NOTA INFORMATIVA Il primo CST per l’Italia è stato costruito sulla base del Quadro Metodologico Raccomandato (QMR 2008) dalla Commissione europea (Eurostat), dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT). Oltre ai Conti Nazionali, le informazioni sono state ricavate rielaborando i dati provenienti dalla rilevazione mensile di Istat sul Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi (Istat Offerta), dall’indagine campionaria trimestrale di Istat Viaggi e vacanze (Istat Domanda) e dall’indagine campionaria mensile condotta da Banca d’Italia, denominata Indagine sul turismo internazionale dell’Italia. La realizzazione del CST è avvenuta nel contesto di una Convenzione siglata nel 2010 tra il Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo - oggi Dipartimento per gli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport - e l’Istat ed è stato affidato a un gruppo di lavoro interistituzionale di cui hanno fatto parte anche la Banca d’Italia, l’Università di Messina, il CISET e l’Osservatorio Nazionale del Turismo. Le informazioni del presente opuscolo sono tratte da Istat, Statistiche Report, Anno 2010, Il primo Conto Satellite del Turismo per l’Italia e Il primo Conto Satellite del Turismo per l’Italia: le presentazioni del convegno (Roma, 22/11/2012), disponibili on line in versione integrale nei siti www.istat.it e www.ontit.it. Presidenza del Consiglio dei Ministri IL CONTO SATELLITE DEL TURISMO ANALISI ALLARGATA DEL SETTORE TURISTICO ITALIANO Osservatorio Nazionale del Turismo Via della Ferratella in Laterano, 51 - 00184 Roma Tel. +39 06 6779 2149 - 2177 www.ontit.it [email protected] Istituto nazionale di statistica Via Cesare Balbo, 16 - 00184 Roma Tel. +39 06 46731 www.istat.it Dipartimento per gli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport Ufficio per le Politiche del Turismo Cos’è il Conto Satellite del Turismo (CST) Principali risultati Il CST è lo strumento riconosciuto e raccomandato a livello internazionale per la rappresentazione economica del settore turistico. I dati del CST permettono di valutare la dimensione economica complessiva dell’industria turistica in un contesto statistico armonizzato, che integra le informazioni sul turismo derivanti da diverse fonti. Il primo prototipo di CST per l’Italia è stato compilato con riferimento all’anno 2010, per il quale è disponibile la maggior parte delle fonti. Attraverso il CST si riescono a valutare gli effetti direttamente attivati dal consumo turistico sull’economia di riferimento, ossia quanta ricchezza interna viene originata dalla domanda di beni e servizi da parte dei visitatori. Questa misura, rappresentando l’effetto diretto del turismo, è il risultato principale che si ottiene dal CST. Il CST standard prevede la compilazione di dieci tavole. Al momento sono state costruite le prime sei, che rappresentano il nucleo principale del CST, descrivendo la domanda e l’offerta turistica. Le prime quattro tavole del CST presentano i consumi turistici, suddivisi per le tipologie di turismo che li generano: turismo inbound (Tav.1), (Tav.2) turismo domestico, turismo outbound (Tav.3), turismo interno (Tav.4). La Tav. 5 è riferita alla produzione in Italia delle branche caratteristiche del turismo, di quelle connesse al turismo e di quelle non specifiche. I dati complessivi della Tav. 4 e della Tav. 5 confluiscono nella Tav. 6, nella quale viene determinato il valore aggiunto del turismo (VAT). Con la compilazione del CST, oltre a misurare la portata del turismo nel Paese, si offre: - una base quantitativa rigorosa per lo sviluppo di analisi di impatto; - uno strumento di policy per la valutazione degli effetti di specifici interventi. Dalla sintesi tra domanda e offerta turistica si determina l’indicatore più importante derivabile dal CST: il valore aggiunto del turismo (VAT). Esso costituisce il valore aggiunto attivato direttamente dai consumi turistici. Rapportandolo al valore aggiunto del totale dell’economia si ottiene il peso del turismo sull’insieme delle attività economiche del Paese. Il consumo turistico interno nel 2010 è ammontato a 114.016 milioni di euro. La parte prevalente va attribuita ai turisti italiani, con il 44,2% del totale, mentre il turismo straniero rappresenta una quota pari al 25,7%. Le altre componenti del consumo turistico, tra le quali rientra l’utilizzo delle seconde case per vacanza, rappresentano il 30,1% della domanda turistica. Valore aggiunto del turismo per branca di attività economica, anno 2010, composizione %. Il turismo si colloca tra i settori più rilevanti dell’economia italiana: a titolo di confronto, si può considerare che nel 2010 tale incidenza (6%) è stata molto simile a quella del valore aggiunto prodotto dal settore delle costruzioni. Consumo turistico interno, 2010 Qualche confronto internazionale * Servizi a tariffa ridotta o gratuiti (es. musei, terme, ecc.) gestiti dalla PA e fruiti dai turisti. Nel 2010 il turismo ha prodotto 82.833 milioni di euro, pari al 6,0% del valore aggiunto dell’Italia. Questo significa che ogni 1.000 euro di consumo turistico, si sono generati 727 euro di ricchezza. Le attività economiche che hanno maggiormente contribuito a questo risultato sono quelle caratteristiche del turismo: alloggi collettivi e ristoranti (31,7%). Le altre industrie turistiche, comprese le seconde case, hanno avuto un peso complessivo del 45,1%. Le industrie non turistiche, invece, hanno apportato un contributo complessivo pari al 23.2%. Sulla base di questa prima stima del CST, in termini di rilevanza della domanda turistica sull’attività produttiva, il nostro Paese si confronta piuttosto bene con la Spagna. Le statistiche disponibili per la Spagna, relative al 2010, mostrano che il turismo svolge un ruolo considerevole e riconducono ad un effetto diretto del 6,5%. Relativamente ad altri importanti paesi europei si registra che la rilevanza del comparto turistico, sempre misurata in termini di incidenza del VAT, si attesta al 4,0% in Francia, 3,8% nel Regno Unito, 3,2% in Germania e 5,4% in Austria. La quota turistica più alta in termini di valore aggiunto si osserva per Cipro con l’8,7%.