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Beato Papa
Giovanni Paolo II
1 maggio 2011
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Parola del Parroco
Il 1 maggio 2011 a Roma è avvenuta, tanto attesa ed auspicata, la Beatificazione del Papa Giovanni Paolo II. Da questo momento sono passati oltre tre mesi
ma rimane sempre vivo e commovente il suo ricordo.
Tanti di noi hanno visto, incontrato o addirittura conosciuto Papa Giovanni Paolo
II. Tanti di noi lo ricordano con gratitudine ed emozione. Tanti di noi riconoscono
poi che è stato il Papa che ha segnato la nostra storia, personale e comunitaria,
ne ha impresso un forte segno e impronta. Comunque è stato il Santo Padre che
ci ha guidati per 27 anni, durante il cui Pontificato è trascorsa la gran parte della
nostra vita.
Spinto dalla voce del cuore ho sentito il bisogno di preparare il presente opuscolo. Volevo presentare su queste pagine, molto brevemente, diversi importanti
dati della vita del nuovo Beato (pagine 4 e 5), il Rito della sua Beatificazione (pag.
6), il brano della sua omelia all’inizio del Pontificato (pagina 7), alcune preghiere
in suo onore (pagine 8 e 9), il frammento del suo discorso pronunciato a Lugano
e a Berna (pagine 10 e 11), qualche testimonianza sulla sua persona (pagine 12,
13 e 14), infine – alcuni dati curiosi legati al suo Pontificato (pagina 15).
Spero che queste pagine si rivelino per
tutti noi un grato ed utile ricordo della persona del Beato Papa Giovanni Paolo II e che
ci spingano a riscoprire il suo insegnamento
ed esempio ed ad invocare ancora con più
fiducia ed insistenza la sua intercessione.
Vi prego di accogliere con benevolenza
questa iniziativa e farne un doveroso uso…
Fotografie:
– sulla copertina (pag. 1) – la foto vaticana
“ufficiale” di Giovanni Paolo II con il suo
stemma papale
– sulla pagina accanto (pag. 2) – la foto
ufficiale della sua Beatificazione
– sulla pagina corrente e sul retro dell’opuscolo (pag. 3 e 16) – le foto prese
dal Libretto preparato per la Cerimonia
della sua Beatificazione.
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Vita del Beato Papa Giovanni Paolo II
Karol Jozef Wojtyła, eletto Papa il 16 ottobre 1978, nacque a Wadowice (Polonia),
il 18 maggio 1920. Era il secondo dei due figli di Karol Wojtyła e di Emilia Kaczorowska,
la quale morì nel 1929. Suo fratello maggiore Edmund, medico, morì nel 1932 e suo
padre, sottufficiale dell’esercito, nel 1941. A nove anni ricevette la Prima Comunione
e a diciotto anni il sacramento della Cresima. Terminati gli studi nella scuola superiore
di Wadowice, nel 1938 si iscrisse all’Università Jagellonica di Cracovia.
Quando le forze di occupazione naziste chiusero l’Università nel 1939, il giovane
Karol lavorò (1940–1944) in una cava e poi in una fabbrica chimica Solvay per potersi
guadagnare da vivere ed evitare la deportazione in Germania. A partire dal 1942,
sentendosi chiamato al sacerdozio, frequentò i corsi di formazione del seminario
maggiore clandestino di Cracovia, diretto dall’Arcivescovo, il Card. Adam Sapieha.
Nel contempo, fu uno dei promotori del “Teatro Rapsodico”, anch’esso clandestino.
Dopo la guerra, continuò i suoi studi nel seminario maggiore di Cracovia, nuovamente aperto, e nella Facoltà di Teologia dell’Università Jagellonica, fino alla sua
ordinazione sacerdotale, a Cracovia, il 1° novembre 1946. Successivamente, fu inviato
dal Cardinale Sapieha a Roma, dove conseguì il dottorato in teologia (1948).
In quel periodo, durante le sue vacanze, esercitò il ministero pastorale tra gli
emigranti polacchi in Francia, Belgio e Olanda.
Nel 1948 ritornò in Polonia e fu coadiutore dapprima nella parrocchia di Niegowić,
vicino a Cracovia, poi in quella di San Floriano, in città. Fu cappellano degli universitari
fino al 1951, quando riprese i suoi studi filosofici e teologici. Divenne professore di
Teologia Morale ed Etica a Cracovia ed a Lublino.
Il 4 luglio 1958, il Papa Pio XII lo nominò Vescovo Ausiliare di Cracovia. Ricevette
l’ordinazione episcopale il 28 settembre 1958 nella cattedrale del Wawel (Cracovia),
dalle mani dell’Arcivescovo Eugeniusz Baziak. Il 13 gennaio 1964 fu nominato Arcivescovo di Cracovia da Papa Paolo VI, che lo creò Cardinale il 26 giugno 1967.
Partecipò al Concilio Vaticano II (1962-1965) dando un contributo importante
all’elaborazione della costituzione Gaudium et spes. Il Cardinale Wojtyła prese parte
anche alle 5 assemblee del Sinodo dei Vescovi, anteriori al suo Pontificato.
Venne eletto Papa il 16 ottobre 1978 e il 22 ottobre ebbe inizio il suo ministero
di Pastore Universale della Chiesa.
Papa Giovanni Paolo II ha compiuto 146 visite pastorali in Italia e, come Vescovo
di Roma, ha visitato 317 delle attuali 332 parrocchie romane. I viaggi apostolici nel
mondo, espressione della costante sollecitudine pastorale del Successore di Pietro
per tutte le Chiese, sono stati 104.
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Tra i suoi documenti principali si annoverano 14 Encicliche, 15 Esortazioni apostoliche, 11 Costituzioni apostoliche e 45 Lettere apostoliche. A Papa Giovanni Paolo II si
attribuiscono anche 5 libri: “Varcare la soglia della speranza” (ottobre 1994); “Dono
e mistero: nel cinquantesimo anniversario del mio sacerdozio” (novembre 1996);
“Trittico romano”, meditazioni in forma di poesia (marzo 2003); “Alzatevi, andiamo!”
(maggio 2004) e “Memoria e Identità” (febbraio 2005).
Papa Giovanni Paolo II ha celebrato 147 riti di beatificazione, nei quali ha proclamato 1338 beati, e 51 canonizzazioni, per un totale di 482 santi. Ha tenuto 9 concistori, in cui ha creato 231 (+ 1 in pectore) Cardinali. Ha presieduto anche 6 riunioni
plenarie del Collegio Cardinalizio. Dal 1978 ha convocato 15 assemblee del Sinodo
dei Vescovi: 6 generali ordinarie (1980, 1983, 1987, 1990, 1994 e 2001), 1 assemblea
generale straordinaria (1985) e 8 assemblee speciali (1980, 1991, 1994, 1995, 1997,
1998 [2] e 1999).
Il 13 maggio 1981 in piazza San Pietro ha subito un grave attentato. Salvato dalla
mano materna della Madre di Dio, dopo una lunga degenza, ha perdonato il suo
attentatore e, consapevole di aver ricevuto una nuova vita, ha intensificato i suoi
impegni pastorali con eroica generosità.
La sua sollecitudine di pastore trovò espressione, inoltre, nella erezione di numerose diocesi e circoscrizioni ecclesiastiche, nella promulgazione dei Codici di Diritto
Canonico latino e delle Chiese Orientali, del Catechismo della Chiesa Cattolica. Proponendo al Popolo di Dio momenti di particolare intensità spirituale indisse l’Anno
della Redenzione, l’Anno Mariano e l’Anno dell’Eucaristia nonché il Grande Giubileo
del 2000. Avvicinò le nuove generazioni indicendo la celebrazione della Giornata
Mondiale della Gioventù.
Nessun Papa ha incontrato tante persone come Giovanni Paolo II. Alle Udienze
Generali del mercoledì (oltre 1160) hanno partecipato più di 17 milioni e 600mila
pellegrini, senza contare tutte le altre udienze speciali e le cerimonie religiose (più
di 8 milioni di pellegrini solo nel corso del Grande Giubileo dell’anno 2000). Ha incontrato milioni di fedeli nel corso delle visite pastorali in Italia e nel mondo. Sono
state numerose anche le personalità governative ricevute in udienza: basti ricordare
le 38 visite ufficiali e le altre 738 udienze o incontri con Capi di Stato, come pure le
246 udienze e incontri con Primi Ministri.
È morto a Roma, nel Palazzo Apostolico Vaticano, sabato 2 aprile 2005, alle ore
21.37, nella vigilia della Domenica in Albis o della Divina Misericordia, da lui istituita.
I solenni funerali in Piazza San Pietro e la sepoltura nelle Grotte Vaticane sono stati
celebrati l’8 aprile.
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Rito della Beatificazione
Le parole del Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di Sua Santità per la
Diocesi di Roma:
Beatissime Pater, Vicarius Generalis Sanctitatis Vestra pro Romana Dioecesi
humillime a Sanctitate Vestra petit ut Venerabilem Servum Dei Ioannem Paulum II,
papam, numero Beatorum adscribere benignissime digneris.
[traduzione:]
Beatissimo Padre, il Vicario Generale di Vostra Santità per la Diocesi di Roma
domanda umilmente alla Santità Vostra di voler iscrivere nel numero dei Beati il
Venerabile Servo di Dio Giovanni Paolo II, papa.
Le parole del Santo Padre – Formula di Beatificazione
Nos, vota Fratris Nostri Augustini Cardinalis Vallini, Vicarii Nostri pro Romana
Dioecesi, necnon plurimorum aliorum Fratrum in Episcopatu multorumque
christifidelium explentes, de Congregationis de Causis Sanctorum consulto,
Auctoritate Nostra Apostolica facultatem facimus ut Venerabilis Servus Dei Ioannes
Paulus II, papa, Beati nomine in posterum appelletur eiusque festum die altera
et vicesima Octobris in locis et modis iure statutis quotannis celebrari possit.
In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti.
[traduzione:]
Noi, accogliendo il desiderio del Nostro Fratello Agostino Cardinale Vallini, Nostro Vicario Generale per la Diocesi di Roma, di molti altri Fratelli nell’Episcopato e
di molti fedeli, dopo aver avuto il parere della Congregazione delle Cause dei Santi,
con la Nostra Autorità Apostolica concediamo che il Venerabile Servo di Dio Giovanni
Paolo II, papa, d’ora in poi sia chiamato Beato e che si possa celebrare la sua festa
nei luoghi e secondo le regole stabilite dal diritto, ogni anno il 22 ottobre.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
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Parole del Beato Papa Giovanni Paolo II per l’inizio del Pontificato
(Roma, 22 ottobre 1978: Non abbiate paura! Aprite le porte a Cristo!)
Pietro è venuto a Roma! Cosa lo ha guidato e condotto a questa Urbe, cuore
dell’Impero Romano, se non l’obbedienza all’ispirazione ricevuta dal Signore? Forse
questo pescatore di Galilea non avrebbe voluto venire fin qui. Forse avrebbe preferito restare là, sulle rive del lago di Genesareth, con la sua barca, con le sue reti. Ma,
guidato dal Signore, obbediente alla sua ispirazione, è giunto qui! Secondo un’antica tradizione, durante la persecuzione di Nerone, Pietro voleva
abbandonare Roma. Ma il Signore è intervenuto: gli è andato incontro. Pietro si
rivolse a lui chiedendo: «Quo vadis, Domine?» (Dove vai, Signore?). E il Signore gli
rispose subito: «Vado a Roma per essere crocifisso per la seconda volta». Pietro tornò
a Roma ed è rimasto qui fino alla sua crocifissione. …
La potestà assoluta e pure dolce e soave del Signore risponde a tutto il profondo
dell’uomo, alle sue più elevate aspirazioni d’intelletto, di volontà, di cuore. Essa non
parla con un linguaggio di forza, ma si esprime nella carità e nella verità. Il nuovo Successore di Pietro nella Sede di Roma eleva oggi una fervente, umile,
fiduciosa preghiera: O Cristo! Fa’ che io possa diventare ed essere servitore della
tua unica potestà! Servitore della tua dolce potestà! Servitore della tua potestà che
non conosce il tramonto! Fa’ che io possa essere un servo! Anzi, servo dei tuoi servi. Fratelli e Sorelle! Non abbiate paura di accogliere Cristo e di accettare la sua
potestà! Aiutate il Papa e tutti quanti vogliono servire Cristo e, con la potestà di Cristo,
servire l’uomo e l’umanità intera! Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice
potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti
campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa «cosa è dentro
l’uomo». Solo lui lo sa! Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro, nel profondo del suo animo,
del suo cuore. Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra. È invaso
dal dubbio che si tramuta in disperazione. Permettete, quindi – vi prego, vi imploro
con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo. Solo lui ha parole
di vita, sì! di vita eterna. –7–
Preghiere al Beato Papa Giovanni Paolo II
Colletta
O Dio, ricco di misericordia, che hai chiamato il beato Giovanni Paolo II, papa,
a guidare l’intera tua Chiesa, concedi a noi, forti del suo insegnamento, di aprire con
fiducia i nostri cuori alla grazia salvifica di Cristo, unico Redentore dell’uomo. Egli
è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Inno a GP2
Aprite le porte a Cristo, non abbiate paura,
spalancate il vostro cuore all’Amore di Dio
1. Testimone di speranza
per chi attende la salvezza,
pellegrino per amore
sulle strade del mondo. Rit.
5. Portatore della pace
ed araldo di giustizia,
ti sei fatto tra le genti
nunzio di misericordia. Rit.
2. Vero padre per i giovani
che inviasti per il mondo,
sentinelle del mattino,
segno vivo di speranza. Rit.
6. Nel dolore rivelasti
la potenza della Croce.
Guida sempre i tuoi fratelli
sulle strade dell’amore. Rit.
3. Testimone della fede
che annunciasti con la vita,
saldo e forte nella prova
confermasti i tuoi fratelli. Rit.
7. Nella Madre del Signore
ci indicasti una guida,
nella sua intercessione
la potenza della grazia. Rit.
4. Insegnasti ad ogni uomo
la bellezza della vita
indicando la famiglia
come segno dell’amore. Rit.
8. Padre di misericordia,
Figlio nostro Redentore,
Santo Spirito d’Amore,
a te, Trinità, sia gloria. Amen.
–8–
Preghiera per la Beatificazione e Canonizzazione
del Beato Papa Giovanni Paolo II
Dio nella Santissima Trinità,
Ti ringraziamo di aver dato alla Chiesa il Papa Giovanni Paolo II,
in cui ha brillato la Tua Paterna bontà,
gloria della Croce di Cristo e la bellezza dello Spirito d’amore.
Lui, affidandosi totalmente
alla Tua misericordia ed alla materna intercessione di Maria,
ci ha rivelato la viva immagine di Gesù Buon Pastore,
mostrando la santità,
che è la misura della vita cristiana,
come la via per giungere all’eterna unione con Te.
Concedici, per la Sua intercessione,
secondo la Tua volontà, questa grazia
per la quale preghiamo ……………………
con la speranza
che il Tuo servo il beato papa Giovanni Paolo II
sarà presto associato al corteo dei Tuoi santi. Amen
Preghiera al Beato Giovanni Paolo II
Beato Giovanni Paolo, dalla finestra del Cielo donaci la tua benedizione! Benedici
la Chiesa, che tu hai amato e hai servito e hai guidato, spingendola coraggiosamente
sulle vie del mondo per portare Gesù a tutti e tutti a Gesù. Benedici i giovani, che
sono stati la tua grande passione. Riportali a sognare, riportali a guardare in alto per
trovare la luce, che illumina i sentieri della vita di quaggiù.
Benedici le famiglie, benedici ogni famiglia! Tu hai avvertito l’assalto di satana
contro questa preziosa e indispensabile scintilla di Cielo, che Dio ha acceso sulla terra.
Giovanni Paolo, con la tua preghiera proteggi la famiglia!
Prega per il mondo intero, ancora segnato da tensioni, da guerre e da ingiustizie.
Tu hai combattuto la guerra invocando il dialogo e seminando l’amore: prega per noi,
affinché siamo instancabili seminatori di pace.
Beato Giovanni Paolo, dalla finestra del Cielo fa’ scendere su tutti noi la benedizione di Dio. Amen.
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Beato Papa Giovanni Paolo II in Svizzera
1. Lugano (12 giugno 1984)
La visita del Vescovo di Roma e successore di Pietro vuole dimostrare, con particolare evidenza, come questa vostra diocesi di Lugano e tutte le diocesi della Svizzera
- ciascuna delle Chiese che si trovano nella vostra patria - vivendo la propria vita,
vivono ad un tempo la vita della Chiesa universale: della Chiesa che è una in tutto il
mondo. “Una, sancta, catholica et apostolica ecclesia”…
Saluto tutte queste Chiese [della Svizzera] con una venerazione che corrisponde
alla loro dignità evangelica e apostolica. Do loro il bacio fraterno della pace.
E al tempo stesso esprimo il fervido augurio che ciascuna di queste Chiese,
permanendo stabilmente nell’unità della Chiesa universale, compia la missione di
cui parla lo Spirito Santo nel testo della lettera agli Efesini: affinché “arriviamo tutti
all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto,
nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo” (Ef 4, 13).
In altre parole auguro, come servo e custode dell’unità della Chiesa, che si compia
in voi, cari fratelli e sorelle, il mistero della vite e dei tralci.
Ciascuno amministri generosamente e con costanza la grazia che gli è stata data
“secondo la misura del dono di Cristo” (Ef 4, 7).
Questo dono costruisce sempre la Chiesa, sia nella sua dimensione universale,
sia in quella locale.
7. Ad accogliere un tale dono vi dispone, carissimi cattolici svizzeri, la vostra storia. Essa, infatti, è storia di un Paese in cui unità e diversità hanno saputo infondersi
in una diuturna esperienza di serena concordia, di reciproco rispetto, di operosa
collaborazione. Queste vostre tradizioni possono esservi di grande aiuto nell’aprirvi
all’impegno di adesione generosa alla dimensione universale della Chiesa. In ciò poi,
voi cattolici del Canton Ticino, siete ulteriormente facilitati in ragione delle vicende
ecclesiastiche della vostra comunità, che ha potuto attingere al ricchissimo patrimonio
religioso suscitato da uomini della statura di sant’Ambrogio e di san Carlo Borromeo.
La vostra condizione di diocesi relativamente giovane, in posizione geografica di
confine, costituisce uno stimolo alla ricerca di una comunione sempre più profonda
con le altre Chiese, pur nella fedeltà a quella particolare fisionomia ecclesiale che
hanno maturato nel corso dei secoli le generazioni dei vostri avi sotto la guida dei
loro pastori, tra i quali mi è caro ricordare, con speciale menzione, il servo di Dio
monsignor Aurelio Bacciarini.
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8. Sappiate essere all’altezza del vostro glorioso passato! Vi auguro l’abbondanza
dei doni di Cristo. Vi auguro di essere “aperti allo Spirito di Cristo”, secondo il motto
che avete scelto per questa mia visita. È un motto che riassume bene l’esigenza più
profonda di ogni Chiesa particolare, che voglia vivere in pienezza la propria missione.
Essa deve essere un organismo ben strutturato ed efficiente, per testimoniare attivamente la salvezza di Dio nel mondo. Ma deve essere, prima di tutto e soprattutto,
animata e continuamente trasformata dallo Spirito di Cristo.
È lui che “rinnova la faccia della terra”. Non sentiamo forse tutti alla fine del
XX secolo dopo Cristo quanto questa faccia della terra, abitata dagli uomini, abbia
bisogno di rinnovamento?
Il rinnovamento decisivo non potrà venire che dall’azione vivificante dello Spirito,
il quale solo è in grado di “convincere il mondo” (cf. Gv 16, 8) circa la divinità di Cristo,
redentore dell’uomo e vera speranza della storia.
2. Berna (6 giugno 2004)
“L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo”
(Rm 5,5). Non è un merito nostro; è un dono gratuito. Nonostante il peso dei nostri
peccati, Dio ci ha amati e ci ha redenti nel sangue di Cristo. La sua grazia ci ha risanati
nel profondo.
Possiamo perciò esclamare con il Salmista: “Come è grande, Signore, il tuo amore
su tutta la terra!”. Come è grande in me, negli altri, in ogni essere umano!
E’ questa la vera sorgente della grandezza dell’uomo, questa la radice della sua
indistruttibile dignità. In ogni essere umano si rispecchia l’immagine di Dio. Sta qui
la più profonda “verità” dell’uomo, che in nessun caso può essere disconosciuta
o violata. Ogni oltraggio recato all’uomo si rivela, in definitiva, un oltraggio al suo
Creatore, che lo ama con amore di Padre.
La Svizzera ha una grande tradizione in fatto di rispetto per l’uomo. E’ una tradizione che sta sotto il segno della Croce: la Croce Rossa!
Cristiani di questo nobile Paese, siate sempre all’altezza di questo vostro glorioso
passato! In ogni essere umano sappiate riconoscere ed onorare l’immagine di Dio!
Nell’uomo creato da Dio si rispecchia la gloria della Santissima Trinità.
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Testimonianze sul Beato Papa Giovanni Paolo II
1. Papa Benedetto XVI
Vorrei infine rendere grazie a Dio anche per la personale esperienza che mi ha concesso, di collaborare a lungo con il beato Papa Giovanni Paolo. Già prima avevo avuto
modo di conoscerlo e di stimarlo, ma dal 1982, quando mi chiamò a Roma come Prefetto
della Congregazione per la Dottrina della Fede, per 23 anni ho potuto stargli vicino e venerare sempre più la sua persona. Il mio servizio è stato sostenuto dalla sua profondità
spirituale, dalla ricchezza delle sue intuizioni. L’esempio della sua preghiera mi ha sempre
colpito ed edificato: egli si immergeva nell’incontro con Dio, pur in mezzo alle molteplici
incombenze del suo ministero. E poi la sua testimonianza nella sofferenza: il Signore lo
ha spogliato pian piano di tutto, ma egli è rimasto sempre una “roccia”, come Cristo lo
ha voluto. La sua profonda umiltà, radicata nell’intima unione con Cristo, gli ha permesso
di continuare a guidare la Chiesa e a dare al mondo un messaggio ancora più eloquente
proprio nel tempo in cui le forze fisiche gli venivano meno. Così egli ha realizzato in modo
straordinario la vocazione di ogni sacerdote e vescovo: diventare un tutt’uno con quel
Gesù, che quotidianamente riceve e offre nella Chiesa.
2. Card. Camillo Ruini
Uno dei più stretti collaboratori del Beato, il suo vicario per Roma dal 1991 al 2008,
e presidente della CEI per gran parte del suo pontificato – frammenti dell’intervista.
Cosa l’ha colpita di più dell’esperienza umana e pastorale vissuta accanto a papa Wojtyla?
“La naturalezza con la quale questo Papa trovava in Dio, nella sua fede in Dio, l’energia
interiore e il criterio delle sue decisioni, specialmente delle più difficili”.
C’è qualche episodio ancora inedito legato agli anni di collaborazione con Giovanni
Paolo II?
“Un episodio tra i tanti: il Papa che firma un’onorificenza per la mia governante,
Pierina Scandiuzzi, sulla tavola della sala da pranzo in Vicariato, nell’unica occasione in
cui fu mio ospite, per la beatificazione di Padre Pio da Pietrelcina”.
Quali sono gli aspetti del pontificato wojtyliano destinati a entrare nei libri di storia?
“È il pontificato stesso che vi troverà spazio, certamente per la caduta dei regimi comunisti e la rinnovata unità dell’Europa che ne è seguita, ma anche per il grande rilancio
della Chiesa e del cristianesimo di cui Giovanni Paolo II è stato protagonista. E non credo
sarà passata sotto silenzio la sua opera per la pace e la riconciliazione tra i popoli, in
particolare tra il Nord e il Sud del mondo”… La straordinarietà di Wojtyla stava anche in
questo: in lui gli aspetti più diversi facevano tutt’uno, con grande naturalezza”.
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3. Arturo Mari
Alcuni ricordi personali e particolari del fotografo di Giovanni Paolo II
Giovanni Paolo II mi dava l’esempio della sua vita. Parlava con lo sguardo. La sua era
una comunicazione speciale. Un mistico. Parlava ad alta voce in polacco a Dio. Una volta
lo sorpresi in questo colloquio, alle 6,20 del mattino, nella sua cappella privata. Un’altra
volta completamente sdraiato sul pavimento. Rimasi talmente scioccato che fuggii via.
– Un Papa che ha inciso sulla storia ed ha convertito tante persone.
La gente non sa. Raissa, la moglie di Gorbaciov, ne rimase stregata. Lo seppi da una
confessione che la figlia di Gorbaciov, accompagnata dal padre, fece a Papa Wojtyla negli
anni novanta. La madre era morta di tumore. ‘Santo Padre – disse la figlia di Gorbi – mia
madre ha sempre pregato per lei con la corona del rosario che le ha regalato’. Conversione? Non so. Fu uno squarcio di cielo azzurro.
– Al Santo Sepolcro a Gerusalemme un altro episodio che nessuno conosce.
Giovanni Paolo II doveva imbarcarsi per far ritorno a Roma. ‘Io non parto – dice – perché non ho ancora pregato sul luogo della crocifissione’. Attimi di pauroso sbandamento.
La Basilica viene svuotata. E nel pomeriggio non dimenticherò mai il Papa salire su quella
scala ripidissima che portava a quel luogo benedetto. Salì con tutta la forza che aveva,
rifiutando ogni aiuto. A ricordarlo mi viene un groppo in gola.
– Giovanni Paolo II ha fatto anche irruzione nella tua vita, nella tua famiglia. Hai sposato
Corina dell’Ecuador. Tua cognata Mercedes deve molto al Papa polacco.
Non oso parlare di una guarigione miracolosa, ma ci siamo vicini. Mercedes aveva
un tumore diffuso. Il Papa mi dà il suo rosario e persino il suo fazzoletto. Reliquie che
mia cognata ha portato al collo e sul petto. E sono già passati quindici anni. Ora è completamente guarita.
– Eri a mezzo metro dal Papa quando Ali Agca gli sparò in Piazza san Pietro il 13 maggio 1981.
Col braccio alzato a scattare foto e con l’altro appoggiato alla jeep bianca del Papa.
Ho capito subito quello che era successo. Sicuramente non so spiegarti come ho fatto
quella foto di Giovanni Paolo II accasciato e dolorante sulla jeep fra le braccia di don
Stanislao. La Madonna ha guidato anche la mia mano affinché la storia avesse questa
testimonianza. Ho rivisto il Papa ferito al Gemelli e sono scoppiato a piangere.
– Cosa ti ha impressionato di più in Papa Wojtyla?
La sua forza spirituale. Gli episodi sono infiniti. In Corea ha abbracciato, su un’isola,
ottocento lebbrosi. Uno ad uno. Da rimanere ammutoliti. All’ospedale “Bambin Gesù”, nel
reparto oncologia, ha consolato una madre disperata che ha confortato con espressioni
indimenticabili. Il dolore che salva.
– L’ultima volta che l’hai visto?
Il 2 aprile 2005, nel pomeriggio, a poche ore dalla morte. Il segretario, monsignor
Stanislao, mi porta direttamente nella sua camera da letto. ‘Santo Padre, Arturo è qui’
gli dice in polacco. Il Papa si gira. Aveva accanto una mascherina per l’ossigeno. Niente
tubi. Si gira: ‘Arturo, grazie, grazie’. Sentivo il cuore battermi fortissimo. Se non ho preso
un infarto… In quella camera spartana: un letto di una piazza e mezzo, un comodino, un
crocifisso, una piccola scrivania, un Papa, in punto di morte, mi aveva detto il suo ‘grazie’.
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Alcune testimonianze della gente presi da in diretta su RAI 1
Caro Papa… ho 28 anni… tu mi hai cresciuto e mi hai trasmesso i valori per cui vivere la
mia vita! Ti ho sempre chiamato Papà perché tu sei stato e sarai per me un vero padre…
ti ho seguito a 14 anni alla GMG a Parigi, poi alla GMG del 2000 a Roma… poi alla GMG
di Toronto… Grazie per tutto… e ora dal Paradiso finalmente posso parlarti cuore a cuore
come purtroppo non ho mai potuto fare fisicamente!!!! Ti voglio tantissimo bene!!! Sei
la mia Stella!! Portaci a Gesù e a Maria!!! (Maura)
Grazie a Giovanni Paolo II, intere generazioni di giovani hanno imparato a conoscere
e amare Gesù Cristo. E’ stato il Papa dei giovani, è stato il Papa che ha segnato la mia
vita e la mia fede e a Lui devo la guarigione di mio padre e il mio impegno cristiano nel
quotidiano. Grazie Papa Karol, continua a illuminare la Chiesa e il mondo. Ne abbiamo
tanto bisogno. (Graziella)
Ho 32 anni, mi sento una di quelle giovani che lui amava tanto… ho solo il rammarico di
non aver mai potuto parlare con lui di persona o di averlo seguito ancora di più quando lui c’era. Questo suo amore si è sentito fino all’ultimo. Ero là in piazza San Pietro al
momento della sua scomparsa. Fu un’emozione infinita: in piazza piangevamo tutti ma
con un dolore che si percepiva forte, un dolore per la perdita non solo di un Papa ma di
un AFFETTO. Questa sensazione era forte, indimenticabile: era la perdita di un AFFETTO
prima di tutto, per tutti! Ma per fortuna non l’abbiamo perso, il nostro caro Papa si fa
ancora sentire e tanto perché è nel cuore di molti e ci guarda e protegge da lassù! Aspetto il primo maggio con ansia e poi SANTO SUBITO! Le tue parole: Non abbiate paura!
Dio opera nelle vicende personali di ognuno di noi! Sono scolpite nel mio cuore! Tu sei
venuto, e io ti ringrazio adesso!!! Grazie caro Papa! Con affetto. (Cecilia)
Giovanni Paolo II è stato per me un faro in mezzo alla tempesta, anche se non ho avuto
la fortuna di vederlo da vicino, ha accompagnato il mio percorso di fede. Lui è stato per
me una forza tale da svegliare la coscienza e togliermi il velo che avevo davanti agli occhi
per farmi riscoprire il Cristo sofferente morto in croce per amore. La mia visione della vita
e il rapportarmi agli altri, sia in casa che al lavoro è cambiata e di una cosa sono sicura:
la mia vita è migliorata perché io sono cambiata. Grazie Giovanni Paolo. (Rita)
Vorrei riuscire a dire, almeno solo in parte, tutto quello che sento nel mio cuore per Giovanni Paolo, ma mi accorgo che le parole non potranno mai farlo, perché la grandezza di
questo Papa non può essere resa in alcun modo. E’ stato per me un esempio luminoso
di semplicità, di altruismo, di dolcezza e di forza; un esempio luminoso anche perché mi
ha insegnato il valore della vita, della sofferenza e della morte. Quando la sua vita si è
spenta su questa terra, ho pianto tanto tanto, come se mi fosse venuto a mancare una
persona di famiglia e ho capito che lo era per davvero. Adesso lo so e lo sento Santo,
ma sempre vicino a chiunque cerca il suo aiuto. E ringrazio il buon Dio per avercelo dato
(Marilù)
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Pontificato del Beato Giovanni Paolo II in alcune cifre
La durata del Pontificato – 27 anni, esattamente 9497 giorni (“il terzo posto”: dopo
San Pietro – 64 o 67 anni e Pio IX – 31 anni)
La distanza percorsa durante i Pellegrinaggi (in Italia e nel mondo): oltre 1 600 000 km
(che corrisponde a più di 40 volte la circonferenza della Terra seguendo l’equatore,
oppure a 4 volte la distanza dalla Terra alla Luna)
Il numero dei pellegrinaggi (all’estero) – 104
Il numero dei paesi visitati – 135
I paesi più visitati: Polonia (9x), USA (7x), Francia (6x), Messico e Spagna (5x)
I giorni trascorsi nei Pellegrinaggi: 586 (che corrisponde al 7% del suo Pontificato)
Il numero dei discorsi pronunciati durante i Pellegrinaggi: più di 2400
Il Pellegrinaggio più lungo (18 XI–1 XII 1986): Oriente ed Oceania, 48 974 km percorsi
Il numero dei Pellegrinaggi in Italia – 146
Il numero delle Parrocchie visitate – 317 (su 332 di Roma)
L’anno più “intenso” – 1983 (49 Udienze Generali)
Il numero degli importantissimi documenti pubblicati:
Encicliche – 14, Esortazioni Apostoliche – 15, Costituzioni Apostoliche – 11,
Lettere Apostoliche – 45
Il numero dei concistori convocati – 9; dei cardinali creati in questi – 232
Il numero delle celebrazioni per: canonizzazioni – 51; beatificazioni – 147
Il numero dei santi proclamati – 482; dei beati – 1338
Il numero dei sinodi dei vescovi convocati – 6 generali, 1 straordinario, 7 speciali
Il numero delle visite ufficiali – 38 e oltre altre 738 udienze o incontri con i Capi di
Stato, 246 udienze e incontri con Primi Ministri;
Il numero dei personaggi “politici” incontrati: più di 1350
udienze papali: 1020
Il numero dei Pellegrini incontrati (approssimativamente): oltre 25 milioni
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Beato Papa Giovanni Paolo II
grazie… e prega per noi
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