LUIGIA TINCANI
Serva di Dio
Una Vita per la Verità e per l’Amore
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Vice Postulazione
Unione S. Caterina da Siena delle Missionarie della Scuola
Questo foglio vuol essere uno strumento di collegamento e di
informazione per coloro – amici, insegnanti, giovani in ricerca – che seguono con speranza il processo di canonizzazione
della Serva di Dio Luigia Tincani.
Si da notizia del cammino della Causa di Canonizzazione.
Si fa conoscere ogni volta un momento della vita della Tincani.
Si riportano brevi scritti della Serva di Dio.
Si da spazio alle testimonianze ricevute fino ad oggi sulla personalità di Madre Tincani e sulle grazie ottenute per sua intercessione.
Madre Tincani è fra noi e dimostra la sua affettuosa presenza
intercedendo a favore di ammalati, studenti, famiglie e persone in difficoltà che a lei si rivolgono. È una presenza sommessa, silenziosa ma sicura.
Si dichiara che con il presente opuscolo
non si intende in nessun modo prevenire
il giudizio dell'Autorità Ecclesiastica.
© 2007 Agenzia Editoriale VICIS
Viale delle Provincie, 37 - 00162 Roma - Italy
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Finito di stampare nel mese di Giugno 2007
negli stabilimenti del CGF - Foggia
La vita di Luigia Tincani
Novità della chiamata
Ripercorrendo per temi la vita di Luigia Tincani, ci fermiamo questa volta sull'evento più importante della sua
vita: la chiamata. Ripercorreremo la sua esperienza interiore per quel poco che ne sappiamo, restia com'era a
parlare direttamente di sé.
Che sia stata un'esperienza eccezionale lo deduciamo da
qualche allusione colta dalle compagne e soprattutto
dalla santità della sua vita, totalmente consegnata a Dio.
L'essere chiamata fu per lei sorgente di una gioia
meravigliosa:
“Vorrei che tu ti convincessi che i motivi di gioia in tutta
la mia storia sono sempre di tanto superiori ai motivi di
pena, da potersi assolutamente dimenticare che c'è qualche cosa di cui poter soffrire”. 24 agosto 1952
È una storia fatta di piccole e grandi iniziative di Dio che
le si manifesta.
Il primo ambiente che forma Gina ad accogliere la chiamata è la famiglia, dove si
prega, dove si ama la professione come
possibilità di carità verso gli altri: la mamma, Maria
Mazzucotelli, è una donna di grande fede, il babbo, prof.
Carlo Tincani, prima che Provveditore è un grande padre
e un grande maestro, che ha fatto della sua attività una
vocazione, una missione.
A Cuneo la piccola Gina scopre l'amore di Gesù nei grandi Crocifissi grondanti sangue nelle chiese della città e
delle vallate.
A Bologna ottiene la grazia della vocazione, tanto che
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Arca di San Domenico
(Bologna - Basilica di San Domenico)
chiama Bologna “la città della mia
vocazione”. Non sappiamo il momento esatto, certamente intorno
al 1908.
Conosciamo un'espressione con la
quale rivela come in quel tempo ci
sia stato un incontro con Dio che
orientò tutta la sua esistenza e la
segnò per sempre: “Quando ho capito chi è Dio, non ho potuto fare altro
che donarmi a Lui”.
La certezza di essere chiamata alla
consacrazione totale è collegata alla
Basilica di San Domenico, all'urna
del Santo presso la quale pregò a
lungo, alla Madonna del Rosario in
particolare, che chiamerà: “la
Madonna della mia vocazione”. Più
volte inviterà le Sorelle ad andare a
pregare la Madonna della sua voca4
zione. Scriveva: “Tutte le memorie
della mia giovinezza, della mia vocazione, le prime luci sulla speciale
volontà divina che avrebbe condotto
alla nascita dell'Unione nostra, tutto
è legato a quelle sacre volte e a quegli
altari. E ogni visita che il Signore mi
concede di fare là, pare che mi rinnovi nel profondo del cuore tutte quelle
grazie!” 1955
Fu la chiamata sicura e luminosa alla
sequela di Gesù, nella via di
Domenico. Come? Con chi? ancora
non lo sapeva. Sapeva solamente di
essere felice per essere oggetto di un
gesto di predilezione da parte di Dio.
A Messina terremotata, città del
dolore, Gina scoprì i suoi poveri, i
poveri di verità.
«Quando ho incontrato Gesù ho incontrato in Lui gli uomini come fratelli.
Capii che consacrarsi a Dio – come Gesù – esigeva la dedizione totale alle
anime: orazione e apostolato erano un tutto in luminosa unità di vita».
Più tardi ci svelerà: “A Messina stava nascendo l'Unione nel mio cuore”. La
chiamata non è per lei sola, ma si profila l'Unione.
Pur non rinnegando la sua intima vocazione alla contemplazione, capisce che
il suo spirito ha bisogno di abbracciare anche l'aspetto apostolico dell'ideale
domenicano: andare alle anime, immergersi nel mondo con la forza della preghiera e dell'azione.
Roma, l'Università, lo studio e le compagne, la ricerca appassionata della
verità insieme con loro, verità da donare anche alle più lontane. La vocazione si chiarisce e si delinea: Maria e Caterina sono due luci che fanno strada.
Luigia Tincani con le compagne
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Maria, la Vergine dell'Incarnazione, è il “modello quasi divino della sua vocazione”. Nel mistero dell'Annunciazione e della Visitazione la Tincani trova e
contempla la relazione più profonda tra amore e servizio, tra contemplazione
e azione, nella “dimenticanza di sé” per dare il primato assoluto a Dio.
Eccola proiettata tutta nella scuola, dove cerca l'intelligenza e il cuore dei giovani, consapevole di dover essere lei la strada per l'avvento del Signore nella
loro vita. Nasce la giaculatoria:
“Signore, fa' che io sia la strada su cui Tu cammini”.
Per “evangelizzare i poveri di verità” Dio chiede prima a lei e poi anche alle
compagne di entrare nelle scuole pubbliche, nelle università, nei laboratori scientifici, cioè nel cuore della cultura secolare, con una consacrazione
totale, ma nascosta.
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E non solo la scuola! Le sue figlie
saranno Missionarie vere, sempre,
dovunque. Capaci di qualsiasi forma
di apostolato missionario: apostolato nella scuola pubblica, ma anche
apostolato sociale fra i poveri, apostolato intellettuale nelle professioni
liberali, negli impieghi di Stato e non
di Stato! Capaci di vivere a piccoli
gruppi, due o tre, nei quartieri periferici delle grandi città, o nelle città
piccole, per fare della propria casetta un centro irradiatore di bene!
Questo è l'ideale.
Una vocazione di frontiera che penetra anche negli ambienti laici più lontani, usando come mezzo di collegamento la vita di preghiera, la vita di
studio, l'insegnamento, le professioni
liberali, vivendo in mezzo al mondo
senza essere del mondo, come il pizzico di lievito evangelico.
L'originalità della vocazione che scopre per sé e propone ad altre consiste
nella fusione armonica di due elementi: la vita religiosa vissuta in fraternità
e l'agilità massima nell'apostolato: caratteristiche essenziali della spiritualità
e della vocazione domenicana e cateriniana tradotte, in termini moderni, nel
campo della scuola e della cultura.
Distingue l'ideale genuino dalle sovrastrutture; toglie di mezzo ciò che può
essere di impaccio in una comunicazione immediata con il mondo laico della
scuola e della cultura, come potrebbe essere l'abito religioso e tutto ciò che
non si addice alla speciale vocazione di frontiera.
Coltiva in sé e nelle altre la vocazione intellettuale, quel pensare cristianamente la vita e offrire nello studio, nella ricerca, nell'insegnamento, la fede
pensata, espressa nella cultura. Scrive a una sua Missionaria: “Se coniugate
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fede, cultura e vita in una bella umanità anche simpatica sarete delle formatrici di coscienze cristiane”.
Tutti i fratelli sono oggetto del suo interesse ma, per vocazione, si rivolge prevalentemente agli studenti, ai Professori, agli uomini di cultura.
Il lavoro per la Tincani è un aspetto fondamentale della vocazione e assurge
ad atto di culto a Dio, con il quale la creatura si restituisce a Lui per la collaborazione al divino lavoro della salvezza. A questo elemento laico della vocazione affida il compito di divenire uno strumento austero di santificazione.
In una Quaresima, ha il coraggio di dire alle sue Missionarie: “Nessuna
vocazione ha così bisogno di essere accompagnata dallo spirito di penitenza
come la nostra! Senza spirito di penitenza sempre vigile, sempre in atto,
sempre amorosamente coltivato non si può vivere la vita di Missionarie della
Scuola. Senza spirito di penitenza noi siamo in estremo pericolo di perderci: non siamo più missionarie, non siamo più religiose, non siamo più nulla
di buono”.
Uno sguardo retrospettivo dopo l'esperienza di una gravissima crisi di
cuore: la Tincani vuol rassicurare le sorelle sulla fedeltà di Dio che chiama:
"Vorrei potervi dire - perché mi sembra quasi un dovere - quali sono state
le mie esperienze intime nel trovarmi più volte, e così a lungo e così prossimamente alle soglie della vita terrena. Sono esperienze troppo difficili da
esprimere; ma anche troppe e troppo intime, ma sono in complesso esperienze più di conforto e di pace che di sofferenza e di dolore.
Anche questa - ed è quella che più vivamente io risento - è una esperienza
di gioia e di amore. Di una gioia sovrabbondante, piena di pace e di riconoscenza, piena di amore senza limiti, sentendo tutto il mio essere preda e
possesso di Dio!
La chiamata della giovinezza; il “sì” di tutta la vita... e la coscienza di non aver
potuto amare che Lui solo... e con amore di sposa che annienta se stessa
nell'Anima dello Sposo divino...! E questo per il dono gratuito di una vocazione non aspettata, non chiesta...con cui la bontà del Signore ci strappa dal
mondo e ci porta amorosamente fino al termine, sostenute dalle sue braccia,
nascoste nel suo Cuore! Essere giunte al termine sicuro e poter dire: “Eccomi!
Sono stata soltanto tua, per il gratuito e privilegiato dono della tua misericordia! Eccomi per tutta l'eternità!”
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Anche il dolore - pur così profondo e pungente - dei propri peccati e delle proprie infedeltà, incapacità, non riesce ad oscurare questa gioia.
Oh! La vocazione! Sorelle mie, che immensa e ineffabile grazia è quella della
vocazione! e quale infinito dono è quello della perseveranza!
Chiedetela per voi e per me! Ringraziate per voi e per me! Non stancatevi mai
di ringraziare e di chiedere la perseveranza e l'aumento dell'amore!” 22
dicembre 1951
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Parole della Serva di Dio
Luigia Tincani
La nostra vocazione è una vocazione di amore
“Quando a Loreto, alla fine del 1938, desideravo essere delle sue Missionarie
e le chiesi: «Gina, mi vuoi?», lei subito mi rispose: «Gesù ti vuole?». Ricordo
che questa frase mi colpì perché capii lo spirito soprannaturale della Tincani:
non avrebbe accolto nell'Unione se non persone con una vera vocazione”.
Così scrive una sua Missionaria.
Gina si sentiva responsabile della vocazione che ognuna, nella sua originalità, aveva avuto da Dio e con prudente saggezza e discrezione stava vicina
a chi era chiamata, rispettando al massimo la sua libertà ma non potendo
fare a meno di trascinare con la sua fede e il suo entusiasmo. Ascoltiamola!
Vista da vicino, ogni anima ha i suoi avvenimenti, sempre nuovi perché ogni
anima ha la sua irriducibile originalità e sempre importanti perché nulla di
ciò che è spirituale è trascurabile. 1928
Evidente la sua sicurezza nell'iniziativa di Dio e di Dio solo in ogni vocazione. Rassicurava le sorelle che la vocazione vera viene solo da Dio:
Tu senti che Lui, veramente Lui ti ha voluto nell’Unione; benediciamolo e mettiamo tutta la nostra buona volontà per corrispondere alla sua grazia. 1920
La vocazione è opera sua e solo sua. 1952
È un avvenimento interiore, sacro e segreto, di cui siamo giudici noi soli, dinnanzi a Dio e agli uomini. 1955
Solo la grazia muove i cuori e dà forza alla volontà in questioni di vocazione. 1960
Ogni vocazione è per un intervento diretto di Dio. Non c'è niente al mondo
che possa suggerire una chiamata. No, la chiamata viene da Dio, solo Dio può
portar via dal mondo un'anima per farla essere tutta sua. 1975
La fede nella vocazione, iniziativa di Dio, è il punto fermo da cui nasce la
gioia perseverante, una forza irresistibile, quella gioia riconoscente per la
chiamata di Dio udita nell'anima; gioia umile per veder chiamata una creatu10
ra tanto misera ai doni più alti di Dio. 1919
Chi ha sentito nel cuore la chiamata di Dio sente immediatamente che bisogna ubbidire a qualunque costo; è di
ogni giorno l'esempio di anime che sanno rispondere alla
chiamata del Signore con generosità che giunge fino all'eroismo. 1920
La sposa é dello sposo ed egli è di lei totalmente e per
sempre. 1920
Che renderemo noi al Signore per tutto ciò che egli ci
dona? Una cosa sola possiamo dargli, ed è tutto ciò che
abbiamo: noi stesse, con una fedeltà sempre più ferma e
più intera alla nostra vocazione. 1919
insieme
L’anima che in mezzo al mondo vuol far argine al male
perché il bene, perché il seme di Dio possa germogliare e fiorire, ha bisogno di sentirsi appoggiata sopra una salda roccia, ha bisogno di non
sentirsi sola mai, di sentire continuamente
intorno a sè altre anime che con lei lavorano
all’opera difficile, e tante volte dolorosa. 1919
tentazioni
Nessuna difficoltà in noi e fuori di noi possa farci deviare dal cammino che la vocazione divina ci ha tracciato;
non le tentazioni che ci vengono dal mondo e dalle nostre
stesse famiglie; non le ripugnanze della natura contro le
difficoltà che la legge austera di vita da noi scelta ci presenta; non il pensiero stesso della nostra incapacità e
miseria che è, forse, la tentazione più pericolosa perché
rivestita da una falsa veste di umiltà. 1919
rinunzia o conquista?
Non rinunzia e sacrificio, ma conquista delle realtà
più nobili e più alte: siamo chiamate a lasciare ciò
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che è piccolo, passeggero e imperfetto, ma tutto ciò che è perfetto ed eterno
ci è promesso ed è nostro. Dilatiamo il nostro cuore verso l'alto con molta
serena letizia, tenendo sempre diritta e intera la nostra volontà verso l'unico
fine santo, verso l'uno necessario, verso l'Unico degno di amore. 1919
gli amici di Dio
Vi sono persone che Dio tratta in modo privilegiato. Le chiama ad un amore
più pieno. Il primo segno speciale che Dio dona a queste anime della sua
volontà riguardo a loro è la vocazione; e l'anima che è dilatata nell'amore
corre dietro all'appello divino a qualunque costo. E quando esse hanno risposto all'appello, Dio di giorno in giorno, di momento in momento, le guida;
esse sono ravvolte nella tutela assidua di Dio. 1919
mistiche nozze
Il mistero più divino della consacrazione religiosa sta nella discesa di Dio nell'anima, in questo divenire l'anima sposa del Figlio di Dio che non è infine se
non l'attuazione massima della vita cristiana la quale non è altro se non una
discesa di Gesù nelle nostre anime per unirle a sé, trasformarle in sé.
l'anello invisibile
Ricordate un particolare delle mistiche nozze del Signore con santa Caterina?
L'anello che egli le diede come suggello dell'unione era invisibile a tutti fuorché a
lei sola. È un simbolo della nostra vocazione, che ci impone di mantenere segreta
la nostra consacrazione a Dio. Procuriamo di essere tanto più intimamente unite
a lui, tanto più sue, quanto più la nostra intima consacrazione è nascosta. 1920
come Gesù
La nostra vocazione ci chiede di entrare e di vivere nel mondo come vi è
entrato e vi è vissuto Gesù, l'adoratore del Padre, il redentore delle anime:
“Ecco, io vengo a fare la tua volontà!” 1936
missionarie
Noi siamo chiamate a uscire dalle nostre case, senza attendere che le anime
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vengano a cercarci, dobbiamo andare noi a cercarle, a incontrare quelli a cui
Gesù vuole rivelare il suo volto, rivolgere la sua parola. 1945
Noi dobbiamo imparare a sentirci in patria dappertutto, vivendo intimamente unite a Dio nel nostro cuore: tutto è campo di Dio, patria dell'anima consacrata è tutta la terra. 1921 - 1963
motivi viventi di credibilità
“Io mi consolo tutta quando penso che anche intorno alla mia Laura possa raccogliersi la stima e la deferenza generale, che la mia Laura possa divenire per
“Sposalizio mistico di
S. Caterina” (particolare)
di F. Vanni e P. de Jode
(Vita, Siena 1597)
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tanti un motivo vivente di credibilità. Che bella cosa questa! Ci hai mai pensato? Eppure è proprio la nostra missione, specialmente quando siamo nelle condizioni tue
(Laura alloggiava in un alberghetto vicino alla stazione
dei tram. I coinquilini erano tutti stranieri; quando la
mattina presto li incontrava sulle scale - loro andavano
alla stazione, Laura in chiesa per la S. Messa, lasciando
d'inverno a volte per prima l'impronta sulla neve ancora
intatta – leggeva in loro meraviglia forse, ma rispetto.
Era certo viva in paese la curiosità di sapere qualche
cosa di questa giovane insegnante che ogni mattina
ascoltava la Messa e faceva la Comunione, attraversando la fitta nebbia per recarsi alla chiesa). 1922
vocazione intellettuale
Cerchiamo di corrispondere a questa vocazione intellettuale studiando con
ordine, con costanza, con amore soprattutto, perché il nostro non è studio
fatto col vano intento di comparire dinanzi agli uomini, ma fatto col più nobile intento di avvicinarci a Dio, perché questa è la via che ci deve condurre a
Lui, e per la quale a Lui dobbiamo condurre le anime. 1922
vocazione all'insegnamento
Il campo della scuola dove noi lavoriamo è nobilissimo fra tutti, ma è immenso; così immenso che ognuna di noi si sente come un granello di sabbia, sperduto in una spiaggia battuta dalle onde in tempesta. Ci pare che il piccolo
seme da noi gettato vada a sperdersi nella vastità del campo in cui seminiamo. Chi lo farà germogliare? Dio solo può rendere fecondo il nostro operare.
Te stessa tu puoi offrire come prezzo di ciò che vuoi ottenere da Dio. 1964
vocazione a ogni altra professione
Finalmente la figlia “medico” accosta i suoi malati e parla con loro nella loro
lingua che ora ha imparato. Sii una Dottoressa disinvolta e vivace, da cui si
irradi un senso di gioia interiore a stento contenuta. È una cosa che fa del
bene agli altri, desta il desiderio di sapere il segreto di questa gioia, così strana in un mondo come il nostro di oggi, e, quando se ne intuisce la fonte, gli
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altri ne traggono sempre una spinta di desiderio verso questo amore di Dio,
verso questa Fede che rende felici. 1955
vocazione al dono silenzioso di sé
Chi è chiamata a collaborare con la preghiera incessante e l’offerta della propria attività pratica alla diffusione della Verità, ami il silenzio e il raccoglimento, in cui l’anima può più facilmente praticare l'esercizio della presenza
di Dio, faccia tutto con gioia, pensando di imitare Maria Santissima nell’umile casetta di Nazareth. 1943
vocazione all'adorazione
Anime adoratrici e anime sacerdotali: si racchiude in questo cerchio la nostra
vocazione; il resto è tutto accidentale. Che Dio ci chieda di dedicarci piuttosto alla cultura che al resto, questo è accessorio. Tutto sarà quel che deve
essere, solo se saranno tenuti fermi questi punti fondamentali: imitare Gesù
nella Sua adorazione, nel Suo sacerdozio, nella Sua obbedienza. Il segreto sta
qui: saper cogliere ed attuare l'essenza della nostra vocazione, questi valori su
cui tutto il resto poggia e di cui si alimenta". 1934
sii il piccolo aquilotto …
Bisogna imparare il distacco da tutto, quella indifferenza spirituale che anche in
mezzo a tanta gente, a tante cose e a tanto lavoro ci faccia essere sempre sole con
Dio solo, bisogna che in questo intimo commercio col Signore impariamo a ripeterci io nulla, Dio tutto. Che pace, che serenità perfetta allora nell'anima fissa
immobilmente in Dio, come aquila nel sole. Ricordi quelle parole di S. Caterina
che leggemmo insieme a Firenze? Sii il piccolo aquilotto che impara dall'aquila
vera. Che bella immagine dell'anima contemplativa, dell'anima domenicana! 1921
chiamate ad adorare
"Questa nostra vocazione dobbiamo intenderla non solo come vocazione a un
tipo speciale di vita esterna, ma soprattutto a una forma di vita interiore e
intima tutta speciale, e cioè come vocazione alla vita di anime adoratrici.
Anche noi potremo, se saremo in Gesù, attuare questo compito che Dio stesso ha fissato al nostro essere: l'adorazione". 1934
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vocazione sacerdotale
"Dio ci ha chiamato a servirlo anche partecipando al suo ministero sacerdotale. Ma questo lavoro sacerdotale deve essere anzitutto un ministero interiore. Se vogliamo fare dell'anima nostra un altare, se vogliamo essere sacerdoti e portare a Dio i fratelli, dobbiamo prima morire e dobbiamo avvicinarci a
loro, compatirli, far per loro i sacrifici necessari". 1934
olocausto d'amore
La vocazione è una voce che chiama ad abbandonare tutto con generosità e coraggio, per fare la volontà di Dio. La vocazione
importa un rinnegamento del proprio io. Bisogna gettarselo sotto i piedi, dice Giovanni XXIII.
Il darsi all'insegnamento e il fare per esso qualsiasi
fatica e qualsiasi sacrificio è cosa facile; mentre il
rispondere alla vocazione non è cosa facile, perché è fare
di se stessi un olocausto di amore, per dare a Dio tutta
la gloria che il nostro essere può dargli! 1960
Testimonianze
La rubrica raccoglie brani di lettere di chi ha conosciuto personalmente
Madre Tincani e di chi è ricorso a lei con la preghiera. Gli scritti attestano
la stima della comunità ecclesiale per la Serva di Dio e la fiducia nella sua
efficace intercessione ampiamente sperimentata.
Riportando le grazie non si intende prevenire il giudizio della Chiesa.
“La Madre Tincani rientrava, per un aspetto particolarissimo del suo carisma
di fondatrice, in quel filone genealogico che nasce da San Domenico. Ricordo
la sua gioia costante: era sempre lieta. Vi confesso che personalmente Madre
Tincani mi è sempre stata simpatica, non soltanto per il suo grande amore a
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Domenico, non soltanto per la sua immensa passione cateriniana, ma proprio
per questa sua fisionomia umana e religiosa di letizia, per cui con Madre
Tincani si poteva anche ridere, sorridere, scherzare”.
P. Innocenzo Venchi o.p. 1976
Il Cardinale Vicario Ugo Poletti, da sempre amico, ammiratore, sostegno
di Madre Tincani, parlando di lei metteva in evidenza la particolarità della
sua missione nella Chiesa e nel mondo: innanzitutto l'impegno a vivere
intensamente, pienamente, senza limitazione, senza discussione la dimensione spirituale della vita che assicura a ciascuna creatura la libertà e la
dignità di figli di Dio, e la responsabilità di collaborare all'opera salvifica e
liberatrice di Cristo. In secondo luogo Madre Tincani aveva vissuto con
amore e con sacrificio, con gioia e con responsabilità la vita del suo tempo,
non si era estraniata dal mondo. Aveva capito che doveva portare la sua ricchezza interiore al mondo, in forma di pace, di ammonimento, di stimolo.
E a tutti si era rivolta con questa intensità di partecipazione: ai dolori della
sua città, alle sofferenze dei poveri, allo smarrimento dei governanti, alla
negligenza, alla trascuratezza di persone responsabili. Come Caterina da
Siena aveva partecipato alla vita del suo tempo non in forma di contestazione, ma sempre con grande amore, mostrandosi sempre amica di chi la combatteva, portatrice di fiducia e di serenità. In terzo luogo Madre Tincani
aveva lavorato e sofferto per la Chiesa, con un amore sereno, umile, fiducioso, mai rimproverando le colpe o i difetti degli uomini di Chiesa, correggendo i difetti delle persone, con grande rispetto per la Chiesa, che, nella
contestazione continua e costante che le veniva dall'esterno, aveva bisogno
di essere amata.
1976
Monsignor Guglielmo Motolese, Arcivescovo di Taranto, con Madre Tincani
aveva avuto molti incontri, si erano consigliati su affari e decisioni da prendere, avevano aspettato insieme il Concilio, preparandolo, e insieme lo stavano attuando. Scrive di lei: “Il segreto della vita di Madre Tincani stava nella
profondità della sua vita interiore, in quella “storia di grandi intuizioni” profonde tra lei e Gesù: intuizioni dell’intelligenza, del cuore, soprattutto di fede.
Nell'incontro misterioso con Cristo ella aveva intuito la sua vocazione, quello
che Gesù voleva da lei: qui è la santità, intuire quello che vuole Gesù da noi.
Alle sue spalle aveva tre grandi realtà che erano la sua forza: la Chiesa, lo
Spirito, la Comunità, una comunità di carità e di preghiera”.
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“Luigia Tincani, messa da Dio sulla strada di una vocazione straordinaria nel
campo dell'azione culturale e sociale, nelle varie attività, iniziative, fondazioni appariva mossa da una preoccupazione costante, quella di risvegliare energie, e prima ancora coscienze, nella Chiesa, di far conoscere certi problemi, di
provocare riflessioni e decisioni per risolverli. Mai nulla di meschino o di
banale sul suo labbro, neanche quando la sua vivace intelligenza, dotata di
capacità intuitiva e di spirito di osservazione non comuni, non poteva non
annotare certi aspetti critici delle situazioni. Su tutto primeggiava l'amore.
Altra nota inconfondibile: il coraggio, segno di un'anima forte e ricca di fede.
Anche questo dono di natura e di grazia venne largamente impiegato dalla
Tincani a servizio della Chiesa e del Papa, come provano le sue iniziative e le
sue opere. E infine la capacità di cogliere l'essenziale nelle questioni, di vedere ciò che veramente era importante e da farsi, anche in rapporto alle condizioni dei tempi”.
P. Raimondo Spiazzi o.p.
Roma, LUMSA 2005. Voglio ringraziare per avermi coinvolto nello studio
della nostra Madre Tincani. Mi permetto di chiamarla anche “mia Madre”
perché ne sento forte l'insegnamento e la guida. Sto leggendo i testi che mi ha
dato. Le segnalo una frase: “Bisogna sopportare tutto con disinvoltura, con
serenità, con pace, con gioia” (1919). Mi affascina la serenità della Madre, è
una serenità che ha sempre caratterizzato anche la mia vita, ma che è difficilissimo mantenere viva!
Donatella
Per dirle grazie!
Palermo 1991. Per caso ho avuto modo di ricevere in dono l'immagine della
Madre Tincani, con la storia della sua vita e la preghiera. Forse con un certo
scetticismo mi sono rivolta a lei per ottenere un qualcosa che rivestiva per
me importanza vitale; ma in breve tempo questo “qualcosa” è divenuto
positiva certezza, risolvendosi in modo semplice e radicale quanto fino a
quel momento era stato impossibile: un posto di lavoro per mio figlio.
Grazia, miracolo, caso? Non ha importanza: per me è una fortunata realtà
ed un felice incontro. La mia riconoscenza per la mediazione di Madre
Tincani è grande e tale rimarrà sempre. Ella è divenuta per me un'affettuosa amica alla quale chiedere di percorrere insieme le vie non sempre facili
di ogni nuovo giorno.
Una vecchia amica di Madre Tincani
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Milano 2003. Pregando la Madre Luigia Tincani, prima di una prova d'esame per me molto importante, ho provato un dolcissimo sollievo e una profonda pace nel cuore. Grazie alla sua intercessione ho trovato la forza per superarlo in maniera brillante.
Una universitaria
Bangalore, India, 2004. I miei ringraziamenti di cuore alla Madre Luigia
Tincani per le grazie miracolose che ho ricevuto per la Sua intercessione.
Sto studiando nel College per le donne a Jayanagar. Io ero molto preoccupata a causa della salute della mamma che soffre di cuore. Avevo problemi con
la mia sorella che da tanto tempo non parlava con me dopo un litigio. Non
potevo concentrarmi nello studio per gli esami che sono vicini. Una
Missionaria della Scuola, dopo avermi ascoltato pazientemente, mi ha consigliato di pregare la loro Fondatrice, Madre Luigia Tincani. Ho pregato con
fede chiedendo il Suo aiuto per superare la mia angoscia. Ora voglio esprimere la mia gratitudine per le grazie che ho ricevuto in cosi poco tempo. La
Madre ha ottenuto per me. La salute della mamma è migliorata e lei verrà
presto a casa per stare con me durante i miei esami. Mia sorella, che era cosi
dura di cuore, ha chiesto perdono per avermi ferito. Questo è davvero un
grande miracolo. Io ora posso concentrarmi nello studio. Ringrazio, Madre
Luigia Tincani, per le grazie ricevute. Rimarrò sempre devota di lei.
Rena Surekha
Torino 2005. Gli era stato diagnosticato un sarcoma al polmone sinistro.
Ho pregato con le Missionarie della
Scuola per lui che è stato operato: gli
si doveva asportare il polmone.
Invece nell'intervento il tumore è
risultato perfettamente incapsulato
per cui l'asportazione è risultata del
25%, non ha dovuto sottoporsi a chemioterapia né a radioterapia, come
avevano preveduto i medici. I controlli previsti hanno sempre dato
esito negativo per cui dopo un anno
sono stati dilazionati. Per mettersi
alla prova nel 2003 ha fatto un'a19
scensione di sci alpinismo senza fare uso della funivia: da Cervinia raggiunse
una cima di circa 4000 metri senza difficoltà né inconvenienti. Si è presentato al medico per raccontare la verifica fatta ed è stato invitato a considerarsi
guarito. Continua a stare bene e a praticare estate e inverno l'alpinismo.
Sorella fiduciosa
Piemonte 2005. Professoressa molto dotata, per superare una certa sordità
ha studiato a memoria opere letterarie italiane greche latine. Vorrebbe uscire dalla scuola per affermarsi nella recitazione. Si sente frustrata per non
essere invitata a recitare in pubblico e in televisione. Le piace in particolare
Dante e ha chiesto aiuto a me. Io mi sono rivolta sull'istante alla Madre di
fronte all'impossibilità di aiutarla. Dopo 15 giorni, senza che io dicessi nulla,
è stata chiamata di sorpresa al CIF per recitazioni improvvisate a richiesta. La
gente ha applaudito e questi momenti si stanno ripetendo con un pubblico
molto numeroso, stupito ed entusiasta.
Una Missionaria
Perugia, maggio 2006. Telefona da Perugia il Padre domenicano che ha
organizzato e tenuto la giornata commemorativa di Madre Tincani il 27 maggio 2006. Stupito e riconoscente dice di aver avuto un miracolo da Madre
Tincani. La sera del sabato 27 è rimasto a dormire a Roma, alla Minerva, e
quella stessa notte nel convento di Perugia, dove vive, nella sua camera sono
crollate tre travi pesanti che hanno distrutto, sbriciolato letto, mobili, tutto.
Si è salvato perché era a Roma. Ha affermato: “Lo considero un miracolo
della Madre, perché, se non avessi accettato di parlare di lei, in quella circostanza sarei stato a Perugia, in quella camera, in quel letto”.
Un Frate riconoscente
Roma, novembre 2006. Nelle mie preghiere mi sono affidata con grande
affetto e devozione all'intercessione della Madre Tincani per superare uno
degli esami più difficili della mia facoltà (giurisprudenza): grazie a Lei ho
ritrovato la tranquillità e la determinazione che mi mancavano da tempo e
che mi hanno permesso di superare brillantemente l'esame.
Una universitaria
Periferia di Roma, autunno 2006. Molto ammalata, affetta da trent'anni
da sclerosi multipla e perciò in carrozzella, operata al seno, è stata aiutata
sempre dal marito che la accudiva e la portava dove c'era bisogno. Ora lui
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è ammalato di cancro, ci ha chiesto aiuto per trovare un medico che si prenda cura di lui perché il professore famoso a cui si era rivolto continua a
rimandare la visita e il male va avanti. Ha trovato un medico veramente
capace e cristiano, in un ospedale vicino a casa loro. I due anziani sposi,
senza figli, si sono affidati con la massima fiducia a Madre Tincani e stanno vivendo la loro situazione di malattia con serenità e pace. La Signora ha
telefonato oggi che, mentre lui sta dal medico, lei sta in compagnia della
Madre, come le capita spesso, e con lei prega. Madre Tincani è diventata
una sua vera grande amica.
Una Missionaria
Marche, 24 febbraio 2007. Dopo un concorso dirigenziale in condizioni di
salute molto precarie in cui ha avuto il massimo dei voti, così scrive:
“Ringraziamo insieme Madre Tincani. L'ho sentita particolarmente vicina, è
stato come se proprio Lei, di sua iniziativa, mi venisse incontro e mi rassicurasse. Ho tenuto sempre sulla mia scrivania il bel ritratto della Bellotti che
una mattina mi sono ritrovata inspiegabilmente sui testi da studiare. Adesso
ne farò un quadretto.
Così, l'altro giorno, mentre pregavo Gesù misericordioso, ho trovato sul
mobiletto sottostante, la rivistina N° 3 “Luigia Tincani:una vita per la verità
e l'amore”. Arrivata quando? Perché mi era sfuggita fino ad allora? Perché si
è fatta trovare proprio lì,un posto non abituale, mentre pregavo?
Un altro segno! La Madre era accanto alla sua piccola “figlia” impegnata in
una impresa troppo grande per le sue deboli forze! La Madre condivideva
l'impegno, era la strada giusta. La scuola ha bisogno di essere amata ed io con
Lei ho imparato ad amarla. La scuola ha bisogno dell'impegno cristiano e finché sarò a scuola, Gesù e la Madre saranno con me a scuola. La Madre continua il suo amore e la sua formazione...”.
Ex alunna
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I giorni della memoria
Il giorno 9 giugno, alle ore 16,30, nella Sala del Senato in Piazza della
Minerva, 42, sarà commemorato il XXXI anniversario della morte della Serva
di Dio Luigia Tincani.
Il Magnifico Rettore della LUMSA, Professor Giuseppe Dalla Torre, parlerà su:
Giustizia - la maestà del bene
Una riflessione sul pensiero e sulla vita di Luigia Tincani
Seguirà alle 18 nella Basilica di S. Maria sopra Minerva la Celebrazione eucaristica presieduta dal Cardinale Georges Cottier.
Basilica di S. Maria
sopra Minerva
Tomba di Luigia Tincani
ai piedi dell’Altare di
San Giacinto di Cracovia
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“Il diritto più forte che hanno gli altri,
anche quando non ne sono consapevoli,
è quello di conoscere Dio e il suo amore,
conoscere la verità della vita, conoscere
la bellezza e la grandezza del proprio
essere nel tempo e per l’eternità.
Rispondere a questo diritto è la suprema
carità di ogni cristiano. Ne ritroviamo il
mandato nelle parole di Gesù: «Andate ed
annunziate ciò che udite e vedete: i ciechi
vedono, gli zoppi camminano, i lebbrosi
sono mondati, i sordi odono, i morti risorgono e ai poveri viene annunziata la buona
novella» Mt 11,4-5. Prova, questa, che tutte
le povertà richiedono la nostra attenzione
di carità e di giustizia, ma che la più urgente da sanare, la più esigente è la mancanza
del bene spirituale, di quel bene che risponde alla nostra somiglianza con Dio. I poveri più poveri sono quelli privi di amore e di
verità. Nell'ordine della carità e della giustizia è, dunque, il primo interesse, la prima
offerta, la prima missione che ci avvicina ai
fratelli, non solo perché è la povertà più
grande, ma perché matrice di tutte le altre
povertà spirituali e materiali” (1947).
Luigia Tincani, 1934
Preghiera
Con approvazione ecclesiastica
O Spirito Paraclito,
fonte di ogni verità e di ogni bene,
che hai ricolmato della tua sapienza e del tuo amore
la tua Serva Luigia Tincani,
concedimi per sua intercessione
di essere docile a te
nella ricerca della verità
e di saperla comunicare
con coraggio, limpidezza e santità di vita,
per arrivare con tutti i miei fratelli
alla verità dell'amore.
E se è conforme alla tua volontà,
ti prego di glorificare la tua Serva fedele,
concedendomi ciò che ti chiedo con illimitata fiducia.
Amen.
Per chi desidera saperne di più sulla storia di Luigia Tincani si segnalano le seguenti pubblicazioni disponibili presso la Vicepostulazione delle Missionarie della Scuola, Via Appia
Antica, 226, 00178 Roma:
- La Madre Luigia Tincani: Note per una biografia, Roma, Edizioni
Cateriniane, 1977.
- D. Mondrone s.j., Madre Luigia Tincani, La scuola: un'idea che
diventa famiglia, in I Santi ci sono ancora, Terzo Volume, Roma,
Ed. Pro Sanctitate, 1978.
- Benedetta Papasogli, Luigia Tincani. L’oggi di Dio sulle strade dell’uomo,
Roma, Città Nuova, 1985.
- A. Montonati, Luigia Tincani, Missionaria della Scuola, Torino, Editrice
ELLE DI CI, Collana Pionieri, Leumann, 1994.
- A. Montonati, Luigia Tincani. Vivere per educare, Milano, Ancora, 2001.
- G. Anodal, Luigia Tincani. Tutto è luce, tutto è amore, Torino, Editrice ELLE
DI CI, Collana Pionieri, Leumann, 2005.
- V. Baldelli, G. Cavallini, G. Dalla Torre, C. Dau Novelli, G.P. Di Nicola, E. Ducci, A.
Gaudio, N. Iorio, E. Malaspina, D. Mongillo, G. Rocca, I. Venchi, Luigia
Tincani. La scuola come vocazione, Introduzione di N. Raponi. Conclusione di
G. De Rosa, Roma, Studium, 1998.
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Chiunque ricevesse grazie per l'intercessione della Serva di Dio LUIGIA
TINCANI, Fondatrice delle Missionarie della Scuola, è vivamente pregato di
darne comunicazione alla:
CURIA GENERALIZIA delle Missionarie della Scuola
Via Appia Antica, 226
00178 Roma
Tel. 06784411
Fax 0678441124
e-mail: [email protected]
Segnalo i seguenti indirizzi di persone che come me desiderano essere informate sul corso del Processo della Serva di Dio LUIGIA TINCANI.
Firma, indirizzo proprio e indirizzo delle persone segnalate:
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CURIA GENERALIZIA delle Missionarie della Scuola
Via Appia Antica, 226 - 00178 Roma
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opuscolo n4 Luigia Tincani