Comune di Casalecchio di Reno
Nido d’infanzia “B. Zebri”
Il sonno
Partecipazione e condivisione di problematiche
legate a questo delicato momento.
Documentazione del progetto di lavoro del collettivo.
A cura di: Valeria Arpi
Arpi
Maggio 2004
Presentazione
La documentazione che vi presentiamo si riferisce ad un progetto sul sonno.
Questo lavoro si è svolto nel corso dell’anno scolastico 2003/2004 a partire dal
mese di dicembre ed è proseguito fino al mese di maggio. In tale progetto sono
stati coinvolti gli adulti che lavorano al nido (educatori, operatori), i bambini che
usufruiscono del servizio e i genitori dei bambini stessi. Esso si è svolto in tre fasi
distinte: riunioni di collettivo suddivise in: incontri operativi in cui è stato ricostruito il
libro di Palù destinato ai bambini come regalo di Natale, incontri di
approfondimento sul tema del sonno all’asilo nido (contesto, tempi, modalità,
atteggiamenti), progetto con i bambini sull’orsetto Palù che ha difficoltà a dormire,
riunioni con i genitori e l’aiuto di un esperto sui problemi che la famiglia incontra in
questo delicato momento.
La motivazione di questa nostra scelta è scaturita dalle difficoltà espresse dai
genitori, emerse in sede di colloquio, riguardo tale argomento specifico. Il nostro
intento è stato quello di mettere in discussione le nostre modalità d’intervento nel
momento del sonno, per poi cercare insieme alla famiglia una linea comune.
La documentazione è stata realizzata nell’ambito del corso d’aggiornamento La
documentazione nei servizi educativi, tenuto dalla docente M. Maselli, ed è
destinata ad interlocutori istituzionali (responsabili pedagogici, amministratori)
quale rendicontazione, verifica, conoscenza.
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Premessa
Nell’ottica di proseguire ed approfondire il tema affrontato lo scorso anno
scolastico (accoglienza), ci siamo interrogate su come il nido possa e debba offrire
una varietà di supporti scritti, funzionali all’accoglienza e informazione, orientati alla
partecipazione e alla condivisione con i genitori, che nel loro insieme definiscono
una dinamica di scambio aperta e flessibile.
Il nostro collettivo ritiene che soprattutto la comunicazione verbale e quotidiana
possa avvicinare il genitore alla comprensione della dimensione educativa delle
attività che si svolgono al nido, ma che anche il supporto scritto e la
documentazione possano essere altrettanto utili per favorire il loro coinvolgimento
attorno ai piccoli fatti della vita al nido.
Ci si attiva per fornire un’importante sostegno alla condivisione dell’esperienza,
quindi se da un lato abbiamo lavorato sulle diverse modalità di scrittura utili ad
estendere il livello informativo delle comunicazioni, dall’altra abbiamo voluto
realizzare una partecipazione del genitore più coinvolgente e significativa alla vita
del nido.
Di solito le attività sono conosciute e valutate soprattutto per i risultati prodotti, e
molto meno per il processo cognitivo realizzato e per i suoi significati emotivi e
relazionali.
Il collettivo desidera porre l’accento proprio su questi ultimi, che non solo sono
legati a progetti particolari, ma anche a una quotidianità che ha bisogno di essere
ricordata e valorizzata per comprenderne la sua validità educativa.
La scelta è stata quella di riflettere, ripensare e discutere modalità d’intervento nel
momento del sonno, difficoltà emerse anche in sede di colloquio con i genitori, al
fine di concordare una linea comune d’approccio e mediazione.
Tutte noi educatrici conosciamo bene l’importanza dei momenti di routines, di cui il
sonno fa parte, le numerose implicazioni psicologiche che questa circostanza
richiama alla mente del bambino, le paure che possono rendere difficoltoso il
distacco fra veglia e sonno.
IL SONNO: UN’ESPERIENZA COMPLESSA ANCHE NELLE FAMIGLIE
Anche in famiglia il momento del sonno è spesso vissuto in modo conflittuale, ed è
motivo di crisi all’interno della coppia.
Il rituale di mettere a letto i bambini è carico di valenze sociali ed affettive, ed è un
impegno più complesso che rispondere al bisogno fisiologico di dormire.
Andare a dormire, non è qualcosa che i bambini fanno da soli e che gli adulti
conducono da soli.
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E’un evento complesso, intessuto di scambi affettivi molto intensi; gli adulti e i
bambini alternano momenti di tenerezza e momenti di ostilità, si fanno concessioni
e s’impuntano, si aiutano e si ostacolano, patteggiano fino ad essere esausti, tanto
che, tutto l’ambiente in cui ciò si verifica, e le altre persone vengono, anche senza
volerlo, direttamente o indirettamente coinvolte.
Nelle famiglie con bambini piccoli, la sera è un momento in cui si accavallano
esigenze spesso contrastanti: i genitori cercano di liberarsi dalle pressioni del
mondo esterno, di occuparsi delle incombenze domestiche, e molti di loro sono
ansiosi di dare proprio allora il meglio di sé ai propri figli, di offrire “cure competenti”
e avere con loro “scambi significativi”.
Succede che le aspettative siano molto alte, e che sia alto anche l’investimento
emotivo.
Tutto questo dipende dall’immagine dei bisogni del bambino che i genitori si sono
costruiti, a quale pensano sia il comportamento ideale tra adulti e bambini perché
questi crescano bene.
I genitori una volta preparato il bambino e prestate tutte le cure che si ritengono
giuste, vorrebbero metterlo a letto presto (“fa bene alla salute”) e, se possibile,
rapidamente per non prolungare il rituale in modo estenuante.
Aspirerebbero così ad avere un po’ di tempo per sé, per fare quello che occorre e
completare la giornata.
I bambini dal canto loro, anche se sono stanchi, per potersi abbandonare al sonno
hanno bisogno di essere rassicurati dall’affetto degli adulti, e di poter contare sulla
loro presenza anche quando chiuderanno gli occhi e perderanno il controllo della
situazione.
Per questo tendono a prolungare la vicinanza della mamma, del papà o
dell’adulto che gli sta vicino, con cento richieste e piccoli espedienti.
Oltre a tutto, proprio quando vanno a letto, altre paure, che fanno parte dello
sviluppo infantile, si fanno sentire di più.
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Il sonno
Partecipazione e condivisione di problematiche legate a questo
delicato momento.
OBIETTIVI
Acquisizione da parte del gruppo, attraverso una riflessione collettiva, di
modalità e atteggiamenti comuni e ricorrenti, improntati ad una maggior
collaborazione reciproca.
Fornire al genitore maggior sostegno verbale e scritto, per una massima
condivisione dell’esperienza al nido del bambino.
Le difficoltà espresse dai genitori nei colloqui riguardanti il sonno sono state prese
in considerazione dal nostro collettivo ed è emerso il bisogno di confrontarsi con
l’altro, inteso come collega, bambino, genitore.
Il progetto si svolge quindi su tre piani diversi:
• Riunioni di collettivo (educatori ed operatori)
- In continuità con il progetto sull’accoglienza, la nostra finalità è di
riorganizzare i momenti di routines (pasto, cambio, sonno). La scelta
condivisa è stata quella di riflettere, ripensare e discutere prassi e procedure
d’intervento rispetto al momento del sonno, al fine di concordare una linea
collettiva d’approccio, in una circostanza particolarmente delicata perché
deve rispondere il più possibile alle esigenze di ogni bambino, portatore delle
proprie diversità.
Gli incontri di collettivo previsti su questo tema sono stati cinque: due
dedicati alla costruzione del libro di Palù da regalare ai bambini in occasione
del Natale, due riguardanti argomenti specifici: lo spazio e l’organizzazione
(contesto, arredo tempi, modalità), la relazione (comportamenti,
atteggiamenti), l’ultimo di verifica, in cui è stato anche formulato il
questionario da distribuire ai genitori al termine degli incontri previsti.
Tutto ciò diventa ancora più rilevante perché nel nostro asilo nido il
dormitorio è in comune con tutte le sezioni, occorre quindi accordo, spirito
di collaborazione e unità d’intenti.
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• Progetto didattico con i bambini.
- L’idea del progetto è nata dalla festa di Natale. In tale occasione, Babbo
Natale ha portato ai bambini il libro dell’orsetto Palù nel quale si raccontano
le difficoltà del protagonista nel momento di andare a dormire.
Accluso al libro il pupazzo di Palù.
Obiettivi generali per tutte le sezioni sono:
Strutturazione di atteggiamenti ricorrenti per preparare il bambino al
momento del sonno.
Massima rassicurazione nel passaggio tra veglia e sonno
L’itinerario didattico si è svolto in varie fasi, tenendo conto dell’età dei
bambini:
- Lettura del libro e conoscenza dell’orsetto Palù;
- Stimolo a riconoscere i personaggi della storia;
- Narrazione animata della storia.
Il progetto si è svolto con i bambini nel mese di marzo, in ogni sezione a
piccoli gruppi modificando le attività previste secondo l’età. Prima di andare a
dormire si è instaurata l’abitudine di andare tutti insieme sul tappeto,
ascoltare una musica rilassante e distribuire gli oggetti a loro cari per dormire.
• Incontri con i genitori.
- Sono state organizzate due riunioni con tutti i genitori, con la presenza di un
esperto. Il primo incontro riguardava nello specifico il momento del sonno:
sono stati distribuiti fascicoli, frutto di una ricerca di collettivo, che trattano le
difficoltà che spesso nascono in famiglia in questo momento. Il secondo
incontro voleva essere una conferma che il nostro sforzo era stato utile e
proficuo per i genitori, anche con l’apporto del materiale distribuito. In
questo spazio i genitori si sono potuti confrontare con altri e condividere,
socializzare, mettere in comune punti di vista, dubbi, incertezze, ansie e
preoccupazioni relative alle difficoltà incontrate con i propri figli, e rassicurarsi
sulle proprie competenze genitoriali. Hanno potuto trovare un ascolto, una
comprensione, un sostegno attraverso qualcuno che sa leggere e “dare
parola” a quanto accade al bambino e al genitore, restituendo loro senso e
normalità agli eventi della crescita.
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VERIFICA
Incontro di collettivo, al termine del progetto, in cui è stata valutata, con relativo
verbale, l’avvenuta o meno acquisizione da parte del gruppo di atteggiamenti e
modalità comuni.
Confronto in sede di collettivo sulla ricaduta del progetto di Palù nei confronti
dei bambini rispetto a: richieste di lettura del libro, maggiore tranquillità nella
camera da letto, uso del pupazzo Palù per dormire.
E’ stato fatto un secondo incontro con i genitori durante il quale ci siamo rese
conto se questa nostra iniziativa avesse avuto riscontro positivo da parte loro, e
se fossero stati consultati i materiali distribuiti. Al termine è stato consegnato un
questionario in cui veniva richiesto ai genitori un parere sulla validità di questa
proposta.
Per verificare se gli obiettivi che ci siamo proposti siano stati raggiunti abbiamo
individuato tre tipi d’indicatori: numerici, di qualità, di risultato.
Indicatori numerici:
•
•
•
•
Incontri di collettivo n° 5 (2 costruzione libro Palù, 2 confronto, 1 verifica).
Partecipanti ai collettivi n° 14 (educatori, operatori).
Incontri genitori n° 2 (1 informativo, 1 verifica).
Genitori partecipanti n° 25
Indicatori di qualita’:
• Comunicazione/confronto nel gruppo operatori, (verbali dei collettivi).
• Comunicazione/confronto tra esperto e operatori con i genitori. (verbale
assemblee).
• Comunicazione/confronto tra i genitori.
Indicatori di risultato:
• Per gli operatori: collettivi realizzati.
• Per i genitori: incontri effettuati, opuscolo informativo, dispense, questionario,
sondaggi.
• Per i bambini: realizzazione del libro “ Mi aiuti a fare la nanna”.
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Il contesto, gli strumenti, i supporti.
Due parole sulla realtà specifica del servizio in cui tale esperienza si è svolta.
L’asilo nido comunale “B. Zebri” si trova a Casalecchio di Reno nel quartiere Croce,
ed è composto nell’anno scolastico 2003-2004 di quattro sezioni così formate: una
di lattanti con dodici bambini, tre educatrici, un’operatrice scolastica; due di medi
con dodici bambini, due educatrici ed una operatrice per sezione; una di grandi
con sedici bambini, due educatrici ed una operatrice. Nell’organico del personale
sono inoltre presenti tre educatrici part-time: una di ruolo in appoggio nelle sezioni
dei più piccoli, due ad incarico annuale con funzioni di supplenti, la cuoca e l’aiuto
cuoca (part-time) in cucina. Gli utenti del servizio sono famiglie che lavorano, ma in
generale non vi sono particolari situazioni di forte disagio economico. Sono
presenti cinque famiglie straniere: due provenienti dalle Filippine, una dal Marocco,
una dalla Romania, una dalla Gran Bretagna.
Di questo progetto sull’argomento del sonno si vuole documentare e mettere in
risalto in modo specifico lo sforzo di operare insieme compiuto dal collettivo, visto
che in tale lavoro sono state previste due fasi importanti: riflessione e confronto di
atteggiamenti e modalità e incontri con i genitori. Infatti, queste attività hanno
comportato prima di tutto accordo sulla suddivisione del lavoro da svolgere, vedi:
allestimento del libro di Palù, verbali dei collettivi di confronto, ricerca del materiale
per il fascicolo da distribuire ai genitori, progettazione grafica del biglietto d’invito
all’assemblea sul sonno, disponibilità a svolgere il sondaggio sull’orario più gradito
ai genitori per l’incontro, collaborazione da parte delle operatrici e della cuoca a
organizzare un piccolo buffet per accogliere i genitori, oltre ovviamente alla
partecipazione attiva e costruttiva alla discussione nel momento di collettivo e
durante le riunioni con i genitori.
La stesura dei verbali nasce dall’esigenza di attribuire una valenza logica e
produttiva alla discussione svolta, con conclusioni d’impegni assunti che possano
essere facilmente consultabili anche in momenti successivi.
La scelta di produrre tali verbali come documentazione quindi, vuole essere una
testimonianza del percorso del collettivo come gruppo, comprese le difficoltà e le
discordanze che a volte possono sorgere, ed una memoria delle decisioni assunte.
Per quello che riguarda il lavoro con i bambini, sono stati usati il libro di Palù e
l’orsetto di peluche, che tutti i bambini già conoscevano perché l’avevano ricevuto
come regalo da Babbo Natale.
Negli incontri con i genitori ci siamo avvalse del fascicolo sul sonno, redatto dal
collettivo con la collaborazione del centro di documentazione pedagogico, a loro
distribuito a fine riunione.
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I verbali
I verbali dei collettivi sono prodotti come documentazione perché riguardano la
qualità del progetto sul sonno, l’obiettivo è di raggiungere attraverso la discussione
ed il confronto atteggiamenti comuni.
Inoltre il fatto di chiarire per iscritto le decisioni assunte è di supporto al gruppo per
il conseguimento degli intenti proposti.
Tenendo conto dei committenti cui questa documentazione è rivolta (istituzionali),
la stesura dei verbali evidenzia l’impegno dei componenti del collettivo poiché è
parte dei compiti che ognuna di noi si è assunta, nell’ambito della realizzazione del
progetto.
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Verbale del collettivo svolto nel mese di ottobre 2003, in cui si è decisa la
progettazione del libro di Palù e l’argomento del nostro progetto per l’anno
scolastico in corso, prendendo spunto anche dal regalo che Babbo Natale porterà
ai bambini.
Nido d’infanzia “B. Zebri”
Comune di Casalecchio di Reno
Collettivo del: 27-10-2003
Componenti presenti: educatrici: Patrizia Pezzoli, Antonella Fanti, Luisa Armiento,
Valeria Arpi, Elisabetta Tomesani, Graziella Melotti, Valeria Cavicchioli, Anna
Gualandi, Elisabetta Masetti (part-time). Operatrici: Paola Degli Esposti, Lilia Mazzoni,
Cristina Bertoncelli, Germana Busi, Teresa Belletti (cuoca).
Argomento trattato: organizzazione per la realizzazione e costruzione di un libro da
regalare a Natale, in relazione ad un progetto futuro.
Il collettivo ha deciso di costruire un libro da utilizzare sia al nido che a casa, nel
quale si racconta una piccola storia di un orsetto di nome Palù, che ha paura di
fare la nanna, e che con le rassicurazioni del suo papà, finalmente si addormenta.
Questo libro, insieme ad un orsetto di peluche, farà parte del regalo che Babbo
Natale porterà ai bambini. Questo materiale ci aiuterà a stabilire un rapporto di
continuità e collaborazione fra il nido e la famiglia.
Prendendo spunto da tale iniziativa, il collettivo ha scelto di realizzare un progetto
trasversale che riguardi l’argomento del sonno, problema che accomuna tutti i
bambini e che coinvolge anche la famiglia. Obiettivo del progetto far vivere ai
bambini questo momento in sintonia con i ritmi del nido e con i loro personali, per
cercare di superare quelle fatidiche paure che rendono difficoltoso il passaggio fra
veglia e sonno.
La consapevolezza di quanta importanza rivestono i momenti di routine (pasto,
cambio, sonno) nell’organizzazione del nido, ha orientato la nostra scelta di
sviluppare meglio questi argomenti con un confronto fra di noi per trovare insieme
una linea comune, che sarà anche un arricchimento personale; in questo caso
l’argomento di partenza sarà il sonno.
La finalità è quella di prendere in considerazione anche gli altri due aspetti (pasto,
cambio) in futuri progetti di nido.
La progettazione del libro è stata suddivisa in varie fasi con conseguente
suddivisione dei compiti per ognuna di noi:
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Ricostruzione del testo sintetizzato dal libro originale.
Ricalco delle immagini relative al testo.
Scrittura a mano del testo.
Progettazione grafica della copertina con immagine e testo.
Fotocopia delle pagine su cartoncino colorato.
Messa in sequenza numerica delle pagine fotocopiate su cartoncino
colorato.
- Sovrapposizione di un lucido fronte-retro al libro.
- Sistemazione del libro con legatura a spirale.
- Confezionamento del regalo di Natale consistente nel libro di Palù e relativo
orsetto di peluche.
-
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Verbale del collettivo svoltosi nel mese di Dicembre 2003 in cui è stato terminato e
confezionato il libro da noi progettato.
Nido d’infanzia “B. “Zebri”
Comune di Casalecchio di Reno
Collettivo del:
del 10-12-2003
Componenti presenti: educatrici: Anna Gualandi, Valeria Cavicchioli, Elisabetta
Masetti (part-time), Graziella Melotti, Elisabetta Tomesani, Valeria Arpi, Luisa
Armiento, Patrizia Pezzoli, Antonella Fanti. Operatrici: Paola Degli Esposti, Lilia
Mazzoni, Cristina Bertoncelli, Busi Germana, Teresa Belletti (cuoca).
Argomento trattato: fase esecutiva della costruzione del libro di Palù e
confezionamento del regalo di Natale.
In questo collettivo di lavoro, tutto il personale del nido, ha partecipato alle fasi finali
dell’assemblamento delle pagine in sequenza e confezionato il regalo di Natale.
Nelle diverse fasi di realizzazione ci siamo avvalse della collaborazione esterna del
centro fotocopie del comune che ci ha fornito sia le risorse (cartoncini colorati,
fotocopie, lucidi, rilegatura a spirale), sia gli strumenti occorrenti (fotocopiatrice,
rilegatrice). La progettazione grafica della copertina è stata realizzata con computer
personale non essendo il nido in possesso di tale strumento.
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Primo verbale del collettivo di confronto tra educatori ed operatori sulle prassi e
procedure d’intervento sul sonno al nido, riguardante in modo specifico lo spazio e
l’organizzazione (contesto, arredo, tempi, modalità).
Nido d’infanzia “B. Zebri”
Comune di Casalecchio di Reno
Collettivo del: 15-03-2004
Componenti presenti: educatrici: Valeria Cavicchioli, Anna Gualandi, Elisabetta
Tomesani, Luisa Armiento, Valeria Arpi, Antonella Fanti, Elisabetta Masetti, (parttime), operatrici: Paola Degli Esposti, Germana Busi, Cristina Bertoncelli, Lilia
Mazzoni, Teresa Belletti (cuoca).
Argomento trattato: lo spazio e l’organizzazione del sonno.
Partendo dalla rilettura del progetto sul sonno sono emerse riflessioni e discussioni
sulla strutturazione degli spazi utilizzati per dormire, e sull’organizzazione di questo
momento. E’ stata ribadita anche per questo anno scolastico la scelta di utilizzare la
camera lattanti e la camera dei grandi come salone per attività motorie, anche per
avere un’alternativa alla sezione.
La conseguenza di tale decisione comporta la necessità di ottimizzare lo spazio a
disposizione (i bambini di tutte le sezioni dormono insieme), per questo motivo
sono state richieste le brandine, che occupano minore spazio, e saranno utilizzate
dai bambini più grandi.
Rispetto all’organizzazione l’obiettivo era concordare una linea d’approccio
comune sulle procedure da adottare prima, durante e dopo il sonno.
Dopo relativa discussione, il collettivo, in maniera omogenea, si è trovato d’accordo
sul fatto che prima del sonno occorre creare un’atmosfera tranquilla, altrimenti i
bambini sono troppo eccitati e non si addormentano. Sono stati individuati alcuni
rituali: anticipo del cambio e delle cure personali per favorire la personalizzazione
dell’intervento, situazione di rilassamento sul tappeto e distribuzione degli oggetti
preferiti dal bambino (acqua, ciuccio, biberon, pupazzi vari ecc.). Durante la
permanenza in camera si ripropone l’ascolto di musiche o suoni atti a favorire la
nanna (new age, le onde del mare, i suoni del bosco ecc.). Le educatrici sono
sempre presenti per garantire la maggior tranquillità e per intervenire in caso di
risvegli. Dopo il sonno si è concordato di alzare tutti alla stessa ora, se un bambino
si sveglia prima si rimane vicino a lui, e se non dimostra segni manifesti
d’insofferenza l’educatrice rimane in camera per poter sorvegliare anche coloro
che dormono ancora.
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Secondo verbale del collettivo di confronto tra educatori ed operatori sulle prassi e
procedure d’intervento sul sonno al nido, riguardante in modo specifico gli
atteggiamenti e le relazioni.
Nido d’infanzia “B. Zebri”
Comune di Casalecchio di Reno
Collettivo del: 22 - 03 –2004
Componenti presenti: educatrici: Patrizia Pezzoli, Antonella Fanti, Luisa Armiento,
Valeria Arpi, Graziella Melotti, Elisabetta Tomesani (ferie), Anna Gualandi, Valeria
Cavicchioli, Elisabetta Masetti (part-time), operatrici: Lilia Mazzoni, Cristina
Bertoncelli, Paola Degli Esposti, Germana Busi (ferie), Teresa Belletti (cuoca).
Argomento trattato: le relazioni e gli atteggiamenti.
Il dibattito sull’atteggiamento da osservare e mantenere come linea educativa
comune all’interno del nostro nido, è stato ricco di scambi e opinioni, e del
contenuto finale sono state rese partecipi anche le educatrici supplenti part -time
che collaborano con noi.
La preparazione al sonno avviene già nel primo mattino con il controllo di ciucci e
biberon in ogni sezione. In questo modo, al momento successivo all’entrata in
camera è tutto già predisposto e non occorre cercare le cose ovunque
disturbando l’atmosfera tranquilla.
Il fatto di essere favorevoli o meno all’uso dell’oggetto transizionale è emerso come
punto di confronto, e in conclusione si è concordato di mantenere al nido le
abitudini già instaurate a casa, con la finalità di una progressiva indipendenza
dall’oggetto stesso. Il punto su cui vi sono state alcune posizioni dissenzienti è
quello dell’estensione dell’abitudine dell’oggetto transizionale anche a coloro che
inizialmente non l’avevano ma che per imitazione hanno poi dato inizio a tale
consuetudine.
Naturalmente in una sezione di dodici o sedici bambini la gestione di pupazzi,
ciucci, e di tutto ciò che il bambino vuole portarsi nel lettino comincia a diventare
problematica se tutti quanti avanzano queste richieste, e, soprattutto se si tiene
conto della finalità di cui sopra (indipendenza e sicurezza), si deve tendere ad una
rassicurazione man mano più razionale.
Inevitabilmente la fase organizzativa e l’aspetto degli atteggiamenti da concordare
insieme si sono fusi, ragion per cui anche in questo collettivo si è ripetuta la
necessità di creare un’atmosfera più tranquilla prima dell’entrata in camera, e
proprio per questo si è deciso di uscire prima dal salone e di portare i bambini sul
tappeto, dove svolgere tutte quelle attività precedentemente descritte (musica,
racconti, distribuzione di ciucci, biberon e oggetti transizionali) che favoriscono un
approccio al sonno più tranquillo.
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Il collettivo ha ribadito inoltre quanto sia decisiva ed essenziale per il bambino la
presenza dell’adulto di riferimento (soprattutto inizialmente), perché un intervento
tempestivo spesso risolve situazioni di risveglio e disagio. Naturalmente anche in
questo caso si deve tendere a far accettare al bambino anche figure diverse da
quella da lui individuata come riferimento.
Per quanto riguarda invece il risveglio, il collettivo conferma che la decisione di
alzare i bambini insieme nasce da necessità oggettive (se chi è già sveglio si alza
subito pregiudica il sonno di tutti gli altri, e alle educatrici non è possibile sorvegliare
chi ancora dorme), ma il personale cerca di gestire nel modo migliore le necessità
di tutti, salvaguardando comunque in primis la tranquillità dei bambini.
I bambini che sono in grado di farlo sono invitati, al risveglio, a riporre i loro oggetti
da soli, mentre per gli altri è l’educatrice, con atteggiamento calmo e tranquillo, a
dover cercare di favorire il raggiungimento di questo obiettivo.
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Il progetto didattico con i
bambini
Ogni anno Babbo Natale viene a trovare i bambini, e in tale occasione porta un
dono: questa volta si è trattato di un libro e di un pupazzo di peluche.
Il libro, riadattato dal collettivo, racconta la storia di un orsetto che ha paura del
buio e perciò non riesce a dormire.
Il progetto si è svolto in tutte le classi, ma tenendo conto delle persone cui esso è
destinato e di ciò che si desidera porre in evidenza (l’impegno di gruppo), la scelta
di documentazione ha riguardato solamente la sezione dei medi, anche perché
restringendo il campo è possibile riflettere meglio sul lavoro educativo.
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Mi aiuti a fare la nanna?
L’attività si è sviluppata a piccoli gruppi, due volte a settimana nel mese di marzo
2004. L’aspetto interessante è stato che ogni bambino già conosceva il materiale
usato per averlo ricevuto come dono da Babbo Natale.
Nei primi incontri abbiamo letto insieme il libro…
Le reazioni dei bambini sono state molteplici, ma la cosa più interessante è
l’evidenziazione da parte loro della “paura”: molti infatti, alla pagina in cui Palù
esprimeva timore hanno detto: “C’è il lupo!”. In questo modo essi hanno inserito
nella storia un personaggio che già conoscono, perché presente nelle favole che
raccontiamo solitamente, e che è molto “gettonato” e oggetto di attenzioni e
curiosità, benché incuta paura.
Dal lupo le variazioni sulla paura hanno prodotto anche curiosità su immagini dai
giornali, da libri di sezione, da dinosauri di plastica presenti nel nido.
Adele, per esempio, mostrando l’immagine di una rivista in cui un’orca inseguiva
un’anatra con le fauci spalancate, ha detto: “Vero che non la prende?!”. Avuta
rassicurazione sulla sorte dell’anatra, ha voluto attaccare l’immagine sopra un
mobile, e la osserva insistentemente con un atteggiamento trepidante.
La maggior parte dei bambini ha prestato molta attenzione al personaggio del
padre orso che rassicura il cucciolo, dicendo o facendo capire (alcuni non parlano
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ancora bene) che anche il loro papà li accompagna a dormire. Abbiamo però
appurato con i genitori che per alcuni ciò non avviene, e forse essi esprimevano in
tal modo il desiderio che questo accada e che la figura paterna sia più presente e
rassicurante.
Inoltre qualche genitore ci ha detto che anche a casa il bambino vuole rileggere
insieme a loro il libro di Palù, e quest’attività ha stimolato anche un maggior
scambio d’informazioni tra il nido e la famiglia.
Nella narrazione animata della storia con i pupazzi di peluche…
peluche…
…si è inserito il personaggio del padre, individuato dai bambini in un orso molto
grande già presente tra il materiale della sezione, e “battezzato” Peppo in occasione
di questo gioco.
E’ quindi apparso immediatamente evidente come il vero protagonista della
drammatizzazione fosse in realtà il padre orso, perché subito Palù è stato coricato
nel lettino e rapidamente ignorato, mentre Peppo ha occupato la scena per tutto il
tempo con atteggiamenti che rispecchiano il comportamento degli adulti (genitori,
educatrici ed altri), e non solo nel momento del sonno. E’ stato interessante ed
oggetto di riflessione osservare i nostri comportamenti (degli adulti), attraverso le
interpretazioni fornite dai bambini per mezzo del papà orso: ci hanno fatto
comprendere come spesso agiamo in modo stereotipato e ripetitivo.
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CONSIDERAZIONI FINALI
Chi documenta si è resa conto che l’uso della telecamera sarebbe stato utile,
perché il video chiarisce meglio lo svolgimento degli avvenimenti specialmente in
questo caso, in cui i bambini, considerata la loro età, si esprimono soprattutto con
un linguaggio mimico-gestuale.
Non sappiamo per certo se la storia di Palù ha avuto un effetto tranquillizzante, ma
sicuramente è servita ad esternare alcune paure e ciò ci sembra comunque
positivo. Quello che non avevamo previsto è che i due personaggi della storia
diventassero, per volontà dei bambini, protagonisti della vita al nido. Infatti, essi
erano presenti a tavola durante il pranzo…
…e in generale i bambini giocavano spesso con loro.
Alcuni hanno portato al nido l’orsetto Palù regalato da Babbo Natale, rivestendolo
di un nuovo interesse sollecitato dall’attività svolta, e Marco, in particolare, lo ha
vestito con i suoi abiti di quando era più piccolo e lo porta a dormire con lui.
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Marco dorme con l’orsetto Palù
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Incontri con i genitori
Il primo incontro con i genitori sull’argomento del sonno si è svolto il 5 Aprile 2004,
ed è stato così organizzato: ogni sezione ha svolto un sondaggio rivolto alle
famiglie per sapere quale orario era più gradito, e la maggioranza si è espressa a
favore delle ore diciotto. E’ stato poi redatto un invito scritto per ogni famiglia con il
programma della serata, stampato con la collaborazione del C.D.P. (Centro
documentazione pedagogico). Inoltre, la cuoca e le operatrici scolastiche si sono
attivate per offrire al termine dell’assemblea un aperitivo accompagnato da gustosi
spuntini.
Alla riunione ha partecipato la dott..ssa Roberta Olivato in qualità di esperta.
A conclusione dell’incontro è stato distribuito un fascicolo compilato attraverso
ricerche svolte su Internet con pubblicazioni sull’argomento del sonno, con la
collaborazione della pedagogista Roberta Olivato e del C.D.
Anche in questo caso si produce il verbale delle riunioni per le stesse motivazioni
esposte nella fase riguardante i collettivi di confronto.
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Verbale dell’incontro con i genitori svoltosi il giorno 5 Aprile 2004 alle ore diciotto
presso l’asilo nido “B. Zebri”, Casalecchio di Reno.
Componenti
Componenti presenti: pedagogista: dot.t..ssa Roberta Olivato, educatrici: Anna
Gualandi, Valeria Cavicchioli, Graziella Melotti, Elisabetta Tomesani, Valeria Arpi,
Luisa Armiento, Antonella Fanti, Patrizia Pezzoli, Elisabetta Masetti (part-time),
Patrizia Mazzali (incarico annuale), Manuela Degli Esposti (incarico annuale parttime), operatrici: Germana Busi, Cristina Bertoncelli, Lilia Mazzoni, Paola Degli
Esposti, cuoca: Teresa Belletti.
Argomento trattato: i problemi del sonno.
Dopo la presentazione della riunione da parte di un’educatrice, la pedagogista
dott..ssa Roberta Olivato ha illustrato la dispensa distribuita ai genitori,riguardante
l’argomento della serata. Dopo una spiegazione delle modalità dei ritmi vegliasonno dei lattanti, emerge il fatidico problema dei bambini che dormono nel
“lettone” con i genitori, arrivando alla conclusione che ciò da solo, non può
assolvere la richiesta di rassicurazione e contenimento affettivo.
E’ stata rilevata la necessità di definire un percorso d’intervento sui rituali che
accompagnano l’addormentamento, confermando l’importanza di rispettare i
punti di riferimento spaziali e temporali del bambino.
Le educatrici hanno riferito lo svolgimento e l’organizzazione del momento del
sonno al nido, illustrando che la preparazione prevede un momento di
rilassamento sul tappeto, accompagnato da rituali che favoriscono e tranquillizzano
i bambini.
La pedagogista ha sottolineato l’importanza di avere sintonia tra gli atteggiamenti
tenuti a casa e quelli tenuti al nido.
Nella seconda parte dell’incontro si è dato spazio alle domande dei genitori.
Il primo intervento è stato della mamma delle gemelline che chiedeva se era giusto
abituare il bambino ad essere addormentato, oppure lasciarlo addormentare, nella
sua cameretta, da solo. La pedagogista ha confermato l’importanza di mantenere
atteggiamenti fermi e coerenti che diano stabilità e sicurezza al bambino.
E’ seguito l’intervento di un genitore della sezione lattanti, che ha esposto le
motivazioni per le quali il bambino dorme con loro nel “lettone” puntualizzando
che, una volta superata la fase dell’allattamento, è stata una loro precisa scelta non
cambiare questa prassi perché fonte di piacere per entrambi.
Un’altra mamma ha chiesto un consiglio per l’atteggiamento più giusto da
adottare con la sua bambina nel momento di metterla a letto, essendo molto
difficile per lei mantenere un comportamento coerente.
L’esperto ha suggerito l’importanza di assumere e “far valere” il proprio ruolo di
genitore quotidianamente e in modo determinato.
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Considerando le numerose domande, e visto il prolungamento della discussione, si
è deciso di riservare il prossimo incontro, già ipotizzato, esclusivamente per dare
risposta alle numerose richieste, e ai dubbi dei genitori.
La serata si è conclusa con un aperitivo offerto ai genitori ed organizzato dalla
nostra cuoca Teresa con la collaborazione delle “dade”.
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Verbale del secondo incontro con i genitori svoltosi il giorno 10 Maggio 2004 alle
ore 18 presso l’asilo nido “B. Zebri”,
Zebri”, Casalecchio di Reno.
Componenti presenti: educatrici: Anna Gualandi, Valeria Arpi, Patrizia Pezzoli,
Elisabetta Tomesani, Antonella Fanti. Operatrici: Cristina Bertoncelli, Germana Busi,
Lilia Mazzoni,
Argomento trattato: risposte ai genitori sulle problematiche del sonno.
L’incontro si è aperto con l’informazione, da parte del personale del nido, della
futura diffusione di un questionario sul progetto sonno.
Le domande dei genitori hanno riguardato soprattutto l’aspetto emotivo, che è
fortemente presente nel rapporto madre-bambino e che scatena una serie di
piccoli ricatti da parte di molti bambini soprattutto rispetto al momento del sonno
stesso.
E’ stato spiegato dalle educatrici che i bambini al nido vivono questa esperienza
come momento comune e che il rapporto relazionale adulto-bambino è diverso
rispetto a quello vissuto in famiglia.
In ogni caso è sempre l’adulto che deve decidere in modo fermo, poiché
l’assecondare il bambino in tutte le sue richieste non è positivo per il suo sviluppo
relazionale e sociale futuro.
Se il bambino ha molti risvegli notturni bisogna dosare gli interventi, dare regole
con orari abbastanza fissi e modalità precise. Al nido viene introiettata dal bambino
la ripetitività delle azioni: a casa il genitore deve essere “autorevole”, perché
appunto troppa accondiscendenza dà poi insicurezza. Il sonno comunque è
definito spesso una fase di transizione, perché la crescita porta alla normalizzazione
dei ritmi.
Un altro punto emerso riguarda il “no” da parte del genitore, e quanta mediazione
è necessaria per rapportarsi con il piccolo tramite coerenze e ritualità.
Come esempio di tutto questo abbiamo ascoltato l’esperienza di una madre, la cui
figlia le causava tutta una serie di problemi proprio in questo delicato momento.
La bambina infatti pretendeva, per riuscire ad addormentarsi, di monopolizzare
completamente l’attenzione della madre per molto tempo, a volte anche più di
un’ora; dopo molti mesi, la signora si era quindi venuta a trovare in una situazione
piuttosto disperata, dalla quale tra l’altro non aveva la più pallida idea di come
uscire. La situazione si è fortunatamente risolta quando essa ha scoperto che la
bambina, al nido, si addormentava invece nel giro di pochi minuti, senza neanche
pretendere più attenzioni del dovuto. A questo punto la signora ha così deciso di
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prendere in mano la situazione: non si è più fatta sopraffare dalle innumerevoli
richieste della figlia, cercando di mantenere un atteggiamento risoluto che l’ha
portata, poco alla volta, a rendere sempre più autonoma la bambina e a risolvere
così il suo problema.
Per finire, è emerso anche l’argomento dei cartoni animati, e dei tanti video
proposti ai bambini sin da piccoli. Queste esperienze possono scatenare paure
anche molto profonde (esempio: la Regina di Biancaneve), poiché in molti casi si
tende ormai a mettere il bambino davanti alla televisione in un’età
progressivamente sempre più precoce, non tenendo conto del fatto che il piccolo
spesso non è pronto ad affrontare questa esperienza, perché non possiede ancora
gli strumenti adatti a comprenderla appieno.
Una mamma si è meravigliata del fatto che molti genitori presenti hanno
apertamente parlato dei loro problemi con i figli, mentre per sua esperienza
personale questo non avviene quasi mai.
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Collettivo di verifica
Anche per ciò che riguarda la verifica del progetto è stato scelto lo strumento del
verbale per far sì che la relazione finale del progetto fosse discussa e condivisa con
tutto il personale del nido. Forse non è stato un collettivo che ha preso in esame
tutti gli aspetti del progetto svolto, ma sicuramente è stata un’ulteriore occasione
per parlare fra di noi di atteggiamenti e modalità, anche rispetto al modo in cui si
discute. Infatti è emerso che, ancora una volta, alcuni componenti del collettivo
trovano difficoltà ad inserirsi nella discussione anche per l’eccessiva partecipazione
di alcune di noi. Ci siamo quindi ripromesse di lasciare più spazio a coloro che
hanno più difficoltà ad esprimere il loro parere, perché è opinione del collettivo che
la diversità di ognuna di noi porti più ricchezza alla discussione per le decisioni da
adottare.
Nelle assemblee con i genitori, la partecipazione è stata abbastanza numerosa, ma
ancora più importante la qualità della loro adesione a questa iniziativa, infatti
specialmente il secondo incontro dedicato unicamente alle domande dei genitori
ha prodotto una discussione e condivisione di esperienze fra tutti i partecipanti
molto positiva espressa in modo istintivo da una mamma che ha detto: “Finalmente
delle mamme che hanno dei problemi come me, credevo di essere solo io ad
averli!”. La constatazione che in fondo tutti quanti possono avere difficoltà in
particolari momenti ha tranquillizzato i genitori sulle proprie capacità.
Il collettivo si è reso conto dell’importanza di “parlare” con il genitore in un contesto
diverso, che non sia solo quello giornaliero, che obbligatoriamente è sempre
frettoloso e soprattutto non si confronta con l’esperienza di altri.
Per la verifica del progetto con i bambini si rimanda alla pagina19.
26
Verbale del collettivo di verifica svoltosi il giorno 17 maggio 2004 alle ore 17 presso
l’asilo nido “B. Zebri”,
Zebri”, Casalecchio di Reno
Componenti presenti: educatrici: Antonella Fanti, Valeria Arpi, Luisa Armento, Anna
Gualandi, Valeria Cavicchioli, Elisabetta Masetti, Graziella Melotti,; operatrici: Cristina
Bertoncelli, Paola Degli Esposti, Teresa Belletti (cuoca).
Argomento trattato: verifica progetto “il sonno”
La nostra riflessione è partita dagli atteggiamenti tenuti nei tre momenti che
caratterizzano la routine del sonno: il “raccoglimento dei bambini nell’angolo
morbido di ogni sezione, con la lettura della storia dell’orsetto Palù, prima della
nanna; l’addormentamento; il risveglio.
Rispetto a questi tre momenti è emerso che è stato necessario rivedere le modalità
acquisite nel tempo dal collettivo, visto anche il parziale cambiamento del gruppo
di lavoro in questi ultimi anni.
L’obiettivo, che stiamo gradualmente attuando, è quello di raggiungere
l’uniformità nei rituali, per i quali è necessario che ognuno s’impegni con costanza,
coerenza e concretezza.
Ci siamo chieste, poi, se osserviamo sufficientemente i comportamenti dei bambini,
se sappiamo cogliere appieno le loro esigenze, i disagi, le loro paure, abbiamo
verificato che risulta difficile mettere in evidenza e valorizzare i pregi, gli aspetti
positivi che i bambini dimostrano, rispetto alle loro “mancanze” (capricci, difficoltà
ad attenersi ad alcune regole di comunità), che, viceversa, emergono ed alle quali
dedichiamo maggiore attenzione.
La nostra discussione ha evidenziato che sarebbe stato necessario un numero
maggiore di collettivi, nei quali analizzare e condividere problematiche particolari,
per poter ragionare insieme sugli atteggiamenti tenuti, o da tenere, non solo nel
momento del sonno.
E’ stato sottolineato che il confronto è fondamentale, poiché stimola la riflessione
sulle modalità educative proprie e delle colleghe.
Da ciò consegue che ognuno di noi deve coltivare l’attitudine, nel collettivo, sia di
esprimere le proprie idee, sia di lasciare spazio agli altri, per poter attuare
un’armonica reciprocità tra capacità di ascolto e di espressione.
27
Risultato del questionario distribuito
distribuito ai
ai genitori
1) Il ciclo di incontri sul sonno è stato:
Insufficiente 0 Sufficiente 14,7% Interessante
46,3%
Molto
interessante
21,9%
Non risponde
17,1%
2)Gli incontri sono serviti:
Da stim olo
17,1%
Da confronto
56%
Per un analisi
dei problem i
9,8%
A poco 0
A nulla 0
Non risponde
17,1%
28
3) Il confronto con gli altri genitori è stato:
Inadeguato 0
Adeguato 34,1%
Proficuo 48,8%
Molto proficuo 0
Non risponde
17,1%
4) Il confronto con l’esperto
l’esperto è stato:
Inadeguato 2,4%
Adeguato 31,8%
Proficuo 41,4%
Molto proficuo
7,3%
Non risponde
17,1%
5) Questa esperienza Le ha dato occasione per riflettere sui suoi
atteggiamenti?
Non so 2,4%
Poco 2,4%
Abbastanza 58,5%
Molto 19,6%
Non risponde 17,1%
29
6) Ritiene che iniziative di questo genere siano:
Poco
interessante 0
Interessante
48,8%
Molto
interessante
48,8%
Non risponde
2,4%
7) Aderireste
Aderireste ad altre iniziative di questo tipo in futuro?
Si 92,7%
Forse 7,3%
No 0
Non so 0
8) L’orario individuato (h. 18.00) vi sembra il più idoneo?
Si 75,6%
No 26,4%
30
9) Se no, quale fascia oraria Vi sembra più opportuna per un’iniziativa di questo
genere?
genere?
17,30/19,00 0
19,00/20,30
4,9%
20,30/21,30
19,5%
Non risponde
75,6%
10) Quali altri argomenti ritenete possano essere utili e/o interessanti?
Alimentazione
Aggressività
prima infanzia
19,5%
14,6%
Gioco e giocattoli I bambini e la tv Sta arrivando un
7,3%
9,8%
fratellino/sorellina
Rispetto delle
L'autonomia dei
regole 29,2%
bambini 9,8%
9,8%
Dalla stima dei dati si deduce che:
il ciclo d’incontri è stato apprezzato positivamente dai genitori, è servito alla
maggioranza come confronto proficuo ed è apparsa un’occasione per riflettere
sugli atteggiamenti rispetto ai problemi del sonno. Il confronto con l’esperto è
risultato adeguato e positivo. La maggioranza ritiene che questo tipo di progetti
siano molto interessanti ed auspica altre iniziative di questo genere in futuro.
L’orario scelto (h. 18,00) è risultato favorevole per una larga maggioranza . Per
quanto riguarda altri possibili argomenti di discussione, Il rispetto delle regole è
stato il preferito seguito da Aggressività ed Alimentazione.
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Foglio dati questionario
Bambini iscritti al nido: n. 52
Questionari distribuiti il 25/05/2004: n. 45 (86,5%)
Riconsegnati entro il 28/05/2004: n. 41(91,1%)
RISPOSTE ALLE DOMANDE
1) Insufficiente 0 - sufficiente 6 (14,7%)- interessante 19 (46,3%)- molto interessante
9 (21,9%)- non risponde 7 (17,1%).
2) Da stimolo 7 (17,1%)- da confronto 23 (56%)- analisi dei problemi 4 (9,8%)- a
poco 0 - a nulla 0 - non risponde 7 (17,1%).
3) Inadeguato 0 - adeguato 14 (34,1%)- proficuo 20(48,8%)- molto proficuo 0 non risponde 7 (17,1%).
4) Inadeguato 1 (2,4%)- adeguato 13 (31,8%)- proficuo 17 (41,4%)- molto proficuo
3 (7,3%)- non risponde 7 (17,1%).
5) Non so 1 (2,4%)- poco 1 (2,4%)- abbastanza 24 (58,5%)- molto 8 (19,6%)- non
risponde 7 (17,1%).
6) Poco interessante 0 - interessante 20 (48,8%)- molto interessante 20 (48,8%)non risponde 1 (2,4%).
7) Si 38 (92,7%)- forse 3 (7,3%)- no 0 - non so 0.
8) Si 31 (75,6%)- no 10 (26,4%).
9) 17,30/19 0 - 19/20,30 2 (4,9%)- 20,30/21,30 8 (19,5%)- non risponde 31
(75,6%).
10) Alimentazione prima infanzia 6 (14,6%)- aggressività 8 (19,5%)- gioco e
giocattoli 3 (7,3%)-i bambini e la tv 4 (9,8%)- sta arrivando un fratellino/sorellina
4 (9,8%)- rispetto delle regole 12 (29,2%)- l’autonomia dei bambini 4 (9,8%).
Hanno compilato il questionario anche i genitori che erano assenti agli incontri.
32
Risultato
Risultato indicatori:
indicatori:
previst
revisto
o
realizzat
ealizzato
o
INDICATORI NUMERICI
Incontri di collettivo n. 5
Partecipanti ai collettivi n. 14
Incontri con i genitori n. 2
Genitori partecipanti n. 25
N. 5
N. 14 in tre collettivi
N. 12 in 1 collettivo
N. 10 in 1 collettivo
N. 2
N. 30 al primo incontro
N. 13 al secondo incontro
INDICATORI
INDICATORI DI QUALITA’
Comunicazione/confronto nel gruppo operatori
Comunicazione/confronto tra esperto, operatori
genitori
Comunicazione/confronto tra i genitori
Vedi verbali
Vedi verbali
Vedi questionario
INDICATORI DI RISULTATO
Realizzazione del libro: “Mi aiuti a fare la nanna”
Effettuazione sondaggi
Progettazione grafica biglietto d’invito
Costruzione dispensa per i genitori
Attuazione questionario
Allegato n. 1
Allegato n. 2
Allegato n. 3
Allegato n. 4
Allegato n. 5
33
Allegato n° 1
Il libro: Mi aiuti a fare la nanna?
Libro rielaborato dal collettivo regalato da Babbo Natale ed usato nel progetto
didattico con i bambini
34
Allegato n° 2
Sondaggi e firme dei genitori
Nell’ottica di una migliore e più
più proficua comunicazione con la famiglia prima degli
incontri sono stati effettuati sondaggi per venire incontro maggiormente alle
esigenze dei genitori. Le firme sono state raccolte in sede di riunione e
testimoniano la presenza avuta.
35
Allegato n°
n° 3
Biglietto d’invito distribuito ai
genitori
Per incentivare la presenza dei genitori e conferire un aspetto più “ufficiale”alla
iniziativa, con il programma della serata che comprendeva anche un
intrattenimento informale ma utile per scambio di opinioni
opinioni e conoscenza reciproca.
36
Allegato n° 4
Dispensa consegnata alle
famiglie
Alcuni consigli e strategie che possono essere utili per risolvere o perlomeno
attenuare i conflitti che sorgono in famiglia nel momento del sonno.
37
Allegato n° 5
Questionario rivolto ai genitori
Fa parte della verifica del progetto sul sonno e ci potrà essere utile in futuro per
migliorare la comunicazione con la famiglia.
38
Ind
In
dice
Presentazione………………………………………………………………………………….
Premessa…………………………………………………………………………………………….
Progetto didattico……………………………………………………………………………
Il contesto, gli strumenti, i supporti…………………………………………….
I verbali dei collettivi……………………………………………………………………….
Primo verbale…………………………………………………………………………………..
Secondo verbale…………………………………………………………………………….
Terzo verbale …………………………………………………………………………………
Quarto verbale……………………………………………………………………………….
Progetto didattico con i bambini………………………………………………
Documentazione progetto: Mi aiuti a fare la nanna?…………
Incontri con i genitori…………………………………………………………………..
Verbale primo incontro……………………………………………………………….
Verbale secondo incontro………………………………………………………….
Collettivo verifica e verbale………………………………………………………...
Risultato del questionario …………………………………………………………..
Foglio dati questionario…………………………………………………………..
Risultato indicatori ………………………………………………………………………..
Allegato n° 1: il libro: Mi aiuti a fare la nanna?……………………..
Allegato n° 2: sondaggi e firme dei genitori…………………………
Allegato n° 3: biglietto d’invito………………………………………………….
Allegato n° 4: dispensa distribuita ai genitori……………………….
Allegato n° 5: questionario alle famiglie………………………………..
Indice ……………………………………………………………………………………………..
Bibliografia…………………………………………………………………………………….
pag. 2
pag. 3
pag. 5
pag. 8
pag. 9
pag. 10
pag. 12
pag. 13
pag. 14
pag. 16
pag. 17
pag. 21
pag. 22
pag. 24
pag. 26
pag. 28
pag. 32
pag. 33
pag. 34
pag. 35
pag. 36
pag. 37
pag. 38
pag. 39
pag. 40
39
Bibliografia
BRAZELTON, T.B., e SPARROW, J.
Il tuo bambino e.. il sonno, Raffaello Cortina Editore.
BRUNI, O.
Opuscolo sul sonno
http://users.libero.it/o.bruni/
ESTIVILL, E.
Dormi bambino dormi, Feltrinelli Editore.
SCHUMACHER-DANIELLI, I.
Il sonno e i problemi del sonno nel bambino
http://www.dapuzzo.ch/naturadelsonno.html
SHUMAKER, A., SHUMAKER, L., e SHUMAKER, N.
Problemi del sonno nei bambini
http://www.marconinet.it/depi/gemelli/sonno.htm
Bambini, problemi del sonno
http://www.italiasalute.it/News.asp?ID=2144
Dormire nel lettone
http://www.mammaepapa.it/famiglia/pag.asp?nfile=sa_lettone
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Il sonno - Comune di Casalecchio di Reno