OPUSCOLO INFORMATIVO DEI LAVORATORI (ai sensi degli artt. 36 e 37 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.) L’INFORMAZIONE SULLA SICUREZZA PER IL PERSONALE DEL CENTRO RICERCHE ENEA DI BRINDISI a cura del RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE del Centro ENEA di Brindisi tel. +39 0831 201216 – fax +39 0831201251 Versione 4 del 31 gennaio 2011 Pubblicazione destinata ad uso interno Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile e-mail: [email protected] SPP CR Brindisi Edizione gennaio 2011 Questo opuscolo adempie agli obblighi di informazione previsti dal Decreto Legislativo 81/08, Sezione IV, artt. 36 e 37. Infatti, oltre ad alcuni richiami al suddetto decreto fornisce indicazioni sulle principali norme di prevenzione e comportamentali da tenere nel luogo di lavoro. L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 1 INDICE 1 1.1 1.2 1.3 2 2.1 2.2 2.3 3 3.1 3.2 3.4 3.5 Premessa……………………………………………………………….. Il Decreto Legislativo 81/08 – Criteri e linee di riferimento………… Il sistema della sicurezza……………………………………………… I meccanismi della prevenzione……………………………………… I rischi per la sicurezza dei lavoratori all’interno del C.R Brindisi…………………………………………………………………… La sicurezza antincendio……………………………………………… La squadra di emergenza……………………………………………... Il pronto soccorso………………………………………………………. Principali norme di prevenzione del C.R. Brindisi………………...... Procedure d’accesso ai laboratori – Norme comportamentali……. Comportamenti da seguire in caso di emergenza e evacuazione .. Le strutture sanitarie più vicine al centro al Centro………………… Uso del telefono interno. Numeri utili………………………………… 3 5 10 14 15 24 24 25 26 26 28 32 33 ALLEGATI A Segnaletica di sicurezza………………………………………………. L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 34 2 1. PREMESSA La nuova normativa, denominata comunemente anche “testo unico”: Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 ha attuato l’articolo: 1 della legge 3 agosto 200,7 n. 123 Il nuovo decreto legislativo è composto da 306 articoli (suddivisi in 13 titoli) e da 51 allegati tecnici e successivamente alla sua entrata in vigore ( 15 maggio 2008), sono state abrogate le seguenti norme: • il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547; • il decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956 n. 164; • il decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303 (fatta eccezione per l’articolo 64); • il decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277; • il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626; • il decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 493; • il decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494; • il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 187; • l’articolo 36 bis, commi 1 e 2 del decreto legge 4 luglio 2006 n. 223, convertito con modificazioni dalla legge 5 agosto 2006 n. 248; • gli articoli: 2, 3, 5, 6 e 7 della legge 3 agosto 2007, n. 123. Sono andate dunque in “pensione”, il decreto legislativo n. 626/1994 e tutte le norme o i decreti che sono stati il punto di riferimento in materia di tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro e dovremo imparare dunque a conoscere il nuovo D.Lgs. n. 81/2008 in cui sono confluite tutte le norme abrogate, in alcuni casi opportunamente modificate ed integrate. Ad esempio, per quanto concerne: • le misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei e mobili; • le norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota; L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 3 • la segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro; • la movimentazione manuale dei carichi; • le sanzioni; contenute precedentemente nel decreti legislativi 493 e 494 adesso dovremo fare riferimento ai titoli IV, V e VI del D.Lgs. n. 81/2008 e cosi per gli altri argomenti. Anche il nuovo D.Lgs. 81/08, dal titolo “ attuazione dell’art. 1 della legge 3 agosto 2007 n. 123, in materia di tutela della Salute e della Sicurezza nei luoghi di lavoro” prevede, tra gli obblighi del datore di lavoro anche quello relativo all’informazione sia ai lavoratori dipendenti, che a tutte le persone presenti all’interno dei luoghi di lavoro. L’informazione contenuta nel presente opuscolo soddisfa tale obbligo. In esso sono riportate, oltre alle principali misure di prevenzione e protezione adottate nel Centro, anche le indicazioni da eseguire in caso d’emergenza e alcune principali regole pratiche di sicurezza da attuare nei laboratori di ricerca. Il presente opuscolo costituisce solo una parte dell’Informazione che viene integrata, a seconda dei singoli rischi a cui viene esposto il lavoratore, da informazioni più specifiche e circostanziate che ogni Responsabile in struttura, in collaborazione con il Servizio di Prevenzione e Protezione, fornisce al proprio personale, sia esso dipendente od ospite, che opera presso i laboratori, impianti e/o uffici, per meglio vivere in sicurezza nei luoghi ove svolge la propria attività lavorativa. Ogni ulteriore chiarimento su questa pubblicazione o su argomenti relativi alla “Prevenzione e Protezione dai rischi” in azienda, possono essere richiesti al Responsabile Servizio di Prevenzione e Protezione del Centro ENEA di Brindisi (numero telefonico interno 216). L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 4 1.1 IL DECRETO LEGISLATIVO 81/08 Criteri e linee di riferimento L'inarrestabile processo d’evoluzione della tecnologia impone costanti innovazioni sia dei metodi produttivi sia dell'organizzazione del lavoro. L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 5 La "Rivoluzione Copernicana" in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro DALLA PREVENZIONE TECNOLOGICA AD UN SISTEMA DI SICUREZZA GLOBALE "L'uomo, non la macchina, al centro della nuova organizzazione della sicurezza in azienda ..." AFFERMAZIONE DEL PRINCIPIO DI AUTOTUTELA LA PREVENZIONE SOGGETTIVA "... ciascun lavoratore deve prendersi cura della propria sicurezza ..." L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 6 Con il decreto legislativo 81 del 9/4/08, si è delineato in nuovo ed unico quadro normativo a tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che riguarda tutti i settori produttivi e introduce una precisa strategia di prevenzione basata su un "corpus" normativo tecnico costituito in via principale dagli ex decreti come: D.P.R. 547/55 Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro D.P.R. 164/56 Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni D.P.R. 303/56 Norme generali per l'igiene del lavoro D.Lgs. 626/94 Miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori Perno di tutto il sistema prevenzionale è la valutazione di tutti i rischi che così come previsto dall’art. 28 del D.Lgs. 81/08, definisce il complesso di tutte le attività necessarie ad individuare tutti i rischi, al fine di consentire una scelta idonea degli interventi di prevenzione e protezione a salvaguardia della sicurezza del lavoro. Gli artt. 17 e 18 del D.Lgs. 81/08 (obblighi del datore di lavoro e del dirigente) confermano, in pratica, il corrispondente art. 4 del DLgs 626/94 (obblighi del datore di lavoro, dei dirigenti e dei preposti). Gli artt. 17 e 18 contengono solo uno dei principali elementi di novità del Decreto Legislativo. Il datore di lavoro è infatti tenuto ad esempio non più all'attuazione di un elenco di precise disposizioni come previsto dal D.P.R. 547/55, ma deve farsi carico della valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza connessi con l'attività della propria azienda ed operare per la loro eliminazione o per la loro riduzione al minimo nel caso in cui l'eliminazione non fosse possibile. La valutazione dei rischi, permetterà di individuare da un lato le misure di prevenzione e di protezione e dall'altro le attrezzature necessarie per attuare la stessa protezione. L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 7 Tali misure ed attrezzature faranno parte di un piano di sicurezza che costituirà un documento scritto, da custodire presso l'azienda, che dovrà essere costantemente aggiornato in ragione del progresso tecnico e del mutamento di lavorazioni e cicli produttivi. In dettaglio il comma 2 dell'art. 28 prevede l'elaborazione di un documento contenente: 1. relazione sulla valutazione di tutti i rischi; 2. indicazione delle misure di prevenzione e protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuale adottati; 3. programma delle misure opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza. 4. individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare. 5. indicazione dei nominativi del sistema sicurezza es. RSPP, RLS, Medico Competente, Datore di lavoro ecc… 6. individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici. In modo esplicito al comma 2 dell'art. 28 il legislatore richiede che il documento rechi una descrizione dettagliata dei criteri adottati per la formulazione della valutazione; ciò determina necessariamente di supportare la fase di valutazione con un approccio metodico e documentale. I soggetti che partecipano alla valutazione dei rischi sono: 1. il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP); 2. il Medico Competente; 3. il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS). L'art. 15 del D.Lgs. 81/08 (Misure generali di tutela) conferma poi, la valutazione dei principi ergonomici nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nello studio dei metodi di lavoro e produzione, prefiggendosi inoltre di attenuare il lavoro monotono e ripetitivo. L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 8 La redazione del documento pur costituendo uno dei principali obblighi del datore di lavoro, non risulta perfettamente definita dal D.Lgs. in quanto lo stesso non individua una specifica metodologia. Tuttavia possono essere definiti dei criteri da adottare per la valutazione del rischio (art. 29) tenendo anche conto della direttiva emanata dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale con Circolare n. 102/95. L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 9 1.2 IL SISTEMA DELLA SICUREZZA Il Sistema Sicurezza è definibile come la struttura organizzativa, le responsabilità, le procedure, i procedimenti e le risorse messe in atto dall’Ente al fine di ottemperare agli obblighi di legge in materia di Salute e Sicurezza sui luoghi di lavoro e per il miglioramento continuo delle condizioni di lavoro. I singoli elementi che compongono il Sistema Sicurezza aziendale vengono descritti nel dettaglio nelle sezioni del documento di valutazione dei rischi redatto per il Centro di Brindisi . Il principio alla base del funzionamento del Sistema Sicurezza è costituito dalle Azioni Correttive e dal "miglioramento continuo" che agiscono sui punti principali: • Identificazione dei Rischi; • Valutazione dei Rischi; • Identificazione delle Misure di Prevenzione e Protezione; • Programma di Attuazione; • Utilizzo di procedure; • Formazione, Informazione; • Attrezzature e DPI; • Risorse. Il sistema ruota attorno all'azione di quattro soggetti: 1) il datore di lavoro (l’ENEA ha individuato tale figura nel Direttore di Centro) è ovviamente il soggetto su cui in linea teorica ricadono tutti gli obblighi specifici che riempiono di contenuto il sistema di sicurezza. Egli è quindi tenuto innanzitutto a predisporre il complesso delle misure di protezione e ad assicurare un ambiente di lavoro conforme alle norme. A questo proposito va ricordato che egli è obbligato, in virtù dell’articolo 2087 del Codice Civile, anche ad adottare tutte le altre rispetto a quelle previste nei decreti - misure imposte dalla particolarità del lavoro, dall'esperienza e dalla tecnica. L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 10 A parte questo obbligo generale di predisporre un ambiente, di lavoro sicuro, rientra nella sua responsabilità anche la scelta di prestatori di lavoro competenti ed idonei, sotto il profilo della capacità e dell'esperienza, a compiere senza pericolo quelle determinate mansioni. E' pertanto tenuto a tutelare i lavoratori anche contro la loro stessa imperizia. Altro obbligo di rilievo che, salvo diversa ripartizione o delega, grava sul datore di lavoro, è quello di informare i lavoratori sui pericoli derivanti dallo svolgimento delle mansioni di loro competenza e sulle misure atti ad evitare o diminuire i rischi di patologie (v. art. 18 c. l) D.Lgs. 81/08). Informazione che, non limitandosi a generiche avvisaglie, deve attuarsi mediante specifiche direttive. Infine, sempre a norma dell'art. 18, sul datore grava anche un obbligo di vigilanza a che le misure antinfortunistiche siano effettivamente applicate e rispettate, eventualmente predisponendo all'uopo un'apposita organizzazione finalizzata al controllo dei dipendenti in ordine agli aspetti in questione. Tale obbligo non è evidentemente "alternativo" a quello dell'informazione, ma "successivo" ad esso. E la giurisprudenza ha sottolineato con forza che il datore di lavoro sarà esente da responsabilità solo nel momento in cui si accerti che le direttive impartite abbiano concreta esecuzione, essendo appunto insufficiente il generico avvertimento della necessità di osservare quelle precauzioni. Il Datore di Lavoro è: l’ing. Pietro Talmesio (tel. 0039 0831 201220 – n. tel. interno 220). 2) il responsabile del servizio prevenzione e protezione (RSPP) viene scelto dal datore di lavoro e si avvale, ove la dimensione dell'azienda e il numero dei lavoratori lo richieda, di altri "addetti al servizio", sempre di nomina aziendale. Il responsabile può essere interno o esterno; è un consulente di fiducia che assiste il datore di lavoro nello svolgimento dei propri obblighi nel campo della sicurezza; non dispone di poteri o capacità operative e risponde al datore di lavoro che mantiene la responsabilità della sicurezza. I compiti principali previsti per il servizio di prevenzione e protezione sono (v. art. 33 DLgs 81/08) quelli di individuare i fattori di rischio, valutare i rischi, individuare le misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, elaborare per quanto di competenza le misure preventive e protettive di cui l’art. 28 c 2, elaborare le varie procedure di sicurezza, partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Il RSPP è: il p.i. Arcangelo Rodia (tel. 0039 0831 201216 – n. tel. interno 216). L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 11 3) il medico competente è un professionista specializzato in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori - o in possesso di titoli equivalenti - nominato dal datore di lavoro per sottoporre a sorveglianza sanitaria i lavoratori esposti a rischi specifici nell'espletamento della loro mansione, così come sono stati valutati nel documento dei rischi, previsto dagli artt. 17 e 28 del D.Lgs. 81/08. Il Medico Competente è: il Dott. Giuseppe Briatico Vangosa (tel. 0039 0831 201226 – n. tel. interno 226). 4) il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) è una delle conferme più rilevanti dell’81/08. Si tratta di uno o più dipendenti, eletti o designati dai lavoratori per rappresentarli relativamente ai problemi della salute e della sicurezza durante il lavoro. II rappresentante accede ai luoghi di lavoro in cui sì svolgono le lavorazioni, è consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione, è consultato sulla designazione degli addetti al servizio di prevenzione nonché degli addetti all'attività di prevenzione incendi, al pronto soccorso, all'evacuazione dei lavoratori, è consultato in merito all'organizzazione della Formazione, riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente la valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti le sostanze e i preparati pericolosi, le macchine, gli impianti, l'organizzazione e gli ambienti di lavoro, gli infortuni e la malattie professionali. Inoltre riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza, riceve una formazione adeguata, promuove l'elaborazione, l'individuazione e l'attuazione delle misure di prevenzioni idonee a tutelare la salute e l'integrità fisica dei lavoratori, formula osservazioni in occasione di visite e verifiche dalle autorità competenti, partecipa alla riunione periodica di Prevenzione e protezione dai rischi. Infine fa proposte in merito all’attività di prevenzione, avverte il responsabile dell'azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività, può fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonee a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro. È attraverso l'azione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza che trovano garanzia di realizzazione la consultazione e la partecipazione dei lavoratori al piano aziendale della sicurezza: condizioni necessarie queste, perché si verifichi la condivisione. Il RLS eletto dai lavoratori e successivamente nominato dalla RSU è: L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 12 il p.i. Caterina Blasi (tel. 0039 0831 201554 – n. tel. interno 554). 5) i preposti - e questo è un altro rilevante principio sancito dall’81/08 e vengono identificati come soggetti attivi della prevenzione con precisi obblighi e responsabilità (v. art. 19) fra cui sovra intendere e vigilare sull’osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia si salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei DPI messi a loro disposizione. Verificare affinché solo i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico. Richiedere l’osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza, informare al più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione. Astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato. Segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienza dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei DPI. I preposti del CR Brindisi sono: nominati direttamente dai vari Dirigenti della sicurezza (Resp. di sezione) 6) i lavoratori - e questo è un altro rilevante principio sancito dall’81/08 - non sono più considerati destinatari passivi di tutela ma vengono identificati come soggetti attivi della prevenzione con precisi diritti, ma anche con precisi obblighi e responsabilità (v. art. 20 D.Lgs. 81/08). I lavoratori sono definiti dall’art. 2 comma 1 lettera a) del DLgs 81/08. 7) l’ esperto qualificato (E.Q.) è un professionista iscritto in un albo particolare nominato dal direttore generale per adempiere a tutte le disposizioni di legge in materia di radioprotezione (D.Lgs 230/95). L’esperto qualificato è: il Dott. Sandro Sandri (telefono 0039 06 9400 5475) L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 13 1.3 I MECCANISMI DELLA PREVENZIONE II Sistema Aziendale del la Sicurezza, per il suo funzionamento, dispone dei seguenti strumenti previsti dall’81/08: la valutazione dei rischi, la riunione periodica, l'informazione e la formazione dei lavoratori. 1.3.1 La valutazione dei rischi. La "valutazione del rischio", così come prevista dal D.Lgs. 81/08, va intesa come l'insieme di tutte quelle operazioni, conoscitive ed operative, che devono essere attuate per giungere ad una "Stima" del Rischio di esposizione ai fattori di pericolo per la sicurezza e la salute del personale, in relazione alla programmazione degli eventuali interventi di prevenzione e protezione per l'eliminazione o la riduzione del rischio secondo quanto previsto dal capo III, sezione II, art. 28 del D.Lgs. 81/08 (Valutazione dei rischi). 1.3.2 La riunione periodica. Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione convoca la riunione annuale a cui partecipano il datore di lavoro, il medico competente e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, per esaminare il documento di valutazione dei rischi e le misure di prevenzione nonché i dispositivi di protezione individuale; per definire i piani di informazione e formazione. La riunione si conclude con la stesura di un verbale che viene messo a disposizione dei partecipanti. L'obiettivo di tale riunione è quello di realizzare la condivisione dei vari soggetti aziendali al piano della sicurezza. 1.3.3 L’informazione e la formazione. Fatta la valutazione dei rischi e redatto il documento (che può essere definito come il piano della sicurezza) il datore di lavoro deve informare ciascun lavoratore dei rischi cui è esposto e delle misure adottate e fornirgli una adeguata formazione per consentirgli di svolgere la sua mansione in sicurezza. Solo un lavoratore informato è messo nella condizione di esercitare un ruolo attivo nella tutela della sua sicurezza e di quella degli altri lavoratori dell'azienda. L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 14 2 I RISCHI PER LA SICUREZZA DEI LAVORATORI ALL’INTERNO DEL C.R. BRINDISI Il documento di valutazione dei rischi e il relativo programma gestionale della sicurezza del C.R. Brindisi persegue l’obiettivo di raggiungere nel tempo, sempre più elevati standard di sicurezza, in relazione alle conoscenze che sono acquisite in base al progresso tecnico e ad una continua azione di sensibilizzazione rivolta a tutto il personale, anche attraverso il Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza. Per quanto attiene ai rischi specifici e peculiari, più o meno significativi degli impianti, dei laboratori e degli ambienti di lavoro della Sede di Brindisi, dai quali anche i non addetti ai laboratori stessi devono essere messi in guardia, sono legati ad alcune attività specifiche distinguibili in: A. Radiazioni Ionizzanti; B. Chimici, Incendio ed Esplosione (composti chimici vari e gas anche di tipo non inerte); C. Sostanze cancerogene e/o mutagene; D. Liquidi criogenici (azoto liquido); E. Raggi Laser; F. Elettrici. A. RADIAZIONI IONIZZANTI Le radiazioni sono emesse solo da macchine, che non contenendo materie radioattive cessano di emettere tali radiazioni quando sono spente. Le radiazioni ionizzanti non si vedono e non si sentono, però se si è esposti a quantità notevoli e/o se vengono prese per molto tempo, possono determinare danni alla salute e rischio di tumori. L’accesso ai laboratori, segnalato da apposita cartellonistica anche di tipo luminoso, deve essere autorizzato dal personale interno addetto. Tali zone possono essere indicate come ‘’zona controllata’’ o ‘’zona sorvegliata’’. L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 15 B. CHIMICI, INCENDIO ED ESPLOSIONE Il rischio, può scaturire essenzialmente da reagenti liquidi o solidi conservati in contenitori di vario tipo come bottiglie e/o boccioni oppure da gas contenuti o in bombole o in linee. In alcuni casi sia i reagenti che i gas possono trovarsi all’interno di strumentazioni. Particolare attenzione deve essere rivolta alla zona dei bombolai (edifici interrati aperti, protetti da una griglia metallica, posti fra gli edifici A2 e 9) dove possono essere presenti gas di vario tipo con molteplici fattori di rischio. Tutti gli agenti chimici o i gas, non dovranno essere manipolati se non si è esperti e formati. Bisogna evitare le zone in cui sono presenti se non per effettiva necessità. In caso di versamenti di agenti chimici, non intervenire se non si è esperti e formati, comunque contattare immediatamente il personale tecnico. In caso di contatto con tali agenti, sciacquare abbondantemente le parti colpite (se sono stati interessati anche gli indumenti, sfilarli di dosso immediatamente) e chiedere aiuto al personale del pronto soccorso o al personale tecnico. Le bombole dei gas invece, se sottoposti a forti urti possono rompersi e/o esplodere proiettando le schegge ad alta velocità nelle diverse direzioni, con la possibilità di provocare gravi danni alle cose e alle persone. Le bombole possono esplodere anche se surriscaldate quindi, bisogna tenerle lontano in caso d’incendio. Non manomettere mai le bombole o i loro sistemi di fissaggio e sostegno e gli impianti di gas. In caso di rotture e/o perdite di gas, allontanarsi e chiamare immediatamente la squadra di emergenza. Viene di seguito riportato il dettaglio dei rischi dovuti sia agli agenti chimici che ai gas: - Agenti chimici CORROSIVI Sono agenti che a contatto con la pelle e altri materiali, li corrodono anche in tempi rapidi, provocando in genere, ustioni molto profonde. In questa categoria possono rientrare anche i liquidi criogenici come ad esempio l’azoto liquido. - Agenti chimici NOCIVI, TOSSICI e MOLTO TOSSICI Sono agenti che determinano rischi solo per esposizioni prolungate nel caso dei Nocivi, o di grave entità ed anche mortali in caso di ingestioni o inalazione nel caso dei Tossici. Per quest’ultimo si determinano rischi anche per il solo contatto con la pelle. Alcuni di questi agenti anche se liquidi o solidi, emettono vapori nocivi a volte molto pericolosi. L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 16 - Agenti chimici COMBURENTI Sono agenti o materiali che entrando in contatto con alcuni materiali infiammabili possono innescare una accensione spontanea, senza una presenza di scintille, fiamma d’innesco o altri fonti di calore, o comunque possono rendere qualunque combustione o fiamma estremamente più rapida e pericolosa. L’agente più diffuso presso la nostra sede è l’ossigeno. - Agenti chimici INFIAMMABILI e/o ESPLOSIVI Sono materiali che prendono fuoco se vicini a fiamme libere e/o a scintille e/o sottoposti ad alte temperature. Alcuni di questi materiali prendono fuoco spontaneamente se entrano in contatto con l’aria. In altri casi l’accensione può essere violenta e quindi determinare una esplosione. Gas TOSSICI e MOLTO TOSSICI Hanno le stesse proprietà già descritte delle altre sostanze chimiche tossiche e molto tossiche. Sono pericolosi per inalazione e, a volte, per contatto con la pelle. - Gas ASFISSIANTI Sono inerti, ma se presenti in grandi quantità in ambienti piccoli e chiusi, si sostituiscono all’ossigeno e rendono la respirazione insufficiente (asfissia). L’asfissia si manifesta con giramenti di testa e, nei casi più gravi, con svenimento e decesso. - Gas INFIAMMABILI e/o ESPLOSIVI: Si comportano come gli altri agenti chimici infiammabili e/o esplosivi. In particolare però, dato che il gas tende a diffondersi e a seguire le correnti d’aria, l’accensione può avvenire anche lontano dal contenitore o dalla linea. Perché si inneschi l’incendio è necessario che il gas raggiunga una certa quantità nell’aria. I gas più diffusi presso la nostra sede sono il metano, l’idrogeno e l’acetilene. L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 17 Tutte le aree limitrofe alle apparecchiature e/o impianti a cui detti gas sono collegati sono state classificate come zona 2 per la normativa prevista circa le protezioni contro le esplosioni - ATEX (art. 293 e allegato XLIX del D.Lgs. 81/08 e Norma CEI EN 50281-3). C. SOSTANZE CANCEROGENE E/O MUTAGENE Il rischio, può scaturire essenzialmente da reagenti liquidi o solidi conservati in contenitori di vario tipo come bottiglie e/o boccioni riportanti le frasi R40, R45, R49. Tutti gli agenti chimici non dovranno essere manipolati se non si è esperti e formati e esclusivamente sotto cappe chimiche di classe A e con gli opportuni DPI. Bisogna evitare le zone in cui sono presenti se non per effettiva necessità. In caso di versamenti non intervenire se non si è esperti e formati, comunque contattare immediatamente il personale tecnico. In caso di contatto con tali agenti, sciacquare abbondantemente le parti colpite (se sono stati interessati anche gli indumenti, sfilarli di dosso immediatamente) e chiedere aiuto al personale del pronto soccorso o al personale tecnico. D. LIQUIDI CRIOGENICI Sono gas resi liquidi mediante raffreddamento a bassissima temperatura. Se versati fuori dai loro contenitori (contrassegnati con la scritta azoto liquido), ridiventano gas sviluppando fumi freddi. Il liquido, a contatto con le parti del corpo, genera ustioni più o meno gravi (pericolosissimo per gli occhi). I gas di azoto si comportano come i gas asfissianti e quindi, se liberati in grosse quantità in ambienti piccoli e chiusi, possono generare pericolo di asfissia. In caso di investimento chiamare immediatamente l’infermeria per i primi soccorsi. Non tentare di togliere i vestiti se risultano attaccati al corpo dell’infortunato. N.B. in caso di investimento, è possibile che l’infortunato non accusi alcun dolore. Il centro, dispone di un serbatoio esterno per l’azoto liquido di 5.000 lt (ubicato alle spalle dell’edificio A2) destinato l’impianto CERTEM (Ed C) e per il rifornimento di una serie di dewar mobili da 100 lt ciascuno (cilindri metallici di 50cm L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 18 di diametro su ruote) posti quasi sempre nella hall del laboratorio TEM Tecnai (Ed A2 st 34A). E. RAGGI LASER di classe II, III e/o IV E’ un raggio luminoso emesso da un dispositivo detto anch’esso laser. Tale raggio ha la particolarità di rimanere sempre stretto, cioè di non allargare la propria sezione come avviene per un raggio luminoso normale. Se colpisce l’occhio e quindi la retina in genere provoca danni permanenti. Alcuni sono tanto potenti da determinare ustioni sulla pelle e la combustione dei materiali. Il raggio, se riflesso, può propagarsi per grandi distanze, rimanendo quasi inalterato nella potenza. F. ELETTRICI Il rischio di folgorazione è dovuto alla presenza di quadri e impianti elettrici, cavi elettrici e strumentazione in genere. Presso alcuni laboratori in particolare, vi sono macchine con alte tensioni che, se manomesse, sono fonti di grave rischio. E’ vietato al personale non tecnicamente competente l’intervento o la manomissione sui quadri elettrici, impianti elettrici, cavi elettrici e macchine in genere. Il personale con le sufficienti competenze tecniche può intervenire solo sugli impianti di competenza del contratto o commessa, dopo opportuno preavviso degli utenti degli impianti stessi. Tutti gli impianti di cui sopra non sono dotati di piani d’emergenza particolareggiati, in quanto rientrano tutti nell’ambito del piano di emergenza generale del Centro. L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 19 Di seguito si riporta la mappa di tutti i rischi presenti in ogni singolo ambiente lavorativo del centro: come si usa la mappa EDIFICIO N. LOCALE A2 3C LABORATORIO SIMS s o l o indossare elettrico incendio autorizzati DPI idonei INGRESSO IDENTIFICAZIONE PREVIA AUTORIZZAZIONE DEI RISCHI LOC. --- INGRESSO PREVIA AUTORIZZAZIONE DENOMINAZIONE LOCALE DENOMINAZIONE LOCALE USARE ADEGUATI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE TIPOLOGIA DI RISCHI PRESENTI AREE ESTERNE / PARCHEGGI A1 --- UFFICI A1 6A LAB. FASCIO ELETTRONICO TECNOLOGIE POLIMERICHE A1 7A LAB. IMPIANTATORE IONICO A1 CORRIDOIO P.T. MEZZI IN MOVIMENTO CARRELLI ELEVATORI VDT ELETTRICO ESPLOSIOSOLO RADIAZIONI MACCHINE ELETTRICO NE (GAS) AUTORIZZATI IONIZZANTI UTENSILI SOLO RADIAZIONI SOSTANZE ELETTRICO AUTORIZZATI IONIZZANTI CHIMICHE SOSTANZE INDOSSARE CHIMICHE DPI IDONEI INCENDIO INDOSSARE CARROPONTE (GAS) DPI IDONEI Q. TELEMATICO SOTTO UPS A2 1A LAB. PREPARATIVA SIMS A2 2A MAGAZZINO A2 3A LAB. DIFFRATTROMETRO SAXS SOSTANZE CHIMICHE SOLO AUTORIZZATI VDT ELETTRICO MACCHINE UTENSILI VDT INCENDIO ELETTRICO RADIAZIONI IONIZZANTI GAS CADUTA INDOSSARE MATERIALI DPI IDONEI SUPERF. CALDE L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 20 LOC. DENOMINAZIONE LOCALE A2 3B LAB. XPS A2 3C LAB. SIMS A2 4A LAB. REOLOGIA A2 7A LAB. TEST SENSORI A2 9A LAB. SPETTROFOTOMETRIA A2 10A LAB. OTTICA A2 11A LAB. ANALISI TERMICHE E PROVE MECCANICHE A2 24A LAB. AFM/STM A2 25A LAB. DIFFRAZIONE A RAGGI X A2 26A LAB. LASER A2 28A MEDICINA DEL LAVORO A2 29A LAB. MICROSCOPIO TEM HR A2 29B LAB. DIFFRATTOMETRO SIAX A2 30A LAB. MICROSCOPIO SEM A2 31A LAB. MICROSCOPIO EPMA E GASCROMATOGRAFO TIPOLOGIA DI RISCHI PRESENTI VDT ELETTRICO GAS SUPERF. CALDE VDT ELETTRICO GAS SUPERF. CALDE VDT ELETTRICO SOLO AUTORIZZATI INCENDIO (GAS) ELETTRICO RAD. NON IONIZZANTI SOLO AUTORIZZATI LASER SOLO ELETTRICO AUTORIZZATI VDT ELETTRICO ELETTRICO SOSTANZE CHIMICHE LASER INDOSSARE DPI IDONEI MACCHINE UTENSILI SUPERF. CALDE LASER ELETTRICO INDOSSARE DPI IDONEI INCENDIO (GAS) SOSTANZE CHIMICHE INDOSSARE DPI IDONEI LASER SOLO RADIAZIONI ELETTRICO AUTORIZZATI IONIZZANTI SOLO AUTORIZZATI VDT VDT INCENDIO (GAS) INDOSSARE ELETTRICO DPI IDONEI SOLO BIOLOGICO ELETTRICO INDOSSARE AUTORIZZATI DPI IDONEI SOLO RADIAZIONI ELETTRICO AUTORIZZATI IONIZZANTI TOSSICO (GAS) SOLO RADIAZIONI ELETTRICO AUTORIZZATI IONIZZANTI ORGANI MOTORI VDT ELETTRICO VDT INCENDIO (GAS) LIQUIDI CRIOGENICI GAS LIQUIDI INDOSSARE CRIOGENICI DPI IDONEI INDOSSARE DPI IDONEI ELETTRICO ESPLOSIONE (GAS) L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 21 LOC. DENOMINAZIONE LOCALE A2 32A CENTRO ELEABORAZIONE DATI A2 33A SISTEMA DI CALCOLO A2 34A LAB. MICROSC. TEM REMOTO A2 34B LAB. MICROSC. TEM OMEGA F. A2 CAMERE OSCURE 35/6A A2 LAB. PREPARAZIONE CAMPIONI 39A-F A2 LAB. SINTESI 40A/B A2 --- UFFICI A2 CORRIDOIO P.T. TIPOLOGIA DI RISCHI PRESENTI SOLO AUTORIZZATI INCENDIO ELETTRICO (UPS LOC.) VDT SOLO AUTORIZZATI INCENDIO ELETTRICO VDT SOLO RADIAZIONI ELETTRICO AUTORIZZATI IONIZZANTI TOSSICO (GAS) SOLO RADIAZIONI ELETTRICO AUTORIZZATI IONIZZANTI TOSSICO (GAS) SOLO AUTORIZZATI ACIDI SOSTANZE INDOSSARE CHIMICHE DPI IDONEI SOLO ELETTRICO MACCHINE UTENSILI AUTORIZZATI SOLO ELETTRICO AUTORIZZATI VDT LIQUIDI INDOSSARE CRIOGENICI DPI IDONEI INCENDIO (GAS) INCENDIO (GAS) SOSTANZE INDOSSARE CHIMICHE DPI IDONEI SOSTANZE SOST. CAN- INDOSSARE CHIMICHE CEROGENE DPI IDONEI ELETTRICO Q. TELEMATICO SOTTO UPS C 1A IMPIANTO CERTEM SOLO ELETTRICO ESPLOSIO- CARROPONTE NE (GAS) AUTORIZZATI C 2A SALA CONTROLLO C --- UFFICI C 1/2B C 1I C 2I LAB. CARATTERIZZAZIONE MATERIALI DA RECUPERO VDT ELETTRICO VDT ELETTRICO RUMORE SOLO ELETTRICO SOSTANZE CHIMICHE AUTORIZZATI SUPERF. CALDE INDOSSARE DPI IDONEI GAS IN SOLO ELETTRICO PRESSIONE AUTORIZZATI ORGANI MOTORI SOTTO UPS SUPERF. CALDE INDOSSARE DPI IDONEI P. INTERRATO Q. TELEM.CO SOSTANZE CHIMICHE P. INT. – LOC. VENTILATORI SOLO ELETTRICO AUTORIZZATI RUMORE INDOSSARE DPI IDONEI L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 22 LOC. DENOMINAZIONE LOCALE 9 1A IMPIANTO CVI – FORNO TAV 9 1B IMPIANTO PLASMA SPRAY 9 4A LAB. PREPARAZIONE CHIMICA 9 4A1 TIPOLOGIA DI RISCHI PRESENTI SOLO ELETTRICO MACCHINE UTENSILI AUTORIZZATI ESPLOSIONE (GAS) SOSTANZE CHIMICHE SUPERF. CALDE SOLO ELETTRICO AUTORIZZATI INCENDIO (GAS) ROBOT IN MOV.NTO ESPLOSIO- INDOSSARE NE (GAS) DPI IDONEI SOLO ELETTRICO AUTORIZZATI INCENDIO (GAS) SOSTANZE SOST. CAN- INDOSSARE CHIMICHE CEROGENE DPI IDONE SOLO ELETTRICO AUTORIZZATI INCENDIO (GAS) SOSTANZE SOST. CAN- INDOSSARE CHIMICHE CEROGENE DPI IDONEI SOLO ELETTRICO AUTORIZZATI INCENDIO (GAS) SOSTANZE INDOSSARE CHIMICHE DPI IDONEI SOLO ELETTRICO AUTORIZZATI GAS INDOSSARE DPI IDONEI LAB. ELETTROSINTESI 9 4B LAB. SOL-GEL 9 4C LAB. LANGMUIR - BLODGETT 9 5A LAB. FILM SOTTILI 9 --- DEPOSITO CHIMICO SOLO ELETTRICO MACCHINE AUTORIZZATI UTENSILI SOLO AUTORIZZATI 9 14A LAB. MEMBRANE 9 15A LAB. PLASMI 9 --- UFFICI 9 --- HALL INCENDIO SOSTANZE SOST. CAN- INDOSSARE CHIMICHE CEROGENE DPI IDONEI INCENDIO (GAS) SOSTANZE INDOSSARE CHIMICHE DPI IDONEI SOSTANZE SOST. CANCHIMICHE CEROGENE SOLO ELETTRICO AUTORIZZATI (G. E. LOC.) INCENDIO (GAS) ESPLOSIONE (GAS) SOLO ELETTRICO AUTORIZZATI INCENDIO (GAS) SOSTANZE INDOSSARE CHIMICHE DPI IDONEI VDT SUPERF. CALDE INDOSSARE DPI IDONEI ELETTRICO Q. TELEMATICO SOTTO UPS 6 --- UFFICI --- AREE ESTERNE: BOMBOLAI – GAS CABINET --- AREE ESTERNE: SILOS N2 (AZOTO LIQUIDO) VDT ELETTRICO SOLO AUTORIZZATI INCENDIO GAS IN PERICOLO ESPLOSIO- INDOSSARE PRESSIONE ESPLOSIONE NE (GAS) DPI IDONEI SOLO LIQUIDI GAS LIQ. IN INDOSSARE AUTORIZZATI CRIOGENICI PRESSIONE DPI IDONEI L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 23 LOC. --- --- DENOMINAZIONE LOCALE TIPOLOGIA DI RISCHI PRESENTI AREE ESTERNE: CABINA DI DECOMPR. METANO AREE ESTERNE: CABINE ELETTRICHE SOLO AUTORIZZATI INCENDIO SOLO AUTORIZZATI INCENDIO GAS IN PERICOLO ESPLOSIOPRESSIONE ESPLOSIONE NE (GAS) 20.000 V CAMPI ELETTROMAGNETICI INDOSSARE DPI IDONEI 2.1 LA SICUREZZA ANTINCENDIO Tutti gli edifici e le infrastrutture del Centro sono dotati di un adeguato numero di estintori che per tipo, caratteristiche ed ubicazione consentono un primo efficace intervento su principi d’incendi. Gli edifici sono altresì dotati di un sistema di rilevazione incendi, di segnaletica di sicurezza, d’illuminazione di emergenza e di idranti collegati alla rete idrica del Comprensorio. In presenza di anomalie l’attivazione degli allarmi avviene automaticamente. Gli allarmi possono essere attivati anche manualmente tramite gli appositi segnalatori a pulsante, da chiunque rilevi un principio di incendio. Tutte le attrezzature finalizzate alla sicurezza antincendio sono oggetto di regolari controlli ed interventi di manutenzione in conformità a quanto previsto dalla Normativa Tecnica e dalle istruzioni dei Costruttori. 2.2 LA SQUADRA DI EMERGENZA (cell. da telefoni interni 1001 o 1002 – tel. int. 216 - 202 – 212 - 206) Nel Centro è presente ed opera una squadra di emergenza addestrata ed attrezzata per far fronte al primo intervento in caso di incendio o altre emergenze, in attesa dell’eventuale arrivo dei Vigili del Fuoco. La squadra di emergenza è attiva solo durante il normale orario di lavoro. I componenti della squadra della gestione delle emergenze sono: Antonella Caramia (212) Mauro De Marco (202) Valerio Miceli (410) Tarcisio Nocco (412) Giacinto Caretto (206) Angelo Rodia (216) Saverio Mazzarelli (552) Rocco Pentassuglia (416) L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 24 2.3 IL PRIMO SOCCORSO (TEL. 333) Oltre al personale afferente la squadra per la gestione delle emergenze, presso l’edificio A2 è ubicato il Servizio di Medicina con annesso il Primo Soccorso attivo durante il normale orario del lavoro e presidiato da un infermiera tutti i giorni, mentre, il Medico Competente è presente solo una volta alla settimana. Nei laboratori di ricerca del C.R. Brindisi, vi sono apparecchiature e/o sostanze che, se non utilizzate correttamente e con le dovute precauzioni, possono causare danno. Nel rispetto di quanto disposto dalla normativa in materia di sicurezza sui luoghi ed ambienti di lavoro (D.Lgs 81/08), nell’ambito della direzione di Centro è stato istituito il Nucleo di Prevenzione e Protezione (tel. 216). Tale struttura dovrà essere consultata in merito alla prevenzione e protezione dai rischi negli ambienti e posti di lavoro. Di norma i dipendenti di imprese esterne che operano presso il Centro non possono accedere in edifici ed ambienti non pertinenti alle loro attività, ad eccezione che siano autorizzati dai Direttori dei Lavori e dai Responsabili di Contratto. Per il personale non dipendente del C.R. Brindisi (Borsisti, Laureandi, Tirocinanti, ecc...), l’accesso in tali ambienti dovrà avvenire nel rispetto delle procedure operative di sicurezza che saranno illustrate dai Preposti delle attività specifiche. Di seguito, vengono riportate le principali procedure e norme di sicurezza. L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 25 3. PRINCIPALI NORME DI PREVENZIONE DEL C.R. BRINDISI 3.1 PROCEDURE D’ACCESSO AI LABORATORI – NORME COMPORTAMENTALI Ai fini di una sicura gestione delle attività, il personale, nell’ambito delle proprie attribuzioni deve: Non accedere ai laboratori senza espressa autorizzazione del Responsabile o del preposto, specialmente in quelli ove è segnalata la presenza di particolari pericoli. Osservare le norme operative di sicurezza vigenti in ciascun laboratorio ed attenersi strettamente alle disposizioni impartite dal Responsabile, dal preposto e dagli incaricati, ai fini della protezione collettiva ed individuale. Osservare il divieto di fumare negli spazi segnalati, in particolare nei laboratori; in questi ultimi è vietato conservare ed assumere cibi e bevande. Astenersi dall’effettuare manovre che possano compromettere la sicurezza per le quali non si è stati autorizzati ed adeguatamente addestrati a cura del preposto o del Responsabile. Utilizzare correttamente in modo appropriato le apparecchiature, i preparati ed i dispositivi di protezione messi a disposizione, conservandoli accuratamente ed evitando di manometterli o rimuoverli. Collaborare attivamente con il Responsabile o con il preposto e con gli addetti di laboratorio, al fine di mantenere efficiente il sistema della sicurezza predisposto. Sottoporsi ai controlli individuali e sanitari che verranno indicati, avendo cura di effettuare in particolare anche la visita medica finale, ove richiesto. Segnalare immediatamente al Preposto o agli addetti, qualsiasi mal funzionamento dei presidi protezionistici o situazioni di pericolo di cui venga a conoscenza, adoperandosi direttamente, nell’ambito delle proprie competenze, per eliminare o ridurre tali deficienze o pericoli. Mantenere pulito ed in ordine il laboratorio, non introdurre sostanze ed oggetti estranei alle attività di lavoro. L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 26 Rispettare le elementari norme igieniche, per esempio lavarsi le mani alla fine del lavoro. Non portare oggetti alla bocca: è vietato l’uso di pipette a bocca, utilizzare le propipette. Indossare sempre il camice e, ove previsto, i dispositivi di protezione individuali (DPI) guanti, occhiali, maschere, ecc… Prima di utilizzare qualsiasi prodotto chimico acquisire le informazioni sulle sue caratteristiche attraverso le schede di sicurezza, le fasi di rischio ed i consigli di prudenza ad attenersi alle indicazioni riportate per la manipolazione, stoccaggio e smaltimento. Etichettare correttamente tutti i recipienti in modo che sia possibile riconoscerne il contenuto anche a distanza di tempo. Utilizzare sempre le cappe chimiche per lavorazioni chimiche giudicate a rischio ed il travaso o il prelievo di solventi, specie se volatili. Conservare in laboratorio solo quantitativi minimi di sostanze infiammabili, solventi, acidi o sostanze considerate pericolose; usare solo armadi di sicurezza appositi. Custodire gli agenti pericolosi sotto chiave e con relativa registrazione, in particolare quelli cancerogeni; custodirli negli appositi armadi. Non lavorare mai soli in laboratorio, specialmente fuori dai normali orari di lavoro ed in caso di operazioni complesse o pericolose. Non lasciare mai senza controllo reazioni in corso o apparecchi in funzione e nel caso munirli di opportuni sistemi di sicurezza Raccogliere, separare ed eliminare in modo corretto i rifiuti chimici, solidi e liquidi, prodotti nei laboratori. E’ vietato scaricarli in fogna e nei cassonetti. Prima di lasciare il laboratorio accertarsi che il proprio posto di lavoro sia pulito ed in ordine e che tutti gli apparecchi, eccetto quelli necessari, siano spenti. L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 27 3.2 COMPORTAMENTI DA SEGUIRE IN CASO DI EMERGENZA: Per eliminare o ridurre i rischi derivanti da pericoli gravi ed immediati DEFINIZIONE DELL’EMERGENZA: Per emergenza si intende ogni situazione che si scosta dalle normali condizioni operative, tale da determinare situazioni di potenziale danno alle persone ed ai beni. Gli stati di emergenza sono classificati in TRE CATEGORIE a gravità crescente : ¾ EMERGENZA DI LIVELLO 1 (Emergenze minori) fenomeni controllabili dalla persona che individua l’emergenza o dalle persone presenti sul luogo di lavoro. ESEMPIO: 9 Lieve principio d’incendio; 9 Perdita accidentale di protezione dalle macchine e/o apparecchiature elettriche; 9 Malfunzionamento delle macchine e/o apparecchiature elettriche; 9 Surriscaldamento elettrico; 9 Ecc... ¾ EMERGENZA DI LIVELLO 2 (Emergenze di media gravità) fenomeni controllabili mediante l’intervento della Squadra di Emergenza interna e senza il ricorso agli Enti di soccorso esterni. L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 28 ESEMPIO: 9 Principio d’incendio di una certa entità che richieda l’uso dei presidi fissi antincendio (idranti); 9 Perdita accidentale di protezione dalle macchine e/o apparecchiature elettriche con rischio di ferimento degli addetti; 9 Infortunio o malessere di modesta entità; 9 Black-out elettrico locale; 9 Piccolo allagamento per rottura di impianto idrico o maltempo, fenomeni naturali con danno ai beni; 9 Ecc... ¾ EMERGENZA DI LIVELLO 3 (Emergenze ad alta gravità) fenomeni controllabili solamente mediante l’intervento della Squadra di Emergenza interna e con il coinvolgimento agli Enti di soccorso esterni (ad esempio i VV.F.). ESEMPIO: 9 Incendio in fase di propagazione che richieda l’uso di presidi antincendio di livello superiore a quelli presenti; 9 Infortunio o malore di elevata entità; 9 Black-out elettrico generale; 9 Grave allagamento per rottura di impianto idrico o maltempo; 9 Fenomeni naturali estremi tipo alluvione, tromba d’aria, terremoto; 9 Minaccia armata, attentato e sabotaggio; 9 Ecc... L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 29 ISTRUZIONI PER L’ATTIVAZIONE DELLO STATO DI EMERGENZA In caso segnalazione e/o rilevazione diretta dell’emergenza durante il normale orario di lavoro l’addetto dell’ENEA o delle ditte appaltatrici dovrà in ogni caso: ¾ avvertire immediatamente nell’ordine: il reperibile di turno ENEA, il RSPP, il Responsabile dell’Ufficio Tecnico e gli addetti della squadra di emergenza interna; ¾ fornisce tutte le informazioni relative allo stato di emergenza; ¾ mantenere la propria postazione salvo diversa disposizione; ¾ valutati tutti gli elementi del caso e secondo le istruzioni ricevute, trasmettere l’allarme agli organismi competenti (Carabinieri, Polizia, VV.F. ecc...); ¾ se richiesto, intervenire immediatamente assicurando tutte le azioni e i controlli del caso; ¾ se richiesto, contribuire all’attivazione delle procedure del piano di evacuazione. Nelle situazioni di emergenza, fuori orario di lavoro, l’addetto dell’ENEA o delle ditte appaltatrici avvisa gli Enti esterni (VV.F., Carabinieri, PS ecc...) dando le prime informazioni sul tipo di evento. Inoltre: ¾ rintraccia a mezzo telefono il reperibile di turno ENEA, il Datore di Lavoro e/o il RSSP per avvisare della situazione di emergenza; ¾ avvisa il proprio responsabile al fine di prendere tutti i provvedimenti del caso; ¾ controlla ingressi ed uscite; ¾ provvede a presidiare l’ingresso per far accedere i soccorsi fornendo tutte le informazioni del caso. L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 30 PIANO DI EVACUAZIONE DEFINIZIONE DELL'EVACUAZIONE: Per evacuazione di emergenza si intende un rapido allontanamento di massa di persone provenienti da un ambiente pericoloso per uno spazio più sicuro. ¾ CHI EMANA L’ORDINE DI EVACUAZIONE: ¾ La decisione di attuare l’evacuazione deve essere presa dal coordinatore delle emergenze (reperibile di turno); ¾ L’allarme che viene diramato può essere di tipo “GENERALE” o di tipo “LOCALE”; ¾ In caso di allarme GENERALE tutti dovranno abbandonare le aree occupate; ¾ In caso di allarme LOCALE solo le persona presenti nelle aree interessate verranno invitate ad abbandonare l’area o la zona. ISTRUZIONI PER L’EVACUAZIONE DALLA POSTAZIONE DI LAVORO La prima condizione è quella di mantenersi calmi e non farsi prendere dal panico (in caso in cui il pericolo sia evidente e grave, non perdere tempo nel tentativo di portare in salvo effetti personali, o documenti aziendali). Per abbandonare le aree in maniera sicura le operazione da compiere sono nell’ordine: 1. Interrompere immediatamente qualunque attività in corso; L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 31 2. Spegnere tutte le attrezzature di laboratorio e/o ufficio (solo in caso di pericolo non evidente e grave); 3. Chiudere tutte le valvole dei gas tecnici (se ve ne sono e solo in caso di pericolo non evidente e grave); 4. Chiudere le finestre (se ve ne sono); 5. Uscire senza indugio dal locale; 6. Chiudere le porte dietro di se (se ve ne sono) e mai a chiave (la chiusura della porta deve avvenire solo dopo aver verificato l’assenza di personale dal locale che si lascia); 7. Recarsi senza correre verso le uscite di sicurezza più vicine, seguendo la via di fuga come indicata dalla cartellonistica o nelle singole planimetrie di evacuazione (dal percorso bisogna escludere le aree già compromesse o dove il rischio è più elevato), e dirigersi verso il luogo di raduno se esso viene indicato o se è conosciuto; 8. Aiutare durante l’evacuazione persone portatrici di handicap o ferite (se presenti); 9. Non utilizzare mai gli ascensori; N.B. Rientrare nell’edificio solo dopo che il coordinatore delle emergenze abbia autorizzato il rientro. L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 32 3.4 LE STRUTTURE SANITARIE PIU’ VICINE AL CENTRO Ospedale Perrino Brindisi S.S. Appia Tel. 800218003 Ospedale S. Camillo De Lellis Mesagne (Br) Tel. 0039 0831 772292 L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 33 3.5 USO DEL TELEFONO INTERNO Per chiamare un numero telefonico interno al centro, basta comporre direttamente il numero chiamato senza alcun prefisso. Per tutti i numeri esterni invece, compresi quelli di emergenza occorre digitare prima lo 0 (zero). NUMERI UTILI INTERNI - SQUADRA D’EMERGENZA (S.E.) - COORDINAMENTO S.E. - PRONTO SOCCORSO - MEDICO COMPETENTE - DATORE DI LAVORO - RESPONSABILE S.P.P. - ESPERTO QUALIFICATO - RLS - VIGILANZA ARMATA CITTADELLA 1001 o 1002 202 – 206 - 212 333 226 220 216 06 9400 5475 554 0831 507444 NUMERI UTILI ESTERNI - VIGILI DEL FUOCO - CARABINIERI - POLIZIA - EMERGENZA AMBULANZE - AUSL BR/1 IGIENE PUBBLICA - PREFETTURA DI BRINDISI - COMUNE DI BRINDISI - VIGILI URBANI BRINDISI 0 115 0 112 0 113 0 118 0831 536916 0831 5761 0831 2291111 0831 229522 L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 34 ALLEGATO A SEGNALETICA DI SICUREZZA SICUREZZA SUL LAVORO D.Lgs.14/08/96 N. 493 Gli aspetti più significativi del D.Lgs.14/08/96 N. 493 La segnaletica è costituita non solo dai cartelli, ma da un complesso di strumenti, canali comunicativi e modalità di interazione che si inseriscono nel sistema di gestione aziendale sulla sicurezza. Definiamo con precisione le finalità comunicative che stanno a fondamento della segnaletica: Un DIVIETO ha la funzione di vietare un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo. Un segnale di AVVERTIMENTO avverte di un rischio o di un pericolo. Un segnale di PRESCRIZIONE prescrive un determinato comportamento. Un segnale di SALVATAGGIO O DI SOCCORSO fornisce indicazioni diverse. L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 35 Gli strumenti della segnaletica L’obbiettivo generale della segnaletica è fornire una indicazione o una prescrizione utilizzando una serie di strumenti. Il Cartello fornisce una indicazione determinata con visibilità garantita da illuminazione di intensità sufficiente mediante combinazione di forma geometrica, colori, simbolo o pittogramma che sono le immagini impiegate su un cartello (o su una superficie luminosa). I colori della sicurezza sono i seguenti: DIVIETO PERICOLO ALLARME INCENDIO AVVERTIMENTO SALVATAGGIO SOCCORSO SICUREZZA PRESCRIZIONE Nel Centro Ricerche di BRINDISI, in linea con quanto previsto dalla normativa vigente, è installata in tutti gli ambienti di lavoro la prescritta segnaletica finalizzata alla sicurezza dei lavoratori e alla prevenzione dai rischi. Esistono diverse forme geometriche e dimensioni dei cartelli, come riportato nelle pagine seguenti. L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 36 I cartelli di DIVIETO hanno una forma rotonda: DIVIETO GENERICO VIETATO FUMARE VIETATO USARE FIAMME LIBERE DIVIETO DI SPEGNERE CON ACQUA ACQUA NON POTABILE DIVIETO DI ACCESSO ALLE PERSONE NO AUTORIZZATE I cartelli di AVVERIMENTO hanno forma triangolare: PERICOLO GENERICO PERICOLO RADIAZIONI SOSTANZE CORROSIVE L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 37 I cartelli di PRESCRIZIONE hanno una forma rotonda: PROTEZIONE OBBLIGATORIA DEGLI OCCHI OBBLIGO USARE GUANTI PROTETTIVI OBBLIGO USARE INDUMENTI PROTETTIVI Ecco alcuni esempi di cartelli di SALVATAGGIO che hanno forma rettangolare o quadrata: PERCORSO / USCITA DI EMERGENZA L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 38 Anche i cartelli di SOCCORSO o ANTINCENDIO hanno forma rettangolare o quadrata: PRONTO SOCORSO IDRANTE BARELLA ESTINTORE LAVAGGIO OCCHI PULSANTE DI EMERGENZA IDRANTE SOPRASSUOLO Con cartelli di questo tipo si segnalano od evidenziano gli OSTACOLI L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 39 Un segnale luminoso può essere illuminato dall’interno o dal retro ed ha caratteristiche di forma, colori e pittogrammi simili a quello dei cartelli semplici. Un segnale acustico è emesso e diffuso da un apposito dispositivo, senza impiego di voce umana o sintesi vocale. SIRENA DI ALLARME Una comunicazione verbale impiega la voce umana o una sintesi vocale. Un segnale gestuale consiste in un movimento o in una particolare posizione delle braccia o delle mani per guidare persone che effettuano manovre. Si suddividono in: Esempio di A – Gesti generali A – Gesti generali B – Movimenti verticali C – Movimenti orizzontali D – Pericolo L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 40 Osservate con attenzione ogni segnale o cartello all’interno della zona di lavoro, non sono mai messi a caso e vanno rispettati anche quando vi sembrano troppo limitativi. Rispettare la segnaletica ti aiuta a …sopravvivere! L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 41 Bibliografia - D.Lgs. 81/08 e s.m.i. - ISPESL – Università di Messina: Tutela della salute e sicurezza del lavoro - ISPESL: Fogli di informazione – “La segnaletica di sicurezza” L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 42 NOTE L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 43 NOTE L’Informazione sulla sicurezza per il Personale del Centro Ricerche ENEA di Brindisi 44