In caso di mancato recapito restituire a : UFFICIO DI VERONA CMP
anno VIII
n. 30
Il mittente si impegna a corrispondere la prevista tariffa.
Fotogrfie e immagini non
firmate sono dell’archivio SDB.
n. 2 / 2012
della
Le foto sono di repertorio e
Albarè (Verona) - Telefono e Fax 045 7200033
www.salesianialbare.it
sdbalbare @ tin.it
non si riferiscono alle persone
di cui si parla.
IL SISTEMA EDUCATIVO DI DON BOSCO PER LE NOSTRE FAMIGLIE
Il sistema educativo salesiano di san Giovanni Bosco ha il vantaggio di offrire punti di riferimento e
continuità così da facilitare il compito educativo dei genitori, il più importante dell' esistenza umana.
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IL PUNTO
Sarai
Impostare la vita
sui Valori dei figli
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odiamoci un bimbo appena nato.
Un grazioso batuffolo di carne, occhi pieni d'anima, bocca nuova, manine
calde… Ma anche un mistero che ti fa
nascere mille domande. In ogni bimbo
dorme ogni cosa: i santi ed i briganti
sono pure stati bambini!
Che cosa dirà quella bocca? Sarà
bocca che benedice o bocca che maledice? Che cosa stringeranno quelle
mani? Saranno mani che accarezzano
o mani che uccidono? E quei piedi,
verso dove muoveranno?
Ebbene, che sarà? Quasi tutto dipende dalle persone che incontrerà: se persone che lo orientano al
bene, o persone che si disinteressano e
lasciano che venga su come viene.
Quasi tutto (non tutto!) dipende da
noi genitori.
Che fare, dunque, per mettere subito
le basi perché domani si possa vedere
un uomo buono e leale, sereno e generoso, retto e onesto?
Ebbene con tutta tranquillità psicologica e pedagogica, rispondiamo che la
coscienza è retta e buona quando è
orientata ai Valori.
Sta, ora, a noi genitori la formazione
di un figlio che da Singolo si trasformerà
in Famiglia - che formerà una Città una Nazione - parte del Mondo: ma che
mondo faremo se in cima a tutto non
ci sarà un'adeguata predisposizione al bene?
ivi
i lg r a n d e d u c a t o r e @ g m a i l . c o m
a ng e l o - s a n t i @ l i b e r o . i t
[email protected]
G
1° un
ragazzo
BUONO
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oppure a scelta e-mail:
Il più grande successo dei genitori
non è il successo nella carriera,
nella cultura, nel commercio: il
più grande successo è formare
un figlio-uomo che, partito candidato a diventare onesto e saggio, vi è arrivato grazie al loro lavoro
di padre e di madre.
se…
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Telefono e fax: 045.7200033
PRIMAVERA / ESTATE
Famiglia Salesiana del Centro di Albarè
Educazione
morale
CONSIDERAZIONI
SUL TEMA
ALLE PAGG. 3, 4, 5
Per la formazione di un uomo e una donna “totali”
• Che fare per mettere subito le basi
per un futuro uomo: buono, leale,
sereno e generoso, retto ed onesto?
• Comandare: perché chi ci è affidato
impari ad essere buono da solo.
• Correggere, non far soffrire: quando
il castigo "forma" le coscienze.
Novità per i Lettori : LE SCHEDE, un consulente esperto a portata di mano
All’interno le SCHEDE 3 e 4 ‘gialle’
serie GENITORI, educatori di vita.
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Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale –70% dcb VERONA
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DEL DIRETTORE
STRENNA SALESIANA - GLI ATTEGGIAMENTI DI FONDO CHE DANNO VITA
AD UNA CULTURA VOCAZIONALE E CHE NOI VORREMMO PRIVILEGIARE
4°
La progettualità
Elaborare un progetto di vita è il percorso dalla superficialità all’interiorità. Imparare a leggere il proprio io, le sue attese e le sue speranze, l’immagine di persona
che si vorrebbe essere, le scelte che si vorrebbero fare. Ogni persona in un modo o
nell'altro fa alcuni passaggi: dal sogno alla realtà, dal desiderio al progetto, dal progetto alla realizzazione. Ci vuole
forte determinazione, impegno e coraggio per superare le inevitabili difficoltà, molta concretezza e capacità di accettare compromessi, cioè mediazioni possibili, dotarsi di pazienza perché i tempi non sono facili da prevedere.
u
n ProGeTTo dI vITa ProvIene cerTamenTe daL desIderIo dI Incarnare
un modeLLo che ha colpito perché è la prova della possibilità concreta dell’idea: “se
lui è riuscito, perché non io?”. un testimone credibile alza il livello del possibile,
conferma che l’aspirazione è buona e realizzabile.
Elaborare un progetto da soli, senza confronto, è arduo e pericoloso. Un aiuto prezioso
può venire da un adulto che ci conosce e ci
vuole bene. è necessario valutare bene le
risorse di cui si dispone, per non proporsi
traguardi sproporzionati.
ma ogni progetto non spegne il sogno.
L’oltre fa parte viva del nostro cammino, il trascendere gli obiettivi e le mete
per immaginare qualcosa di più. L’infinito
non è mai l’antagonista del finito, semmai
lo comprende e lo realizza proprio sospingendolo oltre se stesso verso una pienezza.
I
sfazione sul presente, per andare oltre,
verso una pienezza che dà gioia.
Si può dire che non c’è un vero appagamento nella nostra vita? La ricerca di una
“qualità di vita” è sempre una “promessa”
non del tutto realizzata. Ma c’è un traguardo: l’incontro.
Per quanto il desiderio possa orientarsi a
ideali, conoscenze, valori estetici, economici o morali, a situazioni o ad eventi, la sua specificità intenzionale è sempre diretta, in ultima istanza, ad una realtà personale. L’attesa dell’uomo è sempre per una relazione personale, una comunicazione di
sé e un’accoglienza.
Tutte le cose, oggetti di possibili desideri,
dicono sempre una relazione all’io o al tu.
In altre parole il bisogno universale è l’insopprimibile anelito ad essere riconosciuti
ed accolti, in altre parole: amati! Qualche volta anche l’amore umano può rispondere a questo.
Desiderio e progettualità: immagine
di persona che si
vorrebbe essere.
L desIderIo è “aLTro da me” che InTuIsco come dono,
come meTa che mI aTTIra, che Però è dIsTanTe da me.
Può trovare un appagamento, ma non può essere assorbito,
cioè totalizzato da me. Il desiderio è per sua natura inappagabile, continuamente sposta il confine tra il già e il non ancora. Il desiderio muore quando si toglie la distanza e si consuma. ma la persona umana avverte sempre se stessa come
incompiuta, come mancante e quindi accende sempre nuovi
orizzonti, nuovi desideri.
è un bene conservare una dose di inquietudine, di insoddi-
S
e Però cerchIamo L’amore con La “a” maIuscoLa, Lo
cerchIamo In una Persona che Lo ha IncarnaTo neLLa
vITa sPendendosI TuTTo: nella società li abbiamo scoperti e
ammirati: quelli più vicini a noi nel tempo: Papa Giovanni, madre Teresa di calcutta, Giovanni Paolo II; quelli dei secoli precedenti di cui abbiamo riferimenti documentati precisi.
I santi sono quelli che incontrando l’Amore per eccellenza,
trovano quella piena realizzazione di sé che li fa essere persone felici, pacifiche, pienamente appagate, capaci di trasmettere coraggio e fiducia, semi si speranza per il futuro. edv
Educatori di vita - Autorizzazione del Presidente del Tribunale di Verona n° 1728 del 27/09/2006
Editore: Lievore Carlo - Stradone A. Provolo,16 - Verona, rappresentante legale dell’«Istituto Sacro Cuore» di Albarè
Realizzazione e impaginazione video in proprio a cura della Redazione di «Educatori di vita»
Redazione: Casa Salesiana - Località Villa Albarè, 12 - 37010 Costermano (VR)
Documentazione tratta da pubblicazioni salesiane
Direttore responsabile: BArTolomeo ViDesoTT
Direttore editoriale: Don AlBerTo GuGlielmi
Coordinamento redazionale: AnGelo sAnTi, ex-allievo salesiano
Stampa: TiPoliToGrAfiA BAscherA luiGi s.A.s. - monTorio - VeronA
Puoi leggere «Educatori di vita» dal nostro sito Internet: www.salesianialbare.it
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PORTERAI COSÌ IN ALTRE PERSONE TANTA POSITIVITÀ.
stale non è una richiesta di denaro. Vuole solo
facilitare il Lettore che volesse fare un’offerta.
Don Bosco andava lui stesso in
cerca dei giovani e così anche noi, sull’esempio trasmessoci dal Santo, con
questa Rivista educativa andiamo in
cerca delle vostre famiglie e di altre famiglie.
La Rivista è stata voluta dai Salesiani
del Centro di Spiritualità di Albarè per
portare nelle famiglie la positività del
Don Bosco ci ricorDa che oGni fatica è poca cosa quanDo si tratta Del Bene Dei Giovani e Delle loro famiGlie.
u n r a g aSuperTest
z z o IMPARA
BUO
NO
A CONOSCERTI
Abbiamo molte conoscenze, anche
virtuali, ma quanti amici autentici?
Eppure, per aumentarne il numero,
basterebbe ascoltare e comprendere
chi ci sta accanto. Pensi di esserne
capace? Scoprilo con questo test.
compagno/a di classe, antipatico,
di studiare con lui/lei:
1 tiUnchiede
Calcola i punti in base alla tabella
qui riportata.
A
1
2
3
4
5
6
7
A Non ci penso nemmeno.
B Sì, va bene, così ha un debito con me.
C Perché no, in fondo mi costa proprio poco.
8
A 1 1 3 1 1 3 2 1
B 2 3 1 3 2 2 1 2
C 3 2 2 2 3 1 3 3
Se il totale dei punti è:
– fra 8 e 12 sei una Roccia;
– fra 13 e 18 sei nel gruppo
dei Giunchi;
– se hai ottenuto più di 19 punti somigli a topo Gigio.
3
Sai capire
gli altri ?
PROFILI
AI LE TT ORI
Rivista e schede si sostengono e si diffondono tramite offerte, a discrezione dei
Lettori. L’eventuale inserimento di un c/c po-
GIuSePPe PeLIzzA, mondoerre, rivista mensile, elledici
COME DON BOSCO
ragione religione amorevolezza
[email protected]
ROCCIA. Cosa significa per te “essere sensibili”? Non molto? Hai i tuoi progetti, le tue
idee, i tuoi gusti. Fin qui nulla di male. Il problema è che non tieni conto degli altri. Essi ti
servono solo per raggiungere i tuoi obiettivi.
Per questo, hai più conoscenze che amici e
delle persone non ti curi di sapere cosa pensano e quali sentimenti provano. Forse è meglio
cambiare registro, prima che ti invada l’aridità.
GIUNCO. Come i flessuosi e nobili giunchi,
quando sei in mezzo agli altri fai la tua bella figura. Sai stare in compagnia e di certo non sfiguri. Ti adatti alle situazioni non tanto per venire
incontro alle persone, quanto per raggiungere
i tuoi scopi. Attenzione: essere troppo calcolatori non giova alle amicizie.
tOPO GIGIO. Tenerezza è la tua parola d’ordine, che spalmi copiosamente intorno a te. Ti
piace stare con gli altri e sai capirli, aggiungendoci buone dosi di simpatia. Per questo il tuo telefonino non rimane mai muto. Però non devi
avere timore di consigliare le cose difficili da farsi.
In fondo, i veri amici, servono anche a questo.
2
SE vUoI SapErNE dI pIù:
Un amico/a ti telefona mentre guardi il tuo film preferito
parlarti dei suoi problemi:
2 per
A Rispondi che sei occupato e non puoi stare a lungo al telefono.
B Proponi di andare a prendere una pizza per discutere meglio.
C Chiedi ai tuoi se può venirti a trovare a casa.
Passeggi per strada e senti piangere
3 disperatamente
un bambino. Pensi:
A Forse avrà perso la mamma.
B Che noia i bambini piccoli.
C Starà facendo i capricci.
Dentro la tua famiglia, tu
di essere:
4 pensi
A Una vetta da conquistare.
B Un ciclone d’allegria.
C Un mare di tenerezza.
+
Sei invitato/a ad una festa: Come
ti vesti?
A Secondo quello che ti passa per la testa
in quel momento.
B In base al tipo di festa.
C Seguendo il gusto di chi ti ha invitato.
5
A Natale hai ricevuto un regalo che non ti
Come reagisci?
6 piace.
A L’importante è che mi abbiano fatto un regalo.
B Forse chi te lo ha dato pensava di fare cosa gradita.
C Lo passerai a qualcun altro.
sistema educativo di san Giovanni Bosco, Padre e Maestro dei giovani.
Il tutto si sostiene con la proverbiale Provvidenza di Don
Chi
Bosco e di Maria Ausiliatrice.
Speriamo di non dover
insegna al
ridurre il numero delle ru- proprio figlio,
briche: sarebbe un impoverimento spirituale per i insegna anche
lettori.
al figlio del
figlio!
Confidando sempre nella
vostra sensibilità, porgiamo
sinceri saluti e auguri di ogni bene
nel nome di Don Bosco.
Sei in automobile con papà e/o mamma.
Si avvicina un lavavetri. Pensi:
A Faccia quello che vuole, ma non bisogna dargli nulla.
B è solo un farabutto.
C è l’unico modo con cui può guadagnare qualcosa.
7
Con te, i tuoi amici devono
essere:
8 soprattutto
A Capaci di vedere i tuoi lati positivi.
B Essere generosi.
C Avere fiducia in te.
edv
:
di più
editrice i
elleDic6
pagg. 20
un
ragazzo BUONO
EdUcazionE moralE
La prima via che abbiamo a
disposizione per avere un domani
un uomo buono e leale è quella di
un buon comando: è naturale che
sia così. Per il piccolo:
– è lecito ciò che per i genitori è
lecito,
– è illecito ciò che per essi è
illecito;
– è bene quello che per
l’educatore è bene,
– è male ciò che per l’educatore è
male.
Inoltre, se vogliamo formare in
nostro figlio una retta coscienza, è
necessario intervenire con
intelligenza, dirgli ciò che deve e
ciò che non deve fare.
In breve, è necessario comandare!
• Comandare il figlio, non è
fargli alcuna violenza. In fondo è
lui stesso che attende l'ordine!
I bisogni-base di ogni bambino
sono tre:
1. bisogno di sazietà (di cibo),
2. bisogno d'amoRe e
3. bisogno di sicuRezza.
Ebbene, la sicurezza gli viene dalla
nostra fermezza, dal nostro
comando. Dunque, nessuna
violenza nel comandare.
• E neppure dobbiamo pensare
che il comando, come il castigo,
ci faccia perdere l' "applauso" e
l'affetto del piccolo: se lo
comandiamo, se lo castighiamo,
dimostriamo di pensare a lui, di
interessarci di lui, di volergli bene.
5
5
1°
Comandare:
arte da imparare
Perché il comando sia accettabile, è necessario che possieda alcune doti. Vediamo,
allora, come comandare in modo da poter correggere gli errori di nostro figlio.
formarE Una rEtta
cosciEnza
a m o re v o l e z z a
Comando r ar o. Più gli ordini si moltiplicano, più perdono efficacia. «Non
correre», «Attenzione a dove metti i piedi», «Togliti la maglia», «Saluta il signore»,
«Non dire "ciao"»... Se asfissiamo continuamente nostro figlio con valanghe di
ordini, finiamo col creare repulsione, noia e stizza.
Comando concor de. Tutti quelli che si prendono cura del bambino devono muoversi nella stessa direzione educativa. I nostri bambini amano una presentazione armoniosa della realtà: ciò che va fatto a casa con papà e mamma, va
pure fatto dai nonni.
Ma attenzione: “troppi comandanti”, alla fine, portano una nave a finire
su... una montagna!
Y
Y
Castigo sì? Castigo no?
Come castigare?
Castigare, significa correggere, rimettere sulla buona via, non già umiliare o far soffrire, come si crede.
Il castigo è necessario perché è una via che, come il comando, serve per illuminare e formare le coscienze.
Il problema è: "quali castighi dare?" e "come castigare?".
la tabElla dEi castighi. Il castigo, come
conseguenza naturale di un disordine, ha notevoli vantaggi:
è obiettivo, è uguale per tutti, è immediato, è capace di orientare sul da farsi. Vi possono essere vari tipi di castighi:
Y
Il castigo cor porale come le sberle, le "menate". L'educazione manesca non produce che danni:
umilia il figlio, crea risentimenti, fa star buoni per
paura: quindi è sbagliato.
Comando costante. Il comando non deve mai seguire
gli umori di chi lo dà. Se al lunedì è permesso ciò che al martedì
è proibito, il figlio non capisce più nulla, si sente disorientato
e insicuro.
Perciò il comando non deve mai dipendere dai nostri giorni
"sì" oppure dai nostri giorni "no", perché, ora, a noi sta
bene così.
La der isione, la presa in giro, l'ironia, il sarcasmo.
Questo tipo di castigo non deve essere
mai usato per nessuna ragione: tra tutti
è, psicologicamente, il più dannoso e pericoloso.
C om an d o ill u min a n t e. Comandare, ad
esempio, con molta forza, di dire «grazie», di salutare…;
invece accontentarsi di un semplice richiamo o invito,
oppure addirittura tacere quando si tratta di bugia, non
è dare un comando illuminante: non è aiutare il figlio a
formarsi giusti giudizi morali.
Comando esigente. Andiamo adagio a dare
ordini, ma quando abbiamo stabilito una cosa perché la
riteniamo giusta, guardiamoci bene dal cedere, anche se
il bambino strilla, pesta i piedi…
Mollare, significa far scattare nella mente del bambino la
convinzione che con i capricci si ottiene, a lungo andare, quel
che si vuole.
Se il bimbo s’accorge che la costanza e i nervi dei genitori sono
più deboli del suo pianto, è finita: ci batterà sempre e farà quel che gli
pare e piace. E allora addio educazione morale!
Comando giustificato. Il comando urlato (esempio: «Qui comando
io!») non costruisce.
Per essere buono, il comando deve far comprendere il motivo, la ragione dell'ordine,
in modo che, a poco a poco, si verifichi nella coscienza del figlio il passaggio da ciò
che è sentito come puro comando, imposto dall'esterno, a ciò che deve essere attuato come dovere che va compiuto, sempre e in ogni caso, anche senza gli ordini
dei genitori. Perciò solo se è giustificato, il comando raggiunge il suo scopo. edv
... Un bambino ha bisogno di Una gUida sicUra: si sEntE infElicE
sE non la trova nEi gEnitori con i loro comandi.
La privazione di comodi
e piaceri: «Oggi niente patatine»,
«Questa sera niente televisione»…
L'uso di questo castigo è lecito perché,
oltre ad avvertire del male fatto, richiede
del sacrificio: il che, specialmente oggi,
è bene.
Però impedirgli di scendere in cortile a
giocare e “sfogarsi” è, per lo meno, discutibile.
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da: il Bollettino Salesiano, rivista mensile
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ragione religione amorevolezza
COME DON BOSCO
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io e
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Il ca stigo mo r ale. Consiste nel
mostrarsi dispiaciuti per il male fatto dal ragazzo
e così escluderlo dalla confidenza o apparire freddi.
Si può usare a due precise condizioni:
– che la mancanza di stima e di meno amore, non duri a lungo;
– che passata la punizione, il figlio venga subito riabilitato:
amato e stimato.
Il castigo ar riva come conseguenza natur ale del male fatto. Esempio: «Hai voluto mangiare troppi dolci? Ora hai mal di pancia!».
castig hi amo così.
niamo questi consigli:
Come castigare? Propo-
Castighiamo con calma senza alzare la voce,
perché solo la calma rende giusto e dosato il castigo, mentre
l'impulso acceca: il castigo non deve nascere dal rancore
ma dall'amore.
Castighiamo subito senza aspettare che "arrivi
papà": oltre all'idea poco simpatica che si può fare del papà,
avrà già dimenticato il male fatto non vedendo più la connessione col castigo appena dato.
Non usiamo mai il sarcasmo pungente.
Sovente gli adulti hanno poca attenzione alle sofferenze psichiche dei figli.
Esempio: se Giorgia è un po' grassotella non le si può dire
per una mancanza: «Ora capisco perché sei così cicciona!».
Castighiamo da intelligenti, dando un castigo proporzionato al male compiuto. Cioè, non fare tutta
una scenata per le mani sporche e limitarci a un benevolo richiamo quando il bambino fa i dispetti.
Evitiamo che sor gano le occasioni del
ca st igo, che nascono, magari, dal fatto che abbiamo
messo il piccolo in un ambiente che
non è per nulla costruito su misura
della psiche infantile, ma fa solo
comodo a noi.
Castighiamo in modo da lasciar sempr e
la fiducia e la speranza. Esempio: «Hai fatto piangere la sorella, devo castigarti;
però ti amo ancora!».
Lasciamo cor r er e
q ua l ch e vo l ta , facendo
finta di non vedere sempre le
“marachelle” dei nostri bimbi. edv
... Un gEnitorE cErbEro a cUi non nE scappa mai Una, è tra i più
antipatici ricordi chE si possa avErE nElla vita !!!
SE vUoI SapErNE dI pIù:
MARCeLLe PeLLISSIeR,
6
re l i g i o n e
COME DON BOSCO
Parlare di Dio
ai nipotini
er n
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e
S
iù:
e di p
Dio, una pErsona
a Cui si parla, un «tu»
EditriceI
Ic
EllEd 2
pagg. 3
Questo opuscolo è rivolto
ai nonni di oggi.
Suggerisce alcune
semplici linee per parlare
di fede ai loro nipotini.
Ne riassumiamo i contenuti
in questi brevi articoli.
da: il Bollettino Salesiano, mensile
“dON bOScO” di
archivio edv
PREGARE CON I NIPOTINI
Di recente un giovane papà, di circa
quarant’anni, ci raccontava di aver
preso coscienza del fascino esercitato su di lui dalla preghiera vedendo la sua bisnonna recitare il
Rosario insieme ad altre donne del
suo paese. Adesso, non recita più
il Rosario, ma lo prega, perché
quell’esperienza visiva lo ha veramente segnato.
Questo punto di partenza è un
atteggiamento fondamentale, se
desiderate pregare con i vostri
nipotini.
se vi vedono pregare, comprendono l’importanza della preghiera per voi; li avrete allora guidati
nel mistero della preghiera.
si può prEgarE
anChE gioCanDo
per pregare, occorre servirsi delle
risorse dell’espressione simbolica, a
partire da ciò che il bambino vive.
Bisogna infatti permettere al bambino di collegare tra loro la sua
esperienza di vita e la sua esperienza di preghiera: la preghiera
non deve essere un cassetto a parte
da aprire di tanto in tanto, magari
solo a casa dei nonni.
Se, per esempio, i vostri nipotini
hanno litigato, si può proporre di pregare accanto ad una spada giocattolo
dicendo: «sì, signore, oggi veniamo
con questa spada davanti a te, perché abbiamo litigato. insegnaci a
fare la pace dopo i litigi...».
Vi è in questo caso un oggetto che
attira l’attenzione dei bambini durante la preghiera; simboleggia e
insieme collega il bambino al vissuto
della sua giornata.
invitarE i bambini
a ringraziarE Dio
Si può anche pregare accanto ai fiori
raccolti in occasione di una passeg-
giata e invitate i bambini a ringraziare Dio per la giornata che hanno
vissuto.
Durante il periodo di Avvento, si può
decidere di pregare intorno al presepio, soffermarsi su ogni personaggio, alla sua attesa e invitare il bambino a esprimere le sue attese.
Poi, durante la Quaresima, si può
pregare accanto ai simboli che si riferiscono alla Pasqua (le uova sono
simbolo di vita); si dà un significato
alla Pasqua, un significato molto concreto, che il bambino può comprendere perché si festeggia la Pasqua
con le uova di cioccolato.
piCColi gEsti pEr
EntrarE nElla prEghiEra
Può essere importante pregare con
il bambino in luoghi che sono importanti per voi: se avete l’abitudine di
pregare davanti a un’icona o a un
crocifisso, pregate in quella sede insieme al bambino spiegandogli il significato di quel luogo e di quel segno particolare per voi.
Perché non entrare col nipotino in
una chiesa e accendere con lui una
candela...? Il bambino potrà così en-
trare nel vostro universo interiore.
Alcuni piccoli gesti permettono al
bambino di partecipare alla preghiera:
– un piccolo ritornello abituale, che
gli consente di sapere in quale registro ci si colloca;
– stringersi le mani in un dato momento;
– chiudere gli occhi;
– esprimere la tenerezza di Dio,
prendendo il bambino sulle ginocchia...
Ognuno può stabilire, attraverso
queste proposte, come testimoniare
di questa esperienza di preghiera,
l’esperienza che fa comprendere
che Dio è una persona a cui si può
dire: «tu» e a cui il bambino può
imparare a dire «tu». edv
7
EPISODI DI DON BOSCO
ragione religione amorevolezza
Se la preghiera è importante per voi nonni, il dono più prezioso che potete fare ai vostri nipotini è la testimonianza
di una persona che prega. Infatti, la preghiera permette di
scoprire che Dio è una persona, non un’idea.
La magnifica avventura, editrice eLLedICI, pp. 158 - disegno di JoSé LuIS CoRTéS
Ciò che non
si vede ...
Maria Ausiliatrice,
la Madonna
di don Bosco.
«Debbo tutto a Lei»,
diceva.
parlando di don bosco, si può dire che i suoi innumerevoli miracoli, le opere meravigliose che ha creato, sono
i frutti dell’albero.
ma la magnifica fioritura è determinata dalle radici che
affondavano nella terra e che non si vedevano. attraverso queste misteriose radici saliva in lui una linfa sovrabbondante, che poi si espandeva all’esterno.
Questa linfa sovrabbondante, che produsse frutti così
belli, don bosco l’attingeva mediante una radice profonda: l’amore. Don bosco amava Dio, amava la santa
vergine, amava le anime.
Questo è l’unico, vero segreto della sua vita di apostolo.
uesta radice “amore” ha prodotto frutti meQ ravigliosi
in don bosco.
Anzitutto la sua caRità: quest’uomo si dava a tutti, sempre sorridente, senza mai perdere la calma e la dolcezza.
«egli è stato un gigante della carità», ha detto papa Pio XI.
... E TU CHE COSA
NE PENSI ...
La sua fiducia: la sua vocazione incontra continue opposizioni, tante delusioni; le defezioni lo feriscono: eppure
tiene duro, sempre!
Santa Vergine Maria, io voglio
amarti con tutto il cuore. Ti chiederò sempre consiglio, quandò
avrò qualche noia...
Prometto di ascoltarti...
Ti dirò: «Ai suoi ordini, colonnella!...».
Il suo spiRito di sacRificio: ha scritto: «un salesiano
dev’essere pronto a soffrire la fame, la sete, il freddo, il caldo,
quando la gloria di Dio e la salvezza delle anime lo esigano».
Pensa a ogni parola di questa frase, gentile Lettore. è un programma da giganti...
La sua pReghieRa: in fondo, la sua giornata era una
sola, unica preghiera, lunga, ininterrotta, perché tutto veniva
fatto per amore di Dio. Tanto che il suo segretario poté dire di
lui: «ho vissuto con lui venticinque anni: l’ho sempre visto
pregare!».
La sua pazienza. nelle sofferenze fisiche: privazioni
dovute all’estrema povertà; febbri violente; varici che gli rendevano penosissimo il camminare; eczema su tutta la schiena,
scoperto solo dopo la morte; perdita progressiva della vista.
nelle sofferenze spirituali con cui lo tormentò a lungo il
demonio.
E questo pover’uomo, tutto preso dal lavoro fino a notte avanzata, non si è mai lasciato scappare neppure l’esclamazione
così naturale: «Basta! non ne posso più». Segretamente nel
profondo del suo cuore, offriva al Maestro la sua fatica.
La sua semplicità, così accattivante, vedendolo passare
e operare, sentendolo scherzare coi suoi ragazzi, chi avrebbe
immaginato che era un autentico, grandissimo santo?
La sua umiltà profonda. Soleva ripetere: «se Dio avesse
trovato per le sue opere un altro strumento, uno strumento
più miserabile di me, l’avrebbe senz’altro preso. e sarebbe
stato servito meglio!».
edi, gentile lettore, per tutta la vita don boha avuto un’unica preoccupazione:
V sco
l’amore
di Dio, gli interessi di Dio, la gloria di Dio. è l’unica cosa che
differenzia la sua vita dalla nostra, perché noi certamente
pensiamo spesso a Dio, ma pensiamo anche al
nostro personale interesse, alla nostra gloria personale. E li mettiamo al primo posto.
è terribilmente difficile cambiare un simile modo
di fare. Per questo motivo Dio ci ha dato una Madre Celeste.
u, attento lettore, non avevi paura,
quando era
T
la tua mamma a toglierti una spina,
o almeno non troppa paura,
a
farti una medicazione, a metterti dell’alcol che
brucia su una ferita recente. Perché sapevi che
voleva soltanto curarti. Che voleva farti il meno
male possibile. Che la sua mano sarebbe stata
dolce, il più possibile per i tuoi “bubù” da ragazzo.
Perciò quando il dovere è difficile, bisogna rivolgersi alla Santa Vergine. è una mamma sempre
pronta a medicare le nostre ferite, ad applicare il
rimedio... che brucia un po’, ma che guarisce...
La Santa Vergine, gentile Lettore, non l’ameremo
mai abbastanza! E non riusciamo a pensare
quanto lei ci ami... edv
(29 - segue)
N OV I TÀ P E R I L ET T OR I
N OV I T À P E R I L E T TO R I
Don Bosco ti parla...
Famiglia
Un consulente
pedagogico
a portata di mano
La società complessa di oggi ci
induce spesso a far riferimento agli
esperti per risolvere i nostri
problemi quotidiani: il medico di
famiglia, il consulente finanziario,
il legale di fiducia...
Difficilmente si trova chi è
disposto a darci una dritta su
problematiche educative nei
confronti dei nostri figli.
Questo ci ha indotti ad offrire
uno strumento utile, di facile
consultazione affiancato alla
rivista Educatori di vita.
Perché un sussidio a schede?
Innanzitutto perché le schede si
leggono in un attimo man mano
che vengono pubblicate (e inserite
in internet per ogni uscita trimestrale della Rivista), ma poi
perché si possono raccogliere in
uno schedario sempre consultabile a seconda degli argomenti,
della difficoltà educativa, di un
incontro fra genitori...
Il consulente esperto sempre
presente tra le righe, è Don Bosco,
il grande educatore dei giovani,
attualizzato nella complessità
educativa di oggi, sempre in grado
di dare spunti risolutivi alla
nostra volontà di educare.
Allora: BUON CAMMINO
EDUCATIVO A TUTTI! edv
“ Procura sempre
di praticare
coi fatti quello
che ad altri proponi
con le parole
(DON BOSCO)
”
Spiritualità
“ Hai un’anima.
Chi salva l’anima
salva tutto,
chi perde l’anima
perde tutto
(DON BOSCO)
Visitate il sito:
”
Giovani
“ I giovani non solo
siano amati,
ma essi stessi
conoscano
di essere amati
(DON BOSCO)
”
Sfide etiche
“ Questo mondo
è come una scena
di teatro: passa
in un momento
(DON BOSCO)
”
www.salesianialbare.it
Coppia
“ Cercate anime,
non denari né onori,
né dignità
amato,
bisogna che
faccia vedere
che ama
(DON BOSCO)
... cO N 8 SeRIe
DI ARGOMeNTI
Note Salesiane
“ Chi vuol essere
(DON BOSCO)
”
”
Brevi racconti
I mali del secolo
dalla tristezza...
alla gioia!
“ Seminiamo, e poi
imitiamo il contadino che aspetta con
pazienza il tempo
del raccolto
(DON BOSCO)
9
“TESTAMENTO”
DI DON BOSCO
AI NOSTRI FIGLI
«Caro amico,
io ti voglio bene con tutto
il mio cuore.
Mi basta sapere che sei giovane
perché ti voglia molto bene.
Nel tuo cuore porti il tesoro
dell’amicizia del Signore.
Se lo conservi, sei ricchissimo.
Se lo perdi, diventi
una delle persone più infelici
e più povere del mondo.
Il Signore sia sempre
con te, e ti aiuti a vivere
come suo amico.
Se ti comporti così, ti assicuro
che Dio sarà contento di te
e salverai la tua anima:
la cosa più importante della vita.
Dio ti regali una vita lunga e felice.
L’amicizia del Signore sia
sempre la tua grande ricchezza
nella vita terrena e nell’eternità».
Sono il tuo
amico
sacerdote G. Bosco
“dON bOScO” di
IN PREPARAZIONE
”
e selezionate
il link :
il
g rande ducatore
Mandateci la vostra e-mail: vi aggiorneremo sulle nuove schede inserite in Internet.
da: il Bollettino Salesiano, mensile
8
10
i m a l i de l se co l o DALLA TRISTEZZA... ALLA GIOIA!
COME DON BOSCO
ragione religione amorevolezza
LA DEPRESSIONE
1. Accorgersi della depressione
La depressione è
una situazione
comune: quasi tutti,
almeno per qualche
tempo, ne siamo
soggetti: ma è
possibile vincerla
e uscirne vittoriosi.
È una malattia da
cui si può guarire e
stare meglio di
prima. . .
COME DON BOSCO
ragione religione amorevolezza
Per l’anno formativo
2012-2013 sono aperte
le iscrizioni.
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Formazione
Professionale
COMUNE DI
SANT’AMBR OGIO
D I VA L P O L I C E L L A
evo dire la verità: non sono uno specialista o uno psicologo... ma, a motivo del
mio servizio pastorale, ho incontrato molte persone affette da questo dirturbo
e ho studiato per saperne di più. Ora vorrei condividere le mie riflessioni.
D
Cominciamo: tutti possiamo cadere nella depressione...
Un signore sulla cinquantina si presenta allo psicologo più stimato della città:
– Signor psicologo... ho bisogno del suo aiuto!
– Ai suoi ordini. In che cosa posso servirla?
– Da tempo soffro di un problema serio: non rido mai, non mi diverto, non ho
amici... soffro di depressione!
Lo psicologo interroga, ascolta... alla fine parla:
– Caro signore, per la depressione le consiglio un rimedio quasi infallibile... Qui
vicino c’è un grande circo famoso e c’è un pagliaccio veramente divertente, allegro
vivace... Tutti quelli che parlano con lui si curano dalla depressione. Perché non parla
con lui? Sicuramente la aiuterà a tornare alla normalità.
A questo punto il signore depresso si mette a piangere ed esclama:
– Andare a parlare con quel pagliaccio? Impossibile.
– Perché?
– Perché quel pagliaccio sono io! ! !
RiconosceRe la depRessione premessa. La depressione è un disturbo che rattrista
molta gente, di tutte le condizioni e di tutte le età:
– può causare perdite e danni, inquietudini e infelicità;
– ha il suo lato positivo: obbliga a rivedere i propri programmi e a riconoscere i
propri limiti;
– è elemento di crescita perché invita a lasciare i sentimenti e i ricordi inutili per
compiere con realismo i nostri progetti.
ISTITUTO
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Formazione professionale
per i giovani dopo la terza media
Q U A LI FI CH E TR IE N NA L I :
• OPERATORE MECCANICO: indirizzo professionale macchine
utensili a controllo numerico.
Questa qualifica ha come obiettivo l’acquisizione di competenze professionali
per l’utilizzo delle macchine utensili a
controllo numerico (MUCN). L’allievo
sa predisporre elaborati grafici con programmi informatici dedicati, impostare
i dati a bordo macchina, seguire e controllare l’esecuzione delle lavorazioni.
• OPERATORE DELLE LAVORAZIONI ARTISTICHE: posa
in opera, esecuzione di manufatti di pregio, finitura.
Questa qualifica ha come obiettivo l’acquisizione di competenze professionali
per la lavorazione artistica, la finitura
dei manufatti, la posa in opera (pavimenti, pareti, elementi decorativi di
pregio). L’allievo sa eseguire le operazioni di finitura, i rilievi nei cantieri edili, predisporre gli elaborati grafici con
programmi informatici dedicati, eseguire modelli e manufatti con le tecniche dell’ornato artistico.
segnali di pericolo. Per vincere la depressione bisogna imparare a
conoscerla...
Quali sono i segni che rivelano la sua presenza? I segni principali del suo arrivo
sono i seguenti:
1. tristezza e incapacità di provare emozioni piacevoli;
2. il paziente è distaccato da ciò che lo circonda (familiari, amici, lavoro, divertimenti, affetti...);
3. è incapace di prendere decisioni;
4. il paziente appare sempre stanco e svogliato, evita il dialogo con chi gli sta
Questi segnali sono comuni: se durano per breve tempo non c’è da allarmarsi, sono
cose normali; se durano invece più di 15 giorni occorre prenderli sul serio.
Nel prossimo numero:
2. CONOSCERE LA DEPRESSIONE: i tre segnali e come curarla...
1. Ha una durata di 3 anni e assolve all’obbligo di
istruzione.
2. Le attività di laboratorio sono fortemente indirizzate al mondo del lavoro e sono le discipline
con il maggior numero di ore.
3. Nell’insegnamento si predilige la metodologia induttiva: partendo dal “fare” ricavare il significato
tecnico-teorico di quanto fatto e sperimentato.
4. Porta al conseguimento di una qualifica professionale riconosciuta a livello europeo.
Dopo la Qualifica, possibilità di passare ai percorsi scolastici: – Istituto Tecnico Industriale,
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gno.
Quando arriva la depressione, quasi tutti commettiamo l’errore di negarla o
mascherarla con una falsa allegria, ottenuta col bere, il distrarsi, la fuga...
Invece è necessario allontanarla con alcune furbizie. Quali? edv
(1. segue)
Caratteristiche del percorso
di formazione professionale (CFP):
F R A T E L LI
Industria Lavorazione Marmi e Graniti
5. a volte è inquieto, in continua agitazione;
6. il paziente sviluppa la convinzione di non valere, di essere incapace e inde-
J
Arte del marmo
TESTI
accanto;
11
2007 - Gli allievi del Centro di Formazione
consegnano al Vescovo di Verona la formella
in marmo Rosso Verona che rappresenta
“Lo scultore”, simbolo di tutti i marmisti.
COME
DON
Per vincere la dePreSSione è utile
imParare a conoScerla...
La conclusione? Tutti siamo soggetti alla depressione, per periodi brevi o lunghi.
Allora è meglio aprire gli occhi...
da:
GIULIo SANTULIANA,
Salesiano pedagogista
don Bosco nel territorio
marble
institute
of America
consorzio
Pietra
naturale
Un sincero grazie alle Ditte inserzioniste che concorrono alla pubblicazione di questa Rivista.
12
s f id e epert iragazzi,
c he genitori, educatori
COME DON BOSCO ragione religione amorevolezza
L’ALCOL , uNA verA drOgA QuANdO è CONSumATO
IN eCCeSSO, è mOLTO dIffuSO TrA I gIOvANI
VIZIO...
O
MAL AT TIA?
Alcolismo, oggi fenomeno massivo anche tra
ragazzi e ragazze, trattato stavolta dal nostro
esperto di morale, per scoprirne i risvolti etici.
La caratterizzazione edonistica della società occidentale induce in maniera pervasiva alla soddisfazione del
bisogno (del piacere).
L’USO DELL’ALCOL RENDE MENO INCISIVA LA VOLONTÀ
valori in QuEsti
L’
onE
P
L’alcolismo, in quan
to disordine
cronico, ha gravi co
nseguenze sulla
salute della persona
.
P Notevoli sono i rischi legati
all’indebolimento delle ca
pacità superiori
della coscienza.
P Nell’uso dell’alcol la prev
aricazione sul benessere
altrui è frequente.
P L’alcol in gravidanza espone
il feto
a possibili danni org
anici irrimediabili.
ConfrontiamoCi
in
gruppo E in fami
glia
P Secondo te l’alcolismo è un
vizio
o una malattia?
P Che cosa pensi delle conseg
uenze
sull’ambiente familia
re e sociale?
P Per le conseguenze sulla fam
iglia,
è lecito il benessere
proprio a scapito
del benessere altrui
?
P Come valuti la suadente pro
paganda delle case pro
duttrici delle bevande alcoliche?
SE vUoI SapErNE dI pIù:
il Bollettino Salesiano,
rivista mensile,
articoli di GIoVANNI RuSSo
[email protected]
alcolismo può essere definito come un cronico disordine comportamentale, caratterizzato dalla ripetuta ingestione di bevande alcoliche in eccesso
rispetto agli usi dietetici e/o sociali della comunità, con gravi conseguenze sulla salute del bevitore e sulle sue funzioni socio-economiche.
RIFLESSIONI Una prima riflessione etica si riferisce ad alcune strutture cultuETICHE rali e sociali: dalla ovvia e suadente propaganda delle case pro-
EdUCaTorI dI vITa
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duttrici delle bevande alcoliche alla caratterizzazione edonistica
della società occidentale volta genericamente, ma in maniera pervasiva, alla
soddisfazione del bisogno (del piacere) più che alla sua elaborazione. Inoltre,
si pone forte la domanda etica circa la liceità del benessere proprio a scapito
del benessere altrui.
Il senso morale. Se è inevitabile che le condizioni morbose e certe non
morbose (scelte di vita, ecc.) causino sofferenza nelle persone che ci circondano, tuttavia ciò che qualifica in senso morale determinate manifestazioni è l’indifferenza al dolore altrui. Tale sentimento varia dall’incomprensione del dolore, alla noncuranza, alla beffa, fino ad arrivare all’esaltazione del potere e del
godimento.
Nell’uso dell’alcol (come per tutte le droghe in generale) la prevaricazione sul
benessere altrui è frequente: dall’esposizione di familiari e colleghi a comportamenti inopportuni e disturbanti, alla permalosità e aggressività accresciute
dall’intossicazione, fino alle vere e proprie offese fisiche e al patrimonio.
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Alcol e gravidanza. Il caso più eclatante e doloroso riguarda l’uso dell’al-
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col in gravidanza, dove l’esposizione del feto al tossico può portare a futuri
danni organici irrimediabili e la cui responsabilità è appena attenuata dall’ignoranza di quegli effetti.
L’illusorietà del benessere da alcol. Un altro aspetto importante è
l’illusorietà del benessere. Illusorio è il benessere delle bevande alcoliche che
sollevano da forme d’ansia patologiche o da fobie sociali, non riconosciute precedentemente come tali, e che, sedate dal farmaco-alcol, lo rendono di conseguenza estremamente appetibile, ne giustificano l’uso e ne reclamano, anzi, la
liceità di fronte a tutti quelli che asseriscono il contrario.
Quali rischi. Infine, i rischi legati all’indebolimento delle capacità superiori
della coscienza: ideazione, volontà, assunzione di responsabilità. L’esperienza
della sedazione del malessere, di per sé lecita, favorisce meccanismi psichici di
scissione ed espulsione (proiezione) di aspetti inaccettabili (dolorosi) di sé.
Questo percorso psichico, che appare
assai drammatico, caratterizza lo sviluptuo FIGlIo Beve ...
po evolutivo di ogni singolo uomo e, in
negativo, qualifica in varia misura gli
...o altri familiari hanno
stati
di dipendenza dall’alcol, come si
problemi con l’alcolismo?
mostra anche nell’esperienza terapeutiPuoi contattare i Gruppi Alcolisti
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14
DAL CENTRO DI ALBARÈ
L’annuale “3° INCONtRO DeI lettORI” nell’ambito
della «Tre giorni con Don Bosco » tra Baldo e
Garda è stato davvero un grande successo per l’incontro/dibattito del salesiano pedagogista don BRUNO
FeRReRO, autore di molti libri di contenuto educativo
e di una fortunata serie di libri di storie tradotti in tutte
le lingue.
Il tema trattato – davanti ad una folta partecipazione di
genitori accolti nella Sala civica del Comune di Costermano – è stato:
Opera Salesiana
VILLAggIO SOLIdALE
“MAMMA MARgHERITA”
COME DON BOSCO
ragione religione amorevolezza
don Bosco nel territorio
di Albarè (Verona)
Centro diurno per minori
Comunità educativa residenziale per
adolescenti in difficoltà
• Comunità terapeutica di recupero
per dipendenze
•
•
Il tuo futuro con noi...
ISTITUTO
ORARIO DELLE LITURGIE
fESTIVO
lodi mattutine 8.45
Santa messa 9.30
Vespri
17.45
fERIAlE
6.50
7.00
18.45
ogni giovedì, alle 20.30: Lectio divina e
ADoRAzIonE EuCARIStICA.
Lo stile educativo che sfida il tempo
LE SCUOLE SONO PARITARIE
i vostri figli hanno solo voi!
DAll’inDicE DEl liBro
(pagg. 224):
Una base solida
L’amore è una cosa pratica
Benedetto dialogo
Disciplina: la grande sfida
Costruire una persona forte
Gli amici
La scuola
I preadoloscenti
La religione
Piccole e grandi questioni
15
Paura. È questo il sentimento che prevale oggi in molti
genitori.
Cronaca e ricerche d’illustri istituti e famosi professori
li bombardano di cattive notizie.
– Tutti denunciano.
– Tutti incitano.
– Tutti accusano.
Asseriscono sicuri: il sistema familiare è malato grave.
Pochissimi suggeriscono qualche terapia, sia pur
minima.
È più facile puntare il dito contro quello che non va.
naturalmente con statistiche ineccepibili.
Proporre soluzioni positive significa compromettersi e
questo non piace, oggi.
Questo libro – presentato alla conferenza/dibattito della “Tre giorni di
don Bosco”, nota della redazione – va sommessamente
controcorrente e suggerisce linee di intervento
educativo, semplici e praticabili da tutti.
Con totale simpatia e solidarietà per i genitori. edv
. . . i gEnitori
p o s sono
farcEla!
SCUOLA PRIMARIA
(Elementari)
SCUOLA SECONDARIA 1° GRADO
(Scuola Media)
SCUOLA SECONDARIA 2° GRADO
(Scuole Superiori)
Liceo Classico
Liceo Scientifico
Liceo Scientifico delle Scienze Applicate
Istituto Tecnico Economico
(Marketing - Amministrazione - Finanza)
Studio pomeridiano - Doposcuola - Stage - Corsi di Inglese e Informatica
RESIDENZA UNIVERSITARIA
Via A. Provolo, 16 - Verona - tel. 045.8070711 - fax 045.8070712
e-mail: [email protected] - www.salesianiverona.it
LeS
Libreria editrice Salesiana
Via rigaste San zeno, 13
VerOnA - tel. e fax 045.80.02.692
e-mail:
[email protected]
Tante proposte
di saggezza educativa
per genitori
ed educatori.
TuTTo l’occorrenTe Per il moDellismo,
l’oGGeTTisTicA e lA PiccolA fAleGnAmeriA
16
COME DON BOSCO
ragione religione amorevolezza
b a m b i n i , n o s t ro s o r r i s o
I diritti “naturali”
dei bambini
Il bambino non viene al mondo
– per risolvere i problemi dei
genitori,
– per colmare mancanze nella loro
vita,
– per “rendere perfetta la loro
felicità”,
ma...
per scrivere e vivere la
propria storia.
1
2
3
4
Il diritto all’ OZIO: a vivere momenti di tempo
non programmati dall’adulto...
il diritto a SPORCARSI: a giocare con la terra,
la sabbia, la paglia, l’acqua, i sassi, i rametti...
il diritto agli ODORI: a percepire il gusto
degli odori, a riconoscere i profumi offerti dalla natura...
il diritto all’ USO DELLE MANI: a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare, incollare, plasmare la creta, legare corde, accendere un
fuoco...
5
6
7
IL
bambino 8
...
9
10
il diritto a UN BUON INIZIO: a mangiare cibi sani fin dalla nascita, a bere acqua pulita,
a respirare aria pura...
il diritto alla STRADA: a giocare in piazza e
nei prati liberamente, a camminare per le strade...
il diritto al SELVAGGIO: a costruire un rifugio-gioco nei boschetti, ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi...
è
...Come una banCa:
qualsiasi cosa gli metti dentro la
mente, te la restituisce dieci anni
dopo, con gli interessi.
...Come un foglio bianCo:
tutti quelli che gli passano vicino,
gli lasciano il segno.
...un’isola di Curiosità,
circondata da un mare di punti
interrogativi.
...il nostro messaggio vivo,
inviato a un’epoca che non vedremo.
...un bellissimo punto
di partenza per l’uomo.
...un ponte verso il Cielo.
il diritto al SILENZIO: ad ascoltare il soffio
del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua...
il diritto alle SFUMATURE: a vedere sorgere il sole e il suo tramonto, ad ammirare nella
notte la luna e le stelle...
il diritto al DIALOGO: ad ascoltare e a
poter prendere la parola, ad interloquire e a dialogare...
«Onora il padre e la madre » è un bel comandamento che rimarrà però inascoltato finché padri e
madri non avranno il coraggio
di integrare il decalogo del
Vecchio Testamento con un
comandamento che è presente nel nuovo:
«ONORA IL BAMBINO»!
edv
Scarica

Rivista2Anno2012