LEGGIAMO INSIEME. Schede di lavoro per la lettura attiva
Kamu dei lupi, di Alberto Melis, Il Battello a Vapore, serie Arancio
DI CHI SI PARLA?
Il documento contiene citazioni dal testo riferite ai
personaggi più significativi ed è uno sviluppo dell’attività analoga presentata nell’opuscolo Leggiamo
insieme.
Per comodità dell’insegnante le abbiamo raggruppate
per personaggio (ma i bambini non dovranno vederne
il nome!) e abbiamo riportato il numero di pagina,
che sarà utile se si lascia ai bambini la possibilità di
consultare il testo come controllo.
L’attività può essere svolta in diversi modi: ecco alcune possibilità.
Appendere nell’aula dei fogli con il nome dei personaggi, ed eventualmente il disegno, fotocopiando e
ritagliando le immagini dell’opuscolo.
In alternativa, distribuire nell’aula delle scatole con
il nome dei personaggi; o ancora, attribuire a un
bambino il ruolo di un personaggio.
Quindi distribuire ai bambini i foglietti con le citazioni. Ogni bambino dovrà scoprire di chi si parla e
collocare il foglietto rispettivamente sul foglio o nella
scatola corrispondente o consegnarlo al bambinopersonaggio. Alla fine, si leggeranno insieme tutti
i testi per scoprire eventuali errori di attribuzione.
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Varianti a squadre. Suddividere gli alunni in squadre
(due o più) distribuendo a ogni squadra una copia
di tutti i foglietti. Individuato il personaggio di cui
si parla, i bambini ne scriveranno il nome sul retro.
Alla fine si verificheranno insieme le risposte. Vince
la squadra che ha fatto meno errori.
Oppure, definite le squadre (due o più), ogni squadra
a turno pesca un foglietto con la citazione e ha un
tempo stabilito per indovinare il personaggio. Uno
o più alunni in funzione di “notaio” controllano che
l’attribuzione sia corretta (con l’aiuto del numero di
pagina) e attribuiscono un punto alla squadra per
ogni risposta esatta e nel tempo stabilito.
Vi parlo di… Distribuire a ogni alunno una o più citazioni che riguardano un solo personaggio, utilizzando
a questo scopo eventualmente anche le citazioni di
“Chi l’ha detto?”.
Appesi nell’aula dei fogli con il nome dei personaggi,
come suggerito sopra, ogni alunno dovrà recarsi nel
punto corrispondente al personaggio a cui si riferiscono le proprie citazioni. Si formeranno così diverse
squadre, una per ogni personaggio (l’insegnante può
anche limitarsi a selezionare i personaggi principali).
Ogni squadra avrà poi il compito di presentare alla
classe il proprio personaggio, descrivendone le caratteristiche (aspetto, carattere, ecc.) con parole proprie.
L’insegnante può decidere se far creare una presentazione solo orale, oppure far scrivere un testo collettivo
accompagnato eventualmente da un ritratto disegnato.
Caccia al testo. Suddividere i bambini in piccole
squadre e affidare a ogni gruppo un certo numero
di foglietti (3-4), da cui sarà stato tolto il numero
di pagina, e una copia del libro. Il compito consiste
nell’individuare il punto in cui si trova la citazione
e scrivere il numero di pagina. Vince il gruppo che
impiega il minor tempo.
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Kamu dei lupi, di Alberto Melis, Il Battello a Vapore, serie Arancio
DI CHI SI PARLA?
RAMA
(pag. 12)
(pag. 266)
... un ragazzo mezzosangue che aveva il lato
sinistro del viso attraversato da lunghe e
profonde cicatrici e che tutti chiamavano “il
Fortunato”, perché era sopravvissuto all’attacco di una pantera.
... si slanciò sulla tigre stringendo il pugnale
di ossidiana avuto in dono da Corat e la colpì
al collo, imitato dai compagni che le diedero
addosso con lance e zagaglie, fino a quando
non mollò la presa su Krisia.
CUBRO
(pag. 24)
(pag. 179)
... scoccò la sua freccia, che si conficcò nel
petto del Vecchio Padre, proprio all’altezza
del cuore.
... non aveva veri amici neppure tra gli hava, anche se molti fingevano di rispettarlo,
perché era il nipote del capo del villaggio...
... capì che la sete di vendetta che lo tormentava lo aveva spinto a commettere un
errore irreparabile. E che da quel momento
il suo unico destino sarebbe stato quello di
uno schiavo.
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(pag. 184)
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Kamu dei lupi, di Alberto Melis, Il Battello a Vapore, serie Arancio
DI CHI SI PARLA?
OXI
(pag. 15-16)
(pag. 83)
L’anziano cacciatore aveva fronteggiato il
ragazzo incrociando le braccia sul petto,
mentre i primi raggi del sole illuminavano
i tratti del suo volto, che si erano induriti e
sembravano scolpiti nella pietra.
... sosteneva che un buon cacciatore doveva
essere capace di fronteggiare senza battere
ciglio anche l’avversario più aggressivo e
pericoloso.
(pag. 100)
(pag. 140-141)
... non aveva voluto che i due ragazzi lo aiutassero a sfilarsi la tunica per dare un’occhiata alla ferita, e aveva invece chiesto loro
di occuparsi degli altri.
... aveva gli occhi chiusi e i muscoli del viso
distesi, come se dormisse e sognasse, ma
il suo cuore doveva aver cessato di battere
già da un po’, forse a causa del sangue perso
dalla ferita che aveva sulla spalla.
(pag. 142)
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... era riuscito a far allontanare dal villaggio
in fiamme un gran numero di bambini e ragazzi, convincendoli ad affrontare la lunga
marcia fino all’altopiano...
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DI CHI SI PARLA?
CORAT
(pag. 21)
(pag. 34)
... era lo sciamano del villaggio, che aveva
adottato Kamu dopo la morte dei suoi genitori, avvenuta molto tempo prima.
... aveva lunghi capelli bianchi tenuti stretti
sulla nuca da una cordicella intessuta con
erbe di fiume...
(pag. 35)
(pag. 61)
... era l’uomo più anziano di Acqua che Ride, più anziano anche di Chaka, il nonno di
Cubro.
... tirò fuori il rotolo di pelle in cui custodiva
i due pugnali con le lame di ossidiana e ne
diede uno a Kamu e uno a Rama.
(pag. 306)
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... una volta, aveva fatto vedere al suo figlio
adottivo dei tatuaggi che nascondeva sotto
le piante dei piedi: uno scorpione e una testa di serpente su quella destra, la saetta
zigzagante di un fulmine sulla sinistra.
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DI CHI SI PARLA?
I MATA BRUXO
(pag. 30)
(pag. 38)
Una tribù nomade e guerriera che non aveva
ancora scoperto la magia del frumento e si
riparava dentro le grotte o sotto grandi tende
di pelli d’alce e d’orso bruno...
... costruiscono le loro armi usando l’ossidiana.
(pag. 38)
(pag. 102)
... avevano di nuovo oltrepassato le montagne. E forse avevano già attaccato i villaggi
costruiti nella conca rocciosa e sulla sponda
del lago.
... indossavano pesanti pelli di orso bruno e
avevano i volti barbuti dipinti di rosso...
(pag. 104)
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... erano così numerosi, così spietati e così
abili nell’usare le loro armi di ossidiana, che
in pochissimo tempo nessun difensore aveva
trovato scampo.
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DI CHI SI PARLA?
(pag. 49)
(pag. 51)
... aveva una spiga vermiglia tatuata sulla
fronte.
... una ragazza hava dai lunghi capelli corvini
e gli occhi dello stesso colore del muschio
che cresceva sulle cortecce degli alberi.
(pag. 52)
(pag. 55)
... stringeva tra le mani un cucciolo di lupo
bianco che doveva avere solo pochi giorni
di vita.
Il giorno della semina del frumento, ..., con
indosso una tunica adornata con decine e
decine di variopinte penne di uccello, avrebbe deposto una zolla di terra e una ciotola
d’acqua ai piedi di una statuetta della Dea
Madre.
(pag. 222)
(pag. 304)
... ancora una volta ebbe l’impressione che
qualcosa dentro Kamu fosse cambiato.
... si recise una ciocca di capelli, l’avvolse in
un lembo di pelle e mise il lembo sotto una
pietra, facendo in modo che sporgesse un po’.
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SIRA
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KAMU
(pag. 73)
(pag. 91)
Continuava a domandarsi per quale motivo
Corat gli avesse affidato il suo frugaxia e la
mappa che indicava come arrivare alla Valle
dei Sogni Perduti.
... quando aveva sfiorato con la punta delle
dita il frugaxia di Corat, si era reso conto
che la piccola pietra ovale scottava, come
se fosse stata lasciata sul fuoco.
(pag. 106)
(pag. 125)
Ora sapeva perché, poco prima che Cubro
gli rubasse la vita, aveva sentito il battito
del cuore del Vecchio Padre. E anche quale
fosse il destino che gli era stato assegnato.
Osservò per qualche istante il palmo della
propria mano. Quindi lo mostrò a tutti: la
pelle era arrossata, ma non vi era alcuna
traccia di bruciature!
(pag. 177)
(pag. 190)
... aveva mostrato ai suoi compagni la tavola
d’argilla ricevuta in dono dal padre adottivo,
spiegando che si trattava di una mappa che
indicava il percorso per giungere alla meta
del loro viaggio.
Praticò due profonde incisioni attorno ai
fori lasciati dalle zanne ricurve del madralo e aspettò pazientemente che il sangue,
sgorgando dalle ferite, espellesse più veleno
possibile.
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DI CHI SI PARLA?
(pag. 241)
(pag. 242)
... si era limitato a rispondere che Oxi gliene
aveva parlato e l’aveva chiamata Fango che
Brucia, e che sarebbe stata utile per difendersi dalle tigri dai denti a coltello.
... in quel momento gli era sembrato che
un medesimo respiro accomunasse il suo
spirito a quello del lupo, come se nelle vene
di entrambi scorresse lo stesso sangue.
(pag. 246)
(pag. 264-265)
Il grande peso che continuava ad avvertire
sul cuore gli faceva temere che prima di
uscire dal deserto qualcun altro dei suoi
compagni avrebbe raggiunto le terre dove
riposano gli spiriti: e... non avrebbe potuto
sopportare che quel qualcuno fosse Sira.
L’arma gli sfuggì di mano e finì disteso a
terra. E subito dopo vide stagliarsi contro
il suo viso le enormi zanne già macchiate
di sangue.
(pag. 313)
(pag. 323)
L’unica paura che non riusciva a dominare,
che gli stringeva il cuore in una morsa e gli
mozzava il respiro, era quella di non rivedere
più Sira.
Il volto assottigliato dalle privazioni, le gambe magrissime e gli occhi cerchiati da occhiaie profonde, aveva la tunica stracciata
in più punti e una pelle di tigre addossata
sulle spalle.
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KAMU
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DI CHI SI PARLA?
KRISIA
(pag. 89)
(pag. 173)
... sollevò il muso verso l’alto, emettendo
un vibrante ululato che riecheggiò a lungo
nella radura. Poi, avanzando con brevi scatti
e mostrando le zanne, costrinse i due ragazzi
a retrocedere dentro la gola.
... si avvicinò e strusciò il muso sulle sue
gambe. Poi si accucciò ai suoi piedi e lasciò
che lei lo stringesse a sé, affondando il viso
rigato di lacrime nel suo pelo candido.
(pag. 265)
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... aveva superato con un balzo la barriera
di fuoco che cingeva l’avvallamento. E dopo
aver distolto l’attenzione della tigre da Kamu,
ingaggiò con lei un furibondo scontro.
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CHI L’HA DETTO?
Dialoghi
Formate gruppetti di 4-5 alunni e distribuite a ciascun
gruppo alcune frasi, riferite a personaggi diversi.
I bambini dovranno non solo individuare il personaggio che ha pronunciato ogni frase ma anche la
circostanza e l’interlocutore, immaginando anche la
risposta o la reazione degli interlocutori.
Quindi metteranno in scena per i compagni la recitazione di un piccolo dialogo a due o più voci, in
cui un bambino pronuncia la frase assegnata e un
compagno (o più, secondo le situazioni) recita una
risposta o mima una reazione.
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Il documento contiene frasi pronunciate dai personaggi principali, da impiegare per attività analoghe a
quelle descritte in “Di chi si parla?”, eventualmente
utilizzando anche le due tipologie di materiali insieme per la medesima attività (se si ha la possibilità
di stampare le frasi su carta di colore diverso sarà
facile distinguere le due tipologie).
Anche i dialoghi aiutano a caratterizzare i personaggi
mettendone in luce personalità e ruolo. Inoltre, sono
uno stimolo a rievocare e rielaborare la storia. In
aggiunta alle attività già descritte, ecco una proposta
che invita alla rielaborazione, in forma quasi teatrale.
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CHI L’HA DETTO?
CORAT
(pag. 59)
(pag. 62)
– Devi allontanarti subito da Acqua che Ride!
Ho preparato ciò che ti servirà per il viaggio.
E Rama ti accompagnerà.
– Da questo momento, ovunque il destino
guiderà i tuoi passi, non potrai più contare
sui miei consigli. Ma non dimenticare tutto
ciò che ti ho insegnato, figlio mio.
(pag. 68-69)
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– ... solo a pochissime persone può capitare di sentire il battito del cuore di un cervo
gigante. E che a quella persona, prima di
morire, il Vecchio Padre lascia in dono la sua
forza e la sua saggezza, perché il destino lo
porrà di fronte a delle prove straordinariamente difficili…
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CHI L’HA DETTO?
(pag. 10)
(pag. 181)
– Io posso fare tutto quello che voglio.
– È inutile che proseguiate da quella parte.
I fuggitivi che state inseguendo hanno fatto
precipitare l’unico passaggio praticabile, un
cordolo di roccia sporgente, in un profondo
dirupo.
(pag. 183)
(pag. 231-232)
– Non sono più i miei compagni. E se ho
deciso di unirmi a voi, ho i miei motivi.
– Tutti ora credono che sia stato per causa mia, perché ho rubato la vita al Vecchio
Padre, che la sfortuna si è abbattuta sulla
nostra tribù, e che voi avete distrutto il nostro villaggio.
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CUBRO
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CHI L’HA DETTO?
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KAMU
(pag. 138)
(pag. 145)
– Credo di non possedere nessuno dei poteri
di Corat. Ma è come se il suo spirito vegliasse
su di me, attraverso il frugaxia che mi ha
lasciato in dono.
– Prima di riprendere il cammino ciascuno
di noi, nessuno escluso, dovrà possedere
almeno un’arma.
(pag. 192)
(pag. 193)
– Si chiamano macule. E contrariamente
alle comuni vespe, di giorno si rifugiano nei
loro nidi e dormono, a meno che qualcuno
non le disturbi.
– Lo so che siete stanchi. E vi prometto che,
non appena sarà possibile, faremo una sosta.
Ma ora dobbiamo proseguire.
(pag. 209)
(pag. 274)
– Intendo dire che da qualche parte, in questo
deserto, vive una colonia di tigri dai denti a
coltello!
– Io, però, non verrò con voi. E a condurvi
fuori dal deserto saranno Rama e Mirsado.
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CHI L’HA DETTO?
(pag. 96-97)
(pag. 221)
– Volevo solo dirti che se tu non fossi andato via in quel modo dalla caverna, avresti
saputo che io non avrei mai potuto credere
alle parole di Cubro.
– Guarda. La madre stava cucendo una nuova
tunica per uno dei figli.
(pag. 224)
(pag. 256)
– Che ti succede, Kamu? Non ti ho mai sentito
parlare così. E se anche tu cederai ai dubbi
e allo sconforto…
– Sì! Sono dei chicchi di frumento! … Noi
siamo come queste piccole sementi. Se riusciremo a sopravvivere e a raggiungere la
Valle dei Sogni Perduti, avremo una terra
tutta nostra dove mettere radici e diventare
grandi, uomini e donne forti come lo erano
i nostri genitori.
(pag. 266)
(pag. 338)
– È morto per impedire che la tigre ti rubasse
la vita, come nel tuo sogno, vero?
– Sì. Abbiamo raggiunto la Valle dei Sogni
Perduti tre giorni fa. E se ci siamo riusciti
lo dobbiamo a te.
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SIRA
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CHI L’HA DETTO?
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RAMA
(pag. 12-13)
(pag. 120)
– Posso usare le mie armi come e meglio di
chiunque altro – aveva ribattuto seccamente,
arricciando le labbra in una smorfia. – Anche
con un occhio solo.
– Perché a uccidere il cervo gigante è stato
lui! Io ero lì con Kamu. E l’abbiamo visto!
(pag. 321)
(pag. 335)
– Non dormire e non mangiare non farà
tornare Kamu prima. E neppure aspettarlo
ai piedi del monolito.
– Be’, era proprio ora che riaprissi gli occhi.
Cominciavo a credere che fossi andato in
letargo come un ghiro, Kamu dei lupi.
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CHI L’HA DETTO?
(pag. 15)
(pag. 16)
– I figli degli uomini non danno la caccia ai
Vecchi Padri da molto, molto tempo. Ne sono
rimasti pochissimi, ormai.
– Nessuno di voi oserà colpire un Vecchio Padre – aveva sentenziato con voce dura. – Non
fino a quando sarete sotto il mio comando.
(pag. 104)
(pag. 113)
– ... sono riuscito a farmi strada fino al sacro
recinto di pietre trascinandomi dietro Corat,
che era stato trafitto da una freccia al fianco
sinistro.
– Tu mi stai guardando come se avessi già
un piede nelle terre dove riposano gli spiriti!
(pag. 121)
(pag. 122)
– Dal momento in cui uscirete da questa
grotta e lotterete a ogni passo per la vostra
vita, non ci sarà più nessuna distinzione tra
hava e mezzosangue. Nessuna!
– Per sopravvivere ai pericoli che incontrerete sul vostro cammino dovrete essere uniti
come non lo siete mai stati. E tutti, nessuno
escluso, dovrete obbedire alla vostra guida.
(pag. 122)
– Per scoprire chi di voi due mente ci rimane
una sola cosa da fare. Affidarci al Giudizio
del Fuoco e al volere della Dea Madre!
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OXI
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