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Programma generale di intervento 2010-2011 della Regione Siciliana,
finanziato dal Ministero per lo Sviluppo Economico
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Ridurre,
Riutilizzare,
Riciclare,
Recuperare !
.
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Pubblicazione a cura dell’Adoc Sicilia
Sede Regionale: Via Enrico Albanese, 92/a
90139 Palermo
Telefono: 091- 589322 / Fax: 091- 6110092
email: [email protected]
web regionale: www.adocsicilia.it
web nazionale: www.adoc.org
Progetto grafico ed impaginazione
Salvatore Pietro Anastasio
email: [email protected]
Redazione dei testi
Sipala Giuseppe
Maria Zammito
Luigi Ciotta
Programma generale di intervento 2010-2011
della Regione Siciliana,
finanziato dal Ministero per lo Sviluppo Economico
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Prefazione a cura di Enzo Favoino
Scuola Agraria del Parco di Monza
"Pioniere del Riciclo", riconoscimento CONAI nel 2008
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Alla scoperta di noi stessi. Di quello che facciamo, produciamo e
consumiamo, e delle relazioni che questo comporta con il mondo,
l’ambiente, ma anche l’economia e la società.
Sul tema “rifiuti” – e sul modo di ottimizzarne la gestione - giochiamo una partita che va al di là del solo rispetto dell’ambiente, per
quanto già questo sia di fondamentale importanza. Perché è nei materiali residuati dalle nostre attività, professionali e domestiche, che si
accumulano errori e sprechi – e basterebbe poco per tramutare errori
e sprechi in opportunità.
Tradizionalmente “messi ai margini” del dibattito pubblico e delle
discussioni quotidiane, i rifiuti e la loro gestione devono riprendere
centralità, perché poi è nel comportamento quotidiano, nelle scelte di
consumo che sappiamo premiare materiali e prodotti meno “dissipativi”, nella pratica del riuso e del riciclaggio, nella partecipazione consapevole ai sistemi di raccolta differenziata.
E’ in tutto questo che si creano le premesse per evitare i problemi,
e dare corpo alle opportunità. Iniziando da una diversa percezione di
quanto scartiamo, sapendo che contiene risorse da utilizzare: e questo è massimamente importante in un pezzo di mondo, ed una economia, come quella italiana ed europea, che non possono permettersi di
continuare a competere con altre economie emergenti sui mercati internazionali di materie prime che noi, semplicemente, non abbiamo.
Ecco che è molto più ragionevole, per motivi sociali, economici ed
occupazionali, oltre che ambientali, valorizzare le risorse ancora incluse nei nostri “materiali post consumo” (come sarebbe più logico
chiamare gli scarti che, differenziati, sono pronti per un nuovo ciclo di
utilità e valore); e con questo, generare occupazione e benessere locale, anziché remunerare il prelievo, la trasformazione ed il trasporto
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di materie prime da ambiti extra-europei, un meccanismo “di
predazione” che non fa bene all’ambiente, impoverisce le risorse nel
mondo, crea emissioni ed impatti da noi, e non genera valore aggiunto ed occupazione.
E’ il motivo, anzi sono i motivi per cui la legislazione europea di
settore da tempo si è data l’obiettivo-guida di fare dell’Europa una
“material recycling society”, una “società fondata sul riciclaggio”, ed
a tale obiettivo vengono coordinati gli sforzi, le politiche e le strategie di settore, ed il loro recepimento in ambito nazionale e locale.
Ben vengano dunque i contributi, come questo, che accompagnano
le persone, i “cives” a capire quanta potenzialità, quanta ricchezza
passa dalle nostre mani; e che anziché finire in pattumiera per alimentare il circuito perverso “smaltimento-emissioni-impatti-nuovo
prelievo”può supportare quello virtuoso “differenziazione-riuso-riciclo-riduzione di prelievi ed impatti”. Basta una sola cosa, una macchina potentissima, che sono le nostre mani, sostenute dalla nostra
intelligenza.
Ed alla fine, ci accorgeremo che oltre ad avere fatto un regalo all’ambiente, evitando la costruzione di complessi e costosi sistemi di
smaltimento che costituiscono vincoli e cicatrici permanenti sul territorio che abbiamo intorno, saremo anche riusciti a risparmiare.
Perché in uno scenario in cui smaltire costa sempre di più, in
quanto deve pagare – appunto – il “prezzo d’uso” di terra, acqua ed
aria, la riduzione dei rifiuti, il riuso ed il riciclaggio costano di meno.
E, ben più importante, generano valore aggiunto a livello locale e
remunerano occupazione per la raccolta e la trasformazione, anziché
pagare costose tecnologie di smaltimento e l’uso di quelle risorse
ambientali che vogliamo preservare.
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Il rifiuto:
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Analizzare il problema per arrivare alle possibili
soluzioni.
Il rifiuto, dalla prevenzione alla raccolta differenziata fino allo smaltimento: un percorso che ci
guida ai piccoli accorgimenti quotidiani per una
migliore qualità della vita e insieme vincere la
lotta ai mutamenti climatici.
Il Rifiuto... questo sconosciuto: in natura non
esistono rifiuti: tutto si trasforma!
Solamente l’uomo produce rifiuti che non sono
biodegradabili, cioè che la natura non è in grado di
riutilizzare.
Stabiliamo con una breve definizione cosa è un
rifiuto. Il rifiuto è un qualsiasi oggetto o sostanza
di cui si sente la necessità di disfarsi: residui,
scarti, avanzi, oggetti rotti o inutilizzabili, risultato delle attività domestiche o dei processi produttivi.
Ma forse ciò di cui vogliamo disfarci non è proprio da buttare!
Siamo sicuri che questo nostro rifiuto non poteva essere evitato? Sappiamo come dargli una
nuova vita e farlo diventare una preziosa risorsa?
Cominciamo dunque questo nostro viaggio all’interno dello “Sconosciuto pianeta dei rifiuti”, partendo dalla prevenzione del rifiuto al riuso degli
oggetti, dalla raccolta differenziata al recupero di
materie e di energia.
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Produrre, assemblare, distribuire qualsiasi tipo
di bene materiale prevede un consumo di energia
e risorse naturali.
Noi possiamo dare un importante contributo
impegnandoci per ridurli al minimo! Scopriamo
come.
carta
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Qualche cenno sulla legge:
L'entrata in vigore ad aprile del D.Lgs 152/06 ha
modificato la politica di gestione dei rifiuti a partire dagli obiettivi di raccolta differenziata che
vanno oltre quanto imposto, 10 anni fa, dal decreto Ronchi.
Oggi tali traguardi per la quota di raccolta differenziata, apparentemente ambiziosi ma assolutamente perseguibili, stabiliscono la percentuale
del 65% entro il 2012 (D.Lgs 152/06).
Sono ormai centinaia le Amministrazioni Comunali, anche nei comprensori meridionali, che
hanno superato l’obiettivo di legge, grazie alla introduzione di raccolte differenziate intensive ed
efficaci, e ad oggi già una provincia (Treviso) supera, nel suo complesso, il 65% di raccolta differenziata, con altre che vi stanno arrivando.
Per il raggiungimento degli obiettivi è importante concentrarsi sulle famose “4 R” (Riduzione,
Riuso, Riciclo, Recupero) assolutamente indispensabili per il sistema della gestione dei rifiuti.
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Chi ben incomincia …inizia con 4 R
E’ proprio così, per una corretta gestione dei rifiuti dobbiamo applicare il “principio delle quattro
R”.
Questo principio, stabilito dalle Direttive e dalle
strategie ambientali Europee, ed introdotto in Italia con il decreto Ronchi alla fine degli anni ’90,
considera il rifiuto dalla produzione allo smaltimento ultimo.
Scopriamolo dalla prima all’ultima “R”, in ordine
di importanza:
•Riduzione - scegliere i prodotti a uso ripetuto,
quelli con minor imballaggio o con confezioni
biodegradabili, evitando gli sprechi a monte;
•Riutilizzo - riutilizzare, ad esempio, le bottiglie di vetro, il lato bianco delle fotocopie per
prendere appunti e tutto quello che può essere
riutilizzato prima di buttarlo;
•Riciclo - separare i rifiuti riciclabili e conferirli
negli appositi cassonetti o sacchi della raccolta
differenziata in modo che possano essere avviati
al processo di riciclaggio (utilizzo come “materie prime secondarie” nei rispettivi processi nel
caso di vetro, carta, metalli, ecc. compostaggio o
digestione anaerobica per gli scarti organici);
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•Recupero di energie - le strategie europee
indicano, per quelle tipologie e frazioni di rifiuto
non altrimenti riutilizzabili e recuperabili, la
possibilità di recuperare energia, ad es. mediante trattamento termico (delle frazioni con
elevato potere calorifico come i poliaccoppiati), o
digestione anaerobica (per i materiali biodegradabili non separati alla fonte).
Questo è tuttavia un approccio che è preferibile valutare come “transitorio”, in attesa che
una riprogettazione della produzione e composizione di tali materiali li renda finalmente riciclabili o riutilizzabili. E dunque, per un corretto
riciclo dei materiali, è necessario bruciare la frazione combustibile e non riciclabile dei rifiuti
negli impianti di incenerimento con recupero
energetico o negli impianti industriali esistenti.
Dovremmo parlare di altre possibili soluzioni.
Che fine fanno i nostri rifiuti ?
Nel solo 2008 ogni abitante della nostra regione
ha prodotto mediamente 540 kg di rifiuti…
Il totale, quindi, dei rifiuti annui prodotti nella
nostra regione è di circa 2.720.522 tonnellate.
Il 94% (la quasi totalità) finisce in discarica, solo
il 6% viene differenziato.
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Più prevenzione meno smaltimento
Ma un rifiuto si può prevenire? Con le prime
“due R” del nostro “vademecum”, la R di Riduzione
e quella di Riutilizzo, certamente si. Spesso alcuni
oggetti diventano rifiuti prima ancora di essere
consumati.
Questi rifiuti hanno un ciclo di vita brevissimo:
appena arriviamo a casa dopo aver fatto la spesa
finiscono subito nell’immondizia!
I nostri attuali stili di vita spesso ci portano a
produrre i rifiuti, essi quindi non sono solo lo
scarto di un consumo non attento!
Sono piuttosto imballaggi superflui ed ingombranti che, a volte, contengono e conservano
la qualità e l’integrità del prodotto, ma spesso si
tratta di tutte quelle confezioni incompatibili con
l’ambiente, che hanno l’unica funzione di rendere
appariscenti, e quindi accattivanti, gli oggetti che
acquistiamo.
Anche gli oggetti monouso, come lamette, macchine fotografiche monouso, pannolini non riutilizzabili, ecc. contribuiscono ad accrescere il
monte rifiuti, e tanto si potrebbe fare per la loro
riduzione.
Ridurre i rifiuti significa anche riutilizzare gli
oggetti quanto più possibile, renderli ancora utili
trovando la maniera di utilizzarli in altro modo.
Non è complicato, basta un po’ di inventiva e
qualche piccolo consiglio!
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Non tutti sanno che:
In Italia, la quantità di imballaggi immessi al
consumo è stata di 12,4 milioni di tonnellate, e dal
2003 al 2007, si è registrata una crescita complessiva del 7%!
cartone
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Rifiuta il rifiuto!
Nei paesi industrializzati, i rifiuti urbani aumentano
in maniera esponenziale la media europea si avvicina
oggi a circa 600Kg annui per abitante, produrre meno
rifiuti quindi, è la prima e imprescindibile regola che
deve animare qualsiasi politica nazionale e locale per
una corretta e sostenibile gestione dei rifiuti.
E’ sempre più indispensabile mettere in campo iniziative di informazione e sensibilizzazione, per riflettere sugli innumerevoli sprechi che potremmo evitare
nella produzione dei beni e negli acquisti. “Ridurre si
può” non è solo uno slogan, ma deve essere un incentivo costante e convinto per ridurre veramente, all’origine, la produzione di rifiuti.
Perché ridurre i rifiuti?
Ridurre i rifiuti è infatti importante:
• perché, dopo l’introduzione della raccolta differenziata porta a porta, è il passaggio obbligato per cominciare a vivere secondo uno stile di vita più
sobrio. Le risorse della Terra non sono infinite e, se
non si inverte la tendenza al consumo e allo spreco,
presto si esauriranno;
• perché questa è la direzione intrapresa da leggi e
normative europee e nazionali;
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• perché, se riusciamo a diminuire la quantità di RU
che va in discarica (o all’inceneritore) e quella delle
frazioni differenziate, si possono ripensare i servizi
diminuendo ad esempio le frequenze di raccolta con
conseguente diminuzione dei costi;
• perché è facile, si tratta di accorgimenti che si possono adottare comodamente nella vita di tutti i
giorni!
Ridurre = non gettare, ma riutilizzare
Cosa vuol dire?
Significa utilizzare di nuovo cose già usate invece
di buttarle via.
Ogni volta che gettiamo qualcosa proviamo a porci
la domanda: "Posso riutilizzarla in qualche modo?"
Magari non tutto sarà recuperabile, ma una parte sì!
Riutilizzare significa anche riparare. Se mi si rompe
qualcosa, ecco la domanda giusta: "Posso riparare o
far riparare questo oggetto?"
Riutilizzare significa anche pensare se c’è qualcuno
cui il mio oggetto può ancora servire.
Allungando il ciclo di vita di un oggetto evitiamo di:
• creare un rifiuto, utilizzando così le risorse in modo
più sostenibile;
• comprarne un altro, riducendo il consumo di materie prime per la produzione di un bene nuovo.
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Le regole sono poche e semplici, come scegliere
l'acquisto di prodotti meno imballati possibile, l'utilizzo di sportine riutilizzabili o quelle in materiale
biodegradabile, per diminuire sensibilmente il nostro
impatto sul territorio.
Quando comprate un prodotto, è ovvio che non pagate soltanto il prodotto in se, ma anche, se c'è, la
confezione che contiene il prodotto acquistato. Ovviamente le confezioni di ciò che si compra, se non si
attua la raccolta differenziata, o se non è riciclabile,
vanno a finire in discarica o in pasto agli inceneritori!
In natura il concetto di rifiuto non esiste. Perchè ciò
che viene scartato da un animale o da un vegetale,
viene utilizzato come risorsa da un altro animale o vegetale. Quindi in pratica in natura ci sono dei cicli
chiusi dove tutto viene riutilizzato e riciclato.
L'uomo invece, diversamente da ciò che fa la natura,
non effettua nessun ciclo chiuso ma ciò che non gli
serve più o perlomeno che ritiene non più utilizzabile
per se stesso, lo considera un rifiuto e quindi viene
buttato nei cassonetti, quando va bene. Altrimenti va
a finire in strada oppure in qualche discarica abusiva.
Solo negli ultimi anni si sta avendo qualche piccolo
cambiamento che permette di parlare di ciclo chiuso.
Questo perchè noi quando acquistiamo siamo potenti
in quanto se ad esempio si comprano prodotti con
meno imballaggi allora mandiamo un chiaro messaggio alle imprese:
“Vogliamo meno rifiuti! E' un modo per premiare
quelle imprese che si adoperano nella prevenzione e
riduzione dei rifiuti”.
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Come consumatori è importante prendere coscienza
della capacità individuale, nell’agire quotidiano, per
intervenire con le nostre scelte di acquisto, ponendo
attenzione sia al volume che alla qualità degli imballaggi. I rifiuti infatti rappresentano un costo a carico
della società in cui viviamo, e non bisogna dimenticare che le scelte dei consumatori influenzano fortemente le scelte produttive a monte della catena. Vi
proponiamo, nel prossimo paragrafo, alcuni criteri
nelle scelte di acquisto, per ridurre considerevolmente
la vostra produzione domestica di rifiuti.
Plastica
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Riduzione dei rifiuti... cosa posso fare?
Un piccolo manuale per ridurre la produzione
domestica di rifiuti:
• Preferisci prodotti con poco imballaggio - Ci
sono prodotti in cui gran parte dell’imballaggio
è utilizzata per scopi promozionali o di marketing,che è inutile per il consumatore ma che a
volte può incidere significativamente sul prezzo.
• Preferisci prodotti concentrati - Diluendo in
acqua i prodotti concentrati riduci notevolmente
il volume dell’imballaggio e al momento dell’acquisto non paghi il costo dell’acqua, del maggior
imballaggio e dei trasporti ad esso associati.
• Preferisci prodotti “formato famiglia” - Sono più
convenienti dei prodotti monodose e sono caratterizzati da un volume di imballaggio inferiore per unità di prodotto rispetto alle
confezioni più piccole.
• Preferisci prodotti con contenuto ricaricabile Ogni volta che utilizzi una ricarica (refill) per un
prodotto risparmi all’ambiente un imballaggio
molto più voluminoso da smaltire, senza contare
che questi prodotti sono spesso più economici.
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• Scegli imballaggi costituiti da un solo materiale
- Un imballaggio costituito da più di un materiale non è differenziabile, anche se i singoli materiali che lo compongono lo sono; per questo è
meglio evitare l’acquisto di prodotti con imballaggi multimateriale.
• Non abusare di prodotti “usa e getta” - La cultura dell’ ”usa e getta” si è molto diffusa nella
nostra società, soprattutto per l’apparente economicità e praticità. Non vengono però spesso
considerati i costi sociali e gli impatti ambientali
correlati a un uso non consapevole di questi
prodotti (bicchieri, piatti, posate, rasoi, macchine
fotografiche, batterie…). Limitandone l’acquisto
a situazioni particolari si riduce notevolmente il
volume dei rifiuti prodotti in ambito domestico.
• Per fare la spesa preferisci - ai sacchetti di plastica, quelli di carta o ancor meglio di tessuto
che potrai utilizzare per molti anni. Ridurrai il
numero di sacchetti di plastica in circolazione,
che spesso sono tra i maggiori rifiuti abbandonati nell’ambiente, portati dal vento e dal mare in
ogni angolo del nostro pianeta.
Ricorda che un acquisto, per essere davvero sostenibile, deve: essere necessario, durevole, fatto con
materiale riciclato, avere l’imballaggio necessario, favorire il risparmio energetico, essere biologico, "equo
e solidale", prodotto localmente, senza sfruttamento
dei lavoratori.
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Sai come “fare la differenza”?
Separare i nostri rifiuti in maniera differenziata
non è difficile ed è una grande occasione per tutelare l’ambiente!
Raccogliere gli oggetti di scarto in maniera differenziata è un modo per garantire il loro riutilizzo, per farli rientrare nel ciclo: essi avranno una
nuova vita e sarà inutile consumare altra materia.
Ecco alcuni esempi:
• Carta (giornali, fogli, scatole);
• Plastica (bottiglie in PET, flaconi in PP, pellicole
alimentari, barattoli);
• Vetro (bottiglie, contenitori);
• Acciaio (barattoli, scatolette, bombolette spray,
coperchi, tappi);
• Alluminio (lattine, vaschette e pellicole alimentari);
• Legno (cassette, pallet);
• Scarti organici (avanzi della preparazione e
consumazione dei pasti, scarti delle attività di
giardinaggio ed orticoltura, ecc.).
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Non tutti sanno che:
- Riciclando 1 kg di carta si compensano le
emissioni inquinanti di un’auto di piccola cilindrata per percorrere 9 Km;
- Riciclando 20 bottiglie in PET si può confezionare una calda coperta in pile;
- Per produrre 1 kg di vetro nuovo sono necessari 500 g di petrolio e 6,3 Kwh di energia elettrica; per riciclare 1 kg di vetro sono necessari
350 g di petrolio e 3 Kwh di energia;
- Con 19mila barattoli si fa un’auto, con 2,5 milioni di scatolette 1km di binario;
- Con 800 lattine si può fare una bicicletta e riciclando 1 sola lattina di alluminio si risparmia
l’energia necessaria per tenere accesa una TV
per 3 ore;
- Con 30 pedane in pallet si produce un armadio;
- Con gli avanzi di cucina prodotti in un anno da
una famiglia di 3 persone e con 100 mq di giardino si possono produrre 500-700 kg di compost, con il quale si possono fertilizzare 200 mq
di orto, sostituendo i concimi chimici.
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Il Ruolo dei Cittadini - Consumatori
I nostri comportamenti quotidiani possono incidere su una più sostenibile gestione dei rifiuti. Infatti il cittadino-consumatore può fare molto se
sceglie in modo più consapevole e se presta più
attenzione quando si tratta di eliminare i prodotti
usati.
Ecco alcuni consigli per ridurre i rifiuti:
• Utilizza le borse di tela o quelle in plastica biodegradabile al posto degli shopper in plastica
tradizionale, e utilizzali più e più volte.
• Acquista verdura e frutta sfusa e non quella
confezionata nelle vaschette di plastica. Fai lo
stesso con gli affettati, le carni e i formaggi.
• Bevi l’acqua del rubinetto per ridurre i rifiuti
plastici e l’inquinamento. Per legge l’acqua che
arriva nelle nostre case è controllata e spesso
ha limiti più stringenti nonché qualità organolettiche migliori rispetto a quella imbottigliata
• Scegli i prodotti confezionati in imballaggi riciclati o facilmente riciclabili ed evita le confezioni
multi materiali (per esempio composte da carta
e plastica insieme) e le monodose, preferendo i
formati famiglia.
• Evita i prodotti usa e getta come piatti e bicchieri di plastica.
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Se proprio non puoi farne a meno, scegli
quelli in materiale biodegradabile (questi possono essere raccolti in modo differenziato e riciclati mediante il compostaggio).
• Laddove possibile, scegli detersivi, detergenti e
alimenti distribuiti alla spina, per riutilizzare lo
stesso contenitore: produci meno rifiuti e risparmi.
• Usa sempre apparecchiature con pile ricaricabili
anziché usa e getta.
• Se hai un giardino o un grande balcone, utilizza
gli scarti organici e quelli verdi per fare del
compost per i tuoi fiori.
• Programma le tue stampe/fotocopie in fronte-retro (o utilizza la parte bianca dei fogli
che non servono più per prendere appunti) e con la modalità
economia di inchiostro; usa
caratteri più piccoli. Utilizza
cartucce/toner ricaricabili.
• Scegli i prodotti con la margherita europea (Ecolabel),
(Ecolabel) il
marchio di certificazione ambientale concesso ai prodotti a
minor impatto ambientale.
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Non tutti sanno che:
Dal 2011 è vietata la commercializzazione e distribuzione delle tradizionali buste di plastica per la
spesa. Gli shopper in plastica saranno sostituiti da
buste in materiale biodegradabile e meno impattante, perché utilizzabili per la raccolta differenziata
degli scarti organici e poi trasformabili in compost.
In base al c.d. “decreto Raee” (acronimo di Rifiuti
da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), i consumatori potranno smaltire gratuitamente i propri
rifiuti elettronici destinati al nucleo domestico, dalla
televisione al frigorifero, dalla lavatrice allo scaldabagno, presso i venditori dei negozi di elettronica,
presso gli installatori o presso i centri di assistenza
nel momento in cui acquistano, anche on line, un
nuovo prodotto della stessa categoria.
Il vecchio apparecchio dovrà essere ritirato
gratuitamente, anche presso il domicilio del consumatore e trasportato, nei punti di raccolta, direttamente a cura e spese del venditore distributore.
pallet
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E un giorno la raccolta differenziata bussò alla
porta…
Dopo aver separato in casa i nostri rifiuti, ci sono
due modalità per la raccolta dei materiali differenziati.
Quella più diffusa in molte parti d’Italia è ancora la
raccolta differenziata stradale. ln questo caso il comune predispone gli appositi contenitori stradali
dove è possibile conferire le diverse tipologie di rifiuti.
La seconda modalità, innovativa e certamente più
efficiente, è la raccolta differenziata porta a porta
o domiciliare. Con questo sistema i rifiuti separati
vengono raccolti a domicilio in giorni diversi in base
al rifiuto: scompaiono quindi in gran parte i cassonetti
stradali, almeno per le frazioni di rifiuto più “importanti” in termini di peso (quali la carta, l’organico, ed
il rifiuto indifferenziato residuo).
La differenza nei risultati è significativa, infatti con
la raccolta differenziata effettuata con cassonetti
stradali non si va mai oltre il 30%. Con la raccolta domiciliare si può arrivare oltre il 60%, e diversi Comuni,
anche al Sud, raggiungono il 70%.
Questo perchè la modalità di raccolta porta a porta
ha come presupposto l’obbligatorietà, una partecipazione più attiva, un coinvolgimento più “comodo” per
l’utente (visto che il servizio viene portato all’uscio di
casa), maggiori controlli e si può raccogliere l’umido
con ottimi risultati.
Adottando il sistema di raccolta differenziata porta
a porta anche il consumatore, indubbiamente, beneficia di alcuni vantaggi. Basta pensare che nelle città
dove tale modalità di raccolta è ormai a regime, il contribuente (la singola famiglia) paga una tassa per la
gestione lo smaltimento dei rifiuti variabile tra i 150
ed i 250 euro.
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I cittadini siciliani, attualmente, pagano una tassa
per la gestione di smaltimento dei rifiuti variabile tra
i 300 ed i 500 euro.
euro
Bisogna precisare che ogni passaggio della catena
per lo smaltimento dei rifiuti ha un suo costo economico: produzione, immissione nel mercato, raccolta,
conferimento in discarica.
Non lasciamoci quindi trarre in inganno quando
sentiamo dire che effettuare la raccolta differenziata
ha un costo elevato perché non è vero: gli elevati investimenti iniziali vengono compensati già con il raggiungimento ed il superamento del 50% di R.D., grazie
alla minore produzione complessiva di rifiuti ed all’avvio di quote maggiori a riciclaggio piuttosto che a
smaltimento.
In Sicilia, un’occasione sinora persa, è stata quella
del mancato utilizzo dei finanziamenti europei avuti
dal 2000 e sino al 2007, che avrebbero potuto essere
investiti per affrontare i costi di avvio della raccolta
differenziata nella nostra regione. Tali fondi restano
comunque a disposizione dal 2008 al 2013, quindi
potrebbero essere utilizzati per coprire i gli elevati
costi iniziali dell’avvio della raccolta differenziata
porta a porta.
Attualmente in Sicilia la raccolta domiciliare porta a
porta è sperimentata a macchia di leopardo, solo in
alcuni comuni afferenti ad alcuni ambiti territoriali
(ATO) e i risultati si fanno vedere!
Nella scorsa edizione di "Comuni Ricicloni" di Legambiente Sicilia, la classifica dei comuni che fa riferimento ai dati della raccolta differenziata relativi
all'anno 2008,ha messo in evidenza luci ed ombre del
sistema di gestione dei rifiuti ed in modo particolare
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dei risultati riguardanti la raccolta differenziata.
Ad oggi le problematiche riguardanti la gestione
integrata dei rifiuti in Sicilia, a causa della mancata
approvazione del piano rifiuti siciliano, rischiano di
allontanare ancor di più il raggiungimento degli
obiettivi di raccolta differenziata stabiliti dalla Comunità Europea.
Top Ten: i Migliori Comuni*
Comune
Salaparuta
Poggioreale
Gibellina
Aliminusa
Santa Ninfa
Casteltermini
Isnello
Scillato
Montemaggiore
Sciara
Provincia
tp
tp
tp
pa
tp
ag
pa
pa
pa
pa
Ato
tp2
tp2
tp2
pa5
tp2
ag2
pa5
pa5
pa5
pa5
Abitanti
1835
1715
4677
1345
5087
8276
1741
6680
3710
2860
RD%
60.76
58.93
58.31
52.42
50.81
37.25
35.00
34.61
33.65
33.29
Classifica Capoluoghi di Provincia*
Comune
Agrigento
Ragusa
Caltanissetta
Siracusa
Enna
Catania
Palermo
Messina
Trapani
Ato
ag2
rg1
cl1
sr1
en1
ct4
pa3
me3
tp1
Abitanti
59082
68956
60488
123657
28119
313110
659433
250000
68346
RD%
15.85
11.21
10.79
7.29
5.15
4.04
3.46
2.69
n.d.
*Fonte: Dossier Legambiente Comuni Ricicloni Sicilia 2009
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Com’è ingombrante questo rifiuto!
Rifiuti ingombranti, frigoriferi, lavatrici, materassi…ma anche rifiuti pericolosi come oli usati,
pitture, piccoli e grandi elettrodomestici e tutti i
materiali che non possono essere buttati nei cassonetti stradali sono i benvenuti alle Isole Ecolo giche.
giche
Le Isole Ecologiche e i Centri di Raccolta sono
strutture completamente gratuite e attrezzate
nella raccolta e avvio al recupero di tutti i rifiuti
che non possono essere smaltiti nei normali cassonetti.
Chiama i consorzi e contatta le aziende convenzionate:
CONAI
Consorzio Nazionale Imballaggi
Le Imprese per L'Ambiente
Sede operativa: Via Litta 5 20122 Milano
Tel. 02.540441 - Fax 02.5412264
www.conai.org
COMIECO
Consorzio Nazionale Recupero e
Riciclo degli imballaggi a base Cellulosica
Via Pompeo Litta, 5 20122 Milano
Tel. 02-55024.1 - Fax 02-54050240
www.comieco.it
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COREPLA
Consorzio Nazionale per il Recupero degli
Imballaggi in Plastica
Via del vecchio Politecnico, 3 - 20121 Milano
Tel. 02.760541 - Fax 02.76054320
www.corepla.it
CiAl
Consorzio Italiano Alluminio
Via Pompeo Litta 5, 20122 Milano
www.cial.it
CNA
Consorzio Nazionale Acciaio
Via Giovanbattista Pirelli 27 - 20124 MILANO
Tel : 02/398008.
www.consorzio-acciaio.org/
CoReVe
Consorzio Recupero Vetro
via Sardegna 19 20146 Milano
Tel. 02 48012 961 - Fax 02 48012 946
www.coreve.it
RILEGNO
Consorzio Nazionale per il Recupero e il
Riciclaggio degli Imballaggi di Legno
Via Aurelio Saffi 83 - Cesenatico (FC)
Tel +39 0547 672946 - Fax +39 0547 675244
www.rilegno.it
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Più ti conosco e meglio ti butto
Ci sono dei rifiuti estremamente pericolosi per
l’ambiente, rifiuti che non possono essere buttati
nei cassonetti stradali e che, invece, vanno conferiti presso le isole ecologiche o negli appositi contenitori.
Ad esempio:
- Rifiuti da apparecchiature elettriche ed
elettroniche e quindi cellulari, radio, computer, phon, ferri da stiro, frullatori…Anche le
lampadine a risparmio energetico devono essere differenziate perché contengono mercurio!
- Pile e batterie contengono molti metalli pesanti pericolosi per l’ambiente; vanno raccolte
e destinate ad appositi impianti che le rendono inerti.
- Medicinali scaduti sono pericolosi e la raccolta differenziata è necessaria per una corretta eliminazione dei principi attivi contenuti
nei medicinali.
Anche in farmacia!
- Oli esausti,
esausti che comprendono sia l’olio
esausto per motore (se bruciato sviluppa
fumi e gas tossici) che quello alimentare, che
crea notevoli problemi per gli impianti di depurazione.
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- Pneumatici - le gomme usate in buone condizioni possono essere rigenerate. Non vanno
disperse nell’ambiente perché la loro eventuale
combustione incontrollata provoca emissioni
di diossina.
- Rifiuti tossici,
tossici materiale infiammabile o corrosivo vanno separati e differenziati con molta
attenzione.
Per ogni ulteriore informazione rivolgersi alle
Aziende d'Igiene Ambientale dei propri comuni.
vetro
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E adesso che succede?
Fino ad ora abbiamo ridotto i rifiuti e recuperato tutti i materiali che possono essere riutilizzati.
Adesso chiediamoci com’è possibile recuperare
materia dal compostaggio dell’organico e recuperare energia dai rifiuti che non possono essere riciclati.
Che fior…di Rifiuto!
I rifiuti organici si ritrovano nella misura media
del 33% tra i rifiuti urbani, ma con punte che, nei
territori meridionali, arrivano a superare il 50%
grazie alla maggiore (e migliore) abitudine a preparare e consumare il pasto in casa; inoltre, sono
i rifiuti che immessi in discarica comportano maggiori problemi per le fermentazioni cui vanno
incontro, che causano la produzione di gas ad
effetto serra e percolato a forte aggressività
chimica. Quindi è importante darvi un’attenzione prioritaria.
I rifiuti organici possono essere compostati,
cioè trasformati in compost,
compost ottimo fertilizzante naturale!
Il compostaggio può già essere fatto a livello
domestico, con poche, semplici regole e sistemi del tutto naturali, a partire dal compostaggio in cumulo od in bidone.
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Con il compostaggio domestico si può
garantire la naturale fertilità al proprio giardino,
restituendovi le sostanze nutritive sottoforma di
humus.
humus
Con un sistema di raccolta differenziata porta a
porta la raccolta dell’organico è molto efficace, sia
per la quantità del materiale raccolto che per la
sua pulizia, e lo scarto raccolto può essere inviato
a impianti industriali di compostaggio, a volte abbinati a sistemi di digestione anaerobica per il recupero di energia sotto forma di metano
(utilizzabile al posto del petrolio ed altri combustibili fossili) durante la trasformazione dello
scarto.
Gli impianti di compostaggio sono sia ad uso
domestico che a livello industriale.
Con il compostaggio domestico si può garantire
la naturale fertilità al proprio giardino, restituendovi le sostanze nutritive sottoforma di humus.
Il Recupero energetico
Per i rifiuti che non vengono avviati al riciclo e
che non sono quindi riutilizzabili, esistono gli inceneritori con recupero di energia (termovalorizzatori), oppure gli impianti industriali esistenti
dove viene bruciata la frazione combustibile dei
rifiuti (Cdr – combustibile derivato dai rifiuti).
rifiuti
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Il Cdr è il risultato di un processo di lavorazione
del rifiuto residuo non altrimenti riciclabile che
viene “pulito” dalla parte umida e ricca di acqua
dei rifiuti, per ottenerne un agglomerato “secco”
con alto potere calorifico pronto per essere incenerito estraendone quel potenziale energetico in
esso contenuto.
Inoltre va ricordato che questi sono dei veri e
propri impianti industriali e che quindi hanno il
loro impatto ambientale e sanitario; per questo
devono essere sottoposti a dei controlli e regole
ben precise e devono ottenere regolare autorizzazione ambientale.
E, infine, c’è la discarica
Ridurre, Riciclare, Recuperare l’energia
serve a rendere piccolissima la quantità di rifiuti da smaltire in discarica.
Questo è molto importante perché il rifiuto
interrato è una risorsa perduta irrimediabilmente ed il territorio su cui giace diventa inutilizzabile per sempre.
Inoltre, il rifiuto in discarica è quello che
maggiormente contribuisce all’effetto serra
attraverso le emissioni di biogas (che include
anidride carbonica e metano, i due principali
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gas climalteranti se prodotti in forma incontrollata e rilasciati in buona parte in atmosfera, come
avviene nel caso delle discariche)!
Abusare della discarica come si fa oggi, dunque,
non soltanto non consente la valorizzazione del
rifiuto, della materia e dell’energia, ma contribuisce a surriscaldare il pianeta con gli effetti devastanti che stiamo iniziando a conoscere a nostre
spese.
Non tutti sanno che:
Purtroppo ben il 49,3% dei rifiuti prodotti nel
nostro Paese finiscono ancora in discarica!
Nella nostra regione, nel 2007, è finito in discarica l’83% del totale di 3.359.554 tonnellate di rifiuti prodotti, il maggiore quantitativo in
assoluto in Italia!
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Differenzio i rifiuti e salvo il clima
Il riciclaggio dei rifiuti riduce l’uso delle materie
prime, il consumo di energia e le emissioni di gas
serra.
Anche in casa possiamo contribuire a salvare il
pianeta dai cambiamenti climatici.
Attraverso poche azioni quotidiane, infatti, è
possibile, per ognuno di noi, risparmiare all’atmosfera fino a 200 kg di CO2, differenziando e avviando al riciclo circa 200 kg di spazzatura, pari
al 40% dei nostri rifiuti prodotti in un anno.
Ecco alcuni consigli per riciclare i rifiuti urbani e
risparmiare le emissioni di CO2:
• Plastica
Avvio a riciclo 3 bottiglie/flaconi di plastica al
giorno (90 grammi al giorno, 33 kg all’anno)
in un anno risparmio 51 kg di CO2.
• Carta
Avvio a riciclo 2 scatole di cartone al giorno
(100 grammi al giorno, 36 kg all’anno) e risparmio 35 kg di CO2.
• Organico
Avvio a riciclo il 40% degli scarti organici di
cucina (170 grammi al giorno, 62 kg all’anno)
e risparmio 11 kg di CO2.
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•Vetro
Avvio a riciclo 3 vasetti di vetro a settimana (110
grammi al giorno, 40 kg all’anno) e risparmio 11
kg di CO2.
•Alluminio
Avvio a riciclo 1 lattina di bibita alla settimana
(3,5 grammi al giorno, 1,3 kg all’anno) e risparmio di 18 kg di CO2.
alluminio
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Postfazione a cura di Luigi Ciotta
Responsabile del progetto
Presidente Adoc Sicilia
Con il presente opuscolo, che distribuiremo in migliaia
di copie in giro per tutte le province della Sicilia, le Associazioni dei Consumatori partecipanti al progetto “Ridurre,
Riutilizzare, Riciclare, Recuperare”, intendono avviare una
campagna di sensibilizzazione verso i problemi legati allo
smaltimento dei rifiuti, che possa rappresentare l’ideale
prosecuzione e completamento del progetto 2010 – “Differenziati: recupera il tuo mondo” -.
La necessità di individuare e sperimentare forme nuove
ed efficaci di riduzione dei rifiuti, la raccolta differenziata
e il riciclaggio, e metterle in pratica sul territorio, impone,
crediamo, un confronto e un impegno, costante e intensivo, convinti come siamo, che occorre prevenire il problema direttamente nella fase della produzione e nella
commercializzazione dei beni.
Gli obiettivi che l’intervento intende raggiungere sono
quelli di trasferire ai cittadini partecipanti le basilari conoscenze sul consumo eco-sostenibile, finché acquisiscano sempre più, la consapevolezza necessaria per
determinare comportamenti responsabili.
Attraverso messaggi chiari, semplici e diretti, intendiamo convincere i nostri interlocutori che i rifiuti, e la ricaduta che essi hanno sull’ambiente, determinano un
pesante condizionamento della qualità della vita, come
l’attualità dimostra in molte grandi città.
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Rispetto allo scorso progetto, tuttavia, vogliamo fare
uno specifico riferimento alle problematiche costituite
dall’eccessiva produzione di rifiuti, evitabile, solo con una
maggiore attenzione dei consumatori nel momento degli
acquisti.
Per questa ragione coinvolgeremo nel nostro agire progettuale, tutti i soggetti, pubblici e privati, che intervengono, direttamente o no, nella progettazione del
“Packaging”, che è il contenitore, l’imballaggio del prodotto
acquistato che finirà inevitabilmente nella spazzatura.
Un Paese che annega nei rifiuti deve avere la capacità di
ridurre al minimo il costo ambientale del “super-imballaggio” attraverso buone leggi e buone pratiche.
Carta, cartone, plastica e polistirolo finiscono direttamente nella pattumiera trasformandosi in rifiuti non sempre facili da riciclare e smaltire. I dati in nostro possesso
dicono che le quantità di rifiuti prodotte in Italia negli ultimi dieci anni sono cresciute costantemente, disattendendo clamorosamente il principio comunitario delle 4 R
che ispira il nome al nostro progetto.
Siamo, ancor più convinti, che il problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani non si risolva solo con il reperimento di risorse economiche, iniziative sperimentali e
temporanee, o la ricerca di nuovi strumenti tecnologici più
o meno compatibili con l’ambiente.
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Tuttavia, è del tutto evidente che, per raggiungere gli
scopi progettuali, non possono certo bastare le iniziative
occasionali, pur animate da ottimi propositi. Occorre il
massimo impegno di tutte le parti per stimolare lo scambio delle esperienze e le buone pratiche tra gli enti competenti.
Noi daremo il nostro contributo finché questa
tendenza esaurisca la sua curva negativa e possa
darsi inizio a una fase virtuosa in termini di sostenibilità ambientale.
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Nome _____________________________________
Cognome __________________________________
Indirizzo ___________________________________
Numero di telefono_________________________
Descrivi la tua foto__________________________
____________________________________________
____________________________________________
____________________________________________
Partecipa al concorso “Imballaggio Sprecone”! Istruzioni:
1) Fotografa l'imballaggio più assurdo e descrivilo in due
righe.
2) Aggiungi i tuoi dati.
3) Spedisci la scheda a: Adoc Sicilia, via E.Albanese n. 92
90139 Palermo
4) Il 1° classificato verrà eletto "Imballaggio sprecone” e
premiato.
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Note
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LOST WORLD
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è il videogioco per PC ispirato al progetto.
Aiuta anche tu la protagonista a ritrovare la sorella scomparsa,
in un futuro alternativo, dove i rifiuti hanno cancellato la precedente civiltà.
Nel CD troverete tutte le istruzioni ed i consigli per intraprendere al meglio la vostra avventura.
Qui sotto in allegato la mappa di “Lost World” con le mete
principali della storia.
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Le associazioni che hanno aderito al progetto:
ADOC SICILIA
Via E. Albanese, 92
90139 - Palermo (PA)
Tel. 091-589322 Fax 091-6110092
e-mail: [email protected]
LEGAMBIENTE SICILIA
Via Tripoli, 3
90138 - Palermo (PA)
Tel. 091- 301663 Fax 091- 6264139
e-mail: [email protected]
Movimento Difesa del Cittadino SICILIA
Via Bari, 52
90133 - Palermo (PA)
Tel. 091- 6629061 Fax 091- 6264139
e-mail: [email protected]
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SICILIA CONSUMATORI
Via G. Bonanno, 122
90143 - Palermo (PA)
Tel. 091-324544 Fax 091-333345
e-mail: [email protected]
UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI (SICILIA)
Via Imera, 85
92100 - Agrigento (Ag)
Tel. e Fax 0922 - 402890
e-mail: [email protected]
FEDERCONSUMATORI SICILIA
Via Roma, 72
90133 - Palermo (PA)
Tel. 091-6173434 Fax 091-6162937
e-mail: [email protected]
ADICONSUM SICILIA
Via Notarbartolo, 5
90145 - Palermo (PA)
Tel. 091- 307761 Fax 091- 6162937
e-mail: [email protected]
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SOMMARIO
Prefazione . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
Il Rifiuto . . . . . . . . . . . . . . 7
Chi ben incomincia...inizia con 4 R . . . . . 10
Più prevenzione meno smaltimento . . . . . . 12
Ridiuta il Rifiuto! . . . . . . . . . . . . . . . 14
Riduzione dei rifiuti... cosa posso fare? . . . . . . . 18
Sai come “fare la differenza”? . . . . . . . 20
Il ruolo dei cittadini - consumatori . . . . . . 22
Com’è ingombrante questo rifiuto! . . . . . 28
Più ti conosco e meglio ti butto . . . . . . . 30
E, infine, c’è la discarica . . . . . . . 34
Differenzio i rifiuti e salvo il clima . . . . . 36
Postfazione . . . . . . . . . . . 38
Scheda Concorso “Imballaggio Sprecone” . . . . . 41
Lost World: La mappa del videogioco ispirato al progetto . . . 43
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Attraverso poche azioni quotidiane, è possibile
risparmiare all’atmosfera fino a 200 kg di CO2,
differenziando e avviando al riciclo circa 200 kg
di spazzatura, pari al 40% dei nostri rifiuti
prodotti in un anno.
Ricorda che un acquisto, per essere
davvero sostenibile, deve: essere necessario, durevole, fatto con materiale
riciclato, avere l’imballaggio necessario, favorire
il risparmio energetico, essere biologico, "equo
e solidale", prodotto localmente, senza sfruttamento dei lavoratori.
Scarica

Differenziati Completo