PROGETTI NON FINANZIATI 332 “Reinserimento sociale di soggetti con problemi di dipendenza da sostanze psicotrope” Introduzione Il territorio dei Comuni del Distretto Nord dell’AUSL di Rimini (Bellaria Igea Marina, Poggio Berni, Rimini, Santarcangelo di Romagna, Torriana e Verucchio), con particolare riferimento al Comune Capoluogo, vive da anni una crescente “domanda di trattamento” ossia un aumento di persone che chiedono di entrare in terapia per problemi connessi all’uso di droghe, alcool e farmaci (fonte Rapporto 2005 sulle dipendenze in Emilia Romanga). La Cooperativa Cento Fiori dal 1985 ha dato origine ad un Centro Diurno come dispositivo terapeutico per affrontare le problematiche relative alla tossicodipendenza. Il Centro Diurno della Cooperativa Sociale Cento Fiori è una struttura terapeutico riabilitativa semiresidenziale seguita da un’équipe terapeutica formata secondo la concezione operativa di gruppo e da un’équipe più allargata della quale fanno parte i responsabili dei settori lavorativi. L’équipe è composta da: uno psichiatra, una pedagogista, una psicologa, tre educatori professionali, quattro referenti dei settori lavorativi con una formazione specifica sulle problematiche trattate. Gli utenti, inseriti nei settori lavorativi della Cooperativa (legatoria artistica, centro di restauro del libro, canile di Rimini e serra), svolgono programmi personalizzati che prevedono la partecipazione a gruppi di psicoterapia, colloqui individuali ed attività di terapia familiare. Con il passare degli anni, abbiamo avuto esperienza di inserimenti di casi di doppia diagnosi o con problematiche prevalentemente psichiatriche. Negli ultimi tempi poi abbiamo avuto la possibilità di inserire persone con disturbo del comportamento alimentare, ultimamente, la struttura si è sempre di più adeguata alle esigenze particolari degli utenti, modificando volta per volta il programma terapeutico per renderlo sempre più a misura dell’utente; utente che spesso si trova in situazione di “bassa soglia”, con ricadute che tendono a fare allontanare il soggetto dal percorso intrapreso, quindi bisognoso di situazioni di accoglienza, dove il ruolo del gruppo è fondamentale, basato sulla condivisione, la solidarietà, l’affettività. Pertanto, riteniamo molto importante affinché possa concludersi favorevolmente il progetto di reinserimento sociale, presentare due progetti che risultano particolarmente validi dal punto di vista terapeutico e di crescita sia del gruppo in forma solidale che dei singoli: - costruzione di un gruppo appartamento con bassa protezione, viaggio di una settimana in barca a vela, Le due attività proposte sono estremamente importanti poiché nella prima si tende a favorire un primo reinserimento sociale residenziale e l’autonomia dell’utente e nella seconda utenti e operatori vivono a stretto contatto gestendo la vita della barca. 333 “Reinserimento sociale di soggetti con problemi di dipendenza da sostanze psicotrope” Progetto Settimana in barca La settimana in barca consiste in un periodo di terapia intensiva di gruppo, attraverso una crociera nel mare Adriatico, in cui gli utenti vivono l’unico momento residenziale comune del percorso terapeutico; tale attività permette agli utenti una vita insieme 24 ore su 24 e serve a rafforzare il legame fra i partecipanti in cui ci sono precisi compiti da svolgere dove ognuno è funzionale e necessario per gli altri. Questa esperienza è importante poiché da un lato il Centro ha solamente momenti di vita diurna, dall’altro agevola coesione, senso di appartenenza e distacco dall’ambiente in quanto l’esperienza in un luogo estraneo (diverso da quello abituale in cui si vive, rafforzato dal fatto di essere in uno stato straniero) fa emergere tutte quelle situazioni di convivenza che solitamente non vengono affrontate. Soggetti impegnati Nel viaggio in barca saranno impegnati n° 10-12 soggetti con problematiche di dipendenze patologiche, anche correlate a problemi psichiatrici, in terapia presso il Centro Diurno. Ambito di intervento L’ambito di intervento del progetto è quello di soggetti con problemi di dipendenza da sostanze psicotrope che abitano il territorio dei Comuni del Distretto Nord dell’AUSL di Rimini (Bellaria Igea Marina, Poggio Berni, Rimini, Santarcangelo di Romagna, Torriana e Verucchio), con particolare riferimento al Comune Capoluogo, e che hanno intrapreso percorsi di recupero e di reinserimento sociale. Budget progetto: Affitto dell’imbarcazione per N° 7 giorni Equipaggio (Comandante e marinaio) per 7 giorni Cambusa Operatori terapeutici (per i fuori orario) Totale € 5.000,00 € 3.500,00 € 1.000,00 € 5.500,00 __________ € 15.000,00 334 Progetto Tracce 2007/08 Associazione Gruppo San Damiano Cooperativa Sociale Mappamondo Dati generali del progetto: Zona: Ambito territoriale in cui si realizza il progetto: Titolo: Rimini Provincia di Rimini progetto “Tracce” Il progetto è: [ x ] Nuovo [] Continuazione di attività in corso Dati del referente del progetto: Cognome e nome: Ciccillo Stefania Ente/Servizio: Associazione Gruppo San Damiano e Cooperativa Sociale Mappamondo Telefono: 0541/623570 Fax: 0541/623570 e-mail: [email protected] 335 I FASE LA VALUTAZIONE DEL PROGETTO o Il fenomeno a. In quale ambito si inserisce l’intervento ovvero quale problema/fenomeno si intende affrontare? L’intervento ovvero il problema/fenomeno che si vuole affrontare deriva dalle esperienze attuate con il progetto “Tracce” avviato nel 2002 (e già inserito nei Piani di Zona) e di riduzione del danno con i Servizi pubblici e privati e del volontariato nel territorio ravennate con cui l’Associazione Gruppo San Damiano collabora da tempo, che hanno rilevato la presenza di persone che vivono in condizioni psicofisiche ai margini della socialità; persone con problematiche legate all’uso/abuso di sostanze stupefacenti legali e non e malattie ad esse correlate. Persone senza fissa dimora ed extracomunitari non solo orfani di territorio ma di relazioni, di servizi, di punti di riferimento. La condizione di grave depressione espone questi soggetti ad un elevato rischio di devianza sociale. L’intervento sul territorio di Rimini è motivato dalla presenza di situazioni analoghe rilevate da una un’analisi socio sanitaria, consultazioni con le realtà che operano nel sociale e dalle storie di fatiche raccolte da persone che dietro domande di pronto soccorso lasciavano trasparire richieste di relazioni, di punti di riferimento, di bisogni primari, che cercano risposte più continuative. b. Attualmente, quante persone si stima siano interessate dal problema/fenomeno nell’area geografica di riferimento dell’intervento? In un’analisi attualmente ancora in corso, si stima che le persone interessate dal problema/fenomeno siano circa 400. c. Come è descrivibile il problema/fenomeno in termini di dimensione e peculiarità? Il problema/fenomeno è descrivibile con comportamenti che sottintendono un decadimento della percezione dei diritti e doveri relativi al concetto di cittadinanza emergendo all’esterno con atteggiamenti devianti, autolesivi e di abbassamento della percezione del rischio con conseguente aumento della pericolosità sociale. 1.2 Diagnosi del territorio in relazione al progetto a. Quali sono le caratteristiche significative dei gruppi sociali nel territorio in cui si pensa di svolgere l'intervento? I gruppi sociali, cioè i destinatari finali del progetto sono principalmente persone che usano/abusano di sostanze stupefacenti e psicotrope, vivendo in strada in condizione di emarginazione non avendo maturato una chiara scelta di astinenza. Il progetto include anche coloro che per diversi problemi hanno perso la “cittadinanza" e si vedono costretti a “viversi” la strada. b. Quali sono le caratteristiche significative delle risorse (spazi, infrastrutture, ecc.) del territorio o del contesto di riferimento? Poiché il territorio di Rimini è carente di strutture, sia pubbliche sia private, tipicamente a bassa soglia, si richiede uno spazio che abbia caratteristiche idonee da potere attuare un processo educativo che ci permette di essere accanto ed accompagnare in modo più stabile questi amici, attraverso una politica di inclusione sociale che partendo da un miglioramento della qualità della vita, può sfociare in una scelta di percorsi riabilitativi e di reinserimento a pieno titolo nella comunità sociale. 336 c Quali sono le caratteristiche significative del territorio? Nel nostro territorio si è rilevato un alto numero di persone emarginate per motivi di dipendenza e/o disagio sociale e di un aumento della popolazione extracomunitaria (non regolare) con conseguenti forme di ghettizzazione in alcune aree del territorio riminese ( stazione, centro storico), fenomeni di formazioni di “bande” che svolgono atti di vandalismo e micro- criminalità e prostituzione. 1.3 Riferimenti teorici, modelli interpretativi, ricerche di sfondo a. Quale ipotesi interpretativa date del problema/fenomeno che volete affrontare ovvero qual è il modello teorico di base a cui vi riferite? I modelli interpretativi che sottostanno all’intervento sono mutuati dalla filosofia del “Progetto uomo” e dalla “teoria motivazionale”. Ambedue mettono l’uomo al centro con i suoi bisogni fondamentali facendo leva sulle risorse e le motivazioni al cambiamento (ruota di Proaska) che le persone presentano nella relazione, accompagnandole secondo i loro tempi e momenti in un percorso di recupero responsabile della propria esistenza e delle proprie scelte. b. Su quali elementi, ricerche, ipotesi si appoggia l’interpretazione? L’interpretazione si fonda sulla teoria della “Riduzione del danno”, intesa come cura della vita, nel tentativo di dare un’opportunità in più a quanti, per motivi soggettivi e oggettivi, non riescono a migliorare la propria qualità di vita, affinché non sia mortificata la “loro dignità”. A questo si aggiunge l’esperienza attiva nella collaborazione al progetto “Tracce”di Ravenna che ci ha fornito un’idea più chiara delle persone nelle situazioni di bisogno favorendo una vicinanza e una conoscenza data da una relazione più stabile. 1.4 Analisi della domanda a. Chi ha segnalato l’esistenza di rischi, problemi, necessità di un intervento? E’ l’attività svolta dai volontari dell’Associazione Gruppo San Damiano che incontrando “faccia a faccia” tante persone che vivono queste realtà in condizione di disagio e forte emarginazione, i quali ci hanno profondamente interrogati, facendoci leggere, dietro richieste di pronto soccorso domande di relazione. b. Chi ha proposto l’intervento? L’intervento è proposto dall’Associazione Gruppo San Damiano e la Cooperativa Sociale Mappamondo ar.l. c. Chi ha la responsabilità della progettazione? Se si tratta di un gruppo, da chi è composto? Responsabile: Padre Claudio Marcello Ciccillo del Ce.i.s. (Centro Ravennate di Solidarietà) di Ravenna in collaborazione con l’équipe del progetto “Tracce” (composta da 3 operatori) e da volontari del territorio. d. Esiste la possibilità di collaborare con interventi analoghi in corso di esecuzione? Sì, il progetto vuole essere una risposta in rete con gli altri servizi, sia pubblici sia privati, presenti sul territorio (dormitori, Caritas, Ser.t, A.usl , cooperative sociali e associazioni presenti sul territorio ). 1.5 I destinatari finali dell’intervento a. Quali sono i destinatari finali del progetto? I destinatari finali sono principalmente persone senza fissa dimora (orfani di territorio) ed emarginati (orfani di relazione). 337 b. Quali sono le caratteristiche dei destinatari finali e la loro dimensione numerica? I destinatari finali sono principalmente persone che usano/abusano di sostanze stupefacenti e psicotrope, vivendo in strada in condizione di emarginazione non avendo maturato una chiara scelta di astinenza. Il progetto include anche coloro che per diversi problemi hanno perso la “cittadinanza" e si vedono costretti a “viversi” la strada. c. Per quali ragioni sono stati scelti proprio quei destinatari finali? Perché il target ha rivelato quest’utenza bisognosa ed in situazione precaria per mancanza di strutture. d. Quanti sono i destinatari finali che si prevede di raggiungere con il progetto? 200 persone circa, che prevediamo di raggiungere nel 2007. e. Quali sono le modalità attraverso le quali si pensa di contattare, coinvolgere e motivare i destinatari finali dell’intervento? Le modalità di relazione che si intendono attivare per raggiungere i soggetti destinatari sono: 1. relazioni in strada e nei luoghi di emarginazione; 2. informazione; 3. passa parola; 4. network; 5. agenzie educative e socio-sanitarie (pubbliche e private). L’aggancio e la motivazione dei destinatari sono raggiunti attraverso risposte ai bisogni primari, interscambio relazionale, proposte non autoritarie dell’attività da svolgere. 1.5.1 I destinatari intermedi dell’intervento a. Quali sono i destinatari intermedi del progetto? Per la realizzazione del progetto si pensa di coinvolgere i seguenti interlocutori/agenti di cambiamento (con i quali si intende incrementare la collaborazione e la partecipazione): -Provincia di Rimini -Comune di Rimini -Ser.t -A.usl --Forze dell’ordine -Parrocchie -Associazioni di volontariato b. Quali sono le caratteristiche dei destinatari intermedi e la loro dimensione numerica? Sono operatori che si caratterizzano come realtà operanti sulla linea della riduzione del danno. c. Per quali ragioni sono stati scelti proprio quei destinatari intermedi? Perché collaboratori già attivi sulla riduzione del danno. d. Quanti sono i destinatari intermedi che si prevede di raggiungere con il progetto? Circa 20 (per l’anno 2007). e. Quali sono le modalità attraverso le quali si pensa di contattare, coinvolgere e motivare i destinatari intermedi dell’intervento? • Incontri mirati con le realtà territoriali; • incontri informali; 338 • • iniziative mirate a momenti informativi e formativi comuni; creazione di eventi; 1.6 Gli obiettivi a. Obiettivi strategici del progetto: a.1 Mondo giovanile e rapporto con le sostanze: [ X ] Individuazione precoce di soggetti a rischio [X] Facilitazione all'accesso e accompagnamento ai servizi [X] laboratori socio/educativi [X] Inserimento sociale e contrasto all'esclusione (informazione sulla rete di servizi) a.2 Marginalità sociale associata al consumo di sostanze [X] Riduzione del danno [ X] socializzazione, educazione allo stare bene a.3 Utenza multiproblematica Reinserimento sociale, contrasto all'esclusione, sostegno alle famiglie OBIETTIVI SPECIFICI Facilitare percorsi di inclusione sociale creando reti solidali che favoriscano la consapevolezza della propria dignità di persona da parte del target e la conoscenza dell’intera rete di servizi presenti sul territorio. Portare alla luce il sommerso, cioè gli utenti più problematici e non ancora raggiunti dai servizi esistenti, in modo che i servizi sul territorio vengano a conoscenza dei casi più problematici e questi ultimi dei servizi di cui ancora non usufruiscono. La conoscenza del territorio da parte degli utenti permette che poi loro stessi diventino promotori e divulgatori delle opportunità che i servizi del territorio forniscono. PARTNERS DEL PROGETTO Per l’attuazione si pensa, come partners esterni del progetto, il Ser.T. di Rimini, il Simap, le Associazioni di volontariato ed i volontari del progetto stesso. a. Quali modalità di collaborazione e di coordinamento della rete intendete attivare? Si intendono attivare incontri periodici di aggiornamento e di scambi d’informazione sulla situazione territoriale della problematica e gli eventuali mutamenti della stessa. b. Quali sono le competenze operative di ciascun soggetto nell'attuazione degli interventi previsti? Fornire, ciascuno per il proprio ambito, informazioni, consulenze, interventi (Ser.T., Simap ecc.) e beni di prima necessità (Caritas, Associazioni di volontariato, ecc.) atti a migliorare il servizio del progetto “Tracce”. 1.8 Il metodo di intervento - Quali sono le strategie ed i metodi utilizzati per realizzare l’intervento? o Gruppo di auto-aiuto: o Circle time; o Problem solving; o Confronto/scambi di esperienze; o Attività creative ed educative (laboratori); 339 o Interventi informali; o Offerta di risposte ad alcuni bisogni primari. b Qual è la durata prevista del progetto e quali sono le azioni significative? La durata del progetto si inserisce all’interno del Piano di Zona (2007-2008). Azioni significative sono la sensibilizzazione dei cittadini sull’ubicazione del Centro, l’ideazione di momenti di confronto con Enti e Associazioni di volontariato del territorio per continuare e garantire la funzionalità e la promozione del Centro stesso. - Come viene pianificata l’attività? Il Centro di Accoglienza a bassa soglia di “Tracce” prevede tre aperture pomeridiane settimanali. Si potrà valutare in futuro altri momenti di apertura del Centro come potrebbero essere un pomeriggio aggiuntivo e/o una serata aggiuntiva alla settimana. 1.9 Le risorse a. Chi svolge l’intervento e quali sono le qualifiche e le competenze richieste? n. Qualifica Funzione/competenza 1 Sacerdote Coordinatore 3 Operatori sociali Intervento/valutazione 5 Volontari Intervento b. Quanto tempo di lavoro si prevede dovranno impiegare gli operatori? n. Qualifica Orario/ settimana 3 Operatori sociali 54 c. Quali risorse sono disponibili e quali è necessario reperire in termini di organizzazione, spazi e materiali? Uno stabile di un minimo di 120 mq ubicato possibilmente vicino al centro o in qualsiasi altra area facilmente raggiungibile dall’utenza, 1 televisore 28”, videoregistratore, giornali/riviste, materiale didattico, giochi di società, alimenti per cucina (tè, biscotti, caffè, ecc.), 1 frigorifero, computer completo (accesso ad Internet), abbonamento a quotidiano, altri materiali per attività richieste ed ideate in itinere. d. Quali altre attività e iniziative attive in quel contesto possono influire, e come, sulla realizzazione dell’intervento? Eventi e manifestazioni che, realizzate all’interno del Centro, vengono poi presentate alla cittadinanza (mostre di disegno, fotografia ecc., pubblicazioni di poesie, momenti musicali). e. Esistono iniziative nel territorio e in territori vicini che possono influire, e come, sulla realizzazione dell'intervento? Tutte quelle iniziative presenti sul territorio che rispondono ai bisogni primari dell’utenza (dormitorio, mensa, Caritas, parrocchie ed Associazioni di volontariato e Azienda U.S.L. per consulenze sociosanitarie). 340 1.10 La documentazione dei risultati - Quali azioni e strumenti prevedete per documentare lo svolgimento ed i risultati del progetto al committente? 1. Rilevazione dati: annovero delle persone che frequentano il progetto (sesso, scolarità, età, nazionalità, ecc.) 2. Condivisione del diario di bordo 3. Articoli su quotidiani e riviste 4. Relazione di attività in itinere e a fine anno - Quali azioni e strumenti prevedete per informare i destinatari ed il territorio di riferimento sullo svolgimento ed i risultati del progetto? 1. Articoli su quotidiani e riviste 2. Relazione di attività in itinere e a fine anno 3. Riunioni di famiglia 4. Incontri periodici con gli enti intermediari 1.11 La pianificazione della valutazione a. La valutazione viene realizzata: [X] sul progetto [X] in itinere (durante lo svolgimento dell’intervento) [ ] ex post (alla fine dell’intervento) [ ] follow up (a distanza di tempo dalla fine dell’intervento) (quando possibile) b. Quale o quali tipi di valutazione di processo e di risultato sono previste dal progetto? Di processo: [X] Adeguatezza delle risorse [X] Adeguatezza dell’organizzazione [X] Adeguatezza dei metodi [X] Coerenza tra obiettivi e risorse, organizzazione, metodi [X] Impatto delle eventuali variabili non previste Di risultato: [X] Reazioni dei destinatari [X] Efficienza [X] Efficacia [X] Impatto Per ogni tipo di valutazione di processo e di risultato indicata alla domanda precedente descrivere le variabili (che cosa), gli indicatori e gli strumenti utilizzati (come), i tempi (quando) e chi valuta. Per ogni tipo di valutazione, sia di processo sia di risultato, usiamo la quotidianità, l’incontro concreto con le persone. Saranno loro stessi, tramite i progressi nella relazione personale ed interpersonale, nel prendersi cura dei propri bisogni, nel proporre il Centro agli amici, nel coinvolgimento nelle attività proposte, nel miglioramento della qualità della vita ad essere gli indicatori della qualità del servizio. Le valutazioni di processo verranno effettuate dagli operatori quotidianamente e dal coordinatore periodicamente e saranno documentate da schede di presenza mensili, diario di bordo, incontri periodici d’équipe e assemblee con gli utenti. Le valutazioni di risultato verranno effettuate dal supervisore del progetto. 341 1.11 Il quadro economico del progetto Preventivo Economico ANNO 2007-8 Voci di spesa: 1. Spese personale Consulenze/supervisioni: N. 3 educatori professionali a convenzione Segreteria: 2. Spese attrezzature: - Frigorifero - PC completo - Televisore+lettore dvd Totale costo Totale costo Totale costo € 1.000,00 € 25.920,00 € 1.200,00 Totale costo personale € 28.120,00 Totale costo attrezzature € 2.700,00 3. Altro - Abbonamento quotidiano - Generi alimentari - Materiali laboratori creativi/manuali Totale costo € 3.000,00 Totale costo € 2.500,00 4. Spese di gestione - Utenze (luce, gas, acqua, telefono-Internet) - Spese amministrative PROGETTO TRACCE ANNO 2007-08 Totale costo € 36.320,00 Il costo totale del progetto può avere un incremento nel caso in cui lo spazio messo a disposizione necessiti di manutenzione o ristrutturazione. 342 Interventi per i giovani Dati generali del progetto: Zona Rimini Ambito territoriale in cui si realizza il progetto Scuole medie inferiori di Rimini Titolo “Protagonisti e non dipendenti ” Il progetto è nuovo Dati del referente del progetto: Cognome e nome: CENTRO D’AMICIZIA Ente/Servizio: CENTRO D’AMICIZIA Associazione di Volontariato”O.N.L.U.S.” Telefono: 0541/777112 - cell.338/9701869 e-mail: [email protected] 343 PROGETTO DI PREVENZIONE ALL’USO DI SOSTANZE PSICOATTIVE Il Centro D’amicizia, che da anni lavora per promuove attività a sostegno del benessere rispetto alla problematica delle droghe nelle generazioni più giovani, ha pianificato e realizzato con successo in questi anni in collaborazione con enti pubblici e privati progetti di prevenzione all’uso di droghe destinati agli studenti delle scuole medie inferiori e medie superiori della provincia di Rimini. Il fenomeno Il presente progetto di prevenzione all’uso di sostanze psicoattive rientra nell’ambito dei programmi di promozione della salute finalizzati allo sviluppo delle potenzialità umane nelle generazioni a rischio. Come si evince dai dati dell’ultima conferenza nazionale sui problemi connessi alla diffusione delle sostanze stupefacenti e psicotrope la fascia a più alto rischio si riferisce ai giovani tra i 1216 anni. Nella nostra provincia la stima dei giovani in questa fascia d’età di rischio è di oltre 7000 ragazzi di cui il 45% nel comune di Rimini. Il Centro D’amicizia, che ha maturato un’esperienza pluriennale nella realizzazione di interventi nelle Scuole Medie, intende sviluppare gli interventi coprendo un numero maggiore di complessi scolastici, e raggiungere così un numero più alto di ragazzi. Si stima di raggiungere con il presente progetto almeno altri 300 ragazzi delle classi terze medie. Diagnosi del territorio in relazione al progetto I contesti familiari e relazionali significativi degli adolescenti riminesi sono suddivisi in due precise fasi temporali: quella estiva e quella invernale; tale scissione necessita di un’attenta lettura: nel periodo estivo gli adolescenti si gestiscono con maggiore libertà a causa dell’assenza delle figure genitoriali per motivi lavorativi, nel periodo invernale invece fanno molta fatica a seguire le regole che il contesto familiare richiede loro. Tale alternanza può creare in una personalità in formazione periodi di crisi nei quali la presenza di spazi d’ascolto pubblici o privati po’ funzionare da risorsa necessaria per proteggere l’adolescente dal mettere in atto comportamenti devianti. Riferimenti teorici, modelli interpretativi, ricerche di sfondo L’impulso a realizzare questo progetto di intervento a scopo preventivo sulla diffusione di sostanze psicoattive nasce dall’aver riscontrato, nel nostro territorio di riferimento, l’attuale aumento della diffusione delle sostanze da parte degli adolescenti. I dati relativi all’aumento del consumo di sostanze da parte dei giovani riminesi emergono sia dalle numerose richieste d’aiuto che giungono quotidianamente al centro d’ascolto del Centro D’amicizia da parte di genitori, insegnanti e ragazzi sia dal lavoro svolto in quest’ultimi due anni dalla Dott.ssa Nicolò con 290 ragazzi di due Istituti superiori della città di Rimini che hanno già svolto un progetto di prevenzione analogo sulle sostanze stupefacenti. Il progetto è il frutto di un lavoro di ricerca e di approfondimento sia sul significato e sulla importanza della prevenzione primaria nel campo delle tossicodipendenze nel nostro territorio di riferimento, sia sulla utilità che ciò avvenga nel contesto della scuola. La scuola è dopo la famiglia il contesto più importante non solo perché fornisce apprendimenti utili ad una professione ma soprattutto perché ha il compito di promuovere la crescita della persona, che si realizza con lo sviluppo di un benessere soggettivo e collettivo. L’apprendimento, infatti, di stili di vita sani è strettamente correlato a fattori come: il livello individuale (cognitivo ed emozionale), il livello sociale e quello culturale. 344 E’ stato dimostrato, da numerose ricerche svolte dal Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga, che possedere informazioni corrette non è sufficiente per adottare comportamenti sani. Questo significa che l’informazione è basilare ma da sola non basta se non viene legata alla vita emozionale dei singoli individui a cui l’intervento è rivolto. Analisi della domanda Il progetto è stato pensato e pianificato dall’equipe del Centro D’amicizia con la partecipazione della Dott.ssa Melania Nicolò -Psicologa e Psicoterapeuta- che da sei anni lavora nel campo della prevenzione primaria ed ha svolto progetti analoghi nel territorio romano, in qualità di collaboratrice della Cattedra di Psicologia delle Tossicodipendenze dell’Università “La Sapienza” di Roma; Dalle ricerche svolte dalla cattedra di Psicologia delle Tossicodipendenze dell’Università “La Sapienza” di Roma, con cui la Dott.ssa Nicolò collabora dal 2000, è emerso che quanto più l’adolescente ha l’opportunità di sentirsi coinvolto e considerato in un ambiente valorizzante e può compiere esperienze interessanti, tanto più acquisirà risorse in grado di proteggerlo dall’intraprendere comportamenti a rischio, dei quali l’uso di droghe è il più ricorrente in adolescenza. Si è visto, infatti, in numerose ricerche sul campo che se l’adolescente dispone di livelli elevati di autostima, fiducia in se stesso e se è in grado di affrontare in modo attivo gli eventi con cui si confronta, di instaurare e mantenere relazioni con gli altri, dimostrando tolleranza e flessibilità, sarà meno esposto al rischio di incorrere in esperienze di insuccesso e fallimento, che possono favorire il ricorso alla droga, nel tentativo di alleviare il disagio personale. La progettazione è affidata al Centro d’Amicizia di Rimini - Associazione che svolge la sua attività da oltre 20 anni sulle problematiche giovani e familiari – che si avvale della collaborazione di figure professionali esterne e docenti esperti nel settore. I destinatari finali dell’intervento Il progetto è rivolto agli studenti delle classi terze di tutte le scuole medie inferiori della provincia di Rimini e dovrà essere svolto all’interno delle strutture scolastiche. E’ stato pensato questo target in quanto dalle ricerche svolte dalla Dott.ssa Nicolò è emerso che la fase più critica di contatto con le sostanze stupefacenti si colloca tra i 12 ed i 16 anni. Tale incontro produce spesso interazioni e modificazioni significative nei comportamenti dei ragazzi che tendono a realizzarsi in diverse forme che possono andare dal semplice consumo all’uso vero e proprio fino ad arrivare all’abuso e alla dipendenza. La sequenza sopraccitata spesso è considerata, da chi lavora nel campo delle dipendenze, come un susseguirsi di fasi di un unico processo a conclusione del quale può presentarsi il problema della dipendenza patologica; il processo temporale entro cui questo potrebbe accadere sfugge tutt’ora agli esperti nel settore che però sono concordi nel sottolineare l’alto rischio per la popolazione dei giovani che ne fanno un uso saltuario ad avere delle cadute verticali in periodi esistenziali particolarmente critici per una personalità in evoluzione. I “consumatori” abituali infatti rientrano prevalentemente nelle fasce d’età della preadolescenza, adolescenza e prima giovinezza ed è per questo che modalità d’intervento preventivo sono fondamentali proprio per questi ragazzi a più alto rischio. Il progetto si propone per questo di offrire una risposta adeguata a ragazzi in una fascia d’età con caratteristiche specifiche, nella finalità di prevenire o intervenire tempestivamente nelle situazioni di esordio da abuso, offrendo tutto l’aiuto e le informazioni possibili per affrontare contestualmente le diverse problematiche garantendo, allo stesso tempo, una fase di consultazione e supporto a tutti i ragazzi che lo richiedano. Le modalità con cui verrà proposto l’intervento saranno: 1) contattare i Presidi dei vari Istituti per la presentazione del progetto al fine della sua realizzazione; 2) contattare i Professori referenti dei progetti di prevenzione per poter stilare i calendari di svolgimento delle 6 ore di lavoro nei singoli gruppi-classe. 345 I destinatari intermedi dell’intervento I destinatati intermedi del progetto sono: 1) i genitori dei ragazzi, ai quali verrà proposto un incontro a conclusione del progetto stesso per informarli sulle tematiche emerse negli incontri con i ragazzi e per offrire loro materiale didattico-formativo prodotto dal Centro d’Amicizia (libretto “Essere genitori oggi”); 2) i Professori, ai quali verrà proposto un incontro a conclusione del progetto per informarli sulle tematiche emerse negli incontri con i ragazzi e per offrire loro materiale informativoformativo sulle dinamiche della comunicazione genitori-figli prodotto dal Centro d’Amicizia (libretto “Saper ascoltare saper parlare”). Gli obiettivi X sostegno alle competenze personali X sostegno alla creatività giovanile L’obiettivo generale è quello di promuovere la salute attraverso un processo che consenta ai ragazzi di aumentare il controllo sulla propria salute e per far ciò è necessario aiutare i ragazzi che frequentano le scuole ad aumentare il loro potere personale rendendoli protagonisti attivi della loro adolescenza. Solo aiutandoli ad affrontare gli ostacoli della loro fase critica attraverso un buon uso della loro possibilità di comunicazione interpersonale e di collaborazione è possibile fornire loro competenze personali ed abilità per gestire in prima persona il proprio benessere. Il lavoro preventivo con i ragazzi su queste tematiche può essere considerato come il cammino dall’identità perduta (quella infantile) ad un’identità ritrovata in un percorso che accompagna i ragazzi a rinnovare e definire la propria identità in maniera adulta. L’intero intervento si propone di lavorare con gli adolescenti sulla prevenzione dei fattori di rischio e sulla promozione e sviluppo dei fattori protettivi. L’idea sulla quale ci si muove è che se l’adolescente dispone di fattori protettivi, che si manifestano nella stabilità dell’umore, nel buon controllo dell’impulsività, in rapporti significativi con i pari, nella presenza di solidi legami affettivi familiari ecc. l’adolescente sarà più in grado di affrontare in modo attivo gli eventi con cui si confronta e per questo meno esposto al rischio di incorrere in esperienze negative, che possono favorire il ricorso alla droga, nel tentativo di alleviare il disagio personale. Al fine di raggiungere tali scopi l’intero intervento sarà teso al gruppo-classe, contesto in cui il soggetto può stabilire relazioni ed identificazioni con persone che condividono gli stessi obiettivi. Obiettivi - per i progetti che prevedono il coinvolgimento di destinatari intermedi Gli incontri previsti con le figure di riferimento (genitori ed insegnanti) hanno lo scopo di informare sui temi delle tossicodipendenze, con appositi momenti dedicati, con l’obiettivo di illustrare l’esito dei percorsi con i ragazzi, fornire loro strumenti informativi per proseguire il dialogo su queste tematiche con i propri figli o alunni. Tali incontri ai propongono di rafforzare l’intervento con i ragazzi attraverso l’aggiornamento delle informazioni e il confronto sulle metodologie, per facilitare la continuità della comunicazione e l’efficacia di azioni di prevenzione. Metodo d’intervento Il progetto sarà alternato tra momenti d’informazione teorica e momenti in cui verranno svolte attività di piccoli gruppi, al fine di attivare sia il livello cognitivo che quello emozionale per rendere l’intervento più efficace in termini di sviluppo di comportamenti sani, di competenze e abilità che consentano ad ogni ragazzo di gestire in prima persona la propria salute e il proprio benessere. 346 L’instaurazione di una relazione con i singoli gruppi-classe basata sulla minore unidirezionalità, permetterà di lavorare sulla prevenzione dei fattori di rischio e sulla promozione e sullo sviluppo dei fattori protettivi favorendo il cambiamento di convinzioni erronee sul problema dell’assunzione di sostanze psicoattive, nella piena consapevolezza del duplice movimento che la fase adolescenziale richiede ad ogni ragazzo. Attraverso l’utilizzo di tecniche come il gruppo di discussione, la presentazione di situazioni stimolo, le simulazioni sul tema e la proiezione di filmati informativi-formativi si lavorerà con i singoli gruppi-classe su: 1) tematiche relative all’assunzione di sostanze psicoattive; (riconoscendo ed esplicitando i bisogni sottostanti l’assunzione nell’età dell’adolescenza che sono relativi alla lotta dell’adolescente tra desideri di vicinanza e paura dell’intimità, tra la ribellione al controllo degli adulti ed il bisogno di una direzione da parte di essi, tra il desiderio di trasgredire i limiti e il considerare questi ultimi come manifestazione di affetto da parte dei genitori). 2) compiti evolutivi impegnativi che possono portare gli adolescenti a sperimentarsi ed a sperimentare i propri vissuti e abilità con forte stress ed esperienze di crisi. 3) sentimenti di inadeguatezza e di disagio che i soggetti provano e che possono rendere attraente il ricorrere alla droga come ad una forma falsata di risoluzione alle sue difficoltà. 4) motivazioni che possono portare gli adolescenti ad utilizzare le sostanze psicoattive per affrontare le difficoltà che si presentano loro quotidianamente nella convinzione di risolvere e soddisfare dei bisogni attraverso il raggiungimento di un equilibrio legato, però, non a competenze personali apprese ma al rapporto positivo che instaura con la sostanza. Il lavoro con il gruppo-classe è di fondamentale importanza in quanto si forma in un contesto finalizzato al comune apprendimento ma caratterizzato da una sua storia e da ruoli ben precisi. Lavorare in gruppo con i ragazzi in un contesto specifico con metodologie diverse da quelle tradizionalmente impiegate a scuola (dove il flusso prevalente delle informazioni e unidirezionale insegnante-alunno) ed instaurando una relazione permette di accedere alle convinzioni dei ragazzi rispetto a diversi problemi e non solo quello delle droghe. Il lavoro nei piccoli gruppi permette ai ragazzi di sperimentarsi in una diversa modalità di collaborazione e decisionale, è un utile momento di crescita per l’intera classe e permette un’apertura all’interno del rapporto con altri coetanei, favorendo una maggiore conoscenza emotiva ed aiuta al tempo stesso a discutere ed affrontare con maggiori competenze esperienze di vita quotidiana. Essendo numeroso il numero delle scuole medie della Provincia si pensa di pianificare l’attività d’intervento preventivo in un arco di tempo di almeno un anno individuando nella Scuola Media “Panzini” i 12 gruppi Classe delle terze. Con la Scuola verrà stilato un calendario per lo svolgimento delle sei ore di lavoro in ogni terza classe. Le risorse a) L’intero intervento di prevenzione all’interno dei singoli gruppi-classe verrà svolto dalla Dott.ssa Melania Nicolò -Psicologa e Psicoterapeuta- che da 6 anni lavora nel campo della prevenzione primaria ed ha svolto progetti analoghi nel territorio romano, 347 b) c) d) in qualità di collaboratrice della cattedra di Psicologia delle Tossicodipendenze dell’Università “La Sapienza” di Roma con cui collabora dal 2000. La parte informativa e divulgativa (depliant, libretti prodotti dal centro e opuscoli vari) verrà curata dal Sig. Ghinelli il fondatore del Centro D’Amicizia di Rimini. Il tempo di lavoro che verrà impiegato sarà relativo al numero delle classi, che saranno presumibilmente 12. Si prevede di realizzare 12 interventi nei gruppi classe, ciascun percorso ha una durata di 6 ore per complessive 72 ore con i ragazzi, la conduzione dei gruppi classe sarà realizzata dalla Dott.ssa Melania Nicolò. Inoltre si prevede di realizzare un incontro con i genitori della durata di 2 ore ed un incontro con gli insegnanti sempre della durata di 2 ore, condotti dalla Dott.ssa Melania Nicolò e con la compresenza del Sig. Ghinelli fondatore del Centro D’Amicizia di Rimini. Le risorse disponibili sono: l’attività del referente del Centro D’Amicizia per la quale non si chiede alcun contributo, i locali che saranno messi a disposizione dalla scuola e le fotocopie per la riproduzione di materiale didattico- informativo. Si rende necessario chiedere la copertura delle seguenti spese: Le docenze in aula con i vari gruppi-classe; il costo per la riproduzione dei libretti da distribuire ai 300 ragazzi; il costo vivo per la spedizione della comunicazione alle famiglie. La realizzazione dell’intervento proposto sarà in continuità con le iniziative che l’associazione proponente sta realizzando con il progetto denominato “Indipendentemente”, ed altre iniziative informative rivolte ai giovani nell’ambito della prevenzione delle tossicodipendenze. Documentazione dei risultati a) Per la valutazione dell’appredimento da parte dei ragazzi e per il monitoraggio dell’attività svolta, al fine di pianificare una tipologia d’intervento sempre più mirata, sarà somministrato ad ogni singolo ragazzo un questionario in ingresso ed uno in uscita all’inizio del primo e dell’ultimo incontro. b) I ragazzi e le famiglie destinatarie del progetto saranno informate attraverso comunicazione scritta, e attraverso gli insegnanti della Scuola. Al temine del progetto sarà data diffusione dell’esperienza realizzata con i ragazzi e sui risultati del questionario attraverso il documento report, distribuito ai referenti delle scuole. La pianificazione della valutazione a. La valutazione viene realizzata: sul progetto X in itinere (durante lo svolgimento dell’intervento) X ex post (alla fine dell’intervento) follow up (a distanza di tempo dalla fine dell’intervento) (quando possibile) b. Sono previste i seguenti tipi di valutazione di processo e di risultato: Di processo: Adeguatezza delle risorse Adeguatezza dell’organizzazione Adeguatezza dei metodi X Coerenza tra obiettivi e risorse, organizzazione, metodi Impatto delle eventuali variabili non previste Di risultato: X Reazioni dei destinatari Efficienza Efficacia 348 Impatto La valutazione di processo sarà realizzata attraverso il confronto con gli insegnanti e con i genitori dei ragazzi coinvolti, al termine dei percorsi nei gruppi aula, attraverso gli incontri condotti dalla Dott.ssa Melania Nicolò e dal referente del Centro D’Amicizia. La valutazione di risultato sarà effettuata attraverso l’analisi dei risultati dei test in ingresso ed in uscita che saranno somministrati a cura della Dott.ssa Melania Nicolò rispettivamente al primo ed all’ultimo incontro, teso ad evidenziare le informazioni possedute dai ragazzi prima dell’intervento e ad analizzare i cambiamenti attivati. 349 Il quadro economico del progetto Spese per il personale.....................................................................€ 4.080,00 • Dott.ssa Melania Nicolò Onorario: 44 € nette all’ora a cui vanno aggiunte: 1) il 2% per contributi previdenziali alla Cassa 2) l’ Iva 20% il costo orario Lordo è di 53,68 € per 6 ore del percorso per 12 edizioni nei gruppi classe corrispondono a 3.864,96 € per i 2 incontri con insegnanti e genitori per complessive 4 ore corrispondono a 214,72 € Altro (specificare)...........................................................................€ 480,00 Libretti € 300,00 Riproduzione dei Libretti per 300 ragazzi ad un costo unitari di 1,00 € Spedizione Lettere € 180,00 300 Froncobolli da 0,60 € TOTALE RICHIESTO..................................................................€ 4.740,00 Compartecipazione finanziaria dei diversi soggetti/enti La scuola partecipa con: - La messa a disposizione dei locali per le 72 ore di attività con i ragazzi e per le 4 ore di attività con gli adulti - La fornitura di fotocopie per il materiale didattico informativo Il Centro D’Amicizia partecipa con l’attività del fondatore Sig. Ghinelli e con la predisposizione dei libretti per i ragazzi. 350 LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE E LA VALUTAZIONE DEGLI INTERVENTI DI PREVENZIONE E SOSTEGNO AL REINSERIMENTO SOCIALE DELLE DIPENDENZE E DI ALTRE FORME DI DISAGIO SOCIALE Dati generali del progetto: Zona: DISTRETTO DI RIMINI Ambito territoriale in cui si realizza il progetto: Comuni afferenti all’area distrettuale di Rimini Titolo CIRCOLANDO Il progetto è: Nuovo X Continuazione di attività in corso Dati del referente del progetto: Ed. Prof.le Ser.T. Rimini Cognome e nome: Pegli Emma Ente/Servizio: U.O. Dipendenze Patologiche Azienda USL Rimini Telefono: 0541/325112 e-mail: [email protected] 351 I FASE LA VALUTAZIONE DEL PROGETTO 1.3 Il fenomeno Premessa I dati che riguardano il fenomeno del consumo di sostanze, provengono e vengono confermati da una pluralità di fonti: i servizi tradizionali, le forze dell'ordine, la ricerca sociale ed epidemiologica, gli operatori impegnati nelle funzioni di outreach e nei programmi di Harm Reduction. Il diffondersi e la prossimità alle sostanze psicoattive, riguarda ormai la maggioranza dei giovani e degli adulti. Uno degli stili prevalenti del consumo riguarda i contesti del divertimento, della notte e dell'aggregazione. A partire questo presupposto, dall'analisi del fenomeno e dalle caratteristiche locali, si propone di dare continuità alla progettazione specifica già avviata in questi ambiti, dove gran parte dei giovani trascorre il tempo libero, quello non-ordinario, spesso consumando alcol o droghe. Uso di sostanze illegali Nel corso degli anni abbiamo assistito al rapido e consistente modificarsi del fenomeno del consumo (lecito e illecito) di sostanze che si è progressivamente diffuso e diversificato coinvolgendo un numero sempre più elevato della popolazione. Oggi – viene sottolineato nel documento programmatico della Regione Emilia-Romagna - la scena del consumo non è più paragonabile a quella della tossicodipendenza e l'attenzione va rivolta a gruppi di popolazione ai comportamenti e alle loro conseguenze più che alle diverse tipi di sostanze, anche se conoscere le sostanze serve ad evitare gli effetti avversi. I comportamenti di consumo tendono a diventare stili di vita e ad essere percepiti come una caratteristica dell'attività quotidiana/ordinaria per un'ampia fascia di persone. Il ricorso alle sostanze ha perso il valore ideologico, trasgressivo e le connotazioni devianti, per assumere, al contrario, quella della socializzazione e dell'integrazione. La maggioranza delle persone utilizza additivi per aumentare il proprio livello di performance, per amplificare sensazioni, per migliorare le prestazioni e il divertimento. Tale elemento evidenzia come, pur nelle diverse specificità e sviluppi, la possibilità di dipendenza non solo è diventata un qualcosa di trasversale a generazioni, a riti e miti, a bisogni diversi, ma anche - e questo è l’aspetto forse più inquietante – è divenuta una condizione di rischio sociale. Se da una parte è vero che non tutti i consumatori sviluppano dipendenza o riportano dei danni e per alcuni il consumo rimane tale o cessa nell'arco di un tempo variabile, è altrettanto vero che anche il semplice uso espone la persona a dei rischi. Pertanto il consumo di sostanze rientra nel quadro dei comportamenti e delle condotte a rischio. Secondo l'indagine ESPAD 2004, la cannabis è la droga illegale più diffusa fra i giovani seguita dalla cocaina. L'OEDT stima l'Italia al terzo posto in Europa per i consumi di cocaina con un range di età compreso fra 15 e 24 anni. L'AUSL di Rimini risulta, a livello regionale, una delle quote più elevate di utenza. La provincia di Rimini si colloca al primo posto in Emilia-Romagna per consumo di cocaina. In particolare, l'utenza cocainomane in carico all'A.U.S.L. di Rimini, risulta fra quelle più elevate della Regione. Una stima prudente indica poi come un adulto su cinque abbia utilizzato una sostanza stupefacente e la maggior parte dei Paesi Europei segnala una prevalenza una tantum nei giovani compresa tra il 20 e il 35%. Se poi non costituisce un dato di straordinaria novità il fatto che il 36% dei giovani italiani si sia sentito offrire hashish, (e comunque è lecito 352 considerare tali dati sottostimati in quanto rilevati da interviste faccia a faccia), forse può preoccupare il dato secondo cui il 10% dei giovani italiani si sia sentito offrire cocaina e/o ecstasy. Il benessere materiale sembra essere correlato con una più alta esposizione al rischio di consumo. Uso di alcol L’uso di alcol è incentivato da una forte tolleranza e collusione sociale, oltre che dalla disponibilità e dal costo. Numerose evidenze dimostrano che i giovani che consumano alcol risultano più frequentemente inclini a praticare comportamenti a rischio e a riportare danni fisici e di salute. Le modalità emergenti di consumo definite di “binge drinking” (bere per ubriacarsi) in contesti che sfuggono al controllo formale (familiare), fa dell'alcol una droga di accesso o ponte ad altre sostanze illegali. Dai dati Espad 2005 rilevati per ciascuna provincia dell’Emilia Romagna in merito alle ubriacature avvenute una o più volte negli ultimi 30 giorni, si osserva che sono gli studenti delle province di Piacenza (23,1%) e Rimini (22%) ad aver maggiormente abusato di alcol nell’ultimo mese antecedente la compilazione del questionario, mentre abusi minori si stimano per le province di Forlì-Cesena (18,5%) e Bologna (19%). In base alle attività di ricerca del Laboratorio di Epidemiologico e Biostatistica dell’Istituto Superiore di Sanità, sono evidenziabili alcuni elementi di novità del fenomeno: - ogni anno sono attribuibili, direttamente o indirettamente, al consumo di alcol: il 10% di tutte le malattie, il 10% di tutti i tumori, il 63% delle cirrosi epatiche, il 41% degli omicidi ed il 45% di tutti gli incidenti, il 9% delle invalidità e delle malattie croniche; - la soglia di inizio del consumo di bevande alcoliche in Italia è di 11-12 anni: la più bassa in Europa dove l'età media è di 14 anni; - ha guidato in stato di ebbrezza nell’ultimo mese il 17% dei 18enni, il 2% delle diciottenni, il 19% dei 19enni e il 5% delle 19anni. Il 25% dei ragazzi e il 18% delle ragazze non allacciano mai le cinture di sicurezza. Un altro comportamento che preoccupa è la scarsa percezione e l'accettabitlità dei rischi legati alla guida in stato di ebbrezza e la sperimentazione di stili esistenziali che compromettono la propria salute. L'alcol è causa di circa la metà degli 8.000 decessi conseguenti ad incidenti stradali. La ricerca realizzata in collaborazione tra U.O. Dipendenze Patologiche dell’AUSL di Rimini e la Polizia Stradale su cinque anni, rileva che il fenomeno della guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di sostanze psicotrope nella provincia di Rimini è il più consistente dell'intera Regione Emilia-Romagna. In tutti i cinque anni la provincia di Rimini si è collocata sempre al primo posto in Emilia-Romagna con 3.526 denunce per guida in stato di ebbrezza e 225 per uso di droghe. In generale il fenomeno interessa maggiormente la costa romagnola (Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna), dove si riscontra il 46% del totale delle denunce contestate a livello regionale. 1.4 Diagnosi del territorio in relazione al progetto La provincia di Rimini è caratterizzata dall'alta concentrazione di discoteche, bar, pub, ristoranti e in generale luoghi di ritrovo notturno, che vedono una frequenza focalizzata soprattutto nei week-end e durante i mesi estivi da parte di un pubblico giovane. La fruizione di tali spazi, fortemente legata nell’immaginario al soddisfacimento di desideri e alla ricerca del piacere, spesso si associa all'uso/abuso di sostanze con modalità legate a tendenze e con caratteristiche già descritte . Ciò determina - direttamente o indirettamente - conseguenze e rischi incidentali di diversa natura e intensità sulla salute, tra cui l’infezione da HIV, le malattie sessualmente trasmesse e la guida pericolosa. Gli interventi 353 di prevenzione dei rischi trovano in tali contesti un ambito privilegiato di realizzazione, come confermano gli esiti di esperienze attivate a livello nazionale, regionale e locale. Un progetto sperimentale realizzato in alcune delle discoteche più frequentate della nostra provincia e che impiegava un software come supporto per sostenere un messaggio preventivo, ha visto in un solo mese 4.184 interrogazioni approfondite dei totem informativi. Oltre ad un interesse generale, è emersa una correlazione fra discoteca e sostanza di consultazione, che evidenzia un legame fra tipologia di consumatori e tipologia di locale/musica. Il modello sociale del territorio è fortemente caratterizzato da una dicotomia fra stagione estiva ed invernale, ma anche fra litorale, dove si concentra e si sviluppa gran parte dell'offerta turistica, ed entroterra, dove le occasioni di divertimento e di aggregazione sono nettamente inferiori e scarsamente collegate dal punto di vista dei trasporti. Gli spostamenti avvengono perlopiù tramite mezzo proprio, con conseguente rischio di incidentalità. Nel periodo estivo si registra un aumento dell'afflusso giovanile e della presenza di persone problemi di abuso e/o dipendenza, sia per motivi di lavoro, che per turismo o altro. L'U.O. Dipendenze Patologiche nell'ottica di riduzione dei rischi e di tutela della salute, ha condotto innumerevoli progetti, sperimentali e non, nei contesti del divertimento, principalmente nelle discoteche, che hanno visto come target non solo il pubblico giovanile, ma anche la rete dei gestori e degli imprenditori, o delle organizzazioni sindacali, come partner nella promozione del divertimento safe.. 1.5 Riferimenti teorici, modelli interpretativi, ricerche di sfondo Il progetto proposto si colloca nell'ambito delle politiche locali di sicurezza e tutela della salute rivolte ai giovani nei luoghi del divertimento, volte a raggiungere quei gruppi di consumatori che non accedono ai servizi. Come delineato dalle Linee di indirizzo regionali in tema di prevenzione e di contrasto del consumo/abuso di sostanze stupefacenti e psicotrope (deliberazione della Giunta regionale n. 1533 del 6 novembre 2006): L’approccio con i giovani richiede percorsi di contatto e presa in carico specifici, adeguati ad una realtà complessa, multiforme e non codificabile attraverso i modelli interpretativi dei servizi tradizionali. La modalità operativa che si è rivelata più appropriata è quella riconducibile alle “funzioni di prossimità” cioè azioni di contatto messe in atto da operatori debitamente formati, che, utilizzando un approccio comunitario, stanno nei luoghi di vita delle persone (scuole, strade, piazze, aree verdi, centri di aggregazione, locali notturni e luoghi del loisir in genere, bar ecc.) e raggiungono gruppi che in genere non accedono ai servizi, offrendo informazione finalizzata a ridurre i rischi ed i danni sanitari, ascolto, supporto educativo e, contemporaneamente, ricevere informazioni aggiornate sugli stili di vita, non reperibili in altri contesti”. Nella delibera – i cui contenuti sono ripresi dal nuovo Piano Sociale e Sanitario 2007-2009 - viene riconosciuta l’importanza e il valore delle funzioni di prossimità, anche come porta di accesso al sistema dei servizi. Il progetto fa riferimento ad un approccio centrato sulla riduzione dei rischi. Esso intende avvalersi di un'azione a carattere informativa/educativo volta a veicolare un messaggio ed una filosofia di fondo secondo la quale la dimensione del piacere e del rischio deve accompagnarsi a quella della responsabilità, ai fini della sicurezza individuale e collettiva. 1.6 Analisi della domanda L'intervento si colloca nell'ambito delle politiche regionali e sanitarie di prevenzione e contrasto dei rischi correlati all'uso/abuso di sostanze psicoattive, con particolare riferimento alla guida. Gli scenari, la diffusione dei comportamenti di consumo, le modificazioni legislative, lasciano presupporre un aumento percentuale di coloro che incorreranno in situazioni problematiche sia legate all'ambito sanitario che legale. 354 Il progetto viene proposto a livello locale dall'U.O. Dipendenze Patologiche, vista la rilevanza del fenomeno e le caratteristiche territoriali (punti 1.1 e 1.2 ), coerentemente alle indicazioni Regionali in materia di riduzione dei rischi e di intervento nei luoghi del divertimento, in raccordo alle funzioni del Coordinamento Regionale delle Unità Mobili, con il quale persiste una stretta collaborazione. 1.7 I destinatari finali dell’intervento Quali sono i destinatari finali Adolescenti, giovani e giovani adulti del progetto Quali sono le caratteristiche Frequentazione dei luoghi del divertimento e uso/abuso dei destinatari finali e la loro di sostanze psicoattive a scopo ricreazionale dimensione numerica Per quali ragioni sono stati a) Possibilità di contatto e aggancio di molti giovani scelti proprio quei destinatari consumatori in luoghi ad essi più familiari e meno finali destinatari connotati (luoghi del loisir); 2) Relazione tra frequentazione dei luoghi del divertimento e utilizzo di alcol e sostanze stupefacenti Quanti sono i destinatari finali 4.000 tra adolescenti, giovani e giovani adulti che che si prevede di raggiungere frequentano locali notturni o luoghi di aggregazione con il progetto notturna (discoteche, disco pub, disco bar…), spiaggia, alberghi, eventi particolari. nella provincia di Rimini Quali sono le modalità Creazione ed organizzazione di spazi gestiti da attraverso le quali si pensa di operatori formati per interventi basati su tecniche e contattare, coinvolgere e strumenti relazionali. Gli operatori saranno disponibili motivare i destinatari finali ad accogliere e rispondere a dubbi, domande sui temi dell’intervento di competenza, a favorire il dialogo e lo scambio informativo. 1.5.1 I destinatari intermedi dell’intervento Quali sono i destinatari intermedi del progetto Quali sono le caratteristiche dei destinatari intermedi e la loro dimensione numerica Per quali ragioni sono stati scelti proprio quei destinatari intermedi Quanti sono i destinatari intermedi che si prevede di raggiungere con il progetto Quali sono le modalità attraverso le quali si pensa di contattare, coinvolgere e motivare i destinatari intermedi dell’intervento Gestori di locali notturni e organizzatori di iniziative/eventi e operatori del mondo della notte I destinatari intermedi si caratterizzano per ruolo e valenza imprenditoriale, legate anche ad una economia basata sul turismo. a) Necessità di coinvolgimento e collaborazione rispetto agli obiettivi e alle attività previste dal progetto; Un campione di circa 50 soggetti, in rappresentanza delle diverse categorie professionali e tipologia di attività/servizi presenti nei comuni interessati dal progetto Direttamente o tramite associazioni di categoria; individuazione e definizione congiunta delle modalità e degli strumenti di intervento 355 1.8 Gli obiettivi Obiettivi - destinatari finali - Informare sui rischi connessi all’uso/abuso di sostanze, in relazione alle specifiche sostanze, ai mix ed alle modalità di assunzione; Incentivare consapevolezza e criticità verso i comportamenti di consumo e i rischi correlati; Realizzare attività di contatto, ascolto e counselling, rispetto ai bisogni della popolazione target; Orientamento/accompagnamento/invio ai servizi; Obiettivi - destinatari finali intermedi - Promuovere gli interventi a carattere informativo e di riduzione dei rischi legati al divertimento "sicuro”; Incentivare la presenza di trasporti pubblici collettivi, a riduzione dei rischi connessi alla guida; Identificare e definire i parametri di sicurezza in riferimento all’organizzazione di eventi che richiamano una forte presenza di pubblico giovanile; Potenziare la collaborazione con le Forze dell’Ordine; Predisporre percorsi formativi a carattere preventivo sulle tematiche del servizio rispetto ai differenti target; 1.7 I soggetti che partecipano all'attuazione del progetto: Si prevede il coinvolgimento dei soggetti (rete dei servizi ) che, a vario titolo, si occupano delle problematiche connesse con l'uso di sostanze, la sicurezza e la guida. In particolare: - Comuni del Distretto di Rimini, Provincia di Rimini; - Enti, Associazioni coinvolti nei progetti dell'Area Giovani e Dipendenze; - Gestori dei locali e associazioni di categoria 1.8 Il metodo di intervento L'esperienza pluriennale maturata sul piano operativo e confermata dalla ricerca, ha consolidato l'idea che un intervento efficace di nei confronti dell'uso di droghe e alcol alla guida debba necessariamente basarsi su quattro livelli: i) la costruzione di una rete sociale con tutti gli attori direttamente o indirettamente coinvolti nei fenomeni connessi con la guida, la sicurezza, la tutela della salute; ii) una prevenzione orientata alla consapevolezza dei reali rischi connessi con la guida sotto l'effetto di sostanze psicotrope, ma soprattutto al cambiamento dei comportamenti dei giovani o giovani adulti; iii) il controllo e il rispetto delle normative come forma di tutela di tutti i cittadini; iv) il trattamento di soggetti con disturbo d'abuso e dipendenza da droghe. Rete Prevenzione Controllo Trattamento 356 Le azioni previste dal progetto sono le seguenti: Analisi del territorio, definizione degli ambiti di intervento e delle collaborazioni necessarie per il raggiungimento del target. - Attivazione di postazioni fisse, all'interno di luoghi di aggregazione e in occasione di particolari eventi, gestite da operatori con competenze relazionali e tecniche. Le postazioni, strategicamente ubicate e caratterizzate da visibilità e da continuità, saranno allestite e attrezzate per l'attività preventiva sui rischi collegati all'uso di sostanze psicoattive e sugli effetti disabilitanti alla guida. - L'intervento sarà centrato sull'aggancio, l'accoglienza e il counselling dei giovani incontrati al fine di favorire il dialogo e lo scambio di contenuti sui temi di pertinenza; si prevede la distribuzione dei materiali informativi; la realizzazione del test alcolemico e del carbossimetro, la predisposizione di un servizio di trasposto per il rientro notturno. - Incentivazione estiva delle attività di tutela della salute rivolte alla popolazione afferente al Servizio Dipendenze Patologiche attraverso distribuzione di materiali informativi, di profilassi e narcan per la prevenzione delle siero conversioni e delle overdoses. - Formazione e attività di sensibilizzazione dei gestori - Valutazione quanti/qualitativa del fenomeno alcol-guida attraverso l'utilizzo di specifici strumenti di raccolta e analisi dei dati . Gli interventi si caleranno nell'ambito delle iniziative e di eventi già programmati e pertanto saranno concordati con gli stessi promotori. Si prevede una durata annuale con una intensificazione estiva - 1.9 Le risorse Per la realizzazione del progetto si intendono coinvolgere operatori del terzo settore con competenze formative e relazionali rispetto al target di riferimento. Il Ser.T. di Rimini si avvale dell'esperienza pregressa, delle competenze acquisite, della strumentazione tecnica, dei materiali informativi. Fornirà il personale deputato al coordinamento ed alla valutazione progettuale, nonché il supporto logistico e organizzativo necessario. 1.10 La documentazione dei risultati La documentazione verrà effettuata mediante una relazione complessiva finale correlata di dati ed indicatori. Sarà inoltre prevista una documentazione fotografica per eventi particolarmente significativi. 1.11 La pianificazione della valutazione Il progetto ha una componente fortemente sperimentale, per cui si prevede la strutturazione di un sistema di valutazione di processo e di risultato, teso a fornire un giudizio complessivo sulla sua produttività. Il processo di valutazione deve accertare il reale funzionamento del progetto e degli interventi realizzati nelle sue diverse fasi. La ricerca valutativa dovrà, in sintesi, rispondere all'analisi delle premesse ed al raggiungimento degli obiettivi progettuali. Lo schema di lavoro strutturato analizzerà le seguenti componenti: - il rapporto sforzi-risorse (umane, finanziarie, di tempo, di impegno...); - l'impatto sul contesto; - efficacia (il grado di raggiungimento degli obiettivi); - la storicizzazione (dei processi metodologici attivati, delle conoscenze-competenze acquisite...). Per la misurazione dei risultati raggiunti, saranno utilizzati strumenti diversificati. Il sistema di valutazione si baserà fondamentalmente su tre assi: 357 valutazioni degli operatori sull'andamento del progetto. Saranno costruite delle apposite griglie/schede qualitative per sintetizzare in maniera schematica i risultati raggiunti; - compilazione di apposite griglie, per la quantificazione degli eventi, soprattutto in relazione agli aspetti quantitativi del progetto, da compilarsi per ogni azione svolta; - valutazione epidemiologica del rapporto e delle percezioni sul tema alcol e guida attraverso una scheda rilevazione dati da sottoporre a chi si sottopone al test dell'etilometro. Gli indicatori previsti, a carattere quantitativo e qualitativo, sono: - impiego delle risorse (umane, finanziarie, di tempo, di impegno...); - modalità e tipologia delle collaborazioni attivate; - costruzione della “rete” tra i partner del progetto; - integrazione interistituzionale e interprogettuale tra gli enti coinvolti; - conoscenze-competenze acquisite dagli operatori e dai partners progettuali. - numero degli interventi realizzati e tipologia di intervento; - numero e tipologia materiali distribuiti; - numero test realizzati con l'etilometro - numero dei trasporti attivati - numero e tipologia dei contatti/agganci/counselling; - 1.11 Il quadro economico del progetto Personale Costi - N. 1 operatore per l'organizzazione e la valutazione delle uscite €. 1.200 - N° 1 sociologo per le attività progettuali e di valutazione dei €.1.500 risultati ottenuti - N° 3 operatori per 60 interventi della durata di 6 ore ciascuno, € €. 16.200 15,00 orarie - n. 1 operatore per l'attività estiva di riduzione del danno per n. €. 1.800 120 ore di intervento per € 15,00 orarie - Formazione comune, supervisione équipe di progetto €.3.800 - N. 1 educatore per il coordinamento del progetto AUSL €. 2.500 Materiali e strumenti . - Profilattici AUSL €. 2.500 - Boccagli etilometro AUSL € 1.500 - Materiali informativi AUSL €. 3.000 - Gadget AUSL €. 1.800 - Materiali di profilassi e narcan AUSL €.1.200 - Etilometri, Carbossimetro, Monouso AUSL €.1.000 Totale 38.000 COSTO ANNUALE DEL PROGETTO € 38.000° COSTO A CARICO DELL'ENTE € 13.500 FINANZIAMENTO RICHIESTO € 24.500 358