Radio Rosa 1 Radio Rosa Questo “opuscolo” ha la pretesa di essere - con tutti i suoi difetti una specie di “memoria storica” di Radio Rosa, molto soggettiva e sicuramente anche molto lacunosa, visto che tutto quanto vi è stato riportato è stato scritto basandosi esclusivamente sui ricordi personali, data la quasi totale mancanza di “reperti” radiofonici. Stefano 2 Radio Rosa INDICE Le Origini _____________________________________________________ pag. 14 Caratteristiche della Programmazione ______________________________ pag. 16 DJ’s, Speakers, Collaboratori ______________________________________ pag. 8 Altri Collaboratori _______________________________________________ pag. 21 Ascoltatori, Sponsors e Personaggi vari _____________________________ pag. 23 I “Gruppi” _____________________________________________________ pag. 27 Gli Ospiti, le Interviste ___________________________________________ pag. 28 Le Canzoni di Radio Rosa ________________________________________ pag. 30 Classifiche ____________________________________________________ pag. 32 Radio Rosa Events _____________________________________________ pag. 33 Il Pratapam ___________________________________________________ pag. 36 CONTRIBUTI La Piantina di Geranio - di Graziano Ghionzoli ________________________ pag. 39 Il Mundialito - di Paolo Taradash ___________________________________ pag. 40 La Recita Natalizia 1980 - di Marco Giarola __________________________ pag. 43 3 Radio Rosa LE ORIGINI L’idea di dar vita ad una radio venne nel 1976 a Federico Paoletti. Federico, da sempre appassionato di elettronica, all’epoca conduceva insieme a Marco Orlandini una rubrica musicale su quella che era l’unica emittente radiofonica della provincia, che portava l’originalissimo nome di Radio Libera. Accadde così che Federico, oltre a Marco, contattò un certo numero di amici per cercare di coinvolgerli in questa affascinante esperienza. I primi ad essere chiamati furono Graziano Ghionzoli, anch’egli frequentatore di Radio Libera, Raffaele Palumbo, Sergio Giorgetti, Fausto Butelli, Luigi “Gigi” Michetti, il sottoscritto ed altri ancora. La prima riunione fra i vari collaboratori si tenne a casa di Federico nel settembre del 1976. Fu deciso il nome della radio: Radio Rosa, un po’ in omaggio al personaggio della Pantera Rosa, un po’ in contrapposizione alla ex Radio Libera che si stava riciclando con il nome di Radio Blu. Fu stabilita anche la quota che ognuno dei soci/collaboratori avrebbe dovuto versare per dar vita alla nuova radio: L. 30.000. Dato che i coinvolti erano circa una ventina, Radio Rosa fu “fatta” con 600.000 lire!!! In Camera di Commercio venne quindi registrata la “Radio Rosa s.d.f., quotidiano radiodiffuso”. Direttore, in quanto pubblicista, era il Dott. Alberto Della Pace. La sede dell’emittente era in una mansardina di proprietà della famiglia Paoletti in via Marradi 187 al 4° piano. Tre stanze più uno sgabuzzino, senza servizi. Cominciarono i lavori nella mansarda. Tinteggiatura, moquette, cartoni delle uova etc. Il mobilio, data la carente disponibilità di liquidi, era costituito da poche cose, tutte recuperate nelle case dei soci (sedie, poltrone, una scrivania, un mobile per contenere i dischi etc.). Il banco di regia, molto professionale, era un robusto tavolone di legno che originariamente veniva usato dal nonno di Gigi come piano di appoggio per uccidere i maiali e per preparare prosciutti, zamponi, cotechini, salumi etc. Le apparecchiature tecniche che si trovavano su questo banco consistevano inizialmente in un mixer sedici canali costruito da Federico in attesa di essere venduto, un microfono, un giradischi di Selezione della Reader’s Digest, due piastre di registrazione (sigh!!). Non c’era il telefono. Per rimediare a questa mancanza ci accordammo con la profumeria che aveva la sua sede al piano terreno dello stesso palazzo. Via radio veniva dato il numero di telefono della profumeria presso la quale gli ascoltatori potevano telefonare e richiedere canzoni di loro gradimento. La commessa del negozio 4 Radio Rosa annotava le richieste su un foglio. Ogni ora qualcuno scendeva a prendere le richieste. Nonostante i quattro piani senza ascensore tutti scendevano volentieri perché la commessa della profumeria, Stefania, era davvero notevole! Con questi poveri mezzi la mattina di domenica 17 aprile del 1977, dai 102.5 mhz in FM vennero diffuse le note di “The Pink Panther” di Henry Mancini. Cominciava l’avventura che avrebbe lasciato un segno indelebile nella vita di ognuno di noi!!! 5 Radio Rosa CARATTERISTICHE DELLA PROGRAMMAZIONE APRILE - SETTEMBRE 1977 Inizialmente Radio Rosa era poco più che una radio di quartiere, e diffondeva musica così detta impegnata: rock, blues, jazz, country, avanguardia etc. Soltanto la domenica mattina Gigi, aspirante dj allievo di Riccardo Cioni, presentava un programma di musica da discoteca di circa due ore durante le quali si calava nella parte del dj esaltatissimo invitando gli ascoltatori a ballare al ritmo della sua musica alle 8 di mattina!!! La radio era, per noi che all’epoca avevamo un’età compresa fra i 18 ed i 23 anni, un’occasione di svago e divertimento e questo lo si poteva capire ascoltando i programmi, spesso condotti in coppia, che avevano titoli assurdi come “Buonanotte spazzacamino” (Marco Orlandini e Stefano Lucarelli), “Fedòra, il programma che dura mezz’òra” (musica (?) d’avanguardia a cura di Raffaele Palumbo), “La Patonza” (Carlo Cavallini in compagnia di chi capitava), “Fritto misto” (programma di musiche e cretinerie varie a cura di Augusto Gentili) etc. Le trasmissioni cominciavano la mattina alle 8 e terminavano a mezzanotte. Durante la notte la frequenza era occupata da un “fischio” o da una cassetta endless sulla quale era inciso un effetto sonoro che riproduceva il russare di un uomo. OTTOBRE 1977 - SETTEMBRE 1981 Essendo Radio Rosa incalzata dalla concorrenza di Radio Flash e alle prese con problemi economici (non avevamo pubblicità), decidemmo di dare una svolta “commerciale” alla programmazione. Intanto furono acquistate nuove apparecchiature, potenziato il trasmettitore, installato il telefono, il mitico numero 805057 che tante soddisfazioni ci ha dato. La Gigliotti pubblicità divenne la nostra agenzia pubblicitaria e il Dott. Antonio Fulvi, del quotidiano La Nazione, divenne il nostro direttore. Il nome fu mutato in Radio Rosa Livorno. Il palinsesto giornaliero, dal lunedi al sabato, assunse le seguenti caratteristiche: Ore 7.30 - 13.00: Programmi decisamente leggeri, sia come conduzione che come scelta musicale anche se la musica di qualità trovava spazio in qualunque ora; Ore 13.00 - 14.00: Programma di dediche in diretta o preventivamente prenotate; Ore 14.00 - 14.30: Giochi a premi in diretta; Ore 14.30 - 15.00: Rubriche varie (sport, cinema, parapsicologia etc.); Ore 15.00 - 17.30: Musica easy listening; Ore 17.30 - 19.30: Programmi specializzati (rock, jazz, blues etc.); Ore 19.30 - 21.00: Musica varia, specialmente da discoteca; Ore 21.00 - 24.00: Di nuovo programmi specializzati (rock, jazz, blues etc.). Nel corso della giornata erano in programmazione, oltre ad alcuni brevi notiziari locali e nazionali, rubriche in cui trovavano spazio ricette di cucina, oroscopo, proverbi, pre- 6 Radio Rosa visioni meteo etc. concentrate specialmente nell’arco della mattinata. La domenica la programmazione subiva qualche variazione: la mattinata era dedicata naturalmente alla musica, alle telefonate in diretta, ai giochi, ma anche a rubriche di sport (calcio, basket, ippica) durante le quali venivano presentati i principali avvenimenti sportivi della giornata. Nel pomeriggio le radiocronache in diretta del Livorno calcio, della Libertas Pallacanestro e della Pallacanestro Livorno. La sera musica specializzata come negli altri giorni della settimana. 7 Radio Rosa DJ’S, SPEAKERS, COLLABORATORI Tantissimi sono coloro i quali, a vario titolo, hanno fatto parte di Radio Rosa nel corso dei suoi quattro anni e mezzo di vita . Ovviamente non tutti hanno avuto la stessa importanza. Andiamo qui sotto a ricordare, in rigoroso ordine alfabetico, non solo quelli che hanno fatto la storia di Radio Rosa, ma anche coloro i quali, pur con una limitata presenza o con una fugace apparizione, hanno lasciato il “segno”, nel bene e nel male. P.S.: ad ognuno, quando la memoria è venuta in soccorso, è stato abbinato il titolo di una canzone di riferimento. BERNARDESCHI Sandra Era la maga, la “strega”, la sensitiva della nostra emittente. Infermiera presso l’ospedale di Pisa, si dilettava in parapsicologia e conduceva una seguitissima rubrica durante la quale ogni tanto metteva in pratica alcuni esperimenti. Spesso le sue performances avevano successo. Come quella volta che riuscì ad addormentare, via radio, alcuni ascoltatori. Al termine della trasmissione una mamma preoccupatissima telefonò richiedendo un suo intervento a domicilio poiché il figlio non si risvegliava più. Di lei ricordiamo inoltre la sua capacità di far scoppiare le lampadine quando era particolarmente nervosa, e la sua generosità nell’offrire ottime merende a base di tartine della Cantina Nardi o pizza al taglio dell’allora Pizzeria/Rosticceria Beppino. Nel 1980, quando il sottoscritto era militare, Sandra, antesignana dei Ghost Busters, coinvolse un discreto numero di collaboratori ed ascoltatori della radio per una battuta notturna a Monterotondo alla caccia di fantasmi! Nessuno spirito si manifestò, forse spaventato dal casino dei partecipanti alla caccia. Da allora di Sandra non si è avuta più notizia, anche se supponiamo lavori ancora presso l’Ospedale di Pisa. BURRONI Cristiana CANZONE: “DREADLOCK HOLIDAYS”, TEN CC E’ stata per un certo periodo la segretaria, o meglio, la “ragazza filtro” di Radio Rosa, colei che con gentilezza e simpatia rispondeva al telefono annotando con precisione le richieste e le dediche dei radioascoltatori. Arrivava la mattina verso le 10, spesso portando la colazione allo speaker di turno, e si tratteneva fino all’ora di pranzo. Una presenza discreta e di notevole utilità nel periodo di maggior auge delle dediche. I 8 Radio Rosa momenti caldi, quelli nei quali era veramente necessaria la presenza di Cristiana, erano quelli intorno alle 10.15/10.30, quando nelle scuole cittadine era il momento della ricreazione e gli ascoltatori/studenti si precipitavano a telefonare per prenotare le loro dediche. Altri momenti incandescenti erano quelli del rientro a casa dei suddetti studenti, che prima del pranzo tempestavano di telefonate la radio. Adesso Cristiana è mia cognata e mamma di Martina (mia nipote)!!!! BUTELLI Fausto / MORINI Rossella CANZONE: “LE ROI SOLEIL”, NEW TROLLS Agli albori di Radio Rosa Fausto e Rossella erano fidanzati. Poi si sono sposati. In seguito, dopo qualche anno, come accade nelle “migliori” famiglie, si sono separati. Spesso il corpulento Fausto e la minuta Rossella conducevano programmi musicali in coppia. Rock pesante (Led Zeppelin, Deep Purple, Black Sabbath etc.), Rock Progressivo (Genesis, Yes etc.) e poi New Trolls a volontà erano alla base dei loro programmi. Rossella era un tipo abbastanza strano: aveva un modo di sgranare gli occhi che metteva in imbarazzo. Fausto, che Rossella chiamava anche in diretta radiofonica “il mio Cipollo”, amava la musica ad altissimo volume e suonava la chitarra. Una mattina d’estate Rossella arrivò in radio dicendo che non si sarebbe più mossa dagli studi poiché aveva litigato di brutto con la mamma. Avrebbe saltato il pranzo ed avrebbe atteso l’arrivo del suo “Cipollo” per condurre insieme il consueto programma. Nel pomeriggio la temperatura all’interno degli studi era davvero insopportabile per cui i presenti (fra cui Susanna ed io) decisero di alleggerire un po’ l’abbigliamento. Susanna si mise in costume, Fausto ed io a torso nudo, Rossella in reggiseno e gonna. Verso una cert’ora suonò alla porta l’infuriatissima mamma di Rossella chiedendo notizie della figlia. Aperta la porta dello studio di trasmissione e vista la figlia di spalle seminuda lanciò un urlo terrificante e soprattutto lanciò una doppia manata sulla nuda schiena della malcapitata. Fu il caos: urla, spintoni, minacce, pianti e strepiti, il tutto a microfono aperto mentre stava per essere annunciato un brano di Peter Gabriel! Fausto è titolare di un ristorante in quel di Pontedera. Rossella è maestra. CAVALLINI Carlo CANZONE: “BIRDLAND”, WEATHER REPORT Ottimo batterista jazz e casinista patentato limitò la sua presenza in radio ai primi mesi di vita della rosea emittente pur continuando a frequentarci quando c’era da fare un po’ di confusione (scampagnate, feste etc.). Ma alcuni episodi che lo vedono protagonista hanno fatto “storia”. Uno per tutti: era il maggio del 1977, Radio Rosa aveva poco più di un mese. A quell’epoca sia io che Federico Paoletti frequentavamo, in sezioni differenti, l’ultimo anno presso il II° Liceo Scientifico di Via Crispi. Una mattina Federico fu chiamato da un bidello che gli comunicò di essere desiderato da un ragazzo. Uscito di classe Federico trovò Carlo il quale, col fiatone, spiegò di essere rimasto fuori dal portone della radio ed aver lasciato le chiavi all’interno dello studio dove stava conducendo un programma mattutino. Al momento del “fattaccio” Carlo aveva appena annunciato una hit del periodo, “Alla Fiera dell’Est” di Angelo Branduardi. Dopo aver chiesto le chiavi a Federico, Carlo si precipitò di nuovo alla Radio dove rientrò dopo circa tre quarti d’ora di assenza e... sorpresa...: sul piatto c’era ancora Angelo Branduardi che cantava: “Alla fieera de.... Alla fieera de... Alla fiera de... Alla fieera de...”! Adesso Carlo continua a suonare ed insegnare la batteria (www.carlocavallini.it). 9 Radio Rosa CHETONI Mauro, detto “Chetozzi” Arrivato in radio insieme al DJ Steve Martin quando ormai la situazione economica era al collasso, conduceva in piedi (?) un programma mattutino domenicale, in compagnia di un amico molto alto del quale non ricordo il nome! Purtroppo con lui e con Steve Martin viene praticamente sancita la fine di Radio Rosa! Il Chetozzi era e continua ad essere venditore ambulante di articoli per l’abbigliamento nei vari mercatini della Toscana. DEGAN Antonio Antonio ebbe all’interno di Radio Rosa un ruolo decisamente di primo piano. Studente di contrabbasso all’Istituto Musicale Mascagni, frequentava Ingegneria Elettronica presso l’Università di Pisa. Arrivò in radio perché amico di Raffaele e fu “ingaggiato” in quanto “esperto” di elettronica in grado di poter dare una mano a Federico. Quando quest’ultimo si allontanò dalla radio, Antonio divenne primo responsabile del settore tecnico e di lì a poco presidente della società. A volte, quando non era impegnato nella manutenzione delle apparecchiature, Antonio fungeva da tappa buchi nella conduzione di programmi vari: dediche, giochi, intrattenimento etc. Di Antonio ricordiamo in particolare i frequenti viaggi al Castellaccio, dove era situato il ripetitore della radio e le numerose salite sul tetto di Via Marradi 187 per tirare su l’antenna che ad ogni violenta libecciata veniva giù. Insieme a Raffaele ed al sottoscritto ha sostenuto a lungo le sorti di Radio Rosa. Adesso è sposato, vive ad Ivrea dove lavora presso l’Olivetti, naturalmente come ingegnere. DEGAN Paolo, “Paolo D.” CANZONE: “STREET CORNER SERENADE”, WET WILLIE Cugino di Antonio, Paolo D. faceva parte di quel gruppo che conduceva i programmi così detti “specializzati” che avevano la loro collocazione nella fascia serale. Ottima scelta musicale, la sua, con un occhio di riguardo al rock americano, quello sudista in particolare. Con la sua “voce sussurrata”, a volte, “obtorto collo” si è dovuto esibire anche come conduttore di programmi mattutini, snaturando quindi le sue caratteristiche e scelte musicali. Mi pare di ricordare anche che abbia condotto dei programmi sportivi. Paolo ha un figlio ed esercita come ricercatore biologico, in quel di Genova. DE GIUSEPPE Angelo, “Angelo Persueder” CANZONE: “FANTASY”, EARTH WIND & FIRE Angelo Persueder, di origine meridionale, ma da tempo residente a Modena, era militare all’Accademia Navale di Livorno. Diceva, bugia colossale, di essere cugino dell’allora famoso dj romagnolo Enzo Persueder. Veniva in radio durante la libera uscita e conduceva un discreto programma di musica da discoteca (di qualità) che andava in onda fra le 19 e le 20 con numerosi interventi telefonici in diretta. Angelo era un bravo disck jockey, ma difettava un po’ nella dizione e nella pronuncia. 10 Radio Rosa Di lui ricordiamo “... un brano dei fratelli Gibson Brothers” ed il famosissimo “Misder Berry Waid (Barry White, ndr), gendoguaranda ghili in musiga!!”. Non si sa che fine abbia fatto, il grandissimo Bersueder! DIELLA Alessandra CANZONE: “TIME PASSAGES”, AL STEWART Alessandra era tra le più assidue telefonatrici di Radio Rosa. Era l’epoca dei “gruppi” di ascolto (dei quali parleremo più avanti) ed Alessandra, allora studentessa di ragioneria, faceva parte di uno di questi, “Le magnifiche (o fantastiche) quattro”. Cominciò a frequentare gli studi di via Marradi 187 e pian piano entrò a far parte del folto numero di collaboratori, anche se purtroppo approdò alla conduzione vera e propria negli ultimi tempi di vita della nostra emittente. Alta, finta bionda, un po’ acidina ma molto simpatica e radiofonicamente ineccepibile, conduceva un programma di musica new wave della quale era una accanita sostenitrice. Adesso Alessandra non è più bionda. Si è sposata e lavora presso un Ente statale. FERRETTI Franco CANZONE: “L’INNO DELL’U.S. LIVORNO” Giornalista sportivo, Franco seguiva per conto di Radio Rosa Livorno le trasferte dell’Unione Sportiva, che allora militava in serie C1. Memorabili alcune radiocronache di Franco: durante un Empoli-Livorno del 1978 disse: “E siamo giunti esattamente al tredicesimo circa del primo tempo”. Ricordo anche uno “...strappa le palle a centrocampo...”, oppure quando, nel corso di un servizio su un incidente accaduto al portiere della Reggina durante una partita, disse che “... il reperto medico parlava di trama craunico”!! Franco, anche dopo la fine di Radio Rosa, ha continuato la sua attività di cronista sportivo. Attualmente presta la sua opera a Tele Granducato. FILIPPELLI Marco, detto “Marco Vecchio” CANZONE: “HARLEM NOCTURN”, SIDNEY BECHET Marco “Vecchio”, si avvicinò a Radio Rosa come ascoltatore. Telefonava e si presentava appunto come Marco “Vecchio” per distinguersi dai numerosissimi Marco decisamente più giovani che telefonavano per le dediche. Amante di musica jazz, quello classico, iniziò l’esperienza radiofonica come conduttore di una rubrica dedicata a questo genere musicale. Con me Marco strinse una forte amicizia, ed insieme demmo vita ad un programma davvero speciale, “Il Pratapam”, al quale prendevano parte tanti altri speakers e personaggi. Caratteristiche del programma erano una conduzione comico-demenzial-vernacolare abbinata ad ottime, per noi, scelte musicali. Il Pratapam, che andava in onda il mercoledi sera dalla 21 alle 24, ottenne un notevole successo presso il pubblico di Radio Rosa. Marco creò un esilarante personaggio, la disinibita Marcella Vecchia, così credibile nella sua “femminilità” tanto che una volta che fummo invitati a cena da una nostra ascoltatrice, ci accorgemmo che aveva apparecchiato per una persona in più perché era convinta che avremmo portato anche la simpatica Marcella!! Adesso Marco è “Tenente di Macello” presso la macelleria di un supermercato Conad a Livorno. 11 Radio Rosa FINCATO Alessandro CANZONE: “BRICKHOUSE”, COMMODORES Se “Angelo Persueder era ‘grande’, Alessandro Fincato era ‘il suo profeta’”. Alessandro, fanatico della disco music di allora, aveva conosciuto Angelo Persueder, verso il quale provava una sorta di devozione ed insieme a lui era approdato a Radio Rosa. Appassionato di Commodores, E.W. & F., Kool & the Gang, Brass Construction, si alternava con il Persueder alla conduzione di programmi di soul/disco music. Ora Alessandro fa il postino, è sposato ed ha 2 figli. GAROFOLI Cinzia CANZONE: “UN’ESTATE CON TE”, FRED BONGUSTO Cinzia è stato uno dei “volti” più belli di Radio Rosa, per quanto possa contare la bellezza di un viso in un’emittente radiofonica! Era veramente molto carina. Non ricordo come entrò a far parte dei collaboratori di Radio Rosa, comunque: quando arrivò tra noi conduceva un programma musicale pomeridiano di musica varia. Cinzia alternava momenti di esagerata euforia a momenti di profonda depressione, momenti di estrema dolcezza a scatti di nervosismo che lasciavano allibiti! Insomma, non sapevi mai come prenderla. Solitamente programmava musica di buona fattura, ma aveva un grosso “difetto”: era una fan scatenata di Fred Bongusto (adesso nega questa sua passione: ndr)! Lavora presso “La Gazzetta Maritttima”. GAUDIO Angelo Permanenza di brevissima durata in seno a Radio Rosa. Era quello che avrebbe dovuto curare il giornale radio. Aveva una voce radiofonicamente improponibile - toni acuti alla “Flavio Paulin dei Cugini di Campagna” che improvvisamente diventavano bassi alla “Barry White” - per cui non poteva leggere i notiziari. Veniva in radio e buttava giù alcune notizie tratte da giornali politicamente collocabili al centro-destra, quando la stragrande maggioranza di noi era decisamente di sinistra. Succedeva così che al momento di leggere le notizie queste venissero da noi completamente stravolte. Aveva circa una quindicina di fobie. Fra le più eclatanti la paura dei cani, ma soprattutto il terrore delle donne! Non poteva durare a lungo!! GENTILI Augusto CANZONE: “BOHEMIAN RAPSODY”, QUEEN “Fritto Misto con Augusto” è stato un programma pomeridiano dei primissimi tempi di Radio Rosa. Augusto durante la sua trasmissione era solito programmare vari generi musicali, ma aveva una particolare predilezione per le cose demenziali (dischi dei Monty Phyton), per non dire dementi (Squallor etc.). Il suo programma era farcito di jingles, urli, rombi di tuono, squilli di trombe ed effetti speciali di ogni genere. Augusto era anche il più ricco di tutti noi, che spesso e volentieri facevamo di tutto per farci invitare nella sua bellissima casa in quel di Tirrenia, dove non mancava niente: cibo, bibite, giochi, dischi, strumenti musicali a volontà! Di lì a poco si fidanzò con la 12 Radio Rosa nipote di Fausto Butelli, che divenne quindi suo zio acquisito, il furbacchione. Adesso è divorziato, è sempre ricchissimo e si occupa di computers e soluzioni digitali. Continua a vivere a Tirrenia e la sua casa è sempre più piena di cibo, bibite, giochi, dischi, strumenti musicali... Fra i suoi “hobby” è produttore (o quaqlcosa del genere) delle redivive Bananarama. (www.aegrecords.co.uk) GHIONZOLI Graziano CANZONE: “FLY LIKE AN EAGLE”, STEVE MILLER BAND Graziano, che aveva cominciato a far radio ai tempi di Radio Libera, così come Federico Paoletti e Marco Orlandini, era un maniaco delle registrazioni. Aveva infatti iniziato a frequentare la prima emittente radiofonica di Livorno per poter avere libero accesso alla discoteca e poter registrare di tutto. Ancora adesso, a distanza di tantissimi anni, Graziano, dotato di ottimo impianto hi-fi, computer Mac vari etc. continua a passare moltissimo del suo tempo libero a registrare/masterizzare con ritmi incredibili (venti album al giorno!!). A Radio Rosa faceva programmi di musica rock. Le sue grandissime passioni erano (e sono tuttora) Todd Rundgren, i Led Zeppelin, i Who. Una sera d’estate, mentre allo stadio c’era Edoardo Bennato in concerto, Graziano ed io facemmo un programma insieme. Gran parte della musica, che Graziano aveva portato da casa, era registrata su cassette, le economiche ma famigerate Basf colorate che soffrivano molto il caldo tanto che era impossibile metterle in onda poiché emettevano un sibilante fischio. Dovevano essere quindi raffreddate in qualche modo. Così mentre uno di noi due intratteneva gli ascoltatori raccontando stupidaggini, l’altro “sventolava” le cassette fuori di finestra al fine di raffreddarle. Bene o male riuscimmo a terminare la trasmissione. Graziano ha vissuto molto intensamente i primi mesi di vita di Radio Rosa, poi è stato chiamato a servire la patria e la sua presenza si è sempre più diradata. Adesso è un validissimo tecnico di radiologia presso gli Spedali Riuniti di Livorno. Vive nel peccato (non è sposato!!) con Barbara Barsotti ed ha un figlio. GIAROLA Marco, detto “Marco Jr.” CANZONE: “BLOWIN’ IN THE WIND”, BOB DYLAN Iniziò la sua esperienza radiofonica come curatore di un programma dedicato ai cantautori italiani, anche se la sua grandissima passione era Bob Dylan. Per un certo periodo ha anche condotto, in coppia con Orlando Pompa, un programma dal titolo molto ambiguo: “Il dito nell’occhio”, dove il dito non era il dito e l’occhio non era l’occhio! Oltre ai suoi meriti come speaker radiofonico il Giarola è stato anche un valido “autore di commedie radiofoniche”. In occasione di un Natale mandammo in onda una sua “opera” dedicata alla natività. Io facevo San Giuseppe, Marco la Madonna, Raffaele il bambinello. C’erano anche i Re “Maghi” (Tony Binarelli, Silvan e Mandrake!), interpretati non ricordo da chi. La parte dello Spirito Santo era recitata da Vento Selvaggio. La “commedia” terminava con l’invito da parte di Gesù/Raffaele ad andare a festeggiare la sua nascita alla pizzeria “da Ugo”, in Venezia! Marco va ricordato anche per essere stato uno degli ideatori e iniziatori di quella esperienza mistico/sportiva conosciuta con il nome di “Mundialito” della quale parleremo più avanti. Marco ora lavora in banca è sposato in seconde nozze ed ha due figlii. 13 Radio Rosa GIMELLI Monica CANZONE: “WHILE YOU SEE A CHANCE”, STEVE WINWOOD Giunse in radio nello stesso periodo di Paolo Taradash, quando c’era bisogno di nuovi conduttori anche perché il sottoscritto, che passava molte ore alla radio, stava perdendo il suo preziosissimo tempo a fare il militare. Dotata di notevole simpatia e di una voce molto radiofonica, Monica conduceva programmi di intrattenimento con contorno musicale decisamente “easy listening”. Si prese molto a cuore le sorti di Radio Rosa, e lo dimostrò, per esempio, quella volta che, trovandoci in una storica crisi economica, fu lei a pagare le bollette arretrate del telefono per far sì che non venissimo privati di quell’indispensabile strumento. Quando Radio Rosa “venne meno”, Monica continuò la sua esperienza radiofonica al servizio del “nemico”, Radio Flash. Attualmente è dipendente dell’Ufficio Sport del Comune ed è sposata con Giuseppe, ufficiale di Marina. GIORGETTI Sergio E’ stato uno dei primissimi collaboratori di Radio Rosa, ed uno dei più capaci, soprattutto per il suo lavoro “dietro le quinte”. Sergio infatti è stato veramente grande in qualità di ideatore di giochi e jingles. Tutti ricorderanno il “Patroipo”, un nome assurdo di cui nessuno, nemmeno lo stesso Sergio, conosceva il significato, per un gioco telefonico che si basava su una serie di prove che il concorrente in questione doveva affrontare in diretta. Agli ascoltatori che chiamavano l’805057, attratti dalla possibilità di vincere i “prestigiosissimi” premi messi in palio dalla Ditta Baldeschi venivano chieste cose come per esempio: “fai una pernacchia di 20 secondi”, oppure “lancia un urlo più forte che puoi”, “canta una canzone”, “racconta una barzelletta” etc. Insomma, era una formula decisamente azzeccata, poiché il “Patroipo” era divertente, sia per chi partecipava, sia per chi ascoltava ed anche per chi lo conduceva. Sergio, che lavora all’AgipPetroli, è sposato con Roberta ed ha un figlio. LEPORI Leandro Leandro arrivò in radio insieme ad Alessandro Fincato, suo compagno di studi alle scuole superiori. Era una delle colonne della “redazione sportiva” e si occupava prevalentemente di ippica. Curava una rubrica che andava in onda ogni qual volta c’erano le corse di cavalli a Livorno oppure a Pisa. Di lui rimane memorabile una frase detta in diretta: “Quest’oggi all’ippodromo Caprilli di Livorno avranno luogo sette corse tutte belle entrambi!!”. Leandro, sposato, fa il rappresentante. LUCARELLI Stefano CANZONE: “PILGRIM PROGRESS”, PROCOL HARUM Eccomi! A Radio Rosa ho fatto un po’ di tutto e, insieme a Raffaele, Antonio, Susanna e pochi altri, sono stato uno di quelli che sin dai primi tempi si è più dato da fare, alternando cose buone a vere e proprie cazzate. 14 Radio Rosa Pur essendo da sempre appassionato di musica rock, jazz, blues etc. etc. i programmi che conducevo più volentieri erano quelli mattutini quando il contatto con gli ascoltatori (sopratutto le ascoltatrici!) era più diretto. “Quando necessità impone”, “Radio sveglia Rosa shocking” e, naturalmente “Il Pratapam” sono alcuni dei programmi che più volentieri ricordo. Posso dire che quella di Radio Rosa è stata per me un’esperienza irripetibile durante la quale ho avuto la possibilità di conoscere un sacco di gente e di coltivare un nutrito numero di amici che, a distanza di tanti anni, rimangono tali anche se le strade hanno imboccato direzioni diverse. Dopo Radio Rosa, così come altri collaboratori, ho avuto modo di “lavorare” presso altre emittenti, ma il ricordo di queste altre esperienze radiofoniche non è minimamente comparabile a quello che mi lega all’emittente di via Marradi. Addesso faccio l’“operatore Macintosh”, mi occupo di grafica, impaginazione etc. Sono felicemente sposato in seconde nozze con Letizia Innocenti. Ho due figli, Valentina, nata dal primo matrimonio, e Giorgio. LUCHERINI Renzo Era l’esperto di cinema e curava una rubrica durante la quale recensiva i films che aveva visto durante la settimana. Renzo era uno dei più “anziani”, aveva già finito l’università, ed era uno dei più ‘acculturati’ fra tutti noi, tant’è che spesso lo “usavamo” come consulente per redigere le domande “culturali” dei nostri giochi. Nonostante che la rubrica da lui presentata andasse in onda una sola volta la settimana, Renzo era un frequentatore abbastanza assiduo degli studi di Radio Rosa ed a volte ha svolto la funzione di ‘tappabuchi’. Anche lui è fra gli iniziatori del “Mundialito”. Renzo è adesso professore di lettere (e non poteva essere altrimenti) presso una scuola superiore, è sposato ed ha due figlie. MALACALZA Anna Arrivò in radio come “fidanzata” di Raffaele, il quale le aveva fatto una corte serratissima prima di conquistarla. All’epoca Anna, che aveva neanche 16 anni, frequentava il Liceo Scientifico. Molto carina, molto simpatica, molto sorridente, molto casinista, Anna sprigionava vitalità da tutti i pori, anche troppo! Si vantava di essere l’unica speaker che pronunciasse la “C” correttamente senza “strascicarla” come accade alla maggior parte dei toscani, livornesi in particolare. Quando parlava per radio partiva bene, poi, dopo le prime due o tre “C”, cominciava a strascicarle come tutti noi! Adesso Anna è psicologa e, nonostante che siano passati tanti anni continua ad essere sempre carina, simpatica etc. etc. MARTINI Stefano, detto “Steve Martin” CANZONE: “GOOD TIMES”, CHIC Leggasi quanto scritto per il Chetozzi. Steve Martin, corpulento e validissimo dj, entrò a Radio Rosa, o meglio acquistò Radio Rosa, quando ormai la fine era vicina. Di lui ricordo che inventò un rap sulla base di Good Times degli Chic che iniziava così: “E quando vedo il Tubi a casa mia, la mia mamma dice vado via...”. 15 Radio Rosa Non so più niente di lui, se continua a fare il dj, se continua a scrivere rap, se è sempre ciccione... MICHETTI Luigi, detto “Gigi” CANZONE: “I’M, YOU ARE, WE ARE CRAZY”, GONG Il principe della papera, il re degli sfondoni. Per parlare di Gigi ci vorrebbe un libro a parte. Mi limiterò a riferire soltanto alcune delle papere storiche uscite dalla sua bocca, durante i programmi che in genere conduceva la domenica mattina: 1) ... I’m, you are, we are crazy... Io sono, tu sei, noi siamo CAVALLI!! 2) ... Fly Robin, fly... Vola ROBERTO, vola! 3) ... i Santana hanno suonato HARD ROCK... no, ho sbagliato, hanno suonato A WOODSTOCK... scusatemi, ho fatto una PEPERA! 4) ... è la versione disco di un pezzo di JOHANN SEBASTIAN BEETHOVEN! 5) ... Kool & the Gang, Open Sesam che vuol dire Apriti SEDANO! Questi sfondoni erano così naturali che gli ascoltatori erano convinti che Gigi li dicesse apposta per rendere la trasmissione più simpatica. Un antesignano di Nino Frassica, solo che Gigi era davvero così. Dopo aver fatto per anni il rappresentante di tutto un po’ (ricordiamo le pile Wonder), adesso Gigi, che è anche stato per un certo periodo anche cuoco/pizzaiolo co-titolare di una rosticceria di Livorno che si chiamava... (sigh!!) “Gnam Gnam Pappa buona”!, fa l’elettricista. MUZZI Paolo, detto “Paolo M.” Simpaticissima figura che conduceva programmi specializzati nella fascia serale, Paolo, di origine senese, ma residente a Livorno praticamente da sempre, continuava - e continua tuttora - a mantenere uno spiccato accento tipico della città del Palio. Da sempre appassionato di musica rock inglese (Canterbury specialmente) ed italiana Paolo era, ed è, un grandissimo fan dei Nomadi. Aveva un certo timore, per non dire una paura tremenda, di rimanere da solo in radio la sera. Noi da carogne quali eravamo, per metterlo a proprio “agio”, non perdevamo occasione per raccontargli storie di fantasmi, diavoli etc. etc. Adesso, nonostante una laurea in lettere, è appuntato dei carabinieri in quel di Parma dove vive con la moglie Ginetta che frequentava già ai tempi della radio. NOCERA Michele CANZONE: “ROCK THE WORLD”, THIRD WORLD Anche Michelino proveniva dall’esperienza di Radio Libera. Dotato di una vastissima conoscenza musicale ed una voce molto pacata, trovava la sua naturale collocazione nella programmazione notturna. Amante della musica e della cultura reggae, sopratutto per quanto concerne l’aspetto “godereccio”, Michele aveva ed ha ancora una delle discoteche private più fornite della città .Ha una figlia di nome Caterina. Lavora presso l’Ente Poste ed in “vecchiaia” ha ripreso una sua vecchia passione: suonare la batteria. ORLANDINI Marco CANZONE: “FAZON”, SOPWITH CAMEL E’ l’amico di più vecchia data. Ci conosciamo infatti dal 1966 quando frequentavamo la 16 Radio Rosa quarta elementare, entrambi con un anno di anticipo. Marco è stato insieme a Federico Paoletti l’ideatore di Radio Rosa. Amante della musica rock sin da giovanissimo (è lui che mi ha “iniziato” alla musica “seria”) aveva un’ottima cultura musicale, nonostante che fosse stonatissimo e negato a suonare qualsiasi strumento. A Radio Rosa presentava programmi specializzati ma non rinunciava a lasciarsi andare a conduzioni più leggere e spensierate, anche se la scelta musicale era sempre di ottimo livello. Ad esempio il programma che facevamo insieme, “Buonanotte Spazzacamino” (la sigla era tratta dal film “Mary Poppins”), era un programma durante il quale presentavamo anche alcune “serate a tema” come quelle che riguardavano “I morti nella musica rock” (Jimi Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin, Duane Allmann etc.), oppure “I froci nella musica rock” (David Bowie, Eno, Lou Reed, Freddy Mercury etc.). Adesso Marco fa il grafico pubblicitario e lavora con mio fratello Alessandro. Si è sposato - dai dai - con Cinzia. PALUMBO Raffaele CANZONE: “ONE STEP BEYOND”, MADNESS Una colonna della radio. Una delle voci più amate, conosciute e inconfondibili grazie anche alla sua “erre” moscia. Raffaele a Radio Rosa ha fatto di tutto: programmi di musica d’avanguardia (ricordo quella volta che mandò in onda per intero un disco di Lamonty Young della durata di più di un’ora che consisteva in una “improvvisazione” su un’onda sonora ricavata dalla ricerca della sintonia di un apparecchio radio); programmi di dediche e giochi vari spesso geniali, talvolta assurdi come quando chiese agli ascoltatori di individuare quale proverbio si celasse dietro la seguente storiella: “una carta geografica portandosi dietro un timbro, si muove verso un leopardo. Appena la carta è vicina il felino si appropria del timbro!”. Il proverbio nascosto era: Tanto va la mappa al pardo che ci lascia lo stampino!!!!! E poi programmi come “Angoscia” con la sigla di Giustino Durano, oppure “Raffaele sulla Luna: un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità” che veniva introdotto da discorsi tipo: “Vi hanno rubato l’auto? la vostra casa è andata a fuoco? Vostra figlia tredicenne è rimasta incinta? Avete perso il lavoro? Il medico vi ha dato tre mesi di vita? Niente paura: c’è Raffaele sulla luna!!!”. Ora Raffaele è impiegato presso una ditta edile, si dà un bel po’ da fare nell’ambiente culturale di Livorno (Menu Cinema, Mangiarsi le Parole etc.) ed ha due figli. PAOLETTI Federico CANZONE: “THE PINK PANTHER”, HENRY MANCINI Federico si gettò anima e corpo con giovanile entusiasmo nell’avventura radiofonica. E’ il “babbo” di Radio Rosa: l’ha “messa al mondo”, l’ha “nutrita” e “cresciuta”; ne è stato il fondatore, il primo presidente, il tecnico etc., etc. Di lui non possiamo non ricordare, oltre alla barba, alla passione per la nutella ed ai suoi “ditoni”, le prime riunioni che si svolgevano nella sua bella abitazione montenerese, dotata di una fornitissima cantina la quale, con la scusa delle riunioni, veniva ogni volta alleggerita di salsicce, salumi, formaggi e bontà di ogni genere. Un pomeriggio d’estate, nell’enorme frigorifero della suddetta cantina, faceva bella mostra di sé un cocomero di dimensioni eccezionali. La mamma di Federico andando via raccomandò ai presenti di non toccare quel frutto prelibato che avrebbe dovuto essere servito il giorno successivo ad alcuni ospiti. Non l’avesse mai detto: distratto Federico, a qualcuno venne l’idea di fare un piccolo tassello nell’anguria per sentirne il sapore. Da quel tassello molti altri ne furono fatti. Il cocomero fu praticamente svuotato, 17 Radio Rosa la buccia fu rimessa insieme così bene che il cocomero sembrava intatto. Chissà la faccia della mamma di Federico quando al momento di servire il cocomero, o meglio, ciò che di esso restava, questo le si sbriciolò fra le mani!! Passato qualche mese dalla nascita di Radio Rosa, Federico si fece da parte. Forse per stanchezza, forse perché pressato dai genitori che volevano - cosa comune a quasi tutti i nostri genitori -, che il figlio impegnasse il proprio tempo in maniera più costruttiva, Federico si fece vedere sempre più raramente a Radio Rosa. Abbandonò la carica di “presidentissimo”, ma continuò sempre ad aiutarci quando c’era bisogno di un ausilio tecnico. Adesso è tecnico elettronico, felicemente “accompagnato” e padre di due fanciulli. PEDRONI Mauro Don Mauro Pedro Pedrones y Ramirez y Gonzales y Gutierrez y Farneda y La Farça d’Orçandon de San Juan Parangariqutirimiquaro (soprannome da me appiopatogli) era il responsabile della “redazione giornalistica e sportiva” di Radio Rosa. A Mauro va riconosciuto il merito di aver “inventato” le dirette radiofoniche, per lungo tempo vanto della nostra emittente e che riguardavano il calcio ed il basket. Erano fatte in collaborazione con altre radio con sede nelle città delle squadre che partecipavano allo stesso campionato del Livorno calcio o della Libertas basket ed erano fra i programmi più seguiti e meglio riusciti soprattutto grazie alla bravura di Mauro. Il Pedroni era anche molto attento alle cose di chiesa, forse perché, abitando a Montenero, subiva l’influenza della Madonna del Santuario del sacro colle. Ora è infermiere presso il reparto di rianimazione dell’ospedale di Livorno. Continua a seguire le cose di sport, in particolare quelle che riguardano il volley. PELLEGRINO Paolo, “Paolo P.” detto “Il Tubero” CANZONE: “BABA O RILEY”, WHO Quando arrivò a Radio Rosa, praticamente subito, Paolo non godeva di grande simpatia poiché aveva sempre da ridire sul modo di condurre i programmi da parte degli altri speakers. Diceva che eravamo poco seri, che dovevamo essere più professionali etc. Invece a noi piaceva far casino. Ce l’aveva, all’epoca, in particolare con il Cavallini, che fra tutti era sicuramente uno dei più casinisti. Accadde però che una volta Paolo arrivò in radio a notte fonda in compagnia di un amico. Erano ubriachi fradici e decisero di fare un programma in quelle condizioni disastrose, proponendo agli ascoltatori non solo dischi, ma anche rutti e versacci vari. Per caso Carlo Cavallini da casa sua era all’ascolto della radio e registrò il tutto, usando quella registrazione come arma di ricatto nei confronti del “Tubero”. Da quella volta Paolo risultò più simile a noi e di lì a poco entrò nelle grazie di ognuno rivelandosi per quello che effettivamente era: simpatico, gioviale, casinista, “ridiolo”. In privato parlava puro slang livornese, ma per radio si trasformava ed assumeva un tono molto professionale con una voce ben impostata. Appassionato di rock e blues in particolare, Paolo ha continuato, come molti di noi, a far radio anche dopo la “morte” di Radio Rosa. E’ sposato con Antonella “Piperita Patty” ed ha una figlia. POLI Piero, detto, prima “Bobby Con”, poi “Vento Selvaggio” CANZONE: QUALUNQUE COSA DI ADRIANO CELENTANO La scoperta del “personaggio” Vento Selvaggio fu opera mia e di Raffaele. Nell’estate 1977, quando Radio Rosa era agli esordi, trasferimmo per alcuni giorni gli “studi” presso la Festa del Partito Socialista Italiano, quando questo partito non era ancora 18 Radio Rosa la succursale di Alcatraz, festa che si teneva all’interno della Fortezza Nuova. Dal nostro stand diffondevamo musica tutto il giorno, per la gioia non solo degli ascoltatori, ma anche dei visitatori della festa. Piero Poli, alias “Bobby Con”, alias “Vento Selvaggio” era il cuoco del ristorante della festa e nei momenti liberi veniva spesso al nostro stand. Ci confessò di essere un amante della musica leggera italiana in particolare quella degli anni 50/60 e ci offrì la sua collaborazione dicendo di avere una fornitissima discoteca. Quando Radio Rosa decise di darsi al commerciale per questioni economiche, Piero Poli, alias “Bobby Con”, alias “Vento Selvaggio” fu ingaggiato per allietare le mattinate degli ascoltatori non più giovanissimi. In breve tempo divenne l’idolo soprattutto delle ascoltatrici un po’ più in là con gli anni proponendo revival anni ‘60 con l’aggiunta di forti dosi di valzeroni, tanghi, mazurke etc. Piero Poli alias “Bobby Con”, alias “Vento Selvaggio” è (ancora?) infermiere presso l’ospedale di Livorno e continua a proporre la sua musica attraverso le antenne di radio e tv locali. POMPA Orlando CANZONE: “PAPAYA”, URSZULA DUDZIACK Orlando, “the voice”. Cominciava le sue trasmissioni augurando con la sua voce calda e suadente “bogiurtulesgenfiil”!!! Le ascoltatrici, di qualunque età, rimanevano affascinate e conquistate dalla sua voce. Facevano di tutto per conoscerlo ma purtroppo, come spesso accade, alla voce non si accompagnava un fisico adeguato. Aveva un aspetto abbastanza tenebroso dovuto anche al fatto che portava perennemente occhiali Ray Ban a specchio. Radiofonicamente era molto bravo, le sue scelte musicali azzeccate, ma difettava nella conoscenza della lingua inglese. Attualmente non si hanno sue notizie. PUCCI Susanna, detta “la Pucci” CANZONE: “JESSICA”, ALLMAN BROTHERS BAND Dolce, cara, splendida Susanna! Se Radio Rosa dovesse essere identificata con una donna, questa sarebbe “la Pucci”. Susanna arrivò alla radio... dalla finestra, nel senso che abitando di fronte alla nostra sede, la vedevamo spesso sul terrazzo della propria abitazione. Un giorno Gigi ci disse di conoscerla, quindi, urlando dalla finestra, la invitò a raggiungerci e poco dopo Susanna divenne una di noi. Pochi giorni dopo il suo arrivo la Pucci pensò bene di dare un tocco di femminilità allo studio di trasmissione portando da casa una graziosa piantina di geranio, che però ornò la finestra solo per poco tempo: mancando infatti alla radio i servizi igienici, i maschietti che conducevano i programmi serali usavano la suddetta piantina come orinatoio! Susanna, avendo dalla sua una forte simpatia e comucabilità, era adattissima in particolare alla conduzione di programmi mattutini, dediche, giochi etc., programmi nei quali era previsto il diretto contatto con i radioascoltatori i quali si affezionarono tantissimo a questa brava speaker dalla risata travolgente. Adesso Susanna fa l’estetista, ma presta anche la sua “opera” nel bar del padre in qualità di ottima preparatrice di tramezzini, panini, schiacciatine etc. SCAFFIDI Enzo Conoscendo la grandissima timidezza dalla quale, era ed è tuttora, afflitto, dopo quasi 30 anni, sono ancora qui a chiedermi come Enzo abbia trovato il coraggio di presentarsi a Radio Rosa! Durante un programma serale condotto da me e Raffaele, che terminò 19 Radio Rosa con il “Buonanotte a tutti, o mevde” da parte di Raffaele, comunicammo che stavamo cercando uno speaker in grado di condurre programmi di jazz rock. Il giorno dopo arrivò Enzo che avendo sentito il nostro messaggio, oltre al “Buonanotte a tutti, o mevde”, offriva la sua disponibilità. Lo Scaffidi, come Marco Orlandini, Michele Nocera etc. aveva una notevole conoscenza musicale ed una fornitissima discoteca personale. Al contrario degli altri, però, a volte si lanciava in acquisti di dischi alquanto azzardati. Veniva quindi a trovarsi in possesso di vere e proprie schifezze di ogni genere e stile: ad esempio un doppio album live di Ted Nugent, oppure un disco del quale non ricordo assolutamente il titolo di uno sconosciuto gruppo eschimese! Enzo ora è impiegato presso un grosso terminal container e conduce “vita ritirata” insieme alla moglie Maila. SOLARI Umberto CANZONE: “THIRD ENCOUNTERS OF THIRD KIND”, (VERSIONE DISCO) Breve permanenza quella di Umberto a Radio Rosa. Lo ricordiamo essenzialmente per due motivi non propriamente radiofonici: 1) le proiezioni serali di filmini porno in Super 8 dei quali aveva una sterminata collezione; 2) La potenza devastante dei suoi rutti che entravano in trasmissione attraversando ben due porte chiuse prima di raggiungere il microfono e trovare il loro sfogo via etere!!! Adesso Umberto vive e lavora come chef in un ristorante di Ostia, a distanza piuttosto sicura da non poter più nuocere con i suoi “bon prò”, alle emittenti radiofoniche livornesi. TARADASH Paolo CANZONE: “I CAN’T GET YOU OUT OF MY HEAD”, FRANK SINATRA Paolo ha fatto parte di Radio Rosa fra il 1980 ed il 1981 cioè soltanto nell’ultimo anno di vita dell’emittente, ma ha vissuto questa esperienza molto intensamente. Non avendo infatti niente di meglio da fare, passava gran parte delle sue giornate negli “studios” di Via Marradi 187. Fra me e Paolo fu subito amicizia, grazie anche al fatto che entrambi eravamo - e siamo - tifosi della Fiorentina, così come lo erano altri esponenti di radio Rosa: Vento Selvaggio, Paolo Muzzi, Paolo Pellegrino, Marco Giarola. Dotato di notevole “sense of humour”, Paolo conduceva i programmi con una forte impronta comica ed ironica, prevalentemente in coppia. Un giorno d’estate insieme demmo vita ad un programma improvvisato che noi trovammo molto divertente, forse gli ascoltatori un po’ meno, era il programma “triste”: conduzione tristissima con voci al limite del lugubre ed una scelta musicale da toccarsi le palle. Il brano più allegro era la sigla, “A blue shadow” di Berto Pisano. Goloso di Nutella, appassionato di Frank Sinatra e Paolo Conte arrivava in radio in jeans e scarpe Tiglio (ma lui diceva che erano Superga) a bordo del suo motorino Bravo, quando il tempo lo consentiva, o con la mitica Fiat “cencio trentuno”, un’auto sulla quale era dimostrabile la teoria dello scenziato Lamarque, il quale sosteneva che “l’uso potenzia l’organo e il disuso lo atrofizza”: la macchina di Paolo infatti aveva la spia della benzina che era grossa come la luce di un semaforo dato che stava perennemente in riserva!! E in radio Paolo ci arrivò, non so con quale mezzo, anche quella triste mattina che scoprì il furto perpetrato ai nostri danni, furto che ci dette il colpo di grazia e ci costrinse (sigh!) a chiudere!!! Adesso Paolo, che è stato uno degli iniziatori del “Mundialito” del quale lui stesso parlerà più avanti, è sposato con Cristina, ha una figlia, ed alterna collaborazioni con emittenti televisive anche importanti (Canale 5) a prestazioni come benzinaio!!! 20 Radio Rosa ZUDDAS Franco CANZONE: “I’M NATURE MOSQUITO”, JOHNATHAN RICHMAN Prima ascoltatore poi speaker, curava programmi serali di rock americano e faceva parte della redazione sportiva di Radio Rosa curando in alcuni casi le dirette radiofoniche dell’U.S. Livorno. Divenne poi collaboratore del “Pratapam”, la trasmissione ideata e condotta da me e da Marco “Vecchio” Filippelli, trasmissione per la quale, insieme al fratello, preparava degli esilaranti testi. Sua moglie Monica è l’artista che realizzò dei bellisimi spillini fatti mano (in legno) col disegno della Pantera Rosa dotata di cuffia. Credo che qualcuno di noi abbia uno di questi preziosissimi spillini. 21 Radio Rosa ALTRI COLLABORATORI Oltre a quelli citati molti altri personaggi hanno frequentato Radio Rosa. Vediamo brevemente di ricordarne qualcuno in ordine sparso. RIVA Romano, milanese, dipendente della Standa, collaborò con Radio Rosa nell’ultimo periodo. VESPIGNANI Alessandro, appassionato di musica inglese new wave, conduceva programmi dedicati in gran parte a gruppi come Spandau Ballett, Duran Duran, Adam and the Ants etc. ORLANDI Cristina, arrivò a Radio Rosa dopo un’esperienza come conduttrice televisiva presso Tele Tirreno Uno. Essendo diventato nel frattempo suo fidanzato, fui convolto anche in una breve esperienza televisiva: insieme presentavamo infatti, sia in radio, sia in video, una manifestazione canora sponsorizzata dalla RCA italiana che si intitolava “Cento Città”. ORIANA Alessandro, appassionato di teatro, conduceva una rubrica dedicata agli spettacoli teatrali che si tenevano nella nostra città. Ha avuto il grande merito di aver portato a Radio Rossa (dal vivo, o per telefono) importanti personaggi, quali Ivana Monti, Nino Castelnuovo, Enzo Cerusico, Aldo Reggiani solo per citarne alcuni. FLAVIO, era allora un bambino di circa 8/9 anni, buffo e abbastanza cicciotto; crescendo è diventato un mezzo “delinquente”. La domenica mattina aveva un piccolo spazio nel quale, affiancato dallo speaker di turno, presentava canzoni per bambini (era l’epoca di Ufo Robot, Furia etc.) e leggeva brevi novelle o poesie, come “San Martino” di “Giosueppe” Carducci!!! FERRINI Gianni, altro bambino “prodigio”, di poco più grande di Flavio, ha mosso i primi passi a Radio Rosa ed ha poi continuato a lavorare, in qualità di speaker, ma sopratutto di regista, presso altre emittenti. Gianni, nonostante fosse appena un bambino, è l’unico di noi che abbia avuto l’accortezza, a quel tempo, di registrare jingles, pubblicità e spezzoni di programmi. Se ora possiamo riascoltare qualcosa è merito suo! FULVI Antonio, era il caporedattore della sede livornese del giornale “La Nazione” (ora dovrebbe chiamarsi “La Fazione”!!), ed è stato il nostro direttore per un periodo abbastanza lungo che ha segnato il momento di maggior successo di Radio Rosa. PIROLLO Pino, conduceva programmi di vario genere, specialmente in orario mattutino. Per un certo periodo fu oggetto di particolari attenzioni da parte di un’ascoltatrice che lo cercava al telefono in continuazione. Pino, che si sentiva lusingato da tali attenzioni, 22 Radio Rosa ebbe una grande delusione quando venne a sapere che l’ascoltatrice in questione era un travestito conosciuto nel suo ambiente con l’appellativo di “la professoressa”!!! GIGLIOTTI Mauro, titolare dell’omonima agenzia pubblicitaria, era colui che procurava i contratti pubblicitari. Dopo un periodo di collaborazione abbastanza proficua, convinto di fare un salto di qualità, ci lasciò per Tele Tirreno Uno che nel giro di pochi mesi chiuse i battenti. Il suo “abbandono”, ahinoi, procurò un discreto danno alla nostra emittente poiché venne a mancare un notevole numero di sponsorizzazioni. BUCCINELLI Paolo in arte... “SOLANGE”, proprio lui, quello che da tempo imperversa in squallidi programmi delle reti Mediaset in qualità di chiromante, veggente, poeta, opinionista etc. Teneva una rubrica nel tardo pomeriggio che si intitolava “Autostop con Solange” durante la quale dispensava consigli di estetica e leggeva poesie. A me, che ero il suo regista, affibbiò l’orribile ed imbarazzantissimo soprannome di “principino del bosco azzurrato”!!! IGNAZIO, del quale non ricordo il cognome, era un valido e simpatico dj che lavorava in diversi locali. Alla radio, naturalmente, faceva un programma di musica da discoteca. DE MAIO Chico, per qualche mese ha condotto una rubrica mattutina dal titolo “Buongiorno Livorno”. Arrivava in radio con la chitarra e proponeva stornelli, proverbi e canzoncine tipiche del folclore labronico come “Fagioli ‘olle ‘otenne”, “Camelò, Camelò”, “Nel porto di Livorno”, etc. DINI Roberto, soprannominato “Bettino Craxi” per la somiglianza con il defunto latitante di Hammamet. Ha fatto parte della redazione giornalistica della radio e se non vado errato ha avuto un qualche ruolo nella commedia scritta da Raffaele “Il tubo e il cubo”. Sorelle INGRILLI’, due meteore. La loro permanenza a Radio Rosa credo non sia arrivata a due mesi. Sono comunque passate alla “storia” perché sono state le prime voci femminili della nostra emittente. Ricordo che una volta, di primo pomeriggio, mentre noi andavamo con rock ‘n’ roll a tutta birra, “osarono” proporre i “Carmina Burana” di Carl Orff! 23 Radio Rosa ASCOLTATORI, SPONSORS, E PERSONAGGI VARI Cominciamo questa carrellata di figure che hanno fatto da contorno all’attività radiofonica con... ... ALDO P., l’usciere di Radio Rosa. Si presentò un giorno in radio chiedendo se c’era qualcosa da fare per lui, aspirante dj con l’appellativo di DJ Adam, ed appassionato di radiofonia. Erano i primissimi tempi di vita di Radio Rosa, periodo in cui c’era soprattutto voglia di far casino, per cui prendemmo al volo l’occasione per divertirci un po’ proponendo ad Aldo di fare l’usciere perché c’era bisogno di qualcuno che andasse ad aprire la porta e gentilmente salutasse chi si presentava nei nostri studi. Da quel giorno Aldo venne ogni pomeriggio e, quando qualcuno suonava il campanello, si precipitava ad aprire e con tanto di inchino accoglieva l’allibito visitatore dicendo: “Salve, sono Aldo l’usciere. Benvenuto a Radio Rosa!!”. Al povero Aldo gliene combinavamo di tutti i colori: gli facevamo presentare dischi con titoli completamente stravolti tipo “Parpanodi” invece di “Paranoid” (Black Sabbath) o “Come hai gainato tuo cane?” invece di “Come again, toucan” (Grace Slick) e mentre annunciava il disco lo prendevamo a morsi, gli mettevamo le dita negli occhi, gli tiravamo orecchie e capelli. Una volta per lui organizzammo una falsa seduta spiritica alla quale, oltre ad Aldo ed al sottoscritto, partecipavano anche Carlo Cavallini e, in qualità di medium, Raffaele Palumbo. Bendammo e legammo il malcapitato Aldo, dopo di che Raffaele, entrato in un finto trance, cominciò a sputare all’indirizzo dell’usciere. Come se non bastasse lo tempestammo di nocchini e versammo delle vernice rossa fingendo che fosse sangue. Quando Raffaele uscì dal “trance” e togliemmo la bendatura ad Aldo, dicemmo che per evitare di essere posseduto, la sera stessa, a mezzanotte in punto, a casa sua, avrebbe dovuto accendere le luci di tutto l’appartamento e mettersi ad urlare a più non posso. Dopo quella “sconvolgente” esperienza la presenza in radio dell’usciere andò sempre più diradandosi, tanto che si rese “necessaria” la presenza di un sostituto che trovammo nella persona di... ... Usciere NUMBER TWO. Non ricordo né il nome né il cognome e sinceramente non so quanti si ricordino di lui. Non era al livello del suo predecessore, era soltanto un po’ dolcione, per questo dovette “accontentarsi” di essere soltanto il “numero due”. Fabrizio “Cucciolo” MARONGIU. Uno dei più assidui ascoltatori della radio. Era il più grande (si fa per dire, visto che sarà stato alto un metro e quarantacinque) dei figli di 24 Radio Rosa “mastro” Marongiu, titolare della Pizzeria Sarda e, prestando la sua opera presso la pizzeria del padre, più di una volta la sera è arrivato in radio portando fumanti pizze agli speakers di turno. Cucciolo, che portava jeans con il cavallo che arrivava alle ginocchia, impersonava una figura tipica della fine degli anni ‘70: il cugi. Adesso Fabrizio ha preso il posto del padre nella conduzione della Pizzeria Sarda. Rosticceria IL CAMINETTO. I fratelli Roberto e Massimo insieme a mogli, fratelli, genitori e suoceri, formavano una simpatica ed affiatata “banda” di ascoltatori, affezionati in particolare ai programmi di Vento Selvaggio, alle radiocronache di calcio ed ai programmi dedicati alle corse di cavalli. Anche loro, come Cucciolo, spesso e volentieri ci hanno foraggiato con assaggini vari. Liliana BALDESCHI. La bella, dolce, Liliana, che insieme al marito - sosia di papà Cunningham della serie televisiva “Happy Days” - ed ai figli, gestiva un negozio di articoli da regalo in via Buontalenti, è stata il nostro primo sponsor, la prima a darci fiducia. I “prestigiosi” buoni acquisto messi in palio dalla Ditta Baldeschi durante i giochi hanno fatto epoca. Stefano FANTONI e Dino PIRONTI. Più di quattro metri in due. Erano due colonne della Libertas basket, che allora militava nel campionato di serie B, i quali, qualche volta, piegandosi a 90 gradi per superare la porticina dello studio di trasmissione, hanno condotto programmi musicali. La telefonatrice NINFOMANE. Telefonava a tutti gli speakers di sesso maschile e si offriva per gratuite prestazioni a luci rosse. Una volta al posto suo telefonò la mamma la quale, in lacrime, ci pregò di non prendere in considerazione le proposte della figlia poiché era una povera mentecatta. Peccato! Franco GALLERINI. Un benemerito! Ci fece dono di una sterminata collezione di 45 giri che comprendeva vere e proprie stronzate tipo “Chi porta giù questo cane”, orrenda versione italiana di “Keep on runnin’ me baby” della Steve Miller Band, ed autentici capolavori come “All the young dudes” dei Mott the Hoople, “Free man in Paris” di Joni Mitchell, “Music from the spheres” degli Argent. MARIONE. Un ragazzone napoletano alto quasi due metri per 120 chili di peso, dotato di una voce molto profonda, che ha condotto qualche programma musicale. Una volta Raffaele, approfittando della sua bontà, quasi lo convinse, non ricordo con che scusa, a recarsi alla stazione vestito da uomo sandwich e recante la scritta “Buitoni, la pasta dei bimbi buoni”!! FRANCO C. Anche lui ha fatto qualche programma. All’epoca era una figura abbastanza... triste. Una volta trovai un biglietto scritto di suo pugno sul quale aveva scritto che “... il miglior modo di suicidarsi era tagliarsi le vene, perché la vita scorre via piano piano dandoti modo di pensare.” Allegria!! LORELLA detta “Pigiama”. Affezionatissima ascoltatrice e telefonatrice è quella che invitò a cena me e Marco Vecchio pochi giorni prima del Natale 1979. Aveva fatto apparecchiare dalla mamma per una persona in più convinta che avremmo portato anche Marcella, la “virtuale” sorella di Marco. Soltanto quando Marco fece la voce di Marcella, Lorella e famiglia si convinsero che si trattava di un personaggio radiofonico. Dopo questo chiarimento seguì una ottima cena a base di polenta. Nonna LILIANA. È stata forse la più anziana telefonatrice. Ascoltava la radio specialmente al mattino e telefonava sopratutto per avere un più diretto contatto con noi speakers. FRANCESCA detta “figlia di Satana”. Una delle ascoltatrici più carine nonostante avesse si e no quattordici anni. Così carina che una volta un nostro collaboratore ben più anziano di lei, del quale non faccio il nome per decenza, cercò di adescarla. Per fortuna arrivai io, novello Zorro, a rompere le uova nel paniere al malintenzionato. Adesso Francesca è una bella signora che gestisce un negozio di intimo in pieno centro. 25 Radio Rosa CLAUDIA detta “Kiss”. Anche lei ascoltatrice poco più che quattordicenne. Mostrava una forte simpatia nei miei confronti, tant’è che durante il periodo in cui ero militare a Verona, mi ha spedito una notevole quantità di lettere e cartoline. Gianfranco GUARNERI detto “Beppe Grillo”. Uno dei più accaniti “tifosi” di Radio Rosa. Telefonava tutti i giorni imitando alla perfezione la voce del comico genovese. Era talmente bravo che spesso lo abbiamo utilizzato come falso Grillo per scherzi telefonici. In qualità di imitatore ha partecipato a qualche puntata del “Pratapam” e, con la sua voce naturale, ha condotto qualche programma radiofonico. Adesso fa l’”acchiappa gonzi” in giro per l’Italia: vende “gioielli” in varie TV private di tutto il Paese. BRUNO P. È quell’infame che portò a buon fine il furto nei nostri studi. Approfittando dell’amicizia con quel coglione di Gigi, che pur conoscendolo non si è mai accorto delle cattive intenzioni di questo individuo, ebbe modo di venire più volte nei locali della radio potendo con calma “studiare” quello che c’era da portar via. È stato poi arrestato per altri fattacci. Ancora adesso, a distanza di così tanti anni, spero che continui a marcire in prigione. 26 Radio Rosa I “GRUPPI” Quando Radio Rosa, abbandonata la veste di radio “alternativa”, si dette al “commerciale”, arrivò a conquistare una bella fetta del pubblico radiofonico giovanile. I più assidui ascoltatori cominciarono a dividersi in vari gruppi che divennero i protagonisti assoluti dei programmi di dediche in diretta. Ognuno di questi gruppi aveva un proprio nome ed un proprio luogo di ritrovo e, i più organizzati, addirittura stamparono adesivi e gadgets di riconoscimento. Siccome è impresa ardua ricordare i nomi di tutti, vediamo di citare alcuni di quelli più “famosi”. GRUPPO 97.4. Era un gruppo di ragazzi piuttosto svegli che aveva preso il nome dalle frequenze della nostra emittente, 97.4 FM. Fra i componenti del 97.4 ricordo “Grog”, il capo, “Lametta”, “Coltello” e “Cinepresa”, ovvero i tre fratelli Amoretti, miei cugini. GRUPPO DEI SETTE SANTI. Nome preso dalla omonima via, luogo di ritrovo del gruppo del quale faceva parte anche Marco Chimenti che adesso è direttore della Confcommercio di Milano. GRUPPO AGENZIA 2. La loro “sede” era all’incrocio fra via Ricasoli e Piazza Cavour dove si trovava appunto l’Agenzia 2 della Banca Toscana. Ricordo che uno dei suoi componenti, soprannominato Kempes, per la somiglianza con il calciatore argentino, fu trovato suicida nella pineta di Tombolo. FANTASTICHE QUATTRO. Ne rammento tre su quattro: Alessandra Diella, poi diventata nostra collaboratrice, oltre alla graziosa Barbara ed alla “minuscola” Cinzia. Altro GRUPPO tutto al femminile era quello delle B.R. (brutte racchie). TOMBINO BLU. Si ritrovavano nella zona dell’Ardenza intorno ad un tombino che avevano dipinto di azzurro. Della stessa zona era anche il gruppo della PANCHINA VERDE. C’era poi, fra i gruppi che più assiduamente partecipavano alle dediche radiofoniche, quello del FONDO DELLA SALITA - modo di dire con il quale i monteneresi indicano la Piazza delle Carrozze - ma il loro luogo di ritrovo non era a Montenero bensì presso una paninoteca dell’Ardenza che i ragazzi del gruppo avevano soprannominato “da Arnold” come il famoso locale di “Happy Days”. In scherzosa contrapposizione al Fondo della Salita c’era il gruppo che portava il nome di CIMA DELLA DISCESA. Infine ricordo il GRUPPO DELL’USUFRUTTO, composto da ragazzi che gravitavano nell’ambiente del basket giovanile. 27 Radio Rosa GLI OSPITI, LE INTERVISTE Nel 1978 Radio Rosa divenne la radio “ufficiale” della RCA Italiana per la provincia di Livorno. Questo accadde in occasione di una manifestazione canora, indetta dalla citata casa discografica, che si prefiggeva l’obiettivo di scoprire nuovi talenti musicali. La manifestazione, denominata “Centocittà”, si svolgeva in cento diverse città italiane in ognuna delle quali una radio locale curava la selezione degli aspiranti cantanti. Radio Rosa fu scelta come rappresentante di Livorno e provincia. La collaborazione con la RCA portò negli studi di via Marradi, oltre ad un bel numero di dischi, anche un discreto numero di ospiti musicali. IVAN GRAZIANI. Il bravo cantante/chitarrista, scomparso anni fa, venne a Radio Rosa in un giorno di marzo del 1978, prima del concerto che avrebbe tenuto nella nostra città in occasione del suo ultimo lavoro: l’album “Pigro”. Ivan venne accompagnato dal suo manager il quale fu da me molto punzecchiato essendo egli anche manager di Claudio Baglioni che io non ho mai avuto in simpatia. Ivan Graziani si dimostrò molto simpatico e disponibile a rispondere alle domande nostre e degli ascoltatori e ci fece omaggio di una breve performance “live unplugged” in cui mise in mostra le sue notevoli doti chitarristiche. La sera, dopo il concerto ai Quattro Mori, nel suo camerino, di fronte ad un nutrito numero di fans - e radio concorrenti -, Ivan Graziani disse di aver molto apprezzato la giornata passata a Livorno, in particolare il pomeriggio a Radio Rosa ricordando “... una finestrella dalla quale si vede un giardino con alberi di mimose e un bel gruppo di simpatici speakers fra i quali ne ricordo uno avvelenato contro Baglioni”. PINO MANGO. All’inizio della sua carriera si chiamava così, con nome e cognome. Venne in radio per un’intervista che prevedeva la partecipazione telefonica da parte degli ascoltatori. Siccome non chiamava nessuno, essendo all’epoca il povero Mango praticamente sconosciuto, qualcuno di noi dovette andare al bar sotto alla radio a telefonare fingendo di essere interessato all’attività canora di Pino Mango, il quale grazie a questo trucco rimase molto soddisfatto dell’intervista. MANRICO MOLOGNI. All’epoca era un giovane di belle speranze della squadriglia della RCA che cantava una canzone intitolata “Rossana”. Venne a Livorno in qualità di ospite della finale provinciale del concorso “Cento Città”. Purtroppo Manrico Mologni non ha avuto il successo che la sua casa discografica si aspettava, anche a causa di una grave malattia (leucemia, mi pare) dalla quale è guarito soltanto in anni recenti. LA LOCANDA DELLE FATE. A Radio Rosa alcuni componenti di questo gruppo ven28 Radio Rosa nero per presentare il loro primo album, “Forse le lucciole non si amano più”, ed in particolare un brano intitolato “New York” che nel ritornello diceva: “Tra il tappeto e le ciglia ormai, sto sbriciolando l’ultima immagine...”. Io personalmente immaginavo uno che batteva una musata sul pavimento ed a causa di questo aveva le visioni!!! JOE EGAN. Grande mobilitazione ci fu per l’arrivo di questo cantautore inglese, che in passato era stato parte di un duo, gli “Steelers Wheel”, insieme al più famoso Gerry Rafferty, quello della celeberrima “Baker Street”. Joe Egan, che venne a Radio Rosa - prima tappa del suo tour promozionale in Italia - per presentare il suo album “Back on the road”, era accompagnato da un bel numero di discografici della RCA, dal suo chitarrista e da un “budellone” inglese trovato chissà dove. Per l’occasione ognuno di noi portò da casa propria un po’ di cose per rendere l’ambiente della radio il più carino ed accogliente possibile: tavolini, poltrone, piante, quadri etc. Al termine dell’intervista, che andò molto bene, non appena Joe Egan e gli altri ospiti se ne furono andati, ognuno di noi riportò a casa gli oggetti che erano serviti da ornamento e gli studi di Radio Rosa tornarono ad essere i soliti, ovvero un po’ squallidini. Naturalmente Joe Egan e la sua “Back on the Road” non ottennero alcun successo, nonostante - o forse a causa - della nostra notevole promozione! PINO DANIELE. In occasione di un suo concerto presso la Festa dell’Unità del 1979, alla Rotonda di Ardenza, Orlando ed io andammo per intervistarlo. Pino Daniele stava registrando molto successo con il suo secondo album, quello che conteneva brani come “Je so pazzo”, “Putesse essere allero” etc. e dopo il concerto Orlando gli si avvicinò con il microfono e cominciò a porre domande usando un linguaggio a dir poco forbito. Il buon Pino guardandosi attorno scoppiò a ridere e disse: “Uè, ma chi è chisto? Un intellettuale? Ma non ci scassare ‘u cazzo!!”. Ed il povero Orlando fu trattato male anche da un altro famoso cantante... LUCIO DALLA, che venne a suonare a Livorno al Teatro Tenda che, mi pare di ricordare, era stato montato in Fortezza. Finito il concerto arrivò il momento dell’intervista. Orlando esordì con una domanda, o meglio una riflessione che all’incirca suonava così: “Caro Lucio, complimenti per il concerto di questa sera anche se devo dire che mi sei sembrato meno in forma rispetto ad un altro concerto che avevi tenuto circa due anni fa sempre qui, a Livorno. Ritieni giusta questa mia impressione?”. Lucio Dalla, attraverso la sua folta e sudatissima peluria, guardò Orlando e rispose: “Siccome ho cantato senza voce e con quasi 38 di febbre, ritengo che te e chi la pensa come te deve andare a fare in culo!”. Fine dell’intervista. Meno male che del gruppo di Lucio Dalla faceva parte RON, allora famosetto, che invece si fece intervistare e si dimostrò molto disponibile. Altra intervista, in quel periodo e nello stesso luogo, fu fatta a RINO GAETANO il quale, per lo meno in quell’intervista, non si dimostrò particolarmente simpatico. I NOMADI. Si esibirono allo stadio nell’estate del 1978. Dopo il concerto alcuni di loro, fra i quali Augusto Daolio e Beppe Carletti, si presentarono per un’intervista nel back stage dove ad attenderli c’era un certo numero di inviati di radio, tv e giornali locali armati di registratori, telecamere e taccuini. Ogni rappresentante delle varie testate prima di rivolgere la propria domanda si presentava: “Sono di Radio Rosa...”, “Sono de Il Tirreno...”, “Sono di TT1...”. Raffaele Palumbo, anche lui nel backstage, adocchiato da una parte un pezzo di tronco d’albero, se lo mise in spalla impugnandolo a mo’ di telecamera e si presentò: “Sono di Tele CIOCCO!!!!”. (Tele Ciocco era un famosa tv privata toscana di quel periodo). Riflessione: Di tutti questi personaggi Ivan Graziani, Rino Gaetano, Augusto Daolio sono passati a miglior vita; Manrico Mologni è stato a lungo malato; Pino Daniele ha subito più di un intervento al cuore. Non sarà mica che Radio Rosa portava male?!! 29 Radio Rosa LE CANZONI DI RADIO ROSA Nel corso dei quattro anni e mezzo di vita della “rosea emittente” tante sono state le canzoni mandate in onda, una vera e proria lunghissima colonna sonora. Ricordiamo - anno per anno - i titoli di alcuni di questi brani indipendentemente dall’anno della loro pubblicazione. 1977 - “The Pink Panther theme”, Henry Mancini ed altre versioni - “Bohemian Rapsody”, “Bicycle Race”, “Somebody to love”, Queen - “Jessica”, Allman Brothers Band - “The mooncoin jig”, Steelye Span - “Samarcanda”, Roberto Vecchioni - “Sexy Fonni”, Benito Urgu - “A Dean Martin”, Fabio Concato - “Alla fiera dell’Est”, Angelo Branduardi - “Don’t let me be misunderstood”, Santa Esmeralda - “L’Angelo Azzurro”, Umberto Balsamo - “Funky - Funky”, Andrea Mingardi - “Is’nt she lovely?”, “I wish”, “Sir Duke”, Stevie Wonder - “Fifth of Beethoven”, Walter Murphy - “If you leave me now”, Chicago - “Gonna fly now”, Maynard Ferguson - “Honky Tonky train blues”, Keith Emerson “All night long”, Ruben and the Jets - “Year of the cat”, Al Stewart - Qualunque cosa degli Squallor. 1978 - “The loadout - Stay”, Jackson Browne - “Figli delle Stelle”, Alan Sorrenti “Stayin’ alive”, “More than woman”, “Saturday night fever”, “How deep is your love”, Bee Gees - “Grease”, Frankie Valli - “You’re the one that I want”, O. Newton John & John Travolta - “Summer love”, John Travolta - “Sara”, Antonello Venditti - “Quella carezza della sera”, New Trolls - “Una donna per amico”, “Prendila così”, Perché no”, “Aver paura d’innamorarsi troppo”, Lucio Battisti - “Pigro”, “Monnalisa”, Ivan Graziani - “Come è profondo il mare”, “Quale allegria”, Lucio Dalla - “Fantasy”, “September”, “Got to get into my life”, Earth, Wind & Fire - “Three times a lady”, “I’m easy”, Commodores - “Happy Days”, la sigla dei telefilm - “Love me baby”, Sheila B. Devotion - “Il Triangolo”, Renato Zero - “More than a feeling”, Boston - “Tomorrow”, Amanda Lear - “I will survive”, Gloria Gaynor - “Don’t leave me this way”, Thelma Houston - “Freak Out”, Chic - “Love is in the air”, John Paul Young - “Show some emotion”, Joan Armatrading - “Nun te reggae più”, Rino Gaetano - “I feel love”, Donna Summer - “Baker Street”, Gerry Rafferty - “Wuthering Hights”, Kate Bush. 1979 - “Good Times”, Chic - “Don’t stop till you get enough”, Michael Jackson - “Logical Song”, Supertramp - “We all need love”, Dominic Troiano - “Born to be alive”, Patrick Hernandez - “Song for Guy”, Elton John - “It’s a laugh”, Daryll Hall & John Oates - “Albachiara”, Vasco Rossi - “Barbara”, Enzo Carella - “Pensiero stupendo”, Patty Pravo 30 Radio Rosa - “Agnese”, Ivan Graziani - “Anna e Marco”, “L’anno che verrà”, Lucio Dalla - “Cosa sarà”, “Ma come fanno i marinai”, Lucio Dalla e Francesco De Gregori - “Je so pazzo”, Pino Daniele - “Good Night Tonight”, Paul Mc Cartney and Wings - “Back on the road”, Joe Egan - “Il carrozzone”, Renato Zero - “La mia banda suona il rock”, Ivano Fossati - “You make me feel”, Sylvester. 1980 - “Woman”, John Lennon - “Would you be loved”, Bob Marley - “Message in a bottle”, “Doo doo doo...”, Police - “Do you think I’m sexy?”, Rod Stewart - “Una giornata uggiosa”, “Con il nastro rosa”, Lucio Battisti - “Luna”, Gianni Togni - “Shaddup your face”, Joe Dolce - “YMCA”, Village People - “Firenze”, Ivan Graziani - “La sedia di lillà”, Alberto Fortis - “Happy Birthday”, Stevie Wonder - “Another brick in the wall”, Pink Floyd - “Another one bites the dust”, Queen - “Sailing”, Christopher Cross. 1981 - “While you see a chance”, Steve Winwood - “On my own”, Nikka Costa - “Hey nineteen”, Steelye Dan - “Thank you love”, Doobie Brothers - “One step beyond”, Madness. 31 Radio Rosa CLASSIFICHE Andiamo a stilare quattro classifiche - del tutto personali - riguardanti i brani mandati in onda dalle frequenze di Radio Rosa. Top Ten Stranieri Top Ten Italiani 1) “Jessica” Allmann Brothers Band 2) “Year of the cat” Al Stewart 3) “Thank you love” Doobie Brothers 4) “Show some emotion” Joan Armatrading 5) “Pilgrim progress” Procol Harum 6) “It’s a laugh” Daryll Hall & John Oates 7) “Wild World” Cat Stevens 8) “Sir Duke” Stevie Wonder 9) “To love somebody” Eric Burdon and the Animals 10) “The mooncoin jig” Steeleye Span 1) Le cinque canzoni più stupide Le cinque canzoni più brutte 1) 1) 2) 3) 4) 5) “Dimmi dove hai nascosto le pere” Manuel e coro dei figli di Manuel “M’aggio accattato nu tavuto” Enteroclisma “Sexy Fonni” Benito Urgu “Ma-nà ma-nà” Piero Umiliani “La marcia de Los Saltamontes” Los Saltamontes 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 2) 3) 4) 5) 32 “Prendila così” Lucio battisti “La casa del serpente” Ivano Fossati “Una sera d’estate” Renzo Zenobi “Aver paura d’innamorarsi troppo” Lucio Battisti” “Je sto vicino a te” Pino Daniele “Firenze” Ivan Graziani “Putesse essere allero” Pino Daniele “Quale allegria” Lucio Dalla “Amara” Enzo Carella “Quella carezza della sera” New trolls “Due ragazzi nel sole Collage “Orzowei” Oliver Onions “Sono un pirata ed un signore” Julio Iglesias “Firenze Santa Maria Novella” Pupo “One for you, one for me” Fratelli La Bionda Radio Rosa RADIO ROSA EVENTS 1977 Domenica 17 aprile: primo giorno di trasmissioni ufficiali. Fine maggio: viene “ingaggiata” Susanna Pucci la quale, di li a poco compirà sedici anni. Il giorno del suo compleanno le regaliamo una maglietta marrone con il collo a V ed un ciondolino. Luglio/Agosto: Partecipazione “live” alla 1ª Festa Provinciale dell’Avanti in Fortezza Nuova. Ogni sera lo spazio di fronte allo stand di Radio Rosa è letteralmente preso d’assalto da persone giovani, e non solo, spesso abbastanza “stoned” che ballano al suono di “The mooncoin jig” degli Steeleye Span. Settembre: Installazione della linea telefonica 805057. C’è grande attesa per la prima telefonata. Via radio annunciamo che finalmente abbiamo il telefono e chiunque ne abbia voglia può chiamarci per salutarci o richiedere brani. Dopo qualche istante, lungo un’eternità, finalmente il telefono squilla: “Pronto!!” e dall’altra parte: “Casa del dott. La Ricca?”. Grande delusione in ognuno dei presenti in studio. Ottobre: Acquisto di nuove apparecchiature: piatti, piastre etc. e trasferimento del ripetitore da piazza del Santuario al Castellaccio; il Dott. Antonio Fulvi, redattore capo del quotidiano, “La Nazione”, diventa Direttore Responsabile di Radio Rosa. Graziano parte militare. Federico lascia la “presidenza” in favore di Antonio Degan. 17 Ottobre: Grande scoop: Radio Rosa riesce a raccontare in diretta il tentativo di rapimento di Tito Neri Jr. e la conseguente caccia ai rapitori. Lo scoop non è dovuto al nostro fiuto giornalistico, bensì al fatto che tutto si svolge sotto le nostre finestre. 1978 Gen./Feb.: Comincia la collaborazione con la RCA Italiana ed hanno inizio i programmi di selezione per il concorso canoro “Centocittà”. Marzo: Ivan Graziani è ospite di Radio Rosa. 16 marzo: In occasione della strage di via Fani e del rapimento di Aldo Moro, Radio Rosa sospende le trasmissioni in segno di lutto diffondendo per tutto il giorno musica classica alternata ad interviste telefoniche a personaggi politici e gente comune della nostra città. Per il “Il Patroipo” - il gioco telefonico - di quel giorno fra le prove previste che i partecipanti dovevano sostenere c’era da raccontare una barzelletta sui carabinieri!! 9 maggio: Giorno del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro. Altra giornata di lutto e programmazione come il 16 marzo. 33 Radio Rosa Fine maggio: Al Malandrone di Castellina Marittima si svolge la finale provinciale di “Centocittà”. Vince il duo Sandro Canaccini e Piero Bragazzi con un proprio brano intitolato “Thoughts”. Un paio di giorni dopo i due, accompagnati da Rodolfo Pezzini al basso, Edo De maio alle tastiere e da me alla batteria incidono la base musicale per la finale regionale. Giugno: A Porto S. Stefano si tiene la finale regionale di “Centocittà”. In rappresentanza di Radio Rosa ci siamo Gigi, Cristina Orlandi ed io che accompagnavamo i nostri “campioni”, Canaccini e Bragazzi, che non fanno, dal punto di vista scenico, una bella figura. Dovendo, infatti, esibirsi in play back, come del resto tutti gli altri finalisti, i nostri si presentano sul palco senza chitarre (dimenticate a casa) e, essendo il loro brano in gran parte strumentale, se ne stanno tutto il tempo con le mani in tasca guardando verso il pubblico! Agosto: Muore papa Paolo VI, quindi altra giornata di lutto. Giorni dopo viene eletto papa Giovanni Paolo I. In seguito a questa elezione Radio Rosa ottiene un incontro con il vescovo di Livorno, mons. Ablondi, per un’intervista. Ci rechiamo in vescovado, Mauro Pedroni, in qualità di intervistatore, mio padre, Vasco Lucarelli, che aveva preparato le domande e ci aveva “aperto” la strada per l’incontro col prestigioso intervistato, ed io come tecnico di registrazione. Forse a causa della mente annebbiata dal liquorino che il vescovo ci offre in mattinata, non mi accorgo che il registratore è sempre in “pause” quando l’intervista è cominciata da almeno 5 minuti. Con mio padre e il Pedroni che mi lanciano occhiate di fuoco devo ammettere l’errore e far ripartire da capo l’intervista. Ottobre: Altra giornata di lutto con trasmissioni soppresse (e quattro): muore il neo-papa Giovanni Paolo I. Viene eletto Giovanni Paolo II; iniziano le radiocronache domenicali delle partite di calcio e basket, in collaborazione con altre emittenti sparse sul territorio nazionale. 1979 Gen./Feb.: Festa di Radio Rosa al Tiffany. Grande protagonista il dj Angelo Persueder. Nello stesso periodo, o forse qualche tempo dopo, nasce il “Radio Rosa Club”: ad ogni ascoltatore che la richiede viene data una tesserina di adesione con la quale si ha diritto a sconti in negozi convenzionati al club. Novembre: Joe Egan è ospite di Radio Rosa; “Il Pratapam”, programma di punta delle serate di Radio Rosa, partecipa ad un concorso nazionale per trasmissioni radiofoniche ed ha l’“onore” di essere citato su alcune riviste “di punta” quali “L’Intrepido”, “Il Monello” e “Ragazza In”. 1980 Maggio: Parto militare e questo fatto, data la mia assidua presenza in radio, comporta una specie di rivoluzione nel palinsesto radiofonico: Raffaele ingaggia un bel po’ di persone tra le quali Paolo Taradash, Monica Gimelli, Alessandro Vespignani, Romano Riva etc. I miei contatti con l’ambiente radiofonico si limitano ad alcune apparizioni durante i frequenti giorni di licenza, praticamente tutti i fine settimana, e ad una fittissima corrispondenza con gli ascoltatori ed i collaboratori della radio. Dicembre: in prossimità delle festività natalizie va in onda la commedia radiofonica sulla natività scritta da Marco Giarola. 1981 3 gennaio. Data per noi importantissima: in occasione del compleanno di Renzo Lucherini viene “inventato” il “Mundialito”. Gen./Feb.: Viste le precarie condizioni economiche, Radio Rosa viene venduta a Steve Martin. È l’inizio della fine. 34 Radio Rosa Gen./Feb./Mar./Apr.: i fine settimana sono dedicati alle partite del “Mundialito”, ma, fra noi gente di mondo, c’è un’altro gioco di “società” molto in voga: quello di scrivere nomi di animali, cantanti, città, personaggi sportivi etc. che iniziano con una lettera dell’alfabeto che viene preventivamente estratta. Un giorno, estratta la lettera “V”, alla voce animali Paolo Taradash scrive il nome “vombato”. Gli altri partecipanti al gioco, fra cui Marco Giarola ed io, decidiamo di non convalidare il punto perché “vombato”, secondo noi, è un nome frutto della fantasia di Paolo. Dopo qualche giorno scopriamo che il vombato è un marsupiale che vive in Australia! (Da quella volta ribattezzamo un luogo a noi caro per le scampagnate, Villa “Mauro Gordato” in Villa “Mauro Vombato”!!!). 12 maggio: Finalmente è il giorno del mio congedo. Arrivo alla stazione di Livorno dove vengo accolto da una banda musicale (?) composta da un bel po’ di amici della radio fra cui Anna, Raffaele, Susanna, Paolo con la sorella Valeria, Federico, Cinzia, Marco, Renzo, Monica etc.. 13 maggio. Un bel po’ di noi se ne sta a chiacchiera su un prato di Villa Fabbricotti quando arriva Anna dicendoci che qualcuno in Piazza San Pietro ha sparato al Papa. Rimaniamo tutti a grogiolarci al sole. Anche questo è un piccolo sintomo del decadimento di Radio Rosa: in altri tempi avremmo dato vita ad una lunga diretta radiofonica con servizi ed interviste. Giugno: Tragedia a Vermicino, nel Lazio. Il piccolo Alfredo Rampi, dopo giorni di agonia, viene estratto cadavere dal pozzo artesiano nel quale era caduto. L’Italia intera è sconvolta da questa vicenda seguita per giorni in diretta televisiva. Negli stessi giorni ci ritroviamo spesso in affollate riunioni per discutere di nuove idee, nuovi programmi etc. per risollevare un po’ le sorti della radio. Il Palumbo se ne esce con l’infelice slogan - subito bocciato - che recita: “Senza il Rosa tu non campi, te lo dice Alfredo Rampi!!!”. Nella stessa infausta, in quanto a idee, riunione, Gigi si cimenta in una lunga ed incasinatissima disquisizione nella quale paragonava Radio Rosa a Niky Lauda!! A distanza di quasi 30 anni molti di noi sono ancora a chiedersi cosa cazzo volesse dire. Settembre. Sto lavorando, come impiegato a tempo determinato, presso il P.R.A. (Pubblico Registro Automobilistico). Una triste mattina vedo arrivare negli uffici di via Verdi uno sconvolto Paolo Taradash che mi annuncia di aver trovato la radio scassinata e derubata di quasi tutto. Fine delle trasmissioni! 35 Radio Rosa IL PRATAPAM Come ho già accennato quando ho parlato di Marco “Vecchio” Filippelli, il “Pratapam” è stato uno dei programmi ai quali mi sento più affezionato. A farlo ci divertivamo tantissimo e anche gli ascoltatori sembravano divertirsi, infatti avevamo un vero e proprio stuolo di ammiratori, il che mi fa pensare che se fossimo stati di questi tempi quasi certamente sarebbe nato un “Pratapam Fan Club”. Il nome “Pratapam” era l’onomatopea di un devastante “scurreggione”. Per incidere la sigla ci recammo nel bagno di casa di Marco dove lo sciacquone produceva un fragoroso ed interminabile suono. Infilammo il microfono del registratore nel WC, tirammo la catena e registrammo fino a che il rumore non si affievolì. Sullo “sfumare” dello sciacquone poi incidemmo la musica con le nostre voci che annunciavano il programma. Il “Pratapam” per Marco Vecchio e me era un vero e proprio rito che si ripeteva tutte le settimane ed aveva il seguente svolgimento: prima della trasmissione, che iniziava alle 21.30, andavamo a mangiare la pizza da Ugo, previa bevuta di Martini Bianco. La pizza era preceduta da crostini vari ed era accompagnata da birra tanta “come se piovesse”. Dopo la cena era il turno di un corretto al Ramazzotti, seguito da un amaro. Poi di corsa in radio con scorta di noccioline salate e lattine di birra. Il “Pratapam” si svolgeva quindi, per forza di cose, in totale allegria. C’era poi, fra me e Marco, una specie di “solenna promessa”, che concludeva il “rito Pratapam”: finito il programma, tornati nelle proprie abitazioni, prima di coricarci dovevamo dare una bella “gozzata” al fiasco del vino prima di andare a letto felici e contenti. Altro che pasticche d’ecstasy! Col passare del tempo a noi, “conduttori titolari”, si aggiunse un certo numero di “collaboratori” che prendevano parte al programma a vario titolo. C’era Gianfranco Guarneri, ottimo imitatore di Beppe Grillo; Franco Zuddas che dopo aver cominciato come redattore di improbabili notiziari, divenne il terzo conduttore; Monica Pecori col fidanzato Massimo Ulivelli, che ci davano una mano nella realizzazione delle parodie delle pubblicità ed altri ancora che quasi trent’anni di tempo hanno cancellato dalla mia memoria. Il “Pratapam” era un programma contenitore dove c’era un po’ di tutto. 1) Gli scherzi telefonici. Di solito l’autore era Marco che, facendo la voce da budellone, si spacciava per Marcella e creava scompiglio nelle case dei malcapitati dicendo di avere un appuntamento con l’uomo di casa. Poi c’erano gli scherzi fatti da “Beppe Grillo”. 2) Le pubblicità. Molte erano parodie di quelle che andavano in onda in TV, come ad 36 Radio Rosa esempio quella dell’“Aperitivo Fiascosarti”, i cui spot avevano come protagonista il tenente Sheridin-don-dan. Oppure i profilattici “Aiò settibuo”, le merendine del “Culino Bianco”, la pasta “Tartagliati” che, manco a dirlo, faceva diventare balbuziente chiunque l’assaggiasse etc., etc. Poi c’erano quelle inventate ex novo come... “La nuova enciclopedia Garzanti: Il rutto nella storia della civiltà.”, i prodotti di bellezza (?) della “Morbos pelle”, il kit “Porco là”, per un facile e pronto uso della bestemmia, “Goderella”, l’orgasmo femminile ai sapori di menta piperita, crem-caramel etc. 3) Le previsioni meteo “... sulla costa tirrenica il tempo ieri è stato poco, ma oggi si prevede che ce ne sarà abbastanza. Poco tempo anche al nord, mentre al centro e sulle isole ci sarà tutto il tempo che si vuole. Il sole sorgerà al mattino e tramonterà verso sera, mentre nelle ore notturne si prevede che farà buio. La nuvolosità sarà limitata alle zone coperte di nubi, mentre altrove si pronostica cielo sereno...!! 4) Il radiogiornale con notizie tipo: “Afferma di vedere con l’occhio di vetro”, “Scoperta una miniera di gorgonzola...”, “Da alla luce un fustino di Dixan” etc. E poi tanta improvvisazione, giochi, parodie di canzoni e di poesie, stornelli e così via, il tutto “condito” da buona musica rock e jazz. 37 Radio Rosa CONTRIBUTI 38 Radio Rosa LA PIANTINA DI GERANIO di Graziano Ghionzoli Quando eravamo per lunghi tempi segregati, si per interesse nella musica e nelle bimbe che ci giravano, ma anche scoraggiati dai 4 piani da fare a piedi lungo le ripide scale di Radio Rosa, veniva spontaneo, anzi naturale, avere bisogni fisiologici da espletare. Fin qui tutto bene, il problema sorgeva annoso quando l’unico neurone rimasto attaccato al nostro cervello trasmetteva la scintilla che illuminava la mente e ci riportava al fatto di non avere un bagno che si ritenesse tale. Resistere era il motto. Ma i buoni propositi finirono spesso in una solenne pisciata nella piccola pianta di geranio rosso che risiedeva, guardacaso appassita, sulla finestra dello studio di trasmissione. Ma anche questo atto doveva essere fatto con i giusti criteri. Davanti a noi altri palazzi avevano occhi indiscreti che potevano spiare le nostre minzioni e dare l’allarme agli inquilini, stranamente già incazzati con noi per le varie interferenze alle televisioni, per il chiasso e le immancabili bimbe che purtroppo non sapevano resistere nel continuare le loro risa scendendo le scale anche a tarda notte. Quindi si poteva pisciare liberamente solo di notte, spengendo le luci interne e cercando, cosa che non riusciva quasi mai, di limitare la quantità alla scarsa capacità di assorbimento del vaso e del sottovaso. Ma, in quanto a pisciate, la più bella soddisfazione avveniva con le seguenti modalità: 1) notte 2) pioggia (meglio se forte) 3) luci interne spente ... botta di “sistolata a tutto foo”, tipo pompiere al lavoro, diretta in alto e quindi giù fino alla corte che risiedeva quattro piani sotto, guardando la povera piantina di geranio ormai sotto terapia intensiva per complicanze urinarie, e facendo la faccia di chi, per questa volta, le aveva fatto un favore (alla piantina). 39 Radio Rosa IL MUNDIALITO! di Paolo Taradash Il mundialito ha sicuramente contrassegnato in positivo l’ultimo periodo di Radio Rosa, che pure, nell’ultimo suo anno di vita, non ha avuto molto di buono da raccontare. La nascita: come spesso accade alle cose belle, anche il mundialito fu frutto assolutamente del caso. Correva l’anno 1981 e, si potrebbe dire che non aveva ancora il fiatone visto che eravamo appena al 3 gennaio… Il caso volle che quel giorno, molti anni prima, nascesse un bel bambino ?!????!!!…mi correggo.. nascesse un bambino di nome Renzo Lucherini…. decidemmo (io, Raffaele e Marco Jr.) di fargli un bel regalo. Me ne incaricai io e così, senza badare a spese, gli comprai un bellissimo….“Ovino Kinder Sorpresa”! Dubito che, nonostante ne fosse il beneficiario, Renzo ne sia riuscito a mangiare un pezzetto, ma la cosa più importante fu la…. sorpresa. Era un contenitore giallo a forma di barilotto delle dimensioni presumibili di 5 cm. di altezza e 3 cm. di larghezza, il suo contenuto era un “gaucho” che, mi ricordo perfettamente, una volta montato di ogni suo pezzettino fu impiccato da alcuni di noi a un chiodo del muro!?! Rapidamente eliminato il “gaucho” restava quel buffo contenitore giallo che immediatamente fu preso a calci da tutti i presenti. Siccome quel pomeriggio eravamo tutti oberati da pressanti impegni…. decidemmo di organizzare seduta stante una specie di sfida ai rigori, il barilotto sarebbe stato la palla, la pseudo “sala d’attesa” della radio diventò il campo di gioco, la porta della stanza, strano a dirsi, fece la parte della porta e noi eravamo sia i tiratori che i portieri. Per dubbio spirito patriottico nessuno scelse di rappresentare l’Italia, e così Marco Jr. fu l’Inghilterra (il carattere flemmatico e le inclinazioni musicali giustificarono la scelta), Stefano, al tempo militare a Verona, scelse l’Uruguay (la grinta e l’insofferenza al rispetto delle regole spiegarono il perché…), Raffaele prese l’Argentina (la capellonità dei gauchos e l’imprevedibilità del Palumbo ben coincidevano), Renzo s’impossessò della Germania (preciso e pignolo, che altro poteva scegliere?) e io mi presi il Brasile (creatività e una, modestamente, certa propensione a cogliere la vittoria resero azzeccato il connubio). Insomma nacque il Mundialito. Naturalmente anche il Mundialito non si sottrasse al progresso e agli aggiornamenti rapidi e così, già dalla seconda edizione, il barilotto giallo sparì per far posto ad una più consona (e giocabile!) soffice pallina gialla, (al tempo indispensabile componente di un gioco estivo molto in voga chiamato soft-tennis). Ai 5 rigori per parte della prima edizione si sostituirono i 6 rigori che ci permetterono di dare al mundialito la dignità dei 40 Radio Rosa canonici 2 tempi formati da 3 rigori per giocatore!!! In breve tempo il Mundialito diventò l’appuntamento più atteso della settimana per tutti noi. Fondammo la FIFA-PAURA che era l’organo preposto al controllo della regolarità di tutte le partite!?! Ogni giocatore diede il via a una personale ricerca di sviluppo tecnico su come calciare e parare meglio i tiri avversari. Infatti ognuno di noi aveva le proprie scarpe da mundialito….(personalmente usavo delle polacchine con ottimi risultati….), e pantaloni il più possibile scampanati per offrire maggior barriera possibile, naturalmente ogni squadra aveva il proprio organo di stampa col quale metteva i propri tifosi a conoscenza di tutte le novità riguardanti le singole squadre. Ad esempio c’era il “Football Maker” redatto con grande cura da Marco jr. durante le pause che il lavoro in banca evidentemente gli concedeva; oppure la “Gazeta do Brasil”, un fogliaccio fatto a mano dal sottoscritto con tutte le folli curiosità sulla mia squadra; “El Jurnal Deportivo” era il must dei tifosi argentini (si fa per dire…) che era curato dal sempre fantasioso Palumbo…e altri ancora rallegrarono i nostri disperati del sabato pomeriggio, giorno consacrato all’effettuazione del Mundialito. Gli aneddoti che fanno parte della storia del Mundialito sono innumerevoli, quindi ne sceglierò alcuni dei più esilaranti. Una delle prime edizioni si doveva effettuare a… Buenos Aires quindi l’organizzazione era curata da Raffaele. Tra le molte idee il prolifico Palumbo ebbe anche quella di incidere l’inno del mundial con tanto di dichiarazione di apertura dello stesso annessa!?! Scelse il brano “Venceremos” degli Intillimani e visto che ormai non disponevamo più di uno studio di registrazione, una domenica mattina pregò Alessandro Fincato, che stava conducendo il suo serio programma musicale, di cedergli mixer e microfono per un paio di minuti. Il buon Fincato, sorpreso e incuriosito accettò di buon grado e così Raffaele, fatto partire il brano “Venceremos” in uno spagnolo improbabile declamò: “Declarò apierta la segunda edicion del mundial argentino”!!!. Il tutto (ovviamente) in rigorosa diretta radiofonica…. poi fermò la cassetta degli intillimani, si prese la sua delirante registrazione, ringraziò lo choccatissimo Fincato e …se ne andò soddisfatto! Inutile dire che per Alessandro non fu facilissimo riprendere il filo della sua trasmissione dopo un’evento del genere. Io, spesso vincitore col Brasile, ero un po’ malvisto dalla FIFA-PAURA… (invidia?), cosi’ durante un’edizione in cui segnò Juarì, (che, come qualcuno ricorderà era solito festeggiare i suoi gol girando intorno alla bandierina del corner), replicai il suo gesto, solo che in mancanza della bandierina scelsi il cestino della spazzatura e, inavvertitamente, lo rovesciai…. Apriti cielo, fu squalificato Juarì e radiato il Brasile per proteste……! E pensare che l’Uruguay di Stefano ogni edizione devastava tutto….infatti fu radiato pure lui. Non si può dire che la FIFA-PAURA avesse degli scrupoli…! Il Mundialito era diventato la “droga” delle nostre serate e, da buona droga una dose non ci bastava più, così inventammo i “Memorial”, ovvero dei tornei infrasettimanali dove commemoravamo ogni sorta di caduto/i. Onorammo (si fa per dire) tra gli altri, la memoria di: Maurizio Barendson, Gigi Peronace, le “vittime” delle visite del Papa - durante un viaggio del Santo Padre in Pakistan ci furono una ventina di morti fra la folla a causa della calca -, Paolo Carosi, allenatore della Fiorentina, licenziato per scarsissimo rendimento e onorammo perfino la memoria un…. moscone (?) che introdottosi incautamente nella radio in qualche modo non ne uscì vivo…..! Una volta ci fu anche “un’invasione di campo”. Si stava giocando l’ennesimo Memorial in notturna, questa volta intitolato all’amica “muta”, nel senso che non diceva una parola nemmeno a pagarla oro, di Marco Giarola che, nel Mundialito di un sabato pomeriggio, versò calde lacrime - senza proferir lamenti - poiché colpita a un occhio dalla pallina respinta dal portiere uruguajo Rodriguez (Stefano). Insomma, durante la 41 Radio Rosa finale del prestigioso “Memorial Muta”, Uruguay - URSS (Marco Vecchio), l’inquilino del piano di sotto, esasperato dal caos da noi generosamente prodotto, venne a suonare alla porta per protestare energicamente. Noi (Raffaele, Stefano ed io) vigliaccamente mandammo ad aprire l’ingenuo Marco Vecchio, alla sua prima e ultima apparizione nel mundial…. Mentre noi, ben sapendo a che cosa andava incontro, producemmo un rapido coprifuoco e ci nascondemmo nel buio, Marco fece del suo meglio per dare una spiegazione logica e accettabile al furioso inquilino che non parve molto soddisfatto, tant’è che salutò lanciando imprecisate minacce. Vedere poi noi che ci facevamo i 4 piani che ci separavano dalla strada a gruppi di due, e completamente al buio per non far rumore e, rischiare quindi, di essere intercettati… credo resterà una delle scene più comiche di quel periodo. Col Mundialito ci divertimmo tutto l’inverno, poi i problemi generali della radio ebbero il sopravvento su tutto, Mundialito compreso. Facemmo in verità qualche pallido tentativo di rimettere in vita il Mundialito, ma ci rendemmo conto rapidamente che si poteva fare solo al quarto piano di via Marradi 187. Era la follia pura che animava quelle stanze a rendere così divertente un giochino in fondo….sciocco! Altrove sarebbe stato solo una bischera forzatura, così il Mundialito restò nei nostri ricordi come ennesimo simbolo di un periodo magico in cui un gruppo di amici, oltre a fare ascoltare dell’ottima musica a tutti, dimostrarono di sapersi divertire con poco si, ma con immensa creatività, generando da una sorpresina di un ovetto kinder, innumerevoli pomeriggi e serate trascorse nel massimo divertimento. 42 Radio Rosa RECITA NATALIZIA 1980 di Marco Giarola Lasciatemelo dire: la sera della vigilia di Natale del 1980 andò in onda una recita natalizia che ottenne un grande successo. Che poi questa affermazione corrisponda alla verità sinceramente non lo so, ma essendo stato io l’autore del testo, concedetemi questa illusione. Come per i grandi poemi, le varie frasi sono state tramandate di bocca in bocca, da aedo ad aedo ed è quindi possibile che alcune parti del testo risultino modificate rispetto all’edizione originale. Di certo il tempo non ha scalfito i nomi degli interpreti dei vari personaggi che qui, prima di dare inizio alla commedia, vado a ricordare: In ordine di apparizione: Giuseppe: Stefano Maria: Marco Maddalena. Susanna Spirito Santo: Vento Selvaggio Bambinello: Raffaele Mandrake: Susanna Silvan: Vento Selvaggio Tony Binarelli: Paolo Pellegrino ATTO PRIMO (Casa di Maria e Giuseppe) Giuseppe: “Ohi Marì Ohi Marì, come mai non mi dici di sì … Ohi Marì Ohi Marì …” Maria: Oggi siamo allegri Giuseppe. Oppure sotto sotto c’è qualcosa? Giuseppe: No, canticchiavo e basta. E’ una canzone che mi pare di aver sentito al Festival di Sanremo. Maria: O chi è San Remo? Un parente di San Sone? Giuseppe: Sì e suona insieme ai Filistei! Ovvia Maria, hai ragione mi girano … Maria: Per la solita cosa? Giuseppe: E per cos’altro? Possibile che non si riesca ad avere questo benedetto 43 Radio Rosa momento di … intimità? Tutte le volte rimandi, rimandi … Maria: Oh dai Giuseppe, te l’ho detto, devi avere pazienza. Il momento arriverà … Giuseppe: Tanto non ho avuta fino ad ora di pazienza, altro che Giobbe! Dai Maria, usciamo almeno, facciamo due passi vicino al bosco, l’aria è fresca, magari poi vuoi che ti riscaldi … Maria: No, Giuseppe, nel bosco no, lo sai che io del bosco ho paura perché … Coro: “Sono Madonna non sono ancora Santa / non tentarmi non sono ancor Santa Non mi portare nel bosco di sera / ho paura nel bosco di sera Fra tre mesi saremo in marzo / il mio amore ti darò Oh Signore dammi il coraggio / di resistere a dirgli di no Tre mesi sono lunghi da passare / quando l’amore stuzzica il tuo cuore Ti prego Pino mio lasciamo stare / sennò il bimbo un nasce per Natale” Giuseppe: Tre mesi? Bastassero tre mesi! Io divento vecchio cara Maria. Di questo passo nella capannuccia mi ci mettano con la barba bianca! Maria: E cos’è la capannuccia? Una discoteca? Giuseppe: Ma un lo so cos’è. E m’è venuta così! Io sono disperato Maria, meglio che esca … Maria: Fai quattro passi che è meglio, così sbollisci la rabbia! E non passare dal “Giullare” a vedere gli spettacoli con le donnine ignude! Giuseppe: Mi ci mancherebbero anche le donnine ignude! Tanto un ce n’ho abbastanza di voglia! ATTO SECONDO (Viale con donnine allegre) Giuseppe: Anche questa! Tutte le volte che esco mi dice del “Giullare”. E mi vergognerei anche. Già mi vergogno qui con tutte questo donne davanti ai falò. E’ che cerco Maddalena, quando parlo con lei sto bene. E’ proprio una buona donna, ah eccola là … Maddalena oh Maddalena. Maddalena: Giuseppe, quant’è che non ti vedevo! Ci scommetto, problemi con Maria. Giuseppe: Maddalena, te dovresti fare l’indovina! Come te la passi? Maddalena: Maluccio Giuseppe, qui non si batte chiodo! Giuseppe: Speriamo non li battano fra trentaquattr’anni! Maddalena: Come hai detto? Giuseppe: Niente, Maddalena, una riflessione fra me e me. Insomma pochi affari. Maddalena: Pochi e punti. Passa poca gente. I più ti guardano e tirano avanti, ma insomma, Maria? Giuseppe: Maria è la solita. Aspettiamo. Ora dice tre mesi, parla di marzo, mi fa impazzire. Maddalena: Giuseppe, ti vedo proprio giù. Ma lasciala sta quella Madonna là. Pensa ad altro, pensa a divertirti. Vuoi stare un po’ con me, vuoi vedere qualcosa? Cosa ne dici della merce? Giuseppe: Boia deh! Dico che pare d’essere al “Giullare”! 44 Radio Rosa ATTO TERZO (Casa di Maria e Giuseppe – Davanti alla televisione) Giuseppe: Forza Gerusalemme! Vai, passa all’ala! Dai che si battano questi romani! Maria: Giuseppe, dovrei dirti una cosa .. Giuseppe: No, Maria. Non mi distrarre che questa partita è d’importanza vitale. Dai passa, così, tira, guarda là, fuori di un niente! Maria: Guarda, Giuseppe, che è una cosa importante … Giuseppe: Dai, Mariuccia, mancano venti minuti alla fine. Me lo dici dopo! Coro: Forza Roma Forza Lupi So finiti i tempi cupi! Giuseppe: E chi sono questi? Maria: Saranno dei tifosi romani che guardano la partita a casa del nostro vicino! Giuseppe: Chi, l’Iscariota? Quel traditore! Mi sta proprio antipatico. E’ di sicuro una spia e poi come ti vede ti bacia, ti sbava sulle gote … a proposito, come si chiama di nome? Maria: Giuda! Tutti i figli maschi primogeniti in quella famiglia si chiamano Giuda! Giuseppe: Allora se gli nascesse un figliolo chiamerebbe Giuda anche lui! Maria: Questo è poco ma sicuro. Sai anche sua moglie è incinta! Giuseppe: Allora complimenti all’Iscariota! E passa la palla! Ed anche alla sua moglie! Maria: Eh sì, anche lei è incinta! Hai capito, anche lei è incinta! Giuseppe: Dai tira! Arbitro è fallo! Come sarebbe a dire “anche” chi altro è incinta? Maria: Io sono incinta! Giuseppe: Fuorigioco! Come? Occhio al nove! Te incinta? No, autogol! E di chi? Svengo! ATTO QUARTO (Bar Spirito Santo) Giuseppe: Permesso? Si pole? Spirito Santo: Venga avanti buon uomo! Giuseppe: Scusi Signor Spirito ma sa, io dovrei chiederle una cosa. Spirito Santo: E me la chieda! Giuseppe: Vede Signor Spirito, mia moglie è incinta! Spirito Santo: Bene, auguri! E figli maschi! Giuseppe: No, vede però c’è un fatto. Lei è incinta ma io non avrei avuto con lei quello che si potrebbe definire ciò che parrebbe che lei, in quanto Spirito … insomma ha capito? Spirito Santo: No, non ho capito proprio niente! Giuseppe: Cercherò di essere più chiaro. Lei è incinta, ed io no! Spirito Santo: Lo credo bene! Giuseppe: No, intendevo dire, che io non avrei consumato! Spirito Santo: E allora se no ha consumato non paga il conto! Qui l’ingresso è libero! Giuseppe: Guardi non sarebbe per il conto! Spirito Santo: O bell’è capito! Lei non ha i soldi ma vorrebbe bere qualcosa. Non c’è problema, si segna e poi un giorno passo io da casa sua e … Giuseppe: No, lasciamo stare, meglio che non passi più perché uno basta ed avanza! Tolgo il disturbo. Mi rimetto sciarpa e cappello, toh mi s’è anche bucato… 45 Radio Rosa Spirito Santo: Bravo, si tappi bene , fuori fa freddo, non sente come fischia il vento (Fii – Fii). ATTO QUINTO (Casa di Maria e Giuseppe – E’ Nato!) Bambinello: Nghè, nghè! Maria: Bellino, bellino davvero! Tutto il su babbo! Giuseppe: Veramente, non mi sembra proprio che mi somigli! Maria: Ed infatti che ho detto! Tutto il su babbo! Bambinello: Nghè, nghè. Babbino … si fa per dire … babbino … tiè … tiè. Giuseppe: Maria, ma perché mi fa questi versi? E poi con quelle dita messe a forma di … corna! Maria: E dai Giuseppe, gli trovi tutti i difetti, guarda come è bello! Tutto … Giuseppe: … il su babbo! Oh Guarda ci sono dei signori che hanno fermato i loro cammelli proprio di fronte alla nostra casa! Bambinello: Nghè, nghè … signori i cammelli … nghè … puzzano! Maria: Guarda Giuseppe, sono dei Maghi! Giuseppe: E’ vero, sono i Tre Maghi! Bambinello: Maghi! Nghè, nghè! Fuori i regali! Mandrake: Per questo bel bambino, un dono prezioso della terra, dei fagioli! Bambinello: Oro niente, eh? Nghè, nghè … Silvan: Per questo bel bambino, un altro dono prezioso della terra, delle cipolle! Maria: Giuseppe, sono commossa, Mi viene da piangere! Giuseppe: Deh, saranno le cipolle! Tony Binarelli: Per questo bel bambino, un dono prezioso, che stavolta viene dal mare: del tonno! Maria: Fagioli, cipolle, tonno? Ma allora … Bambinello: Ma allora portiamoli da Ugo in Venezia e facciamoci fare una bella pizza! Coro: “E tu vulevi a pizza, a pizza, a pizza /ca pommarola n goppa / ca pommarola n goppa E tu vulevi a pizza, a pizza, a pizza /ca pommarola n goppa / a pizza e niente chiu!” FINE 46