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DIRETTORE EDITORIALE GIOVANNI COVIELLO
Teatro e palasport,
tutto è politica, ma talvolta
i politici non parlano
La vita è un teatro, e che teatro! Quello (vero e
architettonicamente bello) di Viale Mazzini è un
sogno (di Hullweck e di molti vicentini) che si sta
avverando, anche se c'è chi teme che i costi di
gestione possano ricadere sulla comunità. Come i
costi del vecchio palasport: nato bene (palazzo di
vetro multiuso progettato da Pierluigi Nervi vincitore del progetto nazionale nel 1963 e padre, fra
l'altro, della Sala per le udienze papali in Vaticano oltre che dello stupendo palasport di Viale
Tiziano a Roma), stoppato dall'Amministrazione di allora perché costava troppo (180 milioni di
vecchie lire nel 1963, 250 milioni, poi, nel progetto esecutivo del 1967, 2.500.000 euro di oggi),
costruito, infine, affidandolo al secondo del concorso, l'architetto veneto Giusepe D'Avanzo, con
un costo alla fine dei lavori di soli .. 500 milioni di
lire, 3.300.000 euro attuali! Il progetto di ristrutturazione attuale? Indispensabile, come il teatro.
I costi? Dai 250.000 ipotizzati da una ditta privata ai milioni di euro impegnati dall'attuale Amministrazione. Con il terrore che, come si teme per
il teatro, i costi di gestione legati ad errori concettuali di progettazione dei nuovi spazi lievitino
così tanto da impedire a qualcuno di poterlo gestire se non facendo ricadere i costi sulla solita comunità: astratta, sì, ma pagante, sempre. Conflitto
di interessi in queste critiche? No, ho rinunciato
ufficialmente e preventivamente a qualunque gara
di assegnazione della gestione dell'impianto "sbagliato", ma ho offerto la presidenza del mio club
al sindaco Hullweck perchè difenda un patrimonio della città, il suo club di pallavolo di A1, dall'ignoranza e dall'incompetenza di chi muove,
magari senza sapere di essere lui stesso un burattino in mano ai soliti ignoti, le fila di questa tragicommedia. Dalla malafede, no, da quella lo difenderemo tutti noi, io e i cittadini che sanno apprezzare chi lavora e fa rispetto a chi sa solo parlare.
E, a questo proposito, ci dispiace che non abbia
voluto parlare da Roma ai suoi elettori vicentini
Stefano Stefani.
Spedizione in A.P. - 45% art.2 comma 20/b legge 662/96 Filiale di Verona
Nel 2007 il teatro sarà pronto
Ma cosa andrà in scena?
Dopo i problemi degli anni scorsi, adesso i lavori per il nuovo teatro procedono a pieno
regime, e nell'estate del 2007 saranno ultimati. Maggioranza e opposizione si confrontano su costi di gestione, programmi e prospettive del nuovo Civico
a pag 6
Giovanni Coviello
Biblioteca
La Vigna,
presidente
in arrivo
a pag 21
Feste rock, crisi
di un primato
vicentino
a pag 22
Anno 1 nr. 4 - Sabato 18 marzo 2006
Operai al lavoro nel cantiere in viale Mazzini
Lotto,
scommesse
e Bingo, quanto
si giocano
in città
a pag 9
Radio locali,
tra declino
e rilancio
a pag 5
9 aprile vota e fai votare UDC
Messaggio Politico elettorale committente:
UDC NAZIONALE
SABATO
11
Opuscoli islamici nelle parrocchie
Spedito dalla Germania un opuscolo che
inneggia ad Allah e critica la fede cristiana in molte delle 42 parrocchie di Vicenza. L'opuscolo arriva da una casa editrice
tedesca, la "Hakikat", facilmente consultabile anche on line che propone in una decina di lingue, tra cui quella italiana, la cosiddetta "esortazione della via giusta e della
salvezza vera". Nel libretto di quattordici
pagine la tesi è una sola ed è tratta dal Corano: "Gesù non è il Messia, Allah è l'unico".
Per capire la dimensione "industriale" della
casa editrice basta scorrere il sito: decine
di libri pubblicati, una rivista "Hakikat",
rassegne stampa. "Resto convinto che il
dialogo sia fondamentale, ma quando c'è
proselitismo il dialogo si annulla, il confronto cade quando una parte tenta di conquistare l'altra".
Mons. Giuseppe Dal Ferro, direttore dell'istituto Rezzara ed esperto di multireligiosità, ha commentato così la notizia.
"Cosa pensavano gli autori di questo gesto
- continua Dal Ferro - che forse un parroco può diventare musulmano?".
DOMENICA
Prende il via la fase di sperimentazione
dell'innovativo progetto "Un chip in centro": a Schio le tradizionali "macchinette"
a monetine nelle aree di sosta sono rimpiazzate dai nuovi
parchimetri che danno anche la possibilità
di pagamento con le tessere prepagate e
ricaricabili.
L'iniziativa, grazie ad una nuova tecnologia, rappresenta il primo tassello verso la
creazione di una rete tecnologica e virtuale che unirà in una "card" servizi pubblici
e attività commerciali.
MARTEDÌ
14
11
James Bond preferisce il lago
di Como al Palladio
L'appeal di Luchino Visconti e del lago di
Como batte quello delle ville vicentine di
Andrea Palladio: saranno infatti girate a
Villa Erba, la dimora che fu del grande regista italiano, alcune scene del prossimo film
di James Bond attualmente in lavorazione.
La produzione ha preferito la residenza di
Visconti, di cui quest'anno ricorre il centesimo anniversario della nascita e il trentesimo anno della sua scomparsa, a Villa
Godi Maliverni di Lonedo di Lugo, villa
Cordellina di Montecchio Maggiore e villa
Piovene di Orgiano, le tre dimore vicentine che erano state proposte da Vicenza Film
Commission come location per le avventure del più famoso agente segreto del
mondo. "Casino Royale", 21a pellicola della
serie, parlerà comunque veneto: dopo il
lago di Como la troupe si sposterà tra maggio e giugno nelle calli di Venezia.
LUNEDÌ
18 MARZO 2006
SETTIMANARIO
3
13
A Schio si parcheggia con un chip
Lunghe code di immigrati alle poste per
il permesso di
soggiorno
Negli uffici postali di tutta Italia, dalle 14:30
fino al mattino di mercoledì 15, lunghe code
di immigrati per ottenere la regolarizzazione del permesso di soggiorno. Nel
Vicentino sono circa 4 mila i posti disponibili (mentre nel Veneto sono 20 mila e
300 e in tutto il Paese 170 mila).
I permessi concessi dal governo in base alla
legge Bossi-Fini sono infatti a numero chiuso: chi prima consegna, più probabilità ha
di ottenere la regolarizzazione.
"Abbiamo organizzato delle unità di strada con la Croce Rossa per portare tè caldo
e coperte davanti agli uffici postali - spiega l'assessore agli Interventi sociali Davide Piazza - ci hanno aiutato anche la Caritas e la Protezione civile, ci siamo divisi i
turni e le zone. E c'è anche un servizio della
polizia municipale". Commenta Piazza:
"questo delle liste a numero chiuso non è
un buon sistema, andrebbe cambiato…".
Gli immigrati hanno dovuto infatti sostare già da lunedì, organizzando turni e liste
di precedenza, sopportando l'attesa e il
freddo.
MERCOLEDÌ
15
Gli imprenditori veneti
lanciano l'idea del terzo polo editoriale
Andrea Riello e Massimo Calearo, rispettivamente presidente di Confindustria
Veneto e Assindustria Vicenza lanciano l'idea di un "terzo polo" dell'editoria italiana fra la Sep (Società Editrice Padana) della
famiglia Benetton che edita "Il Gazzettino"
e l'Athesis, il gruppo che riunisce "L'Are-
na", "Il Giornale di Vicenza" e "Bresciaoggi". Dichiara Riello: "Se pensiamo che a
questa partita potrebbe unirsi anche "La
Stampa", quotidiano di respiro nazionale
ma che ha il 90 per cento del venduto in
Piemonte e Liguria, si può capire che l'idea di costituire un terzo grande gruppo
editoriale non è campata per aria". La possibilità di accordo con "La Stampa" è però
ancora tutta da verificare, e in ogni caso la
realizzabilità del progetto dipende dell'esito dell'arbitrato sul Gazzettino, che vede
contrapposti i Benetton al gruppo editoriale Caltagirone.
GIOVEDÌ
16
Caso Palasport: Coviello lascia la
presidenza della Minetti Infoplus
Giovanni Coviello si dimette dalla presidenza della Minetti Infoplus Vicenza
(restando amministratore unico) e la
offre al sindaco Hullweck. La decisione
arriva dopo la rottura sulla gestione del
palasport che è avvenuta ieri mattina
tra il patron della squadra vicentina di
volley Coviello e l'assessore allo sport
del Comune Gianfranco Morsoletto.
Il palasport chiuderà per lavori il 1°
maggio, con due mesi di anticipo rispetto alla convenzione firmata da club e
Comune. La prima parte dei lavori si
svolgerà da maggio a novembre 2006,
la seconda da giugno a dicembre del
2007. Coviello pone la questione dei
mancati introiti pubblicitari durante i
sei mesi di "esilio": "A fronte di queste
perdite mi sarei aspettato almeno un
prolungamento del tempo di utilizzo
dell'impianto, o la volontà di cercare
una soluzione - dice Coviello - Invece
l'impianto ci sarà concesso per un anno,
che poi sono sei mesi effettivi. Avevo
chiesto di parlare con i progettisti per
vedere se, terminato il fondo di gioco,
si potevano svolgere gli allenamenti,
evitando così di creare disagio ad altre
società costrette ad ospitarci, ma non si
è fatto nulla. Ci è stato detto che i collaboratori della società che perderanno
il lavoro non sono un problema dell'assessore, e che dobbiamo accettare l'interruzione anticipata di due mesi della
convenzione e la riduzione a 4 ore giornaliere di allenamento per le 4 squadre
partecipanti a campionati nazionali fino
al 1° novembre".
"Non possiamo fare altrimenti - replica
Morsoletto - ora si deve cambiare, me
lo impone la giunta. Inoltre dovremo
indire il bando per la gestione dell'impianto, aperto a tutti, quando saranno
finiti i lavori. Il basket Vicenza si è già
candidato a partecipare alla gara di
gestione".
La società di volley, infine, sgombra il
campo agli altri club e non prenderà
parte al bando di gestione futura della
struttura: "L'impianto è pensato in
maniera economicamente disastrosa:
scompare ogni spazio di intrattenimento, ci sono due spogliatoi da otto per-
sone e due da dieci, ora si sa che la "rosa"
delle squadre di volley ha dodici atlete. Noi i conti li sappiamo fare, l'impianto, con quel progetto di lavori non
è gestibile da privati se non con l'aiuto
di forti sovvenzioni pubbliche".
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18 MARZO 2006
ATTUALITÀ
5
In provincia sono sparite quasi tutte le radio locali. Resiste chi offre agli ascoltatori un prodotto "diverso"
Black music, sport e preghiera,
così sopravvivono le radio locali
DI LUCA MATTEAZZI
La passione non
basta più. Oggi ci
vogliono professionalità e spalle larghe,
almeno dal punto di
vista economico. Le
emittenti radiofoniche del vicentino
stanno attraversando un momento
con qualche luce e tante ombre: il
riflesso del boom di ascolti e di popolarità che la radio sta attraversando
a livello nazionale si fa sentire anche
in provincia, ma al tempo stesso bisogna fare i conti con il continuo
aumento dei costi di gestione e con
la concorrenza sempre più forte e
qualificata da parte dei grandi
network.
Risultato: nel giro di una quindicina
d'anni, il numero delle radio provinciali si è più che dimezzato. Qualcuno ha chiuso perché non riusciva più
a far quadrare i conti, in tanti hanno
venduto la propria quota di frequenze, e la quindicina di emittenti esistenti agli inizi degli anni Novanta si
sono ridotte ad una manciata: oggi in
provincia rimangono tre radio commerciali, Radio Planet, Radio Rva e
Radio Stella, a cui vanno aggiunte
Radio Palladium, dedicata alla musica nera, l'emittente cattolica Radio
Oreb, e la radio delle forze armate
Ivano Visonà, conduttore di Radio Planet. Le radio locali vincono
sulle nazionali proponendo una voce amica e familiare
americane. Niente, in confronto a
realtà come quelle di Padova o Treviso, che hanno emittenti ascoltate
in tutta la regione.
"Per chi fa radio a livello locale non è
un momento facile - racconta Ivano
Visonà, di Radio Planet -. Le radio
nazionali stanno prendendo sempre
più piede, i costi per fare una radio
fatta bene sono sempre più alti, e la
passione non basta più. Oggi servono un impegno notevole e grande professionalità, perché non possiamo
permetterci di proporre ai nostri
ascoltatori una qualità scadente solo
perché siamo radio locali: se chi
ascolta non è soddisfatto, fa presto a
girare la manopola e cercare una trasmissione differente. Per questo dobbiamo cercare di fare qualcosa che la
gente senta vicina, legata al territorio, ma che al tempo stesso sia di buon
livello".
Di fronte a questa situazione, le radio
vicentine hanno risposto seguendo
strade diverse. C'è chi, come Radio
Planet, ha scelto di puntare su una
conduzione "frizzante e dinamica",
sulle canzoni ai primi posti delle classifiche e sull'interazione con il pubblico, coinvolto che dediche, messaggi e giochi a premi. E c'è chi, invece, ottiene buoni risultati mettendo
al centro la della propria attività la
cronaca degli avvenimenti sportivi e
le notizie locali, due argomenti che i
vicentini non potrebbero mai trovare sulle radio nazionali. "Siamo specializzati nello sport e nell'informazione locale, e le cose stanno andando bene, anche perché offriamo un
prodotto che prima non c'era - conferma Flavio Pinaroli, proprietario di
Radio RVA, un'emittente seguita,
ogni settimana, da circa 48 mila
ascoltatori -. Seguiamo in esclusiva
le partite del Vicenza Calcio e dei
principali sport della provincia, e
ogni giorno trasmettiamo trenta
notiziari locali e dodici nazionali".
Se anche Radio Planet non disdegna
lo sport con le radiocronache del
Vicenza Volley di serie A1 femminile, scelta diversa è quella di Radio
Palladium, che resiste mandando in
onda 24 ore su 24 tutte le sfumature
della black music. "La nostra è una
programmazione
praticamente
unica a livello nazionale, tutta basata sulla musica funky - sottolinea
Alberto Martin, responsabile artistico dell'emittente -. La mattina pas-
siamo i vecchi successi, mentre nel
pomeriggio mettiamo brani più
moderni, e anche se non abbiamo dati
ufficiali, sembra che l'ascolto sia
abbastanza pesante".
Radio Stella, infine, ha raccolto molte
delle voci storiche della radio vicentina, come spiega Paolo Finetto,
coordinatore dell'emittente insieme
ad Adelina Putin. "Siamo la radio che
ha la diffusione più capillare nel territorio della provincia, e puntiamo
molto sulla diretta: siamo in onda
dalle sette del mattino alla sera, con
voci legate al territorio, ben riconoscibili, e con una possibilità reale di
interagire con l'ascoltatore". Tutte
le 3 radio commerciali sono, poi,
ascoltabili on line dal loro sito
( w w w . p l a n e t f m . i t ,
www.radiorva.it, www.stellafm.it)
e, se questo consente a chiunque usi
un computer di averle in sottofondo,
la radio locale diventa global, perchè
la può ascoltare ovunque nel mondo
chi da Vicenza è fuori per qualunque
motivo o chi da Vicenza non voglia
staccarsi dopo averla conosciuta, per
lavoro o turismo. E tutti, comunque,
concordano su un punto. Davanti ai
microfoni non si può più improvvisare: "Le radio costruite solo con la
passione sono innovative nel breve
periodo, ma non durano - conclude
Finetto -. Oggi servono competenza,
professionalità e continuità".
A Radio Oreb arrivano ogni giorno decine di telefonate di persone in cerca di consigli e di un po' di attenzione
Quando lo speaker diventa un amico
In molti la considerano, a torto,
la radio delle persone anziane e
malate. Invece Radio Oreb, l'emittente cattolica che ha sede a
Lisiera, sta conquistando un pubblico sempre più ampio, e si sta
affermando come una delle radio
vicentine più seguite e ascoltate.
Basti pensare che i suoi programmi raggiungono già buona
parte del Veneto e, grazie alla diffusione via Internet, stanno
cominciando ad essere ascoltati
anche fuori regione, come confermano le telefonate che arrivano da ascoltatori di Genova e
Roma.
Perché, accanto alle funzioni religiose trasmesse in diretta, ai notiziari, ai programmi di catechesi e
a quelli di approfondimento culturale, la radio di Lisiera sta
diventando anche un punto di
riferimento per tante persone in
cerca di una voce amica. "Svolgiamo anche un servizio di telefono amico - conferma Raffaella Dal
Sasso, la direttrice di Radio Oreb
-. In tanti ci chiamano perché sentono il bisogno di rivolgersi ad un
sacerdote, oppure per dedicare
Le frequenze
un augurio o una preghiera ad una
persona cara. Riceviamo ogni
giorno un cinquantina di telefonate, a volte anche di più, tanto
che ultimamente abbiamo anche
dei volontari che ci aiutano a
rispondere. E l'età media è in calo.
Avevamo tutti l'idea di fare una
radio ascoltata soprattutto dagli
anziani e dagli ammalati, invece
ci seguono anche tante persone
più giovani, insegnanti o coppie
di sposi, che ci ascoltano volentieri e non hanno paura di saltare da un argomento di attualità
ad un tema religioso".
l.m.
Radio Planet
97.7 per Vicenza città
103.7 Valle Agno, Sovizzo e Altavilla
105.4 per Montecchio e ovest vicentino
Radio Rva
100.3 Vicenza
105.6 Schio e alto vicentino
107.75 Valdagno e dintorni
104.7 Piovene e dintorni
99.8 Altopiano di Asiago
Radio Palladium
105.3 per la provincia di Vicenza e zone limitrofe.
Radio Stella
Le frequenze principali sono 97.2 e 97.4.
A queste se ne aggiungo un'altra decina per le varie aree della provincia.
Radio Oreb
90.2 Regionale.
91.0 Arzignano, Chiampo, Montecchio.
92.25 Riviera Berica, Basso Vicentino: Noventa, Este, Cologna Veneta, Montagnana.
103.3 Enego.
103.9 Altopiano di Asiago.
104.0 Castelgomberto, Lonigo, Montebello e San Bonifacio.
Afn (radio americana)
106.0 Provincia di Vicenza e zone limitrofe
18 MARZO 2006
INCHIESTE
6
Furono i bombardamenti
alleati a privare Vicenza
dei suoi luoghi di spettacolo
La storia del Verdi
e dell'Eretenio,
scomparsi dalla scena
La costruzione del nuovo teatro
dovrebbe colmare una ferita aperta
da più di sessant'anni; da quando,
cioè, in una notte dell'aprile del
1944, la città perse sotto i bombardamenti alleati i suoi due teatri più
grandi: il Verdi e l'Eretenio.
L'Eretenio, in particolare, era uno
dei fiori all'occhiello della cultura
vicentina. Costruito alla fine del
1700 su un progetto di Antonio
Mauri, impreziosito da una facciata disegnata da Ottavio Bertotti
Scamozzi, il teatro sorgeva a pochi
passi da Ponte Furo, accanto al palladiano palazzo Civena, in quel fazzoletto di terra in cui oggi si trova
l'omonimo parcheggio.
La struttura era quella classica dei
teatri settecenteschi, con una grande platea a forma di ferro di cavallo, circondata da quattro file di palchi e un loggione.
Complessivamente poteva accogliere 1250 spettatori in un ambiente raffinato e riccamente decorato.
L'Eretenio fu inaugurato il 16 luglio
del 1784 con il dramma musicale
"L'Olimpiade", scritto da Domenico
Cimarosa su libretto di Pietro
Metastasio, e per quasi due secoli
fu uno dei protagonisti della vita
della città.
Il teatro ospitò spettacoli in prima
nazionale e debutti importanti,
come quello, nel 1911, del tenore
Aureliano Pertile, e fu uno dei primi
teatri italiani ad essere dotato di un
impianto di illuminazione a luce
elettrica.
Lo scrittore tedesco Wolfgang
Goethe, che lo vide un paio di anni
dopo l'inaugurazione, lo ricorda
come "veramente bello, modestamente sfarzoso, uniforme, in tutto
adatto proprio a una città".
L'altro teatro distrutto dai bombardamenti della primavera del '44
fu il Verdi, che si trovava lungo
viale Roma a nord della "O" di
Campo Marzo, all'incirca di fronte
al Caffè Moresco.
In zona c'era fin dal 1828 un anfiteatro all'aperto, poi ampliato dal
Comune a fine '800, e infine rifatto
nel 1922 sotto la giuda dell'ingegnere Marco Dondi Dell'Orologio,
lo stesso che sistemò anche il piazzale della Vittoria di Monte Berico.
Il "nuovo" Verdi fu il teatro popolare della città, e nei suoi vent'anni di carriera ospitò spettacoli di
prosa e di lirica, ma anche tanto
cinema.
Le cronache dell'epoca, però lo
ricordano come un teatro brutto,
freddo e dall'acustica infelice.
l.m.
Dopo i problemi degli anni scorsi, il cantiere procede adesso di buon ritmo.
Resta da definire, però, la gestione ad opera compiuta
Il nuovo teatro, voluto dal sindaco,
sarà pronto tra un anno
DI
LUCA MATTEAZZI
Ormai è difficile non notarlo. A quasi
tre anni dall'inizio dei
lavori il percorso verso
la realizzazione di un
nuovo teatro civico sembra aver imboccato una
strada in discesa: dopo
tante difficoltà i lavori
adesso procedono spediti e per chi passa in viale Mazzini le
mura sempre più alte del nuovo teatro
stanno diventando una presenza abituale.
La storia di una delle opere più importanti in programma in città in questi
anni comincia alla fine del 2000, con
l'approvazione del progetto preliminare. Nel giro dei due anni successivi,
il Comune completa il progetto definitivo, quello esecutivo e, grazie alla
vendita della Centrale del Latte, trova
anche i 23 milioni di euro necessari al
finanziamento dell'opera. Si arriva
così al gennaio 2003, quando il cantiere viene consegnato alla ditta che
ha vinto la gara d'appalto, la Cogi.
L'obiettivo è completare il teatro, in
cui troveranno spazio una sala da 900
posti e una da 400, entro il gennaio del
2006. I problemi, però, cominciano
presto. I lavori procedono a rilento, la
tabella di marcia non è rispettata, gli
operai protestano più volte per i continui ritardi nei pagamenti degli stipendi e il cantiere finisce al centro di
violente polemiche. La situazione precipita nei primi mesi del 2005, tanto
che a marzo il Comune decide di sciogliere il contratto che lo legava alla
Cogi, che, guidata da Giuseppe Coccimiglio, presidente anche dell'Us
Dopo anni di stasi i lavori del nuovo teatro procedono spediti. Ma non sono
ancora stati risolti i problemi della futura gestione (Colorfoto)
Foggia Calcio, sarebbe fallita qualche
settimana più tardi.
Per qualche mese il futuro del teatro
è sembrato appeso ad un filo. A sbrogliare la situazione ci ha pensato la
Intercantieri Vittadello, la ditta padovana che si era classificata alle spalle
della Cogi al momento della gara d'appalto e che, contrariamente alle previsioni, ha accettato di portare a termine i lavori agli stessi prezzi del
2002. Dopo qualche settimana di studio, necessaria per prendere confidenza con un progetto difficile e abbastanza complicato, dalla fine dell'agosto del 2005 i lavori in viale Mazzini
sono ripresi di buon ritmo e se non ci
saranno imprevisti la nuova scadenza
per il completamento del teatro
(luglio 2007) sarà rispettata. Tra poco
più di un anno, quindi, Vicenza avrà
il nuovo teatro, fortemente voluto dal
sindaco anche come firma d'autore dei
suoi mandati. Il dibattito, adesso, si
sposta sulle incognite legata alla
gestione della nuova struttura: chi se
ne occuperà? Quali saranno gli spettacoli che troveranno spazio nel nuovo
teatro? Ci saranno dei costi, e di quale
entità, per le casse comunali?. Il problema è da mesi all'esame della commissione cultura del comune, ma le
domande senza risposta sono ancora
tante.
A Costabissara c'è una sorpresa:
l'ex Bingo diventa un auditorium
DI
ALESSIO MANNINO
E mentre a Vicenza si
attende da anni il
nuovo teatro, proprio
a pochi chilometri dal
cantiere della Vittadello nasce a sorpresa
una struttura per
eventi musicali e artistici nuova di
zecca: l'auditorium Maxlive. L'edificio che aprirà i battenti la settimana prossima si trova nella
zona industriale di Costabissara
lungo la statale per Schio-Thiene,
ed è il risultato della ristrutturazione della sala Bingo del paese, la
più grande d'Europa, miseramente fallita dopo i fasti di qualche
anno fa. La sala convegni e spettacoli, ovvero l'anfiteatro in cui
avverranno le perfomances dal
vivo, è un ampliamento della
struttura preesistente, ha una
superficie di 4500 mq ed è in grado
di ospitare 1294 spettatori. Il palcoscenico è lungo 15 metri e ha una
profondità di 6,5 metri: un po' piccolo, per così tanti posti a sedere.
Si tratta di un open space con
pareti scorrevoli che consentono
di mettere in comunicazione le
gradinate con il bar, il ristorante
lounge e gli altri locali interni, e
di isolarle quando lo spettacolo ha
inizio. Quanto alla viabilità e ai
parcheggi, l'auditorium utilizza i
250 posti auto davanti all'entrata,
e davanti agli edifici adiacenti se
ne trovano altri.
La programmazione di Maxlive
per i primi mesi è già definita, e
vede una netta prevalenza di concerti musicali di artisti pop: il 25
marzo, per la serata di apertura, a
calcare il palco sarà la cantante
americana Dionne Warwick, mentre, tra aprile e giugno, sarà la
volta di Mario Venuti, Marco
Masini, Massimo Ranieri, Paolo
Belli e la sua band, Sergio Cammariere e Amedeo Minghi. Ma non
mancherà il teatro vero e proprio,
che in questi primi mesi vorrà dire
soprattutto cabaret: il 28 aprile ci
sarà Teo Teocoli, il 19 maggio l'allegra compagnia di Zelig, il 9 giugno Massimo Lopez. Come si vede,
si tratta di una programmazione
popolare, che in parte potrà fare
concorrenza al nuovo Civico di
Vicenza. Per l'acquisto dei biglietti basta un collegamento a Internet e una stampante: un click su
www.maxlive.net e il certificato
d'acquisto è pronto. Altrimenti ci
si può sempre rivolgere nelle
rivendite autorizzate di Vicenza e
provincia (Saxophone, Libravit a
Vicenza, Discotape a Bassano e
Marostica, i punti Avit nel capoluogo e a Montecchio).
INCHIESTE
7
18 MARZO 2006
Maggioranza e opposizione a confronto su programmi e costi di gestione
Teatro, il cartellone fa discutere
Bagnara dell'Udc: “ una
Fondazione per farlo vivere”
(Colorfoto)
Il nuovo teatro sarà probabilmente
gestito da una apposita Fondazione, che potrebbe essere costituita
prima della fine del 2006. Da anni
Mario Bagnara segue da vicino le
vicende che riguardano il futuro teatro comunale: prima come assessore alla cultura, adesso come consigliere comunale dell'Udc e presidente della commissione cultura del
Comune, che da mesi sta discutendo proprio del futuro del teatro di
viale Mazzini.
Adesso che i lavori procedono, c'è
già un'idea su chi gestirà il nuovo
teatro?
In commissione stiamo affrontando
questo argomento e abbiamo le idee
abbastanza chiare su una ipotesi di
fondazione in cui ci sia una partecipazione pubblica e una quota di partecipazione privata. Ci dovrebbe
essere, cioè, un nucleo di soci fondatori, e in questo il Comune cercherà di coinvolgere altri enti come
la Provincia, la Regione o la Fondazione Cariverona, e dei soci sostenitori, anche privati, che possono
dare il loro contributo per un evento, per un programma di spettacoli
o per una stagione teatrale.
Avete già definito che tipo di spettacoli potranno trovare spazio
nelle due sale del nuovo teatro?
Stiamo esaminando la situazione
per capire con che tipologia di spettacoli e con quante giornate di
impiego si potrà valorizzare al
meglio il nuovo teatro. Già limitandoci alle attività esistenti in città,
quelle che oggi trovano spazio all'Astra o al San Marco, ad esempio, si
arriva a 200, 250 giornate di utilizzo all'anno. Per il resto quello che si
può dire è che sarà difficile proporre delle produzioni proprie,
ma sarà finalmente possibile
ospitare in città le grandi compagnie di giro che oggi non
hanno spazi adeguati. Oppure si
può pensare ad altre tipologie di
spettacoli, ad esempio ad un
ciclo stabile di concerti per i giovani. Una cosa importante, inoltre, è che il nuovo teatro dovrebbe risolvere i problemi di affollamento del teatro Olimpico, che
potrà quindi essere tutelato in
modo migliore.
In molti temono che i costi per
la gestione di un teatro così
importante possano prosciugare le casse del Comune.
Avete valutato questo aspetto?
È chiaro che il teatro avrà un
costo, perché il ritorno che si
ottiene con la vendita dei
biglietti è solo parziale. Non
abbiamo ancora fatto una stima
precisa delle cifre che saranno
necessarie, ma siamo in contatto
con altri teatri e con esperti di alcune università che ci aiuteranno ad
approfondire questo aspetto. Certamente ci sarà un impegno economico, ma credo che vada considerato
anche come un investimento: le attività culturali sono una risorsa,
anche in termini di possibilità che
si offrono ai giovani.
Non è tardi per definire la programmazione del nuovo teatro?
Ci stiamo lavorando da tempo e già
quest'anno dovrebbe essere costituito il nuovo ente che si occuperà
del teatro. La Fondazione deve partire e avviare la programmazione.
Non vogliamo farci cogliere impreparati, altrimenti il Comune
dovrebbe partire con una gestione
diretta. E in questo caso le cose
potrebbero complicarsi.
l.m.
Dalla Pozza dei Ds: “Rimane
il problema della gestione”
Antonio Dalla Pozza, consigliere
comunale dei Democratici di Sinistra, ha costantemente monitorato
la vicenda del nuovo teatro dal suo
posizione di vicepresidente della
commissione cultura di Palazzo
Trissino.
L'anno prossimo potremo assistere all'inaugurazione del nuovo
Teatro Civico?
Nel bilancio di previsione del Comune di quest'anno è prevista l'apertura nel secondo semestre del 2007.
Però non è previsto un quattrino per
pubblicizzare l'evento, non ci sono
né i cartelloni né i biglietti per la
prima e non c'è uno straccio di idea
sulla direzione artistica.
Il contenitore fra poco più di un
anno sarà pronto. Ma quale sarà il
"contenuto"?
Ancora non si è capito che forma
gestionale avrà quest'opera che è la
più costosa in città degli ultimi
10 anni: alla fine, secondo i nostri
calcoli, saranno stati spesi sui
35-40 milioni di euro. E senza un
barlume d'idea sulla gestione è
impossibile sapere quale sarà la
programmazione, che inoltre
dovrà confrontarsi con quella,
agguerrita e consolidata, dei teatri della provincia e degli altri
capoluoghi. Per arrivare almeno
al pareggio di bilancio, bisognerà arrivare a 200 giorni
all'anno di programmazione con
la sala grande piena con i restanti 150 giorni da occupare con
quella piccola.
Proposte?
In commissione cultura, che,
grazie a una mia mozione, ha il
mandato di preparare un piano
gestionale, stiamo pensando a
una fondazione di partecipazione, una forma giuridica che prevede il coinvolgimento di enti
istituzionali, in primis il Comune e la Provincia, e le banche, i
Comuni contermini, i privati, le
associazioni. Col presidente Bagnara c'è un ottimo rapporto di collaborazione, non altrettanto con l'assessore alla cultura, cioè il sindaco
Hüllweck, che ha persino assunto un
consulente, il prof. Dal Bello, per
studiare il problema, creando un
doppione che ha infastidito molto la
commissione. E voglio vedere se
l'amministrazione sarà capace di
convincere i privati che il teatro può
generare introiti?
In che modo un teatro può dare
profitti?
Per esempio coi gadget, affittando
per convegni una delle due sale
interne o vendendo della produzioni ad altri teatri. Quel che è sicuro
è che il Comune non potrà sborsare
nulla, perché non ha le risorse per
farlo.
Quanto costerà gestire un teatro
con una sala da 1000 posti e un'altra da 400?
Dai 2 e mezzo ai 3 milioni di euro
all'anno. Noi infatti eravamo contrari a questo costo, non al teatro in
sé. Per una città come Vicenza un
auditorium da 700 posti era più che
sufficiente. E invece si è voluto fare
un'opera mastodontica che rischia
di mandare in deficit il bilancio. Non
dimentico quello che mi ha detto un
assessore della giunta Hüllweck
davanti al cantiere, immaginando
una nostra vittoria alle prossime elezioni: "Noi lo costruiamo e voi vi
beccate la rogna della gestione". Non
vorrei che andasse come a Udine, il
cui teatro, dopo un anno e 6 miliardi di vecchie lire di debito, ha fatto
cadere la giunta".
a.m.
ROMA
8
18 MARZO 2006
L'onorevole leghista vicentino nega l'intervista all'ultimo momento
Stefano Stefani, un silenzio
difficile da comprendere
DI
PASQUALE DI SANTILLO
SERVIZIO
ESCLUSIVO
DALLA
REDAZIONE
ROMANA
A volte è difficile
capire. Altre, è
proprio impossibile. Va bene
che di questi tempi è tutto un
gran casino (perdonatemi la
parola "universale" ma molto
usata da noi a Roma) e capita
sempre più di frequente di
scontrarsi con l'irrazionale.
Però rifiutare un'intervista in
piena campagna elettorale non
c'era mai capitato. Eppure c'è
sempre una prima volta. L'on.
Stefano Stefani, Lega Nord,
l'avevamo contattato nei giorni scorsi tramite il suo genti-
L'onorevole Stefani a Roma (foto Pedon)
lissimo e disponibilissimo portavoce,
Davide Fiorani. A lui,
d'accordo con Fiorani, avevamo girato
via e-mail (come
ahimè capita spesso
di dover fare) le
domande che ci interessavano per dar
modo, come era già
successo
all'on.
Conte, An, e all'on.
Trupia, Ds, di esporre un bilancio dell'attività
politica
svolta in questa legislatura e di raccontare le prospettive per
la prossima che
comincerà dopo il 9
aprile.
Oddio, è legittimo
disporre della propria volontà
di farsi "interrogare" da questo
o quel giornalista, da questa o
quella testata. Però, respingere la proposta di un settimanale come il nostro, che veicola l'immagine e l'attività di
politici vicentini impegnati a
Roma, rimarrà davvero un
mistero difficile da comprendere. Anche perchè, in caso di
atteggiamenti o domande ritenute fastidiose o inaccettabili, l'on. Stefani avrebbe sempre
avuto la doppia facoltà di non
rispondere o di appendere il
telefono al proprio interlocutore.
Alla fine, tuttavia, resta il rammarico sincero di VicenzaPiù
nei confronti dei propri lettori per il mancato rispetto dell'appuntamento con una
rubrica che ha sollevato qualche interesse a Vicenza e dintorni. Cercheremo di farci perdonare già a partire dalla prossima settimana.
All'on. Stefani, oltre ad augurare le migliori fortune elettorali in vista della scadenza del
9 aprile, non ci resta che dare
appuntamento alla prossima
occasione. Sperando che alla
base del suo attuale diniego
non ci siano quelle frizioni
locali che stanno coinvolgendo il nostro Direttore con l'attuale assessore allo sport di
Vicenza, politicamente in
quota Stefani, come si usa dire
in linguaggio politico. In questo caso, l'occasione sprecata
sarebbe stata doppia. In attesa di capire, buona lettura a
tutti.
Dimessosi nel 2003 per le frasi anti-tedesche, ora l'onorevole di Costabissara è al Ministero dell'Ambiente
Il sottosegretario padano
che fece arrabbiare il Cancelliere
DI
ALESSIO MANNINO
Nella sfilza di ministri e sottosegretari
che hanno composto, lasciato e
ricomposto la compagine di governo
berlusconiana, gli
uomini della Lega Nord si sono
distinti per dimissioni-lampo
dovute a un irrefrenabile istinto
alla provocazione. L'ex ministro
delle riforme Calderoli con la sua
maglietta anti-Maometto è stato
l'ultimo, ma chi non si ricorda del
vicentino Stefano Stefani e della
sua pittoresca definizione dei
tedeschi che fece incavolare il cancelliere Schroeder? "Li conosciamo
bene i tedeschi, un popolo di biondi stereotipati dall'orgoglio ipernazionalista" scriveva l'allora sottosegretario alle attività produttive in un editoriale su La Padania
nel luglio 2003: "invadono rumorosamente le nostre spiagge. Martin Schulz (il socialdemocratico
tedesco che poco tempo prima Berlusconi, credendo di fare una simpatica battuta, aveva apostrofato
come un "kapò", ndr) è cresciuto a
roboanti gare di rutti dopo pantagrueliche bevute di birra e scorpacciate di kartoffel fritte". Per un
esponente del governo, che per
giunta aveva una delega al turismo,
sparare a zero contro le magari non
raffinatissime, ma generose fami-
Stefano Stefani a tu per tu con il leader del Carroccio Umberto Bossi
(foto Pedon)
gliole teutoniche che ogni estate si
riversano sulle nostre coste, era
una "provocazione" troppo grossa.
E infatti se ne tornò al suo scranno di deputato alla Camera.
L'uomo ha senz'altro quella simpatia umana che spesso hanno i
leghisti "dalla punta della testa alle
unghie dei piedi", come Giuliano
Tricarico, segretario vicentino
della Lega, definisce Stefani, suo
amico e compagno di partito da più
di vent'anni, "da quando facevamo
i carbonari negli anni '80, agli albori della Lega". Classe 1938, licenza
media inferiore e un'azienda orafa
con sedi a Vicenza e Costabissara,
il Nostro ha il carattere ruvido e
ruspante di tutti quelli della vec-
chia guardia leghista: parola
schietta e battuta facile (preferibilmente nell'amato dialetto
vicentino). "Un po' irruente", dice
senza sbilanciarsi il segretario cittadino dell'Udc Vincenzo Garzia.
Che aggiunge: "Ecco, se proprio
dovessi dargli un consiglio, gli suggerirei di essere meno 'esplicito'.
Ma lui è fatto così". Un esempio?
In un'intervista al Giorno (15-82003) liquidò così le sue dimissioni forzate: "A me non mi costringe
nessuno, ha capito? E del posto
non me ne frega un c...: scriva proprio così, un c...".
Ora Stefani è sottosegretario
all'Ambiente, tornato in sella col
rimpasto del dicembre 2004. "E
stato molto attivo" assicura Tricarico, che fa l'elenco dei risultati di Stefani:
"Ha trovato i finanziamenti per sistemare gli alvei
dei fiumi in provincia, il
Tesina ad esempio; si è
occupato dell'industria
conciaria di Arzignano e
Chiampo; ha portato a
Vicenza 25 milioni di euro
per il tribunale. Non è
stato bravo, è stato bravissimo". Non altrettanto,
forse, nella vicenda della
Credieuronord, la banca
della Lega finita in bancarotta e "salvata" dalla Bpl
di Giampiero Fiorani, i cui
3500 soci padani sono
"furenti" con lui, col tesoriere del
Carroccio Maurizio Balocchi e col
segretario della Lega Lombarda
Giancarlo Giorgetti, tutti nel CdA
di quella che doveva essere la
"banca del Nord".
Garzia ne dà un giudizio lusinghiero: "Io che sono avvocato, per
esempio, posso dire che si è dato
molto da fare per la difficile situazione del tribunale, riuscendo ad
aumentare l'organico dei giudici,
anche se solo di una unità. Ma in
generale devo dire che ha fatto
vedere a Roma che Vicenza c'è".
"Certamente" sogghigna Ciro
Asproso, segretario dei Verdi di
Vicenza. "Quando ha fatto quella
fine disquisizione sui tedeschi ci
ha fatto sicuramente pubblicità.
Al di là delle battute, secondo me
Stefani non ha alcuna sensibilità
per i temi ambientali. Ricordo che,
intervistato subito dopo la nomina, al giornalista che gli chiedeva
se avesse competenze specifiche in
materia di ambiente, lui rispose
che lì o alle attività produttive era
lo stesso. Ecco, un pregio ce l'ha: è
onesto e dice quello che pensa. Per
il resto, non mi sovviene nessuna
sua memorabile iniziativa, tranne
le sue recenti dichiarazioni a favore del nucleare". Stefani invece ci
tiene molto a chiarire che non ha
scaldato la poltrona. Al Giornale
di Vicenza che di recente lo ha
posizionato in basso nella graduatoria delle presenza dei parlamentari vicentini in aula, lui ha risposto stizzito che "nel corso di questa legislatura ho presentato nove
disegni di legge come primo firmatario" e che "se, fisicamente, non
sono stato presente alle votazioni
della Camera, è solo perché
comandato in missione". Cioè
impegnato in incontri e trasferte
in qualità di sottosegretario e
membro del governo. Stefani, già
presidente federale della Lega e
"capo-tribù" (come lo chiama Tricarico) della camicie verdi vicentine (nonchè acerrimo rivale della
Dal Lago), ha tessuto le fila delle
liste elettorali per il 9 aprile ed è
il capolista veneto del Carroccio
per il Senato.
18 MARZO 2006
9
Tra pronostici, ruote del Lotto e tombole, ogni settimana in città ci sono migliaia di giocate. Boom degli stranieri
Scommesse, Bingo e SuperEnalotto, il gioco strega i vicentini
DI
LUCA MATTEAZZI
C'era una volta la schedina del Totocalcio. Non
è poi passato molto
tempo da quando le
domeniche pomeriggio
si passavano con l'orecchio incollato alle radioline, un pensiero al risultato della squadra del cuore, un altro
al sogno di un tredici miliardario.
Eppure la situazione è completamente cambiata. Oggi, chi vuole davvero
sfidare la sorte cerca il colpo che può
cambiare la vita al SuperEnalotto,
mentre chi ama le scommesse sui pronostici non ha che l'imbarazzo della
scelta tra partite di serie A, incontri
di Champions League, gare delle
Olimpiadi, partite di volley e duelli a
trecento all'ora tra Schumacher e
Alonso. Senza contare gli appassioogni settimana migliaia di persone, a
dispetto delle voci che vorrebbero in
crisi la formula moderna della tombola. "Abbiamo una media di 4 mila
presenza a settimana in ogni sala, e
negli ultimi anni c'è una crescita
costante del 10 per cento - dichiara
Tiziano Cunico, amministratore
delegato della Bingo Time, nonché
socio del Vicenza Calcio -. Il giro d'affari è di circa 20 milioni di euro all'anno, di cui il 58 per cento, cioè 12 milio-
ni, viene restituito come vincite. Non è vero che il Bingo va
male, è che bisogna proporlo
nel modo giusto. Il Bingo è un
gioco estremamente popolare,
che attira gente di tutte le età,
e per questo le sale devono
essere accoglienti. Anche perché i clienti restano spesso per
delle ore, si fermano a chiacchierare, a fare conoscenza, a
volte anche a rimorchiare".
Tiene, infine, anche il gioco del
Lotto, magari in forme leggermente diverse rispetto a qualche tempo fa.
E, sorpresa, anche la schedina
del Totocalcio comincia a dare
qualche segnale di risveglio.
"Davanti alle ricevitorie del
Lotto non si vedono più le persone in coda, anche perché
oggi ci sono tre estrazioni alla
settimana e quindi le giocate
sono più distribuite, ma la gente continua a giocare - racconta Mario
Noale, presidente provinciale della
Federazione Italiana Tabaccai, che
raccoglie anche le ricevitorie di Lotto,
SuperEnalotto e Totocalcio -. Il Lotto
piace sempre e il SuperEalotto è in
costante aumento. Ultimamente poi,
anche il Totocalcio sta lentamente
crescendo: ci sono degli affezionati
che il loro sistema lo fanno regolarmente".
E’ in edicola
E’ una iniziativa di
La comunicazione del Nord Est
100.000 copie settimanali
nati del Bingo, gli abitudinari dei
"Gratta e Vinci", gli affezionati delle
slot machines dei bar. E l'intramontabile gioco del Lotto.
Vicenza non fa eccezione, in uno scenario nazionale che vede il settore del
gioco d'azzardo in continua espansione e l'Italia ai primi posti mondiali per numero di giocate e di giocatori. E non è un caso che la De Agostini, azienda una volta famosa per le sue
edizioni, dopo l'acquisto di Lottomatica, abbia tramite questa appena
acquisito la Gtech, il gigante americano delle lotterie e delle scommesse
diventando leader mondiale in questo
mercato. Anche in città le cifre del settore sono in crescita e basta passare
un sabato pomeriggio davanti ad una
delle tre agenzie che accettano scommesse sportive per rendersi conto che
la tentazione di una giocata fortunata attira un pubblico sempre più
vasto, in cui la quota di immigrati sta
diventando sempre più numerosa.
"Abbiamo una clientela molto varie-
gata: ci sono tanti vicentini, ma
anche tanti, tanti stranieri. - conferma Mario Montoli, della Carma
Servizi Palladiogroup, una delle due
società del settore attive a Vicenza
-. Non si giocano grandi cifre, ma
alla fine un po' tutti riescono a vincere e rispetto all'anno scorso l'incremento delle giocate può essere
stimato attorno al 5 per cento. Lo
sport che attira di più è sicuramente il calcio, poi ci sono il basket, il
volley, il rugby e tutti i grandi eventi, dalle Olimpiadi ai gran premi di
Formula Uno. E aspettiamo con
fiducia i prossimi mondiali di calcio".
Difficile capire quale sia il giro d'affari che in città ruota attorno al
mondo delle scommesse. Qualcuno
azzarda una cifra di circa cinquemila scommesse a settimana, ma gli
addetti ai lavori stanno ben attenti
a non sbilanciarsi.
Non ci sono, comunque, solo le
scommesse. Le due sale Bingo rimaste in città, ad esempio, raccolgono
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18 MARZO 2006
REGIONE
10
Stanziati 14,7 milioni di euro per il recupero di beni culturali e paesaggistici
La Regione tutela i suoi beni culturali
Interessate dall'intervento tutte le sette province del Veneto
Il Veneto presenta un ricchissimo
patrimonio di immobili di pregio
non statali oggetto di tutela sulla Si tratta di vere e proprie perle di un Veneto a torto definito minore, che
base del "Codice dei Beni Cultutorneranno a nuovo splendore per essere, oltre che testimonianza viva
rali del Paesaggio" e di una infidella
nostra arte e cultura, anche uno straordinario elemento di attrazionita serie di siti inseriti nelle diverne turistica.
se "Città Murate": si tratta di antiche logge, chiese e campanili,
piazze, palazzi storici, ville, sedi munici- né Piazza San Marco, né l'Arena di Vero- tali effettuato dalla Giunta regionale ha
pali di pregio, complessi monumentali, na, ma come questi grandi poli d'attra- assegnato a Belluno 779.421 Euro per 13
manufatti presenti lungo gli itinerari turi- zione hanno la capacità di rivitalizzare interventi; a Padova 1.477.305 Euro per 16
stici, castelli e castelletti, cinte murate. 136 l'arte, la cultura e l'interesse dei visitato- interventi; a Rovigo 1.766.987 Euro per 26
di queste strutture in tutte e sette le pro- ri e dei turisti che, soprattutto gli stranie- interventi; a Treviso 904.351 Euro per 12
vince venete potranno ora essere oggetto ri, chiedono sempre di più di poter visi- interventi; a Venezia 868.680 Euro per 7
di importanti interventi di recupero, con- tare e conoscere gli angoli nascosti di una interventi; a Vicenza 2.366.421 Euro per
servazione e valorizzazione volti alla frui- terra ricca di beni artistici e architettoni- 20 interventi; a Verona 3.300.933 Euro per
zione pubblica. Lo ha deciso la Giunta ci come l'intera e tanto celebrata Francia. 27 interventi. Riguardo alle Città Muraregionale del Veneto che, su proposta del- Il riparto per gli edifici di pregio non sta- te, i progetti di recupero finanziati dalla
Regione interesseranno cinte
l'Assessore ai Lavori Pubblici Massimo
murarie, porzioni di castelli,
Giorgetti, ha approvato il riparto dei conpercorsi pedonali e giardini stotributi per l'anno 2006 per 121 immobili
rici, torri, piazzette, antiche
di pregio, stanziando complessivamente
"porte". Nel complesso, 617.391
11.724.101 Euro, dei quali 6.204.452 asseEuro sono stati assegnati ad
gnati a soggetti pubblici e 5.519.649 Euro
opere in provincia di Padova;
ad Enti Religiosi e soggetti privati sele543.600 Euro a Treviso; 72.000
zionati sulla base di una specifica graEuro a Venezia; 1.251.455 Euro
duatoria. A questi si aggiungono 3 milioa Vicenza; 515.552 Euro a Veroni per opere su 15 importanti siti d'intena. Questo è il dettaglio: Proresse storico, culturale ed artistico in
vincia di Padova. Comune di
altrettante Città Murate della regione. Si
Padova: 231.372 Euro per il
tratta di vere e proprie perle di un Venerestauro delle Quinte Murate
to a torto definito minore, che tornerandel Bastione Moro; Comune di
no a nuovo splendore per essere, oltre che
Cittadella: 104.000 Euro per la
testimonianza viva della nostra arte e culsistemazione delle sponde e del
tura, anche uno straordinario elemento di
fossato di guardia del settore
attrazione turistica. Una chiesa, un monunord-est Riva del Grappa;
mento, un palazzetto, un muro di cinta in
Comune di Este: 120.380 Euro
buona conservazione sono infatti di per
per un intervento di recupero
sé stessi elementi di qualificazione urbadel patrimonio edilizio dela
nistica, ma anche turistica, del borgo o
Castello Marchionale; Comune
della località dove si trovano. Non sono
di Monselice: 161.638 Euro per il recupero e restauro della cinta muraria lungo la
pendice sud-est del colle della Rocca. Provincia di Treviso. Comune di Asolo:
64.000 Euro per il restauro e consolidamento del tratto murario di via Bembo;
Comune di Castelfranco Veneto: 67.600
Euro per il percorso pedonale ed il giardino delle absidi; Comune di Conegliano:
412.000 Euro per il restauro, consolidamento e valorizzazione della cinta muraria occidentale e della Rocca di Castelvecchio - 2° stralcio. Provincia di Venezia. Comune di Portogruaro: 72.000 Euro
per la sistemazione ed arredo di Via
Rastrello e delle adiacenze alle Torri
S.Agnese e S.Giovanni. Provincia di
Vicenza. Comune di Lonigo: 72.000 Euro
per il restauro della Torre delle "Ex Carceri" in Via Castelgiuncoli; Comune di
Bassano: 690.000 Euro per il restauro delle
Mura e Torri "Ovest" e "Nord" del Castello; Comune di Marostica: 489.455 Euro per
il restauro conservativo, consolidamento
statico e ripristino filologico della Cinta
Muraria - 4° intervento. Provincia di Verona. Comune di Legnago: 70.000 Euro per
la sistemazione e riqualificazione di Piazzetta Carducci; Comune di Lazise: 25.200
Euro per il progetto definitivo per la conservazione, restauro e consolidamento
della cortina muraria Scaligera tra Porta
Cansignorio e la Torre n.3 - 2° stralcio;
Comune di Soave: 369.335 Euro per interventi sulla cinta muraria sud-est (Muratura 11 e 13; Torri 10 e 12); Comune di
Malcesine: 51.017 Euro per il consolidamento degli intonaci delle Porte "Siresina" ed "Orientale", per il recupero e sistemazione dell'area "Posterna" e per il rinnovo del selciato
Istituito nel 2003 per implementare l'assistenza sanitaria d'urgenza
Elisoccorso operativo anche quest’anno
Nel 2005 ha effettuato quasi 95 ore di volo
La Giunta regionale, su proposta dell'assessore alle politiche sanitarie, Flavio Tosi,
ha deciso di finanziare, con mezzo milione
di euro, anche per il 2006 il servizio di elisoccorso stagionale con base al Lido di
Venezia istituito nel 2003 per implementare l'assistenza sanitaria d'urgenza ed emergenza sul territorio dell'Azienda Ulss 12
"Veneziana" e lungo l'intero litorale veneto
durante la stagione estiva.
L'iniziativa a carattere sperimentale, è stato
ricordato dall'assessore regionale, rientra in
un più ampio disegno regionale per fornire a tutti i propri cittadini ed agli ospiti una
risposta sanitaria ottimale durante la stagione balneare, in particolare sulle spiagge
venete, che sono tra le più frequentate d'Italia e d'Europa con circa 24 milioni di presenze su un totale di quasi 57 milioni che
hanno interessato il turismo regionale nel
2004; l'attivazione di una base stagionale di
elisoccorso posta al centro del litorale veneto si aggiunge alle quattro permanenti e ha
permesso non solo di rispondere alle esigenze dell'Azienda ULSS 12, ma anche di
"alleggerire" le basi di Treviso e di Padova
permettendo loro una migliore copertura
nelle aree dell'entroterra di loro pertinenza.
L'elisoccorso del Lido di Venezia ha svolto
nella stagione estiva 2005 un totale di 154
missioni (ripartite tra primarie, secondarie,
voli di ricognizione, addestramento) e quasi
95 ore di volo.
Si sono avuti in particolare 150 interventi
fra primari e secondari, che hanno riguardato principalmente il soccorso a traumi,
politraumi, annegamenti, patologie cardiovascolari e patologie neurologiche.
Le località con il maggior numero di eventi di emergenza sono state Jesolo (25 per
cento) e Cavallino-Treporti (19 per cento),
seguite nell'ordine da Eraclea, Caorle,
Chioggia e Bibione.
Dal momento della chiamata, il velivolo in
dotazione al Lido di Venezia è in grado di
raggiungere Jesolo in 6 minuti, Bibione in
12, Chioggia in 10, fino ad un massimo di
15 minuti per arrivare alle foci del Po.
18 MARZO 2006
REGIONE
11
Un importante convegno svoltosi nei giorni scorsi a Venezia
Tutela e restauro del paesaggio veneto
Ha introdotto i lavori il documentario "L'Italia vista dal cielo - il Veneto"
Il paesaggio veneto, frutto di un
lungo processo di trasformazione, è un patrimonio culturale
Intervenuti, tra gli altri, Amerigo Restucci (Istituto Universitario di
diversificato che va posto al centro delle politiche di pianifica- Architettura di Venezia), Bernardino Romano (Consorzio Interuniversitario Nazionale per le Scienze Ambientali), Gabriele Paolinelli (Univerzione territoriale.
Se ne è parlato nei giorni scorsi
sità di Firenze), Guido Biscontin (Università Ca' Foscari di Venezia).
a Palazzo Balbi nel corso di un
seminario di approfondimento
incentrato sul tema "Luoghi e territori: sviluppare una serie di strumenti per la che valenze storico sociali, ambientali
il restauro del paesaggio verso il terzo gestione e il recupero di paesaggi "cul- o paesaggistiche) che hanno subito
Veneto", nell'ambito del progetto euro- turali" (caratterizzati, cioè, da specifi- pesanti cambiamenti e fenomeni di
peo Rekula (Restructuring Cultural
degrado in un periodo di tempo
Landscape) per la tutela e lo sviluppo
relativamente breve e recente.
dei paesaggi culturali a carattere induI partners, oltre al Veneto, sono la
striale, di cui la Regione del Veneto è
Internationale
Bauaustellung
partner.
Fuerst Pueckler Land (Germania)
I lavori sono stati introdotti dalla proieche ha funzioni di capofila, la Fonzione del documentario "L'Italia vista
dazione Benetton Studi e Ricerche,
dal cielo - il Veneto" (1968) di Folco Quila Municipalità di Zabrze e l'Unilici. Presente anche l'assessorato ai parversità di Gliwice nella regione
chi e alle aree protette, il portavoce del
polacca dell'Alta Slesia. Luigi Forpresidente della Regione ha sottolineatunato e Brigitte Scolz, membri del
to l'attenzione che si registra oggi per
gruppo di lavoro del progetto,
le tematiche collegate al paesaggio,
hanno illustrato il campo d'aziocitando alcuni casi emblematici di un
ne che ha riguardato le problemarapporto corretto con il territorio da
tiche ambientali e territoriali delle
recuperare, come nella Valle del Silenaree interessate dall'estrazione di
zio nel vicentino o Sassonegro nel
lignite nella regione tedesca del
comune di Arquà Petrarca nei Colli
Brandeburgo (ex Germania Est), le
Euganei.
conurbazioni dei villaggi mineraIl progetto Rekula, inserito nell'ambito
ri nell'Alta Slesia e il recupero di
del programma europeo Interreg III B
paesaggi rurali segnati da attività
2000/2006, ha come finalità quella di
estrattive nella Pedemontana
veneta.
In quest'ultimo caso, il sito più idoneo
alla sperimentazione è stato individuato in una cava inattiva da circa un
decennio denominata "Cava Merotto"
situata in Comune di Colle Umberto
(Treviso), la cui capacità è di circa
1.000.000 di mc. Si sta operando in modo
che la protezione delle risorse ambientali ed il recupero del paesaggio siano
coniugati con la risoluzione dei problemi di economia dell'acqua.
Su molteplici altri aspetti collegati al
tema del paesaggio sono poi intervenuti Amerigo Restucci (Istituto Universitario di Architettura di Venezia),
Bernardino Romano (Consorzio Interuniversitario Nazionale per le Scienze
Ambientali), Gabriele Paolinelli (Università di Firenze), Renata Codello
(Soprintendenza per i beni architettonici, per il paesaggio e per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico di Venezia e Laguna), Guido
Biscontin (Università Ca' Foscari di
Venezia).
Gli approfondimenti e le idee emersi
durante il seminario - hanno concluso
i segretari regionali all'ambiente e al territorio Roberto Casarin e alla cultura
Angelo Tabaro - potranno essere utili
per il Piano Territoriale Regionale di
Coordinamento attualmente in corso di
redazione.
Un incontro per fare il punto sul cammino percorso a favore dei disabili
Il Veneto per la tutela dei diritti umani
Negli ultimi anni l'assistenza sanitaria e sociale è migliorata
Si è tenuta a Padova, al Centro "Papa Luciani", la Conferenza regionale sulla disabilità,
incentrata sul tema dei diritti umani e strumenti di tutela, promossa dalla Giunta regionale e dell'Osservatorio regionale handicap.
L'iniziativa ha consentito di fare il punto sul
cammino istituzionale percorso a favore dei
disabili in questi anni e di annunciare le iniziative future per dare pienezza di cittadinanza alle persone con disabilità.
I diversi interventi di esponenti della Regione Veneto, delle Associazioni dei disabili,
dell'Università di Padova, di rappresentanti
delle Aziende Ullss, delle cooperative sociali, hanno messo in evidenza come, nel corso
di questi anni, grazie all'impegno dei disabili stessi, dei loro familiari e delle loro associazioni, delle cooperative sociali, del volontariato, dei servizi sociali e sanitari sia stato
realizzato un sistema integrato di servizi territoriali che hanno migliorato le risposte di
assistenza sanitaria e sociale alle persone con
disabilità.
In sintesi, l'impegno della Regione Veneto su
tale campo si è concretizzato passando nell'ultimo quinquennio da 33 a 76 milioni di
euro stanziati a favore delle persone con disabilità. E ancora su altri diversi aspetti: integrazione scolastica (nel 2003/2004 sono stati
certificati 9491 bambini di cui 2648 seguiti
dal personale sociosanitario dell'Ulss); inserimento lavorativo, un diritto imprescindibile per integrare i disabili nell'economia e
nella società in generale (il Veneto, con la
legge regionale n. 16 del 2002, ha potenziando e razionalizzato l'attività dei servizi di
integrazione lavorativa); i Centri Educativi
Occupazionali Diurni (CEOD) la risposta più
consolidata ai disabili gravi e alle loro famiglie (oggi, nel Veneto, sono presenti 249
CEOD, 73 pubblici e 176 privati che ospitano 5321 disabili); i servizi residenziali, che si
orientano sempre più sulle piccole dimensioni e che rispondono alle persone disabili
prive, anche temporaneamente, del sostegno
della famiglia (le persone disabili ospitate nei
servizi residenziali sono state 2.631, distribuite in strutture con diversa capacità ricettiva e con modelli organizzativi multimodali).
Sono stati ricordati, inoltre, i provvedimenti a favore delle persone con disabilità grave
per offrire alla famiglia un concreto sostegno
e permettere la costruzione di percorsi di vita
indipendente ma anche servizi di sollievo e
di accoglienza temporanea legate alla soddisfazione di particolari necessità della famiglia. A questo scopo, la Regione con un provvedimento del 2001 ha assegnato buoni servizio ed assegni di sollievo, privilegiando la
determinazione autonoma della famiglia
nella scelta delle modalità di assistenza.
E' stata ricordata, infine, la recente proposta
di legge d'iniziativa della Giunta regionale
che istituisce un fondo per finanziare il superamento delle barriere architettoniche negli
edifici pubblici e privati, anche attraverso
l'utilizzo di ausili tecnici e tecnologici.
18 MARZO 2006
ECONOMIA
12
Sarà allestito al cargo center dell'aeroporto di Brescia Montichiari
Un deposito doganale per il D'Annunzio
Più valore aggiunto alle merci
La Gabriele D'Annunzio S.p.A. ha
ottenuto dall'autorità Doganale
l'autorizzazione ad istituire e gestire un deposito doganale privato di
tipo C, presso il cargo center dell'aeroporto di Brescia Montichiari.
Il magazzino Doganale di tipo C
prevede due tipologie di deposito:
il deposito doganale e il deposito
fiscale ai fini IVA. Il deposito doganale, consente l'immagazzinamento di merci non comunitarie, senza
che tali merci siano soggette ai dazi
all'importazione, all'IVA e a qualunque altra imposizione o restrizione quantitativa eventualmente
prevista per la loro immissione in
libera pratica. La durata di permanenza delle merci in regime di deposito doganale non è soggetta ad
alcuna limitazione. Il deposito fiscale ai fini IVA consente l'introduzione, la cessione, la lavorazione e la
custodia di merci nazionali e comunitarie senza il pagamento immediato dell'IVA. L'imposta viene
Consente l'immagazzinamento di merci non comunitarie, senza
che tali merci siano soggette ai dazi all'importazione, all'IVA e
a qualunque altra imposizione o restrizione quantitativa eventualmente prevista per la loro immissione in libera pratica
assolta, tramite autofattura, dall'acquirente che preleva la merce dal
deposito. L'utilizzo di tali depositi
offre agli operatori economici interessanti facilitazioni. In prima analisi semplifica il commercio, soprattutto quello di transito: permette in
qualsiasi momento la rispedizione
all'estero delle merci depositate o,
in alternativa, la vendita sul territorio nazionale nel momento più
vantaggioso dal punto di vista eco-
nomico. Questo sistema consente di
effettuare importanti acquisti nella
fase in cui l'offerta sul mercato esterno è più favorevole e di vendere
quando la domanda sul mercato
interno o esterno è più propizia. Per
quanto concerne le merci destinate
al consumo nella Comunità Europea, si configura concretamente l'ipotesi di avvicinare sempre di più
il momento del pagamento di dazi
e tasse a quello dell'immissione
effettiva delle merci sul mercato,
evitando così di anticipare ingenti
somme di denaro a grande beneficio della liquidità finanziaria dell'azienda. I vantaggi derivanti dal
pagamento differito dei dazi e delle
imposte costituisce un importante
valore aggiunto per tutti gli operatori del settore. L'apertura del deposito doganale è un ulteriore passo
della D'Annunzio verso la realizzazione di una struttura aeroportuale
di prim'ordine per la gestione delle
merci.
A Verona dal 6 al 10 aprile 2006 Vinitaly, Sol ed Enolitech
Fiorucci sceglie la bottiglia piu' bella
Lo stilista sarà il presidente della giuria
In un mondo come quello
del vino, dove il bere diventa puro piacere, anche l'estetica di una bottiglia ha la
sua importanza nel preparare l'incanto di un momento. Per premiare la confezione che meglio risponde a
questo principio ogni anno
viene organizzato, in occasione di Vinitaly, l'International packaging competition, che quest'anno ha in
Elio Fiorucci un presidente
di
giuria
d'eccezione,
accompagnato in questo
ruolo da Maria Gemma Del
Corno Piva, contitolare del
Design Group Italia.
Nessuno meglio dello "stilista degli angioletti", definito anche "gigante dell'immagine e dell'immaginario"
può aiutare a riconoscere il
bello, l'arte e il design che
racchiudono il vino, accrescendone il ruolo di protagonista della moda e status
symbol del ben vivere a
livello mondiale.
All'11^ edizione del prestigioso appuntamento competitivo si presentano le più
importanti e prestigiose etichette, con un crescente
interesse da parte delle
aziende straniere, tutte consce della valenza che il
Il famoso stilista-comunicatore presiede quest'anno l'International packaging
competition, che premia le migliori confezioni di vino e distillati presentati
dalle più prestigiose aziende del mondo. Vini e oli extra vergine di oliva provenienti da tutti i continenti in vetrina a Vinitaly e Sol, mentre tutto quello che
serve per fare, confezionare e degustare al meglio questi due prodotti da veri
intenditori sono in mostra ad Enolitech.
packaging riveste nelle strategie di vendita per veicolare informazioni e per farsi
riconoscere. Partecipano
alla competizione anche le
confezioni dei distillati pro-
venienti da prodotti vitivinicoli, quali grappe, acquaviti, cognac e brandy, ambito nel quale il packaging
d'immagine svolge ormai
da tempo un ruolo impor-
tante.
Fanno parte della giuria di
quest'anno Andrea Bolner
(designer), Pino Khail (giornalista), Rowland Hemiing
(designer), Giuseppe Mar-
telli
(enologo),
Mario
Monastero (art director),
Alberto Paolo Schieppati
(giornalista), Ute von Buch
(art director).
Il loro verdetto sarà reso
noto il 16 marzo, mentre i
premi verranno consegnati
in occasione della cerimonia inaugurale del 40° Vinitaly, in programma a Verona dal 6 al 10 aprile 2006.
Negli stessi giorni di Vinitaly si svolgono, sempre a
Verona, Enolitech - Salone
internazionale delle tecniche per la viticoltura, l'enologia e delle tecnologie olivicole e Sol - Salone internazionale dell'olio d'oliva
vergine ed extravergine.
Ad Enolitech, giunto quest'anno alla sua 9^ edizione, tecnologia del produrre
ed arte del bere con classe
trovano il loro luogo d'incontro, dando vita a una
mostra che raccoglie le più
importanti e innovative
aziende produttrici mondiali.
In esposizione come tradizione anche le tecnologie
per l'olio di oliva, che sta
ormai ripercorrendo la strada fatta dal vino, arrivando
ai vertici del buongusto
mondiale.
18 MARZO 2006
ECONOMIA
13
Crescita nei mercati del bacino del Mediterraneo, Est Europa, Corea, Cina e India.
Benetton, segnali positivi per il 2006
Stima ricavi consolidati 2005 a 1.765 milioni di euro
Benetton Group prevede che i ricavi consolidati 2005, che verranno
esaminati ed approvati dal Consiglio di Amministrazione il 30
marzo 2006, mostrino una crescita
pari a circa il 3,6% grazie all'andamento dei riordini delle collezioni autunno/inverno migliori
del previsto, al mix di prodotto
particolarmente positivo e alla
significativa contribuzione dei
paesi del bacino del Mediterraneo,
inclusa la Turchia, e del mercato
coreano.
Il dato preconsuntivo relativo ai
ricavi consolidati si attesta a ridosso dei 1.765 milioni di euro rispetto ai 1.704 milioni del 2004. Gli utili
netti sono attesi a circa il 6,3% del
fatturato.
Le dinamiche di raccolta degli
ordini 2006 mostrano una risposta
positiva dei partner nei diversi
mercati alle nuove proposte di
prodotto e alle nuove iniziative
commerciali introdotte.
Inoltre, in linea con quanto già
registrato nel secondo semestre
del 2005, è atteso un ulteriore
miglioramento delle performance
economiche dei negozi a gestione
diretta.
Il significativo aumento dei volumi e un mix di prodotto che punta
Le dinamiche di raccolta degli ordini 2006 mostrano una
risposta positiva dei partner nei diversi mercati alle
nuove proposte di prodotto e alle nuove iniziative commerciali introdotte.
alla crescita degli accessori e di
segmenti di collezione ad alto
valore unitario, come ad esempio
il capospalla e i capi dedicati
all'uomo, fanno prevedere un
incremento dei ricavi consolidati 2006 almeno pari a quello registrato nel 2005.
Nel 2006, inoltre, è prevista una
crescita significativa dei mercati
del bacino del Mediterraneo, Est
Europa, Corea, Cina ed India.
Sempre nel 2006 l'azienda resterà
focalizzata sulla ricerca di competenze specifiche e distretti industriali internazionali in cui innestare il proprio know how, per
garantire la qualità dei propri pro-
dotti e la soddisfazione dei clienti finali. La continua ricerca di efficienza del sistema produttivo e
commerciale permette di prevedere un EBIT nell'ordine del 9,5-10%
dei ricavi consolidati e un utile
netto attorno al 6,5%.
Nei giorni scorsi un incontro sul tema alla Confcommercio di Vicenza
Vicenza città di bed & breakfast
Sempre più case vicentine accolgono i turisti
Aprire un bed & breakfast, magari affittando la camera degli ospiti o quella dei figli diventati grandi, può
essere molto invitante per chi intende integrare il proprio reddito, ma come per qualsiasi attività è il caso di
conoscere bene le regole e di fare i conti con i vantaggi e rischi che ne derivano per valutarne il ritorno economico.
E' di questo che si è parlato nella sala convegni della
Confcommercio di Vicenza, nel corso di un incontro
organizzato sul tema, durante il quale il vicedirettore
dell'Associazione Ernesto Boschiero e il funzionario
Fabio Zampieri hanno illustrato rispettivamente gli
adempimenti amministrativi e fiscali inerenti alla
gestione di un b&b, e i servizi già messi in atto dall'Associazione a favore della categoria.
L'ottima partecipazione all'incontro, oltre una settantina di persone che già hanno intrapreso l'attività o che
intendono avviarla a breve, è stata un'ulteriore prova
dell'alto interesse che incontra anche nella nostra provincia questo nuovo sistema ricettivo. Attualmente a
Vicenza e dintorni sono attivi 95 b&b, un fenomeno
che si è sviluppato soprattutto negli ultimi anni e che
in Italia conta circa 8.500 strutture. Per poter rientrare fra le attività classificate dalla legge regionale quali
bed & breakfast a conduzione familiare, si deve utilizzare parte della propria abitazione, fino a un massimo di tre camere, e fornire alloggio e prima colazione. I gestori, inoltre, devono garantire agli ospiti alcuni servizi minimi: un bagno, anche coincidente con
quello dell'abitazione; pulizia quotidiana dei locali;
fornitura e cambio della biancheria ad ogni nuovo cliente e comunque due volte la settimana; fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda, riscaldamento; cibi
e bevande confezionate per la prima colazione.
Ma, com'è stato detto durante il convegno, è necessario conoscere fin dall'inizio cosa comporta aprire la
propria casa ai turisti. A cominciare dalla denuncia di
inizio attività da presentare al Comune e alla Provincia competenti per territorio trenta giorni prima dell'avvio, per poi passare alla comunicazione annuale dei
prezzi minimi e massimi richiesti a persona e del periodo di apertura, all'obbligo di notifica delle persone
alloggiate e del movimento di turisti ospiti ai fini statistici.
"Sono obblighi stabiliti dalla legge regionale n. 33 del
2003 e dal Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza - ha spiegato Ernesto Boschiero - che disciplina,
appunto, queste attività a conduzione privata, collegate al settore turistico e complementari alle più tradizionali forme di ospitalità. A questi obblighi poi si
aggiungono gli adempimenti strettamente fiscali
necessari a regolarizzare lo svolgimento dell'attività.
La gestione va quindi attentamente valutata tenendo
conto anche delle spese, ad esempio, di assicurazione
per la responsabilità conto terzi, quelle per il riscaldamento, luce acqua e gas, quelle per le pulizie, la biancheria e la colazione oltre ai costi per l'eventuale attività di promozione. Senza dimenticare il tempo necessario da dedicare alla gestione e i vari imprevisti che
possono capitare come, danneggiamenti o il mancato
pagamento del soggiorno. La differenza tra le entrate
(dai 20 euro in su a seconda della zona e della struttura più o meno curata) e le uscite - ha concluso Boschiero - va, quindi, attentamente ponderata per fare in
modo che il "business tra le mura di casa" si riveli effettivamente tale".
AZIENDE
14
18 MARZO 2006
Ferrarin, Palladio e San Pio X sono i 3 impianti-azienda che si dividono i nuotatori della città
Piscine contro: l'offerta in vasca a Vicenza
DI ANDREA GENITO
Quella di Viale Ferrarin è l'ultima arrivata tra le strutture natatorie del
capoluogo, anche
se la sua storia
nasce da molto lontano. I preamboli
furono, infatti, la
fusione delle due società che gestivano la vecchia piscina Coni ed il
Palazzetto del Nuoto, i cui membri costituirono nel 1997 l'A.S.
Nuoto Vicenza, una Spa senza fini
di lucro che, di lì a poco avrebbe
dovuto accomodarsi in Viale Ferrarin. "Invece sono dovuti trascorrere ben sei anni- ricorda il
suo Presidente, Paolo Gechelin perché nel frattempo l'Amministrazione non fu più in grado di
completare i lavori con le proprie
risorse. Fu invece necessario un
intervento privato, il cosiddetto
project financing, per trovare le
risorse necessarie. E' stato quindi
un parto difficile, ma, visti i risultati, ne è valsa la pena. La mia
società si è fatta carico di 3,8 milioni di Euro, reperiti tramite l'Istituto di Credito Sportivo, mentre
il Comune ci eroga un contributo
in conto capitale. Prevediamo di
rientrare nell'investimento in
poco più di otto anni, ma avremo
in gestione questa struttura
modernissima fino al 2018". Due le
piscine, di cui una scoperta olimpionica ed una indoor di 33 metri,
dotata di spalti per 500 spettatori, dove si svolgono attività agonistiche e vari corsi di nuoto, pallanuoto, acquagym, spinbike e fitness, per un totale di 16.000 iscritti, oltre ad altri 1100 tra utenti scolastici ed atleti, tra i quali la squadra di pallanuoto che è attualmente prima in serie B come Caoduro Vicenza. Quaranta gli istruttori, mentre altri tre dipendenti
sono addetti al bar. Sì, perché
Viale Ferrarin non ruota solo
attorno all'attività natatoria, ma il
business si completa con l'attività
di convegni e formazione, ospitati in una attrezzatissima sala polifunzionale e con la ristorazione. Il
giro d'affari si aggira sui 100.000
Euro nell'impianto coperto ed è
addirittura superiore di circa un
30% nella piscina scoperta scoperta, letteralmente presa d'assalto d'estate dai vicentini e nella cui
area esistono anche due campi di
beach volley. "Il 2005 è stato per
noi un anno straordinario a livello sportivo, coronato dall'organizzazione della SuperCoppa
Europea di pallanuoto, tra Posillipo e Savona, ma l'obiettivo è
migliorare ancora questi risultati
- promette Gecchelin- migliorando il livello ed il numero dei corsi.
C'è anche un progetto riservato
alla terza età, o meglio, seconda
giovinezza, che farà di Viale Ferrarin uno dei più importanti punti
di aggregazione "trasversale" della
città".
Uno dei rari impianti realmente
polifunzionali in Italia. Questo è,
invece, il Centro Sport Palladio,
che sorge su un'area di 12.000 mq
Le piscine in viale Ferrarin sono l'impianto più recente di Vicenza
in Via Cavalieri Vittorio Veneto.
All'interno sono ospitate infatti
ben 25 attività, tra cui quelle legate alle tre piscine. Seimila gli
iscritti all'anagrafica, ma almeno
il quadruplo sono i frequentatori
saltuari che fanno di questa Spa
una vera e propria azienda, con un
costruire una palestra. Si iniziò
dal judo e, quindi, a stralci, si è
arrivati a completare l'attuale
complesso. Quanto alle piscine,
possiamo vantarci di avere una
delle poche vasche in ozono, assicurando un'altissima qualità dell'acqua, continuamente sanificata
Il Centro Sport Palladio è una delle poche realtà polifunzionali della città
valore patrimoniale di circa 15
milioni di Euro, che comprende
anche l'attività di ristorazione.
"Abbiamo aperto al nuoto solo nel
1994 - spiega Claudio Corà, direttore del centro e, un pò tuttofare
com'è, attuale coach del Vicenza
Basket femminile di A1 (una
società di grandi tradizioni ma ora
quasi familiare con una figlia del
direttore-allenatore presidentessa e un'altra giocatrice), anch'esso ospitato nella struttura e sponsorizzato dal Centro - ma la nostra
storia parte da molto più lontano.
Nel 1980, infatti, si creò una delle
prime situazioni miste pubblicoprivato nell'edilizia sportiva,
quando il Comune di Vicenza
cedette il diritto di superficie di
quella che allora era un'area verde,
al Sig. Virgilio Zamberlan, titolare di una piccola società. Con una
delibera questa divenne zona
attrezzata per il tempo libero e, di
lì a poco, partirono i lavori per
e i nostri clienti apprezzano questa peculiarità, che azzera anche
ogni rischio di allergie o intolleranze. Oltre alla piscina da 25
metri, per l'attività dei corsi e agonistica, abbiamo la vasca per la riabilitazione e quella da 4 metri per
i sub. Inoltre, grazie all'assoluta
assenza di barriere architettoniche, il Centro Sport Palladio è i
ideale per i diversamente abili:
abbiamo quattro cooperative di
assistenza, che vi lavorano all'interno." Nessun problema, con
l'Amministrazione, che resta proprietaria del suolo e che ha una
vertenza economica milionaria in
corso con voi? "In questi anni,
ovviamente, ci sono stati alti e
bassi nei rapporti, ma comunque
noi copriamo un servizio di utilità
sociale che l'ente pubblico sa che,
con le proprie risorse, farebbe fatica a gestire. Vedo infatti una maggiore responsabilizzazione e
disponibilità verso i privati e, que-
sto, ovviamente, fa piacere al sottoscritto e ai 450 azionisti della
Spa. Poi sappiamo da sempre che
dobbiamo far conto su noi stessi
e fare i passi con le nostre gambe,
senza illuderci che ci arrivino
regali; i veri problemi sono nel far
quadrare i conti, in una struttura
così imponente, ma fortunatamente gli ultimi bilanci sono più
che soddisfacenti ed investiremo
ancora per migliorare l'offerta.
Intanto, visto il giro di clienti,
abbiamo ottimizzato i costi, informatizzandoci al 100%: dal nostro
s
i
t
o
(www.centrosportpalladio.it) si
possono comodamente prenotare
da casa corsi e nuoto libero".
Molto diversa la realtà della piscina comunale S.Pio X, in Via Giuriato. La struttura, che ha accumulato già 25 primavere, necessiterebbe di alcuni interventi strutturali e di un poderoso rilancio,
perché la domanda, non solo nel
quartiere che la ospita, è in continua crescita. "La vasca per bambini può accogliere al massimo 20
persone alla volta, un numero inadeguato per far fronte alle richieste dei centri estivi - sottolinea
Lorenzo Rigon, presidente della
Cooperativa Nuove Gestioni
Sportive -. Noi però attendiamo
lumi dall'Amministrazione, visto
che i sei anni della nostra convenzione scadono in giugno. Questo è un impianto periferico e
magari poco attraente, viste le
altre offerte in giro, ma d'estate
vengono qui molte persone che
hanno fatto la coda inutilmente
altrove, anche per iscriversi ai
corsi di nuoto ed acquagym. Vuol
dire che anche S.Pio X ha la sua
ragione di esistere: il nostro bacino sono soprattutto adulti e famiglie." Sono circa 12.000, difatti, le
presenze stimate nel 2005, moltissime se si considera che quella
di Via Giuriato è una struttura
scoperta (con piscina di 25 metri)
ed aperta quindi solo nei mesi
caldi. "Il brutto tempo dell'agosto
scorso, per la verità, ci ha condizionato parecchio. Ad esempio il
bar, che abbiamo pure gestito noi,
ha registrato un calo di entrate
considerevole. Anche su questo
fronte, bisognerebbe rendere l'offerta più appetibile, specie ai
ragazzi, ma finchè non c'è la certezza del rinnovo del contratto è
inutile fare progetti".
DONNE
15
18 MARZO 2006
Un libro pubblicato dalla Provincia raccoglie le testimonianze di dieci donne vicentine
che hanno attraversato il Novecento
Partigiane, fornaie, egiziane:
le straordinarie donne del '900 vicentino
DI LUCA MATTEAZZI
Operaia in filanda a 12
anni insieme ad altre seicento ragazze, staffetta
partigiana nel '43 e '44,
prigioniera dei nazisti
per qualche mese nell'inverno del '45, quindi per
un trentina d'anni consigliere comunale a Lonigo, il paese in cui è nata e
vissuta. Maria Sterchele, classe 1916,
ha attraversato tutto il '900 dividendosi tra impegno politico e cura della
famiglia; sempre, comunque, "dalla
parte di chi tribola", come sottolinea
lei con una punta di orgoglio.
La sua è una delle dieci storie raccolte nel libro "Vite di donne a Vicenza
nel '900", pubblicato in questi giorni
dalla Provincia e in cui sono raccolte
le esperienze di alcune signore "normali" che hanno scritto, a modo loro,
un piccolo capitolo della storia della
provincia. Dai loro racconti esce una
fotografia della Vicenza ormai scomparsa, con i giochi improvvisati sul
cortile di casa, la fatica nel mettere
insieme il pasto con la cena, il lavoro
in fabbrica, gli strascichi dei grandi
avvenimenti storici che arrivavano a
sconvolgere il ritmo della vita quotidiana.
Quella di Maria Sterchele è probabilmente una delle vicende più movimentate. Quarta di cinque fratelli,
figlia di una signora che scriveva le
lettere per aiutare chi non aveva studiato a mantenere i contatti con i
parenti emigrati in Francia o in America, Maria dovette abbandonare la
scuola dopo la quarta elementare. "Ho
cominciato a lavorare a 12 anni, in
filanda - racconta nel libro -. Si pensi
che qua a Lonigo c'erano tre filande e
saremo state 600 donne che venivano
dai dintorni a lavorare, in bicicletta,
anche dalla Alte di Montecchio Mi
ricordo che una volta il direttore
aveva paura di dover chiudere, perché
Maria Sterchele. La sua è una delle storie più appassionanti nel libro
a sostituire la seta c'era il nylon. Erano
i primi tempi che sentivo questi
discorsi ed era vero: la seta è sparita.
Ho lavorato in filanda per 15 anni,
dopo è venuta la guerra e sono andata in prigione, e nel frattempo hanno
anche chiuso le fabbriche".
Per la famiglia Sterchele, socialista
convinta con il mito di Matteotti, il
ventennio fascista fu un periodo duro.
Una foto di famiglia dal libro promosso dalla Provincia. I racconti
E non è un caso se, dopo l'8 settemcontenuti nel volume emozionano e rispecchiano i grandi cambiamenti del Secolo Breve
bre, Maria scelse di aiutare il movimento di resistenza.
"Ho iniziato a fare la
staffetta partigiana
all'età di 28 anni, tra il
43 e il 44 - continua . I partigiani mi avevano messo come nome
di battaglia "MaruNon c'è solo la partigiana Maria Sterchele. del frigo c'era il "moschetto" in cantina (una
ska". Io portavo gli
Il libro curato da Maria Luisa Dal Pozzo e dispensa dotata di reti protettive contro le
ordini, e carte, e a volte
Cinzia Crivellari raccoglie dieci interviste mosche), e ci si scaldava con la stufa a legna
veniva con me anche
a donne vicentine nate agli inizi del Nove- e la "monega" (un contenitore per braci da
mia sorella Lina. Ho
cento, quando a Vicenza si coltivavano i infilare sotto le coperte). E chi, come Catefatto la staffetta per
bachi da seta e si pativa la fame, e arrivate rina Busa, porta ancora i segni lasciati da
un anno e mezzo, e
fino ai nostri giorni. Storie normali, fatte un bomba della prima guerra mondiale. C'è
sapevo che dovevo
di piccoli eventi quotidiani in cui si rispec- la storia di Elisa Sardi, nata nell'agiatezza
stare attenta a tutto e
chiano le trasformazioni della storia.
di Alessandria d'Egitto, e quella di Teresa
che
ci
potevano
C'è chi, come Accellina Pozzan, ricorda Leonardi, una vita da fornaia alle spalle. E
ammazzare".
quando andava a prendere l'acqua col ancora i racconti di Onorina Zordan, ArmiUna vita pericolosa, e
"bigolo" (un bastone da portare sulle spal- da Fabris, Assunta Del Grande, Luigia Dalla
infatti, tra il gennaio e
le a cui si attaccavano i secchi"), al posto Pozza ed Elvira Battistello.
il febbraio del 45, la
Il libro. Il XX secolo visto da lei
staffetta "Maruska" fu arrestata dai
soldati dalla Repubblica Sociale, e
spedita prima in un carcere di Verona, poi in un campo di concentramento nei dintorni di Bolzano. "Si
viveva come delle bestie, ti davano da
mangiare roba per le bestie e mi hanno
dato un numero da attaccare sui vestiti: era 11055. Per fortuna sono stata
dentro poco, poi ci hanno liberato
perché erano arrivati gli americani ed
era finita la guerra. Siamo venuti fuori
il primo maggio e sono tornata a casa
a piedi".
Rientrata a Lonigo, Maria si dedicò
alla famiglia ("Eravamo in nove e
dovevo sempre lavare, stirare, fare da
mangiare, fare i lavori) e all'attività di
consigliere comunale per il Pci. "Sono
rimasta in consiglio fino all'età di settant'anni. Sono sempre stata all'opposizione, perché a Lonigo erano tutti
democristiani".
Il resto è storia dei nostri giorni. "Mi
sembra davvero impossibile che il
mondo sia cambiato così tanto - conclude Maria -. Anche tra la gente, non
c'è più quell'affiatamento, ognuno
bada solo agli affari suoi. Ai giovani
vorrei dire che pensino di più anche
alla politica, perché la politica è vita,
la facciamo in ogni momento, e non
basta votare".
Il giovane scledense sogna di tornare a vestire la sua maglia biancorossa
DI NICOLA CIATTI
Mentre a Schio
il calcio è in
profonda crisi,
nonostante il
secolo di storia
appena raggiunto, c'è chi anni fa
è partito dall'oramai ex città laniera ed oggi
è una vera star del semiprofessionismo. Stefano Pietribiasi, si sta difatti imponendo come uno dei giovani più
interessanti dell'intera Serie
C. Punto di forza del Cuneo,
con i suoi gol (nove finora) ed
i suoi assist colleziona voti
altissimi sulla Gazzetta dello
Sport e sta facendo volare la
squadra piemontese verso
quello che sarebbe un traguardo storico e mai raggiunto: la promozione in C1. Un
rendimento che non è passato inosservato al selezionatore della nazionale di
categoria, che lo ha puntualmente inserito nella
lista dei convocabili. Classe
1985, Stefano inizia a giocare a pallone dai Salesiani, un
Oratorio che da sempre apre
le porte a tutti. Su quel
campo spelacchiato e sabbioso tira i primi calci,
indossando la maglia numero 9, nei Giovanissimi del
Concordia. Fin dalle prime
partite appare evidente il
suo talento innato, che lo
porta a segnare valanghe di
gol. Dopo tre anni sotto i
portici dell'Oratorio, il passaggio in prima categoria,
allo Scledum 93, e addirittura la chiamata del Vicenza Calcio, che in lui vede
qualità non comuni per un
ragazzino di undici anni.
Approdato in biancorosso,
Stefano fa tutta la trafila delle
squadre giovanili, quindi
viene traghettato alla Primavera. Maturato sotto gli insegnamenti di Fabio Viviani,
Stefano Pietribiasi,
giovane bomber del
Vicenza, fa grande Cuneo
Grazie anche a Pietro Biasi il Cuneo si è fatta notare come una delle squadre più interessanti di tutta la serie C
viene chiamato stabilmente
nel gruppo della prima squadra, con cui disputa anche un
paio di partite in Serie B.
Dopo essersi messo in evidenza come uno dei giovani
più promettenti del Torneo di
Viareggio, arriva la chiamata
del Cuneo, in C2. "Ho sofferto un po' all'inizio - ricorda
Stefano - perché il salto al
professionismo è davvero
importante. Ti trovi di fronte elementi di grande esperienza e forza fisica. Poi, giocando con continuità, ho
preso le misure al campionato e mi sono fatto notare". E'
stata proprio l'ex gloria di
Vicenza e Juventus, Daniele
Fortunato (tecnico del club
piemontese, ma residente a
Vicenza) a volerlo a tutti i
costi come attaccante della
sua squadra, al punto di farsi
carico degli spostamenti del
ragazzo. Il Vicenza opta però
per il prestito, credendo ciecamente nelle sue doti e quindi non accettando di privarsene in maniera definitiva. Il
suo campionato e quello del
Cuneo sono andati finora ben
al di là delle più rosee aspettative, perché altre erano le
favorite per i play-off, tra cui
il Bassano allestito da Renzo
Rosso. Assieme al figlio del
presidente dell'Inter Facchetti, Pietribiasi forma una
coppia offensiva ben assortita e, nonostante un ambientamento non proprio indolore, in una città così lontana e
diversa da Schio, il giovane
bomber è ormai pienamente
inserito nella nuova realtà, al
punto da essere diventato un
beniamino del pubblico ed
uno dei giocatori più rappresentativi della squadra:
"L'inizio di questa avventura è stato tribolato, perchè le differenze tra Schio
e Cuneo sono evidenti. Ho
stretto i denti, passando
anche momenti piuttosto
difficili, poi mi sono integrato a meraviglia. Ora ci
ho preso gusto, anche se
non sono proprio il tipo da
montarmi la testa". Intanto, con i suoi gol, sta contribuendo a far sognare il
Cuneo, che in questo finale di stagione dovrà giocarsi la promozione col
Venezia, nobile decaduta
del calcio italiano. Il vero
sogno di Pietribiasi si chiama però Vicenza. "Partendo dal presupposto che
l'importante è giocare spiega - non posso negare che
mi farebbe molto piacere tornare nella società per cui ho
tifato sin da piccolo. Hanno
il mio cartellino e sono certo
che in qualche modo mi stanno seguendo. Spero abbiano
ancora bisogno di me".
SPORT
17
18 MARZO 2006
Lo sci alpino premia un diversamente abile vicentino, dopo le delusioni olimpiche della valanga azzurra
Gianmaria Dal Maistro, ipovedente di Schio,
mantiene le promesse ed è oro paralimpico
DI ALESSANDRO MANFRIN
Meglio di Rocca,
Ghedina e Blardone.
E' stato di parola e
pure con un certo
anticipo. Alla partenza per Torino, lo
sciatore ipovedente
di Schio, Gianmaria Dal Maistro,
semplicemente Jerry per gli amici, ci
aveva promesso nell'intervista esclusiva per il secondo numero di VicenzaPiù (quando nessuno ancora si era
accorto di lui) di tornare con almeno una medaglia al collo e, possibilmente del metallo più pregiato. "Sono
stufo di arrivare secondo", scherzava, ricordando gli argenti giù collezionati alle olimpiadi di Nagano '98
ed a Salt Lake City, quattro anni fa,
quando gli era stato anche conferito
il titolo di Grand'Ufficiale della
Repubblica, per meriti sportivi.
Certo, perché Jerry è già un veterano ad alto livello, pur avendo appena 24 anni. Iniziato prestissimo allo
sci, dallo zio, non ha praticamente
più smesso gli scarponi, eccetto
quando frequenta i corsi della
Facoltà di Informatica, a Verona.
Dopo le vittorie in Coppa Europa e
i titoli italiani in serie, l'ultimo dei
L'oro paraolimpico Gianmaria Dal Maistro con l'accompagnatore Tommaso Balasso
quali pochi giorni fa a Monte Baldo,
arriva anche l'alloro più bello, anche
perchè giunto alla fine quasi inatteso. L'inno nazionale è risuonato
infatti solo dopo che la giuria ha preso
in esame la gara di SuperG, squalificando per distanza irregolare dalla
guida il canadese Williamsson, in
un primo momento risultato vincitore. In un attimo un già ottimo
argento, si è quindi trasformato in
oro e neppure nella gara preferita di
Jerry e della sua guida, Tommaso
Balasso, anche lui scledense. Solo nei
prossimi giorni, infatti, si cimente-
ranno nello slalom gigante e in quello speciale, specialità in cui sono in
testa in Coppa Europa. "Pensare che
avevamo commesso un errore tecnico in cima al percorso, perdendo centesimi preziosi - racconta incredulo
Dal Maistro -. Non ci siamo però arresi, spingendo al massimo nella seconda parte della pista. Il risultato cronometrico era già una sorpresa, per
noi, figuriamoci questa medaglia
d'oro. Mi spiace però, ovviamente,
per chi è stato squalificato. Ora che
succede? Potrò affrontare con tranquillità e senza pressioni le gare che
preferisco, tanto una medaglia è già
in carniere. Debbo dire che mi è servito molto l'allenamento fatto con la
discesa libera, domenica scorsa, dove
siamo arrivati quinti. Un risultato
decisamente sorprendente e che ci
ha dato fiducia. Sono contento per la
mia famiglia e la cinquantina di tifosi che mi ha seguito da Schio, ma
anche per tutto il movimento. Chissà che da oggi non si parli un po' più
di noi sportivi disabili". Ovviamente
euforici anche i rappresentanti del
Comitato paraolimpico vicentino,
che vanta ora ben 16 allori, tra ker-
messe invernali ed estive: "sono atleti straordinari- sottolinea il Delegato Provinciale, Andrea Genito - perché si sobbarcano sacrifici esponenziali, rispetto ai normodotati, con
gratificazioni quasi simboliche. La
nostra è una federazione giovane e
con pochi mezzi, ma ricca di talenti
dalla volontà incredibile. Gian Maria
e Tommaso si sono sobbarcati, praticamente da soli, le spese per allenarsi al Sestrière. Ci tenevano a prendere confidenza con queste nevi, perché sentivano di poter puntare in
alto. Avevano ragione".
SPORT
18
18 MARZO 2006
La talentuosa palleggiatrice della Minetti ha mamma russa e nonni paterni di Sarcedo. Il vino è il filo comune
Stefania Dall'Igna.
La Kirillova dei Colli Berici doc
DI ANDREA GENITO
Ha gli occhi
azzurri e la
chioma bionda,
la Kirillova dei
Berici. Stefania
Dall'Igna,
proiettata
in
pochi mesi dalla
B1 al ruolo di protagonista
assoluta nella massima
serie, con la Minetti Infoplus Vicenza, è nata a Busto
Arsizio appena 21 anni fa
(per farle gli auguri ricordate la data del 22 novembre)
ma vanta infatti sangue
misto, vicentino e russo
nelle vene, merito, quest'ultimo, di mamma Jbanova
Liudmila, che oltre ai lineamenti slavi le ha trasmesso
parte del carattere. "L'ammiro molto- confessa Stefy perché, pur essendo cresciuta senza genitori, ha saputo
trasmettermi grandi valori.
Mi dicono che ho self control come i russi ma, è sicuro, come i russi reggo benissimo ... l'alcool, anche se
ovviamente non ne approfitto. Certo, ad un buon bicchiere di vino rosso, specie
Stefania Dall'Igna in un bel ritratto. Dotata di grande
autocontrollo, l'hanno spesso paragonata alle grandi giocatrici
dell'est europeo
Stefania durante una partita: "Riesco a vincere lo stress perché non
vedo lo sport come un lavoro ma come un divertimento"
se a tavola c'è una grigliata,
non so proprio rinunciare.
Per tanti altri aspetti, però,
somiglio molto a mio padre,
che invece ha origini vicentine Doc, visto che i suoi
sono di Sarcedo. Ma ora che
ci penso anche i vicentini
non è che siano astemi!". Da
chi ti deriva, invece, la passione per la pallavolo? "Ci
sono arrivata da sola, cominciando col minivolley a
scuola. Ho giocato un po' in
tutti i ruoli, compreso il
libero, ma vedendo che spesso nei tornei mancava la palleggiatrice, mi sono buttata.
Insomma, sono una regista
per caso!" Il destino ha deciso, ma oggi sei una delle
migliori interpreti nel tuo
ruolo in A1, nonostante la
giovanissima età: il segreto?
"Forse perché non ho mai
visto questo sport come un
lavoro, con tutto lo stress
che ne consegue, ma come un
puro divertimento. Vivo alla
giornata, senza pormi obiettivi particolari, se non quello di imparare il più possibile dalla compagne più
esperte, come la mia capitana Magdi Sliwa, e da Manù
Benelli, il mio coach, che
come palleggiatrice è stata
un mito e ancora oggi con
quelle mani e quella testa fa
quello che vuole, fisico a
parte, ovviamente". Ti è servito il tuo russo, per farti
capire dalle due polacche
della Minetti Infoplus? "Più
che parlarlo, lo capisco ed è
molto simile a tutte le lingue
slave. Per questo mi intendo
a meraviglia anche con la
serba Djerisilo. Purtroppo
ho imparato anche le parolacce,
ascoltando
mia
mamma quando è arrabbiata." Della Russia hai qualche ricordo? "L'ultima volta
sono stata lì nel 1994, quindi mi piacerebbe tornare per
averne una visione più consapevole. Ho visitato la
Piazza Rossa, poco tempo
dopo la caduta del muro di
Berlino, ma vorrei tanto
vedere San Pietroburgo,
appena gli impegni mi
daranno tregua". Di pause,
per la verità, quest'anno ne
hai avute ben poche, visto
che sei reduce anche dalla
stagione di beach volley. "E'
vero, ma quando fai qualco-
sa che ti piace, la fatica si
sente molto meno. Anzi giocare sulla sabbia, a due passi
dal mare e sotto il sole, è
stata quasi una vacanza, che
mi ha ricaricato parecchio.
Magari fosse così tutto l'anno!" E la Dall'Igna privata
com'è? "Tranquilla, non propriamente fidanzata, ma
quasi ed appassionata di
quasi tutta la musica, compresa la classica. Non ho
manie, né superstizioni,
anche se leggo puntualmente gli oroscopi e col cellulare, a differenza di qualche
mia compagna di cui non
faccio nome, ho un rapporto
direi poco fisiologico. Anche
se le nuove tariffe invogliano a mandare un po' troppi
sms. Il sogno? Poter vivere
senza legami o responsabilità e, magari, con disponibilità economiche pressoché
illimitate.
Ne approfitterei per fare
tanti, ma tanti viaggi, non
solo in Russia".
APPUNTAMENTI SPORTIVI
19
Da questo numero VicenzaPiù
Sport si arricchisce della rubrica
degli appuntamenti sportivi del
week end nella nostra area di diffusione, una guida allo sport da
vivere che cercheremo di rendere
sempre più completa anche con
l'aiuto dei lettori, dei club e delle
federazioni e associazioni. Per
risultati e commenti su questi
appuntamenti consulta le news on
line su www.vicenzapiu.com.
BASKET
FEMMINILE
Nel girone A di A2, scontro al vertice tra il Cornedo (secondo con 44
punti) e il Cesena (primo con 45).
HOCKEY
INLINE A1
Nell'ultimo round della regular season la Caoduro Diavoli Vicenza,
dopo il buon pareggio interno per 66 contro la capolista Arezzo, affronterà nel fine settimana in gara 1 dei
quarti di finale play-off l'Edera Trieste, capoclassifica del girone A.
I l C.S. Palladio Vicenza, in lotta per
i play out dopo aver fatto passi da
gigante rispetto al disastroso inizio
di stagione, domenica alle 17,30
affronterà in casa la seconda forza
del campionato, il Penta Faenza.
Le partite del fine settimana:
Serie B
sabato 18, ore 16, Stadio Menti:
VICENZA - BARI
Eccellenza
domenica 19, ore 15: GAN THIENE
VILLAVERLA - ARZIGNANO;
LONIGO - CASALEONE; CAVAZZALE - PIOVESE.
DURO - VIGEVANO
Partite del fine settimana:
Sabato 18, ore 15: CORNEDO CESENA
CALCIO
Sabato 18 marzo scende in campo il
Vicenza calcio nel campionato di
serie B: appuntamento allo stadio
Menti alle 16.00 , quando la formazione berica affronterà il Bari per
allontanarsi dalla bassa classifica.
Non sarà presente lo squalificato
Helguera: al Vicenza che aspetta la
squadra pugliese per una sfida
diventata ancora più importante di
quanto già non fosse alla luce della
sconfitta biancorossa a Terni e dei
risultati delle dirette concorrenti
mancherà dunque una pedina
importante.
CALCIO A 5
18 MARZO 2006
Partite del fine settimana:
Serie A1
Domenica 19, ore17,30, Centro Sport
Palladio: C.S. PALLADIO - PENTA
FAENZA
Serie B1
Domenica 19: SISA DUEVILLE S.ELENA
BASKET
MASCHILE
In serie C1, il Vicenza Basket Giovane gioca in trasferta contro l'ultima in classifica, mentre in serie C2
il Modern Arzignano, attualmente al
secondo posto, ospita la capolista
Montebelluna per l'incontro di cartello della giornata.
Partite del fine settimana:
Serie C2
Domenica 19: MODERN ARZIGNANO - MONTEBELLUNA
Serie D:
Domenica
19:
EUROGOMMA
MONTECCHIO - JOLLY BASKET;
TRASTEVERINA
VICENZA
NOVENTA
Le partite del fine settimana:
Gara 1 quarti di finale play-off:
Domenica 19, ore 19, pattinodromo
di viale Ferrarin: DIAVOLI BIANCOROSSI VICENZA - EDER TRIESTE
ATLETICA
VOLLEY
Sabato 18 alle 21.00 al PalaCia di
Vicenza, la Novello Vicenza di B1
femminile ospiterà il Reggio Emilia,
mentre domenica 19 marzo appuntamento con la grande pallavolo di
serie A1 femminile: alle 17.30, sempre al PalaCia, con la Minetti Infoplus Vicenza che sfida l'Original
Marines Arzano di Maurizia Cacciatori nonché dell'ex coach Simonetta Avalle e di Elisa Cella, vincitrice della Cev a Vicenza nel 2001 e
ora anche azzurra di Bonitta.
Partite del fine settimana:
Serie A1 femminile:
domenica 19, ore 17,30, Palacia:
MINETTI INFOPLUS VICENZA ORIGINAL MARINES ARZANO
Serie B1 femminile:
domenica 19, ore 21, Palacia:
NOVELLO VICENZA - PALLAVOLO REGGIO EMILIA
PALLANUOTO
Continua l'ottimo campionato dei
portacolori delle Piscine di Viale
Ferrarin.
Partite del fine settimana:
Serie B
Sabato 18 marzo, ore 19,45: CAO-
Domenica 19: prende il via la 6a edizione della "Stravicenza - Trofeo
Centro Commerciale Palladio" organizzata dall'Atletica Vicentina. Un
evento sportivo dove tutti sono protagonisti, dai grandi campioni a
tutte le persone che possono cimentarsi a passo libero su una delle tre
distanze (1,5 km, 4,5 km e 10 km)
previste dalla marcia non competitiva. La partenza è prevista alle ore
10.00 da Piazza dei Signori, il ritrovo degli atleti dalle 7.45.
Rubrica a cura di
Alessandro Manfrin
PERSONAGGI
20
18 MARZO 2006
Troppi pregiudizi nei confronti delle persone disabili. La denuncia del pilota svizzero che da tempo collabora con la Scuderia Palladio
A Vicenza il ferrarista Clay Regazzoni:
"Ci guardano ancora come extraterrestri"
DI LUCA MATTEAZZI
"Ci sono ancora
un sacco di
cose da fare,
perché questo è
un paese pieno
di pregiudizi e
di tabù", dice
Clay Regazzoni lunedì a cena al Tiepolo di
Vicenza con gli amici che
spesso ritrova in città. Non
ha perso nulla della grinta
che negli anni Settanta lo
aveva portato ad essere uno
dei piloti più noti e amati
non ha più niente dello sport
ed è tutto dominato dal business". Meglio puntare sulle
competizioni per auto storiche, sul mondo dei rally o
sulle maratone "africane" per
fuoristrada, tutti terreni in
cui è stato capace di confrontarsi alla pari con guidatori "normali".
Una seconda giovinezza
sportiva che ha portato il
pilota svizzero ad incrociare
la strada della vicentina Scuderia Palladio, società con cui
ha partecipato a numerose
manifestazioni e con cui ha
fossi un extraterrestre.
Anche le barriere architettoniche nella maggior parte dei
casi non sono state eliminate
come si deve: in questi giorni ho girato quattro alberghi
e per farmi una doccia ho
dovuto fare Tarzan. Il fatto è
che bisognerebbe iniziare a
spiegare cos'è la disabilità ai
bambini dell'asilo".
Lui, il suo punto di vista sulla
questione l'ha spiegato anche
in un paio di libri: "È questione di cuore", con cui ha
vinto il premio letterario del
Coni e il premio Bancarella, e
Scuderia Palladio,
quarant'anni di successi
Fondata nel 1963 dal presidente
dell'Automobile Club di Vicenza Nico Meschinelli, la Scuderia
Palladio ha scritto molte pagine
importanti dell'automobilismo
vicentino. Nell'album di famiglia
della "scuderia del Gattone" ci
sono infatti personaggi come
Pino Ceccato, passato poi alla
scuderia Fiat, Franco Cavriani,
che fu campione italiano nel 1980
al Campionato della montagna,
e Gianmarino Zenere. E l'elenco
può continuare con Giovanni
Casarotto, che su Lancia Fulvia e
Stratos sfiorò più volte il titolo italiano di rally, con Luigi Battistol-
della Formula Uno. Solo che
adesso la riversa soprattutto
nella battaglia per i diritti dei
disabili che sta portando
avanti da oltre vent'anni. Da
quando, in una giornata del
1980, l'incidente sulla pista
di Long Beach gli tolse l'uso
delle gambe e interruppe una
carriera che lo aveva visto
trionfare a bordo di leggende
delle quattro ruote come la
Ferrari e la Wiliams.
Nato a Lugano nel 1939, Gianclaudio "Clay" Regazzoni, in
realtà, non ha mai abbandonato il mondo della velocità
e, anche se costretto sulla
sedia a rotelle, è tornato ben
presto a indossare la tuta e il
casco da pilota. Niente Formula Uno, naturalmente,
anche perché, con la consueta schiettezza, Regazzoni
non nasconde di essere stanco di un mondo che "ormai
li, pilota ufficiale Opel dal '76 al '79,
e con Franco Cunico.
Ma non ci sono solo il rally e le
competizioni. All'interno della
portato avanti alcuni progetti a favore delle persone con
disabilità
motoria.
Dal
momento
dell'incidente,
infatti, l'impegno a favore dei
disabili è una costante nella
vita di Regazzoni, tra incontri con i ragazzi, iniziative di
sensibilizzazione e lotte
politiche. Una battaglia a cui
tiene ancora molto, nonostante i risultati a volte tardino ad arrivare.
"Sono trent'anni che mi batto
per queste cose, ma c'è ancora tanto da lavorare, anzi, mi
sembra che si stia tornando
indietro - spiega -. Ancora
oggi tanti ragazzi disabili
hanno difficoltà ad ottenere
la patente e c'è ancora un'ignoranza pazzesca. Io lo vedo
ogni volta che vado in aeroporto, quando trovo una
hostess che non sa come comportarsi e mi guarda come
scuderia sono molti gli appassionati di auto storiche, ed è
notevole anche l'impegno
organizzativo: la scuderia,
tra le altre cose, ha organizzatolatappapalladianadella
"Mille Miglia" e dell'"Anello
del Paradiso", e da qualche
anno ha rilanciato lo storico
rally "Città del Palladio".
Importante, infine, l'impegno al fianco di Clay Regazzoni per alcuni progetti a
favore delle persone disabili.
L.M.
L.M.
Clay Regazzoni durante la corsa della Fun Cup di Varano del 2004
"E la corsa continua". L'ha
ripetuto senza peli sulla lingua, com'è nel suo stile, a
politici e burocrati di tutti gli
schieramenti, e non esita a
bacchettare anche gli stessi
disabili. Che, a volte, dovrebbero superare divisioni e
steccati inutili per presentare con maggior forza le proprie richieste. "Dovrebbero
farsi sentire di più, se è vero,
come è vero, che in Italia i
disabili sono tre milioni conclude
Regazzoni
-.
Dovrebbero fare come negli
Stati Uniti, dove c'è un'unica
fondazione che ha un peso
notevole ed è una forza politica. In Italia, però, è tutto
più difficile, si parla tanto,
ma si fa poco.
Se io fossi italiano, farei fuoco
e fiamme".
Sei volte primo in F1.
La carriera di Regazzoni
Clay Regazzoni ha alle
spalle quarant'anni di carriera automobilistica sulle
piste di tutto il mondo. Il
pilota svizzero, nato a
Lugano il 5 settembre del
1939, debutta infatti nel
mondo delle macchine da
corsa nel 1963, prima correndo in Formula 3, poi
come pilota ufficiale della
Tecno in Formula 2. Nel
1970 arriva l'esordio in Formula 1 al volante di una Ferrari, che porta subito alla
vittoria nel gran premio di
Monza. Oltre alla Ferrari,
Regazzoni guiderà anche
per la Ensign e la Williams,
restando ai vertici della
Formula 1 per una decina di
anni, fino all'incidente del
1980 sulla pista di Long
Beach che lo costringerà
sulla sedia a rotelle. In tutto
ha corso 132 gran premi,
arrivando sei volte primo,
tredici secondo e dieci volte
terzo, e collezionando 5
pole position, 15 giri più
veloci e 212 punti mondiali.
L.M.
CULTURA
21
18 MARZO 2006
La biblioteca in mano all'udc Mario Bagnara, ex assessore. A lui si è arrivati
dopo due anni di stallo e indifferenza da parte delle istituzioni
"La Vigna" abbandonata
avrà (finalmente) un presidente
DI ALESSIO MANNINO
Demetrio Zaccaria si
starà complimentando
con se stesso: aveva previsto tutto. Quel munifico imprenditore vicentino, che dopo la morte nel
1993 donò al Comune di
Vicenza un gioiello invidiato nel mondo qual è la biblioteca "La
Vigna",forsesiaspettavaquelchepoièavvenuto: un tesoro librario di oltre 40 mila volumi in varie lingue, dedicati al vino e alla coltivazione della vite, alla gastronomia e alla
civiltà contadina, lasciato ammuffire nella
più totale indifferenza delle istituzioni e dei
vicentini. Da due anni a questa parte non
c'è un presidente e i soldi scarseggiano pericolosamente. Lui, con la preveggenza di chi
sapeva in che mani sarebbero finiti i suoi
preziosi testi e incunaboli, nel lascito pose
un preciso vincolo testamentario: se la
biblioteca non avesse funzionato come stabilito nel testamento, la proprietà sarebbe
finita alla facoltà di agraria della Università
Cattolica di Milano; mentre la donazione
in denaro, 2 milioni e 650 mila euro, sarebbe andata alla Lega italiana per la lotta contro i tumori, nella cui sede vicentina di Borgo
Casale, infatti, viene recapitato ogni anno il
bilancio. Un'onta tremenda per l'immagine della città e per l'amministrazione Hüllweck, che per scongiurarne l'eventualità
pare aver finalmente trovato il nome che
cominciati quando il banchiere e "vignaiolo" Gianni Zonin
abbandonò la carica di presidente "per troppi impegni" nel
dicembre 2003. In questi due
annilabibliotecahatiratoavanti esclusivamente grazie alla
buona volontà del personale
interno, ovvero il segretario
generale Massimo Carta, unico
dipendente a tempo pieno. E se
il "caso" è ndato sporadicamenL'ingresso della biblioteca La Vigna. L'ente
te sotto i riflettori è stato grazie
ha avuto problemi organizzativi sin dalla sua ad alcuni uomini di cultura della
fondazione (Colorfoto)
città, come il presidente dell'Accademia Olimpica Fernanmette d'accordo tutti: Mario Bagnara, presidente Udc della commissione cultura del do Bandini. Il duo Carta-Bandini ci spiega
consiglio comunale e rappresentante del com'è andata: "Se i quattro enti che finanComune nel consiglio d'amministrazione ziano la biblioteca non si mettono d'accordella biblioteca, universalmente ricono- do su un nome, il vertice dell'istituto rimasciuto come un estimatore della "Vigna". ne bloccato". Lo stallo è dovuto al meccaAssicuraluistessochelasuanominaèormai nismo di veti incrociati che finora ha abbatimminente: "entro fine mese al massimo, ho tuto uno dopo l'altro tutti i candidati: "La
informazioni certe". Era ora. Ci sono volu- prima proposta, venuta dal presidente della
tidueannidipolemicheecandidaturetrom- Camera di Commercio Menarin, faceva il
bate, col povero professor Luigino Curti, nome del bassanese Giorgio Tassotti. Ma il
vicepresidente reggente, che disperato sindaco l'ha bocciata". "Lo sa perché?", interimplorava ascolto e risorse ai quattro enti viene Bandini, a capo dell'assemblea dei
titolari (Comune, Provincia, Camera di quattro soci iniziata il 3 ottobre scorso e
Commercio e Accademia Olimpica): tuttora (sic!) aperta. "Perché secondo il sin"Siamo in piena crisi economica" denuncia daco è ora di finirla coi bassanesi, che sono
il professore, "ma la cosa più grave è l'im- ostili a Vicenza. Ma Tassotti è erede della
mobilismo dei responsabili. Io non ho peso grande tradizione degli stampatori di Base nessuno mi dà retta". I guai della biblio- sano, non certo l'ultimo arrivato. E poi che
teca di contrà Porta Santa Croce sono c'entra la provenienza? Sulla scrivania di
presidente potrebbe esserci anche un cecoslovacco, ciò che conta è che abbia i requisiti necessari". Dopo aver rifiutato Tassotti, Hüllweck, che per sbloccare la situazione si era pure autocandidato subendo, però,
le critiche di chi gli faceva notare di non
essere propriamente un esperto di biblioteche, ha puntato su una consigliera comunale azzurra, Elisabetta Rossi, le cui credenziali per l'incarico erano sconosciute ai
più. La presidente della Provincia Manuela Dal Lago lanciò allora l'idea di accorpare
la biblioteca "La Vigna" alla Bertoliana, ma
il responsabile della biblioteca di Contrà
Riale, Mario Giulianati, rispose picche,
liquidandola come "un'intelligente provocazione": il lascito Zaccaria, infatti, prevede che la sua eredità rimanga autonoma.
Qualcuno pensò al predecessore di Zonin,
il libraio Alberto Galla, che, da ex presidente,haun'ideabenchiarasulmotivodello
stallo: "Questa è una carica gratuita: la poltrona della Vigna porta solo oneri, non interessa a nessuno". Menarin passa il cerino al
Comune: dopo aver fatto il nome di Tassotti, "visto che non potevamo suggerirne
altri, ci siamo messi in disparte in attesa che
fosse il Comune a farlo. Bene, oggi continuiamo a essere in attesa". Finora la "Vigna",
così come prevede il testamento Zaccaria,
si è autofinanziata per il 60% grazie alle rendite dei titoli di stato in cui è investito il
fondo originario. Con un tasso del 12% il
fondo rendeva un buon gettito all'anno; ora
che i titoli sono al 3%, dà solo briciole. In
cassa ora ci sono 5 miliardi e mezzo di vecchie lire. L'altro 40% viene dai soci: i contributi annuali della Camera di Commercio e della Provincia ammontano ciascuno
a 18 mila euro, quelli del Comune a 15 mila,
mentre quello dell'Accademia è simbolico,
appena 516 euro. Ma negli ultimi anni è
andato sbriciolandosi anche questo pacchetto di risorse. Ha cominciato il Comune, che invece degli abituali 15 mila ha erogato 14 mila euro; poi è stata la volta della
Camera di Commercio, che nell'estate scorsa ha deciso di non devolvere più la sua
quota, ma di concedere solo fondi straordinari. Salvo poi soccorrere il bilancio in rosso
con un esborso di 8 mila euro, assicurando
il pareggio. Sulla stessa linea si è posizionata la Dal Lago, cioè la Provincia, che vuole
dare soldi soltanto per iniziative singole e
mirate. Il bilancio annuo è di 228 mila euro,
di cui 61 mila se ne vanno per il personale,
15 mila per il riscaldamento e quel che resta
per l'acquisto di libri e per l'onerosa manutenzione del palazzo. somma, "una vergognosa impasse", come la definisce Cesare
Galla, responsabile delle pagine di cultura
del Giornale di Vicenza. Il cui vero motivo,
accusa, è "l'incapacità di pensare la cultura
come valore sostanziale e autonomo e non
strettamente economicistico, concetto che
in questa città a volte sembra accomunare
enti pubblici e private associazioni di categoria". Traduzione: se non ci sono di mezzo
gli schei, chi me lo fa fare di perdere tempo
per una "Vigna" qualsiasi?
18 MARZO 2006
GIOVANI
22
Le feste rock vicentine un caso unico in Italia, ma dopo il boom dei '90, il declino: "I ragazzi di oggi non s'impegnano più"
Vicenza rock, è (ancora) qui la festa?
DI ALESSIO MANNINO
Vicenza ha un
primato e non
lo sa: quello di
avere,
unico
caso nazionale,
un florilegio di
feste di quartiere diventate appuntamenti di richiamo per migliaia e
migliaia di giovani (e non).
Ma potrebbe perderlo: e
anche questo, forse, Vicenza
non lo sa. Dal primo Villazza
Rock, inaugurato nel 1988, ai
vari Spio Rock, Cajena Rock,
Gheto Rock, Nettarock, Ferrock e Riviera Folk Festival,
gli happening musicali estivi
disseminati per la città sono
un autentico prodotto locale
vicentino, una particolarità
che non esiste in nessun altro
luogo in Italia. Eppure negli
ultimi anni qualcosa è andato storto, se di tutto quel brulicare di iniziative è rimasta
una traccia, e a fatica, in
appena quattro eventi: nel
2006, infatti, si terranno soltanto il Ferrock, il Nettarock, il Riviera Folk e il rinato Spio Rock.
Sicuramente gli inizi furono
quelli, entusiasmanti e spontanei, di un gruppo di ragazzi di Villaggio del Sole che sul
finire degli Ottanta vollero
dare vita a una manifestazione di quartiere dove si potesse sentire musica per giovani: e fu la prima edizione del
Villazza. Negli anni successivi li seguirono a ruota i loro
coetanei di altre zone di
Vicenza e la formula diventò
contagiosa. Tanto che penetrò anche in provincia, dove
sono sorti, ed esistono tuttora, il Rockando a Povolaro, il
Montecio Rock a Montecchio, il Perarock a Perarolo,
il Parrock ad Alte Ceccato e
il Sandrock a Sandrigo. Concerti gratis, stand gastronomici, bancarelle etniche e
tavolate affollate di giovani
di ogni età per 4-5 sere alla
settimana: questo è una festa
rock vicentina. Organizzata
da volontari che lavorano
gratuitamente e che, anzi,
Il Ferrock, una delle poche feste vicentine ancora in vita
rischiano di tasca propria:
perché a finanziare questi
appuntamenti
sono
gli
introiti dell'anno precedente. Il che significa che, se
piove due giorni su quattro,
il rosso è assicurato e a pagarlo sono loro, gli organizzatori. Ma a un certo punto
cominciò la morìa. Il primo a
nascere fu anche il primo a
chiudere: il Villazza si spense nel 2002, dopo essere emigrato addirittura fuori città,
ad Altavilla, "per il rumore, i
danni e i problemi di ordine
pubblico segnalati dai comitati di quartiere e dal consiglio di circoscrizione", spiega l'assessore alle politiche
giovanili Arrigo Abalti, An.
Anche il Cayena, sfrattato
dallo spazio originario a
S.Francesco e poi anche da
quello vicino viale Circoli,
finito nell'unica altra zona di
proprietà comunale disponibile oltre all'Area Sonica in
via Carpaneda, ossia il Foro
Boario, nel 2004 scomparve.
In entrambi i casi, il problema è stato quello degli spazi:
"Noi offrimmo ai ragazzi del
Villazza l'Area Sonica, ma gli
organizzatori non accettarono. Invece quelli del Ferrock
hanno detto sì allo spazio che
abbiamo assegnato, il parco
Retrone, e infatti è cresciuto. E' un fatto: chi ha accettato è sopravvissuto, chi non
Le Feste Rock a Vicenza
Spio Rock
Nettarock
9-11 giugno
14-18 giugno
Area ex campo
Campo dietro chiesa
da baseball
di Anconetta
e area parrocchiale
Ferrock
Riviera Folk Festival
11-16 luglio
31 maggio-3 giugno
Parco Retrone
Via Orlando
l'ha fatto è morto, anzi: si è
suicidato" taglia corto Abalti. Carlo Conzato, ormai
46nne coordinatore del
defunto Villazza, ribatte che
il terreno di via Carpaneda
era "solo terra fangosa, perché nel 2002 avevano appena
finito i lavori: al primo colpo
di vento si rischiava che i tendoni venissero giù". Ci fu chi
ci provò l'anno successivo,
ovvero l'associazione giovanile Sirkus: e andò malissimo. Infatti l'Area Sonica da
allora non ha ospitato più
nessun'altra manifestazione.
Poi fu la volta dello Spio
Rock a San Pio X, che risorgerà quest'anno, anche se in
piccolo, grazie a una trenti-
na di ragazzi che vogliono
ritentare l'impresa.
Mentre per la prima volta,
quest'estate,
mancherà
all'appello Gheto Rock, la
festa di Laghetto. E non perché i privati proprietari dell'area neghino la concessione, ma perché "non c'è riciclo", denuncia la ex responsabile, la trentatreenne
Susanna Fanton, quest'anno
ritiratasi dal Coordinamento
delle feste. Secondo lei il
problema è la "mancanza di
ricambio generazionale: non
ci sono più ragazzi dai 20 ai
30 anni che vogliano impegnarsi e prendersi un
rischio". Quando si passa la
soglia dei 30, infatti, "gli
impegni familiari e lavorativi non ti lasciano più il tempo
di stare dietro ogni giorno
all'organizzazione,
come
quando si ha 20-25 anni", ci
spiega Stefania Faveno del
Ferrock.
Mentre i giovani vicentini
degli anni '90 hanno dimostrato una grande intraprendenza, quelli degli anni 2000,
invece, sembrano un po'
assonnati: "Perché organizzare eventi simili non significa curare soltanto la parte
musicale, ma anche tutte le
trafile burocratiche, il montaggio delle strutture, la pubblicità e via dicendo", chiarisce Conzato.
Prima la voglia di faticare
c'era, oggi molto meno: questo il motivo dello sfoltimento delle feste rock. Anche se
c'è chi spiega il loro straordinario exploit nel decennio
passato come una reazione
alla mancanza di altre occasioni di aggregazione.
Un argomento che Abalti
respinge categoricamente:
"Che in città non ci sia niente per i giovani è un'accusa
che rimando al mittente". Ma
quella degli spazi giovanili è
un'altra storia.
Per quest'estate accontentiamoci dei quattro appuntamenti superstiti e speriamo
che ai ventenni vicentini
torni la voglia di far…festa.
UNIVERSITÀ
23
18 MARZO 2006
Fondi, ricerche e studenti aumentano sempre di più. Ma gli spazi non bastano
Ingegneria, vittima del troppo successo
DI ILARIO TONIELLO
Per una persona ottimista il
bicchiere è pieno a metà. Per una
persona pessimista è metà vuoto.
Per l'ingegnere è grande
due volte il necessario.
Il dipartimento universitario più importante di Vicenza è
quello di Ingegneria.
Un sesto degli studenti della Facoltà di
Padova, infatti, studia in città. Duemila ragazzi affollano le aule delle tre sedi principali
(complessi in contrà Barche, San Pietro e San Nicola). Il centro di studio
e ricerca va a gonfie vele. Solo un problema turba l'orizzonte del "piccolo
ateneo" vicentino: la mancanza di
spazio. "Stiamo cercando uffici e
stanze al di fuori del complesso universitario perché non sappiamo più
dove mettere i nostri collaboratori spiega il professor Alberto Tiziani,
direttore del dipartimento di Tecnica e gestione dei sistemi industriali,
ovvero della parte della facoltà di
Ingegneria che da Padova è stata trapiantata a Vicenza - In un certo senso
siamo vittime del nostro stesso successo. Grazie ai fondi ottenuti da
Comune, Provincia, Banche ed Enti
che collaborano con noi abbiamo
potuto garantire i fondi di ricerca per
una decina di professori". I nuovi studiosi si sommano a quelli precedenti formando un corpo docenti di oltre
trenta elementi. E ognuno di loro
necessita di uno studio, di spazio per
i corsi (oltre 70 quelli attivi) e natu-
La sede universitaria di contrà Barche dove si trovano buona parte dei
laboratori di Ingegneria
ca. La somma dei fondi di tutti i progetti attivati sfiora il milione di euro".
Il futuro, però, non è così
roseo. La crisi che colpisce
ralmente di laboratori dove
I numeri di ingegneria (A.A. 2004/2005) tutti i settori si fa sentire
eseguire le ricerche. Sempre
soprattutto nelle attività di
parlando degli spazi dei laboIscritti ai corsi di Ingegneria 1.622
ricerca. "Chi investe nella
ratori è da segnalare che mentre quelli di ingegneria gestioLaureati e Diplomati (al 30/04/2005) ricerca continua a farlo perché sa di ottenere dei risulnale e meccanica hanno ragIngegneria Gestionale 1.755
tati - spiega il direttore del
giunto nel corso degli anni
dipartimento - Piuttosto la
una certa maturità, c'è qualIngegneria Elettronica 463
crisi ha ridotto il numero di
che piccola difficoltà per il
aziende che si rivolgono per
decollo di quelli di meccatroIngegneria Meccanica 524
la prima volta a noi per attinica e altri corsi innovativi.
vare uno studio o una ricerNonostante le difficoltà i proStage realizzati dal 1997 al 2005
ca". C'è sempre stata una
blemi sono poca cosa rispetIngegneria Gestionale 649
certa paura da parte degli
to ai successi che il dipartiimprenditori nel confronmento ha raggiunto, come nel
Ingegneria Elettronica 491
tarsi con realtà come quelsettore delle ricerche, una
le universitarie, consideradelle attività principali del
Ingegneria Meccanica 576
te troppo "elevate" o teoridipartimento. "Nell'ultimo
che rispetto alle necessità
anno abbiamo collaborato
aziendali. L'apertura negli
con oltre 50 aziende - dice
Tiziani - La maggior parte sono vicen- ti anche all'estero, soprattutto con anni scorsi ha dimostrato che è un
tine ma abbiamo molti contatti anche grandi realtà nel settore automobili- luogo comune ingiustificato. In ogni
con le realtà piemontesi e lombarde. stico come Audi e Volkswagen che caso il vero problema rimane quello
Non mancano dei rapporti eccellen- collaborano con Ingegneria meccani- degli spazi. In gennaio la Giunta pro-
vinciale ha approvato la realizzazione della sala conferenze e il primo
stralcio del nuovo complesso universitario (quasi 17mila metri quadrati)
nell'area centrale dell'ex Cosma, in
viale Margherita. Inizialmente pensato per i corsi dell'università di Verona, alcuni dei suoi primi spazi dovrebbero essere disponibili anche per
Ingegneria. Il futuro d'Ingegneria a
Vicenza? "In questi ultimi tempi ci
siamo ingranditi parecchio - conclude il professore Tiziani - ora seguirà
una fase di assestamento. Cercheremo di approfondire i nostri contatti
col territorio". Un luogo comune dice
che l'università è una realtà che si sviluppa nel corso dei secoli. A Vicenza, grazie anche ad Ingegneria, le attività di studio si sono sviluppate in
modo incredibile in pochi anni, l'università vicentina può, quindi, permettersi una piccola pausa. Anche se
non crediamo fino in fondo alle parole del professore. La mente degli ingegneri è sempre in ebollizione. E non
si ferma mai.
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24
Vivi l’Area Metropolitana
PADOVA
BRESCIA
A Padova una mostra curata da Nicola Galvan
Andrea Gregori e Berlino,
poesia nascosta di una città
Una grande mostra nelle scuderia di palazzo Moroni, fino al due
aprile.
Un racconto della città ricostruito attraverso i frammenti del suo
arredo urbano, dei suoi muri, la
cui immagine è raccolta da Gregori attraverso una sensibilità
percettiva assolutamente originale. Questo sembra essere il tratto unificante dei suoi lavori, contrassegnati da un approccio multidisciplinare che vede nello scatto fotografico l'occasione per un
autentico viaggio attraverso le
possibilità espressive dell'immagine, che incontra la propria definitiva sintesi nella sua rielaborazione per mezzo del colore, nel
gioco delle sue relazioni con i supporti di stampa e le strutture per
l'esposizione.
I momenti estetici su cui Gregori
pone la propria attenzione, quelli che meglio sembrano avere la
capacità di evocare le mille storie
dell'umanità a cui la città fa da
scenario, sono soprattutto quelli
VERONA
Omaggio
a Pasolini
Un omaggio ad una delle figure
più significative della cultura italiana del Novecento: Pier Paolo
Pasolini. Nel trentennale della sua
morte, il Comune di Verona e l'Università, in collaborazione con la
Fondazione AIDA, ricordano il
poeta - regista - intellettuale di
Casarsa, con una serie di iniziative.
Omaggio a Pasolini" è il titolo della
mostra iconografica, curata da
Andrea Mancini dedicata alle
immagini realizzate sui set dei film
di Pasolini.L'interessante e documentata esposizione, allestita
presso la Biblioteca Arturo Frinzi
ed intitolata "Foto di scena", è dedicata alle immagini realizzate da
Angelo Novi sul set del film Vangelo secondo Matteo.
Altre immagini, provenienti
dal Fondo Pasolini della Cineteca di Bologna.
18 MARZO 2006
più inconsapevoli ed involontari:
i muri scrostati, vergati da scritte e murales, i manifesti strappati, i coperchi dei bidoni ridipinti
alla buona.
Tuttavia, nell'ambito della medesima tensione attraverso cui si
impone di sviscerare l'anima più
profonda di ciò che ha colpito il
suo sguardo, l'artista restituisce
sotto aspetti imprevedibili anche
elementi noti come sculture e
monumenti che arredano le vie di
Berlino, città
dove vive e lavora, presentati in
forma di proiezione fantastica.
Nell'atto di elaborare la propria
ricerca, in ultima analisi, Gregori sostituisce la volontà di "cogliere l'attimo", peculiare della fotografia di reportage, con i tempi
lunghi della riflessione, dell'interiorizzazione del paesaggio.
La mostra, già ospitata con successo dall'Istituto Italiano di Cultura di Berlino, viene curata nella
sua edizione padovana da Nicola Galvan.
Il catalogo, oltre un ricco repertorio fotografico, presenta un'intervista all'artista e gli interventi
critici di Italo Zannier ed Andreas
Haus
La mostra sarà inaugurata il 16 marzo
Immagini dell’Africa
degli anni 30
Orio
Vergani
(Milano,18981960) intellettuale
eclettico, occupa
un posto di riguardo
nell'ambito
della cultura italiana del XX secolo.Maestro
del
giornalismo colto,
fu autore teatrale
e scrittore di letteratura. Fondatore
del "Teatro d'
Arte" insieme a
Luigi Pirandello, a
lui si deve anche la
nascita del Premio Letterario
"Bagutta" (il più antico d'Italia).
La mostra dal titolo: "Orio
Vergani fotografo. Immagini
d' Africa 1934-1938" proposta
dal Museo Nazionale della
Fotografia e curata da Marco
Buscarino, in programma dal
4 marzo 2006, nella nuova
sede del Museo Nazionale
della Fotografia in Via san
Faustino nr 11/d, propone per
la prima volta al grande pubblico, la straordinaria abilità
di Orio Vergani nelle vesti di
fotografo, che attraverso i suoi
scatti, realizzati in Africa fra
il 1934 e il 1938, costituisce
"una fra le testimonianze più
alte del fotogiornalismo internazionale"di quegli anni.A
TRENTO
A Trento nei locali di Palazzo delle Albere
Una mostra per Carlo Cainelli,
con gli scorci del secolo scorso
Palazzo delle Albere, la sede
trentina del Museo di arte
moderna e contemporanea di
Trento e Rovereto, ospiterà la
mostra "Omaggio a Carlo Cainelli (1896-1925). Figure e scorci di inizio secolo", a cura di
Alessandra Tiddia.
Fino al 30 aprile 2006 sarà esposta una selezionata rassegna di
opere dell'autore, provenienti
dalle raccolte del Mart e dalla
collezione di Carlo Cainelli, il
nipote dell'artista, che ne porta
il nome. La mostra accompagna
un'iniziativa editoriale: la pubblicazione del volume "Carlo
Cainelli. Disegni inediti 19131925", curato da Nicoletta
Boschiero con la collaborazione
del nipote dell'artista. Il volume
verrà presentato a Palazzo delle
Albere durante l'inaugurazione
della mostra, venerdì 10 marzo
alle ore 18.
La pubblicazione, edita dal
Mart, raccoglie circa duecento
disegni in gran parte inediti che
mostrano in tutta la loro
ampiezza la laboriosità dell'ar-
tista, scomparso nel 1925 a soli
ventotto anni. Sono presentati,
in ordine cronologico e tematico, schizzi, bozzetti, fogli di taccuini, autentici strumenti di studio per l'artista e oggi preziose
testimonianze del suo fare arte.
Raffaele De Grada, che da bam-
bino conobbe
l'artista, ne rievoca la figura
attraverso una
vivace testimonianza; il nipote
di Cainelli analizza le influenze reciproche
con gli artisti
dello
stesso
periodo, mentre
N i c o l e t t a
Boschiero
ne
ripercorre
la
vicenda biografica attraverso
lettere e carte del
ricco archivio di
famiglia
Negli
ultimi
anni sono state
molte le iniziative dedicate a Carlo Cainelli. L'originalità della sua opera si deve
innanzitutto ad una formazione
avvenuta tra il Trentino, allora
terra di confine, e l'Italia centrale. Ambienti che hanno contribuito a creare in Cainelli uno
stile che fonde la cultura italiana con quella mitteleuropea
degli anni Venti.
La mostra, ospitata nelle sale del
secondo piano di Palazzo delle
Albere, attraverso una selezione delle sue opere, disegni, incisioni e dipinti, intende rievocare le suggestioni dell'arte di Cainelli, attivo tra Firenze e Roma
nel secondo decennio del Novecento, amico di Raffaele De
Grada, Benvenuto Disertori,
Umberto Moggioli e del triestino Giannino Marchig. Nella sua
pittura, così come nell'opera
grafica, le suggestioni mitteleuropee, anticipatrici di un certo
modo di intendere l'espressionismo, che gli derivano dalla
frequentazione di questi artisti,
si innestano su una sua personale declinazione del postimpressionismo, che nei dipinti si
rivela attraverso una tavolozza
rischiarata dalla calda luce
mediterranea.
DI
PAGINA
ROBERTO MARZOCCHI
Vivi l’Area Metropolitana
Presente all'evento anche la Presidente del Consorzio Laura Turri
DI SUSANNA CARLI
Nella serata del 10 marzo,
presso il ristorante l'Antica
Pesa di Stallavena, si è svolta la degustazione enogastronomica dell'Olio Extra
Vergine di Oliva Garda
D.O.P.
L'incontro rientra nel Progetto di promozione organizzato dal Consorzio di
Tutela Olio del Garda
D.O.P. e si avvale del contributo e del patrocinio del
Ministero delle Politiche
Agricole e Forestali. Il Progetto prevede una serie di
incontri didattici ed enogastronomici rivolti al consumatore con l'obiettivo di
avvicinarlo al prodotto
facendone conoscere, a partire dall'importante significato della sua provenienza
geografica e territoriale, le
straordinarie potenzialità
di raffinatezza e di eleganza che lo contraddistinguono, con un'attenzione particolare quindi alla dimensione sensoriale ed edonistica.
Il Presidente del Consorzio,
Laura Turri, ha sottolineato
come il successo di questa
attività, che si avvale della
ristorazione come veicolo di
promozione, sia la migliore
testimonianza della qualità
del prodotto: "Il Consorzio
si pone come obiettivo la
salvaguardia del territorio
attraverso la promozione
dei suoi prodotti tipici.
Attualmente i nostri soci
sono 800, distribuiti sulle
tre sponde del Lago di
Garda, che corrispondono
alle tre zone di produzione
dell'Olio Extra Vergine
D.O.P. Per aderire al Consorzio bisogna innanzitutto
avere gli olivi nel territorio
amministrativo delle province di Brescia, Verona,
Mantova e Trento, rispettare le regole e le procedure
di un rigido disciplinare
che, attraverso controlli
periodici, esige la massima
trasparenza di tutta la filiera produttiva al fine di
garantire al consumatore
un prodotto di assoluta qualità."
Di grande interesse la parte
dedicata alle caratteristiche
salutistiche che l'olio esprime, presentata dal signor
Bernardo Pasquali. All'olio
extravergine di oliva sono
state riconosciute scientificamente proprietà curative
e nutrizionali che il Garda
D.O.P. esprime al meglio
presentandosi come una
sorta di "elisir di lunga vita":
alta digeribilità, azione di
salvaguardia dell'apparato
cardiovascolare, riduzione
Una serata per degustare
l'Olio del Garda d.o.p.
Per aderire al Consorzio bisogna avere gli olivi nelle province di Brescia, Verona, Mantova e Trento, rispettare le regole e le procedure di un
rigido disciplinare che, attraverso controlli periodici, esige la massima
trasparenza di tutta la filiera produttiva al fine di garantire al consumatore un prodotto di assoluta qualità.
dei rischi di infarto, azione
di prevenzione e lotta dell'arteriosclerosi; prevenzione dell'osteoporosi e del-
nome e le proprietà organolettiche: l'Olio Extra Vergine di Oliva "Garda Bresciano" (BS) D.O.P. si distin-
gue per il colore che sfuma
dal verde al giallo, un odore
di fruttato medio o leggero
e il sapore fruttato con leg-
gera sensazione di
amaro e piccante.
L'Olio Extra Vergine
di
Oliva
"Garda
Orientale" (VR, MN)
D.O.P. si distingue
per il colore verde da
intenso a marcato,
con modeste variazioni della componente del giallo; l'odore di fruttato leggero e il sapore fruttato con sensazione di
mandorla dolce.
L'Olio Extra Vergine
di Oliva "Garda Trentino" (TN) D.O.P. si
distingue per il colore verde con riflessi
dorati, l'odore di frutl'invecchiamento.
Inoltre, le qualità dell'Olio
Gardesano
sono state sapientemente
valorizzate
dagli abbinamenti
proposti dallo chef
Fabio Tacchella che
ha presentato, tra le
proposte più innovative, un sorbetto alla
mela verde con frolla
e crema di cioccolato
all'Olio Extra Vergine di Oliva Garda
D.O.P.
Tre dunque le zone di
produzione di questo
prodotto che ne contraddistinguono il
tato leggero con sensazione
erbacea e il sapore sapido,
delicatamente fruttato.
L'Olio Extra Vergine di
Oliva Garda D.O.P. interpreta i profumi del territorio d'origine. Il bacino del
Lago di Garda, col suo clima
ideale, i terreni favorevoli
alla coltura, le varietà
autoctone di gran pregio ha
tutte le peculiarità indispensabili per un prodotto
di rara finezza.
Oltre alla formazione naturale, si pensi alla grande
dedizione dell'uomo che ha
incentrato sulla coltivazione dell'olivo la sua storia
personale, tanto da rendere
questa pianta emblema
della tradizione del bacino
del Lago e delle terre che lo
circondano: la storia evolutiva geologica di questi luoghi ha creato i presupposti
per il miglior habitat di insediamento delle piante di
olivo.
Il nome del Progetto di promozione "L'Acqua, la Terra,
l'Uomo… L'Olio del Garda
D.O.P." è dunque estremamente significativo.
La qualità eccelsa ha fatto
dell'Olio Gardesano D.O.P.
un gioiello della gastronomia italiana e i segnali positivi sono quotidiani. La
ricercatezza e le attestazioni di stima lo stanno riportando a essere uno dei prodotti D.O.P. certificati di
maggior interesse e per il
futuro si prevedono grandi
risultati anche oltre il mercato nazionale.
Il Gardesano D.O.P. è nelle
sue tre tipologie un prezioso olio da frutto derivante
con estrema naturalezza
dalla sola spremitura che
quindi porta con sé tutto il
bagaglio
di
preziose
sostanze che la pianta ha
raccolto dalla terra.
Per chi volesse ulteriori
informazioni può consultare il sito www.oliogardadop.it
18 MARZO 2006
APPUNTAMENTI
26
Da non perdere l'adattamento teatrale di Delitto e Castigo. A Lonigo, per i più golosi, ci sarà una festa dedicata alla cacciagione
Quando Dostoevskij incontrò la quaglia
TEATRO
in scena L'OSELO DEL
MARESCIALO, una
commedia brillante in
dialetto veneto in 3
Atti di Loredana Cont
per la regia di Italo
Cunico. L'entrata è
libera con offerta che
sarà devoluta all'AVILL di Vicenza ed
alla Casa Divina Provvidenza di Sarmeola.
Sabato 18
Presso "Il teatrino" di Bertesina (Vicenza), alle ore 21.00,
la compagnia "La Ringhiera"
di Vicenza mette in scena la
commedia drammatica IL
PIACERE DELL'ONESTA' di
Luigi Pirandello. Angelo Baldovino, uomo dall'oscuro
passato, accetta di sposare la
ricca Agata Renni e di dare il
proprio nome al figlio del
marchese Fabio Colli che ella
attende. Nei piani di Colli,
Baldovino dopo il matrimonio dovrebbe sparire e tornare ad essere il consolatore
dell'amica abbandonata per
salvare l'onore proprio e di
lei, ma …
Infoline
al
numero
0444/511645
Sabato 18 e domenica 19
Per la rassegna di prosa del
teatro Comunale di Thiene,
alle ore 21, la Compagnia
Glauco Mauri e Roberto
Struno presenta DELITTO E
CASTIGO, tratto dal capolavoro di Fedor Dostoevskij.
Informazoioni:
Teatro
Comunale, Viale Bassani, 14
Thiene. Tel: 0445 804745,
0445 804943
Sabato 25.
Al Centro Comunitario Stanga in Viale della Pace (lato
Chiesa Madonna della Pace)
DANZA
Mercoledì 22
La rassegna Vicenza
danza 2006 propone,
presso la Sala palladio
della Fiera di Vicenza
alle 10.00, IL PRINCIPE E IL POVERO, uno
spettacolo per le scuole messo in scena dalla
Compagnia di Balletto
"Mimma Testa".
Infoline e prevendite:
Agenzia Panta Rhei Vicenza - via C. Cattaneo
21.
Tel.
0444/320217
alle 20.45 la Compagnia Teatrale "Piovene Teatro" mette
Sabato 25
Nell'ambito della rassegna Vicenza danza
2006, presso la Sala
Palladio della Fiera di
Vicenza alle 21.00, gli
atleti della Federazione di Ginnastica Romena presenteranno AEROS, con le
coreografie di Daniel Ezralow, David Parsone e Moses
Pendleton.
Infoline e prevendite: Agenzia Panta Rhei - Vicenza - via
C.
Cattaneo
21.
Tel.
0444/320217
MUSICA
Sabato 18.
Alle ore 21.00 al Teatro Astra,
Contrà Barche, è in programma VICENZA ACUSTICA CHITARRE IN CONCERTO,
una rassegna di chitarristi
acustici con il vicentino
Roberto Dalla Vecchia,che
presenterà il suo nuovo
album Grateful, il bolognese
Franco Morone, chitarrista di
riferimento nel panorama del
fingerpicking europeo e lo
statunitense Mark Cosgrove,
esponente di spicco della tecnica del flatpicking. Biglietto
unico 15 euro. Prevendita gratuita con posti numerati. Per
Infoline www.robertodallavecchia.com o sportello
G.A.I. 0444/526142.
Sabato 18
Al Centro Stabile di Cultura
di San Vito di Leguzzano,
dalle ore 22, concerto di
CESARE BASILE, in tout con
il nuovo disco HELLEQUIN.
Considerato dalla critica uno
degli esponenti principali del
rock italiano, Basile si è
avvalso per questo disco della
collaborazione di John Parish (produttore fra gli altri di
P.J. Harvey e Tracy Chapman) in cabina di regia.
Ingresso con tessera. Info:
349/2943281.
Giovedì 22
Al Nirvana Caffè, in piazza
Matteotti, alle ore 21.00 MAX
ALLIGATOR in concerto per
il ciclo "Ritratti Sonori"
(ingresso libero). Interprete
d'eccezione, Max "Alligator"
Lazzarin (piano, voce) con
Renato Banino (chitarra),
Luca Zulian (basso) Vincenzo Barattin (batteria). Infoline: 0444/543111 o www.nirvanacaffe.com
SAGRE E FIERE
Da venerdì 17 a domenica 26,
torna a Lonigo la tradizionale FESTA DI SAN GIUSEPPE,
arrivata al traguardo delle 101
edizioni.
La settimana di festeggiamenti prevede serate con
musica e danze, luna park,
pesca di beneficenza, mercatino equo e solidale e un paio
di appuntamenti dedicati ai
prodotti tradizionali della
zona: la Festa della quaglia
allo spiedo e la mostra "I
sapori dei Berici".
rubrica a cura di
Alessandro Manfrin
OGGETTO: CASELLO DI PESCHIERA
CHIUSURA SVINCOLI DI ENTRATA ED USCITA
Si comunica che, per eseguire urgenti lavori di pavimentazione bituminosa degli svincoli di entrata,
si rende necessaria la chiusura al traffico del casello di Peschiera, secondo le modalità
di seguito elencate:
1- la chiusura al traffico delle entrate del casello di Peschiera
dalle ore 10.00 di lunedì 27 marzo 2006
alle ore 14.00 di venerdì 31 marzo 2006
Gli utenti potranno utilizzare, in alternativa, l’entrata dei caselli di Sirmione e Sommacampagna.
2- la chiusura degli svincoli di uscita del casello di Peschiera per il traffico proveniente sia
da Milano che da Venezia
dalle ore 10.00 di lunedì 3 aprile 2006
alle ore 22.00 di mercoledì 5 aprile 2006
Gli utenti potranno utilizzare, in alternativa, l’uscita dei caselli di Sirmione e Sommacampagna.
Considerato tuttavia che si prevedono disagi, si invitano gli Enti in indirizzo
a voler dare la massima divulgazione a tale informazione.
Ringraziando fin d’ora per la preziosa collaborazione si porgono distinti saluti
Area Esercito Autostradale
Il Responsabile
Dott. Alberto Brentegani
27
Vicenza Più Viva:
finalmente
la buona notizia
È la rubrica che mancava in
città: una pagina dove ogni settimana i vicentini potranno
annunciare la gioia di un figlio,
la celebrazione di un matrimonio, il conseguimento della laurea.
Perciò forza, genitori, sposini e
neo-laureati: chiamando al
numero 0444 923362 o inviando un'e-mail all'indirizzo [email protected], potrete dare a Vicenza una buona
notizia… in Più.
Tanti
auguri
I compleanni
di questa settimana
18 Marzo
Tanti auguri Chiara
Un forte abbraccio a
Chiara Pozzan per i
suoi 16 anni
La famiglia
20 Marzo
Tanti auguri Enrico
Auguri a Enrico Greggio per i suoi 32 anni
Gli amici e la squadra
23 Marzo
Tanti auguri Viktoria
Un augurio di cuore a
Viktoria Batic, giocatrice instancabile per i
suoi 14 anni
Gli amici e la squadra
24 Marzo
Tanti auguri Eleonora
Alla dolce Eleonora
Scalco, amante della
natura e del mare,
auguriamo un mondo di
bene e una vita professionale ricca di scoperte scientifiche… sulle
alghe. Tanti auguri,
gli amici
VIVA
Benvenuti
Lo spazio dedicato ai nuovi vicentini
18 MARZO 2006
Confetti rossi
I neo “dottori” della città
Benvenuta Alessia
Alessia Lorenzin è nata l'8 ottobre a Vicenza
Laura e Eugenio
annunciano la
nascita di Alessia
ringraziando i
nonni Anna con
Gianni e Lucia con
Angelo.
Laura Zambon
ed Eugenio
Lorenzin
Benvenuta Greta
Complimenti a
Benedetta
laureata lo scorso
13 marzo in Operatore Giuridico
d'Impresa.
Tanti auguri
Dottoressa!
Sara
Greta Andrein è nata a Vicenza il 9 agosto
Per la felicità
di mamma, papà
e Giulia, in
Agosto l
a cicogna
è passata e la
piccola Greta
è arrivata.
Benvenuta Matilde
Complimenti a
Laura Farinon,
dottore in
veterinaria
Matilde De Biase è nata il 14 febbraio a Vicenza
Mamma Emma e
papà Allan presentano Matilde. Solo
il giorno di San
Valentino poteva
nascere un amore
così.
Emma Tromben
e Allan De Biase
Auguri a Claudia
Cavinato, dottore
in scienze
politiche
Volley A1 femminile
Per tornare a vincere in casa
MINETTI INFOPLUS VICENZA
VS
ORIGINAL MARINES
ARZANO (NA)
Domenica 19 marzo
al PalaCia alle 17.30
è compreso nel biglietto
* fino ad esaurimento copie disponibili
e nel prezzo* degli acquisti nei Vicenza VolleyPoint convenzionati con la Vicenza VolleyCard:
Abbigliamento Maglificio: Volcar S.p.A., Via Cantarella 12-14, tel. 0444 400805, Brendola • Abbigliamento e calzature: www.why.it, C.so Fogazzaro 40, tel. 0444 547068, Vicenza • Abbigliamento giovanile: Il Monello, Viale Italia, 155, tel. 0444 348318,
Creazzo • Abbigliamento tecnico/sportivo: Sport Max s.r.l., Via Postumia, 19/b, tel. 049 5958633, Carmignano di Brenta • Agenzia viaggi: Unibus Europa Travel, Via Napoli, 66, tel. 0444-544962, Vicenza • Alimenti biologici e biodinamici: Silene prodotti
biologici, via Quintino Sella, 39 corso Padova, 222, tel. 0444-291693, Vicenza • Apparecchi da intrattenimento: Gap Games, Via Div. Folgore, 29, tel. 0444 926492, Vicenza • Arredamenti: Arredobagno, Via Massaria (angolo Via trieste), tel. 0444/507650, Vicenza
- Mobili Zambonato di Graffigni F.lli, Via Zamenhof, 448, tel. 0444 239333, Vicenza • Arredamenti pavimentazione: Sinergie Abitative s.r.l., Viale Trieste, 153, tel. 0444 512014, Vicenza • Ascensori e montacarichi: Detto s.r.l., Via Galileo Galilei (Z.I.), 42/44, tel.
0444 557677, Costabissara • Assicurazioni: Agenzia Assicurazioni Provisa srl, Viale Trento,352, tel. 0444 562685, Vicenza - SGS Studio Gestione Sinistri Se.Da. srl, Contrà Porta S. Croce,24, tel. 0444 325438, Vicenza • Bar: Bar Il Borsa s.n.c, Piazza dei Signori,
26, tel. 0444 -546636, Vicenza • Cyber cafè club Sirena s.a.s, Via Btg. Val Leogra, 46, tel. 0444561000, Vicenza - Bar Roxy D & M sas di Gennaro Maurizio & , via Prati 6, tel. 393-9014355, Vicenza • Caffè - Torrefazione: Segafredo Zanetti S.P.A., Via Puccini, 1, tel.
0444 334026, Sesto di Rastignano • Carrozzerie: Carrozzeria Alonso Corato, Via dei Mille, 86, tel. 0444 960235, Vicenza - Carrozzeria Nichele Giancarlo, via Meucci, 40, tel. 0444-557373, Costabissara• Computer: Digit World di Marco Casazza, Viale Riviera
Berica, 187, tel. 0444 240731, Vicenza - Computer Discount, V.le Grappa,22, tel. 0444 923909, Vicenza • Computer - internet: Netstop, Strada Padana Superiore n° 257, tel. 0444/521129, Vicenza • Concessionarie Auto: Auto Berica (Mitsubishi Motors), Via
Olmo,35, tel. 0444 522787, Altavilla Vicentina - Bisson Auto spa, Via Nazionale, 56, tel. 0444 210810 , Vancimuglio - Grumolo delle Abbadesse • Costruzioni: Isola Portoni Industriali, Via Pasubio,81, tel. 0444 976425, Isola Vicentina • Disinfestazioni: 3D
Antiparassitaria di Raffaelli Luca, Via Pologni, 22, tel. 0445 589074, Priabona di Monte di Malo • Edicole: Marseglia Francesco, Via Tommaseo,43, tel. 0444 924118, Vicenza • Estetica: Estetica e Solarium Daniela di Dian Daniela, VIa Dante, 34/a, tel. 0444 885444 /
328 7146871, Villlaga (Vi) - Istituto Karina snc, C.so Palladio 168, tel. 0444/545330, Vicenza - Armonia Istituto di Estetica snc, Galleria Tiziano, 20 Centro Comm. S.Pio x, tel. 0444514567, Vicenza - Estetica Sandra di Sandra Miccoli, via 24 Maggio , tel. 0444-830086,
Lonigo - Estetica 84 Di Bi Center, Via A. Papa, 22, tel. 0444 452733, Arzignano - Votre Beautè, piazza Castello, 12, tel. 0444- 542337, Vicenza • Fitness e benessere: Blu mediterraneo, via B Orobica,11, tel. 0444-411377, Camisano Vicentino - Break Even Center,
S.S. Marosticana, 24, tel. 0444 921694, Vicenza - Fitness Isola Center, via Europa 45/a, tel. 0444/978507, Isola Vicentina • Gastronomia: Frutta e verdura L'EDEN, Via Leg. Antonini,157, tel. 0444 570766, Vicenza - Salumificio Verza di Toniolo Andrea, Via delle
Calcare, 1 (Zona A.), tel. 0445 320512, Cogollo del Cengio • Gommisti: Pieretti F.lli, Viale della Pace, 78, tel. 0444 513880, Vicenza • Hotel: Hotel Da Porto, Viale del Sole, 142, tel. 0444 964848, Vicenza - Hotel Aries NCA s.a.s., Via Leonardo Da Vinci, 28, tel. 0444
239239, Vicenza - Hotel Giada centro congressi, ristorante pizzeria, via Nazionale, 10, tel. 0444-580057, Grumolo delle Abbadesse - Hotel Villa Michelangelo , Via Sacco, 35, tel. 0444 550300, Arcugnano • Hotel-Ristoranti: Ristorante Albergo Villa Bonin di Barindi
Maria Rosa, Via Villa Porto, 1, tel. 0444 893035, S. Gottardo Zovencedo • Immobiliari: Zetagi snc, Via Bastia, 21, tel. 0445 334683, Montecchio Precalcino • Imprese di pulizia: Diamante, impresa di pulizie, via Casermette, 103, tel. 0444-306016, Vicenza •
Industrie Dolciarie: Dolciaria A. Loison, S.S. Pasubio,6, tel. 0444 557844, Costabissara • Infortunistica: P.F.R. s.r.l. di Sinico R. & c., Via Alessandro Volta, 34-40/b-c, tel. 0444 557193, Costabissara • Internet Provider: Orizzonti Web di Mario Donà, Via S.
Tommaso d'Aquino, 4, tel. 0424 514945, Cassola - Goldnet, via della Meccanica,1/A, tel. 0444 965600, Vicenza • Packaging: Lacea snc, Viale della Scienza, 9 , tel. 0444 346073, Vicenza • Ottica: Ottica Palladio srl, Corso Fogazzaro, 78, tel. 0444-545000, Vicenza •
Parrucchieri: I Casarotto uomo-donna-estetica, via dei Montecchi n° 28, tel. 0444/962888, Vicenza - A.R.TeamAction Donna Uomo, Del Verme 8/b, tel. 0444 929212, Vicenza • Pizzerie: Ai sette Santi pizzeria Ristorante, Piazzale Monte Berico, tel. 0444-235470,
Vicenza - Mamma mia, Via Medici 74, tel. 0444 924848, Vicenza - 2 fogher, S.S. Pasubio,2, tel. 0444 564790, Vicenza • Radio: Radio Planet FM (97,7 e 103,7 Mhz, Planet Comunicazione srl), V.le dell'Industria,42, tel. 0445 491200, Trissino • Ristolounge: Mah nà
Mah nà , Via Vicenza,7, tel. 0444 977852, Isola Vicentina • Ristoranti: Antica trattoria Ai Colli Berici , via Mazzanta, 19, tel. 0444- 550061, Arcugnano - Castellani Ristorante Pizzeria, ss. Pasubio 358, tel. 0444-980286, Vicenza - Osteria con Cucina "All'Arciere", Via
Biron, 72, tel. 0444 561103, Monteviale - Ristorante Pizzeria Zì Teresa, C.trà S. Antonio, 1, tel. 0444 321411, Vicenza - Sotto il Monte, Via Biron 2, tel. 0444 552150, Monteviale-Trattoria Molin Vecio, Via Giaroni, 56, tel. 0444 585168, Caldogno - Gran Caffè Garibaldi,
Piazza dei Signori, tel. 0444 542455, Vicenza • Scommesse: Carma Servizi di Spaziani Testa Carlo s.n.c. Pianeta Scommesse, Via Lanza, 40/44, tel. 0444 291060, Vicenza • Servizi di telecomunicazione: Agenzia Vodafone Toso, Via Cà del Luogo, 6, tel. 0444
356160 e 348 1539999, Bolzano Vicentino • Stampa Digitale: Copy Tech sas, Via Gaidon, 86, tel. 0424 513334, Bassano del Grappa • Vicenza Vendita al dettaglio materassi: Notte Piu' dormire bene dormire meglio, viale Milano, 68/70, tel. 0444-235347,
VicenzaPiù è distribuito anche in edicola a 50 cent., nei pullman del Consorzio Unibus e al Vicenza.com Village
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Euro 10,00 / 7,00
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Ridotti: ragazzi fino 16 anni inclusi, over 60, militari,
tesserati Federazioni Sportive e portatori di Handycap.
Ingresso gratuito in tribuna laterale per ragazzi fino
a 12 compiuti.
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(Sky canale 872 e su www.3channel.it) con Pallavolley Tv
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18 marzo 2006