IN CASO DI MANCATO RECAPITO RINVIARE ALL’UFFICIO DI VICENZA FERROVIA, PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE, CHE SI IMPEGNA A CORRISPONDERE L’IMPORTO DOVUTO. ANNO 2007 - NUMERO 1 - MARZO - Poste Italiane S.p.A. - Spediz in Abb. Post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) - Art. 1 comma 2, DCB Vicenza Per la prima volta, nel corso della tradizionale S.Messa dell’Epifania, il nostro Vessillo è stato portato da una “alpina”. L’onore è toccato infatti al Cap.Magg. Reato Erika, in servizio al Comando della Bgt. “Julia” nonché socia del Gruppo di Fara Vicentina La “feritoia” del torrione C’è un evidente stato di malessere nella nostra società. Non si riesce a capirne la causa. Forse il raggiunto benessere economico oscura quel principio, da sempre da noi adottato, in base al quale il sacrificio è sempre necessario per essere soddisfatti di ciò che si è fatto. Il sacrificio pesa; quando si può si cerca di evitarlo. Dal lato fisico è un principio naturale. La persona può ragionare così. I pubblici apparati assolutamente no! Dormire sugli allori, sui traguardi raggiunti, non è cosa dei nostri giorni. Lo sforzo degli altre nazioni, in particolare di quelle emergenti, in poco tempo potrebbe annullare il vantaggio da noi accumulato in tutti i settori dell’economia e, in particolare, nel settore privato. Le nuove generazioni delle categorie economiche, dopo un periodo di stasi, hanno, però, capito che raggiungere un obiettivo non vuol dire essere arrivati ma è il gradino per salire e raggiungere altri traguardi. Il dinamismo è elemento indispensabile come è indispensabile l’accordo fra le varie componenti aziendali per arrivare al risultato finale. Hanno fatto “gioco di squadra” e l’economia mostra segni di ripresa. Così dovrebbe essere anche nel settore pubblico. E’ il settore che richiede maggior comprensione anche perché i fruitori sono i cittadini. E’, invece, il punto dolente dell’attuale momento. Non è che i servizi pubblici non funzionino. Anzi, sono organizzati e là dove c’è necessità interviene anche il terzo settore: il volontariato nel quale, anche noi diamo un forte ed indispensabile contributo e non solo con la Protezione civile sezionale. Sempre più latitante è, invece, un lavoro d’insieme a livello politico. Anche se non vi è rallentamento nei processi di formazione legislativa vi è una dilatazione dei tempi nella soluzione di problemi generali che investono la vita del Paese. 2 Manca quell’accordo sempre necessario quando si vuol operare per il bene della collettività. Inevitabili le ripercussioni anche negli enti locali: Regioni, Provincie e Comuni. Proprio la mancanza di accordo può creare il clima di malessere nella società, intesa come popolo. Il cittadino, comunque, sta a guardare! E necessario, quindi, ritrovare quello spirito altruistico che sicuramente anima la persona quando si vuol dedicare alla politica e che, dopo il raggiungimento dell’obiettivo dell’elezione, qualche volta potrebbe sembrare affievolito. Proprio quello spirito dovrebbe essere la spinta per la ricerca di accordi per la soluzione di tutti i problemi che investono gli enti pubblici e i loro organi. Nella maggior parte dei casi, quando si tratta di aumentare le indennità si trova facilmente l’accordo. Perché non si potrebbe altrettanto trovarlo nella soluzione degli altri problemi? Rinviare, tergiversare sulla decisione di quei problemi, non è il miglior modo per arrivare alla loro soluzione. Anche lo scontro verbale, qualche volta, può essere necessario per chiarire e difendere la propria posizione. Non può, però diventare la regola perché oltre che rallentare il processo di approvazione di una legge nazionale o regionale o di una delibera di altro ente locale, crea inevitabilmente altre forme verbali e i tempi si allungano. Così operando, poi, i problemi non si risolvono; anzi si possono anche complicare. Alla classe politica che ci rappresenta a tutti i livelli, anche a livello periferico, sommessamente ci permettiamo di dire: “zaino a terra”: riflettere e ripartire col passo giusto.” Il Paese ha bisogno di ponderatezza ed equilibrio ma anche e soprattutto di progredire sulla via della concordia e della stabilità. Giuseppe Ottavio Zanon “Tasi e tira” SOMMARIO • • • • • • • • • • • • • • La “feritoia” del torrione Lettere in redazione… riceviamo e pubblichiamo Novità in libreria La pagina della nostra storia Associazione Veci del Cadore Vita della Sezione Vita delle Zone e dei Gruppi Rinnovo direttivi La pagina dello sport Protezione civile Alpini che si fanno onore Notizie familiari Calendario manifestazioni Lutti Anno 2007 - n. 1 - Marzo Spediz. in abbonamento postale Aut. Tr. Vicenza 26-4-53 n. 67 Gratis ai soci Abbonamento annuo Euro 13 Tiratura 21.000 copie Direzione redazione: Torrione degli Alpini 36100 Vicenza - Viale B. D’Alviano, 6 Tel. 0444.926988 - Fax 0444.927353 Web Site: www.anavicenza.it E-mail: [email protected] C.C.P. 13008362 Direttore responsabile: Dino Biesuz Comitato redazione: Presidente: Galvanin Giuseppe Responsabile: Impalmi Franco Componenti: Adrogna Silvio Beltramello Luigi Brazzale Marco Dal Lago Olfeo Gollin Giampietro Pieropan Alberto Zanon G. Ottavio Impaginazione e stampa: Tipografia RUMOR s.r.l. 36100 Vicenza - Italy Via dell’Economia, 127 Tel. 0444.961566 - Fax 0444.963311 Pag. 2 4 5 6 10 11 16 25 26 28 30 31 33 34 Per entrare a far parte dell’Associazione Nazionale Alpini, che conta tra le sue fila oltre 350.000 soci, è necessario compilare una domanda scritta. Tale richiesta può essere fatta da tutti i cittadini italiani (uomini e donne) che hanno prestato servizio militare nelle Truppe Alpine per almeno due mesi. Si iscrivono coloro che hanno mantenuto nel tempo, spesso incrementato anche dopo la “naja”, quell’essere “alpini” imparato nel prestare servizio sotto l’esercito; quell’orgoglio e quella fierezza di aver fatto parte di un Corpo speciale, dove abbiamo imparato ad aiutarci tra commilitoni, specialmente nelle difficoltà che la vita militare spesso comporta, dove abbiamo cementato sentimenti di amicizia tra persone che non si erano mai viste e conosciute, dove abbiamo cercato di appianare le controversie per rendere facile la convivenza con gli altri anche se ciò comportava qualche piccola rinuncia o sacrificio. Noi soci dell’A.N.A. siamo quindi “alpini”, perché una volta alpino si è alpini per sempre, che fanno parte di un’Associazione d’arma organizzata in Sezioni e Gruppi dove è stato mantenuto lo “spirito di corpo” che ci aveva contraddistinto nella vita militare e lo abbiamo trasferito nella vita civile. All’interno dei nostri Gruppi non ci sono più le distinzioni per gradi o titoli, siamo tutti alpini. Tutti gli organi direttivi della nostra organizzazione sono il risultato di libere elezioni dove tutti i soci possono essere eletti, il tutto nella massima democrazia e trasparenza. Pur tuttavia, a differenza di quegli “alpini”, qualche milione di persone, che non sono soci, rimaniamo in qualche modo dei soldati, abituati ad obbedire ai “superiori” (che ci siamo liberamente scelti), e ad eseguire gli ordini che ci vengono impartiti, senza mugugni e soprattutto senza “remare contro”. Auspico quindi che nei Gruppi e negli altri organi preposti ci sia l’impegno per cercare la pacifica convivenza e non l’ossessiva ricerca della sterile polemica, magari per antipatie o invidie personali. Quando una cosa è stata democraticamente decisa è compito di tutti adoperarsi affinché gli obiettivi prefissati siano raggiunti. Niente vieta che alla fine, se le cose non vanno bene, qualcuno ne debba rendere conto; l’importante è che la nostra Associazione rimanga compatta, dobbiamo dare l’immagine di essere solidi e affidabili, non solo nell’apparenza ma soprattutto nella sostanza. Nella nostra realtà vicentina siamo saldamente radicati nel territorio, nei nostri paesi non abbiamo nulla da dimostrare, non c’è Sindaco o Parroco che non faccia affidamento sul nostro lavoro a favore della comunità, cerchiamo di non deluderli, non tanto per loro, ma per quanti hanno bisogno del nostro aiuto. Bando quindi alle chiacchiere e alle polemiche, l’ordine è di rimboccarsi le maniche e, fedeli al nostro motto, “tasi e tira”. Giuseppe Galvanin 3 Lettere in redazione… riceviamo e pubblichiamo Caro Direttore, ho letto su Alpin fa grado del mese di dicembre, l’articolo relativo alla celebrazione dell’anniversario di fondazione del Gruppo Alpini “D. Garribba” di Laghetto, avvenuta domenica 5 novembre e ho rilevato una inesattezza che desidero chiarire. È vero che il Parroco non vuole che si tenga il cappello in testa, alfieri compresi, durante la cerimonia religiosa, non è giusto dire che non ha permesso, alla fine di leggere la “Preghiera dell’Alpino”. Tale scelta è stata fatta all’ultimo momento dal sottoscritto in quanto ho ritenuto che leggere la Preghiera senza il cappello al suo posto,cioè in testa, fosse un nonsenso, e quindi ho deciso di leggerla davanti al Cippo ai Caduti, dopo la deposizione della corona. Ho voluto precisare quanto sopra non per giustificare l’operato del Parroco, ma per correttezza nei Suoi confronti. Grazie per l’ospitalità e cordiali saluti. Adriano Aschieri - Capogruppo Pubblichiamo volentieri la precisazione del Capogruppo, segnalando peraltro che la notizia, così come è stata riportata, ci era stata passata da un Consigliere Sezionale. *** Caro Direttore, Dopo aver assistito sabato 13 u.s. alla prima penosa puntata di “FRATELLI DI TEST” – Rai 1– dalla quale l’unico ad uscire furbescamente avvantaggiato è stato Zucchero, grazie allo zelo del conduttore, esprimiamo il nostro profondo disappunto sull’impostazione di un programma nato con grandi ambizioni ma assolutamente vuoto di contenuti e, come d’uso, sprecone di mezzi e comparse, con la pretesa di misurare il grado di “italianità”, con una serie di quiz ed espedienti semplicemente idioti. In particolare, agli Alpini invitati, non è stato dato il promesso modesto spazio per una pur breve e sintetica presentazione. Negativamente significativa – per la presunta crisi dell’Ana in seguito all’abolizione della leva obbligatoria – la presentazione finale di due giovani Alpini siciliani, ai quali va comunque la nostra solidarietà e simpatia. I nostri valori e la nostra storia meritano qualche cosa di più di una presenza volutamente passiva e muta. 4 Se questo vuol essere il criterio per scoprire il grado di italianità di chi segue lo spettacolo, dobbiamo mestamente concludere che il valore educativo della nostra TV ha raggiunto un abisso preoccupante. Vito Mantia - Gigi Girardi - Ufficio Cultura GRUPPO ALPINI MALO (Vicenza) *** Questa volta ci ha scritto...un mulo. Proprio così! Sotto le spoglie di “Baldo” quadrupede in forza all’artiglieria da montagna, si cela un reduce della “Julia”, 3° Rgt. artiglieria da montagna, Rigon Lorenzo, cl. 1914 di Valli del Pasubio, che del quadrupede che gli fu fedele compagno, ci invia questo delicato ricordo: “Mi chiamo Baldo, mulo della naja. Vita noiosa di caserma comandato da varie Penne Nere. Una mattina mi caricano un basto, mi stringono cinghie, sopra la bocca da fuoco del vecchio 75; talvolta l’affusto, due ruote, ecc. Su per mulattiere e sentieri scoscesi, e tu, penna nera, ti fai trainare dalla mia coda; qualvolta poggio il ginocchio a terra, allora mi sento dire ‘fuarce’ alza; arrivati alla meta non una carezza, solo la musetta con un po’ di biada. 1942: un giorno caricati su un vagone: muli otto, persone quaranta, si parte sempre più lontano dalla Patria. Poi a terra, sotto altro basto a trainare quel vecchio 75; nel fango fino ai garretti e appena faccio un brontolio mi sento dire: tira e tasi. Io non parlo, vedo e sento solo. Mi guardo attorno: dove sono le mie montagne della Carnia e del Cadore? Cade la neve, il gelo si fa intenso: 20-30 sotto zero. Penna nera lo vedo imbottito di lana, sotto il cappello il passamontagna, io invece nudo come mi ha fatto l’asina di mia madre. Ti chiedo perdono. Stanotte grande movimento: cosa sarà? Il temporale? No, questi sono cannoni, le katiusce, la “voce di Stalin” 9 – 24 razzi, lo zip-zip dei parabellum russi. Comincia la vera guerra. Solfa di questi giorni... Un rombo vicino... Vedo penna nera piegarsi, cadermi vicino, intravvedo la neve cambiare colore (tingersi di rosso) e anch’io, trafitto, mi adagio vicino alla mia penna nera, ora saremo sempre insieme. Siamo andati avanti”. Rigon Lorenzo e “Baldo” Novità in libreria Alpini in cartolina Pubblicato dalla Regione Veneto in occasione anche dell’Adunata Nazionale di Asiago, “Alpini in cartolina” è uno splendido volume dove, attraverso le immagini delle varie tipologie di cartoline, militari, commemorative, di reparto e molte altre, viene ripercorsa la storia delle penne nere, dei reparti, delle vicende e di varie curiosità attinenti le Truppe Alpine. Un volume da non perdere, e che è disponibile in Sezione al prezzo di € 21,00. “Chei da la bala rossa” Il diario fedele degli avvenimenti che hanno visto protagonista il glorioso Btg. Pieve di Cadore nella 2^ Guerra Mondiale è finalmente tradotto in un volume grazie all’encomiabile iniziativa dell’Associazione Veci del Cadore. Oggetto della rielaborazione letteraria di G.L. Rinaldi sono le pagine scritte a piú mani da quegli uomini che le vicende le hanno vissute in prima persona. I fatti narrati nei diari di guerra vanno dal richiamo alle armi del ’39 sino all’armistizio ed al conseguente inevitabile scioglimento del reparto avvenuto il 13 settembre ’43 e sono suddivisi in quattro sezioni: Fronte Occidentale, Albania, Montenegro e Provenza. L’introduzione generale riassume la storia del battaglione dalla sua fondazione (1882) sino all’ultimo definitivo scioglimento del 10 gennaio 1997 ed ognuna delle quattro parti è preceduta da un’attenta e lucida analisi del contesto esistente sia sotto il profilo geo-politico che militare. Ogni capitolo è impreziosito da pregevoli schizzi topografici e fotografie dell’epoca che facilitano la comprensione degli eventi descritti. La pregevole veste grafica completa degnamente un’opera che farà la felicita degli appassionati cultori di storia e che non potrà mancare nelle librerie dei veci che hanno fieramente portato la “bala rossa” del Cadore. Gian Luigi Rinaldi – Chei da la bala rossa – Tiziano Editore – pag. 273 – € 15,00 Il volume è acquistabile contattando via e-mail l’Associazione Veci del Cadore ([email protected]) oppure il Segretario ten.col. Giorgio Zandomeneghi allo 0435-71087. Alberto Pieropan Alpinia “Alpinia” che il vecio Vito Mantia ci propone, scandisce in modo essenziale e genuino le tappe più importanti della storia degli alpini. La storia degli alpini è presentata come un filo continuo, che parte dalla nascita del Corpo, attraversa le sanguinose guerre che hanno coinvolto la nostra Patria e continua, senza vederne la fine, nell’opera di solidarietà che le penne nere, organizzate nell’Associazione Nazionale Alpini, svolgono in Italia e all’estero. Il volumetto va letto tutto d’un fiato per poi tornare a riscoprire, riga per riga, il significato che sta nascosto in frasi semplici, ma ricche di emozioni. “Alpinia” è disponibile presso la Sede ANA di Vicenza. 5 La pagina della nostra storia 28 marzo 1942: l’affondamento del “Galilea” Sono passati 65 anni da quel tragico avvenimento, che costò la vita a un migliaio di alpini, la maggior parte inquadrati nel Btg. “Gemona”; ma anche a distanza di tanti anni è doveroso un ricordo di questa tragedia. Gli alpini non devono dimenticare; e i giovani devono conoscere anche le pagine tristi e dolorose della nostra storia, anche se da oltre mezzo secolo il nostro Paese vive in pace. Il piroscafo Galilea ultima tomba delle Penne nere di ritorno in Patria dalla Grecia La “Galilea” era nata nel 1918 come nave passeggeri, per essere successivamente riattata e trasformata in “nave ospedale”. Con questa nuova classificazione fu impiegata per il trasporto in Italia dei reduci del Btg. “Gemona” della famosa Divisione alpina “Julia” e di altri reparti impiegati nella campagna greco-albanese, di cui molti feriti o ammalati. In quella tragica circostanza, gli uomini imbarcati sul piroscafo “Galilea” furono 1275. Un numero sicuramente superiore alla capacità ricettiva della nave, ma si era in guerra e in quella situazione, come spesso succede, le situazioni reali si impongono; del resto il tratto di mare da percorrere era abbastanza breve, con probabilità quindi di poter condurre una navigazione tranquilla. Ma tutto congiurò a trasformare in tragedia quello che si prospettava un regolare viaggio di rientro. La “Galilea” lasciò il porto di Corinto la sera del 27 marzo insieme con le navi “Viminale” e “Crispi”, alle quali si aggiunsero poi altri tre piroscafi, a formare un convoglio che lasciò il porto di Patrasso verso le 12 del 28 marzo. Già il tempo si era messo male, con pioggia fitta e banchi di nebbia. Capo Ducati venne doppiato verso le 18, alla testa del convoglio navigava la “Viminale” con a sinistra la “Galilea” a circa mezzo 6 miglio di distanza. Non ci si aspettava la presenza, in quelle acque, di un sommergibile inglese in perlustrazione. L’attacco fu inaspettato, e quindi ancora più dirompente, ed avvenne alla mezzanotte del 28, con un siluro che produsse un vasto squarcio sotto il ponte di comando, per cui la nave cominciò subito a sbandare, imbarcando acqua e inclinandosi paurosamente sul fianco sinistro. Mentre il resto del convoglio si disperdeva per evitare possibili ulteriori attacchi, la “Galilea” nel buio della notte, con pessime condizioni meteorologiche, carenza di strumenti di salvataggio, dopo quattro ore di agonia, affondò alle 03.50 del 29 marzo, con il suo carico di feriti e barellati. Si salvarono soltanto 284 superstiti, che furono raccolti in mare, verso mattina, da unità navali italiane partite dalla base di Prevesa. E così quegli alpini che avevano sopportato indescrivibili difficoltà e patimenti per il freddo, per gli attacchi nemici, la fame e il fango e che, anche se feriti o mutilati stavano tornando finalmente a casa, in Patria, in famiglia, venivano traditi da un destino beffardo e crudele, a due passi dall’approdo sicuro: da non credere, se la dura realtà non lo confermasse. Non dimentichiamo questi alpini, eroi alla stessa stregua di quelli caduti in combattimento. A loro, Onore, Gloria e perenne ricordo. Silvio Adrogna Quei 6600 caduti – dimenticati – della divisione “Vicenza” – Campagna di Russia 1942-43 Un’altra verità della Storia è venuta alla luce, dopo oltre sessant’anni di lungo silenzio e di penoso oblio. Venerdì 26 maggio u. s. a Milano, nei pressi del Sacrario dei Caduti di tutte le guerre, si è svolta l’inaugurazione del Monumento agli Eroi della “Vicenza”, voluto e offerto dall’unico sostenitore membro di quella Unità di retrovia “negletta dai Comandi” che si schiantò eroicamente – assieme alla Julia e alla Cuneense – contro l’invalicabile baluardo russo di Valuki. Quell’unico “sostenitore”, come si è autodefinito, è La pagina della nostra storia stato il capo centro collegamento Lillo Mangano il quale, nel suo testamento, ha voluto lasciare cento milioni delle vecchie lire per l’erezione del monumento a quella povera Divisione, sprezzantemente chiamata “Brambilla”, perché male armata e assolutamente impreparata alle prove del fronte. Tra i Caduti, il Generale comandante, i Colonnelli e quasi tutti gli ufficiali e graduati. Molti i vicentini. Ricordiamone brevemente i fatti più salienti. Nel novembre del 1942 fu sbalzata da Kupiansk, nella cui zona svolgeva normale attività di presidio, a Kurey per occupare le posizioni lasciate dalla Julia sul Don. Da lì ebbe inizio il suo penosissimo calvario che la portò fino alla tragica ritirata e alla sua totale disfatta. Le testimonianze del Mangano, che ebbe con pochissimi altri la ventura di unirsi ad alcuni superstiti della Tridentina, risentono di tutta l’umana amarezza di un miracolato che vide cadere i commilitoni in preda alla disperazione per non aver potuto contrastare in maniera adeguata – a causa della mancanza di armi idonee e di mezzi di minima sussistenza – la potenza dell’armata rossa. Il Notiziario dell’UNIRR, Unione Nazionale Italiani Reduci di Russia, di giugno u.s., nel dare ampio spazio alla cerimonia di Milano sopra ricordata, narra con commosse parole la triste sorte di una Divisione particolarmente sfortunata, improvvisamente e improvvidamente legata al destino delle truppe Alpine, mettendone in rilievo il comportamento eroico oltre ogni limite umano. Non erano Alpini, ma soldati di Fanteria (due reggimenti) e di altre provenienze, destinati a compiti di retrovia, armati ed equipaggiati molto peggio di tutti gli altri – e questa realtà la dice lunga! – non addestrati al combattimento. Le altre truppe dell’ARMIR la sbeffeggiavano e l’appellativo ‘Brambilla’ affibbiatole ne descriveva le condizioni… Ma arriva il momento nel quale il Comando superiore la ritiene utile, di più, indispensabile per arginare una situazione di grave emergenza. Senza alcun indugio, viene ‘promossa’ e aggregata al Corpo d’Armata Alpino col pronto impiego in prima linea. Non è stato tenuto conto del suo assolutamente insufficiente armamento: solo vecchi fucili, né dell’equipaggiamento del tutto inadatto contro la morsa del gelo! La sua sorte è segnata in partenza. Soltanto qualche miracolato si salverà. Ho voluto dedicare queste righe ai Caduti di una Divisione che porta il nome della nostra città e provincia, della quale ben pochi hanno conservato il ricordo anche perché troppo poco finora è stato scritto, forse per non alzare il velo pietoso sui fatti più strazianti dell’ultima guerra mondiale e non mettere in evidenza le macroscopiche lacune dei nostri Comandi superiori. Si deve quindi riconoscere che questa tristissima storia riguarda un importante nucleo di nostri soldati che hanno vissuto i momenti più tragici con i nostri Alpini, combattendo al loro fianco, sopportando situazioni inenarrabili in una guerra che era perduta in partenza. È pertanto nostro preciso dovere rivalutarne il Valore e conservarne perenne Memoria. Vito Mantia Battaglione alpini “Pieve di Cadore” Il Battaglione Alpini “Pieve di Cadore” viene costituito il 1 novembre 1886, nell’ambito del 6° Reggimento Alpini, si articola nella 75ª compagnia di nuova formazione e nelle compagnie 67ª e 68ª provenienti dal btg. alp. “Cadore” costituito con R.D del 5 ottobre 1882 e sciolto appunto nel 1886. Impiegato nel 1886 e 1887 nella campagna d’Africa, il 1° agosto 1887 passa alle dipendenze del neo costituito 7° Rgt. Alpini. La mobilitazione determinata nel 1914 dai prodromi del 1° conflitto mondiale comporta il potenziamento del reparto con l’assegnazione della 96ª della milizia mobile. Nel 1916 gli uomini del “Pieve di Cadore” contribuiscono alla nascita di due nuovi battaglioni alpini: il “Monte Antelao” cui viene ceduta la 96ª cp. alla quale si aggiungono 150ª e 151ª cp. e il “Val Piave” formato dalle cp. 267ª, 268ª e 275ª. Durante la Grande Guerra viene impiegato pri7 La pagina della nostra storia ma in Valle Ansiei e poi nelle operazioni contro Cima Undici, Tre Croci, Monte Cristallo e Forcella Forame. Successivamente viene impegnato nei combattimenti a Croda dell’Ancona e a Cima Cadini; trasferito nella linea di fronte del massiccio del Monte Grappa, partecipa attivamente alle operazioni a Col dell’Orso, ai Solaroli e sul Valderoa, meritando con il STen. Tocci Michelini Franco la decorazione con Medaglia d’Argento al V.M.. Da ricordare infine che il reparto arditi del battaglione è comandato dal ten. Italo Balbo destinato poi a diventare molto noto agli italiani. Alla fine del 1° conflitto mondiale il “Pieve di Cadore” non viene sciolto ma, rimanendo sempre organico al 7° Rgt. Alpini, segue le varie vicende riorganizzative delle truppe alpine volute dai Comandi Superiori. Nel 1926, in seguito all’Ordinamento Mussolini, le truppe alpine vengono organizzate su tre brigate: la Iª dislocata in Piemonte, la IIª in Lombardia, Trentino e Cadore, la IIIª in Friuli-Venezia Giulia. La IIª brigata è articolata su 3 reggimenti alpini (il 5° con sede a Milano, il 6° con sede a Bressanone, il 7° con sede a Belluno) e dal 2° Rgt. artiglieria da montagna con sede a Bergamo; il 7° Rgt. Alpini è formato dai battaglioni storici: “Pieve di Cadore”, “Feltre” e “Belluno” e nel 1929 passa alle dipendenze della IIIª brigata. Nel 1933 i comandi di brigata alpina vengono portati da tre a quattro e prendono le denominazioni di: Taurinense, Orobica, Tridentina e Julia; quest’ultima ha in organico anche il 7° Rgt. alpini. Nel febbraio del 1936 il “Pieve di Cadore” unitamente al btg. alp. “Belluno” passa alle dipendenze del 12° Rgt. Alpini mentre il 7° Rgt. Alpini è impegnato nella campagna d’Etiopia; la permanenza è peraltro di breve durata in quanto già nel successivo aprile del 1937 il 12° Rgt. Alpini viene sciolto ed entrambi i reparti rientrano nel reggimento di origine. Il secondo conflitto mondiale vede il “Pieve di Cadore” inquadrato nella Divisione Alpina “Pusteria” impegnato dapprima nelle operazioni sul Fronte 8 Occidentale e successivamente su quello GrecoAlbanese. Appena sbarcato nel porto di Valona, il battaglione viene letteralmente “disperso” nel tentativo di tappare tutti i buchi apertisi nel nostro schieramento in seguito all’avanzata dell’esercito greco. Il “Pieve di Cadore” si porta quindi sulla Voiussa, a Tepeleni, e da qui si sposta a piedi, sotto piogge torrenziali, fino a Klisura. Il 2 dicembre raggiunge Musata e poi Cepan nella valle dell’Osum e, passato il fiume a Ponte Lapan, il giorno 4 occupa Gallina di Ciaf (m. 1089), un importante altura sul versante destro della valle; l’8 dicembre, dopo un intenso fuoco di preparazione, le truppe greche attaccano la linea del “Cadore” e riescono ad infiltrarsi nel suo schieramento in più punti. La battaglia dura accanita fino a sera, ma il battaglione, nonostante la perdita del Col. Psaro comandante del 7° Alpini (Med. D’Oro), riesce a conservare le posizioni e a ricacciare infine il nemico. All’alba del 9 Dicembre i Greci riprendono con vigore l’attacco e costringono i nostri, a corto di munizioni, a difendersi con le baionette. Dopo 36 ore di lotta furibonda il “Cadore” è costretto a ripiegare sul Cerevoda dove, con l’aiuto di reparti del “Bassano”, il giorno 10 costituisce a Sciarova una testa di ponte sulla riva destra dell’Osum. Per la vigorosa azione dei giorni 9 e 10, conosciuta anche come “combattimento delle 36 ore”, a Gallina di Ciaf il btg. riceve dal Comandante d’Armata un elogio “per le alte virtù militari e guerriere della forte gente cadorina”. Conclusa la guerra con la Grecia, mentre la “Tridentina” viene destinata al fronte russo, la “Pusteria” è comandata fin dal mese di Luglio 1941 in Montenegro, dove nel frattempo è scoppiata violenta l’insurrezione partigiana agli ordini di Josip Broz, detto “Tito”, che ha spazzato via i nostri modesti presidi. Il 17 Luglio la Divisione è concentrata a Podgoriza e per un mese circa è impegnata in operazioni di rastrellamento in varie zone limitrofe. In autunno il Comando 7° Alpini viene dislocato a Priepoljie non lontano da Plevljia, ove nel frattempo si è trasferi- La pagina della nostra storia to anche il Comando Divisionale. In quest’ultima località, nella notte tra il 30 novembre e il primo dicembre, nella ricorrenza della festa dell’indipendenza Jugoslava, ben nove battaglioni partigiani forti di 3700 combattenti dotati di armi automatiche e di mortai e affiancati da una riserva di 5000 uomini, sempre agli ordini di Tito, attaccano l’acquartieramento italiano. Il combattimento è estremamente duro e feroce, specialmente da parte Jugoslava: molti alpini sorpresi nel sonno vengono ritrovati morti, addirittura con la carotide recisa a morsi. Nella battaglia di Plevljia che dura fino all’8 Dicembre si distingue particolarmente la 67a compagnia del “Pieve di Cadore”. Il 23 aprile del 1943 il “Pieve di Cadore” conclude il ciclo operativo in Grecia coronato dalla assegnazione della Medaglia d’Argento al V.M. e rientra in patria nell’aprile 1943; qui completa il proprio organico con la costituzione della 124ª compagnia armi di accompagnamento e viene quindi dislocato nel sud della Francia. È questo un periodo di relativa calma nel quale i soldati, duramente provati dalle battaglie d’Albania e Montenegro, riescono a ritrovare un po’ di equilibrio e serenità. L’armistizio dell’8 settembre coglie il reparto in Piemonte in fase di rientro dalla Francia. Tutti ormai sono stanchi della guerra e desiderosi di ritornarsene a casa e a Borgo San Dalmazzo, in totale assenza di ordini superiori, avviene l’inevitabile scioglimento della Divisione “Pusteria”. Chi non viene catturato subito dall’esercito tedesco riesce, dopo mille peripezie, a ritornare a casa. Nel novembre 1943 in Conegliano nell’ambito delle Forze Armate della R.S.I. viene costituito il btg. alp. “Cadore”; articolato nelle tradizionali compagnie già del “Pieve di Cadore” 67ª, 68ª, 75ª e completato dalla compagnia Comando e dalla 23ª batteria da montagna viene dapprima inquadrato nel raggruppamento Cacciatori dell’Appennino e in seguito come reparto esplorante della Divisione Alpina Monterosa. Da rilevare che i reparti del “Cadore” otterranno di mantenere sulle mostrine le stellette anziché il gladio e non verranno mai impiegati in azioni antipartigiane. L’armistizio lo coglie in Piemonte dove nella zona di Venaria Reale si scioglie. L’insegna del btg. alp. “Cadore” che non era stata consegnata al momento dello scioglimento è stata poi conservata nella sede del ricostituito btg. alp. “Pieve di Cadore”. Il “Pieve di Cadore” viene ricostituito il 1 settembre 1953 e posto alle dipendenze del 7° Rgt. Alpini – Brigata Alpina Cadore rioccupa le caserme di Pieve e di Tai e si articola nelle tradizionali compagnie 67ª “La saetta”, 68ª “La manera”, 75ª “I camosci”, 167ª mortai “La signora” e compagnia Comando e servizi detta anche “La macao”. La riorganizzazione delle truppe alpine dell’ottobre 1975 provoca lo scioglimento del 7° Rgt. Alpini ed il passaggio del battaglione alle dirette dipendenze della Brigata alpina “Cadore”. L’ulteriore modifica organizzativa del 1992 prevede la ricostituzione dei reggimenti ed il “Pieve di Cadore” va a costituire il rinato 12° Rgt. Alpini la cui bandiera di guerra eredita le onorificenze del battaglione. La nuova unità occupa le storiche caserme di Tai, Pieve e Santo Stefano di Cadore e tra il 1992 e 1993 partecipa unitamente ad altri reparti alle operazioni note con il nome di “Vespri Siciliani”. Il progressivo e ineludibile taglio degli organici delle truppe alpine comporta purtroppo lo scioglimento del “Pieve di Cadore” che avviene il 31 gennaio 1997 contestualmente a quello della Brigata Alpina “Cadore”. Motto:”Avanti fioi, per l’onor del bataion”. Decorazioni al valore: Medaglia d’Argento: Fronte Greco-Albanese, 24/11/1940 – 23/04/1941 Medaglia d’Oro al Valor Civile per il soccorso alle popolazioni del Vajont ottobre 1963 Medaglia di benemerenza per il soccorso alle popolazioni del terremoto calabro-siculo del 28/12/1908 Medaglia d’Oro individuale: STen. Tocci Michelini Franco - Monte Valderoa, 27 ottobre 1918 Medaglia d’Oro individuale: C.M. Ampezzan Angelo – Berlog Croazia, 1941 a cura di Alberto Pieropan 9 Associazione “Veci del Cadore” L’associazione “Veci del Cadore” L’associazione “I Veci del Cadore” viene costituita nell’anno 1997 per mantenere in vita e sviluppare il sodalizio, nato spontaneamente nel 1957, avente lo scopo di riunire annualmente i reduci del btg. “Cadore” (Pieve di Cadore). Animatore dell’iniziativa è il tenente Alfredo Molinari di Carpi, classe 1915, già ufficiale della 75ª compagnia e comandante in guerra del plotone arditi. Il 30 Agosto 1997 viene approvato lo statuto dell’Associazione “I Veci del Cadore” le cui finalità sono: - mantenere vivo il culto della Patria custodendo ed esaltando il patriottismo spirituale rappresentato dalle gesta del Btg. “Cadore” e dai Caduti del medesimo Btg. in guerra e in pace; - sviluppare sentimenti di cameratismo tra gli aderenti e di cordialità con gli appartenenti alle varie Associazioni d’Arma, ANA per prima e con la popolazione del Cadore. Primo presidente è il Tenente Alfredo Molinari, deceduto nel Gennaio 1999. Subentra il notaio Antonio BOSI che nel 2005 rinuncia all’incarico per motivi di salute (il notaio Bosi è “andato avanti” qualche settimana fà). Nel 2005 viene eletto presidente il Gen. Antonio Bisignano, già comandante del Btg. “Cadore” negli anni 1976/1978. Gli attuali 812 associati risiedono in 50 province di 14 regioni d’Italia; con alcune rappresentanze estere; il loro numero è destinato a crescere ulteriormente. L’iscrizione, così come la quota annuale è di 5 Euro, un importo quasi simbolico ma indispensabile per far fronte alle varie spese (corrispondenza, corone d’alloro e fiori, rinfresco, rappresentanze, rimborso spese alla fanfara civile ecc.), il tutto viene regolarmente registrato revisionato ed approvato in sede di assemblea generale dei soci. L’adunata di fine agosto diventa sempre più importante: nel 2006 oltre la bandiera del Comune di Pieve di Cadore, decorata di Medaglia d’Oro al Valor Militare, erano presenti 8 Vessilli sezionali e 70 Gagliardetti di Gruppo scortati da oltre un migliaio di penne nere. INIZIATIVE: 1. Coniazione in argento del distintivo del Btg; il conio è stato eseguito gratuitamente dal nostro associato Antonio Perosa di Caldogno; 2. Stampa del volume “Chei da la Bala Rossa”; 3. Quasi sicuramente entro la prossima estate sarà disponibile anche un DVD con filmati e commenti sulle località di guerra citate nel libro e ripercorse materialmente dall’autore e nostro vice presidente GianLuigi Rinaldi. Per informazioni ed eventuali nuove iscrizioni contattare: - Cristofori Pietro, capo zona “U. Masotto” e consigliere dell’associazione “i Veci del Cadore” tel. 0444//866158, oppure Gollin Giampietro consigliere sezionale e consigliere dell’associazione “I Veci del Cadore” tel. 0444/585902 - Segretario dell’Associazione, tel. 0435/71087 10 Vita della Sezione Personaggi che scompaiono Sabato 30 dicembre è giunta da Conegliano la triste notizia della morte di padre Oscar Berlese, da tanti anni cappellano del Gruppo Val Leogra di Schio e poi della Sezione di Vicenza. Nato nel 1936 a Preganziol (Tv) era giunto giovanissimo a Schio, dove il padre era Brigadiere della Guardia di Finanza. Compie gli studi fino al conseguimento del diploma di ragioniere al “Fusinieri” di Vicenza e subito dopo prende la grande decisione di entrare in convento a Bassano nell’ordine dei Cappuccini. Completati gli studi teologici ed ordinato sacerdote, viene inviato a Belluno dove avviene il suo incontro con gli Alpini: per alcuni mesi svolge le funzioni di Cappellano presso la Brigata Cadore. Il suo sogno è la missione. Viene perciò trasferito per un breve periodo in Portogallo per apprendere la lingua e successivamente inviato in Angola (allora colonia portoghese). Rientra nel 1977 gravemente ammalato di malaria e dopo vari mesi di cure in ospedale è destinato al convento dei Cappuccini di Schio. Qui comincia ad esercitare, con grande spirito missionario, una continua ed incessante opera a favore dei più deboli e degli emarginati. Assistente spirituale nelle carceri di Bassano e Vicenza segue ed aiuta gli ex carcerati, dà vita a varie strutture per l’assistenza agli alcoolisti ed ai tossicodipendenti, segue ed assiste Rom e Sinti e tutti i più bisognosi. La sua azione si svolge frenetica ed incessante per oltre venticinque anni; padre Oscar sacrifica tutto se stesso, bussa a tutte le porte, si batte contro tutti i pregiudizi con vero spirito francescano. A questo proposito appare significativo e toccante il saluto del Sindaco e dell’Amministrazione Comunale fatto affiggere a Schio: Grazie Padre Oscar Perché non ti vergognavi di avere come amici gli ultimi, gli emarginati. Grazie perché sei riuscito a rendere importanti i diseredati della nostra città. La tua grande parrocchia è stata la strada, e noi ti abbracciamo Grande Testimone di San Francesco Padre Oscar Berlese Con gli Alpini ha un bellissimo rapporto, celebra per anni la Santa Messa dell’Epifania, è spesso in Pasubio per la S.Messa alla Chiesetta, partecipa a varie attività della Sezione e dei Gruppi. Alle sue esequie, nella Chiesa di S.Benedetto a Schio, hanno partecipato ufficialmente Sindaco e Amministrazione Comunale, moltissime Associazioni, la nostra Sezione e molti Gruppi alpini. Sulla bara erano posti la stola di sacerdote ed il cappello alpino simboli della sua vita. Molte e commoventi le attestazioni di saluto a lui indirizzate dal Sindaco, dai Rappresentanti delle varie Associazioni e dai suoi assistiti. Fra’ Oscar ha lasciato certamente un grande vuoto fra tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo; il suo esempio, il suo coraggio, il suo altruismo devono farci riflettere. A noi Alpini resta forse il rammarico di non averlo aiutato di più nella sua lotta quotidiana a favore dei più deboli. Siamo vicini al fratello Luciano, sergente dell’11° Rg.to d’Arresto, così duramente colpito. Ciao Oscar, grazie di essere stato tra noi. Ruggero Rossato 11 Vita della Sezione Visita al 2° reggimento di artiglieria alpina “Vicenza” a Trento La visita della delegazione della Sezione al 2° Rgt. Art. Alpina “Vicenza” (erede del Gruppo “Vicenza”, 2° Rgt. Art. da Montagna, Div. “Tridentina”) è stata suggerita dalla concreta ipotesi del conferimento al Reggimento della cittadinanza onoraria, in quanto unico reparto attualmente operativo, che porta il nome della nostra città. L’accoglienza riservata al Presidente Galvanin e agli alpini che lo accompagnavano è stata, a dir poco, fraterna. In piazza d’armi ad attenderci c’era un pezzo d’artiglieria con la sua squadra di serventi, il nucleo osservatori e il trattore (veramente enorme!) adibito al traino del pezzo. Per me, ex artigliere da montagna, l’incontro con l’erede del mio compagno di naja, l’obice da 105/14 è stato un misto tra curiosità e nostalgia per un passato inequivocabilmente perduto. Il nuovo obice da 155/39 è semplicemente imponente: peso kg. 7800, gittata massima 24 km., cadenza di tiro: 3 colpi al minuto, velocità di traino: 60 km/h, tempo di messa in batteria: 5 minuti, squadra pezzo: capo pezzo più sette serventi. Il pezzo è in grado di spostarsi autonomamente sul terreno alla velocità di 11 km/h, e il motore alza e abbassa la piastra su cui poggia il pezzo. Ricordando gli scudi a protezione dei serventi del 105/14 resto meravigliato dalla totale assenza di ripari, ancor più rammentando il fragore del colpo e il sobbalzo che il pezzo faceva, con i puntatori letterarmente “avvinghiati” all’obice. Al mio stupore mi si spiega tranquillamente che il rumore è minimo e che il “pezzo” non salta assolutamente. Resto sempre più affascinato dall’evoluzione avvenuta: certo per un sottocomandante di batteria someggiata, il ricordo di tutte le operazioni legate alla partenza della batteria sono difficilmente cancellabili: preparazione dell’attacco di batteria, i muli imbastati, i singoli pezzi caricati dai serventi, e così pure le leggendarie dimostrazioni di forza dei vari capi pezzo, che suscitavano ad un tempo invidia e ammirazione (presentat arm con il tubo obice, tubo obice e slitta manicotto in spalla) si confondono e svaniscono difronte a questo “bestione” di oltre 7 tonnellate, dove il solo freno di bocca pesa ben 130 kg. 12 Così, affascinati dalle spiegazioni “tecniche”, siamo stati quasi sorpresi dall’arrivo dell’ora di pranzo, che ci ha visto ospiti del Col. Renda, tra l’altro in procinto di lasciare il reparto essendo stato trasferito al Comando di artiglieria di Portogruaro, e che nell’occasione ha presentato al Presidente Galvanin il nuovo Comandante, per mantenere vivo il legame in vista dell’attesa concessione della cittadinanza al Reggimento. Proprio in occasione del cambio di Comandante una rappresentanza della Sezione si è nuovamente recata a Trento per rinsaldare i legami con questa unità che, come vicentini, sentiamo un po’ “nostra”. La Sezione di Vicenza onora il Capitano Aldo Beltricco Il 10 settembre di novant’anni fà durante un cruento attacco sui roccioni della Lora, mentre tentava di aprire un varco sui reticolati che dividevano le trincee italiane da quelle austriache, moriva eroicamente assieme ai suoi Alpini, il Capitano Aldo Beltricco di San Damiano Macra, provincia di Cuneo.Il Capitano Beltricco comandava la 41^ Compagnia del Battaglione Alpini Aosta. Nel 1911 entra nella Scuola Allievi Ufficiali di Modena e diventa Ufficiale degli Alpini; allo scoppio della grande guerra nell’Agosto del 1914 è Sottotenente nel Battaglione Ceva del 1° Reggimento Alpini. Trascorre i primi mesi della guerra in Carnia, poi nella conca di Plezzo dove è promosso Tenente e quindi Capitano, a soli 24 anni. Viene trasferito al 5° Reggimento di Fanteria dove vive mesi di trincea; nel luglio del 1916 ritorna tra gli Alpini nel Battaglione Aosta al comando della 41^ Compagnia. Pochi giorni dopo il Battaglione viene trasferito sul Pasubio dove il 9 Settembre 1916 giunge l’ordine di conquistare le posizioni austriache nei pressi dell’Alpe di Cosmagnon. La cruenta battaglia Il Capitano Aldo Beltricco Vita della Sezione avviene il 10 Settembre, la 41^ Compagnia deve muoversi per prima ad aprire il varco sui fili spinati. Il Capitano invita i suoi Alpini all’azione, egli parte per primo e muore nel pomeriggio alla testa dei suoi compagni. Erano partiti in trecento e ne ritornarono solo ventotto. Così lo ricorda il Maggiore Vecchi “Il capitano Beltricco, sovranamente dominando gli animi scossi dalle perdite patite nell’attesa, suscita in tutti il più forte ardimento, gli impeti più generosi. In testa alla prima ondata, con la rivoltella in pugno, collo sguardo fiammeggiante, balza in avanti, dove l’altissimo ideale lo chiama. Da tutti i punti delle trincee austriache s’inizia un fuoco intensissimo. La fucileria, le mitragliatrici incrociano i loro tiri falciatori, spietati di vite gagliarde. Il capitano Beltricco è sull’orlo di quel gorgo profondo di morte e si slancia dentro perdutamente coi suoi, in una meravigliosa sovrumana volontà di sacrificio. Per il suo coraggio e il suo eroismo gli viene conferita la medaglia d’oro al valor militare. Era un coraggioso e premuroso verso i suoi alpini, cosi scriveva don Nervo eroico Cappellano dell’Aosta. Egli pensava ai suoi soldati, conviveva con loro, viveva di loro. Egli li amava come un padre ed essi avevano imparato a riamarlo. In questo breve ricordo del Capitano Beltricco vogliamo inserire anche due lettere che ci sembrano significative. Nella prima il Capitano Beltricco alla Mamma scrive: Accanto alla mia baracca si slanciano verso il cielo, rocciose, a picco, quasi affilate, due vette, sovra le quali stanno gli Alpini a fare la guardia.Essendo loro così vicini mi sembra di stare meglio. Nella seconda indirizzata alla sorella scrive: La vita che si fà non alletta e stanca terribilmente, ma il nostro dovere lo faremo sempre e con ogni sforzo. Vogliamo ricordare inoltre le parole con le quali il Colonnello Testafochi, eroico comandante del Battaglione Aosta, comunicava al Sindaco di San Damiano Macra, la scomparsa del capitano Beltrico: Egli morì da eroe mentre si apriva un passaggio nei reticolati nemici per portare la Compagnia all’assalto, dopo averla condotta con slancio sublime e sotto un fuoco infernale, fino alle trincee austriache. Un paese che ha dato i natali a simili uomini, può essere fiero. La prego di voler comunicare cautamente la notizia alla famiglia dell’Estinto, del quale avemmo modo di apprezzare le belle doti Onore ai Caduti Sfilata in Via Aldo Beltricco di animo e di cuore, assicurandola che la memoria di Lui rimarrà sempre viva nel Battaglione Aosta. La memoria del Capitano Beltricco non è rimasta viva solo nel Battaglione Aosta, ma in tutte quelle persone che sabato 9 e domenica 10 Settembre si sono ritrovate presso il paese natio per rendere omaggio all’Eroico Capitano. La Valle Maira (Il Cap.Beltricco era nato a San Damiano, ma nel periodo della sua morte i suoi familiari si erano trasferiti a Dronero, un paese vicino che diede il nome al Battaglione Dronero famoso per le gesta eroiche nella campagna di Russia) e il paese di San Damiano hanno voluto così ricordare il loro Capitano con due giornate d’intensa partecipazione da parte di semplici cittadini e di tanti alpini. Nella serata di sabato 9 Settembre nella Chiesa Parrocchiale si è tenuta una rassegna corale cui hanno partecipato i cori: la REIS di San Damiano, l’Associazione Corale 13 Vita della Sezione Carignanese e il coro dei congedati della Brigata Alpina Taurinense. La gran partecipazione di alpini e appassionati hanno fatto sì che tutti e tre cori con le loro cante, il cui riferimento era il periodo della prima guerra mondiale, siano stati a lungo applauditi, grande commozione ha suscitato nelle persone presenti, il canto “Il Testamento Del Capitano”, che ha ricevuto un lunghissimo applauso. Nel mezzo della serata il Presidente dell’A.N.A. di Cuneo ha porto un caloroso ringraziamento e un saluto di benvenuto alla Sezione di Vicenza, che con otto Alpini ha presenziato alle cerimonie in ricordo del Capitano Beltricco, su invito del Gruppo di San Damiano Macra. Un lungo applauso ha accolto l’ex consigliere Giovanni Garbin in rappresentanza della Sezione di Vicenza, che con semplici ma toccanti parole, ha portato i saluti del presidente Galvanin e di tutta la Sezione e ha ringraziato per la calorosa accoglienza e per la grande ospitalità dimostrata.Nella giornata di domenica 10 Settembre 2006 dopo aver ricordato tutti i Caduti, di tutte le guerre, e aver deposto una corona al monumento ai Caduti, si è formato un lungo corteo di Alpini e simpatizzanti, che ha percorso diversi vie di San Damiano, soffermandosi particolarmente presso la lapide in Via A. Beltricco, che ricorda le gesta eroiche del Capitano. Una calorosa accoglienza è stata riservata al passaggio lungo le vie del paese al nostro Vessillo sezionale, scortato dai nostri Alpini. È seguita una Messa al campo concelebrata dal Parroco del paese e da Don Trappo, eroico cappellano della Cuneense durante la Campagna di Russia, ammirevoli e piene di commozione le sue parole, che hanno voluto ricordare le gesta eroiche degli Alpini durante i due conflitti Mondiali, con uno sprono perché tutto questo non accada mai più. Queste due giornate che hanno dato inizio per la Sezione di Cuneo all’avvicinamento all’Adunata Nazionale del 2007, hanno avuto anche nella stampa locale un grande risalto, com’è stata fatta risaltare la figura del Capitano Beltricco, del Pasubio e della Sezione di Vicenza, che ha aderito a quest’importante iniziativa. Le gesta del Capitano Beltricco, dei suoi Alpini, e di tutti gli alpini che sono “andati avanti”, sicuramente finché ci saranno delle persone come i rappresentanti del Comitato Aldo Beltricco e gli Alpini di San Damiano Macra, non saranno dimenticate, anzi vivranno nei cuori e nelle menti di tutti 14 quelli che lo riterranno cosa grata e sincera come solo lo spirito Alpino riesce a mantenere vivo negli ideali di amore e fraternità. Giovanni Garbin Cerimonia a Innsbruck Una forte delegazione di alpini vicentini ha partecipato quest’anno alla cerimonia annuale che si tiene nel grande cimitero militare di Amras (Innsbruck). Oltre a rappresentanze militari di vari paesi europei: Austria, Russia, Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, c’era anche il vessillo della nostra Sezione, delle Sezioni di Bassano, Valdagno e Asiago, nonché rappresentanti dei Gruppi di Thiene, Schio, Santorso, Valli del Pasubio, che assieme al Proconsole italiano in Austria Dr. Carlo Quaroni, hanno deposto una corona al monumento che ricorda i 618 Caduti italiani della Grande Guerra ed i 20 della seconda G.M., che riposano nel cimitero austriaco. Gli onori militari sono stati resi da una rappresentanza in armi dell’esercito austriaco e da Schutzen di vari distretti. Un rancio militare nella caserma delle Forze Armate austriache in città ha concluso l’indimenticabile giornata di fratellanza e di ricordo. Bepi Magrin Vita della Sezione Commissione Cultura Nell’ambito delle iniziative portate avanti dalla “Commissione cultura” vi sono anche gli incontri degli alunni delle scuole medie, con alcuni alpini, coordinati dal bravo Giuseppe Rossi. Agli scettici, dubbiosi sull’utilità di tali iniziative, crediamo sia utile considerare un frutto di tali incontri. Si tratta di un “tema” svolto da un alunno di Arzignano, Nicolò Sterle, in occasione della prova d’esame di licenza media, presso la scuola “A. Giuriolo” di Arzignano. Tema: Nel corso di quest’anno scolastico hai sperimentato una serie di percorsi formativi (attivi di orientamento scolastico e professionale, interventi di esperti, uscite o viaggi di istruzione, partecipazione a concorsi, manifestazioni sportive, concerti, laboratori). Scrivi una relazione sull’esperienza che per te è stata più interessante, delineandone lo svolgimento e spiegando i motivi della sua importanza nel tuo cammino di crescita. Svolgimento: Durante il corso di questo importante ed ultimo anno della scuola media, vi sono state diverse esperienze didattiche, ma una di queste mi ha colpito ed interessato particolarmente: gli incontri con gli alpini. Quando venni a sapere che una delegazione di “Penne Nere” di Arzignano ed Alte di Montecchio Maggiore, sarebbe venuta a narrarci fatti dei due tremendi conflitti mondiali del Novecento, esultai di gioia, visto che sono sia appassionato alle vicende dei più grandi scontri bellici di tutti i tempi, che innamorato dei “soldati delle Alpi”. Una mattina di fine marzo, ci recammo nell’aula magna per incontrare i “militari”; fummo accolti calorosamente da un uomo abbastanza anziano, ma molto arzillo, Giuseppe Rossi. Dopo una breve prefazione, il signor Rossi iniziò a proiettare delle diapositive, invitando me e un’altra ragazza a leggere delle didascalie. Ascoltai e lessi le parole, ma restai esterrefatto, scosso e amareggiato dalle immagini che illustrarono le scene più cruente della Prima Guerra Mondiale. Oltre alle foto, vedemmo dei manifesti di propaganda di tutti i paesi coinvolti nella “Grande Guerra”, un moschetto italiano, un elmetto ed alcune granate. Commentando con la professoressa Piazza mi dissi terribilmente rattristato ed inorridito, per aver visto con i miei occhi le conseguenze orribili della “Guerraquattordici-diciotto”, ma soddisfatto dall’immensa esperienza, saggezza e pacatezza di Giuseppe Rossi. In seguito venni a sapere che il servizio svolto per noi dagli alpini fu gratuito; così io e la signora Piazza elaborammo una strategia per ricompensare il loro lavoro. Pochi giorni più tardi mi recai dalla Dirigente, per chiederle se fosse stato possibile avere uno dei tanti volumetti intitolati “La parola libertà” contenenti un testo teatrale dedicato al nostro concittadino e patriota, Antonio Giuriolo, martire per l’Italia, al quale è intitolato il nostro istituto. La professoressa Albiero accettò di buon grado e io ne fui ben contento. Poi mi occupai di scrivere un breve discorso di ringraziamento ed encomio per queste brave persone. Così, una mattina di maggio, sempre nell’auditorium Ettore Motterle, il proiettore partì in contemporanea al nostro viaggio nella “Guerra trentanove-quarantacinque”. Lo “storico per passione”, Bepi Rossi cominciò ad illustrarci le figure degli uomini che segnarono questo periodo bellico, come: Mussolini, Hitler, Stalin. Churchill e Roosvelt. Le immagini proiettate spaziarono dall’ascesa al potere del Duce e del Fuehrer, sino alla tremenda Shoah ed allo scontro mondiale vero e proprio tra gli “Alleati” (USA, Inghilterra, Francia, Russia) e l’“Asse” (Italia, Germania, Giappone). Rimasi particolarmente interessato alla descrizione della conquista dell’Etiopia da parte dell’Italia fascista, alla quale partecipò mio nonno, proprio negli alpini, che passarono dalle montagne al deserto. Un altro argomento al quale sono particolarmente sensibile fu toccato, quello della “Resistenza”, fatta da uomini coraggiosi, antifascisti che contribuirono a portare la democrazia nel nostro Paese. Rimasi esterrefatto, ancora una volta, dalla morte e dal dolore che la guerra portò, ma rimasi sconvolto non poco, da come alcuni uomini, che si montavano la testa, salirono al potere, abbattendo le leggi di uno Stato e spadroneggiando sul popolo. Alla fine della lezione, donai il testo (piccolo, ma ricco di valore simbolico) agli Alpini che ringraziarono tutti i presenti e lo accolsero con vera gioia; anche io fui sorpreso di ricevere un libro, “Centomila gavette di ghiaccio”, scritto da un altro illustre arzignanese, Giulio Bedeschi. Infine concludo dicendo che, dopo tutte le spiegazioni, spero vivamente che gli errori del passato non possano più essere ripetuti, e ringrazio ancora una volta Giuseppe Rossi e tutti gli alpini, esortandoli a proseguire nel loro utile volontariato. I giovani non devono dimenticare!!! Al bravo Nicolò Sterle i complimenti di “Alpin fa grado”. 15 Vita delle Zone e dei Gruppi ZONA ALTA VAL LIONA GRUPPI DI GRANCONA, POZZOLO, ZOVENCEDO/S.GOTTARDO Restaurato il capitello di “Calto” I Gruppi Alpini della Zona continuano la loro opera sociale all’interno delle comunità nelle quali vivono. Per testimoniare ciò, hanno voluto accettare l’invito delle tre Amministrazioni Comunali a restaurare il Capitello di “Calto”. Il Capitello, è stato costruito nel territorio del Comune di Grancona, nel confine dei tre Comuni, forse per delimitare il tratto di strada costruito insieme, agli inizi del novecento, tra i Comuni di Villaga, Grancona e Zovencedo. Il capitello di Calto, costruito in pietra del luogo, caratteristico per la sua pianta triangolare con gli angoli smussati, è un’edicola a tre nicchie in direzioni diverse, posto all’ingresso della contrada di Calto di Zovencedo. Ciascuna delle nicchie ospita un Santo: San Nicola di Bari (verso Zovencedo, protettore della parrocchia), Santa Lucia (verso Pozzolo, protettrice della parrocchia) e Sant’Agnese (verso Grancona, della cui parrocchia tuttavia è protettore San Pietro). Il progetto di restauro è quindi partito. Il lavoro è stato realizzato dagli alpini in forma gratuita, mentre le Ditte hanno richiesto semplicemente il costo del materiale in segno di generosità verso gli alpini. Conclusi gli interventi di restauro del Capitello di Calto, venerdì 8 settembre 2006, con una cerimonia semplice ma significativa, si è inaugurato il manufatto. Alla cerimonia erano presenti oltre ai Capi gruppo della zona Alta Val Liona, il Presidente Sezionale Giuseppe Galvanin, i Sindaci dei tre Comuni e l’Assessore Provinciale alla Cultura Tonino Assirelli e la popolazione che ha seguito con entusiasmo ed attenzione tutta la cerimonia. Si è iniziato con la S. Messa celebrata da Don Pio Cavedon. All’omelia ha paragonato gli alpini ad una linfa positiva per la società, sottolineando che: “… quando facciamo il bene siamo sulla strada di Dio”. Quindi sono state “scoperte e benedette” le statue dei Santi realizzate in pietra del luogo. Sono seguiti i rituali saluti delle Autorità presenti. Grande soddisfazione ha espresso il Capo Gruppo di Grancona Roberto Marconato, il quale ha coordinato egregiamente i lavori, per essere riusciti ad ultimare 16 l’opera come programmato. Ha ringraziato tutti gli alpini che hanno prestato la loro pregevole e generosa mano d’opera e tutte le Ditte di Lavorazione e di Restauro della pietra che hanno collaborato. I saluti e i ringraziamenti dei Sindaci dei tre Comuni sono stati rivolti a tutte le persone che hanno prestato la loro lodevole opera di generosità per la realizzazione del manufatto, restituito oggi alla Contrada di Calto. Un particolare ringraziamento all’Amministrazione Provinciale di Vicenza per il generoso contributo concesso. Quindi è intervenuto il Presidente Sezionale Giuseppe Galvanin con un caloroso saluto a tutti gli intervenuti alla cerimonia e ha ringraziato gli alpini per l’impegno che compiono verso le comunità invitantoli a continuare con questa forza tipica. Ha concluso gli interventi l’Assessore Provinciale Tonino Assirelli elogiando il collegamento che gli alpini hanno con gli Enti Locali ed esprimendo ammirazione per la capacità di essere attivi nella vita cittadina. Ha quindi ringraziato le Amministrazioni Comunali per aver restaurato un’opera ricca di tradizioni che meritava essere salvaguardata. Per l’occasione le tre Amministrazioni hanno stampato e consegnato una copia a tutti i convenuti di un opuscolo con la storia del Capitello di Calto scritto Vita delle Zone e dei Gruppi dal prof. Flavio Dalla Libera, originario della stessa Contrà. Un particolare ringraziamento per la disponibilità e la collaborazione al sig. Dino Gobbo, proprietario del terreno sul quale sorge il manufatto. Mirco Bisognin ALTE CECCATO Natale alla Casa di Riposo Il 16 Dicembre scorso gli Alpini di Alte Ceccato hanno presenziato presso la casa di riposo di Montecchio Maggiore IPAB “La Pieve”, alla Festa di Natale. In tale occasione, che ha visto coinvolti gli ospiti della struttura, i familiari, il Sindaco e i rappresentanti delle realtà da sempre vicine alla Casa di Riposo, il Gruppo Alpini di Alte Ceccato ha fatto dono delle statue del Presepe. ANCONETTA Ricorrenze anno 2007 del Gruppo 4 Marzo 07 festa del Gruppo Anconetta 25 Aprile 07 Commemorazione Caduti alla targa ricordo in collaborazione con i Combattenti e Reduci e la circoscrizione 4 03 Novembre 07 Commemorazione Caduti presso il cippo dedicato alla memoria dei “RAGAZZI DEL 99” come sopra 04 Novembre 07 Commemorazione Caduti presso il monumento e alla targa ricordo degli alpini. Come sopra ARCUGNANO Arriva...”Babbo Natale”! Nei giorni 16 e 17 dicembre 2006 il Gruppo Alpini “R. Casarotto” di Arcugnano ha rinnovato un appuntamento divenuto oramai storico. Da 26 anni infatti, le Penne Nere di Arcugnano fanno il “Babbo Natale” per i bambini della Scuola materna. Nel teatro di Arcugnano, gremito in ogni ordine di posti, il Capogruppo Moretto Silvano ha salutato e ringraziato tutti i genitori e nonni presenti. Un ringraziamento speciale soprattutto alle maestre e ai 118 bambini, che hanno allietato la giornata con le loro “recite” natalizie. Alla fine è arrivato Babbo Natale carico di doni. All’esterno, sul piazzale, gli alpini hanno offerto vin brulé a tutti, augurandosi di poter ripetere l’iniziativa per i prossimi 26 anni. Il ricavato della manifestazione è stato donato in beneficenza al nostro concittadino Perpenti Davide, per l’acquisto di apparecchiature e medicinali destinati all’ospedale diocesano di “Angan” nell’est dell’Uganda, dove ha prestato servizio volontario come infermiere professionale. ARZIGNANO Tricolore alle scuole Ha preso il via lo scorso 4 novembre, il nutrito programma di manifestazioni elaborato dal Gruppo “M. Pagani” di concerto con la Sezione di Vicenza e l’Amministrazione Comunale di Arzignano per celebrare gli ottant’anni di fondazione del locale Gruppo e i vent’anni di costituzione della squadra di P.C. 17 Vita delle Zone e dei Gruppi della Valchiampo. Un programma che culminerà nel mese di giugno con il raduno delle Sezioni ANA del Triveneto e, nel mese di settembre, con l’esercitazione triveneta di Protezione Civile dell’ANA. Presso la sede municipale, alla presenza del Sindaco prof. Stefano Fracasso e degli Assessori Giacomello e Peretti e delle più alte cariche sezionali con in testa il nostro Presidente Cav. Giuseppe Galvanin, la Prof. Alessandra Barbaresi, dirigente del 2° Circolo delle Scuole Elementari, ha ricevuto dalle mani del Capogruppo Paolo Marchetti il nuovo “Labaro studentesco” donato in questa particolare occasione dalle Penne Nere arzignanesi. Con la cornice festosa di decine di alunni accompagnati dai loro genitori, Paolo Marchetti, ringraziando il Sindaco per l’ospitalità, ha posto l’accento sul profondo significato di questa cerimonia e della data scelta per il suo svolgimento. Il 4 novembre di 88 anni fà il Tricolore era il simbolo del compimento di un importante processo risorgimentale che aveva portato all’unità nazionale. Oggi come allora il Tricolore è stato protagonista di un altro momento straordinariamente importante e non meno carico di significato. Non solo la consegna di un simbolo, quello a noi più caro, ma anche un ideale passaggio di un testimone particolare. Un testimone che è la sintesi di quei valori sui quali gli Alpini da sempre basano l’essenza stessa della loro Associazione: ideali di solidarietà, di spirito di sacrificio, di senso dell’onore, di amor di Patria. Ideali di buoni soldati ieri, di bravi cittadini oggi, valori che ci auguriamo siano, come lo sono stati per noi, fedeli compagni di viaggio dei nostri piccoli amici, che in quest’occasione abbiamo festeggiato in un’atmosfera veramente “alpina”. Paolo Marchetti 18 BRESSANVIDO Attività del Gruppo L’anno 2005 si è concluso con la consegna dei riconoscimenti nazionali ANA ai nostri “veci alpini”, reduci di guerra: Mazzocco Giovanni, Turco Alfonso, Torresan Antonio. Il Sindaco, D.ssa Ampelia Berto, il Capogruppo e alcuni Consiglieri si sono recati presso le abitazioni dei reduci, che li hanno accolti con grande gioia e commozione per questo riconoscimento. Nel corso del 2006 l’attività del Gruppo si è concretizzata portando avanti le seguenti iniziative: in febbraio, assieme al gruppo di Poianella, una bellissima serata culturale alpina ha visto la partecipazione di oltre trecento persone, con la presenza del Presidente Sezionale Bepi Galvanin, del Sindaco, del “vecio del Feltre” Vito Mantia, il Gruppo di Malo e tutta la zona Astico-Brenta. La festa del 25 aprile e del 4 novembre sono sempre organizzate e gestite dal Gruppo. Grande successo ha ottenuto la gara di bocce della zona Astico-Brenta. Il Sindaco ha premiato i Capigruppo nella serata finale. Un grazie ai consiglieri che da maggio a ottobre curano la manutenzione della pista di bocce e che, inoltre, garantiscono l’apertura della sede il venerdì sera. Massiccia la presenza all’Adunata di Asiago, dove era presente anche il Sindaco e all’Adunata Sezionale di Carmignano di Brenta. In settembre, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e la Squadra di P.C. ANA Astico Il Sindaco e gli alpini di Bressanvido e Poianella Vita delle Zone e dei Gruppi Brenta, un’altra serata sul tema: “Associazioni di volontariato – Volontariato di Protezione Civile” ha visto la partecipazione di tutte le Associazioni presenti sul territorio e di un nutrito numero di cittadini. Un altro impegno tradizionale è l’offerta di vin brulé e cioccolata la notte di Natale alla comunità parrocchiale; non ultima inoltre, la beneficenza che da alcuni anni viene inviata a un nostro compaesano, missionario in Brasile da oltre cinquant’anni. CERVARESE S. CROCE Visita del Presidente Il Presidente Sezionale G. Galvanin ha visitato recentemente, unitamente al Capozona Silvano Turato, la sede del nostro Gruppo. È stato un incontro molto gradito che è servito anche per mettere a fuoco le future iniziative che il Gruppo intende portare avanti. CALTRANO Un sentiero a ricordo dello zio morto in Grecia Eugenio Sandonà, classe 1946, alpino del genio pionieri della brigata Cadore, ha recuperato ed aperto alcuni sentieri nel versante che da Caltrano porta al monte Paù. Si tratta di un tratto di una mulattiera militare costruita nel primo conflitto mondiale e del vecchio tracciato che collegava il paese alla contrada Tezze. Il lavoro è stato fatto in ricordo dello zio di Eugenio, l’alpino Sante Sandonà, classe 1920, deceduto sul fronte greco-albanese il 25 dicembre 1945. Sante fu il primo caltranese a morire nella seconda guerra mondiale ed il suo ricordo è ancora vivo nella famiglia. Una semplice lapide, posta accanto ad un sasso, che era ritrovo di Sante e degli amici negli anni dell’adolescenza, ne suggella e rinnova il ricordo. Eugenio Sandonà (Floriano) accanto al cippo dedicato allo zio Sante COSTABISSARA Attività del Gruppo Il Gruppo di Costabissara, che già nel febbraio 2006 con il proprio Coro aveva organizzato una giornata con “crostolata” presso la Casa di Riposo “Villa Caldogno”, ha ripetuto l’impegno sociale l’11 novembre scorso, portando allegria e serenità agli anziani ospiti, che si sono spesso uniti alle cante del Gruppo. La giornata è stata conclusa con una “marronata” predisposta dagli alpini, molto gradita e gustata da tutti. Da ricordare anche il tradizionale “Babbo Natale alpino”, che il Gruppo organizza per i bambini della 19 Vita delle Zone e dei Gruppi locale Casa Materna, e che quest’anno ha riscosso un particolare successo presso la Chiesa Parrocchiale di San Giorgio. GRANCONA Il 70° è partito! Il Gruppo Alpini di Grancona è in fase operativa; infatti si sta attivando per ospitare nel migliore dei modi l’Adunata Interzonale Alpina programmata nei giorni 27-28-29 aprile ’07, ricca di iniziative. Vogliamo celebrare questa ricorrenza cercando di non tralasciare nulla. Ora ci stiamo concentrando sull’obiettivo finale e più ambizioso: la realizzazione del Monumento dedicato alle “BRIGATE ALPINE”. Gli alpini del Gruppo, animati da forte tenacia, capaci di unire i ricordi del passato a un solidale impegno per il presente ed il futuro, vogliono lasciare, con questa opera simbolica, un segno dello loro costante presenza nella Comunità Civile. GRISIGNANO Per non dimenticare Nel gennaio 2006 un alpino di ben 72 anni, Bastianello Tiziano, ha partecipato assieme ad altri tredici alpini a un pellegrinaggio in Russia ripercorrendo il tragitto dal fiume Don a Nikolajewka. Con una situazione climatica difficile, il termometro è sceso anche a –35°/-40° e il terreno era innevato, in una decina di giorni ha percorso ca. 200 chilometri raccogliendo testimonianze sulle sofferenze 20 dei nostri poveri alpini dagli anziani del posto. È stata un’esperienza che ha richiesto determinazione e grinta, non priva di difficoltà, ma affrontata con decisione per dire una preghiera, per ricordare e onorare i nostri soldati. Nel mese di novembre abbiamo fatto un altro pellegrinaggio al monte Ortigara, fino alla Chiesetta. Per recitare una preghiera agli Eroi caduti. Piccole cose in confronto al sacrificio dei nostri soldati, ma che servono “per non dimenticare”. LONIGO Autunno ricco di impegni e di soddisfazioni per gli Alpini di Lonigo Sabato 28 Ottobre 2006. 25 Alpini con il cappello si sono ritrovati al cimitero di Lonigo per ricordare Padre Faccin e tutti i defunti del Gruppo qui sepolti. Poi trasferimento al cimitero di Arzignano per una cerimonia analoga. Giovedì 2 Novembre 2006. Appuntamento alla Scuola Media con i ragazzi di terza per predisporre la cerimonia del 4 Novembre. Sabato 4 Novembre 2006. Festa dei genitori all’Asilo parrocchiale con la “marronata” preparata da noi Alpini. Domenica 5 Novembre 2006. Solenne cerimonia dell’anniversario della Vittoria. Santa Messa, sfilata per le vie cittadine, alzabandiera ed onori ai Caduti in un tripudio di tricolori e di figure create dai ragazzi delle medie che facevano ala al passaggio del Gonfalone, dei vessilli e delle Autorità. Domenica 19 Novembre 2006. “Giornata del Ricordo”. Al mattino solenne Santa Messa presso la Cappella degli Alpini a San Daniele, presenti Alpini e famigliari. Nel pomeriggio “Marronata Alpina” in sede, aperta a tutti. Sabato 25 Novembre 2006. Banco Alimentare che ha visto impegnati durante tutta la giornata più di 30 Alpini, con marronata pomeridiana per i clienti del supermercato SMA. Venerdì 8 Dicembre 2006. In occasione dell’inizio delle festività natalizie gli Alpini hanno gestito due punti di ristoro con tè caldo, vin brulè e panettoni. Il tutto con gioia e soddisfazione dei cittadini leoniceni che hanno apprezzato il servizio offerto. Tutte queste attività confermano ancora una volta la Vita delle Zone e dei Gruppi vivacità, la disponibilità e la presenza costante del nostro Gruppo in tutti gli aspetti della vita sociale della città. Serata sulla Campagna di Russia Commozione ed ammirazione alla serata animata dai giovani Alpini, con la gradita presenza del Presidente della Sezione, Galvanin Giuseppe, del Responsabile dei giovani, Capozona Bressan, del Capogruppo Crivellari e di numerosi alpini. È stato presentato un filmato davvero originale sulla Campagna di Russia da parte di Cosaro Bruno, appassionato studioso di storia. Guardandolo si ha la sensazione di essere con quegli Alpini, quei tedeschi e anche quei russi, nel gelo implacabile che caratterizza l’ambiente nel quale si muovono, combattono, muoiono. È un crescendo di tragicità che fà assumere all’evento dimensioni enormi, dove vengono richieste ai soldati una capacità di resistenza e spirito di sacrificio fuori dal comune. Alla fine, un sentimento di profonda commozione e di immensa ammirazione ha riempito il cuore dei presenti. In questo frangente, toccante è il commento del Presidente. Quando lo spirito e il sentimento del dovere ispirano l’uomo questi è capace di resistenze sovrumane. È il trionfo dello spirito sulla materia. I nostri Alpini morti in Russia, ha continuato, hanno dato un grosso contributo ad alimentare quello spirito alpino che in sintesi è dedizione al dovere, obbedienza alla Patria, solidarietà, amore. MALO I venerdì culturali Nel Gruppo di Malo, ove oltre che ad essere in tanti (oltre 800 iscritti) e pronti a rimboccarsi le maniche per andar giù di pala e piccone ogni qualvolta qualcuno chiede un aiuto, c’è anche chi sta incrementando una vivace attività di carattere culturale e formativo. Dall’ottobre scorso si assiste ad un vero e proprio salto di qualità, ben fecondato anche dalla mente vulcanica di un inossidabile Vito Mantia, “il professore” del Gruppo. L’iniziativa più suggestiva, sta nell’istituzione di incontri mensili, aperti a tutta la cittadinanza ed ai sempre graditi ospiti degli al- tri Gruppi, ove nel corso di una serata, solitamente appunto di venerdì, vengono affrontati dai relatori di turno, temi di carattere storico e contemporaneo, piuttosto che esibizioni canore o incontri con personaggi, in diverso modo legati al mondo alpino ed alla tradizione popolare. Ad Ottobre, presso l’auditorium della Casa degli Alpini, un maladense doc, il Tenente Giovanni Agosti, in forza al 2° rgt Genio Alpini Guastatori, ha tenuto una ampia e documentata relazione sul tema: “Alpini in Afganistan”. Il Tenente Agosti, con l’ausilio anche di proiezioni, ha ben illustrato la sua esperienza diretta e quella dei nostri militari operanti in ambito Nato, tra la popolazione afgana, coinvolta suo malgrado, in faide ed interessi di cui risulta difficile definirne i contorni e pronosticarne una fine. A Novembre invece, grande serata al cine teatro Aurora di Malo; ospite il gruppo canoro: “Il Canzoniere del Progno”, che si è esibito davanti ad un folto ed attento pubblico, in un coinvolgente spaccato di vita, che con canti, musiche ed immagini, ha raccontato le gioie e le fatiche dei nostri padri e nonni, tra le due guerre. Già completo ormai anche il programma per il prossimo anno, con temi e contenuti, per i quali sarà data per tempo, adeguata informazione. L. Girardi Malo fà cultura Nel corso dell’appena concluso 2006, gli alpini maladensi hanno affrontato con molto impegno un programma di iniziative che li sta proiettando verso un salto di qualità che andrà ad integrare quel già acquisito primato di quantità (oltre ottocento iscritti), di cui giustamente vanno fieri. Figura di riferimento e di ispirazione di tanto fervore creativo è il mitico ultraottantenne Prof. Vito Mantia, già combattente e reduce nell’ultimo conflitto mondiale e fertile penna sia di cappello che di taschino. Vale la pena citare quelli che sono stati i momenti più significativi negli ultimi mesi e che hanno visto imporsi all’attenzione del pubblico, i famosi “venerdì culturali”, che larga partecipazione di pubblico e tanti consensi hanno riscosso nella presentazione di spettacoli quali: “Siori de soca, de rassa pitocca” e “Natali di guerra”. Momenti nei quali è stata oltre21 Vita delle Zone e dei Gruppi modo gradita la presenza del Presidente Giuseppe Galvanin con vari componenti del Direttivo sezionale nonché alpini di vari altri Gruppi ed autorità civili e religiose. Di un significativo rilancio ha goduto anche la biblioteca, che con la presentazione del catalogo dei volumi e la motivazione degli stessi, promette concrete prospettive di sensibilizzazione ed interesse per la lettura e l’arricchimento culturale dei singoli. Altra realtà ormai alla ribalta è la nuova “Corale Alpina Maladense”, fortemente voluta e realizzata con grande determinazione da tutto il Gruppo e che ha avuto il suo seppur timido debutto, in occasione della serata del 22 Dicembre scorso, presso la Sala Consigliare del Comune di Malo. La “Sezione cultura” del Gruppo non si adagia comunque sugli allori e già per i prossimi mesi ha in cantiere programmi ed iniziative di sicuro coinvolgimento, non solo per gli alpini ma anche per tutta la cittadinanza e quanti altri, sempre graditissimi ospiti, vorranno onorare con la loro presenza, l’impegno di questi volonterosi, nel promuovere una immagine dell’alpinità, al passo ed in sintonia con l’evoluzione dei tempi e dei mutati panorami che ci circondano. Luigi Girardi MONTEGALDA Incontro con i bambini di Chernobil Grazie al Capogruppo Riondato che, con tutto il suo Gruppo di Bastia di Rovolon, da anni collabora con l’associazione “PER UN SORRISO”. 22 Anche noi del Gruppo di Montegalda abbiamo potuto visitare la casa di accoglienza internazionale San Domenico Savio di Rovolon, accolti con estrema gioia dalla responsabile della struttura assieme alle collaboratrici. Dal 1999 in questa struttura l’associazione ospita, da aprile a settembre, gruppi di bambini con gravi problemi di salute o che vivono in condizioni disagiate e provenienti dalle zone povere del mondo. In occasione della nostra visita del settembre scorso, vi erano ospitati circa venti bambini bielorussi vittime innocenti della contaminazione nucleare di Chernobyl; assieme a loro vi era un’insegnante bielorussa e l’interprete. Nel periodo che trascorrono in Italia i bambini possono migliorare la loro condizione fisica e psicologica, oltre ad ottenere le necessarie cure mediche. Questo consente loro di ritornare al proprio paese rinvigoriti nel fisico e nello spirito, così da poter affrontare la dura realtà della loro vita quotidiana. È evidente che anche quest’associazione ha necessità di aiuto economico per proseguire nell’opera intrapresa, in particolare per il costo dei biglietti aerei. Nonostante la vicinanza geografica a Montegalda, solo recentemente e quasi per caso siamo venuti a conoscenza di questa pregevole iniziativa che anche il nostro Gruppo ha ritenuto meritoria di aiuto. Proprio per evitare che attività di questa portata rimangano sconosciute, riteniamo utile informare tutti i Gruppi della sezione di Vicenza dell’esistenza di questa realtà. (www.perunsorriso.com - tel/fax 049 5226022) Vita delle Zone e dei Gruppi ORGIANO Sul Rifugio più alto d’Europa Monte Rosa Capanna Regina Margherita 4554s.l.m. 26 e 27 Agosto 2006 Sulle nude rocce, sui perenni ghiacciai…; Finalmente siamo riusciti a portare il nostro Gagliardetto là, in alto, dove l’unico rumore è il ticchettio sul giubbotto provocato dalla neve ghiacciata sospinta dal La cordata a due; Bollin vento frenetico. Arrivati dopo Fabio e Martello Sandra 4 ore di cammino ci ritroviamo con il respiro molto pesante e le gambe affaticate. Qui prima di togliermi i ramponi ho deciso di leggere la preghiera dell’alpino e magicamente il vento si è fermato come se anch’esso volesse rendere omaggio ai nostri Caduti. Il sole splendente e il letto di nuvole che ricopriva le pianure ci ha dato un’atmosfera magica e grandissima soddisfazione. Ci ha fatto sentire lì…. un po’ più vicino ai nostri cari. Io faccio parte dei giovani alpini “almeno cosi siamo stati inquadrati” e mi sembra giusto con questo piccolo articolo dimostrare che siamo presenti e lo saremo sempre di più. Ringraziando l’attuale presidente Nazionale per la fiducia e l’investimento di tempo a noi dedicato, volevo anche ricordare che quest’anno si è votato il nuovo direttivo del Gruppo Alpini di Orgiano di cui faccio parte in qualità di Segretario: Bracesco Domenico (Consigliere), Bollin Fabio (Segretario), Buso Giovanni (Consigliere), Cappellotto Alessandro (Consigliere), Corazza Leonzio (Consigliere), Gottardi Angelo (Capogruppo), Scaggion Roberto (Consigliere), Turella Luigi (Tesoriere). Tanti auguri. SARCEDO Due giorni con gli amici alpini di Biella Il tutto ebbe inizio quando partecipammo all’adunata di Cagliari in Sardegna. Lì incontrammo gli alpini di Biella e, si sa, quando si incotrano gli alpini, anche se di diverse provincie e anche se hanno fatto la naja in differenti Brigate, l’amicizia si stringe subito e, proprio da lì è iniziata questa bella amicizia che ci ha portato nel 2004 a essere ospiti nelle sede della sezione di Biella per la festa del 132° compleanno degli alpini. Presenti il Prefetto di Biella, il Presidente Nazionale Corrado Perona e tutto il Consiglio sezionale con il Presidente Edoardo Gaja in testa. Dopo la cerimonia siamo stati ospiti a cena in Sezione ed è stata una gran festa. Il sabato e la domenica successivi abbiamo partecipato a Casale Monferrato al 7° raduno del 1° raggruppamento, Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e Francia e sono state emozioni forti, soprattutto la domenica mattina quando tanti vicentini, trapiantati lì per lavoro, vedendo il vessillo della Sezione di Vicenza, sono venuti con le lacrime agli occhi a salutarci, commossi nel vedere alpini della loro terra natale che ricordano con nostalgia ed orgoglio. La sfilata finale è stata anch’essa molto avvincente, (con noi ha sfilato anche il Gen.le Maurizio Gorza), con 25.000 persone, stimate, lungo le transenne. Ma torniamo ai due giorni di Biella. Il 16 ottobre mi giunge una telefonata dall’amico Ermanno che ci invita per il 28-29 ottobre all’inaugurazione della nuova Sede sezionale. Contatto il mio Capo Zona Giuseppe Arbori, perché chieda al Presidente cav. Giuseppe Galvanin il permesso di portare il Vessillo sezionale a Biella. Detto fatto, il Vessillo è concesso. Organizzato il tutto, sabato mattina siamo partiti. Quando siamo arrivati nella nuova sede, Ermanno e gli altri amici erano lì che ci aspettavano. Dopo i calorosi saluti ci hanno fatto visitare la nuova sede sezionale, molto bella e spaziosa, alle 16.30 ci hanno accompagnato ai giardini Zumaglini, dove abbiamo salutato il Presidente Nazionale Perona, i Consiglieri nazionali Brunello e Botter e il Presidente sezionale Gaja. Qui si è svolta la cerimonia con la deposizione della corona di alloro al monumento dei Caduti ed è iniziata la sfilata che ha attraversato tutto il centro di Biella, in mezzo a due ali di folla plaudente. Siamo stati ricevuti nella sala consiliare per il saluto del Sindaco, dott.Vittorino Barazzotto, anche lui alpino, poi avanti fino al teatro Villani, dove c’è stata la rappresentazione teatrale “Il Cappello Alpino... racconta”. Domenica 29 ore 9.30, nonostante ai sabato sera 23 Vita delle Zone e dei Gruppi avessimo fatto un po’ tardi, (si fà per dire) io e il Capo Zona e i due miei alpini abbiamo partecipato alla cerimonia nel piazzale della nuova sede: alzabandiera, discorso dell’autorità, S.Messa al campo, benedizione e inaugurazione della nuova sede da parte del Presidente nazionale Corrado Perona e gentile signora Anna. E’arrivato poi il momento di salutarci, dopo due giorni vissuti in allegria, con la promessa di rivederci a Cuneo. Aldo Brunello VICENZA – “G. REOLON” Il Gruppo “G. Reolon” di S. Pio X nel periodo autunnale ed in prossimità delle feste natalizie ha promosso alcune iniziative atte a consolidare la presenza del volontariato alpino nella realtà sociale del quartiere. La gestione delle “marronate” effettuate nel mese di novembre 2006 presso i supermercati di via Giuriato e Cà Balbi e l’offerta di vin brulé e cioccolata calda del 23 dicembre, hanno permesso la raccolta di offerte spontanee in considerevole misura, da destinare, tramite la San Vincenzo parrocchiale, a favore di situazioni di particolare disagio economico e sociale del quartiere. L’8 dicembre 2006, in occasione del Concerto di Natale organizzato dalla Circoscrizione presso la Chiesa di S. Pio X, il Gruppo si è fatto carico del ristoro degli intervenuti, riscuotendo un eccellente gradimento. Nella mattinata del 17 dicembre, in collaborazione con il gruppo scouts della parrocchia, una decina di soci hanno visitato un buon numero di anziani del quartiere, gran parte soli, malati, non autosufficienti, portando loro l’augurio di un Natale un po’ più sereno e il dono, simbolico ma gradito, di una “stella di Natale”. Il 20 gennaio 2007, il Gruppo ha organizzato una “cena di solidarietà” in onore degli ospiti della comunità terapeutica “La villetta” di via Volpato: un gesto significativo per offrire un paio d’ore diverse a persone ritenute abbastanza “scomode” nel nostro contesto sociale. 24 Alpin fa grado ora anche in DVD Ora è possibile consultare, e conservare, più agevolmente “Alpin fa grado”. È stata infatti completata la raccolta dei numeri da giugno 1953 a tutto il 2006, più tre numeri usciti in prova nei mesi di settembre, ottobre e novembre dell’anno 1948. I numeri sono contenuti in un DVD in vendita presso la Sezione al prezzo di € 15,00. I numeri di quest’anno saranno reperibili sul portale www.anavicenza.it in formato PDF, le cui pagine possono essere visionate e stampate. Gli interessati alla raccolta, singolo associato o Gruppi ANA, possono farne richiesta al seguente indirizzo: Associazione Nazionale Alpini – Sezione di Vicenza, V.le B. D’Alviano, 6 – 36100 Vicenza. Serata di cori Il Gruppo Alpini Zovencedo – San Gottardo vi invita alla 3° rassegna di cori alpini sabato 17/03/2007 alle ore 20,30, presso la chiesa parrocchiale di San Gottardo (comune di Zovencedo) Cori partecipanti: CORO BRIGATA CADORE - in congedo CORO BRIGATA ALPINA OROBICA - in congedo CORO VAL LIONA L’ingresso è libero Rinnovo direttivi Rinnovo direttivi in carica per il triennio 2007/2009 ALTAVILLA VICENTINA Capogruppo: Ruggera Aldo Consiglieri: Barbato Silvano, Camera Giovanni, Carlotto Claudio, Casarotto Pietro, Centofante Dino, Creazzo Stefano, Galvanin Luciano, Groppo Francesco, Nicoletti Benedetto, Pellizzaro Francesco, Pertile Angelo, Tessarolo Angelo (segretario), Todesco Mario. BOLZANO VICENTINO Capogruppo: Paccagnella Albano Consiglieri: Biasia Orlando, Brusaporco Ottorino, Brusaporco Pietro, Gasparotto Lino, Menin Bruno, Orfano Livio, Pelizzer Bruno, Rizzotto Giovanni, Rocchetto Emilio, Rossi Romano, Strazzabosco Nereo, Zaccaria Giovanni, Zulian Tarcisio (segretario). BRENDOLA Capogruppo: Giancarlo Lovato, Consiglieri: Giuseppe Bisognin, Sergio Bisognin, Stefano Bisognin, Gerolamo Corato, Alberto De Boni, Claudio Fizzotti, Vittorino Gaio, Federico Murzio. CRESPADORO Capogruppo: Tibaldo Vittorio Consiglieri: Bauce Nicola, Cocco Adamo, Dalla Pozza Marco, Ferrari Fernando, Ferrari Giuseppe, Graizzaro Massimo, Grandi Germano, Roncari Renzo (segretario), Selmo Antonio, Sitara Sereno, Zanconato Vincenzo. GRANCONA Capo Gruppo: Roberto Marconato Consiglio Direttivo: Baldovin Claudio, Bellin Bruno, Bisognin Mirco, Casalin Gianfranco, Covolo Primo, Ferron Giuseppe, Marconato Giorgio, Marconato Pietro, Panzarotto Sergio, Soldà Remigio, Sommaggio Miguel, Tancredi Gianfranco, Ularetti Gianfranco. Rappresentanti Amici degli Alpini: Baldovin Manuel, Luna Bruno, Marconato Michele. ISOLA VICENTINA Capogruppo: Zanella Giuseppe Consiglieri: Abalotti Antonio. Calta Ugo, Campana Antonio, Cocco Domenico, Cortiana Carlo, Cortiana Paolo, Cumerlato Paolo, Galvanetto Bruno, Galvanetto Emiliano (segretario), Gugole Gabriele. Pendin Luigi, Revelin Gianluigi, Rizzi Bruno, Ronzani Giovanni. MARANO VICENTINO Capogruppo: De Muri Adalberto Consiglieri: Arcaro Bruno, Basso Giuseppe, Berlato Giacomo, Canova Mirko, Dal Bianco Giampietro, Eberle Francesco, Valenza Giancarlo, Viero Giacomo, Zambon Giuseppe (segretario), Zambon Ivano. MONTEVIALE Capogruppo: Baruffato Domenico Consiglieri: Bertoldo Gino, Caoduro Umberto, Carraro Valentino, Ceccato Severino (segretario), Cegalin Nicola, Corato Ottavio, Corato Silvano, Florio Antonio, Guglielmi Giuliano, Leonardi Giovanni, Lorenzato Mirto, Menti Sergio, Toldo Augusto, Zacchini Giuseppe, Zemin Flaviano, Zorzin Attilio. MONTORSO VICENTINO Capogruppo: Tibaldo Federico Consiglieri: Baldisserotto Michele, Biasin Giuseppe, Brea Marcello, Brunello Michele, Castagna Isidoro, Cenci Giuseppe, Cocco Marcello, Dario Angelo, Ferrari Davide, Lovato Faustino, Negretto Mirco, Nicolato Renzo, Ongaro Adriano, Penzo Nicola, Sottoriva Nereo (segretario), Tadiotto Tranquillo, Tibaldi Pierattilio, Visentin Fabio, Zaffari Giuseppe, Zorzi Orazio, MOSSANO Capogruppo: Martini Antonio Consiglieri: Albertin Giuseppe, Capraro Ivano, Ceruffi Flavio (segretario), Fabris Germano, Masiero Fiorenzo, Miazzo Gino, Mucchietto Gianfranco, Pegoraro Danilo, Pierantoni Luciano, Poppi Ruggero, Quartarolo Maurizio, Trevisan Enzo, Zavatta Danilo. NOGAROLE Capogruppo: Bruttomesso Bruno Consiglieri: Chiarello Maurizio, Corato Renato, Nardi Diego (segretario), Roviaro Giuseppe, Verda Eugenio, Zarantonello Giuseppe, Zarantonello Paolo. ORGIANO Capogruppo: Gottardi Angelo Consiglieri: Bollin Fabio (segretario), Bracesco Domenico, Buso Giovanni, Cappellotto Alessandro, Corazza Leonzio, Scaggion Roberto, Turella Luigi. POVOLARO Capogruppo: Corrà Giovanni Consiglieri: Azzi Attilio, Barausse Eugenio, Borgo Giovanni, Clavello Vladimiro, Dalla Pria Antonio (segretario), De Stefani Paolo, Fraccaro Ennio, Longhin Luciano; Peruzzi Luigi, Seganfreddo Francesco, Santin Virginio, Veller Bortolo, Veller Diego. POZZOLO Capo Gruppo: Attilio Sommo Cerato Consiglio Direttivo: Bellin Antonio, Carminato Eugenio, Cattin Franco, De Grandi Silvio, Sella Gianfranco, Scalzotto Fernando. Rappresentante Amici degli Alpini: Bellin Andrea. SAN GERMANO DEI BERICI Capo Gruppo: Mauro Castagna Consiglio Direttivo: Bertesina Germano, Ceolato Gabriele, Menoncin Giorgio, Trevisan Andrea, Trevisan Emilio, Trevisan Siro. SAN GIOVANNI IN MONTE Capo Gruppo: Adriano Santiago Consiglio Direttivo: Bonato Almerino, Campesato Paolo, Dalla Rosa Fabio, Fortunato Luigino, Mattiello Alberto, Molon Sandro, Pontarin Marenziano, Rapo Damiano. Rappresentante Amici degli Alpini: Rossato Celestino. VICENZA – BORGO CASALE “R. e G. TOSATO” Capogruppo: Pavan Roberto Consiglieri: Bertoldo Luciano, Brendolin Pietro Bodinetti Antonio, Boesso Bruno, Carli Giuseppe, Carta Lorenzo, Dalla Valle Renato, De Maria Francesco, Franceschi Flavio, Manfrin Danillo, Marchesini Clodio (segretario), Nani Renzo, Penazzato Giuseppe, Peruzzi Luciano, Piva Amedeo, Silvestri Lino, Valeri Paolo, Zanon Umberto, Zonta Virginio. VICENZA – “GIURIOLO” Capogruppo: Basso Renato Consiglieri: Addeo Alessandro, Buggiarin Maurizio, Chilese Daniele, Dalla Pozza Massimo, Dalle Ave Dino Fortunato, Fincato Mariano, Pevere Igor, Scarso Andrea. VICENZA – “G. REOLON” Capogruppo: Testolin Giuseppe Consiglieri: Costa Piergiorgio, Duso Eligio, Giaretta Giancarlo, Lobba Carlo Alberto, Mion Antonio, Ongaro Gianluigi, Rossato Roberto, Scantamburlo Franco. VILLA DEL FERRO Capo Gruppo: Marco Dalla Vecchia Consiglio Direttivo: Borinato Andrea, Ceretta Tarcisio, Matteazzi Fabio, Mattiolo Graziano, Ongaro Graziano, Tagliaferro Corrado, Zulian Luigi. ZERMEGHEDO Capogruppo: Casella Michele Consiglieri: Castegnaro Renzo, Culpo Claudio, Facin Giuseppe, Marangoni Tullio, Nardi Danilo, Zanetti Enrico, Zerbato Ivano (segretario). ZOVENCEDO/SAN GOTTARDO Capo Gruppo: Mirko Casarotto Consiglio Direttivo: Calgarotto Ottavio, Casarotto Amelio, Da Soghe Ivan, Franceschini Guerrino, Franceschini Paolo, Maran Adolino, Maran Renzo, Mattiello Mario, Mazzucco Flavio, Zazzeron Giuseppe, Zazzeron Ivan. Rappresentante Amici degli Alpini: Maran Renzo. 25 La pagina dello sport Memorial Gino Rosin Circa 150 atleti si sono ritrovati in una bella giornata di sole nello splendido scenario del lago di Fimon per disputare il 3° memorial Gino Rosin. Gara voluta e organizzata da Olfeo Dal Lago con il G.S.A. e la famiglia Rosin, per ricordare l’atleta, l’alpino, ma soprattutto l’amico Gino. Si tratta di una gara di corsa a staffetta composta da 3 atleti che devono fare, a testa, un giro del lago di km 4,100. Il piu veloce è risultato Barcarolo Michele che ha impiegato 12’39”; seguito dall’atleta del G.S.A. Grasselli Denis 12’54” e Vivian Enrico 12’55”; mentre in campo femminile dominava Michela Zorzanello in 14’06” davanti a Boniolo Anna 15’07” Da segnalare l’ottimo 3° posto della staffetta femminile del G.S.A. , composta da Pertegato Giuliana, Campese Anna, Danese M. Antonietta. Manifestazione che si segnala per l’alto numero di atlete donne partecipanti: ben 27 presenze, e atleti venuti da fuori provincia. Sono intervenuti alla manifestazione il presidente sezionale Galvanin cav. Giuseppe, il Sindaco di Arcugnano Zolla cav. Vittorio, l’assessore allo sport Bedin Gian Emilio. Ottima l’affluenza di pubblico, lungo il percorso, che incitava gli atleti al loro passaggio. Le staffette vincitrici di categoria: Cat. A fino a 110 anni (somma dell’età) 1° Barcarolo Michele-Zordan Andrea-Rosin Martino - 39’16” Cat. B Da 111 A 150 Anni 1° Centofante Giorgio - Vivian Enrico - Bidese Giovanni 39’35” Cat. C Oltre 151 Anni 1° Masiero Orazio - Bevilacqua Dario - Berti Luigi 43’11” Cat. femminile 1° Zozanello Michela - Boniolo Anna - Antoniazzi Cristina 44’30” 26 Centofante in luce a Taglio di Po Giorgio Centofante A difendere i colori del G.S.A. al Campionato regionale di corsa campestre Taglio di Po (Rovigo) ci ha pensato Giorgio Centofante. Anche se non giovanissimo (classe 59) ha messo in riga molti giovani in una gara dove bisognava dare tutto, ma da buon Alpino stringeva i denti ed agguantava un ottimo 4° posto assoluto e primo della categoria master M 45. Complimenti Giorgio e grazie per l’impegno e l’attaccamento che hai per i colori del G.S.A. La pagina dello sport CORRIDA DI SANTO STEFANO Una decina di atleti sono andati a difendere i colori del G.S.A. a Cusignana Bassa di Giavera del Montello (TV)in una gara nazionale di corsa su strada, con atleti di assoluto valore internazionale. I nostri portavano a casa due ottime vittorie di categoria con Giovanni Bidese nella Master M40 e Giorgio Centofante nella MM45 ed altri ottimi piazzamenti con i restanti atleti confermando il G.S.A. come una delle società più forti del Veneto. PREMIAZIONE TROFEO SCALATORE D’ORO Si è svolta il giorno 28 ottobre 2006 nel palasport di Grisignano di Zocco, nell’intervallo della rassegna cori, la premiazione del trofeo “Lo scalatore d’oro”. Si tratta di cinque gare di corsa in montagna organizzate dai Gruppi Alpini locali in collaborazione con la Sezione tramite il G.S.A. Le gare sono: Santorso-Monte Summano, StaroCampogrosso, Trofeo ANA S. Pietro Mussolino, trofeo Monte Civillina a San Quirico di Valdagno, Trofeo Periz a Posina, che hanno visto la partecipa- zione di oltre 450 atleti. Sono intervenuti alla cerimonia il Presidente sezionale Galvanin cav. Giuseppe, il Generale Domenico Inecco e il Sindaco di Grisignano. I vari vincitori delle categorie sono: Categoria Assoluta: 1° Spanevello Lucio ANA San Quirico scalatore d’ORO. 2° Bertoldo Stefano G.S.A. Vicenza 3° Perin Pietro ANA San Quirico cat. Dai 40 ai 50 anni: 1° Mosele Luigino 2° Danzo Luciano G.S.A. Vicenza 3° Busellato Graziano ANA S. Quirico cat. Oltre 50 anni: 1° Savio Ennio G.S.A. Vicenza 2° Valente Raffaello G.S.A. Vicenza 3° Fabris Dino D.L.F. Vicenza categoria femminile: 1° Pertegato Giuliana G.S.A. Vicenza 2° Bassan Rosanna G.S.A. Vicenza Ottima l’accoglienza che il folto pubblico presente ha riservato agli atleti, i quali sono stati entusiasti dell’esperienza e con la volontà di ripeterla anche per le prossime edizioni. Dal Lago Olfeo 27 Protezione civile Parilamo di noi Comincia con questo numero di Alpin fa Grado una maggiore attenzione alla rubrica sulla Protezione Civile sezionale. Da alpini bonaccioni quali siamo abbiamo spesso trascurato l’immagine della nostra organizzazione di P.C., vero fiore all’occhiello dell’attività sezionale, invidiata spesso da tante altre Sezioni, lodata dalle Istituzioni per il livello di efficienza, indispensabile per l’importante ruolo che localmente riveste, ma, ahimè, forse poco conosciuta dai nostri ventimila soci, figuriamoci dall’altra gente. Per questo c’è bisogno di una cura di visibilità, la necessità di fare marketing, usando un termine commerciale, proprio perché è giusto che la gente sappia quello che fanno gli Alpini e la loro organizzazione di P.C., per non essere talvolta offuscati dall’attività (a volte è proprio poca cosa) delle tante organizzazioni di P.C. che localmente stanno nascendo come i funghi. Ecco quindi la necessità di rimboccarci le maniche anche sotto l’aspetto mediatico con varie iniziative che vedranno presto la luce e perché no, servendoci anche del nostro giornale. L’attività delle nostre squadre è veramente intensa: spesso i fine settimana sono impegnati per interventi locali in virtù delle convenzioni sottoscritte con i Comuni, che hanno individuato nella nostra organizzazione la soluzione ai loro obblighi in materia di P.C.; c’è poi tutta l’attività della Sezione. Verrebbe da pensare che i volontari non sono mai fermi e questo spesso è realtà, perché fra i piccoli spazi di tempo libero bisogna trovare posto anche per la formazione individuale; questa è importantissima perché strettamente collegata all’efficienza delle squadre e dell’organizzazione tutta. In pratica cerchiamo di scostarci dall’immagine del volontario con in mano il solo badile (a volte e soprattutto nelle calamità ci viene richiesto anche quello) e puntiamo su un volontario qualificato. La Sezione punta molto sulla qualifica individuale e promuove corsi di vario tipo; altri vengono proposti da altri organi istituzionali. È così che 10 volontari della squadra Val Chiampo hanno partecipato ad un corso base antincendio boschivo organizzato dai servizi forestali regionali di Vicenza; il corso è stato articolato in due giornate dello scorso mese di novembre, per un totale di 16 ore di istruzione. La formazione è stata specifica sulle tematiche legate agli incendi boschivi, sull’utilizzo delle attrezzature e dei dispositivi di protezione individuale, sull’applicazione delle tecniche di spegnimento e sulle problematiche legate all’organizzazione delle operazioni di intervento. Alla fine del corso tutti i volontari, che devono fra l’altro godere di particolare stato di salute, sono risultati idonei all’intervento sul fronte del fuoco. Complimenti… Nella Sezione esistono due squadre antincendio, la Val Chiampo e la Val Liona. Altri venticinque volontari, in rappresentanza delle varie squadre, stanno seguendo un corso per la formazione di responsabili di sanità. È un corso che si articola in alcuni incontri di mezza giornata e prevede lezioni teoriche ed interventi pratici; la sede è Montecchio Precalcino, presso la nuova struttura a disposizione della squadra sanitaria, sempre super impegnata. Infine altri volontari stanno partecipando ad un corso tenuto dalla squadra trasmissioni finalizzato all’apprendimento di un corretto linguaggio e della padronanza nell’uso della radio. Un bravo a tutti giunga dalle righe del nostro giornale. Toni Moro 28 Protezione civile La squadra di Caldogno Pubblichiamo volentieri un articolo sulla squadra di Caldogno, l’ultima nata nella nostra organizzazione di P.C., che con grande entusiasmo ed impegno si sta mettendo alla pari con le altre squadre. La foto la ritrae nel giorno della presentazione ufficiale, alla presenza delle massime Autorità comunali e associative. Benvenuta Caldogno. Anche il Gruppo Alpini di Caldogno, su interessamento del suo capo Ottavio Menara, aveva da tempo gettato le basi per la costituzione di una squadra di P. C., che potesse rappresentare l’espressione dello spirito di civile solidarietà del gruppo stesso e la sua organizzazione per la prevenzione e l’assistenza alla popolazione in qualsiasi momento e per qualsiasi evento. La squadra, anche se ancora limitata all’ambito territoriale di competenza del Gruppo Alpini di Caldogno, è tendenzialmente aperta ad una sua espansione verso altre realtà che dovessero sorgere nella zona. La nascita della P.C. ANA di Caldogno è datata 7 febbraio 2005, quando, alla presenza del vice coordinatore sezionale Toni Moro, è stata tenuta presso la locale sede degli Alpini la prima riunione per muovere i primi passi nella P.C. ANA, ma la presentazione ufficiale è avvenuta il 4 giugno 2006 alla presenza del Presidente sezionale Giuseppe Galvanin, del Gen. Maurizio Gorza, coordinatore nazionale della P.C. ANA, del capo zona Rino Filippi. A dar lustro all’evento la partecipazione del neo Sindaco del Comune di Caldogno Marcello Vezzaro e dell’assessore responsabile della P.C. dell’unione dei comuni di Caldogno, Costabissara e Isola Vicentina Sig. Luigi Pozzato. Dopo la S. Messa officiata nella Parrocchiale di Caldogno dall’Arciprete don Gigi Maistrello, la benedizione della squadra, con la splendida cornice creata dalla presenza delle altre squadre intervenute per l’occasione; poi la cerimonia si è spostata presso le “ barchesse “ di villa Caldogno per le foto di rito, i discorsi delle autorità, il rinfresco. La presentazione della squadra di P.C. ANA Caldogno è avvenuta in concomitanza con una serie di altre importanti manifestazioni cittadine che le ha permesso di farsi conoscere dal numeroso pubblico presente. La squadra è composta da una ventina di volontari, ha un proprio gruppo logistico ed ha individuato il proprio capo squadra nella persona di Radames Saccozza; dispone già di un soccorritore e due infermieri di cui uno diplomato. Nonostante la tenera età e la carenza di mezzi, la squadra ha già partecipato in forza a tutte le esercitazioni sezionali e ad altre organizzate localmente, quali il presupposto di una esondazione, la messa in sicurezza di un ponte, la ricerca di un disperso feritosi ed il suo recupero. La squadra è molto attenta alla formazione individuale e partecipa numerosa ai vari corsi organizzati dalla Sezione e dalla Provincia, nonché ai propri. La carenza di mezzi e importanti dotazioni di squadra, che del resto è tipica delle giovani formazioni di P.C. ANA, non diminuiscono l’entusiasmo e lo spirito altruistico, ma la squadra confida di risolvere presto anche queste esigenze organizzative grazie anche al supporto economico delle Amministrazioni locali. 29 Alpini che si fanno onore Il socio Turato Giampietro è stato premiato con la “Croce d’oro” della Fidass per il raggiungimento delle 100 donazioni di sangue. Al bravo donatore i complimenti vivissimi dal Gruppo e dalla Redazione. TORRI – LERINO Il Gruppo porge le congratulazioni al socio alpino Zaccaria Antonio,già Dottore in Farmacia, che in data 26/10/2006 ha conseguito la Laurea in “Scienze religiose” discutendo col Prof. Roberto Tommasi della Facoltà Teologica del Triveneto la tesi: “La scienza tra ragione e fede: chiarificazioni utili per impostare la questione dei rapporti tra scienza e fede”. Congratulazioni anche da parte della Redazione. CREAZZO Il Gruppo Alpini è orgoglioso di presentare alla nostra grande Famiglia Alpina il Tenente Alpino FOCHESATO Alessandro, classe 1980, figlio del compianto Capo Gruppo A.N.A.di Creazzo Signor FOCHESATO Francesco, classe 1952. “Buon sangue non mente”. Con determinazione il nostro Alessandro, in onore del papà, fortemente Alpino, ha frequentato il 181° Corso dell’Accademia Militare di Modena e la Scuola di Applicazione Militare di Torino conseguendo brillantemente, nel luglio scorso, la Laurea in “Scienze Strategiche”. Ora è stato assegnato e presta servizio al 5° Reggimento Alpini di Vipiteno (Bolzano). Il Gruppo Alpini di Creazzo si congratula con il neo Tenente per la Sua tenacia, volontà e bravura; con la mamma per la Sua dedizione agli Alpini, con la sorella per il Suo incitamento e con i nonni pieni di gioia nel vedere il nipote “Ufficiale degli Alpini”. Con gli auguri più sinceri, il Gruppo Alpini di Creazzo invia, al nostro Tenente degli Alpini Alessandro Fochesato un arrivederci a presto, magari a Vipiteno. 30 SOVIZZO Le Penne Nere Sovizzesi hanno festeggiato i 50 di sacerdozio di Padre Gino Dalla Vecchia, co-fondatore del Gruppo ANA di Sovizzo, attuale Superiore del Centro culturale “Stella Mattutina”. Lo vediamo nella foto ritratto accanto al fratello Giovanni. BELLE FAMIGLIE Ecco una bella famiglia del Gruppo di Rozzampia: Marsetti Bortolo cl. ’43 Btg. “Val Cismon” ritratto con i figli Mirko cl. ’75, 7° Alpini C.C. e Stefano cl. ’81 Btg. “Feltre” e lo zio Binotto Antonio, alpino a Tai di Cadore. INCONTRI Non si incontravano dalla metà degli anni ’50 e si sono incontrati all’Adunata di Asiago, da sinistra: Fiorello Savegnago di Carrè, Cristian Rigoni di Asiago, Mario Carretta di Carré e il Gen. Roberto Stella di Asiago. Notizie familiari Cinquantesimo di matrimonio ed ultra Ci congratuliamo con tutti i nostri soci che recentemente hanno festeggiato importanti traguardi della loro vita. A tutti i più cordiali e calorosi auguri di… buon proseguimento. L’Alpino Zambello cav. Angelo del Gruppo di Alonte, ex combattente e pluridecorato, per il 60° di matrimonio con la gentile consorte Romilda Battistello. L’Alpino Lancioni Ottorino del Gruppo di San Rocco di Tretto, ex combattente, per il 60° anniversario di matrimonio con la gentile signora Erinna Veronese. L’Alpino Iselle Gianfranco, del Gruppo di Creazzo, per i 50 anni di matrimonio con la consorte Vilma Calearo. L’Alpino Luigi Pendin del Gruppo di Isola Vicentina per il 50° di nozze con la gentile Elide Sbalchiero. L’Alpino Fochesato Guido del Gruppo di Malo in occasione del 50° di matrimonio con la gentile consorte Maria Dosi L’Alpino Remigio Laghetto del Gruppo di Rozzampia per le nozze d’oro festeggiate con la consorte Rosina Battistello. L’Alpino Claire Ruaro del Gruppo di Marano Vicentino in occasione del 50° di Matrimonio con la gentile signora Rosina Meneghini. Nozze d’argento L’Alpino Antonio Ferrian del Gruppo di Villa del Ferro per le nozze d’oro con la gentile Agnese Mainente. *** L’Alpino Angelo Franchetto del Gruppo di Villa del Ferro per il 50° anniversario di matrimonio con la signora Giuseppina Peota. Dal Gruppo di Torreselle le felicitazioni degli Alpini per il socio Gianni Cestonaro e gentile consorte Marisa Tamiozzo; e per Gianfranco Sottoriva e gentile consorte Lucia Zanrosso. 31 Notizie familiari Nati ASIGLIANO VENETO Tommaso di Samanta e Gianluca Farina BARBARANO VICENTINO Francesco di Marijsa e Federico Dresseno Leila di Martina e Andrera Pretto Alessandro di Antonella e Domenico Pozza BRESSANVIDO Aurora di Resi e Vittorio De Bortoli CALVENE Michael di Monica e Stefano Binotto CAMPIGLIA DEI BERICI Roberto di Barbara e Fabrizio Vencato CHIAMPO Matteo di Gabriella e Adelino Pieropan Beatrice di Valentina e Mirco Danda Stefano di Roberta e Giorgio Marchetto Fabio di Betty e Roberto Marcassan COSTOZZA Massimo di Raffaella e Marco Scalzotto CREAZZO Miriam di Silvia e Matteo Stefani FARA VICENTINA Alex di Paola e Andrea Sperotto LUGO Ithan di Ester e Giuseppe Manzardo MARANO VICENTINO Giulia di Federica e Ennio Rigon MONTECCHIO MAGGIORE Alessia di Federica e Marco Zanni Emmanuele di Pamela e Marco Cozza 32 MONTE DI MALO Martina di Annalisa e Giancarlo Cogo Gabriele di Silvia e Valentino Stefani POSINA Sofia di Nadia e Vittorio Giroli Daniele di Elisa e Denis Lighezzolo QUINTO VICENTINO Riccardo di Stefania e Devis Carraro Isabella di Carla e Paolo Maran SAN LAZZARO “O. SALVIATI” Enrico di Valentina e Michele Milano SAN GIOVANNI IN MONTE Matteo di Rosita e Giancarlo Zampogna Giulia di Barbara e Celestino Rossato SETTECA’ Valentina di Cristina e Nicola Dani TONEZZA DEL CIMONE Manuel di Laura e Massimo Recher TORREBELVICINO Davide di Alessandra e Roberto Dalla Vecchia TORRI-LERINO Giovanni di Antonella e Cesare Scacco Caterina di Elena e Sergio Timpretti VILLAGANZERLA Samuele di Mirka e Luca Viadarin Giovanni Paolo di Caroline e Francesco Zanotto ZERMEGHEDO Sandro di Barbara e Giuseppe Facin Calendario manifestazioni 2007 6 gennaio VICENZA Santa Messa dell’Epifania in suffragio degli Alpini andati avanti 3 giugno (pomeriggio) GAMBELLARA 60° Anniversario Fondazione Gruppo 28 gennaio MOSSANO Commemorazione Sezionale di Nikolajewka 8/9 giugno POIANELLA Adunata di Zona e inaugurazione monumento ai caduti 11 marzo VICENZA Assemblea annuale dei delegati 9/10 giugno BORGO CASALE -VICENZA50° Anniversario Fondazione Gruppo 3 marzo MONTE CORNO Campionati Sezionali di Sci-Fondo 16/17 giugno ARZIGNANO Raduno Triveneto 4 marzo MONTE VERENA Campionati Sezionali di Sci Slalom Gigante 23-24 giugno CALDOGNO 50° anniversario fondazione Gruppo 15 aprile MONTEGALDA Festa del Gruppo 2 settembre MONTE PASUBIO Pellegrinaggio Sezionale 22 aprile VILLAGGIO DEL SOLE –VICENZA 40° anniversario fondazione Gruppo 10 settembre MAROLA 50° Anniversario Fondazione Gruppo 28/29/30 aprile/1maggio GRANCONA 70° anniversario fondazione Gruppo Adunata Interzonale 15/16 settembre VILLAVERLA Adunata Sezionale 12/13 maggio CUNEO 80^ Adunata Nazionale 21/22/23 settembre MELEDO 30° anniversario fondazione Gruppo 20 maggio SAN BORTOLO –VICENZA 40° anniversario fondazione Gruppo 28/29/30 settembre ARZIGNANO Esercitazione Triveneta di Protezione Civile 26 maggio ARZIGNANO Rassegna Sezionale Cori A.N.A. 6/7 ottobre MONTECCHIO PRECALCINO 60° Anniversario Fondazione Gruppo 1/2 giugno SAN PIETRO IN GU (PD) 15° anniversario fondazione Gruppo 28 ottobre MONTECCHIO MAGGIORE Raduno Reduci Btg. Vicenza e Btg. Val Leogra 3 giugno (mattino) NANTO Inaugurazione BAITA ALPINA 2 dicembre Riunione dei Capigruppo 33 Lutti Il vessillo sezionale è listato a lutto per la recente scomparsa di numerosi amici alpini. Alla loro memoria vada il nostro pensiero riconoscente per la dedizione associativa dimostrata. Ai congiunti dei soci scomparsi giungano, nel momento del dolore, le più sentite condoglianze ed i sensi della solidarietà fraterna delle “penne nere” vicentine. 34 CHIAMPO ALMISANO BARBARANO VICENTINO Alp. Silvio Crivellaro cl. 1926 – Btg. Bassano Alp. Angelo Dalla Rosa cl. 1941 – Brig. Cadore ALMISANO BOLZANO VICENTINO Alp. Pietro Dal Grande cl. 1941 – Btg. Belluno Alp. Gasparotto dr. Francesco Classe 1934 ARZIGNANO BOLZANO VICENTINO Alp. Primo Gasparoni cl.1932 – 8° Regg. Art. Efrem Spiller Gruppo Agordo Capitano Andrea Corbetti Div. Julia – Reduce di Russia Alp. Vittorio Calesella cl. 1931 –6° Alpini ASIGLIANO VENETO CAGNANO CARRE’ ISOLA VICENTINA Art. Giuliano Zampieri cl.1947 – Gruppo Lanzo Alp. Dario Fortuna Classe 1943 Art. Anastasio Pesavento cl. 1943 – 6°Artimontagna Alp. Ettorino Rizzi classe 1924 CALVENE C.G. Dario Brazzale 7° Alpini C.M. Antonio Bevilacqua Btg. Vicenza – Croce di Guerra Fronte Greco Albanese CAMPEDELLO COSTABISSARA Art. Cipriano Marchetto 6° Artimontagna Alp. Lino De Corinti cl.1933 – 6° Alpini CAMPEDELLO ENNA SANTACATERINA Lutti MONTECCHIO MAGGIORE SCHIO TONEZZA DEL CIMONE ZERMEGHEDO Alp. Luigi Trevisan (Moro) cl. 1926 – Btg. Bolzano Alp. Eddie Nicoli cl. 1931 – 5° Regg. Alp. Luigi Dalla Via 7° Alpini – Btg. Belluno Alp. Giovanni Stenco cl. 1930 – Btg. Bolzano MONTEVIALE SCHIO TORRI-LERINO ZERMEGHEDO Alp. Dante Limongi Genio Pionieri Alp. Ilario Pertegato cl. 1939 – Brig. Cadore Alp. Guorgio Slaviero cl. 1943 – 7° Alpini Alp. Eliseo Castaman cl. 1924 – 9° Alpini PIOVENE ROCCHETTE SCHIO VELO D’ASTICO VILLAVERLA Alp. Silvano Dal Santo cl. 1939 – Btg. Belluno Magg. Appio Claudio Grossato cl. 1916 – già dell’Istituto Geografico Militare di Firenze Alp. Giovanni Crivellaro cl. 1941 – 7° Regg. Art. Silvano Ronzani cl. 1946 – 6° Montagna SCHIO VELO D’ASTICO VILLAVERLA POVOLARO C.M. Antonio Borgo Classe 1941 Art. Mario Boniver cl. 1924 – Gruppo “Belluno” Art. Anselmo Dal Prà cl. 1934 – 6° Artimontagna Alp. Giuseppe Varo cl. 1927 – Btg. Tolmezzo SAN GIOVANNI IN MONTE SOVIZZO VELO D’ASTICO QUINTO VICENTINO Alp. Pietro Dal Lago classe 1917 Alp. Emilio Maran cl. 1921 – Div. Julia Art. Giuseppe Lanaro cl. 1932 – Gruppo Lanzo Alp. Giuseppe Migliorini 35