In caso di mancato recapito restituire a : UFFICIO DI VERONA CMP anno VIII n. 30 Il mittente si impegna a corrispondere la prevista tariffa. Fotogrfie e immagini non firmate sono dell’archivio SDB. n. 2 / 2012 della Le foto sono di repertorio e Albarè (Verona) - Telefono e Fax 045 7200033 www.salesianialbare.it sdbalbare @ tin.it non si riferiscono alle persone di cui si parla. IL SISTEMA EDUCATIVO DI DON BOSCO PER LE NOSTRE FAMIGLIE Il sistema educativo salesiano di san Giovanni Bosco ha il vantaggio di offrire punti di riferimento e continuità così da facilitare il compito educativo dei genitori, il più importante dell' esistenza umana. nob ile IL PUNTO Sarai Impostare la vita sui Valori dei figli Vuoi ricevere IN OMAGGIO la Rivista a casa tua? Mandaci il tuo indirizzo. ∂ oe dv odiamoci un bimbo appena nato. Un grazioso batuffolo di carne, occhi pieni d'anima, bocca nuova, manine calde… Ma anche un mistero che ti fa nascere mille domande. In ogni bimbo dorme ogni cosa: i santi ed i briganti sono pure stati bambini! Che cosa dirà quella bocca? Sarà bocca che benedice o bocca che maledice? Che cosa stringeranno quelle mani? Saranno mani che accarezzano o mani che uccidono? E quei piedi, verso dove muoveranno? Ebbene, che sarà? Quasi tutto dipende dalle persone che incontrerà: se persone che lo orientano al bene, o persone che si disinteressano e lasciano che venga su come viene. Quasi tutto (non tutto!) dipende da noi genitori. Che fare, dunque, per mettere subito le basi perché domani si possa vedere un uomo buono e leale, sereno e generoso, retto e onesto? Ebbene con tutta tranquillità psicologica e pedagogica, rispondiamo che la coscienza è retta e buona quando è orientata ai Valori. Sta, ora, a noi genitori la formazione di un figlio che da Singolo si trasformerà in Famiglia - che formerà una Città una Nazione - parte del Mondo: ma che mondo faremo se in cima a tutto non ci sarà un'adeguata predisposizione al bene? ivi i lg r a n d e d u c a t o r e @ g m a i l . c o m a ng e l o - s a n t i @ l i b e r o . i t [email protected] G 1° un ragazzo BUONO ch oppure a scelta e-mail: Il più grande successo dei genitori non è il successo nella carriera, nella cultura, nel commercio: il più grande successo è formare un figlio-uomo che, partito candidato a diventare onesto e saggio, vi è arrivato grazie al loro lavoro di padre e di madre. se… ar Telefono e fax: 045.7200033 PRIMAVERA / ESTATE Famiglia Salesiana del Centro di Albarè Educazione morale CONSIDERAZIONI SUL TEMA ALLE PAGG. 3, 4, 5 Per la formazione di un uomo e una donna “totali” • Che fare per mettere subito le basi per un futuro uomo: buono, leale, sereno e generoso, retto ed onesto? • Comandare: perché chi ci è affidato impari ad essere buono da solo. • Correggere, non far soffrire: quando il castigo "forma" le coscienze. Novità per i Lettori : LE SCHEDE, un consulente esperto a portata di mano All’interno le SCHEDE 3 e 4 ‘gialle’ serie GENITORI, educatori di vita. Vuoi ricevere a casa tua questa Rivista con le schede? Tel./Fax: 045.7200033 e-mail: [email protected] Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale –70% dcb VERONA opia c a n u dona ia amica igl a fam Editoriale ) (n. 2 ZIONE A C O V 11) COM E (n. 3/20 o s LA VITA n e s n. 4) erca di denza ( 1. La ric a alla trascen . 1/2012) (n tur 2. Aper ntalità etica 12) (n. 2/20 me à t 3. Una . 3) li n rietà ( ogettua 4. La pr o per la solida gn 5. Impe DEL DIRETTORE STRENNA SALESIANA - GLI ATTEGGIAMENTI DI FONDO CHE DANNO VITA AD UNA CULTURA VOCAZIONALE E CHE NOI VORREMMO PRIVILEGIARE 4° La progettualità Elaborare un progetto di vita è il percorso dalla superficialità all’interiorità. Imparare a leggere il proprio io, le sue attese e le sue speranze, l’immagine di persona che si vorrebbe essere, le scelte che si vorrebbero fare. Ogni persona in un modo o nell'altro fa alcuni passaggi: dal sogno alla realtà, dal desiderio al progetto, dal progetto alla realizzazione. Ci vuole forte determinazione, impegno e coraggio per superare le inevitabili difficoltà, molta concretezza e capacità di accettare compromessi, cioè mediazioni possibili, dotarsi di pazienza perché i tempi non sono facili da prevedere. u n ProGeTTo dI vITa ProvIene cerTamenTe daL desIderIo dI Incarnare un modeLLo che ha colpito perché è la prova della possibilità concreta dell’idea: “se lui è riuscito, perché non io?”. un testimone credibile alza il livello del possibile, conferma che l’aspirazione è buona e realizzabile. Elaborare un progetto da soli, senza confronto, è arduo e pericoloso. Un aiuto prezioso può venire da un adulto che ci conosce e ci vuole bene. è necessario valutare bene le risorse di cui si dispone, per non proporsi traguardi sproporzionati. ma ogni progetto non spegne il sogno. L’oltre fa parte viva del nostro cammino, il trascendere gli obiettivi e le mete per immaginare qualcosa di più. L’infinito non è mai l’antagonista del finito, semmai lo comprende e lo realizza proprio sospingendolo oltre se stesso verso una pienezza. I sfazione sul presente, per andare oltre, verso una pienezza che dà gioia. Si può dire che non c’è un vero appagamento nella nostra vita? La ricerca di una “qualità di vita” è sempre una “promessa” non del tutto realizzata. Ma c’è un traguardo: l’incontro. Per quanto il desiderio possa orientarsi a ideali, conoscenze, valori estetici, economici o morali, a situazioni o ad eventi, la sua specificità intenzionale è sempre diretta, in ultima istanza, ad una realtà personale. L’attesa dell’uomo è sempre per una relazione personale, una comunicazione di sé e un’accoglienza. Tutte le cose, oggetti di possibili desideri, dicono sempre una relazione all’io o al tu. In altre parole il bisogno universale è l’insopprimibile anelito ad essere riconosciuti ed accolti, in altre parole: amati! Qualche volta anche l’amore umano può rispondere a questo. Desiderio e progettualità: immagine di persona che si vorrebbe essere. L desIderIo è “aLTro da me” che InTuIsco come dono, come meTa che mI aTTIra, che Però è dIsTanTe da me. Può trovare un appagamento, ma non può essere assorbito, cioè totalizzato da me. Il desiderio è per sua natura inappagabile, continuamente sposta il confine tra il già e il non ancora. Il desiderio muore quando si toglie la distanza e si consuma. ma la persona umana avverte sempre se stessa come incompiuta, come mancante e quindi accende sempre nuovi orizzonti, nuovi desideri. è un bene conservare una dose di inquietudine, di insoddi- S e Però cerchIamo L’amore con La “a” maIuscoLa, Lo cerchIamo In una Persona che Lo ha IncarnaTo neLLa vITa sPendendosI TuTTo: nella società li abbiamo scoperti e ammirati: quelli più vicini a noi nel tempo: Papa Giovanni, madre Teresa di calcutta, Giovanni Paolo II; quelli dei secoli precedenti di cui abbiamo riferimenti documentati precisi. I santi sono quelli che incontrando l’Amore per eccellenza, trovano quella piena realizzazione di sé che li fa essere persone felici, pacifiche, pienamente appagate, capaci di trasmettere coraggio e fiducia, semi si speranza per il futuro. edv Educatori di vita - Autorizzazione del Presidente del Tribunale di Verona n° 1728 del 27/09/2006 Editore: Lievore Carlo - Stradone A. Provolo,16 - Verona, rappresentante legale dell’«Istituto Sacro Cuore» di Albarè Realizzazione e impaginazione video in proprio a cura della Redazione di «Educatori di vita» Redazione: Casa Salesiana - Località Villa Albarè, 12 - 37010 Costermano (VR) Documentazione tratta da pubblicazioni salesiane Direttore responsabile: BArTolomeo ViDesoTT Direttore editoriale: Don AlBerTo GuGlielmi Coordinamento redazionale: AnGelo sAnTi, ex-allievo salesiano Stampa: TiPoliToGrAfiA BAscherA luiGi s.A.s. - monTorio - VeronA Puoi leggere «Educatori di vita» dal nostro sito Internet: www.salesianialbare.it Garanzia di riservatezza: Assicuriamo la massima riservatezza sugli indirizzi custoditi negli archivi elettronici e cartacei della Rivista Educatori di vita (legge n. 675/96). Li utilizziamo esclusivamente per la Rivista, anche con finalità di promozione della stessa. Chi non fosse interessato a ricevere questa Rivista, è pregato di informarci. Contribuisci alla divulgazione della Rivista con il Conto corrente postale n. 76195767 intestato a: CASA SALESIAnA IStItuto SACRo CuoRE causale: PER “EDuCAtoRI DI VItA” CodICe IBAN: IT72 e076 0111 7000 0007 6195 767 PORTERAI COSÌ IN ALTRE PERSONE TANTA POSITIVITÀ. stale non è una richiesta di denaro. Vuole solo facilitare il Lettore che volesse fare un’offerta. Don Bosco andava lui stesso in cerca dei giovani e così anche noi, sull’esempio trasmessoci dal Santo, con questa Rivista educativa andiamo in cerca delle vostre famiglie e di altre famiglie. La Rivista è stata voluta dai Salesiani del Centro di Spiritualità di Albarè per portare nelle famiglie la positività del Don Bosco ci ricorDa che oGni fatica è poca cosa quanDo si tratta Del Bene Dei Giovani e Delle loro famiGlie. u n r a g aSuperTest z z o IMPARA BUO NO A CONOSCERTI Abbiamo molte conoscenze, anche virtuali, ma quanti amici autentici? Eppure, per aumentarne il numero, basterebbe ascoltare e comprendere chi ci sta accanto. Pensi di esserne capace? Scoprilo con questo test. compagno/a di classe, antipatico, di studiare con lui/lei: 1 tiUnchiede Calcola i punti in base alla tabella qui riportata. A 1 2 3 4 5 6 7 A Non ci penso nemmeno. B Sì, va bene, così ha un debito con me. C Perché no, in fondo mi costa proprio poco. 8 A 1 1 3 1 1 3 2 1 B 2 3 1 3 2 2 1 2 C 3 2 2 2 3 1 3 3 Se il totale dei punti è: – fra 8 e 12 sei una Roccia; – fra 13 e 18 sei nel gruppo dei Giunchi; – se hai ottenuto più di 19 punti somigli a topo Gigio. 3 Sai capire gli altri ? PROFILI AI LE TT ORI Rivista e schede si sostengono e si diffondono tramite offerte, a discrezione dei Lettori. L’eventuale inserimento di un c/c po- GIuSePPe PeLIzzA, mondoerre, rivista mensile, elledici COME DON BOSCO ragione religione amorevolezza [email protected] ROCCIA. Cosa significa per te “essere sensibili”? Non molto? Hai i tuoi progetti, le tue idee, i tuoi gusti. Fin qui nulla di male. Il problema è che non tieni conto degli altri. Essi ti servono solo per raggiungere i tuoi obiettivi. Per questo, hai più conoscenze che amici e delle persone non ti curi di sapere cosa pensano e quali sentimenti provano. Forse è meglio cambiare registro, prima che ti invada l’aridità. GIUNCO. Come i flessuosi e nobili giunchi, quando sei in mezzo agli altri fai la tua bella figura. Sai stare in compagnia e di certo non sfiguri. Ti adatti alle situazioni non tanto per venire incontro alle persone, quanto per raggiungere i tuoi scopi. Attenzione: essere troppo calcolatori non giova alle amicizie. tOPO GIGIO. Tenerezza è la tua parola d’ordine, che spalmi copiosamente intorno a te. Ti piace stare con gli altri e sai capirli, aggiungendoci buone dosi di simpatia. Per questo il tuo telefonino non rimane mai muto. Però non devi avere timore di consigliare le cose difficili da farsi. In fondo, i veri amici, servono anche a questo. 2 SE vUoI SapErNE dI pIù: Un amico/a ti telefona mentre guardi il tuo film preferito parlarti dei suoi problemi: 2 per A Rispondi che sei occupato e non puoi stare a lungo al telefono. B Proponi di andare a prendere una pizza per discutere meglio. C Chiedi ai tuoi se può venirti a trovare a casa. Passeggi per strada e senti piangere 3 disperatamente un bambino. Pensi: A Forse avrà perso la mamma. B Che noia i bambini piccoli. C Starà facendo i capricci. Dentro la tua famiglia, tu di essere: 4 pensi A Una vetta da conquistare. B Un ciclone d’allegria. C Un mare di tenerezza. + Sei invitato/a ad una festa: Come ti vesti? A Secondo quello che ti passa per la testa in quel momento. B In base al tipo di festa. C Seguendo il gusto di chi ti ha invitato. 5 A Natale hai ricevuto un regalo che non ti Come reagisci? 6 piace. A L’importante è che mi abbiano fatto un regalo. B Forse chi te lo ha dato pensava di fare cosa gradita. C Lo passerai a qualcun altro. sistema educativo di san Giovanni Bosco, Padre e Maestro dei giovani. Il tutto si sostiene con la proverbiale Provvidenza di Don Chi Bosco e di Maria Ausiliatrice. Speriamo di non dover insegna al ridurre il numero delle ru- proprio figlio, briche: sarebbe un impoverimento spirituale per i insegna anche lettori. al figlio del figlio! Confidando sempre nella vostra sensibilità, porgiamo sinceri saluti e auguri di ogni bene nel nome di Don Bosco. Sei in automobile con papà e/o mamma. Si avvicina un lavavetri. Pensi: A Faccia quello che vuole, ma non bisogna dargli nulla. B è solo un farabutto. C è l’unico modo con cui può guadagnare qualcosa. 7 Con te, i tuoi amici devono essere: 8 soprattutto A Capaci di vedere i tuoi lati positivi. B Essere generosi. C Avere fiducia in te. edv : di più editrice i elleDic6 pagg. 20 un ragazzo BUONO EdUcazionE moralE La prima via che abbiamo a disposizione per avere un domani un uomo buono e leale è quella di un buon comando: è naturale che sia così. Per il piccolo: – è lecito ciò che per i genitori è lecito, – è illecito ciò che per essi è illecito; – è bene quello che per l’educatore è bene, – è male ciò che per l’educatore è male. Inoltre, se vogliamo formare in nostro figlio una retta coscienza, è necessario intervenire con intelligenza, dirgli ciò che deve e ciò che non deve fare. In breve, è necessario comandare! • Comandare il figlio, non è fargli alcuna violenza. In fondo è lui stesso che attende l'ordine! I bisogni-base di ogni bambino sono tre: 1. bisogno di sazietà (di cibo), 2. bisogno d'amoRe e 3. bisogno di sicuRezza. Ebbene, la sicurezza gli viene dalla nostra fermezza, dal nostro comando. Dunque, nessuna violenza nel comandare. • E neppure dobbiamo pensare che il comando, come il castigo, ci faccia perdere l' "applauso" e l'affetto del piccolo: se lo comandiamo, se lo castighiamo, dimostriamo di pensare a lui, di interessarci di lui, di volergli bene. 5 5 1° Comandare: arte da imparare Perché il comando sia accettabile, è necessario che possieda alcune doti. Vediamo, allora, come comandare in modo da poter correggere gli errori di nostro figlio. formarE Una rEtta cosciEnza a m o re v o l e z z a Comando r ar o. Più gli ordini si moltiplicano, più perdono efficacia. «Non correre», «Attenzione a dove metti i piedi», «Togliti la maglia», «Saluta il signore», «Non dire "ciao"»... Se asfissiamo continuamente nostro figlio con valanghe di ordini, finiamo col creare repulsione, noia e stizza. Comando concor de. Tutti quelli che si prendono cura del bambino devono muoversi nella stessa direzione educativa. I nostri bambini amano una presentazione armoniosa della realtà: ciò che va fatto a casa con papà e mamma, va pure fatto dai nonni. Ma attenzione: “troppi comandanti”, alla fine, portano una nave a finire su... una montagna! Y Y Castigo sì? Castigo no? Come castigare? Castigare, significa correggere, rimettere sulla buona via, non già umiliare o far soffrire, come si crede. Il castigo è necessario perché è una via che, come il comando, serve per illuminare e formare le coscienze. Il problema è: "quali castighi dare?" e "come castigare?". la tabElla dEi castighi. Il castigo, come conseguenza naturale di un disordine, ha notevoli vantaggi: è obiettivo, è uguale per tutti, è immediato, è capace di orientare sul da farsi. Vi possono essere vari tipi di castighi: Y Il castigo cor porale come le sberle, le "menate". L'educazione manesca non produce che danni: umilia il figlio, crea risentimenti, fa star buoni per paura: quindi è sbagliato. Comando costante. Il comando non deve mai seguire gli umori di chi lo dà. Se al lunedì è permesso ciò che al martedì è proibito, il figlio non capisce più nulla, si sente disorientato e insicuro. Perciò il comando non deve mai dipendere dai nostri giorni "sì" oppure dai nostri giorni "no", perché, ora, a noi sta bene così. La der isione, la presa in giro, l'ironia, il sarcasmo. Questo tipo di castigo non deve essere mai usato per nessuna ragione: tra tutti è, psicologicamente, il più dannoso e pericoloso. C om an d o ill u min a n t e. Comandare, ad esempio, con molta forza, di dire «grazie», di salutare…; invece accontentarsi di un semplice richiamo o invito, oppure addirittura tacere quando si tratta di bugia, non è dare un comando illuminante: non è aiutare il figlio a formarsi giusti giudizi morali. Comando esigente. Andiamo adagio a dare ordini, ma quando abbiamo stabilito una cosa perché la riteniamo giusta, guardiamoci bene dal cedere, anche se il bambino strilla, pesta i piedi… Mollare, significa far scattare nella mente del bambino la convinzione che con i capricci si ottiene, a lungo andare, quel che si vuole. Se il bimbo s’accorge che la costanza e i nervi dei genitori sono più deboli del suo pianto, è finita: ci batterà sempre e farà quel che gli pare e piace. E allora addio educazione morale! Comando giustificato. Il comando urlato (esempio: «Qui comando io!») non costruisce. Per essere buono, il comando deve far comprendere il motivo, la ragione dell'ordine, in modo che, a poco a poco, si verifichi nella coscienza del figlio il passaggio da ciò che è sentito come puro comando, imposto dall'esterno, a ciò che deve essere attuato come dovere che va compiuto, sempre e in ogni caso, anche senza gli ordini dei genitori. Perciò solo se è giustificato, il comando raggiunge il suo scopo. edv ... Un bambino ha bisogno di Una gUida sicUra: si sEntE infElicE sE non la trova nEi gEnitori con i loro comandi. La privazione di comodi e piaceri: «Oggi niente patatine», «Questa sera niente televisione»… L'uso di questo castigo è lecito perché, oltre ad avvertire del male fatto, richiede del sacrificio: il che, specialmente oggi, è bene. Però impedirgli di scendere in cortile a giocare e “sfogarsi” è, per lo meno, discutibile. arc Y Y Y Y hiv da: il Bollettino Salesiano, rivista mensile r ne i sape o u v Se ragione religione amorevolezza COME DON BOSCO Y r agio ne Y 4 io e dv Il ca stigo mo r ale. Consiste nel mostrarsi dispiaciuti per il male fatto dal ragazzo e così escluderlo dalla confidenza o apparire freddi. Si può usare a due precise condizioni: – che la mancanza di stima e di meno amore, non duri a lungo; – che passata la punizione, il figlio venga subito riabilitato: amato e stimato. Il castigo ar riva come conseguenza natur ale del male fatto. Esempio: «Hai voluto mangiare troppi dolci? Ora hai mal di pancia!». castig hi amo così. niamo questi consigli: Come castigare? Propo- Castighiamo con calma senza alzare la voce, perché solo la calma rende giusto e dosato il castigo, mentre l'impulso acceca: il castigo non deve nascere dal rancore ma dall'amore. Castighiamo subito senza aspettare che "arrivi papà": oltre all'idea poco simpatica che si può fare del papà, avrà già dimenticato il male fatto non vedendo più la connessione col castigo appena dato. Non usiamo mai il sarcasmo pungente. Sovente gli adulti hanno poca attenzione alle sofferenze psichiche dei figli. Esempio: se Giorgia è un po' grassotella non le si può dire per una mancanza: «Ora capisco perché sei così cicciona!». Castighiamo da intelligenti, dando un castigo proporzionato al male compiuto. Cioè, non fare tutta una scenata per le mani sporche e limitarci a un benevolo richiamo quando il bambino fa i dispetti. Evitiamo che sor gano le occasioni del ca st igo, che nascono, magari, dal fatto che abbiamo messo il piccolo in un ambiente che non è per nulla costruito su misura della psiche infantile, ma fa solo comodo a noi. Castighiamo in modo da lasciar sempr e la fiducia e la speranza. Esempio: «Hai fatto piangere la sorella, devo castigarti; però ti amo ancora!». Lasciamo cor r er e q ua l ch e vo l ta , facendo finta di non vedere sempre le “marachelle” dei nostri bimbi. edv ... Un gEnitorE cErbEro a cUi non nE scappa mai Una, è tra i più antipatici ricordi chE si possa avErE nElla vita !!! SE vUoI SapErNE dI pIù: MARCeLLe PeLLISSIeR, 6 re l i g i o n e COME DON BOSCO Parlare di Dio ai nipotini er n oi sap u v e S iù: e di p Dio, una pErsona a Cui si parla, un «tu» EditriceI Ic EllEd 2 pagg. 3 Questo opuscolo è rivolto ai nonni di oggi. Suggerisce alcune semplici linee per parlare di fede ai loro nipotini. Ne riassumiamo i contenuti in questi brevi articoli. da: il Bollettino Salesiano, mensile “dON bOScO” di archivio edv PREGARE CON I NIPOTINI Di recente un giovane papà, di circa quarant’anni, ci raccontava di aver preso coscienza del fascino esercitato su di lui dalla preghiera vedendo la sua bisnonna recitare il Rosario insieme ad altre donne del suo paese. Adesso, non recita più il Rosario, ma lo prega, perché quell’esperienza visiva lo ha veramente segnato. Questo punto di partenza è un atteggiamento fondamentale, se desiderate pregare con i vostri nipotini. se vi vedono pregare, comprendono l’importanza della preghiera per voi; li avrete allora guidati nel mistero della preghiera. si può prEgarE anChE gioCanDo per pregare, occorre servirsi delle risorse dell’espressione simbolica, a partire da ciò che il bambino vive. Bisogna infatti permettere al bambino di collegare tra loro la sua esperienza di vita e la sua esperienza di preghiera: la preghiera non deve essere un cassetto a parte da aprire di tanto in tanto, magari solo a casa dei nonni. Se, per esempio, i vostri nipotini hanno litigato, si può proporre di pregare accanto ad una spada giocattolo dicendo: «sì, signore, oggi veniamo con questa spada davanti a te, perché abbiamo litigato. insegnaci a fare la pace dopo i litigi...». Vi è in questo caso un oggetto che attira l’attenzione dei bambini durante la preghiera; simboleggia e insieme collega il bambino al vissuto della sua giornata. invitarE i bambini a ringraziarE Dio Si può anche pregare accanto ai fiori raccolti in occasione di una passeg- giata e invitate i bambini a ringraziare Dio per la giornata che hanno vissuto. Durante il periodo di Avvento, si può decidere di pregare intorno al presepio, soffermarsi su ogni personaggio, alla sua attesa e invitare il bambino a esprimere le sue attese. Poi, durante la Quaresima, si può pregare accanto ai simboli che si riferiscono alla Pasqua (le uova sono simbolo di vita); si dà un significato alla Pasqua, un significato molto concreto, che il bambino può comprendere perché si festeggia la Pasqua con le uova di cioccolato. piCColi gEsti pEr EntrarE nElla prEghiEra Può essere importante pregare con il bambino in luoghi che sono importanti per voi: se avete l’abitudine di pregare davanti a un’icona o a un crocifisso, pregate in quella sede insieme al bambino spiegandogli il significato di quel luogo e di quel segno particolare per voi. Perché non entrare col nipotino in una chiesa e accendere con lui una candela...? Il bambino potrà così en- trare nel vostro universo interiore. Alcuni piccoli gesti permettono al bambino di partecipare alla preghiera: – un piccolo ritornello abituale, che gli consente di sapere in quale registro ci si colloca; – stringersi le mani in un dato momento; – chiudere gli occhi; – esprimere la tenerezza di Dio, prendendo il bambino sulle ginocchia... Ognuno può stabilire, attraverso queste proposte, come testimoniare di questa esperienza di preghiera, l’esperienza che fa comprendere che Dio è una persona a cui si può dire: «tu» e a cui il bambino può imparare a dire «tu». edv 7 EPISODI DI DON BOSCO ragione religione amorevolezza Se la preghiera è importante per voi nonni, il dono più prezioso che potete fare ai vostri nipotini è la testimonianza di una persona che prega. Infatti, la preghiera permette di scoprire che Dio è una persona, non un’idea. La magnifica avventura, editrice eLLedICI, pp. 158 - disegno di JoSé LuIS CoRTéS Ciò che non si vede ... Maria Ausiliatrice, la Madonna di don Bosco. «Debbo tutto a Lei», diceva. parlando di don bosco, si può dire che i suoi innumerevoli miracoli, le opere meravigliose che ha creato, sono i frutti dell’albero. ma la magnifica fioritura è determinata dalle radici che affondavano nella terra e che non si vedevano. attraverso queste misteriose radici saliva in lui una linfa sovrabbondante, che poi si espandeva all’esterno. Questa linfa sovrabbondante, che produsse frutti così belli, don bosco l’attingeva mediante una radice profonda: l’amore. Don bosco amava Dio, amava la santa vergine, amava le anime. Questo è l’unico, vero segreto della sua vita di apostolo. uesta radice “amore” ha prodotto frutti meQ ravigliosi in don bosco. Anzitutto la sua caRità: quest’uomo si dava a tutti, sempre sorridente, senza mai perdere la calma e la dolcezza. «egli è stato un gigante della carità», ha detto papa Pio XI. ... E TU CHE COSA NE PENSI ... La sua fiducia: la sua vocazione incontra continue opposizioni, tante delusioni; le defezioni lo feriscono: eppure tiene duro, sempre! Santa Vergine Maria, io voglio amarti con tutto il cuore. Ti chiederò sempre consiglio, quandò avrò qualche noia... Prometto di ascoltarti... Ti dirò: «Ai suoi ordini, colonnella!...». Il suo spiRito di sacRificio: ha scritto: «un salesiano dev’essere pronto a soffrire la fame, la sete, il freddo, il caldo, quando la gloria di Dio e la salvezza delle anime lo esigano». Pensa a ogni parola di questa frase, gentile Lettore. è un programma da giganti... La sua pReghieRa: in fondo, la sua giornata era una sola, unica preghiera, lunga, ininterrotta, perché tutto veniva fatto per amore di Dio. Tanto che il suo segretario poté dire di lui: «ho vissuto con lui venticinque anni: l’ho sempre visto pregare!». La sua pazienza. nelle sofferenze fisiche: privazioni dovute all’estrema povertà; febbri violente; varici che gli rendevano penosissimo il camminare; eczema su tutta la schiena, scoperto solo dopo la morte; perdita progressiva della vista. nelle sofferenze spirituali con cui lo tormentò a lungo il demonio. E questo pover’uomo, tutto preso dal lavoro fino a notte avanzata, non si è mai lasciato scappare neppure l’esclamazione così naturale: «Basta! non ne posso più». Segretamente nel profondo del suo cuore, offriva al Maestro la sua fatica. La sua semplicità, così accattivante, vedendolo passare e operare, sentendolo scherzare coi suoi ragazzi, chi avrebbe immaginato che era un autentico, grandissimo santo? La sua umiltà profonda. Soleva ripetere: «se Dio avesse trovato per le sue opere un altro strumento, uno strumento più miserabile di me, l’avrebbe senz’altro preso. e sarebbe stato servito meglio!». edi, gentile lettore, per tutta la vita don boha avuto un’unica preoccupazione: V sco l’amore di Dio, gli interessi di Dio, la gloria di Dio. è l’unica cosa che differenzia la sua vita dalla nostra, perché noi certamente pensiamo spesso a Dio, ma pensiamo anche al nostro personale interesse, alla nostra gloria personale. E li mettiamo al primo posto. è terribilmente difficile cambiare un simile modo di fare. Per questo motivo Dio ci ha dato una Madre Celeste. u, attento lettore, non avevi paura, quando era T la tua mamma a toglierti una spina, o almeno non troppa paura, a farti una medicazione, a metterti dell’alcol che brucia su una ferita recente. Perché sapevi che voleva soltanto curarti. Che voleva farti il meno male possibile. Che la sua mano sarebbe stata dolce, il più possibile per i tuoi “bubù” da ragazzo. Perciò quando il dovere è difficile, bisogna rivolgersi alla Santa Vergine. è una mamma sempre pronta a medicare le nostre ferite, ad applicare il rimedio... che brucia un po’, ma che guarisce... La Santa Vergine, gentile Lettore, non l’ameremo mai abbastanza! E non riusciamo a pensare quanto lei ci ami... edv (29 - segue) N OV I TÀ P E R I L ET T OR I N OV I T À P E R I L E T TO R I Don Bosco ti parla... Famiglia Un consulente pedagogico a portata di mano La società complessa di oggi ci induce spesso a far riferimento agli esperti per risolvere i nostri problemi quotidiani: il medico di famiglia, il consulente finanziario, il legale di fiducia... Difficilmente si trova chi è disposto a darci una dritta su problematiche educative nei confronti dei nostri figli. Questo ci ha indotti ad offrire uno strumento utile, di facile consultazione affiancato alla rivista Educatori di vita. Perché un sussidio a schede? Innanzitutto perché le schede si leggono in un attimo man mano che vengono pubblicate (e inserite in internet per ogni uscita trimestrale della Rivista), ma poi perché si possono raccogliere in uno schedario sempre consultabile a seconda degli argomenti, della difficoltà educativa, di un incontro fra genitori... Il consulente esperto sempre presente tra le righe, è Don Bosco, il grande educatore dei giovani, attualizzato nella complessità educativa di oggi, sempre in grado di dare spunti risolutivi alla nostra volontà di educare. Allora: BUON CAMMINO EDUCATIVO A TUTTI! edv “ Procura sempre di praticare coi fatti quello che ad altri proponi con le parole (DON BOSCO) ” Spiritualità “ Hai un’anima. Chi salva l’anima salva tutto, chi perde l’anima perde tutto (DON BOSCO) Visitate il sito: ” Giovani “ I giovani non solo siano amati, ma essi stessi conoscano di essere amati (DON BOSCO) ” Sfide etiche “ Questo mondo è come una scena di teatro: passa in un momento (DON BOSCO) ” www.salesianialbare.it Coppia “ Cercate anime, non denari né onori, né dignità amato, bisogna che faccia vedere che ama (DON BOSCO) ... cO N 8 SeRIe DI ARGOMeNTI Note Salesiane “ Chi vuol essere (DON BOSCO) ” ” Brevi racconti I mali del secolo dalla tristezza... alla gioia! “ Seminiamo, e poi imitiamo il contadino che aspetta con pazienza il tempo del raccolto (DON BOSCO) 9 “TESTAMENTO” DI DON BOSCO AI NOSTRI FIGLI «Caro amico, io ti voglio bene con tutto il mio cuore. Mi basta sapere che sei giovane perché ti voglia molto bene. Nel tuo cuore porti il tesoro dell’amicizia del Signore. Se lo conservi, sei ricchissimo. Se lo perdi, diventi una delle persone più infelici e più povere del mondo. Il Signore sia sempre con te, e ti aiuti a vivere come suo amico. Se ti comporti così, ti assicuro che Dio sarà contento di te e salverai la tua anima: la cosa più importante della vita. Dio ti regali una vita lunga e felice. L’amicizia del Signore sia sempre la tua grande ricchezza nella vita terrena e nell’eternità». Sono il tuo amico sacerdote G. Bosco “dON bOScO” di IN PREPARAZIONE ” e selezionate il link : il g rande ducatore Mandateci la vostra e-mail: vi aggiorneremo sulle nuove schede inserite in Internet. da: il Bollettino Salesiano, mensile 8 10 i m a l i de l se co l o DALLA TRISTEZZA... ALLA GIOIA! COME DON BOSCO ragione religione amorevolezza LA DEPRESSIONE 1. Accorgersi della depressione La depressione è una situazione comune: quasi tutti, almeno per qualche tempo, ne siamo soggetti: ma è possibile vincerla e uscirne vittoriosi. È una malattia da cui si può guarire e stare meglio di prima. . . COME DON BOSCO ragione religione amorevolezza Per l’anno formativo 2012-2013 sono aperte le iscrizioni. Centro Formazione Professionale COMUNE DI SANT’AMBR OGIO D I VA L P O L I C E L L A evo dire la verità: non sono uno specialista o uno psicologo... ma, a motivo del mio servizio pastorale, ho incontrato molte persone affette da questo dirturbo e ho studiato per saperne di più. Ora vorrei condividere le mie riflessioni. D Cominciamo: tutti possiamo cadere nella depressione... Un signore sulla cinquantina si presenta allo psicologo più stimato della città: – Signor psicologo... ho bisogno del suo aiuto! – Ai suoi ordini. In che cosa posso servirla? – Da tempo soffro di un problema serio: non rido mai, non mi diverto, non ho amici... soffro di depressione! Lo psicologo interroga, ascolta... alla fine parla: – Caro signore, per la depressione le consiglio un rimedio quasi infallibile... Qui vicino c’è un grande circo famoso e c’è un pagliaccio veramente divertente, allegro vivace... Tutti quelli che parlano con lui si curano dalla depressione. Perché non parla con lui? Sicuramente la aiuterà a tornare alla normalità. A questo punto il signore depresso si mette a piangere ed esclama: – Andare a parlare con quel pagliaccio? Impossibile. – Perché? – Perché quel pagliaccio sono io! ! ! RiconosceRe la depRessione premessa. La depressione è un disturbo che rattrista molta gente, di tutte le condizioni e di tutte le età: – può causare perdite e danni, inquietudini e infelicità; – ha il suo lato positivo: obbliga a rivedere i propri programmi e a riconoscere i propri limiti; – è elemento di crescita perché invita a lasciare i sentimenti e i ricordi inutili per compiere con realismo i nostri progetti. ISTITUTO “PAOLO BRENZONI” Formazione professionale per i giovani dopo la terza media Q U A LI FI CH E TR IE N NA L I : • OPERATORE MECCANICO: indirizzo professionale macchine utensili a controllo numerico. Questa qualifica ha come obiettivo l’acquisizione di competenze professionali per l’utilizzo delle macchine utensili a controllo numerico (MUCN). L’allievo sa predisporre elaborati grafici con programmi informatici dedicati, impostare i dati a bordo macchina, seguire e controllare l’esecuzione delle lavorazioni. • OPERATORE DELLE LAVORAZIONI ARTISTICHE: posa in opera, esecuzione di manufatti di pregio, finitura. Questa qualifica ha come obiettivo l’acquisizione di competenze professionali per la lavorazione artistica, la finitura dei manufatti, la posa in opera (pavimenti, pareti, elementi decorativi di pregio). L’allievo sa eseguire le operazioni di finitura, i rilievi nei cantieri edili, predisporre gli elaborati grafici con programmi informatici dedicati, eseguire modelli e manufatti con le tecniche dell’ornato artistico. segnali di pericolo. Per vincere la depressione bisogna imparare a conoscerla... Quali sono i segni che rivelano la sua presenza? I segni principali del suo arrivo sono i seguenti: 1. tristezza e incapacità di provare emozioni piacevoli; 2. il paziente è distaccato da ciò che lo circonda (familiari, amici, lavoro, divertimenti, affetti...); 3. è incapace di prendere decisioni; 4. il paziente appare sempre stanco e svogliato, evita il dialogo con chi gli sta Questi segnali sono comuni: se durano per breve tempo non c’è da allarmarsi, sono cose normali; se durano invece più di 15 giorni occorre prenderli sul serio. Nel prossimo numero: 2. CONOSCERE LA DEPRESSIONE: i tre segnali e come curarla... 1. Ha una durata di 3 anni e assolve all’obbligo di istruzione. 2. Le attività di laboratorio sono fortemente indirizzate al mondo del lavoro e sono le discipline con il maggior numero di ore. 3. Nell’insegnamento si predilige la metodologia induttiva: partendo dal “fare” ricavare il significato tecnico-teorico di quanto fatto e sperimentato. 4. Porta al conseguimento di una qualifica professionale riconosciuta a livello europeo. Dopo la Qualifica, possibilità di passare ai percorsi scolastici: – Istituto Tecnico Industriale, – Istituto Tecnico per Geometri, – Liceo Artistico, Istituto d’Arte. Se volete visitare il Centro o avere assistenza per orientamento: telefonate 045.7732878 dalle 9 alle 13. TesTi frATelli È memBro AssociATo Di Associazione marmisti Veronesi Á Sistema educativo e formativo di Don Bosco Á Settimana breve (da lunedì a venerdì) per un totale di trenta ore settimanali (orario lezioni 8,00-14,00) con frequenza gratuita Á Borse di studio per allievi più meritevoli Á Collaborazione con le aziende del settore: stages e tirocini estivi Á Servizio doposcuola e sostegno allo studio gratuiti Á Servizio APT per i trasporti PER INFORMAZIONI: Via Marconi, 13 - SANT’AMBROGIO DI VALPOLICELLA (VR) Telefono 045 7732878 - Fax 045 6862485 E.MAIL: [email protected] www.scuolamarmobrenzoni.it TESTI FRATELLI srl Via dell’Industria, 46 37015 S. Ambrogio di Valpolicella VERONA Italy tel: +39 045.683.3333 r.a. - fax: +39 045.773.1089 [email protected] - www.testigroup.com gno. Quando arriva la depressione, quasi tutti commettiamo l’errore di negarla o mascherarla con una falsa allegria, ottenuta col bere, il distrarsi, la fuga... Invece è necessario allontanarla con alcune furbizie. Quali? edv (1. segue) Caratteristiche del percorso di formazione professionale (CFP): F R A T E L LI Industria Lavorazione Marmi e Graniti 5. a volte è inquieto, in continua agitazione; 6. il paziente sviluppa la convinzione di non valere, di essere incapace e inde- J Arte del marmo TESTI accanto; 11 2007 - Gli allievi del Centro di Formazione consegnano al Vescovo di Verona la formella in marmo Rosso Verona che rappresenta “Lo scultore”, simbolo di tutti i marmisti. COME DON Per vincere la dePreSSione è utile imParare a conoScerla... La conclusione? Tutti siamo soggetti alla depressione, per periodi brevi o lunghi. Allora è meglio aprire gli occhi... da: GIULIo SANTULIANA, Salesiano pedagogista don Bosco nel territorio marble institute of America consorzio Pietra naturale Un sincero grazie alle Ditte inserzioniste che concorrono alla pubblicazione di questa Rivista. 12 s f id e epert iragazzi, c he genitori, educatori COME DON BOSCO ragione religione amorevolezza L’ALCOL , uNA verA drOgA QuANdO è CONSumATO IN eCCeSSO, è mOLTO dIffuSO TrA I gIOvANI VIZIO... O MAL AT TIA? Alcolismo, oggi fenomeno massivo anche tra ragazzi e ragazze, trattato stavolta dal nostro esperto di morale, per scoprirne i risvolti etici. La caratterizzazione edonistica della società occidentale induce in maniera pervasiva alla soddisfazione del bisogno (del piacere). L’USO DELL’ALCOL RENDE MENO INCISIVA LA VOLONTÀ valori in QuEsti L’ onE P L’alcolismo, in quan to disordine cronico, ha gravi co nseguenze sulla salute della persona . P Notevoli sono i rischi legati all’indebolimento delle ca pacità superiori della coscienza. P Nell’uso dell’alcol la prev aricazione sul benessere altrui è frequente. P L’alcol in gravidanza espone il feto a possibili danni org anici irrimediabili. ConfrontiamoCi in gruppo E in fami glia P Secondo te l’alcolismo è un vizio o una malattia? P Che cosa pensi delle conseg uenze sull’ambiente familia re e sociale? P Per le conseguenze sulla fam iglia, è lecito il benessere proprio a scapito del benessere altrui ? P Come valuti la suadente pro paganda delle case pro duttrici delle bevande alcoliche? SE vUoI SapErNE dI pIù: il Bollettino Salesiano, rivista mensile, articoli di GIoVANNI RuSSo [email protected] alcolismo può essere definito come un cronico disordine comportamentale, caratterizzato dalla ripetuta ingestione di bevande alcoliche in eccesso rispetto agli usi dietetici e/o sociali della comunità, con gravi conseguenze sulla salute del bevitore e sulle sue funzioni socio-economiche. RIFLESSIONI Una prima riflessione etica si riferisce ad alcune strutture cultuETICHE rali e sociali: dalla ovvia e suadente propaganda delle case pro- EdUCaTorI dI vITa 13 Agriturismo 3 Cucina casalinga Le Bottesele di Ettore Zanetti 3 Parcheggio Via G. Zanetti - S. Zeno di Montagna Tel. 045 7285088 (Verona) Cellulare 333 3708238 è gradita la prenotazione VenDITA DIreTTA CALzATUre UOmO-DOnnA-bAmbInO Orario apertura: da mArTeDì a VenerDì 16.00 - 19.00 SAbATO 9.30 - 12.30 / 15.00 - 19.00 Domenica e lunedì chiuso EffEGI STORE presso EffEGI STYlE SPA località Piazzili, 1/b - cavaion V.se Tel. 045 6205298 www.effegi-style.it e-mail: [email protected] Hotel Bisesti Tel. 0039 045 7255766 - Fax 0039 045 7255927 www.hotelbisesti.it [email protected] duttrici delle bevande alcoliche alla caratterizzazione edonistica della società occidentale volta genericamente, ma in maniera pervasiva, alla soddisfazione del bisogno (del piacere) più che alla sua elaborazione. Inoltre, si pone forte la domanda etica circa la liceità del benessere proprio a scapito del benessere altrui. Il senso morale. Se è inevitabile che le condizioni morbose e certe non morbose (scelte di vita, ecc.) causino sofferenza nelle persone che ci circondano, tuttavia ciò che qualifica in senso morale determinate manifestazioni è l’indifferenza al dolore altrui. Tale sentimento varia dall’incomprensione del dolore, alla noncuranza, alla beffa, fino ad arrivare all’esaltazione del potere e del godimento. Nell’uso dell’alcol (come per tutte le droghe in generale) la prevaricazione sul benessere altrui è frequente: dall’esposizione di familiari e colleghi a comportamenti inopportuni e disturbanti, alla permalosità e aggressività accresciute dall’intossicazione, fino alle vere e proprie offese fisiche e al patrimonio. Tel. 045 7235607 fax 045 6269286 Alcol e gravidanza. Il caso più eclatante e doloroso riguarda l’uso dell’al- 40 NEgOzI e-mail: [email protected] www.grandaffi.it col in gravidanza, dove l’esposizione del feto al tossico può portare a futuri danni organici irrimediabili e la cui responsabilità è appena attenuata dall’ignoranza di quegli effetti. L’illusorietà del benessere da alcol. Un altro aspetto importante è l’illusorietà del benessere. Illusorio è il benessere delle bevande alcoliche che sollevano da forme d’ansia patologiche o da fobie sociali, non riconosciute precedentemente come tali, e che, sedate dal farmaco-alcol, lo rendono di conseguenza estremamente appetibile, ne giustificano l’uso e ne reclamano, anzi, la liceità di fronte a tutti quelli che asseriscono il contrario. Quali rischi. Infine, i rischi legati all’indebolimento delle capacità superiori della coscienza: ideazione, volontà, assunzione di responsabilità. L’esperienza della sedazione del malessere, di per sé lecita, favorisce meccanismi psichici di scissione ed espulsione (proiezione) di aspetti inaccettabili (dolorosi) di sé. Questo percorso psichico, che appare assai drammatico, caratterizza lo sviluptuo FIGlIo Beve ... po evolutivo di ogni singolo uomo e, in negativo, qualifica in varia misura gli ...o altri familiari hanno stati di dipendenza dall’alcol, come si problemi con l’alcolismo? mostra anche nell’esperienza terapeutiPuoi contattare i Gruppi Alcolisti ca: l’uso dell’alcol, rendendo inutili in vaAnonimi di Verona e Provincia. ria misura le capacità cognitive, rallenta PER INfORmAzIONI: 334.3952277 e rende meno incisiva la volontà. edv www.marmilabella.com • LUCIDATURA MARMO E GRANITO Sede Legale e amministrativa: loc. la Bella - 37015 DomeGliArA (Vr) Tel. 045.7731330 - fax 045.6887595 e-mail: [email protected] • SEGAGIONE MARMO GRANITO • SERVIZIO DI DEPOSITO E LOGISTICA Via sottomori, 710 37020 VolArGne (Vr) Tel. 045.6861351 - fax 045.6860102 e-mail: [email protected] circonvallazione Bran, 274 37013 cAPrino Veronese (Vr) Tel. 045.6201089 - fax 045.6206238 e-mail: [email protected] DELLAS S.p.A. 37023 costermano albarè caprIno v.se V.le Repubblica 4b Via de Gasperi 11 Via Scalette 39 Tel: 045 6200620 Tel: 045 6201299 Tel: 045 7241888 Fax: 045 6200605 Fax: 045 6203056 Fax: 045 7241074 bardolIno Borgo Cavour 22 Tel: 045 6228833 Fax: 045 6211167 garda colà di lazIse sandrà Corso Italia 114 Via Croce 10 Via zamboni 37 Tel: 045 6279972 Tel: 045 6490004 Tel: 045 7595507 Fax: 045 6270432 Fax: 045 6499042 Fax: 045 7595708 lugo di Grezzana (VR) ITAlIA Via Pernisa, 12 Tel. +39 045 8801522 r.a. fax +39 045 8801302 http://www.dellas.it. e-mail: [email protected] 14 DAL CENTRO DI ALBARÈ L’annuale “3° INCONtRO DeI lettORI” nell’ambito della «Tre giorni con Don Bosco » tra Baldo e Garda è stato davvero un grande successo per l’incontro/dibattito del salesiano pedagogista don BRUNO FeRReRO, autore di molti libri di contenuto educativo e di una fortunata serie di libri di storie tradotti in tutte le lingue. Il tema trattato – davanti ad una folta partecipazione di genitori accolti nella Sala civica del Comune di Costermano – è stato: Opera Salesiana VILLAggIO SOLIdALE “MAMMA MARgHERITA” COME DON BOSCO ragione religione amorevolezza don Bosco nel territorio di Albarè (Verona) Centro diurno per minori Comunità educativa residenziale per adolescenti in difficoltà • Comunità terapeutica di recupero per dipendenze • • Il tuo futuro con noi... ISTITUTO ORARIO DELLE LITURGIE fESTIVO lodi mattutine 8.45 Santa messa 9.30 Vespri 17.45 fERIAlE 6.50 7.00 18.45 ogni giovedì, alle 20.30: Lectio divina e ADoRAzIonE EuCARIStICA. Lo stile educativo che sfida il tempo LE SCUOLE SONO PARITARIE i vostri figli hanno solo voi! DAll’inDicE DEl liBro (pagg. 224): Una base solida L’amore è una cosa pratica Benedetto dialogo Disciplina: la grande sfida Costruire una persona forte Gli amici La scuola I preadoloscenti La religione Piccole e grandi questioni 15 Paura. È questo il sentimento che prevale oggi in molti genitori. Cronaca e ricerche d’illustri istituti e famosi professori li bombardano di cattive notizie. – Tutti denunciano. – Tutti incitano. – Tutti accusano. Asseriscono sicuri: il sistema familiare è malato grave. Pochissimi suggeriscono qualche terapia, sia pur minima. È più facile puntare il dito contro quello che non va. naturalmente con statistiche ineccepibili. Proporre soluzioni positive significa compromettersi e questo non piace, oggi. Questo libro – presentato alla conferenza/dibattito della “Tre giorni di don Bosco”, nota della redazione – va sommessamente controcorrente e suggerisce linee di intervento educativo, semplici e praticabili da tutti. Con totale simpatia e solidarietà per i genitori. edv . . . i gEnitori p o s sono farcEla! SCUOLA PRIMARIA (Elementari) SCUOLA SECONDARIA 1° GRADO (Scuola Media) SCUOLA SECONDARIA 2° GRADO (Scuole Superiori) Liceo Classico Liceo Scientifico Liceo Scientifico delle Scienze Applicate Istituto Tecnico Economico (Marketing - Amministrazione - Finanza) Studio pomeridiano - Doposcuola - Stage - Corsi di Inglese e Informatica RESIDENZA UNIVERSITARIA Via A. Provolo, 16 - Verona - tel. 045.8070711 - fax 045.8070712 e-mail: [email protected] - www.salesianiverona.it LeS Libreria editrice Salesiana Via rigaste San zeno, 13 VerOnA - tel. e fax 045.80.02.692 e-mail: [email protected] Tante proposte di saggezza educativa per genitori ed educatori. TuTTo l’occorrenTe Per il moDellismo, l’oGGeTTisTicA e lA PiccolA fAleGnAmeriA 16 COME DON BOSCO ragione religione amorevolezza b a m b i n i , n o s t ro s o r r i s o I diritti “naturali” dei bambini Il bambino non viene al mondo – per risolvere i problemi dei genitori, – per colmare mancanze nella loro vita, – per “rendere perfetta la loro felicità”, ma... per scrivere e vivere la propria storia. 1 2 3 4 Il diritto all’ OZIO: a vivere momenti di tempo non programmati dall’adulto... il diritto a SPORCARSI: a giocare con la terra, la sabbia, la paglia, l’acqua, i sassi, i rametti... il diritto agli ODORI: a percepire il gusto degli odori, a riconoscere i profumi offerti dalla natura... il diritto all’ USO DELLE MANI: a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare, incollare, plasmare la creta, legare corde, accendere un fuoco... 5 6 7 IL bambino 8 ... 9 10 il diritto a UN BUON INIZIO: a mangiare cibi sani fin dalla nascita, a bere acqua pulita, a respirare aria pura... il diritto alla STRADA: a giocare in piazza e nei prati liberamente, a camminare per le strade... il diritto al SELVAGGIO: a costruire un rifugio-gioco nei boschetti, ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi... è ...Come una banCa: qualsiasi cosa gli metti dentro la mente, te la restituisce dieci anni dopo, con gli interessi. ...Come un foglio bianCo: tutti quelli che gli passano vicino, gli lasciano il segno. ...un’isola di Curiosità, circondata da un mare di punti interrogativi. ...il nostro messaggio vivo, inviato a un’epoca che non vedremo. ...un bellissimo punto di partenza per l’uomo. ...un ponte verso il Cielo. il diritto al SILENZIO: ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua... il diritto alle SFUMATURE: a vedere sorgere il sole e il suo tramonto, ad ammirare nella notte la luna e le stelle... il diritto al DIALOGO: ad ascoltare e a poter prendere la parola, ad interloquire e a dialogare... «Onora il padre e la madre » è un bel comandamento che rimarrà però inascoltato finché padri e madri non avranno il coraggio di integrare il decalogo del Vecchio Testamento con un comandamento che è presente nel nuovo: «ONORA IL BAMBINO»! edv