4 Novembre www.comunitanew.it Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate Numero 48 Periodico d’informazione locale All’interno Terza pagina Cui Prodest ?....…..…... pag. 3 Francesco Panitteri Storie di uomini….. ……... pag. 20 Banda Musicale Nuovo Direttore Artistico.. pag. 5 Il Risveglio Attività associativa. …….... pag. 5 Asd Calataphimi Open Calcio a 5………...... pag. 4 Tramonti Elimi Un punto di vista…………pag. 23 Foto-disegno: Monumento dedicato ai Caduti di tutte le guerre, nel cimitero, di recente restaurato a spese del Comune di Calatafimi Segesta. I lavori sono stati eseguiti dall'Impresa Cialona Giovanna di Petrosino, diretta dal Tecnico Comunale Geom. Emilio Papa. Ottobre 2014 La guerra è una pazzia Centenario dell’inizio della I Guerra Mondiale L a prima guerra mondiale o “grande guerra” fu il più grande conflitto armato mai combattuto fino alla seconda guerra mondiale. Ebbe inizio il 28 luglio 1914 e si concluse oltre quattro anni dopo, l'11 novembre 1918. L’Italia entrò in guerra il 24 maggio 1915 e terminò il 4 Novembre 1918. Circa 8 milioni di soldati caduti, circa sette milioni di civili uccisi. Una inutile strage. Papa Francesco ha celebrato Messa nel Sacrario di Redipuglia (Gorizia) in occasione del centenario. 100.187 i caduti custoditi nei 22 gradoni del grande monumento che sorge alle spalle dell’altare. Una collina di 50 metri. Ci sono i cognomi di tutta Italia incisi nella pietra. 39.857 lapidi per i caduti noti e due grandi tombe comuni, alla sommita per i 60.330 rimasti senza nome. Presente è la scritta che compare sui gradoni. Anche tanti Calatafimesi sono sepolti lì, alcuni sono noti altri giacciono nella fossa comune. 190 i caduti calatafimesi nelle I guerra mondiale iscritti nel nostro albo d’oro. 90 i caduti nella II guerra mondiale. “La guerra è una pazzia, così ripete Papa Francesco, e l’umanità non ha imparato niente da quella lezione, una seconda guerra e poi una terra, a pezzi, che si sta combattendo oggi in tante parti del mondo.” Il 2 Novembre è la Commemorazione dei defunti, il 4 Novembre festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Se per l’occasione andate al cimitero passate davanti al monumento che la città ha dedicato ai Caduti di tutte le Guerre. Rivolgiamo un pensiero ai nostri caduti, a tutti i caduti, ma in quel luogo ed in questo momento dedichiamo una preghiera agli altri caduti, di tutte le guerre che oggi si combattono in tutto il mondo. P.B. In occasione del 10° anniversario della morte di Mons. Diego Taranto Comunità ha dedicato un inserto speciale, da staccare e conservare, redatto a cura del prof. Leonardo Vanella………..….. a pag. 7 e-mail: [email protected] Supplemento al n. 9 Anno IX° di Belice c’è Pagina 2 Ottobre 2014 Non cedete alla rassegnazione Comunità Medjugorje Messaggio del 25 Settembre “ Siate padri accoglienti e custodi della gioia” Così ha parlato il Papa ai Vescovi nominati in tutto il mondo nell’ultimo anno. La notte prima nella quale Gesù avrebbe scelto coloro che sarebbero stati con Lui e che poi avrebbe inviato nel mondo, la passò in preghiera. Anche io prego per tutti i pastori della Chiesa universale perché con il successore di Pietro non si sentano isolati, ma in comunione, responsabili di tutta la Chiesa, non guardiani di una massa fallita, ma custodi della gioia del Vangelo. In voi, ha detto il Papa, si veda il volto di Dio. E’ importante non bloccare la forza risanatrice che sgorga dall’intimo del dono che avete ricevuto, e questo vi difende dalla tentazione di andare e venire senza meta, perché nessun vento è favorevole a chi non sa dove va. Il popolo di Dio ha bisogno di essere curato per stare sempre vicino a Gesù, che si è auto chiamato “il buon pastore”. Ai novelli Vescovi il Santo padre ha raccomandato soprattutto i giovani e gli anziani. I primi perché sono le nostre ali, e i secondi perché sono le nostri radici. Ali e radici senza le quali non sappiamo dove andare, né chi siamo. Vedo in voi le sentinelle capaci di svegliare le vostre Chiese, alzandovi prima dell’alba o in mezzo alla notte per ridestare la fede, la speranza e la ca- rità; senza lasciarvi assopire con il lamento nostalgico di un passato fecondo ma ormai tramontato. Scavate ancora nelle vostre sorgenti, con il coraggio di rimuovere le incrostazioni che hanno coperto la bellezza dei vostri antenati, pellegrini e missionari, che hanno impiantato Chiese e creato civiltà. Dialogate non per scontrarvi ma per costruire un mondo migliore, con umiltà, costanza e pazienza, siate seminatori di speranza e di gioia. Le parole del Papa non valgano solamente per i Vescovi, ma per tutti. Padre Campo Cari figli! Anche oggi vi invito perché anche voi siate come le stelle che con il loro splendore danno la luce e la bellezza agli altri affinché gioiscano. Figlioli, siate anche voi splendore, bellezza, gioia e pace e soprattutto preghiera per tutti coloro che sono lontani dal mio amore e dall’amore di mio Figlio Gesù. Figlioli, testimoniate la vostra fede e preghiera nella gioia, nella gioia della fede che è nei vostri cuori e pregate per la pace che è dono prezioso di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. Nozze d’oro: Auguri a: ♦ Coniugi Leonardo Di Stefano e Anna Vivona che il 16 settembre nella chiesa del SS. Crocifisso, insieme alla famiglia, hanno celebrato il 50° anniversario di matrimonio; ♦ Maestro Franco Marchese e alla signora Castiglione Piera per l’anniversario di matrimonio; ♦ coniugi Giuseppe Vanella e Antonia Senia che il 11 settembre nel Santuario di città della Madonna di Giubino, insieme a tutta la famiglia, hanno celebrato il loro 60° anniversario di matrimonio. A tutti loro va il nostro augurio, un esempio per le nuove generazioni di giovani coppie. Dall’arcivescovo Bommarito Lunedì 13 ottobre, alle ore 18:30, con partenza dal circolo XV Maggio, ci recheremo a Terrasini, per fare visita a mons. Bommarito, ex arcivescovo di Catania. Invito tutti a partecipare, e a darne conferma al sottoscritto. Padre Campo Pagina 3 Ottobre 2014 Immigrazione, Mare Nostrum, Accoglienza “Cui prodest?” a chi giova tutto ciò? V orrei riprendere la terza pagina che abbiamo già inaugurato su Comunità nel mese scorso riportando delle considerazioni e delle riflessioni di un noto giornalista. Sul quotidiano “Giornale di Sicilia” di giovedì 11 settembre 2014 è comparsa una intervista con Magdi Allam, giornalista di origini egiziane adottato dall’Italia e battezzato dal Santo Padre Benedetto XVI° a Roma nel 2008. Da allora Magdi Cristiano Allam, convertito al cattolicesimo, vive sotto scorta per le minacce di morte ricevute dall’estremismo islamico, che non ha accettato la sua libera scelta di vita. Il giornalista, evidentemente profondo conoscitore del mondo arabo sia moderato che estremista poiché arabo lui stesso, così esordisce nell’articolo : “Ha ragione Papa Francesco quando dice che si stà combattendo la terza guerra mondiale. Dobbiamo decidere solo se essere vincitori o vinti. Se perdiamo sull’altra sponda del Mediterraneo, la prossima battaglia si combatterà sulla nostra sponda”. Quindi una delle parti più crude della sua intervista: a proposito degli Africani, dei migranti, degli immigrati. Secondo il giornalista bisognerebbe “Aiutarli a casa loro andando a combattere la po- vertà, le ingiustizie sociali, i conflitti. Non possiamo renderci complici dello spopolamento dell’Africa, né dei trafficanti clandestini. L’Italia, addirittura, investe con l’operazione “Mare Nostrum” 10 milioni di euro al mese per andare a raccoglierli al limite delle loro acque territoriali e portarli da noi. Così i clandestini non fanno che crescere. Bisogna, allora, procedere esattamente all’opposto creando uno sbarramento e respingendo i barconi. Giusto accompagnarli, per assicurarsi che non affondino: Ma non possiamo più trasmettere il messaggio che l’Italia è l’unico Stato al mondo che investe per l’autoinvasione”. Ed ancora riguardo le immigrazioni “ Entro il 2050 potrebbero riversarsi in Europa 50 milioni di africani. Ciò si tradurrebbe nella fine dell’Europa stessa sul piano demografico, sociale, culturale”. Lascio che traiate le vostre conclusioni, ma riflettere su questi temi è importante, vitale forse. Non si tratta di essere buonisti a tutti i costi o razzisti “a priori”, si tratta di valutare e verificare la veridicità di certe asserzioni (sono considerazioni fatte da un arabo, seppur oramai occidentalizzato e cristianizzato), la correttezza di alcune analisi, i rischi per una Comunità società e per una cultura. E si tratta di chiedersi “Cui prodest?”, a chi giova tutto ciò? A chi giova che l’Africa si spopoli e dei diseredati vengano tra altri soggetti già in gravi difficoltà ad alimentare tensioni? A chi giova che in quegli Stati la guerra sia sempre fomentata ed alimentata e che gli imbarchi di esseri umani verso l’Italia e gli sbarchi sulle nostre coste continuino? A chi giova alimentare una macchina dell’accoglienza che non accoglie veramente (per mancanza di risorse e di tanto altro) ma è un paravento per alimentare speranze tra chi va via dal proprio paese senza sapere cosa può – oramai – trovare e ricevere da noi? Nelle grandi città oramai ci si è abituati ad una società multi etnica (anche se nelle democrazie avanzate le regole vengono rispettate rigorosamente, cosa che in Italia non avviene nel modo più assoluto), ma in un piccolo paese, dove le tradizioni, la fede, il credo in certi valori sono – tutto sommato – ancora vivi, come si valuta ciò? Si è disposti a rischiare di perdere una identità ed una tradizione che potrebbe, in futuro, essere invisa a qualcuno il quale, presentandosi quale ospite, tenderebbe probabilmente a divenire con l’andare del tempo un padrone-tiranno imponendo le sue regole? Sono solo le domande che ci poniamo leggendo un articolo, tutto qui. a Francesco Ferrisi rz Te n agi P a Pagina 4 Ottobre 2014 Anagrafe Cittadina Il nostro cordiale benvenuto a: Gabriel Drago nato Erice il 2 Settembre, Cosimo Simone nato a Erice il 3 Settembre, Aurelia Morsellino nata a Erice il 17 Settembre, Myriam Manzo nata a Palermo il 19 Settembre, Aurora Calamusa nata a Erice il 24 Settembre, Rosalba Giurintano nata a Erice il 28 Settembre. Auguri alle nuove famiglie. Si sono uniti in matrimonio: Antonio Fanara e Antonia Vanella il 5 Settembre. Il nostro cordoglio alle famiglie per la scomparsa di: Vincenza Bianco di anni 87 l’1 Settembre, Gilda Maiorana di anni 79 il 6 Settembre, Arcangela Calamusa di anni 91 il 7 Settembre, Giovanna Mazara di anni 69 l’8 settembre, Marianna Campanella di anni 88 il 13 Settembre, Andrea Sciortino di anni 68 il 25 Agosto, in Germania, Giuseppe Costa di anni 87 il 17 Agosto, in America. A cura di Alberto Fanara in collaborazione con l'Ufficio Anagrafe e Stato Civile II Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi “Le sfide pastorali della famiglia nel contesto dell'evangelizzazione” Vaticano, 5-19 Ottobre 2014 Preghiera a pag. 18 Comunità Asd Calataphimi Open di Calcio A5, si riparte a fine Ottobre I l 22 settembre è iniziata la preparazione atletica del Calataphimi, che anche quest’anno parteciperà al campionato Open di Calcio A5 organizzato dal CSI di Trapani. Lo scorso campionato come prima esperienza, la squadra calatafimese si è classificata seconda aggiudicandosi cosi l’accesso alla fase regionale. Nella fase regionale, il gruppo si rivela squadra ostica, non sfigurando nei confronti delle compagine palermitane molto più organizzate e con molta più esperienza. Si classifica seconda nel girone sfiorando il passaggio del turno, sperando in un eventuale ripescaggio che poi alla fine non è arrivato. Tirate le somme dell’intero anno calcistico, la dirigenza ha deciso che per il gruppo occorreva una persona capace di dare quell’organizzazione e quell’esperienza che possiedono le squadre veterane con più anni alle spalle. La persona scelta per raggiungere questo obiettivo è il Mister Luciano Mucaria. La squadra affidata al mister è stata arricchita con nuovi innesti rispetto lo scorso anno. Per un campionato che si prospetta più duro con delle nuove società che hanno deciso di abbandonare la FIGC ed iscriversi al CSI si è cercato dunque di rinforzarsi in alcuni reparti. La rosa è rimasta quasi invariata partendo dal capitano G. D’ Anna, V. Lanno, R. D’Anna e S. Simone giocatori con maggior espe- rienza, e la conferma di F. Bruccoleri(95), M. Todaro,N. Balduccio e E. Lanno. I nuovi acquisti: V. Mucaria, A. Simone, N. Simone, F. Bruccoleri (92) e F. Bellini. Il nuovo campionato partirà a fine ottobre e le squadre già pronte al via son ben dieci: Asd Calataphimi, Itis Trapani, Entello Erice, Asd Giudecca (Erice), Pgs don Bosco Trapani, Asd Eracle (Erice), Garibaldi 58 (Trapani), San Francesco (Alcamo), Asd Castellammare e madonna di Fatima (Erice). “Sono fiducioso per il nuovo campionato, ci aspettiamo un girone ancora più competitivo dello scorso anno, i ragazzi stanno lavorando bene e credo che i risultati arriveranno. Sicuramente dobbiamo migliorare su altri aspetti, cercare di far meglio in campionato e accedere ancora alla fase regionale che nella scorsa stagione ci ha dato motivo di orgoglio”. Commenta il presidente Vincenzo Lanno. Info: Le partite in casa verranno disputate nel campo Rustic il venerdì sera alle 20.30. Ogni mercoledì sulla pagina facebook e sul sito Calatafimi Segesta News verranno pubblicate la cronache delle partite, i risultati, la classifica, la pagella giocatori ed inoltre si sta lavorando per riuscire a mettere le azioni più belle delle partite. Un grosso “in bocca al lupo” al CALATAPHIMI per la nuova stagione. @ Pagina 5 Comunità Ottobre 2014 Associazione “Il Risveglio” Le nostre attività A quattro mesi esatti dalla nascita della nostra associazione comunichiamo le attività svolte fino alla data odierna. Nell’ambito del programma “ALZATI E CAMMINA” sono stati organizzati i seguenti eventi: ♦ 5 luglio 2014: visita ed escursione alle saline di Trapani al tramonto ♦ 10 agosto 2014: passeggiata al chiaro di luna (piena!!!!) al “ Timpuni d’u nannu”. Un percorso di circa otto km fino al raggiungimento della vetta del colle (m 521) dove abbiamo goduto di un breve “CONCERTO ALLA LU- NA” eseguito dalla giovane violinista Laura Sabella. La serata è stata altresì arricchita da un fantasioso buffet offerto dall’ Associazione . La manifestazione ha visto oltre 60 partecipanti. ♦ 7 settembre 2014: tramonto su Monte Polizo; un percorso di circa 5 km fino alla vetta del monte dove abbiamo goduto del suggestivo calare del sole dietro l’isola di Favignana. Inoltre l’associazione si è occupata della pulizia, dell’abbellimento e della cura dei vasi della via S.Marchese. della quale abbiamo chiesto ed ottenuto l’autorizzazione all’a- dozione. Cogliamo l’occasione per sensibilizzare tutte le altre associazioni di Calatafimi in questo senso, aperti e disponibili ad accogliere qualsiasi suggerimento che possa dare lustro e decoro alla nostra città. Di particolare interesse sono stati i due seminari condotti dalla Counselor Luisella Ventura nostra socia onoraria: ♦ 7 luglio 2014: “Comunicazione Efficace” ♦ 8 settembre 2014: “Tecnica Metamorfica” Entro la fine di questo anno è prevista la presentazione ufficiale della nostra Associazione, sarà nostra cura comunicare per tempo alla vostra redazione tempi e modi. lI presidente Giuseppina Catalano Opuscoli da collezionare per voi lettori La Storia del SS. Crocifisso nelle pagine inedite di Mons. Diego Taranto Nei numeri di Luglio, Agosto, Settembre, Ottobre 2006 e Settembre 2007 Comunità pubblicò le varie parti di un testo inedito di monsignor Diego Taranto sul SS. Crocifisso di Calatafimi. Questo testo viene ora ripubblicato nella sua interezza in occasione del decimo anniversario della scomparsa di monsignor Diego Taranto. Libro e copertina si possono ritirare presso i seguenti punti: Foto - Ottica Spatafora - via A. De Gasperi. Cartolibreria Corselli - Via XV Maggio Vobis Computer - corso Garibaldi Cartolibreria Kartidea - Via A.De Gasperi Un presbitero del ‘900 fra ricordo e memoria 1914-2014 Centenario della nascita di Mons Giuseppe Scandariato Discorso commemorativo di Sebastiano D’Anna Abbiamo concluso la pubblicazione degli inserti del discorso commemorativo sul Parroco Scandariato. Con la copertina a colori gli inserti si trasformeranno in un grazioso e modesto opuscoletto da rilegare e conservare. Speriamo di aver fatto cosa gradita ai nostri cari lettori. La redazione Il Giornale non riceve nessun finanziamento pubblico si sostiene con il contributo economico degli amici lettori . Pagina 6 Ottobre 2014 Comunità da destinare alla residenza, alle attività produttive e terziarie che potranno essere cedute in proprietà o in diritto di superficie. AnConsiglio Comunale no 2014. Determinazione prezzo di cessione; 7) Approvazione Piano Finanziario e determinaIII° Consiglio Comunale zione delle tariffe relative alla TARI – Anno Il consiglio Comunale, si è riunito, in seduta 2014. ordinaria giorno 2 Settembre 2014 alle ore *** 19:30, nella sala delle adunanze, con il seComponenti commissione art. 5 guente . Trovato anche l’accordo per la commissione art. Ordine del Giorno 5 (riguardante le pratiche del terremoto!) per la maggioranza: i geom. Gaspare Accardo e Andel 02/09/14 tonino Pumo per la minoranza l’agronomo 1. Nomina scrutatori; 2. Lettura ed approvazione verbali seduta prece- Giuseppe Parrino e il consigliere Marco Mancuso, per il sindacato l’ing. Biagio Vultaggio. Il dente; 3. Interrogazione dei Consiglieri Anselmo, Man- sindaco ha nominato presidente l’assessore Piero Cannizzaro. cuso, Autuori, Maiorana e Bruccoleri avente *** per oggetto: “Procedura per l'acquisizione in economia di beni e servizi”. Nuovo Caposettore 4. Interrogazione dei Consiglieri Anselmo, Manai Lavori Pubblici e Territorio e Ambiente cuso, Autuori, Maiorana e Bruccoleri avente Con det. n. 24 del 12/9/14 il sindaco ha nomiper oggetto: “Realizzazione dell'impianto di nato l'Ingegnere Angelo Giuseppe Mistretta di illuminazione pubblica e la sistemazione della Partanna responsabile dei settori Lavori Pubblirete viaria in c/da Giummarito”; ci e Tecnico Manutentivo [VI] e Territorio e 5. Interrogazioni, interpellanze e mozioni; Ambiente [VII] mediante stipula di un contrat6. Avviso n. 8/2014 dell'Assessorato Regionale to di diritto privato part/time per n° 18 ore settiAutonomie Locali e F.P.: art. 30, comma 7 e 7 manali, giusto avviso d i selezione pubblica del bis della L.R. 28 Gennaio 2014 n. 5 e s.m.i.. 28/8/2014. Con decorrenza dal 15 settembre Anticipazione della quota del Fondo destinato 2014 fino alla durata del mandato amministratial compenso squilibri finanziari. Presa d'atto; vo del Sindaco. 7. Approvazione Regolamento IUC; *** 8. Approvazione Aliquote IMU – Anno 2014; Rimborsi Studenti pendolari 9. Approvazione Aliquote TASI – Anno 2014; Approvata all’unanimità invece la mozione pre10.Proposta di nomina dei componenti la Commissione di cuiall'art. 5 della Legge sentata dalla minoranza avente ad oggetto: “Il 29/04/1976 n. 178 e successive modifiche ed rimborso degli importi pagati alla Ditta Tarantola Bus dai genitori degli studenti pendolari per integrazioni. l’anno 2013-14” con l’emendamento della maggioranza riguardo alla compatibilità delle risorOrdine del Giorno Martedì se di bilancio. L’amministrazione si è subito 30 Settembre 2014 impegnata a produrre un avviso alla cittadinanza 1) Nomina scrutatori; per presentare le richieste di rimborso. E’ chiaro 2) Lettura ed approvazione verbali seduta prece- che il rimborso non avverrà in tempi brevi ma dente; dipenderà dalle risorse presenti in bilancio. 3) Interrogazioni, interpellanze e mozioni; *** 4) Mozione avente ad oggetto: “Rimborso imConsiglio di Amministrazione IPASS porti pagati alla Ditta Tarantola Bus dai geni- E’ stato nominato dal sindaco il nuovo consitori degli studenti pendolari; gliere del consiglio di amministrazione dell’I5) Modifica art. 5 del Regolamento Comunale PASS -Istituto Domenico Saccaro Santo Pisano approvato con atto di C.C. n. 53/07; 6) Verifica quantità e qualità di aree e fabbricati Attività Pagina 7 Ottobre 2014 Comunità Monsignor Diego Taranto Dieci anni dopo Pagina 8 Ottobre 2014 Comunità Monsignor Diego Taranto Dieci anni dopo S crivere di monsignor Diego Taranto nel decimo anniversario della sua scomparsa (6 Ottobre 2004) può anche apparire facile, e sono sicuro che tanti che l'hanno conosciuto, potrebbero parlarne anche a lungo, raccontando fatti ed episodi illuminanti che lo riguardano. Quello che non è facile è andare oltre l'aneddotica; considerata l'estrema riservatezza, che pur nella cordialità e nella disponibilità sacerdotale, lo caratterizzava. Egli era nato a Calatafimi l'8 Ottobre 1919 da Filippo e da Pasqua Collura, era stato poi battezzato il successivo 29 Ottobre nella Parrocchia San Giuliano, dove aveva ricevuto la cresima l'11 Novembre 1924 (1). Una guida sicura Ordinato presbitero nel 1944 a Mazara del Vallo (2), esercitò a Calatafimi la sua missione sacerdotale a partire dal 1949 (3), e fino alla fine; fino a quando cioè il 6 Ottobre del 2004, due giorni dopo avrebbe compiuto 85 anni, è improvvisamente scomparso. Come sacerdote è stato per tanti di noi, che, quando lo abbiamo conosciuto, portavamo i pantaloni corti, una guida sicura ed affettuosa, un punto fermo di riferimento (4). Anche quando poi siamo cresciuti, ed in tanti siamo partiti in cerca di lavoro, vivendo per lunghi anni in mezzo alle nebbie del nord Italia o in terre ancora più lontane, sapevamo che, tornando a Calatafimi, dopo avere riabbracciato i nostri cari, avremmo potuto ritrovare padre Taranto lì, dove lo avevamo lasciato, e dove lo avevamo pensato, nella chiesa di S. Michele, o, negli ultimi anni, nel santuario di Maria SS.ma di Giubino. Maria SS. di Giubino É nota a chi l'ha conosciuto la sua filiale devozione a Maria SS. di Giubino. Nel santino fatto stampare in ricordo del 50° anniversario della sua ordinazione sacerdotale egli così La invocava: "Maria SS. di Giubino, madre di grazia, mia guida verso l'altare, mio sostegno nell'apostolato, mia stella nella via del cielo". E posso azzardare, perché simili confidenze erano impensabili, che una delle sue gioie più grandi sia stata la nomina a rettore del santuario di Maria SS. di Giubino, incarico che ricoprì dal 1988 fino alla morte (5). Questa chiesa diventò il centro della sua attività pastorale. Lì, nell'ampia sacrestia, che sovrasta la cripta delle Benedettine, con le quali diceva di sentirsi in ottima compagnia, sapevi di poterlo trovare, spesso seduto dietro la scrivania col breviario aperto a pregare o davanti a documenti del suo archivio, o a libri, che egli portava con sé da casa dentro una vecchia borsa di pelle nera, la stessa credo che egli usava durante la sua attività di professore presso il seminario prima di Mazara del Vallo e poi di Trapani (6), e di responsabile di importanti uffici presso la curia prima di Mazara del Vallo e poi di Trapani (7). Verso il sacerdozio Non sappiamo quando e come sia nata la sua vocazione al sacerdozio; ma in essa fu certamente determinante l'ambiente familiare. Egli mi disse una volta che ricordava ancora la voce del padre Filippo, che, scendendo le scale di casa la mattina per recarsi al lavoro, recitava le sue orazioni; e del padre mi riferì un'altra volta, che faceva parte della Congregazione di Maria SS. degli Agonizzanti, che aveva la sua sede nella chiesa di S. Isidoro, vicino casa loro. Quello che sappiamo è che il giovane Diego entrò nel Seminario di Mazara del Vallo, alla cui diocesi apparteneva allora Calatafimi, nel 1932, all'età di 13 anni (8). Lì dentro si plasmarono la sua spiritualità e la sua cultura. Due importanti figure Io credo che due sacerdoti siano stati particolarmente importanti nella formazione spirituale e cul- Pagina 9 Ottobre 2014 Comunità turale del giovane seminarista Diego Taranto negli anni del seminario a Mazara. Essi furono mons. Benedetto Vivona e mons. Nicolò Bonaiuto; entrambi calatafimesi, ed entrambi attivi nel seminario di Mazara negli anni stessi della sua formazione; l'uno mons. Vivona come direttore spirituale, l'altro, mons. Bonaiuto, come brillante docente negli anni di "filosofia, storia ecclesiastica e civile, teologia morale, diritto canonico, S. Scrittura ed altre materie" ancora (9). Non credo possa attribuirsi solo al caso il fatto che di entrambi questi suoi "maestri" padre Taranto abbia scritto o contribuito a scrivere la biografia (10). Il “Padre Maestro” Mons. Benedetto Vivona (1877 - 1968), da tutti chiamato il "Padre Maestro" (11), di 42 anni più grande di P. Taranto, con la sua vita santa ed austera è stato certamente un modello di vita spirituale, un "grande maestro di spirito" (12), come egli stesso lo definisce, per generazioni di sacerdoti e laici, che lo hanno conosciuto; tanto che non è "fuori luogo parlare di una vera scuola di spiritualità, creatasi attorno alla persona esemplare del Sacerdote Benedetto Vivona" (13). Del "Padre Maestro" mons. Taranto rimase negli anni "fedele e devoto amico" (14), e poi anche confidente (15), fino alla morte di questi nel 1968; tanto che mons. Vivona lasciava i suoi libri, "in segno di affettuosa riconoscenza", "a favore" del can. Taranto, e solo "le vive insistenze di quest'ultimo fecero sì che il beneficiario ne fosse poi il Seminario di Mazara" (16). Dopo la morte di mons. Vivona fu mons. Taranto che raccolse un'amplissima documentazione sulla vita e la spiritualità del "Padre Maestro". Questa documentazione venne poi utilizzata per comporre la biografia spirituale del "Padre Maestro", biografia che fu redatta da mons. Giuseppe Barone "anch'egli suo discepolo" (17); da essa risulta la figura esemplare di un autentico asceta. Certamente la vita parca ed austera che mons. Taranto visse, la dedizione totale al suo ministero sacerdotale (18), affondano le loro radici in un terreno reso spiritualmente fertile dal "Padre Maestro". Ma questo è un campo di difficile indagine, vista sia l'estrema riservatezza di mons. Taranto, che la mancanza, al presente, di scritti autobiografici e dell'epistolario (19). Mons. Nicolò Bonaiuto L'altro sacerdote che certamente influenzò la formazione del seminarista Diego Taranto, fu mons. Nicolò Bonaiuto (1885 - 1969) di 34 anni più grande, professore nel Seminario di Mazara dal 1931 al 1946, in pratica negli stessi anni in cui vi si formava il seminarista Taranto. Di lui, che fu suo professore (20), mons. Taranto scrive fra l'altro: "È una figura che non riesci a dimenticare", e lo definisce: "anima grande, carattere aperto, sincero, alieno da ogni infingimento, ingegno vivace e penetrante", insomma un "autentico maestro di vita" (21). In campo sociale mons. Bonaiuto fu un attivo interprete della dottrina sociale della Chiesa. Egli fu guida del suo popolo non solo dal punto di vista spirituale; ma anche sociale. Fu - come scrive mons. Taranto - "un capo" che s'impone "con le virtù, il suo sapere, la sua volontà, la sua indipendenza da ogni partito e da ogni fazione", "un capo" che ebbe "come primo dovere il servizio umile e generoso" (22). A Calatafimi fonda "la «Cassa rurale Maria SS. di Giubino», che però ebbe breve vita (23). Nel 1914 frequenta la Scuola Sociale di Bergamo (24) per i dirigenti dell'Azione Cattolica (25). Si impegna in prima persona nel Partito Popolare fondato da don Luigi Sturzo (26). "In campo sociale" "opera con ardore nelle Unioni cattoliche sia a Calatafimi che in diocesi" e non teme "di affrontare sulle pubbliche piazze gli avversari del nome cristiano" (27). Si tratti di "rossi" (28) o di "neri" (29); anche se, ironia della sorte, per "dovere d'ufficio", nel 1935 si ritrovò ad essere, nominato dal Vescovo, cappellano federale degli avanguardisti (30). Lo storico Figura poliedrica, mons. Bonaiuto è stato, oltre che apprezzato poeta, anche uno dei maggiori esponenti di una lunga serie di sacerdoti calatafimesi, che già dalla seconda metà del 1700 ha coltivato in varia maniera la "storia patria" (31). In questa tradizione si va ad innestare anche l'opera di mons. Diego Taranto. Egli nel ricordare mons. Bonaiuto come storico, lo definisce "insigne Pagina 10 Ottobre 2014 Comunità conservatore e cultore di memorie patrie" (32). In questa duplice definizione di "conservatore" e di "cultore" si trova espressa la sua stessa concezione dell'attività dello storico (33). Le silenziose “vittime” Bisogna considerare che anche a Calatafimi le leggi del "governo liberal - massonico" del nuovo Regno d'Italia, che portarono allo "incameramento dei beni ecclesiastici" produssero gravissimi danni, sia ai nostri beni architettonici che archivistici. Queste leggi, poco note, e di cui non si parla sui libri di scuola, furono delle leggi del 1862, del 1866 e del 1867, per mezzo delle quali lo Stato si accaparrò i beni di proprietà degli enti religiosi, che poi vendette ai privati. I danni prodotti da queste leggi a Calatafimi sono ancora sotto i nostri occhi. A livello di beni architettonici fra le più illustri "vittime" di queste leggi ricordiamo la chiesa di S. Antonio abate, che si trovava nei pressi della chiesa del Convento di S. Francesco, e al cui posto sorgono oggi abitazioni private, la chiesa campestre di S. Maria dei Palmeri, per anni mattatoio pubblico e poi rasa al suolo dopo il terremoto del 1968, la chiesa ed il Convento del Carmine (34). Meno evidenti, ma altrettanto gravi furono i danni prodotti da queste leggi sui beni archivistici, venne infatti disperso o distrutto irreparabilmente un patrimonio di documenti, accumulati e conservati per secoli negli archivi e biblioteche di conventi, congregazioni e chiese. Per "l'incameramento dei beni ecclesiastici", nota con ironia mons. Taranto, "tante carte finirono nelle mani di privati che le conservarono perché faceva loro comodo, mentre più tardi splendettero di luce nel forno o ricevettero immense carezze nelle mani dei salumai" (35). La diffidenza Per la sua formazione e per la sua esperienza, dunque monsignor Taranto nutriva una giustificata diffidenza nei confronti di un potere civile troppo spesso legato all'interesse privato o di parte; e dal pulpito non esitava a far sentire alta la sua voce, se vedeva violati gli interessi della Chiesa. Per il resto si adoperava per quanto gli era possibile di limitare i danni, che vedeva arrecati al patrimonio culturale di Calatafimi; così quando dopo il terremoto del 1968 venne demolito con le ruspe il Monte di Pietà, che era stato fondato da Pietro Stabile nella prima metà del 1800, egli, solitario, si adoperò per salvare almeno alcuni dei registri in esso conservati. Bisognava salvare il salvabile. Il “Conservatore” Lo studioso di "memorie patrie" in primo luogo è dunque un "conservatore", ovvero ricerca e custodisce "documenti" del nostro passato. Questa funzione di "conservatore" mons. Taranto la esercitò - come scrive - fin dalla "giovinezza" (36), cominciando a raccogliere dalla viva voce di decine di persone i "Canti religiosi popolari calatafimesi", e conservandoci così preziosi documenti di fede, di cultura e anche di storia, basti pensare a quel documento unico e prezioso, che è il canto che ricostruisce momento per momento l'incendio che devastò la chiesa del SS. Crocifisso nel 1887, provocando la distruzione dello stesso Crocifisso miracoloso (37). Il “Cultore” Oltre a quella di "conservatore" l'altra funzione dello storico, secondo la visione di mons. Taranto è quella di "cultore"; egli è cioè "colui che coltiva" le tradizioni e le memorie patrie e quindi, come un buon agricoltore, fa loro produrre un frutto di conoscenza, da trasmettere alle nuove generazioni, altrimenti ignare (38). Uno stile “cordiale” Che mons. Taranto non scriva per sé, lo si vede dal tipo di linguaggio usato nella maggior parte delle sue opere; la sua è una lingua semplice, ricca di immagini, colorita, discorsiva, come se con essa l'Autore volesse andare incontro al Lettore, anche al più semplice, in modo cordiale, col sorriso sulle labbra, prendendolo per mano e guidandolo. È questa una scelta consapevole, non facile e non comoda. Semplificare in maniera corretta ed efficace richiede infatti una approfondita conoscenza dei contenuti. Ma è una scelta, e lo si vede con chiarezza confrontando questo stile "divulgativo" con il linguaggio asciutto, tecnico, scientifico, che egli sa usare nel saggio storico Pagina 11 Ottobre 2014 Comunità "La Diocesi di Mazara nel 1430: il rivelo dei benefici" (1980, 1981). L'origine di una passione Mons. Taranto amò la "sua" Calatafimi (39), apprezzandone, io credo, più che il presente il passato. Ne amò l'identità culturale, la religiosità che si manifesta nella sua storia e nelle tradizioni sopravvissute per secoli. Egli mi confidava un giorno, ma inopportuno sarebbe stato chiedere una successiva conferma, che aveva iniziato ad interessarsi di storia, quando frequentava il terzo anno del Ginnasio, l'attuale 3ª Media, in Seminario a Mazara del Vallo. Allora in previsione di una visita che avrebbero fatto a Selinunte i seminaristi ricevettero un'accurata preparazione, mi sembra da parte dello stesso rettore don Gaspare Aiello, che citò parecchi autori, fra cui il Fazello, della cui opera il giovane seminarista Taranto compilò un indice. L'avidità di notizie Egli, che non amava parlare di se stesso, nell'opera che dedica al SS. Crocifisso ed ai Ceti, si lascia sfuggire, usando un plurale di umiltà ("pluralia humilitatis"): "Noi [siamo] estremamente avidi di notizie per tramandarle ai posteri" (40). Quindi alla base della sua attività di storiografo c'è questo "desiderio intenso", quasi "eccessivo" di "notizie" su Calatafimi. Per questa "avidità" di notizie mons. Taranto ricorda un altro grande della nostra storia locale, il notar Vito Pellegrino, che nel suo amore per la storia del "proprio natìo solo" confessava di "aver avuto dell'eccesso" (41). Un archivio eccezionale Il seminario di Mazara era provvisto di un archivio storico di grandissima importanza anche per Calatafimi, che ha fatto parte di quella diocesi fino al 1950. A questo archivio, che era stato fatto riordinare nel 1792 dal Vescovo Ugo Papè (42), possiamo immaginare con quale trepidazione il giovane seminarista Diego Taranto si sarà accostato nel tempo libero. E di quest'archivio egli fu poi dal 1947 anche archivista, e quindi responsabile (43). Quanto tempo e fatica e pazienza gli sarà costato decifrare quelle antiche carte, quanta gioia gli avrà prodotto aver trovato documenti utili alla storia della diocesi e di Calatafimi, in quel mare magnum di carte ingiallite dal tempo. Ed egli in un suo testo con fare bonario raccomanda al Lettore di essere paziente come l'Autore lo è stato nel portare alla luce notizie così lontane nel tempo (44). Le opere pubblicate La produzione scritta che ci ha lasciato mons. Taranto non è rilevante per la quantità, ma per la qualità, ed essa sarebbe stata inferiore se, come egli stesso dichiara, quasi a giustificarsi, non fosse stato in qualche caso quasi costretto a pubblicare (45), o non avesse vinto la ritrosia a pubblicare un lavoro non ancora considerato compiuto (46). I. Il primo scritto, che mons. Taranto ha pubblicato è un opuscolo dal titolo "La Croce fonte di trionfo per la religione cristiana" (47), realizzato in occasione della processione ideale, che si svolse durante la festa del SS. Crocifisso del 1961. Questa esperienza di autore del libretto di una processione ideale lo accomuna a una schiera di sacerdoti calatafimesi, chiamati in occasione delle varie Feste ad illustrare in un libretto - guida il tema biblico messo al centro della Festa, e rappresentato mediante personaggi e carri nella cosiddetta "processione sacro - allegorico - ideale". II. Nel 1969, in occasione della scomparsa dell'arciprete mons. Nicolò Bonaiuto, suo antico professore nel seminario di Mazara, pubblica un foglio pieghevole, dal titolo "Mons. Nicolò Bonaiuto arciprete" con una breve biografia e la bibliografia (48). III. Al 1978 risale la biografia "Vita interiore di mons. Benedetto Vivona" (49). Dalla copertina del volume l'autore del testo risulta essere mons. Giuseppe Barone, ma già nella copertina interna si trova l'indicazione: "A cura del sac. Diego Taranto", ad indicare che la raccolta della amplissima documentazione, su cui la biografia si basa, è stata effettuata da mons. Taranto, mentre mons. Ba- Pagina 12 Ottobre 2014 Comunità rone ha curato la stesura del testo (50). IV. Due anni dopo, nel 1980 mons. Taranto pubblica un opuscolo di poche pagine, "La chiesetta della Madonna della Pietà in contrada Cultromeggio di Calatafimi", sulle origini della chiesetta campestre di contrada Cultromeggio, e sul culto della Madonna della Pietà, la cui icona in essa si venera (51). V. Nello stesso anno 1980 e nel successivo 1981, appaiono sulla prestigiosa rivista internazionale "Mélanges de l'École française de Rome", le due parti di un saggio storico dal titolo "La Diocesi di Mazara nel 1430: il «Rivelo» dei benefici" (52). Vi si traccia un "panorama, quasi completo, degli enti ecclesiastici (benefici, capitolo della cattedrale, chiese, monasteri, confraternite, ecc.) e dei loro beni" nella diocesi di Mazara, e cioè in pratica nella Sicilia occidentale, nel 1430 (53). Ecco che in quest'opera emerge per la prima volta, una parte del lavoro di ricerca svolto da mons. Taranto nell'archivio della Diocesi di Mazara. VI. Nel 1981 stampa in ciclostile "Canzuneddi di Natali" dell'arc. Ignazio Mollica, con Note storiche del sac. Diego Taranto (54). In questo artigianale volumetto vengono riproposte le antiche nenie natalizie in dialetto siciliano, entrate nella tradizione popolare calatafimese ed attribuite all'arciprete Mollica (1807 - 1870), assieme alle loro melodie. Nell'introduzione con linguaggio semplice e colorito mons. Taranto fa rivivere le antiche tradizioni del Natale a Calatafimi. VII. Nel 1986 in occasione del centenario dalla nascita dell'arciprete mons. Nicolò Bonaiuto, mons. Taranto pronunzia nella chiesa del SS. Crocifisso un ampio "Discorso" commemorativo, una vera e propria biografia, successivamente pubblicato come introduzione al volume delle opere di Bonaiuto. In essa amplia le note biografiche che aveva già tracciato nel pieghevole del 1966 (55). VIII. Nel 1988 cura la rielaborazione in un unico volume dal titolo "Nostra Signora di Giubino, Patrona di Calatafimi" delle due opere dedicate a Maria SS. di di Giubino da mons. Nicolò Bonaiuto (56); e lo fa seguendo - come egli scrive - "un preciso schema dispositivo preparato già dall'Autore" ed a lui affidato (57). IX. Nel 1982 pubblica quella che è la sua opera più conosciuta ed apprezzata "Il SS. Crocifisso di Calatafimi e i Ceti che da tre secoli lo festeggiano", un lavoro assai ampio e complesso, in cui mette ordine e fa chiarezza, sulla base dei documenti e della "tradizione", in quel complesso ed a volte effervescente mondo, che è quello della la Festa del SS. Crocifisso (58). X. Al 1993 risale la pubblicazione, dopo lunga elaborazione, del manoscritto settecentesco "Calatafimi scoverto a' moderni" del notar Vito Pellegrino, opera fondamentale per la storia di Calatafimi e non solo. In questo lavoro ho avuto il privilegio di affiancarlo (59). XI. Nel 1995 pubblica la raccolta dei "Canti religiosi popolari calatafimesi in lingua siciliana" (60), espressione della religiosità del popolo di Calatafimi, frutto di un lunghissimo e paziente lavoro di raccolta e trascrizione di fonti orali (61). XII. L'anno successivo, 1996, presenta con una dotta e brillante introduzione storica l'opera sugli antichi mulini ad acqua della valle del Crimiso ("I mulini di Calatafimi") realizzata da tre, allora, giovani "articolisti" ex art. 23: Leonardo Accardo, Pietro Bonì, Salvatore Palmeri (62). XIII. L'ultima opera che pubblica monsignor Diego Taranto è del 1997. Il suo argomento sono, come recita il lungo titolo: "Le Processioni sacro allegoriche ideali e le sacre Rappresentazioni nelle Pagina 13 Ottobre 2014 Comunità Feste del SS. Crocifisso e di Maria SS. di Giubino in Calatafimi" (63). Nella prefazione egli dopo aver definito questa sua opera una "modesta visione panoramica delle processioni ideali che qui [a Calatafimi] hanno avuto luogo" (64); ammette che scriverla è stata un'"ardua impresa" (65). Si tratta in realtà un'opera di ampio respiro, che gli è costata grande impegno, tanto che scrive: "ringrazio Gesù Crocifisso di essere arrivato al traguardo" (66). Un grandioso “polittico” incompiuto Negli ultimi anni la sua attività storiografica continua nella consueta riservatezza. Egli lavora alla realizzazione di quello che, possiamo dire, era stato ideato come un grandioso "polittico" sul SS. Crocifisso. Nel 2006, due anni dopo la scomparsa di mons. Taranto, sul mensile "Comunità" appaiono alcuni suoi scritti inediti di parti ancora in elaborazione di questa grandioso progetto sul SS. Crocifisso rimasto purtroppo interrotto. Esso si sarebbe composto, secondo le intenzioni dell'Autore, di cinque parti. Su "Comunità", in vari numeri vennero pubblicate le bozze di quest'opera ancora in via di elaborazione (67), con la speranza che potesse venir fuori successivamente il testo di una redazione più completa o magari definitiva; ma ad oggi questa speranza non si è realizzata. Parte Iª La Parte Iª dal titolo “La chiesa dei miracoli” sarebbe stata dedicata all'antica chiesetta di S. Caterina V. e M. di Alessandria, in cui nel 1657 si verificarono i miracoli, ed al culto della Santa alessandrina a cui la chiesa era dedicata. Parte IIª La Parte IIª avrebbe avuto come titolo “I miracoli nella chiesa”; avrebbe cioè trattato dei miracolosi avvenimenti del Giugno 1657, dei "miracolati", delle vicende e dei personaggi che portarono alla edificazione dell'attuale santuario del SS. Crocifisso, che inglobò in sé la chiesetta di S. Caterina. Parte IIIª Sarebbe seguita una Parte IIIª dal titolo “La chiesa che è un miracolo”, sul cui contenuto, almeno fino ad oggi, nulla ci è pervenuto. Si può supporre che in essa l'Autore avrebbe trattato della chiesa dal punto di vista architettonico, e delle opere d'artigianato e d'arte in essa contenute. [Parte IVª] A queste prime tre parti ne sarebbe seguita un'altra da titolo “La processione ideale”, che possiamo considerare la IVª parte del trattato, ed è stata l'unica ad essere stata completata e pubblicata dall'Autore stesso nel 1997 con il titolo "Le Processioni sacro allegoriche ideali e le sacre Rappresentazioni nelle Feste del SS. Crocifisso e di Maria SS. di Giubino in Calatafimi". [Parte Vª] La opera sarebbe stata chiusa da una Parte finale dal titolo “Appendice e Vari”, destinata a contenere alcuni importanti documenti relativi alla storia del SS. Crocifisso. L'unico di essi che vi è stato inserito è un documento fondamentale per la storia del SS. Crocifisso, l’atto del notaio Pietro Colombo del 22 Marzo 1765, che riporta la Relazione, cioè la testimonianza, di Giuseppe Fontana e Leonardo Ferraro, entrambi testimoni degli avvenimenti miracolosi accaduti nel Giugno del 1657. L'archivio disperso Dopo la morte dell'ultima sorella, la signorina Vitina, l'archivio che monsignor Diego Taranto aveva raccolto con paziente ed incessante cura nel corso della sua vita andò disperso: smembrato e successivamente devastato da più incursioni notturne. Ciò che alla fine rimase di esso, venne alla presenza di uno degli eredi, raccolto da Pietro Bonì, allora consigliere al Comune di Calatafimi, e consegnato alla biblioteca comunale. Lì questo materiale dopo essere stato riordinato e catalogato si trova custodito in attesa di venire studiato. Di esso facevano parte una serie di carpette, che avrebbero potuto contenere documenti o testi già elaborati; ma che purtroppo sono state trovate "vuote". Pensando a come questo archivio fosse il frutto di anni di ricerca, e di meticolosa cura, non si può non rimpiangere che esso non sia stato subito dopo la scomparsa di monsignor Taranto, Pagina 14 Ottobre 2014 Comunità affidato a qualche pubblica biblioteca o archivio, affinché il suo lavoro non andasse perduto. L'omaggio più vero e sincero che avremmo potuto fare alla sua memoria di appassionato cultore di "storia patria" sarebbe stato quello di mettere a disposizione della gente di Calatafimi quel patrimonio fatto di notizie e di documenti, e di pagine anche se incompiute ed in fase di elaborazione. Si tratta di un "patrimonio" non certamente venale, ma molto prezioso dal punto di vista della conoscenza della nostra storia e delle nostre tradizioni. ————————— Note al testo: (1) "Diego Taranto, figlio di Filippo e di Pasqua Collura, nato a Calatafimi (TP) l'8 Ottobre 1919. Battezzato il 29 Ottobre 1919 e cresimato l'11 Novembre 1924 nella Parrocchia San Giuliano in Calatafimi", da “Per non dimenticare: Diego Taranto, presbitero”, 11, stampato in data 30 Novembre 2004, a cura di don Salvatore Barbera, Diocesi di Trapani. (2) [Fu] "ordinato Presbitero il 29 Giugno 1944 a Mazara del Vallo dal Vescovo Salvatore Ballo", da “Per non dimenticare", opera citata. (3) Nel 1949 fu "Assistente dei giovani di Azione Cattolica di Calatafimi. Nel 1950 Vicario cooperatore della Parrocchia Maria SS. Immacolata in Calatafimi"; "dal 1954 al 2004 Rettore della Chiesa San Michele Arcangelo in Calatafimi"; "dal 1988 al 2004 Rettore della Chiesa Madonna di Giubino in Calatafimi", da “Per non dimenticare”, op. cit.. (4) Da bambino ti arruolava fra i suoi chierichetti, e non pretendeva che fossi perfetto, così la prima volta magari sbagliavi a suonare la piccola campana davanti la sacrestia, il cui suono segnava l'inizio delle funzioni. Cresciuto ti affidava il ruolo del vecchio Simeone con tanto di barba, nella sacra rappresentazione della "Presentazione di Gesù al tempio", che si svolgeva a S. Michele; o ti mandava con Peppe Forte a raccogliere fiori di gerani, per il tappeto del SS. Sacramento, nella sua campagna di Cultrumeggio con il "traino" in dotazione alla chiesa, una vera e propria Ferrari. Ci aveva dato dei soldi per comprarci un bel quartino di pane imbottito per ciascuno; ma noi ci eravamo dimenticati di portarci l'acqua e tornammo carichi di fiori, ma assetati. L'ultima avventura di quel giorno la vivemmo quel pomeriggio: la strada era vuota, davanti avevamo la solitaria discesa di Sant'Isidoro. Era l'ultima corsa che potevamo fare prima di consegnare il "traino" - Ferrari; ma ci accorgemmo troppo tardi che non avevamo i freni e i nostri sandali non erano sufficienti a frenare quel pesante bolide. Andammo a sbattere poco prima della "vota", al bancone di legno di un negozio di alimentari, che allora c'era, illesi perché gli Angeli custodi esistono, e sono sicuro che ad essi noi eravamo stati abbondantemente raccomandati. Se stavi a lungo senza farti vedere, perché l'adolescenza è un'età difficile per tutti, non esitava a mandarti a casa un paio dei suoi chierichetti in borghese, che ti dicevano: "'U Parrinu ti voli parlari"; e quando ci andavi, ansioso di sapere, non ti diceva nulla, ti chiedeva: "Ti vuoi confessare?". E come facevi a dirgli di no; se tu sapevi che avevi bisogno proprio di questo? La Domenica nel confessionale in sacrestia, dopo che in attesa del tuo turno avevi sudato, leggendo un elenco infinito di peccati appeso al muro vicino la porta davanti la quale aspettavi, ti accoglieva con avvolgente affettuosa carità, illuminando e rischiarando con sapiente semplicità la tua mente e la tua anima. Da adolescente con pretese da intellettuale di sinistra magari entravi in sacrestia ostentando un settimanale radical chic; ma anche se si vedeva che non era contento, non ti diceva nulla. Una sola volta ricordo si sia arrabbiato; quando dovevamo regolare l'altezza delle ninfee della chiesa di San Michele. Aveva escogitato un sistema di comunicazione perfetto: lui in chiesa davanti le ninfee, io a una delle finestre del tetto, altri ragazzi, fra cui ricordo Peppe Forte, sulla volta, che allora ricopriva la chiesa, a tirare o abbassare i cavi delle ninfee a secondo delle comunicazioni che egli dalla chiesa dava a me e che io trasmettevo; ad un certo punto esasperato per le nostre allegre incomprensioni, lo vedo partire con bellicose intenzioni ; ma prima che arrivasse al tetto, salendo per la scala a chiocciola del campanile, gli era sbollita. (5) Si veda la nota 3. (6) Fu "insegnante di matematica e fisica nel Seminario Vescovile di Mazara del Vallo fino al 1950 e nel Seminario Vescovile di Trapani dal 1950", da “Per non dimenticare", op. cit.. Pagina 15 Ottobre 2014 Comunità (7) "Nel 1945 [fu] Cancelliere del Tribunale Ecclesiastico di Mazara del Vallo. Nel 1947 Archivista della Curia e Segretario della Cassa Diocesana di Mazara del Vallo. Nel 1949 Assistente Diocesano della F.U.C.I. e Assistente dei giovani di Azione Cattolica di Calatafimi". "Dal 1950 membro del Consiglio di Amministrazione e dal 1951 Segretario dell'Ufficio Amministrativo Diocesano". "Dal 1965 Vice Direttore dell'Ufficio Amministrativo Diocesano. Dal 1974 al 1989 Direttore dell'Ufficio Amministrativo Diocesano. Dal 1987 Rappresentante della Curia Vescovile per i Consigli Locali per i Beni Culturali e Ambientali". "Nel 1994 membro del Consiglio di Amministrazione dell'Ente Opera di Religione della Diocesi di Trapani", da “Per non dimenticare", op. cit.. (8) "Dal 1932 al 1944 [fu] studente nel Seminario Vescovile di Mazara del Vallo (TP)", da “Per non dimenticare", op. cit.. (9) Mons. Nicolò Bonaiuto arciprete, 1969, senza indicazione di autore e di luogo, p. 4; il testo si trova anche in Nicolò Bonaiuto, Opere, Alcamo 1988, pp. 7 - 10. Per l'attribuzione del testo a mons. Diego Taranto si veda "Discorso di mons. Diego Taranto tenuto nella chiesa del SS. Crocifisso di Calatafimi il 12 Gennaio 1986 in occasione del centenario della nascita di mons. Nicolò Bonaiuto", in N. Bonaiuto, Opere, pp. 15 - 35, opera citata, p. 18. (10) Mons. Taranto raccolse la documentazione sulla vita e la spiritualità di mons. Benedetto Vivona, che costituisce il materiale che venne poi elaborato da mons. Giuseppe Barone, per scrivere la "Vita interiore di mons. Benedetto Vivona", Palermo 1978. Della vita e delle opere di mons. Nicolò Bonaiuto, mons. Taranto, scrisse una prima volta brevemente in un pieghevole dal titolo "Nicolò Bonaiuto arciprete", op. cit., e successivamente in maniera assai più ampia ne scrisse nel "Discorso", op. cit.. (11) Giuseppe Barone mons. dott., Vita interiore di mons. Benedetto Vivona, a cura del sac. Diego Taranto, Palermo 1978, p. 5. (12) D. Taranto, Discorso, op. cit., p. 17. (13) G. Barone, Vita interiore, opera citata, p. 223. (14) G. Barone, Vita interiore, op. cit., p. 207; si vedano anche le pp. 7 - 12. (15) Ibidem, pp. 198 - 199. (16) Ibidem, p. 281. (17) Ibidem, p. 6. (18) Luogo privilegiato del suo ministero sacerdotale fu certamente il confessionale, dentro il quale era guida affettuosa e sapiente. Qualche volta la Domenica, pur di dare la possibilità a qualche fedele di confessarsi, ritardava l'uscita della messa. (19) Scorrendo la biografia del Padre Maestro mi ha colpito un suo comportamento, che mi ha fatto rivivere un'esperienza che ho più volte personalmente vissuto con mons. Taranto: "Quante volte dopo la S. Messa, mentre [mons. Benedetto Vivona] andava via, se qualche donna o anche una ragazzina o ragazzino gli chiedeva se le faceva la Comunione, Lui senza darsi aria di essere disturbato, ma con gioia ritornava indietro per accontentarli", G. Barone, Vita interiore, op. cit., p. 75. (20) D. Taranto, Discorso, op. cit., p. 26. (21) Ibidem, p. 17. (22) Ibidem, p. 33. (23) Ibidem, p. 23. (24) Ibidem, p. 23. (25) Giovanni Carnazzi mons., Andrea Zonca: "La Scuola Sociale Cattolica di Bergamo venne istituita nel 1910 quale istituto d’istruzione «per le persone che si dedicano a promuovere e a dirigere l’Azione Cattolica particolarmente nel campo economico - sociale»", Archivio Storico Diocesano di Bergamo, Archivio Nicolo’ Rezzara, Carte della Scuola Sociale Cattolica di Bergamo (1909 - 1932), 2007, p. 2. (26) Nel 1922 è fra i consiglieri del Comitato provinciale del Partito Popolare Italiano, in Giovanni Bolignani, Bernardo Mattarella, biografia politica di un cattolico siciliano, Catanzaro 2001, p. 45; nel 1925 risulta essere il punto di riferimento del PPI a Calatafimi, Ibidem, p. 61. (27) D. Taranto, Discorso, op. cit., p. 23. (28) Ibidem, p. 20. (29) È nell'aneddotica paesana che egli un giorno, durante il regime fascista, mentre accompagnava Pagina 16 Ottobre 2014 Comunità al santuario di Giubino un gruppo di giovani di Azione Cattolica, che cantavano inni mariani, venne fermato in piazza da un gerarca locale, che impose al gruppo di cantare inni fascisti al posto di quelli religiosi. Egli portò più avanti i ragazzi, fino ad una svolta della strada che impediva di vedere la piazza, dicendo loro di aspettare, poi tornato indietro, si pianta davanti al gerarca, si toglie il collare da sacerdote e gli dice: "Quello che hai detto poco fa al prete, ripetilo ora all'uomo!". (30) D. Taranto, Discorso, op. cit., p. 25; G. Bolignani, op. cit., p. 92. (31) Ricordiamo il canonico Diego Catalano (1744 - 1842), in Nicolò Mazzara, Calatafimi, opere, arte, toponomastica e canti popolari, Alcamo 1991, p. 67; il parroco Pietro Longo (1756 - 1825), ibidem, p. 81; l'arciprete Nicolò Cosentino (1824 - 1898), ibidem p. 69; il sacerdote Pasquale Grazia (1832 - 1909), ibidem, p. 76. (32) Ignazio Mollica arc., Canzuneddi di Natali, Note storiche del sac. Diego Taranto, Calatafimi 1981, p. 6. (33) La stessa concezione viene espressa in un'altra sua opera, Canti religiosi popolari calatafimesi in lingua siciliana, Alcamo 1995, qui infatti a p. 9 scrive: "L'obiettivo [del libro] è stato solo quello di conservare e trasmettere questo patrimonio [di Canti religiosi popolari]". (34) Sulla chiesa di S. Antonio abate, I. Mollica, Canzuneddi di Natali, opera citata, p. 14; sul Carmine, Nicolò Mazzara, Calatafimi, op. cit., p. 35; su S. Maria dei Palmeri, D. Taranto, La chiesetta della Madonna della Pietà, op. cit., 4; D. Taranto, La storia del SS. Crocifisso nelle pagine inedite di mons. Taranto, "Comunità", Agosto 2006, pp. 12 - 13; Vito Pellegrino notar, Calatafimi scoverto a' moderni, a cura di Diego Taranto e Leonardo Vanella, Paceco 1993; pag 16, nota 14. (35) D. Taranto, Discorso, op. cit., p. 30. (36) D. Taranto, Canti religiosi, op. cit., p. 7: "Fin dalla mia giovinezza, con passione e costanza, ho cercato di colmare tale lacuna" [che cioè non esistesse "una raccolta di canti religiosi popolari locali"]. (37) Ibidem, "Il Crocifisso di Calatafimi bruciato", pp. 141 - 147. (38) D. Taranto, Canti popolari, op. cit., p. 9: "L'obiettivo è stato solo quello di conservare e trasmettere questo patrimonio". (39) "In questa mia Calatafimi", Canti religiosi, op. cit., p. 7. (40) Diego Taranto sac., Il SS. Crocifisso di Calatafimi e i Ceti che da tre secoli lo festeggiano, storia - fede - folklore, Palermo 1982, p. 15. (41) Notar Vito Pellegrino, Calatafimi scoverto a' moderni, a cura di Diego Taranto e Leonardo Vanella, Paceco 1993, p. 65: "Credo che non vi sii creatura alcuna nel vastissimo teatro dell'Universo che naturalmente non sii appassionata a ricercare del suo proprio natìo solo le antichità e poscia, doppo l'applicatione già usata, non conservi in sé qualche memoria delle ricavate e dissepolte notizie. In questo io, confesso il vero, aver avuto dell'eccesso". (42) Storia del Seminario vescovile di Mazara del Vallo, a cura di don Tommaso Lombardo, in sito Diocesi Mazara del Vallo. (43) "Nel 1947 [fu] Archivista della Curia e Segretario della Cassa Diocesana di Mazara del Vallo", in “Per non dimenticare", op. cit.. (44) Diego Taranto mons., La storia del SS. Crocifisso nelle pagine inedite di mons. Taranto, Comunità, Agosto 2006, p. 14: "Si pazienti il lettore! Accolga tutto in spirito di fede e d'amore! Quanto ci siamo pazientati noi a ripescarle!". (45) "Ero sul punto di opporre un cortese rifiuto a don Vincenzo Ingarra, rettore della chiesa del SS. Crocifisso di Calatafimi, il quale veniva ad impormi - passi la parola - la trattazione, in breve lasso di tempo, di un tema tanto atteso: Il SS. Crocifisso di Calatafimi e i Ceti. Ma ho subito accettato anche se ben consapevole dei miei limiti.", Il SS. Crocifisso di Calatafimi, op. cit., p. 5. (46) G. Barone, op. cit., p. 5. (47) Diego Taranto sac., La Croce fonte di trionfo per la religione cristiana. Processione sacro allegorico ideale per la solenne festività del SS. Crocifisso nei giorni 2 - 3 Maggio 1961 in Calatafimi, Palermo, Tip. Boccone del Povero, 1961. (48) D. Taranto, Mons. Nicolò Bonaiuto arciprete, op. cit.; per l'attribuzione del testo si veda nota 9. (49) G. Barone, op. cit.. (50) Ibidem, "[Mons. Giuseppe Barone] si è assunto l'onere di stendere queste pagine", p. 6. (51) Diego Taranto sac., La chiesetta della Madonna della Pietà in contrada Cultromeggio di Cala- Pagina 17 Ottobre 2014 Comunità tafimi, Paceco 1980. (52) Diego Taranto, "La Diocesi di Mazara nel 1430: il «Rivelo» dei benefici", in Mélanges de l'École française de Rome, Moyen - Age, Temps modernes, T. 92, N° 2, 1980, pp. 511 - 554 e T. 93, N° 1, 1981, pp. 189 - 214. (53) D. Taranto, "La Diocesi di Mazara nel 1430", op. cit., presentazione del testo delle pp. 189 214, T. 93, N° 1, 1981. (54) I. Mollica, Canzuneddi di Natali, op.cit.. (55) D. Taranto, Discorso, op. cit.. (56) Nicolò Bonaiuto, Nostra Signora di Giubino, Patrona di Calatafimi, Mazara del Vallo 1931; Nicolò Bonaiuto, La miracolosa elezione di Nostra Signora di Giubino, Patrona di Calatafimi, Trapani 1966. (57) "Secondo un preciso schema dispositivo preparato già dall'Autore e consegnato al sac. Diego Taranto per la revisione nella speranza che venisse pubblicato", in N. Bonaiuto, Opere, Alcamo 1988, p. 36. (58) Diego Taranto sac., Il SS. Crocifisso di Calatafimi e i Ceti che da tre secoli lo festeggiano, storia - fede - folklore, Palermo 1982; ristampa, Alcamo 1997. (59) Notar Vito Pellegrino, Calatafimi scoverto a' moderni, a cura di Diego Taranto e Leonardo Vanella, Paceco 1993. (60) D. Taranto, Canti religiosi, op. cit.. (61) D. Taranto, Canti religiosi, op. cit.: "In questa mia Calatafimi, mentre ancora la musa ha i suoi bravi cultori, non esiste una raccolta di canti religiosi popolari locali. Fin dalla mia giovinezza, con passione e costanza, ho cercato di colmare tale lacuna", p. 7. (62) Leonardo Accardo, Pietro Bonì, Salvatore Palmeri, I mulini di Calatafimi, studio sui mulini idraulici lungo il corso del fiume Crimiso, Alcamo 1996, Introduzione storica di mons. Diego Taranto, pp. 7 - 27. (63) Diego Taranto, Le Processioni sacro allegoriche ideali e le sacre Rappresentazioni nelle Feste del SS. Crocifisso e di Maria SS. di Giubino in Calatafimi, Alcamo 1997. (64) Ibidem, p. 11. (65) Ibidem, p. 12. (66) Ibidem, p. 11. (67) "Comunità", Luglio 2006, pp. 8 - 12; Agosto 2006, pp. 12 - 15; Settembre 2006, pp. 13 - 16; Ottobre 2006, pp. 13 - 16; Settembre 2007, pp. 13 - 15. A cura di Leonardo Vanella Pagina 18 Ottobre 2014 Comunità Preghiera alla Santa Famiglia per il Sinodo 1. Gesù, Maria e Giuseppe in voi contempliamo lo splendore dell’amore vero, a voi con fiducia ci rivolgiamo. 2. Santa Famiglia di Nazareth, rendi anche le nostre famiglie luoghi di comunione e cenacoli di preghiera, autentiche scuole del Vangelo e piccole Chiese domestiche. 3. Santa Famiglia di Nazareth, mai più nelle famiglie si faccia esperienza di violenza, chiusura e divisione: chiunque è stato ferito o scandalizzato conosca presto consolazione e guarigione. 4. Santa Famiglia di Nazareth, il prossimo Sinodo dei Vescovi possa ridestare in tutti la consapevolezza del carattere sacro e inviolabile della famiglia, la sua bellezza nel progetto di Dio. Gesù, Maria e Giuseppe ascoltate, esaudite la nostra supplica. I due Allori Colossali Se guardo i due allori colossali, mi sembrano volare verso il cielo; lottan da vincitori contro i venti e affrontan gli uragani prepotenti. Piccoli li piantai ed impotenti, ora son fatti alti e prepotenti. Più le tempeste contro lor fan la guerra Più le radici si attaccano alla terra. Al contadino riposo san dare, i venti impetuosi san mitigare; agli uccellini i nidi sanno offrire e gli uomini nervosi fan calmare. Tre Croci 12/09/2014 Padre Campo Periodico Mensile di Informazione Locale dal 1968 al servizio della Città Supplemento di Belice c’è Associazione Culturale Comunità C/le Milana 9 91013 - Calatafimi Segesta (TP) C.F.: 930.698.80.818 e-mail: [email protected] www.comunitanew.it Resp. di Redazione: Pietro Bonì e-mail: [email protected] Resp. della Stampa: Angelo Adamo e-mail: [email protected] Resp. sito internet: Nicolò Grazia Gruppo di Redazione: Angelo Adamo, Pietro Bonì, Campo don Francesco, Francesco Ferrisi, Emilio Papa, Paolo Spatafora. Attività di redazione e distribuzione: Gaetano Laudicina, Pietro Vattiata, Michele Felice, Gianni Mundula, Pietro Vanella, Elisa e Dina Adamo, Vitalba Di Stefano, Francesco Simone (Foto Cascio), Mariantonina Gruppuso, Iside Papa, Sara e Salvatore Spatafora, Francesco Grazia, Famiglia Gaspare Vivona. Hanno collaborato a questo numero: Angelo Adamo, Nina Apicella Gaetano Balduccio, Paola e Francesco Bonì, Antonino Cascio, Giuseppina Catalano, Francesco Di Giacomo, Alberto Fanara, Gioacchino Gerbino, Emanuele Lanno, Emilio Papa, Nuccia Placenza, Leonardo Vanella Tiratura: 1.100 copie Chiuso in redazione il 09/10/2014 Stampa col ciclostile dell’Associazione Comunità. Si ringrazia l’Associazione per la gentile collaborazione Pagina 19 Ottobre 2014 L’Angolo della Poesia Li Pinzati di mastru Jachinu Poesie di Gioacchino Gerbino 71 112 - Tanti auguri ragioniere (dedicata all’amico rag. Giuseppe Militello in occasione del 100° compleanno) Son passati cento anni, tanti auguri di vero cuore, spegni cento candeline, con la grazia del Signore . Requiem eterna la sua signora , lo sta guardando da lassù, la sua anima si consola , le sorride e per lei prega il buon Gesù. Per cento anni lei ha pregato, Gesù, Giuseppe e Maria, a tutti noi ha insegnato a camminare nella giusta via. Ci insegni , per tanto tempo ancora, la sua parola a fin di bene, il suo parlare ci onora , ci rende umili e sinceri , Ragioniere Giuseppe Militello, quante camicie lei ha sudato, coltivando il suo orticello, con umili mani l’ha curato. Col profumo dell’aiuole in fiore, con la tramontana venuta dal mare, s’è rinfrescato dal suo sudore, e gli amici s’è visto arrivare Ancora tantissimi auguri ragioniere, tantissimi auguri e serenità , resti sempre nei nostri cuori, per averci insegnato tanto l’umiltà. Auguri , auguri, auguri . 113 -Mariosettimo Setti figghi masculi tutti frati, nasceru ‘nta la Circiara, di bona famigghia cu so patri e so matri, ‘nta la via Novelli facianu caciara. Requiem eterna li so’ genitura, pirsuna di fidi assai credenti, li nutricaru cu stenti e surura e li ‘nsignaru a tutti valenti. Pi la festa di lu Signuri, so patri vistutu pulitu e finu, nta la prucissioni dava anuri, sunannu lu megghiu tamburinu. Comunità Ora Mariosettimo fa lu commercianti, pirsuna educata, gentile e sorridenti, vinni sciuri, vasi e pianti, è rispittusu cu li clienti. Vinni articuli pi la casa, e furmi d’agneddi pasquali, quannu ci vaiu m’abbrazza e mi vasa, comu si fussi sempri Natali. Speru chi lu Signuri l’avissi a guardari, lu Beatu Arcangelu e la Madonna di Giubbinu sempri cu bravi clienti fallu ‘ncuntrari, e chistu è l’agguriu di mastru Jachinu. Un ncontru di famigghie Di Calatafimi ni partemu a Palermo a lu seminariu arrivamu Eravamo: eo, me figghia e me mugghieri e navutra signura ni purtamu. A stu ncontru di famigghie fomu invitati Cu tantu amuri beni priparati, st’incontri si fannu sempri cu piaciri, organizzati su li Sorelle Francescani. Lu tema era veru interessanti Accettatu di tutti chiddi ch’eramu prisenti, Mariella, prufissuressa di tanta spirienza, ni spiegau socchè la benevolenza, Du ure passaru a sentila parrari Cu tanti esempi veramenti d’apprizzari E sinceramente a nuddu fici stancari. Dopu na gran tavula si preparau cu tanti beni chi ognunu purtau, manciari casarecciu veramenti spiciali. A tavula c’era puru sua ccellenza u Cardinali Ci fici onuri e tantu piaceri A lu pranzu fici a binirizioni Spuntare tanti serventi e cammareri e si manciau cu granni suddisfazioni. Lu pomeriggiu c’un pocu di fantasia Si cria ‘na bedda allegria Cu semplici jochi e quarchi scenetta ‘n fretta passau ‘na bona oretta. Dopo emu tutti a la cattedrali E davanti ‘na tomba emu a priari Pi lu preti viramenti curraggiusu Chi contro la mafia iddu si misi (ora beato don Pino Pugliesi). Dopu ‘n cappella ni riunemu la Santa Missa fu la cuncrusioni ni salutamu cu abbrazzi e stritti di manu e sudisfatti ognunu a la acasa n inni turnamu. Gaetano Balduccio Pagina 20 Ottobre 2014 Comunità sue gesta e per le imprese militari a difesa della città falcata. Diplomatosi appena sedicenne al Liceo Ximenes di Trapani, e vicende di ogni comu- Franco, nella campagna di fa- laureato a venti anni in giurisprudenza con il massimo dei nità ed i fatti che in esse miglia. si vivono si intersecano Insomma il trapanese Panitteri voti la lode e la menzione, vina volte con personaggi incredi- frequentò Calatafimi e quì ven- citore immediatamente del bili, dei quali la comunità stes- ne sepolto nella tomba della concorso in magistratura nel sa, spesso, non serba più me- famiglia Vivona, allocata sul 1941, venne subito assegnato moria. lato destro dello spiazzo anti- quale uditore al Tribunale di Chi abbia avuto la bontà di leg- stante alla chiesetta del nostro Roma. Da volontario, in quel periodo e nel corso della segere e ricorda il mio breve cimitero. scritto riguardante la Casa di Ma il dottor Panitteri non era conda guerra mondiale che Francesco Vivona, pubblicato una persona comune; egli fu un oramai era scoppiata e sconvolsu Comunità nel febbraio 2013, personaggio che può definirsi geva il continente, ottenne il potrà constatare che scrissi in eccezionale, al di sopra delle brevetto di ufficiale pilota e, destinato all'aeroporto di Traquella occasione "Ugo Vivopani -Chinisia, partì da lì per na, (fratello del Grande LatiClasse 1921. Ufficiale pilota compiere missioni in Libia, nista), ebbe quattro figli: Piedell’aeronautica Italiana e Tede- su Malta e nei Balcani, effettro, Dirigente della Regione Siciliana, vissuto lungamente sca, magistrato. Insignito delle tuando oltre 1.500 ore di a Palermo e che amò villeg- medaglie d’argento al valor mi- volo. giare e soggiornare a Calatalitare italiane, croce di Ferro Nell'aprile 1942 decollò da fimi nei mesi estivi, Maria, Tedesca, Cavaliere Ufficiale Chinisia sul suo "Macchi"per ingaggiare un combattimenLeonarda (detta Lea) e Cardella Legione Straniera…... to aereo con due Spitfire mela (detta Lina)". inglesi che attaccavano l'aeLeonarda fu l'unica dei Vivoroporto, venne colpito ed abna a sposarsi con tale France- righe, che merita di essere racbattuto e ferito gravemente ad sco "Ciccio" Panitteri, trapane- contato. Era dotato di una vasta una gamba salvandosi solo dose. cultura e di una intelligenza po essersi lanciato dal suo aeI meno giovani, coloro che brillantissima, fù un combatreo, oramai avvolto dalle fiamhanno la mia età o qualche an- tente eccezionale ed un uomo me, con il paracadute. Gli no in più, ricorderanno proba- particolarissimo. venne data quindi una convalebilmente, nei lontani anni ses- Francesco Panitteri nacque a santa e settanta, un signore Genova nel 1921 e morì a Tra- scenza di circa un anno, ed in emaciato e pallido, con un cap- pani il 27 marzo 1990, ed è quell'arco temporale divenne il pello perennemente in testa sepolto a Calatafimi: uno scrit- segretario del federale fascista (questi sono i miei ricordi da to di Gino Solitro, " Il Fasci- di Trapani Enzo Savorgnan di bambino), arrancare su due smo trapanese e la resistenza Brazzà. grucce lungo la via XV Mag- all'invasione americana" parla Il 25 luglio 1943, alla caduta di Mussolini, non aveva ancora gio, stazionare sul marciapiede di lui diffusamente. del cinema Alhambra di fronte E del resto ho raccolto anche ottenuto il permesso di riprena casa Vivona, soffermarsi di- io, in una lontana estate, alcuni dere a volare nella regia aeroscretamente nei pressi del Cir- ricordi del figlio Ugo riguardo nautica, ma la tempra dell' uocolo di Cultura (del tempo che il padre, al quale Trapani non mo e del combattente non si fù) per conversare con qualche ha ancora saputo o voluto (per piegò. Chiese agli alleati tedeconoscente o lontano parente, opportunità politica?) dedicare schi di essere inquadrato nella condurre una vecchia SIMCA neppure una strada. Ritengo Luftwaffe e riprese a volare 1000 (modificata per permet- che quell' uomo lo avrebbe con i gradi di tenente pilota; tergli di guidarla), villeggiare a meritato, quanto meno per le successivamente venne ricono- ..storie di uomini, fatti e personaggi… Francesco Panitteri L Pagina 21 sciuto il suo ardimento ed, apprezzato anche dal Maresciallo Kesserling, ottenne la croce di ferro di prima classe per il suo valore mostrato in battaglia. Dopo l'8 settembre 1943 egli aderì della Repubblica Sociale Italiana, continuando a combattere tra le fila repubblichine e tedesche nella guerra fraticida. Dal gennaio del 1944 ricoprì l'incarico di pubblico ministero del tribunale speciale straordinario della Repubblica Sociale, e quando venne preso prigioniero nell'aprile 1945 dai partigiani, con la sola accusa di essere stato un magistrato della RSI, venne sommariamente condannato a morte. In quella occasione fù tratto in salvo dalle avanguardie americane alle quali quali mostrò il suo tesserino da pilota, venendo considerato prigioniero di guerra ed essendo avviato verso un campo di concentramento dal quale (tale era il personaggio!) immancabilmente evase dandosi alla latitanza. Processato in contumacia dalla Corte di Assise Straordinaria di Reggio Emilia, nel dicembre 1946, per aver fatto parte del Tribunale speciale per la difesa dello Stato della RSI, venne assolto dopo l'iter processuale con formula piena. L'uomo era però di una vitalità al di fuori della norma e nel 1948, con un regolare passaporto rilasciato dalla questura di Agrigento, si recò in Francia dove si arruolò nella Legione Straniera Francese con il nome di Henri di Lagarde e da lì venne inviato nell'Indocina francese, allora zona di operazioni di guerra di quella nazione che era ancora uno stato colonialista. Dopo parecchie avventuro- Ottobre 2014 se battaglie venne promosso caporale, e nell'anno 1952 fù gravemente ferito in una regione ricoperta di foresta, a causa di una imboscata tesa alla sua auto colonna dai ribelli Viet Minh. In quella occasione, nel combattimento che al termine lo vide difendere la sua postazione - fino all'arrivo dei rinforzi francesi - da solo con una mitragliatrice per diverse ore, perse una gamba ed un braccio, rimanendo invalido e con una parte del cranio frantumata in uno scontro corpo a corpo. Tornato a Trapani sposò Leonarda Vivona, e nel 1978 fondo l' Associazione nazionale italiana ex legionari della Legione straniera francese, della quale rimase presidente eletto sino alla morte avvenuta nel 1990. Di assoluto pregio il suo medagliere di combattente: tre medaglie d'argento al valor militare, una medaglia di bronzo al valor militare, croce di guerra al valor militare (per l'esercito italiano), croce di cavaliere della croce di ferro e di prima e seconda classe (ricompense riconosciutegli dall'esercito tedesco); Cavaliere Ufficiale della Legion d'Onor, Croix du Combattant Volontaire, Medaille militaire, 3 Croix de Guerre con palme di bronzo (riconosciutegli dalla legione Straniera Francese), e qualche altra onorificenza che non ho elencato. Nel 1980 la Francia lo insigniva con la massima onoreficienza (simile alla nostra medaglia d'oro al valor militare) per i fatti d'arme avvenuti in Indocina nel 1952: la nomina a Cavaliere Ufficiale della Legion d'Onor, e proprio in quella oc- Comunità casione gli venne concesso anche il diritto - privilegio di aggiungere al suo cognome il titolo Lagarde. Divenne così per la Francia Francois Panitteri di Lagarde. Ebbi modo, da ragazzo, di vedere una sua foto sulla rivista dei legionari francesi "Kepì Balc" nella quale il Panitteri veniva spinto - nel corso di una cerimonia - sulla sua sedia a rotelle, tenedo tra le braccia un cimelio (la mano del capitano Jean Danjou, venerata come il più prezioso tesoro della Legione e che lui potè, primo straniero, portare personalmente), mentre i reparti in armi gli rendevano i massimi onori. Certo è che Francesco Panitteri, che frequentò questo territorio e questa comunità calatafimese e che quì riposa, fù un personaggio di doti intellettuali e combattentistiche eccezionali, fuori dal comune e che toccarono i limiti dell'eroismo. Sulle sue scelte di vita e sulle scelte politiche dell'uomo ciscuno (come sempre dico) è libero di avere l'opinione che meglio ritiene: sicuramente egli fece quelle scelte affrontandone gli esiti in prima persona ed assumendosene le responsabilità, pagandone il prezzo e le conseguenze ed accettandone il risultato a fronte alta e fino alla sua morte. Riposa nel cimitero di Calatafimi, come ribadisco, e forse il suo spirito indomito solca ancora i cieli della nostra terra; io (forse con un pizzico di retorica) amo immaginarlo ancora a bordo del suo monoelica, mentre ingaggia il combattimento con il caccia inglese in difesa della sua e nostra Patria. Francesco Ferrisi Comunità Pagina 22 Ottobre 2014 Festa SS. Quattro Martiri Coronati La Banda Musicale Come da tradizione l’8 Novembre si celebra la Festa SS. Quattro Coronati, santi protettori dei muratori, la Santa Messa sarà celebrata Sabato 8 Novembre presso la Chiesa Madre S. Silvestro Papa, durante la quale saranno resi noti i nuovi amministratori per l’anno 2014-2015. Dopo la S. Messa, presso il locale comunale “Pala Segesta” si terrà il consueto rinfresco. Nella notte distribuzione dei caratteristici “Muffuletti” Prossimamente il nostro Vescovo andrà con don Bonura in Madagascar e per tre mesi ci andrà anche Accardo Vita. Auguri e buona esperienza. *** Rosario Volpi ha adottato due ragazzini del Madagascar. Auguri per il coraggio e l’impegno. *** Sono aperte le iscrizioni per l’inserimento nell'unico albo delle persone idonee all'ufficio di Presidente e di Scrutatore di seggio elettorale. Cambia il direttore artistico dell’Associazione Musicale “No-Profit” I ringraziamenti e gli auguri del presidente Francesco Di Giacomo D opo oltre un decennio il maestro Giuseppe Maiorana lascia la direzione della Banda di Calatafimi Segesta. Motivazioni di carattere personale hanno spinto il maestro ad abbondonare la bacchetta con la quale in tantissime occasioni è stato artefice delle attività bandistiche e concertistiche che l’Associazione Culturale Musicale Calatafimi Segesta – no profit ha organizzato. Sarebbe dispersivo e impervio elencare le manifestazioni ed i concerti che l’Associazione, con lui e grazie a lui, ha potuto proporre e realizzare sia in città che fuori. Sicuramente molte di queste attività hanno dato lustro e visibilità all’Associazione e sono state stimolo e motivo d’orgoglio per tutti i componenti di questo nutrito gruppo di amici che si è costi- Progetto Arte Danza N uove opportunità per i giovani appassionati della danza, si è inaugurata infatti sabato 27 settembre una nuova scuola da ballo in via Cabasino 12. La scuola è la sede distaccata della Whisky a Gogò di Alcamo, offrirà un’ampia scelta di corsi, danza classica e moderna, Hip hop, Breakdance, liscio e caraibico. Seguiranno i corsi lo staff degli insegnanti Marilena Sciortino, Gianluca e Alessandro Frisanti. Info: [email protected] Marilena tel. 338 30.54.470 Alessandro tel. 338 94.28.100 Auguri della redazione per questa nuova realtà artistica e sportiva. tuito e via via consolidato nel tempo. Questo contesto inoltre ha consentito a tanti giovani di esprimere le proprie capacità e propensioni musicali: oggi circa il 30% dei giovani associati ha intrapreso proficuamente gli studi musicali presso i conservatori di Trapani e Palermo. Al maestro Maiorana va quindi riconosciuto anche il merito di aver saputo far crescere in modo esponenziale (con la collaborazione dei maestri Anna Gandolfo, Mary Maiorana, Claudia Mirabella, Antonella Navarra e Maria Simone) l’organico e la qualità musicale e umana dell’Associazione. A lui porgo, a nome mio e di tutti i soci, i più sentiti ringraziamenti per quanto ha fatto in questi numerosi anni e un sincero augurio per il suo futuro. A sostituirlo sarà il M° Claudio Montalbano, insegnante di musica di consolidata esperienza nel campo bandistico ed orchestrale, che nel passato aveva già diretto la banda di Calatafimi e ora si appresta a percorrere con l’A.C.M. questo nuovo corso. Al nuovo direttore artistico va un grosso in bocca al lupo e i migliori auguri di buon lavoro. Francesco Di Giacomo Presidente dell’A.C.M. Pagina 23 Ottobre 2014 Tramonti Elimi La riflessione di una concittadina G entile Presidente della Pro Loco, sono la più piccola briciola di questo paese, miniera inesauribile di storia, di arte, di bellezza. L’ho amato in tutta la mia vita con l’amore che, sin dall’infanzia, ho appreso dalla scuola di Mariannina Vaccari, di Nicolò Mazara, degli Adamo, di Sara Balduccio e dei diversi professori Vivona. Sento il dovere di esprimere la mia gratitudine per questi incontri (Tramonti Elimi) che so essere frutto di lunga meditazione, di profonda intelligenza e, indubbiamente, anche prova di sentimento per quanto vive tra questi ruderi. Queste serate spingono a tornare sui classici chi ha già avuto la fortuna di averli avuti tra le mani e a cercare un primo incontro con questo mondo chi questa fortuna non l’ha avuta, e ci insegnano che non dobbiamo venire a Segesta in veste di accompagnatori turistici, ma dobbiamo venire a vivere in questo nostro patrimonio come nel salotto più vivo e intelligente della nostra quotidianità Chi ha organizzato queste serate ha voluto condurci non solo a vivere “preistoria”, ma ad ascoltare pensieri e sentimenti che ognuno di noi, più o meno coscientemente, tiene nel profondo del cuore. Religione, arte, filosofia, storia e vita: da dove si comincia? Il più è partire come suggeriscono gli incontri di queste sere. È necessario farlo per non perdere la nostra ricchezza, per non disperderla nel fumo delle vacuità che rischiano di sommergere il nostro paese. Sarà bene tornare ad essere Annunci Bambina) adibito a magazzino e attività artigianale + terreno con uliveto. 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Riconoscenza alle “Menti” della Pro Loco, al Sindaco, ai suoi collaboratori, agli Amici della Musica, che insieme hanno dato, organizzando le diverse manifestazioni, gioia e stimolo a riflessioni profonde. Il secondo tempo di queste serate poi è una seconda lezione. Dobbiamo riprendere contatto con la nostra terra generosa di preziosi, ricercati, introvabili prodotti caduti nel dimenticatoio. Torniamo a rifertilizzare con le nostre menti le nostre campagne e ritroveremo anche la parte del benessere materiale: l’ovaletto di Calatafimi, le nostre olive… Solo queste basterebbero, oltre al 15 Maggio, di Garibaldi, a consentire una seconda fonte di sicura, vitale rinascita. Grazie ancora, non solo da me, ma da tutto il gruppo che mi ha accompagnato, per le riflessioni e le speranze che da questi incontri originano. Sig.ra Nina Apicella Speciale Halloween Sul nostro sito internet www.comunitanew.it trovate lo speciale Halloween, con notizie storiche ma soprattutto con il significato occulto e macabro di tutti i simboli che ci verranno presentati: la zucca, il “dolcetto scherzetto” i pipistrelli, i gatti neri, le notti di luna piena ecc.. Sempre a portata di mano CALATAFIMI SEGESTA Città del Mito della Storia e del Crocifisso SS. MESSE Feriale ore ore ore ore ore ore ore 08:45 09:00 09:30 09:30 09:30 18:30 18:00 Istituto D. Saccaro (mart./sab.) Chiesa dell’Immacolata (lun./ven.) Chiesa del Cimitero (ogni Lun.) SS. Crocifisso (ogni venerdì) M. SS. di Giubino - città (lun/ giov.) “Chiesedda” (ogni giovedì) Maria SS. Consolatrice P.zza Cangemi, 1 - 91013 ( TP ) Centralino: tel 0924.950500 / fax 0924.95.08.67 e-mail: [email protected] www.comune.calatafimisegesta.tp.it Orari apertura uffici Comunali Lun./ Ven. ore 8:00-14:00 Mart. – Giov. ore 15:30-18:30 Sabato e Prefestivi Ufficio Relazioni con il Pubblico Tel. 0924 - 950.52.40 Fax 950.05.237 ore 18:00 Chiesa dell’Immacolata ore 18:30 S. Michele ore 19:00 Maria SS. Consolatrice Domenica e Solennità ore ore ore ore ore ore ore ore 08:30 09:00 09:30 10:00 10:30 11:30 18:30 19:00 [email protected] Ogni Prima Domenica del Mese 2 Novembre 7 Dicembre AMBULANZA Servizio Ordinario 24h su 24h Alca Volontari Sede di Calatafimi S. Antonietta Parrino Cell. 338 37.92.384 Misericordie Alcamo - Castellammare Assistenza Sanitaria Tel. 0924 24405 Cell. 334 19.40.179 Lun. / Ven. 8:30 - 13:30 Mart. e Giov. 15:30 - 18:30 [email protected] affari [email protected] SS. Crocifisso Chiesa dell’Immacolata Istituto D. Saccaro S. Michele Maria SS. Consolatrice Chiesa Madre S. Michele Maria SS. Consolatrice Giornata di Raccolta Sangue Orari: FARMACIE di Turno da ven. 20:30 a ven. 20:30 11 - ott. - 17 ott. Autuori snc 18 - ott. - 24 ott. D’Angelo 25 - ott. - 31 ott. Gallo 01 - nov. - 07 nov. Autuori (tel. 0924.951.192) 08 - nov. - 14 nov. D’Angelo (tel. 0924.951.092) 15 - nov. - 21 nov. Gallo (tel. 0924.951.178) Parr. San Silvestro Papa Don Antonio Peraino Cell. 340.90.68.345 Chiesa Maria SS. di Giubino tel. 0924-951.115 EMERGENZA 118 112 113 115 1515 Ambulanza Carabinieri Polizia Vigili del Fuoco Incendio Boschi Parr. M. SS. Consolatrice Don Pietro Santoro Cell. 338.18.89.411 Don Francesco Campo 0924. 951126 Vigili Urbani Cell. 338.23.45.794 Don Giulio Scavuzzo Ambulatorio Veterinario Cell. 339.69.59.409 Dott. Leonardo Minore ISTITUTO COMPRENSIVO FRANCESCO VIVONA Segreteria tel. 0924.95.13.11 fax 0924.95.46.20 La Sicurezza cell.: 333 807.77.16 Guardia Medica Via A. De Gasperi, 101 Tel. 0924. 95.03.70 Tel. 0924.95.46.72 Poliambulatorio Cell. h. 24 328.22.35.488 Tel. 0924.950366