4 Novembre
www.comunitanew.it
Festa dell’Unità
Nazionale e delle
Forze Armate
Numero 48
Periodico d’informazione locale
All’interno
Terza pagina
Cui Prodest ?....…..…... pag. 3
Francesco Panitteri
Storie di uomini….. ……... pag. 20
Banda Musicale
Nuovo Direttore Artistico.. pag. 5
Il Risveglio
Attività associativa. …….... pag. 5
Asd Calataphimi
Open Calcio a 5………...... pag. 4
Tramonti Elimi
Un punto di vista…………pag. 23
Foto-disegno: Monumento dedicato ai Caduti di tutte le guerre, nel
cimitero, di recente restaurato a
spese del Comune di Calatafimi
Segesta. I lavori sono stati eseguiti
dall'Impresa Cialona Giovanna di
Petrosino, diretta dal Tecnico Comunale Geom. Emilio Papa.
Ottobre 2014
La guerra è una pazzia
Centenario dell’inizio della I Guerra Mondiale
L
a prima guerra mondiale o “grande guerra” fu il più grande conflitto armato mai combattuto
fino alla seconda guerra mondiale. Ebbe inizio il 28 luglio
1914 e si concluse oltre quattro
anni dopo, l'11 novembre 1918.
L’Italia entrò in guerra il 24
maggio 1915 e terminò il 4
Novembre 1918.
Circa 8 milioni di soldati caduti, circa sette milioni di civili
uccisi. Una inutile strage.
Papa Francesco ha celebrato
Messa nel Sacrario di Redipuglia (Gorizia) in occasione del
centenario.
100.187 i caduti custoditi nei
22 gradoni del grande monumento che sorge alle spalle
dell’altare. Una collina di 50
metri. Ci sono i cognomi di
tutta Italia incisi nella pietra.
39.857 lapidi per i caduti noti e
due grandi tombe comuni, alla
sommita per i 60.330 rimasti
senza nome. Presente è la
scritta che compare sui gradoni.
Anche tanti Calatafimesi sono sepolti lì, alcuni sono noti
altri giacciono nella fossa comune. 190 i caduti calatafimesi
nelle I guerra mondiale iscritti
nel nostro albo d’oro. 90 i caduti nella II guerra mondiale.
“La guerra è una pazzia,
così ripete Papa Francesco, e
l’umanità non ha imparato
niente da quella lezione, una
seconda guerra e poi una terra,
a pezzi, che si sta combattendo
oggi in tante parti del mondo.”
Il 2 Novembre è la Commemorazione dei defunti, il 4 Novembre festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Se
per l’occasione andate al cimitero passate davanti al monumento che la città ha dedicato
ai Caduti di tutte le Guerre.
Rivolgiamo un pensiero ai
nostri caduti, a tutti i caduti,
ma in quel luogo ed in questo
momento dedichiamo una preghiera agli altri caduti, di tutte
le guerre che oggi si combattono in tutto il mondo.
P.B.
In occasione del 10° anniversario della morte di
Mons. Diego Taranto Comunità ha dedicato un inserto speciale, da staccare e conservare, redatto a
cura del prof. Leonardo Vanella………..….. a pag. 7
e-mail: [email protected]
Supplemento al n. 9 Anno IX° di Belice c’è
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Ottobre 2014
Non cedete alla rassegnazione
Comunità
Medjugorje
Messaggio del 25 Settembre
“
Siate padri accoglienti e
custodi della gioia”
Così ha parlato il Papa ai
Vescovi nominati in tutto il
mondo nell’ultimo anno.
La notte prima nella quale Gesù avrebbe scelto coloro che
sarebbero stati con Lui e che
poi avrebbe inviato nel mondo, la passò in preghiera.
Anche io prego per tutti
i pastori della Chiesa
universale perché con il
successore di Pietro
non si sentano isolati,
ma in comunione, responsabili
di tutta la Chiesa, non guardiani di una massa fallita, ma custodi della gioia del Vangelo.
In voi, ha detto il Papa, si veda
il volto di Dio. E’ importante
non bloccare la forza risanatrice che sgorga dall’intimo del
dono che avete ricevuto, e
questo vi difende dalla tentazione di andare e venire senza
meta, perché nessun vento è
favorevole a chi non sa dove
va.
Il popolo di Dio ha bisogno di
essere curato per stare sempre
vicino a Gesù, che si è auto
chiamato “il buon pastore”.
Ai novelli Vescovi il Santo
padre ha raccomandato soprattutto i giovani e gli anziani. I
primi perché sono le nostre ali,
e i secondi perché sono le nostri radici. Ali e radici senza le
quali non sappiamo dove andare, né chi siamo.
Vedo in voi le sentinelle capaci di svegliare le vostre Chiese, alzandovi prima dell’alba o
in mezzo alla notte per ridestare la fede, la speranza e la ca-
rità; senza lasciarvi assopire
con il lamento nostalgico di un
passato fecondo ma ormai tramontato.
Scavate ancora nelle vostre
sorgenti, con il coraggio di
rimuovere le incrostazioni che
hanno coperto la bellezza dei
vostri antenati, pellegrini e
missionari, che hanno
impiantato Chiese e creato civiltà.
Dialogate non per scontrarvi ma per costruire un
mondo migliore, con
umiltà, costanza e pazienza, siate seminatori di speranza e di gioia.
Le parole del Papa non valgano solamente per i Vescovi,
ma per tutti.
Padre Campo
Cari figli!
Anche oggi vi invito perché
anche voi siate come le stelle
che con il loro splendore danno la luce e la bellezza agli
altri affinché gioiscano.
Figlioli, siate anche voi splendore, bellezza, gioia e pace e
soprattutto preghiera per tutti
coloro che sono lontani dal
mio amore e dall’amore di mio
Figlio Gesù.
Figlioli, testimoniate la vostra
fede e preghiera nella gioia,
nella gioia della fede che è nei
vostri cuori e pregate per la
pace che è dono prezioso di
Dio.
Grazie per aver risposto alla
mia chiamata.
Nozze d’oro: Auguri a:
♦ Coniugi Leonardo Di Stefano e Anna Vivona che il 16 settembre nella chiesa del SS.
Crocifisso, insieme alla famiglia, hanno celebrato il 50° anniversario di matrimonio;
♦ Maestro Franco Marchese e alla signora Castiglione Piera
per l’anniversario di matrimonio;
♦ coniugi Giuseppe Vanella e Antonia Senia che il 11 settembre nel Santuario di città della Madonna di Giubino, insieme a tutta la famiglia, hanno celebrato il loro 60°
anniversario di matrimonio.
A tutti loro va il nostro augurio,
un esempio
per le nuove generazioni di giovani coppie.
Dall’arcivescovo Bommarito
Lunedì 13 ottobre, alle ore 18:30, con partenza dal circolo
XV Maggio, ci recheremo a Terrasini, per fare visita a
mons. Bommarito, ex arcivescovo di Catania.
Invito tutti a partecipare, e a darne conferma al sottoscritto.
Padre Campo
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Ottobre 2014
Immigrazione, Mare Nostrum, Accoglienza
“Cui prodest?”
a chi giova tutto ciò?
V
orrei riprendere la
terza pagina che abbiamo già inaugurato
su Comunità nel mese scorso
riportando delle considerazioni e delle riflessioni di un noto
giornalista.
Sul quotidiano “Giornale di
Sicilia” di giovedì 11 settembre 2014 è comparsa una intervista con Magdi Allam,
giornalista di origini egiziane
adottato dall’Italia e battezzato dal Santo Padre Benedetto
XVI° a Roma nel 2008.
Da allora Magdi Cristiano
Allam, convertito al cattolicesimo, vive sotto scorta per le
minacce di morte ricevute
dall’estremismo islamico, che
non ha accettato la sua libera
scelta di vita.
Il giornalista, evidentemente
profondo conoscitore del
mondo arabo sia moderato che
estremista poiché arabo lui
stesso, così esordisce nell’articolo :
“Ha ragione Papa Francesco
quando dice che si stà combattendo la terza guerra mondiale. Dobbiamo decidere
solo se essere vincitori o vinti.
Se perdiamo sull’altra sponda del Mediterraneo, la prossima battaglia si combatterà
sulla nostra sponda”.
Quindi una delle parti più
crude della sua intervista: a
proposito degli Africani, dei
migranti, degli immigrati. Secondo il giornalista bisognerebbe “Aiutarli a casa loro
andando a combattere la po-
vertà, le ingiustizie sociali, i
conflitti. Non possiamo renderci complici dello spopolamento dell’Africa, né dei trafficanti clandestini. L’Italia,
addirittura, investe con l’operazione “Mare Nostrum” 10
milioni di euro al mese per
andare a raccoglierli al limite
delle loro acque territoriali e
portarli da noi.
Così i clandestini non fanno che crescere. Bisogna,
allora, procedere esattamente
all’opposto creando uno sbarramento e respingendo i barconi. Giusto accompagnarli,
per assicurarsi che non affondino: Ma non possiamo
più trasmettere il messaggio
che l’Italia è l’unico Stato al
mondo che investe per l’autoinvasione”.
Ed ancora riguardo le immigrazioni “ Entro il 2050 potrebbero riversarsi in Europa
50 milioni di africani.
Ciò si tradurrebbe nella
fine dell’Europa stessa sul
piano demografico, sociale,
culturale”.
Lascio che traiate le vostre
conclusioni, ma riflettere su
questi temi è importante, vitale forse.
Non si tratta di essere buonisti a tutti i costi o razzisti “a
priori”, si tratta di valutare e
verificare la veridicità di certe
asserzioni (sono considerazioni fatte da un arabo, seppur
oramai occidentalizzato e cristianizzato), la correttezza di
alcune analisi, i rischi per una
Comunità
società e per una cultura.
E si tratta di chiedersi “Cui
prodest?”, a chi giova tutto
ciò?
A chi giova che l’Africa si
spopoli e dei diseredati vengano tra altri soggetti già in gravi difficoltà ad alimentare tensioni?
A chi giova che in quegli
Stati la guerra sia sempre fomentata ed alimentata e che
gli imbarchi di esseri umani
verso l’Italia e gli sbarchi sulle
nostre coste continuino?
A chi giova alimentare una
macchina dell’accoglienza che
non accoglie veramente (per
mancanza di risorse e di tanto
altro) ma è un paravento per
alimentare speranze tra chi va
via dal proprio paese senza
sapere cosa può – oramai –
trovare e ricevere da noi?
Nelle grandi città oramai ci
si è abituati ad una società
multi etnica (anche se nelle
democrazie avanzate le regole
vengono rispettate rigorosamente, cosa che in Italia non
avviene nel modo più assoluto), ma in un piccolo paese,
dove le tradizioni, la fede, il
credo in certi valori sono –
tutto sommato – ancora vivi,
come si valuta ciò?
Si è disposti a rischiare di
perdere una identità ed una
tradizione che potrebbe, in
futuro, essere invisa a qualcuno il quale, presentandosi quale ospite, tenderebbe probabilmente a divenire con l’andare
del tempo un padrone-tiranno
imponendo le sue regole?
Sono solo le domande che
ci poniamo leggendo un articolo, tutto qui.
a
Francesco Ferrisi
rz
Te
n
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P
a
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Ottobre 2014
Anagrafe
Cittadina
Il nostro cordiale benvenuto
a: Gabriel Drago nato Erice
il 2 Settembre, Cosimo Simone nato a Erice il 3 Settembre,
Aurelia Morsellino nata a
Erice il 17 Settembre, Myriam Manzo nata a Palermo
il 19 Settembre, Aurora Calamusa nata a Erice il 24 Settembre, Rosalba Giurintano
nata a Erice il 28 Settembre.
Auguri alle nuove famiglie.
Si sono uniti in matrimonio:
Antonio Fanara e Antonia
Vanella il 5 Settembre.
Il nostro cordoglio alle famiglie per la scomparsa di: Vincenza Bianco di anni 87 l’1
Settembre, Gilda Maiorana
di anni 79 il 6 Settembre, Arcangela Calamusa di anni 91
il 7 Settembre, Giovanna Mazara di anni 69 l’8 settembre,
Marianna Campanella di
anni 88 il 13 Settembre, Andrea Sciortino di anni 68 il 25
Agosto, in Germania, Giuseppe Costa di anni 87 il 17
Agosto, in America.
A cura di Alberto Fanara
in collaborazione
con l'Ufficio Anagrafe
e Stato Civile
II Assemblea Generale
Straordinaria
del Sinodo dei Vescovi
“Le sfide pastorali
della famiglia nel contesto
dell'evangelizzazione”
Vaticano, 5-19 Ottobre 2014
Preghiera a pag. 18
Comunità
Asd Calataphimi
Open di Calcio A5, si riparte a fine Ottobre
I
l 22 settembre è iniziata la
preparazione atletica del
Calataphimi, che anche
quest’anno parteciperà al campionato Open di Calcio A5 organizzato dal CSI di Trapani.
Lo scorso campionato come
prima esperienza, la squadra
calatafimese si è classificata
seconda aggiudicandosi cosi
l’accesso alla fase regionale.
Nella fase regionale, il
gruppo si rivela squadra ostica, non sfigurando nei confronti delle compagine palermitane molto più organizzate e con molta più esperienza. Si classifica seconda nel
girone sfiorando il passaggio
del turno, sperando in un eventuale ripescaggio che poi alla
fine non è arrivato.
Tirate le somme dell’intero
anno calcistico, la dirigenza ha
deciso che per il gruppo occorreva una persona capace di dare
quell’organizzazione
e
quell’esperienza che possiedono le squadre veterane con più
anni alle spalle. La persona
scelta per raggiungere questo
obiettivo è il Mister Luciano
Mucaria. La squadra affidata al
mister è stata arricchita con
nuovi innesti rispetto lo scorso
anno. Per un campionato che
si prospetta più duro con delle
nuove società che hanno deciso
di abbandonare la FIGC ed
iscriversi al CSI si è cercato
dunque di rinforzarsi in alcuni
reparti. La rosa è rimasta
quasi invariata partendo dal
capitano G. D’ Anna, V. Lanno, R. D’Anna e S. Simone
giocatori con maggior espe-
rienza, e la conferma di F.
Bruccoleri(95), M. Todaro,N.
Balduccio e E. Lanno. I nuovi
acquisti: V. Mucaria, A. Simone, N. Simone, F. Bruccoleri
(92) e F. Bellini.
Il nuovo campionato partirà
a fine ottobre e le squadre già
pronte al via son ben dieci:
Asd Calataphimi, Itis Trapani,
Entello Erice, Asd Giudecca
(Erice), Pgs don Bosco
Trapani, Asd Eracle
(Erice), Garibaldi 58
(Trapani), San Francesco (Alcamo), Asd
Castellammare e madonna di Fatima (Erice).
“Sono fiducioso per il nuovo
campionato, ci aspettiamo un
girone ancora più competitivo
dello scorso anno, i ragazzi
stanno lavorando bene e credo
che i risultati arriveranno. Sicuramente dobbiamo migliorare su altri aspetti, cercare di
far meglio in campionato e
accedere ancora alla fase regionale che nella scorsa stagione ci ha dato motivo di orgoglio”. Commenta il presidente Vincenzo Lanno.
Info: Le partite in casa verranno disputate nel campo Rustic
il venerdì sera alle 20.30. Ogni
mercoledì sulla pagina facebook e sul sito Calatafimi
Segesta News verranno pubblicate la cronache delle partite, i risultati, la classifica, la
pagella giocatori ed inoltre si
sta lavorando per riuscire a
mettere le azioni più belle delle partite. Un grosso “in bocca
al lupo” al CALATAPHIMI
per la nuova stagione.
@
Pagina 5
Comunità
Ottobre 2014
Associazione “Il Risveglio”
Le nostre attività
A
quattro mesi esatti
dalla nascita della nostra associazione comunichiamo le attività svolte
fino alla data odierna.
Nell’ambito del programma
“ALZATI E CAMMINA” sono stati organizzati i seguenti
eventi:
♦ 5 luglio 2014: visita ed
escursione alle saline di Trapani al tramonto
♦ 10 agosto 2014: passeggiata
al chiaro di luna (piena!!!!)
al “ Timpuni d’u nannu”. Un
percorso di circa otto km
fino al raggiungimento della
vetta del colle (m 521) dove
abbiamo goduto di un breve
“CONCERTO ALLA LU-
NA” eseguito dalla giovane
violinista Laura Sabella. La
serata è stata altresì arricchita da un fantasioso buffet
offerto dall’ Associazione .
La manifestazione ha visto
oltre 60 partecipanti.
♦ 7 settembre 2014: tramonto
su Monte Polizo; un percorso di circa 5 km fino alla
vetta del monte dove abbiamo goduto del suggestivo
calare del sole dietro l’isola
di Favignana.
Inoltre l’associazione si è occupata della pulizia, dell’abbellimento e della cura dei
vasi della via S.Marchese. della quale abbiamo chiesto ed
ottenuto l’autorizzazione all’a-
dozione. Cogliamo l’occasione
per sensibilizzare tutte le altre
associazioni di Calatafimi in
questo senso, aperti e disponibili ad accogliere qualsiasi
suggerimento che possa dare
lustro e decoro alla nostra città.
Di particolare interesse sono
stati i due seminari condotti
dalla Counselor Luisella Ventura nostra socia onoraria:
♦ 7 luglio 2014:
“Comunicazione Efficace”
♦ 8 settembre 2014: “Tecnica
Metamorfica”
Entro la fine di questo anno è
prevista la presentazione ufficiale della nostra Associazione, sarà nostra cura comunicare per tempo alla vostra redazione tempi e modi.
lI presidente
Giuseppina Catalano
Opuscoli da collezionare per voi lettori
La Storia del SS. Crocifisso
nelle pagine inedite
di Mons. Diego Taranto
Nei numeri di Luglio, Agosto, Settembre,
Ottobre 2006 e Settembre 2007
Comunità pubblicò le varie parti di un testo
inedito di monsignor Diego Taranto sul SS.
Crocifisso di Calatafimi.
Questo testo viene ora ripubblicato nella sua
interezza in occasione del decimo anniversario
della scomparsa di monsignor Diego Taranto.
Libro e copertina
si possono ritirare presso
i seguenti punti:
Foto - Ottica Spatafora - via A. De Gasperi.
Cartolibreria Corselli - Via XV Maggio
Vobis Computer - corso Garibaldi
Cartolibreria Kartidea - Via A.De Gasperi
Un presbitero del ‘900
fra ricordo e memoria
1914-2014
Centenario della nascita di
Mons Giuseppe Scandariato
Discorso commemorativo di Sebastiano D’Anna
Abbiamo concluso la pubblicazione degli inserti del discorso commemorativo sul Parroco Scandariato. Con la copertina a colori gli
inserti si trasformeranno in un grazioso e modesto opuscoletto da rilegare e conservare.
Speriamo di aver fatto cosa gradita ai nostri
cari lettori.
La redazione
Il Giornale non riceve
nessun finanziamento pubblico
si sostiene con il contributo
economico degli amici lettori .
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Ottobre 2014
Comunità
da destinare
alla residenza, alle attività
produttive e terziarie che potranno essere cedute in proprietà o in diritto di superficie. AnConsiglio Comunale
no 2014. Determinazione prezzo di cessione;
7) Approvazione Piano Finanziario e determinaIII° Consiglio Comunale
zione delle tariffe relative alla TARI – Anno
Il consiglio Comunale, si è riunito, in seduta
2014.
ordinaria giorno 2 Settembre 2014 alle ore
***
19:30, nella sala delle adunanze, con il seComponenti commissione art. 5
guente .
Trovato anche l’accordo per la commissione art.
Ordine del Giorno
5 (riguardante le pratiche del terremoto!) per la
maggioranza: i geom. Gaspare Accardo e Andel 02/09/14
tonino Pumo per la minoranza l’agronomo
1. Nomina scrutatori;
2. Lettura ed approvazione verbali seduta prece- Giuseppe Parrino e il consigliere Marco Mancuso, per il sindacato l’ing. Biagio Vultaggio. Il
dente;
3. Interrogazione dei Consiglieri Anselmo, Man- sindaco ha nominato presidente l’assessore Piero Cannizzaro.
cuso, Autuori, Maiorana e Bruccoleri avente
***
per oggetto: “Procedura per l'acquisizione in
economia di beni e servizi”.
Nuovo Caposettore
4. Interrogazione dei Consiglieri Anselmo, Manai Lavori Pubblici e Territorio e Ambiente
cuso, Autuori, Maiorana e Bruccoleri avente
Con det. n. 24 del 12/9/14 il sindaco ha nomiper oggetto: “Realizzazione dell'impianto di nato l'Ingegnere Angelo Giuseppe Mistretta di
illuminazione pubblica e la sistemazione della Partanna responsabile dei settori Lavori Pubblirete viaria in c/da Giummarito”;
ci e Tecnico Manutentivo [VI] e Territorio e
5. Interrogazioni, interpellanze e mozioni;
Ambiente [VII] mediante stipula di un contrat6. Avviso n. 8/2014 dell'Assessorato Regionale
to di diritto privato part/time per n° 18 ore settiAutonomie Locali e F.P.: art. 30, comma 7 e 7
manali, giusto avviso d i selezione pubblica del
bis della L.R. 28 Gennaio 2014 n. 5 e s.m.i..
28/8/2014. Con decorrenza dal 15 settembre
Anticipazione della quota del Fondo destinato
2014 fino alla durata del mandato amministratial compenso squilibri finanziari. Presa d'atto;
vo del Sindaco.
7. Approvazione Regolamento IUC;
***
8. Approvazione Aliquote IMU – Anno 2014;
Rimborsi Studenti pendolari
9. Approvazione Aliquote TASI – Anno 2014;
Approvata
all’unanimità invece la mozione pre10.Proposta di nomina dei componenti la Commissione di cuiall'art.
5
della
Legge sentata dalla minoranza avente ad oggetto: “Il
29/04/1976 n. 178 e successive modifiche ed rimborso degli importi pagati alla Ditta Tarantola Bus dai genitori degli studenti pendolari per
integrazioni.
l’anno 2013-14” con l’emendamento della maggioranza riguardo alla compatibilità delle risorOrdine del Giorno Martedì
se di bilancio. L’amministrazione si è subito
30 Settembre 2014
impegnata a produrre un avviso alla cittadinanza
1) Nomina scrutatori;
per presentare le richieste di rimborso. E’ chiaro
2) Lettura ed approvazione verbali seduta prece- che il rimborso non avverrà in tempi brevi ma
dente;
dipenderà dalle risorse presenti in bilancio.
3) Interrogazioni, interpellanze e mozioni;
***
4) Mozione avente ad oggetto: “Rimborso imConsiglio di Amministrazione IPASS
porti pagati alla Ditta Tarantola Bus dai geni- E’ stato nominato dal sindaco il nuovo consitori degli studenti pendolari;
gliere del consiglio di amministrazione dell’I5) Modifica art. 5 del Regolamento Comunale PASS -Istituto Domenico Saccaro Santo Pisano
approvato con atto di C.C. n. 53/07;
6) Verifica quantità e qualità di aree e fabbricati
Attività
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Comunità
Monsignor Diego Taranto
Dieci anni dopo
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Comunità
Monsignor Diego Taranto
Dieci anni dopo
S
crivere di monsignor Diego Taranto nel decimo anniversario della sua scomparsa (6 Ottobre
2004) può anche apparire facile, e sono sicuro che tanti che l'hanno conosciuto, potrebbero
parlarne anche a lungo, raccontando fatti ed episodi illuminanti che lo riguardano. Quello
che non è facile è andare oltre l'aneddotica; considerata l'estrema riservatezza, che pur nella cordialità e nella disponibilità sacerdotale, lo caratterizzava. Egli era nato a Calatafimi l'8 Ottobre
1919 da Filippo e da Pasqua Collura, era stato poi battezzato il successivo 29 Ottobre nella Parrocchia San Giuliano, dove aveva ricevuto la cresima l'11 Novembre 1924 (1).
Una guida sicura
Ordinato presbitero nel 1944 a Mazara del Vallo (2), esercitò a Calatafimi la sua missione sacerdotale a partire dal 1949 (3), e fino alla fine; fino a quando cioè il 6 Ottobre del 2004, due giorni
dopo avrebbe compiuto 85 anni, è improvvisamente scomparso. Come sacerdote è stato per tanti
di noi, che, quando lo abbiamo conosciuto, portavamo i pantaloni corti, una guida sicura ed affettuosa, un punto fermo di riferimento (4). Anche quando poi siamo cresciuti, ed in tanti siamo partiti in cerca di lavoro, vivendo per lunghi anni in mezzo alle nebbie del nord Italia o in terre ancora più lontane, sapevamo che, tornando a Calatafimi, dopo avere riabbracciato i nostri cari, avremmo potuto ritrovare padre Taranto lì, dove lo avevamo lasciato, e dove lo avevamo pensato, nella
chiesa di S. Michele, o, negli ultimi anni, nel santuario di Maria SS.ma di Giubino.
Maria SS. di Giubino
É nota a chi l'ha conosciuto la sua filiale devozione a Maria SS. di
Giubino. Nel santino fatto stampare in ricordo del 50° anniversario
della sua ordinazione sacerdotale egli così La invocava: "Maria SS. di
Giubino, madre di grazia, mia guida verso l'altare, mio sostegno nell'apostolato, mia stella nella via del cielo". E posso azzardare, perché
simili confidenze erano impensabili, che una delle sue gioie più grandi
sia stata la nomina a rettore del santuario di Maria SS. di Giubino, incarico che ricoprì dal 1988 fino alla morte (5). Questa chiesa diventò il centro della sua attività
pastorale. Lì, nell'ampia sacrestia, che sovrasta la cripta delle Benedettine, con le quali diceva di
sentirsi in ottima compagnia, sapevi di poterlo trovare, spesso seduto dietro la scrivania col breviario aperto a pregare o davanti a documenti del suo archivio, o a libri, che egli portava con sé da
casa dentro una vecchia borsa di pelle nera, la stessa credo che egli usava durante la sua attività di
professore presso il seminario prima di Mazara del Vallo e poi di Trapani (6), e di responsabile di
importanti uffici presso la curia prima di Mazara del Vallo e poi di Trapani (7).
Verso il sacerdozio
Non sappiamo quando e come sia nata la sua vocazione al sacerdozio; ma in essa fu certamente
determinante l'ambiente familiare. Egli mi disse una volta che ricordava ancora la voce del padre
Filippo, che, scendendo le scale di casa la mattina per recarsi al lavoro, recitava le sue orazioni; e
del padre mi riferì un'altra volta, che faceva parte della Congregazione di Maria SS. degli Agonizzanti, che aveva la sua sede nella chiesa di S. Isidoro, vicino casa loro. Quello che sappiamo è che
il giovane Diego entrò nel Seminario di Mazara del Vallo, alla cui diocesi apparteneva allora Calatafimi, nel 1932, all'età di 13 anni (8). Lì dentro si plasmarono la sua spiritualità e la sua cultura.
Due importanti figure
Io credo che due sacerdoti siano stati particolarmente importanti nella formazione spirituale e cul-
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Comunità
turale del giovane seminarista Diego Taranto negli anni del seminario a Mazara. Essi furono
mons. Benedetto Vivona e mons. Nicolò Bonaiuto; entrambi calatafimesi, ed entrambi attivi nel
seminario di Mazara negli anni stessi della sua formazione; l'uno mons. Vivona come direttore
spirituale, l'altro, mons. Bonaiuto, come brillante docente negli anni di "filosofia, storia ecclesiastica e civile, teologia morale, diritto canonico, S. Scrittura ed altre materie" ancora (9). Non credo
possa attribuirsi solo al caso il fatto che di entrambi questi suoi "maestri" padre Taranto abbia
scritto o contribuito a scrivere la biografia (10).
Il “Padre Maestro”
Mons. Benedetto Vivona (1877 - 1968), da tutti chiamato il "Padre Maestro" (11), di 42 anni più
grande di P. Taranto, con la sua vita santa ed austera è stato certamente un modello di vita spirituale, un "grande maestro di spirito" (12), come egli stesso lo definisce, per generazioni di sacerdoti e laici, che lo hanno conosciuto; tanto che non è "fuori luogo parlare di una vera scuola di
spiritualità, creatasi attorno alla persona esemplare del Sacerdote Benedetto Vivona" (13). Del
"Padre Maestro" mons. Taranto rimase negli anni "fedele e devoto amico" (14), e poi anche confidente (15), fino alla morte di questi nel 1968; tanto che mons. Vivona lasciava i suoi libri, "in segno di affettuosa riconoscenza", "a favore" del can. Taranto, e solo "le vive insistenze di quest'ultimo fecero sì che il beneficiario ne fosse poi il Seminario di Mazara" (16). Dopo la morte di
mons. Vivona fu mons. Taranto che raccolse un'amplissima documentazione sulla vita e la spiritualità del "Padre Maestro". Questa documentazione venne poi utilizzata per comporre la biografia
spirituale del "Padre Maestro", biografia che fu redatta da mons. Giuseppe Barone "anch'egli suo
discepolo" (17); da essa risulta la figura esemplare di un autentico asceta. Certamente la vita parca
ed austera che mons. Taranto visse, la dedizione totale al suo ministero sacerdotale (18), affondano le loro radici in un terreno reso spiritualmente fertile dal "Padre Maestro". Ma questo è un campo di difficile indagine, vista sia l'estrema riservatezza di mons. Taranto, che la mancanza, al presente, di scritti autobiografici e dell'epistolario (19).
Mons. Nicolò Bonaiuto
L'altro sacerdote che certamente influenzò la formazione del seminarista Diego Taranto, fu mons.
Nicolò Bonaiuto (1885 - 1969) di 34 anni più grande, professore nel Seminario di Mazara dal
1931 al 1946, in pratica negli stessi anni in cui vi si formava il seminarista Taranto. Di lui, che fu
suo professore (20), mons. Taranto scrive fra l'altro: "È una figura che non riesci a dimenticare", e
lo definisce: "anima grande, carattere aperto, sincero, alieno da ogni infingimento, ingegno vivace
e penetrante", insomma un "autentico maestro di vita" (21). In campo sociale mons. Bonaiuto fu
un attivo interprete della dottrina sociale della Chiesa. Egli fu guida del suo popolo non solo dal
punto di vista spirituale; ma anche sociale. Fu - come scrive mons. Taranto - "un capo" che s'impone "con le virtù, il suo sapere, la sua volontà, la sua indipendenza da ogni partito e da ogni fazione", "un capo" che ebbe "come primo dovere il servizio umile e generoso" (22). A Calatafimi
fonda "la «Cassa rurale Maria SS. di Giubino», che però ebbe breve vita (23). Nel 1914 frequenta
la Scuola Sociale di Bergamo (24) per i dirigenti dell'Azione Cattolica (25). Si impegna in prima
persona nel Partito Popolare fondato da don Luigi Sturzo (26). "In campo sociale" "opera con ardore nelle Unioni cattoliche sia a Calatafimi che in diocesi" e non teme "di affrontare sulle pubbliche piazze gli avversari del nome cristiano" (27). Si tratti di "rossi" (28) o di "neri" (29); anche se,
ironia della sorte, per "dovere d'ufficio", nel 1935 si ritrovò ad essere, nominato dal Vescovo, cappellano federale degli avanguardisti (30).
Lo storico
Figura poliedrica, mons. Bonaiuto è stato, oltre che apprezzato poeta, anche uno dei maggiori
esponenti di una lunga serie di sacerdoti calatafimesi, che già dalla seconda metà del 1700 ha coltivato in varia maniera la "storia patria" (31). In questa tradizione si va ad innestare anche l'opera
di mons. Diego Taranto. Egli nel ricordare mons. Bonaiuto come storico, lo definisce "insigne
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conservatore e cultore di memorie patrie" (32). In questa duplice definizione di "conservatore" e
di "cultore" si trova espressa la sua stessa concezione dell'attività dello storico (33).
Le silenziose “vittime”
Bisogna considerare che anche a Calatafimi le leggi del "governo liberal - massonico" del nuovo
Regno d'Italia, che portarono allo "incameramento dei beni ecclesiastici" produssero gravissimi
danni, sia ai nostri beni architettonici che archivistici. Queste leggi, poco note, e di cui non si parla
sui libri di scuola, furono delle leggi del 1862, del 1866 e del 1867, per mezzo delle quali lo Stato
si accaparrò i beni di proprietà degli enti religiosi, che poi vendette ai privati. I danni prodotti da
queste leggi a Calatafimi sono ancora sotto i nostri occhi. A livello di beni architettonici fra le più
illustri "vittime" di queste leggi ricordiamo la chiesa di S. Antonio abate, che si trovava nei pressi
della chiesa del Convento di S. Francesco, e al cui posto sorgono oggi abitazioni private, la chiesa
campestre di S. Maria dei Palmeri, per anni mattatoio pubblico e poi rasa al suolo dopo il terremoto del 1968, la chiesa ed il Convento del Carmine (34). Meno evidenti, ma altrettanto gravi furono
i danni prodotti da queste leggi sui beni archivistici, venne infatti disperso o distrutto irreparabilmente un patrimonio di documenti, accumulati e conservati per secoli negli archivi e biblioteche
di conventi, congregazioni e chiese. Per "l'incameramento dei beni ecclesiastici", nota con ironia
mons. Taranto, "tante carte finirono nelle mani di privati che le conservarono perché faceva loro
comodo, mentre più tardi splendettero di luce nel forno o ricevettero immense carezze nelle mani
dei salumai" (35).
La diffidenza
Per la sua formazione e per la sua esperienza, dunque monsignor Taranto nutriva una giustificata
diffidenza nei confronti di un potere civile troppo spesso legato all'interesse privato o di parte; e
dal pulpito non esitava a far sentire alta la sua voce, se vedeva violati gli interessi della Chiesa.
Per il resto si adoperava per quanto gli era possibile di limitare i danni, che vedeva arrecati al patrimonio culturale di Calatafimi; così quando dopo il terremoto del 1968 venne demolito con le
ruspe il Monte di Pietà, che era stato fondato da Pietro Stabile nella prima metà del 1800, egli,
solitario, si adoperò per salvare almeno alcuni dei registri in esso conservati. Bisognava salvare il
salvabile.
Il “Conservatore”
Lo studioso di "memorie patrie" in primo luogo è dunque un "conservatore", ovvero ricerca e custodisce "documenti" del nostro passato. Questa funzione di "conservatore" mons. Taranto la esercitò - come scrive - fin dalla "giovinezza" (36), cominciando a raccogliere dalla viva voce di decine di persone i "Canti religiosi popolari calatafimesi", e conservandoci così preziosi documenti di
fede, di cultura e anche di storia, basti pensare a quel documento unico e prezioso, che è il canto
che ricostruisce momento per momento l'incendio che devastò la chiesa del SS. Crocifisso nel
1887, provocando la distruzione dello stesso Crocifisso miracoloso (37).
Il “Cultore”
Oltre a quella di "conservatore" l'altra funzione dello storico, secondo la visione di mons. Taranto
è quella di "cultore"; egli è cioè "colui che coltiva" le tradizioni e le memorie patrie e quindi, come un buon agricoltore, fa loro produrre un frutto di conoscenza, da trasmettere alle nuove generazioni, altrimenti ignare (38).
Uno stile “cordiale”
Che mons. Taranto non scriva per sé, lo si vede dal tipo di linguaggio usato nella maggior parte
delle sue opere; la sua è una lingua semplice, ricca di immagini, colorita, discorsiva, come se con
essa l'Autore volesse andare incontro al Lettore, anche al più semplice, in modo cordiale, col sorriso sulle labbra, prendendolo per mano e guidandolo. È questa una scelta consapevole, non facile e
non comoda. Semplificare in maniera corretta ed efficace richiede infatti una approfondita conoscenza dei contenuti. Ma è una scelta, e lo si vede con chiarezza confrontando questo stile
"divulgativo" con il linguaggio asciutto, tecnico, scientifico, che egli sa usare nel saggio storico
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"La Diocesi di Mazara nel 1430: il rivelo dei benefici" (1980, 1981).
L'origine di una passione
Mons. Taranto amò la "sua" Calatafimi (39), apprezzandone, io credo, più che il presente il passato. Ne amò l'identità culturale, la religiosità che si manifesta nella sua storia e nelle tradizioni sopravvissute per secoli. Egli mi confidava un giorno, ma inopportuno sarebbe stato chiedere una
successiva conferma, che aveva iniziato ad interessarsi di storia, quando frequentava il terzo anno
del Ginnasio, l'attuale 3ª Media, in Seminario a Mazara del Vallo. Allora in previsione di una visita che avrebbero fatto a Selinunte i seminaristi ricevettero un'accurata preparazione, mi sembra da
parte dello stesso rettore don Gaspare Aiello, che citò parecchi autori, fra cui il Fazello, della cui
opera il giovane seminarista Taranto compilò un indice.
L'avidità di notizie
Egli, che non amava parlare di se stesso, nell'opera che dedica al SS. Crocifisso ed ai Ceti, si lascia sfuggire, usando un plurale di umiltà ("pluralia humilitatis"): "Noi [siamo] estremamente avidi di notizie per tramandarle ai posteri" (40). Quindi alla base della sua attività di storiografo c'è
questo "desiderio intenso", quasi "eccessivo" di "notizie" su Calatafimi. Per questa "avidità" di
notizie mons. Taranto ricorda un altro grande della nostra storia locale, il notar Vito Pellegrino,
che nel suo amore per la storia del "proprio natìo solo" confessava di "aver avuto dell'eccesso" (41).
Un archivio eccezionale
Il seminario di Mazara era provvisto di un archivio storico di grandissima importanza anche per
Calatafimi, che ha fatto parte di quella diocesi fino al 1950. A questo archivio, che era stato fatto
riordinare nel 1792 dal Vescovo Ugo Papè (42), possiamo immaginare con quale trepidazione il
giovane seminarista Diego Taranto si sarà accostato nel tempo libero. E di quest'archivio egli fu
poi dal 1947 anche archivista, e quindi responsabile (43). Quanto tempo e fatica e pazienza gli
sarà costato decifrare quelle antiche carte, quanta gioia gli avrà prodotto aver trovato documenti
utili alla storia della diocesi e di Calatafimi, in quel mare magnum di carte ingiallite dal tempo. Ed
egli in un suo testo con fare bonario raccomanda al Lettore di essere paziente come l'Autore lo è
stato nel portare alla luce notizie così lontane nel tempo (44).
Le opere pubblicate
La produzione scritta che ci ha lasciato mons. Taranto non è rilevante per la quantità, ma per la
qualità, ed essa sarebbe stata inferiore se, come egli stesso dichiara, quasi a giustificarsi, non fosse
stato in qualche caso quasi costretto a pubblicare (45), o non avesse vinto la ritrosia a pubblicare
un lavoro non ancora considerato compiuto (46).
I.
Il primo scritto, che mons. Taranto ha pubblicato è un opuscolo dal titolo "La Croce fonte di trionfo per la religione cristiana" (47), realizzato in occasione della processione ideale, che si svolse
durante la festa del SS. Crocifisso del 1961. Questa esperienza di autore del libretto di una processione ideale lo accomuna a una schiera di sacerdoti calatafimesi, chiamati in occasione delle varie
Feste ad illustrare in un libretto - guida il tema biblico messo al centro della Festa, e rappresentato
mediante personaggi e carri nella cosiddetta "processione sacro - allegorico - ideale".
II.
Nel 1969, in occasione della scomparsa dell'arciprete mons. Nicolò Bonaiuto, suo antico professore nel seminario di Mazara, pubblica un foglio pieghevole, dal titolo "Mons. Nicolò Bonaiuto arciprete" con una breve biografia e la bibliografia (48).
III.
Al 1978 risale la biografia "Vita interiore di mons. Benedetto Vivona" (49). Dalla copertina del
volume l'autore del testo risulta essere mons. Giuseppe Barone, ma già nella copertina interna si
trova l'indicazione: "A cura del sac. Diego Taranto", ad indicare che la raccolta della amplissima
documentazione, su cui la biografia si basa, è stata effettuata da mons. Taranto, mentre mons. Ba-
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rone ha curato la stesura del testo (50).
IV.
Due anni dopo, nel 1980 mons. Taranto pubblica un opuscolo di poche pagine, "La chiesetta della
Madonna della Pietà in contrada Cultromeggio di Calatafimi", sulle origini della chiesetta campestre di contrada Cultromeggio, e sul culto della Madonna della Pietà, la cui icona in essa si venera
(51).
V.
Nello stesso anno 1980 e nel successivo 1981, appaiono sulla prestigiosa rivista internazionale
"Mélanges de l'École française de Rome", le due parti di un saggio storico dal titolo "La Diocesi
di Mazara nel 1430: il «Rivelo» dei benefici" (52). Vi si traccia un "panorama, quasi completo,
degli enti ecclesiastici (benefici, capitolo della cattedrale, chiese, monasteri, confraternite, ecc.) e
dei loro beni" nella diocesi di Mazara, e cioè in pratica nella Sicilia occidentale, nel 1430 (53).
Ecco che in quest'opera emerge per la prima volta, una parte del lavoro di ricerca svolto da mons.
Taranto nell'archivio della Diocesi di Mazara.
VI.
Nel 1981 stampa in ciclostile "Canzuneddi di Natali" dell'arc. Ignazio Mollica, con Note storiche
del sac. Diego Taranto (54). In questo artigianale volumetto vengono riproposte le antiche nenie
natalizie in dialetto siciliano, entrate nella tradizione popolare calatafimese ed attribuite all'arciprete Mollica (1807 - 1870), assieme alle loro melodie. Nell'introduzione con linguaggio semplice
e colorito mons. Taranto fa rivivere le antiche tradizioni del Natale a Calatafimi.
VII.
Nel 1986 in occasione del centenario dalla nascita dell'arciprete mons. Nicolò Bonaiuto, mons.
Taranto pronunzia nella chiesa del SS. Crocifisso un ampio "Discorso" commemorativo, una vera
e propria biografia, successivamente pubblicato come introduzione al volume delle opere di Bonaiuto. In essa amplia le note biografiche che aveva già tracciato nel pieghevole del 1966 (55).
VIII.
Nel 1988 cura la rielaborazione in un unico volume dal titolo "Nostra Signora di Giubino, Patrona
di Calatafimi" delle due opere dedicate a Maria SS. di di Giubino da mons. Nicolò Bonaiuto (56);
e lo fa seguendo - come egli scrive - "un preciso schema dispositivo preparato già dall'Autore" ed
a lui affidato (57).
IX.
Nel 1982 pubblica quella che è la sua opera più conosciuta ed apprezzata "Il SS. Crocifisso di Calatafimi e i Ceti che da tre secoli lo festeggiano", un lavoro assai ampio e complesso, in cui mette
ordine e fa chiarezza, sulla base dei documenti e della "tradizione", in quel complesso ed a volte
effervescente mondo, che è quello della la Festa del SS. Crocifisso (58).
X.
Al 1993 risale la pubblicazione, dopo lunga elaborazione, del manoscritto settecentesco
"Calatafimi scoverto a' moderni" del notar Vito Pellegrino, opera fondamentale per la storia di
Calatafimi e non solo. In questo lavoro ho avuto il privilegio di affiancarlo (59).
XI.
Nel 1995 pubblica la raccolta dei "Canti religiosi popolari calatafimesi in lingua siciliana" (60),
espressione della religiosità del popolo di Calatafimi, frutto di un lunghissimo e paziente lavoro di
raccolta e trascrizione di fonti orali (61).
XII.
L'anno successivo, 1996, presenta con una dotta e brillante introduzione storica l'opera sugli antichi mulini ad acqua della valle del Crimiso ("I mulini di Calatafimi") realizzata da tre, allora, giovani "articolisti" ex art. 23: Leonardo Accardo, Pietro Bonì, Salvatore Palmeri (62).
XIII.
L'ultima opera che pubblica monsignor Diego Taranto è del 1997. Il suo argomento sono, come
recita il lungo titolo: "Le Processioni sacro allegoriche ideali e le sacre Rappresentazioni nelle
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Feste del SS. Crocifisso e di Maria SS. di Giubino in Calatafimi" (63). Nella prefazione egli dopo
aver definito questa sua opera una "modesta visione panoramica delle processioni ideali che qui [a
Calatafimi] hanno avuto luogo" (64); ammette che scriverla è stata un'"ardua impresa" (65). Si
tratta in realtà un'opera di ampio respiro, che gli è costata grande impegno, tanto che scrive:
"ringrazio Gesù Crocifisso di essere arrivato al traguardo" (66).
Un grandioso “polittico” incompiuto
Negli ultimi anni la sua attività storiografica continua nella consueta riservatezza. Egli lavora alla
realizzazione di quello che, possiamo dire, era stato ideato come un grandioso "polittico" sul SS.
Crocifisso. Nel 2006, due anni dopo la scomparsa di mons. Taranto, sul mensile "Comunità" appaiono alcuni suoi scritti inediti di parti ancora in elaborazione di questa grandioso progetto sul
SS. Crocifisso rimasto purtroppo interrotto. Esso si sarebbe composto, secondo le intenzioni
dell'Autore, di cinque parti. Su "Comunità", in vari numeri vennero pubblicate le bozze di quest'opera ancora in via di elaborazione (67), con la speranza che potesse venir fuori successivamente il testo di una redazione più completa o magari definitiva; ma ad oggi questa speranza
non si è realizzata.
Parte Iª
La Parte Iª dal titolo “La chiesa dei miracoli” sarebbe stata dedicata all'antica chiesetta di S. Caterina V. e M. di Alessandria, in cui nel 1657 si verificarono i miracoli, ed al culto della Santa
alessandrina a cui la chiesa era dedicata.
Parte IIª
La Parte IIª avrebbe avuto come titolo “I miracoli nella chiesa”; avrebbe cioè trattato dei miracolosi avvenimenti del Giugno 1657, dei "miracolati", delle vicende e dei personaggi che portarono alla edificazione dell'attuale santuario del SS. Crocifisso, che inglobò in sé la chiesetta di S.
Caterina.
Parte IIIª
Sarebbe seguita una Parte IIIª dal titolo “La chiesa che è un miracolo”, sul cui contenuto, almeno fino ad oggi, nulla ci è pervenuto. Si può supporre che in essa l'Autore avrebbe trattato della
chiesa dal punto di vista architettonico, e delle opere d'artigianato e d'arte in essa contenute.
[Parte IVª]
A queste prime tre parti ne sarebbe seguita un'altra da titolo “La processione ideale”, che possiamo considerare la IVª parte del trattato, ed è stata l'unica ad essere stata completata e pubblicata
dall'Autore stesso nel 1997 con il titolo "Le Processioni sacro allegoriche ideali e le sacre Rappresentazioni nelle Feste del SS. Crocifisso e di Maria SS. di Giubino in Calatafimi".
[Parte Vª]
La opera sarebbe stata chiusa da una Parte finale dal titolo “Appendice e Vari”, destinata a contenere alcuni importanti documenti relativi alla storia del SS. Crocifisso. L'unico di essi che vi è
stato inserito è un documento fondamentale per la storia del SS. Crocifisso, l’atto del notaio Pietro Colombo del 22 Marzo 1765, che riporta la Relazione, cioè la testimonianza, di Giuseppe
Fontana e Leonardo Ferraro, entrambi testimoni degli avvenimenti miracolosi accaduti nel Giugno del 1657.
L'archivio disperso
Dopo la morte dell'ultima sorella, la signorina Vitina, l'archivio che monsignor Diego Taranto
aveva raccolto con paziente ed incessante cura nel corso della sua vita andò disperso: smembrato e
successivamente devastato da più incursioni notturne. Ciò che alla fine rimase di esso, venne alla
presenza di uno degli eredi, raccolto da Pietro Bonì, allora consigliere al Comune di Calatafimi, e
consegnato alla biblioteca comunale. Lì questo materiale dopo essere stato riordinato e catalogato
si trova custodito in attesa di venire studiato. Di esso facevano parte una serie di carpette, che
avrebbero potuto contenere documenti o testi già elaborati; ma che purtroppo sono state trovate
"vuote". Pensando a come questo archivio fosse il frutto di anni di ricerca, e di meticolosa cura,
non si può non rimpiangere che esso non sia stato subito dopo la scomparsa di monsignor Taranto,
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affidato a qualche pubblica biblioteca o archivio, affinché il suo lavoro non andasse perduto. L'omaggio più vero e sincero che avremmo potuto fare alla sua memoria di appassionato cultore di
"storia patria" sarebbe stato quello di mettere a disposizione della gente di Calatafimi quel patrimonio fatto di notizie e di documenti, e di pagine anche se incompiute ed in fase di elaborazione.
Si tratta di un "patrimonio" non certamente venale, ma molto prezioso dal punto di vista della conoscenza della nostra storia e delle nostre tradizioni.
—————————
Note al testo:
(1) "Diego Taranto, figlio di Filippo e di Pasqua Collura, nato a Calatafimi (TP) l'8 Ottobre 1919.
Battezzato il 29 Ottobre 1919 e cresimato l'11 Novembre 1924 nella Parrocchia San Giuliano in Calatafimi", da “Per non dimenticare: Diego Taranto, presbitero”, 11, stampato in data 30 Novembre 2004,
a cura di don Salvatore Barbera, Diocesi di Trapani.
(2) [Fu] "ordinato Presbitero il 29 Giugno 1944 a Mazara del Vallo dal Vescovo Salvatore Ballo",
da “Per non dimenticare", opera citata.
(3) Nel 1949 fu "Assistente dei giovani di Azione Cattolica di Calatafimi. Nel 1950 Vicario cooperatore della Parrocchia Maria SS. Immacolata in Calatafimi"; "dal 1954 al 2004 Rettore della Chiesa
San Michele Arcangelo in Calatafimi"; "dal 1988 al 2004 Rettore della Chiesa Madonna di Giubino in
Calatafimi", da “Per non dimenticare”, op. cit..
(4) Da bambino ti arruolava fra i suoi chierichetti, e non pretendeva che fossi perfetto, così la prima
volta magari sbagliavi a suonare la piccola campana davanti la sacrestia, il cui suono segnava l'inizio
delle funzioni. Cresciuto ti affidava il ruolo del vecchio Simeone con tanto di barba, nella sacra rappresentazione della "Presentazione di Gesù al tempio", che si svolgeva a S. Michele; o ti mandava con
Peppe Forte a raccogliere fiori di gerani, per il tappeto del SS. Sacramento, nella sua campagna di Cultrumeggio con il "traino" in dotazione alla chiesa, una vera e propria Ferrari. Ci aveva dato dei soldi
per comprarci un bel quartino di pane imbottito per ciascuno; ma noi ci eravamo dimenticati di portarci
l'acqua e tornammo carichi di fiori, ma assetati. L'ultima avventura di quel giorno la vivemmo quel
pomeriggio: la strada era vuota, davanti avevamo la solitaria discesa di Sant'Isidoro. Era l'ultima corsa
che potevamo fare prima di consegnare il "traino" - Ferrari; ma ci accorgemmo troppo tardi che non
avevamo i freni e i nostri sandali non erano sufficienti a frenare quel pesante bolide. Andammo a sbattere poco prima della "vota", al bancone di legno di un negozio di alimentari, che allora c'era, illesi
perché gli Angeli custodi esistono, e sono sicuro che ad essi noi eravamo stati abbondantemente raccomandati. Se stavi a lungo senza farti vedere, perché l'adolescenza è un'età difficile per tutti, non esitava
a mandarti a casa un paio dei suoi chierichetti in borghese, che ti dicevano: "'U Parrinu ti voli parlari";
e quando ci andavi, ansioso di sapere, non ti diceva nulla, ti chiedeva: "Ti vuoi confessare?". E come
facevi a dirgli di no; se tu sapevi che avevi bisogno proprio di questo? La Domenica nel confessionale
in sacrestia, dopo che in attesa del tuo turno avevi sudato, leggendo un elenco infinito di peccati appeso al muro vicino la porta davanti la quale aspettavi, ti accoglieva con avvolgente affettuosa carità,
illuminando e rischiarando con sapiente semplicità la tua mente e la tua anima. Da adolescente con
pretese da intellettuale di sinistra magari entravi in sacrestia ostentando un settimanale radical chic; ma
anche se si vedeva che non era contento, non ti diceva nulla. Una sola volta ricordo si sia arrabbiato;
quando dovevamo regolare l'altezza delle ninfee della chiesa di San Michele. Aveva escogitato un sistema di comunicazione perfetto: lui in chiesa davanti le ninfee, io a una delle finestre del tetto, altri
ragazzi, fra cui ricordo Peppe Forte, sulla volta, che allora ricopriva la chiesa, a tirare o abbassare i
cavi delle ninfee a secondo delle comunicazioni che egli dalla chiesa dava a me e che io trasmettevo;
ad un certo punto esasperato per le nostre allegre incomprensioni, lo vedo partire con bellicose intenzioni ; ma prima che arrivasse al tetto, salendo per la scala a chiocciola del campanile, gli era sbollita.
(5) Si veda la nota 3.
(6) Fu "insegnante di matematica e fisica nel Seminario Vescovile di Mazara del Vallo fino al 1950
e nel Seminario Vescovile di Trapani dal 1950", da “Per non dimenticare", op. cit..
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(7) "Nel 1945 [fu] Cancelliere del Tribunale Ecclesiastico di Mazara del Vallo. Nel 1947 Archivista
della Curia e Segretario della Cassa Diocesana di Mazara del Vallo. Nel 1949 Assistente Diocesano
della F.U.C.I. e Assistente dei giovani di Azione Cattolica di Calatafimi". "Dal 1950 membro del Consiglio di Amministrazione e dal 1951 Segretario dell'Ufficio Amministrativo Diocesano". "Dal 1965
Vice Direttore dell'Ufficio Amministrativo Diocesano. Dal 1974 al 1989 Direttore dell'Ufficio Amministrativo Diocesano. Dal 1987 Rappresentante della Curia Vescovile per i Consigli Locali per i Beni
Culturali e Ambientali". "Nel 1994 membro del Consiglio di Amministrazione dell'Ente Opera di Religione della Diocesi di Trapani", da “Per non dimenticare", op. cit..
(8) "Dal 1932 al 1944 [fu] studente nel Seminario Vescovile di Mazara del Vallo (TP)", da “Per
non dimenticare", op. cit..
(9) Mons. Nicolò Bonaiuto arciprete, 1969, senza indicazione di autore e di luogo, p. 4; il testo si
trova anche in Nicolò Bonaiuto, Opere, Alcamo 1988, pp. 7 - 10. Per l'attribuzione del testo a mons.
Diego Taranto si veda "Discorso di mons. Diego Taranto tenuto nella chiesa del SS. Crocifisso di Calatafimi il 12 Gennaio 1986 in occasione del centenario della nascita di mons. Nicolò Bonaiuto", in N.
Bonaiuto, Opere, pp. 15 - 35, opera citata, p. 18.
(10) Mons. Taranto raccolse la documentazione sulla vita e la spiritualità di mons. Benedetto Vivona, che costituisce il materiale che venne poi elaborato da mons. Giuseppe Barone, per scrivere la
"Vita interiore di mons. Benedetto Vivona", Palermo 1978. Della vita e delle opere di mons. Nicolò
Bonaiuto, mons. Taranto, scrisse una prima volta brevemente in un pieghevole dal titolo "Nicolò Bonaiuto arciprete", op. cit., e successivamente in maniera assai più ampia ne scrisse nel "Discorso", op.
cit..
(11) Giuseppe Barone mons. dott., Vita interiore di mons. Benedetto Vivona, a cura del sac. Diego
Taranto, Palermo 1978, p. 5.
(12) D. Taranto, Discorso, op. cit., p. 17.
(13) G. Barone, Vita interiore, opera citata, p. 223.
(14) G. Barone, Vita interiore, op. cit., p. 207; si vedano anche le pp. 7 - 12.
(15) Ibidem, pp. 198 - 199.
(16) Ibidem, p. 281.
(17) Ibidem, p. 6.
(18) Luogo privilegiato del suo ministero sacerdotale fu certamente il confessionale, dentro il quale
era guida affettuosa e sapiente. Qualche volta la Domenica, pur di dare la possibilità a qualche fedele
di confessarsi, ritardava l'uscita della messa.
(19) Scorrendo la biografia del Padre Maestro mi ha colpito un suo comportamento, che mi ha fatto
rivivere un'esperienza che ho più volte personalmente vissuto con mons. Taranto: "Quante volte dopo
la S. Messa, mentre [mons. Benedetto Vivona] andava via, se qualche donna o anche una ragazzina o
ragazzino gli chiedeva se le faceva la Comunione, Lui senza darsi aria di essere disturbato, ma con
gioia ritornava indietro per accontentarli", G. Barone, Vita interiore, op. cit., p. 75.
(20) D. Taranto, Discorso, op. cit., p. 26.
(21) Ibidem, p. 17.
(22) Ibidem, p. 33.
(23) Ibidem, p. 23.
(24) Ibidem, p. 23.
(25) Giovanni Carnazzi mons., Andrea Zonca: "La Scuola Sociale Cattolica di Bergamo venne istituita nel 1910 quale istituto d’istruzione «per le persone che si dedicano a promuovere e a dirigere l’Azione Cattolica particolarmente nel campo economico - sociale»", Archivio Storico Diocesano di Bergamo, Archivio Nicolo’ Rezzara, Carte della Scuola Sociale Cattolica di Bergamo (1909 - 1932), 2007,
p. 2.
(26) Nel 1922 è fra i consiglieri del Comitato provinciale del Partito Popolare Italiano, in Giovanni
Bolignani, Bernardo Mattarella, biografia politica di un cattolico siciliano, Catanzaro 2001, p. 45; nel
1925 risulta essere il punto di riferimento del PPI a Calatafimi, Ibidem, p. 61.
(27) D. Taranto, Discorso, op. cit., p. 23.
(28) Ibidem, p. 20.
(29) È nell'aneddotica paesana che egli un giorno, durante il regime fascista, mentre accompagnava
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al santuario di Giubino un gruppo di giovani di Azione Cattolica, che cantavano inni mariani, venne
fermato in piazza da un gerarca locale, che impose al gruppo di cantare inni fascisti al posto di quelli
religiosi. Egli portò più avanti i ragazzi, fino ad una svolta della strada che impediva di vedere la piazza, dicendo loro di aspettare, poi tornato indietro, si pianta davanti al gerarca, si toglie il collare da sacerdote e gli dice: "Quello che hai detto poco fa al prete, ripetilo ora all'uomo!".
(30) D. Taranto, Discorso, op. cit., p. 25; G. Bolignani, op. cit., p. 92.
(31) Ricordiamo il canonico Diego Catalano (1744 - 1842), in Nicolò Mazzara, Calatafimi, opere,
arte, toponomastica e canti popolari, Alcamo 1991, p. 67; il parroco Pietro Longo (1756 - 1825), ibidem, p. 81; l'arciprete Nicolò Cosentino (1824 - 1898), ibidem p. 69; il sacerdote Pasquale Grazia
(1832 - 1909), ibidem, p. 76.
(32) Ignazio Mollica arc., Canzuneddi di Natali, Note storiche del sac. Diego Taranto, Calatafimi
1981, p. 6.
(33) La stessa concezione viene espressa in un'altra sua opera, Canti religiosi popolari calatafimesi
in lingua siciliana, Alcamo 1995, qui infatti a p. 9 scrive: "L'obiettivo [del libro] è stato solo quello di
conservare e trasmettere questo patrimonio [di Canti religiosi popolari]".
(34) Sulla chiesa di S. Antonio abate, I. Mollica, Canzuneddi di Natali, opera citata, p. 14; sul Carmine, Nicolò Mazzara, Calatafimi, op. cit., p. 35; su S. Maria dei Palmeri, D. Taranto, La chiesetta
della Madonna della Pietà, op. cit., 4; D. Taranto, La storia del SS. Crocifisso nelle pagine inedite di
mons. Taranto, "Comunità", Agosto 2006, pp. 12 - 13; Vito Pellegrino notar, Calatafimi scoverto a'
moderni, a cura di Diego Taranto e Leonardo Vanella, Paceco 1993; pag 16, nota 14.
(35) D. Taranto, Discorso, op. cit., p. 30.
(36) D. Taranto, Canti religiosi, op. cit., p. 7: "Fin dalla mia giovinezza, con passione e costanza, ho
cercato di colmare tale lacuna" [che cioè non esistesse "una raccolta di canti religiosi popolari locali"].
(37) Ibidem, "Il Crocifisso di Calatafimi bruciato", pp. 141 - 147.
(38) D. Taranto, Canti popolari, op. cit., p. 9: "L'obiettivo è stato solo quello di conservare e trasmettere questo patrimonio".
(39) "In questa mia Calatafimi", Canti religiosi, op. cit., p. 7.
(40) Diego Taranto sac., Il SS. Crocifisso di Calatafimi e i Ceti che da tre secoli lo festeggiano, storia - fede - folklore, Palermo 1982, p. 15.
(41) Notar Vito Pellegrino, Calatafimi scoverto a' moderni, a cura di Diego Taranto e Leonardo
Vanella, Paceco 1993, p. 65: "Credo che non vi sii creatura alcuna nel vastissimo teatro dell'Universo
che naturalmente non sii appassionata a ricercare del suo proprio natìo solo le antichità e poscia, doppo
l'applicatione già usata, non conservi in sé qualche memoria delle ricavate e dissepolte notizie. In questo io, confesso il vero, aver avuto dell'eccesso".
(42) Storia del Seminario vescovile di Mazara del Vallo, a cura di don Tommaso Lombardo, in sito
Diocesi Mazara del Vallo.
(43) "Nel 1947 [fu] Archivista della Curia e Segretario della Cassa Diocesana di Mazara del Vallo",
in “Per non dimenticare", op. cit..
(44) Diego Taranto mons., La storia del SS. Crocifisso nelle pagine inedite di mons. Taranto, Comunità, Agosto 2006, p. 14: "Si pazienti il lettore! Accolga tutto in spirito di fede e d'amore! Quanto ci
siamo pazientati noi a ripescarle!".
(45) "Ero sul punto di opporre un cortese rifiuto a don Vincenzo Ingarra, rettore della chiesa del SS.
Crocifisso di Calatafimi, il quale veniva ad impormi - passi la parola - la trattazione, in breve lasso di
tempo, di un tema tanto atteso: Il SS. Crocifisso di Calatafimi e i Ceti. Ma ho subito accettato anche se
ben consapevole dei miei limiti.", Il SS. Crocifisso di Calatafimi, op. cit., p. 5.
(46) G. Barone, op. cit., p. 5.
(47) Diego Taranto sac., La Croce fonte di trionfo per la religione cristiana. Processione sacro allegorico ideale per la solenne festività del SS. Crocifisso nei giorni 2 - 3 Maggio 1961 in Calatafimi,
Palermo, Tip. Boccone del Povero, 1961.
(48) D. Taranto, Mons. Nicolò Bonaiuto arciprete, op. cit.; per l'attribuzione del testo si veda nota 9.
(49) G. Barone, op. cit..
(50) Ibidem, "[Mons. Giuseppe Barone] si è assunto l'onere di stendere queste pagine", p. 6.
(51) Diego Taranto sac., La chiesetta della Madonna della Pietà in contrada Cultromeggio di Cala-
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Ottobre 2014
Comunità
tafimi, Paceco 1980.
(52) Diego Taranto, "La Diocesi di Mazara nel 1430: il «Rivelo» dei benefici", in Mélanges de l'École française de Rome, Moyen - Age, Temps modernes, T. 92, N° 2, 1980, pp. 511 - 554 e T. 93, N°
1, 1981, pp. 189 - 214.
(53) D. Taranto, "La Diocesi di Mazara nel 1430", op. cit., presentazione del testo delle pp. 189 214, T. 93, N° 1, 1981.
(54) I. Mollica, Canzuneddi di Natali, op.cit..
(55) D. Taranto, Discorso, op. cit..
(56) Nicolò Bonaiuto, Nostra Signora di Giubino, Patrona di Calatafimi, Mazara del Vallo 1931;
Nicolò Bonaiuto, La miracolosa elezione di Nostra Signora di Giubino, Patrona di Calatafimi, Trapani
1966.
(57) "Secondo un preciso schema dispositivo preparato già dall'Autore e consegnato al sac. Diego
Taranto per la revisione nella speranza che venisse pubblicato", in N. Bonaiuto, Opere, Alcamo 1988,
p. 36.
(58) Diego Taranto sac., Il SS. Crocifisso di Calatafimi e i Ceti che da tre secoli lo festeggiano, storia - fede - folklore, Palermo 1982; ristampa, Alcamo 1997.
(59) Notar Vito Pellegrino, Calatafimi scoverto a' moderni, a cura di Diego Taranto e Leonardo
Vanella, Paceco 1993.
(60) D. Taranto, Canti religiosi, op. cit..
(61) D. Taranto, Canti religiosi, op. cit.: "In questa mia Calatafimi, mentre ancora la musa ha i suoi
bravi cultori, non esiste una raccolta di canti religiosi popolari locali. Fin dalla mia giovinezza, con
passione e costanza, ho cercato di colmare tale lacuna", p. 7.
(62) Leonardo Accardo, Pietro Bonì, Salvatore Palmeri, I mulini di Calatafimi, studio sui mulini
idraulici lungo il corso del fiume Crimiso, Alcamo 1996, Introduzione storica di mons. Diego Taranto,
pp. 7 - 27.
(63) Diego Taranto, Le Processioni sacro allegoriche ideali e le sacre Rappresentazioni nelle Feste
del SS. Crocifisso e di Maria SS. di Giubino in Calatafimi, Alcamo 1997.
(64) Ibidem, p. 11.
(65) Ibidem, p. 12.
(66) Ibidem, p. 11.
(67) "Comunità", Luglio 2006, pp. 8 - 12; Agosto 2006, pp. 12 - 15; Settembre 2006, pp. 13 - 16;
Ottobre 2006, pp. 13 - 16; Settembre 2007, pp. 13 - 15.
A cura di Leonardo Vanella
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Ottobre 2014
Comunità
Preghiera alla Santa Famiglia
per il Sinodo
1. Gesù, Maria e Giuseppe
in voi contempliamo
lo splendore dell’amore vero,
a voi con fiducia ci rivolgiamo.
2. Santa Famiglia di Nazareth,
rendi anche le nostre famiglie
luoghi di comunione e cenacoli di preghiera,
autentiche scuole del Vangelo
e piccole Chiese domestiche.
3. Santa Famiglia di Nazareth,
mai più nelle famiglie si faccia esperienza
di violenza, chiusura e divisione:
chiunque è stato ferito o scandalizzato
conosca presto consolazione e guarigione.
4. Santa Famiglia di Nazareth,
il prossimo Sinodo dei Vescovi
possa ridestare in tutti la consapevolezza
del carattere sacro e inviolabile della famiglia,
la sua bellezza nel progetto di Dio.
Gesù, Maria e Giuseppe
ascoltate, esaudite la nostra supplica.
I due Allori Colossali
Se guardo i due allori colossali,
mi sembrano volare verso il cielo;
lottan da vincitori contro i venti
e affrontan gli uragani prepotenti.
Piccoli li piantai ed impotenti,
ora son fatti alti e prepotenti.
Più le tempeste contro lor fan la guerra
Più le radici si attaccano alla terra.
Al contadino riposo san dare,
i venti impetuosi san mitigare;
agli uccellini i nidi sanno offrire
e gli uomini nervosi fan calmare.
Tre Croci 12/09/2014
Padre Campo
Periodico Mensile
di Informazione Locale
dal 1968 al servizio della Città
Supplemento di Belice c’è
Associazione Culturale Comunità
C/le Milana 9
91013 - Calatafimi Segesta (TP)
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Attività di redazione e distribuzione:
Gaetano Laudicina, Pietro Vattiata,
Michele Felice, Gianni Mundula,
Pietro Vanella, Elisa e Dina Adamo,
Vitalba Di Stefano, Francesco Simone (Foto Cascio), Mariantonina
Gruppuso, Iside Papa, Sara e Salvatore Spatafora, Francesco Grazia,
Famiglia Gaspare Vivona.
Hanno collaborato a questo numero: Angelo Adamo, Nina Apicella
Gaetano Balduccio, Paola e Francesco Bonì, Antonino Cascio, Giuseppina Catalano, Francesco Di Giacomo, Alberto Fanara, Gioacchino Gerbino, Emanuele Lanno, Emilio Papa,
Nuccia Placenza, Leonardo Vanella
Tiratura: 1.100 copie
Chiuso in redazione il 09/10/2014
Stampa col ciclostile dell’Associazione Comunità.
Si ringrazia l’Associazione
per la gentile collaborazione
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Ottobre 2014
L’Angolo della Poesia
Li Pinzati di mastru Jachinu
Poesie di Gioacchino Gerbino 71
112 - Tanti auguri ragioniere
(dedicata all’amico rag. Giuseppe Militello in
occasione del 100° compleanno)
Son passati cento anni,
tanti auguri di vero cuore,
spegni cento candeline,
con la grazia del Signore .
Requiem eterna la sua signora ,
lo sta guardando da lassù,
la sua anima si consola ,
le sorride e per lei prega il buon Gesù.
Per cento anni lei ha pregato,
Gesù, Giuseppe e Maria,
a tutti noi ha insegnato
a camminare nella giusta via.
Ci insegni , per tanto tempo ancora,
la sua parola a fin di bene,
il suo parlare ci onora ,
ci rende umili e sinceri ,
Ragioniere Giuseppe Militello,
quante camicie lei ha sudato,
coltivando il suo orticello,
con umili mani l’ha curato.
Col profumo dell’aiuole in fiore,
con la tramontana venuta dal mare,
s’è rinfrescato dal suo sudore,
e gli amici s’è visto arrivare
Ancora tantissimi auguri ragioniere,
tantissimi auguri e serenità ,
resti sempre nei nostri cuori,
per averci insegnato tanto l’umiltà.
Auguri , auguri, auguri .
113 -Mariosettimo
Setti figghi masculi tutti frati,
nasceru ‘nta la Circiara,
di bona famigghia cu so patri e so matri,
‘nta la via Novelli facianu caciara.
Requiem eterna li so’ genitura,
pirsuna di fidi assai credenti,
li nutricaru cu stenti e surura
e li ‘nsignaru a tutti valenti.
Pi la festa di lu Signuri,
so patri vistutu pulitu e finu,
nta la prucissioni dava anuri,
sunannu lu megghiu tamburinu.
Comunità
Ora Mariosettimo fa lu commercianti,
pirsuna educata, gentile e sorridenti,
vinni sciuri, vasi e pianti,
è rispittusu cu li clienti.
Vinni articuli pi la casa,
e furmi d’agneddi pasquali,
quannu ci vaiu m’abbrazza e mi vasa,
comu si fussi sempri Natali.
Speru chi lu Signuri l’avissi a guardari,
lu Beatu Arcangelu e la Madonna di Giubbinu
sempri cu bravi clienti fallu ‘ncuntrari,
e chistu è l’agguriu di mastru Jachinu.
Un ncontru di famigghie
Di Calatafimi ni partemu
a Palermo a lu seminariu arrivamu
Eravamo: eo, me figghia e me mugghieri
e navutra signura ni purtamu.
A stu ncontru di famigghie fomu invitati
Cu tantu amuri beni priparati,
st’incontri si fannu sempri cu piaciri,
organizzati su li Sorelle Francescani.
Lu tema era veru interessanti
Accettatu di tutti chiddi ch’eramu prisenti,
Mariella, prufissuressa di tanta spirienza,
ni spiegau socchè la benevolenza,
Du ure passaru a sentila parrari
Cu tanti esempi veramenti d’apprizzari
E sinceramente a nuddu fici stancari.
Dopu na gran tavula si preparau
cu tanti beni chi ognunu purtau,
manciari casarecciu veramenti spiciali.
A tavula c’era puru sua ccellenza u Cardinali
Ci fici onuri e tantu piaceri
A lu pranzu fici a binirizioni
Spuntare tanti serventi e cammareri
e si manciau cu granni suddisfazioni.
Lu pomeriggiu c’un pocu di fantasia
Si cria ‘na bedda allegria
Cu semplici jochi e quarchi scenetta
‘n fretta passau ‘na bona oretta.
Dopo emu tutti a la cattedrali
E davanti ‘na tomba emu a priari
Pi lu preti viramenti curraggiusu
Chi contro la mafia iddu si misi
(ora beato don Pino Pugliesi).
Dopu ‘n cappella ni riunemu
la Santa Missa fu la cuncrusioni
ni salutamu cu abbrazzi e stritti di manu
e sudisfatti ognunu a la acasa n inni turnamu.
Gaetano Balduccio
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Ottobre 2014
Comunità
sue gesta e per le imprese militari a difesa della città falcata.
Diplomatosi appena sedicenne
al Liceo Ximenes di Trapani,
e vicende di ogni comu- Franco, nella campagna di fa- laureato a venti anni in giurisprudenza con il massimo dei
nità ed i fatti che in esse miglia.
si vivono si intersecano Insomma il trapanese Panitteri voti la lode e la menzione, vina volte con personaggi incredi- frequentò Calatafimi e quì ven- citore immediatamente del
bili, dei quali la comunità stes- ne sepolto nella tomba della concorso in magistratura nel
sa, spesso, non serba più me- famiglia Vivona, allocata sul 1941, venne subito assegnato
moria.
lato destro dello spiazzo anti- quale uditore al Tribunale di
Chi abbia avuto la bontà di leg- stante alla chiesetta del nostro Roma. Da volontario, in quel
periodo e nel corso della segere e ricorda il mio breve cimitero.
scritto riguardante la Casa di Ma il dottor Panitteri non era conda guerra mondiale che
Francesco Vivona, pubblicato una persona comune; egli fu un oramai era scoppiata e sconvolsu Comunità nel febbraio 2013, personaggio che può definirsi geva il continente, ottenne il
potrà constatare che scrissi in eccezionale, al di sopra delle brevetto di ufficiale pilota e,
destinato all'aeroporto di Traquella occasione "Ugo Vivopani -Chinisia, partì da lì per
na, (fratello del Grande LatiClasse 1921. Ufficiale pilota compiere missioni in Libia,
nista), ebbe quattro figli: Piedell’aeronautica Italiana e Tede- su Malta e nei Balcani, effettro, Dirigente della Regione
Siciliana, vissuto lungamente sca, magistrato. Insignito delle tuando oltre 1.500 ore di
a Palermo e che amò villeg- medaglie d’argento al valor mi- volo.
giare e soggiornare a Calatalitare italiane, croce di Ferro Nell'aprile 1942 decollò da
fimi nei mesi estivi, Maria,
Tedesca, Cavaliere Ufficiale Chinisia sul suo "Macchi"per
ingaggiare un combattimenLeonarda (detta Lea) e Cardella Legione Straniera…...
to aereo con due Spitfire
mela (detta Lina)".
inglesi che attaccavano l'aeLeonarda fu l'unica dei Vivoroporto,
venne colpito ed abna a sposarsi con tale France- righe, che merita di essere racbattuto
e
ferito gravemente ad
sco "Ciccio" Panitteri, trapane- contato. Era dotato di una vasta
una
gamba
salvandosi solo dose.
cultura e di una intelligenza
po
essersi
lanciato
dal suo aeI meno giovani, coloro che brillantissima, fù un combatreo,
oramai
avvolto
dalle fiamhanno la mia età o qualche an- tente eccezionale ed un uomo
me,
con
il
paracadute.
Gli
no in più, ricorderanno proba- particolarissimo.
venne
data
quindi
una
convalebilmente, nei lontani anni ses- Francesco Panitteri nacque a
santa e settanta, un signore Genova nel 1921 e morì a Tra- scenza di circa un anno, ed in
emaciato e pallido, con un cap- pani il 27 marzo 1990, ed è quell'arco temporale divenne il
pello perennemente in testa sepolto a Calatafimi: uno scrit- segretario del federale fascista
(questi sono i miei ricordi da to di Gino Solitro, " Il Fasci- di Trapani Enzo Savorgnan di
bambino), arrancare su due smo trapanese e la resistenza Brazzà.
grucce lungo la via XV Mag- all'invasione americana" parla Il 25 luglio 1943, alla caduta di
Mussolini, non aveva ancora
gio, stazionare sul marciapiede di lui diffusamente.
del cinema Alhambra di fronte
E del resto ho raccolto anche ottenuto il permesso di riprena casa Vivona, soffermarsi di- io, in una lontana estate, alcuni dere a volare nella regia aeroscretamente nei pressi del Cir- ricordi del figlio Ugo riguardo nautica, ma la tempra dell' uocolo di Cultura (del tempo che il padre, al quale Trapani non mo e del combattente non si
fù) per conversare con qualche ha ancora saputo o voluto (per piegò. Chiese agli alleati tedeconoscente o lontano parente, opportunità politica?) dedicare schi di essere inquadrato nella
condurre una vecchia SIMCA neppure una strada. Ritengo Luftwaffe e riprese a volare
1000 (modificata per permet- che quell' uomo lo avrebbe con i gradi di tenente pilota;
tergli di guidarla), villeggiare a meritato, quanto meno per le successivamente venne ricono-
..storie di uomini, fatti e personaggi…
Francesco Panitteri
L
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sciuto il suo ardimento ed, apprezzato anche dal Maresciallo
Kesserling, ottenne la croce di
ferro di prima classe per il suo
valore mostrato in battaglia.
Dopo l'8 settembre 1943 egli
aderì della Repubblica Sociale
Italiana, continuando a combattere tra le fila repubblichine e
tedesche nella guerra fraticida.
Dal gennaio del 1944 ricoprì
l'incarico di pubblico ministero
del tribunale speciale straordinario della Repubblica Sociale,
e quando venne preso prigioniero nell'aprile 1945 dai partigiani, con la sola accusa di essere stato un magistrato della
RSI, venne sommariamente
condannato a morte. In quella
occasione fù tratto in salvo
dalle avanguardie americane
alle quali quali mostrò il suo
tesserino da pilota, venendo
considerato prigioniero di
guerra ed essendo avviato verso un campo di concentramento dal quale (tale era il personaggio!)
immancabilmente
evase dandosi alla latitanza.
Processato in contumacia dalla
Corte di Assise Straordinaria di
Reggio Emilia, nel dicembre
1946, per aver fatto parte del
Tribunale speciale per la difesa
dello Stato della RSI, venne
assolto dopo l'iter processuale
con formula piena.
L'uomo era però di una vitalità
al di fuori della norma e nel
1948, con un regolare passaporto rilasciato dalla questura
di Agrigento, si recò in Francia
dove si arruolò nella Legione
Straniera Francese con il nome
di Henri di Lagarde e da lì venne inviato nell'Indocina francese, allora zona di operazioni di
guerra di quella nazione che
era ancora uno stato colonialista. Dopo parecchie avventuro-
Ottobre 2014
se battaglie venne promosso
caporale, e nell'anno 1952 fù
gravemente ferito in una regione ricoperta di foresta, a causa
di una imboscata tesa alla sua
auto colonna dai ribelli Viet
Minh. In quella occasione, nel
combattimento che al termine
lo vide difendere la sua postazione - fino all'arrivo dei rinforzi francesi - da solo con una
mitragliatrice per diverse ore,
perse una gamba ed un braccio,
rimanendo invalido e con una
parte del cranio frantumata in
uno scontro corpo a corpo.
Tornato a Trapani sposò Leonarda Vivona, e nel 1978 fondo l' Associazione nazionale
italiana ex legionari della Legione straniera francese, della
quale rimase presidente eletto
sino alla morte avvenuta nel
1990.
Di assoluto pregio il suo medagliere di combattente: tre medaglie d'argento al valor militare, una medaglia di bronzo al
valor militare, croce di guerra
al valor militare (per l'esercito
italiano), croce di cavaliere
della croce di ferro e di prima e
seconda classe (ricompense
riconosciutegli
dall'esercito
tedesco); Cavaliere Ufficiale
della Legion d'Onor, Croix du
Combattant Volontaire, Medaille militaire, 3 Croix de
Guerre con palme di bronzo
(riconosciutegli dalla legione
Straniera Francese), e qualche
altra onorificenza che non ho
elencato.
Nel 1980 la Francia lo insigniva con la massima onoreficienza (simile alla nostra medaglia
d'oro al valor militare) per i
fatti d'arme avvenuti in Indocina nel 1952: la nomina a Cavaliere Ufficiale della Legion
d'Onor, e proprio in quella oc-
Comunità
casione gli venne concesso
anche il diritto - privilegio di
aggiungere al suo cognome il
titolo Lagarde. Divenne così
per la Francia Francois Panitteri di Lagarde.
Ebbi modo, da ragazzo, di vedere una sua foto sulla rivista
dei legionari francesi "Kepì
Balc" nella quale il Panitteri
veniva spinto - nel corso di una
cerimonia - sulla sua sedia a
rotelle, tenedo tra le braccia un
cimelio (la mano del capitano
Jean Danjou, venerata come il
più prezioso tesoro della Legione e che lui potè, primo
straniero, portare personalmente), mentre i reparti in armi gli
rendevano i massimi onori.
Certo è che Francesco Panitteri, che frequentò questo territorio e questa comunità calatafimese e che quì riposa, fù un
personaggio di doti intellettuali
e combattentistiche eccezionali, fuori dal comune e che toccarono i limiti dell'eroismo.
Sulle sue scelte di vita e sulle
scelte politiche dell'uomo ciscuno (come sempre dico) è
libero di avere l'opinione che
meglio ritiene: sicuramente
egli fece quelle scelte affrontandone gli esiti in prima persona ed assumendosene le responsabilità, pagandone il
prezzo e le conseguenze ed
accettandone il risultato a fronte alta e fino alla sua morte.
Riposa nel cimitero di Calatafimi, come ribadisco, e forse
il suo spirito indomito solca
ancora i cieli della nostra terra;
io (forse con un pizzico di retorica) amo immaginarlo ancora
a bordo del suo monoelica,
mentre ingaggia il combattimento con il caccia inglese in
difesa della sua e nostra Patria.
Francesco Ferrisi
Comunità
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Ottobre 2014
Festa SS. Quattro
Martiri Coronati
La Banda Musicale
Come da tradizione l’8 Novembre si celebra la Festa SS.
Quattro Coronati, santi protettori dei muratori, la Santa
Messa sarà celebrata Sabato 8
Novembre presso la Chiesa
Madre S. Silvestro Papa, durante la quale saranno resi noti
i nuovi amministratori per
l’anno 2014-2015.
Dopo la S. Messa, presso il
locale comunale “Pala Segesta” si terrà il consueto rinfresco. Nella notte distribuzione
dei caratteristici “Muffuletti”
Prossimamente il nostro Vescovo andrà con don Bonura
in Madagascar e per tre mesi
ci andrà anche Accardo Vita.
Auguri e buona esperienza.
***
Rosario Volpi ha adottato due
ragazzini del Madagascar.
Auguri per il coraggio e l’impegno.
***
Sono aperte le iscrizioni per
l’inserimento nell'unico albo
delle persone idonee all'ufficio di Presidente e di Scrutatore di seggio elettorale.
Cambia il direttore artistico dell’Associazione
Musicale “No-Profit” I ringraziamenti e gli auguri
del presidente Francesco Di Giacomo
D
opo oltre un decennio
il maestro Giuseppe
Maiorana lascia la
direzione della Banda di Calatafimi Segesta.
Motivazioni di carattere personale hanno spinto il maestro ad
abbondonare la bacchetta con
la quale in tantissime occasioni è stato artefice delle attività
bandistiche e concertistiche
che l’Associazione Culturale
Musicale Calatafimi Segesta –
no profit ha organizzato.
Sarebbe dispersivo e impervio
elencare le manifestazioni ed i
concerti che l’Associazione, con lui e grazie a
lui, ha potuto proporre e
realizzare sia in città che
fuori.
Sicuramente molte di
queste attività hanno
dato lustro e visibilità all’Associazione e sono state stimolo
e motivo d’orgoglio per tutti i
componenti di questo nutrito
gruppo di amici che si è costi-
Progetto Arte Danza
N
uove opportunità per i giovani appassionati
della danza, si è inaugurata infatti sabato 27
settembre una nuova scuola da ballo in via Cabasino
12. La scuola è la sede distaccata della Whisky a Gogò di Alcamo, offrirà un’ampia scelta di corsi, danza classica e moderna,
Hip hop, Breakdance, liscio e caraibico. Seguiranno i corsi lo
staff degli insegnanti Marilena Sciortino, Gianluca e Alessandro
Frisanti. Info: [email protected] Marilena tel. 338
30.54.470 Alessandro tel. 338 94.28.100
Auguri della redazione per questa nuova realtà artistica e sportiva.
tuito e via via consolidato nel
tempo.
Questo contesto inoltre ha
consentito a tanti giovani di
esprimere le proprie capacità e
propensioni musicali: oggi
circa il 30% dei giovani associati ha intrapreso proficuamente gli studi musicali presso
i conservatori di Trapani e Palermo.
Al maestro Maiorana va quindi riconosciuto anche il merito
di aver saputo far crescere in
modo esponenziale (con la
collaborazione dei maestri Anna Gandolfo, Mary
Maiorana, Claudia
Mirabella, Antonella
Navarra e Maria Simone) l’organico e la
qualità musicale e
umana dell’Associazione.
A lui porgo, a nome mio e di
tutti i soci, i più sentiti ringraziamenti per quanto ha fatto in
questi numerosi anni e un sincero augurio per il suo futuro.
A sostituirlo sarà il M° Claudio Montalbano, insegnante di
musica di consolidata esperienza nel campo bandistico ed
orchestrale, che nel passato
aveva già diretto la banda di
Calatafimi e ora si appresta a
percorrere con l’A.C.M. questo nuovo corso.
Al nuovo direttore artistico va
un grosso in bocca al lupo e i
migliori auguri di buon lavoro.
Francesco Di Giacomo
Presidente dell’A.C.M.
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Ottobre 2014
Tramonti Elimi
La riflessione di una concittadina
G
entile Presidente della
Pro Loco, sono la più
piccola briciola di questo paese, miniera inesauribile
di storia, di arte, di bellezza.
L’ho amato in tutta la mia vita
con l’amore che, sin dall’infanzia, ho appreso dalla scuola di
Mariannina Vaccari, di Nicolò
Mazara, degli Adamo, di Sara
Balduccio e dei diversi professori Vivona.
Sento il dovere di esprimere la
mia gratitudine per questi incontri (Tramonti Elimi) che so
essere frutto di lunga meditazione, di profonda intelligenza e,
indubbiamente, anche prova di
sentimento per quanto vive tra
questi ruderi.
Queste serate spingono a
tornare sui classici chi ha già
avuto la fortuna di averli avuti
tra le mani e a cercare un primo
incontro con questo mondo chi
questa fortuna non l’ha avuta, e
ci insegnano che non dobbiamo
venire a Segesta in veste di accompagnatori turistici, ma dobbiamo venire a vivere in questo
nostro patrimonio come nel
salotto più vivo e intelligente
della nostra quotidianità
Chi ha organizzato queste
serate ha voluto condurci non
solo a vivere “preistoria”, ma ad
ascoltare pensieri e sentimenti
che ognuno di noi, più o meno
coscientemente, tiene nel profondo del cuore.
Religione, arte, filosofia, storia e vita: da dove si comincia?
Il più è partire come suggeriscono gli incontri di queste
sere. È necessario farlo per non
perdere la nostra ricchezza, per
non disperderla nel fumo delle
vacuità che rischiano di sommergere il nostro paese.
Sarà bene tornare ad essere
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Info Tel. 333.955.60.84
CERCASI:
collaboratori
volenterosi, per la distribuzione del giornale una volta al
mese davanti le chiese alla fine
delle seguenti S. Messe:
Maria SS. Consolatrice
Sabato e Domenica sera.
Chiesa Madre Domenica Matt.
Maria S. Immacolata : Domenica mattina.
Esce il 2° Sabato del Mese
Online il mercoledì successivo
Prossima Uscita:
15 Novembre
Comunità
una famiglia che si ricostruisce
tenendo saldi i piedi sul suo
meraviglioso passato che promette di ritornare ad essere un
ricco felice presente.
Riconoscenza alle “Menti”
della Pro Loco, al Sindaco, ai
suoi collaboratori, agli Amici
della Musica, che insieme hanno dato, organizzando le diverse
manifestazioni, gioia e stimolo
a riflessioni profonde. Il secondo tempo di queste serate poi è
una seconda lezione.
Dobbiamo riprendere contatto con la nostra terra generosa
di preziosi, ricercati, introvabili
prodotti caduti nel dimenticatoio. Torniamo a rifertilizzare
con le nostre menti le nostre
campagne e ritroveremo anche
la parte del benessere materiale:
l’ovaletto di Calatafimi, le nostre olive… Solo queste basterebbero, oltre al 15 Maggio, di
Garibaldi, a consentire una seconda fonte di sicura, vitale
rinascita.
Grazie ancora, non solo da me,
ma da tutto il gruppo che mi ha
accompagnato, per le riflessioni
e le speranze che da questi incontri originano.
Sig.ra Nina Apicella
Speciale
Halloween
Sul nostro sito internet
www.comunitanew.it
trovate lo speciale Halloween, con notizie storiche
ma soprattutto con il significato occulto e macabro di
tutti i simboli che ci verranno presentati: la zucca, il
“dolcetto scherzetto” i pipistrelli, i gatti neri, le notti
di luna piena ecc..
Sempre a portata di mano
CALATAFIMI SEGESTA
Città del Mito della Storia e del Crocifisso
SS. MESSE
Feriale
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ore
08:45
09:00
09:30
09:30
09:30
18:30
18:00
Istituto D. Saccaro (mart./sab.)
Chiesa dell’Immacolata (lun./ven.)
Chiesa del Cimitero (ogni Lun.)
SS. Crocifisso (ogni venerdì)
M. SS. di Giubino - città (lun/ giov.)
“Chiesedda” (ogni giovedì)
Maria SS. Consolatrice
P.zza Cangemi, 1 - 91013 ( TP )
Centralino: tel 0924.950500 / fax 0924.95.08.67
e-mail: [email protected]
www.comune.calatafimisegesta.tp.it
Orari apertura uffici Comunali
Lun./ Ven. ore 8:00-14:00
Mart. – Giov. ore 15:30-18:30
Sabato e Prefestivi
Ufficio Relazioni con il Pubblico
Tel. 0924 - 950.52.40 Fax 950.05.237
ore 18:00 Chiesa dell’Immacolata
ore 18:30 S. Michele
ore 19:00 Maria SS. Consolatrice
Domenica e Solennità
ore
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ore
08:30
09:00
09:30
10:00
10:30
11:30
18:30
19:00
[email protected]
Ogni Prima Domenica del Mese
2 Novembre
7 Dicembre
AMBULANZA
Servizio Ordinario
24h su 24h
Alca Volontari
Sede di Calatafimi S.
Antonietta Parrino
Cell. 338 37.92.384
Misericordie
Alcamo - Castellammare
Assistenza Sanitaria
Tel. 0924 24405
Cell. 334 19.40.179
Lun. / Ven. 8:30 - 13:30
Mart. e Giov. 15:30 - 18:30
[email protected]
affari [email protected]
SS. Crocifisso
Chiesa dell’Immacolata
Istituto D. Saccaro
S. Michele
Maria SS. Consolatrice
Chiesa Madre
S. Michele
Maria SS. Consolatrice
Giornata di
Raccolta Sangue
Orari:
FARMACIE di Turno
da ven. 20:30
a ven. 20:30
11 - ott. - 17 ott. Autuori snc
18 - ott. - 24 ott. D’Angelo
25 - ott. - 31 ott. Gallo
01 - nov. - 07 nov. Autuori (tel. 0924.951.192)
08 - nov. - 14 nov. D’Angelo (tel. 0924.951.092)
15 - nov. - 21 nov. Gallo (tel. 0924.951.178)
Parr. San Silvestro Papa
Don Antonio Peraino
Cell. 340.90.68.345
Chiesa Maria SS. di Giubino
tel. 0924-951.115
EMERGENZA
118
112
113
115
1515
Ambulanza
Carabinieri
Polizia
Vigili del Fuoco
Incendio Boschi
Parr. M. SS. Consolatrice
Don Pietro Santoro
Cell. 338.18.89.411
Don Francesco Campo
0924. 951126 Vigili Urbani
Cell. 338.23.45.794
Don Giulio Scavuzzo
Ambulatorio Veterinario
Cell. 339.69.59.409
Dott. Leonardo Minore
ISTITUTO COMPRENSIVO
FRANCESCO VIVONA
Segreteria tel. 0924.95.13.11
fax 0924.95.46.20
La Sicurezza
cell.: 333 807.77.16
Guardia Medica
Via A. De Gasperi, 101
Tel. 0924. 95.03.70
Tel. 0924.95.46.72
Poliambulatorio
Cell. h. 24 328.22.35.488
Tel. 0924.950366
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