FNP LOMBARDIA PENSIONATI LOMBARDIA Una nuova speranza per le persone non autosufficienti e le loro famiglie: Meno sole Più tutelate Meglio assistite Commento articolato all’accordo sottoscritto il 3 novembre 2009 tra la Regione Lombardia e CGIL CISL UIL, SPI FNP UILP Lombardia. finito di stampare dicembre 2009 IL COMMENTO Commento articolato all’accordo sottoscritto il 3 novembre 2009 tra la Regione Lombardia e CGIL CISL UIL, SPI FNP UILP Lombardia “VERBALE DI ACCORDO TRA: IL PRESIDENTE DELLA REGIONE LOMBARDIA, L’ASSESSORE REGIONALE ALLA FAMIGLIA E SOLIDARIETÀ SOCIALE E CGIL, CISL, UIL LOMBARDIA E SPI CGIL, FNP CISL E UILP UIL LOMBARDIA” 3 Il fatto che il Presidente della Lombardia abbia personalmente voluto sottoscrivere l’accordo, insieme all’Assessore alla Famiglia e Solidarietà Sociale, sta a significare la grande rilevanza che Regione Lombardia gli attribuisce e costituisce la garanzia politica, al massimo livello possibile, affinché gli impegni assunti dalla Regione con l’accordo siano esigiti e onorati. La firma dei segretari generali di CGIL CISL UIL e SPI FNP e UILP, oltre che dei segretari regionali delle confederazioni IL TESTO lombarde e dei pensionati con delega al socio-sanitario, conferma l’importanza politica dell’accordo e sancisce quanto il risultato raggiunto sia frutto della proficua sinergia realizzata tra le confederazioni e i pensionati di CGIL CISL e UIL. “Il confronto si è svolto sulla base delle richieste sindacali contenute nella piattaforma elaborata da SPI, FNP e UILP e nel Documento sindacale unitario del 9 settembre 2009” L’accordo riconosce che il confronto, che ha portato all’intesa, è nato e si è sviluppato a seguito dell’iniziativa assunta dal sindacato, con la piattaforma dei pensionati lombardi presentata nel novembre 2008 e si è svolto sulle materie e questioni contenute nella bozza di intesa predisposta dal sindacato e proposta alla Regione il 9 settembre 2009, facendo entrare il negoziato nella sua fase stringente e conclusiva. “Il confronto aveva per oggetto LA DEFINIZIONE DELLE AZIONI Il Confronto e l’accordo che l’ha concluso, hanno come 4 IL COMMENTO DA INTRAPRENDERE IN TEMA DI NON AUTOSUFFICIENZA.” tema la condizione, i problemi, le tutele e le risposte alle persone, anziane e non, che, per diverse ragioni, si vengono a trovare in una situazione di non autosufficienza, nonché il sostegno alle loro famiglie. “Si è partiti dai principi contenuti nella legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario”, in tema di integrazione sociosanitaria, presa in carico della persona e personalizzazione delle prestazioni, e, in particolare, dall’articolo 17 che dispone: il piano sociosanitario regionale definisce le modalità di attuazione del sistema integrato degli interventi e dei servizi per la non autosufficienza e ne individua le risorse, anche mediante l’istituzione di un apposito fondo. Il fondo a favore delle persone non autosufficienti di cui al comma 3, ha il fine di favorire l’autonomia e la vita indipen- Il confronto e l’accordo traggono origine dalla necessità condivisa di dare piena attuazione alle norme contenute nella Legge regionale n.3 del 2008 e, in particolare, a quanto previsto dall’art. 17, dedicato specificatamente alla non autosufficienza. L’accordo sancisce perciò la volontà di Regione Lombardia di attuare le previsioni della Legge partendo dalla relazione primaria e specifica con CGIL CISL UIL e SPI FNP e UILP, attraverso il Tavolo Permanente di confronto istituito dall’intesa e non solo nei “tavoli istituzionali” previsti dalla L.R. n.3, ai quali 5 IL TESTO dente e di sostenerle mediante l’assistenza domiciliare ed altre forme di intervento tra cui il ricovero in strutture residenziali e semiresidenziali. Al fondo concorre la Regione anche con risorse proprie.” partecipano ASL, ASP, ANCI, UPL e soggetti del Terzo Settore, oltre CGIL CISL UIL e SPI FNP UILP “Regione Lombardia nell’ultimo decennio ha realizzato una profonda revisione del sistema di welfare attraverso una nuova programmazione ed il riordino complessivo dei servizi e delle strutture, sia della rete sociale che di quella socio-sanitaria. Tale riforma è stata sostenuta con significativo incremento dei finanziamenti per tali aree ai fini del potenziamento quali-quantitativo dell’offerta e degli interventi domiciliari, ambulatoriali, diurni, semiresidenziali e residenziali in risposta ai bisogni dei cittadini, avendo cura in particolare delle persone in condizione di fragilità e di non autosufficienza.” L’accordo riconosce il lavoro e le azioni svolte dalla Regione negli scorsi anni per riformare il sistema di welfare lombardo e i connessi impegni economici che sono stati assunti e messi in campo al riguardo. 6 IL COMMENTO “Le tabelle allegate delineano una sintesi dei dati maggiormente significativi che rappresentano il quadro regionale dell’offerta e dei finanziamenti del sistema socio-sanitario e del sistema sociale nell’anno 2008.” Per una verifica delle considerazioni contenute nel punto precedente, all’accordo sono allegate alcune tabelle contenenti i numeri relativi agli interventi posti in essere fino alla fine del 2008. “Allo scopo di sviluppare e incrementare ulteriormente gli interventi in tema di non autosufficienza, Regione Lombardia si impegna, in base alle risorse indicate nel presente accordo e a quelle che si renderanno disponibili, in rapporto anche ai fondi che lo Stato assegnerà alla nostra Regione ed in accordo con gli enti locali, a:” Regione Lombardia tuttavia riconosce (e perciò conviene con il sindacato) che occorra sviluppare e incrementare ulteriormente gli interventi sin qui realizzati per la non autosufficienza. Per questo sono stanziate le iniziali risorse aggiuntive previste dall’accordo ma si destineranno ulteriori risorse, anche a seguito degli accordi in Conferenza Stato-Regioni. Regione Lombardia si impegna a mettere in campo le azioni, previste dall’intesa sindacale, in accordo con gli enti locali che svolgono un ruolo primario, riconosciutogli dalla legge, nell’ambito della rete di interventi legati all’assistenza. 7 IL TESTO “migliorare, a livello distrettuale, sia sul piano qualitativo che quantitativo, le attività del servizio socio-sanitario di assistenza domiciliare integrata e del servizio sociale di assistenza domiciliare, in stretta collaborazione con gli enti locali, attraverso l’incremento dei titoli sociali e sociosanitari, incrementando le attuali percentuali di popolazione destinataria di tali interventi.” Si risponde alle richieste sindacali di: • intervenire in ogni distretto; • migliorare la quantità ma anche (e soprattutto) la qualità dei servizi di assistenza domiciliare integrata e dell’assistenza sociale domiciliare; • attuare una stretta collaborazione tra Regione e Comuni; • aumentare l’attuale budget di erogazione dei titoli sociali e sociosanitari; • accrescere il numero delle persone che beneficiano di tutti gli interventi sopradescritti. “A questo fine, in ogni ambito distrettuale, entro il prossimo biennio sarà organizzato almeno un servizio per le prestazioni di assistenza domiciliare, secondo criteri di integrazione e continuità assistenziale, in grado di assicurare alla persona non autosufficiente la risposta più È uno dei punti più significativi dell’accordo: la tanto invocata questione dei c.d. “punti unici di accesso” trova qui una risposta particolarmente esaustiva e articolata, con la previsione e l’impegno a realizzare, in tutti i distretti della regione, entro un tempo 8 IL COMMENTO adeguata e completa, sulla base di una stretta sinergia tra Asl e Comuni;” definito, almeno un servizio di assistenza integrata e continua, prevedendo la necessaria e forte sinergia tra le ASL e i Comuni. “Questo servizio: • raccoglie le richieste sia dei diretti interessati/famiglie, sia le segnalazioni dai servizi presenti sul territorio e fornisce le informazioni e conoscenze necessarie • a supporto ed in accordo con la famiglia, dispone, coordina e verifica l’effettiva attivazione di SAD, ADI, erogazione di voucher sociale e sociosanitario, buono sociale, assistente familiare, centro diurno integrato, erogazione dei presidi e ausili, realizzando pacchetti integrati personalizzati di prestazioni; • compila ed aggiorna il piano assistenziale individuale (PAI) relativamente ai pacchetti personalizzati di prestazioni domiciliari; L’accordo si preoccupa di specificare e dettagliare l’insieme dei compiti e delle funzioni a cui questo servizio integrato distrettuale dovrà assolvere per realizzare una vera funzione di accompagnamento e tutela, personalizzati e coordinati, della persona destinataria degli interventi, nonché di supporto costante e sollecito alla famiglia. Il servizio di assistenza integrata diventa perciò, in ogni distretto, il fulcro della rete di tutti i servizi sociosanitari-assistenziali operanti sul territorio per la non autosufficienza. 9 IL TESTO • orienta l’eventuale scelta del tipo di struttura (sia essa residenziale o no) e si coordina con la “struttura intermedia” per gestione di casi complessi che non hanno immediata soluzione (dimissioni ospedaliere, aggravamenti a domicilio, ecc.); • si interfaccia con le strutture sanitarie per facilitare i percorsi necessari alla diagnosi e terapia anche in ambito specialistico e con la struttura dell’ASL di riferimento per la non autosufficienza e la fragilità, anche con riferimento all’accesso e all’utilizzo dei posti letto in via sperimentale per le cure intermedie; • promuove l’attivazione degli interventi complementari a sostegno della domiciliarità.” “sviluppare, ampliare e facilitare progressivamente la fruizione dei Centri Diurni Integrati” Il paragrafo contenuto nell’accordo, che si rifà a uno dei punti rivendicati 10 IL COMMENTO dalla Piattaforma sindacale, indica l’obiettivo, non solo di sviluppare ulteriormente l’offerta dei CDI, sia quantitativa che qualitativa, ma di organizzarla in modo che sia più facile di oggi fruirne per gli assistiti ( ad es. orari e trasporto ) “incrementare, in una azione coordinata con l’Assessorato Regionale alla Sanità, l’utilizzo del fondo sanitario per estendere e assicurare interventi di cura e assistenza nei confronti dei soggetti non autosufficienti, prevedendo la creazione nei diversi territori della regione di aree di cure intermedie, a totale carico del S.S.R.” 11 È questo un altro dei punticardine dell’accordo: viene espressa in modo chiaro (finalmente) la volontà di utilizzare progressivamente maggiori quote di risorse del fondo sanitario per realizzare in ogni territorio aree di cure intermedie con posti letto a totale carico del servizio sanitario e perciò senza compartecipazione dell’interessato e/o dei suoi familiari. Per rendere concretamente e sollecitamente possibile questo obiettivo strategico l’accordo prevede espressamente IL TESTO l’indispensabile coordinamento con l’Assessorato alla Sanità. “A tale proposito si intende perseguire l’obiettivo di sperimentare criteri omogenei per quanto riguarda i requisiti organizzativi e la relativa remunerazione.” Al fine di realizzare una rete diffusa e omogenea sul territorio lombardo di cure intermedie, viene prevista, in via sperimentale, la declinazione di criteri a cui si dovranno attenere sia l’organizzazione di questa specifica tipologia di servizi, sia le modalità con cui saranno remunerate le prestazioni “incrementare progressivamente i posti letto dedicati all’accoglienza temporanea di sollievo.” Accanto all’ assistenza domiciliare integrata e alle cure intermedie è questo, dell’accoglienza temporanea di sollievo, il terzo pilastro, rivolto particolarmente al sostegno alle famiglie, su cui dovrà lavorare, accanto agli altri temi qui previsti, il Tavolo Permanente istituito con l’accordo. È infatti uno 12 IL COMMENTO dei tre interventi a cui saranno prioritariamente indirizzate le risorse aggiuntive previste dall’accordo e quelle ulteriori che si renderanno disponibili “Sviluppare ulteriormente le risposte nei confronti delle persone affette da patologie croniche e invalidanti e delle loro famiglie, destinando maggiori risorse del fondo sanitario e del fondo sociale per un miglioramento quanti-qualitativo degli interventi di carattere residenziale e domiciliare, anche finalizzate al contenimento delle rette nelle R.S.A.” L’accordo sancisce che ulteriori, maggiori risorse, non solo del fondo sociale, ma anche del fondo sanitario, vengano finalizzate sia alla cura delle patologie croniche e invalidanti, in residenza e a domicilio, sia al contenimento delle rette. “Assumere integralmente a carico del S.S.R. i costi di cura e assistenza alle persone con patologie gravemente invalidanti, quali stati vegetativi, comi, SLA.” Questo paragrafo dell’accordo, da un lato sottolinea come i recenti interventi assunti dalla Regione in merito agli stati vegetativi, ai comi e alla sclerosi laterale amiotrofica siano avvenuti sulla base del confronto in atto, anche su queste specifiche patologie, 13 IL TESTO con il sindacato, dall’altro prevede l’impegno che ulteriori interventi consimili saranno assunti in futuro anche per altre patologie gravemente invalidanti “Sostegno alle famiglie coinvolte dalla crisi occupazionale che si prendono cura di familiari in situazione di non autosufficienza.” Questo punto dell’accordo, a cui sarà dedicato, a partire dal prossimo 26 novembre, il primo incontro del Tavolo Permanente istituito dall’intesa, prevede la concreta attuazione negoziata di uno degli impegni anticrisi assunti dal presidente Formigoni al Tavolo del Patto per lo Sviluppo con le parti sociali. “Allo scopo di rendere il più omogenea possibile sul territorio la compartecipazione alla spesa sociale dei cittadini, Regione Lombardia si impegna ad introdurre, anche con modifica della legge regionale 3/2008, criteri e modalità,a seguito di apposito Altro punto nodale e rilevante dell’accordo: l’impegno assunto da Regione Lombardia di stabilire, su scala regionale, criteri e modalità per rendere omogenea la compartecipazione dei 14 IL COMMENTO confronto con le OO.SS., che la definiscano, nel rispetto della disciplina in materia di livelli essenziali di assistenza.” cittadini lombardi alla spesa sociale, uscendo finalmente dalla situazione di ingiusta disparità oggi diffusa nei diversi territori. Ciò avverrà a seguito di un apposito confronto con il sindacato, già iniziato lo scorso 17 novembre e che porterà a un primo necessario intervento, condiviso, di modifica dell’art.8 della L.R. n.3/2008, per procedere poi, anche con l’indispensabile coinvolgimento dell’ANCI Lombardia, alla declinazione dei criteri e delle modalità attuative conseguenti. “Al fine di dare concreta e sollecita attuazione agli impegni assunti con il presente accordo Regione Lombardia incrementerà, a partire dall’anno 2010, l’attuale ammontare delle risorse dalla stessa destinate alla non autosufficienza con un ulteriore stanziamento di risorse aggiuntive pari, inizialmente, ad alme- L’accordo pone in capo alla Regione un preciso impegno finanziario, aggiuntivo a quello sostenuto sino a tutto il 2009, pari a 50 milioni di Euro. L’incremento delle risorse riguarda il 2010 e perciò è di almeno 50 milioni, poiché, essendo in corso sia la trattativa in sede di 15 IL TESTO no 50 milioni di euro, finalizzate in particolare all’incremento dei posti letto per le cure intermedie e per l’accoglienza temporanea di sollievo nonché degli interventi di ADI e SAD.” Conferenza per la suddivisione tra le regioni delle risorse statali del Patto per la Salute, sia quella tra gli assessorati alla sanità e alla famiglia per l’utilizzo delle risorse destinate alla Lombardia, già entro la fine di quest’anno, in concomitanza con la finanziaria regionale, il Tavolo Permanente, previsto al punto successivo dell’accordo, verificherà la possibilità che lo stanziamento possa essere anche maggiore dei 50 milioni già decisi. Comunque, tale stanziamento aggiuntivo è, per l’accordo, da intendersi solo iniziale, in quanto lo stesso accordo prevede poi che il Tavolo permanente quantifichi via via le ulteriori risorse necessarie per dare attuazione agli interventi già sanciti e a quelli che si individueranno in futuro. “Allo scopo di fissare gli obiettivi di incremento dei posti letto per È questo, senza dubbio, il punto dell’accordo 16 IL COMMENTO le cure intermedie e per l’accoglienza temporanea di sollievo, determinare le percentuali di incremento della popolazione destinataria degli interventi di ADI e SAD, monitorare le modalità e lo stato di attuazione delle azioni previste dalla presente intesa, Regione Lombardia attiverà con le organizzazioni sindacali entro il corrente mese di novembre un Tavolo di lavoro permanente che sarà anche finalizzato:” politicamente e strategicamente più importante: con l’istituzione del TAVOLO PERMANENTE con CGIL CISL UIL, SPI FNP UILP la Regione riconosce formalmente al sindacato confederale, in campo sociosanitario, un ruolo primario e specifico, in forza della sua funzione sociale, della sua diffusione e azione sul territorio e della sua grande rappresentatività. A questo tavolo spetterà il compito di dettagliare progressivamente gli obiettivi e le azioni contenute nell’intesa e di monitorarne il grado di attuazione. “all’istituzione di un apposito fondo, così come previsto dall’articolo 17 della l.r. 3/2008, a favore delle persone non autosufficienti per favorire l’autonomia e la vita indipendente e sostenerle mediante l’assistenza domiciliare e altre forme di intervento tra cui Non solo, il tavolo avrà anche il compito di istituire (anche qui: finalmente! ) il FONDO REGIONALE per la non autosufficienza, primaria rivendicazione del sindacato confederale, a partire dalle categorie dei pensionati. 17 IL TESTO il ricovero in strutture residenziali e semiresidenziali e il sostegno alle famiglie;” “alla destinazione delle ulteriori risorse aggiuntive che si rendessero necessarie per dare progressiva e piena attuazione alle azioni previste dal presente accordo e a quelle che si determineranno nel proseguo del confronto;” E ancora: al tavolo si discuterà della quantità e della finalizzazione delle ulteriori risorse, aggiuntive all’iniziale stanziamento di almeno 50 milioni previsto dall’accordo, non solo per realizzare gli impegni sottoscritti nell’intesa, ma anche quelli che si condividerà in futuro essere necessari e opportuni. “alla verifica congiunta del raggiungimento, nelle singole Asl e nei Distretti, degli obiettivi previsti nella d.g.r. 8243 del 22/10/2008 e nelle dd.g.r. 9151 e 9152 del 30/3/2009.” Il Tavolo sarà infine dedicato a una azione di verifica dell’attuazione di tre recenti e importanti delibere della Giunta Regionale in ambito socio-sanitario. “Viene sin da ora convocato entro novembre un primo incontro finalizzato ad approfondire e a definire quanto stabilito nel do- A testimonianza che la volontà espressa dalle parti è verace, concreta e operativa, il primo incontro del tavolo (già 18 IL COMMENTO cumento finale del Patto dello Sviluppo relativo ai servizi di assistenza domiciliare per anziani e persone non autosufficienti.” 19 convocato per il 26 novembre) sarà dedicato da subito a definire criteri e modalità del sostegno economico alle famiglie dei lavoratori colpiti dalla crisi che hanno in carico persone non autosufficienti. IL DOCUMENTO 20 IL DOCUMENTO 21 IL DOCUMENTO 22 IL DOCUMENTO 23 IL DOCUMENTO 24 IL DOCUMENTO 25 IL DOCUMENTO 26 IL DOCUMENTO 27 IL DOCUMENTO 28 IL DOCUMENTO 29 IL DOCUMENTO 30 IL DOCUMENTO 31 IL DOCUMENTO 32 IL DOCUMENTO 33 IL DOCUMENTO 34 note www.graficagenovese.it CISL LOMBARDIA Viale Italia, 2 - 20099 Sesto San Giovanni - Milano tel. 02.241.0111 - fax 02.241.011.604 [email protected] - www.lombardia.cisl.it FNP-CISL LOMBARDIA Viale Italia, 2 - 20099 Sesto San Giovanni - Milano tel. 02.241.011.700 - fax 02.241.011.710 [email protected] - www.fnplombardia.cisl.it