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introduzione
A cura di
Pietro Marturano - Ministero
dei Trasporti - Direzione
Generale per la Motorizzazione
G
ià dai tempi dell’antica
Roma, la circolazione stradale è stata oggetto di
norme e regolamentazione. Giulio
Cesare, un anno prima della sua
morte, promulgò la “Lex Iulia
Municipalis” che comprendeva un
insieme di regole riguardanti l’accesso e la conduzione dei carri all’interno della città.
Successivamente, altri simili regolamenti sono stati emanati in varie
località del mondo, per arrivare infine al marzo del 1865, sempre in
Italia, quando fu varata una legge
che stabiliva alcune regole sulla
velocità e sul comportamento per i
conducenti dei veicoli a trazione animale.
Nel 1923, con un Regio decreto, vennero scritte le norme per disciplinare
il traffico di quel tempo e nel 1959
entrò in vigore il “Testo Unico” sulla
circolazione stradale, composto da
147 articoli (oltre i 607 del
Regolamento di attuazione) rimanendo in vigore per oltre 30 anni fino
al “Nuovo Codice della Strada” del
1992.
Gli incidenti stradali nascono con
l’avvento degli stessi autoveicoli.
Si narra che l’inventore della prima
automobile, il francese NicolasJoseph Cugnot, nel 1770, si schiantò
contro un muro, durante il primo giro
a bordo del suo triciclo a vapore.
3
perchè
questo
opuscolo
La strada, la guida, i rischi.
Conoscerli è spesso decisivo.
Ecco allora alcune informazioni
da trasmettere ai ragazzi.
N
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umeri, per cominciare.
Numeri forniti dall’Istat,
l’istituto nazionale di rilevamenti statistici che ogni anno
fotografa tendenze, abitudini,
caratteristiche degli italiani. La
prima serie è 224.553: gli incidenti che si sono verificati sulle strade
del nostro Paese nel 2004. Dalla
Val D’Aosta alla Sicilia, da Trieste a
Otranto, sono morte per incidenti
stradali 5.625 persone (nel 2002
erano quasi 7.000) e 316.630 sono
stati i feriti. Un numero apparentemente “accettabile” se paragonato
a quello globale delle persone che,
per vari motivi, in quell’anno
hanno perso la vita: 550.000. La
maggior parte di quelle morti sono
tuttavia “fisiologiche” (la metà di
tutti i decessi avviene, infatti, sopra
i 78 anni di età). Ma attenzione: il
50% delle vittime di incidenti stradali riguarda soggetti sotto i 41
anni e il 25% quelli sotto i 25 anni.
Questo vuol dire che se in termini
generali “solo” l’1,5% delle morti è
dovuta ad un incidente su strade e
autostrade, sotto i 40 anni gli incidenti stradali costituiscono attualmente la prima causa di morte.
Il problema, dunque, interessa in
modo particolare i più giovani.
Pensate che negli ultimi 30 anni
sono morte per incidente stradale
oltre 300.000 persone, più di un
quarto delle quali aveva età compresa tra i 15 e i 29 anni. E sapete
qual è la principale causa di incidenti? Il fattore umano.
Già, oltre il 95% degli incidenti
trova origine in tutta quella serie di
comportamenti scorretti dell’utente della strada (il guidatore, ma
anche i passeggeri), come il mancato rispetto dei cartelli stradali,
dei semafori, delle distanze di sicurezza, i sorpassi azzardati, l’eccesso
di velocità, l’incauto uso del telefono cellulare, l’assunzione di
sostanze alcoliche o di stupefacen-
ti, la sonnolenza, la stanchezza, la
distrazione. Insomma, quasi sempre è il comportamento di chi viaggia su quattro, otto o due ruote ad
essere decisivo sulle strade. Ecco il
motivo di questo manuale, diretto
ai giovani, anzi a coloro che i giovani devono in qualche modo "formarli". Un manuale che punta sulle
informazioni più che sui moniti,
senza la pretesa di imporre regole
di condotta, ma con il solo scopo
di diffondere studi, tematiche e
statistiche che riguardano la sicurezza stradale. Lo sapevate che
andare a sbattere a 60 all’ora su un
muro o su un albero equivale a
precipitare con l’auto dal quinto
piano di un palazzo? Che bastano
due secondi di sonnolenza per percorrere senza controllo oltre venti
metri di strada quando si va con il
motorino a 40 km orari? Che l’hashish provoca difficoltà di messa a
fuoco e alterazioni spazio-temporali? L’informazione come opera di
prevenzione, in un periodo che è
già di cambiamenti. Uno su tutti,
l’uso dei dispositivi di sicurezza
come cinture e casco, cresciuto in
alcune aree del Paese fino al 44%
dopo l’applicazione della patente a
punti. E’ proprio il caso di dirlo:
siamo sulla buona strada.
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l’esperto
Raffaele
Morelli
“Niente regole e imposizioni,
i ragazzi vivono di immaginazione.
Facciamoli sentire cavalieri erranti:
casco e cinture le loro bardature”
L
Raffele Morelli
medico, psichiatra,
esperto di comunicazione
e socializzazione.
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e ultime ricerche sul cervello
hanno messo in luce che le
nostre capacità di apprendimento si riducono notevolmente
quando ci vengono presentate le
cose sotto forma di consigli, di
imposizioni, di divieti, di obblighi.
E che contrariamente a quello che
pensavano le generazioni precedenti, impariamo molto di più
divertendoci, giocando, quando
siamo allegri e immersi nel piacere
e nella gioia di vivere.
Ma il cervello ha un altro segreto:
le lezioni degli istruttori vengono
comprese meglio se, chi ascolta,
esce dal personaggio abituale. Vale
a dire: fare immaginare ai partecipanti alle lezioni la guida delle
moto e delle auto come le gesta di
un cavaliere antico, di altri tempi. I
cavalieri si bardavano e così il
casco e la cintura possono diventare “le bardature” di eroi che vanno
in terre misteriose. Basta far loro
socchiudere gli occhi e si sentiranno come paladini sulle strade investiti del compito dell’avventura,
della fiaba, del gioco. I cavalieri
erano attentissimi durante il viaggio, attentissimi ai pericoli che correvano come dobbiamo esserlo noi
alla guida e alla velocità.
L’immaginazione è un potente
alleato dell’apprendimento e lo è
ancora di più quando ognuno di
noi immagina di avere un compito
più ampio, più largo di quello della
vita di tutti i giorni, proprio come
accade nelle fiabe. Basta osservare
gli occhi dei bambini quanto sono
incantati quando raccontiamo loro
una favola… Se i nostri ragazzi
comprendono che, quando sono
alla guida stanno svolgendo un
compito che li porta a realizzare i
loro sogni, l’attenzione raggiungerà il culmine e il codice della strada sarà il loro compagno di viaggio
e non un luogo di divieti.
Fantasia e niente divieti, dicevamo.
Il titolo della campagna “La
Sicurezza non è un Limite” centra
il messaggio e parla della sicurezza
stradale all’interno di festival, di
concerti, di luoghi di aggregazione
dove la felicità, il piacere di stare
insieme, la vitalità e la vivacità giovanili sono i protagonisti assoluti.
I giovani apprendono rapidamente
e con facilità e quando hanno
fatto loro una regola la trasmetto-
no come esempio automaticamente a tutto il loro gruppo. Chi frequenta persone che mettono il
casco, allacciano la cintura, riducono la velocità, tende automaticamente a farlo anche lui.
Un altro grande segreto è che il
cervello ama il viaggiare, il nuovo,
il cambiamento e su questo insiste
la Campagna. La velocità da ridurre non è un divieto a cui sottopor-
7
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si, come fanno le generazioni
mature e anziane che lo hanno
imparato come un obbligo, ma
piuttosto un modo di godersi il
viaggio, i percorsi e lo stare insieme. Mentre “i vecchi cervelli” sono
prigionieri delle abitudini e si sottopongono a viaggi programmati,
già prestabiliti, con le destinazioni
e le ore di viaggio già tracciate,
pronti ad essere assaliti dalla noia e
dai colpi di sonno, i giovani viaggiano perché cercano nuove avventure, nuovi mondi, nuovi percorsi,
nuove esplorazioni. Qualsiasi viaggio è per loro come una fiaba da
vivere, è un percorso di creatività e
non soltanto un luogo da raggiungere. E allora il messaggio da fare
proprio è: “vado più piano perché
così mi godo meglio i compagni di
viaggio, perché il viaggiare è per il
cervello un piacere grande quanto
la meta da raggiungere; così come
la cintura di sicurezza e il casco mi
regalano quella tranquillità che
permette meglio lo stare insieme,
condividere il senso del gruppo e
dell’appartenenza, la cura di se e
l’autostima”.
È in questa chiave, centrata sul
piacere e sulla gioia di vivere, che
sono nate quelle iniziative fortunate del sabato sera, dove chi guida
non si avvicina agli alcolici. Così
dal piacere di stare insieme, di
godersi le serate e la vita si sviluppa automaticamente anche il senso
di responsabilità.
Ciascuno sa che non difende solo
la sua vita, ma anche quella di tutti
i suoi compagni, dei suoi amici, dei
partecipanti alla festa. Guidare
avendo accanto la gioia di vivere
mi sembra sia il senso profondo di
questa Campagna.
Raffaele Morelli
la
campagna
istituzionale
droga
alcol
velocità
regole
la
campagna
istituzionale
“La sicurezza non è un limite...
ma diventa un valore”. E’ questo
il messaggio della campagna
che entra nelle scuole e va in tv.
L
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a sicurezza non è un limite”...
nè per te nè per chi ti sta
vicino.
E’ questo in sostanza il punto di
partenza e di arrivo della nuova
campagna di comunicazione promossa dal Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti Dipartimento per i Trasporti
Terrestri, in collaborazione con
Unasca e Confedertaai, le principali associazioni di autoscuole e studi
di consulenza. Il target di riferimento? Ragazzi, adolescenti e giovani, che spesso guardano con distacco alle istituzioni in genere, e
per i quali la forma e le modalità di
comunicazione di un messaggio
sono spesso più importanti del suo
stesso contenuto.
La campagna sulla sicurezza stradale è stata concepita, non per
scioccare o spaventare, né, allo
stesso tempo, banalizzare o alleggerire in modo superficiale il senso
di una tra le tematiche più delicate
e difficili da affrontare. L’idea è
quella di far passare il messaggio
principale come una “scelta”, la
scelta della sicurezza per l’appunto. Una comunicazione soft, educativa, ma al tempo stesso oggettiva e ben chiara nei suoi contenuti,
punta a far comprendere a voi gio-
vani, con età compresa tra i 14 e i
25 anni che, se vi siete divertiti in
discoteca, se vi è piaciuta la serata
con gli amici. Beh, per continuare a
far ciò dovete guardare alla vostra
sicurezza non come ad un limite,
ma più semplicemente come ad un
valore da far vostro e da trasmettere positivamente. Vogliamo farvi
comprendere l’importanza di continuare a divertirvi, a far baldoria.
Tre nemici: droga, alcol e velocità...
ed un amico, il rispetto delle regole. Ecco perché abbiamo confezionato la campagna su questi quattro punti... e proprio l’ultima è la
strada giusta. Sì, la strada giusta,
quella che ci porterà dritti a casa,
ma che soprattutto domani ci
riporterà, ancora una volta, in
quella discoteca, o al nostro prossimo appuntamento galante con la
lei o il lui conosciuti quella sera...
Correte, correte, correte a più non
posso, dunque, ma questa volta
per farlo non dovrete premere su
nessun pedale, siete voi con la
vostra maturità, con il vostro senso
di responsabilità ad assumere la
guida non solo del vostro scooter o
della vostra auto, ma anche di
tutto il vostro gruppo.
Ed ora qualche numero, no... tranquilli, non è la solita lezione di
matematica, qui la cosa è più
importante, è molto seria, soprattutto perché riguarda ragazzi come
voi. E infatti, avete mai pensato
che se solo tutti mettessimo il
casco in testa il numero di ragazzi
coinvolti in incidenti con moto e
scooter diminuirebbe del 20%?
Niente male no? E lo sapete che se
al ritorno a casa prendessimo la
guida noi, piuttosto che il nostro
amico che ha alzato un pò troppo
il gomito, il numero di ragazzi vittime di incidenti si ridurrebbe del
40%? Veniamo al dunque, per farvelo capire, per trasmettervi i concetti-chiave che riguardano la sicu-
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rezza stradale, non dovrete far altro
che continuare a fare le vostre solite cose, andare a scuola, seguire i
concerti dei vostri cantanti preferiti o continuare a guardare la Tv.
Sarà lì che capirete che “la sicurezza non è un limite”. Da settembre,
i rappresentanti di Unasca e
Confedertaai, in sostanza chi vi
aiuta a prendere la patente, vi
incontreranno proprio a scuola,
pronti a rispondere a tutte le vostre
domande e a spiegarvi cosa significhi realmente la parola “sicurezza”.
Anche durante i vostri concerti preferiti, potrete far vostro il nostro
messaggio. Correte... correte... Non
c’è un attimo di tempo da perdere
per capire che in macchina o in
moto ciò che conta davvero è
poterci risalire. Lo spot, girato tra
Roma e Milano, lo potrete vedere
tutte le volte che vorrete su MTV o
sulle vostre radio preferite. Tutto il
materiale informativo verrà distribuito negli eventi e nelle occasioni
d’incontro più importanti. E dunque, quando vedrete il logo “La
sicurezza non è un limite”, non
esitate a pensarci più di un secondo. Fermatevi, prendete il depliant
e non dimenticate che la vostra
sicurezza è il valore più importante, come sempre, non solo per voi
ma anche per chi vi stà vicino.
“potremmo
dirti
non fare
uso
di droghe”
di
potremmo dirti
di non fare
uso
di droghe
Un sondaggio: il consumo
di droga e la circolazione stradale
non sono compatibili, i ragazzi
ne sono consapevoli. Ma non tutti.
U
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no dei fenomeni più rilevanti, sia a livello sanitario
che in termini sociali, che
si è presentato negli ultimi 30 anni,
è certamente la diffusione delle
sostanze d’abuso, in particolare tra
soggetti di sempre più giovane età.
Sostanze quali allucinogeni, anfetamine, cannabinoidi, cocaina,
ecstasy, oppiacei.
Purtroppo, oltre ai problemi legati
alla salute ed al comportamento
dei soggetti che si drogano, è stato
dimostrato da numerosi studi che
l’assunzione di sostanze da parte di
conducenti di veicoli, specie se
accompagnata da consumo di
alcol, compromette in modo rilevante la “performance” in specifiche azioni correlate alla guida.
Comporta, quindi, un aumento
cospicuo del rischio di incidente
stradale grave o mortale.
Il consumo di droga e la circolazione stradale non sono per nulla
compatibili. Su un campione di
studenti delle Scuole Superiori italiane, pari 10.125 soggetti, è stato
dimostrato che un quarto di questo
campione ha utilizzato almeno una
volta nella vita stupefacenti, prevalentemente cannabis. Un fenomeno relativamente più diffuso nelle
regioni centro-settentrionali che
meridionali, soprattutto per le
ragazze.
Accertato, inoltre, che l’utilizzo di
queste sostanze tende a crescere
con l’età. In base alle dichiarazioni
fornite dagli intervistati, l’incontro
con la prima sostanza, quasi sempre cannabis, arriva in media attorno ai 15 anni, sia per i maschi che
per le femmine.
Il rischio per la guida rappresentato dall’uso di droghe è però mediamente percepito in maniera netta.
Il 75% dei ragazzi, e l’80% delle
ragazze ritengono che “Una persona che deve guidare un veicolo va
incontro ad un maggiore rischio di
avere un incidente stradale se fa
uso di droga. Soprattutto se alle
prime esperienze di guida”.
Il 4% dei ragazzi e l’1% delle
ragazze, purtroppo, la pensa esattamente al contrario. I dubbiosi si
attestano intorno al 2-3%. Il 17%
dei soggetti sostiene invece che il
rischio esiste ma “dipende dalla
quantità che si assume”.
Alla richiesta di indicare eventuali
sostanze da loro non ritenute pericolose per la guida, i partecipanti
alla ricerca, soprattutto di sesso
maschile, hanno fornito un quadro
su cui riflettere con particolare
attenzione: la cannabis non viene
ritenuta pericolosa per la guida dal
18% dei giovani. Per il 9%, non
vengono ritenuti pericolosi per la
guida i psicofarmaci, per il 7% la
cocaina e per il 6% l’ecstasy.
Purtroppo, però, oggi si stima che
almeno il 10% di tutti i morti o i
feriti per incidente stradale, al
momento dell’impatto, erano sotto
effetto di una qualche sostanza
psicotropa, legale o illegale,
LA DROGA E GLI EFFETTI
PSICO-FISICI
L’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, quelle che
15
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influiscono cioè sui processi psicologici, porta a effetti differenti a
seconda del tipo di sostanza
assunta.
L’uso di sostanze si accompagna ad
un’alterazione dei sensi e del comportamento, alla necessità di
aumentare progressivamente la
dose assunta per mantenere gli
effetti desiderati (assuefazione e
tolleranza), all’incapacità di limitare l’uso della sostanza (dipendenza
psichica) e alla presenza di disturbi
organici che accompagnano la
sospensione dell’assunzione
(dipendenza fisica).
In termini di effetti sul sistema
nervoso centrale (SNC), le sostanze
possono essere distinte in:
- Psicolettiche (sostanze che deprimono il SNC, quali l’oppio e l’eroina);
- Psicoanalettiche (sostanze che
stimolano il SNC, come le anfetamine e la cocaina),
- Psicodislettiche (sostanze che
“scombussolano” il SNC, a volte
stimolandolo, talvolta deprimendolo come nel caso degli allucinogeni quali LSD)
Tra le sostanze psicotrope considerate in rapporto all’idoneità alla
guida appare evidente che i cannabinoidi (marijuana e hashish)
hanno il ruolo più importante, sia
per la frequenza dell’uso nella
popolazione, sia per l’effetto diretto della sostanza sulla capacità di
guida attraverso modificazione dei
riflessi, della concentrazione, dell’umore, della capacità di autocontrollo e della difficoltà nel mettere
a fuoco ostacoli e contorni dell’ambiente circostante.
Ancora dibattuto, invece, il ruolo
degli oppiacei (oppio, morfina ed
eroina) nella genesi degli incidenti
stradali. Tuttavia, si ritiene che
determinino alterazioni della capacità di guida soprattutto per modificazioni dell’umore accompagnate
da sonnolenza e rallentamento
ideo-motorio.
Relativamente alla cocaina, dati
recenti indicano la forte rilevazione
di quest’ultima durante le autopsie
di conducenti deceduti per incidenti stradali. Ciò riveste una grande importanza, visti alcuni degli
effetti che induce (euforia, eccitazione motoria, ipervalutazione
delle proprie capacità e mancanza
del senso del pericolo).
Anche se non tutti gli studi sono
concordi, la potenziale pericolosità
alla guida, soprattutto in condizioni di stress e di fatica fisica, come
per esempio una notte passata in
discoteca, non deve essere sottovalutata. A tal proposito, importante
è ricordare il cosiddetto effetto
“up-down” tipico degli stimolanti
che può indurre un improvviso
colpo di sonno. Gli effetti della
cocaina variano in funzione della
quantità e della purezza, ma in
linea generale si parla di euforia,
disinibizione, potenziamento delle
facoltà intellettive, disorientamento spazio-temporale, allucinazioni
visive e uditive.
17
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Gli allucinogeni sono invece
sostanze chimiche sintetiche o
naturali; provocano allucinazioni
visive e uditive con distorsione del
tempo e dello spazio circostante.
L’abuso di queste sostanze può
provocare seri danni permanenti al
cervello e, subito dopo la scomparsa dell’effetto, oltre al rischio del
colpo di sonno, nascono sintomi
psicotici quali paura, angoscia e
depressione.
IL TEST DELLA SALIVA
PER CHI GUIDA
Sei sotto effetto di sostanze stupefacenti? Si vede dalla saliva.
Non tutti sanno che qualsiasi
sostanza stupefacente, indipendentemente dalla modalità di
assunzione, vengono metabolizzate e poi espulse, anche solo dopo
circa 10 minuti, attraverso fluidi
biologici: sangue, urina, sudore,
saliva etc.
Infatti, per cercare di prevedere le
cosiddette “stragi del sabato sera”
e migliorare la sicurezza stradale, la
Polizia è in possesso di un sensazionale strumento: un test immuno-enzimatico che permette di
capire se il guidatore in esame è
sotto effetto di sostanze stupefacenti. Il precursore, un analizzatore
automatico della saliva, è in grado
di accertare o meno la presenza di
sostanze stupefacenti sia nella salive che nel sangue.
Il precursore è in uso su strada
insieme all’etilometro e agli altri
strumenti in dotazione alla Polizia
Stradale. L’apparecchio, che utilizza cartucce diverse a seconda delle
sostanze da individuare, si basa
sugli anticorpi, più precisamente su
una reazione immuno-enzimatica
antigene-anticorpo. Riconosce
nella saliva la presenza di una
determinata sostanza di abuso
attivando un enzima che permette
di individuare la presenza, o l’assenza, entro determinati limiti, di
tali sostanze.
La Polizia utilizza dei tamponi per
prelevare il campione di saliva e il
test, dopo solo qualche minuto,
apparirà positivo o negativo.
I conducenti che risultano positivi
all’esame, violano l’art. 187 del
Codice della Strada. Viene, dunque,
immediatamente ritirata la patente
di guida. Il rifiuto di sottoporsi ai
test non invasivi della saliva o delle
urine, comporta la stessa identica
sanzione prevista per chi risulta
positivo al test. Il precursore può
però essere usato anche per altri
scopi: ad esempio in Inghilterra, e
da poco anche in Germania, oltre
ad essere usato dalla Polizia su
strada, è stato adottato anche dai
centri di recupero e di riabilitazione per tossicodipendenti, proprio
per rilevare un’eventuale assunzione di metadone.
PROBLEMI CON LA VISTA
A seconda della sostanza stupefacente assunta, la nostra vista può
subire notevoli e pericolosi cambiamenti, soprattutto se ci sforziamo di
19
rimanere concentrati e vigili come
alla guida di un qualsiasi veicolo.
Quando si guida, infatti, le capacità psico-fisiche non dovrebbero
mai essere alterate, in nessun caso.
E’ tale la concentrazione necessaria
per guidare, che non ci si può
affatto permettere di sprecare
nemmeno un poco delle nostre
energie.
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Per esempio, non riuscire addirittura a distinguere una persona vestita di scuro, che magari sta attraversando la strada davanti a noi,
sarebbe sicuramente un grosso
problema se siamo alla guida della
nostra automobile. Eppure, questo
è praticamente quello che accade
alla vista di una persona che ha
assunto oppiacei, come la morfina
o l’eroina. La sensibilità alla luce
diminuisce drasticamente come se
si cambiasse la pellicola ad una
macchina fotografica.
Anche vederci così non sarebbe piacevole! Anzi! Se ci fosse qualcuno
vestito di bianco in mezzo alla strada non lo vedremmo affatto.
Nemmeno le strisce pedonali sarebbero visibili, perchè in questo caso è
aumentata in modo anormale la
sensibilità alla luce. La persona che
vede in questo modo ha sicuramente assunto cocaina, anche in piccole dosi. Per la vista, è come se avesse sostituito la pellicola della sua
macchina fotografica con una davvero troppo sensibile.
Nemmeno questa è decisamente
una visione adatta alla guida.
Viene voglia quasi di togliersi gli
occhiali per pulirli. Peccato che
magari non portiamo affatto
occhiali... Il fatto è che ci vedremmo in questo modo se avessimo
fumato hashish o marijuana.
Meglio non mettersi alla guida in
condizioni simili.
“potremmo
dirti
non bere
di
prima
di
guidare”
potremmo dirti
di non bere
prima
di guidare
L’alcol, un pessimo compagno
di viaggio. Prima regala euforia,
poi annebbia vista, riflessi, equilibrio.
Con il sonno, cocktail letale.
L
22
a lotta alla guida sotto l’influenza di alcol parte dalla
lotta al bere eccessivo e
all’alcolismo. Il consumo di alcol
continua ad aumentare (la tendenza alla crescita era cominciata già
nel dopoguerra), soprattutto fra i
giovani e le donne, grazie anche a
campagne pubblicitarie poco
attente ai temi della sicurezza ed ai
rischi della suggestione, diffondendo la visione simbolica del bere che
identifica nel prodotto alcolico uno
status symbol, proprio come accade per un capo “griffato”.
Meno reclamizzato l’invito alla
moderazione. La realtà ci dice che
oggi nel nostro Paese l’abuso alcolico è uno dei maggiori fattori di
rischio per la salute, sia a livello
individuale che collettivo. In Italia,
secondo gli ultimi studi epidemiologici, su 33.000.000 di bevitori ci
sono 4.000.000 di persone che
accusano problemi connessi all’uso
di alcol (“bevitori eccessivi”) e
1.600.000 alcolisti. Secondo una
stima dell’Istituto Superiore di
Sanità, l’alcol causa almeno 26.000
decessi l’anno e costituisce la terza
causa di morte considerando complessivamente le malattie propriamente organiche, gli incidenti stradali e gli infortuni sul lavoro verifi-
GLI EFFETTI PSICO-FISICI
DELL’ALCOL
catesi a causa di uno stato di
ebbrezza. L’organo più colpito dall’abuso di alcol è il fegato, il quadro clinico di riferimento è l’epatopatia alcolica, che dalla steatosi
epatica (fase reversibile) giunge
progressivamente fino alla cirrosi
(danno irreversibile).
L’alcol assunto in modica quantità
ha un effetto euforizzante, ma se
le dosi sono maggiori gli effetti più
marcati sul sitema nervoso centrale
sono quelli legati alla proprietà
anestetica: l’alcol interferisce con i
processi complessi del pensiero e
condiziona la coordinazione motoria, l’equilibrio, la parola e la vista.
In questo stadio dell’intossicazione
alcuni individui diventano depressi
e si appartano. L’alcol, sempre in
qualità di anestetico, ha la proprietà di attutire il dolore, induce seda-
zione e favorisce il sonno. Oltre al
deterioramento psicologico provato, una conseguenza seria dell’alcolismo cronico è il grave danno
fisiologico. Quasi ogni tessuto e
ogni organo del corpo viene interessato dal consumo prolungato di
alcol. Si può andare incontro ad
una malnutrizione grave che comporta una diminuzione delle vitamine del complesso B causando
una grave perdita della memoria
(psicosi di Korsakoff). Altre complicazioni, oltre alla cirrosi epatica,
sono: alterazioni a carico delle
ghiandole endocrine e del pancreas, infarto cardiaco, ipertensione
23
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ed emorragie dei vasi capillari,
responsabili del rossore del viso e
specialmente del naso, caratteristico degli alcolisti cronici.
L’uso prolungato di alcol danneggia anche le cellule cerebrali, specialmente quelle dei lobi frontali,
causando atrofia corticale e altre
modificazioni strutturali. Un forte
consumo di alcol durante la gravidanza può determinare un ritardo
nello sviluppo del feto e del neonato e causare malformazioni del
cranio, facciali e degli arti, nonché
ritardo mentale: tale condizione è
nota come sindrome alcolica fetale. L’alcolismo influenza lo stato
nutrizionale in diversi modi: l’appetito è soppresso a causa dell’azione cerebrale dell’alcol, con una
conseguente riduzione dell’introduzione di cibo. L’alcol sostituisce i
cibi ricchi di nutrienti. I nutrienti
ingeriti sono così male assorbiti,
scarsamente utilizzati, espulsi in
quantità notevole; queste ultime
alterazioni sono dovute all’azione
dell’alcol sul fegato, sul pancreas e
sul tratto gastrointestinale.
RESISTENZA AL DANNO
Ma allora quanto possiamo bere?
La quantità di alcol che può essere
assunta anche per decenni senza
alcun rischio è relativamente
modesta. Infatti si considera l’assunzione giornaliera di:
• 0 grammi di alcol al giorno =
sicurezza
• fino a 20 grammi di alcol al giorno per le donne e fino a 40 grammi di alcol per gli uomini = rischio
basso
• più di 20 grammi di alcol al giorno per le donne e più di 40 grammi per gli uomini = rischio elevato
La corrispondenza tra le più comuni bevande e la quantità di alcol
puro contenuto è riportato nella
tabella successiva
Bevanda
Quantità
Alcol puro
(gr.)
•Birra chiara
(3-3,5 gradi)
1 litro
30
•Birra scura
(6-6,5 gradi)
1 litro
60
•Vino
(11-12 gradi)
1 litro
110
•Superalcolici
(40-45 gradi)
• chi si mette alla guida di veicoli
• chi assume farmaci
• chi è affetto da malattie epilettiche
• chi ha un’attività lavorativa che
richiede una perfetta efficienza
mentale
ALCOL E GUIDA
1 litro
400
Non devono assumere alcuna
quantità di alcol:
• i bambini e gli adolescenti
• le donne in gravidanza o in allattemento
La legge proibisce la guida a chi ha
bevuto troppo. Già dopo due lattine di birra i riflessi e la capacità di
reazione diminuiscono sensibilmente, mentre i rischi di incidente
aumentano notevolmente.
L’articolo 186 (“Guida sotto l’in-
fluenza dell’alcol”) del Codice della
Strada detta:
1. E' vietato guidare in stato di
ebbrezza in conseguenza dell'uso
di bevande alcoliche.
25
26
2. Chiunque guida in stato di
ebbrezza è punito, ove il fatto non
costituisca più grave reato, con
l’arresto fino ad un mese e con
l’ammenda da euro duecentocinquantotto a euro milletrentadue.
Per l’irrogazione della pena è competente il tribunale.
All’accertamento del reato consegue la sanzione amministrativa
accessoria della sospensione della
patente da quindici giorni a tre
mesi, o da un mese a sei mesi
quando lo stesso soggetto compie
più violazioni nel corso di un anno.
6. Qualora dall'accertamento risulti
un valore corrispondente ad un
tasso alcoolemico superiore a 0,5
grammi per litro (g/l), l'interessato
e' considerato in stato di ebbrezza
ai fini dell'applicazione delle sanzioni.
La guida in stato di ebbrezza alcolica è uno dei problemi più rilevanti in relazione alla sicurezza stradale. Nei giovani questa condizione è
spesso accompagnata dall’uso concomitante di sostanze psicotrope,
che contribuiscono ad incrementare esponenzialmente il rischio.
Alcol e sostanze interagiscono tra
loro nel ridurre la capacità di
guida, con conseguenti effetti sulla
incidentalità stradale. La guida
sotto l’effetto dell’alcol non è un
evento raro tra i giovani. La proporzione di soggetti trovati con
alcolemia superiore al limite di
legge aumenta con il crescere dell’età: ciò sottolinea ulteriormente
quanto sia importante che i più
giovani percepiscano chiaramente
questo rischio, per evitare di incorrervi poi da adulti. Secondo i dati
della Polizia Stradale e dell’Arma
dei Carabinieri (le statistiche si riferiscono al 2004), le irregolarità
rispetto all’articolo 186 (“Guida in
stato di ebbrezza alcolica”) sono
state 49.220. Sì, insomma: quasi
50.000 in un anno, 137 al giorno.
Le stesse statistiche diffuse dalle
forze dell’ordine spiegano che sul
totale dei controlli effettuati nel
2004 la percentuale di conducenti
positivi, quindi di coloro che presentavano alcolemia superiore al
limite legale di 50 mg di etanolo su
100ml di sangue, cioè di 0.5 g/l, è
stata del 26.8%. insomma, più di 1
su 4. Due curiosità: nella gran
parte dei casi i conducenti positivi
sono di sesso maschile e le positività crescono con l’età del conducente. In altre parole, il target dei
controlli è costituito prevalentemente da conducenti maschi.
Controllare l’alcolemia di conducenti che mostrino comportamenti
di guida sospetti, consente spesso
di evitare incidenti stradali.
Controllare casualmente l’alcolemia dei normali conducenti, aiuta
invece per lo più ad acquisire informazioni utili per realizzare azioni
di prevenzione e per valutarle.
I controlli casuali hanno d’altra
parte due aspetti da considerare: il
costo e la seccatura per i conducenti, che spesso sottovalutano
l’importanza di questi controlli.
Supponiamo che il solito Mario
Rossi abbia bevuto un po’ troppo,
e che questo gli abbia fatto raggiungere un’alcolemia pari a 0.55
g/l, un po’ al di sopra del limite
legale. Mario Rossi sta guidando
con attenzione (anche perché sa
che ha bevuto), il suo comportamento di guida non dà segni di
stranezza. Ed ecco che Mario Rossi
incappa in un controllo casuale,
dove viene messa in luce l’alcolemia superiore al limite. Mario Rossi
non sembra costituire un pericolo
immediato, ma verrà sanzionato; il
controllo è stato fatto casualmente, ma le conseguenza sono le stesse che ci sarebbero state se Mario
Rossi avesse manifestato dei problemi nella guida. Mario Rossi troverà ingiusto il provvedimento, ma
sbaglierà, perché guidare con
un’alcolemia superiore al limite
legale è vietato dalla legge e
soprattutto è pericoloso per se e
per gli altri. Come fare per diminuire il tasso alcolico? Basta aspettare prima di rimettersi alla guida:
ogni ora il livello di alcol nel sangue scende di circa 0,1 grammi per
litro.
ALCOL E SONNO
Qualora gli effetti negativi dell’alcol sul livello di vigilanza siano
associati a sonnolenza eccessiva, si
registra un effetto moltiplicativo,
capace di aumentare drasticamente
il rischio di incidentalità. Dati
scientifici sperimentali dimostrano
27
28
un aumento di frequenza degli
errori a livelli pari di alcolemia in
rapporto alle oscillazioni della sonnolenza e alla privazione di sonno.
L’interazione fra i due fattori, la
propensione al sonno ed il livello di
alcolemia, creano insomma un
effetto moltiplicativo del rischio di
incidenti stradali. In altre parole,
un livello di alcolemia non pericoloso in momenti di vigilanza normale, può invece rappresentare un
fattore di rischio in momenti in cui
la vigilanza sia particolarmente
bassa per propensione circadiana
(nelle ore notturne) o per effetto
cumulato di privazione di sonno.
Ma anche dopo i pasti, specie quelli abbondanti, quando il sangue si
concentra sugli organi di digestione e “trascura” il cervello.
L’alcol indebolisce anche l’efficienza intellettiva, interferendo con la
velocità di percezione e indebolendo le capacità di giudizio e di discriminazione e in genere l’abilità di
pensare e ragionare con chiarezza.
L’incidenza di incidenti stradali
attribuiti ufficialmente ad intossicazione alcolica sulla rete autostradale italiana è di circa l’1% (dati
ISTAT) ed appare ampiamente sot-
tostimata. Le modalità sociali di
assunzione di alcol (elevata assunzione nei pasti e/o nelle ore della
giornata) danno origine a rilevanti
fenomeni d’interazione fra i fattori
alcol e sonnolenza.
Infatti negli incidenti del fine settimana, che richiamano alla memoria l’attuale problema delle “stragi
del sabato sera” oltre alla sonnolenza non può essere ignorato
come possibile fattore l’alcol, proprio per l’effetto sinergico che questo può avere, anche se non supera i livelli consentiti, con l’aumentata predisposizione al sonno nelle
ore notturne.
L’EFFETTO DEI FARMACI
Guidare dopo aver assunto medicine anche di uso comune, come gli
antistaminici o semplicemente lo
sciroppo per la tosse, è sempre
sconsigliato. Anche nei dosaggi più
lievi, i farmaci inducono sonnolenza e rallentano i riflessi.
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1^ parte - IIS "Caminiti-Trimarchi" di S. Teresa di Riva