Unione europea
Fondo sociale europeo
Progetto Rif. P.A. 625/06 “Women In – un sistema di eccellenza”
Ob. 3 E1 FSE 2006 cofinanziato dall’Unione Europea
D.G.R. n. 1156 del 05.08.2006
e i Percorsi Femminili
di Successo
nel Lavoro Autonomo
e Professionale
Indice
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Prefazione
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
Introduzione
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
Percorsi femminili di successo
nel lavoro autonomo e professionale
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Daniela Amari
Barbara Andruccioli
Morena Bellini
Laura Clotilde Bergonzoni
Cristina Casadei Manghi
Dora Carapellese
Olga Davydova
Roberta Dradi
Tiziana Andrea Fragner
Mila Gavioli
Monica Massari
Francesca Sassi
Doriana Togni
Christine Weise
1
Hanno Collaborato
Comitato d’onore

Paola Manzini
Assessore Scuola, Formazione Professionale, Università, Lavoro, Pari Opportunità
Regione Emilia-Romagna

Palma Costi
Assessore Interventi Economici, Innovazione e Pari Opportunità
Provincia di Modena

Valeria Braglia
Presidente CNA In Proprio Emilia Romagna
Staff

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

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Lalla Golfarelli
Alessandra Di Luca
Francesca Pizzurno
Alessia Tomasini
Maria Paz Venturelli Cea
Gruppo di lavoro
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
Ermes Ferrari
Anna Lancioni
Andrea Lavorato
Morena Manfredini
Elisa Muratori
Paola Pedrini
Un ringraziamento particolare a CNA In Proprio Emilia Romagna, alle sue articolazioni provinciali e a CNA Modena per il prezioso
supporto nell’organizzazione dell’iniziativa.
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Prefazione
Questa pubblicazione dimostra come CNA, attraverso CNA In Proprio, per prima in Italia abbia capito il valore delle professioniste e
dei professionisti atipici, offrendoci una “casa” e soprattutto una vera rappresentanza, riconoscendoci quali nuovi soggetti economici
da valorizzare e sostenere.
Il gruppo di interesse di CNA In Proprio in Emilia Romagna è costituito da circa 2400 lavoratrici e lavoratori autonomi dei quali la
maggior parte ha meno di 40 anni di età. Operano prevalentemente nel campo dei servizi alle imprese, ed è significativa la presenza
di consulenti aziendali, informatici, organizzatori di eventi e in generale di operatori nel campo della comunicazione, della cultura e
delle nuove tecnologie dell’informazione.
Soggetti quindi attivi nel mondo delle cosiddette professioni intellettuali.
Professioniste e professionisti “di nuova generazione” che si distinguono per l’elevato grado di competenza, autonomia e
organizzazione del proprio tempo lavorativo e che, attualmente, rappresentano la leva portante di un nuovo modello di sviluppo
economico e sociale.
CNA In Proprio, tramite un’organizzazione strutturata, opera a livello nazionale per ottenere tutele e diritti specifici ed elaborare
normative apposite per la categoria.
Il riconoscimento dello status di nuovi soggetti economici rappresenta il primo obiettivo di In Proprio per continuare il percorso di
crescita e di sviluppo di un nuovo modo di fare impresa in Italia.
CNA In Proprio si propone infine di incoraggiare e favorire lo sviluppo delle reti delle professioniste e dei professionisti, riuniti anche
in gruppi o associazioni, per valorizzare le eccellenze e garantire i processi innovativi nel mondo imprenditoriale.
Essere qui oggi con una nostra rappresentanza di professioniste, esempi di successo nell’ambito del lavoro autonomo femminile,
dimostra la validità del nostro operato e ci conferma il valore culturale e professionale delle nostre iscritte.
Valeria Braglia
Presidente CNA In Proprio Emilia Romagna
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Introduzione
Il progetto Rif. P.A. 625/06 “Women IN – Un sistema di eccellenza” avendo come obiettivo la valorizzazione del lavoro femminile in
tutte le sue forme, intende non solo evidenziare casi di eccellenza nelle realtà imprenditoriali ma portare l’attenzione anche su
percorsi di eccellenza femminili nell’ambito del lavoro autonomo e professionale, presentando in queste pagine, attraverso la
modalità del racconto a storia di vita, esempi di successo.
Dedicare parte del lavoro alla messa in luce di percorsi professionali significativi rappresentava un bisogno ed al tempo stesso
un’esigenza per completare un quadro già definito con la valorizzazione dei ruoli femminili nelle aziende e l’individuazione non solo di
buone prassi afferenti alle imprese ma anche di buone prassi che, in modo più o meno formale, evidenziano il valore delle persone
che operano nelle e per le organizzazioni (i ruoli manageriali femminili, ad esempio).
L’evoluzione connessa ai mutamenti del mercato del lavoro implica nuovi scenari di riferimento in cui il lavoro autonomo assume un
significato rilevante, creando nuove professioni legate allo sviluppo della conoscenza, dei prodotti e dei sistemi.
L’area del lavoro autonomo sembra infatti richiedere profili disegnati non solo da sapere tecnologico e di mestiere ma anche, e
soprattutto, da capacità di comunicazione, di tessitura delle relazioni economico professionali, di esplorazione dei mercati, di calcolo
economico in chiave strategica1.
Rispetto alla presenza femminile nell’ambito del lavoro autonomo e professionale il quesito da porsi è: come cambiano le regole del
gioco e le opportunità per le lavoratrici che svolgono attività in proprio o vogliono iniziarla?
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Bonomi e Rullani – “Il capitalismo personale” - Einaudi, Torino 2005 - Oggi si diffonde la consapevolezza del cambiamento sostanziale
nell’organizzazione del lavoro, cambiamento che non può essere totalmente ricondotto alle variabili di frammentazione del tessuto produttivo e/o
esternalizzazione di fasi lavorative da parte della grande impresa. Quello che cambia nell’esperienza concreta di un numero sempre maggiore di
lavoratori e lavoratrici non riguarda solo le “dimensioni” o il “trasferimento”, ma il fatto che, ricomponendosi i cicli produttivi, riducendosi le dimensioni
aziendali, delocalizzandosi intere fasi delle produzioni, cambino i modi di organizzare il lavoro, le relazioni tra i diversi segmenti del ciclo ed i profili
professionali coinvolti, le modalità di accesso al lavoro e i rapporti contrattuali. La questione del cambiamento dello “statuto del lavoro” o del “nuovo
lavoro” è spesso posta in termini quantitativi, intesa cioè in base a quanto cresce o si consolida il lavoro dipendente rispetto a quello autonomo. Ma
quello che forse vale la pena di considerare è la questione qualitativa, che riguarda quote crescenti di lavoro sia dipendente che autonomo, dove
prevalgono elementi di maggiore autonomia decisionale, appoggio a reti esterne, assunzione di rischio professionale e di responsabilità anche verso se
stessi, investimento nelle proprie competenze e nella capacità di cooperazione sociale.
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Le dimensioni maggiormente problematiche possono essere ricondotte alle difficoltà di accesso al credito, alla non stabilità dei
rapporti professionali, al non facile equilibrio nella conciliazione tra tempi di vita e di lavoro; nonostante tutto, le donne sono sempre
più protagoniste di attività indipendenti in ambiti e settori diversificati.
Le caratteristiche vincenti che ne determinano il successo e il consolidamento della posizione lavorativa fanno riferimento a
preparazione e competenze ma anche a determinazione e capacità di gestire le situazioni critiche, nonché alla possibilità (divenuta
opportunità) di flessibilità e mobilità di svolgimento della prestazione professionale.
Tutto ciò ha agevolato in larga misura la possibilità per le donne di stare sul mercato del lavoro a volte, e forse troppo spesso, non
precisando spazi definiti per i tempi di vita e i tempi professionali.
Occorre però precisare che una significativa parte di lavoro autonomo di recente costituzione nasce dalla difficoltà per le donne
nell’individuare sbocchi occupazionali alternativi altrettanto validi da un punto di vista professionale ed economico, in grado di
combinare interessi e ambiti afferenti alla sfera lavorativa e privata2.
Le evidenze sopra esposte risultano confermate dalle analisi effettuate, che ci hanno fornito uno spaccato delle tipologie di attività e
delle modalità che hanno condotto le professioniste coinvolte alla scelta del lavoro autonomo.
Le attività di ricerca hanno trovato sostegno collaborativo da parte delle articolazioni territoriali di CNA In Proprio, che tramite i
propri referenti hanno segnalato al gruppo di lavoro una rosa di candidature che rispondessero a caratteristiche definite.
L’indagine si è prefissata l’obiettivo di individuare gli elementi di eccellenza propri sia delle lavoratrici autonome che dei percorsi di
carriera, per far emergere esperienze virtuose ma anche fabbisogni in termini di formazione, orientamento, consulenza e servizi; si è
realizzata attraverso la verifica e l’approfondimento delle attuali attività lavorative, dei percorsi formativi intrapresi e mediante la
ricostruzione dei percorsi di crescita professionale.
Si tratta di lavoratrici autonome impegnate nello svolgimento di attività riconducibili in larga misura a professioni intellettuali frutto
di investimenti personali importanti in formazione e aggiornamento.
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Bonomi e Rullani – “Il capitalismo personale” - Einaudi, Torino 2005 - Va prestato il necessario interesse alle caratteristiche “imprenditive” di tutto il
lavoro, caratteristiche che non si concentrano solo sulla cessione di tempo, bensì sul “lavoro mobile” che esce dai confini delle fabbriche, delle
organizzazioni e va verso i clienti, si svolge in movimento, si sposta verso la casa. Rischio, indipendenza ed autonomia diventano quindi elementi stabili
del sistema, stimolando i lavoratori a mantenersi attivi ed a proteggere la cittadinanza delle reti nel loro mercato di riferimento.
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Percorsi Femminili
di Successo
nel Lavoro Autonomo
e Professionale
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Daniela Amari
Attività: consulente informatica, analisi,
programmazione, assistenza e formazione personale
Località: Reggio Emilia
“Sono una professionista capace, preparata ed esperta. Nelle situazioni più complicate trovo soluzioni originali e funzionali. Nei
rapporti con i clienti sono tranquilla e determinata”: così si definisce Daniela Amari, consulente informatica ed esperta in formazione
del personale dal 1993.
Dopo aver intrapreso studi da geometra e conseguito il titolo di laurea in Matematica, inizia il suo percorso professionale come
docente di Informatica Gestionale. L’esperienza di insegnamento le è utile per comprendere come l’ambiente scolastico non risponda
alle
sue
esigenze
di
realizzazione,
nonostante
rappresenti
un’attività
tutt’ora
intrapresa;
decide
così
di
abbandonare
momentaneamente tale percorso, scontrandosi con le resistenze provenienti dalla famiglia “Appena mi sono laureata ho insegnato
per 6 mesi: ho capito subito che non era il mio ambiente. Terminata la supplenza ho trovato posto in una software house e mi sono
trovata meglio. Ho avuto diversi scontri in famiglia per aver rinunciato all’insegnamento. Io non mi sono mai pentita.”. Cominciato il
lavoro di programmatrice in una software house, decide a distanza di 4 anni di avviare un’attività autonoma per soddisfare il
desiderio di autogestione, impegnandosi sempre in formazione e aggiornamento “Ho deciso di diventare professionista soprattutto
per avere più tempo libero. Presso le software house il lavoro era troppo gravoso e poco remunerativo. La libera professione per
clienti fissi mi consente di godermi di più il lavoro, che è più vario ed inoltre posso approfondire interessi non strettamente collegati
alla mia professione”.
Rintracciare la committenza non ha mai costituito un problema per la dott.sa Amari che, grazie alle positive relazioni lavorative
instaurate nei diversi impieghi, è riuscita a mantenere e fidelizzare una clientela ristretta ma consolidata “Non ho mai cercato clienti,
mi contattano loro. Avevo già lavorato per loro in passato e quando sono diventata libera professionista mi hanno chiesto di
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collaborare in termini di analisi e programmazione. La mia attività è molto personalizzata. Realizzo soluzioni ad hoc, difficilmente
potrei adattarle ad altri clienti e probabilmente perderei quelli attuali”.
La professionista afferma come l’occasione lavorativa più importante le si sia presentata proprio all’inizio della carriera “L’opportunità
più interessante l’ho avuta all’inizio. Ero dipendente e appena assunta mi hanno affidato un settore che presentava molte difficoltà: il
software era datato, i clienti si lamentavano del professionista che se ne occupava. Nessuno voleva lavorare per risanare la
situazione. Io ho accettato e in 9 mesi è diventato uno dei settori più produttivi dell’azienda. Una bellissima esperienza! Lavoravo
molte ore al giorno, il supporto dei colleghi era praticamente nullo. Nonostante questo è stato uno dei più bei periodi lavorativi della
mia vita. Un’altra bella esperienza è stata quando, due anni fa, ho iniziato a lavorare con altri professionisti ed ho capito che non
erano una minaccia”.
Abitualmente svolge la propria attività presso i clienti utilizzando attrezzature presenti nella struttura; solo sporadicamente utilizza il
proprio PC perché i rapporti di lavoro e gli incarichi sono regolati in base a progetti specifici “In genere lavoro ad uno specifico
progetto commissionato. Lavoro presso i clienti o con una linea VPN dal mio PC. Se il problema è complicato l’analisi viene
presentata in forma scritta. In ogni caso la mia prestazione ha un costo orario. Quando lavoro presso i clienti mi occupo anche di
assistenza alla normale attività aziendale e di addestramento del personale. Il software attualmente in uso è piuttosto testato e non
presenta particolari problematiche. Pertanto le chiamate al telefono sono ridotte al minimo. Per maggiore sicurezza, in caso di blocco
delle attività a causa di malfunzionamento di programmi, ho sempre con me un piccolo PC col quale posso connettermi e sbloccare la
situazione in pochissimo tempo. Questa soluzione consente a me di avere molta libertà e ai miei clienti molta tranquillità”. Afferma
comunque che la posizione di libera professionista le permette ampio raggio di autonomia organizzativa anche in relazione alla vita
privata e che in caso di attività particolarmente impegnative si accorda con la committenza per ricercare le soluzioni più idonee
“Credo di essere molto autonoma. Quando i tempi sono stretti per la realizzazione di un progetto ne parlo con il committente ed in
genere deleghiamo ad una software house alcune parti del lavoro stesso. L’orario di lavoro è variabile e dipende anche dal progetto.
Il mese scorso ho lavorato dalle 9.00 fin verso le 15.00. Questo mi ha consentito di frequentare un corso di nuoto la mattina o la
palestra al pomeriggio. Quando c’è da fare una trasferta può darsi che lavori anche il sabato e la domenica”.
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In merito alla propria posizione professionale la dott.sa Amari sottolinea come gli aspetti caratteriali le consentano di svolgere al
meglio il proprio lavoro “Sono lucida anche nei momenti più difficili ed affronto gli imprevisti sul lavoro come se andassi a fare un
giro su una giostra. Sono preparata ed esperta. Se una cosa mi appassiona ho anche delle soluzioni originali”.
Ritiene però che il fatto di essere donna abbia probabilmente costituito un ostacolo ad un compenso più remunerativo (rispetto a
uomini in possesso di caratteristiche analoghe alle sue).
Come componente del gruppo CNA In Proprio è venuta a conoscenza della possibilità di frequentare corsi di formazione che hanno
contribuito ad aumentare la sua produttività e migliorare il rapporto con i clienti. Indica però come l’organizzazione associativa del
territorio necessiti di servizi aggiuntivi, quali ad esempio la creazione di uno strumento attraverso cui i professionisti possano
confrontarsi; si mostra infatti interessata alla partecipazione ad una rete di donne lavoratrici autonome con le quali scambiare
esperienze e conoscenze in un’ottica di crescita personale e professionale.
Tra i progetti per il futuro auspica un ampliamento della committenza tramite la specializzazione nel campo dell’analisi.
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Barbara Andruccioli
Attività: traduzioni dall’italiano verso le principali
lingue europee e viceversa
Località: Rimini
Barbara Andruccioli individua nella partecipazione a corsi di formazione tecnica il fattore che più degli altri ha determinato la sua
crescita professionale; formazione, titoli di studio attinenti il percorso professionale ed esperienze di lavoro all’estero l’hanno portata
a maturare esperienze significative nell’ambito lavorativo tali da permetterle l’attuale posizione professionale (nel dettaglio: laurea in
Traduzione, conseguita presso Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori, Università di Bologna; esperienza
lavorativa di traduzione in house presso C.E.S.T.E.C. - Centro Europeo di Studi Tributari e sull’Electronic Commerce, dove ha svolto il
ruolo di traduttrice di articoli e libri in materia di diritto tributario, economia, finanza e commercio elettronico; ad oggi, sette anni di
lavoro come traduttrice freelance per agenzie italiane ed estere; collaborazione con un’importante agenzia stampa di Milano per la
traduzione di comunicati stampa da pubblicare sul Web, dall’inglese all’italiano, di varia natura).
“Le competenze a mio avviso più rilevanti per lo svolgimento del mio lavoro sono diverse e vanno dalla capacità di individuare le
principali priorità alla tempestività di risposta e dei tempi di consegna, alle competenze specifiche in termini di specializzazione (es.
traduzioni giuridiche e legali). Trattandosi di attività professionale occorre mantenere la riservatezza sulle informazioni di cui si viene
a conoscenza e tenersi costantemente aggiornati”.
“Il mio lavoro consiste in servizi di traduzione e interpretariato, corsi di lingua, consulenze linguistiche per aziende ed enti. Svolgo
l'attività di libera professionista dal 2004 e da allora il volume di attività è andato via via crescendo. Ho stretto collaborazioni con
agenzie straniere per progetti di traduzione e revisione di sottotitoli per programmi televisivi e DVD, potendo così unire le mie due
grandi passioni: le lingue e il cinema”.
Si descrive come persona determinata, curiosa ed amante delle sfide, affidabile e flessibile, con capacità organizzative e di gestione,
e ritiene di avere una buona attitudine alle relazioni personali.
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Spinta da prospettive economiche, di intraprendenza e dalla volontà di una gestione autonoma dei tempi di vita e di lavoro, Barbara
Andruccioli decide di avviare un’attività autonoma usufruendo di un finanziamento agevolato per l’accesso al credito “Ho usufruito di
un contributo concesso ai lavoratori autonomi erogato dalla Regione Emilia-Romagna per l'acquisto di beni strumentali. Per
l'erogazione del contributo ho presentato una serie di documenti tra cui: 1) Relazione finale sottoscritta dal beneficiario riguardante
l'intervento realizzato (descrizione delle spese sostenute e indicazione delle finalità delle stesse, obiettivi e risultati già conseguiti e/o
previsti per il futuro ecc.); 2) Rendiconto analitico delle spese sostenute; 3) Fotocopie delle fatture elencate nel rendiconto analitico”.
I rapporti con la committenza, aziende ed enti pubblici distribuiti sul territorio, vengono regolati tramite modalità di comunicazione a
distanza con ampi margini di autonomia, operando direttamente presso il proprio ufficio “Rintraccio la committenza attraverso
Internet, tramite una convenzione con Assindustria Rimini, mediante il passaparola o attraverso l’invio mirato di CV. Purtroppo, però,
dedico poco tempo alla promozione della mia attività. L’incarico mi viene affidato tramite posta elettronica o per telefono. Se si tratta
di un nuovo cliente o di lavori di importo consistente chiedo al cliente di spedirmi via fax il preventivo firmato e timbrato. Per le
lingue che non sono di mia competenza mi avvalgo di una rete di collaboratori fidati ed esperti. Il livello di autonomia è elevato ma
comunque vi sono dei tempi tecnici di esecuzione della traduzione da rispettare. Faccio una stima dei tempi di consegna in base al
numero di parole da tradurre e alla difficoltà del testo. Purtroppo a volte capitano ritardi piuttosto consistenti nei pagamenti che però
finora si sono risolti tutti positivamente sollecitando telefonicamente il cliente moroso. Credo di avere le stesse opportunità di un
uomo con caratteristiche professionali analoghe alle mie”.
La partecipazione alla vita associativa del territorio, attraverso l’iscrizione a CNA, le permette di avere a disposizione un riferimento
cui rivolgersi in caso di problematiche di diversa natura e di ritenere la Regione Emilia-Romagna piuttosto all’avanguardia nel campo
dei servizi al cittadino, nonostante esista necessità di servizi aggiuntivi.
Si mostra interessata a far parte di una rete di lavoratrici autonome con le quali scambiare esperienze e conoscenze anche perché
indica quale principale punto debole della sua posizione professionale il fatto di essere sola “Credo che da tutte le esperienze
professionali "in rosa" si possano apprendere elementi utili al miglioramento del proprio lavoro. Il principale punto debole della mia
professione penso sia quello di essere alquanto "solitaria". Infatti, sebbene connessa al mondo esterno grazie a Internet, svolgo il
mio lavoro da sola, senza la possibilità di confrontarmi direttamente (ovvero faccia a faccia) con altri colleghi traduttori”.
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Così descrive la sua giornata-tipo e la distribuzione degli impegni lavorativi e privati: “So quando inizio a lavorare ma non so mai
quando finisco! Cerco comunque di darmi delle regole e restare, nei limiti del possibile, nell'ambito delle 8-9 ore lavorative. Accendo
il computer verso le 9.00 di mattina e controllo immediatamente la posta elettronica, nel caso fossero giunti nuovi incarichi. Se si
tratta di una traduzione dalle lingue di mia competenza (es. inglese e spagnolo) all'italiano, mi occupo direttamente della traduzione.
Se si tratta di lingue che esulano dalla mia competenza, mi avvalgo della collaborazione di altri colleghi traduttori con i quali sono in
contatto. Svolgo una professione che mi consente di gestire e organizzare la giornata in tutta libertà conciliando al meglio gli impegni
lavorativi con quelli familiari”.
“La mia famiglia mi ha sempre sostenuto in questa avventura appoggiandomi sia moralmente che economicamente, forse perché
mio padre, a suo tempo, aveva intrapreso la strada della professione in proprio aprendo un laboratorio di tappezzeria”.
I progetti futuri vengono indirizzati all’aumento del portafoglio clienti e all’ampliamento dei servizi di traduzione, rivolgendo il servizio
ad altri settori, ad oggi non presidiati (medicina, psicologia, farmacologia), anche attraverso la partecipazione a corsi di
specializzazione.
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Morena Bellini
Attività: indagini di opinione, ricerche di mercato e
comunicazione
Località: Modena
Dal 1997 Morena Bellini si occupa della realizzazione di indagini di opinione e ricerche di mercato su commissione per istituti di
ricerca nazionali, oltre che della progettazione ed attuazione diretta di ricerche su tutto il territorio nazionale. Operando nel campo
delle ricerche quantitative, l’attività si è specializzata nella realizzazione di interviste face to face attraverso la somministrazione di
questionari strutturati e semistrutturati inerenti i settori medico, farmaceutico, commerciale, industriale, dei consumi e sociale.
La collaborazione istaurata negli anni con i più importanti enti di ricerca nazionali e la partecipazione ai momenti formativi da essi
proposti, hanno permesso alla signora Bellini di accrescere le proprie conoscenze nel campo e di creare una valida rete di riferimenti
e di intervistatori in tutta Italia, rendendola punto di riferimento di settore “Collaboro con i più importanti istituti di ricerca nazionali e
sono il riferimento regionale e nazionale per quanto riguarda il field, poiché sono dotata di una buona rete di riferimenti e di
intervistatori che si articola sia nella regione che sul territorio nazionale”.
Nella formazione e nell’aggiornamento continuo vengono identificati i fattori che hanno determinato e determinano tutt’ora la
crescita professionale della signora Bellini, che vanta numerose pubblicazioni nel campo della ricerca.
L’esperienza maturata nel corso degli anni, le inclinazioni personali e la volontà di allontanarsi da una modalità di lavoro dipendente
l’hanno motivata ad avviare un’attività individuale ed entrare nel mondo della libera professione. “È stata una fatalità, ho conosciuto
il mondo della ricerca nell’ambito del lavoro dipendente e ho avuto la sensazione immediata che fosse ciò che volevo fare. Ero stanca
del lavoro dipendente con orari e ferie fissi, quindi ho deciso di entrare nel mondo libero professionale”.
Abilità creative, capacità di analisi del contesto e dei comportamenti in genere, unite alla disponibilità al cambiamento, sono
identificate quali competenze di base per lo svolgimento della propria attività, promossa attraverso la qualità del lavoro stesso.
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Essendo la committenza a richiedere direttamente la professionalità di Morena Bellini, la modalità del passaparola risulta il principale
canale di reperimento di clientela. Le aree di intervento vengono concordate e i rapporti sono regolati tramite progetto a preventivo
firmato all’atto dell’assegnazione del contratto “Al momento per mia fortuna non ho mai cercato clienti ma viceversa mi hanno
cercato. Presumo che ci sia un passaparola e questo mi lusinga”.
L’attiva partecipazione alla vita associativa del territorio e i ruoli di rilievo rivestiti all’interno di organizzazioni di rappresentanza le
permettono di affermare come i servizi di tutela per affrontare e risolvere problemi legati al mercato, alla clientela, al finanziamento,
e al credito siano validi ma debbano essere in grado di seguire i mutamenti del mondo del lavoro. A suo parere la dimensione che
per le libere professioni vede un ampio margine di rischio è rappresentata dal pagamento delle prestazioni “Sono presidente di CNA
In Proprio provinciale di Modena dal 2002, componente dell'assemblea e della direzione provinciale CNA. Sono inoltre vice presidente
regionale CNA In Proprio dell'Emilia Romagna dal 15 Settembre del 2005”.
Auspicando protezioni a livello pensionistico e in caso di malattia o infortunio per le categorie che non possiedono un ordine
professionale, la sig.ra Bellini, come membro dell’associazione di categoria e anche a livello di sindacati, prospetta ampi spazi di
intervento su questo fronte “Ritengo che a livello di protezioni sociali, per quanto riguarda la sanità e i servizi comunali in genere,
soprattutto nella nostra zona, non ci si possa lamentare. Mancano totalmente però protezioni a livello pensionistico e di malattia per
quanto concerne le categorie che non hanno un ordine professionale con relativa cassa. Queste categorie di liberi professionisti sono
costretti ad attivare un’assicurazione personale sia come fondo pensionistico che come malattia/infortunio, in un mondo assicurativo
che non è ancora al passo con le necessità del mondo lavorativo di oggi. Credo quindi che in questo ambito ci siano ampi spazi su cui
lavorare, sia per le associazioni di categoria che per i sindacati”.
La sua presenza all’interno delle associazioni le consente inoltre di confrontarsi, scambiare esperienze e conoscenze con una rete di
lavoratrici autonome “Faccio parte di una rete di donne lavoratrici autonome, essendo all’interno del gruppo donne imprenditrici della
CNA di Modena e trovo che siano momenti di confronto molto interessanti in quanto noi donne quando siamo insieme sappiamo
divertirci ma anche tirare fuori le problematiche che sentiamo più vicine a noi e discuterne ci aiuta moltissimo”.
Difficoltà legate al riconoscimento del ruolo in quanto donna non sono avvertite; essendo una professionalità caratterizzata dalla
creatività e dal contatto con le persone, la qualità del lavoro presentato e la competenza dimostrata nello svolgimento della
commessa risultano di primaria importanza “Non mi sento limitata dal fatto di essere donna, anzi penso che in questo tipo di lavoro
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non esistano differenze di genere ma la capacità di ognuno di noi a prescindere (forse esiste di più nel lavoro dipendente). Sei tu che
fai le regole in quanto gli altri hanno bisogno del tuo lavoro. Ho presentato progetti in situazioni dove altre persone (ditte) fatte di
uomini o di donne competevano con me ma non è stato il genere a fare vincere l’uno o l’altra, bensì la qualità del progetto
presentato”.
La precisione del lavoro ed il rispetto dei tempi di consegna, punti cardine dell’attività, sono maturati e si sono affinati negli anni di
esperienza nel settore grazie anche all’apprendimento dai propri errori, caratteristica che ha permesso l’acquisizione di capacità
organizzative, di coordinamento e di selezione della committenza “Sono sempre gli errori che ti fanno imparare e capire meglio, sia
nel personale che nel lavoro. Ad esempio all’inizio della mia attività accettavo sempre tutto quello che mi veniva proposto, per poi
rendermi conto che rischiavo nella qualità e nei tempi di consegna per il troppo lavoro. Ho imparato a scegliere e a dire di no”.
Allegra, creativa e orientata all’apprendimento continuo è riuscita a coniugare carriera e famiglia grazie alla gestione autonoma dei
tempi resa possibile dalla libera professione, nonché dal supporto del marito, ricercatore in ambito sociologico, figura di riferimento
dal punto di vista professionale e privato “Mio marito, che fa il mio stesso lavoro, mi ha aiutata e mi aiuta moltissimo. Non ho figli
piccoli e questo ad oggi mi consente grande libertà di scelta e di movimento. Certo quando ho iniziato mia figlia era più piccola, ma
devo dire che la libera professione mi ha dato la possibilità di condividere più momenti insieme a lei, il lavoro dipendente mi limitava
di più nel tempo a disposizione per la famiglia e per me stessa. La famiglia non è stata un limite ma una forza”.
Ritenendosi soddisfatta della posizione professionale raggiunta ed avendo realizzato ciò che si era prefissata, gli obietti futuri
risultano relativi al consolidamento dell’attività “Al momento sono contenta, sto facendo quello che mi piace, e soprattutto sono
arrivata dove mi ero prefissata di arrivare, forse anche oltre. I punti di forza per me sono che non ti annoi mai in quanto questo tipo
di lavoro è molto creativo e ti mette a contatto con tante persone diverse. Per quanto riguarda i punti di debolezza direi che spesso
succede che occorre lavorare anche dopo cena o al sabato e alla domenica, a seconda delle scadenze. Sono una donna che ama la
vita e la propria famiglia, faccio un lavoro che mi piace e che mi da l’opportunità di crescere giorno per giorno, imparando cose
nuove. Sono allegra e creativa, non amo essere ripetitiva in nulla. Non tornerei a fare un lavoro dipendente”.
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Laura Clotilde Bergonzoni
Attività: consulente in materia di sicurezza dei luoghi
di lavoro
Località: Bologna
Dal conseguimento del diploma di Geometra, Laura Clotilde Bergonzoni ha sempre lavorato, a vario titolo, in studi tecnici di
ingegneria e architettura e nel passaggio tra una collaborazione e l’altra ha svolto anche l’attività di insegnante di sostegno (in
particolare si osserva come abbia lavorato quattro anni come insegnante di supporto in un centro scolastico privato e sette anni
presso uno studio di progettazione del settore dell’edilizia; nel 2006 ha avviato un’attività parallela di progettazione, restauro e
arredamento di edifici a committenza privata e pubblica, in collaborazione con una collega architetto).
La motivazione alla base della scelta di avviare un’attività autonoma nel 1998 è da ricercarsi sia nel carattere determinato della
signora Bergonzoni che nella consapevolezza del livello di professionalità raggiunto “Il livello e gli ambiti di competenza si sono
andati rafforzando, fino a consentirmi di scegliere di avviare un’attività autonoma. Devo però constatare che, nel corso delle
collaborazioni presso studi tecnici, non era sollecitata nessuna spinta alla trasformazione del ruolo con il quale ero entrata nello staff
tecnico, benché fosse auspicata l’acquisizione di nuove competenze (sempre in modo auto-finanziato): la ragione è ovviamente
economica. Essere una collaboratrice riduceva il compenso (sotto i minimi salariali) ed aumentava l’altrui richiesta di disponibilità in
termini di tempo (10h/gg, festività incluse, ferie non consentite, impossibilità di ottenere permessi studio, ecc). Un’ulteriore
motivazione alla mia scelta lavorativa è relativa la realizzazione di un’idea innovativa, legata all’entrata in vigore di normative che
istituivano nuove figure professionali e perciò nuovi margini di collocamento sul mercato. Indubbiamente anche l’intraprendenza, il
desiderio di appagamento personale, il bisogno di indipendenza, unite alla scelta obbligata per l’impossibilità di conciliare il mio
carattere professionalmente intraprendente con i vincoli imposti da una direzione, mi hanno spinto all’attività autonoma”.
L’esperienza acquisita negli anni le ha consentito di crearsi una clientela diversificata e fidata, che si rivolge a lei in caso di necessità
“Sono riuscita, in questi anni di attività, a consolidare la mia immagine professionale ed il relativo livello di aspettativa in termini
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qualitativi, tanto che la committenza mi contatta direttamente. La clientela è di diverso tipo: privati, studi professionali, imprese
medio-grandi, associazioni (al fine di ottenere i permessi per lo svolgimento di attività spettacolari e culturali), enti pubblici. Per
prassi e per cautela, sia del committente che mia, predispongo dei verbali che attestino le verifiche da me eseguite sullo stato di
avanzamento dei lavori e delle opere oggetto del contratto e al termine del mio incarico le consegno al committente. Non si tratta di
una forma di controllo delle mie prestazioni, ma di una verifica delle prestazioni (di altri) che io devo coordinare e gestire in nome e
per conto del committente”.
L’attività professionale è impostata sulla qualità del servizio e sul rapporto fiduciario instaurato con la clientela “Promuovo la mia
attività mantenendo alto il livello di professionalità e qualità della prestazione richiesta; il cliente sa che, pur avvalendomi di
collaboratori, la mia professionalità gli permetterà di limitare fortemente le criticità che potrebbero presentarsi nel corso dello
svolgimento dell’attività. Il marketing è affidato sostanzialmente al rapporto di fiducia reciproca che si crea tra committente e
professionista; solo in un caso (nel corso della mia attività) non riuscendo a trovare un terreno di accordo ho preferito rinunciare
all’incarico”.
“Il livello di autonomia è totale sia per l’organizzazione che per la gestione dell’incarico. Mi avvalgo di due collaboratori esterni che
svolgono una parte del lavoro che viene commissionato al mio studio tecnico, con autonomia ma con obbligo di relazionare
periodicamente sull’andamento delle commesse; l’aspetto “commerciale” rimane sempre di mia gestione. La mia giornata tipo si
divide tra sopralluoghi presso i cantieri edili che mi sono affidati (quasi sempre nel corso della mattina); il pomeriggio di solito è
riservato agli appuntamenti con i clienti o allo svolgimento di lavoro d’ufficio: redazione della documentazione, aggiornamento della
stessa, telefonate, disbrigo pratiche urgenti, incontri con collaboratori, revisione della contabilità; la mia giornata lavorativa dura
dalle 7 alle 10 ore, spesso anche nei giorni festivi. La conciliazione dei tempi di lavoro con il privato è spesso quasi impossibile,
creando un livello di frustrazione personale sgradevole: si vive per lavorare e non il contrario. La mancanza quasi totale di protezioni
sociali certe e soprattutto adeguate non permette ad un lavoratore autonomo la libertà di scegliere di staccare il telefono o di
rinunciare ad un lavoro. Si impara a delegare al collaboratore delle responsabilità per potersi concedere del tempo per il privato”.
La signora Bergonzoni svolge la propria attività per lo più presso cantieri edili di medie e grandi dimensioni; la predisposizione della
documentazione necessaria è realizzata presso la sede di sua proprietà.
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La professionalità e il carattere determinato inducono l’intervistata ad affermare di non avvertire alcuna discriminazione di genere,
nonostante l’ambiente nel quale si trova ad operare quotidianamente sia prettamente maschile “Ritengo di avere le stesse
opportunità, lo stesso portafoglio clienti e la stessa retribuzione di un collega uomo. Lavoro in un ambiente (il settore delle
costruzioni, inteso nel suo completo ciclo produttivo, dalla progettazione alla realizzazione dell’opera) quasi totalmente maschile, le
maestranze in cantiere sono totalmente maschili, perciò è necessario che mi venga riconosciuto il ruolo di professionista affidabile e
preparata, prescindendo nel modo più assoluto dal genere. E ciò non significa dimenticare il mio genere, ma essere professionale. Ho
sfruttato invece a mio favore una caratteristica di genere: la capacità di mediare e di essere pratica e rassicurante, e banalmente
anche sorridente, con la priorità che se esiste un problema questo deve essere risolto nel modo più rapido possibile”.
Criticità legate ai pagamenti delle prestazioni sono state ridotte grazie alla redazione di un modello di contratto che definisce in modo
chiaro i termini di pagamento “Raramente ho avuto problemi nel ricevere il compenso delle mie prestazioni in quanto ho definito un
modello di contratto molto dettagliato che prevede anche questa eventualità; quando si presentano clienti che non rispettano i tempi
concordati di pagamento (che mantengo comunque elastici) procedo per via diretta. Prima invio un garbato sollecito, in seconda
battuta parlo loro di persona e cerco di definire nuove scadenze ma non rinegozio mai il compenso; infine, se fallisce anche questa
via di mediazione, procedo al recupero del credito tramite un legale. L’intervento di un legale nella maggior parte dei casi risolve il
tutto, grazie al solo invio di una lettera. Nel corso della mia attività raramente ho avuto problemi nel percepire l’onorario pattuito”.
Le capacità più rilevanti per lo svolgimento del suo ruolo vengono individuate in “professionalità, affidabilità e serietà, capacità di
gestire e risolvere situazioni critiche sapendo farsi carico delle problematiche del committente tutelandolo il più possibile”.
Tali capacità per la signora Bergonzoni costituiscono al tempo stesso un punto di forza e debolezza: il cliente, sapendo di potersi
affidare totalmente alla consulenza prestata, nutre aspettative elevate in tempi brevi.
L’impegno presso associazioni di categoria le ha permesso di accrescere le proprie conoscenze acquisendo competenze di settore ma
soprattutto relazionali; si mostra molto interessata a far parte di una rete di donne lavoratrici autonome con le quali confrontarsi
“Partecipo alla vita associativa del territorio, anche attivamente; da alcuni anni sono presidente di un’associazione, da me fondata
insieme ad un gruppo consistente di liberi professionisti con Partita Iva, che si occupa di tematiche legate al lavoro autonomo (CPA –
La Casa dei Produttori Autonomi). Il mio ruolo all’interno di questa struttura ha favorito non tanto una crescita professionale ma
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soprattutto la capacità di relazionarmi con gli altri, la capacità di costruire e realizzare progetti, la capacità di passare velocemente
alla fase concreta e operativa, di gestire le tensioni e le criticità che inevitabilmente possono svilupparsi in gruppi di persone”.
Il ruolo svolto nell’associazione le permette inoltre di affermare come servizi aggiuntivi sul territorio rispetto quelli già disponibili
sarebbero necessari nei confronti di coloro che hanno intenzione di avviare un’attività imprenditoriale (potenziamento dei luoghi di
formazione e tutoraggio in fase di start-up).
Tra i fattori che hanno determinato e determinano tuttora la crescita professionale di Laura Clotilde Bergonzoni si annoverano gli
studi e la formazione tecnico-scientifica, affiancata sempre ad un percorso “umanistico”. Durante la sua carriera lavorativa ha inoltre
avuto modo di conoscere professionalmente persone molto carismatiche che le hanno insegnato “facendo più che parlando” o che
con il loro comportamento le hanno mostrato “come non avrebbe mai voluto essere”.
“Il rapporto con la mia famiglia, inteso nel senso stretto di nucleo convivente (ora decimata, siamo rimaste solo mia sorella ed io), è
sempre stato molto conflittuale anche se estremamente stimolante dal punto di vista culturale; probabilmente la necessità di
rendermi indipendente da loro è stata una fortissima spinta, unita ad un carattere timido e riservato ma pratico e indubbiamente
ambizioso. Mi sono creata una capacità di organizzare e gestire le situazioni senza contenziosi e conflitti”.
In auto-presentazione la signora Laura Clotilde Bergonzoni si descrive come donna “curiosa, creativa, portata a cambiamenti
periodici e ciclici, refrattaria allo svolgimento monotono di qualsiasi azione, sensibile fortemente portata al cambiamento ed
all’evoluzione; risoluta, pratica, con buone capacità di organizzare il disordine; capace di prendere decisioni con rapidità e
risolutezza; capace di relazionarsi con modalità differenti a seconda dell’interlocutore, intuitiva; capace di definire un quadro
generale delle situazioni critiche e definire un progetto per affrontarle, pur facendo attenzione a variabili non prevedibili”.
Gli obiettivi per il futuro della signora Bergonzoni sono legati alla necessità di aumentare l’attività professionale in collaborazione con
colleghi e colleghe, al conseguimento della laurea e dell’abilitazione alla professione di architetto e alla crescita costante del volume
d’affari e del pacchetto clienti.
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Dora Carapellese
Attività: consulente di comunicazione, PR, giornalista
Località: Bologna
Attiva e presente nel contesto territoriale, Dora Carapellese partecipa alla vita associativa gestendo collaborazioni con organizzazioni
di rappresentanza nello sviluppo di progetti locali. Il ruolo di consigliere provinciale e regionale dell’Unione Comunicazione e Terziario
Avanzato della CNA rappresenta un supporto al suo lavoro sia nell’ottica dell’offerta di servizi potenzialmente utili (in particolare si
rivolge ad associazioni di categoria e sindacati per risolvere problematiche lavorative) che in una prospettiva di arricchimento
personale e professionale.
Tra i fattori che hanno determinato la crescita professionale della dott.sa Carapellese si annovera infatti la possibilità di confronto
con colleghi/e ed il contatto con le professionalità e personalità più disparate, “fonti inesauribili di sapere professionale e umano”,
oltre all’apprendimento derivante dagli studi e dalla formazione continua (in particolare: laurea in Sociologia, indirizzo
Comunicazione/Pubblicità, conseguita presso l’Università di Urbino; Corso di approfondimento della lingua Inglese presso Berliz
School e soggiorno di sei mesi in Inghilterra; Corso professionale di Web Communication, presso Professional Data Gest di Bologna;
Master come Operatore della Moda indirizzo Comunicazione).
Risultando lo scambio di esperienze e conoscenze di fondamentale importanza, anche al fine di rintracciare la committenza e reperire
informazioni di settore, Dora Carapellese mostra notevole interesse verso la partecipazione ad un’eventuale rete di donne lavoratrici
autonome; ciò per due ordini di motivi: “Il primo perché credo che le donne abbiano una marcia in più rispetto agli uomini; il
secondo è che si potrebbero creare delle sinergie funzionali alle rispettive competenze. Le pubbliche relazioni sono fondamentali nel
mio lavoro e la mia committenza passa molto spesso attraverso il passaparola. Cerco di essere presente agli eventi di rilievo della
città, anche Internet è una delle mie fonti maggiori per cercare informazioni sul mercato, utilizzo inoltre un database a cui
annualmente spedisco il mio CV aggiornato”.
Così la dott.sa Carapellese descrive la sua attività:
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“Sono una consulente di comunicazione giornalista, il mio lavoro è aiutare l’azienda che vuole “comunicarsi” all’esterno attraverso
una campagna di comunicazione oppure più semplicemente attraverso un’attività di ufficio stampa. I clienti trattati sono la
testimonianza di un lavoro rigoroso e diretto agli obiettivi prefissati con dei risultati tangibili. La mia attività è diretta alla maggior
parte delle aziende presenti sul mercato e va in diverse direzioni, ma tutte compatibili fra loro. La gestione dell’ufficio stampa è una
di queste, e si presenta laddove l’azienda vuole comunicare un particolare evento che la riguarda o determinate situazioni, come
bilanci economici, ecc. Per l’occasione può rendersi necessaria anche la preparazione di una conferenza stampa. L’attività di ufficio
stampa la svolgo sul territorio nazionale e locale. Ho avuto occasione di svolgerla anche a livello internazionale per il settore
macchine per ceramica. Altra attività è quella di giornalista, collaboro con una testata locale. Inoltre, faccio la coordinatrice editoriale
di un periodico di proprietà di un Comune locale, preoccupandomi di gestire i contenuti, la scelta della parte iconografica e i vari
editorialisti. Un altro aspetto del mio lavoro è la comunicazione, ovvero la capacità di consigliare l’azienda in merito alla strategia più
opportuna per rendersi visibile sul mercato. Ho iniziato questo lavoro nel 2000 e ad oggi ritengo che la mia attività sia in fase di
crescita. In questi anni l’andamento è stato più o meno continuo; ho avuto dei periodi di massimo 5 mesi di assenza di opportunità
lavorative, che però non mi hanno impedito di continuare la ricerca nel settore comunicazione. La mia determinazione e la passione
per questo lavoro hanno sempre costituito la forza propulsiva per andare avanti in questo settore anche nei momenti di difficoltà”.
La motivazione al lavoro autonomo è stata dettata da una impossibilità derivata dal contesto economico di ottenere un lavoro
stabile: “Il settore comunicazione è stato sempre affollato e arrivando da una città diversa mi è stato difficile costruire delle relazioni.
Durante questi anni ho anche sperato di trovare il tanto “agognato” lavoro fisso, ma la prolungata crisi economica non predisponeva
certo l’azienda ad assumere. Per cause di forza maggiore ho dovuto accettare contratti precari che mi permettessero di soddisfare la
mia ambizione in questo settore (principalmente in qualità di addetta stampa). Con il passare degli anni mi sono sempre più
strutturata come libera professionista arrivando a privilegiare la strategia del multi-cliente, ovvero più incarichi per più clienti, che
attenuano il rischio di precarietà che ormai vivo come condizione cronica di vita. Il vantaggio di essere imprenditrice di me stessa è
la possibilità di gestire il tempo in modo personalizzato. Non ho avuto mai bisogno di accedere ad un canale di credito. Poiché ho
sempre ottimizzato le mie risorse evitando per esempio l’affitto di un locale ad uso ufficio. La mia postazione lavorativa è costituita
da un PC, una stampante e un collegamento Internet, oppure se il cliente lo prevede utilizzo il suo ufficio per quel che concerne
l’attività che svolgo per lo stesso”.
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I rapporti con la committenza si sono evoluti nel corso del tempo anche se afferma sussistano problematiche legate ai pagamenti
delle prestazioni “Negli anni si sono susseguiti contratti Co.Co.Co, assunzione a tempo determinato, contratti di prestazione
occasionale, contratti in forma orale e lettere d’incarico. La qualità del rapporto con la committenza si è evoluta nel tempo, sono
passata, a prescindere dalla tipologia di contratto, da un rapporto di subordinazione come può essere tra un datore di lavoro ed un
dipendente ad un rapporto paritetico in cui io propongo un progetto e lo rendo chiavi in mano. Durante l’esecuzione del progetto
sono previsti step intermedi di confronto con il cliente per monitorare lo stato dei lavori. Solitamente alla fine del lavoro consegno un
documento riepilogativo dell’attività svolta. Purtroppo esistono criticità legate ai pagamenti delle prestazioni; in particolare ho avuto
un’azienda che non mi ha pagato il compenso nonostante i diversi mesi di lavoro, ho proceduto legalmente ma fino ad ora non ho
avuto riscontro. In un altro caso ho avuto dei ritardi nei pagamenti che ho cercato di risolvere con una lettera di sollecito da parte
del mio legale e fortunatamente ciò ha sortito l’effetto desiderato, ovvero il pagamento richiesto”.
La pluricommittenza, costituita da clientela di diversa tipologia per dimensione, costituzione e settore di attività, le garantisce una
continuità lavorativa; Dora Carapellese lavora infatti per enti pubblici, associazioni benefiche e di categoria, cooperative, società
scientifiche e organizzazioni di piccola, media e grande dimensione.
Così descrive la sua giornata-tipo: “I miei orari rientrano nella media delle otto ore lavorative. Esistono diversi periodi in cui lavoro
anche nei week-end, ho un’autonomia tale da decidere di lavorare anche in orari fuori dai normali orari di lavoro. Questa libertà mi
permette la gestione del tempo libero. Faccio tutto da sola, questo a volte mi mette nella situazione di chiedermi cosa sarebbe della
mia sopravvivenza in caso di malattia. Da considerare che praticamente tutta la mia famiglia si trova in Puglia. La risposta più logica
sarebbe stipulare una forma di assicurazione. Non è così semplice: i compensi bassi, le tasse da pagare, le spese vive (affitto,
telefono, automobile, ecc.) mi mettono nella condizione di dovere lavorare per vivere “adesso” in attesa di un contratto
multimilionario”.
“La mia famiglia di origine mi ha sempre sostenuto nelle scelte dandomi fiducia completa, questo per me è stato fondamentale per
crescere e andare incontro alle mie ambizioni; mi ha trasmesso dei valori che mi hanno accompagnata e mi accompagnano tutt’ora
nella mia vita professionale e privata. Sono state diverse le figure di riferimento nel mio percorso di crescita: docenti, colleghi e
clienti stessi che ho incontrato nel mio cammino”.
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Le capacità a suo avviso più rilevati per lo svolgimento del proprio lavoro sono: “Problem solving, facilità nei rapporti interpersonali,
capacità comunicative, spirito d’iniziativa, percezione del prodotto/servizio/cliente, creatività e determinazione.”
In merito alla sua posizione professionale indica come punti di forza “l’autonomia, lo svolgimento di un’attività stimolante, variegata,
divertente e gratificante”, mentre individua la propria professione “rischiosa dal punto di vista contrattuale ed economico”.
Rispetto ad eventuali difficoltà legate al genere afferma: “Non ho riscontrato delle differenze di comportamento degne di nota
rispetto all’altro sesso, anzi posso dire che molto spesso la figura femminile predispone meglio l’interlocutore. Ritengo comunque di
possedere le stesse opportunità di un uomo”.
Nell’indicare i suoi obiettivi futuri, la dott.sa Carapellese si prefigge la gestione dell’attività in modo organizzato su rapporti
maggiormente stabili: “Tra i miei obiettivi per il futuro intendo far fruttare le mie relazioni nell’ottica di contratti con una cadenza sul
lungo periodo, per attenuare quel senso di precarietà che accompagna la mia posizione. Inoltre, ho in mente di trovare un partner
professionale con cui condividere e crescere insieme, per offrire un servizio sempre innovativo”.
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Cristina Casadei Menghi
Attività: grafica pubblicitaria e web designer
Località: Rimini
Cristina Casadei Menghi ha collaborato con numerose aziende ed ha saputo raggiungere un’ottima posizione realizzando progetti
innovativi e personalizzati.
Dopo il conseguimento del diploma di maturità in Arte Applicata alla Grafica Pubblicitaria e alla Fotografia e dopo aver collaborato
come assistente tecnico di laboratorio presso l’Istituto Statale d’Arte di Riccione, la signora Menghi decide di intraprendere la
professione come lavoratrice autonoma.
L’attività Net Design Studio, avviata nell’Aprile del 2001 ed in crescita continua, è dedicata alla grafica pubblicitaria e al web design,
alla realizzazione e progettazione di siti Internet mediante software di gestione dinamica, di portali e-commerce, hosting e alla
registrazione di domini e grafica da stampa.
La pluricommittenza, costituita da piccole e medie imprese della provincia di Rimini operanti nei settori più diversificati
(abbigliamento, commercio di bevande, software, gioielleria, hotel e ristoranti, piccole industrie ed enti pubblici) viene rintracciata
principalmente tramite il passaparola ed Internet; il sito le permette di promuovere l’attività acquisendo visibilità a livello nazionale.
Nonostante i rapporti di lavoro vengano regolati in modo personalizzato e risultino positivi con la maggior parte della clientela,
presso la quale talvolta lavora con strumenti propri, Cristina Casadei Menghi afferma vi siano criticità legate ai pagamenti delle
prestazioni “I contratti sono in forma scritta, attraverso dei preventivi firmati, oppure in forma orale: tutto dipende dal tipo di
cliente, se è una persona che non conosco cerco di tutelarmi attraverso la firma di preventivi. Purtroppo ci sono molti clienti che
hanno pagato dopo numerosi solleciti e alcuni che non hanno pagato e sono spariti. Se passano 30 giorni e non ricevo il pagamento
telefono assiduamente e passo dal cliente. Certo è una grande perdita di tempo. Il rapporto è molto buono con la maggior parte
della committenza, il livello di autonomia è alto, il cliente dà delle indicazioni di base, io creo e progetto l'idea, mostro le bozze,
guardiamo insieme le eventuali modifiche e, nel caso di grafica da stampa si procede con la stampa, nel caso del web si pubblica il
lavoro on line”.
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Rispetto alle motivazioni che hanno condotto Cristina Casadei Menghi ad avviare un’attività professionale autonoma, la principale
coincide con la realizzazione di un desiderio presente in lei fino dagli anni della scuola e la possibilità di conquistare indipendenza e
gestione autonoma dei tempi.
“Ho usufruito di un canale per l’accesso al credito in quanto ho aperto la mia posizione tramite CNA e mi è stata illustrata la
possibilità di accedere ad un bando per un finanziamento; dovendo partire con tutta la strumentazione ho aderito subito alla
proposta. Ho realizzato un elenco delle spese che avrei dovuto sostenere, ho stilato un progetto nel quale descrivevo l'attività che
avrei svolto, ho ottenuto dei preventivi e ho richiesto il finanziamento. Ottenuto il finanziamento ho avuto un anno di tempo per
spendere la somma che avevo dichiarato, per poi andare a presentare in Regione le fatture relative agli acquisti effettuati”.
La professionista è iscritta a CNA In Proprio e si mostra interessata a far parte di una rete di lavoratrici autonome con le quali
confrontarsi “Potrebbe essere una bella cosa per scambiarsi esperienze e consigli, perché ognuno ha un bagaglio diverso ed è
sempre interessante scambiare idee, opinioni e punti di vista”.
“L’organizzazione della mia giornata è strettamente legata al tipo di lavoro che porto avanti in quel momento, può variare dalle 8 ore
al giorno ad 1 ora al giorno: tutto dipende dai tempi di consegna, dall'ispirazione creativa del momento. Mi capita ad esempio di
mettermi davanti al computer e non riuscire a combinare nulla, in tal caso spengo ed esco a fare altro, magari anche per tutta la
giornata. È quindi difficile descrivere una giornata tipo, perché in realtà non esiste”.
Doti creative, competenze relazionali e capacità di interpretare le richieste e le idee del cliente sono considerate fattori fondamentali
per lo svolgimento della propria attività.
“Il punto di forza della mia posizione è dato dalla possibilità di gestire il lavoro ed il tempo come voglio; la debolezza risiede nel
fatto che ho maggiori difficoltà ad aumentare i prezzi delle prestazioni, perché sono sempre paragonata ai grandi studi di pubblicità”.
“La mia famiglia mi ha sempre sostenuto ed incoraggiato nelle scelte, aiutandomi a capire se potessero essere quelle giuste, sono
sempre stati un modello di riferimento legato ai valori di vita e professionali”.
Cristina Casadei Menghi non avverte discriminazioni di genere e ritiene di essere cresciuta professionalmente grazie alla
consultazione assidua di progetti realizzati in altri Paesi, attraverso Internet e pubblicazioni di settore. Si descrive così: “Sono una
persona solare, auto-ironica, a cui piace il contatto con le persone, umile, amante dell'arte e del bello in tutte le sue forme,
ipercritica e puntigliosa sulle cose che mi riguardano (ad esempio, il lavoro)”.
Questi i suoi obiettivi per il futuro: “Mi piacerebbe riuscire ad ingrandire lo studio, con persone e proposte nuove, per ampliare anche
la clientela. Mi piacerebbe inoltre che la mia professionalità venisse riconosciuta un po' di più!”.
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Olga Davydova
Attività: Podologia – cura e riabilitazione del piede
Località: Modena - Mantova
Nella competenza professionale e nel buon rapporto con la clientela, tradotto in disponibilità e cortesia, la dott.sa Olga Davydova
individua le capacità imprescindibili per lo svolgimento della propria prestazione. Il percorso di studi, avviato in Russia e terminato in
Italia nel 2006 con il conseguimento della laurea in Podologia, è stato accompagnato da numerose esperienze professionali e
formative nel settore.
Seria e preparata ha saputo superare le criticità legate ad un’attività lavorativa scarsamente riconosciuta e dalle difficili opportunità
“Il lavoro autonomo nell’ambito della podologia è l’unica scelta, in quanto non esiste la possibilità, per ora, di lavorare per la sanità
pubblica. Il mio ingresso nel mondo del lavoro è stato immediato, dopo il conseguimento della laurea, ma ho avvertito delle difficoltà
legate alla poca conoscenza della professione. Ho scelto la libera professione sicuramente anche in vista di prospettive economiche,
per permettermi una gestione indipendente del tempo e senz’altro per raggiungere un appagamento personale”. Determinata ad
affermare la propria professionalità, desiderosa di assistere alla creazione di un Albo professionale o di un sindacato dei podologi,
Olga Davydova partecipa già attivamente all’interno di un’organizzazione di rappresentanza, essendo membro dell’associazione di
podologi AMPI “Potrebbe essere interessante fare parte di una rete di donne lavoratrici autonome con le quali scambiare esperienze
e conoscenze. Mi arricchisce molto l’interscambio professionale con le mie colleghe podologhe, considerato anche il fatto che
purtroppo alla mia crescita professionale l’associazione di cui faccio parte non ha contribuito moltissimo”.
Le buone capacità di analisi e di studio del contesto di mercato e la promozione della propria attività professionale grazie al ricorso a
mezzi formali, le hanno permesso di impiegare la propria preparazione presso enti pubblici e privati, nonché nel suo studio privato
“La mia committenza è costituita da privati presso il mio studio, da case di riposo, da centri per disabili e studi medici privati.
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Tramite Internet e canali alternativi riesco a reperire informazioni di settore, mentre curo la promozione della mia attività con
pubblicità su Pagine Gialle, anche se il passaparola nel mio caso funziona molto bene”.
Regolando i rapporti con la clientela tramite contratti scritti nei quali vengono stabilite le prestazioni in termini di quantità, la dott.sa
Davydova opera in completa autonomia, mantenendo un controllo costante delle attività e superando le iniziali difficoltà
remunerative “All’inizio avvertivo problematiche legate al pagamento della prestazione perché le persone erano abituate alla tariffa
delle estetiste. Molte strutture come le case di riposo, soprattutto private, mi hanno negato il posto di lavoro, preferendo le estetiste
per svolgere l’attività di podologa. Ho cercato di affrontare con calma l’argomento spiegando il motivo per cui una professionista
laureata con lo studio attrezzato nei migliori dei modi debba ricevere un compenso maggiore”.
Svolgendo l’attività nel proprio studio e presso i committenti con strumenti di lavoro di sua proprietà, la dottoressa esprime giudizi
sia positivi che negativi in merito alla propria posizione professionale, ma ritiene di possedere le stesse opportunità in termini di
portafoglio clienti di un collega uomo “Punti di forza: preparazione professionale, rispetto ed apprezzamento da parte dei clienti,
migliori apparecchiature da lavoro sul mercato, tecniche di trattamento innovative. Punti deboli: mancanza di informazione sulle
nuove professioni sanitarie, poca conoscenza da parte dell’utenza rispetto la mia attività, concorrenza sleale”.
Dovendo gestire anche i carichi familiari, l’organizzazione della propria giornata lavorativa viene curata a seconda delle diverse
esigenze quotidiane “Il mio orario lavorativo va dalle 9.00 alle 19.30. Nei giorni in cui mio figlio finisce la scuola alle 13.00 lavoro nel
mio studio, vicino a casa, e per la pausa pranzo rientro. Quando mio figlio ha il prolungato, dedico la giornata alle case di riposo in
provincia di Modena. Non ho alcun altro aiuto in casa, a parte mio marito”.
Così si descrive Olga Davydova: “Sono una persona curiosa ed aperta alle novità professionali. Sono competente ed onesta nel mio
lavoro. Non credo di avere molte capacità organizzative, perciò non ho dipendenti. Valuto con attenzione rischi e vantaggi. Ho buoni
rapporti con i clienti e i colleghi di lavoro. Provengo da una famiglia di medici, specializzati in vari campi, i parenti più stretti (cugini,
cognato, sorella, zii) sono medici anch’essi. Sostegno materiale dalla mia famiglia d’origine non ne ho avuto, per motivi legati al
Paese in difficoltà, ma la mia famiglia acquisita mi dà ogni tipo di sostegno”.
“I miei obiettivi per il futuro sono quelli di aumentare il volume di lavoro, concentrare tutto nel mio studio privato, scrivere un libro
sulla professione di podologo, tradurre articoli medici dall’italiano al russo”.
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Roberta Dradi
Attività: consulente aziendale su sicurezza
alimentare, qualità e responsabilità sociale
Località: Forlì-Cesena
Le motivazioni alla base della scelta di intraprendere la libera professione della dott.sa Dradi sono da ricercarsi nella gestione
autonoma dei tempi di lavoro, a favore di una conciliazione degli impegni privati e professionali.
L’attenzione alla formazione l’ha condotta ad una percorso professionale articolato nel rispetto delle esigenze personali “Dopo aver
conseguito la maturità scientifica e la laurea in Scienze Agrarie, ho lavorato presso istituti di ricerca italiani ed esteri sul tema del
miglioramento genetico e sulla fisiologia dei frutti grazie a borse di studio. Dopo 7 anni di impegno nel settore, spinta dal desiderio di
trovare una dimensione lavorativa concreta e stabile che il mondo accademico non riusciva ad offrirmi, ho accettato un impiego
presso un piccolo studio di consulenza. L’attività svolta in quel periodo era molto simile a quella di oggi anche nell’orario part-time
ottenuto al rientro dalla prima gravidanza. Nel 2004 un licenziamento per riduzione del personale mi ha indotto ad avviare l’attività
attuale nel desiderio di mantenere autonomia decisionale, soprattutto sugli orari di lavoro, per raggiungere un ragionevole equilibrio
tra impegni di lavoro e impegni familiari (ho due figli, di 8 e 6 anni). Per il momento sono riuscita nell’intento di lavorare tutte le
mattine e un pomeriggio, massimo due, a settimana. Il mio lavoro consiste nell’affiancare le imprese, soprattutto le PMI, nello
sviluppo e nel mantenimento di sistemi di gestione per la Qualità, attraverso la consulenza, l’attività di auditing e in qualche caso la
gestione diretta temporanea del sistema e della documentazione. Mi occupo inoltre di sicurezza alimentare affiancando le imprese
nella redazione e nella gestione del sistema HACCP di autocontrollo aziendale. Avviata nel 2005, la mia attività di lavoratrice
autonoma con Partita Iva, è in fase di crescita”.
Dopo il conseguimento della laurea ed un periodo di attività legato all’Università, con la quale ha collaborato per diversi anni
ottenendo riconoscimenti a livello locale ed europeo sugli studi intrapresi, intraprende un percorso di formazione verso l’acquisizione
di competenze tecnico-specialistiche per supportare le imprese nel processo di certificazione Qualità: qui inizia la collaborazione con
un’azienda.
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L’impegno lavorativo è organizzato nei dettagli: la postazione lavorativa si trova presso l’abitazione e può contare sull’appoggio dei
familiari ”Lavoro 5 giorni a settimana; tutte le mattine più 2 pomeriggi (possibilmente quelli in cui i bambini hanno il rientro
pomeridiano). Capita però che per incontrare le esigenze di un cliente o altro io possa lavorare anche in momenti normalmente
dedicati alla famiglia (es. corsi di formazione serali) oppure che non riuscendo a completare il lavoro di back office durante il giorno,
io lavori dopo cena (questo tipo di lavoro infatti lo svolgo da casa mentre il contatto con il cliente si svolge presso il committente
stesso). Le mie risorse e i miei costi sostanziali sono rappresentati dal mio tempo, dalle mie competenze, da un Pc e da un’auto. I
bambini vanno a scuola con il pulmino comunale e avendo la fortuna di abitare nella stessa casa con i miei genitori c’è sempre
qualcuno ad accoglierli, così io e mio marito non dobbiamo preoccuparci dei loro spostamenti”.
I genitori hanno costituito per lei un modello di riferimento legato ai valori di vita e hanno sostenuto e accompagnato le scelte di
Roberta Dradi in tutto il suo percorso di carriera “La presenza dei miei figli e la volontà di essere una mamma presente per loro mi
ha spinto a richiedere un impegno part-time già nel precedente rapporto di impiego a tempo indeterminato. Sebbene in un primo
tempo questo mi sia stato concesso, in un secondo momento ha senz’altro influito sulla decisione di scegliere di mantenere il
rapporto con il mio collega anziché con me. Successivamente quando ho scelto il lavoro autonomo tutta la mia famiglia mi ha
lasciato decidere in autonomia”.
In auto-presentazione Roberta Dradi si descrive attraverso la propria attività “Mi presento come Studio PLANANDO: quando ho
aperto la Partita Iva ho cercato un nome di fantasia che fosse espressione di un “modus operandi” e ho scelto appunto PLANANDO
che è l’acronimo di Plan And Do (pianifica e fai/realizza). L’attività che svolgo è prevalentemente di tipo consulenziale e di
formazione e si rivolge a diverse tipologie aziendali (dall’impresa privata di produzione o di servizi, agli enti pubblici, alle associazioni
di categoria, agli enti di formazione). I temi affrontati sono per lo più i sistemi di gestione aziendale: sistemi di gestione per la
Qualità in base alla norma UNI EN ISO 9001:2000, sistemi di gestione per l’etica e la responsabilità sociale d’impresa nelle due
declinazione, la Certificazione SA 8000 ed il marchio Artigianato Etico di cui anche CNA si è fatta artefice e promotrice, e i sistemi di
autocontrollo sia per aziende alimentari (nelle quali sono obbligatori già da diversi anni) che per le piscine (dove sono obbligatori
dall’aprile di quest’anno, in Emilia-Romagna). In realtà rivolti al settore agro-alimentare, che è quello che conosco meglio, ho
sviluppato tutta una serie di servizi complementari e soprattutto personalizzati: per esempio la progettazione di sistemi di
tracciabilità e rintracciabilità, oppure gli studi di shelf-life di un prodotto alimentare per individuarne adeguatamente la durabilità, lo
sviluppo di un nuovo prodotto alimentare e di quanto gli gravita intorno, per esempio il packaging, il servizio di prelievo campioni e
analisi di laboratorio. L’assistenza a qualificarsi come fornitori o a qualificare i fornitori mediante verifiche di II parte. Nelle imprese
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medio-grandi spesso queste tipologie di competenze sono già presenti all’interno dell’azienda, mentre le imprese piccole o micro, di
cui è ricco il nostro tessuto produttivo, di solito non le possiedono all’interno e le cercano quando ne sentono il bisogno, magari su
base cogente o su base commerciale. È a questo punto che Studio PlananDo può cominciare a pianificare e a fare”.
La committenza è ricercata soprattutto attraverso reti relazionali e presentazione diretta ai potenziali clienti, ma anche la
partecipazione a fiere, le ricerche su Internet e il network di CNA In Proprio rappresentano canali di reperimento della clientela “Non
è facile trovare un giusto equilibrio tra tempo dedicato all’attività commerciale e tempo dedicato all’attività tecnico-produttiva: per
questo ho cercato alleanze e partnership con altre aziende complementari, convenzioni con associazioni o aziende private (es.
commercialisti) in modo da dedicare il mio tempo soprattutto a contatti che possano generare non un’unica commessa ma
possibilmente mi permettano di raggiungere indirettamente una pluralità di committenti”.
“Relativamente alla consulenza per la costruzione dei sistemi di gestione per la Qualità l’attività viene pianificata mediante un
calendario concordato monitorato con report trimestrali. Nei lavori più brevi, in fase di preventivo viene anche definita la tempistica
proposta. A parte gli incontri con i clienti che vengono effettuati sempre presso la loro sede o la sede dell’associazione di categoria
con cui ho una convenzione, il lavoro si svolge in completa autonomia presso il mio studio”.
I rapporti di lavoro e gli incarichi vengono regolati di norma tramite preventivi sottoscritti da entrambe le parti, solo nel caso di
rapporti consolidati e fiduciari non viene richiesta copia formale “A volte se il rapporto con il cliente è consolidato, può capitare di
non richiedere formale copia sottoscritta soprattutto quando il cliente è magari un piccolo artigiano legato al valore di fiducia e lealtà
per cui una stretta di mano ha più valore di una firma; in ogni caso non manco di lasciare copia scritta del preventivo al cliente”.
Nonostante le chiarezza e la trasparenza nei rapporti con la clientela la dott.sa Dradi afferma l’esistenza di criticità legate ai
pagamenti delle prestazioni professionali “È capitato di avere a che fare con clienti insolventi e ciò mi ha messo personalmente in
difficoltà emotiva; per carattere preferirei non dovermi imporre per ottenere quanto mi spetta ed è stato precedentemente pattuito.
Per prevenire eventuali contestazioni ora cerco innanzitutto di sottoscrivere contratti con termini di pagamento chiari,
precedentemente concordati. Se non basta richiamo il cliente prima verbalmente e poi per iscritto finché, terminato il repertorio di
scuse e giustificazioni, non si decide a pagare. Ancora non mi è capitato di dover intervenire per vie legali”.
Capacità dialettica, empatia, disciplina, aggiornamento costante, elasticità e disponibilità al cambiamento risultano le componenti più
rilevanti per lo svolgimento del suo lavoro.
Tra i fattori che hanno determinato la crescita professionale della signora Dradi si notano competenze acquisite sia durante il
percorso formativo che capacità pratiche derivanti dalla pratica professionale “Le competenze tecniche acquisite nel corso degli studi
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universitari hanno costituito la base che mi ha permesso di approcciare il tema della sicurezza alimentare. I sistemi di gestione per la
Qualità e la responsabilità sociale sono temi approfonditi grazie a corsi post universitari. Ciò nonostante è soprattutto quanto
quotidianamente apprendo dall’esperienza sul campo nell’esercizio di declinare la teoria sulle piccole medie imprese clienti che
determina il reale valore delle mie competenze. Occorre un continuo aggiornamento tecnico-normativo che richiede un notevole
investimento temporale. Utilissimo a questo proposito sarebbe un tavolo di confronto”.
In merito alla propria posizione professionale ecco il giudizio espresso da Roberta Dradi “Ottima la possibilità di gestione autonoma
del tempo; da migliorare la disciplina con cui riesco ad applicare questa opportunità. Avere l’ufficio in casa ha pro e contro, in quanto
se da un lato permette una maggiore possibilità di conciliazione, dall’altro stimola a lavorare anche in ore serali e non aiuta a
separare nettamente la vita privata da quella professionale (si fa più fatica a “staccare”). Lavorando da sola mi manca un po’ il
rapporto di “colleganza” fatto di confronto, condivisione, ecc…”. Per tale ragione si mostra interessata a fare parte di una rete di
lavoratrici autonome con cui scambiare esperienze e conoscenze “Dal confronto non si può far altro che crescere o perché confortati
dalla conferma delle proprie opinioni o perché si ricevono informazioni su temi nuovi o da approfondire o perché si ha l’opportunità di
vedere le “cose” da altre prospettive”.
Partecipando alla vita associativa del territorio come membro del consiglio di CNA In Proprio è riuscita ad acquisire una visione più
ampia del sistema produttivo del territorio, che costituisce anche l’attuale bacino di committenza, ed ha potuto ricevere aiuti per
affrontare eventuali problemi legati al mercato.
Rispetto all’esistenza di servizi aggiuntivi sul territorio si esprime in questi termini “Mi piacerebbe poter usufruire di un tavolo di
confronto reale e costruttivo sull’aggiornamento e l’interpretazione delle nuove normative in tema di igiene e sicurezza alimentare a
cui partecipino anche esponenti di ASL e NAS, oltre che rappresentanti di categoria e consulenti, in modo da poter evitare le diverse
letture e applicazioni che spesso vengono fatte persino dai differenti organismi di controllo e che possono dare adito a verbali e
sanzioni”.
Tra gli obiettivi per il futuro professionale la signora Dradi auspica una crescita in termini di aumento del fatturato, del numero dei
canali commerciali (inteso come aumento delle convenzioni con Associazioni di categoria e con professionisti complementari), del
numero di enti di formazione con cui collabora, nonché un approfondimento delle tematiche legate al marketing e alla gestione del
personale in modo da rappresentare un supporto per il cliente nel momento dell’implementazione del loro sistema di gestione per la
Qualità.
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Tiziana Andrea Fragner
Attività: realizzazione, implementazione e gestione
siti Internet
Località: Rimini
Professionista dal 2004 nel settore della creazione di pagine web e banner pubblicitari all’interno del portale turistico
www.abcvacanze.it e per siti della stessa sezione di mercato, Tiziana Andrea Fragner ha maturato le competenze per la gestione dal
proprio ruolo a seguito di anni di esperienze lavorative a contatto con il pubblico. La capacità di gestione delle relazioni con il cliente
e con i collaboratori e le abilità organizzative sono maturate durante le mansioni svolte nei precedenti impieghi “Ottime capacità di
comunicazione con il pubblico e ottime capacità di lavoro d’équipe, maturate nei numerosi anni di lavoro nel settore turistico e con
persone di svariate fasce d’età; in hotel e negli altri esercizi pubblici nei quali ho lavorato (il negozio, la palestra e il bar) il lavoro
d’équipe è fondamentale: ho imparato quindi da subito a ben relazionarmi non solo con il pubblico ma anche con i colleghi di lavoro.
Buono il livello di capacità organizzativa, acquisito soprattutto nella mansione di segretaria per il Fitness Club, dove ho partecipato
per diversi anni all’organizzazione dell’evento sportivo “Golden Dragon” presso il Palazzo dello Sport di Rimini. La gestione del
portale turistico “abcvacanze.it” ha contribuito a sviluppare maggiormente le mie capacità organizzative e tecniche”.
Le lunghe permanenze all’estero hanno permesso a Tiziana Andrea Fragner di approfondire la conoscenza delle lingue inglese,
francese e tedesco, molto rilevante per lo svolgimento del proprio lavoro. Le competenze linguistiche ed informatiche vengono
considerate infatti le componenti maggiormente significative per operare in tale settore; la signora Fragner possiede il diploma di
Tecnico per il Turismo, essenziale per la sua formazione “Programmazione, indicizzazione e creazione web sono fondamentali”.
Potendo usufruire di un prestito bancario tramite garanzia di un genitore è riuscita ad avviare Starg@te, attività che riesce a gestire
dalla propria abitazione con strumenti di sua proprietà (PC, telefono) “La scelta di intraprendere una libera professione è stata
dettata in parte dal desiderio di appagamento personale ed in buona parte da una scelta obbligata, per l’impossibilità derivata dal
contesto economico di ottenere un lavoro stabile a tempo indeterminato”.
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La promozione dell’attività è realizzata attraverso mezzi multimediali ed il passaparola: è così che Starg@te riesce ad avere
un’ampia visibilità nel settore turistico nonostante le piccole dimensioni “Siamo uno studio associato composto da 4-5 persone con P.
Iva; abbiamo così organizzato i ruoli operativi:

il programmatore si occupa dell’ottimizzazione e dell’indicizzazione su Google. Crea anche siti esterni e carica sul server i
banner pubblicitari degli hotel e le pagine web create da me;

una persona si occupa del call center, cioè di contattare albergatori per proporre i prodotti e fissare un eventuale
appuntamento o vendere direttamente al telefono; si occupa delle riscossioni, di seguire i rinnovi clienti, le pratiche
bancarie o qualsiasi altra cosa utile all’attività (descrizioni località, ricettari, eventi, ecc.);

un collaboratore impegnato nella creazione siti e soprattutto nell’attività commerciale, specie per la stipula dei contratti in
fase post vendita;

una persona di appoggia per eventualmente urgenze in orario serale;

Io, che svolgo diverse mansioni a seconda del momento; il mio compito comprende anche seguire le fatturazioni e
aggiornare le pagine web quando l’albergatore spedisce prezzi, offerte, last minute, ecc. Cerco parole chiavi da inserire in
ogni pagina web creata affinché siano visibili in prima posizione su Google: ciò comporta visibilità e visite non solo al portale
che diventa così sempre più importante ed acquisisce quindi possibilità maggiori di vendita, ma anche ai clienti albergatori
che on line ricevono richieste e conferme;
La promozione si effettua mediante marketing via Internet; questa è un’attività che richiede non solo risorse economiche, poiché
essere seguiti da un Seo, o apportare cambiamenti nel portale, per renderlo all’utente, che in questo caso sarà il vacanziere o il
turista che cerca informazioni per un hotel o altro (anche sulla città stessa o sugli eventi) è una grossa spesa continua, e richiede
anche forza fisica. Lavorare sul computer per 8-9, spesso anche 10 ore giornaliere, comporta una rinuncia rispetto al proprio tempo
libero, stanchezza mentale ed anche un certo stress. Portare avanti un portale turistico non ti fa conoscere orario: momenti come
quello che va dal periodo natalizio fino all’inizio stagione sono i più pesanti, perché cambiamenti di pagine, nuovi clienti,
aggiornamento prezzi degli albergatori, cambiamento foto da inserire e tanto più ancora, poi da Maggio gli hotel aprono e allora il
lavoro cambia direzione: si realizza tutto per un miglioramento del portale, cercando di escogitare novità che possano attirare il
cliente. È un vasto campo, dove il lavoro va svolto immediatamente (ad esempio l’inserimento banner quasi in tempo reale). La vita
privata ne risente, perché il lavoro è svolto in famiglia e quindi si tende a parlare solo di quello e perché è svolto in casa (ancora non
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abbiamo un vero e proprio ufficio, causa costi) quindi continue chiamate telefoniche da parte dei clienti albergatori, che non
conoscono né orario né feste, di conseguenza lavoro sempre presente, mai uno stacco.”
Sebbene i rapporti di lavoro e gli incarichi vengano regolati tramite contratti in forma scritta, impostando una collaborazione con la
committenza, la sig.ra Fragner afferma come criticità legate ai pagamenti delle prestazioni risultino comunque frequenti “Si cerca di
instaurare un rapporto familiare, comprensivo, non da cliente e fornitore, ma più simile a persone uguali che lavorano con molta
disponibilità, spesso con aiuti tecnici o consigli di non nostra competenza. Come tutte le attività però ci sono molti problemi legati al
pagamento. Primo, purtroppo, anche se c’è un prezzo fisso l’albergatore tende sempre a contrattare e pagare il meno possibile,
pretendendo comunque un servizio ottimale: avere visite infinite alla pagina o al sito Internet del proprio albergo equivale a
potenziali prenotazioni. I problemi si affrontano contrattando e adeguandosi sulla modalità dei pagamenti. Spesso molti si fanno le
regole da soli e se chiedi pagamento immediato o non accetti le loro modalità rischi di perdere il cliente, quindi si accettano loro
tempi e modalità, se vedi che non è possibile un pagamento dopo 15-30 giorni dal lavoro”.
Creativa e desiderosa di far crescere Starg@te, Tiziana Andrea Fragner esprime la volontà di portare l’attività ad una posizione di
sempre maggiore rilevanza nel settore a livello locale.
“Tutti in questo settore hanno le stesse opportunità, non è un lavoro esclusivamente per uomini, nell’attività Starg@te abcvacanze si
ha necessità di tutti, non importa se maschio o femmina, l’importante è entrare nel mondo di Internet, capirlo e saper lavorare.
Internet è il futuro per tutti e non fa differenze di sesso, fortunatamente”.
Situazioni critiche professionali sono state affrontate e si sono rivelate occasioni di crescita e sviluppo per le relazioni familiari
“Quando è nato il portale www.abcvacanze.it i conoscenti lo hanno definito un “portalino”, quasi con benevolenza. Il primo traguardo
fu inserirsi su Virgilio: fu costoso, ma portò ottimi risultati. Hotel Rimini era alla prima pagina di Virgilio, poi l’invidia e la fece in
modo che non ci rinnovassero il contratto. Inizialmente eravamo disperati, si pensava di non farcela e di dover chiudere, ma poi
abbiamo lavorato, non mollato, e con i primi guadagni ci siamo guardati attorno per un consulente, un Seo, altrettanto costoso. Poi
abbiamo pensato di rifare il portale completamente ex novo: più dinamico e con possibilità, grazie al buon posizionamento, di poter
vendere non solo nella home page ma anche nelle altre pagine. Oggi, nel 2007, siamo uno dei miglior portali della zona: dopo i due
grandi c’è abcvacanze. Quindi desiderio sempre di migliorare e crescere, per tale ragione ritengo possa essere interessante fare
parte di una rete di donne lavoratrici autonome con le quali scambiare esperienze e conoscenze in un’ottica di arricchimento”.
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Mila Gavioli
Attività: disegno tecnico computerizzato di impianti
elettrici e meccanici in ambiente CAD
Località: Modena
L’attività lavorativa di Mila Gavioli, nata per dare appoggio allo studio di progettazione del marito, si è poi sviluppata e consolidata
nel tempo attraverso il passaparola. Ha avuto modo di crescere professionalmente avendo collaborato per tre anni presso uno studio
tecnico con la mansione di disegnatrice, ed ha appreso l’utilizzo di particolari programmi di disegno CAD e videoscrittura.
L’attuale committenza è costituita principalmente dallo studio tecnico del marito e da diverse aziende pubbliche e private di
impiantistica “Il committente principale è mio marito per il quale disegno gli impianti elettrici e curo la grafica dei progetti. Altri
committenti sono due studi tecnici professionali, un’azienda che si occupa di impianti di co-generazione, il servizio tecnico
patrimoniale dell’AUSL di Modena e varie imprese di elettricisti per i quali redigo disegni e documenti sugli impianti elettrici”.
I rapporti lavorativi vengono regolati in modo differente a seconda del committente e l’attività è svolta principalmente presso la
propria abitazione, mediante strumenti di lavoro propri: “Alcuni mi redigono un contratto, altri mi affidano l’incarico in forma scritta,
ma in prevalenza ci accordiamo verbalmente. I miei clienti mi affidano il lavoro che gestisco in completa autonomia, alcuni chiedono
la scheda ore per il controllo delle prestazioni. Quando purtroppo insorgono problemi nei pagamenti, sollecito verbalmente il cliente
e, con un po’ di pazienza, si risolve in breve. Non è mai capitato di ricorrere alla consulenza di un legale. In caso di problematiche
più generali mi rivolgo alla CNA”.
“Per svolgere il mio lavoro penso che le capacità di ragionamento e di sintesi nel disegno siano le più rilevanti: riesco ad avere una
visione complessiva di ciò che devo fare e quindi impiego meno tempo. I punti di forza della mia posizione professionale sono
individuabili nelle buone capacità organizzative e di coordinamento nonché nell’attitudine al cambiamento e all’innovazione”.
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La professionista ritiene di avere le stesse opportunità in termini di portafoglio clienti dei colleghi uomini, anche se avverte talvolta
differenze legate al genere “Molti uomini con i quali parlo al telefono mi trattano come la “segretaria del capo”, non permettendomi
di essere loro di aiuto: solo poche volte riesco ad esprimere la mia professionalità”.
Nell’apprendimento dall’esperienza lavorativa e nel confronto lavorativo vengono riconosciuti i fattori di crescita lavorativa,
nonostante l’intervistata indichi come punto debole della propria posizione le rare opportunità di confronto con altre persone operanti
nello stesso settore. A tale scopo si mostra interessata a far parte di una rete di lavoratrici autonome con le quali scambiare
conoscenze “La maggior opportunità avuta nel percorso lavorativo è stata la collaborazione con il servizio tecnico dell’AUSL di
Modena. È stato un periodo di crescita professionale grazie al confronto con altri disegnatori e differenti metodologie di lavoro, che
mi hanno permesso di apprendere tecniche nuove per il disegno e l’impostazione del lavoro”.
L’influenza del sostegno della famiglia nel percorso di carriera è sempre stata positiva; anche il marito ha rappresentato una figura di
riferimento rispetto la sua crescita professionale “I miei genitori all’inizio dell’attività non erano molto convinti perché non avevo uno
“stipendio fisso” (sinonimo di soldi sicuri), ma mi hanno sempre comunque sostenuto, soprattutto quando si sono iniziati a vedere i
risultati. La collaborazione con mio marito consentito di instaurare tra noi un forte legame, sia come coppia professionale che come
famiglia”.
Mila Gavioli in auto-presentazione si descrive in questi termini: “Le mie caratteristiche personali sono di grande capacità
organizzativa e di coordinamento, l’impostazione metodologica nell’ambito lavorativo e la capacità di creare con la mia clientela un
rapporto di amicizia, abbattendo le barriere che possono nascere tra cliente e fornitore. Un ruolo fondamentale nella mia carriera ha
svolto il supporto familiare, sia materiale che psicologico, che mi ha ricordato sempre i valori di lealtà ed onestà, non tralasciando le
responsabilità familiari”.
Con la maternità gli orari lavorativi hanno subito una diminuzione significativa: “Fino a Febbraio 2007 riuscivo a fare dalle 8 alle 10
ore giornaliere, conciliando anche gli impegni domestici (la mia fortuna è quella di lavorare in casa: si risparmia il tempo per gli
spostamenti). Il primo Marzo sono diventata mamma ed ora riesco a dedicare pochissimo tempo all’attività. Purtroppo la maternità
di una lavoratrice autonoma non è equivalente a quella di una dipendente: se non lavoro non ho una adeguata copertura”.
Tra gli obiettivi per il futuro viene indicata la volontà di consolidare la situazione lavorativa attuale.
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Monica Massari
Attività: intermediazione nella vendita di autoveicoli
nuovi ed usati e servizi connessi: gestione garanzie,
finanziamenti, servizi Aci, centri di assistenza e
revisione, pratiche auto
MONICA MASSARI
Località: Reggio Emilia
Monica Massari descrive così la sua attività: “La mia figura non è nemmeno disciplinata nel codice. Io sono intermediaria nella
vendita di autovetture nuove ed usate e di mezzi commerciali. Non sono mediatrice, non sono agente di commercio, non sono
rappresentante; la mia figura è anomala perché non è disciplinata dal codice. In sostanza, io mi rivolgo a tutti, il mio target sono
tutte le persone che hanno bisogno di acquistare un mezzo commerciale o un’autovettura e svolgo il ruolo di tramite tra il
concessionario dei mezzi, tra quella che può essere anche l’officina meccanica, tipo gommisti, elettrauto, che lavorano comunque nel
settore e acquistano anche loro delle autovetture che poi propongono per la vendita. Quindi io sono il tramite tra concessionaria,
saloni, meccanici, elettrauto, ecc., e anche da privato a privato”.
Usufruendo di finanziamenti per l’avvio dell’attività e di fondi per la formazione continua, la professionista è riuscita a soddisfare
l’esigenza di gestione autonoma della propria attività “Io ho lavorato dieci anni come venditrice presso una concessionaria di Reggio
Emilia e mi sono resa conto che non avevo nessun tipo di avanzamento dal punto di vista professionale. Si è venditori o nient’altro,
non si può salire di grado, dopo il venditore c’è solo il titolare. Quindi volevo innanzitutto vedere se potevo realizzare qualcosa di
diverso ed in più, poiché ho deciso di riprendere gli studi, quindi di iscrivermi all’Università, era l’unica possibilità che mi permettesse
di frequentare. Lavorando come dipendente per otto ore al giorno non si ha assolutamente la possibilità di frequentare. Esiste la
possibilità di prendere dei permessi, però non avrei potuto farlo. La mia intenzione è quella di procedere con lo studio, presso la
facoltà di Scienze della Comunicazione, che comunque mi servirà anche per sviluppare altri progetti che sto valutando. Gli studi li ho
scelti prima di tutto per una questione di cultura personale, nel senso che desideravo da tempo laurearmi e questo desiderio di
formazione in passato mi ha portato a frequentare corsi di “Tecniche e psicologia di vendita” e “Tecniche di marketing. Adesso è un
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po’ presto per parlarne, nel senso che sto cercando di sviluppare qualcosa anche con altri collaboratori, sempre nel settore auto, per
la quale diciamo che una laurea in Scienze della Comunicazione mi dovrebbe dare più attendibilità. Ho iniziato conciliando i miei orari
lavorativi con quelli delle lezioni, poi ho capito che non potevo cambiare orari ogni sei mesi, a seconda dei miei impegni universitari.
Cosi, da un mese ho rivisto i miei orari di lavoro. Io ho un ufficio in una frazione di Reggio, la mia base è qui, perché ho bisogno di
supporto tecnico e tecnologico: computer, fax, ecc. Tutto è di mia proprietà e l’ufficio è in affitto; il programma me lo sono fatta fare
su misura dal mio programmatore, su questo raccolgo tutte le informazioni sull’usato delle concessionarie e dei saloni. Loro me lo
inviano via fax o lo vado a reperire io personalmente e poi lo inserisco in terminale, in modo da avere un pacchetto disponibile a
computer. Poi molto spesso mi sposto, faccio visita ai saloni e alle concessionarie, scatto delle fotografie delle auto e le scarico a
terminale”.
Gli anni di esperienza nel settore come venditrice presso concessionarie Fiat, Iveco, Lancia e Piaggio di Reggio Emilia hanno
agevolato l’instaurarsi di un rapporto fiduciario con la committenza, anche privata, tale da evitarle criticità legate ai pagamenti delle
prestazioni “Da una parte abbiamo il concessionario, quindi la casa madre, le concessionarie auto ufficiali che vendono qualunque
tipo di marca, meccanici, officine e dall’altra il privato, che vedendo il mio sito capisce che mi occupo anche di vendite da privato a
privato e mi interpella per chiedermi se posso gestire la vendita della sua automobile, quando comunque non ha previsto un nuovo
acquisto. Quindi anche privati, commercianti, o altri concessionari in Italia. Non esistono criticità legate ai pagamenti in quanto
comunque io mostro al cliente quello di cui mi occupo e il compenso che ricevo per questo tipo di servizio. Francamente dopo tanti
anni di lavoro in concessionaria ho maturato una buona clientela, quindi sia clienti che amici, fino ad ora non c’è mai stato bisogno di
firmare nulla. Io ho pronto il contratto, ma ho visto che non ce n’è ancora mai stato bisogno, siamo ancora alla stretta di mano”.
Le competenze più rilevanti per lo svolgimento del proprio lavoro vengono individuate attraverso tre elementi: conoscenza del
settore, disponibilità ai rapporti interpersonali e capacità di ascolto delle esigenze della clientela.
La sig.ra Massari sottolinea l’esistenza di differenze di genere all’interno di un settore prettamente maschile, che però vengono
superate attraverso l’elevata professionalità “Sicuramente la conoscenza del settore, che è prettamente maschile. È stato difficile e
lo è anche tutt’ora anche per me. Nel senso che ho fatto molta fatica all’inizio ad essere accettata come donna; adesso, dopo tanti
anni, sono forse più rispettata di un uomo. Io ritengo che una donna non avrà mai le stesse possibilità di un uomo. Comunque sia la
nostra posizione, anche se abbiamo delle competenze maggiori, viene sempre ostacolata. Ripeto che ora, nel mio settore, ormai mi
conoscono, per cui non ho grandi difficoltà. La cosa importante è la conoscenza del settore perché io devo essere sicura di lavorare
con persone serie, anche perché parliamo di autovetture e non di pane, quindi i costi sono elevati. Io tratto tutti nello stesso modo,
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quello che compra la macchina da 500 euro e quello che la compra da 50mila. Il discorso del nuovo lo si può affrontare senza
problemi. Il problema nasce con l’usato, per il quale bisogna sapere con chi si lavora e lavorare con persone serie. Io voglio lavorare
in modo serio. Queste sono le mie soddisfazioni. Io non sono preoccupata dagli orari di lavoro, nel senso che ho fissato degli orari
lavorativi, ma poi non sono mai quelli. Magari la pausa pranzo la devo passare in ufficio, o essere ancora qui alle 10.00 di sera, però
so che è una scelta che ho fatto, pertanto al momento va bene così. Poi la disponibilità ai rapporti interpersonali, e credo di sapere
ascoltare le esigenze dei miei clienti e nel momento in cui io cerco di comprare una macchina per loro è come se la comprassi per
me. Anche perché la differenza, in questo tipo di attività, la fa solo il servizio e io cerco che sia il più preciso e impeccabile possibile,
poi ogni tanto qualche imprecisione ci sarà, ma l’importante è prendersi le proprie responsabilità”.
In merito alla propria posizione professionale elenca i seguenti punti di forza e debolezza, evidenziando come le difficoltà siano state
in ogni caso superate “Per me, nonostante gli orari e tutta una serie di handicap, è una grande conquista di libertà e di autonomia.
La debolezza è che purtroppo dipendo da altre persone, anche se lavoro per conto mio. Io sono molto veloce nel mio lavoro ma sono
frenata dalla lentezza di altri di quali comunque dipendo. Io sono da sola, lavoro per conto mio, non ho nessuno che mi aiuti. Vedo
che le richieste ci sono, che sono sempre maggiori, sembra che i miei clienti siano contenti, la cosa non mi stupisce, e mi fa piacere.
Il lavoro pertanto aumenta, tramite il passaparola, e quindi succede che ho più persone per cui lavorare e dunque devo velocizzare
la gestione ed il coordinamento del tutto. Credo che mi aiuti professionalmente, sembra strano, il fatto di avere sempre più persone
che chiedono la mia collaborazione, che chiedono il mio aiuto per l’acquisto di un’autovettura, perché ciò significa che devo essere
più efficace ed efficiente. Ci può stare l’errore o la situazione difficile, perché comunque lavoriamo con delle persone e comunque
può capitare. Io cerco di stare molto attenta, anche perché sono da sola e degli errori troppo importanti poi non li potrei gestire.
Però mi è capitato un episodio spiacevole che credo di aver risolto in modo molto corretto. Nessuno in un salone o in una
concessionaria avrebbe risolto questo problema nel modo in cui l’ho fatto io, di questo ne sono sicura, nel senso che anche
economicamente per me è stato un costo. È andato tutto bene, ma non credo lo stesso che la persona in causa spenderà delle
parole positive.”
Nel percorso di carriera di Monica Massari si osserva come non vi siano state influenze da parte della famiglia di origine o di
eventuali figure di riferimento “Non ho mai avuto dei grandi aiuti o delle figure particolarmente carismatiche cui riferirmi, quindi nel
mio lavoro non vedo nessun tipo di mito; credo invece che mi abbia aiutato moltissimo il mio compagno, in quella che potrebbe
essere per me la parte più carente e noiosa, ma nella quale devo comunque impegnare del tempo, cioè la parte burocratica, diciamo
d’impostazione, tutto quello che è legato alla presentazione dell’attività, al come gestirla, a come presentarsi, a come curare la
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propria immagine. In questo, essendo lui una persona molto inquadrata, mi ha sostenuto ed aiutato moltissimo. Una persona di
riferimento per me è stata un docente di marketing, che ha tenuto anche un corso per noi organizzato da Ecipar, una persona molto
in gamba di Reggio Emilia. Nella fase iniziale in cui volevo presentare la mia attività e fare pubblicità mi ha espresso il suo parere ed
è stato molto disponibile rispetto a quello che stavo facendo e gestendo. Poi però non mi viene in mente nessuno di così carismatico.
A me è mancato proprio il sostegno della famiglia, nel senso che forse non avrei intrapreso questa strada. Non che non mi piaccia,
però adesso, con il senno di poi, avrei preferito indirizzarmi verso l’insegnamento, o altro. Io sono entrata nel settore dell’auto
proprio su suggerimento di mio padre, semplicemente perché un giorno parlando mi disse “c’è un articolo sul Corriere della Sera,
stanno cercando dei venditori per la Fiat,”, quindi è nato da li. Ma non c’è mai stato aiuto, niente. Il mio compagno è un ottimo
suggeritore, anche se lavora in un altro settore, dà ottimi consigli, molto preziosi”.
Partecipando alla vita associativa del territorio come componente del gruppo CNA In Proprio ed essendo attiva a livello locale, ritiene
necessari servizi al cittadino aggiuntivi rispetto a quelli esistenti “Frequento il gruppo di lavoratori autonomi di CNA In proprio di
Reggio Emilia, con cui condivido i corsi organizzati da Ecipar. Non siamo in tanti, ma oltre che essere amici e compagni di corso,
alcuni sono anche miei clienti, e anche io di loro, c’è un buon rapporto, di scambio di competenze. Il gruppo è un punto di
riferimento. Si è creata una sinergia. Mi occupo di volontariato, quando riesco, perché tra studio e ufficio faccio sempre un po’ fatica,
e sono volontaria in Croce Verde”.
Si descrive “Veloce e dinamica, poco tollerante, poco dispersiva, capace di ascoltare. Non ho la bacchetta magica, però vista la mia
esperienza e i risultati ottenuti fino ad adesso, credo di essere in grado di trovare la giusta soluzione nel mio settore, ho questo tipo
di presunzione”.
Guardando al futuro si auspica una trasformazione dell’attività in modo da equilibrare la gestione quotidiana degli impegni lavorativi
“Io non credo che continuerò questo tipo di vita così pesante, che è comunque molto costosa da un punto di vista energetico. Il fatto
di poter combinare la vita privata e il fatto di vendere macchine e di correre da una parte all’altra (io poi lavoro anche con la
Germania) mi piace molto, ma mi ruba vita e vorrei un domani avere un po’ più tempo per la mia vita privata. L’obiettivo sarà
probabilmente quello di trasformare questa attività in modo da poterla svolgere più spesso da una scrivania, rivestendo un ruolo di
dirigente. Poi magari avere dei collaboratori che facciano quello che sto facendo io, in pratica. Anche se all’estero non devo andare
direttamente, mi devo comunque spostare fuori regione, a volte. Negli anni il mio obiettivo è quello di fare una vita un po’ più stabile
e tranquilla, lavorare sempre nel settore, che è quello che mi appartiene e mi piace, quindi pensavo di avere qualche collaboratore”.
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Francesca Sassi
Attività: traduzioni e revisione testi a carattere
editoriale, tecnico-scientifico, commerciale e giuridico
Località: Reggio Emilia
Per Francesca Sassi il lavoro è frutto dell’interesse e della passione nutrita verso la letteratura e le lingue: “La mia passione per la
traduzione, nata già sui banchi di scuola, si trasforma in un'opportunità lavorativa durante gli studi universitari: nel 2001, infatti, ha
inizio una collaborazione occasionale con il C.R.P.A. (Centro Ricerche Produzioni Animali) di Reggio Emilia, che mi dà modo di
affrontare le prime traduzioni a carattere tecnico-scientifico. L'attività di traduttrice professionista nel vero senso del termine risale
però a qualche anno più tardi, non tanto con l'apertura della Partita Iva (estate 2004) quanto con il rapporto di collaborazione con lo
studio Ligabue di Reggio Emilia, e si consolida in modo decisivo tra il 2005 e il 2006 con le numerose pubblicazioni presso l'editore
bolognese Edizioni del Borgo. Attualmente sto attraversando una fase di crescita e le prospettive per il futuro sono positive”.
Questo in sintesi il suo percorso formativo e professionale: “Mi laureo con lode in Lingue e Letterature Straniere presso l'Università
degli Studi di Parma (lingue di specializzazione: tedesco e spagnolo) nel 2003. Nell'autunno dello stesso anno inizio il Master di
specializzazione in Traduzione Editoriale e Tecnica organizzato dall'Agenzia Formativa TuttoEuropa di Torino; l'ingresso nel mondo
del lavoro in veste di traduttrice avviene nel Luglio del 2004, al termine del Master che prevedeva alcune settimane di stage presso
uno studio di traduzione. I primi mesi di lavoro post-stage sono difficili e caratterizzati da grande discontinuità: le agenzie di
traduzione richiedono spesso un certo grado di esperienza, che ahimè è ancora poca, al contrario della concorrenza che è tanta ed
agguerrita. Da Dicembre 2004 a Luglio 2005 ho l'opportunità di insegnare tedesco nella mia scuola superiore in qualità di supplente.
L'attività di docente è comunque sempre affiancata da quella, ancora occasionale, di traduttrice. Dall'estate 2005, con la
collaborazione con lo studio Ligabue, ha inizio "ufficialmente" la mia attività di traduttrice, che si amplia e si consolida nel 2006 con
una serie di pubblicazioni per l'editore bolognese Edizioni del Borgo, ad oggi mio principale cliente. Il mio percorso formativo è stato
ed è indubbiamente fondamentale per la mia attività: da un lato per le competenze acquisite, che al di là della pura conoscenza della
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lingua, mi permettono di affrontare il lavoro di traduzione anche in rapporto al substrato culturale che vi sottende, dall'altro per la
capacità di gestire il tempo in relazione alla mole di lavoro, nonché per il metodo di analisi testuale appreso durante gli studi
universitari. Il contatto diretto con le agenzie di traduzione e, per quel che riguarda la traduzione tecnica, la specializzazione in
determinati settori (alimentare e ceramico, per esempio) mi hanno permesso di capire sempre più quelle che sono le esigenze del
mercato e di ampliare le mie competenze. Da Gennaio di quest'anno mi sto indirizzando verso la traduzione editoriale, il mio sogno
nel cassetto da sempre, che sento più nelle mie corde e che richiede competenze e sensibilità assai differenti rispetto alla traduzione
tecnica: non un mero scambio di informazioni, ma un'attenta e pignola ricerca lessicale volta a rendere l'atmosfera e le sensazioni
che un autore vuole trasmettere. Purtroppo le porte dell'editoria sono sempre difficili da aprire e bisogna procedere lentamente,
passo dopo passo, senza mai demordere.”
Relativamente le motivazioni che l’hanno indotta a compiere la scelta di un lavoro autonomo, si esprime come segue:“In famiglia ho
avuto due esempi di lavoro autonomo molto significativi: mio padre, proprietario con altri 3 soci di una piccola impresa artigiana, e
mia zia, fotografa professionista dal 1977, quando le donne fotografe e, in generale, le lavoratrici autonome non erano certo molte.
Sono cresciuta con le parole di mio padre scolpite nella mente come fossero le tavole della legge: "Il lavoro è importante, ti impegna
per molte ore e deve piacerti davvero: se fai qualcosa che ami la giornata vola e la notte ti addormenti sereno, se invece il tuo
lavoro non ti piace, passi tutto il tempo a guardare l'orologio sperando che arrivi presto la fine della giornata ed ogni minuto ti
sembra un'eternità. Non ho mai pensato di diventare una lavoratrice autonoma per guadagnare molto, anche perché in Italia
diventare ricca con le traduzioni è pressoché impossibile (a meno che tu non sia un noto docente universitario e possa applicare
tariffe ragguardevoli, o wonder woman, il che ti permetterebbe di tradurre alla velocità della luce e di giocartela sulla quantità). A
parte gli scherzi, tra le motivazioni che mi hanno spinto a diventare una professionista autonoma si trova al primo posto la passione
per la letteratura, per la traduzione, per la parola in sé e per sé, così come il desiderio di comunicare; a seguire, anche se sempre
molto importanti, il desiderio di gestire in modo autonomo e flessibile il mio tempo, soprattutto in vista di una famiglia, ed il bisogno
di indipendenza, il voler fare a modo mio nel bene e nel male, assumendone la responsabilità. Infine, last but not least, il desiderio
di "cambiare" in continuazione, poiché ogni testo è diverso, ogni autore è diverso, ogni traduzione è diversa”.
Avendo usufruito di un finanziamento erogato dal FSE per la formazione ha potuto crescere professionalmente ed individuare proprio
nella formazione la maggiore leva di specializzazione lavorativa “La partecipazione a corsi di formazione di carattere tecnico (es.
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lettura veloce, intelligenza finanziaria, marketing per atipici) e "psicologico" (es. global wellness, PNL) e la volontà di continuare a
studiare ed imparare rappresentano i fattori che hanno determinato la mia crescita”.
La sua committenza è costituita da studi di traduzione di differenti dimensioni e da una molteplicità di clienti privati, tutti rintracciati
tramite Internet e soprattutto mediante reti relazionali innescate dal passaparola. I rapporti di lavoro sono regolati in forma scritta e
l’attività viene svolta autonomamente presso la propria abitazione. “La precisione, l'accuratezza delle traduzioni e la puntualità nella
consegna sono il miglior biglietto da visita; il resto è affidato al passaparola. Gli studi di traduzione richiedono consegne in tempi
molto ristretti, però spesso forniscono dei supporti lessicali (glossari, files di riferimento, ecc.) che semplificano il lavoro e limitano il
ricorso a massicce revisioni; le agenzie serie, in ogni caso, controllano sempre le traduzioni prima di inviarle al cliente finale e
comunicano la presenza di eventuali dubbi, equivoci o inesattezze al traduttore. Il livello di autonomia varia moltissimo a seconda
del committente. Tramite una richiesta scritta, generalmente formulata via mail, vengono regolati i rapporti. Alcuni studi propongono
all'inizio della collaborazione un contratto valido per tutti i tipi di commissioni future; con altre agenzie gli accordi, soprattutto sulle
tariffe, avvengono in forma orale”.
Riguardo la questione dei pagamenti Francesca Sassi indica criticità remunerative di settore, ma afferma come nel suo caso ciò non
abbia mai costituito un problema peculiare “Gli studi di traduzione pagano spesso a 90 gg fine mese, perciò a volte dimentichi per
cosa ti stanno pagando! Seriamente, sono stata fortunata e i miei committenti hanno sempre pagato in modo preciso e puntuale. So
da colleghi traduttori che purtroppo non è sempre così e che può capitare di dover rincorrere i clienti e sollecitarli più volte. La
questione tariffe richiederebbe invece un capitolo a parte: poiché non esiste un albo dei traduttori, chiunque si può alzare al mattino
e decidere di tradurre, anche senza la minima competenza. Ciò non avrebbe alcuna conseguenza se in Italia esistesse una cultura
della traduzione, ovvero una forma mentis volta a valorizzare questo tipo di lavoro e pertanto ad esigere dai traduttori vera
professionalità; nella realtà, soprattutto in ambito tecnico-commerciale, la preoccupazione principale dei committenti è spendere
poco. L'idea dominante è "l'importante è che passi il messaggio". Questo fa sì che esistano traduttori disposti ad applicare tariffe
ridicole, che compromettono la credibilità di questa attività e penalizzano i veri professionisti. Le tariffe suggerite dall'AITI
(Associazione Italiana Traduttori ed Interpreti, che è solo un'associazione, non un vero sindacato) sono difficilmente applicabili dai
traduttori "singoli", mentre risultano più verosimili se si parla di studi di traduzione.”
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“I miei orari dipendono molto dalla mole di lavoro: una settimana di calma piatta può essere seguita da una settimana di 10 ore di
lavoro al giorno. In ogni caso, se possibile, è meglio non tradurre troppe ore di seguito, perché dopo un po' il cervello stacca
inconsapevolmente la spina ed il livello della traduzione si abbassa drasticamente: ragion per cui quando si riprende a tradurre si è
costretti a rivedere gran parte del lavoro. Bisogna essere pronti a capire quando è il momento giusto per fermarsi, compatibilmente
all'urgenza della consegna, è ovvio. Ho una bimba di 10 mesi e non è sempre facile organizzarsi; indicativamente lavoro tre mattine
a settimana, nei week end e alla sera... meno male che sono un gufo e non un'allodola! Dal punto di vista organizzativo, rispetto alle
amiche che lavorano in azienda, mi sento molto fortunata: può sembrare sciocco, ma mi rende serena l'idea che se stamattina c'è
bel tempo posso portare la bimba al parco e tradurre al pomeriggio o viceversa, senza che niente o nessuno ne risenta. Lo scorso
inverno l'inaspettata sospensione di un rapporto lavorativo di lunga data si è rivelata in realtà una grande opportunità per dedicarmi
più attivamente alla traduzione editoriale ed ha provocato a tutti gli effetti un aumento (e non una riduzione) del volume d'affari”.
“Le capacità a mio avviso più rilevanti per lo svolgimento del mio lavoro sono sintetizzabili nelle 3 P: precisione, pazienza e
puntualità, oltre a una buona capacità di gestione e ottimizzazione del tempo”.
“Anche se ritengo di avere le stesse opportunità di un uomo, perché il mondo della traduzione è spesso declinato al femminile, la mia
posizione professionale ha comunque dei punti deboli, che individuo nella distanza da centri importanti dal punto di vista culturale ed
editoriale (Torino, Milano) e nell'assenza di conoscenze all'interno dell'ambiente editoriale (è brutto da dire, ma è così...). Forse
anche la mancanza di un dottorato e di contatti col mondo accademico, ancora un punto di riferimento importante per l'editoria
italiana, potrebbe costituire uno svantaggio. Gli aspetti desiderabili sono però la gestione del tempo e la flessibilità. L'aspetto critico
è dato dalle tariffe bassissime e dalla scarsa, pressoché inesistente, cultura della traduzione nel nostro Paese, che rende i traduttori
italiani i fanalini di coda d'Europa sia dal punto di vista remunerativo che dal punto di vista del riconoscimento professionale.”
Figure di riferimento nel percorso di crescita professionale e formativo di Francesca Sassi sono individuate in insegnanti e docenti di
lingue.
Partecipa alla vita associativa del territorio come componente del gruppo CNA In Proprio di Reggio Emilia e si mostra interessata a
fare parte di una rete di lavoratrici autonome “Dallo scambio di esperienze personali si può comprendere molto di se stessi e degli
altri”.
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“La stima ed il sostegno incondizionato della mia famiglia d'origine e di mio marito sono stati una risorsa dal valore inestimabile: nei
momenti di difficoltà hanno sempre saputo infondermi coraggio e spronarmi; mi hanno appoggiato economicamente ed
emotivamente in tutte le iniziative intraprese in questi anni e, se oggi faccio un lavoro che mi piace e mi realizza, è in grandissima
parte merito loro”.
Ecco come si descrive Francesca Sassi: “Le mie due lingue di specializzazione, il tedesco e lo spagnolo, così diverse tra loro per
suono e struttura sono uno specchio del mio carattere e del mio modo di affrontare la vita: da un lato logica, rigore e precisione,
dall'altro passione e dolcezza. Ho sempre amato studiare ed imparare, perché sono curiosa e perché mi piace sapere le cose: mi fa
sentire più forte. Amo leggere e scrivere molto più che parlare. I cambiamenti non mi spaventano, anzi sono un grande stimolo a
migliorare e cercare di ottenere sempre di più. Sebbene abbia scelto un'attività individuale, amo la compagnia e gli sport di squadra:
ho giocato per una vita a pallavolo e ho allenato per qualche anno; attualmente collaboro con la mia ex società sportiva per
l'organizzazione di tornei estivi. L'intraprendenza e l'amore per il lavoro sono tra i valori più radicati in me grazie all'esempio ricevuto
dai miei familiari, che non mi hanno mai fatto mancare, tra l'altro, i supporti materiali ed economici di cui ho avuto necessità e che
mi hanno consentito di concentrarmi sugli studi con grande serenità. Mio marito, che mi è accanto da oltre 10 anni, mi ha sostenuto
ed appoggiato durante tutto il periodo universitario, senza mai ostacolarmi, neppure quando la scelta di frequentare un anno
accademico all'estero avrebbe potuto influire sul nostro rapporto ed accettando che mi trasferissi a Torino per frequentare il Master
di traduzione, facendo la pendolare nei fine settimana. Mi ha sempre spronato a seguire i miei sogni ed ha sempre condiviso con me
compiti e responsabilità”.
Queste le mete da raggiungere nel futuro dell’intervistata: “Vorrei dedicarmi sempre più intensamente alla traduzione editoriale,
sperando di arrivare un giorno a realizzare il mio sogno: tradurre narrativa”.
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Doriana Togni
Attività: sociologa (ricerca, progettazione,formazione)
Località: Forlì-Cesena
L’eccellenza raggiunta nel percorso scolastico dalla dott.sa Doriana Togni si è tradotto in importanti collaborazioni con enti e
cooperative su temi sociali e relativi alle pari opportunità.
“Dal 2002 svolgo come libera professionista l’attività di sociologa. Sono socia di una cooperativa di ricerca, RicercAzione cooperativa
sociale di Faenza, in cui svolgo la maggior parte del mio lavoro, oltre ad avere collaborazioni con altri enti, soprattutto l’Università ed
enti di formazione (in particolare collaboro con il Dipartimento di Sociologia dell’Università di Bologna in qualità di tutor del
laboratorio di Tecniche di Ricerca Sociale e con l’Ufficio Politiche di Genere del Centro Donna del Comune di Forlì). Svolgo anche
docenze presso centri di formazione (Irecoop, Ecipar, Ial, Ascom) relativamente tematiche organizzative e di pari opportunità.
Mentre il lavoro è sempre tanto, mi sembra che spesso non ci sia un adeguato riconoscimento economico, nel senso che i budget per
questo tipo di attività sono sempre più limitati”.
“La motivazione principale che mi ha spinto ad intraprendere questo percorso è stata dettata proprio dal lavoro stesso (fare la
sociologa) e la scelta all’attività libero professionale è stata praticamente obbligata. Se dovessi individuare i lati positivi, direi
appagamento personale e maggiore possibilità di gestire gli impegni; fra i negativi, sicuramente un minore potere di contrattazione e
l’impossibilità di svolgere l’attività di ricerca da soli (se la ricerca assume certe dimensioni) e quindi la necessità di individuare un
gruppo di lavoro consolidato e di fiducia.”.
Questo il giudizio in merito alla sua posizione: Se dovessi esprimere un giudizio in merito alla mia posizione professionale potrei dire
che ho già abbastanza esperienza nonostante la mia giovane età; ho le competenze necessarie nell’ambito della ricerca sociale, della
costruzione di reti e ho ampi margini di autonomia, ma non penso di lavorare in un settore in crescita e questo rappresenta un forte
limite”.
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“Posso dire che il mio lavoro è totalmente coerente con il mio percorso professionale, anche se in precedenza ho svolto una serie di
lavori non inerenti (ma necessari) per mantenermi gli studi. Devo anche sottolineare che avendo tre figli la mia presenza sul lavoro
ha avuto momenti di assenza, o quasi, che non mi hanno però impedito di seguire un percorso di crescita professionale. Posso
affermare di non avere le stesse opportunità di un uomo con caratteristiche professionali analoghe alle mie, in parte per la mia
situazione famigliare, che nel caso di un uomo “peserebbe” sicuramente meno, in parte perché su alcuni punti di debolezza
tipicamente femminili ancora devo lavorare.”
I fattori che hanno determinato la crescita lavorativa della dott.sa Togni sono individuabili nel percorso di studi (Diploma in Social
Sciences conseguito presso la Kent University e laurea in Scienze Politiche ad indirizzo Sociologico conseguita presso la Facoltà di
Scienze Politiche dell’Università di Bologna), nella formazione su aspetti del sé (in particolare mediante la partecipazione a convegni
in Italia e all’estero), nell’apprendimento dall’esperienza lavorativa e nel confronto. In riferimento a quest’ultimo elemento si mostra
interessata a fare parte di una rete di lavoratrici autonome al fine di scambiare conoscenze.
“Spesso i motivi per cui un lavoro di ricerca viene contestato non sono tecnici ma politici, in questo caso diventa molto difficile
trovare risposte che siano soddisfacenti per il committente e qualsiasi soluzione non viene accolta positivamente. Lo individuo come
un momento di crescita professionale perché si impara ad “incassare” e a gestire anche quel tipo di situazioni”.
Per rintracciare la committenza si avvale di reti relazionali costruite durante il percorso professionale o di bandi pubblici e avvisi di
gara su Internet. I rapporti vengono regolati tramite incarichi scritti, anche se con tempi di pagamento piuttosto dilatati. Per
svolgere la propria attività può anche avvalersi delle sedi della committenza “Con la cooperativa di cui sono socia il livello di
autonomia, discrezionalità e responsabilità è alto. Con gli altri enti è sicuramente inferiore. Per ora non ho mai avuto problemi da
questo punto di vista: le proposte, le idee, le opinioni sono sempre state accolte e in molti casi attuate. Oltre al fatto che i budget
per la ricerca, e anche per la formazione, sono diminuiti (almeno per me!), il problema principale è rappresentato dalla lentezza dei
tempi con cui vengono effettuati i pagamenti, sia per gli enti pubblici che per gli enti di formazione. Credo che questo possa essere
l’unico ma molto concreto motivo a spingermi a ripensare all’organizzazione di questo tipo di attività. A dire la verità riesco ad
affrontare questo problema grazie allo stipendio di mio marito che è un dipendente pubblico”.
Nel percorso di carriera della dott.sa Togni si osserva come fondamentale risulti l’influenza del sostegno delle famiglie di origine e di
elezione, da un punto di vista organizzativo, lavorativo, materiale e morale “Dalla mia famiglia di origine il supporto principale che ho
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ricevuto è sempre stato individuato, oltre che a livello materiale quando studiavo, nella fiducia e nel sostegno, nonostante creda che
ancora oggi non abbiano chiaro il tipo di lavoro che svolgo. Altri valori fondamentali: credere nelle cose che si fanno e farle
seriamente. Resistenze non ce ne sono state, si tratta di un “lavoro di gruppo” per consentire a tutti (figli, genitori e nonni) di poter
fare quello che si deve o si desidera fare. I miei figli ora frequentano la scuola elementare mentre in passato ho usufruito dei servizi
presenti sul territorio, ma l’unico vero motivo che mi permette di essere decisamente impegnata sul lavoro è il supporto dei miei
famigliari (i nonni!!) e il fatto che mio marito svolge un lavoro a turni che ci permette di organizzarci in modo flessibile. Condivisione
positiva della scelta di carriera e condivisione di compiti e responsabilità familiari sono presenti nella mia gestione familiare, anche se
vorrei sottolineare come siano stati costruiti piano piano e non dati per scontati”.
Tra gli obiettivi per il futuro Doriana Togni auspica un consolidamento dell’attività accompagnata da una maggiore retribuzione, un
ampliamento del numero dei committenti e il termine del dottorato di ricerca in Criminologia.
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Christine Weise
Attività: interpretariato di conferenza, traduzione,
insegnamento universitario
Località: Bologna
Così si presenta Christine Weise: “Sono un’interprete di conferenza che chiede molto a se stessa: con il mio lavoro cerco di garantire
che il flusso di comunicazione tra persone di lingue diverse funzioni senza ostacoli. Sono molto disciplinata ed organizzata. Sono
interessata ad una vastissima gamma di materie e mi immergo in nuovi contesti con grande facilità. Sono molto flessibile. Mi piace
essere apprezzata per la qualità del mio lavoro, non mi piace fare facili promesse e neanche vendere i miei servizi sotto il loro
valore. Avendo un'esperienza ventennale nel settore della traduzione posso offrire consulenza al cliente su come utilizzare al meglio
le varie tipologie di traduzione, interpretazione e mediazione linguistica. Ho un ottimo rapporto con il computer e le tecnologie
dell’informazione”.
In merito alla propria posizione professionale la dott.sa Weise indica come il contatto con realtà sempre nuove, l’auto-formazione
continua e la libertà di gestione dei tempi risultino punti di forza peculiari. Per contro, le ridotte prospettive di crescita economica, la
mancanza di tutele in caso di malattia e/o invalidità ed il rispetto relativo per la professionalità (“tutti pensano che saper parlare una
lingua sia sufficiente per fare l’interprete”) persistono come punti di debolezza.
L’attenzione rivolta dalla dott.sa Weise alla formazione ha rappresentato e rappresenta attualmente il fattore determinante la sua
crescita professionale (in particolare corsi di lingue e corsi speciali per interpreti, corso di laurea in Scienze Politiche come seconda
laurea e letture di vario tipo) “Laurea in interpretazione di conferenza presso un’università tedesca (Università di Mainz, facoltà di
interpretazione distaccata a Germersheim) con le lingue italiano e inglese, conseguita nel 1987; in seguito diversi corsi di lingua e di
interpretariato all’estero (1988, 1989, 2000, 2004), auto-formazione continua mediante la lettura di giornali esteri, l’ascolto di
trasmissioni in lingua straniera, ricerche terminologiche nei vari settori del lavoro; insegnamento presso la Scuola Interpreti
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dell’Università di Bologna sede di Forlì (SSLiMIT) dal 1991 (con contratti annuali); formazione e auto-formazione continua mi hanno
dato la possibilità di aggiungere il francese passivo come lingua di lavoro.”
Le attività professionali sono state sempre svolte con la massima serietà ed accuratezza ed hanno conosciuto un periodo di
interruzione solo in seguito ad esigenze familiari:” Interruzione parziale del lavoro per diversi mesi dopo la nascita dei miei due figli
nel 1993 e nel 1995, senza indennità di maternità perché non esisteva; quando i figli erano piccoli la mia flessibilità è diminuita,
anche se ho avuto grande aiuto da parte di mio marito, delle varie babysitter e dai miei genitori che a volte erano presenti con il loro
camper (venivano dalla Germania) per accompagnarmi ai congressi con i bambini per permettermi di allattarli. Nonostante questo
aiuto le opportunità di lavoro sono calate con la maternità. L’ambiente del lavoro tende a preferire persone senza vincoli familiari
anche se alcune colleghe con figli hanno dimostrato la loro solidarietà coinvolgendomi maggiormente proprio perché conoscevano la
mia situazione.
Le relazioni con i colleghi hanno fatto sì che la dott.sa Weise possa gestire richieste diverse da parte del committente: “Nel mio
lavoro, pur essendo tutti concorrenti, buoni rapporti con i colleghi sono indispensabili perché quasi sempre si lavora in team: la
simultanea, se dura più di un'ora si fa sempre in due e quindi si lavora fianco a fianco per tutta la giornata. Se ricevo un incarico per
una conferenza da un cliente devo trovare i colleghi per completare l'équipe, oppure vengo chiamata io da colleghi. Se sono
responsabile di un gruppo ho bisogno di competenze che vadano oltre quelle di auto-organizzazione (anche logistica): devo trovare
le persone adatte con le specializzazioni e le combinazioni linguistiche richieste, devo preparare il preventivo tenendo conto di spese
viaggio, pernottamenti, indennità. Devo organizzare la distribuzione della documentazione ai colleghi, predisporre i contratti, fornire
consulenza al cliente per quanto riguardi gli impianti di simultanea ed altri aspetti tecnici”.
“Sono un’interprete di conferenza dal 1987 (svolgo tale attività in forma libero professionale da tale data); da alcuni anni il mercato
dell’interpretazione in tedesco è in decrescita rispetto agli anni 90 (la cabina tedesca viene sostituita dalla cabina inglese), c’è una
crescita del lavoro di traduttrice (traduzioni solo verso il tedesco ma a partire da più lingue: italiano, inglese, francese)
prevalentemente per clienti esteri, perché il mercato italiano fa fatica a premiare la professionalità (i prezzi sono molto bassi). Anche
con l’interpretazione mi sto orientando di più verso il mercato internazionale: ho passato il test come free-lance presso il servizio di
interpretazione della Commissione Europea nel 2002, ho aggiunto il francese passivo come lingua di lavoro e sono diventata socia
della prestigiosa associazione internazionale AIIC anche se questo ha comportato qualche sacrificio perché ho dovuto lasciare il mio
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vecchio "network", l'Associazione Nazionale degli Interpreti di Conferenza. Oltre a dipendere dal mercato dell'interpretazione puro e
semplice (richiesta delle lingue, numero di interpreti disponibili) il mio lavoro dipende molto dalla congiuntura economica”.
La motivazione ad intraprendere la professione viene così illustrata: “Il lavoro autonomo risponde al mio bisogno di indipendenza e
di gestione autonoma della vita: in verità devo essere molto flessibile e adeguarmi alle richieste dei clienti (date dei congressi,
scadenze per le traduzioni scritte) e ciò comporta giornate di lavoro anche lunghissime. Il vantaggio è quello di avere dei periodi
veramente liberi: quando ho consegnato un lavoro o sono rientrata da un congresso so che il lavoro è finito, posso “staccare la
spina” ed eventualmente decidere di non accettarne un altro subito dopo. Posso quindi evitare di andare al lavoro tutti i giorni “dalle
9.00 alle 17.00" e posso avere qualche giornata libera quando tutti sono al lavoro. D’altra parte è difficile rifiutare la richiesta di un
cliente, normalmente si aspetta che tu gli offra un’alternativa (un/a collega “equivalente”). La gestione degli impegni famigliari
richiede una grande flessibilità da parte di tutti (marito e figli compresi). Mi piace anche la grande varietà del mio lavoro, vengo in
contatto con tantissimi settori ed imparo cose sempre nuove. Quello che mi manca è la prospettiva di una crescita economica: le
giornate di lavoro non possono crescere all'infinito e il lavoro è pagato "a cottimo", inoltre la concorrenza sui prezzi è molto forte e
non è facile farsi riconoscere l'esperienza e la professionalità”.
“Non ho mai avuto bisogno di credito perché gli investimenti richiesti dal mio lavoro sono relativamente bassi: computer, linea ADSL,
software specializzati e dizionari, vestiti adatti ai contesti di lavoro (dalla riunione ad alto livello alla cena di gala); a volte l'anticipo
delle spese di viaggio può essere costoso”.
La dott.sa Weise indica come la committenza nel settore risulti molto variabile in quanto cambiamenti annuali relativi la clientela
risultano regolari, fatta eccezione per alcuni clienti consolidati che annualmente organizzano i medesimi eventi, in particolare agenzie
di traduzione e di organizzazione eventi, alberghi, grandi imprese, enti fieristici ed enti pubblici, società di interpreti e studi
professionali.
Il canale principale attraverso cui viene reperita la committenza fa riferimento alla rete di relazioni cresciuta negli anni e alla sua
presenza all’interno del sito web dell’Associazione Internazionale Interpreti di Conferenza, che le permette di ricevere richieste da
tutto il mondo “Le prestazioni sono sempre molto circoscritte: numero di pagine da tradurre entro un tempo prefissato, congresso
che si svolge in una certa data, ecc.; a volte si può contrattare una consegna diversa. Per quanto riguarda le condizioni di lavoro nei
congressi (numero di ore e numero di interpreti in équipe) queste sono fissate secondo i criteri della mia associazione professionale.
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Il controllo di qualità viene gestito dal committente e i feed-back sono raramente circostanziati: solo un cliente svizzero (agenzia di
traduzioni) effettua un controllo della qualità continuativo e comunica i risultati a fine anno. Nei congressi il committente è quasi
sempre diverso dall'utente (chi ascolta la traduzione); pochi committenti controllano la qualità della traduzione tramite questionari.
Ciò spiega perché nei rapporti con la committenza conti più la conoscenza personale che non l'effettiva qualità del lavoro”.
Relativamente la gestione degli incarichi e dei pagamenti, così si esprime la professionista: “Spesso gli accordi si fanno per telefono
o via mail. Con i clienti nuovi si fa una lettera d’incarico, alcuni clienti predispongono un loro modulo (soprattutto le agenzie di
traduzione). Mi è successo due volte di non essere pagata, nonostante avessi una conferma scritta. Non è mai successo che un
accordo orale non venisse rispettato. A volte bisogna sollecitare ripetutamente il pagamento, anche dopo mesi. Ho cominciato ad
usare quest’anno un software di gestione per tenere d’occhio la fatturazione e i pagamenti (in passato poteva succedere addirittura
che dimenticavo di fatturare qualche lavoro…)”.
Christine Weise sostiene che la migliore modalità di promozione della propria professionalità risieda nella fiducia della clientela
“Raramente mi presto a traduzioni telefoniche in quanto ciò risulta efficace solo nel caso di un precedente contatto personale basato
sulla fiducia. Ho tentato in passato di promuovere la mia attività attraverso una mailing mirata ad aziende che trattano con l’estero
con scarsissimi risultati. Ho provato anche con inserzioni su riviste o siti web specializzati, senza risultato. Credo che il fattore
decisivo sia quello della fiducia (conoscenza diretta del mio lavoro o il prestigio dell’AIIC che ha criteri di ammissione molto rigidi)”.
Così la dott.sa Weise illustra le modalità di conciliazione degli impegni professionali e privati da lei adottate, sottolineando
l’importanza del sostegno proveniente dalla propria famiglia: “Ho orari molto flessibili, a volte dalle 6.00 alle 24.00 con i tempi di
trasferta, ho richiesto grande autonomia agli altri membri della famiglia, non avendo aiuti esterni ma potendo contare su una donna
delle pulizie. La giornata tipo a casa comincia alle 6.00 di mattina al computer in quanto rendo meglio la mattina e finisce quando
termino la traduzione (con molte interruzioni per spesa, cucina, aiuto ai figli e possibilmente attività sportiva). Un'altra giornata tipo
comincia ugualmente alle 6.00 con la partenza da casa per raggiungere il luogo di un congresso, oppure la mattina è totalmente
libera e parto nel pomeriggio per un congresso nel quale lavoro il giorno dopo. La “rete di protezione” è costituita dalla mia famiglia:
se un figlio sta male o deve essere accompagnato per un impegno particolare mio marito si può prendere una giornata di ferie se io
sono via per lavoro. Se sta male mio marito sono i figli (12 e 14 anni) a prendersene cura. La famiglia ha avuto senz'altro una
grande importanza: da un lato mi dà la tranquillità necessaria per affrontare un lavoro molto stressante, dall'altro la responsabilità
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per due figli comporta un lavoro extraprofessionale rilevante. Rimane pochissimo tempo “libero". Per fortuna ho un forte sostegno da
parte di mio marito. Con la crescita dei due figli questi diventano più capaci di “gestirsi” a casa, ma la supervisione da parte mia
resta comunque indispensabile (telefonate a casa per controllare che abbiano mangiato, preparazione di cibi in anticipo,
"rifornimenti" necessari al supermercato, gestione della donna delle pulizie e degli impegni scolastici dei ragazzi, piani di emergenza
in caso di malattie, controllo dell’uso moderato di computer e televisione, organizzazione delle varie attività extrascolastiche, ecc.)”.
Relativamente le differenze legate al genere a livello professionale, Christine Weise si esprime in questi termini: “Pur trattandosi di
una professione tipicamente femminile a volte vengono preferiti gli uomini (voce maschile richiesta dal committente); spesso gli
uomini guadagnano più delle donne perché hanno un atteggiamento più competitivo. Ho notato spesso che nel contatto personale
con i committenti il collega maschio riceve maggiore attenzione da parte degli interlocutori, sia donne che uomini. Questa
impressione è stata confermata da altre donne. Diverse colleghe, con il loro esempio, mi hanno insegnato come comportarmi sul
lavoro e per tale ragione sarei molto interessata a fare parte di una rete di lavoratrici autonome con le quali scambiare esperienze e
conoscenze, anche in un’ottica di ricerca di nuovi contatti professionali”.
Le capacità più rilevanti per lo svolgimento del proprio lavoro vengono da lei identificate in: “Capacità di concentrazione elevata,
curiosità intellettuale, comprensione immediata della comunicazione altrui, capacità di sintesi. Auto-motivazione e autoorganizzazione, organizzazione familiare. Capacità di rimanere calma anche in situazioni difficili, capacità di relazione con molte
persone diverse. Autonomia, efficienza e flessibilità negli spostamenti: macchina, autobus, treno, aereo, albergo. Discrezione e
rispetto delle informazioni confidenziali. Capacità di veloce adattamento a nuovi contesti.
Partecipa alla vita associativa del territorio, è iscritta a CNA In Proprio e all’AIIC e le associazioni di categoria risultano il canale
prescelto per ricevere aiuti e indicazioni “Una situazione molto negativa del mercato mi ha portato ad approfondire il mio lavoro sui
diritti umani (in Amnesty International) intraprendendo vari percorsi di studi (corso di un mese in Francia, corso di laurea triennale
all'Università di Bologna) e questo mi ha dato una visione più ampia anche della mia situazione lavorativa, portandomi alla decisione
di orientarmi verso il mercato internazionale (passaggio da Assointerpreti ad AIIC). Complessivamente lo valuto come un percorso di
crescita, personale e professionale”.
Tra gli obiettivi per il futuro segnala “Crescita del fatturato, attraverso l’aumento del valore, non la quantità. Contribuire a migliorare
la conoscenza e l’apprezzamento del nostro lavoro sul mercato italiano”.
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Unione europea
Fondo sociale europeo
CNA Regionale
dell’Emila Romagna
In Proprio
Emila Romagna
Progetto Rif. P.A. 625/06 “Women In – un sistema di eccellenza”
Ob. 3 E1 FSE 2006 cofinanziato dall’Unione Europea
D.G.R. n. 1156 del 05.08.2006
e i Percorsi Femminili
di Successo
nel Lavoro Autonomo
e Professionale
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Persorsi Femminili di Successo nel Lavoro Autonomo e Professionale