SCUOLA DELL’ INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI I° GRADO ISTITUTO COMPRENSIVO TAURISANO POLO 2 Scuola Secondaria di 1° Grado TAURISANO Via Lecce LEMM890013 0833-622107 “Il viaggio è un’esperienza conoscitiva unica. Può stupirti, trasformarti, ma anche farti paura” Classe III C Tutor prof. De Pietro Marilena Direttore dei lavori Arch. Baglivo Valeria Docente di Arte e Immagine Prof. Baglivo Valeria In viaggio col TRENO Cosa ? La scelta del tema Osservando l'opuscolo con i ragazzi la nostra attenzione è ricaduta su MUSEANDO appariva come una sfida utile a confrontarsi con una realtà ben diversa dal contesto scolastico. Occorreva fare immediatamente delle scelte, avere ben definito l'obiettivo."Allestire un Museo con tutti i suoi annessi e connessi" ce la faremo? , ma se volere è potere, i ragazzi molto spesso hanno bisogno di nuovi stimoli che li indirizzino verso elementi concreti non solo letti sui libri di testo. La sfida è partita Come ? la tipologia di museo Per iniziare a parlare di che genere di museo allestire bisogna chiarire che funzione ha, da dove e quando nasce il concetto di Museo e l'evoluzione che si è avuta del concetto e della fruizione dello stesso ; Che cos’è un museo: come nasce e perché? E' un luogo destinato alla conservazione, studio ed esposizione di oggetti di interesse culturale. Il termine deriva dal greco mouseion, tempio dedicato alle Muse. Con i secoli ha assunto significati diversi,intorno alla metà del '500, con il diffondersi del collezionismo, la parola museo iniziò a indicare una raccolta ordinata di opere d'arte o di vari tipi di oggetti, come strumenti scientifici, curiosità naturali, reperti antichi, oggetti preziosi,nel '600 con l'esaltazione dell'effetto di sorpresa e meraviglia, nel '700 degli scopi scientifici ed educativi, in seguito con una sempre crescente specializzazione e storicizzazione di tutti gli ambiti della cultura. Oggi Il museo, luogo di conservazione ed esposizione di oggetti d'arte gestito da un'istituzione statale (in taluni casi anche privata) che si pone come fine precipuo la diffusione della I musei costruiti nel sec. XX hanno generalmente rifiutato la disposizione a salette e corridoi illuminati da finestre e lucernari, ricercando soluzioni razionali sia per l'esposizione delle opere sia per i locali destinati alle attività collaterali del museo. Il più famoso in questo senso è il Guggenheim Museum di New York, di F. L. Wright. Innumerevoli sono le tipologie di museo da quelli di storia naturale, Musei della scienza e della tecnica, Musei etnografici, Musei all’aperto Family museum, Case museo I musei specializzati nelle diverse discipline, Ecomusei inizialmente pensati come strumenti per tutelare le tracce delle società rurali in un momento in cui l'urbanizzazione, le nuove acquisizioni tecnologiche e i conseguenti cambiamenti sociali, rappresentavano un rischio reale di completo oblio di un patrimonio culturale millenario. L'attenzione posta negli ultimi anni sulla valorizzazione e la fruizione dei beni culturali ha accentuato la funzione specificatamente comunicativa del museo rispetto a quella puramente conservativa. Non soltanto luogo di raccolta di oggetti dotati di valore in sé, il museo è soprattutto strumento per trasmettere messaggi e informazioni, per "parlare" al pubblico. La sua peculiarità come mezzo di comunicazione è quella di porre fisicamente il fruitore al centro di un percorso e di avvalersi di una pluralità di linguaggi. Principalmente quello visivo, con opere d'arte da contemplare, oggetti e vari apparati grafici di accompagnamento; testi scritti (documenti, didascalie, citazioni), sonori (audio-guide, evocazioni di rumori, brani musicali), esperienze tattili e interazioni con strumenti multimediali e informatici. La necessità della presenza fisica del fruitore accomuna il museo alla forma di comunicazione dello spettacolo dal vivo, con la differenza che qui la temporalità del discorso è creata dal movimento del visitatore all'interno di uno spazio immobile. Ci si è interrogati a lungo su quale genere di museo orientarsi , di attualità sicuramente sono i musei virtuali, dettati dalla crescente necessità di "globalizzazione" che sembra predominare nella vita di questi ragazzi. Un monitoraggio all'interno della classe è servito a rendersi conto delle molteplici figure di esperti, che occorrono per la creazione di un museo web, il Content expert che deve conoscere la struttura di un database, il Web-designer che disegna il sito web, il Modellatore 3D e sviluppatore flash per animazioni per costruire modelli 2D e 3D e animazioni, chi si occupa di Musiche e audio ecc. ecc. tutte figure complesse e specializzate che nella programmazione scolastica di una Scuola Secondaria Primo Grado non sono riscontrabili. Tirando le somme tramite questionario distribuito agli studenti appare evidente la scelta degli stessi piuttosto chiara vogliono allestire un museo della "loro storia" del loro patrimonio artistico. Monitoraggio iniziale Polo 2 – Taurisano – Scuola Secondaria di I grado Classe III^ C Fra i musei che hai visitato,quale ti è piaciuto di più? • Storia naturale • Paleontologia • Casa di Padre Pio • Storia greca • Antiquariato • Vigili del Fuoco • Per quale motivo ti è piaciuto il museo che hai visitato? • Era la prima visita mia ad un museo • Era interessante l’esposizione • Era bello • Chiariva bene le tappe dell’evoluzione Cosa ti ha colpito particolarmente? • Le sale del museo • L’ingegno dei nostri antenati • L’organizzazione della visita al museo • Un elicottero • I guanti di padre Pio • I resti paleontologici intatti • I reperti storici • Le cose del passato • Se dovessi progettare un museo, da dove partiresti? • Dalla storia del mio territorio • Dalle fonti a disposizione • Da fonti fotografiche, ricerche, disegni • Dalla salvaguardia del territorio • Dalla strumentazione antica Allora…….si parte!!!!! Dove ? La Location Il luogo prescelto dai ragazzi scaturito chiaramente dalla tematica del museo non poteva che essere un luogo della memoria, l'edificio della stazione ferroviaria proprio perchè simbolo di una volontà di promuovere e diffondere la propria immagine, salvaguardare le strutture esistenti e il legame con il territorio, attraverso varie forme di collegamento tra le risorse esistenti, al fine di accrescere il fenomeno del turismo culturale,e sottolineare le proprie radici, perchè non esiste futuro se non si conoscono a fondo le proprie origini , le tradizioni e la storia che ci ha resi quelli che siamo ora. Edificio della Stazione Ferroviaria Ugento-Taurisano Avendo scelto come location la stazione ferroviaria è stato interessante andare a caccia di informazioni sulla storia del tracciato ferroviario per comprendere quale funzione abbia svolto all'interno del territorio, e ci sono state delle scoperte interessanti ed inaspettate: Le origini i primi passi, la guerra, la ricostruzione. Un lavoro di ricerca sul tema ci ha portati alla scoperta di diverse narrazioni sulla costruzione del tracciato, una narrazione scritta da Marco Cavalera su spigolaturesalentine dell'ottobre 2011, il quale attraverso aneddoti dell'epoca intrecciati con storia vera narra come si sia arrivati alla costruzione della rete ferroviaria Il 16 ottobre 1911 fu inaugurata, con una solenne cerimonia, la stazione di Gagliano del Capo, da dove partì, esattamente alle ore 05:07 del mattino, il primo treno in direzione Maglie, tra l’euforia della popolazione locale che da anni attendeva con ansia la realizzazione di tale opera. La linea Maglie – Leuca fu fortemente voluta dalle personalità politiche di spicco del Basso Salento dei primi anni del Novecento, tra cui il barone Filippo Bacile, gli onorevoli Ruggieri, Codacci Pisanelli, Giuseppe Romano (fratello di Liborio Romano) e Domenico Daniele. Lungo la tratta Maglie – Leuca erano dislocate le seguenti stazioni ferroviarie: Tiggiano, Alessano, Tricase, Miggiano, Castiglione, Spongano, Poggiardo, Sanarica e Muro Leccese. Le stazioni furono intonacate di color rosso pompeiano, realizzate su due piani e dotate di servizio igienico, cisterna, piano caricatore e rimessa, ponte e binari di stazionamento. Al momento della progettazione della linea ferroviaria si sono registrati diversi episodi di accentuato “campanilismo” tra i paesi, desiderosi chi più chi meno di vedere il proprio territorio servito dalla ferrovia. Emblematico è quanto ci riporta Santo Marzano, a proposito della vicende storiche che hanno preceduto la costruzione della stazione di Miggiano, Specchia, Montesano, la cui ubicazione poneva il primo centro in una posizione strategica, mentre isolava fortemente Specchia e Montesano. Il comune di Specchia aveva chiesto alla Direzione Centrale delle ferrovie di denominare la nuova stazione Specchia/Miggiano/Montesano e in più di costruire una strada che collegasse direttamente il paese Specchia alla stazione, per evitare il passaggio degli abitanti di Specchia dal paese di Miggiano. La situazione degenerò e si verificarono dei disordini (mazzate) tra gli abitanti dei tre paesi coinvolti, tanto violenti da essere riportati ancora oggi dalla tradizione orale. I miggianesi rivendicavano la priorità nella denominazione della stazione in quanto ricadente nel proprio territorio comunale e si opponevano alla realizzazione della strada di collegamento diretto con Specchia, perché troppo costosa e pressoché inutile: il percorso, infatti, sarebbe stato abbreviato solo di poche centinaia di metri. La disputa terminò a favore dei miggianesi, sia per quanto riguarda il nome della stazione che per la realizzazione dell’arteria viaria, che fu costruita dopo la prima Guerra mondiale. Disordini del genere avvennero anche nell’estremo Capo Iapigio, per la denominazione della stazione di Gagliano. Dal Corriere Meridionale del 19 ottobre 1911 (n. 38, anno XXII) si apprende di alcuni episodi di cronaca avvenuti subito prima l’inaugurazione da parte di alcuni facinorosi contrari all’intitolazione stabilita della stazione di Gagliano: di fatti richiedevano tumultuosamente che di seguito alla denominazione Gagliano – Leuca fosse apposto il nome Arigliano. La cronaca della prima corsa della vaporiera sul tragitto Gagliano – Maglie è stata raccontata da un cronista del Corriere Meridionale e pubblicata sulle colonne dello stesso giornale tre giorni dopo, il 19 ottobre 1911: Pareva un sogno e sarà una realtà tra breve, fra pochi minuti! La frizzante brezza dell’alba è stata coraggiosamente affrontata da non pochi curiosi, che non sedusse il soave calduccio mattutino pur di provare l’emoziuone di vedere e il compiacimento di poter dire di aver assistito alla partenza del primo treno dal Capo di Leuca. Ma eccola che già piano piano si avanza, fischiando gioiosa in questa limpida e calma mattinata bene augurante! Si ferma dolcemente innanzi alla stazione, respirando rumorosamente a larghi intervalli. Un vocìo confuso, un farsi innanzi per meglio vedere, per ammirare, per toccare: uno scambio di saluti augurali fra chi parte e chi resta. Sono 5, 10, i primissimi che oggi partono. Un fischio potente, lungamente ondulato: si muove di nuovo dapprima pian piano, sbuffando impaziente, e poi maestosa accelerando, mentre una nuvola di denso fumo azzurrognolo s’innalza a pennacchio ondeggiante nel cielo limpido e sereno! Dagli sportelli e dal piazzale sventolano i fazzoletti, mentre ad una vecchietta a me daccanto gli occhi si gonfiano di lagrime! Sono le 05.07 precise Giovanni Cosi riporta che, dopo alcuni giorni dell’entrata in funzione del servizio ferroviario (avvenuto, come detto, il 16 ottobre 1911), l’autorità centrale delle ferrovie decise di modificare l’orario dei treni, creando non pochi disagi ai viaggiatori diretti nel Capo di Leuca, costretti ad attendere alla stazione di Tricase ben sei ore per poter prendere la coincidenza per Alessano, Tiggiano e Gagliano. Il 5 novembre del 1911 circa 2000 alessanesi e oltre 200 gaglianesi bloccarono i treni nella tratta Gagliano – Tricase, costringendo quindi i vertici della Società delle Ferrovie Salentine a ripristinare l’orario del primo giorno. La seconda narrazione riguarda un articolo; Tratto da traversine nel Sud-Est Itinerario pubblicato su Bell’Italia, ottobre 2010. "Sono ferrovie realizzate fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento a completamento della dorsale adriatica. Si voleva portare i binari più a sud che fosse possibile per agevolare la ‘Valigia delle Indie’, la rotta via mare per Suez e i porti asiatici. Ci furono incertezze su quale terminale marittimo privilegiare, se Otranto sulla costa adriatica, o Gallipoli su quella ionica, porti con un intenso traffico commerciale. Alla fine tutti furono accontentati." " " Il paesaggio è inciso nell’orizzonte, a linee secche di muretti in pietra, a ciuffi di ulivi secolari, a coni di pietre - le cosiddette ‘specchie’ - che rimandano a civiltà antiche o a pratiche agricole mai abbandonate. Poi mi dicono della strana manìa dei casellanti. A stare soli tutti il giorno, nell’attesa fra un treno e l’altro, sono diventati artisti e alcuni anche di grido. Espongono le loro opere nei caselli e nelle gallerie d’arte di Lecce e di Bari, uno addirittura a Milano. Il treno cammina da solo, bastano brevi accenni al motore. Per fermarlo è sufficiente un misurato tocco della maniglia del freno. Le ruote stridono, il convoglio s’arresta, l’inerzia spinge in avanti, le porte si aprono sbattendo. La gente scende" La rete ferroviaria del Sud-Est corre per 474 km ed è parte integrante della rete ferroviaria statale collega le città della Puglia e del Salento, e risulta essere l'unico vettore su rotaia a sud di Lecce, dato che la rete nazionale termina a Lecce. Queste linee ferroviarie sono a binario unico e non elettrificato Il regime di circolazione è del Blocco Telefonico. Tutti i passaggi a livello nei pressi delle stazioni intermedie della linea sono comandati a filo, mentre quasi tutti gli altri passaggi a raso sono con Croce di S. Andrea (in una decina di casi munita di segnalazione ottica) o con comando a filo da casello gestito da un assuntore. L'armamento è con rotaie da 50 km/m saldate con traverse biblocco in cemento fino a Casarano, sostituiti recentemente in due momenti diversi. La velocità massima consentita per i treni è di 70/80/90 km/h La Puglia offre al visitatore notevoli motivi di interesse sotto tutti i profili. Questa terra, che dopo aver conosciuto le civiltà della Magna Grecia, messapica e romana,ha visto l'avvicendarsi, nella sua storia delle dominazioni longobarda, saracena, bizantina, normanna, angioina, conserva un patrimonio culturale notevolmente ricco e diversificato frutto delle tracce che ogni epoca ha lasciato in tutto il territorio. Dolmen e menhir,insediamenti rupestri, castelli, fortezze militari, masserie, cattedrali ,trulli, sono tessere di un unico mosaico che forma la storia della regione. A ciò si aggiungono le bellezze naturali che rimangono tuttora pressoché intatte.800 km di litorale, composto da spiagge basse e sabbiose, scogliere rocciose,golfi, cale, bagnate da due mari, Jonio e Adriatico, che da queste parti sono tra i più puliti del continente. La Puglia, inoltre, terra carsica, è tra le regioni italiane che presentano il maggior numero di grotte,spettacolari,adornate di stalattiti e stalagmiti e vere e proprie custodi di tesori della preistoria. Da oltre 60 anni viaggiare in Puglia, in treno o in autobus, per lavoro, per studio, per diporto, significa viaggiare con le Ferrovie Sud-Est. Un servizio di trasporto storico, che percorre un paesaggio mediterraneo, tra vigneti, uliveti, le rocce, i trulli e il mare.... e, oggi come allora, il treno delle Ferrovie Sud Est corre ad unire uomini e paesi! I tratti furono aperti all'esercizio in tre tempi diversi Novoli–Nardò 27 maggio 1907 Nardò–Casarano 16 ottobre 1910 Casarano-Gagliano 4 novembre 1911 Con legge 25 aprile 1932, n. 459 (conversione di un RDL del 22 ottobre 1931 riguardante la concessione delle linee), l'esercizio della rete ferroviaria così costituita viene concessa alla Società per le Ferrovie del Sud-Est. La rete, suddivisa in sette linee tutte fra loro a contatto, è ammessa ai Servizi Cumulativi Italiano e Internazionale attraverso le 4 stazioni comuni con le F.S. di Bari Centrale, Taranto Centrale, Francavilla Fontana (BR) e Lecce: - Novoli - Gagliano Leuca km. 74,175 - Casarano - Gallipoli km. 22,003 - Lecce F.S. - Gallipoli km. 53,977 - Zollino - Gagliano km. 46,501 - Maglie - Otranto km. 18,271 Una locomotiva di servizio durante la costruzione di un tratto di linea, forse il "trincerone"presso Gagliano Leuca Alla presidenza della Società viene chiamato il marchese dr. Carlo Bombrini, il quale si trova a dover risolvere subito alcuni importanti ed urgenti problemi di funzionalità poiché le linee che compongono la nuova rete unificata sono state costruite in un arco di tempo di oltre 60 anni che va dal 1868 (tratto Lecce - Zollino - Maglie) al 1931 (tratta Martina - Taranto), seguendo criteri adeguati alle sole necessità locali . Nel 1937 vengono acquistati altri mezzi, anche in considerazione dell'accresciuta domanda di trasporto che alla fine di quello stesso anno supera il milione e mezzo di viaggiatori. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale le Ferrovie del Sud-Est attive in tutta la Puglia, sono pronte a sostenere l'urto della massa di uomini, merci e mezzi che si riversano su di esse e durante tutto il periodo. Negli anni dal 1940 al 1943 vengono trasportati complessivamente 15.142.296 viaggiatori, di cui oltre mezzo milione di soldati; nello stesso periodo vengono trasportate merci per oltre 3,6 milioni di tonnellate. Alla fine del conflitto, il materiale rotabile risulta in gran parte distrutto o inutilizzabile giunge provvidenziale, nel 1945, la speciale concessione, di gestire 117 autocarri militari Ford e Dodge mentre, nel 1946, dalle Officine Sociali vengono costruiti dei veicoli ad un solo asse rimorchiati da trattori. Con questi mezzi di fortuna, ammessi a circolare dopo notevoli difficoltà, le Ferrovie Sud-Est ripristinano i collegamenti nella Penisola Salentina trasportando viaggiatori e generi di prima necessità. Gli anni subito dopo il conflitto vedono riprendere, con entusiasmo e voglia di ricostruire dalle macerie, quei lavori sospesi allo scoppio della guerra. Nel dicembre del 1947 il parco mezzi viene rinnovato e rimodernato. Nei primi anni '50 le FSE vennero ammesse ai benefici della legge 2 agosto 1952, n. 1221, volta a risanare ed ammodernare le reti ferroviarie ma ciò non accadde e le ferrovie del Sud-Est sono costrette a potenziare i servizi automobilistici di linea. Alla fine degli anni sessanta, il parco rotabili risulta insufficiente e urge un ulteriore ammodernamento. Con i finanziamenti della legge 910/1986 molte cose erano nel programma di interventi per un nuovo ammodernamento delle Ferrovie: in particolare: nei primi mesi dello stesso anno viene posto allo studio un piano di ristrutturazione della rete ferroviaria comprendente - la posa in opera, in sostituzione delle vecchie traverse in legno, delle traverse "bi-blocco" sulle linee Bari - Taranto e Novoli - Gagliano Leuca. - la costruzione di un centro di carico per ortofrutticoli a servizio dei Comuni di Racale, Taviano e Melissano; - la costruzione di n. 37 pensiline in ferro in diverse stazioni, la costruzione di sottopassi pedonali e svariate rettifiche di tracciato; la realizzazione di quattro ponti a bilico della portata di 80 tonn.; la soppressione di 210 P.L.; Nel 1988 sono state altresì consegnate, dalla IMPA di Catania, n. 3 locomotive diesel "bimotori" DE 122, da destinare al potenziamento dei servizi merci e passeggeri. Le opere realizzate sino al 1988 sono già una storia, una storia iniziata nel lontano 1931 con uno sbuffo di vapore e tanta fede nell'avvenire.. Da una indagine svolta dall' Università di Lecce, Indagine sul sistema dei trasporti nella Penisola Salentina, risulta che “Ad un ammodernamento delle infrastrutture di trasporto in genere, non ha corrisposto un analogo fenomeno per il sistema ferroviario della provincia di Lecce, situazione, del resto, comune a tutto il Mezzogiorno d’Italia. Infatti, la politica degli investimenti, destinati principalmente allo sviluppo e al potenziamento della rete viaria, favorendo in realtà questo settore, ha notevolmente danneggiato il sistema ferroviario per il quale poco o niente si è fatto. Il territorio leccese usufruisce, quindi, di una rete ferroviaria strutturalmente immutata e, di conseguenza, risente dell’invecchiamento delle linee e del materiale rotabile; inoltre, rimasta inalterata la sua funzione originaria che consisteva e consiste tuttora nel collegare i centri fra di loro, attualmente è completamente inadeguata alle odierne esigenze di traffico. Tutto questo comporta una velocità media dei treni notevolmente, inaccettabile per lo sviluppo economico del territorio e comporta ancora come conseguenza il riversarsi del traffico viaggiatori e del traffico merci, in costante aumento, sui trasporti stradali”. . Alla linea ferroviaria della provincia di Lecce, è stato dedicato addirittura un film: Italian Sud-Est. Il tratto che maggiormente ci interessa è quello della ferrovia Novoli– Gagliano del Capo all'interno del quale si posiziona lo scalo di Taurisano-Ugento , il luogo scelto per la progettazione Incoraggiante lungo il cammino è stato sicuramente incappare in piacevoli sorprese, molti appunti di viaggio ci hanno illuminato e fatto riflettere quale' grande ricchezza sia il nostro patrimonio, la nostra terra, invidiataci da tutti , ma valorizzata e propagandata ben poco, soprattutto per quanto concerne le bellezze naturali, storiche e tradizionali, quindi di seguito si è ritenute interessante citare attraverso alcuni passi , le impressioni di questi due viaggiatori Appunti di viaggio dal Sud-Est (di Pietro Marra novembre 1996) La passione per le ferrovie, come molti sanno, spesso deriva dall’aver visto transitare, sin dalla piccola età, un certo treno vicino casa propria; di quei treno, o di quella stazione o di quel tratto di strada ferrata, sovente si finisce per innamorarsi, continuando a portarne i ricordi anche in età matura quando quelle carrozze o quelle locomotive non circolano più, quel tale edificio è stato già demolito e tutto ha acquisito un volto diverso, necessariamente più moderno ma intuitivamente meno romantico. Restano, appunto, i ricordi. Non poteva che accadere anche nel mio caso. Il mio primo amore sono stati i treni delle Ferrovie del Sud-Est, che passavano vicino casa portandomi, ormai cessata l'epoca del vapore, il ritmico martellare delle ruote delle (allora) nuove automotrici Breda-Aerfer sulle giunzioni metalliche dei binari. Sono tornato di recente, dopo una lunga assenza dai miei luoghi di origine, su quei binari ed ho percorso le linee del leccese assaporando nuovamente quell'atmosfera da "tuffo nel passato" che, in verità, vivamente speravo di poter ancora avvertire. Tuttavia anche sulle FSE, pur se con la tipica lentezza delle "cose di ferrovia", il tempo passa ed alcuni aspetti "old time" cominciano a perdersi. Con queste righe voglio convincere gli appassionati come me ad affrettarsi per vivere (e magari fissare in fotografia) alcune sensazioni destinate a perdersi fra breve. Sono personalmente convinto che le sensazioni trasmesse da un armamento leggero e, per certi versi, precario costituiscano il più diretto soddisfacimento del primordiale "piacere ferroviario" dell'appassionato (trascuro ovviamente, in questo ragionamento, il disagio che - per converso - agli abituali utenti della ferrovia arreca il medesimo comfort di viaggio). Le sensazioni più vive si avvertono viaggiando sull'ultima carrozza del convoglio o, se si tratta di automotrici (e se vi riesce), nella loro cabina di guida. Proprio dal "privilegiato" punto di vista del personale di macchina ho potuto osservare come la crescita rigogliosa dell'erba tra le traversine, favorita dal mancato uso del carro diserbante (che oggi è in stato di abbandono nello scalo di Campi Salentina) trasforma, in determinate stagioni, la visione del percorso in un vero e proprio viaggio su di un tappeto verde Come è facile riscontrare, quello che ho tratteggiato non è un quadro esaltante, ma per chi - come me - ha un debole verso qualcosa che ama (anche una ferrovia, si badi bene) è facile "passare sopra" a tutto ciò che invece "fa disservizio" e deprime, invece, l'uso abituale da parte dei pendolari. Un consiglio per gli appassionati, quindi. Il tempo passa, chi non vuol perdere di vista i treni delle FSE è meglio che non perda tempo per fare un giro. So che da più parti - per lo più fra gli stessi ferrovieri - si muovono i primi timidi e (ritengo) non molto convinti passi per tentare di salvare qualche rotabile, ma la demolizione incombe su esemplari che, un domani, potrebbero tornare utili per comporre un non disprezzabile treno storico. In viaggio da Bari a Lecce via Martina, Novoli e Gagliano: otto ore di «slowtour» in luoghi da sogno DiMarco Brando Le Ferrovie del Sud Est in Puglia sono all’opera ufficialmente dal 1932, quando fu costituita la società; e alcune tratte esistono addirittura dal 1861. Con 473 chilometri di linee e 85 comuni; in un’area vasta 4.600 chilometri quadrati, dove il punto estremo a Nord è il capoluogo regionale e, a Sud, è Gagliano del Capo, a due passi da Santa Maria di Leuca. Un patrimonio. Peccato che oggi pochi se ne rendano conto, persino tra i pugliesi (quanti hanno fatto un viaggio lungo e di piacere su quelle carrozze?). Mentre i turisti ne sono tenuti accuratamente all’oscuro, sia dagli operatori privati che da quelli pubblici tranne alcune timidissime sortite.. Per ovviare a queste lacune, si può provare a percorrere trecento chilometri in un giorno sulle mitiche «Fse»: 244 km da Bari a Gagliano di Leuca,, in tutto sei ore e 20 minuti di viaggio; altri 66 km da Gagliano a Lecce, sulla linea orientale, in un’ora e mezza. La media oraria di 50 chilometri orari, in grado forse di far innervosire i suddetti pendolari, può invece essere la «formula magica» per sedurre i turisti: dopo il boom dello «slow food» (il «mangiare lento»), potrebbero anche cedere alle tentazioni dello «slow tour», ovvero del «viaggiare con calma». Appuntamento, dunque, alle 9,40, nella stazione di Bari centrale, ultimo binario (non proprio ben segnalato), diretti a Martina Franca, 78 chilometri attrverso i trulli , i campi fioriti A Martina si cambia. La coincidenza verso Lecce ci sarà tra un’oretta: il tempo per fare un’incursione nella bella cittadina. Poi via, alle 12,40, su una vetusta carrozza motorizzata: sembra un pullman d’epoca con le ruote d’acciaio. Ovviamente, come tutti i treni Fse, ha un motore diesel. Si sente persino il rumore del cambio delle marce, mentre il miniconvoglio - carico di studenti - scende, tra continue curve e controcurve, le rampe della ferrovia. Il treno sferraglia sempre lontano dalle strade, in mezzo ad un campagna splendida, vero compendio della «pugliesità». Si sfiora un passaggio a livello, dove una signora vestita di nero è impegnata a manovrarlo a mano. A Novoli, dopo 92 km, si cambia. Scendiamo al volo. L’altro treno, per Gagliano, è già pronto con due vagoni: chiediamo al macchinista, affacciato, se è quello giusto. «Lei va proprio a Gagliano Gagliano?», chiede. Beh, sì. Stessa domanda da parte del controllore. Il convoglio, quasi vuoto, s’avvia: s’inoltra nelle penisola salentina verso ovest, in direzione di Nardò e Casarano. La natura qui è più selvaggia, più arida, più rocciosa; più meridionale, se possibile. Al capolinea il treno, dopo 6 ore e mezza di viaggio, ha solo tre minuti di ritardo sulla tabella di marcia. Dopo un’ora si parte, via Maglie, per Lecce, dove ci attende un Inter City delle Fs diretto a Bari. . Però in Puglia si preferisce pensare in grande. Giusto. Col rischio di perdere di vista strutture e risorse che già ci sono. Il 16 ottobre dello scorso anno si è festeggiato il centenario della ferrovia Maglie-Gagliano del Capo/Leuca-Nardò, Nello stesso mese di ottobre ricorrono anche gli 80 anni delle Ferrovie del Sud Est, fondate il 22 ottobre del 1931. Per commemorare tali avvenimenti l'Aisaf Onlus, gestore del museo Ferroviario della Puglia di Lecce, e le Ferrovie del Sud Est hanno organizzato i "Treni del Centenario", con il treno d'epoca Salento Express. Il convoglio era composto da carrozze degli anni '30 delle Fse trainate da un tipico locomotore diesel del 1959, restaurati e riportati nei colori d'origine dall'Aisaf e custoditi presso il Museo Ferroviario leccese. In tutti questi riferimenti si parla di un viaggio unico a ritroso nel tempo , nelle tradizioni, tra natura, arte e cultura con un pizzico di nostalgia per quei valori veri, degni di rimanere nella memoria e a volte bisognosi di essere sollecitati per ristabilire un contatto con le proprie radici. Per tali motivazioni la scelta della location non poteva essere diversa, frutto di una volontà di "viaggiare sulle orme del passato": Anche ll logo del'iniziativa quindi doveva essere un elemento distintivo del territorio il "Geco" animale simbolo di questa terra per il suo adattarsi a condizioni impervie. Quando? La localizzazione del contesto A questo punto c'è da studiare il rapporto con il territorio , le infrastrutture e i collegamenti, piste ciclabili, treni, bus, analizzare le utenze registrate sul territorio negli ultimi anni, e tirando le somme giungere alla programmazione delle tematiche trattate nel museo, , il titolo degli indirizzi progettuali e ultimo, ma non per questo meno importante il "logo" per poter dare il via alla campagna pubblicitaria. I collegamenti di Taurisano con il territorio circostante sono piuttosto intensi e diversificati, infrastrutture principali e secondarie costituiscono una fitta trama capillare che abbraccia il territorio e crea i collegamenti , strade ferrovia e pubblico trasporto su ruote consentono gli spostamenti Durante il periodo estivo tutto viene intensificato, una rete di mezzi di trasporto Pubblico Extraurbano attivo dal 16 giugno al 30 settembre con linee e numeri di corse giornaliere variabili all'interno del territorio e si chiama SALENTO in TRENO e BUS + BICI il quale collega le principali località turistiche del Salento, il suo entroterra e l'aeroporto di Brindisi ed è composto da una rete integrata di linee su ruota e ferrate, individuate da colori distintivi che identificano anche gli autobus e i treni in servizio sulla linea. il servizio inoltre consente, presso i nodi di interscambio di Lecce, Otranto, S.M. di Leuca e Gallipoli di poter noleggiare la bicicletta. Le piste ciclabili si stanno sempre più diffondendo il nostro territorio che per conformazione ben si adatta a tale genere di mezzo, difatti Il tracciato ferroviario esistente in alcuni tratti intercetta questi percorsi, una delle piste che passa proprio dalla nostra stazione ferroviaria parte da Casarano seguendo una scaletta ben precisa di seguito menzionata A. Partenza (79 m slm, Casarano) B. Vecchia villa signorile abbandonata da tempo (66 m slm, Casarano) C. Prima di arrivare al ponte sulla destra si trova un vecchio frantoio sotterraneo che alcuni anni fà conservava anfore (72 m slm,Taurisano) D. Vecchio ponte ferroviario che attraversa la ferrovia e immette in una stradina sterrata (96 m slm,Ugento Difatti in cantiere vi è un progetto finanziato alla Regione riguardante la realizzazione di un deposito di biciclette all'interno del fabbricato. Quindi si procede nel dettaglio alla divisione dei compiti per condurre u'analisi dei parametri necessari a rendere fattibile il nostro progetto. Parte la ricerca di gruppo delle strade e dei mezzi di comunicazione utili per gli spostamenti, si verificano gli accessi al museo e il territorio circostante, la presenza di strutture ricettive e di bar ristoranti gelaterie ecc. Per quanto riguarda la viabilità esistono tutti i tipi di mezzi di comunicazione, l'accesso al museo è piuttosto agevole trattasi di una Via complanare alla SP66 con scarso traffico e che percorre una serie di chiusure dove prevale la coltivazione di ulivi Tutto il materiale raccolto viene riassunto nelle tavole successive per avere un quadro completo. Di certo il risultato è incoraggiante le premesse ci sono per procedere nella progettazione, e allora partenza!!! Perche'? La fattibilità Una volta definito il luogo e i rapporti con il territorio, bisogna iniziare a progettare il museo, verificare la fattibilità del progetto, e se il luogo risulta idoneo ad ospitare tale iniziativa . Questo rappresenta sicuramente un passaggio chiave, ci si scontra con i problemi di fattibilità e di ingegno per trovare la soluzione migliore. Dividendo i ragazzi in gruppi si affida loro una planimetria della Location e li si invita ad un dibattito. Si parte da una analisi concreta delle planimetrie dell'edificio, si studiano gli spazi, e ci si rende sempre più consapevoli di aver fatto la scelta giusta. L'edificio si presta ai nostri intenti, la mostra va allestita al piano terra, tralasciando il piano superiore non potendo realizzare un abbattimento delle Barriere Architettoniche, e quindi limitare l'utenza, si decide quindi di fruttare i due grandi vani con accessi indipendenti e denominati sala di attesa e ufficio movimento, mentre la vecchia lanteria verrà adibita a biglietteria. Si lascia sgombero il vano bagagli perchè come citato precedentemente è oggetto di finanziamento regionale per un deposito biciclette. Alla luce di tale iniziativa la nostra idea ancora una volta risulta maggiormente fattibile, i turisti scesi allo Stazione Ugento-Taurisano, potranno affrontare l'itinerario da noi proposto in bicicletta. All'interno lo spazio verrà organizzato secondo un percorso guidato partendo dalla hall e percorrendo le due ampie sale. I pannelli espositivi verranno fissati alla parete tramite ganci e illuminati con faretti posti in posizione ottimale tale da non creare riverberi di luci e ombre . Chiaramente tutto l'impianto di illuminazione andrebbe rifatto e conformato alle normative vigenti, ma non essendo impiantisti ci esimiamo da date progettazione. Lo spazio esterno antistante e retrostante consente una total immersion con la campagna, i sui"rumori naturali" e la tranquillità, lontano dal traffico caotico dalla così detta "civiltà". Il piazzale antistante l'edificio verrà attrezzato con panchine e con piantumazione di specie autoctone per creare un riparo naturale durante le calure estive. La visita al museo può essere integrata con l'itinerario proposto di visita alla Città di Taurisano che ha molto da offrire sotto il punto di vista artistico-culturale. Taurisano origini e storia ,è una citttadina che ha alle spalle un glorioso passato.. Di incerta origine, le prime notizie attendibili, in quanto documentate, risalgono al XII secolo. Ceduta dal normanno Tancredi ai Monteroni, passò successivamente ai de Brienne, ai del Balzo, ai d'Aragona, ai Gattinara, ai Ruiz di Castro, ed infine ai Lopez fino all'abolizione della feudalità avvenuta nel 1806. Alcuni studiosi (L. Tasselli, G. Rohlfs) ipotizzano che il nome derivi, da un antico centurione romano, al quale, fu data la terra come premio dell'impegno profuso sotto le insegne di Roma e si fa il nome di un certo Taurisius o Taurisianus. Altri sostengono che fosse un bovile, peraltro dipendente dalla vicina Ugento, un luogo dove si allevavano dei buoni tori (tauri sani) impiegati per la riproduzione. Altri ancora ipotizzano che il nome derivi da Adelasia Taurisano, considerata per certi versi la prima feudataria dì questi luoghi. Le ipotesi redatte per la derivazione del nome di Taurisano valgono anche per l'interpretazione del simbolo dello stemma. Tutte le teorie, infatti, riconducono all'immagine del toro.Il toro indica forza, capacità produttiva, e in definitiva eternità, perché attraverso la riproduzione c'è una continuità senza limiti della specie.Come in quasi tutte le realtà salentine e meridionali, anche in Taurisano si sono verificati vistosi cambiamenti dopo la fine del secondo conflitto mondiale, in conseguenza di una forte emigrazione sia verso l'interno (il famoso triangolo industriale italiano), sia verso l'estero, verso i Paesi di centro- Europa (Francia, Belgio, Svizzera, Germania, Lussemburgo, ecc.).Tali cambiamenti hanno inciso sia sul tessuto familiare, sia principalmente, sull'economia, in quanto con le rimesse dell'emigrazione c'è stata una forte espansione del lavoro nel campo dell'edilizia e dei settori indotti. Sempre dopo gli anni '50 si è determinata anche una certa vivacità nel vissuto sociale e nel campo culturale (manifestazioni, testate giornalistiche, ecc.) culminate, finora, con la rivalutazione della figura e dell'opera del figlio più illustre di Taurisano, Giulio Cesare Vanini, filosofo che qui ebbe i natali. lI monumento più rappresentativo è costituito dalla Chiesa di Santa Maria della Strada, di origine trecentesca, Al centro della cittadina, sulla piazza omonima, si erge il palazzo ducale dei Lopez y Royo, risalente al XVII secolo e successivamente sottoposto a vari rifacimenti. A Taurisano vide la luce nel 1585 il filosofo e medico Giulio Cesare Vanini, che pubblicò le sue opere in terra di Francia a Lione cd a Parigi, il quale morì sul rogo a Tolosa nel febbraio del 1619.. Questi elementi e tanti altri ancora lasciano intendere le motivazioni per cui Taurisano ha un passato affascinante da scoprire.................................................................................................................................................................................................................................... ............................................................................................................................ Il risultato del dibattito produce i suoi frutti il luogo si adatta bene alle esigenze progettuali, e Taurisano è una cittadina degna di interesse. Procediamo quindi con l'illustrazione della fase progettuale Ricerca del materiale Intraprendiamo un nuovo cammino, il reperimento del materiale espositivo attraverso un'analisi bibliografica e sul campo. I ragazzi si soffermano incuriositi davanti ad episodi architettonici che non avevano mai notato quotidianamente, ma che proposti in una chiave nuova cominciano ad apprezzare. La passeggiata nei vicoli è nelle strade ci ha consentito di fotografare e disegnare dal vero alcuni scorci della Città . In biblioteca si è raccolto del materiale sul concetto di viaggio, e sul web altre notizie ed immagini riguardanti il territorio. oltre alla citazione posta in testata ve ne sono una serie davvero interessante che ci è piaciuto qui sintetizzare; - Dacia Maraini, Ho sognato una stazione, Editori Laterza, 2005 “Sognare , viaggiare con la mente, inventare storie era l’unica possibilità di sottrarsi alla terribile esperienza che stavamo vivendo”. “Dell’ultimo viaggio a Pechino ricordo soprattutto le biciclette correre cieche, disperate, orgogliose e pure già consapevoli di avere perso la guerra contro le automobili, lungo le strade larghe” “Ho fatto un viaggio nel cuore della periferia romana alla ricerca di un pubblico popolare, diverso da quello solito dei teatri del centro”. “Anche quando viaggio fisicamente, sono abituata a portarmi dietro una valigia di libri. Cerco di entrare nel paese verso cui mi sto dirigendo in due modi:con il corpo, con la mente, attraverso la conoscenza dei libri. Di solito, quando vado in un paese straniero, prima di partire, leggo soprattutto i romanzi degli scrittori del luogo" “Solo con i libri possiamo ritrovarci dentro paesi lontani, veri o inventati, restando comodamente seduti su una poltrona o possiamo attraversare epoche remote, venendo a sapere quello che i libri di storia non ci dicono: gli odori, i sapori, i colori, le voci di un altro tempo e di un altro spazio” “Ricordo di essere stata a Mosca a visitare la casa di Tolstoj e di essere rimasta colpita dalla modestia e dall’umiltà dell’insieme” - Mario Caroli, Prenderò il treno, Publiprint, 1990 “Ci si sente subito meglio, quando si riprende il viaggio. Tirare dritto o percorrere sempre lo stesso tragitto, fingendo di andare verso una meta nuova; importante è ricominciare il cammino” “Al sud, la gente preferisce stare sempre fuori dal bar; specialmente quando fuori c’è la piazza. Anche d’inverno: tutti all’aperto. Sedie e tavoli servono sul marciapiede. Platea e loggione per gustare il paese, che si rappresenta, giorno dopo giorno, sulla piazza, sul corso, sulla strada” “Non ho scelto io di salire su questo treno, né ho mai pensato di rinchiudermi in una gabbia nauseabonda per cuccette: gli spazi ristretti, a disposizione delle cucce a castello e gli sguardi attaccati sul finestrino, mi hanno sempre richiamato scene da deportazione nazista, film in bianco e nero del dopoguerra neorealista. Ma ho scelto io di ripartire. La voglia di riprendere il viaggio: è tutto ciò che rimane” - Andrea De Carlo, Treno di panna, Einaudi editori per Corriere della sera “Noi avremmo voglia di tornare in Europa dopo una vacanza incredibile dell’estate scorsa ma bisogna anche guadagnarsi da vivere, ci stiamo dedicando tutti e due alle nostre carriere e cerchiamo di fare il meglio che possiamo” Ora bisogna riordinare le idee!! Ipotesi esecutiva. I pannelli Dopo aver reperito il materiale siamo giunti alla fase progettuale che si occupa del percorso e del linguaggio espositivo è arrivato il momento di occuparsi dei pannelli espositivi come sintesi del materiale raccolto. L' itinerario proposto è quello di un qualsiasi turista che venga dal nord, sud o centro, desideroso di andare alla scoperta di tradizione , arte e territorio, per alcuni tratti impervio, ma che ha un fascino particolare ed unico nel suo genere. La premessa di questo viaggio sono le parole di Mauro Rostagno, agosto 1988 “…ecco, andare al sud è un viaggio dentro l’anima, dentro le sue radici… e poi in questa terra vale una regola semplice e antica: laddove si produce molto male, si produce anche un bene molto forte. Dove c’è sofferenza, ci sono anche i migliori anticorpi”. Lo scopo della proposta di viaggio è duplice, in primis quello di riscoprire il percorso ferroviario tanto suggestivo e ricco di storia, e in secondo luogo, ma non per questo meno importante, far conoscere dal vero la nostra Città di Taurisano illustrata nei pannelli esposti nella stazione ferroviaria ............... L’itinerario è presto fatto. Chiunque giunge a Lecce in aereo treno,o macchina personale, è invitato, ad alzarsi di buon mattino e prendere il treno per Gagliano del Capo (estremo meridionale dell’anello ferroviario), un tracciato lungo tutta la dorsale salentina. si ha modo di che rilassarsi, assaporare i profumi e i paesaggi tipici di questo territorio, assaporare la semplicità, il ritornare alle origini . Dopo qualche ora si giunge allo scalo ferroviario Ugento-Taurisano si sosta nell'area a verde attrezzata, si usufruisce dei servizi igienici, e tra uno schiamazzo ed un panino, si fa merenda a contatto con la natura. Dopo aver ritemprato il corpo e lo spirito si visita la mostra temporanea all'interno dell'edificio, in tal modo si fa strada la curiosità di osservare dal vero i monumenti di cui si parla, e allora via di corsa ad inforcare la bicicletta con direzione il centro Città. Attraverso la mappa distribuita nei locali espositivi il turista sarà in grado di rintracciare i siti da visitare e attraverso una breve didascalia coglierne i contenuti. Sarà affascinato dai mille scorci, dall'edilizia civile e religiosa quest'ultima sublimata dalla presenza in loco di una delle poche basiliche Romaniche Pugliesi Maria S.S. della Strada Nel frattempo, giunta ora di pranzo, il turista può avere diverse alternative, da un semplice aperitivo o un pasto completo nelle trattorie del paese. Dopo una pennichella nei giardini comunali si rientra in stazione e. si riparte infine nel tardo pomeriggio, per rientrare a Lecce in serata. I pannelli espositivi avranno come unico filo conduttore il passato di Taurisano con i suoi preziosi gioielli architettonici, la cultura e il futuro di questi ragazzi. in primis troneggerà il Geco simbolo scelto che ci rappresenta e che lascia impronte profonde sulle nostre anime. Strategia . la comunicazione Il successo di un progetto dipende anche dalla propaganda che si riesce a fare Si è pensato quindi di diffondere sul territorio e attraverso il web una locandina che illustri l'iniziativa ed inviti utenti vicini e lontani a visitare la mostra e passare una giornata diversa usufruendo una struttura che non aspetta altro che rivivere gli antichi albori In calce si riporta copia del Manifesto Pubblicitario Molti scrittori hanno narrato di viaggi, di aspettative , di esperienze che hanno cambiato la loro vita è ci è parso significativo un passo letto su un testo “Ci si innamora dei luoghi di un paesaggio come ci si innamora delle persone. Tutti i luoghi hanno qualcosa da dire, bisogna solo saperli ascoltare” Noi con il nostro lavoro speriamo di aver contribuito a far conoscere il nostro Paese e presuntuosamente crediamo che non rimarrete delusi, venite a trovarci !! Bibliografia Pietro Marra novembre 1996 "Appunti di viaggio dal Sud-Est " 79. PUGLIA / Lecce Traversine nel Sud-Est Itinerario pubblicato su Bell’Italia, ottobre 2010 Marco Brando "In viaggio da Bari a Lecce via Martina, Novoli e Gagliano: otto ore di «slowtour» in luoghi da sogno " Marco Cavalera ; su spigolaturesalentine dell'ottobre 2011, il [email protected] Dacia Maraini, Ho sognato una stazione, Editori Laterza, 2005 Mauro Rostagno, agosto 1988 Ferrovie del Sud-Est 1932-1988, pubblicazione commemorativa Salvatore RONGONE, Le Ferrovie del Sud-Est, Bari 1989, Tipografia Vittoria Bari. Roberto Cocchi, Alessandro Muratori, Le Ferrovie del Sud-Est, su Mondo Ferroviario n. 34 - marzo 1989 (inserto). Maria Caroli, Prenderò il treno, Publiprint, 1990 Università di Lecce, Indagine sul sistema dei trasporti nella Penisola Salentina, Congedo Editore,1981 Andrea De Carlo, Treno di panna, Einaudi editori per Corriere della sera SCUOLA DELL’ INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI I° GRADO ISTITUTO COMPRENSIVO TAURISANO POLO 2 Scuola Secondaria di 1° Grado TAURISANO Via Lecce LEMM890013 0833-622107 I ragazzi della classe III C in riferimento al progetto scolastico delle Ferrovie dello Stato Italiane, in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione organizzano una mostra permanente nelle sale della stazione ferroviaria Ugento- Taurisano " Viaggiando sulle orme del passato " Tutor Prof. De Pietro Marilena Un percorso attraverso il Territorio Salentino con l'uso del treno, e le valige colme di ricordi del passato. Direttore dei lavori Arch. Baglivo Valeria Docente di Arte e Immagine Prof. Baglivo Valeria