A
STA M P
“Concepisco
la democrazia
soprattutto come libertà
di opposizione
e non come governo
di maggioranza”
Anno XIX - dicembre 2010 - n. 12 - Bimestrale di cultura - politica - attualità
www.ilgrupporoncafort.it
M
i piacerebbe cadesse la neve
a Natale, non tanto per un’immagine stereotipata di questo
giorno, ma per la calma che
riesce ad infondere negli animi. Quando la
neve fiocca, se non si deve correre al lavoro, è veramente un giorno di festa!
Avete mai ascoltato attentamente il “silenzio” della neve con i suoi rumori così
ovattati? Avete mai notato come, dovendo
rallentare ogni cosa, ci si riappropri di ritmi
“umani”? Avete mai notato come andando
in cortile a spalare o a giocare a palle di neve come i bambini si abbia la possibilità di
parlare e “stare assieme” agli altri? Anche
stare in casa sembra più bello, forse per un
maggior senso di “protezione e calore” che
in quel momento le mura domestiche ci
offrono. Cose semplici, banali che ci fanno
tornare ad una dimensione più umana ma
che scompaiono allo sciogliersi della neve.
Sì, credo proprio che in questa società, dove si continua a correre senza ben sapere
“dove”, abbiamo perso il senso del limite,
del tempo e dello spazio, percezioni che ci
aiuterebbero a rimanere “persone” con una
propria identità.
E in questo la mancanza della religione nella nostra vita quotidiana pesa notevolmente. La Chiesa dovrebbe recuperare il suo
ruolo di guida morale nella società, dovrebbe essere un punto di riferimento al quale
guardare ed appoggiarsi proprio per i valori
che Essa può trasmettere anche quando la
neve è sciolta. E qui, credo, arriva il punto
dolente: mi sembra che la Chiesa si sia ar-
NATALE...sotto la neve?
PIERO CALAMANDREI 1889 -1956
giurista, politico, docente, giornalista
roccata in sé stessa e non sappia “comunicare” con le persone sia per un linguaggio
non sempre facile sia per regole troppo
spesso forse anacronistiche, quasi che la
rigidità fosse confusa con “rigore morale”.
Anni fa ho fatto del volontariato in Brasile
presso una scuola nata grazie agli aiuti dei
trentini. Era ed è tutt’ora gestita da suor Iolanda, persona che spesso ha lottato con
i suoi superiori per far capire l’impossibilità di far seguire certe regole. Ricordo, ad
esempio, una donna schizofrenica, con già
tre figli che viveva con il marito in una casa
dove mancava anche la classica cisterna
per la raccolta dell’acqua piovana.
[continua in pagina 2]
L’INCENERITORE È NUDO
ssieme a questo numero di “A
Nord di Trento” distribuiamo
l’opuscolo “L’inceneritore è nudo”
che tratta degli intrecci societari
e finanziari legati alla operazione
inceneritore. Il lavoro indaga sulle
vere ragioni della
scelta della politica provinciale di
dotare il Trentino
di un inceneritore di rifiuti urbani e
non urbani, dimostrando che non
sono riconducibili alla necessità di
dare “soluzione” al problema rifiuti.
Viene chiarito che questa opera-
A
RIZZARDI
COLORI
zione regge solo se si considera il
cospicuo tributo in denaro dei contribuenti, sotto varie forme. Questa
“voce di bilancio”, opportunamente tralasciata nei conteggi ufficiali,
assume un ruolo
fondamentale nella remunerativa
attività industriale
dell’incenerimento dei rifiuti. Ciò è
rilevabile attraverso l’elaborazione
e la lettura del quadro economico e
finanziario dell’operazione-inceneritore, che accompagna questo nuovo contributo di Nimby trentino.
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a NORD di Trento e… in piazza a Gardolo | dicembre 2010 n. 12
2
L’Associazione Il Gruppo
ha pensato di proseguire
su questo giornale il dibattito
sulla fame nel mondo iniziato
nella serata già fatta sul tema
della globalizzazione.
Il DEBITO dei paesi poveri:
origini, cause, responsabilità
I PETRODOLLARI E
LE POLITICHE NEOLIBERISTE
SPIRALE DEL D
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[NATALE... SOTTO LA NEVE? - continua da pagina 1]
l debito dei paesi in via di sviluppo
(PVS) nasce negli anni ‘70 quando,
con l’aumento dei prezzi del petrolio,
i “petrodollari” incassati dai paesi arabi vennero offerti sul mercato finanziario
internazionale e fecero scendere i tassi di
interesse1. Indebitarsi divenne poco costoso e i paesi in via di sviluppo ne approfittarono per finanziare la creazione delle infrastrutture di cui necessitavano.
Per qualche anno le cose andarono bene,
ma alla seconda crisi petrolifera, che provocò un nuovo e più grave rialzo dell’inflazione in tutto il mondo, gli USA di Ronald
I
ANNA MUSSI
Reagan e la Gran Bretagna di Margareth
Thatcher risposero con politiche di stampo “neoliberista”, che provocarono cioè innalzamenti molto violenti dei tassi di interesse. E i paesi in via di sviluppo, indebitati,
si trovarono da un anno all’altro a passare
da tassi di interesse inferiori al 10% a tassi che potevano superare il 30%.
Inoltre gli USA desideravano aumentare il
valore del dollaro e raggiunsero l’obiettivo
con grande efficacia. Tra il 1979 e il 1980
il dollaro raddoppia il proprio valore rispetto al marco e alla sterlina. Rispetto alla lira passa da poco più di 600 a 2200 lire
e sale in modo ancora più acuto nei confronti delle monete del terzo mondo. Proprio quel fenomeno di apprezzamento di
una sola moneta rispetto a tutte le altre, unico nella storia dell’economia, ha reso insostenibile il debito dei paesi poveri.
SPIRALE DEL D
E
ITO
Facciamo un esempio con le lire italiane. Chi avesse acceso un prestito di 1000
dollari prima del 1978, equivalenti a circa 600.000 lire, doveva pagare per gli interessi ogni anno circa il 5%, vale a dire
50$, cioè 30.000 lire. Con l’esplosione dei
tassi di interesse si trovò fra il 1979 e il
1980 a pagare il 30% e cioè 300$, un terzo della somma ricevuta in prestito solo
per gli interessi. Ma, a causa dell’apprezzamento del dollaro, nel 1980 quei 300$
non valgono più 500 lire l’uno, ma 2200,
cioè ben 660.000 lire! A fronte di un prestito di 1000$ = 600.000 lire, ci si trova a dover pagare 660.000 lire di interessi annuali (più dell’intero capitale allora ricevuto in
prestito). Allo stesso modo i 1000$ di debito contratto non valgono più 600.000 lire,
ma 2.200.000, una cifra quattro volte più
pesante da restituire. Per i paesi del Sud
del mondo, che avevano valute più deboli,
l’apprezzamento del dollaro fu ancora più
anno
1978
1979
1980
cambio
Lire/$
600
600
2.200
debito
in $
1.000
1.000
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SPIRALE DEL D
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Buon Natale a tutti!
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r
e
p
consistente. Si immagini che cosa può aver significato questo fenomeno per i paesi poveri, che erano stati indotti a indebitarsi molto e che ebbero svalutazioni fortissime rispetto al dollaro. Peraltro, a fronte dell’aumento dei prezzi del petrolio, le
materie prime non petrolifere non subirono
variazioni di prezzo. Anzi, la recessione che
la crisi petrolifera generava spinse verso il
basso i prezzi delle materie prime, che costituivano in genere la parte principale delle esportazioni dei PVS. Si verificò così un
peggioramento delle ragioni di scambio
dei paesi debitori, che rese più grave il peso del debito e degli interessi. In sostanza
a fronte della stessa quantità di merce esportata-e cioè di lavoro- le entrate finanziarie erano inferiori.
debito
in Lire
600.000
600.000
2.200.000
PAOLO ROSÀ
sociologo docente UTEDT educazione alla mondialità
tasso
di interesse
5%
30%
30%
In Brasile nel 1964 il debito estero ammonta a 3 miliardi di
dollari. Nove anni dopo, in pieno regime militare, sale a 14
miliardi. Nel 1978 sfonda i 52 miliardi, e poi 72 nel 1980 e
115 nel 1989. Nel ‘94, all’inizio del primo mandato del presidente Fernando Henrique Cardoso, raggiunge i 146 miliardi.
Quattro anni dopo è a quota 235 miliardi. Il bello è che, soltanto tra il 1989 e il ‘97, il Brasile ha sborsato, a titolo di interessi e ammortamenti, 216 miliardi di dollari. Ossia: il paese
doveva 115 miliardi nell’89, ne ha già pagati 216, ma continua ad avere un debito di 235 miliardi. (Da Nigrìzia, 6-99)
interesse
interesse
annuale in $ annuale in L.
50
30.000
300
180.000
300
660.000
1. Si può considerare il tasso di interesse come il prezzo della moneta. Quando vi è molto denaro in circolazione le
banche, pur di prestarlo a interesse anziché tenerlo infruttuoso nelle proprie casse, abbassano i tassi. Quando scarseggia lo prestano al migliore offerente, che
per averlo è disposto a pagare tassi di
interesse anche molto elevati. In modo
analogo governi e banche centrali possono agire sui tassi di interesse (tramite
il tasso di sconto o i tassi sui titoli del debito pubblico) per aumentare o diminuire la quantità di moneta in circolazione)
“A NORD DI TRENTO”
Periodico bimestrale iscritto al Registro Stampa n. 1367 del Tribunale di Trento, in data 31.07.2008
PROPRIETÀ
Associazione culturale “IL GRUPPO” - Via Caproni 15, Roncafort (TN)
E-mail: [email protected] - Sito: www.ilgrupporoncafort.it
DIRETTORE RESPONSABILE Ugo Bosetti
REDAZIONE
c/o Anna Mussi (0461.420577)
RESP. PUBBLICITÀ
Gianni Angelini (0461.993046)
IN REDAZIONE
Renato Beber, Giorgio Boscolo, Maria Giovanna Conci, Franco Faes, Moreno
Marighetti, Alberto Mattedi, Anna Mussi, Luisa Nicolini, Alessandro Serra
TIRATURA/DIFFUSIONE
6000 copie
REALIZZAZIONE E STAMPA
litografica - Trento
SPIRALE DEL D
EB
ITO
Non c’erano soldi per le medicine ma,
anche se ci fossero stati, sarebbero sicuramente stati usati per acquistare cibo. E
così suor Iolanda aveva convinto quella
donna ad assumere anticoncezionali da
loro procurati. Vi sembra un peccato così
grave questo? Vi sembra così grave non far
nascere altri figli probabilmente malati e,
come tali, destinati ad essere, in una società povera, quasi sicuramente emarginati?
Vi sembra così grave non far nascere dei
figli ai quali non si riesce dar da mangiare?
Per la Chiesa sì anche se da poco il Papa
ha aperto un primo spiraglio nell’uso dei
preservativi. È sicuramente un primo passo
ma la strada è ancora molto lunga e credo
si debba percorrere nel minor tempo possibile proprio per cercare di recuperare il
terreno perduto!
Ma adesso basta con questi pensieri così
“impegnati” e cerchiamo di goderci questa
festa che tutti, chi bene e chi male, vive intensamente; e allora:
Trento in Via Brigata Acqui, 8/10 e
Via Chiocchetti, 44 - Loc. Centochiavi
a NORD di Trento e… in piazza a Gardolo | dicembre 2010 n. 12
3
Impariamo a suonare uno strumento
i chiamo Daniele Caracristi, ho
15 anni e faccio parte del Corpo Musicale ossia della “Banda” di Gardolo. Il mio avvicinamento alla musica è iniziato proprio grazie
a dei corsi organizzati dalla banda, la quale, avvalendosi di insegnanti preparati, proponeva e continua a proporre a tutte le persone interessate, la possibilità di imparare
a suonare uno strumento, dando così una
formazione che consente loro di far parte
del corpo musicale. Ho iniziato a suonare a
nove anni; il mio primo strumento è stato il
clarinetto per poi passare l’anno successivo al sassofono. Una bella possibilità che ti
offre la banda è quella di mettere a disposizione per ogni singolo allievo lo strumento ( in modo tale che se non si è convinti della scelta fatta si può facilmente cambiare ) senza dover sostenere la spesa per il
suo acquisto. Dallo scorso anno ho comin-
M
ciato a suonare con la banda, recentemente ricostituitasi sotto la
guida del Maestro Mauro Barbera,
con il quale ci troviamo per le prove il martedì sera dalle 20:30 alle 22:30. Siamo circa 35 bandisti
più o meno di tutte le età ed insieme cerchiamo di mettere il nostro
impegno e le nostre capacità principalmente al servizio della comunità e del sobborgo di Gardolo. Abbiamo infatti partecipato a diverse manifestazioni come: la commemorazione dei caduti e la cerimonia presso l’albero di maggio.
A giugno, invece, assieme ad altri tre corpi musicali, abbiamo partecipato alla festa
della musica tenutasi a Denno in Val di Non
per l’arrivo del nuovo parroco; infine a settembre abbiamo suonato assieme al coro
alpino di Gardolo a Palazzo Crivelli oltre a
PUM
nuova mobilità
per Trento nord
n un tempo nel quale a partire dal governo centrale per arrivare fino alla
nostra provincia e al comune di Trento, si stanno mettendo in atto politiche di contenimento e tagli della spesa
pubblica, di investimenti per infrastrutture e di lavori pubblici, cosa possono aspettarsi i cittadini?
I
Il sindaco Andreatta ha annunciato che
il prossimo bilancio del comune di Trento
soffrirà inevitabilmente di questa fase difficile: alcune opere pubbliche verranno congelate o subiranno spostamenti nei prossimi anni privilegiando gli impegni di spe-
sa verso i servizi e il sociale. Una scelta e
un orientamento politico chiari stante il fatto che sempre più la crisi sta mettendo in
difficoltà larghe fasce di popolazione. Anche l’ipotesi di riduzione delle indennità di
carica per sindaco, assessori, presidenti di
circoscrizione e consiglieri circoscrizionali è un segnale di sensibilità politica che va
riconosciuto.
Un bilancio quindi che scontenterà molti e non sarà in grado di corrispondere alle varie esigenze pervenute dalle circoscrizioni che da anni aspettano interventi anche “forti” per migliorare l’offerta di servizi e recuperare qualità urbana. Tra queste
numerose altre iniziative e concerti. Come
associazione quest’anno abbiamo prestato il nostro servizio, collaborando alla festa
dei portici “Tut Gardol en festa”, preparando degli ottimi STRAUBEN. Dallo scorso anno i corsi degli allievi sono stati affidati alla
c’è sicuramente la circoscrizione di Gardolo e le sue Frazioni. Da questo giornale abbiamo posto in più occasioni la necessità
che in questa “parte di città” venissero progressivamente sanate e ricucite le numerose ferite (alcune ancora sanguinanti) inferte
a questo territorio a partire dagli anni ’70.
Una delle questioni più importanti è mettere ordine alla viabilità, di decongestionare
alcune direttrici di traffico che stanno procurando disagio alla popolazione.
Il consiglio comunale di Trento ha recentemente discusso e approvato il Piano Urbano della Mobilità. Una lunga e controversa
discussione che ha fatto il punto sulla situazione attuale e ha pianificato alcuni interventi per “governare” la mobilità dei cittadini e soprattutto offrire loro una molteplicità di opportunità per muoversi da e per la
città. Non abbiamo in questa sede lo spazio per illustrare tutte le proposte contenute
nel documento finale. Ci limitiamo a riassumere quali saranno nel breve e lungo periodo gli interventi sulla circoscrizione di Gardolo. Si parte da un concetto e da una filosofia condivisibili: la multimodalità cioè limitare il più possibile l’utilizzo della macchina (si stima che in città siano circa 103
mila le macchine che girano ogni giorno)
spostare il traffico lontano dalle aree abitate a favore di una mobilità fatta con i mezzi pubblici, bicicletta o a piedi. Si parte dal
declassamento di via Brennero con la conseguente trasformazione di quella strada in
un’ asse urbano attrezzato con la presenza di attraversamenti pedonali protetti e pista ciclabile lungo il suo sviluppo longitudinale. Questa soluzione garantirebbe una
maggiore permeabilità tra le zone est e ovest della circoscrizione oggi divise dalla
barriera stradale; l’interramento di via Bolzano da Canova a via Soprasasso; una nuova viabilità per Gardolo-Canova in relazione
anche alla futura urbanizzazione della C3;
la predisposizione di una ZTL su piazza Libertà e parte di via S. Anna; l’attuazione di
un parcheggio pertinenziale per i residenti
di piazza Libertà; la predisposizione di parcheggi di interscambio in prossimità della
Scuola musicale C. Eccher di Cles:
nonostante la mia preoccupazione
di cambiare insegnante, devo dire
che con questo nuovo maestro mi
trovo veramente bene! Sono insegnanti molto preparati e mi hanno dato una grande carica di entusiasmo! A tutti i ragazzi portati
per la musica e anche a quelli che
pensano di non essere in grado di
suonare, consiglio di frequentare
i corsi organizzati dalla banda in
collaborazione con la Scuola musicale. Ho
cominciato con poca convinzione, spinto
soprattutto dai miei genitori ma poi ho scoperto che suonare… mi piace moltissimo!!!
DANIEL CARACRISTI
Bermax, a Spini e Canova questo in relazione anche all’ipotesi di costruzione di una linea di trasporto leggero tra Trento nord
e la zona del nuovo ospedale; e infine quella che viene considerata la più grande rotatoria della provincia di Trento.
Un intervento finalizzato a rendere più fluido il traffico all’incrocio per Meano e, cento metri più avanti, Spini con l’eliminazione
dell’impianto semaforico e la realizzazione
di due sottopassi ciclopedonali. Il progetto
esecutivo verrà approvato entro il 2010 e
nel 2013 inizieranno i lavori che dureranno due anni per un costo di € 6.700.000.
Come si diceva un’opera importante in particolare per chi scende da Meano e vuole
andare in città o verso l’abitato di Gardolo. Ma è un opera per ora monca nel senso che (come si vede nella cartografia accanto) non è ancora risolto il problema
dell’accesso alla zona industriale e al casello dell’A22.
Questa scelta è subordinata al fatto che
tecnici e Amministrazione comunale non
hanno ancora definito tracciato e tipologia
di trasporto su rotaia che dovrebbe collegare la zona nord e la città.
Quindi non è ancora chiaro se il tracciato
della ferrovia leggera verrà interrato (nel
qual caso la strada passerà sopra) oppure
rimarrà a cielo aperto. In questo caso dovrà essere costruito un sottopasso. Ci sono richieste di correttivi come ad esempio
la costruzione di un marciapiede sul tratto
di via Crosare che parta dalla rotatoria e arrivi fino a quello esistente. Per non restringere ulteriormente la carreggiata si potrebbe fare “a sbalzo” sopra l’alveo del Rio Carpenedi, senza coprirlo come recentemente
proposto da qualche consigliere della circoscrizione.
Come si vede sono una serie di interventi
di piccole e grandi dimensioni che se portati a termine dovrebbero migliorare sensibilmente non solo la mobilità ma anche il livello di inquinamento che quotidianamente viene riversato su questa parte di città.
ERREBI
a NORD di Trento e… in piazza a Gardolo | dicembre 2010 n. 12
4
Il CORO in Germania
l Coro Alpino Trentino di Gardolo prosegue con lusinghieri successi la propria
attività canora all’estero.
Sabato 30 e domenica 31 ottobre la compagine corale è stata a Monaco di Baviera dove ha
tenuto due emozionanti concerti.
L’associazione Kultur in Hadern,
il Lions Club München-Mediterraneo e l’associazione DeutschItalienische Gesellschaft di Germering hanno preparato una serata dedicata al Trentino, alle sue
tradizioni canore ed anche ai suoi
prodotti tipici. Oltre trecento per-
I
sone hanno riempito la sala in Wohnstift
Augustinum di Monaco. La brillante presentazione dell’ingegner Bruno Diazzi, romagnolo d’origine ma da molti hanni residente a Monaco, ha condotto idealmente gli spettatori fra le nostre montagne, tra
le storie semplici e genuine della nostra
gente, rendendo ancora più affascinanti i
brani proposti dal coro. Le allegre melodie
della Villanella, del Cacciatore e la bella di
Montebel e la delicatezza di altri brani come La pastora, Era Sera la Negritella, Rifugio Bianco e le emozionati note del Signore delle cime e del Testamento del capitano hanno entusiasmato gli spettatori. Erano
presenti anche alcuni amici del Deutsche
Alpen Verein di Altdorf di Norimberga, da oltre 30 anni gemellati con il coro, cosi come alcuni altri amici di Neufahrn, cittadina nelle vicinanze di Monaco, gemellata
con Gardolo. Al termine del concerto, i co-
L’ASSESSORE
risti e, in particolare il maestro Franco Tomasi, hanno ricevuto un lungo ed entusiastico applauso. Il giorno successivo il coro
ha visitato il centro del capoluogo bavarese
mentre, nel pomeriggio, ha tenuto un secondo concerto ad Ottobrunn (borgata alla periferia della città) su invito del coro locale e del circolo Trentini nel mondo di Monaco. È stata un’esperienza davvero emozionante che ha permesso di incontrare alcuni conterranei, da anni residenti in Germania. I brani presentati, i classici del repertorio dei nostri canti popolari, sono stati
oltremodo apprezzati dal pubblico tedesco
e trentino, così come il simpatico incontro
conviviale proposto a conclusione della trasferta del Coro. Al concerto ha assistito anche un gruppo di ragazzi dai 18 ai 25 anni
della zona di Vigolo Vattaro, in viaggio studio per conoscere le realtà delle comunità
degli emigranti trentini. Il coro li ha coinvolti nel canto in occasione dell’immancabile “La Montanara” assieme ad alcuni elementi del coro di Ottobrunn.
La trasferta del Coro Alpino Trentino di Gardolo ha, dunque, permesso a tutti i partecipanti di incontrare vecchi e nuovi amici gettando le basi per ulteririori
contatti futuri.
Spettabile Redazione,
RISPONDE
in merito all’intervista apparsa nel numero di ottobre della vostra rivista e più
specificatamente nella risposta in cui si
accenna alla mancanza di un asilo nido a Roncafort, teniamo a precisare che
nel sobborgo sono presenti:
un asilo nido part – time (in via Caproni 36) con 32 posti disponibili più uno spazio gioco per 25 posti; la scuola
d’infanzia “Margit Levinson” (in via Asilo 8) con 76 posti disponibili; è, infine, in costruzione un nuovo asilo nido
da 54 posti che sarà operativo da settembre 2011. Oltre a ciò faccio presente che è in fase di appalto la realizzazione di un complesso ITEA che comprenderà, oltre agli alloggi, un centro civico a disposizione della comunità con
spazi commerciali al piano terra e sale pubbliche ai piani superiori, una piazza e un parco pubblico. Tutto ciò non a
scopo polemico, bensì per sottolineare
l’attenzione che l’Amministrazione comunale ha per le tematiche legate alla prima infanzia ed alla situazione delle donne-madri che lavorano. Attenzione che riguarda tutta la città, ma che a
Roncafort – dati alla mano – è più che
mai alta. Complimenti per un periodico che – costruttivamente – fa parlare
gli abitanti… a nord di Trento appunto.
Con i più cordiali auguri di buon lavoro.
PAOLO CASTELLI
Assessore all’Istruzione e Sport
TIZIANO MATTEDI
EDIZIONI ERICKSON: nuova bella realtà di Gardolo
Gard
dolo
a aprile sul territorio di Gardolo (area Pioppeto Nones) è presente una nuova realtà della quale essere
orgogliosi: Edizioni Erickson.
Fondata 25 anni fa da Dario Ianes e Fabio
Folgheraiter, questa azienda da 4 dipendenti
nel 1989 è arrivata a contarne oggi 80!
Questa forte espansione è dovuta, come sottolinea Giorgio Dossi, presidente della Erickson, dall’aver scelto un settore specifico:
educazione, didattica, psicologia, lavoro sociale con un focus particolare all’integrazione delle persone disabili ed al sostegno dei
soggetti con difficoltà di apprendimento, temi sui quali si è sviluppata una vasta produzione di libri, riviste, software didattici e servizi on line. In effetti oltre ai classici libri, Erickson offre corsi di formazione on-line per
insegnanti e laboratori interattivi per le classi
dalla scuola dell’infanzia alle medie, ed altri
D
per educatori, genitori, in-segnanti. Fra i primi sotto-lineiamo quelli che inten-dono accompagnare i picccoli alla scoperta dei cinnque sensi oppure delle emoozioni, mentre un altro propoone “Google earth per la didattica”. I laboratori per adululti ed educatori affrontano temi quali il bul
bullismo, la sicurezza nell’uso di internet o la
capacità di riconoscere e gestire le emozioni dei bambini e ragazzi. Per gli insegnanti, che nella realtà scolastica d’oggi devono sempre più spesso convivere con la tecnologia vista la presenza in aula di lavagne
(Lim) e registri elettronici, Erickson dedica una nuova collana dedicata all’insegnamento
con le Lim proprio per rafforzare le competenze dei docenti nell’uso di questi strumen-
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ti e rendere
rend quindi più coinvolgenti e utili le
lezioni con gli studenti. Il segreto di questo
successo sembra proprio, insomma, quello di aver coniugato il lavoro degli studiosi
e degli specialisti più importanti nel mondo
con le esigenze divulgative; questa scelta editoriale ha permesso una forte espansione
non solo in Italia ma anche all’estero come
in Brasile, Germania, Polonia… Altra “chicca” di questa azienda sono i convegni internazionali che, ad anni alterni, vengono orga-
nizzati a Rimini e Riva del Garda. Gli ultimi,
terminati pochi giorni fa proprio a Riva, inerenti uno “La Qualità del Welfare” con il tema de “LA TUTELA DEI MINORI” in tutti i suoi
aspetti: educatori,comunità,famiglie in gruppo, politiche per minori, rieducazione, l’altro
“AUTISMI. DAI BAMBINI AGLI ADULTI. DALLA
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a NORD di Trento e… in piazza a Gardolo | dicembre 2010 n. 12
5
L’ORTO... e anche le verze
l’11 novembre e, come in ogni estate
di San Martino che si rispetti, la temperatura è davvero piacevole, con un
bel sole che si impone dopo diversi
giorni di pioggia. Stranamente, solo una persona si aggira negli orti dei pensionati di Gardolo, nonostante il clima inviti ad uscire. L’arcano, però, è presto svelato: il signor Elio, tutto preso a sistemare l’attrezzatura in prossimità del suo appezzamento, mi informa che
presso il circolo Anziani e Pensionati di Gardolo “Il Caminetto” si sta svolgendo l’annuale castagnata e pertanto i soci hanno disertato l’appuntamento quasi quotidiano con le loro coltivazioni. Ormai la stagione del raccolto
è quasi conclusa: sulla terra rimangono soltanto verze, finocchi, porri, cavoli cappucci.
Le verdure più sensibili al freddo, infatti, sono
già state raccolte oppure accuratamente coperte con serre o tunnel artigianali. Il signor
Elio mi mostra con orgoglio gli ultimi cespi di
indivia, ben protetti da un tettuccio di nylon,
e mi dà alcune informazioni sul regolamento degli orti. Tutta l’area è di proprietà del Co-
È
CAROTE, UOVA E CAFFÈ
U
na carota, un uovo e una tazza di caffè... Quest’ultima non sarà mai più per
te quello che è sempre stata. Una giovane ragazza venne dalla madre per lamentarsi di come la vita fosse così dura per lei. Non sapeva più come cavarsela e aveva tanta voglia di piantare tutto; era stanca di combattere con le vicende della vita. Sembrava che, appena un problema era risolto, un altro ne sorgesse
a complicare le cose. La madre la portò in cucina. Riempì tre tegamini di acqua e li
depose sul gas a fuoco alto. Presto l’acqua cominciò a bollire. Nel primo mise una
carota, nel secondo un uovo, e nel terzo una manciata di chicchi di caffè macinati. Li
lasciò bollire per un certo tempo senza dire niente. Dopo circa venti minuti spense
il fuoco. Tirò fuori la carota e la depose su un piattino. Così fece anche con l’uovo, e
versò il caffè, filtrandolo, in una tazza. Rivolgendosi poi alla figlia, le chiese: “Dimmi
cosa vedi.” “Una carota, un uovo e del caffè”, rispose la figlia. La madre le disse di
avvicinarsi e di toccare la carota. Lo fece e notò che era soffice. Poi la madre le disse
di prendere in mano l’uovo e di romperlo. Dopo averlo tolto il guscio, notò l’uovo indurito dalla bollitura. Poi la madre disse alla figlia di sorseggiare il caffè. La ragazza
cominciò a sorridere al contatto con il ricco aroma del liquido che beveva. Poi, chiese
alla madre: “Che cosa significa tutto questo?” La madre le spiegò che ognuna delle
tre cose aveva dovuto far fronte alla stessa avversità: l’acqua bollente. E ognuna di
esse aveva reagito in modo diverso. La carota era entrata nell’acqua forte e dura....
Ma dopo aver lottato con l’acqua bollente, si era rammollita e indebolita. L’uovo era
entrato nell’acqua fragile. Il guscio sottile proteggeva il suo interno liquido, ma dopo
aver lottato con l’acqua bollente si era indurito. Il caffè macinato, invece, si era comportato in modo del tutto unico. Dopo essere stato gettato nell’acqua bollente, esso
aveva agito sull’acqua e l’aveva trasformata! “Con quale di questi tre ti identifichi?”,
chiese la madre alla figlia. “Quando l’avversità bussa alla tua porta, come rispondi?
Ti comporti come la carota, come l’uovo o come i grani di caffè macinati? Chiediti sempre “a quale di questi tre rassomiglio”? Sono come la carota che sembra forte e dura, poi a causa della sofferenza e dell’avversità divento soffice e rammollita e
perdo la mia forza? Sono come l’uovo che all’inizio ha un cuore tenero e malleabile, ma cambia con il calore? Avevo un buon carattere e un’indole serena, poi a causa di una sofferenza causata dalla morte di una persona cara o da una depressione,
una transazione finanziaria andata male o qualche altra prova, sono diventato indurito e gelido? Forse il mio guscio sembra sempre lo stesso, ma all’interno mi sento
amareggiato e indurito, con uno spirito arido e un cuore duro? Oppure, sono come il
caffè macinato? Se guardi bene, esso cambia l’acqua, cioè proprio quelle circostanze che gli procurano sofferenza. Quando l’acqua si scalda, il caffè comincia a emanare il suo aroma e la sua fragranza. Se sei come il caffè, quando le cose cominceranno ad andarti male, tu diventerai migliore e cambierai la situazione che ti concerne. Quando ti senti male, e le prove della vita sembrano essere enormi, cerchi di elevarti ad un altro livello? Come ti comporti nelle avversità? Sei come una carota, un
uovo o come i grani di caffè macinato? Possa tu avere abbastanza gioia da renderti dolce, abbastanza prove da renderti forte, e abbastanza sofferenze da farti rimanere umano, e abbastanza speranza da renderti felice. Le persone più felici non sono quelle che hanno il meglio di tutto, sono quelle che sanno tirare il meglio da quello che la vita riserva loro. Il futuro più luminoso sarà sempre basato su un passato
dimenticato; non puoi avanzare nella vita se non lasci andare gli sbagli del tuo passato e tutto quello che ti fa soffrire nel profondo.
Auguro a tutti voi e anche a me, di essere come il caffè!
O f f i c i n a
Carrozzeria
mune di Trento che l’ha rilevata dalla Provincia per girarla in gestione al circolo Anziani
e Pensionati di Gardolo; mi viene presentato anche il signor Placido Cetto, quale tenace
sostenitore, fin dagli albori, di questa iniziativa. Gli orti sono stati assegnati alle contadine
e ai contadini “autodidatti” a partire dai primi
anni ’90, inizialmente con una superficie di
100 mq ciascuno. Ora però, per far fronte alle
numerose richieste (c’è una lista d’attesa di 8
persone, verrà data la precedenza ai residenti a Gardolo), la superficie assegnata ad ogni
orticoltore è stata ridotta a 50 mq, fatti salvi i
diritti acquisiti da chi coltiva il proprio appezzamento fin dalla fondazione, come il signor
Graziano Uber, classe 1920, che – a dispetto
dell’età – durante la sua novantesima primavera ha arato i 100 mq di terra con l’ardimento di un giovanotto. L’affitto richiesto ai 110
utenti è simbolico: 10 Euro all’anno per l’orto di 50 mq, 20 Euro per quello più grande.
Col passare degli anni, la struttura si è arric-
chita di un bel capanno comune, dotato di tavoli e panche, dove i soci organizzano grigliate o merende durante la bella stagione. L’impianto idrico originale (un pozzo artigianale) è
stato sostituito da una pompa ad immersione che pesca l’acqua a 18 metri di profondità
e la distribuisce a tutti gli utenti. Ci sono a disposizione, inoltre, una fresatrice e un decespugliatore, azionati dalle persone incarica-
te, a beneficio di tutti. Negli orti non si possono piantare alberi da frutto (quelli che ci sono,
si trovano ai margini dell’area) ed anche le
serre devono rispettare limiti di altezza e distanze. L’unico neo è la mancanza di compostaggio capillare: solo pochi lo praticano. Per
tutti gli altri è disponibile un grande container, all’entrata dell’area, che Dolomiti Energia
provvede a svuotare all’occorrenza.
La coltivazione di un orto comporta grandi
benefici per chi la pratica: oltre a rappresentare un ottimo esercizio fisico all’aria aperta,
costituisce motivo di contatto con la natura e
di relazione con gli altri. L’avere a disposizione frutta e verdura genuine, ottenute col proprio lavoro, misura solo una parte della soddisfazione complessiva.
L’esperienza degli orti ai pensionati è stata
mutuata dai Paesi del nord Europa dove l’usanza è in vigore da parecchi decenni, non
solo nei villaggi a vocazione agricola, ma anche nelle prime periferie delle grandi città.
L’amministrazione pubblica di Trento dovrebbe promuovere in tutti i modi queste forme di
aggregazione comunitaria (ad esempio, prevedendole obbligatoriamente nelle lottizzazioni) soprattutto nelle circoscrizioni dove una politica urbanistica dissennata ha sconvolto l’originaria identità contadina. Oltre che
volano per l’integrazione dei nuovi arrivati, questa attività costituirebbe un vero presidio del territorio, sottraendo all’abbandono, all’incuria e, in prospettiva, al cemento, le
tante aree verdi che ancora costellano il nostro Comune.
MARIA GIOVANNA CONCI
a NORD di Trento e… in piazza a Gardolo | dicembre 2010 n. 12
6
C
I dannati della (mezza) PENSIONE
50% dell’ultimo stipendio. Ancora peggio
andrà per i lavoratori parasubordinati, poiché versano una minore aliquota contributiva (26,72%), il loro assegno di pensione arriverà mediamente al 36% dell’ultimo
stipendio. A peggiorare ulteriormente la situazione si aggiunge l’abolizione dell’indicizzazione delle pensioni ai salari che produce inevitabilmente il progressivo impoverimento delle pensioni liquidate in passato rispetto a quelle più recenti, come si
evince dal grafico elaborato dal Ministero
del Lavoro. (1) Già oggi la speranza di vita media per gli uomini è di 79 anni, mentre per le donne arriva a 85 ed il trend è destinato ad allungarsi. Questo significa che
se in pensione si andrà tutti, uomini e donne, a 65 anni si prospettano anni veramente difficili per una larga fascia di popolazione (milioni di anziani). Sradicati dalla società produttiva, reddito dimezzato, gli acciacchi dell’incombente senescenza, questa fascia di popolazione dai capelli grigi, questa
“ex working class”diventerà un serio problema all’interno delle diverse componenti
sociali, politiche ed economiche del Paese,
con ricadute facilmente prevedibili .
Che fare dunque per evitare il rischio povertà negli anni della quiescenza? I due pilastri che oggi vanno a costituire il cosiddetto “Montante” per il calcolo della pensione sono costituiti dall’aliquota obbliga-
I PRIVILEGIATI DELLA PENSIONE
IL RAPPORTO TRA PENSIONI E RETRIBUZIONI (1)
65%
60%
55%
50%
45%
40%
35%
30%
25%
20%
2002
2004
2006
2008
2010
2012
2014
2016
2018
2020
2022
2024
2026
2028
2030
2032
2034
2036
2038
2040
2042
2044
2046
2048
2050
on le riforme introdotte nel 1992
(Amato), 1995 (Dini), 1997 (Prodi), 2004 (Maroni), che prevedono, per il calcolo della pensione,
il progressivo passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo, si sono di fatto scaricati sulle nuove generazioni gli oneri crescenti di una popolazione sempre più
longeva. Per la prima volta, in questa Italia
repubblicana, i figli andranno in pensione
in condizioni più penalizzanti (e non di poco) rispetto ai loro padri. Il sistema contributivo infatti, che entrerà in funzione a pieno regime nel 2015, prevede che l’importo della pensione verrà calcolato sulla base
di quanto un lavoratore ha versato all’Ente Previdenziale durante l’intera vita lavorativa. Secondo stime effettuate dalla Cgil
chi oggi guadagna 1240 euro al mese (con
contratto a tempo indeterminato) dopo 40
anni di lavoro percepirà un assegno mensile di pensione pari a 508 euro. Meno del
toria prelevata dalla busta paga e versata
all’ente previdenziale (33%) più il T.F.R. in
maturazione dal 2007. Abbiamo visto che
non sono sufficienti. È indispensabile che
ciascuno provveda a formarsi un terzo pilastro attraverso una forma di contribuzione
complementare volontaria se vuole colmare il “gap” per arrivare a percepire un assegno di pensione pari al 75-80% dell’ultimo stipendio. Gli esperti in materia hanno calcolato che per ottenere un ulteriore
15-18% occorre accantonare per 40 anni il
10% circa del proprio reddito da lavoro per
formarsi una forma di pensione integrativa.
l giorno 21 settembre 2010 un deputato, Antonio Borghesi (I.d.V.) ha proposto in Parlamento l’abolizione
del vitalizio (pensione) che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura ritenendo iniquo tale trattamento rispetto a quello previsto per i lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per poter accedere ad un trattamento di pensione. Ecco l’estratto del discorso presentato alla Camera: “Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l’idea che gli si chieda, per poter percepire una pensione, di versare contributi per 40 anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra il Paese reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno (ce ne sono tre) e percepiscono più di 3000 euro al mese di vitalizio. Come, del pari, non si potrà mai accettare che ci
siano altre persone rimaste qui per 68 giorni, dimessesi per incompatibilità del ruolo, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3000 euro al mese. Credo sia questo un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi sia per i deputati in carica sia per quelli cessati, chiedendo di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti, all’Ente di Previdenza, se il deputato svolgeva precedentemente un’attività lavorativa oppure al fondo che l’INPS ha creato, con gestione a tassazione separata. Ciò permetterebbe ad ognuno il cumulo dei versamenti equiparandosi così ai normali cittadini
e lavoratori che, alla maturazione del diritto, percepiranno la pensione in proporzione a quanto versato durante la vita lavorativa. Una semplice delibera dell’Ufficio di Presidenza sarebbe sufficiente per togliere questi privilegi che consentirebbero di far risparmiare al bilancio della Camera, e quindi a tutti i cittadini e contribuenti italiani, 150 milioni di euro l’anno.”
Ed ecco come è andata la votazione: Presenti 525 - Votanti 520 - Astenuti 5 - Maggioranza 261
Hanno votato SI: 22 - Hanno votato NO: 498
Siccome di questi fatti non ne danno notizia né giornali, né radio, né televisioni, ve ne parliamo noi.
GIORGIO BOSCOLO ANZOLETTI
...SI TORNA IN PISTA...
di GIORGIO BOSCOLO ANZOLETTI
I
Le attuali giovani classi lavoratrici non erano ancora nate quando Vittorio De Sica girava il film “Umberto D.” , la storia di un docente universitario che, in pensione, diventa tanto povero da mettersi a chiedere la
carità davanti al Pantheon: disperato fino al
punto da tentare il suicidio.
Lo vedano i giovani e lo rivedano i loro genitori quel film, perché domani i figli non
perdoneranno facilmente ritardi e rinvii di
oggi i cui costi dovranno essere pagati di
fatto dalle nuove generazioni.
Si avvicina l’Inverno! L’aria si è fatta fresca e tersa, la prima
neve è caduta sui monti che circondano Trento. Viene voglia
di SCI, stretti o larghi non importa... Lo SCI CLUB GARDOLO è
già pronto per una Nuova Bella Stagione sulla NEVE. Siamo già
partiti con la GINNASTICA prescciistica con discreto
successo. Le Offerte dei maestri di Sci e delle Risalite e dei trasporti sono già arrivate. Lo Sci CLUB GARDOLO già con i primi
di DICEMBRE sarà in grado di formulare prezzi, date, ecc. Tutti i
ns. Soci verranno avvisati per mail o telefonicamente. Presumibilmente i CORSI si svolgeranno anche quest’anno in FOLGARIA, Fondo Grande per lo sci alpino (discesa) e a Passo Coe
per lo sci nordico (fondo) o forse ritorneremo in Bondone/
Viote, con inizio a Gennaio 2011 subito dopo l’Epifania (8 gennaio o 14 gennaio) per 10 Sabati Consecutivi.
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a NORD di Trento e… in piazza a Gardolo | dicembre 2010 n. 12
7
SERVIZI IDRICI . Ripubblicizzare subito!
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Gianfranco Poliandri
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controinformazione!!
IL TEMA DI
QUESTO PERIODO
È l’ACQUA
Partiamo con due servizi
ervizi trasmessi dalla televisione italiana. Il primo è un servizio delle
iene [1] e l’altro di anno zero [2]. Proseguiamo con un video molto interessante sulla
privatizzazione dell’acqua a Cochabamba
in Bolivia [3]. Concludiamo con un intervista di Giuseppe Marino, autore de “La Casta
dell’acqua”, a cura di arcoiris [4].
Buona navigazione!
[1] youtube “La Privatizzazione
dell’acqua parte1 - Iene 24.03.2010”
[2] youtube “Il Buon Governo di Don
Silvio: Acqua privatizzata”
[3] youtube “Cochabamba - Storia
vera sulla privatizzazione dell’acqua”
[4] http://www.arcoiris.tv/ “TF 2010
Intervista a Giuseppe Marino”
Albe e tramonti mai può ammirare
la moretta dormiente rinchiusa e protetta
in un nido a lei congeniale;
scoccata l’ora si lascia baciare,
anche il più poverello riesce a sfamare.
Vive in montagna da gran signora,
mondina o tosta fa una gran gola
è molto amata, non si sa ben perchè,
nelle feste autunnali
dal buon Bacco brulè.
SOLUZIONE CRUCIVERBA DI PAGINA 12
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GIANFRANCO POLIANDRI
Comitato acqua bene comune di Trento
Indovinello di Uga
L
manda di suoi. Riscriviamo cosa vuole.
Vuole il ritiro immediato delle norme di privatizzazione inserite nel progetto della
“Legge finanziaria 2011”. Vuole che gli Statuti di Comuni e Comunità di Valle siano modificati per dire che il servizio idrico è privo
di interesse economico, escluso da profitti di mercato e da privatizzazioni di ogni tipo. Preme per un risultato possibile subito,
facilitato dalle norme in vigore: tutti i servizi idrici siano organizzati dalla Comunità di
Valle solo mediante associazione tra le gestioni comunali in economia o mediante Aziende speciali di natura consortile. Vuole la
ripubblicizzazione dei servizi idrici e la chiusura ad ogni nuovo affidamento a SpA miste o totalmente pubbliche.
Proposte indigeste per le classi dirigenti provinciali dove c’è chi vuole semplicemente incrementare la privatizzazione o chi
pensa di arginarla con ipotesi non risolutive,
per es. scorporando il ramo acqua dalla SpA
mista Dolomiti Reti per attribuirlo ad una
nuova SpA a capitale tutto pubblico. Questa
sarebbe comunque privatizzazione: la SpA
a capitale 100% pubblico è un soggetto privato che deve fare profitti per i dividendi degli azionisti, ha Consigli di amministrazione
in cui gli enti pubblici siedono come titolari di quote e non come portatori di interessi collettivi, non è tenuto a divulgare i propri dati di produzione, può mutare la struttura proprietaria con scambi azionari e quotazioni in Borsa; un soggetto vicino al mercato, lontano dalla gente.
A
mitati trentini per l’acqua bene comune, che
nasconde altre intenzioni.
Vediamo perché. La “Legge finanziaria
2011” approverebbe norme di forza uguale a quelle del 1993. Perciò: se la legge statale del 2009 prevale sulle regole provinciali
del 1993 allora prevale anche sulla “Legge
finanziaria 2011”; in caso contrario, le regole provinciali del 1993 resistono alle norme statali del 2009 e la “Legge finanziaria
2011” è inutile. In entrambi i casi, la finalità sbandierata dalla Provincia appare pretestuosa. Quale allora il contenuto vero di
questa manovra? Quello di favorire un po’
più di privatizzazione anche in Trentino. Lo
si capisce leggendo l’articolato. In sintesi: 1)
i servizi idrici (per una diabolica combinazione di codicilli) sono definiti di interesse economico (con tanti saluti alla loro gestione nell’interesse collettivo, senza profitti di
mercato); 2) nelle SpA a capitale misto il socio privato deve avere almeno il 40% (con
tanti saluti allo storico vincolo che da noi impone la c.d. “influenza pubblica locale dominante”); 3) esiste una (per ora) misurata
riduzione delle risorse per le gestioni comunali in economia, un precedente pericoloso
(con tanti saluti alla necessità che queste
gestioni siano sostenute per unificarsi, tramite la Comunità di Valle, ed ottenere economie di scala); 4) non si prova a recuperare dal mercato i servizi idrici che silenziosamente gli sono stati concessi negli ultimi 15
anni (con tanti saluti ai trentini che vogliono servizi autogestiti e agli 11.000 firmatari
dei referendum dei movimenti per l’acqua).
Dopo tutti questi saluti, anche il movimento per l’acqua bene comune in Trentino ne
RISPOSTA la castagna
I
l 31 dicembre 2010 è la data in cui in Italia - in mancanza di moratoria - si accelera la privatizzazione dei servizi idrici decisa nel 2009: 1) nelle SpA miste o
solo pubbliche il capitale privato salirà almeno al 40%; 2) scadranno le ultime gestioni dirette comunali e delle Aziende speciali, ancora controllabili dai cittadini. Ogni
giorno nelle SpA i trasferimenti azionari si
velocizzano per prevenire la possibile sospensione delle procedure o il prossimo referendum abrogativo. In Trentino la partita è
complessa. Le norme provinciali del 1993
garantiscono che i servizi idrici siano gestiti
- oltre che dalle SpA miste o 100% pubbliche - anche dai Comuni “in economia” (sono 192) oppure da Aziende speciali (c’è solo
quella di Tione). La riforma delle autonomie
del 2006 stabilisce che i servizi idrici (come altri servizi pubblici locali) sono erogati
in modo associato attraverso le Comunità di
Valle: queste, a partire dal 2011, dovranno
stabilirne le forme gestionali scegliendo tra
le quattro modalità possibili. Su tale quadro
è intervenuta nell’agosto del 2010 la c.d.
proposta di legge Gilmozzi, poi trasferita negli articoli 22 e 23 del progetto della “Legge finanziaria 2011” licenziato dalla Giunta Provinciale il 29 ottobre. Le norme statali
del 2009 pretendono (falsamente) di applicare regole europee su concorrenza e libero mercato; e come tali potrebbero imporsi
anche in Provincia di Trento. Per parare questa eventualità la “Legge finanziaria 2011”
si pone quale primo obiettivo di confermare
in Trentino le gestioni comunali in economia
e le aziende speciali.
Obiettivo apparente, sostengono molti Co-
Se volete evitare di trascrivere gli indirizzi
andate sul nostro sito www.ilgrupporoncafort.it e nella pagina delle news troverete
i links sui quali basterà cliccare!! Se avete
suggerimenti scrivete a seralessandro@
gmail.com
a NORD di Trento e… in piazza a Gardolo | dicembre 2010 n. 12
8
Il CUORE al femminile
IL NOSTRO
CUORE...
COME STA?
urante gli ultimi 20 anni, diversi
studi hanno analizzato come troppo spesso la diagnosi di cardiopatia ischemica nella donna sia sottostimata e ritardata rispetto a quanto avvenga nel paziente uomo. A tale percezione comune, fanno contrasto i dati italiani
di mortalità delle donne che attribuiscono
ad una causa cardiovascolare ben 120.000
decessi annui.
Analizzando i diversi fattori di rischio per
patologia cardiovascolare sulla popolazione italiana, l’ISTAT nell’anno 2000 ha tracciato il seguente quadro:
❤ Pressione arteriosa: il 33% degli uomini ed il 31% delle donne sono ipertesi (pressione arteriosa 160/95mmHg) o
in trattamento farmacologico specifico.
Il 19% degli uomini ed il 14% delle donne sono in una situazione limite (Pmax
140-159mmHg e Pmin 90-95mmHg).
❤ Colesterolemia: il 21% degli uomini
ed il 25% delle donne hanno colesterolemia totale 240mg/dl oppure sono in trattamento farmacologico specifico. Il 36% degli uomini ed il 33% delle donne sono in
una condizione di rischio (colesterolemia
compresa tra 200 e 239mg/dl).
❤ Sedentarietà: il 34% degli uomini ed il
46% delle donne non svolge alcuna attività
fisica nel tempo libero.
❤ Fumo: il 30% degli uomini fuma in media 17 sigarette al giorno; il 21% delle donne ne fuma mediamente 13 al giorno. La
percentuale di donne fumatrici è però in
continuo aumento.
❤ Obesità: il 18% degli uomini ed il 22%
delle donne sono obesi.
❤ Glicemia: il 9% degli uomini ed il 6%
delle donne sono diabetici con glicemia
>125mg/dl. Il 9% degli uomini ed il 5%
delle donne sono in una condizione di rischio, con glicemia compresa tra 110 e
125mg/dl.
D
Da tali dati, la comunità scientifica deduce la necessità di avviare programmi finalizzati a sensibilizzare le donne italiane verso corrette strategie di prevenzione per una attenta e costante valutazione dei fattori
di rischio cardiovascolare, specialmente tra
i 35 e i 50 anni.
In quest’ottica, ritengo utile approfittare di
questo spazio per dare anche il mio contributo richiamando l’attenzione delle lettrici su alcuni concetti utili alla salvaguardia
della salute del proprio cuore.
Ringraziando tutte le donne che hanno aderito al progetto “ci sta a cuore il cuore
delle donne”, auguro di trascorrere un periodo di festività sereno a tutti i lettori.
DOTT.SSA FRANCESCA DI FONSO
Diabete mellito
Il diabete mellito è una malattia dovuta all’incapacità dei tessuti del nostro organismo di utilizzare gli zuccheri assorbiti dai cibi, in particolare il glucosio. Il glucosio non utilizzato si accumula e,
pur senza dare sintomi eclatanti, alla lunga, esso danneggia irrimediabilmente organi e tessuti,
principalmente l’occhio (retinopatia), il rene (nefropatia), il sistema nervoso (neuropatia), il cuore (rischio d’infarto miocardico), i piedi (perdita di sensibilità, ferite che non riescono a cicatrizzare, infezioni anche gravi che possono portare perfino alla soluzione estrema dell’amputazione).
La diagnosi di diabete scatta quando i livelli di glicemia a digiuno superiori a uguali a 126 mg/
dL. Valori inferiori ma superiori a 100mg/dL rappresentano comunque una situazione che merita di essere attentamente sorvegliata. Esistono 2 forme di diabete: diabete di tipo 1 (insulino-dipendente) che spesso insorge in età infantile o adolescenziale ma anche in età adulta; diabete
di tipo 2 che interessa il 95% dei diabetici ed è associato ad altre patologie come ipertensione,
ipercolesteroleria e ipertrigliceridemia. I fattori di rischio che possono contribuire allo sviluppo di
diabete sono: l’età: oltre il 60% dei diabetici italiani ha più di 65 anni, ma si registra un costante
aumento dell’insorgenza in età più giovane; la familiarità: famigliari consanguinei con diabete;
il sovrappeso/obesità: circa l’80% dei diabetici è obeso, particolarmente a livello addominale;
la scarsa attività fisica: una regolare attività fisica per almeno 30 minuti al giorno è indispensabile per prevenire e controllare meglio il diabete. Il primo intervento terapeutico nel diabetico è
rappresentato dalla dieta, da non intendere come restrizione o sofferenza, ma come comportamento corretto e consapevole dello stile alimentare, evitando un introito di carboidrati superiore
al 40% delle calorie giornaliere totali, cibi con elevato indice glicemico e favorendo un apporto di
fibre di almeno 20-30 grammi. Le fibre infatti rallentano l’assorbimento dei carboidrati e limitano
i picchi di glicemia oltre ad aumentare il senso di sazietà. Altro intervento terapeutico nel diabetico è l’aumento dell’attività fisica, anche con piccoli accorgimenti quali ad esempio: camminare
ogni volta che è possibile, utilizzare la bicicletta o prendere i mezzi pubblici per andare al lavoro
scendendo una fermata prima della destinazione, passeggiare durante le pause lavorative, utilizzare le scale al posto dell’ascensore, andare a parlare di persona con il collega invece di utilizzare il telefono o l’e- mail. Oppure dedicarsi a sport come il nuoto, lo jogging, lo sci di fondo, il pattinaggio. Anche il ballo è un’ottima oltre che divertente attività fisica.
Iniziative di prevenzione
Sindrome metabolica
La sindrome metabolica è caratterizzata dalla presenza contemporanea di alcuni disordini metabolici e risulta associata ad un aumento di 3 volte del rischio di sviluppare eventi cardiovascolari e di 6 volte del rischio di sviluppare diabete. Tale situazione negli ultimi anni è aumentata quasi esclusivamente nell’universo femminile probabilmente a causa dell’obesità. Ogni soggetto può valutare la presenza di sindrome metabolica se riscontra almeno 3 dei seguenti criteri: obesità centrale (circonferenza vita > 93cm nei maschi; > 79cm nelle femmine) - alterato profilo glucidico (glicemia a digiuno > 99mg/dl) - ipertensione arteriosa (pressione >
129/84 mmHg o in trattamento) - ipertrigliceridemia (trigliceridi > 149mg/dl) - ridotto colesterolo HDL (< 40mg/dL nei maschi; < 50mg/dL nelle femmine, o in trattamento)
Cos’è O.N.Da? L’Osservatorio Na-
zionale sulla salute della Donna (O.N.Da) si
occupa di studiare le patologie che colpiscono più frequentemente l’universo femminile
e di proporre strategie di prevenzione, progetti di ricerca, campagne di comunicazione, pubblicazioni, conferenze e convegni sulle problematiche di salute femminile, con l’obiettivo di informare sullo stato della ricerca,
sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce e sui traguardi raggiunti nelle cure delle varie ppatologie
g di cui si occupa.
p
Fattori di rischio della patologia
t l i cardiovascolare
di
l
Studi scientifici accreditati hanno dimostrato che nell’uomo le placche ateromatose cominciano
a comparire attorno ai 30 anni e crescono proporzionalmente al livello di colesterolo, alla pressione arteriosa, all’obesità e al numero di sigarette fumante, raggiungendo la “criticità” dai 40 ai
70 anni. Nelle donne, invece, la presenza di estrogeni durante il periodo fertile posticipa la comparsa delle placche che crescono in relazione alla presenza di diabete ed ipertensione. La criticità viene raggiunta all’età di 65-80 anni.
Ipertensione
Numerosi studi confermano che l’ipertensione rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio cardiovascolare nelle donne in
post-menopausa, spesso accompagnato dal
diabete. L’ipertensione è sottovalutata dalle
donne stesse che spesso non sospettano di
essere ipertese perché nell’età fertile avevano generalmente riscontato valori normali se
non addirittura un’ipotensione. Nel periodo
post-menopausale
invece l’aumento
p
di
d peso, la perdita delle mestruazioni,
n la carenza estrogenica spesso determinano
la comparsa di ipertensione.
ttee
È perciò
perci molto importante che le donne in
post-menopausa
svolgano un controllo pepost-m
riodico della pressione arteriosa e, in caso di
riscontro di valori pressori ripetutamente elevati, approfondiscano l’esame, anche con
l’ausilio di strumenti diagnostici specifici, e
modifichino il proprio stile di vita ricorrendo,
nelle situazioni più gravi e sotto stretto controllo medico, ad un trattamento farmacologico mirato.
Fermamente convinta dell’importanza del
ruolo della farmacia nella prevenzione, nel
mese di novembre, aderendo al progetto
“ci sta a cuore il cuore delle donne”, in
collaborazione con l’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da), La Farmacia di Roncafort ha svolto una iniziativa di informazione e sensibilizzazione oltre
che di screening e raccolta dati: ogni martedì mattina del mese (2-9-16-13-30 Novembre 2010) sono state effettuate le misurazioni gratuite di parametri fondamentali per monitorare i livelli di rischio di malattie
cardiovascolari: PRESSIONE - INDICE MASSA CORPOREA (IMC) - GIROVITA - PESO COLESTEROLO. Alle donne che hanno partecipato volontariamente è stato inoltre consegnato un opuscolo informativo redatto da
esperti O.N.Da ed una carta personale sulla quale annotare i propri dati per valutarne
l’andamento nel tempo. A quella sopra descritta, in occasione della Giornata Mondiale del Diabete (14 novembre), La Farmacia
di Roncafort ha affiancato un’iniziativa di informazione e degustazione di prodotti dietetici specificamente studiati per i soggetti diabetici in quanto caratterizzati da un basso indice glicemico, un elevato contenuto di fibre
ed antiossidanti, consentendo ai partecipanti
di gustare senza rinunciare al buon sapore o
compromettere il proprio controllo glicemico.
La Farmacia di Roncafort – Trento
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Dom. 10.00-12.30 1a e 2a del mese
a NORD di Trento e… in piazza a Gardolo | dicembre 2010 n. 12
9
SIPAA: associazione d’aiuto all’anziano
’anziano solo
el corso degli ultimi anni il progressivo invecchiamento della popolazione italiana è stato descritto
con toni oscillanti tra l’allarmismo
e l’incondizionato ottimismo.
Ciò che pare accomunare queste due prospettive è l’idea di vecchiaia come qualcosa di omogeneo, di uguale per tutti. La logica conseguenza di tale prospettiva è un
approccio all’anziano rigido, frammentario e
fondato su pesanti stereotipi.
La nostra associazione ( SIPAA: società italiana psicologia dell’adulto e dell’anziano),
che nasce da un’idea della Dott. ssa Paola
Maria Taufer e del Dott. Alessio Pichler, parte dal seguente presupposto: quella dell’anziano è una realtà estremamente eterogenea, che va dall’anziano “sano” ed autosufficiente all’anziano con patologia cro-
N
PER L’ADULTO. Sostegno psicologico e interventi psicoeducazionali per il benessere nell’età della pensione - Interventi
di sostegno psicologico e psicoterapici in disagi legati alla menopausa e all’andropausa
- Interventi sull’adulto per affrontare ansia,
stress, disagio relazionale, lavorativo, lutto,
timori e crisi connesse all’invecchiamento.
ne dell’anziano con disturbi comportamentali) - Incontri di formazione del personale
e del volontario, analisi del clima aziendale
e valutazione dello stress lavoro-correlato Incontri di supervisione per la gestione dei
casi complessi (disturbi del comportamento associati alle demenze, disturbi psicopatologici, ecc.) - Interventi di consulenza ambientale per la ristrutturazione degli interni
SIPAA E LE LUNGHE FESTE NATALIZIE DEGLI ANZIANI SOLI
Anche durante le festività molti anziani vivono un senso di solitudine reso ancora più difficile dal maltempo, dal freddo, dalle strade talvolta impraticabili. Dobbiamo ricordarci che non tutte le persone possono vivere nel calore di una famiglia, non tutte hanno figli da abbracciare, non tutte fratelli o sorelle con cui
condividere un pasto o con cui dialogare. L’anziano solo è una realtà e le festività rendono questa solitudine e questa mancanza di affetto e di momenti condivisi talvolta insopportabile.
Per questo SIPAA si rende disponibile dal 15 dicembre 2010
al 15 gennaio 2011 ad offrire un colloquio psicologico a tutti gli over 65 che ne facciano richiesta, semplicemente telefonando per un appuntamento (totalmente GRATUITO) al numero 0461-992740 oppure 348-4147480 (Dott.ssa Paola Maria
Taufer, promotrice dell’Iniziativa, che riceve a Trento e a Milano)
nica, deterioramento cognitivo e disturbi
comportamentali, magari istituzionalizzato. In tale panorama chi si occupa di queste persone deve avere una notevole flessibilità nell’ approccio e nell’eventuale assistenza erogata, sia essa sanitaria o psicologica. Per tale motivo l’associazione prevede al proprio interno un gruppo multidisciplinare di professionisti (psicologi, architetti
e altri professionisti) in grado di promuovere il benessere psicologico dell’anziano e di
chi lo assiste attraverso un ampio spettro di
interventi, da quelli prettamente psicologici a quelli mirati al miglioramento della funzionalità dell’ambiente di vita. Ci rivolgiamo
quindi non soltanto all’anziano, ma anche al
suo familiare ed agli enti pubblici e privati
che con competenze diverse si occupano di
assistenza, nell’intento di un approccio integrato che tenga conto della complessità di
ciascun singolo caso.
Continua la raccolta
di cellulari usati da parte
di Magis presso la cartoleria
MONDOCARTA in Via Don Lorenzo
Milani nr. 7 a Gardolo.
Ricordiamo che i ricavati
di questa raccolta serviranno
per progetti di cooperazione
e sviluppo in Africa.
POESIA
di Frioli Carmela
scritta nel 1949
per la prima figlia
La notte di Natale
PER L’ANZIANO. Interventi di sostegno e di psicoterapia (depressione, disturbi d’ansia, ecc.) - Valutazioni neuropsicologiche (esame della funzionalità della memoria, dell’orientamento, ecc.) - Interventi di riabilitazione cognitiva (memoria, linguaggio, capacità attentive, ecc.) - Interventi di riassetto dell’ambiente domestico finalizzati al miglioramento degli spostamenti e dell’orientamento a domicilio
PER IL FAMILIARE. Interventi di
sostegno al singolo (casi di elevato stress
assistenziale, gestione di anziani con disturbi comportamentali, ecc.) - Psicoterapia Interventi di sostegno all’intera famiglia (riconoscimento e gestione nei casi di demenza, supporto nella decisione di inserimento
in struttura assistenziale, ecc.)
PER GLI ENTI. Incontri di sensibilizzazione a tema (invecchiamento sano e patologico, depressione nell’anziano, gestio-
tenendo conto delle alterazioni percettive e
cognitive che intervengono nelle demenze.
Inoltre, dal 2009, SIPAA organizza i seguenti
corsi: CORSO DI POTENZIAMENTO DELLA MEMORIA per over 50 e per over 65
CORSO POTENZIAMENTO BENESSERE per
over 60 CORSI DI TRAINING AUTOGENO
per imparare a rilassarsi CORSI DI AUTOSTIMA, ASSERTIVITÀ, OTTIMISMO
Dal 2010 l’associazione si occupa di confronto intergenerazionale, offrendo percorsi che mettano in contatto anziani, adulti e
adolescenti e per gli studenti propone corsi
di Benessere legati a difficoltà nell’apprendimento e corsi per sviluppare le abilità sociali.
DOTT. PAOLA MARIA TAUFER
L’Associazione SIPAA - Gardolo
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La notte di Natale
tira un vento da far male
sulla povera casina
della buona Caterina.
Nel camino a poco a poco
si è finito tutto il fuoco,
ma la bimba questa sera
fa una fervida preghiera
per la mamma addolorata
e il papà disoccuppato.
Toc toc, bussano alla porta.
Apri bimba, è il tuo papà,
porta strenne e novità:
-Ho trovato un buon lavoro,
Caterina, affari d’oro!Questa sera si arroventa
il paiol della polenta
c’è il vino, c’è l’arrosto,
il torrone e il pane tosto.
Nella pace un canto sale
Alleluja, Buon Natale!
augura
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a NORD di Trento e… in piazza a Gardolo | dicembre 2010 n. 12
10
Circolo ACLI di Gardolo
a presenza del circolo nella comunità locale si può ben sintetizzare
in un motto che le Acli hanno scelto per indicare l’orientamento della propria Conferenza organizzativa programmatica svoltasi nella primavera 2010:
“Sentinelle del territorio”. Possiamo declinare la nostra presenza sul territorio nei seguenti piani di impegno.
1 L’offerta di servizi alla popolazione Si rivolge prevalentemente alle fasce deboli, soprattutto nell’assistenza per gli adempimenti nei confronti della
pubblica amministrazione.
Ci siamo avvalsi di persone disponibili nel volontariato, capaci di fornire una prima risposta ai bisogni e di indirizzare le persone alle professionalità specializzate che il circolo è riuscito a farsi mettere a disposizione da parte di associazioni specifiche e imprese sociali delle Acli (Acli Servizi trentino e Patronato). Per
dare una prima idea si può ricordare che
presso la nostra sede sono stati elaborati
oltre 450 modelli 730 e 170 pratiche ICEF e
sono state messe in cantiere circa 140 pratiche pensionistiche. Non va poi dimenticato il fatto che la nostra sede è una struttura aperta, che viene messa spesso a disposizione di varie iniziative della comunità per
incontri e riunioni di vario tipo.
2 Iniziative di incontro e di rafforzamento della vita associativa - Il Consiglio direttivo del circolo si riunisce due volte al
mese, aggiornandosi sulla situazione del
L
attività e progetti 2010
quartiere e per tenere informata la base
associativa sulle principali novità che avvengono all’interno del movimento e per
aderire alle iniziative proposte dalla sede provinciale. Ad esempio ci siamo prestati per raccogliere alcune interviste presso i nostri soci, utili per realizzare una cosiddetta “banca della memoria”, in cui verranno organizzati importanti ricordi e testimonianze sulla vita e sui valori del passato.
3 Attività di formazione e sensibilizzazione entro la comunità - Se l’offerta di servizi concreti è imprescindibile, non si può tuttavia ritenere sufficiente negli obiettivi delle Acli, che intendono puntare soprattutto al rafforzamento di una cittadinanza responsabile, mediante iniziative di informazione mirata e di sensibilizzazione ai problemi e alle proposte
di soluzione. Se per il passato ci si era concentrati sui temi della salute e della prevenzione delle malattie, in questi ultimi mesi abbiamo invece voluto insistere
sull’analisi dei problemi della famiglia nella società odierna: l’abbiamo fatto organizzando delle serate di riflessione e di dibattito con la popolazione, anche in collaborazione con la Parrocchia di Gardolo, con
l’ausilio di Relatori esperti. L’iniziativa è
stata pensata come un percorso che, partendo dalle criticità e dai fattori di debolezza in cui vive la famiglia, nelle varie sfaccettature (economiche, relazionali, valoriali,
culturali e demografiche), passasse a una
riflessione sugli aspetti psicologici
e sui riferimenti valoriali su cui basare una progettualità, soffermandosi anche su una panoramica del
welfare a favore della famiglia,
per sfociare in una fase propositiva di strategie e politiche sociali. Tra gli interlocutori che sin qui
ci hanno dato una mano è doveroso ricordare: il Dott. Carlo Buzzi, Professore di Scienze Politiche e Sociali presso l’Università di Trento il Dott. Luciano Malfer, Dirigente Coordinamento Politiche familiari della Provincia Autonoma di
Trento la Dott.ssa Maria Mariella Degasperi, Psicologa e Psicoterapeuta la
Dott.ssa Franca Gamberoni, A.L.F.I.D. Associazione Laica Famiglie in difficoltà la
Dott.ssa Martha Stocker, Assessore Regionale alla previdenza sociale e pacchetto
famiglia la Dott.ssa Violetta Plotegher,
Assessore Comunale alle Politiche sociali la Dott.ssa Silvia Sandri, Presidente del Punto d’Incontro. L’ultima iniziativa
è venuta a coincidere con la 2a Conferenza Nazionale della Famiglia, che si à svolta
a Milano dall’8 al 10 novembre 2010, in vista della quale le Acli hanno fornito un proprio contributo, per riaffermare l’importanza della realtà familiare quale essa appare
oggi, nella sua complessità e nella sua fragilità, ma soprattutto nella sua insostituibilità di luogo deputato alla nascita e alla custodia dei legami primari, all’educazione, al
dialogo e alla solidarietà, all’ascolto e alla
crescita delle persone, alla cura e all’accoglienza, nel riconoscimento della dignità e
della preziosità di ciascun componente del-
la comunità familiare, in tutto l’arco della
vita. Il documento delle Acli si incentra sulla
necessità di dare priorità a un sistema integrato di welfare che ponga al centro la famiglia; un welfare per tutti fondato sulla solidarietà che informi le leggi, le istituzioni, le
organizzazioni. Per restare in tema vogliamo ricordare anche un’altra iniziativa delle
Acli: l’istituzione dei “punti famiglia”, spazi organizzati in cui si offrono alle famiglie
sia servizi che occasioni di aggregazione e
coinvolgimento diretto, luoghi di incontro
e di amicizia nei quali le famiglie possano
sperimentare e vivere l’appartenenza ad una comunità, ricevere ed offrire solidarietà,
trovare insieme risposte a bisogni specifici e servizi di informazione e assistenza nei
diversi ambiti della vita quotidiana.
4 Le iniziative di solidarietà con le realtà del terzo mondo - Presso la sede del
circolo si svolge sempre, una volta al mese, la presentazione e l’offerta dei prodotti del mercato solidale. Per consuetudine
ultradecennale è stata organizzata anche
quest’anno una cena multi etnica, il cui ricavato è stato destinato a favore dell’associazione “Una scuola per la vita” della Somalia, in collegamento con la quale manteniamo un’adozione a distanza.
dio, e in quanto pioniere, a volte mi considerano un po’ un punto di riferimento. La nostra associazione proporrà momenti conviviali ed acculturanti, come la festa per l’indipendenza del Togo (27 aprile), o mostre con
foto ed oggetti, tutto per conoscere e farci conoscere.
Bene, il nostro giornale sarà felice di pubblicare i vostri appuntamenti! Poi qualche tempo fa eri venuto in redazione con
una proposta, di cosa si tratta?
Vorrei dar vita alla voce degli immigrati a Trento attraverso un giornale in italiano,
francese, inglese. Una cosa semplice, qualche pagina in cui si parla di cultura, tradizioni, cronaca e attualità, e che raggiunga (e
arricchisca) trentini e migranti. Ma il progetto è fermo, mancano volontari...se tra i lettori c’è qualcuno che vuole collaborare mi
contatti attraverso il giornale!
Anche a te sta a cuore la convivenza pacifica delle varie etnie sul territorio, noto...
L’ultimo articolo per A NORD DI TRENTO l’ho
scritto sulla Festa dei Popoli: una bella iniziativa che però i trentini non colgono co-
me occasione per aprirsi e conoscere chi
porta pelle, abiti, usanze diversi: alla Festa
c’erano soprattutto stranieri, un vero peccato...inutile dire che il primo passo verso una
buona convivenza è la conoscenza reciproca. E penso che i trentini, da padroni di casa,
dovrebbero accogliere con benevolenza chi
arriva, non chiudersi nel pregiudizio.
Secondo me le cose stanno lentamente migliorando. Sette anni fa, quando arrivai qui,
la gente era più diffidente e gli stranieri avevano grosse difficoltà a trovare un appartamento in affitto, mentre ora è più facile.
Un’idea per migliorare la convivenza?
Penso che sarebbe bello se un domani anche qui a Gardolo sorgesse una piccola Festa dei Popoli, ma partecipata...magari nascesse da un coordinamento delle diverse
associazioni presenti...sarebbe bello.
Racconti di Vita
da Trento Nord
A CURA DI NICOLINI LUISA
In questo numero ascoltiamo la storia di Jean Marie! Viene dal Togo ed abita a Gardolo da un paio d’anni (però è in Trentino dal
2003). Ha collaborato con il nostro giornale
scrivendo un paio di articoli (n. 8 e 10).
Prima cosa: ho sentito che anche tu stai
per entrare nella realtà dell’associazionismo! Racconta!
Sì, stiamo creando un’associazione della
comunità togolese, siamo quasi 40 a Trento.
Io fui il primo togolese ad iscrivermi all’università qui, e ci sono sempre più connazionali che vengono a Trento per motivi di stu-
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a NORD di Trento e… in piazza a Gardolo | dicembre 2010 n. 12
11
Un po’ di storia di Gardolo attraverso le sue vie
pesso abitiamo in vie o piazze intitolate a qualcuno il cui nome non
ci dice assolutamente nulla oppure trae origine da toponimi locali per
noi totalmente privi di significato. Un esempio a Trento Nord? via Giuseppe Tosetti, via
Gaspare Crivelli, via Crosare, via Carpenedi
ecc. Da qui la proposta di Fabio Giacomoni:
presentare il “titolare” (con attenzione speciale ai Gardoloti!) di una via o piazza di Gardolo, Roncafort, Canova ecc. ed il perché di
tanto riconoscimento!
S
DANILO PARIS
Nacque a Gardolo nel 1910
da famiglia poverissima, i genitori morirono di tubercolosi lasciandolo orfano assieme alla sorella maggiore Armida e alla più piccola Iris;
così a quindici anni di giorno lavorava come operaio alle Ferriere, la notte studiava.
Non gli mancava però la forza d’animo. Grazie ad essa riuscì a diplomarsi:
divenne maestro e andò ad insegnare in Alto
Adige, dove conobbe e sposò Afra Delmonte.
Intanto la sorella Armida sposava il proprietario di una tipografia, la Saturnia, rimanendo
dopo due anni vedova: passò a lei e al fratello
il compito di gestire l’azienda.
Era nel frattempo sopraggiunta la guerra. Danilo Paris fu tra i partigiani della prima ora.
Membro del CLN, utilizzava la tipografia per
stampare di notte materiale propagandistico;
faceva inoltre parte delle staffette che accompagnavano al confine svizzero, cioè alla salvezza, i piloti alleati buttatisi con il paracadute
dall’aereo colpito, come pure i deportati che
riuscivano a fuggire dai treni diretti ai campi di
concentramento. Dalla retata nazista che portò all’arresto di diversi membri del CLN tra cui
Gianantonio Manci, riuscì a salvarsi per puro caso. Entrò in clandestinità, salvo tornare
nottetempo in tipografia a stampare volantini
per i partigiani. Ai primi del maggio del 1945
fu protagonista di un episodio rimarchevole:
venuto a conoscenza che un reggimento delle SS in ritirata verso la Germania, passando
per la Valle di Cembra, aveva manifestato il
proposito di distruggere Verla di Giovo “covo
di partigiani”, si offrì come intermediario. Su
mandato del CLN e assieme
a un tenente della polizia militare tedesca già arresosi, si
recò in Val di Cembra per trasmettere l’ordine di cessare
ogni ostilità sia ai partigiani
come alle truppe tedesche.
Le SS dapprima decisero di
fucilare i due, poi sopraggiunto il comandante, accettarono di essere scortate, rinunciando a distruggere Verla. Così il giorno seguente Danilo Paris con una vistosa bandiera bianca si mise alla testa
della colonna, che attraversò senza incidenti
tutta la Val di Cembra. Dopo di che, ritenendo
esaurito il suo compito, tornò indietro. Le SS,
entrate in Fiemme, reagendo ad una scaramuccia, bruciarono il paese di Stramentizzo,
trucidando 28 tra civili e partigiani.
Nel dopoguerra, rifiutò di conseguire per meriti di guerra la laurea in lingue alla Ca’ Foscari di Venezia, cui era da tempo iscritto. Invece,
riconquistata la democrazia, proseguì nell’impegno civile, dal CLN alla politica, come socialista. Subentrò a Gigino Battisti nella prima
legislatura e nell’Assemblea Costituente, do-
ve intervenne in favore dell’Autonomia del Trentino Alto Adige; fu poi eletto al Consiglio comunale di Trento e per più mandati a quello regionale, fino agli anni ’60. La sua ispirazione era schiettamente popolare, di rapporto diretto, immediato, con i lavoratori; e al
contempo geloso delle peculiarità dell’ideale
socialista, che non voleva confuso né con le
sirene del potere democristiano, né con l’abbraccio soffocante dei comunisti (che definiva “preti rossi”, anche se ripeteva “nessun nemico a sinistra”). Per rimanere fedele
a questa impostazione, dapprima lasciò (per
il PSDI di Saragat) il PSI quando questo si alleò con il PCI nel Fronte popolare (e ci rimise il
seggio di deputato), poi il PSDI quando divenne troppo succube della Democrazia Cristiana (per ritornare al PSI ormai autonomo, e ci
rimise il seggio di consigliere). “Beh – commentava – di una cosa non possono accusarmi: di aver cambiato partito per guadagnarci”. Nel contempo gestiva anche la tipografia
Saturnia. Che caratterizzò come casa editrice
di libri trentini di solido livello culturale. I titoli
più prestigiosi “Gli arazzi del Concilio”, la guida ai “Castelli del Trentino” di Aldo Gorfer, le
inchieste sui paesi abbandonati “Solo il vento bussa alla porta” e “Gli eredi della solitudine” di Gorfer e Faganello, e il grande successo “Funghi dal vero” di Bruno Cetto, in sei volumi e svariate edizioni per i mercati europei.
La sua esuberante attività non lo teneva molto in casa. Ma in famiglia la sua personalità
era comunque un solidissimo punto di riferimento; e al contempo la sua curiosità e voglia di conoscere, lo spingeva a cercare, apprezzare l’opinione dei giovani e in particolare dei figli, nei confronti dei quali fu padre severo e al contempo illuminato e generoso nel
concedere libertà e fiducia. Fu sportivo appassionato in più discipline e socio fondatore della Confraternita della Vite e del Vino. Una vita molto intensa ne minò il pur poderoso fisico: morì a 68 anni. Fino all’ultimo volle
sempre confrontarsi con tutti, soprattutto con
chi aveva idee diverse, e lavorò a nuovi progetti, pur essendo consapevole che non li avrebbe visti realizzati.
LIQUIRIZIA E POPCORN
LA RUBRICA SEMISERIA DI CONSIGLI CINE-LETTERARI DI ANDREA
Il consiglio cinematografico di questo numero
“Gran Torino” di Clint Eastwood.
Con Clint Eastwood, Bee Vang, Ahney Her,
08
Cristopher Carley, Austin Douglas Smith. Azione USA 2008
lint Eastwood, negli ultimi anni, ha firmato una serie
di film molto semplici ma anche molto coinvolgenti ed
emozionanti. Tutto il segreto e’ racchiuso nel fatto che l’ultra ottantenne regista ha deciso da tempo di raccontare
storie, e quella che viene narrata in questo “ Gran Torino
“ e’ forse la più coinvolgente storia sull’intolleranza, sulla vecchiaia e sul sacrificio che mi sia capitata di vedere negli ultimi anni. Walt Kowalski è un vecchio operaio
americano in pensione, reduce della guerra di Corea, con
il resto della vita passata a lavorare per la Ford. La “Gran
Torino “ che tiene in garage, che lucida e mantiene come
nuova, più che un’ automobile è un simbolo, un periodo
della sua esistenza e non a caso fornisce il titolo al film. Eastwood regala al suo personaggio anche altre caratteristiche peculiari di un certo tipo di americano: la convinzione di dover difendere la propria casa con la propria arma, l’attaccamento alla bandiera
ed al barbecue uniti ad una certa aria di ruvida scontrosità. La storia continua nella
narrazione del difficile rapporto tra i vicini di etnia cinese e questa specie di vecchio
animale in via di estinzione capace però, quando pensa di dover mettere a posto le
cose, di slanci di grande coraggio. Spesso non ci accorgiamo che anche le nostre idee
diventano abitudini e che le convinzioni si radicano in noi sempre più profondamente
ben oltre il nostro volere.Il protagonista di “ Gran Torino “ si troverà a dover fare i conti
proprio con questo problema. Le armi più potenti che userà non sono quelle convenzionali che ben conosce, ma la sua capacità di distinguere le persone per ciò che
sono realmente e la conseguente capacità di agire coraggiosamente. A ben vedere,
se spogliamo questo film dei contenuti esotici che lo fanno così americano, troviamo
situazioni e personaggi che possono venire tranquillamente riportate quotidianamente nei nostri giornali. Il motivo per cui “ Gran Torino “ vi farà arrabbiare, sorridere ed
emozionare, forse e’ proprio questo. Spero di avervi fatto venire voglia di andare a
noleggiare il dvd. Se così è stato, ne sono contento. Lo sarò ancora di più se il film lo
vedrete in compagnia dopo aver fatto una bella padella di popcorn.
C
Hai vissuto a Trento, da studente; differenze tra la vita in città e a Gardolo?
Come studente (università di economia) qui
mi manca la vivacità culturale o servizi come le tante aule studio per universitari presenti a Trento. Nella biblioteca di Gardolo ce
n’è una: una grande ricchezza per chi abita in un appartamento piccolo come il mio
(35 mt. quadrati che divido con mia moglie
e mia figlia). Magari ce ne fossero altre in
zona! Altro punto: in città si è più informati degli appuntamenti, io ho scoperto poco
tempo fa che in Circoscrizione sono appese
al piano terra delle locandine con gli appuntamenti delle varie associazioni/enti, ci vorrebbero bacheche in luoghi più visibili.
Come lavoratore e padre dico che ci vorrebbero forse più spazi aperti, parco giochi
per i bambini, ma in generale sono contento
del posto in cui abito: a Gardolo non manca
tanto, la zona è ben servita dagli autobus, i
supermercati ci sono, nel parco hanno recentemente ristrutturato il campo da calcio
(dove gioco volentieri qualche partita con gli
amici), e poi vado spesso in biblioteca.
Ci salutiamo con un’ultima riflessione,
grazie della disponibilità!
A volte sento la gente che dice: gli stranieri
vengono qui, ci rubano il lavoro, fanno tanti figli e usufruiscono di sussidi e agevolazioni... io studio economia, e mi sento di dire che l’immigrato contribuisce allo sviluppo economico, e quindi non “ruba” niente.
D’altronde finchè i trentini non faranno più
figli, il trend sarà questo, e l’immigrazione
farà solo comodo all’economia. Quindi facciamo in modo che la convivenza sia un dare e un ricevere!
Per critiche, suggerimenti, commenti, consigli potete scrivere a: [email protected]
a NORD di Trento e… in piazza a Gardolo | dicembre 2010 n. 12
12
biscotti per Natale
RICETTE
biscot i all’arancio
Ingredienti: Per la pasta: 250 gr. di farina 00, 3 gr di lievito, 75 gr. zucchero, 1 bustina
di zucchero vanillinato, 1 presa di sale, 1 uovo,
125 gr. di burro.Per il ripieno: 125 gr. mandorle macinate, 150 gr zucchero, buccia d’arancia
non trattata grattugiata, succo di 2 arance. Per
la glassa: 50 gr. di zucchero a velo, 1 cucchiaio
circa di succo d’arancia
Lavorazione: Impastare tutti gli ingredienti
“per la pasta” velocemente utilizzando il burro a freddo. Mettere l’impasto in frigorifero per
30-60 minuti. Stendere l’impasto finemente in
due parti con il mattarello e riporre la prima parte sul fondo della teglia ricoperta di carta forno
e la seconda parte, dopo aver messo il ripieno,
sopra a copertura.
Ripieno: mescolare gli ingredienti in una terrina verificandone la consistenza, aggiungendo
il succo delle 2 arance secondo quantità. Non
CRUCIVERBA
P
untuale, ecco il cruciverba di “A
Nord di Trento” con un mix di parole
trentine - gardolote (19) e italiane! Le definizioni che hanno per risposta una parola in dialetto, ad esempio la 1 orrizzontale, sono affiancate da asterischi, uno* per
i termini ancora di uso comune, due** per
quelli utilizzati più raramente e tre*** per
quelli ormai in bocca e orecchi di chi ha
passato più volte gli “anta”. Un bel grazie a Rosy, Irene e Mirella per la collaborazione!!!
UGO
deve risultare troppo liquido, ma un ripieno denso da spalmare sopra all’impasto già steso.
Cottura: cuocere in forno a 200-225° per
circa 20 minuti.
Glassa: mescolare bene lo zucchero a velo
con il succo d’arancia q.b. e spennellare l’impasto sfornato. Tagliare in rettangoli 3x1,5 cm tutta la teglia.
Variante Carina: mettere sopra alla glassa
per ogni rettangolo una scorzetta candita di arancia vera comperata a peso/a pezzi e ritagliata a piacere. La glassa può essere anche al limone.
biscot i marmorizzati
Ingredienti: 250 gr. di farina 00, 3 gr di lievito (1 cucchiaino da the raso), 100 gr. di zucchero, 1 bustina zucchero vanillinato, 1 presa di sale, 3 gocce di aroma di mandorla, 1 uovo, 150
gr. di burro, 30 gr. di polvere di cacao amaro (3
cucchiai rasi da tavola)
Lavorazione: disporre la farina setacciata
con il lievito sul tavolo a montagna con sopra
lo zucchero, lo zucchero vanillinato, la presa di
sale e aggiungere l’uovo. Tagliare il burro freddo a quadretti e metterlo al centro ed impastare velocemente. Incorporare il cacao ad 1/3 circa dell’impasto ed impastare la parte scura con
quella chiara. Formare 2-3 rotoli del diametro di
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circa 3 cm e metterli in frigo per circa 60 minuti.
Quando sono diventati duri tagliarli a fette dello spessore di circa 3 mm e disporli sulla teglia
con carta forno o imburrata e infornare.
Cottura: cuocere in forno a 220° per circa
10 minuti.
Alternativa carina per le più esperte: stendere l’impasto bianco e l’impasto scuro separatamente, sovrapporli e arrotolarli per comporre i rotolini da mettere in frigo. In questo modo anziché “variegati” risulteranno a righe circoncentriche. A piacimento si possono rotolare
nella chiara d’uovo e nelle mandorle tritate prima di ritagliarli a fette e disporli sulla teglia per
la cottura. Risulteranno con tutti i pezzettini di
mandorle intorno.
barchet e di dat eri
Ingredienti: ca. 30 datteri, 100 gr marzapane, 100 gr zucchero a velo, 1 cucchiaio di rum
Per la copertura: 200 gr. cioccolato bianco,
mandorle circa 30 pezzi
Lavorazione: togliere il nocciolo dai datteri
aprendoli per la lunghezza ad uno ad uno.
Impastare il marzapane con lo zucchero a velo
ed il cucchiaio di rum e poi riporre piccole parti di detto composto all’interno di ogni dattero.
Sciogliere il cioccolato bianco a bagnomaria e
tuffare i singoli datteri dalla parte con il ripie-
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nidi d’ape
Ingredienti: 250 gr. di farina 00, 3 gr di lievito (1 cucchiaino da the raso), 100 gr. di zucchero, ½ bustina zucchero vanillinato, 1 presa
di sale, 3 gocce di aroma di mandorla, 1 rosso d’uovo + 1 chiara d’uovo, 150 gr. di burro,
150/200 gr. di mandorle tritate per decoro, marmellata di ciliegie (o a piacere)
Lavorazione: disporre la farina setacciata
con il lievito sul tavolo a montagna con sopra
lo zucchero, lo zucchero vanillinato e la presa di
sale. Tagliare il burro freddo a quadretti e metterlo al centro insieme al rosso d’uovo e all’aroma. Impastare velocemente (Mettere l’impasto in frigo per circa 30-60 minuti se necessario). Fare delle palline di circa 2 cm di diametro
e immergerle da un lato nella chiara d’uovo leggermente sbattuta in un piatto e, successivamente, nelle mandorle tritate. Con il fondo della
bottiglietta dell’aroma, sfondare un po’ al centro dell’impasto dalla parte delle mandorle tritate per fare un buchino, dove andare a mettere
la marmellata di ciliegie rossa. Con l’aiuto di un
cucchiaino riempire il buchino con la marmellata. Disporre i biscottini sulla teglia foderata con
carta forno o imburrata e infornare.
Cottura: cuocere in forno a 170°-180° per
circa 10 minuti.
esposizioni. 40 - L’indice Usa di qualità
dell’aria. 41- Preghiera alla madre di Dio.
43 - Genere musicale dei neri americani.
44- Se non è sì! 45 - L’Adige *. 46 - Ingresso, hall, anticamera. 47 - Se non questo, sarà un... 49 - Grosso martello per
demolire *. 51 - Lepre *. 52 -Uccellini *.
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ORIZZONTALI: 1 - Briciola *. 7 - Cantina *. 13 - Fare presa, rimanere attaccati.
14 - Rompere, scassare *. 15 - Asini in...
classe. 16 - Il mitico fucile degli alpini. 17
- Si passano alla ex moglie. 19 - Opposto
di “pro”. 20 - Si dava alla figlia in sposa *.
21 - Crampo, indolenzimento muscolare
*. 23 - Orto *. 24 - Due gemelle di Gigi..
25 - Asti. 26 - A fianco di Stanlio. 2 - Ravenna. 31 - Un soprannome per Antonio
*. 33- Tiene le auto in custodia. 36 - Uovo
*. 38 - Tino *. 39 - Centro trentino per le
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no nel cioccolato. Sovrapporre su ognuno una
mandorla per lungo e far asciugare ed indurire il cioccolato.
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VERTICALI: 1 - Lavoratore del maso *.
2 - Divinità pagana, totem. 3 - Singhiozzi, lamenti. 4 - A questo punto, quasi. 5
- Una volta ne bastavano mille al mese.
6 - Pesce secco affumicato. 8 - L’altare
dei pagani. 9 - La Orlandi dei mitici 4+4.
10 - L’alcol cattivo del vino. 11 - Parlano
con lo stomaco. 12 - Audace, temerario,
intrepido. 16 - Un distillato. 18 - Tendenza
ad usare la tattica. 22 - Sorgente d’acqua,
fontana. 27- La moglie di Giacobbe. 29 Comodo, facile. 30 - “Guidava” il carro *.
32 - Il “nulla ..” che dà il via libera. 34 - Il
confessore la dà da recitare per penitenza. 35 - Vogare, pagaiare. 37 - Furbacchioni ma anche venature d’oro. 38 - A
Venezia c’è quello Grande. 40 - Le autostrade del sangue. 42 - Nota musicale. 43
- Rifugio antiaereo. 46 - No sta roter le...
*. 48 - Treviso in macchina. 50 - Barra di
legno, tavola.
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pdf - Il Gruppo Roncafort