francia»; di San Tommaso il Ser-tillanges fu
uno fra i più brillanti e-spositorì moderni. Insegnò ancora in
Olanda ed a Le Saukhoir, infine a Parigi. Predicatore eccellente, scrittore brillante ed a volte paradossale, tomista profondo ma con interpretazioni personali, esplicò in tutti i
campi una mirabilie ed indefessa attività intellettuale, senza
però mai disperdersi: la varietà dei doni e la sua potente personalità che li univa sono le linee essenziali della sua fisionomia morale, sostenuta da grande energia, da un vigoroso
ottimismo, da una squisita sensibilità artistica e da un altissimo senso del dovere e del valore del lavoro. Con i suoi
numerosi scritti esercitò una vastissima influenza nei campo
del pensiero.
A. D. Sertillanges, Preghiera e musica,
a cura di Michele Brini, pagine 120, € 10.
La preghiera è musicale per
natura; come ogni parola che si
esalta, essa va incontro al canto.
«La parola è un suono in cui è
pri-gioniero il canto» dice Grétry.
Vi è prigio-niero come la statua
nel marmo, sotto le mani di
Michelangelo; ma per scioglierla
basta un lieve accrescimento di
vita, perchè qui lo scultore è a
casa sua.
La parola esprime un pensiero; ed in se stessa una parola
non è una musica; ma a questo
pensiero è sempre legato uno
stato d’animo, un alone di fantasia, un gioco di fantasmi dalle
tendenze dinamiche, di cui ritmo
e melodia sono la legge, per
quanto poco esso si acceleri.
«La musica prolunga gli effetti
dell’a-nima», dice il De arte musicae, attribuito (del resto a torto)
a san Tomaso d’Aquino.
«Il canto è l’espressione eroica della parola», dice Carlyle.
ANNO XXXII
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eBooks Logos
15
PERISCOPIO
Silvio Botero Giraldo
La coppia umana
tra idealità e realt
Pagine 176, €18
La famiglia, «comunità di amore e di vita» è la forma tipica per
riferirsi alla comunità domestica. I termini «amore» e «vita» sono in
stretta relazione con le due dimensioni della coppia umana, unitiva
e procreativa. E questo nuovo saggio del Boterò vuole appunto
unire i due elementi che, lungo il corso della storia dell'uomo, appaiiono strettamente connessi. E proprio per questo l'autore, perspicace moralista e lungimirante, sviluppa la riflessione in tre capitoli
nei quali offre una prospettiva diversa ma complementare: il primo è
così di taglio socio/antropologico; il secondo, storico/teo-ilogico ed
il terzo magisteri ale/pastorale... Contrapponendo coloro che lottano
perché l'economia stia al servizio dell'uomo alla faziosità capitalistica che preme perché l'uomo serva all'economia del mondo, egli fa
così rilevare come la soluzione resta nell'instaurarsi di una nuova
cultura della vita, frutto della verità e dell'amore nell' unità/fecondità.
J. Silvio Boterò Giraldo è sacerdote redento-lista. Si è licenziato in
Diritto canonico e in Teologia dogmatica nell'Università «Comu_-as»
(Madrid). Laureato in Teologia morale nell'Accademia attonsiana
dell'Università lateranense di Roma. Insegna in diverse Università pontificie detta Colombia. Collabora con la Cathedra di teologia morale, con
Itepal, l'Istituto dei Celam a Bogotà. E autore di una quarantina di libri
1, e una cinquantina di saggi pubblicati in riviste dell'Europa e
dell'America Latina.
Silvio Botero Giraldo, La famiglia comunità d’amore,
(Dialettica tra unità e fecondità), pagine 192, € 18.
L’essenza del sacramento
del matrimonio non è l’unione
legale tra un uomo e una
donna per una inseparabile
comunanza di vita, come finora s’era andato sostenendo,
bensì il reciproco amore tra i
coniugi. Il farsi l’uno carne dell’altro, il divenire una sola
carne, come se fossero un
unico essente. E un teologo
gesuita, già negli anni trenta
del passato secolo, l’aveva
scritto: « ...quando tra un uomo e una donna c’è il vincolo
dell’amore allora il matrimonio
c’è»; e Giovanni Paolo II, nella
sua prima enciclica, l’aveva
ribadito: «L’uomo non può vivere senza amare; la sua vita
sarebbe priva di senso, se
non fosse riamato, se non
sperimentasse l’amore». Sicchè il sacramento finisce quando l’amore muore... In sostanza è questa la tesi sostenuta
dal Botero che, basandosi
anche su recenti sentenze
rotali, non fa altro in questo
suo nuovo magistrale libro
che ripercorrere l’iter del sacramento matrimoniale dal
punto di vista storico, morale,
giuridico.
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ANNO XXXII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
eBooks Logos
PERISCOPIO
Georges Bernanos
Il Cammino
di Cruz das Almas
A cura di L;.Castiglione
Pagine 176, €18
«I proscritti che errano oggi attraverso il mondo, e che non
trovano asilo in nessun luogo, con il pretesto che il loro passaporto non sia in regola, permettono di ben prevedere i nuovi
metodi mediante i quali sarà nel futuro attuata la lotta per la
vita. si può peccare per azione e per omissione; è ugualmente
facile sterminare con l’azione e con l’omissione. L’eccessiva ricchezza ha fatto diventar folli le patrie. La miseria le farà diventar feroci. Lo svolgimento degli effetti e delle cause potrà ormai
essere arrestato soltanto con un altro mira- colo, simile a quello
che fu annunciato, venti secoli fa, da un angelo ad alcuni pastori. Il fronte della cristianità è stato rotto, non mi stancherò di
scriverlo, la sconfitta delle coscienze è un fatto smisurato, dalle
conseguenze incalcolabili. nessuno sembra dubitarne, i pastori
con- tano le loro pecore e si rassicurano pensando che il loro
numero non sia diminuito come prevedevano i profeti di sciagure come me... Dico che la solidarietà della cristianità universale di fronte a scandali più grandi, intollerabili, non è stata
mantenuta, i cristiani hanno agito ciascuno per sé... L’umanità
riscattata, resa partecipe della divinità come c’insegna la liturgia della messa, è inchiodata alla croce, ma che gliene importa
ai Farisei dal momento che hanno pagato la decima e rispettato
il sabato?»
Georges Bernanos, Il cammino di Cruz das Almas, A
cura di Luigi Castiglione, pagine 176, € 18;
«I proscritti che errano oggi attraverso il mondo, e che non trovano
asilo in nessun luogo, con il pretesto
che il loro passaporto non sia in
regola, permettono di ben prevedere
i nuovi metodi mediante i quali sarà
nel futuro attuata la lotta per la vita.
si può peccare per azione e per
omissione; è ugualmente facile sterminare con l’azione e con l’omissione. L’eccessiva ricchezza ha fatto
diventar folli le patrie. La miseria le
farà diven- tar feroci. Lo svolgimento degli effetti e delle cause potrà
ormai essere arrestato soltanto con
un altro mira- colo, simile a quello
che fu annunciato, venti secoli fa, da
un angelo ad alcuni pastori. Il fronte
della cristianità è stato rotto, non mi
stancherò di scriverlo, la sconfitta
delle coscienze è un fatto smisurato,
dalle conseguenze incalcolabili.
nessuno sembra dubitarne, i pastori
con- tano le loro pecore e si rassicurano pensando che il loro numero
non sia diminuito come prevedevano i profeti di sciagure come me...
Dico che la solidarietà della cristianità universale di fronte a scandali più grandi, intollerabili, non è
stata mantenuta, i cristiani hanno
agito ciascuno per sé... L’umanità
riscattata, resa partecipe della
divinità come c’insegna la liturgia
della messa, è inchiodata alla croce,
ma che gliene importa ai Farisei dal
momento che hanno pagato la decima e rispettato il sabato?»
LUIGI CASTIGLIONE
SALVARSI DAL NULLA
La perdizione esistenziale
in Georges Bernanos
EDIZIONI LOGOS
18
ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
PERISCOPIO
Paola Muscari - Maria Pia Cunico
ARCIPELAGO NASCOSTO
Giardini, aranceti,
carceri, torri e
fortezze delle isole
dell’Arcipelago
toscano
Con la collaborazione di A.
Contiero.
Foto di M. Gulinelli
e E. Boga
Giardini e paesaggio, vol. 36,
2012, cm 17x24, X-186 pp. con
265 figg. n.t., € 19,00
LEO S. OLSCHKI EDITORE
ANNO XXXII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
19
GALLERIA
Albino Luciani
Il papa
della semplicità
Nato a Canale d'Agordo, in provincia di Belluno, il 17 ottobre 1912,
papa Giovanni Paolo I fu il pontefice
meno duraturo del Novecento (appena 34 giorni) ma non per questo la
sua elezione è considerata meno
"storica" di altre.
Albino Luciani fu il primo papa di
cui le origini operaie sono certe:
durante l'infanzia egli lavorò insieme
al padre come soffiatore del vetro a
Murano.
Ricevette la chiamata di Dio presumibilmente nell'estate del 1935 e il
7 luglio dello stesso anno fu ordinato
sacerdote presso Belluno.
Dal 1937 al 1958 fu insegnante di
teologia presso il seminario gregoriano di Belluno, ma già nel 1954 era
diventato vicario generale della diocesi della stessa città. Smise l'insegnamento solo quando papa Giovanni
XXIII lo nominò vescovo di Vittorio
Veneto. In questa veste Albino
Luciani si manifestò come una figura
spirituale e pastorale della Chiesa,
molto lontano dai modelli allora in
voga: difficilmente si spostava dalla
sua residenza, dove spesso passava
molto tempo a studiare opere, non
necessariamente di carattere religioso.
Le sue capacità piacquero a papa
Paolo VI che lo nominò prima patriarca e poi, nel 1973, cardinale di
Venezia.
NaMarcel Proust
Profonda
mondanità
Un nome, un mito. Mai come in questo caso
si può parlare di vera e propria dimensione
mitologica a proposito di Marcel Proust, scrittore spesso citato a proposito (ma ancor più
spesso a sproposito), del tempo che passa e
della potenza del ricordo ma che in pochi
hanno davvero letto.
Complice anche la mole ragguardevole e
certamente intimidente della sua produzione,
delineata attraverso quel grande arco formale
che è la "Recherche"; anche apprezzabile,
però, attraverso i suoi singoli episodi.
Figlio dell'alta borghesia parigina (la madre
era la figlia di un ricco agente di cambio mentre
il padre era rinomato medico), nasce il 10 luglio
1871 ad Auteil, alla periferia di Parigi.
L'infanzia dello scrittore si svolge prevalentemente nella capitale francese, con ben poche
concessioni alla fuga dalla città, se non durante
il periodo estivo, trascorso per lo più presso la
dolce residenza dei parenti paterni, a Illiers. E
niente come questi momenti di svago potevano
essere salutari al piccolo Marcel, affaticato da
una salute malferma e fragile, oppresso dalla
più tenera età da problemi respiratori, culminati
nel primo grave attacco d'asma (disturbo che
non lo abbandonerà mai), a nove anni. A ciò si
aggiunga una non comune sensibilità interiore,
subito colta dall'altrettanto sensibile madre
(con cui Marcel instaurò un legame quasi morboso), che lo rendeva schivo e solitario, a dispetto del fratello Robert, certamente più solare
e aperto.
Iscrittosi ad uno dei migliori licei della capitale, Marcel ha modo di entrare in stretto contattato con alcuni coetanei, rampolli delle
famiglie-bene parigine, fra le quali si possono
annoverare nomi di importanti politici del
tempo. L'impatto per certi versi è positivo e con
alcuni compagni stringe una sincera e duratura
amicizia.
I primi frutti dell'attività letteraria di Proust
arrivano nel 1892, quando si inserisce come
collaboratore nella rivista "Le Banquest", fondata da un gruppo di amici, tra cui Jacques
Alexander Dubcek
Il socialismo
dal volto umano
Alexander Dubcek nasce a Uhrovec (in
Cecoslovacchia, oggi Repubblica Slovacca)
il giorno 27 novembre 1921. La famiglia si
trasferisce in Unione Sovietica quando il
piccolo Alexander ha solo quattro anni.
Rientrato in Cecoslovacchia nel 1939,
all'età di 18 anni, inizia a lavorare come
operaio. Presto aderisce al movimento
comunista clandestino, prendendo parte
alla resistenza antinazista e all'insurrezione
slovacca del 1944.
Nel 1951 diventa deputato dell'As-semblea nazionale. Dodici anni dopo, nel 1963,
Alexander Dubcek diviene segretario e
leader del Partito comunista slovacco. Il suo
partito assieme a quello di Boemia e
Moravia formava il PCC, Partito Comunista
Cecoslovacco.
Convinto della necessità di abbandonare
il modello sovietico, Dubcek riunisce intorno
a sé un folto gruppo di politici e intellettuali
riformatori, diventando il maggiore interprete di una linea antiautoritaria e di una
feconda stagione politica, quella che verrà
ricordata come "Primavera di Praga".
La sua filosofia, che andava contro il
carattere di regime assunto dal modello
sovietico, veniva definita come "socialismo
dal volto umano".
All'inizio dell'anno 1968 Dubcek viene
eletto segretario generale del PCC al posto
di Antonín Novotný, leader della componente più legata al Partito comunista sovietico; Dubcek può così dare avvio al cosiddetto "nuovo corso", una strategia politica
determinata a introdurre elementi di
democrazia in tutti i settori della società del
paese.
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ANNO XXXII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
P
PERISCOPIO
Destino di Péguy
Più che mai rivolu-zionario,
Péguy capi, sul legno della
croce che non bisogna aspettarsi da una rivoluzione
umana, da sfor-zi soltanto
umani, un cambiamento decisivo. Non è solo l’economicismo ad essere insufficiente. Vi è
tutto l'umanesimo, tutto l'immanentismo che sono colpiti
dalla sterilità. L'unico cambiamento reale è di ordine ontologico, metafisico, religioso.
La rivoluzione sarà l'opera del
Paraclito ο non sarà affatto...
Contro un cristianesimo
disincarnato, Péguy afferma
che la rivoluzione del Vangelo
non può essere reale se non
distrugge realmente i mali e
cambia realmente le strutture
oppressive. Ma contro un
socialismo immanentista, egli
af-ferma anche e dall'inizio che
questa rivoluzione non può
procedere dalla semplice
volontà umana, che essa deve
nascere da Dio. Deve certamente prendere a prestito gli
itinerari della terra, le dure ed
oscure ed ingrate vie umane.
Ma essa non verrà da uomini
soltanto generosi, morali,
altruisti. Ciò che la rivoluzione
evangelica reclama, sono
uomini nuovi, uomini che abbiano superato la prova
pasquale, uomini morti e
resuscitati in Cristo... (dal saggio di Jean Bastaire)
Un immenso arazzo diviso in due parti; nella
prima campeggia la cattedrale di Parigi e si esprime
l'amore di Péguy per la
città dove vive, lavora e
soffre; il secondo momento è invece scandito dall'alta poesia della Presenfazione della Beauce a Notre-Dame di Chartres, e
dalle cinque preghiere nella Cattedrale...
Già all'inizio della Presentazione, in cui il poeta
prega, ma resta sulla strada, contemplando da lontano, ο nell'albergo ο davanti alla Cattedrale, esplode il «canto profondo
dell'anima» e si dimentica
la musica «un po' troppo
parnassiana» dell'addio a
Parigi; e poi l'orchestrazione piena e fascinosa
della preghiera dentro Notre-Dame, segno della sua
resa totale alla Grazia, che
accompagna le confidenze che mettono a nudo il
terreno scosceso del suo
spirito e della sua carne, il
segreto lacerante del suo
cuore, e la pace pienamente riconquistata con
l'aiuto della «Regina delle
paci e dei disarmi».
Notre jeunesse è comunemente posta fra i capolavori della prosa di Péguy. È
una parola difficile questa
nel caso di Péguy, che il
«capolavoro» in realtà non
lo scrisse mai (ed è una delle
ragioni per cui la sua fama
non oltrepassò determinati
ambienti), ma certo essa è
una delle opere sue più
salde, per fedeltà a un tema
centrale e per costanza di
ispirazione. Mentre possiede alcune fra le pagine bellissime di Péguy, va relativamente immune da quelle
dispersioni e quei ristagni
che pesano sovente sulla sua
opera, raggiungendo così una sua completezza, che
permette di presentarla, in
qualche modo, come esemplare....
Bergson da parte sua
riconosceva scrivendo di
Péguy in questi termini:
«Aveva una straordinaria
capacità di andare oltre la
materialità degli esseri, superarla e giungere alla loro
anima. È così ch’egli ha penetrato il mio pensiero più
segreto, come io avrei voluto e non ho saputo esprimerlo ».
www.edilogos.com - [email protected]
L'azione riformatrice di Dubcek trova
grande consenso popolare, ma si scontra
con la reazione degli altri regimi comunisti
dell'Europa dell'est. Per porre fine al pericoloso movimento che andava creandosi
in terra cecoslovacca, l'unione sovietica
ordina nell'agosto del 1968 l'intervento
delle truppe del Patto di Varsavia, l'alleanza militare tra i paesi del Blocco Sovietico.
Nel 1969 Alexander Dubcek viene tolto dal
suo incarico e l'anno dopo è espulso dal
PCC. Nel 1971 si trasferisce in Slovacchia
dove trova impiego come manovale in
un'azienda forestale.
Il periodo che va dal 16 novembre al 29
dicembre 1989 è caratterizzato da quella
che verrà definita la "rivoluzione di velluto", rivoluzione non violenta che avrebbe
rovesciato il regime comunista cecoslovacco (iniziata con una manifestazione
studentesca pacifica a Bratislava e seguita
da un'altra analoga violentemente repressa dalla polizia, si sarebbe arrivati nelle
dimostrazioni successive da 200.000 a
500.000 manifestanti). Durante la rivoluzione di velluto Dubcek viene da tutti
acclamato.
Mentre tutti gli altri regimi comunisti stavano cadendo in Europa, il Partito
Comunista Cecoslovacco rinuncia al proprio monopolio sul potere politico. Il 5
dicembre 1989 viene rimosso il filo spinato
posto al confine con Germania Ovest e
Austria. Il giorno 10, il presidente comunista Gustav Husak nomina un governo in
buona parte non filo-comunista, poi
annuncia le sue dimissioni. Vaclav Havel è
il nuovo presidente della Repubblica
cecoslovacca, mentre Alexander Dubcek è
eletto presidente del Parlamento federale
cecoslovacco. In questa veste Dubcek lotterà
contro
la
divisione
della
Cecoslovacchia.
Il suo ultimo atto politico sarà il rifiuto
della firma di una legge sull'epurazione,
rivolta indifferentemente a tutti i passati
membri del PCC; Dubcek temeva che
questa legge avrebbe innescato nel paese
pericolose reazioni e un clima di vendetta.
Poco tempo dopo resta coinvolto in un
incidente stradale.
Alexander Dubcek muore il 7 novembre
1992 a causa delle ferite riportate nell'incidente, avvenuto in circostanze mai chiarite
del tutto.
ANNO XXXII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
21
BIBLIOTECA
Maria Rosa De Luca
Musica e cultura
urbana nel Settecento
a Catania
Rinascimento
e Antirinascimento
Firenze nella cultura
Marsilio Ficino
Commento
al «Parmenide»
russa fra Otto eNovecento di Platone
A cura di Lucia Tonini
Dalla grandiosa ricostruzione che segue il rovinoso terremoto del 1693 sino ai
bagliori di una fin de siècle illuminista,
musica e cultura urbana interagiscono in
un fitto intreccio di relazioni, narrate qui
sulla base di un approfondito riesame documentario.
Nell’attività dei teatri, nelle feste religiose, negli apparati spettacolari, nella vita
quotidiana delle cappelle ecclesiastiche si
rispecchiano le «scene urbane» di una
città che a fine ’700 conquista a buon titolo
l’appellativo di «grande Catania».
From the reconstruction after the earthquake of 1693 up to the glows of a fin-desiècle Enlightenment, music and urban
culture interact in a web of relations
described here thanks to a thorough documentary reconstruction. The activity of
theatres, the religious festivities, the spectacular apparatus, the everyday life of
chapels reflect the ‘urban scenes’ of a
town that at the end of the XVIIIth century
deserved the name of «great Catania».
Polinnia, volume 25, 2012,
cm 17x24, 474 pp.€ 47.
Il volume propone una riflessione sul rapporto fra cultura russa e civiltà occidentale,
rappresentata da Firenze come «culla del
Rinascimento». Gli autori, italiani e russi,
considerano da molteplici prospettive disciplinari il senso di questo confronto, accentuatosi fra Otto e Novecento. Con» «Antirinascimento» si identifica qui una interpretazione che, negando la centralità dell’uomo,
«demonizza» in qualche modo l’eredità rinascimentale, ed esprime un’alternativa intrinseca alla cultura russa, convivente con una
devozione ammirata che ne fa egualmente
parte.
Premessa, introduzione,
traduzione e note di Francesca
Lazzarin
Prefazione di Alfonso Ingegno
La prima traduzione in lingua italiana del
commento al Parmenide di Ficino (14331499) costituisce uno strumento fondamentale percomprenderne la portata: elemento di snodo all’interno della
tradizione platonica e neoplatonica, il
testo viene progressivamente elucidato
dalla curatrice attraverso l’analisi e la discussione delle fonti che ne hanno ispirato
la stesura. L’ampia introduzione all’opera
offre un panorama articolato del dibattito
The volume offers a reflection on the rela- sulla tradizione del Parmenide e, più in
tionship between Russian and western cul- generale, sulla metafisica ficiniana.
ture, represented by Florence as the ‘cradle
of the Renaissance’. The authors, Italian and
Russian, consider under different perspectives the meaning of this confrontation,
accentuated between XIX and XX century.
The term ‘Anti-Renaissance’ indicates here
the coexistence of a sort of ‘demonizing’interpretation of the Renaissance centrality of
mankind for a Russian alternative, and an
admired devotion for it.
The first Italian translation of Ficino
(1433-1499)’s Parmenide represents a
fundamental instrument to understand the
importance of this text. As an important
junction of the Platonic and Neoplatonic
tradition, this text is gradually illustrated
by the editor through the analysis and discussion of the sources that inspired its
composition. The introduction offers an
Gabinetto Scientifico Letterario articulated overview on the debate about
G.P. Vieusseux. Studi, volume 22, the tradition of Parmenide and, more gen2012, cm 17x24, XIV-236 pp. con erally, on Ficino’s metaphysics.
16 tavv. f.t. € 27.
Immagini della Ragione, vol.
15, 2012, cm 15x21, CLXXVI392 pp., € 35;
EDITRICE OLSCHKI / Novità
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ANNO XXXII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
IN PRIMO PIANO
A Eduardo Mendoza
el «Nobel
Español»2012
LUIGI CASTIGLIONE
UN CUORE
GRANDE COSÌ
Digressioni verghiane
ra junto a Eduardo Mendoza uno de los principales
candidatos. El ministro de Educación ha anunciado
el fallo junto a Ana Mª Matute, Premio Cervantes de El
poeta y narrador jerezano José Manuel Caballero Bonald,
había sido candidato en las últimas ediciones llegando
siempre a la votación final. El galardón, al que se le llama
«el Nobel español» fue creado en 1975 por el Ministerio de
Cultura, está dotado con 125.000 euros y reconoce la figura de un escritor que, con el conjunto de su obra haya contribuido a enriquecer el legado literario hispánico. Los candidatos al Premio Miguel de Cervantes son propuestos por
el pleno de la Real Academia Española, por las Academias
de la Lengua de los países de habla hispana y por los
ganadores en pasadas ediciones.
El jurado está integrado por el director de la Real
Academia Española, el director de una Academia de la
Lengua de Hispanoamérica, que va cambiando cada año,
el premiado en la edición anterior y seis personalidades del
mundo académico, literario o universitario, hispanoamericanos, «de reconocido prestigio».
Poesía como terapia
A Caballero Bonald, narrador, ensayista, memorialista y,
por encima de todo, poeta, le llega el Cervantes cuando
acaba de cumplir los 86 años y tras haber ganado ya premios como el Nacional de las Letras, el Nacional de
Poesía, el Andalucía de las Letras, el Reina Sofía de
Poesía Iberoamericana, el Federico García Lorca y, en tres
ocasiones, el de la Crítica.
Poeta «discontinuo e intermitente», como a él mismo le
gusta definirse, este escritor jerezano se toma con calma
la poesía. Y, así, su poemario "Manual de infractores", publicado en 2005 y galardonado con el Nacional de Poesía en
2006, vio la luz ocho años después de «Diario de
Argónida», el anterior. Pero la poesía tiene «un poder curativo" para este jerezano, que en los últimos años ha recuperado las ganas de escribir con «Entreguerras», publicado a principios de 2012, un largo poema autobiográfico.
E
LUIGI CASTIGLIONE
UN CUORE
GRANDE COSÌ
Digressioni verghiane
LO SCRITTORE CHE NARRA
SE STESSO IN PAGINE
CHE SORPRENDERANNO
contenuti:
UN VESTITO PER LILLI
DON GESUALDO VINCERÀ
LE DONNE CANTO, E L’AMORE
RELIGIOSITÀ DI VERGA
in appendice:
Storie della corrispondenza
più controversa della storia
Le perifrasi di Pirandello
ANNO XXXII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
IN PRIMO PIANO
l

LA FIERA
LIBRARIA
Lo «Hobbit» dal libro al cinema
Peter Jackson: "Lo
Hobbit? L'ho giratocome
Tornare nella Terra di Mezzo con 'Lo Hobbit - Un
viaggio inaspettato', prequel della trilogia de 'Il signore
degli Anelli' premiata con l'Oscar e tratto dal romanzo
di J.R.R. Tolkien, è stato per il regista Peter Jackson,
che ne è anche produttore, come tornare nella sua personalissima "stanza dei giochi". Lo ammette lui stesso,
'il maestro' per i cultori del genere Fantasy, che in conferenza stampa a Londra per la prima del lancio
europeo del film, ha parlato anche di "responsabilità"
nel fare cinema. Oggi la premiere, il 13 in sala.
"E' una responsabilità, per molte ragioni - ha spiegato, attorniato dal cast del film quasi al completo (tra gli
assenti Cate Blanchett che interpreta Galadriel) - perché il film deve valere il prezzo del biglietto". Ma anche
verso se stesso, ha detto,che "sognava di fare film da
quando era bambino". Per questo, per Jackson, girare
'Lo Hobbit' è stato come fare un viaggio nella "propria
stanza dei balocchi". Una stanza piena di visioni, di
magia e di racconto. E della natura, quella della Nuova
Zelanda dove è stato girato il film che torna, ma questa
volta 'esce' dallo schermo (il 3D sembra inventato
apposta) per arrivare in sala in tutto il suo mozzafiato
splendore. In nuova Zelanda, a detta degli attori, si é
anche 'ricongiunta' una famiglia, quella del 'Signore
degli Anelli'. "Un cliché, forse - sottolineano i 'nani in
borghese' - ma l'atmosfera sul set è stata davvero quella, anche di più. Si è ricreato il clima di una buona e
sana compagnia teatrale vecchio stampo".
La squadra, però rivelano attori e produttori, è stata
anche il risultato di un duro periodo di "addestramento"
vero e proprio: un boot camp, lungo circa due mesi, per
i nani e i loro compagni di viaggio.
Il set, poi, un'altra sfida, per raggiungere quell'impeccabile risultato sullo schermo, con Gandalf (Ian
McKellen) che svetta sui nani e l'Hobbit Bilbo, per
questo molte delle scene comuni sono state girate separatamente.
(passa a pagina 36)
unico «luogo d’incontro»
permanente degli Editori
e della cultura europea
e iberoamericana
***
L’unica rivista
che facilita gli scambi
delle novità librarie
in tutto il mondo
Les livres, les idées, la culture
des pays de langue allemande,
anglaise, espagnole, fran-çaise,
italienne, portugaise...
I libri, le idee, la cultura dei paesi
di lingua francese, inglese, italiana,
portoghese,
spa-gnola,
tedesca...
Los libros, las ideas, la cultura
de los paises de lengua alemana,
española, fancesa, inglesa, italiana, portuguesa...
23
24
ANNO XXXII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
IN PRIMO PIANO
I nuovi ebooks della Logos
San Bonaventura
Silvio Botero Giraldo
Le sei ali
del serafino
La coppia umana Preghiera
tra idealità e realt e musica
Pagine 126, €10
Pagine 176, €18
Il pensare di Bonaventura è sempre un pensare
«biblico», la sua espressione tende sempre a
riprendere le parole della Scrittura, inserendole
con singolare naturalezza nel contesto del suo
discorso. Ciò però non significa che ci sia mai
in Lui un incriteriato fideismo; anzi, seguendo
la Bibbia egli tende ad assimilare alla vita
dell'Essere, cercando agostinia-namente di
intendete, nella partecipazione della Luce divina, il senso profondo della vita come dono, al
fine di partecipare più intensamente di Dio. In
questo medesimo senso Bonaventura propone
la lettura dell'opuscolo Le sei ali del Serafino.
Sei sono le ali dei Serafini, delle più alte creature angeliche che, secondo Isaia (6,1 ss.), stanno direttamente innanzi a Dio. Bonaventura
intende che come il Serafino ha sei ali, con il
prelato, colui che ha la gravissima responsabilità non solo della sua personale salvezza, ma
anche della vita di coloro che gli sono affidati e
che deve in nome di Dio liberare dal peccato
per renderli operai nella messe divina, debba
avere sei virtù fondamentali. Tali sei virtù sono
: 1) lo zelo della giustizia; 2) la religiosa pietà;
3) la pazienza; 4) una vita esemplare; 5) l'acutezza e la sensatezza nelle diverse situazioni
della vita; 6) la devozione vers o Dio.
L’essenza del sacramento del matrimonio non è l’unione legale tra un uomo
e una donna per una inseparabile comunanza di vita, come finora s’era andato
sostenendo, bensì il reciproco amore tra
i coniugi. Il farsi l’uno carne dell’altro, il
divenire una sola carne, come se fossero un unico essente. E un teologo
gesuita, già negli anni trenta del passato
secolo, l’aveva scritto: « ...quando tra un
uomo e una donna c’è il vincolo dell’amore allora il matrimonio c’è»; e
Giovanni Paolo II, nella sua prima enciclica, l’aveva ribadito: «L’uomo non può
vivere senza amare; la sua vita sarebbe
priva di senso, se non fosse riamato, se
non sperimentasse l’amore». Sicchè il
sacramento finisce quando l’amore
muore... In sostanza è questa la tesi
sostenuta dal Botero che, basandosi
anche su recenti sentenze rotali, non fa
altro in questo suo nuovo magistrale
libro che ripercorrere l’iter del sacramento matrimoniale dal punto di vista storico, morale, giuridico.
Georges Bernanos Léon Bloy
Il Cammino
Nelle tenebre
Introduzione di Vittorio di Giacomo
di Cruz das Almas
Pagine 160, € 16
A cura di L;.Castiglione
Pagine 176, €18
«I proscritti che errano oggi attraverso il mondo,
e che non trovano asilo in nessun luogo, con il
pretesto che il loro passaporto non sia in regola, permettono di ben prevedere i nuovi metodi mediante i
quali sarà nel futuro attuata la lotta per la vita. si può
peccare per azione e per omissione; è ugualmente
facile sterminare con l’azione e con l’omissione.
L’eccessiva ricchezza ha fatto diventar folli le patrie.
La miseria le farà diven- tar feroci. Lo svolgimento
degli effetti e delle cause potrà ormai essere arrestato
soltanto con un altro mira- colo, simile a quello che
fu annunciato, venti secoli fa, da un angelo ad alcuni
pastori. Il fronte della cristianità è stato rotto, non mi
stancherò di scriverlo, la sconfitta delle coscienze è
un fatto smisurato, dalle conseguenze incalcolabili.
nessuno sembra dubitarne, i pastori con- tano le loro
pecore e si rassicurano pensando che il loro numero
non sia diminuito come prevedevano i profeti di sciagure come me... Dico che la solidarietà della cristianità universale di fronte a scandali più grandi,
intollerabili, non è stata mantenuta, i cristiani hanno
agito ciascuno per sé... L’umanità riscattata, resa
partecipe della divinità come c’insegna la liturgia
della messa, è inchiodata alla croce, ma che gliene
importa ai Farisei dal momento che hanno pagato la
decima e rispettato il sabato?»
Ecco la filosofia del Bloy. È la filosofia della
Bibbia, dei mistici, delle anime semplicemente e
profondamente religiose; la filosofia che gravita
intorno ai due fatti fondamentali della storia religiosa dell’ umanità: la Caduta dell’ uomo, esiliato
in terra, il cui metaforico sonno è attraversato
dalle immagini semicancel- late del perduto Eden;
e la Redenzione, monologo divino nella storia
umana, che fa del sublime Crocifisso il centro ed
il lume della vita. Intorno a questi due ele- menti,
si inseriscono motivi di colore mistico, come la
dottrina giovannea del tralcio e della vite, il paolino «Unus estis in Christo» (Gal., 3, 28), cioè degli
uomi- ni membra sostanziali del corpo mistico di
Gesù; mo-tivi di tendenza mistica con sviluppi pratici,
come la dottrina della Comunione dei Santi, chiamante
all’ inte- grale corresponsabilità degli atti umani; motivi
infine schiettamente etici come quello della libertà. La
libertà («questo dono prodigioso, inqualificabile, con
cui ci è dato di vincere il Padre, il Figlio e lo Spirito
Santo, di uccidere il Verbo incar- nato... etc.) è per il
Bloy il dono divino che più di ogni altro conferisce dignità all’uomo, ma al (tem-po stesso il più ter- rificante,
perchè solo in forza della lib- ertà fu possibile crocifiggere il Salvatore — come è possibile ora continuare ad
offende
A.D. Sertillanges
Pagine 126, €10
La preghiera è musicale per natura;
come ogni parola che si esalta, essa va
incontro al canto. «La parola è un suono in
cui è pri-gioniero il canto» dice Grétry. Vi è
prigio-niero come la statua nel marmo, sotto
le mani di Michelangelo; ma per scioglierla
basta un lieve accrescimento di vita, perchè
qui lo scultore è a casa sua.
La parola esprime un pensiero; ed in se
stessa una parola non è una musica; ma a
questo pensiero è sempre legato uno stato
d’animo, un alone di fantasia, un gioco di
fantasmi dalle tendenze dinamiche, di cui
ritmo e melodia sono la legge, per quanto
poco esso si acceleri.
«La musica prolunga gli effetti dell’anima», dice il De arte musicae, attribuito
(del resto a torto) a san Tomaso d’A-quino.
«Il canto è l’espressione eroica della
parola», dice Carlyle.
Charles Péguy
La nostra giovinezza
A cura di Massimo Ubaldi
Pagine 176, € 18
Notre jeunesse è comunemente posta
fra i capolavori della prosa di Péguy. È
una parola difficile questa nel caso di
Péguy, che il «capolavoro» in realtà non
lo scrisse mai (ed è una delle ragioni per
cui la sua fama non oltrepassò determinati ambienti), ma certo essa è una delle
opere sue più salde, per fedeltà a un
tema cen- trale e per costanza di ispirazione. Mentre possiede alcune fra le
pagine bellissime di Péguy, va relativamente immune da quelle dispersioni e
quei ristagni che pesano sovente sulla
sua opera, raggiun- gendo così una sua
completezza, che per- mette di presentarla, in qualche modo, come esemplare....
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- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
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IN PRIMO PIANO
Bizet, Daniel Halévy, Robert Dreyfus e Leon
Blum. Sono gli anni, fra l'altro, in cui scoppia il
(Marcel Proust)
caso Dreyfus, il capitano ebreo arrestato con
l'accusa di spionaggio e complicità con la
Germania, un vero e proprio caso di linciaggio
moderno a mezzo stampa. Proust, agli occhi
della Storia, ha l'onore di essere fra quelli che
difesero, oltretutto con grande energia, lo sfortunato capitano.
Alla morte di Giovanni Battista
Montini, si aprì il conclave che
doveva designare il suo successore. All'interno della Chiesa vi
erano quella conservatrice guidata
dal cardinale di Genova, quella
progressista dell'arcivescovo di
Firenze e quella "internazionalista"
che vedeva come massimo rappresentante il Cardinale Karol
Wojtyla, futuro Giovanni Paolo II.
Le varie correnti optano per una
soluzione intermedia, rappresentata degnamente da Albino Luciani.
Nel 1896 esce finalmente il primo libro dello
scrittore "I piaceri e i giorni"; si tratta di una raccolta di novelle, edite in una raffinata edizione
che vedeva la prefazione di un mostro sacro
delle patrie lettere come Anatole France; allo
stesso tempo, però, si dedica anche alla stesura
di un grande romanzo, purtroppo incompiuto
"Jean Santeuil", vero e proprio canovaccio per
la successiva, gigantesca, "Recherche".
Parallelamente a tutto ciò, non dimentica la
prediletta pratica della critica letteraria, svolta
con acume e gusto imepccabili.
L'attività di critico letterario e soprattutto di
attento estimatore dell'arte lo porta ad incontrarsi con le teorie estetiche dell'inglese John
Ruskin, cui dedicherà tanta parte del suo
tempo, impegnandosi nella traduzione francese
di una sua opera "The Bible of Amiens".
A causa di questo enorme impegno psicologico, la vita sociale dello scrittore, prima così
ricca, si va man mano riducendo ad un numero
ristretto di amici, da cui per altro sembra in
qualche caso difendersi, mentre i suoi ritmi di
vita sono interamente sconvolti: dorme per la
più parte della giornata e lavora la notte; accanto gli rimane solo la domestica Celeste Albaret
con il marito Odillon. Lo scoppio della prima
guerra mondiale, nell'agosto del 1914, coinvolge e sconvolge il mondo e le amicizie di
Proust; alcune delle persone a lui care, tra cui
soprattutto Bertrand de Fénelon, muoiono al
fronte; il fratello Robert è in prima linea come
medico e rischia la vita in più di un frangente. A
Parigi, Proust continua a lavorare al suo romanzo, apparentemente estraneo e indifferente alla
tragedia che lo circonda, su cui invece lascerà
delle pagine stupende ne "Il tempo ritrovato".
Da qui in poi, la vita sempre più segregata e
solitaria di Proust sembra scandita solo dal
ritmo della sua opera. I vari volumi escono con
regolarità, accolti con attenzione dalla critica. Al
riconoscimento e alla fama dello scrittore ha
contribuito soprattutto l'assegnazione del premio Goncourt, nel 1918, al libro "All'ombra delle
fanciulle in fiore".
Proust, sempre più isolato, sta terminando la
revisione definitiva della "Prigioniera" quando,
nell'ottobre del 1922, si ammala di bronchite.
Rifiutando qualsiasi assistenza medica, a dispetto delle insistenze del fratello Robert, cerca
di resistere agli attacchi della malattia, particolarmente violenti e acuiti dall'asma, e continua
la stesura della "Fuggitiva", che riuscirà a
portare a termine. Dopo questo ultimo colpo
d'ala si spegne il 18 novembre 1922.;
Ludovico Antonio Muratori
CARTEGGI CON
D’ABRAMO... EVANGELISTA
A cura di Matteo Al Kalak
Il sedicesimo volume delCarteggio muratoriano con i suoi oltre ottanta corrispondentioffre un quadro significativo della
varietà dicontatti intessuti da Muratori
dalla giovinezzsino agli ultimi giorni di
vita. Particolare riguardo rivestono i
carteggi con i duchi estensi, con il nunzio
pontificio in Spagna Enriquez, con l’ambasciatore inglese Davenant, il critico
d’arte David, e con Johann Eckhart, successore di Leibniz ad Hannover. Non
mancano infine testimonianze dei contatti
con il mondo erudito italiano e francofono, e interessanti sguardi sulla disputa
intorno al voto sanguinario.
The sixteenth volume of Muratori’s correspondence provides a significant pi ture
of the contacts he maintained throughout
his life. The book presents his letters to
the Dukes of Este, the papal nuncio in
Spain Enriquez, the English ambassador
Davenant, the art critic David and to
Johann Eckhart, Leibniz successor in
Hannover, documents of his exchanges
with the Italian and French learned world,
and of the debate over the ‘bloody vow’.
Centro di studi muratoriani.
Modena. Edizione nazionale
del carteggio muratoriano, vol.
16, 2012, cm 21,5x30,5, 654 pp.
con 8 ill. n.t., € 120,00
Leo S. Olschki Editore
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ANNO XXXII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
IN PRIMO PIANO
A TRENT’ANNI DAL CONFERIMENTO DEL NOBEL
Viaje a través de la vida
de Gabriel GarcíaMárquez
os invitamos a realizar un corto, pero
interesante viaje a través de la vida de
este
hombre:
Gabriel
García
Márquez. Nace el 6 de marzo de 1928 en un
pequeño pueblo de la costa atlántica de
Colombia llamado Aracataca Gabriel García
Márquez. Es criado por sus abuelos; asiste al
Colegio San José de Barranquilla. Después
de terminar su secundaria comienza a
escribir una novela que en un principio titula
"La casa" (Por esta época lee a Kafka y a
Joyce).
Luego viaja a Cartagena donde ingresa a
la facultad de Derecho y Ciencias Políticas de
la Universidad Nacional de Bogotá. Publica
en El Espectador su primer cuento, "La ter-
L
cera resignación". Deja la carrera del
derecho y se inicia en el periodismo.
Trabaja en el diario el Universal. Publica
"Eva está dentro de su gato", "TubalCaín forja una estrella", "La otra costilla
de la muerte" en El Espectador.
Después de varias obras que publica
en los distintos periódicos donde trabajó
publica su primera novela: “La hojarasca” en 1955. A ésta le sigue un libro de
cuentos, “Los funerales de la Mamá
Grande” en 1961. Pero su consagración
literaria se produce con "Cien Años de
Soledad" con la que se gana el premio
Nobel en 1982. En el año de 1957, termina de escribir "El coronel no tiene
Non è un caso poi che Martin Freeman (Bilsieda alla destra del 'maestro': Jackson per questo film lo ha voluto fortemente."Per lo Hobbit ho
pensato subito a Martin, l'unica scelta possibile", ha detto. E per averlo ha
fatto di tutto, ha anche interrotto le riprese con Freeman per il peruodo in
cui l'attore è dovuto tornare in Gran Bretagna sul set della serie Sherlock.
Jackson poi torna a parlare di cinema, in termini più assoluti: "Faccio quello che faccio non perché è una professione ma perché è un hobby. Siamo
in un momento incredibile per il cinema, in cui esistono gli strumenti per
mettere sullo schermo qualsiasi immagine che ti viene in mente. Quindi
per me, che volevo fare questo fin da bambino, è come essere nella stanza dei balocchi". E tra 10 anni? "Ci si evolve", usando la tecnologia al
servizio della magia del cinema. Ma per il regista, che emerge come condottiero di questo nuovo viaggio, a contare saranno sempre "lo script e un
buon casting".(Anna Lisa Rapanà, Ansa)
quien le escriba".
Para Márquez los años entre 1961 y
1965 son un período de silencio literario,
pero ya en enero de 1965 decide volver a
la literatura; por lo cual se encierra a
escribir la novela "Cien años de
Soledad".
Ésta llega a tener gran éxito y muestra
de ello es que esta primera edición se
agota en pocos días. La crítica delira en
entusiasmo y la fama del libro trasciende
pronto las fronteras del idioma, por lo
cual editores extranjeros comienzan a
disputárselo.
Publica en 1970, "El relato de un náufrago", recopilación de reportajes aparecidos en El Espectador en 1955. Además
publica en Cuadernos Hispano-americanos, Madrid, el cuento "Un señor muy
viejo con unas alas enormes". Es importante recordar que en 1977, Estados
Unidos reconoce la soberanía de
Panamá sobre el Canal; tratado TorrijosCarter. En este año de 1978, Gabriel
García Márquez es invitado a Wa-shington para la firma del Tratado. En 1984,
publica el artículo: "¿Cómo se escribe
una novela?".
En 1985, se da a conocer aún más por
su novela "El amor en los tiempos del
cólera". En 1991 da lugar a la publicación
de "Doce cuentos peregrinos". Su última
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toria ni esperanza de ella; es contradicción."
"Por lo que a mí hace, jamás me entregaré de buen grado, y
otorgándole mi confianza, a conductor alguno de pueblos que no
éste penetrado de que, al conducir un pueblo, conduce hombres,
hombres de carne y hueso, hombres que nacen, sufren, y aunque
no quieran morir, mueren; hombres que son en sí mismos, no sólo
medios; hombres que han de ser lo que son y no otros; hombres,
en fin, que buscan eso que llamamos felicidad".
Capítulo 2: El punto de partida
CENT’ANNI FA UNAMUNO PUBBLICAVA
Del sentimento
tragico della vita
Del sentimiento trágico de la vida è uno dei più celebrisaggi
filosofici di Miguel de Unamuno, pubblicato nel 1913.Sotto l’influenza di Søren Kierkegaard e di sant’Ignazio di Loyola, colui
che fu l’esimio Rettore dell’Università di Salamanca fa una profonda incursione nella problematica esistenziale dell’uomo contemporaneo, distanziandosi radicalmente dal Motore immobile
aristotelico e affermando la necessità spirituale di credere in un
Dio personale, che non è quello che la comune teologia indaga,
ma qualcosa, un ente, che trascende l’intelligenza umana; di
seguito ne diamo delle citazioni tratte da ogni capito.
Capítulo 1: El hombre de carne y hueso
"El hombre de carne y hueso, el que nace, sufre y muere sobre todo muere-, el que come y bebe y juega y duerme y piensa y quiere, el hombre que se ve y que se oye, el hermano, el
verdadero hermano [...] Este hombre concreto, de carne y
hueso, es el sujeto y el supremo objeto a la vez de toda filosofía,
quiéranlo o no ciertos sedicentes filósofos".
"No suelen ser nuestras ideas las que nos hacen optimistas
o pesimistas, sino que es nuestro optimismo o nuestro pesimismo, de origen filosófico o patológico quizá, tanto el uno como el
otro, el que hace nuestras ideas".
"Eso es lo que yo no acabo nunca de comprender, que uno
quiera ser otro cualquiera. Querer ser otro, es querer dejar de
ser uno el que es. Me explico que uno desee tener lo que otro
tiene, sus riquezas o sus conocimientos; pero ser otro, es cosa
que no me la explico".
"¿Y qué es el derecho a la vida? Me dicen que he venido a
realizar no sé qué fin social; pero yo siento que yo, lo mismo que
cada uno de mis hermanos, he venido a realizarme, a vivir".
"Si el Sol tuviese conciencia, pensaría vivir para alumbrar a
los mundos, sin duda; pero pensaría también que los mundos
existen para que él los alumbre y se goce en alumbrarlos y así
viva. Y pensaría bien."
"La vida es tragedia, y la tragedia es perpetua lucha, sin vic-
"Acaso la enfermedad misma sea la condición esencial de lo
que llamamos progreso, y el progreso mismo una enfermedad".
"Los seres que parecen dotados de percepción, perciben para
poder vivir, y sólo en cuanto para vivir lo necesitan, perciben [...]
El hombre ve, oye, toca, gusta y huele lo que necesita ver, oír,
tocar, gustar y oler para conservar la vida."
"Pensamos articulad, o sea reflexivamente, gracias al lenguaje
articulado, y este lenguaje brotó de la necesidad de transmitir nuestro pensamiento a nuestros prójimos. Pensar es hablar consigo
mismo, y hablamos cada uno consigo mismo gracias a haber
tenido que hablar los unos con los otros."
"El filósofo, antes que filósofo es hombre, necesita vivir para
poder filosofar, y de hecho filosofa para vivir. Y suele filosofar, o
para resignarse a la vida, o para buscarle alguna finalidad, o para
divertirse y olvidar penas, o por deporte y juego".
"¿Por qué quiero saber de donde vengo y adónde voy, de
donde viene y adónde va lo que me rodea, y qué significa todo
esto? Porque no quiero morirme del todo, y quiero saber si he de
morirme o no definitivamente. Y si no muero, ¿qué será de mí?; y
si muero, ya nada tiene sentido. Y hay tres soluciones: a)o sé que
me muero del todo y entonces la desesperación irremadieble, o b)
sé que no muero del todo, y entonces la resignación, o c) no
puedo saber ni una cosa ni otra cosa, y entonces la resignación
desesperada, o una desesperación resignada, y la lucha."
"Lo primitivo no es que pienso, sino que vivo, porque también
viven los que no piensan. Aunque ese vivir no sea un vivir verdadero."
En respuesta al Pienso, luego existo, de Descartes
Capítulo 3: El hambre de inmortalidad
"¡Eternidad! ¡eternidad! Éste es el anhelo: la sed de eternidad
es lo que se llama amor entre los hombres; y quien a otro ama es
que quiere eternizarse en él"
"La vanidad del mundo y el cómo pasa, y el amor son las dos
notas más radicales y entreñadas de la verdadera poesía. Y son
dos notas que no se pueden sonar sin que la otra a la vez
resuene. El sentimiento de la vanidad del mundo pasajero nos
mete el amor, único en que se vence lo vano y transitorio, único
que rellena y eterniza la vida."
"Cuando no se hacían para los vivos más que chozas de tierra
o cabañas de paja que la intemperie ha destruido, elevábanse
túmulos para los muertos, y antes se empleó la piedra para las
sepulturas que no para las habitaciones."
"Cada hombre vale más que la humanidad entera, ni sirve sacrificar cada uno a todos, sino en cuanto todos se sacrifiquen a
cada uno. Eso que llamáis egoísmo, es el principio de la gravedad
psíquica, el postulado necesario. "Ama a tu prójimo como a ti
mismo", se nos dijo presuponiendo que cada cual se ame a sí
mismo."
"Cuando las dudas invaden y nublan la fe en la inmortalidad del
alma, cobra brío y doloroso empuje el ansia de perpetuar el nombre y la fama. Y de aquí esa tremenda lucha por singularizarse,
por sobrevivir de algún modo en la memoria de los otros y los
venideros, esa lucha mil veces más terrible que la lucha por la
vida, y que da tono, color y carácter a esta nuestra sociedad, en
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- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
IN PRIMO PIANO
La «trilogia dell’effimero»
di Luigi Castiglione
Luigi Castiglione
Clinton, le pene
Luigi Castiglione
Diana, la favola
Luigi Castiglione
Il Piccolo dittatore
(Clonare Starr)
(In nome di Sua Maestà)
(Berlusconi, atto primo)
Pagine 254, € 18
Pagine 256, € 18
Pagine 290, € 23
Romanzo o storia romanzata,
affabulazione, oppure semplice
«divertissement»?
Forse una favola in cui, come
l’autore scrive, «l'ironia, il sarcasmo, il dileggio, il sogghigno,
il cachinno, lo sberleffo, lo scherno, la derisione, l’irrisione, la
parodia, la risata non son che
l’altra faccia della tristezza» in
un mondo in cui «si vive tra
vigliacchi e lestofanti, tra venduti e depravati, perversi e pervertiti, infetti ed appestati...»
Cos'è alla fin fine una favola se non
una narrazione in cui parlano ed operano anche animali ed esseri inanimati
ed immaginari sempre (fate, gnomi,
streghe ed alberi, serpenti e rane e
fiori...) con lo scopo di trarne una
morale, ο la rappresentazione scenica,
oppure l'intreccio d'un dramma ο d'un
poema, e l'illusione altresì, il dramma
creato dalla vita? È la favola di queste
pagine, che non configurano una
biografia, ma soltanto brandelli di
carne d'una vita che, volendo viversi in
tutte le implicanze, non lo fu che nell'immagine falsata e latente, fugace,
nell'apparenza ingannevole, nel rincorrere l'effimero, l'inconsistenza, la futilità, la debilità dell'essere, ove il nulla
profonde ha le radici...
La triste, breve favola in cui una
principessa si muove e muore, nel
dramma d'una vita, tra fiori e rose, tra i
fiori e le rose, e tra le spine...
« ...in quello che doveva essere il
periodo di transizione al bipolarismo
alternativo, si son moltiplicati i partiti
trasversali, i partiti strumentali, i partiti
estraparlamentari (dei magistrati, dei
giornalisti, degli azzeccagarbugli, degli
intellettualoidi, degli imbecilli, degli infami...)
Son in verità caduti falci, martelli,
rose, garofani, biancofiori, querce ed
altro, ma son nati ulivi e margherite e
persino asinelli, e spine, rovi, tanti...
Sicché l’acheronteo tragittatore e dantesco, nella fossa i felini se l’è infine
ritrovati d’ogni parte convenuti...
Come perciò non credere nei vichiani
«corsi e ricorsi storici»? Quel che successe allora contro quest’uomo passionale, coerente, quest’uomo forte, sta
succedendo anche oggi: lo stesso identico copione! Gli stessi cani politici, gli
stessi pupazzi, le stesse marionette (con
altra maschera) aizzati contro il
Governo, e il suo Presidente, qualsiasi
cosa faccia, qualsiasi cosa dica! Gli
stessi scioperi «manovrati»... Le stesse
sceneggiate televisive (uno pro, un altro
contro...)
Chi ne tiene i fili è sempre lo stesso
Puparo internazionale (la preminenza
delle privatizzazioni, il culto del «massimo profitto», la dittatura del mercato...)
Fino all’abuso di potere, alla soppressione dei diritti umani a scopo di rapina
politica, fino all’omicidio... (da «I colori
della tristezza», presentazione...)
www.edilogos.com: leggi in LEGGERE
(Sommario) la voce Luigi Castiglione
[email protected]
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CODICE
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CANONICO
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«Quest’edizione italiana del Codice di diritto canonico presenta alcune caratteristiche che ci piace mettere in risalto [...] La versione italiana curata da Luigi
Castiglione, è nuova, non solo perché diversa da quella corrente dell’Ueci, ma
anche perché condotta con criteri più moderni (per esempio, uno tra centinaia,
«potestas» è resa con «potere» e non con «podestà» [...] Per tutte queste caratteristiche positive [...] essa merita la più ampia diffusione e utilizzazione da parte
degli interessati, che dovrebbero essere più i pastori che i canonisti della Chiesa
(E.M. Lisi, «La Scala»).
edizioni
logos
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que la fe medieval en el alma inmortal se desvanece. Cada cual
quiere afirmarse siquiera en apariencia."
"Los hombres se menguan los unos a los otros.
"
Capítulo 4: La esencia del catolicismo
"En Nicea vencieron, pues, como más adelante en el
Vaticano, los idiotas -tomada esta palabra en su recto sentido
primitivo y etimológico-, los ingenuos, los obispos cerriles y voluntariosos, representantes del genuino espíritu humano, del
popular, del que no quiere morirse, diga lo que quiera la razón."
"Y el Cristo dijo: "Padre, perdónalos, pues no saben lo que
hacen", y no hay hombre que sepa lo que se hace. Pero ha sido
menester convertir a la religión, a beneficio del orden social, en
policía, y de ahí el infierno."
"Ésta es la fija católica; deducir la verdad de un principio de
si bondad o utilidad suprema. ¿Y qué más útil, más soberanamente útil, que no morírsenos nunca el alma?»
Novità / eBooks Logos
LUIGI CASTIGLIONE
L’ON. MAMMONA
Appunti di fenomenologia politica
Capítulo 5: La disolución racional
"La idea de algo individual, de este tintero que tengo delante,
de ese caballo que está a la puerta de casa, de ellos dos y no
de otros cualesquiera individuos de su clase, es el hecho, el
fenómeno mismo. La idea de mí mismo soy yo. Todos los
esfuerzos para sustantivar la conciencia, hacíendola independiente de la extensión -recuérdese que Descartes oponía el pensamiento a la extensión-, no son sino sofísticas argucias para
asentar la racionalidad de la fe en que el alma es inmortal Se
quiere dar valor de realidad a aquello que no la tiene, a aquello
cuya realidad no está sino en el pensamiento. Y la inmortalidad
que apetecemos es una inmortalidad fenoménica, es una continuación de esta vida."
"Decir que todo es Dios, y que al morir volvemos a Dios,
mejor dicho seguimos en Él, nada vale a nuestro anhelo; pues
si es así, antes de nacer , en Dios estábamos, y si volvemos al
morir adonde antes de nacer estábamos, el alma humana, la
conciencia individual, es perecedera."
"¿Y la verdad? ¿Se vive o se comprende?"
"Hay gentes qe parece como si no se limitasen a creer que
haya otra vida, o mejor dicho, a creer que no la hay, sino que
les molesta y duele que otros crean en ella, o hasta que quieran
que la haya. Y esta posición es despreciable así como es digna
de respeto la de aquel que, empeñándose en creer que la hay,
porque lo necesita, no logra creerlo."
"¿De qué te sirve meterte a definir la felicidad si no logra uno
con ello ser feliz?"
"Qué aberración y no otra cosa es el hombre mera y exclusivamente racional."
"La ciencia podrá satisfacer, y de hecho satisface en una
medida creciente, nuestras crecientes necesidades lógicas o
mentales, nuestro anhelo de saber y conocer la verdad, pero la
ciencia no satisface nuestras necesidades afectivas y volitivas,
nuestra hambre de inmortalidad, y lejos de satisfacerla, contradícela. La verdad racional y la vida están en contraposición
¿Y hay acaso otra verdad que la verdad racional?"
EDIZIONI LOGOS
I Capitoli
Le rane dei pantani
L’onorevole Mammona
Un «new deal» italiano
L’anima del diavolo
I Lager del Divino
Un governo borghese
Il ritornello (o leitmotiv):
Capítulo 6: En el fondo del abismo
"La ciencia destruye el concepto de personalidad, reduciendolo a un complejo en continuo flujo de momento, es decir,
destruye la base misma sentimental de la vida del espíritu, que,
sin rendirse, se resuelve contra la razón."
"El mismo pensador abstracto piensa para existir, para no
dejar de existir, o tal vez piensa para olvidar que tendrá que
dejar de existir. Tal es el fondo de la pasión del pensamiento
abstracto."
Mammona, l’infame e il
borghese son la stessa
persona
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IN PRIMO PIANO
I
SCRITTI DI
GIOVANNI
PAOLO
II
con i commenti di specialisti
Collana : Biblioteca 6versale cristiana [40]
rimonio
Catechesi sul matrimonio
GIOVANNI PAOLO
GIOVANNI PAOLO II Testi
delle «catechesi» con i
II Testi delle «catecommenti originali di S.
chesi» con i comCipriani, P.G. Pesce, G. Concetti, S.
menti originali di S. Riva A cura di Gino Concetti Pagine
Cipriani, P.G.
240, € 18 Biblioteca universale crisPesce, G. Concetti, S. Riva A tiana [40
Catechesi sul mat-
Catechesi sulla sessualità
GIOVANNI PAOLO II
Catechesi sulla sessualità
Testi delle "catechesi" con i
commenti di Cipriani, Concetti, Marinelli,
Mercatali, Nobile, Pesce A cura di Gino
Concetti Pagine 240, € 19 Biblioteca
universale cristiana [59]
cura di Gino Concetti Pagine
240, € 18. Biblioteca universale cristiana [40]
Centesimus annus
GIOVANNI PAOLO
II - Saggio introduttivo di Amintore
Fanfani
Pagine 272, € 20 - Ecclesia
[11]
Dio, ricco di misericordia
GIOVANNI PAOLO II Dio, ricco
di misericordia Testo dell’enciclica con i commenti di
Bogliolo, Concetti, Del Noce, Galot,
Manzini, Mariani, Sisti, Spiazzi, Virgulin,
Toniolo A cura di Gino Conccetti Pagine
208, € 18 Biblioteca universale cristiana
[51]
GIOVANNI PAOLO II
I laici fedeli di Cristo
Testo integrale dell’omonima «Esortazione
apostolica» sulla
vocazione e la missione
dei laici nella Chiesa e
nel mondo con i commenti di Acquaviva,
Bergamo, Camisasca, Cananzi,
sale cristiana
Vivere l’affidamento a –
Maria Testo dell’«Atto di
affidamento a Maria», di
Giovanni Paolo II con i
commenti di Ambrosanio,
Bertetto, Betti, Bossard, Castellano,
Ciappi, De Fiores, Di Rovasenda,
Franzi, Galot, Maggiolini, Meo,
Michaud, Moreira, Neves, Ols, Rum,
Schmidt, Soll Presentazione di
Domenico Bertetto Pagine 136, € 12
Biblioteca universale cristiana [48]
Il Redentore dell'uomo
GIOVANNI PAOLO II Il
Redentore dell’uomo Testo
dell’omonima enciclica con i
commenti di E. Baragli, A.
Del Noce, C. Fabro, J. Galot,
D. Grasso, B. Sorge A cura
di Antonio Ugenti Pagine
160, € 16 Biblioteca univer[30]
Vita di Cristo
GIOVANNI PAOLO II Vita di
Cristo Prefazione di Luigi
Negri Pagine 224, € 18
Biblioteca universale cristiana
[69]
ediozini
logos
Il lavoro umano
GIOVANNI PAOLO II
Illavoro umano Testo dell’enciclica con i commenti
diAcquaviva, Anselmi, Ardigò, Anzani,
Anzani Colombo, Baget Bozzo,
Barbiellini Amidei, Bartoli, Benvenuto,
Biffi, Bocca, Borgomeo, Borroni, Brezzi,
Caniglia, Ciancaglini, E. Colombo, V.
Colombo, De Rita, De Rosa, G. De
Rosa, Fanfani, Foschi, Gorresio, Intini,
La dignità della donna
GIOVANNI PAOLO II La
dignità della donna Testo
integrale dell’omonima
Lettera apostolica con i
commenti di Arias, Baget
Bozzo, Cappiello, Cavallaro,
Del Riso, Di Nola,
Dominijanni, Fabbretti, Fumagalli,
Carulli, Gennari, Gentiloni, Glendon,
Il valore salvifico della sofferenza
GIOVANNI PAOLO II Il valore salvifico della sofferenza Testo dell’omonima «Lettera apostolica» con i commenti di Alvárez, Betti,
Cipriani,Del Zotto, Ferraro, Galot,
Mariani, Penna, Zavalloni A cura di
Vittorio Leonzio Pagine 120, € 13
Biblioteca universale cristiana [54]
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ANNO XXXII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
IN PRIMO PIANO
"La voluntad y la inteligencia buscan cosas opuestas: aquella,
absorber al mundo en nosotros, apropiárnoslo; y esta, que seamos
absorbidos en el mundo."
"No faltará a todo esto quien diga que la vida debe someterse a
la razón, a lo que contestaremos que nadie debe lo que no puede,
y la vida no puede someterse a la razón [...] Y no lo puede porque
el fin de la vida es vivir y no lo es comprender."
"Veréis que cuando algo que parece irracional o absurdo logra
uno expresarlo y que se lo entiendan, se resuelve en algo racional
siempre, aunque sea en la negación de lo que se afirma."
"Es mejor que le falte a uno razón que no que le sobre."
[editar]Capítulo 7: Dolor compasión y personalidad
"Es el amor lo más trágico que en el mundo y en la vida hay; es
el amor hijo del engaño y padre del desengaño; es el amor el consuelo del desconsuelo, es la única medicina contra la muerte, siendo como es de ella hermana."
"Cuantas más murallas ponga el Destino y el mundo y su ley
entre los amantes, con tanta más fuerza se sienten empujados el
uno al otro, y la dicha de quererse les amarga, y se les acrecienta
el dolor de no poder quererse a las claras y libremente, y se compadecen desde las raíces del corazón el uno del otro, y ésta común
compasión, que es su miseria y su fidelidad común, da fuego y
pábulo a su vez a su amor. Y sufren su gozo gozando su sufrimiento. Y ponen su amor fuera del mundo, y la fuerza de ese pobre amor
sufriente bajo el yugo del Destino les hace intuir otro mundo en que
no hay más ley que la libertad del amor, otro mundo en que no hay
barreras porque no hay carne. Porque nada nos penetra más de la
esperanza y la fe en otro mundo que la imposibilidad de que un
amor nuestro fructifíque de veras en este mundo de carne y apariencias."
"Y si doloroso es tener que dejar de ser un día, más doloroso
sería acaso seguir siendo siempre uno mismo, y no más que uno
mismo, sin poder ser a la vez otro, sin poder ser a la vez todo lo
demás, si poder serlo todo."
"El dolor es el camino de la conciencia y es por él como los seres
vivos llegan a tener conciencia de sí. Porque tener conciencia de sí
mismo, tener personalidad, es saberse y sentirse distinto de los
demás seres, y a sentir esta distinción sólo se llega por el choque,
por el dolor más o menos grande, por la sensación de propio límite."
"No cabe poder gozar sin poder sufrir, y la facultad de goce es la
misma que la del dolor. El que no sufre tampoco goza, como no
siente calor el que no siente frío."
"En el fondo lo mismo da decir que Dios está produciendo eternamente las cosas, como que las cosas están produciendo eternamente a Dios."
"Hay quien vive del aire sin conocerlo."
[editar]Capítulo 8: De Dios a Dios
"El hombre ha ido a Dios por lo divino más bien que ha deducido
lo divino de Dios."
"Y del Dios surgido en la conciencia humana a partir del sentimiento de divinidad, apoderose luego la razón, esto es, la filosofía,
y tendió a definirlo, a convertirlo en idea. Porque definir algo es idealizarlo, para lo cual hay que prescindir de su elemento inconmensurable o irracional, de su fondo vital [...] El Dios lógico, racional no
es más que una idea de Dios, algo muerto."
"Porque decir que el mundo es como es y no de otro modo
porque Dios así lo hizo, mientras no sepamos por qué razón lo hizo
así, es no decir nada. Y si sabemos la razón de haberlo hecho así
Dios, éste sobra, y la razón basta."
"Los atributos del Dios vivo, del Padre de Cristo, hay que deducirlos de su revelación histórica en el Evangelio y en la conciencia de
cada uno de los creyentes cristianos, y no de razonamientos
metafísicos que sólo llevan al Dios-Nada, al Dios racional o panteís-
novità / eBooks Logos
LUIGI CASTIGLIONE
SATANIA
Mistero profano in tre tempi
ed un antefatto
I tempi
Il viaggio
L’intervista
Il ritorno
Non un romanzo di struttura tradizionale, né un mistero del siglo de oro, gli
autos sacramentales, nulla avendo di
sacro, né un mistery fiction o mystery
novel, del genere del romanzo gotico o del
fantasy, e nemmeno un pulp dello scorso
secolo privo essendo di giallo, tranne lo
zolfo con cui è lastricata la piazza dell’inferno, con l’ambizione tuttavia ben visibile di fondere tutt’insieme tutte le forme
di espressione drammatica, dal linguaggio
al coro, dal comico al tragtico, dal patetico
al poetico, dal monologo al coro, alla farsa ...
ANNO XXXII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
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IN PRIMO PIANO
SI ONCLUDE NELLA CITT£A PORTOGHESE DI GUIMARAES
L’anno europeo
della Cultura 2012
e “Dimensione Europea”.
Il primo appuntamento di spicco era
stato la cerimonia di apertura, che articolata in numerosi programmi di animazione
lungo tutta la giornata.
La data sancì inoltre l’inizio del primo
dei quattro periodi su cui l’intero programma è stato progettato: “Un momento di
incontro” (gennaio-marzo), seguito dai
cosiddetti periodi di “Un tempo per
creare” (da marzo a giugno), “Tempo
libero” (da giugno a settembre) e “Un
momento di rinascita” (da settembre a
dicembre).
È stata la città portoghese di Guimarães la Capitale Europea della Cultura
2012.
Il 21 gennaio aveva preso il via nella
città lusitana l’Anno Europeo della
Cultura, con oltre seicento eventi e duecento laboratori incentrati sui valori di
“Città”, “Cittadinanza e Partecipazione”
novela fue “Noticia de un Secuestro”
que parece más bien un recuento periodístico y por esto ha dejado un
pequeño vacío a sus lectores.
Después del viaje que hemos realizado, con esta lectura, por la trayectoria de este gran escritor podemos sacar
conclusiones a cerca del porqué de su
fama y renombre.
La manifestazione voleva raggiungere,
ed ha raggiunto, tre grandi obiettivi: lo
sviluppo del capitale umano, lo sviluppo di
un’economia creativa e la generazione di
una nuova geografia dei sensi, ossia si
vuole trasformare uno spazio che conserva
passivamente la memoria in un luogo che
offre nuove esperienze culturali.
Tra le numerose iniziative, spiccano i
lavori di ristrutturazione di importanti edifici e opere della città come l’Arts and
Creativity Platform, il Design Institute, il
Camp Urbis – Advanced Research Centre
e il Landscape Lab.
Altri, come la vecchia fabbrica che
attualmente ospita il Centre for the
Subjects of Art and Architecture, hanno già
terminato i lavori di rinnovo e stanno
attualmente ospitando esibizioni e residenze artistiche.
Il quartiere storico di Guimarães, patrimonio dell’Unesco dal 2001, è l’investimento più riproduttivo e duraturo della
città.
Il centro cittadino rappresenta infatti un
esempio unico di progetto architettonico
che ha subìto un’evoluzione tutta sua, a
causa della particolare morfologia del suo
tessuto urbano medievale: una successione
di piazze di grande valore formale e qualità
ambientale, così come un particolare tipo
di costruzione che si è diversificata, mantenendo tuttavia una grande unità formale
complessiva, essendo stata costruita utilizzando una tecnica tradizionale.
Vicens Joao
Il Papa che
non muore
(Sulla tomba di Karol
Wojtyla)
Contributri di
Alberico, Andreotti,
Aznar, Berrlusconi,
Bettiza, Blondet,
Bocca, Ciampi, De
Araújo Sanchez,
De Rita, Dziwisz,
Echevarría, Galassi,
Gawronski, Gheddo,
Gorbaciov,
Guzzanti, Kohl,
L[evy,
Man, Marina
Estévez, Nesti,
Nirenstein,
Re, Ricard, Ruini,
Sandri, Sfeir,
Spinelli, Tawfik,
Tonini, Walesa...
A cura di Luigi
Castiglione
Pagine 240, € 18
iii EDIZIONE
edizioni
logos
34
ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
IN PRIMO PIANO
tico, al Dios ateo, en fin, a la Divinidad despersonalizada. Y es que
al Dios vivo, al Dios humano, no se llega por el camino de la razón,
sino por el camino de amor y sufrimiento. La razón nos aparta más
bien de Él. No es posible conocerle para luego amarle; hay que
empezar por amarle, por anhelarle, por tener hambre de Él, antes
de conocerle."
"La razón aniquila y la imaginación entera, integra o totaliza; la
razón por sí sola mata y la imaginación es la que da vida. Si bien
es cierto que la imaginación por sí sola, al darnos vida sin límites,
nos lleva a confundirnos con todo, y en cuanto individuos, nos
mata también, nos mata por exceso de vida. La razón, la cabeza,
nos dice: ¡nada!; la imaginación, el corazón, nos dice: ¡todo!, y
entre nada y todo, fundiéndose el todo y la nada en nosotros, vivimos en Dios, que es todo, y vive Dios en nosotros, que sin Él
somos nada."
Capítulo 9: Fe, esperanza y calidad
"El creer es una forma de conocer, siquiera no fuese otra cosa
que conocer nuestro anhelo vital y hasta formularlo."
"La fe, la garantía de lo que se espera, es, más que adhesión
racional a un principio teórico, confianza en la persona que nos
asegura algo. La fe supone un elemento personal objetivo. Más
bien que creemos algo, creemos en alguien que nos promete o
asegura esto o lo otro. Se cree en una persona y a Dios en cuanto
persona y personalización del Universo."
"Pues la fe no es la mera adhesión del intelecto a un principio
abstracto, no es el reconocimiento de una verdad teórica en que
la voluntad no hace sino movernos a entender; la fe es cosa de
voluntad, es movimiento del ánimo hacia una verdad práctica,
hacia una persona, hacia algo que nos hace vivir y no tan solo
comprender la vida."
"Lo cierto es que creer en Dios es hoy, ante todo y sobre todo,
para los creyentes intelectuales, querer que Dios exista."
"¿Puede mi conciencia saber que hay algo fuera de ella?"
" Es la humanidad como una moza henchida de anhelos, hambrienta de vida y sedienta de amor, que teje sus días con
ensueños, y espera, espera siempre, espera sin cesar al amador
eterno."
"La fe es nuestro anhelo a lo eterno, a Dios, y la esperanza es
el anhelo de Dios, de lo eterno, de nuestra divinidad, que viene al
encuentro de aquella y nos eleva. El hombre aspira a Dios por la
fe, y le dice "Creo, ¡dame, señor, en qué creer!". Y Dios, su
divinidad, le manda la esperanza de otra vida para que crea en
ella. La esperanza es el premio a la fe. Sólo el que cree espera la
verdad, y sólo el que de la verdad espera, cree. No creemos sino
lo que esperamos, ni esperamos lo que creemos."
"El dolor es la sustancia de la vida y la raíz de la personalidad,
pues sólo sufriendo se es persona. Y es universal, y lo que a los
seres todos nos une es el dolor, la sangre universal o divina que
por todos circula. Eso que llamamos voluntad, ¿qué es sino
dolor?"
"El hombre es tanto más hombre, esto es, tanto más divino,
cuanto más capacidad para el sufrimiento, o mejor dicho, para la
congoja, tiene."
"¿Qué te aterraría más: sentir un dolor que te privase de sentido al atravesarte las entrañas con un dolor candente, o ver que te
las atravesaban así, sin sentir dolor alguno? ¿No has sentido
nunca el espanto, el horrendo espanto, de sentirte sin lágrimas y
sin dolor?"
"Hay que creer con la fe, enséñenos lo que nos enseñare la
razón..."
Capítulo 10: Religión, Mitología de Ultratumba y
Apocatástasis
"La religión no es anhelo de aniquilarse, sino de totalizarse, es
L’idea cristiana
della’amore
di Max Scheler
embra che sia
venuto il momento di un nuovo
spirito finora solo presumibile di primavera.
Comincia lentamente l'oscillazione scettica di
questa civiltà, il dubbio su
se stessa e sulle idee in
cui crede. Ma l'implorazione di salvezza diverrà sempre più forte e più urgente. Nel suo
cuore germoglia già una nuova volontà di penitenza e di pentimento e di grande delusione
per tutto quello che una volta aveva adorato e
seguito con animo vittorioso. Questo germe,
quando i popoli si renderanno lentamente
conto di quello che hanno fatto, diventerà una
forte e grande corrente di lacrime. Però soltanto il pentimento è la via al rinnovamento, la via
alla rinascita non solo per i singoli, ma per la
società intera. In questo momento conta
moltissimo che anche i cristiani ascoltino quel
grido di aiuto, e che tutti, facendo rivivere la
propria fede prima nel proprio cuore,
spalanchino questi cuori per riversare la corrente di fede e di amore, che segretamente
scorre nella Chiesa cristiana, riversarla nel
mondo, in un mondo che ha bisogno di questa
fede e di questo amore — che comincia a
desiderarli — che li desidera come non mai
nel passato.
S
Filosofo tedesco fra i più brillanti della scuola fenomenologica, Max Scheler (1874-1928) orienta i suoi interessi
principalmente nel campo della filosofìa morale, della
filosofìa della religione e della sociologia. Il diverso modo
di concepire la metafìsica, elemento portante dei tre periodi in cui si può dividere la sua produzione, provoca le
varie risposte: tendenzialmente vitalista nel primo (18991913), crea-zionista e perciò teista e cristiano nel secondo (1913-1922) e panteista nel terzo (1922-1928).
EDIZIONI LOGOS
[email protected]
ANNO XXXII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
IN PRIMO PIANO
La piaga
della droga
La piaga della droga, che
colpisce soprattutto ingiovanì, rischia di mettere in
pericolo l'esistenza della
prossima generazione.
Combatterla è lo scopo di
questo volume che, avvalendosi di un originale metodo
d'indagine, offre un'esatta
diagnosi di quello che si può
ormai chiamare il "male del
secolo". Nel contempo dà
anche un volto ben preciso
alla "multinazionale della
droga", di cui disvela i centri
di produzione, il controllo del
mercato, le banche che ne
gestiscono gli enormi
proventi, i collegamenti con
il crimine organizzato, la corruzione delle forze politiche
che ne reclamano la liberalizzazione, le istituzioni che ne
elaborano la cultura...
Droga S.p.A. (La guerra
dell'oppio)
K. KALIMTGIS, D. GOLDMAN, J. STEINBERG
Droga S.p.A. (La guerra dell’oppio)
Pagine 446, 76 foto, 10 tavole prospettiche, € 26
edizioni logos
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ANNO XXXII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
IN PRIMO PIANO
EDITRICE OLSCHKI / Novità
RA RA
IL DISEGNO
NEL SETTECENTO
IL PIACERE
DELLE IMMAGINI
Piera G.Tordella
IL DISEGNO
NELL’EUROPA
DEL SETTECENTO
Regioni teoriche
ragioni critiche
Paulo Butti de Lima
IL PIACERE DELLE
IMMAGINI
Un tema aristotelico
nella riflessione moderna
sull’arte
Lungo il Settecento europeo, non unicamente secolo dei Lumi, in un serrato
itinerario a ritroso, attraverso testi di
autori tedeschi, francesi, inglesi, olandesi e italiani, il volume segue
l’evoluzione teorico-critica del disegno,
nella sua articolata e lessicalmente
ambigua configurazione. Soggetto
intrinsecamente variegato, il disegno
chiama in scena intellettuali, filosofi,
scrittori, poeti, artisti, conoscitori,
collezionisti, e non solo. Una scena
spesso animata da interpreti innovatori
che solcano orizzonti concettuali ed
estetici densamente popolati da plausi e
dissensi.
The book follows the theoretic and
critical evolution of European drawing
and of its complex configuration in the
XVIIIth century, with the aid of texts by
German, French, English, Dutch and
Italian authors. The theme is naturally
variegated and connects the activity of
intellectuals, philosophers, writers,
poets, artists, connoisseurs and collectors. The scene is often animated by
original interpreters that crossed conceptual and aesthetic horizons populated by acclaim and disapproval.
Viene descritta la fortuna della riflessione d’Aristotele sul piacere suscitato
dalle immagini, attraverso le opere di
teorici dell’arte, filosofi, letterati e artisti
di età moderna. Si assiste a una curiosa
«galleria» di immagini, tra animali selvaggi o spregevoli, mostri e demoni,
individui
moribondi
e
cadaveri.
Attraverso il principio aristotelico, si può
ritrovare la ragione dell’arte nel piacere,
confrontandosi con quanto può segnarne i limiti: i dettami della morale, i
sentimenti del ripugnante o del sublime.
Biblioteca dell’«Archivum
Romanicum». Serie I, vol. 414,
2012, cm 17 ¥ 24, xiv-284 pp.
con 16 tavv. f.t., € 34,00 [
The reception of Aristotle’s reflections
on the pleasure of images is described
through the works of art theorists,
philosophers, scholars and artists. It
forms a bizarre gallery of wild and despicable animals, of monsters and
demons, of dying men and corpses. On
the basis of Aristotle’s Poetics it is possible to find the reason of art in pleasure
and to discuss its limits: moral principles, the sense of disgust, the sublime.
Biblioteca dell’«Archivum
Romanicum». Serie I, vol.412,
2012, cm 17x24, VIIIi-202 pp.
con 3 tavv. f.t. a colori,€ 23,00
LA COMUNITÀ
PRATESE DI RAGUSA
Francesco Bettarini
La comunità pratese
di Ragusa (1414-1434)
Crisi economica
e migrazioni collettive
nel Tardo Medioevo
Il volume indaga l’interconnessione
tra mobilità umana ed economia globale
nel Tardo Medioevo, proponendo un
esperimento di riconversione collettiva
delle attività economiche esercitate da
un gruppo di lanaioli pratesi. Grazie al
confronto tra numerosi documenti provenienti dagli archivi italiani e dalmati, l’autore segue lo sviluppo, i successi e i fallimenti della folta comunità toscana formatasi a Ragusa nel Quattrocento, in un
contesto urbano caratterizzato da una
forte espansione demografica ed economica nel quadro dei traffici commerciali europei.
The book studies the interconnection
between human mobility and global economics in the Late Middle Ages, introducing an experiment in collective business conversion of some wool merchants of Prato. Thanks to the documents kept in Italian and Dalmatian
archives, the author follows the development, success and failures of the Tuscan
community of Ragusa, a town characterized in the XVth century by a strong
demographic and economic expansion;
Biblioteca storica toscana.
Serie I, vol. 66, 2012, cm
17x24, XXVI-298 pp., € 33,00
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- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
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SCAFFALE
G
Maria
degli Angeli O.C.D.
«LA SANTITA
̀ IN VIAGGIO»
Lettere, Libro delle relazioni, A
cura di Giacomo Jori e suor
Maria Imelda dell’Eucarestia
Introduzione di Giacomo Jori
Il volume raccoglie il corpus epistolare e
autobiografico, inedito, della carmelitana
scalza Maria degli Angeli (Torino, 1661 –
ivi, 1717). Restituisce, unico nel panorama
italiano dei documenti e degli studi di spiritualità e di mistica, il dialogo epistolare fra
la Religiosa e i Direttori di coscienza, non
con lo scopo di aggiungere una voce al
coro claustrale,bensì per mostrare la risonanza europea, universale di un’esperienza che ha vita all’interno di un ordine – il
Carmelo teresiano – al centro dell’Europa
moderna,fra i suoi poteri,le sue istituzioni.
Tra XVII e XVIII secolo quando, dopo l’apogeo secentesco, la spiritualità con- templativa sembra sconfitta dalle condanne
inquisitoriali, il linguaggio quotidiano e
mistico di Maria degliAngeli testimonia di
un’erranza, di un transito di quell’esperienza e tradizione: «pasai dal mare | tempestoso a quello delisioso», che culminerà
nei Canti di Giacomo Leopardi: «per mar
delizioso, arcano|erralospirtoumano,|quasicome a diporto | ardito notator per
l’Oceano».
The volume collects the letters and the autobiographical corpus of the discalced Carmelite Maria
degli Angeli (1661-1717), a unique document
among the Italian studies on spirituality and mysticism. It depicts the epistolary dialogue between the
nun and her fathers confessors, showing the
European and universal resonance of an experience that matured within the order of the Teresian
Carmelites, at the intersection of the powers and
institutions of modern Europe.
OLSCHKI-Biblioteca della «Rivista
di Storia e Letteratura Religiosa».
Testi e documenti, vol. 26, 2012, cm.
15 x21,IXXVI-460 pp. con 1 fig. n.t.
Questo volume raccoglie i contributi alla
quarta sessione delle Baxter Lectures, dedicata al tema dell’uomo.
Il filo conduttore delle Baxter Lectures è la
concezione della materia vivente con le sue
forme di organizzazione.
«Materia vivente» è una astrazione,
un’idea che è stata l’esito di un lungo processo d’indagine, derivante da una necessaria
ri–concezione del nostro mondo.
Cercando di fare di tale intero–astrazione
una totalità, le Baxter Lectures hanno contribuito a renderne conoscitivamente determinate le forme e le relazioni tra esse.
Dopo «individuo», «specie», «ecosistema», è ora la volta di quella forma particolare che è Homo Sapiens.
I singoli contributi testimoniano di effettive
inedite acquisizioni nei diversi ambiti disciplinari che intersecano la forma uomo: il ripensamento della Sintesi Moderna e della dicotomia antropologia fisica – antropologia culturale, recentissime scoperte sulle divergenze da progenitori comuni, conseguenti ri –
classificazioni delle antropomorfe africane
come appartenenti al genere Homo, nonché
sguardi nuovi sulla teleonomia dell’anatomia
umana, sulla sfera etica, sul destino dell’uomo.
Le isole del lusso
Prodotti esotici, nuovi consumi e cultura economica europea, 1650-1800
MARCELLO CARMAGNANI
Le isole del lusso narra in maniera
avvincente come la notevole espansione
del consumo dei beni extraeuropei, ossia
dei cotoni indiani, del tabacco, dello zucchero, del caffé e del tè, diede vita a una
rivoluzione commerciale e a una trasformazione culturale che influenzò la società
europea del Settecento. La rapidità con cui
la società europea accettò i nuovi consumi
costituisce un testimonio sinora scarsamente studiato, dal raccordo che si manifestò tra libertà di consumo e la libertà
politica che permisero il superamento dei
precedenti criteri morali che regolavano la
vita economica della società cetuale e gerarchica permettendo la nascita dell'economia politica e la fine della subordinazione
dei produttori e dei commercianti al potere
dello Stato. Il principale merito del volume
è d'illustrare per la prima volta il forte collegamento che nacque nel secolo dei lumi
tra la sfera materiale dei commerci e dei
consumi con la sfera immateriale della cultura e della società. Il libro si articola in
sette capitoli che tracciano lo scenario
della trasformazione materiale e immateriIl futuro di Darwin, Utet A cura ale, il percorso del pensiero economico per
di Lorenzo Calabi, 2012, f.to legittimare la libertà commerciale e del
15x23, € 12.
consumo e le trasformazioni che il consumo dei principali prodotti extraeuropei
provocò nella vita economica e sociale
dell'Europa nel XVIII secolo.
Marcello Carmagnani, Le isole di lusso, Utet, 2012, f.to
15x23, pagg. 344, — 24
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ANNO XXXII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
INTERVALLO
GEORGES MAX SCHELER
BERNANOS L'IDEA
LA GIOIA CRISTIANA
DELL'AMORE
CLAUDEL
Opere a cura
di Luigi Castiglione
Giovanna d’Arco al rogo
L’annuncio a Maria
Il libro di Cristoforo Colombo
Testa d’Oro
Il festino della saggezza
Via crucis
La messa laggiù
Signore, insegnaci a pregare
Un romanzo
drammatico,
sconvolgente,
turgido di luci e
d’ombre.
N’è protagonista
Chantal,
eroina
della grazia,
nuova santa
Teresa.
In lei si svolge
la lotta
tra la grazia
e il male,
ch’ella espia,
vittima
dei perversi
Il simbolismo di La Salette
Cinque grandi odi
Processionale
per salutare
il secolo nuovo
Amo la Bibbia
logos
Georges
Bernanos,
La gioia,
con una nota
di Ferdinando
Castelli,
Edizioni
Logos,
pagine
256,
€ 18
Sembra che sia venuto il
momento di un nuovo spirito finora solo presumibile
di primavera. Comincia
lentamente l'oscillazione
scettica di questa civiltà, il
dubbio su se stessa e sulle
idee in cui crede. Ma l'implorazione di salvezza diverrà sempre più forte e più
urgente [...] Questo germe,
quando i popoli si renderanno lentamente conto di
quello che hanno fatto,
diventerà una forte e
grande corrente di lacrime.
In questo momento conta
moltissimo che anche i
cristiani ascoltino quel
grido di aiuto, e che tutti,
facendo rivivere la propria
fede prima nel proprio
cuore, spalanchino questi
cuori per riversare la corrente di fede e di amore,
che segretamente scorre
nella Chiesa cristiana,
riversarla nel mondo, in un
mondo che ha bisogno di
questa fede e di questo
amore – che comincia a
desiderarli – che li desidera
come non mai nel passato;
M a x S c h e l e r,
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Forse una favola in
cui, come l’autore
scrive, «l’ironia, il
sarcasmo, il dileggio,
il sogghigno, il cachinno, lo sberleffo,
lo scherno, la derisione, l’irrisione, la
parodia, la risata non
son che l’altra faccia
della tristezza» in un
mondo in cui «si vive
tra vigliacchi e lestofanti, tra venduti e
depravati, perversi e
pervertiti, infetti ed
appestati...»
Fa parte della sua
«Trilogia dell’effimero»...
Luigi Castiglione, Clinton, le pene (Clonare Staar?), Edizioni Logos, pagine 256, €
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«La Chiesa è un corpo vivo che ha bisogno dell'opinione pubblica alimentata dal
colloquio tra le diverse membra e mancherebbe qualcosa alla sua vita se l'opinione
pubblica le venisse a mancare».
PIO XII
«Coloro che si dedicano alle scienze sacre usufruiscono di una giusta libertà di
ricerca ed anche di esporre con prudenza il loro pensiero sulle materie in cui sono
competenti, mantenendo il dovuto rispetto nei confronti del magistero della Chiesa».
CODICE DI DIRITTO CANONICO
«Ho avuto sempre più conferma che solo nell'obbedienza che nasce dall'amore si
può diventare intelligenti di quell'avvenimento che ci è stato donato e che supera
ogni intelligenza».
LUIGI GIUSSANI
«La Chiesa viene ammonita «a non farsi condizionare dalla logica mondana»;, mi
domando quanto questo condizionamento non abbia invece agito su molti intellettuali che intendono interpretare "lo spirito" piuttosto che la lettera del Concilio (o indirettamente su tutti)».
AUGUSTO DEL NOCE
«Considero la «Dichiarazione di Colonia» inaccettabile per la Chiesa, sia per la sua
forma, sia per il contenuto. Ciò non esclude che dietro di essa non vi siano desideri
giustificati e problemi aperti sui quali si deve discutere».
WALTER KASPER
«Tutto quanto è accaduto, sotto gli occhi di tutti, fra teologi è solo un fenomeno che
induce tristezza. Se i maestri, anziché essere innanzitutto testimoni di una profonda
appartenenza alla Chiesa si trasformano in un ceto d'intellettuali, più preoccupati
delle proprie opinioni, allora l'annuncio al cuore dell'uomo, che non attende sapienze umane (neanche "teologiche") ma solo la Parola, fatta carne in Cristo, si fa meno
forte.
LUIGI NEGRI
«Il maldestro tentativo del Vaticano di ridurre l'episodio a un "fatto locale", non riesce
certo a diminuire la rilevanza di un'iniziativa che afferma l'obbligo di chi è al servizio
della Chiesa di esprimere critiche pubbliche e mettere in evidenza gli "abusi" del
potere centrale».
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la versione italiana dei canoni, curata da Luigi Castiglione. è
nuova, non solo perché diversa da quella corrente dell’UECI,
ma anche perche condotta con criteri più moderni (per es.
potestas è resa con «potere» non con «potestà»); il commento è alquanto più aggiornato se non altro perché tiene
conto delle interpretazioni autentiche date dall’apposita
Commissione pontificia dal 1984 ad oggi. Per tutte
queste caratteristiche positive sia deìl'edizione originale
sia di quella italiana, riunite insieme in quest'opera, essa
merita la più larga diffusione e utilizzazione da parte degli interessati, che dovrebbero essere più i pastori che i canonisti della
Chiesa» (N. Lisi, La Scala).
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sono state curate o da singoli o da gruppi di specialisti. Questa edizione, commentata da esperti competenti, mi sembra una delle migliori. I pregi sono tanti...» (A.P., Vita
Pastorale).
«Il commento è fatto con grande competenza dottrinale e giuridica, con chiarezza espositiva e puntualità di riferimenti... Il curatore, Luigi Castiglione, ha contribuìto in modo egregio a mantenere le doti di chiarezza del testo originale, per cui sembra che il merito vada
equamente diviso fra gli autori del testo e il curatore...» (Orizzonti Cristiani, Radio
Vaticana),
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ANNO XXXII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
CRONACA
DELLALDIQUA`
XXII Cumbre
iberoamericana
El rey de España, Juan Carlos I, ha
abierto la XXII Cumbre Iberoamericana
que se celebra en Cádiz con un discurso en que ha resaltado la necesidad de
«hacer llevar más Europa a Ibero-américa» y de «más Iberoamérica a Europa», porque»nuestras miradas se vuelven a vosotros».
El monarca español ha inaugurado la
Cumbre en el Teatro Falla de Cádiz, en
el bicentenario de la Carta Magna
aprobada en la ciudad andaluza en
1812. Junto al rey, el presidente del
Gobierno, Mariano Rajoy, y el secretario
general iberoamericano, Enrique Iglesias, también han pronunicado un discurso de apertura de la reunión.
«El mundo de nuestros días es muy
diferente a cuando empezamos las
cumbres hace ahora dos decenios.
Entonces dije que Iberoamérica estaba
en alza, ahora me reafirmo. Nuestras
miradas se vuelven a vosotros», ha
enfatizado el rey español.
Nuestras miradas se vuelven a vosotros
El rey Juan Carlos ha comenzado su
discurso haciendo alusión a la importancia que tuvo en la elaboración de la
Constitución de Cádiz la aportación
hecha por diputados provenientes del
continente americano y ha ensalzado la
virtud de «tender puentes» en lugar de
«levantar fronteras».
También ha postado por afrontar los
momentos de dificultad actuales «trabajando juntos» para «alcanzar metas de
"gran relevancia» que de lo contrario
serían «imposibles de alcanzar». El rey
ha apostado por seguir «explorando" y
poner en práctica «nuevas fórmulas de
trabajo» para escuchar a los ciudadanos e «incorporar sus inquietudes».
Para finalizar, el monarca ha agradecido el recibimiento que la ciudad de
ANNO XXXII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
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XXII CUMBRE IBEROAMERICANA
Intervención de los mandatarios iberoamericanos ante el plenario de la Cumbre
Vista general de la sesión plenaria.
El grueso de la primera sesión plenaria de la Cumbre Iberoamericana se ha centrado
en la intervención de los dirigentes iberoamericanos que han expuesto las principales
inquietudes y compromisos que, desde sus países, querían compartir con el resto de
miembros de la comunidad iberoamericana.
El jefe del Gobierno de Andorra, Antoni
Martí Petit
Andorra
El primero en intervenir ha sido Antonio Martí, jefe del Gobierno del Principado de
Andorra, quien ha recordado que el año que viene celebran el vigésimo aniversario de
su actual Constitución. Ha explicado que están inmersos en un proceso de avance hacia
un modelo económico y social más integrado que se refleja en grandes reformas recientemente aprobadas como la nueva ley de inversiones extranjeras “que acabaron con los
límites que hasta la fecha limitaba la participación de no andorranos en nuestra
economía”, o la salida del Principado de la lista de paraísos fiscales.Esta apertura de
Andorra al mundo comparte el espíritu de la Cumbre Iberoamericana. “En la declaración
que hemos aprobado hablamos de integración económica, crecimiento incluyente,
potenciar los tejidos empresariales y fortalecimiento institucional para impulsar la confianza y la eficiencia administrativa. Todo está directamente relacionado con el programa
de modernización que está aplicando el Principado”, ha concluido.
Bolivia
A continuación ha intervenido el presidente boliviano, Evo Morales, que ha reivindicado el uso de la hoja de coca y ha agradecido a la comunidad iberoamericana “su permanente apoyo expresado en comunicados especiales que reconocen el uso tradicional
del masticado de la hoja de coca como un patrimonio ancestral y cultural que debe ser
respetado en la comunidad internacional”.
También se ha referido a las discrepancias que mantiene su país con Chile por “el
injusto enclaustramiento de nuestro país” al no tener acceso al Océano Pacífico. Ha reiterado su “llamado al Gobierno chileno para que deponga esa postura”.
Morales ha repasado algunas cifras que muestran la tendencia positiva que vive su
país en algunos órdenes clave, como la reducción de la extrema pobreza en el medio
rural del 63% en 2005 al 43% en 2011, o el aumento de las exportaciones de 2.867 millones dólares en 2005 a más de 9.000 en 2011.
Evo Morales, presidente boliviano.
Brasil
La presidenta de Brasil, Dilma Rousseff, se ha referido a la crisis que afecta a Europa
La presidenta del Brasil, de Dilma
Rousseff.
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- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
ANNO XXXII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
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y particularmente a España y Portugal. Al respecto ha manifestado que “las políticas
exclusivas que sólo enfatizan la austeridad han mostrado sus límites”. A su juicio, es
necesario que se adopte una estrategia que «muestre resultados concretos para las personas y presente una perspectiva de esperanza”. Rousseff ha añadido que cada vez se
ve más claro que sin crecimiento será muy difícil la consolidación fiscal, y los ajustes tendrán cada vez más coste social y político.
Por otra parte, ha señalado que América Latina demuestra dinamismo y viveza
económica gracias a las políticas llevadas a cabo, y que su país apuesta por la construcción de un mundo plural donde el multilateralismo será el gran instrumento de cooperación, razón por la que está profundizando en la colaboración regional. Además, ha
señalado que Brasil se encuentra frente al reto de la competitividad en distintos ámbitos,
en los que tiene “un espacio importante la cooperación ibérica”.
El presidente chileno, Sebastián Piñera
Chile
En su intervención, el presidente chileno, Sebastián Piñera, ha señalado que Europa
tiene raíces sólidas y que, como está tomando las medias que tiene que tomar, va a
resurgir de la crisis. En contraposición, ha subrayado que América Latina está experimentado un renacimiento y los países han fortalecido sus democracias, sus instituciones, el
Estado de derecho y han encontrado el camino del crecimiento y el desarrollo.
A juicio de Piñera, el reto es ahora aumentar el desarrollo, derrotar la pobreza y crear
un sociedad que garantice la libertad, la justicia y cree oportunidades “para que todos los
latinoamericanos puedan desarrollar sus talentos”.
El presidente de Chile considera que para conseguir esos objetivos no basta con los
pilares tradicionales sino que hay desarrollar nuevos: mejorar la calidad del sistema
educativo; invertir en ciencia y tecnología; destacar la fuerza de la libertad y del
emprendimiento y reducir los niveles de pobreza.
Colombia
El presidente colombiano, José Manuel Santos
El presidente colombiano, José Manuel Santos, ha indicado que hace veinte años
estuvo en España en otra Cumbre en la que ya se plantearon algunas cuestiones que,
aún hoy, siguen sin resolverse, particularmente la lucha contra el narcotráfico. En este
sentido, ha celebrado “el llamado para hacer una gran reunión de las Naciones Unidas
para discutir el problema”.
Respecto a la crisis mundial, ha señalado que hay que potenciar la creatividad
financiera para permitir que los excedentes de ahorro que ahora tiene América Latina
puedan ser utilizados con facilidad. Según ha explicado esto es necesario por la existencia de situaciones paradójicas como la de que “Alemania acaba de emitir bonos negativos
mientras hay unas necesidades de crédito y financiamiento enormes, entre ellas las de
nuestros socios y amigos España y Portugal”.
Por último ha hecho referencia al inicio, el próximo lunes, de la segunda fase del proceso de paz, asegurando que “el Gobierno de Colombia quiere la paz, tiene toda la determinación y la voluntad para llegar a un acuerdo que termine con este conflicto. No será
por intransigencia nuestra que estas conversaciones no tengan éxito”.
Costa Rica
Laura Chinchilla, presidenta costarricense
Laura Chinchilla, presidenta costarricense, ha advertido de que “una grave amenaza
se cierne sobre la institucionalidad de una buena parte de las naciones de nuestra región:
el narcotráfico, el crimen organizado”. Considera que “este es uno de los campos donde
se requiere con mayor urgencia la solidaridad iberoamericana y el trabajo conjunto de
nuestros países”.
Laura Chinchilla durante su intervención en la sesión plenaria. Foto Pool EFE
Ha señalado que, si bien América Latina ha logrado no verse arrastrada por la crisis
global y exhibe tasas de crecimiento significativas, de reducción de la pobreza y fortalecimiento de la clase media, no ha de perder de vista que las claves son el mantenimiento
de esa tendencia y la equidad.
En su opinión, “debemos seguir avanzando teniendo como opción principal la educación de calidad, la innovación y el desarrollo del capital humano”. A esto se añade, ha
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El Presidente del Ecuador, Rafael Correa
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dicho, que “la comunidad iberoamericana tiene otro gran patrimonio que transmitir a las
generaciones del futuro: la estupenda biodiversidad con que cuentan nuestros países”.
Ecuador
El presidente de Ecuador, Rafael Correa, ha declarado que “la crisis económica y
social del mundo occidental, que se manifiesta en los países del sur de Europa, ha
puesto en evidencia que las recetas neoliberales de siempre no ofrecen una salida a la
crisis sino que la incrementan”. En su opinión, las políticas de austeridad en un contexto
de recesión sólo profundizan la crisis.
Por otra parte, Rafael Correa, ha agradecido al presidente Mariano Rajoy, en nombre
de los 600.000 ecuatorianos residentes en España, que su Gobierno haya aprobado un
Real Decreto que suspende durante dos años los desahucios. “Los desahucios no
tienen razón de ser cuando se trata de una crisis sistémica”, ha dicho.
Haciendo referencia al lema de la cumbre, el presidente ecuatoriano ha subrayado
que “una relación renovada pasa necesariamente por el adecuado trato de los inmigrantes latinoamericanos en Europa”. “Una relación renovada implica llegar a acuerdos
concretos con España para garantizar los derechos humanos como el acceso a los servicios sanitarios. También implica trabajar juntos para evitar los abusos del capital contra
los países iberoamericanos”, ha añadido.
El Salvador
La crisis económica y la lucha contra el narcotráfico han centrado la intervención del
presidente de El Salvador, Mauricio Funes, quien considera que “las viejas recetas del
ajuste sólo han traído más recesión y han producido el retroceso de los países que aplican esas erróneas políticas”.
Funes ha señalado que el narcotráfico ha sido el campo para generar dinero negro y
blanquearlo, y este hecho está impactando con fuerza en las economías de los países
iberoamericanos. Al respecto, ha señalado que en su país “se está librando la batalla por
los derechos de las nuevas generaciones y persiguiendo el narcotráfico”. Además, ha
agradecido el apoyo del Gobierno de España para implementar programas de prevención de la violencia juvenil en El Salvador.
El presidente del Peru Oyanta Humala
México
El presidente de México, Felipe Calderón, ha hecho un llamamiento para reforzar la
cooperación para luchar contra el cambio climático y el calentamiento del planeta. En
este sentido, ha anunciado que su país ha decidido fortalecer la cooperación con la
Cumbre Iberoamericana y con la Secretaría General Iberoamericana (SEGIB) mediante
una aportación de recursos económicos destinados a un proyecto para estudios ambientales, lucha contra el cambio climático y crecimiento verde. “Estos fondos tienen por
objeto que se realicen esos estudios en los países de Iberoamérica por instituciones
mejicanas especializadas en cambio climático”, ha concretado.
Por otra parte, también ha destacado la necesidad combatir el crimen organizado
transaccional, la drogadicción y el tráfico de personas y de armas porque" representan
una amenaza para la seguridad de los ciudadanos, el crecimiento económico y la estabilidad democrática de algunos países". Al respecto ha agradecido que el comunicado
final de la Cumbre Iberoamericana recoja esta necesidad.
Perú
El presidente Oyanta Humala ha recordado el camino recorrido por América Latina
desde la grave crisis de deuda que vivió en la década de los años 80 y ha reconocido
los grandes avances logrados, pero ha advertido de que "América Latina no debe
sobreestimar su fortalecimiento económico porque aunque no somos la región más
pobre sí somos la más desigual".
Respecto a la situación por la que atraviesa Europa, ha afirmado que este continente
"es más grande que sus problemas. La crisis pasará y quedarán nuestros pueblos y el
proceso de integración en marcha. Los pueblos no sólo requieren la verdad, también la
esperanza".
El presidente portugués, Anibal Cavaco Silva
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El presidente de México, Felipe Calderón
El presidente saliente de Mexico, Calderon
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Humala ha indicado que Perú se convierte hoy gracias al dinamismo de su economía
"en una plataforma para inversiones en energía, turismo, infraestructura" y está poniendo en valor su medio ambiente. Pero todo ello desde el principio de que "solos podemos
ir rápido, pero juntos vamos a avanzar más lejos".
Portugal
“Una relación reforzada de todos nuestros países va a ayudarnos a todos para aceptar y enfrentar los desafíos del presente y del futuro”, ha asegurado el presidente portugués, Anibal Cavaco Silva, que ha recocido a América Latina como “uno de los motores
de la economía mundial”.
Tener una relación de mayor proximidad con el continente americano “se ha convertido en una prioridad para Portugal. En este marco existe un gran potencial de comercio
e inversiones que aún no hemos aprovechado. En nuestra mano está dar un impulso a
nuestras relaciones”.
En su opinión, estamos en un momento adecuado “para iniciar esta relación renovada
que refuerce la unión de los pueblos a ambos lados del atlántico. Tenemos grandes cualidades y ventajas que sacar de esta relación”.
Por su parte Pedro Passos Coelho, primer ministro de Portugal, ha defendido que
América Latina necesita “socios y mercados dinámicos y una Europa fuerte”. Para ello
ha abogado por que desde Europa se refuerce “nuestra estructura económica, para lo
que hay que crear condiciones de competitividad y una unión bancaria que potencie la
política monetaria y favorezca la economía real. Tenemos mucho trabajo que hacer”.
El primer ministro portugués, Pedro Passos Coelho
República Dominicana
El presidente Danilo Medina ha basado su intervención en la idea de que “la economía
ha de estar al servicio de las personas y no las personas al servicio de la economía”. En
su opinión, reducir la inversión social sólo lograría aumentar la exclusión social y empeorar la economía. “Mejorar la calidad de vida de todos, sobre todo de los que menos
tienen, es la clave”.
Para ello resulta fundamental fortalecer los mecanismos de integración que nos unen
“para trabajar en la reducción de la brecha social. Unamos nuestros esfuerzos y capacidades con audacia y creatividad para impulsar un nuevo modelo de crecimiento y prosperidad basado en la justicia y equidad”, ha añadido.
Haití
El presidente de Haití, Michel Martelly, ha destacado que los países iberoamericanos
son una gran familia porque comparten historia, tradición y cultura sin dejar de lado su
propia identidad nacional.
Ha asegurado que los cambios están transformando a Haití en un país de oportunidades y que el Gobierno que lidera tiene en la educación y en la democracia los pilares
prioritarios para el desarrollo. “Los cambios en Haití, en poco más de año y medio, ya
son visibles. Haití avanza paso a paso en el camino de la reconstrucción. Queremos
tener voz propia en el escenario internacional y aportar al mundo nuestra cultura, nuestra
lucha por la libertad y nuestro afán de superación”, ha señalado.
A su juicio, "la idea de la renovación, encarnada por la ciudad de Cádiz, nos guiará en
nuestras acciones inspiradas en la promoción de las libertades fundamentales y los principios democráticos".
Argentina
El vicepresidente de Argentina, Armando Boudou, ha manifestado que la crisis
económica está planteando un escenario en el que “las fórmulas del pasado han quedado ostensiblemente en desuso”. Boudou ha añadido que Europa está sufriendo las consecuencias del endeudamiento financiero, mientras que América Latina crece y se
desarrolla pero necesita “seguir librando la batalla para superar la desigualdad y la
pobreza, y la cooperación es indispensable en ese sentido”.
El presidente dominicano Danilo Medina
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- LA FIERA LIBRARIA - N. 294 - DICEMBRE 2012
En materia de desarrollo económico, el vicepresidente argentino ha destacado que
las políticas de ajuste fiscal van en contra de la recuperación económica, “agravan la
situación en los países que las aplican y representan un riesgo para la economía mundial”. “Restar esperanzas y expectativas a nuestras poblaciones aleja las posibilidades de
una recuperación", ha dicho.
En su discurso también se ha referido a los paraísos fiscales que "minan el sistema
financiero internacional y crean riesgos sistémicos al alojar a inversores especulativos”.
Al respecto ha ofrecido el apoyo de Argentina para “promover una discusión profunda y
sincera sobre los instrumentos necesarios para que las reestructuraciones de deuda
soberana puedan ser llevadas a cabo de forma rápida y eficiente”.
Cuba
El ministro de relaciones Exteriores de Cuba, Bruno Rodríguez, ha manifestado que
las políticas que se aplican en Europa parecen no dar resultados y el Estado del bienestar parece en peligro de extinción. “La sobrevivencia del euro está amenazada y el
proceso de integración europeo está atrapado en dilemas profundos”, ha dicho.
Rodríguez ha añadido que “la difícil coyuntura actual plantea una oportunidad singular
a España y Portugal para articular una política eficaz y mutuamente enriquecedora hacia
América Latina basada en la relación respetuosa entre soberanos iguales sobre el sólido
acervo de cinco siglos de historia compartida y vínculos culturales intensos”.
“Debemos reconocer hoy, cuando nuestra región se está dotando con creciente efectividad de sus propios mecanismos de cooperación y concertación que el papel de las
cumbres iberoamericanas se modifica inexorablemente. Las cumbres anuales no parecen ser ya necesarias”, ha concluido.
Guatemala
El ministro de Relaciones Exteriores de la República de Guatemala, Harnald
Caballeros, ha manifestado que los países iberoamericanos tienen grandes retos por
delante que varían de país a país y van desde la crisis económica a los retos ambientales, la superación de la pobreza, la violencia provocada por el crimen organizado y la
superación de tragedias causadas por desastres naturales.
Al igual que otros presidentes, Caballeros se ha referido al crimen organizado y a la
necesidad de acabar con él en sus diferentes expresiones: narcotráfico, tráfico ilícito de
armas, de personas y blanqueo de capitales. A su juicio, la discusión sobre este problema “es inaplazable” y existen puntos de consenso.
El presidente guatemalteco considera que “el gran reto de nuestros países es sacar
a nuestra población de la pobreza, y eso lo conseguiremos si somos capaces de promover el emprendimiento, la inversión y el apoyo decidido a las pymes”. “Iberoamérica
debe enfocarse en el desarrollo económico de sus pueblos”, ha dicho.
Nicaragua
Samuel Santos, ministro de Relaciones Exteriores de Nicaragua, ha indicado que los
pueblos de América Latina “se han levantado y empiezan a recorrer el camino del progreso y del bienestar”. Ha resaltado que “hoy hemos escuchado testimonios de un crecimiento económico sostenido sin precedentes. Pero también de una profunda convicción
de que el crecimiento económico debe estar acompañado de acciones y reformas justas
que permitan que esa riqueza se distribuya con verdadera equidad”.
Nicaragua, en este sentido, ha dicho que viene a esta cita con testimonios de esperanza como la restitución de derechos, avances en inclusión, estabilidad económica con
un crecimiento sostenido y catalogado como de los países más seguros. Ha citado la ley
que obliga a los partidos a que al menos la mitad de los candidatos sean mujeres o
grandes proyectos como los de energías renovables o el canal interoceánico, que se
proyecta como complementario al de Panamá.
Su país, ha asegurado, representa una oportunidad para España y Portugal. Ahora se
trata, ha añadido, de “fortalecer esa inquebrantable alianza que en Cádiz hace 200 años
empezaron a perfilar quienes aprobaron ese faro de libertad que fue la Constitución”.
XXII Cumbre
iberoamericana
El rey de España, Juan Carlos I, ha
abierto la XXII Cumbre Iberoamericana
que se celebra en Cádiz con un discurso en que ha resaltado la necesidad de
«hacer llevar más Europa a Ibero-américa» y de «más Iberoamérica a Europa», porque»nuestras miradas se vuelven a vosotros».
El monarca español ha inaugurado
la Cumbre en el Teatro Falla de Cádiz,
en el bicentenario de la Carta Magna
aprobada en la ciudad andaluza en
1812. Junto al rey, el presidente del
Gobierno, Mariano Rajoy, y el secretario general iberoamericano, Enrique
Igle-sias, también han pronunicado un
discurso de apertura de la reunión.
«El mundo de nuestros días es muy
diferente a cuando empezamos las
cumbres hace ahora dos decenios.
Entonces dije que Iberoamérica estaba
en alza, ahora me reafirmo. Nuestras
miradas se vuelven a vosotros», ha
enfatizado el rey español.
Nuestras miradas se vuelven a vosotros
El rey Juan Carlos ha comenzado su
discurso haciendo alusión a la importancia que tuvo en la elaboración de la
Constitución de Cádiz la aportación
hecha por diputados provenientes del
continente americano y ha ensalzado
la virtud de «tender puentes» en lugar
de «levantar fronteras».
También ha postado por afrontar los
momentos de dificultad actuales «trabajando juntos» para «alcanzar metas
de "gran relevancia» que de lo contrario serían «imposibles de alcanzar».
El rey ha apostado por seguir «explorando" y poner en práctica «nuevas fórmulas de trabajo» para escuchar a los
ciudadanos e «incorporar sus inquietudes».
Para finalizar, el monarca ha
agradecido el recibimiento que la ciudad de Cádiz y sus ciudadanos han
dado
a
la
XXII
Cumbre
Iberoamericana. Parte del discurso lo
ha hecho en portugués en honor a los
jefes de Estado de Portugal y Brasil.
Rajoy llama a la inversión
Por su parte, el presidente del
Gobierno, Mariano Rajoy, ha hecho un
llamamiento en la inauguración de la
Cumbre en Cádiz a los países asistentes para "trabajar juntos» en busca
del progreso y el crecimiento económi-
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Uruguay
Luis Leonardo Almagro, ministro de Relaciones Exteriores, ha apostado por que la
cita sirva para que cada uno vea “en el otro su socio natural, y eso debería dar un
dinamismo cada vez mayor a nuestras relaciones”. En definitiva, construir más puentes
en nuestros procesos de integración.
Ha mostrado su apoyo a la Segib en la realización de la hoja de ruta para mejorar la
calidad de los programas latinoamericanos y ha reflexionado en torno a que “durante
mucho tiempo Iberoamérica ha recibido apoyo y solidaridad española. Hemos crecido y
nos hemos desarrollado con ese apoyo del conocimiento y recursos de España.
Queremos transmitir al pueblo español que en esta relación renovada extendemos
nuestra cooperación con España en el convencimiento de que eso dará mutuos beneficios”.
Honduras
Mireia Agüero, secretaria de Relaciones Exteriores de Honduras, ha excusado a su
presidente, Porfirio Lobo, que ha tenido que volver anticipadamente a su país por las
elecciones que se celebran mañana. Seguridad y economía han sido los ejes de su
intervención.
Ha comenzado diciendo que Honduras se suma a las inquietudes ya referidas por
otros intervinientes en materia de seguridad. A este respecto ha indicado que “el principio de responsabilidad compartida continúa siendo la base relevante para enfrentar este
grave problema que afecta a nuestra región. Para ello es necesario seguir contando con
la ayuda necesaria, el intercambio de experiencias y la colaboración internacional”.
En el ámbito económico se ha referido al papel de las pymes y a la necesidad de
fomentar la interrelación en la región y con Europa: “Sólo mediante la interconectividad
podremos facilitar el libre intercambio de bienes y servicios, también de cultura e iniciativas innovadoras”.
También se ha referido al hecho de que “para 2015 América Latina alcanzará la mayor
población de jóvenes en la historia de la región”, lo que determina la necesidad de invertir en educación, cultura y nuevas oportunidades de empleo.
Venezuela
El vicecanciller de Relaciones Exteriores de Venezuela, Temir Porras, ha transmitido
los saludos del presidente de su país, Hugo Chávez.
En su intervención ha repasado la larga historia común de la familia iberoamericana,
“con encuentros y desencuentros. Larga, íntima y compleja, lo que es una buena indicación de por qué nuestra comunidad es tan diversa y con visiones a veces tan divergentes”.
Ha asegurado que en la zona se ha vivido en la última década un florecimiento del
pluralismo político y lo ejemplificado, en el caso de Venezuela, con un dato: “El 82% de
los votantes inscritos han participado en las presidenciales del 7 de octubre pasado”.
Paralelamente, ha añadido, “hemos transitado la verdadera revolución social que ha llevado a que Venezuela exhiba la hermosa combinación de ser el país latinoamericano
que más ha reducido las desigualdades sociales habiendo triplicado el PIB en 14 años”.
Por último, ha afirmado que su país considera que hay una relación renovada en el
espacio latinoamericano “que pasa por una revisión de las visiones que tenemos unos
de otros a ambos lados del Atlántico”. Lo más importante, ha añadido, “es que hayamos
tomado la decisión política juntos como iguales de emprender esta búsqueda y esta renovación”.
El presidente haitiano, Michel Martelly.
El presidente salvadoreño, Mauricio Funes
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CADIZ - XXII CUMBRE
IBEROAMERICANA
co, convencido de que «más que una
tradición que continuar tenemos un
futuro que realizar».
Rajoy se ha expresao así en su discurso de inauguración de la Cumbre
Iberoamericana que este fin de semana
se celebra en Cádiz, con presencia de
más de una veintena de jefes de
Estado y de Gobierno.
Rajoy pone el consenso de 1812
como ejemplo de unidad y de no crear
fronteras
A su juicio, todos los países iberoamericanos deben "mirar al futuro
con respeto a nuestra pluralidad pero
con propósito de seguir haciendo cosas juntos", conscientes del «excepcional tesoro compartido».
El presidente español ha reivindicado el papel de España como «la plataforma más cercana» que los países
del nuevo continente tienen para acceder «a la mayor área de prosperidad
del mundo» que es Europa, a pesar de
los tiempos actuales de crisis económica.
En este sentido, ha reconocido que
América Latina «ha cambiado mucho
desde entonces», al igual que España,
a la que ha definido como «una nación
plural, sólida, avanzada y con una voz
reconocible en la escena internacional».
El presidente ha iniciado su intervención enviando sus condolencias a las
víctimas del reciente terremoto en
Guatemala y ha dado la bienvenida a
los mandatarios iberoamericanos.
«El mundo está cambiando»
En su discurso, el secretario general
iberoamericano, Enrique Iglesias ha
destacado que hoy como hace 200
años la comunidad iberoamericana se
reúne con la convicción de que el
mundo está cambiando y reclama «liderazgos para sentar las bases de un
nuevo orden internacional».
El secretario general iberoamericano
dice que el «mundo está cambiando».
En opinión de Iglesias, los cambios
en las relaciones internacionales, la crisis económica de los países desarrollados y en especial los de la Unión Europea y EEUU y la bonanza latinoamericana caracterizan el momento en que
tiene lugar esta cita.
15 jefes de Estado y Gobierno
A la ceremonia han asistido 15 jefes
de Estado y Gobierno que participan en
la Cumbre de Cádiz, así como la reina
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Sesso, esoterismo e yoga, perquisizioni in tutta
Nel
cortile di «porta a porta» vespiano
italia
.Sesso, esoterismo e yoga, perquisizioni in tutta
complimenti
e gentilezze tra «onorevoli
italia
politici italiani
Roma, 10 dic. (Adnkronos) "Dell'Utri è un povero disgraziato per
tutto quello che gli sta succedendo e
parla a ruota libera". Il segretario del
Pdl Angelino Alfano ospite di Porta a
Porta attacca Marcello Dell'Utri dopo
le critiche alla segreteria da parte
del senatore del partito. Alfano
attacca: "Le dichiarazioni di Dell'Utri
non corrispondono al pensiero di
Berlusconi. Credo quindi che il presidente del mio partito, nonché fondatore, si dovrà porre con grande serietà il problema della composizione
delle liste. Bisogna riflettere molto
bene sulla modalità di formazione
delle liste, perché su questo sarà
espresso un giudizio da parte dell'opinione pubblica, prima ancora di
leggere il nostro programma.
Dobbiamo sapere prima quali sono
gli uomini e le donne su cui le nostre
idee dovranno camminare".
Immediata la contro-replica di
Dell'Utri, che non usa mezzi termini:
''Io ho già detto chiaramente quello
che penso del segretario -dice
all'Adnkronos-, un povero disgraziato l'ho detto io prima di lui e lui mi
risponde con le stesse parole... Ho
detto meno di quello che penso...
Non mi va di replicare, Alfano si è
già qualificato da se per questa
risposta piccata e fuori luogo''.
''I guai del Pdl, purtroppo -insiste il
senatore- vengono tutti dalla sua
incapacità, dalla sua insipienza.
Non ha le palle, non c'entra niente
con noi'3.
Lady Gaga sfoggia un vestito di
carne di gusto estetico ben discutibile...
Sesso, esoterismo e yoga in Italia
Sesso violento, esoterismo e yoga: perquisite a Firenze e in altre città le filiazioni di una scuola internazionaledi yoga frequentate da centinaia di persone. Numerosi gli indagati. La procura di Firenze contesta i reati diassociazione a delinquere, riduzione in schiavitù, tratta di persone e violenza sessuale continuata.
Secondo quanto emerge dalle
indagini curate dalla squadra anti-sette
della questura, i frequentatori di una
particolare scuola internazionale di
yoga, che fa capo a un guru della
Romania, venivano trasformati in adepti di una specie di setta e, ben oltre gli
insegnamenti della nota pratica ginnico-filosofica orientale, si imponevano
loro atti di violenza sessuale, ciò anche
tramite pratiche esoteriche e pornografiche, e comunque portandoli ad uno
stato di sudditanza psicologica.
Tra i vantaggi avuti dagli indagati,
non si esclude neppure l'incasso di
denaro, apparentemente pagato dagli
iscritti per le rette delle scuole di yoga.
L'inchiesta, coordinata dal pm di
Firenze Angela Pietroiusti, sarebbe nata una o più denunce di frequentatori
della scuola. Le perquisizioni hanno riguardato le sedi di scuole di yoga,
facenti capo al movimento che ha sede in Romania, di diverse città italiane e
le abitazioni dei tanti indagati coinvolti.
Sequestrati computer, agende, documenti ma anche video, che ora sono
all'esame degli inquirenti.
Comunque sono state perquisite anche persone non indagate, matuttavia
rimaste coinvolte in vario modo nel giro.
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NATALE A ROMA
A Roma Maazel dirige Beethoven per il concerto
di Natale a Santa Cecilia
Il tradizionale Concerto di Natale è stavolta affidato alla bacchetta di un grande musicista, testimone
e ambasciatore della grande musica: Lorin Maazel. Per due serate, venerdì 21 dicembre (Sala Santa
Cecilia ore 21) e sabato 22 (ore 18) il direttore statunitense (ma francese di nascita), che fu bambino
prodigio «benedetto» da Arturo Toscanini, affronterà con l'Orchestra e il Coro dell'Accademia
Nazionale di Santa Cecilia la pagina sinfonica per eccellenza e, tra le creazioni più alte dell'ingegno
umano: la Nona Sinfonia di Beethoven. Insuperato messaggio etico di fratellanza e di pace, la Nona
è stata dichiarata «patrimonio dell'Umanità» dall'Unesco e scelta (l'ultimo movimento) quale inno ufficiale dell'Unione Europea.
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