by Gianpiero Marotto
UN SALUTO……..
“
La mia recente nomina a consigliere regionale del Comitato Italiano Arbitri ha fatto scaturire il
profondo e sincero desiderio di farmi conoscere e potermi riavvicinare al movimento arbitrale
con alcune personali riflessioni “a caldo”.
Omaggiandoti questo opuscolo desidero pertanto renderti partecipe a questo mio incarico,
nella fondata speranza che apprezzerai la mia vicinanza ed empatia.
Ritengo che il mio trascorso vissuto sui campi nazionali ed internazionali in qualità di arbitro,
oltre a quanto da me osservato come spettatore sui campi di gioco, possa essere condiviso con
la modesta presunzione di apportare un minimo concorso alla tua crescita, favorendo altresì,
con questo tipo di iniziativa, la nostra reciproca conoscenza.
Sono pertanto fiducioso che queste considerazioni possano essere fatte tue e giovare al tuo
sviluppo interiore, facilitando il tuo “essere arbitro” ed agevolando il percorso sportivo.
Il sapere che le stesse saranno oggetto di una lettura è per me motivo di orgoglio e
riconoscenza.
Certo che gradirai questo contributo, oltre che assicurarti la mia personale disponibilità ad una
collaborazione la più proficua possibile, ti auguro una stagione foriera di successi e
soddisfazioni.
Con vive e sincere cordialità.
Gianpiero
Settembre 2011
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PRESENZA
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Poni attenzione alla tua persona. Un aspetto curato e decoroso è il tuo biglietto da visita
nei confronti di coloro a cui ti stai ponendo, nonché l’immagine del gruppo a cui
appartieni, e di cui sei, nella circostanza, testimone.
Rivolgi cura all’alimentazione. Sei un atleta in un contesto di atleti. Per mantenere il
peso forma rammenta che il cibo introdotto deve costituire almeno la parità delle calorie
consumate…...
Sii gentile e garbato nei confronti degli addetti ai lavori. Accompagna sempre con un
sorriso il saluto, che non disdegnerai mai (sia prima quando ti presenterai che dopo la
gara, quando ti accommiaterai).
Allenati assiduamente, (sia atleticamente che tecnicamente): questo ti aiuta ad essere
psicologicamente sicuro della tua resistenza fisica, in particolare nei momenti come il
fine partita, in cui la concentrazione cala causa il sopraggiungere della fatica.
Cerca l’opportunità di arbitrare gli allenamenti delle squadre. La tua crescita verrà
senz’altro facilitata.
COMPORTAMENTO
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Trova la tua concentrazione prima della gara e soprattutto durante la stessa. In più,
una predisposizione preventiva (conoscenza dei protagonisti e delle loro peculiarità
tecniche, i giochi adottati in difesa/attacco, il contesto ambientale) può aiutarti,
facilitando il tuo operato nel suo complesso.
• Confrontati sempre con il tuo collega. Scambiate le vostre sensazioni e
considerazioni durante le pause consentite dal gioco (in particolare durante il periodo
dell’intervallo lungo). Instaurate un proficuo colloquio ante gara sulla partita che vi
attende, sviscerando le caratteristiche dei protagonisti che ritenete conoscere,
preparandovi l’un l’altro. Confrontatevi anche nel post gara, in particolare sulle
eventuali difficoltà da voi incontrate durante la partita.
• Ottimale e necessario il colloquio pre-gara con gli Ufficiali di Campo. Dovrete
trovare insieme sinergia e sintonia, soprattutto a livello tecnico e regolamentare.
L’obiettivo é di creare preventivamente una collaborazione la più redditizia ed efficace
possibile.
• Cerca di essere paziente, comprensivo e collaborativo (la pressione e la tensione in
campo talvolta è esasperata, devi accettarla e fartene una ragione). Al riguardo sei
bravo se riesci a prevenire determinate situazioni/atteggiamenti soprattutto con
richiami verbali (in particolare nei confronti del/i capitano/i della/e squadra/e) anziché
con sanzioni che, in particolare, se ripetute a danno della stessa compagine, causano
contestazioni a vario titolo, che talvolta possono sfociare in episodi censurabili.
• Trattare cortesemente in egual misura giocatori ed allenatori è la dimostrazione
della tua forza arbitrale. Occorre guadagnarsi il rispetto e non chiederlo. Una
personalità la si può forgiare con un comportamento credibile e con un atteggiamento
sul campo tecnicamente all’altezza ed improntato al buon senso, oltre che alla
conoscenza del regolamento.
• Non lasciarti distrarre da episodi e/o da situazioni esterne al gioco (pubblico,
contestazioni verbali degli atleti in panchina e/o dei tesserati). Rimani sempre presente
e valuta con serenità e massima obiettività.
•
Sii equilibrato, sempre umile e mai prevenuto o presuntuoso. Disponibile ma nello
stesso tempo determinato e sereno nelle tue decisioni. Accetta eventuali tuoi errori di
valutazione e gestione del gioco, come un tuo fischio “storto” (perché lo sai e te ne sei
accorto) e non pensarci più di tanto (come deve fare un giocatore che sbaglia un
canestro dato per fatto).
• Stai sempre attento, presente, e se ti accorgi che stai continuando a pensare ad una
azione precedente riporta subito, volontariamente, la concentrazione al momento
attuale.
• In caso di protesta, ove fattibile ed a gioco possibilmente fermo, previeni eventuali
plateali contestazioni raggiungendo il tesserato (coach, atleta) e richiamandolo ad un
comportamento più consono e rispettoso. Prova a pronunciare una frase del tipo:
“...dalla mia posizione ho visto/interpretato così…”. Vedrai che la tua onestà
intellettuale verrà premiata e troverai maggiore rispetto e credibilità.
• Una delle più grandi doti di un buon arbitro é la coerenza: mantienti il gioco sotto
controllo, con sicurezza, ed evita che eventuali errori precedenti influenzino le tue scelte
e decisioni future.
• Se devi intervenire con una sanzione a carattere comportamentale (tecnico,
espulsione) evita (di massima) di farlo alla fine della gara ma, bensì, alle prime
avvisaglie della plateale protesta e/o comportamento antisportivo. Rammenta che
determinate situazioni (e relative sanzioni) sono volute e ricercate (in particolare dagli
allenatori). Qualora sanzionate, non farti successivamente suggestionare e continua con
il tuo stesso metro di giudizio evitando interventi che possono essere giudicati
compensativi. Mantieni lo stesso grado di lucidità e concentrazione, come se nulla fosse
accaduto.
• Non essere mai impulsivo e non far trasparire eventuali momenti di tensione ed
insicurezza. Il tuo fischio deve essere secco e deciso. Cerca il tuo equilibrio, la tua
tranquillità e sicurezza, che si trasmette automaticamente all’esterno, cosciente dei tuoi
mezzi. Evita di essere protagonista. Non è il tuo ruolo.
• Al tuo fischio ricordati che il cronometro è fermo e la palla “morta”. Hai tutto il
tempo per esprimere la tua gestualità e professionalità (segnalazione chiara a tutti,
pubblico compreso, della sanzione correlata al tuo intervento).
• Non intrattenerti in oziose (e prolungate) conversazioni con giocatori ed allenatori
(soprattutto nei tempi morti delle fasi di gioco). Potrebbero essere fraintese creando
potenziali dubbi ed equivoci. Tieni presente che molte squadre creano queste situazioni
ad hoc, soprattutto per “rompere il ritmo” e distogliere la concentrazione. Fai in modo di
limitarne la propensione (in particolare da parte di quelle formazioni composte da
giocatori e/o allenatori “con esperienza”).
• Mantieni sempre aggiornata la tua conoscenza del gioco e delle sue variegate
sfaccettature tecniche. Se ti è possibile segui le partite trasmesse grazie ai canali
tematici e su internet, sfruttando altresì ogni possibile fonte di informazione. Vi è
sempre qualcosa da imparare da tutti (non si finisce mai di apprendere…). Talvolta
alcuni dettagli ed accorgimenti tecnici possono farci comprendere determinate filosofie
del gioco, adeguando anche il nostro comportamento.
• Stai vigile anche rispetto a eventuali errori che vedi compiere dai tuoi colleghi, e che
non vorresti commettere tu. Aiuta (anche verbalmente) il tuo collega nel caso in cui lo
vedessi successivamente in difficoltà.
• Sii consapevole di quanto il tuo comportamento influenzi il clima del gioco: mantieni
la calma e la fermezza, in particolare nei momenti piu critici, senza trascendere in
atteggiamenti controproducenti. Evita di essere tu la potenziale causa di tensione e
dissidio in campo.
• Sarebbe ottimale far riprendere le tue prestazioni da amici e/o parenti e rivederle in
un secondo momento. I tuoi responsabili di settore saranno disponibili e collaborativi se
vorrai visionare con loro alcune situazioni (clip) che desideri condividere e chiarire.
• Poni pertanto fiducia in loro e apriti al confronto. Non serbare dubbi e/o perplessità,
non solo di carattere tecnico. Qualora sorgessero incertezze e/o ritenessi necessario un
chiarimento di qualsiasi natura richiedi un parere, un consiglio: farai cosa gradita e ne
trarrai beneficio e crescita per il tuo percorso professionale.
• Evita di porti in atteggiamento di critica e/o di valutazione nei confronti dei tuoi
colleghi o di altri tesserati, in particolare se in presenza di terzi.
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Sii sereno. Non trasferire sul campo le tue problematiche e frustrazioni personali.
Credi in ciò che fai, poniti degli obiettivi e dedica parte della tua preparazione alla
conoscenza del gioco. Non si finisce mai di prendere coscienza, soprattutto dagli errori
commessi e riconosciuti.
• Se ritieni proficuo ed opportuno, istituisci un diario personale: trascrivi dopo ogni
partita i punti che ti sono piaciuti del tuo arbitrare e quelli che invece vorresti
correggere. E’ un efficace metodo per aumentare la consapevolezza e per avere chiaro
ciò che ritieni sia da migliorare.
• In sostanza, ricapitolando, cerca di essere:
1. determinato, non impulsivo;
2. presente e attivo, non zelante e ossequioso;
3. energico e nello stesso tempo paziente, non irritabile;
4. deciso, non brusco e scortese;
5. gentile, non debole ed “inavvicinabile”;
6. buon conoscitore del regolamento, ma sempre pronto al suo approfondimento.
TECNICA
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La prestazione di un arbitro, a mio parere, si basa su tre componenti:
- psicologia (buon senso, gestione delle emozioni, conoscenza del gioco e del suo
sviluppo);
- preparazione tecnica;
- allenamento.
Alla prima attribuisco la percentuale più alta (50%), a seguire, parimenti (25%), le altre
due variabili.
• Non distrarre mai il tuo sguardo dal campo. Quando rientri in posizione di arbitro
guida, rivolgi lo sguardo dietro di te. Mai dare la schiena al gioco. L’imprevisto è sempre
dietro l’angolo.
• La concentrazione deve essere la tua migliore alleata: un giocatore può
momentaneamente allontanare l’attenzione dalla palla, un arbitro no. Rispetta sempre
la tua competenza sul campo. In particolare non commettete l’errore di seguire
entrambi il movimento della palla (attenzione al c.d. “lato debole”).
• Poni la massima attenzione al rientro da un time-out. Alla ripresa del gioco vi sarà
certamente o una variazione di schema o una diversa impostazione del ritmo di gara.
Devi essere pronto ad un cambiamento, che dovrai essere bravo a “leggere” ed
affrontare in modo efficace il più presto possibile.
• Se ti accorgi di aver assegnato una rimessa laterale alla squadra sbagliata, correggi
serenamente la tua decisione, dichiarandoti anche platealmente a voce (“errore mio”…).
La tua onestà sarà certamente apprezzata e ne gioverai in credibilità.
• Se sei indeciso a chi assegnare una rimessa laterale, anche dopo esserti consultato
con il collega, ricorri senza esitazione al salto a due (possesso alternato) senza farti
influenzare dalla personalità di alcuni giocatori e/o dell’ambiente.
• Se vedi una reazione scomposta, di massima è la conseguenza di una provocazione.
Una buona posizione visiva sul campo, attenzione e massima concentrazione ti possono
aiutare a prevenire situazioni “a seguire” e talvolta difficili da gestire. Aiutati in questi
casi anche con dei richiami verbali indirizzati agli interessati, durante le fasi di gioco, del
tipo “ehi, voi due, vi sto guardando….”.
Di solito la smettono…..
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by Gianpiero Marotto