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Il Santuario di Gibilmanna
Notizie storiche
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Autori vari e depliant
Il Santuario
di
Gibilmanna
Notizie storiche
Curia Provinciale
dei Cappuccini di Messina
2002
Nota
Questo opuscolo viene diffuso:
in lingua italiana, inglese, francese, tedesca, spagnola e portoghese.
La traduzione automatica in Computer potrebbe contenere degli errori
ortografici o grammaticali.
Si chiede scusa e compatimento per l'inconveniente, essendo lavoro
artigianale per uso archivistico.
P. Candido Chichi - Archivista Provinciale
Assisi - Gibilmanna
Nel 342 quattro pietosi eremìti hanno posto mano ad Assisi alla fabbrica di una piccola cappella in onore di
Maria SS.
Nel VI Secolo la chíesetta venne presa in possesso dai Padri Benedettini.
Nel XII Secolo tale chiesetta fu regalata dai figli di S. Benedetto al poverello di Assisi.
Gibilmanna, strana coincidenza, fu presa pure in possesso dal PP. Benedettini che vi fabbricarono la
chiesetta e il piccolo Monastero che poi abbandonaro.
Nel 1535, l'ultimo priore di Gibilmanna cedette la chiesetta ai PP.Cappuccini.
I Cappuccini, ossequienti all'ordine del P. Francesco, dopo la ricompra del Convento da parte del vescovo dì
Cefalù, ritornarono al loro posto di combattimento.
Assisi, custodisce le spoglie mortali del Santo poeta, Gibilmanna,dal 1534,il Simulacro della Vergine
miracolosa.
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Il Santuario di Gibilmanna
Notizie storiche
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S.Francesco d’Assisi
San Francesco nacque in Assisi nel 1182, da Pier Bernardone, agiato negoziante.
Lasciò il commercio e ogni bene terreno per darsi alla vita religiosa.
Nel 1209, volle istituire un Ordine che, per umiltà, intitolò “Dei Frati Minori ”.
Nel 1210, la Regola, dettata da Lui, ebbe l'approvazione del Papa Innocenzo III.
Nel 1221, fondò il “Terz'Ordine” che fu approvato da Papa Onorio III, nel 1223.
Nel 1224, lasciò il Monte Subasio per tornare alla Porziuncola.
Nel 1226, fu colto da grave malattia.
Morì nella notte dal 3 al 4 Ottobre 1226.
Nel 1228 fu canonizzato da Papa Gregorio II.
Nel 1230 il Suo corpo venne trasportato ad Aslsisi e sepolto nella grande Basilica che
porta il Suo fulgido Nome.
I Frati Minori
L'Ordizie fondato da Francesco d'Assisi crebbe con rapidità e, verso la metà del Secolo XIII, contava circa
8.000 Conventi e 200.000 monaci.
All'Ordine Francescano appartennero i Papi: Nicola IV, Alessandro V, Sisto V e Clemente XIV; Tommaso da
Celano e Frate lacopone da Todi.
li secondo Ordine fondato da S. Francesco è quello delle Religiose; la prima delle quali fu S. Chiara (1212),
onde il nome di Clarisse.
Il Terz'Ordine, detto dei Terziari, fu fondato da Francesco, nel 1221.
I Cappuccini in Sicilia
Quando i PP. Cappuccini posero piede in Sicilia, questa era sotto il dominio della dinastia austriaca.
Re Ferdinando il Cattolico morì il 23 gennaio 1516.
Sulla cattedra di Pietro sedeva Papa Clemente VII, reggeva l'Impero Carlo V; Vicerè dell'Isola il Conte di
Monteleoíìe Ettore Pignatelli.
il P. Bernardino Giorgio da Reggio fu invitato in Sicilia per istituirvi i relativi Conventi.
Il I° Convento è stato fabbricato a Messina,nella contrada Isadeo,il II° convento a Castronovo, in Provincia di
Palerrno, nel 1533; il terzo è stato fondato a Vizzini, in Provincia di Catania; del 1534 è quello di Castrogiovanni,
del,,1535 quello di Gibilmanna.
Il culto dei Cappuccini
per Maria Vergine
Il poverello d'Assisi ebbe una grande devozione per Maria SS.
Volle che la Porziuncula fosse dedicata al culto della Vergine. Il Santo pose sotto le ali di Maria i suoi figli. Egli
la costituì avvocata del suo Ordine.
Maria, avvocata e protettrice dei Frati poverelli, è la base del culto dei Padri francescani.
Meraviglioso il “ Saluto della Beata
Vergine” scritto dal poverello d'Assisi.
Perchè...Gibilmanna
L'appellativo di “ Gibilmanna ” risale al 1535.
Prima l'esistenza di tale nome non risulta da alcun documento.
L'appellativo di Gibilmanna deriva dalla parola araba: ghibil che significa monte.
Non essendo stata la zona di Gibilmanna produttrice di grandi quantitativi di manna, si pensa che il nome
aggiunto alla radicale araba, sia dovuto alla corruzione dell’idioma sicilianoi proveniente da Jubileo Magno.
Il Monastero dei Benedettini
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Il Santuario di Gibilmanna
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Con diploma del 1 Maggio 1178, il Vescovo di Cefalù “ Guidone ” fu autorizzato da Papa Alessandro III a
disporre, fra le altre, anche della Chiesa di Gibilmanna.
Ciò fa pensare che in quell'epoca i Padri Benedettini non curavano più il culto della Chiesa di Gibilmanna.
Errano coloro che affermano che i Padri Benedettini abbandonarono Gibilmanna nel 1228.
li Vescovado di Cefalù preesisteva all'epoca in cui Ruggero II, nel 1145, lo ripristinò.
La Chiesa di Gibilmanna restò sotto la giurisdizione dei Priori di Cefalù sino al 1535, epoca in cui
subentrarono i PP. Cappuccini.
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La Chiesa dei
PP.Benedettini
Dal 1535 al 1619 l'antica chiesetta eretta in Gibilmanna dai PP. Benedettini, per ben 84 anni fu officiata dai PP.
Cappuccini.
Nel 1576 il Padre Sebastiano da Gratteri, della famiglia di Majo, durante la celebrazione della messa in detta
chiesetta ebbe l'apparizione di Gesù Ecce-HOMO.
Nella Chiesa dei Benedettini vi erano anche un trittico in tavola, un quadro all'altare maggiore, un Crocífisso
bizantino di legno scolpito e un affresco.
Il Crocifisso, che oggi trovasi nella Cappella della Madonna, sullo scorcio del Secolo XVI al P. Ivone da Messina
disse queste parole:”Qui comanda mia madre”.
L’istituzione del Priorato
Nel 1228, sotto la disciplina dei Canonici Regolari di S. Agostino il Vescovo di Cefalù, Arduino, istituì ìl Priorato
per la Chiesa di Gibilmanna.
Nel 1219 fu investito del Priorato il canonico Fra Filippo.
Dal 1475 al 1671 i Priori furono scelti fra i Frati Agostiniani.
Avvenuta la secolarizzazione dei Capitolo della Cattedrale di Celalù, i Priori furono scelti nel clero secolare, in
forza della bolla di Papa Clemente X del 1 Ottobre del 1671.
L’eremita Giuliano De Placia
Quello che era stato il Monastero dei PP. Benedettini fu distrutto dai Saraceni e dal tempo.
Gli eremiti che vi si alternarono vissero dentro i tronchi di alcune querce secolari.
L'Eremita che i PP. Cappuccini trovarono in Gibilmanna fu Giuliano De Placia, da Misilmeri.
Fu il Padre Sebastiano da Gratteri che vestì da frate cappuccino l'eremita Giuliano che pronunciò i voti solenni.
Il P.Sebastiano da Gratteri
Il M. R. P. Sebastiano Di Majo, già dei Minori Osservanti, fu il fondatore della comunità cappuccina del Santuario
di Gibilmanna.
Egli chiese di far parte dell'Ordine dei PP. Cappuccini; fu l'ottavo cappuccino siciliano.
Fu inviato in Sicilia dal Vicario Provinciale ed assegnato a Gibilmanna.
Nel 1539 fu eletto Provinciale di tutta la Sicilia, fu rieletto nella stessa carica nel 1563.
Nel 1516 ebbe la visione di Gesù legato alla colonna, al momento della elevazione dell'Ostia.
Morì in Castelbuono nel 1580, in fama di santità.
Il Simulacro della Vergine Storia e leggenda
Il culto della Vergine SS. nel Santuario di Gibilinanna risale al lX secolo.
I PP. Benedettini veneravano una immagine della Vergine dipinta sopra una parete dell'antica chiesetta.
Il Simulacro marmoreo risale al 1534 ed è attribuito ad uno dei Gagini.
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Il Santuario di Gibilmanna
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Il 15 agosto del 1760 fu eseguita la solenne incoronazione della Vergíne e del Bambino Gesù, con grande
solennità, dal Vescovo di Cefalù Don Gioacchino Castelli.
La nuova Chiesa
La nuova Chiesa di Gíbilmanna fu iniziata nel 1619; fu aperta al culto nel 1623.
Dopo il 1623 fu demolita l'antica chiesetta officiata dai PP. Benedettini.
Il grandioso quadro in tela, raffigurante l'Assunzione di Maria SS. che troneggia sull'altare maggiore è di autore
ignoto.
Allo stesso pittore ignoto si attribuiscono i due quadri laterali rappresentanti l'Arcangelo San Michele e l'Angelo
Custode.
La Cappella della SS. Vergine fu ultimata nel 1625.
L'altare barocco apparteneva alla cattedrale dí Palermo. Fu venduto dopo i lavori compiuti dall'architetto
Ferdinando Fuga ed acquistato dai PP. Cappuccini di Gibilmanna, nel 1785.
La pavimentazione della Chiesa risale al 1898.
Il privo portico con apertura ad archi, risaliva al 1625; fu abbattuto nel 1907 e sostituito dall'attuale.
L'Organo della Ditta Laudani di Palermo, risale al 1904.
La gradinata, che fu del Municipio di Messina, fu acquistata dai Cappuccini di Gibilmanna e collocata nel 1917 e
no nel 1918.
L’Incoronazione della Vergine
e del bambino
Il 13 novembre 1759, l'orefice Buroni, allapresenza del Sig. Lorenzini, notaio del Reverendissimo Capitolo,
consegnò le auree corone a mons. Rolì.
Le due corone giunsero in Gibilmanna nell'Aprile del 1760.
Il 17 Agosto 1760 il Vescovo di Cefalù incoronò il Simulacro della Vergine e celebríi solenne messa pontificale.
L’altare
barocco della SS.Vergine
L'altare, e tutta la grande macchina di stile rococò, originariamente era nella cattedrale di Palermo, dedicato alli
Madonna “Libera Inferni” prima ancora che il Fuga vi apportasse. le ben note modifiche che furono eseguite tra il
1781 e, il 1801. Posto in vendita fu acquistato dai PP. Cappuccini di Gibilmanna, il 20 Novembre 1785. Le statue
laterali rappresentano:
S.Elena, opera di Fazio Gagini, e S.Giovanni Battista. opera di Scipione Casella..
Nel 1808 il Guardiano P. Giovanni da Lipari fece tratteggiare in oro zecchino tutte le linee architettoniche e fece
lavorare lo Spirito Santo d'argento. Le doratture zecchine, non esistono più. E’ del 1882 la cornice lavorata a
sbalzo in lastra d'argento del pàllio dell'altare.
Sono del 1882 i diue angeli d'argento che si ammirano nel terzo gradino dell'altare. il diadema di dodici stelle,
in oro, fu fatto lavorare da P. Serafino da Mistretta.
Guardiano il M, R.P. Elia da Geraci, nel 1960, ha fatto togliere dalla Cappella della Vergine la inferriata che
toglieva la visuale dell'Altare e del Simulacro, aprire una nuova flnestra, praticare un nuovo sfogo sulla destra,
rifare gli stucchi e il pavimento, sistemare la balaustra. Tutto ciò ha contribuito a dare alla Cappella un respiro più
ampio, una luce più diffusa, un assestamento definitivo che soddisfa in pieno gli appassionati fedeli e i visitatori.
La soppressione degli ordini religiosi
La legge dei luglio 1860 ordinò la soppressione degli Ordini Religiosi esistenti anche in Sicilia.
Il 6 novembre 1860, alla presenza dei M.R.P. Guardiano, il Padre Gaetano da Gratteri (della famiglia Cirincione)
e dei Friai del Converito, il ricevitore del Demanio tolse alla Vergine ed al Santuario tutti gli og- getti d'oro e di
argento,nonchè i parametiti sacri.
Nella Chiesa del Santuario restarono soltanto tre soli Cappucci,uno di essi cieco,di 96 anni e due
ottuagenari,inabili ad ogni servizio.
Nell'inverno successivo,non potendo questuare,provarono la fame.
La statuetta dell’Addolorata
La statuetta dell’Addolorata col Cristo morto,ritrovata nel vuoto di una quercia è posteriore al 1498.
Due pastori videro,nella notte,uscire dal tronco della quercia,un fumo candido e un insolito splendore.
Fu subito avvertito il Vescovo di Cefalù.
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A colpi di scure il tronco fu squarciato e in esso fu scoperta una statuetta raffigurante Maria SS.Addolorata
Per una notte fu posta nella chiesa che sta fuori le mura di Cefalù.Il gionro appresso doveva essere trasportata
con solennità,dentro l’abitato,ma con grande meraviglia di tutti, la sacra immagine non fu più trovata dove era
stata provvisoriamente posta.
Fu ritrovata allo stesso posto di prima,nel cavo della stessa quercia.
Il Vescovo decise di trasportare la statuetta con una solenne processione al Santuario di Gibilmanna ove si
conserva.
Gli Altari della Chiesa del Santuario
Il primo altare, a destra di chi entra dal portico, è dedicato ai Beati dell’Ordine dei PP. Cappuccini,quello
a sinistra all’Arcangelo San Michele.
L’altro altare,vicino alla balaustra dell’Altare Maggiore e dedicato ai santi:Bonaventura,Chiara,Antonio da
Padova e Margherita da Cortona; quello a sinistra,di fronte, è dedicato al Padre .Francesco e a San Gregregorio
Magno.Custodita in una camoana di cristallo,vi si osserva la statuetta dellìAddolorata,rinvenuta miracolosamnete
in un tronco di quercia nei pressi di Cefalù.
Il quadro sovrastante il tabernacolo in legno intagliato all’Altare Maggiore,di autore ignoto,rappresenta
l’Assunzione di maria Vergine in cielo.
In nove compartimenti dell’altare sono distribuiti le 246 reliquie possedute dai PP.Cappuccini.
L’Altare che trovasi nella cappella rientrante di fronte a quella della Vergine SS. iniziato nel nel 1921 è dedicato
al Crore Santissimo di Gesù.
Il Monumento a S.Francesco d’Assisi
nel VII Centenario della nascita.
Il monumanto di bronzo a SanFrancesco, che trovasi al centro del piazzale antistante la Chiesa è opera dello
scultore Cav. IrrancescoGarufi.
La statua che era stata fusa in bronzo nella Fonderia Laganà di Napoli giunse in Gibilmanna il 26
settembre 1926.
Il 5 ottobre del 1926, la statua fu posta sul piedistallo di marmo di Carrara.
Il 28 dicembre 1926, mori il Dr. Cav. Gaetano Saeli, promotore del monumento a S. Francesco.
Il 7 settembre 1927 ricorrendo il VII centenario della nascita del Poverello d'Assisi, il monumento fu
solennemente inaugurato.
Gibilmanna nella poesia e nell’arte
Fra i letterati e i poeti che hanno scritto delle magnifiche pagine e delle ispirate liriche su Gibilmanna ricordiamo:
il Sac, Silvio Cucinotta, Arttìro Di Vita, Tornmaso Nediani, Alessio di Giovanni, Aligelina Lanza, Maria Capuano,
Giovanna Maria Pignocco, Mario Oliveri, il M.R.P. Egidio da Castelbuono, il P. Giustino da Patti, C. Afri, il P.
Mansueto da Gratteri, il P.Daniele d'Isnello, Clara Scoppa,P.Lorenzo da Castelbuono, Padre Francesco Paolo da
Gangi, Mons. Blasco, il P.Bernardo da Bronte. il Can. Brocato Zito, il barone Antonio Collotti, Andrea F. Velardi,
Giovanni Agnello di Ramata e moIti altri che non ci è possibile rnensionare.
Particolari privilegi del Santuario
Con diploma del 20 maggio 1841, la Chiesa di Gibilmanna fu perpetuamente aggregata alla basilica di Santa
Maria Maggiore in Roma.
ll 5 maggio 1182, Papa Pio VI, concesse l'Indulgenza Plenaria a chi, in qualunque giorno dell'anno, confessato e
comunicato, visiti la Chiesa del Santuario e preghi.
ll 26 maggio 1872, l'Altare della Madonna è stato dichiarato “ Privilegia-to ”.
ll 28 maggio 1816, Papa Pio VII, confermò l'Indulgenza Plenaria nel giorno di S. Gregorio Magno.
Con diploma del 6 novembre 1841, il Padre Generale dell’Ordine dei Servi di Maria, concesse ai Guardiani del
Convento di Gibilmanna, la facoltà dì erigere, la Pia Confra ternita dei Servi li Maria.
Nel 1952, la S, Sede spostò dal 15 agosto al 1° di settembre, la festa della SS. Vergine di Gibolmanna.
Opere del Santuario
L'infermeria di Cefalù fu fabbricata nel 1889.
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Il nuovo corridoio con ventiseì cellette, per gli Studenti ,fu fabbricato nel 1900.
Il vecchio portico fu demolito nel 1907.
La Chiesa fu pavimentata nel 1898.
Nel 1921 fu iniziata la costruzione della Cappella del Cuore di Gesù.
Nel 1958 è stata iniziata la fabbrica per il Seminario Serafico.
Il nuovo Coro
Dall'Agosto del 1933 aií'Ottobre del 1934 funzionò da Coro la Cappella della SS. Vergine.
Il 29 Agosto 1933 furono iniziati i lavori in muratura per la costruzione del nuovo Coro che è dietro l'Altare
Maggiore.
li 1° Novembre, giorno di tutti Santi, la riuscitissíma 0pera fu inaugurata.
Il nuovo Coro misura circa cento metri quadrati di superficíe.
Il 9 Settembre, 1934 ebbe luogo la cerimonia di scoprimento della lapide marmorea murata sulla sinistra
della porta esterna della Chiesa, sotto il nuovo portico.
L'iscrizione latina fu dettata dal M.R.P. Mansueto da Gratteri, illustre predicatore.
D. 0. M.
QUOD PIUS EREMITA JULIANUS DE PLACIA ACQUISIERAT
ET DE LITTORE ROCCELLAE LECTICAE IMPOSTTUM BINIS MULABUS
TRANSIVERAT MARMOREUM B. M. SEMPER VIRGINIS DE JUBILAEO MAGNO
SIMULACRUM GRATTERIUM TRANSIENS COMITANTE CLERO POPULOQUE
GRATULANTE AC DE FINITIMIS REGIONIBUS POPULIS CATERVATIM
ACCURRENTIBUS HUC PERVENIT ET CONSTITIT FERIA SECUNDA POST
PASCHA 1534 PARVO CONVENTU EXSTRUCTO P. SEBASTIANUS MAJO A
GRATTERIO OCTAVUS CAPUCCINORUM SICILIAE MIRA SANCTITATE
PRAEDITUS HUIUS BEATAE MARIAE VIRGINIS CULTUM TOTIS VIRIBUS
PROMOVIT ET PROPAGAVIT IPSAQUE BEATA VIRGINE PORTENTIS PER
QUATUOR SAECULA CONFIRMANTE HUCUSQUE PLURIMAS BENIGNE AC
MATERNE GRATIAS EFFUNDENTE HUIUS QUATER CENTENARIE
COMMEMORATIONE SOLEMNIA CAPUCCINOUM FAMILIA CELEBRAVIT ET CONCLUSIT
DIE 9 SEPTEMBRIS 1934 ILL.MO ET REV. MO D. AEMILIANO CAGNONI EPISCOPO CEPHALUDENSI
PONTIFICALIA GERENTE; ET INTERVENTU A. R. P. PROVINCIALIS BERNARDINO AB ENGIO MEMORIA UT
PERENNIS PRAESENTIBUS PERSTET ET POSTERIS EFFICAX HUNC LAPIDEM POSUIT R. P. THOMAS A
VALLEULMI GUARDIANUS
La Cappella del Corpus Domini
La cappelletta del Corpus Domini, che trovasi all'imboccattura dello stradale che porta a Cratteri, fu
inaugurata ed iniziata all'annuale cerimonia il giorno della festa del Signore neil1931.
Il serbatorio dell’acqua
Il 19 Giuglio 1935 fu consegnato al M.R. P.Guardiano il progetto per la costrusione del serbatoio dell’acqua.. Il
giorno 8 Agosto 1938 il serbatorio fu benedetto.
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Ciò che il tempo ha cancellato
(Ai lati dell’ingresso dell’antico portico si leggevano i due sonetti:)
A sinistra
Chi fia Costei Cui forma il sol l'ammanto
La luna al bianco piè gaio sgabello,
Le stelle al capo nobil serto e bello,
Chè. i spiriti di lassù lodan col canto?
Chi fia Costei che tien sito trono
accanto
Al Re dei Re, e Dessa impera
a quello
Che fu, che è, che sarà? quest'è
novello
Altro poter, gran dignità, gran
vanto!...
Forse è Rachele, tra le belle eletta?
Forse è Giuditta, la gran donna,
e forte?
0 forse, è Esterre di Assuer diletta.
No,Dessa è Maria,che per nostra
sorte
Qui sua stanza prescelse,e qui
soggetta
a se tiene mnatura,e tien la morte.
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Nell’atrio della chiesa. a destra
Più dei cieli sublimi e più profondo
Dei neri abissi, e più del mare
esteso,
E' il tuo poter, Maria, tal che
compreso
Esser non può da un intelletto
il pondo.
Affanni, o passeggeri soffri dal mondo?
Da rio malor, da doglia giaci offeso?
Nei lesi dritti tuoi resti indifeso?
Lo spirto tuo non mai vedi
giocondo?
Qui ti ferma, ti prostra, qui tu adora
L'Eccelsa Diva, che qui ha tempio
ed ara,
E questi boschi di Sua luce indora.
Qui salute ti dona, e qui prepara
Conforto al core e quale lieta aurora.
La cupa notte in sul fallir rischiara.
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I distici sulle porte delle celle:
Sulla porta del P.Guardiano
Sei scelto a governare Or l'alta cura
con prudenza ne adempi,e con
premura
Sulle varie celle:
Che giova all’uom, se il tutto acquista, se
poí l'anima sua perde di vista?
Al cospetto degli Angeli,o Signore,
col canto a te ergerò mia mente
e core.
Se un cuor benigno avrai, soave
e mite,
sarai beato in ambedue le vite.
Ahi, quanto è lunga qui la mia
dimora!
Quando d'esser con Dio giungerà
l'ora?
Ecco qual’è dell’uom la fragil vita:
vento o vapor che passa alla sfuggita
Dopo il morir chi spera in Dio
risorge,
nè l'uomo fral di tanto ben
s'accorge.
Parla, o Signor, chè qui soltanto io
sono,
e questo sacro asil mi fu tuo dono.
Tu rompesti, o gran Dio, le mie
catene;
a Te l'Ostia di lode offrir conviene.
Meglio non cominciar la santa
impresa
che,desistendo,tralasciar,sospesa.
Chi lascia il tutto e me segue ed imita
centuplo avrassi e insiem,l’eterna vita
Della mia gioventù,l’enorme errore
non ricordar mai più,dolce Signore.
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Allo stolto che giova argento ed oro
se di sapienza non farà tesoro?
Santo sarai,se santo avrai l’esempio
empio e perverso col perverso
ed empio.
Sette palmi di terra son bastanti
ai poveri,ai ricchi ed ai regnanti.
Di mille colpe reo sospiro e gemo.
Che dirò,che farò nel giorno
estremo?
Se appena il giusto di salvarsi ha
scampo;
l’empio ove troverà forse lo scampo?
Momentaneo piacer che presta il
mondo
costa eterno dolor di averno in fondo
Non v’ha quaggiù chi sappia infin
che muore,
se degno fosse d’odio oppur
d’amore.
Dell’inferno scampar se vuoi le pene
lungo la vita agonizzar conviene.
La sua canizie spregia e vilipende
chi è vecchio d’anni ed in virtù non
splende.
Gravissimo giudizio è riservato
al negligente e partigian prelato.
La giustizia di Dio che tutto scopre,
premia e punisce ognun secondo
l’’opre.
Poche parole ha il savio,e dice molto;
e nulla dice il molto dir lo stolto.
Beato chi dei poveri ha la cura
Scanzerà dell'inferno, la sciagura.
Quieta dimora è questa all'ombra
pia
del rnanto protettore di Maria
Chi di salire al ciel avrà l'onore?
Colui che ha monde mani e mondo
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il cuor.
La Regina del ciel ognor concede:
pace, perdono, provvidenza e fede.
Pensi chi vuol dal mondo il cor diviso:
,rriorte, giudizio, inferno
e paradiso.
Sulla cella del portinaio stava scritto:
Alla custodia tua sono affidati:
i padri, i frati, famoli e prelati.
Sulla porta della Canova:
Prudenza, carità e calma immensa
risplendono in chi chiede e in chi
dispenza.
Sotto la meridiana:
Se l'ombra o stilo corre senza freno,
tal la tua vita fugge in un baleno.
All'inizio d'una scala:
Silenzio, modestia e religione,
all'ospite educato non s'impone.
Misera foglia,o Dio, che porta il vento
senza la grazia tua, io son, lo sento.
Accogli del tuo servo la preghiera
che umile a te rivolge mane e sera.
Molti sono i chiamati a stato santo,
ma gli eletti del ciel, son pochi,
intanto.
Si trova dell'inferno sulla soglia
chi in ubbidire cerca la sua voglia.
Sotto un'immagine di Maria:
In questa valle di dolore e pianto,
accoglici, o Maria, sotto il tuo manto.
Ai piedi d'un Crocifisso:
Vita, crucem, ut vivas, hominum si
scire
Quis?quid?Cur?cuius passus amore
fuit?
Su alcune porte finte e dipinte sul muro:
Aver l'ingresso qui si fa più presto
ch'entrare in cielo, l'empio e il
disonesto.
La vita dell'ipocrita somiglia
a questa finta porta, a meraviglia!
Battei più volte il cor, ma sempre
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chiuso
Or tu mi chiami e resterai deluso.
Come l'aver qui ingresso è sforzo
vano,
così l'empio salvarsi è caso strano.
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Sui bagni:
Pensa, o mortal che sei polve
fetente;
peggior tu diverrai qual qui si sente.
Del cucinier ogni perizia ed arte
tutto viene a finir da questa parte.
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Gibilmanna oggi
Gibilmanna si raggiunge da Cefalù percorrendo una bella strada panoramica per circa 14 Km. Il
Santuario (800 m) sorge sul fianco occidentale di pizzo S. Angelo ed è immerso in una zona boscosa a
castagni e querce. La strada termina nello spiazzo antistante al Seminario Serafico, da cui si accede al
sagrato del Santuario e all'annesso Convento che ospita il museo "Fr. Giammaria da 'Tusa" e la
biblioteca
"Fr. Gesualdo da Bronte".
Le Origini
Il Santuario di Gibilmanna dedicato alla SS Vergine è il piu celebre tra i Santuari Mariani della
Sicilia e da sempre punto di gravitazione religioso e sociale delle Madonie. La data di fondazione e
tutt'ora incerta, ma la tradizione vuole che Gibilmanna sia uno dei sei Monasteri fatti edificare in Sicilia,
da Gregorio Magno, prima di essere eletto pontefice (540-604 d.C.). Il monastero benedettino,
probabilmente abbandonato nel sec. IX, durante l'invasione dei saraceni, cadde in rovina, tranne la
chiesa che continuò ad essere luogo di devozione.
Dalla partenza dei benedettini sino all'arrivo dei Frati Minori Cappuccini nel 1535, la chiesa fu
custodita da vari eremiti, I'ultimo dei quali, Giuliano da Placia da Misilmeri, entrò nel nascente ordine
dei cappuccini.
L'Ordine dei Frati Minori dei Cappuccini scaturisce dal ceppo francescano con lo scopo di
riportare i religiosi alla primitiva e più rigorosa osservanza della regola francescana. La loro prima
denominazione fu "Ordine dei Padri della vita eremitica" e il loro riconoscimento avvenne nel 1525
sotto il papato di Clemente Vll.
I Cappuccini, sulle rovine dell'antico monastero benedettino, costruirono il primo nucleo di
celle e solo nel 1619 diedero inizio ai lavori per la costruzione della nuova chiesa che fu ultimata nel
1624.
L'anno dopo fu edificata la cappella della Ma-donna. Nel 1785 la cappella si arricchì
dell'imponente altare barocco proveniente dalla Cattedrale di Palermo. Ma molte sono state le nuove
opere, i rifacimenti e i fatti che hanno segnato la vita del Santuario fino ai nostri giorni. Una vita
scandita dall'annuale festa di Maria SS. di Gibilmanna, patrona della Diocesi di Cefalù, che si celebra
ogni prima domenica di settembre.
Il Santuario
Il Santuario di Gibilmanna è il prodotto di una stratificazione piuttosto complessa di varie
fabbriche. Gli ultimi mutamenti avvenuti nell'arco di questo secolo, quali il rifacimento della facciata nel
1907, la risistemazione del sagrato nel 1927 e l'edificazione del Seminario Serafico nel 1958, hanno inciso
in modo determinante sull'aspetto figurale attuale.
Dalla descrizione del Santuario, cosi come apparve alla scrittrice Angelina Lanza nel
1898 e riportata nel suo libro "La casa sulla montagna", il Convento si presentava "povero", una chiesa
semplice e priva di alcuna ricchezza ornamentale. "La rozza facciata", cosl come si ricava dalla rara
immagine fotografica della figura 1, presentava un "portico ad arco unico e rotondo di fronte, e le due
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Il Santuario di Gibilmanna
Notizie storiche
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finestre ad arco minore sui lati non aveva campanile" . Un aspetto molto vicino all'originaria chiesa del
XVI sec.
Nel 1907 il vecchio portico della chiesa fu sostituito da uno più ampio.Il nuovo portico in stile
gotico,liberamente ispirato al Duomo di Cefalù secondo l'eclettismo tipico del tempo, fu alzato su un
doppio ordine di loggiati con due campanili a guglie piramidali. 11 sagrato fu anch'esso modificato nel
1927 su progetto e disegno dell'architetto Misuraca.
L.'andamento di tutto il complesso conventuale si sviluppa secondo un asse orientato da Ovest a
Est, ove si
susseguono il sagrato, il portico, la chiesa, il corpo conventuale con l'originario chiostro e un grande
fabbricato con orientamento Nord - Sud che attraverso un grande arco mette in comunicazione il secondo
e il terzo chiostro. In quest'ultimo fabbricato, indubbiamente una delle parti più significative dell'attuale
complesso, vi si trova l'antico refettorio e le originarie stalle e i locali di lavoro, adesso destinati a Museo
in seguito ai restauri promossi dall'Assessorato regionale ai Beni Culturali nel 1985 e curati dagli
architetti Silvalla Braida e Gaetano Corselli D'Ondes di Palermo. All'interno la chiesa, semplice e raccolta,
presenta un originale impianto a croce latina capovolta per l'innesto lungo le navate dclle due cappelle,
della Madonna a destra e del Sacro Cuore a sinistra. Sull'altare maggiore un didellAssunta di autore
ignoto e una ricca custodia in legno scolpito tipica delle hiese francescane. A sinistra dell'altare l"'Ecce
Homo" dipinto da P. Sebastiano da Gratteri, utilizzando succhi d'erbe e fiori. Alle pareti delle navate
dipinti devozionali raffiguranti S. Bonaventura, S. Michele, S. Francesco e Santi Cappuccini.
Nella cappella della Madonna le opere piu in-teressanti: I'affresco della Madonna con
Bambino che risale con ogni probabilità al sec. XIII e che fu trasferita nella cappella della Madonna
segando il muro della vecchia chiesetta Benedettina ed incastrando l'affresco nella nuova parete, un
antico crocifisso in legno,manifattura siciliana del XIV sec., e il simulacro marmoreo di Maria SS. Regina
del Paradiso, realizzato da Antonello Gagini, o dalla sua scuola. Intorno alla statua i cappuccini
innalzarono un fastoso altare in stile barocco del palermitano Baldassare Pampillonia.
La Biblioteca
La Biblioteca "Fr. Gesualdo da Bronte", recentemente riorganizzata da Domenico Portera e
da Lorenzo llardo nei locali dell'ex seminario serafico, custodisce incunaboli, cinquecentini rari e
preziosi quali per esempio la prima edizione del 1558 del "De Rebus Siculis" di Tommaso Fazello, testi
del seicento, vocabolari e testi filosofici e teologici del settecento, gli studi arabi dell'Airoldi e quelli
storici del Di Blasi. Eccezionali anche alcuni testi apologetici e agiografici oltre a numerosi e vari testi
dell'ottocento e novecento.
Il Museo
Il nuovo Musco dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini della Provincia di Messina, curato dalla
dottoressa Caterina Ciolino, si pone nella sua specificità come organismo museale francescano siciliano.
Il percorso storico-artistico si sviluppa in otto sale e presenta una ricca campionatura di
opere (dipinti, sculture, argenti, paramenti, arredi sacri di vario genere) provenienti da diverse sedi
conventuali che comprendono anche quelle soppresse e cedute per una nuova destinazione.
Non tutte le opere esposte presentano un al-o valore artistico, ma tutte invece sono
testimonianza della storia sociale nelle connotazioni che li legano ai valori spirituali e religiosi. Il
Santuario di Gibilmanna che geograficamente appartiene al territorio palermitano, giuridicamente, per
l'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, fa parte della provincia di Messina secondo l'antica ripartizione del
1574 dell'lsola nelle tre Province francescane di Val di Mazzara, Val di Noto e Val Demone.
Il Santuario svolgeva, inoltre, una intensa attività di produzioni artigianali ed economiche
in rapporto con i bisogni propri e delle comunità circostanti.
La notevole diversità nel valore e nella qualità delle opere qui raccolte, testimonia i vari
aspetti di una cultura che comprende il rigore prescritto dalla spiritualità francescana ed episodiche
aperture ad un più ricco e "mon-dano" senso decorativo.
Questa raccolta testimonia, peraltro, un aspetto importante della committenza e
costituisce un capitolo fondamentale della Storia dell'Arte come bene ha dimostrato Francis Haskell.
MUSEO
Sala S. Francesco , Room of St. Francis
l . Statua raffigurante San Francesco, Statue of St. Francis, argento sbalzato e inciso , argentiere siciliano, sec. XVIII
(Gibilmanna,Santuario)
2. La Madonna di Gibilmanna, The Madonna of Gibilmanna, dipinto su tela, pittore siciliano ignoto, sec. XVIII
(Gibilmanna, Santuario)
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Il Santuario di Gibilmanna
Notizie storiche
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3. Il Miracolo della Madonna di Gibilmanna, The Miracle of the Madonna of Gibilmanna, dipinto su tela, pittore
siciliano ignoto, sec. XVIII (Pettineo, Convento dei Cappuccini)
4. Gian Maria da Tusa, Gian Maria da Tusa, Primo Generale (1584) dell'Ordine Cappuccino della Val Demone, dipinto su
tela, pittore siciliano ignoto, sec. XIX
5. Padre Sebastiano da Gratteri, Father Sebastiano da Gratteri, Fondatore nel 1578 dell'Ordine Cappuccino nella
Valdemone,
dipinto su tela, pittore siciliano ignoto, sec. XIX (Gibilmanna. Santuario)
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6. (Visione di) Fra Felice da Cantelice, (Vision of) Friar Felice da Cantelice, Primo Santo
Cappuccino (1515-1587), dipinto su tela centinata, dat. 1755, Ludovico Svirech (Savoca,
Convento dei Cappuccini)
7. Stemma francescano, Franciscan emblem,
legno policromo, produzione cappuccina, sec. XVIII (Gibilmanna, Santuario)
8. Pianete con stemma francescano, Chasubles with Franciscan emblem, tcssuti di di
colorc arancio, rosso, bianco, ricamate in seta policroma, manifattura siciliana, scc. XVIII
(Santuario di Gibilmanna, Convento dei Cappuccini di Pettineo, Tusa e Geraci).
9. Statue raffiguranti "Maria Bambina" il "Bambinello Gesu", Wax statues of "Mary as
a Child" and the "Infant Jesus ", cera, ceroplasta siciliano, sec. XIX (Tusa Convento dei
Cappuccini)
10. Adorazione dei Magi, The adoration of the Magi,
dipinto su tela, pittore sicilia ignoto (Castelbuono,Convento dei Cappuccini).
11. Circoncisione, Circumcision, oliou tela, autore siciliano ignoto
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(Castelbuono Convento dci Cappuccini)
12. Reliquiari, Reliquaries, legno e materiali vari, prod. cappuccina, sec. XVIII-XIX
13. Candelabri, Candelabra, Icgno, csemplari di prod. cappuccina, sec. XVIII-XIX
Sala II
1. Fra Bonaventura da Troina, Friar Bonaventura da Troina, Primo storic0 dell'Ordine
Cappuccino della Valdemone, olio su tcla, autore siciliano ignoto, sec. XVlll
2. Fra Felice da Nicosia, Friar Felice da Nicosia, Primo Samto dell Ordine Cappuccino
della Valdemone (.........-1787), olio su tela, autore siciliano ignoto, sec. XIX
3. Paliotti, Antependia, disegno pirografico su cuoio, produzione cappuccina, sec. XVIII
(Pettineo, Convento dci Cappuccini)
Sala III
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Il Santuario di Gibilmanna
Notizie storiche
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1. Paliotto, Antependium, dis
egno pirografico su cuoio, autore siciliano ignoto, scc. XVIII (Pettineo, Connto dei Cappuccini)
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2. Arredi liturgici francescani, Franciscan liturgic ornaments: osrensorio in rame dorato e vetro colorato; rcliquiario in
ottone dorato; pace in bronzo dorato, turibolo in rame c candelieri in legno dipinto - sec. XVII-XIX
Sala IV
1. Polittico costituito da sei comparti, Polyptych in six sections: "La Madonna con il Bambino tra Angeli", "S.
Francesco", 'S. Chiara", "S. Agata", "S. Lucia", "I.'An- nunciazione", "Dio Padre benedicente", olio su tela, .autore
messinese ignoto (Domenico Guarcena?), sec.XVIII (S.avoca Convento dei Cappuccini)
2. Saio e oggetti di uso personale di ciascun frate cappuccino, Habit and personal obyects used by every capuchin friar
3. Pianete, Chasubles, manifattura siciliana, scc. XVIII (Santuario di Gibilmanna, Convento dei Cappuccini di Savoca e
Convento dei Cappuccini di Gcraci)
4, Pianete, Chasubles, manifattura siciliana, sec. XVIII-XIX (Santuario di Gibilmanna, Convento dei Cappuccini di
Geraci)
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5. Paliotto, Antependium, disegno pirografico su cuoio. autore siciliano ignoto, sec XVIII
(Pettineo, Convento dei Cappuccini)
6. S. Maria degli Angeli, St. Mary of the Angels, olio su tela centinata, autore siciliano
ignoto, inizi sec. XVII (Pettineo, Convento dei Cappuccini)
Sala V
1. Paramenti per celebrare la messa cantata, Vestments for the celebration of sung mass:
piviale, pianeta, tonacelle, stole, manipoli, velo omerale, tessuto rosso e bianco, ricami in
argento e oro, manifattura siciliana, sec. XVIII (Santuario di Gibilmanna, Convento dei
(Cappuccini di Randazzo)
2. Suppellettili per celebrare la messa cantata, Items for the celebration of sung mass:
ostensorio, calice (Gibilmanna, Santuario), turibolo (Tusa, Convento Cappuccino),
navetta,pisside,lavorato a sbalzo e incisione, argentieri siciliani, sec. XVIII
3. Piviale, Cope, tessuto di seta bianca, ricami in oro, "Immacolata" in seta policroma, sec.
XVIII, manifattura siciliana (Gibilmanna, Santuario)
4. Piviale, Cope, tessuto di seta rossa, decori a nastro e floreali in seta poliroma, produzione
italiana, sec. XVIII
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(Gibilmanna, Santuario)
5. Pianete, Chasubles, tessuti di seta, ricami policromi, manifattura siciliana, sec. XVTII
(Messina, Santuario di Pompei; Santuario dl Gibilmanna)
6. Piccoli oggetti liturgici in tessuto Small cloth liturgical items: stolone. copripisside, velo
da calice, borsa, conopeo.
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Il Santuario di Gibilmanna
Notizie storiche
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7. Sedia e sgabelli, Chair and stools, legno dorato, velluto rosso, artigianato siciliano, sec.
XIX
8. Sedia e sgabelli, Chair and stools, legno dipinto azzurro, artigianato siciliano, sec.XIX
9. Paliotto, Antependium, olio su tela, autore siciliano ignoto, sec. XVIII
Sala Vl, Room Vl
1. Ecce Homo, olio su tela, autore siciliano ignoto, sec. XVIII (Gibilmanna, Santuario)
2. Addolorata, Our Lady of sorrows, olio su tela, autore siciliano ignoto, sec. XVIII
(Gibilmanna, Santuario)
3. Oggetti liturgici in argento, Silverliturgical items
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4. Ex-voto in oro, Gold ex-votos
Sala Vll
1. Pianete, Chasubles, tessuto "bizarre" e “revel”, manifattura italiana e francese, sec. XVIII (Convento dei Cappuccini di
Castelbuono, Pettineo, Messina e Santuario di Gibilmanna)
2. Ultima cena, Last supper, olio su tela cerltinata, autore messinese ignoto (Domenico Guarcena?), sec. XVIII (Savoca,
Convento dei Cappuccini)
3. La Sacra Famiglia, The Holy Family, olio su tela centinata, autore messinese ignoto (Domenico Guardena?), sec. XVIII
(Savoca, Convento dei Cappuccini)
4. S. Michele Arcangelo, St. Michael the Archangel, olio su tela, autorc siciliano ignoto, sec. XVIII (Gibilmanna,
Santuario)
5. Angelo Custode, GuardiaAngel, olio su tela, autore siciliallo ignoto, sec. XVII (Gibilmanna, Santuario)
6. S. Lucia, St. Lucy, olio su tela, autore siciliano ignoto sec. XVII (Gibilmanna Santuario)
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7. S. Agata, St. Agatha, olio su tela, autore siciliano ignoto, sec. XVII (Gibilmanna, Santuario)
8. Pianete, Chasubles, tessuto di seta, manifattura siciliana, italiana e francese, sec. XVIII (Santuario di Gibilmanna,
Convento dei Cappuccini di Pettineo, Lipari e Tusa)
9. Piccoli oggetti liturgici in tessuto, Small cloth liturgical items: conopeo, veli da calice, borse e manipoli
Sala Vlll
1. S. Giovanni, St. John, olio su tela, autore siciliano ignoto, sec. XVIII (Gibilmanna, Santuario) .
Il ritorno dell'organo
a "canne palustri"
Sotto le abili dita del maestro Diego Cannizzaro, accompagnato al flauto da Piero Cartosio, il 1 settembre,
alle ore 21.00, il prezioso, originale e unico organo a canne palustri che ha superato l'azione del tempo che tutto
tende a cancellare sotto il manto dell'oblio, ritornerà a far fluire la linfa vitale tra le sue canne e a far risentire la
sua dolce voce nell'austero e silenzioso Santuario di Gibilmanna.
Nato dalle ruvide mani di uno sconosciuto e umile frate cappuccino, che ha saputo mettere insieme povere
cose, tra le quali appunto le canne palustri, quest'organo è oggi l'unico esempio europeo esistente.
Sapientemente restaurato con una complessa operazione che ha voluto rispettare fin nei minimi particolari la
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Il Santuario di Gibilmanna
Notizie storiche
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struttura e i materiali originari, quest'organo oggi impreziosisce sempre più il Santuario di Gibilmanna, rendendolo
ancora una volta monumento e documento vivente di una storia che con decisa volontà e forza suggestiva non
intende lasciarsi avvincere dalle spire del sonno della memoria. Il ritorno del suono di quest'organo, oltre ad
essere ininterrotto inno di lode alla Madonna di Gibilmanna, è segno e segnale della grande responsabilità
storica, culturale e cultuale del quale il Santuario e i suoi frati devono farsi carico nella fedeltà al passato,
nell'attenzione al presente, nell'intelligente anticipazione del futuro.
Diego Cannizzaro, nato a Petralia Sottana il 10/ 11 / 1968, ha conseguito con la lode la Laurea in Lettere Moderne ad
indirizzo musicologico presso l'Università di Palermo con una dissertazione sull'arte organaria antica siciliana, il Diploma di
Pianoforte coi massimo dei voti presso il Conservatorio di Palermo ed il Diploma di Organo e Composizione Organistica con
la lode presso il Conservatorio di Perugia sotto la quiai di Wijnand Van de Pol. Si è perfezionato in organo e clavicembalo
con Luigi Ferdinando Tagliavini, Harald Vogel e Montserrat Torrent Serra presso l'Accademia di musica italiana per organo di
Pistoia, la Norddeutche Orgelakademie e l'Università di di Santiago de Compostela. Attivo come organismo, pianista e
clavicembalista, ha partecipato a diverse rassegne musicali in Germania e Olanda, Polonia, Spagna, Slovacchia oltre che in
Italia. E' ispettore onorario per gli organi storici dell'Assessorato ai BB.CC.AA. della Regione Siciliana ed è consulente
organologico dell'istituto di Storia della Musica dell'Università di Palermo. Ha curato il censimento degli organi della Diocesi di
Cefalù ed ha pubblicato diversi saggi. Ha al suo attivo delle esecuzioni in prima assoluta: nel 1992 presso la sede degli Amici
della Musica di Palermo' ha eseguito una sonata inedita di Muzio Clementi (1752-1832) recentemente ritrovata suonando su
un fortepiano originale Collard & Collard; nel 1995 ha eseguito l'integrale delle opere per organo di Antonino Fortunato,
compositore siciliano vivente. E' Direttore Artistico dell'Accademia Organistica Siciliana con sede in Agrigento.
MUSEO
Incontro di Culture
di Anna Sferruzza e M. Antonietta D'Anna
Durante l'anno 2000 il Museo ha registrato un flusso di 30.755 visitatori. La loro qualità e quantità è stata
influenzata dall'introduzione di un modico prezzo d'ingresso, indispensabile per il mantenimento del museo
stesso, visto che non abbiamo altro contributo privato o pubblico.
Se, da un lato, il numero dei visitatori è leggermente diminuito, si è notato, dall'altro, una loro migliore
selezione: i visitatori sono stati molto più attenti, interessati, ma soprattutto più esigenti.
L'afflusso dei gruppi si è mantenuto stabile rispetto al passato e la presenza di stranieri è stata molto ricca e
costante lungo tutto l'anno. La significativa presenza di gruppi culturali sottolinea che il Museo orinai è inserito in
un itinerario non solo di tipo religioso, ma anche turistico-culturale,. Esso si colloca o può diventare punta)
d'incontro e di confronto tra culture, etnie e religioni diverse.
Dati statistici
1 gruppi registrati sono stati in tutto 237, di cui 156 Italiani e 81 Esteri.
Quanto alla loro diversa tipologia si possono individuare, grosso modo, tre. categorie di gruppi: tui-istici 142,
ecclesiali 51 e gruppi scolastici 44.
La maggioriiìza dei 30.755 visitatori, come si può ben capire, è arrivata dalla più diverse regioni d'Italia con
26.954 presenze.
1 visitatori provenienti dall'Estero sono stati 3.801, così ripartiti per Nazione.:
Gerrniania
Irlanda
Francia
Olanda
Gran Bretagna
U. S. A.
Svizzera
Svezia
Polonia
Belgio
Spagna
Austria
Brasile
Giappone
Venezuela
Argentina
Canada
Australia
N igeria
Ungheria
INFORMAZIONI
1.735
3
1.148
177
127
174
112
88
77
58
17
13
11
1
9
9
8
7
1
4
Perù
Costa Rica
Linchtestein
Malta
Norvegia
Repubblica Ceca
SIovacchia
Lussemburgo
Colombia
Bahamas
2
2
2
2
2
2
2
1
1
1
'I'anzania
Uruguay
Israele
1
1
1
Russia
1
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Il Santuario di Gibilmanna
Notizie storiche
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FORUM-INFORMAZIONI
Per tutte le informazioni rivolgersi al FORUMINFORMAZIONI – Tel e Fax 0921.421835
Dalle ore 9,30 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 19,00.
SANTUARIO
MARIA SS. Di GIBILMANNA
Convento dei Frati Minori Cappuccini
90010 Gibilmanna (Cefalù - PA)
Tel e Fax 0921.421835
C.C.P. n. 11063906
ATTIVITA' RELIGIOSE E FESTIVITA'
Apertura dei Santuario: ore 7,30 - 13 / 15,00-20
Preghiera comunitaria
nei giorni feriali:
08,00 Lodi, 09,30 Eucaristia, 18,00 Rosario-Vespri-Eucaristia
nei giorni festivi: 08,00 Lodi; 10,00 Eucaristia;
12,00 Recita dell'Angelus coi Papa (in diretta. da
Roma), segue l'Eucaristia; 16,30 Eucaristia; 18,00
Rosario-Vespri-Eucaristia
Ogni sabato: 21,30 Veglia biblica mariana con “Maria in attesa dei Risorto”.
Festività
15 agosto: Solennità della B,V. Maria Assunta in cielo
l° domenica di settembre: “ Maria SS. di Gibilmanna”, Patrona della Diocesi di Cefalù
8 setternbre: Natività della B.V. Maria, Festa della Vita
CAPPELLA DELL'ADORAZIONE
Orario d'apertura da aprile a ottobre: tutti i giorni, dalle ore 9 alle ore 16. Essa è destinata
esclusivamente all'adorazione personale e silenziosa.
VIA CRUCIS
La Via Crucis, composta da 15 stazioni, si snoda lungo il sentiero interno al bosco dei Santuario.
PROCESSIONI
I diversi peilegrinaggi prenderanno il via o dal bivio per il Santuario o dallo spiazzo della foresteria S.
Chiara, per giungere pregando al piazzale antistante il Santuario
SALE PER I PELLEGRINI
Sala E. Medi (sotto la Libreria)
Sale S, Francesco e S- Chiara (Pianterreno Foresteria S. Chiara). Sale F. Fortunato I. II. III. (accanto
al Museo)
OSPITALITA'
Le strutture conventuali sono idonee ad ospitare singoli, famiglie, gruppi organizzati per ritiri spirituali,
per giornate di studio, ecc. Sono disponibili 230 posti letto.
La fraternità dei Cappuccini è lieta di mettere a disposizione tutto quello che ha, secondo il suo stile
francescano, semplice e austero, in una cornice di accoglienza fraterna e cordiale. Si tratta di un
servizio tramite il quale la nostra Fraternità si apre per accogliere quanti lo vorranno nella comunione
della spiritualità propria di questo Santuario.
CONVEGNISTICA
Sala Congressi ,Giorgio La Pira,, con una capienza di 200 posti, con possibilità di traduzioni
simultaneo e moderno apparecchiatura audiovisive.
Sala-incontri ,”Fr. Domenico da Isnello” con una capienza di 100 posti.
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Il Santuario di Gibilmanna
Notizie storiche
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MUSEO-BIBLIOTECA-CATACOMBE
Sono aperti tutti i giorni, comprese le domeniche.
Aprile-Settembre:ore 9,30-12,30 / 15,00-1 9,00
Ottobre-Marzo: ore 9,00-13,00
Visite guidate, su prenotazione, per scuole, associazioni, gruppi culturali.
UFFICIO POSTALE
Aperto nei giorni di lunedì e venerdi dalle ore 8,30 alle 13,00.
BAR-RISTORANTE
Aperto tutto l'anno. Gestisce anche una pizzeria
TELEFONI PUBBLICI
Uno accanto all'Uff icio Postale e l'altro presso l'entrata principale del convento.
TOILETTE
Presso il largo S. Chiara e accanto alla Sala Medi.
TRASPORTI PUBBLICI
Orari autobus:
Cefaiù-Gibilrnanna: ore 6,00, 8,45, 14,10;
(luglio - agosto - settembre 12,45).
Gibilmanna-Cefalù: ore 7,30; 10,30; 16,30.
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