PROGETTO “SCUOLA SICURA”
- Milano Giornata seminariale
C/o Sala Congressi Provincia di Milano
22 febbraio 2002
INDICE DEGLI ARGOMENTI
1
2
3
4
5
– Sintesi degli interventi dei relatori
– Materiale didattico
– Bibliografia
– Elenco Enti e Organismi di Volontariato
– Materiale del Seminario Nazionale per la diffusione della
cultura della protezione civile nella scuola dell’obbligo
(2001)
1 – SINTESI DEGLI INTERVENTI
1.1 - (Dott.ssa Franca DA RE)
Gli aspetti psicologici – educativi del Sistema Sicurezza nelle scuole
La questione dell’educazione alla sicurezza nei giovani si inserisce senza dubbio nell’ambito
della salvaguardia della salute nei luoghi di lavoro, ma si configura anche e soprattutto come
problema psico-pedagogico.
Educare alla sicurezza significa portare il giovane, sin dalla più tenera età, a costruire dentro di
sé atteggiamenti di responsabilità, autocontrollo, esame di realtà, valutazione del rischio e
coscienza dei propri limiti.
Sono queste tutte dimensioni che crescono e si strutturano insieme alla personalità e ne fanno
parte; aiutare il giovane a costruirle è compito delle agenzie di formazione, come la scuola, ma è
compito anche della famiglia.
Educare alla sicurezza diventa un compito trasversale, che non può fermarsi alla tematica della
sicurezza sul lavoro, ma deve interessare tutti i comportamenti di vita: dalla sicurezza nei
comportamenti relativi alla salute e al benessere personale (alimentazione, igiene, uso di
sostanze nocive, condotte sessuali …), al rispetto per l’ambiente, all’osservanza delle regole
della strada, alla prudenza in tutti i comportamenti quotidiani. Tale educazione, per quanto
riguarda la scuola, non può dunque limitarsi ad essere una “materia scolastica”, fatta di momenti
strutturati dove si danno informazioni. Questi momenti sono senz’altro importanti e necessari, ma
sono l’attenzione e la presenza quotidiana dell’educatore sulle condotte sicure di routine in tutti
gli ambiti della vita, che possono incidere sugli atteggiamenti. La sicurezza, in una parola, non è
solo un sapere o un saper fare: è un saper essere, un atteggiamento trasversale, che si traduce
in comportamenti usuali, abitudinari, ordinari. E’ una competenza che solo in minima parte si
“insegna”, ma per lo più viene appresa attraverso l’abitudine, la riflessione e i modelli. A questo
proposito diventa fondamentale l’esempio degli educatori, i quali non possono permettersi di
indicare comportamenti corretti, senza a loro volta adeguarvisi, pena la perdita di credibilità.
L’educatore deve appropriarsi per intero del ruolo educativo, deve essere “maestro” nel senso
più lato e antico del termine. Non dimentichiamo che, come educatori, non abbiamo molte armi,
ma quelle che possiamo usare sono estremamente potenti: l’ascolto, l’esempio, la parola.
Attraverso l’ascolto e la disponibilità ad “esserci”, diamo ai giovani una percezione di sicurezza e
di fiducia: essi si sentiranno autorizzati a parlarci, a chiedere consigli, perché sentiranno che ciò
che dicono ci interessa, che essi ci interessano.
L’esempio modella le condotte dei nostri giovani: un adulto il cui comportamento è coerente con
le cose che dice, che insegna, che richiede, è un adulto credibile. I giovani stimano e apprezzano
un educatore anche duro ed esigente, se coniuga a queste caratteristiche l’integrità, l’equilibrio,
la coerenza, la dedizione partecipante al proprio compito.
Attraverso la parola, l’educatore passa esperienze e valori, orienta condotte, dà voce a pensieri e
affetti.
Non dimentichiamo che l’educatore trasmette all’educando quel che egli “è”, più di quel che egli
“sa”. Anzi, il sapere viene meglio accolto dagli allievi se a veicolarlo è un educatore stimato,
rispettato, vissuto come affidabile.
Ancor più è necessario che l’educatore sia vissuto come affidabile, se operiamo nel campo delle
condotte, degli atteggiamenti, delle abitudini, nel cui ambito, come abbiamo visto, si inserisce
l’educazione alla sicurezza, vista come competenza “trasversale”.
L’educazione alla sicurezza, intesa nel suo significato più ampio sopra descritto, nel nostro
tempo può incontrare maggiori difficoltà, perché si inserisce in un contesto psico-sociale di
rischio educativo.
Infatti, in particolare nell’adolescente e nel giovane, assistiamo sempre più spesso negli ultimi
anni a comportamenti estremi di sprezzo del rischio, di trasgressione delle regole, di incapacità di
prevedere le conseguenze delle proprie azioni, che si concretizzano in incidenti stradali, danni a
cose e persone e finanche in suicidi e omicidi. Da parte degli studiosi e degli operatori sociali, si
parla, a proposito di questi giovani, di sentimenti di onnipotenza e di rappresentazione del dolore
e della morte come eventi “virtuali” e “reversibili”, al pari di quelli che vengono trasmessi dal
cinema e dalla televisione.
Sembra assai difficile da comprendere per gli adulti, ma pare che in taluni giovani, la mancanza
di esperienza reale di dolore e morte, eventi esperiti solamente attraverso i canali virtuali del
cinema, della TV, dei videogiochi, rimanga una percezione infantile di queste realtà e che non
venga maturata appieno la capacità di distinguere il reale dal virtuale. Si ha quindi la convinzione
che gli eventi tragici e drammatici possano capitare solo agli altri, ma che a se stessi non possa
capitare nulla, qualunque sia il limite sfidato. Nello stesso tempo, l’incapacità di valutare
correttamente le conseguenze delle proprie azioni, di posticipare la gratificazione, fa sì che alcuni
giovani assumano condotte di “acting out”, ovvero di “passaggio all’atto”, cioè traducano
immediatamente pensieri e desideri in azione, senza riflessione e valutazione. Ecco che possono
rendersi colpevoli di atti vandalici, di aggressioni, addirittura di suicidi e di omicidi, che non
vengono percepiti in tutta lo loro gravità, ma come eventi appunto in qualche modo “virtuali”.
Questo è vero soprattutto per i giovani maschi, che appaiono più vulnerabili ed esposti rispetto a
questi rischi psicologici, in parte per la minore percezione del rischio che normalmente
caratterizza i maschi, anche adulti, rispetto alle femmine, in parte forse per fattori educativi.
Si ipotizza, infatti, che le cause di questa situazione possano risiedere nella crescente
deresponsabilizzazione dei giovani, in particolare i maschi, nella mancanza di occasioni di
conquistarsi le cose, per l’opulenza in cui sono immersi, nella tendenza degli adulti di eliminare
dall’esperienza dei giovani la frustrazione, il dolore, la morte. Tutto ciò determinerebbe l’assenza
del desiderio, l’incapacità di differire la gratificazione, l’assenza di limite e l’incapacità di dare
valore alle cose. In questo quadro, non solo le cose perdono di valore, perché private dell’attesa,
della conquista personale, della fatica, ma anche la vita stessa perde di significato. Il pericolo, la
trasgressione, le esperienze estreme si caratterizzano dunque come una ricerca di senso e la
morte diventa, paradossalmente, un’affermazione di vita e di significato della vita.
La formazione può contribuire a costruire responsabilità attraverso una didattica attiva, centrata
sulla cooperazione, sul problem solving, sull’esperienza; può impostare il proprio lavoro
quotidiano comunicando traguardi formativi precisi ai giovani e chiedendo conto dei risultati. Nei
riguardi della sicurezza, è opportuno che gli educatori non transigano anche sui più ovvi,
quotidiani e minimi comportamenti di sicurezza, come lo scendere le scale, organizzare lo spazio
dell’aula, utilizzare correttamente gli impianti. Potrebbe essere utile, oltre al mostrare e
pretendere sempre il corretto utilizzo degli strumenti e l’osservanza delle procedure, non
trascurare mai di menzionare le conseguenze concrete dell’inosservanza sulla sicurezza delle
persone e delle cose. Ritengo che altrettanto utile sarebbe portare nella scuola dei testimoni di
incidenti che possano riferire sulla propria esperienza e mostrare concretamente le conseguenze
dell’evento pericoloso. In questo caso, infatti, i giovani hanno l’opportunità di vedere, parlare,
interagire con persone “vere”, che portano su di sé i segni concreti degli eventi dannosi e
possono renderne testimonianza. Questo ha senz’altro un impatto diverso da mezzi come i
video, che comunque rischiano di inserirsi nella sequenza di esperienze “virtuali” a cui i ragazzi
sono abituati.
Nello stesso tempo, se gli alunni si rendono responsabili di danni a cose o persone per
negligenza o dolo, si dovrebbe prendere in considerazione la possibilità che essi riparino il
danno, non solo pecuniariamente, ma anche con atti riparativi, come l’offerta di lavoro sociale o a
vantaggio della scuola. E’ insomma necessario che i giovani imparino a pianificare
sistematicamente le proprie azioni, a prevedere le conseguenze e che di eventi negativi occorsi
ad altri in situazione di rischio possano fare diretta esperienza. E’ anche necessario che essi si
assumano la responsabilità delle proprie azioni e che ne affrontino le conseguenze.
Il ruolo dell’adulto educatore in questo scenario non è quello di mero trasmettitore di conoscenze
e di procedure, ma di mediatore di esperienze, di modello positivo, di ascoltatore attento e anche,
se necessario, di sanzionatore severo, come abbiamo già avuto occasione di dire tracciando il
ruolo dell’adulto educante.
All’educatore vengono richieste, come abbiamo visto, la capacità di empatia e di dare affetto, la
disponibilità continua all’ascolto, che non devono mai mancare; tuttavia è necessario che egli sia
disposto anche ad assumere posizioni dure, a dire i “no”, quando servono, a litigare con i giovani
interlocutori per porre i limiti. Dare regole aiuta a crescere, a correggere la naturale assenza di
limite dei primi anni, che, se non contenuta, diventa distruttiva e impedisce alla personalità di
formarsi in maniera equilibrata.
Franca Da Re
ALCUNI RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI IN AMBITO PSICO-EDUCATIVO
SAVATER, Fernando, Etica per un figlio, Laterza
SAVATER, Fernando, Politica per un figlio, Laterza
SAVATER, Fernando, A mia madre mia prima maestra, Laterza
UKMAR, Giuliana, Se mi vuoi bene, dimmi di no, F. Angeli
SEVERE, Sal, Come comportarsi con i figli per vederli crescere bene, RCS Libri
BOLLEA, Giovanni, Le madri non sbagliano mai, Feltrinelli
CREPET, Paolo, Le dimensioni del vuoto, Feltrinelli
CREPET, Paolo, Non siamo capaci di ascoltarli, Einaudi
ANDREOLI, Vittorino, Giovani, RCS Libri
POMMEREAU, Xavier, Quando un adolescente soffre. Ascoltarlo, capirlo, amarlo, Nuove
Pratiche Editrice
VEGETTI FINZI –BATTISTIN, L’età incerta. I nuovi adolescenti, Mondatori
GORDON, Genitori efficaci
GORDON, Insegnanti efficaci
FRANTA-COLASANTI, L’arte dell’incoraggiamento, NIS
1. 2 - (Dott. TRAFICANTE -INAIL-)
-“INSIEME, A SCUOLA DI PREVENZIONE”
anno scolastico 2001/2002
BANDO DI CONCORSO PER L’ASSEGNAZIONE DI PREMI ALLE SCUOLE COLLEGATO
ALLA PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE DELLA GIORNATA/INCONTRO SCUOLA E FAMIGLIE
SUI TEMI DELLA SICUREZZA IN CASA, A SCUOLA E SUL LAVORO.
ART. 1
La Direzione Regionale per la Lombardia dell’INAIL - Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul
Lavoro - nell’ambito del Progetto Scuola Sicura, quest’anno propone il tema “Insieme, a scuola di prevenzione”.
Alunni, insegnanti e genitori si incontrano sui temi della sicurezza in casa, a scuola e sul lavoro, promosso con i
Ministeri dell’Interno e dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Nell’ambito di tale progetto l’INAIL
bandisce un concorso a livello regionale rivolto a scuole elementari, medie inferiori e medie superiori per
l’attribuzione di premi da assegnare a progetti realizzati sui temi della sicurezza in casa, a scuola e sul lavoro e
finalizzati alla organizzazione da parte delle scuole stesse della Giornata di incontro Scuola e Famiglie sugli stessi
temi, giornata che si svolgerà sul territorio nazionale nel mese di maggio 2002.
ART. 2
Lo scopo dell’iniziativa è favorire la più ampia diffusione della cultura della protezione civile e della sicurezza negli
ambienti di vita, di studio e di lavoro dando impulso a percorsi di approfondimento e di confronto su tali tematiche,
nella scuola e con le famiglie, nella convinzione che un giovane informato e formato sarà un cittadino e un
lavoratore più attento alla sicurezza e salute propria e altrui.
ART. 3
Condizione per l’ammissione al concorso è l’effettuazione, da parte della scuola, della GIORNATA DI
INCONTRO SCUOLA E FAMIGLIA SUI TEMI DELLA SICUREZZA IN CASA, A SCUOLA E SUL
LAVORO, nel mese di maggio 2002, di cui all’art. 1 del presente bando.
ART. 4
La partecipazione al concorso avviene con la presentazione di uno o più progetti elaborati in forma collettiva dagli
studenti (una classe o più classi diverse, un gruppo o più gruppi interclasse), sotto la guida degli insegnanti, tutti
insieme impegnati nella realizzazione della Giornata Incontro di cui all’art.1.
I lavori dovranno evidenziare l’incontro di alunni, insegnanti e famiglie e dovranno essere accompagnati da una
relazione a cura degli insegnanti che hanno seguito le fasi di realizzazione del progetto, che indichi la coerenza delle
attività svolte con il Piano dell’Offerta Formativa, l’itinerario di approfondimento con il quale gli studenti sono
arrivati alla scelta dei contenuti da trattare nella GIORNATA INCONTRO e le modalità espressive scelte, riferibili a
una o più delle categorie realizzative di seguito indicate:
aSpettacoli / mostre / giochi
adibattiti / interviste
aspot / filmati promozionali / pagine WEB
amateriale / opuscoli informativi e formativi / progetti tecnici
E’ lasciata la più ampia scelta in ordine ai mezzi e alle modalità documentali ed espressive utilizzati per la
presentazione dei lavori, fermi restando i seguenti elementi:
Categoria: Spettacoli/mostre/giochi
Spettacoli: copione, scenografia e cast
Mostre: progetto espositivo, riproduzione dei singoli pannelli (su carta formato A4 o supporto informatico)
Giochi : presentazione del gioco, regolamento, partecipanti
Categoria: Dibattiti/interviste
Dibattiti: registrazione dell’evento, programma, indicazione del tema, e aspetti connessi, curriculum del moderatore e
dei personaggi intervenuti, modalità di interazione con il pubblico
Interviste: prodotto realizzato (video, audio, scritta), indicazione del tema e aspetti connessi, curriculum dei
personaggi intervistati, target, metodologie di diffusione.
Categoria: Spot/filmati promozionali/pagine WEB
Presentazione audiocassetta, videocassetta o supporto informatico.
Categoria: Materiali/opuscoli informativi e formativi/progetti tecnici
Materiali: prodotto realizzato (floppy, CD Rom, gadget, manifesti formato 70 x100 cm., ecc.)
Opuscoli informativi e formativi: prodotto realizzato
Progetti tecnici (ambienti di vita, di studio e di lavoro): progetto realizzato su supporto cartaceo o informatico.
ART. 5
La valutazione dei lavori presentati è demandata all’insindacabile giudizio della Commissione Giudicatrice.
Nel giudizio complessivo saranno elementi di valutazione, in particolare:
- l’elaborazione in termini di realtà territoriale;
- la misura partecipativa delle famiglie espressa in percentuale e dichiarata dal Preside;
- coerenza di quanto realizzato con le finalità del concorso;
- l’originalità del soggetto, l’efficacia della comunicazione e le potenzialità di “esportabilità” generalizzata;
e, per gli Istituti Tecnici e Professionali:
- lo sviluppo progettuale con attinenza specifica all’indirizzo di studi.
ART. 6
I premi da assegnare - uno alle Scuole elementari, uno alle Scuole medie inferiori, uno alle Scuole medie superiori e
uno agli Istituti Tecnici e Professionali - sono del valore di 2.582 Euro ciascuno, da destinare all’acquisto da parte
delle scuole giudicate vincitrici di strumenti utili all’attività didattica in relazione alle proprie specificità ed esigenze
(quali ad esempio computer e altri strumenti e prodotti informatici).
ART. 7
Per gli scopi e le finalità che si intendono perseguire con l’iniziativa di cui al presente bando l’INAIL si riserva di
dare diffusione ai lavori presentati, anche se non vincitori, secondo le modalità che riterrà di seguire in termini di
maggiore efficacia e valorizzazione.
ART. 8
I partecipanti al concorso si impegnano ad accettare tutte le disposizioni previste dal presente bando.
ART. 9
Il bando di concorso è reperibile presso le Sedi INAIL della Regione e disponibile sul sito Internet
www.inail.it/lombardia.
I Presidi delle scuole che intendono partecipare al concorso dovranno far pervenire esclusivamente per mezzo di
raccomandata A.R. entro il 30 giugno 2002 i lavori corredati dalla relazione di cui all’art. 4 del presente bando, in
un unico esemplare a:
INAIL
Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro
Direzione Regionale Lombardia – F. Comunicazione-Prevenzione
Corso di Porta Nuova 19 20121 Milano
I lavori ricevuti non saranno restituiti.
Le prenotazioni per partecipare alla GIORNATA INCONTRO: ALUNNI, INSEGNANTI E GENITORI
APPROFONDISCONO INSIEME I TEMI DELLA SICUREZZA IN CASA, A SCUOLA E SUL LAVORO, che si
svolgerà nel mese di maggio 2002 , si effettuano presso le Sedi INAIL del territorio.
Per ulteriori informazioni:
www.inail.it/lombardia
[email protected]; [email protected]
PROGETTO SCUOLA SICURA
anno scolastico 2001/2002
“Insieme a scuola di prevenzione”
Alunni, insegnanti e genitori si incontrano per la
sicurezza
nella scuola, in casa e sul lavoro.
Premessa
L’iniziativa si pone in termini di continuità con le azioni intraprese dall’INAIL negli anni
precedenti e consolida il rapporto di collaborazione instaurato con il Comitato Scuola
Sicura sia a livello centrale che sul territorio.
L’intento rimane quello di divulgare i concetti di prevenzione e di comportamento corretto
negli ambienti di vita, studio e lavoro partendo proprio dalla scuola, luogo deputato alla
educazione per eccellenza.
In questa occasione, per la prima vola, la campagna coinvolge anche le famiglie degli
studenti, chiamate a partecipare direttamente a questa riflessione sulla sicurezza da
“costruire” nelle nostra quotidiana esperienza.
Committenza:
Ministero dell’Interno, Ministero dell’Istruzione, della Ricerca e dell’Università, INAIL
Organizzazione del progetto
Livello centrale, regionale, locale. Nell’ambito della Lombardia, il progetto è organizzato
dalla Direzione regionale INAIL e promosso dalle Unità territoriali presenti sul territorio.
Evento centrale del progetto
Evento centrale del nuovo progetto è una Giornata – che si svolgerà nel mese di maggio –
durante la quale alunni, insegnanti e genitori si incontrano per approfondire e confrontarsi
sui temi della sicurezza nella scuola, in casa e sul lavoro. La progettazione della giornata è
affidata alla creatività espressa dai ragazzi, guidati dagli insegnanti, in coerenza con la
programmazione d’Istituto, valorizzando gli indirizzi scolastici, gli interessi specifici, le
forme espressive nella realizzazione, ad esempio, di spettacoli, mostre, dibattiti, giochi,
filmati, progetti tecnici, interviste.
Rapporti di collaborazione
Articolazioni locali delle amministrazioni promotrici - Prefettura, Centro Servizi
amministrativi (ex Provveditorati agli studi)
Comitati organizzatori provinciali del progetto Scuola Sicura (Prefettura, Protezione Civile,
Croce Rossa, Comune di Milano, Provincia di Milano, Vigili del Fuoco e INAIL).
Organismi e operatori del settore presenti sul territorio e sensibili all’argomento
Primo obiettivo
Coinvolgimento del maggior numero di scuole, dirette destinatarie del progetto.
Alle Scuole della Lombardia è stato inviato un pacchetto promozionale composto da:
lettera di presentazione del progetto, scheda di prenotazione per la giornata, volantino
promozionale. Inoltre, in questa prima fase promozionale del progetto, sono stati inviati
anche l’agenda e il calendario che riproducono i disegni realizzati dai ragazzi per i concorsi
a premi della precedente edizione di Scuola sicura 2000 (impariamo a conoscere e gestire le
emergenze).
elementari:
790
medie inferiori:
152
medie superiori:
308
totale: 1250
Secondo obiettivo
Coinvolgere le famiglie degli studenti, attraverso incontri nelle scuole sui temi della
prevenzione negli ambienti di vita e di lavoro per sviluppare nel nucleo famigliare
l’acquisizione della cultura della prevenzione.
Terzo obiettivo
Organizzazione della giornata evento di maggio 2002 (collegata al concorso a premi su
scala regionale) che prevede di realizzare uno o più progetti nell’ambito delle seguenti
sezioni:
1) spettacoli, mostre, giochi
2) dibattiti, interviste
3) spot, filmati, pagine web a contenuto promozionale
4) materiali, opuscoli informativi e formativi, progetti tecnici
Concorsi a premi
Il progetto realizzato dagli studenti per organizzare la Giornata evento potrà essere inviato
alla Direzione regionale Lombardia per partecipare al concorso a premi in ambito regionale.
Ci sarà un primo premio per le scuole elementari, uno per le medie inferiori, uno per le
medie superiori e uno per gli istituti tecnici e professionali.
Il premio –per ognuno dei quattro ordini di scuole – è del valore di 2582 Euro da destinare
all’acquisto di strumenti utili all’attività didattica.
Scopo
Sviluppare la cultura della prevenzione e della protezione civile attraverso una maggiore
valorizzazione della scuola per il ruolo fondamentale che essa ha nei processi di crescita
culturale e sociale delle nuove generazioni.
Piano dell’opera
1. Invio alle scuole del pacchetto promozionale composto da lettera tipo (inviata dalla DC
Comunicazione in due versioni, per le scuole che non hanno partecipato alla edizione
scuola sicura 2000 e per quelle che hanno già partecipato), scheda di prenotazione per la
giornata evento di maggio, locandina, più agenda e calendario;
2. Entro il 28 febbraio le scuole possono prenotarsi inviando l’apposita scheda alla sede
INAIL (la scadenza non è tassativa).
3. Le scuole che si sono prenotate potranno ritirare il bando per il concorso e il pacchetto di
materiale predisposto per l’iniziativa composto da:
a) “Tra iconografia votiva e simbologia di sicurezza” Breve viaggio nella prevenzione
(INAIL)
b) “Storie”. I rischi lavorativi attraverso la letteratura e la storia (INAIL)
c) “La sicurezza non è un gioco” (INAIL/Walt Disney)
d) “La prevenzione.. è di questo mondo!!” (INAIL)
e) “Casa dolce casa?” Come vivere la tua casa in sicurezza (INAIL ISPESL)
f) “Impariamo a difenderci dai rischi in casa, a scuola e nel territorio”, Linee guida per la
realizzazione del piano di evacuazione per un edificio scolastico, (Manuale rosso,
Poligrafico dello Stato)
g) “Impariamo a difenderci dai rischi in casa, a scuola e nel territorio”, Manuale per le
scuole elementari per dare indicazioni semplici e immediate specie nell’ambito delle
norme comportali, (Manuale verde, Poligrafico dello Stato)
h) “Impariamo a difenderci dai rischi in casa, a scuola e nel territorio”, fornisce alcune
informazioni relative ai pericoli presenti nell’ambiente costruito (Manuale blu,
Poligrafico dello Stato).
4. Giornata evento di maggio
5. Concorsi a premi: scadenza 30 giugno 2002.
Riferimenti:
INAIL DIREZIONE REGIONALE LOMBARDIA
Corso di Porta Nuova 19
20121 Milano
Comunicazione - Prevenzione
Tel 02/6258.6029-6607-6636-6601
e-mail: [email protected]
[email protected]
1.3 (Dott. MONACO)
Referente della sicurezza del C.S.A. di Milano
L’applicazione del DLgs. 626/94 in ambito scolastico
1.4 (Prof.ssa Alba MARIANI)
Consigliere Comunale del Comune di Usmate Velate
Progetto Protezione Civile nella scuola dell’Obbligo
In qualità di assessore alla Protezione Civile del Comune di Usmate Velate (1995/99) ho
programmato diversi eventi con l’obiettivo di diffondere tra i cittadini tutti, in particolare tra i più
giovani la cultura della previsione/prevenzione.
Ogni energia, ogni minuto del nostro tempo dedicato in questa direzione ai giovani cittadini
equivale d un notevole investimento per il futuro della società.
Ed ecco quindi la programmazione e l’attuazione di attività ed incontri che hanno offerto un quadro
panoramico di ciò che vuol dire protezione civile. Sono stati avviati incontri di diverso livello tra gli
operatori del settore sanitario del C.V.P.C. (Corpo Volontari Protezione Civile) di Milano, i
bambini delle scuole elementari e materne e le insegnanti finalizzati alla diffusione delle
conoscenze basilari in campo di primo soccorso. Di seguito mi sono preoccupata di formare a
livello didattico i volontari che incontravano le classi; sono state realizzate diverse evacuazioni
degli edifici scolastici, previa preparazione delle singole classi, cui hanno preso parte tutte le forze
di primo intervento. La collaborazione con il corpo docenti è sempre stata vivace e costante al punto
che siamo riusciti anche a dar vita ad un concorso grafico sul tema della protezione civile che ha
permesso la stampa di cartoline illustrate e dei relativi annulli emessi dalle Poste dello Stato.
Di notevole impatto sono stati anche gli incontri con i rappresentanti delle varie istituzioni, con i
VV.F. e con l’unità cinofila dei carabinieri che hanno permesso di conoscere direttamente mezzi e
metodi di intervento.
Lavorare sulla persona nella sua identità primaria, alunno-cittadino, sociale, classe-famigliacollettività, tenendo conto della realtà del proprio territorio di residenza, mi ha portato a scegliere e
proporre il teatro quale metodo di apprendimento e trasmissione di tematiche impegnative come
quelle della protezione civile, per offrire maggiore incisività ai contenuti presentati in quanto “il
teatro ha la capacità di promuovere e fare cultura, di modificare gli atteggiamenti e i
comportamenti di coloro che saranno i cittadini adulti di domani, attraverso la
responsabilizzazione, lo sviluppo dell’immagine creativa, la capacità di prendere decisioni”.
Nel pieno rispetto delle direttive del ministero della Pubblica Istruzione in merito all’inserimento
della protezione civile nella scuola dell’obbligo, anche la scuola media di Usmate Velate ha avviato
(nel corso degli anni scolastici 1997/98 e 1998/99), un ciclo di incontri tra gli alunni, i docenti e gli
esperti al fine di favorire la diffusione della cultura di previsione/prevenzione in materia di
protezione civile.
Gli alunni sono stati coinvolti in azioni a carattere collettivo e ludico, in particolare intorno al tema
dell’autoprotezione favorendo, attraverso la conoscenza, la presa di coscienza del valore della
collaborazione e del confronto.
Sul tema dell’autoprotezione si è espresso più volte anche il Consiglio dell’Unione Europea
attraverso l’adozione di proprie decisioni, le cui azioni, tra l’altro, devono contribuire
all’informazione, all’educazione ed alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica, mettendo i
cittadini europei in condizione di proteggere se stessi con maggiore efficacia.
E’ fondamentale favorire l’informazione e la formazione che devono assumere carattere costante e
penetrare in modo capillare in tutti gli ambiti della società civile per favorire una reale crescita
collettiva, anche se tutto ciò non può essere affidato solo alla volontà del singolo amministratore
(che è un volontario !), ma deve assumere un preciso carattere istituzionale.
1.5 (Albert BAGNO)
Burattinaio/ricercatore storico
Protezione Civile : perché l’animazione teatrale
La funzione primaria dell’animazione teatrale è quella di favorire, attraverso la conoscenza
intensamente cercata e vissuta, la crescita personale.
Attraverso l’animazione teatrale è facilitata la comunicazione e la ricerca; è un modo diverso di
stare insieme e confrontarsi sulle scelte tematiche e operative.
Il teatro è lavoro di gruppo, dove il gruppo rappresenta una piccola società che deve affrontare e
superare degli ostacoli: quindi la produzione teatrale è anche un’occasione iniziatica.
A differenza del teatro d’attori, che prevede una notevole dose di egocentrismo e narcisismo, lo
spettacolo di burattini permette che tutti i componenti del gruppo abbiano uno spazio proprio.
Del mondo del teatro d’animazione va sottolineata la funzione psicologica dei burattini nei
confronti di chi li crea e usa: si tratta di accedere ad una parte privata e remota di se stessi per capire
le proprie paure e preoccupazioni.
Il burattino permette a chi lo costruisce e lo anima di cogliere i messaggi trasmessi per poi tradurli
in esperienza personale, in modo lucido ed incisivo.
Conoscere per agire
La produzione di cultura avviene attraverso l’espressione di se stessi, insieme agli altri, in quanto
ognuno (docenti e discenti) ha un determinato vissuto, determinate conoscenze e competenze da
mettere in comune e da usare.
Gli alunni, in quanto attori sociali sono invitati e stimolati ad affrontare l’analisi della società in cui
vivono per conoscerla ed intervenire sulla realtà.
La discussione ed il confronto continuo sono elementi fondamentali per la messa in comune dei
livelli di crescita individuali, verso il processo di autoaffermazione culturale.
Conoscenza del sé attraverso la conoscenza degli altri e dello spazio
Capacità di orientamento, di identificazione di percorsi, dunque lettura del territorio:
-conoscenza spazio privato (casa)
-conoscenza spazio pubblico conosciuto (scuola, aula, percorso casa/scuola, centro sportivo, ecc…)
-capacità di agire nello spazio anche in condizioni particolari, in un paesaggio modificato rispetto a
quello conosciuto.
Attraverso il mezzo teatrale tutto ciò è drammatizzazione – drammatizzazione e il bambino prende
coscienza delle proprie capacità/difficoltà anche attraverso la lettura corporea, non solo linguistica.
Il burattino diventa uno strumento pedagogico fondamentale in quanto per poterlo realizzare ed
animare si devono ripercorrere le fasi del “proprio vissuto corporeo”. Inoltre saper stare al pubblico
e con il pubblico è molto educativo.
1.6 (Prof.ssa Flavia MORO)
Docente scuola media dell’obbligo – Volontaria di p.c.
Il comportamento umano in emergenza
(Materiale utilizzato per i corsi di formazione dei volontari di protezione civile)
IL COMPORTAMENTO
Con il termine comportamento si intende l’insieme delle risposte che l’organismo animale dà in conseguenza a stimolazioni
esogene e/o endogene. E’ l’espressione di una vasta rete di eventi di ordine biologico e psicologico, altamente integrati a
molti livelli.
E’ provocato sempre da uno stimolo (imput) e può modificarsi con il tempo e l’esperienza. Il comportamento non va valutato
in maniera astratta, ma legato ad una specifica attività dell’individuo o dei gruppi. Può considerarsi una pluralità di azioni
organiche che danno la possibilità di definire il modo di esistere di un individuo o di un gruppo.
Si distinguono
comportamenti individuali e collettivi. Questi ultimi sono una risposta a tensioni strutturali, a tensioni istituzionali e hanno
bisogno di fattori precipitanti. Quanto ai fini o ai motivi che lo scatenano, essi sono i più vari: dagli eventi bellici, alle
catastrofi, alle crisi economiche, alle proteste politiche, ai conflitti razziali o etnici e perfino a situazioni di antagonismo
sportivo o di quartiere o a fenomeni che hanno commosso l’opinione pubblica.
In genere il comportamento collettivo ha come fondamento o motivazione la soluzione di un problema, di una difficoltà.
Si possono evidenziare, in emergenza, comportamenti collettivi adatti e non adatti.
Comportamenti collettivi adatti
Sono quelli caratterizzati dal persistere e/o dal riorganizzarsi delle strutture di quel gruppo sociale, quali ad esempio
gli uffici comunali, le scuole, gli ospedali ...
Comportamenti collettivi inadatti
Sono quelli caratterizzati da una risposta non logica e non razionale; producono conseguenze pericolose per la
sicurezza delle vittime e degli stessi soccorritori. Le reazioni più frequenti sono quelle di “commozione-inibizionestupore” e quella da “panico”. I comportamenti collettivi, in generale, possono essere riferiti alle zone dell’evento e
alle fasi dell’evento, a seconda che si consideri l’asse dello spazio o l’asse del tempo.
Comportamenti in riferimento alle zone :
* zona d’impatto
(i superstiti sono pochi e hanno comportamenti cosiddetti di “commozione-inibizione- stupore)
* zona di distruzione (le persone colpite possono manifestare comportamenti inadatti quali indecisione, azioni
inutili e non coordinate, fuga centrifuga, panico)
* zona marginale
(le persone in questa zona possono avere comportamenti di inquietudine, incertezza, angoscia;
questa è una zona di importanza fondamentale nella quale l’elevato numero di persone, aventi
scopi diversi, potrebbe dare origine al panico)
* zona esterna
(possono esservi comportamenti che aumentano il disordine, causati dalla gente che cerca di
andare verso il centro; necessità di misure d’ordine chiare e precise)
Comportamenti in riferimento alle fasi :
* fase di preallarme (serve a valutare il grado di preparazione della gente in vista di un evento calamitoso)
* fase di allarme
(caratterizzata da uno stato di angoscia utile, che può degenerare in agitazione -fino al panico- se la
fase precedente non è stata affrontata in modo efficace)
* fase di shock
(provoca uno stress più o meno intenso che può provocare disorientamento spazio-temporale)
* fase di reazione
(deriva dalla precedente e provoca perdita delle capacità individuali di decisione razionale e
spesso ricerca di protezione o di un modello esterno).
MA... se le persone sono preparate,
possono mettere in atto comportamenti di salvaguardia, solidarietà e partecipazione ai soccorsi.
* fase di risoluzione (caratterizzata dal ritorno alla coscienza)
* fase post-catastrofe (in questa fase possono esservi comportamenti collettivi di violenza e vandalismo ; ricerca di
un “capro espiatorio”; comportamenti di dolore collettivo e/o “sindrome del sopravvissuto”)
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Flavia Moro-
COMPORTAMENTO CON PORTATORI DI HANDICAP
In generale
Compassione
considerano la sofferenza un comportamento di circostanza
delle persone “normali”
Aiuto
- chiedere sempre se desidera essere aiutato
- fare senza dare nell’occhio e sempre con naturalezza
- non aiutare per soddisfare la propria vanità, ma solo in ciò
che non può fare senza eliminare tutte le difficoltà
Possibilità
mai sottovalutare le possibilità e le capacità di ciascuno
Contatto
offrire sempre un contatto umano
Domande
rispondere con gentilezza, anche ad eventuali domande imbarazzanti
Bisogno
- dare l’impressione che, nel lavoro, si abbia bisogno di lui e il
suo compito sia ben preciso
Bambino
- consentire ai bambini “normali “ di giocare con un bambino “H”
perché il loro rapporto è comunque più naturale
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Flavia Moro-
PAURA
Si dice che una delle pulsioni fondamentali dell’uomo sia la paura. Cioè, quell’emozione che attiva in noi comportamenti di
risposta al “pericolo”.
La paura quindi, ha una precisa funzione biologica: serve a proteggere l’organismo per prepararlo all’azione; per prepararlo
a dare una risposta; per metterlo nella condizione di attivare una re-azione anche fisica di fronte ad un accadimento non
previsto ed improvviso che interrompe il ciclo emozionale ed esistenziale del vissuto quotidiano di ogni individuo.
La paura è un’emozione difensiva e protettiva che aiuta a dare una risposta efficace. E’ uno stato emotivo, una realtà che
accompagna sempre l’ essere umano, perché è attraverso essa che ciascun Individuo si avvicina ad una nuova
esperienza, permettendosela o meno.
Ma ... una situazione di crisi intensa e profonda, di forte tensione quale è un’emergenza, che attiva meccanismi psicologici
capaci di destrutturare il comportamento, fa sì che questa emozione originaria di salvaguardia, la paura, possa degenerare
in panico.
Vi sono, ovviamente, livelli e/o gradi diversi di manifestazione e sperimentazione personale della paura e ciò dipende dalla
nostra personalità, dalle nostre esperienze e dalle nostre conoscenze.
PANICO
E’ il livello più estremo della paura. E’ una sensazione acuta, è una reazione emotiva intensa che destruttura il
comportamento, impedisce all’organismo di elaborare una strategia di salvezza e di dare una risposta positiva allo stimolo
negativo. E’ il risultato dell’incapacità temporanea dell’individuo di controllare la propria paura. La risposta al pericolo è una
risposta emozionale, che si traduce in un comportamento in genere dannoso per la salvaguardia dell’individuo. Il panico
provoca l’abbassamento -fino anche al livello zero- dello stato di coscienza, della soglia di attenzione, della soglia di
vigilanza, della facoltà di ragionamento e della capacità del corpo di rispondere ai comandi del cervello. Il panico moltiplica
in modo esponenziale il numero delle vittime, porta a reazioni primitive di fuga incontrollata, provoca reazioni sconsiderate di
violenza o anche di suicidio collettivo. Il panico è una “sensazione acuta” è “paura di morire”. Una volta scatenato, non si
argina; si può solo cercare di prevenirlo con un’adeguata attività di informazione, formazione e addestramento delle
persone.
Come? Con: - l’apprendimento cognitivo - l’addestramento spicomotorio - l’automatizzazione dei comportamenti
- le simulazioni di emergenza.
E’ quindi molto importante che tutti -operatori delle diverse Istituzioni, soccorritori, volontari e cittadini- conoscano i potenziali
pericoli del territorio in cui vivono e i relativi comportamenti di “Autoprotezione” per poter interagire nel modo più proficuo ed
adatto in caso di emergenza.
LA “ CONOSCENZA“
“ LE AZIONI DELL’UOMO SONO GUIDATE DALLE SUE CONOSCENZE “
(talvolta, purtroppo, dalle sue convinzioni che scambia per conoscenze!!!)
La conoscenza è - insieme alla motivazione e ai tratti di risposta interpersonale - uno dei fattori psicologici fondamentali
presi in considerazione dalla psicologia sociale. Fattori che modellando l’individuo e sono a loro volta modellati da esso,
originando ciò che è chiamato: “ Evento comportamentistico interpersonale “.
Perciò, il comportamento dell’individuo nella società (sistema integrato di tanti sottosistemi), è uno dei tanti aspetti dei
problemi globali che investono la società stessa, la cui soluzione richiede gli sforzi integrati di molte sue componenti:
autorità di governo, legislatori, esperti tecnici dei vari settori, sociologi, .. e del “sig.Rossi”, cioè di ogni singolo Individuo, di
ciascuno di noi. Ogni Individuo ha una propria “ immagine “ o “ mappa “ del mondo di tipo individuale che si forma in
relazione ai diversi punti di osservazione, determinati dall’ambiente fisico, dalla struttura fisiologica, dai bisogni, dagli scopi e
dalle esperienze passate di ognuno (Memoria del Vissuto). Ciò nonostante, vi sono molti tratti comuni nella immagine che
tutti hanno del mondo, dovuta alla conformazione del sistema nervoso e ad alcuni bisogni comuni e ciò ci consente delle
generalizzazioni utili a definire alcune risposte comportamentali comuni.
Le conoscenze di un individuo si organizzano in maniera selettiva (fattori stimolo e fattori personali) e vengono raggruppate
in sistemi conoscitivi, il più importante dei quali - per le sue implicazioni sociali - è quello di causa / effetto.
La conoscenza è in stretto rapporto con i bisogni e gli scopi dell’individuo e l’ostacolo alla soddisfazione di un bisogno
(frustrazione), è uno dei fattori più importanti per l’inizio del cambiamento conoscitivo.
Quando entriamo in relazione con una persona e/o una situazione, ne abbiamo -prima di tutto- una percezione, così come
ci accade per tutti gli oggetti del mondo esterno a noi. Ci formiamo cioè, una prima impressione che può essere influenzata
dall’effetto alone, dalla teoria implicita della personalità e dagli stereotipi.
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Flavia Moro-
MOTIVAZIONE E BISOGNI
Ogni essere umano -indipendentemente dal luogo di origine, età, sesso, istruzione, .....- percorre un proprio cammino.
Cammino che si intreccia necessariamente con quello di altri uomini. Ognuno, spinto dai suoi bisogni, è motivato ad agire; si
pone cioè delle mete e degli obiettivi per raggiungere i quali progetta e programma delle attività, che realizza o meno
grazie alle capacità e possibilità personali e all’ interazione con i propri simili, sulla base di conoscenze, frutto
dell’esperienza personale e della specie. Per agire, in ogni caso, l’individuo ha bisogno di una o più motivazioni.
Motivazione è infatti quel processo che funzionalizza le attività dell’organismo verso una meta, gratificante e di
salvaguardia.
Vi sono motivazioni primarie (di natura fisiologica), motivazioni secondarie (di natura personale e sociale acquisite con
l’esperienza dell’ individuo e della specie) e motivazioni di livello superiore (prettamente umane quali gli obiettivi esistenziali,
gli ideali, i propositi, i programmi e le aspettative).
Le motivazioni possono essere semplici o complesse, consce o inconsce, transitorie o persistenti e sono studiate e descritte
dalla psicologia, dalla neurofisiologia e dalla biochimica.
La motivazione determina sempre una condotta; ovvero genera un’azione, che è sempre polimotivata ed è il risultato del
desiderio per ... (potere e status sociale) e del timore di ... (ostracismo sociale e minaccia alla stima di sé).
E’ frutto di un bisogno che l’individuo tende a soddisfare, pena la frustrazione dello stesso.
Vi sono bisogni primari e secondari organizzati in una “scala”.
Una fra le più note è quella di Maslow che identifica:
- bisogni fisiologici quali fame, sete....;
- bisogni di salvaguardia o salvezza quali sicurezza, ordine...;
- bisogni di appartenenza e amore quali affetto, identificazione...;
- bisogni di stima quali prestigio, successo...;
- bisogni di realizzazione di sé quali appagamento dell’ Io... .
Scala che va, sostengono i più, dalle “viscere alla mente”.
Un nuovo e più alto bisogno può insorgere solo quando il bisogno precedente è stato soddisfatto. Si dice che: “Gli uomini
che devono faticare per procurarsi il cibo, non possono sentire la necessità di cercare bellezza e conoscenza”.
Mano a mano che si sale, i bisogni più bassi assumono un ruolo di minore importanza nel sistema totale dei bisogni, ma ...
possono riemergere in particolari situazioni quali un’emergenza grave e/o una catastrofe.
Lo stesso bisogno può essere soddisfatto in modo diverso dagli individui, ma comune a tutti è la scomposizione
dell’obiettivo posto, in tanti sottobiettivi -teoria dei piccoli passi, utile a sostenere l’azione- perché così lo stesso è più
facilmente raggiungibile. “ Nulla incoraggia come il successo ” ma ... “ Nulla scoraggia come l’insuccesso”.
L’individuo manifesta, oltre i bisogni personali, anche dei bisogni sociali.
Fra i più importanti e rilevanti a livello sociale in riferimento all’ uomo occidentale, si possono evidenziare il bisogno di:
• Affiliazione → appartenenza, stare insieme
• Possesso → guadagno materiale, accumulo di riserve
→ solo per chi è al di sopra della soglia di sopravvivenza
• Prestigio
→ desiderio di controllo e dominio, elementi che sono importanti per il funzionamento di una società
• Potere
• Altruismo → orientato verso il sé quanto verso gli altri, tanto che alcuni lo interpretano come una forma di Egoismo
• Curiosità → necessità di esplorare, manipolare per acquisire, dominare ...
Tutti i bisogni possono avere, ovviamente, due opposte valenze: una positiva e una negativa.
EMOZIONI
Nonostante vi siano varie teorie per qualificare e spiegare le emozioni, viste ora come causa e ora come effetto, è chiaro un
unico principio: “ Le emozioni si identificano con l’azione dell’Individuo sul mondo esterno “.
Vi è dunque un fondamento biologico molto importante, cui va associata l’influenza delle relazioni fra le persone
(manifestazioni collettive).
Le emozioni sono da considerarsi dei “cambiamenti in preparazione all’azione”. Possono nascere solo da fatti che abbiano
un determinato significato, cioè che possono costituire uno stimolo, significativo solo se tocca gli interessi del soggetto.
Un’emozione può essere letta, anche se non detta (linguaggio non-verbale).
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Flavia Moro-
LA PERSONALITA’
Allport la definisce come:
“ L’organizzazione di quei sistemi psicofisici che stabiliscono l’adattamento dell’Individuo all’ambiente “
Ognuno di noi, cioè, ha una propria organizzazione delle percezioni, delle motivazioni e delle risposte che
componendosi fra loro in misura variabile, lo rendono unico ed irripetibile.
TRATTI DI RISPOSTA INTERPERSONALE
E’ la tendenza dell’Individuo, più o meno stabile, a rispondere agli altri in un modo caratteristico. I tratti di risposta
interpersonale possono essere considerati i prodotti ultimi delle particolari esperienze personali nel soddisfare i
bisogni più frequenti ed intensi.
La conoscenza di essi è utile alla comprensione e alla descrizione dell’uomo sociale, a comprendere il suo
comportamento e a prevenire, almeno in parte, le sue azioni e re-azioni.
Fra i tratti primari di risposta interpersonale ricordiamo le:
• Disposizioni di RUOLO
(sembrano importanti nel determinare il modo in cui l’Individuo svolge la propria parte negli
eventi comportamentistici interpersonali: disinvoltura, dominanza, iniziativa sociale, indipendenza)
• Disposizioni SOCIOMETRICHE
(indicano la simpatia e l’interesse per gli altri e la fiducia che in essi il soggetto ripone:
accettazione degli altri, socievolezza, cordialità e comprensione)
• Disposizioni ESPRESSIVE
(è il modo particolare in cui l’Individuo risponde agli altri, cioè il suo stile: competitività,
aggressività, consapevolezza di sé, esibizionismo)
IL RUOLO
In sociologia :
“Ruolo è il comportamento che ci si attende da parte di chi occupa una determinata posizione sociale”.
Perché la società possa funzionare, ogni Individuo deve occupare una precisa posizione e deve svolgere il
proprio ruolo.
Il ruolo è dunque un modello cui adeguarsi, ha una funzione normativa; ma, nonostante vi siano ruoli ben definiti,
gli Individui possono avere, al loro interno, atteggiamenti diversi (cioè esercitare il ruolo con un proprio stile).
Ogni singolo Individuo può ricoprire più ruoli che possono essere compatibili o generare conflitto.
Il ruolo è diverso dalla personalità, anche se sono sempre in stretta relazione:
“ RUOLO “ è il comportamento verso gli altri, che si esplicita in ogni posizione sociale
“ PERSONALITA’ “ è il comportamento del singolo
Materiale ad uso dei corsi di Formazione per Volontari di Protezione Civile -dott.ssa
Flavia Moro-
SUB-CULTURA DEL DISASTRO
Per SUB-CULTURA del disastro si intende
“tutto ciò che mette il sistema in grado di affrontare il disastro come
EVENTO NOTO e GESTIBILE”
anche sulla scorta delle precedenti esperienze.
E’ dunque da considerarsi come l’insieme delle:
-- Tecnologie
-- Norme
-- Conoscenze
-- Procedure
-- Modelli di comportamento
-- Convinzioni
-- Valori
-- Atteggiamenti
che “quel” sistema sociale utilizza e considera adeguato alle proprie specifiche esigenze ed è in grado di attivare
in relazione anche alle proprie reali capacità operative.
In questo senso, il disastro è da taluni studiosi considerato come:
“La quintessenza dell’evento sociale”
in grado di fornire un laboratorio realistico per verificare
l’ integrazione e la capacità di resistenza e di recupero del sistema colpito.
Elementi chiave sono quindi:
sistema colpito
risorse
capacità
VULNERABILITA’
reazioni individuali e collettive.
Un SISTEMA
è TANTO MENO VULNERABILE
QUANTO PIU’
SONO STATE CURATE
l’ INFORMAZIONE
e
il COORDINAMENTO
Materiale ad uso dei corsi di Formazione per Volontari di Protezione Civile -dott.ssa
Flavia Moro-
LA PREVENZIONE
La prevenzione è un’attività silenziosa.
Se nessuno si accorge che manca significa che sta funzionando.
Per attivare una cultura di prevenzione
bisogna
saper leggere e saper far crescere
agli altri
nuovi metodi di lettura di se stessi e del mondo ...
Gridare, parlare, mostrare e contare
non sono prevenzione,
ma rituali magici tramite i quali
una cultura fortifica la propria indifferenza verso i deboli,
seppellendoli sotto il monumento della celebrazione ...
E’ difficile
che una cultura amante del chiasso e dei grandi titoli
possa desiderare
un’effettiva attività di prevenzione ...
(di M. Buscema)
Materiale ad uso dei corsi di Formazione per Volontari di Protezione Civile -dott.ssa
Flavia Moro-
2 . MATERIALE DIDATTICO
Progetto “Scuola Sicura”
- Milano -
“Scuola Sicura”
- a.s. 2001/2002 -
ISTITUTO COMPRENSIVO
di ............................................
plesso (materna - elementare - media)
...... ......................................................
Progetto “Scuola Sicura” - Milano - a.s. 2001/02
LA DIRETTIVA dell’ isp. tecnico Antonio GAZZETTI (M.P.I.)
L’educazione alla cultura di Protezione Civile: il ruolo della scuola
Nel piano pedagogico-educativo, qual è il Piano dell’Offerta Formativa che ogni istituzione scolastica è tenuta ad
elaborare per i suoi utenti, come configurare e dove collocare l’educazione alla cultura di protezione civile?
Questo interrogativo, dal quale nascono complesse e suggestive questioni umane e sociali, coinvolgenti non solo i
singoli ma l’intero sistema politico-amministrativo, è diventato oggetto di peculiare ricerca da parte degli operatori
scolastici soprattutto da quando la legge n. 626/94 ha dettato le norme di prevenzione e sicurezza nelle Scuole.
Si è potuto rilevare, tuttavia, che in molti casi detta ricerca è stata limitata all’individuazione delle azioni e delle
persone utili a fronteggiare l’emergenza, senza prendere in seria considerazione l’opportunità di avviare un proficuo
processo di educazione alla cultura della protezione civile.
Di fatto, alle indicazioni normative non hanno fatto seguito un’attività pedagogico-didattica di protezione civile,
per la costruzione di schemi mentali e di comportamenti civilmente e socialmente responsabili.
E’ indubbio, invece, che tutte le operazioni conseguenti alle norme di prevenzione e sicurezza richiedono uno
specifico intervento educativo che, nel quadro generale della promozione dell’uomo, ne sollecitino azioni e funzioni
correlate a:
◆ la conoscenza dei rischi presenti e/o possibili nel proprio contesto esistenziale;
◆ la conoscenza delle strutture territoriali alle quali fare riferimento in caso di emergenza;
◆ la conoscenza delle norme e dei comportamenti per la prevenzione e il primo soccorso;
◆ la conoscenza della cultura e del vissuto del gruppo al quale ci si rivolge, per la rimozione di eventuali
resistenze
ed il rinforzo di cariche motivazionali positive nei confronti della tutela ambientale, anche mediante la
limitazione degli interessi individuali e collettivi.
Nel nostro Paese i ricorrenti richiami della Costituzione alla tutela della salute della persona ed il graduale
consolidamento delle strutture di pronto intervento per l’emergenza non hanno trovato reale riscontro nei Programmi
scolastici, come se la protezione civile non fosse soprattutto espressione di cultura e prodotto di educazione.
L’attuale contesto innovativo, che interessa l’apparato amministrativo, strutturale e didattico della Scuola
nell’ottica di una Riforma complessiva del sistema, rappresenta l’occasione propizia per richiamare l’attenzione ad
una educazione alla cultura della protezione civile che nella realtà complessa per dimensione ecologica e
globalizzazione richiede un impegno voluto, ancor prima che dalle norme, dalla tormentata storia di tanti difficili
interventi e dall’ esigenza di prevenire e sanare situazioni di disagio, che sarebbe possibile attenuare con una
adeguata formazione di base.
Nel nostro sistema socio-politico e culturale, l’approccio educativo ai temi di protezione civile è stato lento e
faticoso:
◆ con la Legge 8.12.1970, n996 e con il D.P.R. 6.2.1981, n. 66 il concetto di Protezione Civile entra
espressamente
nell’ordinamento italiano;
◆ con la Legge 24. 2. 1992 n. 225 viene istituito il Servizio Nazionale di Protezione Civile per la “previsione e
prevenzione delle varie ipotesi di rischio, soccorso delle popolazioni sinistrate ed ogni altra attività necessaria
ed indifferibile diretta a superare l’emergenza connessa al verificarsi di eventi calamitosi”.
E ciò quando ancora nei documenti Programmatici della Scuola dell’obbligo non se fa esplicito riferimento.
Nei Programmi del 1985 della Scuola Elementare, infatti, il richiamo ai temi di protezione civile andrebbe
ravvisato in modo implicito là dove è detto che “La Scuola elementare pone così le basi cognitive e socioemotive
necessarie per la partecipazione sempre più consapevole alla cultura e alla vita sociale, basi che si articolano, oltre
che nelle conoscenze e competenze prima indicate, anche nelle motivazioni a capire e ad operare costruttivamente,
nella progressiva responsabilizzazione individuale e sociale, nel rispetto delle regole della convivenza, nella
capacità di pensare il futuro per prevedere, prevenire, progettare, cambiare e verificare”, così come nei Programmi
della Scuola Media, là dove, identificando nell’educazione civica la “convergenza di tutte le discipline e di ogni
aspetto della vita scolastica quale grande campo di raccordo culturale interdisciplinare”, si fa riferimento alla
“maturazione degli orientamenti che sostanziano la responsabilità personale all’interno della società, l’iniziativa
civica e la solidarietà umana”.
Progetto “Scuola Sicura” - Milano - a.s. 2001/02
pag.1
Nei documenti sopraindicati si suppone che all’interno dell’universo valoriale nel quale si coniugano i temi della
pace, della giustizia, della solidarietà, della cooperazione e del rispetto della Legge, vada collocato il tema della
protezione civile per rafforzare la consapevolezza del rispetto dovuto a sé e agli altri.
L’assenza di espliciti richiami nei Programmi scolastici, tuttavia, non lascia indifferente l’amministrazione
scolastica che nel 1982 con apposita Circolare ministeriale sollecita :
◆ il
mantenimento di contatti con i responsabili della Protezione Civile degli Enti locali;
diffusione nelle scuole delle informazioni concernenti le varie ipotesi di rischio e il coordinamento delle
iniziative locali da intraprendere;
◆ la realizzazione di piani territoriali per l’aggiornamento degli insegnanti sui problemi della Protezione Civile;
◆ la designazione da parte dei Provveditorati agli Studi, fra i docenti in servizio, di un responsabile per i problemi
della Protezione Civile in ogni scuola.
◆ la
Ciò che la scuola ha prodotto in tal senso nei successivi dieci anni, fino al varo del progetto “Scuola Sicura”, non è
quantificabile: non sempre è stato possibile verificarne gli esiti e offrire i necessari supporti per un’azione mirata e
coordinata.
La svolta decisiva sul piano formativo dei docenti e degli alunni inizia nell’anno scolastico 1993/94: con il
“Progetto Scuola Sicura”, sperimentato nei tre anni successivi in molte scuole dell’obbligo in tutte le province al
fine di:
◆ realizzare un pacchetto formativo (attività, schede, audiovisivi, giochi .......) ;
◆ “attirare nelle Scuole l’attenzione sulle problematiche relative ai rischi e sui comportamenti legati all’attività di
protezione civile in chiave di informazione e prevenzione con e senza l’aiuto di Enti ed Istituzioni esterne”.
Il Progetto ha coinvolto circa 6.000 docenti, 500.000 alunni in forma diretta e altrettanti in forma indotta sui temi
del rischio domestico e del territorio, del rischio ambientale, del rischio tecnologico, degli incendi boschivi, del
panico e delle norme di comportamento, delle comunicazioni alternative in caso di emergenza, avvalendosi dei
supporti tecnici della Croce Rossa Italiana, dell’AGESCI, del Corpo Forestale dello Stato, delle Associazioni di
Volontariato, delle varie componenti, cioè, del Servizio Nazionale della Protezione Civile.
Al di là delle sollecitazioni connesse con l’emanazione dei Decreti Legislativi n.626/94 e n.242/96, l’esperienza
del progetto “Scuola Sicura” costituisce certamente un contributo quale punto di riferimento per l’individuazione
delle strade percorribili per la generalizzazione e istituzionalizzazione di un più rilevante ed impegnativo percorso
educativo di protezione civile quale fattore di crescita culturale di ciascun cittadino.
In attesa dei provvedimenti normativi necessari alla concretizzazione della Riforma dei cicli, appare rilevante il
contenuto della Circolare del Ministero della Pubblica Istruzione del 9 aprile 2000, n.122 che, richiamando agli
impegni assunti dal Governo e dalle parti sociali nel documento programmatico “Carta 2000” afferma che: “è la
Scuola -luogo in cui si realizzano e trasmettono cultura, valori ed idee e si forma l’individuo che, in tempi più o
meno brevi, accederà alla vita sociale e al mondo del lavoro come datore di lavoro o come lavoratore egli stesso- la
sede primaria, istituzionale e strategica per la formazione di tale cultura e nella quale avviare un processo allargato di
partecipazione, indirizzo e sensibilizzazione complessiva degli operatori scolastici e dell’utenza, non limitandosi ad
interventi ed adempimenti di carattere meramente formale ovvero ad iniziative sporadiche ed occasionali.
D’altra parte l’attuale normativa di riferimento e i principi che la sottendono costituiscono la migliore opportunità
per la promozione, a livello scolastico, di una vera e propria cultura della sicurezza e della prevenzione, attraverso la
valorizzazione dei rispettivi contenuti e con il coinvolgimento e l’adesione partecipativa delle varie componenti
interessate, al fine dell’acquisizione da parte degli alunni, della piena consapevolezza di una problematica di ampia
rilevanza sociale nonchè della valenza educativa sostanziale e prioritaria delle tematiche in questione e dei
conseguenti comportamenti che, coerentemente, nel presente e soprattutto nel futuro, si troveranno in concreto ad
adottare”.
Sul piano operativo, intanto, a seguito del Protocollo d’intesa sottoscritto dai Ministri dell’Interno e della Pubblica
Istruzione, il Gruppo tecnico di esperti incaricato, dopo aver effettuato incontri interregionali con i responsabili delle
strutture istituzionali del territorio per studiare le possibili modalità operative in attuazione della Direttiva di
orientamento, emanata con Circolare ministeriale n. 356 del 10.8.98, ha ravvisato l’esigenza di attivare iniziative di
formazione in servizio per gli operatori scolastici nella convinzione che il processo globale e continuo di educazione
alla cultura di protezione civile, oggi, nelle Scuole dell’Autonomia, passa necessariamente attraverso il Piano
dell’Offerta Formativa e della conseguente programmazione educativa e didattica.
Progetto “Scuola Sicura” - Milano - a.s. 2001/02
pag.2
E’ stato predisposto, quindi, un piano nazionale di formazione in servizio per alcuni docenti, facenti alle scuole
dell’obbligo di tutte le province allo scopo di:
◆ fornire informazione sui temi specifici di protezione civile ;
◆ individuare le possibilità e le modalità di inserimento dei temi di cultura di protezione civile nel curricolo
scolastico, utilizzando progetti mirati e/o individuando nei percorsi di insegnamento/apprendimento i possibili
elementi di trasversalità che permettono all’alunno di acquisire conoscenze e di costruire comportamenti di
protezione civile ì, anche per sfuggire ad eventuali forme di allarmismo e pressapochismo.
L’impossibilità di attivare la formazione in servizio per tutti i docenti della scuola dell’obbligo e l’esigenza
individuare possibili, efficaci itinerari formativi per il personale della Scuola in rapporto alle risorse disponibili
hanno inciso sulla decisione di effettuare dei Corsi di formazione solo per alcuni docenti -almeno quattro per
provincia- ai quali affidare il compito di richiamare l’attenzione sul territorio e, in particolare, nelle scuole di
provenienza sulla necessità di inserire l’educazione alla cultura di protezione civile nel Piano dell’Offerta
Formativa per verificare sul campo la possibilità espressa dalla Circolare ministeriale citata, di “... collegare, in
maniera trasversale, le singole materie di insegnamento ai riferimenti ai temi della sicurezza ...”. tenendo conto
dell’attuale contesto innovativo della Scuola e della concreta, quotidiana prassi didattica commisurata alle reali
possibilità di apprendimento degli alunni.
L’attività di formazione è in corso.
Essa prevede n.7 corsi con la presenza di 60 docenti per corso, provenienti, di volta in volta, da n.15 province
circa.
Ogni corso, della durata di cinque giorni, si avvale delle strutture dell’Istituto Superiore Antincendi di Roma e
prevede momenti di informazione con l’apporto di qualificati esperti di protezione civile, nonché lavori di gruppo per
la riflessione e la formulazione di condivise ipotesi operative da attuare nelle varie sedi di provenienza.
Ciò al fine di ancorare le informazioni tecniche al contesto operativo dei destinatari, perché è proprio la conoscenza
dell’ambiente di vita quotidiana che permette di attivare quei canali di comunicazione che agiscono sui modi di
pensare, di dire, di essere.
Finora sono stati effettuati tre corsi e nel periodo Gennaio-Aprile 2001 sono stati programmati gli ulteriori 4
seminari.
Nel successivo Corso di richiamo, effettuato pe i docenti che avevano partecipato al primo corso, è stato possibile
verificare -che i risultati sono soddisfacenti se non altro per l’attenzione al problema, generata nei vari contesti di
provenienza dei corsisti.
Si è rilevato che in molte realtà scolastiche, in fase del Piano dell’Offerta Formativa, è stato possibile individuare
appropriati percorsi didattici per l’approfondimento delle tematiche connesse con:
◆ gli insegnamenti storico-letterari, per quel che riguarda la ricerca di fonti documentarie e la ricognizione storica
di eventi calamitosi del passato;
◆ la geografia, per quel che attiene lo studio del territorio e alla individuazione delle aree a rischio ambientale e
tecnologico;
◆ l’educazione motoria nell’ordine elementare e l’insegnamento dell’educazione fisica nella scuola media, con
l’apprendimento di idonei comportamenti da tenere in situazione di emergenza;
◆ le scienze e l’educazuione tecnica, con lo studio della dinamica dei fenomeni fisici e chimici naturali e
l’incidenza dell’azione dell’uomo sul loro verificarsi;
◆ l’educazione all’immagine e l’educazione artistica e tecnica, per quanto attiene alla conoscenza della segnaletica
di sicurezza e alla definizione di sistemi di sicurezza, con la realizzazione di semplici piante di esodo e piani di
evacuazione.
Antonio Gazzetti
Ispettore Tecnico
Ministero della Pubblica Istruzione
Progetto “Scuola Sicura” - Milano - a.s. 2001/02
pag.3
PROPOSTA PER IL P.O.F.
L’esigenza di formazione del cittadino -richiamata e dichiarata nei programmi della
scuola dell’obbligo- si concretizza anche con lo studio e la conoscenza, la valorizzazione e
la difesa del proprio territorio come elementi indispensabili per esprimere una cittadinanza
piena e partecipata.
La scuola pertanto, attiva percorsi educativo/didattici trasversali alle diverse aree e
discipline, che trattino temi inerenti la “Sicurezza” e la “Protezione Civile” .
FINALITA’
Sviluppare una nuova sensibilità nei confronti di sé, degli altri e dell’ambiente per:
• la costruzione di un rapporto armonico con il territorio (conoscenza, valorizzazione,
rispetto, difesa);
• l’attivazione di comportamenti di vera prevenzione;
• l’attivazione di comportamenti di risposta in emergenza che siano di salvaguardia,
autoprotezione e solidarietà sociale.
MODALITA’ DI ATTUAZIONE
• Percorsi disciplinari/pluridisciplinari/interdisciplinari di Protezione Civile (come previsto
dalla C.M. 356/98), realizzati in relazione ai bisogni, alle esigenze territoriali e alla
programmazione di ogni ordine di scuola (materna, elementare e media).
• Adeguamento alla L.626/94 per quanto attiene alla Sicurezza dei lavoratori sul posto di
lavoro, coinvolgendo tutte le componenti: dirigente scolastico, docenti, non docenti,
alunni, eventuali esperti, genitori ed Enti Locali, per quanto di loro competenza.
• Coinvolgimento delle strutture Istituzionali e di Volontariato presenti sul territorio, che si
occupano di sicurezza e protezione civile.
Nota: per il dettaglio dei percorsi educativo/didattici, le attività, i compiti e i ruoli
specifici delle diverse componenti coinvolte, si rimanda al Progetto integrale agli
atti dell’istituto.
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Istituto Comprensivo “......................................................”
di
- ......................................... -
SETTIMANA
della
*PROTEZIONE CIVILE e SICUREZZA*
Anno Scolastico ..................................
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LEGISLAZIONE IN MATERIA DI SICUREZZA e PROTEZIONE CIVILE
(scuola)
- C.M.02/12/1959 prot. n.21677/84 e C.M. 12/02/1968 n. 81 (educazione stradale)
➯ C.M.07/11/1966 n.414 e C.M. 25/03/1970 n.121 educazione antinfortunistica
➯ O.M. 02/10/1982 stabilisce che in ogni Provveditorato agli Studi ci sia un ufficio per i problemi di
Protezione Civile.
Compiti di tali uffici sono:
- il mantenimento dei contatti con l'ufficio centrale di coordinamento per i problemi di protezione
civile del Ministero;
- il mantenimento con i responsabili di P.C. degli Enti Locali;
- diffusione nelle scuole delle informazioni necessarie e il coordinamento delle iniziative locali;
- realizzazione di piani territoriali per l'aggiornamento degli insegnanti sui problemi della
P.C. in generale ed in particolare sugli aspetti della previsione, prevenzione ed emergenza.
Si dà mandato ai Provveditori di informare e aggiornare i docenti e diffondere materiale illustrativo nella scuola.
➯ 1988 protocollo d'intesa fra il Ministero della P. I. e il Dipartimento di P.C.
Con il protocollo i due interlocutori "si impegnano ad individuare aree di approfondimento mirate alla
formazione di una diffusa coscienza e cultura sui vari aspetti della previsione, prevenzione ed emergenza".
Vengono organizzati a livello nazionale, dei corsi per insegnanti nel corso dell’a.s 91/92.
➯ D.M. 26/8/92 “Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica“ G. U. -serie generale- n°218
(il decreto prevede l’effettuazione di “almeno due prove di evacuazione nel corso dell’a.s.)
➯ a.s. 1991/92 avvio del PROGETTO “SCUOLA SICURA”
➯ D.Lgs. 626/94 Sicurezza negli ambienti di lavoro
➯ C.M. n°69 del 23/2/98 protocollo per l’inserimento della P.C. nelle attività di insegnamento
C.P. n° 311 del 15/5/98
➯ C.M. n°356 del 10/8/98 inserimento della P.C. nelle attività didattiche della scuola dell’obbligo
C.P. n° 552 del 15/9/98
Invito ad una RILETTURA dei programmi
1979 NUOVI PROGRAMMI DELLA SCUOLA MEDIA
1985 NUOVI PROGRAMMI DELLA SCUOLA ELEMENTARE
2001 RIFORMA DEI CICLI ?
➯ D.M. n° 382 del 29/9/98 regolamento recante norme per l’individuazione delle particolari esigenze degli istituti ...
C.P. n° 703 del 24/11/98
art. 6, comma 3
I contenuti minimi della formazione dei lavoratori, dei rappresentanti per la sicurezza e dei datori di lavoro che possono
svolgere direttamente i compiti propri del responsabile del servizio di prevenzione e protezione sono quelli fissati dal decreto dei
Ministri del Lavoro e della Previdenza sociale e della Sanità in data 16 gennaio1997,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n° 27 del 3 febbraio 1997.
➯ C.M. n°19 del 29/4/99 indicazioni attuattive del D.Lgs. 382/98 trasmessa con C.P. n° 316 del 03/6/99
e successive precisazioni
➯ C.M. n°119 del 31/10/2000 applicazione L.626/94 nelle scuole (nessuna deroga sulla sicurezza nella scuola)
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Proposte di lavoro da effettuare nell’ anno scolastico
Attività
➔ ottobre
Viene effettuata la revisione e la correzione del “Piano di Emergenza interno” (e relativo piano di evacuazione cura della
commissione Sicurezza.
➔ novembre
Viene illustrato al Collegio dei Docenti:
- il “Piano di Emergenza interno”
- l’attività da svolgersi nelle classi in relazione all’evacuazione
- l’organizzazione della “Settimana della Sicurezza e Protezione Civile”.
➔ dicembre
I docenti della commissione sicurezza effettuano un’ora in ogni classe per illustrare il piano di emergenza e spiegare quali
comportamenti adatti adottare in caso di pericolo, secondo un calendario concordato con i singoli c.d.c.
➔ dicembre - gennaio
Un docente per classe (indicato dai singoli c.d.c.) completerà l’attività esposta al punto precedente: visione di filmati
riferentesi alla prova di evacuazione e ad eventi calamitosi e discussione con la classe.
➔ gennaio - febbraio
Tutti i docenti sono invitati ad effettuare durante il loro orario di lezione alcune prove di evacuazione con la classe e/o con il
gruppo, per abituare gli alunni a provare percorsi diversi e/o alternativi.
➔ marzo
Settimana della “Sicurezza e Protezione Civile”
* ogni giorno della settimana dovrebbe essere trattato un aspetto diverso della sicurezza, riferentesi alle varie discipline:
- normativa di riferimento (cenni), considerando anche quali sono le “Forze” dello Stato che intervengono in caso di
emergenza; eventi catastrofici nel corso della storia passata e/o recente;
- le aree a rischio in Italia, quali sono i maggiori rischi del nostro territorio e come vengono affrontati;
- la previsione e la prevenzione riferita alle grosse emergenze e alla quotidianità (incidenti domestici, ... );
- la segnaletica di sicurezza e i numeri diretti;
- il primo soccorso;
- il controllo del panico_
* potrebbe essere prevista la presenza di esperti durante l’attività delle singole materie, oppure l’ultimo giorno alcuni
esperti risponderanno alle domande degli alunni.
Per tutta la settimana in un’aula sarà possibile consultare materiale cartaceo e video per consentire alle classi di
documentarsi, oltre quanto è possibile trovare nei singoli libri di testo in adozione e sui diversi siti “ Internet ”_
N.B.: le prove di evacuazione di tutta la scuola saranno effettuate senza alcun preavviso, a discrezione del dirigente
scolastico.
Coloro che sono presenti a scuola, sono invitati ad effettuare la prova come indicato nel documento affisso in ogni
locale, indicato come:
“PIANO DI EMERGENZA INTERNO”.
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I PROGRAMMI MINISTERIALI DELLA SCUOLA ELEMENTARE DEL 12/02/1985
PROPOSTA di “RILETTURA” -C.M.356/98-
(I^ parte Principi e fini della S.E.)
L'insegnante è chiamato ad organizzare e preparare per l'alunno, attività in cui egli "possa sperimentare forme di
lavoro di gruppo e vicendevole aiuto e sostegno, anche per prendere chiara coscienza della differenza fra
'solidarietà attiva' con il gruppo e 'cedimento passivo' alle pressioni del gruppo".
(II^ parte Scuola come ambiente educativo di apprendimento)
"La scuola elementare pone così le basi cognitive e socio-ambientali necessarie per la partecipazione sempre più
consapevole alla cultura e alla vita sociale", attraverso sollecitazioni che aiutino la costruzione del pensiero riflesso
e critico e potenzino la creatività e la divergenza, "anche nella motivazione a capire ed a operare costruttivamente,
nella progressiva responsabilizzazione individuale e sociale, nel rispetto delle regole di convivenza, nella capacità
di pensare il futuro per prevedere, prevenire, progettare, cambiare e verificare. Per questo la S.E. nell'adempiere il
suo compito specifico, è scuola che realizza concretamente il rapporto fra istituzione ed educazione."
(Scienze)
"Finalità dell'Ed. Scientifica è l'acquisizione da parte del fanciullo di conoscenze e abilità che lo pongano in grado di
riconoscere quale sia il ruolo della scienza nella vita di ogni giorno e nella società odierna e quali siano i suoi
potenziali e i suoi limiti." ... "acquisire conoscenze di base relative agli esseri viventi, ivi compreso l'uomo, loro
strutture e funzioni, nonché loro interazioni e rapporti con l'ambiente"... il bambino deve conoscere ambienti e cicli
naturali e saper fare "osservazioni sull'assetto geologico - esame dei tipi di terreno - raccolta di dati sulla situazione
delle acque -rilevazioni delle caratteristiche del paesaggio e considerazioni sulla sua evoluzione e sui fattori che lo
determinano (dilavamento, alluvioni, frane, interventi dell'uomo”... raccogliere "informazioni sulle possibilità offerte
dalla tecnologia per la tutela dell'ambiente e per la previsione, la prevenzione e gli interventi relativi alle calamità
naturali."
(Storia)
... aiutarlo "a costruire la sua identità culturale come presa di coscienza della realtà in cui vive." ... "il superamento da
parte del fanciullo della percezione di se come perno e misura della realtà per avviarsi a sentire se stesso partecipe
di un processo che ha radici e dimensioni che lo travalicano."
(Geografia)
... "dovrà essere progressivamente rafforzata la responsabile attenzione del fanciullo al problema ecologico", ... “
osservare un ambiente e scoprirne gli elementi costitutivi fisici e antropici, di costruire e interpretare, a livelli di
difficoltà crescente, mappe e carte diverse per contenuto e scale e a confrontare le informazioni che offrono con
quelle desumibili da altre fonti"... "particolare attenzione sarà infine, rivolta ad un approfondimento dei rapporti che
la moderna società industriale intrattiene con il territorio e specialmente - si dovrà far conoscere al fanciullo le modalità di sfruttamento delle risorse naturali e i relativi problemi di conservazione e protezione dell'ambiente", al
fine di sviluppare in lui una convinzione non idealizzata del rapporto uomo natura, ma la convinzione di un corretto
equilibrio fra ciò che deve essere il rispetto dell'ambiente e ciò che la moderna tecnologia offre.
(Studi sociali)
"Poiché la scuola elementare si propone di porre le basi per la formazione del cittadino e la sua partecipazione attiva
alla vita sociale, politica ed economica del Paese, è essenziale che essa fornisca gli strumenti per un primo livello di
conoscenza dell'organizzazione della nostra società - e quindi la scuola dovrebbe - avviare all'acquisizione di
strumenti per la comprensione del sistema economico, dell'organizzazione politica e sociale scegliendo contenuti e
modalità di lavoro adeguati alle capacità degli alunni" ... "è indispensabile partire da quegli aspetti dell'organizzazione
sociale che appartengono al contesto di vita del fanciullo e gli sono più vicini e comunque più facilmente accessibili. E'
ciò che si indica spesso come indagine d'ambiente (ad es. la famiglia, la scuola, il quartiere, le attività presenti nella
comunità, il Comune ecc.) per individuare i fattori rilevanti della organizzazione sociale e le loro dinamiche
interrelazionali".
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Lavori di gruppo effettuati dai docenti in collaborazione con esperti e volontari
(prodotti durante il corso di formazione dei docenti della scuola elementare, previsto dal progetto “Scuola Sicura”)
NOTA: SONO STATI TRASCRITTI I LAVORI REALIZZATI DAI GRUPPI, SENZA ALCUNA MODIFICA
(ciò nel rispetto del lavoro di tutti e nella convinzione possa essere di utilità a tutti i colleghi che vogliano provare l’attività)
Percorsi didattici classe 1^ elementare
GRUPPO 1
Obiettivo generale: acquisire conoscenze relative al pericolo
Obiettivo intermedio: riconoscere situazioni di pericolo nella scuola
Obiettivi specifici:
- riconoscere il proprio e altrui comportamento come fonte di potenziale pericolo
- riconoscere situazioni che possono essere fonte di pericolo
- riconoscere la segnaletica e le principali divise degli operatori del soccorso
Destinatari: alunni classe 1^
Quando: bimestre
Durata: 1 ora la settimana, per un totale di circa 8 ore
Dove: nei diversi ambienti scolastici
Prerequisiti: concetto di causa/effetto / riconoscimento delle forme e dei colori / concetto di rappresentazione simbolica
Contenuti:
- ambienti scolastici (aula, corridoio, bagni, refettorio, palestra, laboratorio, cortile)
- segnaletica (segnali di salvataggio, segnali identificativi, planimetria della scuola)
- divise degli operatori del soccorso (operatore di Protezione Civile, medico della croce rossa, vigile del fuoco,
carabinieri)
Attività: drammatizzazione, rappresentazione grafica, conversazione collettiva, esplorazione ambientale, schede, foto,
planimetria dell’edificio
Verifica: “Caccia al tesoro”, per gruppi di alunni
1^ prova: una scheda dal titolo “Trova i pericoli”
2^ prova: trova tutti i cartelli del piano
3^ prova: posiziona il cartello al posto giusto
4^ prova: mettetevi in fila per un’eventuale evacuazione
GRUPPO 2
Obiettivo didattico generale: riconoscimento del pericolo
Obiettivi specifici:
- definire il concetto di pericolo
- individuare la forma geometrica che rappresenta il pericolo
- individuare il colore che rappresenta il pericolo
- riconoscere la segnaletica di sicurezza universale
- individuare i suoni che richiamano una situazione di pericolo
Contenuti: il pericolo / i segnali di pericolo / la segnaletica di sicurezza / le divise degli operarori del soccorso / i suoni
Attività e Strumenti :
- brain storming
- visione di videocassette sui pericoli
- costruzione di segnali di pericolo
- produzione di cartelloni sui segnali di pericolo e del soccorso
- coloritura di schede raffiguranti le divise dei soccorritori e relativi mezzi con denominazione
- memorizzazione dei principali numeri di emergenza
- ascolto dei suoni prodotti dai mezzi di soccorso e segnale di allarme della scuola
Verifica: realizzazione del gioco”Caccia al pericolo”
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Percorsi didattici classe 2^ elementare
GRUPPO 1
Obiettivo generale : far conoscere gli operatori del soccorso
Destinatari : alunni classe 2^
Declinazione dell’obiettivo :
- riconoscere situazioni di pericolo
- saper classificare i pericoli in relazione a persone e ambienti (casa, scuola, strada, ... )
- saper valutare la gravità di un pericolo
- acquisire modalità di comportamento adatto in relazione alla gravità del pericolo
- riconoscere gli operatori del soccorso
- conoscere e comprendere alcuni compiti degli operatori del soccorso
Durata : a seconda della programmazione
Luogo : a seconda della programmazione
Contenuti :
- analisi dei pericoli presenti negli ambienti
- riflessione sui comportamenti da tenere in situazioni di pericolo
- presentazione degli operatori del soccorso e loro compiti specifici
- presentazione di numeri, colori, simboli, uniformi e mezzi che identificano i vari e diversi operatori
Area/e coinvolta/e : tutte
Strumenti e mezzi : cartelloni, schede, libri, audiovisivi, registratore, computer, materiale strutturato e “non “
Metodologia : indagine e ricerca
Verifica : quella ritenuta più opportuna dall’insegnante
GRUPPO 2
Obiettivo generale : conoscere gli operatori del soccorso, i loro compiti e le modalità per attivarli (115 - 118 - 113 - 112)
Destinatari : alunni classe 2^
Declinazione dell’obiettivo :
- conoscere la realtà degli operatori del soccorso a livello territoriale
- conoscere i ruoli e le funzioni degli operatori del soccorso
- conoscere ed associare la simbologia alla funzione
- conoscere le modalità di approccio per una comunicazione corretta e funzionale
- conoscere l’importanza di chiamare solo in caso di reale necessità
Durata : a seconda della programmazione
Luogo : a seconda della programmazione
Contenuti :
- percorsi guidati sul territorio per visionare e conoscere le strutture presenti legate al soccorso
- gli operatori e le loro funzioni (divisa, attrezzature, mezzi)
- simbologia
- scherzi, falso allarme
Area/e coinvolta/e : lingua italiana / studi sociali / ed. all’immagine / geografia / matematica
Strumenti e mezzi : materiale di facile consumo, macchina fotografici, registratore, videocamera, materiale strutturato e “non”
Metodologia :
- uscite sul territorio
- conversazioni
- rappresentazioni grafiche di vario genere
- drammatizzazione, giochi di ruolo,
- interviste
- comparazione di scherzi in situazione
Verifica :
- schede
- drammatizzazione nella quale si verificherà l’adeguato comportamento da seguire in caso di emergenza
- realizzazione di cartelloni di sintesi
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Percorsi didattici classe 3^ elementare
GRUPPO 1
Obiettivo generale : riconoscere la propria paura per capire come la si può controllare e quali comportamenti adatti attivare in
emergenza
Destinatari : alunni classe 3^
Declinazione dell’obiettivo :
- individuazione delle paure individuali più diffuse
- analisi della paura del fuoco e dell’incendio
- conoscenza dell’ambiente scolastico e individuazione delle possibili fonti di rischio incendio
- individuazione dei comportamenti/strategie opportuni da attuare in situazione di emergenza incendio
- acquisizione dei comportamenti/automatismi da attuare nella fase dell’emergenza
Durata : 10 ore c.
Luogo : edificio scolastico
Contenuti :
- di che cosa abbiamo paura
- analizziamo una di queste paure: l’incendio
- che cos’è l’incendio e quali sono gli elementi pericolosi di esso
- come, dove e perché si può sviluppare un incendio
- quali sono i comportamenti più adatti ad evitare i pericoli: mettiamoli in sequenza, sperimentiamoli e impariamoli
Area/e coinvolta/e : lingua, matematica, scienze
Strumenti e mezzi :
- carta topografica, schede, libri, audiovisivi
- figure di riferimento
Metodologia :
- conversazione sull’argomento
- indagine, tabulazione dei risultati, riflessione sui risultati
- ricognizione ambientale
- simulazione dell’emergenza
- lavoro a coppie e in piccoli gruppi
- rappresentazione grafica dei comportamenti da attuare
Verifica : prova di evacuazione
GRUPPO 2
Obiettivo generale : riconoscere la propria paura per capire come la si può controllare e quali comportamenti adatti attivare in
emergenza
Destinatari : alunni classe 3^
Declinazione dell’obiettivo :
- riconoscimento delle paure
- analisi del comportamento in situazioni di paura
- distinzione tra comportamento adatto e non adatto
Durata : un bimestre
Luogo : edificio scolastico
Contenuti :
- percorsi finalizzati al rafforzamento della conoscenza dell’edificio scolastico
- conversazioni mediate da letture e dalla visione di audiovisivi
- drammatizzazione di situazioni di paura con comportamenti adatti e non adatti (guidate dall’insegnante)
- sintesi grafica dei comportamenti adatti
Area/e coinvolta/e : lingua italiana, geografia, ed. all’immagine, ed. motoria, studi sociali
Strumenti e mezzi : libri, giornali, videocassette, illustrazioni
Metodologia : conversazioni, drammatizzazione, riflessioni
Verifica : prova di evacuazione
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GRUPPO 1
Percorsi didattici classe 4^ elementare
Obiettivo generale : acquisire il concetto di rischio come eventualità per evitare possibili pericoli attraverso la previsione e la
prevenzione
Destinatari : alunni classe 4^
Declinazione dell’obiettivo :
- conoscere ed analizzare possibili rischi legati all’ambito della casa, scuola, territorio
- identificare, riconoscere, leggere le etichette, i simboli, i segnali
- comprendere la pericolosità
-acquisire corrette norme comportamentali
Durata : un anno scolastico
Luogo : casa, scuola, territorio
Contenuti :
- definizione del termine “Rischio”, ricerca di etichette esplicative, simboli CEE, cartelloni
- analisi delle diverse etichette per visualizzare le caratteristiche del prodotto e individuare quelle pericolose
- comportamenti adeguati
Area/e coinvolta/e : tutte, perché l’obiettivo è trasversale
Strumenti e mezzi : conversazioni, raccolta e lettura dati, preparazione cartelloni, audiovisivi, rappresentazioni con diverse
tecniche
Metodologia : partendo dalle conoscenze ed esperienze degli alunni si procederà ad individuare, riconoscere, leggere i
messaggi delle diverse simbologie, educandoli ad utilizzare corretti comportamenti
Verifica : in itinere, valutando con prove oggettive e pratiche il percorso realizzato
GRUPPO 2
Obiettivo generale : conoscere il concetto di “Rischio”, collegato alla previsione e prevenzione e quali sono i “Rischi” del nostro
territorio
Destinatari : alunni classe 4^
Declinazione dell’obiettivo :
- cos’è il rischio?
* rischi nell’ambiente domestico (casa, scuola, territorio)
* rischi nel territorio circostante (quartiere, paese, città)
- analisi dei possibili rischi sopra descritti
- prevenzione e norme comportamentali
Durata : un quadrimestre
Luogo : aula, aula video, palestra, laboratorio di pittura, dintorni della scuola
Contenuti :
- definizione del termine “Rischio”, confronto e discussione
- azioni quotidiane e possibili rischi
- analisi del territorio (osservazione di carte tematiche, rilevazione dei rischi ambientali e antropici)
- rischio elettricità, acqua, fuoco, cadute e crolli, sostanze tossiche e farmaci
- attenzione a ciò che si fa (numeri di emergenza, cosa fare, cosa non fare)
Area/e coinvolta/e : linguistica, antropologica, scientifica, ed. all’immagine, drammatizzazione
Strumenti e mezzi :
- conversazioni, letture, lettura etichette, audiovisivi
- preparazione cartelloni
- rappresentazioni di situazioni
- schede predisposte
- uscite e osservazioni sul territorio
Metodologia : partendo dalle esperienze degli alunni confrontare ed analizzare varie situazioni di rischio
Verifica :
- stesura di semplici testi
- schede a risposte multiple
- lavoro di gruppo per cartelloni riassuntivi
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pag.12
Percorsi didattici classe 5^ elementare
GRUPPO 1
Obiettivo generale : preparare una simulazione di emergenza
Obiettivo specifico : consolidare l’abitudine a seguire determinate norme di sicurezza in caso di emergenza
Destinatari : alunni classe 5^
Durata : 10 ore c.
Luogo : spazi interni ed esterni all’edificio scolastico
Prerequisiti: conoscenze spazio-temporali, capacità di seguire una serie di istruzioni, capacità di progettazione, capacità di
esprimersi attivando diversi linguaggi
Contenuti :
- lettura, costruzione, realizzazione di piante e rappresentazione di percorsi
- preparazione della segnaletica d’emergenza secondo i metodi convenzionali
- analisi dei rischi ambientali e scelta dell’evento
- progettazione dello scenario della simulazione
- realizzazione della successione temporale stabilita
Area/e coinvolta/e : tutte, perché l’obiettivo è trasversale
Strumenti e mezzi : materiale diverso (carte, testi, schede approntate appositamente, audiovisivi)
Metodologia : partendo dalle conoscenze ed esperienze degli alunni si procederà ad individuare, riconoscere, leggere i
messaggi delle diverse simbologie, educandoli ad utilizzare corretti comportamenti
Verifica :
(in generale) comportamentale in itinere
(specifica)
- saper distinguere il segnale d’allarme
- seguire le modalità stabilite per l’abbandono dell’aula
- saper comunicare in modo corretto la richiesta d’aiuto al destinatario competente
Valutazione : riflessione del gruppo coinvolto e confronto con un osservatore esterno
GRUPPO 2
Obiettivo generale : dato uno scenario di possibile rischio, preparare una simulazione di emergenza
(es.: incidente tra due autobotti)
Destinatari : alunni classe 5^
Declinazione dell’obiettivo :
- quali comportamenti adotterebbero i ragazzi in caso di forte rumore; tabulare le risposte e confrontare
i comportamenti
- pensare alle eventuali conseguenze riguardo i comportamenti da adottare
- individuazione del comportamento “tipo” adatto
- dare l’allarme; individuare la persona che richiede l’aiuto
- conoscenza dei numeri di telefono e della procedura
- evacuazione e punto di raccolta
Durata :
* diluita nel tempo (con più implicazioni di tipo didattico)
* a breve termine (mirata ad un’area disciplinare)
Luogo : aula e spazi legati al percorso di evacuazione
Prerequisiti: conoscenza della planimetria, dei segnali, dei percorsi, dei piani di emergenza e del comportamento standard da
tenere durante un’evacuazione
Contenuti : cfr. prerequisiti
Area/e coinvolta/e : linguistica, matematica, geografica, immagine,/suono e musica (trasversale a tutte le discipline)
Strumenti e mezzi : registrazione di voci, tabelle, grafici ...
Metodologia : conversazione collettiva, tabulazione
Verifica : filmati, ascolto di registrazioni, prova di evacuazione complessa_
A TUTTI, UN GRAZIE PER LA COLLABORAZIONE
Progetto “Scuola Sicura” - Milano - a.s. 2001/02
pag.13
I PROGRAMMI DELLA SCUOLA MEDIA DEL 1979
(PROPOSTA di “RILETTURA” -C.M.356/98-)
(Lettere)
"....Principalmente attraverso l'uso e lo studio del linguaggio verbale l'alunno raggiunge gradualmente come obiettivo fondamentale la
capacità di acquisire ed esprimere l'esperienza del mondo e di se".
(Storia) - (Educazione Civica)
"In concreto - ciò - che l'insegnante deve proporsi è condurre gli alunni a considerare, come avvio di giudizio critico le soluzioni che gli
uomini e le società hanno dato nel tempo ai loro problemi - perciò - si suggerisce di privilegiare, nella progettazione dell'azione didattica,
gli aspetti connessi con la formazione e lo sviluppo delle forme di organizzazione della vita associata con continui riferimenti alle tappe del
progresso tecnico e scientifico".
... "far maturare la coscienza delle responsabilità morali, civiche, politiche, sociali, personali e comunitarie di fronte ai problemi
dell'umanità, nel contesto sociale italiano, europeo, mondiale e, quindi, a far acquisire comportamenti socialmente responsabili. In tale
prospettiva la scuola attua il suo impegno di educazione civica attraverso il contatto con il mondo civile" ... "deve perseguire cogliendo
tutte le occasioni educative e didattiche più opportune -quali- la responsabilità personale all'interno della società, l'iniziativa civica e la
solidarietà umana; la conquista di una capacità critica che permetta di definire il rapporto intercorrente tra libertà individuale ed esigenze
della collettività la crescita della volontà di partecipazione come coscienza del contributo che ciascuno deve portare alla risoluzione dei
problemi dell'uomo, della società nazionale ed internazionale".
(Geografia)
"L'itinerario fondamentale della ricerca geografica consiste nel verificare e nell'interpretare il rapporto didattico tra gli uomini e la natura in
modo da cogliere le molteplicità delle connessioni che modificano, anche nel tempo, le situazioni geografiche l'indagine sui fenomeni
coinvolgenti la dinamica uomo-ambiente prenderà avvio dalle più immediate esperienze dell'alunno, in modo che tali fenomeni possano
essere ricostruiti in sede di verifica problematica diretta, puntualizzando e analizzando i dati necessari... Nella programmazione
l'insegnante tiene conto delle concrete possibilità offerte dal territorio circostante, che verrà attentamente osservato, indagato e definito a
mano a mano che si procede nella ricerca".
(Scienze Matematiche)
"E' obiettivo qualificante del processo educativo attraverso tali insegnamenti l'acquisizione da parte dell'alunno del metodo scientifico che
si concreta nelle capacità di: esaminare situazioni, fatti e fenomeni; porsi problemi e prospettarne soluzioni per il conseguimento degli
obiettivi predetti, si farà ricorso ad osservazioni, esperimenti, problemi tratti da situazioni concrete così da motivare l'attività matematica
della classe. Verrà dato ampio spazio all'attività di matematizzazione intesa come interpretazione matematica della realtà nei suoi vari
aspetti (naturali, tecnologici,...) con la diretta partecipazione degli alunni"... "introdurre gli allievi in modi e forme adeguate all'età ad una
visione della natura e dell'ambiente umano che poggi sul rigore critico ... in modo che gli allievi potranno individuare le strette interazioni
tra mondo fisico, mondo biologico e comunità umane; maturare il proprio senso di responsabilità nell'impatto con la natura e nella gestione
delle sue risorse - e continua ancora ribadendo l'importanza di - un contatto diretto con la natura e l'ambiente umano, compiendo ricerche
su ecosistemi facilmente raggiungibili e sugli aspetti delle trasformazione che l'uomo ha operato sull'ambiente - e per finire vi è un richiamo
all'educazione sanitaria che - non si esaurirà nell'educazione alla salute bensì potrà vedersi come motivo ricorrente anche in altri temi,
come ad esempio - il - progresso scientifico e società nel cui ambito rientrano anche i problemi dello sviluppo tecnologico, della
prevenzione antinfortunistica e dell'educazione alla sicurezza".
(Ed. Tecnica)
... "anche i prodotti del lavoro umano e l'ambiente adeguato alla sua vita entrano nel campo d'interesse della tecnologia intesa come
riflessione sistematica sui problemi via via suggeriti dalla tecnica e sui mezzi più idonei per conseguire soluzioni riproducibili su vasta scala
- e come - gli elementi di conoscenza e la capacità degli allievi debbono comunque riferirsi a metodi, strumenti, procedimenti, principi
scientifici relativi ad alcune tecniche e tecnologie (anche in riferimento a possibili rischi) individuate senza pretesa di specializzazione - si
da poter dare corso alla - attuazione concreta di questi procedimenti - che - implicano attività di - partecipazione diretta, ove possibile per
gruppi di classe, ad attività socialmente utili, legate all'ambiente; esame critico dei problemi ad esse connessi".
(Ed. Artistica)
"L'Educazione Artistica, nelle sue varie articolazioni, mira alla maturazione delle capacità di esprimersi e di comunicare mediante i
linguaggi propri della figurazione e di comprendere e produrre messaggi visuali. Tali capacità vanno esercitate tenendo conto delle varietà
di questi linguaggi legati alle tecniche espressive usate ed a fattori storici, geografici, ambientali, settoriali"... "attraverso diversi momenti
specifici della disciplina gli alunni dovranno sviluppare capacità di "lettura" consapevole e critica dei messaggi visivi per coglierne il
significato espressivo, culturale ed estetico - e quindi - nella concreta pratica didattica sarà opportuno prendere avvio dalla realtà visiva del
preadolescente, dalla sua esperienza diretta ... A tal fine saranno indispensabili momenti di stimolo e di addestramento all'attività
percettiva come premessa necessaria alle operazioni mentali di attenzione, osservazione, memorizzazione, analisi, sintesi".
(Ed. Fisica)
... "gli aspetti concorrenti dell'insegnamento dell' Ed. Fisica sono: la coscienza della corporeità ... la valorizzazione di un ambito
privilegiato per lo svolgimento di esperienze formative di vita di gruppo e di partecipazione sociale - allora - l'insegnamento dell'Ed. Fisica,
mentre persegue gli obiettivi suoi propri, può e deve costituire, da un verso verifica vissuta di nozioni apprese, dall'altro stimolo alla
chiarificazione di concetti relativi a discipline diverse"... "l'adozione di una metodologia che si realizzi in una Ed.Fisica centrata su attività
che abbiano la possibilità di ...vivere il proprio corpo in termini di dignità e rispetto, formazione di sane abitudini di previdenza e tutela della
vita, il conseguimento di capacità sociali di rispetto per gli altri".
Progetto “Scuola Sicura” - Milano - a.s. 2001/02
pag.14
Proposte di lavoro
Italiano - Storia - Educazione Civica
Attività:
➪ ricognizione storica, attraverso i racconti degli adulti, dei
maggiori eventi calamitosi verificatisi in Italia nell’ultimo
secolo
➪ lettura di brani e articoli di giornale, commento ai servizi
del TG e/o a trasmissioni televisive riguardanti eventi
calamitosi e/o emergenze
➪ ricerca, nella normativa vigente, dell’organizzazione e dei
compiti della Protezione Civile
Obiettivi:
➲ conoscenza di una terminologia corretta, riferita all’emergenza
➲ storia e censimento degli eventi più grossi che hanno colpito il Paese nel passato (dal
terremoto di Messina-1908- ad oggi)
➲ conoscenza degli organismi pubblici e privati che si occupano di “Emergenza” e
individuazione dei loro compiti
Geografia
Attività:
➪ osservazione del territorio regionale e/o nazionale e
rilevazione dei principali “RISCHI “
Obiettivi:
➲ individuazione delle aree a rischio ambientale e tecnologico in generale
➲ individuazione delle aree a rischio ambientale e tecnologico in riferimento al
territorio provinciale
Progetto “Scuola Sicura” - Milano - a.s. 2001/02
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Scienze Matematiche
Attività:
➪ osservazione e catalogazione delle fonti di rischio, a casa
e a scuola (in collaborazione con E.T.)
➪ studio dei “rischi” naturali: terremoti, alluvioni, fenomeni
atmosferici, frane, valanghe, incendi (in coll. con E.T.)
➪ nozioni di Primo Soccorso e prova pratica di alcune
semplici tecniche (in collaborazione con E.F.)
Obiettivi:
➲ conoscenza della dinamica dei fenomeni e suddivisione tra le cause naturali e
quelle dovute all’azione dell’uomo
➲ conoscenza e dinamica dei fenomeni chimici e fisici e di quali incidenti potrebbero
provocare
➲ conoscenza delle più elementari e praticabili tecniche di Primo Soccorso
Ed. Tecnica
Attività:
➪ studio e catalogazione dei “rischi” antropici
(in collaborazione con Scienze)
➪ studio delle fonti di rischio, a casa e scuola: elettricità,
gas, prodotti infiammabili, prodotti tossici
(in collaborazione con Scienze)
➪ i mezzi di comunicazione in emergenza
Obiettivi:
➲ conoscenza della dinamica dei fenomeni e suddivisione tra le cause naturali e
quelle dovute all’azione dell’uomo sull’ambiente
➲ conoscenza e dinamica dei fenomeni chimici / fisici e delle più elementari norme
di sicurezza
➲ conoscenza e uso corretto dei mezzi di comunicazione
Progetto “Scuola Sicura” - Milano - a.s. 2001/02
pag,16
Ed. Artistica
Attività:
➪ osservazione e studio del significato della segnaletica di
sicurezza: antincendio, salvataggio, obbligo, pericolo,
divieto
➪ ricerca dei luoghi dove viene esposta
Obiettivi:
➲ comprensione del significato e della necessità del suo uso
➲ acquisizione dell’abitudine a “rilevare” quale segnaletica è presente in un luogo dove
ci si reca per la prima volta
Ed. Fisica
Attività:
➪ esercizi di orientamento spaziale
➪ esercizi e giochi di fiducia e controllo della paura
➪ nozioni di Primo Soccorso e prova pratica di alcune
semplici tecniche (in collaborazione con Scienze)
Obiettivi:
➲ conoscenza e sperimentazione delle più elementari e praticabili tecniche di Primo
Soccorso
➲ sviluppo delle capacità di orientamento spaziale in situazione di pericolo
➲ sviluppo delle capacità di controllo degli stati emotivi, anche in situazione di
pericolo.
Progetto “Scuola Sicura” - Milano - a.s. 2001/02
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SUGGERIMENTI per la PRESENTAZIONE delle attività svolte
Considerata la gran mole di lavori realizzati dalle scuole in questi anni di partecipazione al Progetto “Scuola Sicura”,
sembra corretto segnalare alcune modalità di presentazione effettuate che sono state maggiormente gradite dagli
alunni e hanno riscosso apprezzamenti da tutte le componenti che hanno lavorato a diverso titolo.
Per la presentazione del/i lavoro/i svolto/i nell’arco dell’anno scolastico, all’esterno dello stretto ambito scolastico è
possibile realizzare:
- giochi da tavolo;
- calendario;
- mosrta materiale illustrativo;
- opuscolo divulgativo;
- materiale multimediale interattivo;
- drammatizzazione finale a seguito di un’attività che prevedesse il “Gioco di ruolo”;
- spettacolo teatrale;
- video;
- “Consiglio Comunale Aperto” in accordo con l’A.C.: serata nella quale gli alunni vestono i panni degli esperti
per presentare “I rischi del territorio e i comportamenti del cittadino”;
- simualzione di Emergenza, pensata e predisposta dagli alunni con l’aiuto degli esperti, sulla scorta
dell’esempio di “Ludus ‘92”
Progetto “Scuola Sicura” - Milano - a.s. 2001/02
pag.18
_PERCORSO DIDATTICO : "IL PERICOLO"
(Per alunni con difficoltà: handicap o altra situazione problematica)
PERCHE'
Obbiettivo generale: - acquisizione della consapevolezza che in ogni situazione vissuta e agita, é necessario prestare
attenzione per agire, per riconoscere eventuali situazioni di pericolo e per evitare per quanto
possibile il pericolo.
Obbiettivo specifico: - saper mettere in atto comportamenti adeguati ai autoprotezione e salvaguardia di sé in situazioni
di pericolo imminente e/o reale e quindi quali azioni fare, quali azioni non fare a casa, a scuola;
- saper come e a chi chiedere aiuto.
QUANDO Periodo: da metà gennaio a metà marzo.
Durata: 6 h da distribuire come l’insegnante ritiene opportuno, in riferimento alla programmazione didattica in corso.
DOVE
Luogo: dentro e fuori la scuola, come ritiene più opportuno l’insegnante.
COSA
Requisiti: - conoscenza del proprio corpo e delle sue possibilitá di interazione con l'ambiente e gli altri;
- conoscenza e riconoscimento dei sentimenti (gioia - tristezza ...) e delle emozioni (piacevoli - spiacevoli);
- riconoscimento dei luoghi pubblici e dei percorsi per spostarsi da casa a ..., dentro casa e scuola, nel paese;
- riconoscimento delle principali persone pubbliche e del loro ruolo (Vigile Urbano - Viglie del Fuoco - C.R.I.);
- capacitá di "conversazione" minima; capacitá di usare il telefono (nei casi che lo consentono).
Contenuti: - attenzione ai possibili pericoli a casa, a scuola, nel paese;
- le azioni quotidiane;
- dalla situazione normale alla situazione di pericolo;
- i soccorsi ( persone cui rivolgersi e numeri di telefono utili ).
Mezzi:
- materiale non strutturato (foto, giornali, riviste, manifesti, libri, video ...)
- materiale riciclato di ogni genere (contenitori e confezioni prodotti alimentari, di pulizia ... vecchi indumenti di
materiale diverso, carta, cartone, legno, fiammiferi .....)
COME Metodologia:
all'inizio del lavoro di ogni lezione, verrá spiegato quanto si fará usando una terminologia semplice, ma per quanto possibile tecnicamente
corretta; durante l'attivitá si userá prevalentemente il metodo globale deduttivo per abituare gli alunni a riflettere su quanto sentito,
sperimentato e scoperto; le proposte saranno formulate per quanto possibile sotto forma di "gioco di ruolo", riferendole sempre e comunque a
situazioni reali per abituare gli alunni ad osservare ed esercitare la propria volontá nel rispetto delle regole comuni. ( es: - se attraversi la
strada, il semaforo deve essere verde altrimenti corri il pericolo di essere... - il macellaio taglia la carne, ma se non presta attenzione può farsi
male... - è caduto un bicchiere e devi raccogliere i pezzi, se non presti attenzioni puoi ferirti... )
VERIFICHE
In generale: l'osservazione e l'analisi delle risposte servirá come verifica "in itinere", permettendo una continua revisione del processo
didattico e come indicazione per affrontare o meno il passaggio all'argomento/lavoro successivo In riferimento ai singoli
contenuti
1) l'attenzione: - proporre immagini di luoghi e azioni quotidiane: gli alunni devono rilevare e descrivere tutto ció che vedono
- proporre le stesse immagini con particolari in piú e/o in meno --> rilevare le differenze, guidarli a riflettere perchè
possano dire cosa potrebbe accadere se ...
- proporre immagini da completare
- osservare il dialogo, il mimo di due o piú persone e rilevare quanto chiesto nelle consegne;
2) casa - scuola - paese: - descrivere oralmente, con immagini, in forma scritta la casa, la scuola, il paese
- evidenziare oggetti, situazioni, altro che a loro avviso li costringono a prestare "attenzione", anche
cercando di ricostruire discorsi e/o osservazioni di chi vi abita;
3) Le azioni quotidiane: - vengono prese in considerazione le azioni che gli alunni compiono durante l’intera giornata, distinguendo i
giorni in cui si va a scuola da quelli in cui non si va
- per ogni azione vengono evidenziati i pericoli potenziali e reali cui potrebbe andare in contro se ...
- cosrtruzione di una tabella, per ogni azione, delle "cose" da fare e delle cose da non fare
- gioco di ruolo;
5) I soccorsi: - proporre immagini statiche e dinamiche di "persone pubbliche" e procedere come per i punti precedenti
- incontri con “persone pubbliche”_
VALUTAZIONE: al termine del percorso, oltre le diverse verifiche "in itinere " riferite ad ogni contenuto, verrá eseguita anche una
verifica sommativa del percorso utile a valutare i risultati raggiunti sia in riferimento agli obiettivi generali che a
quelli specifici.
Progetto “Scuola Sicura” - Milano - a.s. 2001/02
pag.19
IL COMPORTAMENTO UMANO IN EMERGENZA
“L’ATTEGGIAMENTO E IL COMPORTAMENTO DELL’ADULTO NEI CONFRONTI DEL BAMBINO
IN EMERGENZA, ANCHE ALLA LUCE DELLA NORMATIVA VIGENTE”
(sintesi dell’intervento rivolto al personale docente e non docente)
(prof.ssa Flavia Moro)
Emergenza: insorgere di un avvenimento critico di pericolo, fonte di stress estremo, esperienza
emotivamente intensa che interrompe la “normalità”.
L’ emergenza “scaraventa” l’individuo in una situazione sconosciuta mai sperimentata prima, che lo spinge - o costringe! - a
mettere in atto un’azione immediata di risposta (re-azione) al pericolo: un comportamento.
Il comportamento, individuale o collettivo, istintivo o appreso che sia, è in ogni caso motivato dalla ricerca di salvaguardia o
gratificazione. E’ la risposta che sempre l’uomo attiva di fronte ad uno stimolo, che può però modificare con il tempo,
l’apprendimento e l’esperienza e può costruire per “indurre” o “provocare” -nel ricevente- risposte diverse quali l’adattamento,
l’opposizione e l’imitazione.
Nella risposta al pericolo, il livello emotivo gioca un ruolo essenziale; in particolare nel bambino che vede l’adulto come il
“salvatore”, come colui che “non ha paura” e può aiutarlo ad uscire da qualsiasi situazione critica.
E’ allora fondamentale attivare un’azione di “contenimento della paura” nei confronti del bambino, perché non sarebbe corretto
negarla e perché è importante condurlo a scoprire che anche l’adulto prova la sua stessa emozione, ma conosce comportamenti
e tecniche per affrontare il pericolo, che possono essere appresi e attivati anche da lui.
La paura è una delle pulsioni fondamentali dell’uomo; è quell’emozione che attiva comportamenti di risposta al pericolo con la
funzione biologica di proteggere l’organismo per prepararlo all’azione di fronte ad un accadimento non previsto ed improvviso
che interrompe il ciclo emozionale ed esistenziale del vissuto quotidiano.
Ma in una situazione di crisi intensa e di forte tensione quale è un’emergenza -che attiva meccanismi psicologici capaci di
destrutturare il comportamento- questa emozione originaria di salvaguardia, può degenerare in panico, nonostante vi siano livelli
e gradi diversi di manifestazione e sperimentazione personale della paura che dipendono dalla personalità, dalle esperienze e
dalle conoscenze di ognuno.
Il panico è il livello estremo della paura: risultato dell’incapacità temporanea dell’individuo di controllarla che si traduce in un
comportamento in genere dannoso per la sua salvaguardia; sensazione acuta che impedisce all’organismo di elaborare una
strategia di salvezza, moltiplica in modo esponenziale il numero delle vittime, porta a reazioni primitive di fuga incontrollata e una
volta scatenato non si argina. Si può solo cercare di prevenirlo con un’adeguata preparazione: apprendimento cognitivo,
addestramento psicomotorio, automatizzazione dei comportamenti, simulazioni di emergenza.
E’ quindi necessario che anche gli operatori della scuola concorrano all’attività di prevenzione con un “intervento mirato a
promuovere la conoscenza del territorio e la consapevolezza dei rischi prevalenti nel più ampio contesto di una formazione
globale in termini di solidarietà, collaborazione e civismo” (A.Gazzetti: isp. tecnico del M.P.I. -Progetto Scuola Sicura-).
La L.225/92 “Istituzione del Servizio Nazionale di Protezione Civile”, il D.M. del 26/8/92 “Norme di prevenzione incendi per
l’edilizia scolastica”, il D.Lgs.626/94 e 242/96 “Sicurezza negli ambienti di lavoro”, sono alcuni strumenti importantissimi e
fondamentali che chiedono il nostro impegno di cittadini e di docenti, in particolare nella fase di prevenzione.
Ciò non significa aggiungere una nuova materia o un nuovo ambito disciplinare, bensì effettuare una attenta “RILETTURA” dei
programmi in vigore per individuare al loro interno i richiami impliciti e/o espliciti ai temi della Sicurezza e Protezione Civile (C.M.
n°356 del 10/8/98 “Inserimento della P. C. nelle attività didattiche della scuola dell’obbligo).
Inoltre, in un percorso educativo/didattico rivolto agli alunni -cui debbono partecipare in modo attivo anche dirigenti, docenti, non
docenti, genitori e operatori del settore presenti sul territorio- è importante considerare l’eventuale divergenza fra i
comportamenti consigliati e quelli che gli individui spontaneamente tenderebbero ad assumere. Il D.Lgs. n°2 del 7/1/95 ben
illustra obiettivi, tempi, contenuti e modalità dell’informazione in riferimento a ciò, e ben evidenzia i fattori che influiscono nella
sopravvivenza di una persona (individuo, ambiente, caso). Il documento “Metodo Augustus” -invece- (che considera la Società
un sistema integrato di tanti sottosistemi), ben precisa i ruoli di tutti i soggetti coinvolti in un’emergenza.
Il ruolo è il comportamento che ci si attende da parte di chi occupa una determinata posizione sociale.
Quale, dunque, il ruolo del docente? Essere un elemento attivo nella fase di prevenzione e saper gestire un’eventuale
emergenza a scuola.
Progetto “Scuola Sicura” - Milano - a.s. 2001/02
pag.20
Alla scuola il compito di attivare percorsi educativo/didattici che:
- ricostruiscano una “memoria del vissuto” in riferimento alle situazioni di calamità e disastri passati e raccontino come sono
stati affrontati, perché un evento non esiste finché non è conosciuto;
- prevedano un lavoro sul controllo della paura, perché le emozioni si identificano con l’azione dell’individuo sul mondo
esterno;
- sperimentino modalità comunicative diverse, perché in emergenza la comunicazione è strategica per la messa in atto di
comportamenti adattivi e atteggiamenti di accettazione dell’evento;
- portino alla “scoperta” dei pericoli più significativi dell’ambiente di vita dei bambini e forniscano conoscenze essenziali,
ricordando che le azioni dell’uomo sono guidate dalle sue conoscenze;
- raccontino un’emergenza nelle sue dimensioni spaziali e temporali; facciano provare comportamenti adatti e non adatti di
risposta, perché è importante sperimentare anche l’errore;
- predispongano simulazioni di emergenza; prevedano prove pratiche con gli operatori del settore -se possibile- anche
extrascolastiche, perché è fondamentale poter trasferire e utilizzare gli apprendimenti scolastici in altri contesti.
La prevenzione, allora, diventa il momento più importante e, in questa fase, molto può fare la scuola per formare cittadini che
abbiano acquisito le necessarie capacità operative per gestire e superare -nei limiti imposti dalla condizione umana- una
situazione di crisi, indipendentemente da ciò che l’ha provocata.
Se in emergenza sono importanti i comportamenti attivati, bisogna ricordare che in fase di prevenzione sono ancor più importanti
gli “atteggiamenti”. L’atteggiamento è la disposizione a produrre determinate risposte simboliche apprese dall’ambiente familiare
e sociale in riferimento a oggetti, situazioni, persone o gruppi ed esprime -quindi- ciò che l’individuo è disposto a fare.
L’atteggiamento del docente in fase di prevenzione (negazione, indifferenza, accettazione, superficialità, interesse ....), mostra
agli alunni la sua sensibilità nei confronti di una possibile emergenza e condiziona le loro risposte nell’immediato e nel futuro.
NOTA:
il progetto è stato realizzato dalla scuola materna di VALAPERTA -frazione del comune di Casatenovo- (Lc),
con la collaborazione e la partecipazione attiva dei volontari di Protezione Civile di Casatenovo, i Vigili del Fuoco di
Lecco e l’Ente locale, negli anni scolastici 1999/2000 e 2000/01_
Progetto “Scuola Sicura” - Milano - a.s. 2001/02
pag.21
MODELLI “MODULI RILEVAZIONE ...”
da utilizzare nel caso sia necessario effettuare l’ EVACUAZIONE della scuola e/o del plesso
(e per le prove di evacuazione da effettuare nel corsao dell’a. s.)
PROPOSTA di utilizzo:
Modulo:
✶ Alunni
➪ da tenere nel registro di classe, nella “prima di copertina”;
➪ da compilare da parte del docente che in quel momento fa evacuare la classe, quando ha raggiunto il
“Punto di ritrovo esterno”;
➪ da consegnare al coordinatore dell’ Emergenza;
✶ Docenti
➪ da tenere -insieme al prospetto orario settimanale dei docenti-
in segreteria o altro locale dei plessi che
ne faccia le funzioni;
➪ da portare al “Punto di ritrovo esterno” da parte del coll. scol. addetto;
➪ da compilare da parte dell’addetto indicato nel piano di emergenza interno;
➪ da consegnare al coordinatore dell’ Emergenza;
✶ Collaboratori scolastici
➪ da tenere -insieme al prospetto orario settimanale dei turni del personale- in segreteria o altro locale dei
plessi che ne faccia le funzioni;
➪ da portare al “Punto di ritrovo esterno” da parte del coll. scol. addetto;
➪ da compilare da parte dell’addetto indicato nel piano di emergenza interno;
➪ da consegnare al coordinatore dell’ Emergenza;
✶ generale CLASSI della scuola e/o del plesso
➪ da tenere -insieme al modulo dei docenti- in segreteria o altro locale dei plessi che ne faccia le
➪ da portare al “Punto di ritrovo esterno” da parte del coll. scol. addetto;
➪ da compilare da parte dell’addetto indicato nel piano di emergenza interno;
funzioni;
➪ da consegnare al coordinatore dell’ Emergenza_
Progetto “Scuola Sicura” - Milano - a.s. 2001/02
pag.22
Istituto Comprensivo “.....................................................”
di ..................................................
Piano di EVACUAZIONE a.s. 200..../0....
MODULO RILEVAZIONE ALUNNI
del PLESSO di ...........................
CLASSE ............
N°
ALUNNI
Simulazione SI / NO
Presenti Assenti Evacuat
i
Dispersi
data: ...........
FERITI
( priorità di intervento)
Deceduti
Feriti
Deceduti
1
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3
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5
6
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29
30
Totale iscritti
Presenti
Assenti Evacuati Dispersi
Luogo e data, ..................................
il Docente ............................................
il Dirigente scolastico ....................................................
Timbro lineare della scuola
Progetto “Scuola Sicura” - Milano - a.s. 2001/02
pag.23
Istituto Comprensivo “.....................................................”
di ..................................................
Piano di EVACUAZIONE a.s. 200..../0....
MODULO RILEVAZIONE DOCENTI
del PLESSO di ........................
Simulazione SI / NO
N°
DOCENTI
del plesso
Presenti Assenti Evacuati Dispersi
data: ...........
FERITI
( priorità di intervento)
Deceduti
Feriti
Deceduti
1
2
3
4
5
6
7
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11
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26
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28
29
30
Totale iscritti
Presenti
Assenti Evacuati Dispersi
Luogo e data, ..................................
il Responsabile ............................................
il Dirigente scolastico ....................................................
Timbro lineare della scuola
Progetto “Scuola Sicura” - Milano - a.s. 2001/02
pag.24
Istituto Comprensivo “.....................................................”
di ..................................................
Piano di EVACUAZIONE a.s. 200..../0....
MODULO COLLABORATORI SCOLASTICI del PLESSO di ...............................
N°
Coll. Scolastici
del plesso
Presenti Assenti Evacuati Dispersi
Simulazione SI / NO
data: ...........
FERITI
( priorità di intervento)
Deceduti
Feriti
Deceduti
1
2
3
4
5
6
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9
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17
18
19
20
Totale iscritti
Presenti
Luogo e data, ..................................
Assenti Evacuati Dispersi
il Responsabile ............................................
il Dirigente scolastico ....................................................
Timbro lineare della scuola
Progetto “Scuola Sicura” - Milano - a.s. 2001/02
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Istituto Comprensivo “.....................................................”
di ..................................................
Piano di EVACUAZIONE a.s. 200..../0....
MODULO riassuntivo RILEVAZIONE CLASSI del PLESSO di ............................................
Simulazione SI / NO
N° CLASSE
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
data: ...........
FERITI
Presenti
Assenti
Evacuati
Dispersi
( priorità di intervento)
Deceduti
totale alunni totale alunni totale alunni totale alunni
totale alunni
totale alunni
1A^
2A^
3A^
.......
.......
Totale
iscritti
Presenti
Assenti
Evacuati
Dispersi
Feriti
Deceduti
Luogo e data, ..................................
il Responsabile ............................................
il Dirigente scolastico ....................................................
Timbro lineare della scuola
Progetto “Scuola Sicura” - Milano - a.s. 2001/02
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3. BLIBLIOGRAFIA
Progetto “Scuola Sicura” -a.s. 2001/02- Milano
PUBBLICAZIONI ad USO DIDATTICO - BIBLIOGRAFIA - “INDIRIZZI”
PUBBLICAZIONI AD USO DIDATTICO
- Una lezione di Protezione Civile: “Progetto Scuola Sicura”
> Poligrafico dello Stato
- Impariamo a difenderci dai rischi (libretti Rosso, Blu e Verde): “Progetto Scuola Sicura” > Poligrafico dello Stato
- Il Fuoco a cura del C.D.I. >Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Milano
- Testo di Primo Soccorso e prevenzione infortuni >Croce Rossa (v. Pucci,7 -Mi- uff. attività didattiche)
- Materiale didattico relativo alla sicurezza, ad uso delle scuole, pubblicazioni diverse:
>PROVINCIA di Milano (ufficio Protezione Civile)
>ENEL
>A.G.E.S.C.I.
>I.M.Q. (via Quintiliano, 43 -20138 Milano)
>INAIL (Filo diretto per la PREVENZIONE ➔ 0654875920 oppure 164-84)
>A.E.M. Comune di Milano
- Il mio quaderno di Protezione Civile >Azienda U.S.L. della città di Bologna
(Nota: sono disponibili molte altre interessantissime pubbblicazioni del “Progetto Salute - C.S.E.S.”
c/o il Coordinamento tra i servizi per l’Educazione Sanitaria di via Gramsci, 12 - 40121 Bologna -tel. 051/6079846)
BIBLIOGRAFIA
- ... E per compagna di banco la sicurezza
>ed. Giunti
- Educare alla sicurezza
(R.M. Spagnolo)
>ed. SEI Torino
- L’ABC della sicurezza
(P. Chighizola)
>Fabbri editori
- Il comportamento collettivo (E. Smelser)
>ed. Vallecchi - 1965- Il mondo di Sherlock Holmes (A. Higgins)
>ed.Astra -Roma 1986- La paura in occidente
(J. Delumeau)
>ed. SEI Torino
- Socializzazione della paura (A.O. Ferraris)
>ed. Boringhieri
- L’educazione razionale emotiva
>ed. Erickson - Trento
- L’apprendimento cooperativo in classe
>ed. Erickson - Trento
- Apprendere la fantasia
>ed. Erickson - Trento
- Giochi psicomotori e senso-percettivi (A.M.Bontempi) >ed. La Scuola
- La dimensione nascosta
(E.T.Hall)
>ed. Bompiani
- “Dialoghi” (Platone)
- I vigili del fuoco nella Roma antica /A.M.Ranieri) >ed.Fratelli Palombi -Roma
- Medioevo prossimo venturo (R.Vacca)
>ed. Mondadori
- Tsunami
(M.Lombardi)
>ed. Vita e Pensiero
- Quel fuoco nel cielo di Chernobyl > in “La Repubblica” del 22/5/86
- Disastro e azione umana
(Catarinussi/Pelanda)
>ed. Franco Angeli
- Come percepiamo il pericolo (M.Douglas)
>ed.Feltrinelli
- La logica dell’azione collettiva (S.Olson)
>ed.Feltrinelli
- La percezione dei rischi tecnologici e ambientali (R.Pasucci) >ENEA - Roma 1988
- Mezzanote e cinque a Bhopal (D.Lapierre - J. Moro)
>ed. Mondadori
- “Sicurezza nella scuola” (atti del seminario nazionale tenutosi ad AbanoTerme -marzo/maggio ‘97) M.P.I.
“ INDIRIZZI “
ATTI del Seminario Nazionale sulle tematiche inerenti la Protezione Civile, Roma 2000/01
(sito internet: www.mininterno.it ➾ dalla home page del Ministero dell’Interno, nella parte dedicata alla
Direzione della Protezione Civile e dei Servizi Antincendi, è possibile entrare nel sito di SCUOLA SICURA)
➔ Ufficio Scolastico Provinciale di Milano -........................................
➔ Protezione Civile Provincia di Milano -.http://www.provincia.milano.it
➔ Protezione Civile -http://www.protezionecivile.it
➔ A.E.M. -http://www.aem.it
➔ INAIL -http://www.inail.it
➔ C.R.I. – http://www.
4 – Elenco Enti e Organismi di Volontariato
ENTE
INDIRIZZO
TELEFONO
PREFETTURA di Milano
Ufficio di Protezione Civile
Centro Servizi Amministrativi
uff. Ref. Sicurezza Scuola
Comando Provinciale dei
Vigili del Fuoco
PROVINCIA di Milano
Uff. di Protezione Civile
Croce Rossa Italiana
uff. attività didattiche
C.so Monforte, 31
Milano
via Ripamonti, 48
Milano
via Messina, 35
02 77581
v.le Piceno, 60
Milano
v. Pucci, 7
Milano
02 77405848
INAIL
c.so Porta Nuova, 19 02 62581
Milano
v. Barzaghi, 2
02 3087160
Milano
COMUNE di Milano
uff. di Protezione Civile
VOLONTARIATO
di Protezione Civile:
- ASSOCIAZIONI
- GRUPPI COMUNALI
Vedasi ELENCO
Allegato
02 58382418
02 31901
02 33129222
Vedasi
ELENCO
Allegato
ATTIVITA’
- Consulenza e informazioni
Progetto “Scuola Sicura”
- Consulenza e informazioni alle
scuole
E’ possibile effettuare visite
guidate
Informazioni e collaborazione
- Corsi di Primo Soccorso per
alunni e personale della scuola
- L’attività di Protezione Civile
della C.R.I.
- Consulenza e collaborazione
per attività di prevenzione
- Attività con gli alunni:
compiti e ruoli della Protezione
Civile
- Assistenza prove evacuazione
- Attività con gli alunni:
compiti e ruoli della Protezione
Civile
- Assistenza prove evacuazione
DOCENTI, che hanno presentato i percorsi didattici
- Galbusera Luigia
- Mapelli Luigi
- Bertoletti Daniela
- Pagnoni Angela
D. D. Casatenovo
D. D. Casatenovo
I.C. Stoppani - MI
I.C. I° MaggioMuggiò
I.C. Usmate Velate
I.C. Basiano
I.C. Basiano
- Medici M.Rosaria
- Sacchi Manuela
- Moro Flavia
- Mariani Alba
039 9205383
039 9205383
02 29400523
039 793327
Scuola MATERNA
Scuola MATERNA
Scuola ELEMENTARE
Scuola ELEMENTARE
039 671723
039 695244
039 6083404
039 6829045
Scuola ELEMENTARE
S.M.S. Busnago
S.M.S. Busnago
Consulenza per la realizzazione
di progetti con l’Ente Locale
0438 31308 23551
0341 631434
Psicologa e dirigente scolastico
ESPERTI
- dott.ssa Da Re Franca
- Bagno Albert
Burattinaio (attività in contesti
di Emergenza)
SOCIETA’ di SERVIZIO
- A.E.M. Milano
c. Porta Vittoria, 4 02 77201
Milano
Consulenza progetti didattici
- I.M.Q. di Milano
Quintiliano, 43
Milano
Consulenza progetti didattici
Comuni
Abbiategrasso
Agrate Brianza
Bareggio
Biassono
Bovisio Masciago
Buccinasco
Busto Garolfo
Carate Brianza
Cassina de Pecchi
Cassinetta di Lugagnano
Cavenago di Brianza
Cernusco sul Naviglio
Cesano Maderno
Cisliano
Cornate d’Adda
Garbagnate Milanese
Gessate
Lesmo
Lissone
Magenta
Magenta
Magenta
Magnago
Meda
Melegnano
Milano
Milano
Milano
Milano
Milano
Milano
Milano
Nerviano
Noviglio
Ossona
Paderno Dugnano
Pantigliate
Pero
Peschiera Borromeo
Pioltello
Pozzuolo Martesana
Pregnana Milanese
Rho
Rodano
Ronco Briantino
Rozzano
S. Donato Milanese
S. Donato Milanese
S. Donato Milanese
Segrate
Segrate
Organizzazione
A.V.P.C.
GRUPPO COMUNALE
G.V.P.C.
A.V.P.C.
GRUPPO COMUNALE
A.V.P.C.
G.V.P.C.
A.V.P.C.
GRUPPO COMUNALE
GRUPPO COMUNALE
A.V.P.C.
GRUPPO COMUNALE
A.V.P.C.
G.V.P.C.
GRUPPO COMUNALE
S.E.O.
GRUPPO COMUNALE
A.V.P.C. di LESMO e BRIANZA
A.V.P.C.
A. VIGIL FUOCO
GRUPPO COMUNALE
CONSORZIO PARCO TICINO
GRUPPO COMUNALE
GRUPPO COMUNALE
A.V.P.C.
A.R.I.
A.N. MARINAI D’ITALIA
C.R.I.
C.V.P.C.
F.I.R. C.B. NAZ.le e Prov.le
G.V.P.C. "A.E.M."
G.V.P.C. – N.O.E.V.
SOCCORRITORI CINOFILI
G.V. SOCCORSO
GRUPPO COMUNALE
G.O.R.
GRUPPO COMUNALE
G.V.P.C.
C.V.P.C.
A.R.I.
C.V.P.C.
A.V. PREGNANA SOCCORSO
RADIOSOCCORSO RHODENSE
GRUPPO COMUNALE
GRUPPO COMUNALE
A.V.P.C.
A.R.I.
GRUPPO COMUNALE
INGEGNERIA &
VOLONTARIATO
CONF. MISERICORDIA
NUCLEO SMZ P.C.
02 50731
ORG. INDIRIZZO
Via S. dell’ Uomo, 44
Via S. Paolo, 24
Via M. Pellegrina, 2/4
Via R. Margherita, 7
Piazza Biraghi, 3
Via Valtellina, 3
Via Porta, 7
Via Mascherpa, 11
Piazza De Gasperi, 1
Via Negri, 3
Piazza della Libertà, 18
Via Tizzoni, 2
Via Riccione, 6/8
Via Piave, 9
Via Dossi, 5
Viale Forlanini, 121
Piazza Municipio, 1
Via Lambro, 24
Via L. Conti 6/8
Via Zara, 27
Piazza Formenti, 3
Via Isonzo, 1
Piazza Italia, 3
Piazza Municipio, 4
Via Baden Powell, 1
Via Natta, 11
Viale Gorizia, 9/b
Via Pucci
Via Pusiano, 22
Via Lanzone da Corte, 7
C.so Porta. Vittoria, 4
Via Maffi, 26
Viale Repubblica, 111
Via Cattaneo, 1
Piazza L. Modignani, 1
Via 2 Giugno, 13
Piazza Comunale, 31
Via Sempione, 85
Via Carducci, 14
Via Don Milani, 1
Via Martiri della Liberazione
Via Manzoni, 8
Via Leopardi, 3
Via Roma, 10
Via IV Novembre, 30
Via Garofani
Via M. di Cefalonia
Via C. Battisti, 2
Via Angelo Moro, 46
CAP
20081
20041
20010
20046
20030
20090
20020
20048
20060
20081
20040
20063
20031
20080
20040
20024
20060
20050
20035
20013
20013
20013
20020
20036
20077
20151
20136
20145
20132
20123
20122
20100
20014
20082
20010
20037
20090
20016
20068
20096
20060
20010
20017
20090
20050
20089
20097
20097
20097
ORG_Pref.
02
039
02
039
0362
02
0331
0362
02
02
02
02
0362
02
039
02
02
039
039
02
02
02
0331
0362
02
02
02
02
02
02
02
02
02
02
02
02
02
02
02
02
02
02
0331
02
039
02
02
02
02
Via Verdi, 30
Via Circ. Idroscalo, 29
20090
20090
02
02
ORG_Tel.
94608143
6051210
90365321
303059
511202
4883143
536636
902362
954401
9420024
95241470
9278277
553086
90119846
6060149
9952321
9592991
6980001
2457136
97298222
97351
972101
657465
3961
9831384
38002903
89409259
33129240
2590112
72002637
77204560
0347/4282986
93566247
90065005
9010003
9105541
90600350
n.d.
55383026
92107207
95357512
93590984
580412
959595240
6079023
n.d.
5512107
527721
55600549
ORG_Fax
94608143
6051264
90364302
303059
558720
4883143
536636
992932
95343248
9420213
95241477
9278235
553086
90389023
6060149
99027211
95382853
6980001
2457136
97298222
9735307
97950607
306205
75252
9831384
3087982
89409259
213573
27200777
86990846
77204809
6424633
93566247
90065005
90296934
99045022
90686451
38103404
55383025
92107207
95357512
93590984
415204
959595225
6079304
90785977
5512107
5275096
55600549
2139584
7561068
26920432
7561068
Settimo Milanese
Sulbiate
Truccazzano
Turbigo
Vaprio d’ Adda
Varedo
Verano Brianza
Vimercate
Vimercate
GRUPPO COMUNALE
A.V.P.C. RIO VALLONE
GRUPPO COMUNALE
GRUPPO COMUNALE
GRUPPO COMUNALE
GRUPPO COMUNALE
G.V.P.C.
A.V.P.S. – NUCLEO P.C.
GRUPPO COMUNALE
Via Solferino, 8
Via M. Laura, 1
Via Scotti, 48
Via Don Minzoni, 4
Piazza Cavour, 26
Via Donizetti
Via N. Sauro, 24
Via XXV Aprile, 20
Via d. Chiesa, 5
20019
20050
20060
20029
20069
20039
20050
20059
20059
02
039
02
0331
02
0362
0362
039
039
33509214
6883361
9583023
871730
9094911
581105
903890
6900903
6854655
5 – Materiale del Seminario Nazionale per la diffusione della
cultura della protezione civile nella scuola dell’obbligo (2001)
Il materiale indicato si trova sul sito del Ministero degli Interni
indicato al precedente punto 3.
48920152
6202846
95309007
871729
90966436
554555
990753
6900903
6854655
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Progetto “Scuola Sicura” - Città metropolitana di Milano