FOOD FOR WORLD
Campagna per la Sovranità Alimentare
GUIDA PER LA MOBILITAZIONE
INDICE
Pag. 2
Il nostro manifesto
Pag. 5
100 Piazze per la Sovranità Alimentare: gli obiettivi della mobilitazione
Pag. 6
Aderire e preparare la mobilitazione
Pag. 7
Passare all’azione!
Pag. 11
Allegati
1
La campagna Food for World è realizzata con
il contributo dell'Unione Europea
«Per garantire l’indipendenza e la sovranità alimentare di tutti i popoli del mondo, è
fondamentale che gli alimenti si producano nell’ambito di sistemi di produzione diversificati, a
base contadina. La sovranità alimentare è il diritto di tutti i popoli a definire le proprie politiche
agricole e, riguardo all’alimentazione, a proteggere e regolare la produzione agricola nazionale e
il mercato interno con il fine di raggiungere obiettivi sostenibili, decidere in che misura cercare
l’autosufficienza senza disfarsi delle proprie eccedenze presso Paesi terzi praticando il dumping.
[…] Non si deve anteporre il commercio internazionale ai criteri sociali, ambientali, culturali e di
sviluppo»
(Vía Campesina)
1. Il nostro manifesto
Nel settembre del 2000, dopo vent’anni di ricette liberiste fallimentari, i 191 Stati delle Nazioni
Unite si sono impegnati, a riscattare entro il 2015 ogni essere umano dalla “condizione abietta e
disumana della povertà estrema” e a “rendere il diritto allo sviluppo una realtà per ogni individuo”.
Il primo dei Millennium Development Goals assunti in quella sede, riguardava lo sradicamento
della povertà estrema e la fame tramite tre azioni: ridurre della metà la percentuale di
popolazione che vive con meno di un dollaro al giorno; garantire una piena occupazione e un lavoro
dignitoso per tutti; ridurre della metà la percentuale di popolazione vittima della denutrizione.
A dieci anni dalla dichiarazione di intenti questo obiettivo appare sempre più lontano.
Il 2009 è stato infatti l’anno in cui la FAO, Food and Agriculture Organization, ha reso noti i dati
più preoccupanti: la fame nel mondo ha raggiunto e superato la quota storica di un
miliardo di persone in stato di sotto-nutrizione. La crisi economico-finanziaria e il
persistente livello insostenibile dei prezzi delle derrate alimentari ha portato circa 100 milioni di
persone in più rispetto all’anno precedente sotto la soglia calorica minima necessaria.
“Questa crisi alimentare silenziosa – ha detto il direttore generale della FAO, Jacques Diouf – che
colpisce un sesto dell’intera popolazione mondiale costituisce un serio rischio per la pace e la
sicurezza nel mondo. Abbiamo urgentemente bisogno di creare un largo consenso riguardo al
totale e rapido sradicamento della fame nel mondo ed intraprendere le azioni necessarie ad
ottenerlo”.
Mani Tese pensa che le cause di questa crisi non siano contingenti, bensì strutturali a un modello
agro-alimentare globale che, così come è oggi disegnato, concentra i frutti della terra e i relativi
profitti nella mani di pochi e nega l’accesso al cibo a tutti gli altri.
Tre sono gli elementi chiave per comprendere e cercare di superare il problema:
1. L’incapacità di alcuni Stati di garantire la sicurezza alimentare ai propri cittadini non è
dovuta a raccolti sfortunati ma conseguenza di politiche commerciali e di aggiustamento
strutturale imposte dai principali organismi finanziari internazionali (Banca Mondiale,
Fondo Monetario Internazionale e Organizzazione Mondiale del Commercio in primis) e da
una sistematica riduzione della quota di Aiuti Pubblici allo Sviluppo destinata al sostegno
dell’agricoltura, scesa dall’11,5 per cento degli anni ’80 a circa il 3 per cento negli ultimi
anni;
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La campagna Food for World è realizzata con
il contributo dell'Unione Europea
2. Esiste un nesso preciso fra crisi alimentare e crisi finanziaria laddove la spostamento dei
grandi speculatori globali dalle borse valori alle borse merci ha reso sempre più vulnerabile
il settore. Basti pensare che l’ammontare di danaro affluito sul mercato dei derivati delle
materie prime (cereali, carne, fibre, legname, ecc.) è passato dai 5 miliardi di dollari del
2000 ai 175 miliardi del 2007;
3. La dinamica dei prezzi alimentari non risponde più a una logica di equilibrio tra domanda e
offerta: secondo la FAO le previsioni per i prossimi anni circa l’andamento delle produzioni
e dei consumi non destano infatti particolari preoccupazioni. Ciò che invece è allarmante è
che, nel pieno della crisi alimentare, gli utili delle multinazionali che commerciano cereali e
che lucrano su queste dinamiche distorte dei prezzi, sono cresciuti in modo esponenziale
(es. Cargill + 86 per cento). E questo accade nonostante solo il 13 per cento dell’offerta
agricola mondiale abbia uno sbocco sui mercati internazionali, mentre il 70 per cento del
cibo consumato è distribuito da mercati locali/nazionali e prodotto da un’agricoltura su
piccola e media scala.
L’esempio africano è emblematico. Alla fine degli anni Sessanta l’Africa era un esportatore
netto di prodotti agricoli, mentre oggi importa il 25 per cento del cibo. Questo perché il
modello neoliberale di apertura dei mercati ha imposto ai paesi poveri una politica orientata verso
l’esportazione di pochi prodotti, la cui resa è dipendente dai prezzi fluttuanti nelle borse
internazionali, e, al contempo, li ha resi dipendenti dalle importazioni, esponendoli alla medesima
instabilità dei mercati globali.
Oltre la sicurezza alimentare
L’agricoltura può sfamare il Pianeta e ridurre i divari di ricchezza crescenti nelle società del
Sud e del Nord. Per fare ciò occorre un rinnovato impegno comune in favore della Sovranità
Alimentare ovvero del diritto delle persone, delle comunità e dei Paesi a definire le proprie
politiche in materia di agricoltura, pesca, terra, alimenti, lavoro, in modo ecologicamente,
socialmente e culturalmente appropriato alle specifiche situazioni. Occorre assumere l’orizzonte
di questo nuovo paradigma, superando quello della Sicurezza Alimentare che risulta troppo
limitato.
Il diritto alla sovranità alimentare dovrebbe diventare il principio che guida i processi
negoziali fra gli Stati a tutti i livelli. Le conseguenze immediate sarebbero l’esclusione
dell’agricoltura dal tavolo dell’OMC e il ritorno a un multilateralismo autentico, dove il ruolo delle
Nazioni Unite e delle loro agenzie dedicate sia centrale e prevalente nel sistema di governance
globale.
Anche attraverso l’impegno nella cooperazione internazionale che continua da oltre 45 anni, Mani
Tese chiede di dare priorità allo sviluppo dei mercati locali e regionali, disincentivare le
concentrazioni di potere nella grande distribuzione, promuovere la filiera corta ed equa, assicurare
il coinvolgimento delle organizzazioni e delle reti contadine nella definizione delle politiche
alimentari su scala nazionale e regionale. Quello che queste organizzazioni rivendicano si basa sulla
difesa del modello di agricoltura familiare e agro-ecologica, ampiamente capace di
rispondere alla domanda alimentare globale.
La sovranità alimentare può essere determinante anche nella lotta al cambiamento climatico e
quindi per la sopravvivenza stessa del Pianeta. Oggi si stima infatti che allevamento e agricoltura
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siano responsabili di circa un terzo delle emissioni globali di gas climalteranti. Passare a modelli di
produzione ambientalmente compatibili invece che promuovere quelli basati sull’uso intensivo di
pesticidi e fertilizzanti chimici, condurrà alla drastica riduzione delle emissioni nocive del
comparto.
Per quanto riguarda il settore privato attivo in agricoltura, vanno fissate regole precise
affinché tutta la catena di fornitura e sub-fornitura rispetti gli standard fondamentali
dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL, in inglese ILO), a partire da quelli sul
salario minimo e la rappresentanza sindacale, si rafforzi il potere contrattuale dei piccoli
agricoltori combattendo l’abuso di posizione dominante ovvero il comportamento di quella impresa
che, trovandosi in una posizione privilegiata di mercato, ne approfitta per indebolire la
concorrenza.
La Politica Agricola Comune che vogliamo
“L’Unione Europea deve riconoscere e sostenere il ruolo cruciale dell’agricoltura contadina per
l’approvvigionamento alimentare della popolazione”. Condividiamo le affermazioni della
Dichiarazione Alimentare Europea promossa da una vasta rete di organizzazioni europee che
chiede con forza una nuova Politica Alimentare e Agricola Comune, a partire dalla riforma del
2013, che consideri il cibo come diritto umano non mercificabile. L’Unione Europea sta avviando il
processo di riforma della PAC: dopo anni di dominio di imprese transnazionali e
dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) sulle scelte di politica agricola ed alimentare,
è arrivato il momento per la popolazione europea di riappropriarsene partendo da principi
radicalmente diversi.
È possibile una politica europea che:
1. Dia priorità ad una produzione di alimenti e mangimi destinata all’Europa e preveda il
commercio internazionale dei prodotti agricoli nel rispetto dei principi di equità, giustizia
sociale e sostenibilità ambientale
2. Rispetti l’ambiente, le risorse naturali, l’acqua, la biodiversità e il benessere animale
3. Escluda gli OGM e incoraggi l’uso delle sementi contadine
4. Cessi di favorire l’utilizzo e la produzione di agro-carburanti e limiti i trasporti
5. Riduca la concentrazione di potere nella produzione, trasformazione e distribuzione del
cibo
Cosa dovrebbero fare i Governi
Per cambiare direzione i governi dovrebbero:
1. Sostenere un modello di agricoltura ecologico, non intensivo e diversificato nelle colture
2. Attuare politiche di intervento e regolazione dei mercati agricoli e alimentari, privilegiando
quelli locali
3. Vietare e sanzionare ogni forma di speculazione finanziaria sui mercati delle commodities
agricole
4. Promuovere modelli alimentari sani che incoraggino la produzione e il consumo di prodotti
locali, di qualità e di stagione
5. Dare priorità alla partecipazione dei piccoli produttori nella formulazione delle politiche
agricole a tutti i livelli
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Cosa possiamo fare noi
Mani Tese scenderà in piazza il 16 e 17 Ottobre 2010 affermando che per garantire il diritto
al cibo a tutto il pianeta, e non l’ingordigia ad una piccola parte, le soluzioni ci sono e sono attuabili
anche a partire dai piccoli contesti cittadini, privilegiando alleanze fra produttori e consumatori e
facendo pressione sulle istituzioni a tutti i livelli perché promuovano politiche orientate alla
sovranità alimentare.
“Food for World” è la campagna che porteremo avanti, insieme ad organizzazioni e movimenti in
prima linea nella lotta per un altro mondo possibile, per fare in modo che la sovranità alimentare
entri sempre di più nell’agenda e nelle priorità di cittadini, luoghi educativi, istituzioni locali,
nazionali ed internazionali.
2. 100 Piazze per la Sovranità Alimentare: gli obiettivi della
mobilitazione
Mani Tese promuove la campagna Food for World perché il tema della Sovranità Alimentare e
del diritto al cibo interessa tutti noi come cittadini, produttori e consumatori, e per questo va
portato fuori dalle grandi istituzioni internazionali e dai summit delle nazioni per ritornare ad
essere impegno e scelta di vita di tutte le persone.
Questi in concreto gli obiettivi della mobilitazione nazionale del 16 e 17 Ottobre 2010:
1. Ribadire e sostenere il diritto di tutti i popoli a decidere le proprie politiche agricole ed
alimentari e a combattere la fame e la povertà attraverso il rafforzamento dei propri mercati
locali;
2. Riaffermare il potere che i consumatori e i produttori hanno in tutto il mondo nella
determinazione dei comportamenti sociali e delle scelte economiche legate alla produzione
e alla distribuzione in un quadro di giustizia globale e sostenibilità ambientale e sociale;
3. Sostenere concretamente il lavoro dei nostri partner nel Sud del Mondo. In Africa Mani
Tese sta aiutando i contadini ad avere accesso all’acqua per irrigare i terreni, e al
microcredito per avere le risorse da investire nell’acquisto di nuovi strumenti e sementi per
migliorare le colture. Mani Tese si sta impegnando inoltre nella costruzione e nel
miglioramento di strade e di vie di comunicazione che permettano la commercializzazione
dei prodotti coltivati;
4. Promuovere e rafforzare le reti di consumatori, produttori, istituzioni, cittadini che,
attraverso comportamenti orientati alla giustizia, alla sobrietà, al consumo responsabile e
alla solidarietà possano condividere buone pratiche, adottare nuovi stili di vita e attivare
concrete forme di cambiamento dell’attuale modello di sviluppo.
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3. Aderire e preparare la mobilitazione
La mobilitazione “100 Piazze per la Sovranità Alimentare” si svolgerà durante tutto il mese
di ottobre attraverso le iniziative più diverse, perché ciascuno secondo le proprie possibilità possa
sentirsi partecipe di un impegno per la giustizia globale, la tutela dell’ambiente, la salvaguardia dei
diritti in tutto il mondo.
Il momento culminante della mobilitazione sarà il fine settimana del 16 e 17 Ottobre. Centinaia di
volontari si faranno ambasciatori della Sovranità Alimentare e scenderanno in piazza nelle
principali città italiane organizzando banchetti di sensibilizzazione ed eventi della/per la campagna
Food for World.
Come fare per partecipare?
Passo N. 1: aderire alla mobilitazione
Se avete deciso di unirvi a noi per una vera democrazia del cibo il primo passo da fare
è…comunicarcelo, telefonando alla Segreteria organizzativa della campagna (02 4075165) o
scrivendoci all’indirizzo mail [email protected]
In questo modo potremo provvedere tempestivamente a spedirvi i materiali per la mobilitazione e
ad inserire le vostre iniziative sul sito e nelle comunicazioni ufficiali riguardanti la campagna, oltre
a fornirvi tutti i chiarimenti ed il supporto organizzativo necessari alla realizzazione degli eventi.
Passo N. 2: ricevere i materiali
Appena possibile riceverete, all’indirizzo da voi indicato, un pacco contenente:
1. Le borsine di cotone biologico ed “equo solidale” della campagna Food for World, che
costituiranno l’oggetto simbolo della mobilitazione;
2. L’opuscolo per un consumo attento alla sovranità alimentare “Il cibo che vorrei”, da
distribuire insieme alle borsine in tutti gli eventi che organizzerete;
3. Gli adesivi della campagna Food for World, da attaccare ovunque (!), ma soprattutto sui
prodotti locali dei produttori che saranno in piazza con voi, se decidete di organizzare un
Farmer’s Market;
4. I volantini “Quando mangio mi sento un Re”, con il manifesto della campagna, da
distribuire alle persone che incontrerete in piazza. Una volta aperti completamente i
volantini diventano dei poster che potranno servire per l’allestimento dei banchetti;
5. Qualche copia del Kit Didattico sulla Sovranità Alimentare “Sovrani nel piatto”, da
consegnare agli insegnanti che conoscete e che pensate possano essere interessati
all’argomento;
6. Un numero speciale del periodico Manitese, tutto dedicato alla sovranità alimentare e alla
campagna Food for World;
7. Bandiere, volantini e quanto necessario, su richiesta, per l’allestimento della vostra
postazione.
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Passo N. 3: richiedere l’occupazione di suolo pubblico
Uno dei passi principali, da adempiere quanto prima, è quello della richiesta di occupazione suolo
pubblico (allegato n.1) da presentare al Comune, secondo le modalità di ogni amministrazione
locale.
Passo N. 4: riannodare la rete!
La mobilitazione sarà tanto più efficace quanto più riuscirete a coinvolgere nella sua attuazione
tutti i soggetti potenzialmente interessati sul territorio.
Il Manifesto della campagna è a questo proposito un ottimo strumento di collegamento. Sarà
importante scrivere ai Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) della vostra zona (allegato n. 2), ai
produttori locali e coinvolgere le amministrazioni locali per raggiungere più persone possibili nella
vostra città.
4. Passare all’azione!
16 e 17 ottobre 2010: realizzare un’iniziativa di piazza
La modalità più usuale e semplice per aderire è quella di realizzare un banchetto in uno dei
luoghi più visibili e possibilmente di passaggio della vostra città, utilizzando, a seconda delle
attività che si vogliono proporre, una tenda, un gazebo o semplicemente uno/due tavoli con un paio
di pannelli che permettano l’affissione di poster o cartelloni.
Quali obiettivi ci diamo?
1. Raggiungere più persone possibile per portare all’attenzione dei cittadini e dell’opinione
pubblica il tema della fame e per proporre ad ognuno di diventare in ogni scelta e
azione quotidiana il nostro ambasciatore per la Sovranità Alimentare;
2. Raccogliere offerte a favore della campagna, per continuare a sostenere l’azione di
Mani Tese e i suoi progetti nei paesi più impoveriti del Sud del Mondo;
Attraverso il lancio e la comunicazione nazionale che faremo riguardante la mobilitazione
chiederemo a chi vorrà venire a trovarci nelle piazze di portarci un sacchetto di plastica. In
cambio consegneremo una borsina di cotone, come simbolo di attenzione per un consumo
responsabile e volto a promuovere ovunque la Sovranità Alimentare, e l’opuscolo “Il cibo che
vorrei”. Naturalmente anche chi non ci porterà il sacchetto potrà ritirare la borsina e l’opuscolo. A
chi si avvicinerà chiederemo inoltre di aiutarci a sostenere la campagna, lasciando una piccola
offerta come contributo concreto per l’azione di Mani Tese contro la fame nel Nord e nel Sud del
mondo.
La postazione potrà essere allestita con tutta la vostra creatività! Ecco alcuni esempi per rendere i
banchetti colorati e divertenti:
1. Offrire una degustazione a Km zero (aperitivo o colazione);
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2. Proporre ai cittadini di farsi fotografare con il bollino sulla fronte (le foto potrebbero poi
restare appese ad un pannello e formare una sorta di galleria di adesioni);
3. Proporre un test del consumatore responsabile! Sai quali prodotti sono di stagione e quali
no? Quando fai la spesa consideri quanti km quel prodotto ha consumato prima che lo
possa consumare tu? Bevi acqua del rubinetto? Privilegi la filiera corta e il basso impatto
ambientale tramite i mercati locali?
4. Proporre una raccolta di ricette realizzate con prodotti locali, premiando la più fantasiosa e,
perché no, facendola diventare il piatto di portata di una cena a km zero (vedi il capitolo più
sotto);
5. Proporre ai cittadini di firmare la propria adesione alla campagna su un pannello, segnando
in quel momento il proprio gesto di condivisione delle finalità della campagna, oppure di
scrivere brevemente la loro esperienza di consumatori responsabili.
Di più: realizzare un Farmer’s Market
L’iniziativa più coinvolgente per il territorio e capace di rappresentare bene ciò che intendiamo per
Sovranità Alimentare è quella di realizzare un Farmer’s Market, invitando i produttori locali
della vostra zona a scendere in piazza con noi per un cibo sano, giusto ed equo.
Un Farmer’s Market non è altro che un piccolo mercato di prodotti a km zero. Per realizzarlo è
necessario coinvolgere alcuni produttori locali perché vi affianchino nell’iniziativa di piazza con i
loro banchetti (di miele, conserve, zucche o…), che diventeranno i prodotti simbolo della
campagna. Simbolo perché a Km zero, sostenibili (prodotti senza inquinamento, senza
sfruttamento, biologici, biodinamici…) e al di fuori dei circuiti della grande distribuzione.
Il vostro banchetto sarà posizionato all’inizio del mercato. Alla gente che arriverà in piazza potrete
raccontare perché siamo lì e consegnare le borsine di cotone e il materiale informativo, invitandola
poi a visitare il mercato e a fare una spesa giusta, nel regno della Sovranità Alimentare!
Gli adesivi della campagna Food for World andranno applicati su tutti i prodotti in vendita al
mercato, come a dire che chi acquisterà qualcosa al vostro mercato contribuirà, con un semplice
gesto, al sostegno dei mercati locali e parteciperà alla mobilitazione per il diritto al cibo e la
Sovranità Alimentare.
IMPORTANTE: dal punto di vista economico la vostra postazione e i banchetti dei produttori
saranno totalmente autonomi. Il ricavato della vendita dei prodotti locali sarà totalmente gestito e
incassato dai produttori. Il vostro banchetto raccoglierà invece le offerte per la campagna
distribuendo le borsine e l’opuscolo di approfondimento.
Come contattare i produttori locali?
La cosa migliore per agganciare questi soggetti è rivolgersi ad un GAS locale (Gruppo di Acquisto
Solidale), realtà questa che di per sé dovrebbe certificare le condizioni indicate sopra. Come tante
altre esperienze di consumo critico, i GAS nascono da una riflessione sulla necessità di modificare
profondamente il nostro stile di vita, cercando di immettere nel mercato una dimensione e una
domanda di eticità, affinché anche l’economia possa mettere sempre più al centro il bene delle
persone e le relazioni umane.
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Esistono già dei Farmer’s Market nella vostra città?
Ottimo! Allora l’idea migliore potrebbe essere quella di chiedere che per il mese di Ottobre il
mercato sia “colorato” dai nostri adesivi e diventi un evento dalla campagna Food for World. In
questo caso l’organizzazione sarebbe molto più semplice, e a voi resterebbe solamente da gestire la
postazione all’ingresso del mercato.
Realizzare una cena a Km zero
Le cene a km zero sono un’iniziativa particolarmente indicata per promuovere sul proprio territorio
Food for World, poiché danno la possibilità di diffondere i contenuti della campagna in maniera
approfondita (senza la “fretta” tipica dei banchetti in piazza) all’interno di una serata conviviale,
consentendo allo stesso tempo di raccogliere dei fondi che potranno essere destinati al sostegno
dell’azione di Mani Tese per promuovere la Sovranità Alimentare.
Ecco alcune indicazioni pratiche.
1. La scelta di un menù locale: per preparare una cena a km zero (ovvero solo con prodotti
provenienti dal territorio in cui si abita) è necessario innanzitutto pensare ad un menù
tipico, che valorizzi le specialità culinarie della vostra zona, da preparare interamente con
ingredienti locali. Confrontatevi sulle possibili ricette, avendo l’attenzione di non
complicarvi la vita con menù troppo articolati, anche perché poi dovrete cucinare voi!
2. Dove farla? Dovunque possiate trovare una cucina a norma e la possibilità di ospitare fino
ad un centinaio di persone. Potete provare a chiedere ai circoli della vostra zona o
richiedere l’utilizzo dei saloni degli oratori. L’importante è muoversi per tempo e ottenere il
prima possibile un luogo idoneo dove svolgere la cena;
3. Coinvolgere i G.A.S.: i Gruppi di Acquisto Solidale sono i partner ideali per realizzare una
cena a km zero, perché potranno contattare i produttori locali dai quali si forniscono e
ottenere con facilità gli ingredienti per il vostro menù. Fare rete con loro significa inoltre
allargare la cerchia dei contatti…e poter avere quindi più persone presenti alla cena!
4. Ovviamente…acqua del rubinetto: Mani Tese è parte del Forum Italiano dei Movimenti per
l’Acqua e sostiene la campagna: “Acqua Pubblica, ci metto la firma!” sulle tavole dalla vostra
cena a km zero non potranno quindi mancare le brocche di acqua del rubinetto, quale acqua
più locale di questa?
5. Invitare tutti: le cene che ci verranno segnalate saranno pubblicizzate sul sito di Mani Tese.
Sul vostro territorio ricordatevi di avvisare per e-mail amici, conoscenti e associazioni
vicine. IMPORTANTE: per evitare problemi (anche sulle quantità di cibo da preparare),
chiedete alla gente di prenotare almeno entro tre giorni prima della serata della cena.
Sapere QUANTA gente ci sarà è indispensabile per poter accogliere tutti ed evitare sprechi.
E col ricavato sosteniamo la campagna!
I partecipanti alla cena lasceranno un’offerta (l’offerta consigliata è tra i 15 e i 20 Euro) che, tolte le
spese, verrà devoluta alla campagna Food for World. Sarà importante prevedere durante la cena un
momento in cui presentare il tema della campagna e spiegare che per Mani Tese la scelta di
consumare locale è un modo di sostenere la cooperazione allo sviluppo e garantire la sovranità
alimentare ai paesi del Sud del mondo. A questo scopo potrete servirvi del cortometraggio
“Immagina, la Sovranità Alimentare”, che spiega in meno di dieci minuti e con parole semplici il
collegamento che lega le nostre scelte di consumo alla crisi alimentare.
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Coinvolgere il mondo della scuola
Il diritto al cibo e i principi della Sovranità Alimentare sono al centro dell’ attuale azione politica e
dell’attività di sensibilizzazione di Mani Tese. Con la campagna Food for World si vuole portare
l’attenzione su questo tema anche promuovendo attività di sensibilizzazione in ambito
scolastico, prevedendo azioni e modalità di coinvolgimento attivo specifiche per il mondo della
scuola, insegnanti e studenti. Una mobilitazione che, nel caso del mondo della scuola, potrà
proseguire oltre il mese di ottobre ed interessare anche tutto l’anno scolastico, con la possibilità di
realizzare piccoli incontri, azioni di coinvolgimento di alunni e genitori, percorsi didattici, corsi di
aggiornamento per insegnanti.
Ecco in sintesi cosa si può fare:
1. Realizzare un evento di sostegno alla campagna all’interno della scuola. Durante il mese di
ottobre si potrebbe proporre alle scuole di partecipare alla campagna, proponendo
un incontro e un piccolo gesto, come ad esempio preparare un intervallo – merenda
organizzato solo con prodotti locali, o chiedere alle classi di fare una ricerca e proporre
ricette a km zero. Ad ogni evento verrà data visibilità sul sito della campagna. Ricordate
sempre di comunicare le vostre iniziative!
2. Distribuire agli insegnanti che conoscete e pensate possano essere interessati il Kit
didattico sulla Sovranità Alimentare, prodotto con il contributo dell’Unione Europea,
che contiene al suo interno schede di approfondimento, mappe geografiche, indicazioni utili
per inserire il tema all’interno del curricolo scolastico e materiali didattici;
3. Richiedere presso le scuole la realizzazione del percorso di formazione e aggiornamento per
insegnanti “La politica del cibo nel Nord e nel Sud del mondo”, che sarà svolto a
cura delle formatrici del CRES (Centro Ricerca Educazione allo Sviluppo);
4. Richiedere presso le scuole la realizzazione del percorso didattico per studenti “Il cibo che
non sfama: dalla sicurezza alla Sovranità Alimentare”, che sarà svolto a cura degli
animatori EAS di Mani Tese.
Per maggiori informazioni sul Kit didattico e sui percorsi per insegnanti e studenti chiamate
l’ufficio Educazione allo Sviluppo allo 02 4075165 o scriveteci a [email protected]
Riferimenti Web
Il sito ufficiale della campagna è www.manitese.it/foodforworld
Visitatelo per le informazioni più aggiornate sugli eventi e su tutto quanto sarà e diventerà la
campagna.
BUONA MOBILITAZIONE!
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ALLEGATO 1
Richiesta occupazione suolo pubblico
Sig. Sindaco
Comune di ….nome della città…
Oggetto: richiesta di occupazione suolo pubblico – “Food for World” - Campagna sulla sovranità
alimentare
Egr. Sig. Sindaco,
Mani Tese è un’Associazione di volontariato e di cooperazione internazionale che dal 1964 è
impegnata per combattere la fame e gli squilibri tra Nord e Sud del pianeta, lavorando con le
popolazioni delle aree più povere del mondo.
L’organizzazione è presente in 14 Paesi dell’ Asia, dell’ Africa e dell’ America Latina, realizzando
programmi di sviluppo integrati che coinvolgono la comunità locale in ogni fase del progetto e la
mettono in grado di proseguire autonomamente il proprio cammino di sviluppo sociale ed
economico.
Grazie all'impegno dei volontari attivi in circa 40 gruppi sparsi su tutto il territorio nazionale, Mani
Tese si propone come realtà di riferimento per tutti coloro che si interessano ai problemi dello
sviluppo e della povertà nel Sud del mondo.
Con la presente vogliamo sottoporLe la richiesta per la concessione di uno spazio pubblico per la
realizzazione di un’iniziativa promossa dalla nostra Associazione, che avrà rilevanza nazionale e
che vorrebbe avere anche nella Sua città un punto di diffusione.
Si tratta della campagna “Food for World” che Mani Tese promuoverà su tutto il territorio
nazionale sabato 16 e domenica 17 ottobre pv.
La Campagna ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del diritto al cibo e della
sovranità alimentare, vale a dire il diritto di tutti i popoli a decidere le proprie politiche agricole ed
alimentari e a combattere la fame e la povertà attraverso il rafforzamento dei propri mercati locali.
Con questa iniziativa si intende riaffermare il potere che i consumatori e i produttori hanno in tutto
il mondo nella determinazione dei comportamenti sociali e delle scelte economiche legate alla
produzione e alla distribuzione in un quadro di giustizia globale e sostenibilità ambientale e sociale.
E sottolineare l’importanza delle reti di consumatori, produttori, istituzioni, cittadini che attraverso
comportamenti orientati alla giustizia, alla sobrietà, al consumo responsabile e alla solidarietà
possono condividere buone pratiche, adottare nuovi stili di vita e promuovere concrete forme di
cambiamento dell’attuale modello di sviluppo.
Per gli scopi enunciati, il Gruppo Mani Tese di …nome della città… chiede di poter realizzare
l’iniziativa in….piazza/via/luogo… sabato 16 e domenica 17 ottobre 2010 dove verrà allestito uno
stand (indicare se si intende posizionare gazebo/tavoli/ecc) con i materiali della Campagna, senza
manomissione del suolo pubblico.
Confidando in una positiva accoglienza della presente richiesta, si porgono i più cordiali saluti.
firma e dati di riferimento
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ALLEGATO 2
Bozza di lettera per un primo contatto con Associazioni locali e GAS
Cari amici.
Mani Tese è un’Associazione di volontariato e di cooperazione internazionale che dal 1964 è
impegnata per combattere la fame e gli squilibri tra Nord e Sud del pianeta, lavorando con le
popolazioni delle aree più povere del mondo.
L’organizzazione è presente in 14 Paesi dell’ Asia, dell’ Africa e dell’ America Latina, realizzando
programmi di sviluppo integrati che coinvolgono la comunità locale in ogni fase del progetto e la
mettono in grado di proseguire autonomamente il proprio cammino di sviluppo sociale ed
economico.
Tutta la nostra azione è mossa dalla consapevolezza che la fame e la povertà sono il frutto di
politiche commerciali ed economiche di sfruttamento ben precise e che le risposte da parte degli
organismi internazionali anziché risolvere il problema ne accentuano le conseguenze.
Oggi la fame e la miseria sono ancora un dramma che colpisce un miliardo e 200 milioni di persone
nel mondo e nuove e vecchie cause concorrono a rafforzare un fenomeno che avrebbe dovuto essere
debellato entro il 2015 secondo le intenzioni dei governi della terra. Ma non sarà così: nel 2009 il
numero di affamati è aumentato di 100 milioni, persone che la crisi alimentare globale ha spinto
nella spirale della fame.
La maggioranza di loro vive nei Paesi poveri e nelle aree rurali e subisce le politiche di
liberalizzazione economica e gli accordi commerciali imposti da organismi internazionali come il
Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, che come unico effetto hanno quello di
affossare sempre di più economie già impoverite e al collasso.
Nel mese di ottobre di quest’anno Mani Tese promuoverà la Campagna “Food for World”, per
sostenere il diritto di tutti i popoli alla sovranità alimentare, vale a dire il diritto a decidere le
proprie politiche agricole ed alimentari e a combattere la fame e la povertà attraverso il
rafforzamento dei propri mercati locali.
Con questa mobilitazione Mani Tese vuole ribadire che il tema del diritto al cibo interessa tutti noi
come cittadini, produttori e consumatori, e per questo va portato fuori dalle grandi istituzioni
internazionali e dai summit delle nazioni per ritornare ad essere impegno e scelta di vita di tutte le
persone.
Vogliamo riaffermare il potere che i consumatori e i produttori hanno in tutto il mondo nella
determinazione dei comportamenti sociali e delle scelte economiche legate alla produzione e alla
distribuzione in un quadro di giustizia globale e sostenibilità ambientale e sociale.
E sottolineare l’importanza delle reti di consumatori, produttori, istituzioni, cittadini che attraverso
comportamenti orientati alla giustizia, alla sobrietà, al consumo responsabile e alla solidarietà
possono condividere buone pratiche, adottare nuovi stili di vita e promuovere concrete forme di
cambiamento dell’attuale modello di sviluppo.
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La campagna Food for World è realizzata con
il contributo dell'Unione Europea
In particolare, il 16 e 17 ottobre di quest’anno Mani Tese scenderà in piazza in tutta Italia per
affermare che per garantire il diritto al cibo a tutto il pianeta, e non l’ingordigia ad una piccola
parte, le soluzioni ci sono e sono attuabili anche a partire dai piccoli contesti di noi consumatori.
Per questo motivo, ci rivolgiamo a voi perché, condividendo gli obiettivi di questa
Campagna, possiate affiancarci nelle iniziative di piazza che si svolgeranno a …(nome
della città)… e che verranno promosse dai volontari della nostra Associazione.
La proposta è che in ognuna delle città coinvolte dalla mobilitazione si svolgano banchetti di
sensibilizzazione, Farmer’s Market e Cene a km zero, coinvolgendo i produttori locali
distribuendo i loro prodotti come simbolo di quei principi di sostenibilità e giustizia che la
Campagna vuole promuovere. La presenza dei produttori all’iniziativa testimonierà l’esistenza di
reali alternative alla grande distribuzione e ai meccanismi di sfruttamento e speculazione sottesi.
I cittadini che acquisteranno i prodotti, con questo semplice gesto contribuiranno al sostegno dei
mercati locali e parteciperanno alla mobilitazione per il diritto al cibo e la sovranità alimentare.
Ci auguriamo che questa proposta di collaborazione vi possa interessare e possa rappresentare per
noi tutti una preziosa opportunità di condivisione e di lavoro insieme.
In attesa di una risposta (che potrete inviare a ….nome, e mail, tel… ), vi salutiamo con amicizia.
firma
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La campagna Food for World è realizzata con
il contributo dell'Unione Europea
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