e 0,50 DIRETTORE EDITORIALE GIOVANNI COVIELLO Teatro e palasport, tutto è politica, ma talvolta i politici non parlano La vita è un teatro, e che teatro! Quello (vero e architettonicamente bello) di Viale Mazzini è un sogno (di Hullweck e di molti vicentini) che si sta avverando, anche se c'è chi teme che i costi di gestione possano ricadere sulla comunità. Come i costi del vecchio palasport: nato bene (palazzo di vetro multiuso progettato da Pierluigi Nervi vincitore del progetto nazionale nel 1963 e padre, fra l'altro, della Sala per le udienze papali in Vaticano oltre che dello stupendo palasport di Viale Tiziano a Roma), stoppato dall'Amministrazione di allora perché costava troppo (180 milioni di vecchie lire nel 1963, 250 milioni, poi, nel progetto esecutivo del 1967, 2.500.000 euro di oggi), costruito, infine, affidandolo al secondo del concorso, l'architetto veneto Giusepe D'Avanzo, con un costo alla fine dei lavori di soli .. 500 milioni di lire, 3.300.000 euro attuali! Il progetto di ristrutturazione attuale? Indispensabile, come il teatro. I costi? Dai 250.000 ipotizzati da una ditta privata ai milioni di euro impegnati dall'attuale Amministrazione. Con il terrore che, come si teme per il teatro, i costi di gestione legati ad errori concettuali di progettazione dei nuovi spazi lievitino così tanto da impedire a qualcuno di poterlo gestire se non facendo ricadere i costi sulla solita comunità: astratta, sì, ma pagante, sempre. Conflitto di interessi in queste critiche? No, ho rinunciato ufficialmente e preventivamente a qualunque gara di assegnazione della gestione dell'impianto "sbagliato", ma ho offerto la presidenza del mio club al sindaco Hullweck perchè difenda un patrimonio della città, il suo club di pallavolo di A1, dall'ignoranza e dall'incompetenza di chi muove, magari senza sapere di essere lui stesso un burattino in mano ai soliti ignoti, le fila di questa tragicommedia. Dalla malafede, no, da quella lo difenderemo tutti noi, io e i cittadini che sanno apprezzare chi lavora e fa rispetto a chi sa solo parlare. E, a questo proposito, ci dispiace che non abbia voluto parlare da Roma ai suoi elettori vicentini Stefano Stefani. Spedizione in A.P. - 45% art.2 comma 20/b legge 662/96 Filiale di Verona Nel 2007 il teatro sarà pronto Ma cosa andrà in scena? Dopo i problemi degli anni scorsi, adesso i lavori per il nuovo teatro procedono a pieno regime, e nell'estate del 2007 saranno ultimati. Maggioranza e opposizione si confrontano su costi di gestione, programmi e prospettive del nuovo Civico a pag 6 Giovanni Coviello Biblioteca La Vigna, presidente in arrivo a pag 21 Feste rock, crisi di un primato vicentino a pag 22 Anno 1 nr. 4 - Sabato 18 marzo 2006 Operai al lavoro nel cantiere in viale Mazzini Lotto, scommesse e Bingo, quanto si giocano in città a pag 9 Radio locali, tra declino e rilancio a pag 5 9 aprile vota e fai votare UDC Messaggio Politico elettorale committente: UDC NAZIONALE SABATO 11 Opuscoli islamici nelle parrocchie Spedito dalla Germania un opuscolo che inneggia ad Allah e critica la fede cristiana in molte delle 42 parrocchie di Vicenza. L'opuscolo arriva da una casa editrice tedesca, la "Hakikat", facilmente consultabile anche on line che propone in una decina di lingue, tra cui quella italiana, la cosiddetta "esortazione della via giusta e della salvezza vera". Nel libretto di quattordici pagine la tesi è una sola ed è tratta dal Corano: "Gesù non è il Messia, Allah è l'unico". Per capire la dimensione "industriale" della casa editrice basta scorrere il sito: decine di libri pubblicati, una rivista "Hakikat", rassegne stampa. "Resto convinto che il dialogo sia fondamentale, ma quando c'è proselitismo il dialogo si annulla, il confronto cade quando una parte tenta di conquistare l'altra". Mons. Giuseppe Dal Ferro, direttore dell'istituto Rezzara ed esperto di multireligiosità, ha commentato così la notizia. "Cosa pensavano gli autori di questo gesto - continua Dal Ferro - che forse un parroco può diventare musulmano?". DOMENICA Prende il via la fase di sperimentazione dell'innovativo progetto "Un chip in centro": a Schio le tradizionali "macchinette" a monetine nelle aree di sosta sono rimpiazzate dai nuovi parchimetri che danno anche la possibilità di pagamento con le tessere prepagate e ricaricabili. L'iniziativa, grazie ad una nuova tecnologia, rappresenta il primo tassello verso la creazione di una rete tecnologica e virtuale che unirà in una "card" servizi pubblici e attività commerciali. MARTEDÌ 14 11 James Bond preferisce il lago di Como al Palladio L'appeal di Luchino Visconti e del lago di Como batte quello delle ville vicentine di Andrea Palladio: saranno infatti girate a Villa Erba, la dimora che fu del grande regista italiano, alcune scene del prossimo film di James Bond attualmente in lavorazione. La produzione ha preferito la residenza di Visconti, di cui quest'anno ricorre il centesimo anniversario della nascita e il trentesimo anno della sua scomparsa, a Villa Godi Maliverni di Lonedo di Lugo, villa Cordellina di Montecchio Maggiore e villa Piovene di Orgiano, le tre dimore vicentine che erano state proposte da Vicenza Film Commission come location per le avventure del più famoso agente segreto del mondo. "Casino Royale", 21a pellicola della serie, parlerà comunque veneto: dopo il lago di Como la troupe si sposterà tra maggio e giugno nelle calli di Venezia. LUNEDÌ 18 MARZO 2006 SETTIMANARIO 3 13 A Schio si parcheggia con un chip Lunghe code di immigrati alle poste per il permesso di soggiorno Negli uffici postali di tutta Italia, dalle 14:30 fino al mattino di mercoledì 15, lunghe code di immigrati per ottenere la regolarizzazione del permesso di soggiorno. Nel Vicentino sono circa 4 mila i posti disponibili (mentre nel Veneto sono 20 mila e 300 e in tutto il Paese 170 mila). I permessi concessi dal governo in base alla legge Bossi-Fini sono infatti a numero chiuso: chi prima consegna, più probabilità ha di ottenere la regolarizzazione. "Abbiamo organizzato delle unità di strada con la Croce Rossa per portare tè caldo e coperte davanti agli uffici postali - spiega l'assessore agli Interventi sociali Davide Piazza - ci hanno aiutato anche la Caritas e la Protezione civile, ci siamo divisi i turni e le zone. E c'è anche un servizio della polizia municipale". Commenta Piazza: "questo delle liste a numero chiuso non è un buon sistema, andrebbe cambiato…". Gli immigrati hanno dovuto infatti sostare già da lunedì, organizzando turni e liste di precedenza, sopportando l'attesa e il freddo. MERCOLEDÌ 15 Gli imprenditori veneti lanciano l'idea del terzo polo editoriale Andrea Riello e Massimo Calearo, rispettivamente presidente di Confindustria Veneto e Assindustria Vicenza lanciano l'idea di un "terzo polo" dell'editoria italiana fra la Sep (Società Editrice Padana) della famiglia Benetton che edita "Il Gazzettino" e l'Athesis, il gruppo che riunisce "L'Are- na", "Il Giornale di Vicenza" e "Bresciaoggi". Dichiara Riello: "Se pensiamo che a questa partita potrebbe unirsi anche "La Stampa", quotidiano di respiro nazionale ma che ha il 90 per cento del venduto in Piemonte e Liguria, si può capire che l'idea di costituire un terzo grande gruppo editoriale non è campata per aria". La possibilità di accordo con "La Stampa" è però ancora tutta da verificare, e in ogni caso la realizzabilità del progetto dipende dell'esito dell'arbitrato sul Gazzettino, che vede contrapposti i Benetton al gruppo editoriale Caltagirone. GIOVEDÌ 16 Caso Palasport: Coviello lascia la presidenza della Minetti Infoplus Giovanni Coviello si dimette dalla presidenza della Minetti Infoplus Vicenza (restando amministratore unico) e la offre al sindaco Hullweck. La decisione arriva dopo la rottura sulla gestione del palasport che è avvenuta ieri mattina tra il patron della squadra vicentina di volley Coviello e l'assessore allo sport del Comune Gianfranco Morsoletto. Il palasport chiuderà per lavori il 1° maggio, con due mesi di anticipo rispetto alla convenzione firmata da club e Comune. La prima parte dei lavori si svolgerà da maggio a novembre 2006, la seconda da giugno a dicembre del 2007. Coviello pone la questione dei mancati introiti pubblicitari durante i sei mesi di "esilio": "A fronte di queste perdite mi sarei aspettato almeno un prolungamento del tempo di utilizzo dell'impianto, o la volontà di cercare una soluzione - dice Coviello - Invece l'impianto ci sarà concesso per un anno, che poi sono sei mesi effettivi. Avevo chiesto di parlare con i progettisti per vedere se, terminato il fondo di gioco, si potevano svolgere gli allenamenti, evitando così di creare disagio ad altre società costrette ad ospitarci, ma non si è fatto nulla. Ci è stato detto che i collaboratori della società che perderanno il lavoro non sono un problema dell'assessore, e che dobbiamo accettare l'interruzione anticipata di due mesi della convenzione e la riduzione a 4 ore giornaliere di allenamento per le 4 squadre partecipanti a campionati nazionali fino al 1° novembre". "Non possiamo fare altrimenti - replica Morsoletto - ora si deve cambiare, me lo impone la giunta. Inoltre dovremo indire il bando per la gestione dell'impianto, aperto a tutti, quando saranno finiti i lavori. Il basket Vicenza si è già candidato a partecipare alla gara di gestione". La società di volley, infine, sgombra il campo agli altri club e non prenderà parte al bando di gestione futura della struttura: "L'impianto è pensato in maniera economicamente disastrosa: scompare ogni spazio di intrattenimento, ci sono due spogliatoi da otto per- sone e due da dieci, ora si sa che la "rosa" delle squadre di volley ha dodici atlete. Noi i conti li sappiamo fare, l'impianto, con quel progetto di lavori non è gestibile da privati se non con l'aiuto di forti sovvenzioni pubbliche". www.vicenzapiu.com [email protected] Direttore Editoriale GIOVANNI COVIELLO [email protected] Direttore Responsabile ROBERTO BERTOLDI Editori PIÙ MEDIA SRL Strada Marosticana, 3 – Vicenza [email protected] & EDIZIONI LOCALI SRL via Nizza, 8 – Verona Redazione di Vicenza Strada Marosticana, 3 Vicenza tel. 0444 923362 - 922766 Fax 0444 926780 [email protected] Redattori ANDREA GENITO [email protected] LUCA MATTEAZZI [email protected] ALESSIO MANNINO [email protected] ILARIO TONIELLO [email protected] ALESSANDRO MANFRIN [email protected] REDAZIONE DI ROMA Via Folchi, 14 responsabile: Pasquale Di Santillo [email protected] telefono 338 4079173 REDAZIONE DI VERONA Via Nizza, 8 telefono 045 8015855; Fax 0458041460 Redazioni ROVIGO TREVISO TRENTO Pubblicità Strada Marosticana, 3 Vicenza tel. 0444 923362 - 922766 Fax 0444 926780 [email protected] Realizzazione grafica ROSSELLA MANGHISI [email protected] Stampa CENTRO STAMPA EDITORIALE SRL via del Lavoro, 18 Grisignano di Zocco (Vi) Autorizz.Tribunale C.P. di Verona nr. 736/03 del 29/09/2003 Supplemento della Cronaca di Trento del 11 febbraio 2006 Associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana Iscrizione al Registro Nazionale della stampa n.8857 del 15-12-2000 18 MARZO 2006 ATTUALITÀ 5 In provincia sono sparite quasi tutte le radio locali. Resiste chi offre agli ascoltatori un prodotto "diverso" Black music, sport e preghiera, così sopravvivono le radio locali DI LUCA MATTEAZZI La passione non basta più. Oggi ci vogliono professionalità e spalle larghe, almeno dal punto di vista economico. Le emittenti radiofoniche del vicentino stanno attraversando un momento con qualche luce e tante ombre: il riflesso del boom di ascolti e di popolarità che la radio sta attraversando a livello nazionale si fa sentire anche in provincia, ma al tempo stesso bisogna fare i conti con il continuo aumento dei costi di gestione e con la concorrenza sempre più forte e qualificata da parte dei grandi network. Risultato: nel giro di una quindicina d'anni, il numero delle radio provinciali si è più che dimezzato. Qualcuno ha chiuso perché non riusciva più a far quadrare i conti, in tanti hanno venduto la propria quota di frequenze, e la quindicina di emittenti esistenti agli inizi degli anni Novanta si sono ridotte ad una manciata: oggi in provincia rimangono tre radio commerciali, Radio Planet, Radio Rva e Radio Stella, a cui vanno aggiunte Radio Palladium, dedicata alla musica nera, l'emittente cattolica Radio Oreb, e la radio delle forze armate Ivano Visonà, conduttore di Radio Planet. Le radio locali vincono sulle nazionali proponendo una voce amica e familiare americane. Niente, in confronto a realtà come quelle di Padova o Treviso, che hanno emittenti ascoltate in tutta la regione. "Per chi fa radio a livello locale non è un momento facile - racconta Ivano Visonà, di Radio Planet -. Le radio nazionali stanno prendendo sempre più piede, i costi per fare una radio fatta bene sono sempre più alti, e la passione non basta più. Oggi servono un impegno notevole e grande professionalità, perché non possiamo permetterci di proporre ai nostri ascoltatori una qualità scadente solo perché siamo radio locali: se chi ascolta non è soddisfatto, fa presto a girare la manopola e cercare una trasmissione differente. Per questo dobbiamo cercare di fare qualcosa che la gente senta vicina, legata al territorio, ma che al tempo stesso sia di buon livello". Di fronte a questa situazione, le radio vicentine hanno risposto seguendo strade diverse. C'è chi, come Radio Planet, ha scelto di puntare su una conduzione "frizzante e dinamica", sulle canzoni ai primi posti delle classifiche e sull'interazione con il pubblico, coinvolto che dediche, messaggi e giochi a premi. E c'è chi, invece, ottiene buoni risultati mettendo al centro la della propria attività la cronaca degli avvenimenti sportivi e le notizie locali, due argomenti che i vicentini non potrebbero mai trovare sulle radio nazionali. "Siamo specializzati nello sport e nell'informazione locale, e le cose stanno andando bene, anche perché offriamo un prodotto che prima non c'era - conferma Flavio Pinaroli, proprietario di Radio RVA, un'emittente seguita, ogni settimana, da circa 48 mila ascoltatori -. Seguiamo in esclusiva le partite del Vicenza Calcio e dei principali sport della provincia, e ogni giorno trasmettiamo trenta notiziari locali e dodici nazionali". Se anche Radio Planet non disdegna lo sport con le radiocronache del Vicenza Volley di serie A1 femminile, scelta diversa è quella di Radio Palladium, che resiste mandando in onda 24 ore su 24 tutte le sfumature della black music. "La nostra è una programmazione praticamente unica a livello nazionale, tutta basata sulla musica funky - sottolinea Alberto Martin, responsabile artistico dell'emittente -. La mattina pas- siamo i vecchi successi, mentre nel pomeriggio mettiamo brani più moderni, e anche se non abbiamo dati ufficiali, sembra che l'ascolto sia abbastanza pesante". Radio Stella, infine, ha raccolto molte delle voci storiche della radio vicentina, come spiega Paolo Finetto, coordinatore dell'emittente insieme ad Adelina Putin. "Siamo la radio che ha la diffusione più capillare nel territorio della provincia, e puntiamo molto sulla diretta: siamo in onda dalle sette del mattino alla sera, con voci legate al territorio, ben riconoscibili, e con una possibilità reale di interagire con l'ascoltatore". Tutte le 3 radio commerciali sono, poi, ascoltabili on line dal loro sito ( w w w . p l a n e t f m . i t , www.radiorva.it, www.stellafm.it) e, se questo consente a chiunque usi un computer di averle in sottofondo, la radio locale diventa global, perchè la può ascoltare ovunque nel mondo chi da Vicenza è fuori per qualunque motivo o chi da Vicenza non voglia staccarsi dopo averla conosciuta, per lavoro o turismo. E tutti, comunque, concordano su un punto. Davanti ai microfoni non si può più improvvisare: "Le radio costruite solo con la passione sono innovative nel breve periodo, ma non durano - conclude Finetto -. Oggi servono competenza, professionalità e continuità". A Radio Oreb arrivano ogni giorno decine di telefonate di persone in cerca di consigli e di un po' di attenzione Quando lo speaker diventa un amico In molti la considerano, a torto, la radio delle persone anziane e malate. Invece Radio Oreb, l'emittente cattolica che ha sede a Lisiera, sta conquistando un pubblico sempre più ampio, e si sta affermando come una delle radio vicentine più seguite e ascoltate. Basti pensare che i suoi programmi raggiungono già buona parte del Veneto e, grazie alla diffusione via Internet, stanno cominciando ad essere ascoltati anche fuori regione, come confermano le telefonate che arrivano da ascoltatori di Genova e Roma. Perché, accanto alle funzioni religiose trasmesse in diretta, ai notiziari, ai programmi di catechesi e a quelli di approfondimento culturale, la radio di Lisiera sta diventando anche un punto di riferimento per tante persone in cerca di una voce amica. "Svolgiamo anche un servizio di telefono amico - conferma Raffaella Dal Sasso, la direttrice di Radio Oreb -. In tanti ci chiamano perché sentono il bisogno di rivolgersi ad un sacerdote, oppure per dedicare Le frequenze un augurio o una preghiera ad una persona cara. Riceviamo ogni giorno un cinquantina di telefonate, a volte anche di più, tanto che ultimamente abbiamo anche dei volontari che ci aiutano a rispondere. E l'età media è in calo. Avevamo tutti l'idea di fare una radio ascoltata soprattutto dagli anziani e dagli ammalati, invece ci seguono anche tante persone più giovani, insegnanti o coppie di sposi, che ci ascoltano volentieri e non hanno paura di saltare da un argomento di attualità ad un tema religioso". l.m. Radio Planet 97.7 per Vicenza città 103.7 Valle Agno, Sovizzo e Altavilla 105.4 per Montecchio e ovest vicentino Radio Rva 100.3 Vicenza 105.6 Schio e alto vicentino 107.75 Valdagno e dintorni 104.7 Piovene e dintorni 99.8 Altopiano di Asiago Radio Palladium 105.3 per la provincia di Vicenza e zone limitrofe. Radio Stella Le frequenze principali sono 97.2 e 97.4. A queste se ne aggiungo un'altra decina per le varie aree della provincia. Radio Oreb 90.2 Regionale. 91.0 Arzignano, Chiampo, Montecchio. 92.25 Riviera Berica, Basso Vicentino: Noventa, Este, Cologna Veneta, Montagnana. 103.3 Enego. 103.9 Altopiano di Asiago. 104.0 Castelgomberto, Lonigo, Montebello e San Bonifacio. Afn (radio americana) 106.0 Provincia di Vicenza e zone limitrofe 18 MARZO 2006 INCHIESTE 6 Furono i bombardamenti alleati a privare Vicenza dei suoi luoghi di spettacolo La storia del Verdi e dell'Eretenio, scomparsi dalla scena La costruzione del nuovo teatro dovrebbe colmare una ferita aperta da più di sessant'anni; da quando, cioè, in una notte dell'aprile del 1944, la città perse sotto i bombardamenti alleati i suoi due teatri più grandi: il Verdi e l'Eretenio. L'Eretenio, in particolare, era uno dei fiori all'occhiello della cultura vicentina. Costruito alla fine del 1700 su un progetto di Antonio Mauri, impreziosito da una facciata disegnata da Ottavio Bertotti Scamozzi, il teatro sorgeva a pochi passi da Ponte Furo, accanto al palladiano palazzo Civena, in quel fazzoletto di terra in cui oggi si trova l'omonimo parcheggio. La struttura era quella classica dei teatri settecenteschi, con una grande platea a forma di ferro di cavallo, circondata da quattro file di palchi e un loggione. Complessivamente poteva accogliere 1250 spettatori in un ambiente raffinato e riccamente decorato. L'Eretenio fu inaugurato il 16 luglio del 1784 con il dramma musicale "L'Olimpiade", scritto da Domenico Cimarosa su libretto di Pietro Metastasio, e per quasi due secoli fu uno dei protagonisti della vita della città. Il teatro ospitò spettacoli in prima nazionale e debutti importanti, come quello, nel 1911, del tenore Aureliano Pertile, e fu uno dei primi teatri italiani ad essere dotato di un impianto di illuminazione a luce elettrica. Lo scrittore tedesco Wolfgang Goethe, che lo vide un paio di anni dopo l'inaugurazione, lo ricorda come "veramente bello, modestamente sfarzoso, uniforme, in tutto adatto proprio a una città". L'altro teatro distrutto dai bombardamenti della primavera del '44 fu il Verdi, che si trovava lungo viale Roma a nord della "O" di Campo Marzo, all'incirca di fronte al Caffè Moresco. In zona c'era fin dal 1828 un anfiteatro all'aperto, poi ampliato dal Comune a fine '800, e infine rifatto nel 1922 sotto la giuda dell'ingegnere Marco Dondi Dell'Orologio, lo stesso che sistemò anche il piazzale della Vittoria di Monte Berico. Il "nuovo" Verdi fu il teatro popolare della città, e nei suoi vent'anni di carriera ospitò spettacoli di prosa e di lirica, ma anche tanto cinema. Le cronache dell'epoca, però lo ricordano come un teatro brutto, freddo e dall'acustica infelice. l.m. Dopo i problemi degli anni scorsi, il cantiere procede adesso di buon ritmo. Resta da definire, però, la gestione ad opera compiuta Il nuovo teatro, voluto dal sindaco, sarà pronto tra un anno DI LUCA MATTEAZZI Ormai è difficile non notarlo. A quasi tre anni dall'inizio dei lavori il percorso verso la realizzazione di un nuovo teatro civico sembra aver imboccato una strada in discesa: dopo tante difficoltà i lavori adesso procedono spediti e per chi passa in viale Mazzini le mura sempre più alte del nuovo teatro stanno diventando una presenza abituale. La storia di una delle opere più importanti in programma in città in questi anni comincia alla fine del 2000, con l'approvazione del progetto preliminare. Nel giro dei due anni successivi, il Comune completa il progetto definitivo, quello esecutivo e, grazie alla vendita della Centrale del Latte, trova anche i 23 milioni di euro necessari al finanziamento dell'opera. Si arriva così al gennaio 2003, quando il cantiere viene consegnato alla ditta che ha vinto la gara d'appalto, la Cogi. L'obiettivo è completare il teatro, in cui troveranno spazio una sala da 900 posti e una da 400, entro il gennaio del 2006. I problemi, però, cominciano presto. I lavori procedono a rilento, la tabella di marcia non è rispettata, gli operai protestano più volte per i continui ritardi nei pagamenti degli stipendi e il cantiere finisce al centro di violente polemiche. La situazione precipita nei primi mesi del 2005, tanto che a marzo il Comune decide di sciogliere il contratto che lo legava alla Cogi, che, guidata da Giuseppe Coccimiglio, presidente anche dell'Us Dopo anni di stasi i lavori del nuovo teatro procedono spediti. Ma non sono ancora stati risolti i problemi della futura gestione (Colorfoto) Foggia Calcio, sarebbe fallita qualche settimana più tardi. Per qualche mese il futuro del teatro è sembrato appeso ad un filo. A sbrogliare la situazione ci ha pensato la Intercantieri Vittadello, la ditta padovana che si era classificata alle spalle della Cogi al momento della gara d'appalto e che, contrariamente alle previsioni, ha accettato di portare a termine i lavori agli stessi prezzi del 2002. Dopo qualche settimana di studio, necessaria per prendere confidenza con un progetto difficile e abbastanza complicato, dalla fine dell'agosto del 2005 i lavori in viale Mazzini sono ripresi di buon ritmo e se non ci saranno imprevisti la nuova scadenza per il completamento del teatro (luglio 2007) sarà rispettata. Tra poco più di un anno, quindi, Vicenza avrà il nuovo teatro, fortemente voluto dal sindaco anche come firma d'autore dei suoi mandati. Il dibattito, adesso, si sposta sulle incognite legata alla gestione della nuova struttura: chi se ne occuperà? Quali saranno gli spettacoli che troveranno spazio nel nuovo teatro? Ci saranno dei costi, e di quale entità, per le casse comunali?. Il problema è da mesi all'esame della commissione cultura del comune, ma le domande senza risposta sono ancora tante. A Costabissara c'è una sorpresa: l'ex Bingo diventa un auditorium DI ALESSIO MANNINO E mentre a Vicenza si attende da anni il nuovo teatro, proprio a pochi chilometri dal cantiere della Vittadello nasce a sorpresa una struttura per eventi musicali e artistici nuova di zecca: l'auditorium Maxlive. L'edificio che aprirà i battenti la settimana prossima si trova nella zona industriale di Costabissara lungo la statale per Schio-Thiene, ed è il risultato della ristrutturazione della sala Bingo del paese, la più grande d'Europa, miseramente fallita dopo i fasti di qualche anno fa. La sala convegni e spettacoli, ovvero l'anfiteatro in cui avverranno le perfomances dal vivo, è un ampliamento della struttura preesistente, ha una superficie di 4500 mq ed è in grado di ospitare 1294 spettatori. Il palcoscenico è lungo 15 metri e ha una profondità di 6,5 metri: un po' piccolo, per così tanti posti a sedere. Si tratta di un open space con pareti scorrevoli che consentono di mettere in comunicazione le gradinate con il bar, il ristorante lounge e gli altri locali interni, e di isolarle quando lo spettacolo ha inizio. Quanto alla viabilità e ai parcheggi, l'auditorium utilizza i 250 posti auto davanti all'entrata, e davanti agli edifici adiacenti se ne trovano altri. La programmazione di Maxlive per i primi mesi è già definita, e vede una netta prevalenza di concerti musicali di artisti pop: il 25 marzo, per la serata di apertura, a calcare il palco sarà la cantante americana Dionne Warwick, mentre, tra aprile e giugno, sarà la volta di Mario Venuti, Marco Masini, Massimo Ranieri, Paolo Belli e la sua band, Sergio Cammariere e Amedeo Minghi. Ma non mancherà il teatro vero e proprio, che in questi primi mesi vorrà dire soprattutto cabaret: il 28 aprile ci sarà Teo Teocoli, il 19 maggio l'allegra compagnia di Zelig, il 9 giugno Massimo Lopez. Come si vede, si tratta di una programmazione popolare, che in parte potrà fare concorrenza al nuovo Civico di Vicenza. Per l'acquisto dei biglietti basta un collegamento a Internet e una stampante: un click su www.maxlive.net e il certificato d'acquisto è pronto. Altrimenti ci si può sempre rivolgere nelle rivendite autorizzate di Vicenza e provincia (Saxophone, Libravit a Vicenza, Discotape a Bassano e Marostica, i punti Avit nel capoluogo e a Montecchio). INCHIESTE 7 18 MARZO 2006 Maggioranza e opposizione a confronto su programmi e costi di gestione Teatro, il cartellone fa discutere Bagnara dell'Udc: “ una Fondazione per farlo vivere” (Colorfoto) Il nuovo teatro sarà probabilmente gestito da una apposita Fondazione, che potrebbe essere costituita prima della fine del 2006. Da anni Mario Bagnara segue da vicino le vicende che riguardano il futuro teatro comunale: prima come assessore alla cultura, adesso come consigliere comunale dell'Udc e presidente della commissione cultura del Comune, che da mesi sta discutendo proprio del futuro del teatro di viale Mazzini. Adesso che i lavori procedono, c'è già un'idea su chi gestirà il nuovo teatro? In commissione stiamo affrontando questo argomento e abbiamo le idee abbastanza chiare su una ipotesi di fondazione in cui ci sia una partecipazione pubblica e una quota di partecipazione privata. Ci dovrebbe essere, cioè, un nucleo di soci fondatori, e in questo il Comune cercherà di coinvolgere altri enti come la Provincia, la Regione o la Fondazione Cariverona, e dei soci sostenitori, anche privati, che possono dare il loro contributo per un evento, per un programma di spettacoli o per una stagione teatrale. Avete già definito che tipo di spettacoli potranno trovare spazio nelle due sale del nuovo teatro? Stiamo esaminando la situazione per capire con che tipologia di spettacoli e con quante giornate di impiego si potrà valorizzare al meglio il nuovo teatro. Già limitandoci alle attività esistenti in città, quelle che oggi trovano spazio all'Astra o al San Marco, ad esempio, si arriva a 200, 250 giornate di utilizzo all'anno. Per il resto quello che si può dire è che sarà difficile proporre delle produzioni proprie, ma sarà finalmente possibile ospitare in città le grandi compagnie di giro che oggi non hanno spazi adeguati. Oppure si può pensare ad altre tipologie di spettacoli, ad esempio ad un ciclo stabile di concerti per i giovani. Una cosa importante, inoltre, è che il nuovo teatro dovrebbe risolvere i problemi di affollamento del teatro Olimpico, che potrà quindi essere tutelato in modo migliore. In molti temono che i costi per la gestione di un teatro così importante possano prosciugare le casse del Comune. Avete valutato questo aspetto? È chiaro che il teatro avrà un costo, perché il ritorno che si ottiene con la vendita dei biglietti è solo parziale. Non abbiamo ancora fatto una stima precisa delle cifre che saranno necessarie, ma siamo in contatto con altri teatri e con esperti di alcune università che ci aiuteranno ad approfondire questo aspetto. Certamente ci sarà un impegno economico, ma credo che vada considerato anche come un investimento: le attività culturali sono una risorsa, anche in termini di possibilità che si offrono ai giovani. Non è tardi per definire la programmazione del nuovo teatro? Ci stiamo lavorando da tempo e già quest'anno dovrebbe essere costituito il nuovo ente che si occuperà del teatro. La Fondazione deve partire e avviare la programmazione. Non vogliamo farci cogliere impreparati, altrimenti il Comune dovrebbe partire con una gestione diretta. E in questo caso le cose potrebbero complicarsi. l.m. Dalla Pozza dei Ds: “Rimane il problema della gestione” Antonio Dalla Pozza, consigliere comunale dei Democratici di Sinistra, ha costantemente monitorato la vicenda del nuovo teatro dal suo posizione di vicepresidente della commissione cultura di Palazzo Trissino. L'anno prossimo potremo assistere all'inaugurazione del nuovo Teatro Civico? Nel bilancio di previsione del Comune di quest'anno è prevista l'apertura nel secondo semestre del 2007. Però non è previsto un quattrino per pubblicizzare l'evento, non ci sono né i cartelloni né i biglietti per la prima e non c'è uno straccio di idea sulla direzione artistica. Il contenitore fra poco più di un anno sarà pronto. Ma quale sarà il "contenuto"? Ancora non si è capito che forma gestionale avrà quest'opera che è la più costosa in città degli ultimi 10 anni: alla fine, secondo i nostri calcoli, saranno stati spesi sui 35-40 milioni di euro. E senza un barlume d'idea sulla gestione è impossibile sapere quale sarà la programmazione, che inoltre dovrà confrontarsi con quella, agguerrita e consolidata, dei teatri della provincia e degli altri capoluoghi. Per arrivare almeno al pareggio di bilancio, bisognerà arrivare a 200 giorni all'anno di programmazione con la sala grande piena con i restanti 150 giorni da occupare con quella piccola. Proposte? In commissione cultura, che, grazie a una mia mozione, ha il mandato di preparare un piano gestionale, stiamo pensando a una fondazione di partecipazione, una forma giuridica che prevede il coinvolgimento di enti istituzionali, in primis il Comune e la Provincia, e le banche, i Comuni contermini, i privati, le associazioni. Col presidente Bagnara c'è un ottimo rapporto di collaborazione, non altrettanto con l'assessore alla cultura, cioè il sindaco Hüllweck, che ha persino assunto un consulente, il prof. Dal Bello, per studiare il problema, creando un doppione che ha infastidito molto la commissione. E voglio vedere se l'amministrazione sarà capace di convincere i privati che il teatro può generare introiti? In che modo un teatro può dare profitti? Per esempio coi gadget, affittando per convegni una delle due sale interne o vendendo della produzioni ad altri teatri. Quel che è sicuro è che il Comune non potrà sborsare nulla, perché non ha le risorse per farlo. Quanto costerà gestire un teatro con una sala da 1000 posti e un'altra da 400? Dai 2 e mezzo ai 3 milioni di euro all'anno. Noi infatti eravamo contrari a questo costo, non al teatro in sé. Per una città come Vicenza un auditorium da 700 posti era più che sufficiente. E invece si è voluto fare un'opera mastodontica che rischia di mandare in deficit il bilancio. Non dimentico quello che mi ha detto un assessore della giunta Hüllweck davanti al cantiere, immaginando una nostra vittoria alle prossime elezioni: "Noi lo costruiamo e voi vi beccate la rogna della gestione". Non vorrei che andasse come a Udine, il cui teatro, dopo un anno e 6 miliardi di vecchie lire di debito, ha fatto cadere la giunta". a.m. ROMA 8 18 MARZO 2006 L'onorevole leghista vicentino nega l'intervista all'ultimo momento Stefano Stefani, un silenzio difficile da comprendere DI PASQUALE DI SANTILLO SERVIZIO ESCLUSIVO DALLA REDAZIONE ROMANA A volte è difficile capire. Altre, è proprio impossibile. Va bene che di questi tempi è tutto un gran casino (perdonatemi la parola "universale" ma molto usata da noi a Roma) e capita sempre più di frequente di scontrarsi con l'irrazionale. Però rifiutare un'intervista in piena campagna elettorale non c'era mai capitato. Eppure c'è sempre una prima volta. L'on. Stefano Stefani, Lega Nord, l'avevamo contattato nei giorni scorsi tramite il suo genti- L'onorevole Stefani a Roma (foto Pedon) lissimo e disponibilissimo portavoce, Davide Fiorani. A lui, d'accordo con Fiorani, avevamo girato via e-mail (come ahimè capita spesso di dover fare) le domande che ci interessavano per dar modo, come era già successo all'on. Conte, An, e all'on. Trupia, Ds, di esporre un bilancio dell'attività politica svolta in questa legislatura e di raccontare le prospettive per la prossima che comincerà dopo il 9 aprile. Oddio, è legittimo disporre della propria volontà di farsi "interrogare" da questo o quel giornalista, da questa o quella testata. Però, respingere la proposta di un settimanale come il nostro, che veicola l'immagine e l'attività di politici vicentini impegnati a Roma, rimarrà davvero un mistero difficile da comprendere. Anche perchè, in caso di atteggiamenti o domande ritenute fastidiose o inaccettabili, l'on. Stefani avrebbe sempre avuto la doppia facoltà di non rispondere o di appendere il telefono al proprio interlocutore. Alla fine, tuttavia, resta il rammarico sincero di VicenzaPiù nei confronti dei propri lettori per il mancato rispetto dell'appuntamento con una rubrica che ha sollevato qualche interesse a Vicenza e dintorni. Cercheremo di farci perdonare già a partire dalla prossima settimana. All'on. Stefani, oltre ad augurare le migliori fortune elettorali in vista della scadenza del 9 aprile, non ci resta che dare appuntamento alla prossima occasione. Sperando che alla base del suo attuale diniego non ci siano quelle frizioni locali che stanno coinvolgendo il nostro Direttore con l'attuale assessore allo sport di Vicenza, politicamente in quota Stefani, come si usa dire in linguaggio politico. In questo caso, l'occasione sprecata sarebbe stata doppia. In attesa di capire, buona lettura a tutti. Dimessosi nel 2003 per le frasi anti-tedesche, ora l'onorevole di Costabissara è al Ministero dell'Ambiente Il sottosegretario padano che fece arrabbiare il Cancelliere DI ALESSIO MANNINO Nella sfilza di ministri e sottosegretari che hanno composto, lasciato e ricomposto la compagine di governo berlusconiana, gli uomini della Lega Nord si sono distinti per dimissioni-lampo dovute a un irrefrenabile istinto alla provocazione. L'ex ministro delle riforme Calderoli con la sua maglietta anti-Maometto è stato l'ultimo, ma chi non si ricorda del vicentino Stefano Stefani e della sua pittoresca definizione dei tedeschi che fece incavolare il cancelliere Schroeder? "Li conosciamo bene i tedeschi, un popolo di biondi stereotipati dall'orgoglio ipernazionalista" scriveva l'allora sottosegretario alle attività produttive in un editoriale su La Padania nel luglio 2003: "invadono rumorosamente le nostre spiagge. Martin Schulz (il socialdemocratico tedesco che poco tempo prima Berlusconi, credendo di fare una simpatica battuta, aveva apostrofato come un "kapò", ndr) è cresciuto a roboanti gare di rutti dopo pantagrueliche bevute di birra e scorpacciate di kartoffel fritte". Per un esponente del governo, che per giunta aveva una delega al turismo, sparare a zero contro le magari non raffinatissime, ma generose fami- Stefano Stefani a tu per tu con il leader del Carroccio Umberto Bossi (foto Pedon) gliole teutoniche che ogni estate si riversano sulle nostre coste, era una "provocazione" troppo grossa. E infatti se ne tornò al suo scranno di deputato alla Camera. L'uomo ha senz'altro quella simpatia umana che spesso hanno i leghisti "dalla punta della testa alle unghie dei piedi", come Giuliano Tricarico, segretario vicentino della Lega, definisce Stefani, suo amico e compagno di partito da più di vent'anni, "da quando facevamo i carbonari negli anni '80, agli albori della Lega". Classe 1938, licenza media inferiore e un'azienda orafa con sedi a Vicenza e Costabissara, il Nostro ha il carattere ruvido e ruspante di tutti quelli della vec- chia guardia leghista: parola schietta e battuta facile (preferibilmente nell'amato dialetto vicentino). "Un po' irruente", dice senza sbilanciarsi il segretario cittadino dell'Udc Vincenzo Garzia. Che aggiunge: "Ecco, se proprio dovessi dargli un consiglio, gli suggerirei di essere meno 'esplicito'. Ma lui è fatto così". Un esempio? In un'intervista al Giorno (15-82003) liquidò così le sue dimissioni forzate: "A me non mi costringe nessuno, ha capito? E del posto non me ne frega un c...: scriva proprio così, un c...". Ora Stefani è sottosegretario all'Ambiente, tornato in sella col rimpasto del dicembre 2004. "E stato molto attivo" assicura Tricarico, che fa l'elenco dei risultati di Stefani: "Ha trovato i finanziamenti per sistemare gli alvei dei fiumi in provincia, il Tesina ad esempio; si è occupato dell'industria conciaria di Arzignano e Chiampo; ha portato a Vicenza 25 milioni di euro per il tribunale. Non è stato bravo, è stato bravissimo". Non altrettanto, forse, nella vicenda della Credieuronord, la banca della Lega finita in bancarotta e "salvata" dalla Bpl di Giampiero Fiorani, i cui 3500 soci padani sono "furenti" con lui, col tesoriere del Carroccio Maurizio Balocchi e col segretario della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti, tutti nel CdA di quella che doveva essere la "banca del Nord". Garzia ne dà un giudizio lusinghiero: "Io che sono avvocato, per esempio, posso dire che si è dato molto da fare per la difficile situazione del tribunale, riuscendo ad aumentare l'organico dei giudici, anche se solo di una unità. Ma in generale devo dire che ha fatto vedere a Roma che Vicenza c'è". "Certamente" sogghigna Ciro Asproso, segretario dei Verdi di Vicenza. "Quando ha fatto quella fine disquisizione sui tedeschi ci ha fatto sicuramente pubblicità. Al di là delle battute, secondo me Stefani non ha alcuna sensibilità per i temi ambientali. Ricordo che, intervistato subito dopo la nomina, al giornalista che gli chiedeva se avesse competenze specifiche in materia di ambiente, lui rispose che lì o alle attività produttive era lo stesso. Ecco, un pregio ce l'ha: è onesto e dice quello che pensa. Per il resto, non mi sovviene nessuna sua memorabile iniziativa, tranne le sue recenti dichiarazioni a favore del nucleare". Stefani invece ci tiene molto a chiarire che non ha scaldato la poltrona. Al Giornale di Vicenza che di recente lo ha posizionato in basso nella graduatoria delle presenza dei parlamentari vicentini in aula, lui ha risposto stizzito che "nel corso di questa legislatura ho presentato nove disegni di legge come primo firmatario" e che "se, fisicamente, non sono stato presente alle votazioni della Camera, è solo perché comandato in missione". Cioè impegnato in incontri e trasferte in qualità di sottosegretario e membro del governo. Stefani, già presidente federale della Lega e "capo-tribù" (come lo chiama Tricarico) della camicie verdi vicentine (nonchè acerrimo rivale della Dal Lago), ha tessuto le fila delle liste elettorali per il 9 aprile ed è il capolista veneto del Carroccio per il Senato. 18 MARZO 2006 9 Tra pronostici, ruote del Lotto e tombole, ogni settimana in città ci sono migliaia di giocate. Boom degli stranieri Scommesse, Bingo e SuperEnalotto, il gioco strega i vicentini DI LUCA MATTEAZZI C'era una volta la schedina del Totocalcio. Non è poi passato molto tempo da quando le domeniche pomeriggio si passavano con l'orecchio incollato alle radioline, un pensiero al risultato della squadra del cuore, un altro al sogno di un tredici miliardario. Eppure la situazione è completamente cambiata. Oggi, chi vuole davvero sfidare la sorte cerca il colpo che può cambiare la vita al SuperEnalotto, mentre chi ama le scommesse sui pronostici non ha che l'imbarazzo della scelta tra partite di serie A, incontri di Champions League, gare delle Olimpiadi, partite di volley e duelli a trecento all'ora tra Schumacher e Alonso. Senza contare gli appassioogni settimana migliaia di persone, a dispetto delle voci che vorrebbero in crisi la formula moderna della tombola. "Abbiamo una media di 4 mila presenza a settimana in ogni sala, e negli ultimi anni c'è una crescita costante del 10 per cento - dichiara Tiziano Cunico, amministratore delegato della Bingo Time, nonché socio del Vicenza Calcio -. Il giro d'affari è di circa 20 milioni di euro all'anno, di cui il 58 per cento, cioè 12 milio- ni, viene restituito come vincite. Non è vero che il Bingo va male, è che bisogna proporlo nel modo giusto. Il Bingo è un gioco estremamente popolare, che attira gente di tutte le età, e per questo le sale devono essere accoglienti. Anche perché i clienti restano spesso per delle ore, si fermano a chiacchierare, a fare conoscenza, a volte anche a rimorchiare". Tiene, infine, anche il gioco del Lotto, magari in forme leggermente diverse rispetto a qualche tempo fa. E, sorpresa, anche la schedina del Totocalcio comincia a dare qualche segnale di risveglio. "Davanti alle ricevitorie del Lotto non si vedono più le persone in coda, anche perché oggi ci sono tre estrazioni alla settimana e quindi le giocate sono più distribuite, ma la gente continua a giocare - racconta Mario Noale, presidente provinciale della Federazione Italiana Tabaccai, che raccoglie anche le ricevitorie di Lotto, SuperEnalotto e Totocalcio -. Il Lotto piace sempre e il SuperEalotto è in costante aumento. Ultimamente poi, anche il Totocalcio sta lentamente crescendo: ci sono degli affezionati che il loro sistema lo fanno regolarmente". E’ in edicola E’ una iniziativa di La comunicazione del Nord Est 100.000 copie settimanali nati del Bingo, gli abitudinari dei "Gratta e Vinci", gli affezionati delle slot machines dei bar. E l'intramontabile gioco del Lotto. Vicenza non fa eccezione, in uno scenario nazionale che vede il settore del gioco d'azzardo in continua espansione e l'Italia ai primi posti mondiali per numero di giocate e di giocatori. E non è un caso che la De Agostini, azienda una volta famosa per le sue edizioni, dopo l'acquisto di Lottomatica, abbia tramite questa appena acquisito la Gtech, il gigante americano delle lotterie e delle scommesse diventando leader mondiale in questo mercato. Anche in città le cifre del settore sono in crescita e basta passare un sabato pomeriggio davanti ad una delle tre agenzie che accettano scommesse sportive per rendersi conto che la tentazione di una giocata fortunata attira un pubblico sempre più vasto, in cui la quota di immigrati sta diventando sempre più numerosa. "Abbiamo una clientela molto varie- gata: ci sono tanti vicentini, ma anche tanti, tanti stranieri. - conferma Mario Montoli, della Carma Servizi Palladiogroup, una delle due società del settore attive a Vicenza -. Non si giocano grandi cifre, ma alla fine un po' tutti riescono a vincere e rispetto all'anno scorso l'incremento delle giocate può essere stimato attorno al 5 per cento. Lo sport che attira di più è sicuramente il calcio, poi ci sono il basket, il volley, il rugby e tutti i grandi eventi, dalle Olimpiadi ai gran premi di Formula Uno. E aspettiamo con fiducia i prossimi mondiali di calcio". Difficile capire quale sia il giro d'affari che in città ruota attorno al mondo delle scommesse. Qualcuno azzarda una cifra di circa cinquemila scommesse a settimana, ma gli addetti ai lavori stanno ben attenti a non sbilanciarsi. Non ci sono, comunque, solo le scommesse. Le due sale Bingo rimaste in città, ad esempio, raccolgono Per la tua pubblicità chiama 045.8015855 - Fax 045.8041460 18 MARZO 2006 REGIONE 10 Stanziati 14,7 milioni di euro per il recupero di beni culturali e paesaggistici La Regione tutela i suoi beni culturali Interessate dall'intervento tutte le sette province del Veneto Il Veneto presenta un ricchissimo patrimonio di immobili di pregio non statali oggetto di tutela sulla Si tratta di vere e proprie perle di un Veneto a torto definito minore, che base del "Codice dei Beni Cultutorneranno a nuovo splendore per essere, oltre che testimonianza viva rali del Paesaggio" e di una infidella nostra arte e cultura, anche uno straordinario elemento di attrazionita serie di siti inseriti nelle diverne turistica. se "Città Murate": si tratta di antiche logge, chiese e campanili, piazze, palazzi storici, ville, sedi munici- né Piazza San Marco, né l'Arena di Vero- tali effettuato dalla Giunta regionale ha pali di pregio, complessi monumentali, na, ma come questi grandi poli d'attra- assegnato a Belluno 779.421 Euro per 13 manufatti presenti lungo gli itinerari turi- zione hanno la capacità di rivitalizzare interventi; a Padova 1.477.305 Euro per 16 stici, castelli e castelletti, cinte murate. 136 l'arte, la cultura e l'interesse dei visitato- interventi; a Rovigo 1.766.987 Euro per 26 di queste strutture in tutte e sette le pro- ri e dei turisti che, soprattutto gli stranie- interventi; a Treviso 904.351 Euro per 12 vince venete potranno ora essere oggetto ri, chiedono sempre di più di poter visi- interventi; a Venezia 868.680 Euro per 7 di importanti interventi di recupero, con- tare e conoscere gli angoli nascosti di una interventi; a Vicenza 2.366.421 Euro per servazione e valorizzazione volti alla frui- terra ricca di beni artistici e architettoni- 20 interventi; a Verona 3.300.933 Euro per zione pubblica. Lo ha deciso la Giunta ci come l'intera e tanto celebrata Francia. 27 interventi. Riguardo alle Città Muraregionale del Veneto che, su proposta del- Il riparto per gli edifici di pregio non sta- te, i progetti di recupero finanziati dalla Regione interesseranno cinte l'Assessore ai Lavori Pubblici Massimo murarie, porzioni di castelli, Giorgetti, ha approvato il riparto dei conpercorsi pedonali e giardini stotributi per l'anno 2006 per 121 immobili rici, torri, piazzette, antiche di pregio, stanziando complessivamente "porte". Nel complesso, 617.391 11.724.101 Euro, dei quali 6.204.452 asseEuro sono stati assegnati ad gnati a soggetti pubblici e 5.519.649 Euro opere in provincia di Padova; ad Enti Religiosi e soggetti privati sele543.600 Euro a Treviso; 72.000 zionati sulla base di una specifica graEuro a Venezia; 1.251.455 Euro duatoria. A questi si aggiungono 3 milioa Vicenza; 515.552 Euro a Veroni per opere su 15 importanti siti d'intena. Questo è il dettaglio: Proresse storico, culturale ed artistico in vincia di Padova. Comune di altrettante Città Murate della regione. Si Padova: 231.372 Euro per il tratta di vere e proprie perle di un Venerestauro delle Quinte Murate to a torto definito minore, che tornerandel Bastione Moro; Comune di no a nuovo splendore per essere, oltre che Cittadella: 104.000 Euro per la testimonianza viva della nostra arte e culsistemazione delle sponde e del tura, anche uno straordinario elemento di fossato di guardia del settore attrazione turistica. Una chiesa, un monunord-est Riva del Grappa; mento, un palazzetto, un muro di cinta in Comune di Este: 120.380 Euro buona conservazione sono infatti di per per un intervento di recupero sé stessi elementi di qualificazione urbadel patrimonio edilizio dela nistica, ma anche turistica, del borgo o Castello Marchionale; Comune della località dove si trovano. Non sono di Monselice: 161.638 Euro per il recupero e restauro della cinta muraria lungo la pendice sud-est del colle della Rocca. Provincia di Treviso. Comune di Asolo: 64.000 Euro per il restauro e consolidamento del tratto murario di via Bembo; Comune di Castelfranco Veneto: 67.600 Euro per il percorso pedonale ed il giardino delle absidi; Comune di Conegliano: 412.000 Euro per il restauro, consolidamento e valorizzazione della cinta muraria occidentale e della Rocca di Castelvecchio - 2° stralcio. Provincia di Venezia. Comune di Portogruaro: 72.000 Euro per la sistemazione ed arredo di Via Rastrello e delle adiacenze alle Torri S.Agnese e S.Giovanni. Provincia di Vicenza. Comune di Lonigo: 72.000 Euro per il restauro della Torre delle "Ex Carceri" in Via Castelgiuncoli; Comune di Bassano: 690.000 Euro per il restauro delle Mura e Torri "Ovest" e "Nord" del Castello; Comune di Marostica: 489.455 Euro per il restauro conservativo, consolidamento statico e ripristino filologico della Cinta Muraria - 4° intervento. Provincia di Verona. Comune di Legnago: 70.000 Euro per la sistemazione e riqualificazione di Piazzetta Carducci; Comune di Lazise: 25.200 Euro per il progetto definitivo per la conservazione, restauro e consolidamento della cortina muraria Scaligera tra Porta Cansignorio e la Torre n.3 - 2° stralcio; Comune di Soave: 369.335 Euro per interventi sulla cinta muraria sud-est (Muratura 11 e 13; Torri 10 e 12); Comune di Malcesine: 51.017 Euro per il consolidamento degli intonaci delle Porte "Siresina" ed "Orientale", per il recupero e sistemazione dell'area "Posterna" e per il rinnovo del selciato Istituito nel 2003 per implementare l'assistenza sanitaria d'urgenza Elisoccorso operativo anche quest’anno Nel 2005 ha effettuato quasi 95 ore di volo La Giunta regionale, su proposta dell'assessore alle politiche sanitarie, Flavio Tosi, ha deciso di finanziare, con mezzo milione di euro, anche per il 2006 il servizio di elisoccorso stagionale con base al Lido di Venezia istituito nel 2003 per implementare l'assistenza sanitaria d'urgenza ed emergenza sul territorio dell'Azienda Ulss 12 "Veneziana" e lungo l'intero litorale veneto durante la stagione estiva. L'iniziativa a carattere sperimentale, è stato ricordato dall'assessore regionale, rientra in un più ampio disegno regionale per fornire a tutti i propri cittadini ed agli ospiti una risposta sanitaria ottimale durante la stagione balneare, in particolare sulle spiagge venete, che sono tra le più frequentate d'Italia e d'Europa con circa 24 milioni di presenze su un totale di quasi 57 milioni che hanno interessato il turismo regionale nel 2004; l'attivazione di una base stagionale di elisoccorso posta al centro del litorale veneto si aggiunge alle quattro permanenti e ha permesso non solo di rispondere alle esigenze dell'Azienda ULSS 12, ma anche di "alleggerire" le basi di Treviso e di Padova permettendo loro una migliore copertura nelle aree dell'entroterra di loro pertinenza. L'elisoccorso del Lido di Venezia ha svolto nella stagione estiva 2005 un totale di 154 missioni (ripartite tra primarie, secondarie, voli di ricognizione, addestramento) e quasi 95 ore di volo. Si sono avuti in particolare 150 interventi fra primari e secondari, che hanno riguardato principalmente il soccorso a traumi, politraumi, annegamenti, patologie cardiovascolari e patologie neurologiche. Le località con il maggior numero di eventi di emergenza sono state Jesolo (25 per cento) e Cavallino-Treporti (19 per cento), seguite nell'ordine da Eraclea, Caorle, Chioggia e Bibione. Dal momento della chiamata, il velivolo in dotazione al Lido di Venezia è in grado di raggiungere Jesolo in 6 minuti, Bibione in 12, Chioggia in 10, fino ad un massimo di 15 minuti per arrivare alle foci del Po. 18 MARZO 2006 REGIONE 11 Un importante convegno svoltosi nei giorni scorsi a Venezia Tutela e restauro del paesaggio veneto Ha introdotto i lavori il documentario "L'Italia vista dal cielo - il Veneto" Il paesaggio veneto, frutto di un lungo processo di trasformazione, è un patrimonio culturale Intervenuti, tra gli altri, Amerigo Restucci (Istituto Universitario di diversificato che va posto al centro delle politiche di pianifica- Architettura di Venezia), Bernardino Romano (Consorzio Interuniversitario Nazionale per le Scienze Ambientali), Gabriele Paolinelli (Univerzione territoriale. Se ne è parlato nei giorni scorsi sità di Firenze), Guido Biscontin (Università Ca' Foscari di Venezia). a Palazzo Balbi nel corso di un seminario di approfondimento incentrato sul tema "Luoghi e territori: sviluppare una serie di strumenti per la che valenze storico sociali, ambientali il restauro del paesaggio verso il terzo gestione e il recupero di paesaggi "cul- o paesaggistiche) che hanno subito Veneto", nell'ambito del progetto euro- turali" (caratterizzati, cioè, da specifi- pesanti cambiamenti e fenomeni di peo Rekula (Restructuring Cultural degrado in un periodo di tempo Landscape) per la tutela e lo sviluppo relativamente breve e recente. dei paesaggi culturali a carattere induI partners, oltre al Veneto, sono la striale, di cui la Regione del Veneto è Internationale Bauaustellung partner. Fuerst Pueckler Land (Germania) I lavori sono stati introdotti dalla proieche ha funzioni di capofila, la Fonzione del documentario "L'Italia vista dazione Benetton Studi e Ricerche, dal cielo - il Veneto" (1968) di Folco Quila Municipalità di Zabrze e l'Unilici. Presente anche l'assessorato ai parversità di Gliwice nella regione chi e alle aree protette, il portavoce del polacca dell'Alta Slesia. Luigi Forpresidente della Regione ha sottolineatunato e Brigitte Scolz, membri del to l'attenzione che si registra oggi per gruppo di lavoro del progetto, le tematiche collegate al paesaggio, hanno illustrato il campo d'aziocitando alcuni casi emblematici di un ne che ha riguardato le problemarapporto corretto con il territorio da tiche ambientali e territoriali delle recuperare, come nella Valle del Silenaree interessate dall'estrazione di zio nel vicentino o Sassonegro nel lignite nella regione tedesca del comune di Arquà Petrarca nei Colli Brandeburgo (ex Germania Est), le Euganei. conurbazioni dei villaggi mineraIl progetto Rekula, inserito nell'ambito ri nell'Alta Slesia e il recupero di del programma europeo Interreg III B paesaggi rurali segnati da attività 2000/2006, ha come finalità quella di estrattive nella Pedemontana veneta. In quest'ultimo caso, il sito più idoneo alla sperimentazione è stato individuato in una cava inattiva da circa un decennio denominata "Cava Merotto" situata in Comune di Colle Umberto (Treviso), la cui capacità è di circa 1.000.000 di mc. Si sta operando in modo che la protezione delle risorse ambientali ed il recupero del paesaggio siano coniugati con la risoluzione dei problemi di economia dell'acqua. Su molteplici altri aspetti collegati al tema del paesaggio sono poi intervenuti Amerigo Restucci (Istituto Universitario di Architettura di Venezia), Bernardino Romano (Consorzio Interuniversitario Nazionale per le Scienze Ambientali), Gabriele Paolinelli (Università di Firenze), Renata Codello (Soprintendenza per i beni architettonici, per il paesaggio e per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico di Venezia e Laguna), Guido Biscontin (Università Ca' Foscari di Venezia). Gli approfondimenti e le idee emersi durante il seminario - hanno concluso i segretari regionali all'ambiente e al territorio Roberto Casarin e alla cultura Angelo Tabaro - potranno essere utili per il Piano Territoriale Regionale di Coordinamento attualmente in corso di redazione. Un incontro per fare il punto sul cammino percorso a favore dei disabili Il Veneto per la tutela dei diritti umani Negli ultimi anni l'assistenza sanitaria e sociale è migliorata Si è tenuta a Padova, al Centro "Papa Luciani", la Conferenza regionale sulla disabilità, incentrata sul tema dei diritti umani e strumenti di tutela, promossa dalla Giunta regionale e dell'Osservatorio regionale handicap. L'iniziativa ha consentito di fare il punto sul cammino istituzionale percorso a favore dei disabili in questi anni e di annunciare le iniziative future per dare pienezza di cittadinanza alle persone con disabilità. I diversi interventi di esponenti della Regione Veneto, delle Associazioni dei disabili, dell'Università di Padova, di rappresentanti delle Aziende Ullss, delle cooperative sociali, hanno messo in evidenza come, nel corso di questi anni, grazie all'impegno dei disabili stessi, dei loro familiari e delle loro associazioni, delle cooperative sociali, del volontariato, dei servizi sociali e sanitari sia stato realizzato un sistema integrato di servizi territoriali che hanno migliorato le risposte di assistenza sanitaria e sociale alle persone con disabilità. In sintesi, l'impegno della Regione Veneto su tale campo si è concretizzato passando nell'ultimo quinquennio da 33 a 76 milioni di euro stanziati a favore delle persone con disabilità. E ancora su altri diversi aspetti: integrazione scolastica (nel 2003/2004 sono stati certificati 9491 bambini di cui 2648 seguiti dal personale sociosanitario dell'Ulss); inserimento lavorativo, un diritto imprescindibile per integrare i disabili nell'economia e nella società in generale (il Veneto, con la legge regionale n. 16 del 2002, ha potenziando e razionalizzato l'attività dei servizi di integrazione lavorativa); i Centri Educativi Occupazionali Diurni (CEOD) la risposta più consolidata ai disabili gravi e alle loro famiglie (oggi, nel Veneto, sono presenti 249 CEOD, 73 pubblici e 176 privati che ospitano 5321 disabili); i servizi residenziali, che si orientano sempre più sulle piccole dimensioni e che rispondono alle persone disabili prive, anche temporaneamente, del sostegno della famiglia (le persone disabili ospitate nei servizi residenziali sono state 2.631, distribuite in strutture con diversa capacità ricettiva e con modelli organizzativi multimodali). Sono stati ricordati, inoltre, i provvedimenti a favore delle persone con disabilità grave per offrire alla famiglia un concreto sostegno e permettere la costruzione di percorsi di vita indipendente ma anche servizi di sollievo e di accoglienza temporanea legate alla soddisfazione di particolari necessità della famiglia. A questo scopo, la Regione con un provvedimento del 2001 ha assegnato buoni servizio ed assegni di sollievo, privilegiando la determinazione autonoma della famiglia nella scelta delle modalità di assistenza. E' stata ricordata, infine, la recente proposta di legge d'iniziativa della Giunta regionale che istituisce un fondo per finanziare il superamento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e privati, anche attraverso l'utilizzo di ausili tecnici e tecnologici. 18 MARZO 2006 ECONOMIA 12 Sarà allestito al cargo center dell'aeroporto di Brescia Montichiari Un deposito doganale per il D'Annunzio Più valore aggiunto alle merci La Gabriele D'Annunzio S.p.A. ha ottenuto dall'autorità Doganale l'autorizzazione ad istituire e gestire un deposito doganale privato di tipo C, presso il cargo center dell'aeroporto di Brescia Montichiari. Il magazzino Doganale di tipo C prevede due tipologie di deposito: il deposito doganale e il deposito fiscale ai fini IVA. Il deposito doganale, consente l'immagazzinamento di merci non comunitarie, senza che tali merci siano soggette ai dazi all'importazione, all'IVA e a qualunque altra imposizione o restrizione quantitativa eventualmente prevista per la loro immissione in libera pratica. La durata di permanenza delle merci in regime di deposito doganale non è soggetta ad alcuna limitazione. Il deposito fiscale ai fini IVA consente l'introduzione, la cessione, la lavorazione e la custodia di merci nazionali e comunitarie senza il pagamento immediato dell'IVA. L'imposta viene Consente l'immagazzinamento di merci non comunitarie, senza che tali merci siano soggette ai dazi all'importazione, all'IVA e a qualunque altra imposizione o restrizione quantitativa eventualmente prevista per la loro immissione in libera pratica assolta, tramite autofattura, dall'acquirente che preleva la merce dal deposito. L'utilizzo di tali depositi offre agli operatori economici interessanti facilitazioni. In prima analisi semplifica il commercio, soprattutto quello di transito: permette in qualsiasi momento la rispedizione all'estero delle merci depositate o, in alternativa, la vendita sul territorio nazionale nel momento più vantaggioso dal punto di vista eco- nomico. Questo sistema consente di effettuare importanti acquisti nella fase in cui l'offerta sul mercato esterno è più favorevole e di vendere quando la domanda sul mercato interno o esterno è più propizia. Per quanto concerne le merci destinate al consumo nella Comunità Europea, si configura concretamente l'ipotesi di avvicinare sempre di più il momento del pagamento di dazi e tasse a quello dell'immissione effettiva delle merci sul mercato, evitando così di anticipare ingenti somme di denaro a grande beneficio della liquidità finanziaria dell'azienda. I vantaggi derivanti dal pagamento differito dei dazi e delle imposte costituisce un importante valore aggiunto per tutti gli operatori del settore. L'apertura del deposito doganale è un ulteriore passo della D'Annunzio verso la realizzazione di una struttura aeroportuale di prim'ordine per la gestione delle merci. A Verona dal 6 al 10 aprile 2006 Vinitaly, Sol ed Enolitech Fiorucci sceglie la bottiglia piu' bella Lo stilista sarà il presidente della giuria In un mondo come quello del vino, dove il bere diventa puro piacere, anche l'estetica di una bottiglia ha la sua importanza nel preparare l'incanto di un momento. Per premiare la confezione che meglio risponde a questo principio ogni anno viene organizzato, in occasione di Vinitaly, l'International packaging competition, che quest'anno ha in Elio Fiorucci un presidente di giuria d'eccezione, accompagnato in questo ruolo da Maria Gemma Del Corno Piva, contitolare del Design Group Italia. Nessuno meglio dello "stilista degli angioletti", definito anche "gigante dell'immagine e dell'immaginario" può aiutare a riconoscere il bello, l'arte e il design che racchiudono il vino, accrescendone il ruolo di protagonista della moda e status symbol del ben vivere a livello mondiale. All'11^ edizione del prestigioso appuntamento competitivo si presentano le più importanti e prestigiose etichette, con un crescente interesse da parte delle aziende straniere, tutte consce della valenza che il Il famoso stilista-comunicatore presiede quest'anno l'International packaging competition, che premia le migliori confezioni di vino e distillati presentati dalle più prestigiose aziende del mondo. Vini e oli extra vergine di oliva provenienti da tutti i continenti in vetrina a Vinitaly e Sol, mentre tutto quello che serve per fare, confezionare e degustare al meglio questi due prodotti da veri intenditori sono in mostra ad Enolitech. packaging riveste nelle strategie di vendita per veicolare informazioni e per farsi riconoscere. Partecipano alla competizione anche le confezioni dei distillati pro- venienti da prodotti vitivinicoli, quali grappe, acquaviti, cognac e brandy, ambito nel quale il packaging d'immagine svolge ormai da tempo un ruolo impor- tante. Fanno parte della giuria di quest'anno Andrea Bolner (designer), Pino Khail (giornalista), Rowland Hemiing (designer), Giuseppe Mar- telli (enologo), Mario Monastero (art director), Alberto Paolo Schieppati (giornalista), Ute von Buch (art director). Il loro verdetto sarà reso noto il 16 marzo, mentre i premi verranno consegnati in occasione della cerimonia inaugurale del 40° Vinitaly, in programma a Verona dal 6 al 10 aprile 2006. Negli stessi giorni di Vinitaly si svolgono, sempre a Verona, Enolitech - Salone internazionale delle tecniche per la viticoltura, l'enologia e delle tecnologie olivicole e Sol - Salone internazionale dell'olio d'oliva vergine ed extravergine. Ad Enolitech, giunto quest'anno alla sua 9^ edizione, tecnologia del produrre ed arte del bere con classe trovano il loro luogo d'incontro, dando vita a una mostra che raccoglie le più importanti e innovative aziende produttrici mondiali. In esposizione come tradizione anche le tecnologie per l'olio di oliva, che sta ormai ripercorrendo la strada fatta dal vino, arrivando ai vertici del buongusto mondiale. 18 MARZO 2006 ECONOMIA 13 Crescita nei mercati del bacino del Mediterraneo, Est Europa, Corea, Cina e India. Benetton, segnali positivi per il 2006 Stima ricavi consolidati 2005 a 1.765 milioni di euro Benetton Group prevede che i ricavi consolidati 2005, che verranno esaminati ed approvati dal Consiglio di Amministrazione il 30 marzo 2006, mostrino una crescita pari a circa il 3,6% grazie all'andamento dei riordini delle collezioni autunno/inverno migliori del previsto, al mix di prodotto particolarmente positivo e alla significativa contribuzione dei paesi del bacino del Mediterraneo, inclusa la Turchia, e del mercato coreano. Il dato preconsuntivo relativo ai ricavi consolidati si attesta a ridosso dei 1.765 milioni di euro rispetto ai 1.704 milioni del 2004. Gli utili netti sono attesi a circa il 6,3% del fatturato. Le dinamiche di raccolta degli ordini 2006 mostrano una risposta positiva dei partner nei diversi mercati alle nuove proposte di prodotto e alle nuove iniziative commerciali introdotte. Inoltre, in linea con quanto già registrato nel secondo semestre del 2005, è atteso un ulteriore miglioramento delle performance economiche dei negozi a gestione diretta. Il significativo aumento dei volumi e un mix di prodotto che punta Le dinamiche di raccolta degli ordini 2006 mostrano una risposta positiva dei partner nei diversi mercati alle nuove proposte di prodotto e alle nuove iniziative commerciali introdotte. alla crescita degli accessori e di segmenti di collezione ad alto valore unitario, come ad esempio il capospalla e i capi dedicati all'uomo, fanno prevedere un incremento dei ricavi consolidati 2006 almeno pari a quello registrato nel 2005. Nel 2006, inoltre, è prevista una crescita significativa dei mercati del bacino del Mediterraneo, Est Europa, Corea, Cina ed India. Sempre nel 2006 l'azienda resterà focalizzata sulla ricerca di competenze specifiche e distretti industriali internazionali in cui innestare il proprio know how, per garantire la qualità dei propri pro- dotti e la soddisfazione dei clienti finali. La continua ricerca di efficienza del sistema produttivo e commerciale permette di prevedere un EBIT nell'ordine del 9,5-10% dei ricavi consolidati e un utile netto attorno al 6,5%. Nei giorni scorsi un incontro sul tema alla Confcommercio di Vicenza Vicenza città di bed & breakfast Sempre più case vicentine accolgono i turisti Aprire un bed & breakfast, magari affittando la camera degli ospiti o quella dei figli diventati grandi, può essere molto invitante per chi intende integrare il proprio reddito, ma come per qualsiasi attività è il caso di conoscere bene le regole e di fare i conti con i vantaggi e rischi che ne derivano per valutarne il ritorno economico. E' di questo che si è parlato nella sala convegni della Confcommercio di Vicenza, nel corso di un incontro organizzato sul tema, durante il quale il vicedirettore dell'Associazione Ernesto Boschiero e il funzionario Fabio Zampieri hanno illustrato rispettivamente gli adempimenti amministrativi e fiscali inerenti alla gestione di un b&b, e i servizi già messi in atto dall'Associazione a favore della categoria. L'ottima partecipazione all'incontro, oltre una settantina di persone che già hanno intrapreso l'attività o che intendono avviarla a breve, è stata un'ulteriore prova dell'alto interesse che incontra anche nella nostra provincia questo nuovo sistema ricettivo. Attualmente a Vicenza e dintorni sono attivi 95 b&b, un fenomeno che si è sviluppato soprattutto negli ultimi anni e che in Italia conta circa 8.500 strutture. Per poter rientrare fra le attività classificate dalla legge regionale quali bed & breakfast a conduzione familiare, si deve utilizzare parte della propria abitazione, fino a un massimo di tre camere, e fornire alloggio e prima colazione. I gestori, inoltre, devono garantire agli ospiti alcuni servizi minimi: un bagno, anche coincidente con quello dell'abitazione; pulizia quotidiana dei locali; fornitura e cambio della biancheria ad ogni nuovo cliente e comunque due volte la settimana; fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda, riscaldamento; cibi e bevande confezionate per la prima colazione. Ma, com'è stato detto durante il convegno, è necessario conoscere fin dall'inizio cosa comporta aprire la propria casa ai turisti. A cominciare dalla denuncia di inizio attività da presentare al Comune e alla Provincia competenti per territorio trenta giorni prima dell'avvio, per poi passare alla comunicazione annuale dei prezzi minimi e massimi richiesti a persona e del periodo di apertura, all'obbligo di notifica delle persone alloggiate e del movimento di turisti ospiti ai fini statistici. "Sono obblighi stabiliti dalla legge regionale n. 33 del 2003 e dal Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza - ha spiegato Ernesto Boschiero - che disciplina, appunto, queste attività a conduzione privata, collegate al settore turistico e complementari alle più tradizionali forme di ospitalità. A questi obblighi poi si aggiungono gli adempimenti strettamente fiscali necessari a regolarizzare lo svolgimento dell'attività. La gestione va quindi attentamente valutata tenendo conto anche delle spese, ad esempio, di assicurazione per la responsabilità conto terzi, quelle per il riscaldamento, luce acqua e gas, quelle per le pulizie, la biancheria e la colazione oltre ai costi per l'eventuale attività di promozione. Senza dimenticare il tempo necessario da dedicare alla gestione e i vari imprevisti che possono capitare come, danneggiamenti o il mancato pagamento del soggiorno. La differenza tra le entrate (dai 20 euro in su a seconda della zona e della struttura più o meno curata) e le uscite - ha concluso Boschiero - va, quindi, attentamente ponderata per fare in modo che il "business tra le mura di casa" si riveli effettivamente tale". AZIENDE 14 18 MARZO 2006 Ferrarin, Palladio e San Pio X sono i 3 impianti-azienda che si dividono i nuotatori della città Piscine contro: l'offerta in vasca a Vicenza DI ANDREA GENITO Quella di Viale Ferrarin è l'ultima arrivata tra le strutture natatorie del capoluogo, anche se la sua storia nasce da molto lontano. I preamboli furono, infatti, la fusione delle due società che gestivano la vecchia piscina Coni ed il Palazzetto del Nuoto, i cui membri costituirono nel 1997 l'A.S. Nuoto Vicenza, una Spa senza fini di lucro che, di lì a poco avrebbe dovuto accomodarsi in Viale Ferrarin. "Invece sono dovuti trascorrere ben sei anni- ricorda il suo Presidente, Paolo Gechelin perché nel frattempo l'Amministrazione non fu più in grado di completare i lavori con le proprie risorse. Fu invece necessario un intervento privato, il cosiddetto project financing, per trovare le risorse necessarie. E' stato quindi un parto difficile, ma, visti i risultati, ne è valsa la pena. La mia società si è fatta carico di 3,8 milioni di Euro, reperiti tramite l'Istituto di Credito Sportivo, mentre il Comune ci eroga un contributo in conto capitale. Prevediamo di rientrare nell'investimento in poco più di otto anni, ma avremo in gestione questa struttura modernissima fino al 2018". Due le piscine, di cui una scoperta olimpionica ed una indoor di 33 metri, dotata di spalti per 500 spettatori, dove si svolgono attività agonistiche e vari corsi di nuoto, pallanuoto, acquagym, spinbike e fitness, per un totale di 16.000 iscritti, oltre ad altri 1100 tra utenti scolastici ed atleti, tra i quali la squadra di pallanuoto che è attualmente prima in serie B come Caoduro Vicenza. Quaranta gli istruttori, mentre altri tre dipendenti sono addetti al bar. Sì, perché Viale Ferrarin non ruota solo attorno all'attività natatoria, ma il business si completa con l'attività di convegni e formazione, ospitati in una attrezzatissima sala polifunzionale e con la ristorazione. Il giro d'affari si aggira sui 100.000 Euro nell'impianto coperto ed è addirittura superiore di circa un 30% nella piscina scoperta scoperta, letteralmente presa d'assalto d'estate dai vicentini e nella cui area esistono anche due campi di beach volley. "Il 2005 è stato per noi un anno straordinario a livello sportivo, coronato dall'organizzazione della SuperCoppa Europea di pallanuoto, tra Posillipo e Savona, ma l'obiettivo è migliorare ancora questi risultati - promette Gecchelin- migliorando il livello ed il numero dei corsi. C'è anche un progetto riservato alla terza età, o meglio, seconda giovinezza, che farà di Viale Ferrarin uno dei più importanti punti di aggregazione "trasversale" della città". Uno dei rari impianti realmente polifunzionali in Italia. Questo è, invece, il Centro Sport Palladio, che sorge su un'area di 12.000 mq Le piscine in viale Ferrarin sono l'impianto più recente di Vicenza in Via Cavalieri Vittorio Veneto. All'interno sono ospitate infatti ben 25 attività, tra cui quelle legate alle tre piscine. Seimila gli iscritti all'anagrafica, ma almeno il quadruplo sono i frequentatori saltuari che fanno di questa Spa una vera e propria azienda, con un costruire una palestra. Si iniziò dal judo e, quindi, a stralci, si è arrivati a completare l'attuale complesso. Quanto alle piscine, possiamo vantarci di avere una delle poche vasche in ozono, assicurando un'altissima qualità dell'acqua, continuamente sanificata Il Centro Sport Palladio è una delle poche realtà polifunzionali della città valore patrimoniale di circa 15 milioni di Euro, che comprende anche l'attività di ristorazione. "Abbiamo aperto al nuoto solo nel 1994 - spiega Claudio Corà, direttore del centro e, un pò tuttofare com'è, attuale coach del Vicenza Basket femminile di A1 (una società di grandi tradizioni ma ora quasi familiare con una figlia del direttore-allenatore presidentessa e un'altra giocatrice), anch'esso ospitato nella struttura e sponsorizzato dal Centro - ma la nostra storia parte da molto più lontano. Nel 1980, infatti, si creò una delle prime situazioni miste pubblicoprivato nell'edilizia sportiva, quando il Comune di Vicenza cedette il diritto di superficie di quella che allora era un'area verde, al Sig. Virgilio Zamberlan, titolare di una piccola società. Con una delibera questa divenne zona attrezzata per il tempo libero e, di lì a poco, partirono i lavori per e i nostri clienti apprezzano questa peculiarità, che azzera anche ogni rischio di allergie o intolleranze. Oltre alla piscina da 25 metri, per l'attività dei corsi e agonistica, abbiamo la vasca per la riabilitazione e quella da 4 metri per i sub. Inoltre, grazie all'assoluta assenza di barriere architettoniche, il Centro Sport Palladio è i ideale per i diversamente abili: abbiamo quattro cooperative di assistenza, che vi lavorano all'interno." Nessun problema, con l'Amministrazione, che resta proprietaria del suolo e che ha una vertenza economica milionaria in corso con voi? "In questi anni, ovviamente, ci sono stati alti e bassi nei rapporti, ma comunque noi copriamo un servizio di utilità sociale che l'ente pubblico sa che, con le proprie risorse, farebbe fatica a gestire. Vedo infatti una maggiore responsabilizzazione e disponibilità verso i privati e, que- sto, ovviamente, fa piacere al sottoscritto e ai 450 azionisti della Spa. Poi sappiamo da sempre che dobbiamo far conto su noi stessi e fare i passi con le nostre gambe, senza illuderci che ci arrivino regali; i veri problemi sono nel far quadrare i conti, in una struttura così imponente, ma fortunatamente gli ultimi bilanci sono più che soddisfacenti ed investiremo ancora per migliorare l'offerta. Intanto, visto il giro di clienti, abbiamo ottimizzato i costi, informatizzandoci al 100%: dal nostro s i t o (www.centrosportpalladio.it) si possono comodamente prenotare da casa corsi e nuoto libero". Molto diversa la realtà della piscina comunale S.Pio X, in Via Giuriato. La struttura, che ha accumulato già 25 primavere, necessiterebbe di alcuni interventi strutturali e di un poderoso rilancio, perché la domanda, non solo nel quartiere che la ospita, è in continua crescita. "La vasca per bambini può accogliere al massimo 20 persone alla volta, un numero inadeguato per far fronte alle richieste dei centri estivi - sottolinea Lorenzo Rigon, presidente della Cooperativa Nuove Gestioni Sportive -. Noi però attendiamo lumi dall'Amministrazione, visto che i sei anni della nostra convenzione scadono in giugno. Questo è un impianto periferico e magari poco attraente, viste le altre offerte in giro, ma d'estate vengono qui molte persone che hanno fatto la coda inutilmente altrove, anche per iscriversi ai corsi di nuoto ed acquagym. Vuol dire che anche S.Pio X ha la sua ragione di esistere: il nostro bacino sono soprattutto adulti e famiglie." Sono circa 12.000, difatti, le presenze stimate nel 2005, moltissime se si considera che quella di Via Giuriato è una struttura scoperta (con piscina di 25 metri) ed aperta quindi solo nei mesi caldi. "Il brutto tempo dell'agosto scorso, per la verità, ci ha condizionato parecchio. Ad esempio il bar, che abbiamo pure gestito noi, ha registrato un calo di entrate considerevole. Anche su questo fronte, bisognerebbe rendere l'offerta più appetibile, specie ai ragazzi, ma finchè non c'è la certezza del rinnovo del contratto è inutile fare progetti". DONNE 15 18 MARZO 2006 Un libro pubblicato dalla Provincia raccoglie le testimonianze di dieci donne vicentine che hanno attraversato il Novecento Partigiane, fornaie, egiziane: le straordinarie donne del '900 vicentino DI LUCA MATTEAZZI Operaia in filanda a 12 anni insieme ad altre seicento ragazze, staffetta partigiana nel '43 e '44, prigioniera dei nazisti per qualche mese nell'inverno del '45, quindi per un trentina d'anni consigliere comunale a Lonigo, il paese in cui è nata e vissuta. Maria Sterchele, classe 1916, ha attraversato tutto il '900 dividendosi tra impegno politico e cura della famiglia; sempre, comunque, "dalla parte di chi tribola", come sottolinea lei con una punta di orgoglio. La sua è una delle dieci storie raccolte nel libro "Vite di donne a Vicenza nel '900", pubblicato in questi giorni dalla Provincia e in cui sono raccolte le esperienze di alcune signore "normali" che hanno scritto, a modo loro, un piccolo capitolo della storia della provincia. Dai loro racconti esce una fotografia della Vicenza ormai scomparsa, con i giochi improvvisati sul cortile di casa, la fatica nel mettere insieme il pasto con la cena, il lavoro in fabbrica, gli strascichi dei grandi avvenimenti storici che arrivavano a sconvolgere il ritmo della vita quotidiana. Quella di Maria Sterchele è probabilmente una delle vicende più movimentate. Quarta di cinque fratelli, figlia di una signora che scriveva le lettere per aiutare chi non aveva studiato a mantenere i contatti con i parenti emigrati in Francia o in America, Maria dovette abbandonare la scuola dopo la quarta elementare. "Ho cominciato a lavorare a 12 anni, in filanda - racconta nel libro -. Si pensi che qua a Lonigo c'erano tre filande e saremo state 600 donne che venivano dai dintorni a lavorare, in bicicletta, anche dalla Alte di Montecchio Mi ricordo che una volta il direttore aveva paura di dover chiudere, perché Maria Sterchele. La sua è una delle storie più appassionanti nel libro a sostituire la seta c'era il nylon. Erano i primi tempi che sentivo questi discorsi ed era vero: la seta è sparita. Ho lavorato in filanda per 15 anni, dopo è venuta la guerra e sono andata in prigione, e nel frattempo hanno anche chiuso le fabbriche". Per la famiglia Sterchele, socialista convinta con il mito di Matteotti, il ventennio fascista fu un periodo duro. Una foto di famiglia dal libro promosso dalla Provincia. I racconti E non è un caso se, dopo l'8 settemcontenuti nel volume emozionano e rispecchiano i grandi cambiamenti del Secolo Breve bre, Maria scelse di aiutare il movimento di resistenza. "Ho iniziato a fare la staffetta partigiana all'età di 28 anni, tra il 43 e il 44 - continua . I partigiani mi avevano messo come nome di battaglia "MaruNon c'è solo la partigiana Maria Sterchele. del frigo c'era il "moschetto" in cantina (una ska". Io portavo gli Il libro curato da Maria Luisa Dal Pozzo e dispensa dotata di reti protettive contro le ordini, e carte, e a volte Cinzia Crivellari raccoglie dieci interviste mosche), e ci si scaldava con la stufa a legna veniva con me anche a donne vicentine nate agli inizi del Nove- e la "monega" (un contenitore per braci da mia sorella Lina. Ho cento, quando a Vicenza si coltivavano i infilare sotto le coperte). E chi, come Catefatto la staffetta per bachi da seta e si pativa la fame, e arrivate rina Busa, porta ancora i segni lasciati da un anno e mezzo, e fino ai nostri giorni. Storie normali, fatte un bomba della prima guerra mondiale. C'è sapevo che dovevo di piccoli eventi quotidiani in cui si rispec- la storia di Elisa Sardi, nata nell'agiatezza stare attenta a tutto e chiano le trasformazioni della storia. di Alessandria d'Egitto, e quella di Teresa che ci potevano C'è chi, come Accellina Pozzan, ricorda Leonardi, una vita da fornaia alle spalle. E ammazzare". quando andava a prendere l'acqua col ancora i racconti di Onorina Zordan, ArmiUna vita pericolosa, e "bigolo" (un bastone da portare sulle spal- da Fabris, Assunta Del Grande, Luigia Dalla infatti, tra il gennaio e le a cui si attaccavano i secchi"), al posto Pozza ed Elvira Battistello. il febbraio del 45, la Il libro. Il XX secolo visto da lei staffetta "Maruska" fu arrestata dai soldati dalla Repubblica Sociale, e spedita prima in un carcere di Verona, poi in un campo di concentramento nei dintorni di Bolzano. "Si viveva come delle bestie, ti davano da mangiare roba per le bestie e mi hanno dato un numero da attaccare sui vestiti: era 11055. Per fortuna sono stata dentro poco, poi ci hanno liberato perché erano arrivati gli americani ed era finita la guerra. Siamo venuti fuori il primo maggio e sono tornata a casa a piedi". Rientrata a Lonigo, Maria si dedicò alla famiglia ("Eravamo in nove e dovevo sempre lavare, stirare, fare da mangiare, fare i lavori) e all'attività di consigliere comunale per il Pci. "Sono rimasta in consiglio fino all'età di settant'anni. Sono sempre stata all'opposizione, perché a Lonigo erano tutti democristiani". Il resto è storia dei nostri giorni. "Mi sembra davvero impossibile che il mondo sia cambiato così tanto - conclude Maria -. Anche tra la gente, non c'è più quell'affiatamento, ognuno bada solo agli affari suoi. Ai giovani vorrei dire che pensino di più anche alla politica, perché la politica è vita, la facciamo in ogni momento, e non basta votare". Il giovane scledense sogna di tornare a vestire la sua maglia biancorossa DI NICOLA CIATTI Mentre a Schio il calcio è in profonda crisi, nonostante il secolo di storia appena raggiunto, c'è chi anni fa è partito dall'oramai ex città laniera ed oggi è una vera star del semiprofessionismo. Stefano Pietribiasi, si sta difatti imponendo come uno dei giovani più interessanti dell'intera Serie C. Punto di forza del Cuneo, con i suoi gol (nove finora) ed i suoi assist colleziona voti altissimi sulla Gazzetta dello Sport e sta facendo volare la squadra piemontese verso quello che sarebbe un traguardo storico e mai raggiunto: la promozione in C1. Un rendimento che non è passato inosservato al selezionatore della nazionale di categoria, che lo ha puntualmente inserito nella lista dei convocabili. Classe 1985, Stefano inizia a giocare a pallone dai Salesiani, un Oratorio che da sempre apre le porte a tutti. Su quel campo spelacchiato e sabbioso tira i primi calci, indossando la maglia numero 9, nei Giovanissimi del Concordia. Fin dalle prime partite appare evidente il suo talento innato, che lo porta a segnare valanghe di gol. Dopo tre anni sotto i portici dell'Oratorio, il passaggio in prima categoria, allo Scledum 93, e addirittura la chiamata del Vicenza Calcio, che in lui vede qualità non comuni per un ragazzino di undici anni. Approdato in biancorosso, Stefano fa tutta la trafila delle squadre giovanili, quindi viene traghettato alla Primavera. Maturato sotto gli insegnamenti di Fabio Viviani, Stefano Pietribiasi, giovane bomber del Vicenza, fa grande Cuneo Grazie anche a Pietro Biasi il Cuneo si è fatta notare come una delle squadre più interessanti di tutta la serie C viene chiamato stabilmente nel gruppo della prima squadra, con cui disputa anche un paio di partite in Serie B. Dopo essersi messo in evidenza come uno dei giovani più promettenti del Torneo di Viareggio, arriva la chiamata del Cuneo, in C2. "Ho sofferto un po' all'inizio - ricorda Stefano - perché il salto al professionismo è davvero importante. Ti trovi di fronte elementi di grande esperienza e forza fisica. Poi, giocando con continuità, ho preso le misure al campionato e mi sono fatto notare". E' stata proprio l'ex gloria di Vicenza e Juventus, Daniele Fortunato (tecnico del club piemontese, ma residente a Vicenza) a volerlo a tutti i costi come attaccante della sua squadra, al punto di farsi carico degli spostamenti del ragazzo. Il Vicenza opta però per il prestito, credendo ciecamente nelle sue doti e quindi non accettando di privarsene in maniera definitiva. Il suo campionato e quello del Cuneo sono andati finora ben al di là delle più rosee aspettative, perché altre erano le favorite per i play-off, tra cui il Bassano allestito da Renzo Rosso. Assieme al figlio del presidente dell'Inter Facchetti, Pietribiasi forma una coppia offensiva ben assortita e, nonostante un ambientamento non proprio indolore, in una città così lontana e diversa da Schio, il giovane bomber è ormai pienamente inserito nella nuova realtà, al punto da essere diventato un beniamino del pubblico ed uno dei giocatori più rappresentativi della squadra: "L'inizio di questa avventura è stato tribolato, perchè le differenze tra Schio e Cuneo sono evidenti. Ho stretto i denti, passando anche momenti piuttosto difficili, poi mi sono integrato a meraviglia. Ora ci ho preso gusto, anche se non sono proprio il tipo da montarmi la testa". Intanto, con i suoi gol, sta contribuendo a far sognare il Cuneo, che in questo finale di stagione dovrà giocarsi la promozione col Venezia, nobile decaduta del calcio italiano. Il vero sogno di Pietribiasi si chiama però Vicenza. "Partendo dal presupposto che l'importante è giocare spiega - non posso negare che mi farebbe molto piacere tornare nella società per cui ho tifato sin da piccolo. Hanno il mio cartellino e sono certo che in qualche modo mi stanno seguendo. Spero abbiano ancora bisogno di me". SPORT 17 18 MARZO 2006 Lo sci alpino premia un diversamente abile vicentino, dopo le delusioni olimpiche della valanga azzurra Gianmaria Dal Maistro, ipovedente di Schio, mantiene le promesse ed è oro paralimpico DI ALESSANDRO MANFRIN Meglio di Rocca, Ghedina e Blardone. E' stato di parola e pure con un certo anticipo. Alla partenza per Torino, lo sciatore ipovedente di Schio, Gianmaria Dal Maistro, semplicemente Jerry per gli amici, ci aveva promesso nell'intervista esclusiva per il secondo numero di VicenzaPiù (quando nessuno ancora si era accorto di lui) di tornare con almeno una medaglia al collo e, possibilmente del metallo più pregiato. "Sono stufo di arrivare secondo", scherzava, ricordando gli argenti giù collezionati alle olimpiadi di Nagano '98 ed a Salt Lake City, quattro anni fa, quando gli era stato anche conferito il titolo di Grand'Ufficiale della Repubblica, per meriti sportivi. Certo, perché Jerry è già un veterano ad alto livello, pur avendo appena 24 anni. Iniziato prestissimo allo sci, dallo zio, non ha praticamente più smesso gli scarponi, eccetto quando frequenta i corsi della Facoltà di Informatica, a Verona. Dopo le vittorie in Coppa Europa e i titoli italiani in serie, l'ultimo dei L'oro paraolimpico Gianmaria Dal Maistro con l'accompagnatore Tommaso Balasso quali pochi giorni fa a Monte Baldo, arriva anche l'alloro più bello, anche perchè giunto alla fine quasi inatteso. L'inno nazionale è risuonato infatti solo dopo che la giuria ha preso in esame la gara di SuperG, squalificando per distanza irregolare dalla guida il canadese Williamsson, in un primo momento risultato vincitore. In un attimo un già ottimo argento, si è quindi trasformato in oro e neppure nella gara preferita di Jerry e della sua guida, Tommaso Balasso, anche lui scledense. Solo nei prossimi giorni, infatti, si cimente- ranno nello slalom gigante e in quello speciale, specialità in cui sono in testa in Coppa Europa. "Pensare che avevamo commesso un errore tecnico in cima al percorso, perdendo centesimi preziosi - racconta incredulo Dal Maistro -. Non ci siamo però arresi, spingendo al massimo nella seconda parte della pista. Il risultato cronometrico era già una sorpresa, per noi, figuriamoci questa medaglia d'oro. Mi spiace però, ovviamente, per chi è stato squalificato. Ora che succede? Potrò affrontare con tranquillità e senza pressioni le gare che preferisco, tanto una medaglia è già in carniere. Debbo dire che mi è servito molto l'allenamento fatto con la discesa libera, domenica scorsa, dove siamo arrivati quinti. Un risultato decisamente sorprendente e che ci ha dato fiducia. Sono contento per la mia famiglia e la cinquantina di tifosi che mi ha seguito da Schio, ma anche per tutto il movimento. Chissà che da oggi non si parli un po' più di noi sportivi disabili". Ovviamente euforici anche i rappresentanti del Comitato paraolimpico vicentino, che vanta ora ben 16 allori, tra ker- messe invernali ed estive: "sono atleti straordinari- sottolinea il Delegato Provinciale, Andrea Genito - perché si sobbarcano sacrifici esponenziali, rispetto ai normodotati, con gratificazioni quasi simboliche. La nostra è una federazione giovane e con pochi mezzi, ma ricca di talenti dalla volontà incredibile. Gian Maria e Tommaso si sono sobbarcati, praticamente da soli, le spese per allenarsi al Sestrière. Ci tenevano a prendere confidenza con queste nevi, perché sentivano di poter puntare in alto. Avevano ragione". SPORT 18 18 MARZO 2006 La talentuosa palleggiatrice della Minetti ha mamma russa e nonni paterni di Sarcedo. Il vino è il filo comune Stefania Dall'Igna. La Kirillova dei Colli Berici doc DI ANDREA GENITO Ha gli occhi azzurri e la chioma bionda, la Kirillova dei Berici. Stefania Dall'Igna, proiettata in pochi mesi dalla B1 al ruolo di protagonista assoluta nella massima serie, con la Minetti Infoplus Vicenza, è nata a Busto Arsizio appena 21 anni fa (per farle gli auguri ricordate la data del 22 novembre) ma vanta infatti sangue misto, vicentino e russo nelle vene, merito, quest'ultimo, di mamma Jbanova Liudmila, che oltre ai lineamenti slavi le ha trasmesso parte del carattere. "L'ammiro molto- confessa Stefy perché, pur essendo cresciuta senza genitori, ha saputo trasmettermi grandi valori. Mi dicono che ho self control come i russi ma, è sicuro, come i russi reggo benissimo ... l'alcool, anche se ovviamente non ne approfitto. Certo, ad un buon bicchiere di vino rosso, specie Stefania Dall'Igna in un bel ritratto. Dotata di grande autocontrollo, l'hanno spesso paragonata alle grandi giocatrici dell'est europeo Stefania durante una partita: "Riesco a vincere lo stress perché non vedo lo sport come un lavoro ma come un divertimento" se a tavola c'è una grigliata, non so proprio rinunciare. Per tanti altri aspetti, però, somiglio molto a mio padre, che invece ha origini vicentine Doc, visto che i suoi sono di Sarcedo. Ma ora che ci penso anche i vicentini non è che siano astemi!". Da chi ti deriva, invece, la passione per la pallavolo? "Ci sono arrivata da sola, cominciando col minivolley a scuola. Ho giocato un po' in tutti i ruoli, compreso il libero, ma vedendo che spesso nei tornei mancava la palleggiatrice, mi sono buttata. Insomma, sono una regista per caso!" Il destino ha deciso, ma oggi sei una delle migliori interpreti nel tuo ruolo in A1, nonostante la giovanissima età: il segreto? "Forse perché non ho mai visto questo sport come un lavoro, con tutto lo stress che ne consegue, ma come un puro divertimento. Vivo alla giornata, senza pormi obiettivi particolari, se non quello di imparare il più possibile dalla compagne più esperte, come la mia capitana Magdi Sliwa, e da Manù Benelli, il mio coach, che come palleggiatrice è stata un mito e ancora oggi con quelle mani e quella testa fa quello che vuole, fisico a parte, ovviamente". Ti è servito il tuo russo, per farti capire dalle due polacche della Minetti Infoplus? "Più che parlarlo, lo capisco ed è molto simile a tutte le lingue slave. Per questo mi intendo a meraviglia anche con la serba Djerisilo. Purtroppo ho imparato anche le parolacce, ascoltando mia mamma quando è arrabbiata." Della Russia hai qualche ricordo? "L'ultima volta sono stata lì nel 1994, quindi mi piacerebbe tornare per averne una visione più consapevole. Ho visitato la Piazza Rossa, poco tempo dopo la caduta del muro di Berlino, ma vorrei tanto vedere San Pietroburgo, appena gli impegni mi daranno tregua". Di pause, per la verità, quest'anno ne hai avute ben poche, visto che sei reduce anche dalla stagione di beach volley. "E' vero, ma quando fai qualco- sa che ti piace, la fatica si sente molto meno. Anzi giocare sulla sabbia, a due passi dal mare e sotto il sole, è stata quasi una vacanza, che mi ha ricaricato parecchio. Magari fosse così tutto l'anno!" E la Dall'Igna privata com'è? "Tranquilla, non propriamente fidanzata, ma quasi ed appassionata di quasi tutta la musica, compresa la classica. Non ho manie, né superstizioni, anche se leggo puntualmente gli oroscopi e col cellulare, a differenza di qualche mia compagna di cui non faccio nome, ho un rapporto direi poco fisiologico. Anche se le nuove tariffe invogliano a mandare un po' troppi sms. Il sogno? Poter vivere senza legami o responsabilità e, magari, con disponibilità economiche pressoché illimitate. Ne approfitterei per fare tanti, ma tanti viaggi, non solo in Russia". APPUNTAMENTI SPORTIVI 19 Da questo numero VicenzaPiù Sport si arricchisce della rubrica degli appuntamenti sportivi del week end nella nostra area di diffusione, una guida allo sport da vivere che cercheremo di rendere sempre più completa anche con l'aiuto dei lettori, dei club e delle federazioni e associazioni. Per risultati e commenti su questi appuntamenti consulta le news on line su www.vicenzapiu.com. BASKET FEMMINILE Nel girone A di A2, scontro al vertice tra il Cornedo (secondo con 44 punti) e il Cesena (primo con 45). HOCKEY INLINE A1 Nell'ultimo round della regular season la Caoduro Diavoli Vicenza, dopo il buon pareggio interno per 66 contro la capolista Arezzo, affronterà nel fine settimana in gara 1 dei quarti di finale play-off l'Edera Trieste, capoclassifica del girone A. I l C.S. Palladio Vicenza, in lotta per i play out dopo aver fatto passi da gigante rispetto al disastroso inizio di stagione, domenica alle 17,30 affronterà in casa la seconda forza del campionato, il Penta Faenza. Le partite del fine settimana: Serie B sabato 18, ore 16, Stadio Menti: VICENZA - BARI Eccellenza domenica 19, ore 15: GAN THIENE VILLAVERLA - ARZIGNANO; LONIGO - CASALEONE; CAVAZZALE - PIOVESE. DURO - VIGEVANO Partite del fine settimana: Sabato 18, ore 15: CORNEDO CESENA CALCIO Sabato 18 marzo scende in campo il Vicenza calcio nel campionato di serie B: appuntamento allo stadio Menti alle 16.00 , quando la formazione berica affronterà il Bari per allontanarsi dalla bassa classifica. Non sarà presente lo squalificato Helguera: al Vicenza che aspetta la squadra pugliese per una sfida diventata ancora più importante di quanto già non fosse alla luce della sconfitta biancorossa a Terni e dei risultati delle dirette concorrenti mancherà dunque una pedina importante. CALCIO A 5 18 MARZO 2006 Partite del fine settimana: Serie A1 Domenica 19, ore17,30, Centro Sport Palladio: C.S. PALLADIO - PENTA FAENZA Serie B1 Domenica 19: SISA DUEVILLE S.ELENA BASKET MASCHILE In serie C1, il Vicenza Basket Giovane gioca in trasferta contro l'ultima in classifica, mentre in serie C2 il Modern Arzignano, attualmente al secondo posto, ospita la capolista Montebelluna per l'incontro di cartello della giornata. Partite del fine settimana: Serie C2 Domenica 19: MODERN ARZIGNANO - MONTEBELLUNA Serie D: Domenica 19: EUROGOMMA MONTECCHIO - JOLLY BASKET; TRASTEVERINA VICENZA NOVENTA Le partite del fine settimana: Gara 1 quarti di finale play-off: Domenica 19, ore 19, pattinodromo di viale Ferrarin: DIAVOLI BIANCOROSSI VICENZA - EDER TRIESTE ATLETICA VOLLEY Sabato 18 alle 21.00 al PalaCia di Vicenza, la Novello Vicenza di B1 femminile ospiterà il Reggio Emilia, mentre domenica 19 marzo appuntamento con la grande pallavolo di serie A1 femminile: alle 17.30, sempre al PalaCia, con la Minetti Infoplus Vicenza che sfida l'Original Marines Arzano di Maurizia Cacciatori nonché dell'ex coach Simonetta Avalle e di Elisa Cella, vincitrice della Cev a Vicenza nel 2001 e ora anche azzurra di Bonitta. Partite del fine settimana: Serie A1 femminile: domenica 19, ore 17,30, Palacia: MINETTI INFOPLUS VICENZA ORIGINAL MARINES ARZANO Serie B1 femminile: domenica 19, ore 21, Palacia: NOVELLO VICENZA - PALLAVOLO REGGIO EMILIA PALLANUOTO Continua l'ottimo campionato dei portacolori delle Piscine di Viale Ferrarin. Partite del fine settimana: Serie B Sabato 18 marzo, ore 19,45: CAO- Domenica 19: prende il via la 6a edizione della "Stravicenza - Trofeo Centro Commerciale Palladio" organizzata dall'Atletica Vicentina. Un evento sportivo dove tutti sono protagonisti, dai grandi campioni a tutte le persone che possono cimentarsi a passo libero su una delle tre distanze (1,5 km, 4,5 km e 10 km) previste dalla marcia non competitiva. La partenza è prevista alle ore 10.00 da Piazza dei Signori, il ritrovo degli atleti dalle 7.45. Rubrica a cura di Alessandro Manfrin PERSONAGGI 20 18 MARZO 2006 Troppi pregiudizi nei confronti delle persone disabili. La denuncia del pilota svizzero che da tempo collabora con la Scuderia Palladio A Vicenza il ferrarista Clay Regazzoni: "Ci guardano ancora come extraterrestri" DI LUCA MATTEAZZI "Ci sono ancora un sacco di cose da fare, perché questo è un paese pieno di pregiudizi e di tabù", dice Clay Regazzoni lunedì a cena al Tiepolo di Vicenza con gli amici che spesso ritrova in città. Non ha perso nulla della grinta che negli anni Settanta lo aveva portato ad essere uno dei piloti più noti e amati non ha più niente dello sport ed è tutto dominato dal business". Meglio puntare sulle competizioni per auto storiche, sul mondo dei rally o sulle maratone "africane" per fuoristrada, tutti terreni in cui è stato capace di confrontarsi alla pari con guidatori "normali". Una seconda giovinezza sportiva che ha portato il pilota svizzero ad incrociare la strada della vicentina Scuderia Palladio, società con cui ha partecipato a numerose manifestazioni e con cui ha fossi un extraterrestre. Anche le barriere architettoniche nella maggior parte dei casi non sono state eliminate come si deve: in questi giorni ho girato quattro alberghi e per farmi una doccia ho dovuto fare Tarzan. Il fatto è che bisognerebbe iniziare a spiegare cos'è la disabilità ai bambini dell'asilo". Lui, il suo punto di vista sulla questione l'ha spiegato anche in un paio di libri: "È questione di cuore", con cui ha vinto il premio letterario del Coni e il premio Bancarella, e Scuderia Palladio, quarant'anni di successi Fondata nel 1963 dal presidente dell'Automobile Club di Vicenza Nico Meschinelli, la Scuderia Palladio ha scritto molte pagine importanti dell'automobilismo vicentino. Nell'album di famiglia della "scuderia del Gattone" ci sono infatti personaggi come Pino Ceccato, passato poi alla scuderia Fiat, Franco Cavriani, che fu campione italiano nel 1980 al Campionato della montagna, e Gianmarino Zenere. E l'elenco può continuare con Giovanni Casarotto, che su Lancia Fulvia e Stratos sfiorò più volte il titolo italiano di rally, con Luigi Battistol- della Formula Uno. Solo che adesso la riversa soprattutto nella battaglia per i diritti dei disabili che sta portando avanti da oltre vent'anni. Da quando, in una giornata del 1980, l'incidente sulla pista di Long Beach gli tolse l'uso delle gambe e interruppe una carriera che lo aveva visto trionfare a bordo di leggende delle quattro ruote come la Ferrari e la Wiliams. Nato a Lugano nel 1939, Gianclaudio "Clay" Regazzoni, in realtà, non ha mai abbandonato il mondo della velocità e, anche se costretto sulla sedia a rotelle, è tornato ben presto a indossare la tuta e il casco da pilota. Niente Formula Uno, naturalmente, anche perché, con la consueta schiettezza, Regazzoni non nasconde di essere stanco di un mondo che "ormai li, pilota ufficiale Opel dal '76 al '79, e con Franco Cunico. Ma non ci sono solo il rally e le competizioni. All'interno della portato avanti alcuni progetti a favore delle persone con disabilità motoria. Dal momento dell'incidente, infatti, l'impegno a favore dei disabili è una costante nella vita di Regazzoni, tra incontri con i ragazzi, iniziative di sensibilizzazione e lotte politiche. Una battaglia a cui tiene ancora molto, nonostante i risultati a volte tardino ad arrivare. "Sono trent'anni che mi batto per queste cose, ma c'è ancora tanto da lavorare, anzi, mi sembra che si stia tornando indietro - spiega -. Ancora oggi tanti ragazzi disabili hanno difficoltà ad ottenere la patente e c'è ancora un'ignoranza pazzesca. Io lo vedo ogni volta che vado in aeroporto, quando trovo una hostess che non sa come comportarsi e mi guarda come scuderia sono molti gli appassionati di auto storiche, ed è notevole anche l'impegno organizzativo: la scuderia, tra le altre cose, ha organizzatolatappapalladianadella "Mille Miglia" e dell'"Anello del Paradiso", e da qualche anno ha rilanciato lo storico rally "Città del Palladio". Importante, infine, l'impegno al fianco di Clay Regazzoni per alcuni progetti a favore delle persone disabili. L.M. L.M. Clay Regazzoni durante la corsa della Fun Cup di Varano del 2004 "E la corsa continua". L'ha ripetuto senza peli sulla lingua, com'è nel suo stile, a politici e burocrati di tutti gli schieramenti, e non esita a bacchettare anche gli stessi disabili. Che, a volte, dovrebbero superare divisioni e steccati inutili per presentare con maggior forza le proprie richieste. "Dovrebbero farsi sentire di più, se è vero, come è vero, che in Italia i disabili sono tre milioni conclude Regazzoni -. Dovrebbero fare come negli Stati Uniti, dove c'è un'unica fondazione che ha un peso notevole ed è una forza politica. In Italia, però, è tutto più difficile, si parla tanto, ma si fa poco. Se io fossi italiano, farei fuoco e fiamme". Sei volte primo in F1. La carriera di Regazzoni Clay Regazzoni ha alle spalle quarant'anni di carriera automobilistica sulle piste di tutto il mondo. Il pilota svizzero, nato a Lugano il 5 settembre del 1939, debutta infatti nel mondo delle macchine da corsa nel 1963, prima correndo in Formula 3, poi come pilota ufficiale della Tecno in Formula 2. Nel 1970 arriva l'esordio in Formula 1 al volante di una Ferrari, che porta subito alla vittoria nel gran premio di Monza. Oltre alla Ferrari, Regazzoni guiderà anche per la Ensign e la Williams, restando ai vertici della Formula 1 per una decina di anni, fino all'incidente del 1980 sulla pista di Long Beach che lo costringerà sulla sedia a rotelle. In tutto ha corso 132 gran premi, arrivando sei volte primo, tredici secondo e dieci volte terzo, e collezionando 5 pole position, 15 giri più veloci e 212 punti mondiali. L.M. CULTURA 21 18 MARZO 2006 La biblioteca in mano all'udc Mario Bagnara, ex assessore. A lui si è arrivati dopo due anni di stallo e indifferenza da parte delle istituzioni "La Vigna" abbandonata avrà (finalmente) un presidente DI ALESSIO MANNINO Demetrio Zaccaria si starà complimentando con se stesso: aveva previsto tutto. Quel munifico imprenditore vicentino, che dopo la morte nel 1993 donò al Comune di Vicenza un gioiello invidiato nel mondo qual è la biblioteca "La Vigna",forsesiaspettavaquelchepoièavvenuto: un tesoro librario di oltre 40 mila volumi in varie lingue, dedicati al vino e alla coltivazione della vite, alla gastronomia e alla civiltà contadina, lasciato ammuffire nella più totale indifferenza delle istituzioni e dei vicentini. Da due anni a questa parte non c'è un presidente e i soldi scarseggiano pericolosamente. Lui, con la preveggenza di chi sapeva in che mani sarebbero finiti i suoi preziosi testi e incunaboli, nel lascito pose un preciso vincolo testamentario: se la biblioteca non avesse funzionato come stabilito nel testamento, la proprietà sarebbe finita alla facoltà di agraria della Università Cattolica di Milano; mentre la donazione in denaro, 2 milioni e 650 mila euro, sarebbe andata alla Lega italiana per la lotta contro i tumori, nella cui sede vicentina di Borgo Casale, infatti, viene recapitato ogni anno il bilancio. Un'onta tremenda per l'immagine della città e per l'amministrazione Hüllweck, che per scongiurarne l'eventualità pare aver finalmente trovato il nome che cominciati quando il banchiere e "vignaiolo" Gianni Zonin abbandonò la carica di presidente "per troppi impegni" nel dicembre 2003. In questi due annilabibliotecahatiratoavanti esclusivamente grazie alla buona volontà del personale interno, ovvero il segretario generale Massimo Carta, unico dipendente a tempo pieno. E se il "caso" è ndato sporadicamenL'ingresso della biblioteca La Vigna. L'ente te sotto i riflettori è stato grazie ha avuto problemi organizzativi sin dalla sua ad alcuni uomini di cultura della fondazione (Colorfoto) città, come il presidente dell'Accademia Olimpica Fernanmette d'accordo tutti: Mario Bagnara, presidente Udc della commissione cultura del do Bandini. Il duo Carta-Bandini ci spiega consiglio comunale e rappresentante del com'è andata: "Se i quattro enti che finanComune nel consiglio d'amministrazione ziano la biblioteca non si mettono d'accordella biblioteca, universalmente ricono- do su un nome, il vertice dell'istituto rimasciuto come un estimatore della "Vigna". ne bloccato". Lo stallo è dovuto al meccaAssicuraluistessochelasuanominaèormai nismo di veti incrociati che finora ha abbatimminente: "entro fine mese al massimo, ho tuto uno dopo l'altro tutti i candidati: "La informazioni certe". Era ora. Ci sono volu- prima proposta, venuta dal presidente della tidueannidipolemicheecandidaturetrom- Camera di Commercio Menarin, faceva il bate, col povero professor Luigino Curti, nome del bassanese Giorgio Tassotti. Ma il vicepresidente reggente, che disperato sindaco l'ha bocciata". "Lo sa perché?", interimplorava ascolto e risorse ai quattro enti viene Bandini, a capo dell'assemblea dei titolari (Comune, Provincia, Camera di quattro soci iniziata il 3 ottobre scorso e Commercio e Accademia Olimpica): tuttora (sic!) aperta. "Perché secondo il sin"Siamo in piena crisi economica" denuncia daco è ora di finirla coi bassanesi, che sono il professore, "ma la cosa più grave è l'im- ostili a Vicenza. Ma Tassotti è erede della mobilismo dei responsabili. Io non ho peso grande tradizione degli stampatori di Base nessuno mi dà retta". I guai della biblio- sano, non certo l'ultimo arrivato. E poi che teca di contrà Porta Santa Croce sono c'entra la provenienza? Sulla scrivania di presidente potrebbe esserci anche un cecoslovacco, ciò che conta è che abbia i requisiti necessari". Dopo aver rifiutato Tassotti, Hüllweck, che per sbloccare la situazione si era pure autocandidato subendo, però, le critiche di chi gli faceva notare di non essere propriamente un esperto di biblioteche, ha puntato su una consigliera comunale azzurra, Elisabetta Rossi, le cui credenziali per l'incarico erano sconosciute ai più. La presidente della Provincia Manuela Dal Lago lanciò allora l'idea di accorpare la biblioteca "La Vigna" alla Bertoliana, ma il responsabile della biblioteca di Contrà Riale, Mario Giulianati, rispose picche, liquidandola come "un'intelligente provocazione": il lascito Zaccaria, infatti, prevede che la sua eredità rimanga autonoma. Qualcuno pensò al predecessore di Zonin, il libraio Alberto Galla, che, da ex presidente,haun'ideabenchiarasulmotivodello stallo: "Questa è una carica gratuita: la poltrona della Vigna porta solo oneri, non interessa a nessuno". Menarin passa il cerino al Comune: dopo aver fatto il nome di Tassotti, "visto che non potevamo suggerirne altri, ci siamo messi in disparte in attesa che fosse il Comune a farlo. Bene, oggi continuiamo a essere in attesa". Finora la "Vigna", così come prevede il testamento Zaccaria, si è autofinanziata per il 60% grazie alle rendite dei titoli di stato in cui è investito il fondo originario. Con un tasso del 12% il fondo rendeva un buon gettito all'anno; ora che i titoli sono al 3%, dà solo briciole. In cassa ora ci sono 5 miliardi e mezzo di vecchie lire. L'altro 40% viene dai soci: i contributi annuali della Camera di Commercio e della Provincia ammontano ciascuno a 18 mila euro, quelli del Comune a 15 mila, mentre quello dell'Accademia è simbolico, appena 516 euro. Ma negli ultimi anni è andato sbriciolandosi anche questo pacchetto di risorse. Ha cominciato il Comune, che invece degli abituali 15 mila ha erogato 14 mila euro; poi è stata la volta della Camera di Commercio, che nell'estate scorsa ha deciso di non devolvere più la sua quota, ma di concedere solo fondi straordinari. Salvo poi soccorrere il bilancio in rosso con un esborso di 8 mila euro, assicurando il pareggio. Sulla stessa linea si è posizionata la Dal Lago, cioè la Provincia, che vuole dare soldi soltanto per iniziative singole e mirate. Il bilancio annuo è di 228 mila euro, di cui 61 mila se ne vanno per il personale, 15 mila per il riscaldamento e quel che resta per l'acquisto di libri e per l'onerosa manutenzione del palazzo. somma, "una vergognosa impasse", come la definisce Cesare Galla, responsabile delle pagine di cultura del Giornale di Vicenza. Il cui vero motivo, accusa, è "l'incapacità di pensare la cultura come valore sostanziale e autonomo e non strettamente economicistico, concetto che in questa città a volte sembra accomunare enti pubblici e private associazioni di categoria". Traduzione: se non ci sono di mezzo gli schei, chi me lo fa fare di perdere tempo per una "Vigna" qualsiasi? 18 MARZO 2006 GIOVANI 22 Le feste rock vicentine un caso unico in Italia, ma dopo il boom dei '90, il declino: "I ragazzi di oggi non s'impegnano più" Vicenza rock, è (ancora) qui la festa? DI ALESSIO MANNINO Vicenza ha un primato e non lo sa: quello di avere, unico caso nazionale, un florilegio di feste di quartiere diventate appuntamenti di richiamo per migliaia e migliaia di giovani (e non). Ma potrebbe perderlo: e anche questo, forse, Vicenza non lo sa. Dal primo Villazza Rock, inaugurato nel 1988, ai vari Spio Rock, Cajena Rock, Gheto Rock, Nettarock, Ferrock e Riviera Folk Festival, gli happening musicali estivi disseminati per la città sono un autentico prodotto locale vicentino, una particolarità che non esiste in nessun altro luogo in Italia. Eppure negli ultimi anni qualcosa è andato storto, se di tutto quel brulicare di iniziative è rimasta una traccia, e a fatica, in appena quattro eventi: nel 2006, infatti, si terranno soltanto il Ferrock, il Nettarock, il Riviera Folk e il rinato Spio Rock. Sicuramente gli inizi furono quelli, entusiasmanti e spontanei, di un gruppo di ragazzi di Villaggio del Sole che sul finire degli Ottanta vollero dare vita a una manifestazione di quartiere dove si potesse sentire musica per giovani: e fu la prima edizione del Villazza. Negli anni successivi li seguirono a ruota i loro coetanei di altre zone di Vicenza e la formula diventò contagiosa. Tanto che penetrò anche in provincia, dove sono sorti, ed esistono tuttora, il Rockando a Povolaro, il Montecio Rock a Montecchio, il Perarock a Perarolo, il Parrock ad Alte Ceccato e il Sandrock a Sandrigo. Concerti gratis, stand gastronomici, bancarelle etniche e tavolate affollate di giovani di ogni età per 4-5 sere alla settimana: questo è una festa rock vicentina. Organizzata da volontari che lavorano gratuitamente e che, anzi, Il Ferrock, una delle poche feste vicentine ancora in vita rischiano di tasca propria: perché a finanziare questi appuntamenti sono gli introiti dell'anno precedente. Il che significa che, se piove due giorni su quattro, il rosso è assicurato e a pagarlo sono loro, gli organizzatori. Ma a un certo punto cominciò la morìa. Il primo a nascere fu anche il primo a chiudere: il Villazza si spense nel 2002, dopo essere emigrato addirittura fuori città, ad Altavilla, "per il rumore, i danni e i problemi di ordine pubblico segnalati dai comitati di quartiere e dal consiglio di circoscrizione", spiega l'assessore alle politiche giovanili Arrigo Abalti, An. Anche il Cayena, sfrattato dallo spazio originario a S.Francesco e poi anche da quello vicino viale Circoli, finito nell'unica altra zona di proprietà comunale disponibile oltre all'Area Sonica in via Carpaneda, ossia il Foro Boario, nel 2004 scomparve. In entrambi i casi, il problema è stato quello degli spazi: "Noi offrimmo ai ragazzi del Villazza l'Area Sonica, ma gli organizzatori non accettarono. Invece quelli del Ferrock hanno detto sì allo spazio che abbiamo assegnato, il parco Retrone, e infatti è cresciuto. E' un fatto: chi ha accettato è sopravvissuto, chi non Le Feste Rock a Vicenza Spio Rock Nettarock 9-11 giugno 14-18 giugno Area ex campo Campo dietro chiesa da baseball di Anconetta e area parrocchiale Ferrock Riviera Folk Festival 11-16 luglio 31 maggio-3 giugno Parco Retrone Via Orlando l'ha fatto è morto, anzi: si è suicidato" taglia corto Abalti. Carlo Conzato, ormai 46nne coordinatore del defunto Villazza, ribatte che il terreno di via Carpaneda era "solo terra fangosa, perché nel 2002 avevano appena finito i lavori: al primo colpo di vento si rischiava che i tendoni venissero giù". Ci fu chi ci provò l'anno successivo, ovvero l'associazione giovanile Sirkus: e andò malissimo. Infatti l'Area Sonica da allora non ha ospitato più nessun'altra manifestazione. Poi fu la volta dello Spio Rock a San Pio X, che risorgerà quest'anno, anche se in piccolo, grazie a una trenti- na di ragazzi che vogliono ritentare l'impresa. Mentre per la prima volta, quest'estate, mancherà all'appello Gheto Rock, la festa di Laghetto. E non perché i privati proprietari dell'area neghino la concessione, ma perché "non c'è riciclo", denuncia la ex responsabile, la trentatreenne Susanna Fanton, quest'anno ritiratasi dal Coordinamento delle feste. Secondo lei il problema è la "mancanza di ricambio generazionale: non ci sono più ragazzi dai 20 ai 30 anni che vogliano impegnarsi e prendersi un rischio". Quando si passa la soglia dei 30, infatti, "gli impegni familiari e lavorativi non ti lasciano più il tempo di stare dietro ogni giorno all'organizzazione, come quando si ha 20-25 anni", ci spiega Stefania Faveno del Ferrock. Mentre i giovani vicentini degli anni '90 hanno dimostrato una grande intraprendenza, quelli degli anni 2000, invece, sembrano un po' assonnati: "Perché organizzare eventi simili non significa curare soltanto la parte musicale, ma anche tutte le trafile burocratiche, il montaggio delle strutture, la pubblicità e via dicendo", chiarisce Conzato. Prima la voglia di faticare c'era, oggi molto meno: questo il motivo dello sfoltimento delle feste rock. Anche se c'è chi spiega il loro straordinario exploit nel decennio passato come una reazione alla mancanza di altre occasioni di aggregazione. Un argomento che Abalti respinge categoricamente: "Che in città non ci sia niente per i giovani è un'accusa che rimando al mittente". Ma quella degli spazi giovanili è un'altra storia. Per quest'estate accontentiamoci dei quattro appuntamenti superstiti e speriamo che ai ventenni vicentini torni la voglia di far…festa. UNIVERSITÀ 23 18 MARZO 2006 Fondi, ricerche e studenti aumentano sempre di più. Ma gli spazi non bastano Ingegneria, vittima del troppo successo DI ILARIO TONIELLO Per una persona ottimista il bicchiere è pieno a metà. Per una persona pessimista è metà vuoto. Per l'ingegnere è grande due volte il necessario. Il dipartimento universitario più importante di Vicenza è quello di Ingegneria. Un sesto degli studenti della Facoltà di Padova, infatti, studia in città. Duemila ragazzi affollano le aule delle tre sedi principali (complessi in contrà Barche, San Pietro e San Nicola). Il centro di studio e ricerca va a gonfie vele. Solo un problema turba l'orizzonte del "piccolo ateneo" vicentino: la mancanza di spazio. "Stiamo cercando uffici e stanze al di fuori del complesso universitario perché non sappiamo più dove mettere i nostri collaboratori spiega il professor Alberto Tiziani, direttore del dipartimento di Tecnica e gestione dei sistemi industriali, ovvero della parte della facoltà di Ingegneria che da Padova è stata trapiantata a Vicenza - In un certo senso siamo vittime del nostro stesso successo. Grazie ai fondi ottenuti da Comune, Provincia, Banche ed Enti che collaborano con noi abbiamo potuto garantire i fondi di ricerca per una decina di professori". I nuovi studiosi si sommano a quelli precedenti formando un corpo docenti di oltre trenta elementi. E ognuno di loro necessita di uno studio, di spazio per i corsi (oltre 70 quelli attivi) e natu- La sede universitaria di contrà Barche dove si trovano buona parte dei laboratori di Ingegneria ca. La somma dei fondi di tutti i progetti attivati sfiora il milione di euro". Il futuro, però, non è così roseo. La crisi che colpisce ralmente di laboratori dove I numeri di ingegneria (A.A. 2004/2005) tutti i settori si fa sentire eseguire le ricerche. Sempre soprattutto nelle attività di parlando degli spazi dei laboIscritti ai corsi di Ingegneria 1.622 ricerca. "Chi investe nella ratori è da segnalare che mentre quelli di ingegneria gestioLaureati e Diplomati (al 30/04/2005) ricerca continua a farlo perché sa di ottenere dei risulnale e meccanica hanno ragIngegneria Gestionale 1.755 tati - spiega il direttore del giunto nel corso degli anni dipartimento - Piuttosto la una certa maturità, c'è qualIngegneria Elettronica 463 crisi ha ridotto il numero di che piccola difficoltà per il aziende che si rivolgono per decollo di quelli di meccatroIngegneria Meccanica 524 la prima volta a noi per attinica e altri corsi innovativi. vare uno studio o una ricerNonostante le difficoltà i proStage realizzati dal 1997 al 2005 ca". C'è sempre stata una blemi sono poca cosa rispetIngegneria Gestionale 649 certa paura da parte degli to ai successi che il dipartiimprenditori nel confronmento ha raggiunto, come nel Ingegneria Elettronica 491 tarsi con realtà come quelsettore delle ricerche, una le universitarie, consideradelle attività principali del Ingegneria Meccanica 576 te troppo "elevate" o teoridipartimento. "Nell'ultimo che rispetto alle necessità anno abbiamo collaborato aziendali. L'apertura negli con oltre 50 aziende - dice Tiziani - La maggior parte sono vicen- ti anche all'estero, soprattutto con anni scorsi ha dimostrato che è un tine ma abbiamo molti contatti anche grandi realtà nel settore automobili- luogo comune ingiustificato. In ogni con le realtà piemontesi e lombarde. stico come Audi e Volkswagen che caso il vero problema rimane quello Non mancano dei rapporti eccellen- collaborano con Ingegneria meccani- degli spazi. In gennaio la Giunta pro- vinciale ha approvato la realizzazione della sala conferenze e il primo stralcio del nuovo complesso universitario (quasi 17mila metri quadrati) nell'area centrale dell'ex Cosma, in viale Margherita. Inizialmente pensato per i corsi dell'università di Verona, alcuni dei suoi primi spazi dovrebbero essere disponibili anche per Ingegneria. Il futuro d'Ingegneria a Vicenza? "In questi ultimi tempi ci siamo ingranditi parecchio - conclude il professore Tiziani - ora seguirà una fase di assestamento. Cercheremo di approfondire i nostri contatti col territorio". Un luogo comune dice che l'università è una realtà che si sviluppa nel corso dei secoli. A Vicenza, grazie anche ad Ingegneria, le attività di studio si sono sviluppate in modo incredibile in pochi anni, l'università vicentina può, quindi, permettersi una piccola pausa. Anche se non crediamo fino in fondo alle parole del professore. La mente degli ingegneri è sempre in ebollizione. E non si ferma mai. 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Questo sembra essere il tratto unificante dei suoi lavori, contrassegnati da un approccio multidisciplinare che vede nello scatto fotografico l'occasione per un autentico viaggio attraverso le possibilità espressive dell'immagine, che incontra la propria definitiva sintesi nella sua rielaborazione per mezzo del colore, nel gioco delle sue relazioni con i supporti di stampa e le strutture per l'esposizione. I momenti estetici su cui Gregori pone la propria attenzione, quelli che meglio sembrano avere la capacità di evocare le mille storie dell'umanità a cui la città fa da scenario, sono soprattutto quelli VERONA Omaggio a Pasolini Un omaggio ad una delle figure più significative della cultura italiana del Novecento: Pier Paolo Pasolini. Nel trentennale della sua morte, il Comune di Verona e l'Università, in collaborazione con la Fondazione AIDA, ricordano il poeta - regista - intellettuale di Casarsa, con una serie di iniziative. Omaggio a Pasolini" è il titolo della mostra iconografica, curata da Andrea Mancini dedicata alle immagini realizzate sui set dei film di Pasolini.L'interessante e documentata esposizione, allestita presso la Biblioteca Arturo Frinzi ed intitolata "Foto di scena", è dedicata alle immagini realizzate da Angelo Novi sul set del film Vangelo secondo Matteo. Altre immagini, provenienti dal Fondo Pasolini della Cineteca di Bologna. 18 MARZO 2006 più inconsapevoli ed involontari: i muri scrostati, vergati da scritte e murales, i manifesti strappati, i coperchi dei bidoni ridipinti alla buona. Tuttavia, nell'ambito della medesima tensione attraverso cui si impone di sviscerare l'anima più profonda di ciò che ha colpito il suo sguardo, l'artista restituisce sotto aspetti imprevedibili anche elementi noti come sculture e monumenti che arredano le vie di Berlino, città dove vive e lavora, presentati in forma di proiezione fantastica. Nell'atto di elaborare la propria ricerca, in ultima analisi, Gregori sostituisce la volontà di "cogliere l'attimo", peculiare della fotografia di reportage, con i tempi lunghi della riflessione, dell'interiorizzazione del paesaggio. La mostra, già ospitata con successo dall'Istituto Italiano di Cultura di Berlino, viene curata nella sua edizione padovana da Nicola Galvan. Il catalogo, oltre un ricco repertorio fotografico, presenta un'intervista all'artista e gli interventi critici di Italo Zannier ed Andreas Haus La mostra sarà inaugurata il 16 marzo Immagini dell’Africa degli anni 30 Orio Vergani (Milano,18981960) intellettuale eclettico, occupa un posto di riguardo nell'ambito della cultura italiana del XX secolo.Maestro del giornalismo colto, fu autore teatrale e scrittore di letteratura. Fondatore del "Teatro d' Arte" insieme a Luigi Pirandello, a lui si deve anche la nascita del Premio Letterario "Bagutta" (il più antico d'Italia). La mostra dal titolo: "Orio Vergani fotografo. Immagini d' Africa 1934-1938" proposta dal Museo Nazionale della Fotografia e curata da Marco Buscarino, in programma dal 4 marzo 2006, nella nuova sede del Museo Nazionale della Fotografia in Via san Faustino nr 11/d, propone per la prima volta al grande pubblico, la straordinaria abilità di Orio Vergani nelle vesti di fotografo, che attraverso i suoi scatti, realizzati in Africa fra il 1934 e il 1938, costituisce "una fra le testimonianze più alte del fotogiornalismo internazionale"di quegli anni.A TRENTO A Trento nei locali di Palazzo delle Albere Una mostra per Carlo Cainelli, con gli scorci del secolo scorso Palazzo delle Albere, la sede trentina del Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, ospiterà la mostra "Omaggio a Carlo Cainelli (1896-1925). Figure e scorci di inizio secolo", a cura di Alessandra Tiddia. Fino al 30 aprile 2006 sarà esposta una selezionata rassegna di opere dell'autore, provenienti dalle raccolte del Mart e dalla collezione di Carlo Cainelli, il nipote dell'artista, che ne porta il nome. La mostra accompagna un'iniziativa editoriale: la pubblicazione del volume "Carlo Cainelli. Disegni inediti 19131925", curato da Nicoletta Boschiero con la collaborazione del nipote dell'artista. Il volume verrà presentato a Palazzo delle Albere durante l'inaugurazione della mostra, venerdì 10 marzo alle ore 18. La pubblicazione, edita dal Mart, raccoglie circa duecento disegni in gran parte inediti che mostrano in tutta la loro ampiezza la laboriosità dell'ar- tista, scomparso nel 1925 a soli ventotto anni. Sono presentati, in ordine cronologico e tematico, schizzi, bozzetti, fogli di taccuini, autentici strumenti di studio per l'artista e oggi preziose testimonianze del suo fare arte. Raffaele De Grada, che da bam- bino conobbe l'artista, ne rievoca la figura attraverso una vivace testimonianza; il nipote di Cainelli analizza le influenze reciproche con gli artisti dello stesso periodo, mentre N i c o l e t t a Boschiero ne ripercorre la vicenda biografica attraverso lettere e carte del ricco archivio di famiglia Negli ultimi anni sono state molte le iniziative dedicate a Carlo Cainelli. L'originalità della sua opera si deve innanzitutto ad una formazione avvenuta tra il Trentino, allora terra di confine, e l'Italia centrale. Ambienti che hanno contribuito a creare in Cainelli uno stile che fonde la cultura italiana con quella mitteleuropea degli anni Venti. La mostra, ospitata nelle sale del secondo piano di Palazzo delle Albere, attraverso una selezione delle sue opere, disegni, incisioni e dipinti, intende rievocare le suggestioni dell'arte di Cainelli, attivo tra Firenze e Roma nel secondo decennio del Novecento, amico di Raffaele De Grada, Benvenuto Disertori, Umberto Moggioli e del triestino Giannino Marchig. Nella sua pittura, così come nell'opera grafica, le suggestioni mitteleuropee, anticipatrici di un certo modo di intendere l'espressionismo, che gli derivano dalla frequentazione di questi artisti, si innestano su una sua personale declinazione del postimpressionismo, che nei dipinti si rivela attraverso una tavolozza rischiarata dalla calda luce mediterranea. DI PAGINA ROBERTO MARZOCCHI Vivi l’Area Metropolitana Presente all'evento anche la Presidente del Consorzio Laura Turri DI SUSANNA CARLI Nella serata del 10 marzo, presso il ristorante l'Antica Pesa di Stallavena, si è svolta la degustazione enogastronomica dell'Olio Extra Vergine di Oliva Garda D.O.P. L'incontro rientra nel Progetto di promozione organizzato dal Consorzio di Tutela Olio del Garda D.O.P. e si avvale del contributo e del patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Il Progetto prevede una serie di incontri didattici ed enogastronomici rivolti al consumatore con l'obiettivo di avvicinarlo al prodotto facendone conoscere, a partire dall'importante significato della sua provenienza geografica e territoriale, le straordinarie potenzialità di raffinatezza e di eleganza che lo contraddistinguono, con un'attenzione particolare quindi alla dimensione sensoriale ed edonistica. Il Presidente del Consorzio, Laura Turri, ha sottolineato come il successo di questa attività, che si avvale della ristorazione come veicolo di promozione, sia la migliore testimonianza della qualità del prodotto: "Il Consorzio si pone come obiettivo la salvaguardia del territorio attraverso la promozione dei suoi prodotti tipici. Attualmente i nostri soci sono 800, distribuiti sulle tre sponde del Lago di Garda, che corrispondono alle tre zone di produzione dell'Olio Extra Vergine D.O.P. Per aderire al Consorzio bisogna innanzitutto avere gli olivi nel territorio amministrativo delle province di Brescia, Verona, Mantova e Trento, rispettare le regole e le procedure di un rigido disciplinare che, attraverso controlli periodici, esige la massima trasparenza di tutta la filiera produttiva al fine di garantire al consumatore un prodotto di assoluta qualità." Di grande interesse la parte dedicata alle caratteristiche salutistiche che l'olio esprime, presentata dal signor Bernardo Pasquali. All'olio extravergine di oliva sono state riconosciute scientificamente proprietà curative e nutrizionali che il Garda D.O.P. esprime al meglio presentandosi come una sorta di "elisir di lunga vita": alta digeribilità, azione di salvaguardia dell'apparato cardiovascolare, riduzione Una serata per degustare l'Olio del Garda d.o.p. Per aderire al Consorzio bisogna avere gli olivi nelle province di Brescia, Verona, Mantova e Trento, rispettare le regole e le procedure di un rigido disciplinare che, attraverso controlli periodici, esige la massima trasparenza di tutta la filiera produttiva al fine di garantire al consumatore un prodotto di assoluta qualità. dei rischi di infarto, azione di prevenzione e lotta dell'arteriosclerosi; prevenzione dell'osteoporosi e del- nome e le proprietà organolettiche: l'Olio Extra Vergine di Oliva "Garda Bresciano" (BS) D.O.P. si distin- gue per il colore che sfuma dal verde al giallo, un odore di fruttato medio o leggero e il sapore fruttato con leg- gera sensazione di amaro e piccante. L'Olio Extra Vergine di Oliva "Garda Orientale" (VR, MN) D.O.P. si distingue per il colore verde da intenso a marcato, con modeste variazioni della componente del giallo; l'odore di fruttato leggero e il sapore fruttato con sensazione di mandorla dolce. L'Olio Extra Vergine di Oliva "Garda Trentino" (TN) D.O.P. si distingue per il colore verde con riflessi dorati, l'odore di frutl'invecchiamento. Inoltre, le qualità dell'Olio Gardesano sono state sapientemente valorizzate dagli abbinamenti proposti dallo chef Fabio Tacchella che ha presentato, tra le proposte più innovative, un sorbetto alla mela verde con frolla e crema di cioccolato all'Olio Extra Vergine di Oliva Garda D.O.P. Tre dunque le zone di produzione di questo prodotto che ne contraddistinguono il tato leggero con sensazione erbacea e il sapore sapido, delicatamente fruttato. L'Olio Extra Vergine di Oliva Garda D.O.P. interpreta i profumi del territorio d'origine. Il bacino del Lago di Garda, col suo clima ideale, i terreni favorevoli alla coltura, le varietà autoctone di gran pregio ha tutte le peculiarità indispensabili per un prodotto di rara finezza. Oltre alla formazione naturale, si pensi alla grande dedizione dell'uomo che ha incentrato sulla coltivazione dell'olivo la sua storia personale, tanto da rendere questa pianta emblema della tradizione del bacino del Lago e delle terre che lo circondano: la storia evolutiva geologica di questi luoghi ha creato i presupposti per il miglior habitat di insediamento delle piante di olivo. Il nome del Progetto di promozione "L'Acqua, la Terra, l'Uomo… L'Olio del Garda D.O.P." è dunque estremamente significativo. La qualità eccelsa ha fatto dell'Olio Gardesano D.O.P. un gioiello della gastronomia italiana e i segnali positivi sono quotidiani. La ricercatezza e le attestazioni di stima lo stanno riportando a essere uno dei prodotti D.O.P. certificati di maggior interesse e per il futuro si prevedono grandi risultati anche oltre il mercato nazionale. Il Gardesano D.O.P. è nelle sue tre tipologie un prezioso olio da frutto derivante con estrema naturalezza dalla sola spremitura che quindi porta con sé tutto il bagaglio di preziose sostanze che la pianta ha raccolto dalla terra. Per chi volesse ulteriori informazioni può consultare il sito www.oliogardadop.it 18 MARZO 2006 APPUNTAMENTI 26 Da non perdere l'adattamento teatrale di Delitto e Castigo. A Lonigo, per i più golosi, ci sarà una festa dedicata alla cacciagione Quando Dostoevskij incontrò la quaglia TEATRO in scena L'OSELO DEL MARESCIALO, una commedia brillante in dialetto veneto in 3 Atti di Loredana Cont per la regia di Italo Cunico. L'entrata è libera con offerta che sarà devoluta all'AVILL di Vicenza ed alla Casa Divina Provvidenza di Sarmeola. Sabato 18 Presso "Il teatrino" di Bertesina (Vicenza), alle ore 21.00, la compagnia "La Ringhiera" di Vicenza mette in scena la commedia drammatica IL PIACERE DELL'ONESTA' di Luigi Pirandello. Angelo Baldovino, uomo dall'oscuro passato, accetta di sposare la ricca Agata Renni e di dare il proprio nome al figlio del marchese Fabio Colli che ella attende. Nei piani di Colli, Baldovino dopo il matrimonio dovrebbe sparire e tornare ad essere il consolatore dell'amica abbandonata per salvare l'onore proprio e di lei, ma … Infoline al numero 0444/511645 Sabato 18 e domenica 19 Per la rassegna di prosa del teatro Comunale di Thiene, alle ore 21, la Compagnia Glauco Mauri e Roberto Struno presenta DELITTO E CASTIGO, tratto dal capolavoro di Fedor Dostoevskij. Informazoioni: Teatro Comunale, Viale Bassani, 14 Thiene. Tel: 0445 804745, 0445 804943 Sabato 25. Al Centro Comunitario Stanga in Viale della Pace (lato Chiesa Madonna della Pace) DANZA Mercoledì 22 La rassegna Vicenza danza 2006 propone, presso la Sala palladio della Fiera di Vicenza alle 10.00, IL PRINCIPE E IL POVERO, uno spettacolo per le scuole messo in scena dalla Compagnia di Balletto "Mimma Testa". Infoline e prevendite: Agenzia Panta Rhei Vicenza - via C. Cattaneo 21. Tel. 0444/320217 alle 20.45 la Compagnia Teatrale "Piovene Teatro" mette Sabato 25 Nell'ambito della rassegna Vicenza danza 2006, presso la Sala Palladio della Fiera di Vicenza alle 21.00, gli atleti della Federazione di Ginnastica Romena presenteranno AEROS, con le coreografie di Daniel Ezralow, David Parsone e Moses Pendleton. Infoline e prevendite: Agenzia Panta Rhei - Vicenza - via C. Cattaneo 21. Tel. 0444/320217 MUSICA Sabato 18. Alle ore 21.00 al Teatro Astra, Contrà Barche, è in programma VICENZA ACUSTICA CHITARRE IN CONCERTO, una rassegna di chitarristi acustici con il vicentino Roberto Dalla Vecchia,che presenterà il suo nuovo album Grateful, il bolognese Franco Morone, chitarrista di riferimento nel panorama del fingerpicking europeo e lo statunitense Mark Cosgrove, esponente di spicco della tecnica del flatpicking. Biglietto unico 15 euro. Prevendita gratuita con posti numerati. Per Infoline www.robertodallavecchia.com o sportello G.A.I. 0444/526142. Sabato 18 Al Centro Stabile di Cultura di San Vito di Leguzzano, dalle ore 22, concerto di CESARE BASILE, in tout con il nuovo disco HELLEQUIN. Considerato dalla critica uno degli esponenti principali del rock italiano, Basile si è avvalso per questo disco della collaborazione di John Parish (produttore fra gli altri di P.J. Harvey e Tracy Chapman) in cabina di regia. Ingresso con tessera. Info: 349/2943281. Giovedì 22 Al Nirvana Caffè, in piazza Matteotti, alle ore 21.00 MAX ALLIGATOR in concerto per il ciclo "Ritratti Sonori" (ingresso libero). Interprete d'eccezione, Max "Alligator" Lazzarin (piano, voce) con Renato Banino (chitarra), Luca Zulian (basso) Vincenzo Barattin (batteria). Infoline: 0444/543111 o www.nirvanacaffe.com SAGRE E FIERE Da venerdì 17 a domenica 26, torna a Lonigo la tradizionale FESTA DI SAN GIUSEPPE, arrivata al traguardo delle 101 edizioni. La settimana di festeggiamenti prevede serate con musica e danze, luna park, pesca di beneficenza, mercatino equo e solidale e un paio di appuntamenti dedicati ai prodotti tradizionali della zona: la Festa della quaglia allo spiedo e la mostra "I sapori dei Berici". rubrica a cura di Alessandro Manfrin OGGETTO: CASELLO DI PESCHIERA CHIUSURA SVINCOLI DI ENTRATA ED USCITA Si comunica che, per eseguire urgenti lavori di pavimentazione bituminosa degli svincoli di entrata, si rende necessaria la chiusura al traffico del casello di Peschiera, secondo le modalità di seguito elencate: 1- la chiusura al traffico delle entrate del casello di Peschiera dalle ore 10.00 di lunedì 27 marzo 2006 alle ore 14.00 di venerdì 31 marzo 2006 Gli utenti potranno utilizzare, in alternativa, l’entrata dei caselli di Sirmione e Sommacampagna. 2- la chiusura degli svincoli di uscita del casello di Peschiera per il traffico proveniente sia da Milano che da Venezia dalle ore 10.00 di lunedì 3 aprile 2006 alle ore 22.00 di mercoledì 5 aprile 2006 Gli utenti potranno utilizzare, in alternativa, l’uscita dei caselli di Sirmione e Sommacampagna. Considerato tuttavia che si prevedono disagi, si invitano gli Enti in indirizzo a voler dare la massima divulgazione a tale informazione. Ringraziando fin d’ora per la preziosa collaborazione si porgono distinti saluti Area Esercito Autostradale Il Responsabile Dott. Alberto Brentegani 27 Vicenza Più Viva: finalmente la buona notizia È la rubrica che mancava in città: una pagina dove ogni settimana i vicentini potranno annunciare la gioia di un figlio, la celebrazione di un matrimonio, il conseguimento della laurea. Perciò forza, genitori, sposini e neo-laureati: chiamando al numero 0444 923362 o inviando un'e-mail all'indirizzo [email protected], potrete dare a Vicenza una buona notizia… in Più. Tanti auguri I compleanni di questa settimana 18 Marzo Tanti auguri Chiara Un forte abbraccio a Chiara Pozzan per i suoi 16 anni La famiglia 20 Marzo Tanti auguri Enrico Auguri a Enrico Greggio per i suoi 32 anni Gli amici e la squadra 23 Marzo Tanti auguri Viktoria Un augurio di cuore a Viktoria Batic, giocatrice instancabile per i suoi 14 anni Gli amici e la squadra 24 Marzo Tanti auguri Eleonora Alla dolce Eleonora Scalco, amante della natura e del mare, auguriamo un mondo di bene e una vita professionale ricca di scoperte scientifiche… sulle alghe. Tanti auguri, gli amici VIVA Benvenuti Lo spazio dedicato ai nuovi vicentini 18 MARZO 2006 Confetti rossi I neo “dottori” della città Benvenuta Alessia Alessia Lorenzin è nata l'8 ottobre a Vicenza Laura e Eugenio annunciano la nascita di Alessia ringraziando i nonni Anna con Gianni e Lucia con Angelo. Laura Zambon ed Eugenio Lorenzin Benvenuta Greta Complimenti a Benedetta laureata lo scorso 13 marzo in Operatore Giuridico d'Impresa. Tanti auguri Dottoressa! Sara Greta Andrein è nata a Vicenza il 9 agosto Per la felicità di mamma, papà e Giulia, in Agosto l a cicogna è passata e la piccola Greta è arrivata. Benvenuta Matilde Complimenti a Laura Farinon, dottore in veterinaria Matilde De Biase è nata il 14 febbraio a Vicenza Mamma Emma e papà Allan presentano Matilde. Solo il giorno di San Valentino poteva nascere un amore così. Emma Tromben e Allan De Biase Auguri a Claudia Cavinato, dottore in scienze politiche Volley A1 femminile Per tornare a vincere in casa MINETTI INFOPLUS VICENZA VS ORIGINAL MARINES ARZANO (NA) Domenica 19 marzo al PalaCia alle 17.30 è compreso nel biglietto * fino ad esaurimento copie disponibili e nel prezzo* degli acquisti nei Vicenza VolleyPoint convenzionati con la Vicenza VolleyCard: Abbigliamento Maglificio: Volcar S.p.A., Via Cantarella 12-14, tel. 0444 400805, Brendola • Abbigliamento e calzature: www.why.it, C.so Fogazzaro 40, tel. 0444 547068, Vicenza • Abbigliamento giovanile: Il Monello, Viale Italia, 155, tel. 0444 348318, Creazzo • Abbigliamento tecnico/sportivo: Sport Max s.r.l., Via Postumia, 19/b, tel. 049 5958633, Carmignano di Brenta • Agenzia viaggi: Unibus Europa Travel, Via Napoli, 66, tel. 0444-544962, Vicenza • Alimenti biologici e biodinamici: Silene prodotti biologici, via Quintino Sella, 39 corso Padova, 222, tel. 0444-291693, Vicenza • Apparecchi da intrattenimento: Gap Games, Via Div. Folgore, 29, tel. 0444 926492, Vicenza • Arredamenti: Arredobagno, Via Massaria (angolo Via trieste), tel. 0444/507650, Vicenza - Mobili Zambonato di Graffigni F.lli, Via Zamenhof, 448, tel. 0444 239333, Vicenza • Arredamenti pavimentazione: Sinergie Abitative s.r.l., Viale Trieste, 153, tel. 0444 512014, Vicenza • Ascensori e montacarichi: Detto s.r.l., Via Galileo Galilei (Z.I.), 42/44, tel. 0444 557677, Costabissara • Assicurazioni: Agenzia Assicurazioni Provisa srl, Viale Trento,352, tel. 0444 562685, Vicenza - SGS Studio Gestione Sinistri Se.Da. srl, Contrà Porta S. Croce,24, tel. 0444 325438, Vicenza • Bar: Bar Il Borsa s.n.c, Piazza dei Signori, 26, tel. 0444 -546636, Vicenza • Cyber cafè club Sirena s.a.s, Via Btg. Val Leogra, 46, tel. 0444561000, Vicenza - Bar Roxy D & M sas di Gennaro Maurizio & , via Prati 6, tel. 393-9014355, Vicenza • Caffè - Torrefazione: Segafredo Zanetti S.P.A., Via Puccini, 1, tel. 0444 334026, Sesto di Rastignano • Carrozzerie: Carrozzeria Alonso Corato, Via dei Mille, 86, tel. 0444 960235, Vicenza - Carrozzeria Nichele Giancarlo, via Meucci, 40, tel. 0444-557373, Costabissara• Computer: Digit World di Marco Casazza, Viale Riviera Berica, 187, tel. 0444 240731, Vicenza - Computer Discount, V.le Grappa,22, tel. 0444 923909, Vicenza • Computer - internet: Netstop, Strada Padana Superiore n° 257, tel. 0444/521129, Vicenza • Concessionarie Auto: Auto Berica (Mitsubishi Motors), Via Olmo,35, tel. 0444 522787, Altavilla Vicentina - Bisson Auto spa, Via Nazionale, 56, tel. 0444 210810 , Vancimuglio - Grumolo delle Abbadesse • Costruzioni: Isola Portoni Industriali, Via Pasubio,81, tel. 0444 976425, Isola Vicentina • Disinfestazioni: 3D Antiparassitaria di Raffaelli Luca, Via Pologni, 22, tel. 0445 589074, Priabona di Monte di Malo • Edicole: Marseglia Francesco, Via Tommaseo,43, tel. 0444 924118, Vicenza • Estetica: Estetica e Solarium Daniela di Dian Daniela, VIa Dante, 34/a, tel. 0444 885444 / 328 7146871, Villlaga (Vi) - Istituto Karina snc, C.so Palladio 168, tel. 0444/545330, Vicenza - Armonia Istituto di Estetica snc, Galleria Tiziano, 20 Centro Comm. S.Pio x, tel. 0444514567, Vicenza - Estetica Sandra di Sandra Miccoli, via 24 Maggio , tel. 0444-830086, Lonigo - Estetica 84 Di Bi Center, Via A. Papa, 22, tel. 0444 452733, Arzignano - Votre Beautè, piazza Castello, 12, tel. 0444- 542337, Vicenza • Fitness e benessere: Blu mediterraneo, via B Orobica,11, tel. 0444-411377, Camisano Vicentino - Break Even Center, S.S. Marosticana, 24, tel. 0444 921694, Vicenza - Fitness Isola Center, via Europa 45/a, tel. 0444/978507, Isola Vicentina • Gastronomia: Frutta e verdura L'EDEN, Via Leg. Antonini,157, tel. 0444 570766, Vicenza - Salumificio Verza di Toniolo Andrea, Via delle Calcare, 1 (Zona A.), tel. 0445 320512, Cogollo del Cengio • Gommisti: Pieretti F.lli, Viale della Pace, 78, tel. 0444 513880, Vicenza • Hotel: Hotel Da Porto, Viale del Sole, 142, tel. 0444 964848, Vicenza - Hotel Aries NCA s.a.s., Via Leonardo Da Vinci, 28, tel. 0444 239239, Vicenza - Hotel Giada centro congressi, ristorante pizzeria, via Nazionale, 10, tel. 0444-580057, Grumolo delle Abbadesse - Hotel Villa Michelangelo , Via Sacco, 35, tel. 0444 550300, Arcugnano • Hotel-Ristoranti: Ristorante Albergo Villa Bonin di Barindi Maria Rosa, Via Villa Porto, 1, tel. 0444 893035, S. Gottardo Zovencedo • Immobiliari: Zetagi snc, Via Bastia, 21, tel. 0445 334683, Montecchio Precalcino • Imprese di pulizia: Diamante, impresa di pulizie, via Casermette, 103, tel. 0444-306016, Vicenza • Industrie Dolciarie: Dolciaria A. Loison, S.S. Pasubio,6, tel. 0444 557844, Costabissara • Infortunistica: P.F.R. s.r.l. di Sinico R. & c., Via Alessandro Volta, 34-40/b-c, tel. 0444 557193, Costabissara • Internet Provider: Orizzonti Web di Mario Donà, Via S. Tommaso d'Aquino, 4, tel. 0424 514945, Cassola - Goldnet, via della Meccanica,1/A, tel. 0444 965600, Vicenza • Packaging: Lacea snc, Viale della Scienza, 9 , tel. 0444 346073, Vicenza • Ottica: Ottica Palladio srl, Corso Fogazzaro, 78, tel. 0444-545000, Vicenza • Parrucchieri: I Casarotto uomo-donna-estetica, via dei Montecchi n° 28, tel. 0444/962888, Vicenza - A.R.TeamAction Donna Uomo, Del Verme 8/b, tel. 0444 929212, Vicenza • Pizzerie: Ai sette Santi pizzeria Ristorante, Piazzale Monte Berico, tel. 0444-235470, Vicenza - Mamma mia, Via Medici 74, tel. 0444 924848, Vicenza - 2 fogher, S.S. Pasubio,2, tel. 0444 564790, Vicenza • Radio: Radio Planet FM (97,7 e 103,7 Mhz, Planet Comunicazione srl), V.le dell'Industria,42, tel. 0445 491200, Trissino • Ristolounge: Mah nà Mah nà , Via Vicenza,7, tel. 0444 977852, Isola Vicentina • Ristoranti: Antica trattoria Ai Colli Berici , via Mazzanta, 19, tel. 0444- 550061, Arcugnano - Castellani Ristorante Pizzeria, ss. Pasubio 358, tel. 0444-980286, Vicenza - Osteria con Cucina "All'Arciere", Via Biron, 72, tel. 0444 561103, Monteviale - Ristorante Pizzeria Zì Teresa, C.trà S. Antonio, 1, tel. 0444 321411, Vicenza - Sotto il Monte, Via Biron 2, tel. 0444 552150, Monteviale-Trattoria Molin Vecio, Via Giaroni, 56, tel. 0444 585168, Caldogno - Gran Caffè Garibaldi, Piazza dei Signori, tel. 0444 542455, Vicenza • Scommesse: Carma Servizi di Spaziani Testa Carlo s.n.c. Pianeta Scommesse, Via Lanza, 40/44, tel. 0444 291060, Vicenza • Servizi di telecomunicazione: Agenzia Vodafone Toso, Via Cà del Luogo, 6, tel. 0444 356160 e 348 1539999, Bolzano Vicentino • Stampa Digitale: Copy Tech sas, Via Gaidon, 86, tel. 0424 513334, Bassano del Grappa • Vicenza Vendita al dettaglio materassi: Notte Piu' dormire bene dormire meglio, viale Milano, 68/70, tel. 0444-235347, VicenzaPiù è distribuito anche in edicola a 50 cent., nei pullman del Consorzio Unibus e al Vicenza.com Village BIGLIETTI MEDIA Tribuna laterale e gradinate Tribuna numerata Tribuna centrale RADIO: TV: su TVA TV: su intero/ridotto intero/ridotto intero/ridotto Euro 10,00 / 7,00 Euro 18,00 / 14,00 Euro 24,00 / 19,00 Ridotti: ragazzi fino 16 anni inclusi, over 60, militari, tesserati Federazioni Sportive e portatori di Handycap. Ingresso gratuito in tribuna laterale per ragazzi fino a 12 compiuti. 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