www.lasicurezzanoneunlimite.it 2 introduzione A cura di Pietro Marturano - Ministero dei Trasporti - Direzione Generale per la Motorizzazione G ià dai tempi dell’antica Roma, la circolazione stradale è stata oggetto di norme e regolamentazione. Giulio Cesare, un anno prima della sua morte, promulgò la “Lex Iulia Municipalis” che comprendeva un insieme di regole riguardanti l’accesso e la conduzione dei carri all’interno della città. Successivamente, altri simili regolamenti sono stati emanati in varie località del mondo, per arrivare infine al marzo del 1865, sempre in Italia, quando fu varata una legge che stabiliva alcune regole sulla velocità e sul comportamento per i conducenti dei veicoli a trazione animale. Nel 1923, con un Regio decreto, vennero scritte le norme per disciplinare il traffico di quel tempo e nel 1959 entrò in vigore il “Testo Unico” sulla circolazione stradale, composto da 147 articoli (oltre i 607 del Regolamento di attuazione) rimanendo in vigore per oltre 30 anni fino al “Nuovo Codice della Strada” del 1992. Gli incidenti stradali nascono con l’avvento degli stessi autoveicoli. Si narra che l’inventore della prima automobile, il francese NicolasJoseph Cugnot, nel 1770, si schiantò contro un muro, durante il primo giro a bordo del suo triciclo a vapore. 3 perchè questo opuscolo La strada, la guida, i rischi. Conoscerli è spesso decisivo. Ecco allora alcune informazioni da trasmettere ai ragazzi. N 4 umeri, per cominciare. Numeri forniti dall’Istat, l’istituto nazionale di rilevamenti statistici che ogni anno fotografa tendenze, abitudini, caratteristiche degli italiani. La prima serie è 224.553: gli incidenti che si sono verificati sulle strade del nostro Paese nel 2004. Dalla Val D’Aosta alla Sicilia, da Trieste a Otranto, sono morte per incidenti stradali 5.625 persone (nel 2002 erano quasi 7.000) e 316.630 sono stati i feriti. Un numero apparentemente “accettabile” se paragonato a quello globale delle persone che, per vari motivi, in quell’anno hanno perso la vita: 550.000. La maggior parte di quelle morti sono tuttavia “fisiologiche” (la metà di tutti i decessi avviene, infatti, sopra i 78 anni di età). Ma attenzione: il 50% delle vittime di incidenti stradali riguarda soggetti sotto i 41 anni e il 25% quelli sotto i 25 anni. Questo vuol dire che se in termini generali “solo” l’1,5% delle morti è dovuta ad un incidente su strade e autostrade, sotto i 40 anni gli incidenti stradali costituiscono attualmente la prima causa di morte. Il problema, dunque, interessa in modo particolare i più giovani. Pensate che negli ultimi 30 anni sono morte per incidente stradale oltre 300.000 persone, più di un quarto delle quali aveva età compresa tra i 15 e i 29 anni. E sapete qual è la principale causa di incidenti? Il fattore umano. Già, oltre il 95% degli incidenti trova origine in tutta quella serie di comportamenti scorretti dell’utente della strada (il guidatore, ma anche i passeggeri), come il mancato rispetto dei cartelli stradali, dei semafori, delle distanze di sicurezza, i sorpassi azzardati, l’eccesso di velocità, l’incauto uso del telefono cellulare, l’assunzione di sostanze alcoliche o di stupefacen- ti, la sonnolenza, la stanchezza, la distrazione. Insomma, quasi sempre è il comportamento di chi viaggia su quattro, otto o due ruote ad essere decisivo sulle strade. Ecco il motivo di questo manuale, diretto ai giovani, anzi a coloro che i giovani devono in qualche modo "formarli". Un manuale che punta sulle informazioni più che sui moniti, senza la pretesa di imporre regole di condotta, ma con il solo scopo di diffondere studi, tematiche e statistiche che riguardano la sicurezza stradale. Lo sapevate che andare a sbattere a 60 all’ora su un muro o su un albero equivale a precipitare con l’auto dal quinto piano di un palazzo? Che bastano due secondi di sonnolenza per percorrere senza controllo oltre venti metri di strada quando si va con il motorino a 40 km orari? Che l’hashish provoca difficoltà di messa a fuoco e alterazioni spazio-temporali? L’informazione come opera di prevenzione, in un periodo che è già di cambiamenti. Uno su tutti, l’uso dei dispositivi di sicurezza come cinture e casco, cresciuto in alcune aree del Paese fino al 44% dopo l’applicazione della patente a punti. E’ proprio il caso di dirlo: siamo sulla buona strada. 5 l’esperto Raffaele Morelli “Niente regole e imposizioni, i ragazzi vivono di immaginazione. Facciamoli sentire cavalieri erranti: casco e cinture le loro bardature” L Raffele Morelli medico, psichiatra, esperto di comunicazione e socializzazione. 6 e ultime ricerche sul cervello hanno messo in luce che le nostre capacità di apprendimento si riducono notevolmente quando ci vengono presentate le cose sotto forma di consigli, di imposizioni, di divieti, di obblighi. E che contrariamente a quello che pensavano le generazioni precedenti, impariamo molto di più divertendoci, giocando, quando siamo allegri e immersi nel piacere e nella gioia di vivere. Ma il cervello ha un altro segreto: le lezioni degli istruttori vengono comprese meglio se, chi ascolta, esce dal personaggio abituale. Vale a dire: fare immaginare ai partecipanti alle lezioni la guida delle moto e delle auto come le gesta di un cavaliere antico, di altri tempi. I cavalieri si bardavano e così il casco e la cintura possono diventare “le bardature” di eroi che vanno in terre misteriose. Basta far loro socchiudere gli occhi e si sentiranno come paladini sulle strade investiti del compito dell’avventura, della fiaba, del gioco. I cavalieri erano attentissimi durante il viaggio, attentissimi ai pericoli che correvano come dobbiamo esserlo noi alla guida e alla velocità. L’immaginazione è un potente alleato dell’apprendimento e lo è ancora di più quando ognuno di noi immagina di avere un compito più ampio, più largo di quello della vita di tutti i giorni, proprio come accade nelle fiabe. Basta osservare gli occhi dei bambini quanto sono incantati quando raccontiamo loro una favola… Se i nostri ragazzi comprendono che, quando sono alla guida stanno svolgendo un compito che li porta a realizzare i loro sogni, l’attenzione raggiungerà il culmine e il codice della strada sarà il loro compagno di viaggio e non un luogo di divieti. Fantasia e niente divieti, dicevamo. Il titolo della campagna “La Sicurezza non è un Limite” centra il messaggio e parla della sicurezza stradale all’interno di festival, di concerti, di luoghi di aggregazione dove la felicità, il piacere di stare insieme, la vitalità e la vivacità giovanili sono i protagonisti assoluti. I giovani apprendono rapidamente e con facilità e quando hanno fatto loro una regola la trasmetto- no come esempio automaticamente a tutto il loro gruppo. Chi frequenta persone che mettono il casco, allacciano la cintura, riducono la velocità, tende automaticamente a farlo anche lui. Un altro grande segreto è che il cervello ama il viaggiare, il nuovo, il cambiamento e su questo insiste la Campagna. La velocità da ridurre non è un divieto a cui sottopor- 7 8 si, come fanno le generazioni mature e anziane che lo hanno imparato come un obbligo, ma piuttosto un modo di godersi il viaggio, i percorsi e lo stare insieme. Mentre “i vecchi cervelli” sono prigionieri delle abitudini e si sottopongono a viaggi programmati, già prestabiliti, con le destinazioni e le ore di viaggio già tracciate, pronti ad essere assaliti dalla noia e dai colpi di sonno, i giovani viaggiano perché cercano nuove avventure, nuovi mondi, nuovi percorsi, nuove esplorazioni. Qualsiasi viaggio è per loro come una fiaba da vivere, è un percorso di creatività e non soltanto un luogo da raggiungere. E allora il messaggio da fare proprio è: “vado più piano perché così mi godo meglio i compagni di viaggio, perché il viaggiare è per il cervello un piacere grande quanto la meta da raggiungere; così come la cintura di sicurezza e il casco mi regalano quella tranquillità che permette meglio lo stare insieme, condividere il senso del gruppo e dell’appartenenza, la cura di se e l’autostima”. È in questa chiave, centrata sul piacere e sulla gioia di vivere, che sono nate quelle iniziative fortunate del sabato sera, dove chi guida non si avvicina agli alcolici. Così dal piacere di stare insieme, di godersi le serate e la vita si sviluppa automaticamente anche il senso di responsabilità. Ciascuno sa che non difende solo la sua vita, ma anche quella di tutti i suoi compagni, dei suoi amici, dei partecipanti alla festa. Guidare avendo accanto la gioia di vivere mi sembra sia il senso profondo di questa Campagna. Raffaele Morelli la campagna istituzionale droga alcol velocità regole la campagna istituzionale “La sicurezza non è un limite... ma diventa un valore”. E’ questo il messaggio della campagna che entra nelle scuole e va in tv. L 10 a sicurezza non è un limite”... nè per te nè per chi ti sta vicino. E’ questo in sostanza il punto di partenza e di arrivo della nuova campagna di comunicazione promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Dipartimento per i Trasporti Terrestri, in collaborazione con Unasca e Confedertaai, le principali associazioni di autoscuole e studi di consulenza. Il target di riferimento? Ragazzi, adolescenti e giovani, che spesso guardano con distacco alle istituzioni in genere, e per i quali la forma e le modalità di comunicazione di un messaggio sono spesso più importanti del suo stesso contenuto. La campagna sulla sicurezza stradale è stata concepita, non per scioccare o spaventare, né, allo stesso tempo, banalizzare o alleggerire in modo superficiale il senso di una tra le tematiche più delicate e difficili da affrontare. L’idea è quella di far passare il messaggio principale come una “scelta”, la scelta della sicurezza per l’appunto. Una comunicazione soft, educativa, ma al tempo stesso oggettiva e ben chiara nei suoi contenuti, punta a far comprendere a voi gio- vani, con età compresa tra i 14 e i 25 anni che, se vi siete divertiti in discoteca, se vi è piaciuta la serata con gli amici. Beh, per continuare a far ciò dovete guardare alla vostra sicurezza non come ad un limite, ma più semplicemente come ad un valore da far vostro e da trasmettere positivamente. Vogliamo farvi comprendere l’importanza di continuare a divertirvi, a far baldoria. Tre nemici: droga, alcol e velocità... ed un amico, il rispetto delle regole. Ecco perché abbiamo confezionato la campagna su questi quattro punti... e proprio l’ultima è la strada giusta. Sì, la strada giusta, quella che ci porterà dritti a casa, ma che soprattutto domani ci riporterà, ancora una volta, in quella discoteca, o al nostro prossimo appuntamento galante con la lei o il lui conosciuti quella sera... Correte, correte, correte a più non posso, dunque, ma questa volta per farlo non dovrete premere su nessun pedale, siete voi con la vostra maturità, con il vostro senso di responsabilità ad assumere la guida non solo del vostro scooter o della vostra auto, ma anche di tutto il vostro gruppo. Ed ora qualche numero, no... tranquilli, non è la solita lezione di matematica, qui la cosa è più importante, è molto seria, soprattutto perché riguarda ragazzi come voi. E infatti, avete mai pensato che se solo tutti mettessimo il casco in testa il numero di ragazzi coinvolti in incidenti con moto e scooter diminuirebbe del 20%? Niente male no? E lo sapete che se al ritorno a casa prendessimo la guida noi, piuttosto che il nostro amico che ha alzato un pò troppo il gomito, il numero di ragazzi vittime di incidenti si ridurrebbe del 40%? Veniamo al dunque, per farvelo capire, per trasmettervi i concetti-chiave che riguardano la sicu- 11 12 rezza stradale, non dovrete far altro che continuare a fare le vostre solite cose, andare a scuola, seguire i concerti dei vostri cantanti preferiti o continuare a guardare la Tv. Sarà lì che capirete che “la sicurezza non è un limite”. Da settembre, i rappresentanti di Unasca e Confedertaai, in sostanza chi vi aiuta a prendere la patente, vi incontreranno proprio a scuola, pronti a rispondere a tutte le vostre domande e a spiegarvi cosa significhi realmente la parola “sicurezza”. Anche durante i vostri concerti preferiti, potrete far vostro il nostro messaggio. Correte... correte... Non c’è un attimo di tempo da perdere per capire che in macchina o in moto ciò che conta davvero è poterci risalire. Lo spot, girato tra Roma e Milano, lo potrete vedere tutte le volte che vorrete su MTV o sulle vostre radio preferite. Tutto il materiale informativo verrà distribuito negli eventi e nelle occasioni d’incontro più importanti. E dunque, quando vedrete il logo “La sicurezza non è un limite”, non esitate a pensarci più di un secondo. Fermatevi, prendete il depliant e non dimenticate che la vostra sicurezza è il valore più importante, come sempre, non solo per voi ma anche per chi vi stà vicino. “potremmo dirti non fare uso di droghe” di potremmo dirti di non fare uso di droghe Un sondaggio: il consumo di droga e la circolazione stradale non sono compatibili, i ragazzi ne sono consapevoli. Ma non tutti. U 14 no dei fenomeni più rilevanti, sia a livello sanitario che in termini sociali, che si è presentato negli ultimi 30 anni, è certamente la diffusione delle sostanze d’abuso, in particolare tra soggetti di sempre più giovane età. Sostanze quali allucinogeni, anfetamine, cannabinoidi, cocaina, ecstasy, oppiacei. Purtroppo, oltre ai problemi legati alla salute ed al comportamento dei soggetti che si drogano, è stato dimostrato da numerosi studi che l’assunzione di sostanze da parte di conducenti di veicoli, specie se accompagnata da consumo di alcol, compromette in modo rilevante la “performance” in specifiche azioni correlate alla guida. Comporta, quindi, un aumento cospicuo del rischio di incidente stradale grave o mortale. Il consumo di droga e la circolazione stradale non sono per nulla compatibili. Su un campione di studenti delle Scuole Superiori italiane, pari 10.125 soggetti, è stato dimostrato che un quarto di questo campione ha utilizzato almeno una volta nella vita stupefacenti, prevalentemente cannabis. Un fenomeno relativamente più diffuso nelle regioni centro-settentrionali che meridionali, soprattutto per le ragazze. Accertato, inoltre, che l’utilizzo di queste sostanze tende a crescere con l’età. In base alle dichiarazioni fornite dagli intervistati, l’incontro con la prima sostanza, quasi sempre cannabis, arriva in media attorno ai 15 anni, sia per i maschi che per le femmine. Il rischio per la guida rappresentato dall’uso di droghe è però mediamente percepito in maniera netta. Il 75% dei ragazzi, e l’80% delle ragazze ritengono che “Una persona che deve guidare un veicolo va incontro ad un maggiore rischio di avere un incidente stradale se fa uso di droga. Soprattutto se alle prime esperienze di guida”. Il 4% dei ragazzi e l’1% delle ragazze, purtroppo, la pensa esattamente al contrario. I dubbiosi si attestano intorno al 2-3%. Il 17% dei soggetti sostiene invece che il rischio esiste ma “dipende dalla quantità che si assume”. Alla richiesta di indicare eventuali sostanze da loro non ritenute pericolose per la guida, i partecipanti alla ricerca, soprattutto di sesso maschile, hanno fornito un quadro su cui riflettere con particolare attenzione: la cannabis non viene ritenuta pericolosa per la guida dal 18% dei giovani. Per il 9%, non vengono ritenuti pericolosi per la guida i psicofarmaci, per il 7% la cocaina e per il 6% l’ecstasy. Purtroppo, però, oggi si stima che almeno il 10% di tutti i morti o i feriti per incidente stradale, al momento dell’impatto, erano sotto effetto di una qualche sostanza psicotropa, legale o illegale, LA DROGA E GLI EFFETTI PSICO-FISICI L’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, quelle che 15 16 influiscono cioè sui processi psicologici, porta a effetti differenti a seconda del tipo di sostanza assunta. L’uso di sostanze si accompagna ad un’alterazione dei sensi e del comportamento, alla necessità di aumentare progressivamente la dose assunta per mantenere gli effetti desiderati (assuefazione e tolleranza), all’incapacità di limitare l’uso della sostanza (dipendenza psichica) e alla presenza di disturbi organici che accompagnano la sospensione dell’assunzione (dipendenza fisica). In termini di effetti sul sistema nervoso centrale (SNC), le sostanze possono essere distinte in: - Psicolettiche (sostanze che deprimono il SNC, quali l’oppio e l’eroina); - Psicoanalettiche (sostanze che stimolano il SNC, come le anfetamine e la cocaina), - Psicodislettiche (sostanze che “scombussolano” il SNC, a volte stimolandolo, talvolta deprimendolo come nel caso degli allucinogeni quali LSD) Tra le sostanze psicotrope considerate in rapporto all’idoneità alla guida appare evidente che i cannabinoidi (marijuana e hashish) hanno il ruolo più importante, sia per la frequenza dell’uso nella popolazione, sia per l’effetto diretto della sostanza sulla capacità di guida attraverso modificazione dei riflessi, della concentrazione, dell’umore, della capacità di autocontrollo e della difficoltà nel mettere a fuoco ostacoli e contorni dell’ambiente circostante. Ancora dibattuto, invece, il ruolo degli oppiacei (oppio, morfina ed eroina) nella genesi degli incidenti stradali. Tuttavia, si ritiene che determinino alterazioni della capacità di guida soprattutto per modificazioni dell’umore accompagnate da sonnolenza e rallentamento ideo-motorio. Relativamente alla cocaina, dati recenti indicano la forte rilevazione di quest’ultima durante le autopsie di conducenti deceduti per incidenti stradali. Ciò riveste una grande importanza, visti alcuni degli effetti che induce (euforia, eccitazione motoria, ipervalutazione delle proprie capacità e mancanza del senso del pericolo). Anche se non tutti gli studi sono concordi, la potenziale pericolosità alla guida, soprattutto in condizioni di stress e di fatica fisica, come per esempio una notte passata in discoteca, non deve essere sottovalutata. A tal proposito, importante è ricordare il cosiddetto effetto “up-down” tipico degli stimolanti che può indurre un improvviso colpo di sonno. Gli effetti della cocaina variano in funzione della quantità e della purezza, ma in linea generale si parla di euforia, disinibizione, potenziamento delle facoltà intellettive, disorientamento spazio-temporale, allucinazioni visive e uditive. 17 18 Gli allucinogeni sono invece sostanze chimiche sintetiche o naturali; provocano allucinazioni visive e uditive con distorsione del tempo e dello spazio circostante. L’abuso di queste sostanze può provocare seri danni permanenti al cervello e, subito dopo la scomparsa dell’effetto, oltre al rischio del colpo di sonno, nascono sintomi psicotici quali paura, angoscia e depressione. IL TEST DELLA SALIVA PER CHI GUIDA Sei sotto effetto di sostanze stupefacenti? Si vede dalla saliva. Non tutti sanno che qualsiasi sostanza stupefacente, indipendentemente dalla modalità di assunzione, vengono metabolizzate e poi espulse, anche solo dopo circa 10 minuti, attraverso fluidi biologici: sangue, urina, sudore, saliva etc. Infatti, per cercare di prevedere le cosiddette “stragi del sabato sera” e migliorare la sicurezza stradale, la Polizia è in possesso di un sensazionale strumento: un test immuno-enzimatico che permette di capire se il guidatore in esame è sotto effetto di sostanze stupefacenti. Il precursore, un analizzatore automatico della saliva, è in grado di accertare o meno la presenza di sostanze stupefacenti sia nella salive che nel sangue. Il precursore è in uso su strada insieme all’etilometro e agli altri strumenti in dotazione alla Polizia Stradale. L’apparecchio, che utilizza cartucce diverse a seconda delle sostanze da individuare, si basa sugli anticorpi, più precisamente su una reazione immuno-enzimatica antigene-anticorpo. Riconosce nella saliva la presenza di una determinata sostanza di abuso attivando un enzima che permette di individuare la presenza, o l’assenza, entro determinati limiti, di tali sostanze. La Polizia utilizza dei tamponi per prelevare il campione di saliva e il test, dopo solo qualche minuto, apparirà positivo o negativo. I conducenti che risultano positivi all’esame, violano l’art. 187 del Codice della Strada. Viene, dunque, immediatamente ritirata la patente di guida. Il rifiuto di sottoporsi ai test non invasivi della saliva o delle urine, comporta la stessa identica sanzione prevista per chi risulta positivo al test. Il precursore può però essere usato anche per altri scopi: ad esempio in Inghilterra, e da poco anche in Germania, oltre ad essere usato dalla Polizia su strada, è stato adottato anche dai centri di recupero e di riabilitazione per tossicodipendenti, proprio per rilevare un’eventuale assunzione di metadone. PROBLEMI CON LA VISTA A seconda della sostanza stupefacente assunta, la nostra vista può subire notevoli e pericolosi cambiamenti, soprattutto se ci sforziamo di 19 rimanere concentrati e vigili come alla guida di un qualsiasi veicolo. Quando si guida, infatti, le capacità psico-fisiche non dovrebbero mai essere alterate, in nessun caso. E’ tale la concentrazione necessaria per guidare, che non ci si può affatto permettere di sprecare nemmeno un poco delle nostre energie. 20 Per esempio, non riuscire addirittura a distinguere una persona vestita di scuro, che magari sta attraversando la strada davanti a noi, sarebbe sicuramente un grosso problema se siamo alla guida della nostra automobile. Eppure, questo è praticamente quello che accade alla vista di una persona che ha assunto oppiacei, come la morfina o l’eroina. La sensibilità alla luce diminuisce drasticamente come se si cambiasse la pellicola ad una macchina fotografica. Anche vederci così non sarebbe piacevole! Anzi! Se ci fosse qualcuno vestito di bianco in mezzo alla strada non lo vedremmo affatto. Nemmeno le strisce pedonali sarebbero visibili, perchè in questo caso è aumentata in modo anormale la sensibilità alla luce. La persona che vede in questo modo ha sicuramente assunto cocaina, anche in piccole dosi. Per la vista, è come se avesse sostituito la pellicola della sua macchina fotografica con una davvero troppo sensibile. Nemmeno questa è decisamente una visione adatta alla guida. Viene voglia quasi di togliersi gli occhiali per pulirli. Peccato che magari non portiamo affatto occhiali... Il fatto è che ci vedremmo in questo modo se avessimo fumato hashish o marijuana. Meglio non mettersi alla guida in condizioni simili. “potremmo dirti non bere di prima di guidare” potremmo dirti di non bere prima di guidare L’alcol, un pessimo compagno di viaggio. Prima regala euforia, poi annebbia vista, riflessi, equilibrio. Con il sonno, cocktail letale. L 22 a lotta alla guida sotto l’influenza di alcol parte dalla lotta al bere eccessivo e all’alcolismo. Il consumo di alcol continua ad aumentare (la tendenza alla crescita era cominciata già nel dopoguerra), soprattutto fra i giovani e le donne, grazie anche a campagne pubblicitarie poco attente ai temi della sicurezza ed ai rischi della suggestione, diffondendo la visione simbolica del bere che identifica nel prodotto alcolico uno status symbol, proprio come accade per un capo “griffato”. Meno reclamizzato l’invito alla moderazione. La realtà ci dice che oggi nel nostro Paese l’abuso alcolico è uno dei maggiori fattori di rischio per la salute, sia a livello individuale che collettivo. In Italia, secondo gli ultimi studi epidemiologici, su 33.000.000 di bevitori ci sono 4.000.000 di persone che accusano problemi connessi all’uso di alcol (“bevitori eccessivi”) e 1.600.000 alcolisti. Secondo una stima dell’Istituto Superiore di Sanità, l’alcol causa almeno 26.000 decessi l’anno e costituisce la terza causa di morte considerando complessivamente le malattie propriamente organiche, gli incidenti stradali e gli infortuni sul lavoro verifi- GLI EFFETTI PSICO-FISICI DELL’ALCOL catesi a causa di uno stato di ebbrezza. L’organo più colpito dall’abuso di alcol è il fegato, il quadro clinico di riferimento è l’epatopatia alcolica, che dalla steatosi epatica (fase reversibile) giunge progressivamente fino alla cirrosi (danno irreversibile). L’alcol assunto in modica quantità ha un effetto euforizzante, ma se le dosi sono maggiori gli effetti più marcati sul sitema nervoso centrale sono quelli legati alla proprietà anestetica: l’alcol interferisce con i processi complessi del pensiero e condiziona la coordinazione motoria, l’equilibrio, la parola e la vista. In questo stadio dell’intossicazione alcuni individui diventano depressi e si appartano. L’alcol, sempre in qualità di anestetico, ha la proprietà di attutire il dolore, induce seda- zione e favorisce il sonno. Oltre al deterioramento psicologico provato, una conseguenza seria dell’alcolismo cronico è il grave danno fisiologico. Quasi ogni tessuto e ogni organo del corpo viene interessato dal consumo prolungato di alcol. Si può andare incontro ad una malnutrizione grave che comporta una diminuzione delle vitamine del complesso B causando una grave perdita della memoria (psicosi di Korsakoff). Altre complicazioni, oltre alla cirrosi epatica, sono: alterazioni a carico delle ghiandole endocrine e del pancreas, infarto cardiaco, ipertensione 23 24 ed emorragie dei vasi capillari, responsabili del rossore del viso e specialmente del naso, caratteristico degli alcolisti cronici. L’uso prolungato di alcol danneggia anche le cellule cerebrali, specialmente quelle dei lobi frontali, causando atrofia corticale e altre modificazioni strutturali. Un forte consumo di alcol durante la gravidanza può determinare un ritardo nello sviluppo del feto e del neonato e causare malformazioni del cranio, facciali e degli arti, nonché ritardo mentale: tale condizione è nota come sindrome alcolica fetale. L’alcolismo influenza lo stato nutrizionale in diversi modi: l’appetito è soppresso a causa dell’azione cerebrale dell’alcol, con una conseguente riduzione dell’introduzione di cibo. L’alcol sostituisce i cibi ricchi di nutrienti. I nutrienti ingeriti sono così male assorbiti, scarsamente utilizzati, espulsi in quantità notevole; queste ultime alterazioni sono dovute all’azione dell’alcol sul fegato, sul pancreas e sul tratto gastrointestinale. RESISTENZA AL DANNO Ma allora quanto possiamo bere? La quantità di alcol che può essere assunta anche per decenni senza alcun rischio è relativamente modesta. Infatti si considera l’assunzione giornaliera di: • 0 grammi di alcol al giorno = sicurezza • fino a 20 grammi di alcol al giorno per le donne e fino a 40 grammi di alcol per gli uomini = rischio basso • più di 20 grammi di alcol al giorno per le donne e più di 40 grammi per gli uomini = rischio elevato La corrispondenza tra le più comuni bevande e la quantità di alcol puro contenuto è riportato nella tabella successiva Bevanda Quantità Alcol puro (gr.) •Birra chiara (3-3,5 gradi) 1 litro 30 •Birra scura (6-6,5 gradi) 1 litro 60 •Vino (11-12 gradi) 1 litro 110 •Superalcolici (40-45 gradi) • chi si mette alla guida di veicoli • chi assume farmaci • chi è affetto da malattie epilettiche • chi ha un’attività lavorativa che richiede una perfetta efficienza mentale ALCOL E GUIDA 1 litro 400 Non devono assumere alcuna quantità di alcol: • i bambini e gli adolescenti • le donne in gravidanza o in allattemento La legge proibisce la guida a chi ha bevuto troppo. Già dopo due lattine di birra i riflessi e la capacità di reazione diminuiscono sensibilmente, mentre i rischi di incidente aumentano notevolmente. L’articolo 186 (“Guida sotto l’in- fluenza dell’alcol”) del Codice della Strada detta: 1. E' vietato guidare in stato di ebbrezza in conseguenza dell'uso di bevande alcoliche. 25 26 2. Chiunque guida in stato di ebbrezza è punito, ove il fatto non costituisca più grave reato, con l’arresto fino ad un mese e con l’ammenda da euro duecentocinquantotto a euro milletrentadue. Per l’irrogazione della pena è competente il tribunale. All’accertamento del reato consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da quindici giorni a tre mesi, o da un mese a sei mesi quando lo stesso soggetto compie più violazioni nel corso di un anno. 6. Qualora dall'accertamento risulti un valore corrispondente ad un tasso alcoolemico superiore a 0,5 grammi per litro (g/l), l'interessato e' considerato in stato di ebbrezza ai fini dell'applicazione delle sanzioni. La guida in stato di ebbrezza alcolica è uno dei problemi più rilevanti in relazione alla sicurezza stradale. Nei giovani questa condizione è spesso accompagnata dall’uso concomitante di sostanze psicotrope, che contribuiscono ad incrementare esponenzialmente il rischio. Alcol e sostanze interagiscono tra loro nel ridurre la capacità di guida, con conseguenti effetti sulla incidentalità stradale. La guida sotto l’effetto dell’alcol non è un evento raro tra i giovani. La proporzione di soggetti trovati con alcolemia superiore al limite di legge aumenta con il crescere dell’età: ciò sottolinea ulteriormente quanto sia importante che i più giovani percepiscano chiaramente questo rischio, per evitare di incorrervi poi da adulti. Secondo i dati della Polizia Stradale e dell’Arma dei Carabinieri (le statistiche si riferiscono al 2004), le irregolarità rispetto all’articolo 186 (“Guida in stato di ebbrezza alcolica”) sono state 49.220. Sì, insomma: quasi 50.000 in un anno, 137 al giorno. Le stesse statistiche diffuse dalle forze dell’ordine spiegano che sul totale dei controlli effettuati nel 2004 la percentuale di conducenti positivi, quindi di coloro che presentavano alcolemia superiore al limite legale di 50 mg di etanolo su 100ml di sangue, cioè di 0.5 g/l, è stata del 26.8%. insomma, più di 1 su 4. Due curiosità: nella gran parte dei casi i conducenti positivi sono di sesso maschile e le positività crescono con l’età del conducente. In altre parole, il target dei controlli è costituito prevalentemente da conducenti maschi. Controllare l’alcolemia di conducenti che mostrino comportamenti di guida sospetti, consente spesso di evitare incidenti stradali. Controllare casualmente l’alcolemia dei normali conducenti, aiuta invece per lo più ad acquisire informazioni utili per realizzare azioni di prevenzione e per valutarle. I controlli casuali hanno d’altra parte due aspetti da considerare: il costo e la seccatura per i conducenti, che spesso sottovalutano l’importanza di questi controlli. Supponiamo che il solito Mario Rossi abbia bevuto un po’ troppo, e che questo gli abbia fatto raggiungere un’alcolemia pari a 0.55 g/l, un po’ al di sopra del limite legale. Mario Rossi sta guidando con attenzione (anche perché sa che ha bevuto), il suo comportamento di guida non dà segni di stranezza. Ed ecco che Mario Rossi incappa in un controllo casuale, dove viene messa in luce l’alcolemia superiore al limite. Mario Rossi non sembra costituire un pericolo immediato, ma verrà sanzionato; il controllo è stato fatto casualmente, ma le conseguenza sono le stesse che ci sarebbero state se Mario Rossi avesse manifestato dei problemi nella guida. Mario Rossi troverà ingiusto il provvedimento, ma sbaglierà, perché guidare con un’alcolemia superiore al limite legale è vietato dalla legge e soprattutto è pericoloso per se e per gli altri. Come fare per diminuire il tasso alcolico? Basta aspettare prima di rimettersi alla guida: ogni ora il livello di alcol nel sangue scende di circa 0,1 grammi per litro. ALCOL E SONNO Qualora gli effetti negativi dell’alcol sul livello di vigilanza siano associati a sonnolenza eccessiva, si registra un effetto moltiplicativo, capace di aumentare drasticamente il rischio di incidentalità. Dati scientifici sperimentali dimostrano 27 28 un aumento di frequenza degli errori a livelli pari di alcolemia in rapporto alle oscillazioni della sonnolenza e alla privazione di sonno. L’interazione fra i due fattori, la propensione al sonno ed il livello di alcolemia, creano insomma un effetto moltiplicativo del rischio di incidenti stradali. In altre parole, un livello di alcolemia non pericoloso in momenti di vigilanza normale, può invece rappresentare un fattore di rischio in momenti in cui la vigilanza sia particolarmente bassa per propensione circadiana (nelle ore notturne) o per effetto cumulato di privazione di sonno. Ma anche dopo i pasti, specie quelli abbondanti, quando il sangue si concentra sugli organi di digestione e “trascura” il cervello. L’alcol indebolisce anche l’efficienza intellettiva, interferendo con la velocità di percezione e indebolendo le capacità di giudizio e di discriminazione e in genere l’abilità di pensare e ragionare con chiarezza. L’incidenza di incidenti stradali attribuiti ufficialmente ad intossicazione alcolica sulla rete autostradale italiana è di circa l’1% (dati ISTAT) ed appare ampiamente sot- tostimata. Le modalità sociali di assunzione di alcol (elevata assunzione nei pasti e/o nelle ore della giornata) danno origine a rilevanti fenomeni d’interazione fra i fattori alcol e sonnolenza. Infatti negli incidenti del fine settimana, che richiamano alla memoria l’attuale problema delle “stragi del sabato sera” oltre alla sonnolenza non può essere ignorato come possibile fattore l’alcol, proprio per l’effetto sinergico che questo può avere, anche se non supera i livelli consentiti, con l’aumentata predisposizione al sonno nelle ore notturne. L’EFFETTO DEI FARMACI Guidare dopo aver assunto medicine anche di uso comune, come gli antistaminici o semplicemente lo sciroppo per la tosse, è sempre sconsigliato. Anche nei dosaggi più lievi, i farmaci inducono sonnolenza e rallentano i riflessi.