N. 3 Settembre 2013 MANI CHE AIUTANO La voce dei volontari della Croce Verde Mestre INDICE Incidente a venezia e CV Regata Storica Il Redentore!! Il gradino del campo Gli amici di Adria... Primo mese in Croce verde Servizio senza fissa dimora La storia di Giorgio Lo sapevi che.. Informazioni 1 pag. pag. pag. pag. pag. pag. 2-3 4-5-6 6 7 8 9 pag. 10-11 pag. pag. pag. 12 13 14 SOCIALE L’incidente a Venezia e la Croce Verde di Federica Trentini Questo mese il Gruppo Giovani ha deciso di dedicare un articolo alla particolare e complicata realtà della Croce Verde a Venezia. I turni da coprire sono la mattina dalle 07.00 alle 13.30, come a Mestre; il pomeriggio, in cui due barche finiscono alle 20.00 e una alle 19.00; la sera dalle 20.00 alle 24.00. Le idroambulanze che operano in isola sono la VICTOR 8, la VICTOR 31, la VICTOR 32 e la VICTOR 33. Il materiale e i presidi in dotazione alle nostre barche sono gli stessi che si trovano nelle ambulanze della sede in terraferma con un’eccezione: non sono presenti né la sedia spencer né la scoiattolo; l’unica utile per i trasporti in isola è, infatti, la sedia su ruote, che risponde alla particolare tipologia degli edifici del centro storico con scale spesso ripide e strette. È dunque evidente che il servizio a Venezia richieda, oltre alla conoscenza delle manovre di primo soccorso e dell’uso dei presidi, anche una certa forza fisica. Quando a bordo dell’idroambulanza c’è anche l’infermiere, sono presenti, oltre alla dotazione ordinaria, il lifepak, monitor e kit farmaci per via endovenosa. Il problema logistico più rilevante di Venezia è probabilmente l’impossibilità di portare la barca al numero civico del paziente; i piloti, quindi, sanno sempre raggiungere l’ormeggio praticabile più vicino da cui poi è obbligatorio continuare a piedi trasportando il necessario. La bravura del pilota è resa indispensabile anche dal discusso tema del traffico nei canali, in cui si trovano a districarsi tra manovre d’esperienza vaporetti, taxi, gondole, idroambulanze ecc. A tutte queste difficoltà si aggiunge poi il clima.. d’inverno fare turno in indroambulanza è davvero dura; tra pioggia, freddo, neve e nebbia le abilità del pilota e la resistenza fisica dei soccorritori vengono messe davvero a dura prova. Pensando alla complessità del traffico nei canali di Venezia, voglio dedicare qualche riga all’incidente avvenuto a Rialto, sabato 17 agosto a mezzogiorno circa, in cui ha perso la vita il Prof. Dr. Joachim Vogel. All’origine della collisione tra il battello e la gondola, con a bordo la vittima e la sua famiglia, è stata la manovra di retromarcia eseguita dal vaporetto per evitarne un altro. La dinamica del tragico incidente è chiaramente d’interesse e competenza esclusiva degli inquirenti, tuttavia, rimane palesemente un segnale della difficile realtà della navigabilità a Venezia. A tal proposito, ho trovato riassuntiva ed equilibrata una dichiarazione pubblicata in rete dal Pilota Actv Raffaele Nocera: << Mi sento di spezzare una lancia in favore di quei Gondolieri, che con passione e professionalità portano avanti una tradizione unica al mondo, che rende la città in cui lavoriamo un vanto per tutti. Sarebbe facile cadere in offese reciproche e maledizioni varie. Quello che è accaduto è un incidente tragico che, nello specifico della dinamica, doveva inevitabilmente accadere. La città è cambiata molto, per densità di traffico e afflusso turistico, il quale, da un lato, garantisce lavoro alla stessa, dall’altro, aumenta i rischi impliciti per chi opera quotidianamente in un contesto complicato dove ci si trova a manovrare le imbarcazioni in spazi ridotti come in Canal Grande. Non intendo difendere questa o quella categoria ma fare una considerazione che credo obbiettiva sull’accaduto. Spero che questa vicenda porti a una seria riorganizzazione da parte di chi 2 SOCIALE deve realizzare un piano del traffico (coraggioso) interno alla città, volto in modo particolare a garantire certi livelli di sicurezza che attualmente mancano e che da anni tutte le categorie richiedono. Pur non conoscendo le vittime di questa triste vicenda, non riesco a sentirmi asettico all’accaduto e a non rivolgere un pensiero di cordoglio alla famiglia Vogel. Eppure so anche che al posto del mio collego indagato potevo esserci io. Spero vivamente che in un prossimo futuro, chi di competenza, riesca (non senza difficoltà) a trovare una soluzione che possa essere accettata da tutti gli operatori con serenità. >> Personalmente, non mi sento di aggiungere altro riguardo l’incidente, anche se trovo scoraggiante che si debba sempre aspettare il dramma prima di risolvere problemi già noti. E così ho detto anche questo… L’idroambulanza della Croce Verde ad intervenire sul luogo dell’incidente è stata la V 33 con equipaggio formato da pilota soccorritore, due soccorritori e infermiera i quali hanno prestato soccorso insieme agli operatori di due Eco del SUEM 118. La vittima aveva riportato un gravissimo trauma toracico dovuto allo schiacciamento e, nonostante le manovre effettuate, i tentativi di rianimazione si sono rivelati inutili; dopo circa un’ora è stato dichiarato il decesso in ospedale. 3 SOCIALE REGATA STORICA: UN’OCCASIONE PER CONDIVIDERE di Sara Bozzao e Federica Trentini Domenica 1 settembre la Croce Verde Mestre ha prestato assistenza sanitaria alla Regata Storica di Venezia, appuntamento principale del calendario annuo di gare di Voga alla Veneta, nonché tradizionale spettacolo caratteristico dell’isola lagunare. Il piano sanitario è stato garantito dai soccorritori volontari delle diverse organizzazioni coinvolte che sono stati operativi dalle 14.30 alle 19.30 circa. Le unità di assistenza della Croce Verde Mestre sono state così disposte: CCU a Ca’ Foscari; IDRO MEDICA 31 in prossimità del Museo Guggenheim; IDRO MEDICA 32 a Rialto - Pescheria; IDRO MEDICA 33 per le regate competitive Donne e Campioni; PMA Pontile Actv - San Tomà levante; PPI sulla “Machina” a Ca’ Foscari; Ambulatorio ASL 12 a San Marco; V 7 a P.le Roma con eventuale supporto in Stazione S. Lucia e al Tronchetto; SAP ACCADEMIA (Accademia e C.po S. Vidal); SAP RIALTO (Ponte di Rialto); SAP SAMUELE (C.po S. Samuele, Accademia e C.po S. Vidal); SAP CALATRAVA (Stazione FFSS, Piedi Calatrava e F.ta S. Lucia); SAP SCALZI (Stazione FFSS, F.ta Scalzi e Ponte Scalzi). La celebrazione ha avuto inizio con la sfilata del corteo storicosportivo alle 16.00, cui sono seguite le diverse competizioni per un totale di sei manifestazioni. La Storica ha raccolto sulle rive di Venezia 100 mila persone; gli elementi di rischio previsti dal piano sanitario per un evento di queste dimensioni sono: incidenti da manifestazioni di massa, possibili cadute in acqua, difficoltà nella viabilità sia acquea sia pedonale, rischio meteorologico e incidenti in acqua. Fortunatamente non sono state rilevate situazioni di grave rischio né per i partecipanti alle gare né per il pubblico. Il regolamento delle regate prevede la partenza dal Bacino San Marco, all’altezza dei Giardini, delle imbarcazioni, allineate e bloccate fino al via da un cordino legato a poppa detto spagheto. Dopo la partenza, gli equipaggi hanno affrontato il delicato e fondamentale ingresso nel Canal Grande, che hanno percorso fino ad arrivare al paleto, infisso nella posizione prevista per la loro categoria. Da questo punto i concorrenti hanno ripercorso al contrario lo stesso tratto fino all’arrivo, presso Ca’ Foscari, in corrispondenza del palco galleggiante della machina, dove sono state assegnate le ambite bandiere: la rossa al primo classificato, la bianca (anticamente celeste) al secondo, la verde al terzo e la bandiera blu (anticamente gialla e su cui campeggiava un maialino, animale considerato poco veloce) per il quarto posto. UN PO’ DI STORIA Non è chiaro quando la tradizione delle regate ebbe inizio; secondo alcuni studiosi la si potrebbe ricondurre all’episodio leggendario che diede origine alla Festa delle Marie con regata annessa. In ogni caso è noto che dai primi tempi della Serenissima, in laguna, era piuttosto comune l’usanza di passare il tempo libero praticando la voga con 4 SOCIALE diversi tipi di imbarcazioni. Da questa pratica amatoriale nacquero ben presto vere e proprie sfide, con modalità e regole sempre più precise. I campioni delle regate del tempo, come ancora oggi, erano soprattutto i barcaroli di professione e i gondolieri, abituati quotidianamente alla pratica della voga e quindi ben allenati e precisi con il remo, nonché generalmente molto vigorosi e prestanti fisicamente. Sicuramente, regate tra barche di grandi dimensioni si svolgevano già nel XIII secolo. Il corteo consiste in una sfilata di decine di imbarcazioni tipiche cinquecentesche, con figuranti in costume tra cui si distinguono il doge, Caterina Cornaro e tutte le più alte cariche della Magistratura veneziana, in una fedele ricostruzione del passato glorioso della Repubblica Marinara. SEMPRE DI PIÙ, SEMPRE MEGLIO! E’ così che ben si può sintetizzare l’esperienza “Regata Storica 2013”. Non solo un evento storico di nazionale importanza ma soprattutto un’occasione di dimostrare ancora una volta come sia bello essere “VOLONTARI” e appartenere alla grande famiglia delle associazioni che ogni giorno rendono servizi preziosi a chi ne ha bisogno...con grande professionalità e molto spesso in silenzio! Una collaborazione a 360° quella di quest’anno tra Croce Verde Mestre, Croce Verde Adria, CISOM, Misericordie, Protezione Civile e i volontari di Burano. È stato davvero bello vedere come, una volta fatte le presentazioni, si sia instaurato fin da subito uno spirito di gruppo che ha giovato alla suddivisione degli incarichi e alla condivisione di un intenso pomeriggio di fronte alla sfilata più famosa del mondo. Un’occasione per crescere non solo come volontari, grazie allo scambio di esperienze, ma anche come persone. Devo ammettere che resto sempre piacevolmente colpita nel vedere che, come me, altri giovani e meno giovani mettono a disposizione il loro tempo, senza volere nulla in cambio ma anzi donando il loro sorriso, la loro professionalità, senza palchi su cui essere poi premiati. In un mondo dove l’apparenza è tutto, il lavoro silenzioso e disinteressato di tanti volontari del nostro territorio ha visto, dunque, il culmine nella regata storica di quest’anno: ecco allora, visto l’esito più che positivo, che “sempre di più, Le autorità pubbliche dell’epoca cominciarono infatti ad incoraggiare questo tipo di attività sportiva, intravedendone, oltre che un benefico esercizio fisico, anche una pratica atta a rinvigorire e preparare gli equipaggi delle marinerie da battaglia a sostenere gli sforzi in caso di conflitti in mare. Anche dopo la caduta della Serenissima nel 1797, la pratica delle regate continuò: sotto la dominazione francese furono organizzate due regate in occasione della visita a Venezia di Giuseppina de Beauharnais e una per lo stesso Napoleone Bonaparte; nel 1815 con il passaggio della città sotto gli austriaci, ebbe luogo una regata in onore dell’imperatore d’Austria. Dal 1866, anno dell’annessione di Venezia al Regno d’Italia, le regate acquisirono la finalità di celebrare il glorioso passato della Repubblica Veneta. Nel 1899, in occasione della III Biennale Internazionale d’Arte, la regata assunse il nome di ‘storica’ su proposta dell’allora Sindaco di Venezia, conte Filippo Grimani. Nel secondo dopoguerra, il corteo storico fu associato alla rievocazione dell’arrivo a Venezia di Caterina Cornaro: nel 1489, alla sposa del Re di Cipro fu, infatti, riservata un’accoglienza speciale in occasione della sua rinuncia al trono in favore di Venezia. 5 SOCIALE sempre meglio” può diventare un vero augurio per una sempre più frequente collaborazione tra associazioni! Un grazie speciale a tutti coloro che hanno contribuito alla perfetta organizzazione dell’evento! 6 SOCIALE IL GRADINO DEL CAMPO NICOLE BIDELLO - ANPAS passare persone. Semplicemente persone. Non conoscevo nessuno e continuamente si stupivano per la mia poca memoria nel chiedere i pass. Poi ho iniziato ad osservarle una ad una. Chi va a lavorare, chi deve studiare, chi prega, chi non riesce a dormire, chi gioca, bambini che si appendono al collo senza conoscerti, ma che non ti lascerebbero mai. Sentivo che non erano più persone quelle che passavano. Al loro posto c’era forza, tristezza, felicità, ingenuità, sorrisi, amore, odio….emozioni. Gli sguardi che inizialmente erano distaccati, si sono trasformati in porte che aspettavano di essere aperte. Aspettavano qualcuno che ci entrasse ancora una volta per portare più forza, per togliere piano piano i pezzi e le rovine di quel crollo subito. Una volta all’interno sono rimasta stupita. Pensavo di trovare solo immagini di case abbattute, di tetti crollati, di cuori spezzati. Ho trovato invece la vera essenza di ognuno, la nostra vera natura. Ho trovato persone forti, persone che nonostante tutto non si sono arrese. Così ho portato via da dentro di loro un pezzettino di rovina. O almeno ci ho provato. Sono tornata a casa, anche se ora di case ne ho due. E mi porto nel cuore tutte quelle impressioni stampate che piano piano riaffiorano: un mix di gioia, tristezza, forza. Un’intensità di vita mai provata. Non so se ho realmente capito chi sono, perché a 21 anni la strada da fare è ancora lunga. Ma penso di essere salita almeno di un gradino. Forse un solo gradino, ma che dentro di me ha fatto la differenza… di Nicole Kessler Bidello “L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi..” Kahlil Gibran …Partendo da questa frase vorrei dedicare questo articolo ad una bravissima soccorritrice che è però prima di tutto una straordinaria ragazza… Il Festival del volontariato di Lucca l’ha incoronata tra le vincitrici del concorso letterario dedicato alle esperienze vissute nel corso del terremoto che colpì l’Emilia Romagna lo scorso anno e quello che trovate di seguito è il suo meraviglioso racconto… Omar Ne ho avute di notti per pensare. Ma ogni volta che ci provavo, non ci riuscivo. Potevo solo incamerare sensazioni e impressioni. Perché ogni secondo è prezioso per metterle via, stamparle nella mente per non dimenticarle mai più. La carraia è come una finestra che vede tutto senza giudizi. Una macchina fotografica che registra emozioni con l’obiettivo aperto notte e giorno. Nel campo tutto è surreale, un mondo fuori dalla realtà. Un rifugio per chi il terremoto l’ha subito, un rifugio per chi vuole aiutare e ha bisogno di fuggire dal proprio mondo. Una tana. Li dentro siamo tutti uguali. Anime che si sorreggono, che sentono la fatica, ma che non hanno tempo per pensare e vanno avanti sorridendo, per inerzia. Legami che crescono così intensamente da mettere in dubbio tutti quelli avuti in una vita intera. Li dentro non c’è quasi il tempo per le lacrime, per le proprie emozioni. E allora continui a incamerare, a mettere via, a stampare, stampare e ancora fissare tutto nella mente e nel cuore. Il primo giorno vedevo 7 SOCIALE GLI AMICI DI ADRIA… di Nicole Bidello In un giorno qualsiasi, per un volontario della Croce Verde Mestre le chiamate possono arrivare da un momento all’altro: “Vuoi venire a Chioggia sabato e domenica “non-stop” per un’assistenza assieme ai ragazzi della Croce Verde di Adria?” “Ok! Come funziona? Che tipo di assistenza si tratta?” “E’ un ritrovo in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù in spiaggia a Chioggia. Ci saranno moltissimi ragazzi che ascolteranno concerti, recite e soprattutto si aspettano un megaschermo dal quale ascoltare le parole di Papa Francesco dalle Favelas in Brasile. La Croce Verde di Adria ci ha chiesto collaborazione!” con i quali abbiamo creato una grande amicizia e fiducia reciproca. Queste esperienze ci formano sia dal punto di vista delle conoscenze, sia per quanto riguarda lo spirito collaborativo tra più associazioni e realtà diverse. Abbiamo così l’occasione di vedere come lavorano le altre associazioni e riusciamo a creare anche delle belle amicizie. Un ringraziamento quindi va ad Andrea, responsabile dei volontari che hanno partecipato all’evento (con cui tuttora siamo in contatto), a tutti i volontari, agli infermieri e ai medici che hanno dimostrato grande professionalità e collaborazione attiva. Così, sabato 27 luglio alle 16 circa, un gruppo di nostri volontari è salito sulla Victor 15 in direzione Chioggia. Appena arrivati sulla spiaggia e ricevute le prime direttive dai compagni di Adria, abbiamo trovato un “tappeto” di giovani sotto il sole che cercavano un po’ di refrigerio sotto gli idranti dei pompieri. Il servizio è stato diviso in sap, un ambulatorio e un pma con medico e infermieri. Il caldo, l’umidità e la collocazione dell’evento erano sfavorevoli. Non c’era ombra, hanno partecipato tantissimi ragazzi e prestare una buona assistenza non è stato per niente semplice. Ma grazie alla collaborazione tra noi volontari di Mestre e i ragazzi di Adria siamo riusciti a garantire un buon servizio di primo soccorso. Sono stati due giorni davvero molto faticosi e duri anche per noi soccorritori che ci siamo ritrovati a dover gestire vere e proprie emergenze senza aver mai chiuso occhio e con una temperatura e umidità esterna al limite. Sono stati due giorni molto duri ma anche di grande collaborazione con i colleghi di Adria 8 SOCIALE IL PRIMO MESE IN CROCE VERDE! Nel mio primo mese da volontario ho capito cosa vuol dire aiutare i cittadini che hanno davvero bisogno di aiuto: anche solo far scendere un paziente dalle scale, o riaccompagnarlo a casa; sono gesti che magari possono sembrare banali ma per le persone che hanno necessità di assistenza diventano di fondamentale importanza e quindi noi diventiamo indispensabili per le loro vite. Nel primo mese da volontario ho capito il valore umano di questa attività: aiutare il prossimo non significa solo andare a prendere le persone a casa, montarle in ambulanza e portarle in ospedale. Forse le persone dall’esterno vedono questo aspetto e vi posso assicurare che anche io da non addetto ai lavori lo pensavo. La verità è un’altra: ogni persona che si trasporta ha la sua “valigia”, carica di paure, ansie, esperienze, storie. In quel momento decidono di aprirla e di farci vedere dentro; per un po’ di minuti diventiamo i loro migliori amici con i quali cercano conforto, chiedono consigli, ci raccontano aneddoti e si confessano. Persone che magari ci raccontano storie anche divertenti della loro vita, o problematiche serie che magari non riescono a confessare a nessuno. Fare il volontario, come da definizione, non comporta nessuna ricompensa materiale. Ho capito fin da subito però che le ricompense sono ben altre: da un semplice “grazie” a un “quanta pazienza che avete con noi”, passando per un “magari tutti i ragazzi fossero come voi”. Il valore umano di questa attività trova pochi eguali a mio parere. Questo forse è l’aspetto primario del volontario: l’umanità; proveniente dai pazienti e anche dai volontari stessi. Il mio primo mese in Croce Verde lo potrei definire costruttivo, appagante, carico di emozioni. Un’esperienza positiva, che ti fa capire quanto le persone hanno bisogno di un aiuto, che ti fa sentire realizzato quando finisci il turno perché sai di aver fatto qualcosa di davvero importante per qualcuno. di Gabriele Soncin Era il mese di aprile quando venni a conoscenza che la Croce Verde di Mestre organizzava dei corsi gratuiti di pronto soccorso aperti a tutti. Al giorno d’oggi ogni cittadino dovrebbe essere istruito su come ci si deve comportare in caso di emergenza, qualunque essa sia. Anche il più banale incidente domestico può sfociare in un problema più serio. Decisi quindi di iniziare il corso soprattutto per colmare questo vuoto che avevo nel mio bagaglio culturale ma anche per capire cosa un cittadino può fare per aiutare il prossimo. E’ passato già un mese da quando ho messo piede per la prima volta dentro l’ambulanza in qualità di volontario; già dalle prime uscite ho potuto cogliere l’immensa generosità che hanno le persone che compongono questa associazione: il fatto stesso di essere volontari ci fa operare senza chiedere niente in cambio, lo si fa col solo obiettivo di aiutare le persone che in quel momento hanno bisogno di aiuto, di un sostegno, a volte solo di qualcuno con cui parlare. Un aspetto che mi è balzato subito agli occhi nel mio primo mese da volontario è il gioco di squadra: un volontario da solo vale poco, ma messo dentro alla squadra che compone l’equipaggio diventa parte essenziale per la riuscita dell’intervento. Nel mio primo mese da volontario ho colto la serietà e la professionalità delle persone con cui ho condiviso i turni in ambulanza ed io, da “aspirante”, ho sempre trovato risposte esaurienti alle mie domande, ai miei dubbi, alle mie perplessità su come operare in determinati casi. Una delle prime frasi che ci hanno detto al corso era “fate domande, fate domande, fate domande” e le risposte non hanno mai tardato ad arrivare. 9 SOCIALE SERVIZIO SENZA FISSA DIMORA: CHI DI VOI NE HA MAI SENTITO PARLARE? di Giorgia Salvagno Il foglio-tabellone SE.DI. è un po’ defilato, il turno consta di appena due ore il giovedì sera e solitamente le date sono già “coperte” ancor prima di accorgersene…mi incuriosisce, ascolto qualche opinione e finalmente è la mia volta. Incontro i miei compagni, qualcuno li ha definiti “gli storici”, Franco Favaro e Giovanni Agosti, tra i primi ad essere coinvolti in questo servizio, stasera dovranno insegnarmi il lavoro! La prassi è la stessa: controllo dei materiali in vano e del mezzo, ma si aggiungono un faldone, un saccone rosso con la croce di Esculapio contenente varie medicine e un contenitore con acqua, bicchieri, salviette, opuscoli e abbassalingua. Ci muoviamo per tempo e siamo in stazione, durante il breve tragitto sono sempre più emozionata per via delle spiegazioni che ricevo dai miei colleghi ma anche al pensiero di: “sarò all’altezza della situazione?” La postazione precisa è adiacente all’entrata, vicino al garage delle bici; incontriamo il medico ed ecco che già si avvicinano diverse persone: lo scambio di saluti è quello che vedresti tra vecchi conoscenti; mentre uno alla volta si sottopongono alla visita, io compilo la scheda con i loro dati, l’intervento richiesto e i farmaci elargiti e intanto comincio a sentire e conoscere “sfumature” d’età, di origini e di storie di vita. Il servizio senza fissa dimora fa parte di un progetto che nasce dalle forze congiunte del Comune di Venezia e diverse istituzioni locali che avvalendosi di strutture proprie nel territorio stesso si occupano di assistenza alla persona su più fronti. La lista è quanto mai lunga: Cooperative sociali Caracol e Gea, Fondazione Casa dell’Ospitalità, Associazione Goccia di Luce, Associazione Il Cerchio della Vita, Associazione Decimo Binario, Caritas Veneziana, Associazione Farecomunità, Croce Verde, Gruppo Volontari Stazione di Mestre, City Angels, Croce Rossa Italiana; ognuna di loro offre un intervento preciso. Solitamente si rivolge ad una persona che si trova in una situazione di difficoltà: può aver perso il lavoro, scoprire di essere malata, ritrovarsi sola a seguito di una separazione, dover ricominciare dopo un incidente sul lavoro; esistono anche le realtà cosiddette invisibili (quelle che durante il giorno si incrociano di sfuggita), dove il livello di “vita al margine” è quasi insondabile. Spesso è l’esperienza traumatica che dà un’ impatto destabilizzante ed è per questo che più che mai la persona ha davvero bisogno di supporto. Questo si realizza grazie ad una assistenza a tutto campo: nelle zone strategiche della stazione di Mestre e in centro storico di Venezia esistono i primi servizi di accoglienza come la distribuzione di un pasto da parte degli operatori, bevande calde e coperte durante i mesi più freddi e una prima assistenza medica; in questi frangenti gli operatori raccolgono informazioni valutando la situazione di ogni persona così che a seconda delle necessità possano essere indirizzate alle strutture dove possono dormire, lavarsi, usufruire di prestazioni sanitarie più specifiche. Il passo successivo è con i Centri di Ascolto e i Centri d’orientamento e socializzazione, e anche assistenza legale. La Persona viene aiutata a vivere con dignità dandole sicurezza e opportunità di pensarsi in una prospettiva diversa per il futuro (faccio mie le parole del vice sindaco Sandro 10 SOCIALE Simionato in un intervista di pochi anni fa sulla realtà di questo progetto e di ciò che fa). La Croce Verde nello specifico offre puntualmente assistenza sanitaria nella zona strategica della stazione di Mestre, nella figura di una squadra con il supporto di un medico; accoglie la persona verificando gli eventuali sintomi, presta le prime cure e somministra dei farmaci di base ed, a seconda del caso, indirizza la persona alla struttura più adeguata. Assieme alle altre associazioni volontarie di operatori di strada vengono svolte diverse campagne di raccolta di coperte e cibo che vengono poi distribuiti appunto nei mesi più freddi. Mentre scrivo queste righe ho realizzato che poter incontrare le stesse figure del turno precedente (i volontari cv), per queste persone è un punto di riferimento, quasi quanto lo sono il giorno e l’orario perché è un appuntamento importante non solo per via del consiglio medico, ma perché è un momento di chiacchiere, questo è ciò che Agosti mi ha trasmesso; la vita normale di tutti i giorni è fatta anche di questo. Quando ti rendi conto che questa “fetta” di aiuto fa parte di un progetto più grande, capisci che anche due ore cambiano le cose. 11 SOCIALE LA STORIA DI GIORGIO di Giorgio Michieli Era una fredda sera di Dicembre del 1982, scesi dall’autobus che mi riportava a casa dopo una giornata di lavoro. Stranamente avevo voglia di fare due passi e scesi all’ultima fermata di via Piave. Il mio sguardo incontrò un manifesto di colore giallo affisso al muro. Lo lessi e l’idea subito mi entusiasmò! Il manifesto recitava all’incirca così: “Cercasi volontari per costituenda associazione di primo soccorso....... etc etc” presentare la richiesta a Mestre in via Silvio Trentin. Vi andai subito, era una abitazione privata e mi accolse Laura, moglie di Fasan Guglielmo. Prima di Natale portai tutta la documentazione richiesta e rimasi in attesa della telefonata di convocazione che avvenne pochi giorni dopo.Iniziammo il corso di “Primo Soccorso” a Febbraio del 1983 nella sede di via Gazzera Alta 44 (ex scuola F. Filzi). Eravamo circa una quarantina di persone, per la maggior parte giovani. Questo corso venne tenuto da medici che si offrirono a tale scopo. Terminato con successo tutti fecero un “tirocinio” di apprendimento negli ambulatori del vecchio ospedale “Umberto I°” di Mestre. Tutti eravamo emozionati e motivati volendo dare un nostro fattivo contributo alla cittadinanza. Il primo Giugno1983 (giorno in cui diventammo operativi) si avvicinava e la tensione si poteva palpare. La sede era composta da tre stanze, la segreteria, la sala volontari e la presidenza oltre che un piccolo sottoscala e i servizi in comune con altri. Il tutto a piano terra. Nella sede c’era solo una linea telefonica, quella in uso ancora oggi, 041914186. Venne il giorno fatidico, i camici erano bianchissimi e, aiutati da un prestito dei colleghi del Cavallino (grazie a Fasan), avevamo come mezzo una OPEL ADMIRAL di colore panna adattata ad ambulanza. Sabato 4 giugno 1983 feci il mio primo turno 8-14 assieme a G.F. SAMBO (compagno poi di innumerevoli turni). Ero molto emozionato…Era la mia prima volta da soccorritore... Non successe nulla ovviamente, il telefono non squillò, perché non ci conosceva ancora nessuno, e in cuor mio ne fui veramente contento. Tanti anni oramai sono passati da quella data. Tanti episodi sono successi. Tanti volontari ho visto alternarsi e purtroppo lasciarci per sempre. Di quel primo gruppo oggi siamo rimasti solo tre persone, Maurizio, Guglielmo ed io. Ma ancora, e ne sono convinto, ci anima quello spirito di solidarietà e sacrificio che ci ha portato sin dall’inizio, a far crescere la Associazione Volontari del Soccorso di Venezia e Terraferma, oggi Croce Verde Mestre. 12 LO SAPEVI CHE Di Lorenzo Basadonna Scarpa L’ossigeno ha numerose applicazioni nelle attività umane. Essendo un forte ossidante (riesce a strappare elettroni ad un’altra sostanza) e un ottimo comburente (riesce ad ossidare velocemente il combustibile) viene usato ad esempio per: propulsione dei razzi, riserva d’aria in aeroplani ed ascese alpinistiche, come comburente per saldare, per produrre l’acciaio e il metanolo ma è soprattutto essenziale per la respirazione di tutti gli organismi aerobi (che necessitano di ossigeno per vivere). L’O2 è un farmaco a tutti gli effetti (Dgs 216/06) e viene utilizzato in ambito ospedaliero dopo esser stato prodotto industrialmente con un processo chiamato distillazione frazionata. Come tutti gli altri farmaci viene verificato che corrisponda alle caratteristiche descritte dalla Farmacopea Ufficiale, viene etichettato con un numero di lotto, gli viene assegnata una scadenza e viene distribuito con un foglio illustrativo esattamente come tutti gli altri farmaci. Come si può rilevare quindi la quantità di ossigeno legata e circolante in un paziente, ed eventualmente decidere se somministrare il farmaco in dotazione sull’Ambulanza? Nel 1974 il Dr. Takuo Aoyagi riesce a scoprire un apparecchio con una tecnologia in grado di misurare in modo non invasivo la quantità di emoglobina legata nel sangue: il saturimetro. L’emoglobina è la proteina deputata al trasporto dell’ossigeno molecolare da aree ad alta concentrazione (es. polmoni) ad aree a bassa concentrazione (tessuti periferici) tramite il circolo sanguigno. La sonda del saturimetro è composta da due diodi che generano fasci di luce nel campo del rosso e dell’infrarosso e da una fotocellula che riceve la luce dopo che i fasci hanno attraversato la cute e i vasi sanguigni del paziente. L’emoglobina legata (quindi “carica di ossigeno”), caratteristicamente, assorbe la luce in determinate lunghezze d’onda. Conoscendo la quantità di luce iniziale e quella finale, l’apparecchiatura è in grado di calcolare la percentuale di emoglobina legata nel paziente. Attenzione quindi, il saturimetro non va a conteggiare l’ossigeno ma se la molecola che lo trasporta è effettivamente “carica” o “scarica”. Di conseguenza, se all’emoglobina si lega un’altra molecola (ad esempio il monossido di carbonio), il saturimetro leggerà quella molecola come “carica” e la lettura sarà quindi drammaticamente alterata con pesanti ripercussioni sul riconoscimento dello stato effettivo del paziente. Va inoltre ricordato che la lettura del saturimetro può essere alterata dallo smalto (che scherma le lunghezze d’onda generata dalla sonda modificandole) e dalla vasocostrizione (la diminuzione del calibro dei vasi sanguingi periferici) che porta ad una diminuzione del flusso sanguigno e quindi ad una lettura falsata rispetto alla situazione reale. 13 INFORMAZIONI PER QUESTO MESE LE RIUNIONI DI SQUADRA SONO SOSTITUITE DALLA PLENARIA AL “VOLTA” IN DATA GIOVEDì 19 SETTEMBRE ORE 20:30 CON TEMA: Assistenza alla donna in gravidanza – il parto in ambulanza REGATA STORICA TURNI DI AGOSTO DAE DONATOCI DALLA SAGRA DEA SBRISA” TERREMOTO IO NON RISCHIO Un ringraziamento speciale a tutti i soccorritori volontari che, con grande spirito e forza d’animo, hanno permesso che la regata storica si svolgesse in modo ottimale. Ogni qualvolta la Croce Verde Mestre viene chiamata per fornire assistenza alla popolazione durante questi enormi eventi, noi rispondiamo sempre con la nostra presenza e professionalità. Si volevano ringraziare tutti i volontari che anche questa estate hanno permesso il regolare svolgimento dei turni nonostante le ferie estive. Ci caratterizza sempre questo spirito di sacrificio e bontà d’animo!.. Domenica 15 settembre, alle ore 10:30 presso la Sagra dea Sbrisa di Tessera (VE), alla fine della messa mattutina fatta in sagra, il CCRT ovvero il Comitato Culturale Ricreativo Tessera che organizza la sagra stessa, donerà un nuovo DEFIBRILLATORE alla Croce Verde Mestre. Alla Cerimonia sono invitati tutti i Volontari (in divisa!) che vogliono partecipare, inoltre per chi vuole c’è la possibilità di fermarsi per il pranzo (il pranzo si paga). A tal proposito verrà affisso un elenco in sede (in bacheca) dove potersi segnare. Ricordiamo che in data 28 e 29 Settembre in moltissime piazze italiane, ci saranno le due giornate previste dalla Protezione Civile Nazionale di sensibilizzazione sui rischi sismici. La croce verde mestre partecipa attivamente a questo progetto con quasi 30 volontari e 3 responsabili formati a Roma dalla PCNazionale in una delle piazze più famose di Venezia “Campo S. Apostoli”. QUALCHE LINK UTILE SITO DELL’ASSOCIAZIONE http://www.croceverdemestre.it/ VIDEO DEL TRENTENNALE http://vimeo.com/59839877 5X1000 http://www.croceverdemestre.it/associazione/5x1000/ PAGINA FACEBOOK www.facebook.com/croceverdemestre 14