N. 3 Settembre 2013
MANI CHE
AIUTANO
La voce dei volontari della
Croce Verde Mestre
INDICE
Incidente a venezia e CV
Regata Storica
Il Redentore!!
Il gradino del campo
Gli amici di Adria...
Primo mese in Croce
verde
Servizio senza fissa
dimora
La storia di Giorgio
Lo sapevi che..
Informazioni
1
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
2-3
4-5-6
6
7
8
9
pag.
10-11
pag.
pag.
pag.
12
13
14
SOCIALE
L’incidente a Venezia e la Croce
Verde
di Federica Trentini
Questo mese il Gruppo Giovani ha
deciso di dedicare un articolo alla
particolare e complicata realtà della
Croce Verde a Venezia.
I turni da coprire sono la mattina dalle
07.00 alle 13.30, come a Mestre; il
pomeriggio, in cui due barche finiscono
alle 20.00 e una alle 19.00; la sera dalle
20.00 alle 24.00. Le idroambulanze che
operano in isola sono la VICTOR 8, la
VICTOR 31, la VICTOR 32 e la VICTOR
33.
Il materiale e i presidi in dotazione alle
nostre barche sono gli stessi che si
trovano nelle ambulanze della sede
in terraferma con un’eccezione: non
sono presenti né la sedia spencer né
la scoiattolo; l’unica utile per i trasporti
in isola è, infatti, la sedia su ruote,
che risponde alla particolare tipologia
degli edifici del centro storico con
scale spesso ripide e strette. È dunque
evidente che il servizio a Venezia
richieda, oltre alla conoscenza delle
manovre di primo soccorso e dell’uso
dei presidi, anche una certa forza fisica.
Quando a bordo dell’idroambulanza
c’è anche l’infermiere, sono presenti,
oltre alla dotazione ordinaria, il
lifepak, monitor e kit farmaci per via
endovenosa.
Il problema logistico più rilevante di
Venezia è probabilmente l’impossibilità
di portare la barca al numero civico del
paziente; i piloti, quindi, sanno sempre
raggiungere l’ormeggio praticabile
più vicino da cui poi è obbligatorio
continuare a piedi trasportando il
necessario.
La bravura del pilota è resa
indispensabile anche dal discusso tema
del traffico nei canali, in cui si trovano
a districarsi tra manovre d’esperienza
vaporetti, taxi, gondole, idroambulanze
ecc.
A tutte queste difficoltà si aggiunge poi il
clima.. d’inverno fare turno in
indroambulanza è davvero dura; tra
pioggia, freddo, neve e nebbia le abilità
del pilota e la resistenza fisica dei
soccorritori vengono messe davvero a
dura prova.
Pensando alla complessità del traffico
nei canali di Venezia, voglio dedicare
qualche riga all’incidente avvenuto a
Rialto, sabato 17 agosto a mezzogiorno
circa, in cui ha perso la vita il Prof. Dr.
Joachim Vogel.
All’origine della collisione tra il battello
e la gondola, con a bordo la vittima e
la sua famiglia, è stata la manovra di
retromarcia eseguita dal vaporetto per
evitarne un altro. La dinamica del tragico
incidente è chiaramente d’interesse e
competenza esclusiva degli inquirenti,
tuttavia, rimane palesemente un segnale
della difficile realtà della navigabilità a
Venezia.
A tal proposito, ho trovato riassuntiva ed
equilibrata una dichiarazione pubblicata
in rete dal Pilota Actv Raffaele Nocera:
<< Mi sento di spezzare una lancia
in favore di quei Gondolieri, che con
passione e professionalità portano
avanti una tradizione unica al mondo,
che rende la città in cui lavoriamo un
vanto per tutti. Sarebbe facile cadere
in offese reciproche e maledizioni
varie. Quello che è accaduto è un
incidente tragico che, nello specifico
della dinamica, doveva inevitabilmente
accadere. La città è cambiata molto, per
densità di traffico e afflusso turistico,
il quale, da un lato, garantisce lavoro
alla stessa, dall’altro, aumenta i rischi
impliciti per chi opera quotidianamente
in un contesto complicato dove ci si
trova a manovrare le imbarcazioni in
spazi ridotti come in Canal Grande.
Non intendo difendere questa o quella
categoria ma fare una considerazione
che credo obbiettiva sull’accaduto.
Spero che questa vicenda porti a una
seria riorganizzazione da parte di chi
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SOCIALE
deve realizzare un piano del traffico
(coraggioso) interno alla città, volto in
modo particolare a garantire certi livelli
di sicurezza che attualmente mancano e
che da anni tutte le categorie richiedono.
Pur non conoscendo le vittime di questa
triste vicenda, non riesco a sentirmi
asettico all’accaduto e a non rivolgere
un pensiero di cordoglio alla famiglia
Vogel. Eppure so anche che al posto
del mio collego indagato potevo esserci
io. Spero vivamente che in un prossimo
futuro, chi di competenza, riesca (non
senza difficoltà) a trovare una soluzione
che possa essere accettata da tutti gli
operatori con serenità. >>
Personalmente, non mi sento di
aggiungere altro riguardo l’incidente,
anche se trovo scoraggiante che si
debba sempre aspettare il dramma
prima di risolvere problemi già noti. E
così ho detto anche questo…
L’idroambulanza della Croce Verde ad
intervenire sul luogo dell’incidente è
stata la V 33 con equipaggio formato
da pilota soccorritore, due soccorritori
e infermiera i quali hanno prestato
soccorso insieme agli operatori di
due Eco del SUEM 118. La vittima
aveva riportato un gravissimo trauma
toracico dovuto allo schiacciamento
e, nonostante le manovre effettuate,
i tentativi di rianimazione si sono
rivelati inutili; dopo circa un’ora è stato
dichiarato il decesso in ospedale.
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SOCIALE
REGATA STORICA:
UN’OCCASIONE PER
CONDIVIDERE
di Sara Bozzao e Federica Trentini
Domenica 1 settembre la Croce
Verde Mestre ha prestato assistenza
sanitaria alla Regata Storica di Venezia,
appuntamento principale del calendario
annuo di gare di
Voga alla Veneta, nonché tradizionale
spettacolo caratteristico dell’isola
lagunare.
Il piano sanitario è stato garantito dai
soccorritori volontari delle diverse
organizzazioni coinvolte che sono stati
operativi dalle 14.30 alle 19.30 circa.
Le unità di assistenza della Croce
Verde Mestre sono state così disposte:
CCU a Ca’ Foscari; IDRO MEDICA 31
in prossimità del Museo Guggenheim;
IDRO MEDICA 32 a Rialto - Pescheria;
IDRO MEDICA 33 per le regate
competitive Donne e Campioni; PMA
Pontile Actv - San Tomà levante;
PPI sulla “Machina” a Ca’ Foscari;
Ambulatorio ASL 12 a San Marco; V 7
a P.le Roma con eventuale supporto
in Stazione S. Lucia e al Tronchetto;
SAP ACCADEMIA (Accademia e
C.po S. Vidal); SAP RIALTO (Ponte
di Rialto); SAP SAMUELE (C.po S.
Samuele, Accademia e C.po S. Vidal);
SAP CALATRAVA (Stazione FFSS,
Piedi Calatrava e F.ta S. Lucia); SAP
SCALZI (Stazione FFSS, F.ta Scalzi e
Ponte Scalzi). La celebrazione ha avuto
inizio con la sfilata del corteo storicosportivo alle 16.00, cui sono seguite le
diverse competizioni per un totale di sei
manifestazioni.
La Storica ha raccolto sulle rive di
Venezia 100 mila persone; gli elementi
di rischio previsti dal piano sanitario per
un evento di queste dimensioni sono:
incidenti da manifestazioni di massa,
possibili cadute in acqua, difficoltà nella
viabilità sia acquea sia pedonale, rischio
meteorologico e incidenti in acqua.
Fortunatamente non sono state
rilevate situazioni di grave rischio né per
i partecipanti alle gare né per il pubblico.
Il regolamento delle regate prevede
la partenza dal
Bacino San Marco, all’altezza dei
Giardini, delle imbarcazioni, allineate e
bloccate fino al via da un cordino legato
a poppa detto spagheto.
Dopo la partenza, gli
equipaggi hanno affrontato il delicato
e fondamentale ingresso nel Canal
Grande, che hanno percorso fino ad
arrivare al paleto, infisso nella posizione
prevista per la loro categoria. Da questo
punto i concorrenti hanno ripercorso al
contrario lo stesso tratto fino all’arrivo,
presso
Ca’ Foscari, in corrispondenza
del palco galleggiante della machina,
dove sono state assegnate le
ambite bandiere: la rossa al primo
classificato, la bianca (anticamente
celeste) al secondo, la verde al terzo
e la bandiera blu (anticamente gialla
e su cui campeggiava un maialino,
animale considerato poco veloce) per il
quarto posto.
UN PO’ DI STORIA
Non è chiaro quando la tradizione
delle regate ebbe inizio; secondo
alcuni studiosi la si potrebbe ricondurre
all’episodio leggendario che diede
origine alla Festa delle Marie con regata
annessa.
In ogni caso è noto che dai primi tempi
della Serenissima, in laguna, era
piuttosto comune l’usanza di passare
il tempo libero praticando la voga con
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SOCIALE
diversi tipi di imbarcazioni. Da questa
pratica amatoriale nacquero ben presto
vere e proprie sfide, con modalità e
regole sempre più precise. I campioni
delle regate del tempo, come ancora
oggi, erano soprattutto i barcaroli di
professione e i gondolieri, abituati
quotidianamente alla pratica della voga
e quindi ben allenati e precisi con il
remo, nonché generalmente molto
vigorosi e prestanti fisicamente.
Sicuramente, regate tra barche di
grandi dimensioni si svolgevano già
nel XIII secolo.
Il corteo consiste in una sfilata di decine
di imbarcazioni tipiche cinquecentesche,
con figuranti in costume tra cui
si distinguono il doge, Caterina
Cornaro e tutte le più alte cariche della
Magistratura veneziana, in una fedele
ricostruzione del passato glorioso della
Repubblica Marinara.
SEMPRE DI PIÙ, SEMPRE MEGLIO!
E’ così che ben si può sintetizzare
l’esperienza “Regata Storica 2013”.
Non solo un evento storico di nazionale
importanza ma soprattutto un’occasione
di dimostrare ancora una volta come
sia bello essere “VOLONTARI” e
appartenere alla grande famiglia delle
associazioni che ogni giorno rendono
servizi preziosi a chi ne ha bisogno...con
grande professionalità e molto spesso
in silenzio! Una collaborazione a 360°
quella di quest’anno tra Croce Verde
Mestre, Croce Verde Adria, CISOM,
Misericordie, Protezione Civile e i
volontari di Burano.
È stato davvero bello vedere come,
una volta fatte le presentazioni, si sia
instaurato fin da subito uno spirito di
gruppo che ha giovato alla suddivisione
degli incarichi e alla condivisione di un
intenso pomeriggio di fronte alla sfilata
più famosa del mondo. Un’occasione
per crescere non solo come volontari,
grazie allo scambio di esperienze, ma
anche come persone.
Devo ammettere che resto sempre
piacevolmente colpita nel vedere
che, come me, altri giovani e meno
giovani mettono a disposizione il loro
tempo, senza volere nulla in cambio
ma anzi donando il loro sorriso, la loro
professionalità, senza palchi su cui
essere poi premiati.
In un mondo dove l’apparenza è tutto, il
lavoro silenzioso e disinteressato di tanti
volontari del nostro territorio ha visto,
dunque, il culmine nella regata storica
di quest’anno: ecco allora, visto l’esito
più che positivo, che “sempre di più,
Le autorità pubbliche dell’epoca
cominciarono infatti ad incoraggiare
questo tipo di attività sportiva,
intravedendone, oltre che un benefico
esercizio fisico, anche una pratica atta
a rinvigorire e preparare gli equipaggi
delle marinerie da battaglia a sostenere
gli sforzi in caso di conflitti in mare.
Anche dopo la caduta della Serenissima
nel 1797, la pratica delle regate
continuò: sotto la dominazione francese
furono organizzate due regate in
occasione della visita a Venezia di
Giuseppina de Beauharnais e una
per lo stesso Napoleone Bonaparte;
nel 1815 con il passaggio della città
sotto gli austriaci,
ebbe luogo una regata in onore
dell’imperatore d’Austria.
Dal 1866, anno dell’annessione di
Venezia al Regno d’Italia, le regate
acquisirono la finalità di celebrare il
glorioso passato della Repubblica
Veneta. Nel 1899, in occasione della
III Biennale Internazionale d’Arte, la
regata assunse il nome di ‘storica’ su
proposta dell’allora Sindaco di Venezia,
conte Filippo Grimani.
Nel secondo dopoguerra, il corteo
storico fu associato alla rievocazione
dell’arrivo a Venezia di Caterina
Cornaro: nel 1489, alla sposa del Re di
Cipro fu, infatti, riservata un’accoglienza
speciale in occasione della sua rinuncia
al trono in favore di Venezia.
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SOCIALE
sempre meglio” può diventare un vero
augurio per una sempre più frequente
collaborazione tra associazioni!
Un grazie speciale a tutti coloro
che hanno contribuito alla perfetta
organizzazione dell’evento!
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SOCIALE
IL GRADINO DEL CAMPO
NICOLE BIDELLO - ANPAS
passare persone. Semplicemente
persone. Non conoscevo nessuno e
continuamente si stupivano per la mia
poca memoria nel chiedere i pass. Poi
ho iniziato ad osservarle una ad una.
Chi va a lavorare, chi deve studiare,
chi prega, chi non riesce a dormire,
chi gioca, bambini che si appendono
al collo senza conoscerti, ma che
non ti lascerebbero mai. Sentivo che
non erano più persone quelle che
passavano. Al loro posto c’era forza,
tristezza, felicità, ingenuità, sorrisi,
amore, odio….emozioni. Gli sguardi che
inizialmente erano distaccati, si sono
trasformati in porte che aspettavano di
essere aperte. Aspettavano qualcuno
che ci entrasse ancora una volta per
portare più forza, per togliere piano
piano i pezzi e le rovine di quel crollo
subito. Una volta all’interno sono
rimasta stupita. Pensavo di trovare
solo immagini di case abbattute, di tetti
crollati, di cuori spezzati. Ho trovato
invece la vera essenza di ognuno, la
nostra vera natura. Ho trovato persone
forti, persone che nonostante tutto non
si sono arrese. Così ho portato via da
dentro di loro un pezzettino di rovina.
O almeno ci ho provato. Sono tornata
a casa, anche se ora di case ne ho
due. E mi porto nel cuore tutte quelle
impressioni stampate che piano piano
riaffiorano: un mix di gioia, tristezza,
forza. Un’intensità di vita mai provata.
Non so se ho realmente capito chi sono,
perché a 21 anni la strada da fare è
ancora lunga. Ma penso di essere salita
almeno di un gradino. Forse un solo
gradino, ma che dentro di me ha fatto la
differenza…
di Nicole Kessler Bidello
“L’aspetto delle cose varia secondo le
emozioni; e così noi vediamo magia e
bellezza in loro, ma, in realtà, magia e
bellezza sono in noi..”
Kahlil Gibran
…Partendo da questa frase vorrei
dedicare questo articolo ad una
bravissima soccorritrice che è però
prima di tutto una straordinaria
ragazza… Il Festival del volontariato
di Lucca l’ha incoronata tra le vincitrici
del concorso letterario dedicato alle
esperienze vissute nel corso del
terremoto che colpì l’Emilia Romagna
lo scorso anno e quello che trovate di
seguito è il suo meraviglioso racconto…
Omar
Ne ho avute di notti per pensare. Ma
ogni volta che ci provavo, non ci riuscivo.
Potevo solo incamerare sensazioni e
impressioni. Perché ogni secondo è
prezioso per metterle via, stamparle
nella mente per non dimenticarle mai
più. La carraia è come una finestra
che vede tutto senza giudizi. Una
macchina fotografica che registra
emozioni con l’obiettivo aperto notte e
giorno. Nel campo tutto è surreale, un
mondo fuori dalla realtà. Un rifugio per
chi il terremoto l’ha subito, un rifugio
per chi vuole aiutare e ha bisogno di
fuggire dal proprio mondo. Una tana.
Li dentro siamo tutti uguali. Anime che
si sorreggono, che sentono la fatica,
ma che non hanno tempo per pensare
e vanno avanti sorridendo, per inerzia.
Legami che crescono così intensamente
da mettere in dubbio tutti quelli avuti in
una vita intera. Li dentro non c’è quasi
il tempo per le lacrime, per le proprie
emozioni. E allora continui a incamerare,
a mettere via, a stampare, stampare
e ancora fissare tutto nella mente
e nel cuore. Il primo giorno vedevo
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SOCIALE
GLI AMICI DI ADRIA…
di Nicole Bidello
In un giorno qualsiasi, per un volontario
della Croce Verde Mestre le chiamate
possono arrivare da un momento
all’altro:
“Vuoi venire a Chioggia sabato e
domenica “non-stop” per un’assistenza
assieme ai ragazzi della Croce Verde di
Adria?”
“Ok! Come funziona? Che tipo di
assistenza si tratta?”
“E’ un ritrovo in occasione della Giornata
Mondiale della Gioventù in spiaggia
a Chioggia. Ci saranno moltissimi
ragazzi che ascolteranno concerti,
recite e soprattutto si aspettano un
megaschermo dal quale ascoltare le
parole di Papa Francesco dalle Favelas
in Brasile. La Croce Verde di Adria ci ha
chiesto collaborazione!”
con i quali abbiamo creato una grande
amicizia e fiducia reciproca.
Queste esperienze ci formano sia dal
punto di vista delle conoscenze, sia per
quanto riguarda lo spirito collaborativo
tra più associazioni e realtà diverse.
Abbiamo così l’occasione di vedere
come lavorano le altre associazioni e
riusciamo a creare anche delle belle
amicizie.
Un ringraziamento quindi va ad Andrea,
responsabile dei volontari che hanno
partecipato all’evento (con cui tuttora
siamo in contatto), a tutti i volontari,
agli infermieri e ai medici che hanno
dimostrato grande professionalità e
collaborazione attiva.
Così, sabato 27 luglio alle 16 circa, un
gruppo di nostri volontari è salito sulla
Victor 15 in direzione Chioggia.
Appena arrivati sulla spiaggia e ricevute
le prime direttive dai compagni di Adria,
abbiamo trovato un “tappeto” di giovani
sotto il sole che cercavano un po’ di
refrigerio sotto gli idranti dei pompieri.
Il servizio è stato diviso in sap, un
ambulatorio e un pma con medico e
infermieri.
Il caldo, l’umidità e la collocazione
dell’evento erano sfavorevoli. Non
c’era ombra, hanno partecipato
tantissimi ragazzi e prestare una buona
assistenza non è stato per niente
semplice. Ma grazie alla collaborazione
tra noi volontari di Mestre e i ragazzi
di Adria siamo riusciti a garantire un
buon servizio di primo soccorso. Sono
stati due giorni davvero molto faticosi
e duri anche per noi soccorritori che
ci siamo ritrovati a dover gestire vere
e proprie emergenze senza aver mai
chiuso occhio e con una temperatura e
umidità esterna al limite. Sono stati due
giorni molto duri ma anche di grande
collaborazione con i colleghi di Adria
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SOCIALE
IL PRIMO MESE IN CROCE
VERDE!
Nel mio primo mese da volontario ho
capito cosa vuol dire aiutare i cittadini
che hanno davvero bisogno di aiuto:
anche solo far scendere un paziente
dalle scale, o riaccompagnarlo a
casa; sono gesti che magari possono
sembrare banali ma per le persone che
hanno necessità di assistenza diventano
di fondamentale importanza e quindi noi
diventiamo indispensabili per le loro vite.
Nel primo mese da volontario ho capito
il valore umano di questa attività: aiutare
il prossimo non significa solo andare a
prendere le persone a casa, montarle in
ambulanza e portarle in ospedale. Forse
le persone dall’esterno vedono questo
aspetto e vi posso assicurare che anche
io da non addetto ai lavori lo pensavo.
La verità è un’altra: ogni persona che
si trasporta ha la sua “valigia”, carica
di paure, ansie, esperienze, storie.
In quel momento decidono di aprirla
e di farci vedere dentro; per un po’ di
minuti diventiamo i loro migliori amici
con i quali cercano conforto, chiedono
consigli, ci raccontano aneddoti e si
confessano. Persone che magari ci
raccontano storie anche divertenti della
loro vita, o problematiche serie che
magari non riescono a confessare a
nessuno.
Fare il volontario, come da definizione,
non comporta nessuna ricompensa
materiale. Ho capito fin da subito però
che le ricompense sono ben altre: da un
semplice “grazie” a un “quanta pazienza
che avete con noi”, passando per un
“magari tutti i ragazzi fossero come voi”.
Il valore umano di questa attività trova
pochi eguali a mio parere.
Questo forse è l’aspetto primario del
volontario: l’umanità; proveniente dai
pazienti e anche dai volontari stessi.
Il mio primo mese in Croce Verde lo
potrei definire costruttivo, appagante,
carico di emozioni. Un’esperienza
positiva, che ti fa capire quanto le
persone hanno bisogno di un aiuto, che
ti fa sentire realizzato quando finisci il
turno perché sai di aver fatto qualcosa di
davvero importante per qualcuno.
di Gabriele Soncin
Era il mese di aprile quando venni a
conoscenza che la Croce Verde di
Mestre organizzava dei corsi gratuiti di
pronto soccorso aperti a tutti.
Al giorno d’oggi ogni cittadino dovrebbe
essere istruito su come ci si deve
comportare in caso di emergenza,
qualunque essa sia. Anche il più banale
incidente domestico può sfociare in un
problema più serio.
Decisi quindi di iniziare il corso
soprattutto per colmare questo vuoto
che avevo nel mio bagaglio culturale ma
anche per capire cosa un cittadino può
fare per aiutare il prossimo.
E’ passato già un mese da quando ho
messo piede per la prima volta dentro
l’ambulanza in qualità di volontario; già
dalle prime uscite ho potuto cogliere
l’immensa generosità che hanno le
persone che compongono questa
associazione: il fatto stesso di essere
volontari ci fa operare senza chiedere
niente in cambio, lo si fa col solo
obiettivo di aiutare le persone che in
quel momento hanno bisogno di aiuto,
di un sostegno, a volte solo di qualcuno
con cui parlare.
Un aspetto che mi è balzato subito agli
occhi nel mio primo mese da volontario
è il gioco di squadra: un volontario da
solo vale poco, ma messo dentro alla
squadra che compone l’equipaggio
diventa parte essenziale per la riuscita
dell’intervento.
Nel mio primo mese da volontario ho
colto la serietà e la professionalità delle
persone con cui ho condiviso i turni
in ambulanza ed io, da “aspirante”,
ho sempre trovato risposte esaurienti
alle mie domande, ai miei dubbi, alle
mie perplessità su come operare in
determinati casi. Una delle prime frasi
che ci hanno detto al corso era “fate
domande, fate domande, fate domande”
e le risposte non hanno mai tardato ad
arrivare.
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SOCIALE
SERVIZIO SENZA FISSA
DIMORA: CHI DI VOI NE HA MAI
SENTITO PARLARE?
di Giorgia Salvagno
Il foglio-tabellone SE.DI. è un po’
defilato, il turno consta di appena due
ore il giovedì sera e solitamente le
date sono già “coperte” ancor prima di
accorgersene…mi incuriosisce, ascolto
qualche opinione e finalmente è la mia
volta.
Incontro i miei compagni, qualcuno li
ha definiti “gli storici”, Franco Favaro e
Giovanni Agosti, tra i primi ad essere
coinvolti in questo servizio, stasera
dovranno insegnarmi il lavoro! La prassi
è la stessa: controllo dei materiali in
vano e del mezzo, ma si aggiungono un
faldone, un saccone rosso con la croce
di Esculapio contenente varie medicine
e un contenitore con acqua, bicchieri,
salviette, opuscoli e abbassalingua.
Ci muoviamo per tempo e siamo in
stazione, durante il breve tragitto
sono sempre più emozionata per via
delle spiegazioni che ricevo dai miei
colleghi ma anche al pensiero di: “sarò
all’altezza della situazione?”
La postazione precisa è adiacente
all’entrata, vicino al garage delle bici;
incontriamo il medico ed ecco che
già si avvicinano diverse persone: lo
scambio di saluti è quello che vedresti
tra vecchi conoscenti; mentre uno
alla volta si sottopongono alla visita,
io compilo la scheda con i loro dati,
l’intervento richiesto e i farmaci elargiti e
intanto comincio a sentire e conoscere
“sfumature” d’età, di origini e di storie di
vita.
Il servizio senza fissa dimora fa parte
di un progetto che nasce dalle forze
congiunte del Comune di Venezia e
diverse istituzioni locali che avvalendosi
di strutture proprie nel territorio stesso
si occupano di assistenza alla persona
su più fronti. La lista è quanto mai
lunga: Cooperative sociali Caracol e
Gea, Fondazione Casa dell’Ospitalità,
Associazione Goccia di
Luce, Associazione Il Cerchio della Vita,
Associazione Decimo Binario, Caritas
Veneziana, Associazione Farecomunità,
Croce Verde, Gruppo Volontari Stazione
di Mestre, City Angels, Croce Rossa
Italiana; ognuna di loro offre un
intervento preciso.
Solitamente si rivolge ad una persona
che si trova in una situazione di
difficoltà: può aver perso il lavoro,
scoprire di essere malata, ritrovarsi
sola a seguito di una separazione,
dover ricominciare dopo un incidente
sul lavoro; esistono anche le realtà
cosiddette invisibili (quelle che durante
il giorno si incrociano di sfuggita), dove
il livello di “vita al margine” è quasi
insondabile. Spesso è l’esperienza
traumatica che dà un’ impatto
destabilizzante ed è per questo che più
che mai la persona ha davvero bisogno
di supporto.
Questo si realizza grazie ad una
assistenza a tutto campo: nelle zone
strategiche della stazione di Mestre e
in centro storico di Venezia esistono
i primi servizi di accoglienza come la
distribuzione di un pasto da parte degli
operatori, bevande calde e coperte
durante i mesi più freddi e una prima
assistenza medica; in questi frangenti
gli operatori raccolgono informazioni
valutando la situazione di ogni persona
così che a seconda delle necessità
possano essere indirizzate alle strutture
dove possono dormire, lavarsi, usufruire
di prestazioni sanitarie più specifiche.
Il passo successivo è con i Centri di
Ascolto e i Centri d’orientamento e
socializzazione, e anche assistenza
legale. La Persona viene aiutata a
vivere con dignità dandole sicurezza
e opportunità di pensarsi in una
prospettiva diversa per il futuro (faccio
mie le parole del vice sindaco Sandro
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SOCIALE
Simionato in un intervista di pochi anni
fa sulla realtà di questo progetto e di ciò
che fa).
La Croce Verde nello specifico offre
puntualmente assistenza sanitaria
nella zona strategica della stazione di
Mestre, nella figura di una squadra con
il supporto di un medico; accoglie la
persona verificando gli eventuali sintomi,
presta le prime cure e somministra
dei farmaci di base ed, a seconda del
caso, indirizza la persona alla struttura
più adeguata. Assieme alle altre
associazioni volontarie di operatori
di strada vengono svolte diverse
campagne di raccolta di coperte e cibo
che vengono poi distribuiti appunto nei
mesi più freddi.
Mentre scrivo queste righe ho
realizzato che poter incontrare le
stesse figure del turno precedente (i
volontari cv), per queste persone è un
punto di riferimento, quasi quanto lo
sono il giorno e l’orario perché è un
appuntamento importante non solo per
via del consiglio medico, ma perché è
un momento di chiacchiere, questo è
ciò che Agosti mi ha trasmesso; la vita
normale di tutti i giorni è fatta anche
di questo. Quando ti rendi conto che
questa “fetta” di aiuto fa parte di un
progetto più grande, capisci che anche
due ore cambiano le cose.
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SOCIALE
LA STORIA DI GIORGIO
di Giorgio Michieli
Era una fredda sera di Dicembre
del 1982, scesi dall’autobus che mi
riportava a casa dopo una giornata di
lavoro. Stranamente avevo voglia di fare
due passi e scesi all’ultima fermata di
via Piave. Il mio sguardo incontrò un
manifesto di colore giallo affisso al muro.
Lo lessi e l’idea subito mi entusiasmò!
Il manifesto recitava all’incirca così:
“Cercasi volontari per costituenda
associazione di primo soccorso....... etc
etc” presentare la richiesta a Mestre in
via Silvio Trentin. Vi andai subito, era
una abitazione privata e mi accolse
Laura, moglie di Fasan Guglielmo. Prima
di Natale portai tutta la documentazione
richiesta e rimasi in attesa della
telefonata di convocazione che avvenne
pochi giorni dopo.Iniziammo il corso
di “Primo Soccorso” a Febbraio del
1983 nella sede di via Gazzera Alta 44
(ex scuola F. Filzi). Eravamo circa una
quarantina di persone, per la maggior
parte giovani. Questo corso venne
tenuto da medici che si offrirono a tale
scopo. Terminato con successo tutti
fecero un “tirocinio” di apprendimento
negli ambulatori del vecchio ospedale
“Umberto I°” di Mestre. Tutti eravamo
emozionati e motivati volendo dare un
nostro fattivo contributo alla cittadinanza.
Il primo Giugno1983 (giorno in cui
diventammo operativi) si avvicinava e la
tensione si poteva palpare. La sede era
composta da tre stanze, la segreteria,
la sala volontari e la presidenza oltre
che un piccolo sottoscala e i servizi
in comune con altri. Il tutto a piano
terra. Nella sede c’era solo una linea
telefonica, quella in uso ancora oggi,
041914186. Venne il giorno fatidico, i
camici erano bianchissimi e, aiutati da
un prestito dei colleghi del Cavallino
(grazie a Fasan), avevamo come mezzo
una OPEL ADMIRAL di colore panna
adattata ad ambulanza. Sabato 4
giugno 1983 feci il mio primo turno 8-14
assieme a G.F.
SAMBO (compagno poi di innumerevoli
turni). Ero molto emozionato…Era la
mia prima volta da soccorritore... Non
successe nulla ovviamente, il telefono
non squillò, perché non ci conosceva
ancora nessuno, e in cuor mio ne fui
veramente contento. Tanti anni oramai
sono passati da quella data. Tanti
episodi sono successi. Tanti volontari
ho visto alternarsi e purtroppo lasciarci
per sempre. Di quel primo gruppo
oggi siamo rimasti solo tre persone,
Maurizio, Guglielmo ed io. Ma ancora,
e ne sono convinto, ci anima quello
spirito di solidarietà e sacrificio che ci ha
portato sin dall’inizio, a far crescere la
Associazione Volontari del Soccorso di
Venezia e Terraferma, oggi Croce Verde
Mestre.
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LO SAPEVI CHE
Di Lorenzo Basadonna Scarpa
L’ossigeno ha numerose applicazioni
nelle attività umane. Essendo un
forte ossidante (riesce a strappare
elettroni ad un’altra sostanza) e un
ottimo comburente (riesce ad ossidare
velocemente il combustibile) viene
usato ad esempio per: propulsione
dei razzi, riserva d’aria in aeroplani ed
ascese alpinistiche, come comburente
per saldare, per produrre l’acciaio e il
metanolo ma è soprattutto essenziale
per la respirazione di tutti gli organismi
aerobi (che necessitano di ossigeno per
vivere).
L’O2 è un farmaco a tutti gli effetti (Dgs
216/06) e viene utilizzato in ambito
ospedaliero dopo esser stato prodotto
industrialmente con un processo
chiamato distillazione frazionata.
Come tutti gli altri farmaci viene
verificato che corrisponda alle
caratteristiche descritte dalla
Farmacopea Ufficiale, viene etichettato
con un numero di lotto, gli viene
assegnata una scadenza e viene
distribuito con un foglio illustrativo
esattamente come tutti gli altri farmaci.
Come si può rilevare quindi la quantità
di ossigeno legata e circolante in un
paziente, ed eventualmente decidere se
somministrare il farmaco in dotazione
sull’Ambulanza?
Nel 1974 il Dr. Takuo Aoyagi riesce
a scoprire un apparecchio con una
tecnologia in grado di misurare in modo
non invasivo la quantità di emoglobina
legata nel sangue: il saturimetro.
L’emoglobina è la proteina deputata
al trasporto dell’ossigeno molecolare
da aree ad alta concentrazione
(es. polmoni) ad aree a bassa
concentrazione (tessuti periferici) tramite
il circolo sanguigno.
La sonda del saturimetro è composta da
due diodi che generano fasci di luce nel
campo del rosso e dell’infrarosso e da
una fotocellula che riceve la luce dopo
che i fasci hanno attraversato la cute e i
vasi sanguigni del paziente.
L’emoglobina legata (quindi “carica di
ossigeno”), caratteristicamente, assorbe
la luce in determinate lunghezze d’onda.
Conoscendo la quantità di luce iniziale
e quella finale, l’apparecchiatura è in
grado di calcolare la percentuale di
emoglobina legata nel paziente.
Attenzione quindi, il saturimetro
non va a conteggiare l’ossigeno ma
se la molecola che lo trasporta è
effettivamente “carica” o “scarica”. Di
conseguenza, se all’emoglobina si
lega un’altra molecola (ad esempio il
monossido di carbonio), il saturimetro
leggerà quella molecola come “carica” e
la lettura sarà quindi drammaticamente
alterata con pesanti ripercussioni sul
riconoscimento dello stato effettivo del
paziente.
Va inoltre ricordato che la lettura del
saturimetro può essere alterata dallo
smalto (che scherma le lunghezze
d’onda generata dalla sonda
modificandole) e dalla vasocostrizione
(la diminuzione del calibro dei vasi
sanguingi periferici) che porta ad una
diminuzione del flusso sanguigno e
quindi ad una lettura falsata rispetto alla
situazione reale.
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INFORMAZIONI
PER QUESTO MESE LE RIUNIONI DI SQUADRA SONO SOSTITUITE
DALLA PLENARIA AL “VOLTA” IN DATA GIOVEDì 19 SETTEMBRE
ORE 20:30 CON TEMA: Assistenza alla donna in gravidanza – il parto
in ambulanza
REGATA STORICA
TURNI DI AGOSTO
DAE DONATOCI DALLA
SAGRA DEA SBRISA”
TERREMOTO IO NON
RISCHIO
Un ringraziamento speciale a tutti i
soccorritori volontari che, con grande
spirito e forza d’animo, hanno permesso
che la regata storica si svolgesse in
modo ottimale. Ogni qualvolta la Croce
Verde Mestre viene chiamata per fornire
assistenza alla popolazione durante
questi enormi eventi, noi rispondiamo
sempre con la nostra presenza e
professionalità.
Si volevano ringraziare tutti i volontari
che anche questa estate hanno
permesso il regolare svolgimento dei
turni nonostante le ferie estive. Ci
caratterizza sempre questo spirito di
sacrificio e bontà d’animo!..
Domenica 15 settembre, alle ore
10:30 presso la Sagra dea Sbrisa di
Tessera (VE), alla fine della messa
mattutina fatta in sagra, il CCRT ovvero
il Comitato Culturale Ricreativo Tessera
che organizza la sagra stessa, donerà
un nuovo DEFIBRILLATORE alla
Croce Verde Mestre. Alla Cerimonia
sono invitati tutti i Volontari (in divisa!)
che vogliono partecipare, inoltre per
chi vuole c’è la possibilità di fermarsi
per il pranzo (il pranzo si paga). A tal
proposito verrà affisso un elenco in sede
(in bacheca) dove potersi segnare.
Ricordiamo che in data 28 e 29
Settembre in moltissime piazze italiane,
ci saranno le due giornate previste
dalla Protezione Civile Nazionale di
sensibilizzazione sui rischi sismici.
La croce verde mestre partecipa
attivamente a questo progetto con quasi
30 volontari e 3 responsabili formati a
Roma dalla PCNazionale in una delle
piazze più famose di Venezia “Campo S.
Apostoli”.
QUALCHE LINK UTILE
SITO DELL’ASSOCIAZIONE
http://www.croceverdemestre.it/
VIDEO DEL TRENTENNALE
http://vimeo.com/59839877
5X1000
http://www.croceverdemestre.it/associazione/5x1000/
PAGINA FACEBOOK
www.facebook.com/croceverdemestre
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mani che aiutano - Croce Verde Mestre