Consolata Ikonda Hospital
Anno 2011
Carissimi Amici e Benefattori,
Scrivo a tutti voi che in tanti modi siete partecipi del nostro Consolata Hospital di Ikonda. La missione cristiana ci
ricorda e ci accomuna in un impegno di Vita e di Annuncio sull’esempio di Gesù che passava guarendo e annunciando la Buona Novella e ci ha consegnato il grande comandamento: “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Per
arrivare a Dio si deve percorrere questa strada. Se poi questo cammino viene condiviso con altri, il viaggio diventa
più leggero, più bello e meno faticoso; esso diventa anzi un motivo di gioia: la gioia di darsi agli altri.
Con questi sentimenti desideriamo prima di tutto ringraziarvi per la generosità, l’attenzione e l’appoggio che non ci
fate mai mancare. Al tempo stesso, desideriamo rendervi partecipi e aggiornarvi sull’andamento del nostro ospedale e delle sue attività. Nonostante i molteplici problemi e l’aumento del lavoro siamo riusciti, pur con fatica, a portare avanti e a tener fede a tutti i programmi pianificati all’inizio di quest’anno.
Le difficoltà sono all’ordine del giorno, tuttavia esse non devono essere motivo di scoramento bensì di un maggior
impegno. E’ quello che penso, che dico a me stesso e a tutti coloro che lavorano con noi.
Quest’opera non è nostra ma della Madonna Consolata e, come diceva il nostro Fondatore, Beato Giuseppe Allamano, sarà Lei a darci una mano. Con questi sentimenti ci affidiamo a Maria e, permettetemi di aggiungere, anche a
voi. Anni fa vi scrissi: “Ricordatevi di Ikonda”. Mi permetto di ripetere questo appello, certo della vostra comprensione.
A tutti “ASANTE SANA” (grazie molte),
invocando su di voi la benedizione della Madonna Consolata.
Un anno particolare
Sicuramente il 2011 è stato un anno di ulteriore crescita in tutti i settori.
La migliorata viabilità delle strade di accesso all’ospedale, le piogge
scarse e la presenza di alcuni medici specialisti venuti dall’Italia hanno
contribuito sicuramente a far aumentare l’afflusso dei pazienti facendoci raggiungere cifre mai registrate prima. Quest’anno il consumo dei
farmaci è praticamente raddoppiato e abbiamo dovuto assumere ulteriore personale.
Il Day Hospital è sempre pieno di gente, e così pure l’ospedale, con una
presenza media giornaliera di 280/320 pazienti ricoverati. Le strutture
ospedaliere (laboratori, sale operatorie, raggi X, ecc…), che fino a due
anni fa sembravano grandi e capienti, stanno diventando insufficienti.
Si ha spesso l’impressione di essere in uno stato di emergenza.
Gli ammalati giungono da ogni parte alla ricerca di cure e di una assistenza il più possibile qualificata.
Il problema, tuttavia, è da ricercarsi altrove: nella decadenza delle strutture medico sanitarie governative. Di conseguenza diventa un fatto normale trovare pazienti che giungono a Ikonda dopo viaggi di 200-600 km.
Il 60-70% dei nostri pazienti viene da province e regioni lontane da Ikonda.
Stiamo facendo tutto il possibile ma non so fino a quando potremo sostenere questo ritmo.
Il Ministero della salute ha destinato alla sanità solo il 9,6% del bilancio
annuale, col risultato che tante promesse fatte a favore del nostro ospedale non sono state mantenute. Le previsioni poi non lasciano sperare
nulla di buono. Se gli ospedali delle province e delle regioni limitrofe non
miglioreranno, la situazione è destinata a peggiorare, obbligando il nostro
ospedale ad accogliere un numero sempre maggiore di pazienti.
Ciò comporta anche la necessità di un numero sempre crescente di personale medico infermieristico. La ricerca di medici tanzaniani qualificati
e specializzati sul posto non ha dato sinora alcun frutto. Fortunatamente,
tra lu-glio e agosto sono ritornate 11 infermiere che avevamo inviato nelle
scuole.
Le attività su cui ci siamo
maggiormente concentrati
CLINICHE MOBILI, FPA (Programma Assistenza Alimentare), CURE
GRATUITE per tutti i pazienti registrati presso la clinica HIV AIDS
(oltre 4.400), HBC (cura a domicilio dei malati terminali), casi
sociali (in continuo aumento), cure gratuite per tutti i bambini, assistenza praticamente gratuita per tutte le mamme in gravidanza che
vengono a partorire qui all’ospedale (quest’anno i parti sono stati
circa 1.500).
Sicuramente i 6 anni di lavoro delle cliniche mobili hanno dato risultati soddisfacenti e il numero dei bambini denutriti e malnutriti nella
nostra zona è diminuito. I casi di morte di bambini per denutrizione
e malnutrizione si verificano in altre province o regioni.
Il 2011 in cifre
- Ricoveri:
11.050
- RaggiX:
4.933
- Parti:
- Ecografie:
1.505
2.410
- Interventi chirurgici:
- Piccoli interventi chirurgici: 858
1.385
- Elettrocardiogramma: 1.426
- Ecocardiogramma:
305
- Esami di laboratorio: 79.896
- Visite ambulatoriali Day Hospital:
50.191
- Vaccinazione bambini sotto i 5 anni:
5.004
- Bambini assistiti dal programma latte:
624
- Bambini denutriti e assistiti con farina speciale nutritiva:
454
- Visite mamme e bambini con le cliniche mobili:
46.063
- Visite ambulatoriali clinica HIV/AIDS:
20.127
- Bambini denutriti ricoverati e curati con latte formula 75 e 100:
73
- Nuclei famigliari seguiti con il programma assistenza alimentare: 305
- Fisioterapia: effettuate 3.591 sedute per 357 pazienti
Opere realizzate nel 2011
u Sono
stati asfaltati i tratti di strada di accesso all’ospedale (prima foto a
lato) per un totale di 3.600 mq. Questo ha portato un miglioramento
della pulizia dell’ospedale, soprattutto meno fango durante la stagione
delle piogge.
u Ristrutturazione del vecchio salone parrocchiale e costruzione di quattro case, delle quali tre sono riservate alle suore Benedettine (seconda
foto a lato).
u Ristrutturazione della vecchia casa delle suore della Consolata.
u Costruzione della nuova casa “Nuru” (foto in alto), che ospiterà le
mamme in attesa di partorire, dotata di 45-55 posti letto, e che si spera di
terminare entro il Natale o gennaio 2012.
u Potenziamento (raddoppio) dell’impianto di produzione dell’ossigeno.
u Allestimento di due nuove sale Raggi X, delle quali una dotata di apparecchio telecomandato. (terza foto a lato)
u Installazione della nuova e più potente sterilizzatrice nelle sale operatorie.
Opere previste per il 2012 e oltre
u Costruzione di una dependance con 4-5 nuove camere per la casa delle
suore Teresine, il cui numero è aumentato.
acquedotto di circa 4 Km, con tubi da 2 pollici, in potenziamento
a quello esistente, poiché i consumi sono praticamente raddoppiati
negli ultimi tre anni. Si calcola che ogni giorno vivono nel complesso
dell’ospedale 1.500 persone (ricoverati, parenti, pazienti Day Hospital,
personale infermieristico e di supporto e loro famiglie, asilo, ospiti, visitatori ecc...)
u Potenziamento del sistema di depurazione e smaltimento delle acque
bianche e delle acque nere. Il sistema attuale (seconda foto a lato) fu
costruito nel 2004, quando i pazienti erano all’incirca la metà di quelli
attuali.
u Acquisto di un nuovo trattore con pala meccanica in sostituzione del
vecchio Ford (terzaa foto a lato) che ormai funziona grazie alla bravura
del nostro meccanico Richard. Questo mezzo è indispensabile per
l’abbattimento, il carico e il rasporto della legna che serve per il funzionamento della centrale termica che scalda tutta l’acqua per le lavanu Nuovo
derie e per le docce e altri servizi dell’ospedale (il consumo giornaliero
è di circa 7/8 mc).
u La legna (eucaliptus, pini, mimosa) viene fornita dalla foresta adiacente
all’ospedale, ma il grande lavoro è il taglio di questi alberi che raggiungono 30-40 metri di altezza, la sezionatura dei tronchi, il trasporto e la
spaccatura in pezzi da 90 cm.
u Costruzione di una nuova sala operatoria per ortopedia, caldamente
richiesta dai volontari ortopedici che vengono a operare presso il nostro
ospedale.
u Cucina e casa padri (quarta e quinta foto a lato): queste due costruzioni
sono in programma da tanto tempo. La condizione di questi due stabili è
veramente pessima poiché essi sono tra le costruzioni più vecchie
dell’ospedale.
u Allacciamento alla linea elettrica nazionale dell’ospedale e di tutte le
case dei dipendenti. Sarà una spesa non indifferente: cavi, contatori,
commutatori ecc.
Ma tutti questi lavori dipenderanno dalla disponibilità economica, dal
tempo disponibile, dalla possibilità di avere un altro padre o fratello, dalla
salute (diventiamo vecchi... ).
Come aiutarci
Adotta un letto per un ammalato
s Per un giorno 1,00 €
s Per un mese 30,00 €
s Per una settimana 7,00 €
s Per un anno 365,00 €
Adotta un infermiere o un medico dell’Ospedale
s Per infermiere generico
s Per infermiere clinical officer
s Per assistente senior
100,00 € mensili
200,00 € mensili
250,00 € mensili
s Per assistente medico
s Per tecnico laboratorio
s Per assistente laboratorio
200,00 € mensili
200,00 € mensili
120,00 € mensili
Puoi sostenere
s Un parto
s Parto cesareo
s Radiografia
s Ciclo cure per malaria
10,00 €
50,00 €
5,00 €
10,00 €
s Ciclo cure broncopolmonite
s Ciclo cure per bambini denutriti
s Cura AIDS con antiretrovirali
s Assistenza alimentare per famiglia di 5 persone
30,00 € mensili
80,00 € mensili
35,00 € mensili
30,00 € mensili
Per collaborare a questi progetti
puoi versare il tuo contributo tramite:
s Bonifico bancario Credito Valtellinese - Fil. di Osnago (Lc) - IBAN: IT 66 H05216 51650 0000000 30095
s Conto corrente postale n. 36286490 intestato a “Amici Ikonda Hospital Tanzania”
Uno sguardo al futuro
La chirurgia ha raggiunto un livello soddisfacente e, grazie ai medici
volontari, anche l’ortopedia è ben avviata.
Lo scenario previsto per il 2012, ancora in fase di valutazione presso
il comitato direttivo dell’ospedale, prevede di privilegiare e di
migliorare l’assistenza e le cure agli ammalati, con particolare
attenzione alle aree più critiche e deboli: medicina interna e cardiologia.
Un motivo di grande preoccupazione attualmente è il consumo dei
farmaci in costante aumento e il loro approvvigionamento. La
dott.sa Manuela deve recarsi a Dar es Salaam alla ricerca di farmaci,
reagenti, guanti sterili anche fino a due volte al mese e, purtroppo,
non sempre trova tutto ciò di cui l’ospedale ha bisogno.
Per far funzionare un ospedale
Quando si pensa a un ospedale, subito la nostra mente immagina e
pensa ai reparti, alle sale operatorie, ai laboratori, alla diagnostica
ecc... Non ci si immagina invece che per far funzionare tutte queste
strutture ce ne vogliono altre, magari meno nobili, ma senza le quali
l’ospedale non potrebbe funzionare.
Ve ne nomino alcune: lavanderie, turbina e gruppi elettrogeni, caldaia, acquedotto, impianti di depurazione delle acque nere e bianche, garage, officina meccanica ecc.
C’è un’altra considerazione da fare: mentre in Italia o nei paesi sviluppati basta una telefonata e il tecnico arriva a sistemare eventuali
guasti, qui bisogna provvedere a tutto o quasi... Così capita molto
spesso di uscire dall’ufficio, correre a indossare la tuta e a manovrare strumenti vari per riparare e rabberciare guasti e imprevisti.
Una vita spezzata
Quasi tutte le sere, dopo la cena, faccio una visita in ospedale. Sono le 20,15
del 15 giugno 2011. Come consuetudine arriva l’ultimo pullman da Njombe.
Scendono alcune persone che accompagnano degli ammalati e tra queste,
due donne con due bambini. Le loro condizioni appaiono gravi. Vista la loro
gravità mi permetto di chiamare il pediatra, dr. Giovanni Cecchini, che da
pochi giorni è venuto a prestare la sua opera qui a Ikonda.
Il primo bambino ha una polmonite con febbre alta e disidratazione. Viene
ricoverato e messo in cura in pochi minuti. Il secondo è un maschietto di 7
anni. Sembra affetto da malaria, ma ha reazioni strane: è inquieto, tira calci,
sputa da tutte le parti, picchia la mamma e ha un respiro ansimante. La
mamma ci racconta che da un paio di mesi il bambino non sta bene. Lo
hanno curato in un dispensario e in due ospedali, ma da due giorni la sua condizione è peggiorata.
Test rapido della malaria, ecografia, radiografia ai polmoni. Tutto negativo. Il
dr. Cecchini visita nuovamente il bambino in ogni particolare. Ha una cicatrice sulla gamba destra. Chiediamo alla mamma cosa è successo. Ci racconta che lo scorso aprile è stato morsicato da un cane. In un lampo è chiaro
a tutti che questa è rabbia. Infatti il bambino ha sempre rifiutato ogni bevanda
e appena gli viene messa la maschera dell’ossigeno, al gorgoglìo dell’acqua il
bambino sobbalza sul letto. Lo teniamo fermo. Le nostre mani sono tutte
sporche di saliva del bambino. E’ un’impresa tenerlo fermo. Lo assistiamo
fino a tarda notte. Purtroppo il bambino morirà alle prime luci dell’alba. Un
po’ tutti noi che lo abbiamo assistito ci siamo esposti a un potenziale contagio. Consultiamo la casistica: la presenza di escoriazioni sulle nostre mani,
essendo venuti a contatto con la saliva del bambino, consiglia di fare la vaccinazione.
La dr.ssa Manuela ha solo 5 dosi e le riserviamo per la mamma del bambino.
Dopo due giorni di ricerche nel distretto di Njombe e di Makete, la dr.ssa
Manuela andrà a Iringa (300 km. di distanza) per acquistare i vaccini necessari per tutti noi che ci siamo esposti a un eventuale contagio e per averne di
scorta per la farmacia.
La vicinanza con la morte non è cosa rara nell’ospedale ma questo caso ci ha
colpiti e addolorato tantissimo. Scrivo pensando che sono giunto a 60 anni
mentre questo bambino che ci ha lasciato aveva tutta la vita davanti.
Come una tentazione mi vengono in mente le parole che sono un titolo di un
libro di Carlos Mesters: “Dio dove sei?” Poi sopraggiunge spontanea la preghiera: “Signore aiutaci a continuare…”
Dal Myanmar e da Brescia a Ikonda
Da tempo lavorano presso di noi due medici che forse non vi abbiamo
presentato ma ai quali va la nostra grande riconoscenza per il loro prezioso lavoro e per la loro dedizione esemplare. Entrambi provengono
da Myanmar, che una volta si chiamava Birmania. Come sono giunti a
Ikonda? Sarebbe troppo lungo spiegarlo. Io credo che entrambi facciano parte di quello che io spesso, scherzando, chiamo: ...”colpo
della Provvidenza”.
La Dr.ssa Zin Zin, (I° foto a dx) internista, che lavora da noi dal febbraio del 2010
Il Dr. Aung, (foto in alto) responsabile della clinica HIV AIDS che lavora
con noi dal dicembre 2010.
Da gennaio 2011 presta la sua preziosa opera l’infermiera Cinzia Gaiti
(2° foto dx). La sua venuta (da Brescia) è servita e serve a dare maggior professionalità e istruzione al nostro personale infermieristico.
Inoltre, dal momento che ha anche un diploma in ragioneria, Cinzia ci
aiuta anche in amministrazione.
Sciroppi, creme, flebo...
Oltre al normale lavoro di farmacista, la dr.ssa Manuela Buzzi (foto in alto)
con noi dal 2006, produce farmaci molto apprezzati e di qualità utilizzando
anche dei prodotti naturali e reperibili in abbondanza nella nostra foresta,
come ad esempio l’eucalipto. Cogliamo l’occasione per ringraziare anche il
dr. Ernesto Riva e la sua UNIFARCO per la generosa collaborazione, l’aiuto e la
consulenza.
Tra sogni, speranze e realtà
La realtà è quella che ho appena descritto: tanti pazienti, la difficoltà nel reperimento di medici, specialisti e personale specializzato, di collaboratori efficienti e dedicati all’ospedale, problemi di assistenza tecnica, difficoltà nel
trovare farmaci, reagenti...
Il sogno è quello di poter aiutare e arrivare a tutti offrendo le migliori cure possibili in un ospedale efficiente, moderno e pieno di amore per gli ammalati.
La speranza è riposta in Dio e nella Provvidenza affinché ci aiuti a trovare
medici, personale specializzato, volontari disposti a lavorare e a vivere a
Ikonda per periodi lunghi. La speranza è anche quella di raggiungere una tranquillità economica che ci conceda sonni tranquilli e la gioia di poter aiutare e
curare tutti.
Siamo riconoscenti
A Dio e alla Consolata che ci hanno sempre accompagnati sino ad
ora. Alla Divina Provvidenza, in cui crediamo fermamente, e questo
ospedale è il segno di “Dio che vede e provvede”.
Alla generosità e al “cuore buono” di tanti Amici e Benefattori che
hanno reso possibile tutto quello che abbiamo fatto e stiamo
facendo a Ikonda.
Ai tanti medici e volontari che nel corso dell’anno hanno contribuito
a migliorare le strutture e la qualità delle cure a favore dei pazienti.
Alle laboriose Suore che con passione lavorano in ospedale. Alle
volontarie Dr.ssa Manuela Buzzi e all’infermiera Cinzia Gaiti che
condividono con noi la vita e la direzione dell’ospedale.
p. Sandro Nava
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rese cura di lui
Lc .
…e
Sede: Via Donatori di sangue, 5
23870 Cernusco Lombardone (Lc)
Tel. 039 9907206 - 039 587529
Cell. 333 8160665
Web site: www.ikondahospital.org
e-mail:[email protected]
Consolata Hospital Ikonda
P.O. Box - 700
NJOMBE (Tanzania)
Tel. +255 (0)752 411611
+255 (0)784 682296
e-mail: [email protected]
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Opuscolo 2011 - Amici Ikonda Hospital