IN CASO DI MANCATO RECAPITO RINVIARE ALL’UFFICIO DI VICENZA FERROVIA, PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE, CHE SI IMPEGNA A CORRISPONDERE L’IMPORTO DOVUTO.
ANNO 2007 - NUMERO 1 - MARZO - Poste Italiane S.p.A. - Spediz in Abb. Post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) - Art. 1 comma 2, DCB Vicenza
Per la prima volta, nel corso della tradizionale S.Messa dell’Epifania,
il nostro Vessillo è stato portato da una “alpina”.
L’onore è toccato infatti al Cap.Magg. Reato Erika,
in servizio al Comando della Bgt. “Julia”
nonché socia del Gruppo di Fara Vicentina
La “feritoia” del torrione
C’è un evidente stato di malessere nella nostra società.
Non si riesce a capirne la causa. Forse il raggiunto
benessere economico oscura quel principio, da sempre da noi adottato, in base al quale il sacrificio è
sempre necessario per essere soddisfatti di ciò che
si è fatto.
Il sacrificio pesa; quando si può si cerca di evitarlo.
Dal lato fisico è un principio naturale.
La persona può ragionare così.
I pubblici apparati assolutamente no!
Dormire sugli allori, sui traguardi raggiunti, non è
cosa dei nostri giorni.
Lo sforzo degli altre nazioni, in particolare di quelle
emergenti, in poco tempo
potrebbe annullare il vantaggio da noi accumulato
in tutti i settori dell’economia e, in particolare, nel
settore privato.
Le nuove generazioni delle categorie economiche,
dopo un periodo di stasi,
hanno, però, capito che
raggiungere un obiettivo
non vuol dire essere arrivati ma è il gradino per
salire e raggiungere altri
traguardi. Il dinamismo
è elemento indispensabile come è indispensabile
l’accordo fra le varie componenti aziendali per arrivare al risultato finale.
Hanno fatto “gioco di squadra” e l’economia mostra segni di ripresa.
Così dovrebbe essere anche nel settore pubblico.
E’ il settore che richiede maggior comprensione anche perché i fruitori sono i cittadini.
E’, invece, il punto dolente dell’attuale momento.
Non è che i servizi pubblici non funzionino. Anzi,
sono organizzati e là dove c’è necessità interviene
anche il terzo settore: il volontariato nel quale, anche noi diamo un forte ed indispensabile contributo
e non solo con la Protezione civile sezionale.
Sempre più latitante è, invece, un lavoro d’insieme
a livello politico.
Anche se non vi è rallentamento nei processi di formazione legislativa vi è una dilatazione dei tempi
nella soluzione di problemi generali che investono
la vita del Paese.
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Manca quell’accordo sempre necessario quando si
vuol operare per il bene della collettività.
Inevitabili le ripercussioni anche negli enti locali:
Regioni, Provincie e Comuni.
Proprio la mancanza di accordo può creare il clima
di malessere nella società, intesa come popolo.
Il cittadino, comunque, sta a guardare!
E necessario, quindi, ritrovare quello spirito altruistico che sicuramente anima la persona quando si
vuol dedicare alla politica e che, dopo il raggiungimento dell’obiettivo dell’elezione, qualche volta
potrebbe sembrare affievolito.
Proprio quello spirito dovrebbe essere la spinta per
la ricerca di accordi per la
soluzione di tutti i problemi che investono gli enti
pubblici e i loro organi.
Nella maggior parte dei
casi, quando si tratta di
aumentare le indennità
si trova facilmente l’accordo.
Perché non si potrebbe
altrettanto trovarlo nella
soluzione degli altri problemi?
Rinviare,
tergiversare
sulla decisione di quei
problemi, non è il miglior
modo per arrivare alla loro
soluzione.
Anche lo scontro verbale, qualche volta, può essere necessario per chiarire e difendere la propria
posizione.
Non può, però diventare la regola perché oltre che
rallentare il processo di approvazione di una legge
nazionale o regionale o di una delibera di altro ente
locale, crea inevitabilmente altre forme verbali e i
tempi si allungano.
Così operando, poi, i problemi non si risolvono;
anzi si possono anche complicare.
Alla classe politica che ci rappresenta a tutti i livelli,
anche a livello periferico, sommessamente ci permettiamo di dire: “zaino a terra”: riflettere e ripartire col passo giusto.”
Il Paese ha bisogno di ponderatezza ed equilibrio
ma anche e soprattutto di progredire sulla via della
concordia e della stabilità.
Giuseppe Ottavio Zanon
“Tasi e tira”
SOMMARIO
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La “feritoia” del torrione
Lettere in redazione… riceviamo e pubblichiamo
Novità in libreria
La pagina della nostra storia
Associazione Veci del Cadore
Vita della Sezione
Vita delle Zone e dei Gruppi
Rinnovo direttivi
La pagina dello sport
Protezione civile
Alpini che si fanno onore
Notizie familiari
Calendario manifestazioni
Lutti
Anno 2007 - n. 1 - Marzo
Spediz. in abbonamento postale
Aut. Tr. Vicenza 26-4-53 n. 67
Gratis ai soci
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Torrione degli Alpini
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Zanon G. Ottavio
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36100 Vicenza - Italy
Via dell’Economia, 127
Tel. 0444.961566 - Fax 0444.963311
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Per entrare a far parte dell’Associazione Nazionale Alpini, che conta
tra le sue fila oltre 350.000 soci, è necessario compilare una domanda
scritta. Tale richiesta può essere fatta da tutti i cittadini italiani (uomini
e donne) che hanno prestato servizio militare nelle Truppe Alpine per
almeno due mesi. Si iscrivono coloro che hanno mantenuto nel tempo,
spesso incrementato anche dopo la “naja”, quell’essere “alpini” imparato nel prestare servizio sotto l’esercito; quell’orgoglio e quella fierezza di aver fatto parte di un Corpo speciale, dove abbiamo imparato ad
aiutarci tra commilitoni, specialmente nelle difficoltà che la vita militare spesso comporta, dove abbiamo cementato sentimenti di amicizia tra
persone che non si erano mai viste e conosciute, dove abbiamo cercato
di appianare le controversie per rendere facile la convivenza con gli
altri anche se ciò comportava qualche piccola rinuncia o sacrificio.
Noi soci dell’A.N.A. siamo quindi “alpini”, perché una volta alpino
si è alpini per sempre, che fanno parte di un’Associazione d’arma organizzata in Sezioni e Gruppi dove è stato mantenuto lo “spirito di
corpo” che ci aveva contraddistinto nella vita militare e lo abbiamo
trasferito nella vita civile.
All’interno dei nostri Gruppi non ci sono più le distinzioni per gradi o
titoli, siamo tutti alpini. Tutti gli organi direttivi della nostra organizzazione sono il risultato di libere elezioni dove tutti i soci possono essere
eletti, il tutto nella massima democrazia e trasparenza.
Pur tuttavia, a differenza di quegli “alpini”, qualche milione di persone, che non sono soci, rimaniamo in qualche modo dei soldati, abituati
ad obbedire ai “superiori” (che ci siamo liberamente scelti), e ad eseguire gli ordini che ci vengono impartiti, senza mugugni e soprattutto
senza “remare contro”.
Auspico quindi che nei Gruppi e negli altri organi preposti ci sia l’impegno per cercare la pacifica convivenza e non l’ossessiva ricerca della
sterile polemica, magari per antipatie o invidie personali.
Quando una cosa è stata democraticamente decisa è compito di tutti
adoperarsi affinché gli obiettivi prefissati siano raggiunti. Niente vieta
che alla fine, se le cose non vanno bene, qualcuno ne debba rendere
conto; l’importante è che la nostra Associazione rimanga compatta,
dobbiamo dare l’immagine di essere solidi e affidabili, non solo nell’apparenza ma soprattutto nella sostanza.
Nella nostra realtà vicentina siamo saldamente radicati nel territorio,
nei nostri paesi non abbiamo nulla da dimostrare, non c’è Sindaco o
Parroco che non faccia affidamento sul nostro lavoro a favore della comunità, cerchiamo di non deluderli, non tanto per loro, ma per quanti
hanno bisogno del nostro aiuto.
Bando quindi alle chiacchiere e alle polemiche, l’ordine è di rimboccarsi le maniche e, fedeli al nostro motto, “tasi e tira”.
Giuseppe Galvanin
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Lettere in redazione… riceviamo e pubblichiamo
Caro Direttore,
ho letto su Alpin fa grado del mese di dicembre,
l’articolo relativo alla celebrazione dell’anniversario di fondazione del Gruppo Alpini “D. Garribba”
di Laghetto, avvenuta domenica 5 novembre e ho
rilevato una inesattezza che desidero chiarire.
È vero che il Parroco non vuole che si tenga il cappello in testa, alfieri compresi, durante la cerimonia
religiosa, non è giusto dire che non ha permesso,
alla fine di leggere la “Preghiera dell’Alpino”.
Tale scelta è stata fatta all’ultimo momento dal sottoscritto in quanto ho ritenuto che leggere la Preghiera
senza il cappello al suo posto,cioè in testa, fosse un
nonsenso, e quindi ho deciso di leggerla davanti al
Cippo ai Caduti, dopo la deposizione della corona.
Ho voluto precisare quanto sopra non per giustificare l’operato del Parroco, ma per correttezza nei
Suoi confronti.
Grazie per l’ospitalità e cordiali saluti.
Adriano Aschieri - Capogruppo
Pubblichiamo volentieri la precisazione del
Capogruppo, segnalando peraltro che la notizia,
così come è stata riportata, ci era stata passata da
un Consigliere Sezionale.
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Caro Direttore,
Dopo aver assistito sabato 13 u.s. alla prima penosa
puntata di “FRATELLI DI TEST” – Rai 1– dalla
quale l’unico ad uscire furbescamente avvantaggiato è stato Zucchero, grazie allo zelo del conduttore,
esprimiamo il nostro profondo disappunto sull’impostazione di un programma nato con grandi ambizioni ma assolutamente vuoto di contenuti e, come
d’uso, sprecone di mezzi e comparse, con la pretesa
di misurare il grado di “italianità”, con una serie di
quiz ed espedienti semplicemente idioti. In particolare, agli Alpini invitati, non è stato dato il promesso
modesto spazio per una pur breve e sintetica presentazione.
Negativamente significativa – per la presunta crisi
dell’Ana in seguito all’abolizione della leva obbligatoria – la presentazione finale di due giovani
Alpini siciliani, ai quali va comunque la nostra solidarietà e simpatia.
I nostri valori e la nostra storia meritano qualche cosa
di più di una presenza volutamente passiva e muta.
4
Se questo vuol essere il criterio per scoprire il grado di italianità di chi segue lo spettacolo, dobbiamo
mestamente concludere che il valore educativo della
nostra TV ha raggiunto un abisso preoccupante.
Vito Mantia - Gigi Girardi - Ufficio Cultura GRUPPO ALPINI MALO (Vicenza)
***
Questa volta ci ha scritto...un mulo. Proprio così!
Sotto le spoglie di “Baldo” quadrupede in forza
all’artiglieria da montagna, si cela un reduce della “Julia”, 3° Rgt. artiglieria da montagna, Rigon
Lorenzo, cl. 1914 di Valli del Pasubio, che del quadrupede che gli fu fedele compagno, ci invia questo
delicato ricordo:
“Mi chiamo Baldo, mulo della naja. Vita noiosa di
caserma comandato da varie Penne Nere.
Una mattina mi caricano un basto, mi stringono cinghie, sopra la bocca da fuoco del vecchio 75; talvolta l’affusto, due ruote, ecc.
Su per mulattiere e sentieri scoscesi, e tu, penna
nera, ti fai trainare dalla mia coda; qualvolta poggio il ginocchio a terra, allora mi sento dire ‘fuarce’
alza; arrivati alla meta non una carezza, solo la musetta con un po’ di biada.
1942: un giorno caricati su un vagone: muli otto,
persone quaranta, si parte sempre più lontano dalla
Patria.
Poi a terra, sotto altro basto a trainare quel vecchio 75; nel fango fino ai garretti e appena faccio
un brontolio mi sento dire: tira e tasi. Io non parlo,
vedo e sento solo.
Mi guardo attorno: dove sono le mie montagne della
Carnia e del Cadore?
Cade la neve, il gelo si fa intenso: 20-30 sotto zero.
Penna nera lo vedo imbottito di lana, sotto il cappello il passamontagna, io invece nudo come mi
ha fatto l’asina di mia madre. Ti chiedo perdono.
Stanotte grande movimento: cosa sarà? Il temporale? No, questi sono cannoni, le katiusce, la “voce di
Stalin” 9 – 24 razzi, lo zip-zip dei parabellum russi.
Comincia la vera guerra. Solfa di questi giorni... Un
rombo vicino... Vedo penna nera piegarsi, cadermi
vicino, intravvedo la neve cambiare colore (tingersi
di rosso) e anch’io, trafitto, mi adagio vicino alla
mia penna nera, ora saremo sempre insieme. Siamo
andati avanti”.
Rigon Lorenzo e “Baldo”
Novità in libreria
Alpini in cartolina
Pubblicato dalla Regione Veneto in occasione anche dell’Adunata Nazionale di
Asiago, “Alpini in cartolina” è uno splendido volume dove, attraverso le immagini
delle varie tipologie di cartoline, militari, commemorative, di reparto e molte altre,
viene ripercorsa la storia delle penne nere, dei reparti, delle vicende e di varie curiosità
attinenti le Truppe Alpine.
Un volume da non perdere, e che è disponibile in Sezione al prezzo di € 21,00.
“Chei da la bala rossa”
Il diario fedele degli avvenimenti che hanno visto protagonista il glorioso Btg. Pieve
di Cadore nella 2^ Guerra Mondiale è finalmente tradotto in un volume grazie all’encomiabile iniziativa dell’Associazione Veci del Cadore.
Oggetto della rielaborazione letteraria di G.L. Rinaldi sono le pagine scritte a piú mani
da quegli uomini che le vicende le hanno vissute in prima persona.
I fatti narrati nei diari di guerra vanno dal richiamo alle armi del ’39 sino all’armistizio
ed al conseguente inevitabile scioglimento del reparto avvenuto il 13 settembre ’43 e
sono suddivisi in quattro sezioni: Fronte Occidentale, Albania, Montenegro e Provenza.
L’introduzione generale riassume la storia del battaglione dalla sua fondazione (1882) sino all’ultimo
definitivo scioglimento del 10 gennaio 1997 ed ognuna delle quattro parti è preceduta da un’attenta e
lucida analisi del contesto esistente sia sotto il profilo geo-politico che militare.
Ogni capitolo è impreziosito da pregevoli schizzi topografici e fotografie dell’epoca che facilitano la
comprensione degli eventi descritti.
La pregevole veste grafica completa degnamente un’opera che farà la felicita degli appassionati cultori di storia e che non potrà mancare nelle librerie dei veci che hanno fieramente portato la “bala rossa” del Cadore.
Gian Luigi Rinaldi – Chei da la bala rossa – Tiziano Editore – pag. 273 – € 15,00
Il volume è acquistabile contattando via e-mail l’Associazione Veci del Cadore ([email protected])
oppure il Segretario ten.col. Giorgio Zandomeneghi allo 0435-71087.
Alberto Pieropan
Alpinia
“Alpinia” che il vecio Vito Mantia ci propone, scandisce in modo essenziale e genuino le tappe più importanti della storia degli alpini. La storia degli alpini è presentata
come un filo continuo, che parte dalla nascita del Corpo, attraversa le sanguinose
guerre che hanno coinvolto la nostra Patria e continua, senza vederne la fine, nell’opera di solidarietà che le penne nere, organizzate nell’Associazione Nazionale Alpini,
svolgono in Italia e all’estero. Il volumetto va letto tutto d’un fiato per poi tornare a
riscoprire, riga per riga, il significato che sta nascosto in frasi semplici, ma ricche di emozioni.
“Alpinia” è disponibile presso la Sede ANA di Vicenza.
5
La pagina della nostra storia
28 marzo 1942:
l’affondamento del “Galilea”
Sono passati 65 anni da quel tragico avvenimento,
che costò la vita a un migliaio di alpini, la maggior
parte inquadrati nel Btg. “Gemona”; ma anche a distanza di tanti anni è doveroso un ricordo di questa
tragedia.
Gli alpini non devono dimenticare; e i giovani devono conoscere anche le pagine tristi e dolorose della
nostra storia, anche se da oltre mezzo secolo il nostro Paese vive in pace.
Il piroscafo Galilea ultima tomba delle Penne nere
di ritorno in Patria dalla Grecia
La “Galilea” era nata nel 1918 come nave passeggeri, per essere successivamente riattata e trasformata
in “nave ospedale”. Con questa nuova classificazione fu impiegata per il trasporto in Italia dei reduci
del Btg. “Gemona” della famosa Divisione alpina
“Julia” e di altri reparti impiegati nella campagna
greco-albanese, di cui molti feriti o ammalati.
In quella tragica circostanza, gli uomini imbarcati
sul piroscafo “Galilea” furono 1275.
Un numero sicuramente superiore alla capacità ricettiva della nave, ma si era in guerra e in quella situazione, come spesso succede, le situazioni reali si impongono; del resto il tratto di mare da percorrere era
abbastanza breve, con probabilità quindi di poter condurre una navigazione tranquilla. Ma tutto congiurò
a trasformare in tragedia quello che si prospettava un
regolare viaggio di rientro. La “Galilea” lasciò il porto di Corinto la sera del 27 marzo insieme con le navi
“Viminale” e “Crispi”, alle quali si aggiunsero poi altri tre piroscafi, a formare un convoglio che lasciò il
porto di Patrasso verso le 12 del 28 marzo.
Già il tempo si era messo male, con pioggia fitta
e banchi di nebbia. Capo Ducati venne doppiato
verso le 18, alla testa del convoglio navigava la
“Viminale” con a sinistra la “Galilea” a circa mezzo
6
miglio di distanza. Non ci si aspettava la presenza,
in quelle acque, di un sommergibile inglese in perlustrazione.
L’attacco fu inaspettato, e quindi ancora più dirompente, ed avvenne alla mezzanotte del 28, con un
siluro che produsse un vasto squarcio sotto il ponte
di comando, per cui la nave cominciò subito a sbandare, imbarcando acqua e inclinandosi paurosamente sul fianco sinistro.
Mentre il resto del convoglio si disperdeva per evitare possibili ulteriori attacchi, la “Galilea” nel buio
della notte, con pessime condizioni meteorologiche,
carenza di strumenti di salvataggio, dopo quattro
ore di agonia, affondò alle 03.50 del 29 marzo, con
il suo carico di feriti e barellati.
Si salvarono soltanto 284 superstiti, che furono raccolti in mare, verso mattina, da unità navali italiane
partite dalla base di Prevesa.
E così quegli alpini che avevano sopportato indescrivibili difficoltà e patimenti per il freddo, per gli
attacchi nemici, la fame e il fango e che, anche se
feriti o mutilati stavano tornando finalmente a casa,
in Patria, in famiglia, venivano traditi da un destino
beffardo e crudele, a due passi dall’approdo sicuro:
da non credere, se la dura realtà non lo confermasse.
Non dimentichiamo questi alpini, eroi alla stessa
stregua di quelli caduti in combattimento. A loro,
Onore, Gloria e perenne ricordo.
Silvio Adrogna
Quei 6600 caduti – dimenticati – della divisione “Vicenza” – Campagna di Russia
1942-43
Un’altra verità della Storia è venuta alla luce, dopo
oltre sessant’anni di lungo silenzio e di penoso
oblio.
Venerdì 26 maggio u. s. a Milano, nei pressi del
Sacrario dei Caduti di tutte le guerre, si è svolta l’inaugurazione del Monumento agli Eroi della
“Vicenza”, voluto e offerto dall’unico sostenitore
membro di quella Unità di retrovia “negletta dai
Comandi” che si schiantò eroicamente – assieme
alla Julia e alla Cuneense – contro l’invalicabile baluardo russo di Valuki.
Quell’unico “sostenitore”, come si è autodefinito, è
La pagina della nostra storia
stato il capo centro collegamento Lillo Mangano il
quale, nel suo testamento, ha voluto lasciare cento
milioni delle vecchie lire per l’erezione del monumento a quella povera Divisione, sprezzantemente
chiamata “Brambilla”, perché male armata e assolutamente impreparata alle prove del fronte.
Tra i Caduti, il Generale comandante, i Colonnelli e
quasi tutti gli ufficiali e graduati. Molti i vicentini.
Ricordiamone brevemente i fatti più salienti.
Nel novembre del 1942 fu sbalzata da Kupiansk,
nella cui zona svolgeva normale attività di presidio, a Kurey per occupare le posizioni lasciate dalla
Julia sul Don. Da lì ebbe inizio il suo penosissimo
calvario che la portò fino alla tragica ritirata e alla
sua totale disfatta.
Le testimonianze del Mangano, che ebbe con pochissimi altri la ventura di unirsi ad alcuni superstiti
della Tridentina, risentono di tutta l’umana amarezza di un miracolato che vide cadere i commilitoni in
preda alla disperazione per non aver potuto contrastare in maniera adeguata – a causa della mancanza
di armi idonee e di mezzi di minima sussistenza – la
potenza dell’armata rossa.
Il Notiziario dell’UNIRR, Unione Nazionale Italiani
Reduci di Russia, di giugno u.s., nel dare ampio spazio alla cerimonia di Milano sopra ricordata, narra
con commosse parole la triste sorte di una Divisione
particolarmente sfortunata, improvvisamente e improvvidamente legata al destino delle truppe Alpine,
mettendone in rilievo il comportamento eroico oltre
ogni limite umano.
Non erano Alpini, ma soldati di Fanteria (due reggimenti) e di altre provenienze, destinati a compiti
di retrovia, armati ed equipaggiati molto peggio di
tutti gli altri – e questa realtà la dice lunga! – non addestrati al combattimento. Le altre truppe dell’ARMIR la sbeffeggiavano e l’appellativo ‘Brambilla’
affibbiatole ne descriveva le condizioni…
Ma arriva il momento nel quale il Comando superiore la ritiene utile, di più, indispensabile per arginare
una situazione di grave emergenza. Senza alcun indugio, viene ‘promossa’ e aggregata al Corpo d’Armata Alpino col pronto impiego in prima linea. Non
è stato tenuto conto del suo assolutamente insufficiente armamento: solo vecchi fucili, né dell’equipaggiamento del tutto inadatto contro la morsa del
gelo! La sua sorte è segnata in partenza. Soltanto
qualche miracolato si salverà.
Ho voluto dedicare queste righe ai Caduti di una
Divisione che porta il nome della nostra città e
provincia, della quale ben pochi hanno conservato
il ricordo anche perché troppo poco finora è stato
scritto, forse per non alzare il velo pietoso sui fatti più strazianti dell’ultima guerra mondiale e non
mettere in evidenza le macroscopiche lacune dei
nostri Comandi superiori.
Si deve quindi riconoscere che questa tristissima
storia riguarda un importante nucleo di nostri soldati che hanno vissuto i momenti più tragici con i nostri Alpini, combattendo al loro fianco, sopportando
situazioni inenarrabili in una guerra che era perduta
in partenza.
È pertanto nostro preciso dovere rivalutarne il
Valore e conservarne perenne Memoria.
Vito Mantia
Battaglione alpini “Pieve di Cadore”
Il Battaglione Alpini
“Pieve di Cadore”
viene costituito il
1 novembre 1886,
nell’ambito del 6°
Reggimento Alpini,
si articola nella 75ª
compagnia di nuova
formazione e nelle
compagnie 67ª e 68ª
provenienti dal btg.
alp. “Cadore” costituito con R.D del 5
ottobre 1882 e sciolto appunto nel 1886.
Impiegato nel 1886 e 1887 nella campagna d’Africa, il 1° agosto 1887 passa alle dipendenze del neo
costituito 7° Rgt. Alpini.
La mobilitazione determinata nel 1914 dai prodromi del 1° conflitto mondiale comporta il potenziamento del reparto con l’assegnazione della 96ª della
milizia mobile.
Nel 1916 gli uomini del “Pieve di Cadore” contribuiscono alla nascita di due nuovi battaglioni alpini:
il “Monte Antelao” cui viene ceduta la 96ª cp. alla
quale si aggiungono 150ª e 151ª cp. e il “Val Piave”
formato dalle cp. 267ª, 268ª e 275ª.
Durante la Grande Guerra viene impiegato pri7
La pagina della nostra storia
ma in Valle Ansiei e poi nelle operazioni contro
Cima Undici, Tre Croci, Monte Cristallo e Forcella
Forame. Successivamente viene impegnato nei
combattimenti a Croda dell’Ancona e a Cima
Cadini; trasferito nella linea di fronte del massiccio
del Monte Grappa, partecipa attivamente alle operazioni a Col dell’Orso, ai Solaroli e sul Valderoa,
meritando con il STen. Tocci Michelini Franco la
decorazione con Medaglia d’Argento al V.M.. Da
ricordare infine che il reparto arditi del
battaglione è comandato dal ten. Italo
Balbo destinato poi a diventare molto
noto agli italiani.
Alla fine del 1° conflitto mondiale il
“Pieve di Cadore” non viene sciolto
ma, rimanendo sempre organico al 7°
Rgt. Alpini, segue le varie vicende riorganizzative delle truppe alpine volute
dai Comandi Superiori. Nel 1926, in
seguito all’Ordinamento Mussolini, le
truppe alpine vengono organizzate su
tre brigate: la Iª dislocata in Piemonte,
la IIª in Lombardia, Trentino e Cadore,
la IIIª in Friuli-Venezia Giulia. La IIª
brigata è articolata su 3 reggimenti
alpini (il 5° con sede a Milano, il 6°
con sede a Bressanone, il 7° con sede
a Belluno) e dal 2° Rgt. artiglieria da
montagna con sede a Bergamo; il 7°
Rgt. Alpini è formato dai battaglioni
storici: “Pieve di Cadore”, “Feltre” e
“Belluno” e nel 1929 passa alle dipendenze della IIIª brigata.
Nel 1933 i comandi di brigata alpina
vengono portati da tre a quattro e prendono le denominazioni di: Taurinense,
Orobica, Tridentina e Julia; quest’ultima ha in organico anche il 7° Rgt. alpini.
Nel febbraio del 1936 il “Pieve di Cadore” unitamente al btg. alp. “Belluno” passa alle dipendenze
del 12° Rgt. Alpini mentre il 7° Rgt. Alpini è impegnato nella campagna d’Etiopia; la permanenza è
peraltro di breve durata in quanto già nel successivo
aprile del 1937 il 12° Rgt. Alpini viene sciolto ed entrambi i reparti rientrano nel reggimento di origine.
Il secondo conflitto mondiale vede il “Pieve di
Cadore” inquadrato nella Divisione Alpina “Pusteria”
impegnato dapprima nelle operazioni sul Fronte
8
Occidentale e successivamente su quello GrecoAlbanese. Appena sbarcato nel porto di Valona, il
battaglione viene letteralmente “disperso” nel tentativo di tappare tutti i buchi apertisi nel nostro schieramento in seguito all’avanzata dell’esercito greco.
Il “Pieve di Cadore” si porta quindi sulla Voiussa,
a Tepeleni, e da qui si sposta a piedi, sotto piogge
torrenziali, fino a Klisura. Il 2 dicembre raggiunge
Musata e poi Cepan nella valle dell’Osum e, passato
il fiume a Ponte Lapan, il giorno 4 occupa Gallina di Ciaf (m. 1089), un importante altura sul versante destro della
valle; l’8 dicembre, dopo un intenso
fuoco di preparazione, le truppe greche
attaccano la linea del “Cadore” e riescono ad infiltrarsi nel suo schieramento in
più punti. La battaglia dura accanita fino
a sera, ma il battaglione, nonostante la
perdita del Col. Psaro comandante del
7° Alpini (Med. D’Oro), riesce a conservare le posizioni e a ricacciare infine il nemico. All’alba del 9 Dicembre i
Greci riprendono con vigore l’attacco e
costringono i nostri, a corto di munizioni, a difendersi con le baionette. Dopo
36 ore di lotta furibonda il “Cadore” è
costretto a ripiegare sul Cerevoda dove,
con l’aiuto di reparti del “Bassano”, il
giorno 10 costituisce a Sciarova una testa di ponte sulla riva destra dell’Osum.
Per la vigorosa azione dei giorni 9 e 10,
conosciuta anche come “combattimento
delle 36 ore”, a Gallina di Ciaf il btg. riceve dal Comandante d’Armata un elogio “per le alte virtù militari e guerriere
della forte gente cadorina”.
Conclusa la guerra con la Grecia, mentre la
“Tridentina” viene destinata al fronte russo, la
“Pusteria” è comandata fin dal mese di Luglio 1941
in Montenegro, dove nel frattempo è scoppiata violenta l’insurrezione partigiana agli ordini di Josip
Broz, detto “Tito”, che ha spazzato via i nostri modesti presidi.
Il 17 Luglio la Divisione è concentrata a Podgoriza
e per un mese circa è impegnata in operazioni di
rastrellamento in varie zone limitrofe. In autunno il
Comando 7° Alpini viene dislocato a Priepoljie non
lontano da Plevljia, ove nel frattempo si è trasferi-
La pagina della nostra storia
to anche il Comando Divisionale. In quest’ultima
località, nella notte tra il 30 novembre e il primo
dicembre, nella ricorrenza della festa dell’indipendenza Jugoslava, ben nove battaglioni partigiani
forti di 3700 combattenti dotati di armi automatiche
e di mortai e affiancati da una riserva di 5000 uomini, sempre agli ordini di Tito, attaccano l’acquartieramento italiano. Il combattimento è estremamente
duro e feroce, specialmente da parte Jugoslava: molti alpini sorpresi nel sonno vengono ritrovati morti, addirittura con la carotide recisa a morsi. Nella
battaglia di Plevljia che dura fino all’8 Dicembre
si distingue particolarmente la 67a compagnia del
“Pieve di Cadore”.
Il 23 aprile del 1943 il “Pieve di
Cadore” conclude il ciclo operativo
in Grecia coronato dalla assegnazione della Medaglia d’Argento al V.M.
e rientra in patria nell’aprile 1943; qui
completa il proprio organico con la costituzione della 124ª compagnia armi di
accompagnamento e viene quindi dislocato nel sud della Francia. È questo
un periodo di relativa calma nel quale i
soldati, duramente provati dalle battaglie d’Albania e Montenegro, riescono
a ritrovare un po’ di equilibrio e serenità. L’armistizio dell’8 settembre coglie
il reparto in Piemonte in fase di rientro
dalla Francia. Tutti ormai sono stanchi
della guerra e desiderosi di ritornarsene
a casa e a Borgo San Dalmazzo, in totale assenza di
ordini superiori, avviene l’inevitabile scioglimento
della Divisione “Pusteria”. Chi non viene catturato
subito dall’esercito tedesco riesce, dopo mille peripezie, a ritornare a casa.
Nel novembre 1943 in Conegliano nell’ambito delle
Forze Armate della R.S.I. viene costituito il btg. alp.
“Cadore”; articolato nelle tradizionali compagnie
già del “Pieve di Cadore” 67ª, 68ª, 75ª e completato dalla compagnia Comando e dalla 23ª batteria
da montagna viene dapprima inquadrato nel raggruppamento Cacciatori dell’Appennino e in seguito come reparto esplorante della Divisione Alpina
Monterosa. Da rilevare che i reparti del “Cadore”
otterranno di mantenere sulle mostrine le stellette anziché il gladio e non verranno mai impiegati
in azioni antipartigiane. L’armistizio lo coglie in
Piemonte dove nella zona di Venaria Reale si scioglie. L’insegna del btg. alp. “Cadore” che non era
stata consegnata al momento dello scioglimento è
stata poi conservata nella sede del ricostituito btg.
alp. “Pieve di Cadore”.
Il “Pieve di Cadore” viene ricostituito il 1 settembre
1953 e posto alle dipendenze del 7° Rgt. Alpini –
Brigata Alpina Cadore rioccupa le caserme di Pieve
e di Tai e si articola nelle tradizionali compagnie
67ª “La saetta”, 68ª “La manera”, 75ª “I camosci”,
167ª mortai “La signora” e compagnia Comando e
servizi detta anche “La macao”.
La riorganizzazione delle truppe alpine dell’ottobre 1975 provoca lo scioglimento del
7° Rgt. Alpini ed il passaggio del battaglione alle dirette dipendenze della
Brigata alpina “Cadore”.
L’ulteriore modifica organizzativa del
1992 prevede la ricostituzione dei reggimenti ed il “Pieve di Cadore” va a
costituire il rinato 12° Rgt. Alpini la
cui bandiera di guerra eredita le onorificenze del battaglione.
La nuova unità occupa le storiche caserme di Tai, Pieve e Santo Stefano di
Cadore e tra il 1992 e 1993 partecipa
unitamente ad altri reparti alle operazioni note con il nome di “Vespri
Siciliani”.
Il progressivo e ineludibile taglio degli
organici delle truppe alpine comporta
purtroppo lo scioglimento del “Pieve di Cadore”
che avviene il 31 gennaio 1997 contestualmente a
quello della Brigata Alpina “Cadore”.
Motto:”Avanti fioi, per l’onor del bataion”.
Decorazioni al valore:
Medaglia d’Argento: Fronte Greco-Albanese,
24/11/1940 – 23/04/1941
Medaglia d’Oro al Valor Civile per il soccorso alle
popolazioni del Vajont ottobre 1963
Medaglia di benemerenza per il soccorso alle popolazioni del terremoto calabro-siculo del 28/12/1908
Medaglia d’Oro individuale: STen. Tocci Michelini
Franco - Monte Valderoa, 27 ottobre 1918
Medaglia d’Oro individuale: C.M. Ampezzan
Angelo – Berlog Croazia, 1941
a cura di Alberto Pieropan
9
Associazione “Veci del Cadore”
L’associazione “Veci del Cadore”
L’associazione “I Veci del Cadore” viene costituita
nell’anno 1997 per mantenere in vita e sviluppare
il sodalizio, nato spontaneamente nel 1957, avente lo scopo di riunire annualmente i reduci del btg.
“Cadore” (Pieve di Cadore).
Animatore dell’iniziativa è il tenente Alfredo
Molinari di Carpi, classe 1915, già ufficiale della
75ª compagnia e comandante in guerra del plotone
arditi.
Il 30 Agosto 1997 viene approvato lo statuto dell’Associazione “I Veci del Cadore” le cui finalità sono:
- mantenere vivo il culto della Patria custodendo
ed esaltando il patriottismo spirituale rappresentato dalle gesta del Btg. “Cadore” e dai Caduti del
medesimo Btg. in guerra e in pace;
- sviluppare sentimenti di cameratismo tra gli aderenti e di cordialità con gli appartenenti alle varie
Associazioni d’Arma, ANA per prima e con la
popolazione del Cadore.
Primo presidente è il Tenente Alfredo Molinari, deceduto nel Gennaio 1999. Subentra il notaio Antonio
BOSI che nel 2005 rinuncia all’incarico per motivi
di salute (il notaio Bosi è “andato avanti” qualche
settimana fà).
Nel 2005 viene eletto presidente il Gen. Antonio
Bisignano, già comandante del Btg. “Cadore” negli
anni 1976/1978.
Gli attuali 812 associati risiedono in 50 province
di 14 regioni d’Italia; con alcune rappresentanze
estere; il loro numero è destinato a crescere ulteriormente.
L’iscrizione, così come la quota annuale è di 5 Euro,
un importo quasi simbolico ma indispensabile per
far fronte alle varie spese (corrispondenza, corone
d’alloro e fiori, rinfresco, rappresentanze, rimborso
spese alla fanfara civile ecc.), il tutto viene regolarmente registrato revisionato ed approvato in sede di
assemblea generale dei soci.
L’adunata di fine agosto diventa sempre più importante: nel 2006 oltre la bandiera del Comune
di Pieve di Cadore, decorata di Medaglia d’Oro al
Valor Militare, erano presenti 8 Vessilli sezionali e
70 Gagliardetti di Gruppo scortati da oltre un migliaio di penne nere.
INIZIATIVE:
1. Coniazione in argento del distintivo del Btg; il
conio è stato eseguito gratuitamente dal nostro
associato Antonio Perosa di Caldogno;
2. Stampa del volume “Chei da la Bala Rossa”;
3. Quasi sicuramente entro la prossima estate sarà
disponibile anche un DVD con filmati e commenti sulle località di guerra citate nel libro e ripercorse materialmente dall’autore e nostro vice
presidente GianLuigi Rinaldi.
Per informazioni
ed eventuali
nuove iscrizioni
contattare:
- Cristofori Pietro, capo
zona “U. Masotto” e consigliere dell’associazione
“i Veci del Cadore” tel.
0444//866158, oppure
Gollin Giampietro consigliere sezionale e consigliere dell’associazione
“I Veci del Cadore” tel.
0444/585902
- Segretario dell’Associazione, tel. 0435/71087
10
Vita della Sezione
Personaggi che scompaiono
Sabato 30 dicembre è giunta da Conegliano la triste
notizia della morte di padre Oscar Berlese, da tanti
anni cappellano del Gruppo Val Leogra di Schio e
poi della Sezione di Vicenza.
Nato nel 1936 a Preganziol (Tv) era giunto giovanissimo a Schio, dove il padre era Brigadiere della
Guardia di Finanza.
Compie gli studi fino al conseguimento del diploma
di ragioniere al “Fusinieri” di Vicenza e subito dopo
prende la grande decisione di entrare in convento a
Bassano nell’ordine dei Cappuccini.
Completati gli studi teologici ed ordinato sacerdote,
viene inviato a Belluno dove avviene il suo incontro
con gli Alpini: per alcuni mesi svolge le funzioni di
Cappellano presso la Brigata Cadore.
Il suo sogno è la missione. Viene perciò trasferito
per un breve periodo in Portogallo per apprendere la
lingua e successivamente inviato in Angola (allora
colonia portoghese).
Rientra nel 1977 gravemente ammalato di malaria
e dopo vari mesi di cure in ospedale è destinato al
convento dei Cappuccini di Schio.
Qui comincia ad esercitare, con grande spirito missionario, una continua ed incessante opera a favore
dei più deboli e degli emarginati.
Assistente spirituale nelle carceri di Bassano e
Vicenza segue ed aiuta gli ex carcerati, dà vita a varie strutture per l’assistenza agli alcoolisti ed ai tossicodipendenti, segue ed assiste Rom e Sinti e tutti
i più bisognosi.
La sua azione si svolge frenetica ed incessante per
oltre venticinque anni; padre Oscar sacrifica tutto se
stesso, bussa a tutte le porte, si batte contro tutti i
pregiudizi con vero spirito francescano.
A questo proposito appare significativo e toccante il saluto del Sindaco e dell’Amministrazione
Comunale fatto affiggere a Schio:
Grazie
Padre Oscar
Perché non ti vergognavi di avere come amici
gli ultimi, gli emarginati.
Grazie perché sei riuscito a rendere importanti
i diseredati della nostra città.
La tua grande parrocchia è stata la strada,
e noi ti abbracciamo Grande Testimone di
San Francesco
Padre Oscar Berlese
Con gli Alpini ha un bellissimo rapporto, celebra
per anni la Santa Messa dell’Epifania, è spesso in
Pasubio per la S.Messa alla Chiesetta, partecipa a
varie attività della Sezione e dei Gruppi.
Alle sue esequie, nella Chiesa di S.Benedetto a
Schio, hanno partecipato ufficialmente Sindaco e
Amministrazione Comunale, moltissime Associazioni, la nostra Sezione e molti Gruppi alpini.
Sulla bara erano posti la stola di sacerdote ed il cappello alpino simboli della sua vita.
Molte e commoventi le attestazioni di saluto a lui
indirizzate dal Sindaco, dai Rappresentanti delle varie Associazioni e dai suoi assistiti.
Fra’ Oscar ha lasciato certamente un grande vuoto
fra tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo; il suo esempio, il suo coraggio, il suo altruismo devono farci riflettere.
A noi Alpini resta forse il rammarico di non averlo
aiutato di più nella sua lotta quotidiana a favore dei
più deboli.
Siamo vicini al fratello Luciano, sergente dell’11°
Rg.to d’Arresto, così duramente colpito.
Ciao Oscar, grazie di essere stato tra noi.
Ruggero Rossato
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Vita della Sezione
Visita al 2° reggimento
di artiglieria alpina “Vicenza” a Trento
La visita della delegazione della Sezione al 2° Rgt.
Art. Alpina “Vicenza” (erede del Gruppo “Vicenza”,
2° Rgt. Art. da Montagna, Div. “Tridentina”) è stata
suggerita dalla concreta ipotesi del conferimento al
Reggimento della cittadinanza onoraria, in quanto
unico reparto attualmente operativo, che porta il
nome della nostra città.
L’accoglienza riservata al Presidente Galvanin e
agli alpini che lo accompagnavano è stata, a dir
poco, fraterna. In piazza d’armi ad attenderci c’era
un pezzo d’artiglieria con la sua squadra di serventi,
il nucleo osservatori e il trattore (veramente enorme!) adibito al traino del pezzo.
Per me, ex artigliere da montagna, l’incontro con
l’erede del mio compagno di naja, l’obice da 105/14
è stato un misto tra curiosità e nostalgia per un passato inequivocabilmente perduto.
Il nuovo obice da 155/39 è semplicemente imponente: peso kg. 7800, gittata massima 24 km., cadenza
di tiro: 3 colpi al minuto, velocità di traino: 60 km/h,
tempo di messa in batteria: 5 minuti, squadra pezzo:
capo pezzo più sette serventi.
Il pezzo è in grado di spostarsi autonomamente sul
terreno alla velocità di 11 km/h, e il motore alza e
abbassa la piastra su cui poggia il pezzo.
Ricordando gli scudi a protezione dei serventi del
105/14 resto meravigliato dalla totale assenza di ripari, ancor più rammentando il fragore del colpo e
il sobbalzo che il pezzo faceva, con i puntatori letterarmente “avvinghiati” all’obice. Al mio stupore mi
si spiega tranquillamente che il rumore è minimo e
che il “pezzo” non salta assolutamente.
Resto sempre più affascinato dall’evoluzione avvenuta: certo per un sottocomandante di batteria
someggiata, il ricordo di tutte le operazioni legate alla partenza della batteria sono difficilmente
cancellabili: preparazione dell’attacco di batteria,
i muli imbastati, i singoli pezzi caricati dai serventi, e così pure le leggendarie dimostrazioni di
forza dei vari capi pezzo, che suscitavano ad un
tempo invidia e ammirazione (presentat arm con il
tubo obice, tubo obice e slitta manicotto in spalla)
si confondono e svaniscono difronte a questo “bestione” di oltre 7 tonnellate, dove il solo freno di
bocca pesa ben 130 kg.
12
Così, affascinati dalle spiegazioni “tecniche”, siamo
stati quasi sorpresi dall’arrivo dell’ora di pranzo,
che ci ha visto ospiti del Col. Renda, tra l’altro in
procinto di lasciare il reparto essendo stato trasferito al Comando di artiglieria di Portogruaro, e che
nell’occasione ha presentato al Presidente Galvanin
il nuovo Comandante, per mantenere vivo il legame
in vista dell’attesa concessione della cittadinanza
al Reggimento. Proprio in occasione del cambio di
Comandante una rappresentanza della Sezione si è
nuovamente recata a Trento per rinsaldare i legami
con questa unità che, come vicentini, sentiamo un
po’ “nostra”.
La Sezione di Vicenza onora
il Capitano Aldo Beltricco
Il 10 settembre di novant’anni fà durante un cruento
attacco sui roccioni della Lora, mentre tentava di
aprire un varco sui reticolati che dividevano le trincee italiane da quelle austriache, moriva eroicamente assieme ai suoi Alpini, il Capitano Aldo Beltricco
di San Damiano Macra, provincia di Cuneo.Il
Capitano Beltricco comandava la 41^ Compagnia
del Battaglione Alpini Aosta. Nel 1911 entra nella
Scuola Allievi Ufficiali di Modena e diventa Ufficiale
degli Alpini; allo scoppio della grande guerra nell’Agosto del 1914 è Sottotenente nel Battaglione
Ceva del 1° Reggimento Alpini. Trascorre i primi mesi della guerra in Carnia, poi nella conca di
Plezzo dove è promosso Tenente e quindi Capitano,
a soli 24 anni. Viene trasferito al 5° Reggimento di
Fanteria dove vive mesi di trincea; nel luglio del
1916 ritorna tra gli Alpini nel Battaglione Aosta
al comando della
41^
Compagnia.
Pochi giorni dopo
il Battaglione viene trasferito sul
Pasubio dove il 9
Settembre
1916
giunge l’ordine di
conquistare le posizioni austriache
nei pressi dell’Alpe
di Cosmagnon. La
cruenta
battaglia
Il Capitano Aldo Beltricco
Vita della Sezione
avviene il 10 Settembre, la 41^ Compagnia deve
muoversi per prima ad aprire il varco sui fili spinati.
Il Capitano invita i suoi Alpini all’azione, egli parte
per primo e muore nel pomeriggio alla testa dei suoi
compagni. Erano partiti in trecento e ne ritornarono
solo ventotto. Così lo ricorda il Maggiore Vecchi
“Il capitano Beltricco, sovranamente dominando
gli animi scossi dalle perdite patite nell’attesa,
suscita in tutti il più forte ardimento, gli impeti
più generosi. In testa alla prima ondata, con la
rivoltella in pugno, collo sguardo fiammeggiante,
balza in avanti, dove l’altissimo ideale lo chiama.
Da tutti i punti delle trincee austriache s’inizia un
fuoco intensissimo. La fucileria, le mitragliatrici incrociano i loro tiri falciatori, spietati di vite
gagliarde. Il capitano Beltricco è sull’orlo di quel
gorgo profondo di morte e si slancia dentro perdutamente coi suoi, in una meravigliosa sovrumana volontà di sacrificio. Per il suo coraggio e il
suo eroismo gli viene conferita la medaglia d’oro
al valor militare. Era un coraggioso e premuroso
verso i suoi alpini, cosi scriveva don Nervo eroico
Cappellano dell’Aosta. Egli pensava ai suoi soldati,
conviveva con loro, viveva di loro. Egli li amava
come un padre ed essi avevano imparato a riamarlo. In questo breve ricordo del Capitano Beltricco
vogliamo inserire anche due lettere che ci sembrano
significative. Nella prima il Capitano Beltricco alla
Mamma scrive: Accanto alla mia baracca si slanciano verso il cielo, rocciose, a picco, quasi affilate, due vette, sovra le quali stanno gli Alpini a fare
la guardia.Essendo loro così vicini mi sembra di
stare meglio. Nella seconda indirizzata alla sorella
scrive: La vita che si fà non alletta e stanca terribilmente, ma il nostro dovere lo faremo sempre e
con ogni sforzo.
Vogliamo ricordare inoltre le parole con le quali
il Colonnello Testafochi, eroico comandante del
Battaglione Aosta, comunicava al Sindaco di San
Damiano Macra, la scomparsa del capitano Beltrico:
Egli morì da eroe mentre si apriva un passaggio nei
reticolati nemici per portare la Compagnia all’assalto, dopo averla condotta con slancio sublime e
sotto un fuoco infernale, fino alle trincee austriache. Un paese che ha dato i natali a simili uomini, può essere fiero. La prego di voler comunicare
cautamente la notizia alla famiglia dell’Estinto,
del quale avemmo modo di apprezzare le belle doti
Onore ai Caduti
Sfilata in Via Aldo Beltricco
di animo e di cuore, assicurandola che la memoria
di Lui rimarrà sempre viva nel Battaglione Aosta.
La memoria del Capitano Beltricco non è rimasta
viva solo nel Battaglione Aosta, ma in tutte quelle persone che sabato 9 e domenica 10 Settembre
si sono ritrovate presso il paese natio per rendere
omaggio all’Eroico Capitano. La Valle Maira (Il
Cap.Beltricco era nato a San Damiano, ma nel periodo della sua morte i suoi familiari si erano trasferiti a Dronero, un paese vicino che diede il nome
al Battaglione Dronero famoso per le gesta eroiche
nella campagna di Russia) e il paese di San Damiano
hanno voluto così ricordare il loro Capitano con due
giornate d’intensa partecipazione da parte di semplici cittadini e di tanti alpini. Nella serata di sabato
9 Settembre nella Chiesa Parrocchiale si è tenuta
una rassegna corale cui hanno partecipato i cori:
la REIS di San Damiano, l’Associazione Corale
13
Vita della Sezione
Carignanese e il coro dei congedati della Brigata
Alpina Taurinense. La gran partecipazione di alpini
e appassionati hanno fatto sì che tutti e tre cori con
le loro cante, il cui riferimento era il periodo della
prima guerra mondiale, siano stati a lungo applauditi, grande commozione ha suscitato nelle persone
presenti, il canto “Il Testamento Del Capitano”, che
ha ricevuto un lunghissimo applauso. Nel mezzo
della serata il Presidente dell’A.N.A. di Cuneo ha
porto un caloroso ringraziamento e un saluto di
benvenuto alla Sezione di Vicenza, che con otto
Alpini ha presenziato alle cerimonie in ricordo del
Capitano Beltricco, su invito del Gruppo di San
Damiano Macra. Un lungo applauso ha accolto l’ex
consigliere Giovanni Garbin in rappresentanza della Sezione di Vicenza, che con semplici ma toccanti
parole, ha portato i saluti del presidente Galvanin
e di tutta la Sezione e ha ringraziato per la calorosa accoglienza e per la grande ospitalità dimostrata.Nella giornata di domenica 10 Settembre 2006
dopo aver ricordato tutti i Caduti, di tutte le guerre,
e aver deposto una corona al monumento ai Caduti,
si è formato un lungo corteo di Alpini e simpatizzanti, che ha percorso diversi vie di San Damiano,
soffermandosi particolarmente presso la lapide in
Via A. Beltricco, che ricorda le gesta eroiche del
Capitano. Una calorosa accoglienza è stata riservata al passaggio lungo le vie del paese al nostro
Vessillo sezionale, scortato dai nostri Alpini. È seguita una Messa al campo concelebrata dal Parroco
del paese e da Don Trappo, eroico cappellano della
Cuneense durante la Campagna di Russia, ammirevoli e piene di commozione le sue parole, che
hanno voluto ricordare le gesta eroiche degli Alpini
durante i due conflitti Mondiali, con uno sprono
perché tutto questo non accada mai più. Queste
due giornate che hanno dato inizio per la Sezione
di Cuneo all’avvicinamento all’Adunata Nazionale
del 2007, hanno avuto anche nella stampa locale un
grande risalto, com’è stata fatta risaltare la figura
del Capitano Beltricco, del Pasubio e della Sezione
di Vicenza, che ha aderito a quest’importante iniziativa. Le gesta del Capitano Beltricco, dei suoi
Alpini, e di tutti gli alpini che sono “andati avanti”,
sicuramente finché ci saranno delle persone come
i rappresentanti del Comitato Aldo Beltricco e gli
Alpini di San Damiano Macra, non saranno dimenticate, anzi vivranno nei cuori e nelle menti di tutti
14
quelli che lo riterranno cosa grata e sincera come
solo lo spirito Alpino riesce a mantenere vivo negli
ideali di amore e fraternità.
Giovanni Garbin
Cerimonia a Innsbruck
Una forte delegazione di alpini vicentini ha partecipato quest’anno alla cerimonia annuale che si tiene
nel grande cimitero militare di Amras (Innsbruck).
Oltre a rappresentanze militari di vari paesi europei: Austria, Russia, Germania, Polonia, Repubblica
Ceca, Ungheria, c’era anche il vessillo della nostra Sezione, delle Sezioni di Bassano, Valdagno e
Asiago, nonché rappresentanti dei Gruppi di Thiene,
Schio, Santorso, Valli del Pasubio, che assieme al
Proconsole italiano in Austria Dr. Carlo Quaroni,
hanno deposto una corona al monumento che ricorda
i 618 Caduti italiani della Grande Guerra ed i 20 della
seconda G.M., che riposano nel cimitero austriaco.
Gli onori militari sono stati resi da una rappresentanza in armi dell’esercito austriaco e da Schutzen di
vari distretti. Un rancio militare nella caserma delle
Forze Armate austriache in città ha concluso l’indimenticabile giornata di fratellanza e di ricordo.
Bepi Magrin
Vita della Sezione
Commissione Cultura
Nell’ambito delle iniziative portate avanti dalla
“Commissione cultura” vi sono anche gli incontri
degli alunni delle scuole medie, con alcuni alpini,
coordinati dal bravo Giuseppe Rossi.
Agli scettici, dubbiosi sull’utilità di tali iniziative,
crediamo sia utile considerare un frutto di tali incontri. Si tratta di un “tema” svolto da un alunno
di Arzignano, Nicolò Sterle, in occasione della prova d’esame di licenza media, presso la scuola “A.
Giuriolo” di Arzignano.
Tema: Nel corso di quest’anno scolastico hai sperimentato una serie di percorsi formativi (attivi di
orientamento scolastico e professionale, interventi
di esperti, uscite o viaggi di istruzione, partecipazione a concorsi, manifestazioni sportive, concerti,
laboratori). Scrivi una relazione sull’esperienza che
per te è stata più interessante, delineandone lo svolgimento e spiegando i motivi della sua importanza
nel tuo cammino di crescita.
Svolgimento: Durante il corso di questo importante
ed ultimo anno della scuola media, vi sono state diverse esperienze didattiche, ma una di queste mi ha
colpito ed interessato particolarmente: gli incontri
con gli alpini. Quando venni a sapere che una delegazione di “Penne Nere” di Arzignano ed Alte di
Montecchio Maggiore, sarebbe venuta a narrarci fatti dei due tremendi conflitti mondiali del Novecento,
esultai di gioia, visto che sono sia appassionato alle
vicende dei più grandi scontri bellici di tutti i tempi,
che innamorato dei “soldati delle Alpi”.
Una mattina di fine marzo, ci recammo nell’aula
magna per incontrare i “militari”; fummo accolti
calorosamente da un uomo abbastanza anziano, ma
molto arzillo, Giuseppe Rossi.
Dopo una breve prefazione, il signor Rossi iniziò a
proiettare delle diapositive, invitando me e un’altra
ragazza a leggere delle didascalie. Ascoltai e lessi
le parole, ma restai esterrefatto, scosso e amareggiato dalle immagini che illustrarono le scene più
cruente della Prima Guerra Mondiale.
Oltre alle foto, vedemmo dei manifesti di propaganda
di tutti i paesi coinvolti nella “Grande Guerra”, un
moschetto italiano, un elmetto ed alcune granate.
Commentando con la professoressa Piazza mi dissi
terribilmente rattristato ed inorridito, per aver visto
con i miei occhi le conseguenze orribili della “Guerraquattordici-diciotto”, ma soddisfatto dall’immensa
esperienza, saggezza e pacatezza di Giuseppe Rossi.
In seguito venni a sapere che il servizio svolto per
noi dagli alpini fu gratuito; così io e la signora
Piazza elaborammo una strategia per ricompensare il loro lavoro.
Pochi giorni più tardi mi recai dalla Dirigente, per
chiederle se fosse stato possibile avere uno dei tanti
volumetti intitolati “La parola libertà” contenenti
un testo teatrale dedicato al nostro concittadino e
patriota, Antonio Giuriolo, martire per l’Italia, al
quale è intitolato il nostro istituto.
La professoressa Albiero accettò di buon grado e
io ne fui ben contento. Poi mi occupai di scrivere
un breve discorso di ringraziamento ed encomio per
queste brave persone.
Così, una mattina di maggio, sempre nell’auditorium Ettore Motterle, il proiettore partì in contemporanea al nostro viaggio nella “Guerra trentanove-quarantacinque”.
Lo “storico per passione”, Bepi Rossi cominciò ad
illustrarci le figure degli uomini che segnarono questo periodo bellico, come: Mussolini, Hitler, Stalin.
Churchill e Roosvelt. Le immagini proiettate spaziarono dall’ascesa al potere del Duce e del Fuehrer,
sino alla tremenda Shoah ed allo scontro mondiale
vero e proprio tra gli “Alleati” (USA, Inghilterra,
Francia, Russia) e l’“Asse” (Italia, Germania,
Giappone).
Rimasi particolarmente interessato alla descrizione
della conquista dell’Etiopia da parte dell’Italia fascista, alla quale partecipò mio nonno, proprio negli
alpini, che passarono dalle montagne al deserto.
Un altro argomento al quale sono particolarmente
sensibile fu toccato, quello della “Resistenza”, fatta
da uomini coraggiosi, antifascisti che contribuirono
a portare la democrazia nel nostro Paese.
Rimasi esterrefatto, ancora una volta, dalla morte e
dal dolore che la guerra portò, ma rimasi sconvolto
non poco, da come alcuni uomini, che si montavano
la testa, salirono al potere, abbattendo le leggi di
uno Stato e spadroneggiando sul popolo.
Alla fine della lezione, donai il testo (piccolo, ma
ricco di valore simbolico) agli Alpini che ringraziarono tutti i presenti e lo accolsero con vera
gioia; anche io fui sorpreso di ricevere un libro,
“Centomila gavette di ghiaccio”, scritto da un altro
illustre arzignanese, Giulio Bedeschi.
Infine concludo dicendo che, dopo tutte le spiegazioni, spero vivamente che gli errori del passato non
possano più essere ripetuti, e ringrazio ancora una
volta Giuseppe Rossi e tutti gli alpini, esortandoli a
proseguire nel loro utile volontariato.
I giovani non devono dimenticare!!!
Al bravo Nicolò Sterle i complimenti di “Alpin fa
grado”.
15
Vita delle Zone e dei Gruppi
ZONA ALTA VAL LIONA
GRUPPI DI GRANCONA, POZZOLO,
ZOVENCEDO/S.GOTTARDO
Restaurato il capitello di “Calto”
I Gruppi Alpini della Zona continuano la loro opera
sociale all’interno delle comunità nelle quali vivono.
Per testimoniare ciò, hanno voluto accettare l’invito
delle tre Amministrazioni Comunali a restaurare il
Capitello di “Calto”.
Il Capitello, è stato costruito nel territorio del
Comune di Grancona, nel confine dei tre Comuni,
forse per delimitare il tratto di strada costruito insieme, agli inizi del novecento, tra i Comuni di Villaga,
Grancona e Zovencedo. Il capitello di Calto, costruito in pietra del luogo, caratteristico per la sua pianta
triangolare con gli angoli smussati, è un’edicola a
tre nicchie in direzioni diverse, posto all’ingresso
della contrada di Calto di Zovencedo. Ciascuna delle nicchie ospita un Santo: San Nicola di Bari (verso Zovencedo, protettore della parrocchia), Santa
Lucia (verso Pozzolo, protettrice della parrocchia) e
Sant’Agnese (verso Grancona, della cui parrocchia
tuttavia è protettore San Pietro).
Il progetto di restauro è quindi partito. Il lavoro è
stato realizzato dagli alpini in forma gratuita, mentre
le Ditte hanno richiesto semplicemente il costo del
materiale in segno di generosità verso gli alpini.
Conclusi gli interventi di restauro del Capitello di
Calto, venerdì 8 settembre 2006, con una cerimonia
semplice ma significativa, si è inaugurato il manufatto.
Alla cerimonia erano presenti oltre ai Capi gruppo
della zona Alta Val Liona, il Presidente Sezionale
Giuseppe Galvanin, i Sindaci dei tre Comuni e l’Assessore Provinciale alla Cultura Tonino Assirelli e
la popolazione che ha seguito con entusiasmo ed
attenzione tutta la cerimonia.
Si è iniziato con la S. Messa celebrata da Don Pio
Cavedon. All’omelia ha paragonato gli alpini ad una
linfa positiva per la società, sottolineando che: “…
quando facciamo il bene siamo sulla strada di Dio”.
Quindi sono state “scoperte e benedette” le statue
dei Santi realizzate in pietra del luogo. Sono seguiti
i rituali saluti delle Autorità presenti.
Grande soddisfazione ha espresso il Capo Gruppo di
Grancona Roberto Marconato, il quale ha coordinato
egregiamente i lavori, per essere riusciti ad ultimare
16
l’opera come programmato. Ha ringraziato tutti gli
alpini che hanno prestato la loro pregevole e generosa mano d’opera e tutte le Ditte di Lavorazione e di
Restauro della pietra che hanno collaborato.
I saluti e i ringraziamenti dei Sindaci dei tre Comuni
sono stati rivolti a tutte le persone che hanno prestato la loro lodevole opera di generosità per la realizzazione del manufatto, restituito oggi alla Contrada
di Calto. Un particolare ringraziamento all’Amministrazione Provinciale di Vicenza per il generoso
contributo concesso.
Quindi è intervenuto il Presidente Sezionale
Giuseppe Galvanin con un caloroso saluto a tutti gli
intervenuti alla cerimonia e ha ringraziato gli alpini
per l’impegno che compiono verso le comunità invitantoli a continuare con questa forza tipica.
Ha concluso gli interventi l’Assessore Provinciale
Tonino Assirelli elogiando il collegamento che gli
alpini hanno con gli Enti Locali ed esprimendo ammirazione per la capacità di essere attivi nella vita
cittadina. Ha quindi ringraziato le Amministrazioni
Comunali per aver restaurato un’opera ricca di tradizioni che meritava essere salvaguardata.
Per l’occasione le tre Amministrazioni hanno stampato e consegnato una copia a tutti i convenuti di un
opuscolo con la storia del Capitello di Calto scritto
Vita delle Zone e dei Gruppi
dal prof. Flavio Dalla Libera, originario della stessa
Contrà.
Un particolare ringraziamento per la disponibilità e
la collaborazione al sig. Dino Gobbo, proprietario
del terreno sul quale sorge il manufatto.
Mirco Bisognin
ALTE CECCATO
Natale alla Casa di Riposo
Il 16 Dicembre scorso gli Alpini di Alte Ceccato
hanno presenziato presso la casa di riposo di
Montecchio Maggiore IPAB “La Pieve”, alla Festa
di Natale. In tale occasione, che ha visto coinvolti gli ospiti della struttura, i familiari, il Sindaco e
i rappresentanti delle realtà da sempre vicine alla
Casa di Riposo, il Gruppo Alpini di Alte Ceccato ha
fatto dono delle statue del Presepe.
ANCONETTA
Ricorrenze anno 2007 del Gruppo
4 Marzo 07 festa del Gruppo Anconetta
25 Aprile 07 Commemorazione Caduti alla targa ricordo in collaborazione con i Combattenti e Reduci
e la circoscrizione 4
03 Novembre 07 Commemorazione Caduti presso
il cippo dedicato alla memoria dei “RAGAZZI DEL
99” come sopra
04 Novembre 07 Commemorazione Caduti presso il
monumento e alla targa ricordo degli alpini. Come
sopra
ARCUGNANO
Arriva...”Babbo Natale”!
Nei giorni 16 e 17 dicembre 2006 il Gruppo Alpini
“R. Casarotto” di Arcugnano ha rinnovato un appuntamento divenuto oramai storico. Da 26 anni infatti, le Penne Nere di Arcugnano fanno il “Babbo
Natale” per i bambini della Scuola materna. Nel
teatro di Arcugnano, gremito in ogni ordine di posti,
il Capogruppo Moretto Silvano ha salutato e ringraziato tutti i genitori e nonni presenti. Un ringraziamento speciale soprattutto alle maestre e ai 118
bambini, che hanno allietato la giornata con le loro
“recite” natalizie.
Alla fine è arrivato Babbo Natale carico di doni.
All’esterno, sul piazzale, gli alpini hanno offerto vin
brulé a tutti, augurandosi di poter ripetere l’iniziativa per i prossimi 26 anni.
Il ricavato della manifestazione è stato donato in
beneficenza al nostro concittadino Perpenti Davide,
per l’acquisto di apparecchiature e medicinali destinati all’ospedale diocesano di “Angan” nell’est
dell’Uganda, dove ha prestato servizio volontario
come infermiere professionale.
ARZIGNANO
Tricolore alle scuole
Ha preso il via lo scorso 4 novembre, il nutrito programma di manifestazioni elaborato dal Gruppo “M.
Pagani” di concerto con la Sezione di Vicenza e
l’Amministrazione Comunale di Arzignano per celebrare gli ottant’anni di fondazione del locale Gruppo
e i vent’anni di costituzione della squadra di P.C.
17
Vita delle Zone e dei Gruppi
della Valchiampo. Un programma che culminerà nel
mese di giugno con il raduno delle Sezioni ANA del
Triveneto e, nel mese di settembre, con l’esercitazione triveneta di Protezione Civile dell’ANA.
Presso la sede municipale, alla presenza del Sindaco
prof. Stefano Fracasso e degli Assessori Giacomello
e Peretti e delle più alte cariche sezionali con in testa il nostro Presidente Cav. Giuseppe Galvanin, la
Prof. Alessandra Barbaresi, dirigente del 2° Circolo
delle Scuole Elementari, ha ricevuto dalle mani del
Capogruppo Paolo Marchetti il nuovo “Labaro studentesco” donato in questa particolare occasione
dalle Penne Nere arzignanesi.
Con la cornice festosa di decine di alunni accompagnati dai loro genitori, Paolo Marchetti, ringraziando il Sindaco per l’ospitalità, ha posto l’accento
sul profondo significato di questa cerimonia e della
data scelta per il suo svolgimento.
Il 4 novembre di 88 anni fà il Tricolore era il simbolo del compimento di un importante processo risorgimentale che aveva portato all’unità nazionale.
Oggi come allora il Tricolore è stato protagonista di
un altro momento straordinariamente importante e
non meno carico di significato. Non solo la consegna di un simbolo, quello a noi più caro, ma anche
un ideale passaggio di un testimone particolare. Un
testimone che è la sintesi di quei valori sui quali gli
Alpini da sempre basano l’essenza stessa della loro
Associazione: ideali di solidarietà, di spirito di sacrificio, di senso dell’onore, di amor di Patria.
Ideali di buoni soldati ieri, di bravi cittadini oggi,
valori che ci auguriamo siano, come lo sono stati
per noi, fedeli compagni di viaggio dei nostri piccoli amici, che in quest’occasione abbiamo festeggiato
in un’atmosfera veramente “alpina”.
Paolo Marchetti
18
BRESSANVIDO
Attività del Gruppo
L’anno 2005 si è concluso con la consegna dei riconoscimenti nazionali ANA ai nostri “veci alpini”, reduci di guerra: Mazzocco Giovanni, Turco Alfonso,
Torresan Antonio. Il Sindaco, D.ssa Ampelia Berto,
il Capogruppo e alcuni Consiglieri si sono recati
presso le abitazioni dei reduci, che li hanno accolti
con grande gioia e commozione per questo riconoscimento.
Nel corso del 2006 l’attività del Gruppo si è concretizzata portando avanti le seguenti iniziative: in
febbraio, assieme al gruppo di Poianella, una bellissima serata culturale alpina ha visto la partecipazione di oltre trecento persone, con la presenza del
Presidente Sezionale Bepi Galvanin, del Sindaco,
del “vecio del Feltre” Vito Mantia, il Gruppo di
Malo e tutta la zona Astico-Brenta.
La festa del 25 aprile e del 4 novembre sono sempre
organizzate e gestite dal Gruppo.
Grande successo ha ottenuto la gara di bocce della zona Astico-Brenta. Il Sindaco ha premiato i
Capigruppo nella serata finale.
Un grazie ai consiglieri che da maggio a ottobre
curano la manutenzione della pista di bocce e che,
inoltre, garantiscono l’apertura della sede il venerdì
sera.
Massiccia la presenza all’Adunata di Asiago,
dove era presente anche il Sindaco e all’Adunata
Sezionale di Carmignano di Brenta.
In settembre, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e la Squadra di P.C. ANA Astico
Il Sindaco e gli alpini di Bressanvido e Poianella
Vita delle Zone e dei Gruppi
Brenta, un’altra serata sul tema: “Associazioni di
volontariato – Volontariato di Protezione Civile” ha
visto la partecipazione di tutte le Associazioni presenti sul territorio e di un nutrito numero di cittadini. Un altro impegno tradizionale è l’offerta di vin
brulé e cioccolata la notte di Natale alla comunità
parrocchiale; non ultima inoltre, la beneficenza che
da alcuni anni viene inviata a un nostro compaesano, missionario in Brasile da oltre cinquant’anni.
CERVARESE S. CROCE
Visita del Presidente
Il Presidente Sezionale G. Galvanin ha visitato
recentemente, unitamente al Capozona Silvano
Turato, la sede del nostro Gruppo. È stato un incontro molto gradito che è servito anche per mettere
a fuoco le future iniziative che il Gruppo intende
portare avanti.
CALTRANO
Un sentiero a ricordo dello zio morto in Grecia
Eugenio Sandonà, classe 1946, alpino del genio pionieri della brigata Cadore, ha recuperato ed aperto
alcuni sentieri nel versante che da Caltrano porta al
monte Paù. Si tratta di un tratto di una mulattiera
militare costruita nel primo conflitto mondiale e del
vecchio tracciato che collegava il paese alla contrada Tezze. Il lavoro è stato fatto in ricordo dello zio
di Eugenio, l’alpino Sante Sandonà, classe 1920,
deceduto sul fronte greco-albanese il 25 dicembre
1945. Sante fu il primo caltranese a morire nella
seconda guerra mondiale ed il suo ricordo è ancora vivo nella famiglia. Una semplice lapide, posta
accanto ad un sasso, che era ritrovo di Sante e degli
amici negli anni dell’adolescenza, ne suggella e rinnova il ricordo.
Eugenio Sandonà (Floriano) accanto al cippo dedicato allo zio Sante
COSTABISSARA
Attività del Gruppo
Il Gruppo di Costabissara, che già nel febbraio 2006
con il proprio Coro aveva organizzato una giornata con “crostolata” presso la Casa di Riposo “Villa
Caldogno”, ha ripetuto l’impegno sociale l’11 novembre scorso, portando allegria e serenità agli
anziani ospiti, che si sono spesso uniti alle cante
del Gruppo. La giornata è stata conclusa con una
“marronata” predisposta dagli alpini, molto gradita
e gustata da tutti.
Da ricordare anche il tradizionale “Babbo Natale alpino”, che il Gruppo organizza per i bambini della
19
Vita delle Zone e dei Gruppi
locale Casa Materna, e che quest’anno ha riscosso un
particolare successo presso la Chiesa Parrocchiale
di San Giorgio.
GRANCONA
Il 70° è partito!
Il Gruppo Alpini di Grancona è in fase operativa;
infatti si sta attivando per ospitare nel migliore dei
modi l’Adunata Interzonale Alpina programmata
nei giorni 27-28-29 aprile ’07, ricca di iniziative.
Vogliamo celebrare questa ricorrenza cercando di
non tralasciare nulla. Ora ci stiamo concentrando sull’obiettivo finale e più ambizioso: la realizzazione del Monumento dedicato alle “BRIGATE
ALPINE”.
Gli alpini del Gruppo, animati da forte tenacia, capaci di unire i ricordi del passato a un solidale impegno per il presente ed il futuro, vogliono lasciare,
con questa opera simbolica, un segno dello loro costante presenza nella Comunità Civile.
GRISIGNANO
Per non dimenticare
Nel gennaio 2006 un alpino di ben 72 anni,
Bastianello Tiziano, ha partecipato assieme ad altri
tredici alpini a un pellegrinaggio in Russia ripercorrendo il tragitto dal fiume Don a Nikolajewka.
Con una situazione climatica difficile, il termometro
è sceso anche a –35°/-40° e il terreno era innevato,
in una decina di giorni ha percorso ca. 200 chilometri raccogliendo testimonianze sulle sofferenze
20
dei nostri poveri alpini dagli anziani del posto. È
stata un’esperienza che ha richiesto determinazione
e grinta, non priva di difficoltà, ma affrontata con
decisione per dire una preghiera, per ricordare e
onorare i nostri soldati.
Nel mese di novembre abbiamo fatto un altro pellegrinaggio al monte Ortigara, fino alla Chiesetta. Per
recitare una preghiera agli Eroi caduti.
Piccole cose in confronto al sacrificio dei nostri soldati, ma che servono “per non dimenticare”.
LONIGO
Autunno ricco di impegni e di soddisfazioni
per gli Alpini di Lonigo
Sabato 28 Ottobre 2006. 25 Alpini con il cappello
si sono ritrovati al cimitero di Lonigo per ricordare
Padre Faccin e tutti i defunti del Gruppo qui sepolti.
Poi trasferimento al cimitero di Arzignano per una
cerimonia analoga.
Giovedì 2 Novembre 2006. Appuntamento alla
Scuola Media con i ragazzi di terza per predisporre
la cerimonia del 4 Novembre.
Sabato 4 Novembre 2006. Festa dei genitori all’Asilo parrocchiale con la “marronata” preparata da noi
Alpini.
Domenica 5 Novembre 2006. Solenne cerimonia
dell’anniversario della Vittoria. Santa Messa, sfilata
per le vie cittadine, alzabandiera ed onori ai Caduti
in un tripudio di tricolori e di figure create dai ragazzi delle medie che facevano ala al passaggio del
Gonfalone, dei vessilli e delle Autorità.
Domenica 19 Novembre 2006. “Giornata del
Ricordo”. Al mattino solenne Santa Messa presso la
Cappella degli Alpini a San Daniele, presenti Alpini
e famigliari. Nel pomeriggio “Marronata Alpina” in
sede, aperta a tutti.
Sabato 25 Novembre 2006. Banco Alimentare che
ha visto impegnati durante tutta la giornata più di 30
Alpini, con marronata pomeridiana per i clienti del
supermercato SMA.
Venerdì 8 Dicembre 2006. In occasione dell’inizio
delle festività natalizie gli Alpini hanno gestito due
punti di ristoro con tè caldo, vin brulè e panettoni. Il
tutto con gioia e soddisfazione dei cittadini leoniceni che hanno apprezzato il servizio offerto.
Tutte queste attività confermano ancora una volta la
Vita delle Zone e dei Gruppi
vivacità, la disponibilità e la presenza costante del
nostro Gruppo in tutti gli aspetti della vita sociale
della città.
Serata sulla Campagna di Russia
Commozione ed ammirazione alla serata animata dai giovani Alpini, con la gradita presenza del
Presidente della Sezione, Galvanin Giuseppe, del
Responsabile dei giovani, Capozona Bressan, del
Capogruppo Crivellari e di numerosi alpini. È stato presentato un filmato davvero originale sulla
Campagna di Russia da parte di Cosaro Bruno,
appassionato studioso di storia. Guardandolo si
ha la sensazione di essere con quegli Alpini, quei
tedeschi e anche quei russi, nel gelo implacabile
che caratterizza l’ambiente nel quale si muovono,
combattono, muoiono. È un crescendo di tragicità che fà assumere all’evento dimensioni enormi,
dove vengono richieste ai soldati una capacità di
resistenza e spirito di sacrificio fuori dal comune. Alla fine, un sentimento di profonda commozione e di immensa ammirazione ha riempito il
cuore dei presenti. In questo frangente, toccante
è il commento del Presidente. Quando lo spirito
e il sentimento del dovere ispirano l’uomo questi è capace di resistenze sovrumane. È il trionfo
dello spirito sulla materia. I nostri Alpini morti
in Russia, ha continuato, hanno dato un grosso
contributo ad alimentare quello spirito alpino che
in sintesi è dedizione al dovere, obbedienza alla
Patria, solidarietà, amore.
MALO
I venerdì culturali
Nel Gruppo di Malo, ove oltre che ad essere in tanti
(oltre 800 iscritti) e pronti a rimboccarsi le maniche per andar giù di pala e piccone ogni qualvolta
qualcuno chiede un aiuto, c’è anche chi sta incrementando una vivace attività di carattere culturale
e formativo.
Dall’ottobre scorso si assiste ad un vero e proprio
salto di qualità, ben fecondato anche dalla mente
vulcanica di un inossidabile Vito Mantia, “il professore” del Gruppo. L’iniziativa più suggestiva,
sta nell’istituzione di incontri mensili, aperti a tutta
la cittadinanza ed ai sempre graditi ospiti degli al-
tri Gruppi, ove nel corso di una serata, solitamente
appunto di venerdì, vengono affrontati dai relatori
di turno, temi di carattere storico e contemporaneo,
piuttosto che esibizioni canore o incontri con personaggi, in diverso modo legati al mondo alpino ed
alla tradizione popolare.
Ad Ottobre, presso l’auditorium della Casa degli Alpini, un maladense doc, il Tenente Giovanni
Agosti, in forza al 2° rgt Genio Alpini Guastatori,
ha tenuto una ampia e documentata relazione sul
tema: “Alpini in Afganistan”. Il Tenente Agosti, con
l’ausilio anche di proiezioni, ha ben illustrato la sua
esperienza diretta e quella dei nostri militari operanti
in ambito Nato, tra la popolazione afgana, coinvolta
suo malgrado, in faide ed interessi di cui risulta difficile definirne i contorni e pronosticarne una fine.
A Novembre invece, grande serata al cine teatro Aurora di Malo; ospite il gruppo canoro: “Il
Canzoniere del Progno”, che si è esibito davanti
ad un folto ed attento pubblico, in un coinvolgente
spaccato di vita, che con canti, musiche ed immagini, ha raccontato le gioie e le fatiche dei nostri padri
e nonni, tra le due guerre.
Già completo ormai anche il programma per il prossimo anno, con temi e contenuti, per i quali sarà data
per tempo, adeguata informazione.
L. Girardi
Malo fà cultura
Nel corso dell’appena concluso 2006, gli alpini
maladensi hanno affrontato con molto impegno un
programma di iniziative che li sta proiettando verso
un salto di qualità che andrà ad integrare quel già
acquisito primato di quantità (oltre ottocento iscritti), di cui giustamente vanno fieri.
Figura di riferimento e di ispirazione di tanto fervore creativo è il mitico ultraottantenne Prof. Vito
Mantia, già combattente e reduce nell’ultimo conflitto mondiale e fertile penna sia di cappello che di
taschino.
Vale la pena citare quelli che sono stati i momenti
più significativi negli ultimi mesi e che hanno visto
imporsi all’attenzione del pubblico, i famosi “venerdì culturali”, che larga partecipazione di pubblico e
tanti consensi hanno riscosso nella presentazione di
spettacoli quali: “Siori de soca, de rassa pitocca” e
“Natali di guerra”. Momenti nei quali è stata oltre21
Vita delle Zone e dei Gruppi
modo gradita la presenza del Presidente Giuseppe
Galvanin con vari componenti del Direttivo sezionale nonché alpini di vari altri Gruppi ed autorità
civili e religiose.
Di un significativo rilancio ha goduto anche la biblioteca, che con la presentazione del catalogo dei
volumi e la motivazione degli stessi, promette concrete prospettive di sensibilizzazione ed interesse
per la lettura e l’arricchimento culturale dei singoli.
Altra realtà ormai alla ribalta è la nuova “Corale
Alpina Maladense”, fortemente voluta e realizzata
con grande determinazione da tutto il Gruppo e che
ha avuto il suo seppur timido debutto, in occasione
della serata del 22 Dicembre scorso, presso la Sala
Consigliare del Comune di Malo.
La “Sezione cultura” del Gruppo non si adagia comunque sugli allori e già per i prossimi mesi ha in
cantiere programmi ed iniziative di sicuro coinvolgimento, non solo per gli alpini ma anche per tutta
la cittadinanza e quanti altri, sempre graditissimi
ospiti, vorranno onorare con la loro presenza, l’impegno di questi volonterosi, nel promuovere una
immagine dell’alpinità, al passo ed in sintonia con
l’evoluzione dei tempi e dei mutati panorami che ci
circondano.
Luigi Girardi
MONTEGALDA
Incontro con i bambini di Chernobil
Grazie al Capogruppo Riondato che, con tutto il
suo Gruppo di Bastia di Rovolon, da anni collabora con l’associazione “PER UN SORRISO”.
22
Anche noi del Gruppo di Montegalda abbiamo potuto visitare la casa di accoglienza internazionale
San Domenico Savio di Rovolon, accolti con estrema gioia dalla responsabile della struttura assieme
alle collaboratrici.
Dal 1999 in questa struttura l’associazione ospita,
da aprile a settembre, gruppi di bambini con gravi
problemi di salute o che vivono in condizioni disagiate e provenienti dalle zone povere del mondo.
In occasione della nostra visita del settembre scorso, vi erano ospitati circa venti bambini bielorussi
vittime innocenti della contaminazione nucleare di
Chernobyl; assieme a loro vi era un’insegnante bielorussa e l’interprete.
Nel periodo che trascorrono in Italia i bambini possono migliorare la loro condizione fisica e psicologica, oltre ad ottenere le necessarie cure mediche.
Questo consente loro di ritornare al proprio paese
rinvigoriti nel fisico e nello spirito, così da poter affrontare la dura realtà della loro vita quotidiana.
È evidente che anche quest’associazione ha necessità di aiuto economico per proseguire nell’opera
intrapresa, in particolare per il costo dei biglietti
aerei.
Nonostante la vicinanza geografica a Montegalda,
solo recentemente e quasi per caso siamo venuti a
conoscenza di questa pregevole iniziativa che anche
il nostro Gruppo ha ritenuto meritoria di aiuto.
Proprio per evitare che attività di questa portata rimangano sconosciute, riteniamo utile informare tutti i Gruppi della sezione di Vicenza dell’esistenza di
questa realtà.
(www.perunsorriso.com - tel/fax 049 5226022)
Vita delle Zone e dei Gruppi
ORGIANO
Sul Rifugio più alto d’Europa
Monte Rosa Capanna Regina Margherita
4554s.l.m. 26 e 27 Agosto 2006
Sulle nude rocce, sui perenni
ghiacciai…; Finalmente siamo riusciti a portare il nostro
Gagliardetto là, in alto, dove
l’unico rumore è il ticchettio
sul giubbotto provocato dalla
neve ghiacciata sospinta dal
La cordata a due; Bollin
vento frenetico. Arrivati dopo
Fabio e Martello Sandra
4 ore di cammino ci ritroviamo con il respiro molto pesante e le gambe affaticate. Qui prima di togliermi i ramponi ho deciso
di leggere la preghiera dell’alpino e magicamente il
vento si è fermato come se anch’esso volesse rendere omaggio ai nostri Caduti. Il sole splendente
e il letto di nuvole che ricopriva le pianure ci ha
dato un’atmosfera magica e grandissima soddisfazione. Ci ha fatto sentire lì…. un po’ più vicino ai
nostri cari. Io faccio parte dei giovani alpini “almeno cosi siamo stati inquadrati” e mi sembra giusto
con questo piccolo articolo dimostrare che siamo
presenti e lo saremo sempre di più. Ringraziando
l’attuale presidente Nazionale per la fiducia e l’investimento di tempo a noi dedicato, volevo anche
ricordare che quest’anno si è votato il nuovo direttivo del Gruppo Alpini di Orgiano di cui faccio
parte in qualità di Segretario: Bracesco Domenico
(Consigliere), Bollin Fabio (Segretario), Buso
Giovanni (Consigliere), Cappellotto Alessandro
(Consigliere), Corazza Leonzio (Consigliere),
Gottardi Angelo (Capogruppo), Scaggion Roberto
(Consigliere), Turella Luigi (Tesoriere).
Tanti auguri.
SARCEDO
Due giorni con gli amici alpini di Biella
Il tutto ebbe inizio quando partecipammo all’adunata di Cagliari in Sardegna.
Lì incontrammo gli alpini di Biella e, si sa, quando
si incotrano gli alpini, anche se di diverse provincie
e anche se hanno fatto la naja in differenti Brigate,
l’amicizia si stringe subito e, proprio da lì è iniziata
questa bella amicizia che ci ha portato nel 2004 a
essere ospiti nelle sede della sezione di Biella per la
festa del 132° compleanno degli alpini.
Presenti il Prefetto di Biella, il Presidente Nazionale
Corrado Perona e tutto il Consiglio sezionale con il
Presidente Edoardo Gaja in testa.
Dopo la cerimonia siamo stati ospiti a cena in
Sezione ed è stata una gran festa.
Il sabato e la domenica successivi abbiamo partecipato a Casale Monferrato al 7° raduno del 1°
raggruppamento, Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e Francia e sono state emozioni forti, soprattutto la domenica mattina quando tanti vicentini,
trapiantati lì per lavoro, vedendo il vessillo della
Sezione di Vicenza, sono venuti con le lacrime
agli occhi a salutarci, commossi nel vedere alpini
della loro terra natale che ricordano con nostalgia
ed orgoglio.
La sfilata finale è stata anch’essa molto avvincente,
(con noi ha sfilato anche il Gen.le Maurizio Gorza),
con 25.000 persone, stimate, lungo le transenne.
Ma torniamo ai due giorni di Biella.
Il 16 ottobre mi giunge una telefonata dall’amico
Ermanno che ci invita per il 28-29 ottobre all’inaugurazione della nuova Sede sezionale. Contatto il
mio Capo Zona Giuseppe Arbori, perché chieda al
Presidente cav. Giuseppe Galvanin il permesso di
portare il Vessillo sezionale a Biella. Detto fatto, il
Vessillo è concesso.
Organizzato il tutto, sabato mattina siamo partiti.
Quando siamo arrivati nella nuova sede, Ermanno
e gli altri amici erano lì che ci aspettavano. Dopo
i calorosi saluti ci hanno fatto visitare la nuova
sede sezionale, molto bella e spaziosa, alle 16.30
ci hanno accompagnato ai giardini Zumaglini,
dove abbiamo salutato il Presidente Nazionale
Perona, i Consiglieri nazionali Brunello e Botter e
il Presidente sezionale Gaja.
Qui si è svolta la cerimonia con la deposizione della
corona di alloro al monumento dei Caduti ed è iniziata la sfilata che ha attraversato tutto il centro di
Biella, in mezzo a due ali di folla plaudente. Siamo
stati ricevuti nella sala consiliare per il saluto del
Sindaco, dott.Vittorino Barazzotto, anche lui alpino, poi avanti fino al teatro Villani, dove c’è stata
la rappresentazione teatrale “Il Cappello Alpino...
racconta”.
Domenica 29 ore 9.30, nonostante ai sabato sera
23
Vita delle Zone e dei Gruppi
avessimo fatto un po’ tardi, (si fà per dire) io e il
Capo Zona e i due miei alpini abbiamo partecipato
alla cerimonia nel piazzale della nuova sede: alzabandiera, discorso dell’autorità, S.Messa al campo,
benedizione e inaugurazione della nuova sede da
parte del Presidente nazionale Corrado Perona e
gentile signora Anna.
E’arrivato poi il momento di salutarci, dopo due
giorni vissuti in allegria, con la promessa di rivederci a Cuneo.
Aldo Brunello
VICENZA – “G. REOLON”
Il Gruppo “G. Reolon” di S. Pio X nel periodo
autunnale ed in prossimità delle feste natalizie ha
promosso alcune iniziative atte a consolidare la presenza del volontariato alpino nella realtà sociale del
quartiere.
La gestione delle “marronate” effettuate nel mese di
novembre 2006 presso i supermercati di via Giuriato
e Cà Balbi e l’offerta di vin brulé e cioccolata calda del 23 dicembre, hanno permesso la raccolta di
offerte spontanee in considerevole misura, da destinare, tramite la San Vincenzo parrocchiale, a favore
di situazioni di particolare disagio economico e sociale del quartiere.
L’8 dicembre 2006, in occasione del Concerto di
Natale organizzato dalla Circoscrizione presso la
Chiesa di S. Pio X, il Gruppo si è fatto carico del
ristoro degli intervenuti, riscuotendo un eccellente
gradimento.
Nella mattinata del 17 dicembre, in collaborazione
con il gruppo scouts della parrocchia, una decina di
soci hanno visitato un buon numero di anziani del
quartiere, gran parte soli, malati, non autosufficienti, portando loro l’augurio di un Natale un po’ più
sereno e il dono, simbolico ma gradito, di una “stella di Natale”.
Il 20 gennaio 2007, il Gruppo ha organizzato una
“cena di solidarietà” in onore degli ospiti della comunità terapeutica “La villetta” di via Volpato: un
gesto significativo per offrire un paio d’ore diverse
a persone ritenute abbastanza “scomode” nel nostro
contesto sociale.
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Alpin fa grado ora anche in DVD
Ora è possibile consultare, e conservare, più
agevolmente “Alpin fa grado”.
È stata infatti completata la raccolta dei numeri da giugno 1953 a tutto il 2006, più tre
numeri usciti in prova nei mesi di settembre,
ottobre e novembre dell’anno 1948.
I numeri sono contenuti in un DVD in vendita presso la Sezione al prezzo di € 15,00.
I numeri di quest’anno saranno reperibili
sul portale www.anavicenza.it in formato
PDF, le cui pagine possono essere visionate
e stampate.
Gli interessati alla raccolta, singolo associato o Gruppi ANA, possono farne richiesta al seguente indirizzo: Associazione
Nazionale Alpini – Sezione di Vicenza, V.le
B. D’Alviano, 6 – 36100 Vicenza.
Serata di cori
Il Gruppo Alpini Zovencedo – San Gottardo
vi invita alla 3° rassegna di cori alpini sabato
17/03/2007 alle ore 20,30, presso la chiesa
parrocchiale di San Gottardo (comune di
Zovencedo)
Cori partecipanti:
CORO BRIGATA CADORE - in congedo
CORO BRIGATA ALPINA OROBICA - in
congedo
CORO VAL LIONA
L’ingresso è libero
Rinnovo direttivi
Rinnovo direttivi in carica
per il triennio 2007/2009
ALTAVILLA VICENTINA
Capogruppo: Ruggera Aldo
Consiglieri: Barbato Silvano, Camera Giovanni, Carlotto Claudio,
Casarotto Pietro, Centofante Dino, Creazzo Stefano, Galvanin Luciano,
Groppo Francesco, Nicoletti Benedetto, Pellizzaro Francesco, Pertile
Angelo, Tessarolo Angelo (segretario), Todesco Mario.
BOLZANO VICENTINO
Capogruppo: Paccagnella Albano
Consiglieri: Biasia Orlando, Brusaporco Ottorino, Brusaporco Pietro,
Gasparotto Lino, Menin Bruno, Orfano Livio, Pelizzer Bruno, Rizzotto
Giovanni, Rocchetto Emilio, Rossi Romano, Strazzabosco Nereo,
Zaccaria Giovanni, Zulian Tarcisio (segretario).
BRENDOLA
Capogruppo: Giancarlo Lovato,
Consiglieri: Giuseppe Bisognin, Sergio Bisognin, Stefano Bisognin,
Gerolamo Corato, Alberto De Boni, Claudio Fizzotti, Vittorino Gaio,
Federico
Murzio.
CRESPADORO
Capogruppo: Tibaldo Vittorio
Consiglieri: Bauce Nicola, Cocco Adamo, Dalla Pozza Marco, Ferrari
Fernando, Ferrari Giuseppe, Graizzaro Massimo, Grandi Germano, Roncari
Renzo (segretario), Selmo Antonio, Sitara Sereno, Zanconato Vincenzo.
GRANCONA
Capo Gruppo: Roberto Marconato
Consiglio Direttivo: Baldovin Claudio, Bellin Bruno, Bisognin Mirco,
Casalin Gianfranco, Covolo Primo, Ferron Giuseppe, Marconato
Giorgio, Marconato Pietro, Panzarotto Sergio, Soldà Remigio,
Sommaggio Miguel, Tancredi Gianfranco, Ularetti Gianfranco.
Rappresentanti Amici degli Alpini: Baldovin Manuel, Luna Bruno,
Marconato Michele.
ISOLA VICENTINA
Capogruppo: Zanella Giuseppe
Consiglieri: Abalotti Antonio. Calta Ugo, Campana Antonio, Cocco
Domenico, Cortiana Carlo, Cortiana Paolo, Cumerlato Paolo,
Galvanetto Bruno, Galvanetto Emiliano (segretario), Gugole Gabriele.
Pendin Luigi, Revelin Gianluigi, Rizzi Bruno, Ronzani Giovanni.
MARANO VICENTINO
Capogruppo: De Muri Adalberto
Consiglieri: Arcaro Bruno, Basso Giuseppe, Berlato Giacomo, Canova
Mirko, Dal Bianco Giampietro, Eberle Francesco, Valenza Giancarlo,
Viero Giacomo, Zambon Giuseppe (segretario), Zambon Ivano.
MONTEVIALE
Capogruppo: Baruffato Domenico
Consiglieri: Bertoldo Gino, Caoduro Umberto, Carraro Valentino,
Ceccato Severino (segretario), Cegalin Nicola, Corato Ottavio, Corato
Silvano, Florio Antonio, Guglielmi Giuliano, Leonardi Giovanni,
Lorenzato Mirto, Menti Sergio, Toldo Augusto, Zacchini Giuseppe,
Zemin Flaviano, Zorzin Attilio.
MONTORSO VICENTINO
Capogruppo: Tibaldo Federico
Consiglieri: Baldisserotto Michele, Biasin Giuseppe, Brea Marcello,
Brunello Michele, Castagna Isidoro, Cenci Giuseppe, Cocco Marcello,
Dario Angelo, Ferrari Davide, Lovato Faustino, Negretto Mirco,
Nicolato Renzo, Ongaro Adriano, Penzo Nicola, Sottoriva Nereo
(segretario), Tadiotto Tranquillo, Tibaldi Pierattilio, Visentin Fabio,
Zaffari Giuseppe, Zorzi Orazio,
MOSSANO
Capogruppo: Martini Antonio
Consiglieri: Albertin Giuseppe, Capraro Ivano, Ceruffi Flavio (segretario), Fabris Germano, Masiero Fiorenzo, Miazzo Gino, Mucchietto
Gianfranco, Pegoraro Danilo, Pierantoni Luciano, Poppi Ruggero,
Quartarolo Maurizio, Trevisan Enzo, Zavatta Danilo.
NOGAROLE
Capogruppo: Bruttomesso Bruno
Consiglieri: Chiarello Maurizio, Corato Renato, Nardi Diego (segretario), Roviaro Giuseppe, Verda Eugenio, Zarantonello Giuseppe,
Zarantonello Paolo.
ORGIANO
Capogruppo: Gottardi Angelo
Consiglieri: Bollin Fabio (segretario), Bracesco Domenico, Buso
Giovanni, Cappellotto Alessandro, Corazza Leonzio, Scaggion Roberto,
Turella Luigi.
POVOLARO
Capogruppo: Corrà Giovanni
Consiglieri: Azzi Attilio, Barausse Eugenio, Borgo Giovanni, Clavello
Vladimiro, Dalla Pria Antonio (segretario), De Stefani Paolo, Fraccaro
Ennio, Longhin Luciano; Peruzzi Luigi, Seganfreddo Francesco, Santin
Virginio, Veller Bortolo, Veller Diego.
POZZOLO
Capo Gruppo: Attilio Sommo Cerato
Consiglio Direttivo: Bellin Antonio, Carminato Eugenio, Cattin Franco,
De Grandi Silvio, Sella Gianfranco, Scalzotto Fernando.
Rappresentante Amici degli Alpini: Bellin Andrea.
SAN GERMANO DEI BERICI
Capo Gruppo: Mauro Castagna
Consiglio Direttivo: Bertesina Germano, Ceolato Gabriele, Menoncin
Giorgio, Trevisan Andrea, Trevisan Emilio, Trevisan Siro.
SAN GIOVANNI IN MONTE
Capo Gruppo: Adriano Santiago
Consiglio Direttivo: Bonato Almerino, Campesato Paolo, Dalla Rosa
Fabio, Fortunato Luigino, Mattiello Alberto, Molon Sandro, Pontarin
Marenziano, Rapo Damiano.
Rappresentante Amici degli Alpini: Rossato Celestino.
VICENZA – BORGO CASALE “R. e G. TOSATO”
Capogruppo: Pavan Roberto
Consiglieri: Bertoldo Luciano, Brendolin Pietro Bodinetti Antonio,
Boesso Bruno, Carli Giuseppe, Carta Lorenzo, Dalla Valle Renato, De
Maria Francesco, Franceschi Flavio, Manfrin Danillo, Marchesini Clodio
(segretario), Nani Renzo, Penazzato Giuseppe, Peruzzi Luciano, Piva
Amedeo, Silvestri Lino, Valeri Paolo, Zanon Umberto, Zonta Virginio.
VICENZA – “GIURIOLO”
Capogruppo: Basso Renato
Consiglieri: Addeo Alessandro, Buggiarin Maurizio, Chilese Daniele,
Dalla Pozza Massimo, Dalle Ave Dino Fortunato, Fincato Mariano,
Pevere Igor, Scarso Andrea.
VICENZA – “G. REOLON”
Capogruppo: Testolin Giuseppe
Consiglieri: Costa Piergiorgio, Duso Eligio, Giaretta Giancarlo, Lobba
Carlo Alberto, Mion Antonio, Ongaro Gianluigi, Rossato Roberto,
Scantamburlo Franco.
VILLA DEL FERRO
Capo Gruppo: Marco Dalla Vecchia
Consiglio Direttivo: Borinato Andrea, Ceretta Tarcisio, Matteazzi
Fabio, Mattiolo Graziano, Ongaro Graziano, Tagliaferro Corrado,
Zulian Luigi.
ZERMEGHEDO
Capogruppo: Casella Michele
Consiglieri: Castegnaro Renzo, Culpo Claudio, Facin Giuseppe, Marangoni
Tullio, Nardi Danilo, Zanetti Enrico, Zerbato Ivano (segretario).
ZOVENCEDO/SAN GOTTARDO
Capo Gruppo: Mirko Casarotto
Consiglio Direttivo: Calgarotto Ottavio, Casarotto Amelio, Da Soghe
Ivan, Franceschini Guerrino, Franceschini Paolo, Maran Adolino,
Maran Renzo, Mattiello Mario, Mazzucco Flavio, Zazzeron Giuseppe,
Zazzeron Ivan.
Rappresentante Amici degli Alpini: Maran Renzo.
25
La pagina dello sport
Memorial Gino Rosin
Circa 150 atleti si sono ritrovati
in una bella giornata di sole nello splendido scenario del lago di
Fimon per disputare il 3° memorial Gino Rosin. Gara voluta e organizzata da Olfeo Dal Lago con
il G.S.A. e la famiglia Rosin, per
ricordare l’atleta, l’alpino, ma
soprattutto l’amico Gino.
Si tratta di una gara di corsa a
staffetta composta da 3 atleti che
devono fare, a testa, un giro del
lago di km 4,100.
Il piu veloce è risultato Barcarolo
Michele che ha impiegato
12’39”;
seguito dall’atleta del G.S.A.
Grasselli Denis 12’54” e Vivian Enrico 12’55”;
mentre in campo femminile dominava Michela
Zorzanello in 14’06” davanti a Boniolo Anna
15’07”
Da segnalare l’ottimo 3° posto della staffetta femminile del G.S.A. , composta da Pertegato Giuliana,
Campese Anna, Danese M. Antonietta.
Manifestazione che si segnala per l’alto numero di
atlete donne partecipanti: ben 27 presenze, e atleti
venuti da fuori provincia.
Sono intervenuti alla manifestazione il presidente sezionale Galvanin cav. Giuseppe, il Sindaco di
Arcugnano Zolla cav. Vittorio, l’assessore allo sport
Bedin Gian Emilio.
Ottima l’affluenza di pubblico, lungo il percorso,
che incitava gli atleti al loro passaggio.
Le staffette vincitrici di categoria:
Cat. A fino a 110 anni (somma dell’età)
1° Barcarolo Michele-Zordan Andrea-Rosin Martino
- 39’16”
Cat. B Da 111 A 150 Anni
1° Centofante Giorgio - Vivian Enrico - Bidese
Giovanni 39’35”
Cat. C Oltre 151 Anni
1° Masiero Orazio - Bevilacqua Dario - Berti Luigi
43’11”
Cat. femminile
1° Zozanello Michela - Boniolo Anna - Antoniazzi
Cristina 44’30”
26
Centofante in luce a Taglio di Po
Giorgio Centofante
A difendere i colori del G.S.A. al Campionato regionale di corsa campestre Taglio di Po (Rovigo)
ci ha pensato Giorgio Centofante. Anche se non
giovanissimo (classe 59) ha messo in riga molti
giovani in una gara dove bisognava dare tutto, ma
da buon Alpino stringeva i denti ed agguantava un
ottimo 4° posto assoluto e primo della categoria
master M 45.
Complimenti Giorgio e grazie per l’impegno e l’attaccamento che hai per i colori del G.S.A.
La pagina dello sport
CORRIDA DI SANTO STEFANO
Una decina di atleti sono andati a difendere i colori del G.S.A. a Cusignana Bassa di Giavera del
Montello (TV)in una gara nazionale di corsa su strada, con atleti di assoluto valore internazionale. I nostri portavano a casa due ottime vittorie di categoria
con Giovanni Bidese nella Master M40 e Giorgio
Centofante nella MM45 ed altri ottimi piazzamenti
con i restanti atleti confermando il G.S.A. come una
delle società più forti del Veneto.
PREMIAZIONE TROFEO
SCALATORE D’ORO
Si è svolta il giorno 28 ottobre 2006 nel palasport
di Grisignano di Zocco, nell’intervallo della rassegna cori, la premiazione del trofeo “Lo scalatore
d’oro”.
Si tratta di cinque gare di corsa in montagna organizzate dai Gruppi Alpini locali in collaborazione
con la Sezione tramite il G.S.A.
Le gare sono: Santorso-Monte Summano, StaroCampogrosso, Trofeo ANA S. Pietro Mussolino,
trofeo Monte Civillina a San Quirico di Valdagno,
Trofeo Periz a Posina, che hanno visto la partecipa-
zione di oltre 450 atleti.
Sono intervenuti alla cerimonia il Presidente sezionale Galvanin cav. Giuseppe, il Generale Domenico
Inecco e il Sindaco di Grisignano.
I vari vincitori delle categorie sono:
Categoria Assoluta:
1° Spanevello Lucio ANA San Quirico scalatore
d’ORO.
2° Bertoldo Stefano G.S.A. Vicenza
3° Perin Pietro ANA San Quirico
cat. Dai 40 ai 50 anni: 1° Mosele Luigino
2° Danzo Luciano G.S.A. Vicenza
3° Busellato Graziano ANA S. Quirico
cat. Oltre 50 anni:
1° Savio Ennio G.S.A. Vicenza
2° Valente Raffaello G.S.A. Vicenza
3° Fabris Dino D.L.F. Vicenza
categoria femminile:
1° Pertegato Giuliana G.S.A. Vicenza
2° Bassan Rosanna G.S.A. Vicenza
Ottima l’accoglienza che il folto pubblico presente
ha riservato agli atleti, i quali sono stati entusiasti
dell’esperienza e con la volontà di ripeterla anche
per le prossime edizioni.
Dal Lago Olfeo
27
Protezione civile
Parilamo di noi
Comincia con questo numero di Alpin fa Grado una
maggiore attenzione alla rubrica sulla Protezione
Civile sezionale. Da alpini bonaccioni quali siamo
abbiamo spesso trascurato l’immagine della nostra organizzazione di P.C., vero fiore all’occhiello dell’attività sezionale, invidiata spesso da tante
altre Sezioni, lodata dalle Istituzioni per il livello
di efficienza, indispensabile per l’importante ruolo che localmente riveste, ma, ahimè, forse poco
conosciuta dai nostri ventimila soci, figuriamoci
dall’altra gente.
Per questo c’è bisogno di una cura di visibilità, la
necessità di fare marketing, usando un termine commerciale, proprio perché è giusto che la gente sappia
quello che fanno gli Alpini e la loro organizzazione
di P.C., per non essere talvolta offuscati dall’attività
(a volte è proprio poca cosa) delle tante organizzazioni di P.C. che localmente stanno nascendo come
i funghi.
Ecco quindi la necessità di rimboccarci le maniche
anche sotto l’aspetto mediatico con varie iniziative
che vedranno presto la luce e perché no, servendoci
anche del nostro giornale.
L’attività delle nostre squadre è veramente intensa:
spesso i fine settimana sono impegnati per interventi locali in virtù delle convenzioni sottoscritte con i
Comuni, che hanno individuato nella nostra organizzazione la soluzione ai loro obblighi in materia
di P.C.; c’è poi tutta l’attività della Sezione.
Verrebbe da pensare che i volontari non sono mai
fermi e questo spesso è realtà, perché fra i piccoli
spazi di tempo libero bisogna trovare posto anche
per la formazione individuale; questa è importantissima perché strettamente collegata all’efficienza
delle squadre e dell’organizzazione tutta.
In pratica cerchiamo di scostarci dall’immagine
del volontario con in mano il solo badile (a volte e
soprattutto nelle calamità ci viene richiesto anche
quello) e puntiamo su un volontario qualificato.
La Sezione punta molto sulla qualifica individuale e
promuove corsi di vario tipo; altri vengono proposti
da altri organi istituzionali.
È così che 10 volontari della squadra Val Chiampo
hanno partecipato ad un corso base antincendio
boschivo organizzato dai servizi forestali regionali di Vicenza; il corso è stato articolato in due
giornate dello scorso mese di novembre, per un
totale di 16 ore di istruzione. La formazione è stata specifica sulle tematiche legate agli incendi boschivi, sull’utilizzo delle attrezzature e dei dispositivi di protezione individuale, sull’applicazione
delle tecniche di spegnimento e sulle problematiche legate all’organizzazione delle operazioni di
intervento.
Alla fine del corso tutti i volontari, che devono fra
l’altro godere di particolare stato di salute, sono
risultati idonei all’intervento sul fronte del fuoco.
Complimenti…
Nella Sezione esistono due squadre antincendio, la
Val Chiampo e la Val Liona.
Altri venticinque volontari, in rappresentanza delle varie squadre, stanno seguendo un corso per la
formazione di responsabili di sanità. È
un corso che si articola in alcuni incontri di mezza giornata e prevede lezioni
teoriche ed interventi pratici; la sede è
Montecchio Precalcino, presso la nuova struttura a disposizione della squadra sanitaria, sempre super impegnata.
Infine altri volontari stanno partecipando ad un corso tenuto dalla squadra trasmissioni finalizzato all’apprendimento
di un corretto linguaggio e della padronanza nell’uso della radio.
Un bravo a tutti giunga dalle righe del
nostro giornale.
Toni Moro
28
Protezione civile
La squadra di
Caldogno
Pubblichiamo volentieri
un articolo sulla squadra
di Caldogno, l’ultima nata
nella nostra organizzazione di P.C., che con grande
entusiasmo ed impegno si
sta mettendo alla pari con
le altre squadre. La foto
la ritrae nel giorno della
presentazione
ufficiale,
alla presenza delle massime Autorità comunali
e associative. Benvenuta
Caldogno.
Anche il Gruppo Alpini
di Caldogno, su interessamento del suo capo Ottavio Menara, aveva da tempo gettato le basi per la costituzione di una squadra
di P. C., che potesse rappresentare l’espressione dello spirito di civile solidarietà del gruppo stesso e la
sua organizzazione per la prevenzione e l’assistenza
alla popolazione in qualsiasi momento e per qualsiasi evento.
La squadra, anche se ancora limitata all’ambito territoriale di competenza del Gruppo Alpini
di Caldogno, è tendenzialmente aperta ad una sua
espansione verso altre realtà che dovessero sorgere
nella zona.
La nascita della P.C. ANA di Caldogno è datata 7
febbraio 2005, quando, alla presenza del vice coordinatore sezionale Toni Moro, è stata tenuta presso la
locale sede degli Alpini la prima riunione per muovere i primi passi nella P.C. ANA, ma la presentazione ufficiale è avvenuta il 4 giugno 2006 alla presenza del Presidente sezionale Giuseppe Galvanin,
del Gen. Maurizio Gorza, coordinatore nazionale
della P.C. ANA, del capo zona Rino Filippi. A dar
lustro all’evento la partecipazione del neo Sindaco
del Comune di Caldogno Marcello Vezzaro e dell’assessore responsabile della P.C. dell’unione dei
comuni di Caldogno, Costabissara e Isola Vicentina
Sig. Luigi Pozzato.
Dopo la S. Messa officiata nella Parrocchiale di
Caldogno dall’Arciprete don Gigi Maistrello, la benedizione della squadra, con la splendida cornice
creata dalla presenza delle altre squadre intervenute
per l’occasione; poi la cerimonia si è spostata presso
le “ barchesse “ di villa Caldogno per le foto di rito,
i discorsi delle autorità, il rinfresco.
La presentazione della squadra di P.C. ANA
Caldogno è avvenuta in concomitanza con una serie
di altre importanti manifestazioni cittadine che le ha
permesso di farsi conoscere dal numeroso pubblico
presente.
La squadra è composta da una ventina di volontari, ha un proprio gruppo logistico ed ha individuato
il proprio capo squadra nella persona di Radames
Saccozza; dispone già di un soccorritore e due infermieri di cui uno diplomato.
Nonostante la tenera età e la carenza di mezzi, la
squadra ha già partecipato in forza a tutte le esercitazioni sezionali e ad altre organizzate localmente,
quali il presupposto di una esondazione, la messa
in sicurezza di un ponte, la ricerca di un disperso
feritosi ed il suo recupero.
La squadra è molto attenta alla formazione individuale e partecipa numerosa ai vari corsi organizzati
dalla Sezione e dalla Provincia, nonché ai propri.
La carenza di mezzi e importanti dotazioni di squadra, che del resto è tipica delle giovani formazioni di
P.C. ANA, non diminuiscono l’entusiasmo e lo spirito altruistico, ma la squadra confida di risolvere presto anche queste esigenze organizzative grazie anche
al supporto economico delle Amministrazioni locali.
29
Alpini che si fanno onore
Il socio Turato Giampietro è stato premiato con la
“Croce d’oro” della Fidass per il raggiungimento delle 100 donazioni di sangue. Al bravo donatore i complimenti vivissimi dal Gruppo e dalla
Redazione.
TORRI – LERINO
Il Gruppo porge le congratulazioni al socio alpino Zaccaria Antonio,già Dottore in Farmacia,
che in data 26/10/2006 ha conseguito la Laurea in
“Scienze religiose” discutendo col Prof. Roberto
Tommasi della Facoltà Teologica del Triveneto la
tesi: “La scienza tra ragione e fede: chiarificazioni utili per impostare la questione dei rapporti tra
scienza e fede”. Congratulazioni anche da parte della Redazione.
CREAZZO
Il Gruppo Alpini è orgoglioso di presentare alla
nostra grande Famiglia
Alpina il Tenente Alpino
FOCHESATO Alessandro,
classe 1980, figlio del
compianto Capo Gruppo
A.N.A.di Creazzo Signor
FOCHESATO Francesco,
classe 1952.
“Buon sangue non mente”.
Con determinazione il nostro Alessandro, in onore del
papà, fortemente Alpino, ha
frequentato il 181° Corso
dell’Accademia Militare di Modena e la Scuola di
Applicazione Militare di Torino conseguendo brillantemente, nel luglio scorso, la Laurea in “Scienze
Strategiche”.
Ora è stato assegnato e presta servizio al 5°
Reggimento Alpini di Vipiteno (Bolzano).
Il Gruppo Alpini di Creazzo si congratula con il neo
Tenente per la Sua tenacia, volontà e bravura; con
la mamma per la Sua dedizione agli Alpini, con la
sorella per il Suo incitamento e con i nonni pieni di
gioia nel vedere il nipote “Ufficiale degli Alpini”.
Con gli auguri più sinceri, il Gruppo Alpini di
Creazzo invia, al nostro Tenente degli Alpini
Alessandro Fochesato un arrivederci a presto, magari a Vipiteno.
30
SOVIZZO
Le Penne Nere Sovizzesi
hanno festeggiato i 50 di sacerdozio di Padre Gino Dalla
Vecchia, co-fondatore del
Gruppo ANA di Sovizzo, attuale Superiore del Centro
culturale “Stella Mattutina”.
Lo vediamo nella foto ritratto
accanto al fratello Giovanni.
BELLE FAMIGLIE
Ecco una bella famiglia del Gruppo di Rozzampia:
Marsetti Bortolo cl. ’43 Btg. “Val Cismon” ritratto
con i figli Mirko cl. ’75, 7° Alpini C.C. e Stefano cl.
’81 Btg. “Feltre” e lo zio Binotto Antonio, alpino a
Tai di Cadore.
INCONTRI
Non si incontravano dalla metà degli anni ’50 e si
sono incontrati all’Adunata di Asiago, da sinistra:
Fiorello Savegnago di Carrè, Cristian Rigoni di
Asiago, Mario Carretta di Carré e il Gen. Roberto
Stella di Asiago.
Notizie familiari
Cinquantesimo di matrimonio ed ultra
Ci congratuliamo con tutti i nostri soci che recentemente hanno festeggiato importanti traguardi
della loro vita. A tutti i più cordiali e calorosi auguri di… buon proseguimento.
L’Alpino Zambello cav. Angelo
del Gruppo di Alonte, ex combattente e pluridecorato, per il
60° di matrimonio con la gentile consorte Romilda Battistello.
L’Alpino Lancioni Ottorino del
Gruppo di San Rocco di Tretto,
ex combattente, per il 60° anniversario di matrimonio con la
gentile signora Erinna Veronese.
L’Alpino Iselle Gianfranco,
del Gruppo di Creazzo, per i
50 anni di matrimonio con la
consorte Vilma Calearo.
L’Alpino Luigi Pendin del
Gruppo di Isola Vicentina per
il 50° di nozze con la gentile
Elide Sbalchiero.
L’Alpino Fochesato Guido del
Gruppo di Malo in occasione
del 50° di matrimonio con la
gentile consorte Maria Dosi
L’Alpino Remigio Laghetto
del Gruppo di Rozzampia per
le nozze d’oro festeggiate con
la consorte Rosina Battistello.
L’Alpino Claire Ruaro del
Gruppo di Marano Vicentino
in occasione del 50° di
Matrimonio con la gentile signora Rosina Meneghini.
Nozze
d’argento
L’Alpino Antonio Ferrian del
Gruppo di Villa del Ferro per
le nozze d’oro con la gentile
Agnese Mainente.
***
L’Alpino Angelo Franchetto del
Gruppo di Villa del Ferro per il
50° anniversario di matrimonio con la signora Giuseppina
Peota.
Dal Gruppo di Torreselle le
felicitazioni degli Alpini per
il socio Gianni Cestonaro
e gentile consorte Marisa
Tamiozzo; e per Gianfranco
Sottoriva e gentile consorte
Lucia Zanrosso.
31
Notizie familiari
Nati
ASIGLIANO VENETO
Tommaso di Samanta e Gianluca Farina
BARBARANO VICENTINO
Francesco di Marijsa e Federico Dresseno
Leila di Martina e Andrera Pretto
Alessandro di Antonella e Domenico Pozza
BRESSANVIDO
Aurora di Resi e Vittorio De Bortoli
CALVENE
Michael di Monica e Stefano Binotto
CAMPIGLIA DEI BERICI
Roberto di Barbara e Fabrizio Vencato
CHIAMPO
Matteo di Gabriella e Adelino Pieropan
Beatrice di Valentina e Mirco Danda
Stefano di Roberta e Giorgio Marchetto
Fabio di Betty e Roberto Marcassan
COSTOZZA
Massimo di Raffaella e Marco Scalzotto
CREAZZO
Miriam di Silvia e Matteo Stefani
FARA VICENTINA
Alex di Paola e Andrea Sperotto
LUGO
Ithan di Ester e Giuseppe Manzardo
MARANO VICENTINO
Giulia di Federica e Ennio Rigon
MONTECCHIO MAGGIORE
Alessia di Federica e Marco Zanni
Emmanuele di Pamela e Marco Cozza
32
MONTE DI MALO
Martina di Annalisa e Giancarlo Cogo
Gabriele di Silvia e Valentino Stefani
POSINA
Sofia di Nadia e Vittorio Giroli
Daniele di Elisa e Denis Lighezzolo
QUINTO VICENTINO
Riccardo di Stefania e Devis Carraro
Isabella di Carla e Paolo Maran
SAN LAZZARO “O. SALVIATI”
Enrico di Valentina e Michele Milano
SAN GIOVANNI IN MONTE
Matteo di Rosita e Giancarlo Zampogna
Giulia di Barbara e Celestino Rossato
SETTECA’
Valentina di Cristina e Nicola Dani
TONEZZA DEL CIMONE
Manuel di Laura e Massimo Recher
TORREBELVICINO
Davide di Alessandra e Roberto Dalla Vecchia
TORRI-LERINO
Giovanni di Antonella e Cesare Scacco
Caterina di Elena e Sergio Timpretti
VILLAGANZERLA
Samuele di Mirka e Luca Viadarin
Giovanni Paolo di Caroline e Francesco Zanotto
ZERMEGHEDO
Sandro di Barbara e Giuseppe Facin
Calendario manifestazioni 2007
6 gennaio
VICENZA
Santa Messa dell’Epifania
in suffragio degli Alpini andati avanti
3 giugno (pomeriggio)
GAMBELLARA
60° Anniversario Fondazione Gruppo
28 gennaio
MOSSANO
Commemorazione Sezionale di Nikolajewka
8/9 giugno
POIANELLA
Adunata di Zona e inaugurazione
monumento ai caduti
11 marzo
VICENZA
Assemblea annuale dei delegati
9/10 giugno
BORGO CASALE -VICENZA50° Anniversario Fondazione Gruppo
3 marzo
MONTE CORNO
Campionati Sezionali di Sci-Fondo
16/17 giugno
ARZIGNANO
Raduno Triveneto
4 marzo
MONTE VERENA
Campionati Sezionali di Sci
Slalom Gigante
23-24 giugno
CALDOGNO
50° anniversario fondazione Gruppo
15 aprile
MONTEGALDA
Festa del Gruppo
2 settembre
MONTE PASUBIO
Pellegrinaggio Sezionale
22 aprile
VILLAGGIO DEL SOLE –VICENZA
40° anniversario fondazione Gruppo
10 settembre
MAROLA
50° Anniversario Fondazione Gruppo
28/29/30 aprile/1maggio
GRANCONA
70° anniversario fondazione Gruppo
Adunata Interzonale
15/16 settembre
VILLAVERLA
Adunata Sezionale
12/13 maggio
CUNEO
80^ Adunata Nazionale
21/22/23 settembre
MELEDO
30° anniversario fondazione Gruppo
20 maggio
SAN BORTOLO –VICENZA
40° anniversario fondazione Gruppo
28/29/30 settembre
ARZIGNANO
Esercitazione Triveneta di Protezione Civile
26 maggio
ARZIGNANO
Rassegna Sezionale Cori A.N.A.
6/7 ottobre
MONTECCHIO PRECALCINO
60° Anniversario Fondazione Gruppo
1/2 giugno
SAN PIETRO IN GU (PD)
15° anniversario fondazione Gruppo
28 ottobre
MONTECCHIO MAGGIORE
Raduno Reduci Btg. Vicenza
e Btg. Val Leogra
3 giugno (mattino)
NANTO
Inaugurazione BAITA ALPINA
2 dicembre
Riunione dei Capigruppo
33
Lutti
Il vessillo sezionale è listato a lutto per la recente scomparsa di numerosi amici alpini.
Alla loro memoria vada il nostro pensiero riconoscente per la dedizione associativa
dimostrata. Ai congiunti dei soci scomparsi giungano, nel momento del dolore, le più
sentite condoglianze ed i sensi della solidarietà fraterna delle “penne nere” vicentine.
34
CHIAMPO
ALMISANO
BARBARANO VICENTINO
Alp. Silvio Crivellaro
cl. 1926 – Btg. Bassano
Alp. Angelo Dalla Rosa
cl. 1941 – Brig. Cadore
ALMISANO
BOLZANO VICENTINO
Alp. Pietro Dal Grande
cl. 1941 – Btg. Belluno
Alp. Gasparotto dr. Francesco
Classe 1934
ARZIGNANO
BOLZANO VICENTINO
Alp. Primo Gasparoni
cl.1932 – 8° Regg.
Art. Efrem Spiller
Gruppo Agordo
Capitano Andrea Corbetti
Div. Julia – Reduce di
Russia
Alp. Vittorio Calesella
cl. 1931 –6° Alpini
ASIGLIANO VENETO
CAGNANO
CARRE’
ISOLA VICENTINA
Art. Giuliano Zampieri
cl.1947 – Gruppo Lanzo
Alp. Dario Fortuna
Classe 1943
Art. Anastasio Pesavento
cl. 1943 – 6°Artimontagna
Alp. Ettorino Rizzi
classe 1924
CALVENE
C.G. Dario Brazzale
7° Alpini
C.M. Antonio Bevilacqua
Btg. Vicenza – Croce di Guerra
Fronte Greco Albanese
CAMPEDELLO
COSTABISSARA
Art. Cipriano Marchetto
6° Artimontagna
Alp. Lino De Corinti
cl.1933 – 6° Alpini
CAMPEDELLO
ENNA SANTACATERINA
Lutti
MONTECCHIO MAGGIORE
SCHIO
TONEZZA DEL CIMONE
ZERMEGHEDO
Alp. Luigi Trevisan (Moro)
cl. 1926 – Btg. Bolzano
Alp. Eddie Nicoli
cl. 1931 – 5° Regg.
Alp. Luigi Dalla Via
7° Alpini – Btg. Belluno
Alp. Giovanni Stenco
cl. 1930 – Btg. Bolzano
MONTEVIALE
SCHIO
TORRI-LERINO
ZERMEGHEDO
Alp. Dante Limongi
Genio Pionieri
Alp. Ilario Pertegato
cl. 1939 – Brig. Cadore
Alp. Guorgio Slaviero
cl. 1943 – 7° Alpini
Alp. Eliseo Castaman
cl. 1924 – 9° Alpini
PIOVENE ROCCHETTE
SCHIO
VELO D’ASTICO
VILLAVERLA
Alp. Silvano Dal Santo
cl. 1939 – Btg. Belluno
Magg. Appio Claudio Grossato
cl. 1916 – già dell’Istituto
Geografico Militare di Firenze
Alp. Giovanni Crivellaro
cl. 1941 – 7° Regg.
Art. Silvano Ronzani
cl. 1946 – 6° Montagna
SCHIO
VELO D’ASTICO
VILLAVERLA
POVOLARO
C.M. Antonio Borgo
Classe 1941
Art. Mario Boniver
cl. 1924 – Gruppo “Belluno”
Art. Anselmo Dal Prà
cl. 1934 – 6° Artimontagna
Alp. Giuseppe Varo
cl. 1927 – Btg. Tolmezzo
SAN GIOVANNI IN MONTE
SOVIZZO
VELO D’ASTICO
QUINTO VICENTINO
Alp. Pietro Dal Lago
classe 1917
Alp. Emilio Maran
cl. 1921 – Div. Julia
Art. Giuseppe Lanaro
cl. 1932 – Gruppo Lanzo
Alp. Giuseppe Migliorini
35
Scarica

Vita delle Zone e dei Gruppi