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Pubb. gratuita ai soci - Sped. in a. p. art. 2 comma 20/C, L. 662/96 - Filiale di Torino - A. XXXVII - Dicembre 2011
Lo Scarpone
Valsusino
pubblicazione trimestrale d’informazione dell’associazione nazionale alpini sezione val susa
Buon
Natale
e felice Anno Nuovo
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Lo SCArPone VALSuSIno
Pubblicazione trimestrale
della Sezione A.n.A. Val Susa
sommario
Attualità
Giancarlo Sosello
Gli auguri del Presidente...
...e della Redazione
Elio Garnero
Imperia: il 1° Raggruppamento ritorna in riva al mare
Copertina:
buon natale e felice anno nuovo
Fondatore:
franco badò
Presidente:
Giancarlo sosello
Direttore responsabile:
claudio rovere
Comitato di redazione:
dario balbo
Giorgio blais
federico bonato
elio Garnero
valerio olivero
Referente al Centro Studi:
elio Garnero
Realizzazione grafica:
francesco ballesio
Conduzione tecnica:
valerio olivero
Referente informatico e contatti con “L’Alpino”:
dario balbo
Direzione:
susa, via brunetta, 45
tel. e fax: 0122/33204
Sito internet:
www.anavalsusa.it
E-mail:
[email protected]
Fotocomposizione e stampa:
tipolito melli s.n.c., borgone
via moncenisio, 11
tel. 011/964.63.67 - fax 011/964.60.88
E-mail:
[email protected]
autorizzazione del tribunale di torino
n. 2441 dell’8.10.1974.
Dario Balbo
IV Novembre in ricordo di tutti i Caduti
Pi. Gi.
Festeggiato in sordina l’ottantesimo di fondazione
del Gruppo di Condove
La consapevolezza di una scelta
Dario Balbo
Cambio di comandante al 3° reggimento alpini
Il gen. Dario Ranieri nuovo comandante della “Taurinense”
Elio Garnero
Ba-io è andato avanti. Ultimo saluto ad un grande amico
Giuseppe Rosatelli
Cento anni
Rispetto per la cappella
Protezione civile
Paolo Parisio
Emergenza Liguria. Intervento di coordinazione
della Protezione civile A.N.A.
Dalla Sezione
Elio Garnero (l’angolo di)
New York - 11 settembre 2011. Alcune considerazioni su questo
infausto evento a dieci anni di distanza
Il presepe. Come si viveva questo solenne avvenimento
Notiziario sezionale - Oblazioni Pro Scarpone
Oblazioni c/c postale
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Presenze del nostro vessillo in manifestazioni di altre Sezioni
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Giaglione - Bussoleno - Condove
Cesana - Almese
Oulx - Bruzolo
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Nascite
Anniversari - Matrimoni - Decessi
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Cronaca dai Gruppi
Anagrafe alpina
Gli auguri del presidente...
Carissimi alpini e amici degli alpini
Stanno per giungere il Santo Natale e il
Capodanno, tradizionale periodo di feste
e di serenità.
L’anno che volge al termine ci induce a
volgere lo sguardo indietro e vi confesso
che è stato un anno molto impegnativo
che ci ha visto protagonisti in tante manifestazioni il cui apice di importanza è
stato raggiunto dalla festa sezionale di
Exilles con la presenza del nostro Presidente nazionale Corrado Perona. Non dimentichiamo poi la magnifica Adunata di
Torino ed il raduno del 1° Raggruppamento a Imperia che hanno fatto registrare una massiccia partecipazione degli
alpini valsusini.
Purtroppo viviamo in un momento storico in cui la società sembra aver dimenticato le regole: dalla classe politica
litigiosa e assente sui problemi del Paese,
ai mezzi di comunicazione, ai tanti, troppi
giovani i cui modelli di vita si rifanno a
schemi privi di contenuti seri che spesso
portano anche alla violenza distruttiva.
In questa società smarrita, il ruolo degli
alpini è ancor più importante, perché
siamo riferimento di solidarietà e di valori che mal si conciliano con le immagini
che fanno il giro del mondo e danno dell’Italia un quadro che mortifica, dove purtroppo in questo caso la Val Susa è stata in
parte protagonista.
Nel 2011 la Sezione ha vissuto però più
di luci che di ombre e pertanto voglio
esprimere a tutti voi il mio più profondo
e sentito ringraziamento per l’impegno
profuso nelle manifestazioni ed un grazie
particolare lo rivolgo a chi si è impegnato
nelle attività sezionali a partire dal Consiglio direttivo, al Nucleo di Protezione
civile, alla fanfara, ai Gruppi con i loro
capigruppo e a tutti quelli che anche anonimamente ed in silenzio hanno lavorato
per il bene della Sezione.
Purtroppo l’anno è stato anche funestato dalla morte di tanti nostri soci ed in
particolare vogliamo ricordare Francesco
Ballesio, regista e anima per oltre un trentennio del nostro giornale e Lorenzo Bert
capogruppo di Rubiana. A tutti rivolgiamo un pensiero ed ai loro familiari un
augurio affinché possano comunque trascorrere un Natale il più sereno possibile.
A tutti voi, cari soci e amici, alle vostre
famiglie, Buon Natale e per il Nuovo
Anno, l’Augurio fraterno ed affettuoso di
giorni sereni, vissuti in salute, amicizia ed
armonia con l’auspicio che la penna, di
cui andiamo fieri, continui a nutrirsi di
genuinità alpina.
Un abbraccio a tutti.
A Voi alpini, amici e alle vostre famiglie un caloroso e sentito augurio di
buone festività. Auguri accompagnati
dalla serenità che è tipica degli uomini di
valore come l’amicizia e la solidarietà,
elementi fondamentali dell’essere alpini.
Lo stesso augurio lo rivolgiamo al presidente sezionale Giancarlo Sosello e all’intera Associazione nazionale alpini per
le numerose attestazioni di affetto che
hanno avuto nei confronti degli alpini in
armi, in particolare per quelli impegnati
nelle operazioni di pace fuori dal territorio nazionale.
L’anno che sta per concludersi è anche
l’anno del 150° dell’Unità d’Italia. Non è
stato certo senza interrogativi e ci riporta
alla mente grigi fantasmi del passato.
Forme di intolleranza di una esigua minoranza, evidentemente tollerata al punto
di dileggiare la nostra Bandiera e mancare
di rispetto verso i nostri Caduti anche i
più recenti.
La tolleranza deve avere un limite
dui” di leggere o rileggere e riflettere sui
versi della terza strofa del “Canto degli
Italiani” del grande patriota Goffredo Mameli, che recita: Uniamoci, amiamoci,/
l’unione e l’amore,/ rivelano ai popoli/ le
vie del Signore;/ Giuriamo far libero/ il
suolo natio;/ uniti per Dio;/ chi vincer ci
può?
Noi alpini tutti, continueremo ad andare
avanti per la nostra strada nella consapevolezza che tutto ciò che rappresentiamo e
che facciamo, dalla Protezione civile alla
solidarietà, lo sentiamo come un bisogno
nostro, intimo ma facciamo sentire anche
la nostra voce per un piccolo o grande
contributo verso una società migliore.
Ci sentiamo di compiere un atto di coraggio che ci esorta ad augurare a tutti gli
un sereno Natale ed un migliore 2012.
Un particolare cenno di affetto e vicinanza va a tutti coloro che hanno perduto
una persona cara o che stanno vivendo
momenti difficili.
La Redazione
Giancarlo Sosello
...e della redazione
perché questi atteggiamenti sono in
spregio alle istituzioni, alle regole di
una convivenza civile e ai valori che a
noi sono più cari: i nostri Caduti e la nostra Bandiera.
Quindi, proponiamo a questi “indivi-
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Attualità
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Attualità
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La nostra Sezione transita sul lungomare davanti al palco delle autorità dove ha preso posto il labaro nazionale e parte del Consiglio (foto D. Balbo).
IMPerIA:
il 1° raggruppamento ritorna
in riva al mare
di elio Garnero
Da tempo è mia abitudine
passarvi alcune informazioni
sulla località che ospita ogni
anno questo nostro importante
incontro.
Quest’anno è toccato all’accogliente città di Imperia.
Le nostre manifestazioni
della domenica 11 settembre si
sono svolte in Oneglia, uno
degli undici comuni che diedero
origine ad Imperia nel 1923 che
ha anche legami con il Piemonte
Sabaudo poiché nel 1576 Vittorio Emanuele volle farne uno
sbocco sul mare con scopi militari e soprattutto commerciali.
Porto Maurizio, (l’altro nucleo importante della nuova
città), dove si è svolta tutta la
nostra manifestazione del sabato 10 settembre, potrebbe invece rivendicare il suo
tradizionale ruolo di avamposto
genovese, ricco centro commer-
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ciale e occhio rivolto fino alla
vicina Francia.
La manifestazione ufficiale
ha avuto inizio alle 10 del sabato mattina con la riunione dei
Presidenti sezionali in sala congressi dello stabilimento Carli
(da segnalare che il cav. Carlo
Carli è un reduce alpino della
Seconda guerra mondiale), e dei
referenti al Centro Studi nella
storica aula del tribunale sito
nell’edificio dove è conservato
il museo di Edmondo de Amicis, nato appunto in quello
stesso luogo, ed a cui è dedicata
l’attigua piazzetta.
Al pomeriggio del sabato tutti
in calata Anselmi ad attendere il
Labaro Nazionale, quindi sfilata
fino al Duomo, dove, prima
della S. Messa si sono tenute le
orazioni ufficiali. La stessa sera
del sabato in occasione della
cena presso lo stabilimento dei
fratelli Carli, al nostro presidente Sosello è stata consegnata
dal presidente della Sezione di
Imperia Enzo Daprelà una targa
a riconoscimento dell’ottimo lavoro svolto nelle vesti di coordinatore dei Presidenti delle
sezioni del 1° Raggruppamento.
Tutti noi alpini valsusini ne
siamo fieri, e consapevoli di
come stia amministrando e guidando la nostra Sezione ci associamo per questo più che
meritato riconoscimento.
Veniamo alla manifestazione
della domenica. Tripudio di
bandiere tricolori su ogni palazzo con sottofondo di cori e
fanfare. Imperia ha dedicato un
grande caloroso abbraccio a chi
ha rappresentato e continua a
rappresentare la forza, il coraggio, il sacrificio, la fedeltà alla
Patria e tanta solidarietà.
Tamburi e grancasse danno il
ritmo alla “truppa” che si avvia
alla conquista del centro dietro
ai gonfaloni, al Labaro nazionale, ed ai numerosi vessilli sezionali che unitamente ai
gagliardetti di centinaia di
Gruppi che con la loro presenza
ribadiscono il concetto che loro,
i Gruppi, sono le radici di ogni
Sezione e dell’Associazione
Nazionale Alpini.
Ha aperto la sfilata la fanfara
“Colle di Nava”, al cui seguito
si notava una nutrita partecipazione degli Enti istituzionali.
Il sindaco di Imperia che ha
sfilato al fianco del gonfalone
della sua città non ha nascosto
la soddisfazione per la riuscita
della manifestazione dopo la fibrillazione organizzativa che ha
preceduto la due giorni, ed ha
dichiarato: “Imperia ha scritto
una pagina della sua storia, sono
molto soddisfatto di questo
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Raduno del 1° Raggruppamento
con un arrivederci a Novara per
il prossimo anno.
Ci siamo compiaciuti della
splendida ed accorata partecipazione di un pubblico plaudente
per oltre due ore con un battito
di mani caratterizzato da un’intensità, una scansione, una valenza diversa.
Prima è un contributo all’eroismo ed al sacrificio, poi
diventa un commosso omaggio
ai Caduti, quindi un ringraziamento che sfocia in un caloroso
inno alla gioia.
Grazie Imperia, grazie a tutti
gli alpini della Sezione per
averci permesso di trascorrere
così piacevolmente questo riuscitissimo evento.
Attualità
evento”. Tra gli altri sindaci in
corteo c’era anche quello di
Ventimiglia, Gaetano Scullino,
alpino, ed ha sfilato indossando
la spilla della bandiera americana in onore alle vittime
dell’11 settembre 2001.
Sono seguite le varie Sezioni
di Francia, Valle d’Aosta, e tutte
le piemontesi, tra le quali la nostra “Val Susa” con oltre trecento alpini sfilanti.
Il serpentone umano partito
alle 10 da lungomare Vespucci,
ha proceduto verso il cuore di
Oneglia fendendo la folla e si è
avviato verso la zona del porto
per poi disperdersi davanti allo
stabilimento Agnesi.
Alle 18 con l’ammaina bandiera è calato il sipario sul 14°
IV novembre in ricordo
di tutti i Caduti di Dario Balbo
Il sacello del Soldato Ignoto a novalesa (foto D. Balbo).
Sotto: arrivo del labaro nazionale in calata Anselmi, con omaggio ai Caduti del mare (foto D. Balbo).
Come da tradizione ormai pluridecennale la nostra Sezione commemora i defunti e l’anniversario della Vittoria nella Grande guerra
con la celebrazione di una S. Messa presso l’Abbazia della Novalesa.
Anche quest’anno quindi, in una atmosfera tipicamente autunnale,
ci siamo ritrovati venerdì 4 novembre presso l’Abbazia per la consueta celebrazione e, considerate le avverse condizioni atmosferiche, la partecipazione è da ritenersi decisamente buona, segno
evidente che i valori ispiratori di queste cerimonie sono ancora vivi.
La funzione religiosa è stata officiata da padre Paolo Gionta,
Priore dell’Abbazia SS. Pietro e Andrea, che nella sua omelia ha voluto elogiare gli alpini per la loro innata generosità e puntuale disponibilità in ogni frangente e soprattutto in ogni avversità.
Terminata la funzione, gli intervenuti si sono trasferiti nella vicina cappella del Salvatore dov’è sepolto un Soldato ignoto caduto
in Albania durante l’ultimo conflitto mondiale, le cui spoglie, rientrate in Italia negli anni ’60, sono qui inumate per interessamento
dell’allora presidente sezionale Franco Badò.
Purtroppo, per le sue ridotte dimensioni, molti dei partecipanti
hanno dovuto seguire la funzione della benedizione sotto la pioggia. Le note dell’inno “Al soldato ignoto” hanno chiuso ancora una
volta la cerimonia.
Come già detto, nutrita la partecipazione alpina e consueta presenza del sindaco di Novalesa grande amico degli alpini e della nostra associazione. Un grazie anche all’ing. Aurelio Calia che ha
voluto donare alla Sezione una pergamena finemente lavorata recante la “Preghiera dell’alpino”, pergamena che andrà ad arricchire
il salone sezionale intitolato al mai dimenticato don Trappo che per
molti anni ha partecipato alle celebrazioni come officiante.
Quest’anno si è voluto arricchire il pomeriggio con una parte più
“leggera” affidata alla nostra fanfara che nel salone parrocchiale ha
intrattenuto i presenti, tra i quali il vice priore dell’Abbazia, con un
breve concerto.
Brindisi finale e poi sotto una sempre più insistente e minacciosa
pioggia il “rompete le righe” chiudeva l’annuale incontro novalicense.
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Attualità
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Gli alpini del Gruppo di Condove.
Festeggiato in sordina l’ottantesimo
di fondazione del Gruppo di Condove
di Pi.Gi.
Nei giorni 24 e 25 settembre
abbiamo festeggiato il compleanno del Gruppo. L’unico documento che ci è stato tramandato
colloca la fondazione del
Gruppo di Condove il 20 settembre 1931, quindi non si poteva far passare questa data
senza poterla festeggiare o almeno ricordare. Tuttavia il nostro Gruppo ha una età media
piuttosto elevata, quindi ci
siamo trovati nel dilemma: festeggiare come nella tradizione
con sfilata, ecc. oppure con una
festa più privata.
Durante un consiglio abbastanza vivace si è deciso a maggioranza di optare per una
commemorazione “privata”. Si
sono così scelte le date di fine
settembre per non intralciare
altre feste.
Il sabato l’appuntamento era
in sede alle 17 per un piccolo
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brindisi, in seguito si sono portate due corone di alloro: una al
monumento “alle penne mozze”
e l’altra al monumento ai Caduti
di tutte le guerre. Ci siamo poi
recati in Chiesa per una Messa
in suffragio per tutti i soci andati
avanti. Il prevosto don Silvio
Bertolo durante la funzione ha
usato parole di lode e incoraggiamento che ci hanno confortato. Dopo qualche foto di rito
ci siamo dati appuntamento per
l’indomani.
Domenica 25 siamo stati in
gita ad Acqui Terme, tutto programmato tramite l’agenzia
viaggi “Cedilla” di Condove.
Siamo partiti alle 7 con ben due
pullman perché eravamo 101.
Arrivati ad Acqui abbiamo subito iniziato la visita alla città.
La prima tappa era alla piscina
romana, notevole sito archeologico i cui resti si trovano sotto
un palazzo di 5 o 6 piani, ma
certamente ancora un notevole
documento storico. Ci siamo
poi recati alla Cattedrale e dopo
la visita alla bella Chiesa ed alla
cripta, siamo saliti nella sala del
capitolo dove è conservato un
trittico di stile fiammingo con al
centro una “Madonna con bambino” di notevole bellezza, e
sulle ante laterali San Francesco
e San Giuliano, completati da
due episodi della vita della Madonna.
Non potevamo esentarci dal
visitare la famosa fontana bollente dove l’acqua sgorga alla
temperatura di 73° centigradi.
Abbiamo infine raggiunto i
pullman e ci siamo recati a Calosso al ristorante “da Elsa” per
consumare un ottimo pranzo
dove abbiamo potuto abbondare
nelle libagioni perchè a guidare
ci pensavano gli autisti.
Al termine ci siamo recati a
Canelli a visitare le storiche
cantine Gancia.
Come per Acqui anche a Canelli abbiamo usufruito di signorine guida ben preparate che
ci hanno dato informazioni
esaurienti ed interessanti. Dopo
alcune degustazioni e qualche
“rifornimento” abbiamo preso
la strada del ritorno veramente
soddisfatti anche se un po’ stanchi.
L’intera gita era completamente gratuita per i soci in regola con il tesseramento e, a
conti fatti, ci è costata molto
meno di quanto avremmo speso
se avessimo festeggiato l’anniversario nel modo tradizionale.
Per il novantesimo tutto è lasciato alla possibilità che il
Gruppo trovi giovani disposti a
sostituire gli ormai “decrepiti”
consiglieri.
La consapevolezza di una scelta
Nella prossima assemblea dei
delegati sarete chiamati a rinnovare una parte del Consiglio
poiché, dall’entrata in vigore
dello Statuto sezionale, per la
prima volta, una parte dei consiglieri in carica decade. Per
chiarire a chi se ne fosse dimenticato, lo Statuto recita che ogni
consigliere può ricoprire la carica per massimo due mandati
consecutivi.
Nasce quindi la necessità
d’ora in avanti di votare annualmente una parte del Consiglio,
mentre eravamo tranquillamente abituati a porci il problema ogni triennio.
In questi mesi abbiamo cercato di ricordare questo adempimento invitando a proporre
candidature, cosa di cui si era
ampiamente dibattuto nell’ultima assemblea dei delegati,
partendo da lontano, con calma,
con passo lento ma sicuro.
Ahinoi però le risposte più
udite a fronte di queste argomentazioni sono state a dir poco
disarmanti, nel senso che nell’immaginario collettivo e maggioritario, i consiglieri uscenti
avrebbero potuto, ma sarebbe
meglio dire dovuto, proseguire
nelle loro attività sezionali quasi
fosse un obbligo più che un dovere nei confronti di tutti.
Abbiamo detto disarmante e
lo confermiamo, ma aggiungiamo anche preoccupante, tristemente preoccupante nel
senso che simili considerazioni
danno il termometro di un disinteresse latente.
Noi alpini, quando ci fa comodo, siamo sempre pronti ad
esaltare e difendere lo spirito di
corpo, la voglia di fare, di darsi
al prossimo e così via…
Ma quando si tratta poi di
mettere in pratica i sani principi
appena enunciati ci si comincia
a nascondere dietro i “non
posso, non ho tempo, sono vecchio…” quasi che i consiglieri
attuali di tempo ne abbiano a
volontà, possano far tutto e di
tutto e soprattutto che siano giovani e pimpanti. Nulla di più
sbagliato. Ognuno dedica il
tempo che può dedicare, magari
con mugugni familiari, ognuno
fa quello che può e soprattutto
nessuno è un giovincello.
Ma la Sezione deve andare
avanti sempre e possibilmente
sempre al meglio, con probabili
ed immancabili errori in buona
fede, ma sempre con quello spirito di volontariato che rende
noi alpini teoricamente diversi
da tutti gli altri.
È ora quindi che qualcuno si
faccia avanti dando dimostra-
zione di senso di responsabilità,
di attaccamento all’istituzione.
Siamo oltre 2600 iscritti alpini e
non dovrebbe essere così difficile trovare ogni anno candidati
nuovi, appassionati, che si presentino al giudizio dei delegati.
Se considerate questo come
un appello avete colto nel
segno: è un appello. Rivolto a
tutti coloro che credono nell’istituzione e che non abbiano
paura del futuro e che soprattutto non abbiano paura di sacrificarsi.
Ma è anche un appello ai capigruppo, soprattutto a quelli di
quei Gruppi che non abbiano
mai espresso consiglieri. Non è
vietato assolutamente che un
Gruppo possa avere più di un
consigliere, ma sarebbe molto
più giusto e bello che i Gruppi
rappresentati in Consiglio fossero molti di più.
Tornando allo spirito di corpo
tanto decantato, ribadiamo che
una presenza più variegata in
Consiglio, potrebbe contribuire
a rinverdirlo un pochino.
Oddio… non è che non ci sia,
ma potrebbe essere più sviluppato, più coerente alla tradizione. Basta vedere le grandi
feste dei nostri Gruppi per notare che alle feste di alta valle
raramente sono presenti Gruppi
della bassa e naturalmente viceversa, sia ben chiaro. La media
valle è già più equidistante ma
anche lei spesso non brilla. Certamente gli oltre novanta chilometri di valle non sono pochini,
ma per contare le grandi feste si
avanzano molte dita delle nostre
mani. E non parliamo poi dei
funerali… spesso dimenticati da
molti.
Capita poi anche che nella
grande festa di Exilles, passata
l’ufficialità, ci si disperda mentre dovrebbe essere proprio
quello il momento di ritrovarsi
insieme a festeggiare. Fortunatamente sotto il tendone di quest’anno Perona non ha fatto
l’appello, perché le fughe erano
state molte, forse troppe. E così
anche ad Imperia… ma perché
non riusciamo a stare una volta
tutti insieme in allegria? Eravamo quasi cinquecento, ma
purtroppo alcuni Gruppi hanno
preferito snobbare la massa... e
visto come è andata a finire gli è
andata anche bene. Assolutamente legittimo ma non sempre
condivisibile.
Dobbiamo rinvigorire questo
spirito, dobbiamo smetterla di
mugugnare per le assenze altrui
e di giustificare le nostre. La Sezione è nostra, e dobbiamo renderla sempre migliore e unita. Il
prossimo anno festeggeremo il
90° compleanno e sarà difficile
giustificare fughe dalla convivialità.
Sarà una missione impossibile? Crediamo veramente di no
perché è solo questione di
buona volontà, almeno per una
volta. Questa coesione labile,
questo spirito sopito, questa pigrizia innata pensiamo possa essere corretta solo attraverso una
ben distribuita presenza dei
Gruppi in Consiglio, ma non
perché una volta al mese ci si ritrova a decidere, ma perché le
frequentazioni del venerdì, le
presenze quale rappresentanza
nelle varie manifestazioni, le discussioni, anche accese, possono aiutare a capire i problemi,
i sacrifici che si incontrano nei
Gruppi generando in noi quel
senso di profondo rispetto per
gli sforzi profusi.
Ecco perché quindi è importante che i Consigli direttivi che
negli anni futuri prenderanno
corpo, debbano tenere conto di
questi aspetti. Non basta scaldare una sedia una volta al
mese, ma è fondamentale la partecipazione perché di cose da
fare ce ne sono tante e gli impegni sono tantissimi. Non si
creda che il magazzino, la segreteria, la tesoreria, i tesseramenti, l’organizzazione delle
manifestazioni, le pubbliche relazioni, il giornale e così via
siano cose che si fanno da sole,
tutt’altro, ma devono essere seguite con attenzione.
Sapeste poi come è facile
venir criticati anche dopo aver
speso ore in discussioni sui minimi dettagli!!!
Ecco perché questo articolo si
intitola “La consapevolezza di
una scelta” perché chi vorrà entrare nel Consiglio dovrà essere
consapevole di aver fatto una
scelta coraggiosa al servizio
dell’Associazione per aiutarla a
migliorarsi sempre di più. Consapevolezza determinante, perché ognuno dovrà dare per
quello che può ma soprattutto
dovrà dare tanto alla Sezione, ai
suoi Gruppi, agli alpini, trasmettendo entusiasmo e non
mugugni.
L’unione ci darà la forza di
proseguire, ma solo con
l’unione vera i carichi di impegni potranno essere equamente
distribuiti senza dover gravare
sui soliti noti e sul Presidente.
Ed anche qui occorrerà meditare perché anche questa carica,
non immediatamente, dovrà essere rinnovata e sarebbe spiacevole arrivare alla data fatidica
scoprendo che nessuno se la
sente di mettersi davanti alla
compagnia a tirare la salita.
Coraggio alpini della “ValSusa”: tra febbraio e marzo alcuni consiglieri dovranno essere
sostituiti, altri confermati per il
loro secondo mandato e così via
negli anni a venire. C’è posto
per tutti, poi sarà il giudizio dei
delegati a stilare le graduatorie,
ma la bocciatura di un anno mai
sarà una bocciatura definitiva e
si potrà ritentare. Ma è fondamentale capire che senza candidati, senza ricambio, senza
entusiasmo la Sezione si avvierà
lentamente al suo declino. Immeritato.
Un declino che potrebbe portare anche ad esiti spiacevoli dei
quali poi nessuno potrà sentirsi
esentato dalla responsabilità nascondendosi dietro ai “non credevo, non sapevo, non
immaginavo”.
Siamo arrivati ad una fase delicata della nostra vita sociale,
stiamo entrando quali consapevoli o inconsapevoli attori in
quel “Futuro associativo” che
tanto sta a cuore al presidente
nazionale Corrado Perona,
stiamo attraversando un momento in cui non basterà solo
essere consapevoli della scelta
che si vorrà fare, ma si dovrà essere anche consapevoli della
“non scelta” o meglio della
scelta del “non fare” che sarà
decisamente più grave per la
vita associativa della scelta “di
fare”.
Assemblea dei delegati
L’annuale assemblea dei delegati alla quale seguiranno
le votazioni per il rinnovo del Presidente e di una parte
del Consiglio direttivo sezionale, si terrà nella sala “don
Trappo” della sede di via Brunetta a Susa, il 4 marzo alle
ore 9.
Data l’importanza del tema, siete caldamente invitati a
partecipare numerosi, con cappello alpino per la cerimonia dell’alzabandiera.
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Cambio di comandante
al 3° reggimento alpini
di Dario Balbo
Il colonnello Carlo Sardi ha
ceduto il comando al colonnello
Andrea Bertocchi.
Si è tenuta venerdì 30 settembre presso la Caserma “Berardi”
di Pinerolo la cerimonia militare
che ha visto il cambio al vertice
del 3° reggimento alpini della
brigata “Taurinense”, con il colonnello Andrea Bertocchi che
ha ricevuto la bandiera di guerra
dalle mani del colonnello Carlo
Sardi, che lascia Pinerolo dopo
un anno di comando.
Oltre che nell’addestramento
in montagna, negli scorsi dodici
mesi il 3° è stato impegnato nell’addestramento quale unità di
reazione rapida della NATO,
nell’operazione “Strade Sicure 4” e in Valle di Susa, concorrendo
con le forze dell’ordine al presidio del sito di Chiomonte.
Per il nuovo comandante, che proviene dallo Stato Maggiore della
Difesa, si tratta di un ritorno alla “Taurinense”, dove nel grado di
maggiore prestò servizio presso il comando della brigata a Torino.
Il gen. Dario ranieri
nuovo comandante
della “Taurinense”
di Dario Balbo
Dopo poco più di un anno il
gen. Paolo Francesco Figliuolo
ha lasciato il comando della brigata alpina “Taurinense”. Un
anno che si potrebbe definire
“tranquillo” visto che dopo continue missioni in terra afghana
la brigata si è dedicata all’addestramento sul territorio riscoprendo quell’alpinità che le è
propria. I monti del cuneese,
delle valli di Lanzo e del Gran
Sasso sono stati il teatro di marce
e salite culminate ai 2912 metri
del Corno Grande d’Abruzzo.
Gli alpini della “Taurinense”
durante il periodo di comando
del gen. Figliuolo si sono dedicati anche ad altre operazioni tra cui ricordiamo “strade sicure” e da
poco il presidio al cantiere della TAV di Chiomonte.
Ma lungo il 2011 si sono svolte centinaia e centinaia di commemorazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia a cui la brigata ha
sovente presenziato sia con i reparti che con la fanfara impegnata in
concerti un po’ ovunque sempre apprezzata per l’altissima professionalità e qualità dei suoi elementi.
Nel discorso di commiato era ovvio anche che il gen. Figliuolo
ricordasse l’Adunata nazionale di Torino dove la brigata è stata pe-
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santemente impegnata. Simpatico il suo ricordo personale di ben
quattro sfilate in quella giornata, prima ovviamente alla testa della
brigata, poi tra gli ufficiali alpini, quindi come alpino di Basilicata
ed infine al fianco del sindaco Chiamparino alla chiusura di quella
splendida giornata.
L’ultimo impegno della brigata nel suo periodo di comando si
stava invece materializzando proprio in quelle ore tra il dolore, le
macerie ed il fango dell’alluvione in Liguria dove oltre cento artiglieri del 1° di Fossano si stavano prodigando in aiuto alla popolazione.
Raccoglie il testimone il gen. Dario Ranieri, abruzzese di 52 anni,
con gran parte di carriera già in “Taurinense”. Lo abbiamo salutato
il 19 novembre 2005 quando lasciava il 3° alpini e lo ritroviamo ora
al comando della brigata.
Crediamo lo aspettino altrettanti mesi impegnativi sia in Italia che
all’estero e vedremo con curiosità anche cosa si materializzerà in
collaborazione con la 27ª brigata di montagna francese.
Da queste pagine formuliamo ad entrambi i comandanti i più sinceri auguri nei loro rispettivi incarichi.
Ba-io è andato avanti.
ultimo saluto
ad un grande amico
di elio Garnero
Ho voluto insistere su questo Ba-io per parecchi nostri lettori che
non si sono mai posti la domanda: ma chi è questo Ba-io che firma
diversi articoli dai quali ogni volta si evidenziano l’immenso valore
di umanità e di cultura non comuni?
Questi è Francesco Ballesio, l’amico alpino che ci ha lasciati il
26 agosto scorso alla venerabile età di 90 anni.
Proprio Francesco mi ha spronato ad entrare nel comitato di redazione de “Lo Scarpone Valsusino” e, da allora non ha fatto altro
che stupirmi per la sua totale dedizione al nostro giornale, ed alla
fanfara sezionale, per la quale mai rinunciava a magnificarne le già
note qualità.
Francesco è stato sicuramente un alpino che ha dato tanto
all’A.N.A., alla nostra Sezione, al nostro giornale, alla nostra fanfara.
Tutto ciò grazie anche alla collaborazione ed alla disponibilità di
sua moglie Maria, moglie encomiabile e compagna di vita fino al
momento più doloroso.
Francesco, in ogni nostro incontro, specialmente ai consueti appuntamenti per la correzione delle bozze in tipografia traspariva il
tuo alto livello di cultura ed il tuo signorile comportamento, anche
quando in redazione avresti dovuto, non dico bacchettare, ma almeno redarguire qualcuno di noi perché qualcosa non era stato risolto nel migliore dei modi.
Alcuni anni fa, ebbi l’occasione di riportare sul nostro giornale la
notizia dei raggiunti 50 anni di matrimonio, definendovi una coppia
eccezionale, ed a questo faccio riferimento per dire a te, cara Maria,
non abbandonarci, l’averti con noi sarà sempre come se Francesco
fosse presente. Ritieniti fortunata per aver potuto per ben 54 anni
condividere e raggiungere con lui, nella vita di ogni giorno, nell’accavallarsi di alterne vicende, quella pace necessaria per ritemprare
l’animo ed attingere nuove energie nelle confortevoli braccia di entrambi.
Caro Francesco, la nostra amicizia è nata nell’età matura, più salda
e più matura di quelle ormai svanite della nostra fanciullezza, un
sentimento che prevale infine sul lancinante dolore per la tua scomparsa.
Noi ti avremo sempre al nostro fianco intorno alle cose che hai
amato ed amiamo, e ti sentiremo vivo in noi e con noi nel prosieguo
di quel cammino terreno che ci sarà ancora concesso. Nella tua semplicità e modestia hai saputo trasmetterci, come se fosse un testamento, amore, pace, onestà e dirittura morale.
Ciao caro, indimenticabile Francesco.
Cento anni
di Giuseppe rosatelli
Ritorno sempre volentieri ad Exilles, non solo per l’attaccamento
agli abitanti del luogo, ma anche perché il paese stesso rappresenta
per me, per un insieme di valide motivazioni, fonte di ricordi dei
miei trascorsi militari ed associativi. Ricordi che inducono a rivolgere un doveroso pensiero ai nostri Caduti ed un cordiale saluto a coloro che sono sopravvissuti nel compimento del loro dovere militare.
Ciò premesso esprimo agli alpini del Gruppo di Exilles i miei più
vivi complimenti per il modo in cui hanno organizzato la manifestazione e aggiungo che partecipare all’attività del proprio sodalizio rientra nell’etica di ciascun socio che crede nell’importanza dei
valori umani ed in quelli della collaborazione e del volontariato. Tali
valori costituiscono i fondamenti della nostra associazione alpini e
devono esprimersi in iniziative, individuali e collettive, di sostegno
morale e materiale.
Il centenario ottavio Ambrosino, a sinistra, con Giuseppe rosatelli.
Vi sono ricorrenze nella vita che assumono un carattere particolare per la loro eccezionalità; questa festa di compleanno che riporto
è una di quelle.
Domenica 17 aprile 2011 mio cognato, Ottavio Ambrosino e zio
dei miei figli Sergio e Silvio, ha infatti festeggiato a Torrazza, provincia di Imperia, il suo centenario. Invidiabile il modo nel quale
egli, in ottima forma fisica e con la testa in uno stato di pregevole
funzionamento, ha raggiunto tale considerevole traguardo. La ricorrenza oltre ad avere riunito molti parenti e amici è stata, altresì,
allietata da un altro piacevole avvenimento in quanto il pronipote
del centenario ha compiuto contemporaneamente, il primo anno di
vita. Doppia ricorrenza e doppia gioia all’insegna della vita che continua.
La festa è trascorsa in piacevole armonia e tra una portata e l’altra i commensali hanno avuto modo di ricordare il periodo passato
e con i parenti anche il tempo ed i luoghi trascorsi nel periodo della
propria gioventù. Il valore di siffatte ricorrenze è, tra l’altro quello
di riunire le persone più care che, normalmente, vivono in luoghi
distanti tra loro.
L’importante è continuare a volersi bene, con la stessa stima ed affetto e sperare che tali gradevoli eventi possano ripetersi.
rispetto per la
Cappella Votiva
di Giuseppe rosatelli
Rivolgo agli alpini del Gruppo di Exilles i miei sentimenti di gratitudine per l’invito fattomi pervenire in occasione della importante
ricorrenza dell’80° anno di costituzione del loro Gruppo. Il pensiero,
oltre ad avermi onorato, mi ha fatto immensamente piacere per
l’amicale, affettuoso, fraterno ricordo.
A suo tempo gli alpini che hanno militato nel battaglione “Exilles”, coadiuvati dagli amici appartenenti ai Gruppi delle Sezioni
A.N.A. di Torino e “Val Susa”, hanno trasformato un appezzamento
di terreno situato ai piedi del forte di Exilles in una “Oasi di pace”.
In essa hanno creato un complesso di opere a ricordo del 3° reggimento alpini tra cui spicca, in memoria degli stessi caduti, la Cappella Votiva. Il succitato complesso, specie nei giorni festivi, è molto
frequentato da gitanti i quali occupano tutto lo spazio disponibile.
Peccato che talvolta manchi il necessario riguardo all’ambiente con
il rischio di un suo possibile degrado.
Per ovviare a ciò sarebbe non solo indispensabile ma apprezzabile
la presenza, nei giorni festivi, di una figura delle forze vigilanti. E’
con tale auspicio che prego vivamente gli amici del Gruppo di Exilles e gli amici che sono animati dagli stessi sentimenti di continuare
a mantenere il complesso della cappella Votiva sempre efficiente ed
accogliente.
Un fraterno abbraccio.
Sezione Val Susa
Via della Brunetta, 45 - 10059 Susa
Tel. e fax 0122.33.204
sito internet:
www.anavalsusa.it
Lo Scarpone
Valsusino
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Attualità
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Protezione civile
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emergenza Liguria
Intervento di coordinamento
della Protezione civile A.n.A.
di Paolo Parisio
Sono partito venerdì alle
prime luci dell’alba quale vice
coordinatore di Raggruppamento A.N.A. della Protezione
civile (Piemonte Liguria e Valle
d’Aosta) assieme al vice coordinatore dell’Unità sezionale
A.N.A Val Susa Corrado Tournour con destinazione C.O.M.
(Centro Operativo Misto) di
Brugnato.
Il mio compito: sostituire il
responsabile, Pavese (presente
in loco già dalle prime ore dei
soccorsi), nel coordinamento di
tutti gli alpini della P.C. intervenuti su richiesta diretta del Dipartimento Nazionale della P.C.
di Roma nelle zone alluvionate
dell’area assegnata.
Compito di Tournour: appoggio al Coordinatore e valutazione logistica di impiego per
un eventuale successivo invio
dell’Unità A.N.A. della ‟Val
Susaˮ.
Panda sezionale carica di
zaini con indumenti personali
ma anche radio, computer portatili (notebook), stampanti,
cavi, prese, webcam per eventuali video conferenze, cancelleria, timbri, moduli, torce,
insomma, carico anomalo per la
piccola utilitaria abituata ad intervenire nei soccorsi con attrezzature per lavori tipici del
volontariato della Protezione civile, dove gli attrezzi sono ben
diversi !!!
Ma il compito era “da primo
giorno di scuola”: infatti non si
era ancora verificata una calamità così pesante come questa ligure da quando l’A.N.A. mi
aveva assegnato il nuovo incarico e quindi mai mi ero dovuto
insediare presso il C.O.M. a coordinare volontari di regioni diverse seppure tutti rigorosamente
dell’Associazione Nazionale Alpini.
Nei pressi di Brugnato via
radio veniva comunicato di
uscire dall’autostrada e raggiungere Borghetto di Vara poiché il
C.O.M. si stava trasferendo in
detta località per motivi logistici
(sono comunque Comuni confinanti).
Arrivati nel Comune si presentava tutta la drammaticità
dell’evento con una visione di
desolazione e di danni che subito apparivano veramente ingenti.
Draghe, camion, automezzi
della P.C., volontari ma anche
Scarpone
10 Lo Valsusino
Corrado Tournour, vice coordinatore dell’unità sezionale di Protezione civile, nei paesi alluvionati della Liguria.
popolazione locale tutti febbrilmente al lavoro. Per un volontario è normale vedere tali scene
ma per una persona non della
Protezione civile vedere la macchina dei soccorsi operativi in
piena azione è sempre spettacolo che lascia subito un primo
momento di interdizione. Sembra un formicaio impazzito
dove il traffico intenso degli automezzi di soccorso, macchine
operatrici di movimento terra,
camion, volontari e militari al
lavoro che spuntano ovunque. E
poi le file di automezzi delle
forze di polizia, ma anche delle
televisioni, danno impressione
di una bolgia dantesca rumorosa
dove però subito dopo si capisce essere “bolgia organizzata”
dove ogni squadra al lavoro
opera in una propria postazione
e così ogni draga, bobcat e
quant’altro e tutti i camion,
fanno la spola per il carico-scarico dei materiali.
Non è un caos senza controllo
ma semplicemente l’insieme del
“sistema della Protezione civile
italiana” che è e resta una delle
più invidiate al mondo e sicuramente una delle eccellenze che
l’Italia può vantare verso paesi
terzi.
Cerco il segretario del Raggruppamento impegnato assieme ai suoi in un’abitazione
colpita: è lui il “contatto” in
quanto il “mio capo” ha già nel
frattempo lasciato la zona operativa per rientrare ad Alessandria.
Mi dà le consegne e vengo
quindi a sapere che il C.O.M. in
trasferimento a Borghetto di
Vara è stato installato presso la
caserma della Guardia Forestale. Mi viene indicato il nome
del Comandante, il mio referente del Dipartimento Nazionale presso il C.C.S. (Centro
Coordinamento Soccorsi) installato nella Prefettura di La
Spezia e vengo informato che
dovrò seguire anche volontari
A.N.A. provenienti dal 2° Rgpt.
(Lombardia) e dal 3° Rgpt.
(Emilia Romagna).
Vengo accompagnato al
C.O.M. e con le presentazioni
inizia la mia operatività di coordinamento, ovvero il mio lavoro
in zona operativa.
Mentre le Sezioni piemontesi
vengono fatte lavorare quasi
tutte in Borghetto di Vara in sinergia con le forze espresse dai
Coordinamenti Provinciali e
Regione Piemonte, i volontari
delle Sezioni A.N.A. lombarde
dotate di 5 “bobcat” e 2 escavatori hanno il compito di aprire
una strada secondaria per raggiungere Rocchetta, frazione
isolata dove nessuno è ancora
arrivato.
Ci vogliono giorni di lavoro
per arrivare nella frazione, ma il
compito assegnato viene portato
a termine. In Rocchetta vengono accolti con sollievo dalla
popolazione e iniziano quindi a
prestare soccorsi all’interno dell’abitato insediandosi nelle
scuole.
Una parte viene poi spostata
per interventi a Cavanella terminati i quali si ricongiungeranno nuovamente a Rocchetta
L’A.N.A. di Reggio Emilia
(3° Rgpt.) ha installato una cucina nell’abitato di Borghetto di
Vara che ogni giorno si perfeziona con l’arrivo di altre componenti che si aggiungono al
modulo. Il paese è senza acqua
né luce elettrica quindi la cucina
deve lavorare in autonomia totale così come il centro radio
A.N.A. che è installato sopra la
“mensa” al primo piano.
L’A.N.A. del 3° Rgpt. ha
anche squadre che lavorano in
Borghetto di Vara per togliere
fango, melma e mobili dalle
case con mezzi motori, “carrette
a motore”, per il trasporto breve
di quanto asportato.
Non vi è una divisione netta
tra volontari operanti tra i vari
Coordinamenti Provinciali con
quelli operanti come A.N.A.,
ma neppure tra i volontari nei
coordinamenti ma appartenenti
ad organizzazioni diverse.
Molti sono anche gli A.I.B.
del Piemonte impegnati nelle
operazioni di soccorso in case e
negozi, che con le loro motopompe e cisterne d’acqua svolgono un lavoro essenziale di
rifinitura con idrogetti che puliscono a fondo i locali. Si capi-
sce bene qui quanto era necessario, a mio avviso, togliere gli
A.I.B. dalla giurisdizione dell’Assessorato Foreste per farli
confluire tutti sotto la struttura
Regionale della Protezione civile.
Una telefonata mi avverte che
è in arrivo una Squadra A.N.A.
di La Spezia dotata di mini escavatore che, terminati i lavori in
altra località, viene dirottata
sotto la “mia giurisdizione”. Li
attendiamo e li scortiamo al
C.O.M. per le procedure di registrazione presso la funzione “volontariato”. Questa funzione,
prima svolta con personale della
Forestale e poi passata al volontariato ligure si svolge con ottimo impegno, capacità e
dedizione ma, sempre priva di
computer e stampanti, è costretta a scrivere tutto a mano su
fogli A4. Cosa poco spiegabile
nel 2011!
La squadra A.N.A. spezzina
viene mandata a Brugnato ad
operare in un distributore Agip
e successivamente, in base alle
richieste pervenute, raggiungerà
la località Calice dove continuerà ad operare.
Purtroppo dopo 5 giorni dalla
calamità, una delle squadre
A.N.A. di Reggio Emilia ritrova
il corpo di una delle vittime ancora disperse, Rita Cozzani,
professoressa de La Spezia. Era
stata sorpresa dall'alluvione a
Borghetto di Vara mentre con il
marito si trovava in auto all’uscita dell’autostrada. Il ma-
rito si è salvato ed è riuscito a
salvare un'altra donna mentre la
sfortunata consorte è stata trascinata via dall’acqua.
I contatti e le relazioni con il
responsabile A.N.A. del 1°
Rgpt. avvengono con regolarità
e al sabato sera mi viene comunicato che avrò il cambio domenica dal nostro Segretario
Nazionale della P.C. A.N.A. che
arriverà da Milano, Sede Nazionale, dopo una riunione operativa al C.C.S. in Prefettura a La
Spezia.
Ora è domenica, dal palazzetto dello sport di Santo Stefano di Magra dove siamo
alloggiati, rifacciamo le valigie
e liberiamo le brandine che verranno occupate da altri, carichiamo nuovamente la nostra
panda 4x4 e facciamo, forse
l’ultima volta, l’autostrada in direzione Borghetto di Vara. Raggiungiamo il C.O.M. e,
congedati, ultima visita al paese
dove si inizia a pulire la via
principale del centro in ciottolato. I lavori sono in pieno svolgimento, la macchina della
Protezione civile continua a “girare a pieno ritmo” e moltissimo
è stato fatto in questi pochi
giorni. Il lavoro fatto si vede rispetto alla pura desolazione visiva al nostro arrivo ma per noi è
ora di tornare in valle.
Inviamo sms ai responsabili
delle Squadre e Nuclei della nostra Unità Sezionale avvertendoli
del nostro rientro, confermando
loro che devono proseguire nel-
Protezione civile
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l’allerta “pronta partenza” fino a
revoca.
Noi non sappiamo se torneremo nuovamente in zona operazioni, ma se ritorneremo sarà
assieme agli altri volontari dell’Unità A.N.A. “Val Susa”, e
sarà perché dovremmo sostituire Sezioni rientranti per cambio turno.
La Regione Piemonte si dice
che terminerà le operazioni di
soccorso il successivo martedì
ma non sappiamo quando il Dipartimento Nazionale della Protezione civile si ritirerà e lascerà
in loco solo più le strutture liguri. Noi restiamo a disposizione pronti a sostituire i cambi
dove il Dipartimento e la nostra
Sede Nazionale riterrà opportuno. Eccoci a Susa, missione
terminata. Sicuramente diversa
dalle altre sempre svolte assieme a tutta l’Unità ma certamente da ricordare: una
missione di gestione coordinamento operazioni pura, la prima
volta da vice Coordinatore di
Raggruppamento. Anche questa
una fonte preziosa d’esperienza.
Un pensiero alla popolazione
locale. I volontari arrivano ma
vanno via, resterà la gente, resteranno gli abitanti dei paesi
colpiti. Abbiamo sentito che diversi hanno intenzione di abbandonarli e trasferirsi altrove.
Noi speriamo invece che siano
pensieri momentanei frutto di
temporaneo scoramento e sconforto per tutto ciò che hanno
perso. E’ sempre brutto quando
nei paesi restano solo più gli anziani, quando i “camini non fumano più”, quando le case
vengono lasciate sole con se
stesse e non si sentono più le
grida gioiose dei bambini.
I liguri sono gente tosta e
sono certo che sapranno superare anche questi difficili momenti e che i paesi torneranno a
sorridere e a ricreare il richiamo
turistico per questa zona della
Liguria famosa per la bellezza
dei paesini dell’entroterra e
della natura.
Natura che se diventa cattiva
e feroce verso l’uomo è anche
perché spesso l’uomo non la
cura con la dovuta attenzione e
la considera non alleata ma
ostacolo al suo sviluppo economico o, viceversa, nell’intenzione di salvaguardarla, ne
impedisce con leggi e leggine il
suo ottimale sfruttamento rendendo difficoltosi lavori che i
“nostri vecchi sempre hanno
fatto” trasformando magari
buone intenzioni in pessime realtà. Ma queste riflessioni esondano
dalla
Liguria
e
coinvolgono l’intero territorio
nazionale fino ad arrivare alle
nostre montagne, ai nostri
fiumi, alle nostre realtà.
Lo Scarpone
Valsusino
11
Dalla Sezione
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L’angolo di Elio Garnero
new York
11 settembre 2011
alcune considerazioni
su questo infausto evento
a dieci anni di distanza
Il vero grande cambiamento, tuttavia è l’effetto economico di
quello sforzo espansionistico.
Queste due guerre hanno aggiunto milioni e milioni di dollari al
debito americano che ha ormai superato i 14,3 trilioni di dollari. Il
“dividendo di pace” degli anni novanta si è trasformato in “fardello
di guerra”.
L’11 settembre ha cambiato l’agenda dell’Occidente, ha messo al
primo posto la guerra al terrorismo islamico, ha dirottato immense
quantità di denaro e di energie ed ha lasciato campo libero non solo
alla Cina, ma anche alla crescita di Paesi vincenti quali India e Brasile. Da segnalare il fenomeno sempre più dirompente della crescita
impetuosa e senza ostacoli dell’economia cinese. Mentre Washington dava la caccia ai talebani ed alle cellule terroristiche di Bin
Laden, Pechino dava la caccia alle materie prime di continenti interi,
dall’Africa al Sud America. In conclusione, ora il debito americano
e parte di quello Europeo sono in mani asiatiche. Da fonti attendibili ho appreso che in quest’ultimo periodo, una delegazione con i
vertici del Fondo Sovrano Cinese, quello che compra partecipazioni
e sottoscrive appunto il debito degli stati nazionali, ha viaggiato in
Europa, e chi li ha incontrati è rimasto stupefatto ed ammirato dalla
preparazione e dalla puntualità di questi alti funzionari di Pechino,
ma ne è scaturita la loro coscienza di essere saliti sui gradini più alti
del pianeta e la loro convinzione di potersi permettere di guardare
molti di noi dall’alto verso il basso.
il presepe
Le macerie delle “torri gemelle”.
Per chi l’avesse dimenticato, la mattina dell’11 settembre 2001, 19
affiliati all’organizzazione terroristica di matrice islamica Al-Qaida
dirottarono quattro voli civili commerciali. I dirottatori fecero intenzionalmente schiantare due degli aerei sulle Torri 1 e 2 del World
Trade Center di New York causando poco dopo il collasso di entrambi i grattacieli e conseguenti gravi danni agli edifici vicini. Il
terzo aereo di linea fu fatto schiantare dai dirottatori contro il Pentagono. Il quarto aereo diretto contro il Campidoglio o la Casa
Bianca a Washington si schiantò nella Contea di Semerset (Pensylvania) dopo che i passeggeri ed i membri dell’equipaggio tentarono,
senza riuscirci, di riprendere il controllo del velivolo. Tali attacchi
terroristici causarono circa 3000 vittime. Nell’attacco alle torri gemelle morirono 2752 persone, tra queste 343 vigili del fuoco e 60
poliziotti. Nei giorni precedenti al decimo anniversario di tale sciagura molti quotidiani italiani hanno ricordato e commemorato tale
tragico evento con delle svariate considerazioni ed espressioni non
sempre condivisibili.
Oggi, dopo 10 anni, a mio avviso possiamo interrogarci con un
minimo di distanza critica da quei tragici eventi che in realtà proprio
per la loro gravità richiederebbero un giudizio storico ancor più decantato “davvero il mondo non è più stato lo stesso?” Alcuni giornalisti, non solo italiani, si sono posti la domanda: “quale data vi
sembra sia stata la più importante e consequenziale?” L’11 settembre 2001, caduta delle torri gemelle, o il crollo, il 15 settembre 2008
della Lehman Brothers? E’ difficile rispondere però dobbiamo ammettere che allora, nel 2001, tutte le loro testate ribadirono e pubblicarono che da quel giorno il mondo è cambiato. Sì, è vero è
cambiato quel giorno, ma col senno di poi dobbiamo anche ammettere che il crollo del 15 settembre 2008 ha portato conseguenze economiche che potrebbero durare per decenni.
Viene da pensare che quanto successo l’11 settembre 2001 in effetti abbia causato il 15 settembre 2008. Senza il trauma di quell’atrocità e la sensazione diffusa in tutto il mondo che l’America
fosse in guerra con nemici nascosti, la politica economica sia in
America, sia in Europa non sarebbe stata così lassista ed espansionistica, e per così tanto tempo. Né ci sarebbe stata la bolla del credito e del boom immobiliare, che hanno portato alla fine, al crollo di
Lehman Brothers ed alla stagnazione economica. In effetti gli eventi
successivi, in Afghanistan come in Iraq e la stessa caccia a Obama
Bin Laden in Pakistan hanno umiliato l’America rendendola sorprendentemente debole.
Scarpone
12 Lo Valsusino
come si viveva questo
solenne avvenimento
Consentitemi di esternare alcuni ricordi ed alcune riflessioni sul
“presepe” come veniva vissuto e com’era umile negli anni “60”. Premetto che per il sottoscritto il solenne avvento del Santo Natale è
sempre stato sinonimo di presepe. Com’era umile il presepe di allora; d'altronde se Dio ha scelto Betlemme “casa del pane” se ha
scelto l’umiltà che noi raffiguriamo nel presepe per venire a noi, è
perché Dio è umiltà anche nella sua essenza.
Allora presepe significava lunga vigilia di preparazione, organizzazione e costruzione. Allora persino la neve cadeva in modo diverso. Nessuno parlava del tempo del giorno dopo, ma ci si riferiva
sempre alla situazione meteo in atto. Forse per questo ogni nevicata
era una sorpresa sempre gradita.
Fiocchi sempre più fitti imbiancavano rapidamente strade, prati e
tetti, nobilitando il panorama. Quel bianco abbagliante richiamava
alla mente il calore discreto ed amico del “potagè” della stufa a legna
dotata di forno, scaldavivande e caldaietta.
Il Natale, il periodo più freddo dell’anno, era in grado di scaldare
i cuori con un calore speciale, irripetibile, ingigantito oggi dal ricordo, dalla nostalgia dell’innocenza perduta, delle tante persone
amate che non ci sono più.
L’inizio dell’avvento portava tra i bambini un’irresistibile frenesia. I pomeriggi erano animati dalla “Benedizione” funzione religiosa alla quale si partecipava volentieri perché era corta e sintetica,
e preannunciava col suo odore di incenso e di freddo umido nelle
chiese mal riscaldate di allora, il mistero magico e poetico del Natale imminente. Allora si cominciava a pensare al presepe, a come
costruirlo, animarlo, a renderlo più bello dell’anno prima.
Se penso all’assurda e deprimente involuzione consumistica di
questa festa, quel periodo della mia vita mi sembra un sogno che
mai più potrò fare, un dono prezioso che ho avuto la fortuna di poter
assaporare e condividere con quanti mi hanno voluto bene. La costruzione del presepe era davvero un momento straordinario nella
vita familiare perché sapeva renderla più unita e felice.
La mamma tirava fuori dagli armadi specchietti e statuine, metteva a disposizione la farina per riprodurre la neve. Il padre assicurava la sua consulenza tecnica. La prima necessità da soddisfare era
la disponibilità del muschio; in periferia qualsiasi muro in ombra ne
forniva allora in abbondanza, ed alcuni posti, chissà perché, venivano considerati da tutti i migliori per la raccolta del muschio, e si
tenevano segreti i luoghi frequentati, come avveniva per i funghi.
Avuta quella preziosa materia si poteva iniziare il lavoro più difficile ma anche divertente ed esaltante. Si piegava la carta da pacchi
per fare simulacri di montagne e poi con grande perizia si doveva sistemare la statuina giusta nel punto giusto. Si procedeva all’impianto
delle luci che avrebbe vitalizzato la scena. Quando tutto era pronto,
il tocco magico finale, la spolverata di farina sulle vette, sulla capanna, sui prati. Poi si inseriva la spina nella presa, si spegnevano le
altre luci di casa e tutti si sentivano non al centro, ma il centro del
mondo e di quello stupefacente mistero chiamato vita.
16 ottobre – Palazzolo sull’Oglio. Raduno 2° Raggruppamento. Presente: consigliere
Demuti.
21-22-23 ottobre – Costalovara. Riunione presidenti sezionali. Presenti: presidente
Sosello e revisore dei conti nazionale Botteselle.
22 ottobre – Moncalieri. Sede
Banco Alimentare. Riunione
capi area. Presenti: vicepresidente Garnero e capogruppo di
Susa, Bartolotti.
22 ottobre – Rivoli. Casa del
Conte Verde. Presentazione
libro “Ring Road” del maggiore Mario Renna. Presenti:
vicepresidente Garnero e consigliere Balbo.
28 ottobre – Torino. Caserma
Montegrappa. Cambio di comandante. Presenti: presidente
Sosello, vicepresidenti Garnero
e Baro, consiglieri Balbo, Sacco
e Amprimo.
4 novembre. Celebrato nelle
varie comunità di appartenenza.
4 novembre – Pinerolo. Caserma Berardi. Cambio comandante di btg. Presenti:
vicepresidenti Garnero, Baro e
consigliere Amprimo.
4 novembre – Novalesa. Commemorazione dei Caduti. CDS
al completo.
5 novembre – Susa. Riunione
capigruppo e successivoConsiglio sezionale. CDS al completo.
11 novembre – Gravellona
Lomellina. Posa della prima
pietra della “casa per Luca”.
Presenti: consigliere Demuti
con vessillo e revisore dei conti
nazionale Botteselle.
26 novembre. Banco alimentare.
28 novembre - Torino. Consiglio del Centro studi di architettura militare. Presente Dario
Balbo.
Oblazioni pro Scarpone
Alpino Riccardo Tavano - Montafia d’Asti
Silvana Paris - Bruzolo
Nello Parolari in occasione del 45° anniversario
di matrimonio - Gruppo di Bruzolo
La moglie Maria Bedano in memoria del marito
Francesco Ballesio - Torino
Gruppo di Novalesa
La famiglia Chiapusso in memoria di Silvino Gruppo di Giaglione
Silvio Mout - capogruppo di Exilles
Totale
€
€
Mario Parisio - Roma
oblazioni “una casa per Luca”
Notiziario sezionale
10 settembre – Imperia. Riunione Presidenti 1° Raggruppamento. Presenti: presidente
Sosello, consigliere Balbo e revisore dei conti nazionale Botteselle.
Riunione referenti al Centro
Studi A.N.A. Presente: vicepresidente vicario Garnero.
Onori al Labaro Nazionale e
sfilata per le vie di Porto Maurizio. Presenti: presidente Sosello, vicepresidenti Ferraris e
Garnero, consiglieri Balbo, Bonaudo, Demuti, Olivero e Salvaia.
11 settembre – Imperia. Raduno 1° Raggruppamento.
Presenti: presidente Sosello, vicepresidenti Baro, Ferraris, Garnero e CDS al completo.
18 settembre – Briançon.
Festa dell’Edelweiss con
l’Amicale 159ème RIA. Presenti: presidente Sosello, vicepresidente Ferraris, consiglieri
Balbo, Parisio e Sacco.
30 settembre – Pinerolo. Cambio di comandante al 3° rgt.
alpini. Presenti: presidente Sosello, vicepresidenti Baro e Garnero, consiglieri Balbo, Bosco,
Sacco, Combetto ed alfiere Gallina.
3 ottobre – Susa. Consiglio sezionale. CDS al completo.
9 ottobre – Pavone Canavese
(Sezione di Ivrea). 59° convegno della Fraternità Alpina e
25° di fondazione Gruppo alpini locale. Presenti: presidente
Sosello, vicepresidente vicario
Garnero ed alfiere Gallina.
15 ottobre – Torino. Teatro
Alfieri. Concerto offerto alla
Città dalla Sezione di Torino
e dalla Brigata alpina “Taurinense” per il 139° anniversario delle penne nere e del 91°
di fondazione della “veja”.
Presenti: vicepresidente Garnero e consigliere Balbo.
Oblazioni conto corr. post.
20,00
20,00
€
20,00
€
€
50,00
20,00
€ 1.000,00
€ 100,00
€ 1.230,00
Gruppo di Claviere
Gruppo di Oulx
Sezione Valsusa
Totale
€
€
€
€
40,00
100,00
800,00
500,00
€ 1.400,00
presenze del nostro vessillo
in manifestazioni
di altre sezioni
59° convegno
della solidarietà alpina
Domenica 9 ottobre a Pavone Canavese (Sezione di Ivrea) si è celebrato il 59° Convegno della solidarietà alpina in concomitanza con
il 25° di fondazione del Gruppo alpini locale.
Il paese, che conta circa quattromila abitanti, dista due chilometri da Ivrea, e un chilometro dal casello autostradale del capoluogo
eporediese sulla Torino–Aosta. Insediamento umano attestato sin
dall’età del bronzo, documentato in epoca romana e sviluppato nel
medioevo, Pavone si adagia sulle falde di formazioni rocciose limate dai ghiacciai di età preistorica che scendevano dalla Valle
d’Aosta. Pavone Canavese conta quattro edifici sacri di buona fattura, tra i quali, da sottolineare per la bellezza architettonica la chiesa
di San Rocco, monumento nazionale. Il fiore all’occhiello di Pavone
è il Castello con la grande torre (il Donion o maschio difensivo)
eretta dai vescovi di Ivrea dopo le concessioni dell’anno mille dell’imperatore Ottone III. Sull’altura dove ora sorge il Castello sono
state scoperte antiche tombe e molto materiale romano, si presume
che ci fossero edifici romani (un tempio, un piccolo foro ecc.) andati
poi distrutti. Dal 1991 il Castello di Pavone è di proprietà della famiglia Giodice che ne ha fatto sede di un hotel, ristorante e centro
congressi.
Alla mia terza partecipazione dell’anno in terra eporediese, finalmente trovo bel tempo con tiepido sole.
Il mattino di domenica 9 ottobre in compagnia del presidente Sosello e dell’alfiere Gallina arriviamo in piazza Falcone, punto di accoglienza dei partecipanti.
Presenti i vessilli delle sezioni di Torino, Ivrea, Valle d’Aosta e Val
Susa, numerosi i gagliardetti in rappresentanza per la maggior parte
dei Gruppi della Sezione di Ivrea, ma pure molti di Gruppi delle Sezioni limitrofe.
Lo Scarpone
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Dalla Sezione
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Cronaca dai Gruppi
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Alle 10 ha avuto inizio la sfilata con la partecipazione della fanfara della Sezione di Ivrea. Alzabandiera al monumento all’alpino,
orazioni ufficiali e Santa Messa nella chiesa parrocchiale di Sant’Andrea accompagnata dal coro A.N.A. della Sezione di Ivrea. Al
termine, sempre in corteo deposizione corona di alloro al monumento Caduti di tutte le guerre.
Ritorno in piazza Falcone con consegna targhe ed opuscoli ricordo
ai partecipanti. Il tutto terminava col pranzo alpino in compagnia
nel padiglione gastronomico.
Torino, Teatro Alfieri
Le formazioni musicali torinesi con la fanfara “Taurinense”.
Sabato 15 ottobre 2011, è stato un grande successo di pubblico al
teatro Alfieri di Torino per il gran concerto offerto alla città dalla
Sezione di Torino e dalla brigata alpina “Taurinense” per il 139° anniversario delle penne nere e del 91° di fondazione della Sezione di
Torino “la veja”.
Dopo il saluto del generale Figliuolo e del presidente Revello, il
professor Oliva ha ricordato la storia e le tradizioni del corpo degli alpini, per poi cedere il palcoscenico alla fanfara “Montenero” ed al
coro della Sezione A.N.A. torinese, che si sono esibiti in una serie di
classici sul tema della montagna. Nell’intervallo sono stati premiati
quattro alpini della “Taurinense” con il premio “Faldella”, per essersi
distinti in servizio, ed è stata consegnata per mano del presidente Revello alla brigata la somma di 12.600 € raccolta durante l’Adunata
dello scorso maggio. Cifra destinata a progetti di solidarietà.
Il finale è stato affidato alla fanfara della “Taurinense” che ha intonato brani in tema con le celebrazioni del 150° dell’unità nazionale, eseguendo l’Inno di Mameli insieme alle due formazioni
musicali dell’Associazione Nazionale Alpini.
Per la nostra Sezione erano presenti il vicepresidente vicario Garnero ed il consigliere Balbo.
La S. Messa è stata concelebrata da sei sacerdoti di cui cinque alpini tra cui don Mauro Capello, cappellano militare della “Taurinense” e da mons. Tommaso Ribero cappellano della Sezione di
Torino.
Passato e futuro hanno fatto da contorno alla manifestazione con
l’intervento sull’onda della memoria da parte del colonnello Antonio Andrioli, classe 1917, reduce dal fronte russo, prigioniero dei
sovietici sino al 1947, e ultimo ufficiale sopravvissuto del III° battaglione misto genio della divisione “Julia” e di quello di numerosi
allievi delle scuole medie inferiori “Ippolito Nievo” di Torino e “San
Luigi” di Chieri che hanno recitato o letto brani a ricordo sia dei caduti che della storia del parco.
Cerimonieri della manifestazione Giorgio Coizza, capogruppo di
“Torino centro” e Adriano Rocci entrambi grandi amici della nostra
Sezione, rappresentata nell’occasione, con vessillo, dal consigliere
Balbo.
“Val Susa” presente alla posa
della prima pietra
di “una casa per Luca”
ricordo dei Caduti
al Parco della rimembranza
Come tutti gli anni, il 3 di novembre, il Gruppo “Torino centro”
della Sezione omonima, organizza la cerimonia di commemorazione
dei Caduti presso l’Ara votiva del Parco della Rimembranza.
Alla cerimonia hanno preso parte rappresentanti di Comune, Provincia e Regione e per le Truppe alpine il neo comandante della
“Taurinense”, gen. Dario Ranieri.
La cerimonia si svolge ogni anno dal 1928, unica interruzione il
periodo bellico, nel parco realizzato a Torino, come in ogni altra città
italiana per volontà del Governo all’indomani della Prima guerra
mondiale.
Quel conflitto era stato definito dal primo ministro Salandra
“quarta guerra di indipendenza”, cioè culmine dell’epopea risorgimentale. Il Comune di Torino scelse quale sede idonea il parco che
circondava il colle della Maddalena ed in quello che diventerà il
Parco della Rimembranza vennero piantati 4810 cippi con incisi i
nomi dei caduti torinesi, piccola parte di quei 650.000 morti del conflitto. Questi cippi popolano l’Arboreto creato per dare alle visite,
oltre alle ragioni del patriottismo e della riconoscenza per i soldati
caduti, anche motivazioni scientifiche e didattiche.
Scarpone
14 Lo Valsusino
La base perimetrale della costruenda casa.
Venerdì 11 novembre a Gravellona Lomellina, ho presenziato alla
cerimonia della posa della prima pietra della “Casa per Luca”, con
il vessillo sezionale.
Era presente anche il revisore dei conti nazionale Botteselle.
Alla cerimonia, oltre al Presidente nazionale con labaro, hanno
presenziato il generale Primicerj, il generale Bellacicco, autorità civili e militari, e tanti alpini con vessilli e gagliardetti, che con il loro
schieramento, hanno “abbracciato” l’intero perimetro della futura
costruzione.
Dopo l’alzabandiera, il Presidente Perona, il generale Primicerj e
il sindaco di Gravellona Ticino, hanno tenuto le allocuzioni ufficiali,
ricordando in particolare la caparbietà degli alpini, che quando si
prefissano un obiettivo, riescono sempre a realizzarlo.
L’alpino Luca Barisonzi, gravemente ferito in Afghanistan, non
era presente, perché ricoverato in una clinica svizzera. Erano invece
presenti il papà e il fratello, alcuni parenti e numerosi suoi concittadini.
La casa una volta terminata, consentirà a Luca una vita il più possibile vicino alla normalità.
Riccardo Demuti
new York, new York
per il nostro vessillo
al monumento agli alpini morti nella ricerca dei sopravvissuti della
spedizione. Toccante è stato il canto dell’Inno di Mameli, da parte
del gruppo di italiani (alpini e non) che partecipava al viaggio. La
bandiera italiana con lo stemma del Gruppo alpini di Giaglione e il
gagliardetto del Gruppo di Montegalda, Sezione di Vicenza sono
stati immortalati in numerose foto-ricordo.
Il viaggio è poi continuato fino al superamento dell’80° parallelo
latitudine Nord; non è stato possibile sbarcare sull’Isola degli alpini,
Alpinioya, per la grande quantità di pack che ha impedito alla nave
di raggiungere la meta.
La navigazione è proseguita verso Sud, con grande rammarico da
parte degli italiani che non hanno potuto commemorare il capitano
Sora sull’isola da lui scoperta.
È stata comunque un’avventura emozionante ed un’esperienza
unica: l’avvistamento di orsi polari, balene, foche, trichechi, renne
e numerose specie di uccelli. Undici giorni vissuti senza oscurità, in
mezzo a ghiacci immacolati, al pack, alla banchisa che rifletteva i
raggi del sole, con escursioni a terra, raggiunta con il gommone, alla
scoperta della flora artica.
Gruppo di Bussoleno
Festa del Gruppo
a Pian Cervetto
Tre giorni a New York in occasione del 16° Congresso delle Sezioni del Nord America ed in concomitanza del Columbus Day. Grazie all’alpino Giuliano Suppo del Gruppo di Almese, il nostro
vessillo ha valicato l’oceano e con i vessilli di Bergamo, Biella, Feltre, Milano, Pordenone, Trento e Vicenza ha sfilato per la Fifth Avenue tra ali di folla festante e curiosa.
Gruppo di Giaglione
Alpini alle isole Svalbard
Leggendo l’articolo comparso su “L’Alpino” di dicembre 2010,
poiché era in programma una seconda spedizione alle Isole Svalbard per luglio 2011, alcuni alpini e amici degli alpini hanno deciso
di vivere le stesse emozioni.
La partenza è avvenuta il 7 luglio da Milano Malpensa con scalo
a Bruxelles e quindi a Longyearbyen dove ci si è imbarcati sulla MV
Plancius, nave adatta alla navigazione tra i ghiacci.
Il giorno dopo è stato raggiunto Ny Alesund, l’insediamento più
settentrionale del mondo, oggi centro di ricerca scientifica internazionale. Per gli italiani, due momenti molto emozionanti sono stati
la visita al Pilone di ancoraggio, utilizzato da Amundsen con il dirigibile Norge nel 1926 e da Nobile con il dirigibile Italia nel 1928, e
La decisione del capogruppo Enrico Sacco e del Consiglio direttivo di organizzare l'annuale festa del Gruppo in quella amena località che è Pian Cervetto, è stata una buona idea con un buon successo
di presenze. Certamente l'impegno logistico è stato notevole perché
il trasporto del materiale, dei tavoli e relative panche, dei gazebo, è
stato un lavoro non facile, e di ciò si debbono ringraziare coloro che
si sono prestati maggiormente.
La giornata è iniziata alle 11,30 con la celebrazione, nell'atrio dell'antica cappella, della Santa Messa celebrata da don Feliciano.
Erano presenti alla lettura della Preghiera dell'alpino, al termine della
sacra funzione, il vessillo della Sezione scortato dal presidente Sosello, i gagliardetti dei Gruppi di S. Giorio, Mattie, Novalesa e Bussoleno e tutti gli alpini con familiari e amici. È stato servito quindi
l'aperitivo cui ha fatto seguito un ottimo pranzo servito nel prato
adiacente la piccola borgata, attrezzato con tavoli e gazebo.
La bella giornata è poi terminata nel tardo pomeriggio con canti
alpini in serena allegria.
Gruppo di Condove
ricordo di don Luigi Perottino
Il nostro cappellano don Gino è andato avanti. Classe 1921 fu presto mandato in seminario a coltivare la sua vocazione e fu ordinato
sacerdote nel 1945.
Venne mandato nel suo primo ministero come viceparroco a
Meana. Dopo due anni venne nominato parroco di Desertes, ma
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Cronaca dai Gruppi
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Cronaca dai Gruppi
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quella parrocchia, malgrado i
suoi sforzi, non gli dava da vivere.
Nel 1950 quindi divenne
cappellano militare. Passò in
varie armi e varie caserme ma
soprattutto divenne cappellano
degli alpini. Dopo 33 anni finì
la sua carriera e lasciò la naja
rimpianto da tutti i suoi commilitoni.
Ritornato a Condove si stabilì
con la sorella, vedova da poco
tempo. Scelse subito di essere il
pastore della cappella del Poisatto, dove ogni domenica celebrava la Messa. Era anche assiduo visitatore degli ammalati e degli
anziani portando conforto e fede finché la salute lo ha sorretto.
Noi lo ricordiamo quando nel 1991 è stato celebrante del nostro
60° di fondazione. Ancora fu lui a benedire la prima pietra della nostra “casa” e poi la benedì all’inaugurazione nel 1995. Infine con
noi per il 70° nel 2001 celebrando nuovamente la S. Messa. Purtroppo ebbe un primo infarto che preoccupò molto. Portava, con
grande volontà di fare coraggio, i vari problemi di salute anche se
ormai aveva intrapreso la strada del declino e ogni anno subentravano sempre nuovi problemi, finché nell’ultimo anno non riusciva
più ad uscire di casa e celebrava la Messa nel suo studio. Con grande
rimpianto a fine agosto 2011 lo abbiamo accompagnato nell’ultimo
viaggio ed ora ci sentiamo orfani e speriamo di incontrarci in paradiso con Cantore e tutti gli alpini.
Ai familiari rinnoviamo le nostre fraterne condoglianze.
Pi.Gi.
Gruppo di Cesana
Commemorazione dei Caduti
Sotto una pioggia battente gli alpini del Gruppo hanno commemorato il 4 novembre come tutti gli anni. Cerimonia ridotta al minimo ma ugualmente carica di quei significati propri della cultura
alpina. Purtroppo il tempo non ha contribuito ma i valori sono rimasti ben saldi.
Gruppo di Almese
Mio padre è “andato avanti”
Mario Bosio, il “maresciallo”, come lo chiamavamo in famiglia,
muore la sera del 9 agosto 2011 all’ospedale di Rivoli, all’età di 94
anni. Nasce il 17 marzo 1917 in “punta ‘d Piasa”, ad Almese, figlio
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16 Lo Valsusino
di Antonio d’la Michela e Ambrosino Rosa Carola. Rimasto orfano
di padre all’età di sei anni, è costretto a crescere in fretta per essere
di aiuto alla mamma prematuramente vedova e madre di altri due
figli.
Nel 1936 viene assunto alla Fiat “Ferriera”, ma nel 1938 arriva la
“cartolina” e a maggio viene arruolato nel 1° artiglieria alpina di Torino. Da quel giorno finisce la sua prima giovinezza, già piena di responsabilità familiari.
Nel giugno del 1940 viene dichiarata guerra alla Francia ed, invece del congedo, arriva la ferma: inizia l’epoca che cambierà la vita
sua e di tutte quelle generazioni.
Il battesimo del fuoco avviene in Valle Stretta e, per fortuna, dura
poco. Poi segue l’occupazione e trascorre un anno nella Maurienne,
da Modane al Moncenisio.
Gli anni seguenti sono dedicati all’addestramento reclute e vengono trascorsi a Foresto, Torino, Borgo San Dalmazzo, Cuneo, intervallati da sei mesi in Montenegro contro i partigiani di Tito e due
alla mitica Scuola Militare Alpina di Courmayeur.
L’8 settembre 1943 lo sorprende alla “Testafochi” di Aosta, da
dove rientra ad Almese con un avventuroso (come per tutti) viaggio
ormai senza divisa, ma con i gradi di sergente maggiore. Viene riassunto alla Fiat ma, dopo solo pochi giorni, viene licenziato: i sottufficiali sono obbligati a presentarsi alla Repubblica di Salò.
Sceglie così di unirsi ai partigiani della Val Messa. Entra come
altri della zona in quasi clandestinità ed iniziano le molte notti ed i
lunghi giorni nei fienili o all’addiaccio nei boschi e nei roveti del
Messa sopra Gambabosco.
Nel febbraio del ’44 viene catturato con altri due almesini, Oreste e Nando, al Grangiotto presso Caselette. Dovevano trattare l’acquisto di materiale bellico e di un camion con certi “amici” di
Torino: ad incontrarli c’era invece la polizia repubblichina. Vengono
perquisiti sul posto prima di salire sulla camionetta: a Nando viene
trovata la pistola e viene immediatamente giustiziato. A papà miracolosamente no! Riesce poi a farla scivolare fuori dal mezzo nel
viaggio dai “Cappuccini” di Avigliana, dove viene interrogato, a Torino. Rinchiuso e torturato in via Asti, ritorna ad Almese dopo due
mesi grazie ad un’autorevole intercessione.
Trova poi lavoro presso il Dinamitificio Nobel di Avigliana. Con
il lasciapassare che ne deriva, più libero nei movimenti, può aiutare
la mamma ed i fratelli.
Nel ’45, poco prima della Liberazione, si sposa con la mia grande
mamma, Velia.
Passate le nubi della guerra, iniziano per lui, come per tanti altri,
le giornate di lavoro doppie (una in fabbrica e l’altra in campagna)
per poter mettere da parte quanto serve a garantire a moglie e figlio,
nato da poco, una casa decente e quanto serve da premessa ad una
vita dignitosa. Aveva sempre vivo il ricordo della vecchia casa in
vicolo Ciandellera dove, quando pioveva, l’acqua trafilava dai muri
e scorreva sul perimetro della cucina e dove spesso gli scorpioni cadevano dal soffitto in legno sulle coperte del letto!
Seguono gli anni di lavoro alla Fiat, di impegno nelle varie associazioni e nell’amministrazione comunale per ricostruire e migliorare il nostro paese.
Arriva poi una nuora, nascono due nipotine, matura la pensione e,
pian piano, invecchia anche lui, la “vecchia roccia”. Nel 1995 riceve il grado onorifico di maresciallo ordinario, a riconoscimento
dei sette anni spesi per la Patria. È felice!
Purtroppo verso il 2000 arrivano i primi sintomi della malattia e,
dal 2004, è costretto in carrozzella, quando non a letto.
Quante volte, nella sua solitudine mentale, avrà rivisto il film della
sua lunga vita! Quante volte, nella sua impotente immobilità, avrà
contato, per addormentarsi, i passi percorsi per anni con gli scarponi
alpini! Quante volte avrà ricordato con nostalgia il crescere del nostro Gruppo alpini, la nascita della nuova sede in via Romana, gli incontri conviviali, il lavoro tacito ed ammirevole dei compagni ed
amici alpini! Avrà ricordato le tante e vivaci adunate alle quali ha
partecipato prima con mamma e poi con me! L’ultima a cui partecipammo insieme, memorabile, si tenne ad Aosta nel 2003, dove lo
persi alla fine dello sfilamento e lui, come se niente fosse, rientrò
da solo con il “menelik”, il treno di mezzanotte e mezza, alla stazione di Avigliana.
E i canti e i cori alpini! Pensate che, per risvegliarlo nei momenti
di assenza, bastava accennare ad un canto alpino o parlare del “soldato”!
Grazie papà, grazie papà Alpino!
Grazie per avermi parlato più delle tue adorate ascensioni sulle
cime della catena del “Bianco” piuttosto che dei colpi dei tuoi
“pezzi”, grazie per avermi parlato di lunghe marce, di stelle alpine,
di muli e di commilitoni, anziché delle costrizioni subite!
Grazie per avermi dato due volte la vita: una, la mia, quando mi
hai generato e due, la tua, quando sei spirato fra le mie braccia.
E grazie soprattutto per l’esempio che hai dato a tutti noi!
Ed ora continua, da lassù, a tenerci una mano sulla spalla… anche
se, come spero, starai giocando a carte con gli amici alpini o cantando le loro belle canzoni!
Giuliano Bosio
Gruppo di Oulx
Commemorazione del IV novembre
Pioggia e freddo non hanno fermato l’annuale cerimonia di commemorazione del 4 novembre che coinvolge gli alpini del Gruppo.
Cinque cimiteri onorati, Oulx, Savoulx, Beaulard, Puy e Chateau e
quattro cerimonie ai monumenti ai Caduti, due ad Oulx, Savoulx e
Beaulard sono il breve ma sentito itinerario del ricordo che si è sviluppato nella mattinata piovosa del 4 novembre.
Da piazza Garambois, alla presenza del sindaco De Marchis che
poi ha onorato con la sua presenza tutto l’itinerario si è aperta la celebrazione cui inizialmente hanno fatto da contorno i bambini delle
scuole elementari accompagnati dalle loro maestre.
Gruppo di Bruzolo
Auguri, raffaella
Raffaella ama definirci “i miei alpini” ed i suoi alpini sono orgogliosi di annoverarla tra le sue file, sempre presente sia in pubbliche
ricorrenze che nei ritrovi conviviali. E proprio in uno di questi, il
tradizionale pranzo d’autunno organizzato nella nostra sede il 23 ottobre scorso, anticipando i tempi, abbiamo voluto donarle una targaricordo che recita così: “I tuoi novant’anni siano di stimolo per tutti
noi. Complimenti e auguri”.
Auguri che noi rinnoviamo da queste colonne per il raggiungimento di prossimi importanti traguardi, anche ad altri due baldi soci
novantunenni: Emilio Schiari, alpino del “Susa” e Angelo Borgis
(Elsano), socio aggregato.
Giorgio Gambelli
sempre più in alto
Dal 9 ottobre al 1° novembre scorso ho partecipato a una spedizione alpinistica in Nepal con lo scopo di salire il Parchamo
Peak di 6273 m.
La spedizione era patrocinata dal C.A.I. di Pinerolo e sponsorizzata dalla ditta Ferrino.
Eravamo 12 componenti tutti iscritti al C.A.I. nelle sezioni di
Val Germanasca, Pinerolo, Saluzzo.
La punta del Parchamo e il colle sottostante, Tesi Lapcha
5755 m, fanno da spartiacque alle valli del Rolwaling e la più
conosciuta del Cumbo, quella dell’Everest.
Il nostro scopo era risalire la valle del Rolwaling compiere
l’ascensione al Parchamo e ridiscendere dalla valle del Cumbo.
Anche se ambedue le valli sono abitate da nepalesi in parte
di origine tibetana, esuli da quella tormentata terra per i noti
contrasti con i cinesi quella del Rolwaling è una valle rimasta
ancora priva delle pur minime comodità conservando una stupenda genuinità.
Purtroppo, il giorno precedente l’ascensione una grossa nevicata ci ha costretti a ritornare in basso, ai 4300 m. dell’abitato
di Na e abbiamo effettuato un peak minore di quota 5900 m ma
sicuramente più impegnativo tecnicamente: lo Yalung-ri Peak.
Dopo 5 giorni di cammino a ritroso abbiamo raggiunto la capitale Katmandù dove, tra visite turistiche, non abbiamo disdegnato pranzi ristoratori.
Nascite
11-11-2011. Questa data segna il raggiungimento di un traguardo
importante: il 90° compleanno di Raffaella Marconcini (la professoressa Marconcini), la castellana di Bruzolo, nostra iscritta nonché
madrina del Gruppo da diversi anni.
Gruppo di Avigliana
Il 12 luglio 2011 è nato Lorenzo
Brunatto, per la gioia del fratellino
Christian, del papà alpino Ivan e
della mamma Daniela.
Gruppo di Borgone
Quale dono può essere più
grande della nascita di una bambina
per una famiglia.
Questo dono lo hanno ricevuto il
nonno Michele Bosco con la nonna
Nella per l'arrivo della nipotina Ottavia.
Al nostro capogruppo nonno Michele, alla nonna e ai genitori della
piccola giungano le felicitazioni del
Gruppo e alla piccola Ottavia gli auguri per una vita felice e ricca di
ogni bene.
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Anagrafe alpina
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Gruppo di Bussoleno
Rallegramenti al nostro presidente Giancarlo Sosello e signora
diventati nonni il 16 settembre
scorso di Greta, prima nata dal 2004
a Pavaglione, una volta popolosa
borgata di Chianocco. Al papà Roberto, tenente alpino, consigliere e
tesoriere del Gruppo, alla novella
mammina Ambra le vivissime felicitazioni da parte del Consiglio direttivo, degli alpini e amici del
Gruppo.
Il 23 settembre scorso è nato
Mattia Apicella, nipote del nostro
socio aggregato Pierino Lagro, già
attivo componente della squadra di
Protezione civile "Orsiera". A Piero
e ai genitori Davide e Patrizia giungano le più vive felicitazioni del
Gruppo e della squadra di Protezione civile "Orsiera".
Gruppo di Buttigliera Alta
Lo scorso mese di settembre, è
nato Denis, figlio del socio Ivan Bonavero e della signora Ketty. Immensa la gioia della nonna Renata,
una delle madrine dei nostri gagliardetti. Felicitazioni vivissime ai
neogenitori e alla nonna da parte di
tutto il Gruppo.
Gruppo di Chiusa San Michele
I soci Francesco e Daniela Corbelli sono diventati per la sesta volta
nonni con la nascita di Leonardo. A
loro, al figlio Luigi, alla nuora Michela e al fratellino Sebastiano le
più vive felicitazioni.
Enzo e Maria Celeste Pellissier,
nostri soci aggregati sono diventati
nonni di Alessandro. A loro, al figlio
Luca, alla nuora Irene e alla sorellina Aurora felicitazioni da parte del
Gruppo.
È nato Manuel Caso per la gioia
di mamma Erika e papà Massimo, e
soprattutto dei nonni Vittorio e Donatella Amprimo tutti nostri soci.
Auguri vivissimi.
Gruppo di Condove
È nato lo scarponcino Mattia. Lo
annunciano la mamma Meris e il
papà Massimiliano Mazzi. Al giovane socio e alla mamma le più vive
felicitazioni e al piccolo scarponcino un mondo di tanta felicità.
Gruppo di Exilles
Il Gruppo di Exilles è lieto di annunciare la nascita di Giulia, avvenuta l’8 ottobre 2011, a Murcia, nel
sud della Spagna.Al papà Luigi Petrera (socio del Gruppo), alla
mamma Carmen, al nonno Tonino,
alla nonna Giulia (socio aggregato
del Gruppo), allo zio Giuseppe con
la moglie Irina e i figli, giungano le
nostre felicitazioni ed alla neonata
Giulia gli auguri di una vita colma
di ogni bene ed un sereno avvenire
da parte di tutti gli alpini del
Gruppo.
Gruppo di Novalesa
L’11 settembre a Roma è nato
Davide, figlio del maggiore Massimiliano Bar (in servizio presso lo
Stato Maggiore dell’Esercito, reparto pianificazione generale e finanziaria) e della dolce moglie
Erika. Il maggiore Bar è iscritto nel
Gruppo di Novalesa ed è nipote dei
soci alpini Luigi, Remo e Gianfranco Roccia. Al piccolo Davide e
alla sua famiglia, il Gruppo augura
una vita felice e serena.
Sezione Val Susa
Il nostro presidente Giancarlo
Sosello, il 14 settembre ha acquisito
un grado in più: è diventato nonno
di Greta, figlia di Roberto e di
Ambra Canepa.
Ai felici genitori ed ai nonni,
congratulazioni vivissime ed alla
piccola Greta gli auguri per un sereno avvenire.
Congratulazioni vivissime al
nostro consigliere Vittorio Amprimo ed alla signora Donatella per
la nascita di Manuel, loro primo
nipote.
Auguri quindi per una serena
vita da nonni.
Anche il consigliere Michele
Bosco ha raggiunto l’ambito traguardo del grado di nonno. Venerdì
18 novembre infatti è nata Ottavia,
figlia di Cristiana Bosco e Piero
Monticone.
Ai genitori ed ai neo nonni le più
vive congratulazioni ed i più sinceri
auguri per un sereno futuro.
anche loro il 50° anniversario di una
serena unione, "le nozze d'oro". Il
Consiglio direttivo e gli alpini del
Gruppo rinnovano gli auguri per ancora lunghi anni di felice convivenza.
Nel luglio scorso l'alpino Marco
Rumiano e la signora Tiziana hanno
festeggiato i loro primi 25 anni di
matrimonio.
All'amico Marco, consigliere e
segretario del Gruppo, ed alla sua signora, i membri del Consiglio direttivo e tutti i soci porgono le sentite
felicitazioni.
Nello scorso mese di settembre il
nostro socio artigliere alpino Pier
Paolo Berno e la signora Franca
hanno festeggiato i loro primi 25
anni di matrimonio. A Paolo e
Franca vadano i migliori auguri da
parte del Direttivo e gli alpini del
Gruppo.
Gruppo di Almese
Nel corso del corrente anno parecchi soci alpini ed artiglieri del
nostro Gruppo hanno raggiunto importanti traguardi nella loro vita coniugale.
Hanno festeggiato le nozze d’oro
l’artigliere alpino Giuliano Suppo e
sig.ra Carla e le nozze di smeraldo
con 55 anni di matrimonio l’alpino
Arturo Blengino e sig.ra Giovanna,
Giovanni Frattini con sig.ra Ersilia,
Armando Nebiolo e sig.ra Maria.
Congratulazioni ed auguri a tutti
loro dagli alpini e simpatizzanti del
Gruppo.
Gruppo di Chiusa San Michele
Il socio Guido Gerbo e la gentil
consorte Marta hanno festeggiato 40
anni di matrimonio. Auguri da parte
del Gruppo per ancora una lunga
vita insieme.
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18 Lo Valsusino
Gruppo di Bussoleno
Sabato 17 settembre il nostro
vice capogruppo Elio Reggio e la
gentile consorte Antonietta hanno
ricordato il loro 50° anniversario di
matrimonio con la partecipazione
alla S. Messa delle ore 18. Il capogruppo Enrico Sacco, con una rappresentanza di alpini con il cappello,
ha voluto essere presente alla sacra
funzione per congratularsi per il felice traguardo raggiunto.
I più vivi rallegramenti al nostro
caro Nicola Boschetti ed alla signora Franca per aver raggiunto
Gruppo di Giaglione
Il 13 ottobre Battistina Belletto e
Aldo Campo Bagatin, nostro
iscritto, hanno festeggiato con amici
e parenti il mitico traguardo dei 60
anni di matrimonio.
L’intero Gruppo esprime vivissime congratulazioni, ed augura
loro, di raggiungere in serenità i
prossimi traguardi.
Matrimoni
Gruppo di Almese
Domenica 18 settembre la signorina Annalisa Bosio, figlia del nostro socio alpino Marco, si è unita
in matrimonio con il sig. Maurizio
Bisterzo.
Ai novelli sposi giungano sinceri
auguri per una lunga e serena vita
coniugale a nome di tutti i soci e
simpatizzanti del Gruppo.
Gruppo di Giaglione
Il 17 settembre, il socio alpino
Piero Marino si è unito in matrimonio con la signorina Barbara Perotto. Il Gruppo augura ai novelli
sposi tanta felicità.
Decessi
Gruppo di Almese
Nello scorso mese di settembre
è deceduta la signora Vincenzina
Garbarino moglie del sig. Alberto
Bue, amico degli alpini iscritto al
nostro Gruppo. Ai familiari in lutto
porgiamo sentite condoglianze da
parte di tutti i soci e simpatizzanti.
Anniversari
Gruppo di Caprie
Sabato 28 maggio 2011 il socio
Luigi Croce e la sua gentile signora
Rita Ravetto hanno festeggiato, con
familiari ed amici, il loro 50° anniversario di matrimonio
Ai due coniugi felicitazioni da
parte del Consiglio direttivo e da
tutti i soci del Gruppo, con l’augurio
di raggiungere altri traguardi di vita
in comune
Gruppo di Villar Focchiardo
Il 2 ottobre 2011 il socio Luciano
Tomalino e la gentil consorte Piera
Gagnor hanno festeggiato i loro 55
anni di vita insieme.
Da tutto il Gruppo vivissime congratulazioni e auguri per i prossimi
traguardi.
Giovedì 18 agosto ci ha lasciati
il socio artigliere alpino Mario
Giorda, classe 1937.
Mario prestò servizio militare
inizialmente a Savigliano per la fase
di addestramento, e poi venne inserito in organico nell’ottava batteria del gruppo “Pinerolo” di stanza
alla caserma Cascino di Susa, con
incarico di artigliere alpino al reparto salmeria. Alla fine del servi-
zio di leva Mario si iscrisse ben
presto al Gruppo e con tanto entusiasmo, volontà e concretezza nel
lavoro partecipò sempre alla vita
associativa, anche dopo aver trasferito la residenza familiare nel comune di Condove.
Per molti anni egli ha svolto il
ruolo di consigliere nel Direttivo del
Gruppo apportando nuove idee e
proposte per favorire la coesione dei
soci alpini.
Fu lui il promotore di tanti incontri conviviali tra gli iscritti, i familiari ed i simpatizzanti. Pranzi,
cene e l’immancabile bagna caoda
che annualmente Mario contribuiva
a preparare con maestria per tutti
noi.
Cuoco ufficiale anche in occasione dell’annuale festa estiva in località Madonna della Neve dove
per tanti anni ci ha saziati e deliziati con il suo ottimo minestrone e
con le tante altre squisite pietanze!
Mario è stato uno degli artefici
della costruzione della nuova sede,
realizzata grazie al lavoro volontario di molti alpini e resa funzionale
con una bella cucina molto utile per
le giornate di festa sociale. Assiduo
frequentatore della sede e, fino a
che la salute glielo ha permesso,
egli ha sempre preso parte con vero
cuore e spirito alpino alle feste sezionali, ai raduni del nostro raggruppamento ed alle Adunate
nazionali.
Molti sono stati gli alpini presenti alle esequie, in un afoso pomeriggio d’estate, per rendere
l’ultimo saluto a Mario, con quasi
tutti i gagliardetti dei Gruppi della
bassa valle, di alcuni Gruppi di
amici delle altre Sezioni e con la
presenza del vessillo sezionale
scortato dal vicepresidente Garnero.
Alla moglie Mafalda, al figlio
Enrico ed al genero Valerio Valentini, anch’essi alpini iscritti al nostro Gruppo; alla figlia Barbara
con Federica ed a tutti i familiari in
lutto porgiamo le più sentite condoglianze a nome di tutti gli alpini
e amici simpatizzanti del Gruppo e
della Sezione.
promozione al grado di maresciallo
ordinario.
La folla presente alle sue esequie,
i tanti alpini con i gagliardetti ed il
vessillo sezionale sono a testimoniare l’apprezzamento ed il ricordo
per Mario da parte degli almesini e
di tutte le associazioni del paese.
Alla moglie Velia, al figlio alpino Giuliano con la moglie Alida e
le figlie Eleonora e Giulia ed ai familiari in lutto porgiamo sentite
condoglianze a nome di tutti gli alpini e simpatizzanti del Gruppo e
della Sezione.
Gruppo di Borgone
Il 19 settembre u.s. è mancato
Firmino Girard di anni 79, padre del
nostro socio Roberto.
Il Consiglio ed il Gruppo prendono parte al dolore della famiglia
e porgono le più sentite condoglianze.
Gruppo di Bussoleno
Il 17 settembre è venuto a mancare il signor Valentino Davì di anni
70, fratello del nostro socio aggregato Lorenzo. Il Direttivo e tutti gli
alpini del Gruppo porgono le più
sentite condoglianze a Lorenzo e a
tutti i suoi familiari.
Il 9 agosto scorso si è spento all’età di 94 anni l’artigliere alpino
Mario Bosio.
Rimasto orfano in giovane età,
per la prematura scomparsa del
padre, Mario si ritrovò ancora ragazzino, con i suoi fratelli, a dover
aiutare la madre nei lavori in campagna e poi nell’esercito a dover
affrontare i tragici anni della guerra
arruolato tra le fila dell’artiglieria
alpina. Inviato a combattere sul
fronte francese e su quello jugoslavo egli ottenne il grado di sergente maggiore.
Unitamente ad altri giovani della
valle entrò poi nel movimento partigiano subendo la cattura e le torture da parte della polizia
repubblichina che lo arrestò ed imprigionò nel carcere di via Asti a Torino. Anni questi sicuramente molto
difficili per Mario, con esperienze
di vita che pur lasciando ricordi negativi, contribuirono a plasmare il
suo carattere rafforzando in lui i valori di onestà, rettitudine, concretezza, altruismo e solidarietà. Valori
che saranno basilari per tutta la sua
vita.
A fine guerra, finalmente, arrivarono per Mario anni migliori: si
sposò con Velia, riprese il lavoro
alla Fiat Ferriera ed iniziò, con vero
spirito alpino, l’impegno personale
nella fase di ricostruzione del suo
paese. Impegnato attivamente in diverse associazioni, si iscrisse ben
presto al Gruppo alpini contribuendo alla sua rinascita e partecipando sempre attivamente alla vita
associativa ed alle manifestazioni
alpine.
L’idea di spendersi in prima persona per il bene della comunità almesina era una priorità per Mario,
così che dal 1970 e per un decennio
contribuì alla gestione amministrativa comunale ricoprendo il ruolo di
consigliere nell’amministrazione
Magnetto.
Nel 1995 gli venne conferita la
Gruppo di Chianocco
Martedì 18 ottobre 2011 è mancato il socio aggregato Felice Vair,
classe 1937, carissimo amico del capogruppo Fiorenzo Combetto sin
dall’infanzia. Le più sentite condoglianze alla moglie Rita e ai figli
Claudio e Gianpaolo.
Sentite condoglianze da tutto il
Gruppo al socio Luigi Cratti per la
perdita della suocera Iolanda Giai.
Gruppo di Chiusa San Michele
È mancato il signor Angelo Maritano, papà del nostro socio Roberto. A lui e alla mamma Loretta il
Gruppo porgono sentite condoglianze.
Gruppo di Villar Dora
Purtroppo il Gruppo subisce una
nuova perdita. Il giorno 12 novembre scorso è infatti mancato il caro
socio alpino Armando Giorda,
classe 1931.
Alla moglie Lucia Coletto, alla
figlia Renata e marito Gian Piero, il
Gruppo si unisce al dolore e porge
sentite condoglianze.
All’età di 94 anni, l’amico alpino
invalido di guerra, Mario Morando
è andato avanti.
Tutto il Gruppo rinnova alla figlia Marinella e marito Guido, fraterne condoglianze.
Gruppo di Villar Focchiardo
Il 28 ottobre 2011 è mancata a
soli 48 anni, la signora Adelina Bramante ved. Tomassone, figlia del
socio Luciano. Il Gruppo porge sentite condoglianze a tutta la famiglia.
Il 1° novembre è mancata la signora Massimina Versino in Rumiano, di anni 83, suocera del socio
Lino Bruno. Il Gruppo partecipa al
dolore della famiglia.
Gruppo di Vaie
Rinaldo Giaccone ci ha lasciati
all’età di 89 anni.
Era il decano del nostro Gruppo e
sempre nell’ambito di questo, era
l’ultimo alpino che aveva vissuto da
militare le vicissitudini della Seconda guerra mondiale.
A ricordo del 60° anniversario
della fine del conflitto, anch’esso ebbe
il riconoscimento dal Consiglio Nazionale conferito a tutti i soci reduci.
Il giorno del nefasto 8 settembre
1943 faceva parte del battaglione
“Exilles” nelle operazioni in Montenegro, dove venne fatto prigioniero e
deportato in un campo di prigioniero
in Germania da cui ritornò solamente alla fine della guerra.
Profondo amante della musica,
potente voce tenorile, era assiduo
componente della cantoria parroc-
chiale, nonché suonatore di basso in
numerose bande musicali. Ancora a
luglio prestò servizio nel concerto
della banda musicale “Santa Cecilia” di Vaie in occasione della festa
di S. Margherita.
Il Gruppo alpini si stringe accanto alla moglie Rita ed al figlio
Mario facendo giungere, tramite
queste righe, le sentite condoglianze
e l’affetto del Gruppo.
Gruppo di Exilles
Il 7 giugno ci ha lasciati il socio
Angelo Deyme, del Deveys, padre
di Giorgio e fratello di Renzo nostri
associati.
Al figlio Giorgio, alla figlia Elisa,
al fratello Renzo, alla sorella Maria
ed alla famiglia tutta, giungano le
più sentite condoglianze da tutto il
Gruppo.
natale di guerra 1942
Ci avviciniamo al Natale, un Natale di pace nella vecchia
Europa ma vicino a noi purtroppo soffiano ancora venti di
guerra.
E proprio all’avvicinarsi del Natale 1942 che succede il fatto
qui di seguito raccontato, nelle sue memorie, da un alpino della
Val di Fiemme che allora si trovava in Croazia con il 7° alpini,
btg. “Feltre”, a combattere quella sciagurata guerra.
Era vicino il Natale e la mia compagnia, del 7° alpini, si trovava in Croazia, zona di occupazione molto pericolosa, per la
presenza di tanti partigiani, che cercavano, in tutti i modi, di
impedirci di mantenere le nostre posizioni, specialmente di
notte e purtroppo, ogni giorno portava con sé più di un morto,
da ambo le parti.
Assieme a me, c’erano: il cappellano don Onorio Spada di
Trento; E.V. di Cavalese; E. e G. di Daiano; P. e M. di Varena;
L. e S. di Castello; qualcuno di Predazzo e due alpini di Tesero,
S. e A. Tutti noi eravamo sempre in prima linea, soggetti alle
imboscate dei partigiani: questo ormai da tanti e tanti mesi...
Arrivò la vigilia di Natale e il nostro gruppo di “fiamazi” si
riunì; tra di noi cominciammo a parlare e da tutti uscì questa
idea: “Possibile che, almeno la vigilia di Natale, non si possa
raggiungere una tregua?”.
Subito il nostro cappellano propose di andare a stringere la
mano e a fare gli auguri di Natale ai nostri nemici... ma come
fare? A F., di Predazzo, venne in mente una bella trovata. “Io ho
la fisarmonica” disse “proverò a suonare Bandiera rossa, sentiremo cosa rispondono!”.
Dopo qualche minuto, i partigiani iniziarono a suonare Notte
Santa e da quel momento, capimmo che anche loro desideravano la Pace.
In un batter d’occhio, con l’aiuto del cappellano e del tenente
B., di Rocca Pietore, ci trovammo in mezzo alla linea del fronte,
alpini e partigiani assieme: con le casse delle munizioni preparammo l’altare e per tovaglie mettemmo le bandiere dei due
gruppi: don Onorio cominciò la celebrazione della Messa di
Mezzanotte: tutti ricevemmo la Santa Comunione e alla fine
della Messa ci abbracciammo, con una commozione che non si
può descrivere.
Quello è stato il più bel Natale che ho trascorso in guerra, fra
il ’42 e il ’44 e con questo pensiero voglio ricordare sempre i
miei compagni che sono “andati avanti”, là dove potranno riposare in Pace, perché purtroppo, in questo mondo, sembra che
non ci possa più essere la vera Pace...
A tutti un augurio di Buon Natale, nella Pace dei cuori.
Albino Braito
(da Doss Trent, marzo 2011)
Senza l’amore l’umanità non
sopravvivrebbe un giorno solo.
fromn
Lo Scarpone
Valsusino
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Anagrafe alpina
scarpone adesso dicembre011 06/12/11 16.52 pagina 19
scarpone adesso dicembre011 06/12/11 16.52 pagina 20
La torre delfinale di oulx illuminata
con i colori della nostra bandiera per
il 150° dell’unità d’Italia (foto D. Balbo).
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Lo Scarpone Valsusino