1 News A cura di Lino Calcagno – Genova – [email protected] Newsletter N.17 Maggio- Giugno 2012 (esce quando può ! ) Sommario: Per la riflessione…p_1 – Tipologie di icone p_2_3_4 – Link youtube p_5 Recensioni p_6 – Eventi_ Esperienze p_7_8 – Help p_9_10 Il Tuo Volto Signore io cerco, Signore non nascondermi il Tuo Volto (Sal.26) Preghiera A tutti i cercatori del tuo volto mostrati, Signore; a tutti i pellegrini dell’assoluto, vieni incontro, Signore; con quanti si mettono in cammino e non sanno dove andare cammina, Signore; affiancati e cammina con tutti i disperati sulle strade di Emmaus; e non offenderti se essi non sanno che sei tu ad andare con loro, tu che li rendi inquieti e incendi i loro cuori; non sanno che ti portano dentro: con loro fermati perché si fa sera e la notte è buia e lunga, Signore. David Maria Turoldo La leggenda del bambù (2) Lentamente, molto lentamente, il bambù chinò ancor di più la sua testa meravigliosa. Poi sussurrò: “ Signore, se non puoi usarmi senza abbattermi, fa’ di me quello che vuoi e abbattimi”. “ Mio caro bambù – disse ancora il Signore – non devo solo abbatterti, ma anche tagliarti le foglie e i rami”. “ Oh Signore – disse il bambù – non farmi questo: lasciami almeno le foglie e i miei rami2: “ Se non posso tagliarli, non posso usarti”. Allora il sole si nascose e gli uccelli ansiosi volarono via. Il bambù tremò e con un soffio di voce, appena udibile, disse: “ Signore, tagliali!” “Mio caro bambù, devo ancora farti di più, devo spaccarti in due e strapparti il cuore. Se non posso farti questo non posso usarti”. Il bambù non poté più parlare. Si chinò a terra. Così il Signore del giardino abbatté il bambù, tagliò i rami, levò le foglie, lo spaccò in due e ne estirpò il cuore. Poi portò il bambù alla fonte di acqua fresca vicino ai suoi campi inariditi. Là. delicatamente, il Signore dispose l’amato bambù a terra: un’estremità del tronco la collegò alla fonte; l’altra la diresse verso il campo arido. La fonte dava acqua, l’acqua si riversava sul campo che aveva tanto a lungo aspettato. Poi fu piantato il riso, i giorni passarono, la semenza crebbe e il tempo della raccolta venne. Così il meraviglioso bambù divenne realmente una grande benedizione in tutta la sua povertà e umiltà. Quando era ancora grande, bello e grazioso viveva solo per se stesso e amava la propria bellezza. Al contrario ora, nella sua condizione di povertà, era divenuto un canale, che il Signore usava per rendere fecondo il suo regno”. Così gli autori (1) commentano il racconto: “ La leggenda del bambù parla da sola, non ha bisogno di troppe esplicitazioni. Faccio soltanto notare come il messaggio qui contenuto possa essere utile per coloro che, come noi, si dedicano alla scrittura di icone. … si può avere la capacità di dipingere un’icona che trasmetta qualcosa agli altri, come il bambù ha portato acqua al terreno assetato, solo se dentro di noi Dio ha operato quella dolorosa e vivificante morte che non lascia nulla per noi, solo se siamo disposti a una purificazione che ci toglie lo sterile compiacimento di noi stessi, in altre parole ogni vanità”. La nostra persona, con le sue scoperte e i suoi progressi, non sia uno scrigno dove custodire gelosamente i segreti del nostro cammino, ma sia un docile e umile strumento nelle mani del Signore per portare agli altri la Grazia dei Suoi Doni. LC (1)C. DeMarco – G. Meiattini - Trasparenze del volto- Ed. La Scala - Noci 1 2 TIPOLOGIE DI ICONE Introduzione Prima di addentrarci nell’esame delle icone cosiddette Acheropite, vorrei soffermare la nostra attenzione sui “Volti Santi” che, a mio parere, sono da considerarsi forse come una via di mezzo fra le icone e le reliquie con una propensione più per l’inserimento fra le prime che fra le seconde. Moltissimi sono gli studi ad esse dedicate soprattutto nell’ultimo decennio sia nel contesto di mostre sia come sviluppo autonomo di ricerca. In questo spazio ci limiteremo quindi a fornire gli elementi essenziali rinviando alle pubblicazioni citate in calce a queste note ed ai link dai quali trarre preziose informazioni. 1) Il Volto Santo di Manoppello: Il Volto Santo é un velo tenue, i fili orizzontali del tessuto sono ondeggianti e di semplice struttura, l'ordito e la trama si intrecciano nella forma di una normale tessitura. Le misure del panno sono 17 x 24 cm. é l'immagine di un viso maschile con i capelli lunghi e la barba divisa a bande. Caso unico al mondo in cui l'immagine è visibile identicamente da ambedue le parti. Le tonalità del colore sono sul marrone, le labbra sono di colore leggermente rosse, sembrano annullare ogni aspetto materiale. Non sono riscontrabili residui o pigmenti di colore. Le due guance sono disuguali: l'una, più arrotondata dell'altra, si mostra considerevolmente rigonfia. Gli occhi guardano molto intensamente da una parte e verso l'alto. Perciò si vede il bianco del globo oculare sotto l'iride. Le pupille sono completamente aperte, ma in modo irregolare. Nel mezzo, sopra la fronte si trova un ciuffo di capelli, corti e mossi a mo' di vortice. Prendendo le mosse dalla perfetta sovrapponibilità del volto della Sindone con il volto di Manoppello, si è indotti ad ammettere che sia l’immagine sul velo che quella sulla Sindone si siano formate nello stesso tempo. Le varie tappe del Volto Santo prima del suo arrivo a Manoppello (appunti presi dal sito di Manoppello citato sotto) Per approfondimenti ulteriori vedi: http://www.voltosanto.it/Italiano/listafnti.php Fogliadini E, Il volto di Cristo, ed. Jaca Book Centini M, Il Volto di Dio, Edizioni Servizi Editoriali 2 3 2) Il Sando Mandylion di Genova Il nucleo della S.Reliquia consiste in una tavoletta di cedro, che inizialmente aveva una superficie più ampia della residua, sul cui retro è dipinta una croce di tipo fiorito, di colore rosso ciclamino. La superficie fu ammannita di gesso e coperta di foglia d’oro. La tradizione antica narra appunto che il “mandelion” fu steso su una tavola e ricoperto d’oro. In effetti, osservando i margini resecati della tavoletta, si è scoperto che esiste, sotto il Volto dipinto, unaa sottile tela, che si estende per circa due terzi della superficie. Il Volto Santo di S.Bartolomeo degli Armeni corrisponde esattamente alle dimensioni del Volto di cristo della Sindone di Torino, non solo, ma i rapporti fra le diverse parti dei due volti – cioè le misure antropometriche facciali – si mantengono esattamente costanti. A tale conclusione giunse, nella ricognizione degli anni 60, il Prof. Pico Cellini. Il Santo Mandilyon in cornice Ipotesi ricostruttiva del trittico composto dal Mandylion di Genova e dai pannelli di Santa Caterina del Sinai (Diomedi) Quindi con il “Sacro Volto” ossia Mandilion, che da più di sei secoli viene custodito e venerato nella chiesa di San Bartolomeo degli Armeni, Genova non solo è in possesso di una delle immagini più antiche tramandate dal mondo bizantino, ma anche di un oggetto inscindibilmente legato alle vicende della città dal tardo medioevo all’età moderna. Secondo la tradizione, l’antica immagine fu donata nel tardo Trecento dall’imperatore bizantino Giovanni V Paleologo al capitano genovese Leonardo Montaldo. In tale occasione fu incorniciata da una preziosissima cornice di argento dorato con smalti che raccontano, in singoli pannelli, la leggenda dell’immagine. Essa si credeva un’impronta del viso di Cristo lasciata su un panno prima della sua passione a Gerusalemme e mandata da Lui stesso al re Abgar di Edessa. Lì fu venerata per secoli come sacro palladio della città per essere poi trasferita a Constantinopoli nell’anno 945 ed assumere a sua volta un ruolo protettivo per tutto l’impero.Non sappiamo per certo se il Mandilion di Genova sia proprio l’originale edessena, ma è senza dubbio il documento più antico e autentico per tale tradizione. L’oggetto di San Bartolomeo è di grande valore storico ed artistico oltre che religioso, come hanno evidenziato le analisi scientifiche realizzate già negli anni Settanta e dirette dalla Prof.ssa Bozzo Dufour. Autorevoli studiosi affermano che con molta probabilità il Mandilion di Genova fu originalmente un trittico. È un fatto spettacolare che nel monastero di Santa Caterina al Sinai (Egitto) si conservino due ante che corrispondono nelle misure ed in altri dettagli al Mandilion genovese. Furono dipinte (in tempera) nell’anno 945 in occasione della traslazione dell’immagine a Costantinopoli, e mostrano Re Abgar che riceve il Mandilion con le sembianze di Costantino VII Porfirogennito, allora imperatore di Bisanzio. (dall’opuscolo illustrativo e alcune immagini da I volti di Gesù di Diomedi – vedi cit. sotto ) Oltre ai testi già citati sopra vedi anche l’analisi completa in A.V. Mandylion – Intorno al Sacro Volto – Ed Skira Vedi anche il Saggio di Diomedi - I volti di Gesù Alle origini dell’iconografia cristiana in http://iconecristiane.it/files/2011/05/i-volti-di- Gesu-testo.pdf 3 4 Alcune formelle della cornice Paleologa del Mandylion di Genova Pro memoria “ … sono ancora qui perché lo spirito col quale proseguirò il mio impegno è ben sintetizzato dal monaco Teofilo nel suo “De diversis artibus”. Nel prologo del libro primo, Teofilo ritiene importante sottolineare come l’attività artistica sia insieme un dono ed un’eredità di Dio, del suo spirito creatore.“… nessuno si glorifichi, come se l’avesse ricevuto per proprio merito e non da altri, ma chieda umilmente grazie a Dio dal Quale e attraverso il Quale tutte le cose esistono e senza il Quale nulla esiste. Né celi (cioè nasconda n.d.r.) ciò che è stato dato sotto il manto dell’invidia od occulti all’interno di un cuore avido, ma, respingendo tutta la vana gloria, dispensi con cuore gioioso a coloro che cercano con semplicità.” Questo pro memoria verrà riportato su tutti i prossimi numeri per ricordare agli smemorati le motivazioni del mio impegno 4 5 LINK UTILI Il Disegno (2) Da Youtube http://www.youtube.com/watch?v=SVm6L1lssyQ http://www.youtube.com/watch?v=eZAJj29xs2I&feature=related http://www.youtube.com/watch?v=r6g-fPtZ8ZQ http://www.youtube.com/watch?v=q9D3UiUYbO4 http://www.youtube.com/watch?v=XCR86DTYeSA http://www.youtube.com/watch?v=qYeXexYAcMY&feature=relmfu http://www.youtube.com/watch?v=WraVnEQ4HF0 http://www.youtube.com/watch?v=60OnSlWAFJs http://www.youtube.com/watch?v=Q7ayxKTmZOw Elenco di tutti i filmati (anche se in lingua russa sono abbastanza intuibili) http://www.youtube.com/user/Arhangelico?feature=watch Indicazioni di disegno per la stilizzazione bizantina dal sito http://www.atelier-st-andre.net/it/pagine/estetica/ IL VOLTO Il viso di fronte http://www.atelier-st-andre.net/it/pagine/estetica/stilizzazione_bizantine.html#Anchor La costruzione del viso di fronte http://www.atelier-st-andre.net/it/pagine/estetica/stilizzazione_bizantine.html#Anchor-La-50707 Il viso di ¾ http://www.atelier-st-andre.net/it/pagine/estetica/stilizzazione_bizantine.html#Anchor-Le-53626 La costruzione del viso di ¾ PANTOCRATORE A ½ BUSTO http://www.atelier-st-andre.net/it/pagine/estetica/pantocrator_busto.html Proporzioni del ½ busto http://www.atelier-st-andre.net/it/pagine/estetica/pantocrator_busto.html#Anchor La mano benedicente http://www.atelier-st-andre.net/it/pagine/estetica/pantocrator_busto.html#Anchor-la-21711 Sul disegno e la stilizzazione bizantina vedi il sito http://www.atelier-st-andre.net/it/ Vedi anche i seguenti testi E.Sendler - L’icona immagine dell’invisibile, ed Paoline Egon Sendler “Il segreto della linea. Il disegno delle icone”, Edizioni “Istina” 5 6 BIBLIOGRAFIA E RECENSIONI Gukova Sania - Icone russe di Natale – Ed. Interlinea - € 12,00 La Chiesa Bizantina considera le icone elemento indispensabile del culto: ogni raffigurazione ha un posto preciso nel quadro dell’anno liturgico e la rappresentazione del Natale era particolarmente sentita dato i valore magico e religioso della festività. In questa raccolta un’esperta dell’arte orientale riflette sui personaggi chiave della scena natalizia: da San Giuseppe, raffigurato in atteggiamento pensoso, alla vergine che domina la scena, serena e raccolta. Fino a discutere del valore simbolico degli angeli, ei pastori e della grotta, oggetto di miti e leggende antiche. In questo modo il libro rappresenta un’occasione per imparare a conoscere i simboli del natale da un nuovo punto di vista artistico e culturale. Gazzoni Luca, Tomatis Paolo – La Misericordiosa- Contemplazione dell’icona della Tenerezza di Vladimir – Edizioni Messaggero – Padova € 3,00 “ Noi diventiamo ciò che guardiamo” amava ripetere San Bernardo, sulla scia del grande Agostino. Guardare l’immagine è lasciarsi guardare da Cristo e la liturgia è la grande maestra della preghiera di fronte alle immagini. Celebrare con le icone, attivando tutti i linguaggi della sensibilità, costituisce pertanto un buon allenamento e una buona verifica della nostra capacità di celebrare, vale a dire di “ essere un’opera d’arte davanti a Dio “ (R.Guardini). Questo breve sussidio si propone come strumento per una celebrazione liturgica della parola davanti all’icona della Tenerezza di Vladimir Ambedue i testi sono reperibili anche presso la Libreria di Russia Ecumenica, Borgo Pio, 141 – Roma Tel. 06 6896637 [email protected] 6 EVENTI E ESPERIENZE 7 CASA S.GIUSEPPE PIME Genova – Nervi Iconografi S. Franciscus Xavier via Aurelia 33 – Capolungo info: 3288731064 (Lino) ... dalla Sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia (Giov.1,16) La casa S.Giuseppe – PIME – di Nervi Il nostro laboratorio Il file in formato .Pdf “Meditazione e preghiera con l’icona di San Giuseppe” presentato il 19 marzo alle ore 11 presso la Cappella della CASA S.GIUSEPPE PIME, è consultabile al seguente link: http://www.atma-o-jibon.org/file_pdf/icone_san_giuseppe.pdf 7 8 Le nostre icone Madre di Dio della Tenerezza (T i M.di dio della Tenerezza In lavorazione Sara C M.di Dio della Tenerezza Lino C ) Madre di Dio della Tenerezza (in lavorazione) Arc. Raffaele Lino C. Arc.Gabriele San Paolo Ap. Lino C Enzo Aiello (Roma) Arc.Raffaele 2 In lavorazione Lino C Madre di Dio della Tenerezza (in lavorazione) Sara C 8 Help 9 1 - Marta chiede: “ Avrei piacere se Mariangela condividesse con noi come dipinge i ceri pasquali, potrebbe essere un bel regalo per esempio per un battesimo dipingerne uno piccolo. 1 – Mariangela risponde: Tecnica di decorazione del cero pasquale. Dopo la fase di progettazione, si riporta il disegno ( i disegni) prescelto/i sul cero con la tecnica dello spolvero o con la carta copiativa; quindi lo si incide e su eventuali parti da dorare si passano una o due mani di un colore simile a quello del bolo (es. Rosso Ercolano). Successivamente si applica la missione all’acqua e si procede alla doratura. Una volta effettuata la doratura, si passa una mano di vernice all’acqua o di cera all’acqua Edelwachs. Per quanto riguarda invece la pittura del cero, è preferibile farla precedere da una mano o due di colore bianco ( o acrilico o pigmenti sciolti nella cera all’acqua). Al termine si protegge il tutto con vernice all’acqua o cera all’acqua Edelwachs.. Una preziosa informazione … Durante il corso di Iconografia tenuto da Antonio De Benedictis e Giovanni Raffa, ho incontrato l’amica iconografa Velia Gualdi, che mi ha fornito una preziosa informazione utilissima per la rifinitura delle icone soprattutto per eliminare le sbavature del bolo e della doratura. Si tratta di utilizzare un semplicissimo strumento commercializzato con il nome di “Penna refil con fibra di vetro”. Ne esistono due versioni a seconda dello spessore della fibra: 2 oppure 4 mm. Quella da 4 millimetri richiede il portamina ad hoc, quella da 2 può essere utilizzata con qualsiasi matita “a mina di grafite cambiabile” purché da mm.2 (quindi è più economica): è sufficiente sostituire la grafite con la fibra. Funziona veramente bene, lascia la parte senza graffi e perfettamente pulita. Io ho acquistato i ricambi in fibra presso CPR Roma, via D. Silveri, 2 (zona S.Maria delle Fornaci) tel. 06 632704 ---------------------------------------------------------------------- Con questo numero interrompo la pubblicazione delle news per le vacanze estive A Dio piacendo ci rivediamo a settembre! BUONE VACANZE ---------------------------------------------9 10 Importante Eventuali contributi, segnalazioni e proposte vanno inviate a Lino Calcagno (curatore delle news) al seguente indirizzo mail: [email protected] Se non volete più ricevere le news inviate una mail all’indirizzo [email protected] scrivendo nell’oggetto no grazie e specificando nel testo della mail il nominativo da cancellare dalla mailing list 10