scarpone adesso dicembre011 06/12/11 16.52 pagina 1 Pubb. gratuita ai soci - Sped. in a. p. art. 2 comma 20/C, L. 662/96 - Filiale di Torino - A. XXXVII - Dicembre 2011 Lo Scarpone Valsusino pubblicazione trimestrale d’informazione dell’associazione nazionale alpini sezione val susa Buon Natale e felice Anno Nuovo scarpone adesso dicembre011 06/12/11 16.52 pagina 2 Lo SCArPone VALSuSIno Pubblicazione trimestrale della Sezione A.n.A. Val Susa sommario Attualità Giancarlo Sosello Gli auguri del Presidente... ...e della Redazione Elio Garnero Imperia: il 1° Raggruppamento ritorna in riva al mare Copertina: buon natale e felice anno nuovo Fondatore: franco badò Presidente: Giancarlo sosello Direttore responsabile: claudio rovere Comitato di redazione: dario balbo Giorgio blais federico bonato elio Garnero valerio olivero Referente al Centro Studi: elio Garnero Realizzazione grafica: francesco ballesio Conduzione tecnica: valerio olivero Referente informatico e contatti con “L’Alpino”: dario balbo Direzione: susa, via brunetta, 45 tel. e fax: 0122/33204 Sito internet: www.anavalsusa.it E-mail: [email protected] Fotocomposizione e stampa: tipolito melli s.n.c., borgone via moncenisio, 11 tel. 011/964.63.67 - fax 011/964.60.88 E-mail: [email protected] autorizzazione del tribunale di torino n. 2441 dell’8.10.1974. Dario Balbo IV Novembre in ricordo di tutti i Caduti Pi. Gi. Festeggiato in sordina l’ottantesimo di fondazione del Gruppo di Condove La consapevolezza di una scelta Dario Balbo Cambio di comandante al 3° reggimento alpini Il gen. Dario Ranieri nuovo comandante della “Taurinense” Elio Garnero Ba-io è andato avanti. Ultimo saluto ad un grande amico Giuseppe Rosatelli Cento anni Rispetto per la cappella Protezione civile Paolo Parisio Emergenza Liguria. Intervento di coordinazione della Protezione civile A.N.A. Dalla Sezione Elio Garnero (l’angolo di) New York - 11 settembre 2011. Alcune considerazioni su questo infausto evento a dieci anni di distanza Il presepe. Come si viveva questo solenne avvenimento Notiziario sezionale - Oblazioni Pro Scarpone Oblazioni c/c postale 3 4 5 6 7 8 8 8 9 9 10 12 12 Presenze del nostro vessillo in manifestazioni di altre Sezioni 13 13 Giaglione - Bussoleno - Condove Cesana - Almese Oulx - Bruzolo 15 16 17 Nascite Anniversari - Matrimoni - Decessi 17 18 Cronaca dai Gruppi Anagrafe alpina Gli auguri del presidente... Carissimi alpini e amici degli alpini Stanno per giungere il Santo Natale e il Capodanno, tradizionale periodo di feste e di serenità. L’anno che volge al termine ci induce a volgere lo sguardo indietro e vi confesso che è stato un anno molto impegnativo che ci ha visto protagonisti in tante manifestazioni il cui apice di importanza è stato raggiunto dalla festa sezionale di Exilles con la presenza del nostro Presidente nazionale Corrado Perona. Non dimentichiamo poi la magnifica Adunata di Torino ed il raduno del 1° Raggruppamento a Imperia che hanno fatto registrare una massiccia partecipazione degli alpini valsusini. Purtroppo viviamo in un momento storico in cui la società sembra aver dimenticato le regole: dalla classe politica litigiosa e assente sui problemi del Paese, ai mezzi di comunicazione, ai tanti, troppi giovani i cui modelli di vita si rifanno a schemi privi di contenuti seri che spesso portano anche alla violenza distruttiva. In questa società smarrita, il ruolo degli alpini è ancor più importante, perché siamo riferimento di solidarietà e di valori che mal si conciliano con le immagini che fanno il giro del mondo e danno dell’Italia un quadro che mortifica, dove purtroppo in questo caso la Val Susa è stata in parte protagonista. Nel 2011 la Sezione ha vissuto però più di luci che di ombre e pertanto voglio esprimere a tutti voi il mio più profondo e sentito ringraziamento per l’impegno profuso nelle manifestazioni ed un grazie particolare lo rivolgo a chi si è impegnato nelle attività sezionali a partire dal Consiglio direttivo, al Nucleo di Protezione civile, alla fanfara, ai Gruppi con i loro capigruppo e a tutti quelli che anche anonimamente ed in silenzio hanno lavorato per il bene della Sezione. Purtroppo l’anno è stato anche funestato dalla morte di tanti nostri soci ed in particolare vogliamo ricordare Francesco Ballesio, regista e anima per oltre un trentennio del nostro giornale e Lorenzo Bert capogruppo di Rubiana. A tutti rivolgiamo un pensiero ed ai loro familiari un augurio affinché possano comunque trascorrere un Natale il più sereno possibile. A tutti voi, cari soci e amici, alle vostre famiglie, Buon Natale e per il Nuovo Anno, l’Augurio fraterno ed affettuoso di giorni sereni, vissuti in salute, amicizia ed armonia con l’auspicio che la penna, di cui andiamo fieri, continui a nutrirsi di genuinità alpina. Un abbraccio a tutti. A Voi alpini, amici e alle vostre famiglie un caloroso e sentito augurio di buone festività. Auguri accompagnati dalla serenità che è tipica degli uomini di valore come l’amicizia e la solidarietà, elementi fondamentali dell’essere alpini. Lo stesso augurio lo rivolgiamo al presidente sezionale Giancarlo Sosello e all’intera Associazione nazionale alpini per le numerose attestazioni di affetto che hanno avuto nei confronti degli alpini in armi, in particolare per quelli impegnati nelle operazioni di pace fuori dal territorio nazionale. L’anno che sta per concludersi è anche l’anno del 150° dell’Unità d’Italia. Non è stato certo senza interrogativi e ci riporta alla mente grigi fantasmi del passato. Forme di intolleranza di una esigua minoranza, evidentemente tollerata al punto di dileggiare la nostra Bandiera e mancare di rispetto verso i nostri Caduti anche i più recenti. La tolleranza deve avere un limite dui” di leggere o rileggere e riflettere sui versi della terza strofa del “Canto degli Italiani” del grande patriota Goffredo Mameli, che recita: Uniamoci, amiamoci,/ l’unione e l’amore,/ rivelano ai popoli/ le vie del Signore;/ Giuriamo far libero/ il suolo natio;/ uniti per Dio;/ chi vincer ci può? Noi alpini tutti, continueremo ad andare avanti per la nostra strada nella consapevolezza che tutto ciò che rappresentiamo e che facciamo, dalla Protezione civile alla solidarietà, lo sentiamo come un bisogno nostro, intimo ma facciamo sentire anche la nostra voce per un piccolo o grande contributo verso una società migliore. Ci sentiamo di compiere un atto di coraggio che ci esorta ad augurare a tutti gli un sereno Natale ed un migliore 2012. Un particolare cenno di affetto e vicinanza va a tutti coloro che hanno perduto una persona cara o che stanno vivendo momenti difficili. La Redazione Giancarlo Sosello ...e della redazione perché questi atteggiamenti sono in spregio alle istituzioni, alle regole di una convivenza civile e ai valori che a noi sono più cari: i nostri Caduti e la nostra Bandiera. Quindi, proponiamo a questi “indivi- Lo Scarpone Valsusino 3 Attualità scarpone adesso dicembre011 06/12/11 16.52 pagina 3 Attualità scarpone adesso dicembre011 06/12/11 16.52 pagina 4 La nostra Sezione transita sul lungomare davanti al palco delle autorità dove ha preso posto il labaro nazionale e parte del Consiglio (foto D. Balbo). IMPerIA: il 1° raggruppamento ritorna in riva al mare di elio Garnero Da tempo è mia abitudine passarvi alcune informazioni sulla località che ospita ogni anno questo nostro importante incontro. Quest’anno è toccato all’accogliente città di Imperia. Le nostre manifestazioni della domenica 11 settembre si sono svolte in Oneglia, uno degli undici comuni che diedero origine ad Imperia nel 1923 che ha anche legami con il Piemonte Sabaudo poiché nel 1576 Vittorio Emanuele volle farne uno sbocco sul mare con scopi militari e soprattutto commerciali. Porto Maurizio, (l’altro nucleo importante della nuova città), dove si è svolta tutta la nostra manifestazione del sabato 10 settembre, potrebbe invece rivendicare il suo tradizionale ruolo di avamposto genovese, ricco centro commer- 4 Lo Scarpone Valsusino ciale e occhio rivolto fino alla vicina Francia. La manifestazione ufficiale ha avuto inizio alle 10 del sabato mattina con la riunione dei Presidenti sezionali in sala congressi dello stabilimento Carli (da segnalare che il cav. Carlo Carli è un reduce alpino della Seconda guerra mondiale), e dei referenti al Centro Studi nella storica aula del tribunale sito nell’edificio dove è conservato il museo di Edmondo de Amicis, nato appunto in quello stesso luogo, ed a cui è dedicata l’attigua piazzetta. Al pomeriggio del sabato tutti in calata Anselmi ad attendere il Labaro Nazionale, quindi sfilata fino al Duomo, dove, prima della S. Messa si sono tenute le orazioni ufficiali. La stessa sera del sabato in occasione della cena presso lo stabilimento dei fratelli Carli, al nostro presidente Sosello è stata consegnata dal presidente della Sezione di Imperia Enzo Daprelà una targa a riconoscimento dell’ottimo lavoro svolto nelle vesti di coordinatore dei Presidenti delle sezioni del 1° Raggruppamento. Tutti noi alpini valsusini ne siamo fieri, e consapevoli di come stia amministrando e guidando la nostra Sezione ci associamo per questo più che meritato riconoscimento. Veniamo alla manifestazione della domenica. Tripudio di bandiere tricolori su ogni palazzo con sottofondo di cori e fanfare. Imperia ha dedicato un grande caloroso abbraccio a chi ha rappresentato e continua a rappresentare la forza, il coraggio, il sacrificio, la fedeltà alla Patria e tanta solidarietà. Tamburi e grancasse danno il ritmo alla “truppa” che si avvia alla conquista del centro dietro ai gonfaloni, al Labaro nazionale, ed ai numerosi vessilli sezionali che unitamente ai gagliardetti di centinaia di Gruppi che con la loro presenza ribadiscono il concetto che loro, i Gruppi, sono le radici di ogni Sezione e dell’Associazione Nazionale Alpini. Ha aperto la sfilata la fanfara “Colle di Nava”, al cui seguito si notava una nutrita partecipazione degli Enti istituzionali. Il sindaco di Imperia che ha sfilato al fianco del gonfalone della sua città non ha nascosto la soddisfazione per la riuscita della manifestazione dopo la fibrillazione organizzativa che ha preceduto la due giorni, ed ha dichiarato: “Imperia ha scritto una pagina della sua storia, sono molto soddisfatto di questo scarpone adesso dicembre011 06/12/11 16.52 pagina 5 Raduno del 1° Raggruppamento con un arrivederci a Novara per il prossimo anno. Ci siamo compiaciuti della splendida ed accorata partecipazione di un pubblico plaudente per oltre due ore con un battito di mani caratterizzato da un’intensità, una scansione, una valenza diversa. Prima è un contributo all’eroismo ed al sacrificio, poi diventa un commosso omaggio ai Caduti, quindi un ringraziamento che sfocia in un caloroso inno alla gioia. Grazie Imperia, grazie a tutti gli alpini della Sezione per averci permesso di trascorrere così piacevolmente questo riuscitissimo evento. Attualità evento”. Tra gli altri sindaci in corteo c’era anche quello di Ventimiglia, Gaetano Scullino, alpino, ed ha sfilato indossando la spilla della bandiera americana in onore alle vittime dell’11 settembre 2001. Sono seguite le varie Sezioni di Francia, Valle d’Aosta, e tutte le piemontesi, tra le quali la nostra “Val Susa” con oltre trecento alpini sfilanti. Il serpentone umano partito alle 10 da lungomare Vespucci, ha proceduto verso il cuore di Oneglia fendendo la folla e si è avviato verso la zona del porto per poi disperdersi davanti allo stabilimento Agnesi. Alle 18 con l’ammaina bandiera è calato il sipario sul 14° IV novembre in ricordo di tutti i Caduti di Dario Balbo Il sacello del Soldato Ignoto a novalesa (foto D. Balbo). Sotto: arrivo del labaro nazionale in calata Anselmi, con omaggio ai Caduti del mare (foto D. Balbo). Come da tradizione ormai pluridecennale la nostra Sezione commemora i defunti e l’anniversario della Vittoria nella Grande guerra con la celebrazione di una S. Messa presso l’Abbazia della Novalesa. Anche quest’anno quindi, in una atmosfera tipicamente autunnale, ci siamo ritrovati venerdì 4 novembre presso l’Abbazia per la consueta celebrazione e, considerate le avverse condizioni atmosferiche, la partecipazione è da ritenersi decisamente buona, segno evidente che i valori ispiratori di queste cerimonie sono ancora vivi. La funzione religiosa è stata officiata da padre Paolo Gionta, Priore dell’Abbazia SS. Pietro e Andrea, che nella sua omelia ha voluto elogiare gli alpini per la loro innata generosità e puntuale disponibilità in ogni frangente e soprattutto in ogni avversità. Terminata la funzione, gli intervenuti si sono trasferiti nella vicina cappella del Salvatore dov’è sepolto un Soldato ignoto caduto in Albania durante l’ultimo conflitto mondiale, le cui spoglie, rientrate in Italia negli anni ’60, sono qui inumate per interessamento dell’allora presidente sezionale Franco Badò. Purtroppo, per le sue ridotte dimensioni, molti dei partecipanti hanno dovuto seguire la funzione della benedizione sotto la pioggia. Le note dell’inno “Al soldato ignoto” hanno chiuso ancora una volta la cerimonia. Come già detto, nutrita la partecipazione alpina e consueta presenza del sindaco di Novalesa grande amico degli alpini e della nostra associazione. Un grazie anche all’ing. Aurelio Calia che ha voluto donare alla Sezione una pergamena finemente lavorata recante la “Preghiera dell’alpino”, pergamena che andrà ad arricchire il salone sezionale intitolato al mai dimenticato don Trappo che per molti anni ha partecipato alle celebrazioni come officiante. Quest’anno si è voluto arricchire il pomeriggio con una parte più “leggera” affidata alla nostra fanfara che nel salone parrocchiale ha intrattenuto i presenti, tra i quali il vice priore dell’Abbazia, con un breve concerto. Brindisi finale e poi sotto una sempre più insistente e minacciosa pioggia il “rompete le righe” chiudeva l’annuale incontro novalicense. Lo Scarpone Valsusino 5 Attualità scarpone adesso dicembre011 06/12/11 16.52 pagina 6 Gli alpini del Gruppo di Condove. Festeggiato in sordina l’ottantesimo di fondazione del Gruppo di Condove di Pi.Gi. Nei giorni 24 e 25 settembre abbiamo festeggiato il compleanno del Gruppo. L’unico documento che ci è stato tramandato colloca la fondazione del Gruppo di Condove il 20 settembre 1931, quindi non si poteva far passare questa data senza poterla festeggiare o almeno ricordare. Tuttavia il nostro Gruppo ha una età media piuttosto elevata, quindi ci siamo trovati nel dilemma: festeggiare come nella tradizione con sfilata, ecc. oppure con una festa più privata. Durante un consiglio abbastanza vivace si è deciso a maggioranza di optare per una commemorazione “privata”. Si sono così scelte le date di fine settembre per non intralciare altre feste. Il sabato l’appuntamento era in sede alle 17 per un piccolo 6 Lo Scarpone Valsusino brindisi, in seguito si sono portate due corone di alloro: una al monumento “alle penne mozze” e l’altra al monumento ai Caduti di tutte le guerre. Ci siamo poi recati in Chiesa per una Messa in suffragio per tutti i soci andati avanti. Il prevosto don Silvio Bertolo durante la funzione ha usato parole di lode e incoraggiamento che ci hanno confortato. Dopo qualche foto di rito ci siamo dati appuntamento per l’indomani. Domenica 25 siamo stati in gita ad Acqui Terme, tutto programmato tramite l’agenzia viaggi “Cedilla” di Condove. Siamo partiti alle 7 con ben due pullman perché eravamo 101. Arrivati ad Acqui abbiamo subito iniziato la visita alla città. La prima tappa era alla piscina romana, notevole sito archeologico i cui resti si trovano sotto un palazzo di 5 o 6 piani, ma certamente ancora un notevole documento storico. Ci siamo poi recati alla Cattedrale e dopo la visita alla bella Chiesa ed alla cripta, siamo saliti nella sala del capitolo dove è conservato un trittico di stile fiammingo con al centro una “Madonna con bambino” di notevole bellezza, e sulle ante laterali San Francesco e San Giuliano, completati da due episodi della vita della Madonna. Non potevamo esentarci dal visitare la famosa fontana bollente dove l’acqua sgorga alla temperatura di 73° centigradi. Abbiamo infine raggiunto i pullman e ci siamo recati a Calosso al ristorante “da Elsa” per consumare un ottimo pranzo dove abbiamo potuto abbondare nelle libagioni perchè a guidare ci pensavano gli autisti. Al termine ci siamo recati a Canelli a visitare le storiche cantine Gancia. Come per Acqui anche a Canelli abbiamo usufruito di signorine guida ben preparate che ci hanno dato informazioni esaurienti ed interessanti. Dopo alcune degustazioni e qualche “rifornimento” abbiamo preso la strada del ritorno veramente soddisfatti anche se un po’ stanchi. L’intera gita era completamente gratuita per i soci in regola con il tesseramento e, a conti fatti, ci è costata molto meno di quanto avremmo speso se avessimo festeggiato l’anniversario nel modo tradizionale. Per il novantesimo tutto è lasciato alla possibilità che il Gruppo trovi giovani disposti a sostituire gli ormai “decrepiti” consiglieri. La consapevolezza di una scelta Nella prossima assemblea dei delegati sarete chiamati a rinnovare una parte del Consiglio poiché, dall’entrata in vigore dello Statuto sezionale, per la prima volta, una parte dei consiglieri in carica decade. Per chiarire a chi se ne fosse dimenticato, lo Statuto recita che ogni consigliere può ricoprire la carica per massimo due mandati consecutivi. Nasce quindi la necessità d’ora in avanti di votare annualmente una parte del Consiglio, mentre eravamo tranquillamente abituati a porci il problema ogni triennio. In questi mesi abbiamo cercato di ricordare questo adempimento invitando a proporre candidature, cosa di cui si era ampiamente dibattuto nell’ultima assemblea dei delegati, partendo da lontano, con calma, con passo lento ma sicuro. Ahinoi però le risposte più udite a fronte di queste argomentazioni sono state a dir poco disarmanti, nel senso che nell’immaginario collettivo e maggioritario, i consiglieri uscenti avrebbero potuto, ma sarebbe meglio dire dovuto, proseguire nelle loro attività sezionali quasi fosse un obbligo più che un dovere nei confronti di tutti. Abbiamo detto disarmante e lo confermiamo, ma aggiungiamo anche preoccupante, tristemente preoccupante nel senso che simili considerazioni danno il termometro di un disinteresse latente. Noi alpini, quando ci fa comodo, siamo sempre pronti ad esaltare e difendere lo spirito di corpo, la voglia di fare, di darsi al prossimo e così via… Ma quando si tratta poi di mettere in pratica i sani principi appena enunciati ci si comincia a nascondere dietro i “non posso, non ho tempo, sono vecchio…” quasi che i consiglieri attuali di tempo ne abbiano a volontà, possano far tutto e di tutto e soprattutto che siano giovani e pimpanti. Nulla di più sbagliato. Ognuno dedica il tempo che può dedicare, magari con mugugni familiari, ognuno fa quello che può e soprattutto nessuno è un giovincello. Ma la Sezione deve andare avanti sempre e possibilmente sempre al meglio, con probabili ed immancabili errori in buona fede, ma sempre con quello spirito di volontariato che rende noi alpini teoricamente diversi da tutti gli altri. È ora quindi che qualcuno si faccia avanti dando dimostra- zione di senso di responsabilità, di attaccamento all’istituzione. Siamo oltre 2600 iscritti alpini e non dovrebbe essere così difficile trovare ogni anno candidati nuovi, appassionati, che si presentino al giudizio dei delegati. Se considerate questo come un appello avete colto nel segno: è un appello. Rivolto a tutti coloro che credono nell’istituzione e che non abbiano paura del futuro e che soprattutto non abbiano paura di sacrificarsi. Ma è anche un appello ai capigruppo, soprattutto a quelli di quei Gruppi che non abbiano mai espresso consiglieri. Non è vietato assolutamente che un Gruppo possa avere più di un consigliere, ma sarebbe molto più giusto e bello che i Gruppi rappresentati in Consiglio fossero molti di più. Tornando allo spirito di corpo tanto decantato, ribadiamo che una presenza più variegata in Consiglio, potrebbe contribuire a rinverdirlo un pochino. Oddio… non è che non ci sia, ma potrebbe essere più sviluppato, più coerente alla tradizione. Basta vedere le grandi feste dei nostri Gruppi per notare che alle feste di alta valle raramente sono presenti Gruppi della bassa e naturalmente viceversa, sia ben chiaro. La media valle è già più equidistante ma anche lei spesso non brilla. Certamente gli oltre novanta chilometri di valle non sono pochini, ma per contare le grandi feste si avanzano molte dita delle nostre mani. E non parliamo poi dei funerali… spesso dimenticati da molti. Capita poi anche che nella grande festa di Exilles, passata l’ufficialità, ci si disperda mentre dovrebbe essere proprio quello il momento di ritrovarsi insieme a festeggiare. Fortunatamente sotto il tendone di quest’anno Perona non ha fatto l’appello, perché le fughe erano state molte, forse troppe. E così anche ad Imperia… ma perché non riusciamo a stare una volta tutti insieme in allegria? Eravamo quasi cinquecento, ma purtroppo alcuni Gruppi hanno preferito snobbare la massa... e visto come è andata a finire gli è andata anche bene. Assolutamente legittimo ma non sempre condivisibile. Dobbiamo rinvigorire questo spirito, dobbiamo smetterla di mugugnare per le assenze altrui e di giustificare le nostre. La Sezione è nostra, e dobbiamo renderla sempre migliore e unita. Il prossimo anno festeggeremo il 90° compleanno e sarà difficile giustificare fughe dalla convivialità. Sarà una missione impossibile? Crediamo veramente di no perché è solo questione di buona volontà, almeno per una volta. Questa coesione labile, questo spirito sopito, questa pigrizia innata pensiamo possa essere corretta solo attraverso una ben distribuita presenza dei Gruppi in Consiglio, ma non perché una volta al mese ci si ritrova a decidere, ma perché le frequentazioni del venerdì, le presenze quale rappresentanza nelle varie manifestazioni, le discussioni, anche accese, possono aiutare a capire i problemi, i sacrifici che si incontrano nei Gruppi generando in noi quel senso di profondo rispetto per gli sforzi profusi. Ecco perché quindi è importante che i Consigli direttivi che negli anni futuri prenderanno corpo, debbano tenere conto di questi aspetti. Non basta scaldare una sedia una volta al mese, ma è fondamentale la partecipazione perché di cose da fare ce ne sono tante e gli impegni sono tantissimi. Non si creda che il magazzino, la segreteria, la tesoreria, i tesseramenti, l’organizzazione delle manifestazioni, le pubbliche relazioni, il giornale e così via siano cose che si fanno da sole, tutt’altro, ma devono essere seguite con attenzione. Sapeste poi come è facile venir criticati anche dopo aver speso ore in discussioni sui minimi dettagli!!! Ecco perché questo articolo si intitola “La consapevolezza di una scelta” perché chi vorrà entrare nel Consiglio dovrà essere consapevole di aver fatto una scelta coraggiosa al servizio dell’Associazione per aiutarla a migliorarsi sempre di più. Consapevolezza determinante, perché ognuno dovrà dare per quello che può ma soprattutto dovrà dare tanto alla Sezione, ai suoi Gruppi, agli alpini, trasmettendo entusiasmo e non mugugni. L’unione ci darà la forza di proseguire, ma solo con l’unione vera i carichi di impegni potranno essere equamente distribuiti senza dover gravare sui soliti noti e sul Presidente. Ed anche qui occorrerà meditare perché anche questa carica, non immediatamente, dovrà essere rinnovata e sarebbe spiacevole arrivare alla data fatidica scoprendo che nessuno se la sente di mettersi davanti alla compagnia a tirare la salita. Coraggio alpini della “ValSusa”: tra febbraio e marzo alcuni consiglieri dovranno essere sostituiti, altri confermati per il loro secondo mandato e così via negli anni a venire. C’è posto per tutti, poi sarà il giudizio dei delegati a stilare le graduatorie, ma la bocciatura di un anno mai sarà una bocciatura definitiva e si potrà ritentare. Ma è fondamentale capire che senza candidati, senza ricambio, senza entusiasmo la Sezione si avvierà lentamente al suo declino. Immeritato. Un declino che potrebbe portare anche ad esiti spiacevoli dei quali poi nessuno potrà sentirsi esentato dalla responsabilità nascondendosi dietro ai “non credevo, non sapevo, non immaginavo”. Siamo arrivati ad una fase delicata della nostra vita sociale, stiamo entrando quali consapevoli o inconsapevoli attori in quel “Futuro associativo” che tanto sta a cuore al presidente nazionale Corrado Perona, stiamo attraversando un momento in cui non basterà solo essere consapevoli della scelta che si vorrà fare, ma si dovrà essere anche consapevoli della “non scelta” o meglio della scelta del “non fare” che sarà decisamente più grave per la vita associativa della scelta “di fare”. Assemblea dei delegati L’annuale assemblea dei delegati alla quale seguiranno le votazioni per il rinnovo del Presidente e di una parte del Consiglio direttivo sezionale, si terrà nella sala “don Trappo” della sede di via Brunetta a Susa, il 4 marzo alle ore 9. Data l’importanza del tema, siete caldamente invitati a partecipare numerosi, con cappello alpino per la cerimonia dell’alzabandiera. Lo Scarpone Valsusino 7 Attualità scarpone adesso dicembre011 06/12/11 16.52 pagina 7 Attualità scarpone adesso dicembre011 06/12/11 16.52 pagina 8 Cambio di comandante al 3° reggimento alpini di Dario Balbo Il colonnello Carlo Sardi ha ceduto il comando al colonnello Andrea Bertocchi. Si è tenuta venerdì 30 settembre presso la Caserma “Berardi” di Pinerolo la cerimonia militare che ha visto il cambio al vertice del 3° reggimento alpini della brigata “Taurinense”, con il colonnello Andrea Bertocchi che ha ricevuto la bandiera di guerra dalle mani del colonnello Carlo Sardi, che lascia Pinerolo dopo un anno di comando. Oltre che nell’addestramento in montagna, negli scorsi dodici mesi il 3° è stato impegnato nell’addestramento quale unità di reazione rapida della NATO, nell’operazione “Strade Sicure 4” e in Valle di Susa, concorrendo con le forze dell’ordine al presidio del sito di Chiomonte. Per il nuovo comandante, che proviene dallo Stato Maggiore della Difesa, si tratta di un ritorno alla “Taurinense”, dove nel grado di maggiore prestò servizio presso il comando della brigata a Torino. Il gen. Dario ranieri nuovo comandante della “Taurinense” di Dario Balbo Dopo poco più di un anno il gen. Paolo Francesco Figliuolo ha lasciato il comando della brigata alpina “Taurinense”. Un anno che si potrebbe definire “tranquillo” visto che dopo continue missioni in terra afghana la brigata si è dedicata all’addestramento sul territorio riscoprendo quell’alpinità che le è propria. I monti del cuneese, delle valli di Lanzo e del Gran Sasso sono stati il teatro di marce e salite culminate ai 2912 metri del Corno Grande d’Abruzzo. Gli alpini della “Taurinense” durante il periodo di comando del gen. Figliuolo si sono dedicati anche ad altre operazioni tra cui ricordiamo “strade sicure” e da poco il presidio al cantiere della TAV di Chiomonte. Ma lungo il 2011 si sono svolte centinaia e centinaia di commemorazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia a cui la brigata ha sovente presenziato sia con i reparti che con la fanfara impegnata in concerti un po’ ovunque sempre apprezzata per l’altissima professionalità e qualità dei suoi elementi. Nel discorso di commiato era ovvio anche che il gen. Figliuolo ricordasse l’Adunata nazionale di Torino dove la brigata è stata pe- 8 Lo Scarpone Valsusino santemente impegnata. Simpatico il suo ricordo personale di ben quattro sfilate in quella giornata, prima ovviamente alla testa della brigata, poi tra gli ufficiali alpini, quindi come alpino di Basilicata ed infine al fianco del sindaco Chiamparino alla chiusura di quella splendida giornata. L’ultimo impegno della brigata nel suo periodo di comando si stava invece materializzando proprio in quelle ore tra il dolore, le macerie ed il fango dell’alluvione in Liguria dove oltre cento artiglieri del 1° di Fossano si stavano prodigando in aiuto alla popolazione. Raccoglie il testimone il gen. Dario Ranieri, abruzzese di 52 anni, con gran parte di carriera già in “Taurinense”. Lo abbiamo salutato il 19 novembre 2005 quando lasciava il 3° alpini e lo ritroviamo ora al comando della brigata. Crediamo lo aspettino altrettanti mesi impegnativi sia in Italia che all’estero e vedremo con curiosità anche cosa si materializzerà in collaborazione con la 27ª brigata di montagna francese. Da queste pagine formuliamo ad entrambi i comandanti i più sinceri auguri nei loro rispettivi incarichi. Ba-io è andato avanti. ultimo saluto ad un grande amico di elio Garnero Ho voluto insistere su questo Ba-io per parecchi nostri lettori che non si sono mai posti la domanda: ma chi è questo Ba-io che firma diversi articoli dai quali ogni volta si evidenziano l’immenso valore di umanità e di cultura non comuni? Questi è Francesco Ballesio, l’amico alpino che ci ha lasciati il 26 agosto scorso alla venerabile età di 90 anni. Proprio Francesco mi ha spronato ad entrare nel comitato di redazione de “Lo Scarpone Valsusino” e, da allora non ha fatto altro che stupirmi per la sua totale dedizione al nostro giornale, ed alla fanfara sezionale, per la quale mai rinunciava a magnificarne le già note qualità. Francesco è stato sicuramente un alpino che ha dato tanto all’A.N.A., alla nostra Sezione, al nostro giornale, alla nostra fanfara. Tutto ciò grazie anche alla collaborazione ed alla disponibilità di sua moglie Maria, moglie encomiabile e compagna di vita fino al momento più doloroso. Francesco, in ogni nostro incontro, specialmente ai consueti appuntamenti per la correzione delle bozze in tipografia traspariva il tuo alto livello di cultura ed il tuo signorile comportamento, anche quando in redazione avresti dovuto, non dico bacchettare, ma almeno redarguire qualcuno di noi perché qualcosa non era stato risolto nel migliore dei modi. Alcuni anni fa, ebbi l’occasione di riportare sul nostro giornale la notizia dei raggiunti 50 anni di matrimonio, definendovi una coppia eccezionale, ed a questo faccio riferimento per dire a te, cara Maria, non abbandonarci, l’averti con noi sarà sempre come se Francesco fosse presente. Ritieniti fortunata per aver potuto per ben 54 anni condividere e raggiungere con lui, nella vita di ogni giorno, nell’accavallarsi di alterne vicende, quella pace necessaria per ritemprare l’animo ed attingere nuove energie nelle confortevoli braccia di entrambi. Caro Francesco, la nostra amicizia è nata nell’età matura, più salda e più matura di quelle ormai svanite della nostra fanciullezza, un sentimento che prevale infine sul lancinante dolore per la tua scomparsa. Noi ti avremo sempre al nostro fianco intorno alle cose che hai amato ed amiamo, e ti sentiremo vivo in noi e con noi nel prosieguo di quel cammino terreno che ci sarà ancora concesso. Nella tua semplicità e modestia hai saputo trasmetterci, come se fosse un testamento, amore, pace, onestà e dirittura morale. Ciao caro, indimenticabile Francesco. Cento anni di Giuseppe rosatelli Ritorno sempre volentieri ad Exilles, non solo per l’attaccamento agli abitanti del luogo, ma anche perché il paese stesso rappresenta per me, per un insieme di valide motivazioni, fonte di ricordi dei miei trascorsi militari ed associativi. Ricordi che inducono a rivolgere un doveroso pensiero ai nostri Caduti ed un cordiale saluto a coloro che sono sopravvissuti nel compimento del loro dovere militare. Ciò premesso esprimo agli alpini del Gruppo di Exilles i miei più vivi complimenti per il modo in cui hanno organizzato la manifestazione e aggiungo che partecipare all’attività del proprio sodalizio rientra nell’etica di ciascun socio che crede nell’importanza dei valori umani ed in quelli della collaborazione e del volontariato. Tali valori costituiscono i fondamenti della nostra associazione alpini e devono esprimersi in iniziative, individuali e collettive, di sostegno morale e materiale. Il centenario ottavio Ambrosino, a sinistra, con Giuseppe rosatelli. Vi sono ricorrenze nella vita che assumono un carattere particolare per la loro eccezionalità; questa festa di compleanno che riporto è una di quelle. Domenica 17 aprile 2011 mio cognato, Ottavio Ambrosino e zio dei miei figli Sergio e Silvio, ha infatti festeggiato a Torrazza, provincia di Imperia, il suo centenario. Invidiabile il modo nel quale egli, in ottima forma fisica e con la testa in uno stato di pregevole funzionamento, ha raggiunto tale considerevole traguardo. La ricorrenza oltre ad avere riunito molti parenti e amici è stata, altresì, allietata da un altro piacevole avvenimento in quanto il pronipote del centenario ha compiuto contemporaneamente, il primo anno di vita. Doppia ricorrenza e doppia gioia all’insegna della vita che continua. La festa è trascorsa in piacevole armonia e tra una portata e l’altra i commensali hanno avuto modo di ricordare il periodo passato e con i parenti anche il tempo ed i luoghi trascorsi nel periodo della propria gioventù. Il valore di siffatte ricorrenze è, tra l’altro quello di riunire le persone più care che, normalmente, vivono in luoghi distanti tra loro. L’importante è continuare a volersi bene, con la stessa stima ed affetto e sperare che tali gradevoli eventi possano ripetersi. rispetto per la Cappella Votiva di Giuseppe rosatelli Rivolgo agli alpini del Gruppo di Exilles i miei sentimenti di gratitudine per l’invito fattomi pervenire in occasione della importante ricorrenza dell’80° anno di costituzione del loro Gruppo. Il pensiero, oltre ad avermi onorato, mi ha fatto immensamente piacere per l’amicale, affettuoso, fraterno ricordo. A suo tempo gli alpini che hanno militato nel battaglione “Exilles”, coadiuvati dagli amici appartenenti ai Gruppi delle Sezioni A.N.A. di Torino e “Val Susa”, hanno trasformato un appezzamento di terreno situato ai piedi del forte di Exilles in una “Oasi di pace”. In essa hanno creato un complesso di opere a ricordo del 3° reggimento alpini tra cui spicca, in memoria degli stessi caduti, la Cappella Votiva. Il succitato complesso, specie nei giorni festivi, è molto frequentato da gitanti i quali occupano tutto lo spazio disponibile. Peccato che talvolta manchi il necessario riguardo all’ambiente con il rischio di un suo possibile degrado. Per ovviare a ciò sarebbe non solo indispensabile ma apprezzabile la presenza, nei giorni festivi, di una figura delle forze vigilanti. E’ con tale auspicio che prego vivamente gli amici del Gruppo di Exilles e gli amici che sono animati dagli stessi sentimenti di continuare a mantenere il complesso della cappella Votiva sempre efficiente ed accogliente. Un fraterno abbraccio. Sezione Val Susa Via della Brunetta, 45 - 10059 Susa Tel. e fax 0122.33.204 sito internet: www.anavalsusa.it Lo Scarpone Valsusino 9 Attualità scarpone adesso dicembre011 06/12/11 16.52 pagina 9 Protezione civile scarpone adesso dicembre011 06/12/11 16.52 pagina 10 emergenza Liguria Intervento di coordinamento della Protezione civile A.n.A. di Paolo Parisio Sono partito venerdì alle prime luci dell’alba quale vice coordinatore di Raggruppamento A.N.A. della Protezione civile (Piemonte Liguria e Valle d’Aosta) assieme al vice coordinatore dell’Unità sezionale A.N.A Val Susa Corrado Tournour con destinazione C.O.M. (Centro Operativo Misto) di Brugnato. Il mio compito: sostituire il responsabile, Pavese (presente in loco già dalle prime ore dei soccorsi), nel coordinamento di tutti gli alpini della P.C. intervenuti su richiesta diretta del Dipartimento Nazionale della P.C. di Roma nelle zone alluvionate dell’area assegnata. Compito di Tournour: appoggio al Coordinatore e valutazione logistica di impiego per un eventuale successivo invio dell’Unità A.N.A. della ‟Val Susaˮ. Panda sezionale carica di zaini con indumenti personali ma anche radio, computer portatili (notebook), stampanti, cavi, prese, webcam per eventuali video conferenze, cancelleria, timbri, moduli, torce, insomma, carico anomalo per la piccola utilitaria abituata ad intervenire nei soccorsi con attrezzature per lavori tipici del volontariato della Protezione civile, dove gli attrezzi sono ben diversi !!! Ma il compito era “da primo giorno di scuola”: infatti non si era ancora verificata una calamità così pesante come questa ligure da quando l’A.N.A. mi aveva assegnato il nuovo incarico e quindi mai mi ero dovuto insediare presso il C.O.M. a coordinare volontari di regioni diverse seppure tutti rigorosamente dell’Associazione Nazionale Alpini. Nei pressi di Brugnato via radio veniva comunicato di uscire dall’autostrada e raggiungere Borghetto di Vara poiché il C.O.M. si stava trasferendo in detta località per motivi logistici (sono comunque Comuni confinanti). Arrivati nel Comune si presentava tutta la drammaticità dell’evento con una visione di desolazione e di danni che subito apparivano veramente ingenti. Draghe, camion, automezzi della P.C., volontari ma anche Scarpone 10 Lo Valsusino Corrado Tournour, vice coordinatore dell’unità sezionale di Protezione civile, nei paesi alluvionati della Liguria. popolazione locale tutti febbrilmente al lavoro. Per un volontario è normale vedere tali scene ma per una persona non della Protezione civile vedere la macchina dei soccorsi operativi in piena azione è sempre spettacolo che lascia subito un primo momento di interdizione. Sembra un formicaio impazzito dove il traffico intenso degli automezzi di soccorso, macchine operatrici di movimento terra, camion, volontari e militari al lavoro che spuntano ovunque. E poi le file di automezzi delle forze di polizia, ma anche delle televisioni, danno impressione di una bolgia dantesca rumorosa dove però subito dopo si capisce essere “bolgia organizzata” dove ogni squadra al lavoro opera in una propria postazione e così ogni draga, bobcat e quant’altro e tutti i camion, fanno la spola per il carico-scarico dei materiali. Non è un caos senza controllo ma semplicemente l’insieme del “sistema della Protezione civile italiana” che è e resta una delle più invidiate al mondo e sicuramente una delle eccellenze che l’Italia può vantare verso paesi terzi. Cerco il segretario del Raggruppamento impegnato assieme ai suoi in un’abitazione colpita: è lui il “contatto” in quanto il “mio capo” ha già nel frattempo lasciato la zona operativa per rientrare ad Alessandria. Mi dà le consegne e vengo quindi a sapere che il C.O.M. in trasferimento a Borghetto di Vara è stato installato presso la caserma della Guardia Forestale. Mi viene indicato il nome del Comandante, il mio referente del Dipartimento Nazionale presso il C.C.S. (Centro Coordinamento Soccorsi) installato nella Prefettura di La Spezia e vengo informato che dovrò seguire anche volontari A.N.A. provenienti dal 2° Rgpt. (Lombardia) e dal 3° Rgpt. (Emilia Romagna). Vengo accompagnato al C.O.M. e con le presentazioni inizia la mia operatività di coordinamento, ovvero il mio lavoro in zona operativa. Mentre le Sezioni piemontesi vengono fatte lavorare quasi tutte in Borghetto di Vara in sinergia con le forze espresse dai Coordinamenti Provinciali e Regione Piemonte, i volontari delle Sezioni A.N.A. lombarde dotate di 5 “bobcat” e 2 escavatori hanno il compito di aprire una strada secondaria per raggiungere Rocchetta, frazione isolata dove nessuno è ancora arrivato. Ci vogliono giorni di lavoro per arrivare nella frazione, ma il compito assegnato viene portato a termine. In Rocchetta vengono accolti con sollievo dalla popolazione e iniziano quindi a prestare soccorsi all’interno dell’abitato insediandosi nelle scuole. Una parte viene poi spostata per interventi a Cavanella terminati i quali si ricongiungeranno nuovamente a Rocchetta L’A.N.A. di Reggio Emilia (3° Rgpt.) ha installato una cucina nell’abitato di Borghetto di Vara che ogni giorno si perfeziona con l’arrivo di altre componenti che si aggiungono al modulo. Il paese è senza acqua né luce elettrica quindi la cucina deve lavorare in autonomia totale così come il centro radio A.N.A. che è installato sopra la “mensa” al primo piano. L’A.N.A. del 3° Rgpt. ha anche squadre che lavorano in Borghetto di Vara per togliere fango, melma e mobili dalle case con mezzi motori, “carrette a motore”, per il trasporto breve di quanto asportato. Non vi è una divisione netta tra volontari operanti tra i vari Coordinamenti Provinciali con quelli operanti come A.N.A., ma neppure tra i volontari nei coordinamenti ma appartenenti ad organizzazioni diverse. Molti sono anche gli A.I.B. del Piemonte impegnati nelle operazioni di soccorso in case e negozi, che con le loro motopompe e cisterne d’acqua svolgono un lavoro essenziale di rifinitura con idrogetti che puliscono a fondo i locali. Si capi- sce bene qui quanto era necessario, a mio avviso, togliere gli A.I.B. dalla giurisdizione dell’Assessorato Foreste per farli confluire tutti sotto la struttura Regionale della Protezione civile. Una telefonata mi avverte che è in arrivo una Squadra A.N.A. di La Spezia dotata di mini escavatore che, terminati i lavori in altra località, viene dirottata sotto la “mia giurisdizione”. Li attendiamo e li scortiamo al C.O.M. per le procedure di registrazione presso la funzione “volontariato”. Questa funzione, prima svolta con personale della Forestale e poi passata al volontariato ligure si svolge con ottimo impegno, capacità e dedizione ma, sempre priva di computer e stampanti, è costretta a scrivere tutto a mano su fogli A4. Cosa poco spiegabile nel 2011! La squadra A.N.A. spezzina viene mandata a Brugnato ad operare in un distributore Agip e successivamente, in base alle richieste pervenute, raggiungerà la località Calice dove continuerà ad operare. Purtroppo dopo 5 giorni dalla calamità, una delle squadre A.N.A. di Reggio Emilia ritrova il corpo di una delle vittime ancora disperse, Rita Cozzani, professoressa de La Spezia. Era stata sorpresa dall'alluvione a Borghetto di Vara mentre con il marito si trovava in auto all’uscita dell’autostrada. Il ma- rito si è salvato ed è riuscito a salvare un'altra donna mentre la sfortunata consorte è stata trascinata via dall’acqua. I contatti e le relazioni con il responsabile A.N.A. del 1° Rgpt. avvengono con regolarità e al sabato sera mi viene comunicato che avrò il cambio domenica dal nostro Segretario Nazionale della P.C. A.N.A. che arriverà da Milano, Sede Nazionale, dopo una riunione operativa al C.C.S. in Prefettura a La Spezia. Ora è domenica, dal palazzetto dello sport di Santo Stefano di Magra dove siamo alloggiati, rifacciamo le valigie e liberiamo le brandine che verranno occupate da altri, carichiamo nuovamente la nostra panda 4x4 e facciamo, forse l’ultima volta, l’autostrada in direzione Borghetto di Vara. Raggiungiamo il C.O.M. e, congedati, ultima visita al paese dove si inizia a pulire la via principale del centro in ciottolato. I lavori sono in pieno svolgimento, la macchina della Protezione civile continua a “girare a pieno ritmo” e moltissimo è stato fatto in questi pochi giorni. Il lavoro fatto si vede rispetto alla pura desolazione visiva al nostro arrivo ma per noi è ora di tornare in valle. Inviamo sms ai responsabili delle Squadre e Nuclei della nostra Unità Sezionale avvertendoli del nostro rientro, confermando loro che devono proseguire nel- Protezione civile scarpone adesso dicembre011 06/12/11 16.52 pagina 11 l’allerta “pronta partenza” fino a revoca. Noi non sappiamo se torneremo nuovamente in zona operazioni, ma se ritorneremo sarà assieme agli altri volontari dell’Unità A.N.A. “Val Susa”, e sarà perché dovremmo sostituire Sezioni rientranti per cambio turno. La Regione Piemonte si dice che terminerà le operazioni di soccorso il successivo martedì ma non sappiamo quando il Dipartimento Nazionale della Protezione civile si ritirerà e lascerà in loco solo più le strutture liguri. Noi restiamo a disposizione pronti a sostituire i cambi dove il Dipartimento e la nostra Sede Nazionale riterrà opportuno. Eccoci a Susa, missione terminata. Sicuramente diversa dalle altre sempre svolte assieme a tutta l’Unità ma certamente da ricordare: una missione di gestione coordinamento operazioni pura, la prima volta da vice Coordinatore di Raggruppamento. Anche questa una fonte preziosa d’esperienza. Un pensiero alla popolazione locale. I volontari arrivano ma vanno via, resterà la gente, resteranno gli abitanti dei paesi colpiti. Abbiamo sentito che diversi hanno intenzione di abbandonarli e trasferirsi altrove. Noi speriamo invece che siano pensieri momentanei frutto di temporaneo scoramento e sconforto per tutto ciò che hanno perso. E’ sempre brutto quando nei paesi restano solo più gli anziani, quando i “camini non fumano più”, quando le case vengono lasciate sole con se stesse e non si sentono più le grida gioiose dei bambini. I liguri sono gente tosta e sono certo che sapranno superare anche questi difficili momenti e che i paesi torneranno a sorridere e a ricreare il richiamo turistico per questa zona della Liguria famosa per la bellezza dei paesini dell’entroterra e della natura. Natura che se diventa cattiva e feroce verso l’uomo è anche perché spesso l’uomo non la cura con la dovuta attenzione e la considera non alleata ma ostacolo al suo sviluppo economico o, viceversa, nell’intenzione di salvaguardarla, ne impedisce con leggi e leggine il suo ottimale sfruttamento rendendo difficoltosi lavori che i “nostri vecchi sempre hanno fatto” trasformando magari buone intenzioni in pessime realtà. Ma queste riflessioni esondano dalla Liguria e coinvolgono l’intero territorio nazionale fino ad arrivare alle nostre montagne, ai nostri fiumi, alle nostre realtà. Lo Scarpone Valsusino 11 Dalla Sezione scarpone adesso dicembre011 06/12/11 16.52 pagina 12 L’angolo di Elio Garnero new York 11 settembre 2011 alcune considerazioni su questo infausto evento a dieci anni di distanza Il vero grande cambiamento, tuttavia è l’effetto economico di quello sforzo espansionistico. Queste due guerre hanno aggiunto milioni e milioni di dollari al debito americano che ha ormai superato i 14,3 trilioni di dollari. Il “dividendo di pace” degli anni novanta si è trasformato in “fardello di guerra”. L’11 settembre ha cambiato l’agenda dell’Occidente, ha messo al primo posto la guerra al terrorismo islamico, ha dirottato immense quantità di denaro e di energie ed ha lasciato campo libero non solo alla Cina, ma anche alla crescita di Paesi vincenti quali India e Brasile. Da segnalare il fenomeno sempre più dirompente della crescita impetuosa e senza ostacoli dell’economia cinese. Mentre Washington dava la caccia ai talebani ed alle cellule terroristiche di Bin Laden, Pechino dava la caccia alle materie prime di continenti interi, dall’Africa al Sud America. In conclusione, ora il debito americano e parte di quello Europeo sono in mani asiatiche. Da fonti attendibili ho appreso che in quest’ultimo periodo, una delegazione con i vertici del Fondo Sovrano Cinese, quello che compra partecipazioni e sottoscrive appunto il debito degli stati nazionali, ha viaggiato in Europa, e chi li ha incontrati è rimasto stupefatto ed ammirato dalla preparazione e dalla puntualità di questi alti funzionari di Pechino, ma ne è scaturita la loro coscienza di essere saliti sui gradini più alti del pianeta e la loro convinzione di potersi permettere di guardare molti di noi dall’alto verso il basso. il presepe Le macerie delle “torri gemelle”. Per chi l’avesse dimenticato, la mattina dell’11 settembre 2001, 19 affiliati all’organizzazione terroristica di matrice islamica Al-Qaida dirottarono quattro voli civili commerciali. I dirottatori fecero intenzionalmente schiantare due degli aerei sulle Torri 1 e 2 del World Trade Center di New York causando poco dopo il collasso di entrambi i grattacieli e conseguenti gravi danni agli edifici vicini. Il terzo aereo di linea fu fatto schiantare dai dirottatori contro il Pentagono. Il quarto aereo diretto contro il Campidoglio o la Casa Bianca a Washington si schiantò nella Contea di Semerset (Pensylvania) dopo che i passeggeri ed i membri dell’equipaggio tentarono, senza riuscirci, di riprendere il controllo del velivolo. Tali attacchi terroristici causarono circa 3000 vittime. Nell’attacco alle torri gemelle morirono 2752 persone, tra queste 343 vigili del fuoco e 60 poliziotti. Nei giorni precedenti al decimo anniversario di tale sciagura molti quotidiani italiani hanno ricordato e commemorato tale tragico evento con delle svariate considerazioni ed espressioni non sempre condivisibili. Oggi, dopo 10 anni, a mio avviso possiamo interrogarci con un minimo di distanza critica da quei tragici eventi che in realtà proprio per la loro gravità richiederebbero un giudizio storico ancor più decantato “davvero il mondo non è più stato lo stesso?” Alcuni giornalisti, non solo italiani, si sono posti la domanda: “quale data vi sembra sia stata la più importante e consequenziale?” L’11 settembre 2001, caduta delle torri gemelle, o il crollo, il 15 settembre 2008 della Lehman Brothers? E’ difficile rispondere però dobbiamo ammettere che allora, nel 2001, tutte le loro testate ribadirono e pubblicarono che da quel giorno il mondo è cambiato. Sì, è vero è cambiato quel giorno, ma col senno di poi dobbiamo anche ammettere che il crollo del 15 settembre 2008 ha portato conseguenze economiche che potrebbero durare per decenni. Viene da pensare che quanto successo l’11 settembre 2001 in effetti abbia causato il 15 settembre 2008. Senza il trauma di quell’atrocità e la sensazione diffusa in tutto il mondo che l’America fosse in guerra con nemici nascosti, la politica economica sia in America, sia in Europa non sarebbe stata così lassista ed espansionistica, e per così tanto tempo. Né ci sarebbe stata la bolla del credito e del boom immobiliare, che hanno portato alla fine, al crollo di Lehman Brothers ed alla stagnazione economica. In effetti gli eventi successivi, in Afghanistan come in Iraq e la stessa caccia a Obama Bin Laden in Pakistan hanno umiliato l’America rendendola sorprendentemente debole. Scarpone 12 Lo Valsusino come si viveva questo solenne avvenimento Consentitemi di esternare alcuni ricordi ed alcune riflessioni sul “presepe” come veniva vissuto e com’era umile negli anni “60”. Premetto che per il sottoscritto il solenne avvento del Santo Natale è sempre stato sinonimo di presepe. Com’era umile il presepe di allora; d'altronde se Dio ha scelto Betlemme “casa del pane” se ha scelto l’umiltà che noi raffiguriamo nel presepe per venire a noi, è perché Dio è umiltà anche nella sua essenza. Allora presepe significava lunga vigilia di preparazione, organizzazione e costruzione. Allora persino la neve cadeva in modo diverso. Nessuno parlava del tempo del giorno dopo, ma ci si riferiva sempre alla situazione meteo in atto. Forse per questo ogni nevicata era una sorpresa sempre gradita. Fiocchi sempre più fitti imbiancavano rapidamente strade, prati e tetti, nobilitando il panorama. Quel bianco abbagliante richiamava alla mente il calore discreto ed amico del “potagè” della stufa a legna dotata di forno, scaldavivande e caldaietta. Il Natale, il periodo più freddo dell’anno, era in grado di scaldare i cuori con un calore speciale, irripetibile, ingigantito oggi dal ricordo, dalla nostalgia dell’innocenza perduta, delle tante persone amate che non ci sono più. L’inizio dell’avvento portava tra i bambini un’irresistibile frenesia. I pomeriggi erano animati dalla “Benedizione” funzione religiosa alla quale si partecipava volentieri perché era corta e sintetica, e preannunciava col suo odore di incenso e di freddo umido nelle chiese mal riscaldate di allora, il mistero magico e poetico del Natale imminente. Allora si cominciava a pensare al presepe, a come costruirlo, animarlo, a renderlo più bello dell’anno prima. Se penso all’assurda e deprimente involuzione consumistica di questa festa, quel periodo della mia vita mi sembra un sogno che mai più potrò fare, un dono prezioso che ho avuto la fortuna di poter assaporare e condividere con quanti mi hanno voluto bene. La costruzione del presepe era davvero un momento straordinario nella vita familiare perché sapeva renderla più unita e felice. La mamma tirava fuori dagli armadi specchietti e statuine, metteva a disposizione la farina per riprodurre la neve. Il padre assicurava la sua consulenza tecnica. La prima necessità da soddisfare era la disponibilità del muschio; in periferia qualsiasi muro in ombra ne forniva allora in abbondanza, ed alcuni posti, chissà perché, venivano considerati da tutti i migliori per la raccolta del muschio, e si tenevano segreti i luoghi frequentati, come avveniva per i funghi. Avuta quella preziosa materia si poteva iniziare il lavoro più difficile ma anche divertente ed esaltante. Si piegava la carta da pacchi per fare simulacri di montagne e poi con grande perizia si doveva sistemare la statuina giusta nel punto giusto. Si procedeva all’impianto delle luci che avrebbe vitalizzato la scena. Quando tutto era pronto, il tocco magico finale, la spolverata di farina sulle vette, sulla capanna, sui prati. Poi si inseriva la spina nella presa, si spegnevano le altre luci di casa e tutti si sentivano non al centro, ma il centro del mondo e di quello stupefacente mistero chiamato vita. 16 ottobre – Palazzolo sull’Oglio. Raduno 2° Raggruppamento. Presente: consigliere Demuti. 21-22-23 ottobre – Costalovara. Riunione presidenti sezionali. Presenti: presidente Sosello e revisore dei conti nazionale Botteselle. 22 ottobre – Moncalieri. Sede Banco Alimentare. Riunione capi area. Presenti: vicepresidente Garnero e capogruppo di Susa, Bartolotti. 22 ottobre – Rivoli. Casa del Conte Verde. Presentazione libro “Ring Road” del maggiore Mario Renna. Presenti: vicepresidente Garnero e consigliere Balbo. 28 ottobre – Torino. Caserma Montegrappa. Cambio di comandante. Presenti: presidente Sosello, vicepresidenti Garnero e Baro, consiglieri Balbo, Sacco e Amprimo. 4 novembre. Celebrato nelle varie comunità di appartenenza. 4 novembre – Pinerolo. Caserma Berardi. Cambio comandante di btg. Presenti: vicepresidenti Garnero, Baro e consigliere Amprimo. 4 novembre – Novalesa. Commemorazione dei Caduti. CDS al completo. 5 novembre – Susa. Riunione capigruppo e successivoConsiglio sezionale. CDS al completo. 11 novembre – Gravellona Lomellina. Posa della prima pietra della “casa per Luca”. Presenti: consigliere Demuti con vessillo e revisore dei conti nazionale Botteselle. 26 novembre. Banco alimentare. 28 novembre - Torino. Consiglio del Centro studi di architettura militare. Presente Dario Balbo. Oblazioni pro Scarpone Alpino Riccardo Tavano - Montafia d’Asti Silvana Paris - Bruzolo Nello Parolari in occasione del 45° anniversario di matrimonio - Gruppo di Bruzolo La moglie Maria Bedano in memoria del marito Francesco Ballesio - Torino Gruppo di Novalesa La famiglia Chiapusso in memoria di Silvino Gruppo di Giaglione Silvio Mout - capogruppo di Exilles Totale € € Mario Parisio - Roma oblazioni “una casa per Luca” Notiziario sezionale 10 settembre – Imperia. Riunione Presidenti 1° Raggruppamento. Presenti: presidente Sosello, consigliere Balbo e revisore dei conti nazionale Botteselle. Riunione referenti al Centro Studi A.N.A. Presente: vicepresidente vicario Garnero. Onori al Labaro Nazionale e sfilata per le vie di Porto Maurizio. Presenti: presidente Sosello, vicepresidenti Ferraris e Garnero, consiglieri Balbo, Bonaudo, Demuti, Olivero e Salvaia. 11 settembre – Imperia. Raduno 1° Raggruppamento. Presenti: presidente Sosello, vicepresidenti Baro, Ferraris, Garnero e CDS al completo. 18 settembre – Briançon. Festa dell’Edelweiss con l’Amicale 159ème RIA. Presenti: presidente Sosello, vicepresidente Ferraris, consiglieri Balbo, Parisio e Sacco. 30 settembre – Pinerolo. Cambio di comandante al 3° rgt. alpini. Presenti: presidente Sosello, vicepresidenti Baro e Garnero, consiglieri Balbo, Bosco, Sacco, Combetto ed alfiere Gallina. 3 ottobre – Susa. Consiglio sezionale. CDS al completo. 9 ottobre – Pavone Canavese (Sezione di Ivrea). 59° convegno della Fraternità Alpina e 25° di fondazione Gruppo alpini locale. Presenti: presidente Sosello, vicepresidente vicario Garnero ed alfiere Gallina. 15 ottobre – Torino. Teatro Alfieri. Concerto offerto alla Città dalla Sezione di Torino e dalla Brigata alpina “Taurinense” per il 139° anniversario delle penne nere e del 91° di fondazione della “veja”. Presenti: vicepresidente Garnero e consigliere Balbo. Oblazioni conto corr. post. 20,00 20,00 € 20,00 € € 50,00 20,00 € 1.000,00 € 100,00 € 1.230,00 Gruppo di Claviere Gruppo di Oulx Sezione Valsusa Totale € € € € 40,00 100,00 800,00 500,00 € 1.400,00 presenze del nostro vessillo in manifestazioni di altre sezioni 59° convegno della solidarietà alpina Domenica 9 ottobre a Pavone Canavese (Sezione di Ivrea) si è celebrato il 59° Convegno della solidarietà alpina in concomitanza con il 25° di fondazione del Gruppo alpini locale. Il paese, che conta circa quattromila abitanti, dista due chilometri da Ivrea, e un chilometro dal casello autostradale del capoluogo eporediese sulla Torino–Aosta. Insediamento umano attestato sin dall’età del bronzo, documentato in epoca romana e sviluppato nel medioevo, Pavone si adagia sulle falde di formazioni rocciose limate dai ghiacciai di età preistorica che scendevano dalla Valle d’Aosta. Pavone Canavese conta quattro edifici sacri di buona fattura, tra i quali, da sottolineare per la bellezza architettonica la chiesa di San Rocco, monumento nazionale. Il fiore all’occhiello di Pavone è il Castello con la grande torre (il Donion o maschio difensivo) eretta dai vescovi di Ivrea dopo le concessioni dell’anno mille dell’imperatore Ottone III. Sull’altura dove ora sorge il Castello sono state scoperte antiche tombe e molto materiale romano, si presume che ci fossero edifici romani (un tempio, un piccolo foro ecc.) andati poi distrutti. Dal 1991 il Castello di Pavone è di proprietà della famiglia Giodice che ne ha fatto sede di un hotel, ristorante e centro congressi. Alla mia terza partecipazione dell’anno in terra eporediese, finalmente trovo bel tempo con tiepido sole. Il mattino di domenica 9 ottobre in compagnia del presidente Sosello e dell’alfiere Gallina arriviamo in piazza Falcone, punto di accoglienza dei partecipanti. Presenti i vessilli delle sezioni di Torino, Ivrea, Valle d’Aosta e Val Susa, numerosi i gagliardetti in rappresentanza per la maggior parte dei Gruppi della Sezione di Ivrea, ma pure molti di Gruppi delle Sezioni limitrofe. Lo Scarpone Valsusino 13 Dalla Sezione scarpone adesso dicembre011 06/12/11 16.52 pagina 13 Cronaca dai Gruppi scarpone adesso dicembre011 06/12/11 16.52 pagina 14 Alle 10 ha avuto inizio la sfilata con la partecipazione della fanfara della Sezione di Ivrea. Alzabandiera al monumento all’alpino, orazioni ufficiali e Santa Messa nella chiesa parrocchiale di Sant’Andrea accompagnata dal coro A.N.A. della Sezione di Ivrea. Al termine, sempre in corteo deposizione corona di alloro al monumento Caduti di tutte le guerre. Ritorno in piazza Falcone con consegna targhe ed opuscoli ricordo ai partecipanti. Il tutto terminava col pranzo alpino in compagnia nel padiglione gastronomico. Torino, Teatro Alfieri Le formazioni musicali torinesi con la fanfara “Taurinense”. Sabato 15 ottobre 2011, è stato un grande successo di pubblico al teatro Alfieri di Torino per il gran concerto offerto alla città dalla Sezione di Torino e dalla brigata alpina “Taurinense” per il 139° anniversario delle penne nere e del 91° di fondazione della Sezione di Torino “la veja”. Dopo il saluto del generale Figliuolo e del presidente Revello, il professor Oliva ha ricordato la storia e le tradizioni del corpo degli alpini, per poi cedere il palcoscenico alla fanfara “Montenero” ed al coro della Sezione A.N.A. torinese, che si sono esibiti in una serie di classici sul tema della montagna. Nell’intervallo sono stati premiati quattro alpini della “Taurinense” con il premio “Faldella”, per essersi distinti in servizio, ed è stata consegnata per mano del presidente Revello alla brigata la somma di 12.600 € raccolta durante l’Adunata dello scorso maggio. Cifra destinata a progetti di solidarietà. Il finale è stato affidato alla fanfara della “Taurinense” che ha intonato brani in tema con le celebrazioni del 150° dell’unità nazionale, eseguendo l’Inno di Mameli insieme alle due formazioni musicali dell’Associazione Nazionale Alpini. Per la nostra Sezione erano presenti il vicepresidente vicario Garnero ed il consigliere Balbo. La S. Messa è stata concelebrata da sei sacerdoti di cui cinque alpini tra cui don Mauro Capello, cappellano militare della “Taurinense” e da mons. Tommaso Ribero cappellano della Sezione di Torino. Passato e futuro hanno fatto da contorno alla manifestazione con l’intervento sull’onda della memoria da parte del colonnello Antonio Andrioli, classe 1917, reduce dal fronte russo, prigioniero dei sovietici sino al 1947, e ultimo ufficiale sopravvissuto del III° battaglione misto genio della divisione “Julia” e di quello di numerosi allievi delle scuole medie inferiori “Ippolito Nievo” di Torino e “San Luigi” di Chieri che hanno recitato o letto brani a ricordo sia dei caduti che della storia del parco. Cerimonieri della manifestazione Giorgio Coizza, capogruppo di “Torino centro” e Adriano Rocci entrambi grandi amici della nostra Sezione, rappresentata nell’occasione, con vessillo, dal consigliere Balbo. “Val Susa” presente alla posa della prima pietra di “una casa per Luca” ricordo dei Caduti al Parco della rimembranza Come tutti gli anni, il 3 di novembre, il Gruppo “Torino centro” della Sezione omonima, organizza la cerimonia di commemorazione dei Caduti presso l’Ara votiva del Parco della Rimembranza. Alla cerimonia hanno preso parte rappresentanti di Comune, Provincia e Regione e per le Truppe alpine il neo comandante della “Taurinense”, gen. Dario Ranieri. La cerimonia si svolge ogni anno dal 1928, unica interruzione il periodo bellico, nel parco realizzato a Torino, come in ogni altra città italiana per volontà del Governo all’indomani della Prima guerra mondiale. Quel conflitto era stato definito dal primo ministro Salandra “quarta guerra di indipendenza”, cioè culmine dell’epopea risorgimentale. Il Comune di Torino scelse quale sede idonea il parco che circondava il colle della Maddalena ed in quello che diventerà il Parco della Rimembranza vennero piantati 4810 cippi con incisi i nomi dei caduti torinesi, piccola parte di quei 650.000 morti del conflitto. Questi cippi popolano l’Arboreto creato per dare alle visite, oltre alle ragioni del patriottismo e della riconoscenza per i soldati caduti, anche motivazioni scientifiche e didattiche. Scarpone 14 Lo Valsusino La base perimetrale della costruenda casa. Venerdì 11 novembre a Gravellona Lomellina, ho presenziato alla cerimonia della posa della prima pietra della “Casa per Luca”, con il vessillo sezionale. Era presente anche il revisore dei conti nazionale Botteselle. Alla cerimonia, oltre al Presidente nazionale con labaro, hanno presenziato il generale Primicerj, il generale Bellacicco, autorità civili e militari, e tanti alpini con vessilli e gagliardetti, che con il loro schieramento, hanno “abbracciato” l’intero perimetro della futura costruzione. Dopo l’alzabandiera, il Presidente Perona, il generale Primicerj e il sindaco di Gravellona Ticino, hanno tenuto le allocuzioni ufficiali, ricordando in particolare la caparbietà degli alpini, che quando si prefissano un obiettivo, riescono sempre a realizzarlo. L’alpino Luca Barisonzi, gravemente ferito in Afghanistan, non era presente, perché ricoverato in una clinica svizzera. Erano invece presenti il papà e il fratello, alcuni parenti e numerosi suoi concittadini. La casa una volta terminata, consentirà a Luca una vita il più possibile vicino alla normalità. Riccardo Demuti new York, new York per il nostro vessillo al monumento agli alpini morti nella ricerca dei sopravvissuti della spedizione. Toccante è stato il canto dell’Inno di Mameli, da parte del gruppo di italiani (alpini e non) che partecipava al viaggio. La bandiera italiana con lo stemma del Gruppo alpini di Giaglione e il gagliardetto del Gruppo di Montegalda, Sezione di Vicenza sono stati immortalati in numerose foto-ricordo. Il viaggio è poi continuato fino al superamento dell’80° parallelo latitudine Nord; non è stato possibile sbarcare sull’Isola degli alpini, Alpinioya, per la grande quantità di pack che ha impedito alla nave di raggiungere la meta. La navigazione è proseguita verso Sud, con grande rammarico da parte degli italiani che non hanno potuto commemorare il capitano Sora sull’isola da lui scoperta. È stata comunque un’avventura emozionante ed un’esperienza unica: l’avvistamento di orsi polari, balene, foche, trichechi, renne e numerose specie di uccelli. Undici giorni vissuti senza oscurità, in mezzo a ghiacci immacolati, al pack, alla banchisa che rifletteva i raggi del sole, con escursioni a terra, raggiunta con il gommone, alla scoperta della flora artica. Gruppo di Bussoleno Festa del Gruppo a Pian Cervetto Tre giorni a New York in occasione del 16° Congresso delle Sezioni del Nord America ed in concomitanza del Columbus Day. Grazie all’alpino Giuliano Suppo del Gruppo di Almese, il nostro vessillo ha valicato l’oceano e con i vessilli di Bergamo, Biella, Feltre, Milano, Pordenone, Trento e Vicenza ha sfilato per la Fifth Avenue tra ali di folla festante e curiosa. Gruppo di Giaglione Alpini alle isole Svalbard Leggendo l’articolo comparso su “L’Alpino” di dicembre 2010, poiché era in programma una seconda spedizione alle Isole Svalbard per luglio 2011, alcuni alpini e amici degli alpini hanno deciso di vivere le stesse emozioni. La partenza è avvenuta il 7 luglio da Milano Malpensa con scalo a Bruxelles e quindi a Longyearbyen dove ci si è imbarcati sulla MV Plancius, nave adatta alla navigazione tra i ghiacci. Il giorno dopo è stato raggiunto Ny Alesund, l’insediamento più settentrionale del mondo, oggi centro di ricerca scientifica internazionale. Per gli italiani, due momenti molto emozionanti sono stati la visita al Pilone di ancoraggio, utilizzato da Amundsen con il dirigibile Norge nel 1926 e da Nobile con il dirigibile Italia nel 1928, e La decisione del capogruppo Enrico Sacco e del Consiglio direttivo di organizzare l'annuale festa del Gruppo in quella amena località che è Pian Cervetto, è stata una buona idea con un buon successo di presenze. Certamente l'impegno logistico è stato notevole perché il trasporto del materiale, dei tavoli e relative panche, dei gazebo, è stato un lavoro non facile, e di ciò si debbono ringraziare coloro che si sono prestati maggiormente. La giornata è iniziata alle 11,30 con la celebrazione, nell'atrio dell'antica cappella, della Santa Messa celebrata da don Feliciano. Erano presenti alla lettura della Preghiera dell'alpino, al termine della sacra funzione, il vessillo della Sezione scortato dal presidente Sosello, i gagliardetti dei Gruppi di S. Giorio, Mattie, Novalesa e Bussoleno e tutti gli alpini con familiari e amici. È stato servito quindi l'aperitivo cui ha fatto seguito un ottimo pranzo servito nel prato adiacente la piccola borgata, attrezzato con tavoli e gazebo. La bella giornata è poi terminata nel tardo pomeriggio con canti alpini in serena allegria. Gruppo di Condove ricordo di don Luigi Perottino Il nostro cappellano don Gino è andato avanti. Classe 1921 fu presto mandato in seminario a coltivare la sua vocazione e fu ordinato sacerdote nel 1945. Venne mandato nel suo primo ministero come viceparroco a Meana. Dopo due anni venne nominato parroco di Desertes, ma Lo Scarpone Valsusino 15 Cronaca dai Gruppi scarpone adesso dicembre011 06/12/11 16.52 pagina 15 Cronaca dai Gruppi scarpone adesso dicembre011 06/12/11 16.52 pagina 16 quella parrocchia, malgrado i suoi sforzi, non gli dava da vivere. Nel 1950 quindi divenne cappellano militare. Passò in varie armi e varie caserme ma soprattutto divenne cappellano degli alpini. Dopo 33 anni finì la sua carriera e lasciò la naja rimpianto da tutti i suoi commilitoni. Ritornato a Condove si stabilì con la sorella, vedova da poco tempo. Scelse subito di essere il pastore della cappella del Poisatto, dove ogni domenica celebrava la Messa. Era anche assiduo visitatore degli ammalati e degli anziani portando conforto e fede finché la salute lo ha sorretto. Noi lo ricordiamo quando nel 1991 è stato celebrante del nostro 60° di fondazione. Ancora fu lui a benedire la prima pietra della nostra “casa” e poi la benedì all’inaugurazione nel 1995. Infine con noi per il 70° nel 2001 celebrando nuovamente la S. Messa. Purtroppo ebbe un primo infarto che preoccupò molto. Portava, con grande volontà di fare coraggio, i vari problemi di salute anche se ormai aveva intrapreso la strada del declino e ogni anno subentravano sempre nuovi problemi, finché nell’ultimo anno non riusciva più ad uscire di casa e celebrava la Messa nel suo studio. Con grande rimpianto a fine agosto 2011 lo abbiamo accompagnato nell’ultimo viaggio ed ora ci sentiamo orfani e speriamo di incontrarci in paradiso con Cantore e tutti gli alpini. Ai familiari rinnoviamo le nostre fraterne condoglianze. Pi.Gi. Gruppo di Cesana Commemorazione dei Caduti Sotto una pioggia battente gli alpini del Gruppo hanno commemorato il 4 novembre come tutti gli anni. Cerimonia ridotta al minimo ma ugualmente carica di quei significati propri della cultura alpina. Purtroppo il tempo non ha contribuito ma i valori sono rimasti ben saldi. Gruppo di Almese Mio padre è “andato avanti” Mario Bosio, il “maresciallo”, come lo chiamavamo in famiglia, muore la sera del 9 agosto 2011 all’ospedale di Rivoli, all’età di 94 anni. Nasce il 17 marzo 1917 in “punta ‘d Piasa”, ad Almese, figlio Scarpone 16 Lo Valsusino di Antonio d’la Michela e Ambrosino Rosa Carola. Rimasto orfano di padre all’età di sei anni, è costretto a crescere in fretta per essere di aiuto alla mamma prematuramente vedova e madre di altri due figli. Nel 1936 viene assunto alla Fiat “Ferriera”, ma nel 1938 arriva la “cartolina” e a maggio viene arruolato nel 1° artiglieria alpina di Torino. Da quel giorno finisce la sua prima giovinezza, già piena di responsabilità familiari. Nel giugno del 1940 viene dichiarata guerra alla Francia ed, invece del congedo, arriva la ferma: inizia l’epoca che cambierà la vita sua e di tutte quelle generazioni. Il battesimo del fuoco avviene in Valle Stretta e, per fortuna, dura poco. Poi segue l’occupazione e trascorre un anno nella Maurienne, da Modane al Moncenisio. Gli anni seguenti sono dedicati all’addestramento reclute e vengono trascorsi a Foresto, Torino, Borgo San Dalmazzo, Cuneo, intervallati da sei mesi in Montenegro contro i partigiani di Tito e due alla mitica Scuola Militare Alpina di Courmayeur. L’8 settembre 1943 lo sorprende alla “Testafochi” di Aosta, da dove rientra ad Almese con un avventuroso (come per tutti) viaggio ormai senza divisa, ma con i gradi di sergente maggiore. Viene riassunto alla Fiat ma, dopo solo pochi giorni, viene licenziato: i sottufficiali sono obbligati a presentarsi alla Repubblica di Salò. Sceglie così di unirsi ai partigiani della Val Messa. Entra come altri della zona in quasi clandestinità ed iniziano le molte notti ed i lunghi giorni nei fienili o all’addiaccio nei boschi e nei roveti del Messa sopra Gambabosco. Nel febbraio del ’44 viene catturato con altri due almesini, Oreste e Nando, al Grangiotto presso Caselette. Dovevano trattare l’acquisto di materiale bellico e di un camion con certi “amici” di Torino: ad incontrarli c’era invece la polizia repubblichina. Vengono perquisiti sul posto prima di salire sulla camionetta: a Nando viene trovata la pistola e viene immediatamente giustiziato. A papà miracolosamente no! Riesce poi a farla scivolare fuori dal mezzo nel viaggio dai “Cappuccini” di Avigliana, dove viene interrogato, a Torino. Rinchiuso e torturato in via Asti, ritorna ad Almese dopo due mesi grazie ad un’autorevole intercessione. Trova poi lavoro presso il Dinamitificio Nobel di Avigliana. Con il lasciapassare che ne deriva, più libero nei movimenti, può aiutare la mamma ed i fratelli. Nel ’45, poco prima della Liberazione, si sposa con la mia grande mamma, Velia. Passate le nubi della guerra, iniziano per lui, come per tanti altri, le giornate di lavoro doppie (una in fabbrica e l’altra in campagna) per poter mettere da parte quanto serve a garantire a moglie e figlio, nato da poco, una casa decente e quanto serve da premessa ad una vita dignitosa. Aveva sempre vivo il ricordo della vecchia casa in vicolo Ciandellera dove, quando pioveva, l’acqua trafilava dai muri e scorreva sul perimetro della cucina e dove spesso gli scorpioni cadevano dal soffitto in legno sulle coperte del letto! Seguono gli anni di lavoro alla Fiat, di impegno nelle varie associazioni e nell’amministrazione comunale per ricostruire e migliorare il nostro paese. Arriva poi una nuora, nascono due nipotine, matura la pensione e, pian piano, invecchia anche lui, la “vecchia roccia”. Nel 1995 riceve il grado onorifico di maresciallo ordinario, a riconoscimento dei sette anni spesi per la Patria. È felice! Purtroppo verso il 2000 arrivano i primi sintomi della malattia e, dal 2004, è costretto in carrozzella, quando non a letto. Quante volte, nella sua solitudine mentale, avrà rivisto il film della sua lunga vita! Quante volte, nella sua impotente immobilità, avrà contato, per addormentarsi, i passi percorsi per anni con gli scarponi alpini! Quante volte avrà ricordato con nostalgia il crescere del nostro Gruppo alpini, la nascita della nuova sede in via Romana, gli incontri conviviali, il lavoro tacito ed ammirevole dei compagni ed amici alpini! Avrà ricordato le tante e vivaci adunate alle quali ha partecipato prima con mamma e poi con me! L’ultima a cui partecipammo insieme, memorabile, si tenne ad Aosta nel 2003, dove lo persi alla fine dello sfilamento e lui, come se niente fosse, rientrò da solo con il “menelik”, il treno di mezzanotte e mezza, alla stazione di Avigliana. E i canti e i cori alpini! Pensate che, per risvegliarlo nei momenti di assenza, bastava accennare ad un canto alpino o parlare del “soldato”! Grazie papà, grazie papà Alpino! Grazie per avermi parlato più delle tue adorate ascensioni sulle cime della catena del “Bianco” piuttosto che dei colpi dei tuoi “pezzi”, grazie per avermi parlato di lunghe marce, di stelle alpine, di muli e di commilitoni, anziché delle costrizioni subite! Grazie per avermi dato due volte la vita: una, la mia, quando mi hai generato e due, la tua, quando sei spirato fra le mie braccia. E grazie soprattutto per l’esempio che hai dato a tutti noi! Ed ora continua, da lassù, a tenerci una mano sulla spalla… anche se, come spero, starai giocando a carte con gli amici alpini o cantando le loro belle canzoni! Giuliano Bosio Gruppo di Oulx Commemorazione del IV novembre Pioggia e freddo non hanno fermato l’annuale cerimonia di commemorazione del 4 novembre che coinvolge gli alpini del Gruppo. Cinque cimiteri onorati, Oulx, Savoulx, Beaulard, Puy e Chateau e quattro cerimonie ai monumenti ai Caduti, due ad Oulx, Savoulx e Beaulard sono il breve ma sentito itinerario del ricordo che si è sviluppato nella mattinata piovosa del 4 novembre. Da piazza Garambois, alla presenza del sindaco De Marchis che poi ha onorato con la sua presenza tutto l’itinerario si è aperta la celebrazione cui inizialmente hanno fatto da contorno i bambini delle scuole elementari accompagnati dalle loro maestre. Gruppo di Bruzolo Auguri, raffaella Raffaella ama definirci “i miei alpini” ed i suoi alpini sono orgogliosi di annoverarla tra le sue file, sempre presente sia in pubbliche ricorrenze che nei ritrovi conviviali. E proprio in uno di questi, il tradizionale pranzo d’autunno organizzato nella nostra sede il 23 ottobre scorso, anticipando i tempi, abbiamo voluto donarle una targaricordo che recita così: “I tuoi novant’anni siano di stimolo per tutti noi. Complimenti e auguri”. Auguri che noi rinnoviamo da queste colonne per il raggiungimento di prossimi importanti traguardi, anche ad altri due baldi soci novantunenni: Emilio Schiari, alpino del “Susa” e Angelo Borgis (Elsano), socio aggregato. Giorgio Gambelli sempre più in alto Dal 9 ottobre al 1° novembre scorso ho partecipato a una spedizione alpinistica in Nepal con lo scopo di salire il Parchamo Peak di 6273 m. La spedizione era patrocinata dal C.A.I. di Pinerolo e sponsorizzata dalla ditta Ferrino. Eravamo 12 componenti tutti iscritti al C.A.I. nelle sezioni di Val Germanasca, Pinerolo, Saluzzo. La punta del Parchamo e il colle sottostante, Tesi Lapcha 5755 m, fanno da spartiacque alle valli del Rolwaling e la più conosciuta del Cumbo, quella dell’Everest. Il nostro scopo era risalire la valle del Rolwaling compiere l’ascensione al Parchamo e ridiscendere dalla valle del Cumbo. Anche se ambedue le valli sono abitate da nepalesi in parte di origine tibetana, esuli da quella tormentata terra per i noti contrasti con i cinesi quella del Rolwaling è una valle rimasta ancora priva delle pur minime comodità conservando una stupenda genuinità. Purtroppo, il giorno precedente l’ascensione una grossa nevicata ci ha costretti a ritornare in basso, ai 4300 m. dell’abitato di Na e abbiamo effettuato un peak minore di quota 5900 m ma sicuramente più impegnativo tecnicamente: lo Yalung-ri Peak. Dopo 5 giorni di cammino a ritroso abbiamo raggiunto la capitale Katmandù dove, tra visite turistiche, non abbiamo disdegnato pranzi ristoratori. Nascite 11-11-2011. Questa data segna il raggiungimento di un traguardo importante: il 90° compleanno di Raffaella Marconcini (la professoressa Marconcini), la castellana di Bruzolo, nostra iscritta nonché madrina del Gruppo da diversi anni. Gruppo di Avigliana Il 12 luglio 2011 è nato Lorenzo Brunatto, per la gioia del fratellino Christian, del papà alpino Ivan e della mamma Daniela. Gruppo di Borgone Quale dono può essere più grande della nascita di una bambina per una famiglia. Questo dono lo hanno ricevuto il nonno Michele Bosco con la nonna Nella per l'arrivo della nipotina Ottavia. Al nostro capogruppo nonno Michele, alla nonna e ai genitori della piccola giungano le felicitazioni del Gruppo e alla piccola Ottavia gli auguri per una vita felice e ricca di ogni bene. Lo Scarpone Valsusino 17 Cronaca dai Gruppi scarpone adesso dicembre011 06/12/11 16.52 pagina 17 Anagrafe alpina scarpone adesso dicembre011 06/12/11 16.52 pagina 18 Gruppo di Bussoleno Rallegramenti al nostro presidente Giancarlo Sosello e signora diventati nonni il 16 settembre scorso di Greta, prima nata dal 2004 a Pavaglione, una volta popolosa borgata di Chianocco. Al papà Roberto, tenente alpino, consigliere e tesoriere del Gruppo, alla novella mammina Ambra le vivissime felicitazioni da parte del Consiglio direttivo, degli alpini e amici del Gruppo. Il 23 settembre scorso è nato Mattia Apicella, nipote del nostro socio aggregato Pierino Lagro, già attivo componente della squadra di Protezione civile "Orsiera". A Piero e ai genitori Davide e Patrizia giungano le più vive felicitazioni del Gruppo e della squadra di Protezione civile "Orsiera". Gruppo di Buttigliera Alta Lo scorso mese di settembre, è nato Denis, figlio del socio Ivan Bonavero e della signora Ketty. Immensa la gioia della nonna Renata, una delle madrine dei nostri gagliardetti. Felicitazioni vivissime ai neogenitori e alla nonna da parte di tutto il Gruppo. Gruppo di Chiusa San Michele I soci Francesco e Daniela Corbelli sono diventati per la sesta volta nonni con la nascita di Leonardo. A loro, al figlio Luigi, alla nuora Michela e al fratellino Sebastiano le più vive felicitazioni. Enzo e Maria Celeste Pellissier, nostri soci aggregati sono diventati nonni di Alessandro. A loro, al figlio Luca, alla nuora Irene e alla sorellina Aurora felicitazioni da parte del Gruppo. È nato Manuel Caso per la gioia di mamma Erika e papà Massimo, e soprattutto dei nonni Vittorio e Donatella Amprimo tutti nostri soci. Auguri vivissimi. Gruppo di Condove È nato lo scarponcino Mattia. Lo annunciano la mamma Meris e il papà Massimiliano Mazzi. Al giovane socio e alla mamma le più vive felicitazioni e al piccolo scarponcino un mondo di tanta felicità. Gruppo di Exilles Il Gruppo di Exilles è lieto di annunciare la nascita di Giulia, avvenuta l’8 ottobre 2011, a Murcia, nel sud della Spagna.Al papà Luigi Petrera (socio del Gruppo), alla mamma Carmen, al nonno Tonino, alla nonna Giulia (socio aggregato del Gruppo), allo zio Giuseppe con la moglie Irina e i figli, giungano le nostre felicitazioni ed alla neonata Giulia gli auguri di una vita colma di ogni bene ed un sereno avvenire da parte di tutti gli alpini del Gruppo. Gruppo di Novalesa L’11 settembre a Roma è nato Davide, figlio del maggiore Massimiliano Bar (in servizio presso lo Stato Maggiore dell’Esercito, reparto pianificazione generale e finanziaria) e della dolce moglie Erika. Il maggiore Bar è iscritto nel Gruppo di Novalesa ed è nipote dei soci alpini Luigi, Remo e Gianfranco Roccia. Al piccolo Davide e alla sua famiglia, il Gruppo augura una vita felice e serena. Sezione Val Susa Il nostro presidente Giancarlo Sosello, il 14 settembre ha acquisito un grado in più: è diventato nonno di Greta, figlia di Roberto e di Ambra Canepa. Ai felici genitori ed ai nonni, congratulazioni vivissime ed alla piccola Greta gli auguri per un sereno avvenire. Congratulazioni vivissime al nostro consigliere Vittorio Amprimo ed alla signora Donatella per la nascita di Manuel, loro primo nipote. Auguri quindi per una serena vita da nonni. Anche il consigliere Michele Bosco ha raggiunto l’ambito traguardo del grado di nonno. Venerdì 18 novembre infatti è nata Ottavia, figlia di Cristiana Bosco e Piero Monticone. Ai genitori ed ai neo nonni le più vive congratulazioni ed i più sinceri auguri per un sereno futuro. anche loro il 50° anniversario di una serena unione, "le nozze d'oro". Il Consiglio direttivo e gli alpini del Gruppo rinnovano gli auguri per ancora lunghi anni di felice convivenza. Nel luglio scorso l'alpino Marco Rumiano e la signora Tiziana hanno festeggiato i loro primi 25 anni di matrimonio. All'amico Marco, consigliere e segretario del Gruppo, ed alla sua signora, i membri del Consiglio direttivo e tutti i soci porgono le sentite felicitazioni. Nello scorso mese di settembre il nostro socio artigliere alpino Pier Paolo Berno e la signora Franca hanno festeggiato i loro primi 25 anni di matrimonio. A Paolo e Franca vadano i migliori auguri da parte del Direttivo e gli alpini del Gruppo. Gruppo di Almese Nel corso del corrente anno parecchi soci alpini ed artiglieri del nostro Gruppo hanno raggiunto importanti traguardi nella loro vita coniugale. Hanno festeggiato le nozze d’oro l’artigliere alpino Giuliano Suppo e sig.ra Carla e le nozze di smeraldo con 55 anni di matrimonio l’alpino Arturo Blengino e sig.ra Giovanna, Giovanni Frattini con sig.ra Ersilia, Armando Nebiolo e sig.ra Maria. Congratulazioni ed auguri a tutti loro dagli alpini e simpatizzanti del Gruppo. Gruppo di Chiusa San Michele Il socio Guido Gerbo e la gentil consorte Marta hanno festeggiato 40 anni di matrimonio. Auguri da parte del Gruppo per ancora una lunga vita insieme. Scarpone 18 Lo Valsusino Gruppo di Bussoleno Sabato 17 settembre il nostro vice capogruppo Elio Reggio e la gentile consorte Antonietta hanno ricordato il loro 50° anniversario di matrimonio con la partecipazione alla S. Messa delle ore 18. Il capogruppo Enrico Sacco, con una rappresentanza di alpini con il cappello, ha voluto essere presente alla sacra funzione per congratularsi per il felice traguardo raggiunto. I più vivi rallegramenti al nostro caro Nicola Boschetti ed alla signora Franca per aver raggiunto Gruppo di Giaglione Il 13 ottobre Battistina Belletto e Aldo Campo Bagatin, nostro iscritto, hanno festeggiato con amici e parenti il mitico traguardo dei 60 anni di matrimonio. L’intero Gruppo esprime vivissime congratulazioni, ed augura loro, di raggiungere in serenità i prossimi traguardi. Matrimoni Gruppo di Almese Domenica 18 settembre la signorina Annalisa Bosio, figlia del nostro socio alpino Marco, si è unita in matrimonio con il sig. Maurizio Bisterzo. Ai novelli sposi giungano sinceri auguri per una lunga e serena vita coniugale a nome di tutti i soci e simpatizzanti del Gruppo. Gruppo di Giaglione Il 17 settembre, il socio alpino Piero Marino si è unito in matrimonio con la signorina Barbara Perotto. Il Gruppo augura ai novelli sposi tanta felicità. Decessi Gruppo di Almese Nello scorso mese di settembre è deceduta la signora Vincenzina Garbarino moglie del sig. Alberto Bue, amico degli alpini iscritto al nostro Gruppo. Ai familiari in lutto porgiamo sentite condoglianze da parte di tutti i soci e simpatizzanti. Anniversari Gruppo di Caprie Sabato 28 maggio 2011 il socio Luigi Croce e la sua gentile signora Rita Ravetto hanno festeggiato, con familiari ed amici, il loro 50° anniversario di matrimonio Ai due coniugi felicitazioni da parte del Consiglio direttivo e da tutti i soci del Gruppo, con l’augurio di raggiungere altri traguardi di vita in comune Gruppo di Villar Focchiardo Il 2 ottobre 2011 il socio Luciano Tomalino e la gentil consorte Piera Gagnor hanno festeggiato i loro 55 anni di vita insieme. Da tutto il Gruppo vivissime congratulazioni e auguri per i prossimi traguardi. Giovedì 18 agosto ci ha lasciati il socio artigliere alpino Mario Giorda, classe 1937. Mario prestò servizio militare inizialmente a Savigliano per la fase di addestramento, e poi venne inserito in organico nell’ottava batteria del gruppo “Pinerolo” di stanza alla caserma Cascino di Susa, con incarico di artigliere alpino al reparto salmeria. Alla fine del servi- zio di leva Mario si iscrisse ben presto al Gruppo e con tanto entusiasmo, volontà e concretezza nel lavoro partecipò sempre alla vita associativa, anche dopo aver trasferito la residenza familiare nel comune di Condove. Per molti anni egli ha svolto il ruolo di consigliere nel Direttivo del Gruppo apportando nuove idee e proposte per favorire la coesione dei soci alpini. Fu lui il promotore di tanti incontri conviviali tra gli iscritti, i familiari ed i simpatizzanti. Pranzi, cene e l’immancabile bagna caoda che annualmente Mario contribuiva a preparare con maestria per tutti noi. Cuoco ufficiale anche in occasione dell’annuale festa estiva in località Madonna della Neve dove per tanti anni ci ha saziati e deliziati con il suo ottimo minestrone e con le tante altre squisite pietanze! Mario è stato uno degli artefici della costruzione della nuova sede, realizzata grazie al lavoro volontario di molti alpini e resa funzionale con una bella cucina molto utile per le giornate di festa sociale. Assiduo frequentatore della sede e, fino a che la salute glielo ha permesso, egli ha sempre preso parte con vero cuore e spirito alpino alle feste sezionali, ai raduni del nostro raggruppamento ed alle Adunate nazionali. Molti sono stati gli alpini presenti alle esequie, in un afoso pomeriggio d’estate, per rendere l’ultimo saluto a Mario, con quasi tutti i gagliardetti dei Gruppi della bassa valle, di alcuni Gruppi di amici delle altre Sezioni e con la presenza del vessillo sezionale scortato dal vicepresidente Garnero. Alla moglie Mafalda, al figlio Enrico ed al genero Valerio Valentini, anch’essi alpini iscritti al nostro Gruppo; alla figlia Barbara con Federica ed a tutti i familiari in lutto porgiamo le più sentite condoglianze a nome di tutti gli alpini e amici simpatizzanti del Gruppo e della Sezione. promozione al grado di maresciallo ordinario. La folla presente alle sue esequie, i tanti alpini con i gagliardetti ed il vessillo sezionale sono a testimoniare l’apprezzamento ed il ricordo per Mario da parte degli almesini e di tutte le associazioni del paese. Alla moglie Velia, al figlio alpino Giuliano con la moglie Alida e le figlie Eleonora e Giulia ed ai familiari in lutto porgiamo sentite condoglianze a nome di tutti gli alpini e simpatizzanti del Gruppo e della Sezione. Gruppo di Borgone Il 19 settembre u.s. è mancato Firmino Girard di anni 79, padre del nostro socio Roberto. Il Consiglio ed il Gruppo prendono parte al dolore della famiglia e porgono le più sentite condoglianze. Gruppo di Bussoleno Il 17 settembre è venuto a mancare il signor Valentino Davì di anni 70, fratello del nostro socio aggregato Lorenzo. Il Direttivo e tutti gli alpini del Gruppo porgono le più sentite condoglianze a Lorenzo e a tutti i suoi familiari. Il 9 agosto scorso si è spento all’età di 94 anni l’artigliere alpino Mario Bosio. Rimasto orfano in giovane età, per la prematura scomparsa del padre, Mario si ritrovò ancora ragazzino, con i suoi fratelli, a dover aiutare la madre nei lavori in campagna e poi nell’esercito a dover affrontare i tragici anni della guerra arruolato tra le fila dell’artiglieria alpina. Inviato a combattere sul fronte francese e su quello jugoslavo egli ottenne il grado di sergente maggiore. Unitamente ad altri giovani della valle entrò poi nel movimento partigiano subendo la cattura e le torture da parte della polizia repubblichina che lo arrestò ed imprigionò nel carcere di via Asti a Torino. Anni questi sicuramente molto difficili per Mario, con esperienze di vita che pur lasciando ricordi negativi, contribuirono a plasmare il suo carattere rafforzando in lui i valori di onestà, rettitudine, concretezza, altruismo e solidarietà. Valori che saranno basilari per tutta la sua vita. A fine guerra, finalmente, arrivarono per Mario anni migliori: si sposò con Velia, riprese il lavoro alla Fiat Ferriera ed iniziò, con vero spirito alpino, l’impegno personale nella fase di ricostruzione del suo paese. Impegnato attivamente in diverse associazioni, si iscrisse ben presto al Gruppo alpini contribuendo alla sua rinascita e partecipando sempre attivamente alla vita associativa ed alle manifestazioni alpine. L’idea di spendersi in prima persona per il bene della comunità almesina era una priorità per Mario, così che dal 1970 e per un decennio contribuì alla gestione amministrativa comunale ricoprendo il ruolo di consigliere nell’amministrazione Magnetto. Nel 1995 gli venne conferita la Gruppo di Chianocco Martedì 18 ottobre 2011 è mancato il socio aggregato Felice Vair, classe 1937, carissimo amico del capogruppo Fiorenzo Combetto sin dall’infanzia. Le più sentite condoglianze alla moglie Rita e ai figli Claudio e Gianpaolo. Sentite condoglianze da tutto il Gruppo al socio Luigi Cratti per la perdita della suocera Iolanda Giai. Gruppo di Chiusa San Michele È mancato il signor Angelo Maritano, papà del nostro socio Roberto. A lui e alla mamma Loretta il Gruppo porgono sentite condoglianze. Gruppo di Villar Dora Purtroppo il Gruppo subisce una nuova perdita. Il giorno 12 novembre scorso è infatti mancato il caro socio alpino Armando Giorda, classe 1931. Alla moglie Lucia Coletto, alla figlia Renata e marito Gian Piero, il Gruppo si unisce al dolore e porge sentite condoglianze. All’età di 94 anni, l’amico alpino invalido di guerra, Mario Morando è andato avanti. Tutto il Gruppo rinnova alla figlia Marinella e marito Guido, fraterne condoglianze. Gruppo di Villar Focchiardo Il 28 ottobre 2011 è mancata a soli 48 anni, la signora Adelina Bramante ved. Tomassone, figlia del socio Luciano. Il Gruppo porge sentite condoglianze a tutta la famiglia. Il 1° novembre è mancata la signora Massimina Versino in Rumiano, di anni 83, suocera del socio Lino Bruno. Il Gruppo partecipa al dolore della famiglia. Gruppo di Vaie Rinaldo Giaccone ci ha lasciati all’età di 89 anni. Era il decano del nostro Gruppo e sempre nell’ambito di questo, era l’ultimo alpino che aveva vissuto da militare le vicissitudini della Seconda guerra mondiale. A ricordo del 60° anniversario della fine del conflitto, anch’esso ebbe il riconoscimento dal Consiglio Nazionale conferito a tutti i soci reduci. Il giorno del nefasto 8 settembre 1943 faceva parte del battaglione “Exilles” nelle operazioni in Montenegro, dove venne fatto prigioniero e deportato in un campo di prigioniero in Germania da cui ritornò solamente alla fine della guerra. Profondo amante della musica, potente voce tenorile, era assiduo componente della cantoria parroc- chiale, nonché suonatore di basso in numerose bande musicali. Ancora a luglio prestò servizio nel concerto della banda musicale “Santa Cecilia” di Vaie in occasione della festa di S. Margherita. Il Gruppo alpini si stringe accanto alla moglie Rita ed al figlio Mario facendo giungere, tramite queste righe, le sentite condoglianze e l’affetto del Gruppo. Gruppo di Exilles Il 7 giugno ci ha lasciati il socio Angelo Deyme, del Deveys, padre di Giorgio e fratello di Renzo nostri associati. Al figlio Giorgio, alla figlia Elisa, al fratello Renzo, alla sorella Maria ed alla famiglia tutta, giungano le più sentite condoglianze da tutto il Gruppo. natale di guerra 1942 Ci avviciniamo al Natale, un Natale di pace nella vecchia Europa ma vicino a noi purtroppo soffiano ancora venti di guerra. E proprio all’avvicinarsi del Natale 1942 che succede il fatto qui di seguito raccontato, nelle sue memorie, da un alpino della Val di Fiemme che allora si trovava in Croazia con il 7° alpini, btg. “Feltre”, a combattere quella sciagurata guerra. Era vicino il Natale e la mia compagnia, del 7° alpini, si trovava in Croazia, zona di occupazione molto pericolosa, per la presenza di tanti partigiani, che cercavano, in tutti i modi, di impedirci di mantenere le nostre posizioni, specialmente di notte e purtroppo, ogni giorno portava con sé più di un morto, da ambo le parti. Assieme a me, c’erano: il cappellano don Onorio Spada di Trento; E.V. di Cavalese; E. e G. di Daiano; P. e M. di Varena; L. e S. di Castello; qualcuno di Predazzo e due alpini di Tesero, S. e A. Tutti noi eravamo sempre in prima linea, soggetti alle imboscate dei partigiani: questo ormai da tanti e tanti mesi... Arrivò la vigilia di Natale e il nostro gruppo di “fiamazi” si riunì; tra di noi cominciammo a parlare e da tutti uscì questa idea: “Possibile che, almeno la vigilia di Natale, non si possa raggiungere una tregua?”. Subito il nostro cappellano propose di andare a stringere la mano e a fare gli auguri di Natale ai nostri nemici... ma come fare? A F., di Predazzo, venne in mente una bella trovata. “Io ho la fisarmonica” disse “proverò a suonare Bandiera rossa, sentiremo cosa rispondono!”. Dopo qualche minuto, i partigiani iniziarono a suonare Notte Santa e da quel momento, capimmo che anche loro desideravano la Pace. In un batter d’occhio, con l’aiuto del cappellano e del tenente B., di Rocca Pietore, ci trovammo in mezzo alla linea del fronte, alpini e partigiani assieme: con le casse delle munizioni preparammo l’altare e per tovaglie mettemmo le bandiere dei due gruppi: don Onorio cominciò la celebrazione della Messa di Mezzanotte: tutti ricevemmo la Santa Comunione e alla fine della Messa ci abbracciammo, con una commozione che non si può descrivere. Quello è stato il più bel Natale che ho trascorso in guerra, fra il ’42 e il ’44 e con questo pensiero voglio ricordare sempre i miei compagni che sono “andati avanti”, là dove potranno riposare in Pace, perché purtroppo, in questo mondo, sembra che non ci possa più essere la vera Pace... A tutti un augurio di Buon Natale, nella Pace dei cuori. Albino Braito (da Doss Trent, marzo 2011) Senza l’amore l’umanità non sopravvivrebbe un giorno solo. fromn Lo Scarpone Valsusino 19 Anagrafe alpina scarpone adesso dicembre011 06/12/11 16.52 pagina 19 scarpone adesso dicembre011 06/12/11 16.52 pagina 20 La torre delfinale di oulx illuminata con i colori della nostra bandiera per il 150° dell’unità d’Italia (foto D. Balbo).