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Idee & Informazioni per un approccio
alla problematica
“alcol e lavoro”
forum
Prävention
Prevenzione
Impressum
a cura di :
HANDS – Centro Ricerche e Interventi per problemi di
Alcol e Farmacodipendenza, Bolzano
in collaborazione con :
Forum Prevenzione – Forum Prevenzione Dipendenze,
Bolzano
BIN – Beratung/Information/Nachsorge, Tirolo del Nord
Kontakt&co, Tirolo del Nord
con il sostegno di:
Provincia Autonoma
di Bolzano Alto Adige
Repubblica
Italiana
Progetto co-finanziato dall’Unione Europea e
dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
nell‘ambito dell‘iniziativa comunitaria
"Interreg III A" Italia-Austria
con la consulenza di :
Servizi per le Dipendenze delle Az. Sanitarie di Bolzano
(Settore Alcologia), Merano, Bressanone e Brunico
Servizio di Medicina Legale, Az. Sanitaria di Bolzano
Servizio di Medicina del Lavoro, Az. Sanitaria di Bolzano
Grafica e stampa:
Druckstudio Leo, Frangarto
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Se un collaboratore*
beve un po’ troppo . . .
I superiori vorrebbero affrontare le situazioni problematiche, ma...
...pensano che sia troppo difficile e delicato intervenire...
...non si sentono abbastanza competenti per queste problematiche...
...non sanno esattamente quali siano le possibilità d’aiuto disponibili...
Nelle aziende e nell’ambiente di lavoro si osserva con soddisfazione la disponibilità a confrontarsi con la
tematica del consumo di sostanze che provocano dipendenza, e che il tema "alcol e lavoro” viene sempre
meno considerato tabù.
La prevenzione è diventata in molte aziende una parte considerevole nella gestione del personale.
La responsabilità verso i collaboratori, le preoccupazioni per la sicurezza in azienda e considerazioni economiche sono le ragioni principali che motivano i quadri direttivi delle aziende e le rappresentanze sindacali
ad intraprendere iniziative per il superamento dei problemi legati alle dipendenze da sostanze.
I regolamenti interni delle aziende, che vengono accettati e sottoscritti dai dipendenti al momento
dell‘assunzione (tra cui p.es. l‘autorizzazione all‘assunzione di alcolici durante i pasti, nelle mense aziendali,
oppure divieti di vario tipo o assenza di espliciti divieti), possono avere delle importanti implicazioni quando
vengono affrontati con i propri dipendenti difficoltà o comportamenti inadeguati assunti sul posto di lavoro.
Riflessioni approfondite sui regolamenti interni, in particolare anche su come viene affrontato il tema alcol,
e l‘adeguamento dei regolamenti (esplicitazione chiara della normativa accessibile al livello formativo-scolastico del dipendente, dei rischi per il dipendente, delle condizioni fisiche richieste per poter essere operativi, l‘eventuale introduzione della possibilità di valutazione o controllo con modalità giuridicamente corrette,
la considerazione del consenso informato del dipendente, le modalità operative per garantire il rispetto
della privacy, ecc.), rappresentano sempre più un elemento di garanzia della serietà nella gestione dei rapporti con e tra i dipendenti.
* Il termine viene utilizzato senza riferimento di genere.
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Situazione di partenza
Un caso statisticamente tipico di problematica alcolica in ambito aziendale si
presenta così:
un collaboratore di età compresa tra i 40 ed i 50 anni con un’anzianità di servizio in azienda di oltre vent’anni, della cui dipendenza molti già da tempo
sono a conoscenza…
Colleghi e superiori vorrebbero fare qualcosa, ma non sanno quando e come
affrontare questo tema spinoso.
Quando poi questa problematica precipita, tutti si sentono frustrati.
La fine della storia è il licenziamento.
Per questo motivo:
parlarne insieme è un primo passo
Quando le problematiche dei collaboratori vengono affrontate precocemente,
si possono ottenere buoni risultati. Fondamentale nei colloqui è manifestare alla
persona la considerazione che si ha per lei.
il tempo è prezioso
Un preciso calendario di colloqui ed una documentazione adatta rendono possibile
realizzare con rapidità e coerenza i passi necessari.
i responsabili al personale ed i colleghi non sono terapeuti
Si tratta di introdurre cambiamenti concreti e accordi chiari.
I motivi che hanno portato al consumo di alcol non devono avere in questo
contesto nessun ruolo.
I singoli colloqui possono e devono essere brevi e concreti.
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Cosa significa co-dipendenza ?
Amici, familiari, conoscenti, colleghi e superiori sviluppano molto spesso un
rapporto particolare con le persone che hanno problemi di dipendenza dall’alcol;
spesso si crea un legame piuttosto problematico tra i comportamenti della
persona affetta da malattia alcolica e le persone che appartengono al suo
ambiente più vicino. Questo legame viene denominato nel linguaggio
specialistico “co-alcolismo”.
Co-dipendente viene definito colui che, con il proprio comportamento, contribuisce
ad evitare che la persona con problematiche alcoliche prenda atto in tutta
la loro gravità degli effetti del suo consumo di alcol e delle conseguenze connesse,
e così facendo, gli sottrae una parte importante della sua responsabilità.
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Le persone co-dipendenti
attraversano generalmente 3 tipiche fasi:
1. La fase “protettiva”, oppure “delle spiegazioni”
Superiori o collaboratori giustificano il comportamento di una persona affetta da
malattia alcolica cercando spiegazioni per il suo comportamento anomalo.
Così facendo, creano intorno a lui, in un certo senso, uno spazio protettivo.
2. La fase del controllo
Ad un certo punto, poi, controlli e direttive devono modificare e regolamentare
il comportamento della persona coinvolta. Ogni utilizzo e consumo di alcol
diventa tabù.
3. La fase accusatoria
Rabbia ed aggressività a lungo accumulate e trattenute, ora si scatenano contro la
persona con problemi di alcol. Nella fase accusatoria il collaboratore viene spesso
considerato addirittura responsabile del cattivo clima di lavoro intra-aziendale e
talvolta anche capro espiatorio per tutte le difficoltà che possono essere presenti
in un’azienda.
Una possibilità per uscire dal circolo vizioso della “vicendevole” dipendenza,
è lo sviluppo di un programma di aiuto intra-aziendale con interventi
formulati con chiarezza, che offrono a colleghi e superiori un importante
sostegno ed aiuto operativo.
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Il subdolo percorso verso la dipendenza
I confini tra consumo normale di alcol, abuso e dipendenza sono fluttuanti.
Noi tutti conosciamo situazioni nelle quali mangiamo e beviamo con piacere per
poi sentirci bene.
Esistono però anche situazioni particolari della nostra vita, nelle quali cibo oppure
alcol sembrano servire a superare meglio stress e contrattempi quotidiani.
Noi tutti nel corso della vita ci siamo appropriati di certe abitudini; tuttavia,
quando queste abitudini iniziano ad intromettersi nella nostra vita in misura tale
da condizionare il nostro quotidiano, allora è già possibile parlare di abuso e non
più di utilizzo finalizzato principalmente all’alimentazione. Se poi questo
comportamento diventa un’abitudine troppo importante, per cui viene utilizzata
regolarmente per risolvere, per evitare, alleviare oppure dimenticare situazioni
spiacevoli, allora potrebbe essere già stato fatto il primo passo verso la
dipendenza.
Se una dipendenza si sviluppa oppure no, dipende da numerosi fattori individuali
che si influenzano a vicenda. Tra questi si possono elencare la costituzione
genetica e biologica, la personalità, la capacità di elaborare problemi e conflitti,
il livello di socializzazione, fattori ambientali, ma anche la frequenza con cui
quotidianamente si presentano situazioni difficili.
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Caratteristiche del rischio e
della dipendenza da alcol in azienda
I sintomi precoci qui di seguito elencati non rappresentano una chiave diagnostica e devono servire solamente ad osservare in futuro in maniera più attenta la
persona che potrebbe avere comportamenti a rischio o problemi di alcol.
Caratteristiche specifiche legate all’alcol
• Comportamento alterato o ubriachezza sul posto di lavoro
• assunzione di alcol durante il lavoro
• assunzione di alcol durante la pausa dei pasti
• bere con rapidità
• utilizzo frequente di “rinfrescanti” per l'alito (p.es. “mentine”)
Caratteristiche specifiche legate al lavoro ed all’ambiente
• frequenti assenze dal lavoro per malattia
• frequente bisogno di assentarsi improvvisamente dal posto di lavoro
• smarrimento di attrezzi e materiale
• nervosismo eccessivo
• pause prolungate oltre i tempi normali
• bassa qualità e riduzione quantitativa del lavoro
• comportamenti di evitamento nei confronti di colleghi e superiori
• problemi familiari
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Caratteristiche individuali
• aspetto avvilito sul posto di lavoro
• problemi finanziari
• modo di parlare che tende ad utilizzare voce alta ed inadeguata al contesto
• modo di lavorare spasmodico
• sospettosità, irritabilità
• tendenza a negare e minimizzare
La chiave per l'individuazione precoce è rappresentata dall'interpretazione
esatta delle diverse caratteristiche di dipendenza. Frequentemente è solo la
combinazione di diverse caratteristiche che porta ad individuare una problematica alcolica.
Se un collega o un superiore hanno osservato comportamenti anomali che
potrebbero far supporre l’esistenza di una problematica alcolica o di un comportamento a rischio, allora sono loro che, tramite un colloquio con l’interessato, dovrebbero fare il primo passo per un chiarimento e/o un cambiamento.
Questo colloquio viene accettato più facilmente della persona con possibili
problematiche, se il collega o il superiore gli manifesta stima come persona e
come collaboratore, mettendo in rilievo che egli è importante per l’azienda,
ma che certi comportamenti non possono essere accettati.
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I. - Il colloquio “motivazionale”
In un primo colloquio confidenziale tra un collaboratore responsabile e la
persona interessata vengono presi in considerazione 5 punti importanti:
1. Nominare i fatti
Per prima cosa dovrebbero essere elencati i fatti “severi” ed i fatti “lievi” (fatti
accaduti e segnali), poiché sono questi che hanno reso necessario il colloquio.
Nel contempo dovrebbero essere messi in rilievo anche aspetti positivi della
personalità, del carattere e delle capacità del collaboratore. È importante non
ferire l’autostima della persona coinvolta (le persone che hanno problemi di
dipendenza dall’alcol sono generalmente molto insicuri). Non si tratta di
squalificare la persona, ma piuttosto è necessario imparare a porre il collaboratore
di fronte ad osservazioni comportamentali documentate con le quali egli deve
confrontarsi.
2. Confronto con comportamenti problematici
Viene espressa la supposizione dell’esistenza di un aumentato consumo di alcol;
questa supposizione non dovrebbe tuttavia diventare un punto di contrapposizione
nel colloquio, poiché la persona coinvolta dovrebbe di fatto sapere se è
effettivamente l’alcol che lo porta ad avere problematiche sul posto di lavoro.
3. Prendere accordi
Già nel primo colloquio possono essere presi accordi secondo criteri controllabili
(criteri sicuri), come p.es. il rispetto dei tempi di lavoro o il confronto nel tempo
della frequenza dei ritardi.
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4. Informare riguardo a possibilità di aiuto
Il collaboratore responsabile dovrebbe disporre delle informazioni riguardo alle
numerose proposte esterne all’azienda di assistenza e di trattamento, sia di tipo
ambulatoriale che residenziale, in modo da poter offrire alla persona coinvolta, in
caso di interesse o richiesta da parte di questa, alternative di aiuto e materiale
informativo.
La persona coinvolta potrebbe mostrare interesse anche in un secondo momento,
per cui la disponibilità delle informazioni potrebbe tornare utile.
5. Concordare il periodo di osservazione
Questo periodo serve per valutare il rispetto degli accordi presi. È opportuno
concordare un ulteriore incontro (circa 3-4 settimane dopo), e nel caso che
persistessero le difficoltà, potrebbe presenziare anche un’altra persona
dell’azienda possibilmente scelta in accordo con il dipendente.
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II. - Il colloquio di verifica
Nel caso che persistessero le difficoltà lavorative, sarebbe in questo secondo
colloquio opportuna la partecipazione di una terza persona (p.es. un diretto
Superiore).
A questo punto il problema non ha più un carattere confidenziale, ma riveste
carattere di ufficialità. Si crea un livello di maggiore responsabilizzazione.
Se nel secondo incontro non vengono riscontrati nel comportamento a rischio
del dipendente cambiamenti verificabili, allora si affronta costruttivamente, ma
con maggior decisione, la necessità di un cambiamento e si prende in considerazione l’eventualità di una destinazione lavorativa diversa.
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III. - Il colloquio conclusivo
Se le misure precedentemente adottate non hanno portato a modificazioni
positive, dovrebbe essere attuato un ulteriore, ma più deciso intervento,
mantenendo comunque atteggiamento e finalità costruttive:
a. Colloquio più allargato
In assenza di cambiamenti positivi, il collaboratore responsabile effettua un terzo
incontro. In questo incontro dovrebbe da un lato essere evidenziata la preoccupazione per il mancato cambiamento, dall’altro però dovrebbe venirgli segnalato il
sostegno interno dell’azienda. Per questo, nel terzo incontro dovrebbe essere coinvolta anche una ulteriore persona dell’azienda, p.es. un responsabile di grado più
elevato.
b. Richiamo con contenuti concreti
Nel richiamo scritto vengono segnalati singolarmente i comportamenti anomali e
richiamate/nominate le possibili conseguenze legali riguardo al diritto del lavoro.
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Aziende che trattano con senso di responsabilità i propri collaboratori, sono
aziende che, nel lungo periodo, hanno un ritorno anche economico.
Caratteristiche di tale senso di responsabilità sono:
• essere aperti per i problemi dei propri collaboratori
• saper affrontare i problemi
• offrire sostegno
• rendere possibile il reinserimento dei collaboratori
• essere un esempio di comportamento orientato alla salvaguardia della salute
L’educazione alla salute in generale, e la prevenzione delle dipendenze in
particolare, conducono a migliori condizioni di lavoro per i dipendenti, ad una
riduzione delle assenze, a migliori risultati aziendali.
Molti responsabili al personale e collaboratori sono abituati a gestire difficoltà
autonomamente. In molti settori questo funziona bene ed è anche sensato.
In situazioni particolari che necessitano di un sapere specifico e di una sensibilità
affinata, come può essere il caso dei problemi di dipendenza e dei comportamenti
a rischio, la procedura del fai da te può rappresentare un errore.
Il percorso verso la guarigione è un esigenza sia per la persona dipendente che
per le aziende.
In particolare, laddove esiste un legame con il collaboratore che perdura da anni, il
coinvolgimento reciproco tra azienda e collaboratore non comporta solo un ritorno
economico, ma rappresenta un valore umano.
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Corsi di formazione
Il contenuto di questo opuscolo rappresenta solo una linea guida orientativa.
Non è, e non vuole essere, un’indicazione operativa esaustiva per affrontare tutte
le possibili situazioni legate a problemi di alcol in aziende.
In collaborazione con i nostri Partner verranno organizzati incontri seminariali brevi
orientati alle differenti figure professionali per un approfondimento delle tematiche
legate ai comportamenti a rischio e delle possibilità di intervento. Finalità di tali
incontri sarà l’acquisizione di competenze comunicative e metodologiche efficaci e
giuridicamente corrette.
Informazioni dettagliate sui corsi seminariali per:
• Responsabili del personale
• Referenti e/o Formatori per apprendisti
• Rappresentanti sindacali
• Amministratori/Consiglieri d’amministrazione
• Persone interessate delle aziende
Per ulteriori informazioni le aziende interessate si possono rivolgere alla
coordinatrice del progetto Dr. Maria Lintner presso l’associazione HANDS.
HANDS - via Dante 18, 39100 Bolzano
Tel. 0471 980721 - Fax 0471 303519 - E-mail: [email protected]
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Informazione - consulenza - sostegno
HANDS “CENTRO RICERCA E INTERVENTI PER PROBLEMI DI ALCOL E FARMACODIPENDENZA”
È un Centro ambulatoriale convenzionato con la Provincia Autonoma di Bolzano e con l’Azienda Sanitaria di
Bolzano, che si occupa di prevenzione, informazione, terapia e riabilitazione per persone con problemi di dipendenza da alcol e/o farmaci, ed inoltre consulenza, informazione e gruppi di sostegno ai familiari. Il Centro opera
in collaborazione con il Servizio per le Dipendenze dell’Azienda Sanitaria di Bolzano-Settore Alcologia.
39100 Bolzano - Via Mendola n. 11 - Tel. 0471 270924 - Fax 0471 407560
www.hands-bz.it - E-mail: [email protected]
FORUM PREVENZIONE
È un centro specializzato convenzionato con la Provincia Autonoma di Bolzano per persone interessate a
sviluppare e organizzare progetti di prevenzione, formazione e informazione.
39100 Bolzano - Via Monte Tondo n. 1/B - Tel. 0471 324801 - Fax 0471 940220
www.forum-p.it - E-mail: [email protected]
SERVIZI PER LE DIPENDENZE - Settore Alcologia
Offre aiuto medico e psicologico a persone con problemi di dipendenza da sostanze legali ed illegali.
Bolzano - 39100 Bolzano - Via del Ronco n. 3 - Tel. 0471 907070 - Fax 0471 907065
Merano - 39012 Merano - Via Alpini n. 3 - Tel. 0473 443299 - Fax 0473 220746
Bressanone - 39042 Bressanone - Via Dante n. 26 - Tel. 0472 835695 - Fax 0472 833518
Brunico - 39031 Brunico - Via Andreas Hofer n. 25 - Tel. 0474 586200 - Fax 0474 553496
CENTRO DI CONSULENZA PSICOSOCIALE DELLA CARITAS VAL VENOSTA
Consulenza, informazione per consumatori, parenti o interessati ai problemi legati alla dipendenza da alcol e
medicinali ma anche ai comportamenti dipendenti, così come ai problemi psicologici.
CARITAS - Caritas consultorio psicosociale
39028 Silandro - Via Principale 131
Tel. 0473 621237 - Fax 0473 621237
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